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Caro lettore

i primi fascicoli di questopera sono apparsi con il nome di Manuale di lingua e mi-
tologia urbana sulle bacheche per gli avvisi degli studenti e sui banchi di aule e biblio-
teche della sonnacchiosa e ridente universit di Verona, nellanno accademico 1999-
2000. Risale allo stesso anno anche lunico avvistamento dellautore, sorpreso mentre,
con fare guardingo, afggeva degli strani volantini su una delle bacheche riservate alla
facolt di Scienze della Comunicazione. Una pubblicazione bizzarra fn dalla coper-
tina: un viso di donna con i lineamenti contratti di paura a causa della pistola puntata
alla tempia. Dalle labbra tremanti, il fumetto: Leggetemi, vi prego. Se non lo fate,
lautore mi ammazzer. pazzo, vi dico. Pazzo!.
Gi dallaspetto qualcosa in lui stonava. Il taglio di capelli, per esempio. La riga a lato
gli conferiva un tono di eleganza provinciale del tutto inappropriato a un momento
storico in cui perfno i lettori portatili di compact disk erano sul punto di diventare
obsoleti. Una sensazione confermata dal colletto della camicia ben abbottonato, che
aforava dallo scollo a v del golfno verde Prussia con toppe sui gomiti e righetta rossa
a impreziosire i polsini. Magro, allampanato, rosso di capelli, si guardava attorno, pare,
con aria preoccupata, mentre dalla borsa a tracolla traeva copie del Manuale per attac-
carle alla bacheca. Quando si accorto che lo guardavamo, si dato alla fuga, andando
a sbattere prima contro una ragazza dietro di lui e, una decina di metri dopo, mentre
si lanciava a larghe falcate verso le scale dellala principale, nella fgura del Magnifco
Rettore che scendeva ignaro, con una mano in tasca e il soprabito sottobraccio. In
molti giurano di aver visto cadere, nellimpatto, una vecchia Nikon a buon mercato e
un registratore vocale a cassette che lanonimo ha raccolto in un lampo prima di scap-
pare.
Il fascicolo appeso alla bacheca constava di una ventina di fogli A4, piegati e rilegati
assieme da uno spesso flo bianco, probabilmente impaginati con Publisher, stampati
in bianconero e fotocopiati in qualcuna delle copisterie che spuntano attorno alle
universit. Sfogliandolo si capiva subito perch manuale: disposte secondo lordine
dellalfabeto, sulle pagine si accampava un inventario di parole ed espressioni, cias-
cuna fornita di una defnizione, di un esempio e qualche volta di unimmagine, come
in un dizionario enciclopedico. Ma non si trattava di parole che si trovano di solito
nei dizionari ditaliano: a nastro, tunzettaro, tampinare, scialla, provenivano senza
dubbio da quella variet di lingua che gode di scarsa stima presso maestri, professori e
docenti di italiano, e che i linguisti chiamano il giovanile colloquiale.
Quello nelle nostre mani, in particolare, era il numero 14, intitolato Deragli,
fattanza & fagiani dallo spazio profondo, uno degli ultimi in nostro possesso.
Nellosservarlo oggi, ci pare rispecchi in pieno la missione che Il manuale di lin-
gua e mitologia urbana si assegnava: trattare in mod scientifco parole considerate
poco serie, perfno sbagliate. Le defnizioni hanno un taglio umoristico, segno che
lanonimo preferiva il signifcato laterale a quello letterale. Gli esempi sono costituiti
da una storia: pu trattarsi di una vignetta di poche battute, con lo scopo di illustrare
il modo duso, o di storie in prima persona, articolate in molte pagine, che danno
limpressione di essere la sbobinatura di una registrazione vocale. Pezzi di realt, cat-
turati forse con lapparecchio che gli avevamo visto cadere per terra. Come in ogni
numero, introduce la pubblicazione un diario di lavoro.
Il Manuale, dunque, muove i primi passi come ricerca linguistica su campo.
Linteresse del ricercatore, tuttavia, non si esaurisce nella descrizione di una singola
parola o di una variet di italiano: anche se accenna al lavoro di insigni linguisti come
Berruto, Cortellazzo e Ambrogio-Casalegno, lanonimo dichiara di voler osservare la
lingua per capire lesperienza che ci sta sotto. Tale passaggio descritto nel diario
di lavoro del numero tre, intitolato Tipologia dei tipi e delle tipe, dove usa la parola
mitologia per riferirsi alle avventure giovanili:
() allinizio, mi sono messo a fare una ricerca sul lessico in uso tra i
ragazzi che fanno luniversit, con gli strumenti della linguistica: mi
preparavo delle liste di parole che, a orecchio, potevano far parte della
tradizione della lingua dei giovani, andavo nei luoghi fequentati dai
miei coetanei: i bar, i concerti, i centri commerciali, posti cos e, regis-
tratore vocale alla mano, sottoponevo a chi voleva la lista delle parole,
ne chiedevo il signifcato. Spontaneamente, gli intervistati, oltre alla
loro opinione sui signifcati, mi ofrivano altre parole da aggiungere
la lista. Per i risultati per me non erano soddisfacenti. Ho avver-
tito che ci stavo arrivando, quando ho smesso di seguire la dinamica
domanda-risposta del questionario e lasciavo parlare gli intervistati a
ruota libera. Questi, dopo liniziale test sulla conoscenza della parole,
cominciavano a raccontare per associazioni di idee, partendo da quelle
parole stesse. Il genere di cose che mi raccontavano non facile da
defnire. Coattume? Epica giovanile? Mitologia?
Non ci sembra improprio concludere che la natura del Manuale di lingua e mito-
logia urbana consista in una ricerca sui miti e sullimmaginario giovanile locali, cui
lautore prova ad accedere attraverso i cancelli della lingua parlata perch, a suo modo
di vedere, essa cattura la mappa mentale di una persona; in particolare lanonimo ci
sembra propenso a credere che molte rappresentazioni soggettive della realt, dis-
poste una accanto allaltra, giungano a restituire una forma credibile di realismo.
Il corpus di testi sui cui i curatori hanno lavorato per ofrire questa selezione
costituito da sette fascicoli pervenuti integri e numerati in ordine crescente, bench
discontinuo: Tipologi dei tipi e delle tipe; Male parole e insulti creativi; Esclamazioni
eufemistiche; Fanta-etimologie; Geografa linguistica; Avverbi, formule e saluti alla
moda; Deragli, fattanze e fagiani dallo spazio profondo e Del sentimento sagreste.
Non vi sono dubbi, tuttavia, che i numeri dati alle stampe siano molti di pi. Di
fronte a tanto e tale materiale, ai curatori sembrato necessario vagliare e scegliere le
parti pi signifcative e cercare la forma di pubblicazione pi adatta.
Tra tutte, labbecedario, grazie alla sua natura di libretto contenente i principi es-
senziali, parso lo strumento appropriato per ofrire al lettore i concetti base della
lingua e mitologia urbana. Grazie allindice interattivo di tutte le voci, presente alla
fne dellopera, possibile consultare i testi nellordine preferito: a nostro avviso
rende ABCdiario pi simile a un jukebox di storie che a un dizionario; consideran-
do che il valore di questopera risiede nella bizzarra bellezza dei testi, piuttosto che
nellafdabilit scientifca, non ci sembra troppo sbagliato.
Prima di accomiatarsi resta forse sospesa unultima questione: lanonimo. Doveva
essere un tipo solitario; anche se tutti possono ricordarlo nei corridoi delluniversit,
a lezione o in sala mensa, nessuno ha memoria di avergli rivolto personalmente la
parola o di aver partecipato a unintervista. A dire il vero non notizia verifcata che
fosse iscritto alluniversit: siamo indotti a crederlo da alcuni cenni, nei diari di lav-
oro, a lezioni di linguistica e glottologia. Potrebbe trattarsi di uno studente che non
riuscito a reggere il ritmo serrato degli esami e lo confermerebbe la voce Fuoricor-
sista, unico pezzo in ABCdiario a suscitare limpressione di essere in qualche misura
biografco, dove si racconta il sogno senza specifcare fatto da chi , di investire il
rettore di ununiversit. Perch un giovane ha ritenuto necessario fare una ricerca sulla
lingua e sui miti dei giovani? Era necessario Il manuale di lingua e mitologia urbana?
Nonostante le nostre ricerche, lidentit dellautore non si svelata. Siamo dellavviso
che quelle interviste fossero il modo in cui lanonimo si avvicinava alla comunit dei
suoi simili. Fin dalle copertine trapela unurgenza frustrata di comunicare. Ci pare che
lautore possa essere inquadrato nel tipo di persona che desidera essere accolta e, tutta-
via, frenata dai modi bruschi di chi si forza per superare la timidezza e, non sapendo
come altro dire le cose, le scrive su un foglio di carta. Chiss se riuscito poi a laurearsi.
Leditore e i curatori, si dichiarano pronti a riconoscere i suoi diritti, qualora lanonimo
esca dallombra.
25/03/14 Verona