venerdì 8 febbraio 2008

il

GiornaledellaLibertà 15

GIOVANI E VOTO NON SONO PIÙ IN SINTONIA CON LA POLITICA CHE NON SA ENTRARE IN CONTATTO CON LORO. CERCANO NOVITÀ E STIMOLI FORTI

DALLA PRIMA PAGINA

Più pragmatici e mobili: il problema del linguaggio
MILANO Poco soddisfatti dell’operato dei politici in Italia (il 57%), perché fanno solo i loro interessi (54%) e perché hanno troppi privilegi (25%), poco o per nulla interessati alle vicende politiche nel loro complesso (61%), che sfiorano attraverso i tg (78%) ma non attraverso i programmi di approfondimento (visti solo dal 17%). Sono gli under 30, fotografati dalla ricerca che Coesis Research ha realizzato a dicembre per “Famiglia Cristiana” per analizzare il rapporto tra i giovani e la politica. Sfiducia, disinteresse, incomunicabilità sono i sentimenti emergenti dalla platea dei ragazzi italiani. Come rimediare? “I giovani d’oggi – spiega Alessandro Amadori, fondatore dell’Istituto Coesis Research – rappresentano il frutto di una positiva mutazione culturale, nei linguaggi, negli schemi mentali e nella rappresentazione della realtà. Sono più pragmatici, concreti e ‘visivi’ rispetto alle generazioni precedenti, ecco il perché della loro desintonizzazione rispetto a una politica ancora legata all’astrattezza e a una cultura formalista”. Insomma, un pianeta a parte che non può riconoscersi nell’attuale panorama politico, anche “perché – prosegue Amadori – ricercano due cose oggi poco presenti nell’offerta che viene loro proposta: la novità, che tendono a premiare, ma anche gli stimoli intensi”. La logica conseguenza di questo scenario dovrebbe essere una fortissima astensione al voto: perché scegliere qualcosa in cui non ci si riconosce? Eppure, i dati apparsi nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes non sembrano essere così foschi: nella fascia di età 18-24 il 70% degli intervistati ha dichiarato di andare sempre a votare, dato che sale al 74,2% per la classe 25-34, contro una media nazionale del 77,1%. “Le percentuali – spiega Nicola Ferrigni, ricercatore Eurispes – sono andate diminuendo nel tempo, anche solo rispetto all’anno scorso e poi, in fondo, pensare che solo 7 ‘under 24’ su 10 votino, quando in passato l’andare a votare era considerato uno dei traguardi più ambiti, è un dato che fa comunque riflettere. I ragazzi oggi hanno un’ottica mordi e fuggi, non si riconoscono nella politica, che propone del resto dei modelli di comunicazione che con loro non funzionano proprio. Manca il contatto”. Quello del linguaggio (a braccetto coi contenuti, s’intende) è dunque un elemento da non sottovalutare, in campagna elettorale. “Se lo stimolo è corretto – conclude Amadori – i giovani rispondono, e rappresentano un segmento interessante, perché meno legati ad appartenenze e quindi più mobili rispetto all’offerta del momento”. Meditate politici, meditate. Maria Comotti

Bassolino, Prodi e la politica che non ci piace
Al primo, Raffaele Vanoli, viene assegnato uno stipendio di un milione e 50 mila euro l’anno, ai secondi, Giulio Facchi e Massimo Paolucci, in veste di sub del sub perché la torta è grande e ce n’è per tutti - 900 mila euro a testa. Loro distinguono, precisano, dicono che si tratta di cifre inferiori. Solo che c’è un piccolo dettaglio: tutta questa gente, pur avendo occupato scrivanie per anni, non riesce, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, a venire a capo di niente, tanto che, vedendo la malparata, il governatore Bassolino decide di scaricare il problema delle discariche su altri commissari e poi su altri ancora, fino ad arrivare all’ex capo della polizia De Gennaro. E i milioni di euro versati al signor Vanoli a cosa sono serviti? Ci sarebbe da piangere e non escludo che molti contribuenti abbiano già messo mano ai fazzoletti. Se mi sono dilungata in questo racconto, che magari qualche lettore ha già orecchiato, nei giorni scorsi, sui quotidiani, è perché mi pare che, con questa storia - in attesa che sia convalidata in sede giudiziaria - si sia superato ogni limite alla decenza. Lo stesso che si è, del resto, superato e da tempo, nell’amministrazione di certe Asl e di certi enti ospedalieri sparsi per l’Italia. Lo stesso che si è superato con la nomina di personaggi che hanno portato enti e aziende pubbliche allo sfascio, tanto da costringere poi amministrazioni locali o ministeri a ripianare le perdite indebitandosi, a loro volta, fino al collo. Ecco un argomento di cui vale la pena di parlare, approfittando anche della campagna elettorale che ora ha inizio. Per dire: pensiamo pure allo sviluppo e alle grandi riforme, aiutiamo famiglie ed imprese a sbarcare il lunario - cosa più che sensata dopo il massacro di tasse imposto dal Governo Prodi - ma non dimentichiamoci, per favore, di guardare finalmente anche cosa c’è sotto i tappeti di una certa politica. Che è poi quella che, in vaste aree della società civile, ha tolto e continua a togliere ogni giorno pezzi di credibilità al nostro sistema democratico. E magari conta anche poco - perché nessuno ha mai davvero ascoltato le sue reprimende - che anche la Corte dei Conti punti il dito contro gli eccessi di spesa pubblica prodotti da inefficienza e clientelismo. Conta il fatto che è il cittadino a non poterne più. Ma che ci vuole a varare una legge che imponga, struttura per struttura, ente per ente, severissimi ed efficaci controlli da affidare ovviamente ad organi terzi e super partes in modo che, nella gestione della cosa pubblica, la farina venga separata dalla crusca? Rimborsando magari anche il contribuente per il maltolto. Michela Vittoria Brambilla

GIOVANI E IMPEGNO I RAGAZZI CHE ADERISCONO AI CIRCOLI DELLA LIBERTÀ SI PREPARANO A DARE BATTAGLIA. PER RINNOVARE IL PAESE

“Cambiamo pagina a cominciare dalla scuola”
MILANO “Non vediamo l’ora di andare a votare”. Sono in fibrillazione i ragazzi dei Circoli della Libertà Universitas e dei Circoli della Libertà Giovani per le ormai imminenti elezioni. “Ci sentiamo via e-mail e via blog con gli studenti di moltissimi atenei italiani. Tutti, da mesi, sostengono che sono i cittadini a dover scegliere la guida del Paese” spiega Gianluca Lanza, 22 anni, studente di economia all’Università Bocconi di Milano. “Il Governo Prodi ha compromesso grandemente il futuro dell’Italia. Pensiamo solo al fatto che ha ridotto i fondi destinati alle Università. Come può crescere, come può diventare competitivo uno Stato che non investe nella formazione delle nuove generazioni, nella ricerca? I ragazzi universitari chiedono che si volti pagina”. I Circoli Universitas di Milano, negli ultimi tempi, hanno promosso una riflessione sulla situazione politica attuale, anche collaborando alla rivista inter-universitaria “Right”, che collega gli studenti di Università Cattolica, Iulm, Bocconi, Politecnico e Statale. “Nei nostri articoli ci siamo soffermati sull’oscurantismo che è calato sugli atenei d’Italia per colpa dell’ultimo Governo” dice Cesare Miglioli, 20 anni, studente di economia alla Bocconi. “Basti considerare quello che è successo alla Sapienza, quando è stata tolta la libertà di parola al Papa. Mentre i fondamentalisti isCONSULENTE EDITORIALE Vittorio Bruno v.bruno@circolodellaliberta.it REDAZIONE Maria Giovanna Della Vecchia (caposervizio) mg.dellavecchia@ilgiornaledellaliberta.it Dino Bondavalli d.bondavalli@ilgiornaledellaliberta.it Maria Comotti m.comotti@ilgiornaledellaliberta.it PROGETTO GRAFICO E ART DIRECTOR Alberto Valeri SEGRETERIA DI REDAZIONE segreteria@ilgiornaledellaliberta.it Antonella Magrì (responsabile) a.magri@ilgiornaledellaliberta.it Silvia Bernardi s.bernardi@ilgiornaledellaliberta.it COLLABORATORI Diletta Grella d.grella@circolodellaliberta.it REDAZIONE Via Torino, 68 – 20123 Milano Tel. 02 44409957 – 02 44409950 EDITORE Vittoria Media Partners srl Via Torino, 68 – 20123 Milano PER ABBONAMENTI E ARRETRATI Tel. e Fax 02- 44409977 segreteria@ilgiornaledellaliberta.it TIPOGRAFIA Aidia Progetti srl - Via Kramer 32 – 20129 Milano

lamici possono liberamente incitare alla violenza dalle moschee sparse sul nostro territorio. Una situazione che ha dell’incredibile!”. C’è chi, poi, tra i Circoli Universitas, ha organizzato anche degli incontri per comprendere meglio l’attualità politica. Come quello dell’ateneo di Palermo. “Con l’aiuto di alcuni politici, abbiamo cercato di capire il ruolo dei partiti, e di fare chiarezza sul sistema elettorale” spiega il presidente, Fabrizio Ferrara. “Certo, l’ideale sarebbe stato andare al voto con un nuovo sistema elettorale. Ora, però, non c’è più tempo. E a questo punto sono gli italiani a dover dire come la pensano”. “Abbiamo lavorato alacremente, con banchetti, incontri e raccolte firme, per mandare a casa questo Governo, che ha totalmente abbandonato a sé stesse le nuove generazioni” prosegue Federico Griguolo, 21 anni, studente di giurisprudenza a Padova e presidente di un Circolo della Libertà Giovani. “Ora che finalmente il nostro desiderio si è avverato, non è però certo il momento di abbassare la guardia. Durante la campagna elettorale il nostro impegno attivo sul territorio sarà totale, perché vogliamo vincere. L’Italia e i giovani hanno bisogno di una nuova grande rivoluzione liberale, e noi faremo di tutto perché si realizzi!”. Diletta Grella
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