LA NEMEsI

Numero 1 Luglio 2005 Euro 2,00

Teori aep r antis atica pecis ta
Attacca l’industria della pelliccia - Liberation Leagues - Chiudere Morini Il nostro Antispecismo - Azioni Dirette - Sostegno ai prigionieri

LA NEMESI è uno spazio di discussione sulle tematiche e le strategie del movimento per la liberazione animale e della Terra; un mezzo per diffondere coscienza, approfondimenti e notizie; un concreto appoggio ad una lo�a radicale e senza compromessi, che sostenga una teoria antispecista contro ogni forma di discriminazione tra i viventi e una pratica di autorganizzazione del movimento di base. LA NEMESI esce ogni 4 mesi. ABBONAMENTO: E’ possibile pagare un abbonamento annuo a 3 numeri della rivista al prezzo di 10 euro. Questo abbonamento comprende le spese postali. I soldi possono essere versati sul ccp 64035520 intestato a Elena Ba�ello. DISTRIBUZIONE: La Nemesi è disponibile per distributori e colle�ivi con sconto del 50%. Aggiungete sempre due euro per le spese postali. Prossima uscita prevista per novembre. Fateci pervenire commenti, contributi, notizie e ritagli di giornale entro tale data. La Nemesi, via Bramantino, 20155 Milano e-mail: info_lanemesi@yahoo.it

ignifica per noi approfondire le logiche dello sfru�amento animale e della Terra, superando ogni barriera che l’essere umano abbia ere�o a difesa del suo dominio; oltrepassando anche le invisibili mura dietro cui si chiudono movimenti di lo�a che non includono nel loro proge�o di liberazione esseri viventi non appartenenti alla specie umana. Approfondire le cause del dominio umano sul non-umano, ma al contempo fornire uno strumento per lo�are contro queste cause e contro le aberrazioni che ne derivano. Trovare cioè dalla teoria uno stimolo alla pratica, e dalla pratica uno stimolo alla riflessione. Antispecismo, appunto, come gradino necessario nella scalata verso un mondo che non contenga più tracce di autorità e di potere, per chiudere quel cerchio cominciato con le lo�e di emancipazione dell’uomo dalla di�atura dei suoi simili. A Aprire ogni gabbia, affinché nessuno possa considerare sua proprietà altri esseri viventi, umani o non-umani. In ogni numero di questa rivista ci proponiamo di tra�are e approfondire lo�e che si svolgono all’estero, analizzarle, cercarne una prospe�iva e prenderne spunto, cercando in questo modo di dare nuovo respiro alla lo�a che viene svolta qui. Sentirci parte di un movimento a�ivo e diffuso a livello globale contribuisce a rafforzare il grado di partecipazione alle lo�e, essendo fonte continua di stimoli e spunti d’intervento. Nessuna mania esterofila, ma una volontà di ampliare la conoscenza di ciò che si muove al di là dei confini, sopra�u�o quelli linguistici. A�raverso il conta�o e la collaborazione tra le diverse realtà si sviluppano inoltre discussioni interessanti, alle quali intendiamo dare spazio alla ricerca di una crescita di metodo e contenuto; in questa o�ica, oltre ad analisi nostre, vorremmo mantenere una rubrica aperta a contributi esterni, interpretando la circolazione delle idee ed il diba�ito come la pratica più utile ad una crescita generale. Di conseguenza la selezione che verrà applicata alla scelta degli scri�i risponde a criteri di interesse per la discussione e non necessariamente di condivisione totale. Questa rivista nasce però non solo come strumento di approfondimento, ma anche di sostegno per gli a�ivisti stre�i tra le morse della repressione, che si fa sempre più aspra. Su queste pagine vogliamo dare spazio alle loro vicende e costruire un movimento forte della solidarietà, come idea e come pratica. Con il nostro impegno speriamo di riuscire a dare voce a chi si ba�e per la libertà di tu�i gli esseri viventi, concentrandoci sulle tematiche dello sfru�amento animale e dell’ambiente intendendole stre�amente collegate alle logiche di potere che affligono gli uomini. Spingiamo per colmare il vuoto di sensibilità e responsabilità che comporta il martirio di miliardi e miliardi di animali in un contesto drammatico di devastazione ecologica, convinti che, per dimension dimensione, gravità e palesi connessioni con la mentalità dominante, siano questioni di primaria importanza.

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Teoria e pratica antispecista

NELLA NOSTRA LOTTA LA LORO NEMESI
Nella mitologia greca la Nemesi, figlia dell’Oceano e della No�e, era considerata in origine la dea che distribuiva a ciascun mortale la sua sorte, non a caso, ma secondo giustizia e merito, per assumere in seguito la prerogativa dell’indignazione verso i potenti e i superbi sui quali faceva ricadere la sua inesorabile vende�a. La Nemesi è una forma di giustizia superiore, riparatrice e compensatrice, che faceva cadere in rovina chi aveva eccessivamente goduto di smisurati successi e di sfrenati orgogli. Essa rappresentava nel pensiero greco il conce�o fondamentale dell’equilibrio inalterabile della condizione umana e spiegava così come ad eccessive ed indebite fortune succedessero grandi sventure e penose umiliazioni. Tornando al presente, siamo “ormai” convinti dell’inesistenza degli dei pagani come di un unico dio del quale non subiamo l’infinito rica�o e non ci appelliamo a forme di Giustizia che cadano dai cieli, dai tribunali o da altri piedistalli. Non neghiamo però che la nostra lo�a vuole portare giustizia agli essere viventi e alla Natura violata che non possono resistere e comba�ere, facendo in modo che essi possano vivere liberi. Per noi la nemesi rimane “un evento o una situazione negativa che deve seguire periodi fortunati a titolo di giusta compensazione”, quando questa fortuna è goduta a discapito di altri. In questo senso la nemesi non è una volontà imperscrutabile o una dea che si presume debba intervenire, ma qualcosa che noi stessi dobbiamo generare con l’azione contro ogni sfru�atore.

In copertina tre dei 210 conigli liberati dall’ALF dall’allevamento Pampaloni Rolando a Fauglia (Pisa) nel luglio 2004.
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Tra le ideologie discriminatorie e suprematiste, lo specismo è quella più vecchia e radicata nella specie animale che l’ha ideata, quella classificata come homo sapiens sapiens. Una discriminazione basata sulla specie, pressoché sempre in favore della specie umana. Vogliamo in questo scri�o analizzarne le origini e le scuse che la perpetuano, non pretendendo certo di esaurire qui l’argomento. Naturalmente diversi Cos’è il razzismo? I Neri e i Bianchi non sono uguali per il colore della loro pelle, poiché di fa�o il colore è diverso. Constatare ciò non è razzista. Lo sarà piu�osto dire che il colore della pelle di qualcuno giustifica il fa�o di accordare più o meno importanza ai suoi interessi. L’uguaglianza di cui parla l’antirazzismo si oppone all’ineguaglianza di tra�amento di cui sono vi�ima alcuni in ragione della loro pelle. In realtà per l’ideologia razzista non è tanto il colore della pelle a determinare la superiorità di una razza su un’altra perché questo è un criterio fin troppo debole e troppo facile da contraddire. Bisogna dare una sostanza, uno spessore all’idea stessa di razza. La razza di un individuo deve essere percepita come sua verità profonda, come sua natura. Un nero deve essere nero fino in fondo, di sangue nero, qualcosa di completamente altro ed alieno dall’Uomo Bianco. Pertanto per i razzisti è la natura degli esseri che giustifica la discriminazione, è l’affermazione della loro differenza che li pregiudica. Il colore della pelle non è che un segno di questa differenza. L’antirazzista specista ha un problema, quello di dover giustificare lo specismo senza giustificare il razzismo. Mantiene infa�i l’idea di natura basata sulla nascita, l’idea che la Natura ha dato all’Uomo il più alto lignaggio tra le specie, la possibilità di essere libero, e che gli animali siano nati per essere schiavi e so�omessi agli Uomini. Per il razzista lo stesso discorso dà fondamento alla sua volontà di dominio sui neri, naturalmente diversi. Specismo, sessismo e razzismo Queste tre forme di discriminazione sono stre�amente interconnesse per due ordini di ragioni. In primo luogo tu�e fanno affidamento sull’idea di una natura diversa e sicuramente inferiore. Una natura che sancisce l’inferiorità degli animali rispe�o agli umani, della donna rispe�o all’uomo e dei popoli barbari rispe�o a quelli civilizzati. L’osservazione di una natura bestiale dei popoli da assogge�are è servita a legi�imarne la schiavitù, con i mercati, la marchiatura e il lavoro forzato. I colonizzatori sbarcati in America produssero volumi di grandiosa apologia razzista a giustificazione del genocidio da essi compiuto. Queste razze inferiori erano minacciose, peccaminose, carnali, disumane e non cristiane e pertanto pericolosamente vicine agli animali. Essi venivano tra�ati come era solito tra�are gli animali. I grandi teologi della Chiesa non facevano altro che interpretare il pensiero comune quando affermavano che la donna era situata nel livello inferiore dell’umanità, essendo perversa, debole, o�usa, subdola, mentre in quello superiore regnava l’uomo con la sua lungimiranza, la sua intelligenza, la sua virtù, la sua ragione. Gli stessi termini utilizzati per suggellare la naturale superiorità umana sulle altre specie. La pessima e sprezzante opinione delle donne, che si aveva e che molti ancora conservano, non è nata dalla mentalità degli inquisitori che scatenarono le grandi cacce contro le streghe, ma risale a molto prima poiché già la mentalità pagana era misogina. Le “femmine”e i “bruti” (le razze inferiori) sono talmente diversi che, rispe�ivamente, la Santa Inquisizione e la colonizzazione hanno messo in pratica le più impensabili torture, con il convincimento di trovarsi di fronte a degli esseri di natura demoniaca e di indole bestiale, incapaci di soffrire. I carnefici, spesso coperti da una maschera di cuoio, appendono, stritolano, stirano, bruciano, ammaccano, seviziano con distacco scientifico il corpo della malcapitata. I loro occhi sembrano non vedere l’orrore del corpo martoriato, le loro orecchie sembrano non udire i lamenti, i gemiti, le invocazioni. Sarà inutile ricordare il parallelo con vivise�ori e macellatori? L’altro legame tra queste discriminazioni è la nascita di quelle tra umani come conseguenza di quella adoperata contro gli animali: avendo acce�ato lo sfru�amento degli animali come parte naturale delle cose, si cominciò a tra�are in modo analogo gli altri esseri umani. Così dopo aver iniziato la pratica dell’allevamento degli animali, gli uomini addomesticarono le donne controllandone la capacità riprodu�iva a�raverso la castità e la repressione sessuale. Le donne vennero spinte ai margini di una società maschile che deteneva un potere assoluto. La donna faceva parte dei diversi, la sua vita divenne irrilevante e valutata solo in base alla sua utilità per l’uomo. E così, esa�amente come la specie umana nella sua interezza aveva dimostrato la propria superiorità sugli altri animali dominandoli e soggiogandoli, a molti europei sembrava chiaro che la razza bianca aveva dimostrato la propria superiorità sulle razze inferiori tenendole so�o il proprio dominio. La somiglianza tra queste tre ideologie sarebbe evidente a tu�i se non fosse che, tristemente, antirazzisti e antisessisti sono per la maggior parte specisti e hanno dunque un forte interesse a non farla percepire. La volontà che hanno di comba�ere le discriminazioni tra gli umani senza me�ere in pericolo quella verso i nonumani li conduce a volere a tu�i i costi difendere delle posizioni indifendibili. L’idea di uguaglianza animale è per loro impensabile poiché vogliono sì fondare una società di eguali, ma tu�i ugualmente superiori agli La nemesi 3

IL NOSTRO ANTISPECISMO

altri animali. Un’amicizia tradita Si può individuare una fase della storia umana in cui iniziò l’edificazione di quella barriera fra uomini e animali che oggi sembra invalicabile: il passaggio da un’alimentazione basata sulla raccolta e sulla caccia ad una basata sulla coltivazione delle piante e sull’addomesticamento degli animali. Le comunità divenute sedentarie costrinsero anche gli animali ad una vita stanziale e impararono a controllarne la mobilità, il ciclo riprodu�ivo e l’alimentazione a�raverso l’impiego della legatura delle zampe, della castrazione, della marchiatura e della mozzatura delle estremità del corpo. Gli uomini furono sempre più coinvolti in pratiche che provocavano crudeltà, uccidendo prima di tu�o la loro sensibilità per scacciare i sensi di colpa. Per fare ciò si distanziarono emotivamente dai loro prigionieri verso i quali, un tempo, sentivano un senso di comunanza che presto fu dimenticato e sostituito con una volontà di prevaricazione. Il principale meccanismo usato dagli esseri umani fu il ricorso al conce�o secondo il quale essi erano una specie separata e moralmente superiore a quella degli altri animali. Un a�eggiamento che Freud così descriveva: “L’uomo, nel corso della sua evoluzione civile, si eresse a signore delle altre creature del mondo animale. Non contento di un tale predominio, cominciò a porre un abisso fra il loro e il proprio essere. Disconobbe ad esse la ragione e si a�ribuì un’anima immortale, appellandosi ad un’alta origine divina che gli consentiva di spezzare i suoi legami col mondo animale”. Tu�o il rimanente non-umano è stato bu�ato dentro un sacco e chiamato genericamente “natura”. Secondo la visione antropocentrica che affligge gran parte dell’umanità, questa “natura” è composta da esseri indistinti la cui peculiarità al massimo sta nei diversi utilizzi che ne vengono fa�i. E’ chiaro che la fuorviante contrapposizione noi/loro è indispensabile al mantenimento dell’a�uale ordine economico che divide tu�o l’esistente in merce e consumatori. Di più, se ognuno di noi ritiene di essere titolare di una propria unicità allora dobbiamo amme�ere che ogni individuo di qualunque specie possiede un valore intrinseco e urla la propria unicità. E’ tipico invece pensare che, per esempio, un coniglio o un vitello valgano l’altro perché appaiono tu�i uguali, negando che ognuno di loro è importante in sé e diverso da tu�i gli altri. Al di fuori dei libri e dei laboratori La zoologia sistematica vuole offrire un’ordinata visione comparativa della multiforme varietà delle specie animali viventi sulla faccia della Terra. Purtroppo questa ossessiva comparazione delle diverse forme di vita ha prodo�o quella convinzione secondo la quale gli uomini sono il risultato finale e il prodo�o perfe�o dell’evoluzione. La presenza del genere Homo ha storia piu�osto recente se comparata a quella della maggior parte degli altri animali, ma invece che riconoscere e guardare con meraviglia il fantastico viaggio a�raverso la storia del pianeta Terra condiviso con le altre creature, gli scientisti e i loro proseliti vogliono soltanto rimarcare la distanza e le differenze tra noi e i nostri compagni. Quello che la Scienza vuole suggerire me�endoci di fronte all’evidenza che individui appartenenti ad ampie categorie animali come gli Inse�i, i Molluschi e i Pesci 4

abbiano evoluto un sistema nervoso non equiparabile per complessità a quello di Uccelli e Mammiferi, non ci porta a ritenere che possano essere schiacciati con spensieratezza senza provocare sofferenza. L’unico rapporto che di solito i giganti umani hanno con i piccoli animali si risolve nell’ucciderli, ferirli o lasciarli vivere senza a�ribuire a ciò alcuna importanza. Quel che noi affermiamo è che non importa quanto intensa possa essere la sofferenza di un animale e quanto questo possa essere evoluto (secondo la classificazione fa�a dalla zoologia sistematica e dalla filogenesi animale). Ci basta vedere che un moscerino con le ali spezzate o le zampe schiacciate tenta in ogni modo di ricomporsi e lo�a sino alla fine per la propria vita e che sente il disagio di non avere il proprio corpo funzionante come prima. Una delle argomentazioni che gli specisti utilizzano per reggere il loro traballante impianto ideologico è che gli animali non umani non sono dotati di intelligenza. La supposta mancanza di intelligenza li ha esposti alla supremazia dell’umanità, che si è approfi�ata della diversa indole degli altri animali. Invece ogni animale possiede un’intelligenza propria della specie di appartenenza e ognuna di queste intelligenze è ada�a al tipo di vita, all’etologia di quell’animale ed è più che sufficiente per “sbrigare” i propri affari, per procurarsi cibo e riparo, per avere abitudini più o meno sociali, per accoppiarsi e per procreare, in definitiva per vivere nel mondo. Tu�o questo senza bisogno di intervento umano. In ogni caso, mancanza di intelligenza, incapacità di linguaggio e altre deficienze che gli umani possono riscontrare negli altri animali non possono essere argomenti per giustificare l’inflizione del dolore perché allora dovremmo acce�are la sperimentazione scientifica su persone che non sono né intelligenti né capaci di parlare. L’intelligenza è in fondo uno dei tanti parametri di valutazione, inventato dall’uomo, mentre potremmo usarne altri, come la forza o la velocità, per esempio, che scalzerebbero gli umani dalla posizione dominante. In tu�e le cose ci siamo fa�i più modesti. Non traiamo più le origini dell’uomo dallo “spirito”, dalla “divinità”, lo abbiamo ricollocato tra gli animali. Esso è per noi l’animale più forte perché è il più astuto: una conseguenza di ciò è la sua intelle�ualità. Ci guardiamo, d’altro canto, da una vanità che anche a questo punto vorrebbe di nuovo far sentire la sua voce: quella per cui l’uomo sarebbe stato la grande riposta intenzione dell’evoluzione animale. Egli non è in alcun modo il coronamento della creazione: ogni essere è, accanto a lui, allo stesso grado di perfezione…E affermando questo, affermiamo ancora sempre troppo: relativamente parlando, l’uomo è l’animale peggio riuscito, il più malaticcio, il più pericolosamente deviato dai propri istinti. Friedrich Nietzsche, l’Anticristo Di questo aforisma ci sono due versioni dal tedesco, una traduce la parola geistigkeit intelligenza, l’altra intelle�ualità. Qui non si afferma che l’uomo è l’animale più forte e il più astuto perché rappresenta la completezza e l’obie�ivo segreto della creazione, sia essa divina o sia l’inizio dell’evoluzione che Darwin ha descri�o, piu�osto si dice che questo tanto esaltato

homo sapiens ha acquisito delle potenzialità che l’hanno fa�o prevalere sugli altri animali, convincendolo di essere in cima ad una gerarchia di esseri viventi da lui stesso creata per legi�imare il dominio conquistato. Si potrebbe dire che l’intelligenza degli uomini è duplice: da una parte è l’intelle�ualità, la capacità di produrre sofisticati pensieri, di conce�ualizzare le proprie sensazioni, di saper formulare delle teorie che spieghino quel che sembra non interessare agli altri animali; dall’altra l’intelligenza umana è ciò che ha permesso a questa specie di sviluppare una serie impressionante di tecniche senza le quali non potrebbe di sicuro vincere la natura e le sue forze. Il cuore delle montagne sarebbe inespugnabile se non fosse che uomini e donne, grazie all’inarrestabile progresso della Scienza e della Tecnica, si sono dotati di giganteschi trapani che riescono a stuprarle con velocità ed efficienza; imponenti mammiferi marini possono essere con facilità arpionati ed issati con delle braccia meccaniche che rispondono al comando delle dita di un piccolo essere. Nel campo della genialità militare, gli eserciti di questo ultimo secolo sono arrivati dove i loro predecessori si erano dovuti fermare: ora il terrore e la furia bellica arrivano anche dai cieli, dove sembrava proprio che solo gli uccelli potessero volare. Insomma, questo “animale razionale dotato di intelligenza” ha costruito cose più grandi e più potenti di lui per avere ragione di ciò che altrimenti non avrebbe potuto domare e dominare. Qui risiede la furbizia dell’Uomo, sfacciatamente spacciata come Intelligenza. L’a�eggiamento megalomane descri�o finora è la tendenza che ha coinvolto la maggior parte degli umani ma non è in alcun modo la natura umana, perché l’esistenza di persone che lo�ano contro lo sfru�amento dimostra che la volontà di dominio non è insita in tu�i gli umani in quanto tali. La storia della civiltà si è svolta in questo modo, catastrofico ed annientatore, ma in ogni epoca ci sono state resistenze piccole e grandi che ci inducono a non disperare. Spezzare le catene Ogni essere vivente ha interesse al proprio benessere, a poter esplicare le normali funzioni vitali decidendo da sé luogo, tempo e modalità. Qualsiasi intromissione nei normali affari di un animale è indebita ed è applicata in ragione del fa�o che agli animali non si riconosce pari dignità, come del resto alcuni uomini non la riconoscono ad altri umani. Questo tenendo conto solo dei bisogni fisiologici che sono riscontrabili in ogni abitante animale della Terra, mentre come umani che riescono a instaurare dei rapporti affe�ivi o anche solo una comunicazione con alcune specie, dobbiamo riconoscere loro la capacità di provare sensazioni e sentimenti. Il fa�o che alcune specie non comunichino con segnali a noi comprensibili il loro stato di benessere o di disagio e che non si possa più di tanto legarsi a loro sentimentalmente non è di certo motivo per approfi�arsene, per introme�ersi in quelle esistenze sconvolgendole e per non ritenerle degne di essere vissute. Chi si oppone alla tortura sugli uomini, non può che ravvedere la stessa mostruosità nei macelli, nei laboratori e in tu�e quelle situazioni dove gli animali sono costre�i ad umiliazioni e ad innaturali condizioni di vita. In realtà, la grande mancanza di empatia di cui troppi soffrono, fa sì che non possano sentirsi vivere in altri esseri e che siano partecipi perciò il meno possibile
Nessuno si salva dall’ingordigia A maggio si è tenuta a Calderara di Reno (BO) la fiera “Degusta”, dedicata alle carni alternative. In vendita carni di bisonte, di struzzo, di asino, di cervo e di canguro. Presto sarà disponibile in Italia anche la carne di tricheco della Siberia, ci assicura Gianluigi Veronesi, ideatore della fiera e direttore della rivista di settore “struzzo e dintorni”. Pare inoltre

alla loro sorte e alle loro sofferenze. L’unica ragione per considerare prioritari dei triviali interessi nel mangiarsi un maiale, per esempio, rispe�o all’interesse vitale del maiale all’integrità del proprio corpo è la specie del maiale (una specie non umana). Ritenere il proprio superfluo bisogno di consumare prodo�i animali sicuramente più importante del primario interesse di un animale a non essere violato è specismo, perché non dà eguale considerazione ad eguali interessi, semplicemente a causa della specie. Gli animali esistono per se stessi e non per gli uomini, come i neri non vivono per servire ai bianchi o le donne per soddisfare gli uomini. La nostra opposizione allo specismo è un’opposizione ad una ideologia che serve a legi�imare la sofferenza ignobile e la morte che la quasi totalità degli umani infligge scientemente, deliberatamente, quotidianamente, a miliardi di esseri altre�anto sensibili. Non essere specisti non significa “tra�are allo stesso modo umani e non umani”, il ché è chiaramente ridicolo. Significa piu�osto a�ribuire uguale peso a bisogni e interessi, i quali variano da specie a specie. Il solo evidente fa�o della diversità tra le specie non può essere motivo per ignorare gli interessi di qualcuno. Una rivoluzione antispecista comporterebbe uno sconvolgimento totale da tu�i i punti di vista e pochi sembrano volerlo veramente. Il vero antispecismo è la più radicale, profonda e rivoluzionaria critica dell’esistente. Il conce�o di liberazione animale si distacca da quello di diri�i animali perché non tende ad una vita più dignitosa degli animali in questa società umana, ma alla loro libertà, lasciandogli spazio di creare nuovamente le loro società. Pertanto si intende anche un mondo completamente diverso da questo, un ritorno alla Terra per ristabilire un equilibrio tra i viventi perduto dalla deviazione civilizzatrice e dominatrice degli umani. Solo togliendo il dominio umano dal non-umano si potrà anche togliere quello dell’uomo sull’uomo, perché non può esistere società liberata fintanto che i liberi uomini avranno degli schiavi animali.

NOTIZIE IN BREVE

che gli italiani siano i maggiori consumatori di carne di struzzo in Europa. Cancellato laboratorio su primati in Olanda L’Università di Maastricht ha bocciato l’idea di costruire un nuovo centro di ricerca su primati per timore della pressione animalista. La costruzione sarebbe particolarmente costosa, ma

soprattutto il timore di azioni e campagne contro questo progetto ha spinto ad abbandonare l’idea. La richiesta era stata presentata del neuropsicologo De Weerd, che ha recentemente avuto un finanziamento di 1.25 milioni di euro per ricerche sull’influenza dei geni nel sistema nervoso e sull’apprendimento. Queste ricerche prevedono l’uso di macachi, per cui De Weerd

voleva costruire un nuovo stabulario e laboratorio all’interno dell’università. Fermata la costruzione di un laboratorio in Inghilterra Bury Green Farm è stato per 50 anni un allevamento e laboratorio di vivisezione di proprietà della Glaxo Smithkline. Adesso è chiuso e i nuovi proprietari, una immobiliare, lo hanno messo in

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Questa rubrica nasce con l’intenzione di creare un momento d’incontro fra i vari punti di vista all’interno del movimento. Intendiamo affrontare un argomento a scelta, volta per volta; tu�avia nulla ci impedirà di riproporlo di fronte al manifestarsi di nuove interessanti chiavi di le�ura. Ci riserviamo di proporre il tema in base a ciò che viene tra�ato nel numero della rivista, ma terremo presenti anche suggerimenti provenienti da proposte esterne. Riteniamo opportuno dare delle indicazioni prima di ogni approfondimento, a�e a limitare il campo della discussione, affinché non ci si allontani troppo dall’intento iniziale. Invitiamo tu�i a contribuire con osservazioni di contenuto, il meno possibile riferite a nomi e sigle, in ogni modo con finalità costru�ive e mai di polemica. Ci troveremo davanti alla necessità di compiere una selezione delle le�ere secondo un criterio di interesse generale e per l’impossibilità di dare spazio a tu�i. Sicuri che il metodo della corrispondenza si presti più dei forum su internet a tali scopi, confidiamo nell’apporto di coloro che sono interessati. E’ fondamentale saper prendere in esame le divergenze quando si condividono le stesse mire: non sarà sempre possibile superarle, ma di certo risulterà importante arrivare a capire le diverse motivazioni che ognuno di noi possiede. La parte radicale in campo animalista ed ecologista, con le svolte che ha comportato, ha storia recente in Italia, motivo per cui molte critiche che le vengono mosse sono figlie di una sua conoscenza superficiale oppure dovute alle difficoltà che le sue componenti hanno incontrato nel comunicare e nel crescere. Per inviare contributi scrivere a La Nemesi, Via Bramantino, 20155 Milano - E-mail: la-nemesi@yahoo.it (Mantenete gli scri�i più brevi possibili)

SPAZIO APERTO DI APPROFONDIMENTI TEMATICI

Proposta per la prima discussione: “Pregi, limiti e prospe�ive delle campagne pubbliche di pressione”
3 anni e mezzo fa nasceva SHAC-Italia; 3 anni fa NORBM; 2 e mezzo fa CHIUDERE MORINI; 2anni fa ANTIPHARMACIA; 1 anno fa AIP: tre di esse sono ancora a�ive; alcune si sono spente; nessuna ancora ha raggiunto la meta. -quali effe�i hanno scaturito sul lavoro delle aziende comba�ute -quali i rispe�ivi risultati parziali -quali valori hanno sostituito nel movimento animalista e quali aggiunto -in cosa hanno mancato -quanto hanno esposto i partecipanti a problemi legali e cosa poteva essere evitato -quali prospe�ive -su quale tipo di visione della società si muovono -se�oriali dal principio alla fine o ricche di sbocchi rivoluzionari (Volendo far uscire il prossimo numero a novembre risulteranno utili le le�ere a noi pervenute entro la fine di se�embre).

vendita e hanno partecipato allo sviluppo di un progetto con il Comune di East Herts, nel quale si prevedeva però di riabilitarlo allo stesso ignobile uso. Il consiglio comunale ha però mantenuto aperte altre prospettive, e di fronte a proteste, petizioni, lettere, e minacce di future campagne ha eliminato la possibilità che Bury Green torni ad essere un luogo di tortura animale.

Parole, parole, parole... Ancora una volta la parola dei politici svanisce in fumo. Alcune leggi italiane in favore degli animali sono state rinviate o annullate completamente nel dicembre 2004: l’obbligo di allevare visoni senza gabbie dal 2008 o di allargarle dal 2005 è slittato di altri 5 anni (chissà se nel 2013 gli allevamenti in Italia non saranno già stati chiusi invece dalla lotta animalista?); il divieto di

ingozzare le oche per produrre il raffinato e crudelissimo Foie Gras, già attivo dal gennaio 2004, è stato depennato, mentre il divieto di spiumamento da oche vive è stato posticipato alla fine di quest’anno (la produzione di Foie Gras è già vietata in molti paesi europei, in Israele e in California). Quanta fiducia vogliamo dare ancora ai politici?

Leoni in pericolo In Africa il numero di leoni presenti è drasticamente diminuito negli ultimi vent’anni, passando da circa 200.000 ad una stima inferiore ai 20.000. Non sono ancora cifre vicine all’estinzione, ma il cammino spinto dagli allevatori e dalla caccia sportiva, organizzata anche da apposite agenzie viaggi italiane, è comunque preoccupante.

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IN ATTESA DELL’URAGANO
A�raverso il supporto dato ad alcune delle campagne delle quali parleremo e prendendo ispirazione dall’idea che le accomuna tu�e, vogliamo ribadire la nostra prospe�iva radicale animalista ed ecologista nonché il nostro sostegno alle lo�e di liberazione dall’oppressione, dalle guerre e dall’autoritarismo che donne e uomini conducono in tu�o il mondo. Negli ultimi anni l’Inghilterra ha visto la nascita di campagne di diverso tipo, ognuna delle quali volta ad incidere seriamente sugli interessi di sfru�atori e sterminatori della terra, degli animali e degli umani. Nostra intenzione non è idealizzare quello che è successo e che continua a succedere in quel paese ma far conoscere le ta�iche e i metodi che sono stati sviluppati dagli a�ivisti nel corso delle varie lo�e. Considerando che si sono verificati veri e propri terremoti nel mondo politico ed economico inglese e che i potenti di ogni risma si sentono minacciati e hanno allarmato le forze di polizia riguardo al pericolo che gli a�ivisti incarnano con la loro presenza insistente, si può vedere come sia campagne pubbliche di informazione e di pressione che le azioni dire�e anonime di gruppi come l’A.L.F. siano efficaci e necessarie. di carne e di ossa, e sopra�u�o con nessuna voglia di avere Distruggere la piramide degli esseri viventi Quando gli individui consapevoli del grado di sofferenza problemi. Pertanto dallo sventolare i propri striscioni davanti riservato ai fratelli animali e della degradazione della ad enormi edifici da cui nessuno può notare la protesta, si madre Terra hanno preso in pugno la propria sensibilità e passa ad una forma di disturbo che diventa fastidiosamente si sono chiesti cosa fare per cambiare le cose con urgenza... personale: proteste e azioni a casa, telefonate negli uffici, quando non hanno più voluto ridurre il proprio ruolo alla invasioni dei palazzi. Meglio se questi problemi vanno a casa documentazione delle malefa�e… quando le persone hanno di chi effe�ivamente comanda all’interno di queste aziende. puntato piu�osto a prevenirle e, aprendo gli occhi, hanno Con questa o�ica e queste strategie anche colossi perso fiducia nelle false promesse delle leggi... questi hanno multinazionali sono stati piegati alla volontà degli a�ivisti deciso di assumere sulle proprie spalle le responsabilità e le e non si sono più potuti perme�ere di ignorare le proteste difficoltà di una vera e propria ba�aglia per la libertà di tu�i in corso. gli esseri viventi. Al di là di piccole schermaglie, di lo�e di breve durata, di Meglio pulire ora che aspe�are l’uragano azioni dire�e piovute in un deserto sociale, una lo�a prevede L’impressione è che alcune persone stiano un giorno dopo un proge�o e una continuità. Lanciando un sasso qua e uno l’altro allontanando dall’Inghilterra gli impianti di morte là, senza seguirne poi la traie�oria, si rischia di vedere questi dedicandosi volta per volta a singoli aspe�i della pa�umiera sassolini fare dei semplici buchi mondiale. Qualche sce�ico potrebbe nell’acqua e nulla più, quando LUGLIO 1997: Chiude l’allevamento di cani Consort pensare che a questi oppositori invece questi sassi potrebbero Beagles dopo 10 mesi di campagna. basta non avere più sul proprio diventare vere e proprie suolo nazionale le schifezze che poi valanghe. AGOSTO 1999: Dopo due anni e mezzo di campagna verrebbero solo trasferite in qualche altro posto più accondiscendente, chiude Hillgrove Farm, l’ultimo allevamento di ga�i. Le campagne ma è proprio qui che sta il senso: L’idea di fondo è quella di MARZO 2000: Chiude Shamrock Farm, principale se si impedisce il loro insediamento diventare una presenza continua importatore di primati in Europa. e il loro prosperare le nocività e scomoda e raggiungere tappe di ogni risma vengono costre�e fondamentali come la chiusura LUGLIO 2000: Chiude Regal Rabbits, allevamento di a peregrinare di paese in paese di luoghi di tortura e impianti conigli per i laboratori. La campagna è durata soli 15 cercando dove a�raccare. Trovando nocivi. Niente di nuovo so�o il giorni e più di 1000 conigli hanno trovato libertà. solo porte sba�ute in faccia non sole, visto che da sempre sono avrebbero più dove condurre i state fa�e lo�e sul territorio 2004: Chiude un piccolo centro di allevamento topi di propri affari alla luce del consenso contro centrali nucleari, Harlan. Le spese di protezione da una campagna locale democratico. inceneritori, discariche etc. erano troppo alte e Harlan ha trasferito tu�o in uno dei Nessun dubbio sul fa�o che questi Ma cambiano alcune modalità suoi altri allevamenti in UK. In Inghilterra le azioni risultati parziali o�enuti nel luogo e viene scavalcato quello che dire�e e campagne di pressione hanno inoltre fa�o dove ci si ritrova a vivere siano è spesso stato un “referente” chiudere tu�i gli allevamenti di animali da pelliccia e preferibili a fantasie esotiche che istituzionale a�o a giudicare tu�i i delfinari, e hanno spinto tu�i i grandi magazzini esaltano rivoluzioni lontane nel la presenza o meno di queste a cessare di vendere pellicce e la stragrande tempo e nello spazio, diventate nocività, contro cui sono state maggioranza delle pelliccerie a chiudere i ba�enti. ogge�o di analisi, discussione, culto indirizzate le pressioni. e devozione. Purtroppo capita che L’esperienza ha convinto sempre a quell’agitato che domanda cosa si più gruppi che all’ado�are un a�eggiamento di consumo possa fare qui ed ora venga risposto invariabilmente che non critico (argomento che di per sé richiede un’analisi critica è questo né il luogo né il tempo. A fornire questa risposta che proporremo nei prossimi numeri) e all’opera di contro- tre tipi di personaggi: quelli che sono rinchiusi in schemi informazione era opportuno affiancare una massiccia a�ività politici noiosi e frustranti, basati sulla gerarchia e la delega; di pressione verso gli sfru�atori, alla ricerca di un danno quelli che vivendo nel ricordo nostalgico di un passato di d’immagine ed economico. agitazioni che non tornerà più smorzano le altrui pulsioni di La forza pratica di questo tipo di lo�a parte da un cambiamento ribellione; infine chi, pur non obbedendo a delle gerarchie di prospe�iva nel momento in cui si guarda ai propri nemici. e invocando una rivoluzione, rimanda la sfida ad un futuro Pur avendo davanti imperi economici o palazzi giganteschi che mai si avvicina e che nell’a�esa dello sconvolgimento non quello che sappiamo benissimo è che questi sono comandati fa nulla per farlo accadere. In comune c’è un a�eggiamento e fa�i funzionare al meglio da semplici esseri umani, fa�i rinunciatario che vogliamo rifuggire in tu�i i modi.
Birre e vivisezione Il prof. John Felts della Università del Wisconsin ha sperimentato gli effetti “benefici” di Heineken e Guinness, imponendone la somministrazione a cani con le arterie otturate e analizzando poi gli effetti sulle cellule sanguigne. I risultati danno la Guinness come birra più salutare. Non potevamo certo fare a meno di questa ricerca…. Usa - OGM nel 75% dei cibi lavorati Senza saperlo la popolazione statunitense mangia cibo geneticamente modificato da circa un decennio. Più dell’80% della soia e il 40% del mais coltivato negli Stati Uniti è una varietà ogm. Le coltivazioni globali di prodotti biotecnologici - soprattutto mais e semi di soia, buona parte di essi utilizzati per nutrire gli animali - hanno coperto sul pianeta, lo scorso anno, una superficie di circa 80 milioni di ettari, di cui circa i 2/3 negli Usa. Questa primavera raggiungeranno i 400 milioni di ettari, secondo l’Organizzazione Industriale Biotecnologica. Red Bull finanzia la vivisezione La Red Bull ha finanziato e sta finanziando progetti di vivisezione. Presso l’Università pediatrica di Vienna dei piccoli ratti sono stati annegati. Altri piccoli ratti sono stati messi sott’acqua per 20 minuti per studiare gli effetti finali dell’arresto respiratorio e della mancanza di ossigeno nel momento della nascita. Questi esperimenti erano finanziati da Red Bull, che tra l’altro si vanta di finanziare anche ricerche su Parkinson e Alzheimer.

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Collasso economico Dal 1999 è a�iva una campagna internazionale volta alla chiusura del più grande laboratorio di vivisezione in Europa, Huntingdon Life Sciences. Le banche inglesi hanno smesso di finanziarlo e solo la Banca d’Inghilterra, grazie all’intervento del governo, gli concede il conto corrente; il valore delle azioni è precipitato e gran parte degli azionisti hanno ceduto le loro quote, tanto che è stata organizzata una fuga dalla borsa britannica; molti clienti lo hanno abbandonato a se stesso, così come più di 100 fornitori in un solo anno. Inoltre dopo che la compagnia assicurativa ha ceduto alla pressione degli a�ivisti, il laboratorio si è ritrovato senza copertura ed ancora una volta è dovuto accorrere in suo aiuto il governo di Blair che gli ha fornito la propria assicurazione. Nel 2006 HLS si trova a fronteggiare un debito di 88 milioni di dollari. Un po’ troppo per una azienda che ha un valore finanziario di soli 20 milioni di dollari. Un vero e proprio collasso economico organizzato dagli a�ivisti con strategia e determinazione. HLS è un colabrodo che il governo tiene in piedi a stento per il volere dell’industria farmaco-biotecnologica, convinta che il suo tracollo sarà un durissimo colpo per il se�ore. Portare la guerra a casa La ci�adina mari�ima di Brighton sembra una inesauribile fucina di proge�i ed iniziative di impronta anarchica ed ecologista radicale. Qui hanno preso forma numerose pratiche di libertà supportate da interessanti ed esaustive pubblicazioni come Do Or Die e portate avanti da persone con idee molto precise rispe�o alla pari importanza che hanno la lo�a di liberazione animale e quella umana. A�ualmente a Brighton due gruppi chiamati “Smash Edo” e “Bombs out of Brighton”stanno colpendo la locale fabbrica di armi. Nei mesi precedenti l’a�acco anglo-americano al già martoriato Iraq, una fortissima opposizione si era creata in Gran Bretagna: milioni di persone scese nelle piazze, crisi politica di Toni Blair e colleghi ed una maggioranza di circa l’85% di abitanti dell’isola contrari all’occupazione militare. In molti paesi oceaniche manifestazioni di massa avevano illuso i pacifisti riguardo alla formazione di una fantomatica nuova potenza mondiale, l’opinione pubblica, che sembrava essere in grado di convincere i guerrafondai a ritornare sui loro passi e fermare così la macchina bellica. Niente di più ingenuo. Gli Iracheni saranno anche contenti di sapere che molti non li vogliono vedere seppelliti dalle bombe e che per questo mostrano bandiere arcobaleno o cantano slogan anti-imperialisti, ma a distanza di due anni dall’inizio delle devastazioni si può vedere quanto niente sia seguito a quelle manifestazioni globali di solidarietà e che solo la resistenza del popolo iracheno sta me�endo a dura prova gli eserciti più forti del mondo. Però qualcosa si sta muovendo, anche se tra i gruppi che si occupano della questione non siano state finora diffuse notizie della mobilitazione di determinati a�ivisti che hanno fa�o proprio l’invito formulato a suo tempo dai Weather Underground per contrastare la guerra in Vietnam: “portare la guerra a casa”. Nella loro ci�à, Brighton appunto, dal 1946 ha sede una società che fornisce il governo degli Stati Uniti e la RAF (Royal Air Force) con prodo�i bellici usati a�ualmente in Iraq come sistemi di difesa per aerei, navi e so�omarini e per individuare le mine so�’acqua. Questa fabbrica dà lavoro a 160 persone bersagliate continuamente dagli anti-war, tanto che i dire�ori della Edo MBM Technology stanno cercando di toglierseli di mezzo facendo appello ad una legge per la protezione dalla persecuzione che impone ingiunzioni come quelle o�enute da compagnie farmaceutiche e da istituti di ricerca contro gli animalisti e messe a punto proprio a causa dei loro ininterro�i bersagliamenti. Con questo provvedimento si vuole impedire ai dimostranti di andare vicino allo stabilimento o in un’area so�o i cento metri dalle case dei dipendenti. La speranza è di vedere cessare i continui presidi, i blocchi stradali, le azioni contro i dipendenti e le

visite alle loro case. La polizia del Sussex è stata chiamata cinquanta volte in un anno per un costo di 30.000 sterline, circa 45.000 euro. Se anche gli a�ivisti non riusciranno a far desistere l’azienda dal rifornire gli sterminatori, perché è una a�ività molto redditizia, almeno non la lasciano agire indisturbata provocando disagi ed esponendo chi vi lavora al disprezzo di buona parte dei ci�adini di Brighton. Forse qualcuno tra i dirigenti e i dipendenti si sta pentendo amaramente di essersi reso complice della guerra, se non altro perché questa collusione gli si sta rivolgendo contro. E’ proprio questa la filosofia della Nemesi.

Un passo alla volta La forza di simili situazioni di lo�a risiede molto nella capacità di uscire da una palude in cui spesso i movimenti si autoghe�izzano. Una campagna riesce ad avvicinare molte persone perché non ci si limita a discutere di un argomento o ad utilizzare un linguaggio duro fa�o di slogans, ma si coniugano comunicazione ed azione. Chi sente vicina una lo�a non disdegnerà di fare un passo in suo favore, e da questo passo poi potranno seguirne altri, fino ad un cammino fianco a fianco tra un numero crescente di persone critiche verso lo sfru�amento. Qualcuno potrà seguire questo cammino fino in fondo, abbracciando la critica più ampia che una campagna può so�endere alla società e non solo al suo “bersaglio”, altri forse si limiteranno a lo�are contro una causa singola. Nondimeno quello che rimane è un metodo, che di per sé è di grande insegnamento per tu�i: l’autorganizzazione e il rifiuto della delega. Di una lo�a infa�i non rimangono solo i risultati tangibili, vi�orie o fallimenti che siano, ma anche le esperienze, i rapporti e gli insegnamenti che ognuno dei partecipanti porterà sempre con sé e che faranno parte del suo bagaglio personale. Non guardare al di là del mare Non mancano in Italia alcune lodevoli situazioni di lo�a sul territorio o contro nocività, non solo campagne di cara�ere animalista. Ognuna con le sue cara�eristiche, ognuna ricca di possibilità e di sbocchi. Possiamo pensare alla lo�a portata avanti contro il Centro di Permanenza Temporanea per immigrati a Lecce, che ha sicuramente fa�o parte dei motivi che ne hanno determinato la chiusura, lo�a che si sta estendendo anche contro altri CPT in tu�a Italia. Oppure possiamo pensare alla nascente campagna contro la Iveco a Bolzano, responsabile di fornire mezzi agli eserciti o vere e proprie camere della morte ambulanti in cui il governo cinese giustizia gli individui. Lo�e difficili, ma il cui risultato come de�o sta già nel momento in cui nascono e si sviluppano come estensione pratica di un pensiero. Non guardare al di là del mare, se non per conoscere e trarre ispirazione. Fa�o questo è il momento di volgere lo sguardo a ciò che ci sta intorno e da li incominciare ad agire.

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ATTACCA L’INDUSTRIA DELLA PELLICCIA
Una campagna di lo�a radicale contro l’intero se�ore della pellicceria, partita con nuovi metodi e obie�ivi rispe�o ai cliché del movimento associazionista italiano su questo tema. Una campagna che si inserisce in un panorama internazionale che vuole minare alla base una industria che ogni anno uccide più di un miliardo di animali per una moda stupida e frivola, ma che vuole anche essere spunto per rifle�ere su alcune tematiche aldilà della sofferenza animale, come il consumismo e lo sfru�amento della terra. Proponiamo una intervista per conoscere meglio l’AIP e cosa si sta muovendo a riguardo. Quale motivo vi ha spinto a creare una campagna autoorganizzata contro l’industria delle pellicce? Hanno influito le proteste contro i grandi magazzini inglesi? Fino a pochi anni fa il movimento animalista ha svolto per lo più un lavoro di sensibilizzazione pubblica alle tematiche sullo sfru�amento animale, rivolgendosi con a�eggiamento paternalistico verso i consumatori e tralasciando di considerare le potenzialità di ciascun individuo nei contributi da dare alla lo�a. Anziché rivolgersi a qualcuno per ciò che non dovrebbe fare, limitandosi al boico�aggio, lo si coinvolge per quel che può desideri so�o forma di bisogni; si azzerano le coscienze, trasformando le persone in consumatori. Meschine strategie di marketing ti spingono a credere che un capo con un inserto di pelliccia recupera scarti da altre produzioni e, comunque,”viene tenuto presente il benessere degli animali” e poi “vanno difesi i posti di lavoro dei pellicciai”, ecc... Insomma, quando una società pone la propria esistenza in un regime consumistico, agli individui è richiesta una buona capacità di ragionare con la propria testa per limitare i danni, cosa che succede ben poco. Un’altra ragione invece è interna al movimento animalista: ci si occupa molto della cosa più atroce, la vivisezione, perché se conosci questo campo ne rimani le�eralmente sconvolto. Purtroppo però è l’obie�ivo più difficile se si pensa che ci si deve scontrare con il Dio dei nostri tempi, la Scienza. Nel fra�empo lo sfru�amento animale è radicato ovunque, in ogni ambito e in ogni dove; se si agisce su diversi fronti i risultati sono più frammentati, meno visibili; esistono, ma sono meno compiuti. L’opportunità di concentrare gli sforzi potrebbe essere un argomento di analisi strategica, ma d’altra parte sembra che le cose vadano in questo modo per singole esigenze emotive. Credete che il lavoro di alcune associazioni animaliste abbia contribuito a portare alla luce la crudeltà che si nasconde dietro alle pellicce? Cosa condividete e cosa non condividete dell’operato di queste? Non ci sono dubbi che hanno svolto un’opera massiccia di sensibilizzazione e controinformazione che ha fa�o sì che al giorno d’oggi quasi tu�i sappiano che una pelliccia comporta enormi sofferenze. Il mercato dei capi interi è crollato grazie a questo, anche se non in molti sono consapevoli pienamente della gravità della situazione negli allevamenti, ad esempio. Il limite della maggior parte delle associazioni risulta evidente quando fanno dipendere il contenuto del loro messaggio troppo dai destinatari: per essere capite e acce�ate scelgono di dire solo una parte della verità. Non dicono che i lager vanno distru�i e subito, spesso prendendo le distanze da chi libera gli animali e sabota le stru�ure della detenzione e della morte. Il caso dell’ENPA che offriva soldi per acciuffare i liberatori dei beagle di Morini è emblematico; la punta della vergogna di una rete di associazioni che condannano l’azione dire�a o non gioiscono pubblicamente quando essa paga, e cioè sempre! La Campagna AIP ha avuto un supporto inaspe�ato da parte di gruppi di anonimi come l’ALF etc. Quanto credete possano influire sulle scelte degli sfru�atori questo tipo di azioni? Sono fondamentali: il movimento di liberazione animale si basa sul danno d’immagine ed economico come arma contro gli aguzzini e le azioni dell’ ALF hanno il pregio di svolgere entrambi i compiti in modo assolutamente convincente.

e vuole dare. Sicuramente si tra�a di un accostamento alla lo�a molto più pragmatico e determinato, in parte ispirato alle campagne inglesi che con gli stessi metodi hanno fa�o bandire gli allevamenti di animali da pelliccia e rido�o a pochi lussuosi negozi il mercato delle pellicce. Per quale motivo secondo voi, ancora oggi, il movimento non ha ancora piegato un “se�ore” dello sfru�amento animale che produce ogge�i completamente inutili? Per esempio, a differenza dei vivise�ori, i pellicciai non possono mentire sul fa�o che uccidere animali è utile all’uomo, e allora come mai? Le ragioni vanno prima di tu�o ricercate nelle dinamiche sociali: viviamo in un sistema privo di scrupoli che imposta la sua crescita economica in se�ori secondari e futili come la moda, i quali non tengono minimamente in considerazione le questioni etiche; tu�o ciò che è fonte di guadagno viene acce�ato in quanto tale, preoccupandosi solo, quando va bene, di stare nei margini della legalità. Quando si fanno coincidere le proprie regole di comportamento con le norme legislative si producono realtà di sfru�amento, immerse negli affari, nelle spietate e superficiali logiche del lavoro. Si so�opongono le persone ad una pubblicità insistente e ingannevole per imporre loro

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Oltre all’invito a muoversi pubblicamente nelle ci�à, la Campagna AIP sta puntando molto sui gruppi locali. Potete parlarcene meglio? Una delle prime cose che ci siamo proposti, sia per la campagna che per tu�o il movimento, era di agevolare la nascita di gruppi locali, perché per portare avanti una pressione forte e continua è utile avvalersi dell’apporto di una rete di a�ivisti. Abbiamo il dovere di seguire i ritmi incalzanti con i quali i soprusi vengono compiuti, quindi è bene organizzarsi e coprire più posti possibili. Essendo presenti Rinascente e Upim praticamente in ogni ci�à partecipare all’AIP è semplice: trovato l’indirizzo, presi striscione, volantini e megafono il gioco è fa�o. Partendo come gruppo da questa comunità d’intenti è poi facile allargare gli orizzonti, fare nuovi incontri e vivere

modi, cominciando dal non esimerci dall’esprimere cosa pensiamo ogni qualvolta veniamo a conta�o con sogge�i implicati. In questo campo la loro sopravvivenza è vincolata ai comportamenti delle persone dato che non godono di contributi statali. Sta sopra�u�o a noi render loro la vita difficile e far divenire le pellicce una fonte di pessimi affari; come diciamo sempre, non so�ovalutare alcun gesto. Ultimamente abbiamo avuto a che fare con la vera faccia della democrazia: violenti pestaggi, perquisizioni, minacce, denunce e divieto di protestare. Come vedete il futuro per il movimento? Si alza progressivamente il livello dello scontro: più radicalità inevitabilmente porta più repressione, allora, appurato che è questa la strada, dobbiamo cercare dentro di noi e come movimento il coraggio di fornirci un sostegno reciproco. La solidarietà è uno strumento imprescindibile, sopra�u�o espressa continuando le lo�e, rendendo inequivocabile il fa�o che l’inasprirsi della repressione fa aumentare il numero delle azioni che vogliono fermare le pratiche di morte e sfru�amento. La ba�aglia fra le istituzioni che impediscono il cambiamento e il movimento che spinge nella direzione opposta crescerà progressivamente su questo piano. Qualcuno pagherà il prezzo delle vi�orie a venire, mentre qualcosa di rivoluzionario sarà compiuto; forse un solo passo alla volta, ma con soddisfazione secondo un’inarrestabile crescita generale. Per concludere: quali sono i vostri proge�i e le vostre ambizioni per i prossimi mesi? Per ciò che riguarda il nostro primo obie�ivo, che Rinascente e Upim abbandonino l’industria della pelliccia, ci si concentrerà anche contro la nuova società Tamerice, che controlla entrambi i grandi magazzini. Nel fra�empo prosegue la collaborazione con l’estero per a�accare in modo coordinato il mondo della moda, cosa che, a causa del ruolo di primo piano dell’Italia in questo mercato, ci me�e in una posizione di rilevanza. Per quello che riguarda invece le ambizioni più alte dell’AIP, come dire...dove vogliamo arrivare...lo abbiamo dichiarato nel primissimo volantino: fino al collasso dell’intero se�ore. ...grande magazzino dopo grande magazzino; catena di moda dopo catena di moda; un allevamento dopo l’altro. Crediamo di poter assistere a tu�o questo nell’arco di una sola vita e l’idea non ci sembra affa�o male.

l’a�ivismo finalmente come una scelta di vita. Quali sono i consigli che volete dare a tu�e quelle persone che vogliono lo�are contro l’industria della pelliccia e contro lo sfru�amento degli animali in generale? Me�ersi nell’o�ica che c’è molto da fare, perché mai come per questo dramma le cose dipendono da noi; ci sono impellicciate, pellicciai, rivenditori vari, sfilate di moda, laboratori di concia, tintura e confezione e allevamenti sparsi dappertu�o. Possiamo intaccare il loro lavoro in molteplici

Fuori le pellicce dai grandi magazzini Upim e La Rinascente vendono morte La campagna AIP si è posta come primo obie�ivo di togliere qualunque forma di pelliccia dai grandi magazzini di moda. Seguendo l’esempio di campagne simili all’estero, con le quali decine di grandi magazzini hanno nel tempo deciso di togliere le pellicce dai loro scaffali, è iniziata una offensiva nei confronti dei grandi magazzini Upim e La Rinascente fa�a di continue proteste, invasione dei negozi, allucche�amenti e invito al boico�aggio. Molti gruppi locali organizzano proteste in tu�a Italia e fungono da conta�o per la diffusione di materiale. Il numero di gruppi a�ivi è in continua crescita, e parallelamente lo sono i problemi di immagine e di tornaconto economico per questi marchi. Chiunque può essere parte a�iva di questa lo�a e dare un suo contributo. Cominciate a scaldarvi per un inverno caldo!

PRENDI PARTE ALLA CAMPAGNA Campagna A.I.P. MBE 101 Via Muratori 55 20135 Milano www.CampagnaAip.net infoaip@virgilio.it

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L’IMPATTO ECOLOGICO DELLE LIBERAZIONI DI VISONI
Di Rod Coronado Coloro che si oppongono alla liberazioni in massa di visoni affermano che le stesse sono dannose sia per i visoni che per l’ecosistema. La maggior parte dei dati scientifici e industriali confutano entrambe le ipotesi. Non solo il visone sopravvive in popolazioni selvatiche ma è anche in grado di ritornare a comportamenti precedenti all’addomesticamento abbastanza facilmente. Sebbene alcuni visoni muoiano dopo la liberazione, morirebbero comunque tu�i per la loro pelliccia. I visoni sono predatori nativi americani la cui popolazione selvaggia è stata decimata. Una volta reintrodo�i nel loro ambiente naturale essi non causano danni alla maggior parte delle popolazioni animali indigene. Gli allevamenti di visone non sono situati in ambienti naturali incontaminati e così la maggior parte delle liberazioni avviene in aree dove vi sono pochi animali rari o in pericolo di estinzione che potrebbero essere danneggiati dal visone. “Persone che non condividono il mio punto di vista mi hanno chiesto come, ad esempio, un animale terrestre carnivoro abbia potuto trasformarsi in uno con abitudini acquatiche; come ha potuto questo animale sopravvivere durante la sua evoluzione? Guarda il visone del nord america” Charles Darwin, Origine della Specie, 1859 Cinquanta milioni di anni fa, gli antichi mustelidi inseguivano le loro prede con lo stesso corpo aerodinamico e la testa appuntita con cui il loro discendente- il visone americanocaccia oggi. I fossili comparati con le specie viventi suggeriscono che i mustelidi moderni sono cambiati di poco rispe�o ai loro antenati che abitavano le foreste. Delle quindici distinte so�ospecie di visone del nord america, solamente tra le tre e le sei di queste sono all’origine di tu�i i visoni allevati per la loro pelliccia. Sebbene residue popolazioni di visone europeo sopravvivano in piccoli numeri in aree del nord Europa, le so�ospecie di visone allevate dall’industria della pelliccia( mustela vision) sono native solamente del nord america, essendo state allevate a fini commerciali solo dal 1920. Negli ultimi o�anta anni l’unica manipolazione genetica o�enuta a�raverso la selezione dell’uomo ha interessato il colore, la lunghezza e la qualità della loro pelliccia. Al di là di questi aspe�i, i visoni allevati intensivamente nei qua�rocento allevamenti americani sono geneticamente identici ai loro cugini selvaggi. I visoni liberati o scappati che si ada�ano così velocemente alla vita selvaggia indicano che il tentato addomesticamento da parte dell’uomo ha finora avuto un effe�o trascurabile sulla loro razza. Questo ha creato una questione talvolta difficile per quegli ecologisti che si oppongono all’addomesticamento a fini commerciali di animali selvaggi ma che temono l’impa�o sull’ambiente delle liberazioni di massa di visoni. Comunque, secondo Nigel Dunstone nel suo ben documentato libro del 1992 -Il Visone- “Sebbene il visone non sia un modello di benevolenza, molti anni di ricerche non hanno dimostrato alcuna prova dei disastri ecologici così spesso prede�i.” In seguito ad una liberazione avvenuta nello stato di Washington nell’agosto 2003, il dire�ore esecutivo della Fur Commission U.S.A., disse durante un’intervista che i visoni liberati dall’ALF erano cresciuti in ca�ività e non erano in grado di cacciare e procurarsi l’acqua. Questa dichiarazione è una classica menzogna dell’industria della pelliccia, in quanto sul loro stesso sito è in vendita il libro di Dunstone. La sua affermazione e altre simili fa�e dopo azioni dell’ALF ignorano intenzionalmente la presenza di sane popolazioni di visoni in regioni della Scandinavia e dell’Europadove gli animali sono stati liberati accidentalmente o intenzionalmente. All’asta delle pelli di Sea�le del 1991 intervistai numerosi allevatori di visoni i quali testimoniarono che senza una dieta controllata e al di fuori degli allevamenti, i visoni perdono i loro cara�eri genetici recessivi in solo 2 o 3 generazioni. Neanche un allevatore mise in dubbio la possibilità di sopravvivenza dei visoni liberati, che è la ragione per la quale la maggior parte degli stati esigono che gli allevamenti siano dotati di recinti per evitare le fughe di animali. Infa�i molti visoni americani sono stati addomesticati recentemente, cambiati in minima parte dalla loro origine selvaggia. Per esempio il Jordan Mink Ranch nello Utah ha iniziato ad allevare visoni quando i proprietari intrappolarono dei visoni vivi nel loro allevamento di polli negli anni trenta. La domanda da porsi non è tanto “I visoni possono sopravvivere?” ma “Qual è l’impa�o ecologico che queste introduzioni di animali hanno sulla fauna selvatica nativa?”. In Inghilterra ricerche sugli effe�i dei visoni selvatici sulla popolazione di salmoni hanno rivelato che questi mustelidi hanno al massimo un impa�o sulle popolazioni in soprannumero di pesci più piccoli in luoghi e stagioni di abbondanza. Dove i visoni coabitano con la loro cugina selvatica più grande – la lontra – la grandezza del corpo ed un migliore ada�amento alla caccia so�’acqua perme�ono a quest’ultima di cacciare un numero maggiore di pesci rispe�o al visone. In paesi come la Russia è provato che le lontre caccino i visoni, mentre in America coabitano spesso nella stessa zona, perciò è evidente che il visone non minaccia eccessivamente la fauna delle aree abitate nel presente o nel passato da predatori della stessa taglia, né compete con i predatori del luogo. La maggior parte degli animali cacciati dal visone sono abbondanti, specialmente ra�i e conigli. Sembra che i visoni minaccino le popolazioni locali in alcune aree isolate, in particolare su isole precedentemente prive di predatori. Per esempio le colonie di uccelli di mare in nidificazione sono molto vulnerabili alla predazione del visone; in alcune isole della Scozia, Svezia, Finlandia, Islanda

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e Norvegia questo ha costre�o gli uccelli a nidificare in isole più lontane dalla costa.In America un’intera colonia di piovanelli chiazzati è stata distru�a dai visoni. Tu�avia anche solo un centinaio di feroci e affamati piccoli predatori sono in grado di causare un danno su animali domestici o selvatici. Nella contea di Snohomish, a mezzo miglio di distanza dall’allevamento di visoni Roesler, alcuni visoni fuggiti hanno fa�o razzia in case e fa�orie uccidendo polli e altri animali. A causa di questo a�acco un abitante ha perso 29 uccelli selvatici. In Inghilterra gli allevamenti di trote accusano un’alta predazione da parte dei visoni che sono conosciuti per la peculiarità di uccidere al di là dei loro bisogni immediati per fare scorta di prede per il futuro. Questi animali domestici sono vulnerabili a causa dell’alta densità di popolazione o altre condizioni quali l’obesità crescente, le gabbie, il taglio del becco e degli artigli, la selezione a�uata dall’uomo, che li rendono senza difese, incapaci di scappare e spesso estremamente deboli. Come biocentristi questa dovrebbe essere l’ultima ragione per opporsi al ritorno del visone alla dimora selvaggia che gli spe�a. Sia gli sforzi di rica�urare i visoni sia la loro natura solitaria, compensano la minaccia sollevata dalle liberazioni di massa. Nello stato di Washington dove dal 1996 ad oggi ci sono state 7 azioni di questo tipo, l’impa�o di queste è stato imperce�ibile, in quanto questi animali normalmente schivi e solitari si sono velocemente distribuiti su un’area molto estesa: una se�imana dopo la liberazione di 10000 visoni dall’allevamento dei fratelli Roesler, tra i mille e i duemila animali erano ancora in libertà. Nel 1997 di 10000 animali liberati a Mount Angel nell’Oregon, 6000 vennero recuperati. Nello stesso anno a Cle Elum sempre nello stato di Washington, di 2000 visoni liberati circa la metà venne rica�urata. In media le azioni dell’ALF a danno di allevamenti si concludono con un 15-40% di animali liberati che se ne fuggono nell’ambiente circostante. Secondo le ricerche di Dunstone l’aggressività dei visoni verso i propri simili manterrà sempre una bassa densità di popolazione. Una volta liberi i visoni regolano il loro numero in base alla presenza di prede e di un habitat ada�o e rimangono fortemente territoriali. L’aggressività verso i propri simili rende il visone il suo stesso predatore primario. Studi inglesi provano ancora una volta che l’antagonismo con le specie native è stato sempre localizzato in particolari territori abitati da visoni ed in nessuna parte dell’Inghilterra questi hanno causato un grave declino nella popolazioni delle prede. Ogni diba�ito etico sul significato di provocare una reazione predatore-preda di questo tipo, deve essere rivolto in primis contro l’industria della pelliccia. Questa è infa�i interamente responsabile di allevare un gran numero di predatori selvatici

in condizioni innaturali. Il tentato addomesticamento di qualsiasi animale selvatico è gravido di problemi, che vanno dalle nevrosi, ad esempio l’automutilazione, fino alla comparsa di mala�ie sconosciute agli animali selvatici e i difensori della natura dovrebbero opporglisi con determinazione. Le regioni montuose e di campagna dove spesso si trovano gli allevamenti di visoni, non sono aree né incontaminate né libere da minacce ben più grandi di quelle derivanti dai visoni liberati. In nessun luogo ove l’impa�o dei visoni sull’ambiente è stato studiato, questo era paragonabile alla distruzione dell’habitat, la deviazione delle acque e l’inquinamento, in particolare quello da pesticidi. Nel nord America non è stato trovata o resa nota alcuna prova di un impa�o ecologico negativo a lungo termine causato dai visoni, Dunstone termina il suo libro con questo giudizio : ”Le preoccupazioni sugli effe�i del visone come predatore di rilievo della fauna nativa e domestica o come concorrente dei carnivori nativi, sono per la maggior parte senza fondamento. È ora di liberarsi delle reazioni emotive e capire il nuovo equilibrio portato nella comunità”. Le azioni dell’ALF a danno degli allevamenti di visoni hanno un duplice scopo. Pur offrendo una spesso esigua opportunità di libertà, si tra�a comunque di una opportunità, sempre migliore dell’altrimenti sicura morte. Nel nord America l’ALF ha sempre utilizzato le liberazioni come mezzo di sabotaggio economico e come la via più breve verso la liberazione animale. L’impa�o economico di una liberazione di questo tipo è gigantesco. Negli USA un visone è quotato all’asta circa 36.00$; ma questo valore dipende dalla qualità della pelliccia, determinata a sua volta dalla selezione di visoni con certe cara�eristiche. Questi visoni “da riproduzione” hanno un valore ancora più grande e quando, durante le liberazioni, si mischiano a centinaia o migliaia di loro simili indistinguibili, anni di selezione genetica vanno persi causando danni incalcolabili che spesso portano al fallimento degli allevamenti più piccoli. Nonostante i visoni liberati vengano spesso uccisi dalle macchine o si feriscano lo�ando con altri animali, il risultato è comunque un danno economico per l’allevatore. All’allevamento dei fratelli Roesler, il danno causato dall’ALF ammontava circa a 500.000$. Mentre per alcuni è un dilemma morale, sia i liberatori che gli allevatori riconoscono nel danno economico una minaccia alla stabilità degli allevamenti. Esistono comunque responsabilità connesse a questo tipo di azioni. Gli obie�ivi dovrebbero essere scelti a�entamente dopo oculate ricerche tenendo conto anche delle possibili minacce alle popolazioni animali della zona. La soluzione ideale rimane la chiusura permanente di tu�i gli allevamenti di visoni, il ripristino ecologico di queste aree e la liberazione dei loro prigionieri. Viviamo in un’epoca in cui non ci sono facili o etiche risposte ai problemi posti dalle specie esotiche non native, essendo l’homo sapiens euroamericano in cima alla lista. Come biocentristi dobbiamo bilanciare il nostro idealismo con il pragmatismo quando tentiamo di raggiungere una soluzione. Riguardo ai visoni allevati la risposta è semplice : Earth First! E gli ecologisti profondi dovrebbero opporsi al tentato addomesticamento del visone del nord America, prima che questo diventi un’altra specie dipendente dall’uomo e che esiste solamente per il nostro sfru�amento commerciale. L’ALF è l’unico che persegue tenacemente questo obie�ivo. (articolo tra�o dalla rivista No Compromise #23)

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BANDITA LA CACCIA ALLA VOLPE IN UK...
Una delle forme di crudeltà verso gli animali più note e invise all’opinione pubblica è sicuramente la caccia alla volpe, passatempo e simbolo dell’aristocrazia inglese. Questo cosidde�o sport è una vera e propria tradizione nobile ed è da sempre emblema di una società ne�amente divisa in classi. Adesso la caccia alla volpe è stata formalmente bandita (in realtà solo rigidamente regolamentata) in seguito a decenni di lo�e. Vediamo qui quali sono le conseguenze e i risultati. I primi passi contro la caccia Le prime azioni e i primi gruppe�i contro la caccia alla volpe risalgono addiri�ura all’inizio del 1800: qualcuno già usava forti odori per disorientare i cani, ta�ica poi perfezionata negli ultimi trent’anni dagli Hunt Saboteurs. Nel 1924 si formò la League Against Cruel Sports. In quegli anni la caccia era una parte importante della vita tradizionale, a cui ci fu un forte ritorno dopo la prima guerra mondiale. Basti pensare che la Waterloo Cup, ritrovo annuale dei cacciatori di lepri e dei loro sostenitori, era uno degli eventi sportivi più partecipati al mondo, o che all’apertura della Quorn Hunt, di cui faceva parte anche il principe del Galles, parteciparono nel 1927 circa 8.000 spe�atori. La nascita della prima associazione in un simile contesto non aveva speranze di o�enere cambiamenti legislativi, ma creò comunque un certo seguito e un timore tra i cacciatori tale da spingerli a formare una lega in difesa del loro sport preferito. La British Field Sports Society è durata dagli anni ’30 ai ’90, quando per una crescente ostilità popolare si è unita ad altre per formare la Countryside Alliance, una coalizione per gli interessi rurali dietro alla cui facciata nascondere la loro ossessione per la caccia. D’altro canto più dell’80% degli inglesi è apertamente contrario alla caccia alla volpe. Dalle prime leggi al sabotaggio della caccia Nel secondo dopoguerra in Inghilterra ci fu al potere un governo laburista che voleva abolire la caccia alla volpe in quanto espressione del potere aristocratico. Questa mossa fu però fermata per il timore di una rappresaglia da parte di allevatori e contadini in quel momento necessari per il programma di autosufficienza della nazione. Perlomeno negli anni a seguire vennero banditi alcuni tipi di trappole, tra cui quella per i daini. Fu però negli anni ’60 che cominciò un radicale cambiamento, con la ta�ica della League Against Cruel Sports di acquistare terreni in posizioni strategiche per creare problemi alle squadre di caccia, la presa di posizione della RSPCA (protezione animale inglese), fino a quel momento incredibilmente dalla parte dei cacciatori, ma sopra�u�o la nascita della Hunt Saboteurs Association. Gli Hunt Saboteurs hanno deciso di applicare una formula semplice quanto efficace, quella dell’azione dire�a durante le ba�ute di caccia per impedire l’uccisione degli animali. Me�endosi a difesa delle volpi o dei tassi, mandando fuori strada i cani con vari metodi, sono riusciti a salvare nel corso degli anni un numero altissimo di animali e uniti a lo�e condo�e da altri gruppi hanno portato allo scioglimento di alcune delle più prestigiose e storiche squadre di caccia. Me�endo a rischio la propria incolumità ogni fine se�imana, gli Hunt Saboteurs sono stati fonte di ispirazione e cambiamento per la nascita di un nuovo movimento animalista radicale. Non è un caso infa�i che proprio tra le loro fila sia nata la Band of Mercy, gruppo clandestino che danneggiava veicoli e armi dei cacciatori, passato anche all’azione dire�a contro qualunque sfru�amento animale e da cui si è sviluppato poi l’Animal Liberation Front. La Hunt Saboteurs Association ha continuato senza sosta la sua lo�a e questa non è a quanto pare ancora finita. Il divieto e le sue conseguenze Già nel 1995 un divieto di caccia alla volpe fu votato dalla Camera dei Comuni, ma ovviamente bocciato da quella dei Lords, rappresentanti del volere aristocratico. Un manipolo di ricchi al potere decideva in merito ad una questione contro cui tu�a l’Inghilterra esprimeva indignazione. Nel 2004 lo stesso divieto ha però avuto un diverso percorso. Questa volta dopo il voto della Camera dei Comuni è stata saltata con una procedura particolare la Camera dei Lords, e così dal 18 febbraio 2005 la caccia alla volpe è stata formalmente bandita. Il divieto non ha posto fine alla caccia in toto, me�endo in realtà fuorilegge

La fine di un’epoca?

i cacciatori si preparano...

solo l’uso di più di due cani per rincorrere gli animali. Questa modifica non è da poco tu�avia, visto che è proprio rincorrere gli animali e lanciare il branco di cani verso le vi�ime e l’osservazione di questo triste spe�acolo che costituiscono il divertimento sadico dei cacciatori. Tolto il divertimento rimane solo il principio, e i numeri delle squadre che ancora cacciano sono comunque diminuiti. Molte squadre invece stanno sfidando la legge e continuano con la caccia vecchio stile, alcuni coprendosi il volto con passamontagna. In tu�o questo i sabotatori sono ancora nei campi, fra gli animali e i cacciatori, hanno documentato molte ba�ute di caccia illegali e per questo sono più volte stati a�accati violentemente. Quello che la nuova legge ha creato è un aumento esponenziale della violenza, visto che i cacciatori sentendosi frustrati e non più prote�i dalla legge sono passati ancor di più al menare le mani, cosa che comunque ha da sempre cara�erizzato questi figuri. Tra il voto di novembre e la messa in a�o del divieto a febbraio ci sono stati almeno venti a�acchi contro i sabotatori, perfino con mazze di ferro e coltelli e non escludendo anziani, donne incinta o troupe televisive, e le auto e i furgoni sono stati più volte danneggiati. Come tu�e le lo�e il corpo a corpo è duro e difficile, e il passaggio dalla frustrazione alla violenza verso gli a�ivisti è solo uno sfogo che questi ricchi non protrarranno a lungo. Non demordere adesso per la HSA è fondamentale, per non lasciare assolutamente via libera a qualunque trucche�o degli aristocratici aguzzini. La nemesi 13

mORINI oggi - dalla repressione all’azione DEVE CHIUDERE dal corteo ad
Quello a cui abbiamo assistito il 20 novembre a San Polo d’Enza è esemplare di come vadano le cose in questa società: siamo liberi di pensarla come vogliamo fino a che non intralciamo i piani di nessuno, ma non appena la nostra voce risulta troppo stonata o le nostre azioni troppo fastidiose ecco che non tarda ad arrivare la mano dura della Legge, che sempre più spesso si presenta ben armata di manganelli. Le cariche violente e a freddo con cui i reparti della Polizia di Stato hanno a�accato il corteo contro Morini, passando indistintamente sopra tu�o e tu�i, giovani, vecchi e bambini, e accanendosi nel pestaggio dei manifestanti, sono da vedere come un messaggio chiaro da parte delle forze dell’ordine. La lo�a contro Morini è fastidiosa, va fermata ad ogni costo, il movimento che si ba�e con forza per la liberazione animale è una spina nel fianco di questa società, e gli interessi dell’industria che lucra sulla pelle degli animali non si devono toccare. Questo discorso è stato sintetizzato nel gratuito pestaggio di chi è arrivato a San Polo per dare voce agli animali torturati nei laboratori. Proprio negli stessi giorni doveva essere resa la licenza già pronta per Morini e andava discusso un divieto di effe�uare presidi a San Polo, e visto che non ci sono motivazioni che possano giustificare tale decisione, ecco che il piano adesso è chiaro. Se i manifestanti non creano seri problemi, come invece sempre paventato dalla stampa prima dei cortei, a questo giro basta inventarseli e creare un precedente che dia adito alla repressione e criminalizzazione del movimento. Una bieca mossa che è costata serie ferite a molti manifestanti, e che avrebbe potuto avere una fine molto più tragica visto come è stata preparata questa carica, senza alcuna via di fuga per i manifestanti. La volontà chiara è di frenare la campagna, di scoraggiare ed impaurire tu�i quelli che hanno partecipato per la prima volta al corteo, tu�i quelli che da poco si sono avvicinati ad una lo�a di liberazione animale senza compromessi. I loro manganelli al servizio dei potenti vogliono punire ed impaurire per avere disobbedito e optato per una lo�a in difesa dei deboli. Ma per i più questo comportamento avrà solo l’effe�o di generare rabbia. Per chi sa quale è il destino degli animali prigionieri di Giovanna Soprani, vedere un plotone di 400 polizio�i armati a difesa di quel luogo di sofferenza può essere un’immagine di per sé chiara. Ma la determinazione con cui hanno caricato e pestato coloro che vorrebbero vedere il sorriso negli occhi di quegli animali e la fine di qualunque luogo di tortura, non può lasciare più spazio a dubbi. La lo�a contro Morini non si ferma qui. 14 La nemesi Intanto per aggirare il divieto di manifestare a San Polo continuano con assiduità i non-presidi, cioè non più di due persone intorno all’allevamento. Tanta è la voglia dei servi in divisa di Giovanna Soprani di non avere più a che fare con scomodi antivivisezionisti che ad ogni piccolo pretesto viene confezionato un provvedimento: decine e decine quelli in corso. Ti mandano in tribunale se hai i gesse�i nello zaino, se ti siedi su un mure�o di proprietà privata, se porti un cartello con su scri�o Soprani ASSASSINA e un’altra volta se lo esponi. Più ti ci misuri e più la situazione si delinea per quello che è; altro che strumenti democratici a disposizione...non puoi modificare un sistema che costruisce le proprie fondamenta sul mantenimento di criteri d’ingiustizia precedentemente stabiliti. Non puoi chiedere; devi conquistare. Le autorità stanno cercando di ridurre CM ad una campagna per soli militanti ‘’convinti’’. Qui si tra�a di isolare, di arginare il fenomeno di presa di coscienza colle�iva che è avvenuto in questi anni; si tra�a di stabilire sulla pelle delle persone il prezzo di un metodo di lo�a del movimento. In nome di una violenza organizzata, quella dello Stato e della Scienza; per le grazie del lager Morini, tu�i più che mai a bracce�o. Adesso è il momento da parte di tu�i di dare la migliore risposta a questa volontà repressiva: mostrare risolutezza e determinazione. Se i manganelli e i pestaggi volevano chiudere un capitolo, per noi questo rimane aperto, e fino a che gli animali varcheranno quei cancelli dire�i ai laboratori noi continueremo con la nostra azione. E siamo sicuri che avremo sempre tanti compagni di strada pronti a lo�are!

“Dal 1953 al servizio dei laboratori di ricerca”. L’allevamento Morini è da 50 anni punto di riferimento dei vivise�ori italiani. Il lager è gestito da Giovanna Soprani e le sue figlie Marta e Rita.
Il 21 novembre 2002 il Fronte Liberazione Animale firmò la liberazione di 99 beagle da Morini. Foto e filmati dell’allevamento e deicani sani e salvi sono state recapitate ad agenzie di stampa e gruppi animalisti. Questa rimane la liberazione del più alto numero di cani nella storia del movimento mondiale.
L’ODISSEA DI UN UNA LICENZA DI UCCIDERE 30 luglio 2002: In Emilia Romagna entra in vigore la Legge Regionale che vieta l’allevamento di cani e ga�i a fini di vivisezione. Morini non può più vendere beagle ai laboratori, solo a privati e negozi. 17 se�embre 2002: Il sindaco di San Polo si rifiuta di togliere la licenza a Morini. 27 novembre 2002: Il sindaco, messo di fronte alla perdita della poltrona, si decide a togliere ufficialmente la licenza. 12 giugno 2004: Il ministro della salute Sirchia cancella con un colpo di spugna la Legge Regionale giudicandola anticostituzionale. Morini potrebbe vendere i cani ai laboratori ma deve rinnovare la licenza. 28 o�obre 2004: La Asl dà parere favorevole al rilascio della licenza, ma impone la riduzione del numero di cani entro il 31 dicembre e lavori di adeguamento entro il 20 febbraio. Altro obbligo è quello di dividere le fa�rici destinate alla riproduzione per vendita a privati e ai laboratori. 23 novembre 2004: Subito dopo il corteo internazionale e le cariche, il nuovo sindaco di San Polo ufficializza il rilascio della licenza e poi torna a casa con la scorta. Febbraio 2005: I lavori vanno a rilento, Morini chiede 120 giorni di proproga ma ne o�iene 45. Non si sa se e sopra�u�o come il numero degli animali sia stato rido�o. I tassi di mortalità sono alti, fino a 20 cani al mese. 31 marzo 2005: Scade la proroga dei lavori. Il Comune di San Polo non fa trapelare se i termini siano stati rispe�ati o meno. La licenza di uccidere rimane a�iva grazie alla complicità delle istituzioni locali.

GLI ULTIMI DI UNA LUNGA LISTA
Dall’inizio della campagna Chiudere Morini sono decine i rifiuti di collaborare ancora con gli aguzzini da parte di fornitori, clienti, riviste e siti internet. Negli ultimi mesi moltissimi siti hanno cancellato gli annunci per vendere cani che Rita Morini si affannava a me�ere. E nello stesso periodo Editoriale Il Veliero ha deciso si rifiutare annunci di Morini sulle sue riviste di caccia, la Tipografia Inot ha cessato di stampare il loro materiale, la di�a Crippsar ha deciso che non porterà più ingredienti per mangimi a Morini e Piz Frigo, l’ele�ricista e il Geom. Moscatelli hanno chiarito di non avere e non volere più rapporti commerciali con l’allevamento. Conta�are chi fornisce servizi necessari all’azienda è un punto focale della campagna e ha dato o�imi risultati. Per la lista aggiornata dei fornitori vi rimandiamo al sito e ai bolle�ini della campagna.

UN’AZIENDA IN DECLINO
Un catalogo Morini di inzio anni ’90 conta più di 100 pagine tra a�rezzatura, gabbie e animali. Adesso il loro catalogo ha meno di 10 pagine. Fino a 1.100 cani venivano stipati nei box dell’allevamento, mentre adesso il limite imposto è di 500. Nel ’95 Morini contava 23 dipendenti, mentre adesso oltre ai proprietari solo 5 persone lavorano per loro.

Per saperne di più: www.ChiudereMorini.net Chiudere Morini, Mbe 331, Via Emilia S.Stefano 33/b, 42100 Reggio Emilia Contatattate la campagna per informazioni, poster, volantini ed adesivi gratuiti.
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HARTELUST E IL COMMERCIO DI PRIMATI PER LA VIVISEZIONE
Il mercato dei primati per la vivisezione, pur essendo una parte essenziale ed altamente redditizia di questa industria, ruota su un numero limitato di aziende e di persone. Questo lo rende vulnerabile, e sta spingendo il movimento a considerarlo con la dovuta a�enzione per trovare il modo di fermarlo, in modo da intaccare la vivisezione tu�a. Uno dei cardini su cui ruota questo scempio si chiama Hartelust BV, una azienda a conduzione familiare gestita da Roberto Hartelust. Questa famiglia da sola regge buona parte del commercio di primati in Europa ed è responsabile dell’importazione di migliaia di primati e anche di beagle dire�amente dalla Cina (unico con licenza di importazione da quel paese). Hartelust BV ha sede a Tillburg, piccola ci�adina dell’Olanda. Qui, in mezzo a case e anonimi capannoni industriali, sorge il luogo di Hartelust collabora stre�amente con il BPRC, laboratorio su primati più grande del continente, viaggia continuamente da una parte all’altra per conferenze, promozione e conta�i con i ricercatori. Questo commercio lo ha arricchito impunemente fino ad adesso, ma è giunta l’ora di vederli soccombere come è successo in UK con Shamrock Farm, principale importatore di primati fino alla sua chiusura forzata nel 1999. Adesso tu�i sanno di questo anonimo commercio di vita vicino alle loro abitazioni, e Hartelust sa di essere nel mirino del movimento Aperto nel 1954 per l’importazione animalista internazionale. Il 9 aprile circa 400 manifestanti hanno di scimmie per i laboratori, Shamrock partecipato al corteo internazionale contro Hartelust, passando (parte del colosso multinazionale Charles dalle vie del centro di Tillburg fino all’allevamento. Qui il corteo non River) è stato per anni il perno di questo si è fermato dove voleva imporlo la polizia, avanzando compa�o commercio in Europa, rifornendo tu�i i e facendo indietreggiare i pochi polizio�i a cavallo dietro alle laboratori inglesi e non solo. transenne, poi rapidamente sfondate. Una breve carica a cavallo ha Nonostante questa forza la campagna frenato l’avanzata, ma non è stata ceduto il terreno conquistato e il Save The Shamrock Monkeys è riuscita gruppo è rimasto vicino all’entrata. a vederne la chiusura nella primavera Questo corteo, organizzato da un neonato gruppo antivivisezionista del 2000, dopo soli 15 mesi di intensa vuole essere il primo di una serrata campagna contro questi campagna senza tregua. aguzzini. La visita no�urna di 10 a�ivisti a casa Hartelust nella Dalla chiusura di Shamrock Farm tu�o stessa sera è un altro buon punto di partenza. A questo proge�o il sistema della vivisezione ha cominciato tu�o il nostro appoggio. a lamentare le difficoltà nel reperire i primati, i tempi lunghi di a�esa e i costi www.stopdevivisectieindustrie.org alzati. Sicuramente la campagna più devastante a lungo termine per l’intero se�ore.

parte del movimento è Air France.

AIR FRANCE Via Sardegna 40, 00187 Roma Tel: 06-48791.1 - Numero verde: 800- 824041 Dire�ore marketing (Lucia Impiccini): luimpiccini@airfrance.fr Responsabile stampa per l’Italia (Nives Annarumma): niannarumma@airfrance.fr 16 La nemesi

SHAMROCK

FARM

Chi importa i primati in Europa? Pochissime compagnie aeree acce�ano di trasportare primati sui loro velivoli in seguito a pressioni di associazioni, scandali e casi di animali morti durante il viaggio. Da qui sono derivati ulteriori problemi, e lo stesso Centro Primatologico Tedesco annuncia questo come l’anello debole della catena, timoroso che altre compagnie prendano la stessa decisione. Non a caso nel mese di maggio la Air Mauritius ha deciso di cessare questo trasporto in seguito alle pressioni della campagna Gateway To Hell e alle proteste avute non solo in Inghilterra ma anche in Francia e Italia. La compagnia che ha la fe�a più larga nel commercio di primati e quindi ogge�o al momento di pressione da

ALLE RADICI DEL MOVIMENTO: Ciò che abbiamo ereditato da tre decenni di lotta radicale non va dato per scontato ma deve essere conosciuto, approfondito e discusso per trovare stimoli ed ispirazione e per meglio comprendere la situazione attuale. In ogni numero della rivista vogliamo far rivivere storie del movimento riportandone alla luce le radici.

A metà degli anni 80 in Inghilterra le porte dei laboratori di vivisezione venivano abbattute regolarmente e l’azione diretta sembrava la strada giusta, il modo per smascherare la sperimentazione e salvare gli animali. L’A.L.F. era al suo apice con attacchi ogni notte e ogni regione del paese sembrava che avesse una Animal Liberation League. Queste Leghe nascevano per compiere azioni dirette ma erano più vicine ad un movimento contro la vivisezione di carattere populista. Lo scopo primario era denunciare lo sfruttamento degli animali ed eventualmente liberarne qualcuno, mostrando pubblicamente i luoghi dove veniva compiuta la violenza dei vivisettori. Sabotaggio economico e danneggiamento venivano generalmente limitati, almeno questa era la percezione data nei comunicati stampa, anche se in realtà far sparire vent’anni di registri di riproduzione o dati di test era di gran lunga più dannoso per un laboratorio che sfasciare delle attrezzature. C’era sicuramente una distanza tra le Liberation Leagues, con la loro attenzione verso un’immagine popolarmente accettabile, e l’ALF con il suo utilizzo sempre più diffuso di tattiche come l’incendio che non avrebbe mai ottenuto supporto popolare. Ma c’era anche una differenza significativa nel modus operandi. Semplificando, la principale tattica delle Leagues, introdotta dalla Northern Animal Liberation League (NALL), era di organizzare un evento di massa davanti ad un laboratorio come copertura per alcune persone che vi entravano, oppure gruppi di attivisti a metà pomeriggio avrebbero colto di sorpresa la sorveglianza o personale di laboratorio e qualcuno avrebbero potuto avere accesso agli stabulari e alla documentazione sugli esperimenti. C’era anche la bizzarra idea in molte azioni delle Leagues che il coinvolgimento di massa avrebbe in qualche modo dissipato le responsabilità, la polizia e il tribunale non sarebbero stati in grado di accertare chi

le ANIMAL LIBERATION LEAGUES
fosse veramente responsabile di cosa. Alcuni grandi successi di NALL furono lo smascheramento dei laboratori di agraria di Babraham nel Cambridgeshire e il salvataggio di Blackie dallo stabulario dell’Università di Sheffield. Blackie era un Labrador nero rubato e finito tra le mani dei vivisettori, successivamente riportato al suo padrone.

della folla e del traffico intorno ad un vicino ippodromo. La South East Animal Liberation League In seguito si formò una lega anche nella parte sud-est dell’Inghilterra (SEALL) che cominciò a scatenarsi attraverso quella regione aggiungendo un maggior livello di utilizzo dei mass media rispetto a quello di NALL. Le prime due azioni furono organizzate contro i laboratori Wellcome dell’Università del Surrey. Entrambe non accuratamente pianificate portarono a decine di arresti, con la successiva assoluzione degli attivisti in tribunale. Da quel momento in avanti migliorò la preparazione e furono prese maggiori accortezze. In quella che fu probabilmente la loro azione più importante fecero un’incursione al Royal College of Surgeons (scuola reale di chirurgia) facendo filmati di cani di ogni tipo, meticci o con pedigree, e di qualunque tipo di animale non allevato appositamente. Furono prese diapositive e appunti dei vivisettori stessi che mostravano ancora più eloquentemente le raccapriccianti sofferenze inflitte a dei macachi per la ricerca odontoiatrica. L’istituto fu portato in tribunale dalla BUAV (British Union for the Abolition of Vivisection) usando prove prelevate dai loro stessi laboratori. Questo volevano vedere gli attivisti sui media, i vivisettori allo scoperto. Era anche ciò che il pubblico aveva bisogno di vedere per prendere finalmente una prendere finalmente una posizione ulla vivisezione. Il 29 settembre del 1984 venticinque attivisti di SEALL entrarono nei laboratori della Bios consultancy and research nel Surrey, liberando quattordici beagles. Gli stabulari si trovavano vicino ad un prato dove molte persone portavano a spasso i propri cani e per i liberatori fu quindi facile mimetizzarsi ed arrivare alle macchine parcheggiate anche a sette chilometri di distanza. La gloria di SEALL non sarebbe però La nemesi 17

La Eastern Animal Liberation League L’unica azione di cui si è a conoscenza da parte della EALL fu l’invasione dei laboratori Unilever a Sharnbrook nella domenica dell’otto agosto 1984. Scopo dell’azione era prelevare informazioni su una delle più grandi multinazionali del mondo e scoprire cosa succedesse agli animali dietro a quei muri. Circa centocinquanta attivisti entrarono negli uffici attraverso dei cancelli, aprendo varchi nelle reti metalliche con dei flessibili e sfondando delle porte. Furono prelevate tantissime informazioni e dati utilizzati negli anni a venire nella lotta antivivisezionista. La polizia accorsa velocemente sul posto arrestò quarantuno persone, ma la maggior parte riuscì a fuggire, come previsto, approfittando

durata a lungo. Colpirono con un ambizioso triplice attacco ai laboratori Wickham che portò all’arresto di molte persone e pesanti condanne per nove di loro.. Si riteneva che Wickham imprigionasse e utilizzasse animali rubati. Alle dieci di mattina di domenica 28 ottobre 1984 più di cento attivisti invasero contemporaneamente i laboratori Wickham, APT Consultancy (fornitori di cani) e Cottage Patch Kennels, canile sospettato di rifornire Wickham. Al canile i proprietari furono immobilizzati mentre gli attivisti cercavano documenti provanti il passaggio dei cani ai laboratori. Nel frattempo gli altri gruppi approfittarono della domenica mattina per accedere più facilmente a Wickham e APT Consultancy trafugando materiale interessante per smascherare i loro traffici e i loro esperimenti. L’azione avrebbe potuto andare a segno perfettamente, ma erano sotto stretta sorveglianza da parte della polizia, che sapeva quale era il loro prossimo bersaglio. Il coinvolgimento di massa aumentava considerevolmente gli anelli deboli della catena. La polizia infatti sapeva che si sarebbe tenuta l’azione e circondò il laboratorio per tutta la notte di sabato, al contempo monitorando le case dove persone provenienti da tutta l’Inghilterra si erano riunite. Quello che non si aspettavano era che l’azione fosse programmata per le dieci di mattina e perciò passata la notte smobilitarono l’imboscata. Questo fraintendimento fece andare quasi tutto liscio sul momento, ma i nomi di chi era coinvolto erano purtroppo già noti. La Central Animal Liberation League Intanto nelle Midlands la Central Animal Liberation League (CALL) prese il testimone e continuò il lavoro, ma fin dall’inizio si dimostrò molto differente dalle altre Leghe. CALL non utilizzò mai manifestazioni di massa come copertura 18 La nemesi

per le azioni, evitò sempre arresti e portò l’uso di filmati e fotografie e dei media ad un livello ancora più alto. La prima azione di CALL fu all’opposto di quelle di NALL o SEALL. Dopo un sopralluogo all’Ospedale di Birmingham scoprirono l’orario e i turni degli addetti alla pulizia dei vetri. Tre attivisti si camuffarono da pulitori e con facilità arrivarono a lavoro prima dei veri addetti alle pulizie. Se ne andarono portando via nei loro secchi porcellini d’india e gli attrezzi usati per bruciarli negli esperimenti. Non fu una incursione spettacolare né dall’impatto duraturo, ma sicuramente una delle più sfacciate e un invito a tutti gli attivisti, legali o illegali, ad usare la loro immaginazione. Nel dicembre del 1984 CALL irruppe nell’East Birmingham Hospital e liberò una scimmia di nome Beatrice. Beatrice era un macaco rhesus utilizzata in esperimenti sull’artrite e che era stata tenuta sola in una piccola gabbia del laboratorio per 15 anni. Furono anche presi diari dei vivisettori. L’irruzione fu filmata e delle immagini apparvero nei notiziari TV, ma con relativamente poco risalto dal momento che questa rimane , a distanza di 20 anni, l’unica volta in cui una scimmia è stata liberata da un laboratorio nel Regno Unito. CALL avrebbe presto imparato a farsi notare di più. L’anno successivo CALL cominciò i sopralluoghi al principale luogo di detenzione di animali della Oxford University: University Park farm (UPF). Qui in attesa di essere vivisezionati nei laboratori di Oxford c’erano gatti, porcellini d’india, topi, conigli, pecore, capre, maiali, galline, piccioni, scimmie e cani. File e file di recinti per cani beagles e di altre razze- vecchi pastori inglesi, levrieri, Labrador, collies e anche un rottweiler. C’erano cuccioli meticci allevati sul posto, ma altri cani vi erano chiaramente stati portati perché non c’erano

nemmeno due che si somigliassero. Non erano stati allevati appositamente, erano troppo diversi ed erano quasi sicuramente cani che avevano una famiglia. I laboratori di Oxford avevano bisogno di un numero altissimo di cani. In un solo esperimento di trapianto all’Ospedale John Radcliffe documenti pubblicati rivelarono l’utilizzo di 138 cani meticci. CALL fece lunghi filmati dei cani e si preparò a liberarne il più possibile. Inoltre il reparto dei primati che era inaccessibile durante i sopralluoghi avrebbe subito un’incursione. Il 7 luglio 1985, in pieno giorno, trenta attivisti di CALL arrivarono alla recinzione di Park Farm che fu velocemente abbattuta. Gli attivisti si divisero immediatamente in gruppi, ognuno impegnato a rimuovere i lucchetti dai cancelli che sarebbe stato necessario usare e a togliere una finestra dallo stabulario dei cani per avervi accesso. Inoltre durante i sopralluoghi era stato notato dove veniva tenuto il furgone dell’Università e dove erano le chiavi. Il furgone fu spinto nel posto giusto e in cinque o dieci minuti dall’arrivo veniva riempito di cani. Con grande rapidità trentadue cani furono caricati sul furgone dell’Università stessa che si allontanò portando i cani verso la libertà. Ma l’azione non era terminata. Tutti gli attivisti, tranne i pali, lasciarono il posto e aspettarono che i cani fossero lontani e in salvo e che cadesse l’oscurità. Dopodiché CALL rientrò dentro UPF. Le sirene degli allarmi nella sezione dei primati furono silenziate riempiendole con schiuma isolante. Nella prima fase dell’operazione era stato constatato che nessun allarme sarebbe scattato, ma adesso il tempo stava scorrendo velocemente. Simultaneamente due squadre entrarono nella sezione dei primati e in quella delle capre, dove c’era anche un ufficio. Sono state effettuate riprese video e foto e in cinque minuti tutti lasciarono il posto. La risposta dei media fu massiccia. L’azione fu mostrata in televisione tutti i giorni per una settimana fino al punto che nella

Camera dei Lords ci furono interrogazioni sul fatto che la TV promovesse questo tipo di comportamento. Le immagini in effetti erano spettacolari: attivisti che in pieno giorno portano cani verso la salvezza e scimmie rinchiuse nelle gabbie. Ma questa copertura mediatica dell’azione non era casuale. CALL aveva distribuito alla stampa video, fotografie e documentazione. Di fatto l’immagine più famosa e che ha fatto il giro del mondo, quella di un cane che viene salvato, era stata girata durante il sopralluogo giorni prima che l’animale fosse realmente liberato. Subito dopo l’azione ci furono cinque arresti: una persona fece una dichiarazione e fu condannata, l’unico attivista di CALL mai condannato. Inoltre, poco dopo, una casa a Birmingham fu perquisita e la Polizia sequestrò sette cani. Senza alcuna prova sulla provenienza i cani furono dati alla Oxford University e tornarono a Park Farm. Però il 18 luglio UPF fu colpita ancora, stavolta dalla SEALL, che salvò per la seconda volta quattro dei sette cani. Per l’estate del 85 non si adagiarono sugli allori. L’11 agosto CALL ispezionò il Centro Ortopedico Nuffield a Oxford dove venivano condotti esperimenti di frattura ossea su conigli. CALL entrò nell’edificio senza far scattare allarmi ma sfortunatamente furono disturbati e l’azione fu interrotta però il filmato e le fotografie di polli, topi e conigli erano forti e un coniglio preso dal frigo del laboratorio con le zampe anteriori amputate fu mostrato al tele giornale. Un mese più tardi fu colpito un altro obiettivo della Oxford University. L’Università era nota per gli esperimenti di accecamento dei gatti del vivisettore Colin Blakemore e quindi, per svelarli, CALL colpì l’unità riproduttiva dei gatti. Il 16 settembre ’85 dodici gatti furono liberati dalla colonia di gatti a Nuneham Courtenay, una di questi dette alla luce tre gattini dopo l’azione. Gli animali erano allevati con luce artificiale per prepararli a esperimenti di perdita della vista.Oltre alla copertura dei media, fotografie dall’interno delle strutture della Oxford University apparivano nelle strade e venivano organizzate manifestazioni. I video e le fotografie fecero in modo che l’attenzione su queste atrocità rimanesse alta a lungo. Fecero in modo inoltre che sui media gli animali e non i vivisettori fossero mostrati come le vittime. L’8 luglio 1986 un anno dopo l’azione a Park Farm CALL intraprese la sua azione più ambiziosa colpendo i laboratori della

Oxford University al John Radcliffe Hospital, nel centro di Oxford. CALL questa volta voleva smascherare veramente la vivisezione, sbattere in faccia alla gente gli animali sottoposti ad esperimenti. Con poche eccezioni la maggior parte delle foto di azioni nei laboratori mostrano animali in gabbia. Documenti da UPF rivelarono che a scimmie di un solo giorno venivano cuciti gli occhi, ma questo non era stato filmato. CALL voleva stavolta persone nel laboratorio per filmare e fotografare gli animali sofferenti e le mutilazioni. Alle 22.30 tredici attivisti di CALL erano già nel complesso principale con solo una porta tra loro e i laboratori. Lo scopo era praticare un buco, ma la porta si rivelò problematica e fu necessario più tempo del previsto. Alla fine fu una corsa per fotografare e filmare quello che potevano. Disturbati dalla sorveglianza dovettero scappare. Videocassette e rullini furono nascosti in zona rimandandone la diffusione e non ci furono arresti. Il giorno dopo l’azione al Radcliffe il portavoce di CALL andò nell’ufficio del vice rettore dell’Università di Oxford, chiese di incontrarlo e ottenne un incontro con l’ufficio stampa dell’Università. Durante l’incontro, registrato di nascosto, l’Università fu messa alle strette riguardo al furto di cani dalle loro famiglie. Più tardi CALL partecipò a un documentario televisivo sull’uso nei laboratori di cani rubati. Per renderlo aggiornato e smascherare ancora di più l’Università, nel novembre 1986 CALL

edifici e gabbie vuote.CALL recuperò documenti e scoprì diverse teste di primati in decomposizione in un vecchio frigo. L’ultima azione di CALL fu alla facoltà di Veterinaria della Bristol University a Langford. Qui gli esperimenti includevano conigli legati con l’applicazione sulle orecchie di scatole piene di mosche tzetze. I conigli per la frenesia arrivavano a rompersi la spina dorsale.Le immagini dei sopralluoghi di CALL mostravano i recinti dei cani e conigli allevati intensivamente per gli esperimenti. La notte dell’azione CALL entrò nello stabulario dei gatti tagliando una porta di metallo con una fiamma ossidrica e li liberò tutti. Dopodiché gli attivisti di CALL si spostarono verso altri progetti. Nel 2000 fu annunciata la chiusura di University Park Farm che comunque da tempo aveva smesso di utilizzare cani rubati. I laboratori del Nuffield Orthopedic Centre avevano già chiuso, stessa sorte per l’allevamento di gatti Nuneham Courtenay (completamente svuotato dall’A.l.f. alcuni anni dopo l’azione di CALL). Sul terreno della Animal Suppliers London sono state costruite delle case. CALL e l’intero movimento anti-vivisezione hanno avuto un ruolo in tutto questo. Ciò che i vivisettori temono di più è che la gente sappia esattamente quello che fanno agli animali. Questa è la filosofia con cui le Leagues si sono formate e hanno operato, cercando di unire azione diretta e liberazione degli animali ad una ampia diffusione di immagini e dati provanti i crimini nascosti dietro alle mura di rispettati ospedali e centri di ricerca. (liberamente tratto dalla rivista Arkangel – for animal liberation) La nemesi 19

ritornò a Park Farm e filmò un attivista vicino alle gabbie, che chiedeva ai cani di sedersi e di dargli la zampa. Questo provava la loro provenienza da famiglie. Seguendo la voce secondo cui la Animal Suppliers London, una volta il più grande fornitore di scimmie del Regno Unito, era ancora operativo CALL cominciò a fare appostamenti. Il posto era deserto con

Novembre

AZIONI DIRETTE italia

1 Milano - Sfasciate 8 vetrine dei grandi magazzini La Rinascente. Lasciata la scri�a “A mali estremi... Alf”. Secondo i media locali i danni sono stati ingenti. L’azione è stata rivendicata da i “fantasmi degli animali scuoiati”. 1 Fidenza (Pr) – L’ALF incendia il furgone della pellicceria Dal Mago. 2 San Polo d’Enza (Re) – Nella no�e compare una nuova croce all’interno del cimitero con il nome di Giovanna Soprani e la dicitura “in ricordo degli animali assassinati”. Anche sul municipio viene lasciata la scri�a “Milena pensaci bene” riferita al sindaco che deve rilasciare a Morini l’autorizzazione per vendere cani ai laboratori. 4 San Daniele – Danneggiato impianto di pesca sportiva. L’azione è stata rivendicata dal gruppo Offensiva Animalista e dedicato a Barry Horne. 5 Ramiseto (Re) – L’ALF libera 14 conigli da un allevamento in ricordo di Barry Horne. ”La no�e tra il 4 e il 5 novembre ci siamo dire�i a Ramiseto (RE) per svuotare le gabbie di un allevamento di conigli destinati allo schifoso palato di chi mangia carne. Dei 14 totali rinchiusi dentro a gabbie stre�issime 11 hanno scelto di venire con noi e ora si trovano in case accoglienti, gli altri 3 appena hanno visto aprirsi le loro celle non si sono lasciati scappare l’occasione di fuggire nei boschi e godere finalmente della libertà. Sulla strada del ritorno abbiamo tentato di svuotare un altro allevamento ma purtroppo un allarme inaspe�ato ci ha messo in fuga; la prossima volta saremo sicuramente più fortunati… Questa no�e è dedicata a Barry Horne a 3 anni esa�i dalla sua scomparsa. Fronte Liberazione Animale” 6 Milano – Sabotate due pelliccerie in ricordo di Barry. 6 Val di Ledro (Bs) – L’Animal Liberation Trentina rivendica la liberazione di 30 uccelli da richiamo di specie prote�e tra cui merli, cesene, verdoni e ciuffolo�i. 13 Arezzo – Bloccate le serrature di macellerie e pelliccerie. 13 Padova – Liberati 2500 visoni dall’allevamento di Caccaro Franco. La liberazione è stata interro�a dal sopraggiungere degli allevatori. 22 Milano – Distru�e 10 finestre e sverniciato un camion della Sanofi Synthelabo, cliente di HLS. 22 Cortemaggiore (Pc) – Bloccate le serrature e sverniciata la vetrina della pellicceria Colla. 23 Roma – I vivise�ori Corradini e Renda ricevono scri�e so�o casa, viene inoltre sigillata la serratura di una macelleria e imbra�ato di vernice il furgone di un’altra macelleria. Funer (Pd) - L’ALF visita l’allevamento di visoni “Pan Crystal” a due anni da una precedente liberazione e trova gabbie vuote e capannoni distru�i. Lasciate le scri�e “Alf vince sempre” e “Non ci riprovare”. Dicembre 4 Parma – Sverniciate le vetrine di una pellicceria e sabotati i tubi del bagno di McDonald’s.

6 Bibbiano (Re) – L’auto di un amico e sostenitore della di�a Morini è stata sverniciata il giorno del compleanno di Giovanna Soprani. 14 Arezzo – I giornali fanno sapere che alcune pelliccerie e macellerie hanno trovato le loro porte bloccate con silicone. 25 - 130 telefonate augurano buone feste alla di�a Morini. 26 San Polo d’Enza (Re) – Nella no�e a casa Soprani arriva il servizio di onoranze funebri richiesto da animali dispe�osi.

31 Milano – Distru�e 8 vetrine in una no�e. “Capodanno contro le pellicce a Milano. Incollando con scotch grossi petardi alle vetrine ne sono andate in frantumi 4 alla Upim di via Marghera 2 alla pellicceria Collini di viale Tunisia e 2 alla Upim di piazza Loreto. Nessun festeggiamento solo l’amaro ricordo dei 40 milioni di morti di una moda assassina”. Gennaio Cesenatico (Fc) – Due sassate mandano in frantumi altre�anti vetri del Centro Ricerche Marine, laboratorio cliente di Morini. La rivendicazione era firmata “due sassi qualunque”. 8 Parma - Incendiato nella no�e un ripetitore per la telefonia mobile. Febbraio 12 Milano – Azione contro UPS, di�a di spedizioni internazionali, e contro l’amministratore delegato della Novartis, tra le maggiori multinazionali chimicofarmaceutiche, entrambi collaboratori di Huntingdon Life Sciences. “UPS lavora per i vivise�ori di HLS e non merita altro che azione dire�a: Sabato 12 Febbraio sono state lasciate scri�e su un furgone e davanti ai loro uffici. Nella stessa no�e abbiamo visitato l’abitazione del Do�.Di Nepi di Novartis Italia, e abbiamo reso noto con quali sporchi bastardi collabora”. 14 Milano – Serrature bloccate a due pescherie. 15 Cento (Fe) – Nella no�e l’entrata del negozio Upim viene incendiata dall’ALF contro la vendita di pellicce. “Rivendichiamo l’a�acco incendiario che ha interessato l’entrata di Upim a Cento (FE) la no�e tra il 15 e il 16 febbraio. Questo è un chiaro messaggio per il Gruppo Rinascente: abbandonate l’industria della pelliccia o ne pagate le conseguenze. Libertà per gli animali. Fuoco ai pellicciai. ALF” 23 Reggio Emilia – L’edificio dell’avvocato Enrico Della Capanna e l’abitazione del geom. Moscatelli ricevono lampadine di vernice rossa e scri�e per i loro legami con Morini. Nuoro - E’ stato appiccato un incendio alla stru�ura di un ripetitore di telefonia mobile nelle campagne di Teti, nel nuorese. Si tra�a del secondo a�entato contro il ripetitore, già danneggiato il 14 gennaio. Marzo 2 - 470 tra squilli e telefonate disturbano l’a�ività di Giovanna Soprani.

ANIMALI IN RIVOLTA

Macaco stacca un dito ad un aguzzino - Un impiegato del laboratorio di vivisezione del Nerviano Medical Science (ex-Pharmacia), è stato morso nel dicembre scorso da un macaco mentre gli praticava un’iniezione. Da quanto emerso altri tre operatori gli avevano chiesto un aiuto per fare l’iniezione alla scimmia. Ma il macaco era riuscito a divincolarsi e a morderlo. Portato subito al pronto soccorso, era stato medicato e dimesso, ma qualche giorno dopo era dovuto tornare in ospedale perchè la ferita non guariva: a quel punto i medici gli hanno amputato il mignolo della mano destra. Lepri in difesa dell’ambiente - Nel mese di febbraio è stato chiarito il mistero dell’aeroporto di Linate (MI), dove per circa due se�imane si sono verificati tilt nel sistema di controllo posizionato ad una altezza di circa 30 cm dal suolo. Dalla torre di controllo ogni segnalazione significava il passaggio di un aeromobile, invece era un lepro�o. Contro le lepri si sono mobilitati 30 agenti che in 3 no�i hanno ca�urato diversi esemplari poi rilasciati in zone di ripopolamento e in “oasi” della provincia di Milano. La costruzione di un’opera come l’aeroporto comporta lo sfra�o violento di molti animali che dormono pacificamente nelle loro tane, ora sembra proprio che stiano tentando di riprendersi quella terra umiliata e derubata.

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3 - Montecchio (Re) – I giornali locali riportano che nella no�e tra il 2 e il 3 vengono date alle fiamme due fiat panda di proprietà del dipartimento veterinario dell’ASL che in questi anni ha favorito Morini nel suo infame lavoro. Sul muro della stru�ura sono state trovate le scri�e “Stop Morini”, “ASL Corro�a” e “Brigata Anima”. 5 - Milano – Due macellerie e una pellicceria trovano le serrature bloccate. 6 Rovereto - Azione incendiaria ai danni di una antenna per la telefonia a Rovereto (TN). 500 metri di cavi sono stati inceneriti da uno straccio imbevuto di benzina. Contro l´impianto si erano schierati 500 ci�adini, timorosi dei danni provocati da queste stru�ure. 16 - San Cesareo (Rm) – Liberati 2.000 visoni. Azione rivendicata Alf. 27 Montesoffio (Pu) – Il “comitato per la pace campestre” rivendica ai giornali locali la liberazione di 20 conigli dalle gabbie di un allevamento a Montesoffio in provincia di Urbino. Aprile 3 Arezzo – La macelleria “Alfredo” viene imbra�ata con scri�e durante un corteo spontaneo alla fine del processo a Sergio e Agnese, accusati di aver posizionato un ordigno davanti alla stessa un anno prima. 4 S.Polo d’Enza (Re) – A casa di Giuseppina Ferrari, dipendente di Morini, viene lanciato un petardo che presumibilmente la sveglia nel cuore della no�e. 5 S.Cataldo di Boscoforte (Mn) – Liberati 250 visoni dall’allevamento di Paolo Antoniazzi. Nessuna rivendicazione. 6 Sabbioncello San Pietro (Fe) – ALF libera 400 visoni dall’allevamento Cà Bianca di Mario Zanella e dedica l’azione a Sergio Stefani. 17 - Giovanna Soprani viene abbonata a svariate riviste per una spesa a carico complessiva di 400 euro. 19 – Selargius (CA) – Una forte esplosione devasta un macello. Le indagini si dirigono verso il cosidde�o “Ecoterrorismo”. L’Enpa condanna il gesto.

24 - Cinque agenzie di onoranze funebri vengono mandate al domicilio di Giovanna Soprani per l’anniversario della morte del marito. I giornali riportano che una è arrivata a destinazione tra le ire della titolare e delle figlie. 27 S.Polo d’Enza (Re) – Anche con i mezzi più semplici gli aguzzini non vengono fa�i dormire: nella no�e qualcuno sveglia Cristina Freschi, dipendente Morini, suonando ripetutamente il suo citofono. 29 Arezzo - Incendio a ripetitore televisivo, appiccato con benzina ge�ata dire�amente sui cavi e so�o le porte delle cabine. Ha provocato danni per centinaia di migliaia di euro, provocando il black out su Arezzo di gran parte dei canali televisivi, tra cui Mediaset, La 7, emi�enti locali, e due radiofonici. L’azione è stata rivendicata ai media locali. Maggio 1 Milano – Durante il Mayday le vetrine della pellicceria Levi vengono completamente coperte con vernice e scri�e. 11 Milano – Scri�e e vernice rossa contro una Upim e una pellicceria. 15 S.Polo d’Enza (Re) – Il cancello d’uscita dell’auto di Daniele Barbieri dipendente Morini viene sigillato con un lucche�o. 16 Corniglio (Pr) – ALF libera 8 conigli da un allevamento. “Nella no�e del 16 maggio abbiamo liberato tu�i gli 8 conigli di una fa�oria vicino a Corniglio – un paesino nelle montagne di Parma. Gli animali adesso sono in case sicure. Fino alla fine di qualunque forma di sfru�amento, A.l.f.”

VISONI IN FUGA
Nonostante le taglie di 20.000 euro sui liberatori poste dall’Associazione Italiana Allevatori Visone (AIAV) non si sono fermate le incursioni negli allevamenti. In Italia gli allevamenti diventano sempre di meno, alcuni chiudono in seguito alle liberazioni ed altri per motivi economici, e tu�i si sentono addosso il fiato di chi dedica la no�e ad aprire le gabbie agli animali e ridare loro la libertà.
Villa del Conte (Padova) 13 novembre - Nella no�e vengono liberati 2500 visoni dall’allevamento di Caccaro Franco. La liberazione è stata interro�a dal sopraggiungere degli allevatori. Sul posto sono state lasciate scri�e minacciose firmate ALF. Nella no�e a svariati chilometri di distanza sono stati fermati 4 animalisti, rilasciati poche ore dopo con una denuncia a piede libero per danneggiamento. L’allevamento di Caccaro imprigiona circa 8.000 animali, che lui si vanta di vendere dire�amente alle aste di Copenhagen. San Cesareo (Roma) 16 marzo - Liberati 2.000 visoni dall’allevamento Agricola Casilina di Tonino Sardella. Pubblichiamo il comunicato uscito sul sito della AIP: “Il 16/03/05 siamo entrati nell’allevamento di visoni AGRICOLA CASILINA per restituirli alla madre terra. Purtroppo si sa che fuori dalle gabbie per loro il destino ha l’impronta di un ba�istrada ma che differenza fa con la mano dell’allevatore? Noi siamo animati dall’o�imismo e se uno solo di loro ci sta ringraziando per un tuffo nel fiume è valso il costo di un po’ di sudore. L’allevamento di TONINO SBARDELLA sta in via dei Visoni a San Cesareo - RM- è un’azienda custodita di no�e da un paio di pi�bull e un pacifico husky. All’interno si trovano divisi da una rete da una parte il magazzino delle a�rezzature, dei mangimi, le celle frigorifere (si riconoscono dal rumore delle ventole) e i cani da guardia, dall’altra 25 capanni con le gabbie dei visoni. Durante il primo sopralluogo avevamo constatato l’assenza di allarmi: camminando dentro ogni capanno. Poi si è scelta la posizione del palo: dalla colline�a il suo sguardo avrebbe facilmente scorto eventuali macchine in transito lungo la strada ma sopra�u�o quelle che si sarebbero fermate al cancello dell’allevamento. Un buon palo è garanzia per la buona riuscita del lavoro: quando devi concentrarti a smontare i recinti il suo compito è quello di darti la tranquillità necessaria. Tuta, passamontagna, guanti robusti, tronchesi, radiotrasmi�enti: tu�o l’occorrente per fare una liberazione. Zaino sulle spalle, un buon posto dove parcheggiare l’auto e via lungo il sentiero di guerra. Dei 25 capanni nell’allevamento solo la metà erano pieni, per un totale di circa 2.000 animali fra fa�rici gravide e maschi riprodu�ori. Alla fine tra preparazione (abba�imento delle reti) ed esecuzione (corsa nei capanni con apertura delle gabbie) siamo rimasti 45 minuti. Tu�’a�orno gli animali correvano e saltavano. Centinaia di occhie�i luccicanti formavano il tappeto festoso della nostra no�ata. Vergata scri�a spray: VISONI IN LIBERTA’ - CHIUDI - ALF” S.Cataldo di Boscoforte (Mn) 5 aprile – I giornali riportano la liberazione di 250 visoni dall’allevamento di Paolo Antoniazzi. Nessuna rivendicazione. Sabbioncello San Pietro (Fe) 6 Aprile – L’ ALF libera 400 visoni dall’allevamento Cà Bianca di Mario Zanella e dedica l’azione a Sergio Stefani. L’allevamento era stato chiuso per due anni e aveva appena ricominciato l’a�ività. Sul posto sono state lasciate scri�e come “Assassini” e “Basta Pellicce”. Questo il comunicato: “Oggi 7 aprile a 400 visoni (comprese le fa�rici) dell’allevamento Zanella Mario a Sabbioncello S. Pietro (FE) è stata ridata la libertà. Lamiere, travi e gabbie fissate alla recinzione sono state abba�ute, altri ostacoli come sistemi d’allarme non erano presenti. Tu�e le gabbie avevano dei cartellini che identificavano l’animale sono stati distru�i. Contro il mercato delle pellicce, azione dire�a, liberazione. Questa azione la dedichiamo all’anarchico verde Sergio M. Stefani e a chiunque è imprigionato/a in una gabbia. ALF”

La nemesi 21

AZIONI DIRETTE nel mondo
Dicembre Irlanda: L’ALF libera 8 galline e 10 tacchini da un allevamento. 4 Limerick (Irl): Aperte le gabbie che rinchiudevano uccelli selvatici. 7 Malmo (Sve): In un a�acco durante il giorno l’ALF svernicia la carrozzeria e i vetri dell’auto di lusso del proprietario di una pellicceria. 10 Germania: L’abitazione di un dire�ore P&C (grandi magazzini che vendono pellicce) riceve bombe di vernice. 14 Malmo (Sve): A�raverso un foro in un vetro una pellicceria viene riempita con la schiuma di un estintore. Questo negozio ha ricevuto oltre 40 danneggiamenti. 17 Barcellona (Spa): Liberati due cani beagle dall’Università di Veterinaria. 17 Izmit (Tur): Incendiate due auto di cacciatori. 24 Uk: 15 allevamento. tacchini liberati da un 2 Australia: Liberate due galline. 5 Surrey (UK): sverniciate e forate tre auto di lusso della dire�rice di BAA, compagnia che gestisce gli aereoporti inglesi. BAA è ogge�o della campagna che vuole la fine di import ed export di animali da laboratorio. 6 Bagshot (UK): sverniciate due auto del dire�ore di una di�a fornitrice di HLS 6 Eitzen (USA): Completamente distru�a da un incendio la Wiebke Fur, laboratorio di pellicce. 7 Svezia: L’Alf incendia un allevamento di animali da pelliccia chiuso da anni, ma al momento in vendita con la possibilità che venisse riaperto. 8 Parigi (Fra): In una no�e 150 vetrine di pelliccerie vengono coperte di scri�e. 9 Lugano (Svi): Un furgone e il palazzo di Ups, collaboratori di Huntingdon Life Sciences, vengono a�accati con vernice. 14 Olanda: Un dire�ore della banca ABN AMRO che finanzia il laboratorio BPRC riceve vernice sulla casa e sull’auto. 18 San Miguel, CA (USA): L’ALF taglia le reti e libera un branco di 200 daini da un allevamento con annesso macello. 19 Pennsylvania(Usa): sverniciate 4 auto a casa dell’amministratore delegato delle Teva, farmaceutica israeliana cliente di HLS. 21 Uk: L’automobile di un dire�ore UPS viene sverniciata con acido, squarciati i pneumatici. 28 Auckland (Nzl): Liberate 16 galline da un allevamento. 28 Varbeg (Sve): Un a�acco incendiario colpisce una di�a che produce cibo per cani, posseduta da un produ�ore di cibo per animali da pelliccia i cui magazzini era risultato impossibile incendiare. 28 Olanda: vengono rivendicate molte azioni contro pia�aforme di caccia, 8 sono state distru�e o incendiate negli ultimi due mesi. 31 Olanda: Incendio ai danni degli uffici vendita dei Laboratori Covance, la più grande di�a di sperimentazione animale al mondo, specializzata nella ricerca su primati. Febbraio

County Kildare (Irl): Una cane da caccia trovato da a�ivisti dopo il passaggio dei cacciatori viene preso e gli viene trovata una casa. Internet: Il gruppo per la “disobbedienza civile ele�ronica” lancia un a�acco e-mail all’industria della pelliccia che crea diversi problemi alle caselle di posta e ai siti di di�e del se�ore. 7 Su�er Creek (California, USA): 7 ordigni danno fuoco ad un complesso di appartamenti in costruzione. Azione rivendicata ELF in difesa dei boschi e del verde, contro l’avanzamento della ci�à. 10 Nijmegen (Olanda): Un bancomat ABN AMRO è stato distru�o a martellate, un altro è stato sabotato e 7 vetrine di un’altra agenzia sono state sfasciate. 11 Auckland (Nzl): Liberate 35 galline da un allevamento. 12 Svezia: All’interno di un IKEA, a�ivisti muniti di lama tagliano parti in pelliccia da giubbo�i e scarponi. 18 Barcellona (Spagna): incendiato l’ingresso di una pellicceria. 20 Svezia: Malmo; 3 vetrate distru�e ad una pellicceria “Questa è stata la mia prima azione, facile come preparare le fe�e bisco�ate. Lo farò ancora…anche tu puoi prendere parte alla guerra contro l’industria della pelliccia, utilizza la tua immaginazione e da�i da fare! DBF” 20 UK: L’ALF posiziona congegni incendiari che però non funzionano all’Università di Oxford contro il nuovo laboratorio in costruzione: “…Gli inneschi non hanno funzionato ma l’università di Oxford non deve farsi illusioni su quanto fossero serie le nostre intenzioni di distruggere quel posto. Questa volta abbiamo fallito ma ci saranno sempre altre occasioni fino a quando non abbandoneranno il proge�o di South Parks Road…”. 23 UK: A�ivisti nuotano in un canale ghiacciato in mezzo alla neve per arrivare a sverniciare 4 auto nel parcheggio di un ufficio UPS. 24 Nuova Zelanda: Liberate 40 galline da un allevamento in ba�eria. 25 Olanda: Liberati tra i 600 e gli 800 visoni da un allevamento considerato ad alta sicurezza. 27 Usa: L’ALF libera 12 anatre da un allevamento. 28 Svezia: A Malmo il DBF ha distru�o 3 vetrate ad una pellicceria “Giustizia per Madre Terra e i suoi animali – DBF”. Usa: L’auto del dire�ore della Teva Pharmaceuticals viene a�accata con sverniciatore. Marzo 6 Hampshire (Uk): Liberate 50 galline da un allevamento. 9 Nebraska (Usa): visitate le case di parenti di Skip Boruchin, testardo venditore di azioni di Huntingdon. Lasciate scri�e sulle case, sulle auto, e sverniciatore su una macchina e una barca.

27 Lincoln (California, Usa): Tre ordigni vengono trovati in complessi residenziali di lusso in costruzione in un’area verde. L’azione è stata rivendicata ELF. 29 Buenos Aires (Arg): Liberati 12 conigli e 13 galline da un allevamento. 30 Orust (Sve): Il DBF libera 60 conigli da un allevamento fornitore di animali da carne. 31 Florida (USA): sfasciati computer e rubati documenti e file dagli uffici di Seabord Securities, di�a che tra�ava fino a quel momento le azioni di HLS e che ha saggiamente deciso di mollare. Gennaio 1 Auckland (Nzl): L’ALF libera 22 galline dall’allevamento “Eggs R us”.

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9 Newchurch (UK): trovato un ordigno incendiario davanti alla porta di casa della figlia del proprietario dell’allevamento di porcellini d’india da 5 anni ogge�o di una pressante campagna. 13 Germania: Liberate 25 galline da un allevamento in ba�eria. 14 Uk: Un pub dove vengono cucinate aragoste riceve diverse scri�e spray dall’ALF. Finlandia: Un deposito di pellicce viene a�accato col fuoco ma i pompieri riescono a salvare 10.000 pelli di volpi che erano all’interno. 18 Friburgo (Svizzera): A Friburgo le serrature di 3 macellerie sono state sabotate e due furgoni per il trasporto di carne sono stati a�accati con sverniciatore. 18 Spagna: Diversi gruppi in un’azione coordinata danneggiano 8 uffici UPS. 24 Uk: Al dire�ore della Phytopharma vengono danneggiate 3 auto davanti a casa mediante sverniciatore, scri�e e pneumatici squarciati. 26 New jersey (USA): qua�ro dipendenti della farmaceutica Roche visitati a casa con lancio di bombe di vernice, scri�e, acido sulla porta. 29 Uk: liberato il coniglio di un prestigiatore durante il suo spe�acolo. 30 Usa: rovinate con acido le due auto, tra cui una nuova Porsche, del dire�ore di Airgas, di�a che ha anche nel suo esecutivo David Stout, dire�ore della Glaxo Smithkline. Chiunque ha legami con le di�e collegate ad HLS e alla vivisezione non può sentirsi tranquillo! Aprile 1 Illinois (Usa): Liberate dozzine di volpi destinate ad essere scuoiate dall’allevamento in solidarietà con Peter Young. 7 Svezia: Il DBF libera 1000 visoni da un allevamento vicino a Eksjo. Uk: L’ALF libera allevamento. 2 conigli da un i pescatori della zona tagliando stavolta le loro nasse per un danno di 600 sterline. 22 Svezia: altri qua�ro congegni incendiari vengono posizionati in un allevamento di visoni. Alcuni sembra che abbiano funzionato ma con pochi danni, per mancanza di ossigeno o troppo vento. 22 Louisiana (Usa): Liberati 21 topi dai laboratori dell’Università. Azione rivendicata dall’Alf. 25 Somerset (UK): incendiata la Williton Box Company, di�a produ�rice di scatole per il trasporto di animali da laboratorio. 31 Germania: Liberate 158 galline da allevamenti in ba�eria. Alicante (Spagna): Due bombe di vernice e una vetrata distru�a a sassate per un ufficio UPS ad Alicante. No�ingham (UK): a�ivisti entrano in una stazione sperimentale dell’Università per liberare degli agnelli, azione resa impossibile dagli animali stessi, troppo agitati. La rabbia è stata spostata verso gli uffici e il laboratorio, meticolosamente devastati e saccheggiati dei documenti. Maggio 1 No�ingham (Uk): colpita la White Rose, di�a di incinerimento animali che lavora per Covance e Wickham labs. Lasciate scri�e su 10 furgoni, 2 camion, 1 furgone della sicurezza e 10 auto dei lavoratori. Le tre auto considerate più costose sono state anche sverniciate. 2 Svenljiunga (Sve): Liberati 1400 visoni da un allevamento. 7 Periferia di Mosca (Rus): A�ivisti tagliano le recinzioni di un allevamento per liberare dalle gabbie volpi argentate e due procioni. 10 Dover (Uk): sverniciate le auto e lasciate scri�e e danni a casa di due dire�ori del Porto di Dover, che ancora si ostina a far transitare animali destinati ai laboratori di vivisezione. 12 Mosca (Rus): L’ALF entra nel dipartimento biologico dell’Università per distruggere le a�rezzature dei vivise�ori e liberare 5 rane. 19 Uk: a�accate nella no�e sei persone al comando della Medifacts, di�a fornitrice di fondamentali

servizi ad HLS. Medifacts ha poco dopo messo di collaborarvi. 19 Bracknell (UK): Incendiata l’auto del dire�ore di Canaccord, maggiore azionista di Phytopharma, cliente di HLS. 20 North Yorkshire (Uk): Un incendio di origine dolosa all’interno di un macello distrugge le celle frigorifere e circa 1000 carcasse contenute all’interno. Per almeno due mesi nessun animale verrà più ucciso in questo posto. 22 Mosca (Rus): L’ALf entra nel dipartimento di Fisiologia Patologica dell’Università e non trova animali se non già morti nel frigo; le gabbie, macchinari e il frigorifero sono stati danneggiati 26 Quakertown (USA): La famiglia Hsu sta pianificando la costruzione di un allevamento di primati per la vivisezione, ma oltre a proteste nel vicinato e problemi con i permessi anche l’ALF ha dato il suo contributo: nella no�e il vivaio commerciale della famiglia e le loro auto sono stati devastati, con 50.000 dollari di danni. Il messaggio è chiaro, fermatevi o continueremo. Nella se�imana seguente l’azione la famiglia Hsu ha deciso di abbandonare definitivamente il proge�o, che avrebbe permesso l’importazione di circa 1200 scimmie l’anno! 27 Oxford (UK): Gli oppositori alla costruzione del nuovo laboratorio di ricerca su primati dell’Università hanno avuto una fantasiosa idea: nei mesi scorsi hanno seminato ampiamente una pianta infestante giapponese nelle vicinanze del laboratorio in costruzione, delle sedi universitarie e di case di vivise�ori. Il problema di questa pianta è che risulta impossibile fermarne la diffusione, solo poche e costose di�e specializzate ne sono in grado, e a lungo termine danneggia le fondamenta degli edifici. Un altro segnale per un proge�o che da quasi un anno è fermo, visto che nessuna di�a di costruzione ha il coraggio di affrontare la campagna in corso. 29 Kinna (Sve): Un incendio distrugge completamente il locale di produzione del cibo in un allevamento di visoni. 28 Hampshire (Uk): L’ALF entra in una stazione di ricerca sui conigli della Defra, trafugando dagli uffici migliaia di pagine e molte videocassete che documentano 20 anni di sperimentazione con cianuro, fosforo, gas, tavole�e di magnesio e varie trappole, il tu�o per il “controllo dei conigli”. Tra i loro clienti campi da golf, Heinz e Mars. Dopo la devastazione degli uffici sono state distru�e tu�e le gabbie, trovate vuote. 30 Kokkola (Fin): 100 gabbie di un allevamento di volpi vengono aperte e tu�e le schede di riproduzione rubate.

12 Germania: Liberate 21 galline da un allevamento in ba�eria. 13 UK: rovinate con acido le carrozzerie e squarciate le gomme alle auto di persone collegate ad HLS. L’azione è stata rivendicata in solidarietà a sarh Gisbourne, da poco arrestata: “... siamo stati ispirati da Sarah e sappiamo che dobbiamo ricominciare da dove lei ha lasciato.” 17 Blekinge (Sve): la polizia ha trovato tre ordigni incendiari particolarmente professionali negli edifici di un allevamento di visoni già ogge�o di altre azioni in passato. 17 Long Island (Usa): L’alf fa un bru�o scherzo al dire�ore di Forest Labs, cliente di HLS, entrando nell’auto di sua moglie durante il giorno, rubando carta di credito e Travelers Cheques per poi fare 26.000 dollari di donazioni a vari enti benefici. In un comunicato rende noto di conoscere molto bene le proprietà e le abitudini di questa famiglia nel loro mirino. 21 Kimmeridge Bay (UK): Il Fronte di Liberazione delle Aragoste torna a colpire

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A.L.F. ALL’ UNIVERSITA’ DI IOWA
Nelle prime ore del ma�ino del 14 novembre 2004 un gruppo firmatosi Animal Liberation Front ha liberato più di 400 animali dai laboratori di vivisezione dell’Università dell’Iowa, distruggendo inoltre strumentazione e archivi cartacei dei vivise�ori. I media, le Università, l’industria dello sfru�amento animale e anche alcuni gruppi animalisti condannano azioni come questa definendole terrorismo. Ma se non fosse per il coraggio e l’ingegno di questi a�ivisti adesso centinaia di animali sarebbero morti o agonizzanti tra le mani dei loro carnefici. Se non fosse per questa azione non ci sarebbero prove documentarie di quanto accade dentro quei laboratori e su chi ne è dire�amente responsabile e non sarebbero stati distru�i anni di ricerca. Ci sembra ancora una volta fondamentale ribadire quali siano in questo caso i terroristi, ben pagati dallo Stato per il loro lavoro, perfe�amente legale e con tanto di onorificenze e premi scientifici. L’isteria del re�ore sui media locali ha scatenato inoltre un diba�ito interno, dove molti studenti si sono de�i a favore della liberazione e contro la presenza di laboratori di tortura nell’Università. Secondo dati usciti in seguito i danni dell’azione ammontano a 450.000 dollari, di cui ben 275.000 per la distruzione della strumentazione e la perdita delle ricerche. L’Università ha una assicurazione che la costringe a coprire in ogni modo queste spese da sola. Quelli che riportiamo sono i comunicati diffusi insieme ad un video e decine di fotografie nei giorni seguenti l’azione, un terzo comunicato conteneva indirizzi di casa dei vivise�ori, numeri di telefono e di cellulare, nonché dati personali e nomi delle mogli. “L’Animal Liberation Front rivendica la responsabilità della liberazione di 401 animali dall’Università dello Iowa, liberazione avvenuta nelle prime ore del 14 novembre 2004. Tu�i gli animali del 3° piano del Dipartimento di Psicologia sono stati salvati, esaminati e curati da un veterinario solidale e portati in case amiche. Siamo anche entrati in due laboratori ed in tre uffici di vivise�ori e tu�o ciò che era collegato alla sperimentazione animale è stato distru�o. Questi sono: 4° piano - Laboratori Spence: siamo entrati nel laboratorio del vivise�ore Ed Wasserman. Decine di computer e strumenti utilizzati per sperimentare sulle colombe sono stati distru�i. Scantinato - Laboratori Spence: siamo entrati nel laboratorio del vivise�ore Mark Blumburg ed altri. Strumenti chirurgici e gli strumenti di stereotassi per piccoli animali, come gli “shock boxes” ed altri a�rezzi di tortura sono stati distru�i. 4° piano - Seashore Hall: siamo entrati nell’ufficio del ricercatore sui primati Joshua Rodefer’s. Gli hard disk del computer, dische�i, documenti cartacei e fotografie che documentano i lavori di Rodefer’s mentre confina i primati resi dipendenti alle droghe in piccole casse di cristallo sono stati confiscati. Il resto dei suoi lavori in cui si documentava il suo mostruoso lavoro provocante la dipendenza di ra�i e primati alle droghe è stato bagnato con acido e i computer sono stati distru�i. 1° piano - Seashore Hall: siamo entrati nell’ufficio della ricercatrice sui primati Amy Poremba. Computer distru�i, i documenti confiscati, il resto dei documenti sono stati bagnati con acido. Quest’azione è stata fa�a per fermare le barbare ricerche portate avanti dai 7 principali vivise�ori del Dipartimento di Psicologia della U.I.: i professori Poremba, Freeman, Blumburg, Johnson, Robinson, Rodefer e Wasserman. Non è stato un vandalismo senza senso, ma un tentativo metodico per paralizzare la ricerca su animali del Dipartimento di Psicologia dell’Università dell’Iowa. Sono stati a�accati solo i le strumentazioni nelle stanze in cui vengono confinati e torturati gli animali. Solo i computer che appartengono ai vivise�ori o sono utilizzati per il loro lavoro. Solo i documenti dei vivise�ori sono stati impregnati di acido. L’acido è stato deliberatamente scelto per la sua capacità di dissolvere la carta. Nostra meta è l’abolizione totale di tu�e le forme di sfru�amento animale. Raggiunto nel breve termine con la liberazione di 401 animali dalle infernali gabbie della U.I; a lungo termine con la chiusura permanente dei laboratori a�raverso la distruzione dei documenti di ricerca e degli a�rezzi utilizzati nella pratica barbara della vivisezione. Tu�a l’azione è stata un deliberato e a�ento a�acco multiplo alla sperimentazione animale della U.I. Dietro le porte dei laboratori abbiamo trovato ra�i dipendenti da droga, ra�i so�oposti a esperimenti sullo stress comprendenti forti rumori, ra�i so�oposti a sperimentazioni sulla sete, ra�i non anestetizzati con graffe�e chirurgiche che fuoriuscivano e ferite trasudanti, ra�i e topi con gro�eschi impianti sulla testa.

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All’interno dei laboratori del Dipartimento di Psicologia dell’U.I. abbiamo trovato una sanguinosa camera di tortura che mostrava i capricci più crudeli delle menti più malate della terra. I professori Freeman, Poremba, Rodefer, Johnson, Robinson, Blumburg e Wasserman sono dei mostri. Questa no�e 401 animali sono fuori dalla loro portata. La nostra più grande tristezza è rivolta agli animali del 4° piano, nel quale non siamo riusciti ad entrare, a quelli che non abbiamo potuto salvare, compresi centinaia di ra�i e topi, colombe, piccioni, porcellini d’india e 8 primati. Nessuno tra gli animali liberati è stato abbandonato. Tu�i i 401 sono stati condo�i in case confortevoli e piene di amore. Abbiamo agito come a�ivisti non solo dalla compassione, ma della vera scienza. La sperimentazione animale non è solo crudele ma è anche pericolosa, perché i dati che provengono dagli animali non possono essere trasferiti agli uomini. Il superamento del sofisticato sistema di sicurezza perimetrale, con scheda di accesso, della U.I. (all’esterno, nell’ascensore, nel corridoio, negli stabulari) deve essere interpretato come un messaggio dalla duplice le�ura: 1) la nostra totale serietà per o�enere la liberazione animale; 2) se torturi animali nulla ci fermerà nel salvarli. Nelle orecchie dei mostri che conoscono solo il beneficio economico e il sangue, che si nascondono dietro leggi ingiuste, il nostro fiato è stato sprecato. O�erremo giustizia per le vi�ime della vivisezione non a�raverso i colpi del boico�aggio o delle proteste, ma con quelli delle nostre mazze sulle porte dei laboratori. Che questo messaggio resti chiaro a tu�i quelli che rendono degli innocenti in vi�ime: vi stiamo osservando. E con asce, trapani e piedi di porco a�raverseremo le vostre porte. Fermatevi o sarete fermati. A.L.F.”. Aggiunta al comunicato 1.0 La continuazione della vivisezione si può solo avere per il fa�o che si effe�ua al di fuori della vista e il giudizio pubblico. Gli esperimenti portati avanti presso il Dipartimento di Psicologia della U.I. che abbiamo svelato sono di una natura così sadica da essere ingiustificabili da chiunque, ecce�o le menti più malate. Le regole della U.I. richiedono che tu�i gli animali restino negli stabulari chiusi e senza finestre, generalmente in piani inaccessibili al pubblico. La U.I. ha subito definito questa come un’azione di vandalismo ed ha negato che sia stata motivata dalla liberazione animale,

nonostante le numerose scri�e lasciate sui muri. Tu�o questo per sviare l’a�enzione dai suoi sperimenti sugli animali. Noi abbiamo so�ra�o documenti appartenenti ai 7 principali ricercatori per far conoscere all’esterno la crudeltà tenuta nascosta ai loro occhi. Freeman: realizza fori nei crani dei ra�i e colloca impianti nella loro testa per esperimenti neurologici comprendenti “stimolazione cerebrale ele�rica”. I ra�i liberati dal suo laboratorio erano sfigurati da questi apparecchi impiantati chirurgicamente sulla testa. Tu�i gli animali del suo laboratorio sono stati liberati. Blumburg: a�ualmente so�opone i piccoli di ra�o a prolungate esposizioni al freddo. Una mente notoriamente deviata visto che afferma che i lamenti degli animali nei suoi laboratori sono le risposte automatiche e non dimostrano più emozioni di un sospiro. Tu�i gli animali del suo laboratorio sono stati liberati. Johnson: espone i ra�i ad una serie di “stressanti cronici”, compresi rumori molto forti e luci stroboscopiche, con lo scopo della “depressione indo�a sperimentalmente”. Effe�ua esperimenta comprendenti anche la privazione dell’acqua dai ra�i. Tu�i gli animali nel suo laboratorio sono stati liberati. Poremba: al momento imprigiona 8 scimmie Rhesus nella zona nord-est del 4° piano dove le so�opone a esperimenti sullo stress, compresi quelli con premio e punizione. Gli animali sono posti nelle “scatole di modificamento comportamentale”, altrimenti note come “shock box” e subiscono esperimenti traumatici. All’interno del suo studio abbiamo trovato pezzi di cervello di primati rinchiusi in recipienti di vetro. Rodefer: provoca dipendenza di primati e ra�i alla cocaina, alla meta-anfetamina, al PCP in sperimentazioni sovrabbondanti sulla droga. Ha uno speciale permesso della DEA (agenzia USA antidroga ndt) per la detenzione della droga in un posto chiuso dello scantinato. Al contrario noi abbiamo trovato due dosi di narcotici nel suo studio al 4° piano, perfino nel taschino del suo camice, il che ci fa pensare che egli stesso sia dipendente dalle droghe che per anni ha costre�o gli animali ad ingerire. (Traduzione a cura della rivista “La Nemesi”)

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SENZA GABBIE

Cassa di solidarietà per i ribelli della Terra

Nasce anche in Italia la necessita’ di formare un gruppo di supporto e una cassa che raccolga fondi da me�ere a disposizione di coloro i quali sono coinvolti in situazioni repressive inerenti la lo�a per la liberazione animale e della Terra. Questo e’ un proge�o che rientra nelle pratiche di sostegno fondamentali per fortificare le molteplici realta’ singole o locali, nazionali o estere, che portano avanti queste lo�e. LA SOLIDARIETA’E’UN’ARMA per noi non e’ solo uno slogan, ma un’affermazione che vorremmo rientrasse nella QUOTIDIANITA’ di chi lo�a, per poter cosi’ rispondere alle ondate di indagini, denunce, perquisizioni, processi e arresti degli ultimi anni. La cassa destinera’ le limitate risorse dove piu’ necessario ed impellente. I soldi, come per ogni cassa, proverranno dall’impegno di chiunque voglia organizzare serate, aperitivi, cene, concerti benefit e distribuire il materiale che anche la cassa ha in distribuzione. Ci impegniamo, inoltre, a informare sui fa�i repressivi facendo uscire regolarmente un bolle�ino, e funzionare da conta�o con chi e’ detenuto/a, perche’ la solidarieta’ “economica” non e’ niente senza quella umana. Per questo pubblicheremo e ci impegneremo ad aggiornare una lista dei prigionieri, italiani e esteri, di cui condividiamo idee o azioni. Specifichiamo, se ce ne fosse bisogno, di non voler scavalcare il lavoro di sostegno svolto da altre casse, quali ad esempio Crocenera anarchica o la Cassa di Solidarieta’ di Latina, bensi’ di occuparci personalmente di un ambito che conosciamo bene, con il risultato di alleggerirle almeno in un campo d’intervento.SENZA GABBIE oltre che un contributo ed un aiuto per chi si trova a fronteggiare la repressione, vorrebbe essere uno stimolo per continuare a lo�are. Al conce�o di solidarieta’ pensiamo non possa essere slegato quello di COMPLICITA’: per chi e’ detenuto/a e non solo, sapere che c’e’chi lo�a per le stesse cose in cui lui/lei crede e’ una consapevolezza in grado di dare una forza ed un’energia incredibili. Solidarietà e complicità però non valicheranno mai le barriere che ci dividono da individui o gruppi razzisti, omofobi, sessisti o portatori di altre bieche discriminazioni, nel senso profondo del messaggio anti-specista. Cosi’ come ovviamente non le si esprimeranno verso chi collabora con indagini o acce�a l’infame ruolo della delazione.Per reagire insieme ai colpi della repressione, per resistere a chi ci vorrebbe schiacciare ed isolare nei propri ingranaggi di morte.

PER LA TOTALE ED INCONDIZIONATA LIBERAZIONE UMANA, ANIMALE E DELLA TERRA
Posta: Ba�ello Elena c.p. 572, 10121 Torino 76 Mail: senzagabbie@yahoo.it Donazioni: ccp 64035520 intestato a Elena Ba�ello

SENZA GABBIE

Anarchico a�ivo nelle lo�e ecologiste e animaliste arrestato il 13 maggio a Barcellona dopo circa 9 mesi di latitanza. Francesco era scappato dai domiciliari dopo essere stato arrestato con l’accusa di essere parte delle Cellule di Offensiva Rivoluzionaria (COR), firma che ha messo a segno molte azioni contro partiti di destra e altre istituzioni. Le accuse sono pesanti, e vanno dall’associazione sovversiva alla fabbricazione e uso di ordigni. L’indagine sulle COR ha colpito pesantemente il gruppo ecologista Il Silvestre e la sede anarchica di via del Cuore a Pisa, con un totale di 8 arresti. Ancora adesso oltre a Francesco, in a�esa di estradizione, rimangono William e Alessio rispe�ivamente in carcere e ai domiciliari e altri a�ivisti con impossibilità di entrare a Pisa o con obbligo di firma ogni due giorni. Per informazioni su questa manovra repressiva e sulle iniziative o i processi scrivete a: Il Silvestre, via del Cuore 1, 56127 Pisa. Francesco Gioia, modulo VII CTRA Comarcal 611, km 37,6, 8770 Soto del Real (Madrid), Spagna.

FRANCESCO GIOIA

A San Foca, in provincia di Lecce, era situato fino a poco tempo fa un Centro di Permanenza Temporanea (CPT), chiuso recentemente per vari motivi tra i quali scandali riguardo alla sua gestione, ma anche grazie ad una lotta continua da parte di gruppi locali di attivisti. I CPT sono dei veri e propri lager, costruiti per rinchiudere e segregare individui che hanno la colpa di essere immigrati e non in regola con i documenti. La storia ci insegna che dalla creazione di lager simili, nati con la stessa modalità di internamento per persone che non avevano commesso alcun reato, si è passati allo sterminio. La storia ci deve insegnare inoltre che i lager per animali e quelli per umani si basano sulla stessa mentalità, e vanno entrambi abbattuti. Alcuni tra coloro che hanno lottato contro il CPT di Lecce, e che si sono battuti anche contro lo sfruttamento degli animali e della Terra, sono stati recentemente arrestati con una evidente montatura che li vedrebbe promotori o partecipanti di una “associazione sovversiva”. Questo reato è utile per arrestare persone scomode senza bisogno di prove sulla loro partecipazione in qualcosa di illegale. Quello che viene nei fatti contestato ai 5 arrestati di Lecce sono proteste e volantinaggi contro il CPT e contro Benetton (per le sue pratiche colonialiste verso i popoli Mapuche dell’America Latina). Tre di loro, Salvatore, Saverio e Cristian, sono ancora rinchiusi nel carcere di Lecce, mentre Annalisa e Marina sono agli arresti domiciliari.

SOLIDARIETÀ A CHI LOTTA CONTRO TUTTI I LAGER!

Salvatore Signore – Saverio Pellegrino – Cristian Paladini Casa Circondariale, Via Borgo San Nicola 119, 73100 Lecce

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“La vicenda giudiziaria che mi ha coinvolto/travolto video che non dimostra altro se non che Agnese ed io ad Arezzo e poi l’ancor più delirante operazione ci trovavamo in un ferramenta dove sarebbero potuti Cervantes, non hanno nulla di particolare, anzi sono essere stati acquistati alcuni componenti dell’ordigno (tra lo stereotipo della più o�usa repressione; nel caso l’altro ogge�i di uso comune come le bombole�e a gas dell’op. Cervantes, forse addiri�ura il futuro modello da campeggio); o una tanica sporca di diesel nel furgone per altre sempre nuove cacce alle streghe, ma proprio porta a delle analisi di laboratorio incapaci di stabilire per questo forse può essere utile farne un’analisi. con certezza dell’identità tra quel liquido infiammabile Il mio arresto ad opera dei CC di Arezzo è sca�ato il 21 e quello di cui era composto il dispositivo incendiario maggio 2004 e la scusa, il pretesto per rinchiudermi in (sebbene siano costate oltre 5.000 euro, tra l’altro che ora mi gabbia sono state alcune azioni avvenute ad Arezzo ed si chiede di risarcire). Inutile dire che l’indizio maggiore in modo particolare il ritrovamento ed il disinnesco di rimane sempre il solito “materiale cartaceo anarchico” un ordigno incendiario di fronte ad una macelleria. I e la mai celata passione antiautoritaria e antispecista. reati che il liberticida codice penale italiano perme�eva Comunque c’è un’altra cosa di cui ho avuto modo di ad i miei inquisitori di darmi sono stati la “fabbricazione rendermi conto, una consapevolezza che ora mi da nuove ed il porto di armi da guerra”, con una pena che per forze in più e che mi ha permesso di affrontare più di un il primo parte da un minimo di tre, per arrivare ad un anno di carcere (e il timore di rimanerci parecchi altri) massimo di 12 anni e per il porto, da 2 a 10 anni. Ho sempre e comunque con il sorriso sulle labbra; se noi imparato molto più di quel che volevo su come si può lo�iamo per abba�ere tu�e le gabbie che imprigionano “costruire” un’inchiesta giudiziaria ed una condanna noi, la nostra Mare Terra, gli animali e praticamente già decisa, su come si possano creare delle prove e su tu�o l’esistente, ne avremo abba�uta già una delle quanto poco basti alla “giustizia” per decidere che più opprimenti che esistano e che, anche se non segna dovrai bruciare anni della tua vita chiuso in una cella. i nostri corpi, imprigiona le nostre passioni, avremo Ma gli insegnamenti più utili sono stati altri e sono il nostro percorso di liberazione individuale e allora quelli che riguardano il mio rapporto con la lo�a stessa. potremo solo compatire quei poveri illusi che sperano di Sarebbe ingenuo credere che la volontà di fermarmi, sia annientarci con le loro gabbie di solo acciaio.” nata solo in seguito alle azioni di Arezzo e se si potesse Sergio avere ancora qualche dubbio in merito, gli stessi a�i Il 4 Aprile Sergio e Agnese sono stati riconosciuti delle indagini a mio carico, palesano un controllo ed un colpevoli; a lei sono stati dati 2 anni e 4 mesi con il interesse di lunga data. Bisogna che tu�i ci si renda conto beneficio della sospensione condizionale e un’ammenda che nel momento stesso che s’intraprende un percorso di 1200 euro, a lui 2 anni e 8 mesi, 1800 euro di di lo�a, “l’Ordine” cercherà un modo di arrestarci (sia ammenda, il rimborso delle spese processuali (in cui in senso “penale”, ma sopra�u�o nel senso di fermare rientrano cose come le famose analisi) e addirittura la nostra lo�a), ma questa consapevolezza non deve il rimborso delle spese di mantenimento in carcere. spaventarci, né tanto meno la paura deve essere un’altra Condanne addirittura più basse del minimo previsto arma dell’apparato repressivo, solo questo deve farci per legge sono l’ennesima riprova che elementi per riscoprire l’importanza dell’a�enzione e sopra�u�o una condanna non c’erano, ma ugualmente non si può che questa non va utilizzata solo nella contingenza di assolvere chi si rifiuta di rinnegare un certo metodo un’azione, ma anzi sopra�u�o quando portiamo la di lotta. Gli avvocati si sono appellati e finché la nostra rabbia alla luce del sole. Quest’ennesimo caso sentenza non passerà i tre gradi di giudizio loro non sembra dimostrare anche che le prove non sono un la dovranno scontare, Sergio è rimasto in carcere per problema: se non ci sono, ci si accontenta degli indizi e l’op. Cervantes, ma attualmente si trova agli arresti questi in qualche modo si trovano, l’importante è trovare domiciliari. un potenziale colpevole, così delle indagini a senso Se volete contattare Sergio o Agnese potete farlo alla unico saranno in grado di portare qualche elemento. casella postale: C.P. 61, 52100 Arezzo centro, intestata Pochi finiscono in prigione per leggerezze commesse a Sergio Maria Stefani. nell’azione e questo non deve però portarci certo I COIMPUTATI DI SERGIO NELL’OP CERVANTES: alla paralisi del non trovare spazi di movimento, all’autocensura, né tanto meno all’imporci da soli limiti troppo stre�i, ma semplicemente a considerare i possibili Simone Del Moro - via Provinciale San Biagio, appigli che potremmo offrire ai nostri nemici. Ad Arezzo 81030 Carinola (CE) le prove non c’erano, forse non c’erano neanche i validi David Santini - c.c. “Le Vallette”, via Pianezza 300 -10151 Torino Marco Ferruzzi - via Nuova Poggioreale n.177, Sezione Venezia indizi, ma il P.M. stesso, durante la requisitoria ha 80143 Napoli apertamente sostenuto che non c’è bisogno di prove, bastano Nel mese di maggio 2005 ci sono stati altri 10 arresti in due distinte operazioni comandate dalle gli indizi se questi riconducono procure di Bologna e Roma riguardo ad azioni firmate FAI (la stessa firma per cui è partita l’Op. al potenziale colpevole; in altre Cervantes e Sergio si trova in carcere). Più di 100 le perquisizioni in un solo giorno. Alcuni degli parole: il solo essere accusati arrestati si occupano a�ivamente di solidarietà e sostegno ai prigionieri ed è chiara la volontà di diventa la prova più importante. stroncare questo lavoro, anche con la chiusura del sito e della mail di Crocenera Anarchica. Così prova diventa una ripresa Cinque degli arrestati sono stati liberati dal tribunale del Riesame, che non ha visto prove effe�ive nella montatura del PM.

SERGIO E AGNESE

Dal danneggiamento di una macelleria alla morsa della repressione

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SHAC7 - NUOVE LEGISLAZIONI ANTITERRORISMO ALLA PROVA NEGLI USA
La nascita della campagna Shac negli Stati Uniti ha visto il movimento per la liberazione animale dirigersi su strade nuove o prima solo timidamente praticate, crescendo col tempo in numeri e radicalità di azione. Gli stessi analisti del mercato scientifico dicono che mai prima d’ora avevano visto qualcosa del genere, una capacità del movimento di impensierire seriamente non solo i vivise�ori, ma anche i colossi multinazionali. Nella primavera del 2004 lo Stato americano ha provato a dare un segnale forte contro questo movimento. A pochi giorni da una riunione del Congresso degli Stati Uniti sul cosidde�o terrorismo animalista, in cui la gran parte dei discorsi verteva sul problema Shac, l’FBI ha arrestato 7 a�ivisti con pesanti accuse di terrorismo interstatale e violazione delle recenti leggi sul terrorismo contro centri di ricerca su animali (Animal Enterprise Act). Gli a�ivisti sono stati rilasciati dopo pochi giorni di custodia, con alcune restrizioni come il divieto di espatriare, ma rischiano ognuno fino a 25 anni di carcere al processo che sta per iniziare. Le accuse nello specifico sono ridicole, in quanto quello che avrebbero praticamente fa�o è promuovere o partecipare a proteste legali in differenti Stati, oppure invitare altri a spedire fax neri ad alcune aziende! Questo caso è emblematico della volontà di me�ere a freno qualunque “nemico interno” dell’economia americana, una economia che non lesina sulla devastazione dell’ambiente, sullo sfru�amento umano o sullo sterminio animale, e che vede negli ecologisti e negli animalisti dei pericoli seri allo sviluppo. Nell’America post 11 se�embre, in cui la parola terrorismo è la più abusata di tu�e, non è un caso che il pericolo interno numero uno non sia Al Qaeda ma siano l’Earth Liberation Front e l’Animal Liberation Front. Le azioni di individui che scelgono queste sigle per firmarsi sono degli a�acchi mirati all’espansione di un sistema di sfru�amento globale, e portano con sé un messaggio forte contro l’avanzata del dominio umano su questo pianeta e sui suoi abitanti. Questo messaggio critico mina alle fondamenta tu�o ciò su cui si fonda un paese come gli Stati Uniti, e non può essere tollerato. Il caso degli Shac7 ci dice anche che il fa�o che alcuni individui possano porre in a�o una campagna pubblica per piegare un colosso multinazionale come HLS non è tollerabile. Per questo nel movimento americano

questo caso è seguito con molta a�enzione, utilizzandolo come momento di discussione sull’introduzione di nuove leggi cosidde�e anti-terrorismo e l’allargamento a fronti di lo�a in comune con altri movimenti. Riteniamo importante parlarne anche qui, non solo per non so�ovalutare l’impa�o che questo processo può avere sulle lo�e oltreoceano, ma anche per cercare di inserire al meglio queste mosse in un contesto sociale in cui gli spazi di libertà li vediamo erosi giorno dopo giorno. L’utilizzo del clamore mediatico e del rica�o del terrore per introdurre leggi speciali o incarcerare chicchessia senza prove, per elargire pesanti condanne sull’onda emotiva, non è cosa nuova. Storicamente l’Italia ha visto le stesse situazioni nei decenni passati, e lo stiamo vivendo seppure in misura minore anche adesso. L’inizio del processo sarà il 1 giugno, e dovrebbe durare almeno un paio di mesi. Per essere informati sui suoi sviluppi e su come esprimere la propria solidarietà vi consigliamo di visitare il sito www.shac7.com, oppure www.shacamerica.net. Se questa mossa vuole tarpare le ali a Shac in America, la migliore solidarietà la si esprime scagliandosi contro HLS e i suoi collaboratori con ancora maggiore determinazione!

7 giorni per 7 a�ivisti Se�imana mondiale di mobilitazione contro HLS 26 giugno – 3 luglio 2005 In tu�o il mondo si tengono proteste contro multinazionali chimiche e farmaceutiche clienti di HLS, per mostrare la determinazione di un movimento capace di rispondere alle inquisizioni con caparbietà. Se l’intento del processo agli Shac7 è di fermare la campagna, allora la risposta sarà quella di sostenerla, non con chiacchiere ma con l’azione, dando filo da torcere a chi regge ancora in piedi HLS. Questa sarà una massiccia mobilitazione antivivisezionista… sostieni gli Shac7!
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NO RBM - NOTIZIE E ANALISI DELLA CAMPAGNA
Il 9 dicembre del 2004 circa 40 perquisizioni e un mandato di arresto hanno colpito la campagna NoRBm, che da tre anni circa lo�ava contro il laboratorio di ricerca RBM Marxer a Collere�o Giacosa (TO). Da quel momento la campagna è definitivamente cessata, e sopra�u�o sembra che il PM Tatangelo sia riuscito, colpendo nel mucchio a casaccio, a spaventare e allontanare molti dalla lo�a e dal coinvolgimento in prima persona. Questo deve essere un esempio della necessità di affrontare la lo�a di liberazione animale con la dovuta a�enzione e sopra�u�o con la giusta analisi del contesto in cui viviamo, senza pensare che una campagna ostinata e pressante non sia “niente di male” e che l’azione dire�a possa essere applaudita apertamente senza conseguenze. Affrontare certi temi e certe pratiche porta anche conseguenze come la repressione. Dobbiamo essere pronti e non farci invece cogliere dal terrore che polizia e carabinieri vogliono suscitare quando all’alba vengono a perquisire le nostre case e quando ci denunciano con lo scopo ancora una volta di intimorirci. Quello che segue è uno scri�o proveniente da a�ivisti che hannopartecipato alla campagna.
La critica che segue nasce dalla necessità di fare un resoconto sulla campagna NoRBM. Una campagna che senza mai amme�erlo era quasi crollata a metà dello scorso anno e poi è definitivamente morta a seguito delle perquisizioni del 9 dicembre 2004. Questa è una critica che viene dall’interno, da chi quella campagna l’ha seguita, ha partecipato a riunioni, manifestazioni, volantinaggi, ma sopra�u�o ai presidi se�imanali. L’RBM è un’azienda a�iva in italia da oltre 30 anni. Essa conduce esperimenti su animali per contodell’industria farmaceutica, chimica, industriale e di cosmesi. La campagna NoRBM nasce a metà del 2002. Come “strategia” si provano i “metodi inglesi” di lo�a: non una manifestazione una volta all’anno fine a se stessa, ma una pressione continua. Così i presidi diventano se�imanali, aspe�ando l’entrata o l’uscita dei dipendenti. La prima manifestazione nazionale si tenne il 24 gennaio 2003, mentre pochi giorni prima si era le�o sui giornali (LaStampa) del ritrovamento davanti ai cancelli dell’azienda di una bo�iglia incendiaria che però non recò danni. Alla manifestazione arrivarono circa 300 persone che dopo aver presidiato per un certo tempo l’entrata dello stabilimento, improvvisarono un corteo spontaneo per le vie dei paesini vicini. I presidi continuarono se�imanalmente. Poi iniziarono ad arrivare le prima denunce per ingiurie e minacce. Nello stesso periodo i giornali fornirono notizie di auto dei/delle dipendenti/e danneggiate: le auto furono ritrovate con le gomme tagliate e scri�e “NoRBM” con l’acido sulla carrozzeria. Inoltre parlarono di imbra�amenti sui muri di casa dei dipendenti. Poi un ennesimo colpo fu accusato dalla campagna: la negazione del permesso di manifestare davanti ai cancelli dell’azienda, con il contentino di una parvenza di libertà d’espressione da esprimersi rigorosamente ad un centinaio di metri dai lavoratori/lavoratrici e separati da essi/e non solo da una cancellata ma nascosti dietro una siepe. C’era chi, pensando di poter tornare a turbare almeno un po’ le entrate e uscite dei dipendenti stando davanti ai cancelli, aveva affidato le proprie speranze in un ricorso al TAR. Poi a marzo 2004 venne negato totalmente il diri�o di manifestare, da qui smisero i presidi. Dopo due mesi, il 31 maggio, venne organizzata una manifestazione a Ivrea, il paese più vicino. Dopo questa ne seguì un’altra il 30 o�obre a Ginevra, sede della Serono, unica cliente e finanziatrice dell’RBM. Arrivarono poi i primi risultati dei processi: un’a�ivista condannata per ingiurie e minacce al pagamento di 9mila euro; altri 2 processi sono in corso e altre 12 persone dovranno presentarsi, per le stesse accuse, davanti al giudice di pace il 27 luglio. Il 7 novembre 2004 da LaStampa si legge che viene trovata con le ruote tagliate la 15° auto di un dipendente. La campagna era ferma da tempo quando il 9 dicembre è stata colpita dall’ondata di repressione che si respira in tu�a Italia. Una 40ina le persone perquisite, circa 14 gli/le indagati/e per associazione a delinquere e danneggiamenti. Una ragazza sarà messa ai domiciliari per una quindicina di giorni. Volevano dare il colpo di grazia ad una campagna sofferente e ferita e ci sono riusciti! Si è tra�ato di una manovra repressiva notevole sia per il numero di perquisiti/e, sia perché ad essere colpite sono state persone provenienti dagli ambienti più disparati, da quelli un po’ più radicali a quelli istituzionali. Nonostante questo, però, la notizia non è girata come avrebbe dovuto. Ad esempio negli ambienti “antagonisti” di Torino quasi nessuno ne sapeva niente. Alla radio libera locale, radio Blackout, a malapena se n’e’ data notizia, e lo stesso sui vari siti internet “di movimento”. Tu�o questo perchè è mancata proprio da parte degli/delle indagati/e stessi/e la volontà di usufruire di questi canali d’informazione. La via scelta per diffondere notizia dell’accaduto è stata invece quella mass-mediatica. Un comunicato stampa è uscito a nome di tu�o il coordinamento NoRBM senza che invece alcuni/e ne sapessero niente. Un comunicato dai toni ne�amente dissociatori, se non di condanna, verso le azioni dire�e di danneggiamento alle auto dei dipendenti RBM. Nessun aggiornamento è seguito neanche con il proseguire delle indagini e con l’inizio degli interrogatori alle persone considerate informate sui fa�i. Lo stesso sito della campagna NoRBM non viene più aggiornato da novembre. So�olineiamo questo fa�o, considerandolo importante, perche’ centrale era il ruolo rivestito da internet in ogni ambito della campagna: tu�i i rapporti all’interno del coordinamento erano gestiti via e-mail; la notizia di qualsiasi iniziativa passava spesso solo a�raverso la mailing-list, qualunque informazione la si doveva cercare sui siti e i forum. Di conseguenza anche le stesse indagini sono state facilitate dalla semplicita’ del raccogliere interce�azioni “telematiche”, piu�osto che ad esempio ambientali, e durante le perquisizioni e’ stata persino coinvolta la polizia postale. Questi i fa�i. Ma facendo un passo indietro, non possiamo esimerci dal muovere una critica agli stessi obie�ivi della campagna. Dal bolle�ino stesso di NoRBM si legge che le richieste iniziali erano quelle di una dichiarazione scri�a da parte del laboratorio in cui si affermasse che i test su animali non sono scientifici e non perme�ono di o�enere alcuna informazione sul destinatario animale delle sostanze sperimentate, cioè l’uomo. Questo si riteneva avrebbe potuto essere un concreto aiuto per cambiare la legislazione vigente che invece impone l’obbligo di sperimentazione. Al rifiuto dell’RBM di firmare una tale dichiarazione venne fissato allora per la campagna un obie�ivo “semplice e chiaro”: far sì che l’RBM cessasse di eseguire esperimenti su animali e continuasse sull’altro lato del suo lavoro, quello cioè di ricerca senza animali. Mai nessuna critica venne mossa all’industria farmaceutica o ai fini della ricerca, sia essa anche con metodi alternativi. Mai fu messa in dubbio la bontà del progresso, sia esso farmaceutico, tecnologico... Non fu neanche mai inserito il discorso RBM nel quadro piu’ generale in cui invece effe�ivamente si colloca. L’RBM, che usa animali, fa parte del Bio Industry Park dove molte aziende ed enti di ricerca sembrano non usarne, ma solo per portare avanti le proprie ricerche in vitro con l’uso e per lo sviluppo di nuove biotecnologie, nanotecnologie e clonazione. Senza voler fare futili classifiche di nocività, ci sentiamo però lo stesso di poter dire che questi ultimi sono a�acchi al vivente pericolosi a cui ci si dovrebbe opporre indipendentemente se eseguiti in modo sintetico o con l’uso di animali. La campagna NoRBM avrebbe potuto cogliere l’occasione, pur avendo un obie�ivo circoscri�o, di allargare conoscenza e critica su quanto circonda RBM, Serono e il Bio Industry Park.

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SOSTIENI I PRIGIONIERI PER LA LIBERAZIONE ANIMALE E DELLA TERRA
KEITH MANN e MELVYN GLINTENKAMP Il 10 Dicembre del 2003 quasi 700 topi furono liberati dai laboratori Wickham, nel sud dell’Inghilterra. Aprendo un varco a�raverso il te�o dello stabulario erano stati superati i sistemi di allarme. Nei laboratori furono trafugati anche molti documenti che provavano esperimenti sul Botox, un cosmetico a base di botulino. Purtroppo pochi giorni dopo la polizia riuscì a recuperare quasi tu�i i topi e a riportarli al laboratorio, dove sono stati soppressi perché oramai “contaminati” e inutilizzabili. A�raverso pedinamenti era stata scoperta una casa in cui i topi erano stati messi in salvo, ma per fortuna altri 37 e tu�a la documentazione erano altrove. Fibre di una sciarpa e informazioni derivanti da pedinamenti precedenti l’azione hanno incriminato Keith e Melvin per l’azione. Keith ha apertamente rivendicato di avere liberato i topi dal laboratorio, dicendo a sua difesa di averlo fa�o per far sapere di questi esperimenti sul Botox, visto che in Inghilterra i test cosmetici dovrebbero essere illegali. I documenti presi dal laboratorio sono serviti per un dossier, e hanno fa�o scaturire una campagna di proteste che sta creando non pochi problemi a Wickham e ai suoi fornitori. Il 29 aprile Keith e Melvin sono stati condannati a scontare rispe�ivamente 230 e 150 ore di lavoro con servizi sociali. Dopo la “buona” notizia che il carcere era evitato, visto che gli si prospe�avano alcuni anni, la beffa è arrivata quando Keith uscendo dall’aula ha avuto un diverbio con uno dei dire�ori di Wickham presenti in tribunale. Secondo questo figuro Keith lo avrebbe minacciato di morte, e pertanto il giudice ha immediatamente svolto un mini-processo per oltraggio alla corte condannandolo a 6 mesi di carcere!! Keith Mann KJ9365, HMP The Weare, Rotherham Road, Castle Town, Portland DT5 1PZ (Uk) PETER YOUNG Peter Young è stato arrestato a San Jose, California, il 21 marzo dopo sei anni di latitanza. Era ricercato dal 1998 per avere liberato visoni da allevamenti del Wisconsin. Peter è stato fermato per il sospe�ato furto in un negozio, e poi dalle impronte digitali hanno scoperto che era ricercato. Nel se�embre 1998 cinque allevamenti nel Wisconsin sono stati colpiti dall’ALF, migliaia di animali sono stati liberati con danni stimati intorno ad 1 milione di dollari. Peter e Justin Samuel sono stati fermati dalla polizia nelle vicinanze di un allevamento dopo la segnalazione di un allevatore insospe�ito. I due sono stati chiamati da un Gran Jury per violazione della legge sul terrorismo animalista (Animal Enterprise Terrorism Act) e hanno così deciso di darsi alla macchia. Justin Samuel fu arrestato nel 1999 in Belgio ed estradato. Justin ha ricevuto per molto tempo il supporto e la solidarietà del movimento, fino a che una volta in tribunale non ha deciso di testimoniare per avere uno sconto sulla pena. Justin ha passato 2 anni in carcere e adesso cerca disperatamente di reintegrarsi nel movimento, ma non ci può essere spazio per chi come lui sceglie di collaborare con i magistrati e i giudici a scapito di compagni come Peter, che sono costre�i a pagare le conseguenze della loro scelta infame. Perfino l’ALF in un comunicato ha voluto dedicare una azione a Justin, invitandolo a non farsi più vedere e a non mendicare comprensione. Peter ha bisogno di tu�o il supporto possibile mentre è in a�esa di processo. E’stato trasferito e fino al processo nel Wisconsin non avrà un indirizzo stabile. Per informazioni aggiornate: www.SupportPeter.com JOHN WADE Sta scontando 37 mesi in carcere per varie azioni collegate all’Earth Liberation Front. John Wade, FCI Petersburg Low, P.O. Box 1000, Petersburg, VA 23804 (USA) DAVE BLENKINSOP Condannato a 10 anni per: 1) Aver aggredito con mazze Brian Cass (dire�ore di HLS) davanti alla sua abitazione. In un bidone dei rifiuti nei dintorni del luogo dell’aggressione fu rinvenuto dalla polizia un passamontagna e il confronto con il dna di Dave lo portò in carcere. 2) Altri 18 mesi per la liberazione di 600 porcellini d’india dal noto allevamento a Newchurch. Dave è stat incastrato dal Dna ritrovato all’interno di un frammento di un guanto di la�ice rinvenuto sul luogo dell’azione 3) 5 anni per aver posizionato congegni incendiari so�o ai veicoli di un macello. Alcuni di questi non funzionarono e alcune fibre rinvenute erano le stesse di quelle della giacca che Dave indossava la sera dell’arresto per l’aggressione di Cass. Dave Blenkinsop, EMP 7899, HMP Rye Hill, Onley, Warwickshire, CV23 8AN, England. PAUL LE BOUTILLIER Condannato a 2 anni di prigione per aver fa�o telefonate minatorie a persone coinvolte con lo sfru�amento animale inclusi vivise�ori, allevatori e cacciatori. P. Le Boutillier, KA9326, HMP Wealstun, Walton Road, Wetherby, LS23, 7AZ, England. JOSH DEMMITT Nel 2004 la Brigham Young University a Provo, Utah (USA), viene visitata più volte. In una incursione del 17 maggio 2 colombe, 6 conigli e 5 fringuelli vengono portati in libertà. In una azione di luglio un tra�ore e un deposito di cartone vengono distru�i da un incendio, con danni per circa 80.000 dollari. Entrambe le azioni sono state firmate ALF e rivendicate contro l’utilizzo di animali in quegli edifici, prome�endone altre a venire. Josh Demmi� è entrato in carcere il 15 gennaio del 2005, condannato a scontare 2 anni e mezzo per entrambe le azioni. Josh è stato arrestato grazie alla delazione di Harrison Burrows. Quest’ultimo è stato fermato nei pressi dell’università nei giorni successivi all’incendio e durante una perquisizione a casa gli sono stati trovati ogge�i collegabili all’azione. Con la promessa di uno sconto di pena Burrows ha fa�o il nome di Josh ma ha ricevuto esa�amente la stessa condanna, ecco il premio dello Stato a coloro che collaborano. L’unica differenza tra i due rimane il supporto, il rispe�o, la dignità che Josh può dire di avere di fronte invece alla solitudine e all’isolamento dal movimento che meritano i delatori come Burrows. Josh ha de�o: “ho parlato tanto di salvare gli animali dai laboratori, finché non ho deciso di farlo”. Quando si dice passare dalle parole ai fa�i.

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SARAH GISBOURNE Sarah Gisbourne è una a�ivista inglese della campagna Shac, arrestata e condannata a 6 anni e mezzo di carcere per il danneggiamento di alcune automobili di persone connesse al laboratorio Huntingdon Life Sciences. Il caso di Sarah è sintomatico della foga repressiva da parte dello Stato inglese, che cerca di creare con una pena spropositata un deterrente ad azioni che negli ultimi anni si sono moltiplicate a dismisura, sopra�u�o in seguito alle nuove leggi che hanno vietato proteste davanti alle case e alle ingiunzioni e divieti presso di�e collegate ad HLS. Azioni che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’a�uale timore del mondo della vivisezione inglese e nella fuga di investimenti da parte di multinazionali, e che Blair e compagnia cercano disperatamente di fermare aizzando la repressione e proponendo ulteriori nuove leggi. Riportiamo un suo breve messaggio al movimento: “Non posso scrivere quello che realmente vorrei, visto che me ne voglio uscire di qui prima di ricevere la pensione. Quello che posso dire è che funziona – non è mai rapido abbastanza per noi o per loro – ma il fa�o rimane che se non facciamo niente le cose non cambieranno mai. Quando il giudice ha de�o 6 anni e mezzo mi sono limitata a sorridere, ho tenuto alta la testa e pensato a cosa ne sarebbe conseguito – AZIONE. Alcune delle celle qui ad Halloway hanno delle finestre da cui si può comunicare con la propria vicina di cella. Se me�i un braccio al di fuori puoi avere un conta�o – che se hanno bisogno di sostegno è confortante per loro e per te. Il motivo per cui dico questo è l’immagine che sarà sempre presente nella mia mente, quella delle due scimmie che si tengono per mano a�raverso le sbarre delle loro gabbie separate. La differenza è che io sono qui per le mie azioni e ne uscirò viva e non sarò torturata. Loro non sono uscite e sono state torturate mentalmente e fisicamente. Non sentitevi dispiaciuti per me. Non sentitevi dispiaciuti per loro. Io sono ancora arrabbiata come alla mia prima manifestazione. Per favore siate incazzati, per favore rendetevi a�ivi. Continuare la lo�a, Sarah”. Nel fra�empo Sarah è stata trasferita: Sarah Gisborne LT5393, HMP Cookham Wood, Rochester, Kent, ME1 3LU, England CHRIS MCINTOSH Arrestato per un incendio ad un McDonald’s di Sea�le rivendicato da Alf ed Elf il 20 gennaio 2003. L’incendio è stato appiccato dal te�o del McDonald’s ed ha causato danni diffondendo le fiamme anche all’interno. Chris è stato incastrato da tracce di DNA trovate su ogge�i dimenticati sul luogo dell’azione, e in seguito anche al ruolo infame della sua ex ragazza; interrogata dall’FBI lei avrebbe confermato la presenza di Chris a Sea�le in quel periodo e dato altre prove contro di lui. Chris si trova in carcere in a�esa di giudizio. Christopher McIntosh 30512-013, FDC Seatac, FDC, P.O. BOX 13900, Sea�le, WA 98198, USA RYAN LEWIS Giovane ecologista anarchico arrestato recentemente con l’accusa di aver partecipato a 3 incendi o tentativi di incendio a danni di complessi residenziali in costruzione in zone boschive della California. Le azioni si sono svolte tra dicembre 2004 e febbraio 2005, ed erano firmate Earth Liberation Front. Ryan è stato arrestato dopo che suo padre aveva confidato ad un amico che riteneva il figlio responsabile delle azioni, dato che aveva notato l’assenza del suo pick-up la sera di un incendio e lo ha trovato sporco di gasolio il giorno dopo. L’amico del padre ha riferito il tu�o all’FBI, che ha poi interrogato sia Ryan che il padre. Ryan si è dichiarato inizialmente innocente, ma ha poi ammesso di aver partecipato al furto di gasolio da mezzi di costruzione e di avere trasportato persone che avrebbero piazzato gli ordigni a due degli incendi. In seguito sono state arrestate altre 3 persone per le stesse azioni, di cui una è già stata rilasciata. Ryan si trova in carcere in a�esa di processo. Ryan Lewis, 4101338 8w312, Sacramento County Main Jail, 651 “I” Street, Sacramento, CA 95814, USA

TRE ARROW Accusato di diversi incendi ecologisti. Tre Arrow, CS# 05850722, North Fraser Pretrial Centre, 1451 Kingsway Ave., Port Coquitlam, BC V3C 1S2, Canada. MARCO CAMENISCH Condannato a 27 anni: 10 anni per aver sabotato a mezzo di esplosivo piloni ele�rici di centrali nucleari e altri 17 per l’uccisione di una guardia Svizzera durante una fuga. Per scrivere a Marco: Marco Camenisch, Postfach 3143, CH8105 Regensdorf, Switzerland ANGELA M.CESARIO Condannata a 41 mesi per aver incendiato dei camion coinvolti nel disboscamento. Angela M Cesario, 66522-065, Federal Prison Camp Dublin, 5675 8th St. Camp Parks, Dublin CA 94568, USA. IBAI EDERRA Condannato a 5 anni per il sabotaggio di macchinari alla diga Itoiz. Ibai Ederra, Carcel de Pamplona, C/ San Roque. Apdo. 250, 31080 - Iruñez Pamplona, Navarra, Spain. AMANDA CEREZO GARCIA Accusata di aver incendiato un mezzo utilizzato in un proge�o ecologicamente devastante e dell’invio di un pacco bomba ad un gruppo politico neonazista. Amanda Cerezo Garcia, C.P. ALICANTE II, Ctra. N-330, km. 66, 03400 - Villena, Spain. CHARLES ARTHUR JORDAN IV e STEPHEN MARSHALL Arrestati in a�esa di giudizio per aver pianificato di distruggere l’equipaggiamento di una di�a collegata con l’inquinamento di un fiume. Charles Arthur Jordan IV, #68163065, FPC Sheridan, PO Box 6000, Sheridan, OR 97378, USA. Stephen Marshall, 68511-065, FDCSheridan, PO Box 5000, Sheridan, OR 97378, USA. JEREMY ROSENBLOOM
Sta scontando 41 mesi per un a�acco incendiario a camion situati nella foresta di Eagle Creek. Jeremy Rosenbloom, 66521-065, Federal Prison Camp Sheridan, PO Box 6000, Sheridan OR 97378, USA Condannata all’ergastolo per aver ucciso per legi�ima difesa una persona che aveva fa�o irruzione in casa sua. Fran è un’a�ivista animalista ed ecologista. Fran Thompson, #1090915 HU 1C, WERDCC, PO Box 300, Vandalia, MO 63382, USA.

FRAN THOMPSON

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A due a�ivisti è stata recapitata un’informazione di garanzia dal sostituto procuratore Luca Poniz. Indagati perché, insieme ad altre persone travisate minacciavano Brughera, dire�ore del dipartimento di tossicologia della società farmaceutica “Pharmacia Italia S.p.A.”, collocando 22 lumi, disposti a forma di croce, sul marciapiede antistante l’ingresso della sua abitazione a Milano. Fa�o aggravato per essere la minaccia stata rivolta in maniera anonima e da più di cinque persone. Un’eventuale condanna prevede una pena fino ad un anno di reclusione, non commutabile in sanzione amministrativa. Esisterebbero prove video nelle quali la Digos riconoscerebbe le loro facce. So�oposti ad interrogatorio da parte della Digos di Milano, respingono le accuse e si avvalgono della facoltà di non rispondere. Il signor Brughera non è stato certo contestato ingiustamente visto che all’interno dei laboratori di tossicologia della Pharmacia ogni anno migliaia di animali vengono so�oposti a torture e ad una cruenta morte per valutare la tossicità di qualsiasi prodo�o, in nome del profi�o di questa multinazionale . COSA E’ PHARMACIA Con oltre 3000 dipendenti, dei quali 800 ricercatori, la multinazionale Pharmacia sviluppa e produce farmaci (a�ualmente circa 140 specialità medicinali diverse) ed è dotata del più grande centro privato di ricerca oncologica in Europa. Recentemente è stata acquisita dalla multinazionale Pfizer ,Nel 2004 Pfizer-Pharmacia vanta un fa�urato complessivo di 52 miliardi di dollari, dei quali l’85% proviene dalla ricerca, sviluppo e commercio di farmaci. Con 80 sedi nel mondo, Pfizer distribuisce veleni in 150 paesi.Alla Pharmacia gli animali vengono avvelenati per provare la tossicità di nuove sostanze chimiche; vengono fa�i ammalare di cancro o altre mala�ie indo�e artificialmente per provare nuovi farmaci; passano la vita in piccole gabbie tra sofferenze inaudite. Nei suoi esperimenti usa ogni anno migliaia di animali di ogni specie. In seguito alla notizia dell’ennesimo carico di cani beagle e di scimmie giunto alla famigerata sede della Pharmacia di Nerviano, a Milano, nell’aprile 2003 sono iniziate numerose proteste ed è nato il Coordinamento Anti-Pharmacia. L’azienda subito si difende con la solita scusa di lavorare per il bene dell’umanità e con un volantino interno invita i propri dipendenti all’assoluto riserbo sulle “ricerche” in corso. Dal 2004 il centro di ricerche ex-Pharmacia di Nerviano è di proprietà dell’IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata, in quota al Vaticano) e si chiama Nerviano Medical Center. Ancora il 3 luglio 2004, 120 macachi provenienti dall’allevamento Noveprim delle isole Mauritius, arrivano dall’aeroporto di Parigi a Malpensa. Il viaggio si è svolto su un automezzo e non in aereo: un viaggio lungo, in condizioni massacranti, per finire nei laboratori di ricerca di Nerviano. Il traffico di macachi è vietato nell’ambito della Comunità Europea in quanto specie ad alto rischio di estinzione, ma tu�o è risultato in regola in base a una deroga riguardante gli animali destinati ai laboratori di ricerca. I 120 finiranno sul tavolo degli aguzzini per studi sul livello di tossicità e quindi il grado di sopportazione di nuovi

ventidue lumi per l’aguzzino marco brughera

prodo�i antitumorali. CHE COSA SONO GLI ESPERIMENTI DI TOSSICOLOGIA La tossicologia studia gli effe�i tossici delle sostanze sui sistemi biologici. Il principale test impiegato è la Dose Letale 50 (DL50) che risale al 1927. Consiste nel somministrare ad un determinato numero di animali la sostanza in esame a dosi crescenti, fino a stabilire quella che ne uccide il 50%. Cambiando la specie si o�engono risultati differenti, a volte opposti. Ad esempio la diossina presenta una DL50 trentamila volte superiore nel criceto rispe�o al porcellino d’india.La maggior parte dei test sulla tossicità (o avvelenamento) vengono effe�uati a breve o a lungo termine. Tu�e le forme di test sulla tossicità causano indubbiamente agli animali una grande angoscia, sofferenza e dolore, in alcuni casi concludendosi con la morte. Sintomi tipici includono vomito, diarrea, a�acco cardiaco, perdita di sangue, convulsioni, paralisi, ulcerazioni, infiammazioni e, in caso di teratogenicità (test su dife�i di nascita), aborto e anormalità nello sviluppo dei cuccioli. Infine gli animali o moriranno come risultato dell’esperimento o verranno uccisi per l’esame post-mortem.L’esposizione alle sostanze tossiche avviene con le seguenti modalità: •ORALE: il prodo�o chimico normalmente viene pompato dire�amente nello stomaco dell’animale a�raverso un tubo per il nutrimento forzato o viene fa�o ingerire aggiungendolo al cibo dell’animale. La somministrazione può essere compiuta in una unica soluzione o ripetuta. •INALAZIONE: l’animale viene costre�o a inalare vapori chimici o all’interno di una camera di inalazione oppure viene imprigionato con una maschera fissa sulla bocca. •INIEZIONE: il prodo�o chimico viene inie�ato per via endovenosa, intramuscolare o so�ocutanea. •PELLE/OCCHI: il test sull’irritazione oculare implica l’instillazione della sostanza negli occhi di conigli coscienti. Normalmente non viene dato alcun analgesico contro il dolore. Nei test per l’irritazione cutanea gruppi di animali vengono rasati sul dorso prima di applicare la sostanza. •CANCEROGENICITA’: gli animali, normalmente ra�i e topi, vengono utilizzati per studi che possono durare tu�a la vita per cercare fa�ori cancerogeni. •TERATOGENICITA’: animali in stato di gravidanza vengono esposti forzatamente a prodo�i chimici al fine di studiare ogni effe�o sullo sviluppo del feto o dei cuccioli. Insomma, le responsabilità del Brughera & CO. risultano evidenti …

(La foto è tra�a dal sito h�p://aguzzini.tripod.com su cui sono presenti un resoconto delle visite ai vivise�ori di Pharmacia e i loro indirizzi di casa).

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MENZOGNE MACCHIATE DI SANGUE - IL CASO CHIRON CONTRO SHAC ITALIA
Vogliamo esprimere tu�a la nostra solidarietà ad un a�ivista citato a giudizio presso il Tribunale Civile di Pisa da parte della multinazionale farmaceuticobiotecnologica Chiron. So�o consiglio della polizia la Chiron lo considera “presidente” della campagna antivivisezionista ShacItalia e chiede che gli venga imposta la rimozione del buon nome di questa azienda da un sito internet e che vengano vietate a Shac-Italia la pubblicazione degli indirizzi dell’azienda e proteste presso le sue sedi. Non è la prima volta che una multinazionale cerca di me�ere a tacere la libera diffusione di notizie sulle pratiche di sfru�amento e di morte in cui è coinvolta, e non sarà certo l’ultima. Viviamo in un mondo basato sul denaro e sul potere, e per o�enerli qualunque abominevole sfru�amento è legi�imato. Di fronte ai potenti colossi economici tu�i gli esseri viventi diventano semplici pedine, ogge�i da trasformare in merce o da utilizzare per qualunque fine. Animali umani o non umani, tu�i pagano la conseguenza della società in cui viviamo. Una società che viene rappresentata o�imamente dalle multinazionali farmaceutiche. Aziende che si pongono come salvatori dell’umanità, debellatori di mala�ie. Abili a nascondere milioni di scheletri nei loro capienti armadi. Dietro ad ogni farmaco ci sono migliaia di animali torturati fino alla morte, centinaia di persone ignare avvelenate o uccise durante test clinici, rischi di danni e di morte per chi lo acquista, senza dimenticare le tangenti a chi ne autorizza la vendita o i favoritismi ai medici compiacenti. Una realtà che sta venendo sempre più apertamente a galla, con “scandali” che spuntano uno dietro l’altro e che non riusciamo nemmeno a seguire. Queste aziende, come tu�e le altre del resto, hanno un solo scopo: massimizzare i profi�i. E se davvero le mala�ie fossero debellate, se si curassero le cause, si andasse alla radice dei problemi che creano i malanni del nostro tempo e ci fossero sempre meno malati, dove finirebbero i loro profi�i? Se non ci fosse una cura solo superficiale limitata ai sintomi, non ci fossero effe�i collaterali e nuove mala�ie iatrogene (derivanti proprio dai farmaci), come costruirebbero i loro imperi economici? Qualcuno non ci sta, alza la voce e si me�e in gioco per fermare questo scempio di vita. Pare legi�imo e sicuramente l’unica cosa sensata da fare. Eppure toccare, o anche solo sfiorare, certe Corporazioni Multinazionali con la propria critica può scatenare reazioni che dobbiamo sempre a�enderci. Per loro l’immagine falsa che danno è tu�o, e la tranquillità di continuare a lucrare ed uccidere senza problemi è quello che cercano. Per noi, invece, non rimane altro che continuare a dire le cose come stanno e non perme�ere che le menzogne delle multinazionali prevalgano occultando la realtà dei loro misfa�i. Questo processo lo vediamo come un precedente importante. Una multinazionale scomoda i propri costosi avvocati per intimare tramite una causa civile la cancellazione di suoi dati da un sito e chiedere il divieto di fare volantini col loro nome o indirizzo e perfino presidi presso le loro sedi. Ci sembra ovvio che se questa strategia passa potrà diventare metodo riconosciuto e pratica continua di qualunque di�a al centro di una campagna di proteste e boico�aggio, e quindi uno spiacevole precedente per qualunque movimento.

Mercoledì 29-1-97: Ho aiutato a dosare i primati della Chiron. Il prodo�o viene inserito nelle 6 spugne impiantate nella schiena delle scimmie. La prima che ho preso era #4083, quella che avevo segnalato con un gonfiore vicino alla prima incisione. Irene ha visto il sangue uscire dalla sua schiena e ha de�o “oh, è così infe�ata che si è squarciata la ferita solo con la pressione di averla presa in mano”. Mentre tenevo la scimmia sospesa sulla porta della gabbia, lei ha pressato la ferita e pus sanguinolento è uscito e gocciolato sul pavimento. La scimmia guaiva e saltava ogni volta che le veniva toccata la ferita. Brian ha chiesto a Terry di venire a vedere. Quando lei ha visto ha de�o “sì?” (come a dire “e io che ci posso fare?”). Lui le ha chiesto se dovessimo dosarla e lei ha risposto “Sì, andate avanti”. La scimmia saltava e guaiva ogni volta che Irene faceva l’iniezione. Quando è arrivata al punto infe�o mi ha de�o di tenerla stre�a che avrebbe saltato – le avrebbe fa�o male. Aveva ragione. La scimmia ha fa�o un salto violento appena l’ago è entrato nella ferita infe�a. (Dal Diario Di Michelle Rokke, a�ivista infiltrata nei laboratori Huntingdon Life Sciences in USA) Quale risposta alle loro mosse repressive? Per trasformare un momento repressivo in uno stimolo all’azione è uscito il sito internet www.chironvergogna.tk con maggiori informazioni sul caso, sulla Chiron e sulla vivisezione dentro HLS. Ad ogni loro colpo una nostra risposta! Chiron / Vaccines - Via Fiorentina, 1 - 53100 Siena. Tel. 0577.243111 E-mail: info@chiron.it Chiron S.r.l. - Localita’ Bellaria - 53010 Rosia (Si). Tel: 0577.243111 La nemesi 33

ALCUNE PAROLE SU BILLY COTTRELL di Jeff ‘Free’ Luers
del tempo in prigione o anche peggio. Una persona che non può fronteggiare la possibilità della prigione o che non ne può acce�are le conseguenze con integrità e onore non dovrebbe prendere in mano dei fiammiferi. La colpa, però, non ricade solamente sulle debolezze di individui so�o pressione. Il problema è di nostra stessa creazione. Questo movimento glorifica e romanticizza le azioni radicali. Richiama alla salvezza da parte di possibili eroi, scrivendo storie e cantando canzoni di individui senza volto che sabotano i bulldozer, invadono i laboratori e che hanno incendiato Vail (1). Onorare i nostri guerrieri è giusto, ma l’illusione svanisce quando ti trovi seduto in una cella. Quello che una volta sembrava un potente movimento, rafforzato da autoincensamento, non appare più così forte. L’idea romantica di azione e di cambiamento rimane, ma nessuna energia rivoluzionaria viene dire�a alla liberazione dei nostri compagni. Questa è la nostra mancanza come movimento. Se ci aspe�iamo che i nostri guerrieri stiano saldi di fronte ad un giudice e una giuria, con le teste alte e gli occhi infiammati dallo sprezzo, dobbiamo diventare realistici su cosa significhi essere un movimento rivoluzionario. Dobbiamo supportare coloro che hanno sacrificato la loro libertà per azioni radicali. Affinché il nostro movimento diventi più di una contro-cultura, dobbiamo sme�ere di mistificare l’azione dire�a. Dobbiamo riconoscere l’azione dire�a per quello che è: una necessità. Il sostegno del movimento per i suoi guerrieri ca�urati deve andare oltre l’ammirazione ed il rispe�o. Deve estendersi in azione e agitazione per il loro rilascio. Non dobbiamo mai abbandonare i nostri. Con ogni mezzo necessario, dobbiamo vederli liberi. Altrimenti, possiamo aspe�arci che altre persone si pieghino di fronte allo stato. Come passiamo passare dal romanticizzare l’azione ad effe�uarla? Come passare dall’acce�are le perdite al prevenirle? Questi sono gli ostacoli nel nostro cammino. Se non riusciamo a superarli, allora non stiamo tentando abbastanza. Ci saranno sempre dei Billy Co�rells. Devono solo essercene in numero minore dei veri guerrieri. C’è un eroe in ognuno di noi – uno

Il 17 novembre 2004 verrà ricordato come un altro giorno triste per l’Earth Liberation Front e la comunità di a�ivisti radicali. A processo per l’azione E.L.F. di incendio di SUV nella California del Sud, William ‘Billy’ Co�rell ha preso la parte del testimone in sua difesa. Accusato di più di 2,3 milioni di dollari di danni, posso immaginare la paura provata da Billy, con decine di anni di prigione di fronte a sé. Molti a�ivisti, passati e presenti, ricordano quel sentimento troppo bene. Per alcuni è stato il migliore e più doloroso momento, ri�i di fronte allo stato fieri e incrollabili. Forse il più sincero test per il nostro spirito guerriero può essere trovato nelle aule di tribunale. Indubbiamente il momento di delineazione del nostro movimento sarà da quanto risoluti resisteremo affrontando la piena repressione dello Stato. Dopo l’arresto Billy mi scrisse. La sua ingenuità rispe�o alla situazione in cui si trovava mi colpì molto. Abbiamo discusso ciò che si trovava di fronte e l’ho avvertito sul rischio di parlare coi media prima del processo. Billy ha condiviso le sue paure e i suoi dolori di cuore con me, così come la sua gratitudine per tu�o il supporto che stava ricevendo dalle persone. Nella sua ultima le�era Billy mi ha de�o quanto altri guerrieri, includendo me, fossero stati una ispirazione per lui. Quando Billy ha preso la decisione quel giorno, non posso che chiedermi se il dolore nel suo stomaco fosse paura della prigionia o se fosse nausea per il suo tradimento. Billy ha testimoniato che un suo amico ha appiccato il fuoco contro la sua volontà. Ha de�o che è stato costre�o ad andare con gli altri del gruppo perché doveva 200 dollari ad una persona. Nonostante la sua spavalderia verso i suoi sostenitori, verso i media e verso di me, alla fine Billy ha nascosto la coda e si è pisciato addosso. Purtroppo questo non è il primo caso di tradimento. Fino ad ora la maggior parte delle azioni ELF o di tipo ELF che sono andate a processo hanno visto uno degli imputati tramutarsi in delatore. Questo devasta il mio cuore, come dovrebbe fare a qualunque a�ivista e rivoluzionario. L’azione dire�a illegale è un cammino pericoloso. L’azione in sé è solo una parte dell’equazione. La resistenza concreta, una volta che ci si imbarca, non è un sentiero facile da abbandonare. Una persona che sceglie questo cammino dovrebbe aspe�arsi di farsi

Jeff ‘Free’ Luers è un noto attivista ecologista arrestato insieme a Craig ‘Critter’ Marshall per l’incendio di alcuni mezzi SUV (Sport Utility Vehicles) in una concessionaria dell’Oregon. I SUV sono mezzi altamente inquinanti e in Usa sono oggetto di una campagna di proteste e di azioni dirette che vuole portare alla luce la loro realtà nociva. Free è stato accusato anche del tentato incendio di un autobotte in una raffineria e condannato a 22 anni e 8 mesi di carcere, mentre Critter ha scontato quasi 5 anni ed è da gennaio finalmente libero. Jeffrey Luers, #13797671, OSP , 2605 State St. Salem, OR 97310, USA. Free ha fatto recentemente uscire un giornale chiamato Heartcheck, i cui ricavati andranno ad aiutare altri prigionieri. Heartcheck può essere richiesto a: Free’s Defense Fund, PO Box 3, Eugene, OR 97440,USA. Su FreeFreeNow.org sono disponibili informazioni, volantini e anche un video su Free. GIORNATE DI RESISTENZA PER FREE. Durante le giornate che vanno dal 10 al 12 giugno 2005 gli attivisti e i compagni di Free hanno invitato a ricordare in tutto il mondo il quinto anniversario del suo arresto con l’organizzazione di iniziative di solidarietà, contro lo sfruttamento della natura e per la sua liberazione. Anche in Italia sono state organizzate alcune proteste contro ambasciate americane e contro aziende implicate nella devastazione della Terra.

che aspe�a solo di avere la parola. Trova il coraggio di seguire il tuo cuore e l’orgoglio di tenere la testa alta e i piedi saldi. Con ciò questo movimento si trasformerà da una apparenza in una forza.

(1): A Vail, nota località sciistica del Colorado, l’Earth Liberation Front ha incendiato nel 1998 stru�ure turistiche appena costruite, azione rivendicata in difesa delle montagne e dell’habitat della lince, causando danni per 1 milione di dollari.

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incontro nazionale per la liberazione animale
8-9-10 luglio 2005 incontro2005@yahoo.it - www.incontro2005.tk

Cosa intendiamo per lo�a di liberazione animale

Anche quest’anno proponiamo un incontro a livello nazionale sul tema della liberazione animale, per confrontarsi, conoscersi, analizzare le situazioni, imparare qualcosa di nuovo e unire le nostre forze nell’azione.

Spesso i termini liberazione animale o diri�i animali vengono utilizzati senza distinzione alcuna, interscambiandoli all’occasione. Ma c’è una differenza notevole a livello di conce�o tra i due. Quando si parla di diri�i animali è implicito che a concedere questi diri�i siano gli umani, Cosa è l’Incontro: dall’alto di un potere legislativo o governativo. Spesso non ci si sofferma abbastanza ad analizzare le proprie Ben diverso è invece il conce�o di liberazione posizioni, i propri contenuti, gli a�eggiamenti o le strategie animale, che implica semplicemente la volontà di utilizzate con occhio critico o a valutarne i risultati. L’incontro rendere gli animali liberi da qualunque vincolo vuole essere proprio questo momento di analisi colle�iva, per di proprietà o forma di sfru�amento da parte valutare insieme quale sia la strada migliore per una crescita degli esseri umani. nella qualità della nostra lo�a. L’Incontro vuole essere anche Se quindi la differenza di approccio pratico tra spazio per lo scambio di esperienze e la creazione di rapporti, per tu�i gli animalisti può essere rido�a a quello che è, questione tecnica metodo, non sviluppare al meglio una rete di gruppi e di a�ivisti che portino una sempliceinvece confusione o diun approccio deve esserci tra la lo�a sul proprio territorio. teorico che si limiti a concedere dei diri�i agli animali e uno che volga verso l’abolizione totale Cosa ci sarà all’Incontro: di qualunque gabbia, costrizione o sfru�amento. Durante l’incontro ci saranno spazi predeterminati, con a�ivisti Troppe volte le campagne per i diri�i animali che parleranno di argomenti specifici, alcuni anche pratici, ma da parte delle associazioni si sono volutamente anche altri momenti più aperti alla discussione generale e al limitate al diri�o ad una gabbia più larga, o ad diba�ito. Vogliamo che ognuno di noi esca da quei giorni con un migliore tra�amento da parte dei propri carnefici. Ovviamente siamo consapevoli che un rinnovato spirito, nuove idee e nuova capacità e conoscenze. Tra gli argomenti tra�ati ci saranno alcuni modi per rendere più cammino di totale liberazione comincia anche la efficaci le proteste, analisi del mondo della vivisezione e strategie dal primo piccolo passo, ma sepermeta prefissata per questo cammino è già di sé limitata sul per comba�erlo al meglio, consigli legali con la presenza di un nascere non possiamo sperare di andare molto avvocato, solidarietà ai prigionieri, anti-bracconaggio e lo�a alla avanti. caccia, creazione di gruppi locali. Ci saranno inoltre proiezioni di Per questo riteniamo necessaria una chiarezza filmati, presentazioni di nuovi proge�i e alcune proteste. sulle prospe�ive per cui lo�iamo, che siano Se avete idee per la discussione, proge�i da presentare agli altri, quelle di totale e completa liberazione degli esperienze che volete condividere, potete conta�arci e presentare animali e della natura. Nessun essere vivente dovrebbe diventare merce, nessun essere vivente la vostra proposta. L’Incontro vuole essere uno spazio libero da qualunque forma di dovrebbe avere capacità di deliberare sul destino discriminazione, non solo verso gli animali, per cui non saranno di un altro, nessuna forma di addomesticamento dovrebbe togliere agli animali l’istinto e la acce�ate presenze razziste, sessiste e fasciste. naturalezza del loro comportamento. L’incontro si terrà a in provincia di Bologna e avrà inizio con il Diventa implicita una critica allo specismo, pranzo di venerdì 1 luglio alle 13.00 . Potete arrivare anche la subdola forma di discriminazione tra specie sera precedente e fermarvi a dormire. che pone una scala gerarchica sulla quale alla cima siede l’uomo, padrone incontrastato della natura. “COME SONO DIVENTATO UN EL SALVANEL Foglio gratuito sui “INNESCANDO LA RIVOLUZIONE GUERRIERO ECOLOGISTA” problemi dell’ambiente e le possibilità -Un’introduzione all’Earth Liberation di Jeff “Free” Luers. pratiche per risolverli. “Un diba�ito Front” La lo�a per difendere con ogni mezzo interessante all’interno della problematica Traduzione di un video introdu�ivo alle necessario una foresta centenaria, vissuta ambientalista, oggi potrebbe essere questo: problematiche ecologiste e alla necessità di da Free, ecologista americano condannato quali limiti si possono o si devono dare gli una lo�a radicale per fermare la devastazione in seguito a 22 anni e 8 mesi di carcere. uomini nel loro rapporto con la terra? A della Terra. Una storia piena di passione e di lo�a. tu�i sta la sfida delle risposte, purché si Senzagabbie prod. -20 minuti - Euro 4 Euro 0.50 - Laboratorio Antispecista, cominci a disegnarle e a viverle qui ed ora.” Ba�ello Elena - c.p. 572-10121 Torino 76 via Bramantino, 20155 Milano El Salvanel –CP 45 – 38068 Rovereto (TN) senzagabbie@yahoo.it laboratorioantispecista@yahoo.it

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La nemesi 35

LA NEMEsI non è una volontà imperscrutabile o una dea che si presume debba intervenire, ma qualcosa che noi stessi dobbiamo generare con l’azione contro ogni sfruttatore.

“Il silenzio ha molte qualità. C’è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga fra due pensieri; c’è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una rapida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto, e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito” J.K. AGIRE, PER LA LIBERAZIONE

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