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Il questionario per il Sinodo mai arrivato

Caro direttore,
le scrivo dalla provincia di Modena. Desidero esprimere tutto il mio rin-
crescimento per il fatto che nessuno dei miei parroci vivo in una zona di
montagna dove ci sono pi parrocchie ci ha parlato dellesistenza del que-
stionario in preparazione per il Sinodo. Ho saputo della cosa ascoltando la
radio, dove si diceva che la vostra rivista stava raccogliendo alcune risposte, e
purtroppo era troppo tardi.
Mi dispiace molto non essere stata coinvolta perch anchio ho un figlio
che vive in una situazione cosiddetta irregolare e per questo ne soffre e io
con lui. Quando infine ho avuto in mano il testo e ho letto che si voleva una
diffusione capillare mi sono ancor di pi risentita.
Certo il questionario non poneva domande semplici, ma era questo un
buon motivo per non farcelo neppure sapere?
signora Bernardi
1 febbraio 2014


Divorziati: la prassi dellortodossia

Caro direttore,
per la Chiesa cattolica il matrimonio indissolubile, il divorzio non am-
messo e i divorziati che vivono una nuova relazione non sono ammessi alla
comunione. Di contro la Chiesa pu dichiarare nullo il matrimonio e a quel
punto uno si pu sposare con unaltra persona.
Mi pare che latteggiamento dei tribunali ecclesiastici sia guidato anche da
premura pastorale, oltre che dalla ricerca della verit: offrire a qualche pecora
smarrita una seconda possibilit.
Ci non verr mai ammesso, e anzi questa mia affermazione mi attirer
critiche, ma lo dico con serenit, dopo essermi imbattuto in vari annullamenti
generosi e ci come legale di persone che contestualmente si rivolgevano al
giudice civile per la separazione oppure nei casi di delibazione nellordinamen-
to italiano di sentenze ecclesiastiche.
Basti pensare alla rilevanza, nellordinamento della Chiesa cattolica, della
riserva mentale circa uno dei requisiti essenziali del matrimonio: sufficiente
affermare e dimostrare, anche per testimoni, che al momento del matrimonio
non si credeva per esempio allindissolubilit dello stesso o alla fedelt e... il
matrimonio non esistito! Tamquam non esset!
A un convegno ebbi limpertinenza di chiedere pubblicamente a due
giudici di un tribunale ecclesiastico se il difensore del vincolo (cio colui che,
nel processo, sostiene le ragioni della validit del matrimonio) pu chiamare a
testimoniare persone diverse da quelle indicate dagli sposi che chiedono lan-
nullamento e mi sentii rispondere: Certo, ma non succede mai. ().
Se la situazione attuale mi pone degli interrogativi, non sono neppure in
sintonia con chi invoca un divorzio cattolico solo con motivazioni pastorali.
Credo che il tema si possa e si debba affrontare da un punto di vista teologi-
co e questo anche nel quadro di un cammino ecumenico coi fratelli ortodossi.
La Chiesa ortodossa, infatti, benedice le seconde nozze senza annullare le pri-
me: semplicemente prende atto del fallimento del primo matrimonio e, senza
far venir meno gli obblighi legali discendenti dallo stesso (si pensi ai doveri eco-
nomici verso lex coniuge, per esempio), concede al fedele unaltra possibilit.
Interessante pure il rito del secondo matrimonio che inizia con una litur-
gia penitenziale, cio con la richiesta di perdono a Dio, per non essere riuscito
(o riusciti) a tenere in piedi la prima unione.
Una Chiesa ortodossa che, pur fedele alla parola di Cristo, si ispira a
quel... gi e non ancora ... in cui viviamo: gi salvati da Ges e dalla sua ri-
surrezione, ma non ancora nella pienezza del regno dei cieli (e quindi tuttora
peccatori e fragili).
Ecco: personalmente penso che la riflessione da fare sia teologica, e non
possa partire solo da esigenze pastorali (i tanti divorziati poi risposatisi civil-
mente).
Sono fiducioso che papa Francesco sapr indicare la via da percorrere,
secondo verit e amore.
Marco Calandrino

Bologna, 22 marzo 2014
Lutti nel giornalismo

Cari lettori,
nelle scorse settimane abbiamo pianto la morte di tre giornalisti che, per
un motivo o per laltro, vogliamo richiamare alla vostra memoria orante. Il
4 febbraio p. Michele Simone, vicedirettore di La Civilt cattolica, del
quale avevamo condiviso il costante impegno ecclesiale e apprezzato il lucido
sguardo sulle vicende italiane e sul cattolicesimo. Il 9 marzo Mario Palma-
ro, neoapologeta impegnato soprattutto sul versante della bioetica, del quale
Settimana (n. 38, 27.10.2013, 12-13) aveva recentemente raccolto una viva
testimonianza umana e professionale. Il 10 marzo Angelo Agostini, direttore
di Problemi dellinformazione e maestro di giornalismo e di giornalismi nelle
maggiori scuole, con un pensiero particolare alla sorella Mirella, gi nostra
collaboratrice.

Gianfranco Brunelli, direttore
i
i lettori ci scrivono
Edizioni
Dehoniane
Bologna
ADONE AGNOLIN
Linvenzione
del Tup
I
catechismi in lingua indigena pro-
dotti dai gesuiti in America Latina
tra la seconda met del Cinquecento
e la prima met del Seicento sono un
ricchissimo e insospettabile osserva-
torio sullincontro e lo scontro tra le
culture nel primo periodo coloniale,
quando la confessione e lesame di co-
scienza diventano centrali nel nuovo
modello missionario.
CONIFERE pp. 88 - 8,50
Imprese coloniali e catechismi indigeni
NUOVA COLLANA
R1f_Agnolin:Layout 1 04/03/14 15.27 Pagina 1
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