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Il congiuntivo nella lingua italiana

In Italia, lattenzione per regole che riguardano luso del congiuntivo fortissima. Un
congiuntivo sbagliato o mancato sentito come un errore molto grave, che dimostra scarsa
confidenza con le regole dellitaliano, al punto che chi sbaglia un congiuntivo viene preso in
giro. Alcuni attori hanno costruito il loro successo comico sui congiuntivi sbagliati. Tot, il
grande attore napoletano, nei suoi film adoperava una frase con un congiuntivo sbagliato che
rimasta proverbiale: Ma mi facci il piacere! Il pi grande erede di Tot nelluso comico dei
congiuntivi Paolo Villaggio nel famoso personaggio di Fantozzi. I verbi di seconda e terza
coniugazione (come battere, concedere, partire, finire ecc.), che in italiano hanno le prime tre
persone del congiuntivo presente in -a (batta, conceda, parta, finisca), nella lingua di Fantozzi
hanno sempre la desinenza in -i: batti, concedi, parti, finischi. Fantozzi sbaglia tutto nella vita,
e sbaglia anche i congiuntivi. Se non vogliamo fare come lui, impariamo bene questo modo
verbale. Seguitemi con un po di attenzione, e vi accorgerete che molto meno difficile di
quanto si pensi. I tempi del congiuntivo sono quattro: presente, passato, imperfetto e
trapassato. Presente e imperfetto sono tempi semplici; passato e trapassato sono tempi
composti. Cominciamo dai tempi semplici. Come si forma il congiuntivo presente? Allora: per
i verbi di prima coniugazione, quelli che allinfinito terminano in -are (come per esempio
parlare), togliamo questa uscita -are; rimane parl-: alla radice parl- aggiungiamo queste uscite:
-i per la prima, la seconda e la terza persona singolare, -iamo per la prima persona plurale, -
iate per la seconda persona plurale, -ino per la terza persona plurale: io parli, tu parli, lui o lei
parli; noi parliamo, voi parliate, loro parlino. Per i verbi di seconda e terza coniugazione, quelli
che allinfinito terminano in -ere, come correre, e in -ire, come dormire, togliamo luscita -ere o
-ire: rimangono la radice corr- per i verbi di seconda e dorm- per i verbi di terza. Le desinenze
sono le stesse, sia per i verbi in -ere sia per i verbi in -ire, e cio: -a per la prima, la seconda e
la terza persona singolare, e poi -iamo, -iate, -ano per le tre persone plurali. Congiuntivo
presente di correre: io corra, tu corra, lui o lei corra; noi corriamo, voi corriate, loro corrano.
Congiuntivo presente di dormire: io dorma, tu dorma, lui o lei dorma; noi dormiamo, voi
dormiate, loro dormano. Una piccola aggiunta: alcuni verbi di terza coniugazione, come per
esempio finire, formano alcune persone del congiuntivo presente (alcune persone, non tutte)
mettendo dopo la radice (nel caso di finire, fin-) unaggiunta: -isc-. Questa aggiunta si chiama
infisso. Poi, a questo finisc, si aggiungono le uscite che abbiamo gi visto: -a, -a, -a, -iamo, -
iate, -ano. Il congiuntivo presente di finire dunque: io finisca, tu finisca, lui o lei finisca; noi
finiamo, voi finiate, loro finiscano. Passiamo ora al congiuntivo imperfetto. Le uscite del
congiuntivo imperfetto sono identiche per tutte e tre le coniugazioni. Prendete linfinito (parlare,
lggere, dormire) e togliete solo la sillaba finale -re (rimangono parla-, legge-, dormi-);
aggiungete a questo infinito privato della sillaba -re le uscite che vi dico: -ssi, con due esse,
per la prima e la seconda persona singolare; -sse per la terza persona singolare, -ssimo, -ste,
-ssero per le tre persone plurali. Dunque, il congiuntivo imperfetto di un verbo di prima
coniugazione come parlare sar io parlassi, tu parlassi, lui o lei parlasse; noi parlassimo, voi
parlaste, loro parlassero; il congiuntivo imperfetto di un verbo di seconda coniugazione come
leggere sar io leggessi, tu leggessi, lui o lei leggesse; noi leggessimo, voi leggeste, loro
leggessero; il congiuntivo imperfetto di un verbo di terza coniugazione come dormire sar io
dormissi, tu dormissi, lui o lei dormisse; noi dormissimo, voi dormiste, loro dormissero. Ci
rimangono da vedere i tempi composti: il congiuntivo passato si forma col verbo ausiliare
(avere o essere a seconda dei casi) al congiuntivo presente seguito dal participio passato del
verbo di cui dobbiamo fare il congiuntivo passato. Immaginiamo di dover formare il congiuntivo
passato di cantare. Lausiliare di cantare avere: io canto > io ho cantato. Prenderemo il
congiuntivo presente di avere (che io abbia) e lo faremo seguire dal participio passato di


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cantare: io abbia cantato, tu abbia cantato, lui o lei abbia cantato; noi abbiamo cantato, voi
abbiate cantato, loro abbiano cantato. Immaginiamo ora di dover formare il congiuntivo
passato di partire. Lausiliare di partire essere: io parto, io sono partito. Prenderemo il
congiuntivo presente di essere (che io sia) e lo faremo seguire dal participio passato di
partire: io sia partito, tu sia partito o partita, lui sia partito o lei sia partita; noi siamo partiti o
partite, voi siate partiti o partite, loro siano partiti o partite. Concludiamo con il congiuntivo
trapassato. Il congiuntivo trapassato si forma col verbo ausiliare al congiuntivo imperfetto,
seguito dal participio passato del verbo di cui dobbiamo formare il congiuntivo trapassato.
Vediamo allora il congiuntivo trapassato di cantare: prenderemo il congiuntivo imperfetto di
avere (che io avessi) e lo faremo seguire dal participio passato di cantare: io avessi cantato,
tu avessi cantato, lui o lei avesse cantato; noi avessimo cantato, voi aveste cantato, loro
avessero cantato. Per formare il congiuntivo trapassato di partire, prenderemo il congiuntivo
imperfetto di essere (che io fossi) e lo faremo seguire dal participio passato di partire: io fossi
partito, tu fossi partito o partita, lui fosse partito o lei fosse partita; noi fossimo partiti o partite,
voi foste partiti o partite, loro fossero partiti o partite.


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