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Appunti Baudelaire Nissim

Charles Baudelaire nasce nel 1821 a Parigi, da un padre vecchio, ricco e raffinato uomo del
settecento di grande cultura che viene idealizzato dal giovane Baudelaire dopo la sua morte
e in seguito al secondo matrimonio della madre con il generale Aupick, matrimonio che
Charles non perdoner mai alla madre, le scrive infatti in una lettera: quando si ha un figlio
come me non ci si risposa e dalle barricate delle sommosse del 1848 vediamo un rivoltoso
Baudelaire incitare alla morte del generale Aupick. Dopo le seconde nozze della madre
Baudelaire verr mandato in collegio dove soffrir profondamente di solitudine fino al 1839
quando, diplomato, andr a vivere a Parigi da solo. Qui inizia a frequentare ambienti
equivoci, si d alla vita dissipata scandalizzando i benpensanti e i borghesi. Per cercare di
calmare il figlio i genitori lo mandano in un viaggio forzato in Africa fino allisola di
Maurice dalla quale Baudelaire rester profondamente affascinato, tant che tutto
lesotismo che troviamo nella sua opera si rif spesse volte a questesperienza nella quale,
tra laltro, si innamora di una cameriera alla quale dedica la poesia A une Malabraise che
ad una prima disattenta lettura potrebbe sembrare una poesia che esalta lesotismo lungo la
scia del romanticismo, ma ne in realt la critica: nella prima strofa troviamo il ritratto della
donna nella sua pi vibrante fisicit che viene ripreso ed ampliato nella seconda strofa dove
la cameriera viene descritta nel suo mondo esotico e nuovo per Baudelaire, ma ecco che
nella terza strofa il poeta ammonisce la ragazza a non andare a Parigi delineando una delle
prime descrizioni della megalopoli moderna.
Tornato a Parigi, forse memore di questa esperienza, si innamora della mulatta Jean Duval,
la Venus noir, e sar legato a lei per ventanni ed a lei che dedica Parfum exotique
nella quale, con un abile sinestesia che regge tutto il componimento, Baudelaire descrive
tutte le immagini che il dolore della sua donna evoca in lui, immagini esotiche e
meravigliose.
a questo punto che Baudelaire inizia a frequentare gli ambienti letterari e diventa amico di
Thophile Gautier (al quale dedica per altro Les Fleurs du mal) e ammira la dottrina de
lart pour lart di cui il Gautier fu il maggior teorizzatore ed esponente, lo ammira a tal
punto da definirsi suo discepolo, infatti Baudelaire pubblicher diverse poesie sulla rivista
Lartist fondata proprio da Gautier (e sulla quale, per altro, pubblicher anche una
recensione di Madame Bovary dimostrando di essere uno dei pochi contemporanei di
Flaubert ad aver capito davvero quellopera cos rivoluzionaria nel panorama letterario).
Nel 1842 diventa maggiorenne e reclama il suo patrimonio che inizia subito a sperperare
dandosi ad una vita dissipata, sregolata, viziosa al punto tale da spendere quasi la met del
patrimonio in soli due anni e contrarre la sifilide (che lo porter ad una lenta ed agonizzante
morte). Questo modo di comportarsi di Baudelaire va spiegato e compreso alla luce della
sua visione antropologica e della sua concezione del dandismo.
Per Baudelaire tutti gli uomini vivono in uno stato dAngoscia pi o meno cosciente dovuto
che nasce dallimpossibilit di realizzarsi, creando quello che a noi comunemente noto
come spleen. Questo termine nasce nel 600 e fino al secolo successivo stava a denotare un
malessere fisico, nausea; alla fine del secolo diciottesimo pass dallessere un malessere
fisico a psicologico stando a significare inquietudine, scontento, un malessere generale (gi
in Chateaubriandt troviamo queste caratteristiche). Per Baudelaire lo spleen non altro che
lennui, la noia, infatti usa la parola spleen solamente nei titoli, ma non compare mai nei
testi delle sue poesie, sostituita appunto dal suo corrispettivo francese, ennui. Questo spleen
generato, secondo lantropologia baudelairiana, dallimpossibilit di raggiungere lidal,
lassoluto. Luomo tende verso un Assoluto di cui sente il bisogno, ma non riesce mai a
giungervi a causa della contingenza della realt che appare quindi come negativa perch
vanificata dal bisogno di Assoluto e quindi dominata dallennui. Per i romantici la noia
aveva un connotato sostanzialmente psicologico, era tipica di coloro che non riuscivano a
trovare una passione assoluta (felice o infelice che fosse), ma Baudelaire si rende conto che
la passione assoluta non esiste, tutti hanno bisogno dassoluto, di un assoluto che per non
si realizza mai e quindi generatore di spleen, lennui dunque, da essere un fattore
psicologico, diventa, con la poesia di Baudelaire, una condizione universale, metafisica,
provato da tutti gli uomini in qualsiasi cronotopo. Ma ovviamente luomo cerca sempre e in
ogni modo di fuggire dallo spleen e non vi altra via se non quella di sfuggire alla realt
splenetica, alla quotidianit, alla natura, bisogna quindi tentare la via dellartificiale come
possibile strumento di evasione dalla natura contingente. Huysmans, che sicuramente pi di
altri ha recepito la lezione di Baudelaire, quando nel 1884 scrive A rebours e dice che il
proprio delluomo lartificiale, la natura ha fatto il suo tempo, non fa che ripetere
sostanzialmente quello che Baudelaire aveva detto prima di lui nelle sue poesie, nei suoi
saggi e soprattutto ne Les paradis artificels; per il poeta tutta la storia dellumanit un
tentativo di uscire dalle norme della natura, capovolgendo cos le teorie di Russeau sul buon
selvaggio, Baudelaire identifica nella natura un male a cui luomo deve riparare con ogni
forma di artificio.
Non si limita per a teorizzare tutto ci, ma egli cerca di mettere in pratica le sue idee e
tenta di sfuggire allo spleen; a questo proposito che crea di s la figura del dandy. Questa
attitudine, se cos vogliamo chiamarla viene, per cos dire, importata dai nobili francesi che
erano emigrati in Inghilterra durante la rivoluzione ed avevano assunto le mode e i modi del
vivere splendido della nobilt inglese; il dandy colui che fa della ricerca estetica la sua
grande passione, che molto spesso ricerca leccentricit, vuole alienarsi volutamente dalla
massa per non confondersi con una volgare borghesia che non riconosce il valore dellarte e
per questo vive per il gusto di scandalizzarla; sono dandy, prima di Baudelaire, i petits
romantiques e, a questo proposito, Albert Camus ne Luomo in rivolta (1951) scrive: il
romanticismo sfida in un primo momento la legge morale e divina. Ecco perch la sua
immagine pi originale non inizialmente il rivoluzionario, ma il dandy. Il testo capitale
per il dandismo, al quale si ispira moltissimo Baudelaire, De Lord Brummel et du
dandysme di Barbey dAurevilly (1808-1889), un romantico talmente estremo da essere
considerato un predecadente; gi da questo testo si evince che il dandismo costituisce una
via di liberazione dalla banalit del reale. Baudelaire riprende questi temi e li sfrutta per
unartificializzazione di s, ma aggiunge qualcosa di nuovo, il dandismo ha per lui una
finalit eminentemente metafisica: il dandy si augura di arrivare allassoluto attraverso
lartificiale. Tornando alla sua vita, dunque, possiamo ben capire il suo comportamento
fuori dai ranghi, volto a scandalizzare e a godere di ogni vizio, di ogni cosa che sia fuori
dalla norma. La famiglia per preoccupata, per questo lo pongono sotto tutela giudiziaria,
non pu pi gestire il suo patrimonio da s, riceve una mensilit che per sperpera
velocemente nei primi giorni e trascorre il resto del mese nella miseria pi assoluta; per
questo motivo che si mette a scrivere articoli, ma Baudelaire troppo un artista, i suoi
articolo sono vere e proprie opere darte che richiedono un lungo lavoro, quindi guadagnava
poco e male, ma ci ha consegnato dei pezzi di rara bellezza e grande importanza che
esplicano chiaramente la sua visione del mondo e dellarte. Ricordiamo a questo punto i
Salon del 1845 e del 1846, larticolo sullesposizione universale del 55 e quello su
Delacroix nei quali tesse appunto le lodi del pittore, ultimo e pi grande romantico. Di
capitale importanza senza dubbio il Salon del 59 che contiene importantissime riflessioni
sullimmaginazione (che ritroviamo in nuce nellarticolo su Poe); ricordiamo in oltre Le
peintre de la vie moderne che contiene lelogio del dandy (nel quale il dandismo viene
definito come lultimo splendore di eroismo nelle decadenze) e il celeberrimo Elogio del
maquillage, dove il trucco viene visto come uno strumento di eccezione per innalzarsi al di
sopra della natura; nel 61, ancora, esce larticolo su Wagner e le Tannhauser nel quale
connette le proprie teorie alla musica wagneriana decretando il successo imperituro del
musicista tedesco che nel 60 aveva infelicemente rappresentato le Tannhauser a Parigi mal
comprese da tutti; e ancora ricordiamo larticolo su Madame Bovary e gli studi su Gautier.
Intanto frequenta il salon di Madame Sabatier e la ama, la adora, nutre per lei un profondo
amore angelicato, quasi platonico, infatti quasi tutti le poesie sullamore edenico, puro,
angelicato sono a lei dedicate. Nel 57 finalmente esce la prima edizione dei Fleurs, ma
viene subito ritirata dal mercato per immoralit (dallo stesso procuratore che tent di
condannare Madame Bovary), e nello specifico vengono condannate 6 poesie. Nel 60
pubblica Les Paradis artificiels, una serie di saggi e traduzione sul tema delle droghe,
alcol e stupefacenti in genere. Lanno successivo esce una nuova edizione dei Fleurs con 35
nuove poesie, ma la critica resta incerta, non capendo molto, considerandola unopera
scandalosa e bizzarra. Sainte-Beauve, scrittore mancato, autorit incontrastata al suo tempo
nella critica (elogi di gran lunga Madame Bovary, fra le altre cose, ma bocci Salamb),
nel 1862 pubblica un articolo sulle poesie di Baudelaire e dimostra di capire solamente in
parte lopera, apprezza e non apprezza, la definisce uno strano chiosco, parla di folie
Baudelaire: la Kamchatka del Romanticismo; in sostanza non capisce la modernit
dellopera, la ritiene frutto di un romanticismo estremo corretto dal parnassianesimo.
Imperitura fama arriver, invece, con la generazione successiva che far di Baudelaire un
vero idolo.
Baudelaire intanto lavora ad unaltra opera che rester per incompiuta e sar pubblicata
postuma nel 69 con due titoli dato che lautore non aveva ancora deciso Spleen de
Paris o petits poms en prose; ripropone sostanzialmente le stesse tematiche dei Fleurs,
ma tutte incentrate nella megalopoli nella quale luomo vive alienato; la grande novit sta
nella forma nuova: sogno di una prosa poetica musicale e senza ritmo e rima, come scrive
ad Arsne Houssaye. Inventa cos un genere. Nella stesura, comunque, Baudelaire molto
scoraggiato, oppresso dai debiti e minato dalle conseguenze della sifilide. Nel 64 accetta di
tenere una tourne di conferenze Belgio dove, per altro, accolto molto meglio che in
Francia ma sta male al punto da perdere i sensi mentre visita una chiesa; cos costretto a
tornare in Francia, viene ricoverato e iniziano a manifestarti problemi cerebrali di cui
cosciente, annota infatti in Mon coer mis a nu: ho sentito passare su di me il vento dellala
dellimbecillit. Nel 66 colto da afasia ed emiplegia e lanno successivo la morte lo
preder in clinica.

Tutta la poetica di Baudelaire cos come la sua visione del mondo nasce
dallopposizione tra spleen e ideal; lo spleen altro non il sentimento metafisico della
relativit universale ed bene espresso nelle quattro poesie chiamate Spleen appunto, e
nel sonetto De profundis clamavi che descrive una sensazione claustrofobica dangoscia
basata su una doppia valenza del tempo: il tempo che passa, impedendo lassoluto, la
contingenza dunque, e il tempo che non passa a causa della noia e quindi si dilata; non a
caso in origine il titolo di questa poesia era Spleen.
Allopposto dello Spleen troviamo lIdeal che ne la realt speculare; da un punto di vista
teorica ed ideologico viene prima lideal perch e esso che genera lo spleen dal momento
che il bisogno dAssoluto rende la realt contingente rendendo la realt contingente una
prigione. Il reale dunque splenetico perch vanificato dal mito di azioni e conoscenze
assolute; questo Ideal solamente unistanza, un desiderio di cui luomo ignora lessenza
vera per questo motivo Les Fleurs parlano molto pi ampiamente di spleen: luomo lo
conosce bene, ne fa esperienza quotidianamente; lideal invece difficilmente raccontabile,
non per questo per ne mancano delle prove, come ad esempio in Elevation dove lIdal
viene a costituirsi dai quattro elementi primordiali (mare, sole, montagne, etere) e dalla loro
fusione armonica in una totalit sinestetica che vuole ricomporre il caos della contingenza.
Les Fleurs du mal sono la storia della dinamica dello spirito che nasce dalla tensione fra i
due poli opposti spleen/Idal. Questa dinamica rappresentata concretamente dalla volont
di evadere dalla realt: luomo cerca di opporsi allo spleen, alla natura splenetica con
lArtificiale (Baudelaire aveva capito che lartificiale il proprio delluomo Huysmans).
Nel 1852 venne chiesto a Baudelaire di contribuire, con delle sue poesie, ad unantologia
sulla natura, ma lui rispose molto causticamente: Io sono incapace di intenerirmi sui
vegetali, che la mia anima ribelle a questa strana nuova religione che avr sempre
qualcosa di scioccante, non creder mai che lanima degli dei possa abitare nelle piante e se
pure fosse non me ne preoccuperei perch la mia anima di certo pi grande di quella di un
legume santificato. Dunque per Baudelaire luomo non natura, ma antinatura (ribalta cos
tutto il pensiero di Rousseau) e la storia umana ne la prova, nella poesia di Baudelaire,
infatti, il je universale, non parla mai soltanto di se stesso individualmente, ma di se
stesso come esempio del genere umano; e la riprova della non-naturalit delluomo la
megalopoli che, per Baudelaire, non n bene, n male, il problema etico totalmente
schiacciato da quello metafisico. Luomo per si rende conto che ogni sua esperienza resta
nei limiti della realt contingente e quindi splenetica e, per questo, esaspera sempre di pi
la sua ricerca dellartificiale cadendo anche in situazioni strane, perverse e riprovevoli,
fallendo in continuazione. Nasce dunque il terrore di non arrivare mai allIdal e questo
genera nevrosi, follia e, infine, morte. da questo processo non pu sfuggire nessuno, il
destino di tutta lumanit, purch, ovviamente, non sia Hypocrite: quello che avviene al
livello individuale avviene anche al livello collettivo; la metropoli testimonia il prodotto pi
artificiale delluomo e il suo conseguente fallimento. Parigi solamente una collezione di
orrori che generano solamente nuove angosce (e la sezione Tableaux parisienne descrive
proprio questa Parigi fonte di spleen). Esempio eclatante senza dubbio la poesia I sette
vecchi (XC) dedicata a Victor Hugo, non a caso, che alla fine della sua vita si dedica con
impegno al sociale, ma sempre con atteggiamento paternalistico. In questa poesia vediamo
leroe moderno vagare per la citt, per viverla nel movimento, fra la gente; tra la nebbia,
come un eroe, resiste alla nevrosi. Ad un tratto appare un vecchio completamente diverso da
quelli descritti da Hugo, umili e buoni. Baudelaire ci descrive unimmagine cattiva, di un
traditore, , in sostanza, la deformazione del vecchio saggio; la descrizione tutta fondata su
clich e luoghi comuni anche se non riscontrabili nella realt o mai usati per descrivere un
uomo. Col tempo ne arrivano altri 6 e di fronte a questi orrori si profila la follia.
La citt per pu anche non essere sfondo esclusivo di incontri raccapriccianti, ma pu
capitare anche di imbattersi in donne piene di fascino, ma la citt ancora una volta un
ostacolo, un elemento negativo. il caso di A une passante (XCIII): il poeta incontra una
donna bella, artificializzata, porta il grande lutto: questo crea una situazione strana e un po
perversa, proprio limpossibilit di avere quella donna che attrae Baudelaire. Potrebbe
essere, ma a causa della citt non sar; di fronte a questo amore impossibile e perduto il
poeta non pu che essere preso dallangoscia. Baudelaire resta comunque, in linea di
massima, un misogino, odia la donna naturale, come scrive in Mon coer mis a nu, la donna
il contrario del dandy dunque deve fare orrore, la donna naturale quindi abominevole,
cio sempre volgare, quindi il contrario del dandy.
Ultimo esempio della brutalit della megalopoli la poesia Sogno parigino (CII). 15
quartine di ottonari divise in due parti, nella prima (le prime 13 strofe) c la descrizione
nellIdeal, ma ecco che nella seconda parte arriva lo spleen a distruggere il sogno del poeta
(tutta la letteratura ricca di sogni, Freud dir che solamente i poeti hanno capito
limportanza dei sogni)

Architettura dei Fleurs:
- Spleen et Idal: sezione fondativa sia dellantropologia che della metafisica e
dellestetica che ne derivano. Rappresenta i vari tentativi di fuga dallo spleen e i
conseguenti fallimenti; levasione necessaria tramite tutti i mezzi, il primo
lamore.
- Tableaux Parisienne
- Le vin: tentativi di cancellare la realt grazie al vino
- Le fleurs du mal: vari tentativi di evasione
- Rivolta: contro divinit e formazione religiosa
- La mort: chiusura di tutto con Le voyage, sintesi e manifesto dellantropologia
beaudelaireiana

LAmore
Tutto gli uomini (soprattutto i Romantici) hanno cercato evasione nellamore, ne consegue
che esso rappresenti anche il pi grande fallimento. Gli uomini, per, continuano a crederci
(Baudelaire compreso) quindi provano e riprovano e dopo ogni fallimento la ricerca si fa pi
esigente. Nella produzione poetica, nello specifico, troviamo un occhio di riguardo per
lamore lesbico che viene visto come una sorta di artificializzazione dellamore
Baudelaire si sente libero di parlare di lesbiche perch al suo tempo erano tollerate, cosa che
non avveniva per i gay che venivano incarcerati per sodomia; troviamo inoltre molti testi
che esaltano la donna artificializzata: la donna diventa interessante solo se cerca di
cancellare ogni traccia di naturalezza. Come scrive nellelogio del maquillage la donna ha
il diritto/dovere di sembrare magica e soprannaturale, bisogna che stupisca- deve dorarsi per
essere adorata, deve innalzarsi al di sopra della natura con tutte le arti. Il trucco non deve
essere naturale per imitare la natura, chi oserebbe assegnare allarte la funzione sterile di
imitare la natura? , c da considerare la grande novit di questa affermazione quando larte
era puramente mimesis.
Testo esemplificativo di questa concezione della donna il sonetto XXVII che fornisce
proprio il modello della femme fatale.
Tutte le esperienze comunque si rivelano deludenti quindi si va alla ricerca di cose sempre
pi strane e perverse (si pensi a Des Esseintes, protagonista di A Rebours, che prende due
amanti, la prima era una trapezista, ma si rivela una donna qualunque e la relazione dura
poco, la seconda, una ventriloqua, costretta a recitare il dialogo della sfinge e della
Chimera, tratto dalle Tentazioni di S. Antonio di Flaubert, proiettando ombre). Quindi
questa ricerca di un amore ideale spinge a rapporti sempre pi artificializzati che sono
rappresentati, nei Fleurs, con situazioni di sadismo, vampirismo, masochismo, lesbismo e
vampirismo. Esempio di masochismo pu essere considerato il componimento XXIV
mentre lHautontimoroumenos (LXXXIII) e A une Madone (LVII) sono sicuramente
esempi di sadismo. Il primo descrive quasi una situazione di sadomasochismo, alla fine il
poeta arriva solamente alla follia (evocata dalla contraddizione fra riso e sorriso), mentre il
secondo unekfrasis, tipica forma lirica molto usata dai parnassiani, tutti gli elementi della
statua barocca di gusto spagnolo sono presenti nel componimento; nel testo lamore viene
allegorizzato, la donna viene idolatrata e inoltre troviamo unesplicita dichiarazione di
metapoesia: Baudelaire ci dice come sono i suoi versi e cosa pu fare il poeta; nel testo si
avverte anche una punta di blasfemia dovuta alla totale identificazione tra bene e male,
santit e dannazione, virt e peccato. Ultimo esempio di queste estreme artificializzazioni
dellamore il componimento Femmes damns, les Fleurs hanno due poesie che portano
questo titolo, una condannata perch parla in maniera molto esplicita dellamore lesbico.
Daltro canto per non manca la ricerca di un amore puro, angelicato, platonico (e pur
sempre antinaturale). La critica, compreso Mario Praz, ha sempre dato molta importanza
allamore infernale tralasciando, spesso, quello pi puro, ma in realt i due vanno di pari
passo. Come esempi di questo secondo tipo di amore citiamo il sonetto XLII e
Rversibilit (XLIV) composta in modo tale da evocare latmosfera di una preghiera.
Il fallimento definitivo dellamore descritto come amore crudele e inutile descritto nel
testo CXVII Lamour et le crane

Esotismo
Lesotismo un concetto che ha largo spazio soprattutto nella letteratura romantica che
ricerca, quasi ossessivamente, levasione in luoghi lontani nel tempo e/o nello spazio.
Spesso questo esotismo era semplicemente un accessorio alla celebrazione della passione.
Baudelaire e Flaubert ereditano questo concetto, lo amano, lo usano e poi lo criticano. In
particolare, in Baudelaire, lesotismo potrebbe rappresentare una possibile fuga dallo spleen,
ma ben presto ci si accorge che ogni luogo generatore di insoddisfazione e angoscia, la
condizione umana la stessa dovunque. Alcuni autori decadenti si accontentano di portare
lesotismo fino a paesi favolosi, ma ovviamente questo non basta a Baudelaire, per lui ogni
luogo legato alla contingenza, lunico esotismo che resta alluomo, lunico viaggio
possibile la morte che rappresenta la porta fuori della contingenza.
La critica allesotismo descritta puntualmente nel testo CXVI Un voyage a Cythere, il
mito dellisola fantastica dellamore viene annichilito da immagini di orrore e distruzione.
Le voyage, invece rappresenta proprio quello che lunico viaggio possibile, a questo
punto, per Baudelaire: quello verso la morte. Il testo composto da 8 parti nelle quali, dopo
una generale teoria del viaggio, viene inscenato un dialogo tra sedentari e viaggiatori e alla
fine, lunica possibile alternativa sembra quella di gettarsi al fondo dello sconosciuto per
trovare del nuovo, non importa dove se cielo o inferno, purch sia fuori da questo mondo.

Stupefacenti
Alla fine del 1700 si era diffuso il lautano (oppiaceo) come sedativo, non si conoscevano i
danni collaterali (cfr Thomas de Quency, Memorie di un oppiomane che influenz molto
la letteratura romantica, viene tradotto da Musset e da Baudelaire che lo include nei Paradisi
artificiali con il titolo Un mangiatore di oppio). Nell800, negli ambienti bohmien si
diffuse molte luso di oppio e hashish e nascono le fumerie.
Baudelaire vedeva nelle droghe un tentativo di uscita dallo spleen, ma fallisce e occorre
sempre pi droga. Il cammino verso la follia si fa sempre pi prossimo, soprattutto a causa
delle droghe. Scrive Baudelaire: c qualcosa di comune nel vino e nellhashish: luomo
aspira sempre a rinsaldare le proprie speranze e innalzarsi verso linfinito. Ma anche questa
via di fuga si rivela fallimentare.

Dunque la ricerca per uscire dallo spleen va, potenzialmente, in qualsiasi direzione, purch
sia fuori dalla natura, verso lignoto, non importa dove, fuori dalla condizione umana. Di
fatto per le Fleurs presentano due direzioni Enfer ou Ciel e questa quella che
comunemente nota come doppia postulazione. Lenfer rappresenterebbe la parte
peccaminosa, abissale, che i critici, erroneamente hanno definito decadentismo, mentre il
ciel la parte paradisiaca, rarefatta, spirituale, che i critici, erroneamente, hanno definito
simbolismo. In realt simbolismo decadentismo sono la stessa cosa, due facce della stessa
medaglia, non esistono autori solo simbolisti o solo decadenti, sono semplicemente
determinazioni storiche, non possono essere atteggiamenti differenti perch il problema non
mai etico, ma metafisico: nascono dalla medesima istanza, sono le due possibili vie di
fuga, sono la doppia postulazione. Come Baudelaire scrive in Mon coer mis a nu: ci sono
in ogni uomo, ad ogni ora, due postulazioni simultanee, una verso Dio, una verso Satana.
Queste due postulazioni possono essere ritrovare nellHymne a la Beaut dove, nella forma
di una preghiera, Baudelaire si rivolge direttamente alla Bellezza divinizzata con un
andamento binario: non importa se la Bellezza sia infernale o paradisiaca, quel che importa
che fa obliare, anche se per poco, la condizione umana.
Quindi, nel concreto, alla fine Baudelaire delinea due possibili soluzioni allo Spleen: la
Bellezza e la Morte. La prima, che si identifica con larte, uno spiraglio che si apre nella
disperata situazione spleenetica. La contemplazione dellarte e della bellezza provoca la
sospensione del tempo e, per un istante, si ha lintuizione dellAssoluto. In quel momento
contemplativo come se luomo dimenticasse la contingenza. La seconda invece, pi che
una soluzione, una speranza, dunque ha una valenza ambigua, duplice; pu essere una
grande uscita dallo spleen e una conseguente rinascita nellIdal, ma nulla garantisce
alluomo che dopo la morte ci sia la sopravvivenza, la morte potrebbe anche essere lultima
e pi spaventosa illusione come si vede nelle poesie CXXV e XV.
Alle volte il tema della morte anche trattato come degradazione ultima, si veda a questo
proposito Une Charogne

Per comprendere a pieno il concetto baudelaireiano di bellezza occorre fare alcune
precisazioni. Nella seconda met dell800 si va diffondendo una forma di panteismo:
lintero cosmo un tutto unico, una grande unit, questa filosofia cerca di stabilire un
rapporto tra laccidens e lens, una sorta di immanenza del principio divino nella realt
cosmica terrestre. il concetto di analogia universale del filosofo Faurier: ogni dato del
reale analogo con il divino e quindi fra i vari elementi del reale c un rapporto analogico,
tutto collegato da rapporti necessari di corrispondenza. E Svetemborg, mistico svedese,
chiama queste analogie proprio corrispondenze. Questultimo teorizza lesistenza di un
universo iperuranio che per punto per punto ha le sue analogie nel mondo che conosciamo.
Quindi fra liperuranio e il mondo terrestre esistono delle corrispondenze. Le parti del
microcosmo e macrocosmo sono in corrispondenza con liperuranio e solo la bellezza e
larte possono cogliere queste corrispondenze. Data per la misteriosit di tali legami
luomo non pu conoscere lideale a cui aspira, il suo compito quello di indagare questi
legami analogici misteriosi, non con la filosofia che figlia della ragione e quindi limitata e
contingente, non con la religione che pretende di sapere tutto, ma non sa niente, non con la
scienza, non con lesperienza pratica, ma con lunica facolt che permette di intuire i
rapporti arcani ovvero limmaginazione (che diversa dalla fantasia, ovviamente). Il frutto
di questa intuizione la bellezza e il suo fine non quello di spiegare. Nel Salon del 1859
c un capitolo intitolato La regina delle facolt: limmaginazione che ha insegnato
alluomo il senso morale del colore, del contorno, del suono e del profumo. Ha creato
allinizio del mondo lanalogia e la metafora e ancora preferisco i mostri della mia
immaginazione alla trivialit positiva, la realt brutta e ancora in una lettera del 56: la
pi scientifica delle facolt delluomo perch essa sola capisce lanalogia universale o
quello che una filosofia mistica chiama corrispondenza; e limmaginazione non
prerogativa soltanto del poeta, ma anche di chi legge poesie. Nella produzione
dellimmaginazione [cio larte] ci sono accostamenti che non esistono da nessunaltra parte
che generano sentimento sovrumano di ARMONIA perfetta che giunge fino alla
sospensione del tempo. Da ci deriva la supremazia dellestetica su ogni altra facolt
umana perch limmaginazione scompone tutta la creazione e con materiali nuovi, disposti
secondo le regole del profondo dellanima, crea un mondo nuovo, crea la sensazione del
nuovo. limmaginazione la regina del vero, essa positivamente apparentata col vero.
Manifesto di questa visione del mondo Correspondences (IV) basata tutta
sullassociazione tematica fra la Natura e il Tempio dove tutto un simbolo.
Alla luce del primato del Bello si capisce lo scopo del dandismo (fare di s unopera darte)
cos come la contemplazione della bellezza della donna. Il binomio romantico per
eccellenza, amore e morte, diventa cos Bellezza e morte: ogni sentimentalismo bandito,
c lansia metafisica in gioco, quello che conta la ricerca dellAssoluto (cfr anche la
Lettre du voyant di Rimbaud). Larte restituisce lordine universale, riesce a far percepire
larmonia, fa intuire lo splendore del cosmo ricomposto riunificando, aggregando ci che
appare decomposto. Limmaginazione riaggrega luniverso armonico. Ma come si pu
riflettere lanalogia universale nellarte? Il poeta accosta quei semantemi che designano
oggetti che noi viviamo separati dallesperienza, ma sono uniti nellanalogia universale
dallimmaginazione, user accostamenti tematici non referenziali tramite figure retoriche:
paragone, metafora, sineddoche, metonimia, ossimoro e ad altre usate molto poco dai poeti
precedenti che ora diventano lasse portante:
- Sinestesia (cfr. Corrispondences): sensazioni si mescolano per corrispondenza,
realizza qualcosa che nel mondo esperenziale non esiste, apre ad una espressione
ermetica che rimanda a se stessa ed produttrice di armonia poetica ergo intuizione
dellimmaginazione era giusta. Se la poesia non bella limmaginazione ha fallito,
non ha avuto la giusta intuizione per ricreare larmonia universale. Esempio:
Parfum exotique (XXII): visioni che scaturiscono dal profumo del seno
- Associazione tematica: principio analogico, il poeta prende dei temi e li mescola fra
di loro con costante scambio di attributi (natura tempio con pilastri viventi), vedi,
ad esempio Marine di Rimbaud e Harmonie du soir (XLVII) di Baudelaire
- Paesaggio danima: un caso di associazione tematica tra la pische di una persona e
un paesaggio. Si veda claire de lune in Verlaine e Causerie in Baudelaire
- Simbolo: connessione senza relazione logica tra un oggetto e unaltra cosa. Ogni
oggetto se stesso e il suo rapporto misterioso con luniverso. Il compito del poeta
quello di descrivere loggetto cercando di spogliarlo della contingenza facendo
emergere il rapporto con il resto delluniverso. Loggetto letto simbolicamente una
finestra sullAssoluto. In Baudelaire non ha ancora levidenza che avr in Mallarm e
Rimbaud
Baudelaire adotta tutte le tecniche parnassiane (in nome dellartificializzazione della poesia)
e tutte le innovazione, ma non le usa fini a se stesse, ma sono un mezzo per comunicare al
lettore le intuizioni dellAssoluto. Usa dunque tantissimi tecnicismi (troppi, dir Rimbaud)
per creare soprattutto una melodia, un plus valore armonico.