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Avanguardia della tradizione

Le Corbusier
Professoressa Maria Bonaiti
Lezione del 24 febbraio 2012
Professor Ruggero Zanin:
Oggi entriamo nel cuore del pensiero architettonico di Le Corbusier. Parlo di pensiero architettonico
perch di questo si tratta, non soltanto architettura, ma anche urbanistica e forse, io mi permetto di
dire, anche politica, perch la forma della citt in qualche modo condiziona il modo in cui noi
viviamo la citt, e quindi la politica a tutti gli effetti.
Ringraziamo la professoressa onaiti per aver accettato di intervenire e le cediamo subito la parola.
Professoressa Maria Bonaiti:
!ono io che ringrazio per questa occasione che mi viene data. !o che qualche giorno fa, insieme al
professor "al Co, avete gi discusso intorno all#opera di Le Corbusier. Oggi rivedremo forse alcune
cose che avete gi avuto modo di vedere e discutere, ma credo che Le Corbusier sia un tale
continente, che sia possibile attraversarlo infinite volte senza mai annoiarsi e imparando sempre
qualcosa di nuovo. Le vicende di cui ci occuperemo oggi ruotano tutte intorno a questa vera e
propria avventura, che $ la progettazione e costruzione della citt di Chandigarh.
Chandigarh $ una citt di nuova fondazione, significa che $ costruita da zero, e impegna Le
Corbusier dal %&'% fino alla sua morte, nel %&('. )oi non siete architetti, per* potete capire che
cosa pu* essere per un architetto veder costruire una citt, come giustamente ha citato il vostro
professore, incidere, in qualche modo anche guidare i modi di vita, il modo di abitare la terra.
+uesta esperienza $ particolarmente significativa per Le Corbusier che di fatto ha dedicato una
parte considerevole della sua vita alla citt, ad un#idea di citt, a un#idea di abitare, eppure, nel
momento in cui ha l#occasione di costruire questa sua idea di citt, un#idea, ripeto, intorno alla
quale aveva ragionato, riflettuto, per la quale aveva lottato l#intera sua vita, nel momento in cui avr
l#occasione di costruirla, ne metter in scena la crisi.
Le vicende che hanno portato alla progettazione e costruzione di Chandigarh sono legate alla
riorganizzazione politica dell#area asiatica nel secondo dopoguerra, all#indomani del disfacimento
dell#,mpero britannico. L#,ndia era una colonia inglese e si trova ad essere un Paese indipendente.
-asce l#,ndia come Paese indipendente, nascer il Pa.istan come Paese indipendente. +uesta
riorganizzazione politica che voi potete immaginare, in qualche modo violenta perch cade dall#alto
sulla testa della popolazione, crea delle tensioni anche molto drammatiche, ci saranno masse di
musulmani che si sposteranno verso il Pa.istan, masse di induisti che si sposteranno verso l#,ndia e
in questi movimenti di popolo ci saranno anche degli scontri cruenti ed estremamente drammatici.
ene, un#area a nord dell#,ndia, la regione del Pun/ab, di fatto perde una porzione considerevole del
suo territorio, che si trova ad essere in territorio pa.istano, e perde la sua capitale, Lahore, che
infatti oggi $ in Pa.istan. La regione quindi ha bisogno di dotarsi di una nuova capitale. -essuna
delle citt esistenti $ in grado di assumere questo nuovo ruolo e cos0 si decide di fondare da zero
una nuova citt. ,n ,ndia, nei primissimi anni cinquanta, verranno costruite diverse citt di nuove
fondazione, ma fra tutte Chandigarh assume un significato assolutamente particolare. ,l Primo
1inistro indiano Pandit -ehru, nel discorso di inaugurazione che tiene nel Campidoglio della citt,
spiega bene che cosa doveva essere Chandigarh. +uesta citt non era una citt qualsiasi, non era
solo la capitale di una Regione a nord dell#,ndia, ma diventa l#occasione per dimostrare al mondo
che cosa sarebbe stata l#,ndia. "oveva essere il simbolo di un#,ndia moderna, di un#,ndia finalmente
indipendente, di un#,ndia capace di competere con l#occidente, capace di tendere la mano
all#occidente e di liberarsi delle proprie tradizioni. Chandigarh, dunque, simbolo della modernit
dell#,ndia.
Leggimao alcuni passaggi di questo discorso di inaugurazione molto particolare2 34o accettato con
molto favore 5 dice -ehru 5 in ,ndia un grande esperimento che ben conoscete2 Chandigarh. !o che
$ molto discusso, ad alcuni piace e ad altri no. 6# in ,ndia il pi7 grande esempio di sperimentazione
architettonica, ma ci* $ del tutto secondario. L#importante $ che vi colpisca, vi faccia pensare e
assorbire idee nuove. -on mi piacciono tutti gli edifici di Chandigarh. 8lcuni mi piacciono molto.
1i piace il concetto generale della citt, mi piace l#approccio creativo che non si sottomette a
quanto $ stato realizzato dagli antenati, ma pensa in termini innovativi2 di luce, di aria, di acqua, di
suolo, di bisogni umani. Le funzioni sociali di oggi pesano sulla nostra architettura tradizionale, non
potremmo mai, anche se ne avessimo la capacit, ricostruire 9a/ 1ahal, sarebbe slegato dalla
societ contemporanea:.
+uesto $ un passaggio fondamentale per capire il progetto, il programma che cominciava a
costruirsi intorno a questa citt. !i sceglie per Chandigarh un#area a nord di -uova "elhi, circa ;<<
chilometri a nord di -uova "elhi, in un ampio altipiano, dove il clima tra l#altro $ ottimo, e che $
servito dalle vie di comunicazioni regionali, $ ricco d#acqua. =n ampio altipiano popolato da alcuni
villaggi, che ovviamente vengono rasi al suolo per far posto alla nuova citt. , villaggi vengono
dedicati alla dea Chandi, da cui appunto la citt prende il nome2 Chandigarh $ la 3citt dedicata alla
dea Chandi:.
Ora, in un primo momento la scelta del progettista non cade su Le Corbusier. !i sceglie un
architetto americano, 8lbert 1a>er, che sembrava essere l#architetto pi7 adatto2 americano,
moderno, conosceva la realt indiana. +ual $ il problema che gli viene affidato? @li si chiede di
costruire una capitale, non una citt industriale, ma una citt amministrativa, per %'<.<<< abitanti,
ma che doveva poter crescere fino ad accoglierne '<<.<<<. Le previsioni attuali stimano che nel
;<%; la popolazione di Chandigarh raggiunger i ; milioni. =na citt pensata e costruita per
accogliere al massimo '<<.<<< abitanti, ne accoglie oggi ; milioni2 come vedremo, ci* crea una
serie di problemi.
Ora, com#$ il piano di 1a>er? 6# molto semplice2 pensa alla citt come una sorta di grande corpo
umano, divisa in funzioni molto precise2 la testa che $ rappresentata dal Campidoglio, dove
dovevano sistemarsi i palazzi governativiA il cuore, grande centro commerciale che doveva
accogliere il terziario della cittA un piccolo polo industrialeA infine, le unit residenziali. Perch
l#idea di 8lbert 1a>er $ quella di articolare tutta la citt attorno a un concetto, il principio della
unit di vicinato.
6# importante, perch qui dobbiamo capire
qual $ l#idea di citt che comincia a
maturare nella testa di questo architetto.
Che cos#$ l#unit di vicinato? C#$ un
gruppo di residenze che si raccolgono
intorno a un#area libera, dove vengono
sistemati piccoli servizi collettivi, capaci di
soddisfare le prime esigenze di una
comunit. Poi, come vedete, tre unit
residenziali insieme formano questo blocco,
che 1a>er chiama BtissenC. )edete, la citt
viene proprio pensata come una specie di
montaggio di somma spontanea di queste
unit di vicinato. Perch $ importante?
Perch questa dimensione dell#unit di
vicinato $ un po# la dimensione del villaggio
Albert Mayer, piano di Chandigarh, 1950
indiano, quindi 1a>er nella sua testa pensa a questa capitale come una sorta di compromesso tra
lDidea di modernit perseguita dal Primo 1inistro -ehru e la dimensione tradizionale del villaggio
indiano. Cerca, cio$, di trovare una mediazione tra modernit e tradizioneA sar proprio questo,
invece, l#aspetto che non piacer per niente al Primo 1inistero indiano.
L#architetto che avrebbe dovuto concretamente costruire il piano di 1a>er era un giovane architetto
polacco che muore in un incidente aereo nell#agosto del %&'<. 6d $ a questo punto che il destino
bussa alla porta di Le Corbusier. 1anca l#architetto2 c#$ bisogno dell#architetto capace di realizzare
il piano disegnato per Chandigarh.
Le Corbusier, in un primo momento, rifiuta. ,l secondo dopoguerra $ un momento di profonda crisi
personale e professionale per l#architetto2 i suoi piani urbanistici vengono tutti sistematicamente
rifiutati. +uindi $ chiaro che non ha nessuna voglia di accettare questa avventura, che oltretutto
rendeva necessario trasferirsi in ,ndia per tutto il tempo necessario alla costruzione della citt, cosa
impensabile per Le Corbusier, anche perch negli anni cinquanta si aprono i grandi cantieri, la
cappella di Ronchamp, l#=nit d#4abitation di 1arsiglia. !ono progetti architettonici molto
significativi e certamente Le Corbusier non pu* abbandonare il suo studio di Parigi.
1a si trova una soluzione di compromesso, come sempre, e Le Corbusier viene affiancato da una
equipe di architetti, due architetti inglesi, marito e moglie, 1aEFell Gr> e Hane "reF, che avevano
gi lavorato in Paesi subtropicali, che si rivelano immediatamente disposti a trasferirsi in ,ndia per
tutto il tempo necessario. 8 questi si aggiunge poi il fidatissimo collaboratore di Le Corbusier, che $
Pierre Heanneret, che si trasferir in ,ndia, restando affascinato da questa realt, che vi rester per il
resto della sua vita.
L#equipe $ pronta. -el marzo del %&'% viene firmato il contratto da Le Corbusier. 6 cosa dice
questo contratto? +uesto contratto chiede a Le Corbusier di costruire, di realizzare
architettonicamente il piano di 1a>er, di non toccare quindi il piano di 1a>er, cosa che
puntualmente non avverr. Le Corbusier introduce quelle che lui dir delle piccole variazioni,
piccole ma cos0 significative che trasporteranno il piano Chandigarh all#interno di quella idea di
citt ideale intorno alla quale Le Corbusier stava ragionando da oltre trent#anni.
Per capire che cos#$ Chandigarh, per andarla poi a vedere da vicino, per capire che cosa Le
Corbusier sia riuscito a costruire in questa citt nel nord dell#,ndia nel %&'%, dobbiamo fare un
piccolo passo indietro e chiarire che cos#$ questa idea di citt ideale intorno alla quale Le Corbusier
ostinatamente stava lavorando dai primi anni venti.
8ndiamo al !alon d#8utomne, grande salone che si tiene a Parigi nel %&;;. ,n quell#occasione, Le
Corbusier presenta la 31aison Citrohan:, che poi $ la sua seconda tipologia di casa. La 31aison
"omino: $ il punto di partenza delle ville di Le CorbusierA la 31aison Citrohan: possiamo
considerarla come la cellula base dell#idea di citt di Le Corbusier. 31aison Citrohan: $ una
storpiatura del nome di Citroen, dell#industria di automobili. +uesta $ una delle prime volte che Le
Corbusier presenter la sua casa come una macchina per abitare, un#idea della casa che doveva
essere prodotta e distribuita in serie, come una macchina.
8lle spalle della 31aison Citrohan:, nella stessa occasione, Le Corbusier presenta la tavola di
quella che lui propone come la citt
contemporanea. 9enete presente che siamo in
una sorta di fiera, e lui appende sui muri queste
tavole senza nessuna spiegazione. +uindi
immaginate anche il dibattito, lo scalpore che
suscita, sembra quasi una provocazione da parte
di Le Corbusier. Che cosa vediamo in questa
tavola? ,nnanzitutto, $ una citt vista dall#alto2
c#$ gi lDidea dell#occhio dell#architetto che
domina il paesaggio. Poi, $ una citt dominata
dalla tecnica. !iamo nel %&;;, ci sono aeroplani
un po# da tutte le parti, auto strane che corrono,
si intravedono degli strati sopraelevati e
scintillanti grattacieli. Certamente una citt dominata dalla tecnica, moderna. 1a dov#$ questa citt?
-on c#$ nessun riferimento, di fatto non possiamo capirlo2 non ci sono riferimenti geografici, non ci
sono riferimenti storici. 6# una citt ideale, che potrebbe essere costruita ovunque. Come dicevo,
una tavola di questo tipo suscita grande scalpore tra i visitatori della fiera, tanto che Le Corbusier
approfondisce la propria posizione, le proprie riflessioni intorno alla citt e nel %&;', qualche anno
dopo, pubblica un libro che si intitola Urbanistica, nel quale presenta in maniera sistematica la sua
idea di citt.
Le Corbusier spiega che il primo gesto dell#architetto $
quello di tracciare due assi cartesiani, due assi
ortogonali2 un angolo retto. ,l primo compito
dell#architetto 5 egli spiega 5 $ quello di separare uno
spazio dallo spazio indefinito, illimitato, indecifrato,
separare uno spazio, dominato dalla geometria, dal
bisogno di ordine e misura che caratterizza l#uomo.
Le Corbusier contrappone la strada curva, le strade
curve che noi vediamo nelle nostre cittadine, e si
riferisce soprattutto alle citt nel centro 6uropa, che
aveva visitato nel corso dei suoi viaggi giovanili, alla strada dritta, dato che la geometria per Le
Corbusier $ espressione proprio del bisogno di ordine e misura che caratterizzano l#abitare, il
macchinismo. +uesto $ un passo tratto da una conferenza che Le Corbusier tiene nel %&;I2
38bbiamo constatato che tale civilt si fonda sulla geometria. 8bbiamo stabilito che l#uomo vive
praticamente solo di geometria. La specificit dell#uomo $ stabilire ci* che $ ortogonale rispetto a
lui, classificare, ordinare, vedere chiaramente davanti a s. 6gli lotta contro la natura per dominarla,
classificarla, mettersi a proprio agio. ,n una parola, per installarsi in un mondo umano che non sia il
luogo di una natura antagonista, un mondo che ci appartenga, fatto di ordine geometrico. L#uomo
lavora solo intorno alla geometria:. La geometria diventa una vera e propria ossessione per Le
Corbusier, in modo particolare proprio nell#ambito dell#idea di citt che egli matura. 9ale geometria
$ di fatto il suo stesso linguaggio, intendendo con questo che l#ordine $ una modalit della
geometria e che l#uomo si manifesta unicamente attraverso l#ordine. La citt che si pone dunque
come una sorta di antagonista rispetto alla natura2 la citt moderna, la citt dominata dalla tecnica, $
in qualche modo sradicata dalla natura, $ altro dalla natura, ed esprime un bisogno di ordine e di
misura tipicamente umani. "ovremo cercare di capire bene che cosa significa.
1a proviamo a vedere ora questa citt di che cosa $
fatta, com#$ costruito questo piano di Le Corbusier. La
citt di Le Corbusier $ in maniera semplice composta
di alcune funzioni, organizzata per funzioni2 ci sar al
centro la citt terziaria, il luogo del lavoro, una delle
funzioni principaliA ci saranno poi le residenze, la
funzione dell#abitareA e fondamentale, poi, il circolare,
la circolazione, le strade, dove la tecnica avr un ruolo
fondamentale per Le Corbusier. Le residenze si
presentano con grandi condomini, con grandi unit
d#abitazione. Le unit residenziali sono giganteschi
condomini formati all#interno da cellule abitative tutte
uguali. +ueste unit residenziali sono staccate dalla
natura, sollevate dalla natura, una sorta di mondo
artificiale. 6 poi, dicevo, la circolazione2 le vie di traffico 5 importanti per capire poi Chandigarh 5
vengono immaginate da Le Corbusier una sopra l#altra, una sorta di organizzazione gerarchica a
livelli stratificati l#uno sull#altro. ,mmagina il traffico quotidiano, dove ci sono le autostrade, le
metropolitane, le ferrovie, mezzi pesanti, uno sopra l#altro, come unDorganizzazione verticale, ma
soprattutto concepisce le strade come quella struttura capace di dare ordine alla citt.
,l cuore della citt di Le Corbusier $ come una piattaforma artificiale, uno spazio separato dalla
natura. 6 che cosa troviamo nel cuore della citt di Le Corbusier? !e voi camminate nelle nostre
citt, che cosa trovate nel cuore della citt? 9roviamo la cattedrale. 6 qui, al posto della cattedrale
gotica, Le Corbusier immagina un aeroporto, il cuore della citt contemporanea $ il luogo della
tecnica per eccellenza2 un aeroporto. La tecnica che si presenta come un nuovo valore attorno a cui
organizzare l#intera citt. 1a che cos#$ la tecnica per Le Corbusier? Perch la tecnica al posto di
una cattedrale? Le Corbusier continuamente ragiona intorno alla macchina, intesa proprio come il
portato storico dell#epoca contemporanea, la civilt delle macchine, della tecnica, tema su cui
all#inizio del J&<< si confrontano dadaisti, surrealisti, futuristi. 8nche Le Corbusier sulle pagine
della sua rivista continuamente si confronta con la macchina che all#inizio del -ovecento viene
condannata quasi come la causa di tutti i mali2 la macchina che ha sradicato l#uomo, che l#ha
allontanato dalla natura. 1a cos#$ la macchina per Le Corbusier? Gorse $ pi7 facile ragionare al
contrario2 che cosa la macchina non $ per Le Corbusier? -on troverete mai in Le Corbusier retorica
sulla velocit, sulla potenzaA $ molto critico, da questo punto di vista, nei confronti dei futuristi. -on
troverete quasi mai, o raramente, riflessioni di tipo sociale2 la macchina come ci* che pu*
migliorare le condizioni di vita. La macchina, per Le Corbusier, $ calcolo2 $ espressione di ordine e
di misura. ,l calcolo, dice Le Corbusier, $ il sistema creativo umano che investe il nostro mondo,
spiegando con delle proporzioni esatte ai nostri occhi l#universo, la natura che vediamo. +uesta $ la
macchina, una bellezza matematica, una forma altamente spirituale, espressione dell#intelligenza
creativa dell#uomo. 6# questa lezione che Le Corbusier vuole portare nella vita di tutti i giorni,
questo $ il compito dell#architetto, la macchina per abitare2 portare nella vita di tutti i giorni la
lezione della macchina, $ una lezione di economia, $ una lezione di ordine, $ una lezione di misura.
La citt di Le Corbusier si presenta esattamente cos02 una citt a scala umana dove l#uomo $ un
uomo tipo, $ un uomo universale. !i apriranno anni molto bui per l#6uropa, gli anni 9renta, e Le
Corbusier sta ragionando intorno a un uomo universale, al di l delle differenze di razze, di popoli,
di lingue, di cultura, un uomo universale, che riconosce nella ragione la propria dignit, ed $ per
questo uomo che Le Corbusier vuole costruire la citt del futuro, quella che lui chiamer la 3citt
felice:, la citt che non conosce differenze, la citt per l#uomo moderno, che riconosce nella ragione
la sua suprema guida.
6 la storia? La nostra eredit, la nostra tradizione, che ruolo ha la storia nella citt di Le Corbusier?
,n quel progetto di citt contemporanea, non sembrano esserci tracce, testimonianze che in qualche
modo riportino ritmi di vita che appartengono al passato. La citt di Le Corbusier sembra essere
soltanto una citt di oggi, una citt del presente. +uesto $ vero solo in parte. -el piano che Le
Corbusier propone per Parigi, Plan )oisin, del %&;', Le Corbusier immagina di abbattere interi
quartieri parigini e, al loro posto, costruire grattacieli, anch#essi a pianta rigorosamente ortogonale,
con al centro l#aeroporto. Le Corbusier salva per* alcuni monumenti. Ci* che rade al suolo $ la citt
stratificata, che lentamente si costruisce nel tempo, quella citt che proprio in quegli anni, invece, i
surrealisti hanno registrato come piena di rumori, di suoni, di odori, di colori. Rasa al suolo. 1a
salva i monumenti che ritroviamo in un capitolo del suo libro 3)erso l#architettura:, dedicato ai
tracciati regolari. Le Corbusier misura gli edifici. +uando viaggia attraverso i alcani, la @recia, la
9urchia, l#,talia, $ sempre accompagnato da diari, da quaderni, e se voi potete 5 sono tutti pubblicati
5 avete la voglia, la pazienza di andare a sfogliarli, vedrete come Le Corbusier continuamente
misura. "obbiamo veramente immaginare Le Corbusier che gira con un metro e continuamente
misura2 misura le colonne del Partenone, misura i muri di !anta !ofia a ,stanbul, continuamente
misura, cerca misure. 6 sono queste misure che poi continuamente troviamo nei suoi dipinti, i
famosi tracciati regolatori, queste misure che regolano anche le facciate delle sue architetture. !ono
queste misure il principio che Le Corbusier cerca. Convinto che ogni societ, ogni epoca, all#apice
del proprio sviluppo, si esprima secondo dei medesimi principi, va cercando questi principi, questa
idea di architettura che $ una architettura di sempre, per un uomo che $ un uomo di sempre. !ono
queste misure che avvicinano la storia, che gli rendono la storia amica. !ono queste misure che gli
consentono un confronto cos0 provocatorio, come quello che viene pubblicato sulle pagine di 3)erso
l#architettura:, dove si arriva a confrontare il Partenone, l#esempio della classicit, con una @ran
!port del %&;%, che era quanto e forse pi7 all#avanguardia in quel momento. Che cos#$ che unisce il
Partenone con una automobile? 9ra l#altro la foto del Partenone di Le Corbusier $ una foto che lui
ha scattato, ritoccata perch ha cancellato la citt di 8tene che doveva essere l0, ai piedi
dellD8cropoli. 8nche qui il Partenone come mito del Partenone, modello ideale del Partenone,
modello di ordine e misura. K la misura, $ la geometria che unisce il Partenone alla modernit,
quella ricerca di ordine e misura che, secondo Le Corbusier, caratterizza l#uomo in tutti i tempi.
+uesta $ la sua idea di citt, la vera e propria affermazione di un nuovo umanesimo, di un ordine
totalmente umano.
+uesta idea di citt di Le Corbusier non $ un sogno isolato, ma $ un#idea condivisa dai suoi
contemporanei, discussa con i suoi contemporanei, nell#ambito di quelli che sono i C,81. , C,81,
acronimo che significa Congressi ,nternazionali di 8rchitettura 1oderna, sono congressi che
vengono fondati proprio da Le Corbusier nel %&;L, a cui partecipano tutti i pi7 vivaci e curiosi
architetti contemporanei per discutere insieme intorno alla citt, per decidere insieme le strategie
per affrontare i problemi che la citt contemporanea sollevava. L#idea iniziale era quella di trovarsi
una volta all#anno, ogni volta in una citt diversa, e affrontare i problemi dell#abitare a scale
gerarchiche e successive. -ei primi C,81 si discute dell#alloggio minimo, poi si discuter dei
quartieri e poi si arriver anche a discutere della citt. =n intero congresso, quello che si terr nel
%&MM, $ dedicato alla citt. %&MM, ancora un anno difficilissimo, buio per l#6uropa, per l#ascesa di
4itler. 1olti saranno infatti gli architetti tedeschi non presenti al congresso, architetti che
sceglieranno di abbandonare l#6uropa, di lasciare la @ermania. 6# un congresso, dunque, che nasce,
si sviluppa in un momento storico estremamente faticoso, dove appunto parlare della citt significa
parlare delle aspettative future, significa pensare, ragionare intorno al destino dell#uomo
contemporaneo, intorno alla via che questa modernit sta scegliendo, a quale direzione stava
prendendo lDumanit che sembrava riconoscersi sempre di pi7 soltanto nella distruzione, nello
sradicamento. +uale possibilit di ordine, quale possibilit di misura, quale possibilit di felicit per
questa umanit?
-on $ soltanto un convegno dedicato alla citt. 6# un momento di riflessione
assolutamente significativo intorno al destino dell#uomo. 6d $ un convegno
particolarissimo, perch si tiene a bordo di una nave, in viaggio tra 1arsiglia
e 8tene, caricandosi di simbologie complesse. La nave $ un simbolo per Le
Corbusier, $ modello per l#architettura. !ulla copertina di Verso
unarchitettura compare un ponte di una nave in prospettiva centrale, poi
sopra il titolo. 6# l#idea di un cammino, di un percorso, in cui lDarchitettura $
un qualcosa da raggiungere, la nave $ modello cui tendere per l#architettura2
modello di ordine, di armonia, di citt ideale. La grande nave $ una comunit
ideale, indipendente, autonoma, ordinata e organizzata.
6cco quindi il convegno a bordo di una nave. +ual $ la meta? 8tene. La
classicit, l#ordine, la misura. +uesta $ la domanda che continuamente Le
Corbusier si pone2 quale ordine per una societ che si riconosce nella
distruzione? +uale ordine per un mondo che si afferma nella continua distruzione? 6bbene, nel
viaggio di andata in nave, si discute intorno alla citt contemporanea, nel viaggio di ritorno i
congressisti cercano di mettere a punto un documento guida per gli urbanisti, per gli architetti,
quello che si chiama la Carta d#8tene. ,l documento, salutato come un vero e proprio manifesto
dell#urbanistica contemporanea, in realt non $ altro che un codice, una vera e propria normativa,
una successione di punti, in cui l#idea che emerge $ proprio l#idea di citt di Le Corbusier. L#indice
contiene diverse funzioni di una citt2 l#abitare, il tempo libero, il lavoro, la circolazione. !ono le
funzioni principali con cui, abbiamo visto, viene organizzata la citt di Le Corbusier.
+uella citt ideale intorno alla quale prima abbiamo discusso $ proprio un#idea di citt che Le
Corbusier in qualche modo condivide con i suoi contemporanei, almeno fino alla seconda guerra
mondiale, quando le cose cominciano a cambiare. K un#idea di citt che si ripete anche in maniera
monotona. @li anni trenta sono gli anni ormai della gravissima crisi economica, di lavoro non ce
n#$, o ce n#$ pochissimo, soprattutto per gli architetti, mentre invece c#$ un gran tempo per Le
Corbusier per discutere, ragionare, riflettere, elaborare questo modello di citt ideale che si presenta
come una citt sempre ordinata, pianificata, geometrica, ripetitiva anche, assolutamente monotona,
se vogliamo anche semplicistica nell#affrontare i temi che una citt contemporanea solleva. Cos0 si
presentano tutti i progetti di Le Corbusier, ad eccezione di un piano, di cui affrontiamo alcuni
passaggi, che $ il Piano per 8lgeri del %&M%, una vera e propria deviante eccezione nell#ambito della
progettazione urbanistica di Le Corbusier. 1a ci sono alcuni aspetti di questo Piano che ci
consentiranno di capire che cos#$ Chandigarh.
Le Corbusier viene invitato ad 8lgeri nel %&M%, l#anno in
cui si festeggia il centenario della fondazione della
colonia francese. 8lgeri $ una colonia francese, anzi $ la
capitale di tutto il -ord 8frica francese. Le Corbusier
viene invitato a tenere una conferenza, presenta questa
sua idea di citt intorno alla quale in maniera sistematica
stava ragionando da dieci anni, per* tra una conferenza e
l#altra passeggia nella citt, la ridisegna e rimane
totalmente affascinato dalla citt araba.
Ridisegna la casbah, la citt araba, dove vive la maggior
parte del popolazione araba, caratterizzata da queste
strette strade che si arrampicano sulla collina, sulla quale
si affacciano le abitazioni che si organizzano intorno ad
un grande patio centrale, quindi sono tutte case introverse. L#esterno sembra essere estremamente
muto, silenzioso, in qualche modo misterioso. Le Corbusier $ affascinato da questa citt e decide di
tornarci per le sue vacanze. =n viaggio straordinario attraverso la !pagna, il 1arocco, l#8lgeria,
visita le citt del deserto algerino, un viaggio che ricorda i suoi viaggi giovanili, accompagnato dai
taccuini dove disegna, riprende le immagini dei suoi viaggi. Che cos#$ che a noi interessa? Che
cos#$ che percepisce? Percepisce un mondo completamente diverso da quell#occidente, da quella
civilt della macchina che stava mettendo in scena e celebrando nei suoi progetti urbanistici. Le
Corbusier ci descrive il mondo che qui incontra come un mondo altro. Lo descriver come un
oriente. Per Le Corbusier, francese, che viaggia come colono francese, tutto ci* che sta al di l dei
Pirenei $ oriente, anche la !pagna la descrive come oriente, inteso come mondo esotico, un mondo
lontano, come un mondo alternativo ai lumi francesi.
"a un lato, la civilt della macchina, l#occidente, questo mondo sradicatoA dall#altro invece questo
popolo dove lui dice che il tempo si $ fermato, scorre lentissimo, sempre uguale, dove la gente 5
dice 5 ancora pu* vivere una vita legata alla terra, quella terra divenuta estranea per l#uomo
contemporaneo. Percepisce un contrasto, una contrapposizione, questo mondo $ ci* che l#occidente
non sar pi7, che non sar mai. -el Piano per 8lgeri, per la prima volta, mette in scena questo
scontro. 8bbiamo visto come la citt di Le Corbusier sia una citt ordinata, geometrica, misurata,
espressione del bisogno di ordine e di misuraA il Piano per 8lgeri $ qualcosa di diverso. Organizzato
sempre per funzioni, questo $ il piano che lui offre alla citt e che altrettanto gentilmente la citt
rifiuta, ma dobbiamo immaginarlo appunto come un piano ideale, un grande gesto. K costituito da
tre parti2 la citt degli affari, la zona residenziale e poi un incredibile viadotto che per chilometri
corre lungo la costa algerina. Le unit residenziali, che riguardano un po# le unit residenziali di una
citt contemporanea, sono tutte piegate, tutte curveA monumentali sculture che sembrano quasi
danzare sulle colline algerine e cercare un colloquio con il paesaggio circostante, che ricordano
quelle forme che in quegli stessi anni Le Corbusier stava dipingendo nelle sue tavole.
!traordinario protagonista $ il viadotto, una sorta di grattacielo sollevato, sul cui tetto corre
l#autostrada e che scavalca, attraversa la natura. ,n realt Le Corbusier aveva gi pensato qualcosa
di simile per Rio "e Haneiro qualche anno prima. 3!ulla storia della terra 5 scrive ! si innesta quella
dell#intelligenza umana e della sua capacit tecnica:. Ci* che Le Corbusier sta cercando
continuamente $ che cosa sia il tempo della terra, mettendo in scena qui una sorta di vero e proprio
corpo a corpo tra la citt dell#uomo e, appunto, la storia della terra, il tempo della terra.
1a $ la prospettiva che $ fondamentale per capire Chandigarh. =na
prospettiva che $ una sorta di lente di ingrandimento su questo viadotto
che, velocissimo, per chilometri corre sulla costa algerina, espressione
della velocit e della tecnica, del suo continuo divenire, del suo
continuare trasformarsi. )oi oggi comprerete un computer che fra
cinque anni potete gi buttare via, $ gi vecchio. La tecnica
continuamente diviene, contempla un continuo trasformarsi. 6 qui Le
Corbusier cosa ci fa vedere? =nit d#abitazione modernissima e poi,
vicino questa, una specie di casa araba, e poi sopra una specie di casa
turca. !ono cose diversissime, una vicina all#altra. +uesta citt pu*
accogliere al proprio interno la diversit, pu* accogliere al proprio
interno la trasformazione. !ono cellule, cassetti che posso
continuamente cambiare, trasformare, ma questa variet $ tenuta
insieme, $ ordinata dal piano e dal progetto, tentativo di tenere insieme, di dare ordine alla continua
trasformazione che caratterizza il tempo della tecnica.
6 sotto questo viadotto che corre a una velocit infinita, miracolosamente Le Corbusier salva la citt
araba. 6d $ questo che ci sta mostrando. 9utti coloro che si sono occupati del Piano per 8lgeri, per
quanto abbiano studiato le tavole, hanno visto che non $ previsto nessun collegamento tra il Piano
di Le Corbusier e la citt araba2 uno sopra all#altro, ma non c#$ modo di entrare in contatto. "alla
citt nuova non si scende nella citt preesistente. !i guardano a distanza. 6# un confronto che Le
Corbusier sta mettendo insieme, fra il velocissimo tempo della tecnica e il tempo lento, sempre
uguale, immobile, rappresentato da quella cultura che egli aveva conosciuto e incontrato nel -ord
8frica.
6# quindi un progetto in cui viene messo in scena uno scontro, il tema del doppio. -ei dipinti di Le
Corbusier, proprio negli anni trenta, accanto a quegli
oggetti tipo che popolano la pittura lecorbuseriana,
oggetti artificiali, compaiono oggetti di altro tipo2
oggetti presi dalla natura. Gino a quel momento la
pittura di Le Corbusier era solo popolata da oggetti
artificialiA ora, improvvisamente, irrompono questi
oggetti naturali. =na conchiglia, un osso, un sasso.
Oggetti che incontra nel corso delle sue passeggiate,
che raccoglie e che improvvisamente irrompono nei
suoi quadri, quasi fossero degli oggetti surrealisti, la
cui funzione $ proprio quella di creare uno
spaesamento, di testimoniare una realt altra, diversa,
estranea a quel mondo tutto ordinato e misurato. ,l tema del doppio, la contrapposizione che
comincia a essere messa in scena, questa tensione continua, elemento solare e elemento lunare,
questo doppio che popola la produzione lecorbuseriana $ certamente la sua pittura, che affiora nella
sua architettura e che abbiamo visto nella sua citt, la citt ordinata, misurata, classificata, ad
eccezione del Piano per 8lgeri.
"opo 8lgeri la citt di Le Corbusier torna ad essere ordine, misura, geometria, classificazione,
almeno fino al secondo dopoguerra, quando le cose cambiano. 6# una fase in cui si apre un periodo
di profonda crisi personale e professionale di Le Corbusier, proprio l#idea di citt che abbiamo visto
fino a questo momento comincia ad essere discussa, criticata in maniera durissima da una nuova
generazione di architetti che si affaccia sul panorama internazionale e che assume come oggetto
della critica proprio Le Corbusier, proprio la sua idea di citt, proprio la Carta d#8tene. C#$ un
momento di vera e propria ribellione generazionale e la posizione di Le Corbusier $ sempre pi7
isolata.
Le Corbusier, Coquillage, 1934
!ono gli anni della ricostruzione, quando spera di
costruire i suoi piani urbanistici, la sua idea di citt
del futuro, e invece i suoi piani vengono tutti
sistematicamente rifiutati. "el Piano che presenta
per 1arsiglia, un#idea di citt intera che deve
essere ricostruita, realizza soltanto un oggetto,
l#=nit d#4abitation di 1arsiglia, alla quale Le
Corbusier lavora dal %&I( al %&'; circa. !e noi la
pensiamo come parte di un intero progetto per la
citt, $ veramente un#utopia negativa, $ un edificio
che mostra il suo non poter essere ci* che $2 un
pezzo di una citt. 6# un frammento, come se fosse
una grande nave arenata. Le Corbusier lascia una
parete cieca, perfettamente chiusa perch l0 doveva saldarsi un altro pezzo e poi un altro ancora e un
altro ancora. 6ra un intero mondo, un#idea di citt, un#idea di 6uropa quella che Le Corbusier stava
costruendo, non un condominio. 6# un frammento, ci* che resta di un#idea di citt, una nave
arenata, che dentro ha tutto, perch vuole essere come una vera e propria nave, un vero e proprio
transatlantico, un mondo perfettamente organizzato, autonomo e indipendente. Ci sono le
abitazioni, ma poi accanto alle unit residenziali era stata pensata un#intera via commerciale, con
tutti i negoziA c#$ una palestra e sul tetto, in terrazza, c#$ un asilo. !cuole, attivit sportive, cinema,
spazio per il tempo libero, lavanderia2 una comunit perfettamente autonoma. 1a $ un pezzo, $ un
frammento. Cambia il linguaggio architettonico, che comincia ad assumere forme che aveva
conosciuto nella sua pitturaA forme plastiche, forme espressive, forme che sembrano stabilire un
dialogo con il paesaggio circostante, porsi in ascolto dell#indecifrabile bellezza del paesaggio
circostante. Ricordate la "aison #o$!ino, sollevata su quei pilastri intonacati. Gate un confronto
con questi pilastri, fate un confronto con la loro matericit. +ueste forme sembrano quasi nascere
direttamente dalla terra, in un momento in cui davvero il linguaggio architettonico lecorbuseriano
assume una espressivit totalmente nuova. -on c#$ bisogno di soffermarci su queste opere, che
avete analizzato, ve le mostro soltanto per collocarle cronologicamente negli stessi anni2 sono gli
anni in cui Le Corbusier sta lavorando a questa straordinaria opera che $ la cappella di Ronchamp
che sarebbe davvero una meta significativa2 se avete occasione di fare un piccolo viaggio con i
vostri amici, andateci, perch la visita della cappella di Ronchamp credo sia davvero una delle
esperienze architettoniche pi7 prepotenti che ciascuno di noi possa fare. La cappella di Ronchamp,
il convento de la 9ourette, e poi ancora le opere che comincia a costruire in ,ndia, come villa
!hodan, le cui finestre ricordano fortissimamente quegli oggetti che cominciano ad apparire sempre
di pi7 nella sua pittura di quegli anni. Gorme che cominciano a
contaminarsi, a mescolarsi tra di loro, quell#universo tutto ordinato,
misurato, che sembra in qualche modo esplodere, come esplode il
fronte dello straordinario edificio dei Cotonieri, che si trova ad
8hmedabad. 8ncora il tema del doppio, il tema della
contaminazione. 6d $ in questo momento, quando il linguaggio
architettonico di Le Corbusier si fa sempre pi7 complesso, che i
suoi progetti urbanistici vengono sempre pi7 rifiutati. 6# in questo
contesto che Le Corbusier presenta, a un convegno in Cina nel
%&'%, la sua idea, il suo piano per Chandigarh, che andiamo a
vedere da vicino.
M marzo %&'%, viene firmato il contratto. Le Corbusier ci ha lasciato
un bellissimo disegno per celebrare Chandigarh, la nascita di una
capitale. )i si vede una figura di donna, colta di spalle, con un
bimbo. 6# una nascita, un evento felice, come la nascita di una
nuova capitale deve essere. 1a c#$ di pi72 $ la citt felice, che Le
Corbusier aveva presentato nel suo libro nel %&M'. Le Corbusier ci
sta presentando la citt in ,ndia come la sua citt, una citt contemporanea, felice, quella citt per
l#uomo del futuro intorno alla quale aveva ragionato per oltre trent#anni.
Le Corbusier viene dunque chiamato per realizzare architettonicamente il Piano di 8lbert 1a>er
che prima abbiamo visto, rispetto al quale peraltro introduce qualche variante, piccola, ma
assolutamente significativa. 8desso noi abbiamo gli occhi allenati, pronti per capire cosa sta
facendo Le Corbusier. 1antiene la distribuzione funzionale della citt, non ci mette mano2 il
Campidoglio, al centro il quartiere commerciale, a sudNest un piccolo polo industriale, a nordNovest
una piccola area dedicata all#=niversit. 1antiene anche, quell#idea di unit di vicinato che era,
come abbiamo visto, il cardine della citt di 1a>er, i quartieri residenziali. 1entre in 1a>er
vediamo tre piccoli villaggi che si organizzano in unit di vicinato, in Le Corbusier abbiamo quello
che lui chiamer 3il settore:, L<< per %.;<< metri, unit residenziali che si organizzano intorno a
un#area collettiva, con dei servizi comuni. L#idea di citt sembra essere la stessa, ma $ cos0? ,n
realt, Le Corbusier introduce una variante significativa, che cambia tutto. 1a>er aveva pensato il
Campidoglio organizzato in due cittadelle, quindi aveva due assi diafani, pi7 o meno liberi, pi7 o
meno curvi o pi7 meno dritti, che attraversano la citt
da nord a sud. Le Corbusier unisce queste due
cittadelle in un#unica area monumentale2 il
Campidoglio. 6 questo cosa significa? Che avr un
unico asse viario che attraversa la citt da nord a sud.
+uesto asse si incrocia con un asse che la attraversa da
ovest ad est e dall#incrocio verr definito appunto il
cuore commerciale2 l#angolo retto, gli assi cartesiani. ,l
primo gesto, il gesto di fondazione, $ quello di
tracciare due assi. La citt di Chandigarh $ luogo
geometrico, trionfo della geometria, uno spazio
separato dal paesaggio circostante, uno spazio ordinato
e misurato. ,ntorno a questo gesto centrale Le
Corbusier organizza poi un sistema viario che viene a creare una maglia esatta, all#interno della
quale collocare le residenze. +uesta $ la differenza. La citt di 1a>er spontaneamente nasceva per
aggregazioni di unit residenzialiA la citt di Le Corbusier $ una citt ordinata e misurata, all#interno
della quale si collocano le unit residenziale. Le Corbusier immagina un sistema di sette strade,
gerarchicamente organizzato, dove ogni strada ha una sua funzione. 1a noi questo l#abbiamo gi
visto, l#abbiamo gi visto nella citt del %&;;. !olo che l0 la circolazione, le strade erano una sopra
l#altra. +ui, invece, vengono distribuite orizzontalmente. Ci* che Le Corbusier costruisce a
Chandigarh $ proprio la sua citt, la citt di Le Corbusier, anche nelle forme2 non pi7 sviluppo
verticale, ma sviluppo orizzontale, per cercare di adattarsi ai metodi costruttivi, a ci* che era
possibile costruire in un#,ndia che forse nel %&'% era veramente tra i Paesi asiatici pi7
sottosviluppati. 1a l#idea $ quella. ,mmagina la )%, che $ un grande asse che collega la citt alle
autostrade regionaliA la );, che chiamer una strada a percorrenza veloce, che collega il
Campidoglio con il centro commercialeA le )M sono le strade che definiscono i settoriA la )I $ una
strada commerciale, fatta solo di negozi, che attraversa tutti i settori e che costituisce il tessuto
connettivo della citt2 da ciascuna residenza posso
uscire, raggiungere la mia via commerciale e
percorrerla tutta. Poi ci sono le )', che sono strade
ad anello, interne ad ogni settore. Le )(, che sono
piccole strade d#accesso alle residenze. 6 infine le
)O, che sono le strade pedonali che, invece,
attraversano verticalmente la citt, affinch da
ciascuna residenza si possa raggiungere la via
pedonale, a piedi senza mai incontrare
un#automobile.
"entro la maglia viaria tutta ordinaria e misurata,
una sorta di griglia, di citt pianificata, dovr crescere la citt. -ella foto Le Corbusier appare con la
pianta e la figura del suo $odulor, una sorta di unit di misura che egli comincia a mettere appunto
nel %&IO, sulla base della quale tutta la citt di Chandigarh $ misurata, con un sistema che consente
di inquadrare le immagini dall#alto. K una citt di nuova formazione, che si costruisce su una
spianata totalmente deserta a partire dal grande asse che collega il Campidoglio con la citt che
comincia a costruirsi.
La grande via, che collega il Campidoglio al centro citt $ l#esempio delle )M, che definiscono i
singoli settori, che poi sono sempre chiusi, recintati da muri, all#interno dei quali intuiamo le
famose )', le strade ad anello, e la via pedonale, il percorso che attraversa i settori.
1a che cosa doveva essere Chandigarh nel %&'%, con le sue strade dritte, a percorrenza veloce, per
una popolazione che si spostava a piedi, o con i carri trainati dai buoi? ,l contrasto tra il modello di
citt e il modello di vita che in questa citt andava ad innestarsi deve essere stato drammatico. Le
)M definiscono i settori, ancora oggi sono le strade a percorrenza veloce. Certo, ci sono le auto,
Chandigarh sta diventando un riferimento, una citt moderna e importante, con le strade percorse da
auto, ma anche da trattori, da risci*, da carri, biciclette, pedoni. +uesta $ l#,ndia del ;<<<, non del
%&'%. 6 questa $ un#immagine della strada commerciale, di questa via che attraversa appunto
l#intera citt, tra l#altro con forti specializzazioni. =n grande parco, una sorta di polmone verde,
attraversa la citt, ancora oggi davvero perfettamente tenuto, dove spesso sotto gli alberi ci sono
moltissime persone intente nella meditazione >oga.
Le Corbusier mette a punto un Piano, non pu* costruire tutta la citt, che infatti viene costruita dai
suoi collaboratori e anche da numerosi architetti indiani che vengono istruiti dall#equipe europea.
Le architetture sono definite da regolamenti molto severi, ma sono anche molto diverse l#una
dall#altra, perch diversi sono gli architetti che operano, perch diversa $ l#utenza2 ci saranno
residenze diverse per le diverse categorie sociali. -ei settori pi7 vicini al Campidoglio sorgono le
residenze pi7 ricche, case unifamiliari, altrove case estremamente pi7 modeste, capaci di accogliere
teoricamente gli strati pi7 poveri della popolazione. 9eoricamente perch invece gli strati pi7 poveri
della popolazione non sono accolti, perch di fatto gi negli anni sessanta il costo delle case pi7
economiche era circa dieci volte lo stipendio di uno degli operai chiamato a costruire la citt di
Chandigarh.
!ono piccole case una diversa dall#altra, una a fianco
all#altra, in continua trasformazione e costruzione, perch
Chandigarh $ una citt in continua costruzione, in cui
continuamente gli alloggi vengono modificati. 8bbiamo
una casa tipica degli anni cinquanta, accanto ad una
tipologia del tutto analoga, in cui per* i proprietari hanno
aggiunto dei terrazzini perch forse avevano bisogno di
appendere i panni. "i fatto, il contrasto pi7 forte $ proprio
quello tra un modello di citt e il modo di vita e la cultura
di un popolo che si scontra con un modo di vita e una
cultura completamente differente. "a qui il continuo
bisogno di trasformare la citt.
8d un#unit sono stati aggiunti una sorta di tempietti all#antica, unDaltra $ stata colorata. ,nsomma,
abitazioni una diversa dall#altra, una accanto all#altra, ma in qualche modo ordinate, tenute insieme
da quella maglia pianificata. -on $ diversa da quello che Le Corbusier gi aveva pensato, una citt
capace di accogliere la trasformazione, questa idea di moderno capace di accogliere anche il
diverso. Chandigarh, quindi, ha questa capacit di accogliere il divenire, di accogliere il diverso, ma
di dare a questo un ordine, una misura.
1a questo $ vero fino ad un certo punto. -elle foto scattate da un bravissimo fotografo proprio tra il
%&'; e il %&'I, quindi negli anni in cui la citt cominciava a prendere forma, vediamo come
accanto alla citt ordinata, pianificata, che si stava costruendo, accanto alla bellezza di quegli edifici
residenziali che potevano offrire tutti i servizi pi7 moderni alla popolazione, comincia a sorgere una
citt abusiva, una citt che accoglie davvero gli strati pi7 poveri della popolazione, gli operai
chiamati a costruire Chandigarh. -el %&';, Chandigarh vive questo contrasto, che non poteva
sfuggire certo all#occhio dell#architetto, questa contrapposizione tra la citt pianificata e la citt
altra, abusiva, che sta a testimoniare una cultura altra, dei ritmi di vita altri, un mondo altro. +uesto
contrasto nel tempo non ha fatto altro che acuirsi. Chandigarh $ una citt che $ stata progettata per
accogliere, per offrire servizi al massimo a '<<.<<< abitanti e che oggi ne accoglie quasi ; milioni.
,l problema del sovraffollamento, dell#abusivismo $ un problema oggi fortissimo2 la citt abusiva
lentamente ma inesorabilmente si $ insinuata tra le maglie della citt pianificata e ne costituisce una
sorta di vero e proprio controcanto. !empre di pi7 oggi la sottopone a consumo, la sta
contaminando. ,o credo che, se dovessimo trovare un termine capace di descrivere oggi Chandigarh,
dovremmo usare questo2 contaminazione. 6# una citt contaminata da questo mondo altro che si $
insinuato e sta l0, mette in scena questa dualit, che non $ componibile. "a un lato palazzi del
@overnatore e dall#altro ritmi di vita totalmente estranei a quell#occidente, a quel macchinismo
celebrato nei processi di Le Corbusier.
Le critiche a Le Corbusier sono state feroci, sono tuttora feroci. La monografia dedicata a Le
Corbusier contiene importanti saggi dedicati dagli architetti indiani alla citt di Chandigarh, e le
critiche sono dure, feroci2 l#architetto viene accusato di aver costruito in ,ndia una citt totalmente
estranea alla realt culturale di questo Paese.
Possibile che Le Corbusier non
potesse pensare a questo? 6#
possibile che Le Corbusier,
quando nel %&'% costruisce la
sua citt, non potesse
immaginare che questo sarebbe
successo a Chandigarh? ,o
credo proprio di s02 Le
Corbusier lo sapeva benissimo
e ha costruito la sua idea di citt e lDha poi abbandonata al suo destino, che $ un destino di
contaminazione, che avrebbe messo in scena con il tempo quelle tensioni, quella dura realt, quel
doppio che abbiamo visto caratterizzare tutte le sue opere, i progetti maturi almeno dagli cinquanta.
Costruisce la sua citt, la lascia al suo destino, che $ un destino di contaminazione, e si ritira sul
Campidoglio. Le Corbusier mantiene per s la costruzione del Campidoglio. Con le sue matite, d
forma all#acropoli della citt2 sotto, la citt contaminata, la citt che si sta stratificando, la citt che
si sta mescolando e, sopra, l#acropoli. 8nche oggi sulla strada a percorrenza veloce, accanto alle
auto, vediamo biciclette e uomini a piedi. Contrasti fortissimi.
Le Corbusier immagina una grande piazza, una grande spianata
circondata dagli edifici principali, che dovevano essere il
!egretariato, il Parlamento, l#8lta Corte e il Palazzo del
@overnatore, l#unico che non $ stato realizzato. Gra questi edifici
immagina giardini di pietra, grandi monumenti e piante,
terrazzamenti, che dovevano collegare alcuni edifici tra di loro.
Oggi si presenta cos0 come $ stata costruita da Le Corbusier, una
spianata totalmente deserta. '<< metri separano un edificio
dall#altroA sullo sfondo l#edificio dell#8lta Corte, osservando dal
Parlamento, '<< metri che vanno percorsi sotto il sole accecante
dell#,ndia, una spianata che, invece che unire gli edifici, sembra
essere l0 per consentirci di percepire l#infinita distanza tra questi
edifici, la loro solitudine, la impossibilit a comunicare tra loro.
LDedificio dell#8lta Corte, la cui base pare un antico acquedotto romano, $ un resto, una rovina
lasciata l0. Costruire rovine, quasi un ossimoro. 8nche il !egretariato sembra essere una rovina, un
resto, con la sua parete che sembra tutta bucata, tutta rotta. ,n alto cD$ l#edificio del Parlamento, dal
quale fuoriescono dei giganteschi oggetti scultorei.
!embra, dunque, che Le Corbusier costruisca questi edifici come
fossero dei resti, delle rovine nella sua idea di citt. Oggi
Chandigarh, tra l#altro, $ una capitale condivisa tra due !tati, Pun/ab
e 4ar>ana, quindi il Campidoglio $ diviso in due da un filo spinato
che viene controllato da forze armate, che rendono ancora pi7
drammatica la percezione di questo luogo.
LDedificio dell#8lta Corte sembra una grande scatola in cemento,
all#interno della quale vengono inserite le aule di giustizia
caratterizzate da una parete, che si chiama frangisole, una sorta di
telaio, di griglia in cemento armato che doveva proteggere dal sole.
che a distanza sembra davvero evocare antiche rovine romane.
Colpiscono la bellezza dellDombra, che cerca di entrare in risonanza
con il paesaggio circostante, l#ingresso, la bellezza della rampa.
!offermiamoci sulla rampa2 all#interno della villa !avo>e era uno dei beni caratteristici del
vocabolario architettonico di Le Corbusier. La rampa introduce il concetto della passeggiata
architettonica2 lDarchitettura che non posso vedere da un unico punto di vista, ma che devo
attraversare, e l#architetto mi guida in questa visita. LDarchitettura si d come una successione di
episodi, di esperienze, di eventi, in qualche modo tenute insieme dalla mano dell#architetto. La
rampa torna, monumentale, negli edifici di Chandigarh, ma $ tutta rotta, tutta bucata, $ una rampa
che mi apre una sorta di finestre, di squarci sul Campidoglio, dalle quali riesco a percepire solo dei
frammenti. -on $ pi7 ci* che mi consente di avere una visione unitaria, ma frammenti, parti, lacerti
di un progetto pi7 ampio. Cos0 l#edificio del !egretariato $ un frammento, come lo erano intere
abitazioni nella citt lecorbuseriana, chino su un prospetto, ne viene realizzato met. "all#alto, le
rampe che ci portano attraverso l#edificio sembrano due grandi orecchie di elefante, due grandi
sculture, l#elemento assolutamente classico. La rampa $ caratterizzata da tante finestre, una vicino
all#altra, e possiamo pensarle come delle postazioni successive2 l#architetto, come un regista,
decide che cosa noi dobbiamo vedere salendo. "all#interno, salendo e affaccinadosi da queste
finestre si hanno delle visioni parziali, di frammenti, di parti. Pi7 su dal tetto, che ricorda, memoria
lontana, i tetti giardini delle ville parigine, si ha la visione della catena dell#4imala>a sullo sfondo.
C#$ proprio uno sfondo, un confronto diretto tra l#opera dell#uomo e l#indecifrabile bellezza della
natura, quel corpo a corpo che attraversa Le Corbusier qui $ proprio percepibile.
8nche se non c#entra con Le Corbusier, un libro che vi consiglierei di leggere $ 3La favola
%itagorica: di @iorgio 1anganelli, un libro di viaggio attraverso l#,talia. -ella introduzione di
questo libro 1anganelli ci confida una sua riflessione che, secondo me, $ cos0 utile per capire che
cosa Le Corbusier sta facendo. Ci scrive2 3Rammento quando vidi per la prima volta il Partenone. ,l
Partenone era ai miei occhi, in modo sublime, un mito che deve stare, la chiarezza intellettuale, la
superbia geometrica, l#ignoranza del magma, del disordine, dei demoni, dell#incubo. 8vevo di
fronte l#ossessivo mito di ci* che sarebbe stata l#6uropa, ma avevo in mente gli spazi planetari, il
fango organico dell#arte, la sua splendida paura, l#indecifrabile bellezza degli animali, la riluttanza
alla forma, l#incuranza di qualsivoglia
geometria:. La stessa dualit che qui si
percepisce, l#idea di un corpo a corpo, questa
indecifrabile bellezza che comincia a
contaminare la citt ideale di Le Corbusier.
,l Parlamento, con i suoi straordinari oggetti,
sembra drammaticamente stabilire un chiaro
colloquio con il paesaggio circostante. !otto
il portico che protegge dal sole o dall#acqua, a
seconda delle stagioni, il profilo della
grondaia, corna dei buoi che Le Corbusier
disegna, proprio oggetto e reazione poetica
tradotto in figura architettonica. Con la porta
che ci introduce al Parlamento Le Corbusier definisce anche quella che $ Chandigarh, un vero e
proprio inno al sole, un inno all#elemento apollineo2 la linea dell#orizzonte, sopra il cosmo, con il
suo ritmo del tutto indipendente dall#uomoA sotto, la terra. Prima della presenza della vita e poi, qui,
l#apparire della vita nelle sue forme via via pi7 complesse, fino alla presenza dell#uomo. L#uomo
che, con l#orizzonte, traccia un angolo retto2 il bisogno di misura, il bisogno di ordine, l#inno
apollineo. 6ppure, quando la porta si apre ed entriamo all#interno del Parlamento, il lato opposto
della porta non $ pi7 un inno al sole, ma un inno alla luna, e sembra uno spazio totalmente negativo,
totalmente intonacato di nero, totalmente buio. C#$ solo alla piccolissima fessura, una sorta di pausa
costruttiva tra il muro e il tetto che consenta al sole di entrare all#interno, di illuminare un po# lo
spazio, in modo che si possa percepire l#oscurit nella quale siamo sprofondati. !iamo entrati
nell#altro, il doppio, l#altro da me. 6# veramente una messa in scena architettonica di quel tema del
doppio, che continuamente accompagna l#opera di Le Corbusier. "entro delle colonne nellD oscurit,
sembrano rievocare un#altra memoria di viaggio, come la cisterna di Costantino, che Le Corbusier
aveva visitato nel sottosuolo di ,stanbul, come una rovina, ancora una memoria. 8nche qui muri
rotti all#interno del palazzo. 9ra gli edifici isolati, come se fossero delle navicelle che arrivano, delle
astronavi che arrivano l, sole, lacerti di un mondo, rovine, ci* che resta di un#idea di citt, al
centro, il monumento alla mano terra. La mano che troviamo spesso nei dipinti di Le Corbusier, un
simbolo complesso, ma che certamente rappresenta la volont dell#architetto2 $ la mano che misura,
che conosce lo spazio, e lo trasforma, $ la mano che costruisce. +uesto simbolo cos0 importante
viene costruito a Chandigarh al centro della fossa della meditazione, posto alla sommit di un#asta
di metallo che gira. La mano dell#uomo che progetta e domina la natura, qui $ in balia del vento, in
balia di quel caso che sempre scompiglia e limita i nostri progetti.
"obbiamo pensare alla mano aperta di Le
Corbusier come a un vero e proprio simbolo
autobiografico. "opo aver dedicato l#intera sua vita
alla costruzione di Chandigarh, sul Campidoglio si
guarda indietro e vede il giovane che aveva accolto
la tradizione dei maestri, vede l#uomo maturo,
quando aveva avuto il coraggio di ribellarsi ai
maestri e di proporsi come profeta di un mondo
diverso, di un nuovo mondo. 6 si vede adesso, alla
fine della sua vita2 di fronte alla irrealizzabilit,
alla fatica di poter costruire quell#idea di mondo,
quell#idea di citt per tutti che costruisce nel %&'%
in una landa desolata del nord dell#,ndia. 1ette in scena questa sua impossibilit, la fine di un#idea
di mondo. !tava scrivendo un libro che si chiamava proprio La fine di un $ondo, il declino
dell#occidente, la fine di un#idea di occidente, che cos0 tante volte $ entrato in crisi, e la cui crisi
cos0 tante volte $ stata rappresentata. "i tutte le rappresentazioni, certamente quella messa in scena
da Le Corbusier $ tra le pi7 drammatiche.
6ppure, sullo sfondo di queste monumentali rovine, attraverso questo simbolo della mano aperta,
dir Le Corbusier2 a coloro da cui le mani ho ricevuto, a chi le mani avrei voluto donare. +uesto
simbolo, la colomba della pace, sta proprio l0 ad indicare che nonostante tutto, nonostante la
consapevolezza della crisi, nonostante la consapevolezza dei limiti del nostro fare, all#idea di questa
citt diversa, di questa citt di tutti, di questa citt migliore, a questa idea non $ lecito rinunciare. 6
davvero forse questo simbolo, che credo insieme tutti possiamo assumere come il lascito pi7
significativo della lezione di Le Corbusier, tutti i giorni testimoniata dalla citt di Chandigarh.


Professor Ruggero Zanini:
@razie veramente per questa lezione. 1i viene in mente un#altra citt che, tra il #'< e il #(<, stava
crescendo, ed era 1estre. Per* questa $ la citt della pura contaminazione2 non c#$ progetto, c#$
solo contaminazione cos0 come $ cresciuta.

Professoressa Maria Bonaiti:
)olevo solo ringraziarvi per la vostra pazienza, per* invitarvi molto anche a muovervi, a viaggiare.
+uesta io credo sia la cosa pi7 importante che si possa fare, viaggiare, andare a vedere da vicino
questi progetti, queste costruzioni, che sono il risultato di tentativi, di lotte che hanno impegnato
delle vite, insomma, la cui forza e la cui pregnanza ci deve vedere tutti responsabili nei confronti
della nostra quotidianit.

Professor Maurizio Piasentini:
=n#ultima considerazione su quanto abbiamo visto stamattina. 1i $ venuto in mente, sulla chiusura
della professoressa, come l#idea dell#architettura e dell#urbanistica in generale, pensate da Le
Corbusier come attivit miranti all#accettazione e alla socializzazione, per l#uomo, poi abbia
rischiato di essere anche elemento di esclusione, in definitiva. Credo sia, indubbiamente, un grande
problema.
1i ricordo che, quando ero studente ad 8rchitettura, ho studiato il Cordiale di Ludovico +uaroni e
una sera d#estate ho sentito alla televisione, in una intervista, lo stesso architetto che alla fine
diceva2 io, in un posto cos0, forse non ci andrei mai ad abitare. +uesta per me $ stata una delusione
cocente, indubbiamente. Gorse anche per questo ho deciso di fare l#insegnante e non l#architetto. 6#
una riflessione, direi.


Professoressa Maria Bonaiti:
+uesta $ una riflessione importante e significativa. Come dicevo, $ un mestiere che richiama la
responsabilit quotidiana allo scarto continuo tra l#idealit, il progetto e la realt in cui poi questo
progetto viene calato, la realt che questo progetto $ capace di creare.
Gorse l#unico commento possibile $ quello proprio di un invito alla responsabilit, un partire
dall#uomo, che non significa partire da bisogni e funzioni, ma dall#uomo appunto colto nella sua
complessit, e forse davvero l#importanza del messaggio lecorbuseriano, con i limiti anche che
questo messaggio ha avuto nel tempo, $ quello della continua ricerca, non stancarsi mai di
interrogarsi intorno a quello che sia l#architettura, la costruzione dell#ambiente in cui poi la vita si
compie, non stancarsi mai di porsi la domanda, ma continuamente chiedersi, continuamente
interrogarsi su che cosa sia l#uomo, che cosa significhi abitare, che cosa significhi accogliere l#atto
e il gesto dell#abitare.
Credo che non ci siano risposte, se non lDinvito a continuamente porsi la domanda. -on stancarsi
mai di interrogarsi, non essere pigri in questo senso. ,o credo che questa sia forse l#unico tipo di
riflessione che mi sento di fare a proposito di questo grandissimo tema che coinvolge l#abitare nel
suo senso pi7 ampio2 non stancatevi mai di essere curiosi, non accontentatevi.

Professor Ruggero Zanini
-oi finiamo qui, con la possibilit di un ulteriore incontro, a latere del percorso su Le Corbusier,
con il professor 1archiori, un giovane matematico, che potrebbe dirci qualche cosa rispetto alla
prospettiva nel futuro dei computer, sulla complicazione.
8ncora grazie alla professoressa onaiti.