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COLLANA

UPANIAD DELLO YOGA


A CURA DI
STEFANO PIANO
AMTANDOPANIAT



YOGA
LA DOLCEZZA
DEL SUONO IMMORTALE
con il commento di
Paramahasa Svmi
Yognanda Giri
Introduzione
LAmtandopaniat (La seduta spirituale [che
illustra] il suono immortale), in 38 strofe, una delle
cosiddette Upaniad dello yoga, che, secondo il
commentatore Upaniad Brahma Yogin, appartiene
al Kayajurveda o Yajurveda nero
1
.
Lo yoga descritto in questa Upaniad uno yoga
a sei membra (aaga-yoga), secondo lelenco
fornito nella strofa 6:
pratyhras tath dhynam prymotha dhra |
tarka caiva samdhi ca aago yoga ucyate ||
Ritrazione dei sensi [dai loro oggetti] e meditazione
profonda, controllo del respiro e poi concentrazione
e riflessione speculativa e perfetto raccoglimento:
[questo] detto yoga di sei membra.
Si tratta della forma di yoga enunciata nella
Maitryupaniad VI, 18
2
:
1 Si chiama cos una delle due versioni che ci sono pervenute di que-
sta sahit del Veda, detta anche Vjasaneysahit e che comprende,
oltre alle preghiere e alle formule sacrificali, anche un commento che
ha la funzione di illustrare le varie pratiche rituali e di spiegarne il si-
gnificato (S. Sani, Le letterature religiose, in G. Boccali-S. Piano-S. Sani,
Le letterature dellIndia, Parte prima, UTET Libreria, Torino 2000, p. 40
e sg.).
2 Cfr. Maitry Upaniad, puiblie et traduite par M.lle Esnoul, Adrien
Maisonneuve, Paris 1952, pp. 36 e sg (16 e sg. del testo sanscrito). Il
testo originario di questa Upaniad (redatto forse nel III-II secolo a. C.)
stato probabilmente ampliato fino a epoca piuttosto recente ed sta-
to studiato nelle sue varie recensioni da J. A. B. van Buitenen, (The
Maitryanya Upaniad: a critical essay, with text, translation and com-
mentary, Mouton, Gravenhage, 1962). Il supposto testo originario (che
non comprende il passo che qui ci interessa) stato tradotto in italiano
da Carlo Della Casa (Upaniad vediche, TEA, Milano 1988, pp. 367-374),
mentre quello ampliato si trova in Upaniad antiche e medie, a cura di
Pio Filippani Ronconi, Prefazione di M. Piantelli, Boringhieri, Torino
2007, pp. 385-424 (il passo in questione alle pp. 405 e sg.).
31
tath tatprayogakalpa pryma pratyhro dhyna
dhra tarka samdhi aaga ity ucyate yoga |
Di questo tipo il metodo pratico per [conseguire]
lunione con Quello
3
: controllo del respiro, ritrazione
dei sensi [dai loro oggetti], meditazione profonda,
concentrazione, riflessione speculativa, perfetto
raccoglimento: [questo] si chiama yoga.
Come si pu vedere, a parte lordine delle parole,
i due testi corrispondono perfettamente. Occorre,
per, ricordare che lo yoga a sei aga largamente
attestato nelle fonti sanscrite; il Mgendrgama
4

(Yogapda 3), per fare un esempio che chiamerei di
transizione, da un lato afferma che lo yoga ha otto
membra (come laga-yoga di Patajali), ma non
fa menzione di yama, niyama e sana, aggiunge alla
lista classica vkaa (esame, analisi, affine a
tarka
5
) e japa (preghiera mormorata), e afferma che
lo yoga stesso deve essere considerato come ottavo
aga, mostrando cos lintenzione di attenersi allidea
dello yoga ottuplice. Lelenco di aga fornito
dal Matagaparamevargama, se non si tien conto
dellordine delle parole, corrisponde esattamente a
quello della Maitryupaniad e della presente Upaniad
dello yoga (identico anche nellordine delle parole):
3 Di cui si detto nel passo immediatamente precedente (ekasya ekat-
vam: unit con lUno).
4 Il Mgendrgama un upgama che si dichiara dipendente dal
Kmikgama, che uno dei 28 gama fondamentali ed considerato mol-
to antico; si veda in proposito Mgendrgama. Sections de la doctrine et du
yoga, avec la Vtti de Bhaanryaakaha et la Dpik dAghoraivcrya,
Traduction, Introduction et Notes par Michel Hulin, P.I.F.I No. 63, In-
stitut Franais dIndologie, Pondichry 1980, p. 357.
5 Con questa parola si indica un processo mentale che giunga a deter-
minare ci che si debba ammettere e ci che si debba rifiutare; in prati-
ca, dopo aver scartato, una dopo laltra, le possibili identificazioni con
i tattva a cominciare dal pthiv-tattva, si deve giungere a identificarsi
soltanto con lo iva-tattva.
32
pratyhras tath dhyna pryma ca dhra |
tarka caiva samdhi ca aago yoga ucyate ||
Si dice che lo yoga ha sei membra: ritrazione dei
sensi [dai loro oggetti] e meditazione profonda,
controllo del respiro, concentrazione e riflessione
speculativa e perfetto raccoglimento
6
.
Diversamente dagli gama, le Sahit vaiava
sembrano pi fedeli allo aga-yoga di Patajali. Per
esempio, lhirbudhnyasahit (31, 16 e sg.)
7
riporta il
seguente elenco:
agn yasya vakymi pthak tni nimaya |
yama ca niyama caivam sana tadanantaram ||16||
prymas tata prokta pratyhra ca dhra |
dhyna tath samdhi cpi agny etni nrada ||17||
Di esso
8
dir le otto membra, ascoltali uno per uno:
astensioni, precetti e subito dopo postura; in seguito
enunciato il controllo del respiro e la ritrazione
dei sensi [dai loro oggetti] e la concentrazione
e la meditazione profonda e pure il perfetto
6 Yogapda 1, 6; cfr. Matagaparamevargama (Kriypda, Yogapda et
Carypda), avec le commentaire de Bhaa Rmakaha, dition critique
par R. N. Bhatt, P.I.F.I No. 65, Institut Franais dIndologie, Pondi-
chry 1982, p. 248. NellIntroduzione (p. xxv) R. N. Bhatt ci informa
che il Suprabhedgama (Yogapda 3, 54 e sg.), unico in questo fra i testi
gamici, d la medesima lista degli Yogastra (2, 29), ma inverte le po-
sizioni di dhra e dhyna; il Kiragama (Yogapda 3) enumera invece
sei membra, reintroducendo, per, sana in luogo di tarka (pratyhra,
dhyna, pryma, dhra, sana e samdhi) e aggiunge che anche il
Rauravgama (Vidypda 7, 5) elenca sei aga nel medesimo ordine della
lista del Kiraa, ma reintroducendo tarka al posto di sana.
7 Cfr. hirbudhnya-sahit of the Pacartrgama [I], 2nd ed. rev. by V.
Krishnamacharya, first reprint of the 2
nd
edition (1966), The Adyar Li-
brary and Research Centre, Adyar, Madras 1986 (I ed. 1916), pp. 278 e
sgg.
8 Cio: dello yoga che, nella strofa 15, definito come unione
(sayoga) del jvtman con il paramtman.
33
raccoglimento: queste sono le membra, o Nrada.
Il testo elenca poi (strofa 18) 10 yama [satya (veracit),
day (compassione), dhti (fermezza), auca
(purezza), brahmacarya (castit), kam (pazienza),
rjava (rettitudine), mithra (moderazione nel cibo),
asteya (astensione dal furto) e ahis (innocenza)] e
10 niyama [siddhntaravaa (ascolto della dottrina),
dna (generosit), mati (retto pensiero), varapjana
(adorazione del Signore), satoa (contentezza), tapas
(ascesi), stikya (fede), hr (pudore), japa (preghiera
mormorata) e vrata (pia osservanza)]
9
e la descrizione
dello yoga continua, includendo anche il capitolo 32.
La yagasahit (43, 11cd-12)
10
elenca gli otto
aga di Patajali e precisa (43, 14) che ci sono 10 yama
(ahis, satya, asteya, brahmacarya, day, rjava, kam,
dhti, mithra, auca) e 10 niyama (43, 27-28a): tapas,
tui (sinonimo di satoa), stikya, varrdhana
(sinonimo di vatapjana), siddhntlocana (riflessione
sulla dottrina cfr. siddhntaravaa), lajj (sinonimo
di hr), dna, mati, japa, vrata. Gli yama sono gli stessi
(anche se in ordine diverso) dellhirbudhnyasajit,
mentre lelenco dei niyama presenta non solo un
ordine diverso, ma anche qualche variante non
sostanziale nella terminologia e il sinonimo lajj in
luogo di hr.
Se ora passiamo ai Tantra veri e propri, sempre per
fare qualche esempio, lo aradtilakatantra (paala
XXV, 5-6) parla di aga-yoga ed elenca le otto
membra classiche di Patajali, menzionando, per,
10 yama (XXV, 7) e 10 niyama (XXV, 8) ancora diversi
9 Per ulteriori elenchi di 10 yama e niyama si veda S. Piano (a cura di),
Enciclopedia dello yoga, Promolibri Magnanelli, Torino 2002
3
, pp. 402 e
sg. e 231 e sg.
10 Cfr. Rishyasringa Samhita, edited with Introduction by Rmnuja
Ttchrya, Tanjore Sarasvati Mahal Series No. 189, Tanjore Maha-
raja Serfojis Sarasvati Mahal Library, Thanjavur 1983, pp. 564-566.
34
da quelli precedentemente citati
11
.
Anche nei testi del buddhismo tantrico esistono
importanti sezioni dedicate allo yoga in sei aga. Ne
costituisce un esempio autorevole il ciclo tantrico
della Ruota del tempo (Klacakra), che comprende
numerosi testi elaborati nellIndia nord-occidentale,
ormai caratterizzata da una forte islamizzazione,
fra il X e lXI secolo della nostra era
12
. Le sei
membra di cui parlano questi testi sono pratyhra,
dhyna, pryma, dhra, anusmti (applicazione
mnemonica) e samdhi: lelenco riproduce esattamente
il testo, citato sopra, della Upaniad qui tradotta, ma
sostituisce tarka con anusmti
13
.
11 Cfr. rad-tilaka Tantram, English Translation with Notes and Yan-
tras by a Board of Scholars, Sri Garibdas Oriental Series 82, Sri
Satguru Publications, Indian Books Centre, Delhi1988, p. 277: qui gli
yama sono ahis, satya, asteya, brahmacarya, kp, rjava, kam, dhti,
mithra e auca e i niyama sono tapas, satoa, stikya, dna, varapjana,
siddhntaravaa, hr, mati, japa e homa.
12 Cfr. Nrop, Iniziazione. Klacakra, a cura di R. Gnoli e G. Orofino,
Biblioteca Orientale 1, Adelphi, Milano 1994, p. 56. Il commento di
Nrop sintitola Paramrthasagrahanmasekoddeak e il Sekoddea (il
cui titolo significa Spiegazione breve delliniziazione) una sezione
del quinto capitolo del perduto Mlaklacakratantra (p. 98).
13 Cfr. Nrop, Iniziazione. Klacakra, p. 92, 207 e sgg. I testi che par-
lano di yoga sestuplice sono il Samjottaratantra, cio il 18 capito-
lo del Guhyasamja-tantra (pp. 208 e sgg.), il Laghuklacakra-tantra e il
suo commento intitolato Vimalaprabh (pp. 220 e sgg. e 245 e sgg.) e il
Lakbhidhnoddhtalaghutantra-pirthavivaraa di Vajrapi (pp. 230
e sgg.) e il Sekoddea (strofe 24-92, pp. 253 e sgg.). Del Guhyasamja-tantra
si possono consultare le seguenti edizioni: rguhyasamjatantram,
rtauekhara-Vgaci-arman pariktam eva sam-p-di-tam,
Mithilvidyphapradhnena, Darbhanga 1965; Guhyasamja tan-
tra; or, Tathgataguhyaka, edited by Benoytosh Bhattacharya, 2
nd
ed.,
reprint, Oriental Institute, Baroda 1967; ryarguhyasamjatantram,
crya-Candrakrti-krta Guhyasamjatantrapradpodyotanak ako
vykhy sahita: mla Saskrta va Neplabh artha sahita (rya Sr
Guhyasamjatantra, with Guhyasamjatantrapra-dpodyotanak ako
vykhy of crya Candrakrti), anuvdaka: Divyavajra Vajrcrya;
sampdaka: Herkj Vajrcrya, Nhpgu saskaraa, Loasa
Risarca Senara, Lalitapura (Nepla) 2001; rguhyasamjatantram:
Tathgataguhyakam, saskart eva sampdaka Dvrikdsastr,
35
Per quanto riguarda le altre Upaniad dello
yoga
14
, alcune, come la Yogatattvopaniad (24cd-
25)
15
, la Triikhibrhmaopaniad (strofe 28-31)
16
,
la ilyopaniad
17
e la Daranopaniad (4cd-
5)
18
fanno proprio lo schema degli Yogastra,
mentre la Dhynabindpaniad (strofa 41) lo ripete,
ma escludendo yama e niyama ed enunciando
quindi, di fatto, uno yoga sestuplice
19
, come
fa anche la Yogacmayupaniad
20
, mentre la
Tejobindpaniad presenta, in modo assai originale,
un pacadagayoga
21
, cio uno yoga di ben 15 aga:
yamo hi niyamas tygo mauna dea ca klata |
sana mlabandha ca dehasmya ca dksthiti||15||
prasayamana caiva pratyhra ca dhra |
tmadhyna samdhica proktny agni vai kramt
||16||
Sono state enunciate nellordine le [seguenti] mem-
bra [dello yoga]: astensione, precetto, abbandono,
1st ed., Bauddhabhrat, Vras 2003; si veda anche Alex Wayman,
Yoga of the Guhyasamjatantra: the arcane lore of forty verses, a Buddhist
tantra commentary, Motilal Banarsidass, Delhi 1977.
14 Si fa qui riferimento alla seguente edizione: The yoga Upaniad-s
with the commentary of r Upaniad-Brahmayogin, edited by Pandit
A. Mahadeva Sastri, reprint, The Adyar Library and Research Centre,
Adyar, Madras 1983 (First Published 1920).
15 Edizione citata, p. 368.
16 Non diversamente da altri testi tantrici, anche questa Upaniad del-
lo yoga elenca 10 yama (gli stessi di yagasahit 43, 11cd-12) e 10
niyama (tapas, satui, stikya, dna, rdhana hare, vedntaravaa,
hr, mati, japa e vrata); cfr. ed. citata, pp. 118 e sg.
17 Cfr. ed. citata, p. 518; ivi si afferma semplicemente che gli yama sono
dieci, come anche i niyama.
18 Cfr. edizione citata, p. 153.
19 Il pryma in questo contesto menzionato come prasarodha.
Si veda led. citata, p. 196.
20 Strofa 2: si veda led. citata, p. 337.
21 Si veda led. citata, p. 51.
36
silenzio e luogo [adatto], tempestivit
22
, postura e
contrazione della base, equilibrio del corpo e fissi-
t dello sguardo e controllo del respiro, ritrazione
[dei sensi dai loro oggetti], concentrazione, medita-
zione profonda sul S e perfetto raccoglimento.
Avremo modo di tornare in dettaglio su questo passo
in occasione delledizione italiana di questa Upaniad,
ma possiamo in ogni caso anticipare che si tratta di
un elenco alquanto insolito, nel quale si percepisco-
no echi della Bhagavad-gta, per quanto riguarda per
esempio labbandono (tyga), insieme a novit assolu-
te come mauna, dea, klata/, mlabandha, dehasmya
e dksthiti e anche a qualche formulazione diversa
di aga noti (come prasayamana e tmadhyna).
Passando infine alla tradizione dei ntha-yogin
23

facente capo a Matsyendra- e Goraka-ntha (XI-XII
secolo?) e a tutto il fascio di scuole dette dello haha-
yoga, si pu osservare anzitutto che il Goraka-ataka
(strofa 7) enuncia lo schema classico dei sei aga,
chiamando il pryma prasarodha, inserendo
sana e tacendo tarka/anusmti:
sana prasarodha pratyhra ca dhra |
dhyna samdhir etni yoggni vadanti a ||7||
24
22 Il composto significa gli yogin che sono maestri: le due tradizio-
ni, quella dei nove ntha (detti anche avadhta) dello yoga-sampradya
o siddha-sampradya e quella buddhista degli 84 siddha, sono parallele,
al punto che le due parole (ntha e siddha), nelluso corrente, sono di-
ventate sinonimi, come dimostrano molti testi medievali. I ntha-yogin
presero anche il nome di knphaa-yogin (yogin dalle orecchie forate) a
causa dellabitudine di incidere i lobi delle orecchie per portarvi pesan-
ti orecchini, il modo da distinguersi anche esteriormente fra le molte
sette religiose aiva; si veda in proposito S. Piano (a cura di), Enciclope-
dia dello yoga, sotto le singole voci. Una raccolta di testi di questa scuola
si trova in Siddha-siddhnta-paddhati & other works of Nath Yogis, by Kal-
yani Mallik, Poona Oriental Book House, Poona 1954.
23 Cfr. George Weston Briggs, Gorakhnth and the Knphata Yogs, Re-
print, Motilal Banarsidass, Delhi 1973 (First edition: Calcutta 1938), p.
285.
24 Insegnamenti sullo yoga, Promolibri-Magnanelli, Torino 1994; repe-
37
Fra i testi considerati come dei classici di haha-
yoga, poi, lautorevole Gheraa-sahit
25
, che M. L.
Gharote, curatore delledizione di Lonavla (1979), data
al XVII-XVIII secolo (mentre la Hahayogapradpik
26

risalirebbe al XIV-XV secolo), presenta il seguente
elenco di sette argomenti: akarman (le sei pratiche
di purificazione, odhana), sana, mudr (serie di
sigilli), pratyhra, pryma, dhyna e samdhi
26
.
Altri testi, invece, non forniscono elenchi dichiarati
degli aga dello yoga.
Quella che fin qui stata illustrata sembra essere, dal
punto di vista strutturale, la componente principale
di questa Upaniad dello yoga, la quale poi, da
un lato, sembra voler ricordare Bhagavad-gt 2, 46
(nellallusione iniziale allutilit delle Scritture) ed
evocare la celebre metafora del carro cara alle
Upaniad vediche (strofe 2-3 e 5; cfr. Kaha-upaniad
III, 3-9) e, dallaltro, presenta anche la descrizione
di tecniche non molto conosciute di controllo del
respiro, di concentrazione, di meditazione profonda
(tmantmani sul S col S, 31-32) e di perfetto
raccoglimento (samdhi), aggiungendo importanti
dettagli utili al bagaglio delle conoscenze degli
yogin, come quello consistente nellattribuire un
colore a ciascuno dei pacapra, per altro ben noti
a chi pratica la disciplina dello yoga.
Stefano Piano
ribile in italiano anche il testo della iva-sahit, di recente datazione
e di autore anonimo (cfr. Lo yoga rivelato da iva, Promolibri-Magna-
nelli, Torino 1990, p. 7).
25 La lucerna dello haha-yoga, Promolibri-Magnanelli, Torino 1999
2
.
26 Gheraa-sahit I, 10 e sg.; cfr. Insegnamenti sullo yoga, p. 37.
38



Sa ha nvavatu sa ha nau bhunaktu saha vrya
karavvahai tejasvinvadhtamastu m
vidvivahai
O nti nti nti
Possa Egli proteggerci entrambi.
Possa Egli nutrirci entrambi.
Possiamo noi lavorare insieme con grande energia.
Possa il nostro studio essere vigoroso ed efficace.
Possa non esserci mai conflitto tra di noi.
O Pace! Pace ! Pace!
117
Le sette porte per la realizzazione del S
I saggi conoscono le sette porte per lautorealizzazione.
51
Esse sono: la porta del cuore, dellaria, del capo, della
liberazione ( moka), lapertura, la cavit e il maala.
||26||
Commento
ll creatore, esistente di per s, effettu le aperture
verso lesterno: perci si vede verso lesterno, non
verso linterno. Qualche saggio, desideroso di
immortalit, ritraendo gli occhi dalle cose sensibili,
vide dentro di s ltman. (KU 2.4.1)
La strofa ventisei descrive in modo non chiaro le sette
aperture, saptadvra; analizziamo alcune analogie e
differenze riportate in alcuni testi sullenumerazione
delle aperture ( dvra).
La Kaha-upaniad (2.2.1) ne cita undici: sette nel
capo, i due occhi, le due orecchie, le due narici, la
bocca; tre parti inferiori, lombelico, luretra e lano, e
unulteriore apertura per la mukti: brahmarandra.
La vetvatara-upaniad (3.18) ne cita nove: sette nel
capo come la precedente, lorgano di generazione e
quello di evacuazione. Questa stessa numerazione
mantenuta nella Bhagavad-gt (5.13).
Nel Guhyasamja- tantra ne vengono riportate nove:
la fronte ( bhrmaala), gli occhi ( cakus), le orecchie
( kara), le narici ( nsik), lombelico ( nbhi), la
sommit del capo ( brahmarandra), la bocca ( mukha),
luretra ( upastha), lano ( guda). In questa elencazione
il numero delle aperture minore in quanto si
considerano occhi, narici e orecchie rispettivamente
come una singola apertura.
51 Ndei. Qui il testo ambiguo poich non descrive chiaramente i pun-
ti nel corpo. Inoltre i termini bila e suiram sono sinonimi in AK. 1.7.1.
Il commento di Upaniad Brahma Yogi non spiega questi termini in
modo soddisfacente.
Amtandopaniat
118
Alle aperture ( dvra) vengono tradizionalmente
associati i nove pianeti:
occhi = Srya e Candra, Sole e Luna;
orecchie = Agraka e Budha, Marte e Mercurio;
narici = Bhaspati e ukra, Giove e Venere;
ombelico = ani, Saturno;
uretra = Rhu;
ano = Ketu.
Secondo i Tantra, al momento della dipartita, luscita
del jva da differenti dvra comporta lesperienza
in vari regni ( bhuvana). Tre porte, la bocca, luretra
e lano, sono considerate negative e conducono
a esperienze dolorose; le altre sei sono considerate
buone. La purificazione delle porte avviene con
speciali kriy e mantra.

Indice
Nota sulla traslitterazione e pronuncia
dei termini sanscriti 7
Premessa e introduzioni 11
Premessa del Gtnanda ram 13
Introduzione alla collana
Upaniad dello yogadi Stefano Piano 17
Introduzione di Paramahasa
Svmi Yognanda Giri 28
Introduzione di Stefano Piano 31
Parte prima
Amtandopaniat 41
Parte seconda
Commento 65
Tavole 141
Bibliografia 153
Abbreviazioni 156
Indice analitico 157
165