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Jesi Attiva

Sadam: diamo i numeri.......? (seconda puntata)
Inviato da Massimo Gianangeli
venerdì 15 agosto 2008

Come già avevo accennato nella “prima puntata”, vorrei trattare oggi dell’aspetto economico della
riconversione dello zuccherificio Sadam. O meglio, vorrei parlare della parte relativa ai finanziamenti pubblici che il
gruppo Eridania percepirà a seguito di tale riconversione. Innanzi tutto, come più volte ricordato in tanti articoli apparsi su
www.jesiattiva.org e su alcuni giornali locali, Sadam percepirà un finanziamento pubblico dall’UE per la chiusura
dello stabilimento pari a circa 70 milioni di euro in quanto, a seguito degli accordi WTO del 2005 resi attuativi dal Decreto
Legge 2/2006 si è deciso di ridurre la produzione di zucchero da parte dei 25 stati membri, incentivando
economicamente la chiusura degli impianti, per far crescere sul mercato globale le quote dei Paesi Emergenti (Brasile,
Tailandia, Australia, India e Cina in particolare).

La riconversione dello stabilimento di Jesi prevede la costruzione di una centrale a biomasse di 18 MegaWatt che brucerà
circa 30 mila tonnellate di olio di palma proveniente in prevalenza dall’Indonesia. (Vedere qui)
Tale tipologia di impianto potrà accedere ai finanziamenti pubblici statali denominati CIP6 e Certificati Verdi.

Prima di effettuare il calcolo dei contributi pubblici, occorre fare delle ipotesi, necessarie dal momento che il gruppo
Eridania-Sadam non ha ancora chiarito numerosi dubbi, non avendo ancora presentato alcun progetto. In base ai dati
dichiarati da Sadam il 18 luglio 2008 durante la presentazione al Consiglio Comunale di Jesi, la nuova centrale avrà
potenza 18MW e sarà attiva per 8000 ore l'anno. Sadam sostiene che tale centrale darà energia ai previsti impianti di
confezionamento dello zucchero e di produzione di biodiesel, sostituendo una preesistente centrale termoelettrica di 15
MW a gas naturale interna allo zuccherificio. Dal momento che nell’impianto è già presente una centrale Turbogas
di circa 130 MW accesa per 8 mila ore l’anno (vedere qui) che Sadam vuol continuare a tenere in funzione, è
logico supporre che l’impianto ad olio fornirà l’energia necessaria per i circa 32 giorni l’anno in cui la
turbogas sarà in manutenzione obbligatoria, esattamente come dovrebbe già essere con l’attuale centrale
termoelettrica interna allo zuccherificio[1].In pratica, supponiamo che venga sostituita la vecchia centrale termoelettrica a
gas, sicuramente potenzialmente più inquinante, ma tenuta accesa per circa 32 giorni l’anno, con una a
biomasse che a parità di ore sarebbe meno inquinante, ma che però sarà tenuta accesa per 8 mila ore, fornendo per 760
ore energia agli impianti, e per le rimanenti 7240 (!!!) energia da vendere al Gestore facendo guadagnare al proprietario
contributi pubblici prelevati dalle tasche dei cittadini. Vediamo brevemente come. Cercherò di dare un breve chiarimento
sui CIP6.(Vedere qui , qui e qui). Il Cip6 è un incentivo statale che ha lo scopo di favorire la diffusione dell’energia
elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Consiste nell’acquisto, da parte del GSE, Gestore dei Servizi Elettrici la
società pubblica che gestisce la fornitura di energia elettrica, di energia dai proprietari di impianti di produzione energia da
fonti rinnovabili ad un prezzo triplo di quello di mercato, cioè di quello praticato alle centrali convenzionali.
L’importo di questo incentivo è stabilito dal GSE trimestralmente e il suo costo ricade direttamente sulle bollette
degli utenti (dall’8 al 10% di ogni bolletta!!!) che prevedono una quota per il sostegno… ALLE FONTI
RINNOVABILI!!!! Purtroppo, in sede di approvazione di tale legge, è stata aggiunta una clausola che permette di
accedere ai finanziamenti Cip6 non solo a coloro che producono energia da fonti “rinnovabili“, ma anche a
chi ne produce da fonti “assimilate”.Lo scandalo del Cip 6, quindi, è che oltre l’80-90% dei fondi
viene rastrellato da inceneritori di rifiuti urbani o industriali o da centrali a gas come la nostra Turbogas attiva a Jesi dal
1999 (Vedere, a titolo di esempio, la nota 5 in fondo a questo articolo, in cui si descrive l’assegnazione dei Cip6
nel 2006, oppure vedere qui) e si calcola che dal 1992 ad oggi, oltre 50 miliardi di euro siano andati alle fonti cosiddette
assimilate[2], contro non più di 5 miliardi alle vere rinnovabili solare, eolico, idroelettrico (stima dedotta dall’analisi
e dal confronto fra questo articolo e questo) . Il meccanismo escogitato nel 1992 ha permesso allo Stato di finanziare i
grandi gruppi energetici che si sono tuffati nel business delle turbogas aziendali (vedi ENI, tramite la EniPower) per
gestire gli impianti di incenerimento dei rifiuti (urbani e di raffineria) che però producono anche elettricità incentivata col
Cip6. La scandalosa delibera (assolutamente tutta italiana e unica al mondo) è stata il frutto di una complicità fra la classe
politica di quegli anni (governo Amato) e alcuni fra i più grandi gruppi industriali del nord (gruppo Montedison, gruppo
Falk, l’ENI, petrolieri come Moratti e Garrone, alcuni dei quali collegati, fra l’altro, proprio al gruppo
Maccaferri-Eridania-Sadam) che “inventarono” un modo per trasformare un costo – lo smaltimento
degli scarti di raffineria – in un enorme utile, nonché per avere contributi per centrali a carbone, gas, petrolio,
sicuramente tutte fonti energetiche lungi dal poter essere considerate “rinnovabili”.

Torniamo ora alla Centrale di Jesi. Facciamo un calcolo, che è puramente indicativo, dei contributi Cip6 che arriveranno
a Sadam tramite la centrale a olio vegetale prevista a Jesi.
Da questa pagina del sito Gestore Servizio Elettrico (GSE)( http://www.gsel.it/ita/index.asp ) possiamo aprire la tabella
con l'aggiornamento della cifra attuale dei Cip6 per il terzo trimestre 2008 (viene aggiornato ogni tre mesi, e sempre,
finora, al rialzo!!!).
La cifra è di 68,77 euro per ogni MWh di energia. L'energia è il prodotto Potenza x Tempo. Il calcolo dei soldi pubblici di
Cip6 che Sadam intascherà, considerando le tariffe attuali sarà quindi 18 MegaWatt x 7240 ore x 68,77 euro = 18 x 7.240 x
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68,77 = 8.962.106 di euro all'anno!!! Parliamo ora dei Certificati Verdi. E calcoliamo quanto può farci su Sadam sempre
con la Centrale a Olio prevista a Jesi.
Qui e qui viene spiegato come funzionano i Certificato Verdi.
In pratica, ogni azienda, che consuma più di 100 GWh di energia da fonti fossili non rinnovabili, ha l'obbligo di immettere
sul mercato una quota di almeno il 2% (ora ritoccata al rialzo) di energia da fonti rinnovabili (o assimilate!!!). Quindi, o
un'azienda se la produce da sola, o è costretta a comprarla da un sistema di produzione da fonti alternative. Il prezzo del
certificato è dato dalla differenza fra il valore di riferimento, fissato in sede di prima applicazione dall'articolo 2, comma
148 della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, pari a 180,00 € per MWh" ed "il valore medio annuo registrato nel
2007 del prezzo di cessione dell'energia elettrica di cui all'articolo 13, comma 3, del D.Lgs. 387/03, pari a 67,12 €
per MWh, definito dalla AEEG con la deliberazione n. 24/08"(cioè il Cip6 del 2007)".

Cioè il valore dei Certificati verdi è, per il 2008 pari a 112,88 € per MWhTornando alla centrale di Jesi, se vendesse
tutta l'energia che produce con la sola nuova centrale da 18MW al netto di quella che usa nei periodi della manutenzione
della Turbogas in Certificati Verdi, otterrebbe (indicativamente) 18 x 7.240 x 112,88 = 14.710.522 di euro all'anno!!!!

Quindi, ricapitolando, la riconversione dello stabilimento di Jesi frutterà a Sadam, se ipotizziamo una vita media degli
impianti di produzione energia di almeno 12 anni:

. 70 milioni di finanziamenti UE più. Da circa 9 a circa 15 milioni di euro all’anno, a seconda che vengano presi
incentivi Cip6 o Certificati Verdi, per un totale variabile, in 12 anni, dai 108 ai 180 milioni di euro. Totale generale circa da
180 ai 250 milioni di euro!!!!! E questo solo per Jesi[3]……

Ma………...le riconversioni previste da Sadam sono sei, più la costruzione di un impianto a biomasse a
San Quirico di Parma, che attualmente, però, non prevede (almeno ufficialmente) la chiusura dello zuccherificio[4]. Le
nuove centrali previste sono

San Quirico di Parma 18 MW
Russi(Ravenna) 30 MW
Fermo 24 MW
Villasor (Cagliari) 50 MW
Castiglion Fiorentino (Arezzo) 17MW (tele risc) + 7MW (caladaia fornace) + 11MW(olio)
Celano (AQ) 30 MW Un totale di circa 170 MW (ho escluso il teleriscaldamento di Castiglion Fiorentino, dato che stiamo
trattando soltanto degli incentivi relativi alla produzione di energia elettrcica). Consideriamo, approssimando per difetto,
una produzione di 7000 ore (supponendo che una parte di energia Sadam la usi per i propri impianti[5]). Seguendo un
procedimento del tutto analogo a quanto visto prima per l’impianto di Jesi, abbiamo Di Cip 6: 170 x 700
81.836.300 di euro l’annoDi Certifcati Verdi: 170 x 7000 x 112,88 = 134.327.200 di euro l’anno

Moltiplicato per 12 anni abbiamo un quota di Euro 982.035.600 di Cip6 e 1.611.926.400 di Certificati Verdi.
Più i 70 milioni di finanziamento annui per ogni dismissione (escludo quindi San Quirico): 70 x 5 = 350 milioni di euro.
Abbiamo, quindi, un finanziamento per le sei riconversioni pari a Euro 1.332.035.600 (Cip6) o 1.961.926.400 (Certificati
Verdi).

A questi aggiungiamo le quote calcolate per Jesi (180 milioni di euro di Cip6, 250 milioni di euro di Certificati Verdi) ed
abbiamo UN FINANZIAMENTO PUBBLICO PRELEVATO DIRETTAMENTE DALLE NOSTRE TASCHE E DALLE
NOSTRE BOLLETTE PARI A : Euro 1.332.035.600 + 180.000.000 = 1.512.035.600 per i Cip6; Euro 1.961.926.400 +
250.000.000 = 2.211.926.400 per i Certificati Verdi. SADAM SI STA QUINDI GIOCANDO UNA PARTITA DI SOLDI
PUBBLICI DI CIRCA DUE MILIARDI DI EURO !!!!!!!!!!
Più naturalmente, tutti i contributi pubblici per le turbogas, che in questo calcolo non abbiamo considerato. Essendo tali
centrali a tecnologia a ciclo combinato con cogenerazione infatti, anche se bruciano metano usufruiscono dei contributi
pubblici Cip6 e Certificati Verdi (come già ricordato qui)!!!!
E producono (e quindi vendono al GSE), circa 10 volte più energia di quelle a biomasse!!!!!
Intanto iniziate a farvi una idea.

Poi ne riparleremo nei prossimi articoli…
MASSIMO GIANANGELI

[1] Ufficialmente, Sadam ha solo presentato il 18 luglio 2008 una descrizione estremamente sintetica e per alcuni aspetti
parziale del progetto, riportando indicazioni riguardanti l’impatto ambientale degli impianti precedenti, il numero di
ore in cui tali impianti-senza specificare quali- sono stati tenuti attivi, ecc…. senza fornire fonti, collegamenti, link per
poter verificare e chiarire i numerosi interrogativi e dubbi sui dati forniti.[2] Nel caso di Cip6 elargiti ad inceneritori di rifiuti
o ad impianti di biomasse come quello previsto a Jesi, cioè di dimensioni abbastanza elevate e con un
approvvigionamento di materia prima per oltre il 90% proveniente da migliaia di KM di distanza, allo scandalo di un
finanziamento ad una fonte non propriamente rinnovabile, si aggiunge l’aggravante che tali soldi vanno ad
impianti con BILANCIO ENERGETICO PASSIVO, cioè che nell’intero ciclo utilizzano più energia di quella che
producono (Vedere qui e qui-secondo video)[3] La cifra è abbastanza sottostimata dal momento che viene fatta sul
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Jesi Attiva

valore di quota Cip6 e Certificati Verdi attuali. Tali valori, infatti, fino ad oggi, ogni anno sono stati quasi sempre ritoccati
al rialzo.[4] Per quanto riguarda San Quirico (PR), le notizie sono ufficiose. Mi permetto però ugualmente di considerare
l’ipotesi della centrale a San Quirico e di inserire nel conteggio anche tale impianto poiché sia nel caso di Jesi,
sia in quello di Fermo, si è sempre avuta una fase preliminare di diffusione di notizie ufficiose trapelate, cui poi sono
sempre seguite puntualmente le conferme ufficiali. E’ ovvio che mai come in questo caso mi auguro di poter al più
presto essere smentito e di poter togliere dal conteggio lo stabilimento di emiliano. [5] Questa ipotesi, probabilmente,
porterà ad una sottostima del risultato finale. Ciò poiché, logicamente, in una normale ottica economica di riduzione costi e
massimizzazione del profitto, anche nel caso in cui Sadam avesse bisogno di energia per un suo impianto industriale,
avendo a disposizione una centrale con possibilità di super valutazione dell’energia prodotta tramite finanziamenti
pubblici, converrebbe comunque cedere a prezzo maggiorato l’energia al Gestore ed acquistarla poi dal Gestore
stesso a prezzo di mercato.

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