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FISHER HOUSE
LOUIS KAHN
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LOUIS KAHN
Louis Isidore Kahn, nasce a Kuressaare nell'isola di Saaremaa in Estonia il 20 febbraio 1901.
Molto presto esprime una grande passione per il disegno, frequenta il « Graphic Sketch Club », quindi la Scuola
d'arte del Fleisher Memoria e la Scuola di arti industriali per i corsi di disegno, ottenendo il primo premio ed una
borsa di studio per la Highschool di Filadelfia offerta dall'Accademia di Belle Arti.

Nel 1924 consegue la laurea in architettura all’Università di Philadelphia.
Nel 1928 Louis Kahn fa il suo primo viaggio di studio in Europa dove espone disegni e dipinti.

Tornato in America è in corso la Grande Depressione del 1929 e, con 30 architetti ed ingegneri disoccupati, elabora
progetti urbanistici e di edilizia popolare, per la bonifica degli slums di periferia, studiando nuovi sistemi di
costruzione.

Nel 1934 apre un proprio Studio mettendo a frutto le esperienze fatte negli anni precedenti e lavora per enti che si
occupando di edilizia pubblica residenziale.

Interessato all'attività di ricerca, alla didattica oltre che a quella professionale, Louis Kahn insegna a Yale e a
Cambridge finché nel 1957 prende la cattedra all'Università di Pennsylvania che occuperà fino alla morte.
Al suo ritorno in America, dopo un viaggio in Italia nel 1950, Louis Kahn cambia completamente stile e cominciano a
nascere i suoi capolavori: la nuova Galleria d'arte di Yale, i laboratori Richards a Philadelphia, l'Unitarian Church a
Rochester, l'istituto Salk a La Jolla, la biblioteca Philips a Exeter, il museo Kimbell a Fort Worth.
Durante tutti gli anni '60 Kahn tiene affollatissime conferenze negli Stati Uniti e pronuncia un discorso inaugurale al
Royal Institute of British Architects a Londra.
Louis Kahn, ormai famosissimo e ammirato architetto, muore a New York, al culmine della sua carriera e nel pieno
del lavoro, per un attacco cardiaco il 17 marzo del 1974, al ritorno da un viaggio in India dove aveva un cantiere per
la costruzione dell'Istituto Indiano di Amministrazione.
Kuressaare, 20 Febbraio 1901
† New York, 17 Marzo 1974
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Fisher House
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La casa, che si trova ad Hatboro, in
Pennsylvania, fu commissionata dai coniugi di
Philadelphia Norman e Doris Fisher
all’architetto Kahn nel 1960 e al termine del
lungo periodo di progettazione dell’abitazione,
durato ben sette anni, il risultato fu un corpo
abitativo composto da due volumi cubici
rivestiti in legno e che poggiano su un
basamento in pietra.
La Fisher House riprende l’architettura e le
scelte costruttive che più frequentemente Kahn
adottava durante quel periodo, scelte che
andavano contro le tendenze degli architetti
suoi contemporanei.
La suddivisione interna tende a distinguere in
modo ben definito zona giorno e zona notte,
riconoscibili rispettivamente nel volume sud e
nel volume nord.
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Localizzazione
East Mill Road, Hatboro Pennsylvania 19040
United States
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La Fisher House è situata ad Hatboro, una piccola comunità suburbana poco distante
da Philadelphia. La casa è posta sulla sporgenza di una bassa collina lungo Mill Road:
l’entrata affaccia sulla strada e la parte opposta fronteggia un piccolo bosco e un
fiumiciattolo che scorre lievemente più in basso rispetto alla collina.
La maggioranza delle abitazioni di Hatboro è costruita in stile Neo Coloniale dei primi
anni del dopoguerra ed è per questo che la Fisher House spicca nel contesto in cui è
inserita per il suo stile moderno e le sue forme squadrate.
Dato clima della Pennsylvania, molto rigido in inverno e torrido in estate, Kahn scelse
strategicamente di creare finestre ampie che permettessero alla luce di entrare più
facilmente nella stagione fredda e altre longilinee che mantenessero l’ambiente fresco
in quella calda.
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Il basamento della casa è costruito
interamente in pietra, materiale
necessario a causa della posizione
in pendenza della casa che per tale
motivo doveva essere bene
ancorata al suolo. Inizialmente il
progetto di Kahn prevedeva la
realizzazione di un rivestimento in
pietra, ma per questioni di costi
dovette usare il legno. Come si può
notare, sia gli esterni che gli interni
sono realizzati in legno di cedro
proveniente dall’area locale e ai fini
dell’estetica di cui è dotata la casa,
il legno di cedro risultò migliore della
pietra, per la grande abbondanza di
particolari e dettagli che attualmente
caratterizzano la casa e che la
pietra non avrebbe potuto conferirle.
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Modelli 3D
Modello Volumetrico Modello Funzionale Modello Architettonico
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Modello Volumetrico
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Modello Funzionale
Servizi
Camere
Cucina
Zona Giorno
Zone di Transito
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Modello Architettonico
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Politecnico di Milano
Facoltà di Architettura e Società
Scienza dell’Architettura
Laboratorio di rappresentazione
Prof. Danilo Redaelli
Studenti:
Alessia Rampoldi
Serena Spennacchio
Maurizio A. Stanziale