Studio Teologico Laurentianum Studente: Lorenzo Scontrino

Corso di Liturgia Venezia, 26 Novembre 2013
LANZA S. Quali linguaggi per l'iniziazione cristiana
Analisi delle categorie strutturanti
In questa seconda parte del suo articolo, Sergio Lanza si occupa delle categorie
strutturanti, iniziazione e catecumenato, analizzandone il contenuto in termini di difficoltà
riguardanti il campo semantico delle parole che engono utilizzate. Si edrà che non sempre
le cose sono chiare come dore!!ero essere in campo liturgico. Nella parte finale engono
presi in esame anche altri termini di minore rilieo ma significatii per comprendere il
meccanismo intrinseco all' uso di particolari nomi che possono anche creare un po' di
confusione.
"er quanto riguarda l'iniziazione i pro!lemi sono di due tipi# il primo $ frutto di una
diaricazione delle interpretazioni su significato proprio e teologico% il secondo proiene da
una deria semantica auta dal termine iniziazione douta ad un modo di usare lo stesso
poco soregliato, sfumato e allargato determinando una scarsa presa del termine nell'uso
comune.
Nel primo caso la domanda da porsi $# per iniziazione si intende una realtà puntuale, un
momento della ita del credente o si tratta di un processo, una realtà che si prolunga nel
tempo&
Se ci si s!ilancia erso un senso puntuale del termine, pur mettendo !ene in luce la
erticalità del fenomeno e la priorità dell'iniziatia di 'io, passano in secondo piano, fino
ad essere nascosti, il ruolo del soggetto, la sua risposta e i requisiti necessari che rendono
plausi!ile la stessa cele!razione.
''altra parte, considerando l'iniziazione come un fatto eminentemente pedagogico, si
sminuisce la parte erticale creando una polarizzazione a antaggio di ci( che concerne la
risposta attia del credente e che distrugge la forma sacramentale autentica.
L'autore allora offre una definizione che si articola in due elementi# in senso strettissimo e
precisio si pu( considerare l'iniziazione come la cele!razione del momento sacramentale
nella sua essenzialità circoscritta% mentre, in senso proprio e compiuto, essa designa tutto il
processo che, come componente intrinseca e costitutia, presiede al dientare cristiani e
senza la quale non pu( aenire il senso precedente.
"er quanto riguarda la deria semantica del termine i pro!lemi nascono a causa del fatto
che il termine iniziazione era in uso già in altre culture e religioni indicando l'entrata a far
parte di un clan o organizzazione con la partecipazione a riti cultuali e l'assunzione di
responsa!ilità doute alla nuoa appartenenza. Ancora oggi il termine $ usato in altri
contesti con diersi significati che non sono sempre in linea con la specificità del significato
che esso assume in am!ito cristiano. "er questo l'autore si pone la domanda circa la
conenienza di usare ancora questo termine anche considerando che non si usano i deriati
come l'aggettio )iniziatico* e il participio sostantio )iniziato*, che mantengono una loro
connotazione a!!astanza negatia di linguaggio essendo riferite all'entrata in gruppi separati
e di du!!ia liceità.
"er quel che concerne il catecumenato, la sua ripresa terminologica $ stata sancita dal
+oncilio ,aticano II )S+ -.* e su!ito ha auto una diffusione e popolarità maggiori
dell'iniziazione fino quasi ad appropriarsi esclusiamente di tutto il processo di iniziazione.
Il /I+A ne offre una puntuale descrizione ed una precisa collocazione nell'am!ito
dell'intero cammino dell'iniziazione. L'autore segnala comunque due punti critici della
definizione#
0* Il termine 1disciplina2 che compare nella frase 1i candidati riceono una istruzione
pastorale e sono impegnati in una opportuna disciplina2 indica la prassi e la progressia
introduzione al discepolato, purtuttaia nel linguaggio corrente la parola eoca significati
che non 1suonano2 !ene e che richiamano un modo di essere discepoli molto 1meccanico2
e 1olontaristico2%
3* il punto 04 del /I+A recita 1....opportune celebrazione della parola di Dio che
aiutano e preparano alla Eucarestia”;questo modo di esprimersi risulta deficitario e
inadeguato a parere dell'autore perch5 crea una scollatura tra cele!razione liturgica e ita
cristiana considerando i riti liturgici solo come aiuto e preparazione laddoe le cele!razioni
catecumenali sono i momenti nei quali si ri!adisce il primato dell'azione diina e la priorità
della grazia del Signore.
"ro!lemi nell'uso di questo termine si incontrano anche quando si parla degli adulti che
hanno riceuto il !attesimo da piccoli. Il /I+A consiglia di seguire, per la catechesi di
questi fedeli, lo stesso schema della preparazione dei catecumeni che ancora non hanno
riceuto il !attesimo. Il pro!lema $ che in molti am!ienti questi adulti !attezzati engono
chiamati catecumeni, oppure il cammino iene chiamato catecumenato post !attesimale,
termine che in se non ha alcun senso. A questo proposito si $ pronunciata la +ongregazione
per il +ulto 'iino con un documento in cui si afferma la necessità di una catechesi post
!attesimale per coloro che sono stati !attezzati da !am!ini ma si chiarisce che questa non si
dorà considerare catecumenato ero e proprio. Nonostante ci( si troa nel +atechismo
della +hiesa +attolica la seguente frase# 1"er la sua stessa natura il !attesimo dei !am!ini
richiede un catecumenato post6!attesimale.2 Si rischia cos7 di confondere le esigenze di
dientare cristiani con una forma storicamente !en determinata di cammino che riguarda la
risposta di fede di adulti non !attezzati e le esigenze che ne conseguono. 8' pi9 corretto
parlare di educazione cristiana per i !am!ini e ragazzi già !attezzati e di preparazione
cristiana per gli adulti già !attezzati includendoli in un cammino, questo si, di iniziazione.
L'autore tiene a sottolineare che, secondo lui, non si tratta solo di pignolerie ma di
precisazioni che hanno degli importanti risolti teologici# addirittura l'uso improprio del
linguaggio pu( arriare a caratterizzare l'impostazione del rapporto con 'io. Inoltre tutta
l'impostazione della pastorale dipende anche dalla chiarezza dei termini che si usano per
chiamare le dierse fasi del cammino di un credente.
In ogni caso il termine catecumenato presenta enormi antaggi rispetto a iniziazione#
prima di tutto $ una parola specificamente cristiana e poi non $ soggetta ad alcuna analogia
con la cultura pagana, escludendo qualsiasi possi!ilità di fraintendimenti in questo senso.
"er cui nessun du!!io sorge riguardo alla scelta di continuare ad utilizzarlo.
Altri termini engono presi in considerazione nell'ultima parte dell'articolo, uno dei quali
$ l'elezione. +on elezione si intende l'ammissione o scelta dei candidati al !attesimo. Il
/I+A ci informa che si chiama cos7 perch5 la scelta $ operata da 'io nel cui Nome la
+hiesa agisce. In questo senso si tratta di una scelta dall'alto, cui al chiamato tocca
rispondere. Il pro!lema $ che in questa era delle democrazie il termine elezione ha assunto il
concetto che indica esattamente l'opposto, e cio$ una scelta dal !asso, dal popolo che $
chiamato ad esprimere il suo oto per eleggere, appunto, i candidati. 8' il contrario di ci(
che il termine indicaa nella :i!!ia doe era 'io che aea eletto il suo popolo. Inoltre,
nell'uso sostantiato, eletto, questo termine richiama il senso di un gruppo chiuso aperto
solo a pochi priilegiati.
Il /I+A stesso propone altri termini come concorrenti o illuminandi, ma anche questi non
sem!rano essere alide alternatie.
;n altro termine $ 1esorcismo2 in cui la presa di coscienza, o!iettio raggiunto negli
scrutini, dienta preghiera e inocazione e nel quale il dono della redenzione li!eratrice si fa
già in qualche modo presente e operante. La distanza tra questa accezione terminologica e il
significato corrente che la parola $ enuto ad assumere $ noteole. Il fatto che sia un termine
molto antico !asta a giustificarne l'uso attuale&
Anche il termine rinuncia sem!ra essere un termine improprio. Il suo uso sem!ra indicare
che Satana ed il male siano qualcosa di desidera!ile cui !isogna rinunciare con sacrificio,
laddoe inece l'approccio sacramentale $ quello di una gioiosa e attia adesione.
L'impegno auspicato e richiesto non $ un impegno da rinunciatario, ma $ attio e
com!attio.
Il /I+A preede anche qui delle alternatie e questo $ un segno importante perch5, al di
là del fatto che le formule suggerite non sono soddisfacenti, mostra che si $ superata la
concezione della fissità in liturgia e questo principio di flessi!ilità tiene conto anche delle
dierse situazioni culturali in cui si cerca di implementare il rito.
L'autore conclude l'articolo affermando che la dimensione dottrinale, ecclesiale,
antropologica e organica, traendo nuoo impulso da una considerazione pi9 ricca e
teologicamente pi9 igilata della iniziazione cristiana, interrogano l'impostazione pastorale
igente e domandano un profondo rinnoamento che non arà solo effetti positii sul
processo di iniziazione ma darà igore a tutta la ita della comunità cristiana di oggi.
"ersonalmente ho troato molto interessante la passione con cui l'autore analizza i
termini e l' uso che di loro se ne fa, andando a scoprire tanti risolti non solo teorici ma
incidenti sulla ita pratica in maniera quasi impercetti!ile ma profonda. L'acutezza
dell'indagine permette di scoprire anche tante incongruenze nelle parole utilizzate da diersi
documenti o da diersi esperti del settore e questo dimostra che non sempre le cose si
possono dare per scontato o certe fonti possono considerarsi affida!ili solo perch5 sono state
scritte da un nome famoso o addirittura dal magistero. <ccorre sempre coltiare ed
esercitare uno spirito critico che permetta di affrontare con lucidità le arie incongruenze
cercando di capire il senso profondo e non solo quello superficiale delle parole che si
usano.