L'archeologia medievale è quell'ambito specialistico della ricerca archeologica che applica i metodi propri di

questa disciplina alla cultura post-classica nell'indagine delle strutture, della mentalità, dei manufatti e di ogni
minuziosa testimonianza del periodo che va dalla caduta dell'Impero Romano (!" d#$#% alla nascita dell'età
moderna (&'( scoperta dell')merica%* all'interno di questi due paletti storici (sempre pi+ messi in discussione
almeno per la realtà italiana%, l'archeologia medievale indaga ogni ,tipo di -edioevo', da quello islamico a quello
cristiano, dai bizantini ai longobardi agli ebrei etc#, in una discesa specialistica sempre pi+ profonda che ne è
anche una sua caratteristica fondamentale#
Storia dell'archeologia medievale
La ricerca archeologica in ambito medievale era iniziata nella seconda metà dell'.ttocento* l'interesse,
inizialmente rivolto alle architetture e quindi ai siti e ai materiali di epoca medievale, si manifest/ anche con veri e
propri scavi archeologici, soprattutto in 0ran 1retagna e nei paesi scandinavi, in collegamento con il pensiero
positivistico e con lo sviluppo della ricerca sulle origini nazionali, propria della cultura del tempo# In quest'ambito,
il generale inglese 2itt Rivers si dedic/ tra il &33& e il &3'" alla ricerca di villaggi e necropoli, registrando in
modo estremamente accurato tutti i dati dei ritrovamenti#
4el &'5( 1eresford, 6ac7 0olson e 6ohn 8urst scavarono il villaggio abbandonato di 9harram 2erc:, nel 4ord
;or7shire* <3 campagne di scavo estese su ampie aree che permisero di illustrare in maniera innovativa e con
risultati eccellenti le fasi di vita del villaggio dal tempo dei romani# 4ello stesso &'5( venne costituito il =eserted
-edieval Research 0roup (->R0% che svolse un gran numero di ricerche sulla storia dell'insediamento rurale#
>empre in Inghilterra sono da ricordare le numerose campagne di scavo su necropoli, come >utton 8oo, cimitero
reale anglossassone, scoperto nel &'<' vicino a 9oodbridge (>uffol7%#
In Inghilterra esisteva già dal &'5" una ?>ociet: for -edieval )rcheolog:?, ma le prime pubblicazioni di
archeologia medievale risalgono solo negli anni settanta-ottanta del 4ovecento# >uccessivamente si hanno
numerose pubblicazioni in tutta @uropa#
In Arancia sicuramente uno dei pi+ importanti esponenti della storia della disciplina è rappresentato da Biollet-le-
=uc, la cui attività fu finalizzata all'individuazione dei principi dell'architettura del passato# La sua attività di
restauratore, basata su una conoscenza straordinaria della civiltà medievale francese, si esplicita con la sua
affermazione* Crestaurare è ripristinare l'edificio in uno stato di compiutezza che potrebbe non essere mai
esistitoD# Era le sue attività di restauro è da ricordare il rifacimento della cattedrale di 4otre-=ame a 2arigi,
sostituendo la guglia a crociera e la decorazione scultorea del portale maggiore con libere creazioni in stile gotico#
2er quanto riguarda il 4ovecento, tra gli esponenti di maggior rilievo ricordiamo -ichel de 1ouard, nominato
professore all'Fniversità di $aen nel &'G, partecip/ allo scavo ed alla ricostruzione del castello di $aen,
affermandosi come capo fila dell'archeologia medievale* tra i primi utilizz/ il metodo stratigrafico su siti
medievali#
In 0ermania le ricerche, soprattutto durante i primi anni del 4ovecento, furono tutti indirizzati alla ricerca delle
origini del popolo 0ermanico# =a ricordare l'attività di 0ustaf Hossinna, diretto predecessore dell'archeologia
nazista, linguista e professore dell')rcheologia germanica all'Fniversità di 1erlino# Le sue idee furono collegate
alla pretesa che i popoli germanici costituivano una identità nazionale con diritti storici sulle terre una volta
occupate* pretesa utilizzata durante l'occupazione della 2olonia e della $ecoslovacchia# =urante il periodo nazista,
da ricordare la fondazione dell'associazione =eutsche )hnenerbe, fondata nel &'<! e sovvenzionatrice di scavi e
ricerche in tutta @uropa finalizzate al rafforzamento dell'identità germanica# Era i promotori da ricordare il
ReichsfIhrer->> 8einrich 8immler, che mantenne il controllo totale dell'associazione dall'estate &'<!, fissandone
il nuovo quartier generale presso 1erlino-=ahlem#
Ricerche di archeologia medievale in Italia
)nche in Italia gli studiosi si occuparono di archeologia medievale anche molto tempo prima che nascesse questa
definizione* nel corso del JIJ secolo si citavano i ritrovamenti di epoca medievale rinvenuti negli scavi, ma
tuttavia, l'interesse specifico per il -edioevo rimaneva scarso e casuale, ed anche un tema storiografico famoso
come quello del ,castello' anim/ ricerche comunque ridotte e specifiche#
Luigi 2igorini con la pubblicazione nel &3"5 del suo libretto Sulle abitazioni palustri, ritrovate durante lo scavo
nel centro di Aontanellato aveva già applicato a materiali di epoca medioevale le tecniche proprie dell'indagine
archeologica del tempo* le strutture, ipotizzate come appartenenti all'età del ferro, vennero poi identificate come
costruzioni del periodo delle invasioni barbariche, grazie all'attenta osservazione dei recipienti in pietra ollare
rinvenuti#
4el &33! 0iuseppe >carabelli nella pubblicazione dello scavo condotto a -onte $astelluccio, presso Imola, in cui
era stato rinvenuto un insediamento dell'età del bronzo, descrisse con precisione i resti di una necropoli, rilevando
anche i buchi lasciati nel terreno dai pali e disegnando i numerosi manufatti rinvenuti* grazie a questo resoconto i
resti furono pi+ tardi attribuiti all'epoca altomedievale#
>empre durante l'.ttocento si ebbero ancora gli studi di 0iacomo 1oni (abbondanti resti medievali nel sito
terramaricolo di -ontale%, di Arancesco $oppi (descrizione dei materiali rinvenuti nelle tombe del cimitero
medievale dell'oratorio di >ant')lberto%# 0aetano $hierici condusse campagne di scavo in siti medioevali
(campagne di scavo nel castello di $anossa a partire dal &3!!, poi proseguite da 4aborre $ampanini, scoperta di
una chiesa e di tombe altomedievali a >ant'Ilario d'@nza nel &3!3, scavo nella torre di 1ismantova# I risultati degli
studi di $hierici vennero illustrati nel museo civico di Reggio @milia, con un criterio topografico rimasto
d'esempio per numerosi altri musei#
Le ?=eputazioni di storia patria?, associazioni per lo studio della storia locale, fondate dopo l'unità d'Italia nel
&3"&, raccoglievano materiali appartenenti ad epoche diverse, in mancanza di una legge che regolamentasse il
possesso di oggetti archeologici, ma i manufatti di epoca medievale erano il frutto di ritrovamenti casuali e non di
mirate campagne di scavo#
$ontemporaneamente gli storici e gli storici dell'arte cominciarono a pubblicare gli 'inventari di beni',
introducendo lo studio della cultura materiale, fondamentale fonte di informazione per comprendere e ricostruire il
vivere quotidiano del singolo individuo come di interi villaggi# Inoltre la stessa archeologia andava allargando il
proprio campo di indagine al di fuori della sola antichità classica e delle tradizionali tematiche storico-artistiche*
nacque l'archeologia cristiana e si svilupp/ la ricerca sulle culture barbariche e sugli aspetti materiali della cultura
bizantina# 0li studi si estesero a temi quali le monete, le catacombe, la chiesa, il monastero ed il villaggio# Il
problema storiografico centrale restava quello dell'identità nazionale#
2roblema usato durante la ricostruzione di Roma durante gli anni del fascismo, quando vennero effettuati notevoli
sbancamenti nella zona del Aoro Romano, cancellando per sempre interi quartieri medievali della città# La ricerca
della romanità era fortemente incentivata dal =uce, ritratto durante l'inaugurazione della Bia dell'Impero (' aprile
&'<(% e dei Aori Imperiali# >imile sorte ebbero gli scavi presso .stia, diretti da 0uido $alza#
=urante la ricostruzione, negli anni immediatamente successivi alla >econda guerra mondiale, molte furono le
scoperte nelle principali città italiane# In questi anni fu manifesto il legame con la scuola d'.ltralpe, guidata in
primo luogo da 6oachim 9erner# )i suoi allievi Bol7er 1ierbrauer e .ttone d')ssia si devono le prime
sistematizzazioni delle scoperte di età gota e longobarda in Italia#
)gli inizi del anni sessanta risalgono i primi grandi progetti di ricerca archeologica medievale, promossi da 0ian
2iero 1ognetti, finalizzati alla conoscenza di due siti di grande interesse per l')lto -edioevo italiano* Eorcello
nella laguna veneta e $astelseprio in provincia di Barese#
In Italia la disciplina venne codificata solo a partire dagli anni settanta del 4ovecento, con i primi incarichi
accademici ed i primi interventi di recupero di contesti archeologici# ) partire dal &'! inizi/ anche la
pubblicazione di una rivista specialistica, ?)rcheologia -edievale? sotto la direzione di Riccardo Arancovich# Le
prime pubblicazioni furono monografie su aspetti specifici, testi di sintesi e rivisitazioni di tematiche
storiografiche alla luce delle scoperte archeologiche#
L'archeologia medievale è oggi entrata a pieno titolo nel mondo delle discipline archeologiche e storiche in
generale, contribuendo a far luce e a rendere pi+ chiare le testimonianze della vita dell'uomo nelle sue diverse fasi
cronologiche (tarda antichità - alto -edioevo - basso -edioevo%#
Fna definizione convenzionale e cronologica di archeologia medievale è data da -#$# =e )zevedoK&L, secondo
cui l')rcheologia -edievale ha* ?il compito di recuperare e indagare la documentazione dei fatti archeologici
appartenenti ai secoli dal II in poi, per lo meno fino alla fine del II millennio ?# ) livello internazionale, possiamo
riconoscere come fondatori dell'archeologia, per merito delle loro ricerche e pubblicazioni* per la necessità di
passare dalla histoire événementielle alla histoire de longue durée* -arc 1loch ()nni '"G, corrente marMista, si
veda la >cuola delle )nnales% e Lucien Aebvre K(L (Institut d')rt et d')rchNologie, 2arigi%, con $leziou, 6ean-2aule
=emoule, )nnie e )lain >chnapp#
$on histoire événementielle (?storia per avvenimenti?% si intende la concezione della storia prima del passaggio
all'archeologia moderna* la storia era un insieme di periodi ben distinti e delimitati da date particolari (per
esempio* il passaggio da )lto -edioevo a 1asso -edioevo con la data del &'(, scoperta dell')merica%# $on
histoire de longue durée (?storia di lunga durata?% si intende la storia come un insieme di processi che hanno lunga
durata e vanno dal periodo precedente a quello considerato a quello successivo al termine del periodo stessoO
inoltre si prende coscienza dell'impossibilità di considerare due periodi nettamente distinti da una data precisa, ma
occorre fare riferimento ad un graduale passaggio tra due epoche ed a lente trasformazioni (per esempio lenti
cambiamenti socio-economici%#
Il confronto con l'archeologia tradizionale
2er l'archeologia tradizionale, l'archeologia stessa era individuata come >cienza del passato e dei fatti, di eventi
concreti e reali, riscontrabili sui documenti scritti e che, per essere studiata, richiede prima di tutto fiuto# @ssa si
confonde quindi con l'analisi dei ritrovamenti, motivo per cui spesso l'antichità è stata oggetto di studio# L'analisi
puramente lessicale del vocabolario archeologico sarà, da questo punto di vista, ricca di riferimenti come* ?nuovi
scavi a### nuovi documenti su###?# P semplice dedurre come l'archeologia tradizionale definisse le nuove scoperte
come una semplice aggiunta o accrescimento di qualcosa che già esisteva, ad un sapere preesistente# P detta anche
?monumentale? (da ?moneo?, ammonire gli altri su qualcosa%, poichN studiava il passato attraverso i fatti (la fonte
documentaria%# Il -edioevo, fino agli anni '!G, non era studiato attraverso le fonti materiali ma, oltre questa data,
anche l'archeologia medievale non esaurisce il suo spirito alla sola aggiunta di informazioni al materiale
preesistente, ma và concepita in chiave pi+ moderna# La distinzione pi+ rilevante tra archeologia tradizionale e
moderna, appunto, diventa il rapporto tra fonte scritta e fonte materiale* la grande conquista avvenuta a partire
dagli anni '!G è stata proprio l'equiparazione, la capacità di assegnare alla fonte materiale la stessa veridicità
storica, lo stesso valore della fonte scritta, da sempre privilegiata negli studi storico-archeologici#
In questo contesto, una delle funzioni pi+ importanti della fonte materiale nell'archeologia moderna è
l'integrazione di quella scritta, poichN quest'ultima, rappresentando nella storia il punto di vista esclusivo delle
classi sociali che potevano ?permettersi? di scrivere, lasciano trasparire una certa linea di pensiero e ci allontanano
dal considerare la società nella sua interessa# =all'altro lato, invece, la fonte materiale fornisce elementi utili alla
scoperta proprio di quelle classi sociali ?mute? della storia* contadini, artigiani, esponenti degli strati pi+ bassi o
modesti della società, che sono sempre stati in numero maggiore rispetto alle poche persone che avevano
l'appannaggio della scrittura# Quindi, mentre dalle fonti scritte possiamo trarre notizie di natura politica, sociale,
storica od economica, quelle materiali rappresentano una fonte relativa ad altri aspetto sociali, tecnologici,
culturali# Inoltre, la fonte materiale è oggettiva, non è stata lasciata col preciso intento di rispecchiare una filosofia
dominante o un pensiero in particolare, come avviene per i testi scritti# ) fronte di ci/, lo svantaggio è
rappresentato dalla difficile interpretazione che spesso contraddistingue la fonte materiale (che pu/ essere anche
discordante con quella scritta%#
In questo senso, l'obiettivo finale dell'archeologia medievale è l'integrazione delle fonti scritte con quelle
materiali, e con le scienze esatte per giungere al risultato finale di ?fare storia?#
I deficit dell'Archeologia Classica
I canoni dell'archeologia classica, inoltre, privilegiavano il bene culturale, come detto prima, monumentale,
ovvero i resti materiali di valenza estetica, trascurando gli oggetti non pregevoli o di uso quotidiano# In questo
senso, l'archeologia era intesa come >toria dell')rte antica# 0li scavi, inoltre, erano strutturati in maniera tale da
portare alla luce immediatamente lo strato pi+ antico, senza preservare quelli intermedi e superiori* questo
significava per esempio che se su un sito archeologico, un insediamento, nel corso del tempo, si erano succedute
la presenza romana e quella medievale, si eliminavano fisicamente tutti gli strati che ricoprivano quello romano,
per valorizzare esclusivamente quest'ultimo#
In conclusione, all'interno dell'archeologia medievale vanno considerate, nella ricerca, tutte le fonti, anche quelle
apparentemente meno interessanti, perchN tutte le testimonianze del passato hanno lo stesso valore#
Note
&# -#$# =e )zevedo, Studio dell'archeologia medievale in Italia#
(# )nnales# 8istoire, >ciences >ociales, Renouveau des Méthodes et théorie de l'archeologie, &'!<#
L'archeologia medievale
Il -ondo dell')rcheologia ((GG(%
di Alessandra Melucco Vaccaro
L'archeologia medievale
La disciplina oggi si definisce, rispetto alle altre archeologie, in relazione ad un dato di area culturale e ad uno
cronologico* essa applica infatti tutte le tecniche dell'indagine archeologica all'esame delle testimonianze materiali
dell'.ccidente euro-mediterraneo, per il periodo che va dalla caduta dell'Impero romano alle soglie del JBI secolo
circa# Questi confini ormai consolidati della materia tendono a superare la posizione di chi, in relazione soprattutto
all'archeologia urbana, li aveva intesi in termini pi+ radicali, estendendoli dall'età postclassica senza limiti
temporali fino al presente# P evidente che la dimensione geografica di riferimento esiste in quanto esiste il
concetto stesso, tutto europeo e non esportabile, di ?-edioevo? e da esso dipende anche per la problematica, posta
in sede storiografica, delle periodizzazioni (Earda )ntichità, )lto e 1asso -edioevo% e dei loro limiti di validità e
di estensione# L'archeologia medievale è stata anche fortemente influenzata dal fatto che proprio da un gruppo di
studiosi francesi di storia medievale, poi raggruppati negli anni Erenta intorno alla rivista Les )nnales, è partita
una riflessione critica generale sulle metodologie e sull'oggetto stesso del fare storia, sul valore del documento
scritto, rispetto ad altri tipi di fonti ed anche in relazione al monumento# Revocare in dubbio, come hanno fatto -#
1loch, L# Aebvre, A# 1raudel, 6# Le 0off ed altri, il fatto che compito della storia sia ricostruire una sequenza delle
battaglie e dei grandi avvenimenti politici, per porre invece l'accento sulle condizioni strutturali, di vita e dei
mezzi di sostentamento delle grandi masse senza nome, ha certo tolto da una condizione di sudditanza rispetto alla
storia un'archeologia che era stata spesso imputata di non riuscire a dar conto altro che di microrealtà, di
frammenti parziali e non significativi degli eventi del passato# Quegli stessi studiosi hanno rifiutato la pretesa
obiettività della fonte letteraria, evidenziandone la parzialità e i filtri ideologici di cui è impregnata, in quanto
espressione delle classi dominantiO l'hanno dialetticamente avvicinata al monumento perchN portatrice di un
messaggio fortemente connotato e determinatoO hanno infine affermato l'eguaglianza degli archivi cartacei e di
quelli della terra, soprattutto per i siti minori senza storia, sostenendo che ?non vi è che una sola scienza dell'uomo
nel tempo? (-# 1loch%# $i/ ha favorito il superamento di una separazione-contrapposizione, marcata in
precedenza dalle scuole storiografiche, tra fonte scritta e fonte archeologica e ha ancor pi+ contribuito ad una
valorizzazione della cultura materiale, quale elemento capace di ricostruire la dimensione quantitativa e di lunga
durata dei processi di trasformazione e di cogliere ?i tempi lenti ed impercettibili della storia? (A# 1raudel%,
piuttosto che di costruire il racconto di una sequela di avvenimenti (l'histoire NvNnementielle oggetto degli strali
degli )nnalistes%# .ltre ad aver accolto le tendenze pi+ critiche e innovative della storiografia medievale, la
ricerca archeologica medievale e i suoi attuali approdi sono stati fortemente determinati, nel secondo dopoguerra,
anche dallo sviluppo dell'archeologia stratigrafica, come metodo generale di indagine sul terreno, e dal dibattito
teorico assai vivace, con particolare riferimento al concetto di cultura materiale, che ha caratterizzato le
intenzionalità di tale scelta metodologica in rapporto alle tradizioni antiquarie e filologiche dell'archeologia
dell'età classica# Il concetto di cultura materiale e la storia del suo definirsi come prassi di analisi delle evidenze è
intrecciato con diverse correnti di pensiero, anche se la sua origine pu/ collocarsi nella prima metà dell'.ttocento,
nell'ambito del pensiero evoluzionista con particolari legami con gli studi preistorici, cioè con quella età nella
quale non esistono fonti scritte e dunque il reperto e il suo contesto fisico e culturale costituiscono l'universo da
interrogare e da interpretare# Euttavia, proprio per la comune base, determinata dall'accettazione del dibattito sul
concetto di cultura e sul valore delle fonti, molti autori (6#--# 2esez, R# Arancovich, )# 9:robisz, ecc#%
riconoscono legami particolarmente stretti tra cultura materiale e archeologia medievale# )ll'interno di questa
matrice, i temi di ricerca sul campo si sono cosR venuti incrociando e avvicinando, creando una dialettica nuova tra
i due ambiti disciplinari nella scelta degli aspetti quantitativi e demologici delle realtà territoriali estese, indagate
dagli uni attraverso i registri parrocchiali e i documenti sulla proprietà terriera, dagli altri con tutte le implicazioni
della ricerca sul terreno e sul territorio, attraverso la ricostruzione delle tipologie e delle dinamiche del
popolamento (in particolare dei villages dNsertNs e degli abitati rurali%, sugli strumenti e le tecniche di sfruttamento
del suolo e le principali colture agricole# 2i+ in generale, con riferimento all'archeologia della produzione, anche
con tutti i sussidi dell'indagine tecnica dei manufatti* dall'esame dei resti di pasto alla ricostruzione delle specie
animali allevate e libere, fino alle pi+ recenti tendenze che spaziano dalla semplice ricostruzione del contesto
limitato ad un'area di scavo, verso la delineazione, con l'archeologia estensiva, di un vero e proprio paesaggio
archeologicoO mentre l'archeologia urbana, pur confinata entro limitati spazi, offre i suoi ampi orizzonti diacronici
e integra realtà rurali e realtà cittadine, macrostoria e microstoria# Il percorso dell'archeologia medievale è stato
anche molto influenzato dalla disparità di situazione storica, e quindi di tradizione degli studi, che segna
rispettivamente l'ambito mediterraneo ed europeo, in precedenza ricadente entro i confini della civiltà greco-
romana, e quello esterno a quest'ultima# 4el primo caso, infatti, l'archeologia medievale ha tardato a conquistare
uno spazio proprio nei confronti dell'archeologia classica da un lato e dell'archeologia cristiana dall'altro, a lungo
considerata come l'unica accezione dell'archeologia postclassica, soprattutto in Italia, 0allia, )frica settentrionale#
-a anche quando l'approccio stratigrafico ha forzato e arricchito questa configurazione consolidata di discipline,
evidenti fenomeni di continuità hanno prolungato l'ambito di interesse dell'archeologia classica, nella difficoltà di
trovare punti univoci di rottura tra Earda )ntichità e )lto -edioevo, ora anticipati in età medioimperiale, ora
posticipati al momento dell'invasione araba del -editerraneo (BII sec# d#$#%# Inoltre, con la separazione
dell'Impero d'.riente da quello d'.ccidente (<'5% e con la differenziazione nelle dinamiche di trasformazione che
ne è derivata, anche gli studi si sono specializzati, dando luogo, per l'.riente mediterraneo, all'archeologia
bizantina e a quella islamica# >i consideri, infine, un'ulteriore partizione (che non esiste negli studi classici, ove si
parla ancora di ?archeologia e storia dell'arte greca e romana?%, derivante dal fatto che gli aspetti storico-artistici
sono oggetto di una disciplina separata, la storia dell'arte medievale# 4el secondo caso, cioè nell'@uropa
settentrionale esterna al limes dell'Impero romano, vi è un diverso tipo di continuità che ha a lungo dominato
l'orizzonte degli studi postclassici* quello con la pre- e protostoria# In effetti, si tratta di aree dove la scrittura e le
fonti scritte sono state a lungo ignote e notizie essenziali provengono da storici del mondo classicoO la protostoria,
e in particolare l'orizzonte culturale di La Eène, si prolunga fino al periodo in cui tali popoli si riversarono
all'interno del mondo greco-romano, determinando appunto le invasioni barbariche# In quest'area le origini
dell'archeologia medievale si sogliono identificare con le prime ricerche tipologiche e cronologiche che, facendo
propri i medesimi principi classificatori applicati alle prime età dell'uomo, hanno posto le basi degli studi che
hanno portato al riconoscimento delle presenze germaniche nella >candinavia ($h#6# Ehomsen, .# -ontelius%,
nelle isole britanniche, in 0ermania e alla possibilità di seguirne, nel tempo e nello spazio, l'evoluzione e gli
spostamenti durante la convulsa fase delle migrazioni# Euttavia questa impronta di origine, anche se antitetica
rispetto all'anima antiquaria dell'archeologia mediterranea, non è stata esente da distorsioni e rigidità di tipo
descrittivo e classificatorio, finchN, prima sotto l'influsso del nazionalismo germanico poi dell'archeologia
razziale, la ricerca è stata asservita all'ideologia nazista e finalizzata a dimostrare la presenza di antichi ceppi
germanici nelle regioni dell'@uropa centrale e del 1altico che il Eerzo Reich stava assoggettando# 4el secondo
dopoguerra, sotto lo stimolo del dibattito sulla cultura materiale e per confronto con le tematiche dello
strutturalismo e dell'antropologia culturale, sono apparsi pi+ chiari i limiti di ipotesi identificative delle varie genti
germaniche, della loro stratificazione sociale e del loro patrimonio culturale, condotte sulla base di classificazioni
tipologiche di reperti provenienti esclusivamente da necropoli# La percezione sempre pi+ critica e articolata del
fatto che il corredo funebre non restituisce il quadro fedele di una società, ma è espressione diretta del rito e delle
ideologie funerarie, ha per un verso rinnovato gli studi e gli schemi di analisi dei reperti, mettendo a fuoco i
processi di acculturazione e di reciproca integrazione tra sostrato romanzo e invasori, dall'altro ha imposto una
dimensione territoriale alla ricerca, operando la ricomposizione tra necropoli e abitato# Il modello interpretativo
precedente era stato superato molto precocemente in Inghilterra, dove già gli studi di @#Eh# Leeds nel &'&<
affrontavano il problema della visione territoriale nello studio dei materiali anglosassoni e successivamente Eh#=#
Hendric7 articolava il problema esaminando materiali anglosassoni e vichinghi# =el resto, anche nella tradizione
tedesca una visione orizzontale estesa a tutti i reperti datati dell'età merovingia aveva permesso un corretto
inquadramento dei reperti dell'età delle migrazioni e il superamento dell'archeologia razzialeO ma è soprattutto
nell'esame delle necropoli barbariche italiane che tale approccio è entrato in crisi# La visione separata dei
sepolcreti, fortemente caratterizzati rispetto a quelli delle popolazioni latine ormai privi di corredo, ha a lungo
avvalorato la cosiddetta ?archeologia germanica?, che in Italia ha studiato le presenze barbariche come mera
appendice della storia dei popoli barbari nelle loro sedi di origine, fuori del limes, come se questi gruppi di
invasori fossero stati razzialmente definiti al di fuori di ogni dinamica storica (mentre invece sappiamo dalle fonti
che si trattava di aggregazioni politiche e non razziali, sotto la bandiera del pi+ forte% e avessero occupato il paese,
sostituendosi peraltro alle classi dirigenti nazionali, senza che alcuna modificazione fosse intervenuta nel loro
costume e nella loro organizzazione sociale# Ba comunque all'archeologia inglese il primato nell'avvio delle
indagini di campo che qui iniziarono nei primi anni $inquanta, mettendo a fuoco già nel &'5(, con la costituzione
del =esert -edieval Research 0roup, uno dei temi di maggiore rilievo tra quelli praticati dalla disciplina* lo
studio dei villaggi abbandonati, terreno d'elezione della collaborazione tra storici e archeologi, che vide in
Inghilterra appunto, nello scavo imponente di 9harram 2erc:, avviato in quegli anni da 9# 8os7ins, uno dei casi
esemplari di indagine sul terreno# )nche la scoperta a ;eavering (&'5<-5!% del palazzo dei re angli, tutto
realizzato in legno con accurate tecniche di carpenteria, pose in luce l'interesse e la ricchezza culturale e tecnica di
insediamenti, che pure non mostravano evidenze e rovine monumentali fuori terra, come avveniva nei centri di
antica origine romana# 4egli anni >essanta in Arancia, sulla scia del vivace dibattito iniziato in sede storiografica
dal gruppo degli )nnalistes, al quale si è prima accennato, si avviano nella medesima direzione le indagini sul
terreno, arricchite dalla collaborazione con l')ccademia 2olacca delle >cienze di Barsavia# L'esplorazione del sito
totalmente indagato di Rougiers (Bar% e la costituzione del Laboratoire d')rchNologie -NdiNval, entrambi diretti
da 0# =Nmians d')rchimbaud, rappresentano punte esemplari, mentre missioni di ricognizione e di scavo francesi
e polacche si espandono anche in Italia, a $astelseprio in Lombardia, a Eorcello nel Beneto, a 1rucato in >icilia, a
$apaccio in $ampania# Questo nuovo approccio viene favorito da una singolare figura di studioso, 0#2# 1ognetti,
specialista di storia del diritto, che, nonostante le differenze disciplinari e di approccio culturale, è stato di fatto
l'iniziatore e il sostenitore delle prime fasi dell'archeologia medievale, in una visione integrata con la ricerca
storica, ponendo le basi per il superamento delle separatezze esistenti tra la cosiddetta ?archeologia germanica? e
l'archeologia cristiana# La vivace presenza delle accademie straniere nel nostro 2aese ne ha fatto il terreno
prediletto per imprese esemplari, quali l'indagine nell'@truria meridionale, condotta negli anni >ettanta e .ttanta
dalla 1ritish >chool di Roma, o lo studio delle dinamiche del popolamento della >abina e della $apitanata,
guidate dall'Scole AranTaise di Roma# =i stimolo a tali scelte, che sono sostenute da tutte le tecniche della
ricognizione e dell'esame estensivo del territorio, oltre che dalla cartografia tematica e dalle consuete tecniche di
telerilevamento, è stata la particolare complessità del contesto dell'Italia, sia per cogliere i processi di continuità-
discontinuità rispetto alla situazione tardoromana, sia per evidenziare le peculiarità dei modelli di riorganizzazione
del possesso terriero nel primo -edioevo, che determinano il cosiddetto ?incastellamento?# )nche in 0ermania,
ove con lo scavo di 9arendorf dal &'5 avevano preso avvio analoghe indagini, le ricerche sono proseguite con
fruttuosi esiti a $olonia, )mburgo, Aulda, Lipsia, Lubecca, tra gli altri, con interessanti integrazioni tra gli aspetti
monumentali dei complessi cultuali e monastici, trovamenti di necropoli e ricerche sulla genesi e l'organizzazione
urbana# )naloghi sviluppi si segnalano nella >candinavia, con gli scavi di 1ergen e 6arlshof (4orvegia%, Lund,
Halmar, Lodose (>vezia%, 8orsen (=animarca%, ove l'indagine sulle evidenze della cultura materiale ha permesso
di ricostruire un quadro di vita quotidiana e produttiva altrimenti perduto# In 2olonia le indagini di 0nezno,
$racovia e, pi+ di recente, 1is7upin sono arrivate a chiarire modelli insediativi, processi di articolazione urbana e
attività produttive# .ltre agli aspetti di genesi e dinamica di sviluppo di importanti centri dell'@uropa continentale,
l'archeologia medievale ha portato alla luce anche alcuni centri del commercio internazionale tra @uropa
settentrionale e meridionale in età carolingia, anglosassone e vichinga, quali 8edeb: (0ermania%, )nversa
(1elgio%, IpsUich (0ran 1retagna%, integrando il quadro degli scambi di merci a grande distanza che aveva
costituito uno degli elementi caratteristici, ricostruiti archeologicamente, del mondo tardoantico# 2er l'età
postclassica ipotesi storiografiche di grande fortuna, come quella costruita da 8# 2irenne (-ahomet ou
$harlemagne, 1ruMelles &'<%, che poneva il momento di vera discontinuità rispetto al mondo classico solo con
l'invasione araba del -editerraneo, erano basate esclusivamente su fonti scritte e su trovamenti monetali
insufficienti a costruire un quadro organico# In >pagna negli anni >ettanta e .ttanta, oltre al tradizionale interesse
per l'archeologia tardoantica e paleocristiana, sono state avviate importanti imprese di scavo urbano a Earragona,
0erona, $ordova, -adinat az-Vahra, Recopolis ed una ricerca sistematica di integrazione delle chiese cosiddette
?hispanovisigotiche?, finora indagate su base stilistica e tipologica, di conoscenza degli insediamenti e del
popolamento, mentre, per il pieno -edioevo, interessanti integrazioni si sono avute con l'archeologia islamica e
con lo studio dei sistemi difensivi del regno cristiano nei confronti dei califfati arabi# $on il pieno sviluppo
dell'archeologia urbana, che ancora una volta muove i suoi primi passi in Inghilterra sfruttando le distruzioni
belliche, e con il suo diffondersi nelle pratiche di indagine, anche in Italia si arricchiscono le conoscenze dei centri
antichi (-ilano, Roma, 4apoli, .tranto, 1rescia, Berona, Aerrara, Luni, >egesta, $ornus, Eharros, 4ora, ecc#%,
che, integrando la lettura delle fonti scritte, presentano un complesso panorama di discontinuità e di
modificazioni# In particolare i dati archeologici intervengono in un vivace dibattito, avviato dagli storici del
diritto, circa la sopravvivenza della città nell')lto -edioevo# La scoperta di fenomeni di rarefazione dell'abitato,
che presenta orti e perfino sepolture alternate alle unità residenziali, interpretate all'inizio solo come decadenza,
viene ora letta come traccia di trasformazioni e dinamiche dell'insediamento urbano che, sia pure con profonde
diversità rispetto alla qualità del centro urbano classico, resta in ogni caso sede delle funzioni politiche, produttive
e culturali principali# $on l'integrazione nell'orizzonte territoriale e nelle metodologie dell'indagine stratigrafica e
della cultura materiale delle ricerche sui complessi cultuali cristiani principali (i complessi cattedrali in primo
luogo, ma anche i santuari martiriali eMtraurbani e le aree funerarie% si è avviato il riconoscimento dei nuclei dei
processi di trasformazione da cui ha origine la città medievale# L'indagine su alcuni monasteri (Aulda, 4ovalesa,
Aarfa, >an Bincenzo al Bolturno% ha messo in luce gli aspetti architettonici, ma anche quelli produttivi di questi
centri che monopolizzavano conoscenze e capacità in importanti settori, dalla trasformazione dei prodotti agricoli
ai materiali edilizi, ai vetri alle ceramiche, destinati soprattutto all'autoconsumo, e che si avvalevano di gruppi,
anche numerosi, di operai laici# L'archeologia della produzione si è applicata sia all'esame dei resti di pasto, per
ricostruire gli elementi essenziali dell'alimentazione, integrando le informazioni letterarie e i documenti scritti, sia
all'analisi tecnica e tipologica dei manufatti e degli insediamenti produttivi per la metallurgia, per i materiali da
costruzione (vetri, mattoni, carpenteria lignea%, contribuendo tra l'altro a sfatare il vecchio pregiudizio che leggeva
l'avvento del legno rispetto ai materiali antichi solo come regresso tecnico# La ceramica, sia come elemento
datante che come manufatto tipico dell'analisi quantitativa ed economica, ha nell'archeologia medievale
importanza non minore che nell'archeologia classica# 2er l')lto -edioevo, ad esempio, la ceramica invetriata,
caratterizzata da un rivestimento piombifero, rappresenta uno dei fossili-guida* oltre al chiarimento della
datazione, dell'articolazione dei centri di fabbricazione e distribuzione e del rapporto con le invetriate tardoantiche
e con le contemporanee produzioni bizantine, è stato possibile chiarire nelle grandi linee la contrazione delle
forme, la frammentazione del mercato e la minore qualità tecnica che caratterizzano gran parte delle produzioni
tra BI e BIII secolo# Le conoscenze delle ceramiche comuni e da cucina e dei contenitori da trasporto e da
immagazzinamento, anche se profondamente diversi rispetto all'orizzonte tardoantico, per il restringersi della
dimensione del mercato e per il minore rigore nella standardizzazione delle forme, sono in continuo progresso# 2er
il pieno -edioevo scavi urbani e di complessi architettonici importanti (come ad es# in Italia il 2alazzo del
Bescovo a 2istoia%, integrati con la conoscenza tipologica, tecnica e stilistica dei reperti conservati nelle raccolte
museali, hanno consentito l'articolazione locale, soprattutto per le classi principali delle maioliche decorate e delle
ceramiche con rivestimento a smalto stannifero, e le loro interazioni con le produzioni arabe del -editerraneo#
L'archeometallurgia, che aveva una consolidata tradizione di studio degli oggetti personali e di ornamento del
corredo di età merovingia, soprattutto decorati con tecniche all'agemina, si è arricchita in tempi pi+ recenti,
attraverso reperti di scavo, di informazioni riguardanti gli utensili principali dell'attività agricola# Le ricerche
dirette in Italia da R# Arancovich, dedicate in particolare all'escavazione e all'utilizzo del metallo ferroso della
Eoscana, trovano nell'indagine di Rocca >an >ilvestro e di >carlino modelli di notevole accuratezza, che hanno
dato luogo anche a parchi archeologici gestiti in modo moderno# =a ultimo, va segnalata la specifica attenzione
dell'archeologia medievale per la cosiddetta ?archeologia dell'architettura?, cioè per lo studio delle tecniche
murarie, dei materiali costitutivi, dei leganti e per la lettura stratigrafica applicata agli elevati, nell'esame dei
tessuti edilizi storici sopravvissuti in tanti centri urbani e nei principali sistemi difensivi# 4el particolarismo e
nella frammentazione che caratterizzano l'@uropa medievale, rispetto all'elevato livello di standardizzazione
tipologica e costruttiva dell'edilizia soprattutto pubblica e del potere proprio dello spazio greco-romano, è da
tempo avviata la ricostruzione di modi e consuetudini che non pu/ non partire dai fatti di dimensione locale e che
trova solo in parte e solo per la fine del -edioevo qualche parziale riscontro negli statuti delle varie ?arti?#
1ibliografia
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di fondazione papale, II# Il Eardoantico e il -edioevo, Roma &''"O )# -olinari, >egesta, II# Il castello e la
moschea (>cavi &'3'-'5%, 2alermo &''!# )rcheologia della produzione* .# $hapelot - 2# 1enoit (edd#%, 2ierre et
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Roma, Earanto &'33O 2# =elogu - L# 2aroli (edd#%, La storia economica di Roma nell')lto -edioevo alla luce dei
recenti scavi archeologici# )tti del $onvegno (Roma, aprile &''(%, Airenze &''<O )rcheologia delle attività
estrattive e metallurgiche# )tti del $onvegno (>iena &''&%, Airenze &''<O E# -annoni - @# 0iannichedda,
)rcheologia della produzione, Eorino &''"O L'archeologia del costruito in Italia e in @uropa# @sperienze a
confronto# )tti della giornata di studio (0enova &''"%, 0enova &''3O )# -elucco Baccaro, )gere de arte, agere
per artem* la trasmissione dei saperi tecnici, fra tradizione colta e fonti materiche, in JLB >ettimana $I>)-
(>poleto &''!%, >poleto &''3, pp# <<-!!#
ARCHEL!IA ME"IEVALE
@nciclopedia dell' )rte -edievale (&''&%
di S# $a%acz&ns'i
ARCHEL!IA ME"IEVALE
L'a# medievale è l'applicazione delle tecniche archeologiche allo studio del periodo che, nell'@uropa mediterranea
e occidentale, ebbe inizio con la caduta dell'Impero romano e termin/ all'incirca nel &5^ secolo#.ggi la maggior
parte degli archeologi descrive la disciplina in rapporto a una ben precisa specificità di settoreO ma in ogni caso si
tratta sempre del recupero sistematico e dello studio di antichità, e dunque di manufatti visti nel loro contesto# Il
termine 'contesto' ha implicazioni culturali, spaziali, cronologiche e ambientali* l'archeologo fa quindi parte di un
gruppo che, per ciascun progetto, pu/ comprendere oltre agli addetti allo scavo e ai responsabili della
registrazione dei reperti - disegnatori, architetti e fotografi - anche geomorfologi e specialisti di numerose scienze
di laboratorio, dalla datazione radiometrica all'identificazione dei pollini o della microfauna#
Storia
Le radici della a# scientifica hanno origine negli studi degli umanisti rinascimentali del &5^ secolo# 0ià nel secolo
successivo papi ed esponenti di famiglie aristocratiche italiane cominciarono a raccogliere opere di arte antica e a
finanziare scavi per arricchire le proprie collezioni# 4el sec# &3^ la scoperta e l'esplorazione delle città sepolte di
2ompei ed @rcolano contribuirono allo sviluppo di una ricerca pi+ sistematica dei resti antichi, portata avanti in
seguito, su basi pi+ o meno scientifiche, da >chliemann (che oper/ negli anni &3!G-&33G a Eroia e -icene%,
1ilotti, $urtius, $onze, @vans, il quale ultimo nel &'GG avvi/ lo scavo di $nosso#4ello stesso periodo gli studiosi
dell')ntichità classica volsero la propria attenzione anche alle vestigia paleocristiane# Lo studio approfondito delle
catacombe romane si pu/ dire cominci già con 2anvinio e precisamente con la pubblicazione della sua opera
intitolata =e ritu sepeliendi mortuos apud veteres christianos et de eorumdem coemeteriis (Roma &5&(%# 2i+ tardi
1osio (&5!5-&"('% dedic/ la propria vita alla ricerca sulle catacombeO il suo monumentale Roma sotterranea fu
pubblicato postumo (Roma &"<(%# 4el frattempo, in Arancia de 2eiresc raccolse un'importante collezione di
antichità che includeva i primi sarcofagi cristiani di )rles# La prima esposizione pubblica di antichità cristiane, il
-us# >acro del Baticano, venne inaugurata nel &!5"# Il vero fondatore dell'a# cristiana fu comunque =e Rossi
(&3((-&3'%, che cre/ il 1ullettino di )rcheologia $ristiana e pubblic/ due monumentali opere* Inscriptiones
$hristianae Frbis Romae (Roma &35!-&333% e Roma sotterranea cristiana (Roma, &3"-&3!!%#4ell'@uropa
settentrionale, che non aveva fatto parte dell'Impero romano e, di conseguenza, era priva di vestigia monumentali
che potessero interessare gli umanisti classici, gli studiosi avevano a loro volta cominciato a investigare sino dal
sec# &"^ sulle pi+ modeste tracce della loro preistoria e della prima età storica* in particolare tombe megalitiche e
pietre con caratteri runici di epoca medievale# Era i primi studiosi scandinavi va ricordato 9orm (&533-&"5%, che
oper/ sotto il patrocinio del re $ristiano IB di =animarca# 4el &""", nel regno di >vezia e Ainlandia furono
emanate le prime leggi sulla protezione dei reperti antichi e nel &"3( ca# la collezione di antichità dei reali danesi
fu collocata in un museo a >lotsholm ($openaghen%# 4el sec# &'^ l'a# dell'@uropa settentrionale era ormai
altrettanto diffusa quanto quella del mondo classico# Ehomsen (&3<"% formul/ il sistema delle 'tre età',
suddividendo la preistoria scandinava nelle età della 2ietra, del 1ronzo e del Aerro, e 9orsaae condusse lavori di
scavo molto accurati stendendone dettagliati rapporti# L'analisi tipologica dei reperti fu pi+ tardi perfezionata dal
generale inglese 2itt-Rivers (&33!-&3'3% e dallo svedese -ontelius (&3'5O &3''%, che interpretarono i mutamenti
tipologici ispirandosi al metodo evoluzionista darUiniano# $ontemporaneamente 2itt-Rivers, nel corso delle
ricerche condotte a $ranbourne $hase (nel =orset, Inghilterra meridionale%, port/ le tecniche dello scavo
archeologico e della relativa documentazione a un alto livello qualitativo#2er quanto riguarda lo sviluppo dell'a#
nei paesi dell'@uropa nordoccidentale, in 0ran 1retagna le prime indagini su siti medievali riguardarono
essenzialmente cimiteri pagani anglosassoni# I primi scavi, condotti con scarsa attenzione alla contestualizzazione
degli oggetti ritrovati e senza alcun riguardo per la stratigrafia, furono effettuati nel Hent da Aausset tra il &!5! e il
&!!<# Ba notato peraltro che Aausset ritenne che i siti cimiteriali da lui ritrovati risalissero all'epoca romana,
mentre il merito di averne accertato la reale identità spetta a =ouglas (&!'<%# )gli inizi del sec# &'^ numerosi
sepolcreti anglosassoni vennero alla luce in seguito a lavori agricoli o alla costruzione di strade, ferrovie e canali#
Intorno al &35G il materiale raccolto e ordinato era ormai assai vasto cosR che )7ermann potN realizzare la prima
opera di sintesi (&355%#Le prime importanti applicazioni del metodo tipologico perfezionato da -ontelius furono
quelle di >alin (&'G% e di Leeds (&'&<%# I due autori condussero un'analisi rigorosa delle forme e delle
decorazioni di fibule e di altri oggetti ornamentali trovati in gran numero in cimiteri, per la maggior parte pagani,
di età altomedievale# Inoltre, studiando la distribuzione di particolari tipi di oggetti, arrivarono a poterli assegnare
a specifici gruppi etnici in rapporto a quanto ricavabile delle fonti storiche#In particolare l'opera di Leeds costituR
una pietra miliare nello sviluppo dell'a# medievale in 0ran 1retagna# >olo dieci anni pi+ tardi AoM (&'(% dimostr/
il rapporto che intercorre tra insediamento e territorio, studiando la distribuzione dei manufatti, incluse le fibule
anglosassoni, nell'area esaminataO seguirono altri studi, tra cui quelli di Hendric7 (&'<GO &'<3O &''%, che lavor/
su materiale anglosassone e vichingo# Il vertice di questa fase di formazione venne raggiunto infine con la
scoperta e il rapido scavo, nel &'<', della navesepolcro del sec# !^ a >utton 8oo, nel >uffol7 (Inghilterra
sudorientale%, il pi+ cospicuo rinvenimento archeologico mai effettuato in 0ran 1retagna#Il periodo postbellico
segn/ il rapido sviluppo e la diversificazione dell'a# medievale in tutta l'@uropa occidentaleO vennero inoltre
adottate nuove tecniche di ricerca sul campo# La pubblicazione (9in7elmann, &'5% del brillante scavo di
9arendorf, in Bestfalia, diede impulso all'a# degli insediamenti, fino a quel momento in larga misura trascurata#
Lo scavo di 8ope-Ea:lor della villa reale degli )ngli a ;eavering costituR negli anni &'5<-&'5! una nuova pietra
miliare, dimostrando per la prima volta, in 0ran 1retagna, come gli effimeri resti di edifici in legno, da tempo
scomparsi, potessero nonostante tutto essere oggetto di indagine# )l tempo stesso scavi nei quartieri centrali di
città bombardate, come $anterbur: (a opera di Arere% e Londra (a opera di 0rimes%, confermarono l'enorme
potenziale dell'a# urbana# 4el &'5! i tempi si dimostrarono maturi per la creazione di un'associazione
professionale di archeologi interessati ai resti materiali del -edioevo* in quell'anno venne quindi fondata la
>ociet: for -edieval )rchaeolog:#L'esempio britannico non è peraltro affatto isolato* durante la prima metà del
sec# (G^ l'a# medievale si svilupp/ infatti in maniera analoga sia nell'@uropa nordoccidentale sia nella penisola
scandinava#2er quanto riguarda l'area mediterranea, l'a# medievale - intesa come studio sistematico dei resti della
cultura materiale recuperati nel corso di ricognizioni e di scavi stratigrafici - si afferm/ in genere solo negli anni
>essanta# 2rima di allora, per es# in Italia, la quasi totalità degli studi medievali era stata solo di carattere storico o
storico-artistico# 0li edifici pi+ importanti - chiese, palazzi, fortificazioni - erano stati considerati il legittimo
campo d'indagine degli storici dell'architettura e gli edifici pi+ modesti di uso privato totalmente trascurati# 0li
unici resti medievali presi in esame con metodo 'archeologico' erano stati le pi+ antiche chiese cristiane e le
catacombe, con gli oggetti ivi recuperati, oltre ai cimiteri di origine 'germanica'# )gli inizi degli anni >essanta le
prime ricerche sul campo vennero attuate da archeologi non italiani, soprattutto britannici e polacchi, ma va tenuto
presente che l'incoraggiamento a essi dato da studiosi italiani, come 1ognetti, fu decisivo per il loro successo#
Berso la metà di quegli stessi anni si diffuse inoltre la consapevolezza che l'a# postclassica era stata sino ad allora
trascurata e si attu/ una positiva inversione di tendenza# Il primo corso universitario di a# medievale fu istituito,
per l'anno accademico &'""-&'"!, presso l'Fniv# $attolica del >acro $uore di -ilanoO il -us# dell')lto -edioevo
fu inaugurato a Roma nel &'"! e il primo scavo stratigrafico urbano in Italia cominci/ nel &'"3 a 0enova# 4ello
stesso periodo si ebbe la pubblicazione del rapporto della commissione Aranceschini, 2er la salvezza dei beni
culturali in Italia (Roma &'"!%, in cui è messa in evidenza la dicotomia tradizionale tra a# e storia dell'arte, riflessa
nell'esistenza di due distinte soprintendenze* alle antichità e ai monumenti, la prima delle quali interessata ai
monumenti e siti preistorici, protostorici e classici, l'altra ai monumenti medievali e di epoca successiva, ma non
alle aree archeologiche di tali ambiti cronologici# Le tecniche archeologiche, sosteneva il rapporto, sono
applicabili altrettanto bene sia ai siti postclassici sia a quelli pi+ antichi, come dimostrato ineccepibilmente dagli
scavi russi di 4ovgorodO quindi la responsabilità per tutti i siti archeologici (e non soltanto per quelli del periodo
preromano e romano% doveva essere affidata alle soprintendenze alle antichità# L'istituzione nel &'!5 del nuovo
-inistero dei 1eni $ulturali non impedisce peraltro che ancora oggi, per quanto riguarda i monumenti medievali,
non risulti sempre chiaro dove sia possibile tracciare una linea di separazione tra i compiti delle soprintendenze
archeologiche e quelli delle soprintendenze per i beni ambientali e architettonici#4egli ultimi quindici anni in
Italia l'a# medievale si è rapidamente sviluppata sino a costituire oggi una pratica di ricerca ampiamente
consolidata, come è testimoniato dalla nascita di riviste specializzate, dal moltiplicarsi dei convegni e dal sempre
maggiore riconoscimento in sede istituzionale# L'interesse si è concentrato in modo particolare in tre direzioni*
cultura materiale, insediamenti, territorio#Eradizionalmente lo studio della cultura materiale del -edioevo,
impostato secondo un'ottica storico-artistica, si era limitato alla pittura, alla scultura, nonchN alle arti suntuarie e ai
tessuti, i quali ultimi ben di rado si incontrano negli scavi archeologici e di norma vengono relegati nella categoria
delle arti minori# 2ressochN uniche eccezioni a questa regola sono i lavori in metallo e le monete altomedievali*
molti paesi d'@uropa vantano infatti una tradizione secolare di studi numismatici e, nel caso dell'Italia, molte delle
numerose zecche medievali sono già ampiamente trattate nel $orpus 4ummorum Italicorum# In ogni caso, sino a
oggi i materiali medievali di uso comune sono stati decisamente trascurati con il risultato che l'a# medievale si è
trovata priva dei reperti-guida (indicatori di attività, condizione o datazione%, di cui altre branche dell'a# possono
usufruire già da decenni# )nche per la ceramica, che è sempre stata riciclata e, praticamente indistruttibile,
costituisce il manufatto pi+ abbondante in quasi tutti i siti medievali, si è compiuto un notevole sforzo per fissare
delle tipologie databili# In questo settore numerose nuove istituzioni e opere di indagine specifica hanno seguito e
seguono metodi di approccio differenti* quello tradizionale, storico-artistico, è stato sostituito in generale, negli
ultimi due decenni, dalle metodologie basate sul materiale ricavato da contesti stratigrafici e su schemi di
distribuzione, studi quantitativi e analisi di laboratorio# In effetti, l'analisi delle argille e delle ceramiche ha aperto
nuovi campi d'indagine# L'esame di una sezione sottile rivela molti dei minerali contenuti nell'argilla e questo
spesso permette di accertare la regione di provenienza dei materiali ceramici rinvenutiO anche quando l'esatta
ubicazione della fornace resta sconosciuta è possibile talvolta determinare l'origine di un particolare tipo di
ceramica# Eenendo presente sia questi dati sia lo schema di distribuzione diventa possibile affrontare i problemi
della produzione e del commercio dei manufatti ceramiciO contemporaneamente l'analisi chimica delle vetrine e
degli smalti permette di tracciare anche una storia della tecnologia#L'insieme di queste ricerche ha condotto a
nuove acquisizioni circa la produzione, il commercio e l'uso della ceramica nel -edioevo# .vviamente alcune
regioni risultano meglio conosciute di altre, ma complessivamente il progresso delle conoscenze pu/ dirsi in linea
di massima notevole e in alcuni casi di grande importanza# 4ella maggior parte dell'@uropa e del -editerraneo
occidentale la produzione e il commercio su vasta scala cessarono alla fine dell'epoca romana e nell')lto
-edioevo la produzione ceramica fu essenzialmente artigianale o addirittura domesticaO una produzione
professionale o semiprofessionale ricomparve solo nel sec# '^ o subito dopo e, mentre la qualità e la varietà delle
ceramiche usate nei centri urbani crebbe rapidamente nel corso del sec# &(^, solo a partire dal sec# &<^ fornaci
industriali produssero ceramiche da cucina e da mensa, insieme con vasellame per usi industriali e contenitori per
il trasporto e l'immagazzinamento delle derrate#2er quanto riguarda gli insediamenti medievali, la maggioranza di
essi si pu/ dividere in due gruppi* centri urbani e comunità rurali# L'immagine pi+ diffusa degli insediamenti
rurali, in molte zone del -editerraneo, è quella del villaggio compatto collocato in una posizione di difesa
naturale, spesso un promontorio, alla confluenza di due gole o vallate# Fna delle conquiste pi+ importanti dell'a#
medievale in Arancia è lo scavo integrale di un simile insediamento a Rougiers (dip# Bar%# >i tratta di un progetto
che dopo un lavoro di quindici anni è stato condotto a termine nel &'!" ed è ora oggetto di una esemplare
monografia della direttrice dello scavo, =Nmians d')rchimbaud (&'3G%#In Italia questi insediamenti sono
conosciuti come 'castelli' e dominano il paesaggio dell'intero territorio nazionale# )lcune delle prime indagini
archeologiche nell'area mediterranea furono condotte nella campagna a 4 di Roma alla fine degli anni >essantaO
esse permisero di avanzare l'ipotesi che il tipo romano di insediamento sparso fosse sopravvissuto fino al sec# '^ e
che in seguito la popolazione si fosse stabilita nei castelli# La ricerca d'archivio ha confortato questa tesi, poichN il
processo noto come incastellamento è ben documentato in molte regioni nel &G^ e &&^ secolo#Fna ricerca
successiva, negli anni >ettanta e nei primi anni .ttanta, ha rivelato che la storia dell'insediamento rurale è assai
pi+ complessa e meno uniforme di quanto fosse stato supposto# Era l'altro, il tipo di insediamento romano era
anch'esso variabile e tutt'altro che statico# >e è vero che i secc# &G^ e &&^ videro in molte zone la diffusione di
castelli, è altrettanto vero che un tale processo in alcune regioni si verific/ assai precocemente* nei secc# "^ e !^ ai
confini del ducato di Roma e forse anche nella valle del 1iferno, in -olise# Aonti bizantine riportano notizie sulla
creazione di castra paramilitari, ma manca ancora la prova archeologica per conoscere il loro effettivo
carattere#2er quanto concerne l'a# urbana, a seguito della seconda guerra mondiale essa ha attraversato una fase
rivoluzionaria# Eradizionalmente gli archeologi studiavano le città 'morte'* .stia, Leptis -agna, @fesoO gli scavi di
una parte significativa di una città moderna come )tene erano stati un'eccezione# ) partire dagli anni $inquanta,
invece, in vari paesi d'@uropa gli archeologi approfittarono delle zone devastate dalla guerra per ricercare le
origini e lo sviluppo delle città odierne# Il ritmo accelerato della riedificazione port/ a concentrare l'attenzione
sull'urgente necessità di compiere scavi nei centri urbani, prima che eventuali depositi archeologici venissero
distrutti dalla costruzione di fondazioni di nuovi edifici, piani interrati e parcheggi sotterranei# La distruzione di
questa particolare fonte archeologica è stata presa in considerazione da 1iddle, 8udson, 8eighUa: (&'!<%#L'a#
urbana su grande scala, tuttavia, è un fenomeno degli anni >ettanta e .ttanta# Richiede la capacità di lavorare in
condizioni difficili e in tempi brevi, di registrare e interpretare stratigrafie complesse e frammentarie, di
coordinare l'attività del personale e dei macchinari e di trattare adeguatamente i manufatti e i reperti, che a volte si
rinvengono in quantità prodigiose# >pesso la rapidità è essenziale, dato che le complesse operazioni di recupero
vengono svolte con scadenze rigide, prefissate contrattualmenteO nello stesso tempo, la quantità di reperti pu/
costituire un ostacolo alla realizzazione del progetto iniziale# 4ell'Italia settentrionale, tre progetti di scavi urbani
meritano una particolare attenzione* 2avia, dove si è condotta un'eccellente indagine (8udson, &'3&%, Berona e
-ilano, dove la costruzione della metropolitana, nel &'3(-&'3<, fu preceduta da scavi finanziati dalla
>oprintendenza )rcheologica e dalla -etropolitana -ilanese, la società appaltatrice# 4el cuore di Roma gli scavi
esemplari della $r:pta 1albi promettono di dire sull'evoluzione della città tra il 5GG e il &GGG pi+ di quanto
abbiano fatto un secolo e mezzo di ricerche archeologiche nel Aoro# ) 4apoli, il lavoro compiuto dalla
>oprintendenza competente e dall'Ist# Fniv# .rientale offre possibilità altrettanto significative# In questi ambiti l'a#
urbana ha conquistato cosR il posto che le spetta tra i fattori da tenere in considerazione nella elaborazione dei
piani regolatori#P importante rilevare come l'a# urbana sia pi+ orientata allo studio dell'evoluzione delle città nel
loro complesso che non a quello del loro carattere in un particolare momento# $aratteristica essenziale degli scavi
urbani è quindi quella di occuparsi di tutti i periodi testimoniati dalla stratificazione archeologicaO nessun tipo di
monumento, nessuna attività e nessun periodo risulta prioritario, benchN la circostanza che l'a# urbana sia spesso
una corsa contro il tempo obblighi di fatto talvolta gli scavi a sacrificare aspetti particolari della
stratificazione#$ome terzo punto va detto che l'a# contribuisce in primo luogo alla conoscenza del territorio e,
attraverso gli studi relativi, all'utilizzo del terreno# @ssi assumono varie forme* ricognizione, studio di fotografie
aeree, ricerche sulle strategie di sussistenza#In @uropa l'a# del territorio è stata applicata per la prima volta in 0ran
1retagna, dove )llcroft (&'G3% pubblic/ un resoconto su uno dei pi+ significativi aspetti del paesaggio rurale del
Eardo -edioevo, il c#d# villaggio abbandonato# 4egli anni Quaranta 8os7ins condusse un'indagine dettagliata sui
villaggi medievali della contea di Leicester, valendosi dei registri parrocchiali, del =omesda: 1oo7 e di altri
documenti per identificare i siti e scoprire le date e le cause del loro abbandono# I villaggi britannici furono
particolarmente studiati nel periodo postbellico* nel &'5( venne fondato il =eserted -edieval Billage Research
0roupO nel &'5< furono avviati gli scavi del sito abbandonato di 9harram 2erc: con l'obiettivo di riportare
totalmente alla luce l'intero insediamento (il progetto è ancora in corso%O un anno dopo 1eresford (&'5% pubblic/
il primo studio sintetico#Fn altro aspetto attualmente oggetto di discussioni fra archeologi e storici è il contributo
dell'archeozoologia, lo studio di resti animali provenienti da siti archeologici ai fini di una migliore conoscenza
delle basi economiche della società medievale# Eali resti possono fornire un'ampia informazione sull'allevamento
del bestiame, i metodi di macellazione, il diverso consumo dei vari animali domestici e selvatici* un insieme di
dati assai importanti per ricostruire la storia dell'uso del territorio confermando o, a volte, confutando le
informazioni ricavate dagli archivi#In ogni caso oggi le pi+ importanti ricerche di a# medievale prevedono il lavoro
degli storici come parte integrante del progetto* è il caso del notevole programma di a# urbana realizzato a
9inchester in Inghilterra e, in Italia, dello scavo di un insediamento rurale a 1rucato, in >icilia (1rucato, &'3%, e
del progetto in corso di attuazione a >an Bincenzo al Bolturno, in prov# di Isernia#4onostante i rapidi progressi e il
diffuso consenso ottenuto da parte degli storici, l'a# medievale non ha ancora convinto tutti gli studiosi riguardo
alla sua legittimità come strumento d'indagine storica, anche se il numero di coloro che considerano
l'informazione documentaria e i dati archeologici come tra loro incompatibili diminuisce di anno in anno# I
vantaggi che si possono trarre da un approccio pluridisciplinare sono infatti senza dubbio di tale valore da non
poter essere ignorati# Lo studio degli insediamenti rurali e in particolare dei c#d# villaggi medievali abbandonati ha
tratto enorme vantaggio dalla sintesi delle informazioni raccolte da storici, archeologi, geografi e studiosi di
toponomastica#Lo studio della storia urbana e in particolare della continuità o della rinascita della vita cittadina
nell')lto -edioevo è stato modificato dagli sforzi riuniti - come a 9inchester e recentemente a Aerrara e in altre
città italiane - di archivisti, archeologi e storici dell'architettura, specie quelli interessati all'architettura minore# Lo
studio della produzione e della distribuzione, in particolare per l')lto -edioevo, è stato rinnovato dall'analisi della
ceramica e di altri prodotti, come la pietra ollare#4el trattare dell'a# medievale vanno, in conclusione, sottolineate
due delle sue caratteristiche fondamentali* in primo luogo si tratta di una disciplina a carattere diacronico,
particolarmente per quanto riguarda le ricerche urbane e sul paesaggioO in secondo luogo, come tale, per essere
uno strumento di indagine efficace, essa deve inserirsi in un ambito disciplinare pi+ ampio, che va dalle scienze
naturali alle ricerche d'archivio#
1ibl#*
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9arminster &33!-&3'3O 0#.# -ontelius, Les temps prNhistoriques en >uède, 2aris &3'5O id#, =er .rient und
@uropa, >toc7holm &3''O 1# >alin, =ie altgermanische Ehierornamenti7, >toc7holm &'G (&'<5(%O @#E# Leeds,
Ehe )rchaeolog: of the )nglo->aMon >ettlements, .Mford &'&<O $#A# AoM, Ehe )rchaeolog: of the $ambridge
Region, $ambridge &'(O E#=# Hendric7, ) 8istor: of the Bi7ings, London &'<GO id#, )nglo->aMon )rt to 'GG
)#=#, London &'<3O id#, Late >aMon and Bi7ing )rt, London &''O 6#;# 9in7elmann, @ine UestfXlische >iedlung
des 3# 6ahrhunderts bei 9arendorf, 7r# 9arendorf, 0ermania <(, &'5, pp# &3'-(&<O =ar7 )ge 1ritain* studies
presented to @#E# Leeds, a cura di =#1# 8arden, London &'5"O 4eue )usgrabungen in =eutschland, a cura di 9#
Hramer, 1erlin &'53O @# 1a77a, .n the 1eginning of >alin's >t:le I in @ngland (Fniversitet i 1ergen# _rbo7#
8istoris7-ant7varis7 re77e, <%, 1ergen &'5'O 1#8# >t6# .'4eil, $astles and $annon# ) stud: of @arl: )rtiller:
Aortifications in @ngland, .Mford &'"GO 8# =annheimer, =ie 0ermanischen Aunde der spXten Haiserzeit und des
frIhen -ittelalters in -ittelfran7en, 1erlin &'"(O 2#8# >aU:er, Ehe )ge of the Bi7ings, London &'"(O Ehe 8istor:
of the Hing's 9or7s# Ehe -iddle )ges, a cura di 8#-# $olvin, London &'"<O R# Bon Fslar, >tudien zu
frIhgeschichtlichen 1efestigungen zUischen 4ord-see und )lpen (1eihefte der 1onner 6ahrbIcher, &&%, H`ln
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K)ntica Hiev# >aggi per la storia della cultura materiale dell'antica città russaL, ( voll#, -os7va &'53-&'"&O -#9#
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1radford, )ncient Landscapes, London &'5!O -#9# 1eresford, 6#H# >aint 6oseph, -edieval @ngland* an )erial
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-editerranean region, ivi, pp# <!5-&"O Ehe Impact of )erial Reconnaissance on )rchaeolog:, a cura di 0#>#
-aMUell ($1) Research Report, '%, London &'3<O E#9# 2otter, >toria del paesaggio dell'@truria meridionale,
Roma &'35O 0# 1ar7er, L'archeologia del paesaggio italiano, )rch-ed &<, &'3", pp# !-<G#
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)rchaeolog: and the -icroscope, London &'"<O >cientific -ethods in -edieval )rchaeolog:, a cura di R# 1erger,
1er7ele: &'!GO -# =e 1ouard, -anuel d'archNologie mNdiNvale# =e la fouille à l'histoire, 2aris &'!5O 2# 1ar7er,
Eechniques of )rchaeological @Mcavation, London &'!!O 1rucato# 8istoire et archNologie d'un habitat mNdiNval en
>icile, a cura di 6#--# 2esez, Roma &'3#=#1# 9hitehouse
Archeologia medievale e discipline storiche
La storia, l'a# e la storia dell'arte medievale sono legate non solo dallo stesso oggetto e dallo stesso fine della
ricerca, la realtà storica del -edioevo e la sua conoscenza integraleO hanno inoltre in comune anche taluni
condizionamenti generali della ricerca# =ivergono invece, come rileva Aehring (&'3!, p# &5%, per quanto riguarda
la qualità delle fonti* quelle archeologiche contengono in genere informazioni virtuali su rapporti, stati e situazioni
storicheO quelle testuali informano in modo precipuo e innanzitutto su avvenimenti# In tal senso documenti, atti,
diari, cronache, ecc#, cioè tutte le fonti scritte nel loro insieme, riflettono un aspetto della realtà diverso da quello
rilevato dalle fonti archeologiche e in genere oggettuali#La complementarità di tali diverse categorie di fonti
risulta evidente in particolar modo in alcuni tipi di ricerche, per es# quelle sulle origini delle città medievali# Le
fonti scritte testimoniano di solito dell'atto di fondazione, dello stato giuridico, come pure di certi avvenimenti
della vita politica, economica e sociale# -ancano invece, o sono pochissime, le informazioni su condizioni
naturali, clima, risorse del territorio# )ltrettanto poco è noto, in genere, delle forme di insediamento che
precedevano la città, come pure dell'aspetto e dell'estensione delle forme edilizie nelle successive fasi dello
sviluppo urbano# >e alcuni aspetti politici e militari del sistema difensivo trovano spesso un certo riflesso nei
documenti, rimangono aperti i quesiti circa le sue dimensioni, le modalità costruttive e funzionali e spesso anche
la cronologia delle fasi pi+ anticheO a questi solo un intervento archeologico appositamente programmato e
sistematico pu/ dare risposta#Lo stesso vale per la tipologia dei modelli abitativi, delle tecniche costruttive, degli
arredi e degli utensili domesticiO ma anche nell'indagine sulla produzione primaria e sull'alimentazione, sugli
strumenti di lavoro e sulla produzione artigianale, sulla circolazione monetaria e sugli scambi e commerci, i dati
archeologici risultano insostituibili# 2ersino le produzioni artigianali di importanza primaria, come quella delle
ceramiche o dei tessuti, o anche il consumo dei prodotti costituiscono solo raramente oggetto delle fonti scritte*
?4onostante le preziosissime descrizioni, come quella di Eeofilo, monaco del sec# &(^, le nostre conoscenze dei
numerosi campi della storia delle tecniche e delle tecnologie medievali poggiano sulle fonti archeologiche?
(Aehring, &'3!, p# <(%# ?Lo storico della società medievale sa ora che non pu/ pi+ fare a meno delle informazioni
fornite dalla indagine archeologica degli insediamenti antichi# Questo apporto riveste particolare importanza a tre
livelli* &% 0li oggetti che lo scavo riporta alla luce costituiscono, per le epoche anteriori ai secc# &^ e &5^, i soli
documenti sicuri per una storia della tecnica# @ssi suppliscono alla carenza delle fonti scritte e dell'iconografiaO
senza di essi non si saprebbe pressochN nulla sui procedimenti grazie ai quali un gruppo sociale si assicurava la
sussistenza, provvedeva alla propria difesa contro le intemperie e gli aggressoriO nN, per es#, di come si prendeva
cura dei propri morti, contro i pericoli del soprannaturaleO nN sarebbe noto quale parte della produzione venisse
destinata all'ornamento della persona o quali prodotti venissero importati dall'estero# (% La ricerca archeologica
fornisce d'altra parte la sola testimonianza convincente sull'organizzazione dello spazio sociale# )ttraverso ci/ che
rivela circa le dimensioni e le divisioni interne delle case, essa fornisce argomenti per ogni serio studio delle
strutture familiariO grazie all'immagine che fornisce della topografia dell'insediamento e della distribuzione dei
diversi tipi di edifici, essa permette di calare nel concreto ci/ che le fonti scritte evocano della stratificazione
sociale e delle relazioni che questa determinavaO riconoscere con precisione la situazione dell'abitato in rapporto al
territorio che lo circonda, agli altri centri e alle vie di comunicazione, costituisce infine un approccio
indispensabile per ogni storia sociale condotta in un quadro regionale# <% 2er un periodo storico i cui documenti
scritti informano assai poco sulla vita quotidiana, lo studio sul terreno della disposizione dei siti, del modo in cui
la loro organizzazione si è modificata nel corso delle generazioni, offre un sostegno necessario a ogni ipotesi
sull'evoluzione del popolamento e sulla distribuzione dei poteri? (=ub:, &'!", p# &5%#Fn legame particolarmente
stretto unisce l'a# medievale alla storia della cultura materiale intesa come area interdisciplinare di ricerca# =a una
parte i nessi con una storia non NvNnementielle e dall'altra gli stretti legami con la ricerca etnologica fanno della
storia della cultura materiale un terreno privilegiato, dove l'approccio archeologico s'incontra fecondamente con le
discipline che mirano, anche se ognuna in maniera diversa, a far rientrare le ricerche settoriali in un quadro
complessivo di ricostruzione integrale della storia#4ell'esperienza di ricerca archeologica sul -edioevo degli
ultimi decenni la storia della cultura materiale si è associata a una determinata concezione dell'etnografia e del suo
rapporto con le discipline storiche# La particolare natura dei rapporti sussistenti in radice tra la storia e l'etnologia
è stata puntualmente rilevata da LNvi->trauss (&'53, trad# it# pp# <G-<&%* ?$i proponiamo di mostrare che la loro
differenza fondamentale non è nN di oggetto, nN di scopo, nN di metodoO ma che avendo lo stesso oggetto (la vita
sociale%, lo stesso scopo (una migliore intelligenza dell'uomo% e un metodo in cui varia soltanto il dosaggio dei
procedimenti di ricerca, esse si distinguono soprattutto per la scelta delle prospettive complementari* la storia
organizza i suoi dati in base alle espressioni coscienti e l'etnologia in base alle condizioni inconscie della vita
sociale?# ) sua volta Le 0off (&'!<, p# (<<ss#% rileva che ?la nuova storia, dopo essersi fatta sociologica, tende a
divenire etnologica? ed esprime l'opinione che ?l'apporto immediato dell'etnologia alla storia è, a colpo sicuro, la
promozione della civiltà o cultura materiale?#4ell'a# intesa nel suo insieme sono compresenti elementi di ambedue
gli approcci alla realtà socioculturale# L'a# preistorica pu/ essere concepita, secondo Laming @mperaire (&'", p#
&'<%, come, in un certo senso, le summum de l'ethnologie, in quanto studio di fenomeni involontari
dell'evoluzione delle società umane, perchN essa è la sola a fornire informazioni sui fatti, senza che questi siano
passati per il vaglio del pensiero dell'informatore (testi, relazioni, inchieste, ecc#%# 2er sua natura quindi essa è
molto vicina all'etnologia e continua a caratterizzarsi in termini di ethnographie du passN#L'a# classica invece, con i
suoi legami con la filologia e con la storia dell'arte, è pi+ vicina alla storia, mentre l'a# postclassica, specie quella
medievale, sembra unire, pi+ delle altre, ambedue le prospettive conoscitive, a vari livelli di ricerca#Qui l'etnologia
viene infatti chiamata a intervenire ad almeno tre livelli distinti, i primi due individuati da 2oisson (&'!', p# &!%,
il terzo da 1ucaille* &% ?per l'interpretazione dei reperti materiali, essa pu/ fornire una griglia di analisi messa a
punto, in origine, per lo studio delle società ancora esistenti, ma che ha dato anche prova delle sue possibilità
operative nell'applicazione a dati archeologici# L'archeologia fa intervenire in questo caso la dimensione
diacronica nell'antropologia culturale?O (% ?lo studio delle società attuali pu/ fornire dei punti di paragone con i
materiali scoperti dallo scavo* paragoni fra differenti momenti sincronici di una società o fra differenti elementi,
ripartiti geograficamente, di una o pi+ società nello stesso momento, forniscono le dimensioni spaziali e temporali
che richiama l'antropologia?O <% ?a livello di sintesi i lavori dell'archeologia medievale si ricollegano direttamente
all'antropologia culturale? (-oreno, Quaini, &'!", p# (<%# 2roprio a questo livello, tuttavia, per sua stessa natura
decisivo e perci/ delicato, si scontrano opinioni contrastanti* e di fatto la tesi che possiamo definire )rchaeolog:
as anthropolog: (1inford, &'"(% non si è mai radicata nella tradizione europea# )l contrario, l'a# medievale ha
avuto sin dall'inizio uno stretto e organico rapporto con la storia# Lo rileva tra l'altro 1ognetti (&'", p# "!s#%*
?l'operare dell'archeologo presuppone un corredo talvolta assai raffinato di nozioni storiche# P di per sN un
problema 'storico' quello che spinge all'indagine archeologicaO ed è la consapevolezza storica che fornisce, nella
pi+ parte dei casi, i principali criteri per la valutazione di quanto viene scoperto dall'archeologo?# P questa una
tendenza, radicata del resto profondamente nella pratica della ricerca, che da una parte viene a pi+ riprese
confermata, dall'altra continua a essere oggetto di vive discussioni (JBI# Internationaler Hongress der
0eschichtsUissenschaften, >tuttgart &'35O 9orld )rchaeological $ongress, >outhampton &'3"O JIe $ongrès de
l'Fnion Internationale des >ciences prN- et protohistoriques, -ainz &'3!%#In ogni caso l'a#, analogamente alla
storia dell'arte, opera in base alle fonti oggettuali, studiate per lo pi+ nei due casi con metodi dello stesso genere
(come per es# analisi stilistica o esame comparativo dei tipi% prima che, in un secondo momento, vengano presi in
considerazione differenti tipi di fonti specifiche# $ontrariamente a quel che avviene in a#, per/, l'oggetto di ricerca
della storia dell'arte non è tutto il patrimonio materiale di una civiltà, bensR solo quegli oggetti che possiedono le
qualità estetiche di un'opera d'arte, anche se in grado o a livelli c#d# 'minori', qualità del resto difficilmente
definibili in modo del tutto oggettivo (Aehring, &'3!, p# &!%# 2er un archeologo medievale invece le qualità
estetiche di un prodotto sono altrettanto poco rilevanti quanto per un etnografo# Lo studio archeologico non
esclude programmaticamente l'apprezzamento dei valori estetici, quando essi sussistano - ?interferendo cosR con la
storia dell')rte con l') maiuscola e con la storia delle cosiddette arti minori? (Aasoli, &'"3, p# &(!s#% - ma l'oggetto
d'indagine viene determinato in base a criteri non estetici, bensR storici#I mutamenti che sono avvenuti nell'a#
classica italiana dalla fine degli anni >essanta in poi la avvicinano del resto molto di pi+ alle impostazioni dell'a#
medievale* ?il problema storico-artistico cessa di essere il motivo primario dell'archeologia, per diventare uno dei
molteplici temi, anche se rilevante? (Eorelli, Eortorella, &'35, p# <&%# Il nuovo orientamento trova una netta
espressione nelle parole di 1ianchi 1andinelli (&'!", p# IJ%* ?Il compito dell'archeologia si è oggi precisato e
ampliato col proporsi la ricostruzione integrale della storia di un'età e di un luogo sulla base di elementi di fatto
materiali, da porre a confronto, quando ve ne siano, con le tradizioni scritte, ma da analizzarsi, altrimenti, di per se
stessi K###L .ggi la ricerca archeologica, congiunta a quella etnologica, si estende ad ogni età e ad ogni luogo#
L'antichità classica non ne è che uno degli argomenti, e il suo intento è esclusivamente storico?# Le posizioni
teoriche espresse negli ultimi scritti di 1ianchi 1andinelli aprono la strada verso ?una rifondazione materialistica
degli studi classici? ($arandini, &'!', p# <&% e verso un'a# che, nelle sue scelte, non espunga il non bello,
ammettendo che in realtà tra il prodotto d'arte e gli oggetti d'uso non c'è soluzione di continuità (Hroeber, &'5(O
-altese, &'!G, p# &3"%#4ell'accezione pi+ larga del termine, l'a# medievale è ?intesa nel senso pi+ generale di
raccolta di informazioni mediante il recupero sistematico di testimonianze materiali della cultura postclassica#
L'aggettivo medievale non deve qui prendersi nel significato storiografico pi+ restrittivo, ma deve piuttosto essere
riferito, globalmente e accogliendo una istanza 'europea', alla storia delle 'culture' di antico regime, postclassiche e
preindustriali# Fna storia per definizione di lungo periodo e che presenta una continuità e una periodizzazione
riferibili non tanto agli avvenimenti politici quanto alle trasformazioni dei modi e rapporti di produzione?
(@ditoriale, &'!, p# !%#2i+ diffusa, tuttavia, è in molti paesi la tendenza a limitare il quadro cronologico della
ricerca al -edioevo vero e proprio# )l di là dei confini della civiltà classica, l'a# medievale inizierebbe là dove
termina il campo d'interesse dell'indagine pre e protostorica# Ba inoltre osservato che la ricerca sull')lto -edioevo
si incontra spesso direttamente con quella protostorica# .ra, quest'ultima inizia con l'apparizione delle prime fonti
scritte, il che in @uropa centrale avviene con l'arrivo dei Romani al Reno e al =anubio# -eno chiaro invece appare
l'orizzonte cronologico che chiude quel periodo# 4ella parte occidentale dell'@uropa centrale l'ambito di ricerca
della frIhgeschichtliche )rchXologie di regola non va oltre la fine del periodo merovingio, in @uropa
settentrionale oltre la fine della 9i7ingerzeit, mentre in @uropa orientale si estende fino ai secc# &&^-&(^ (Aehring,
&'3!, p# &'% e in alcuni casi addirittura alla metà del sec# &<^ (8ensel, &'3", p# &'ss#%# =iversa ancora è la
situazione italiana* ?fino a pochi anni or sono dove terminavano le indagini dell'archeologo classico iniziavano
quelle dell'archeologo cristiano, figura riassuntiva, fino all'ultimo decennio, della ricerca sull')lto -edioevo e
sulle fasi postclassiche in generale? (-elucco Baccaro, &'3(, p# &3%# $omunque in genere a partire dal sec# &(^ al
pi+ tardi si accetta comunemente e senza riserve il termine a# medievale (6an7uhn, &'!<, p# 'ss#%#=a un punto di
vista pi+ generale, tuttavia, questa articolazione interna della ricerca archeologica del periodo postclassico per
etnie, per divisioni cronologiche pi+ dettagliate o per ideologie ha un valore assai relativo# Importante è invece,
anche nell'ottica di rappresentanti di altre discipline, assicurare la continuità della ricerca# >e si accetta - come
propone >chlesinger (&'!, p# !ss#% - che i secc# ^-5^ segnino il momento di transizione tra il Eardo )ntico e il
-edioevo, diventa importante - rileva Aehring (&'3!, p# &'% - che questo periodo entri a pieno titolo nel campo
della ricerca dell'a# medievale#2er quanto riguarda la demarcazione cronologica dell'a# medievale rispetto a quella
dei tempi moderni, esistono due opinioni# >econdo la prima, l'a# medievale, in quanto studio sistematico delle
condizioni materiali, delle forme di produzione, dei processi di lunga durata, non deve intendersi nel suo
significato storiografico pi+ restrittivo bensR, per garantire la continuità delle indagini, dovrebbe abbracciare tutto
il periodo preindustriale, avvicinandosi cosR alla c#d# a# industriale# 2i+ diffusa tuttavia è una seconda accezione,
meno ampia, dell'a# medievale* il passaggio tra il sec# &5^ e il &"^, con i suoi molteplici mutamenti culturali,
servirebbe da cesura fra l'a# medievale e quella postmedievale (Aehring, &'3!, p# &'%#2er dare al termine maggiore
elasticità e nello stesso tempo per renderlo pi+ coerente al senso, all'uso e all'accezione pi+ comuni dell'aggettivo
'medievale' sembra pi+ opportuno inquadrare in questa sede la materia in questione tra la fine del mondo antico da
una parte e l'inizio dell'età moderna dall'altra#?L'archeologia, dal momento del suo costituirsi come scienza storica,
appare caratterizzata da profondi mutamenti, tanto nel metodo quanto nel fine, che sono particolarmente evidenti a
partire dagli ultimi decenni# >olo in tempi molto recenti, infatti, essa ha cominciato a interrogarsi sui suoi fini, sul
suo ruolo e sulla sua posizione rispetto alle altre scienze, affrontando problemi teorici e metodologici rimasti a
lungo estranei agli interessi degli archeologi classici, rivolti tradizionalmente allo studio storico-artistico e
filologico del mondo antico? (Eorelli, Eortorella, &'35, p# ('%# Queste considerazioni possono essere riferite anche
all'a# medievale, ma in questo caso un accento maggiore va posto sulla diversità delle possibili opzioni, spesso
contraddittorie, che offrono gli attuali tentativi di impostare un nuovo orientamento della ricerca# Infatti, si
possono distinguere almeno* &% un'impostazione vicina al positivismo 'pratico' (spontaneo%, ancora vitale nelle sue
diverse varianti e addirittura dominante nella pratica di ricerca e nei programmi universitari di numerosi centri
europeiO (% la 'nuova a#' e gli indirizzi di ricerca che ne derivano o si richiamano al suo patrimonio e che sono
propri di talune scuole anglosassoniO <% l'a# teorica, con il suo programma logicistico formulato da 0ardin e
Arerichs, che si richiama alla filosofia analitica, all'empirismo logico e alla semioticaO % l'approccio simbolico-
strutturale rappresentato, nella sua versione britannica, dal gruppo di 8odderO 5% lo storicismo marMista, di cui uno
dei maggiori artefici rappresentanti è stato $hilde, che ha dato un forte impulso al concetto di storia della cultura
materiale#-entre i primi tre orientamenti si ricollegano al positivismo nelle sue diverse versioni, gli ultimi due
sono in qualche modo legati tra loro, sia perchN si staccano dalla visione del mondo fenomenologica e
individualistica contenuta nelle concezioni positivistiche, sia perchN ambedue, anche se in modo differente, si
richiamano al materialismo storico (Eille:, &'3&O Leone, &'3(%#Il pensiero positivista - frutto dell'ideologia
evoluzionistica - in a# faceva volgere l'interesse sullo strato superficiale del processo socioculturale, quello
direttamente osservabile# Fna rilevanza particolare veniva attribuita alle operazioni formali di classificazione e
tipologia dei materiali acquisiti# Eali operazioni di sistemazione del materiale secondo i criteri di tempo, luogo e
appartenenza oggettuale (indispensabili in ogni ricerca sistematica% nella coscienza di numerosi studiosi hanno
subRto trasformazioni tanto radicali da divenire, in molti casi, il fine del processo di ricerca di cui erano strumento#
$i/ ostacolava, evidentemente, la visione complessiva dell'oggetto delle ricerche e da un lato contribuiva alla
parcellizzazione dell'osservazione del reale - propria tanto della conoscenza del mondo del senso comune, quanto
di quella positivista - dall'altro lato tendeva a delimitare le ricerche entro un ambito meramente 'fattografico',
trascurando una conoscenza teorica che guidasse le operazioni della selezione, della gerarchizzazione e del
collegamento di fatti eterogenei in entità pi+ vaste#.ggetto di ricerca, stando a questa concezione, è una realtà
'obiettivamente esistita' e 'irripetibile'# Eale realtà sussiste non solo in senso ontologico (come un qualcosa che
abbia avuto un luogo, che sia avvenuto% ma anche in senso conoscitivo (epistemologico%, in quanto struttura
conformata e ormai immutabile di fatti socioculturali accessibili alla conoscenza# L'archeologo tende a stabilire
quei fatti obiettivi che è in grado di cogliere e a presentare le regolarità del loro manifestarsi# Il ragionamento e le
argomentazioni dovrebbero poggiare sull'induzione e inoltre essere fondati su fonti 'pure' e non già interpretate e
appesantite da opinioni e precisazioni# Il ragionamento deduttivo è consentito solo ?quando si tenti di colmare
delle lacune nelle nostre fonti o di chiarire fenomeni e circostanze oscure in base a regolarità registrate altrove?
(0odloUs7i, &'"(, p# 3&s#%#)lla fede nell'esistenza di fonti 'pure', cioè di fatti grezzi da cui il passato, come una
costruzione in mattoni, sarebbe costituito e che andrebbero accumulati nella misura maggiore possibile attraverso
un'osservazione libera da ogni interpretazione e da ogni riflessione teorica, si accompagnava la convinzione che
da tale massa di fatti sarebbe stato possibile ricavare generalizzazioni e, infine, una teoria, come risultato
automatico delle ricerche# L'induzionismo confluisce (cosR come in storiografia% nell'individualismo metodologico
e nella concezione secondo cui ci/ che realmente esiste nella società sono gli individui, le loro attività e i prodotti
di tale attività, per cui è possibile ridurre la conoscenza di una società alla somma delle conoscenze legate agli
individui che la costituiscono (Eille:, &'3&%#Eestimonia l'ampiezza del raggio d'azione di tale modo di affrontare i
fenomeni socioculturali il fatto che molti studiosi interpretano la nascita della 'nuova a#' negli anni >essanta come
una reazione all'unilateralità dell'approccio parcellizzato del diffusionismo che informava la quasi totalità delle
visioni delle età pre e protostoriche ($hapman, &'3G, p# ((%# ) differenza dei loro predecessori, per/, i 'nuovi
archeologi', orientati verso il funzionalismo, ordinano le informazioni sulla cultura secondo il criterio sincronico
piuttosto che secondo quello diacronico, proprio degli evoluzionisti# =i qui lo scarso interesse verso le dimensioni
temporali e le ricerche sulle relazioni genetiche tra fenomeni socioculturali, come pure la differente prassi di
ricerca archeologica, pi+ vicina all'antropologia che alla storiografia#La 'nuova a#' con il suo orientamento
naturalistico, il suo astoricismo, il suo culto della quantificazione, si è ritrovata fin dall'inizio in aperta
contrapposizione con il resto dell'a# dichiarata 'tradizionale', compresa quella medievale, accusata di essere
incapace di passare oltre un approccio particolareggiante, di non essere preparata a mettere in pratica una 'a#
scientifica' (>outh, &'!!, p# 5&%# )lla storia viene attribuito dai 'nuovi archeologi' un posto subalterno* il suo ruolo
nel futuro sarebbe essenzialmente quello di controllare i fondamenti dei modelli elaborati dagli archeologi e
quindi eventualmente di convalidarli# L'a# storica, rileva >outh (&'!!, p# &(5%, avrà il compito di ?contribuire
all'affinamento del metodo e alla costruzione di una teoria valida per tutta l'archeologia?#Reazioni critiche si sono
avute anche da parte degli archeologi medievisti# =e 1ouard (&'3(, p# 53ss#% ha dato in proposito una delle
risposte pi+ convincenti rievocando tra l'altro l'opinione di uno dei pi+ acuti critici della 'nuova a#', -organ, che
cosR si esprimeva* ?Il lavoro dei 'nuovi archeologi' sembra essersi limitato a mettere in evidenza le caratteristiche
di alcune società o culture particolari# -a non se ne è ricavato nulla che possa costituire, in maniera credibile, una
legge interculturale o una legge dei cambiamenti culturali# >e è impossibile formulare tali leggi, si hanno vaste
lacune nella nostra conoscenza delle culture passate, della loro evoluzione e delle loro trasformazioni# $osR
l'elaborazione di tali leggi dipende dal lavoro di archeologi orientati verso la storia# 4on si devono dunque
scoraggiare gli archeologi dall'adottare nel loro lavoro la prospettiva storica? (-organ, &'!<, p# (5's#%#=i recente
Arerichs (&'3&% ha elaborato una concisa presentazione di una a# teorica basata su premesse logicistiche# Il suo
saggio è un tentativo di riconsiderare l'oggetto di ricerca, le finalità e i metodi dell'a# attraverso l'analisi degli
enunciati formulati dagli stessi archeologi, confidando nel presupposto che la struttura di tali enunciati - e, pi+ in
generale, del linguaggio in cui sono formulati - rispecchi la struttura del reale* sia della realtà storica, vero e
proprio oggetto delle ricerche, sia della realtà delle fonti, che è la proiezione specifica ed estrapolabile della
precedente, sia, infine, della realtà della ricerca in cui sono formulati questi e solo questi enunciati# Questo
programma 'logicistico' evita di porre gli studiosi di fronte a esigenze che nessuno, del resto, sarebbe in grado di
soddisfare, avvicinandosi con ci/ notevolmente a quello già formulato in precedenza da 0ardin (&'!'%#)lla
discussione, sviluppatasi finora soprattutto sul piano del confronto fra a# tradizionale, 'nuova a#' e, in parte, 'a#
logicistica', hanno apportato negli ultimi anni elementi qualitativamente nuovi gli interventi degli studiosi inglesi,
soprattutto di quelli che fanno capo alla scuola di 8odder# >e la nascita della 4eU )rchaeolog: negli anni
>essanta pu/ essere considerata - soprattutto nel campo delle teorie della cultura - una reazione al diffusionismo
($hapman, &'3G, p# ((%, la >:mbolic and structural )rchaeolog: è una risposta di stampo propriamente britannico
al funzionalismo della 'nuova a#', alla sua fede acritica nell'efficacia dell'approccio sistemico e ai suoi dilemmi
insoluti rispetto ai problemi della cultura e della società, della statica e della dinamicaO è la reazione ai suoi legami
organici con il positivismo (8odder, in >:mbolic and structural )rchaeolog:, &'3(, p# &ss#%#In ogni caso
attualmente nella prassi delle ricerche si riscontra per lo pi+ una gamma di posizioni intermedie, nelle quali
coesistono elementi delle pi+ diverse, estreme interpretazioni del processo conoscitivo (0ardin, &'!', p# (<'ss#%#
>i pu/ inoltre osservare come vengano abbandonati, da un lato, il metodo che consiste nell'accumulare, senza
riflettervi, la maggiore quantità possibile di dati, dall'altro, l'uso di schemi concettuali corretti da un punto di vista
formale ma poco utilizzabili nella prassi#2articolarmente caratteristico è il cambiamento avvenuto nel modo di
intendere i fatti in quanto categoria del passato storico# L'affermazione secondo la quale le fonti non parlano mai
di per sN, ma rispondono soltanto alle domande che vengono loro sapientemente poste (1loch, &'5(, p# !'%, ha
incontrato un consenso generale# -olto controversa rimane invece la questione circa la natura e il funzionamento
delle procedure esplicative nelle specifiche condizioni della ricerca archeologica#Il concetto di spiegazione pi+
diffuso in a#, ma pure accompagnato da numerose controversie, è quello rappresentato dal covering-laU model,
introdotto nelle scienze storiche da 8empel (&'', p# 5'ss#%# >econdo questo schema, a una richiesta di
spiegazione del tipo 'perchNa' va contrapposto il fatto (il fenomeno, l'evento% che si intende spiegare mediante
leggi relative alle dipendenze pi+ generali# 4ell'ambito cosR creatosi, il fatto preso in esame costituisce un caso
particolare di una regola generale, come tale già nota e riconosciuta# Eutto ci/ dovrebbe assicurare ?una
comprensione sistematica di un fenomeno empirico, dimostrando che esso ha il suo posto preciso nella rete di
collegamenti nomici? (>ztomp7a, &'!&, p# &5!%# Ainora tuttavia i tentativi d'introdurre il modello nomologico sono
stati fallimentari#L'Nchec NpistNmologique dei 'nuovi archeologi' è dovuto peraltro non solo e forse non tanto alle
imperfezioni o agli errori commessi, quanto alla situazione delle scienze sociali e storiche in cui le asserzioni
generali usate come premesse esplicative non hanno soddisfatto le esigenze imposte dal modello nomologico#
Questo per due motivi* &% perchN non esprimono le regolarità prive di eccezioni per ogni tipo di eventiO (% perchN
o non sono, come precisa =onagan (&'"", p# &"% ?condizionali strettamente universali (e quindi non sono leggi%?,
oppure, se lo sono, non sono vere, salvo quelle ?che costituiscono applicazioni camuffate di leggi delle scienze
naturali oppure asserzioni analitiche camuffate? ()msterdams7i, &'3&, p# <3"%# Euttavia, se pure la tesi secondo
cui gli archeologi - come altri rappresentanti delle scienze sociali - non sarebbero in grado di formulare leggi
universali si rivelasse fondata, questo ancora non dimostrerebbe, per fare riferimento alla formulazione di
)msterdams7i, ?che nel campo di tali scienze le spiegazioni conformi al modello della legge di copertura sono
impossibili?# >pesso è necessario accontentarsi di spiegazioni statistiche, non perfette, ma legittime# ='altra parte
?la possibilità di scoprire delle leggi strutturali transculturali, che spieghino le regolarità del comportamento
sociale, non sarebbe da escludere? ()msterdams7i, &'3&, p# <3"%# >e queste asserzioni formulate di recente
nell'ambito della filosofia della scienza si rivelassero vere, la visione pessimista di molti archeologi potrebbe
attenuarsi#>i tratta in definitiva di decidere se e in che modo rendere pi+ liberale la definizione del concetto di
legge stessa, in modo che denoti almeno alcune asserzioni 'universali non in senso stretto' che possano fungere da
premesse esplicative secondo i requisiti del modello di 8empel# Fna risposta alla questione se sia possibile la
teorizzazione delle singole discipline sociali e storiche - tra cui l'a# - pu/ essere formulata solo in base alla pratica
stessa della ricerca nell'ambito di queste discipline# Infatti, proprio l'analisi della loro prassi sembra indicare che il
lento e difficile, ma anche evidente, progresso che si sta realizzando in questo campo si svolge prevalentemente
non secondo le regole del modello di 8empel ma piuttosto sulla base di approcci meno rigidi e pi+ appropriati alle
specifiche esigenze di ognuna di queste discipline#Fn posto notevole occupano qui le procedure di spiegazione
professate dalla 2ost-processual )rchaeolog:# 4ella spiegazione del passato sociale non basta seguire i modelli
metodologici delle scienze naturali (8odder, &'3"%# L'a# - come la storia nella concezione di $ollingUood (&'"% -
si occupa dell''individuale' e perci/ non pu/ dare spiegazioni causali come nelle scienze naturali# >i tratta invece
di scoprire l'intelligibilità dell'insieme dei fatti (individuali e irripetibili% e dell'insieme dei valori in ogni azione
sociale concreta che viene studiata# 4ella descrizione di ci/ che è avvenuto, l'archeologo deve ricorrere alla
conoscenza intuitiva, deve 'comprendere' azioni umane, rivivere il passato nella propria mente# La spiegazione è il
risultato di questa 'empatia', equivale cioè a una comprensione derivante dal 'sentire in profondità' le relazioni
significative tra i fatti in ogni azione sociale studiata#4on possiamo peraltro oggi decidere se sia o meno
applicabile il programma di un'a# 'che comprende', basata sull'empatia come fattore euristico, nN se sia possibile
ricostruire con sufficiente esattezza il contenuto di convinzioni che motivavano soggettivamente l'agire dell'uomo
e verificare la validità delle ricostruzioni# =i conseguenza va detto che la prospettiva che le indagini archeologiche
passino da una fase descrittivo-empirica a una fase teorica, caratterizzata dalla formulazione di sistemi di
spiegazione adeguatamente sviluppati, sembra, nonostante le dichiarazioni dei 'nuovi archeologi', ancora
abbastanza lontana#
1ibl#* .# -ontelius, =ie Xlteren Hulturperioden im .rient und in @uropa, I, =ie -ethode, >toc7holm &'G<O H#8#
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matNriels* rNfleMions sur l'interprNtation archNologique, in -Nlanges hellNniques offerts à 0# =auM, 2aris &'!, pp#
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>poleto &'3<, I, pp# 5'-!(O -# Eorelli, ># Eortorella, s#v# )rcheologia, in 0rande =izionario @nciclopedico# 0li
strumenti del sapere contemporaneo, I, Eorino &'35, pp# ('-<'O )# >chnapp, s#v# )rchNologie, in =ictionnaire des
sciences historiques, 2aris &'3", pp# "G-"!O 9# 8ensel, )rcheologia# $ontenuto e ambito, in Eeoria e pratica della
ricerca archeologica, I, 2remesse metodologiche, a cura di 0# =onato, 9# 8ensel, ># Eabacz:Ys7i, Eorino &'3",
pp# &'-<(O 0# -aetz, Aonte archeologica e processo socio-culturale, ivi, pp# ("&-(<O ># -oscati, Le nuove
frontiere dell'archeologia, )rcheo =ossier &3, agosto &'3"O I# 8odder, Reading the past# $urrent approaches to
interpretation in archaeolog:, $ambridge &'3"O id#, )rchaeolog: as Long-term histor:, $ambridge &'3!O 0#2#
Aehring, @infIhrung in die )rchXologie des -ittelalters, =armstadt &'3!O )rcheologia e storia del -edioevo
italiano, a cura di R# Arancovich (>tudi 4I> )rcheologia, <%, Roma &'3!O ># Eabacz:Ys7i, )rcheologia
drednioUieczna# 2roblem:# Vrbdla, -etod:# $ele badaUcze K)# medievale# 2roblemi# Aonti# -etodi# .biettivi di
ricerca#L, 9roceaU &'3!#># Eabacz:Ys7i
ARCHEL!IA ME"IEVALE
@nciclopedia Italiana - BI )ppendice ((GGG%
di Letizia Ermini (ani
Archeologia medievale
L'a# m# applica la tecnica d'indagine archeologica allo studio del periodo che, nel mondo europeo e mediterraneo
occidentale, ha inizio convenzionalmente con la caduta dell'Impero Romano d'.ccidente (!"% e termina alla fine
del sec# &5^# >i ritiene che l'aggettivo 'medievale', accogliendo istanze europee, vada inteso nella qualifica di 'post-
classica', nel senso di disciplina squisitamente tecnica relativa al recupero, all'interpretazione, alla sistemazione
storica di manufatti posteriori all'età romana#
In Italia solo negli anni >essanta sono state poste le basi per un riconoscimento ufficiale di tale ambito di ricerca,
convalidato dalla innovativa interpretazione del concetto di bene archeologico insita nell'indagine condotta dalla
$ommissione Aranceschini e nella pubblicazione di Per la salvezza dei Beni culturali in Italia (&'"!%# 4ello
stesso anno si è aperto a Roma il -useo nazionale dell')lto -edioevo, già istituito nel &'55 e sostenuto da -#
>almi, secondo un piano programmatico di natura essenzialmente archeologicaO contemporaneamente è stato
anche attivato presso l'Fniversità $attolica del >acro $uore di -ilano il primo insegnamento ufficiale di a# m#,
accogliendo le istanze degli studiosi che gravitavano intorno al $I>)- (entro Italiano di Studi sull'Alto
Medioevo% di >poleto# 0li incontri annuali avevano costantemente ribadito l'importanza e la quantità delle
informazioni che si potevano ottenere da fonti non scritte, quali quelle archeologiche, e dai dati materiali# Le
indicazioni scientifiche del $I>)- hanno trovato riscontro nell'iniziativa editoriale del orpus della scultura
altomedievale - il &^ volume è stato pubblicato nel &'"( -, cui dal &''" si è affiancata quella delle Inscriptiones
Medii Aevi Italiae (I-)I%, e nella rubrica di schede sui materiali 'longobardi' in Italia, all'interno della rivista
Studi medievali#
)l dibattito scientifico dei primi anni >ettanta, che ha annoverato tra i promotori anche istituzioni culturali
straniere, quali la 1ritish >chool at Rome e l'Scole franTaise de Rome, ha fatto seguito il rapido affermarsi della
nuova disciplina, sia in campo didattico, con l'istituzione di cattedre nelle università italiane, sia nella ricerca, con
iniziative di scavo, di ricognizione territoriale, di schedature sistematiche di manufatti, sia sul piano editoriale con
la rivista Archeologia medievale, che dal &'! si è affiancata all'inglese Medieval archaeolog! (iniziata nel &'5'%,
alla francese Archéologie médiévale (iniziata nel &'!(%, alla tedesca "eitschrift f#r Arch$ologie des Mittelalters
(iniziata nel &'!<%# 2recedenti possono essere riconosciuti in segnalazioni di insediamenti e strutture di età
medievale presenti in ricerche preistoriche, protostoriche e classiche, già dall'.ttocento, nelle indagini di
necropoli longobarde e nella lunga tradizione di studi sull'edilizia religiosa, funeraria, sulle produzioni
epigrafiche, pittoriche e scultorie relative alle testimonianze materiali del cristianesimo (archeologia cristiana%#
L'a# m# ha avuto sin dall'inizio un carattere segnatamente storico e ha risentito positivamente del clima culturale
venutosi a creare negli anni >ettanta, a seguito del dibattito storiografico nell'ambito dell'archeologia classica, tra i
sostenitori della 'cultura materiale' e coloro che assegnavano ancora un ruolo preminente all'analisi storico-
artistica# )ffiancatasi decisamente ai primi, la nuova disciplina ha rivendicato innanzitutto un ruolo autonomo e
distaccato dalla storia dell'arte medievale per finalità e metodo di ricerca, anche se, a volte, interessata ai
medesimi campi di studio#
4ell'@uropa settentrionale, nei territori non romanizzati e quindi privi di monumenti classici, già dal secolo &"^ si
è manifestato l'interesse per il -edioevo, corrispondente alla loro prima età storica# 4ei territori romanizzati,
invece, la ricerca archeologica medievale, intesa in senso moderno, ha avuto inizio, a partire dagli anni $inquanta
del secolo (G^, in 0ran 1retagna, con l'archeologia del territorio# >perimentata già agli inizi del secolo da )#8#
)llcroft (&'G3% sul tema qualificante del villaggio abbandonato, l'indagine è continuata con gli studi di -#
1eresford (&'5% e di 9#0# 8os7ins (&'55% sul villaggio medievale della contea di Leicester# $on la pubblicazione
di I#;# 9in7elmann dello scavo di 9arendorf in Bestfalia, l'attenzione si è accentrata sugli insediamenti#
L'interesse per i villaggi abbandonati ha portato alla fondazione del =esert -edieval Billage Research 0roup
(&'5(% e l'ormai affermata a# m# a quella della >ociet: for -edieval )rchaeolog:# 4ella prima metà degli anni
>essanta anche in Arancia hanno avuto inizio le indagini archeologiche in insediamenti abbandonati, promosse (a
eccezione dello scavo integrale di Rougiers diretto da 0# =Nmians =')rchimbaud, pubblicato nel &'3G% dall'Scole
pratique des hautes Ntudes (iv >ection%, in collaborazione con l'Istituto della cultura materiale di Barsavia, con
immediata diffusione dei risultati# $on le indagini franco-polacche si è ampliato il campo della ricerca alla storia
del mondo rurale# In 0ran 1retagna il progetto di 9# 2erc: è stata la pi+ significativa indagine archeologica
medievale europea su un sito rurale abitato dal secolo !^ sino all'inizio del &"^, mentre lo scavo dell'insediamento
rurale altomedievale di -uc7ing ha posto le premesse per lo studio delle tipologie abitative#
In Italia, sulla traccia degli studi di $h# Hlapish Vuber e di 6# =a: (&'"5%, si sono attivate ricerche in Liguria, in
>icilia (1rucato%, in $ampania ($apaccio Becchia%# Lo studio della sopravvivenza delle villae e delle nuove
destinazioni d'uso di talune loro parti, spesso a carattere religioso, ha affrontato sul piano archeologico il tema
della cristianizzazione delle campagne, oggetto di un ampio dibattito storiografico ((3
a
settimana $I>)- &'3G%#
>i ricordano le indagini condotte in >pagna negli insediamenti rurali di @l 1ovalar, di @l 0atillo, di Araga, di
$entcelles con presenze di aree funerarie e chiese con fonti battesimali# In Italia si menziona, in particolare in
>ardegna, un rilevante numero di strutture a carattere religioso impiantatesi nelle villae, suburbane e rurali, specie
tra il 5^ e il !^ secoloO in Eoscana si segnala la chiesa di >an Bito di $alciO nel Lazio il complesso di >ant'Ilario ad
biviumO in $ampania il complesso chiesa-battistero con area funeraria altomedievale di )ltavilla >ilentinaO in
2uglia l'ecclesia baptismalis con annessa area funeraria di >an 0iulio e in 1asilicata l'insediamento di >an
0iovanni di Ruoti# 4el Lazio si è indagato anche sulle domuscultae% organizzazioni agrarie alla diretta dipendenza
della $hiesa romana#
Fno dei temi che ha suscitato maggiore interesse è quello dell'incastellamento, verifica - sul piano archeologico -
di modelli formulati in campo storico da 2# Eoubert, ove il castrum, succedendo alla curtis, appare come la forma
normale dell'habitat rurale# 0li scavi di >carlino e di -ontarrenti in Eoscana, gli studi sugli insediamenti nella
Eerra di >an Bincenzo al Bolturno, in >abina a $aprignano, a -ontagliano, a .ffiano e a Billa >ant')gnese, sui
castelli della >icilia ($alathamet e 1rucato% e della >ardegna (-onreale%, hanno, tra gli altri, evidenziato la
complessità del fenomeno, con soluzioni che lungi dall'essere unitarie si mostrano, invece, a volte diverse e
originali, anche in una stessa regione# Il castrum, insediamento di derivazione militare, inteso anche come centro
fortificato civile, risalente alla tarda antichità, segna con la sua presenza la topografia dell')lto -edioevo#
L'esegesi archeologica delle fonti scritte, unita a scavi finalizzati, ha consentito di chiarire, in parte, le incertezze
interpretative derivate dalla terminologia univoca - castrum - per insediamenti diversificati# 4ell'Italia
settentrionale, dove vanno ricordati i castra dell'età gota, della prima età bizantina e poi dell'età longobarda - tra
cui quelli della Liguria - sono stati indagati quelli di $astelseprio, di Ibligo-Invillino e di -onte 1arro# )ccanto
agli insediamenti fortificati bizantini dell'Italia meridionale e insulare, che rappresentano, nella loro differenziata
tipologia, un aspetto organizzativo del territorio, devono porsi i castra urbani recentemente riconosciuti come
parte dello spazio-città, segnatamente durante le guerre greco-gotiche, con continuità nei secoli dell')lto
-edioevo#
In territorio anglosassone si segnalano le prime esperienze di a# m# urbana, programmate per la salvaguardia e la
tutela# $on gli stessi intenti in Italia, mentre si sono poste le basi per una corretta metodologia di ricerca, sono
state elaborate alcune carte archeologiche di rischio (2avia, 1rescia%# 2receduti dalle esperienze di archeologia
urbana attuate a 0enova, dalle indagini archeologiche a Eorcello volute da 0#2# 1ognetti (che ne affid/ la
direzione a 9# 8ensel, gli scavi in alcune città italiane hanno segnato l'inizio di un dibattito scientifico, ancora in
corso, sui temi della continuità o discontinuità del fenomeno urbano ovvero, come attualmente si preferisce, di
destrutturazione e ristrutturazione# Lo studio della città 'di pietra' accanto a quello della 'città vivente' - secondo la
definizione isidoriana - è attualmente campo privilegiato della ricerca archeologica medievale* è rivolto a città di
età classica per lo pi+ abbandonate (Luni, @ntella, >egesta, $ornus, Eharros, 4ora% con fenomeni diversificati
nelle fasi di età medievale, a città di fondazione medievale (Aerrara, Leopoli-$encelle% e a città con continuità di
vita, in cui i cantieri, solo raramente programmati, vengono, per lo pi+, aperti a seguito di lavori di pubblica o
privata utilità (-ilano, Berona, 1rescia, Roma, 4apoli, .tranto, 2orto Eorres%#
) seguito delle ricerche archeologiche è stato possibile riaprire il dibattito su taluni temi di storia urbana e su
alcuni poli di indubbio valore topografico e poleogenetico, come i complessi episcopali, sui problemi connessi
con la viabilità e con gli spazi aperti destinati anche a coltivo e a uso funerario, sui fenomeni di inurbamento, sulla
nascita di borghi satelliti e sulla tipologia edilizia residenziale# 2er quest'ultima, cui è stata sistematicamente
applicata una metodologia archeologica di rilevamento, si dispone già di sintesi d'insieme a carattere regionale#
4egli ultimi decenni, in ambito europeo e mediterraneo, la ricerca archeologica negli spazi urbani si è
notevolmente arricchita#
Le indagini sistematiche a 1ergen e a 6arlshof in 4orvegia hanno consentito, nel primo caso, la ricostruzione
dell'assetto urbano con la rete viaria sia terrestre sia su pontili, dell'edilizia residenziale caratterizzata dall'uso
quasi esclusivo del legno, della presenza di chiese e monasteri, e del porto, ove il recupero di tre navi ha fornito
notizie sui commerci# In >vezia le ricerche nelle città di Lund (stratificata su sei livelli a partire dalla fine del sec#
&G^%, di Lodose (seconda metà del sec# &&^% e di Halmar (seconda metà del sec# &(^% hanno restituito preziose
informazioni sulla fondazione e sulla conformazione di tali insediamenti urbani, sull'edilizia del potere e su quella
popolare, che privilegiava l'uso del legno, sull'edilizia religiosa e sulle attività commerciali# >i segnalano in
=animarca gli scavi dei centri di 8orsen e di 8edeb:O in .landa le indagini a 8aarlem e a 's-8ertogenbosch, che
ne hanno dimostrato l'origine carolingia# In 0ran 1retagna il fenomeno di urbanizzazione di emporia è
testimoniato dal centro di IpsUichO in Arancia l'attenzione alle fasi tardo-antiche e altomedievali delle città a
continuità di vita è attestata dalle ricerche archeologiche urbane a )iM-en-2rovence, )miens, )utun, )uMerre,
$aen, 0renoble, Lione, -arsiglia, .rlNans, Rouen, Eours, Eolosa e 2arigi# In 1elgio gli scavi nel centro urbano di
)nversa hanno chiarito le fasi insediative a partire dal sec# '^, con particolare attenzione alle strutture di
fortificazione e all'area della chiesa di ># Balpurga# In 0ermania le dinamiche d'insediamento e le strutture a
carattere religioso sono state oggetto d'indagini ad )mburgo, )ugsburg, $olonia, @sslingen, Arancoforte sull'.der,
Aulda, 0ottinga - con particolare attenzione anche alle attività metallurgiche e artigianali -, 8ildesheim, Lipsia,
Lubecca, Ereviri# In >pagna l'ultimo decennio ha segnato l'ampliarsi della ricerca dagli studi di archeologia
tardoantica e paleocristiana a quelli altomedievali, come testimoniano gli scavi di 2echina ()lmeira%, un
complesso urbano del sec# &G^, di $brdoba, di 0erona, di 0ranada, di -erida, di Recopolis, di Earragona#
4otevole lo sviluppo della ricerca nei centri urbani e nei borghi fortificati dei territori slavi# In 2olonia le indagini
nei castra di 1is7upin e di $racovia, nei borghi fortificati su terrapieni di 1reslavia, =anzica, 0nezno, fgcz:ca,
2oznaY, hanno consentito la ricostruzione di interi insediamenti e la conoscenza di tipologie edilizie, di edifici
religiosi, di botteghe artigianali, di impianti commerciali (a 1is7upin% per l'affumicazione del pesce e per la
fabbricazione del catrame# In 1ulgaria, a herven le ricerche hanno consentito di cogliere le varie fasi di vita, dalla
fortezza giustinianea distrutta nel sec# !^, a quella dei secc# &&^-&(^, allo sviluppo urbano dei secc# &<^-&^O a
Hirdjali si sono rivolte in particolare al monastero e al complesso episcopaleO a 2lis7a, capitale del regno dal !^ al
'^ sec#, le indagini si sono estese alle tre città, chiuse in tre circuiti fortificati concentrici, con presenza di piccoli
insediamenti urbani e palazzi monumentaliO a 2reslav, capitale del regno nei secc# '^ e &G^, anch'essa difesa da una
triplice fortificazione in pietra, con presenza di edifici a carattere religioso successivi alla conversione al
cristianesimo (3"% e di fasi edilizie successive alla conquista bizantina del &G&3, sul piano della cosiddetta cultura
materiale è parsa di grande interesse la ceramica dipinta derivata dall')sia -inoreO a Eirnovo, capitale del
secondo regno nei secc# &<^ e &^, articolata in tre fortezze collegate da quartieri fortificati e caratterizzata da
colonie di mercanti veneziani, genovesi, slavi, sono stati indagati monasteri e residenzeO in Fcraina, a Hiev, il pi+
importante centro della Rus' con la cittadella (gorod% fortificata, circondata da suburbi artigianali e mercantili, è
stata messa in luce un'edilizia quasi esclusivamente in legnoO nella Repubblica $eca, infine, il centro di -i7ulkice
dal sec# '^ ha restituito un modello di insediamento fortificato con resti di attività mercantili#
4ei territori mediterranei si rileva interesse per le fasi urbane postclassiche, anche se le ricerche in città della
0recia come )rgo, )tene, $hio, -istrà, e in centri dell')frica settentrionale, di norma non superano
cronologicamente la prima età bizantina# Fn posto a sN spetta all'archeologia funeraria* le indagini di scavo hanno
consentito di ricostruire tipologie tombali, usi e costumi funerari e, attraverso i corredi, la cultura materiale di
diverse popolazioni# In @uropa sono di particolare interesse i ritrovamenti di necropoli legate a singole etnie* tre
sepolture principesche attribuite a re gepidi, gli )rdarichingi, di )pahida in Romania, della seconda metà del sec#
5^, i coevi tumuli funerari regali germanici di )usterlitz (>lav7ov, Repubblica $eca%O la sepoltura di $hilderico a
Eournai (Arancia%O le tombe regali merovingie di >aint-=enisO le navi-tumulo vichinghe di 1orre, di .seberg e di
0o7stad (4orvegia% e di >utton 8oo (0ran 1retagna%, le necropoli vichinghe a Bendel e a Ais7eb: (>vezia%O la
grande necropoli avara di Vamardi, l'unica tomba di un &han avaro con ricchissimo corredo aureo di Humbabon:
(Fngheria%O la necropoli franca di Hrefeld 0ellepO quella longobarda di Hran[-La[h (>lovenia%O il cimitero
musulmano su un insediamento funerario ispano-visigoto a $abeza de 0riego (>pagna%O la vastissima area
funeraria di 2lin7aigalis (Lituania%, attribuita al periodo delle 0randi -igrazioni, uno dei pochi esempi dei 2aesi
balticiO le sepolture reali danesi del sec# &G^ con aula di culto e iscrizioni funerarie#
In Italia l'archeologia funeraria è stata a lungo limitata allo studio delle necropoli dei popoli germanici immigrati*
quelle gote ()cquasanta Eerme%, le longobarde ($ividale, Erezzo sull')dda, Eestona, 4ocera Fmbra, $astel
Erosino, 1enevento ecc#%, la necropoli di $ampochiaro Bicenne nel -olise, l'unico sito in Italia in cui è
documentato il rituale della sepoltura del cavallo con bardatura completa, comprensiva di elementi di tipo avaro#
Aatta eccezione per alcuni insediamenti funerari dell'Italia meridionale (2uglia, >icilia%, è risultata carente
l'indagine sui cimiteri delle popolazioni autoctone* a partire dagli anni >ettanta gli scavi condotti in una vasta area
cimiteriale, connessa con il complesso episcopale della città di $ornus in >ardegna, hanno messo in luce
inumazioni altomedievali che attestano una continuità tipologica rispetto all'età romana nelle sepolture e nei riti,
quali il refrigerium, e nella presenza di corredi# 2ertanto si è dato di verificare anche presso i cristiani, e non solo
in ambito germanico, l'uso di seppellire con gioielli e suppellettile varia#
Questa posizione critica, universalmente accettata, ha portato al moltiplicarsi delle indagini e all'ampliamento
delle conoscenze# Le testimonianze funerarie pi+ significative sono quelle di )grigento, )lbenga, )sti, $asalrotto,
$imitile, $orfinio, 2orto Eorres, Benosa e i cimiteri islamici della valle del 1elice in >icilia# Rimangono ancora
scarsamente studiate le tipologie tombali del pieno e del tardo -edioevo#
L'a# m# di carattere religioso ha ampliato le indagini alle chiese, sia urbane sia rurali, e agli insediamenti
monastici# >i deve principalmente a studiosi britannici l'impulso dato in Italia alle ricerche sulle grandi abbazie
altomedievali* i progetti sull'abbazia di >anta -aria di Aarfa e sul complesso di >an Bincenzo al Bolturno hanno
segnato due importanti tappe per la conoscenza delle strutture materiali dell'ordine benedettinoO a questi vanno
aggiunti gli scavi del complesso monastico della 4ovalesa, importante centro di passaggio anche per i
pellegrinaggi#
In Italia, un settore privilegiato è stato senza dubbio quello dell'archeologia delle produzioni, inteso come ricerca
rivolta ai prodotti e alle tecniche di lavorazione, ma anche alle conseguenze ambientali e sociali della produzione#
)lla fine degli anni >essanta i contributi di =# 9hitehouse e di E# -annoni hanno aperto la strada agli studi del
materiale ceramico medievale, ?non pi+ lasciato al puro dominio della storia dell'arte, dell'antiquariato e del
collezionismo?# 4ell'ultimo trentennio lo sviluppo degli studi, in continuo e proficuo avanzamento, ha portato alla
conoscenza delle principali tipologie di manufatti, alle classificazioni delle produzioni, dei commerci e degli usi,
nonostante siano state rilevate notevoli disparità tra le diverse aree geografiche e per taluni periodi#
4ella maggior parte dei paesi dell'@uropa e del -editerraneo occidentale la produzione e il commercio su larga
scala cessarono con la tarda antichitàO nell')lto -edioevo si ebbe una produzione artigianale per lo pi+ legata a
singoli centri# ) partire dal sec# '^ si pu/ parlare di produzioni professionali e, con l'incremento del sec# &(^, si è
giunti nel &<^ a produzioni di carattere industriale# -eno attiva si è rivelata sino a oggi l'indagine sui centri di
produzione, fatta eccezione per il rinvenimento di talune fornaci altomedievali ad )grigento, 1rescia, $arlino,
.tranto, $astellana di 2ianella, -ola di -onte 0elato e >an Bincenzo al Bolturno, quelle di )grigento datate tra i
secc# &&^ e &(^, e una del sec# &^O quelle pi+ tarde di Roma, >an 0iovanni in 2ersiceto, >iena, $esena, 2isa e
)lbisola#
)gli inizi degli anni >essanta la scoperta di un'officina vetraria a Eorcello e, pi+ tardi, quella di una fornace a
-onte Lecco hanno consentito di acquisire dati tecnici sulle attività produttive del vetro, ma solo negli anni
.ttanta si sono avuti i primi sostanziali contributi sulle produzioni medievali (nel &''G si deve a =# >tiaffini una
prima sistemazione tipologica%# In questi ultimi anni le indagini archeologiche hanno testimoniato presenze
produttive soprattutto in Eoscana* a 2isa, nel territorio di >an 0imignano e a -ontopoli Bal d')rnoO non mancano
per/ attestazioni in altre aree geografiche come a -odena e in >ardegna#
4otevole la produzione di oggetti in metallo attestata nel -edioevo* una classificazione funzionale ha evidenziato
prodotti di metallo nobile (monili e oggetti di oreficeria, vasellame e manufatti, arti suntuarie%, pertinenti, per lo
pi+, alla sfera del potere laico e religioso, ma anche privato, di cui già si posseggono raccolte tipologicheO noti
anche gli oggetti di armamento# 4on sono stati ancora approfonditi gli studi sulle classi di manufatti appartenenti
all'edilizia* dai prodotti della carpenteria a quelli dell'arredo domestico, fatta eccezione per talune produzioni di
oggetti per l'illuminazione, per gli utensili agricoli e per l'estrazione e la lavorazione dei materiali lapidei o
metallici# Fna particolare attenzione è stata rivolta, nell'ultimo decennio, alle attività estrattive e metallurgiche#
L'archeometallurgia, grazie ai progetti di ricerca diretti da R# Arancovich, si è sviluppata particolarmente in
Eoscana nei territori delle $olline -etallifere, di -assa, di Aollonica e dell'isola d'@lba# Largamente utilizzato è
stato senza dubbio il legno* per il suo impiego nell'edilizia, nel sottosuolo di Aerrara se ne sono conservati
eccezionalmente i resti, che hanno dato ampia testimonianza alle fonti scritte# 2er la produzione di manufatti per il
mobilio domestico e funerario, per le stoviglie, della cui esistenza ci rendono ampiamente edotti i documenti
d'archivio, e per gli attrezzi agricoli, il riscontro si è trovato nei contesti europei (4ovgorod in Russia, Ariburgo in
0ermania, 2aladru in Arancia%, pur se non mancano esempi anche in Italia ($lasse, >an -artino Balle $audina,
$recchio per l')lto -edioevo, Aerrara per il 1asso -edioevo%# >ono documentati manufatti in osso e in avorio, e
in >ardegna oggetti di uso domestico in sugheroO per i prodotti in cuoio è stata individuata un'area del 2riamàr a
>avona# Infine sono stati oggetto di indagine impianti di produzione per i materiali fittili e per la calce (le
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