:: Sintesi del libro

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Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura e creare drammi
emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di violenza, di paura, di guerra e di
ingiustizia. I sogni personali variano, ma a livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se
guardiamo la società umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato
dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta, dipendenza, violenza nelle
strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente
controlla il sogno esteriore.
Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante
religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di
castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato
dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo
un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano
che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già,
all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno
più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno
della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi
diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il
nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma
non è necessario vivere in un incubo. Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz

1. Sii impeccabile con la parola: La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il
potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita. Come
una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola
ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno
emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre
parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia
ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può
guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e
trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola
personalmente. Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la
tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla
di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un
mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo
personale, crediamo che gli altri sappiano cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il
nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche
quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno,
le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di
vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa
di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e
convinzioni. Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il
veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”,
basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose
personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando
conflitti. Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere
ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo le nostre opinioni e
anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di
una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che
diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di
credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il
giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione
interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi.
Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda, stanno parlando a voce alta di se
stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli
altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si
arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non
risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione
negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o
un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non
sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente
– immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso
essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore,
invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul
personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo
ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male,
prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta
la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di
prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno
emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre,
la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo
e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non
strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro
meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le
cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far
assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino,
ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo,
senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non
supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra
vita.