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Enterobacteriaceae

Enterobacteriaceae
Comprende più di 40 generi con un vasto numero di specie
batteriche il cui habitat naturale è rappresentato
dall’intestino dell’uomo e degli animali, ma anche dal suolo,
acque, piante, materiali in decomposizione.
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE:
bacilli Gram negativi, mobili o immobili, asporigeni, quasi sempre capsulati,
provvisti di pili

CARATTERISTICHE METABOLICHE:
aerobi anaerobi facoltativi
Fermentano il glucosio, in anaerobiosi è frequente la produzione di gas;
ossidasi negativi per l’assenza del citocromo C
catalasi positivi

CARATTERISTICHE COLTURALI:
poco esigenti: crescono nei comuni terreni di coltura.

CLASSIFICAZIONE


GLI ENTEROBATTERI VENGONO SUDDIVISI IN NUMEROSI GENERI
IN BASE A:


• Caratteristiche biochimiche

• Caratteristiche antigeniche

• Caratteristiche genotopiche
studi di ibridazione DNA-DNA
sequenziamento rRNA16S


Caratteristiche biochimiche


• capacità di utilizzare particolare substrati come fonte di
carbonio es. acidi organici o loro sali
• presenza di alcuni enzimi es. ureasi, lisina e ornitina-
decarbossilasi, fenilalanina-deaminasi etc.
• produzione di specifici prodotti metabolici es. idrogeno
solforato, indolo, acetoino etc.
• capacità di fermentare taluni zuccheri
CARATTERI ANTIGENI


Antigene O
di natura polisaccaridica (catene laterali dell'LPS)
stabile al calore
Antigene K
posto più superficialmente rispetto all’antigene O è
rappresentato dai polisaccaridi acidi che compongono lo strato
mucoso
stabile al calore
Antigene Vi
solo nelle salmonelle l’antigene K è indicato come
antigene Vi

Antigene H
è rappresentato dalle proteine flagellari, quindi è presente nelle
specie mobili

FATTORI DI VIRULENZA

 polisaccaridi dello strato mucoso o della capsula
azione antifagocitaria
 endotossina
azione tossica del lipide A
 adesine
 sistema di secrezione di tipo III
rilascio di fattori di virulenza nelle cellule ospiti
 tossine proteiche
 variazione di fase e antigenica



Salmonella
>2400 sierotipi di bacilli Gram negativi,
mobili per flagelli peritrichi, non
fermentanti il lattosio
 Descritto per la prima volta da
Theobald Smith (1859-1934) e da
Daniel Elmer Salmon (Salmonella
choleraesuis) nel 1885
ANTIGENI
I sierotipi sono identificabili sulla base di tre tipi di Ag:
ANTIGENI O o somatici

ANTIGENI H o flagellari (presenti in tutti i sierotipi ad
eccezione di S. gallinarum e S. pullorum)
Possono esistere in due forme FASE 1 e FASE 2;
una data cellula esprime un Ag di fase per volta ed i due
antigeni corrispondono a due diverse molecole di
flagellina (es. di variazione antigenica)

ANTIGENI Vi o capsulari
Sono polisaccaridici
Sembrano associati alla virulenza
Classificazione di
Kauffman e White






2 specie
S. enterica
(2443 sierotipi)
S. bongori
(20 sierotipi)
S. typhi S. enterica subsp. enterica serovar Typhi
S. paratyphi S. enterica subsp. enterica ser. Paratyphi
S. choleraesuis S. enterica subsp. enterica ser. Choleraesuis
S. typhimurium S. enterica subsp. enterica ser. Typhimurium
S. enteritidis S. enterica subsp. enterica ser. Enteritidis
enterica (>95% sierotipi repertabili
in materiali patologici umani)
salamae
arizonae
diarizonae
houtenae
indica
studi ibridazione
DNA-DNA
subspecies
Forme cliniche di salmonellosi
• enterite
• febbre tifoide e paratifoide
• setticemia
• colonizzazione asintomatica
• enterite
Forme cliniche di salmonellosi
è la forma più comune
• enterite
• febbre tifoide
• setticemia
• colonizzazione asintomatica
Forme cliniche di salmonellosi

• 6-48 h dall’ingestione di acqua o cibo contaminato
• nausea, vomito, diarrea
• febbre, dolori addominali, mialgia, cefalea
IL-8
Forme cliniche di salmonellosi
febbre
tifoide

• febbre tifoide
Forme cliniche di salmonellosi
ingestione di batteri con alimenti o acqua
stomaco  intestino  linfonodi mesenterici  circolo
ematico  sistema reticolo-endoteliale di fegato, milza,
midollo osseo
moltiplicazione batterica
reinvasione del circolo ematico
diffusione ad altri organi
concentrazione nella cistifellea bile  intestino
escrezione con le feci
cefalea, mialgia, malessere, anoressia
stato stuporoso
febbre alta sub-continua (39-40°C)
fine del periodo
d’incubazione
(10-14 giorni)
?
IL-8
Shigella
Shigella
La denominazione deriva dallo scopritore Shiga che
identificò tali batteri nel 1898.
Sono bacilli Gram-negativi, immobili.

CLASSIFICAZIONE
Sono distinte in 4 specie o sottogruppi:
Shigella dysenteriae o sottogruppo A
Shigella flexneri o sottogruppo B
Shigella boydii o sottogruppo C
Shigella sonnei o sottogruppo D
BIOTIPI di ESCHERICHIA COLI
Shigella
L’uomo è l’ospite naturale (NO serbatoio animale)
La trasmissione della malattia avviene direttamente
da persona a persona per via oro-fecale e, meno
frequentemente, attraverso acqua e cibi
contaminati; anche le mosche possono fungere da
agenti vettori.
Le Shigelle sono in grado di dare malattia anche con
una minima carica infettante (2x10
2
microrganismi)

Shigella Passing Through the Mucous Membrane
and Invading Mucosal Epithelial Cells



A proposed model for invasion of epithelial cells of the colon.
1) The Shigella first cross the mucosa by passing through specialized cells called M cells. The M
cell passes the Shigella on to a macrophage from which it subsequently escapes - possibly by
inducing apoptosis, a programmed cell suicide.
2) The Shigella then uses its invasins to enter the mucosal epithelial cells from underneath. The
invasins cause actin polymer rearrangements in the cell's cytoskeleton resulting in the bacterium
being engulfed and placed in an endocytic vesicle in a manner similar to phagocytic cells. Once
inside, the Shigella escape from the vacuole into the cytoplasm and multiply.
3) The Shigella are able to move through the host cell and spread to adjacent host cells by a
unique process called actin-based motility. In this process, actin filaments polymerize at one end
of the bacterium, producing comet-like tails that propel the Shigella through the cytoplasm of the
host cell.
4) When they reach the boundary of that cell, the actin filaments push the Shigella across that
membrane and into the adjacent cell.
Sistema di secrezione
di tipo III  IpaA, IpaB,
IpaC, IpaD
DISSENTERIA BACILLARE

è una malattia assai comune nei climi caldi e si associa a basse
condizioni igienico-sanitarie. Maggiormente diffusa nelle collettività
e in ambito pediatrico.

Il periodo d’incubazione è 2-4 gg.
I bacilli, penetrati per os, raggiungono l’intestino penetrando nelle
cellule epiteliali della mucosa (ileo distale e colon) e moltiplicandosi
nella sottomucosa, con formazione di microascessi e successive
necrosi e ulcerazioni superficiali. Abitualmente non viene invaso il
circolo ematico.
Sintomatologia da moderata a grave. Diarrea solitamente acquosa
all’inizio (produzione di 2 enterotossine, ShEt1 e ShEt),
successivamente compaiono sangue e muco.

• Nelle forme sostenute da Shigella dysenteriae tipo 1,
produttrice della tossina di Shiga, sono possibili
complicanze quali: colite emorragica, sindrome uremico-
emolitica.
Terreno di Amies

Selenite Broth
18-24 h 35°C
Hektoen Enteric Agar
Xylose-Lysine-Desoxycholate
(XLD) Agar
SS Agar
18-24 h 35°C
18-24 h 37°C
18-24 h 35°C
Protocollo diagnostico
Salmonella e Shigella nelle feci
ARRICCHIMENTO
Terreni selettivi e
differenziali
ENTEROBATTERI
subcolture
Test
biochimici
Reazioni
sierologiche
(ricerca antigeni O per Shigella,
ricerca antigeni O e antigeni H per
Salmonella)
IDENTIFICAZIONE COMPLETA
DI SPECIE
S. typhi
Escherichia coli
 Bacillo Gram negativo mobile lattosio-
fermentante

 Fa parte della normale flora intestinale umana
(rappresenta la specie aerobia facoltativa
predominante della comunità batterica residente
a livello dell’intestino crasso)
Escherichia coli
Escherichia coli
È causa di:
• Infezioni urinarie
• Setticemie

• Meningiti neonatali
• Gastroenteriti
infezioni endogene
infezioni esogene
Escherichia coli
Patotipi:

• Enteritogeni


• Extraintestinali

Enteropatogeni
Enterotossigeni
Enteroemorragici
Enteroinvasivi
Enteroaggreganti
Diffusamente aderenti
Uropatogeni
Causa di meningiti neonatali

Aderenti invasivi
Necrotossigeni
Cell detaching E. coli
Escherichia coli
Sequenziamento ceppi E. coli isolati:

• core genome: circa 2200 geni

• pan-genome: circa 13000 geni

• genoma maggior parte E. coli patogeni:
circa 5000 geni
SETTICEMIA
E. coli è il bacillo Gram-negativo più frequentemente
isolato da pazienti setticemici.
La setticemia generalmente origina da un’infezione
delle vie urinarie o del distretto gastroenterico. È
favorita dalla presenza di una patologia di base del
paziente (diabete, neoplasie, emopatie) o da
condizioni di immunocompromissione.
Escherichia coli
UPEC
adesine: pili tipo 1, pili P, pili S
siderofori: enterobactina, aerobactina
Tossine: emolisina formante-pori; tossina autotrasporter
secreta (Sat)
IBC: intracellular bacterial communities
Escherichia coli
STIPITI ENTERITOGENI

•E. coli enteropatogeni (EPEC)
•E. coli enterotossigeni (ETEC)
•E. coli enteroemorragici (EHEC)
•E. coli enteroinvasivi (EIEC)
•E. coli enteroaggregativi (EAEC)
•E. coli diffusamente aderenti (DAEC)
ETEC O6 H16
O8 H9
O11 H27
O15 H11
O20 NM
O25 H42, NM
O27 H7
O78 H11, H12
O128 H7
O148 H28
O149 H10
O159 H20
O173 NM
EPEC O55 H6, NM
O86 H34, NM
O111 H2, H12, NM
O119 H6, NM
O125ac H21
O126 H27, NM
O127 H6, NM
O128 H2, H12
O142 H6
Classificazione
secondo Kauffman
e White
ENTEROPATOGENI (EPEC)
Rappresentano la causa più frequente di diarrea infantile
nei paesi in via di sviluppo.
Sono responsabili di diarrea acquosa, anche persistente,
spesso associata a vomito e febbre.
Privi di potere tossinogeno o invasivo, sono dotati di un
particolare carattere di adesività localizzata alle cellule
dell’intestino tenue, mediata inizialmente da pili a fasci
(Bfp) e quindi dall’intimina il cui recettore (Tir) viene
inserito nella membrana della cellula epiteliale
attraverso un sistema di secrezione di tipo III.
L’adesione degli EPEC ai microvilli ne causa la distruzione
con conseguente diarrea da malassorbimento.
microcolonie
Immagine al microscopio elettronico che mostra
EPEC aderenti all’orletto a spazzola delle cellule
della mucosa intestinale con evidente distruzione
localizzata dei microvilli.
ENTEROTOSSIGENI (ETEC)
Importante causa batterica di diarrea infantile nei paesi in
via di sviluppo, più comune causa di diarrea del viaggiatore.
Causano una tipica diarrea acquosa con nausea, crampi
addominali e febbre di modesta entità.
Nella patogenesi delle lesioni indotte dagli stipiti ETEC, che
aderiscono (Colonization Factor Antigen 1 and 2 (C.F.A.)) a
specifiche regioni della membrana delle cellule epiteliali
del’intestino tenue, svolge un ruolo fondamentale la produzione
di:
• enterotossina termolabile (LT-1 e LT-2) meccanismo
d'azione simile alla tossina colerica (diarrea per aumento
dell'AMPc)
• enterotossina termostabile (ST-a e ST-b) meccanismo
d'azione diverso da quello della LT ma con effetto finale
molto simile (diarrea per aumento di GMPc)
ENTEROEMORRAGICI (EHEC)
Bassissima carica infettante (circa 50 batteri)
La maggior parte dei casi di malattia è stata attribuita
al consumo di carne macinata di manzo contaminata
durante la lavorazione e consumata poco cotta
(MALATTIA DELL’HAMBURGER); consumo di acqua o di
latte o succhi di frutta non pastorizzati, verdura
cruda, frutta.
Principalmente appartenenti al sierotipo O157:H7,
riconosciuto una causa crescente di infezioni acquisite
per via alimentare. Sono i ceppi più comunemente
responsabili di malattia nei Paesi industrializzati.
ENTEROEMORRAGICI (EHEC)

Dopo aver aderito alla mucosa dell’intestino crasso,
producono 2 potenti citotossine (Verotossine o Shiga-like
toxin (Stx) 1 e 2) una delle quali (Stx-1) identica alla
tossina di Shiga prodotta da Shigella dysenteriae sierotipo
1, mentre la Stx2 presenta il 60% di omologia.


Sono tossine di tipo AB; il frammento attivo si lega ad uno
specifico glicolipide sulle cellule bersaglio
(globotriaosilceramide) particolarmente abbondante sulle
cellule intestinali e sulle cellule endoteliali renali. La
porzione attiva della tossina una volta all’interno delle
cellule si lega all’rRNA 28S bloccando la sintesi proteica
con conseguente distruzione dei villi intestinali,
malassorbimento ed escrezione di fluidi. Gli effetti a
distanza ad esempio sul rene sono conseguenti all’entrata in
circolo.
Manifestazioni cliniche associate agli stipiti
EHEC molto varie:

diarrea
colite emorragica (30-60% dei casi)
sindrome uremica emolitica (5-10%
bambini <10 anni infetti)
insufficienza renale acuta
piastrinopenia
anemia emolitica microangiopatica
ENTEROEMORRAGICI (EHEC)
ENTEROINVASIVI (EIEC)

colonizzano la mucosa del colon e ne invadono le cellule
attraverso un meccanismo di endocitosi; lisano il vacuolo
endocitotico, si moltiplicano all’interno della cellula che
viene uccisa, e diffondono alle cellule adiacenti provocando
distruzione tissutale e un’intensa risposta infiammatoria.

La loro patogenicità è legata ad una ISOLA DI
INVASIVITÀ che include numerose proteine della
membrana esterna tutte codificate da un
plasmide.
Sono responsabili clinicamente di una forma
dissenterica simile a quella causata dalle Shigelle
caratterizzata da:

febbre, crampi addominali, malessere
emissione di feci prima acquose poi
mucosanguinolenti, ricche di PMN
ENTEROAGGREGANTI (EAEC)
Derivano il loro nome dalla caratteristica modalità di
adesione alle colture tissutali, consistente nella
formazione di aggregati a “pila di mattoni”.
ENTEROAGGREGANTI (EAEC)
Colonizzano l’intestino tenue, provocando diarrea acquosa
persistente specialmente infantile nei Paesi in via di
sviluppo; possono causare diarrea cronica con ritardo della
crescita.
Potrebbero essere una causa importante sottostimata di
diarrea infantile nei Paese industrializzati.
Aderiscono mediante fimbrie di adesione aggreganti
(AAF/I, AAF/II, AAF/III) e stimolano la produzione di
muco da parte delle cellule della mucosa intestinale, da cui
i batteri risultano inglobati formando un biofilm.
Producono 2 tipi di tossine:
tossina enteroaggregante termostabile
tossina plasmidica
DIFFUSAMENTE ADERENTI (DAEC)
Aderiscono alle colture tissutali senza formazione di
aggregati. Stimolano l’allungamento dei microvilli.
E. coli enteritogeni: meccanismi
patogenetici
Nataro J. P. and Kaper J. B. Clinical Microbiology Reviews. 1998
Protocollo diagnostico
UPEC
McConkey Agar

Colonie rosa acceso
Identificazione biochimica
e antibiogramma
Protocollo diagnostico
NMEC
McConkey Agar

Colonie rosa acceso
Identificazione biochimica
e antibiogramma
Protocollo diagnostico
EPEC
Eosin Methylene Blue
(EMB) Agar, Levine

Tipizzazione sierologica
Terreno di Amies

24 h, 37°C
Colonie verde-metallico,
confluenti
McConkey Agar

Colonie rosa acceso
Eosin Methylene Blue
(EMB) Agar, Levine

Tipizzazione sierologica
Terreno di Amies

ricerca produzione di
enterotossina
(test immunologici per LT,
prove biologiche per ST,
sonde genetiche per i geni LT e ST)
24 h, 37°C
Colonie verde-metallico,
confluenti
Protocollo diagnostico
ETEC
Diarrea infantile e dei viaggiatori
Protocollo diagnostico
ETEC
Terreno di Amies

Sorbitol Mac Conkey Agar
Tipizzazione sierologica
O157:H7
24 h, 35°C
Colonie sorbitolo-ramnoso negative
HUS (Sindrome emolitica uremica)
Protocollo diagnostico
EHEC
ricerca produzione tossina Shiga-like
(test immunologici, biologici o molecolari)