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DOMENICA DELL’ORTODOSSIA

Prima domenica di Quaresima la Chiesa celebra il “Trionfo dell’Ortodossia” e si fa memoria del
ripristino del culto delle sante e venerabili icone.

SABATO — VESPRO
Ufficio del vespro domenicale.
Dopo il salmo introduttivo al Signore, ho gridato, 10 stichi, con 3 stichirá della resurrezione e 3
anatoliká dall’Octóichos e i 4 seguenti dal Triodion:

I profeti ispirati dal tuo Spirito, Signore, avevano preannunciato che Tu, l’inafferrabile, rifulso
senza principio, prima della stella del mattino, dal grembo immateriale e incorporeo del Genitore,
saresti divenuto bambino, assumendo carne da donna ignara di nozze, unendoti agli uomini e
mostrandoti a quanti sono sulla terra. Grazie a loro, concedi compassionevole la tua illuminazione a
quanti cantano la tua augusta e ineffabile risurrezione.
I profeti dal divino parlare, annunciandoti con la parola e onorandoti con le opere, hanno raccolto
il frutto della vita senza fine: avendo infatti perseverato, o Sovrano, nel rifiutare il culto alla creatura
al posto di te, il Creatore, hanno abbandonato il mondo conforme al vangelo, e sono divenuti
conformi alla tua passione che avevano infatti preannunciata. Per le loro preghiere, rendici degni di
affrontare irreprensibili lo stadio della continenza, o unico misericordiosissimo.
Tu che per la tua divina natura non puoi essere circoscritto, essendoti alla fine dei tempi
incarnato, o Sovrano, ti sei degnato di venire circoscritto: assumendo infatti la carne, ne hai
accettato tutte le proprietà. Noi dunque dipingendo la figura che intende rappresentarti, rendiamo
omaggio a tali immagini in vista di colui a cui rimandano, innalzandoci all’amore per te, e ne
attingiamo la grazia delle guarigioni, seguendo le divine tradizioni degli apostoli.
La Chiesa di Cristo ha riottenuto a suo preziosissimo ornamento l’esposizione piena di gioia
delle venerabili e sante icone del Cristo Salvatore, della Theotokos e di tutti i santi, quale
preziosissimo ornamento: essa ne viene per grazia rallegrata e illuminata, respinge, scacciandola, la
turba degli eretici ed esultando glorifica il Dio Filantropo che per lei ha sopportato la volontaria
passione.

Gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito
La grazia della verità nuovamente risplende. Ciò che un tempo era prefigurato nell’ombra, ora si
è apertamente compiuto: poiché ecco, la Chiesa si riveste dell’icona corporea del Cristo come di
ultramondano abbigliamento, delineando la figura della tenda della testimonianza, e tiene salda la
fede ortodossa, affinché possedendo anche l’icona di colui a cui rendiamo culto, non ci accada di
sviarci. Si rivestano di vergogna quanti così non credono: per noi è infatti gloria la forma di colui
che si è incarnato, è piamente venerata, non idolatrata. Offrendole il nostro omaggio, gridiamo, o
fedeli: O Dio salva il tuo popolo, e benedici la tua eredità.
Ora e sempre. Theotokíon, il primo del Tono corrente. Ingresso. Luce gioiosa. Prokímenon del
sabato. Allo stico, stichirá dall’októichos.
Segue:
Gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito
Quanti dall’empietà siamo passati alla devozione e siamo stati illuminati dalla luce della
conoscenza, battiamo le mani come dice il salmo, offrendo a Dio una lode grata; e veneriamo con
onore le sacre icone del Cristo, della tutta pura e di tutti i santi, poste alle pareti, su tavole e su sacri
arredi, respingendo la religione empia dei non ortodossi. L’onore dato alle icone, infatti, è rivolto al
prototipo, come dice Basilio; chiediamo dunque che per l’intercessione dell’intemerata Madre tua, o
Cristo Dio nostro, e per l’intercessione di tutti i santi, ci sia data la grande misericordia.
Ora e sempre. Theotokion.
O meraviglia nuova che supera tutte le meraviglie antiche! Chi mai ha conosciuto una madre che
senza conoscer uomo ha partorito e che tiene tra le braccia colui che abbraccia tutto il creato?
Volere di Dio è questo parto. Non cessare di scongiurare per quelli che ti onorano colui che come
bimbo con le tue braccia hai portato e che tratti con famigliarità di madre, o tutta pura, affinché
abbia misericordia delle anime nostre e le salvi.
Apolitikion.
La tua immacolata icona veneriamo, o buono, chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo
Dio, perché volontariamente, nel tuo beneplacito, sei salito nella carne sulla Croce per liberare dalla
schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Per questo ringraziandoti gridiamo: Hai colmato di
gioia ogni cosa, o Salvatore nostro, quando sei venuto per salvare il mondo.
Theotokion,
Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, o Theotokos; nel sigillo
della purezza, custodita nella verginità, Tu sei stata riconosciuta vera Genitrice di Dio vero:
supplicalo dunque per la salvezza delle anime nostre.

DOMENICA DELL’ORTODOSSIA
ORTHROS

Ufficio dell’Orthros delle domeniche.
Dopo l’Esàpsalmo, a Il Signore è Dio, Apolitikion della resurrezione. Gloria al Padre, al Figlio e
al santo Spirito La tua immacolata icona …. Ora e sempre. Theotokion. Trascendono il pensiero.
La consueta sticología, i kathísmata dall’Octóichos, gli evloghitária, l’Ypakoì, gli anavathmí del
Tono, il prokímenon, il vangelo mattinale stabilito, Contemplata la risurrezione di Cristo.
Dopo il salmo 50 gli idiómela del Triodion:
Gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito
Le porte della penitenza aprimi, o datore di vita, il mio spirito si protende, prima dell’alba, verso
il tuo santo tempio, portandoti il tempio del mio corpo tutto coperto di macchie ma Tu essendo
compassionevole, purificami nella tua misericordia.
e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amin.
Agevola per me, o Theotokos, i sentieri salvezza, ho insudiciato la mia anima con turbi peccati,
e ho consumato tutta la mia vita nella negligenza. Liberami con la tua intersezione, da ogni
impurità.
Stico: Misericordia di me, o Dio, nella tua grande misericordia e secondo la moltitudine delle tue
compassioni, cancella il mio delitto.
Considerando, me sventurato, la moltitudine delle mie gravi colpe, tremo di fronte al terribile
giorno del giudizio, ma confidando nella tua misericordia, come Davide a te grido misericordia di
me, o Dio, nella tua grande misericordia.

Quindi, cominciano i canoni, quello della resurrezione e il seguente del Triodion.

Canone del Triodion, il cui acrostico è:
Oggi è giunto un raggio divinamente rifulgente di devozione.
Poema di Teofane.
Ode I: Cantico di Mosè.
Esultando oggi festosamente, acclamiamo, o fedeli: Quanto sono mirabili le tue opere, o Cristo,
quanto grande la tua potenza, o Tu che hai realizzato la nostra concordia e il nostro accordo.
Venite, quanti sentite secondo Dio, celebriamo un giorno di gioia: si rallegrano ora il cielo e la
terra, le schiere degli angeli e le assemblee dei fedeli, festeggiando questo giorno sopra gli altri.
Battiamo le mani, vedendo questo sommo beneficio: le membra divise del Cristo raccolte in
unità, e lodiamo Dio che ci ha concesso la pace.
Oggi sono stati dati alla Chiesa i premi della vittoria, al cenno e al volere divinamente ispirati di
Michele e Teodora, i nostri re piamente stretti alla fede.
Theotokion.
Sono veramente venute meno le spade delle empie eresie: contemplando infatti con totale
devozione, o venerabile, tutta pura, il tuo tempio adorno di icone, godiamo di sacratissima
esultanza.
Katavasía.
Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando
a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.
Ode III: Cantico di Anna.
Non si solleva più ormai l’altero ciglio degli empi eretici: la potenza di Dio infatti ha rafforzato
l’ortodossia.
O nubi, stillate oggi per noi dal cielo, come dice il profeta, la vostra rugiada vivificante, poiché
oggi la fede risorge.
Le mistiche trombe degli apostoli di Cristo soprannaturalmente annuncino sonore che è stato
ripristinato il culto delle venerabili icone.
Inneggiamo a Cristo che ci ha dato una regina pia, amante di Cristo, insieme al figlio coronato da
Dio.
Theotokion.
Giunti, o tutta pura, alla tua sacra dimora, noi fedeli ti preghiamo ora di essere irradiati da
luminosa grazia.
Katavasía.
Si rallegra in te, o Cristo, la tua Chiesa, e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia
saldezza.
Kathísmata.
Raffigurando in un’icona la tua forma divina, proclamiamo con tutta chiarezza, o Cristo, la tua
nascita, i tuoi indicibili prodigi, la tua crocifissione volontaria; perciò i demoni, spaventati, vengono
messi in fuga, e i non ortodossi, quali loro compagni, gemono abbattuti.
Gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito
La Madre, la celeste Sion, si fa santamente bella con le figure dei profeti, le immagini degli
apostoli, le icone e le effigi dei sacri martiri e di tutti i santi, ed è illuminata dagli spirituali
splendori dello spirituale sposo e della sposa.
Ora e sempre. Theotokion
Per quanti onorano con amore, o venerabile, la tua santa icona, e concordi ti proclamano vera
Theotokos, a te prostrandosi con fede, sii custode e forte difesa, respingendo lontano da loro ogni
difficoltà, poiché tutto puoi.
Ode IV: Cantico di Abacuc.
Con la visita divina del Paraclito, santifica il tuo tempio, e con la sua presenza respingi l’errore
dell’eresia, o grandemente misericordioso Verbo di Dio.
Liberando il tuo popolo da gravissima empietà, rendilo ardente di zelo per la devozione, e fa’ che
acclami con fede: Gloria, Signore, alla tua potenza.
Contemplando i templi divini risplendenti per le effigi dal sacro aspetto delle icone del Cristo, e
per le immagini della Theotokos, esultiamo di sacra esultanza.
La regina adorna della corona, che ha desiderato il vero regno di Cristo, ha di nuovo esposto la
sua icona immacolata e le effigi dei santi.
Theotokion.
Tu che hai partorito incarnato il Verbo divino, sei divenuta, o piena di grazia, suo santuario
degno di Dio: per questo inauguriamo il tuo fulgido sacrario.
Katavasía.
Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa se ne stette al suo posto e a ragione
acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.
Ode V: Cantico di Isaia.
Da’ sostegno, Signore, alla tua Chiesa, perché in eterno mai sia scossa dalla burrasca delle eresie.
Per tutta la terra ha rifulso la gioia della letizia e del divino soccorso donati dall’alto ai fedeli.
O unico buono e fonte di bontà, innalza Tu la fronte dei re ortodossi che onorano la tua icona.

È sorta per noi la luce senza tramonto della devozione, per il decreto ispirato dei re fedeli, e per
un comando divinamente saggio.
Theotokion.
Rinnova per noi l’antico decoro, o Theotokos tutta intemerata, e santifica con la tua grazia questa
tua casa.
Katavasía.
Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio
dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.
Ode VI: Cantico di Giona.
Vengono dipinti e onorati per essere venerati con fede i tratti del Sovrano, e di nuovo la Chiesa
riprende sicurezza, glorificando piamente il Salvatore.
La Chiesa di Cristo si spoglia della vergogna e della tenebra dell’eresia, indossa la tunica della
letizia e si cinge di grazia divina elargitrice di luce.
Il popolo degli ortodossi ha ottenuto la gloria dell’antico splendore, per volere della regina
Teodora e del figlio di lei, il pio imperatore Michele.
Theotokion.
Colui che un tempo ha ordinato che ci fosse una tenda della testimonianza, come in una tenda
razionale abita in te, lui, il solo glorificato, che glorifica, o Vergine, il tuo tempio con i prodigi.
Katavasía.
A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla lordura dei
demoni, grazie al sangue che dal tuo fianco è misericordiosamente fluito.
Contakion.
L’incircoscrivibile Verbo del Padre, incarnandosi da te, o Theotokos, è stato circoscritto, e,
riportata all’antica forma l’immagine deturpata, l’ha fusa con la divina bellezza. Noi dunque,
proclamando la salvezza, a fatti e a parole vogliamo descriverla.
Ikos.
Questo mistero del disegno divino di salvezza, divinamente ispirato un tempo ai profeti, fu da
essi annunciato per noi che siamo giunti alla fine dei tempi e ne abbiamo ricevuto l’illuminazione.
Ottenuta dunque per esso divina scienza, conosciamo Dio come unico Signore adorato in tre
ipostasi; e rendendo culto a lui solo, con un’unica fede e un solo battesimo, di Cristo ci rivestiamo.
Proclamando dunque la salvezza, a fatti e a parole vogliamo descriverla.
Sinassario del minologhio, poi il seguente:
Lo stesso giorno, prima domenica dei digiuni, si fa memoria del ripristino del culto delle sante e
venerabili icone, attuato dagli indimenticabili imperatori di Costantinopoli Michele e Teodora sua
madre, sotto il patriarcato del santo confessore Metodio.
O Tu, immutabile Icona del Padre, per l’intercessione dei tuoi santi confessori, abbi misericordia
di noi. Amin.
Ode VII: Cantico dei tre fanciulli.
Con amore divino, si unisca in coro la schiera degli angeli alla gioia della Chiesa, cantando con
divina sapienza: Benedetto sei Tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
O Tu Chiesa e festosa assemblea dei primogeniti, gioisci, contemplando ora il popolo divino che
concorde intona il canto: Benedetto sei Tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Liberati dalla cupa tenebra della precedente eresia, grazie al comando della degna imperatrice
Teodora, così cantiamo: Benedetto sei Tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Theotokion.
Sei stata innalzata, o tutta pura, al di sopra dei superni cori, perché Tu sola sei divenuta Madre
del Creatore dell’universo; gioiosi acclamiamo dunque: Benedetta sei Tu fra le donne, o tutta
intemerata.
Katavasía.
Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la devozione
che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei Tu, Signore, nel tempio della tua gloria.
Ode VIII: Cantico delle creature.
Custodendo gli aviti ordinamenti della Chiesa, noi dipingiamo icone, icone del Cristo e dei suoi
santi, e rendiamo loro onore con la bocca, il cuore e la volontà, acclamando: Benedite, opere tutte
del Signore, il Signore.
Seguendo gli insegnamenti divinamente ispirati, teniamo in onore il culto e la venerazione
dell’icona facendoli risalire al prototipo, e acclamiamo a Cristo con fede: Benedite, opere tutte del
Signore, il Signore.
Con l’intelletto rischiarato dall’illuminazione del divino Spirito, l’augusta imperatrice, ricca di
santi frutti, amò il decoro e lo splendore della Chiesa di Cristo, benedicendo insieme ai fedeli Gesù
l’Uomo-Dio.
Theotokion.
Illuminata dai raggi della luce spirituale, la tua casa divina ci adombra ora tutti con la nube dello
Spirito e santifica, o Vergine, i fedeli che salmeggiano: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Katavasía.
Distese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa. I fanciulli amanti della devozione,
cinti di virtù, estinsero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Ode IX: Cantico della Theotokos e di Zaccaria.
Vedendo la venerabile Chiesa di nuovo adorna dei sacri dipinti delle icone, piamente tutti
accorriamo e a Cristo acclamiamo: Te noi magnifichiamo, o tre volte santo.
Possedendo la Chiesa, quale dono e onore, la tua croce e le venerabili icone e le immagini dei
santi, con gioia e letizia ti magnifica, o Sovrano.
Fa’ risplendere della tua divina gloria i nostri re, o misericordioso, e poni loro intorno gli
schieramenti e le armature angeliche, sottomettendo loro, o Sovrano, l’arroganza delle genti.
Theotokion.
È stata tolta la condanna della progenitrice Eva, o Theotokos, perché Tu, o pura, hai
inesplicabilmente generato il Sovrano di tutti, del quale noi ora nelle icone onoriamo anche l’effige.
Katavasía.
Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano
d’uomo che ha congiunto le nature distinte: per questo noi ti magnifichiamo esultanti, o Theotokos.

Segue: Esapostilárion, l’eothinón della resurrezione.
E i seguenti:
Gioite, battete le mani, con letizia cantate acclamando: Quanto sono mirabili e singolari, o
Cristo, le tue opere! E chi potrà narrare, o Salvatore, i tuoi atti di potenza, Tu che hai unito la nostra
concordia e il nostro accordo per formare un’unica Chiesa?
Theotokion
Sono ora venute meno le spade dell’eresia ostile, è svanito con fragore il suo ricordo:
contemplando infatti il tuo tempio, o tutta pura, splendidamente adorno delle grazie delle venerande
icone, siamo tutti ricolmati di gioia.
Alle lodi, 4 stichirá della resurrezione e un anatolikón. E i seguenti tre del Triodion.
In te, suo sposo e Creatore, esulta ora la Chiesa, o Filantropo, perché con la tua divina volontà
l’hai liberata dalla seduzione degli idoli e l’hai fidanzata a te nel tuo sangue prezioso: ed essa con
gioia di nuovo saluta la sacra esposizione delle icone, e lieta a te inneggia e dà gloria con fede.
Stico: Ti confesserò, Signore, con tutto il mio cuore; narrerò tutte le tue meraviglie.
Esponendo, o Signore, la tua effige secondo la carne, noi la salutiamo per ciò che rappresenta,
manifestando il grande mistero del tuo disegno di salvezza: non è in apparenza, come dicono gli
avversari di Dio, seguaci di Mane, che Tu ci sei apparso, o Filantropo, ma nella realtà e nella natura
della carne, per elevarci, tramite essa, all’amore e alla divina passione per te.
Stico: Sorgi, Signore, mio Dio, si innalzi la tua mano, non dimenticare i tuoi miseri sino alla fine.
Un giorno pieno di gaudio e di letizia è spuntato oggi: rifulge infatti lo splendore dei dogmi
veracissimi, e brilla la Chiesa di Cristo ornata dall’esposizione di icone dei santi e dai bagliori delle
immagini, mentre si realizza, concessa da Dio, la concordia dei credenti.
Gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito
Mosè, nel tempo della continenza, ricevette la Legge e si guadagnò il popolo; Elia, digiunando,
chiuse i cieli; i tre fanciulli della stirpe di Abramo, vinsero col digiuno un iniquo tiranno. Per esso
concedi anche a noi, o Salvatore, di giungere alla risurrezione così acclamando: Santo Dio, santo
forte, santo immortale, abbi misericordia di noi.
Segue: Ora e sempre. Sei più che benedetta …. Grande dossologia.
Liturgia:
In tutte le domeniche della Grande Quaresima viene celebrata la Divina Liturgia di S. Basilio.

I Antifona
Stico: Il Signore si è ammantato di decoro, si è ammantato il Signore di potenza e se ne è cinto.
Stico: Poiché egli ha reso stabile la terra, la quale non verrà smossa.
Stico: Chi parlerà delle forti gesta del Signore, chi racconterà tutte le sue lodi?
Stico: Hanno parlato coloro che sono stati riscattati dal Signore, riscattati dalla mano del nemico e
che dalle regioni ha raccolto.
Ad ogni versetto si risponde: Per le intersezioni della Theotokos, Salvatore, salvaci
II Antifona
Stico: Celebrino il Signore per l e sue misericordie e per le sue meraviglie agli uomini.
Stico: E lo esaltino nell’adunanza del popolo con il consenso degli anziani lo lodino.
Stico: Ecco gli occhi del Signore sono su coloro che lo temono e su quelli che sperano nella sua
misericordia.
Stico: Per ascoltare i gemiti di coloro che soffrono, per liberare i figli di quelli che sono morti.
Ad ogni versetto si risponde: Salvaci, o Figlio di Dio, risuscitato dai morti, noi che ti cantiamo
Alleluia.
III Antifona
Stico: Lo lodino i cieli e la terra, il mare e tutto quando si esso si muove.
Stico: Questo è il giorno che il Signore ha creato: esultiamo e rallegriamoci in esso.
Stico: Signore, mio Dio, ti celebrerò in eterno.
Apolitikion
La tua immacolata icona veneriamo, o buono, chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo
Dio, perché volontariamente, nel tuo beneplacito, sei salito nella carne sulla Croce per liberare dalla
schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Per questo ringraziandoti gridiamo: Hai colmato di
gioia ogni cosa, o Salvatore nostro, quando sei venuto per salvare il mondo.
Contakion
L’incircoscrivibile Verbo del Padre, incarnandosi da te, o Theotokos, è stato circoscritto, e,
riportata all’antica forma l’immagine deturpata, l’ha fusa con la divina bellezza. Noi dunque,
proclamando la salvezza, a fatti e a parole vogliamo descriverla.
Epistola: Ebr. XI, 24‐26, 32‐40. Vangelo: Gv. I, 44‐52.


Dopo la Divina Liturgia, si fa la processione con le venerande icone e la proclamazione del
Synodicò, dei Padri del Concilio.
Andando e tornando si canta il tropario: La tua immacolata icona …
Gloria al Padre … e nei secoli dei secoli.
Il coro dei profeti, insieme a Mosè ed Aronne, si rallegra oggi grandemente, poiché,
oltrepassando la profezia, rifulge la croce con la quale ci hai salvati. Per le loro suppliche, o Cristo
Dio, salva le anime nostre.

Synodicò dell'Ortodossia, ossia Decreto dei nostri Santi Padri,
letto la prima Domenica della Grande Quaresima.

In questo giorno di anniversario nel quale la santa Chiesa di Dio è stata restituita alla pienezza
della fede, offriamo a Dio il ringraziamento e la riconoscenza che gli sono dovuti per i suoi grandi
benefici: a questo (ringraziamento) noi aggiungiamo l'esposizione dei dogmi pii e veridici della
nostra fede, nonché la condanna delle invenzioni malvagie dell'empietà.
Camminando sulla scia delle parole dei Profeti, nella via delle esortazioni degli Apostoli, sui passi
delle parole evangeliche, noi oggi festeggiamo la festa del Rinnovamento.
Di fatto la voce di Isaia chiede che "le isole festeggino il loro rinnovamento davanti a Dio", con
queste parole egli si indirizza simbolicamente alle Chiese delle nazioni: e per “chiese" egli intende
non solamente i templi che scintillano di splendore, ma più ancora la moltitudine dei fedeli che le
riempiono e che rendono culto a Dio con inni di lode.
Anche l'Apostolo invia la medesima esortazione: egli ci comanda di "camminare in novità di via" e,
indirizzandosi a tutti quelli che sono "divenuti una nuova creazione in Cristo", li supplica di
realizzare il loro rinnovamento.
Le stesse parole del Signore, infine, dichiarano: "ecco che ha avuto luogo la festa della
dedicazione del Tempio di Gerusalemme; ed era l'inverno" intendendo non solo l'inverno sensibile,
quello che ci affligge quando il tempo è freddo, ma anche l'inverno spirituale, la stagione dei
tormenti e degli uragani del furore sanguinario che il popolo giudaico si apprestava a rivolgere
contro il Salvatore di tutti gli uomini.
L'inverno! Sì, anche noi abbiamo conosciuto l'inverno, e quale inverno! Quello che riversa
l'errore del più grande male (quello dell'eresia): ma la bella primavera della grazia (ora) è fiorita!
Questa primavera divina che ci raccoglie ora per offrire a Dio il ringraziamento e la riconoscenza
per il raccolto: così bene che noi esclamiamo, prendendo dal salmista la voce: "estate e primavera,
tu le hai formate; quando ti sei ricordato della tua creatura!"
Sì, i nemici del Signore, gli insolenti che lo oltraggiavano, che avevano perseguitato la santa
adorazione che noi rendiamo a lui attraverso le Icone, i bestemmiatori pieni di orgoglio che si
esaltavano dei loro sacrilegi, questi il Dio delle meraviglie li ha abbattuti. Egli ha precipitato al
suolo la sfrontatezza dell'apostasia e non ha disprezzato la voce di quelli che gridavano a lui: "
Ricordati, Signore, dell'obbrobrio dei tuoi servi, che io porto nel mio seno, dell'offesa di tutte le
genti, dell'oltraggio - Signore - dell'oltraggio che i tuoi nemici hanno inflitto al popolo riscattato dal
sangue del tuo Cristo. Noi vediamo in questo popolo riscattato da Cristo, quelli che sono stati
redenti dalla sua morte e quelli che hanno creduto in Lui, grazie alla predicazione della Parola e alla
rappresentazione delle Icone. Perché è attraverso la Parola e la rappresentazione iconografica che la
grande opera del disegno divino di salvezza si fa conoscere e si manifesta a coloro che il Signore ha
liberato per mezzo della sua Croce, della sua Passione, dei suoi Miracoli di prima e dopo la Croce; è
ancora per mezzo della Parola e delle Icone, come da una sorgente, che viene l'imitazione delle
sofferenze del Signore: questa si è trasmessa agli Apostoli, da loro ai Martiri e da questi è discesa
fino ai Confessori ed agli Asceti.
Il nostro Dio, infine, si è ricordato di questo oltraggio inflitto al popolo riscattato dal suo
Cristo, Egli ha avuto fremito nelle sue interiora; egli si è lasciato piegare dalle preghiere della sua
Madre e dalle suppliche degli Apostoli e di tutti i Santi che hanno subito con Lui la stessa offesa e
sono stati vilipesi, loro, nel momento stesso in cui venivano offese le loro Icone. Ed era infatti
conveniente che coloro che avevano preso parte nella loro carne alle sofferenze della sua carne,
prendessero parte con l'oltraggio alle loro icone all'oltraggio reso all'intemerata icona di Lui dagli
insulti degli iconoclasti. Il nostro Dio ha ascoltato le loro suppliche e ha compiuto ciò di cui si era
già determinato: egli ha compiuto di nuovo ai nostri giorni quello che già un'altra volta aveva
realizzato. Una prima volta, infatti, dopo anni di disonore e d'infamia nei quali erano state tenute le
sante Icone, il nostro Signore aveva permesso la vittoria della devozione con il loro ristabilimento al
culto; oggi, per la seconda volta, dopo trenta anni di persecuzione, ci ha ristabiliti, anche se ne
siamo indegni, e ci ha donato di sfuggire alle mani dei nostri persecutori, ci ha liberati da tutti i
tormenti, ci ha consentito di predicare la fede vera, di prosternarci alle icone senza timore, ed infine
di celebrare questa festa che ci ricolma di tutti i frutti della salvezza.
In effetti le Icone ci mostrano le sofferenze che il Signore ha sopportato per noi, la sua Croce,
la sua sepoltura, I'Ade messo a morte e l'Inferno spogliato; nelle icone noi vediamo i combattimenti
dei martiri e le loro corone, la Salvezza stessa, operata in mezzo alla terra da Colui che per primo ci
ha invitato a lottare, Lui che per primo ha fissato la ricompensa, Lui che per primo, uscito vincitore
(dal sepolcro) ha ricevuto per primo (dal Padre) la corona del trionfo.
Questa è la festa e la solennità universale che noi celebriamo oggi: in essa noi ci rallegriamo e
siamo pieni di gioia, noi esultiamo in preghiera, sfiliamo in processione esclamando con inni e
salmi: "qual Dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio nostro! Tu solo compi prodigi!" Quelli
che avversavano la tua gloria e spezzavano le tue icone che ne risplendono, Tu li hai fiaccati e li hai
riempiti di tremore e li hai messi in fuga!
Questa è dunque l'azione di grazie che noi offriamo a Dio, questo è il Trionfo che il Signore
ha riportato sui suoi avversari; per le lotte e i combattimenti causati dei distruttori delle icone, noi
faremo altrove una più dettagliata narrazione. Ora, come nel luogo del riposo dopo una traversata
nel deserto, eccoci entrare in possesso della Gerusalemme spirituale: per questo riteniamo nostro
dovere scolpire nei cuori dei nostri fratelli come su una stele di pietra maestosa e destinata a
ricevere la Scrittura, le beatitudini che sono dovute a coloro che osservano la Legge e le maledizioni
che si attirano da se stessi coloro che la disprezzano, così come Mosè all'ingresso nella terra della
Promessa.
E' per questo che noi oggi solennemente lanciamo le acclamazioni che seguono:
A coloro che riconoscono la venuta di Dio il Verbo nella carne e la confessano in parole, con
la bocca, con il cuore e con lo spirito nonché attraverso le icone, (perché è dalla venuta in carne del
Verbo che l'Invisibile si è fatto visibile e rappresentabile nelle icone) MEMORIA ETERNA!
A coloro che sanno che nell'unica e medesima Ipostasi del Cristo, esiste una differenza di
essenze e così attribuiscono alla sua Ipostasi di volta in volta il creato e l'increato, il visibile e
l'invisibile, il passibile e l'impassibile, il descrittibile e l'indescrittibile; che rapportano l'increato e
gli attributi della stessa specie all'essenza divina e affermano gli altri (attributi) in relazione alla
natura umana, in particolare il fatto di essere descrittibile; e che confessano infine tutto questo sia
attraverso la Parola che attraverso l'Iconografia, MEMORIA ETERNA!
A coloro che credono e predicano annunciando il Vangelo, scrivendo le parole e
rappresentando gli eventi e che confessano che queste due modalità - la predicazione con la bocca e
la pittura delle icone che conferma la verità (dell'incarnazione), - concorrono al medesimo fine,
MEMORIA ETERNA!
A coloro che per mezzo della Parola evangelica santificano le loro labbra e gli ascoltatori che
questa Parola raggiunge, e che sanno e insegnano che gli occhi sono santificati nella stessa maniera
dalle Icone sacre e che il nostro spirito si eleva, attraverso di loro, alla conoscenza di Dio, così come
fa attraverso tutte le altre cose sacre, MEMORIA ETERNA!
A coloro che riconoscono che la Verga (di Aronne) e le Tavole (della Legge), l'Arca, il
Candelabro, l'Altare e l'Incensiere prefiguravano la Tuttasanta Theotokos e Semprevergine Maria;
che confessano che queste cose la prefigurano di fatto, ma che essa non fu queste cose, bensì una
giovane vergine, e che restò vergine dopo l'incarnazione di Dio; a quelli dunque che sanno questo e
per questa ragione tentano di dipingere nelle immagini, la Theotokos tale qual ella fu, e si astengono
dal rappresentarla attraverso le figure e le ombre di Lei, MEMORIA ETERNA!
A coloro che accettano e riconoscono le visioni dei Profeti, tali quali Dio stesso ha formato e
inviato loro, e credono tutto quello che i Profeti hanno visto nel loro cuore ed hanno annunziato, e
conservano la Tradizione, scritta e non scritta trasmessa dagli Apostoli e dai Padri, e che, per questa
ragione, rappresentano sulle icone le Persone e le Cose sante, MEMORIA ETERNA!
A quelli che comprendono il vero senso delle parole di Mosè: "il giorno in cui il Signore ha
parlato sull'Horeb, sulla montagna, voi avete udito la voce delle sue parole, ma Lui non l'avete
visto; a quelli cioè che sanno rispondere in maniera ortodossa e dire: "se noi l'abbiamo visto
l'abbiamo visto in bellezza e bontà", come il figlio del tuono, (I'Apostolo ed Evangelista Giovanni,)
ci insegna: "Colui che era all'inizio, colui che noi abbiamo ascoltato, colui che noi abbiamo
visto,colui che i nostri occhi hanno contemplato e le nostre mani hanno toccato, cioè il Verbo della
Vita" ecco che di Lui noi rendiamo testimonianza; e come gli altri discepoli del Verbo hanno
proclamato: "con Lui abbiamo mangiato e bevuto, non solamente prima della Passione, ma anche
dopo la sua Passione e Resurrezione." Coloro dunque che, con la forza ricevuta da Dio, sono capaci
di fare la distinzione tra il comandamento della Legge e l'insegnamento della Grazia, tra ciò che è
invisibile secondo la prima e che nella seconda si è reso visibile e palpabile; a coloro che di
conseguenza rappresentano e adorano nelle icone Colui che è stato visto e toccato, MEMORlA
ETERNA!
Come i Profeti hanno visto, come gli Apostoli hanno predicato, come la Chiesa ha
ricevuto in eredità, come i Dottori hanno dogmatizzato e come l'ecumene ha creduto; come la
Grazia ha prefigurato, come la Verità si è manifestata e l'errore è stato dissipato; come la
Sapienza ha chiaramente predicato e come Cristo ha stabilito quale prezzo della Vittoria; così
anche noi pensiamo, anche noi diciamo, anche noi proclamiamo, pregando senza posa il Cristo
nostro vero Dio, con tutti i suoi Santi, in parole, negli scritti, nei pensieri, nei sacrifici, nei templi e
nelle icone; noi adoriamo e veneriamo il Cristo come nostro Signore e Dio; noi onoriamo i suoi
Santi a motivo di Lui, il Signore di tutti, e come suoi autentici servitori: e così noi li veneriamo di
un culto relativo (a Lui); questa è la Fede degli Apostoli, questa è la Fede dei Padri, questa è la Fede
Ortodossa, questa è la Fede su cui è posta l'ecumene.
E con affetto fraterno e devozione filiale noi possiamo cantare gli eroi della Fede, a gloria e
lode della devozione per la quale essi hanno combattuto, e onorarli con queste acclamazioni:
A Germano, Tarasio, Metodio e Nichifòro, autentici vescovi e gerarchi di Dio, campioni e
dottori dell'Ortodossia, MEMORIA ETERNA!
A Ignazio, Fozio, Stefano, Antonio e Nicola, Patriarchi santi e ortodossi, MEMORIA
ETERNA!
A tutti gli scritti e discorsi pubblicati o proferiti contro di loro, ANATEMA!
A tutti gli atti e innovazioni che saranno perpetrati contro la Tradizione e l'insegnamento della
Chiesa e contro l'insegnamento dei nostri Padri santi e venerabili, ANATEMA!
A Teodoro il santissimo Igumeno del Monastero di Studion, MEMORIA ETERNA!
A Simeone il santissimo stilita, colonna dell'Ortodossia, MEMORIA ETERNA!
A San Giovanni Damasceno, sacerdote e poeta, che con le sue parole ed i suoi scritti ha
condotto lotte senza numero e si è mostrato avversario incrollabile dell'eresia e dei nemici delle
sacrosante icone, MEMORIA ETERNA!
A Costantino e Irene sua madre, santissimi Imperatori Ortodossi, che hanno preferito al regno
terrestre il regno dei Cieli, MEMORIA ETERNA!
E come le benedizioni indirizzate ai Padri, discendono su di noi, loro figli, così le maledizioni
ripiombano sui parricidi e su tutti quelli che disprezzano i comandamenti del Signore. Per questo
che con una voce unanime, noi l'assemblea cattolica dei fedeli, noi scagliamo anche queste
maledizioni, non per dannare i fratelli ma per proclamare solennemente, come monito perpetuo, che
essi stessi se le sono attirate sul loro capo.
A quelli che accettano solo in teoria l'economia dell'Incarnazione di Dio il Verbo, ma non
acetano la rappresentazione delle Icone, che è la conseguenza della Verità della Incarnazione stessa,
e così rinnegano la nostra Salvezza, ANATEMA!
A coloro che in modo erroneo si attaccano all'affermazione che Dio non è rappresentabile e
rifiutano così di rappresentare Cristo il Dio Verbo incarnato che ha avuto in comune con noi la
carne e il sangue, e che a giusta ragione sono chiamati fantasiasti, cioè credenti solo nell'apparenza
dell'incarnazione ma non della sua Verità, ANATEMA!
A quelli che a parole dicono di credere nelle visioni profetiche ma rifiutano di rappresentare
nelle icone quello che i Profeti hanno visto - o meraviglia - prima dell'incarnazione del Verbo, e
affermano quindi che non è Dio quello che i Veggenti ispirati hanno visto, perché Lui è invisibile e
inaccessibile, così che affermano che i Profeti non hanno ricevuto in rivelazione una immagine
raffigurante la verità, oppure dei suoi tipi o figure, così che si rifiutano categoricamente di
raffigurare il Verbo fatto carne e le sue sofferenze accettate per noi, ANATEMA!
A quelli che persistono nell'eresia distruttrice delle icone, o, per meglio dire, nel rinnegamento
della fede e nell'ostilità a Cristo, contrapponendosi all'insegnamento apostolico, al cammino della
devozione, all'insegnamento dei Padri, al consenso unanime delle sante Chiese di Dio diffuse nel
mondo; a questi che restano nella Legge giudaica rinnegando la Grazia che ci viene donata
dall'incarnazione del Verbo nostro vero Dio; a questi un tempo membri della Chiesa e che si sono
da loro stessi distaccati dal corpo dei fedeli, ANATEMA!
A Costantino, Atanasio e Nichita che furono, sotto gli imperatori Isaurici, gli ispiratori
dell'eresia, sacerdoti indegni e guide di perdizione, ANATEMA!
A Leone l'Isaurico che profanò il trono dell'imperatore cristiano con l'orrore dell'empietà,
ANATEMA!
Così oggi, ancora mentre celebriamo questa santa restaurazione della devozione con il
ristabilimento delle sacre icone, è giusto che ancora condanniamo l'errore di ogni empietà che i
blasfemi hanno pronunciato maledicendo se stessi, e onorando insieme i campioni della fede che
hanno attirato su di se e sul popolo dei credenti le beatitudini del regno, richiamando alla mente la
dottrina ortodossa ed allontanando da noi i falsi insegnamenti che se ne distaccano. Così che questa
fede, che immacolata abbiamo ricevuta dai nostri padri, senza rimprovero la trasmettiamo paura ai
nostri figli fino al giorno del ritorno del Signore nostro Gesù Cristo nella gloria di tutti i suoi Santi.
A Simone Mago e a tutti i suoi seguaci che hanno rinnegato l'insegnamento apostolico
confidando nelle forze umane della comprensione più che nella rivelazione della devozione,
ANATEMA!
All'empio Ario, padre degli eresiarchi, che ha fatto del Dio Verbo una creatura, di Lui che è
Coessenziale al Padre, Luce da Luce, Dio Vero da Dio Vero, ad Eunomio suo discepolo ed a tutti
coloro che hanno condiviso l'empietà, ANATEMA!
Ad Apollinare empio, indegno sacerdote di Cristo, che ha attribuito al Dio Verbo un corpo
inanimato, ANATEMA!
Di Costantino il Grande ed di Elena sua Madre, santissimi Imperatori Ortodossi incoronati da
Dio e pari agli Apostoli, MEMORIA ETERNA!
Di Nicola di Mira, del Grande Atanasio Arcivescovo di Alessandria, di Basilio e dei Due
Gregori, santissimi Padri della Cappadocia, veri luminari della fede e dottori dell'Ortodossia,
MEMORIA ETERNA!
Di Antonio Monaco, di Paolo e di Eutimio e tutti coloro che hanno testimoniato con le opere
dell'ascesi e la forza della santità la verità della fede cattolica, MEMORIA ETERNA!
Dei Santissimi Padri riuniti in Nicea sotto Costantino il Grande, MEMORIA ETERNA!
All'Empio Macedonio che ha negato la coessenzialità del santissimo Spirito, ANATEMA!
Dei santissimi Padri riuniti a Costantinopoli sotto Teodosio il Grande, MEMORIA ETERNA!
A Nestorio indegno arcivescovo che ha profanato la cattedra predicando da essa l'eresia
anziché la parola di verità, ANATEMA!
Di Cirillo santissimo Papa e patriarca della santa città di Alessandria che ha confutato l'eresia
nestoriana proclamando l'unità del Verbo unico Figlio di Dio fatto carne, MEMORIA ETERNA!
Del Santissimo Leone, papa dell'antica Roma, a giusta ragione chiamato 'il grande' che
predicò la parola di Verità, MEMORIA ETERNA!
Dei santissimi Padri riuniti in Efeso attorno al Beato patriarca Cirillo, MEMORIA ETERNA!
Dell'empio Eutiche, falso archimandrita che conduce la mandria nella perdizione, che ha
professato empiamente l'annullamento dell'umanità del Dio Verbo incarnato, negando la nostra
salvezza, ANATEMA!
Dei santissimi Padri riuniti in Calcedonia nella Chiesa della Santa e grande Martire Eufemia
che dogmatizzarono la Verità sull'unica ipostasi e le due essenze, divina ed umana di Cristo nostro
Vero Dio, MEMORIA ETERNA!
Di Giovanni Crisostomo, Arcivescovo della santa e regale città di Costantinopoli, nuova
Roma, MEMORIA ETERNA!
Di coloro che hanno negato a Cristo nostro Dio la verità di una volontà umana che consentiva
perfettamente nell'obbedienza alla volontà divina, indicandoci così la strada della salute,
MEMORIA ETERNA!
All'empio Onorio, che profanò la cattedra apostolica dell'antica Roma, predicando da essa
l'eresia, anziché la parola di verità, ANATEMA!
Di Massimo, a giusta ragione chiamato Confessore, MEMORIA ETERNA!
Del santo e pio principe granduca Vladimiro e della sua ava Olga, illuminatori della Rus' e
pari agli Apostoli, MEMORIA ETERNA!
Di Gregorio, santissimo monaco e arcivescovo di Tessalonica che irradiò al mondo la verità
della Luce increata e dell'Increata grazia della nostra deificazione, MEMORlA ETERNA!
A Barlaam Calabro che parlò contro il Santissimo Gregorio Palamas e di tutti coloro che con
lui avversarono la veritabile dottrina della Grazia, ANATEMA!
Del Pissimo Simeone venerabile igumeno di san Mama, MEMORIA ETERNA!
Del santissimo Arcivescovo pari agli apostoli Sava di Serbia, MEMORIA ETERNA!
Del Santo zar martire Lazar, che abbandonando nel martirio il regno della terra ricevette la
corona eterna della gloria nel cielo, MEMORIA ETERNA!
Di tutti i combattenti ortodossi che hanno danno dato la loro vita per la fede e per la patria,
MEMORIA ETERNA!
A tutti coloro che negano che nei santissimi Misteri del Corpo e del Sangue del Signore,
questi ci sono donati in verità e non solo come ricordo o apparenza, ANATEMA!
Di coloro che negano che la Santa Chiesa di Cristo abbia da Lui ricevuto nel ministero
episcopale e apostolico il potere di rimettere i peccati e di ritenerli, di legare e di sciogliere sulla
terra così che quanto sarà stato legato sulla terra sarà legato in cielo e tutto quello che sarà stato
sciolto sulla terra sarà sciolto in Cielo, ANATEMA!
Alle innovazioni che i Latini hanno introdotto contro la tradizione della Chiesa cattolica,
ANATEMA!
A coloro che pensano che i dogmi della fede possano avere una evoluzione e che oggi la
Chiesa possa avere della sostanza dei Misteri Divini una comprensione maggiore di quella che
ebbero i Santi Apostoli e i Padri ispirati da Dio, ANATEMA!
Dell'empia dottrina che riprende da pagani la trasmigrazione delle anime e confonde gli
uomini con i bruti negando la loro ipostasi personale e la loro somiglianza con le ipostasi divine,
secondo la Parola della Scrittura, ANATEMA!
Dell'empia dottrina di coloro che la religione cristiana ispirata e rivelata da Dio sarebbe solo
una delle tante vie che conducono alla salvezza, ANATEMA!
A coloro che dispregiano la nostra salvezza giungendo ad adorare i demoni al posto dell'unico
Vero Dio, o che pensano che attraverso riti propiziatori le energie divine, angeliche o demoniache
possano venire piegate alla volontà dell'uomo, ANATEMA!
A coloro che pretendono di evocare le anime dei trapassati, ANATEMA!
A coloro che al posto dell'Unico vero Dio adorano ingannando se stessi gli idoli del mondo,
del denaro, del successo, affermando che l'uomo ha totale libertà nell'esercizio degli affari temporali
anche se ciò va a nocumento della carità e dell'esercizio dell'amore verso i fratelli, che è reso a
Cristo stesso secondo la sua parola, sostenendo dottrine che vanno sotto il nome di Liberalismo o
Liberismo assoluto o incontrollato, ANATEMA!
A coloro che pensano che senza la grazia divina e la luce della fede, l'uomo possa, con le sue
sole forze, instaurare sulla terra un regno di giustizia, di amore e di pace, ANATEMA!
Di coloro che professano con verità ed umiltà la fede della Chiesa cattolica e ortodossa senza
nulla variare di ciò che gli Apostoli e i Padri ci hanno tramandato, MEMORIA ETERNA!
Di quelli che soffrono e hanno sofferto a causa della fede e della testimonianza di Gesù
Cristo, MEMORIA ETERNA!
A tutti coloro che si sono addormentati nella fede ortodossa, MEMORIA ETERNA!
Il Signore sia glorificato. Amin
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