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LA STRUTTURA

DELLO
SPAZIO-TEMPO

dal libro

UN UNIVERSO DIVERSO

del
Premio Nobel

ROBERT LAUGHLIN

Nel quale l’Autore propone una
nuova interpretazione dello Spazio
rivalutando il concetto di Etere Cosmico
paragonandolo ad un fluido



A cura di

Fiorenzo Zampieri
Circolo di Psicobiofisica
“Amici di Marco Todeschini”



Robert Laughlin ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1998 insieme a Daniel
Tsui e Horst L. Stormer per la spiegazione dell'effetto Hall quantistico frazionario.

Laughlin è nato a Visalia, California (USA). Prese la prima laurea B.A. in fisica
nell'Università della California, Berkeley nel 1972. Ottenne il suo Ph.D in fisica nel
1979 al MIT (Cambridge, Massachusetts, USA).
Professore di Fisica all’Università di Stanford dal 1989 al 2004, presidente del
Korean Adfvanced Institute of Science and Technology, è membro della National
Academy od Sciences e fellow dell’American Association for the Advancenebt of
Science.
Nel periodo 2004-2006 è stato presidente del KAIST a Daejeon nella Corea del sud.




Robert Laughlin, nelle pagine del suo libro più noto dal titolo “Un Universo
Diverso”, pubblicato nel 2005, del quale proponiamo il capitolo 10 intitolato “La
struttura dello spazio-tempo”, propone una visone moderna della Relatività di
Einstein nella quale vi è compresa una nuova interpretazione dello spazio
“vuoto” riconsiderandolo inevitabilmente “pieno” non potendo altrimenti
giustificare e spiegare alcune sue proprietà fisiche giungendo addirittura a
paragonarlo della stessa consistenza di un fluido.
È evidente la similitudine di questo concetto di spazio con quello propugnato fin
dalla metà del secolo scorso dal Prof. Dott. Ing. Marco Todeschini nella sua
“Teoria delle Apparenze (Spazio-Dinamica e Psico-Bio-Fisica)”