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Identit e diferenza

di Martin Heidegger
[Verlag Gnther Neske, Pfullingen 1957, 6
a
ed. 1978.
radu!i"ne e n"te s"n" a #ura di $g" M. $ga!i".%
Premessa
&l 'rin#i'i" di identit( #"ntiene il test" i))utat" di una #"nferen!a tenuta in "##asi"ne del
#in*ue#entesi)" anni+ersari" della f"nda!i"ne dell,$ni+ersit( di -rei.urg i. /r., nella gi"rnata delle
fa#"lt(, il 07 giugn" 1957.
1a #"stitu!i"ne "nt"2te"2l"gi#a della )etafisi#a ri'resenta la tratta!i"ne, ri+eduta in al#uni 'unti, #he
#hiude+a un,eser#ita!i"ne di se)inari" del se)estre in+ernale 1956257 sulla 3#ien!a della l"gi#a di
Hegel. 1a seduta durante la *uale fu letta e..e lu"g" il 04 fe..rai" 1957 a "dtnau.erg.
&l 'rin#i'i" di identit( guarda a+anti e guarda indietr"5 a+anti +ers" l,a).it" a 'artire dai *uale 6 dett"
#i7 int"rn" a #ui si )u"+e la #"nferen!a su 1a #"sa 8si +edan" in a''endi#e i riferi)enti9, indietr"
+ers" l,a).it" della 'r"+enien!a essen!iale della )etafisi#a, la #ui #"stitu!i"ne 6 deter)inata dalla
differen!a.
1a :usa))engeh;rigkeit
1
di identit( e differen!a 6 indi#ata nella 'resente 'u..li#a!i"ne #")e il te)a
da 'ensare.
-in" a *ual 'unt" la differen!a deri+i dall,essen!a dell,identit( de+e tr"+arl" il lett"re stess", as#"ltand"
la #"ns"nan!a #he si sta.ilis#e tra <reignis e =ustrag
0
.
Nulla 6 tale in *uest" a).it" da #"nsentire una di)"stra!i"ne, *ual#"sa 'er7 'u7 essere )"strat".
"dtnau.erg, 9 sette).re 1957.
1
Zusammengehrigkeit indi#a l,a''artenen!a [Geh;rigkeit% di #"se di+erse ad un" stess" a).it", #he *uindi le fa essere
insie)e [!usa))en%. >uindi n"n 6 an#"ra, a rig"re, l,a''artenen!a re#i'r"#a, #he 'ure 6 un sens" #he Heidegger intende
estrarre dalla :usa))engeh;rigkeit5 #"s? a '. 18 8'. di *uesta edi!i"ne9 'arla di un" :u2einanderGeh;ren in #ui 6
#erta)ente #"ntenut" il sens" di un re#i'r"#" a''artenersi. 3e).ra *uindi 'referi.ile rinun#iare ad una tradu!i"ne di *uest"
ter)ine, 'r"'ri" 'er e+itare "gni 're)atur" riferi)ent" alla re#i'r"#an!a, #he de+e da s"la )"strarsi #")e l,a).it" di
a''artenen!a delle #"''ie di ter)ini #he di +"lta in +"lta si 'resentan" al 'ensier". Nella 're#edente tradu!i"ne italiana di
&dentit@t und Aifferen! 8a #ura di <. 1and"ldt in Be"resiB, 120, C24, 1966 e ,679 e in *uella fran#ese 8a #ura di =. PrDau in
>uesti"ns &, Galli)ard, Paris 19689 se).ra in+e#e n"n essere stat" ris'ettat" *uest" )"strarsi da sD della re#i'r"#an!a5
rend"n" infatti in *uest" 'unt" del test" heideggerian" :usa))engeh;rigkeit ris'etti+a)ente #"n Blega)e re#i'r"#"B e
Ba''artenen#e )utuelleB. -"rse il lett"re italian" 'u7 leggere dietr" la 'ar"la :usa))engeh;rigkeit B#")une a''artenen!aB
sf"r!and"si 'er7 di rinun#iare ad "gni Ba #he #"saEB. Ael rest" la #itata tradu!i"ne fran#ese usa 'iF s'ess" il ter)ine
B#"a''artenen#eB e *uella italiana Ba''artenere insie)eB. & 'r".le)i #"nnessi alla :usa))angeh;rigkeit, #")e Heidegger
annun#ia *ui, s"n" #"ntinua)ente dis#ussi nel #"rs" della #"nferen!a. 3i +edan", in 'arti#"lare, le nn. 5, 6 e 7 e le ''. #ui si
riferis#"n".
2
1e 'ar"le Ereignis e Austrag signifi#an" ris'etti+a)ente Be+ent"B e Bde#isi"ne #he '"ne ter)ineB. G"),6 n"t", 'er7,
Heidegger le usa s"'rattutt" a 'artire dalle l"r" eti)"l"gie. G"si nell,<reignis +ede s"'rattutt" la 'resen!a di un eigen, #he
signifi#a B'r"'ri"B 8il tradutt"re fran#ese ha infatti es'ress" *uest" ter)ine #"n B#"'r"'riati"nB, #fr. >uesti"ns &, #it.9,
)entre nell,=ustrag #"glie s"'rattutt" il sens" #he in tedes#" '"ss"n" a+ere le 'ar"le #he #")in#ian" #"n aus, "ssia il sens"
di 'r"seguire fin" all,esauri)ent" l,a!i"ne es'ressa del +er.", *ui tragen #he signifi#a '"rtare. &l +er." austragen di#e all"ra
un '"rtare a #"n#lusi"ne #he resta #"nsa'e+"le delle distan!e, #")e l" s"n" i #"ntendenti d"'" #he si 6 '"st" ter)ine alla
#"ntesa assegnand" ad "gnun" il 'r"'ri" t"rt" e la 'r"'ria ragi"ne 8G. Vatti)", in 3aggi e dis#"rsi, Mursia, Milan" 1976, '.
151, nell,a).it" di un #"))ent" heideggerian" ad un test" di <ra#lit" tradu#e "tti)a)ente #"n Bdiaferen!aB, s"tt"lineand"
la 'r"ssi)it( dell,=ustrag #"n la Aifferen!9. 3i 'u7 an#"ra ri#"rdare #he =ustr@ger 6 an#he #"lui #he '"rta un "ggett" al su"
destinatari", il fatt"rin". &l se#"nd" saggi" di &dentit@t und Aifferen! f"rnis#e #")un*ue ulteri"ri indi#a!i"ni sul sens" di
=ustrag, #he *ui d"+e+a s"l" essere intr"d"tt" nel )"d" 'iF a)'i" '"ssi.ile.
1
Il principio di identit
Il principio di identit suona secondo una formula corrente: A = A. Il principio vale
come legge suprema del pensiero. Noi cerchiamo di seguire per un po' di tempo
uesto principio col pensiero. !orremmo infatti venir a sapere per il suo tramite
che cosa sia identit.
"uando il pensiero# chiamato in causa da una cosa# prende a seguirla# pu$
accadergli di trasformarsi nel corso del cammino. %er uesto & consiglia'ile in
uel che segue prestare pi( attenzione al cammino che non al contenuto. )i
l'andamento della conferenza ci impedir di sofermarci davvero sul contenuto.
*he cosa dice la formula A = A con cui si & soliti rappresentare il principio di
identit+ ,a formula nomina l'uguaglianza di A e A. Ad un'uguaglianza
appartengono almeno due termini. -na A & uguale ad un'altra. . uesto uel che
il principio di identit vuole asserire+ *hiaramente no. ,'identico# in latino idem# si
dice in greco /0 12/0 . 3radotto in tedesco /0 12/0 si dice das Selbe 4lo stesso5.
6e ualcuno ripete la stessa cosa# ad esempio 7la pianta & pianta7# si esprime con
una tautologia. %erch8 ualcosa possa essere la stessa cosa# & ogni volta
su9ciente un solo termine. Non c'& 'isogno di due termini come nell'uguaglianza.
,a formula A = A parla di uguaglianza. :ssa non nomina la A come la stessa cosa.
,a formula corrente per il principio di identit nasconde in uesto modo proprio
ci$ che il principio vorre''e dire: A & A# ossia ogni A & essa stessa la stessa cosa.
;entre noi descriviamo l'identico in uesto modo# risuona un'antica parola# la
parola con cui %latone rende apprensi'ile l'identico# una parola che rimanda ad
una ancora pi( antica. %latone parla nel 6o<sta =2>? d@ di A/BACD e HEFGACD# di
uiete e moto. %latone fa dire in uesto luogo allo straniero: H2IH2F 12/JF
KI1A/HF /HEF LKF MFHEF K/NO0F KA/CF# 12/0 M' K1F/J /12/0F.
7*iascuno di essi# allora# & diverso dagli altri due# esso stesso per$ identico a se
stesso7. %latone non dice soltanto: K/1A/HF 12/0 /12/0F#7ciascuno di essi & esso
stesso se stesso7# ma: KI1A/HF K12/J /12/0F 7ciascuno di essi & esso stesso
identico a se stesso7.
Il dativo K1P/J signi<ca: ogni cosa & essa stessa restituita a se stessa# ogni cosa &
essa stessa se stessa Q cio& per se stessa con se stessa. ,a lingua tedesca ofre
ui# come la lingua greca# il vantaggio di esprimere l'identico con una sola parola#
una parola che dispone per$ di una gamma di forme 4Gestalten5 diverse.
,a formula pi( appropriata per il principio di identit# allora# A & A# non dice
soltanto: ogni A & essa stessa se stessa# dice piuttosto: con se stessa ogni. A &
essa stessa se stessa. Nell'identit 4Selbigkeit5
1
risiede la relazione propria del
7con7# dunue una mediazione# un collegamento# una sintesi: l'unione in direzione
di un'unit. . per uesto che l'identit nel corso della storia del pensiero
occidentale appare con il carattere dell'unit. "uesta unit# per$# non & afatto
l'inane vacuit di ci$ che# in se stesso privo di relazioni# si irrigidisce
ostinatamente in un'uniformit. 3uttavia# prima che la relazione dell'identico con
se stesso# relazione che regna nell'identit e che risuona gi sin dai primordi#
venga decisamente e con tutti i suoi tratti alla luce come tale mediazione# prima
1
Selbigkeit 6 una di *uelle +arie f"r)e di #ui dis'"ne la lingua tedes#a, #")e *uella gre#a, se#"nd" *uant" Heidegger di#e
'"#he righe 'iI s"'ra, 'er dire l,identi#" a 'artire da *uell,uni#a 'ar"la #he 6 das Selbe.
2
persino che venga trovato un ricovero per uesto emergere della mediazione
nell'am'ito dell'identit# il pensiero occidentale ha 'isogno di pi( di duemila anni.
6olo la <loso<a dell'idealismo speculativo# infatti# preparata da ,ei'niz e da Rant#
con Sichte# 6chelling e Tegel fonda un ricovero per l'essenza in s8 sintetica
dell'identit. 3ale ricovero non pu$ ui essere mostrato. 6olo di una cosa 'isogna
ricordarsi: a partire dall'epoca dell'idealismo speculativo resta interdetto al
pensiero di rappresentare l'unit dell'identit come mera uniformit e di
prescindere dalla mediazione che domina nell'unit. Uove uesto accade#
l'identit & rappresentata in modo soltanto astratto.
Anche nella formula corretta 7A & A7 viene in luce soltanto l'identit astratta. ;a
viene veramente in luce+ Il principio di identit asserisce ualcosa circa l'identit+
No# per lo meno non immediatamente. %iuttosto il principio presuppone gi che
cosa voglia dire identit e di che cosa essa faccia parte. *ome conseguire
informazioni su uesta presupposizione+ *e le fornisce il principio di identit
stesso se ascoltiamo con cura la sua nota fondamentale# se lo seguiamo col
pensiero anzich8 limitarci a ridire senza pensare la formula 7A & A7. *he cosa
cogliamo ascoltando+ In uesto 7&7 il principio dice il modo in cui l'essente &#
ossia: esso stesso con se stesso lo stesso. Il principio di identit parla dell'essere
dell'essente. *ome legge del pensiero il principio vale solo in uanto & una legge
dell'essere# una legge che dice: ad ogni essente appartiene in uanto tale
l'identit# l'unit con se stesso.
*i$ che il principio di identit# colto a partire dalla sua nota fondamentale#
asserisce# & esattamente ci$ che l'intero pensiero europeoVoccidentale pensa# e
cio& che l'unit dell'identit forma un tratto fondamentale nell'essere dell'essente.
Wvunue e in ualsiasi modo ci volgiamo verso un essente# di ualunue genere
esso sia# ci troviamo ad aver a che fare con l'appello dell'identit. 6e uesto
appello non si facesse sentire# l'essente non sare''e mai in grado di apparire nel
suo essere. Ui conseguenza non ci sare''e neanche la scienza. 6e# infatti# alla
scienza non fosse garantita sin dall'inizio l'identit del suo oggetto# essa non
potre''e essere ci$ che &. *on uesta garanzia la ricerca scienti<ca si assicura la
possi'ilit del suo lavoro. : tuttavia uesta rappresentazioneVguida dell'identit
dell'oggetto non porta mai alle scienze alcun vantaggio tangi'ile. I successi e i
risultati fecondi della conoscenza scienti<ca si 'asano uindi ovunue su ualcosa
che non ofre vantaggi. ,'appello dell'identit dell'oggetto parla#
indipendentemente dal fatto che le scienze lo ascoltino o non lo ascoltino che
disperdano al vento ci$ che hanno ascoltato o che si lascino tur'are da uesto
ascolto.
,'appello dell'identit parla a partire dall'essere dell'essente. Wra# per$# l dove
l'essere dell'essente per la prima volta e in modo proprio giunge nel pensiero
occidentale al linguaggio# e cio& in %armenide# l /0 12/0# l'identico# parla in un
senso che uasi supera la misura. -na delle sentenze di %armenide dice: /0 XBO
12/0 FHNEF A/JF /N H1E NEF1C.
7,o stesso & infatti percepire =pensare@ e altrettanto anche essere7.
"ui cose diferenti# pensare ed essere# sono pensate come lo stesso. *he cosa
vuol dire uesto+ "ualcosa di completamente diverso rispetto a uella che noi
conosciamo come dottrina della meta<sica# che cio& l'identit appartenga
Y
all'essere. *he cosa signi<ca 4heisstt5
2
ui identit+ *he cosa dice nella sentenza
di %armenide la parola /012/0# lo stesso+ A ueste domande %armenide non d
risposta. *i pone davanti ad un enigma al uale non possiamo sfuggire. 6iamo
costretti a riconoscere che ai primordi del pensiero# molto prima che un principio
di identit venga formulato# parla l'identit stessa# e parla in un detto che d
uesta disposizione: pensare ed essere appartengono entram'i allo stesso e sulla
'ase di uesto stesso appartengono l'uno all'altro.
6enza accorgercene a''iamo gi interpretato /0 12/0# lo stesso. Noi intendiamo
l'identit come Zusammengehrigkeit. Il modo di rappresentare uesta
Zusammengehrigkeit & prossimo a uello in cui & stata pensata in seguito ed &
divenuta generalmente nota l'identit. *he cosa ci impedisce di cogliere uesta
prossimit+ Niente di meno che la sentenza stessa che leggiamo in %armenide.
)iacch8 essa dice ualcosa di diverso# e cio&: l'essere appartiene Q con il
pensiero Q allo stesso. ,'essere & determinato a partire da un'identit come un
tratto di uesta identit. ,'identit che & pensata piZ tardi nella meta<sica#
invece# & rappresentata come un tratto dell'essere. Non possiamo uindi sulla
'ase di uesta identit rappresentata meta<sicamente voler determinare
l'identit nominata da %armenide.
,'identit di pensare ed essere che parla nella sentenza di %armenide ha
un'origine piZ lontana di uanto non a''ia uella determinata dalla meta<sica a
partire dall'essere come tratto di uesto essere.
,a parolaVguida nella sentenza di %armenide# /0 12/0# lo stesso# resta oscura. Noi
lo lasciamo nella sua oscurit. In pari tempo# per$# facciamo s[ che la sentenza# al
cui inizio & posta uella parola# ci conceda un cenno.
Nel frattempo# per$# a''iamo gi de<nito l'identit di pensare ed essere come
Zusammengehrigkeit di entram'i. Il che & stato prematuro# provocato forse dalla
necessit. Uo''iamo adesso far retrocedere ci$ che & stato detto troppo presto.
"uesto potremo farlo se non considereremo la suddetta Zusammengehrigkeit
come l'interpretazione de<nitiva e addirittura come l'unica adeguata dell'identit
di pensare ed essere.
6e pensiamo lo Zusammengehren
Y
secondo l'accezione corrente# allora# come
indica gi la posizione dell'accento# il senso del Gehren & gi determinato dallo
\usammen# cio& a partire dall'unit che gli & propria. In uesto caso gehren
euivale a: essere predisposto 4zugeordnet5 per l'ordine di un insieme
4\usammen5 ed in tale ordine inserito 4eingeordnet5# avere un posto entro l'unit
di un molteplice# esser composto in vista dell'unit del sistema# essere mediato
4vermittelt5 dal tratto mediano 4Mitte5 che uni<ca proprio di una sintesi capace di
dare la misura. ,a <loso<a rappresenta uesto Zusammengehren come nexus e
come connexio# come necessario collegamento di un termine all'altro.
3uttavia# lo Zusammengehren pu$ essere pensato anche come
2
Heien 6 un +er." sui *uale Heidegger si 6 s"ffer)at" a lung" 8#fr. la se#"nda 'arte di Was heit Denken?, Nie)eKer,
.ingen 1954, tr. it. Che cosa significa pensare? 3ugarG", Milan" 19799 )"strand" #")e ess" n"n indi#hi
"riginaria)ente Bsignifi#areB, )a 'iutt"st" Bin+iare +ers"B, B#hia)are a...B5 an#he *ui all"ra il sens" della d")anda Was
heit !dentit"t? de+e essere sentit" 'iutt"st" #")e la ri#hiesta di una dire!i"ne, la ri#hiesta di *uel B#he #"saB #he #i in+ia
+ers" l,identit(, #he #i #hia)a ad essa.
Y
Heidegger si riferis#e *ui al fatt" #he il +er." #usammengehren 8a''artenere di #"se di+erse ad un a).it" #")une9 a..ia
#")une)ente l,a##ent" sul 'refiss" 8#usammen9 e #he *uindi il signifi#at" del +er." 8gehren, a''artenere9 sia, 'er #"s?
dire, "rientat" nella dire!i"ne di *uest" 'refiss" a##entat".
?
Zusammengeh]ren
?
. "uesto vuol dire: lo Zusammen & ora determinato a partire
dal )eh]ren. "ui comunue resta pro'lematico che cosa gehren voglia dire e
come si determini a partire da esso lo Zusammen che gli & proprio. ,a risposta a
uesti pro'lemi & piZ vicina di uanto non crediamo# ma non la si pu$ toccare con
mano. *i 'asti adesso aver notato# grazie a uesta indicazione# la possi'ilit di
non rappresentarci piZ il )eh]ren a partire dall'unit dello Zusammen# ma di
esperire piuttosto uesto Zusammen a partire dal )eh]ren. ,'indicazione di
uesta possi'ilit# non si esaurir# per$# in un vuoto gioco di parole che simula
ualcosa cui manca ogni appoggio in uno stato di cose controlla'ile+
*os[ sem'ra# almeno <nch8 non scrutiamo piZ acutamente e non lasciamo che la.
uestione si esprima da s8.
Il pensiero di uno Zusammengehren nel senso dello Zusammengeh]ren deriva
dall'osservazione di uno stato di cose che a''iamo gi nominato. *erto# a causa
della sua semplicit & di9cile da osservare. Intanto# se prestiamo attenzione a
uanto segue# uesto stato di cose su'ito si fa piZ vicino: intendendo lo
Zusammengehren come Zusammengehren avevamo gi in mente# secondo il
cenno di %armenide# il pensare e altrettanto anche l'essere# uindi i termini che
nello stesso appartengono l'uno all'altro.
6e intendiamo il pensiero come il segno distintivo dell'uomo# allora torniamo con
la mente su uno Zusammengehren che riguarda uomo ed essere. Ui colpo ci
sentiamo assillati dalle domande: che cosa signi<ca 4heisst5 essere+ *hi o che
cosa & l'uomo+ *hiunue vede facilmente come senza una risposta adeguata a
tali domande venga a mancarci il suolo su cui poter costruire ualcosa di <dato
che tocchi lo Zusammengehren di uomo ed essere. 3uttavia# <nch8 continuiamo
ad interrogarci in uesto modo# restiamo irretiti nel tentativo di rappresentarci lo
Zusammen di uomo ed essere come una predisposizione 4Zuordnung5 e di
assegnare il posto a tale predisposizione e di chiarirla o a partire dall'uomo o a
partire dall'essere. A uesto riguardo i concetti tradizionali di uomo ed essere
forniscono i punti d'appoggio per la predisposizione 4Zuordnung5 dell'uno verso
l'altro.
*he cosa succedere''e se noi# anzich8 rappresentarci imperterriti solo un
coordinamento 4Zusammenordnung5 dell'uno all'altro in vista della loro unit# per
una volta prestassimo attenzione a uest'altro pro'lema: se e come in uello
\usammen sia in gioco prima di tutto un reciproco appartenersi 4Zu-einander-
Gehren5+ *'& persino la possi'ilit# adesso# di scorgere# anche se solo da lontano#
lo Zusammengehren di uomo ed essere gi nelle determinazioni tradizionali della
loro essenza. Sino a che punto+
;anifestamente l'uomo & ualcosa di essente. *ome tale appartiene# allo stesso
modo della pietra# dell'al'ero# dell'auila al tutto dell'essere. Appartenere
4gehren5 signi<ca ui ancora: essere inserito nell'essere secondo un ordine. ;a il
segno distintivo dell'uomo consiste in uesto# che egli# come essenza pensante#
aperto dall'essere# & posto di fronte ad esso# resta riferito all'essere e cos[ gli
corrisponde. ,'uomo & propriamente uesto rapporto di corrispondenza# ed &
?
>ui l,a##ent" +iene da Heidegger s'"stat" sul gehren5 a##entat" in *uest" )"d", *uest" +er." n"n 6 usat" nella lingua
#"rrente. Heidegger ri#"rre 'er7 ad un us" 'r"'ri" della lingua tedes#a, di attri.uire #i"6 signifi#ati di+ersi ad un" stess"
+er." a se #"n#ia #he l,a##ent" #ada sul suffiss" " sul +er." stess". G"s?, ad ese)'i", $berlegen signifi#a, #"n il 'refiss"
a##entat", s"+ra''"rre e, #"n il 'refiss" n"n a##entat", riflettere, )editare, 'ensare.
>
soltanto uesto. 76oltanto7 Q uesta parola non indica una limitazione# ma un
eccesso. Nell'uomo si impone un appartenere 4Gehren5 all'essere# un
appartenere che si pone in ascolto 4hrt5
>
dell'essere# poich8 ad esso & trasferita
la sua propriet 4bereignet5.
: l'essere+ %ensiamo l'essere secondo il suo senso iniziale# come presenza
4Anwesen5. ,'essere non si presenta 4west...an5 n8 casualmente# n8
eccezionalmente all'uomo. ,'essere & 4west5 e persiste in uanto si volge con il
suo appello nella direzione dell'uomo. 6oltanto l'uomo# infatti# aperto 'per l'essere#
lascia che l'essere si avvicini come presenza. 3ale presenza 4An-wesen5 ha 'isogno
4braucht5 di una radura luminosa 4ichtung5 e cos^# con uesto 'isogno
4_rauchen5# la sua propriet resta trasferita all'essenza dell'uomo
`
. "uesto non
vuole afatto dire che l'essere sia primariamente posto dall'uomo e soltanto da lui.
Al contrario appare chiaro come uomo ed essere siano traspropriati 4bereignet5
l'uno all'altro# appartengano l'uno all'altro. Ua uesto appartenersi reciprocaV
mente# che & rimasto indeterminato# uomo ed essere hanno ricevuto oriV
ginariamente uelle determinazioni essenziali attraverso cui# grazie alla <loso<a#
sono intesi meta<sicamente.
"uesto prevalente Zusammengehren di uomo ed essere# noi lo disconosciamo
con ostinazione <nch8 ci rappresentiamo tutto soltanto per mezzo di ordini e
mediazioni# con o senza dialettica. In uesto modo troviamo sempre soltanto
collegamenti che sono sta'iliti o a partire dall'essere o a partire dall'uomo e che
danno dello Zusammengehren di uomo ed essere l'immagine di un
annodamento.
Ancora non riusciamo ad introdurci nello Zusammengehren. ;a come avviene un
tale ingresso+ A''andonando l'atteggiamento del pensiero rappresentativo.
"uesto a''andono & un salto# un salto che comporta un distacco dalla
rappresentazione corrente dell'uomo come animal rationale# che nell'epoca
moderna & divenuto il soggetto per i suoi oggetti. Il salto si distacca in pari tempo
dall'essere# l'essere che pure# sin dai primordi del pensiero occidentale# &
interpretato come fondamento 4Grund5 su cui si fonda ogni essente in uanto
essente.
!erso che cosa salta il' salto distaccandosi dal fondamento+ 6alta verso
un'assenza di fondamento 4Abgrund5
a
+ 6[# <nch8 ci limitiamo a rappresentarci il
salto# se lo manteniamo cio&# rappresentandocelo# nell'am'ito del pensiero
meta<sico. No# nel momento in cui saltiamo e ci lasciamo andare. !erso dove+
!erso il luogo in cui ci & gi concesso di stare: verso l'appartenenza 4Gehren5
all'essere. ;a l'essere stesso appartiene 4gehrt5 a noib giacch8 soltanto presso di
noi l'essere pu$ essere 4wesen5 come essere 4Sein5# essere cio& presente 4an-
wesen5.
>
Hren, da #ui 'r"+iene il %ehren su #ui Heidegger si s"ffer)a *ui tant" a lung", signifi#a n"n s"l" as#"ltare nel sens" di
stare a sentire le 'ar"le di *ual#un", )a an#he, #")e del rest" in italian", dar retta, u..idire.
`
3"n" ra##"lte in *uesta frase al#une delle 'ar"le 'iI #aratteristi#he del 'ensier" heideggerian", 'ar"le il #ui us" n"n
#"rris'"nde )ai #")'leta)ente a *uell" #"rrente5 An&esen 6 la 'resen!a in sens" essen!iale 8Wesen 6 l,essen!a e an#he
l,essereL il 'arti#i'i" 'assat" del +er." essere su"na in tedes#" ge&esen9, /rau#hen n"n 6 l,us" di *ual#"sa #he resta
indifferente a *uest" us", )a un us" #he al te)'" stess" las#ia esser 'resente #i7 #he 6 usat", l" sal+aguarda 8#fr. la n"ta 6
nella trad. it. #it. di Saggi e discorsi, '. 199, 'ichtung infine #")'rende in sD l,idea di un a'rire, di un farsi strada 8della lu#e,
ad ese)'i"9, di un diradare 8an#he 'er *uest" #fr. Saggi e discorsi, #it., n. 5, '. 199.
a
=.grund 6 un,altra di *uelle 'ar"le su #ui Heidegger rit"rna in )"lti dei su"i testi5 #")une)ente indi#a Ba.iss"B.
`
*os[# per fare esperienza dello Zusammengehren di uomo ed essere# &
necessario un salto. "uesto salto & la su'itaneit del ripiegamento verso
uell'appartenere 4Gehren5 che per primo deve concedere reciprocanza tra uomo
ed essere e rendere visi'ile uindi la costellazione che li comprende entram'i. Il
salto & il su'itaneo ingresso nell'am'ito a partire dal uale uomo ed essere# nella
loro essenza# si sono gi da sempre reciprocamente raggiunti# poich8 entram'i
grazie alla loro 'astevolezza sono consegnati l'uno all'altro. ,'ingresso nell'am'ito
in cui avviene uesta traspropriazione 4!bereignung5 & uello che per primo d il
tono all'esperienza del pensiero e per primo la determina.
6alto singolare# che ci consente pro'a'ilmente di vedere la nostra incapacit di
sofermarci in modo 'astevole l dove propriamente gi siamo. Uove siamo+ In
uale costellazione di essere e uomo+
Wggi non a''iamo pi( 'isogno# cos[ almeno sem'ra# di indicazioni circostanziate
per scorgere la costellazione in cui uomo ed essere sono volti l'uno verso l'altro#
indicazioni che <no a pochi anni or sono erano invece indispensa'ili. 6i potre''e
sostenere che 'astere''e nominare la parola 7era atomica7 per render noto come
l'essere# nel mondo della tecnica# ci sia oggi presente 4uns an-west5. ;a &
possi'ile mettere senz'altro il mondo della tecnica insieme all'essere+
;anifestamente no# neanche se ci rappresentassimo uesto mondo come il tutto
in cui sono inclusi energia atomica# piani<cazione calcolante dell'uomo ed
automazione. %er uale motivo un riferimento di uesto genere al mondo della
tecnica non consente in maniera alcuna allo sguardo di posarsi sulla costellazione
di essere e uomo# neanche nel caso in cui il riferimento descrivesse uel mondo
nel modo pi( ampio+ %erch8 ogni analisi della situazione pensa in modo troppo
ristretto <nch8 spiega il suddetto tutto del mondo della tecnica sin dall'inizio a
partire dall'uomo# come ualcosa che dall'uomo & stato fatto. *i$ che & tecnico#
inteso nel senso pi( ampio e secondo le sue varie manifestazioni# & considerato
come il piano che l'uomo progetta# un piano che alla <ne costringe l'uomo a dover
decidere se voglia diventare schiavo del suo stesso piano o se voglia invece
restarne il signore.
*on uesta rappresentazione del complesso del mondo della tecnica tutto &
ricondotto all'uomo e si perviene# nel migliore dei casi# all'esigenza di un'etica
adeguata al mondo della tecnica. Irretiti in tale rappresentazione# si <nisce per
raforzarsi nell'opinione che la tecnica sia ualcosa che riguarda soltanto l'uomo.
6i trascura di dare ascolto all'appello dell'essere# appello che parla nell'essenza
della tecnica.
. tempo di cessare di rappresentarci ci$ che & tecnico in modo soltanto tecnico# a
partire cio& dall'uomo e dalle sue macchine. %restiamo attenzione all'appello
nell'am'ito del uale sono posti di fronte al loro essere non soltanto l'uomo# ma
anche tutto ci$ che &# la natura e la storia.
Ui uale appello stiamo parlando+ 3utta la nostra esistenza 4"asein5 si trova
ovunue Q ora per gioco# ora per un senso di oppressione# ora perch8 presa
dall'afanno# ora perch8 spintavi Q di fronte alla provocazione di doversi
sottoporre per ogni cosa alla piani<cazione e al calcolo. *he cosa parla in tale
provocazione+ 6i tratta di ualcosa che deriva soltanto da un capriccio arti<cioso
dell'uomo o invece di ualcosa in cui per noi & gi in gioco l'essente stesso# e
precisamente in modo tale da essere coinvolti noi stessi nelle possi'ilit di
a
piani<cazione e di calcolo dell'essente+ ;a# allora# persino l'essere sare''e
sottoposto alla provocazione di far apparire l'essente nell'am'ito della
calcola'ilit+ Infatti & cos[. : non si tratta soltanto di uesto. Allo stesso modo
dell'essere anche l'uomo & provocato# ossia preVposto 4gestellt5# a mettere al
sicuro l'essente che lo riguarda# come il fondo 4#estand5 del suo piani<care e
calcolare e ad estendere uesto porreValVfondo 4#estellen5 <n dove non sono
possi'ili previsioni
c
.
Il nome per il raccoglimento 4$ersammlung5 del provocare che dispone 4zu-stellt5
uomo ed essere l'uno nei confronti dell'altro in modo che si pongano a vicenda#
suona: l'imVposizione 4Ge-stell5
d
. *i si & scandalizzati per l'uso di uesta parola. ;a
in tedesco diciamo anzich8 stellen anche setzen e non troviamo nulla di strano
nell'uso della parola Ge-setz 4legge5. Allora# perch8 non usare anche Ge-stell 4imV
posizione5# se le cose ci appaiono in un modo che lo richiede+
*i$ in cui e a partire da cui uomo ed essere# nel mondo della tecnica# si volgono
l'uno verso l'altro# parla del mondo dell'imVposizione 4Ge-stell5. Nel vicendevole
porsi di uomo ed essere# siamo in ascolto 4hren5 dell'appello che determina la
costellazione della nostra epoca. ,'imVposizione 4Ge-stell5 & ovunue ualcosa che
ci riguarda immediatamente. :ssa &# posto che adesso ci sia ancora consentito di
parlare in uesto modo# piZ essente di ogni energia atomica e di ogni macchina#
piZ essente dell'impeto dell'organizzazione# dell'informazione e dell'automazione.
%oich8 uel che si chiama imVposizione 4Ge-stell5 non lo incontriamo piZ
nell'am'ito della rappresentazione# che ci porta a pensare l'essere dell'essente
come presenza 4Anwesen5 Q l'imVposizione 4Ge-stell5 non & piZ per noi ualcosa di
presente 4etwas Anwesendes5 Q# per uesto esso dapprima ci sorprende. ,'imV
posizione 4Ge-stell5 continua a sorprenderci nella misura in cui essa non & un
termine ultimo# ma uello stesso termine che ci trasmette ci$ che propriamente
regge la costellazione di essere e uomo.
,o Zusammengehren di uomo ed essere# nel modo della loro vicendevole
provocazione# ci rende noto che e come l'uomo sia traspropriato 4vereignet5
all'essere# mentre l'essere sia appropriato 4zugeeignet5 all'essenza umana.
Nell'imVposizione 4Ge-stell5 s'impone un singolare traspropriare ed appropriare. 6i
tratta di cogliere genuinamente uesto fareVproprio 4%ignen5 in cui uomo ed
essere sono fatti proprii 4ge-eignet5 l'uno dell'altro# di tornare cio& a uello che noi
chiamiamo %reignis# l'evento. ,a parola :reignis proviene dal tardo sviluppo della
lingua. Il ver'o er-eignen signi<ca originariamente: adocchiare 4er-&ugen5# ossia
gettare lo sguardo 4erV'liceen5# guardando chiamare a s8# fare proprio 4an-eignen5.
,a parola %reignis 4evento5 deve ora# a partire da uanto la cosa indica# parlare
come parolaVguida al servizio del pensiero. *ome parolaVguida pensata in uesto
modo# essa & altrettanto di9cile da tradurre uanto la parolaVguida greca f0XHD e
c
(estand 'r"+iene dal +er." bestehen #he indi#a5 #"nsistere, esser fatt" di...L Bf"nd"B #"rris'"nde a /estand nel sens" della
#"nsisten!a f"nda)entale. (estellen, #he "rdinaria)ente signifi#a "rdinare, fare un,"rdina!i"ne, 6 usat" da Heidegger
eti)"l"gi#a)ente #")e il +er." #he es'ri)e l,a!i"ne #he 're#ede il bestehen 8il bestehen indi#a in+e#e l" stat"9. 3e *uindi
bestehen indi#a il (estand 8il f"nd"9 in #ui *ual#"sa #"nsiste, bestellen 6, in #"nnessi"ne #"n ess", un dis'"rre le #"se in
)"d" #he #"nsistan" in *uell" stess" (estand, un '"rre 8stellen9 al f"nd". >uest" 'refiss" del +er." stellen e dei +ari
signifi#ati #he 'u7 assu)ere a se#"nda del 'refiss" #he l" a##")'agna 8+"r2, auf2, .e2, her2, na#h2, e##.9 ri#"rre s'ess" nei
testi di Heidegger 8#fr. Saggi e discorsi, #it., n. 1, '. 149.
d
%estell 6 #")une)ente l" s#affale, l,intelaiatura. =d"ttia)" *ui la tradu!i"ne 'r"'"sta da G. Vatti)" nel #it. Saggi e
discorsi 8in 'arti#"lare n. 1, '. 149.
c
la cinese 3ao. ,a parola %reignis 4evento5 non indica piZ ui uello che noi
chiamiamo altrimenti un accadimento# un avvenimento. :ssa & usata ui come
singolare tantum. *i$ che essa nomina si fa evento 4ereignet sich5 soltanto come
ualcosa di unico# anzi come ualcosa che non concerne piZ il numero# come
ualcosa di singolare. *i$ che cogliamo# attraverso il mondo della tecnica# nell'imV
posizione 4)eV6tell5 come costellazione di essere e uomo# & un preludio di ci$ che
%r-eignis signi<ca 4heisst5. ,'%reignis# tuttavia# non si irrigidisce neV
necessariamente nel suo preludio. In esso# infatti# si fa sentire la possi'ilit che il
semplice imporsi dell'imVposizione 4Ge-Stell5 venga approfondito
1g
in direzione di
un piZ originario farsiVevento 4%reignen5. -n tale approfondimento 4!erhindung5#
che si compie nell'imVposizione 4Ge-Stell5 a partire dall'%rVeignis# portere''e ad
una ripresa# nella luce dell'%reignis =non sare''e uindi mai ualcosa che l'uomo
possa fare da solo@# del mondo della tecnica che dal suo stato di dominio
passere''e ad uno stato di asservimento all'interno dell'am'ito attraverso cui
l'uomo raggiunge nel modo pi( proprio l'%r-eignis.
Uove ci ha condotti il cammino intrapreso+ Al ripiegamento verso uella
semplicit che noi chiamiamo# nel senso rigoroso della parola# %r-eignis 4evento5.
6em'ra che ora corriamo il rischio di volgere il nostro pensiero in modo troppo
incurante verso una lontana generalit# mentre ci & immediatamente suggerita#
con ci$ che la parola %r-eignis vorre''e dirci# soltanto la cosa piZ vicina di uella
vicinanza in cui gi ci troviamo. *he cosa# infatti# potre''e esserci piZ vicino di ci$
che ci avvicina all'am'ito cui apparteniamo 4gehren5# in cui siamo degli apparteV
nenti 4Gehrende5# che cosa potre''e esserci piZ vicino dell'%r-eignis+
,'%r-eignis & l'am'ito Q am'ito dotato di oscillazioni sue proprie Q atraverso il
uale uomo ed essere si raggiungono a vicenda nella loro essenza# ottengono ci$
che per loro & essenziale e perdono# intanto# uelle determinazioni che la
meta<sica ha loro conferito.
%ensare l'evento 4%reignis5 come %r-eignis signi<ca lavorare presso il cantiere in
cui uesto am'ito dotato di oscillazioni sue proprie viene costruito. ,'occorrente
per una tale iuttuante costruzione# il pensiero Io riceve dalla lingua. )iacch8 la
lingua & la piZ tenue# ma anche la piZ esposta di tutte le oscillazioni# uella che
tutto sostiene# in uesta iuttuante costruzione dell'%reignis. Sinch8 la nostra
essenza & traspropriata 4vereignet5 nella lingua# noi a'itiamo nell'%reignis.
6iamo giunti ora ad un punto del cammino in cui emerge l'inevita'ile# anche se
rozza domanda: che cosa ha a che fare l'%reignis 4evento5 con l'identit+ jisposta:
nulla. %er contro# l'identit ha molto# se non esclusivamente a che fare con
l'%reignis. In che misura+ jispondiamo ritornando indietro di alcuni passi sul
cammino percorso.
,'%reignis traspropria 4vereignet5 uomo ed essere nell'insieme 4Zusammen5
proprio della loro essenza. -n primo# incalzante 'alenare dell'%reignis lo
scorgiamo nell'imVposizione 4Ge-Stell5. :ssa inaugura il mondo della tecnica
contemporaneo. Nell'imVposizione 4Ge-Stell5 scorgiamo uno Zusammengehren di
uomo ed essere# in cui & solo il lasciarVappartenere 4Gehrenlassen5 a determinare
il modo dell'insieme 4Zusammen5 e dell'unit di uesto insieme. Nella uestione di
uno Zusammengehren in cui il Gehren 4appartenere5 a''ia il sopravvento sullo
1g
=''r"f"ndire tradu#e il tedes#" )er&inden #he Heidegger ha usat" s'ess" a##ant" a $ber&inden, "ltre'assare 8#fr. Saggi
e discorsi, #it., n. 0, '. 459.
d
Zusammen 4insieme5 ci siamo lasciati guidare dalla sentenza di %armenide: 7,o
stesso infatti & pensare e altrettanto anche essere7. ,a uestione circa il senso di
uesto 7stesso7 & la uestione circa l'essenza dell'identit. ,a dottrina della
meta<sica si rappresenta l'identit come un tratto fondamentale dell'essere.
Adesso ci appare come l'essere appartenga con il pensiero ad una identit la cui
essenza deriva da uello Zusammengehrenlassen
11
che noi chiamiamo l'%reignis
4evento5. ,'essenza dell'identit & propriet 4:igentum5 dell'%r-eignis.
Nel caso che nel tentativo di indirizzare il nostro pensiero verso il luogo della
provenienza essenziale dell'identit potesse esserci ualcosa che valesse la pena
di essere conservato# che ne sare''e allora del titolo della nostra conferenza+ Il
senso del titolo Il principio di identit si sare''e trasformato.
Il principio si d in un primo momento nella forma di un principio fondamentale
che presuppone l'identit come un tratto dell'essere# cio& come un tratto del
fondamento dell'essente. Ua uesto principio# inteso come asserzione# & derivato
nel corso del cammino un principio del genere di un salto
12
# salto che si distacca
dall'essere in uanto fondamento dell'essente per saltare verso l'assenza di
fondamento 4Abgrund5. ;a uesta assenza di fondamento non & n8 il vuoto nulla#
n8 un oscuro groviglio: & l'%r-eignis. Nell':rVeignis si li'ra l'essenza di ci$ che parla
come lingua# che una volta a''iamo chiamato la casa dell'essere. ,a
denominazione 7principio di identit7 dice ora: un salto esigito dall'essenza
dell'identit# perch8 tale essenza ne ha 'isogno 4braucht5 se lo
Zusammengehren di uomo e essere deve pervenire diversamente alla luce
essenziale dell':reignis.
Nel corso del cammino che va dal principio 4Satz5 come asserzione sull'identit al
principio come salto nella provenienza essenziale dell'identit# il pensiero si &
trasformato. %er uesto esso# stando di fronte al presente e volgendo lo sguardo
nella direzione opposta rispetto al corso di esso# scorge al di l della situazione
dell'uomo la costellazione di essere e uomo a partire da ci$ che fa entram'i
reciprocamente proprii# a partire cio& dall'%r-eignis.
%osto che ci attenda la possi'ilit che l'imVposizione 4Ge-Stell5# la vicendevole
provocazione di uomo ed essere al calcolo del calcola'ile# si rivolga a noi
parlandoci come l'evento 4%reignis5 che per primo espropria uomo ed essere in
direzione di ci$ che & loro proprio# allora ci sare''e una via li'era su cui l'uomo
avre''e dell'essente# del tutto del moderno mondo della tecnica# della natura e
della storia# e soprattutto del loro essere un'esperienza pi( iniziale.
Sino a che la meditazione sul mondo dell'era atomica# con tutta la consapevolezza
della sua responsa'ilit# tende soltanto a conseguire l'uso paci<co dell'energia
atomica# considerando# per$# anche esaurito il suo compito con il conseguimento
di tale <nalit# <no ad allora il pensiero rester fermo a met strada. *on uesta
strada percorsa soltanto per met il inondo della tecnica viene ulteriormente# ed
anzi solo allora# assicurato nel suo predominio meta<sico.
;a dove & stato deciso che la natura in uanto tale de''a restare per tutto il
tempo a venire la natura della <sica moderna e la storia 4Geschichte5
11
'assen indi#a5 las#iare #he..., fare s? #he..., *uindi *ui las#iare 8far s?9 #he #"se di+erse a''artengan" ad un" stess"
a).it", ad un a).it" #")une.
12
G"n B'rin#i'i"B a..ia)" trad"tt" la 'ar"la Sat# 8#"sM Sat# der !dentit"t 6 il 'rin#i'i" di identit(9, la *uale 'er7 indi#a in
tedes#" an#he il salt". Per *uest" Heidegger 'arla *ui di un Sat# del genere di un salt" 8Sprung *ui, da s'ringen, saltare9.
1g
rappresentarsi soltanto come oggetto della storiogra<a 4'istorie5+ *erto non
possiamo n8 ri<utare l'odierno mondo della tecnica come opera dia'olica# n8 ci &
consentito distruggerlo nel caso che non provveda a farlo da s8.
Ancor meno ci & consentito per$ a''andonarci all'opinione che il mondo della
tecnica sare''e fatto in modo da impedire che ci si distacchi da esso
semplicemente con un salto. "uesta opinione# infatti# considera ci$ che & attuale#
posseduta da esso# come la sola realt. -n'opinione del genere & senz'altro
fantasticab non & invece fantastico un pensiero che guardi in faccia
preliminarmente ci$ che# in uanto risonanza 4Zus(ruch5 dell'essenza dell'identit
di uomo ed essere# a noi si avvicina.
Il pensiero ha avuto 'isogno di pi( di duemila anni per aferrare in modo
appropriato una relazione tanto semplice come uella della mediazione all'interno
dell'identit. . allora consentito a noi supporre che il. ripiegamento pensante
verso la provenienza essenziale dell'identit sia realizza'ile in un solo giorno+
%roprio perch8 tale ripiegamento esige un salto# ha 'isogno del suo tempo# del
tempo del pensiero# che & un tempo diverso rispetto a uello del calcolo che oggi
da tutte le parti attrae tanto il nostro pensiero. -n cervello elettronico# oggi# pu$
in un secondo compiere operazioni in cui compaiono migliaia di relazioni# relazioni
che# nonostante la loro utilit tecnica# sono inessenziali.
3utto ci$ che tentiamo di pensare e in ualunue modo tentiamo di pensarlo# lo
pensiamo nell'am'ito 4S(ielraum5 della tradizione. :ssa si impone uando ci li'era
da un pensiero che segue le cose per portarci verso un pensiero che le anticipi
senza essere pi( un piani<care.
6olo se ci rivolgiamo pensando verso ci$ che & gi stato pensato# ci troviamo ad
esser volti al servizio di ci$ che ancora & da pensare.
11
La costituzione onto-teo-logica della metafsica
"uesto seminario ha tentato di dare inizio ad un collouio con Tegel. Il collouio
con un pensatore pu$ riguardare soltanto la uestione
1
del pensiero. 7"uestione7
indica# in 'ase alla de<nizione che se ne & data# il litigio# ci$ intorno a cui si apre
una lite# e l'unico caso in cui per il pensiero si apra una lite & il caso in cui il
pensiero sia messo in uestione. ;a il litigio che si apre intorno al pensiero non
viene in primo luogo scatenato# per cos^ dire# dal pensiero. ,a uestione del
pensiero & uanto in s8 vi & di litigioso in una lite. ,a parola tedesca 6treit 4lite5# in
antico alto tedesco strit# non signi<ca innanzi tutto disaccordo 4\hietracht5# ma
oppressione 4_edrkngnis5. ,a uestione del pensiero opprime 4'edrkngt5 il
pensiero in modo che esso venga dapprima portato alla uestione che gli &
propria e poi# a partire da tale uestione# a se stesso.
%er Tegel la uestione del pensiero &: il pensiero in uanto tale. A9nch8 tale
delimitazione della uestione# ossia del pensiero in uanto tale# non venga
fraintesa nel senso della psicologia e della teoria della conoscenza do''iamo
aggiungere un chiarimento: il pensiero in uanto tale Q nella dispiegata pienezza
dell'esserVpensato 4)edachtheit5 del pensato 4des )edachten5. "uello che ui
l'esserVpensato del pensato indica# possiamo comprenderlo soltanto a partire da
Rant# a partire dall'essenza del trascendentale# che Tegel per$ pensa in modo
assoluto# ossia per lui speculativo. A tale essenza mira Tegel uando dice del
pensiero del pensiero come tale che esso & sviluppato 7puro nell'elemento del
pensiero7 =%nciclo(edia# Introd.# l 1?@. *on una denominazione concisa# tale per$
che solo con di9colt pu$ essere pensata <no in fondo# uesto signi<ca: la ueV
stione del pensiero & per Tegel 7il pensiero7 4der )edanee5
2
# il uale per$
dispiegato nella sua piZ alta li'ert essenziale & 7l'idea assoluta7. Ui essa Tegel
dice# verso la <ne della Scienza della logica =ed. ,asson# vol. II# p. ?c?@: 7soltanto
l'idea assoluta & essere# vita che non passa# verit di s8 conscia# ed & tutta la
verit7
Y
. Tegel stesso# uindi# d espressamente alla uestione del suo pensiero
uel nome che sovrasta l'intera uestione del pensiero occidentale# il nome:
1
B>uesti"neB tradu#e *ui la 'ar"la tedes#a Sache s"l" nella )isura in #ui B*uesti"neB indi#a #i7 #he in un #"nflitt" 6
l,"ggett" stess" del #"nflitt"L la Sache des Denkens, all"ra, indi#a s"'rattutt" #i7 #he nel 'ensier" 6 in *uesti"ne, la B#"saB
8Sache 6 la #"sa, l,affare9 #he 'r"+"#a il 'ensier" ad essere 'ensier". Sache 6 la #ausa, la #"ntr"+ersia #he +iene '"rtata
da+anti al tri.unale 'er essere de#isa. Nell,es'ressi"ne Bla *uesti"ne del 'ensier"B, Sache des Denkens, n"n #,6 *uindi l,idea
del '"rsi di una *uesti"ne #he a+re..e #")e "ggett" il 'ensier". B>uesti"ne del 'ensier"B di#e 'iutt"st" la B*uesti"neB #he
'"rta il 'ensier" ad essere fin" in f"nd" 'ensier", #he l" '"rta #i"6 nel lu"g" in #ui #i7 di #ui in ess" si tratta 'u7
a''r"'riarsi di sD5 B'"rtare fin" in f"nd"B si di#e in tedes#" austragen ed indi#a il deferire in dire!i"ne di un,ulteri"rit( #he
#")e tale resta legata a *uell,a''r"'ria!i"ne #he 6 l,Ereignis.
2
Nel N 85 dell,<n#i#l"'edia Hegel di#e5 B...il 'ensier" [der Gedanke%, #he 6 la s"la #"sa [3a#he% di #ui *ui si tratta...B. &l
%edanke 6 *uindi il Denken 8il 'ensier" #")e 'ensare9 #he la s#ien!a della l"gi#a assu)e #")e B#"saB da 'ensareL nella
l"gi#a i +ari %edanken, i 'ensieri, s"n" assunti Ban#he in *uant" %edanken 8<n#., N 199. Ma #"gliere i 'ensieri in *uant"
'ensieri n"n #"rris'"nde s"ltant" ad un eser#i!i" f"r)ale del 'ensier", del DenkenL #"gliere i 'ensieri in *uant" 'ensieri
signifi#a an#he ri#"n"s#ere nella l"gi#a Bla f"r)a ass"luta della +erit(B 8i.ide).9, ri#"n"s#ere #")e Sache del 'ensier"
[Aenken% BilB %edanke. Ael rest" nel *orbegriff #he nell,<n#i#l"'edia intr"du#e alla s#ien!a della l"gi#a 8NN 062789 6 il
%edanke #he 'rende '"si!i"ne nei #"nfr"nti dell,"ggetti+it(.
Y
1a tradu!i"ne #itata 6 di =. M"ni, 'a scien#a della logica, 1ater!a, /ari 1905, +"l. &&&, '. CC5.
12
essere.
=Nel seminario & stato considerato l'uso molteplice e tuttavia unitario della parola
7essere7. :ssere vuoi dire per Tegel in primo luogo# ma mai esclusivamente# l'
7indeterminata immediatezza7. ,'essere & visto ui a partire dal mediare
determinante# a partire cio& dal concetto assoluto e uindi in direzione di esso.
7,a verit dell'essere & l'essenza7# ossia la riiessione assoluta. ,a verit
dell'essenza & il concetto nel senso dell'in<nito sapersi. ,'essere & l'assoluto
pensarsi del pensiero. 6olo il pensiero assoluto & la verit dell'essere# 7&7 l'essere.
!erit indica 4heisst5 ui ovunue: la consapevolezza certa di se stessa propria di
ci$ che & possi'ile sapere 4des miss'aren5@.
Tegel per$ pensa la uestione del suo pensiero# conformemente a uanto essa
richiede# contemporaneamente in un collouio con la precedente storia del
pensiero. Tegel & il primo che pu$ e deve pensare in uesto modo.
,'atteggiamento di Tegel nei confronti della storia della <loso<a & l'atteggiamento
speculativo e solo come tale esso & storico. Il carattere del movimento della storia
& un accadere
?
nel senso del processo dialettico.
Tegel scrive =:nciclopedia# l 1?@: 7Il medesimo svolgimento del pensiero# che &
rappresentato nella storia della <loso<a# & rappresentato anche nella <loso<a# ma
li'ero da uelle esteriorit storiche# puro nell'elemento del pensiero7.
Ui fronte a uesta frase restiamo interdetti e sconcertati. ,a stessa <loso<a e la
storia della <loso<a devono# secondo la parola stessa di. Tegel# restare in un
rapporto di esteriorit. ;a l'esteriorit cui pensa Tegel non & in alcun modo
esteriore nel senso rozzo di ci$ che & meramente super<ciale ed indiferente.
:steriorit vuol dire ui l'esterno in cui si trattiene ogni storia ed ogni svolgimento
efettivo di fronte al movimento dell'idea assoluta. ,'esteriorit ui esposta della
storia nei confronti dell'idea si presenta come una conseguenza
dell'autoalienazione dell'idea. ,'esteriorit & essa stessa una determinazione
dialettica. 6i resta uindi molto al di sotto dell'autentico pensiero di Tegel se si
sta'ilisce che Tegel avre''e nella <loso<a portato ad un'unit la
rappresentazione storiogra<ca e il pensiero sistematico. )iacch8 per Tegel non si
tratta n8 della storiogra<a# n8 del sistema nel senso di una costruzione dottrinale.
A che cosa mirano tali osservazioni sulla <loso<a e sul suo rapporto con la storia+
!orre''ero mostrare come per Tegel la uestione del pensiero sia in se stessa
storica# storica per$ nel senso dell'accadere# di un accadere il cui carattere
processuale & determinato dalla dialettica dell'essere. ,a uestione del pensiero &
per Tegel l'essere in uanto pensiero che pensa se stesso# pensiero che solo nel
processo del suo sviluppo speculativo giunge a se stesso# passando cos.
attraverso una serie di tappe che corrispondono a con<gurazioni =)estalten@
?
B=##adereB tradu#e la 'ar"la tedes#a %eschehen #he Heidegger usa *ui, #")e fa s'ess" an#he altr"+e, 'er s"tt"lineare un
sens" della Bst"riaB, della %eschichte a''unt", #he il 'ensier" "##identale ha tras#urat" a fa+"re dell,atteggia)ent"
ra''resentati+" di fr"nte agli a##adi)enti st"ri#i, la #ui realt( 6 data 'er la Historie, la st"ri"grafia 'r"'ria del 'ensier"
ra''resentati+", dall,irrigidi)ent" della distan!a te)'"rale, dalla sua )et"di#a )isura.ilit(. 1a Historie tras#urere..e
*uindi 'r"'ri" il %eschehen, l,a##adere, gra!ie al *uale la %eschichte, la st"ria, n"n s#")'are se)'li#e)ente #"n i su"i
e+enti, )a resta #")e destin" 8destin" n"n nel sens" di una ne#essit( deter)inata sin dall,ini!i", )a nel sens" del Ges#hi#k
#")e *ual#"sa #he 6 in+iat", geschickt, '"ssedut" #")e un talent" O %eschick signifi#a an#he un,a.ilit(, un d"n" #he il
destin" assegna9. Per i 'r".le)i relati+i alla tradu!i"ne e alla #")'rensi"ne dei ter)ini n")inati in *uesta n"ta, #fr. le n"te
di G. Vatti)" in 3aggi e dis#"rsi, #it., ''. 16 e 18, e la n"ta di <. Ma!!arella in e)'" ed essere, Guida, Na'"li 198P, '.
1P6, e natural)ente i lu"ghi stessi di Heidegger #ui tali n"te si riferis#"n".
1Y
caratterizzate ognuna da un diferente sviluppo e uindi necessariamente in un
primo momento non sviluppate.
6oltanto da uesto modo di cogliere la uestione del pensiero a Tegel proviene
una massima peculiare# la misura per la maniera in cui egli parla con i pensatori
che lo hanno preceduto.
6e uindi tentiamo un collouio di pensiero con Tegel# allora do''iamo non solo
parlare della stessa uestione# ma della stessa uestione nella stessa maniera.
;a lo stesso 4das 6el'e5 non & l'uguale 4das )leiche5. Nell'uguale scompare la
diversit. Nello stesso appare la diversit. :ssa appare in modo tanto piZ
assillante# uanto pii decisamente un pensiero & chiamato in causa dalla stessa
uestione nella stessa maniera. Tegel pensa l'essere dell'essente in maniera
speculativoVstorica. Wra# per$# nella misura in cui il pensiero di Tegel appartiene
ad un'epoca della storia =uesto non signi<ca afatto che appartenga al passato@#
noi tenteremo di pensare l'essere pensato da Tegel nella stessa maniera# di
pensarlo cio& storicamente.
Il pensiero & in grado di restare presso la uestione che lo concerne solo se nel
restarVpresso diventa di volta in volta pi( aderente ad essa# se uesta stessa
uestione diventa per esso pi( litigiosa. In uesta maniera la uestione esige dal
pensiero di essere mantenuta nei rapporti che le sono propri 4in ihrem
6achverhalt5# di fronteggiare il pensiero in una corrispondenza# mentre esso porta
la uestione alla sua soluzione 4Austrag5
>
. Il pensiero# restando presso la
uestione che lo concerne# deve# se uesta uestione & l'essere# rimettersi alla
soluzione 4Austrag5 dell'essere. *os[ siamo tenuti nel collouio con Tegel e
nell'interesse di tale collouio a rendere in partenza pi( chiara l'identit
46el'igeeit5 di uella stessa uestione. -n tale impegno esige# secondo uanto si
& detto# che si metta in luce nel collouio con la storia della <loso<a insieme alla
diversit della uestione del pensiero in pari tempo anche la diversit di ci$ che &
storico. -na tale chiari<cazione deve ui avvenire necessariamente in modo 'reve
e schematico.
Allo scopo di una chiari<cazione della diversit esistente tra il pensiero di Tegel e
il pensiero da noi tentato# prestiamo attenzione a tre punti. Noi chiediamo:
1@ "ual & in Tegel e in noi la uestione del pensiero+
2@ "ual & in Tegel e in noi la misura per il collouio con la storia del pensiero+
Y@ "ual & in Tegel e in noi il carattere di tale collouio+
)irca la (rima domanda. %er Tegel la uestione del pensiero & l'essere visto in
rapporto all'esserVpensato 4)edachtheit5 dell'essente nel pensiero assoluto e
come pensiero assoluto. %er noi la uestione del pensiero & la stessa# l'essere
uindi# ma l'essere visto in rapporto alla sua diferenza 4Uiferenz5 dall'essente.
>
=..ia)" gi( a##ennat" alle diffi#"lt( #"ntenute nella 'ar"la Austrag 8#fr. la n. 0 relati+a alla 'ri)a 'arte9. >ui tradu#ia)"
Austrag #"n Bs"lu!i"neB n"n 'er#hD Austrag '"ssa signifi#are Bs"lu!i"neB, )a 'iutt"st" 'er#hD #i se).ra #he una s"lu!i"ne
sia #i7 #he una *uesti"ne ri#hiede in *uant" taleL l,a.us" 6 *uindi legat" al fatt" #he n"n 6 stat" '"ssi.ile tradurre
adeguata)ente Sache, #he il ter)ine B*uesti"neB ries#e a rendere s"l" in 'arte. >uand" infatti il +er." austragen 6 riferit"
ad un #"nflitt", ad una dis'uta, *ui ad ese)'i" alla strittige Sache del 'ensier", indi#a 'iutt"st" il '"rtare l" Streit a #i7 #he
in ess" +i 6 di essen!ial)ente litigi"s", ad una Bs"lu!i"neB #he las#i essere in tutte le sue '"ssi.ilit( il nu#le" litigi"s", sen!a
tr"n#arne, 'er #"sQ dire, il #a))in" +ers" l,a''r"'ria!i"ne di sD. Einen Streit austragen ha l" stess" sens" dell,es'ressi"ne
einen Strei streiten, all,in#ir#a dis'utare una dis'uta, dis'utand"la 'er7 fin" in f"nd", sen!a +"lerla a##ant"nare #"n
Bs"lu!i"niB fitti!ie. &n seguit" tradurre)" Austrag, 'iI letteral)ente e in un sens" #he sar( #hiarit" 8#fr. n. 189, #"n
deferi)ent". 3egnalia)" an#"ra #he il tradutt"re fran#ese tradu#e Austrag #"n conciliation 8>uesti"ns &, dt., '. 099, n. 09.
1?
Uetto in modo ancora pi( incisivo: per Tegel la uestione del pensiero & il
pensiero 4der )edanee5 come concetto assoluto. %er noi la uestione del pensiero
&# con una denominazione provvisoria# la diferenza in uanto diferenza.
)irca la seconda domanda. %er Tegel la misura per il collouio con la storia della
<loso<a &: accedere all'energia e all'am'ito di ci$ che i pensatori che precedono
hanno pensato. Non a caso Tegel espone la sua massima nel corso di un collouio
con 6pinoza e prima di un collouio con Rant =Scienza della logica# li'. III# ed.
,asson# vol. II# p. 21` sgg.b tr. it. cit.# vol. III# p. 1Y sgg.@. In 6pinoza Tegel trova il
compiuto 7punto di vista della sostanza7# che per$ non pu$ essere il pi( alto#
poich8 l'essere non e pensato contemporaneamente e in maniera radicalmente
decisiva come pensiero che si pensa. In uanto sostanza e sostanzialit# l'essere
non si & ancora dispiegato come soggetto nella sua assoluta soggettit. 3uttavia#
6pinoza continua ad interessare in modo sempre rinnovato l'intero pensiero
dell'idealismo tedesco# spingendolo in pari tempo nella contraddizione in uanto
per lui il pensiero comincia con l'assoluto. Il cammino di Rant & invece diverso# per
il pensiero dell'idealismo tedesco e per la <loso<a in generale ancora pi( decisivo
del sistema di 6pinoza. Tegel vede nella concezione eantiana della sintesi
originaria dell'appercezione 7uno dei principi pi( profondi per lo sviluppo
speculativo7 =Ivi# p. 22ab tr. it.# p. 2`@. ,a forza di volta in volta propria dei
pensatori Tegel la trova in ci$ che essi hanno pensato# nella misura in cui ci$ che
hanno pensato pu$ essere elevato 4aufgeho'en5# come un certo grado dello
sviluppo che & stato di volta in volta raggiunto# al pensiero assoluto. "uesto
pensiero & assoluto solo in uanto. si muove nel suo processo dialetticoV
speculativo e per farlo esige la gradualit.
%er noi la misura per il collouio con .la tradizione storica & la stessa# trattandosi
di accedere all'energia del pensiero che ci ha preceduti. 6olo che noi cerchiamo
uell'energia non in ci$ che & gi stato pensato# ma in ualcosa di impensato# a
partire da cui il pensato riceve il suo spazio essenziale. ;a solo il giVpensato
prepara l'ancoraVimpensato# che in maniera sempre nuova ritorna alla sua
sovra''ondanza. ,a misura fornita dall'impensato non conduce all'inserimento del
giVpensato in uno sviluppo ed in una sistematica sempre pi( elevati e tali che lo
superano# ma esige che il pensiero tramandatoci sia messo in li'ert nel suo giV
stato 4)ehesenes5
`
a tenuto ancora in ser'o. "uesto giVstato domina sin
dall'inizio la tradizione# la precede costantemente# senza essere per$ pensato
espressamente# senza essere pensato come il momento iniziale.
)irca la terza domanda. %er Tegel il collouio con la storia della <loso<a
precedente ha il carattere del superamento 4Aufhe'ung5# ossia del comprendere
mediatore nel senso della fondazione assoluta.
%er noi il carattere del collouio con la storia del pensiero non & pi(' il
superamento 4Aufhe'ung5# ma il passo indietro.
Il superamento 4Aufhe'ung5 conduce in un am'ito in cui ci$ che & superato viene
raccolto pi( in alto# l'am'ito della verit assolutamente posta nel senso della
certezza completamente dispiegata del sapere che sa se stesso.
Il passo indietro indica nella direzione dell'am'ito# trascurato <no ad oggi# a
`
GeResenes "ltre ad essere il 'arti#i'i" 'assat", usat" #")e s"stanti+", del +er." essere, 6 an#he, e 'er Heidegger
s"'rattutt", un ter)ine #he indi#a il ra##"gli)ent" 8ge29 di #i7 #he 6 essen!iale 8Sesen 6 l,essen!a9. =n#he 'er *uest" #fr. la
n. 1 a '. 1 della tr. it. di 3aggi e dis#"rsi, #it.
1>
partire da cui l'essenza della verit diventa# pi( di ogni altra cosa# degna di essere
pensata 4denehnrdig5.
Uopo uesta concisa caratterizzazione della diversit esistente tra il pensiero di
Tegel e il nostro in riferimento alla uestione# alla misura e al carattere di un
collouio con la storia del pensiero# tentiamo ora di far procedere# in modo un
poco pi( chiaro# il collouio iniziato con Tegel. *i$ signi<ca: noi osiamo compiere
un esperimento con il passo indietro. ,'espressione 7passo indietro7 si presta a
numerosi fraintendimenti. 7%asso indietro7 non indica un passo isolato del
pensiero# ma il modo di incamminarsi 4die Art dar _ehegung5 del pensiero e un
luogo cammino 4meg5. Nella misura in cui il passo indietro determina il carattere
del nostro collouio con la storia del pensiero occidentale# esso porta in ualche
modo il pensiero fuori da uanto & stato pensato <nora nella <loso<a. 11 pensiero
si ritira di fronte alla sua uestione# di fronte all'essere# portando cos[ il pensato
ad un confronto in cui noi scorgiamo la totalit di uella storia# la scorgiamo nella
direzione di ci$ che costituisce la fonte di uesto intero pensiero# in uanto
prepara l'am'ito per il soggiorno del pensiero. Altrimenti che per Tegel# ui non si
tratta di un pro'lema lasciatoci in eredit# gi predisposto# ma di ualcosa intorno
a cui in tutto il corso di uesta storia del pensiero non sono state poste domande.
A uesto ualcosa diamo provvisoriamente ed inevita'ilmente un nome che
proviene dalla lingua della tradizione. %arliamo della diferenza 4Uiferenz5 tra
l'essere e l'essente. Il passo indietro va dall'impensato# dalla diferenza come tale#
a ci$ che &VdaVpensare 4das zuVUeneende5. "uesto & l'o'lio della diferenza.
,'o'lio che ui & da pensare & .il velamento della diferenza come tale pensato a
partire dalla opqG =nascondimento# !er'ergung@# un velamento che a sua volta si
& gi all'inizio sottratto. ,'o'lio appartiene 4geh]rt5 alla diferenza# perch8 la
diferenza & all'ascolto 4zugeh]rt5 dell'o'lio. ,'o'lio non scende sulla diferenza in
un tempo successivo come conseguenza di una dimenticanza del pensiero umano.
,a diferenza di essente ed essere & l'am'ito all'interno del uale la meta<sica# il
pensiero occidentale nella totalit della sua essenza# pu$ essereci$ che &. Il passo
indietro s'incammina uindi verso l'essenza della meta<sica partendo dalla
meta<sica. ,'osservazione sull'uso hegeliano dell'am'igua parolaVguida 7essere7
lascia intendere come il discorso di essere ed essente non possa mai essere
ricondotto ad un'unica epoca della storia dell'illuminazione 4,ichtungsgeschichte5
dell' 7essere7. Il discorso dell' 7essere7# poi# non intende mai uesto nome nel
senso di un genere alla cui vuota generalit apparterre''ero come casi particolari
le varie dottrine dell'essente storiogra<camente rappresentate. ,' 7essere7 parla
sempre destinalmente 4geschicelich5'# in un modo uindi che & intriso di
tradizione
a
.
Wra# per$# il passo indietro dalla meta<sica alla sua essenza esige tempi ed attese
la cui dimensione ci & ignota. -n'unica cosa & chiara: il passo richiede una
preparazione che do''iamo avere il coraggio di afrontare su'itob uesto per$ nei
confronti dell'essente come tale nella sua totalit# come esso & ora e come
comincia a mostrarsi sempre pi( nettamente. *i$ che & ora# porta il marchio 4hird
geprkgt5 del dominio dell'essenza della tecnica moderna# uel dominio che si
annuncia gi in tutti i campi della vita con tratti che possono prendere nomi
a
%eschicklich 6 'er Heidegger #i7 #he 6 in+iat", #he #i 6 destinat" n"n 'er fatale ne#essit(, )a all,intern" della %eschichte
dell,essere 8#fr. *ui s"'ra la n. 49.
1`
diversi come funzionalizzazione# perfezione# automazione# 'urocratizzazione#
informazione. Allo stesso modo in cui chiamiamo la rappresentazione di ci$ che
vive 7'iologia7# cos[ possiamo chiamare 7tecnologia7 la descrizione e il disegno
ultimo 4Ausformung5 dell'essente sottoposto al dominio dell'essenza della tecnica.
,'espressione pu$ servire ad indicare la meta<sica dell'era atomica. Il passo
indietro dalla meta<sica all'essenza della meta<sica &# visto a partire dal presente
e assunto a partire dalla visione che di tale presente a''iamo# il passo dalla
tecnologia e dalla descrizione e interpretazione tecnologiche dell'epoca attuale
all'essenza che per prima & da pensare# all'essenza della tecnica moderna.
*on uesta indicazione viene allontanato anche l'altro possi'ile fraintendimento
dell'espressione 7passo indietro7# l'opinione cio& che il passo indietro
consistere''e in un recupero storiogra<co dei primi pensatori della <loso<a
occidentale. ,a direzione che il passo indietro ci spinge e prendere# 'eninteso# si
dispiega e si mostra solo con il compimento del passo.
A''iamo scelto# per a''racciare nel corso del seminario con uno sguardo la
totalit della meta<sica hegeliana# come mezzo sussidiario una delucidazione del
passo con cui si apre il primo li'ro della Scienza della logica* a dottrina
dell+essere. )i il titolo del passo d# in ciascuna delle parole che lo costituiscono#
a''astanza da pensare. :sso suona: 7*on che si deve incominciare la scienza+7.
,a risposta di Tegel a uesta domanda consiste nel provare che l'inizio & di
7natura speculativa7. *i$ vuol dire: il cominciamento non & n8 ualcosa di
immediato# n8 ualcosa di mediato. A''iamo cercato di esprimere uesta natura
dell'inizio in una proposizione speculativa: 7Il cominciamento & il risultato7. "uesta
proposizione# per la pluralit dialettica dei signi<cati dello 7&7# ha piZ di un senso.
-no dei sensi &: il. cominciamento & Q prendendo alla lettera il resultare Q il
rim'alzo derivante dal compimento 4!ollendung5 del movimento dialettico del
pensiero che pensa se stesso. Il compimento di uesto movimento# l'idea
assoluta# & il tutto dispiegato nella sua chiusura# la pienezza dell'essere. Il
rim'alzo che deriva da uesta pienezza produce il vuoto dell'essere. . con tale
vuoto che la scienza =l'assoluto sapere che sa se stesso@ deve incominciare.
*ominciamento 'e <ne del movimento# e prima ancora uesto stesso movimento#
restano ovunue l'essere. :sso & 4hest5 come movimento che in se stesso
procede circolarmente dalla pienezza all'alienazione piZ esteriore e da uesta
alienazione alla pienezza che si compie 4in die sich vollendende Snlle5. ,a
uestione del pensiero & uindi per Tegel il pensiero che si pensa# e come tale &
l'essere che in se stesso procede circolarmente. ,a proposizione speculativa circa
il cominciamento# in un'inversione che non & solo giusti<cata# ma necessaria#
suona: 7Il risultato & il cominciamento7. 6i deve incominciare propriamente con il
risultato in uanto da esso risulta il cominciamento.
,a stessa cosa dice l'osservazione che Tegel aggiunge occasionalmente e tra
parentesi verso la <ne del passo sul cominciamento =,asson I# p. `Yb tr. it.# I# p.
`c@: 7=e sare''e Uio che avre''e il piZ incontesta'ile diritto a che si.
incominciasse da lui@ 7. In 'ase alla domanda contenuta nel titolo del passo si
tratta del 7cominciamento della scienza7. 6e tale scienza deve incominciare con
Uio# & la scienza di Uio: teologia. "uesto termine parla ui nel suo signi<cato piZ
tardo. In 'ase ad esso teo logia & ci$ che il pensiero rappresentativo asserisce
intorno a Uio. In origine per$ qN0fHXHD# qNfHXE1 indica il dire miticoVpoetante 4das
1a
mrthischVdichtende 6agen5 degli d&i 4von den )]ttern5
c
senza alcun riferimento
all'insegnamento di una fede e alla dottrina di una chiesa.
%erch8 7la scienza7 Q uesto & il nome che la meta<sica ha assunto a partire da
Sichte VVV# perch8 la scienza & teologia+ jisposta: lo & perch8 la scienza & lo
sviluppo sistematico del sapere# e in uanto tale & il sapersi stesso dell'essere
dell'essente e uindi il suo esser vero. ,a denominazione scolastica che viene
attri'uita alla scienza dell'essere tra la <ne del medioevo e l'inizio dell'epoca
moderna# alla scienza dell'essere come scienza dell'essente come tale nella sua
generalit# &: ontoso<a o ontologia. Wra# per$# la meta<sica occidentale sin dal
suo inizio presso i )reci e indipendentemente da tali denominazioni & in pari
tempo ontologia e teologia.
Nella prolusione )he cos+, la meta-sica =1d2d@ la meta<sica viene uindi
determinata come pro'lema dell'essente in uanto tale e dell'essente nel suo
tutto. ,a totalit di uesto tutto & l'unit dell'essente# unit che uni<ca in uanto
fondamento 4)rund5 che fa emergere. %er chi sa leggere# uesto signi<ca: la
meta<sica & ontoVteoVlogia. *hi a''ia della teologia una conoscenza matura e non
casuale# tanto della teologia della fede cristiana uanto di uella <loso<ca#
preferisce oggi tacere su Uio nell'am'ito del pensiero. Il carattere ontoVteologico
della meta<sica# infatti# & diventato pro'lematico 4fraghnrgig5
d
per il pensiero#
non sulla 'ase di una ualche forma di ateismo# ma sulla 'ase dell'esperienza di
un pensiero al uale si & mostrata nell'ontoVteoVlogia l'unit ancora impensata
dell'essenza della meta<sica. "uesta essenza della meta<sica resta intanto per il
pensiero la uestione piZ degna di essere pensata 4das Uenehnrdigste5# <no a che
il pensiero non interrompa ar'itrariamente# senza tener conto uindi dei legami
gi sta'iliti
1g
# il collouio con la tradizione che tali legami ha sta'ilito 4 mit seiner
geschicehatften s'erlieferung5.
Nella >a edizione di )he cos+, la meta-sica. =1d?d@# l'introduzione aggiunta a tale
edizione d un'esplicita indicazione circa l'essenza ontoVteologica della meta<sica
=p. 1a sg.# aa ed. p. 1c sg.@. 6are''e tuttavia afrettato credere che la meta<sica
sia teologia# solo perch8 & ontologia. A uesta afermazione 'isogna premettere
che la meta<sica & teologia# un asserire intorno a Uio# solo perch8 il dio entra
nella <loso<a. *os^ la uestione circa il carattere ontoVteologico della meta<sica si
a9na trasformandosi nella domanda: 7*ome entra il dio
11
nella <loso<a# non solo
nella <loso<a moderna# ma nella <loso<a come tale+7. "uesta domanda pu$
trovare una risposta solo se prima sar su9cientemente dispiegata come
c
&l dire )iti#"2'"etante 6 BdegliB d6i 'er#hD di#e degli d6i las#iand" #he #i7 #he 6 dett" 'r"+enga dagli d6i, )on den
%ttern. Heidegger #"ntra''"ne *uest" dire al dire del 'ensier" ra''resentati+" #he fa delle asser!i"ni int"rn" a Ai", $ber
%ott.
d
-ragRrdig 6 usat" da Heidegger 'er indi#are *ual#"sa #he 6 degn", &$rdig, di essere )ess" in *uesti"ne, di essere
interr"gat".
1g
=..ia)" trad"tt" #"n la frase Bsen!a tener #"nt" dei lega)i gi( sta.ilitiB la se)'li#e es'ressi"ne tedes#a uns#hi#kli#h,
#he "rdinaria)ente signifi#a Bs#"n+enienteB, Bsgar.at"B, in *uant" in essa 6 'resente *uel Ges#hi#k #he allude a lega)i
destinali #he #i #"in+"lg"n" sen!a #he la n"stra +"l"nt( '"ssa inter+enire5 6 la T.erlieferung, la tradi!i"ne, an#he nel sens"
della T.erk"))nis, #he *ui a..ia)" trad"tt" #"n 'assaggi"#he2tra)anda, )a #he indi#a s"'rattutt" Bs"'ra++enireB e si
di#e di *ual#"sa #he giunge sen!a #he sia '"ssi.ile far nulla 'er e+itarl". $ns#hi#kli#h 6 l,atteggia)ent" del 'ensier" #he
n"n tiene #"nt" di *uest" s"'ra++enire, #he n"n tiene #"nt" a''unt" dei lega)i gi( sta.iliti.
11
Heidegger usa *ui il n")e Bdi"B #")e un s"stanti+" #")une, 're#edut" dall,arti#"l" deter)inati+". &n tedes#", #"),6
n"t", tutti i s"stanti+i s"n" )aius#"li5 tradu#end" in italian" )i 6 tutta+ia se).rat" "''"rtun" s"tt"lineare l,us" i)'ers"nale
del n")e Bdi"B.
1c
domanda.
,a domanda 7*ome entra il dio nella <loso<a+ 7# allora# pu$ essere davvero
attraversata dal pensiero# se in essa & stato chiarito su9cientemente ci$ in cui il
dio deve entrare Q la <loso<a stessa. Sinch8 ci limiteremo a sottoporre la storia
della <loso<a ad un esame soltanto storiogra<co# troveremo ovunue che il dio
nella <loso<a & sempre entrato. %osto per$ che la <loso<a# in uanto pensiero# sia
il rimettersi all'essente come tale in modo li'ero e spontaneamente compiuto#
allora il dio pu$ pervenire alla <loso<a solo in uanto essa di per s8# seconda la
suo essenza# ne chiede l'ingresso e determina il modo in cui tale ingresso deve
avvenire. ,a domanda 7*ome entra il dio nella <loso<a+7 ricade perci$ nella
domanda 7Ua dove deriva la costituzione ontoVteologica dell'essenza della
meta<sica+ 7. ;a accogliere la domanda sotto uesta forma signi<ca compiere il
passo indietro.
In tale passo pensiamo 4'edeneen5 adesso la provenienza essenziale della
struttura ontoVteologica di tutta la meta<sica. Noi poniamo la domanda: 7*ome
entra nella meta<sica il dio e in risposta al dio la teologia e con la teologia il
fondamentale tratto ontoVteologico+7. Noi poniamo uesta domanda nel corso di
un collouio con l'intera storia della <loso<a. In pari tempo# per$# la poniamo con
particolare riguardo a Tegel. "uesto ci ofre l'occasione di prendere dapprima in
considerazione ualcosa di singolare.
Tegel pensa l'essere nella sua vacuit pi( vacua# cio& nel modo pi( generale. :gli
pensa# in pari tempo# l'essere nella sua pienezza compiutamente perfetta. Non
denomina# tuttavia# la <loso<a speculativa# ossia l'autentica <loso<a# 7ontoVteoV
logica7# ma 7scienza della logica7. *on l'attri'uzione di uesto nome Tegel porta
alla luce ualcosa di decisivo. *he la meta<sica prenda il nome di 7logica7
potre''e certamente essere spiegato in un 'atter d'occhio# facendo notare come
per Tegel la uestione del pensiero sia 7il pensiero7 4der )edanee5# intendendo
uesta parola come singulare tantum. Il pensiero 4der )edanee# das Ueneen5 &
palesemente e secondo l'uso antico il tema della logica. *ertamente. ;a &
altrettanto indu'ita'ilmente certo che Tegel# fedele alla tradizione# rinviene la
uestione del pensiero nell'essente in uanto tale e nella sua totalit# nel
movimento dell'essere dalla sua vacuit alla sua dispiegata pienezza.
;a come & mai possi'ile che 7l'essere7 decada <no al punto di mostrarsi come 7il
pensiero7 4der )edanee5+ *ome se non per il fatto che l'essere porta gi impresso
il carattere del fondamento# mentre il pensiero Q giacch8 appartiene allo stesso
am'ito cui appartiene anche l'essere 4zusammengeh]rt5 Q si raccoglie intorno
all'essere come fondamento 4)rund5 nella forma di una ricerca del fondo
4:rgrnnden5 e di una fondazione giusti<cante 4_egrnndung5+ ,'essere si manifesta
come il pensiero 4der )edanee5. *i$ signi<ca: l'essere dell'essente si disvela come
fondamento che & esso stesso alla ricerca del fondo ed esso stesso fondazione
giusti<cante. Il fondamento# la ratio sono secondo la loro provenienza essenziale:
il ,$gos nel senso del raccogliente lasciarVessereVpostoVdavanti
12
# lo 7tF uBP/1.
%er Tegel# allora# 7la scienza7# ossia la meta<sica# in realt non & 7logica7 per il
fatto di avere come tema il pensiero# ma perch8 la uestione del pensiero resta
l'essere# il uale per$ sin dai primordi del suo disvelarsi nell'impronta del o0XHD#
12
&n tedes#" *orliegenlassen5 #"n *uesta es'ressi"ne Heidegger tradu#e in Che cosa significa pensare?, #it., se#"nda 'arte,
il UVWXYZ del fra))ent" V& di Par)enide.
1d
del fondamento fondante richiede come fondazione il pensiero.
,a meta<sica pensa l'essente in uanto tale# ossia in generale. ,a meta<sica
pensa l'essente in uanto tale# ossia nella sua totalit. ,a meta<sica pensa
l'essere dell'essente tanto nell'unit di ci$ che & pi( generale# ossia di ci$ che &
ovunue valido# unit che & ricerca del fondo 4ergrnndende :inheit5# uanto
nell'unit della totalit# ossia di ci$ che sta al di sopra di tutto# unit che &
fondazione giusti<cante 4'egrnndende :inheit5. *os^ l'essere dell'essente sin
dall'inizio & pensato come fondamento che fonda. %er uesto tutta la meta<sica &
fondamentalmente sulla 'ase del suo stesso fondamento il fondare 4)rnnden5 che
rende conto del fondamento# che & responsa'ile di fronte al fondamento e che
in<ne chiede che il fondamento si giusti<chi.
A che cosa mirano ueste osservazioni+ A renderci accessi'ili in tutta la loro
autentica gravit i termini# usati cosi spesso# di ontologia# teologia e ontoV
teologia. A prima vista e nell'uso corrente# comunue# i termini ontologia e
teologia non hanno un aspetto diverso da uello di altri termini a noi noti# come
psicologia# 'iologia# cosmologia# archeologia. Il su9sso 7Vlogia7 indica
approssimativamente e correntemente che si tratta delle scienze che si occupano
rispettivamente dell'anima# dei viventi# del cosmo# dei resti dell'antichit. ;a nella
7Vlogia7 non si cela soltanto il logico nel senso di ci$ che & coerente e sottoposto
alle regole del discorso# ci$ che articola e muove tutto il sapere delle scienze# lo
mette al sicuro e lo comunica. ,a 7Vlogia7 & ogni volta l'insieme di un complesso di
rapporti di fondazioneVgiusti<cazione in cui gli oggetti delle scienze sono
rappresentati# ossia aferrati concettualmente# in riferimento al loro fondamento.
;a l'ontologia e la teologia sono 7logie7 nella misura in cui ricercano il fondo
4ergrnnden5 dell'essente come tale e provvedono alla fondazioneVgiusti<cazione
4'egrnnden5 di esso nella sua totalit. :sse rendono conto dell'essere come
fondamento dell'essente. :sse sono responsa'ili di fronte al o0XHD e sono in un
senso essenziale adeguate al o0XHD# sono cio& la logica del o0XHD.
*onseguentemente# il loro nome pi( aderente alla uestione che le & propria e pi(
chiaramente# & ontoVteoVlogica.
6iamo ora in grado di intendere il termine 7logica7 nel senso essenziale che
include anche l'uso che ne fa Tegel e che & il solo che chiarisca tale uso# lo
intendiamo cio& come il termine che serve ad indicare uel pensiero che ovunue
ricerca il fondo 4ergrnndet5 e dispone la fondazioneVgiusti<cazione 4'egrnndet5
dell'essente come tale nella sua totalit a partire dall'essere come fondamento
=o0XHD@. Il tratto fondamentale della metafisica si chiama 4heivt5 ontoVteoVlogica.
6aremmo cosi messi nella condizione di chiarire come il dio entri nella <loso<a.
In che misura ui un chiarimento pu$ riuscire+ Nella misura in cui noi osserviamo
che la uestione del pensiero & l'essente come tale# ossia l'essere. Il modo
essenziale in cui l'essere si mostra & il fondamento. *onseguentemente# la
uestione del pensiero# l'essere in uanto fondamento# & pensata <no in fondo
solo se il fondamento & presentato come fondamento primo# wOJ/G BOXp . ,a
uestione originaria 4die ursprnngliche 6ache5 del pensiero si presenta come /r-
Sache
1Y
# come causa prima# che corrisponde al ritorno fondanteVgiusti<cante
1Y
Nel linguaggi" "rdinari" $rsa#he signifi#a la #ausa, la #agi"ne. Heidegger, #he '"2
ne in e+iden!a le due 'arti #he #")'"ng"n" la 'ar"la 8$r2 indi#a l,"riginari"9, intende
2g
verso l'ultima ratio# la resa dei conti ultima. ,'essere dell'essente & rappresentato
<no in fondo nel senso del fondamento solo come causa sui. *on
uest'espressione si indica il concetto meta<sico di Uio. ,a meta<sica deve
giungere con il pensiero <no al dio# poich8 la uestione del pensiero & l'essere# il
uale per$ sussiste 4hest5 come fondamento in molti modi: come o0XHD# come
2wHxNELNPHP# come sostanza# come soggetto.
"uesto chiarimento dice pro'a'ilmente ualcosa di giusto# ma resta del tutto
insu9ciente per la collocazione 4:r]rterung5 dell'essenza della meta<sica. ,a
meta<sica# infatti# non & soltanto teoVlogica# ma anche ontoVlogica. 6oprattutto
essa non & soltanto l'una oppure anche l'altra. %iuttosto la meta<sica & teoVlogica
perch8 & ontoVlogica. . ontoVlogica perch8 & teologica. ,a costituzione ontoV
teologica dell'essenza della meta<sica non pu$ essere chiarita n8 sulla 'ase della
teologica# n8 sulla 'ase dell'ontologica# posto che ui siano su9cienti per ci$ che
resta da pensare 4'edeneen5 dei chiarimenti.
jesta infatti ancora impensato a partire da uale unit l'ontologica e la teologica
appartengano ad un am'ito comune 4zusammengeh]ren5# impensata resta la
provenienza di tale unit# impensata la diferenza delle cose diverse che essa
uni<ca. )iacch8 palesemente non si tratta solo della fusione di due discipline della
meta<sica a s8 stanti# ma dell'unit di ci$ che viene interrogato e pensato
nell'ontologica e nella teologica: l'essente come tale nella sua dimensione
generale e primaria in uno con l'essente come tale nella sua dimensione suprema
ed ultima. ,'unit di uesto uno & di un genere tale per cui la dimensione ultima
fonda nella maniera che le & propria la dimensione primaria e la dimensione
primaria secondo la maniera che le & propria la dimensione ultima. ,a diversit
delle due maniere di fondare ricade essa stessa nella diferenza ancora impensata
che a''iamo nominato.
6ull'unit dell'essente come tale nella sua dimensione generale e nella sua
dimensione suprema si 'asa la costituzione dell'essenza della meta<sica.
"ui si tratta di collocare 4er]rtern5 la domanda circa l'essenza onteVteologica della
meta<sica dapprima soltanto in uanto domanda. -n'indicazione in direzione del
luogo 4Wrt5 che la domanda circa la costituzione ontoVteologica della meta<sica
colloca 4er]rtert5 pu$ fornircela soltanto la cosa stessa di cui ui & uestione#
fornircela nella forma di un tentativo di pensare la uestione del pensiero in un
modo piZ aderente alla uestione stessa. ,a uestione del pensiero & stata
tramandata nel pensiero occidentale con il nome di 7essere7. 6e pensiamo uesta
uestione in un modo che le sia appena un po' piZ aderente# se prestiamo un po'
pi( di attenzione a ci$ che di litigioso vi & in essa# allora troviamo che essere
signi<ca sempre e ovunue: essere dell'essente# dove il genitivo dev'essere
pensato come genitivus obiectivus. :ssente signi<ca sempre e ovunue: essente
dell'essere# dove il genitivo dev'essere pensato come genitivus subiectivus. .
comunue con cautela che parliamo di un genitivo volto verso oggetto e soggettob
giacch8 i termini soggetto e oggetto sono gi a loro volta sorti da un'impronta
4%rkgung5 dell'essere. 6oltanto una cosa & chiara# che nell'essere dell'essente e
nell'essente dell'essere si tratta ogni volta di una diferenza.
%ensiamo allora l'essere nel modo richiesto dalla uestione che lo concerne# solo
)"strare #")e l,"riginaria 3a#he del 'ensier" di+enti nel 'ensier" )etafisi#" #ausa 'ri)a e *uindi an#he nella serie delle
giustifi#a!i"ni2f"nda!i"ni l,ulti)a rati".
21
se lo pensiamo nella diferenza dall'essente# e l'essente nella differenza
dall'essere. In uesto modo la diferenza si mostra propriamente allo sguardo. 6e
tentiamo di rappresentarcela# ci troviamo su'ito spinti ad intendere la diferenza
come una relazione che la nostra rappresentazione ha aggiunto all'essere e
all'essente. ,a diferenza & cos^ ridotta a distinzione# ad arti<cio del nostro
intelletto.
;a supponiamo per un istante che la diferenza sia un'aggiunta della nostra
rappresentazioneb allora sorgere''e la domanda: 7-n'aggiunta a che cosa+7. 6i
risponde: all'essente. _ene. ;a che cosa signi<ca 7l'essente7+ *he cos'altro
signi<ca se non: ualcosa che &+ In uesto modo mettiamo la presunta aggiunta#
la rappresentazione della diferenza# nell'am'ito dell'essere. ;a 7l'essere7 signi<ca
esso stesso: l'essere che l'essente &. , dove dovremmo essere noi a portare la
diferenza come presunta aggiunta# troviamo gi sempre l'essente e l'essere nella
loro diferenza. . la stessa cosa che avviene nella <a'a della lepre e del
porcospino dei fratelli )rimm: 76on ua7
1?
. Wra# di fronte a uesto singolare stato
di cose =che essente ed essere siano gi sempre trovati preliminarmente a partire
dalla diferenza e nella diferenza@ sem'rere''e possi'ile procedere in maniera
sommaria# fornendo la seguente spiegazione: il nostro pensiero rappresentativo &
ormai disposto e costituito in modo tale che esso passando per cos[ dire al di
sopra della propria testa# testa da cui ha avuto origine# ovunue tra l'essente e
l'essere installa preliminarmente la diferenza. 6u uesta spiegazione#
apparentemente illuminante# ma anche troppo s'rigativa# ci sare''e molto da dire
e ancora di pi( da domandare# innanzi tutto uesto: da dove ha origine il 7tra7 in
cui la diferenza deve# per cos[ dire# essere inserita+
;a lasciamo che opinioni e spiegazioni vadano per la loro strada e prestiamo
invece attenzione a uanto segue: ovunue e sempre troviamo preliminarmente
nella uestione del pensiero# nell'essente in uanto tale# ci$ che viene chiamato
diferenza in un modo cos[ indu'ita'ile che dapprima non prendiamo neanche atto
di uesto dato di fatto inteso come tale# n8 ualcosa ci costringe a farlo. Al nostro
pensiero & concessa la li'ert di lasciare la diferenza impensata oppure di
pensarla 4'edeneen5 espressamente come tale. "uesta li'ert non vale per$ in
tutti i casi. Inavvertitamente pu$ accadere che il pensiero si trovi ad essere
coinvolto nella domanda: che cosa vuol dire# dunue# uesto essere tanto spesso
nominato+ 6e l'essere ui si mostra senz'altro come essere di...# uindi nel geniV
tivo proprio della diferenza# allora la precedente domanda suona# formulata in
modo pi( aderente al pro'lema che essa pone: che cosa pensare della diferenza#
se tanto l'essere uanto l'essente# ognuno nella maniera che gli & propria#
appaiono a partire dalla diferenza+ %er essere all'altezza di uesta domanda#
do''iamo dapprima portarci di fronte alla diferenza in un confronto che sia
adeguato alla uestione che essa pone. %er noi uesto confronto si apre uando
compiamo il passo indietro. Infatti# solo grazie alla distanza
1>
che esso sta'ilisce
1?
B3"n *uaB 6 la frase #"n #ui il '"r#"s'in" ri#e+e la le're, #"n #ui ha +"lut" gareggiare nella #"rsa, fa#end"le #redere di
a+erla 're#eduta. &n realt( il '"r#"s'in" si 6 a##"rdat" #"n la sua #")'agna, identi#a a lui agli "##hi della le're, in )"d"
#he a #ias#una delle due estre)it( della 'ista la le're tr"+i se)'re un '"r#"s'in" #he la ri#e+a, '"r#"s'in" #he alla le're
de+e se).rare se)'re l" stess".
1>
Heidegger intende il ter)ine Entfernung 8distan!a9 #")e <nt2 8dis29 2fernung 8all"ntana)ent"9, #")e l,atteggia)ent"
esisten!iale del Aasein #he tende 'iutt"st" a far s#")'arire la l"ntanan!aL #he *ual#"sa si tr"+i ad una #erta distan!a
22
ci$ che & vicino pu$ darsi in uanto tale e la vicinanza perviene al suo primo
apparire. )razie al passo indietro lasciamo la uestione del pensiero# l'essere
come diferenza# li'era in direzione di un confronto# un confronto che pu$ restare
assolutamente privo di oggetto
1`
.
*on lo sguardo sempre rivolto alla diferenza# alla diferenza che pure ha gi
trovato il suo posto in ci$ che & daVpensare grazie al passo indietro# possiamo dire
che l'essere dell'essente signi<ca: l'essere che & l'essente. ,o 7&7 parla ui
transitivamente# indicando un passaggio. ,'essere & 4hest5 ui nella misura di un
passaggio verso l'essente. ,'essere non compie per$ il passaggio verso l'essente
lasciando il luogo che gli & proprio# come se l'essente# inizialmente privo
dell'essere# potesse poi solo in un secondo tempo venire investito dall'essere.
,'essere si dirige verso =ualcosa@# perviene svelando 4ent'ergend5 a =ualcosa@#
ualcosa che solo grazie a tale passaggioVcheVtramanda 4s'ereommnis5 arriva
4aneommt5 a ci$ che di per s8 & nonVvelato 4-nver'orgenes5. Arrivo 4Aneunft5
signi<ca: trovar rifugio 4sich 'ergen5 nel nonVvelamento 4-nver'orgenheit5# uindi
durare celati nel rifugio 4ge'orgen5# essere essenti.
,'essere si mostra come lo svelante passaggioVcheVtramanda. ,'essente in uanto
tale appare come l'arrivo che trova rifugio nel nonVvelamento.
,'essere nel senso dello svelante passaggioVcheVtramanda e l'essente in uanto
tale nel senso dell'arrivo che si cela nel rifugio sussistono 4hesen5 diferenziati in
uesto modo a partire dallo stesso# a partire dalla diferenza 4-nterV6chied5
1a
# .
solo in uest'ultima che fornisce e mantiene in euili'rio il 7tra7 4das \hischen5 in
cui passaggioVcheVtramanda e arrivo sono trattenuti l'uno di fronte all'altro# portati
a diferire l'uno dall'altro e a volgersi l'uno verso l'altro. ,a diferenza i essere ed
essente# in uanto diferenza 4-nterV6chied5 di passaggioVcheVtramanda e arrivo#
& lo svelanteVvelante deferimento 4der ent'ergend V 'ergende Austrag5 di
entram'i
1c
. Nel deferimento 4Austrag5 prevale l'illuminazione 4,ichtung5 di ci$ che
celando si chiude# prevalere grazie al uale passaggioVcheVtramanda e arrivo sono
signifi#a 'er il Aasein la '"ssi.ilit( di #"glierne la +i#inan!a. 1a <nt2fernung 6 se)'re un a++i#ina)ent" 8su *uest" #fr.
Essere e tempo, N 0C9.
1`
&l %egen$ber, il #"nfr"nt" 8nel sens" di un" star di fr"nte9, 6 'ensat" *ui #")e 'ri+" di #i7 #ui stare..e di fr"nte,
gegenstandslos 8%egenstand 6 l,"ggett" #")e #i7 #he sta di fr"nte9. &n *uest" sens" l,essere #")e differen!a, la *uesti"ne
stessa del 'ensier", 6 las#iat" li.er" da "gni "ggett" da #ui differire..e.
1a
+nterschied 6 la s#issi"ne 83#hied dal +er." s#heiden, lat. s#ind"9 #he situand"si tra 8+nter, lat. inter9 essere ed essente,
tra +berkommnis 8'assaggi"2#he2tra)anda9 e Ankunft 8arri+"9, fa d"n" di *uell" Z&ischen 8#i7 #he 6 tra due9 #he #"nsente
#he essere ed ente sian" #i7 #he s"n", "ssia in 'ari te)'" differenti l,un" dall,altr" e ri+"lti l,un" +ers" l,altr" in *uant" s"rti,
'er #"s? dire, dalla s#issi"ne #he 6 l" +nterschied stess". <ssere ed essente #i s"n" s"ltant" 'er#hD in un,unit( il 'ensier",
'ensand" la Sache #he l" #"n#erne 'r"'ria)ente, "'era una s#issi"ne. A,altr" #ant", 'er7, il 'ensier" #,6 s"l" gra!ie a *uella
s#issi"ne.
1c
1" Austrag 6 Bdeferi)ent"B nella )isura in #ui in ess" essere ed essente s"n" deferiti l,un" all,altr", nel sens" di *uell"
+meinanderkreisen 8ru"tare l,un" int"rn" all,altr"9 di essere ed essente #"n #ui Heidegger #hiaris#e l" Austrag 8'. 60, *uesta
edi!. '. C49. &n *uant" re#i'r"#a)ente deferiti 8die Auseinandergetragenen, '. 61, *uesta edi!. '. C49 essere ed essente
#"n+erg"n" +ers" *uell" Z&ischen #he li tiene uniti e in 'ari te)'" li se'ara, essend" ess" stess" s#issi"ne #he attra+ersa un
inter" 8la linea )ediana, la di)ensi"ne di #ui 6 dett" in !n cammino )erso il linguaggio, '. 05, tr. it. di =. Gara##i"l" e M.
Gara##i"l" Per"tti, Mursia, Milan" 1979, '. C7 sgg.9 e '"i l,in#"nsistente restare in )e!!" di #i7 #he fa la differen!a. Per
*uest", an#he, n"n 6 )ai '"ssi.ile #he si dia s"ltant" l,essente " s"ltant" l,essere5 il l"r" esser due 6 'ensat" nel 'ass" indie2
tr" a 'artire dalla differen!a, #he 6 il 'unt" di tra'ass" dell,un" nell,altr", il 'unt" in #ui #ias#un" dei due 6 deferit" all,altr".
1,essere Rest 'er#hD 6 deferit" all,essente, l,essere 6 8in sens" Btransiti+"B9 l,essente, dal #ant" su" l,essente 6 s"l" in *uant"
6 deferit" all,essere, in *uant" tr"+a nell,essere *uell" #he la )etafisi#a ha #hia)at" il %rund. &l 'ensier" )etafisi#", #he ha
gi( 'ensat" essere ed essente, n"n ha #"lt" *uel 'unt" di tra'ass" #he 6 la differen!a #")e Austrag.
2Y
portati a diferire l'uno dall'altro e a rivolgersi l'uno verso l'altro.
3entando di pensare la diferenza come tale# non la facciamo scomparire# ma la
seguiamo <no alla sua provenienza essenziale. Nel corso del cammino verso
uesta provenienza pensiamo il deferimento di passaggioVcheVtramanda e arrivo.
. la uestione del pensiero pensata da un punto di vista piZ favorevole# piZ
indietro di un passo: l'essere pensato a partire dalla diferenza.
A uesto punto 'isogna aprire una parentesi che deve riguardare uanto a''iamo
detto circa la uestione del pensiero# una parentesi che continua a richiamare la
nostra attenzione. "uando diciamo 7l'essere7# usiamo uesta parola nella sua
generalit piZ vasta ed indeterminata. ;a per il solo fatto di parlare di una
generalit# a''iamo gi pensato l'essere in una maniera inadeguata. *i siamo
rappresentati l'essere in un modo in cui :sso# l'essere# non si d mai. Il modo in
cui la uestione del pensiero# l'essere# si comporta resta un comportamento
proprio soltanto di uesta uestione 4ein einzigartiger 6achverhalt5. Il nostro modo
di pensare usuale non pu$ in un primo momento chiarirlo se non in maniera
sempre insuf<ciente. *erchiamo di farlo servendoci di un esempio 4_eispiel5#
tenendo sempre presente che nell'essente non c'& nessun esempio che indichi
l'essenza dell'essere# pro'a'ilmente perch8 l'essenza dell'essere & essa stessa il
gioco 46piel5
1d
.
Tegel ha proposto una volta per caratterizzare la generalit di ci$ che & generale
il seguente caso: un tale vorre''e comprare della frutta in un negozio. *hiede
della frutta. )li vengono oferte mele# pere# gli vengono oferte pesche# ciliege#
uva. ,'acuirente# tuttavia# ri<uta tutto ci$ che gli & stato oferto. :gli vorre''e ad
ogni costo della frutta. Wra# per$# ci$ che gli & stato oferto & ogni volta frutta#
eppure viene fuori che di frutta da comprare non ve. n'&.
In<nitamente piZ impossi'ile rimane rappresentarsi 7l'essere7 come ci$ che &
generale rispetto a ci$ che di volta in volta & essente. *'& essere ogni volta
soltanto in uesta o in uella impronta destinale 4geschiceliche %rkgung5: y2ACD#
o0XHD# 7tF# 'zMK1 #'tFKOXNC1# sostanzialit# oggettivit# soggettivit# volont#
volont di potenza# volont di volont. ;a uesto insieme di impronte destinali
non & esposto in 'ell'ordine come lo sono mele# pere# pesche# esposto sul 'anco
di vendita della rappresentazione storiogra<ca.
;a non a''iamo forse sentito parlare dell'essere che si trova immerso nell'ordine
storico e nella successione del processo dialettico pensato da Tegel+ *ertamente.
;a anche ui l'essere si d soltanto in uella luce che si & accesa per il pensiero di
Tegel. *i$ signi<ca: il modo in cui l'essere si d & determinato ogni volta dal modo
in cui esso si illumina. ;a uesto modo & un modo destinale# un'impronta legata
di volta in volta all'epoca# un'impronta che come tale sussiste 4hest5 per noi solo
se la lasciamo li'era di muoversi nella direzione del giVstato 4)ehesen5 che le &
proprio. )iungiamo nella vicinanza di ci$ che & destinale solo grazie alla
su'itaneit dello sguardo istantaneo di un pensiero che si volge indietro 4des
Augen'licees eines Andeneens5. "uesto vale anche per l'esperienza dell'impronta
4%rkgung5 lasciata di volta in volta dalla diferenza di essere ed essente# impronta
cui corrisponde una relativa interpretazione dell'essente come tale. : vale
1d
(eispiel, ese)'i", 6 se#"nd" Heidegger un gi"#" 8Spiel9 #he +iene gi"#at" 'ress" 8.ei9 *ual#"sa #he n"n 6 an#"ra il gi"#"
stess"L l,essen!a dell,essere, in+e#e, essend" il gi"#" stess" n"n 'u7 )ai gi"#are 'ress" *ual#"s,altr", n"n 'u7 *uindi a+ere
ese)'i.
2?
soprattutto anche per il nostro tentativo di pensare# nel passo indietro compiuto a
partire dalla dimenticanza della diferenza come tale# uesta stessa diferenza
come il deferimento 4Austrag5 dello svelante passaggioVcheVtramanda e dell'arrivo
che si cela. In realt# se si ascolta piZ attentamente# diventa chiaro come noi
parlando di deferimento 4Austrag5 lasciamo gi venire alla parola ci$ che & stato
4das )ehesene5# nella misura in cui pensiamo il disvelare e il trovarVrifugio# il
passaggio =la trascendenza@ e l'arrivo =la presenza# Anhesen@. . persino possi'ile
che# grazie a uesta collocazione 4:r]rterung5 della diferenza di essere ed
essente nel deferimento 4Austrag5 come luogo che precede 4!orort5 l'essenza
della diferenza# venga alla luce ualcosa che percorre tutto il destino 4)eschice5
dell'essere# dal suo inizio <no al suo compimento. . comunue di9cile dire come
uesto ualcosa de''a essere pensato se esso non & n8 ualcosa di generale# che
vale in tutti i casi# n8 una legge che assicura la necessit di un processo nel senso
della dialettica.
,'unica cosa di cui si tratta# adesso# per uanto concerne il nostro programma & di
scorgere una possi'ilit di pensare la diferenza come deferimento 4Austrag5 in un
modo che renda piZ chiaro in uale misura la costituzione ontoVteologica della
meta<sica a''ia la sua provenienza essenziale nel deferimento 4Austrag5# che d
inizio alla storia della meta<sica# ne domina le epoche# e tuttavia resta in uanto
deferimento 4Austrag5 nascosto e uindi dimenticato in una dimenticanza che a
sua volta si sottrae.
%erch8 ci sia pi( facile scorgere la suddetta possi'ilit# consideriamo 4'edeneen5
l'essere e in esso la diferenza e nella diferenza il deferimento 4Austrag5 compiuto
a partire da uell'impronta 4%rkgung5 dell'essere grazie a cui l'essere si &
illuminato come o0XHD# come il fondamento. ,'essere si mostra nello svelante
passaggioVcheVtramanda come il lasciarVessereVpostoVdavanti di ci$ che arriva#
come il fondare nei molteplici modi del tramandare e mettere a disposizione.
,'essente in uanto tale# l'arrivo che trova rifugio nel nonVvelamento# & il fondato
4das )egrnndete5 che in uanto fondato# in uanto prodotto uindi# fonda in un
modo che gli & proprio# ossia agisce# vale a dire causa 4verursacht5. Il deferimento
4Austrag5 di fondante e fondato non porta soltanto i due termini a diferire l'uno
dall'altro# li porta anche a volgersi l'uno verso l'altro. Ueferiti cos[ l'uno all'altro# i
due termini entrano nel deferimento 4Austrag5 in una tensione tale per cui non
solo l'essere come fondamento fonda l'essente# ma l'essente a sua volta fonda
nella maniera che gli & propria l'essere# lo causa. ,'essente & capace di una tale
fondazione solo nella misura in cui esso 7&7 la pienezza dell'essere: l'essere pi(
essente 4das 6eiendste5.
"ui la nostra meditazione si trova di fronte ad un complesso di pro'lemi carico di
stimoli. ,'essere sussiste 4hest5 come o0XHD nel senso del fondamento# del
lasciarVessereVpostoVdavanti. "uesto stesso o0XHD & in uanto raccoglimento
4!ersammlung5 l'unificante# l' 7tP . "uesto 7 tP per$ & duplice: da una parte l'uno
uni<cante nel senso di ci$ che & ovunue primo e in uesto modo il piZ generale e
dall'altra parte l'uno unificante nel senso della superiorit =\eus@. Il. o0XHD
raccoglie ogni cosa in ci$ che & generale fondando 4grnndend5 e raccoglie ogni
cosa a partire da ci$ che & unico giusti<cando la fondazione 4'egrnndend5. *he
uesto stesso o0XHD# inoltre# celi in s8 la provenienza essenziale dell'impronta
4%rkgung5 dell'essenza del linguaggio e determini uindi il modo del dire in uanto
2>
tale ire &# nel senso piZ ampio# ualcosa di logico# pu$ ui essere notato soltanto
di passaggio.
Nella misura in cui l'essere sussiste 4hest5 come essere dell'esserne# come
diferenza# come deferimento 4Austrag5# il fondare e la giusti<cazione del fondare
continuano ad essere portati a diferire e a rivolgersi l'uno verso l'altra# l'essere
fonda l'essente e l'essente# in uanto l'essente piZ essente# fonda l'essere
giusti<candolo. ,'uno passa nell'altro tramandandovisi# l'uno arriva all'altro.
%assaggioVcheVtramanda e arrivo appaiono l'uno riiesso nell'altro. *i$ signi<ca#
dal punto di vista della diferenza: il deferimento 4Austrag5 & un movimento
circolare# uno ruotare di essere ed essente l'uno intorno all'altro. Nella luce del
deferimento 4Austrag5 il fondare stesso appare come ualcosa che &# come
ualcosa uindi che in uanto essente richiede la relativa giusti<cazione fondante
per mezzo dell'essente# ossia l'intervento di una causa# di una causa che sia la
causa suprema. Nella storia della meta<sica# uno dei documenti classici
riguardanti tale stato di cose si trova in un testo uasi ignorato di ,ei'niz# un testo
che noi chiamiamo 'revemente e 01 tesi della meta-sica =Scritti -loso-ci# a cura
di *.). )erhardt# vol. !II# p. 2cd sgg.b cfr. inoltre "er Satz vom Grund# 1d>a# p. >1
sg.@.
,a metafisica corrisponde all'essere come o0XHD ed & uindi nel suo tratto
principale ovunue logica# logica per$ che pensa l'essere dell'essente# ossia la
logica che & determinata a partire dal diferente della diferenza# la ontoVteoV
logica.
Nella misura in cui la meta<sica pensa l'essente come tale nella sua totalit# essa
si rappresenta l'essente guardando al diferente della diferenza# senza prestare
attenzione alla diferenza come diferenza.
Il diferente si mostra come l'essere dell'essente in ci$ che vi & di generale e come
l'essere dell'essente in ci$ che vi & di supremo.
%oich8 l'essere appare come fondamento# l'essente & il fondato# l'essente
supremo per$ & il fondante che giusti<ca nel senso della causa prima. 6e la
meta<sica pensa l'esserne guardando al fondamento che & comune ad ogni
essente come tale# allora essa & una logica intesa come ontoVlogica. 6e la
meta<sica pensa l'essente come tale nella sua totalit# cio& guardando all'essente
supremo# uello che fonda ogni cosa giusti<candola# allora essa & una logica
intesa come teoVlogica.
%oich8 il pensiero della meta<sica resta inserito nella diferenza# in uanto tale
impensata# la meta<sica & a partire dall'uni<cante unit del deferimento 4Austrag5
in pari tempo ontologia e teologia.
,a costituzione ontoVteologica della meta<sica deriva dal prevalere della
diferenza# che porta l'essere come fondamento e l'essente come fondatoV
fondanteVgiusti<cante a diferire l'uno dall'altro e a volgersi l'uno verso l'altro@. . il
deferimento 4Austrag5 che svolge uesto ruolo.
*i$ che parla 4heivt5 in uesto modo rimanda il nostro pensiero ad un am'ito per
esprimere il uale le paroleVguida della meta<sica# essere ed essente#
fondamentoVfondato# non 'astano piZ. *i$ che ueste parole nominano# ci$ che
rappresenta la maniera di pensare che esse guidano# infatti# in uanto diferente
deriva dalla diferenza. ,a provenienza di uest'ultima non consente pi( che la si
pensi nell'orizzonte della meta<sica.
2`
,o sguardo gettato sulla costituzione ontoVteologica della meta<sica mostra una
possi'ile via per giungere# a partire dall'essenza della meta<sica# a dare una
risposta alla domanda: 7*ome entra il dio nella <loso<a+7.
Il dio entra nella <loso<a per mezzo del. deferimento 4Austrag5# che noi dapprima
pensiamo come luogo che precede 4!orort5 l'essenza della diferenza di essere ed
essente. ,a diferenza traccia le linee fondamentali del piano di costruzione
dell'essenza della meta<sica. Il deferimento 4Austrag5 fa risultare e concede
l'essere come fondamento che portaVdavanti 4als herVvorV'ringenden )rund5#
fondamento che ha esso stesso 'isogno# sulla 'ase di ci$ che esso giusti<ca
fondando# della giusti<cazione fondante ad esso adeguata# ossia di un processo
che conduca ad una causa che sia la causa piZ originaria 4d.h. der !erursachung
durch die ursprnnglichste 6ache5. 3ale causa & causa 4-rsache5 in uanto causa
sui. 3ale & il nome che si addice al dio della <loso<a. A uesto dio l'uomo non pu$
n8 rivolgere preghiere# n8 ofrire sacri<ci. Uavanti alla causa sui l'uomo non pu$
n8 cadere in ginocchio pieno di reverenza# n8 pu$ davanti a uesto dio produrre
musica e danzare. *os[# il pensiero privo di un dio# il pensiero che deve fare a
meno del dio della <loso<a# dei dio come causa sui# & forse piZ vicino al dio divino.
*i$ signi<ca# ui# soltanto che un tale pensiero & piZ li'ero per il dio divino di
uanto la ontoVteoVlogica non sia disposta ad ammettere.
*on uesta osservazione pu$ darsi che un po' di luce rischiari il cammino verso
cui sta procedendo un pensiero che compie il passo indietro# il passo che arretra
dalla meta<sica all'essenza della meta<sica# dall'o'lio della diferenza come tale
al destino 4)eschice5 del nascondimento# esso stesso sottraentesi# del
deferimento 4Austrag5.
Nessuno pu$ sapere se# uando# dove e come uesto passo del pensiero si
dispiegher in un cammino vero e proprio =utilizzato nello %reignis@# in un
passaggio# in un cantiere dove si costruisca il cammino. %otre''e accadere che
prima ancora il dominio della meta<sica si consolidi# si consolidi nella forma della
tecnica moderna e dei suoi imprevedi'ili# smanianti sviluppi. %otre''e anche
accadere che tutto ci$ che si trova sul cammino del passo indietro venga soltanto
asservito alla meta<sica non ancora estinta e riela'orato come risultato di un
pensiero rappresentativo.
In uesto modo il passo indietro restere''e esso stesso incompiuto e il cammino
che esso apre ed indica inutilizzato.
jiiessioni i uesto genere si aggiungono facilmente le une alle altre senza che
nessuna di esse a''ia un ualunue peso nei confronti di una di9colt
completamente diversa che il passo indietro deve superare.
,a di9colt si trova nella lingua. ,e nostre lingue occidentali sono# ognuna in un
modo diverso# lingue del pensiero meta<sico. 6e l'essenza delle lingue occidentali
porti in s8 soltanto l'impronta meta<sica# un'impronta uindi de<nitiva# della ontoV
teoVlogica# o se ueste lingue conservino altre possi'ilit del dire# ossia in pari
tempo del dicente nonVdire# & un pro'lema che deve restare aperto. Nel corso
delle esercitazioni di seminario ci sono apparse in un numero su9cientemente
elevato di casi le dif<colt cui il dire pensante & esposto. ,a piccola parola 7&7# che
parla ovunue nel nostro linguaggio dicendo dell'essere# anche uando non viene
pronunciata esplicitamente# contiene Q dallo KA/CF XBO NEF1C di %armenide fino
allo 7&7 della proposizione speculativa in Tegel e <no alla riduzione operata da
2a
Nietzsche dello 7&7 a posizione della volont di potenza Q l'intero destino
4)eschice5 dell'essere.
,a percezione delle di9colt che provengono dal linguaggio# dovre''e preservarci
dalla tentazione di fare prematuramente del linguaggio del pensiero ui tentato
una terminologia che possa circolare come moneta spicciola# dovre''e
preservarci dal parlare gi domani del deferimento 4Austrag5 invece di dedicare
tutte le energie all'approfondimento di ci$ che ui & stato detto. *i$ che & stato
detto# infatti# & stato detto in un seminario. -n seminario &# secondo uanto indica
la parola# un luogo e un'occasione per lasciar cadere ua e l della semenza# semi
per un pensiero successivo che prima o poi in un modo suo proprio potr aprirsi e
dare frutti.
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