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QUARESIMA
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uaranta giorni di cammino, di conversione, di liberazione. un tempo che
non stato richiesto solo ad un popolo (Ebreo - 40 anni nel deserto prima di
arrivare alla terra promessa) ma ad ogni popolo, ad ogni individuo.
Q
Viviamo in unepoca in cui non esiste pi la schiavit, in cui "proibito proibire", in
cui ognuno libero di fare quello che vuole...basta non pestare i piedi al vicino! Ep-
pure ci lamentiamo, abbiamo paura, rivendichiamo giustizia e libert. vero, c
ancora tanto da fare, da camminare. Non solo gli altri, i vicini, i lontani, quelli che
governano devono intraprendere questo cammino ma anche noi: "gli altri siamo
noi". Non possiamo "camminare stando seduti", non possiamo considerarci sportivi
perch seguiamo la cronaca sportiva. Occorre mettere in moto la testa, il cuore, le
mani e i piedi per realizzare scenari migliori dentro di noi e fuori di noi.
Conversione, inversione, avversione: noi siamo invitati a identificare una meta e poi
indirizzare i nostri passi verso questa meta, sapendo che non utopica, che non
siamo da soli e che abbiamo delle indicazioni sicure, date dalla Parola di Dio - "sta
scritto" - e con Ges possiamo pure dire "vissuta in prima persona" . Un cammino
gi tracciato da altri che lhanno percorso e che riteniamo persone riuscite, realizza-
te.
Camminare sempre scomodo, si preferisce rimanere in poltrona o muoversi in
auto. Per renderlo pi facile siamo chiamati a liberarci, a fare una "guerra di libera-
zione" non contro altri, ma contro noi stessi. Abbiamo dentro di noi, oltre alle tante
cose di cui facciamo fatica a disfarci, oltre alle tante abitudini che, pur riconoscendo
che sono negative non si possono pi estirpare, anche tanti preconcetti che non ci
permettono di vivere da persone libere. Ecco: quaresima, quaresima cristiana, non
sinonimo di abitudinariet, di arretratezza o di fossilizzazione, ma di cammino che
ha una vetta/meta: la Risurrezione. Domanda dei sacrifici, non solo quello della fati-
ca, ma anche quello di disfarci delle cose superflue, per assicurarci invece le cose
necessarie (proprio come chi nello zaino mette solo quello che necessario).
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Lanniversario
di Padre Giuseppe
l 27 marzo 2004 ricorre il 17 anni-
versario della morte di P. Giusep-
pe Ambrosoli.
I
Sono andata a rileggere lomelia che
il nostro Vescovo, Alessandro Mag-
giolini, pronunci sette anni fa, pro-
prio qui a Ronago, in occasione del
decimo anniversario.
Voglio ricordare e condividere con
voi che leggete il giornalino alcuni
passaggi di questa Omelia perch
sono ancora oggi attuali.
Ci diceva, il nostro Vescovo:
(...) "Dio amore, c un prossi-
mo che soffre io sono il loro ser-
vitore".
Queste parole di Padre Giuseppe
riassumono il progetto della sua
vita. Tenacemente fedele a questo suo
convincimento, non ha tenuto nulla per s :
si offerto totalmente a Dio e ai fratelli. "
Se questa attivit di origine umana, verr
distrutta; ma se essa viene da Dio , non
riuscirete a sconfiggerli... " Le parole di Ga-
nimede, dagli Atti degli Apostoli, circa la
loro testimonianza, trovano conferma an-
che per lopera missionaria di Padre Giu-
seppe. Opera che viene da Dio e per que-
sto, ora, dopo le prove e te sofferenze,
continua , cresce, porta, dentro la storia
del popolo ugandese e della Chiesa santa,
tutta la freschezza e la novit dello Spirito
di Ges risorto.
Lo Spirito di Santit sta allorigine della vo-
cazione di Padre Giuseppe e ha guidato la
sua esistenza, chiamandolo a lasciare le
sicurezze umane ed economiche di una
vita "riuscita" e "agiata", per diventare
strumento e servo di quel Regno che
solo per chi si fa povero, mite, pacifico, af-
famato di giustizia, pronto a subire perse-
cuzione nel nome di Ges. Tutto dunque
faceva e viveva nellottica della Fede.
Testimone del Risorto, dentro una realt
come quella africana, segnata -ieri come
oggi- da gravi ingiustizie, da condizioni di
tensione, di violenza, di morte. La sua vita
diventa annuncio di speranza, invito alla fi-
ducia, richiamo alta carit: testimonianza
del Dio vivente che spezza le catene
delloppressione e del male, e guida, chi in
Lui si abbandona, alla beatitudine del Re-
gno. Egli non ha mai ceduto alla tentazione
di trasformare la missione in filantropia o in
obbedienza ad una ideologia. Il suo agire
da medico era per preparare e per manife-
stare la forza e la dolcezza del Vangelo.
3
G
a
m
Il suo ricordo per tutti noi oggi, motivo di
grande gioia, testimonianza limpida per
dare vigore alla nostra vita cristiana, affin-
ch, radicati nella fede nel Signore Ges,
possiamo anche noi, seguendo il suo
esempio, diventare servi e testimoni
dellamore di Dio verso il prossimo che sof-
fre. ..."
Lopera iniziata da P. Giuseppe Ambrosoli,
nonostante le grandi difficolt, continua,
come ci testimoniano le numerose lettere
che padre Egidio Tocalli ci invia. Certo ci
di cui lospedale ha bisogno soprattutto la
Pace: chiediamola a Dio, insieme a Padre
Giuseppe.
Rosanna
DOMENICA 7 MARZO ABBIAMO
RICEVUTO DA KALONGO UNA
TELEFONATA DI PADRE EGIDIO
TOCALLI. LABBIAMO SENTITO
MOLTO PROVATO E PREOCCUPATO
PER LA SITUAZIONE CHE IN QUELLA
PARTE DELLUGANDA SI FA OGNI
GIORNI PI DIFFICILE
E DRAMMATICA.
IL NUMERO DEI PROFUGHI
SI AVVICINA AL MILIONE!
CI HA CHIESTO E RACCOMANDATO
TANTA, TANTA, TANTA PREGHIERA
notizie
Da Ambrogio abbiamo ricevuto il seguente rin-
graziamento - augurio:
A tutti voi, fratelli, sorelle , amici
Al gruppo del Gam
A te, carissimo Don Eugenio
un saluto pieno di riconoscenza!
ed un grazie a nome di tanta, tanta gente!
Auguri ad ognuno personalmente, di andare a-
vanti bene nel santo viaggio della vita.
Un abbraccio
vostro Ambrogio
*****
Pubblichiamo le due simpatiche letterine, scrit-
te in inglese, che abbiamo ricevuto da Kacheli-
ba (Kenya), dalle ragazze che frequentano una
delle scuole della Missione.
Scuola primaria Alale
Dicembre 2003
Cari Sostenitori,
come state lass? Spero bene.
Lanno scorso ero in quinta e questanno sono
nella sesta classe, mentre lanno prossimo
passer alla settima. Questanno il raccolto
molto buono, molta gente della nostra zona ha
potuto fare un raccolto abbondante ed anche il
tempo molto bello.
Sto scrivendo questa lettera a nome degli sco-
lari della nostra scuola Alale, dove abbiamo po-
tuto mangiare cibo buono ed ogni bambino
stato contento.
Nella nostra scuola siamo in 178 studenti : gra-
zie da parte di ciascuno di noi.
In Kenya, il nostro caro presidente, Mwai Kibo-
ki, ha deciso per laccesso gratuito alla scuola.
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notizie gam
Lo scorso trimestre ogni bambi-
no ha ricevuto dodici libri, e
ognuno lo ha ringraziato per
questo regalo (anche matite).
Vi mando i nostri saluti e augu-
ro a tutti voi un buon Natale.
Constantine Kori
la ragazza che voi sostenete
***
Cari sostenitori,
Vi giungano tanti saluti dal-
la nostra scuola qui ad Amaku-
riat. Come state, l nel vostro
paese? lo spero che stiate
bene e che la vostra vita l stia
trascorrendo bene, proprio
come noi stiamo proseguendo
con i nostri studi. La cosa pi
importante che vorrei dirvi di
ricordarci ogni giorno a vicenda
nella preghiera. Un altro scopo
importante di questa lettera
anche quello di ringraziarvi mol-
tissimo per laiuto che ci date
qui alla scuola con tante cose
come cibo, il nuovo edificio, la
sala da pranzo e tutte le cose
che riceviamo da voi. lo e tutte
le ragazze preghiamo Dio di as-
sicurarvi molti doni e benedizio-
ni. Vi auguro un felice Natale ed
un anno nuovo benedetto da
Dio.
Rebecca Chakade
(la ragazza che voi aiutate)
e tutte le ragazze della scuola
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BILANCIO G.A.M.
ENTRATE
Riporto 99,00
Babbo Natale Val Mulini 70,00
Coscritti 1946 in memoria di Andrea, Emanuele e Gianni 70,00
N.N. in memoria di un defunto 250,00
Per Kalongo da varie persone 810,00
Per Kalongo da Gruppo Alpini 300,00
Per Kalongo in memoria di Anna Balatti dalle cug. Fontana Ba-
latti
110,00
Per Kalongo, N.N. in memoria di Anna 300,00
Per Kalongo, lascito defunta Robbiani Maria 900,00
N.N. per Gam 900,00
Vendita dolci San Giuseppe 720,00
Da Fooc e Fiamm 1.000,00
Da Fooc e Fiamm per Suor Amelia 1.000,00
Giornata annuale G.A.M. (settembre) 1.193,00
Vendita quadri per Kalongo e cena povera 620,00
Adesioni mensili 2.261,00
Ricavo Banco Vendita (dicembre 2003) 3.115,00
Totale 14.518,00
USCITE
Padre Tocalli Egidio per Kalongo 6.000,00
Padre Philip Zema 2.000,00
Suor Amelia 1.490,00
Ambrogio 2.000,00
A Suor Caterina Marchetti 500,00
Adozioni del Gam a Suor Amelia 350,00
A Serafino per Kalongo da vendita quadri e cena povera 950,00
Per fiori Casa di Gino 420,00
Per prodotti delle Sorelle di Appiano Gentile 215,00
Totale 13.925,00
Avanzo 593,00
Per la scuola dei Bambini Pokot (adozioni da privati) 6.220,00
Dalla Scuola Elementare di Ronago 350,00
Dai coscritti 43 e 48 per la nuova Chiesa dei Pokot 490,00
A nome dei nostri Missionari, un grande GRAZIE con tutto il cuore!!!
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In ricordo
della mamma di Ambrogio
iniziato lanno nuovo e ci ritroviamo
a dare lultimo saluto alla GENO-
VEFFA: teneva la portineria del sig.
Carlo Ambrosoli con il marito Tommaso,
che ne era il giardiniere. La vedevamo
spesso mentre si recava alla S. Messa
o a fare la spesa, sempre sorridente e
con la battuta pronta, col suo accento
brianzolo. Ha vissuto per tanti anni nel
nostro paese, quasi in sordina, senza
farsi notare.

Col crescere dei figli crescevano le pre-


occupazioni, non perch i figli non face-
vano giudizio, ma perch ognuno aveva
scelto la propria strada e avrebbero la-
sciato la casa paterna. Claudia, felice-
mente sposata, le ha dato due bellissi-
mi nipotini, per la gioia dei nonni. Am-
brogio invece ha scelto una strada forse
pi bella da un certo punto di vista, ma
motivo di preoccupazione per i genitori:
quella di missionario laico. Questa scel-
ta per Genoveffa stata difficile da
comprendere; quando le si chiedeva: -
"come va?", rispondeva: - "Non va
neanche male, ma Ambrogio va" - e
questo le creava un po di sofferenza,
ma sotto sotto si sentiva orgogliosa di
donare il proprio figlio per aiutare i po-
veri e i diseredati del mondo. Cos Am-
brogio parte, con la benedizione dei ge-
nitori.
Genoveffa poi rimase sola quando Tom-
maso vol in cielo, ma non si scoraggi
e continu a vivere la sua vita sola, fino
ad una domenica di quattro anni fa,
quando la salute cominci a vacillare.
Quel giorno di gennaio sentendo suo-
nare le campane, ci siamo domandati
chi ci avesse lasciato e abbiamo saputo
che si trattava della Genoveffa; forse
lavevamo un po dimenticata, ma lei si
ripresentata nella nostra chiesa forse
dicendoci, con la sua parlata brianzola:
"sono ancora qui, con voi". Abbiamo
pregato per lei supportati dalla bellissi-
ma omelia del parroco della parrocchia
in cui visse gli ultimi anni, le cui parole
ci hanno ricordato la fede di Genoveffa
e come fosse attenta e aperta ai proble-
mi del mondo. Labbiamo poi accompa-
gnata alla sua ultima dimora dove si
riunita al suo Tommaso: ora vivono per
sempre uniti in Paradiso.
Ciceri Mario Rino
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G
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m
CHI SONO I POKOT?
Ai piedi del monte Cheren-
gani si estendono le deso-
late terre del Nord del Ke-
nya.
Queste terre , che confina-
no con lUganda, sono do-
minio dei POKOT.
Dei duecentomila e pi Po-
kot, pressappoco tre quarti
sono pastori - quelli delle
mucche, e un quarto agri-
coltori - quelli del grano.
La terra sterile e i pascoli
scarsi costringono questo
popolo a regolari migrazioni
nei territori vicini in cerca di
pascoli e bestiame, spesso
decimato dalla siccit e dal-
le pestilenze.
Straordinariamente fieri, i
Pokot sono di una colorita
personalit, condotta e pra-
tica. In genere sono piccoli
di statura, dal colore nero
cioccolato.
I Missionari e le Missionarie
vivono accanto a loro favo-
rendo la promozione uma-
na con la scuola, ligiene e
leducazione della donna, il
lavoro dei campi.
Tutto senza forzare la loro
cultura.
CHI SUOR AMELIA ?
Suor Amelia nata a Rona-
go
il 9 maggio 1942.
cresciuta nelle file della
Azione Cattolica
partecipando attivamente
alle varie
iniziative.
Assidua alle funzioni liturgi-
che, in particolare
alla santa Messa quotidia-
na, da cui traeva
alimento e luce per la stra-
da
che il Signore le indicava.
Dotata di temperamento al-
legro e generoso,
a 21 anni, nel 1963, entr
nella
Congregazione delle Mis-
sionarie
Comboniane a Buccinigo
dErba.
Nel 1966 fece la solenne
Professione
Religiosa e part per Ales-
sandria DEgitto.
Una breve sosta in Asmara
e in Uganda.
Arriv poi a Kacheliba , in
Kenya.
Dopo qualche tempo la in-
viarono ad aprire
UNA NUOVA MISSIONE
al Nord tra i POKOT.
Fu mandata poi in Messico
per 4 anni.
Ritorn , con grande gioia,
tra i "suoi Pokot"
nella Missione di Amakuriat,
dove si trova tuttora.
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FESTA
II 29 novembre 2003 ad
Amakuriat, in
Kenya, FESTA GRANDE"
In tutti i villaggi intorno e fino
alla citt
risuonato linvito del popolo
POKOT:
HARAMBEE.
che vuoi dire: aiutiamoci
insieme.
E tanti sono venuti alla festa
per
raccogliere i fondi per la
Chiesa.
S, una Chiesa, la loro pri-
ma Chiesa!
I Pokot, quelli diventati cri-
stiani
Vedendone la necessit,
hanno deciso di iniziare a
costruirla.
Linvito, l"Harambee"
giunto fino a noi
di Ronago perch c un filo
diretto che ci
lega con il popolo dei Pokot
da pi di 35 anni
Questo filo SUOR AMELIA
GHIELMETTI.
Ecco cosa ci ha scritto Suor
Amelia:
Amakuriat 2/11/03
...quando arrivano ospiti europei,
si meravigliano nel
vedere come vivono i Pokot, pen-
sando a tutte le
comodit che hanno a casa loro!!!
Ma i Pokot sono felicissimi!
...Qualche buon passo lo hanno
gi fatto: i vestiti non
sono pi di pelle di capra, il lavoro
dei campi sta
diventando parte della loro cultura,
non c pi
bisogno di spingerli alla scuola...
i cristiani non ci stanno pi nel sa-
lone- cappella
che contiene 400 persone...
Cos ora, insieme a loro,
si vista la necessit di costruire
la Chiesa.
E proprio perch ne sentono il bi-
sogno, sono pronti a
collaborare e ad aiutare. Come? A
gruppi
lavoreranno a preparare sassi,
sabbia e le
fondamenta. Inoltre il 29/1 1 avre-
mo I "HARAMBEE"
che vuoi dire: AIUTIAMOCI INSIE-
ME.
Certo questa collaborazione non
viene solo dai Pokot
che non hanno soldi - loro contri-
buiscono con i
fagioli e il granoturco - bens ven-
gono invitate
personalit importanti, dai Vescovi
ai Ministri e gi
gi fino ai piccoli gruppi che hanno
qualche attivit.
UNA GRANDE FESTA alla quale
partecipano anche
i bambini che, con canti e scenet-
te,
invogliano tutti a dare.
Amakuriat 8/12/03
La festa per raccogliere fondi
fruttata 6.000 euro!
Siamo tutti contentissimi perch
stato il frutto di
semplici donazioni da parte della
nostra gente
e dei loro amici.
stata una giomatona, ma ne
valsa la pena! Abbiamo preparato:
riso, patate e carne per tutti,
una folla!!!
Con linizio dellanno inizieremo le
fondamenta e al
prossimo raccolto faremo unaltra
giornata simile
per poter continuare, sia pure pia-
nino,
a costruire la nostra Chiesa
Se voi volete collaborare con
qualche cosa.
siete sempre "BENVENUTI"!!!
Con ci non voglio obbligare
nessuno
perch siete gi troppo generosi
con me!!!
RONAGO RISPONDE
Ci sembra bello far conoscere
alle persone
della nostra parrocchia il sogno
e
limpegno di questi nostri fratelli
uniti a
noi dalla fede e ci sembra bello
dar loro una mano
secondo le nostre possibilit,
come in una vera famiglia.
Nello stesso tempo vogliamo es-
sere uniti a
Suor Amelia, una di noi, che si
fatta
una con il popolo Pokot tanti
anni fa.
Cos, per la Quaresima di fra-
ternit,
il nostro invito per tutti :
grandi e piccoli, giovani e anzia-
ni
famiglie e gruppi:
PARTECIPIAMO AL LORO HA-
RAMBEE
come possiamo: con fantasia e
col nostro cuore ! ! !
9
GLI AFFRESCHI
NELLA CHIESA
PARROCCHIALE
DI RONAGO
Per gentile concessione della sig.ra
PETTENGHI ALESSANDRA in BATTA-
GLINI (che ringraziamo per la disponi-
bilit), pubblichiamo parte della sua tesi
di laurea riguardante gli affreschi della
nostra Chiesa Parrocchiale
a Chiesa parrocchiale di Ronago, po-
sta sotto il titolo dei Santi Vittore e
Defendente, fu eretta nel decennio
1761-1771, dichiarata parrocchiale nel
1805 e affrescata, come riferisce il Monti,
"dal bravo Rinaldi di Tremona nel 1872".
Una ulteriore conferma riguardo a questa
attribuzione lebbi consultando i Bilanci
consuntivi presso lArchivio Parrocchiale
della Chiesa suddetta, dove appaiono i due
pagamenti fatti ad Antonio Rinaldi "pittore
di figura" rispettivamente di lire 350 nel
1872 e di lire 380 nel 1873. Rovistando in
seguito nei depositi della Pinacoteca Zust
(dove raccolto un nucleo imponente di
opere del pittore) ebbi modo di scoprire gli
studi preparatori per tali affreschi, eseguiti
a matita su fogli dalbum. Il confronto fra
lidea primitiva e la realizzazione corrispon-
dente permette di affermare a buon diritto
che il pittore fu pi felice nella prima che
nella seconda. Lo studio a matita presenta
una armonia compositiva, un effetto chiaro-
scurale che non si ritrovano pi nellaffre-
sco corrispondente dove egli si lasciato
prendere la mano dalla ricerca di un "effet-
to" anche coloristico. In che cosa consistet-
te la sua opera? Egli affresc il catino absi-
L
dale, raffigurandovi il Padre Eterno circon-
dato da tre Angeli ( nello studio preparato-
rio ne figurano solo due) e un secondo cati-
no posto sopra il transetto, raffigurandovi
entro una cornice circolare Santa Monica e
SantAgostino in preghiera davanti alla Ma-
donna col Bambino (le decorazioni di en-
trambe le cornici furono eseguite da un
certo Francesco Verda, "pittore dornato").
La prima composizione ricalca modelli tra-
dizionali: il Padre Eterno vi troneggia al di
sopra di nubi, con espressione austera, ac-
centuata dalla barba fluente e dalla energia
potenziale che sembra traboccare dalla
sua figura possente. Nella scena gli effetti
chiaroscurali sono pressoch assenti, vi
domina un cromatismo eccessivo che trova
il culmine nello sfondo ricco di sgargianti
strutture tonali. La seconda composizione,
pi sobria di tinte, corrisponde abbastanza
fedelmente al disegno primitivo. Nel tondo
le tre figure sono disposte in uno schema
piramidale, al cui vertice figura una Madon-
na in atteggiamento benevolo, mentre ai
lati appaiono SantAgostino in veste di Ve-
scovo e Santa Monica piangente, in atto di
supplica. Le nubi, motivo tipico dellaffresco
rinaldiano, creano unambientazione alla
scena, mentre alcuni Angeli posati su di
esse completano il quadro. Si nota in que-
ste figure una maggior ricchezza di nota-
zioni psicologiche; manca cio limmedia-
tezza che evidente in altre opere del pit-
tore.
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s
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r
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SONO ENTRATI A FAR PARTE, NELLA NOSTRA COMUNIT, DELLA GRAN-
DE FAMIGLIA DEI FIGLI DI DIO ATTRAVERSO IL SACRAMENTO DEL BATTE-
SIMO
LA PORTA ELEONORA, di P. Francesco ed Elena il 12 gennaio
CAPELLI STEFANO, di Davide e M. Rosaria il 12 gennaio
CORTESE SIMONE, di Salvatore e Rosita il 2 febbraio
HAAB ALESSIO, di Luciano e Cristina il 2 febbraio
MARCHETTO WILLIAM, di Massimiliano e Gabriella il 6 aprile
RIPAMONTI DANIELE, di Luigi e Angela il 4 maggio
AMBROSOLI FRANCESCO MARIO, di Alessandro e Pamela il 14 maggio
PAPIS MICHELLE, di Emanuele e Andrea l1 giugno
ROSSIN AURORA, di Paolo e Elvira il 6 luglio
BECCAR! MICHAEL, di Davide e Stefania il 6 luglio
LAMBRUGHI MATTEO, di Claudio e Katia il 6 luglio
ROBBIANI LETIZIA, di Riccardo e Rosangela il 7 settembre
FASOLA GIORGIA, di Adelio e Floriana il 4 settembre
MSABA DIEGO GIACOMO, di Adam e Gaetana il 14 settembre
SOMAINI GIOVANNI, di Lorenzo e Alessandra il 5 ottobre
GRISONI GABRIELE, di Roberto e Isabella il 14 dicembre
RENDA MICHAEL, di Nicola e M. Grazia il 14 dicembre
HANNO CONSACRATO IL LORO AMORE DAVANTI A DIO NEL SACRAMENTO
DEL MATRIMONIO
GRISONI ROBERTO con BRICCOLA ISABELLA il 13 giugno
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HANNO CONCLUSO
LA LORO ESISTENZA TERRENA
E VIVONO IN DIO
CAPIAGHI LUIGI GIULIO di anni 87 il 5 gennaio
BIANCHI FRANCO di anni 55 il 26 gennaio
GHIELMETTI ROBERTO di anni 52 il 2 marzo
BIANCHI RINO di anni 87 il 17 marzo
LORESI IDA di anni 82 il 27 marzo
BIANCHI PIERA CARLA di anni 67 il 5 aprile
BALATTI ANNA di anni 51 l8 maggio
VEZZARO ANDREA di anni 18 l8 giugno
ANSELMI CESARINO di anni 62 I11 luglio
PONCIA ANNAMARIA di anni 38 il 3 agosto
BERNASCONI ILARIO di anni 69 il 27 settembre
GIORDANO MORENA di anni 53 il 5 ottobre
BERTONATI SERGIO di anni 64 il 22 novembre
12
IN PIEDI, COSTRUTTORI DI PACE!
"Sulla parola di non violenza del Vangelo, non ci pi lecito fare operazioni
di sconto, neppure per attenuare lo scandalo di averla scoperta troppo tardi"
don Tonino Bello
rendiamo spunto dalla presentazio-
ne del calendario di Pax Christi per
lanno 2004, per proporre una rifles-
sione su quello che scrivevano i Padri nei
primi secoli della storia della chiesa sui
temi della solidariet e della nonviolenza,
"temi che mantengono ancora tutta la loro
provocatoriet e ci spingono a riflettere sul
senso delle nostre scelte e sulla sequela di
Ges. Da questi scritti, scaturisce limmagi-
ne di una comunit preoccupata di coniu-
gare la dimensione della fede con quella
della vita quotidiana, sollecitata dalla po-
tenza profetica della nonviolenza e della
carit evangeliche. per questo che le pa-
role dei Padri sono ancora cos attuali e
cos scomode. Perch continuano a porci,
a duemila anni di distanza, di fronte alla
domanda radicale: chi per me Ges Cri-
sto e cosa significa realizzare sulle strade
della storia il suo imperativo di pace?"
P
Solidariet e non violenza
nel Padri della Chiesa
"Ma quello che veramente signore e creatore
di tutto e Dio invisibile, egli stesso fece scende-
re dal cielo (Ges Cristo)... Nella mitezza e nella
bont come un re manda suo figlio, lo invi
come Dio e come uomo per gli uomini; lo man-
d come chi salva, per persuadere, non per far
violenza. A Dio non si addice la violenza": (A
Diogneto, VII, 2. 3-4)
" categorico lautore della Lettera a
Diogneto: "A Dio non si addice la violen-
za"!
Interessate per, soprattutto per loggi
della Chiesa, comprendere i motivi
per cui il cristiano non pu essere vio-
lento.
Negli scritti dei Padri, non si trovano
mai ragioni legate alla contingenza o
alla legge naturale o, ancora, alla salva-
guardia del tessuto sociale: la ragione
in Dio stesso, perch -tornando a Dio-
gneto - "A Dio non si addice la
violenza".
Ma Dio non violento per scelta? Dio
non sceglie di essere non violento. Dio
non violento, perch nel suo essere
amore "ha amato gli uomini".
lamore di Dio, quindi, che fonda la
carit, la solidariet, la non violenza
delluomo. solo in Dio che trovano
senso la solidariet e la non violenza:
per il cristiano, essere solidale, essere
non violento - innanzitutto -porsi in un
atteggiamento di disponibilit nei con-
fronti di Dio, mettersi alta scuola di Cri-
sto, il vero pacificatore. Che i giorni
dellanno possano dipanarsi secondo
questi preziosi insegnamenti e vederci
al servizio della pace nella concretezza
della storia!"
+ Tommaso Valentinett
Vescovo di Termoli e Larino
Presidente di Pax Christi Italia
13
C
a
r
i
t
a
s
Ecco alcuni libri che possono aiutarci a ri-
flettere ulteriormente sul tema della pace e
ad impegnarci a costruirla nella quotidiani-
t:
"Dov la pace sulla terra?" (Lettera aperta
alle donne a gli uomini di buona volont)
Editrice Missionaria Italiana (euro 7,00)
una lettera scritta a pi mani in occa-
sione della Giornata mondiale di digiuno
per la pace del 14 dicembre 2001, ma
che va ben oltre a quegli eventi.
La firma di personaggi e respon-
sabili di vari organismi ed i nume-
rosi documenti che laccompa-
gnano danno al testo una grande
attualit e ne fanno uno strumen-
to prezioso di riflessione sulla
pace.
"Voci di pace" (Suggestioni,
parole, preghiere e canti da
tutto il mondo e da tutte le
religioni))
Edizione Piemme pocket
(euro 4,60)
Sono "squarci di luce" per chi ha
locchio appannato da una conce-
zione della pace troppo semplici-
stica, sono "paletti di sostegno"
per chi si sente isolato in un im-
pegno che sembra superiore alle
nostre forze. Sono "briciole di
pane" per chi cerca di vivere gior-
no per giorno, nella quotidianit, i
valori della tolleranza, della mitez-
za e del dialogo, semi di una spe-
ranza contagiosa.....
"Pace" (Voci a confronto sulla Lettera Enci-
clica "Pacem in terris" di Giovanni XXIII?
Edizioni Paoline - Saggistica (euro 8,50)
Autorevoli esponenti del mondo religioso,
cattolici e non, hanno riletto la storica enci-
clica di Giovanni XXIII, cogliendone aspetti
quanto mai attuali. Questo libro-commento
a pi voci risponde allinvito del Papa a far
tesoro dellinsegnamento profetico del suo
predecessore e presenta anche il testo in-
tegrale dellenciclica.
14
le persone
che ci passano accanto...
a cura di Ciceri Mario Rino
uante volte successo di non far
caso alle persone che ci passano
accanto; le vediamo girare per il
paese, ma ci accorgiamo di loro solo dopo
la loro scomparsa. Cosi stato per me
quando ho appreso della scomparsa della
signora MORENA: la vedevo spesso, ma
ne ignoravo il nome, la chiamavo "la signo-
ra dei cagnolini". Quello che per mi ha
colpito di pi stata la causa, la stessa
malattia che ha rapito la mia compagna po-
chi mesi prima. Mi ricordai che nel mese di
gennaio, la mia compagna stava discreta-
mente bene e nei giorni di sole gironzolava
da sola nel quartiere nuovo della Via Arzia:
l che incontr la signora Morena con i
suoi inseparabili compagni e alla sera mi
raccont di questa nuova amicizia. Da quel
giorno la signora Morena frequent pi
spesso la Via Arzia e si informava della sa-
lute di Anna. Dopo qualche mese anche lei
si ammal e purtroppo dovette arrendersi,
la crudele malattia ha vinto la battaglia con-
tro la voglia di guarire e vivere di Morena.
Labbiamo accompagnata in Chiesa per
lultimo saluto dove parenti e amici si sono
stretti attorno a Morena e al marito per con-
fortarlo, ma lui, con le sue parole di com-
miato rivolte alla sua compagna, riuscito
a commuovere e confortare noi.
Q
Anna e Morena: nessuna di loro pensava
che il feeling instaurato le univa ad un uni-
co destino, stavano percorrendo una stra-
da che le avrebbe unite non su questa ter-
ra, ma lass, fra le stelle del firmamento.
Adesso vivono in Paradiso e vegliano su di
noi: ogni volta che ci sentiamo tristi, alzia-
mo gli occhi al ciclo, loro sono l e ci sus-
surrano "coraggio, non abbiate paura, noi
saremo sempre con voi".
***
ra settembre: al ritorno in paese ap-
presi la notizia della scomparsa di
ILARIO, nostro compaesano, cono-
sciuto da tante persone grazie al suo lavo-
ro che lo portava a girare per tutta la pro-
vincia e fuori.
E
Rimasi molto male perch non ero mai an-
dato a trovarlo durante la malattia: la mia
presenza non gli avrebbe recato nessun
sollievo, non avevo nulla da donargli, ma
certo lui aveva molto da dare a me. Ilario
era una persona di poche parole, solare e
molto calmo, un grande lavoratore; abbia-
mo avuto modo di incontrarci sui posti di la-
voro e non lho mai visto perdere le staffe.
Raggiunse la maturit senza legami, poi un
giorno incontr Rita che divenne la compa-
gna della sua vita e con lei form una fami-
glia unita e felice. Purtroppo una crudele
malattia li ha divisi, negando loro di gustare
fino in fondo la bellezza di quel legame,
quella di raggiungere il crepuscolo della
vita circondati dallamore dei figli e dei ni-
potini e cogliere insieme i frutti della vita.
Da tempo mi chiedo: perch succedono
queste cose? perch ho pregato e nessuno
mi ha ascoltato? Lultimo giorno dellanno
usanza ringraziare Dio col canto del Te
Deum: mi sono chiesto se era giusto lodare
Dio che nellanno trascorso mi ha dato solo
sofferenza. Ho pensato molto e lunica ri-
sposta che non devo pensare solo alla
mia sofferenza, ma devo pregare e lodare
Dio perch aiuti chi soffrir dopo di me a
soffrire di meno, aiuti chi ha dato pi di me
e soprattutto aiuti i potenti a guardare die-
tro di loro per vedere le miserie che si la-
sciano dietro in nome del progresso.
***
15
r
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c
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egli ultimi giorni del mese di no-
vembre abbiamo accompagnato
nella nostra Chiesa, per lultimo
saluto, SERGIO: la notizia della sua im-
provvisa scomparsa ci ha lasciati attoni-
ti. Era un uomo dedito e praticante varie
discipline sportive a livello dilettantisti-
co, ma soprattutto al suo idolo, linter, e
il suo cuore si fermato proprio il gior-
no in cui la squadra del cuore aveva
stravinto. In questi ultimi anni labbiamo
perso di vista perch la sua attivit la-
vorativa lo ha portato fuori paese, ma
tanti di noi lhanno conosciuto giovane
finanziere, quando con la moglie Elena
aiutava a gestire la mitica tabaccheria
della signora Angioletta, (mamma della
Elena), dove nelle lunghe serate si gio-
cava a biliardo e ci si dilungava in lun-
ghe discussioni sullo sport e sulla politi-
N
ca. Sergio era un uomo tutto casa e la-
voro; con la sua scomparsa lascia un
grande vuoto nella sua famiglia, sul po-
sto di lavoro e fra i suoi amici: lo dimo-
stra il fatto che al suo ultimo saluto ha
partecipato una folla immensa, che
neanche la pioggia scrosciante riusci-
ta ad allontanare, tutti l, stretti attorno
ad Elena, Stefania e al fratello di Ser-
gio, per fare in modo che il distacco dal
loro caro sia meno doloroso. Mi ha
commosso e colpito la visita che feci ad
Elena e Stefania per porgere le condo-
glianze. Nonostante il profondo dolore
per la perdita di Sergio e le traversie di
quei giorni, Elena era serena e parlava
del suo compagno come se fosse l pre-
sente, a testimonianza del legame che
ha unito le loro vite.
***
16
le persone che ci passano accanto...
aro MASSIMO, sono lo zio Rino
come tu mi chiamavi, ma forse
pi che zio mi sento come un
fratello maggiore, mia mamma ti ha cu-
rato nei primi giorni della tua vita, ha
guidato i tuoi primi passi mentre i tuoi
genitori erano al lavoro, ti ha insegnato
le prime parole ma soprattutto ti ha in-
segnato le prime regole della vita, lo e
mia sorella ti cullavamo, ti davamo da
mangiare, ti abbiamo accolto nella no-
stra famiglia come il nostro fratello pi
piccolo ed alla sera, quando rientrava
mio padre dal lavoro, se non ti vedeva
gironzolare per casa subito chiedeva
"dov Massimo? " ed allora se eri sce-
so con i tuoi genitori dovevamo venire a
prenderti.
C
Ad un certo punto noi abbiamo cambia-
to casa , ci siamo allontanati di poco e
tu, ormai ragazzino padrone dei tuoi
passi, correvi dalla tua seconda mam-
ma a confidarti ed a sciorinare tutti i tuoi
problemi e ritornavi poi contento a
casa .
Ora tutto questo per te era un ricordo,
stata la tua primavera , ti accingevi ad
entrare nel mondo degli adulti e da quel
ragazzo spensierato ti trasformavi in un
uomo buono e generoso, che irrompe
nella vita con tanta volont di fare. Ma
purtroppo la vita non stata buona con
te, ha disseminato sul tuo cammino
uninfinit di ostacoli, e, se vogliamo ,
anche il destino non ti ha dato una
mano: gli incidenti che ti hanno immobi-
lizzato per tanto tempo hanno indebolito
un po le tue difese e pi combattevi pi
il mondo ti crollava addosso.
Caro Massimo, mi rammarico di non es-
sere riuscito ad aiutarti; come fratello
maggiore avevo il dovere di difenderti,
di proteggerti, ma non sono riuscito ad
aiutarti a scacciare quelle brutte cose
che ti circondavano e che, giorno dopo
giorno, ti hanno relegato in un mondo
sempre pi tuo e sempre pi solo.
Adesso hai raggiunto la agognata pace.
Quando al sabato sera ti vedevo assor-
to durante la S. Messa, certamente
chiedevi aiuto a Ges che dalla croce ti
guardava; adesso sei vicino a Lui e a
tanta gente che ti ha voluto bene. Mi
avevi parlato di quel tuo amico che ti
morto fra le braccia: cercalo e con lui
goditi la serenit e la pace dei giusti.
Ciao Massimo, noi ti ricorderemo sem-
pre come quel ragazzo buono, genero-
so e sincero quale tu eri.
Il tuo fratello maggiore RINO
Massimo. Una giovane vita che
si spezza lascia una grande ama-
rezza, un grande vuoto e tanto
dolore. Il dolce ricordo degli anni che tu
hai passato nella mia famiglia, crescen-
do con i miei figli, giocando e scherzan-
do con loro e anche qualche volta fa-
cendomi arrabbiare cancelli la tristezza
di questo momento. Il saperti felice in
cielo con i nostri cari sia per noi certez-
za che ora hai trovato la pace e la sere-
nit che tanto cercavi.
A
La tua zia Angela
17
ragazzi
e quaresima
ratorio e catechismo, due cammini
paralleli accomunati dagli stessi
fini: trasmettere la fede, limportan-
za di vivere in comunit, imparare a pensa-
re, giudicare, sperare secondo il pensiero
di Cristo; vivere cio il Vangelo quotidiana-
mente. La cosa pi rilevante che tutto
questo rivolto ad un gruppo specifico del-
la nostra comunit: i ragazzi che sono il no-
stro futuro. Il cammino di queste due attivi-
t scandito dallimportanza dei tempi litur-
gici, in particolare la Quaresima. In questo
periodo "forte", i ragazzi devono essere
coinvolti a fondo nella vita e nelle iniziative
della comunit parrocchiale. I catechisti e
gli animatori hanno quindi pensato di invita-
re i ragazzi la domenica pomeriggio in ora-
torio per la realizzazione dei piccoli lavoret-
ti che, venduti dopo le S. Messe la Dome-
nica delle Palme, daranno un grande aiuto
al popolo Pokot (nellambito delliniziativa
Harambee presentata nelle pagine del
Gam). Certo, sarebbe stato pi facile dare
ad ognuno un piccolo salvadanaio da riem-
pire con le loro piccole "rinunce", ma per
questo c la bussola in Chiesa ed inoltre
noi crediamo che lavorare tutti insieme con
lintento di aiutare dei fratelli meno fortunati
sia per i ragazzi molto pi educativo e sod-
disfacente. importante che questo mes-
saggio passi attraverso le famiglie, primi
educatori, che a loro volta dovrebbero im-
pegnarsi ad accompagnare i ragazzi in ora-
torio e alle S. Messe, affinch anche le no-
stre preghiere siano un importante soste-
gno per Suor Amelia e il popolo africano.
Durante gli incontri di catechismo, ai ragaz-
zi stato consegnato un bulbo, da riportare
O
la Domenica delle Palme alla S. Messa
delle ore 10, che verr posto sotto laltare,
intorno al modello della chiesa. Limpegno
dei ragazzi sar quello di curare il fiore e
farlo crescere. Questo compito dato ai ra-
gazzi vuole simboleggiare limpegno di
ognuno di loro nel far crescere la propria
fede. Ora non ci resta che rimboccarci le
maniche e ... augurare una Buona Quaresi-
ma a tutti!
Le catechiste e gli animatori
LA FESTA DEL PERDONO
a Domenica delle Palme caratteriz-
zata da un importante appuntamento:
la Prima Confessione per i bambini di
terza elementare che , guidati da Renata,
Davide e Tommaso, giungono preparati ed
emozionati a questa "tappa" del loro cam-
mino catechistico. Sar certo una "giorna-
tona" ricca di impegni, pertanto importan-
te accompagnare questi bambini consape-
voli che questo solo il primo "traguardo"
di un cammino di fede che li avviciner
sempre pi a Dio e che durer tutta la vita.
I bambini che si accosteranno al Sacra-
mento della Riconciliazione sono: Banfi
Gaia - Bertolini Simona - Cammisa Saman-
tha - Ceruso Alessia - Colacino Melania -
Crepaldi Andrea - Gigante Giada - Greggio
Simone - Lo Bello Raoul - Livio Gloria -
Magist Sofia - Merlo Andrea - Merlo Lua-
na - Orsenigo Ester - Pizzone Francesca -
Ripamonti Lorenzo - Sassi Giampaolo
-Vaccaro Manuela - Zito Matteo - Lambru-
ghi Gabriele - Zinnanti Lorena.
L
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l
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n
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Letica della responsabilit


Da unindagine recentemente pubblica-
ta emerge che aumentata la percen-
tuale di popolazione italiana che ritiene
necessario lintervento dello Stato in di-
versi e svariati settori: sanit, scuola,
trasporti, pensioni solo per fare alcuni
esempi. Questo fenomeno, del tutto
inatteso ed impensabile fino a qualche
mese fa, accomuna il sud (storicamente
pi statalista) al nord (tradizionalmente
pi dinamico e autonomo) e sollecita
qualche considerazione. Gli anni di Tan-
gentopoli, in cui facilmente prevaleva la
visione di uno Stato inefficiente e corrot-
to, in cui i partiti e le Istituzioni erano in-
quinati da fenomeni di corruzione, ave-
vano portato i cittadini a pensare che la
privatizzazione di alcuni servizi avrebbe
garantito in molti settori un maggior gra-
do di efficienza. Le recenti vicende eco-
nomico-giudiziarie, relative ai casi Par-
malat e Cirio e linchiesta appena avvia-
ta dalla Magistratura sulla situazione
patrimoniale e di bilancio delle societ
professionistiche di calcio, stanno evi-
denziando che la corruzione e luso
sconsiderato di risorse non erano
unesclusiva del sistema politico, ma
che trovano convinti adepti anche nel
mondo imprenditoriale e finanziario.
Non sono mai stato un assertore dello
statalismo e credo fermamente nel prin-
cipio della sussidiariet, tuttavia ritengo
che sia errata una liberalizzazione trop-
po spinta in alcuni settori e per alcuni
servizi alla persona e penso che debba-
no esistere delle garanzie e dei controlli
pi rigidi per assicurare efficienza e nel
contempo attenzione agli utenti. Assi-
stiamo, invece, a tagli indiscriminati in
settori importanti come quello sanitario
(posti letto) o scolastico (insegnanti di
sostegno) che pi che allefficienza
sembrano improntati al risparmio e a fa-
vorirne la privatizzazione con conse-
guenze facilmente immaginabili per gli
utenti meno fortunati. Ecco allora spie-
gata la recente diffidenza dei cittadini
nei confronti delle privatizzazioni e il re-
cupero del ruolo dello Stato. Sottoscrivo
pienamente quanto scritto qualche gior-
no fa da un importante esponente della
Confindustria:"Le imprese tornino ad
avere un ruolo di utilit sociale e non ri-
cerchino solo i propri interessi". Forse
questo ci che manca allItalia di oggi
(cittadini, economia, politica): la consa-
pevolezza che la dimensione etica, lo
sforzo quotidiano di ciascuno di noi di
svolgere un servizio prima che un lavo-
ro ci che ci pu aiutare a regolare i va-
lori della nostra vita sociale, a ritrovare
unidentit forte e condivisa di Nazione,
al di l delle contingenti baruffe pre-
elettorali.
Maurizio
DOMENICA 16 MAGGIO 2004
PELLEGRINAGGIO
PARROCCHIALE AL
SANTUARIO DELLA MADONNA
DI SAN LUCA - BOLOGNA
Trascorreremo la giornata in compagnia di DON
ALBINO BERNASCONI. Il programma dettagliato
verr comunicato in seguito.
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www.provalmulini.it
ASSOCIAZIONE 'PRO VAL MULINI' ONLUS
PARTE IL CIRCUITO TURISTICO
VAL MULINI
'airone cenerino si posato sulla punta
pi alta di un pino per guardarsi attorno
e poi volare via; la volpe, spinta dalla
neve, giunta fino al cancello del giardino; il
falco continua i suoi voli giornalieri per la spesa
quotidiana; il picchio ha ripreso la costruzione
del nido, boscaioli permettendo; i nostri sentieri
in valle fra non molto si snoderanno tra le villet-
te a schiera!
L
Non importa! iniziato il 2004 e questo sar
l'anno della realizzazione del Circuito Turisti-
co della Val Mulini, strumento pensato al fine
di valorizzare appieno quanto di significativo
rimasto in Valle. L'Amministrazione Provinciale
di Como, Assessorato al Turismo, dopo aver
commissionato lo studio di un progetto al ri-
guardo, ha messo a disposizione i fondi neces-
sari per la realizzazione di quest'opera, che ma-
terialmente verr portata avanti da Terre di
Frontiera, con il supporto e la fattiva collabora-
zione della nostra Associazione,
II Circuito Turistico della Val Mulini, in sigla
CTVM, un percorso che si snoder nell'intera
Valle e dintorni, utilizzando in buona parte il gi
esistente 'Sentiero Val Faloppia, e che permette-
r al visitatore di raggiungere ed ammirare tutte
le realt presenti, a testimonianza del suo passa-
to storico, fatto di mulini, rogge, insediamenti
agricoli, segni di devozione, nonch di usufruire
di un ambiente naturale, ideale per passeggiate
ed attivit del tempo libero, grazie a parecchi
comparti rimasti ancora integri.
Il progetto del Circuito si concretizzato su di-
verse direttrici: il percorso eco-museale, con
l'individuazione delle testimonianze storiche; il
percorso naturalistico, alla scoperta di pregevoli
angoli boschivi e vallivi, dove numerosa la
presenza di fauna selvatica; l'itinerario di moun-
tain-bike per gli appassionati di bicicletta e ram-
pichino; l'itinerario religioso, per la visita delle
chiese e dei piccoli santuari presenti sulle colli-
ne circostanti.
Verr realizzato con la posa di adeguata segna-
letica, che guider il visitatore, nonch con la
collocazione, presso ogni bene di rilevanza sto-
rico-culturale, di idonei cartelli turistici, illu-
stranti quanto necessario all'identificazione di
ci che si sta osservando; dei pannelli di insie-
me, collocati nei punti strategici, daranno una
visione completa della Valle e di ci che rac-
chiude. Infine, presso il campo sportivo di Ro-
nago e nella zona Filatoio di Camnago Faloppio
saranno realizzate due aree di sosta, completa-
mente attrezzate, in modo da permettere al turi-
sta di riposarsi, rifocillarsi e, se necessario, ripa-
rarsi dal maltempo.
A completamento dell'opera e per una capillare
informazione, verr stampata una guida turisti-
ca da distribuire ad ogni famiglia dei nostri Co-
muni e da mettere a disposizione degli operatori
turistici, delle biblioteche e dei competenti as-
sessorati comunali e provinciali. Si tratta di un
lavoro importante, che richieder molto impe-
gno anche alla nostra Associazione e per questo
sar necessaria la collaborazione di tutti gli As-
sociati e di coloro che, nei modi pi svariati, ci
hanno finora sostenuto. Questa opera sar me-
glio illustrata e divulgata con mirate conferenze
nei diversi Comuni e con la nostra presenza, tra-
mite un piccolo stand, alla sagra di S. Giusep-
pe del 21 marzo, alla Fiera degli Uccelli a Ro-
nago, nonch alla Festa dell'Associazione 'La
nostra Valle' che si terr nell'ultimo week-end
di maggio presso il Centro Civico in Val Mulini;
in questa occasione faremo la presentazione uf-
ficiale alla popolazione ed alle Amministrazioni
Pubbliche. Raccomandiamo a tutti i soci
d'approfittare di questi manifestazioni per il pa-
gamento della quota sociale 2004; inoltre, per
coloro che, valutati i nostri progetti ed il nostro
operato, vorranno entrare a far parte dell'Asso-
ciazione, potr essere l'occasione per iscriversi.
Guerrino A.
20
ASSOCIAZIONE SCUOLA DELLINFANZIA "ARCOBALENO
VITA ASSOCIATIVA
opo la sua costituzione, avvenu-
ta il 25707/03, il Consiglio di
Amministrazione ha provveduto,
nelle sue numerose riunioni, alla gestio-
ne ordinaria e straordinaria della Scuo-
la, lavorando con impegno e seriet.
D
Tra i provvedimenti pi importanti pos-
siamo mettere, al di sopra di tutti gli al-
tri, lapprovazione del Regolamento del-
la nostra Scuola dellInfanzia, il cui te-
sto viene consegnato alle famiglie al
momento delliscrizione dei loro bambini
per il primo anno scolastico, e che sar
dato anche ai soci in regola con il paga-
mento della quota sociale del 2004.
Un aspetto significativo di questo Rego-
lamento sono i criteri che condizionano
laccettazione delliscrizione alla scuola
per il primo anno. Questi criteri nascono
e si concretizzano nella realt statutaria
della Scuola stessa, che, essendo pri-
vata, pu darsi delle proprie regole, nel
rispetto delle leggi e con concreta atten-
zione alla realt locale.
stato, innanzitutto, deciso di non dare
attuazione alla Legge Moretti per
quanto riguarda liscrizione a 2 anni e
mezzo, a causa di alcune regole fissate
da questa legge. Infatti essa prevede o
lorganizzazione di una sezione ad hoc
per questa fascia di et, o la diminuzio-
ne del tetto massimo di capienza (56
bambini nel nostro caso) di una unit
per ogni bambino di 2,5 anni iscritto. La
prima soluzione del tutto inattuabile,
non essendoci gli spazi necessari, e
probabilmente anche impercorribile non
essendoci lutenza minima prevista. Nel
secondo caso, essendo giunti per il
prossimo anno scolastico alla copertura
di tutti i posti disponibili, non si ritenu-
to giusto dover penalizzare la frequenza
dei bambini di tre anni a favore
dellinserimento di quelli di 2,5 anni.
Liscrizione e, di conseguenza, la fre-
quenza alla Scuola si atterr alle se-
guenti regole. Per i bambini che hanno
gi frequentato, liscrizione ad secondo
o terzo anno soltanto una necessaria
formalit; la frequenza garantita a tut-
ti, e quindi anche ai non residenti a Ro-
nago, poich stato ritenuto giusto
dare loro la possibilit di continuare a
frequentare la stessa scuola.
Per le iscrizioni al primo anno stato
fissato il seguente ordine di priorit:
- Hanno la precedenza, fino allesauri-
mento dei posti disponibili, i residenti
nel comune di Ronago e, a pari oppor-
tunit, quelli residenti nel comune di
Uggiate Trevano localit LAMPONA, in
quanto detta localit fa parte da sempre
della comunit di Ronago, gravitando
sulla nostra Parrocchia e, per certi ser-
vizi, sul nostro Comune. In ogni caso
far testo la data di presentazione della
domanda, che non potr essere fatta
finch il Comune non avr rilasciato re-
golare certificato di residenza.
- In subordine, possono iscriversi i bam-
bini la cui famiglia, anche se non resi-
dente a Ronago, abbia comunque nel
Comune dei parenti stretti cui appog-
giarsi per accudire ai figli. Anche per
questa categoria far testo la data di
presentazione della domanda.
- Per ultimo, qualora, dopo aver soddi-
sfatte le richieste della fascia -A- e, in
subordine, della -B-, risultassero ancora
dei posti disponibili, potranno iscriversi i
bambini non contemplati nei casi prece-
denti.
Guerrino A.
21
ASSOCIAZIONE SCUOLA DELLINFANZIA "ARCOBALENO"
VITA DELLA SCUOLA DELLINFANZIA
ei primi giorni di marzo la nostra
Scuola delllnfanzia andata in
Mostra, traducendo il realt
concreta il suo definirsi Arcobaleno.
N
Dopo un intenso mese di lavoro, in la-
boratori specializzati ha avuto luogo la
mostra Festa del colori, in cui sono
stati esposti i lavori dei bambini; rimar-
chiamo lavori e non lavoretti, perch ci
siamo trovati di fronte ad un avveni-
mento importante e di grosso spessore,
che, sicuramente, non avrebbe sfigura-
to di fronte ad un pubblico allargato al di
l dei genitori e degli addetti alla Scuo-
la.
In nome della mostra rende piena giu-
stizia a ci che si potuto ammirare af-
fisso lungo intere pareti, diviso coscien-
ziosamente per settore e spesso ancor
pi valorizzato dalla luminosit naturale
degli ambienti: dipinti su graffiti, com-
posizioni con minuscoli pezzi di carta
velina colorata, tavole multicromatiche
partorite da lanci di biglie, impronte va-
riopinte della propria mano, tappi di bot-
tiglie in espressione artistica, lavori in
pongo e plastilina tanto per stare sul
tradizionale, stoffe sezionate e tramuta-
te in puzzle, umori che si fanno colore
nel viso di ogni bambino ................e poi
i Cicerone
1
!!! ......... davvero uno
sballo!!!!!
Dopo questa propaganda, ormai tardi-
va, dobbligo una riflessione. Di fronte
a queste cose non dobbiamo fermarci a
dire stato bello!, cerchiamo invece di
scovare ci che sta dietro a questi risul-
tati e certamente scopriremo il lavoro
costante e serio di tutto il personale del-
la scuola, in particolare delle insegnanti.
Senza ombra di dubbio potremo cos af-
fermare che importante per la nostra
comunit avere questa Scuola! Per
questo chiediamo a tutta la comunit di
Ronago di continuare a darci, concreta-
mente, il necessario sostegno materiale
e morale, ricordando tra laltro il rinnovo
della quota associativa per il 2004, che
potr essere fatto in qualsiasi momento
rivolgendosi a Don Eugenio.
Guerrino A.
22
BILANCIO 2003 PER SOMMI CAPI
ENTRATE
ORDINARIE Offerte e questue lotterie, canestri 32.384,00
BUONA STAMPA 1.982,00
PATRIMONIALI Offerte da privati ed enti, interessi da capi-
tale
30.394,00
TOTALE ENTRATE 64.760,00
PARTITA DI GIRO Iniziative di solidariet 11.190,00
USCITE
ORDINARIE Acqua, luce, telefono cancelleria, assicurazio-
ni, riscaldamento
21.453,00
ATTIVIT PASTORALI 3.377,00
PATRIMONIALI Spese di manutenzione, solidariet parroc-
chiale
9.592,00
TOTALE USCITE 34.422,00
GIOVED 1 APRILE 2004
S. MESSA IN RICORDO
DI MONS. COSTANTINO STEFANETTI.
CONCELEBRERANNO I SACERDOTI
SUOI COETANEI
VENERD 2 APRILE 2004
ALLE ORE 20.45
RIFLESSIONE IN PREPARAZIONE ALLA
PASQUA
TENUTA DA DON MARCO CAIROLI
LA PASSIOME SECONDO LUCA
Presso il Centro Parrocchiale
23