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Quando le vecchie tecnologie erano nuove

Al giorno d’oggi scrivere un sms, seguire il telegiornale o navigare in
internet potrebbe risultare una delle azioni più comuni al mondo:
questo perché la condizione di vita della società odierna può essere
identificata come uno degli elementi basilari che contribuiscono alla
generazione di quel periodo di tempo successivo a quella che viene
definita “l’era dell’informazione” e della “rivoluzione informatica”.
La semplicità con cui l’informazione viene divulgata fa si che noi
possiamo definire la nostra come “la società dei mass media”.
Un mass medium è un mezzo di diffusione attraverso cui è possibile
diffondere un messaggio, secondo le caratteristiche proprie del mezzo,
ad una pluralità di indistinti e diffusi destinatari, senza che sia
necessaria l'interazione tra i due poli.
Mass medium infatti è un’espressione ricavata dall’unione della parola
inglese “mass” e della parola latina “medium”; fu scelta la parola
medium poiché l’inglese non possiede un termine col doppio significato
di “mezzo” (come strumento) e “qualcosa che sta a metà tra due poli”
(cioè tra l’emittente di un messaggio e il destinatario).
I primi passi verso l’evoluzione tecnologica si ebbero nel 1455 con
l’avvento dell’invenzione di Gutenberg, la stampa a caratteri mobili.
Il procedimento di stampa di Gutenberg consisteva nell'allineare i
singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di
inchiostro e pressata su un foglio di carta o di pergamena.
L'innovazione stava nella possibilità di riutilizzare i caratteri: fino ad
allora veniva usata la tecnica della xilografia (da cui il torchio
xilografico), in cui le matrici di stampa venivano ricavate da un unico
pezzo di legno, che poteva essere impiegato solo per stampare sempre
la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva
assai spesso.
Gutenberg apportò notevoli cambiamenti: la nuova tecnica di stampa si
rivelò di gran lunga superiore ai procedimenti tradizionali e si diffuse in
pochi decenni in tutta Europa: solo 50 anni dopo la scoperta erano stati
stampati già 30.000 titoli con una tiratura superiore a 12 milioni di
copie.
Questa nuova invenzione inoltre consentì una più efficiente ed
economica produzione di diversi tipi di testo favorendo così una più che
giusta alfabetizzazione di massa: essendo libri e manuali molto più
accessibili a tutti diventava anche conveniente apprendere l’uso della
scrittura.
In relazione al pensiero dei teorici delle scienze di comunicazione con
questa scoperta si dà vita ad una nuova era nell’ottica dello sviluppo
delle comunicazioni umane: questa sorta di “rivoluzione” viene
esaminata con particolare attenzione soprattutto da Marshall McLuhan
(il quale può essere considerato una guida per tutti i sociologi odierni).
A partire dal suo interesse per la letteratura incrociando giochi
linguistici, frasi di valore universale, McLuhan sentì di dover studiare
tutti i media, non solo il medium letterario.
La prima scoperta che ha fatto è che sono i media stessi il messaggio e
che essi non dipendono dal contenuto ma dalla forma: non si fermano
alla semplice espressione ma a tutto ciò che implica estensione
sensoriale.
Con La Galassia Gutenberg McLuhan mette in rilievo per la prima volta
l’importanza dei mass media nella storia umana: con l’avvento della
stampa a caratteri mobili si ha il passaggio dalla cultura orale alla
cultura alfabetica.
Se nella cultura orale la parola è una forza viva, risonante, attiva e
naturale, nella cultura alfabetica la parola diventa un significato
mentale, legato al passato. Con l'invenzione di Gutenberg queste
caratteristiche della cultura alfabetica si accentuano e si amplificano:
tutta l'esperienza si riduce a un solo senso, cioè la vista. La stampa è
la tecnologia dell'individualismo, del nazionalismo, della quantificazione,
della meccanizzazione, dell'omogeneizzazione, insomma è la tecnologia
che ha reso possibile l'era moderna.





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