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8/7/2014 Affrontare il dolore in 5 fasi

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Strategie Positive
Affrontare il dolore in 5 fasi
| 12 marzo 2014
Laltro giorno in viaggio tra Phuket e Singapore abbiamo incontrato una persona che dieci anni fa ha
lavorato nel nostro team di volontari durante lo Tsunami.
Dopo dieci anni la memoria di quei giorni ancora nitida e la nostra conversazione presto andata su
una cosa che ha colpito tutti noi: la grande differenza con cui le diverse persone hanno affrontato la
stessa tragedia.
A volte la vita ci investe con altri tipi di Tsunami: lutti, separazioni, malattie.
Tutto ci fa parte del ciclo della vita. E anche se non siamo mai veramente pronti ad affrontare il
distacco e a lasciare andare situazioni e persone che amiamo, la vita ci insegna anche questo.
Quando il dolore ci colpisce, siamo travolti da emozioni diverse tra loro che molto spesso si
sovrappongono.
Averne consapevolezza ci aiuta nel processo di guarigione.
Ci sono 5 fasi per affrontare il dolore, identificate dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kbler-Ross,
che ci aiutano a comprendere le emozioni che stiamo provando. Poich si tratta di emozioni, che per
loro natura sono variabili e si mescolano tra di loro, possibile che alcune persone sperimentino
queste 5 fasi pi volte nel corso del tempo, con unintensit diversa e senza un ordine preciso.
Vediamole insieme.
1. Fase della negazione
Solitamente la primissima fase del lutto. Non ci posso credere, Non possibile sono le frasi che
diciamo pi spesso. Il mondo ci sembra senza significato e ci sentiamo travolti. La vita sembra non
avere senso, siamo in uno stato di shock e negazione, come anestetizzati dal dolore. Ci chiediamo
come possiamo andare avanti, se giusto andare avanti e perch. Sopravviviamo a ogni giorno che
passa.
Come scrivo in Tutta unAltra Vita, una malattia o una perdita (per esempio di una persona cara)
sono tutte prove che lasciano altrettanti segni, ma interiori. Poich queste iniziazioni arrivano senza
preavviso n preparazione, spesso non conosciamo altra strategia per non sentire il dolore che
negarlo, cercare di non pensarci ed anestetizzarci con tutti i mezzi possibili.
La negazione un meccanismo di difesa che ci aiuta ad affrontare la fase acuta della perdita, quando
la ferita molto recente, ma, esattamente come nelle iniziazioni tribali, le prove sono l per aiutarci a
sviluppare le nostre potenzialit e spingerci verso un nuovo stadio della vita. Spesso solo dopo
essere passati attraverso il fuoco della sofferenza ed averla percepita nella sua interezza che siamo
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pronti per aprire gli occhi e guardare dentro di noi.
Quando ci facciamo delle domande esistenziali, stiamo gradualmente accettando la situazione e
inconsciamente stiamo iniziando il processo di guarigione. Diventiamo man mano pi forti, tutti i
sentimenti che prima negavamo, salgono in superficie e acquistano una nuova consapevolezza.
2. Fase della rabbia
Provare rabbia un elemento essenziale del processo di guarigione, anche quando ci sembra senza
fine. Pi permetti a questa emozione di esprimersi, pi velocemente le ferite si cicatrizzeranno.
La rabbia pu esplodere in tutte le direzioni: pu estendersi non solo ai tuoi amici, alla tua famiglia, ai
medici, a te stessa/o e alla persona che hai perso, ma anche alla Vita, allUniverso, a Dio. Ci
chiediamo perch la vita ci abbia dato questa punizione, perch Dio ci abbia privato di una persona
cos importante per noi e perch ci abbia fatto questo. Dietro la rabbia, si cela il dolore. Ci sentiamo
abbandondati e traditi. La rabbia ci d la forza, unancora a cui ci aggrappiamo quando
sperimentiamo il vuoto della perdita. Abbracciala, non mandarla via.
3. Fase della negoziazione
Quando una persona che amiamo ci sta per lasciare, siamo disposti a tutto pur di non perderla.
Imploriamo Dio, la Vita, qualcuno pi grande di noi, di non privarci di quel tesoro, ci mettiamo quasi a
negoziare (Se la lasci vivere, prometto che sar buona/o, ecc). Quando poi siamo nella fase vera e
propria del lutto, negoziare diventa quasi una tregua. Iniziamo con i se solo fosse andata cos,
desideriamo che la vita torni ad essere comera prima. Siamo in preda ai sensi di colpa. Pensiamo
che avremmo potuto fare di pi e agire diversamente.
Ci ritroviamo a vivere nel passato, siamo disposti a tutto pur di non provare quel dolore.
4. Fase della depressione
Quando siamo in una fase depressiva, ci concentriamo sulla tristezza del presente. Tocchiamo con
mano il vuoto esistenziale, percepiamo il dolore a un livello pi profondo. Ci sembra di essere in un
tunnel buio senza via duscita. importante tenere presente che questa condizione non segno di
una malattia mentale, ma la risposta del nostro corpo e della nostra anima al dolore. Ci ritiriamo dalla
vita, siamo meno inclini ad uscire, fare conoscenze. Non preoccupiamoci di questa emozione.
Lasciamola libera di esprimersi e fare il suo corso, senza forzature.
5. Fase dellaccettazione
Accettare una situazione non significa subire passivamente, ma essere pienamente coscienti di ci
che . Come scrivo in Mi Merito il Meglio, laccettazione unenergia totalmente diversa dalla
rassegnazione. Accettare significa smettere di litigare con la realt dei fatti e passare oltre. solo
quando facciamo questo passo, infatti, che possiamo andare avanti nella nostra vita. Quando siamo
rassegnati invece cerchiamo di tollerare. Ma non vera accettazione. Sotto sotto stiamo solo
cercando di sopportare. E sopportare qualcosa come mettere un coperchio sopra una pentola di
acqua che bolle. Prima o poi le emozioni che cerchiamo di negare fuoriescono.
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In questa fase, occorre ripartire da quello che c, riorganizzare la propria vita in questa nuova
condizione, capire il proprio ruolo. Quando ritorniamo ad apprezzare la gioia della vita, ci sembra
quasi di tradire la persona che si ha lasciato. Non potremo mai sostituirla, ma possiamo fare nuove
conoscenze. Iniziamo a coinvolgere nuove persone nella nostra vita e a diventare parte di quella degli
altri. La vita non solo sofferenza, ma porta con s tanti doni meravigliosi: diamoci il permesso di
coglierli e apprezzarli!
E per finire, un trattamento di Louise Hay sulla perdita e il dolore: da leggere e rileggere pi volte al
giorno..
Nuove esperienze meravigliose entrano adesso nella mia Vita. Io sono al sicuro.
Presto attenzione a tutto il bene che la Vita mi offre.
So che il bene risiede in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, e che c qualcosa di positivo anche
nelle situazioni peggiori. La perdita di un lavoro, di una persona cara o della salute mi costringono ad
affrontare le mie paure pi terribili. Ma vivere queste paure normale e naturale.
Eppure so che la natura aborrisce il vuoto, perci la cosa che ho perso verr per forza sostituita da
unaltra.
Dunque traggo un respiro profondo o anche sei o sette e affido alla Vita il compito di prendersi
cura di tutti i miei bisogni. Sto imparando ad avere fiducia. La Vita mi ama e non mi deluder mai. Le
cose che mi accadono sono sempre per il mio massimo bene.