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Fisica generale

Modulo 1: Meccanica
Registrazioni trascritte del corso di fisica 1 di
uningegneria di bestie [cit.]

Data inizio e fine corso: 2011/2012
Autore: A.P.

Questa unopera di fantascienza, ogni riferimento a nomi,
cose e citt puramente casuale. Non sono responsabile di
eventuali errori di battitura e/o argomento, gli appunti sono
completi e utilizzabili per sostenere lesame. Ricordate di
spremere il tubetto di dentrificio dal basso e che la forza non
con voi, ma muore come 1 su r.
(Fisica 1)

1
Cinematica del Punto
(27/09/2011
-
29/09/2011)

Prendiamo in considerazione lorigine di unasse x su cui riportiamo il percorso di un punto che varia nel
tempo t. Lasse lo chiamiamo e il simbolo che lo sormonta indica un vettore di modulo unitario avente
verso e direzione dirette verso lo spostamento, il versore.


Si prenda in considerazione il seguente grafico :





In questo caso il corpo non in movimento, ma in diverse situazioni pi interessanti il corpo effettua uno
spostamento cio, analizzando la sua posizione in due istanti successivi t
1
e t
2
con t
2
>t
1
, posso chiamare con
x
2
=x(t
2
) e x
1
=x(t
1
) la posizione assunta dal corpo in quei istanti.
La prima nozione introdotta quinti lidea di spostamento in una sola direzione. La quantit:


Indica uno spostamento positivo o negativo a seconda del movimento rispetto allorigine. E comunque una
quantit vettoriale e questultima espressa dal verso sullasse, cio anche parlando di uno spostamento in
ununica direzione abbiamo un carattere intrinsecamente vettoriale espresso da quel + o posto prima del
modulo di Prendendo in considerazione:


otteniamo quindi la velocit media (m/s), questa una prima grandezza che comunque non ci d
informazioni sensibili sul percorso ed eventuali cambiamenti di velocit tra x(t
1
) e x(t
2
).
Tracciamo il diagramma di un nuovo spostamento:





(Fisica 1)

2
In questo caso se prendessimo in considerazione il rapporto tra i cateti si otterrebbe la tangente, che non
varia nel tempo , quindi spazi uguali in tempi uguali, definendo cos un tipo di spostamento detto moto
rettilineo uniforme.
Non sempre il moto definibile come rettilineo uniforme, ma a volte necessario un pi attento studio del
problema. Prendiamo in analisi un ulteriore caso:

P




Ovviamente possiamo ragionare sulla velocit media, con x(t
1
) il punto di partenza, e x(t
2
) il punto di arrivo.
Lipotenusa del triangolo la velocit media e, poich si discosta dallandamento del grafico effettivo,
rappresenta uninformazione al quanto approssimativa. Volendo analizzare la velocit nel punto P,
stringiamo lintervallo temporale intorno allascissa di P e ricalcoliamo

Riducendo sempre pi
lintervallo temporale si ottiene la velocit istantanea:



Introduciamo il concetto di accelerazione. Questultima misura la rapidit con cui varia la velocit cos come
la velocit misura la variazione spaziale nel tempo. Si definisce accelerazione media:


Ed accelerazione istantanea allistante t
1
:


Poich dv(t
1
) la derivata della velocit istantanea, si ha:


Bisogna puntualizzare che laccelerazione istantanea sempre costante, al contrario della velocit
istantanea che non lo mai in un moto uniformemente accelerato.



a(t)
t
v(t)
t
(Fisica 1)

3
Basandosi sulle definizioni precedenti:


prendiamo in considerazione un moto con accelerazione costante, questultimo implica:




Studiando le operazioni di integrazioni sotto il profilo matematico, questultime hanno come risultato non
una primitiva della funzione integranda, bens un insieme di primitive e ci si traduce in termini fisici con la
presenza di una costante.
Considerati:



possibile cos operare:


Prendiamo in considerazione il seguente grafico:



la linea continua rappresenta landamento della velocit mentre la tangente o coefficiente angolare
sarebbe la nostra accelerazione. Ora applicando lo stesso ragionamento precedente:


poich lintegrale unoperazione lineare possibile applicare la regola
ottenendo:


e graficamente:
a(t)
t
v(t)
t


x(t)
(Fisica 1)

4
Vettori
(04/10/2011)









Assumiamo un sistema di riferimento a tre assi e un punto P di coordinate (x,y,z). Possiamo analizzarlo
anche perch descritto da un vettore posizione il cui modulo


( errore gravissimo scrivere una cosa del genere

). Quindi se avessimo:






Da ricordare che

e nel caso si abbia






E nel caso di una differenza, si otterrebbe semplicemente un vettore con differenza di coordinate e
graficamente un vettore, diagonale minore utilizzando la regola del parallelogrammo sopra descritta.



P


z
y
x



(Fisica 1)

5
Cinematica del moto vettoriale
(04/10/2011)









Prendiamo in considerazione una pallina, le cui posizioni sono indicate dai due vettori posizione in figura.La
differenza che indica lo spostamento :

Nel caso in cui dividiamo il tutto per il tempo si ha:


E applicando il concetto di limite si ha:



Lo stesso vale per il resto della cinematica del punto della lezione precedente.






P
z
y
x
P


O
(Fisica 1)

6
Moto di un proiettile
(06/10/2011)






La posizione iniziale legata alle proiezioni o coordinate di . La posizione iniziale nel
caso del nostro sistema di riferimento individuata dalle coordinate (0;0).
Analizziamo il caso un cannone spara un proiettile dallorigine del nostro sistema di riferimento. Possiamo
esprimere v
0
come:


Esiste una forza, la forza peso, agente sul proiettile per cui:

Ci sono due leggi che caratterizzano il moto del proiettile, una per il moto lungo lasse delle ascisse e una
lungo lasse delle ordinate. Lungo lasse delle ascisse si ha:


Al contrario lungo lasse delle ordinate laccelerazione esiste ed otteniamo un moto uniformemente
accelerato:


Ponendo y(t)=0 e ricavando t, risolviamo unequazione di secondo grado, ottenendo due soluzioni: le
intersezioni con lasse delle ascisse ottenendo il tempo massimo di volo e una soluzione pari a 0
corrispondente al punto di lancio (0;0) del proiettile. Inoltre mettendo a sistema le due relazioni precedenti
e ricavando t dalla prima sostituendolo nella seconda si giunge allequazione polinomiale di una parabola:


Per trovare laltezza massima raggiunta pongo uguale a 0 la componente della velocit lungo lasse delle
ordinate e risolvo lequazione:


E sostituendo nellequazione della posizione lungo lasse y otteniamo:
y
x
O


(Fisica 1)

7


Per trovare il punto di caduta del proiettile basta sostituire il tempo massimo di volo nellequazione della
legge oraria lungo ottenendo:

























(Fisica 1)

8
Cinematica del moto circolare
(06/10/2011)







Nel caso in cui il moto fosse a velocit costante, con un punto descrivente una circonferenza, potremmo
definire il moto come periodico di periodo 2.
Assumiamo come anticipato in precedenza , ma attenzione, costante il suo modulo e non la
sua direzione e verso. Quindi considerando lintera circonferenza come lo spazio percorso, si ha:


Mentre la frequenza:


La relazione che lega larco percorso dal punto sulla circonferenza e langolo, espressa da:

E quindi lequazione della velocit in un moto circolare :


Detta velocit angolare, espressa anche dalla relazione:


Ragioniamo sulla direzione variabile del vettore velocit, sappiamo che:


Si prendano due istanti sufficientemente vicini, con un movimento traslatorio, si sovrappongano come in
figura ottenendo il vettore differenza di direzione radiale entrante:






(Fisica 1)

9







Per quanto concerne il modulo possibile considerare il seguente triangolo isoscele:



Per trovare laccelerazione istantanea si ponga , poich larco S cos piccolo da essere assunto
come un segmento, e essendo i due triangoli simili, possibile applicare le relazioni tra arco e angolo
ottenendo:

ed inserendo il tutto nellequazione dellaccelerazione si ha:


Il meno, scaturisce da una considerazione logica sul raggio vettore, il cui verso entrante al contrario di
quello dellaccelerazione radiale.
Quindi, in un moto circolare accelerato si avr unaccelerazione tangenziale che varia il modulo della
velocit:


















(Fisica 1)

10
Sistemi relativi
(11/10/2011)










Si prendano in analisi due sistemi di riferimento, tra questultimi esiste una certa velocit di trascinamento,
ad esempio lacqua di un fiume. C una terza velocit relativa ad un uomo che nuota nel fiume quindi con
un ulteriore velocit, rispetto allosservatore trascinato dalla corrente del fiume mentre fermo su di una
barca (sistema di riferimento S). La velocit dei vari punti in gioco assume ulteriori valori se analizzati dal
primo sistema di riferimento. Il problema che ci si pone non altro che un quesito sulla composizione di
pi velocit.
Le considerazioni possono essere molteplici se si considerassero i gradi di libert del nuotatore; assumiamo
il caso si allontani:

con


a seconda se il nostro punto si allontani o si avvicini.







P
z
y
x
Z
Y
X


S
S
(Fisica 1)

11
Principi di newton
(11/10/2011)
Si consideri un piano scabro nel vuoto come in figura, nel caso in cui ponessimo un cubetto libero di
scivolare per linclinazione del piano, questultimo raggiungerebbe il fondo risalendo fino ad unaltezza pari
a quella di partenza:



da questa esperienza ci si ricollega al primo principio di Newton:








Si prenda in analisi un blocco di massa m, poggiato su un piano orizzontale:

poich il cubo fermo, non subisce nessuna forza che potrebbe metterlo in movimento, tuttavia agisce sul
blocco la forza gravitazionale, e volendo pareggiarla, si necessita lintroduzione di una forza impressa sulla
massa di prova dal piano di appoggio, da ci la terza legge di Newton:



La forza pi comune nella nostra esperienza quotidiana la forza di gravit o forza peso:


Poich g la stessa per tutti i corpi si pu concludere che il peso di un corpo direttamente proporzionale
alla sua massa. La grandezza vettoriale la forza gravitazionale esercitata dalla Terra sul corpo, riferita
alla massa del corpo, ed detta intensit del campo gravitazionale o, pi semplicemente, campo
gravitazionale della Terra. La forza di attrazione gravitazionale varia da luogo a luogo, in particolare, nei


In un sistema di riferimento inerziale, un corpo non soggetto a forze non subbisce cambiamenti di
velocit, ovvero resta in quiete se era in quiete ( oppure si muove di moto rettilineo uniforme.
1principio di Newton

da cui possibile calcolare la massa inerziale che quella grandezza responsabile dellopporsi ai
cambiamenti di velocit:
2principio di Newton

Se un corpo A esercita una forza

su un corpo B, il corpo B reagisce esercitando una forza

sul
corpo A. Le due forze hanno la stessa direzione, lo stesso modulo e verso opposto, esse cio sono uguali
e contrarie.

3principio di Newton
(Fisica 1)

12
punti al di sopra della superficie terrestre la forza di gravit inversamente proporzionale al quadrato della
distanza dal centro della Terra, senza considerare che lintensit del campo gravitazionale varia anche
lievemente anche con la latitudine in quanto la Terra non ha una forma perfettamente sferica, ma
possibile paragonarla ad un ellissoide. Perci, il peso, non una caratteristica intrinseca di un corpo, a
differenza della massa.
Quando siamo in piedi su di una bilancia, pesapersone a molle, i nostri piedi avvertono la forza che la
bilancia esercita su di noi. La bilancia tarata in modo tale da indicare la forza che essa deve esercitare per
equilibrare il nostro peso. La forza che equilibra il nostro peso definita peso apparente, e la legge che
regola questa forza espressa da:



ed chiaro come ci sia una diretta proporzionalit tra azione e reazione.












(Fisica 1)

13
Attriti
(13/10/2011)

Le forze di attrito si oppongono al moto, e sono presenti a causa della rugosit dei materiali utilizzati
quotidianamente che, a livello microscopico, si ostacolano a causa di creste e valli presenti sulla superficie
di contatto. Si prenda in analisi un corpo poggiato su un piano:



definendo R come reazione vincolare:


che in questo esempio, non solo ha una componente perpendicolare al piano ma anche una parallela,
dovuta alla presenza di attriti.
Le forze di attrito sono rappresentabili con il seguente diagramma :






la caratterizzata da due intervalli, dallorigine alla posizione l, la forza di attrito prende il nome di statico:


superato il limite l, lattrito prende il nome di dinamico:


[Scorretto definirlo senza valori assoluti, in quanto la forza di attrito dinamico/statico e la componente
normale della reazione vincolare, hanno direzione e verso differenti]
Per calcolare sperimentalmente il valore dei coefficienti di attrito statico e dinamico si prenda in
considerazione un piano inclinato ( possibile modificarne linclinazione) con attrito, e un volume cubico
posto su di esso non in movimento:



Per reazione vincolare, si intende la risultante delle forze che ostacolano il moto di un corpo.

Reazione vincolare


O

(Fisica 1)

14




Scomponendo le forze in figura e considerando uguale allangolo indicato nel triangolo, in quanto i lati
formanti questultimo sono perpendicolari a quelli del triangolo formato dal piano inclinato, si ha che lungo
lasse delle ordinate:


pareggiando la componente della forza peso agente sul cubo, mentre lungo lasse delle ordinate si ottiene:


Se linclinazione del piano venisse diminuita dopo lavvio del movimento del cubo, si otterrebbe un
importante risultato sperimentale: il cubo non si ferma per diminuzioni di angolo relativamente piccole. Da
ci possibile dedurre che

.
Per lo studio dello pneumatico su asfalto, inerente allattrito, pag. 135 .














(Fisica 1)

15

Lavoro ed Energia Cinetica
(14/10/2011)
Si analizzi un oggetto su cui agisce una forza provocante uno spostamento :



Il lavoro :


mentre per una variazione di spazio infinitesima si ha:


Dunque se

, non si compie lavoro. Questo il caso di un satellite in orbita, infatti il , lo


spazio percorso dal satellite, approssimabile ad un moto rettilineo e perpendicolare a

che
fornisce laccelerazione centripeta al moto circolare uniforme.
Si consideri uno spostamento lungo una traiettoria AB:




E al lavoro per ogni porzione infinitesima del percorso, tale che il lavoro non sia variabile. Prendendo in
considerazione la formula relativa al lavoro infinitesimo precedente e integrandola, si ottiene:



Il precedente risultato prende il nome di Teorema delle forze vive o Teorema dellenergia cinetica ed
riassumibile con lequazione:


Definendo la nuova grandezza risultante come energia cinetica.



B
A
Ricordando che il quadrato
di un vettore uno scalare
(Fisica 1)

16
Forze fittizie
(14/10/2011)
Le leggi di Newton sono valide soltanto nei sistemi di riferimento inerziali. Se laccelerazione di un corpo
qualsiasi viene misurata rispetto a un sistema che si muove di moto accelerato rispetto a un sistema di
riferimento inerziale, la forza risultante che agisce sul corpo non uguale al prodotto della massa del corpo
per la sua accelerazione misurata nel sistema di riferimento accelerato. In alcuni casi, il corpo sar in quiete
rispetto al sistema di riferimento non-inerziale anche se su di esso agisce manifestamente una forza non
equilibrata. In altri casi tutto ci non accade, non manifestando alcuna forza particolare. Volendo usare la
seconda Legge di Newton in questi riferimenti non inerziali, si necessita altres lintroduzione di forze fittizie
(cos chiamate per distinguerle dalle forze effettive). Che dipendono dallaccelerazione del sistema di
riferimento . Queste forze non vengono esercitate da nessun agente, vengono semplicemente introdotte
per rendere valida

quando laccelerazione viene misurata rispetto ad un sistema di riferimento


non-inerziale. Per, per gli osservatori nel sistema non-inerziale, le forze fittizie sono tanto reali quanto le
altre forze.


















Si prenda in analisi un sistema in cui unauto accelera e i passeggeri al
suo interno risentono di una forza che tende a schiacciarli contro il
sediolino della vettura. Ci accade perch esiste una forza che agisce
sulla massa del passeggero farlo muovere con lauto. Se analizzassimo il
tutto dallinterno del sistema non-inerziale, cio lauto, avremmo che

, e:

(Fisica 1)

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Conservazione dellenergia Meccanica
(18/10/2011)
Il lavoro costantemente pari alla variazione di energia cinetica sia nel caso di forze conservative sia per
quelle non-conservative. La differenza sostanziale la possibilit di introdurre una funzione detta energia
potenziale, questultima dipende soltanto dalla variazione di quota del punto di partenza e quello di arrivo
non essendo soggetta al percorso. Tutto ci possibile solo in caso di mancata presenza di forze
dissipative, come gli attriti. Infatti, prendendo in analisi un oggetto libero di muoversi su un piano
orizzontale, il lavoro, che causa un eventuale moto delloggetto, gradualmente ridotto a zero per la
presenza di forze di tipo dissipativo come attriti o trasformazione di energia in calore ed inoltre in questo
caso il percorso scelto, per spostare il corpo da un punto iniziale a uno finale influisce sulla quantit di
lavoro speso. Diamo ora la definizione di forze conservative:









Si prenda in analisi la caduta di un corpo, di generica massa m, da un punto A sopraelevato rispetto al
punto di arrivo B, in questa situazione lunica forza in gioco la forza peso che agirebbe sul corpo
attraendolo verso il basso e quindi generando lavoro. Analizzando il seguente caso pi generale:




in cui arbitraria la scelta del percorso da

, si ha:


E dalle considerazioni del teorema delle forze vive si ha:



Una forza conservativa se il lavoro totale che compie su un punto materiale nullo quando il punto
materiale si muove lungo un cammino chiuso (circuitazione ) ritornando nella sua posizione iniziale.
Ne consegue che il lavoro compiuto da una forza conservativa su un punto materiale indipendente dal
percorso seguito dal punto materiale per muoversi da un punto ad un altro.

Forze conservative


(Fisica 1)

18
Il prodotto scalare tra z versore e

vettore si traduce con la proiezione su z di qualsiasi percorso arbitrario


da

, inoltre si ottiene:


Si ricordi che quando analiticamente si effettua lintegrale di una funzione per trovare linsieme delle
primitive si ha:

Nel caso in precedenza analizzato la costante assume valore uguale a zero per la scelta di posizionamento
dellorigine del sistema di riferimento utilizzato.
Il risultato finale delle precedenti considerazioni porta alla legge di conservazione dellenergia meccanica
(definita con U lenergia potenziale):


Analizzando il tutto dal punto di vista della forza elastica si ha

Il tutto regolato da

e sostituendo questultima nellintegrale precedente:


sistema intrinsecamente monodimensionale a causa delle scelte di sperimentazione, non potendoci essere
movimento se non quello lungo lasse delle ordinate. Risolvendo lintegrale precedente si ottiene:


E noto che la primitiva sia del tipo:


la costante considerabile pari a 0, se si pone x=0 la posizione della molla, assunta quando non n
compressa n allungata, e si ha:


Le sperimentazioni precedenti valgono solo quando non presente alcuna forma di dissipazione
dellenergia, totalmente inapplicabile nella realt quotidiana, durante la quale si ha:


(Fisica 1)

19


Quindi:


Che nella maggior parte dei casi negativo, in quanto spostamento e forze dissipative sono opposte.






















(Fisica 1)

20
Potenza
(18/10/2011)
La potenza la rapidit a cui lenergia si trasmette da un sistema a un altro. Consideriamo un punto
materiale con velocit istantanea . In un breve intervallo dt, il punto materiale subisce uno spostamento
. Il lavoro compiuto da una forza

che agisce sul punto materiale durante questo intervallo di


tempo :


La rapidit a cui la forza compie lavoro, ossia il lavoro compiuto dalla forza riferito allintervallo di tempo
durante il quale viene compiuto, la potenza P sviluppata dalla forza:


Espressa nel sistema internazionale in Watt.




Quantita di moto
(20/10/2011)
Si introduce la seguente grandezza:


Con si ha:


Quindi lespressione della forza pu essere espressa sia tramite lenunciato di Newton, che utilizzando il
concetto di quantit di moto, la differenza sta nel poter sfruttare lespressione della quantit di moto
anche quando la massa varia nel tempo, come nel caso di un razzo e del suo propellente.
Un ulteriore grandezza interessante :


dove

definito Impulso elementare, in quanto non stata effettuata loperazione di integrazione.





(Fisica 1)

21
Centro di massa
(20/10/2011)
Si ha un sistema di punti materiali distribuiti in un sistema di riferimento orientato:









Lidea di introdurre un concetto che leghi la posizione di tutte le masse di un sistema di riferimento:


In quanto sarebbe dobbligo effettuare la sommatoria di tutte le masse, ma in questo modo non sarebbe
garantita limportanza maggiore di una massa pi grande di unaltra, allora si ottiene lespressione finale:


Da notare che il centro di massa di un certo sistema strettamente dipendente dal sistema di riferimento
adottato. Nel caso di corpi non discreti si sostituisce la sommatoria con un integrale, immaginando di
sommare dei volumetti infinitesimi, nella maggior parte dei casi a densit costante, ottenendo:


Effettuando la derivata della precedente sommatoria si ha:


Dallespressione precedente:


z
y
x
O


(Fisica 1)

22
Conclusione di grande importanza in quanto esprime lo studio semplificato del moto di un sistema di punti
tramite la quantit di moto totale che non prevede sommatorie.
Effettuando un ulteriore derivata si ottengono ulteriori risultati:


Le forze totali possono essere scomposte in forze esterne e forze interne. Questultime si annullano a due a
due al livello molecolare, per il principio di azione e reazione, conseguentemente si ha:


Conclusione definita come Primo principio cardinale della dinamica.
Il caso esempio per eccellenza, dove applicare il principio del centro di massa e le considerazioni derivanti
necessario, il caso del moto di una granata. Infatti anche se i suoi frammenti hanno una storia a s, basta
studiare la traiettoria del centro di massa che rimane invariato anche dopo leventuale esplosione per
ottenere sufficienti informazioni.
















(Fisica 1)

23
Conservazione della quantita di moto
(25/10/2011)
Quando su un corpo non agiscono forze esterne, vale la conservazione della quantit di moto:

Un caso classico a cui applicare il principio la presenza di due pattinatori sul ghiaccio non considerando
lattrito relativo a questultimo, infatti se i due atleti applicassero una forza su se stessi, generata da una
spinta reciproca, si metterebbero in moto allontanandosi lun dallaltro. Bisogna specificare che il loro
centro di massa non varierebbe e soprattutto non si porrebbe in moto. Si nota al contrario che le loro due
velocit di spostamento sono diverse, ci per la presenza della massa nellequazione della quantit di moto.
Inoltre possibile affermare che la conservazione della quantit di moto sia pi generale rispetto alla
conservazione dellenergia meccanica, basti pensare ad un proiettile in volo che si conficca allinterno di un
blocco di massa molto maggiore M appoggiato su una superficie senza attriti. In questo caso la quantit di
moto si conserva ma non lenergia cinetica, addirittura per un proiettile di massa 0.01 Kg e un blocco di
0.35 Kg su un totale di 800 J iniziali (si parla di energia cinetica), 780 J vengo dissipati, ottenendo unenergia
cinetica finale di soli 20 J.
Inoltre le considerazioni precedenti sono applicabili al caso del pendolo balistico:






Si ha un proiettile con una velocit

, che si conficca in un blocco, facendolo muovere di un angolo . Lo


studio del pendolo balistico divisibile in due fasi. Durante la prima fase, volo e impatto del proiettile,
impossibile applicare la conservazione dellenergia meccanica e lo studio dellenergia cinetica. Quindi
sfruttando la conservazione della quantit di moto:


Con

, velocit del pendolo appena dopo limpatto, che non conosciamo. Da notare che se possibile
trascurare gli attriti per un accurato montaggio del pendolo, lunica forza agente sul pendolo la forza di
gravit, che una forza conservativa. Quindi possibile applicare la conservazione dellenergia meccanica:


O
N
h
P


M
m
(Fisica 1)

24
h calcolabile tenendo presente il triangolo

e le relazioni trigonometriche sui suoi lati, in particolare

, infatti conoscendo la lunghezza del pendolo

. Conoscendo e sostituendo

nellequazione
della quantit di moto, algebricamente possibile ricavare liniziale velocit del proiettile.


























(Fisica 1)

25
Secondo teorema di Konig
(25/10/2011)
Unimportante conclusione legata allo studio dellenergia cinetica, conservazione dellenergia meccanica e
centro di massa il Teorema di Konig:



Si prenda in considerazione il moto di unauto, con punto di osservazione solidale alla strada. Si ha che la
velocit delli-esimo punto materiale si pu esprimere come somma della velocit del centro di mass

(la
velocit dellauto eccetto gli pneumatici) e della velocit del punto materiale rispetto al centro di massa


(i punti materiali in rotazione rispetto lasse dello pneumatico):


Lenergia cinetica del sistema di punti materiali quindi:


Da notare come

rappresenti la quantit di moto del sistema di punti materiali, ma poich vista


dal sistema in movimento, questultima sommatoria nulla. Dalle precedenti uguaglianze il risultato
conclusivo:












Lenergia cinetica di un sistema di punti materiali si pu esprimere come somma di due termini:
lenergia cinetica associata al moto del centro di massa

, dove M la massa totale del sistema, e


lenergia cinetica associata al moto dei punti materiali costituenti il sistema rispetto il centro di massa,

, dove

la velocit delli-esimo punto materiale rispetto al centro di massa.


Teorema di Konig
(Fisica 1)

26
Propulsione di un razzo
(25/10/2011)
Si prenda in analisi un satellite o un razzo che si muove verso lalto. Obiettivo: luscita dallatmosfera
terrestre.


Si ha un corpo di massa variabile , velocit

, e velocit del propellente

.
La velocit di espulsione del carburante pari a:


Trascurando attriti e interazione con latmosfera terrestre. Presa in considerazione:


Ricordando che ci spostiamo in una direzione, eviteremo lutilizzo della simbologia vettoriale. La massa
dopo un istante di combustione di propellente :


Quindi:

Non solo, ma si tenga conto anche della velocit e, quindi, della quantit di moto del propellente:


Il termine infinitesimo quindi annullabile, ottenendo:


E determinando la quantit di moto si ha:


y
x
O
X
Y
(Fisica 1)

27
Quindi ragionando infinitesimamente si ha:


E portando

in evidenza:


Integrando:


La conclusioni a cui si giunti indica la difficolt nel cercare di avere

molto maggiore

, da ci si
giustifica lespulsione ad alte quote di serbatoi vuoti in modo da favorire laiuto, non molto incisivo, del
logaritmo nel vincere la forza di gravit. Basti pensare che se volessimo un ln10, che comunque non un
risultato cos rilevante visto landamento della funzione logaritmo, si dovrebbe avere un carico utile ridotto
al 10% della massa totale iniziale del razzo.















(Fisica 1)

28
Seconda equazione cardinale della dinamica
(27/10/2011)
Rapidi cenni ai prodotti con vettori. Esistono due tipi di prodotti tra vettori:
Prodotto scalare:


Prodotto vettoriale:


Il risultato del vettore uscente o entrante calcolabile utilizzando la regola di Laplace sulla matrice:


E inoltre se applicassimo Cramer su due vettori paralleli o antiparalleli, il risultato sarebbe zero,
combaciando con il classico risultato del prodotto per il seno a 0 e 180.
Si prenda in analisi il caso di una porta libera di ruotare intorno ad unasse fisso. E noto che lunica forza
agente su di essa, una forza perpendicolare alla stessa, il tutto schematizzabile con il seguente
diagramma:






Nei precedenti capitoli si parlato della velocit come , sapendo che la velocit angolare d
informazioni su quale sia lasse di rotazione, del suo verso di rotazione e del numero di radianti percorsi al
secondo, il prodotto vettoriale:

Da proprio il risultato visto in precedenza, poich il vettore posizione e quello velocit angolare sonno
naturalmente perpendicolari.
Il primo vettore introducibile tramite prodotto vettoriale il momento angolare o momento della quantit
di moto:








(Fisica 1)

29
Che rimane costante nel tempo perch (algebricamente) perch varia un lato del triangolo ma anche
langolo , (fisicamente) perch non agisce forza esterna.
Discorso simile vale per il momento della forza.






Questultima spiega il perch di un impossibile rotazione della porta se spinta lungo lasse, infatti a seno
pari a 0 e 180 il momento della forza pari a zero, al contrario di quando la si spinge perpendicolarmente,
infatti in quel caso il momento della forza sar massimo per il seno a 90 e 180.
Prendendo in considerazione il caso di un satellite orbitante:


Dove

il momento di inerzia rispetto allasse di rotazione. Da notare che se:



Il momento delle forze agenti complessivo uguale a zero, basti pensare che la forza radiale, in questo caso
lattrazione gravitazionale, formano un angolo di 180 con il raggio vettore. Naturalmente le forze di attrito
generano momenti delle forze capaci di far variare la quantit di moto del punto.
Inoltre:


Ed effettuando la derivata del momento angolare:


Poich

e il vettore velocit parallelo a quello della quantit di moto, il primo termine nullo,
quindi:



(Fisica 1)

30
Per il momento angolare e della forza complessivi, basta effettuare la sommatoria su tutti i momenti
agenti, ottenendo:


Denominata seconda legge cardinale della dinamica. Anche qui possibile notare come nel caso in cui la
derivata di un momento angolare complessivo fosse costante, il momento complessivo delle forze agenti
sarebbe pari a zero.























(Fisica 1)

31
Momento di inerzia
(03/11/2011)








Nel primo caso si ha una massa in rotazione intorno ad un asse e il punto di applicazione del vettore
posizione coincide con il centro del tracciato percorso dal punto durante il suo moto; in questo caso


parallelo (e concorde) alla velocit angolare. Nel secondo caso una massa ruota intorno ad unasse, ma il
punto di applicazione del raggio-vettore non coincide con il centro della circonferenza descritta dal moto. Si
ha che il momento angolare non parallelo alla velocit angolare, al contrario del terzo caso in cui viene
inserita un ulteriore massa rotante. Infatti la somma dei due momenti angolari delle due masse, annulla la
sua componente parallela al raggio, avendo cos come risultato finale un momento angolare anche questa
volta parallelo alla velocit angolare. Si pu altres notare che il centro di massa coincide con un punto
appartenente allasse, caratteristica comune agli assi di rotazione di corpi rigidi simmetrici.
Si prenda ora in analisi un quarto caso:







Per un unico elemento infinitesimo del corpo rigido si ha:


Anche nel quarto caso la velocit dellelemento infinitesimo tangente alla circonferenza descritta durante
il moto. Si ricordi inoltre che:




1




2






3





4
(Fisica 1)

32

Effettuando lintegrale di una superficie:


Poich la velocit angolare uguale per tutti gli elementi infinitesimi:


Quindi definito come momento di inerzia e varia a seconda del solido preso in considerazione. E
interessante osservare che esiste diretta proporzionalit tra la velocit angolare e il momento angolare
proprio per il comportamento costante del momento di inerzia. A titolo esemplificativo verr ora riportato
il calcolo del momento di inerzia relativo ad un generico disco:


Con si intende la distribuzione di massa. Sostituendo il tutto nel precedente integrale del momento di
inerzia si ha:


Applicando le considerazioni sul momento di inerzia alla seconda legge cardinale della dinamica:


[Il gatto capace di variare il suo momento di inerzia spostando le masse rispetto il suo asse di rotazione,
cadendo sempre sulle zampe].









(Fisica 1)

33
Cinetica rotazionale
(03/11/2011)









Per un singolo elemento infinitesimo, vale:


Nel caso dellintero corpo si ottiene:


Inoltre analizzando il caso di una porta in grado di ruotare intorno al proprio asse, per un suo elemento
infinitesimo vale:


E la potenza:


nel caso in cui il momento della forza sia parallelo rispetto alla velocit angolare e:


nel caso non lo siano.







(Fisica 1)

34
Teorema Huygens-Steiner
(03/11/2011)

N



Sfruttando il teorema di konig, noto che:


In precedenza si dimostrato che:


Quindi uguagliando le due espressioni si ottiene:


Sapendo che , sostituendo:


Poich la rotazione rispetto ad un asse di un la stessa rispetto a qualsiasi asse parallelo ad esso,
semplificando:


Il momento di inerzia rispetto ad un asse z, parallelo ad un altro c passante per il centro di massa, si
ottiene sommando al momento di inerzia rispetto a cm il prodotto tra la massa del corpo e la distanza al
quadrato tra gli assi cm e z.
Teorema di Huygens-Steiner
(Fisica 1)

35
Moto rototraslato
(08/11/2011)
Si supponga di prendere in considerazione un oggetto che al contempo rotola, e trasla: la comune ruota di
unauto.








Supponendo che gli attriti siano trascurabili e colpendo la ruota per unasse passante per il centro di massa,
possibile scomporre il moto in uno traslato (1) e uno rotazionale (2). Nel secondo caso la velocit di un
punto una funzione del raggio e della velocit angolare:


In particolare, per trovare una situazione in cui non ci sia scivolamento il percorso effettuato dallauto deve
essere pari a quello percorso da uno generico punto sulla superficie dello pneumatico. Quindi per una
rotazione complessiva lauto in questione deve percorrere una distanza uguale a 2r. Si analizzi la velocit
del punto ad altezza massima sulla ruota, evidenziando gli effetti sulla velocit della rototraslazione:







Nel caso di una palla da bowling che trasla e rotola, lattrito dinamico comporta un momento della forza
rispetto al centro di massa, che tende ad annullare lattrito dinamico stesso, riportando lintero moto ad
uno rototraslato con il punto in contatto con il suolo a velocit pari a zero, e quello pi distante a velocit
doppia rispetto a quella del centro di massa (una circonferenza avente centro nel punto di contatto con il
suolo e raggio pari al diametro della sfera). Fisicamente accade che:



1
2


(Fisica 1)

36

Con

. La velocit data da:



Esiste inoltre un momento della forza:


quindi per la seconda legge della dinamica:


Andando a sostituire il tutto nellequazione della velocit angolare si ha:


E per calcolare listante in cui inizia un moto rototraslato baster porre

nellequazione di .
Un altro caso interessante, come mettere in moto un oggetto (sferico) direttamente con un moto
rototraslato, classico caso della tecnica utilizzata dai professionisti del biliardo per non perdere velocit a
causa dellattrito dinamico. Per questo esempio si rimanda al Tipler.













(Fisica 1)

37
Moto giroscopico e stabilita
(08/11/2011)
Le considerazione precedenti si legano ai moti giroscopici. Si prenda in considerazione un disco in rotazione
a velocit angolare costante lungo lasse di rotazione:






La ruota imperniata, sviluppa un momento angolare come in figura. Inoltre sia la forza peso agente nel
baricentro del disco. Consideriamo trascurabile il peso del braccio di lunghezza d. Esiste quindi un momento
della forza:


Dove

il versore tangente alla circonferenza. Conseguentemente:


Sapendo che:


Il modulo del momento della forza non cambia il modulo del momento angolare e tra laltro non effettua
lavoro. Quindi se , allora anche

. Ci vuol dire che la sua differenza deriva soltanto dallo


spostamento durante il tempo:




Per le relazioni dei radianti:


Quindi:


(Fisica 1)

38
Quindi la velocit relativa alla precessione angolare pari:


molto piccola per velocit angolari molto grandi.
E possibile che si verifichino due condizioni particolari:




Che prendono il nome di equazione di stabilit. Le condizioni sono necessarie, ma nel caso di un corpo
rigido, anche sufficienti visto che la distanza tra i suoi punti non varia nel tempo. Altro problema la scelta
del polo a cui applicare i momenti, e si dimostra con passaggi algebrici che questultimo non incide ai fini
del risultato fisico-matematico:











Ma

poich una delle condizioni di stabilit era

.


z
y
x
Z
Y
X


O
O


(Fisica 1)

39
Baricentro
(10/11/2011)






Lidea che abbiamo a che fare con un sistema di forze tutte parallele e lobiettivo trovare il punto che
bilanci la forza di gravit agente sul corpo, applicando una seconda forza di verso contrario. Il tutto deve
avvenire in assenza di momenti di forze esterni, come da equazione di stabilit. Poich la forza agisce su
ogni particella infinitesima, si effettua una sommatoria:


Se possibile considerare la forza di gravit costante in tutti i punti, si ha che il baricentro non altro che
il centro di massa:


concetto slegato dal polo di applicazione dei vettori. Se due forze hanno direzione parallela ma versi
opposti, le considerazioni precedenti subiscono delle modifiche, infatti possibile individuare tra le due, la
forza che ha pi importanza, che crea rotazioni o traslazioni, e tentare di bilanciarla.














(Fisica 1)

40
Squilibri
(15/11/2011)
Gli squilibri si suddividono in:
Squilibri dinamici: tutte le volte che il momento angolare non parallelo alla velocit angolare, si
parla di squilibrio dinamico:












Squilibrio statico: si ha quando lasse di rotazione non passante per il baricentro di un corpo
rigido .
Durante la fase di progettazione di un solido, bisogna tener sempre presente eventuali squilibri, in quanto,
se presenti, rischiano di arrecare gravi danni strutturali al punto di applicazione dello stesso.

Gravitazione
(15/11/2011)
Prima di elencare le relazioni fondamentali della gravitazione universale, importante specificare che tutto
ci che si affermer in seguito inerente a corpi rigidi, la cui massa concentrata totalmente nel suo
centro di massa, grande intuizione di Newton.
Per quanto concerne le tre leggi di Keplero si ha:












Tutti i pianeti si muovono lungo orbite ellittiche, con il Sole in uno dei due fuochi.

Prima legge di Keplero
Il raggio vettore, che unisce il Sole ad uno qualsiasi dei pianeti, descrive aree uguali in tempi uguali.

Seconda legge di Keplero


Il raggio vettore, che unisce il Sole ad uno qualsiasi dei pianeti, descrive aree uguali in tempi uguali.

Terza legge di Keplero
(Fisica 1)

41
Newton, sfruttando le precedenti leggi, formul la legge fondamentale della gravitazione:


che regola lattrazione tra due masse. E una forza di tipo attrattiva, come lo dimostra il segno negativo, e G
rappresenta una costante pari a circa 6,67x10
-11
(non un numero puro bens una grandezza con le proprie
dimensioni).
La forza peso si relaziona in questo modo alla legge della gravitazione universale:


Quindi:


E la sua variazione trascurabile fino a quando la distanza dalla Terra non confrontabile con lordine di
grandezza del raggio terrestre. Oltre questo limite al denominatore si avrebbe:


Sviluppando il secondo termine in parentesi con le serie di potenze, matematicamente si ha la conferma
che

trascurabile se h<<

.
E possibile dare una spiegazione fisica alla seconda e la terza legge di Keplero. Partendo dalla seconda:




In un certo tempo , il pianeta spazza una determinata area descrivendo una figura simile ad un triangolo:


con

definibile come velocit areolare e, dividendo per la massa, si ha:


Che non altro il modulo del momento angolare. Inoltre visto che lunica forza in gioco

, ed radiale,
quindi parallela al raggio vettore:


(Fisica 1)

42
Quindi il momento angolare non pu che essere costante in modulo direzione e verso. La velocit angolare,
poich proporzionale al momento della quantit di moto, costante.
Per quanto concerne la terza legge di Keplero:


e definito il periodo orbitale come

, sostituendo:


Dove il termine tra parentesi, rappresenta la costante di proporzionalit.
In precedenza si definita la forza peso, mettendo in rapporto massa gravitazionale e inerziale si ottiene:


Nel caso in cui il rapporto sia pari a 1, laccelerazione sarebbe la stessa per tutti i corpi, verificando ancora
una volta lesperienza di Torricelli.
Per lesperimento di Cavendish riguardare capitolo sulla gravitazione del Tipler.














(Fisica 1)

43
Dipendenza della gravita dalla latitudine
(17/11/2011)
Si prenda in considerazione un sistema di riferimento, con origine nella Terra, e un punto P sulla sua
superficie, localizzato dalla latitudine :


Ci troviamo in un sistema di riferimento non inerziale a causa del moto di rotazione (e di rivoluzione).
Descrivendo una traiettoria circolare, siamo sottoposti ad una forza centripeta e una fittizia, detta
centrifuga. La prima una forza che tende a mantenere i punti sulla Terra in traiettoria, la seconda causa
uno spostamento di direzione del vettore gravit, in realt non perfettamente puntante verso il centro
terrestre. Laccelerazione centrifuga sarebbe:


Applicando il teorema di Carnot al triangolo tratteggiato possibile conoscere il valore dellaccelerazione di
gravit effettiva:


Per il teorema degli infinitesimi

trascurabile, quindi:


E sviluppando in serie di potenze il termine in parentesi si ha:


(Fisica 1)

44
Energia potenziale gravitazionale
(17/11/2011)
Si prendano in considerazione due masse di cui una al centro del sistema di riferimento:







Partendo dal lavoro:


Si nota subito che la forza gravitazionale una forza di tipo conservativa, poich dipendente soltanto dalla
scelta di

. Conseguentemente possibile introdurre la funzione energia potenziale. Integrando


indefinitivamente, si otterrebbe:


E noto che la soluzione di un integrale indefinito rappresentata da uninsieme di soluzioni, spiegando la
presenza della costante, che d lopportunit di scegliere liberamente dove il potenziale varrebbe zero. Le
scelte pi utili sono:
Porre il potenziale ad
Porre il potenziale ad


Ed esprimendo questa funzione energia potenziale in funzione della quota sopra la superficie della Terra,

, possibile confrontare questa funzione con mgh.







B
A


(Fisica 1)

45
Velocita di fuga
(17/11/2011)
E possibile allontanare un corpo di massa m, definitivamente dalla Terra. Si supponga che la funzione
energia potenziale gravitazionale valga zero ad infinito cos come la sua energia cinetica e lenergia
meccanica. Per il principio di conservazione di questultima:


Inoltre considerando un corpo di massa m orbitante intorno alla terra a distanza r:


Quindi volendo allontanare indefinitamente un corpo dalla sua orbita, necessario somministrargli una
forza pari a met della sua energia potenziale.

Satelliti geostazionari
(17/11/2011)
Tale orbita viene definita 'geostazionaria' in quanto per un osservatore a terra, il satellite appare fermo in cielo, sospeso
sempre al di sopra del medesimo punto dell'equatore, muovendosi alla stessa velocit angolare della Terra.
Per pianeti diversi dalla Terra, tale orbita anche detta isosincrona. Non per tutti i pianeti possibile che vi sia un'orbita
stazionaria, in quanto la loro velocit di rotazione pu essere tale da richiedere che il satellite stia in un'orbita troppo
vicina oppure troppo lontana per essere stabile.
Nel caso della Terra, il satellite deve percorrere l'orbita in un tempo uguale al giorno siderale:
T
rot
= 23 h 56 min 4,09 sec =86164,09sec.

Il raggio di tale orbita pu essere determinato mediante la terza legge di Keplero a pagina 42:



essendo G = 6,672 10
-11
N (m/kg) la costante di gravitazione universale e M = 5.9 10
24
kg la massa della terra. La
formula precedente pu essere utilizzata per determinare il raggio dell'orbita isosincrona per ogni corpo celeste,
inserendo gli opportuni valori di M e T
rot
.





(Fisica 1)

46
Oscillazioni
(24/11/2011)
Lidea legata ad un oscillatore armonico legata a qualcosa che si ripete periodicamente nel tempo. Un
esempio sono le coordinate di un punto P ruotante su di una circonferenza, sia individuate dalla proiezione
del vettore posizione sugli assi, che dal valore trigonometrico dei cateti del triangolo origine P

H:






Presa in considerazione un sistema massa-molla:





La forza in gioco proporzionale allo spazio ma con verso opposto (forza di richiamo). Pi in generale
noto che:


Nel moto armonico semplice laccelerazione diretta sempre in verso opposto rispetto allo spostamento:


e laccelerazione proporzionale allo spostamento tramite una costante.
Riprendendo in considerazione il caso precedente delle coordinate del punto P, necessario trovare
unespressione i cui termini devono ritornare quelli iniziali in seguito ad una derivata di secondo grado, ma
con segno opposto. Le funzioni pi adatte, e per giunta periodiche, sono il seno ed il coseno.
Quindi:





(Fisica 1)

47
Dove definita come pulsazione,

come fase iniziale,

come fase e A come ampiezza del


moto.
Se si effettuassero le derivate successive:


Ed chiaro come la costante elastica del caso della molla sia legata alla pulsazione:


Inoltre dalle considerazioni finali precedenti, possibile definire la velocit sfasata di

rispetto lo spazio e
laccelerazione in opposizione di fase. Volendo analizzare meglio la pulsazione, necessario ricordare che si
sta parlando di moto periodico quindi:


E sostituendo nella precedente relazione della costante elastica:


Si nota come il periodo rimane costante se fissato m e k (strumenti come il pianoforte ne sono un esempio).
Dal punto di vista energetico, si prenda in considerazione:


Sostituendo

, si hanno due termini equivalenti, segno che lenergia data da met di quella cinetica
cos come met di quella potenziale:


Attenzione, poich per

si intende il valor medio della velocit assunta nel moto armonico:



E il valore dellenergia cinetica e potenziale :


(Fisica 1)

48


E conseguentemente:


Cio il punto di massima velocit delloggetto oscillante.

Pendolo Semplice
(01/12/2011)








E nota la relazione tra angoli, raggi e archi:

La tensione, la forza che mantiene in traiettoria la pallina, controbilanciata dalla componente lungo lasse
y della forza peso. La componente lungo lasse x sempre tangente alla traiettoria del moto, ed
laccelerazione che si oppone al movimento. Dalla trigonometria:


Inoltre dalla seconda legge di Newton noto che:


Ma questo risultato ancora inconfrontabile con:


Dai discorsi sui limiti notevoli:








(Fisica 1)

49
Quindi se senx molto piccolo confrontabile con langolo quindi:


E sostituendo langolo con la relazione angolo-archi:


risultato pienamente confrontabile con lequazione del moto armonico, e poich:


Sostituendo nellequazione del periodo:



Pendolo Composto
(01/12/2011)
Si prenda in considerazione un corpo imperniato in un punto che non sia il baricentro, distante d da
questultimo:







Scelgo come origine del sistema di riferimento O, poich unico punto fisso durante leventuale rotazione
del corpo.
Il momento della forza peso pari:


E ricordando che laccelerazione angolare la derivata seconda dellangolo percorso rispetto al tempo:



(Fisica 1)

50


E, considerando lapprossimazione dellangolo fatta per il pendolo semplice:



Pendolo di Torsione
(01/12/2011)
Un filo di quarzo, caratterizzato da un certo coefficiente di torsione, torto, risponde con un momento di
forza, e questultimo direttamente proporzionale allangolo di torsione:


Quindi la derivata seconda dellequazione precedente proprio legata alla legge:


Rispetto ai pendoli precedenti, per quello di torsione non c bisogno di approssimazione, infatti, cos come
avviene per la legge di Hook, la proporzionalit con lo spazio percorso diretta.














(Fisica 1)

51


Oscillazioni Smorzate
(06/12/2011)
Nei precedenti casi di oscillatori armonici, lunica forza in gioco considerata era la forza di richiamo. Ci
totalmente inapplicabile a casi reali e non ideali, infatti sempre presente una forza che tende a dissipare
lenergia di un oscillatore o pendolo. Si introduce adesso unulteriore forza di tipo resistiva, che va ad
aggiungersi allelenco delle precedenti forze trattate (attrito):


una costante di proporzionalit in grado di modellare qualsiasi tipo di forza resistiva. Riprendendo il
caso della pallina attaccata ad una molla:


E aggiungendo alle forze anche quella resistiva precedentemente introdotta:


Per trovare le soluzioni di questa equazione occorrerebbe conoscere i processi risolutivi di unequazione
differenziale, attualmente non studiati, quindi si cercher ora di ricavare questultime attraverso
considerazioni logiche evitando passaggi matematici. In precedenza si parlato di potenza, affrontabile
anche in questo caso:


Per comprendere quanta energia abbandona il sistema in un certo lasso di tempo, si ha:


Ma sapendo che nel caso di un oscillatore armonico la velocit legata al seno e al coseno, la presenza del
valor medio porta alla conclusione:


Inoltre inserendo la massa nellequazione si otterrebbe proprio lenergia meccanica complessiva presente
nel sistema, quindi sostituendo con

si ottiene:


Quindi volendo portare in evidenza lenergia meccanica:


(Fisica 1)

52
E integrando:


(E chiaro che

lenergia massima nel sistema in quanto tende sempre a diminuire con laumentare di t).
Da notare come al decrescere di il fenomeno si smorza sempre pi velocemente, poich tutto muore
esponenzialmente *cit. R.B.]. Graficamente:







definito come tempo caratteristico. Inoltre sperimentalmente noto che:


E sostituendo la conclusione

ponendo in evidenza anche


Si definisce lenergia persa in un oscillazione completa ed E la sua energia totale, inoltre possibile
definire il rapporto:


e coefficiente qualitativo:


La scelta del tipo di dipende dallutilizzo delloscillatore. Basti pensare alla differente funzione dei pendoli
e degli ammortizzatori. Considerando le varie conclusioni precedenti possibile riportare la soluzione
dellequazione:




(Fisica 1)

53
Cio:


Con

, definita come pulsazione smorzata:

























(Fisica 1)

54

Dinamica dei fluidi
(13/12/2011)
Per i prossimi casi si far riferimento alla densit, grandezza definita come:


e alla viscosit. Riguardo questultima si introduce ora il concetto di fluido ideale, le cui caratteristiche sono
lincomprimibilit, quindi con densit costante (Curiosit: qualora latmosfera terrestre perturbata da un
profilo alare con velocit inferiore ai 0.2-0.3 Mach, laria si comporta come fluido incomprimibile), e
lassenza di fenomeni dissipativi come lattrito:





Unulteriore grandezza da introdurre la pressione, questultima calcolata come:


Dove e sono visualizzabili come una forza che agisce su una superficie infinitesima simil-cubetto.
Attenzione: l[atmosfera] non ununit di misura dellMKS.
Un primo caso volto allanalisi della variazione di pressione in funzione della quota, e ci va sotto il nome
di Legge di Stevino o Legge dei fluidi pesanti. Si prenda in considerazione un certo volume di fluido:







Sperimentalmente noto che immergendo un corpo, cilindrico nella figura precedente, in un fluido, questo
sprofonderebbe fino a raggiungere una posizione di equilibrio, quindi le forze agenti sul cilindro devono
pareggiarsi. La prima forza in gioco la forza peso (in questo caso la densit costante ma se non lo fosse
basterebbe effettuare un integrale sullintero corpo):

La seconda forza in gioco la pressione atmosferica sulla faccia del cilindro a pelo dacqua:






*Lattrito non influenza il sistema
neanche se il fluido non fosse
ideale, in quanto presentato un
caso stazionario]
(Fisica 1)

55
E una forza agente sulla faccia opposta, fornita dal fluido a una determinata altezza h:


Linearizzando le tre forze:




Si consideri ora un torchio idraulico:



Ma essendo la pressione costante sostituendo la pressione uno nella pressione due:


Risultato importantissimo, infatti avendo una differenza di superfici sufficiente, possibile generare una
forza risultante di oltre un migliaio di volte pi forte di quella impressa sulla piattaforma piccola.
Per la misurazione di queste forze viene utilizzato il manometro. Il manometro uno strumento di
misura della pressione dei fluidi. La corretta accezione del lemma si riferisce a strumenti dedicati alla
misura di pressioni maggiori dell'atmosferica; per valori inferiori all'atmosferica il termine corretto
vacuometro o vuotometro (misuratore del vuoto).
Inizialmente la parola manometro si riferiva solo a strumenti idrostatici con liquido a colonna, oggi
chiamati manometri a U, poi fu esteso per abbracciare anche strumenti a quadrante o digitali:


(Fisica 1)

56

Normalmente il liquido di prova utilizzato il mercurio, in quanto questultimo ha il vantaggio di essere un
metallo, quindi alta densit, ed inoltre un fluido che si adatta agevolmente alla forma dello strumento.
Naturalmente in circostanze normali il livello del fluido lo stesso per le due braccia del manometro, ma
nel caso venisse applicata una bombola di gas su una delle due estremit, applicando la Legge di Stevino,
possibile calcolare la pressione di questultimo conoscendo la differenza di altezza h e la pressione
atmosferica agente sul fluido nella parte di tubo aperto.
E possibile altres calcolare la cosiddetta pressione assoluta, infatti chiudendo una delle due estremit, e
capovolgendo il manometro di 360, il mercurio creerebbe una sorta di vuoto (poich impossibile
ottenere il vuoto perfetto) allestremit non aperta. In questo caso la differenza di altezza h indicherebbe il
valore esatto della pressione atmosferica in mm di mercurio (760 mm per la pressione ambiente):



MANCANO LE ULTIME DUE PAGINE TRATTANTI LA SPINTA DI ARCHIMEDE.





(Fisica 1)

57







Ringraziamenti
Visto che il lavoro svolto frutto dello sclero di quasi 1 anno di fisica, son costretto a ringraziare il mitico
R.B. che continua ad allietare gli studenti con cazziate di ogni genere, e i miei due compagni davventura,
F. e D. per il supporto morale (e sclero).