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Motoi Yamamoto, lartista del sale

Disegnare un labirinto con il sale come seguire le tracce della mia memoria.
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Il rinomato artista giapponese Motoi Yamamoto nasce nel 1966 ad Onomichi, una
citt della prefettura di Hiroshima. Sar solo dopo la morte della sorella nel 1994 che
intraprender la carriera artistica a tempo pieno, infatti i suoi lavori si concentrano sul
superamento del dolore e lidea che il sale, mezzo principale della sua arte, possa
curare sia le ferite fisiche che quelle psicologiche. E proprio questo elemento che
rende possibile rintracciare una certa influenza religiosa nelle sue opere, in
particolare quella buddhista e quella shintoista. Il sale infatti legato ai concetti di
purificazione, conservazione, morte e perdita, ma anche un elemento ritenuto in
grado di allontanare la negativit. Questi sono tutti temi che lartista ha sperimentato
in prima persona e che ritroveremo costantemente nella sua arte. Il processo
meditativo che sviluppa durante la creazione delle sue opere, specialmente durante le
installazioni, non sono altro che un espediente per guarire dalla sua sofferenza
interiore.

I ricordi sembrano cambiare e svanire con lo scorrere del tempo; tuttavia, ci che provo a fare
quello di catturare un istante immobile che si pu ottenere attraverso figure o scritti.
Si potrebbe dire che ci che cerco veramente nellatto di disegnare la sensazione di toccare un
ricordo prezioso.

Anche se molto difficile dover rivivere continuamente un evento doloroso, questo
oltre ad essere un metodo di meditazione, per lartista un modo per preservare i suoi
ricordi, sia positivi che negativi.
Lartista giapponese infatti, ha consacrato la sua arte come tributo alla sorella morta a
soli 24 anni per un tumore al cervello, iniziando a fare sculture di sale sin dal 2001.
Ecco perch nei suoi paesaggi cristallini possiamo individuare la presenza di forme

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Force of Nature exhibition, Sumter County Gallery of Art, SC, U.S.A. Apr - June. 2007
che richiamano la struttura di un cervello umano che alludono al passato dello stesso
Yamamoto.
I suoi lavori sembrano essere assemblati in modo arbitrario, senza una fine chiara,
mentre in realt lo scopo di questo processo artistico la meditazione, dato da
labirinti monumentali sia nella grandezza che nel significato.
Oltre ad un messaggio di rinascita, lartista vuole dimostrare che possibile fare
qualcosa di grande con qualcosa di estremamente piccolo e semplice come il
materiale che usa. In queste mappe mentali, simili a miniature della mente, ogni
piccolo cerchio non rappresenta altro che un ricordo ben preciso della sorella, sia esso
serio, sia esso triviale. Come ogni granello di sale, cos ogni memoria disegnata si
accumula per conservare il ricordo della sorella.

Credo che il sale abbia la forza di curare il dolore


Yamamoto, Motoi. Labyrinth, Solo Exhibition: Salz. April-June 2010. Kunst-Station

Larte diventa cos anche un processo terapeutico oltre che meditativo.
Motoi Yamamoto affascinato dallinterconnettivit degli esseri viventi con il ruolo
simbolico e concreto del sale nella vita e nella morte, ecco perch possiamo dire di
trovare alcune influenze religiose, sia buddiste che shintoiste, nei suoi lavori.

La scelta del sale come suo strumento creativo sembra essere stata dettata da
unattenta esaminazione da parte dellartista di alcuni granelli di sale, egli infatti non
lha scelto solo per la sua originalit.
Yamamoto rimasto affascinato dal fatto che ogni granello preso singolarmente sia
trasparente, mentre se pi di questi vengono accostati diventano bianchi.

E non ci stupir che proprio il bianco, nella cultura giapponese, espressione allo
stesso tempo di purezza e dolore. Il sale quindi un simbolo sia di vita che di morte,
ed usato nei suoi lavori per trasmettere leffimerit dellesistenza.
Ecco perch completati i suoi lavori egli li smantella e rilascia tutto il sale utilizzato
nelloceano per farlo tornare alla natura.

Il sale sembra possedere una relazione intima con la vita umana oltre il tempo e lo spazio.
In pi, specie in Giappone, indispensabile nel culto dei morti.
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Motoi Yamamoto, Labyrinth, Salt, Museum of Contemporary Art, Tokyo, Japan, 2010

Come accennato prima, le sue opere sono inequivocabilmente legate alle due
religioni principali del Paese: il sale un simbolo tradizionale di purificazione e
cordoglio della cultura nipponica e viene usato oltre che nei funerali anche dai
lottatori di sumo prima dei loro combattimenti. Ancora, viene offerto nei templi
buddisti o viene messo in piccole quantit davanti le entrate di ristoranti o altre
attivit per allontanare gli spiriti maligni e attirare quelli benevoli.
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2 Creative Spotlight: Episode #170 - http://japancinema.net
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http://www.mintmuseum.org/art/exhibitions/detail/return-to-the-sea-saltworks-by-motoi-yamamoto
La cultura giapponese una
complessa miscela di Shintoismo e
Buddismo e larte di Yamamoto,
frutto di queste due tradizioni
intimamente legata agli usi funerari
del suo Paese, tanto che lartista
paragona il sale alle ceneri. Le ceneri
sono molto importanti e simboliche
per le famiglie in lutto, e la maggior
parte delle famiglie scelgono la
cremazione, che un cerimoniale
buddista.Analizzeremo adesso pi in
dettaglio le influenze buddiste
rintracciabili nellarte di Yamamoto.
I lavori dellartista possono
innanzitutto essere paragonati agli
intricati mandala di sabbia dei monaci
buddisti tibetani.



Come le opere delle sue installazioni, anche i mandala una volta completati vengono
distrutti trascorso un intervallo di tempo stabilito. Questi vengono poi restituiti
allacqua cos da attivare la circolarit e la fugacit della vita. Entrambi sono legati
alla meditazione e possono permettere laccesso ai pi reconditi recessi della
coscienza umana, ma c una sostanziale differenza:
le opere di Yamamoto emanano una potente esperienza personale, mentre quelli dei
mandala sono frutto di una tradizione spirituale condivisa. A tal proposito pu essere
particolarmente interessante analizzare le opere esposte nelle installazioni che
lartista vede come un esercizio futile ma allo stesso tempo necessario alla sua
guarigione.

E se il sale per lartista come la cenere, non possiamo ignorare un certo simbolismo
che richiama quello che succede dopo una cerimonia di cremazione buddista.
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Due membri della famiglia useranno le bacchette per trasferire le ceneri nellurna
funeraria di famiglia.
Questa pratica richiama sicuramente il momento in cui il morto recente raggiunge
gli altri defunti della famiglia attraverso laccumulazione delle ossa nellurna.

Nel Buddismo vengono offerte soluzioni per porre fine alla sofferenza umana, tanto
che il fine di questa dottrina quello di liberarsi dal ciclo della reincarnazione,
raggiungere quindi il Nirvana e diventare un tuttuno con luniverso.

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Truitner, Ken and Nga, Death and Dying in Buddhism
"Forest of this World" / 17 by 9 meters / To the White Forest / The
Hakone Open-Air Museum, Kanagawa, Japan / July 2011 - March 2012

Nel Buddismo giapponese controllare la mente equivale ad un comportamento
regolato, in modo da poter raggiungere la conoscenza ultima che viene acquisita
innanzitutto mediante la conoscenza dellimpermanenza. Yamamoto potrebbe usare il
suo processo artistico proprio per facilitare questa meditazione:
egli inizia ogni installazione in un silenzio contemplativo, a gambe incrociate su un
tappetino da yoga ed inizia a lavorare partendo dal centro del disegno continuando
fino a quando non finito.
Ma anche nel caso in cui dovesse capitare qualcosa, come una linea scomposta dal
vento o limpronta di uno spettatore, anche quello diventerebbe parte dellopera, un
po come gli errori che commettiamo nella nostra vita ma che non possiamo
cancellare.




Non che ho qualcosa da dire.
Lo faccio per me stesso, ma dopo tutte
queste installazioni, riesco a vedere
che le persone vengono ispirate da
quel che faccio avendo perso anche
loro delle persone care.








Prima di ogni installazione, lartista crea uno sketch incompleto o una mappa mentale
nella sua testa che prender forma mentre procede nel suo lavoro, improvvisando
fantasie che somigliano a volte a delle lande innevate, galassie, labirinti, tempeste e
altro ancora.
Ma sar proprio la ricerca di un simbolo asiatico per esprimere sia la morte che la
rinascita che lo porter a prediligere figure che ricordano tifoni.

Simile alla cenere dei Buddha di Zhang Huan, il sale di Yamamoto usato nelle sue
opere rappresenta perfettamente il punto centrale del buddismo, ovvero la
transitoriet dellesistenza materiale.
Lartista quindi in grado di trasformare un mucchio informe di sale in incredibili
labirinti intricati e misteriosi che evocano i temi dellimpermanenza e della morte
usando solo una semplice bottiglia di plastica.

Una volta finita lesibizione, lartista invita i presenti a prendere il sale e a rigettarlo
in acqua per farlo tornare alla natura e dar vita ad altri organismi o forme di vita.

Questo particolare aspetto della sua arte ne stato il tema principale nellinstallazione
Return to the Sea tenutasi nel 2005 dall Halsey Institute of Contemporary Art,
dove avvenuto lo smantellamento del suo lavoro una volta finito lo spettacolo e il
ributtare il sale usato nellacqua insieme alla collaborazione del pubblico.
Il fatto di gettare il sale nelloceano permette di completare il ciclo:
le sue opere impermanenti evocano oltre a meditazioni sulla vita, la morte e i ricordi,
la pratica buddista tibetana del distruggere unopera dopo averla completata, ma
anche lusanza giapponese di spargere le ceneri del defunto nellacqua.





E sempre interessante, vedere il mio lavoro che
scompare







Motoi riconosce il sale come un elemento vitale di molti esseri viventi, che entra e ed
esce da molteplici organismi durante tutto il tempo e sorride al pensiero che forse un
giorno le persone che hanno partecipato alla sua esibizione possano mangiare pesci
che si sono nutriti proprio di quel sale.
Restituire il sale al mare un processo di guarigione, di rinvigorimento, ma
soprattutto unesperienza felice. Ogni granello di sale ha una storia e una traiettoria, e
per questo il sale pu essere visto come la metafora dellevanescenza e della
transitoriet della vita umana, rendendo cos plausibile la teoria che le opere di questo
artista siano espressione autentica di concetti buddisti.


[] Allinizio ero interessato al fatto che il sale fosse usato nei funerali o nella sua sottile
trasparenza.
Gradualmente sono arrivato al punto che il sale nelle mie opere sia stato parte di alcune creature
e che abbia supportato le loro vite.
Adesso credo che il sale nei miei lavori abbracci i ricordi dei vivi.
Ho avuto questa sensazione speciale da quando ho iniziato ad usarlo come materiale.




Motoi Yamamoto, Labyrinth, Salt, Museum of Contemporary Art, Tokyo, Japan, 2010

Un altro aspetto che potrebbe aver influenzato i lavori dellartista oltre a meditare e
ad esplorare i ricordi di sua sorella, quello della ricerca del karma positivo.
Questo infatti si pu ottenere venerando fedelmente per tutta la vita gli antenati.
I giapponesi credono che lo stato dello spirito del defunto possa elevarsi durante il
periodo di lutto attraverso riti e cerimoniali. Il lutto di una famiglia pu durare fino a
cinquanta anni dopo la morte della persona e questa lenta evoluzione si riflette anche
nelluso dei nomi fatto dai giapponesi: lo spirito viene inizialmente chiamato shirei
(spirito di una persona morta recentemente), ancora strettamente associato al
cadavere che deve essere aiutato dai viventi a lasciare il corpo e trovare riposo.
Con il passar del tempo raggiunger lo stato di ni hotoke (nuovo budda), per poi
divenire hotoke (budda), senzo (avo, antenato) e infine raggiungere lo stato finale di
kami (Dio).
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Questa sistematica venerazione inoltre pu essere vista non solo come un riequilibrio
tra la famiglia vivente e quella morta, ma anche pu essere considerata un esercizio
in grado di alleviare il dolore e la sofferenza dei vivi dovuti alla perdita.
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Con le sue opere Yamamoto oltre a ricordare sua sorella, crea un legame con lei che
pu essere visto come una specie di conversazione. Questo richiama un aspetto dei
rituali che si svolgono davanti gli altari domestici che quello di poter rivolgersi ai
defunti e far loro delle offerte.


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Klass, Goss, Dead But Not Lost: Grief Narratives in Religious Traditions
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Krause

Motoi Yamamoto, Labyrinth, Salt, Museum of Contemporary Art, Tokyo, Japan, 2010


Ci che rende particolarmente interessante questo artista sicuramente il parallelismo
tra i suoi lavori e la memoria. La sua capacit di creare disegni molto complicati e
particolareggiati su vaste installazioni ne fa risaltare la scelta dei luoghi che
accolgono la sua arte; generalmente luoghi che ricordano vecchi castelli ma che si
prestano bene agli schemi dei suoi disegni.
Sia i ricordi che le sue installazioni non sono permanenti, sono momenti condannati a
perdersi nel tempo e di questo il nostro artista ne consapevole. Come dichiara in
unintervista

Il mio lavoro non serve a conservare un ricordo, ma piuttosto un modo per
richiamare il pi possibile tutti quelli che ho.
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Infatti, anche se tra le sue opere appaiono spesso elementi tipicamente occidentali
come ad esempio il labirinto, la sua arte intrisa di un sentimento tipicamente
giapponese probabilmente di difficile decodificazione per noi stranieri.

Il labirinto, prodotto europeo, simbolo di nascita, morte e rinascita, che Motoi
utilizza spesso trovando per il modo di renderlo sotto una prospettiva pi asiatica.
Ecco il perch sono presenti vortici o motivi a spirale.

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daily serving



Motoi Yamamoto, Floating Garden Saltworks at LMU, Los Angeles, 2012


I vortici sono il simbolo del ciclo della vita e lartista continua a disegnarli fino a che
questi non si incontrino intersecandosi, simboleggiando quindi la rinascita.
Larte di Yamamoto sicuramente molto riflessiva e alla ricerca di una calcolata
perfezione, che sembra richiamare la disciplina e i rituali della tradizione.
Limportanza dei ricordi nellarte di Yamamoto riprende temi molto cari alla
tradizione nipponica e si potrebbe azzardare che i suoi lavori siano impregnati
dellantico sentimento del mono no aware, tema predominante in epoca Heian, legato
ugualmente allimpermanenza delle cose, quindi inevitabilmente alla tradizione
buddista. Altro elemento apprezzabile delle installazioni di Motoi Yamamoto
sicuramente il coinvolgimento del pubblico a fine esibizione: un atto collettivo che
trasmette il messaggio della ciclicit della vita superando tutte le barriere linguistiche.







Bibliografia


Klass, Dennis. "Ancestor Worship in Japan: Dependence and the Resolution of
Grief." Omega: The Journal of Death and Dying 33, no. 4 Webster University,
St. Louis, Missouri, 1996

Goss, Klass, Dead But Not Lost: Grief Narratives in Religious Traditions
Published by AltaMira Press,U.S., United States, 2005

Truitner, Truitner, Death and Dying in Buddhism, pp. 125-136 In Ethnic
Variations in Dying, Death, and Grief, edited by Donald P. Irish, Kathleen F.
Lundquist, Vivian Jenkins Nelsen (Washington, D.C.: Taylor & Francis, 1993)

Krause, Neal, Liang Jersey, Benjamin A. Shaw, Hidehiro Sugisawa, Hye-
Kyung Kim, andYoko Sugihara. Religion, Death of a Loved One, and
Hypertension Among Older Adults in Japan. The Journals of Gerontology
Series B: Psychological Sciences and SocialSciences 57.2 (2001): S96S107


Sitografia

http://www.mintmuseum.org/art/exhibitions/detail/return-to-the-sea-saltworks-
by-motoi-yamamoto

http://halsey.cofc.edu/exhibitions/return-to-the-sea-saltworks-by-motoi-
yamamoto/

http://tanutech.com/japan/jfunerals.html

http://www.deathreference.com/Gi-Ho/Grief-and-Mourning-in-Cross-Cultural-
Perspective.html

http://www.motoi.biz/english/e_top/e_top.html

http://halsey.cofc.edu/05_fon/yamamoto.html

http://dailyserving.com/2012/06/return-to-the-sea-an-interview-with-motoi-
yamamoto/

http://japancinema.net/2012/10/30/creative-spotlight-episode-170-motoi-
yamamoto/


Videografia

Motoi Yamamoto's Return to the Sea: Saltworks - Spoleto Festival USA at
the College of Charleston realizzato dal College of Charleston.

The Dismantling of Motoi Yamamoto's Return to the Sea: Saltworks"
realizzato dal College of Charleston.

Return to the Sea: Saltworks by Motoi Yamamoto realizzato da John Reynolds
e Lee Donaldson.