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Strato Limite: Strato Limite:
principali caratteristiche ed effetti principali caratteristiche ed effetti
Politecnico di Milano
Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale e del Rilevamento (DIIAR)
sezione Idraulica
A cura di : F. Ballio, A. Guadagnini, S. Malavasi, E. Orsi, M. Riva
Meccanica dei Fluidi I Meccanica dei Fluidi I
Corso di Studi in Ingegneria Meccanica - IV Facoltà di Ingegneria
Note degli insegnamenti di:
Parte I :
2
Strato Limite: principali caratteristiche ed effetti
⇒ Strato limite tra superfici infinite
⇒ Sviluppo dello strato limite
⇒ Lamina piana
⇒ Cilindro circolare
⇒ Caratteristiche generali di flussi esterni
⇒ Concetti di LIFT e DRAG
⇒ Legami funzionali dei coefficienti di forza
⇒ Dipendenza dalla forma
⇒ Dipendenza da Re
⇒ Dipendenza da Ma
⇒Dipendenza da Fr
⇒Dipendenza da ε / l
Testo di riferimento:
“Fundamental of Fluid Mechanics”
Munson, Yung and Okiishi 1994
2
nd
Ed. by J ohn Wiley & Sons Inc.
Chapters: 9.1, 9.2.5, 9.2.6, 9.3.3,
3
Moto di un fluido tra due superfici piane, parallele e infinite.
Q h
y
x
Moto Laminare
Q h
y
x
Moto Turbolento
La distribuzione di velocità dipende
principalmente dal Numero di
Reynolds della corrente
Strato limite tra superfici infinite
i1
4
Q
y
x
U
u(y)
u(y) =0.99*U =u(δ)
y
x
U
u(y)
u(y) =0.99*U =u(δ)
δ →Spessore dello strato limite
δ →Spessore dello strato limite
Nota:
All’esterno dello strato limite il fluido si comporta essenzialmente come ideale.
Ovviamente, la viscosità è sempre la stessa, ma all’interno dello strato limite vi
sono alti gradienti di velocità
Strato limite tra superfici infinite
Definizione di strato limite
Prandtl (1875 – 1953): regione
prossima alla superficie del
corpo all’interno della quale gli
effetti viscosi sono importanti
i2
5
U
strato limite zona indisturbata
Sviluppo dello strato limite
tra due superfici piane e parallele
immissione in un tubo circolare
zona di sviluppo dello
strato limite ( l
e
)
l
e
/ D = 0.06 Re per Moto Laminare
l
e
/ D = 4.4 Re
1/6
per Moto Turbolento
i3
6
Sviluppo dello strato limite
ν
l U ⋅
= Re
Lamina piana
influenza del n. di Reynolds
Re = 0.1
Re = 10
Re = 10
7
i4
l =lunghezza della lamina
7
Sviluppo dello strato limite
Cilindro circolare
influenza del n. di Reynolds
ν
D U ⋅
= Re
Re = 0.1
Re = 50
Re = 10
5
i5
D =diametro del cilindro
Separazione: Generalmente avviene quando l’oggetto è di forma tozza (ad esempio, una sfera, un cilindro, …)
All’aumentare di Re gli effetti inerziali diventano sempre più importanti e in qualche localizzazione sul corpo
(posizione della separazione) l’inerzia del fluido è tale che questo non riesce più a seguire la superficie curva del solido
nella regione posteriore. Il risultato è una regione di scia, a valle dell’oggetto, in cui si ha flusso sia verso valle che
verso monte.
8
Caratteristiche generali di flussi esterni
- È solitamente più comodo utilizzare un sistema di riferimento solidale
con il corpo in movimento e trattare il problema come fluido che fluisce
attorno ad un corpo in quiete con velocità U.
- Per i nostri scopi adotteremeo l’ipotesi che U sia uniforme.
- La struttura di un flusso esterno e la facilità con cui questo può essere
descritto ed analizzato dipende spesso dalla natura del corpo immerso ⇒
corpi affusolati / tozzi.
i6
9
Concetti di LIFT e DRAG – 1/2
Interazione tra corpo e fluido ⇒ sforzi tangenziali (τ) e normali (p)
Effetti integrali degli sforzi:
DRAG (D) forza risultante nella
direzione della velocità U
LIFT (L) forza risultante in direzione
normale alla velocità U
Caso 3-D forza normale al piano che
contiene D e L
sforzi di pressione
sforzi tangenziali
Forze risultanti
i7
10
Concetti di LIFT e DRAG – 2/2
Componenti lungo (x, y) della forza sull’elemento di superficie dA:
dFx =(p dA) cos ϑ +(τ dA) sin ϑ
dFy =-(p dA) sin ϑ +(t dA) cos ϑ
x
y
dA
p dA
τ dA
U
ϑ
Componenti della forza totale lungo (x, y)
∫ ∫ ∫
ϑ τ + ϑ = = dA dA p dF D
x
sin cos
∫ ∫ ∫
ϑ τ + ϑ − = = dA dA p dF L
y
cos sin
Per eseguire l’integrazione è necessario:
- forma (geometria) del corpo (ϑ ϑϑ ϑ(x, y) lungo la superficie)
- distribuzione di τ ττ τ e p lungo la superficie di contorno
La pressione può essere misurata abbastanza facilmente
(celle di pressione lungo la superficie del corpo)
Misure di sforzi tangenziali τ ττ τ sono di più complessa esecuzione
i8
Componente dovuta
alla distribuzione di
pressione
Componente dovuta alla
distribuzione di sforzi
tangenziali (attrito)
11
Concetti di LIFT e DRAG – Esempi
Lastra piana parallela alla direzione del flusso di monte:
U
y
x
p =p(x) =0
p =0
0
inf sup
= + − =
∫ ∫
A A
dA p dA p Lift
∫ ∫ ∫
τ = τ + τ =
sup inf sup
2
A A A
dA dA dA Drag
i9
12
Concetti di LIFT e DRAG – Esempi
Lastra piana normale alla direzione del flusso di monte:
U
y
x
p=0








− =
b
y
a p
2
1
p =− c
τ(y) =−τ(−y)
0 = τ − τ =
∫ ∫
back front
A A
dA dA Lift
∫ ∫
− =
back front
A A
dA p dA p Drag
i10
13
Coefficienti di LIFT e DRAG
Coefficienti di Lift e Drag: numeri adimensionali da determinare mediante
(a) prove di laboratorio (galleria del vento), (b) analisi semplificate,
(c) metodi numerici.
A U
L
C
L
2
2
1
ρ
=
A U
D
C
D
2
2
1
ρ
=
Coefficiente di Lift Coefficiente di Drag
A è un’area caratteristica dell’oggetto ⇒ tipicamente, l’area frontale
N.B.: è importante definire quale area si utilizza nella definizione di C
D
e C
L
i11
A U C L
L
2
2
1
ρ =
Noti i coefficienti di Lift e Drag di un corpo le
forze che insistono sullo stesso si possono
ricavare attraverso le formule inverse
A U C D
D
2
2
1
ρ =
14
Nota: Di seguito si discutono i risultati sperimentali ottenuti relativi a C
D
; analoghi studi
sono presenti in letteratura anche per C
L
(ad esempio Munson et al. 1994)
Legami funzionali dei coefficienti di forza
C
L
= f (forma, Re, Ma, Fr, ε εε ε/l)
C
D
= f (forma, Re, Ma, Fr, ε εε ε/l)
forma = caratteristiche geometriche dell’oggetto immerso
Re = numero di Reynolds (riferito ad una dimensione caratteristica dell’oggetto)
Ma = numero di Mach (rapporto tra la velocità del fluido e quella del suono nel
fluido considerato)
Fr = numero di Froude (riferito ad una dimensione caratteristica del problema)
ε εε ε/l = scabrezza adimensionale
i12
15
Equazioni empiriche: C
Df
= f (Re
l
; ε/l)
-C
Df
=1.328/(Re
l
)
0.5
Moto Laminare
-C
Df
=0.455 / (log Re
l
)
2.58
– 1700 / Re
l
Zona di transizione
- C
Df
=0.455 / (log Re
l
)
2.58
Moto Turbolento (lastra liscia)
- C
Df
=[1.89 – 1.62 log(ε/l)]
-2.5

Moto

Puramente turbolento
Il coefficiente di drag, C
Df
, per una
lastra piana di lunghezza l, è funzione
del Numero di Reynolds, Re
l
, e della
scabrezza relativa, ε/l
Re
l
=ρUl/µ
i13
Forma: lastra piana parallela alla direzione del moto
⇒ ⇒⇒ ⇒ solo Drag di attrito
16
- In generale, quando il flusso incontra un oggetto che non sia una lastra piana, il campo di pressione
non è più uniforme.
- Se misuriamo la pressione lungo la normale locale alla superficie, troveremo gradienti trascurabili;
viceversa, la pressione varia lungo la superficie del corpo se questo è curvo. Causa di questa
variazione, è la variazione nella velocità della corrente libera al bordo dello strato limite
Esempio: flusso attorno ad un cilindro di fluido non-viscoso (µ =0)
Effetti del gradiente di pressione (cilindro circolare) 1/2
Pressioni sulla
superficie
Velocità alla
superficie
i14
Forma: corpi tozzi ⇒ ⇒⇒ ⇒ Drag di pressione non trascurabile
17
Effetti del gradiente di pressione (cilindro circolare) 2/2
Fisicamente, il fluido subisce:
- una accelerazione dal fronte (U =0, θ =0) alla sommità (U =U
max
, θ =90°)
- una decelerazione sino a zero (U =0, θ =180°)
- per µ =0, questo è realizzato da un bilancio tra effetti di pressione e di inerzia
- fisicamente, per un fluido ideale, una particella scivola giù dalla pressure hill
(gradiente favorevole di pressione) da θ =0° a θ =90° e poi risale in condizioni di
gradiente avverso di pressione da θ =90° a θ =180° senza perdita di energia.
i15
Nel passaggio dal A a F la particella è soggetta alla medesima distribuzione di pressione
della corrente ideale esterna, ma stavolta, a causa della viscosità, ci sono perdite di
energia ⇒ la particella non ha energia sufficiente per vincere tutto il gradiente avverso di
pressione e risalire sino al punto F sul retro dell’oggetto.
A causa dell’attrito, una particella non riesce a viaggiare dal fronte al retro rimanendo
attaccata al corpo. Esempio del ciclista che scende in una valle e poi tenta di risalire,
pedalando.
Il fluido avanza nella zona di gradiente avverso fin che può, poi si stacca dalla superficie
(separazione).
Alla localizzazione di separazione (profilo D) il gradiente di velocità alla parete è nullo
(zero t). Oltre tale punto, il flusso si inverte nello strato limite.
A causa della separazione, la pressione media nella parte posteriore del cilindro è minore
di quella nella parte anteriore. Questo causa un drag di pressione, che esiste anche per
fluidi con viscosità tendente a zero (sforzi tangenziali viscosi tendenti a zero). La
localizzazione della separazione, l’ampiezza della regione disturbata a valle dell’oggetto
e la distribuzione delle pressioni nello strato limtie dipendono dalla natura dello strato
limite.
Lo Strato limite turbolento si stacca dopo rispetto ad un laminare.
18
Dipendenza di C
D
dalla forma – 1/2
Coefficiente di drag per un’ellisse con area caratteristica A =b D oppure A =b l
D
l
b
↑ l/D ⇒ ↓ CD
i16
l/D =∞
U
l/D =0
U
Più tozzo è il corpo, maggiore è CD
l/D =0 ⇒ lastra piana normale al flusso ⇒ CD =1.9 (Re =105)
l/D =1 ⇒ cilindro circolare
l/D → ∞ ⇒ lastra piana parallela al flusso ⇒ drag di attrito >drag di pressione. In
questi casi si utilizza come area di riferimento la superficie planare A =b l (curva
tratteggiata)
Nota: la forza di drag, ottenuta utilizzando questi diversi coefficienti è, ovviamente,
sempre la stessa ⇒ rappresentano solo modi diversi si presentare le stesse informazioni.
19
Dipendenza di C
D
dalla forma – 2/2
La zona di scia a valle del corpo (b) è molto più ridotta, rispetto al
corpo (a)
In figura: due oggetti di diverse dimensioni (in scala) che sono
soggetti allo stesso drag, (a) cilindro circolare C
D
=1.2; (b) C
D
=0.12
i17
20
Dipendenza di C
D
dal Numero di Reynolds – 1/3
Re molto bassi (Re < 1)
Effetti inerziali trascurabili ⇒ D =f (U, l, µ)
Da considerazioni dimensionali ⇒ D =C µ l U
In cui: C dipende dalla forma del corpo
Re
2
2
1
2 2
C
l U
D
C
D
= =
ρ
Re =ρ U l / µ
Disco circolare
normale al flusso
C
D
= 20.4 / Re
Disco circolare
parallelo al flusso
C
D
= 13.6 / Re
Sfera
C
D
= 24.0 / Re
U
U
U
d
d
d
i18
21
Dipendenza di C
D
dal Numero di Reynolds – 2/3
Corpi affusolati C
D
∝ Re –1/2
Corpi tozzi C
D
≈ costante (10
3
<Re <10
5
in figura)
C
D
in funzione di Re per
cilindro circolare e sfera lisci
C
D
varia bruscamente quando lo strato
limite diventa turbolento 10
5
<Re <10
6
i19
22
Dipendenza di C
D
dal Numero di Reynolds – 3/3
Corpi affusolati: C
D
cresce quando lo strato limite diviene turbolento ⇒ la maggior parte
del drag è dovuta ad azioni tangenziali, che sono più alte in moto turbolento che in
laminare.
Corpi tozzi (cilindro, sfera, etc.): C
D
decresce quando lo strato limite diviene turbolento ⇒
lo strato limite può penetrare molto di più nella zona a gradiente avverso di pressione. Ne
risulta una più sottile regione di scia a valle, con riduzione del drag di pressione
Coefficiente di drag per
corpi di diversa forma
in funzione di Re
i20
Per corpi molto tozzi (come la lastra piana normale al flusso) si ha una separazione
indipendentemente dal fatto che lo strato limite sia laminare o turbolento ⇒ CD dipende
molto poco da Re
23
Dipendenza di C
D
dalla comprimibilità
- All’aumentare della velocità del corpo, la comprimibilità del fluido non è più trascurabile
- Bassi valori di Ma ⇒ comprimibilità poco importante
- Alti valori di Ma ⇒ comprimibilità molto importante (solo effetti secondari di Re)
Esistenza di onde di shock
per Ma vicino ad 1
Numero di Mach
Ma =U / c
c: velocità del
suono nel fluido
i21
24
Dipendenza di C
D
dalla scabrezza superficiale
- Entra in gioco quando il moto nello strato limite è turbolento
- La Scabrezza altera gli sforzi tangenziali alla parete (τ) e Re a cui avviene la transizione
- Corpi affusolati: il drag aumenta con la scabrezza superficiale (ali degli aereoplani il più
liscie possibile)
- Corpi tozzi (cilindro, sfera, etc.): un aumento della scabrezza superficiale può anche
causare una diminuzione del drag.
i22
Quando lo strato limite diviene turbolento, la regione di scia a valle è più stretta di
quanto accade in codizioni laminari. Il risultato è una diminuzione del drag di pressione,
con un leggero aumento del drag di attrito, ed una globale diminuzione della forza di
drag.
Lo strato limite può essere reso turbolento con un incremento della scabrezza
superficiale.
Esempio
Pallina da golf: D =4.3 cm, peso =0.44 N, U =60 m/s
Pallina da ping pong: D =3.8 cm, peso =0.025 N, U =20 m/s
Determinare: Drag per la palla da golf liscia e scabra e per la palla da ping pong.
Drag =½ ρ U
2
¼ π D
2
C
D
Palla da golf Re =ρUD/µ ≈ 1.8 × 10
5
Palla da ping pong Re =ρUD/µ ≈ 4.8 × 10
4
Palla da golf scabra: C
D
=0.25 Drag =0.83 N
Palla da golf liscia: C
D
=0.51 Drag =1.68 N
Palla da ping pong: C
D
=0.50 Drag =0.12 N
25
i23
Dipendenza di C
D
dal numero di Froude
C
Dw
=coefficiente di Drag riferito alla sola dipendenza di Froude (fenomeni di interazione
con la superficie fluida); come è evidenziato in figura questo coefficiente è influenzato
fortemente dalla forma.
l g
U
Fr =
Il numero di Froude, Fr, può essere interpretato come il rapporto tra la velocità con cui si
muove una corrente a pelo libero e la velocità di un’onda che si muove sulla superficie.
Se ad esempio si immagina una barca che si muove in mare, questa produrrà delle onde
che richiedono una certa energia per essere prodotte. Tale energia assorbita dalla barca si
manifesta come Drag. La natura delle onde dipenderà tra l’altro dal valore del numero di
Froude riferito al fluido e ad una dimensione rappresentativa della barca.
Il C
D
della barca è funzione del numero di Reynolds (effetti viscosi) e del numero di
Froude (effetti dovuti alla formazione delle onde) ⇒ C
D
=f(Re ; Fr)
Solitamente è difficile predisporre un modello che simuli entrambe queste dipendenze
(teoria della similitudine); fortunatamente però in molti casi è possibile separarne gli
effetti.