You are on page 1of 16

Fondato nel 1948

Anno 62°

n. 1 - Gennaio 2010
Fatica Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C,
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçue -Tariffa

Si nasce, si muore, con fatica. riscossa To C.M.P.

In ogni azione, nella giornata


si compie ogni cosa, che fatica.
Coraggio! Mettiamoci entusiasmo!
Chiediamoci: Per che cosa vivere?
Viviamo per amare noi stessi e gli altri. • Natale in caserma
Chiediamoci: Cosa ci spetta dopo la vita?
Ci aspetterà l’aver vissuto
• Ospedale Cottolengo
quest’avventura,
questa fatica del vivere.
• Casa Accoglienza
Questa vita di limiti. • Evangelizzare con i segni
Ci aspetterà l’immensità
del mistero d’Amore.
Rita Corsi

Rita Corsi, nata a Campi Salentina (Lecce),


il 19/11/1960 entra nella Piccola Casa nel
Febbraio 1962, attualmente in Santa Elisabetta.
I l p u n t o

Hanno sloggiato Gesú!


S OMMARIO
NOTIZIE

S’avvicina il Natale e le vie della città s’ammantano di


3 Il punto - Hanno sloggiato Gesù
Chiara Lubich
Periodico della Famiglia 4/7 Ospedale Cottolengo
Cottolenghina e degli La direzione dell’Ospedale luci. Una fila interminabile di negozi, una ricchezza fine,
ex Allievi e Amici 14 Casa di spiritualità Mater Unitatis
della Piccola Casa Don Paolo Squizzato
ma esorbitante. A sinistra della nostra macchina ecco una
15 Verso le vette dello spirito serie di vetrine che si fanno notare. Al di là del vetro nevica graziosamente: illusione otti-
n. 1 gennaio 2010 Chiara Andreola - Città Nuova
Periodico quadrimestrale
ca. Poi bambini e bambine su slitte trainate da renne e animaletti waltdisneyani. E anco-
22-23 Caritas Christi Urget Nos!
Sped. in abb. postale Suor Luisa Busato ra slitte e Babbo Natale e cerbiatti, porcellini, lepri, rane, burattini e nani rossi. Ah! Ecco
Comma 20 lett. C art. 2
Legge 662/96
24 Professione Fratel Paolo Rinaldi gli angioletti… Macché! Sono fatine, inventate di recente quali addobbi al paesaggio bian-
Fratel Giuseppe Meneghini
Reg. Trib. Torino n. 2202
27 Una bella presenza, in una città lontana
co. Un bambino con i genitori si leva sulle punte dei piedini e osserva, ammaliato.
del 19/11/71
Indirizzo: Via Cottolengo 14
Sessantacinque anni di ordinazione Don Vallo Ma nel mio cuore l’incredulità e poi quasi la ribellione: questo mondo ricco si è «acca-
Redazione
10152 Torino - Tel. 011 52.25.111 lappiato» il Natale e tutto il suo contorno, e ha «sloggiato» Gesù! Ama del Natale la poe-
C.C. post. N. 19331107 28 Elezione Superiora Generale
Direzione Incontri Madre Giovanna Massé sia, l’ambiente, l’amicizia che suscita, i regali che suggerisce, le luci, le stelle, i canti.
Cottolengo Torino Redazione Punta sul Natale per il guadagno migliore dell’anno. Ma a Gesù non pensa.
29 Inaugurazione Padiglione Frassati
Direttore responsabile Fanfara Brigata Alpina Taurinense «Venne fra i suoi e non lo ricevettero…»
Don Carlo Carlevaris Redazione «Non c’era posto per Lui nell’albergo…», neppure a Natale.
Amministrazione 30 Gli amici che ci hanno lasciati
Avv. Dante Notaristefano Formica/Portigliatti/Scrimaglia/Carmela Stanotte non ho dormito. Questo pensiero mi ha tenuta sveglia. Se rinascessi farei tante
Segreteria di redazione Redazione cose. Fonderei un’Opera al servizio dei Natali degli uomini sulla terra. Stamperei le più
31 Leggiamo un libro- Schegge di vita
Salvatore Acquas
redazioneincontri@hotmail.it contemplativa
belle cartoline del mondo. Sfornerei statue e statuette con l’arte più pregiata. Inciderei poe-
Le sorelle del Monastero Cottolenghino “S. Giuseppe” sie, canzoni passate e presenti, illustrerei libri per piccoli e
Comitato di redazione
Salvatore Acquas SPIRITUALITÀ adulti su questo «mistero d’amore», stenderei sceneggiatu-
Mario Carissoni
Mauro Carosso
10-11 L’Angelus re per rappresentazioni o film. Non so quel che farei… Oggi
Padre Gottfried Egger - Mario Carissoni
Don Roberto Provera ringrazio la Chiesa che ha salvato le immagini.
Rodolfo Scopelliti TESTIMONIANZE
Quando sono stata, anni fa, in un paese in cui dominava
Progetto grafico 8-9 Natale in caserma
Salvatore Acquas Leo Vercellone
l’ateismo, un sacerdote scolpiva statue d’angeli per ricorda-
Valter Oglino
12-13 Harambee re alla gente il Cielo. Oggi lo capisco di più. Lo esige l’atei-
Prove digitali
LEM Stampa digitale
Fr. Giuseppe Gaido smo pratico che ora invade il mondo dappertutto. Certo che
16-17 Evangelizzare con i segni
via Bologna 220 - Torino
Don Emanuele Lampugnani questo tenersi il Natale e bandire invece il Neonato è qualcosa che addolora.
Tel. 011 2475546
18-19 Casa Accoglienza Che almeno in tutte le nostre case si gridi Chi è nato, facendogli una festa come non mai.
Stampa: La Redazione
Tipografia Vincenzo Bona 20-21 Casa dello spirito CHIARA LUBICH
Strada Settimo 370/30 - Torino R. Della Rovere
Tel. 011 273.77.77 Tratto dal libro: E torna Natale, Edito da Città Nuova
25 Mi chiamo Mururu
Blog Chaaria
Ringraziamo la Tipografia “Vincenzo Bona” per la 26 La notte in cui diventai adulta era quasi
gentile collaborazione alla pubblicazione del nostro il Natale del 1945
periodico “Incontri”.
Il Santo Cottolengo ripeteva spesso che il Signore Franca C. Bonzano “ La Redazione di “Incontri” augura a tutti
non manca di benedire i benefattori della piccola
Casa… e finora il Signore non si è mai smentito!!!
32 “Fatica” - poesia
Rita Corsi
i lettori un Natale di gioia e di pace ”
Per la Redazione Don Roberto Provera SSC
4 N o t i z i e I n c o n t r i 5

O spedale
Sono trascorsi ormai saranno comunemente deno- Inoltre il malato dell’Ospedale Cottolengo come
minate “Ospedale della Piccola ospedale di zona… Di fronte
molti anni dalla sua
nascita; soffermiamoci
Casa” o più semplicemente
“Ospedale Cottolengo”. “ ricevuto che egli è, se non
ritorna al suo pristino stato di
salute, e non possa procacciarsi
però alle difficoltà che compor-
tava una nuova classificazione,
Apprendiamo che “sei sono le fu chiesta la revoca del provve-
colle sue fatiche il vitto giorna-
un momento sul no- sale destinate alla cura degli liero non viene licenziato, e se
dimento, che viene accolta dal

Cottolengo
infermi” e che tra gli ammalati Presidente della Regione
stro Ospedale e riper- sono da includere sia gli acuti
vive finché la Provvidenza non Piemonte in data 20/11/1972.
lo chiama a sé. Similmente, non
corriamone insieme la che i cronici, in quanto all’epo- ne viene accomiatato ancorché
Il 24 luglio 1976, la Piccola
ca non era in vigore la specializ- casa richiede autorizzazione
storia, con la gioia di zazione dei ricoveri ospedalieri.
la malattia prendesse caratteri all’apertura ed esercizio della
da poter essere accettato in altri Casa di Cura Cottolengo. La
rispolverare la nostra
mai appannata memo- “ L’ospedale è destinato alla
cura di uomini e donne, di fan-
ciulli e fanciulle, ammalati per

ospedali .
Nel 1939 l’ospedale della Pic-
cola casa in virtù della legge
delibera della regione Pie-
monte del 10 maggio 1977
spiega così la richiesta:
ria, nel ricordo delle la massima parte di infermità, ospedaliera del 1938 ottiene di
sue origini, per riaffer-
marne lo spirito e il
che non sono curate negli altri


spedali .
Si sottolinea che
essere classificato ospedale di
terza categoria. Così si legge
nel Decreto del Prefetto 20 giu-
“ Detta domanda di autorizza-
zione scaturisce dalla necessità
di regolarizzare una situazione
gno 1939: di fatto esistente, circa il funzio-
motivo del suo essere.
“ gli infermi vi sono ricevuti
senza eccezione veruna, di qual-
siasi paese, o di qualsiasi nazio- “ Ritenuto che l’Ospedale Cot-
tolengo di Torino ha una media
namento di detta Casa di Cura
privata, senza che agli atti risul-
ti tuttora, se a suo tempo emes-

L a storia dell’Ospedale della


ne eglino sieno .

I posti letto sono 175 e “nessu-
giornaliera di 130 degenze… e
corrisponde, in massima ai re-
sa, l’originario provvedimento

Piccola Casa della Divina


Provvidenza, comincia il 17
no (era) mai lasciato vacante” Il
calendario poi non tralascia di
quisiti dell’Art, 6 delle norme di
cui al R.D. per gli ospedali di

autorizzativo .
Il 22 maggio 1981, con D.P.R.
viene riconosciuta la natura
porre in evidenza l’interesse
gennaio 1828, quando l’allora
canonico Giuseppe Cottolen-
go, dà inizio all’assistenza degli
scientifico della “clinica così
interna come esterna”, dal mo-
terza categoria… .

Il 27 maggio 1969 si prospetta
come soluzione più confacente
giuridica privata della Piccola
Casa.
ammalati che accoglie nel L’ospedale della Piccola Casa mento che
alla Piccola Casa quella di
Arriviamo così sino ai nostri
giorni, al 16 maggio 2006,
“Deposito de’ poveri infermi
del Corpus Domini” (poi comu-
nemente chiamato della Volta
della Divina Provvidenza “ nelle infermerie della Piccola
casa sono raccolti i rifiuti degli
optare per la classificazione quando tre anni dopo la pre-

Rossa). Il deposito rimane


aperto sino al mese di settem- sciuti. In forza del Regio De- che ha determinato, e che deter-

altri spedali .
Nella sala operatoria
bre 1831, quando viene chiuso
dalle autorità cittadine, allar-
creto, l’Amministrazione del-
l’Ospedale, come di tutta la
minerà il detto canonico Cot-
tolengo al quale sarà lasciata le
“ quasi quotidianamente vi
fanno operazioni chirurgiche
svariatissime, amputazioni, li-
mate a causa di una grave epi- Piccola Casa, sarà costituita da più ampia libertà, e non sarà
demia scoppiata in città. trotisie, estirpazioni di scirri, di
una Direzione Singolare rap- tenuto di rendere a chicchessia cancri, e mille altre che sarebbe
L’attività assistenziale però non presentata dal canonico Cot- conto del suo operato, persuasi
si ferma; riprende il 27 aprile
1832, in quella che è e continua
ad essere, la Piccola Casa della
tolengo e successivamente dai
suoi successori. Nel sovrano
come siamo che disporrà ogni
cosa in modo conforme a procura-
troppo lungo annoverare… .
L’allora Direttore Sanitario ”
della Piccola casa, il dott. Lo-
provvedimento si legge infatti: re all’Istituto i maggiori vantaggi
Divina Provvidenza. possibili e durevole esistenza
renzo Granetti, nel 1841 ci
lascia scritto, che non solo non
Dal 27 agosto 1833,con ricono-
scimento giuridico civile me-
diante Regio Decreto, la Pic-
“ Approviamo, e vogliamo che
riconosciuta sia l’esistenza legale
del mentovato pio Istituto, lo
all’opera di Carità che è frutto di


sue cure .
vi era mai posto vuoto, ma se
ne trovava
cola Casa della Divina Prov- accogliamo sotto la Nostra specia- Nel 1835 il Calendario Gene-
videnza, potrà annoverare l’atti-
vità ospedaliera tra i suoi fini
le protezione e prescriviamo che
debba continuare sempre ad esse-
rale pè Regii Stati, registra ed
attesta la presenza nella Piccola
“ sempre un numero di volanti
per gli ammalati cronici che ina-
spettatamente giungono da pae-
istituzionali legalmente ricono- re governato secondo le norme Casa di “infermerie” le quali

si lontani .
6 N o t i z i e I n c o n t r i 7
attenzione le fasce più deboli lano tra 70 e 100 ogni giorno continua alla Mission della
della Società. Afferma il valore e testimoniano il gradimento Piccola Casa della Divina Prov-
sacro della vita umana e promuo- dei nostri servizi. videnza.
ve la dignità di ciascuno [….] La Presidenza del Consiglio di A tutti gli operatori, dipenden-
secondo le finalità datele dal Amministrazione del Presidio ti e liberi professionisti, al mo-
fondatore San Giuseppe Cotto- Sanitario, così come lo era al- mento dell’assunzione o della
lengo, anche attraverso lo svol- l’alba della Piccola Casa è rap- stipula del contratto, viene
gimento dell’attività ospedaliera presentata dal Padre Generale, chiesto di sottoscrivere un
e L’Ospedale Cottolengo è quindi unico e legale rappresentante impegno a partecipare alla spe-
parte della Piccola Casa della della Piccola Casa della Divina cifica missione della Piccola
Divina Provvidenza i cui poveri Provvidenza. Il Consiglio è Casa e ad osservarne i principi
composto di due Sacerdoti

serve perciò prioritariamente .
E cosi continua tutt’ora; basta
Condirettori, dal Superiore
Generale dei Fratelli e suo
etico morali propri di un istitu-
to cattolico.
Per concludere, ci sembra di
leggere nel 2008 quante presta- Vicario, dalla Superiora Gene- poter dire che da questa carrel-
zioni ambulatoriali e diagnosti- rale delle Suore e sua Vicaria. lata, che per necessità di spazio
che gratuite, e il ricovero di 11 Il personale, infermieristico, ha molto sintetizzato e ridotto
persone totalmente prive di assistenziale e amministrativo è notizie molto più ampie, i valo-
copertura sanitaria. Le preno- in grande maggioranza laico; ri d’essere dell’Ospedale Cot-
tazioni ambulatoriali poi, oscil- non manca però la formazione tolengo, pur nello scorrere del
tempo, emergono sempre con
fedele trasparenza.
sentazione della domanda, solto, di rispondere ai bisogni colo 1 del regolamento appro- Riaffermano, che anche attra-
l’Ospedale Cottolengo viene del territorio. Siamo cosi qui vato dal Ministero del Lavoro, versando grandi cambiamenti,
riconosciuto Presidio Sanitario. giunti all’ultimo passaggio buro- della Salute e delle Politiche politici, normativi e di rappor-
L’attuale denominazione. Il cratico, che si inserisce, ma non Sociali: to con una popolazione sul ter-
passaggio a Presidio Sanitario è interrompe la storia dell’Ospe- ritorio fortemente cambiata,
stato riconosciuto dalla regione
Piemonte con deliberazione
del Consiglio Regionale del 18
dale Cottolengo, che pur essen-
do riconosciuto presidio sani-
tario accreditato è e permane
“ L’Ente gestore del Presidio
Sanitario Ospedale Cottolengo
sito in Torino, via San Giuseppe
continuano a portare avanti,
oggi come ieri, testimonianza
di umanizzazione e di difesa
maggio 2006, n° 69-16244. l’Ospedale della Piccola Casa Benedetto Cottolengo n° 9, è della vita; dal suo concepimen-
Cosa si intende per Presidio della Divina Provvidenza. Ri- l’Ente Morale no profit Piccola to sino alla morte, con pre-
Sanitario? Il termine Presidio sulta ben specificato nell’Arti- Casa della Divina Provvidenza, cedenza per gli ultimi e porta-
individua una vasta gamma di ente giuridicamente riconosciu- no l’annuncio evangelico come
realtà, che vanno dal semplice to con R.D.27 agosto 1833, testimonianza della carità, in-
poliambulatorio sino ai policli- iscritto nel registro delle persone vestendo nella ricerca secondo
nici, dove l’attività di cura si giuridicamente riconosciute del i principi della Chiesa.
associa anche alla ricerca. Al Tribunale di Torino in data 15 Rappresentano infine, un mo-
suo interno, possono essere
garantite prestazioni sanitarie
in regime di ambulatorio,
ottobre 1992, al n° 1251 .

Nello stesso articolo viene spe-
dello di governance obiettivo e
trasparente.
Nostro augurio e impegno è
pronto soccorso, ricovero in cificato il fine e il movente:
che i valori della mission e lo
day surgery o ordinario.
Quindi niente di straordinario
o di diverso, rispetto a… ieri.
“ La Piccola Casa della Divina
Provvidenza ha come fondamen-
to e come anima la carità di
stile di servizio cottolenghino,
nell’Ospedale Cottolengo, non
vengano mai meno.
Nello specifico, per l’Ospedale Cristo. Si prende cura, senza di- Diversamente non avrebbe ra-
Cottolengo, rappresenta rico- stinzione alcuna, della persona gione di esistere.
noscimento della sua equipara- ammalata, abbandonata, partico-
zione ai presidi pubblici, nello larmente bisognosa, nella sua La Direzione dell’Ospedale
svolgimento del compito, di dimensione umana e trascenden-
fatto storicamente sempre as- te e pone al centro della sua
8 T e s t i m o n i a n z e I n c o n t r i 9
Eravamo alla fine degli anni chiale e i tre militi entrarono nel come si potrebbe pensare il neo-
50 e la stazione dei carabinie- tempio per presenziare alla Messa nato, ma il giovane carabiniere che
di mezzanotte. L’ufficio religioso spinto da una nausea incontrolla-
ri che comandavo, contava cominciò poco dopo, inondato bile, intendeva raggiungere al più
cinque unità: comandante, dalle vibranti note di un organo, presto una siepe, oltre la quale
suo vice e tre carabinieri, uno che accompagnava una cantoria di restituire alla natura tutta la cena
dei quali l’autista del ca- prim’ordine giunta da lontano per natalizia… con buona pace del
mioncino FIAT-ELR, asse- solennizzare le varie fasi della cele- cuoco, dei parenti premurosi e del
brazione. All’elevazione tutti si cannonau color rubino. Era scon-
gnatoci da poco. L’automezzo inginocchiarono, tranne i tre volto il povero ragazzo! Pallido e
era dotato di cassone coperto uomini in divisa che, disposti nel tremante mi venne incontro e si
da telone, con due panche di primo banco della fila destinata ai scusò. Lo rincuorai dicendogli
legno perché così, in caso di maschi, si misero sull’attenti, che il suo stato era comprensibile,
restando immobili come pali. panca sinistra sedette il marito, data la delicata funzione che gli
necessità, sei militari poteva-

c
Alla scampanellata che annuncia- che accarezzandole teneramente era stata affidata e lo sballotta-
no sedere faccia a faccia.

Natale
va la fine del momento più impor- la mano le faceva sentire la sua mento dell’automezzo, costretto a
tante della celebrazione, giunse un presenza e partecipazione. Lei correre a velocità sostenuta su

in...
uomo trafelato e balbettante che si però, soffriva di dolori intensissi- strade non asfaltate e per giunta
avvicinò per riferirci di una telefo- mi, cosicché continuava a lanciare innevate. Il taglio cesareo, com-

aserma
nata ricevuta dalla caserma. Era il urla strazianti impressionando il piuto da un chirurgo d’eccezione,
farmacista del paese che raggiunto giovane carabiniere, che seduto portò alla luce un maschio prodi-
al suo telefono di casa, aveva alla sua destra, aveva il compito di gioso del peso di ben cinque chili.
avuto dal piantone l’incarico di far luce con una potente torcia sul Puerpera e nascituro, al quale fu
cercarci in chiesa, per informarci “campo d’intervento”; le gambe imposto il nome di Natalino, mira-
Consuetudine di quel reparto, era capace di ospitare sino a venti per- il bravo “cuoco” si era industriato che in una frazione situata nel divaricate della povera donna, colosamente se l’erano cavata, e
che alla vigilia del Santo Natale, sone; il desco debordava di preli- a preparare le “pettole” e le “car- punto più alto del nostro territo- davanti alle quali, l’ostetrica, ingi- così , tutto finì felicemente…. in
tutti i componenti e loro famiglia- batezze che andavano dalla sop- tellate “ al miele mantecato con rio, una partoriente si trovava in nocchiata sul fondo del cassone, gloria.
ri si riunissero nella sala mensa per pressata calabra fornita dal carabi- fichi secchi, ricoperte di palline serie difficoltà e la levatrice che continuava a manipolare il feto, Alle fine degli anni 80, fui invitato
consumare insieme la cena natali- niere diciottenne appena promos- dolci colorate, mentre il piantone, l’assisteva chiedeva aiuto per il per evitare che si potesse strango- dalla sezione A.N.C. di quella mia
zia, di solito preparata dal militare so, cui i genitori, per il primo campano d’origine, aveva messo a trasporto all’ospedale. In quel- lare con il cordone ombelicale, nel lontana sede di servizio, per parte-
più abile ai fornelli. Questo si Natale fuori casa non avevano far disposizione la “pastiera”, prepa- l’epoca le autoambulanze erano caso avvenisse un’espulsione cipare alla commemorazione del
faceva perché si voleva dare ai mancare le buone cose della sua rata con tanto amore dalla fidan- poche e le si vedeva solo nelle città improvvisa. La neve intanto si era trentennio del sodalizio che avevo
celibi l’opportunità di non sentirsi terra; ai “lampacioni” amari op- zata partenopea. Quattro bottiglie e loro periferie. Non ci restava che messa a scendere a larghe falde e contribuito a fondare. Nel corso
soli in questi particolari giorni di portunamente conditi, che ad ini- di “cannonau”, inviate al nostro dirigerci in loco per tentare di ese- l’opera dell’autista si faceva sem- della cerimonia, fui chiamato a
festa. Sapevamo che lontani dalle zio pasto avrebbero stuzzicati i autista dai genitori sardi, comple- guire il trasporto con il nostro pre più difficile. Impiegammo tre riconoscere un socio in divisa
loro contrade sognavano con succhi gastrici; alle orecchiette tavano il menu della serata. automezzo. Quando giungemmo quarti d’ora per raggiungere il sociale, di una non comune costi-
nostalgia, tavole imbandite e tutto con cime di rapa, poi le triglie al Alle 23,30, come da brogliaccio, alla località indicata, un nevischio nosocomio e quando il mezzo si tuzione fisica, ma con nessun trat-
il calore della famiglia unita. Al cartoccio che spandevano il loro l’automezzo di servizio,lasciò la gelido batteva secco sul parabrez- fermò davanti al portone d’ingres- to somatico che mi tornasse alla
momento, il soggetto meglio pre- profumo nell’ambiente e oltre, caserma con l’autista e il coman- za del camioncino. La partoriente so del pronto soccorso, ci sentim- memoria. Quando però si presen-
parato in gastronomia era il vice, segnando il senso della festa che si dante in cabina, mentre il carabi- era realmente in cattive condizio- mo tutti sollevati. Avvertiti dalla tò con il nome di Natalino, allora
che la spuntava nei confronti di andava a celebrare. Come dessert niere più giovane sistemato nel ni. La levatrice che l’assisteva ci nostra caserma un medico e due subito la mia mente corse all’epi-
chiunque amasse cimentarsi in cassone si sarebbe sorbito la pol- informò che se non avessimo rag- portantini ci stavano aspettando sodio di quel lontano Natale 1950
tale delicata materia. E così, il vere di strade non asfaltate e la giunto al più presto l’ospedale per sulla soglia con la barella. Lasciai e gli andai incontro festoso per un
giorno della vigilia, coadiuvato temperatura rigida di una notte un taglio cesareo, madre e figlio la cabina dell’automezzo ancor abbraccio caloroso, come si trat-
dal piantone della caserma, si senza stelle. L’appuntato aiutato avrebbero potuto rischiare prima che l’autista spegnesse il tasse di un figlio mio.
mise all’opera per preparare una dalle signore presenti e dal pian- entrambi la vita. Il nascituro era di motore, per precipitarmi a sgan- Leo Vercellone
cenetta con manicaretti di esclu- tone, avrebbero provveduto a peso eccezionale e si presentava ciare il portellone del cassone;
sività pugliese,essendo lui di rigovernare le stoviglie, natural- podalico con nessuna possibilità operazione che sapevo difficile L’autore dello scritto, all’epoca in cui inol-
quelle parti. Puntuali alle nove di mente a mano perché all’epoca di poterlo rivoltare. L’aspirante per chi si trovava all’interno. trammo richiesta di collaborazione, era un
sera celibi e ammogliati con le non esistevano lavapiatti auto- puerpera, prelevata dal suo letto Avevo appena abbassato il batten- dirigente della sezione A.N.C. Torinese ed
rispettive consorti e figliolanza, matiche, non erano ancora state di dolore, fu adagiata al centro del te, quando un corpo come sparato è certamente anche merito suo se oggi
godiamo di un servizio animato da quei
si trovarono seduti attorno al inventate. Il camioncino si fermò cassone del camioncino, avvolta in da un cannone da circo, m’investì sentimenti ben evidenziati nel racconto che
tavolo da pranzo della caserma, sul sagrato della Chiesa Parroc- un paio di trapunte di lana. Sulla facendomi barcollare. Non era, ci è stato donato.
10 S p i r i t u a l i t à I n c o n t r i 11

L’Angelus
trebbero svegliare i
cittadini stressati.
Ma forse c’è da spe-
L’iniziatore dell’An-
gelus come lo cono-
sciamo fu fra Be-
“ I Frati devono
invitare i fedeli a
salutare Maria tre
Maria con la recita dell’“Ave”.
In un lungo processo temporale
si è così “cristallizzato” il saluto
rare che proprio in nedetto Sinigardi volte, quando alla angelico che conosciamo.
un tempo in cui fer- di Arezzo. Negli sera suona in con- L’Angelus nella forma odierna si
vono le discussioni anni della gioventù, vento la Com- trova per la prima volta nell’Of-
sulla presenza delle era l’anno 1211, pieta. Devono far- fizium Parvum Beatae Virginis
moschee in Europa, egli udì predicare il lo con le stesse pa- Mariae, edito nel 1571 durante
non scompaia que- santo di Assisi nella role con cui l’An- il pontificato di Papa Pio V.
sta antica “sveglia” città di suo padre. gelo Gabriele sa- La preghiera che accompagna
cristiana! L’uomo, cresciuto lutò Maria, ossia l’Ave Maria al suono delle cam-
L’uso della preghiera alla maniera dei no- con l’Ave Maria” pane al mattino, a mezzogiorno
dell’Angelus risale bili, fu a tal punto e sera, si è affermata in genera-
infatti al XIII secolo.
Francesco d’Assisi,
conquistato dalla
sua parola da deci-
(Lc 1,38).

Il Capitolo Pro-
vinciale dei Frati
le alla fine del XVI secolo; in
origine era la preghiera della
che nel suo viaggio dere di entrare nel- Messa della solennità dell’An-
missionario si era Minori a Padova
l’Ordine. Fra Bene- nunciazione, il 25 marzo.
nel 1294 ordinò
Il rintocco delle campane ci ricorda spinto fino in Orien- detto ricevette per-
quanto segue:
Nel Messale approvato dal
te, rimase pro- sonalmente il saio Papa Paolo VI è la colletta della
il mistero dell’Incarnazione, l’inaudito dono fondamente impres-
di un Dio che si fa prossimo agli uomini. sionato dal muezzin
il quale, cinque volte
da Francesco e a 27
anni divenne pro-
vinciale della Marca di Ancona.
“ In tutti i con-
venti si suoni bre-
vemente la campana tre volte alla
Memoria della Beata Vergine
del Santo Rosario, il 17 ottobre.
L’Angelus si caratterizza come
al giorno dal minare- Il suo spirito missionario lo con- sera per onorare la Madre di Dio. una preghiera che scandisce i tre
e campane delle nostre chiese Una volta, quando la vita era to, invitava i fedeli a lodare Dio punti centrali della giornata ed è
L suonano tre volte al giorno: più ordinata e tranquilla, anche gridando: “Allah è grande, non
dusse successivamente in Gre-
cia, Romania e Turchia, dove
I frati devono inginocchiarsi e pre-
gare tre volte: «Ave Maria». una sorta di breviario popolare,
al mattino, a mezzogiorno e
sera. Ai nostri giorni questo
se non più facile di oggi, si pre-
stava più attenzione a questo
c’è nessun Dio eccetto Allah!”.
Tornato in Italia, Francesco
visse lo scisma tra la Chiesa
occidentale e orientale. Quindi
Nel Medioevo, sullo sfondo di
questa pia raccomandazione di
” che aiuta a santificare il tempo
del giorno.
suono non è più di moda e in suono. I contadini interrom- volle che quest’uso, sebbene in si recò nella terra di Gesù dove “L’Angelo del Signore” vuole
vari paesi e città (in Italia ma pevano il lavoro nel campo o a altre forme, venisse introdotto preghiera, nasce la convinzione
gli fu affidato dai Frati di Terra sempre ricordare a noi quanto
anche in Europa), c’è chi ha casa, toglievano il cappello e si anche nelle nostre terre. Così che l’Angelo del Signore abbia
Santa il servizio di Provinciale. siamo preziosi agli occhi di Dio,
fatto causa alla parrocchia con- inginocchiavano pregando l’An- scrive ai superiori, i Custodi del portato l’annuncio a Maria di
Lavorò instancabilmente per 16 al punto tale che si fece uomo
tro il suono mattutino delle gelus. Quanta gioia e forza dava suo ordine: sera. Papa Giovanni Paolo II, il
anni in questa provincia e in per redimerci.
campane. Eppure questo suono questa preghiera recitata al 23 maggio 1993 visitò Arezzo e
questo tempo fondò il primo
appartiene alla nostra tradi-
zione!
suono delle campane! In alcuni
casi la preghiera veniva recitata

E dovete annunciare e predica-
re la sua gloria a tutte le genti,
così che ad ogni ora, quando suo-
convento francescano a Costan-
tinopoli. Nel 1241 ritornò in
sostò a pregare davanti alla
tomba del beato Benedetto
Sinigardi e disse: “È sempre
Padre Gottfried Egger
trascritto da Mario Carissoni

Certamente molti nostri con- anche prima dei pasti. Si pensa- patria nella sua città di Arezzo,
nano le campane, sempre da tutto molto efficace fermarsi a mez-
temporanei non capiscono più va così all’Incarnazione di Dio. e introdusse tra i suoi confratel-
il popolo siano rese lodi e grazie a zogiorno e pregare la Madon-
il significato di questi rintocchi; L’Incarnazione è il punto di li del convento la seguente anti-
Dio onnipotente per tutta la na. Oggi è particolarmente
ne consegue che il rumore del svolta della storia della Sal- fona mariana. “Angelus Domini
traffico stradale, delle fabbri-
che e delle mille espressioni
della nostra vita frenetica non
vezza: una donna, Maria, ha
collaborato con la grazia di Dio
come nessuna altra persona al
terra” (Lettera ai Custodi 1,8).
Scrive anche una lettera ai reg-
gitori dei popoli, in cui manife-
” locatus est Mariae”, (l’angelo del
Signore portò l’annuncio a Ma-
significativo perché noi ci tro-
viamo nel luogo in cui secondo
tradizione è nato l’uso dell’An-
sta lo stesso desiderio: ria). Dispose che questa antifo- gelus”.
lasciano più udire il tocco leg- mondo. È divenuta la porta na fosse pregata alla sera, dando
Nel resto del mondo il suono
gero delle campane delle chie-
se. Chi se ne accorge? Nelle
nostre scuole la campanella
attraverso cui Dio ha potuto
entrare nel mondo; il quotidia-
no suono delle campane vuole

E siete tenuti ad attribuire al
Signore tanto onore fra il popolo a
voi affidato, che ogni sera si
un segnale con il suono delle
campane. L’esempio di Arezzo
fece scuola. San Bonaventura,
serale delle campane si in-
trodusse dapprima nel 1307 a
indica la fine della lezione; ricordarci proprio questo fatto. annunci, mediante un banditore o Gran (Ungheria), quindi a
rinnovatore dell’Ordine france- Roma nel 1327, Papa Giovanni
nelle fabbriche la sirena avvisa Nella nostra società il ritmo qualche altro segno, che siano rese scano, durante il Capitolo Ge-
che è l’ora della pausa o del della vita e del lavoro è forte- lodi e grazie all’onnipotente XII nel 1318 ordinò che ogni
nerale di Pisa del 1263, prescris- giorno, alla sera, al suono delle
cambio del turno, ma non si mente cambiato. Le campane
sentono più le campane. al mattino tacciono perché po-
Signore Iddio da tutto il popolo

(Lettera ai reggitori dei popoli, 7).
se ai suoi fedeli: campane si onorasse la Vergine
12 T e s t i m o n i a n z e I n c o n t r i 13
La gente è stata assai gene-

Harambee
rosa, e la cifra raccolta supe-
ra l’ammanco ancora neces-
sario per poter pagare la
scuola. Lo vedo molto feli-
ce, e mentre ritorno a piedi
verso l’ospedale, rifletto su
questa idea solidale che ho
visto solo in Kenya.
Un esempio L’Harambee è un concetto
molto profondo, ed anche
di solidarietà Kenyana semplice nello stesso tempo:
si parte dalla considerazione
che tutti, prima o poi, pos-
sono essere nel bisogno.
Oggi sono io ad avere un
problema: può essere un
ricovero ospedaliero, un
intervento chirurgico o un
Oggi pomeriggio sono stato a casa di Kaimenyi. corso di studi da pagare
C’era la Harambee, o Maketha in Kimeru, per- come nel caso di oggi a
Chaaria. Domani sarà il mio
chè sua sorella ha ricevuto la possibiltà di iscri- vicino ad essere nelle stesse casa mia. moltissimo e che potremmo
versi alla scuola per tecnici di laboratorio, ma a condizioni. Questo è davvero un bel concet- sintetizzare come: “l’unità fa la
casa non ci sono soldi. È quindi naturale che io aiuti i to di solidarietà tra poveri, e noi forza!”. Infatti, anche se ognu-
miei compaesani nella neces- Europei dobbiamo imparare no può contribuire solo pochi
sità, perchè se oggi lo faccio io, molto da loro. Io per esempio scellini, ma tutti partecipano
Perdere l’occasione del college ceremony), usando un microfo- Partecipano in tanti; si scherza posso essere sicuro che domani non l’ho mai visto fare in Italia! generosamente e massivamen-
sarebbe stato un peccato per- no collegato a dei grossi ampli- insieme. È davvero una festa di loro faranno altrettanto quan- L’Harambee si basa poi su te, alla fine della giornata si rac-
chè è così difficile entrarvi, ma ficatori presi a prestito, comin- villaggio. do le difficoltà arriveranno a un’altra idea che a me piace colgono cifre impensate di
anche iscriversi costituisce un cia la Maketha vera e propria: Anche i poverissimi, riconosci- denaro.
peso che le povere finanze della ci sono beni in natura che ven- bili dai miseri vestiti e a volte È come una circolazione di ric-
famiglia non riescono a soste- gono venduti all’asta. Ogni sin- dalla assenza di calzature, vo- chezza che la popolazione
nere. Ecco perchè hanno orga- golo prodotto (può essere una gliono contribuire con i pochi mette collettivamente a dispo-
nizzato la Harambee. gallina, una canna da zucchero, scellini a loro disposizione. sizione di un membro in un
Si tratta di una festa popolare, frutta o uova) è presentato I bambini poi sono i signori momento particolare della sua
in cui ci sono musiche e canti. all’assemblea con un prezzo di della festa: si rincorrono qua e vita, sicura che poi il favore
Quando arrivi, qualcuno ti base simbolico. là, ridono e danzano; mangiano verrà restituito a tempo debito.
accoglie con una brocca di A questo punto inizia la gara di frutta e si divertono a ripetere Che bella questa idea, che
acqua calda per farti lavare le solidarietà. I presenti comincia- le azioni dei grandi. dovremmo esportare anche in
mani; poi ti viene offerto il no ad alzare il prezzo fino a Alla fine della festa, prima della Italia.
pranzo, e quindi ti siedi tran- quando non si trova un nuovo preghiera conclusiva, ognuno Grazie Kenya; grazie gente
quillamente nel cortile della acquirente: a questo punto, si presenta personalmente alle povera che sapete insegnare ai
famiglia che ha organizzato la con solennità il master of cere- persone che hanno organizzato ricchi.
funzione, parlando con gli altri mony conta fino a 3 e poi l’Harambee, e consegna, in bu-
membri del villaggio che sono aggiudica l’oggetto in questio- sta chiusa, quanto aveva deciso HARAMBEE KENYA
intervenuti numerosissimi. ne a chi ha offerto di più. di dare.
Dopo un pò di tempo il coordi- La cosa continua per molte ore: Il pomeriggio odierno è stato Fr. Giuseppe Gaido
natore della festa (master of la gente si diverte e sorride. molto positivo per Kaimenyi.
14 N o t i z i e I n c o n t r i 15
come ha ricordato il presidente

V erso le vette
nazionale dell’Azione cattolica
Franco Miano, è stato «un giova-
ne capace di grandi atti d’amo-
re», il cui amore per la montagna

dello spirito
«corrispondeva alla passione per
le vette dello spirito». Né solo
perché, per dirla con Bonino,
- «Pier Giorgio tracciava sentieri
di vita per chi vuol vivere e non
vivacchiare». Ma anche per la
“cultura della montagna” che il
suo esempio promuove, come ha
sottolineato mons. Anfossi: da
un lato l’invito a contemplare le
vette nella preghiera e nella lode,
dall’altro nella consapevolezza
che «in montagna si cammina».
In Val d’Aosta un nuovo sentiero Camminare insegna «il rispetto
intitolato a Pier Giorgio Frassati. per la montagna nella sua durez-
Un percorso di fede tra panorami mozzafiato za: non dobbiamo abbassare le
vette per arrivare in cima senza
fatica».
Una montagna che educa alle
E siamo a quindici: con l’inau- metri) dove sorge l’ex albergo
Bellevue, frequentato dai
fatiche della vita, che Frassati
non ha mai voluto evitare. Na-
gurazione in Val d’Ayas del sen- Frassati. Prosegue poi in dire- to in una famiglia agiata, la sua
tiero Frassati, l’iniziativa “Per zione Cime Bianche fino al- scelta preferenziale per i poveri
incontrare Dio nel creato” lan- l’Alpe di Vardaz (2.334) per fino al dono totale di sé si sposa
ciata dal Club alpino italiano scendere verso il pianoro di con l’amore per le cime. La
nel 1996 ha regalato anche alla Ceres e quindi Pian di Véraz. fatica di raggiungere la vetta
Val d’Aosta un sentiero dedica- Da qui un sentiero in mezza svanisce di fronte all’incanto
to al giovane piemontese. costa conduce a Résy, dove una dell’arrivo: così l’amore che
La proposta è partita da un gio- terrazza naturale offre un pa- torna è sempre moltiplicato
vane genovese, che Luciano norama da incanto – oltre a un rispetto a quello che si dà.
Bonino del Servizio sentieristico ristoro ai rifugi Ferraro e Moltiplicazione che, nel caso di
della Regione aveva accompa- Guide Frachey. Si riprende poi Frassati – beatificato da Gio-
gnato in montagna. È così venu- la discesa verso Saint-Jacques, vanni Paolo II nel 1990 – si
to a sapere che in Val d’Ayas, durante la quale si incontra la esprime anche in questo proli-
dove un suo amico aveva ulti- targa commemorativa dedicata ferare di sentieri che lo ricorda-
mato un sentiero ad anello, c’è a Frassati. no. Sentieri per camminare,
la casa dove la famiglia Frassati Ma perché dedicare un sentiero per ammirare e per lodare: per-
passava le vacanze. Così dome- a Frassati? Non soltanto perché, ché la montagna sia, secondo
nica 21 giugno, con la l’insegnamento da
celebrazione presiedu- lui lasciato e riporta-
ta dal vescovo di to nella targa com-
Aosta, mons. Anfossi, memorativa, «pale-
il sentiero è stato inti- stra che allena, scuo-
tolato. la che educa e tem-
Il percorso inizia a pio che eleva».
Saint-Jacques. Una
comoda mulattiera Chiara Andreola
porta a Fiéry (1.875 da “Città Nuova”
E vangelizzare
16 T e s t i m o n i a n z e I n c o n t r i 17
zione consistente, an- possono serenamente coltivare
che se poco visibile. le loro relazioni di amicizia.
Penso che sia importan- Ringraziamo allora la Divina
te e significativo che la Provvidenza che ha permesso il
Piccola Casa si sia presa nascere di questa amicizia tra

con i segni
a cuore anche la loro l’opera cottolenghina e le
cura pastorale, oltre che l’ENS. L’evangelizzazione delle
di quella delle persone
sorde già presenti in es-
temi religiosi e svolgere le atti- sa. Ricordiamo infatti come il
vità tipiche di ogni gruppo di Santo Cottolengo fondò delle
Azione Cattolica. “Famiglie” per accogliere per-
In un articolo del giornale tri- sone sorde povere e come lui
mestrale “Silentorinese” del stesso si impegnò ad imparare
marzo 2007 il presidente il linguaggio dei segni per riu-
dell’ENS della sezione torinese scire a ben comunicare con
Alfonso Chiapparo scrive: loro, mostrando così nei loro
riguardi grande affetto.
“ La chiesa del Prinotti non solo
è un monumento per i sordi (è
l’unica chiesa costruita per i sordi
La chiesa del Prinotti è quindi
un punto di riferimento spiri-
in Europa), ma è anche un vero tuale per le persone sorde di
ed attivo luogo di culto per i Torino: loro sanno che ogni
domenica (ed ogni festività) c’è

sordi .

Sono ormai alcuni anni che i sacerdoti cottolenghini collaborano con i preti della
Tale chiesa ha vissuto un mo- una messa per loro ed un sacer-
mento particolarmente solenne dote a disposizione per le con-
il 28 gennaio 2006 durante fessioni.
“Piccola Missione per i sordi” per la cura pastorale delle persone sorde di Torino e dintorni. l’inaugurazione svolta dal Car- Ma la chiesa del Prinotti vuole persone sorde infatti certa-
dinale di Torino Severino anche essere uno sprone per mente rientra nella missione
Tale collaborazione nacque da linguaggio dei segni) tre o quat- domenica per le persone sorde Poletto, alla conclusione dei tutte le comunità parrocchiali affidata da Gesù alla Chiesa
una richiesta di Padre Antonio tro volte all’anno per aiutare ad di Torino. lavori di ristrutturazione. torinesi affinché sappiano quando disse: “Andate in tutto
Loretti (il prete della Piccola amministrare il sacramento Tale Messa viene celebrata alle prendersi cura delle persone il mondo e predicate il Vangelo
Missione che per molti anni ha della riconciliazione durante ore 11,00 nella chiesa dell’ex sorde presenti nelle loro comu- ad ogni creatura” (Mc 16,15).
svolto il suo ministe- alcune feste liturgi- istituto Prinotti (ora sede del- nità; sarebbe infatti auspicabile Don Emanuele Lampugnani
ro per le persone che solenni. l’Ente Nazionale Sordi - ENS) (anche se probabilmente è una (prete del Cottolengo)
sorde a Torino e in Da circa quattro an- in Piazza Bernini (più precisa- utopia) che ogni domenica ci
un centro specializ- ni invece, a causa mente C.so Francia, 73); ad es- fosse almeno una messa par-
zato a Pianezza) del trasferimento a sa partecipano in media 30-40 rocchiale con presente un
che, trovandosi solo Roma di Padre persone sorde, mentre in ricor- interprete per aiutare le perso-
a sostenere tale mi- Loretti (e successi- renze solenni, come la messa di ne sorde a partecipare in modo
nistero, si rivolse ai vamente della sua mezzanotte di Natale o la Pensando alle persone sorde attivo ad essa; anche se è
Superiori del Cotto- nomina a superiore domenica delle Palme, i parte- sorge generalmente spontanea importante sottolineare, a que-
lengo chiedendo un generale della con- cipanti sono anche più 150. una domanda: “Quante saran- sto riguardo, l’esigenza delle
aiuto. gregazione), i preti Una volta al mese inoltre, sem- no?”; ecco allora alcuni dati: le persone sorde, pur in un cam-
All’inizio la collabo- cottolenghini, in pre nella chiesa del Prinotti, si persone sorde sono circa 1.500 mino di integrazione, di avere
razione consisteva solo nella accordo con il Cardinale di ritrovano gli iscritti all’Azione in Torino, 4.000 in Piemonte, luoghi (non solo in ambito reli-
presenza di un prete Torino, hanno preso l’impegno Cattolica Italiana Sordi (ACIS), 70.000 in Italia e 7.000.000 nel gioso ma anche culturale e
cottolenghino (conoscitore del di celebrare l’Eucarestia ogni per seguire una conferenza su mondo. È quindi una popola- ricreativo) “per loro”, nei quali
18 T e s t i m o n i a n z e I n c o n t r i 19
valutazione, sino ad umiltà, quanta gentilezza die-

C asa Accoglienza
arrivare o meno al- tro quei gesti di accettazione
l’accoglienza. del piatto servito,o di quelle
Il nostro volontario, richieste di abbondare magari
rispetto al servizio che un pochino la porzione con la
svolge presso la Casa pasta invece che con il secon-
Accoglienza, esprime do, o con il contorno. E se dai,
una breve riflessione oppure no, perché non puoi
della sua personale spiegando che devono mangia-
esperienza. È arrivato re tutti e sono ancora tanti
lì perché tempo ad- quelli in attesa di passare, non
dietro, come spesso reclamano, ti regalano ugual-
persone che bussano alla porta capita, un amico pure volonta- mente un sorriso, oppure un
della Casa Accoglienza è di rio, gli propone di aggregarsi al pollice all’insù, o ancora un
nazionalità straniera; prove- gruppo di questi volontari e lui grazie. Come sono importanti
È la realtà di un servizio niente per la maggior parte accetta. Così si presenta a Fratel la comprensione e la carità in
dall’Africa, dai paesi dell’Est Stefano e inizia il volontariato. questi momenti. Naturalmente
che risponde alle esigenze Europeo, dal sud America, Confesso che quest’esperienza in mezzo ad un gruppo tanto
primarie delle persone qualcuno anche se in piccoli mi offre ogni giorno variegate numeroso c’è sempre un’ecce-
numeri, dall’Iraq e dall’Afga- sensazioni e stati d’animo. zione, qualcuno che trascende
nistan. Per tutti vale la regola Praticamente, dopo aver ordi- le regole del quieto vivere, ma
che l’accoglienza ha la durata nato le pietanze che arrivano per fortuna sono una minoran-
di 5 mesi; da questa regola sono dalla cucina centrale della Pic- za. Ci si conosce e si parla
escluse le persone con proble- cola Casa e che arrivano pun- ormai con tutti, ed è a motivo
mi di salute fisica o mentale, tuali nei tempi previsti, verso le di questo, che quando scam-
per le quali viene concesso un undici siamo pronti per co- biando una opinione o facendo
ulteriore prolungamento. minciare. Recitiamo tutti in- una battuta spiritosa, rallenti
Questa è una scelta, un modo sieme il Padre Nostro per rin- un poco la fila che si ferma un
per evitare che si attimo di troppo, dal
In via Andreis, quasi all’ango- sabile di questo servizio, men- bio di vestiario, assistenza me- adagino in una for- fondo giunge una solle-
lo con la zona mercatale di tre l’altra è quella di un volon- dica, ospitalità notturna quan- ma di assistenziali- citazione imperiosa:
Porta Palazzo, incontriamo una tario. do necessaria e ancora, aiuto smo comodo, trascu- ”andiamo avanti che
piccola porta. Piccola , come Fratel Stefano non ha dubbi: nell’orientamento verso servizi rando così la “fa- abbiamo fame ?” En-
quella del numero 14 di via “la Piccola Casa della Divina sul territorio utili per le loro tica” di trovare, pur tro le 12,30 circa, quasi
Cottolengo; apparentemente Provvidenza, per volontà del necessità. Obiettivo immediato in mezzo alle molte tutti sono passati, fatto
entrambe insignificanti, eppure suo fondatore San Giuseppe e principale della Casa Acco- difficoltà che ben salvo l’immancabile ri-
sono le depositarie del grande Benedetto Cottolengo, presta glienza è anzitutto creare un conosciamo, un la- tardatario di turno;
cuore della Piccola Casa della particolare attenzione alle fasce clima di famigliarità, affinché i voro e un’esistenza qualche volontario lo
Divina Provvidenza, le braccia più povere e più emarginate e poveri si sentano accolti e valo- normale. Il discorso serve, lui ringrazia, si
aperte per l’incontro con le po- la Casa Accoglienza è la realtà rizzati, in quanto figli di un Dio è diverso per gli siede al tavolo e comin-
vertà dei fratelli, due porte di un servizio che risponde alle misericordioso, e mai giudicati ospiti italiani; questi cia a mangiare e finito
dove il Caritas Christi urget nos esigenze primarie di queste in base alla loro condizione di prima di essere ac- ci saluta.
si propone imperioso. persone”. vita apparente. Per tutto que- colti, incontrano le Abbiamo finito anche
Abbandoniamo per un mo- Qui, in questa casa accogliente sto ci sono io (Fratel Stefano), assistenti sociali del nostro graziare del cibo donato e poi noi e anche se alcuni ospiti
mento quella del numero 14 ed e dotata dei servizi essenziali, coadiuvato da suor Irene, quat- Centro Ascolto, che valutano via, si inizia la distribuzione. In sono ancora presenti, tutti
entriamo in quella di via quotidianamente si accolgono tro operatori e numerosi volon- se esiste uno stato di bisogno gruppi di 20 ogni volta entrano insieme, ci si saluta e ci si dà
Andreis, la porta della Casa circa 500 persone alle quali tari. Completano il servizio la reale e poi capire anche quali gli ospiti, donne, uomini, gio- l’arrivederci al giorno dopo.
Accoglienza e raccogliamo due vengono offerti diversi servizi, dottoressa Limone e il cappel- sono i problemi che li costrin- vani, meno giovani, anziani; Contenti di aver fatto il proprio
diverse esperienze. L’ una è la quali i pasti, la possibilità di lano cottolenghino don Ema- gono a rivolgersi a noi. Seguo- tutti di diversa fede religiosa, dovere.
voce di Fratel Stefano, respon- curare l’igiene personale, cam- nuele. La maggior parte delle no quindi, ulteriori incontri di mussulmana compresa. Quanta La Redazione
20 T e s t i m o n i a n z e I n c o n t r i 21

Casa dello spirito


al Regio Economato Ge- tà; per fare esperienza di
nerale (ciò in seguito al un tempo di contemplazio-
trasferimento, nel 1865, ne e di stupore dinanzi alla
della capitale da Torino a grandezza e all’onnipoten-
Firenze) che lo possedet- za di Dio, che si rivela non
Casa di spiritualità e Centro di ascolto te fino al 1921, anno in
cui i beni vennero ceduti
solo nella creazione, ma
anche nei Suoi interventi
Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova all’Opera Nazionale Com- prodigiosi per le Sue crea-
(Carmagnola - Torino) battenti che divise la ture intensamente amate.
grande tenuta in piccoli Non mettiamo nella pre-
poderi che vennero ven- ghiera molte parole, ma
STORIA la nomina dell’abate ed anche il di Papa Pio VI, decretato il 3 duti a privati. molta preghiera con molta
succedersi di personaggi illustri aprile 1792, per cui la chiesa Nel 1928 la restante pro- fede e molto amore. Per-
La costruzione del Monastero che vollero legare il proprio abbaziale divenne parrocchia e prietà passò alle suore di tanto restiamo in silenzio
abbaziale di Casanova ha inizio nome all’edificio stesso. Tali contemporaneamente Re Vit- Maria Ausiliatrice che la desti- nel segreto del cuore dell’uo- per pregare, per ritemprarci e
verso la metà del XII secolo a fatti hanno comunque contri- torio Amedeo III ebbe la facol- narono, fino al 1970, a sede per mo; per contemplare tutti i per ricaricarci della vitalità e
seguito di una donazione da buito a mantenere integro il tà di disporre liberamente dei il noviziato internazionale. suoi prodigi compiuti per la dell’amore di Dio Padre, di
parte dei marchesi di Saluzzo a complesso, superando i periodi beni dell’abbazia stessa. Nel 1973 il Monastero venne salvezza di tutta l’umanità; per Cristo Gesù, dello Spirito Santo
favore dei monaci cistercensi. difficili, grazie appunto a que- Nel 1792 il monastero assunse acquistato dalla S.p.A. Casa- adorare la sua Presenza, viva ed e per donarci con gioia in un
Da quel momento crebbero ste protezioni. il nome di “Castello” e venne nova. operante, in Cristo Gesù nel- servizio caritatevole ai fratelli
insieme l’impegno ed il lavoro La decadenza iniziò verso la adattato e trasformato in allog- Il 9 aprile 1999 è stato acquisi- l’Eucaristia; per “perdere” sofferenti, bisognosi e malati.
dei monaci per il recupero dei metà del 1600 a causa di un gio reale, divenendo luogo di to all’asta giudiziaria, presso il tempo con Lui e poi spenderlo Il Monastero abbaziale è un
territori bonificandoli e l’aspet- primo saccheggio a cui ne caccia della famiglia di Casa Tribunale di Torino, dall’As- tutto nella carità di Cristo in luogo privilegiato per com-
to della vita religiosa unitamen- seguirono numerosi altri fino Savoia. sociazione di Volontariato - favore degli altri; per essere prendere che solo l’uomo che
te a quella politica che ne fece- ad arrivare alla soppressione Nel 1868 Re Vittorio Emanuele ONLUS Cenacolo Eucaristico assorbiti da Dio Padre, fonte di prega, ama, e solo chi ama,
ro un importantissimo punto di del monastero stesso da parte II vendette l’intero patrimonio della Trasfigurazione, di cui grazia e per non sottrarci agli prega; che il tempo, tanto pre-
riferimento, non don Adriano Gennari, sacerdo- impegni del quotidiano; per zioso oggi, non manca più, per-
solo per il Pie- te di S. G. B. Cottolengo, è fon- incontrare il Signore poiché ciò ché ci si accorgerà di essere
monte, ma anche datore e animatore. Il monaste- è indispensabile per farsi pros- diventati, pregando, ricchissimi
oltre confine. ro abbaziale è stato destinato a simo al bisognoso con il Suo e di tempo, tanto da poterne fare
Nella seconda me- “Casa di Spiritualità e Centro con il nostro amore, con la Sua dono agli altri.
tà del XVI secolo di ascolto”. e con la nostra tenerezza e bon- R. Della Rovere
tale complesso as-
sunse un potere SPIRITUALITÀ
talmente forte da La vera preghiera
indurre Emanuele ama il silenzio
Filiberto a decre-
tare di fatto l’alie- L’atmosfera di spiritualità, per-
nabilità del patri- cettibile in questo Monastero
monio ecclesiasti- abbaziale, suscita nel cuore del-
co cosicché buona l’uomo la gioia, la pace e la
parte di quelle ric- mistica serenità; risveglia nel-
chezze andarono a l’animo il desiderio di rivivere
favore dell’abate l’antico fervore religioso dei
commendatario di monaci cistercensi, che, per
turno. secoli, qui hanno vissuto la loro
Di qui nasce un vita di preghiera e di lavoro.
avvicendarsi di Questo luogo benedetto ci
dispute tra il pote- invita a cercare il silenzio per
re politico e quello pregare e per imparare a prega-
religioso rivolte al- re; per ascoltare Dio, che parla
22 N o t i z i e I n c o n t r i 23

C aritasC hristi Urget Nos!


27 Ottobre 2009 so abbraccio cot- confidare e con-
tolenghino” che fidare sempre in
A un mese dalla Professione Perpetua… un modo per “Incontr-arsi” giungeva dall’A- Dio” anche quan-
merica e dall’A- do Egli vi porte-
sia, dall’Africa e rà “per sentieri
dall’Europa, da sconosciuti... tra-
ogni parte d’Ita- sformerà davanti
lia; quegli Auguri a voi le tenebre
colmi di preghie- in luce e i luoghi
Lettera aperta alle Neo Professe… Sr Ann, Sr Sheela, Sr Francisca, Sr Jane, ra, di “Deo Gra- aspri, in pianu-
tias!” di lode e di ra…” (Is 42,16)
Sr Lucia, Sr Luisa Makena, Sr Mary Gracy, Sr Shalet, Sr Sophy, Sr Theresa gioia per la vostra Abbandonatevi a
vita dedicata a Lui, “alla Sua fe-
Dio e donata ai deltà ora e sem-
Carissime sorelle, È rimasta nel cuore anche fratelli . pre” (Sl 51).
desidero farmi vicina la grande preghiera al Eravate sempli- Vi porto nella
ricordando alcuni mo- Signore quando il distac- cemente, felice- preghiera e vi ab-
menti particolari che, co e la sofferenza per il mente sorprese di braccio.
oltre a quella indimentica- cammino, non più condi- tanto bene!… chiamate dall’eternità per rima- Come sempre facevamo, ricor-
bile giornata del vostro Si viso, di sorelle e fratelli ai Quella Domenica mattina 27 nere in Lui e portare a tutti datevi di pregare per tutti colo-
per sempre, rimarranno quali abbiamo voluto Settembre, la nostra Comunità l’annuncio dell’Amore di Dio ro che si affidano alla vostra
vivi nel mio cuore… bene, ci aveva lasciato la Padre Buono e preghiera e ai quali, voi stesse,
Il ricordo dell’anno tra- tristezza dentro l’anima. Provvidente! promettete il ricordo.
scorso insieme è carico di Abbiamo sofferto insieme Prostrate, in at- Giorno dopo giorno “abbiate
gratitudine, ricordo di anche per il distacco a to di totale fi- fede, abbiate fede… coraggio in
luminosa gioia dissemina- causa della morte di per- ducia e abban- Domino e liete, amore e nessun
ta nel semplice quotidia- sone a noi care pur sapen- dono avete chie-
timore!”
no: fraternità, preghiera, dono Ferriera… do, nella fede, che quei legami sto l’aiuto e la
che si china nel servizio. Ricordate la gioia alla notizia d’amore nulla li può distrug- protezione dei Per tutto e sempre…
Il ricordo di momenti unici vis- dell’arrivo di altre giovani che gere. Santi, amici di Deo Gratias!
suti nella preghiera e nelle desideravano sperimentare la È vivo il ricordo di un’esperien- Dio e di tutti
splendide celebrazioni, nell’a- vita cottolenghina! za che, nella comunità, è stata coloro che han-
dorazione e nella segnata talvolta an- no confidato nel- Con affetto grande, vostra
condivisione della che da difficoltà e l’amore; avete
Parola, nella gioia fatiche, ma sempre poi cantato “Mi
della Catechesi, superati nella pre- basta la tua suor Luisa Busato
nei momenti fra- ghiera e nel dialogo, si era affidata a Maria, nella Grazia, sei la mia
terni… con senso di respon- preghiera del rosario: a lei, Forza, la mia Sal-
Momenti unici an- sabilità, nell’unico Donna Consacrata, Vergine- vezza, sei la mia
che con gli ospiti, desiderio di comu- Madre dell’Amore, Discepola Pace…” in Lui, ave-
suore, fratelli, sa- nione che ci ha reso fedele, abbiamo consegnato i te posto la vostra
cerdoti, volontari, ancora più unite. vostri timori, i desideri, le spe- fiducia, non restere-
nelle diverse occa- Mie carissime so- ranze, le profonde gioie… te deluse.
sioni: dagli auguri relle, non dimentico E nel pomeriggio, con Madre Le sue Promesse so-
di Natale con la il sapore dei giorni Giovanna siete entrate in Chie- no pienezza d’amo-
Famiglia Cotto- precedenti a quello sa per consegnare la vostra vita, re.
lenghina, alla Fe- della Professione avete preso la lampada del- Abbandonatevi alla
sta dedicata ai Perpetua, dove ve- l’amore per andare verso Gesù, Sua Provvidenza ac-
Giovani, o alla ramente abbiamo Lui, il Signore, la Via, la Verità, cogliendo l’invito
giornata speciale a sentito “quell’inten- Lui nostra Vita: Egli che vi ha del nostro Santo “a
24 N o t i z i e T e s t i m o n i a n z e 25

Professione Fratel Paolo Rinaldi Mi chiamo Mururu


Mi chiamo Mururu, me… e non ho mai
e sono certo una fatto cadere nessuno.
mascotte di Chaaria. Anche gli orfani di
Sono anche dei più Sr. Oliva mi fanno
vecchi residenti del girare la testa: quan-
centro Buoni Figli. do posso, li prendo
Onestamente non so in braccio e li cocco-
Carissimi Fratelli, condivido PAOLO DELLO SPIRITO quanti anni potrei
avere: forse 50 o 55,
lo con amore.
Come ulteriore atti-
con voi in gioia e in semplicità il SANTO ha emesso la sua
dono che oggi la Divina Prov- prima Professione Reli- ma tutti dicono che vità occupazionale,
videnza ci ha fatto. giosa nelle mani del Su- il mio cervello non collaboro alla lavan-
Oggi pomeriggio nella chiesa periore generale, fr. Giu- ne dimostra più di 5. deria del centro, mi
grande della Piccola Casa di seppe Meneghini, che Qualche volontario piace soprattutto
Torino – veramente piena per le accoglieva a nome del- sostiene che assomi- stendere.
l’occasione –, durante una solen- la Chiesa e dei poveri. glio al “Gobbo di Alla domenica vado
ne concelebrazione presieduta Al termine dell’Eu- Notre Dame”: Io a Messa all’ospedale,
da padre Aldo Sarotto, cui han- caristia, come tradizio- non so cosa voglia dire, sicco- poco da mangiare; non mi aiu- canto forte. Spesso anche ballo
no preso parte anche molti ne, i Fratelli presenti, me loro si divertono, mentre tano a fare il bagno… ed allora ed i malati ridono: è sempre
sacerdoti cottolenghini, salesiani fra cui la quasi totalità me lo dicono, allora rido anche dopo alcuni giorni capisco che bello quando gli altri ridono,
e della parrocchia del professan- della “provincia” ita- io, perché deve essere qualcosa è meglio tornare al Cottolengo. ed allora sorrido anche io.
do, alla presenza di fr. Ernesto liana, compresi i nostri fratelli di carino. A volte ci torno con le pulci Mi piace scrivere lettere, anche
Gada e di Fr. Roberto Trappa, in anziani: fr. Romualdo Dalla Ca- Sono di Kaguma, a quattro chi- penetranti, e sempre i miei se non so scrivere: uso i miei
qualità di testimoni, RINALDI FR. minà e fr. Umberto Benecchi, lometri dal Cottolengo. Io vor- parenti non hanno tempo nep- geroglifici, che però verranno
tra due ali applaudenti di fedeli rei andare a casa spessissimo, e pure di accompagnarmi; qual- capiti al volo dai miei amici del
che gremivano la chiesa, si sono qualche volta scappo senza dire che volta, ad un incontro, io cuore.
recati a salutare e a ringraziare il niente a nessuno: non è poi così non so che strada prendere. Non parlo nessuna lingua, ma
Padre Fondatore e poi il nostro difficile! Poi decido per la prima che mi mi aggiusto con il miscuglio di
Venerabile Fr. Luigi. Dicono che sono un handicap- capita, e non sempre è quella Kimeru, Kiswahili, Inglese ed
Alla fine della liturgia fr. Paolo è pato mentale, ma io lo so benis- giusta. A casa mi interesso Italiano.
stato sommerso da un bagno di simo che basta aspettare l’ora- molto del mio pezzo di terra e Molti volontari mi chiamano “e
folla, perché tutti volevano salu- rio delle visite all’ospedale e del granoturco che i miei fratel- tu?”, perché io non mi ricordo
tarlo, abbracciarlo ecc, ecc. Nel poi infilarsi per il cancello li coltivano. Purtroppo non me mai come si fa a chiedere
salone di via Cottolengo, 15 era posteriore da dove fanno entra- ne danno mai, neppure un “come stai?”, e mi viene sempre
preparato un rinfresco, dove a re i parenti. Quando qualcuno pochino. e solo da dire “e tu?” anche ad
essere “mangiato”, al posto dei si accorgerà che non ci sono, io Quando sono al Cottolengo una persona che non mi ha
dolci, è stato… fr. Paolo: questo sarò a pochi metri da casa, che Centre, la mia occupazione chiesto niente.
è il rischio di essere troppo è poi una baracca di legno. Il preferita è di aiutare gli altri Quando verrai a Chaaria, vor-
buoni. Deo Gratias! problema però è che in fami- Buoni Figli. So di essere molto rei essere tuo amico.
glia non sono altrettanto con- servizievole: imboccare, fare i
Fr. Giuseppe Meneghini tenti di vedermi di quanto lo bagni ai piccoli, metterli a letto,
Mururu
sia io. Normalmente mi danno sono lavori più congegnali per Redazione Blog “Chaaria”
26 T e s t i m o n i a n z e N o t i z i e 27

Una bella

L
Ero con suor Tecla al Cottolengo religiosas. Abraco com muita
gratidao deste vosso irmao em
Cristo.

a notte in cui presenza, Pe Altair Aparecido Tonon -


Reitor do Santuario Diocesano
in una città - Paroco de Aparecida do Mon-

diventai adulta era


te Alto
lontana Comendador de San Maurizio
de Thebas - Capelao da Casa

quasi il Natale del 1945 Real do Epiro (in exilio)


Grao Colar da Aguias negra de
Arguirokastron
Da una lontana città dello Stato di San Paolo del
posto in un banco con signore voce, con una carezza decisa Brasile è giunta a Padre Aldo una lettera che por- ***
che conosceva. Io ciondolavo sulle spalle li faceva sedere tiamo a Vostra conoscenza, sicuri che conoscerne il Reverendissimo Padre Superiore Generale
sul portale e non mi decidevo quando si alzavano. Era an- contenuto, farà piacere a molti. Arriva dal Salve Maria Immacolata!
ad entrare. Poi nella notte, alla ch’essa piena di acciacchi ma Santuario de Nossa Senhora da Conceicao Montesina Vi comunichiamo di aver ricevuta la reliquia di San
fioca luce dei lampioni, vidi non aveva tempo per compatir- città di Aparecida do Monte Alto - Stato di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, inviataci per il
arrivare dalla curva della via si. Pensavo, forse non si era Paolo - Brasile. Recita: nostro Santuario Diocesano.
una fila di persone indescrivibi- neppure fatta suora per voca- Rev. Padre Superiore Generale È stata per noi una grande gioia ricevere questa
le; la guidava una piccola suora, zione, magari una famiglia po- Salve Maria Immaculata! Sacra Reliquia del Santo Fondatore della Piccola
anziana, con un gran naso. Si vera alle spalle, miseria, tanti fi- Vimos comunicar-vos o recepimento da reliquia de Casa della Divina Provvidenza, che quì sarà molto
La notte in cui diventai «adul- tenevano tutti per mano. Chi gli, e allora il più debole pren- San Giuseppe Benedetto Cottolengo, com autentica, e venerata, dai fedeli parrocchiani, dagli itineranti e
ta» era il 1945, la settimana di voleva staccarsi dalla fila, chi deva la strada del convento e santinos, enviada para o nosso Santuario Diocesano. dai pellegrini.
Natale. La guerra finita nel- rallentava, chi si fermava addi- del seminario. Ma vestito quel- Foi para nos uma grande alegria receber esta Sagrada Opportunamente stiamo organizzando una Messa
l’estate non mi aveva colpita rittura. La suorina con garbo l’abito era entrata nella «parte». Reliquia do Santo Fundador da Piccola Casa della Solenne, per l’insediamento della Reliquia inviata.
con lutti in famiglia. Avevo ven- rincorreva il fuggiasco, rincuo- Non si aspettava lodi o premi in Divina Provvidenza, e que aquì serà muito venerada Da subito ringraziamo per l’invio della Reliquia “Ex
t’anni, ero innamorata e in quei rava il titubante, finché giunse- questa vita, ma i suoi occhi pelos fieis paroquianos, pelos romeiros e peregrinos. Ossibus” e della vostra amabile attenzione verso di
giorni mi ero fidanzata. Il mio ro alla Chiesa ed entrarono. erano limpidi e innocenti. Oportunamente estaremos organizzando uma Missa noi. Qui vicini al “Trono della Santissima Vergine
anello mi sembrava bellissimo e Anche la disposizione nelle ulti- Quando la Messa terminò, la Solene da entronizacao da Reliquia enviada. Desde ja Montesina”, staremo in preghiera affinchè il
me file fu laboriosa, ma lei riu- suorina fece alzare la sua armata agradecemos o envio da Reliquia “Ex Ossibus” e da Signore Gesù Cristo, benedica e protegga Lei Reve-
non vedevo l’ora di esibirlo alla
scì a sistemarli e incominciò la Brancaleone e con dolce fer- vossa amavel atencao para conosco. Daqui de junto rendissimo e insieme ricompensi la vostra congre-
Messa della Vigilia, e mostrarlo
Santa Messa. mezza si mise in marcia per do “Trono da Santissima Virgem Montesi- gazione “Piccola Casa della Divina Provvidenza”
alle amiche. Avrei indossato un con molte sante vocazioni religiose. Abbracci con
cappotto nuovo di lana cam- Durante la funzione non riuscii rientrare all’Istituto di fronte. na”estaremos rezando para que o Senhor Jesus
a pregare, il mio sguardo non si Cristo, abencoe e guarde Vossa Rev.ma e tambem molta gratitudine da questo vostro fratello in Cristo.
mello, confezionato con una Quando mi passò accanto le
coperta inglese che mamma staccava da quei poveretti e da porsi la mano e lei mi sorrise. In ricompense vossa congregacao “Piccola Casa della Padre Altair Aparecido Tonon - Rettore del Santuario
quell’angelo travestito da brutta quell’attimo mi vergognai delle Divina Provvidenza” com muitas santas vocacoes Diocesano - Parroco della Aprecida do Monte Alto.
aveva sacrificato per me. Ma al
mattino telefonò la sarta che il suora, che li accompagnava, lacrime versate per un cappotto

Sessantacinque anni di ordinazione


capo non era pronto. Ero puliva loro il naso, li zittiva con non consegnato. Al ritorno ero
furibonda e mi misi a piangere un sorriso quando alzavano la silenziosa e la mia cara zia
di rabbia. Era presente zia Giovanna mi disse guardan-
Giovanna nostro nume tutela- domi negli occhi «sono con-
re, quella che aveva trascorso tenta che hai capito». In segui- Don Alfredo Vallo festeggia quest’anno i sessantacinque anni di ordinazione sacerdotale.
la vita ad aiutarci a risolvere i to volli conoscere la suora, Insieme con tre suoi compagni di ordinazione, don Lorenzo Riva, don Nicolino Rocchetti e
nostri problemi. Quella notte Suor Tecla, e insieme percor- don Edoardo Borgiallo ha concelebrato l’eucaristia nel santuario della Consolata di Torino.
andava al Cottolengo. Mi remmo un pezzetto di vita. Don Alfredo nasce nel febbraio del 1921 ad Avigliano in provincia di Potenza, dove il padre
disse «Stasera vieni con me», Imparai da lei molte cose che di origine canavesana si era trasferito per lavoro e si era sposato. Rimasto orfano di madre ad
e siccome con lei noi ragazze non insegnano i libri e il suo appena un anno di età, ritorna in Torino nel 1925 dove viene allevato dalla madrina appena
non si discuteva, chinai il ricordo mi ha seguito finora. diciottenne. Frequenta la parrocchia del Carmine; Tommasino dal 1932 sino al mese di
capo con un sospiro. luglio 1937; poi entra in seminario, attraversando il non facile periodo degli anni della guer-
Arrivammo alla Chiesa verso Franca C. Bonzano re. Viene ordinato Sacerdote il 29 giugno 1944, insieme con altri 43 compagni.
le undici e mezza, la zia prese
I n c o n t r i 29

Inaugurazione Padiglione Frassati

Fanfara Brigata Alpina


Taurinense
30 N o t i z i e I n c o n t r i 31

Gli amici che ci hanno lasciati Leggiamo un libro

U n ultimo meticolosa in tutto, con una “fede, ma di


quelle!”. Ben 84 Anni vissuti in totale
Don Andrea S chegge di vita contemplativa lunque pena abbia in
cuore si fa più dolce
saluto dedizione alla Piccola Casa. Deo Gratias
Scrimaglia e l’anima si sente più
ad un Giuseppe! Don Andrea Scri- Fedeli all’impegno di proporre circa, dal 1956 al forte e serena. Come
amico Arrivederci da: tutta la Famiglia maglia, «Andreino ogni volta libri della letteratura cot- 1967, quando era sei stato buono, Gesù,
Carluccio» nato il 2 tolenghina, in questo numero pre- insegnante fra le
volontario Sant’Antonio di Torino.
luglio 1939 a To- sentiamo il bel libro che ha per tito- giovani suore
a permettermi per
nengo, frazione di mezzo del P. questo
Alla bella età di ❖ ❖ ❖ lo “Briciole dalla tavola del Re”, Un cottolenghine. conforto”.
82 anni, recente- Mazzè. Entra nella Famiglia dei Tom- ricordo della storia di Suor Maria Perché questi “Contenta di tutto, Ge-
mente si è spento masini come aspirante al sacerdozio il 30
degli Angeli, raccontato dalla con- quaderni, quale
il volontario Formica ing. Vittorino. Se ne Ricordandoti... settembre 1950. Viene ordinato sacerdote
sorella Suor Lara. Il redattore di la motivazione
sù! Io ormai Ti so vedere
è andato dopo una lunga e sofferta malat- il 20 giugno 1964 da mons. Stefano Fe- oltre ogni velo di creatura
Mia cara Carme- questa breve nota non ha e non che la spinge a
tia. Ha collaborato per molti anni e sino a la, sono proprio
licissimo Tinivella, Vescovo coadiutore o di avvenimento”.
dell’archidiocesi di Torino, nella chiesa vuole altro aggiungere, perché scrivere? È lei “Ti sento in tutto: nel
soli pochi mesi fa, con la segreteria della io che stavolta anche solo una virgola, potrebbe stessa a par-
grande della Piccola Casa della Divina dolore, nella gioia,nelle
Direzione Lavoro; puntuale, meticoloso, cerco te anziché rompere l’incanto di quanto le con-
Provvidenza. Riceve la zimarra – il larne nel cor- contrarietà, nell’angoscia,
propositivo. Aveva intessuto con quanti gli tu a cercare me
soprabito caratteristico dei sacerdoti cot- sorelle del monastero “San Giu- so del mano- nelle tentazioni, nel buio,
erano vicini legami colmi di una gentilezza come facevi sem-
pre! Sono sicura
tolenghini, – il 22 giugno 1965 nella stanza seppe” dove è vissuta per trent’an- scritto. nelle luci profonde che mi
di rara sensibilità (non ha mai rivelato di del santo fondatore. Non entra a far parte
essere ingegnere). Gli era stato affidato un che, da lassù, continui a seguire me e tutti ni, ci hanno donato e noi siamo feli- “Il P. (don si accendono nelle profondi-
della Società dei Sacerdoti Cottolenghini, ci di trasmettervi attraverso questa Maniglio Purgatorio) vuole
compito che al tempo non aveva supporti coloro che hai amato con quel tuo sguardo ma resta a servizio della Piccola Casa, tà; ma ti sento come un As-
informatici definiti, per cui richiedeva così vivace e attento alle persone e alle nostra e vostra rivista amica. che io gli dica tutto quanto avviene sente…”. “Ho la certezza di essere
prima nella Casa madre e dal 1984 come
molta attenzione e precisione. Lui ci si era situazioni. Ti cerco, non ti nascondo, per- Suor Maria degli Angeli Beretta, nella mia vita spirituale ed io mi immensamente amata e tale certezza
responsabile del servizio e dell’assistenza
dedicato completamente e con passione, ché mi manchi... mi manca quel tuo aspet- religiosa nella succursale di Viù, incarico
suor Ersilia è una persona speciale. proverò ad ubbidire Gesù; Tu mi aumenta quanto meno la sento sen-
tanto che a volte il lavoro se lo portava tarmi là, dietro l’angolo, all’uscita dalla che conservò fino al termine della sua vita. Nasce in provincia di Milano nel aiuterai non è vero? Faremo così: io sibilmente, quando cioè Tu sembri
persino a casa, per riconsegnarcelo poi con Chiesa, nel cortile dei SS. Innocenti, mi Da circa un anno era sofferente e doveva 1916; all’età di diciassette anni dirò quello che sento e tu gli farai abbandonare completamente per
un bel sorriso, con discrezione, nel silen- manca il tuo aspettarmi alla sera (me l’ave- sottoporsi a cicli periodici di cure, senza sente la chiamata di Dio ed entra intendere quello che è”.
vi confidato un giorno) quando ti preoccu-
sempre questa tua povera creatura”.
zio, come da sempre era nel suo modo di tuttavia mai tralasciare il suo ministero, tra le suore del Cottolengo; nel Quindi è in obbedienza al suo Suor Ersilia come vede la sua
fare. Si sentiva accolto e parte di una fami- pavi di vedere se la luce della mia camera particolarmente quello delle confessioni 1937 pronuncia i voti con il nome direttore spirituale, che suor
era accesa, segno del mio rientro a casa.. io esperienza? Una pagina del diario
glia, così che a noi che gli siamo stati vici- sia delle suore a Casa Assunta e a Villa di suor Ersilia. Insegna per molti Ersilia si impegna, prendendo ce ne dà un’immagine suggestiva.
ni, sembra ora doveroso ricordarlo. Anche ti ascoltavo volentieri Carmela, nei tuoi Mayor di Moncalieri, sia degli alunni anni. Nel 1968 le viene affidato il carta e penna. Nascono così questi “Cercai riposo nel più sicuro dei
per cogliere dal suo esempio nuovo stimo- mille e mille pensieri, e poi tu te ne andavi, dell’Istituto Flora a Testona. Per questa
con quel tuo sorriso che diceva grazie
compito di formatrice nel quale quaderni, una sorte di diario spiri- rifugi: nel Tuo Cuore Adorabile,
lo di come vivere autenticamente un servi- ragione viaggiava, prima autonomamente, dimostra pazienza, delicatezza, tuale nel quale apre totalmente il
zio di volontariato nella pienezza della
senza parole. Ora sono io che ringrazio te poi negli ultimi anni accompagnato da Ar- Gesù! Cosa ci siamo detto lì dentro
per la forza della tua vita, per tutto l’amo- competenza e non comune carisma. suo cuore a Gesù in un dialogo ,Gesù? Nulla… ci siamo compene-
definizione di cottolenghino. mando, il fedelissimo cognato, e infine da
re che hai avuto per me, per i sacrifìci infi- generosi volontari. Quante Messe don
Nel 1974 chiede e ottiene di passa- serrato e amante. Dal testo si trati… Ho sentito che la Tua forza
Deo Gratias Vittorino, dai tuoi colleghi niti che hai fatto “navigando”, anno dopo re alla vita contemplativa, col nome arguisce come ella scelga i brevi
Andrea ha celebrato nelle frazioni della era mia, la Tua presenza infinita
della Direzione Lavoro anno, con fede e amore, nel mare ora di suor Maria degli Angeli. È l’ini- spazi liberi dall’insegnamento,
parrocchia di Viù! Non a caso non ha mai pure, il tuo amore mia proprietà…
calmo, ora burrascoso, ora... della vita. Ti voluto assentarsi per ferie, per non sospen- zio di una nuova fase della sua prima di coricarsi, la mattina pre- una volta tanto mi sono sentita
❖ ❖ ❖ ringrazio così semplicemente perché tu, mi dere le celebrazioni. È stato anche ammi- esperienza spirituale, caratterizzata sto; oppure quando può, dopo veramente sazia; nulla avrei potuto
hai permesso di entrare nella tua vita e mi nistratore parrocchiale a Usseglio per da un continuo e profondo immer- aver fatto qualche esperienza di
G razie, hai voluto quel bene vero che fa sentire chiedere di più né in cielo, né sulla
mesi, rifiutando la nomina a parroco. In gersi nell’amore di Dio. I suoi ulti- luce, subito la annota. Il diario terra. Ho sentito che era giunto il
Giuseppe accolti senza condizioni, solo perché “l’al- seguito a una acuta insufficienza respirato- mi anni sono segnati da una doloro- però non è solo una risposta obbe- momento di chiedere… oh non per
tro” viva. Ti ricordi? Inizialmente non è ria fu trasportato d’urgenza all’ospedale di sa malattia che accetta dalle mani di
Giuseppe Porti- stato facile capirsi, ma poi con la tua insi-
diente alle richieste del Padre spi- me… ma per i miei fratelli… E ti
Ciriè e poi trasferito nell’ospedale Cotto- Dio. Ritorna alla Casa del Padre il rituale. Diventa uno spazio in cui il
gliatti entrò alla stenza “invincibile” e tutto il tuo amore hai lengo di Torino. Qui il 14 settembre rice- ho chiesto che tutta la mia vita
Piccola Casa il 4 vinto le mie resistenze. Cara Carmela dico 18 marzo 2003. suo spirito si può liberamente divenga un silenzioso olocausto,
vette l’Unzione dei malati e il 19 fu chia-
ottobre del 1925 Deo Gratias! Dico grazie a Dio per il dono Suor Maria degli Angeli, oltre alla esprimere. Ella vive infatti a pro- come il Tuo, come quello della
mato dal Signore, mentre gli era accanto il
dopo gli studi, della tua vita a me, alla Piccola Casa e a caro cognato, che lo aveva fraternamente testimonianza di una vita profon- fondità difficilmente descrivibili. È mamma, perché tutti, tutti possia-
lavorò come fale- tutti quelli che ti hanno conosciuto e volu- assistito, giorno e notte. Piuttosto riserva- damente e totalmente dedita alla possibile intuirne qualcosa leggen- mo essere uno in Te…”.
gname, per poi conseguire la Patente di to bene; ti chiedo di continuare a starmi to, silenzioso, generoso, infaticabile nel ricerca di Dio, ci ha lasciato un done alcuni brani.
Guida. Si mise al servizio della Casa vicino e di aiutare tutta la famiglia Cotto- suo ministero, don Andrea è certamente dono prezioso: il suo diario in una “Questo quaderno è un po’ la mia Le sorelle del Monastero
Madre del Cottolengo di Torino, come lenghina che tu mi hai insegnato ad amare stato il sacerdote della Messa e della Con- serie di quaderni scolastici, nei valvola di sicurezza per non scoppia- Cottolenghino San Giuseppe
autista e camionista fino a pochi anni fa. e ad avere a cuore in un modo speciale. fessione. Un grande esempio per i sacerdo- quali si colloca un manoscritto re, Gesù”. “È pur vero che quando per saperne di più potete visitare il sito
Condusse una vita silenziosa, umile e Ciao! Sr Rita ti, in questo anno a loro dedicato. che copre l’arco di un decennio prendo la penna per scriverti, qua- www.negliocchididio.it