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UNICI

Come tutti i giorni, anche questa sera -una tiepida sera di maggio- prendo il treno per
tornare a casa.
Appena salita guardo i miei ipotetici compagni di viaggio: possibile che non ci sia mai una
persona con cui trascorrere piacevolmente lora e mezza che mi separa da casa?
Sembrano tutti cos noiosi! C un signore baffuto che legge un articolo sulle tecniche della
caccia ai cuccioli di foca: mai e poi mai mi potrei sedere accanto a uno di quei
massacratori! Poco pi in l due uomini di mezza et discutono di politica, ma i loro
discorsi non stanno proprio in piedi, finiremmo per litigare! Poi due ragazze che ascoltano
il loro mp3 e offrono al vagone una pietosa esibizione del loro talento canoro. C anche
un bimbetto che ha scambiato il suo lecca-lecca per un pennello e gioca a fare il pittore
strusciandolo dappertutto. Mi sa che mi toccher sedermi vicino ad una vecchietta che di
sicuro trascorrer ore a descrivermi la straordinaria bellezza dei suoi nipoti anzi, no!
Ecco due posti liberi, lontani da tutti. Mi accovaccio in uno di quelli, pensando a quanto
sarebbe stato terribile essere costretta a viaggiare accanto a persone cos sgradevoli, cos
diverse da me.
Poco dopo, vinta dalla stanchezza, inizio ad abbassare le palpebre e a piegare piano
piano la testa. Dormo. Sogno: il treno su cui viaggio perde il soffitto e si apre, poi diventa
unampia barca a vela che corre veloce nonostante non ci sia un filo di vento. Di tutti quelli
che erano sul treno con me rimango soltanto io e guardo davanti a me, alla ricerca di una
terra in cui sbarcare; ma vedo solo che acqua e stelle e cielo nero. Vengo presa dal
panico: mi ricordo di una profezia di unindovina, che molti anni prima mi aveva detto che
avrei dovuto navigare per cinque anni, tre giorni e unora prima di raggiungere Calcutta;
com triste dover rimanere da sola per tutto questo tempo! Non faccio in tempo a
pensarlo che una fata dalla veste arancione e i capelli color smeraldo spunta dal nulla: le
chiedo di mandarmi dei compagni di viaggio e lei acconsente; ed ecco apparire tante me
stessa, fatte apposta per tenermi compagnia: finalmente potr passare le mie giornate con
persone come me, che mi comprenderanno e saranno sempre daccordo con me!
Passano un paio di giorni e, dopo leuforia iniziale, mi rendo conto che la vita sulla barca
mano affascinante di quanto pensassi, e stare con le altre Federica molto diverso da
come avevo immaginato: ognuna di noi fa la stessa cosa nello stesso momento, pronuncia
le stesse parole nella stessa situazione e la sera, guardando il cielo, rivolge lo sguardo
verso la stessa stella. Tutte sono convinte di essere la F. originale, e ad un certo punto mi
viene il dubbio di non essere io la vera me stessa. Una sera, a ognuna di noi viene la
malaugurata idea di togliere un chiodo dagli assi della barca; un chiodo qui, uno l e un
altro ancora l e limbarcazione cadde a pezzi: finiamo in acqua e, mentre affoghiamo, mi
accorgo (e tutte le altre se ne accorgono con me) che saremmo ancora sane e salve se
avessimo avuto menti e pensieri diversi.
In quel momento il treno arriva in un paesino, ed il suo fischio a svegliarmi. Spalanco gli
occhi e sorrido, poi mi alzo. Torno a guardare i passeggeri: c chi leggeva un giornale, chi
discute con il vicino, chi con lmp3 alle orecchie canticchia lultimo successo di Mika o un
vecchio brano dei Queen; e ancora vedo bambini che succhiano ridendo il loro lecca-lecca
alla fragola e nonni che rigiravano tra le loro mani fotografie ingiallite di amici e parenti che
non vedranno pi. C gente felice, gente triste, ma anche gente per cui quella giornata
non ha niente di speciale e ha solo voglia di arrivare a casa per riposare, prima che sia di
nuovo ora di alzarsi per andare a lavoro. E strano: dopo tanti viaggi, mi accorgo solo ora
di quanto ogni persona in quel treno sia diversa da tutte le altre. Non un volto, non
unespressione che ne ricordino altri: ognuno questo vagone unico.
Tutto il resto del viaggio lo trascorro ammirando quella straordinaria eterogeneit, felice di
esistere e poter donare al mondo qualcosa che nessun altro pu offrire, e contenta di
poter ricevere dagli altri quello che da sola non sarei mai in grado di realizzare.