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AL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

INTERPELLANZA nr. 4 (risposta orale)


L’Aquila, 31.07.2014
Oggetto: Alloggi ATER Pescara

Il sottoscritto consigliere regionale
Premesso che:

- Diversi utenti assegnatari di alloggi ATER siti in Pescara, via dei Petruzii n. 8,
provvisoriamente, dal 2006, sono stati trasferiti in Via Osento n. 18 a seguito dello sgombero
dei predetti alloggi per ristrutturazione urgente;
- Gli utenti sono già assegnatari di immobili siti in Via Petruzii n. 8, locati con canone sociale,
in virtù di formale aggiudicazione, previa indizione di apposito Bando;
- Il 06.07.2006 il Comune di Pescara, "visto il fonogramma dei Vigili del Fuoco n. 560/2005
da cui risultata la necessità che l'immobile di proprietà dell'ATER di via dei Petruzii sia
sottoposta a verifiche tecncihe urgenti per valutare la causa dei dissessti in atto e quindi i
provvedimenti da adottare, e visti i rusltati del monitoraggio tecnico commissionato...è stato
riscontrato uno stato evolutivo di degrado strutturale; è consigliabile lo sgombero dello
stabile", ordinava all'ATER di sgomberare la parte retrostante di via dei Petruzzii dichiarando
la inagibilità totale con preclusione all'uso con l'obbligo di effettuare, nelle more degli
interventi di demolizione e/o consolidamento, idonee opere murarie e non...";
- A seguito della situazione di inagibilità degli stabili, il Comune di Pescara, al fine di tutelare
la salubrità e l'incolumità degli assegnatari, e considerato che "L'ente regione si è espressa
favorevolmente alle soluzioni alternative...non previste tra le condizioni di abbandono
volontario..." proponeva ai conduttori, alloggi in via provvisoria e non definitiva;
- Con ordinanza n. 333 del 04.08.2006 il Sindaco di Pescara (Dr. Luciano D’Alfonso),
richiamata la norma di cui all'art. 15 della Legge Regione Abruzzo 25.10.1996 n. 96, nelle
more del periodo necessario per la ricostruzione dell'immobile o per reperire altra
situazione abitativa definitiva disponeva l'assegnazione provvisoria a tutti gli utenti
interessati;
- Oggi, ultimati i lavori di ristrutturazione dell'immobile sito in Via dei Petruzii, gli inquilini
già assegnatari degli alloggi in virtù di precedente bando di concorso – che nel frattempo per
causa a loro non imputabile, sono stati costretti ad abbandonare temporaneamente il loro
alloggio – si sono ritrovati privi di tutela ed inseriti nuovamente nella graduatoria, che qui si
contesta, predisposta a seguito della pubblicazione di un nuovo Bando;
- La circostanza non è di poco conto se si considera che gli assegnatari hanno corrisposto, fino
a quando non si sono dovuti allontanare, causa inagibilità dello stesso fabbricato, un canone
sociale pari ed €. 70,00 oltre Iva, mentre oggi, e non se ne comprendono ancora la ragioni, si
ritrovano a poter rientrare nel proprio alloggio solo previo esborso di un canone pari ad €.
490,00 oltre Iva.
- La illegittimità di tale imposizione ed il revirement dell'ATER appare ictu oculi;
- Gli utenti assegnatari hanno sopportato una situazione di precarietà estrema nel corso di
questi ultimi 7 anni;
- Non può infatti sottacersi che i predetti hanno vissuto "provvisoriamente" in immobili, siti
in una zona di Pescara "poco agiata", di circa 45 mq, in cui insistevano anche portatrici di
handicap;
- E' fuori dubbio, pertanto, che gli assegnatari debbano rientrare nei proprii alloggi – lasciati,
lo si ribadisce, non per causa loro ma per uno stato dell'immobile portato all'estremo degrado
dall'incuranza delle amministrazioni preposte – alle medesime condizioni economiche vigenti
al momento dell'allontanamento, non essendo ammissibile che gli stessi debbano sopportare
un canone particolarmente ed ingiustificatamente oneroso.


Considerato che:

- Le situazioni esposte non possono infatti essere paragonate a quella dell'assegnatario che,
abbandonato il godimento dell'alloggio senza preventiva autorizzazione dell'ente assegnante,
è decaduto dall'assegnazione stessa;
- L'abbandono dell'alloggio da parte deli utenti, infatti, altro non rappresenta che la legittima
esecuzione di un'ordinanza sindacale contingibile ed urgente del Sindaco di Pescara e non
può essere certamente inteso come espressione di un "animus derelinquendi" bensì come
volontà di ritornarvi una volta cessati i motivi dell'allontanamento "coatto" ;
- in vigenza di contratto (come nel caso di specie) l'ente assegnatario può richiedere l'aumento
del canone unicamente nella parte relativa all'ISTAT (art. 26 Legge Regione Abruzzo 96/1996) e,
per l'intero, solo sulla base dei nuovi redditi percepiti dall’intero nucleo familiare, con la
conseguenza che ogni altra variazione per motivazioni diverse, o addirittura in assenza di
motivazioni, risulta illegittima.
- tale situazione di precarietà è sempre stata riconosciuta dallo stesso Comune e gli assegnatari
stessi non hanno mai accettato di ricevere in assegnazione definitiva un diverso alloggio nè
hanno mai rinuciato a rientrare negli appartamenti negli immobili di via Petruzii n. 6 e 8. A
conferma di ciò, ovvero a conferma della precarietà della sistemazione, la stessa
dichiarazione della Ater che rigettava le domande di mobilità presentate da alcuni degli
assegnatari così motivando "la S.V. è in attesa di rientrare in via dei Petruzii, in fase di
ristrutturazione".
- Ad ulteriore conferma la ordinanza del Sindaco di Pescara n. 333 del 04.07.2006 che
attribuisce agli assegnatari allontanati da casa degli alloggi provvisori richiamando il comma
4 dell'art. 15 della Legge regionale n. 96 del 1996 il quale espressamente dispone che "nel
caso in cui il beneficiario della riserva sia già assegnatario di alloggi di edilizia popolare i
requisiti richiesti sono quelli della permanenza";

Interpella il Presidente della Giunta e l’assessore competente
-Per sapere:
se un assegnatario vincitore di bando a canone sociale possa essere arbitrariamente trasferito a
canone concordato con il relativo aggravio di costi da sopportare (come sembrerebbe essere
accaduto per i casi in esame) e, nel caso di risposta affermativa, si chiede di conoscere la norma
regionale e/o nazionale che autorizzerebbe tale operazione.
-Per sapere:
nel caso in cui si riconosca la profonda ingiustizia perpetrata nei confronti di tali assegnatari,
vittime di una evidente disparità di trattamento rispetto a coloro che permangono in alloggi popolari
a canone sociale, a chi dovranno essere imputate le responsabilità e quali sono i provvedimenti che
intende assumere al riguardo.
-Per conoscere:
Quali iniziative abbia assunto o intenda assumere, con l’urgenza del caso, al fine di consentire agli
utenti il rientro negli immobili di cui risultano assegnatari e dai quali sono stati costretti ad
allontanarsi nel 2006 per motivi contingibili ed urgenti agli stessi non imputabili, alle medesime
condizioni economiche di cui godevano al momento dell'allontanamento coatto.



Il Consigliere Regionale
Domenico Pettinari