Le 8 ”R”

Pensare globalmente, agire localmente
Il concetto delle 8 “R” posto alla base del progetto del team RhOME for denCity,
prende spunto dalle teorizzazioni di Serge Latouche. Il filosofo ed economista francese
nei suoi scritti1, racconta a sua visione di “crisi” ed analizza il rapporto tra ecologia,
economia e filosofia mettendolo a sistema con quanto sta accadendo in campo
ambientale, economico e sociale. Il risultato è una concezione di progresso che non
tiene conto dei limiti naturali e temporali del pianeta. Secondo Latouche, invertire la
rotta prima del verificarsi di emergenze e disastri a cui potrebbero corrispondere
svolte totalitarie è ancora possibile, ma ciò implica un cambiamento culturale ed una
presa
di
coscienza
urgente
e
di
portata
globale.
RhOME for denCity applica la teoria delle 8 ”R” all’ambiente costruito attraverso
simulazioni reali sul tessuto della metropoli di Roma e la costruzione di una abitazione
“modello” a dimostrazione che un’inversione di rotta è possibile.
Le 8 "R" sono ugualmente importanti, tuttavia i concetti di Riduzione e di Riutilizzo
assumono nel progetto un ruolo fondamentale: Riduzione intesa come diminuzione
delle risorse naturali necessarie al fabbisogno dell’ambiente costruito, perché il nostro
stile di vita attuale non è compatibile con i sistemi naturali e Riutilizzo inteso come
evitare il consumo di suolo a favore di una politica di riqualificazione del tessuto
compromesso in grado di apportare notevoli benefici in termini ambientali e sociali.
A questo si collega il concetto di Rilocalizzazione: il nostro programma è fortemente
legato al contesto, punta alla valorizzazione della cultura e degli stili di vita ed
all’integrazione dei nuovi insediamenti con il tessuto esistente; in questo senso gli
spazi aperti propri dell’abitazione, tipici delle costruzioni in clima mediterraneo,
diventano una parte fondamentale del progetto: luogo di stasi e vita sociale e cuore
del sistema energetico dell’abitazione. La pelle dell’edificio e le finiture dialogano
direttamente, per colori e materiali, con il tessuto urbanizzato e variano in base alle
esigenze, così come le strategie energetiche si conformano in base alle necessità
dell’area.
1. Ridurre
Ridurre il consumo di risorse
2. Riutilizzare
Riutilizzare il territorio
3. Ristrutturare
Ristrutturare il tessuto attraverso nuovi insedimenti nei vuoti urbani in grado di
fornire energia pulita all’intorno
4. Ridistribuire
Ridistribuire l’accesso alle risorse naturali attraverso edifici che consumino poca
energia
5. Ricontestualizzare
Mettere la natura al primo posto, ripensare le aree verdi
6. Rilocalizzare
Rilocalizzare come agire localmente, rivalutare il contesto
7. Riciclare
Utilizzare materiali sostenibili
8. Rivalutare
Rivedere la scala dei valori

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Concetti importanti all’interno del progetto
1. Contesto (Rilocalizzare):
Il nome RhOME è un “gioco di parole” che mette in relazione la parola Rome (Roma) e
Home (casa), per evidenziare lo stretto rapporto che c’è tra contesto e progetto.
RhOME for denCity propone un modello di abitazione ripetibile e standardizzata, ma
strettamente legata all’ambito di intervento. Roma è la capitale d’italia, paese
mediterraneo, dove gli spazi aperti accessori dell’abitazione sono realmente vissuti
come luogo di aggregazione sociale e di incontro. In questo senso il progetto della
loggia diventa il cuore pulsante dell’abitazione, oltre ad uno spazio d’incontro
è a lei che viene demandato il compito di produrre l’energia necessaria e di fornire
gli spazi essenziali per la produzione del fabbisogno alimentare (orti urbani).
Anche la strategia energetica degli insediamento è strettamente legata al
luogo: nella città consolidata (area di Trastevere) i nuovi complessi impiegano sistemi
per la produzione di energia pulita in surplus per sopperire, almeno in parte, alla
grande richiesta energetica degli edifici esistenti; nei contesti più rurali (area di Tor
Fiscale) la strategia principale è basata sulla corretta produzione di energia necessaria
per i nuovi insediamenti e su un sistema di recupero delle acque e mobilità sostenibile.
2. Energia (Ridistribuire):
Il sistema energetico, come detto sopra, è situato nelle logge ed è composto da:
- il
sistema
di
fotovoltaico
che
coincide
con
la struttura
per
l’ombreggiamento delle logge (un pannello di lamelle fotovoltaiche in grado di
scorrere permettendo così di oscurare la loggia): fino ad ora il tetto è stato il luogo
depositario per la sistemazione dei sistemi attivi, nell’idea di densificare il tessuto
questo comporterebbe di non riuscire a supplire alle richieste di energia dei nuovi
insediamenti tramite lo sviluppo in superficie delle coperture. L’idea portante del
progetto di RhOME for denCity è quella di riuscire a dotare ogni unità immobiliare di
una superficie di fotovoltaico in modo tale da non essere legati al numero di unità
totali insediate.
-il solare termodinamico, integrato con i parapetti delle abitazioni: l’elemento
architettonico di protezione, grazie al calore assorbito, può essere usato per il
riscaldamento dell’acqua sanitaria. Il processo di generazione del calore, come
reazione produce basse temperature che nel periodo estivo contribuiscono a
raffrescare l’ambito loggia ed a vivere lo spazio aperto con maggiore comfort, senza
alcuno spreco di energia.
3. Risparmio di suolo pubblico (Riutilizzare):
Le aree non costruite sono una fonte preziosa in termini di agricoltura, verde,
sicurezza del territorio e vanno preservate dall’insediamento di nuove costruzioni.
RhOME for denCity promuove il riutilizzo del territorio, tramite la
riqualificazione di aree esistenti o la costruzione nei vuoti urbani presenti
nella città consolidata.
A Tor Fiscale i reperti archeologici, vengono liberati dalle superfetazioni abusive e
lasciano spazio alle nuove costruzioni che dialogano in stretto contatto con il contesto
in cui si inseriscono, rispettando ed enfatizzando le antiche opere di cui il territorio di
Roma è ricco.
A Trastevere il progetto si inserisce in un’area difficile al confine con la ferrovia ad
oggi vuoto urbano all’interno della città consolidata. Da quest’ultima mutua le forme,
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ma si configura come un impianto in grado di produrre energia per se stessa e gli
edifici confinanti esistenti.
4. Densificazione del tessuto (?):
Secondo i risultati dell’indagine ISPRA, negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia è
cresciuto ad una media di 8 metri quadrati al secondo e la serie storica dimostra che si
tratta di un processo che dal 1956 non conosce battute d’arresto. Alla base del
progetto di RhOME for denCity c’è quindi la volontà di non aggredire ulteriori mq di
dell’agro urbano per la costruzione di nuovi impianti residenziali.
Il concetto di densificazione non va concepito come un’operazione matematica di
“aumento del numero di metri quadrati per ettaro”, ma va visto nell’ottica della
massimizzazione del numero di abitazioni, offrendo appartamenti di piccole
dimensioni per soddisfare le esigenze “delle nuove famiglie”, giovani coppie, divorziati
e residenti temporanei.
5. Consumo delle risorse (Ridurre):
Il 20 agosto 2013 è la data dell’Earth Overshoot Day, giorno in cui il consumo di
risorse naturali da parte dell'umanità ha iniziato a superare la produzione che la Terra
è in grado di mettere a disposizione in totale per quell'anno.
RhOME for denCity cerca di favorire una politica di riduzione del consumo di
risorse in quanto gli edifici progettati non utilizzano una quantità indiscriminata di
energia anche se prodotta da fonti rinnovabili ed impiegano materiali rinnovati o
rinnovabili.
Anche i materiali rinnovabili (come ad esempio il legno) se usati in modo
indiscriminato hanno un impatto sulla natura, l’impiego di materie precedentemente
utilizzate o riutilizzabili a fine del ciclo di vita dell’abitazione (es. materiali
monomaterici o con giunti a incastro) permette di minimizzare l’utilizzo di risorse
preziose.

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1. Ridurre (ex re-duce)
20 agosto 2013: Earth Overshoot Day2
La data in cui il consumo di risorse naturali da parte dell'umanità ha iniziato a
superare la produzione che la Terra è in grado di mettere a disposizione in totale per
quell'anno. Ad allarmare non è il raggiungimento del limite in se, quanto la costante
diminuzione dell’intervallo: a distanza di 10 anni, il giorno dell'Earth Overshoot Day
arriva con un mese di anticipo.
E’ quindi evidente la necessità di rivedere il nostro stile di vita a favore di una politica
di riduzione del consumo di risorse, anzi per meglio dire di limitare il
sovraconsumo e lo spreco generato dalle nostre abitudini, si calcola infatti che l'80 per
cento dei beni immessi sul mercato sono utilizzati una sola volta prima di finire nel
secchio della spazzatura.
Da sottolineare anche il fatto che per quanto concerne i consumi, il settore
residenziale occupa una buona parte della richiesta energetica globale: il fabbisogno
nazionale italiano d’energia primaria è stimato in circa 185 Mtemp (milioni di
tonnellate equivalenti di petrolio) 3, mentre il consumo energetico nel settore degli
edifici è pari al 45% del fabbisogno totale e da una campagna condotta dal WWF 4
emerge che circa l’80% dei consumi energetici nel settore residenziale è dovuto a usi
termici. In particolare, il 70% è impiegato per il riscaldamento degli ambienti e il 10%
per il riscaldamento dell’acqua sanitaria.
In questo contesto si inserisce il programma di RhOME for denCity. La proposta mira a
ridurre i consumi a livello urbano e dell’edificio.
Le strategie messe in atto per ridurre i consumi a livello territoriale sono:
- creare una mixitè funzionale per limitare gli spostamenti all’interno della città e
verso l’esterno, tramite la presenza di servizi e attività commerciali nella nuova
area di intervento;
- incentivare la mobilità pedonale e ciclabile;
- potenziare il sistema di trasporto pubblico;
- creare impianti per la generazione di energia “pulita”, in grado di supportare i
nuovi insediamenti e sopperire in parte all’enorme richiesta energetica
dell’edilizia esistente;
- creare impianti di smaltimento dei rifiuti e per il riciclo delle acque grigie e
piovane.

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Gli edifici residenziali, per massimizzare i risultati in termini di risparmio, sono stati
pensati per adattarsi al clima ed al contesto di Roma caratterizzato da inverni miti e
relativamente lunghi ed estati molto calde.
La strategia energetica scelta è quella di realizzare un edificio a basso consumo
energetico, basato su sistemi attivi per la produzione di energia (fotovoltaico e solare
termodinamico) e passivi con muri massivi dotati di un’elevata inerzia termica che
permettono alla parete di avere un buon comportamento naturale contro le
temperature calde.

2. Riutilizzare (ex re-densify)
Il concetto di riutilizzo viene generalmente associato a beni materiali, la possibilità di
riutilizzare un determinato materiale più volte (es. un contenitore) permette di
risparmiare energia in quanto non deve essere materialmente prodotto, ma solo
immesso in un ciclo di pulizia.
Lo stesso approccio può essere usato nell’ambiente costruito: una parola chiave nelle
nuove politiche abitative dovrebbe essere quella di favorire il riutilizzo del tessuto
esistente densificandolo e riqualificandolo.
Secondo i risultati dell’indagine ISPRA, negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia è
cresciuto ad una media di 8 metri quadrati al secondo e la serie storica dimostra che si
tratta di un processo che dal 1956 non conosce battute d’arresto. Il fenomeno è stato
più rapido negli anni ‘90, periodo in cui si sono sfiorati i 10 metri quadrati al secondo,
ma il ritmo degli ultimi 5 anni si conferma comunque accelerato. Questo vuol dire che
ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e
ogni anno una pari alla somma di quella di Milano e Firenze 5.
Alla base del progetto di RhOME for denCity c’è quindi la volontà di non aggredire
ulteriori mq di dell’agro urbano per la costruzione di nuovi impianti residenziali, ma di
riqualificare i tessuti degradati (Tor Fiscale), o colmare i vuoti all’interno del tessuto
consolidato (Trastevere) attraverso progetti “densi”, per massimizzare il risparmio di
suolo.
Il concetto di densificazione assume una forte connotazione. Esso non va concepito
come un’operazione matematica di “aumento del numero di metri quadrati per
ettaro”, ma va visto nell’ottica della massimizzazione del numero di abitazioni,
offrendo appartamenti di piccole dimensioni per soddisfare le esigenze di giovani
coppie e residenti temporanei, creando servizi accessori comuni alla residenza per
liberarla degli spazi non necessari.
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I vantaggi di un impianto “denso” sono molteplici:
- risparmio economico: un edificio multipiano ha un costo inferiore per unità di
superficie rispetto a tipologie meno intensive;
- risparmio energetico: tessuti compatti ed addensati limitano le dispersioni
energetiche generando un risparmio non solo per il riscaldamento in inverno,
ma anche per il raffreddamento nei periodi estivi, strategia mutuata dai piccoli
centri storici presenti sul territorio italiano;
- risparmio di suolo pubblico: le porzioni di territorio (Agro Romano) non ancora
costruito vengono preservate dall’insediamento di nuove costruzioni. I reperti
archeologici, vengono liberati dalle superfetazioni abusive e lasciano spazio alle
nuove costruzioni che dialogano in stretto contatto con il contesto in cui si
inseriscono, rispettando ed enfatizzando le opere esistenti di cui il territorio di
Roma è ricco;
- vicinanza dei servizi: aree residenziali dense consentono di posizionare i servizi
cittadini, le fermate di autobus e treni e le aree commerciali a distanze
percorribili a piedi;
- sicurezza: una zona densamente popolata aumenta il senso di sicurezza;
- relazioni sociali: una zona densamente popolata facilita gli incontri informali e
migliora i rapporti sociali.

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3. Ristrutturare (ex re-qualify)
Lo stato sociale, le strutture economico‐produttive, i modelli di consumo, i rapporti
sociali, gli stili di vita, devono tutti subire una ristrutturazione nell’ottica del risparmio.
Le città devono rivedere i propri modelli di crescita: i nuovi insediamenti devono
fungere da ponti energetici per alimentare se stessi e le vecchie presenze
energivore del tessuto della città consolidata.
Nei nuovi interventi deve essere assicurato in vari modi un buon equilibrio tra spazio
costruito e spazio aperto, ad esempio attraverso aree verdi comuni nelle corti e spazi
aperti privati (logge) negli appartamenti, che fungono da filtro tra le zone più intime e
private e la città, tramite la progettazione attenta degli spazi di prossimità.
I nuovi insediamenti devono essere anche socialmente sostenibili. Essi aspirano a
favorire la vita di quartiere e le relazioni interpersonali, al fine di riqualificarlo anche in
termini sociali. Per questi motivi la scala più adatta per un intervento non intensivo è
un edificio alto dai 3 o 4 piani, fino ad un massimo di 6.

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4. Ridistribuire (ex re-energize)
Ridistribuire per garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e
ad un’equa ripartizione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e
condizioni di vita dignitose per tutti.
Utilizzare le risorse a disposizione in modo consapevole, affinché possano beneficiarne
tutti: progettare edifici che non utilizzino una quantità indiscriminata di energia,
anche se prodotta da fonti rinnovabili e mettano la produzione di energia in
surplus a disposizione del loro quartiere.
Ricorrere a costruzioni ibride in grado di combinare inerzia termica e sistemi attivi (in
base ai livelli di prestazione richiesti dalle politiche di incentivazione e comunitarie)
per la produzione di energia pulita.
Il progetto di RhOME for denCity mette a sistema le richieste e gli obiettivi prefissati
per creare insediamenti urbani in grado di soddisfare le diverse esigenze dei nuclei
insediativi ed abitazioni energeticamente efficienti.
In ambito urbano il progetto prevede un sistema di mobilità sostenibile all’interno (e
nelle vicinanze) del nuovo intervento (mobilità ciclo-pedonale) ed un potenziamento
del sistema del trasporto pubblico esistente, al fine di incentivarne l’utilizzo da parte
dei cittadini. Inoltre, l’energia pulita prodotta in surplus dai nuovi edifici sarà utilizzata
per alimentare i sistemi di ricarica dei veicoli elettrici.
Nelle abitazioni le tecnologie per la produzione di energia e per il risparmio energetico
adottate sono concentrate nelle logge che si identifica come uno spazio di relazione
esterno alla casa, di produzione dell’ energia necessaria e come luogo per coltivare le
piante per il fabbisogno alimentare. Il sistema integrato prevede:
- l’uso di fotovoltaico in facciata, che coincide con il sistema di ombreggiamento
delle logge: fino ad ora il tetto è stato il luogo depositario per la sistemazione
dei sistemi attivi, nell’idea di densificare il tessuto questo comporterebbe di non
riuscire a supplire alle richieste di energia dei nuovi insediamenti tramite lo
sviluppo in superficie delle coperture. L’idea portante del progetto di RhOME for
denCity è quella di riuscire a dotare ogni unità immobiliare di una superficie di
fotovoltaico in modo tale da non essere legati al numero di unità totali
insediate;
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-

-

solare termodinamico, integrato con i parapetti delle abitazioni: l’elemento
architettonico di protezione, grazie al calore assorbito può essere usato per il
riscaldamento dell’acqua sanitaria. Il processo di generazione del calore, come
reazione produce basse temperature che nel periodo estivo contribuiscono a
raffrescare l’ambito loggia ed a vivere lo spazio aperto con maggiore confort,
senza alcuno spreco;
sistemi di interfaccia “user-friendly” per la consapevolezza energetica: gli
abitanti possono controllare la produzione ed il consumo di energia dei sistemi
tecnologici (illuminazione, climatizzazione, diffusione sonora,, elettrodomestici
e sistemi di sicurezza).

Un altro importante obbiettivo del team è quello di realizzare alloggi a basso consumo
energetico a costi contenuti. Sappiamo che lo sviluppo e la realizzazione di soluzioni
innovative sono costose dal p unto di vista della prototipazione, ma crediamo che il
nostro lavoro debba concentrarsi sulla a ricerca di soluzioni che, una volta collaudate,
possano divenire alla portata economica di tutti, incoraggiando così la diffusione dii
residenze autosufficienti.

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5. Ricontestualizzare (ex re-green)
Affinché sia possibile un cambiamento dalla società dei consumi ad uno “stato di
rispetto” è fondamentale che le persone mutino il loro punto di vista passando dalla
fede nel ““dio denaro” alla fede nel “dominio della natura”.
Allo stesso modo nel costruito la cementificazione deve lasciare posto al
“reinverdimento delle città” giardini e parchi devono riappropriarsi dei centri abitati in
quanto la presenza di aree verdi è fondamentale da un punto di vista bioclimatico.
Pertanto la proposta di RhOME for denCity mira ad ottenere il corretto equilibrio tra
aree verdii e costruito, con l’intenzione di:
- trovare unna forte relazione tra gli abitanti e la natura. In particolare, nella
periferia di Roma, è necessario rafforzare il dualismo città-campagna;
- trasformare le aree verdi in spazi pubblici, in modo tale che la gente li senta
come propri e li preservi;
- aumentare gli spazi verdi, tutelandoli e proteggendoli dalle nuove costruzioni;
- preservare il suolo permeabile, per garantire il naturale filtraggio e
assorbimento dell’acqua;
- facilitare la raccolta dell’acqua piovana per scopi irrigui, assai importanti a
Roma;
- utilizzare piante autoctone, evitando così di alterare l’ecosistema locale.

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6. Rilocalizzare
Il concetto può essere riassunto in due parole: consumare localmente.
Questo stile di vita si ripercuote sia sul benessere economico delle nazioni, perché
produrre ciò di cui hai bisogno crea posti di lavoro, sia sul benessere del pianeta, in
quanto si riducono al minimo i movimenti di merci e persone, evitando i costi legati ai
trasporti, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico.
Se le idee devono ignorare le frontiere, al contrario i movimenti di merci e di persone
devono essere limitati all'indispensabile.
RhOME for denCity punta sul know how italiano, sull’eccellenza delle proprie imprese,
sulla ricerca in ambito universitario, per creare le città e le abitazioni del futuro, nel
pieno rispetto dell’ambiente naturale.
Punta inoltre all’uso di risorse locali (orti urbani) e all’enfasi della cultura locale. La
pelle degli edifici, la volumetria dell’interventi e le stesse strategie energetiche sono
strettamente connesse con il contesto: per questo nella città consolidata(Trastevere)
trovano posto impianti di trigenerazione per la produzione di energia in surplus per
sopperire alla grande richiesta energetica deli edifici esistenti e in un contesto più
frammentato di area edificata a confine con i terreni agricoli (Tor Fiscale), la strategia
privilegiata è il recupero delle acque per l’irrigazione e la manutenzione delle grandi
aree a verde.

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7. Riciclare
Una costruzione attenta al rispetto dell’ambiente non può prescindere dall’uso di
materiali naturali o riciclabili alla fine del ciclo di vita dell’edificio.
La consapevolezza del limite delle risorse naturali e le nuove tecnologie mettono a
nostra disposizione una vasta gamma di materiali ecologici.
L’abitazione progettata da RhOME for denCity
monomaterici, facilmente rinnovabili a fine vita

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punta

sull’uso

dei

materiali

8. Rivalutare (ex re-late)
In una società basata sull’economia e sulla ricchezza, incentrata sull’io solitarista, i
valori che dovrebbero prevalere come collaborazione, altruismo, vita sociale,
sensibilità verso il territorio, sono stati sostituiti da una ricerca sfrenata al denaro.
"Amore della verità, senso della giustizia, responsabilità, rispetto della democrazia,
elogio della differenza, dovere di solidarietà, uso dell'intelligenza: ecco i valori che
dobbiamo recuperare a tutti i costi, perché sono la base della nostra realizzazione e la
nostra salvaguardia per il futuro" (Cornelius Castoriadis).
La città è un luogo dove le persone si incontrano e sviluppano la loro vita sociale e
RhOME for denCity mira a ricucire i rapporti tra i cittadini:
- realizzando un tessuto urbano che crei spazio pubblico ed incentivi i legami
interpersonali;
- rafforzando il senso di identità e di appartenenza alla stessa comunità;
- promuovendo l’utilizzo di aree per finalità sociali e commerciali;
- migliorando il senso di identità della città mantenendo un forte legame con il
contesto storico;
- applicando una diversità funzionale: l’obiettivo dell’intervento urbano è quello
di raccogliere nello stesso quartiere i luoghi di residenza, lavoro e tempo libero:
- dando priorità agli spazi pubblici, massimizzando l’importanza delle aree
pedonali.

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1

Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri Editore,
2008.
2
http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/gfn/page/earth_overshoot_day/
3
Fonte: Bilancio dell’energia in Italia 2011, edito dal Ministero per lo sviluppo
economico.
4
Fonte: WWF Italia per la Campagna GenerAzione Clima 2007.
5
Analisi del 2103. Fonte: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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