ECONOMIA DEL FAIR TRADE

QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

AUTOREGOLAMENTAZIONE
• Il FT è espressione dell’iniztiva privata = multiforme
• Con l’aumento della visibilità (dei prodotti e del
messaggio) sorge l’esigenza da parte degli attori del
movimento di dotarsi di una cornice regolamentare

FORME DI AUTODISCIPLINA
• Carte dei criteri, elaborazione di standard
– individuati i requisiti necessari per connotare gli attori
del FT (le caratteristiche che devono avere le
organizzazioni FT)
• il modello è appropriato per la commercializzazione
di prodotti all’interno della filiera integrata del FT
• Norme volontarie armonizzate relative a sistemi di
certificazione
– i prodotti FT sono etichettati da organismi di
certificazione secondo standard ISO specificamente
elaborati

LIMITI DELL’AUTODISCIPLINA
• Autoreferenzialità
• Standard non univoci
• Poca chiarezza nei confronti del consumatore
ma….
• le esigenze di regolamentazione, pur partendo dalla
necessità di garantire il consumatore finale, tendono a far
ricondurre il FT all’interno dei sistemi di incentivazione
della cooperazione allo sviluppo
• il FT viene inteso come strumento efficace per
raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Sud (PVS)
mettendo in secondo piano il suo ruolo di attore economico

INCENTIVI
• Natura soggettiva
– insieme di misure indirizzate ai soggetti destinatari del
FT (regime fiscale agevolato per le organizzazioni FT,
esenzioni fiscali per certe tipologie di reddito)
• Natura oggettiva
– misure riferite ai prodotti del FT (IVA al 4%, dazi
doganali preferenziali)

REGOLAMENTAZIONE SOVRANAZIONALE
• Dato che la catena del valore del FT travalica la
dimensione nazionale, la normazione deve essere
sovranazionale
– UE: tutte le misure atte a disciplinare gli scambi
internazionali di merci che riguardano paesi comunitari
(anche con paesi del Sud/ PVS) ricadono sotto la
competenza della Comunità
– WTO: la politica commerciali dell’UE è comunque
condizionata dal rispetto delle norme internazionali sui
commerci che i paesi membri dell’OMC si sono dati
• 149 paesi hanno firmato gli agreement del WTO
• 100 sono PVS (32 dei quali LDCs)

DIRITTO COMUNITARIO
• L’approccio adottato dal FT è coerente con gli obiettivi fondanti
dell’Unione
– l’UE promuove “uno sviluppo armonioso, equilibrato e
sostenibile delle attività economiche, un elevato livello di
occupazione e protezione sociale” [art. 2]
– obiettivo della politica commerciale comune è quello di
“contribuire, secondo l’interesse comune, allo sviluppo
armonico del commercio mondiale, alla graduale
soppressione delle restrizioni agli scambi” [art. 131]
• Costituzione dell’Europa, art. I, 3 co. 4
– l’UE contribuisce “alla pace e alla sicurezza, allo sviluppo
sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto fra i
popoli, al commercio libero e equo, all’eliminazione della
povertà e alla tutela dei diritti umani”

RISOLUZIONI E COMUNICAZIONI A FAVORE DEL FT
• Ris. PE 19.01.94 “Promozione del FT fra Nord e Sud”
– il FT deve essere inserito organicamente nella politica
comunitaria di cooperazione allo sviluppo, finanziando e
riconoscendo giuridicamente l’attività e le organizzazioni FT
• Ris. PE 02.07.98 e Comunicazione della Commissione al
Consiglio del 1999
– lo sviluppo sostenibile dei PVS, l’inserimento armonioso e
progressivo dei PVS nell’economia mondiale e la lotta contro
la povertà sono assicurati con i meccanismo del FT, in
particolare con:
• pagamento di un prezzo equo
• prefinanziamento degli ordini
• relazione di lungo termine (contratti pluriennali)

CRITERI MINIMI DEL FT SECONDO L’UE
• Ris. 02.07.98 (198/ 98)
– acquisti diretti
– prezzo equo
– pagamento parziale anticipato
– mancanza di monopoli di importazione
– trasparenza dei prezzi
– relazioni stabili e di lunga durata
– rispetto delle convenzioni Ilo in caso di impiego di
lavoratori salariati
– no alla discriminazione uomo/ donna
– rispetto dell’ambiente e de diritti dell’uomo
– rispetto per lo sviluppo endogeno

LIMITI DELLE RISOLUZIONI UE
• Non dicono nulla rispetto a:
– natura dell’attività
– organizzazioni preposte
– oggetto dell’attività
• Domande a cui rispondere:
– è il FT attività d’impresa?
– che forma giuridica devono assumere le FTOs e come
deve venire gestito il patrimonio?

DIRITTO DELL’OMC
• Vieta (in linea generale):
– di adottare dazi doganali su merci importate da altri paesi membri
• divieto di discriminazione interna: il miglior trattamento che
uno stato membro concede alle merci di un altro stato membro
deve essere esteso a tutti i paesi (MFN Duty)
– di adottare misure interne discriminatorie fra prodotti simili
nazionali ed esteri
• prodotti interni e prodotti importati devono avere lo stesso
diritto
– di adottare misure restrittive fondate su standard unilateralmente
imposti
• se misure restrittive del commercio sono possibili per esigenze
di pubblico interesse, in quanto eccezione alla libertà del
commercio internazionale detta norma va interpretata in forma
restrittiva (tali decisioni devono essere multilaterali)

DIRITTO DELL’OMC
• Non esiste una “clausola sociale” nel diritto dell’OMC
– multilater benchmark: per poter essere presi in considerazione,
parametri di natura extra-economica devono essere il frutto
della condivisione multilaterale fra stati membri
– molti PVS - specie in Asia - sono contrari a tali parametri
sociali
– molti paesi occidentali sono propensi ad adottare restrizioni
negli scambi con paesi che non sappiano dare garanzie sociali
– in generale sono incompatibili con i divieti di discriminazione
quelle misure che pongono ostacoli al commercio in
considerazione della modalità di realizzazione (ex. sfruttando
mano d’opera), dato che i criteri di differenziazione usati
ineriscono alla caratteristiche intrinseche del prodotto e non ai
processi di produzione

IL FT NEL DIRITTO DELL’OMC
• In deroga al divieto di discriminazione, l’imposizione di
dazi più bassi - tesa a favorire la commercializzazione sul
mercato interno di prodotti FT a prezzo inferiore a quello
di prodotti simili - si può realizzare secondo i GSP
• Schemi di Preferenze Generalizzati (GSP)
– schemi dazari agevolati, temporanei, adottati
unilateralmente dai membri dei paesi più sviluppati
(trattamento preferenziale non reciproco) a favore dei
PVS