Casa - Residenza - Politiche Sociali - Immigrazione - Diritti - Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza

dimora

giochi di società
L’inchiesta del mese
pag.

“Aven Amenza, rumeni a Bologna”
pag 10

Il documentario “Below Sea Level”
pag 8

“On the road. Gli appuntamenti del mese”
pag 14, 15

L’enigma dei servizi Lo scorso luglio il Comune di Bologna ha deliberato la nascita dei Servizi sociali territoriali, uno degli atti di cui si compone l’operazione di decentramento dei servizi ai quartieri della città. Dall’inizio di ottobre la delibera è diventata operativa, il decentramento è avviato, ogni quartiere si è dotato di uno sportello dove filtrare e orientare le richieste di sostegno e di assistenti sociali che dovranno elaborare piani individuali di sostegno. Almeno que-

sto è previsto dalla delibera. Forse a qualcuno la scelta di dedicare un numero del giornale a questo atto amministrativo può sembrare inopportuna, interessante per un circolo ristretto di addetti ai lavori, ma non certo per la città che vorremmo fosse il nostro pubblico. In realtà non è così. Il bilancio delle attività delle politiche sociali pubblicato dal Comune per l’anno passato parla di 750 anziani e 420 minori accolti in strutture, circa 3400 nuclei familiari assistiti (di cui

1500 stranieri). Senza contare la crescente, e in gran parte inevasa, richiesta di alloggi di edilizia pubblica L’attività dei servizi sociali a Bologna riguarda un numero considerevole di cittadini che saranno di conseguenza toccati dai cambiamenti in atto. Ma non è solo questo il motivo del nostro interesse. A parlare di decentramento con gli operatori di strutture di accoglienza notturna o diurna, più di un sopracciglio si inarca. Chi lavora quotidianamente

con le categorie più socialmente disagiate (senza dimora, tossicodipendenti, migranti o le tre cose insieme) ha molti dubbi sulla reale accessibilità ai servizi per queste persone, all’indomani della riforma. Uno dei benefici del decentramento ai quartieri è l’avvicinamento dei cittadini alla “fonte” dei servizi: la filiera si accorcia, le responsabilità sono più facilmente individuabili, lo sportello diventa un luogo di prossimità facilmente frequentabile. - segue a pag 2 -

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Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora

piazza

Grande

Ai lettori
Nel numero di Piazza scottante” di questi Quartieri di Bologna.

novembre ci occupiamo del “tema decentramento dei servizi sociali ai mesi: il

Grande

di

contro l’esclusione sociale, il presidente e alcuni operatori sociali.

il direttore dell’ASP Poveri Vergognosi e

Sommario
- L’enigma dei servizi pag 1

“Tendere un giornale è meglio che tendere una mano” *** Proprietà Associazione Amici di Piazza Grande Onlus

Seguono le consuete rubriche su culturali.

cittadinanza, immigrazione, cultura e

Si tratta di una grande novità per il mondo dell’esclusione sociale, che interessa in primo luogo le istituzioni, ma anche e soprattutto operatori e senza dimora. In strada, nei dormitori e nei

l’agenda del mese con gli appuntamenti Il mese scorso a Bologna Marco Euro per occupazione abusiva di suolo pubblico.

- Ai lettori pag 2

Farfallucci, un senza tetto da tanti anni

Direttore Responsabile Bruno Pizzica Direttore Editoriale Leonardo Tancredi Caporedattore Jacopo Fiorentino ***

centri diurni è grande la preoccupazione negativamente sulla condizione dei senzatetto.

residente in città, è stato multato di 742

che questo rimescolamento possa influire

Un gruppo di residenti del Quartiere Saragozza domenica 26 ottobre ha orgaMarco. Hanno partecipato moltissime tutte. persone: ci sembra giusto ringraziarle nizzato una castagnata di solidarietà per

- Accade davvero pag 3

Cosa succederà davvero lo si saprà tra cato di capirne qualcosa di più.

qualche mese: intanto noi abbiamo cer-

- L’inchiesta del mese pag 4, 5, 6, 7, 8, 9

Redazione via Libia, 69 40138 Bologna Tel. 051 342328 Fax. 051 3370669 *** www.piazzagrande.it redazione@piazzagrande.it ***

Nelle pagine dell’inchiesta abbiamo intervistato i responsabili di vari quartieri, la portavoce della Consulta

jacopofiorentino@gmail.com

di Jacopo Fiorentino

- La città migrante pag 10

.- La cultura è nelle strade pag 11

Distribuzione Redazione Piazza Grande ***

- Diritti e cittadinanza pag 12

Idea Grafica: Jacopo Fiorentino *** In Redazione: Mauro Picciaiola, Marinella Elia, Carlotta Zarattini, Luisa Begani, Marika Puicher, Alessandro Casadio, Salvatore Giampiccolo. ***
la lettera Alla redazione di Piazza Grande Vi volevo ringraziare a nome degli inquilini di via stalingrado dell'Associazione Inquilini Assegnatari-RdB per l'ottimo servizio che avete fatto tramite le pagine del vostro giornale. In questa fase l'emergenza abitativa diventa, anche qui a bologna, sempre più pressante. Numerosi senza tetto ci contattano e stiamo per organizzare una campagna per aprire una trattativa con il comune in merito all'emrgenza abitativa. Cordiali saluti. per AS.I.A.-RdB Lidia Triossi Quartiere Navile. Foto di Gaetano Massa

- La pagina dell’Associazione pag 13

- Gli appuntamenti del mese pag 14, 15

Hanno collaborato a questo numero: Paola Faranda, Agenda, Roberta Francia, Salvatore Ognimè, Vincenzo Conte, Sara Visintin, Daniele Barbieri . ***

- Dove andare per pag 16

- segue da pag 1 Sia gli amministratori sia i nuovi operatori, inoltre, potrebbero avere una conoscenza più diretta del territorio che favorirebbe la prevenzione delle situazioni critiche. In generale, si tratterebbe di un passo in avanti verso il cosiddetto welfare di comunità. Di tutto questo potranno beneficiare senza dubbio i cittadini residenti a Bologna, con un buon livello di integrazione e dimestichezza nella relazione con le istituzioni; persone che conoscono il territorio in cui vivono e sanno qual è il loro quartiere di riferimento. Ma che succederà alle persone che vivono

Immagini La vignetta in prima pagina è di Alex Grande Bologna 01.11.2008 Anno XV - Numero 149 16 pagine
Tipografia Nuova Cesat Firenze

in strada a Bologna? A quale sportello si rivolgeranno i non-residenti? Quale sarà il quartiere di riferimento di chi trascorre la giornata tra dormitori, mense e centri diurni in un continuo attraversamento dei confini di circoscrizione? Su questi interrogativi gli operatori sociali dovranno confrontarsi con gli utenti, quando a gennaio sarà finita la fase di transizione e gli sportelli di quartiere lavoreranno a pieno regime. Preferiamo non assecondare i dubbi di chi teme che il decentramento sia un mezzo per privilegiare una fascia di utenza ai danni di una più debole, ma meno difendibile. Al momento, però, dobbiamo registrare un forte disorientamento da parte di chi deve eseguire la riforma, e le difficoltà degli

operatori non possono non ricadere sugli utenti. Quello che ci pare importante ora è un appello alla tutela del patrimonio di esperienze e di buone pratiche di rete maturate in questi anno di lavoro contro l’esclusione sociale. Le competenze di chi lavora sul campo non devono essere disperse, ma trasmesse e valorizzate. Aspettiamo di valutare la riforma alla prova dei fatti e di poter dare presto la parola alle persone che dalla strada si presenteranno in quartiere. leonardotancredi@gmail.com di Leonardo Tancredi

***

Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474

2 piazza grande • n°149 • 11.08

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Dal nostro sito, una rubrica che parla di casa, nuove povertà, diritti, immigrazione. A Bologna e non solo
13.10.08 perché, si legge nel verbale “dormite”. un incontro urgente con le autorità in servizio in piazza San Francesco,

Accade d@vvero

A Firenze è reato “dormire indecentemente”

vano in modo visibilmente indecen-

zione tempestiva per queste persoappello a tutta la cittadinanza fio-

fiorentine al fine di trovare una solu-

L’amministrazione comunale di

la prima ordinanza di “messa al reato di “sonno indecente”. Il 7

Firenze, già tristemente famosa per bando dei lava-vetri rom“, inventa il

“Ciò che è accaduto è inammissibile dente dell’associazione L’Aurora, e Roberto Malini e Dario Picciau del

ne. Le due associazioni fanno inoltre

vari che il senza fissa dimora aveva al seguito, vanno considerati un “deposito” di materiali non autoriz-

i carrelli, i cartoni e gli indumenti

- commentano Stefania Micol, presiMatteo Pegoraro, co-presi-dente con Gruppo EveryOne - e dimostra come

L’Aurora in via dei Macci 11 si manifesti nel concreto solidarietà verso famiglie disagiate e perseguitate,

rentina, affinché, presso la sede de

provvedere, a sue spese, al “ripristino dei luoghi”.

zato. E il senzatetto dovra’ anche

coperte a 50 Rom romeni: “Dormite sui cartoni” rispondono gli Urbani ai Rom infreddoliti. A fine settimana, stavolta multano i cinquanta Rom

ottobre i Vigili Urbani sequestrano le

tuzionalmente la corrente razzista e

anche la città di Firenze segua isti-

portando semplicemente una coperza e rappresenti una risposta civile al trattamento della Polizia Municipale. ta, che divenga simbolo di fratellan-

Oltre al verbale della multa, i vigili

11 ottobre, nuovo raid dei Vigili che perché “dormivano in modo visibil-

abbando-nando la via della tolleranim-bracciare quella della caccia allo

xenofoba che sta investendo l’Italia,

urbani hanno denunciato il 54enne

(gia’ noto alle forze dell’ordine) perfoglio di via gia’ emesso per lui dal Questore di Bologna. Il senza fissa “record” e’ lo stesso che, qualche

za e del rispetto dei diritti umani per straniero e della criminalizzazione che in una città come Firenze non

che’ si trovava in citta’ nonostante il

mente indecente”.

@@@

”Dormivano in modo indecente”: Il racconto dell’associazione Aurora: strato e distrutto le coperte da noi ”La polizia municipale ha se-quevigili sequestrano le coperte

della povertà. E’ uno scandalo civile solo non si attui alcun programma

dimora che ha ricevuto la sanzione tempo fa, era stato allontanato da

22.10.08 tetto

lasciandole girovagare per il centro alcuna proposta di inserimento

per l’accoglienza di queste persone,

Bologna. Multa record a senza-

piazza San Francesco sempre dalla Polizia municipale e senza un reale motivo.

Santa Maria Novella”. Per loro anche multe di oltre 165 euro

distribuite a 50 rom alla stazione di

senza alcun mezzo di sussistenza né sociale, ma che soprattutto vengano per sopravvivere al freddo di e alla tolti loro con brutalità i pochi mezzi

compilato il verbale sulla base dell' art.21 del Codice della strada, che stradali” non autorizzati, anche punisce “opere, depositi e cantieri L’episodio era stato denunciato, in una nota, dal leader dei Disobbedienti Gianmarco De Pieri, che aveva assistito alla scena.

I vigili urbani di Bologna hanno

FIRENZE - La polizia municipale ha ritirato a 50 rom romeni le coperte che un”associazione di volontariato

condizione a dir poco precaria in cui essi si trovano”.

temporanei, che avvengano su aree veicoli e pedoni

destinate alla circolazione o sosta di

duto la notte del 7 ottobre a

aveva fornito loro. L’episodio è acca-

“Abbiamo già denunciato l’accaduto ne rom Viktoria Mohacsì - spiegano poi i leader del Gruppo EveryOne lo riporti all’attenzione del

all’eurodeputata ungherese di origi-

Clochard Bologna, 22 ottobre 2008 - Multa record a un senzatetto in dovra’ pagare 742 euro perche’, piazza San Francesco a Bologna:

Allora i vigili urbani, scrisse De

Pieri, si erano appellati al rispetto di applicato il Codice della strada. @@@ 21.10.08 Il SottoSopra compie dieci anni Il Centro Serale SottoSopra ha una ordinanza. Questa volta, hanno

Firenze, nei pressi della stazione i volontari dell’associazione

Santa Maria Novella. A riferirlo sono fiorentina L’Aurora Onlus che hanno mesi dormono al freddo nei pressi di fornito le coperte ai nomadi che da

Malini, Pegoraro e Picciau - affinché Parlamento Europeo e della

compilato il verbale, ha violato il Codice della strada. Come?

secondo i vigili urbani, che hanno

Piazza Adua, in pieno centro storico della città. Svegliate di soprassalto le persone - riferiscono i volontari mato loro di consegnare tutte le

triste-mente, con quest’episodio, delle Istituzioni europee per il

Commissione UE. Firenze diviene

assieme a Pesaro - già all’attenzione preannunciato sgombero della locale comunità rom romena, rifugiata in un edificio abbandonato, in cui vi

dell’associazione - i vigili hanno inticoperte e a chi ha obiettato che

ne.

dice il verbale) senza autorizzazio-

carrelli, indumenti, bottiglie e zaini,

pubblico di materiali (quali cartoni,

Eseguendo il “deposito” sul suolo

compiuto dieci anni e ha organizzato una festa che si è tenuta il 21 ottobre dalle 17 in poi in via

L’articolo in questione e’ il numero 21 del Codice della strada, che punisce “opere, depositi e cantieri

ni hanno risposto ‘Dormite sui cartodunque sequestrate e gettate, ni’. Tutte le 50 coperte sono state

faceva troppo freddo, i vigili fiorenti-

sono malati con patologie cardiache d’Italia, un ulteriore luogo dove, con za di autorità e istituzioni locali, si vuole arrivare all’annientamento la persecuzione mista all’indif-ferene tumorali molto gravi - e al resto

Bolognese. Durante la serata ci sono state proiezioni video, istallazioni foto, musica,

Terraglia Levante 1/A, Sant'Agata

temporanei, che avvengano su aree

stradali” non autorizzati, anche

davanti ai loro occhi, in un camion della Quadrifoglio che procedeva ha rifornito le coperte ai nomadi

subito a macerarle. L’associazione venerdì sera ma nel fine settimana i i nomadi con una multa di 165 euro

crudele di esseri umani innocenti cui integrazione”. non è offerta alcuna speranza di

di 715 euro. Quella che i vigili urbani hanno fatto al senzatetto 54enne piazza San Francesco, e’ di 742 (originario di Pistoia) che ieri era in

veicoli e pedoni. La multa minima e’

destinate alla circolazione o sosta di

per il reinserimento di soggetti

struttura intermedia a bassa soglia

crescentine. Il SottoSopra è una

A.USL Bo.Nord

SERT di San Giovanni in Persiceto,

tossicodipendenti promossa dal

vigili sono ripassati e hanno multato

L’associazione L’Aurora e il Gruppo

euro.

a cura di Jacopo Fiorentino

EveryOne hanno chiesto a gran voce

redazione@piazzagrande.it

In sostanza, secondo i Vigili urbani

piazza grande • n°149 • 11.08 3

L’inchiesta del mese

Dubbi da operatori
Dispersione di

competenze e degli utenti

disorientamento
Da un mese a Bologna un grande cambiamento ha interessato uno dei settori che storicamente contraddistinto l’impronta politica le Due Torri. Parliamo dei servizi territoriali, con il passaggio di degli sportelli di sociali. A partire dal 2 ottobre scorso consegne dalla centralità dello Attualmente i servizi vivono una fase quartiere. ha

delle amministrazioni comunali sotto sono stati attivati i servizi sociali Sportello sociale al decentramento di transizione caratterizzata da una perplessità rispetto alle conseguenze

grande incertezza nell’individuare responsabilità e competenze, e che questa trasformazione avrà sul soddisfacimento delle richieste degli sociali. Proprio da questi ultimi arrivano chiedono le maggiore voci più critiche: utenti e sul lavoro degli operatori chiarezza Il centro diurno di via del Porto.Foto di Marika Puicher

quartieri.” Ma gli assistenti sociali provenienti dai quartieri necessarie per relazionarsi con un tipo di utenza come quella che si rivolgeva allo sentito dire che sarà possibile lavorare allo sportello anche per semplici sportello sociale? I dubbi proliferano. “Ho impiegati amministrativi con esperienze completamente diverse – dice Sara. Il sentito dire dilaga, e come ammettono i nostri stessi interlocutori che per il mestiere che fanno dovrebbero essere ben informati, questo è indice del momento generale di confusione. avranno le competenze

citato abbastanza questa procedura.”

coglienza i nodi critici del decentramento tirare le somme proviamo ad alzare lo carattere più generale. sguardo e a fare considerazioni di

sull’impianto del nuovo assetto e garanzie per l’accesso ai servizi per in condizioni di grave disagio sociale. quella categoria di persone, senza dimora italiani e stranieri, che vivono “Uno straniero arriva a Bologna, non ha

Sara è fresca di un incontro con

si snocciolano come grani del rosario. Per Comincia

l’Assessorato e riporta delle indicazioni di massima secondo le quali i criteri non caso per caso, si terrà conto anche di quanto i quartieri sono oberati di sono così netti, la valutazione sarà fatta richieste e si dirotterà l’utenza da un quartiere all’altro. L’immagine di un docce, Ser.tT saranno sparsi sul territorio viene dei pellegrinaggio tra mense, dormitori, evocata nella discussione. “È vero che ci assolutamente sovraccarichi – dice quartieri Benedetta - per esempio il Navile ha il del Gomito, quelle per i migranti, il

Massimiliano che vede questo nuovo Roma, dove le municipalità sono realtà a Bologna è un continuo passare dei parte del tempo.”

assetto dei servizi poco adatto a una città come Bologna: “Una cosa così ha senso a territoriali grandi e dove davvero una confini dei quartieri, è una città piccola, impossibile dire dove si passa la maggior anche i loro colleghi, pongono ancora cambiamento non è per Francesca e Claudia, ma la pensano così l’attenzione sui senza dimora, il tipo di loro. utenza che conoscono meglio. “Questo L’avvicinamento dei servizi alle persone, risponde alle esigenze di cittadini quartiere. Ma integrati, con lavoro e casa, per loro certo è comodo avere uno sportello di rischio della dispersione e della perdita di fiducia nei servizi.” A Giorgio le battute conclusive, e finalmente si parla anche di soldi: al dell’esperienza di lavoro in rete. “Visto siamo a abituati a lavorare noi è forte il per le persone con cui

casa, dorme una settimana in piazza Martiri, dopo di che un vigile gli dice che Lo straniero deve capire che se ha lì non può restare, che deve andarsene. dimorato una settimana in piazza Martiri va in un altro quartiere qualcuno più per persone che difettano in sul momento lo spaesamento si potrebbe dirgli cosa vuoi da noi? Devi comunicazione, relazioni, informazioni, amplifica.” deve andare al Quartiere Porto perché se andare nel tuo quartiere. Una difficoltà in poi magari apprendono velocemente, ma

persona passa la giornata senza uscirne,

La riforma prevede che dopo il primo “piano di assistenza individuale”,

colloquio, l’utente incontri l’assistente sociale che analizza il caso e elabora un ritagliato sui bisogni specifici della persona. È questa l’impostazione dei tra l’erogatore del servizio e l’utente. vera novità. “Qualsiasi

dormitorio Zaccarelli, la struttura di via carcere; il quartiere Porto ha il centro dormitorio Beltramei. Come gestiranno questa utenza? Da noi (dormitorio tutti a carico del quartiere Navile?” Zaccarelli, ndr) la maggioranza degli diurno e la stazione, San Vitale ha il

“nuovi” servizi sociali territoriali:

interventi sulla persona e distanze ridotte Ma agli operatori questa non sembra una professionale – dice Giorgio – sportello sociale adulti, Ser.T ecc. quando fa cerca progettualmente con quella persona. Savena non vai in via Sabatucci (quartiere S. Vitale, ndr) ma ti fermi in grossa novità…” via Faenza, non mi pare che ci sia una Quello del ruolo degli operatori di di capire come agire un’analisi del caso, studia il soggetto e Finora insomma non mi pare che ci sia servizio

ospiti è residente in struttura, saranno Anche su questo punto la chiarezza latita, quella in dormitorio, infatti, potrebbe essere considerata una “residenza sociale” e i titolari alla stregua di senza operatori è ancora poco chiaro se

Il caso esemplare che racconta Giorgio, uno degli operatori che ha accettato di discutere con noi delle conseguenze del controversi di questo processo di decentramento dei servizi sociali verso i

quartieri, individua uno degli aspetti più cambiamento in atto, quello dell’accesso Bologna. Ma i nodi critici non si esauriscono qui. Oltre a Giorgio, partecipano alla ai servizi per le persone non residenti a

dimora, categoria che sembra essere avvolta dai dubbi maggiori. A sentire gli saranno gli sportelli di quartiere a smistare le richieste degli utenti o se quartiere rivolgersi. Entrambi i casi di stare in un posto piuttosto che in un altro a seconda della maggiore

mancato incremento delle risorse si accompagna il rischio di una perdita che le risorse non sono aumentate, allora mi chiedo perché abbiamo fatto tutto ciò? e gli viene detto lei può andare allo Una risposta che già c’era. Per anni la Zaccarelli, al Beltrame o al Lombardia? rete nella quale abbiamo lavorato ha presente che stavano cambiando i prodotto anche pensiero: abbiamo fatto bisogni degli utenti, che il sanitario entrasse di più nel sociale e che si facesse carico di alcune patologie. Io di tutto questa non ne ho più sentito non condividere. parlare. Allora una preoccupazione ce Perché poi la persona arriva al quartiere

qualcosa in più. Se sei del Quartiere

chiacchierata Benedetta, Sara, Claudia, Francesca e Massimiliano, tutti loro lavorano quotidianamente in strutture d’accoglienza notturne o noi per portarne un resoconto sul la confusione sotto il cielo. diurne.

questi ultimi potranno scegliere a quale potrebbero avere controindicazioni: “L’utente – interviene Claudia – dichiara “generosità” di un quartiere. Sappiamo tutti benissimo che il passa parola è più forte di qualunque indicazione degli operatori, alcuni sportelli sarebbero oberati di richieste.” Giorgio rincara la dose: “è gia successo

Scopriamo che l’incontro non serve solo a giornale, ma è un momento utile di con“Il servizio sociale adulti si smembra – fronto anche per loro, dato che grande è prova a mettere ordine Benedetta – ogni quartiere avrà un assistente sociale che gestirà l’accesso. Questo può essere già organico al quartiere, che si occupi di unico di via Sabatucci verrà dislocato ai minori o di anziani o di altro passerà allo sportello, oppure dall’attuale sportello

sportello è un tema caldo. Francesca incalza: “La cosa che a me salta più agli singolo operatore del quartiere sulla prima volta, magari arrivando da fuori occhi è la discrezionalità che può avere il persona che si rivolge allo sportello per la Bologna. Quello che faceva la lista unica, che aveva alle spalle un lavoro di rete, adesso dovrà fare il singolo operatore. E poi con quale criterio una persona che dorme su una panchina piuttosto che in dormitorio viene assegnato a un quartiere o a un altro? Non è stato espli-

che qualcuno si fingesse alcolista perché pensava che tramite il Sert.T potesse ottenere più assistenza, non vedo perché non dovrebbe succedere con diversi quartieri.” Intorno al tavolo in cui incontriamo gli operatori delle strutture d’ac-

l’ho.” Ed è un cruccio che non possiamo di Leonardo Tancredi

leonardotancredi@gmail.com

4 piazza grande • n°149 • 11.08

Al di là del vetro
Intervista responsabile del Servizio Mobile di Piazza Grande. a Gabriella Penna, Il decentramento dei Servizi sociali dal Comune ai quartieri ha causato molti operatori. Ci è sembrato giusto raccogliere le impressioni di chi si deve situazione amministrativa. confrontare con cambiamenti nel modo di lavorare di

alleggerimento del carico di lavoro. La preoccupazione

responsabile del Servizio Mobile riguarda creare: “Ciò che mancherà totalmente sarà il vedere da vicino le situazioni, il fisicamente”. contatto diretto con le persone, il toccarle invece le lacune che il sistema andrà a

maggiore

della

Antoniano: preoccupa il caos
Il Centro d’Ascolto Antoniano si occupa di offrire sostegno ad adulti in situazione di disagio, il genere di persone che saranno coinvolte in prima persona dal cambiamento dei servizi sociali. Perciò abbiamo intervistato Ilaria Arcara e Daniela Ghinello, operatrici del Centro d’Ascolto Antoniano. Paolo Mengoli, presidente di Caritas, che gestisce uno sportello analogo, ha preferito invece non esprimersi sul decentramento poiché si trova ancora in fase transitoria. Secondo Ilaria il progetto di decentramento “è condivisibile e trova la sua logica in una maggiore vicinanza al cittadino e al territorio. Il problema attuale è invece quello della transizione: il servizio dovrebbe già essere operativo ma in realtà non è così”. In particolare il servizio sociale Adulti è ancora competenza dell’ufficio centrale di via Sabatucci. Iliaria spiega che nessuno sa dire con esattezza quando sarà decentrato anch’esso ai quartieri. “L’operatrice di uno sportello a cui ho telefonato – racconta Ilaria - non mi ha saputo indicare una data definitiva. Oltretutto l’operatrice, pur molto gentile, mi ha detto che prima si occupava di un tipo di lavoro diverso e in un altro territorio. Insomma, lavora allo sportello da un mese ma ancora non ha le competenze necessarie”. “Da un lato – continua - la colpa non è del singolo dipendente, dall’altro questo è un caso di disservizio. L’utente non può sentirsi rispondere dall’operatore ‘Sono qui da un mese, ancora non lo so’. Avrebbe tutto il diritto ad arrabbiarsi”.

Gabriella è un’operatrice che conosce

molto bene la realtà della strada e sottolinea l’importanza dell’instaurare un rapporto di fiducia paritario con chi la vive. Uno sportellista dietro un vetro assume senso di subalternità nell’utente non stimolando sincerità necessaria la confidenza per esporre e una posizione di distacco che ingenera un la

Ilaria spiega che un ulteriore problema riguarda il trasferimento degli assistenti sociali. “In base al principio per cui gnuno lavorerà nel proprio territorio, cambieranno gli assistenti sociali. Ci auguriamo ci sia un passaggio di consegne. In passato è successo che il nuovo assistente arrivasse senza essere stato debitamente informato sulla situazione delle persone con cui doveva lavorare. Questo porta ad abbandoni da parte degli utenti nonché ad una crescente sfiducia nei confronti del servizio”. E gli utenti? “Le persone – dice Ilariaancora non sono ben informate sullo sportello. Chi vive in strada, questo è il vero problema, sente come un disagio il muoversi verso i servizi sociali. Le persone sono stanche di sentirsi mandare da uno sportello all’altro. Noi cerchiamo di sfruttare il contatto quotidiano che abbiamo con chi viene alla mensa per avvicinarli. In questo modo possiamo consigliarli sui vari servizi a cui rivolgersi. In ogni caso ogni volta è una lotta: le persone sono esasperate da questi rinvii continui”. Per quanto riguarda gli adulti il problema teoricamente non dovrebbe porsi, perché il servizio è ancora gestito dall’ufficio centrale. “In realtà- spiega Ilaria- le difficoltà della transizione nascono dalla poca trasparenza riguardo i tempi e anche da questo ‘senso di fine mminente’, se così si può chiamarlo. Molte pratiche e lavori vengono lasciati in sospeso perché il servizio è in fase di passaggio. Tuttavia, proprio perché ancora non è operativo, si rischia così di creare dei vuoti”. Ilaria conclude dicendo: “Non c’è modo di sapere una data per il termine del passaggio e se tale data verrà rispettata. D’altro canto questo è un problema tipicamente italiano, che affligge molti altri settori oltre questo”. di Luisa Begani luy_7@hotmail.it

L’inchiesta del mese

questa

Gabriella non nasconde l’irritazione per l’ennesima modifica nella gestione dei servizi sociali a Bologna. Il continuo ridefinirne l’assetto provoca infatti sensibile smarrimento sia negli operatori che negli utenti; le reazioni di questi ultimi al ‘nuovo stesso tempo di sarcasmo e rassegnaziosofferma a riflettere su un caso che lettori. corso’, riferisce la responsabile, sono allo

determinate problematiche.

“Non ti ricordi più”, mi apostrofa Gabriella, “ la differenza tra il professore che tiene una lezione con la cattedra frapposta alla classe e un altro che ci si siede sopra e costruisce una relazione con gli studenti?”.

ne. Sentimenti più che giustificati se ci si Gabriella vuole portare all’attenzione dei

La responsabile del Servizio Mobile si dovrà limitare ad indirizzare le persone re?’ viene spontaneo domandarsi. allo sportello del quartiere. ‘Quale quartie-

Nel mese di ottobre è arrivata una segnalazione da uno dei quartieri della città al Sabatucci che a sua volta ha contattato di Strada. Brandoli ha quindi allertato il

Chiunque abbia un po’di frequentazione

con le persone che vivono per strada è a conoscenza del fatto che non tutte dormono sempre nello stesso posto e che spesso

Monica Brandoli, responsabile delle Unità Servizio Mobile di Piazza Grande, che ha sollecitato la persona segnalata a rivolgersi al quartiere da cui era partita la richiesta di intervento. Inoltre, con ogni probabilità, questa persona sarà indirizzata al rete assistenziale. Sabatucci, secondo punto della nostra fitta

si riesce a contattarle una volta solamente e non ci si può quindi attenere al criterio di dirigerle all’Sst (Servizio sociale territoriale) del quartiere in cui le si vede più spesso.

“Dovrò iniziare a girare con lo stradario!” polemizza scherzosamente Gabriella.

Si sa, esistono reti anche a maglia larga, ma ciò non consola. Per la responsabile del Servizio Mobile di Piazza Grande è chiaro: costituisce un passaggio in più e una perdita di tempo per gli utenti. E non è di sicuro la perdita più dannosa perchè è la fiducia nei servizi a venir meno. l’introduzione dello sportello di quartiere

roberta.francia2@studio.unibo.it

di Roberta Francia

Il servizio mobile di Piazza Grande. Archivio Piazza Grande

La maggior parte dei senza fissa dimora, cui rivolgersi ai servizi e farsi seguire costantemente costituisce uno sforzo non indifferente.

infatti, si trova a vivere una situazione per

chinosità prodotta dal nuovo sistema. del dormitorio d’emergenza di Via sociali dal Comune ai

Questa fatica non sarà alleviata dalla mac-

Anzi. Secondo l’opinione di un operatore Lombardia, il decentramento dei Servizi abituati a lavorare sui residenti, sembrerebbe proprio pensato per scoraggiare l’affluenza dell’utenza, in particolar modo di ta la città dei servizi e da sempre attira altri centri nazionali e non. quella non residente. Bologna è consideramolte persone disagiate provenienti da quartieri,

Le molle reali del cambiamento di amministrazione, che l’operatore riassume bero dunque legate a ordine pubblico, di nell’espressione ’Dividi et impera’ , sareb-

monitoraggio e di

una questione di

piazza grande • n°149 • 11.08 5

L’inchiesta del mese

In questa pagina facciamo il punto della situazione di alcuni dei Quartieri di Bologna maggiormente interessati al fenomeno dell’esclusione sociale

Quartiere Navile

Il quartiere Navile nasce come tale nel 1985, quando vengono accorpati i tre precedenti quartieri Lame, Bolognina e Corticella. Oggi è uno dei più estesi territorialmente e più densamente popolati di Bologna. Per fare un confronto, rispetto al Navile il quartiere Santo Stefano, a quasi parità di estensione territoriale (il secondo è leggermente più grande), ha una densità di popolazione nettamente inferiore così come una presenza di residenti stranieri pari alla metà. Al Navile la popolazione residente straniera, attualmente pari al dodici per cento del totale, è andata crescendo progressivamente negli anni. Per questo il Navile è l’unico quartiere ad avere due sportelli sociali, uno in zona Bolognina e uno in zona Lame. Il Navile sta subendo negli ultimi anni profonde trasformazioni, come l’apertura della nuova sede del Comune, i lavori per la Tav, l’urbanizzazione dell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo. Si aggiunge ora la trasformazione dei Servizi Sociali, che da ottobre sono stati decentrati dalla sede centrale a vari quartieri. Gli sportelli sociali di ciascun quartiere forniranno un servizio di informazione su servizi socio- assistenziali offerti dal Comune, dall’USL e altri enti, oltre che di orientamento alla rete dei servizi. Abbiamo intervistato Claudio Mazzanti, Presidente del Quartiere Navile, e i responsabili di due settori degli sportelli. Mazzanti spiega che “il disegno era previsto già dal 1998 ma fu interrotto nel 1999 con l’arrivo della nuova giunta Guazzaloca. Attualmente è stato decentrato tutto il settore delle scuole nido e materne, quello socio-assistenziale e adolescenti. L’unica cosa rimasta in centro è il settore famiglie, che prima o poi sarà decentrato, e le emergenze, come per esempio il carcere”. Mazzanti smentisce alcune delle preoccupazioni destate dal cambiamento, come quella di possibili “buchi” nell’erogazione del servizio durante il trasferimento, assicurando che l’assistenza è sempre stata garantita. Un altro problema sollevato dai detrattori del cambiamento, è quello della perdita di professionalità e competenze degli operatori. Mazzanti risponde che “alcune persone che lavoravano in centro si erano create nel tempo delle nicchie di posizione. Con il decentramento si trovano ora a dover affrontare la realtà del territorio, che comporta un lavoro maggiore e più difficile. Questo ha scomodato e rotto dei giochi consolidati”. In un quartiere come il Navile un cambiamento dei servizi sociali ha un’importanza considerevole. In primo luogo per la sua popolazione così numerosa; in secondo, per l’alta percentuale di stranieri. Inoltre “il quartiere sta subendo trasformazioni pesanti -spiega Mazzanti- Sono previsti tra i dieci e i quindici anni di lavori, per cui occorreranno circa trenta- quaranta mila operai. Perciò la dinamica immigratoria è nei fatti, non si può negare”. “Il problema –continua- è di tipo culturale e di rispetto delle regole. Da una parte chi viene nel nostro paese deve rispettare la Costituzione. Dall’altra occorre un’operazione socio-culturale per far conoscere le tradizioni dei vari paesi, in modo che gli stranieri possano inserirsi senza perdere la propria cultura d’origine. L’ignoranza sulla cultura dell’altro è ciò che genera paura”. “Sul piano dei servizi –concludenoi non discriminano, tutti sono trattati allo stesso modo a patto che siano in regola”. Domando a Mazzanti quali sono i progetti futuri per il miglioramento del servizio. “In questo momento –risponde- ciò che ci preoccupa maggiormente sono i tagli previsti dalla legge 113 e dalla Finanziaria, perché non sappiamo come incideranno. In ogni caso per noi il sociale è la priorità, quindi se si dovrà tagliare cercheremo di farlo su altri fronti”.

In giorni diversi incontro Daniele Degli Esposti, responsabile dello Sportello Minori e Adulti, e la dottoressa Milena Braca, responsabile dello Sportello Sociale e Anziani. Per entrambi non si può ancora dire se il decentramento sia efficace perché ci troviamo ancora in una fase di passaggio. Inoltre ritengono sia normale che un processo così delicato richieda un certo periodo di tempo. Degli Esposti aggiunge che “oltretutto per ora ci stiamo occupando qui solo dei minori, perché il settore adulti è ancora in capo al centro”. “Anche se il cambiamento non è ancora valutabile–conclude- l’intento è buono perché presuppone un avvicinamento al territorio e quindi alle persone”. “Soprattutto –sottolinea- a mio parere la funzionalità del servizio dipende dalla persona e dal suo modo di lavorare. Non è tanto importante la forma quanto il contenuto”. Braca spiega qual è lo stato attuale del servizio. “C’è una prima fase, di cui ci stiamo occupando e siamo a buon punto, che riguarda l’aspetto tecnico, ovvero far sì che tutti gli operatori abbiamo un patrimonio informatico funzionante”. “C’è poi un problema di contenuti –aggiunge- perché molti dei nuovi arrivati vengono da settori in cui non hanno mai avuto contatto con il pubblico. Questa è la seconda fase, che prevedo lunga e difficoltosa, almeno all’inizio. Gli operatori che da sempre fanno questo lavoro stanno fungendo da supporto per i nuovi colleghi”. Secondo Braca, con lo smantellamento dello sportello centrale e la ripartizione del personale nei quartieri, molte persone che prima facevano un lavoro si trovano a farne un altro. “Imparare un nuovo mestiere non è cosa da poco. Molte persone si sono sentite a disagio nel dover affrontare la novità, l’incertezza e nuovi contenuti. Non è solo la paura del cambiamento. Si parla invece di lavorare in sportelli che devono accogliere persone con problematiche sociali quindi a maggior ragione è necessaria una certa capacità di relazione”. Riguardo ai problemi specifici del Navile, essi sono dovuti al territorio esteso e alla quantità di persone. Per esempio la zona Corticella grava sullo sportello della Bolognina. Inoltre alcuni utenti, soprattutto anziani, non si sono ancora abituati alla novità e al fatto che lo sportello sia aperto solo due giorni a settimana. “Si presentano anche negli altri giorni e noi cerchiamo di erogare lo stesso il servizio”. “Il mio parere sullo sportello –conclude- è che nel lungo tempo sarà una cosa positiva. Il progetto in linea generale mi piace e penso sia giusto cercare risorse per migliorare l’assetto dei servizi. Tuttavia è un processo lento, che ha bisogno di molti passaggi concatenati, nei quali a volte abbiamo un po’ la sensazione di perderci”.

Quartiere San Vitale
del quartiere San Vitale.

Quartiere San Donato. Foto di Gaetano Massa

per il San Vitale, perché non avendo un luogo unico dove poter fare spor-

tello, deve affrontare alcune fatiche comunicative.

Intervista a Margherita Parisini, Responsabile dei Servizi Sociali

non residenti: “In questa fase di

I dubbi sorgono quando si parla di

rodaggio -spiega Parisini - è stata fatta una scelta di buon senso: laddove si manifesti il problema se ne modo che chiunque possa avere un punto di riferimento.

In questa fase transitoria di decentra-

mento dei servizi sociali dal Comune di usare la maggior chiarezza possibisituazione:”Dal 2 ottobre sono stati attivati gli sportelli, per il momento

occupa il quartiere di competenza, in

ai quartieri, Margherita Parisini cerca le per delineare il quadro attuale della

Ad esempio il San Vitale offre un senza fissa dimora ricoverate al

minimo di orientamento alle persone Sant’Orsola - Malpighi”. Parisini preci-

aperti solo due giorni alla settimana; questo perché nel frattempo gli impiegati, stanno ricevendo la giusta unico sistema informativo di registrazione dei dati di tutti i cittadini e si rivolgerà al quartiere”.

sa che per quanto riguarda il servizio rivolto agli adulti disagiati il Sst (Servizio sociale territoriale) ha la responsabilità dell‘informazione, del-

preparazione per gestire un nuovo ed

monitorare la tipologia di utenza che

l’accesso e dell’elaborazione del piano assistenziale individualizzato (Pai), mentre gli assistenti sociali verificheranno l’efficacia del piano e a ridefinirlo, se ce ne fosse bisogno.

Parisini prosegue lamentando che non è stato ancora implementato quanto era stato richiesto per queste figure professionali: una formazione volta all’apprendimento delle tecniche di qualsiasi neo-sportellista. primo colloquio indispensabili per

”Il decentramento – conclude Parisini - se da un lato è una scommessa molto grossa perché il Sst deve coordare solo tempi d’inizio ma non di

dinare diversi tipi di intervento e può conclusione, dall’altro è un progetto che permette di essere più vicini alla cittadinanza e di tenere uniti divers problemi sociali, facilitando anche la rio. Il giudizio ai cittadini”.

Gli amministrativi, tutti provenienti

dal Comune, prima d’ora non avevano mai avuto diretto contatto con il pubblico. “La formazione” - specifica

Margherita Parisini - investirà in fasi più per quanto riguarda il lavoro di équipe del personale all’interno del nico-professionali.

collaborazione con il versante sanita-

successive anche gli assistenti sociali

quartiere che per le competenze tec-

roberta.francia2@studio.unibo.it

di Roberta Francia

Questi operatori, infatti, si muovono da tempo nei loro ambiti di intervento e continueranno, fino al termine della preparazione previsto per i primi mesi get d’utenza che già conoscevano”. dell’anno nuovo, a intervenire sul tar-

di Luisa Begani luy_7@hotmail.it

La collaborazione fra le varie figure professionali permette di affrontare insieme i problemi dei nuclei familiari,

anche se con qualche ostacolo in più

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Quartiere Porto
La riforma è arrivata anche nel Quartiere Porto- Per capire come è stato gestito il decentramento nel quartiere abbiamo incontrato la referente per i servizi sociali, Angela Zecchi.

L’inchiesta del mese

Le nuove responsabilità dei quartieri implicano “ una riorganizzazione del servizio –ci dice la nostra intervistata – sia

per l’aumento del personale, sia per un affluenza maggiore e più articolata di citdi una maggiore integrazione a monte servizi sanitari” tadini”. “C’è inoltre bisogno – aggiungecon la Asl per programma re e gestire i Nel quartiere lo sportello per i servizi Una partita di calcio al centro Zonarelli, Quartiere San Donato. Foto di Gaetano Massa

sociali è attivo dal 2 ottobre scorso, e riceve ogni giorno le richieste da parte degli utenti, in particolare per quanto riguarda i servizi dedicati ai minori. Non mancano altre tipologie di utenti adulti a cui vanno poi aggiunti gli anziani, i cui tempo. servizi sono a carico dei quartieri da

assistenti sociali; “al momento – ci dice

la Responsabile – stiamo constatando che il personale assegnatoci risulta esseda il settore famiglia e minori”. re scarso, soprattutto per quanto riguarUna delle funzioni dello sportello, ci dice,

Quartiere San Donato

è proprio quella di raccogliere dei dati tieri. Anche perché, come afferma la

per capire le necessità dei singoli quarnostra intervistata “ la carenza di personale ci costringe a selezionare delle priorità tra gli utenti “

A questo proposito bisogna ricordare che la transizione è ancora in atto, e che il passaggio della gestione dei servizi per

gli adulti sarà completo solo per il prossimo anno; “Al momento, e fino a dicembre, – ci dice Zecchi – gli adulti accolti dallo sportello vengono indirizzati al ser-

Riguardo al problema dell’accesso ai serZecchi ci dice che si tende “a mantenere la politica di erogazione anche in assenza di residenza, anche se al riguardo c’è anche dei costi”.

vizi delle persone non residenti. Angela

San Donato, quartiere popolare per eccellenza. Secondo solo al Navile per l’incidenza di cittadini stranieri residenti (11% del totale), per anni identificato come territorio difficile a causa della presenza del Pilastro, l’area periferica che negli anni ‘60 e ’70 ha conosciuto una forte immigrazione dal Sud del Paese. Il presidente del quartiere, Riccardo Malagoli, riconosce le difficoltà ma non nasconde la fiducia verso il decentramento dei servizi sociali. Senza dubbio, secondo lui, è un’opportunità per avvicinare le istituzioni ai bisogni dei cittadini. “È una grande riforma che avrà bisogno di adeguamento a seconda delle difficoltà. Noi come quartiere abbiamo ripreso i lavori sul poliambulatorio Pilastro che erano fermi da 4 anni per problemi giudiziari e siamo riusciti a aprire in due anni il poliambulatorio Beroaldo. Questo ci ha permesso di sgravare il Pilastro di alcuni servizi e di aprirne altri in un poliambulatorio all’avanguardia. In quell’area abbiamo molti adolescenti immigrati di seconda generazione, così abbiamo creato un polo con assistenti sociali, educatori, più altri servizi dell’Asl rivolti ai giovani, con attenzione all’educazione sessuale. È importante secondo noi il lavoro sulla prevenzione.” San Donato sembra arrivare preparato a quella che molti addetti ai lavori vedono come una rivoluzione. La struttura destinata ad accogliere lo sportello del servizio sociale territoriale è già pronta: 3 uffici nel poliambulatorio Beroaldo, manca ancora il personale, ma secondo Malagoli questa è solo una disfunzione “fisiologica”. Per il resto il quartiere è ben attrezzato, anzi il presidente indica punte di eccellenza. “Come lo sportello lavoro che è solo qui, a Navile e a Borgo Panigale; abbiamo lo sportello immigrazione che a differenza di altre esperienze da noi è tenuto da personale del quartiere, che ha maturato una buona esperienza con la gestione del campo di accoglienza di S. Caterina.” All’inizio di gennaio aprirà anche il Ser.T e il Sokos (associazione di medici volontari che cura gratuitamente migranti e senza dimora) si trasferirà da via de

vizio sociale di via Sabatucci”. Si attende fondi verranno assegnati ai singoli quar- noi possiamo andiamo avanti con i fondi che avevamo; per il nuovo anno vedremo cosa ci assegneranno.”

il nuovo anno anche per conoscere quali tieri: “ fino alla fine dell’anno – aggiunge

bisogno di un progetto che tenga conto

Castagnoli alla struttura di via Beroaldo. Per gestire l’erogazione dei servizi nel 2009 dal Comune al quartiere San Donato verranno trasferiti 1.250.000 euro (un milione al Navile, 70 mila a Borgo Panigale), una cifra stimata in base alle caratteristiche del territorio. Uno degli indicatori usati per stabilire la ripartizione delle risorse tra i 9 quartieri è la presenza di minori seguiti dai servizi. In San Donato sono il 19%. “La risorse non sono state divise per 9 – dice Malagoli – ma facendo un’analisi dei bisogni dei vari quartieri. È normale che in un quartiere dove c’è il 25% di edilizia sociale della città ci sia un peso sociale diverso rispetto ad altri territori, però questo crea anche una ricchezza nelle pratiche di integrazione. Per esempio il Centro Zonarelli è un di tentativo di integrazione tra le varie anime e culture che attraversano il nostro territorio.” E di pratiche che favoriscano la convivenza, ancor più che l’integrazione, ha bisogno San Donato come altri quartieri. Il presidente ricorda le difficoltà di inserimento dei lavoratori meridionali al Pilastro quarant’anni fa e registra oggi la diffidenza con cui gli immigrati di allora accolgono gli immigrati di questa epoca. “Negli ultimi 10 anni abbiamo avuto una pressione di immigrazione che la Francia ha avuto in 100 anni, con una serie di ricadute che economicamente si fa fatica a sostenere. Deve cambiare l’approccio, non aspettare che la persona venga ai servizi, ma elaborare percorsi sulle singole persone o famiglie. Non possiamo più permetterci di tenere in carico ai servizi sociali persone per 10 anni, perché intanto in quei 10 anni ne saranno arrivate tante altre che hanno bisogno di fare il primo pezzo di percorso: lavoro, casa, integrazione.” Secondo Malagoli il cambio di rotta verso il decentramento va nella direzione giusta. “Più vicino sei alla realtà più è facile avere una lettura anticipata dei cambiamenti. E se riesci a anticiparli puoi gestirli con le risorse che hai, se aspetti che esplodano non hai più mezzi per gestirli.” di L.T.

Per concludere abbiamo chiesto un giudizio complessivo sulla gestione del decentramento: “si è scelto di procedere con un modello che vede il confronto dal basso tra i responsabili dei vari quartieri – ci dice Zecchi; se da un lato ciò rende più lento il processo, dall’altro ritengo

Allo stato attuale, una delle principali criticità è la carenza di spazi sufficienti per le operazioni di sportello. “Il quartiere ha hanno la propria postazione”. Cosa che,

sei sportellisti, - ci dice - ma non tutti se da un lato può essere utile per la formazione, dall’altro crea problemi dal momento che “ fare attività di sportello vuol dire avere a che fare con persone

che non risarebbe potuto procedere in maniera diversa”. Anche se, aggiunge, una “migliore pianificazione” e “indicazioun lavoro comunque di per se faticoso.

ni più precise” avrebbero potuto facilitare

che parlano dei propri problemi personali”. Sulla possibilità di avere questi spazi la nostra intervistata ci dice che un progetto c’è, ma sulla tempistica non si hanno informazioni precise.

mele.giuseppe@tiscali.it

di Giuseppe Mele

Il personale è stato assegnato con l’inizio del decentramento. Il compito di quartieri è ora di gestire le nuove competenze e

di integrare il gruppo. La responsabile ci informa, inoltre, che è previsto un gruppo di monitoraggio sui bisogni formativi del personale, che ha comunque già beneficiato di alcuni corsi di formazione.

Oltre agli sportellisti il quartiere è

chiamato a gestire anche il lavoro degli

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Parola alla Consulta
L’inchiesta del mese
La Consulta per la lotta all’esclusione sociale, che riunisce associazioni e cooperative impegnate sul campo, è diretta parte in causa dell’operachiesto a Teresa Marzocchi, portavoce della Consulta, di dipanare l’intricato bandolo della riforma e di indisistema. viduare luci e ombre di questo nuovo zione di decentramento dei servizi sociali. In un’intrevista abbiamo

ritorio. E queste persone che sono andate a lavorare agli sportelli non hanno nistrazione comunale e facevano lavori sone siano contente di aver cambiato e abbiano voglia di imparare. questa formazione, lavoravano in ammialtro. Speriamo almeno che queste perCi hanno già detto che in fase di transizione per 6 mesi i dirigenti resteranno in zioni. La cosa che ci preoccupa è la Comune a disposizione per dare indicagestione dei servizi trasversali: non c’è sportello apposta, ma italiani e stranieri si rivolgeranno allo stesso sportello, cosa giusta se vogliamo fare inclusione, mendovrebbero venire anche servizi di mediazione linguistica. più il servizio immigrazione, non c’è uno diversi. Magari bravissimi, ma facevano

tre resterebbe a livello centrale un ufficio per le pratiche legali. Dai quartieri

Una parte dei servizi continuerà a essere gestita dal Comune? La programmazione territoriale dovrebbe essere coordinata dal Comune che dovrebbe seguire anche tutto il rapporto col terzo settore. Poi il coordinamento di tutte le strutture residenziali o i dormitoTieni conto che alcuni di questi servizi passano alle Asp, altra novità di rilievo. e quindi il coordinamento viene fatto ri che non fanno riferimento ai quartieri.

Dal punto di vista teorico e di principio è

molto condivisibile quello che è stato fatto. Sia chiaro come Consulta non inteal rapporto politico tra quartieri e Comune. Ci interessa il decentramento dei servizi sociali, perché sono i temi ressa tanto esprimere un parere rispetto

rispetto ai quali noi possiamo interagire. In generale è un’operazione molto positiva, perché avvicina i servizi sociali alla nizzare welfare di comunità. gente, questo è il primo passo per orga-

terza cosa è che il piano di zona ora si

tenendo i rapporti con queste figure. La

chiama piano per la salute e per il

benessere, per la prima volta la regione due aspetti. C’è il decentramento ma in una ristrutturazione complessiva delle politiche sociali di Bologna,

In Consulta avete individuato delle fragilità della riforma? Intanto capiamo il caos che ci è stato ma ci sono state molte difficoltà. Non

ha fatto il piano socio-sanitario unendo i

adesso. Non voglio giocare al massacro, dappertutto sono partiti gli sportelli, non ci sono ancora risposte adeguate, c’è scollamento ecc. però io penso che questa sia un’operazione così delicata e così rivoluzionaria che ci vorrà del tempo. servizio sociale che non era titolarità del Credo che la situazione precedente non

Come verrà gestito l’accesso ai dormitori? Probabilmente si manterrà una lista unica per l’accesso ai dormitori, perché sono gestiti dall’Asp, non dai quartieri. E poi attualmente le strutture non sono tutte uguali, lavorano per target, hanno modalità di accesso differenti. Presso il Servizio sociale adulti c’erano operatori che gestivano la lista di accesso ai dormitori, e attraverso riunioni periodiche si elaboravono i cosiddetti percorsi. Questo nato per la permanenza in dormitorio, rigidamente. resta. C’è un regolamento appena sforperò la linea di questa città e che deve rimanere è che non si applicano le regole tore che conosce la storia del singolo che si rivolge ai servizi e gli possa offrire ze. qualcosa in più di adatto alle sue esigenCi deve essere un operatore che aiuta a capitalizzare le risorse di una persona, case manager. un gestore del caso ch segue la rete, un Quartiere San Vitale. Foto di Gaetano Massa Ci saranno problemi secondo me per gli utenti di bassa soglia per accedere agli esperienza, io farei uno sportello in dormitorio, meglio che uno sportello in quartiere diversificato per chi è più disagiato. Gli operatori dei dormitori sono dal dormitorio si fa l’invio per il giorno più preparati con quel genere di utenza, successivo. Anche per far sì che i dormicapacità di pensare. si può fare il primo pernotto diretto e poi tori siano anche luoghi di costruzione di sportelli di quartiere che io considero di più alta soglia. In alternativa, per la mia

fosse così funzionale, secondo me un comune, ma era gestita da anni da una cooperativa, anche politicamente era un fronti del cittadino. La responsabilità del perché se non funziona quello sportello il cittadino ha a due passi l’ufficio del presidente del quartiere. Avremo forse un passo avanti nella lotta di far diventare le risposte sociali come risposte dovute. meno servizi, perché ci sono meno soldi, impianto di non-responsabilità nei conquartiere e del territorio per me tutela alla lunga anche il diritto del cittadino,

Il decentramento è senz’altro un cambiamento significativo nella gestione dei servizi sociali, ma già l’anno scorso sono state introdotte delle novità. Non credi che queste creare disorientamento negli utenti? trasformazioni in sequenza possano I cambiamenti dell’anno scorso anno, la state decisioni che hanno abbiamo subito e che ritengo siano state fortemente penalizzanti per l’utenza. È stata comunque una decisione sbagliata. Adesso senz’altro c’è disorientamento tra gli operatori e questo ovviamente ricade

percorsi, stiamo attenti a non perdere la

però abbiamo una cosa ben definita, è

Si parla inoltre di Pai, piani di assistenza individuale… La presa in carico individualizzata è la

lista unica, la chiusura del Drop in sono

ma possa segnare davvero un progresso nel’erogazione dei servizi? Dobbiamo rielaborare il sistema. Io sono fiduciosa che possiamo farlo, l’abbiamo era vivo ancora Massimo Zaccarelli e costruimmo tutto il meccanismo che ha un sistema socio-integrato, perché la simo in quel momento. fatto con la riduzione del danno quando funzionato fino a poco tempo fa. Ed era riduzione del danno aveva una forte prevalenza sanitaria. Io sento come se fosa cura di Leonardo Tancredi leonardotancredi@gmail.com

In generale, ritieni che questa rifor-

Esiste un problema di competenze sportelli?

nuova impostazione che si vuole dare ai servizi. La gestione del caso individuale, vuol dire portare gradatamente la persona a uscire dal dormitorio (dormitorio di to). emancipato e poi posti in appartamend’Italia, i servizi li abbiamo, allora il dei servizi. Orientamento e allo stesso tempo un’azione di empowerment.

riguardo agli operatori dei nuovi Si è richiesto che le persone agli sportelli fossero formate, poi ci hanno messo quelli che avevano, dopo aver frequentato un corso da Marina Cesari. Agli operacapacità di relazionarsi con la persona tori di sportello è richiesta una buona che ha davanti e allo stesso tempo deve conoscere la macchina, chi fa cosa rispetto ai servizi e deve conoscere il ter-

prima accoglienza, dormitorio un po’ più A Bologna, a differenza di altre regioni nostro compito deve essere accompagnare le persone a un corretto utilizzo

sull’utenza. Bisogna riconoscere che il sistema sta tenendo grazie alla grande disponibilità degli operatori dei diversi anche se sono stravolti da un cambiamento così radicale. Gli impiegati pubblici sono ancora più in difficoltà perché si trovano a affrontare un mestiere nuovo. servizi, tutte le cooperative hanno tenuto duro, continuano a gestire i servizi,

Questo lo puoi fare solo se c’è un opera-

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Il Comune passa la mano. Arrivano le ASP
Nel progetto di ristrutturazione dei servizi sociali, accanto al decentramento c’è la costituzione delle Aziende pubblica di servizi alla persona, le Asp. Sono tre, Giovanni XXIII, Irides e Poveri Vergognosi. Come si deduce dal nome, si tratta di società di proprietà pubblica (maggiore azionista il Comune) che sostituiranno l’amministrazione comunale nella gestione di alcuni servizi sociali. Giovanni XXIII e Irides si occuperanno prevalentemente di anziani e minori. Ai Poveri Vergognosi competerà la parte relativa al disagio sociale degli adulti: utenza e problemi che ci riguardano più da vicino. Abbiamo chiesto al presidente Paolo Ceccardi e al direttore Alessandro Montaperto di spiegarci ruolo, obbiettivi e prospettive dei Poveri Vergognosi. Ceccardi. L’Asp deve partire da quello che il comune di Bologna ha passato come attività. Mentre noi avevamo come attività storica case di riposo, case protette, centri diurni, appartamenti protetti. L’amministrazione comunale con la delibera del 17 ottobre ci passa i servizi residenziali a bassa soglia per persone adulte, i gruppi appartamenti per persone adulte, i servizi diurni residenziali per persone adulte, il pronto intervento sociale, lo sportello protezione internazionale, centri d’accoglienza per cittadini stranieri immigrati, interventi all’interno della casa circondariale, l’albergo popolare, le residenze per cittadini fuori sede. Poi si sta lavorando sul contratto di servizio col comune di Bologna che determinerà effettivamente su questi elementi cosa andremmo a fare. Come vi siete preparati per affrontare questo compito? Ceccardi. Storicamente non abbiamo mai fatto questo tipo di attività, ci siamo dovuti strutturare. Abbiamo acquistato una sede in via del Milliario, una palazzina che abbiamo dovuto ristrutturare. Ci saranno uffici ad appartamenti per la seconda accoglienza, più un capannone che utilizzeremo come officina sociale, per avviamento al lavoro di persone disagiate. Inoltre, stiamo facendo un bando per avere un altro edificio in zona stazione. Nella ristrutturazione della stazione ci sono una serie di movimenti che avvengono, vorremmo dare una sede tutte le associazioni che ci operano, in più vorremmo fare un discorso sulle nuove povertà, siamo in collegamento col last minute market. Inoltre, vorremo fare una verifica e una ristrutturazione di tutti i servizi, perché probabilmente alcuni sono vetusti; vorremmo fare, consentitemi la parola il tagliando ai servizi che il comune ha offerto in questi anni, perché forse serve anche qualcosa di nuovo. Potreste dirmi qualcosa in più riguardo ai progetti sulla stazione? Alessandro Montaperto. Pensiamo di offrire alle associazioni che lavorano nel

L’inchiesta del mese

contesto-stazione, tra le quali Avvocato di strada, uno spazio vicino ai potenziali utenti. Ci sarà anche degli uffici per l’attività interdisciplinare degli studenti dell’università di Bologna. Stiamo costruendo con la facoltà di Agraria, e con professori di altre facoltà e loro studenti, un progetto che veda emergere il tema delle nuove povertà. Vorremmo unire a una parte scientifica una parte pratica che è quella della distribuzione di generi alimentari e vestiti. Abbiamo un report di 73 associazioni di volontariato, comprese le parrocchie, che operano nel campo. Non vogliamo sostituirci a loro, vogliamo fare in modo che raggiungano più famiglie e in modo più proficuo. La distribuzione non sarà in loco, ma recapitaremo a domicilio alle famiglie attraverso le associazioni. Anche lì vorremmo collegarci col sistema della grande distribuzione, non ponendoci in competizione con chi già opera nella distribuzione e nel recupero dello spreco, ma “efficientando” completamente il sistema. Un’anticipazione: una piattaforma tecnologica per essere il terminale delle richieste delle associazioni, e essere noi a dialogare con la grande distribuzione per andare a prendere quello di cui hanno bisogno le associazioni. Ci saranno altri partner in questa operazione? Montaperto. In tutto questo abbiamo anche coinvolto gli istituti di credito, con la fondazione Carisbo, che ha già investito in Microbo che è un sistema di credito per le piccolissime realtà imprenditoriali. Con Emilbanca vorremo creare un fondo di garanzia per l’accesso al credito delle famiglie in stato di bisogno. Noi dobbiamo andare a stanare la povertà silente che non riusciamo a captare, la povertà che è decorosa, dignitosa. Quindi, non solo erogazione del servizio che quello che un Asp deve fare nei confronti dei quartieri, ma anche tutta questa nuova progettualità che vogliamo mettere in piedi coi quartieri, la collaborazione con le istituzioni, ma anche con chi opera oggi, il mondo associativo. Rendersi disponibili nel pieno principio della sussidiarietà. La distribuzione a domicilio non soddisferebbe però le richieste delle persone che in stazione ci vivono Ceccardi.Stiamo vedendo come dare que-

sto tipo di risposta. Il problema è il cosiddetto bivacco in zone che sono anche di carattere residenziale, non solo commerciale. Io credo che bisogna partire dal concetto che non è che noi arriviamo e risolviamo ogni tipo di problema. I Poveri vergognosi hanno una storia di oltre 500 anni che è quella di aver fatto interventi con grande passione e efficacia. Quello che voglio dire, noi ci siamo dati una sede, abbiamo pensato all’avviamento al lavoro, ma non possiamo essere solo a noi a intervenire. Sulla stazione abbiamo pensato alla novità del progetto che avrebbe buttato fuori tutto l’esistente e che dovremo vedere come affrontare. Noi siamo lì, saremo lì con i nostri operatori, col nostro vice presidente, Amelia Frascaroli che ha sempre lavorato in questo settore. Vedremo che risposte dare, ma adesso dire come risolvere il problema…noi ci stiamo impegnando al meglio. Come avviene il passaggio di consegne dal Comune all’Asp? Ceccardi. Il comune ha fatto una prosecuzione dei contratti in essere e poi noi vedremo di mano in mano, però la nostra idea è quella di far gestire sempre da operatori esterni con la differenza che vorremmo fare un controllo rispetto all’attività. Pensare di voler fare tutto in proprio è una pazzia, non ce la faremmo, anche perché noi abbiamo assunto personale pubblico, non abbiamo la flessibilità per affrontare certe cose. Quando andremo a gara dovremmo fare dei bandi a meno di casi particolari che vedranno altre forme, come la convenzione o la concessione. Quello che vogliamo è esercitare un controllo molto forte sui servizi che vengono erogati, perché il rischio è proprio quello di fare una concessione e poi c’è quello che esegue con tutte le possibilità di diluire l’impegno da parte degli operatori. Tutto il processo di decentramento dei servizi sociali ha subito delle critiche, soprattutto riguardo alla scarsità di informazioni e a un possibile disorientamento da parte di utenti e operatori. Qual è la vostra opinione? Ceccardi. Viviamo in un paese in cui tutti criticano tutti. Noi siamo un’azienda, il nostro proprietario è il comune di Bologna al 98% la Provincia al 2%. Il proprietario ha deciso da tempo di fare questo passaggio. Noi non dobbiamo fare altro che lavo-

La sala d’aspetto della stazione di Bologna. Foto di Gaetano Massa

rare perché questo vada bene, perché il tempo della critica è un tempo precedente. Certo che ci sono i problemi quando si cambia, mi sembra una cosa normale. Ci saranno dei problemi perché lo sportello sarà un interlocutore che in un modo o nell’altro dovrà leggere la persona che ha di fronte e rispetto alla lettura stabilire le modalità di intervento. E questo è un compito dei quartieri. Il nostro compito come Asp, è dare servizi e darli nel migliore dei modi. Montaperto. Come devono essere espletati i servizi all’interno dei quartieri, e quale sarà il futuro degli sportelli in capo alla nostra Asp, non spetta a noi deciderlo, spetta all’azionista di maggioranza. C’è un primo incontro dirigenziale, quindi non sulla parte politica, coi dirigenti del Comune per parlare del contratto di servizio che regola i rapporti tra comune e Asp. Se lei mi dice siamo in ritardo con il contratto di servizio, le dico di sì, ma non dipende da noi, sono due anni che chiediamo di discuterlo, ma c’è stato un ritardo per motivi che noi non sappiamo. Noi non abbiamo situazioni conflittuali con i lavoratori (operatori passati dal Comune all’Asp sotto contratto dino a fine anno, ndr), ma il 31 dicembre è vicino e non vorremmo che questi lavoratori non trovassero una collocazione definitiva, ma questo non dipende da noi, ma dalle decisioni che deve prendere il comune di Bologna. Con uno sguardo generale, come vedete il futuro della città riguardo alle forme nuove di esclusione sociale? Il crescente numero di cittadini immigrati, i nuovi poveri, per esempio. Stiamo lavorando per ristrutturare i servizi, anche quelli dedicati agli immigrati, secondo le necessità. È ovvio che per farlo dovremo vedere qual è la situazione, dare un’opinione, sentire l’opinione del Comune, anche perché ci avviamo alla fine di un mandato e sappiamo che il sindaco non si candiderà, quindi potrebbe esserci un cambio di indirizzo. E da lì impostare un discorso nuovo. Ripeto noi siamo un’azienda, dobbiamo fare quello che ci dice la società. Noi siamo pronti a esprimere un parere ma partendo dalla situazione che abbiamo, non è compito nostro stabilire le prospettive. di L.T.

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Molto semplice. Venite con noi
La città migrante
L’intervista a Costantin, fondatore dell’Associazione “Aven Amenza”, non si inserisce casualmente in questo numero di Piazza Grande Tema del mese è il passaggio di consegne nella gestione dei servizi sociali dal Comune ai quartieri. In un Paese come il nostro in cui lo stato sociale comincia a latitare sono sempre di più le forme autoorganizzate e le associazioni che cercano di dare soluzioni e creare servizi per soggetti deboli o per rispondere a richieste culturali, di socialità ed aggregative. Oggi si parla spesso di partecipazione, democrazia partecipativa e per questo abbiamo scelto un’associazione pensata e costituita da migranti e non rivolta ai cittadini stranieri e non, quale strumento di organizzazione nata dal basso, portavoce di istanze sociali e finalizzata a creare soluzioni condivise ed efficaci. Incontro Costantin nella sua casa, nella periferia bolognese. Gli chiedo di dirmi cosa significhi “Aven Amenza”, “ molto semplice,Venite con noi”. Perchè e com’è nata l’idea di costituire quest’associazione? “Gli sgomberi. Dal 2003 l’ondata di sgomberi che i rom hanno dovuto subire hanno causato enormi effetti negativi ai membri della comunità. Prima siamo stati cacciati dal lungoreno, poi c’è stata Villa Salus, poi Santa Caterina. Continuamente sotto sgombero senza stabilità alcuna e il nuovo governo ha persino proposto le impronte digitali. La situazione si aggrava ogni giorno di più c’è bisogno di dare delle soluzioni ad queste difficili situazioni. La politica ci sta negando i diritti e ci sentiamo continuamente cacciati dai politici. Solo poche famiglie hanno trovato una sistemazione dopo anni di maltrattamenti.” È il vostro caso? “Si, dopo lo sgombero di Santa Caterina alcune famiglie hanno ottenuto un alloggio con contratto quadriennale dove l’affitto viene pagato per metà dal Comune, o meglio dalla Carisbo. Circa una ventina di famiglie sono ancora per strada e molte altre hanno scelto di lasciare Bologna e trasferirsi altrove.” E dopo questi 4 anni di contratto? “Nella seconda metà del 2009 scadranno i contratti e poi si vedrà. Il problema più grave sono i minori che spesso non hanno accesso ai servizi sociali. Parecchi non sono accompagnati e rischiano di essere vittime della prostituzione e della criminalità.” È a partire da questo scenario che è nata l’idea di costituire l’associazione? “Si, è necessario cominciare a dare un significato vero alla parola accoglienza. Noi vogliamo lavorare, per quanto possibile e compatibilmente con gli impegni di lavoro di tutti i volontari, all’inserimento dei bambini e dei giovani nelle scuole e nel mondo del lavoro. Cerchiamo di trovare una soluzione abitativa per tutti quelli che sono in difficoltà. Per esempio vorremmo costituire una cooperativa per ristrutturare gli appartamenti sfitti del Comune. Gli appartamenti si potrebbero dare ad un prezzo calmierato alle famiglie e con la cooperativa daremmo lavoro a molte persone.” Quante persone ci sono al momento all’interno dell’associazione? “Ci sono circa 20 rom e 12 italiani. Tutti volontari e lavoratori. È mista.” E a chi vi particolare? rivolgete in modo

Ad esempio?

Una conferenza stampa dello Scalo Migranti. Foto di Leonardo Tancredi ticolare riferimento alla tua? “Vedi, l’associazione deve e vuole avere un rapporto diretto con l’amministrazione ed in particolare con i servizi sociali. Noi dobbiamo ragionare con i servizi sociali. Diciamo pure che i servizi sociali non funzionano. Il nostro ruolo è quello di raccogliere le domande, perché conosciamo la realtà dove viviamo e dobbiamo diventare noi direttamente gli interlocutori con il Comune. Perché non posso essere io rom che tratto direttamente il problema degli immigrati? Quando c’è stato il decreto Maroni, dovevamo essere noi a rispondere e non affidare tutto ad altri. Questo non ha portato soluzioni. Ti faccio un esempio. Gli immigrati lasciano al loro Paese la maggior parte dei familiari. Però abbiamo l’esigenza di non perdere i contatti a causa della distanza. Continuiamo a sentirci, a scambiarci cose. Faccio uno scambio culturale quando mando un salame italiano a mia mamma e le mi manda quello rumeno. Lo scambio e la relazione sono bisogni e per questo noi abbiamo chiesto un’area di sosta il sabato e la domenica dove far arrivare i pullman e i camion con i pacchi dalla Romania e da dove far partire i nostri.” Mi sembra che abbiate gettato le basi per la realizzazione di un buon lavoro. “Ti dico questo. Quando parli di rom la gente ha le sue idee: se giro sporco e puzzolente mi dicono che sono uno straccione, mi additano e mi evitano; se giro ben vestito con la bella macchina allora sono un ladro e tutti pensano dove ho rubato i soldi per comprarla. Questo vuol dire che qualsiasi cosa faccia non è facile farla perché non sarà mai vista bene. Intanto noi cominciamo a lavorare poi vediamo tra qualche mese qual è il trattamento che ci riservano le autorità.” di Sara Visintin .

“Dare la possibilità di fare attività sportiva, in particolare il sabato e la domenica. Mi piacerebbe fare una squadra di calcio, una forte dove giocano tutti...rom, italiani, marocchini. Aperta a chiunque voglia farne parte senza distinzioni.” Bologna è una città molto attiva a livello associativo. Sono molte le associazioni grandi o piccole che offrono dei servizi e spesso ce ne sono molte, che pur occupandosi delle stesse tematiche, non hanno contatto fra di loro, rischiando, a mio avviso, di disperdere molto del lavoro che fanno. Voi avete già qualche contatto con qualche associazione in particolare? “No al momento non abbiamo molti contatti. Stiamo lavorando bene con Sokos, con cui abbiamo rapporti da molto tempo. Già dal 2005 durante gli sgomberi abbiamo trovato in Sokos un aiuto molto importante. Poi non ci sono ancora associazioni che fanno quello che facciamo noi o almeno non ne ho trovate. Hai ragione è importante parlare con le altre associazioni. Quando saremo ci costituiti allora cominceremo a contattare le associazioni che sono vicine a noi per cercare assieme di fare un’agenda delle cose da fare, stabilire quali sono i bisogni urgenti e cercare assieme le possibili soluzioni.” La tua risposta mi spinge a farti una domanda. Se da un lato il fiorire di associazioni determina una ricca vita sociale dall’altro costituisce anche una risposta a delle lacune. Se lo stato sociale funziona bene, le risposte a problemi e bisogni dei cittadini, siano essi italiani o stranieri, dovrebbero essere dati dal pubblico. All’oggi i servizi sociali sono stati demandati ai quartieri e non sono ancora entrati pienamente in funzione. Che giudizio dai al funzionamento dei servizi sociali e quale dev’essere il rapporto tra questi e le associazioni esistenti, con par-

“A tutti. L’associazione è trasversale alle comunità migranti. Ci occupiamo prevalentemente di bambini ed adolescenti e donne, che sono i soggetti più deboli e che hanno più bisogno di aiuto.” Mantenere un’associazione e realizzare le attività richiede tempo e soprattutto denaro. Quali sono le forme di finanziamento su cui fate affidamento? “Per avviare l’associazione e poter fare la registrazione abbiamo fatto una cena di autofinanziamento, ma questo solo per cominciare. Sicuramente cercheremo degli sponsor e altri aiuti per sostenere le attività. Chiederemo al Comune di ottenere una sede per organizzare iniziative a carattere informativo. In particolare vorremmo invitare dei medici per dare informazioni per garantire la salute e spiegare ai giovani le malattie che si trasmettono sessualmente, fare un po’ di educazione sessuale. Poi ci sono altre cose da fare.”

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I cinesi non muoiono mai
Il libro
Sottotitolo: Lavorano, guadagnano, fanno paura Di cambiano l’Italia e per questo ci Raffale Oriani e Riccardo

che lastricano le strade di mezza Europa tore “be’, prima che arrivassero i cinesi nella mia azienda si facevano settanta milioni di lire di fatturato all’anno. Oggi to le storie delle ricche multinazionali declino, quelle delle fabbriche tessili di e dove, racconta un imprenditore del set-

supero il milione di euro.” - Hanno raccolcinesi che salvano marchi storici italiani in Prato, poi quelle dei cinesi di Roma e to di materiale all’ingrosso, fino a quelli delle fabbriche di materassi di Matera.

Below sea level
Il documentario
“Se non hai una casa e vivi per strada la gente ti dice sempre “Ma perché voi senza tetto non ve ne andate sulle montagne?” Il problema è che vivere in strada negli Usa è illegale, anche sulle deserto”. A parlare è Mike, barba e montagne. Per questo sono venuto nel capelli lunghi d’ordinanza (quando si dice il phisique du role) che vive da anni in

sposato sei volte ed è stato padre di due figli. Adesso porta la parrucca che copre una devastante calvizie, si veste da vicinato. donna, lava i capelli e lacca le unghie al

- Cindy da uomo è stato in Vietnam, si è

La cultura è nelle strade

- Carol vive in un vecchio scuolabus e si crolla miseramente quando in un innamora di Wayne: la sua aria da dura

Napoli, centri nevralgici dello smistamen-

pomeriggio di confidenze racconta del suo unico figlio, morto al posto suo.

Staglianò e Oriani vanno a incontrarli,

queste lavoratrici e lavoratori instancabili

e misteriosi che in un Italia che in fondo è nostra quanto loro, comprano, investono, producono. Questo libro ci svela cose che

Staglianò, edizioni Chiarelettere

indietro per il deserto per rifornire d'acqua i serbatoi della comunità. I protagonisti vengono presentati

con il suo furgone viaggia avanti e

- Sterling, un tempo attore di C movies,

Quella dei cinesi è la comunità più numein Italia sono passati da duemila a centocinquantamila. Tra gli immigrati regolari sono il 5 per cento, una cifra irrisoria a siano dappertutto. Formichine laboriose,

rosa d’Europa. Dagli anni Ottanta ad oggi,

attraverso piccole frasi, gesti e manie, e ogni personaggio si svela lentamente alla telecamera. Con il proseguire del

pensarci bene, perché invece sembra che sguardo basso e testa china. E se fino a un decennio fa ci stavano anche simpatici, adesso, la sensazione è che gli italiani

curano, si amano, gioiscono e piangono, regista ha vissuto con loro quattro anni, riuscito a penetrare il senso del luogo e compongono canzoni. Per ritrarli il

tutti gli altri esseri umani si truccano, si

l'attenzione verso se stessi e che come

film scopriamo così che non trascurano

e gli uomini dagli occhi a mandorla non si

capiscano poi così bene. Ogni volta che si mafia, lo sfruttamento del lavoro minorile, l’impero dei falsi smerciati in tutto il

parla di loro, salta fuori l’ombra della

e grazie a 120 ore di materiale girato è dei suoi abitanti.
sarebbero sotto gli occhi di tutti se solo volessimo guardarle, ad esempio, che la loro forza sta nella coesione: “Il dito, il Foto. Below Sea Level. Una scenda del documentario di Gianfranco Rosi

mondo. I luoghi comuni sui cinesi si sprecano, e la maggior parte sono vere e proquella che dà il titolo a questo saggio scritto a quattro mani dai giornalisti Riccardo Staglianò (Repubblica) e Raffaele Oriani, (Corriere della Sera): ossia che i cinesi non muoiono mai. E prie leggende metropolitane, a partire da

un autobus parcheggiato nel deserto, in una ex area militare abbandonata, quaranta chiilometri sotto il livello del mare. tario di Gianfranco Rosi

Immersi in un deserto torrido il giorno e gelido la notte, i senza tetto di Slab City sono stati espulsi: qualcuno è sopravvivono fuori dalla società da cui

singolo cinese, è come se non esistesse. Se non hai relazioni non sei nessuno, se non fai parte di una mano sei un uomo finito.” Stretti tra loro da vincoli di parentela, anche lontanissima, e capaci di aiutarsi l’un con l’altro a distanza, secondo il sistema delle guanxi, le relazioni. E’ così ad esempio che un cinese che non possiesufficienti a mettere in piedi un’attività:

Inizia così “Below sea level”, il documenpresentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2008 e vincitore del premio Orizzonti.

in attesa di una seconda occasione.

rassegnato alla propria sorte, altri sono

infatti, chi l’ha mai visto un funerale cinese? Una delle possibili risposte, quella più macabra e forse fantasiosa, l’ha immortaquell’immagine sconvolgente che apre il romanzo e nella quale cadaveri di cinesi

condotta in un posto così duro. Uno dei appassionata di quando, dopo mesi di protagonisti racconta con gioia

apportare piccole migliorie ad una vita

Vivono in roulotte e si ingegnano per

lata in Gomorra Roberto Saviano, con

de nulla riesce a mettere insieme cifre con l’aiuto dei connazionali, della sua rete di relazioni. Anche se adesso naturalmente le cose stanno cambiando: i ragazzi razione del soppalco (in un unico locale,

di homeless americani che vivono nel

Il documentario presenta una comunità

stipati come sardine, cascano giù da un container diretto verso la Cina per smaldocumenti dei morti a nuovi immigrati tirne i cadaveri illegalmente e passare i clandestini. Eppure, potrebbero anche esserci altre risposte, ci dice questo saggio, ad esempio - fatto banale ma estre-

deserto a Slab City, “un posto dove nessuno fa domande”, a metà strada tra Los Angeles e San Diego, ovvero una delle zone più ricche del mondo.

riflessioni e tentativi, e senza l’ausilio di alberi (il deserto non è propriamente il loro habitat) è riuscito a costruirsi davanti alla propria roulotte. un’amaca dove leggere e riflettere,

nati e cresciuti qui, quelli definiti la gene-

mamente delucidatorio- che sono giovani: l’età media della comunità cinese in italia tasso di mortalità sia bassissimo. E poi che i cinesi preferiscono morire a casa è di 34 anni- ed è dunque naturale che il

si lavorano e vivono: in basso si lavora, sul soppalco si riposa) o generazione 2

spesso un seminterrato, migliaia di i cine-

vite di sette persone, finite nel deserto perchè a un certo punto la loro vita è uscita dal binario.

Nel documentario vengono raccontate le

all’unificazione degli Stati Uniti e come un “nemico”, oggi semplicemente

Il deserto, un tempo visto come ostacolo

hanno frequentato e frequentano le scuole italiane, parlano italiano, insomma, sono italiani (anche se spessissimo non soggiorno rinnovato di anno in anno,

loro, e che quando si ammalano tornano a farsi curare, e in caso, a morire, in patria. Secondo l’antico detto cinese luo foglia cada lontano dall’albero”. Per vederla più da vicino, questa comunità che negli ultimi cinque anni è cresciuta, in termini di imprese, del 154 per cento in proprio), Staglianò e Oriani hanno attraversato l’Italia. Da Nord a un sud, (quasi un cinese su cinque ha un’attività ye gui gen e cioè “non è bene che la

hanno la cittadinanza, ma un permesso di secondo logiche burocratiche francamente poco comprensibili). Forse questi ragazzi saranno capaci, come molti di loro stanno già dimostrando, che non è necessario spaccarsi la schiena quattordici ore al vita. E faranno tesoro della lucidità e della

- Mike, ex docente universitario, abita in un vecchio autobus, scrive e canta ballate e detesta le mosche.

Lontani dalle città verticali, dalle città

reietti del sogno americano e li nobilita. degli affari e dai centri di potere, da qui diventa possibile riflettere sui paradossi della vita contemporanea, sulla

una dimensione positiva: raccoglie i

“contiene” questi personaggi, e assume

- Lily, medico di medicina tradizionale

cinese, ha perso figlio, casa e lavoro in una causa di divorzio e adesso pratica cui condivide la propria solitudine. l'agopuntura ai cani e alle persone con

e dei rapporti umani.

disgregazione delle città contemporanee

giorno e rinunciare a tutto per scalare la tenacia di genitori e nonni, che gli hanno arrivare dappertutto. dimostrato che anche dal soppalco si può

Below Sea Level è un piccolo grande film cinema italiani, ma che rimarrà negli occhi di chi lo ha visto a Venezia. che probabilmente non passerà nei

- Wayne, ex galeotto, tra un bicchiere e l’altro parla in continuazione della sua pistola, che vorrebbe sfoderare e rassicurante del mondo, ma poi

dalla comunità storica di Milano, la Chinatown di Via Paolo Sarpi, alle risaie del vercellese, dove un tempo stavano le ad esempio, dove i cinesi spaccano la pietra con la quale si producono i sampietrini

mondine, dal Piemonte - Bagnolo Luserna

ghiaccioblu@gmail.com

di Simona Vinci

scaricare contro tutti: è la persona meno sorprende per la tenerezza con cui parla dei suoi cani

jacopofiorentino@gmail.com

di Jacopo Fiorentino

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Diritti e cittadinanza

Mi manca il respiro, e a voi?
Notizie sparite, notizie sparate. Certezze, mezze verità, bufale, voci. Questa rubrica di Daniele Barbieri prova, a ritmo mensile, a recuperare e/o commentare quel che i media tacciono e/o pompano (oppure rendono incomprensibile, con il semplice quanto antico trucco di de-contestualizzarlo) su migranti, razzismi e dintorni. Contiamo molto sulle segnalazioni di lettori e lettrici: la mail di riferimento è pkdick@fastmail.i

E poi? Prima dell’estate questa rubrica si lamentava (esagerando?) che siamo a zero, proponendo di ripartire da 10, che sarebbe l’articolo della nostra Costituzione dove, fra l’altro, si legge: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge». Il fiato sul collo Di solito questa rubrica ha titoletti, spazi per respirare e commenti ma stavolta no. Stanno succedendo troppe cose e dunque settembre-ottobre bisogna ricordarle di corsa, in affanno, senza eleganza o educazione. Prendete fiato e leggete tutto di seguito. A inizio settembre piccola polemica perché a Cantù c’è un numero verde per delazioni anonime contro gli immigrati sospetti. Si protesta a Padova per il contratto capestro ai lavoratori (nigeriani) delle pulizie in appalto al Comune. Il ministro Maroni propone a Spoleto un cpt in un vecchio stabilimento militare pieno di esplosivo: Pd e perfino An non credono sia una buona idea. La Polizia ferroviaria di Bologna denuncia un controllore che (in agosto) trovò una nigeriana senza biglietto e le propose sesso per annullare la multa. Tre famiglie di rom denunciano di essere state picchiate e seviziate dai carabinieri a Bussolengo (Verona); il quotidiano «La repubblica» dà la notizia 11 giorni dopo. A piedi per 40 chilometri da Castelnuovo di Porto a Roma: centinaia di richiedenti asilo con la maglietta dove si legge «We ask for our right». Un ragazzo indiano, che studia ingegneria a Roma, in una lettera denuncia («il manifesto» la pubblica il 12 settembre) di essere stato picchiato, senza motivo, da ragazzi italiani; lo stesso giorno «L’unità» informa: Chebanca non fa prestiti ai migranti mentre il sindaco di Lampedusa in un’intervista sostiene che «la carne dei negri puzza anche quando è lavata». Il cavo di una gru si attorciglia alla sua gamba e rimane per un’ora appeso nel vuoto a testa in giù: accade a Torino il 13 ma pochi s’appassionano visto che l’edile è romeno. Fuori d’Italia? A Londra si protesta per un video-gioco che invita a massacrare tutti i musulmani. In Grecia spunta una bimba che somiglia a Denise e non pochi giornalisti italiani si scatenano sui rom rapitori di bambini: era l’ennesima bufala. Il 14 a Milano viene ucciso a sprangate Abdul. A metà settembre si parla del processo a un ispettore di polizia penitenziaria a Padova accusato di sfruttare 15 prostitute dell’est Europa. Il 18 rivolta nel cpt di Cagliari, lo stesso giorno a Castelvolturno vengono uccisi 6 immigrati: molti giornalisti li accusano, senza alcuna prova, di essere camorristi anche loro. Sempre il 18 a Monterotondo un ente pubblico licenzia Singh, perché «non italiano». Il 21 settembre «La gazzetta dello sport» (non è il solo) titola: «Da Milano a Caserta immigrati in rivolta. Aria di guerriglia»: dove li avranno visti a Milano gli scontri… Il giorno dopo «Il corriere della sera» intervista Matteo, un “italo-africano” andato via da Milano, «troppo razzista». Lo stesso giorno a Murano muore un edile di 19 anni: importa a pochi, era ucraino. Il 23 settembre a Milano muore in un incendio un dodicenne: ma è romeno, pochi si rattristano. Sul settimanale «Il salvagente» del 25 racconta Antonio Lubrano che in un sondaggio tv («Insieme sul due») alla domanda se le badanti siano un pericolo per l’Italia il 62% risponde sì. Lo stesso giorno un altro settimanale «Panorama» titola una sua inchiesta: «Che caos nelle classi multirazziali»; se n deduce che esistono le razze. Sempre il 25 compaiono sui muri di Roma insulti a Schifani, presidente del Senato; per la scritta «ebreo sarai te» molto sdegno a destra e sinistra ma per «minime in Italia: Milano meno 1, Castelvolturno meno 6», neanche una parola. Su «il manifesto» del 26 settembre, commentando alcuni msg sul sito del «Corriere» Anna Maria Rivera parla di «una sensibilità da Ku Klux Klan». Brutte nuove anche fuori d’Italia: la notte fra il 23 e il 24 settembre la Marina militare francese “soccorre” a colpi di mitra migranti vicino Lampedusa;. Aria pesante anche in Austria dove, nel voto del 28 settembre, salgono due partiti xenofobi. Il mese di ottobre comincia con il pestaggio di Emmanuel a Parma; con un insegnante che a Milano insulta un alunno straniero; con slogan nazisti su un blog (perché stupirsi? È di un esponente di Fiamma tricolore) a Trento; con il durissimo pestaggio di un cinese a Roma; con la denuncia (all’aeroporto di Ciampino «sono stata denudata e insultata») di una italo-somala. Per il papa e per Napolitano – secondo molti giornali del 5 ottobre- «è allarme razzismo»; ma il giorno dopo Maroni dice al «Corsera» che non c’è un’emergenza razzista. Sempre il 5 ottobre un’inchiesta su «Metropoli» (esce ogni domenica con «Repubblica») i controlli contro i criminali vengono fatti al 60% sugli immigrati, «sulla base dei tratti somatici». Pochi e/o svogliati giornalisti raccontano che il 6 ottobre sono 70 anni dalla «dichiarazione della razza», scritta dagli “scienziati” di Mussolini. L’8 ottobre leggo che a Padova due disk-jokey del Camerun accusano i carabinieri di averli pestati mentre il 9 (mentre chiudo questa rassegna) su parla di un senegalese arrestato – in malo modo e per futili motivi - dai vigili urbani a Milano ma molti giornalisti dimenticano di raccontare che tutta la vicenda nasce da un volantino di genitori italiani che erano presenti al fattaccio e protestano contro l’atto palesemente razzista. Riassumendo Su rom e razzismo in Italia, il settimanale «Carta» il 19 settembre pubblica 4 pagine impressionanti: se le avete perse, andate sul sito sucardrom.blogspot.com (attivissimo istituto di cultura sinta). Il 5 ottobre, «il manifesto» riassume cosa è successo, nei 170 giorni di Berlusconi-Maroni: due pagine impressionanti. In un’intervista a «Liberazione» la scrittrice Laila Wadia (indiana ma da 20 anni in Italia) il 7 ottobre sintetizza così: «Perché gli italiani temono gli scippi e non chi scippa il futuro ai loro figli?». A proposito dei giudici (o politici) che ogni tanto dicono: non si tratta di questioni razziali… hanno ragione, visto che le razze non esistono; si tratta però di atti razzisti dato che purtroppo il razzismo esiste. Buone notizie: poche Il 3 settembre il gruppo Gue (verdi-sinistra) dell’Euro-parlamento candida l’Errc, cioè l’European Roma Rights Center che difende il popolo rom, al premio Sakharov per i diritti umani. Lo stesso giorno Fini dice che far votare gli immigrati si potrebbe («non sarebbe un’ipotesi sciagurata» suona lo stesso?) ma subito Berlusconi lo stoppa. Il 16 settembre a Bruxelles, al primo vertice europeo per l’inclusione dei rom, molte critiche all’Italia. Ancora Bruxelles: il 17 settembre Barrot, commissario europeo alla giustizia, chiede a Maroni di ritirare l’aggravante di clandestinità, «non in linea con i princìpi comunitari». Il 19 settembre il sindaco di Colonia (in Germania) vieta una manifestazione neo-nazista cui partecipava anche Borghezio. Il 20 settembre c’è molta gente al corteo di Milano per Abdul: è un buona notizia, anche se molti giornalisti vedono solo gli incidenti. Sempre il 20 la Fiom (operai metalmeccanici) elegge presidente del Comitato centrale il senegalese Mbodj. Il 23 settembre un assessore di Lampedusa si dimette perché «il sindaco è razzista»: meglio tardi che mai. Più volte in settembre «L’osservatore romano» o ambienti della Chiesa cattolica si schiera contro il giro di vite anti-immigrati; l’arcivescovo Archetto sottolinea che «il papa li chiama irregolari non clandestini» (come del resto suggerisce da anni l’Onu). Il 30 settembre «il manifesto» ricorda che esiste un «codice etico» per i media contro la xenofobia (lo potete leggere su www.cospe.it) e sarebbe davvero una buona notizia … se fosse applicato. Il primo ottobre si chiude positivamente la vicenda di 154 pakistani e indiani che, vicino a Pomezia, erano stati licenziati. Inizia a circolare il documentario «Come un uomo sulla terra»; per saperne di più guardate comeunuomosullaterra.blogspot.com, comunque ne riparleremo presto. Sul sito www.regione.toscana.it si può firmare «il manifesto degli scienziati antirazzisti». Stranezze Molte le cose difficili da capire. Ad esempio questa notizia, il 17 settembre, su «Liberazione». Il titolo: «Nigeriano denuncia: licenziato perché nero. L’azienda tace, le Rsu indagano». Poi si racconta il fatto, accaduto in provincia di Lecco, in 19 righe e in altre 61 righe si avanzano dubbi (dei sindacati). Un articolo veramente sproporzionato. Macabra invece la vicenda del tipo che, sempre il 17. vicino B e r g a m o , ammazza due ucraine e poi cerca (invano) di farsi intervistare da Emilio Fede. Strana anche «La stampa» del 22 settembre: riflessioni interessanti sugli africani a Milano, la storia di due ciclisti keniani ma poi a pagina 53 si titola sui «rom manolesta» mostrando le foto di un trucco che tutti i ladri (di ogni etnia) usano da sempre. Tragicomiche Non resta spazio per polemiche, precisazioni, commenti e analisi ma siccome salta sempre fuori un involontario «humor nero» pure nei momenti peggiori ecco due flashes. A Cantù (vedi sopra) la polizia fa irruzione in un appartamento abitato da ghanesi: c’è odore sospetto… Né delitti, né magia nera: solo che erano tutti in vacanza e in frigo era rimasto un pezzo di carne. La seconda racconta che Daniela Santanchè si è sentita insultata da «immigrati razzisti» in tv durante «Anno zero»: farebbe ridere se non fosse da piangere. di Daniele Barbieri pkdick@fastmail.it

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ASSOCIAZIONE AMICI DI PIAZZA GRANDE ONLUS: le attività

Le pagine dell’associazione

L'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è il luogo in cui i cittadini svantaggiati si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema della abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi della città e per autogestirsi. L’Associazione, in oltre dieci anni di vita ha dato impulso ad una progettualità ricca di iniziative. Attualmente tra le attività di Piazza Grande ci sono il giornale, il BiciCentro, la Sartoria, il Teatro, il Servizio Mobile di Sostegno e lo Sportello di Avvocato di strada.

Per info e preventivi

Tel.051349383

sgomberi cantine e appartamenti pulizia piazzali e giardini trasporti e consegne in città e provincia tinteggiatura appartamenti smaltimento materiali vari assistenza e riparazione biciclette elettriche Preventivi e informazioni
Telefono 051 4222046 Cellulare 392 9888574

Faremondi Cooperativa sociale di Piazza Grande

Avvocato di strada
I ricevimenti

Lo sportello legale al servizio delle persone senza fissa dimora

Tel. 051397971, Fax 0513370670 Cell. 3939895695
Sede di Avvocato di strada Sportello di diritto penale: lunedi ore 15 - 17 Sportello di diritto civile: giovedi ore 15 - 17 Si riceve anche senza appuntamento. Via Lodovico Berti 2/9. Bus: 33, 35, 86

2008 Il cinque per mille della tua dichiarazione dei redditi a Piazza Grande
La legge finanziaria n. 266/2005 ha introdotto per l'anno 2007 la possibilità per pari a cinque per mille dell'imposta sul profit che abbiano le seguenti finalità: tutti i contribuenti di destinare una quota reddito delle persone fisiche a enti non a) sostegno del volontariato, delle onlus, di altre fondazioni e associazioni riconosciute; delle università; La possibilità di scelta della destinazione di sussidarietà fiscale, poiché i finanziatuire quelli pubblici. cinque per mille rappresenta un esempio menti versati dai cittadini con questo meccanismo potranno integrare o anche sostiL'Associazione Amici di Piazza Grande

- Struttura “Madre Teresa di Calcutta”. Sportello di diritto civile e penale: quarto giovedì del mese dalle 19.30 alle 20.30. Si riceve anche senza appuntamento. Viale Lenin 20, Bologna. Bus: 25

- “Rifugio notturno solidarietà”. Sportello di diritto civile e penale: terzo giovedì del mese dalle 20 alle 21. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Gomito 22. Bus: 25

Casa del riposo notturno “Massimo Zaccarelli”. Sportello di diritto penale e civile: il secondo e il quarto giovedì del mese. Ore 19 - 20. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Lazzaretto 15. Bus: 17, 18

delle associazioni di promozione sociale e b) finanziamento della ricerca scientifica e c) finanziamento della ricerca sanitaria; d) attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente;

Onlus è tra le organizzazioni non profit

idonee a beneficiare del diritto al "cinque promuove iniziative concrete per contrastare l'esclusione sociale e affermare i bisogno del sostegno di tutti. diritti delle persone senza fissa dimora. Da quest'anno un modo semplice per

per mille". Dal 1993 Piazza Grande Onlus

Servizi di pulizia e custodia - servizi di accoglienza, orientamento e accompagnamento di persone disagiate

Per aiutare sempre più persone abbiamo sostenere l'Associazione è devolvere il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi. La destinazione del 5x1000 è una scelta soggettiva, che non incide sul tuo all'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus inserendo nello spazio dedicato al reddito. Ti proponiamo di devolvere il tuo 5x1000 il codice fiscale dell'Associazione:

Il contribuente può decidere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF relativa al periodo di imposta 2007, apponendo la firma in uno dei quattro appositi riquadri che figurano nei modelli di dichiarazione preferito. Questa disposizione non è alternativa al buente. specificando il codice fiscale del soggetto

Sede legale: Via Antonio Di Vincenzo 26/F (BO) Tel: 051.372223 Fax: 051.4158361 Sito web: www.cooplastrada.it Mail: info@cooplastrada.it

meccanismo dell'otto per mille, e non rappresenta una spesa ulteriore per il contri-

92038070378

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On the road
Musica
4 novembre, ore 21 Parco Nord Ingresso 18 euro www.estragon.it

Gli appuntamenti del mese di Piazza Grande
www.festivaljazzbologna.it Lo storico festival bolognese porta in città i grandi nomi del jazz: da Herbie Hancock (il 7 novembre alle 21.30 al Teatro delle Celebrazioni) Heinrich Direttore Roberto Abbado. August Marschner.

Legenda:
= sotto i 10 euro
Ingresso gratuito Info: 051 225970

= gratis!

28 novembre, ore 22

16 novembre, ore 22

Carmen Consoli
Estragon Parco Nord Ingresso 25 euro www.estragon.it La cantautrice catanese, di ritorno

data brit-pop con hit come ‘Alright’ nano all’Estragon con le canzoni e ‘Moving’. Oggi i Supergrass tor-

Negli anni ‘90 contribuirono all’on-

al pianista Stefano Bollani (il 15 novembre alle Celebrazioni). In programma anche la rassegna

Giardini di Mirò
Locomotiv Club Via Serlio 25/2 Ingresso con tessera Arci www.locomotivclub.it Sperimentali ed eletMirò sono una delle tronici, i Giardini di

del nuovo disco ‘Diamond Hoo Ha’. 6 novembre, ore 21

cinematografica ‘Jazz on the screen’, al cinema Lumière di via Azzo Gardino 65. Da non perdere anche il concerto di Milton

Liza Minnelli fa tappa a Bologna
Teatro Manzoni Via de’ Monari 1/2 Da 30 a 160 euro www.auditoriumanzoni.it L'ultima grande figura dello spettacolo americano, Liza Minnelli con una turnè anche a Bologna.

La ‘musica moderna’

50 anni della Bossa Nova (venerdì 14 alle Celebrazioni).

Nascimento e del trio Jobim per i

7 novembre, ore 23

Massimo Volume di Ivano Fossati
Teatro delle Celebrazioni Via Saragozza 234 Da 25 a 35 euro www.teatrocelebrazioni.it Il ritorno sul palco di Ivano Estragon Parco Nord Ingresso 10 euro www.estragon.it La formazione guidata da Emidio Clementi torna a esibirsi all’Estragon. 13 novembre, ore 20.30

realtà musicali più interessanti

della scena italiana. Il loro Ep dal sito www.giardinidimiro.com lasciare una donazione di 3 euro. 17 novembre, ore 21

‘New year’s eve’ si può scaricare gratuitamente, oppure si può

da le ‘Vite’ del Vasari e il ‘Viridario’ di Filoteo Achillini.

Michelangelo e Raffaello. Citazioni

petrarchesche o di sonetti di

canti carnascialeschi, intonazioni

'500. Balli, canzoni, madrigali,

Un affresco musicale del primo

da una tournée negli Stati Uniti, è in concerto all’Estragon. 29 novembre, ore 22

Tempo di patchanka con gli Apres la classe
Estragon Parco Nord Ingresso 5 euro www.estragon.it Reggae, pop e ska direttamente

22 novembre, ore 22.30

Caparezza e il caos
Estragon Parco Nord Ingresso 10 euro www.estragon.it Caparezza arriva a Bologna per dimensioni del mio caos’.

mondiale tocca l’Italia ed approda

Invito alla musica

4 novembre, ore 22

dal Salento. Gli Apres la classe suonano all’Estragon, per un confermi. certo in cui sarà impossibile star

Indie-rock firmato Canadians
Locomotiv Club

Fossati, dopo due anni trascorsi a lavorare sul nuovo album ‘Musica moderna’.

Los Campesinos
Estragon Parco Nord Ingresso 20 euro www.estragon.it Una delle band indiein concerto all’Estragon.

presentare l’ultimo disco ‘Le

6 novembre, ore 21

Teatro
Fino al 9 novembre

Massimo Zamboni per ‘Adottando’
Via Serlio 25/2 Ingresso 5 euro con tessera Arci www.locomotivclub.it Arrivano al Locomotiv i Canadians, italiana rivelazione di Teatro Testoni Via Matteotti 16 Ingresso a offerta libera Info: 338 5037140 La metà musicale di Cccp e Csi in

con Maurizio Pollini
Teatro Manzoni Via de’ Monari 1/2 Da 10 a 70 euro www.auditoriumanzoni.it Il grande pianista Maurizio Pollini esegue musiche di Debussy, Schonberg, Boulez e Webern. 22 novembre, ore 18

25 novembre, ore 21

La musica da film di Randy Newman
Teatro Manzoni Via de’ Monari 1/2 Da 10 a 35 euro www.auditoriumanzoni.it Straordinario pianista, di colonne sonore, vincicantante e compositore

Prima nazionale per ‘Platonov’
Arena del Sole Via Indipendenza 44 Da 6 a 20 euro www.arenadelsole.it Si rinnova il sodalizio artistico tra il

rock più acclamate del momento

Dal 15 al 25 novembre

prestigioso Nme. A supporto i Vancouver.

MySpace e segnalata anche sul

band

5 novembre, ore 22.30

vato dell’iniziativa.

l’onlus a cui sarà devoluto il rica-

un concerto a favore di Adottando,

Una film-opera al Comunale
Teatro Comunale Largo Respighi 1 Ingresso 10 euro www.comunalebologna.it Una film-opera da ‘Der Vampyr’ di

regista Nanni Garella e l’attore un’opera giovanile del drammatur-

Il brit-pop è vivo! Tornano i Supergrass
Estragon

Dal 7 al 15 novembre

Da Hancock a Bollani al Bologna jazz festival

La musica al tempo di Amico Aspertini
Oratorio di Santa Cecilia Via Zamboni 15

tore di 5 Grammy e del Premio Oscar nel 2002, Randy Newman è considerato uno dei protagonisti

Alessandro Haber. ‘Platonov’ è go russoin cui tuttavia sono contecontrapposizione tra la nobiltà e la borghesia mercantile. Lo spettacolo è in prima nazionale all’Arena del Sole (domenica replica alle ore 16).

della musica americana attuale. Sue sono le musiche di celebri film film d'animazione ‘Toy Story’ e come ‘Ragtime’ di Milos Forman e i ‘Monster & Co’.

nuti i temi della maturità, come la

14 piazza grande • n°149 • 11.08

Mostre
Fino al’8 novembre

L'arte visionaria ed espressionista di uno dei più eccentrici pittori del Cinquecento. Unico nella sua capacità di fondere il classicismo ne nordica tedesca e fiamminga. Bologna grande dominante in Italia con la tradizio-

10), ‘Il gusto degli altri’ di Agnés zione’ di Fred Schepisi (il 24).

Jaoui (il 17) e ‘Sei gradi di separa-

Cinema Lumière Via Azzo Gardino 65/a

Una serata dedicata ai cortometraggi più interessanti prodotti scuola cinematografica romena. Per la rassegna ‘Cuore di Romania’, che ha ricevudella Repubblica to il plauso del presidente Napolitano. negli ultimi anni dalla grande

Info: 051 220310 Cristiano Cavina presenta il suo

Requiem per Ustica
Istituto Parri Via Sant’Isaia 18/20 Ingresso gratuito www.istitutoparri.it Requiem, in memoria di Ustica

Nazionale, dedica

Nel bicentenario della Pinacoteca una

Giorgio

grafica, al pittore Amico Aspertini (1474-1552) che segnò profondamente l'arte bolognese ed europea

mostra, la prima mono-

5 novembre, ore 20

Info: 051 2194820 Presentazione del volu-

16 novembre, ore 15

del suo tempo per originalità e singolarità di espressione.

In Cineteca arriva Nanni Moretti
Cinema Lumière

me ‘Capelli lunghi’ di

Mario Monicelli, Massimo Bonfatti gli autori. A seguire proiezione in

opera per occhi e cuore’. E’ il titolo

e Franco Giubilei. Intervengono

Incontro con Manoel de Oliveira
Cinema Lumière Via Azzo Gardino 65/a Info: 051 2194820 Omaggio a Manoel de Oliveira con la proiezione di ‘I misteri del convento’ e del cortometraggio ncontro con il regista.

Marcos).

dimenticati’ (Marcos y

nuovo romanzo ‘I frutti

Dal 5 novembre all’11 gennaio

L’arte di Manaresi nel segno di Morandi

Musiche da Bulgaria, Turchia, Asia e Kosovo nei sei concerti organizzati dal Cimes
Le voci bulgare, il canto ‘gayaki’ indiano, la musica dei dervisci turchi. Sono musicali di ‘Suoni solo alcune delle tradizioni

Suoni dal mondo

anteprima del cortometraggio

21 novembre, ore 18

La bambina filosofica di Vanna Vinci
Feltrinelli International Via Zamboni 7 Ingresso libero Info: 051 266891 Un nuovo appuntamento con ‘La filosofica’.

dell’installazione dall’Istituto Parri.

Silvano Chinni ospitata

di

‘Douro, faina fluvial’. Al termine

Fino all’8 dicembre

Uomo e natura secondo Penone
Mambo Via Don Minzoni 14 Museo Morandi Piazza Maggiore 6 Ingresso gratuito www.museomorandi.it Artista di passo lento, che non

mondo’, la manifestazione

dal

organizzata dal Cimes dall’1 programma sei concerti. Si parte sabato 1 con le dale. Doppio concerto, il 10 e l’11 novembre

novembre al 7 dicembre. In

‘Bitstrishki Babi: Voci di donne bulgare’, all’aula absiall’Auditorium, per Ashwini Bhide Deshpande, una

ture live e disegni per tutti.

‘Pepe Satan Aleppe’. Curiosità, let-

suo nuovo libro intitolato

Vanna Vinci presenta il

bambina

delle migliori musiciste indiane. Segue Chirgilchin, absidale). Poi i canti dal Kosovo (sabato 29 novembre, Auditorium) e le musiche dei dervisci turchi (venerdì 5 e sabato 6 dicembre, Auditorium). Informazioni su www.muspe.unibo.it/cimes.

gruppo dell’Asia centrale (venerdì 21 novembre, aula

dimentica le proprie radici naturalistiche, Manaresi deve forse a Da 4 a 6 euro www.mambo-bolomaturità fiduciosa e robusta.

Libri
5 novembre, ore 18

Ragazzi
Dall’8 novembre, ore 10 e 11

Morandi la consapevolezza di una

Per i più piccoli la musica è in fasce
Museo della Musica

gna.org

Cinema
Ogni lunedì, ore 21

Harry Potter, business da “favola”
Libreria Feltrinelli Piazza Ravegnana 1 Ingresso libero Info: 051 266891 ‘Harry Potter. Storia di un busi-

Interamente concepita in relazione

Via Azzo Gardino 65/a Riservato soci Ficc Info: 051 2194820 Evento speciale con i cortometragnel biennio 1973-74 e L'Immagine restaurati dal laboratorio Ritrovata della gi girati da Nanni Moretti

agli spazi del museo, la mostra Giuseppe Penone presenta un’am-

Mario Monicelli.

‘Vicino al Colosseo c’è monti’, di

dedicata all’artista piemontese

anteprima.

e alcune opere inedite esposte in

pia selezione di lavori del maestro

Al Quartiere Reno torna ‘Lunedì cinema’
Quartiere Reno Via Battindarno 123 Ingresso gratuito Info: 348 0378077 Il cinema è gratis al Quartiere Reno. Torna la rassegna ‘Lunedì propone pellicole di qualità. Si cinema’, che fino a metà dicembre comincia da ‘21 grammi’ di ma questo mese ci sono anche

12 novembre, ore 21.15

Strada Maggiore 34 Ingresso gratuito Prenotazione obbligatoria Info: 051 2757708

Fino all’11 gennaio

ness da favola’ è un’affascinante ricostruzione del fenomeno Potter. 14 novembre, ore 18

La grande arte di Amico Aspertini
Pinacoteca Nazionale Via Belle Arti 56 Da 8 a 10 euro www.amicoaspertini.it

Cineteca di Bologna, in accordo incontro con Nanni

con Sacher Film. Al termine, Moretti.

Riservato ai soci Ficc (la tessera costa 5,50 euro).

Corti dalla Romania ai Teatri di Vita
Teatri di Vita Via Emlia Ponente 485 Da 7 a 14 euro www.teatridivita.it

Cristiano Cavina
Mel Bookstore Via Rizzoli 18 Ingresso libero

‘On the road’ è realizzato AGENDA (www.agendanet.it) Per segnalazioni e comunicati si può scrivere all’indirizzo etelefonare allo 051 330155. mail redazione@agendanet.it o in collaborazione con

9 novembre, ore 19

Aljandro Inarrutu (il 3 novembre), ‘Beatiful people’ di Jasmin Dizar (il

Omaggio e incontro con Mario Monicelli

piazza grande • n°149 • 11.08 15

1. Comune di Bologna, Servizio Sociale Adulti Per tutti gli adulti in difficoltà, dai 18 ai 65 anni. Via Sabatucci, 2. Tel. 051/245156. Aperto dal lunedi al sabato dalle h.9 alle h.13

Informazioni e punti di ascolto

2. Associazione Posto d’Ascolto ed Indirizzo Città di Bologna. Informazioni relative a dormitori, mense, docce. 1° binario Stazione Centrale - Piazza Medaglie D’Oro, Tel. 051/244044. Dal lun al ven, h.9-12, 15-18, sab h.9-12

1. Lista per entrare nei dormitori. Per le persone che vogliono essere inserite nella lista unica per l’accesso alle strutture di accoglienza notturna. Lun-Sab, h.10 13, presso il Servizio Sociale Adulti di via Sabatucci n.2 4. Centro di Ascolto Italiani della Caritas Adulti italiani in difficoltà, assistenza, informazioni e percorsi di reinserimento sociale. Via S. Alò n.9, Bologna. Tel. 051 221296, fax 051 273887. Lun, Mart, Merc, h.9-11.30. Giov, h.14-16.30 (senza appuntamento). 5. Centro di Ascolto Immigrati della Caritas Diocesana Ascolto, informazioni e assistenza per persone straniere. Via Sant'Alò 9, 40126 Bologna. Tel. 051 221296, Fax 051 273887 Lun 14-16; giov e ven 9-11.30 6. Servizio Integrazione Interculturale del Comune di Bologna Cittadini stranieri con permesso di soggiorno o in attesa di regolarizzazione. Informazioni e orientamento. Viale Vicini 20, Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov h.15-18, sab, h.9-13

7. Associazione L'Arca Via Zago, 14, Bologna. Tel. 051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30-19 3. Centro Diurno Comune di Bologna Distribuisce pasti caldi su segnalazione dei Servizi Sociali. Via del Porto, 15/C, Bologna Tel. 051 521704. Tutti i giorni dell'anno h.12.30 - 18.

1 5 . P o l i a m b u l a t o r i o A U S L Via Tiarini 10/12 Tel.051/706345. Dal lun al ven. Dalle ore 7.30 vengono distribuiti 10 numeri. ----------------------------------------------------Pasti gratuiti

1 4 . I s t i t u t o B e r e t t a Via XXI Aprile 15 ,Tel.051/6162211 Distribuzione numeri, dal lun al ven, h.8-9 e h. 14. Sab soltanto al mattino. Domenica pronto soccorso odontoiatrico h.8-13

28. Parrocchia S. Giuseppe Cottolengo Distribuisce indumenti, Via Don Orione 1, Tel. 051/435119. A mercoledi alterni, h.16-18

1. Centro Beltrame Comune di Bologna Distribuisce pasti caldi agli ospiti del centro stesso - Via F. Sabatucci, 2. Tel. 051 245073.

8. Servizio Integrazione Interculturale del Comune di Bologna Consulenza ai cittadini stranieri. Viale Vicini 20, Bologna. Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov h.15-18, sab, h.9-13

----------------------------------------------------Aiuto e assistenza legale

8. Ufficio Casa Comune di Bologna Informazioni su bandi per la assegnazione della casa. Viale Vicini, 20 , Bologna. Tel. 051/2194332. Lun- ven, h.8,30-13, mart e giov, h.14.30-17

7. Associazione L’Arca Ascolto e informazione per tutte le persone disagiate. Via Zago, 14, Tel. 051/6390192. Dal lun al ven h.15-19

4. Mensa della Fraternità Caritas Diocesana Fornisce pasti caldi. Via Santa Caterina, 8/A. Tel. 051/6448015. Tutti i giorni mensa h.18-19. 18. Punto d'incontro della Venenta Distribuisce alimenti. Via Serlio, 25, Bologna. Mart e Giov, h.10-12

17. Mensa dell'Antoniano Distribuisce pasti caldi (max 64). Tutti i giorni dale 11.30 alle 12. Si accede dopo un colloquio presso il Centro di Ascolto Antoniano in Via Guinizelli, 3 Bologna. Tel. 051/3940211.

16. Oratorio di San Donato Tutte le domeniche mattina alle ore 10.10 colazione. Via Zamboni, 10, Bologna. Tel. 051/226310

30. Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli Offre 80 posti letto. Via Carracci, 69. Aperto h.19-8. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via Sabatucci 2.

1. Centro Beltrame Offre 115 posti letto. Via F. Sabatucci, 2. Tel. 051/245073. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, nell’ufficio adiacente.

23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione abbigliamento. Via Lombardi, 37. Tel.051/356798. Tutti i merc, h.9-10. ----------------------------------------------------Dove dormire

29. Parrocchia S. Giuseppe Lavoratore Distribuisce indumenti in genere. Via Marziale, 7, Tel.051/322288. Il primo e terzo mercoledì di ogni mese, h.15-17

Disagio relazionale A.S.P.I.C. Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell'Individuo e della Comunità Servizio psico-socioassistenziale. Via De' Gombruti 18. Tel / Fax 0516440848. Il centro è aperto (previo appuntamento) dal lunedì al venerdi. Disagio psichico 39. Percorso vita Informazioni e assistenza a persone con disagio mentale e alle loro famiglie, attività culturali e ricreative, gruppi di auto-aiuto. Via Polese, 23. Tel/Fax 051/273644 Alcool Alcolisti Anonimi Gruppi di auto-aiuto. Tel. 335/8202228 Acat h.9 - 19, Cell. 3491744897 Carcere

Associazione che si batte contro la tratta e a favore delle vittime della prostituzione. Ascolto, Counseling, informazioni legali e assistenza psicologica. Attivo un telefono acceso 24 ore su 24: 3929008001. Sito web: www.fioridistrada.it. Email: info@fioridistrada.it

25. Rifugio Notturno della Solidarietà Offre 30 posti letto a persone tossicodipendenti senza dimora. Via del Gomito, 22/2. Tel.051/324285 Aperto h.19-9.30. 32. Casa del Riposo Notturno Offre 32 posti letto per adulti italiani e immigrati con permesso di soggiorno e rifugiati politici. Via Lombardia, 36. Tel.051/493923.Si accede sulla base di una lista di accesso, cui ci si può segnare ogni sera dalle 19 alle 20 presso la sruttura. La permanenza massima è di una settimana dalla prima sera. 33. Struttura Madre Teresa di Calcutta Offre 19 posti letto per sole donne. Viale Lenin, 20. Tel.051/531742. Aperto h.19-9. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via Sabatucci 2. ----------------------------------------------------Un servizio per i tuoi problemi

31. Opera di Padre Marella Offre 60 posti letto. Via del Lavoro, 13. Tel. 051/244345. Aperto h.8-17

40. A.VO.C. Associazione volontari carcere Attività in carcere, sostegno psicologico e sociale a detenuti ed ex-detenuti. Piazza del Baraccano, 2. Tel. 051/392680

41. Gruppo carcere del Centro Poggeschi Attività di animazione e lavoratori all'interno del carcere e progetti di inclusione sociale. Via Guerrazzi 14. Tel.051/220435 2 4 . U V a P A s s A (Unione Volontari al Pratello Associazione d'Aiuto) Attività pomeridiane presso l'Istituto Penale Minorile di via del pratello e la comunità per minori non accompagnati Il Villaggio. Info: vap2006@email.it - cell. 3407640627, stefano.

19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Distribuzione di cibo da cucinare. Via Mameli, 5, Bologna Tel. 051/400201. Mart, h.10-12, Ven, h.15.30- 17.30

Dove andare per...
dormire, mangiare, lavarsi, curarsi, lavorare. A Bologna

21. Parrocchia S. Maria della Misericordia Distribuisce razioni di generi alimentari. P.zza Porta Castiglione, 4. Tel. 051/332755. La distribuzione avviene al sabato munendosi alle ore 8.00 di un numero con cui si prenota il ritiro che avviene dalle h.9.30 alle 11.

22. Parrocchia S. Maria Maddalena Offre alimenti. Via Zamboni, 47. Tel.051/244060. Merc, h.10-12

9. Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Assistenza e percorsi di recupero per senza fissa dimora. Via Libia, 69, Bologna. Tel. 051/342328.

Tossicodipendenze 1. Drop In. Spazio dedicato all’accoglienza delle persone con problemi di tossicodipendenza. Lun - sab, h.1116 presso il Drop In di via Paolo Fabbri (cancello verde) 42. Il Pettirosso Comunità di accoglienza per tossicodipendenti e autoaiuto per familiari. Via dei Mattuiani, 1. Tel. 051/330239

28. Avvocato di strada, Associazione Amici di Piazza Grande. Consulenza e assistenza legale gratuita per le persone senza dimora. Segreteria aperta tutti i giorni dal lun al ven, 9- 13.15 - 18 in Via Lodovico Berti 2/9, Bologna. Tel 051/397971. Cell.3939895695. Sportello penale tutti i lunedi dalle 15 alle 17, sportello civile tutti i giovedi dalle 15 alle 17. ----------------------------------------------------Unità di strada

Unità di Aiuto del Comune di Bologna Intervento di strada con camper attrezzato. Tel. 051204308 Fax 051203799. Il servizio viene svolto tutti i giorni. Punti di sosta del camper: Piazza Puntoni, h.17-18, Via Bovi Campeggi, h.18-19 9. Servizio Mobile di Sostegno Associazione Amici di Piazza Grande Onlus. Informazioni, generi alimentari, abiti, panni o coperte alle persone che dimorano in strada. Tel.051/349383. Servizio attivo lun, merc e ven, h.21-24. Il giov h.9-12 ----------------------------------------------------Assistenza medica gratuita

24. Bagni pubblici Toilette e servizio gratuito di lavanderia, con lava-asciuga, per persone senza fissa dimora. Piazza IV Novembre Tel. 051 372223. Aperto sempre h.9/20 1. DROP IN Servizio docce per persone senza dimora tre giorni a settimana. Aperto dal lun al ven h.11-16. Via Paolo Fabbri, di fronte al 172. Tel. 051 4210722. ----------------------------------------------------Distribuzione abiti

4. Centro S. Petronio Caritas Diocesana Servizio docce Via S. Caterina 8/A Bus 20-21 Tel. 051/6448015. Prenotazione alla mattina h.9-11.30. Gli stranieri debbono prenotare il Mart mattino per usufruire dei servizi il Mart e il Merc dalle 14 alle 15. Gli italiani debbono prenotare il Ven mattino o Lun mattino per usufruire dei servizi il Lun dalle 14 alle 15. Le donne, italiane e straniere, usufruiscono del servizio il Giov, dalle 14 alle 15.

23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione generi alimentari. Via Lombardi 37, Tel. 051/356798. Lun e merc h.15 - 18, mart h.15 - 16. giov h.15 - 17. Venerdi centro d’ascolto h.15 - 17 ----------------------------------------------------Bagni e docce calde

3. Centro Diurno Comune di Bologna Accoglienza, relazione d'aiuto e ascolto, attività per il tempo libero e laboratoriali. Via del Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti i giorni h.12.30- 18. Centro accoglienza La Rupe Promozione sociale e progetti di inserimento lavorativo per persone con problemi di marginalità. Via Rupe, 9. Sasso Marconi. Tel. 051/841206.

S.A.T. Servizio Accoglienza Tossicodipendenti. Presso Casa Gianni, Via Rodolfo Mondolfo, 8. Tel. 051/453895. Aperto tutti i giorni previo appuntamento. Telefono verde Aids della Ausl Bologna:800 856 080 43. C.A.S.A. Centro Attività Servizi della USL Bologna Informazioni e servizi sanitari a persone affette da HIV e sieropositive. Via S. Isaia, 90. Tel. 0516494521. Dal lun al ven, h.8-14. 44. ANLAIDS Gestisce una Casa Alloggio, un centro diurno per persone con Hiv e sieropositive ed una linea telefonica per informazioni e supporto con esperti. Organizza gruppi di auto-aiuto e laboratori artigianali gratuiti. Via Irnerio, 53. Tel. 051/6390727. Per informazioni e aiuto sulla malattia 051/4210817 - La linea funziona lun, mart e giov, h.16-20. La sede è aperta dal lun al ven, h.9-13 45. IDA Iniziativa Donne Aids Informazione, prevenzione e tutela dei diritti per persone con Hiv, AIDS e persone detenute. Via San Mamolo, 55. Bus 29-30 Tel/Fax 051/581373. Cell. 339/8711149 46. LILA Lega Italiana per la Lotta contro l' AIDS. Ascolto, accoglienza, informazioni, assistenza, centro di documentazione e consulenza legale e previdenziale. Via Agucchi, 290/A. Tel. 051/6347644 - 051/6347646. Info: 051/6350025 (lun, merc, ven, h.18.30-20) Aids

35. Laboratorio Abba-Stanza Destinato a persone senza fissa dimora e individui con gravi disagi sociali. Via Della Dozza, 5/2. Tel/Fax 051/6386000. Cittadini Stranieri NUMERO VERDE SERVIZIO SANITARIO Servizi plurilingue di informazione e mediazione culturale - 800 663366

36. Ufficio Stranieri della CGIL. Via Guglielmo Marconi 69 - Tel 0516087190 Fax 051251062. Lun-ven, h.9-13, 15-18. Il sab, h.9-13 Maternità 37. SAV, Servizio Accoglienza alla Vita Via Irma Bandiera, 22. Tel. 051/433473. Dal lun al giov, h.9.30-12.30 e h.15.30-17.30

10. Poliambulatorio Biavati Visite mediche gratuite per persone non assistite dal Servizio Sanitario Nazionale e persone in stato di grave indigenza. Strada Maggiore, 13m Bologna. Tel.051/226310. Aperto tutti i giorni h.17.30 - 19 (senza appuntamento). 11. Croce Rossa Italiana Somministrazione farmaci, attrezzatura ortopedica e occhiali. Via del Cane, 9. Tel. 051/581858. Lun, Merc, Ven, h.8-14. Mart, Giov, h.8-17

13. Centro per la salute delle donne straniere e dei loro bambini Vengono erogate prestazioni a donne e bambini stranieri. Poliambulatorio Zanolini, Via Zanolini, 2. Tel. 051/4211511. Lun, h.12-18. Mart, h.15-19. Giov, h.12-19. Ven, h.10.30-14 Urgenze odontoiatriche

12. Sokos Visite mediche gratuite per immigrati privi di assistenza sanitaria, persone senza fissa dimora e tossicodipendenti. Si prescrivono visite specialistiche, farmaci ed esami. Via de' Castagnoli 10. Tel. 0512750109. Lun h.17-19.30. Merc, h.16-19, sab, h.9-11.30

7. Associazione L'Arca Fornisce vestiario a chi si presenta direttamente. Via Zago, 14. Bus 38, Tel. 051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30- 19

17. Antoniano Fornisce vestiario. Via Guinizelli, 13. Tel. 051/3940211.Merc e ven, h.9.30-11.30. Tel. 051/244044

19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Distribuzione vestiario. Via Mameli, 5. Tel. 051/400201. Tutti i Merc, h.9-11 27. Parrocchia S. Egidio Distribuzione vestiario. Via S. Donato, 36. Tel. 051/244090. Dal Lun al Ven, h.1617.30

26. Opera San Domenico Distribuisce vestiario a max 25 persone ogni giorno. Piazza San Domenico, 5/2 Tel. 051/226170. Lun e giov, h.8-10

Donne che hanno subito abusi e violenze 38. Casa della Donna per non subire violenza Ascolto, assistenza psicologica e legale, ospitalità temporanea, gruppi di auto-aiuto e sostegno. Via Dell'Oro, 3. Tel. 051/333173. Lun-ven, h.9-18 S.O.S. Donna NUMERO VERDE 800 453009 Linea telefonica contro la violenza, fornisce informazioni, aiuto, consulenza ed assistenza psicologica e legale. Tel. 051/434345 fax 051/434972. Lun, mart e ven, h. 20-23, giov, h.15-17.30 Fiori di strada

Comunità S.Maria della Venenta Onlus Accoglienza in comunità e in case famiglia di ragazze madri. Via della Venenta, 42/44/46. Argelato (Bo) Tel. 051/6637200. Aperta tutto l'anno

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