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Esercizi di Topografia

svolti in MATLAB®

Ambrogio Maria Manzino

L’immagine in copertina rappresenta bene lo scopo della Topografia: la
misura e la rappresentazione.
Una porzione di territorio è proiettata sulla superficie di riferimento.
Il prodotto intermedio rappresenta una ortofoto digitale, quello sottostante una cartografia tradizionale o numerica ed infine, il livello inferiore
rappresenta un sistema informativo geografico (GIS).

Premessa
Il presente volume nasce dall’aggiornamento e dal ripensamento del
precedente eserciziario della Otto Editori: Esercizi di Topografia.
L’esperienza maturata nello svolgimento dei corsi di Topografia ha suggerito alcune integrazioni.
La novità più interessante è l’aggiunta a quasi tutti gli esercizi dello
svolgimento degli stessi con l’ausilio del programma MATLAB® .
Il lettore è accompagnato così alla risoluzione ed alla comprensione dei
concetti essenziali della Topografia, senza perdersi nei difficili calcoli matematici lasciati al linguaggio evoluto ed alla programmazione di MATLAB® .
L’autore

4 .

. 1. . . . . 9 1. . . . . . .4 12 1. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 1. . . . . 4 COMPENSAZIONE DI UNA RETE TRAMITE STAR*NET 137 5 ESERCIZI DI TOPOGRAFIA NON RISOLTI 159 6 APPENDICE A 169 5 . . . .1 ROTOTRASLAZIONE SENZA VARIAZIONE DI SCALA . . . . .3. .1 DISTANZA dij . . . . . . . 16 1. . . . . . . . . . . . . . .4.Indice 1 CONCETTI GEOMETRICI GENERALI 1. . . . . . . . . .3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1 7 LA SOLUZIONE DI UN’ EQUAZIONE NON LINEARE . 17 ROTOTRASLAZIONI PIANE . . 14 1. . . 40 2 TRATTAMENTO STATISTICO DELLE MISURE 49 3 GEODESIA ELLISSOIDICA 97 3. . 13 1. . .3 AZIMUTH ϑij . . . . . . . . . .2 LA SOLUZIONE DI SISTEMI DI EQUAZIONI NON LINEARI 11 1. . . .3 LINEARIZZAZIONE DELLE EQUAZIONI DI MISURA DI UNA RETE PLANIMETRICA .4. . . . . . . . . .3. .2 PSEUDODISTANZA Pij . . . . . . . . . . . . . . . . .2 39 ROTOTRASLAZIONE CON VARIAZIONE DI SCALA ISOTROPA . . . . . . . . . .3. . . . . 39 1.5 ANGOLI AZIMUTALI αijk . . . . . .3. . . . . . . . . . .4 DIREZIONI AZIMUTALI tij . 1. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1 97 SISTEMI DI RIFERIMENTO SPAZIALI . . . . . . . .

. . . . . . .2 7 GRANDEZZE ANGOLARI IN TOPOGRAFIA .6.1 195 LIBRETTI DI CAMPAGNA . . . . . . . . . 189 8 APPENDICE C 8. . . . 173 APPENDICE B 7. . . . . . . . . . . . . . . . . 195 6 . . . . . . .1 189 LA RELAZIONE TRA L’ELLISSOIDE DI ERRORE E LA MATRICE DI VARIANZA COVARIANZA. . . . .1 UNITÀ DI MISURA ANGOLARI E CONVERSIONI . . 169 6. . . . . . . . . . . . . . . . .

Capitolo 1 CONCETTI GEOMETRICI GENERALI Uno degli scopi della topografia è la rappresentazione. grandezze legate cioè al dato di posizione da relazioni matematiche. • distanze o pseudo distanze. su di un supporto cartaceo o in forma numerica. Per assolvere a questo compito è necessario: • fissare sistemi di riferimento opportuni a cui riferire le misure e la rappresentazione. Si procede quindi al rilievo di grandezze funzionali della posizione. • misurare in questi sistemi la posizione di punti significativi per la rappresentazione. Queste grandezze sono in pratica quelle che possono essere rilevate sul territorio e cioè: • angoli o direzioni angolari. ad una scala conveniente. cioè la costituzione di un elaborato cartografico che rappresenti tridimensionalmente in modo metricamente corretto l’oggetto da esaminare (in genere il territorio). Attualmente non esistono strumenti che possano assolvere alla determinazione della posizione di punti in maniera diretta. • dislivelli. 7 .

8 . unitamente a concetti di trattamento dei dati. Qui ci limiteremo a proporre esercizi che le utilizzano. le unità di misura e i sistemi di riferimento impiegati nelle scienze topografiche.Verranno nel corso di lezione trattate le procedure teoriche e strumentali che portano alla loro determinazione.

4) .1.1.2) Sia f ( x ) = 0 la soluzione cercata.1.1) Per trovare la soluzione di un’equazione non lineare f ( x ).200 = q ( X200 − X100 )2 + (Y200 − Y100 )2 (1.1 LA SOLUZIONE DI UN’ EQUAZIONE NON LINEARE Molte volte in topografia ci si trova ad operare con funzioni non lineari. allora (essendo x0 il punto di partenza e trascurando gli ordini superiori al primo) si avrà: f ( x ) = f ( x0 ) + f 0 ( x0 ) · ( x − x0 ) = 0 (1. (1.3) da cui consegue: ( x − x0 ) = − 9 f ( x0 ) f 0 ( x0 ) (1. quali ad esempio la distanza tra due punti aventi coordinate note: d100. .1.1. conviene linearizzarla troncando lo sviluppo di Taylor al primo membro procedendo poi in modo iterativo. . f ( x ) = f ( x0 ) + f 0 ( x0 ) · ( x − x0 ) + .

Tale equazione può essere scritta nella forma f ( x ) = 0.9635 4x = − % ESERCIZIO 1 % Determinare la soluzione dell’equazione x^3 = 7. %Calcolo del dx come dx = . clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window for k = 1:3 %Inizio del ciclo di iterazione (da ripetersi 3 volte) dx = -(x^3 .9635 ⇒ x3 = 1.ESERCIZIO 1 Determinare la soluzione della radice √ 3 7 = x. %Correzione della variabile x con il dx stimato x = x_new. allora si avrà: 6 x3 − 7 = =2 2 3x 3 x1 = x0 + 2 = 3 ⇒ x1 = 3 x3 − 7 = −0.74 4x = − 3x2 x2 = x1 − 0.26 x3 − 7 4x = − = −0. utilizzando gli sviluppi % di Taylor per successive iterazioni. %Visualizziamo il valore finale di x dopo le iterazioni 10 . %Il valore calcolato diventa il nuovo valore approssimato end %Fine del ciclo di iterazione disp(x).296 3x2 x3 = x2 − 0.26 ⇒ x2 = 2.f(x)/f’(x) x_new = x + dx.7)/(3*x^2).296 = 1. ovvero: x3 − 7 = 0 Sia x0 = 1 il punto di partenza.74 = 2.

. . + ∂Xn δXn − Y1  f 0 ( X 0 . . cioè il resto sia minore di una quantità paragonabile agli errori accidentali di misura). .1. . ad esempio per le reti di livellazione) le equazioni:   f (X . . X ) − Ym m 1 n 2 0 =0 (1. X0 . mentre normalmente è possibile trovare soluzione unica nel caso in cui le equazioni f siano lineari. in un piccolo intorno della soluzione che stiamo cercando. .2.2) Trascurando dunque i resti R avremo:   f 0 (X0 . . X20 . . . Xˆ n ) . X 0 . . . . + ∂Xn δXn + R1 − Y1  f 0 ( X 0 . . . X 0 ) + ∂ f m δX + ∂ f m δX + . le funzioni f j nell’intorno di valori approssimati (X10 . .1) =0 sono del tipo trascendente. . Xˆ 2 . . . + ∂ f m δX + R − Y n m n 2 1 m n 2 1 ∂X1 ∂X2 ∂Xn 1 1 n 2 =0 =0 (1. . senza sensibili errori. . + ∂ f m δX − Y n n 2 1 m n 2 1 ∂X1 ∂X2 ∂Xn 1 1 2 n che in forma matriciale sarà: 11 =0 =0 (1. cioè nell’intorno delle stime dei parametri (Xˆ 1 . X 0 ) + ∂ f m δX + ∂ f m δX + . .2. Xn0 ) utilizzando lo sviluppo di Taylor e trascurare il resto dal secondo ordine in poi (ipotizzando che R < v.   f 0 (X0 . . . .3) . X0 . . . In questo caso possiamo linearizzare. . X0 ) + ∂ f1 ∂ f1 ∂ f1 ∂X1 δX1 + ∂X2 δX2 + . . X0 ) + ∂ f1 ∂ f1 ∂ f1 ∂X1 δX1 + ∂X2 δX2 + .2. .2 LA SOLUZIONE DI SISTEMI DI EQUAZIONI NON LINEARI Nel caso di misure topografiche (salvo casi particolari. . . Si esce da questa fase di stallo facendo l’ipotesi che. . per questo non sempre la soluzione è unica. . . X ) − Y0 n 2 1 1 1  f (X . X . . . la funzione trascendente sia praticamente lineare (rispetto a quanto può fluttuare in funzione della precisione delle misure Y). X . X 0 . . .

... f m0 ( X10 . δXn = .. = 0 (1. . . Xn0 ) ∂ fm ∂X1 ∂ fm ∂X2 ..... .. .f 10 ( X10 ..i. .k misurati sulla stazione i tra il punto indietro j ed il punto avanti k. X20 .5) Infine la soluzione del sistema sarà: δX = [ A]−1 · f 1. . . ∂ f1 ∂X1 ∂ f1 ∂X2 . .6) LINEARIZZAZIONE DELLE EQUAZIONI DI MISURA DI UNA RETE PLANIMETRICA In una rete planimetrica prendiamo in considerazione cinque tipi di misure: • distanze dij tra due punti i e j • pseudo distanze Pij tra due punti i e j • direzioni azimutali tij misurate dalla stazione i verso il punto j • azimut ϑij misurati dalla stazione i sul punto j • angolo azimutale α j.... Tutte queste equazioni non sono lineari nelle incognite coordinate dei punti (di stazione ed osservati). 12 . · + . Scriviamo dunque le equazioni generatrici di queste misure ehvediamo come si linearizzano per poter calcolare la matrice i disegno [ A] = ∂f ∂X che serve a progettare la rete ed a calcolare la soluzione ai minimi quadrati.. .2. .2. Xn0 ) .. .3 0 (1.. X20 ...4) Yn Definita la matrice delle derivate parziali (matrice Jacobiana) Matrice Disegno [ A] allora in termini vettoriali la relazione anzi vista diverrà: f + [ A] · δX = Y = 0 0 (1.2. Y1 δX1 ∂ f1 ∂Xn ∂ fm ∂Xn .

7) 0 13 .3.6) 0 Mentre il termine noto vale: l = dij − q X j − Xi 2 + Yj − Yi 2  (1.2) L’equazione si linearizza intorno a quattro valori approssimati dei parametri X0 (ovvero.1) o.1.3.  ∂f = − q ∂Xi  ∂f = − q ∂Yi  ∂f = + q ∂X j  ∂f = + q ∂Yj  X j − Xi  2 2 X j − Xi + Yj − Yi (1. nella forma (1.3.3. Yi0 .1 DISTANZA dij La distanza tra i punti i e j si esprime.1. X 0j . Le derivate vanno calcolate utilizzando tali valori approssimati.3) q X j − Xi 2 + Yj − Yi 2 − dij = 0 (1. con il teorema di Pitagora: dij = q X j − Xi 2 + Yj − Yi 2 (1. i valori approssimati delle coordinate): Xi0 .3) 0  Yj − Yi  2 2 X j − Xi + Yj − Yi (1.3.4) 0  X j − Xi  2 2 X j − Xi + Yj − Yi  Yj − Yi  2 2 X j − Xi + Yj − Yi (1.5) 0 (1.3.3. Yj0 .3.

2 PSEUDODISTANZA Pij Una “pseudodistanza” è una distanza nota a meno di una costante.  ∂f = − q ∂Xi    X j − Xi Yj − Yi ∂ f  .3.9) L’equazione si linearizza anche in questo caso intorno a cinque valori approssimati dei parametri: Xi0 . Nella forma (1. vale a dire le derivate vanno calcolate utilizzando tali valori approssimati.12) .  .10)  ∂f = + q ∂X j    X j − Xi Yj − Yi ∂ f  . ∂f = 1 = − q 2  2  2 2 ∂Yi ∂τ X j − Xi + Yj − Yi X j − Xi + Yj − Yi 0 0 (1. anche zero. comune per tutte le pseudodistanze misurate dalla stessa stazione con lo stesso strumento. τ.  . X 0j .3.1.8) Con τ costante incognita. L’equazione è dunque: Pij = q ( X j − Xi )2 + (Yj − Yi )2 + τ (1. per questo termine si può partire da qualsiasi valore approssimato. Yj0 . Essendo l’equazione lineare nell’incognita τ.3) q ( X j − Xi )2 + (Yj − Yi )2 + τ − Pij = 0 (1.11) Mentre il termine noto vale: l = Pij − ( q ( X j − Xi )2 + (Yj − Yi )2 + τ )0 14 (1. Yi0 .3. ∂f = 1 = + q 2 2   2 2 ∂Yj ∂τ X j − Xi + Yj − Yi X j − Xi + Yj − Yi 0 0 (1.3.3.1.3.

13) L’equazione si linearizza attorno ai quattro valori approssimati dei parametri X0 : Xi0 .3. Yi0 .15) il termine noto. secondo la forma (1.14) ∂f =− . vale 15 . I parametri possono essere tutti incogniti o solo in parte. ∂Yi ! X j − Xi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi 0 (1.3.3) con:  arctan X j − Xi Yj − Yi  − ϑij = 0 (1.ed il punto Pj Nel secondo caso viene definito con maggiore proprietà “angolo di direzione”. ∂f =− ∂Xi Yj − Yi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ! ∂f =+ ∂X j Yj − Yi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ! 0 0 ∂f =+ .geografico o cartografico a seconda dei casi .3.1.3 AZIMUTH ϑij L’azimut è l’angolo azimutale misurato in Pi tra la direzione del nord . calcolato anch’esso nei valori approssimati.1. ∂Yj ! X j − Xi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi 0 (1. Yj0 . X 0j . L’ azimut tra i punti i e j si esprime.3.

La direzione azimutale differisce dall’azimut tra i punti i e j dell’angolo δi detto “correzione d’orientamento”. 1 Le derivate tuttavia non cambiano. l = ϑij − arctan X j − Xi Yj − Yi  (1.3. Le equazioni angolari saranno espresse in seguito in radianti. il termine noto (1.14) e (1. 1 N. dunque le (1.16) 0 Si può obiettare che l’equazione (1.B.3. Posto α = arctan(4 X/4Y ) . 200 gon esprime l’angolo piatto π 16 .3.3.3.13) vale solo nel primo quadrante.16) va corretto di π nel II e III quadrante e di 2π nel IV quadrante.3. 1.15) sono sempre corrette.4 DIREZIONI AZIMUTALI tij La direzione azimutale è l’angolo azimutale misurato in Pi tra la direzione dello zero del cerchio del teodolite ed il punto Pj .

3.5  X j − Xi Yj − Yi  (1.17) L’equazione si linearizza attorno ai valori approssimati X0 : (Xi0 . calcolato anch’esso nei valori approssimati. che possono essere tutti od in parte incogniti.18) ∂f = −1 ∂δi ∂f =+ ∂X j Yj − Yi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ! 0 (1.3.1. Yj0 .19) ∂f . ∂f =− ∂Xi Yj − Yi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ! 0 ∂f .3. Yi0 . Come si vede l’equazione coinvolge cinque parametri.20) il termine noto.22) .21) 0 ANGOLI AZIMUTALI αijk L’angolo azimutale misurato in Pj tra il punto indietro i ed il punto avanti k . secondo la forma (1.3.3.3) con  arctan X j − Xi Yj − Yi   − tij + δi = 0 (1.3.3. 17 (1. si ottiene come differenza tra le direzioni azimutali αijk = t jk − t ji È positivo cioè se misurato in senso orario. X 0j . vale: l = tij + δi0 − arctan 1. =+ ∂Yi ! X j − Xi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi 0 (1. =− ∂Yj ! X j − Xi 2 2 X j − Xi + Yj − Yi 0 (1. δi0 ).Si esprime.

Yk0 ). Si esprime. che possono essere tutti od in parte incogniti. Yj0 .Ha il vantaggio di essere indipendente dalla direzione dello zero dei cerchi. !0 (1.3. Xk0 . ∂f =− ∂Xi ∂f =+ ∂Yi Yi − Yj 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ! Xi − X j 2 2 X j − Xi + Yj − Yi 18 . Perciò (a meno che sia l’unico angolo misurabile da Pj ) si evita di usare queste equazioni generatrici e si preferisce usare le equazioni delle direzioni azimutali. secondo la forma (1.1) con arctan Xk − X j Xi − X j − arctan − αijk = 0 YK − Yj Yi − Yj (1.1.23) L’equazione si linearizza attorno ai valori approssimati X0 : (Xi0 .24) 0 .3. Come si vede l’equazione coinvolge sei parametri. Yi0 . ma ha il noto svantaggio di essere una quantità correlata con gli altri angoli azimutali misurati dalla stessa stazione. X 0j .

Yi − Yj 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ∂f = ∂X j ! + Yk − Yj 2 2 X j − Xi + Yj − Yi − 0 ! . vale:  l = αijk − arctan Xk − X j Yk − Yj   + arctan 0 19 Xi − X j Yi − Yj  (1.3.3.27) 0 . !0 (1. 0 (1.25) Xk − X j 2 2 X j − Xi + Yj − Yi ∂f = ∂Yj ! + 0 Xi − X j 2 2 X j − Xi + Yj − Yi − ∂f =+ ∂Xk ∂f =− ∂Yk ! Yk − Yj 2 2 X j − Xi + Yj − Yi 0 ! Xk − X j 2 2 X j − Xi + Yj − Yi .26) 0 il termine noto. calcolato anch’esso nei valori approssimati.3.

Questi metodi infatti aprono le porte a poter ricavare la precisione dei risultati ottenuti e al metodo dei minimi quadrati. L’equazione che lega la distanza tra i punti 100.8m ± 1cm P∼ = (2. calcolare l’ellisse d’errore associato al punto P. YP . 200 e misurate le distanze 100-P e 200-P. 200. 0)m 200 = (8.200 = p ( X100.5m ± 1cm 200 − P = 7. P e le rispettive coordinate è la seguente: d100. 2)m 100 − P = 6.INTERSEZIONE IN AVANTI DISTANZIOMETRICA Note le coordinate dei punti 100.200 − YP )2 20 . Ciò che importa però è risolvere il problema con i metodi mostrati nelle pagine precedenti. determinare la posizione del punto P sapendo il valore approssimato delle coordinate XP . 6)m Dopo lo studio della propagazione della varianza: Conoscendo che gli scarti quadratici medi (sqm) delle due distanze sono pari ad 1 cm. Ricavando analiticamente l’intersezione di tali circonferenze possono ricavarsi anche le coordinate di P (scegliendo una delle due soluzioni). 100 = (1. Le coordinate approssimate del punto P possono ricavarsi graficamente dall’intersezione delle due circonferenze con centro nei punti 100 e 200 e raggi dati.200 − XP )2 + (Y100.ESERCIZIO 2 .

tale relazione può essere linearizzata mediante lo sviluppo di Taylor fermato al primo ordine: δf f = f 0 + ( δX )4 X che in forma matriciale può essere vista come: .

.

.

.

.

.

.

.

.

f 1 .

.

f 1 .

.

a1 a2 .

.

4 X

.

0 .

.

1 1.

.

P.

.

.

2.

− .

2.

= .

1 2.

· .

.

f .

.

f 0 .

.

a2 a2 .

.

4YP .

832 .21m e f 01 . nella quale la matrice disegno è composta dai seguenti termini: a11 = ∂ f1 X −X Y −Y ∂f = 100 100 P = −0. 200 e la posizione ap- prossimata del punto P: d100 0 = d200 0 = q ( X100 − XP )2 + (Y100 − YP )2 = 6.a21 = 1 = 100 100 P = −0. f 02 rappresentano la differenza tra la distanza calcolata e quella reale: l100 = f 1 − f 01 = 0. rappresentano le distanze tra i punti 100.42m l200 = f 2 − f 02 = 0.08m q ( X200 − XP )2 + (Y200 − YP )2 = 7.555 ∂XP ∂YP d0 d0 200 d100 0 e d0 .59m .a22 = 1 = 100 200 P = −0.987 ∂XP ∂Y d0 d0 P a12 = ∂ f2 X −X ∂f Y −Y = 100 200 P = 0.164.

.

.

.

.

l .

.

4 X .

.

100 .

.

P.

.

.

= A −1

l200 .

.

4YP .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

4 X .

.

082 .608 1.−0.

.

0.42.

.

383 . 0.

.

.

.

.

.

.

.

P.

.

=.

.

.

·.

.

.

=.

.

4YP .

.

912 −0.−0.180.

.

59.0.

.

−0.487.

6.617. Le coordinate di P diventano allora: P ≡ (1.489)m 21 .

Dopo lo studio della propagazione della varianza:
Le misure indirette (le coordinate) sono legate alle misure dirette (le distanze) dalla relazione già scritta:

.

.

l .

.

4 X .

.

100 .

.

P.

− 1 = A .

.

⇒ .

.

.

l200 .

.

4YP .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

X .

.

X˜ .

.

4 X .

.

X˜ .

.

d − d100 .

.

P.

.

P.

.

.

P

P

100 0 .

.

.

= .

.

+.

.

.

= .

.

+ A −1 .

.

YP .

.

Y˜ P .

.

4YP .

.

Y˜ P .

.

.

le costanti additive o sottrattive si eliminano.YP = A−1 Cd100 .d200 − d200 0 Differenziando.d200 ( A−1 )T . per tale motivo CXP .

.

.

1540 0.0360.0.

.

.

= 10−3 .

.

.

0865.0360 0.0.

30cm σI I =0. CXP .84cm Mentre l’inclinazione dell’ellisse d’errore è pari a: α= 1 2 arctan  2σXY σY2 −σX2  = −26.24cm σY = 0.I I σX2 +σY2 2 ± 1 2 q 2 (σX2 − σY2 )2 + 4σXY σI =1.YP σX = 1.93cm I semiassi principali dell’ellisse valgono quindi: 2 = σI.03gon 22 .

%Distanza approssimata %tra 100 e P [m] D200_P_0 = sqrt((V200(1) .manzino.VP(1))^2 + (V100(2) .8.VP(2))^2). VP = [2 6]. D100_P = 6.VP(1))/D100_P_0.% ESERCIZIO 2 % % Linearizzazione delle distanze di una rete planimetrica % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . %Coordinate vertice 100 [m] %Coordinate vertice 200 [m] %Coordinate vertice P (approssimate) [m] %Distanza misurata tra 100 e P [m] %Distanza misurata tra 200 e P [m] %sqm distanza misurata [m] %sqm distanza misurata [m] % Svolgimento D100_P_0 = sqrt((V100(1) .VP(2))/D100_P_0.1) = D100_P . L(2. %Elemento (2. %sqm della coordinata Y del vertice P [m] s_XY = C(1.D200_P_0.VP(2))/D200_P_0.2) = (V200(2) .5. s_D200_P = 0.VP(1))/D200_P_0.VP(1))^2 + (V200(2) .1) = D200_P .1) della matrice A A(2. %Applicazione degli scarti [m] disp(VP_NUOVO). %Termine noto (scarto tra le distanze 100-P) [m] %Termine noto (scarto tra le distanze 200-P) [m] DELTA = inv(A)*L.deagostino)@polito. %sqm della coordinata X del vertice P [m] s_Y = sqrt(C(2.2)).DELTA(1).2) della matrice A L(1. V200 = [8 2].1) della matrice A A(1. %Distanza approssimata %tra 200 e P [m] A(1.D100_P_0.VP(2))^2).1) = (V100(1) .DIATI % (ambrogio.2) = (V100(2) .2) della matrice A A(2.1) = (V200(1) .01.2).01. D200_P = 7.DELTA(2).1)). 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input V100 = [1 0]. %Covarianza delle coordinate del vertice P [m] %%CONTINUA%% 23 . VP_NUOVO(2) = VP(2) . %Elemento (2. %Calcolo degli scarti sulla posizione [m] % Soluzione VP_NUOVO(1) = VP(1) . %Elemento (1.mattia. 0 s_D200_P^2]. %Propagazione sulle coordinate del vertice P s_X = sqrt(C(1.it % (C) Politecnico di Torino. %Matrice di var-covar delle distanze C = inv(A) * Cd * inv(A)’. s_D100_P = 0. %Elemento (1. % Applicazione propagazione varianza-covarianza Cd = [s_D100_P^2 0.

1/2 * sqrt((s_X^2 .s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)). % Semiasse secondario dell’ellisse d’errore [m] s_II = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 . 24 .s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)).s_X^2)) * 200/pi.% Semiasse principale dell’ellisse d’errore [m] s_I = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 + 1/2 * sqrt((s_X^2 . % Inclinazione dell’ellisse d’errore [gon] alfa = 1/2 * atan((2*s_XY)/(s_Y^2 .

200 e 300 e misurati gli angoli α1 . che esula dai nostri scopi.18) m 200 ≡ (−2814.8511 gon ± 1mgon α2 = 21. 4262. e che si basa sulla costruzione delle circonferenze che hanno come corde i lati (100-300).28) m Le quantità misurate valgono: α1 = 33. 2139.0723 gon ± 1mgon Mentre le coordinate approssimate del punto P valgono: P∼ = (−4618.65) m 300 ≡ (−2623. 3265) m Dopo lo studio della propagazione della varianza: Noto lo sqm delle direzioni (1 mgon). 2931. Le coordinate approssimate di P si ricavano con una procedura grafica complessa. determinare la posizione del punto P sapendo il valore approssimato delle coordinate XP . Scriviamo così il seguente sistema di equazioni:  X200 − XP α1 − arctan + π + arctan Y200 − YP   X300 − XP α2 − arctan + π + arctan Y300 − YP  25 X100 − XP =0 Y100 − YP X200 − XP +π = 0 Y200 − YP .ESERCIZIO 3 -INTERSEZIONE ANGOLARE INVERSA Note le coordinate dei punti 100. e come angoli al vertice rispettivamente i valori (α1 + α2 ).93. (α1 ) ed (α2 ). α2 . YP . ricavare i parametri dell’ellisse d’errore associato al punto P.56. Le coordinate dei punti noti valgono: 100 ≡ (−1876. (100-200) e (200-300).68.

200P e 300P calcolate con i valori delle coordinate approssimate di P: 2 100P =( X100 − XP )2 + (Y100 − YP )2 = 8509861.a2 = − =− = 2 2 2 2 ∂XP ∂YP 300P 200P 300P 200P a11 = dove i termini a denominatore indicano il quadrato della distanza tra i punti 100P.a1 = − 100 2 P =− = 2 2 2 ∂XP ∂Y P 200P 200P 100P 100P Y − Y X ∂ f Y − Y ∂ f X − X 200 200 − X P 2 300 2 300 P 2 P P a12 = + .5317318 − 0.781m2 Sostituendo i valori nelle espressioni precedenti si avrà: a11 = +2.3310646rad I termini noti valgono: l1 = α1 − α10 = 0.1413 · 10−4 a12 = +1.648m2 2 300P =( X300 − XP )2 + (Y300 − YP )2 = 5244557.5316802rad α20 = 0.226m2 2 200P =( X200 − XP )2 + (Y200 − YP )2 = 3362183.0000617rad Le derivate parziali che costruiscono la matrice disegno valgono ∂ f1 ∂ f1 X −X Y200 − YP Y100 − YP 2 X200 − XP + .0000516rad l2 = α2 − α20 = 0.5601 · 10−4 Una volta determinato il valore delle funzioni l1 .α20 .3310646 = −0.3310029 − 0. il sistema di equazioni linearizzato in forma matriciale sarà: . l2 .5316802 = +0. derivati per differenza tra gli angoli azimutali ricavati dalle coordinate approssimate di P valgono: α10 = 0.1549 · 10−4 a22 = −1.1631 · 10−4 a21 = +2.Gli angoli α10 .

.

.

.

.

.

.

−5.158 · 10−5 .

.

1413 · 10−4 .2.1631 · 10−4 2.

.

4 X .

.

.

.

.

.

P.

.

.

.

=.

.

·.

.

162 · 10−5 . 6.

.

5601 · 10−4 .1549 · 10−4 −1.1.

.

4YP .

.

.

.

.

.

.

.

a1 a2 .

.

4 X .

.

l .

.

1 1.

.

.

1.

P.

.

.

1 2 .

·.

.

.

= .

a2 a2 .

.

4YP .

.

l2 .

Invertendo la matrice disegno si ha: 26 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

4 X .

.

90 .83 3691.2689.

.

16 · 10−5 . 5.

.

08875.−0.

.

.

.

.

.

.

.

P.

.

.

=.

.

.

·.

.

=.

.

4YP .

.

21 −3729.66.1991.

.

17 · 10−5 .−6.

.

0.33253 .

33) m Dopo lo studio della propagazione della varianza: Come per l’esercizio precedente si può ricavare la matrice di varianzacovarianza delle coordinate di P: CXP YP = A−1 Cα1 α2 A−1 T Essendo 1 mgon = 1.089. si ottiene: CXP YP . 3265. 571 · 10−5 in radianti. Le coordinate compensate risulteranno quindi P ≡ (−4618.

.

.

0020. 0.0051 −0.

.

.

=.

.

.

−0.0043 .0020 0.

6mm I semiassi principali dell’ellisse valgono: 2 = σI.I I σX2 +σY2 2 ± 1 2 q 2 (σX2 − σY2 )2 + 4σXY σI =8.40gon 27 .2mm L’inclinazione dell’ellisse vale: α= 1 2 arctan  2σXY σY2 −σX2  = 0.3mm σI I =5. σX = 7.2mm σY = 6.6975 = 44.

2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati V100 = V200 = V300 = VP = A1 = A2 = s_A1 = s_A2 = di input [-1876. % Elemento (2.2) della matrice A A(1.VP(1))^2 + (V300(2) . [-2814. 0. % Elemento (1.DIATI % (ambrogio. % Angolo appros.VP(1))^2 + (V200(2) . % Distanza approssimata tra 200 e P [m] D200_P_0 = sqrt((V200(1) .68 2139. [-4618 3265].VP(1))^2 + (V100(2) .VP(2))^2).it % (C) Politecnico di Torino.V200(2)-VP(2)) . % Distanza approssimata tra 300 e P [m] D300_P_0 = sqrt((V300(1) . 1 [rad] A1_0 = atan2(V200(1)-VP(1).1) della matrice A A(1.001.atan2(V100(1)-VP(1).56 4262.atan2(V200(1)-VP(1).VP(2))^2).18].93 2931.1) = -(V300(2)-VP(2))/(D300_P_0^2) + (V200(2)-VP(2))/(D200_P_0^2).V300(2)-VP(2)) . 0.8511.28].2) = (V200(1)-VP(1))/(D200_P_0^2) .mattia.(V100(1)-VP(1))/(D100_P_0^2). %% CONTINUA %% 28 . % Distanza approssimata tra 100 e P [m] D100_P_0 = sqrt((V100(1) . 33.manzino.1) della matrice A A(2.% ESERCIZIO 3 % % Linearizzazione delle direzioni azimutali di una rete planimetrica % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .deagostino)@polito. % Elemento (1. [-2623. 21.0723.V200(2)-VP(2)).VP(2))^2).V100(2)-VP(2)). %Coordinate vertice 100 [m] %Coordinate vertice 200 [m] %Coordinate vertice 300 [m] %Coordinate vertice P (approssimate) [m] %Angolo 1 [gon] %Angolo 2 [gon] %sqm direzione azimutale [gon] %sqm direzione azimutale [gon] % Svolgimento % Angolo appros. 2 [rad] A2_0 = atan2(V300(1)-VP(1).65].001.1) = -(V200(2)-VP(2))/(D200_P_0^2) + (V100(2)-VP(2))/(D100_P_0^2).

A1_0.1)).2) della matrice A A(2.DELTA(1). L(1.1/2 * sqrt((s_X^2 . % Applicazione propagazione varianza-covarianza Ca = [(s_A1*pi/200)^2 0.% Elemento (2. 29 . %Calcolo degli scarti sulla posizione [m] % Soluzione VP_NUOVO(1) = VP(1) . 0 (s_A2*pi/200)^2]. %sqm della coordinata Y del vertice P [m] s_XY = C(1. % Semiasse secondario dell’ellisse d’errore [m] s_II = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 . %Matrice di var-covar degli angoli C = inv(A) * Ca * inv(A)’. %Covarianza delle coordinate del vertice P [m] % Semiasse principale dell’ellisse d’errore [m] s_I = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 + 1/2 * sqrt((s_X^2 . VP_NUOVO(2) = VP(2) .(V200(1)-VP(1))/(D200_P_0^2). %Propagazione sulle coordinate del vertice P s_X = sqrt(C(1. % Inclinazione dell’ellisse d’errore [gon] alfa = 1/2 * atan((2*s_XY)/(s_Y^2 .1) = A1*pi/200 .A2_0. %sqm della coordinata X del vertice P [m] s_Y = sqrt(C(2.s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)). %Applicazione degli scarti [m] disp(VP_NUOVO).s_X^2)) * 200/pi.2)).2).2) = (V300(1)-VP(1))/(D300_P_0^2) . L(2. %Termine noto (scarto tra gli angoli A1) [rad] %Termine noto (scarto tra gli angoli A2) [rad] DELTA = inv(A)*L.s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)).1) = A2*pi/200 .DELTA(2).

300 = 56.00m ± 1cm α200.300 − arctan + arctan = −0.10.100.001258402rad Y300 − Y100 Y200 − Y100 l1 = d100.60. 200 ≡ (690.312 = 0.50) m 300 ≡ (200. 300.200 − I termini della matrice disegno valgono: 30 . ricavare le coordinate del punto 100 e le caratteristiche dell’ellisse d’errore.200 ) e di un angolo (α200.300 − arctan XY300 300 −Y100 200 −Y100 I termini noti valgono: q 2 2 X200 − X˜ 100 + Y200 − Y˜100 = 519 − 518.100.300 ).100.100.200 − q ( X200 − X100 )2 + (Y200 − Y100 )2 = 0   − X100 − X100 + π + arctan XY200 +π = 0 α200. 160.RETE PLANIMETRICA: INTERSEZIONE MISTA Note le coordinate di due punti (200 e 300) e le misure di una distanza (d100.003gon ± 1mgon 100 ∼ = (447.ESERCIZIO 4 .20) m d100. è possibile esprimere le misure della distanza e dell’angolo come funzioni f ( x ) = 0: d100.200 = 519. 758) m Innanzitutto.688m X300 − X100 X200 − X100 l2 = α200.

200 a21 = ∂ f1 ∂Y1 ∂ f2 ∂Y1 X300 − X100 2 100.200 .300 = = Y100 −Y200 d100.200 − X200 − X100 2 100.300 a22 = 100.a11 = ∂ f2 ∂X1 a12 = ∂ f1 ∂X1 = X100 − X200 d100.200 Y200 −Y100 = − Y300 −Y100 2 + 2 100.

.

.

882673 .−0.469987 0.

.

.

A=.

.

.

−0.001496.000274 −0.

.

.

.

0.0861.

.

.

X = A −1 l = .

.

.

0.8254.

758. P ≡ (447.086. Dopo lo studio della propagazione della varianza: La matrice di varianza covarianza delle coordinate vale: CXY = A−1 Cdα A−1 CXY T .825) Alla seconda iterazione le coordinate cambiano di solo 1 mm.

.

.

0.0687.4659 0.

.

.

= 10−3 .

.

.

0694.0.0687 0.

I I = σX2 +σY2 2 ± 1 2 q 2 (σX2 − σY2 )2 + 4σXY σI =2.19cm σI I =0.76cm α= 1 2 arctan  2σXY σY2 −σX2  = −10.16cm σY = 0.61gon 31 .83cm I semiassi principali e l’inclinazione dell’ellisse d’errore valgono: 2 σI. Pertanto gli sqm delle due coordinate sono: σX = 2.

V100 = [447 758].V200(2))^2).V300(2)-V100(2))+ -atan2(V200(1)-V100(1).50]. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input V200 = [690.A1_0.01.V200(1))/D100_200_0.V300(2))^2).V200(2))/D100_200_0.1) della matrice A A(1.20]. %Termine noto (scarto tra le distanze 100-200) [m] %Termine noto (scarto tra gli angoli A1) [rad] DELTA = inv(A)*L.DIATI % (ambrogio.mattia. D100_200 = 519.D100_200_0.00.1) = -(V300(2)-V100(2))/(D100_300_0^2) + (V200(2)-V100(2))/(D100_200_0^2). %Distanza approssimata tra 100 e 300 [m] D100_300_0 = sqrt((V100(1) .001. %Angolo approssimato 1 [rad] A1_0 = atan2(V300(1)-V100(1).003. %Elemento (2.it % (C) Politecnico di Torino.1) della matrice A A(2. %Elemento (2.1) = A1*pi/200 . s_A1 = 0.2) della matrice A A(1. V300 = [200.1) = (V100(1) . A1 = 56.2) = (V100(2) .V300(1))^2 + (V100(2) . %Coordinate vertice 200 [m] %Coordinate vertice 300 [m] %Distanza misurata tra i punti 100 e 200 [m] %Angolo tra i vertici [gon] %Coordinate approssimate del vertice 100 [m] %sqm distanza tra 100 e 200 [m] %sqm angolo [gon] %Svolgimento %Distanza approssimata tra 100 e 200 [m] D100_200_0 = sqrt((V100(1) .% ESERCIZIO 4 % % Linearizzazione di distanze ed angoli di una rete planimetrica % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .60 300.deagostino)@polito. L(2. %Elemento (1. %Calcolo degli scarti sulla posizione [m] %% CONTINUA %% 32 .manzino.V200(1))^2 + (V100(2) . %Elemento (1.V200(2)-V100(2))+2*pi.1) = D100_200 .2) della matrice A A(2.10 160. L(1.2) = (V300(1)-V100(1))/(D100_300_0^2) . s_D100_200 = 0.(V200(1)-V100(1))/(D100_200_0^2).

%Applicazione propagazione varianza-covarianza Cda = [(s_D100_200)^2 0. %Propagazione sulle coordinate del vertice 100 s_X = sqrt(C(1.2).s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)).s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)).s_X^2)) * 200/pi.2)). %Semiasse secondario dell’ellisse d’errore [m] s_II = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 . %sqm della coordinata Y del vertice 100 [m] s_XY = C(1. %Applicazione degli scarti disp(V100_NUOVO).1)). %Matrice di var-covar degli angoli C = inv(A) * Cda * inv(A)’.DELTA(1).1/2 * sqrt((s_X^2 . %Covarianza delle coordinate del vertice 100 [m] %Semiasse principale dell’ellisse d’errore [m] s_I = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 + 1/2 * sqrt((s_X^2 . V100_NUOVO(2) = V100(2) . %Inclinazione dell’ellisse d’errore [gon] alfa = 1/2 * atan((2*s_XY)/(s_Y^2 . %sqm della coordinata X del vertice 100 [m] s_Y = sqrt(C(2. 33 .%Soluzione V100_NUOVO(1) = V100(1) . 0 (s_A1*pi/200)^2].DELTA(2).

il sistematismo τ e le caratteristiche dell’ellisse d’errore associato alle coordinate. con il segmento che unisce i loro centri. due a due. 34 . Graficamente si possono stimare le coordinate del punto 400 tracciando tre circonferenze con centro in 100.ESERCIZIO 5 . delle circonferenze. 7) m e le misure di tre pseudodistanze: 100 P400 ≡ 3m ± 1cm 200 P400 ≡ 4m ± 1cm 300 P400 ≡ 6m ± 1cm ricavare le coordinate del punto 400. 200 e 300 e raggi uguali alle tre pseudo distanze. Se tutte le circonferenze si intersecano ciascuna in due punti. essendo il problema lineare in τ. costruisce un triangolo. significa che le pseudodistanze sono minori delle distanze. Se le circonferenze non si intersecano. 2) m 300 ≡ (4. Il baricentro di questo triangolo (intersezione delle mediane) mostra la posizione approssimata del punto 400. In tal caso il valore approssimato si determina trovando le due intersezioni delle circonferenze non intersecantesi. 0) m 200 ≡ (8. 1) m τ = 0m quest’ultimo valore può essere scelto a caso. L’incrocio.LINEARIZZAZIONE DI PSEUDODISTANZE DI UNA RETE PLANIMETRICA Note le coordinate di tre punti: 100 ≡ (1. Partiamo dai valori approssimati: 400 ∼ = (4. La posizione approssimata è la mezzeria di tale segmento. significa che le pseudodistanze sono maggiori delle distanze.

100 P400 200 P400 300 P400 − − − q ( X100 − X400 )2 + (Y100 − Y400 )2 − τ = 0 q ( X200 − X400 )2 + (Y200 − Y400 )2 − τ = 0 q ( X300 − X400 )2 + (Y300 − Y400 )2 − τ = 0 I termini noti valgono: l1 = −0.24254 a32 = X300 − X400 2 ( X300 − X400 ) + (Y300 − Y400 ) 2 Y300 − Y400 a23 = ∂ f3 =q ∂Y4 a33 = ∂ f3 = −1 ∂τ ( X300 − X400 )2 + (Y300 − Y400 )2 =0 =1 È quindi possibile risolvere il sistema.97104 = 0.31623 a31 = a22 = ∂ f2 =q ∂Y4 X200 − X400 2 ( X200 − X400 ) + (Y200 − Y400 ) 2 Y200 − Y400 ( X200 − X400 )2 + (Y200 − Y400 )2 ∂ f2 = −1 ∂τ ∂ f3 =q a13 = ∂X4 = 0.1623 m l2 = −0.1231 m l3 = 0 m La matrice disegno è composta dai seguenti termini: a11 = ∂ f1 =q ∂X4 a21 = ∂ f1 =q ∂Y4 X100 − X400 ( X100 − X400 )2 + (Y100 − Y400 )2 Y100 − Y400 ( X100 − X400 )2 + (Y100 − Y400 )2 ∂ f1 = −1 ∂τ ∂ f2 =q a12 = ∂X4 = −0.94868 = −0. in maniera analoga a quanto fatto negli esercizi precedenti: 35 .Le equazioni delle pseudodistanze possono essere espresse nella forma f ( x ) = 0.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

X4 .

.

0196 . 4.

.

4 X4 .

.

−0.0196.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

4Y4 .

= .

0.1374 .

⇒ .

Y4 .

= .

0.8626 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

τ .

.

1374.−0.

.

4τ .

.

0.1374 .

CXX . Dopo lo studio della propagazione della varianza: La matrice di varianza covarianza dei tre parametri incogniti vale:  T CXX = 10−4 A−1 I A−1 La matrice di varianza covarianza delle misure dirette (pseudo distanze) vale infatti 10−4 m2 per la matrice identità.

.

.

9828 −1.5755 −3.6.1827.

.

.

.

.

= 10−5 .

2541 .870 4. 13.

.

.

.

6384 . simm 4.

I I σX2 +σY2 2 ± 1 2 q 2 (σX2 − σY2 )2 + 4σXY σI =0. relativa alle coordinate del punto 400.4gon 36 . Si ricava perciò: σ( X4 ) = ±0.012m σI I =0.007m Estraendo dalla matrice la sottomatrice di dimensione due. è possibile trovare i parametri dell’ellisse d’errore.007m L’inclinazione vale: α= 1 2 arctan  2σXY σY2 −σX2  = −0. In particolare: 2 = σI.008m σ(Y4 ) = ±0.41468rad = −26.012m σ(τ ) = ±0.

%Pseudodistanza misurata tra i punti 100 e 400 [m] D200_400 = 4.V400(2))^2). A(1. %Distanza approssimata tra 100 e 400 [m] D200_400_0 = sqrt((V200(1) .V400(2))/D200_400_0.V400(1))^2 + (V300(2) . %Coordinate vertice 200 [m] V300 = [4 7].1) (3.D200_400_0.3) (3.3) A(2.01. = (V300(1) = (V300(2) = -1. %Coordinate vertice 400 (approssimate) [m] D100_400 = 3.deagostino)@polito.1) (1.% ESERCIZIO 5 % % Linearizzazione di pseudodistanze di una rete planimetrica % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .V400(1))/D300_400_0.01.01.3) A(3.2) A(1.V400(1))/D200_400_0.1) A(1.it % (C) Politecnico di Torino. = (V200(1) = (V200(2) = -1.1) = D100_400 .1) = D200_400 .V400(2))^2).2) A(2.V400(2))/D100_400_0.3) della della della della della della della della della matrice matrice matrice matrice matrice matrice matrice matrice matrice A A A A A A A A A %Termine noto (scarto tra le distanze 100-400) [m] %Termine noto (scarto tra le distanze 100-400) [m] %Termine noto (scarto tra le distanze 100-400) [m] DELTA = inv(A)*L.DIATI % (ambrogio. L(1.1) A(2. . .V400(2))/D300_400_0.mattia.2) (3.2) (1.2) A(3.V400(2))^2). %sqm pseudodistanza tra 100 e 400 [m] s_D300_400 = 0. %Distanza approssimata tra 100 e 400 [m] D300_400_0 = sqrt((V300(1) . .3) (2.1) = D300_400 . L(2. %Pseudodistanza misurata tra i punti 100 e 400 [m] D300_400 = 6. %Elemento %Elemento %Elemento %Elemento %Elemento %Elemento %Elemento %Elemento %Elemento (1.2) (2.V400(1))^2 + (V200(2) .1) A(3. %Coordinate vertice 300 [m] V400 = [4 1]. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input V100 = [1 0]. %Coordinate vertice 100 [m] V200 = [8 2]. .D300_400_0. %sqm pseudodistanza tra 100 e 400 [m] s_D200_400 = 0.3) = (V100(1) = (V100(2) = -1. %Calcolo degli scarti sulla posizione [m] %% CONTINUA %% 37 .manzino. . %sqm pseudodistanza tra 100 e 400 [m] %Svolgimento %Distanza approssimata tra 100 e 400 [m] D100_400_0 = sqrt((V100(1) . L(3. %Pseudodistanza misurata tra i punti 100 e 400 [m] s_D100_400 = 0.D100_400_0. .V400(1))/D100_400_0.1) (2.V400(1))^2 + (V100(2) .

s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)). V400_NUOVO(2) = V400(2) . % Inclinazione dell’ellisse d’errore [gon] alfa = 1/2 * atan((2*s_XY)/(s_Y^2 .3)). % Semiasse secondario dell’ellisse d’errore [m] s_II = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 . %Applicazione degli scarti disp(V400_NUOVO).s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)). C = inv(A) * Cd * inv(A)’. %sqm della coordinata X del vertice 400 [m] s_Y = sqrt(C(2.s_X^2)) * 200/pi.1/2 * sqrt((s_X^2 .DELTA(2).DELTA(3).2). %Applicazione propagazione varianza-covarianza %Matrice di var-covar degli angoli Cd = [(s_D100_400)^2 0 0. %Propagazione sulle coordinate del vertice 400 s_X = sqrt(C(1. 0 0 (s_D300_400)^2]. disp(tau). s_XY = C(1.2)).%Soluzione V400_NUOVO(1) = V400(1) . 38 . tau = 0 . %Covarianza delle coordinate del vertice 400 [m] % Semiasse principale dell’ellisse d’errore [m] s_I = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 + 1/2 * sqrt((s_X^2 .1)).DELTA(1). 0 (s_D200_400)^2 0. %sqm della coordinata Y del vertice 400 [m] s_tau = sqrt(C(3.

Supponiamo di voler eseguire la trasformazione da un sistema locale (O1 .1. La trasformazione si può effettuare noti 3 parametri: la rotazione α e le due traslazioni (E0 . N0 ) dell’origine del sistema locale. Y) ad uno globale (O. X.4 ROTOTRASLAZIONI PIANE Si analizzano in particolare i seguenti casi: • rototraslazione senza variazione di scala (trasformazione congruente) • rototraslazione con variazione di scala isotropa (trasformazione affine particolare) 1. E. Con riferimento alla figura le trasformazioni possono essere espresse mediante le: Trasformazione da sistema locale a globale: .1 ROTOTRASLAZIONE SENZA VARIAZIONE DI SCALA Risulta dalla combinazione dei due casi precedenti. N) e che gli assi di detti sistemi siano tra loro ruotati e traslati.4.

.

.

0.

.

.

.

.

.

X .

.

X .

.

cos α sin α .

.

X 0 .

.

P.

.

0.

.

.

.

P.

.

.

= .

0.

+.

.

.

.

.

YP .

.

Y0 .

.

− sin α cos α.

.

YP0 .

4. (1.1) Trasformazione da sistema globale a locale: .

0.

.

.

.

.

.

X .

.

cos α − sin α.

.

X − X 0 .

.

P.

.

.

.

P 0.

.

0.

=.

.

.

.

.

YP .

.

sin α cos α .

.

YP − Y00 .

4. 39 (1.2) .

1. Per effettuare questa trasformazione è allora necessario conoscere 4 parametri e precisamente. i tre precedenti più un fattore di scala λ.4.2 ROTOTRASLAZIONE CON VARIAZIONE DI SCALA ISOTROPA La trasformazione è analoga a quella precedente ma contempla il caso che i due sistemi di riferimento siano in una scala diversa. In notazione matriciale la trasformazione da sistema locale a globale si può esprimere come: .

.

.

0.

.

.

.

.

.

X .

.

X .

.

cos α sin α .

.

X 0 .

.

P.

.

0.

.

.

P.

.

.

.

= .

0.

+λ.

.

.

.

.

YP .

.

Y0 .

.

− sin α cos α.

.

YP0 .

4.3) e quella inversa (da sistema globale a locale): . (1.

.

.

.

.

0.

.

cos α − sin α.

.

X − X 0 .

.

X .

.

.

.

.

P.

P 0.

.

.

.

0 .

= λ −1 .

0 .

.

sin α cos α .

.

YP − Y0 .

.

YP .

α può essere linearizzato semplicemente sostituendo: a = λ cos α b = λ sin α (1.7) È necessario disporre di almeno 4 equazioni. o da stiramenti del supporto cartaceo o ancora dalla propagazione degli errori nelle misure.4) Molto spesso il fattore di scala risulta essere dovuto a deformazioni indotte nell’elaborato cartografico dal tipo di rappresentazione. Rica40 .4. con una procedura a ritroso. a partire da un numero sufficiente di punti noti nei due sistemi di riferimento.Y0 .4. b: 0 0 0 0 X0 + aXP + bYP − XP = 0 Y0 + aYP − bXP − YP = 0 (1. Il sistema 0 0 X0 + λXP cos α + λYP sin α − XP = 0 0 0 Y0 − λXP sin α + λYP cos α − YP = 0 (1. è utile invece stimare i parametri della trasformazione. derivanti dalla conoscenza di almeno due punti di coordinate note nei due sistemi di riferimento. In alcuni casi.6) Per risolvere il sistema nei quattro parametri incogniti X0 .5) Nelle incognite X0 . (1. Y0 .4.4.λ. a.

41 .vati i 4 parametri si può risalire all’angolo α e al fattore di scala λ mediante le: λ= p a2 + b2 α = arctan b a (1.8) I modelli di trasformazione possono essere ulteriormente ampliati. Non vengono in questa sede affrontate le trasformazioni affini (5 e 6 parametri) e omografiche (7 e 8 parametri).4. introducendo ulteriori parametri che modellizzano effetti più complessi di cambio di sistema di riferimento e deformazioni eventuali.

è sufficiente sottrarre a queste coordinate ( Xg . Possiamo portarci in un sistema di riferimento baricentrico sia per le coordinate (X. Y) che per le coordinate (E.21m n100 = −n200 = −110.085m 2 Le coordinate nel sistema baricentrico le indicheremo (x.61m N200 = 1638.ESERCIZIO 6 Su un monitor si leggono le coordinate (in pixel) di quattro punti di una mappa nel suo sistema di riferimento locale. Si ha quindi: x100 = − x200 = −48pixels y100 = −y200 = −117. Lo sqm di lettura sullo schermo è di un pixel: X100 = 120pixels X200 = 216pixels Y100 = 86pixels Y200 = 321pixels X300 = 150pixels X400 = 392pixels Y300 = 412pixels Y400 = 50pixels Le coordinate dei punti 100 e 200 sono pure note in un sistema di riferimento cartografico (globale) ed ipotizzate prive di errore. dove: Xg = Eg = ( X100 + X200 ) 2 ( E100 + E200 ) 2 = 168pixels = 1276. 400 nel sistema carta.56m Si vogliono ricavare i parametri della trasformazione da sistema locale a globale e le coordinate dei punti 300.5pixels 2 ( N100 + N200 ) = 1528. N).59m N100 = 1417. n).475m e100 = Il sistema può essere scritto in coordinate baricentriche nella forma: e0 + ax + by − e = 0 n0 − bx + ay − n = 0 42 . Ng ).17m E200 = 1338. E100 = 1214. Yg ). ( Eg . y) ed (e.38m Yg = Ng = (Y100 +Y200 ) = 203.5pixels −e200 = −62.

Con i due punti noti in entrambi i sistemi si può scrivere il sistema di quattro equazioni in quattro incognite: .

.

.

.

e .

.

x .

100 .

.

100 .

.

.

.

e200 .

.

x200 .

.

.

.

n .

= .

y .

100 .

.

100 .

.

.

.

n200 .

.

y200 .

.

.

.

.

e .

.

a.

.

100 .

.

.

.

.

.

.

.

e200 .

.

.

.

.

= A.

b .

.

n .

.

e .

.

100 .

.

0.

.

.

.

.

.

n200 .

.

n0 .

y100 y200 − x100 − x200 .

.

.

1 0.

.

.

.

a .

.

.

.

.

1 0.

.

.

.

b .

.

· 0 1.

.

.

.

e0 .

.

.

.

.

0 1.

.

n0 .

Invece di risolvere semplicemente il sistema in questo modo .

.

.

.

.

a.

.

e .

.

.

.

100 .

.

.

.

.

.

b.

.

e200 .

− 1 .

.

=A .

.

.

e .

.

n .

.

0.

.

100 .

.

.

.

.

.

n0 .

.

n200 .

ad esempio la prima e la terza o la prima e la quarta. e quella delle ultime due ci forniscono: e0 = n 0 = 0 Il sistema di quattro equazioni si è ridotto ad un sistema di due equazioni in due incognite. Nel sistema baricentrico. sappiamo che: x100 = − x200 y100 = −y200 e100 = −e200 n100 = −n200 La somma delle prime due equazioni. Possiamo sfruttare le sole due equazioni indipendenti. . proviamo ad osservare bene la prima e la seconda equazione. la terza e la quarta.

.

.

.

.

.

.

x .

.

a.

.

e .

y .

100 .

.

100 100 .

.

.

.

.

.

.

.

= .

.

y200 − x200 .

.

b.

.

n200 .

43 .

e numericamente: .

.

.

.

.

.

.

5. −48 −117.

.

a.

.

21 . −62.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

= .

.

.

117.5 −48 .

.

b.

.

110.475.

1245713133 da cui si ricavano: λ = 0. Si può risolvere il sistema o invertire la matrice dei coefficienti e moltiplicarla per il vettore dei termini noti.99889946502 α= 7. In ogni caso si ricavano i valori: a = 0.959917gon Le coordinate dei punti 300 e 400 sono ricavabili dalle coordinate baricentriche: .9911014727 b = 0.

.

.

.

.

.

.

.

.

e .

.

e .

.

a b.

.

x .

.

.

.

.

.

.

0.

.

.

.

.

.

.

= .

.

+.

.

n .

.

n0 .

.

− b a .

.

y .

Con (e0 . n) ed (x. in un sistema qualsiasi: . ricordando cosa valgono (e. Da questa. n0 ) uguali a zero. y) si ricava anche.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

X .

.

E .

.

E .

.

a b.

.

X − X .

.

E .

.

X.

.

X.

.

E .

g.

.

.

.

g.

.

g.

.

.

.

g.

.

.

.

.

.

.

0.

= + = − B + B + B = .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

N .

.

Ng .

.

−b a.

.

Y − Yg .

.

Ng .

.

Yg .

.

Y .

.

N0 .

.

Y .

b. | {z } Questa formula mette in evidenza la dipendenza delle coordinate globali dalle coordinate locali attraverso la matrice B. La stessa formula può essere scritta mettendo invece in evidenza la dipendenza del risultato dai quattro parametri stimati: (a. e0 . sottolineati dalla parentesi graffa. n0 ) . I termini in grassetto. N0 ). rappresentano le traslazioni nel sistema globale che avevamo chiamato (E0 .

.

.

.

.

.

E .

.

E .

.

X − X g .

.

.

g.

.

.

.

= .

.

+.

.

N .

.

Ng .

.

Y − Yg .

.

.

.

.

a.

.

a.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

b.

.

.

Y − Yg 1 0.

.

b .

 .

.

.

= D .

.

.

.

− X − X g 0 1 .

.

e0 .

.

e0 .

.

.

.

.

.

n0 .

.

n0 .

44 .

b. Ca. basata sull’applicazione del metodo dei minimi quadrati.B. Vedremo tuttavia che anche in quel caso sarà comodo riferirsi ad un sistema baricentrico. quando si hanno a disposizioni ad esempio tre o più punti di coordinate note in entrambi i sistemi.e0 .97m E400 = 1479.Per ricavare le coordinate globali dei punti 300 e 400 misurati sullo schermo basta inserire i valori numerici e si ottiene: E300 = 1284. In tal caso occorre seguire la tecnica statistica di risoluzione.05m N.51m N300 = 1736.27m N400 = 1348. Dopo lo studio della propagazione della varianza: Facendo l’ipotesi che lo sqm delle coordinate locali sia di un pixel (matrice di varianza covarianza unitaria) si può ricavare la matrice di varianza covarianza delle quatto incognite (delle quali due sono nulle nel sistema baricentrico).n0 = A−1 . Tale modo di risolvere il problema non è più valido nel caso in cui il numero di misure superi il numero di incognite.

.

.

1036 · 10−5 0 0 0 .3.

.

.

.

.

−5 .

T .

0 3.1036 · 10 0 0 − 1 .

A = .

.

5 0 . 0 0 0.

.

.

.

.

.

5. 0 0 0 0.

Da queste cerchiamo di ricavare la varianza della scala e dell’angolo di rotazione. Come si nota. Prendiamo in considerazione le prime due varianze. la matrice è diagonale. Ricordiamo infatti che: λ= α= p a2 + b2 arctan b a Linearizzando queste dipendenze si ha Cλα = ECa.b E T .

.

∂λ .

∂a E = .

∂α .

∂a .

∂λ .

∂b .

∂α .

.

∂b .

.

√ −a .

= .

a2 +b b2 .

− 2 2 a +b .

√ −b .

.

a2 + b2 .

a .

a2 + b2 .

.

.

1247.−0.9922 −0.

.

.

=.

.

.

9933 .−0.1248 0.

45 .

Si ottiene Cλα .

.

.

0.3104 · 10−4 .

0 .

.

=.

.

σα = ± 0.355gon − 4 .0056 . ⇒ σλ = ±0.

0 0.3110 · 10 .

Per il punto 300. N0 ) appena ricavati. CX.E0 . Per le coordinate in ingresso avevamo considerato un sqm di un pixel per entrambe.b. dobbiamo considerare che dipendono sia dalla precisione delle coordinate di ingresso. Se desideriamo la matrice di varianza covarianza dei punti 300 e 400. sia dalla precisione dei parametri (a.N0 D T . b.Y = I · 1pixel 2 Serve ricavare la matrice di varianza/covarianza delle coordinate dei punti 300 e 400. o di qualsiasi altro punto. ad esempio.N = BCX.Y B T + DCa. dobbiamo sommare i due contributi: CE. E0 . essendo la derivata totale somma delle due derivate parziali. Per questo motivo. la matrice D vale: .

.

.

150 − 168 412 − 203.5 1 0.

.

.

D=.

.

.

412 − 203.5 −150 + 168 0 1.

N300 . Mantenendo lo stesso ordine nel sommare i due contributi si ha. per il punto 300: CE300 .

.

.

.

.

0.9978 .

.

8593 .1.

0 0 .

.

.

.

Y BT + DCa. = BCX.b.E0 .N0 D T = .

.

+.

.

.

9978. 0 0.

.

8593. 0 1.

Come si vede. piuttosto che quello dovuto all’imprecisione delle coordinate in ingresso. in questo caso è maggiore il contributo dovuto alla scarsa conoscenza dei quattro parametri incogniti.N400 . Anche per il punto 400 si ha: CE400 .

.

.

.

.

.

0.9978 .

.

7885 0 0 .2.

.

.

.

Y BT + DCa.N0 D T = .b.E0 . = BCX.

.

+.

.

.

0 2.7885.

0.9978.

.

95m 46 . 0 In definitiva: σE300 = σN300 = ±1.69m σE400 = σN400 = ±1.

XYG(2) = (XY100(2)+XY200(2))/2.deagostino)@polito. XY200 = [216 321].59 1638. ENG(2) = (EN100(2)+EN200(2))/2. coord. lambda = sqrt(X(1)^2 + X(2)^2).b) %Soluzione a = X(1). EN300 = ENG’ . %Calcolo coefficienti (a. -b a].17 1417. en300 = B*xy300’.manzino. coord. vertice 100 nel sistema di rif. %Coord. baricentriche [m] baricentriche-sistema baricentriche-sistema baricentriche-sistema baricentriche-sistema baricentriche-sistema baricentriche-sistema locale [pixel] locale [pixel] locale [pixel] locale [pixel] globale [m] globale [m] A = [xy100(1) xy100(2). XY300 = [150 412].B*XYG’ + B*XY400’. b = X(2). coord.mattia. %Rotazione [gon] B = [a b. X = inv(A)*L.% ESERCIZIO 6 % % Trasformazione tra sistemi di riferimento % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . %Coord. %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio coord. baricentriche-sistema globale [m] en400 = B*xy400’. %Calcolo coord. coord. XYG. vertice vertice vertice vertice 100 200 300 400 nel nel nel nel sistema sistema sistema sistema di di di di riferimento riferimento riferimento riferimento locale locale locale locale XY XY XY XY [pixel] [pixel] [pixel] [pixel] EN100 = [1214. coord. xy200(2) -xy200(1)]. globale EN [m] EN200 = [1338. vertice 200 nel sistema di rif. globale xy100 xy200 xy300 xy400 en100 en200 alle alle alle alle alle alle = = = = = = XY100 XY200 XY300 XY400 EN100 EN200 - XYG.56]. globale EN [m] %Svolgimento XYG(1) = (XY100(1)+XY200(1))/2. ENG(1) = (EN100(1)+EN200(1))/2. %Calcolo delle % sist.61]. %Coord.DIATI % (ambrogio. locale %Calcolo delle %sist. EN400 = ENG’ . nel sistema globale [m] %% CONTINUA %% 47 . %Coord. %Coord.B*XYG’ + B*XY300’. %Calcolo coord. coord. XYG. en200(2)]. XYG. %Coord. XY400 = [392 50]. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input XY100 = [120 86]. baricentriche [pixel] coord.it % (C) Politecnico di Torino. %Fattore di scala [-] alfa = atan(X(2)/X(1))*200/pi. ENG. L = [en100(1). ENG.

%Propagazione sul fattore di scala e sulla rotazione s_lambda = sqrt(Cla(1.b. xy200(2) -xy200(1) 0 1]. %Linearizzazione delle relazioni tra (a. E(2.1)).1) = -b/lambda^2. %Propagazione sulle incognite del problema (a. uguale all’identità %(sqm coordinate locali di 1 pixel) C = inv(A) * Cp * inv(A)’. %Matrice disegno del sistema completo Cp = eye(4).alfa) E(1.1) = -a/lambda. Cla = E*C(1:2.2) = a/lambda^2.2))*200/pi.2) = -b/lambda.1:2)*E’. E(2. xy100(2) -xy100(1) 0 1.b) e (lambda.e0. %sqm del fattore di scala [-] s_alfa = sqrt(Cla(2. %sqm della rotazione [gon] 48 . %Matrice di var-covar degli angoli. xy200(1) xy200(2) 1 0.%Applicazione propagazione varianza-covarianza A = [xy100(1) xy100(2) 1 0.n0) E(1.

sqm. le radici cubiche e quarte dei momenti del terzo e quarto ordine della variabile scarto.Capitolo 2 TRATTAMENTO STATISTICO DELLE MISURE ESERCIZIO 7 Della variabile statistica non ordinata rappresentata dai valori: (3 3 2 4 5 6 4 5 3 4 3 5 6 4 2 5 ) calcolarne media. Viene di seguito riportata una tabella in cui sono indicati i valori ordinati con accanto le relative frequenze. xi Ni fi 2 2 1/8 3 4 1/4 4 4 1/4 5 4 1/4 6 2 1/8 Verranno ora calcolate la media e lo scarto quadratico medio. m = M [ x ] = ∑ xi · f i = 2 · 18 + 3 · 14 + 4 · 14 + 5 · 41 + 6 · 49 1 8 =4 .

mattia.00 Kur = 2.deagostino)@polito. %%CONTINUA%% 50 %Variabile statistica .5 = 1.5 + 16 M [( x − m)3 ] = Il momento del III ordine diviso lo sqm al cubo è un indice chiamato asimmetria o Skewnes.225 Verranno infine determinate le radici cubiche e quarte dei momenti del terzo e quarto ordine della variabile scarto. diviso lo sqm elevato alla quarta è detto curtosi. 2 · (2 − 4)3 + 4 · (3 − 4)3 + 4 · (4 − 4)3 + 16 4. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input VAR = [3 3 2 4 5 6 4 5 3 4 3 5 6 4 2 5].it % (C) Politecnico di Torino.00 % ESERCIZIO 7 % % Trattamento statistico delle misure % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .DIATI % (ambrogio.manzino. (5 − 4)4 + 2 · (6 − 4)4 = 4. Questi indici valgono: SK = 0. (5 − 4)3 + 2 · (6 − 4)3 =0 + 16 2 · (2 − 4)4 + 4 · (3 − 4)4 + 4 · (4 − 4)4 M[( x − m)4 ] = + 16 4.sqm = p S2 ( x ) dove:   1 1 S2 ( x ) = · ∑ Ni · xi2 − m2 = · 2 · 22 + 4 · 32 + 4 · 42 + 4 · 52 + 2 · 62 + N 16 − 16 = 1.5 √ p sqm = S2 ( x ) = 1. Il momento del quarto ordine.

fi = Ni.4). ku = moment(VAR. Ni = histc(VAR. %Scelgo le classi in cui voglio dividere la variabile statistica %Calcolo la numerosità delle varie classi %Disegna l’istogramma %Numerosità della variabile %Calcolo le frequenze relative %Calcolo le frequenze assolute %(somma cumulata delle frequenze relative) %Disegna la funzione cumulativa di frequenza %Calcolo la media della variabile statistica %Calcolo il momento del 3o ordine della variabile statistica %(solo Statistics Toolbox) %Calcolo il momento del 4o ordine della variabile statistica %(solo Statistics Toolbox) %Il flag "1" serve per calcolare lo sqm con 1/L 51 .1). bar(classi. plot(fa). s = std(VAR. m = mean(VAR).classi)./L.%Svolgimento classi = [2 3 4 5 6].3). fa = cumsum(fi). figure. figure. sk = moment(VAR.Ni) L = length(VAR).

Verrà di seguito determinata la media: ˆ +∞ x · f ( x )dx M[ x] = µx = 0 ˆ ˆ +∞ x·e µx = −x a→+∞ 0 = = a x · e− x dx = dx = lim 0 lim [− x · e− x dx ]0a = lim [e− x (−1 − x )]0a = a→+∞ lim [e −a a→+∞ a→+∞ 0 (−1 − a) − e (−1 − 0)] = 1 Verrà di seguito calcolato lo scarto quadratico medio: ˆ ˆ +∞ 2 ( x − µ x ) · f ( x )dx = σ (x) = 0 ˆ = +∞ sqm = p ( x − µ x )2 e−x dx = 0 ˆ ( x − 1)2 e−x dx = lim a→+∞ 0 = +∞ 2 a ( x − 1)2 e−x dx = 0 lim [− x ( x − 1)2 e− x − 2( x − 1)e− x − 2e− x ]0a = 1 a→+∞ σ 2 ( x ) = ±1 Scrivo ora la variabile standardizzata z: z = e( − x −µ x σx ) = e( − x −1 1 ) Verifichiamo in ultimo il teorema di Tchebycheff per λ = 2 e λ = 3. scrivere la variabile z standardizzata e verificare il teorema di Tchebycheff per λ = 2 e λ = 3. Questo teorema afferma che: P(| x − µ x | ≤ λσx ) ≥ 1 − 1 λ2 e quindi per λ = 2 si ha: 52 .ESERCIZIO 8 Calcolare la media e lo scarto quadratico medio (sqm) della variabile continua f ( x ) = e− x definita nel semiasse positivo dei reali.

95 ≥ 0.| x − µ x | ≤ 2σx ⇒ −2σx ≤ x − µ x ≤ 2σx ⇒ µ x − 2σx ≤ x ≤ 2σx + µ x ⇒ −1 ≤ x ≤ 3 ovvero deve essere: P(−1 ≤ x ≤ 3) ≥ 1 − 1 λ2 poiché f ( x ) è definita nel semiasse positivo.75 ⇒ teorema veri f icato analogamente per λ = 3 si avrà: 1− 1 e4 ≥ 1− 1 9 ⇒ 0.88 ⇒ teorema veri f icato 53 . P sarà: ˆ P( x ) = 0 3 e− x dx = [−e− x ]30 = −e−3 + 1 e quindi la condizione di verifica dovrà essere: 1− 1 e3 ≥ 1− 1 4 ⇒ 0.98 ≥ 0.

20 0.18 Si riportino in una tabella le ampiezze degli intervalli.20 10 0.18 f i.18 0.04 0.04 0.04 0.82 1.40 0. Si calcoli valore medio e scarto quadratico medio. Si disegni l’istogramma e la funzione cumulativa di frequenza.18 20 = 0.c ): Xi 10-12 12-15 15-20 20-30 30-50 fi 0.06 = 0.62 0. Si calcoli il momento del terzo ordine rispetto alla media m La tabella seguente riporta le ampiezze degli intervalli.40 5 0.009 . la densità di frequenza ( f i ) e le frequenze cumulate ( f i.04 2 0.22 0.00 Verrà di seguito determinato l’istogramma: h1 = h2 = h3 = h4 = h5 = 54 0.c 0.18 0.ESERCIZIO 9 Sia data una variabile statistica i cui valori sono raggruppati in classi: Classi 10-12 12-15 15-20 20-30 30-50 Frequenze 0.20 0. le densità di frequenza e le frequenze cumulate.08 = 0.18 3 0.02 = 0.40 0.02 = 0.

18 + (17.07)2 · 0.5 − 22.07)2 · 0.4 + (25 − 22.Verranno ora calcolate la media e lo scarto quadratico medio: h i h i h i (10+12) (15+12) (15+20) m = M [ x ] = ∑ xi · f i = · 0.07)3 · 0.4 + (25 − 22.5 − 22.07)2 · 0.07 2 sqm = p S2 ( x ) = ±9.2 + (50+2 30) · 0.85 55 .04 + (13.07)2 · 0.07)2 · 0.04 + (13.5 − 22.07)3 · 0.07)3 · 0.2 + (40 − 22.18 = 86.5 − 22.277 dove:   S2 ( x ) = M ( x − m)2 = ∑ ( xi − M[ x ])2 · f i S2 ( x ) = (11 − 22.04 + · 0.07)3 · 0.18 = 836.18 = 22.18 + · 2 2 h i h i 2 (30+20) 0.0601 Calcoliamo infine il momento del terzo ordine rispetto ad m:   M ( x − m)3 = (11 − 22.18 + (17.07)3 · 0.4 + · 0.2 + (40 − 22.

4. 8. −2.. 9. 17 ed il fenomeno che per gli stessi tempi vale y = −4. 56 . −1. 5. 12. 0. L’indice di correlazione lineare è definito dalla seguente formula: ρ xy = σxy σx · σy Si calcolano allora in primo luogo le medie delle due variabili : µx = µy = ∑in=1 xi = n n ∑ i =1 y i = n 2 + 4 + 5 + 7 + 8 + 9 + 12 + 10 + 14 + 17 = 8. 6 si chiede di calcolare l’indice di correlazione lineare.2..3. i due fenomeni si dicono perfettamente correlati linearmente. t 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 x 2 4 5 7 8 9 12 10 14 17 y -4 -2 -1 -1 0 1 2 4 4 6 Per verificare se fra i due fenomeni esiste correlazione lineare bisogna calcolare l’indice di correlazione lineare ricordando che se tale indice assume un valore uguale a zero i due fenomeni sono incorrelati mentre se assume valore ±1 ..9 10 Successivamente si calcolano le varianze e quindi gli scarti quadratici medi delle rispettive variabili. 4. 14. 4.10 vale: x = 2. 10. 1. 7. −1. 2.ESERCIZIO 10 Considerando il fenomeno che ai tempi t =1.8 10 −4 − 2 − 1 − 1 + 0 + 2 + 4 + 4 + 6 = 0.

42 0.38 Dai singoli passaggi si sono ottenuti i valori riportati in tabella: T 2 (x − ¯x ) 2 y − ¯y  (x − ¯x ) · y − ¯y 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Tot.04 67.41 3.9 33. 46.61 9.61 26. s σx = s σy = 1 n · ∑ (yi − µ x )2 = 11.6 24.2 1/10 0 0 0 x/y -4 -2 -1 -1 4 0 1/10 0 0 5 0 0 1/10 0 ecc.92 7.44 3.948 8.02 3.32 13.21 9. 57 .22 3.01 1.61 0.72 16.01 86.82 123.52 3.4 Infine si calcola la covarianza fra le due variabili con la formula : σxy = 1 n  · ∑in=1 ( xi − µ x ) yi − µy = 12.04 10.24 23.8 Infine: ρ xy = σxy σx ·σy = 0.24 193.64 0.24 0.01 8.72 0.69 ⇒ σy = 4.12 41. 0 0 0 ecc.44 27.954461 Dal risultato ottenuto si può dedurre che i due fenomeni sono fortemente correlati poiché il valore assunto dall’indice di correlazione è prossimo ad 1.81 0.96 ⇒ σx = n i =1 q σx2 = 2 1 n · ∑ yi − µ y = n i =1 q σy2 = 2. La tabella delle frequenze è dunque quella appena scritta.04 14.24 1.61 3. per i = j si ha f ij = 1/n.

y.manzino.y) rho = s_xy/(s_x*s_y).deagostino)@polito. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input x = [2 4 5 7 8 9 12 10 14 17]. %Media della variabile %Media della variabile y %Matrice di varianza-covarianza normalizzato ad N %Soluzione s_x = sqrt(Cxy(1.1).1)). %Variabile statistica n 1 %Variabile statistica n 2 %Svolgimento m_x = mean(x).2)).% ESERCIZIO 10 % % Indice di correlazione lineare % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . s_y = sqrt(Cxy(2. y = [-4 -2 -1 -1 0 1 2 4 4 6]. Cxy = cov(x. x m_y = mean(y).1).it % (C) Politecnico di Torino.mattia. %sqm della variabile x %sqm della variabile y %Covarianza delle variabili (x. %Coefficiente di correlazione 58 . s_xy = Cxy(2.DIATI % (ambrogio.

2) 200 = (−3.05 m.062822m4 59 2 σX2 300 + . Le coordinate in metri valgono: 100 = (−3. 4) 300 = (6. Ricavare l’espressione dello scarto quadratico medio di una qualunque superfice misurabile attraverso le coordinate dei suoi vertici. Numerando i vertici dell’appezzamento e percorrendoli in senso orario la formula del camminamento di Gauss è la seguente: S= S= S= 1 3 Yi ( Xi+1 − Xi−1 ) 2 i∑ =1 1 (Y1 · ( X2 − X3 ) + Y3 · ( X1 − X2 ) + Y2 · ( X3 − X1 )) 2 1 (2 · (−3 − 6) − 2 · (−3 + 3) + 4 · (6 + 3)) = 9m2 2 Si valuta ora lo scarto quadratico medio della superficie: σs2 =  2 ∂S ∂Y300 σS2 =  ∂S ∂X100 2 σX2 100 +  ∂S ∂Y100 2 σY2100 +  ∂S ∂X200 2 σX2 200 +  ∂S ∂Y200 2 σY2200 +  ∂S ∂X300 σY23 1 [(Y300 − Y200 )2 + ( X200 − X300 )2 + (Y100 − Y300 )2 + ( X300 − X100 )2 4 + (Y200 − Y100 )2 + ( X100 − X200 )2 ] · σ2 = 0. Valutare con la formula di Gauss la superfice media dell’appezzamento. −2) Sapendo che entrambe le coordinate e per tutti i punti lo scarto quadratico medio di acquisizione è di ± 0.ESERCIZIO 11 Di un appezzamento triangolare si misurano le coordinate con un digimetro (digitizer). Valutare lo scarto quadratico medio della superficie.

25) m2 Si consideri ora una figura chiusa qualsiasi. secondo la formula del camminamento vale: S= 1 2 ∑in=1 Yi ( Xi+1 − Xi−1 ) Le derivate parziali secondo Yi valgono: ∂S ∂Yi = 1 2 ( Xi+1 − Xi−1 ) = − 12 4 X Con un poco più di attenzione è facile ricavare le derivate rispetto le variabili xi che valgono: ∂S ∂Xi = 1 2 (Yi+1 − Yi−1 ) = 12 4Y La varianza della superficie si ricava dalla formula di propagazione: 60 .0 ± 0.25m2 Da cui si ottiene: S = (585.σS = ±0. la cui superficie.

il poligono deve avere lati uguali. Dal risultato ottenuto possiamo dedurre due regole: per minimizzare lo sqm della superficie. Per minimizzare il rapporto tra sqm della sueperficie e superficie.σS2 = 1 4  ∑in=1 4 X 2 σX2 + 1 4 ∑in=1 4Y 2 σY2  Siccome: σX = σY = σ Allora la varianza della superficie vale: σS2 = σ2 4 ∑in=1 4 X 2 + 4Y 2  Cioè: σS = ± σ2 q ∑ li2 avendo chiamato li le lunghezze dei lati del perimetro del poligono. la figura deve essere un poligono regolare. 61 .

52m b = 39. 1) Ricavare il valore della superficie media del campo. Calcolo della superficie media: La formula di Erone consente di determinare l’area di un triangolo qualunque dati i tre lati: S= p p( p − a)( p − b)( p − c) dove: p= a+b+c 2 ottenendo: S = 585. Questi valgono: a = 29.0236m2 Calcolo dello sqm della superficie media: Semplificando l’espressione: r ( a + b + c) ( a + b + c − 2a) ( a + b + c − 2b) ( a + b + c − 2c) 2 2 2 2 r ( a + b + c) (b + c − a) ( a + c − b) ( a + b − c) = 2 2 2 2 S = 62 . 2) Ricavare lo sqm della superficie precedentemente ricavata.ESERCIZIO 12 Di un campo triangolare si sono misurati con una bindella metrica(nastro d’acciaio) i tre lati.77m tutte le misure hanno sqm di ±1cm.64m c = 49.

63 .25) m2 Anche in questo caso.0518 32S ∂S = ∂c 1 · (4a2 c + 4b2 c − 4c3 ) = −0. è interessante vedere quando si minimizza la somma del quadrato delle derivate.25065m2 ed S: S = (585.06282m4 σS = ±0. cioè quando si minimizza lo sqm della superficie.3647 32S e quindi: σS2 =  ∂S ∂a 2 σa2 +  ∂S ∂b 2 σb2 +  ∂S ∂c 2 σc2 = 0.r ( ab + ac − a2 + b2 + bc − ab + bc + c2 − ac) · 16 r ( a2 + ab − ac + bc + ac − c2 − ab − b2 + bc) · 16 r (b2 − a2 + c2 + 2bc)( a2 − b2 − c2 + 2bc) = 16 r 2 2 2 2 2 2a b + 2a c + 2b c2 − a4 − b4 − c4 = 16 1p 2 2 = 2a b + 2a2 c2 + 2b2 c2 − a4 − b4 − c4 4 S = Ponendo:   k = 2a2 b2 + 2a2 c2 + 2b2 c2 − a4 − b4 − c4 = 16S2 derivando si ottiene: 1 (4ab2 + 4ac2 − 4a3 ) = 20.0482 32S ∂S = ∂a 1 1 1 · · √ · (4ab2 + 4ac2 − 4a3 ) = 4 2 k ∂S = ∂b 1 · (4a2 b + 4bc2 − 4b3 ) = 15. ipotizzando gli sqm dei lati identici.0 ± 0.

ESERCIZIO 13 Con le stesse procedure dell’esercizio precedente. CD = 11827.2) m2 64 . ricavare la superficie media e lo sqm della superficie di un appezzamento quadrilatero così formato: AB = 100m±1cm BC = 130m±1cm CA = 150m±1cm CD = 160m±1cm AD = 200m±1cm Con le stesse procedure dell’esercizio precedente si ricava:  S AB.2 ± 1.3876m4 σ (S) = 1.91m2 S1 = σ2 (S1 ) = 0. AD.25m2  S2 = S CA.5022m4 σ2 (S2 ) = 0. CA = 6404. BC.16m2 σ2 (S) = σ2 (S1 ) + σ2 (S2 ) = 1.178m2 S = (18234.8854m4 S = S1 + S2 = 18234.

421m Y200 = Y100 + 4Y100 = Y100 + d100 cos ϑ100.200 + α200 − π ) + + d300 sin (ϑ100.200 = 50gon ± 1mgon α200 = 280gon ± 1mgon α300 = 140gon ± 1mgon ϑ200.200 + α200 − π ) = = 241. dimostrare che.200 + α200 + α300 − 2π = 70gon X200 = X100 + 4 X100 = X100 + d100 sin ϑ100.300 = = Y100 + d100 cos ϑ100.421 = 241.300 = ϑ100.200 + d200 sin (ϑ100.300 = = X100 + d100 sin ϑ100. d100 = d200 = d300 = 200m ± 1cm ϑ100.ESERCIZIO 14 Si sono misurati.200 + d200 cos (ϑ100. di 1 mgon.421m X300 = X200 + 4 X200 = X200 + d200 sin ϑ200.823m 65 .623m X400 = X300 + 4 X300 = X100 + d100 sin ϑ100.200 + α200 − π = 130gon ϑ300. lati ed angoli a partire dal punto 100≡(100. in tal caso.200 + α200 − π ) = = 241. ricavare le coordinate e le caratteristiche dell’ellisse d’errore del punto 400.622 + 178. in una poligonale. Sapendo che i lati hanno sqm di 1 cm e gli angoli.412 + 178. le dimensioni dei semiassi principali dell’ellisse del punto 400 sono inferiori a quelle ricavate in precedenza.421 = 241.200 = 100 + 141.201 = 419. Al lettore: Nell’ipotesi di partire dai valori di sqm delle coordinate dei punti 200 e 300 senza tener conto delle covarianze. ipotizzando che il punto 100 abbia coordinate prive di errore.798 = 150.200 + α200 + α300 − 2π ) = = 419.200 = 100 + 141.200 + d200 sin (ϑ100.100) m.201 = 597.300 + α300 − π = ϑ100.412 − 90. compreso il primo angolo di direzione.400 = ϑ200.622m Y300 = Y200 + 4Y200 = Y200 + d200 cos ϑ200.

421m Ricordando che: 1mgon = 1. Questa matrice sarà diagonale.200 + d200 cos (ϑ100.200 + α200 + α300 − 2π ) = = 150.200 + α200 − π ) + + d300 cos (ϑ100.Y400 = Y300 + 4Y300 = Y100 + d100 cos ϑ100.798 = 241.614 + 90. e varrà: .571 · 10−5 in radianti È possibile scrivere la matrice di varianza covarianza delle misure dirette.

.

01)2 0 .(0.

.

.

0 (0.01)2 .

0 .

.

01)2 . 0 (0.

C=.

. .

0 . ..

.

. .

. . .

.

.

0 ··· ··· .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.. .

. .

.

.

0 .

 2 .

.

− 5 1. .571 · 10−5 0 2 0 La matrice delle derivate parziali vale: .571 · 10 0 .571 · 10−5 2 0 1. 0 1..

.

∂X400 .

∂d100 .

.

.

.

∂Y400 .

200 ∂Y400 ∂ϑ100.200 ∂X400 ∂α200 ∂Y400 ∂α200 . ∂d100 ∂X400 ∂d200 ∂X400 ∂d300 ∂Y400 ∂d200 ∂Y400 ∂d300 ∂X400 ∂ϑ100.

∂X400 .

∂α300 .

.

.

.

∂Y400 .

∂α300 .

Le derivate parziali rispetto alle distanze valgono: ∂X400 d100 ∂X400 d200 ∂X400 d300 = sin ϑ100.200 + α200 − π ) = cos ϑ200.300 = cos (ϑ100.400 = cos (ϑ100.200 = sin (ϑ100.200 + α200 + α300 − 2π ) = sin ϑ300.200 ∂Y400 d100 ∂Y400 d200 ∂Y400 d300 = cos ϑ100.200 + α200 − π ) = sin ϑ200.400 66 .300 = sin (ϑ100. Dobbiamo trovare il valore di queste derivate.200 + α200 + α300 − 2π ) = cos ϑ300.

400 = 4Y200 + 4Y300 = d300 cos ϑ300.300 − d300 sin ϑ300.200 = d100 cos ϑ100.200 + d200 cos ϑ200.400 = − (4 X200 + 4 X300 ) = d300 sin ϑ300.200 − d200 sin ϑ200.400 = 4Y300 = −d100 sin ϑ100.400 = = 4Y100 + 4Y200 + 4Y300 ∂X400 ∂α200 ∂X400 ∂α300 ∂Y400 ∂ϑ100.300 + d300 cos ϑ300.300 − d300 sin ϑ300.400 = = − (4 X100 + 4 X200 + 4 X300 ) ∂Y400 ∂α200 ∂Y400 ∂α300 = −d200 sin ϑ200.200 = d200 cos ϑ200.Le derivate parziali rispetto agli angoli valgono: ∂X400 ∂ϑ100.400 = 4 X300 Numericamente la matrice A vale: .300 + d300 cos ϑ300.

.

.

8910 141.8910 0.0.7071 0.798 .421 0 90.

.

.

A=.

.

.

824 −356.201.4540 −497.0.403 −178.4540 0.7071 −0.

.

.

.

0286.0.2157 0.

.

.

α300 = A T = 10−3 .d300 .ϑ100 .d200 .Y400 = ACd100 .α200 . CX400 .

.

.

0286 0.0.1916.

I I σX2 +σY2 2 ± 1 2 q 2 (σX2 − σY2 )2 + 4σXY σI =1.31cm α= 1 2 arctan  2σXY σY2 −σX2  = −37. σX400 = 1.28gon E’ possibile arrivare agli stessi risultati tenendo conto sia delle varianze che delle covarianze di ogni verticie della poligionale.38cm 2 = σI. 67 . Al lettore la rimanente parte dell’esercizio.47cm σY400 = 1.53cm σI I =1. nel caso non si tengano in conto le covarianze.

2) A(1.2) della matrice cos(th200_300*pi/200).3) della matrice D100*cos(th100_200*pi/200) + D200*cos(th200_300*pi/200) + D300*cos(th300_400*pi/200).1) A(2. s_D200 = 0.2) della matrice sin(th300_400*pi/200). tra vertici 200 e 300 [gon] th300_400 = th200_300 + alfa300 .200.1) della matrice cos(th100_200*pi/200). A(1.01. %Elemento (1. D200*sin(th200_300*pi/200). %Elemento (1. %Elemento (2. alfa300 = 140. %Elemento (1.% ESERCIZIO 14 % % Trasporto delle coordinate di una poligonale % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .4) della matrice %% CONTINUA %% 68 disegno disegno disegno disegno disegno disegno disegno [m] [m] [m] [m] [m] [m] .001. %Angolo di direz.deagostino)@polito.3) della matrice cos(th300_400*pi/200).manzino. th100_200 = 50. s_alfa300 = 0. tra vertici 300 e 400 [gon] V200(1) V200(2) V300(1) V300(2) V400(1) V400(2) = = = = = = V100(1) V100(2) V200(1) V200(2) V300(1) V300(2) + + + + + + D100*sin(th100_200*pi/200).2) A(2. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input V100 = [100 100]. D100 = 200. %Elemento (1.4) = = = = = = = sin(th100_200*pi/200). D300*cos(th300_400*pi/200). %Coordinata %Coordinata %Coordinata %Coordinata %Coordinata %Coordinata X Y X Y X Y del del del del del del vertice vertice vertice vertice vertice vertice 200 200 300 300 400 400 %Matrice di var-covarianza delle misure dirette Cd = diag([s_D100^2 s_D200^2 s_D300^2 (s_th100_200*pi/200)^2 (s_alfa200*pi/200)^2 (s_alfa300*pi/200)^2]). %Elemento (2. s_th100_200 = 0.01. %Coordinate del punto 100 [m] %Misura di distanza tra i vertici 100 e 200 [m] %Misura di distanza tra i vertici 200 e 300 [m] %Misura di distanza tra i vertici 300 e 400 [m] %Angolo di direzione tra i vertici 100 e 200 [gon] %Angolo tra i vertici 200 e 300 [gon] %Angolo tra i vertici 300 e 400 [gon] %sqm della distanza tra i vertici 100 e 200 [m] %sqm della distanza tra i vertici 200 e 300 [m] %sqm della distanza tra i vertici 300 e 400 [m] %sqm dell’angolo di direzione tra 100 e 200 [gon] %sqm dell’angolo tra 200 e 300 [gon] %sqm dell’angolo tra 300 e 400 [gon] %Svolgimento th200_300 = th100_200 + alfa200 .001.DIATI % (ambrogio.mattia. D100*cos(th100_200*pi/200).3) A(1.1) A(1. %Elemento (2.01.200. %Angolo di direz. s_alfa200 = 0.3) A(2.001.1) della matrice sin(th200_300*pi/200). D300*sin(th300_400*pi/200). s_D100 = 0. D200 = 200. D300 = 200.it % (C) Politecnico di Torino. alfa200 = 280. s_D300 = 0. D200*cos(th200_300*pi/200).

6) della matrice disegno C = A*Cd*A’. %Elemento (1. = C(1. A(1.5) della matrice disegno A(2. %Matrice di var-covarianza delle coordinate del vertice 400 s_X s_Y s_XY = sqrt(C(1.2).5) = -D200*sin(th200_300*pi/200) .4) = -D100*sin(th100_200*pi/200) .1/2 * sqrt((s_X^2 .D300*sin(th300_400*pi/200).2)). %Inclinazione dell’ellisse d’errore [gon] alfa = 1/2 * atan((2*s_XY)/(s_Y^2 .6) = D300*cos(th300_400*pi/200).s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)). %Semiasse secondario dell’ellisse d’errore [m] s_II = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 .5) della matrice disegno A(1. %Elemento (2.1)). %Elemento (2.6) della matrice disegno A(2.A(2. = sqrt(C(2.5) = D200*cos(th200_300*pi/200) + D300*cos(th300_400*pi/200).4) della matrice disegno %Elemento (1.s_X^2)) * 200/pi. 69 . %Elemento (2.D300*sin(th300_400*pi/200).6) = -D300*sin(th300_400*pi/200).D200*sin(th200_300*pi/200) .s_Y^2)^2 + 4*s_XY^2)). %sqm della coordinata X del vertice 400 [m] %sqm della coordinata Y del vertice 400 [m] %Covarianza delle coordinate del vertice 400 [m] %Semiasse principale dell’ellisse d’errore [m] s_I = sqrt((s_X^2 + s_Y^2)/2 + 1/2 * * sqrt((s_X^2 .

che condurranno alla stessa soluzione. con la loro matrice di varianza covarianza. consiste nel calcolare le coordinate dei punti 100 e 200.711 X200 = d200 sin ϑ200 = 176.6 · 10−5 ϑ200 = 0.ESERCIZIO 15 Dati: ϑ100 = 350gon ± 1mgon ϑ200 = 50gon ± 1mgon d100 = 100m ± 1cm d200 = 250m ± 1cm Incognite: d100. Il secondo metodo.Trasformiamo gli angoli in radianti: ϑ100 = 5.78539 ± 1.49779 ± 1.711 Y100 = d100 cos ϑ100 = CX100 .Y200 = ACd200 .Y100 = ACd100 . Ricaviamo la distanza tra 100 e 200 dalle coordinate dei due punti e dalle loro matrici di dispersione ricaveremo la varianza del lato 100-200 utilizzando la formula della distanza pitagorica.777 Y200 = d200 cos ϑ200 = 176. σd100.777 CX200 .200 .200 Utilizzeremo due metodi.6 · 10−5 X100 = d100 sin ϑ100 = −70. consiste nel ricavare la distanza 100\ 200 dalle due distanze e dall’angolo interno al triangolo α = 100O200. più complicato. più semplice.ϑ100 A T 70.ϑ200 A T . Il primo metodo.

.

.

.

sin ϑ d cos ϑ .

100 100 100 .

A= .

.

= .

cos ϑ100 −d100 sin ϑ100 .

.

.

.

sin ϑ d200 cos ϑ200 .

.

.

200 A= .

.

= .

cos ϑ200 −d200 sin ϑ200 .

.

.

.

1 −4. 5.9.

.

.

CX100 .Y100 = 10−5 .

.

.

1 .9 5.−4.

70 .

.

.

−0.7071 70.71.

.

.

.

.

.

7071 70. 0.71.

.

.

.

777 .0.7071 17.

.

.

.

.

.

7071 −176.777.0.

.

.

.

5.2.8 4.

.

.

CX200 .Y200 = 10−5 .

.

.

2 5.8.4.

.

Y200 D T Si passa cioè dalla dimensione 4 alla dimensione scalare.200 = q ( X200 − X100 )2 + (Y200 − Y100 )2 = 269.Y100 .258m Chiamiamo con D la matrice delle derivate parziali della funzione “distanza” σd2100. Le matrici valgono: .200 = DCX100 .X200.La distanza tra i due punti vale d100.

.

.

σ2 .

σ 0 0 .

X100 .

X100 .Y100 .

.

2 .

σX100 .Y100 .

σ 0 0 Y 100 .

CX100 .Y100 .Y200 = .X200 .

.

0 σX2 200 σX200 .Y200 .

.

.

0 .

.

.

.

0 0 σX200 .Y200 σ2 .

.

Y200 .

∂d100.200 .200 ∂d100.200 ∂d100.200 ∂d100.

D= .

∂X100 ∂Y100 ∂X200 ∂Y200 .

.

.

.

X100 − X200 Y100 −Y200 .

Y100 −Y200 − X200 − − = .

X100 d100.200 d100.200 d100.200 d100.200 .

4674 · 10−10 Utilizzando la formula di Carnot si ha: d100. D = (−0. 0.9192. 0.200 = 1.9192.200 = q d2100 + d2200 − 2d100 d200 cos α Facendo l’ipotesi che le tre misure siano fra loro incorrelate si può scrivere: 71 . −0.3939.3939) σd2100.02 cm Ora procediamo con il secondo metodo: α = 2π − (ϑ100 − ϑ200 ) = 100gon σα2 = σϑ2100 + σϑ2200 = 2 · 2.04 cm2 σd100.200 = 1.

200 ∂d100 2 σd2100 +  ∂d100.200 = 1.200 = ±1.371391 d12 d200 − d100 cos α = 0.200 = ∂d100 ∂d100.200 ∂α 2 σα2 .σd2100.928477 d12 d100 d200 sin α = 92.200 = ∂d200 ∂d100.02cm Come già avevamo trovato per altra via.200 Alla fine ricaviamo: σd2100. 72  ∂d100.84767 d100.200 = ∂α d100 − d200 cos α = 0.04cm2 ⇒ σd100.200 ∂d200 2 σd2200 + Le tre derivate parziali valgono rispettivamente: ∂d100.200 =  ∂d100.

Costruiamo il sistema già lineare (i valori approssimati possono essere anche zero). (Regola generale).2m ± 1cm 4200.400 = Q400 − Q300 = 100m ± 1cm 4400. la loro matrice di var-covarianza delle quote e degli scarti.100 = Q100 − Q400 = −300.01m la matrice dei pesi diviene la matrice identità. Y = AX + a Ipotizzando σ0 = 0. Q200 .300 = Q300 − Q200 = 100m ± 1cm 4300. Notare che. la matrice di ridondanza. la ridondanza locale del lato 200-400 è maggiore delle altre.COMPENSAZIONE MINIMI QUADRATI DI UNA RETE DI LIVELLAZIONE Dati: Q100 = 10m 4100. nel grafo. sono più distanti del vertice precedente o successivo. infatti σ02 =1 σj2 .ESERCIZIO 16 .200 = Q200 − Q100 = 100m ± 1cm 4200. in quanto collega vertici che.400 = Q400 − Q200 = 200.2m ± 1cm Ricavare le quote Q100 . Q300 . a parità di precisione delle misure.

.

.

4100.200 .

.

.

.

.

.

4200.300 .

.

.

.

4300.400 .

= .

.

.

.

.

100 .4400.

.

.

.

400 .4200.

pj = .

.

.

.

.

− Q100 .

.

1 0 0 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

0 .

.

.

Q200 .

.

.

0 .

.

−1 1 .

.

.

.

.

.

0 −1 1 .

.

Q300 .

.

+ .

0 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

0 0 −1.

.

Q400 .

.

Q100 .

.

.

.

.

.

0 .

.

−1 0 1 .

73 .

Si ricavano le stime delle incognite: .

.

.

3 −1 −1.

.

.

.

.

N = A T A = .

−1 2 −1.

.

.

.

−1 −1 3 .

.

.

.

2.−190.

.

.

.

.

Tnn = A T (Y0 − a) = .

0 .

.

.

.

610.4 .

Xˆ = N −1 Tnn .

.

.

.

.

025.110.

.

Q200 .

.

.

.

.

  −1 .

.

.

.

= AT A A T (Y0 − a) = .

210.100.

m = .

Q300 .

.

.

.

.

.

175.310.

.

Q400 .

Il vettore delle misure compensate e quello degli scarti valgono: .

.

.

100.025 .

.

.

.

.

.

100.075 .

.

.

Y = .

.

100.075 .

.

.

.

.

−300.175.

.

.

.

150 . 200.

.

.

.

025 . 0.

.

.

.

.

.

075 . 0.

.

.

ν = .

.

0.075 .

.

.

.

.

0.025 .

.

.

.

−0.050.

La varianza dell’unità di peso vale: σˆ 02 = CXX νT ν = 0.0866m (> 0.01m ipotizzato a priori ) 2 .0075 ⇒ σˆ 0 = 0.

.

.

4.8125.75 2.6875 3.

.

.

.

.

= σ02 N −1 = 10−3 .

7.75 .5 3.

.

.

.

simm. 4.6875.

Da cui si ricavano gli sqm delle tre quote: 74 .

66cm σQ400 = 6.σQ200 = 6.85cm La matriceh di varianza covarianza degli scarti vale: i 2 −1 −1 T Cνν = σˆ 0 P − AN A Da questa si ricavano gli sqm degli scarti.85cm σQ300 = 8. che valgono: .

.

.

053.0.

.

.

.

.

.

053.0.

.

.

σν = .

.

053.0.

.

m .

.

.

053.0.

.

.

.

0.061.

paragonabili agli scarti stessi. La matrice di ridondanza vale: . Come si vede questi valori sono. in valore assoluto.

.

375 0.125 .125 0.0.

.

0.375 .

125 0.0.375 .

−1 T .

R = I − AN A = .

0.125 0.375 0.375 .

.

125 .375 0.0.125 0.

.

125 0.250 −0.375 0.250 .0.250 −0.250 0.375 0.125 0.

250 . 0.

.

.

−0.250.

.

250. −0.

.

.

250 . 0.

.

0.500 .

Pur essendo questo dislivello della stessa precisione degli altri dislivelli. La traccia della matrice (ovvero la somma degli elementi sulla diagonale) vale 2.deagostino)@polito.manzino.DIATI % (ambrogio. % ESERCIZIO 16 % % Compensazione di una rete di livellazione % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .mattia. consente un maggiore irrigidimento alla rete.it % (C) Politecnico di Torino. Come si nota il valore massimo riguarda il collegamento tra il punto 200 ed il punto 400. che è la ridondanza globale. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window %%CONTINUA%% 75 .

3)).3)).% Dati di input Q100 = 10.1)). %Numero di misure %Numero di incognite Y_0 = [DQ100_200 DQ200_300 DQ300_400 DQ400_100 DQ200_400]’. %Matrice normale %Vettore dei termini noti normalizzato %Soluzione m. %Ridondanza globale (= m-n) ri = diag(R).1). %Vettore delle misure L = [-Q100 0 0 Q100 0]’.2. s_Q400 = sqrt(CXX(3. %Matrice dei pesi N = A’*P*A.L). %sqm degli scarti [m] s_v(2) = sqrt(Cvv(2. v = Y . s_Q200 = sqrt(CXX(1.1)). %Vettore dei termini noti P = eye(m). 0 0 -1.4)).Y_0. %Quota del punto 100 [m] %Dislivello tra il punto %Dislivello tra il punto %Dislivello tra il punto %Dislivello tra il punto %Dislivello tra il punto 200 300 400 100 400 ed ed ed ed ed il il il il il punto punto punto punto punto 100 200 300 400 200 (Q200-Q100) (Q300-Q200) (Q400-Q300) (Q100-Q400) (Q400-Q200) [m] [m] [m] [m] [m] %Svolgimento A = [+1 0 0.P*A*inv(N)*A’.2). 0 -1 +1. -1 0 +1].2)).5)). s_Q300 = sqrt(CXX(2. m = size(A. s_v(4) = sqrt(Cvv(4. %Ridondanza locale delle singole misure 76 . DQ400_100 = -300. DQ200_300 = 100.A*inv(N)*A’).q. n = size(A. R = eye(m) . %Matrice disegno -1 +1 0. DQ200_400 = 200. s_v(5) = sqrt(Cvv(5. %Matrice di var-covarianza degli scarti s_v(1) = sqrt(Cvv(1. %Matrice di ridondanza r = trace(R). T = A’*P*(Y_0 . %Matrice di var-covarianza delle %sqm sulla quota del vertice 200 %sqm sulla quota del vertice 300 %sqm sulla quota del vertice 400 stime [m] [m] [m] Cvv = sigma_0*(inv(P) . X = inv(N)*T. del problema Y = A*X+L.2)).2. DQ300_400 = 100. %Vettore delle misure compensate %Vettore degli scarti sigma_0 = (v’*P*v)/(m-n). DQ100_200 = 100. s_v(3) = sqrt(Cvv(3. %Varianza dell’unità di peso CXX = sigma_0*inv(N).

00 = 1598.24.59.56) C (5. 1737.ESERCIZIO 17 . G = 162  E G = 273 N  X Y G G = 1279. Le equazioni da scrivere sono sei (3 in X e 3 in Y).TRASFORMAZIONE PIANA AFFINE MINIMI QUADRATI Riprendiamo i dati dell’esercizio 6.24.39) 200S = 200C = (59. 40.56) 300S = (150. 139. 100S = (120. −187) 100C = (−64. −180. togliendo le coordinate di entrambi i baricentri. N) dei tre punti da utilizzare per il calcolo delle quattro incognite.83.00 In tal modo le nuove coordinate baricentriche valgono: 100S = (−42. cioè la media delle (X.83) 400S = 400C =? (392. 139) 300 = Riprendendo le due equazioni generatrici per ogni punto . 1417. 48) (−12. Y) e (E. 321) 200C = (1338. 1638. La ridondanza globale vale due. 86) 100C = (1214.17. nell’ipotesi che siano note le coordinate di tre punti in entrambi i sistemi di riferimento e siano incognite le coordinate del quarto punto nel sistema carta. 412) 300C = (1284.61) 200S = (216.59. 50) Proviamo ancora a traslare entrambi i sistemi.83) S 300 = (54.

.

.

.

.

.

.

.

.

E .

.

a b.

.

X .

.

E.

.

.

.

.

.

.

0.

.

.

.

.

.

.

= .

.

+.

.

N0 .

.

−b a.

.

Y .

.

N.

Si costruisce facilmente la matrice disegno ed il sistema di 6 equazioni in 4 incognite. 77 .

.

.

X .

100 Y100 .

.

X200 Y200 .

.

X .

300 Y300 .

.

Y100 − X100 .

.

Y .

200 − X200 .

.

Y300 − X300 .

.

.

.

E .

1 0.

.

.

.

.

100 .

.

.

.

.

E200 .

1 0.

.

.

.

a .

.

.

.

.

.

.

E .

1 0.

.

.

.

b .

.

.

300 .

= .

.

.

.

N100 .

0 1.

.

.

.

E0 .

.

.

.

.

.

.

N .

0 1.

.

.

N0 .

.

200 .

.

.

.

.

N300 .

0 1.

Se p è il numero dei punti si ottiene: . Il sistema è già lineare. per ottenere i termini noti normalizzati (che chiamiamo Tnn ). Il sistema normale allora si costruisce moltiplicando fra loro le colonne della matrice disegno (per N) e moltiplicandole per il vettore dei termini noti. L’ipotesi stocastica è che le misure abbiano lo stesso peso.

.

.

X2 + Y2 .

0 ∑ X ∑ Y.

.

∑ .

.

.

∑ X 2 + Y 2 ∑ Y ∑ X .

.

.

N= .

p 0 .

.

.

.

.

.

p . simm.

.

.

.

XE + YN .

∑ .

.

.

.

.

∑ YE − XN .

.

.

Tnn = .

.

E ∑ .

.

.

.

.

.

se ci portiamo nel sistema baricentrico. invece: 78 . almeno per le coordinate (X. N ∑ Notiamo che. Y). La soluzione è immediata. basta fare l’inverso dei termini diagonali per ottenere la matrice inversa. avremmo: E0 = N0 = ∑ E/p = ∑ N/p = EG NG Nel sistema baricentrico. si ha che ∑X = ∑Y = 0 In questo modo la matrice normale diviene diagonale. Se non portassimo nel sistema baricentrico le coordinate carta.

E0 = N0 = 0 Con i nostri dati si ha dunque: .

.

1/61418 0 .

.

1 .

0 /61418 N −1 = .

.

0 .

0 .

.

0 0 .

.

.

XE + YN .

.

.

∑ .

.

.

∑ YE − XN .

.

= .

Tnn = .

.

0 .

.

.

.

.

.

0 0 0 1/3 .

0 .

.

.

0 .

.

0 .

.

.

1/3.

0 .

.

.

02.60994.

.

.

.

.

.

23 . 7623.

.

.

.

.

0 .

.

.

.

.

.

specie per gli elementi diagonali. cioè. j) I termini diagonali della matrice P si ottengono moltiplicando per sé stesse le righe della matrice disegno e dividendole per il corrispondente termine diagonale di N −1 .00082324 α= 7. 0 Ricaviamo: a = 0. ad esempio: 79 .12412045 da cui si ricava: λ = 1.993096812 b= 0.9156gon Possiamo ricavare la matrice di ridondanza da: R = I − PAN −1 A T È tuttavia facile ricavarla anche analiticamente. infatti: j r j = 1 − P ( j.

58168 r22 = r55 = 1 − 200 2 200 2 3 ∑X +Y 2 2 X +Y 1 − = 0.06858 2 2 3 ∑X +Y 2 2 X +Y 1 − = 0. anche analiticamente. Usualmente vogliamo che la ridondanza si distribuisca in modo uniforme. che la somma delle ridondanze vale due. a parità di sensibilità. Aver ricavato analiticamente queste formule ci serve per capire un concetto che diversamente non avremmo appreso: la ridondanza locale si distribuisce in funzione del quadrato della distanza di ogni punto dal baricentro della figura che descrive i punti utilizzati (con segno negativo).34974 r33 = r66 = 1 − 300 2 300 2 X + Y 3 ∑ r11 = r44 = 1 − Si può verificare. per far sì. ad esempio. Con i dati dell’esercizio abbiamo: . di poter scovare una misura errata. per ogni punto.2 + Y2 X100 1 100 − = 0. Per raggiungere tale scopo è quindi necessario che i punti costituiscano un poligono regolare oppure un poligono con i vertici ad uguale distanza dal baricentro (ad esempio un rettangolo).

.

.

−0.0906.

.

.

.

.

.

0050.−0.

.

.

.

0.0956 .

.

.

ν = − A Xˆ + Y0 = .

.

.

1060.−0.

.

.

.

0.4061 .

.

.

.

.

.

3001.−0.

14181 2 . σˆ 02 = CXX νT ν = 0.

.

.

.

3090 · 10−5 0 0 0 .2.

.

.

.

− 5 .

.

0 2.3090 · 10 0 0 .

.

= .

.

7171 · 10−2 0 . 0 0 4.

.

.

.

− 2 .

0 0 0 4.7171 · 10 .

5195 · 10−3 σE0 = σN0 = 2. Da cui: σa = σb = 1.1742 · 10−1 80 .

  Cνν = σˆ 02 P−1 − AN −1 A T = σˆ 02 P−1 − ACXX A T = .

.

.

73 −21. 9.58 0 −18.66 .66 18.31 11.

.

.

.

.

.

25 −61.18 18.−21.31 8.66.66 0 −18.

.

.

.

66 18.61 −18. 49.66 0 .

.

.

=.

.

· 10−3 .

.

31 11. 9.58 .73 − 21.

.

.

.

53 − 61. 82.18 .

.

.

.

.

61 . 49. Simm.

.

.

.

099.0.

.

.

.

.

.

287.0.

.

.

.

0.223.

.

.

σν = ± .

.

.

099.0.

.

.

.

0.287.

.

.

.

.

.

223.0.

Al solito. in valore assoluto. Come si vede. maggiore di tre volte il suo sqm. non vi è nessuno scarto che è. come nell’esercizio 6: Cλα = E · Cab · E T .

.

∂λ .

∂a E = .

∂α .

∂a .

∂λ .

∂b .

∂α .

.

∂b .

.

√ −a .

= .

a2 +b b2 .

− 2 2 a +b .

√ −b .

.

a2 + b2 .

a .

a2 + b2 .

.

.

12402.−0.99228 −0.

.

.

= .

.

.

−0.99146 .12392 0.

7mgon σλ = ±1.5195 · 10−3 rad = ± 96. = σα = ±1.5183 · 10−3 rad Mettendo in evidenza i quattro parametri ricavati si può scrivere: .

.

.

.

.

.

E .

.

X − X .

E.

.

G.

.

.

.

G .

.

= .

.

+.

.

NG .

.

Y − YG .

N.

.

.

.

.

.

a.

.

a.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

b.

Y − YG 1 0.

.

.

b .

.

.

EG .

.

.

.

= .

.

+ D .

.

.

.

− ( X − XG ) 0 1.

.

e0 .

.

NG .

.

e0 .

.

.

.

.

.

n0 .

.

n0 .

CE.N = DCXX D T 81 .

Con le coordinate del quarto punto si costruisce la matrice D e risulta poi: CE.N .

.

.

28424 0 .0.

.

.

= .

.

.

0 0.28424.

Y). anch’esse non prive di errore si può scrivere: . Tuttavia. mettendo in evidenza le coordinate (X.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

) .

.

.

(.

.

.

.

E .

.

X.

.

a b.

.

X .

.

E .

.

a b.

.

X .

.

E.

.

0.

.

.

.

.

.

.

.

.

G.

.

G.

.

.

.

= + B + − = .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

N0 .

.

Y .

.

−b a.

.

Y .

.

NG .

.

−b a.

.

YG .

.

N.

E0 . CX.b.N0 D T . CE.N .Y = I · 1pixel 2 Con i dati a disposizione abbiamo: CE.N = DCa.

.

.

1 0 .

.

.

= .

.

.

99836.0 0.

E0 .b.133m σN = ±1.Y B T + DCa. In realtà dobbiamo sommare i due contributi: CE.N = BCX. In definitiva si ha: σE = ±1.N0 D T Questa volta è maggiore il contributo dovuto all’imprecisione del punto.132m 82 .

en300(1).2). XY400 = [392 50].sistema globale [m] ENG(1) = (EN100(1)+EN200(1)+EN300(1))/3.56].83]. coord. xy200(2) -xy200(1) 0 1. coord. ENG.manzino.minimi quadrati % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .61]. coord. ENG. rif. XYG. xy300(2) -xy300(1) 0 1]. rif. ENG(2) = (EN100(2)+EN200(2)+EN300(2))/3. rif. %% CONTINUA %% 83 locale [pixel] locale [pixel] locale [pixel] locale [pixel] globale [m] globale [m] globale [m] . Y_0 =[en100(1). vertice 100 nel sistema di rif. XY200 = [216 321]. coord. xy300(1) xy300(2) 1 0.17 1417. %Coordinate %Coordinate %Coordinate %Coordinate vertice vertice vertice vertice 100 200 300 400 nel nel nel nel sistema sistema sistema sistema di di di di rif. XYG.n0).% ESERCIZIO 17 % % Trasformazione tra sistemi di riferimento .e0. %Calcolo delle coordinate baricentriche . XY300 = [150 412]. locale locale locale locale XY XY XY XY [pixel] [pixel] [pixel] [pixel] EN100 = [1214.%Vettore termini noti [m] m = size(A. globale EN [m] EN300 = [1284.b. %Coord. %Coord. coord. vertice 200 nel sistema di rif.24 1737. en200(2). n = size(A. coord. globale EN [m] EN200 = [1338.it % (C) Politecnico di Torino.DIATI % (ambrogio. en100(2). en300(2)]. en200(1).sistema locale [pixel] XYG(1) = (XY100(1)+XY200(1)+XY300(1))/3. %Coord. baricentriche baricentriche baricentriche baricentriche baricentriche baricentriche baricentriche - sistema sistema sistema sistema sistema sistema sistema A = [xy100(1) xy100(2) 1 0. globale EN [m] %Svolgimento %Calcolo delle coordinate baricentriche . XYG. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input XY100 = [120 86].mattia.1). xy100 xy200 xy300 xy400 en100 en200 en300 = = = = = = = XY100 XY200 XY300 XY400 EN100 EN200 EN300 - XYG.59 1638.deagostino)@polito. %Matrice disegno xy200(1) xy200(2) 1 0. %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio %Passaggio alle alle alle alle alle alle alle coord. XYG(2) = (XY100(2)+XY200(2)+XY300(2))/3. %Numero di misure %Numero di incognite (a. vertice 200 nel sistema di rif. xy100(2) -xy100(1) 0 1. ENG.

s_e0 = sqrt(CXX(3. %sqm della coordinata E del vertice 400 (sistela globale) s_N = sqrt(CEN(2.alfa) E(1.1)). s_n0 = sqrt(CXX(3. lambda = sqrt(X(1)^2 + X(2)^2). %Vettore degli scarti sigma_0 = (v’*P*v)/(m-n). globale s_E = sqrt(CEN(1.5)).P*A*inv(N)*A’.e0. %Rotazione [gon] R = eye(m) .b. s_b = sqrt(CXX(2.3)).q.1)). %Varianza dell’unità di peso CXX = sigma_0*inv(N).2)). %sqm della rotazione [gon] %Calcolo delle coordinate del vertice 400 nel sistema globale B = [a b. %Linearizzazione delle relazioni tra (a.A*inv(N)*A’). %Matrice di ridondanza %Ridondanza globale (= m-n) %Ridondanza locale delle singole misure v = A*X . %sqm della coordinata N del vertice 400 (sistela globale) 84 .Y_0.2)). Cla = E*CXX(1:2.6)).1) = -b/lambda^2. D = [xy400(1) xy400(2) 1 0.n0) a = X(1). %Matrice dei pesi. posta uguale alla matrice identità N = A’*P*A.2)). %Matrice %sqm del %sqm del %sqm del %sqm del di varianza-covarianza delle stime coefficiente a coefficiente b coefficiente e0 [m] coefficiente n0 [m] Cvv = sigma_0*(inv(P) .3)). %Matrice di varianza-covarianza degli scarti s_v(1) = sqrt(Cvv(1.1)).2))*200/pi. %Matrice di varianza-covarianza delle coordinate %del vertice 400 nel sistema locale (1 pixel) CEN = B*Cp*B’ + D*CXX*D’. %sqm del fattore di scala [-] s_alfa = sqrt(Cla(2. s_v(6) = sqrt(Cvv(6. %Propagazione della varianza-covarianza Cp = eye(2). %Propagazione sul fattore di scala e sulla rotazione s_lambda = sqrt(Cla(1. EN400 = ENG’ + D*X.4)). del vertice 400 nel sist. r = trace(R).1:2)*E’.P = eye(m). s_a = sqrt(CXX(1. ri = diag(R). %Applicazione propagazione varianza-covarianza E(1.3)). s_v(5) = sqrt(Cvv(5. s_v(3) = sqrt(Cvv(3. %Fattore di scala [-] alfa = atan(X(2)/X(1))*200/pi. dei coefficienti (a. %Matrice normale T = A’*P*Y_0.b) e (lambda. s_v(4) = sqrt(Cvv(4.1)). -b a].2) = a/lambda^2. xy400(2) -xy400(1) 0 1]. E(2.1) = -a/lambda. %sqm degli scarti [m] s_v(2) = sqrt(Cvv(2. b = X(2). E(2. %Vettore dei termini noti normalizzati X = inv(N)*T. %Calcolo m.%Propagazione sulle coord.2) = -b/lambda.

Y) dei punti 200 = (690.ESERCIZIO 18 .INTERSEZIONE MISTA MINIMI QUADRATI Sono note le coordinate (X.10. Si noti anche che nel primo caso si deve scrivere un sistema di tre equazioni (due distanze ed un angolo) nelle due coordinate incognite (X100 .300 = 650. In entrambi i casi la ridondanza globale vale r = m − n = 1. Nel secondo caso un sistema di quattro equazioni (due distanze e due direzioni azimutali) nelle tre incognite: le coordinate del punto 100 e la correzione d’orientamento δ. senza correlazioni oppure con le due equazioni alle direzioni. essendo l’angolo α213 l’unico angolo misurato dal punto 100. orientando il teodolite verso il punto 2 si sono misurati \ = 55. 160. 300.6)m. 760. per generalità. I programmi di calcolo e compensazione più evoluti scelgono in questo caso.20m ± 1cm Inoltre.7956gon ± 7 · 10−4 gon ϑ100.200 = 519.300 = α = 200100300 ϑ100. Y100 ).0.60. così che il metodo dei minimi quadrati è applicabile con profitto.20)m Dalla stazione 100 verso questi punti sono state misurate le distanze d100. 85 .15m ± 1cm d100.50)m 300 = (200. si desidera ricavare la stima delle coordinate del punto 100 e la loro precisione. In questo caso.200 = 0gon ± 7 · 10−4 gon Date le coordinate approssimate del punto 100 ricavate per via grafica: 100 ≡ (450. il metodo delle direzioni. è equivalente risolvere il problema con l’equazione dell’angolo azimutale.

ù Si ha δ = 170gon(= 2. la seconda le derivate rispetto alla seconda ecc.300 − δ = ν1 Y300 − Y100   X200 − X100 arctan + π − ϑ100.Le equazioni angolari nella forma si scrivono:  X300 − X100 arctan + π − ϑ100.010784 600. δ(δ).6 = 0.670354 − arctan − π = 0. δY100 . l3 ed l4 valgono:  l1 l2 l3 l4  249.92 + 600.9 = 0. I termini noti l1 .3   240. quante sono le incognite δX100 .300 a31 = ∂ f 100 = −1 ∂δ .670354 − arctan − π = 0. ∂X100 d100.0613m Formiamo ora la matrice disegno A. la correzione è il valore dell’angolo di direzione (100200). l2 .20 − 249.1308m p = 519.0 p = 650.300 a21 = Sostituendo i valori si ottiene: 86 ∂ f 100 X300 − X100 = .0 + 2. ∂Y100 d2100.010584 −460.32 = −0.670354rad).876435 + 2. Essendo il cerchio azimutale orientato a zero sul punto 200.300 = ν3 q ( X200 − X100 )2 + (Y200 − Y100 )2 − d100.200 − δ = ν2 Y200 − Y100  Le equazioni nelle distanze sono q ( X300 − X100 )2 + (Y300 − Y100 )2 − d100. Prima riga: a11 = ∂ f 100 Y300 − Y100 =− 2 . Sarà di quattro righe (m=4) e di tre colonne (n=3).200 = ν4 Si noti che essendo le direzioni verso 200 e 300 nel secondo e terzo quadrante si è sommato ad entrambe le equazioni il valore π. che è possibile misurare graficamente. Per calcolare i termini noti ci manca un valore approssimato della correzione δ. La prima riga esprime le derivate rispetto alla prima misura.62 + 4602 = −0.15 − 240.

200 519. ∂Y100 d100. −249.6 X200 − X100 ∂ f 200 = = .300 650. 2 ∂Y100 d100.6 =− = . ∂X100 d100.1232 a22 = 240.1232 a23 = ∂ f 300 Y300 − Y100 600. ∂Y100 d100.a11 = 600.200 519.123 a34 = 0 in definitiva .9 ∂ f 300 =− = .2382 .9 650.300 650.200 519.238 a24 = ∂ f 400 Y200 − Y100 460.0 =− = . ∂X100 d100.123 a32 = −1 per la terza misura: a13 = X300 − X100 249.3 =− = .200 519.0 ∂ f 200 Y200 − Y100 = =− 2 .3 650. ∂X100 d100.238 a33 = 0 per la quarta ed ultima misura: a14 = ∂ f 400 X200 − X100 −240. a31 = −1 per la seconda riga (e misura) si ha: a12 = 460.2382 a21 = .

.

.

41979 · 10−3 −0.1.59105 · 10−3 −1.

.

.

.

.

.

89280 · 10−3 −1.70694 · 10−3 0.1.

.

.

A= .

92320 0 . 0.

.

.

38432 . 0.

.

.

88611 0 .46347 0. −0.

2 2 σ300 = σ400 = (0. Ricordando la forma della matrice dei pesi e assumendo σ02 = 1 1 pj = 2 .01m)2 e si ottiene così 87 .6620 2 . Occorre ora pesare ciascuna equazione in proporzione inversa alla varianza di ogni misura. σj 2 2 σ100 = σ200 =  7 · 10−4 63.

.

.

.

.

8.27 · 109 .

.

.

.

9 .

.

27 · 10 . 8.

.

P= .

.

1 · 104 .

.

.

.

4 .

1 · 10 .

Calcoliamo ora la matrice normale N come: N = A T PA .

.

.

4397 · 104 5.5682 · 107 .1052 · 103 −2.4.

.

.

.

.

N= .

2.5857 · 104 −2.4959 · 106 .

.

.

.

Simm. 1.6542 · 1010 .

e la sua inversa N −1 N −1 .

.

.

5580 · 10−4 −1.2080 · 10−5 3.9809 · 10−7 .2.

.

.

.

.

− 5 − 8 = .

3.2878 · 10 .9816 · 10 −1.

.

.

.

Simm. 6.8086 · 10−10 .

Il termine noto normale vale: .

.

.

2.7581 · 105 .

.

.

.

.

b = A T Pl = .

2.3676 · 104 .

.

.

.

−1.7673 · 108 .

la soluzione è . ed infine.

.

.

δX1 .

.

.

.

.

δ Xˆ = .

δY1 .

= N −1 b .

.

.

δ(δ).

.

.

.

−0.0807m .

.

.

.

.

= .

0113m . −0.

.

.

.

−0.01083rad.

secondo la . Ricaviamo ora il vettore degli scarti dopo la compensazione.919. I valori compensati delle coordinate del punto 100 e della correzione d’orientamento sono: 100 ≡ (449.3105gon. δ = (170 − 0.489)m.6620) gon = 169. 760.01083 · 63.

.

.

5108 · 10−6 .−4.

.

.

.

.

.

4.5108 · 10−6 .

.

.

νˆ = Aδ Xˆ − l = .

.

− 0.0046m .

.

.

.

.

0015m . −0.

secondo la (19) calcoliamo la stima σˆ 02 88 . Ed ora.

CXX .5677 (e` m−n adimensionale) Si noti che σˆ 02 < σ02 fissato a priori = 1.σˆ 02 = ˆ j2 ∑m j =1 p j ν m−n = νˆ T Pνˆ = 0. Ora ricaviamo la matrice di varianza covarianza delle coordinate CXˆ Xˆ = σˆ 02 N −1 .

.

.

.

.

σ2 .

.

2509 · 10−7 .4464 · 10−4 −6.8301 · 10−6 −2.1.

σ σ XY Xδ .

.

X .

.

.

.

.

.

=.

σY2 σYδ .

= .

2513 · 10−5 7. 2.2813 · 10−9 .

.

.

.

.

.

σδ2 .Simm.

.

Simm.8497 · 10−10 . 3.

attraverso la formula che esprime la matrice di varianza covarianza degli scarti: Cνˆ νˆ = σˆ 02 Cνˆ νˆ  P−1 − AN −1 A T  .0048m . in definitiva σX = ±0. la stima della precisione degli scarti dopo la compensazione. σδ = ±12.0121m . o meglio. e. σY = ±0.52 · 10−4 gon Si può infine valutare a posteriori la precisione delle misure dopo la compensazione.

.

.

2.034 · 10−11 −2.026 · 10−11 2.054 · 10−8 −9 .

6.6556 · 10 .

.

.

.

−11 −8 −6.6556 · 10−9 .

.

034 · 10 − 2. 2.054 · 10 .

.

=.

−5 −6 .

7496 · 10 . 2.0915 · 10 6.

.

.

.

.

Simm. 2.1862 · 10−6 .

ricavando così: σν1 = σν2 = ±2. 89 .48mm Si noti che gli sqm angolari sono migliori (più piccoli) degli sqm delle misure angolari ipotizzate a priori di ±7 · 10−4 gon ed anche gli sqm degli scarti delle due distanze sono diversi fra loro e più piccoli degli sqm a priori delle distanze ipotizzati di ±10mm.86 · 10−4 gon σν3 = ±4.56mm σν4 = ±1.

Infine ricaviamo la matrice di ridondanza. In questo caso d’altra parte non possiamo permetterci il lusso di progettare reti con ridondanza nulla e quindi senza controllo interno alcuno.2965 r33 = 0. che è la ridondanza globale r (r = 1 in questo esempio). Ciò era progettabile in anticipo. se una misura risulta avere bassa ridondanza locale. 90 . Come si nota che questi valori possono essere calcolati senza bisogno delle misure l.367 r44 = 0. Nel nostro caso possiamo affermare che la quarta misura ha pochissima influenza sulla rigidità della rete. da un progetto preliminare di una rete. Questi valori indicano il contributo di ogni misura alla rigidità complessiva della rete. definita dalle relazioni: R= 1 P · Cνˆ νˆ σˆ 02 R = I − PAN −1 A T Evitando i complessi conti matriciali si può ricavare rii = 2 pi σνi σˆ 02 r11 = r22 = 0. prima di eseguire le misure. In altre circostanze. si decide di solito di non eseguirla.040 Si verifica che r11 + r22 + r33 + r44 = 1.

 ˆ Yˆ Calcolare P X.01m   1000 π − + 50. 1000) Sono incognite le coordinate del punto P Sono misurati un angolo e due distanze: α = 50.005 ± 1mm CP = 999.005 − 10002 = 0. 1000). 0) C = (2000.005m √ L2 = 999.990 − 10002 = −0.570796 · 10−5 rad L3 = arctan 1000 2 La matrice disegno: 91 . CXˆ Xˆ Cνν σˆ 02 R r jj Le equazioni della distanza sono: f1 = f2 = q q ( XP − XB )2 + (YP − YB )2 − BP = ν1 ( XP − XC )2 + (YP − YC )2 − CP = ν2 L’equazione dell’angolo è: π f 3 = − arctan 2  XP − X A YP − YA  − α = ν3 n = 2 incognite = coordinate compensate di P m = 3 misure = 2 distanze + 1 angolo √ L1 = 1000.0010gon = 1. 0) B = (1000.990 ± 1mm Le coordinate approssimate del punto P sono P ≡ (1000.0010 gon ± 0.ESERCIZIO 19 Sono note le coordinate di tre punti: A = (0.0010 gon BP = 1000.

.

.

.

d1 d2 .

.

1 1.

.

.

A = .

d12 d22 .

.

.

.

d1 d2 .

e i suoi elementi sono: ∂ f1 = ∂x P d11 = ∂ f1 = ∂YP d21 = d12 = ∂ f2 = ∂XP ∂ f2 = ∂YP d22 = 2 ( XP − XB ) 2 q 2 2 2 2 ( XP − XC ) + (YP − YC ) = YP − YB = BP 1000 = 1000 1 = X P − XC = CP = YP − YC = CP ( XP − XC )2 + (YP − YC )2 1 d13 = 0 2 2 (YP − YC ) q 0 = 1000 ( XP − XB )2 + (YP − YB )2 2 ( X P − XC ) q XP − XB = BP ( XP − XB )2 + (YP − YB )2 2 (YP − YB ) q = ∂ f3 YP −YA  =  = − XA ∂XP 1 + XYPP − −YA 1 − 1000 = −5 · 10-4 2 − XP − X A 2 − 1 ∂ f (YP −YA ) 3   = − 1000 = = − d23 = XA ∂YP 2 1 + XYPP− −YB . 3 3 è di 3 righe (m) e 2 colonne (n).

.

.

0 1 .

.

.

.

.

⇒ A = .

−1 0 .

.

.

.

−5 · 10−4 5 · 10−4 .

467399 10-10 92 5 · 10-4 −1000 = −1 1000 0 = 1000 0 .467399 · 10-10 1 = 4. Ricaviamo ora la matrice dei pesi P: pi = σ02 pongo: σ02 = 1 σi2 σ12 = 0.05 · 109 2.0012 = σ22 ⇒ p1 = p2 = σ32  = 1 m 0.0012 0.001 rad 63662 ⇒ p3 = 2 = 1 · 106 = 2.

.

.

.

.

1 · 106 0 0 .

.

.

.

P=.

0 .

1 · 106 0 .

.

9 .

05 · 10 . 0 0 4.

Ricaviamo la matrice normale N: .

.

.

.

.

.

.

.

1 · 106 0 1 0 0 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

−1 .

0 0 .

= 1 · 106 0 .

.

.

.

.

05 · 109 . 0 0 4.

.

−5 · 10−4 5 · 10−4 .

.

.

.

.

.

.

.

.

0 1 .

.

1001013.2125 .213 −1013.

.

02 · 106 . 0 −1 · 106 −2.

.

.

.

.

.

.

.

=.

.

.

.

−1 0 .

=.

6 6 .

.

213. −1013.2125 1001013.

.

1 · 10 0 2.02 · 10 .

.

.

− 4 − 4 .

−5 · 10 5 · 10 .

.

.

213 −1013.1001013.2125 .

.

.

⇒N = .

.

.

2125 1001013.213. −1013.

.

.

.

213 −1013.1001013.2125 .

1 .

.

N −1 = .

.

.

2125 1001013.213. det N −1013.

.

.

.

0 −1 5 · 10−4 .

.

.

N = A T PA = .

.

.

1 0 5 · 10−4 .

989888 · 10−7 −1 N1.011163 · 10−9 −1 N2.1 = 9.2 = 1.2 = ⇒N −1 9.011163 · 10−9 −1 N2.989888 · 10−7 . i suoi elementi sono quindi: −1 N1.1 = −1.

.

.

011163 · 10−9 .989888 · 10−7 1. 9.

.

.

=.

.

.

−1.989888 · 10−7 .011163 · 10−9 9.

Calcoliamo il termine noto: b = AT P l .

.

.

.

005 . 0.

.

.

.

l=.

.

−0.01 .

.

.

570796 · 10−5 .1.

.

.

.

.

6 .

.

.

.

.

.

.

.

005 0 0 . 0.

.

9968.169.

.

.

.

0 −1 −5 · 10−4 .

.

1 · 10 .

.

.

.

.

.

.

.

b=.

.

=.

.

.

.

0 .

.

−0.01 1 · 106 0 − 4 .

.

.

.

.

.

1 0 .

5031.831.

5 · 10 − 5 9 .

.

.

.

570796 · 10 93 . 0 0 4.05 · 10 1.

La soluzione è: .

.

.

.

.

.

.

δ .

.

9.989888 · 10−7 1.011163 · 10−9 .

.

169.9968.

.

.

.

.

XP .

.

δXˆ = .

.

= N −1 b = .

.

= .

.

− 9 − 7 .

δYP .

.

−1.011163 · 10 9.989888 · 10 .

.

5031.831.

.

.

.

9.963177 · 10−3 .

.

.

=.

.

.

036822 · 10−3 .5.

963177 · 10−3 δXP = 5. ⇒δXP = 9.036822 · 10−3 = 1000.036822 · 10−3 Le coordinate compensate del punto P sono dunque: Xˆ P = XP + δXP = 1000 + 9.005037m Calcolo il vettore degli scarti: .963177 · 10−3 = 1000.009963m Yˆ P = YP + δYP = 1000 + 5.

.

.

.

.

.

.

.

0 1 .

.

.

.

005 . 0.

.

.

.

963177 · 10 . − 3 9.

.

.

.

.

.

− .

.

.

= Vˆ = A δXˆ − l = .

−1 0 .

.

− 0.01 .

.

.

5.036822 · 10−3 .

.

.

.

−5 · 10−4 5 · 10−4 .

.

1.570796 · 10−5 .

.

.

.

.

.

.

.

036822 · 10−3 . 5.

.

.

.

3.6822447 · 10−5 .

0.005 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

= .

−9.963177 · 10−3 .

− .

.

= .

3.6822447 · 10−5 .

−0.01 .

.

.

.

.

.

.

4631775 · 10−3 . 2.

.

1.570796 · 10−5 .

.

817114 · 10−5 .−1.

.

.

.

.

.

1 · 106 .

.

3.6822447 · 10−5 .

0 0 .

.

.

.

T V PV .

.

.

.

= VT .

0 σˆ 02 = .

.

3.6822447 · 10−5 .

3409 1 · 106 0 . = 1.

.

.

.

m−n .

0 0 4.05 · 109 .

.

−1.817114 · 10−5 .

Si può ora calcolare la matrice di varianza covarianza dei parametri compensati: CXˆ Xˆ = σˆ 02 N −1 CXˆ Xˆ .

.

.

.

.

3395441 · 10−6 1.3558692 · 10−9 .1.

.

σ2 σ .

.

.

X .

XY .

=.

.

.

=.

.

1.3558692 · 10−9 1.3395441 · 10−6 .

.

σXY σY2 .

15738677 · 10−3 m Le coordinate compensate del punto P risultano: 94 . σX = ±1.15738677 · 10−3 m σY = ±1.

157 · 10−3 m YP = 1000.005037 ± 1.009963 ± 1.157 · 10−3 m La matrice di varianza covarianza degli scarti vale: Cνˆ νˆ h i 2 −1 −1 T ˆ = σ0 P − AN A P −1 .XP = 1000.

.

.

.

1 · 10−6 0 0 .

.

.

.

=.

0 .

1 · 10−6 0 .

.

− 10 .

46739934 · 10 . 0 0 2.

Cνˆ νˆ .

.

 .

.

.

.

0 1 .

.

.

011163 · 10−9 . 9.989888 · 10−7 1.

 .

.

.

.

3409  P−1 − . T =1.

−1 .

A  0 .

.

.

.

.

011163 · 10−9 9.989888 · 10−7 .−1.

.

−5 · 10−4 5 · 10−4 .

Cνˆ νˆ .

.

.

1.3558685 · 10−9 1.6909413 · 10−10 .3558692 · 10−9 −6.

.

.

.

.

= .

3558692 · 10−9 1.6909413 · 10−10 . 1.3558685 · 10−9 −6.

.

.

.

−6.6909413 · 10−10 3.6909413 · 10−10 −6.3018448 · 10−10 .

011163 · 10−3 ⇒ r2 = 1 · 106 = 1.3018448 = 0.997978 · 10−3 1.156801 · 10−3 gon Calcolo le ridondanze locali: ri = pi σˆ νi σˆ 02 ·10 1 · 106 1.3409 r1 = 1.3409 − 10 ·10 r3 = 4.6822119 · 10−5 m ⇒ σˆ ν2 = ±3.011163 · 10−3 1.05 · 109 3.  σˆ ν1 = ±3.8170979 · 10−5 rad = ±1.3558685·10−9 ⇒ ∑ r i = r1 + r2 + r3 = 1 i 95 .6822119 · 10−5 m σˆ ν3 = ±1.3409 −9 = 1.3558685 1.

96 .

ϑ.1) • Cartesiano ortogonale spaziale: è analogo a quello trattato nel caso piano con la sola aggiunta della terza coordinata Z. ρ0 . Come detto precedentemente (1.1. • Polare spaziale: in questo riferimento un punto viene individuato mediante un angolo di direzione λ. se l’asse Z coincide con la verticale l’angolo α viene detto "angolo di altezza".1 SISTEMI DI RIFERIMENTO SPAZIALI I sistemi di riferimento spaziali si possono dividere in (3. se l’asse Z coincide con la verticale ϕ l’angolo è anche detto "angolo zenitale". Può essere utilizzato in sede di misura qualora si desideri separare nel rilievo la parte altimetrica da quella planimetrica (esempio: rilievo planimetrico condotto per coordinate polari e altimetria misurata direttamente con livellazione geometrica). • Cilindrico: è analogo a quello polare piano. La terza dimensione viene rappresentata dalla coordinata Z analogamente a quanto avviene nel cartesiano ortogonale spaziale. Alternativamente è possibile usare il complementare α dell’angolo ϕ.Capitolo 3 GEODESIA ELLISSOIDICA 3. Z). Z). una distanza spaziale σ ed un angolo ϕ. Un punto viene determinato nel sistema di riferi97 . Un punto è individuato nel sistema di riferimento R mediante le tre coordinate R(X. Questo risulta essere l’unico angolo. Un punto è individuato nel sistema di riferimento R mediante i parametri R(O.2). Y. adoperato in topografia. di cui deve ruotare in senso orario l’asse Z per sovrapporsi alla direzione OP. crescente in senso antiorario.

1.1: Sistemi di riferimento Analogamente ai sistemi piani le trasformazioni possono essere espresse con semplici relazioni trigonometriche e geometriche: 1. σ. Il sistema polare spaziale risulta il loro naturale riferimento. ϑ.mento R mediante i parametri R(O. Esistono strumenti topografici (strumenti integrati e stazioni totali) che possono misurare sia angoli (azimutali e zenitali) che distanze. Da polare a cartesiano e viceversa X = σ cos ϕ cos λ Y = σ cos ϕ sin λ Z = σ sin ϕ p σ = X 2 + Y 2 + Z2 Y X Z ϕ = arccos σ λ = arctan 2. Da polare a cilindrico e viceversa ρ0 = σ sin ϕ Z = σ cos ϕ ρ0 ϕ = arctan Z q 2 σ = ρ0 + Z 2 98 . ϕ). Figura 3.

3. Da cartesiano a cilindrico e viceversa X = ρ0 sin ϑ Y = ρ0 cos ϑ p σ = X2 + Y2 ϑ = arctan 99 X Y .

469m = ( R N + h) cos ϕ sin λ = 609820. R N .764m) ricavare r. 00m.308. -4°41’44”. z):    X   S YS    Z S = ( R N + h) cos ϕ cos λ = 4470319.307=7°46’05”.791m 1 − e2 sin2 ϕ r RN = = 6389165.219m 100 .093 L’ellissoide di Hayford.307. utilizzato nel sistema Roma40.712m  = R N 1 − e2 sin ϕ + h sin ϕ = 4493938.17m cos ϕ Infine possiamo determinare (x. λ = λ MM + ω. (x. h) = (45°04’48”. ha le seguenti costanti: a = 6378388. 310. ω. otteniamo: r= q a cos ϕ = 4511502. α = 1/297 c α = 1− ⇒c = (1 − α) · a = 6356911. nel sistema Roma40 ha coordinate geodetiche: (φ.946m a 2 c e2 = 1 − 2 = 0. y.400 λ = 12°27’08”.400-4°41’03”.00672267 a Sapendo che valgono le seguenti relazioni. λ MM = 12°27’08”.ESERCIZIO 20 Il trigonometrico di Superga. z) nel sistema di Hayford. y.

manzino.764. eq = 1-(c^2/a^2).307].it % (C) Politecnico di Torino. %Longitudine Superga corretta da Monte Mario [rad] r = (a*cos(Lat_P_rad))/(sqrt(1-eq*sin(Lat_P_rad)^2)). X_P. %Longitudine Superga [rad] Lon_P_MM = Lon_MM + Lon_P_rad.3f\n’.mattia. Y_P = (RN+h_P)*cos(Lat_P_rad)*sin(Lon_P_MM). Lon_P = [-4 41 03. 101 .DIATI % (ambrogio.308].3f\nZ(P) = %10. Lon_MM = (12+(27/60)+(8.4/3600))/180*pi.Y_P. alfa = 1/297. %Longitudine Monte Mario [rad] %Svolgimento Lat_P_rad = ( Lat_P(1) + Lat_P(2)/60 + Lat_P(3)/3600 ) /180*pi. Z_P = RN*(1-eq)*sin(Lat_P_rad)+h_P*sin(Lat_P_rad).3f\nY(P) = %10. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [45 4 48. c = (1-alfa)*a. fprintf(’Le coordinate cartesiane geocentriche di P sono: \nX(P) = %10. %Raggio di curvatura sezione obliqua [m] RN = r/cos(Lat_P_rad). h_P = 310.% ESERCIZIO 20 % % Geodesia % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . %Latitudine Superga [rad] Lon_P_rad =-(-Lon_P(1) + Lon_P(2)/60 + Lon_P(3)/3600 ) /180*pi. %Latitudine Superga [g p s] %Longitudine Superga [g p s] %Altezza Superga [m] %Parametri ellissoide di Hayford a = 6378388.Z_P).deagostino)@polito. %Raggio di curvatura grannormale [m] %Soluzione X_P = (RN+h_P)*cos(Lat_P_rad)*cos(Lon_P_MM).

a (ϕ . 310. h) sull’ellissoide GRS 80: ( ϕ. λ .764m) passare da (ϕ .4 XP +YP + ZP q 2 = XP + YP2 + ZP2 = 6367776. λ . λ . Z p ) partendo dalle coordinate (ψ . a = 6378137.489m = σ cos ψ sin λ = 601634. Z ).6046 = arcsin √ 2 ZP 2 2 = 44°52’15”.ESERCIZIO 21 Date le coordinate di un punto P = (ϕ . da queste a (ψ . Z ) e.185m  = R N 1 − e2 sin ϕ + h sin ϕ = 4492545.021m = ( R N + h) cos ϕ cos λ = 4472544.117m 102 . Z) e.00669438 a 1−e2 sin2 ϕ = 6388862. 7°39’40”. h) Determiniamo le coordinate (X .312m e2 = 1 − RN = √    X   P YP    Z P c2 a2 = 0.00m α= 1 298. λ . λ . σ) passare da (ψ . λ . λ. σ) a (X. da queste. λ .2572 α = 1− c a ⇒ c = (1 − α ) · a c = 6356752.655m Determiniamo ora le coordinate (XP . h) a (X. Y. σ) utilizzando le relazioni :    λ P  ψP     σP = arctan XYPP = 7°39’40”.1186.489m = ( R N + h) cos ϕ sin λ = 601634. Yp . σ)    X   Y    Z = σ cos ψ cos λ = 4472544. Y. h) = (45°03’48”.6046.185m = σ cos ψ = 4492545.117m Determiniamo le coordinate (ψ . Y .

064 = 6388862.764m 103 .96m e quindi a partire dalla relazione r = ( R N + h) cos ϕ ricavo: h= r − R N = −21013.39’40”.0634 = 6388862.778m = 45°.6046 r= Z r √ X 2 + Y 2 = ( R N + h) cos ϕ = 4512828.h) utilizzando il metodo perturbativo: Y λ = arctan X = 7°.021m = 310. R N    h    ϕ   3° iteraz.020m = 310.765m = 45°. Si procede quindi con il calcolo di R N utilizzando il ϕ appena calcolato: RN = √ a 1−e2 sin2 ϕ = 6388789.31m cos ϕ e così procediamo con successive iterazioni sino alla convergenza dei risultati: 1° iteraz.0633662787696 = 6388862.263m = 382. R N    h = 45°.063367 = 6388862.021m = 310.87095 avendo trascurato in prima approssimazione il secondo termine in parentesi.λ.522m = 45°.Ricaviamo ora le coordinate (ϕ.148m  = 1− e2 R N R N +h  tan ϕ ⇒ ϕ = arctan Zr = 44°.    ϕ   RN    h   ϕ   2° iteraz. R N    h   ϕ   4° iteraz.

0633662787696 = 45°03’48”. alfa = 1/298.764.Conversione tra sistemi di coordinate % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .it % (C) Politecnico di Torino.1186 h =310.Si ottiene infine ϕ=45°. c =(1-alfa)*a.mattia.DIATI % (ambrogio.764 m % ESERCIZIO 21 % % Geodesia .6046]. %Latitudine del punto P [g p s] Lon_P = [ 7 39 40.deagostino)@polito. eq = 1-(c^2/a^2).784825056384457 e02 =6. %Altezza del punto P [m] %Parametri ellissoide GRS80 a = 6378137. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [45 03 48.manzino.0633662787696 = 45°03’48”.1186 Allo scopo si possono usare anche le formule di Bowring che non sono iterative: ϑ = arctan Za rc . e 02 = 02 3 +e c sin ϑ ϕ = arctan Zr− e2 a cos3 ϑ h = r cos ϕ + Z sin ϕ − a a2 − c2 c2 q 1 − e2 sin2 ϕ Nell’esercizio si ottiene: ϑ =0.7394974534292·10−3 (eccentricità seconda) ϕ=45°. %%CONTINUA%% 104 .1186].2572. %Longitudine del punto P [g p s] h_P = 310.

%Valore approssimato di ragggio grannormale [m] hv(1) = r/cos(Lat_NEW) .3f m\n’. %Aggiornamento dello scarto tra le iterazioni [m] end fprintf(’Il numero di iterazioni necessarie è %d.Lat_NEW.Y_P_NEW..8f rad\nLongitudine = %2. %Numero dell’iterazione while abs(d)>10^(-3) %.3f m\n’. X_P_NEW.finché l’altezza non varia più di un mm tra le iterazioni. %Raggio grannormale %Calcolo coordinate cartesiane geocentriche X_P =(RN+h_P)*cos(Lat_P_rad)*cos(Lon_P_rad). X_P.nuova iterazione. %Aggior. della latitudine [rad] RN = a/sqrt(1-eq*sin(Lat_NEW)^2). %Valore approssimato di altezza [m] d = 100. %Latitudine del punto P [rad] Lon_P_rad = (Lon_P(1) + Lon_P(2)/60 + Lon_P(3)/3600) /180*pi.lambda.3f m\n’. %Raggio della sezione obliqua RN = r/cos(Lat_P_rad).hv(n)). Z_P = RN*(1-eq)*sin(Lat_P_rad)+h_P*sin(Lat_P_rad). le coordinate geografiche di P sono:\nLatitudine: = %2.%Svolgimento Lat_P_rad = (Lat_P(1) + Lat_P(2)/60 + Lat_P(3)/3600) /180*pi. fprintf(’Le coordinate polari di P sono:\npsi = %2.8f rad\nh = %10.3f m\n’.Lon_NEW. Y_P_NEW = sigma*cos(psi)*sin(lambda). %Longitudine del punto P [rad] r = (a*cos(Lat_P_rad))/(sqrt(1-eq*sin(Lat_P_rad)^2)).3f m\nY(P) = %10. Z_P_NEW = sigma*sin(psi). psi.RN. Lat_NEW = atan(Z_P_NEW/r). lambda = atan(Y_P/X_P).3f m\nY(P) = %10. %Aggiornamento dell’altezza[m] d = hv(n)-hv(n-1)...Z_P_NEW).Z_P). %Passaggio da coordinate cartesiane a coordinate geografiche (metodo perturbativo) Lon_NEW = atan(Y_P_NEW/X_P_NEW)..3f m\nZ(P) = %10. fprintf(’Le coordinate cartesiane geocentriche di P sono: \nX(P) = %10.3f m\nZ(P) = %10. Y_P =(RN+h_P)*cos(Lat_P_rad)*sin(Lon_P_rad). r = sqrt(X_P_NEW^2+Y_P_NEW^2).sigma).Y_P.n. %Valore approssimato di latitudine [rad] RN = a/sqrt(1-eq*sin(Lat_NEW)^2). sigma = sqrt(X_P^2+Y_P^2+Z_P^2). %. %Variazione di altezza tra le iterazioni (imposto preventivamente pari a 100 m) n = 1. n=n+1. %Aggiornamento del raggio grannormale[m] hv(n)= (r/cos(Lat_NEW))-RN. %Passaggio da coordinate cartesiane a coordinate polari psi = asin(Z_P/(sqrt(X_P^2+Y_P^2+Z_P^2))).. fprintf(’Le coordinate cartesiane geocentriche di P sono: \nX(P) = %10. 105 ... Lat_NEW = atan((Z_P_NEW/r)/(1-(eq*RN/(RN+hv(n-1))))).8f rad\nlambda = %2.. %Passaggio da coordinate polari a coordinate cartesiane X_P_NEW = sigma*cos(psi)*cos(lambda).8f rad\nsigma = %10.

3992 · 1010 106 .h)=(45°. 500m) determinare il valore della gravità normale γ e il potenziale di gravità normale U.λ.540m Si può ora procedere con il calcolo di γ e di W(U) dopo aver calcolato k:  k = α− ω 2 a3 2GM  2a2 3 = 4.313 = 0.2572 c = (1 − α) · a = 6356752.λ.8m  = R N 1 − e2 sin ϕ + h sin ϕ = 4487701.3m GM = 398600.ESERCIZIO 22 Date le coordinate di un punto P = (ϕ.7m = ( R N + h) cos ϕ sin λ = 784532.33 XP +YP + ZP q 2 = XP + YP2 + ZP2 = 6367989.5 · 10−9 m3/s2 ω = 7.29215 · 10−5 rad/s mediante le quali otteniamo le coordinate geocentriche:    X   P YP    Z P = ( R N + h) cos ϕ cos λ = 4449306.00669438 a 1−e2 sin2 ϕ = 6388838. Le costanti dell’ellissoide GRS80 sono: a = 6378137. 10°.h) sull’ellissoide GRS 80: (ϕ. α = 1 − ac .00.9m e quindi alle coordinate polari utilizzando le relazioni:   λP    ψP     σP = arctan XYPP = 10° = arcsin √ 2 ZP 2 2 = 44°48’27”. c2 a2 e2 = 1 − RN = √ α= 1 298.

 γ0 = 9.manzino. Lat_P_rad =(Lat_P(1)+Lat_P(2)/60+Lat_P(3)/3600)/180*pi. c = (1-alfa)*a.3f m\nZ(P) = %10.Gravità e potenziale gravitazionale % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [45 0 0].30877 · 1 − 0. Lon_P = [10 0 0]. eq = 1-(c^2/a^2).00142 · sin2 ϕ · 10−5 · 4h = −0. X_P. fprintf(’Le coordinate cartesiane geocentriche di P sono: \nX(P) = %10. %%CONTINUA%% 107 .0053024 · sin2 ϕ − 5.it % (C) Politecnico di Torino.Z_P). alfa = 1/298.00154275m/s2 γ = γ0 + γh = 9.0000729215.780327 · 1 + 0. Z_P = Rn*(1-eq)*sin(Lat_P_rad)+h_P*sin(Lat_P_rad).DIATI % (ambrogio. omega = 0.80619988m/s2  γh = −0.mattia. Y_P = (Rn+h_P)*cos(Lat_P_rad)*sin(Lon_P_rad). Rn = a/sqrt(1-eq*(sin(Lat_P_rad))^2).deagostino)@polito. %Calcolo delle coordinate cartesiane geocentriche X_P = (Rn+h_P)*cos(Lat_P_rad)*cos(Lon_P_rad).3f m\n’.8 · 10−6 · sin2 2ϕ = 9.2572. GM = 398600500000000.80465712m/s2 U= GM σ h 1+ k 2σ2  1 − 3 sin2 ψ + ω 2 σ3 cos2 ψ GM i = 62632038m2/s2 % ESERCIZIO 22 % % Geodesia . %Parametri ellissoide GRS80 a = 6378137.Y_P. h_P = 500.3f m\nY(P) = %10. Lon_P_rad =(Lon_P(1)+Lon_P(2)/60+Lon_P(3)/3600)/180*pi.

sigma = sqrt(X_P^2+Y_P^2+Z_P^2). U =(GM/sigma)*(1+((k/(2*sigma^2))*(1-3*(sin(psi))^2))+ +(((omega^2)*(sigma^3)*(cos(psi)^2))/(2*GM))).lambda. 108 . gamma0 = 9. gammah = -0.%Passaggio da coordinate cartesiane a coordinate polari psi = asin(Z_P/(sqrt(X_P^2+Y_P^2+Z_P^2))).0053024*(sin(Lat_P_rad))^2-0.30877*(1-0.8f rad\nsigma = %10. gamma = gamma0 + gammah. fprintf(’Le coordinate polari di P sono:\npsi = %2.780327*(1+0.8f rad\nlambda = %2.sigma).3f m\n’. %Calcolo la gravità normale (gamma) ed il potenziale di gravità (U) k = (alfa-((omega^2)*(a^3)/(2*GM)))*(2*a^2)/3.00142*(sin(Lat_P_rad))^2)*10^(-5)*h_P.0000058* *(sin((2*Lat_P_rad)))^2). lambda = atan(Y_P/X_P). psi.

Mediante le formule di Eulero si verrà ad avere: 1 cos2 α sin2 α = + Ra ρ RN R a = 6378402.170m Il raggio della sfera locale sarà: R= p ρ · R N = 6378411.812m 109 . L’ ellissoide internazionale di Hayford. Il raggio di curvatura di una sezione obliqua di azimuth α=45° ed inclinata di β=30° rispetto alla normale n’.651m Il raggio massimo di curvatura R N sarà: RN = a q (1−e2 sin2 ϕ) = 6389165.307” h = 310.861m Di seguito calcoleremo il raggio di curvatura della sezione obliqua.308” ω = -4°41’03.006722670022 Il raggio minimo di curvatura ρ sarà: ρ= a · (1− e2 ) (1−e2 sin2 ϕ) 3/2 = 6367676.ESERCIZIO 23 Nel sistema Roma40. Il raggio del parallelo.764 m Calcolare: I raggi principali di curvatura ed il raggio della sfera locale. usato dal sistema Roma40 ha queste costanti geometriche: a = 6378388m e2 = 0. il vertice trigonometrico IGM del 1° ordine “Superga” (asse cupola) ha le seguenti coordinate geografiche (riferite all’ellissoide internazionale) ϕ= 45°04’48.

omega = sqrt(1-eq*(sin(Lat_P_rad))^2).it % (C) Politecnico di Torino.DIATI % (ambrogio. Lat_P_rad = ( Lat_P(1)+Lat_P(2)/60+Lat_P(3)/3600)/180*pi.006722670022. %Raggio sezione obliqua 110 %Formula di Eulero .deagostino)@polito. beta = 30. eq = 0. r=Rn*cos(Lat_P_rad).764.Il raggio di curvatura della sezione obliqua sarà: r = Rα · cos β = 5533179.791m % ESERCIZIO 23 % % Geodesia .346m Di seguito calcoleremo il raggio del parallelo: r = R N · cos ϕ = 4511502. Rb = Ra*cos(beta_rad). alfa = 45. %Raggio %Raggio %Raggio %Raggio minimo massimo sfera locale del parallelo Ra = 1/(cos(alfa_rad)^2/ro+sin(alfa_rad)^2/Rn).308]. R=sqrt(ro*Rn). h_P = 310.Raggi dell’ellissoide % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .307].manzino. %Svolgimento alfa_rad = alfa/180*pi. %Soluzione ro=a*(1-eq)/omega^3. Rn=a/omega. %Parametri ellissoide Hayford a = 6378388.mattia. Lon_P = [-4 41 03. beta_rad = beta/180*pi. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [45 04 48.

L’equazione dello sferoide è σs = a 1 − α sin2 ψ  α= a−c a Quella dell’ellissoide di uguali semiassi (a. La distanza di un punto dell’ellissoide dall’origine (nel nostro esempio la distanza di un 111 . I parametri dell’ellissoide WGS84 e GRS80 sono: Ellissoide Semiasse a Semiasse c Inverso di α (1/α) GRS 80 6378137.0 m 6356752.314245 m 298. Si utilizzino i parametri dell’ellissoide WGS84. Calcolare poi il massimo scostamento angolare.0 m 6356752.ESERCIZIO 24 Si desidera calcolare lo scostamento metrico tra ellissoide e sferoide a parità di latitudine geocentrica.257223563 Utilizzeremo questi ultimi.257222101 WGS 84 6378137. c) è: xe = a cos β ze = c sin β Dove β è un parametro angolare non descritto in figura.314140 m 298.

ze ) e.65 23.73 74317. da questi σe .50 6. Per l’ellissoide si ha: tan ψ = ze xe = c sin β a cos β = ac tan β β = arctan a c tan ψ  Possiamo quindi ricavare l’angolo β e. da zero a 90 gradi.23 35 71077. Dobbiamo tuttavia cercare questa differenza a parità di angolo ψ.17 3.01 77492. da questi i valori (xe . da zero a 90 gradi.81 10 77489.85 71101. Riportiamo questi valori. perciò serve una relazione che leghi quest’anglo sull’ellissoide e sullo sferoide.punto dell’ellisse) vale: σe = q xe2 + z2e La differenza delle quantità σs e σe è quanto noi cerchiamo.16 15 76697.80 40 69275.13 112 .74 77974.32 75635.75 76704.23 69301.56 15.00 0.60 72790.00 78137. Ordineremo poi queste differenze per valori variabili di ψ.56 0.47 11.00 5 77973.75 20 75624.83 30 72770.15 25 74301. a meno di 6300000 m sia per l’ellissoide che per lo sferoide: ψ σ Ellissoide σ Sferoide σS − σE 0 78137.36 26.83 20.

31 0.66 26. lo scostamento è nullo ai poli e all’equatore.84 65587.75 15.17 65 60555.14 85 56913.74 59253.14 3.85 11.31 56752.ψ σ Ellissoide σ Sferoide σS − σE 45 67417.72 80 57394.00 57397.93 50 65561.81 90 56752. calcolando il massimo scostamento angolare tra queste due superfici.95 56914.98 60571. ed è massimo a 45° di latitudine. Al lettore spetta proseguire l’esercizio.11 55 63763.82 6.1.78 70 59242.75 0.00 Come si vede anche dall’immagine seguente.72 67444. Figura 3.31 62098.2: 113 .90 63787.10 75 58178.66 23.49 20.95 26.10 58184.76 60 62078.

e2 = 1 − c2 a2 α= 1 297 c = (1 − α) · a = 6356911.946 = 0. λ = 9°. a = 6378388.00672267 Si utilizza la relazione di Clairaut: r = sin α = cost = K Ricordando la seguente si avrà: r= q a · sin α · cos ϕ ······ ⇒ ···K = q   = 2954051. Calcolare l’azimuth della geodetica in P’ e P” di latitudine ϕ’ = 45° e ϕ” = 46° utilizzando i parametri dell’ ellissoide di Hayford.737 1 − e2 sin2 ϕ 1 − e2 sin2 ϕ a · cos ϕ Da cui si otterranno le seguenti relazioni:    q   q a·cos ϕ0 (1−e2 sin2 ϕ0 ) a·cos ϕ00 (1−e2 sin2 ϕ00 ) · sin α0 =K · sin α00 =K Mediante le quali si avrà:    0   α q = arcsin a·cos ϕ0 q   00   α = arcsin (1−e2 sin2 ϕ0 ) (1−e2 sin2 ϕ00 ) a·cos ϕ00 ! ·K = 40°83398 ! ·K 114 = 41°72436 . α = 1 − ac .ESERCIZIO 25 Si considera la geodetica uscente con azimuth α = 40° da un punto di latitudine ϕ = 44° .00.

it % (C) Politecnico di Torino. omega_1 = sqrt(1-eq*(sin(Lat_1_rad))^2). Lat_1 = [45 0 0].mattia. alfa_E = 1/297. %Azimuth della geodetica in P’’ 115 . c = (1-alfa_E)*a. Lon_P = [ 9 0 0]. Lat_2 = [46 0 0]. omega_2 = sqrt(1-eq*(sin(Lat_2_rad))^2). alfa_1 = asin(K/r_1)/pi*180. r_2 = Rn_2*cos(Lat_2_rad). Rn_P = a/omega_P. %Raggio parallelo K = r*sin(alfa_rad). alfa = 40. r = Rn_P*cos(Lat_P_rad). omega_P = sqrt(1-eq*(sin(Lat_P_rad))^2). Lat_1_rad = (Lat_1(1)+Lat_1(2)/60+Lat_1(3)/3600)/180*pi. Lat_P_rad = (Lat_P(1)+Lat_P(2)/60+Lat_P(3)/3600)/180*pi. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [44 0 0]. Rn_2 = a/omega_2. Rn_1 = a/omega_1. %Teorema di Clairault r_1 = Rn_1*cos(Lat_1_rad). Lat_2_rad = (Lat_2(1)+Lat_2(2)/60+Lat_2(3)/3600)/180*pi.Azimuth della geodetica % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino .manzino. %Parametri ellissoide Hayford a = 6378388. %Svolgimento alfa_rad = alfa/180*pi. %Azimuth della geodetica in P’ alfa_2 = asin(K/r_2)/pi*180.% ESERCIZIO 25 % % Geodesia .deagostino)@polito. eq = 1-(c^2/a^2).DIATI % (ambrogio.

116 . 20000 km.307 = 310.308 = −4°410 0300 .764m Viene di seguito determinato l’ errore ε. 1 s4 s0 − s ε= = · · s0 360 R2N · R2α  e2 1 − e2  · sin2 2α cos4 ϕ Il raggio massimo di curvatura R N sarà: RN = q a 1 − e2 sin2 ϕ  = 6389165.156530897 · 10−6 Rα ρ RN Di seguito viene proposta una tabella riassuntiva con i risultati.170m Il raggio minimo di curvatura ρ sarà: ρ= a · 1 − e2  1 − e2 · sin2 ϕ 3/2 = 6367676. 1000. Usiamo le costanti geometriche dell’ellissoide internazionale: e2 = 0.ESERCIZIO 26 Verificare i teoremi della geodesia operativa. Le coordinate di Superga sono:    ϕ   λ    h = 45°040 4800 . 500. 10000.65m da cui si avrà: 1 cos2 α sin2 α = + = 0.006722670022 a = 6378388m. A partire dal vertice IGM di Superga considerare una geodetica uscente avente azimuth α = 100° e una lunghezza di 100.

%Latitudine Superga [g p s] Lon_P = [-4 41 03. %Longitudine Superga corretta da Monte Mario [rad] %%CONTINUA%% 117 .28165·10−14 100° -2. %Altezza Superga [m] alfa = 100.28165·10−6 100° -2.308]. %Longitudine Superga [g p s] h_P = 310.891·10−10 1000km 3. s = [100 500 1000 10000 20000].28165·10−10 100° -2.3564·10−11 500km 2.0510·10−11 100° -5. c = (1-alfa_E)*a. alfa_E = 1/297.3564·10−7 20000km 5.Teoremi della geodesia operativa % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . %Longitudine Superga [rad] Lon_P_MM = Lon_MM + Lon_P_rad. Lon_MM = (12+(27/60)+(8.DIATI % (ambrogio.manzino.3564·10−9 10000km 3. eq = 1-(c^2/a^2). %Parametri ellissoide di Hayford a = 6378388.2506·10−5 100° -9.764.4/3600))/180*pi. %Latitudine Superga [rad] Lon_P_rad =-(-Lon_P(1) + Lon_P(2)/60 + Lon_P(3)/3600 ) /180*pi.it % (C) Politecnico di Torino.deagostino)@polito.307]. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [45 4 48.mattia.4256·10−7 % ESERCIZIO 26 % % Geodesia . %Longitudine Monte Mario [rad] %Svolgimento Lat_P_rad = ( Lat_P(1) + Lat_P(2)/60 + Lat_P(3)/3600 ) /180*pi.s ε α 4α 100km 3.

RN = a/omega. ro = a*(1-eq)/omega^3. D_alfa(c) = s(c)^2/(12*RN*Ra)*(eq/(1-eq))*(sin(2*alfa_rad))*(cos(Lat_P_rad))^2. alfa_rad = alfa*pi/180. eps(c) = (1/360)*(s(c)^4)/(RN^2*Ra^2)*(eq/(1-eq))*(sin(2*alfa_rad))^2* *(cos(Lat_P_rad))^4. Ra_inv = ((cos(alfa_rad))^2/ro)+((sin(alfa_rad))^2/RN).omega = sqrt(1-eq*(sin(Lat_P_rad))^2). end 118 . for c = 1:length(s) s(c) = s(c)*1000. Ra = 1/Ra_inv.

2572 c = (1 − α) · a = 6356752. e2 = 1 − RN = √ c2 a2 α= 1 298. H) sono le seguenti:    ξ   η    h = Φ−ϕ = (Λ − λ) cos ϕ = H+N da cui si ottiene: 119 . Calcolare inoltre le coordinate di un secondo punto Q che nel riferimento cartesiano locale con origine in P dista x = 1000m .313 = 0. λ. h = 200m. z = −0.5 · 10−9 m3/s2 ω = 7.5m.2m.ESERCIZIO 27 Del punto P di coordinate ellissoidiche (ellissoide GRS80): latitudine = 45°15’.913m GM = 398600. ondulazione N = 42.29215 · 10−5 rad/s A20 = 1082. Λ. y = −500m. h) alle coordinate naturali (Φ.63 · 10−6 Le relazioni che legano le coordinate ellissoidiche (ϕ. α = 1 − ac .00. L’ellissoide GRS80 è caratterizzato dalle seguenti: a = 6378137. calcolare le coordinate naturali. η = −20”.00669438 a 1−e2 sin2 ϕ = 6388931. longitudine = 9°. deviazione della verticale ξ = 30”.

2 + 200 = 157.94m  = R N 1 − e2 sin ϕ + h sin ϕ = 4507093. h)    X   P YP    Z P = ( R N + h) cos ϕ cos λ = 4442664.46m si procede ora con il calcolo delle coordinate XQ . YQ . ZP in funzione delle coordinate naturali (ϕ.57m = ( R N + h) cos ϕ sin λ = 703648. λ. ZQ . YP .59 cos ϕ cos ϕ cos 45°150 H = h − N = −42.8 Calcolo delle coordinate XP .Φ = ϕ + ε = 3000 + 45°150 3000 Λ= η + λ cos ϕ η −2000 = +λ = + 9° = 8°590 3100 .

.

.

.

.

.

.

x .

.

− sin λ .

.

XQ − X P .

cos λ 0 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

y .

= .

− sin ϕ cos λ − sin ϕ sin λ cos ϕ.

· .

YQ − YP .

.

.

.

.

.

.

.

z .

.

cos ϕ cos λ cos ϕ sin λ sin ϕ .

.

ZQ − ZP .

171m e quindi a partire dalla relazione r = ( R N + h) · cos ϕ ricavo: 120 .796m r = XQ Q   ZQ Z e2 R N = 1− tan ϕ ϕ = arctan = 45°.124m ZQ = 4506741.0531 r RN + h r avendo trascurato in prima approssimazione il secondo termine in parentesi.012737 λ = arctan XQ q 2 + Y 2 = 4498397.102m Con il metodo perturbativo si calcolano le coordinate geodetiche del punto Q. XQ = 4442858510m YQ = 704692. YQ = 9°. Si procede quindi con il calcolo di R N utilizzando il ϕ appena calcolato: RN = q a 1 − e2 sin2 ϕ  = 6388858.

it % (C) Politecnico di Torino.Conversione tra sistemi di coordinate % % Ambrogio Manzino e Mattia De Agostino % Politecnico di Torino . %PARAMETRI ELLISSOIDE GRS80 a = 6378137.2455 = 6388930. alfa_E = 1/298. R N    h . %%CONTINUA%% 121 .h= r − R N = −21260.DIATI % (ambrogio.deagostino)@polito. eq = 1-(c^2/a^2). h_P = 200. c = (1-alfa_E)*a. R N    h = 45°.601m % ESERCIZIO 27 % % Geodesia .    ϕ   3° iteraz.602m = 45°.657m cos ϕ e così procedo con successive iterazioni sino alla convergenza dei risultati:    ϕ   1° iteraz.228m = 199.2462 = 6388930.manzino.mattia.25722.228m = 199.. R N    h    ϕ   4° iteraz. 2012 clear %Pulisce la memoria dalle variabili esistenti clc %Pulisce il command window % Dati di input Lat_P = [45 15 0].. Lon_P = [ 9 0 0].2455 = 6388930.472m = 272.539m = 45°. csi_P = [ 0 0 30].

Lat_P_rad = ( Lat_P(1)+Lat_P(2)/60+Lat_P(3)/3600)/180*pi. while abs(deltaH)>10^(-5) c=c+1. LAM_P_NAT =(eta_P_rad/cos(Lat_P_rad))+Lon_P_rad. Lon_P_rad = ( Lon_P(1)+Lon_P(2)/60+Lon_P(3)/3600)/180*pi. %Svolgimento csi_P_rad = ( csi_P(1)+csi_P(2)/60+csi_P(3)/3600)/180*pi. Z_P_NAT = RN*(1-eq)*sin(PHI_P_NAT)+H_P_NAT*sin(PHI_P_NAT).00108263. cos(PHI_P_NAT)*cos(LAM_P_NAT) cos(PHI_P_NAT)*sin(LAM_P_NAT) sin(PHI_P_NAT)]. %Calcolo delle coordinate naturali PHI_P_NAT = Lat_P_rad + csi_P_rad. RN = a/sqrt(1-eq*sin(PHI_P_NAT)^2). PHI_Q_NAT = atan(Z_Q_NAT/r).0003986005. Z_P_NAT]. %Calcolo delle coordinate naturali del punto Q LAM_Q_NAT = atan(Y_Q_NAT/X_Q_NAT). %Calcolo delle coordinate cartesiane naturali X_P_NAT = (RN+H_P_NAT)*cos(PHI_P_NAT)*cos(LAM_P_NAT). RN = a/sqrt(1-eq*sin(PHI_Q_NAT)^2). deltaH=10000. A20 = 0. Y_P_NAT = (RN+H_P_NAT)*cos(PHI_P_NAT)*sin(LAM_P_NAT). RN = a/sqrt(1-(eq*(sin(Lat_P_rad))^2)). XYZ_P_NAT = [X_P_NAT. end 122 . XYZ_Q_NAT = XYZ_P_NAT + ROT^-1 * D_XYZ_Q_NAT’. -sin(PHI_P_NAT)*cos(LAM_P_NAT) -sin(PHI_P_NAT)*sin(LAM_P_NAT) cos(PHI_P_NAT). eta_P_rad = -(-eta_P(1)+eta_P(2)/60+eta_P(3)/3600)/180*pi. c=1. deltaH = H_Q_NAT(c) .H_Q_NAT(c-1). PHI_Q_NAT = atan((Z_Q_NAT/r)/(1-(eq*RN/(RN+H_Q_NAT(c-1))))).0000729215. Y_P_NAT. H_Q_NAT(1)=(r/cos(PHI_P_NAT))-RN. X_Q_NAT = XYZ_Q_NAT(1). H_P_NAT = h_P-N_P. %Calcolo delle coordinate cartesiane naturali del punto Q ROT = [-sin(LAM_P_NAT) cos(LAM_P_NAT) 0. Z_Q_NAT = XYZ_Q_NAT(3). r = sqrt(X_Q_NAT^2+Y_Q_NAT^2). GM = 0. Y_Q_NAT = XYZ_Q_NAT(2). H_Q_NAT(c)=(r/cos(PHI_Q_NAT))-RN.omega= 0.

L’ellissoide (GRS80) e caratterizzato dalle seguenti costanti a = 6378137m α= 1 298.639 ρP R NP − Dove ρ P e R NP sono stati calcolati dalle seguenti relazioni:  635439. Si desiderano i due raggi di curvatura in P e Q.3m. h = 200m.994939678 = 6367661.324 3/2 = 0.996647189 = 6. Si desiderano ricavare le coordinate geografiche di Q.694380517 · 10−3 Essendo s = 12135. " # sin2 α P s · cos α P s2 · sin ϕ P 3e2 · cos ϕ P · cos2 α P  + ϕQ = ϕP + − · + ρP 2ρ P R NP · cos ϕ P ρ P 1 − e2 sin2 ϕ P  s3 · sin2 α P · cos α P 1 + 3 tan 2 ϕ P = 45°180 1400 . longitudine = 9°. si misurano azimuth e distanza ad un secondo punto Q: azimuth = 60°150 2000 distanza = 12135.2572 α = 1 − ac · · · ⇒ · · · e2 = 1 − c2 a2 c a = 1 − α = 0.3m < 100km allora si può risolvere direttamente il problema sulla superficie dell’ellissoide a mezzo degli sviluppi di Legendre.913m  1/2 0. Si desiderano le coordinate geografiche rettangolari di Q.741 3 6ρ P s · sin α P s2 · sin 2α P · sin ϕ P s3 λQ = λP + + + · R NP · cos ϕ P 6R NP · cos2 ϕ P 2R2NP · cos2 ϕ P   sin 2α P · cos α P 2 tan2 ϕ P · 3 sin α P · + = 9°080 0300 .998310372 1 − e2 · sin2 ϕ ρP = R NP a · 1 − e2 2 P 123 .ESERCIZIO 28 Dal punto P sull’ellissoide GRS80 di coordinate ellissoidiche (GRS80): latitudine = 45°150 .744m 1 − e2 · sin ϕ P a 6378137 = = = 6388931.

 X Q = s · sin (α P − ε) = 10536.720m Y I Raggi di curvatura in Q saranno: ρQ = R NQ = a · 1 − e2  1 − e2 · sin2 ϕQ a 1 − e2 · sin2 ϕQ 3/2 = 6367722.0536 Calcolo delle coordinate del punto Q rispetto al polo P.315m 1/2 = 6388952.170m 124 .Si determinano ora le coordinate geografiche rettangolari di Q. 3ε = s2 · sin α P · cos α P 2 · ρ P · R NP ⇒ ε = 0°00 000 .435m Q = s · cos (α P − 2ε) = 6020.

Per il triangolo rettangolo che ha ipotenusa PQ si calcolino gli angoli sull’ellissoide e sul piano con l’uso del Teorema di Legendre.2572 α = 1− e2 = 1− c a · · · ⇒ · · · ac = 1 − α = 0.996647189 c2 a2 = 6.129m 125 . λ = 9°15’.743m (1−e2 ·sin2 ϕP ) a = 1/2 = 6388931.976m (1−e2 ·sin2 ϕQ ) a = 1/2 = 6389056.737m (1−e2 ·sin2 ϕQ ) Si calcolano ora XQ e YQ : XQ = R NQ · cos ϕQ (λQ − λ P ) = 19510.913m 2 ·sin2 ϕ 1 − e ( P) E in Q:    ρQ =    R NQ a · (1− e2 ) 3/2 = 6368034.671m YQ = ρm · ( ϕ3 − ϕ P ) = 37078. Si desiderano le coordinate geografiche rettangolari di Q. h = 200m .ESERCIZIO 29 Due punti P e Q hanno di coordinate ellissoidiche (GRS80): P :ϕ = 45°15’. L’ ellissoide (GRS80) è caratterizzato dai seguenti parametri: a = 6378137m α= 1 298. h = 400m Si desiderano ricavare le coordinate polari di Q rispetto a P (azimuth e lunghezza della geodetica).694380517 · 10−3 Si determinano ora i raggi di curvatura in P    ρ P =    R NP a · (1− e2 ) 3/2 = 6367661. Si calcolino i due raggi di curvatura in P e Q. λ = 9°. Q : ϕ = 45°35’.

1482   elliss β elliss = 90°    γ = 90° + 3 · ε − α = 62°140 4800 .834 2 · ρmedio · R Nmedio dove il raggio ρmedio e R Nmedio sono stati calcolati utilizzando ϕmedio = ϕ P + ϕ Q + ϕ3 3 Verranno successivamente calcolati α P ed s  α = arctan s= q XQ + ε · YQ YQ − 2ε · XQ  = 27°450 1300 .870   piano β piano = 90° − ε = 89°590 5900 .389    γ = 90° − α + 2ε = 62°140 4700 .741 piano P 126 .352 P elliss e sul piano:    α = α P − ε = 27°450 1200 .482 ( XQ + ε · YQ )2 + (YQ − 2 · ε · XQ )2 = 41898.087m Sull’ellissoide si avranno:    α = α P = 27°450 1300 .Dove: (λQ − λ P )2 · R NQ · sin ϕQ · cos ϕQ ϕ3 = ϕ Q + 2 · ρQ " # e a · 1 − e2 ρm =  1 − e2 · sin2 ϕm con ϕm = 3/2 ( ϕ3 + ϕ P ) 2 Si determina ora l’ eccesso sferico ε 3ε = XQ · YQ = 0°000 0100 .

129m NO Ed.69347” 183.430m    Z = 4522518. le coordinate locali di Novara rispetto a Vercelli sono: .943m) Ricavare le coordinate locali (Euleriane) di Novara rispetto a Vercelli.313m e = 6.339m 2 2 1 − e sin ϕ    XVC = ( R N + h) cos ϕ cos λ = 4443191.02984” 8°36’50. infine.6943806918045 · 10−3 a RN = q  = 6388962. c = 6356752.800m N   X NO = 4431893.49222” 8°25’14.223m   YNO = 671366. per Novara si ottiene: R = 6389005.763m   YVC = ( R N + h) cos ϕ sin λ = 657757.ESERCIZIO 30 Nel sistema GRS80 le coordinate di Novara e Vercelli sono: NOVA(45°26’50.636m     Z = R 1 − e2 sin ϕ + h sin ϕ = 4513434. Si ha: a = 6378137m.586m) VERC (45°19’52.718m 2 VC N Allo stesso modo.30318” 218.

.

.

.

.

.

.

.

.

x NO .

.

− sin λ cos λ 0 .

.

.

.

X NO − XVC .

.

.

.

15116.655m.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

y NO .

= .

− sin ϕ cos λ − sin ϕ sin λ cos ϕ.

· .

YNO − YVC .

= .

12917.096m.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

z NO .

.

cos ϕ cos λ cos ϕ sin λ sin ϕ .

.

ZNO − ZVC .

.

3.660m .

Dall’ultima di queste coordinate si desume che Novara. risulta più alta di 3.66 m. rispetto ad un piano locale tangente a Vercelli. Si desume poi che è situata a 15 km lungo la direzione locale del parallelo (più ad est) ed è a circa 13 km lungo la direzione del meridiano (più a nord). 127 .

3 cm. h = 714.ESERCIZIO 31 Da un punto situato a Scopello (VC) si è misurato con un distanziometro ad onde una distanza inclinata verso Alpe di Mera. Dobbiamo ricavare l0 dato l e.300”. sostituendo all’ellissoide una sfera locale. I problemi planimetrici si risolp vono riferendosi alla sfera locale di raggio R = ρR N . entro 10 km sarebbe solo di 1. in seguito.060”. Anche dal punto di vista altimetrico.2m L’altezza ellissoidica di Mera è h = 1088m. Le coordinate del punto di misura sono: ϕ = 45°46’17. l’errore. Ridurre tale distanza alla carta di Gauss utilizzando i parametri dell’ellissoide GRS80. λ = 8°05’40.42m. Prima di risolvere il problema occorre impostarlo in modo generale. Siamo all’interno del campo geodetico. Osservando il triangolo OP1P2 si ha: OP2 = R + h1 + 4h 128 . La distanza inclinata è di 1232. ridurre l0 alla carta di Gauss.

l 1− 2 l R r   l0 ∆h2 h1 + h2 −1/2 = 1− 2 1+ l l R Ora sviluppando in serie binomiale. uguagliando i termini al secondo membro l2 l 2 − 4 h2 = 02 2 ( R + h1 ) ( R + h1 + 4 h ) 2R    h1 h2 2 2 2 l − 4 h = l0 1 + 1+ R R Trascurando il termine h1 h2 ≤ 10−6 R R     ∆h2 h1 + h2 2 2 = l0 1 + . che non è immediata) cos δ = 1 − l 2 − 4 h2 2 ( R + h1 ) ( R + h1 + 4 h ) la soluzione è l0 = Rδ ma ciò richiede sia noto il dislivello 4h. l0 ≈ l  ∆h2 ∆h4 1− 2 + 4 2l 8l  h1 + h2 1− 2R 129  . ad esempio attraverso una livellazione trigonometrica oppure. avendo a disposizione le altezze ellissoidiche di entrambi i punti.applicando la formula di Carnot l 2 = ( R + h1 )2 + ( R + h1 + 4h)2 − 2 ( R + h1 ) ( R + h1 + 4h) cos δ da cui si ottiene (al lettore la dimostrazione. La scrittura in questa forma ci serve solo per capire con che precisione si riduce la distanza. Vediamo però se è possibile una ulteriore semplificazione. come in questo caso. Per distanze limitate a poche decine di km si può scrivere anche cos δ ≈ 1 − l02 2R2 Ci rendiamo conto che. data la precisione delle altezze ellissoidiche e del dislivello ellissoidico.

essendo il secondo termine molto più piccolo.180m. R = 6378677. Si sa che m = 1+ λ2 2 cos2 ϕ. Infine. sempre con i nostri dati abbiamo ρ = 6368245. un’imprecisione dell’altezza media di 6 metri comporta un’imprecisione della distanza ridotta di 10−6 . R N = 6389127. Si noti tuttavia che. ipotizzando senza errore la distanza inclinata.Ciò che usualmente serve è raggiungere una precisione dell’ordine di 10−6 .615m.9527587243 l l0 = 1174. lcarta = 1173. è sufficiente che   l0 ∆h σ ≈ σ∆h 2 l l Nel nostro esempio si ha σ4h = ±4mm Che è una richiesta molto esigente. Da questa formula si nota che la principale fonte di errore deriva dalla prima parentesi.853m l0 ≈ (0. basta una precisione metrica delle quote per raggiungere la precisione di 10−6 nella riduzione delle distanze.9528933086) (0.801m 130 . Per quanto riguarda il primo termine. µ = 0.9996607409.000060765.9998587624) = 0. µ = m · 0. se il dislivello è dell’ordine di pochi metri. Per l’esattezza.9996 m = 1.199m Ora occorre ridurre alla carta di Gauss. per distanze di un km o maggiori.

436m Con i parametri dell’ellissoide GRS80: 1. E0 = 500000 Ricordiamo le costanti delle formule di Hirvonen: ε2 = a2 − c2 c2 e1 = √ 1− √1− e2 1+ 1− e2 = e2 1− e2 = 6. Determinare l’azimuth α da SAVI verso BIEL.00153”.6792203863837 · 10−3 131 .40906”. 3. CR = 0. λ = 8°2’53.69134”. Verificare che la somma degli angoli interni del triangolo sull’ellissoide supera π dell’eccesso sferico. λ = 9°8’10. 4. Per verifica. 2.644m SAV I ϕ = 44°38’51. ritornare alle coordinate geografiche di un punto.626m. λ = 7°39’38. Gli angoli del triangolo sull’ellissoide. Partiamo dai parametri dell’ellissoide di riferimento: a = 6378137m.476m PAV I ϕ = 45°12’10. 7.9996. 6.74503”.257223563 e2 = 1 − (1 − α)2 = 10−3 · 6.ESERCIZIO 32 Siano date le coordinate geografiche di tre punti BIEL ϕ = 45°33’38. h = 480.69437999014133 c = (1 − α) a = 6356752. Ricavare le distanze carta dei tre lati. 5. Determinare le coordinate ( E.50075”.12169”. h = 143. λ0 = 9°. α = 1/298. d = ( a2 /c) = 6399593. il modulo di deformazione nei tre punti e il modulo di deformazione lineare nei tratti del triangolo costituito dai tre punti.73949674227645 · 10−3 = 1. da BIEL verso SAVI. N )UTM di ogni punto scelto. h = 380. Le distanze sull’ellissoide (de ) dei tre lati del triangolo e le distanze inclinate (di ) sul terreno.314m.

99832431017181 A2 = (3e2 /8 + 3(e2 )2 /32 + 45(e2 )3 /1024) = 10−3 · 2.70097636775185 B3 = 151(e1 )3 /96 == 10−9 · 7.51882658439067 B2 = 21(e1 )2 /16 + 55(e1 )4 /32 == 10−6 · 3.7035993238596 Le variabili della formula di Hirvonen inerenti i dati dell’esercizio sono: ν= q 1 + ε2 cos2 ϕ z = arctan ν1 = p tan ϕ .51460706051871 A3 = (15(e2 )2 /256 + 45(e2 )3 /1024) = 10−6 · 2.44781376750383 B4 = 1097(e1 )4 /512 == 10−11 · 1. cos (λ0 ν) λ 0 = λ − λ0 1 + ε2 cos2 z le formule risolutive sono: x = d · a sinh  cos(z) tan λ0 v1    √ con a sinh (t) = log t + 1 + t2 y = a( A1 · z − A2 · sin 2z + A3 · sin 4z − A4 · sin 6z) Si ottiene: E = xCR + E0 N = yCR Le formule inverse calcolano i valori E − E0 CR y ϑ= aA1 x= .41804608659581 B1 = 3e1 /2–27(e1 )3 /32 == 10−3 · 2. y= N .A1 = (1–e2 /4–3(e2 )2 /64–5(e2 )3 /256) = 0. CR ξ = ϑ + B1 sin 2ϑ + B2 sin 4ϑ + B3 sin 6ϑ + B4 sin 8ϑ 132 .63904659433763 A4 = 35(e2 )3 /3072 = 10−9 · 3.

00154” ϕ = 45.69136” Distanza carta SAV I − PAV I = 131766.187. per BIEL: ϑ = 0. p a · (1 − e2 ) con R = 1 − e2 sin2 ϕ BIEL : µ = 0.095.346)m SAV I (4944681. = 8°2’53.740)m PAV I (5005508.0480559847335.0166145573610555 ϕ = 0.162m I tre coefficienti di riduzione sono: x2 µ = 0.792735844662824 ξ = 0.999667856430661 PAV I : µ = 0.191m Distanza carta SAV I − BIEL = 105926.795254283966604 ν1 = 1.v1 = q (1 + ε2 coss2 ξ) λ0 = arctan ν1 sinh dx cos ξ   ϕ = arctan tan ξ cos ν1 · λ0 λ = λ 0 + λ0 Con i dati di ingresso ricaviamo: BIEL(5045686.848.5607475996404.00165030194196 λ0 = −0.999667856430661 λ = 8. = 45°33’38.795185055283829 µ = 0. 510692.420m Distanzacarta BIEL − PAV I = 94003.126)m Nel passaggio inverso si ottengono.9996 1 − 2R2   . 393795.999601405679486 133 . 425707.

134 .374m Distanza ellissoide SAV I − BIEL = 105958. utilizziamo le latitudini medie dei lati: ϕmed SAV I − PAV I = 0.999619834924317 Distanza ellissoide SAV I − PAV I = 131813.999738702964144 Per calcolare i moduli di deformazione medi sui lati.792062985235029(in radianti) p a · (1 − e2 ) R= 1 − e2 sin2 ϕ Rmed − SAV I − PAV I = 6378045.787216680340909(in radianti) ϕmed BIEL − PAV I = 0.784094610382796(in radianti) ϕmed SAV I − BIEL = 0.081m Distanza ellissoide BIEL − PAV I = 94038.9996 1 + 1 6R21−2 ! µmed − SAV I − PAV I = 0.SAV I : µ = 0.185m Rmed − SAV I − BIEL = 6378178.999642045490073 µmed − SAV I − BIEL = 0.002m Distanza inclinata SAV I − BIEL = 105965.912m Utilizzando la formula 2 l = 4h 2 + l02  h1 1+ R  h2 1+ R  Distanza inclinata SAV I − PAV I = 131819.116m Il raggio della sfera locale utilizzato è il raggio medio utilizzato in precedenza.561m µ 1−2 x2 + x1 x2 + x22 = 0.999701188899538 µmed − BIEL − PAV I = 0.938m Rmed − BIEL − PAV I = 6378386.279m Distanza inclinata BIEL − PAV I = 94044.

8200 + 17°320 26.4900 = 197°320 36. da BIEL verso SAVI   x x2 tan γ = tan ϕ 1 + RN 3R2N cos2 ϕ Si ricava γ SAV I = −18.82” γ BIEL = −13.4900 0 α BIEL−SAV I = γBIEL + ϑBIEL −SAV I − ε BIEL−SAV I = = −13.5405756549729 = 17°320 26.59” 0 ϑSAV I − BIEL = arctan xSAV I − x BIEL = 17°.7600 6R2SAV I − BIEL ε BIEL−SAV I = (y BIEL − ySAV I ) (2x BIEL + xSAV I ) = −24.0700 ySAV I − y BIEL 0 0 00 ϑSAV I − BIEL = 197°32 26.9700 Ora dobbiamo ricavare gli angoli ellissoidici La regola generale per passare dagli angoli sulla carta a quelli delle trasformate.4900 6R2BIEL−SAV I 0 αSAV I − BIEL = γSAV I + ϑSAV I − BIEL − ε SAV I − BIEL = −18.Ora occorre determinare l’azimuth α da SAVI verso BIEL.5900 + 197°320 26. e quindi dell’ellissoide è: A (ellissoide) = A0 (corde) + ε 12 − ε 13 135 .0700 − 21.0700 + 24.7600 = 17°310 45.07 0 α = γ + ϑ12 = γ + ϑ12 − ε 12 ε SAV I − BIEL = (ySAV I − y BIEL ) (2xSAV I + x BIEL ) = 21.

3600 Nel nostro caso l’angolo sull’ellissoide tra BIEL SAVI e PAVI vale 44° 59’0.912m S = 4. b = 105958.03” La superficie del triangolo è all’incirca q S = p ( p − a) ( p − b) ( p − c) Dove i tre lati.07” In pratica. ciò che compare al numeratore della sommatoria delle correzioni angolari alle corde delle trasformate. non è nient’altro che tre volte la superficie del triangolo espressa con la formula di camminamento di Gauss.0311 · 10−5 − 2.06” La somma degli angoli del triangolo sull’ellissoide supera l’angolo piatto di 25. c = 94038. L’angolo  sulla carta BIEL-SAVI-PAVI   vale  x PAV I − xSAV I x BIEL − xSAV I arctan − arctan = y PAV I − ySAV I y BIEL − ySAV I = 44°.7600 .1873 · 10−4 = +22.40” Per sapere qual è l’aggiunta anche su BIEL e su PAVI basta calcolare Per BIEL: ε BIEL− PAV I − ε BIEL−SAV I = (in radianti ) − 8. Detto in altro modo.2714 · 10−5 = −15. in senso orario. sono positive se.Le correzioni angolari alle corde si intendono positive se. che ora chiamiamo a. la trasformata è in direzione antioraria.7151 · 10−6 + 1.936301291 · 109 m2 Il raggio della sfera locale medio vale R = 6378203. rispetto alla corda. ε SAV I − BIEL = 4.374m.67” ε SAV I − BIEL = 21.69” Per PAVI ε PAV I −SAV I − ε PAV I − BIEL = (in radianti ) − 5.081m. b.0300 R D’altra parte. l’aggiunta all’angolo sulla carta in SAVI è di ε 12 − ε 13 = +17. 136 .9785206078322 = 44°58’42. c valgono: a = 131813.56m L’eccesso sferico vale S 3ε = 2 = 25. portano la trasformata sulla corda.

distanze inclinate o ridotte 4. distanze zenitali 5. reti topografiche. direzioni azimutali 2.Capitolo 4 COMPENSAZIONE DI UNA RETE TRAMITE STAR*NET Il programma STAR*NET realizzato dalla ditta MicroSurvey®consente di compensare. Fra le misure topografiche elaborabili troviamo: 1. In particolare. tramite un algoritmo basato sui minimi quadrati. azimut 3. • compensare a “minimi quadrati” la più generale rete topografica (planimetrica. GPS o livelli . il programma permette di: • simulare il rilievo di una rete e di valutare a priori la precisione ottenibile secondo lo schema delle misure previste. basi GPS Per le reti planimetriche l’ambito di applicazione del programma è il “campo topografico” perché si assume come superficie di riferimento: • il piano tangente per la planimetria 137 . plano – altimetrica o GPS). misurate con stazioni totali. planimetriche o tridimensionali.

0.snproj) all’interno di una cartella del proprio computer.1. che viene salvato nella stessa cartella in cui è con1 La versione dimostrativa del programma è scaricabile gratuitamente. Per un maggior dettaglio sui comandi riportati e per la lista completa delle funzioni supportate dal programma si rimanda invece al “Reference Manual” inserito nel pacchetto di installazione. Tale versione è limitata alla compensazione di una rete costituita da un massimo di 10 vertici.• la sfera locale per l’altimetria Nel seguito si riporteranno le istruzioni basilari necessarie per il funzionamento del programma.dat) associati al progetto.0. In questa schermata si distinguono varie finestre: • Data Input Files: contiene tutti i file dei dati (. previa registrazione. e raggiungibile tramite il menu avvio di Windows.com. 138 . Siccome durante il lavoro il programma genererà una serie di file associati al progetto. per mantenere insieme tutti i file. e salvare il file (estensione .1: Icona di STAR*NET V7 e schermata iniziale del programma All’avvio del programma. Di default il programma genera un file di dati avente lo stesso nome del progetto. è preferibile salvare il progetto all’interno di una cartella dedicata. è necessario innanzitutto creare un nuovo progetto (File > New Project). Figura 4.microsurvey.1 Una volta creato il progetto. dal sito internet www. il programma presenterà un aspetto molto simile a quello riportato in figura 4.

e possono avere nomi diversi rispetto a quello del progetto. divise in diverse schede: • General: la soglia di convergenza della compensazione. il livello di significatività del test del χ2 . le coordinate compensate e gli eventuali errori riscontrati. il numero massimo delle iterazioni. l’ordine di inserimento delle coordinate e delle misure. I file di dati possono essere più di uno. che vengono inserite secondo alcuni comandi che verranno descritti in seguito. • Network plot: visualizzerà lo schema della rete inserita e. • Listing File: l’insieme degli elementi che si possono ottenere in fase di stampa. delle direzioni e degli azimuth). le ellissi di errore per ciascun vertice e ciascuna misura inserita. Dal menu “Options> Project” è possibile visualizzare e modificare le opzioni principali del progetto. una riga di descrizione delle misure) verranno colorati in verde. il segno positivo delle coordinate. • File .dat: visualizza il file DAT contenente le misure da compensare.tenuto il progetto. mentre i commenti (ad esempio. • Processing Summary / Output: sono due finestre che conterranno i risultati della compensazione. 139 . • Instrument: le costanti di precisione degli strumenti (le due costanti del distanziometro. e la tipologia delle distanze inserite (distanze inclinate o distanze orizzontali). oltre ad un errore di centramento della stazione e della mira. gli sqm degli angoli. una volta lanciata la compensazione. Si noti che i comandi che identificano le misure verranno colorati di blu.

I record sono a formato libero. vale a dire non importa come i dati siano incolonnati e non importa neppure che le misure precedano le coordinate o viceversa.dat) che contengono le misure topografiche e le coordinate (almeno dei punti noti) della rete.2: Schermate della configurazione “Adjustment” e “General” Figura 4.3: Schermate della configurazione “Instrument” e “Listing File” Come detto.0. l’input del programma STAR*NET è costituito da uno o più file (di estensione . Si prenda ad esempio la rete planimetrica realizzata intorno all’edificio dell’ex-centrale termica del Politecnico di Torino: 140 .Figura 4.0.

523 D 102-103 8.882 D 104-103 41.755 D 101-100 23.459 D 100-101 23.754 D 102-104 50.9141 !! Punto 109 (antenna GPS Rettorato) #Distanze orizzontali D 100-108 39.983 D 101-103 26.136 D 105-104 24.7342 4990810.913 D 104-102 50.362 D 108-100 39.4: rete intorno alla ex-centrale termica del Politecnico di Torino A questa rete fa riferimento il file dei dati (centrale_2D. C 107 394520.8574 !! C 108 394498.dat) riportato di seguito.0.9465 4990769.101 10m 100 107 102 103 108 104 105 Figura 4.882 D 104-105 24.982 D 100-105 70.987 %%CONTINUA%% 141 .523 D 102-101 17.8110 394643.1649 !!Punto 108 (terrazzo EX-DITIC) #C 109 4990763.135& D 105-100 70.988 D 100-107 12.611 D 101-102 17.

347 78.0676 281.9123 58.0058 276.461 34.3573 84.493 12.4919 216.7725 277.0001 Coordinate (C) Nelle prime duerighe sono presenti le coordinate dei due punti fissi (vincoli) della rete.9616 94.0523 261.D D D D 108-105 107-100 107-101 107-105 #Bearing DB 100 DN 108 DN 107 DN 101 DN 105 DE DB 105 DN 100 DN 104 DE DB 104 DN 103 DN 102 DE DB 102 DN 101 DN 104 DN 103 DE DB 101 DN 102 DN 100 DN 103 DE DB 108 DN 107 DN 100 DN 105 DE DB 107 DN 100 DN 101 DN 105 DN 108 DE 32.7519 336.1560 0.7116 216.8244 276.5003 79.9185 36.6131 54.7931 57.4696 190.2636 186.4436 356. La codifica che descrive una coordinata è la seguente (i campi tra parentesi quadre sono opzionali): C ID Punto Coordinate 142 [sqm] [Descrizione] .8131 7.818 321.

Dove le coordinate e gli eventuali scarti quadratici medi sono inseriti nelle unità di misura e nell’ordine definito nelle opzioni generali del progetto (cfr. una volta per tutte. Figura 2). Nel caso in cui tutti i gruppi di misure abbiano la stessa precisione è possibile tralasciare il valore di sqm per ciascuna misura ma inserirlo. Nel caso. come primo record. Come si vede dall’esempio non è richiesto alcun incolonnamento tranne che per la lettera C che va editata in prima colonna. B. paragrafo seguente). Nell’esempio è solo un caso che tutti abbiano nome numerico. Per evitare errori grossolani è opportuno però che siano riunite in un unico gruppo. si può inserire tale commento al termine del record.Tali coordinate sono invece necessarie in fase di simulazione (Preanalysis) in quanto. che rispettano alcune regole comuni. al posto di questi ultimi occorrerà inserire un punto esclamativo (!) per ciascuna coordinata che si intende vincolare. Durante la fase di compensazione (Adjustment) non è necessario inserire le coordinate approssimate di ciascun punto della rete. il carattere cancelletto (#) come è visibile nelle righe3 e 4. direzioni azimutali e zenitali. sarà conveniente imporla nelle opzioni e per le poche misure con precisione diversa si farà seguire alla misura stessa il valore particolare dello sqm.Se la maggioranza delle misure ha la stessa precisione. la misura ed l’eventuale sqm). Figura 3). azimuth e angoli. A) seguito dai campi necessari (tipicamente. non sarebbe in grado di calcolarle (cfr. qui nel seguito riassunte. Se si desidera commentare una riga o si desidera togliere una misura o un punto è sufficiente usare. di punti fissi. V. Si noti infine che non è necessario che le coordinate precedano le misure: queste e quelle possono essere sparse in qualunque ordine. 143 . ovvero privi di sqm. senza misure. Se si vuole inserire un commento da riportare sul disegno a fianco del nome del punto. il nome delle stazioni coinvolte. DB. Tutte le misure elencate sono inserite attraverso un codice (D. come nell’esempio. preceduto da un apice (‘) come a riga 2. nelle opzioni del progetto (cfr. I punti possono avere nome numerico o alfanumerico. in quanto il programma stesso è in grado di calcolarle. Misure Le misure di una rete possono essere introdotte attraverso distanze.

occorre inserire il carattere punto esclamativo (!) dopo la misura.Seguono le righe che iniziano con DN seguite dal 144 . separate dalla barra divisoria (/). Quando si desidera che venga calcolato solo lo scarto. sia stato correttamente selezionato il tipo di rete planimetrica (2D) e l’inserimento delle distanze orizzontali. cioè si vuole fare in modo che venga consideratacome vincolo della compensazione. come fatto ad esempio nella misura di distanza tra il punto 100 e il punto 105. secondo il seguente schema: D “DA”-”A” Distanza Orizzontale [sqm] In questo caso. seguite dal nome della stazione su cui si misurano le direzioni azimutali. che devono essere inserite entrambe. oltre che con la codifica precedente. Distanze (D) Nel caso di una rete planimetrica. Direzioni azimutali (DB/DN/DE) L’inserimento delle direzioni azimutali (angoli orizzontali) è invariato per una rete planimetrica o altimetrica. Di seguito si riportano i campi di inserimento per le misure di una rete planimetrica e tridimensionale. oltre al codice delle distanze (la lettera D) a cui seguono i due nomi delle stazioni coinvolte separate dal carattere meno (-). all’interno delle opzioni del progetto. occorre far seguire alla misura il carattere e commerciale (&). la distanza può essere inserita. anche nel seguente modo: D “DA”-”A” Distanza inclinata [sqm] [HI/HT] dove con HI ed HT sono indicate rispettivamente le altezze dello strumento (HI) e del prisma (HT). è necessario verificare che. è sufficiente inserire il valore della distanza orizzontale ed eventualmente lo sqm (nella stessa unità di misura della distanza) o il tipo di vincolo imposto. Tutte le direzioni azimutali vanno inserite con il codice DB. ma non venga utilizzata nella compensazione della rete. Nel caso invece di una rete tridimensionale.Quando si vuole imporre una misura.

i campi contenuti all’interno della sintassi per le distanze orizzontali sono gli stessi presenti nel caso dell’inserimento di distanze per una rete tridimensionale. In sintesi. oppure i caratteri già citati per inserire un vincolo (!) o per escludere la misura dalla compensazione calcolando solamente lo scarto (&). la sintassi per le direzioni azimutali è la seguente: DB DN DN DN DE Staz. le misure di dislivello devono essere inserite secondo la stessa codifica (in questo caso. a seconda dell’unità di misura impostata nelle opzioni del progetto) e/o le altezze dello strumento e del prisma. a parte il codice V inserito in corrispondenza del primo carattere.m] [HI/HT] . ovvero la misura e gli eventuali sqm (in dmgon o in secondi sessagesimali.“A(1)” : Staz. la direzione azimutale ed eventualmente il valore dell’sqm della misura (in dmgon o in secondi sessagesimali. Nel caso della compensazione di una rete di livellazione (impostando Levelling “Lev. “DA” Staz. lo sqm è nella stessa unità di misura del dislivello): V “DA”-”A” Dislivello 145 [s.q. a seconda dell’unità di misura impostata nelle opzioni del progetto).Al termine delle direzioni misurate dalla stessa stazione segue il comando DE senza altri parametri.” nelle opzioni del progetto di STAR*NET).“A(n)” Direzione azimutale [sqm] Direzione azimutale [sqm] Distanze zenitali (V) La misura delle distanze zenitali (angoli verticali) è coinvolta esclusivamente nel caso di una rete tridimensionale.nome del punto collimato. Queste misure vanno inserite secondo la seguente sintassi: V “DA”-”A” Distanza zenitale [sqm] [HI/HT] Come si può vedere.

From. ad esempio. conviene utilizzarlo quando da un vertice si è misurato un solo angolo azimutale.0. segue il valore in dmgon (oppure in secondi sessagesimali). Per l’inserimento dei tre punti coinvolti è possibile adottare (dalle opzioni del progetto. B “DA”-”A” Azimuth [sqm] Angoli (A) Questo codice consente di inserire un angolo azimutale per ciascuna riga. A AT-FROM-TO Azimuth [sqm] A FROM-AT-TO Azimuth [sqm] 146 . Verso): punto di stazione. punto di stazione e punto avanti.Se l’azimut ha un suo sqm. Da. a cui seguono i tre punti coinvolti separati dal carattere meno (-). Su. deve seguire il carattere punto esclamativo(!).2) una delle seguenti convenzioni: • At. punto indietro e punto avanti.Il codice degli angoli è A. To (Da. • From. At. insieme alle coordinate di un punto. To (Su. si voglia fissare. un sistema di riferimento di una rete). Per questo motivo.Azimut (B) Il codice degli azimut è la lettera B (Bearing) seguita dai nomi dei due punti separati dal carattere meno (-) e dal valore dell’angolo. Verso): punto indietro. Se l’azimut è da imporre come una condizione rigorosa da rispettare (nel caso in cui. il valore della misura ed eventualmente il valore dello sqm o il vincolo imposto. Figura 4.

DAT. è possibile procedere con la compensazione della rete selezionando la voce “Run>Adjust Network!” Figura 4. un report simile al seguente: Figura 4.0.Una volta inserite le misure e salvato il file .0.5: Nel caso in cui tutte le misure siano state inserite correttamente. all’interno della finestra “Processing Summary”. dovrebbe comparire.6: 147 .

Le dimensioni delle ellissi e le altre opzioni sono selezionabili dalle opzioni di rappresentazione (“Plot options”) raggiungibili dal menu che compare cliccando con il tasto destro del mouse.DXF è salvato nella stessa cartella contenente il progetto.0.7: Il report completo della compensazione è visibile dal menu a schede in basso (“Listings”) oppure selezionando la voce “Output > Listing”. Inoltre.LST). oltre alle ellissi d’errore assolute e relative. dal menu “Tools > DXF Exporter. e al risultato finale del test χ2 condotto con il livello di significatività scelto in fase di impostazione del progetto. 148 . . All’interno del report è possibile reperire. oltre ad una sintesi delle opzioni scelte per la compensazione e alle coordinate finali della rete.Il grafo della rete. è possibile esportare il grafo in formato DXF. corredato dalle ellissi di errore assolute e relative. anche gli scarti della compensazione su ciascun vertice della rete e su ciascuna misura introdotta. oppure dal menu “View> Network Plot”. Figura 4. e viene salvato direttamente nella cartella che contiene il progetto (file . è visibile nella parte destra della schermata del progetto. Il file . ” e. dopo aver scelto le dimensioni dei simboli (in unità del disegno) e la scala delle ellissi cliccando sul tasto “Export!”. Nel seguito si riporta il report ottenuto dalla compensazione della rete planimetrica dell’esempio. .

070000 Create Coordinate File : Yes Create Geodetic Position File : Yes Create Ground Scale Coordinate File : No Create Dump File : No Instrument Standard Error Settings Project Default Instrument Distances (Constant) : 0.MicroSurvey STAR*NET-DEMO Version 7.9465 4990769.7342 4990810. Max Iterations : 0. 298.001000 Meters Centering Error Target : 0.000.0000 (Default. centrale_2D. GONS Coordinate System : UTM.0000 Meters Geoid Height : 0.dat Project Option Settings STAR*NET Run Mode : Adjust with Error Propagation Type of Adjustment : 2D Project Units : Meters.000000 MilliGons Azimuths & Bearings : 1.010000.1.5 Licensed for Demo Use Only Run Date: Tue Apr 17 2012 22:46:55 Summary of Files Used and Option Settings ========================================= Project Folder and Data Files Project Name CENTRALE Project Folder D:\DOCUMENTI\.001000 Meters Fixed Stations 107 108 Summary of Unadjusted Input Observations ======================================== Number of Entered Stations (Meters) = 2 E N Description 394520.000000 MilliGons Centering Error Instrument : 0. Meters) Longitude Sign Convention : Negative West Input/Output Coordinate Order : East-North Angle Data Station Order : At-From-To Distance/Vertical Data Type : HorDist/DE Convergence Limit.000000 MilliGons Directions : 1.\DISPENSE NUOVE\ESERCITAZIONI\STARNET Data File List 1.005000 Meters Distances (PPM) : 2...0.1649 %%CONTINUA%% 149 .8574 394498.257223563000 Default Project Elevation : 300. 30 Default Coefficient of Refraction : 0. 1 / Flattening : 6378137.000000 Angles : 1. Zone 32 Ellipsoid : WGS-84 Major Axis.

46 7.6110 0.052300 261.3620 0.4590 0.9996899 101 102 17.76 0.9996899 102 103 8.17 2.0053 0.89 3.9996898 108 100 39.0053 0.03 0.01 103 102 216.16 2.0053 0.0052 0.02 150 .0053 0.89 1.01 102 100 103 58.30 3.961600 94.17 3.3470 0.9996898 108 105 32.9996899 104 102 50.9996899 100 105 70.918500 36.613100 %%CONTINUA%% 2.9996898 105 100 70.03 -0.067600 2.7550 0.0053 0.772500 5.9996898 100 107 12.56 -0.04 -0.37 2.04 101 104 103 79.0052 0.8820 0.03 0.1350 0.005800 276.5230 0.8180 0.5230 0.01 -0.05 100 104 281.01 -0.9996898 102 104 50.01 -0.9870 0.0053 0.9996899 107 101 34.9996899 101 103 26.00 0.9996898 101 100 23.491900 216.46 2.0053 0.04 0.711600 1.63 -0.4610 0.0053 0.912300 5.51 0.9996900 104 105 24.04 10.63 3.9996899 107 100 12.751900 336.469600 190.263600 186.95 0.443600 356.0052 0.0052 0.05 0.824400 276.9996899 107 105 78.0052 0.9130 0.9996898 Number of Measured Direction Observations (GONS) = 21 From Set 1 100 100 100 100 Set 2 105 105 Set 3 104 104 Set 4 102 102 102 Set 5 101 101 101 Set 6 108 108 108 To Direction StdErr t-T 108 107 101 105 321.02 107 100 105 277.793100 57.7540 0.9880 0.0052 0.01 -0.9996899 100 101 23.03 0.0052 0.9830 0.0053 0.500300 2.9996899 102 101 17.0052 0.0053 0.9820 0.1360 0.8820 0.0052 0.0052 0.4930 0.Number of Measured Distance Observations (Meters) = 20 From To Distance StdErr Comb Grid 100 108 39.9996898 105 104 24.9996900 104 103 41.

932444 45-03-46.082 The Chi-Square Test at 5.52 2.7279 N 4990810.6374 Description Adjusted Positions (Meters) Station 107 108 100 101 105 104 103 102 Latitude 45-03-46.430 Distances 20 2.438651 45-03-45.7593 4990795.688519 45-03-44.503 Total 41 25.05 -0.890387 %%CONTINUA%% 151 .338031 45-03-46.Set 7 107 107 107 107 100 101 105 108 54.056 1.776 1.156000 0.5622 4990758.6335 394455.6222 394487.30 2.182205 Longitude 7-39-36.076222 45-03-46.81 1.01 -0.5539 394474.9465 394508.299578 45-03-44.805193 7-39-35.253703 7-39-35.840751 7-39-36.715223 7-39-34.1649 4990807.838615 7-39-33.1218 4990745.275333 7-39-34.9938 4990803.03 Adjustment Statistical Summary ============================== Iterations = 2 Number of Stations = 8 Number of Observations = 41 Number of Unknowns = 19 Number of Redundant Obs = 22 Observation Count Sum Squares Error of StdRes Factor Directions 21 23.00% Level Passed Lower/Upper Bounds (0.4051 394476.8574 4990769.00 0.864996 7-39-34.715822 45-03-45.000100 7.9522 4990819.813100 7.357300 84.16 -0.720 0.7342 394498.7696 394478.293) Adjusted Station Information ============================ Adjusted Coordinates (Meters) Station 107 108 100 101 105 104 103 102 E 394520.707/1.

99995297 -1.1 1:18 39.0004 0.0029 0.2 1:26 1:27 1:28 1:29 .99973691 0.99968978 0.99995297 -1.0016 0.99968981 0.Convergence) (Elevation Factor Includes a 0.99995297 -1.8174 -0.4901 -0.0004 0.99995297 = Combined 0.99968987 0.2 0.63 0.5239 0.99973692 0.0053 0.4594 -0.0003 0.30 3.99973692 0.0053 0.1344 -0.918825 36.0043 0.0006 0.0052 0.1 1:4 12.99973697 0.0052 0.99995297 -1.1 1:5 23.0007 0.4 1:22 78.9883 0.99973689 0.067222 -0.Factors ------Angle Scale x Elevation -1.0053 0.0052 0.0021 0.5 1:20 12.0052 0.0052 0.0013 0.054297 0.0053 0.469089 190.6 1:6 70.053879 0.054513 0.9134 0.0052 0.99968995 0.0053 0.9850 0.0014 0.99968984 0.99968990 0.99968987 Adjusted Observations and Residuals =================================== Adjusted Measured Distance Observations (Meters) Distance Residual StdErrStdRes File:Line 39.Convergence Angles (GONS) and Grid Factors at Stations (Grid Azimuth = Geodetic Azimuth .8777 -0.1 1:15 17.99995297 -1.8 1:10 41.99968989 0.054202 0.0053 0.3 1:21 34.00 Meter Geoid Height Correction) Convergence Station 107 108 100 101 105 104 103 102 Project Averages: From 100 100 100 100 105 105 104 104 104 102 102 102 101 101 101 108 108 107 107 107 To 108 107 101 105 100 104 105 103 102 101 104 103 102 100 103 100 105 100 101 105 From Set 1 100 100 100 100 To 108 107 101 105 ------.99995297 -1.0053 0.0052 0.99973689 0.4 1:17 26.1 1:23 Adjusted Measured Direction Observations (GONS) Direction Residual StdErrStdRes File:Line 321.0016 0.4594 0.0053 0.054215 0.0009 0.0020 0.9883 0.8777 -0.054334 0.1 1:16 23.0009 0.8 1:9 24.3491 0.0043 0.755231 336.3627 0.0004 0.1 1:7 70.9 0.0 0.3 1:13 50.7554 0.000378 %%CONTINUA%% 152 2.2 1:12 17.0052 0.5239 0.0052 0.0053 0.054298 0.003331 -0.0005 0.6105 -0.99995297 -1.0030 0.000325 0.0052 0.2 1:19 32.46 7.99973684 0.0053 0.99973686 0.000511 0.2 1:14 8.99973680 0.3 1:8 24.054083 0.9850 0.99968990 0.7554 0.1344 -0.1 1:11 50.99995297 -1.89 1.0006 0.053999 0.

9 0.9032 101 102 378.16 2.33008 41.95 0.0292 100 107 279.001132 0.5 1:55 1:56 1:57 1:58 3 4 5 6 7 Adjusted Azimuths (GONS) and Horizontal Distances (Meters) ========================================================== (Relative Confidence of Azimuth is in MilliGons) From To GrndDistAziDist 100 101 286.01291 12.8344 100 108 65.826065 276.99 12.04 10.000580 1.56 2.4556 215.961088 94.56317 39.3300 Grid Azimuth PPM 330.5082 230.157457 399.22 41.7554 110.0035 0.263491 186.91 34.814232 7.001951 -0.9759 232.89 3.81 1.2 1.0075 0.3384 230.84931 Grid Dist 230.7499 231.Set 105 105 Set 104 104 Set 102 102 102 Set 101 101 101 Set 108 108 108 Set 107 107 107 107 2 100 104 281.007818 0.52 2.41991 8.9776 %%CONTINUA%% 153 95% RelConfidence 77.0067 0.45 50.76 0.487938 216.5239 125.87 23.0083 0.0084 0.83238 26.0058 0.3699 102 104 133.353398 84.503247 -0.000109 0.0026 0.003275 7.80 17.3824 101 107 218.6078 230.2 1:32 1:33 103 102 216.10 26.003902 0.9004 23.17 2.8 1.37 2.95 39.46 2.3627 64.0083 .16131 70.455924 356.610199 0.3600 100 105 82.4594 49.38 70.5093 101 103 314.001507 5.47374 34.9850 46.88 8.0069 0.16 0.1 1:40 1:41 1:42 102 100 103 58.003962 0.04 1.012324 -0.002901 2.787934 57.996825 -0.002947 2.001665 -0.17 3.4 1:36 1:37 101 104 103 78.0 1:50 1:51 1:52 100 101 105 108 54.3491 202.011715 5.1 0.0 1.001457 -0.1126 85.5 0.054251 261.9883 116.7 1.34539 50.770993 0.1675 102 103 975.000512 -0.4 1:45 1:46 1:47 107 100 105 277.5 0.712180 -0.51731 17.6105 112.4 1.51 1.1344 109.30 2.3546 115.3 0.997982 276.0067 0.4 1.900585 -0.9134 0.6176 103 104 198.005166 -0.63 3.

004554 101 107 0.104 329.63 112.000000 108 0.29 59.87 43.005838 0.41 24.003049 0.000000 0.05 Azimuth of Major Axis 122.002070 104 0.81697 108 48.60998 107 37.87 30.002987 103 0.003367 102 0.000000 100 0.001376 0.002129 101 0.8174 32.003554 107 108 0.002941 0.008877 0.00 77.008396 0.000952 101 0.4801 70.002129 101 102 0.02 134.002129 100 108 0.003491 102 103 0.0058 0.007496 0.09 43.008383 0.000000 100 0.0074 108 230.93 124.2028 105 73.00 179.7929 28.003322 0.005838 0.007496 0.3820 .006215 0.000000 0.8777 78.002742 102 104 0.008288 0.003491 105 0.04 32.9364 105 105 135.000000 0.0000 Azimuth of Major Axis 0.006491 103 0.006922 0.008167 104 105 0.008800 0.006721 0.000000 0.006727 103 104 0.002804 Station Coordinate Error Ellipses (Meters) Confidence Region = 95 Station Semi-Major Semi-Minor Axis Axis 107 0.003554 104 0.000000 154 0.8700 107.51 43.002799 100 105 0.65634 24.29 38.0058 0.21228 107 0.82 34.003014 0.09 0.00 0.007609 0.001874 0.003500 0.004533 100 107 0.000000 108 0.008938 0.00 47.003500 0.005838 0.82 112.4901 47.0568 Error Propagation ================= Station Coordinate Standard Deviations (Meters) Station E N 107 0.53 77.003252 101 103 0.003554 105 108 0.0082 0.001526 105 0.34 33.006409 Relative Error Ellipses (Meters) Confidence Region = 95 Stations Semi-Major Semi-Minor From To Axis Axis 100 101 0.88 78.0422 0.004194 105 107 0.43 70.82 77.000000 0.02 67.008188 0.09 138.006693 102 0.003500 0.

136 D 105-104 24.225 1.135 D 105-100 70.607/1.635 1.755 D 101-100 23.617 1.660 0.658 1.613 1.7869 V 104-103 99.660 0.225 1.524 D 102-103 8.619 0.ESERCIZIO 33 Provare a compensare la rete intorno alla ex-centrale termica del Politecnico in modalità tridimensionale.659 1.707/1.707/1.2670 V 104-105 100.674/1.276 1.671/1.639/1.671/0.605 1.639/1.613 1. inserendo al posto delle distanze orizzontali le seguenti distanze inclinate (in metri): #Distanze inclinate D 100-108 40.671/1.362 D 108-100 40.605 1.611 D 101-102 17.671/0.225 1.8331 V 105-104 99.674/1.2332 V 100-105 100.6988 V 100-107 64.658 1.626/1.671/1.746 D 100-107 14.5942 1.979 D 107-101 35.605 %%CONTINUA%% 155 .617 Ed inserendo le seguenti distanze zenitali (angoli verticali.755 D 102-104 50.225 1.884 D 104-103 41.607/1.639/1.984 D 100-105 70.607/1.661 1.914 D 104-102 50.579/1.2951 V 100-101 99.985 D 101-103 26.269 D 107-105 79.556 D 107-100 14.579/1.674/1.816 D 108-105 33.674/1.671/0.619 1.671/0.625 1. in gon): #Angoli verticali V 100-108 87.707/1.1903 V 105-100 99.524 D 102-101 17.617 1.619 1.660 1.626/1.713 D 100-101 23.661 1.617 0.671/1.674/1.623 0.619 1.884 D 104-105 24.626/1.626/1.

639/1.707/1.619 0.8463 1.617 156 .6178 100.619 1.659 1.5612 100.4085 100.607/1.639/1.607/1.579/1.0666 137.639/1.5897 106.3541 99.625 1.660 1.4513 114.8528 116.707/1.635 1.605 1.617 0.579/1.7823 99.707/1.607/1.674/1.V V V V V V V V V V V V 104-102 102-101 102-104 102-103 101-102 101-100 101-103 108-100 108-105 107-100 107-101 107-105 99.623 0.660 0.4254 100.660 0.7585 112.

4 4990819... DB 107 DN 100 DN 101 DN 105 DN 108 DE 157 . incognito in fase di simulazione).........1 ... oltre allo schema delle misure che si intendono eseguire (ovviamente. senza il valore della misura.7342 4990810. Il file di dati risultante avrà quindi la seguente struttura: C 107 394520. .. C 102 394478.9465 4990769..7 4990803... (inserire le distanze mancanti) .... le coordinate approssimate (ad esempio.. ... . con un’accuratezza decimetrica) di ciascun vertice della rete. . (inserire le direzioni azimutali mancanti) ..6 4990807.... . .8574 !! C 108 394498.. .6 #Distanze orizzontali D 100-108 D 100-107 D 100-101 D 100-105 .... .. si ricorda che in fase di simulazione andranno inserite. ... provare a simulare la rete della ex-centrale termica del Politecnico di Torino..9 C 101 394487.. D 107-100 D 107-101 D 107-105 #Bearing DB 100 DN 108 DN 107 DN 101 DN 105 DE . .ESERCIZIO 34 Considerando le coordinate finali dei vertici ottenute dalla compensazione della rete planimetrica e lo schema delle misure utilizzato per ottenerle. secondo le sintassi sopra riportate.. (inserire le coordinate approssimate mancanti) . A tal proposito. .1649 !! C 100 394508. .

e cliccando sul menu “Run>Preanalysis”.Una volta completato il file di dati. è possibile lanciare la simulazione della rete planimetrica modificando le opzioni generali del progetto (controllando che sia selezionata la tipologia di rete 2D e l’inserimento di distanze orizzontali). 158 .

due traslazioni ed una rotazione).02.21.69). 8339.61) (3296. B e C nel caso in cui si imponga un fattore di scala λ=1.18. Rototraslazione piana con e senza variazione di scala. 9121. F.26) (5201. 1. Tali coordinate valgono: Sistema A B C I: (X. 3310. 1. 1.N) (8082. Di tre punti A. E.Capitolo 5 ESERCIZI DI TOPOGRAFIA NON RISOLTI CONCETTI GEOMETRICI GENERALI 1. 8339.36. 159 . D.5 Ricavare le coordinate dei punti A.82. due rotazioni.10).62) Si sono ricavate nel sistema interno le coordinate dei punti D(6051.4 Ricavare con i risultati (1. 30. 5700. C.2 ricavare i 4 parametri di rototraslazione con variazione di scala (scala.2) ricavare le coordinate nel sistema cartografico di tutti i punti: A. 3310. B e C sono note le coordinate in un sistema intrinseco [I] e nel sistema cartografico [C]. 6600.99).96.3 con i risultati (1.26) (5201. 7562. due fattori di scala. 7562. F(2713.1 Ricavare i parametri di rototraslazione con variazione di scala nel caso dell’uso di 6 parametri (2 traslazioni.16. E(5850.14) (3297.Y) (8082. 1.82. come nell’esempio delle dispense). B.53) C: (E.01.2) gli scarti sulle coordinate del sistema cartografico.

1m. Si vuole determinare la superficie media e lo scarto quadratico medio della superficie. Si faccia l’ipotesi che per tre punti A(0. 160 .4 Ricavare i semiassi principali dell’ellisse d’errore sul punto C. Della rete planimetrica compensata alle esecitazioni: 4. Si conoscono le coordinate di tre punti 1(0. 6.2. i semiassi principali dell’ellisse d’errore.2 Ricavare la matrice di varianza covarianza delle coordinate del punto C. 4.1 Ricavare le coordinate del punto C. 2) e C(4.98m. Tutte le distanze hanno ugual precisione. b=40m ±0.5 Ricavare lo scarto quadratico medio della superficie del triangolo ABC. gon±0.3 Applicando queste misure e questi sqm compensare la rete. B(11. 4. B(2. 5. Di un appezzamento rettangolare si conoscono le dimensioni: a=30m ±0.4).2 ricavare per ogni strato per le direzioni azimutali la direzione media e lo sqm della direzione. 3.1 ricavare i parametri a e b.2 ricavare gli sqm di questi parametri 6. 6. 5. 4. 5.4 Eseguire la simulazione della stessa rete. 3(9.1 Riordinare il libretto delle misure. la matrice di varianza covarianza delle coordinate. b=2-4=5. c=3-4=4.01m.5 commentare i risultati (tabulati e grafici).5). 3.1) passi una retta di equazione y = ax + b 6.0).2). 5.1 calcolare le coordinate del punto 4. 5. 4. 2(3.0m.01m. 2. Con un nastro centimetrato dal punto 4 si misurano le distanze a=1-4=5.4). α = 90 gon±0. 4.1 gon e β =40.3 ricavare la covarianza e l’indice di correlazione lineare tra a e b. Di un triangolo ABC si conosce: A(4.3 Ricavare lo scarto quadratico medio delle due coordinate di C 5. 1).1 gon. Intersezione inversa distanziometrica.

TRATTAMENTO STATISTICO DELLE MISURE 7. B(-3. 11. 12. le densità di frequenza e le frequenze cumulate.18 10.1 x=4 0 0 0.3 si calcoli valore medio e scarto quadratico medio. 4. -2.1 0.2 0.10.2.1 x=2 0. Esiste correlazione lineare tra il fenomeno che ai tempi t =1.-2).20 0..04 0. ? Qualè l’indice di correlazione lineare? 10. Le coordinate in metri valgono: A(-3.17 ed il fenomeno che per gli stessi tempi vale y= -4.2 si disegni l’istogramma e la funzione cumulativa di frequenza 10. Sapendo 161 .18 0. 10.8.3.2 0 x=3 0 0. Di un appezzamento triangolare si misurano le coordinate con un digimetro.7. 0.1 0.10 vale: x= 2. Sia data la variabile doppia y=4 y=5 y=9 x=1 0. -1. 1.12..1 Si riportino in una tabella le ampiezze degli intervalli. sqm.14.4. le radici cubiche e quarte dei momenti del terzo e quarto ordine della variabile scarto.2).1 0.9.40 0. 2. la covarianza e l’indice di correlazione lineare. -1.5. C(6. i valori medi. 8. Della variabile statistica non ordinata rappresentata dai valori: (3 3 2 4 5 6 4 5 3 4 3 5 6 4 2 5) calcolarne media. 9. 4. gli scarti quadratici medi.1 11.1 ricavare le frequenze marginali. 6. Sia data una variabile statistica i cui valori sono raggruppati in classi: 10-12 12-15 15-20 20-30 30-50 0. Calcolare la media e lo sqm della variabile continua y = e− x definita nel semiasse positivo dei reali e verificarne il teorema di Tchebycheff.4).

..5128 gon. c=49.. 16....8187gon.. 5-6 = 869.... Siano date le coordinate di 4 punti in un sistema locale 1(120.... 7-8 = 820.1 Ricavare il valore della superficie media del campo.52m. 14. 12.5993 gon. Questi valgono: a=29..64m...80m 4 5 6 = 173. Si vuole determinare la superficie media e lo scarto quadratico medio della superficie.22m 7 8 9 = 166..30)... 4-5 = 1119. 2-3 = 779.14..09m 1 2 3 = 267. 12. 162 .2 valutare lo scarto quadratico medio della superficie.. 3-4 = 1234..3784gon.53m Si fissi l’origine nel punto 9 e l’asse X diretto verso il punto 0.59). 2’(1638.17..77m. 3(150..37..07)... 85...45m 3 4 5 = 179.05m. b=40m ±0.61).12. 4(392.1338..23m 5 6 7 = 163. 13.01m..49..75) Dei punti 1 e 2 sono note le coordinate nel sistema cartografico 1’(1214.01m.. Di un campo triangolare si sono misurati con una bindella metrica (nastro d’acciaio) i tre lati. 13. b=39...1 valutare con la formula di Gauss la superficie media dell’appezzamento triangolare.2 ricavare lo sqm della superficie precedentemente ricavata. 2(215. tutte le misure hanno sqm di ± 1cm. 8-9 = 468. 1-2 = 937. 13. Si compensi rigorosamente con STARNET la poligonale....51..... 12....56.412.4011gon.3 ricavare l’espressione dello scarto quadratico medio di una qualunque superficie misurabile attraverso le coordinate dei suoi vertici...7091gon.9230gon.8309gon. Sono misurati gli angoli (in gon) e le distanze: 9 0 1 = 8. Di un appezzamento rettangolare si conoscono le dimensioni: a=30m ±0.. 0-1 = 659.. 9-0 = 5173. 15.95).2646gon.. 1417.5637gon..che entrambe le coordinate e per tutti i punti lo scarto quadratico medio di acquisizione è di ± 0..321......47m 6 7 8 = 160....85m 2 3 4 = 146.. 6-7 = 672.91m 8 9 0 = 123.35m 0 1 2 = 209. Calcolo e compensazione di una poligonale chiusa..

0003 ± 15cc. 69. 163 .0000 ± 10cc. 2.15 m. 17. 424 =2. 423 =1. Si vogliono trovare le coordinate dei punti 3 e 4 nel sistema cartografico.01m. 17.4148gon e ϕd =300. effettuando le letture zenitali: ϕs =100. è stata eseguita una livellazione trigonometrica reciproca con osservazioni contemporanee. si misurano sei dislivelli. 70.4 calcolare le ridondanze locali.0010 ± 15cc.1 Assumendo R=6377m.0004 ± 12cc. impiegando un teodolite. si è collimata. la superficie libera del mare (l’orizzonte marino). Collimando i punti a terra si sono misurati gli angoli zenitali: ϕ1 =90. Le misure sono: 412 =2. 434 =0.5 mgon e sqm della distanza di ± 0. (imposto cioè) un fattore di scala λ =1 determinare le coordinate dei punti 1. sapendo che la quota di A è 356.96m. Facendo stazione con un teodolite di altezza strumentale h=1. calcolare la quota del punto B. 20. 70.9990 ± 12cc. 441 =-3. 413 =3. 19.Si vogliono trovare i parametri della rototraslazione con variazione di scala (4 parametri) fra i due sistemi.2 calcolare gli sqm di queste quote.3 calcolare gli sqm degli scarti 17. 19. la cui distanza sull’ellissoide è di 3472.0173gon.2 assumendo sqm angolare di ± 1. 70. Fissato. Ponendo il coefficiente di rifrazione K=0. 19.2 ricavare il valore più probabile dell’angolo per un qualsiasi numero di misure yi che abbiano sqm σi .3 e 4. 18.01m.01m.1 le misure sono: 70. Fra quattro punti: 1.00m. tutti con la stessa precisione.12m.15 e R=6378km. 2. che hanno diverso sqm.49m su un punto A su di una collina. 3 e 4. 18. con visuale tangente. 18. calcolare la precisione del dislivello.2.00m.1 calcolare le quote dei punti 2.3 ricavare il valore dello sqm angolare nel generico caso 21. 17. 17.5150gon. Fra i punti A e B. Fissata la quota del punto 1: Q1 =0m. 18. 3 e 4 nel sistema cartografico. Si vuole conoscere il valore più probabile dell’angolo misurato ed il suo sqm. Si sono eseguite cinque misure angolari con tre strumenti diversi.99m.4118gon e ϕ2 =102.

4mm 4. gli angoli α1 =[P 1 2]=114.Brera -5763.4mm 1. assumendo che la quota dell’orizzonte sia uguale a zero. Le coordinate dei vertici sono: 1(830.74km P. Ticinese . 3(665.87423gon.Brera -809. in direzione di un punto P. Ticinese . 23.45) 4(0. 21.3mm 3.35957gon.1 calcolare la quota del punto osservante.Baracca -4953.01. Intersezione multipla diretta (pag 50 eserciziario Monti Sansò).1 Simulare la rete compensata in precedenza 21.P. Si sono misurati da quattro vertici 1.2 ricavare le coordinate dei punti collimati. 3 e 4.1 Ricavare le coordinate di P e la matrice di varianza covarianza delle coordinate.2 Eseguire la simulazione e la compensazione e descriverne i risultati. Ticinese 5584.2 assumendo sqm angolare di ± 15cc (1.40km P. Si sono misurati i dislivelli (espressi in mm): Brera .Venezia 177.4mm 2.43km Baracca .3 Visualizzare l’ellissi d’errore con Autocad.65km Fissata la quota di Brera = -768. 2. α2 =[P 2 3]= 58. 22. calcolare la precisione della quota di A.3 calcolare l’errore quadratico medio chilometrico 22.36738gon.Venezia . 22.1 Trascrivere in pulito il libretto delle misure.24. -46.0mm 21. 0). -282. 22.95636gon.09). 20.8mm 4. Livellazione geometrica di precisione (pag 45 eserciziario Monti Sansò).2 descrivere il diverso risultato di compensazione e simulazione 21.5 mgon) e un sqm del coefficiente K di± 0.24. 23.48). 2(1486. α3 = [P 3 4]= 51. .25km P.20. Risolvere il problema di intersezione in avanti semplice delle esercitazioni strumentali 23.71.P.P.5mm 2. Venezia -634. 1098. α4 =[3 4 P] =110.49km Baracca . 164 .

Intersezione inversa distanziometrica. 23. 24.02).3 Visualizzare le ellissi d’errore con Autocad. 5057244. 4(1510154. 5055271. la matrice di varianza covarianza delle cordinate. Nell’ipotesi che tutte le letture abbiano medesima precisione: σ = ±0.84. 25. L4=252.0). L2=146. 2(1511264.1 Ricavare le coordinate di P e la matrice di varianza covarianza delle coordinate.23.1 m.30). 2(3.3 visualizzare in scala opportuna tali coordinate.65. i semiassi principali dell’ellisse d’errore. 25. 24.4). L3=200. 5056867. 3(1510182. 24. 5055934.4).23. Tutte le distanze hanno ugual precisione. Intersezione multipla inversa (pag 61 eserciziario Monti Sansò). Le letture azimutali al teodolite valgono: L1=0.1 calcolare le coordinate del punto 4.36). Con un nastro centimetrato dal punto 4 si misurano le distanze a=1-4=5. 165 .98m. 24.6244.001gon.4 commentare i risultati ottenuti.79). b=2-4=5.6461. Si conoscono le coordinate di tre punti 1(0.1318.23.2 Eseguire la simulazione e la compensazione e descriverne i risultati. c=3-4=4.0m. Siano note le coordinate di quattro punti collimati con un teodolite da un quinto punto P: 1(1512118. 3(9.

λ=10°.36” . longitudine= 9°. Dy = 500m.2 calcolare le coordinate cartesiane geocentriche per longitudine = 8° 05’. B(ϕ= 45°38’2. calcolare le coordinate naturali 27.3 Si calcolino i due raggi di curvatura in P e Q. Dal punto P di coordinate ellissoidiche (GRS80): latitudine= 45°15’ . 26. h=200m.2m.2 calcolare le coordinate geografiche di un secondo punto Q che nel riferimento cartesiano locale con origine in P dista Dx = 1000m .3m.86” . 166 . longitudine = 9°. ∆y=-500m. Calcolare le coordinate geografiche e cartografiche di C. η=-20”. I punti hanno coordinate: A(ϕ= 45°28’38. Da due punti A e B si osserva un punto C misurando gli angoli α = 60. longitudine= 9°. deviazione della verticale ξ=30”. calcolare le coordinate naturali 31. h=200m. h=500m 30.2m. deviazione della verticale ξ=30”. altezza ortometrica =150m. 28. λ=9°40’40. 30. dZ = -0.2 calcolare le coordinate geografiche di un secondo punto Q che nel riferimento cartesiano locale con origine in P dista ∆x=1000m .1 ricavare il potenziale normale in P e la gravità normale.3 calcolare le coordinate polari geocentriche. η=-20”.26134 gon e β = 69.GEODESIA ELLISSOIDICA 26. 31.1 si misurano azimuth e distanza ad un secondo punto Q: Azimuth = 60°15’20”.75132 gon nei vertici A e B. 28.4 calcolare il valore del potenziale sulla superficie dello sferoide.5m. Sull’ellissoide GRS80 calcolare il valore della gravità normale per un punto di coordinate: latitudine = 45°20’30”. Dato un punto P di coordinate geodetiche: ϕ= 45” . λ= 9°13’39. 27. h = 200m. 29.1 Del punto P di coordinate ellissoidiche (ellissoide GRS80): latitudine= 45°15’ . ∆z=-0.57”). ondulazione N=42. Si desiderano ricavare le coordinate geografiche di Q.5 m. 28.2 Si desiderano le coordinate geografiche rettangolari di Q. 26. distanza = 12135. Ondulazione geoidica = 45m. 26. 28. Del punto P di coordinate ellissoidiche (ellissoide GRS80): latitudine = 45°15’ . 31.02”). ondulazione N=42.

λ= 9° 15’. Si desiderano ricavare le coordinate geografiche di Q.1 Si desiderano ricavare le coordinate polari di Q rispetto a P (azimuth e lunghezza della geodetica). h=400m 33. Da due punti A e B si osserva un punto C misurando gli angoli α= 60.1 calcolare l’azimuth della geodetica in P’ e P” di latitudine ϕ’=45° e ϕ”=46° con i parametri dell’ellissoide di Hayford. B(ϕ=45°38’2. longitudine= 9°. Calcolare le coordinate geografiche e cartografiche di C.36” . distanza= 12135. 33 Due punti P e Q hanno di coordinate ellissoidiche (GRS80): P: ϕ= 45°15’ .308”.86” . h=200 m.2 il raggio di curvatura di una sezione normale di azimuth α=45° e di una obliqua inclinata di β=30° rispetto alla normale n’ 35.2 Si desiderano le coordinate geografiche rettangolari di Q.4 Per il triangolo rettangolo che ha ipotenusa PQ si calcolino gli angoli sull’ellissoide e sul piano con l’uso del Teorema di Legendre. λ= 9°. h=200 m. 34.02”). 33.2 Si desiderano le coordinate geografiche rettangolari di Q.1 si misurano azimuth e distanza ad un secondo punto Q: Azimuth= 60° 15’20”. 33. Verificare i teoremi della geodesia operativa.764m Calcolare: 35.57”).75132 gon nei vertici A e B. λ=9°40’40. h=310. λ=-4° 41’ 03. 35. 32. 32.32 Dal punto P di coordinate ellissoidiche (GRS80): latitudine= 45°15’ . 37. 33. λ=9°13’39. Il vertice IGM del 1° ordine “Superga” (asse cupola) ha le seguenti coordinate geografiche (riferite all’ellissoide internazionale) ϕ=45°04’48. 36. Si consideri la geodetica uscente con un azimuth α=40° da un punto di latitudine ϕ=44°. I punti hanno coordinate: A(ϕ= 45°28’38.3 il raggio del parallelo.307”.3m. 36. 32.3 Si calcolino i due raggi di curvatura in P e Q. λ=9°.26134 gon e β=69. 167 . Q: ϕ= 45°35’ .3 Si calcolino i due raggi di curvatura in P e Q.1 i raggi principali di curvatura ed il raggio della sfera locale 35.

Siano dati P: ϕ = 45°15’18” . calcolare la distanza reale fra i punti 40.A partire dal vertice IGM di Superga considerare una geodetica uscente avente azimuth α=100° e una lunghezza di 100.3 data l’altezza h=1306. 1000. 38. 18.4 calcolare l’azimuth di Monte Pagliano rispetto a Monte Bracco. si sono misurati distanza inclinata l=1000m e distanza zenitale ϕ =60 gon.3 determinare l’angolo alla trasformata della corda. calcolare il modulo di deformazione lineare per elementi finiti e la distanza sull’ellissoide fra i due punti. 39.59m. calcolare: 40. λ = 9°20’ 30”.072” . 10000.2 date le coordinate di Monte Pagliano: ϕ = 44°32’21.37m determinare le coordinate geografiche.1 le coordinate cartografiche ed il modulo di deformazione lineare 40.2 calcolare la distanza sulla cartografia italiana in una carta in scala 1:2000. 39. 41.77m di Monte Pagliano. 20000 km 38 Sia dato P: ϕ = 45°15’18” . λ = 9°20’ 30”. 40.56m di Monte Pagliano e h=988. e un secondo punto Q : ϕ = 45°10’15” . 500. λ =10°. 38. Date le coordinate di Monte Bracco nella cartografia Italiana ϕ = 44°40’49.4 determinare la distanza ellissoidica come problema geodetico.276”.2 determinare l’angolo di convergenza delle trasformate in P. Su un punto di coordinate ϕ = 45” .1 calcolare la distanza ridotta alla superficie di riferimento 18.3 di un secondo punto Q : ϕ = 45°10’15” . 38. λ =-5°06’ 47. 168 . 39. N=4982934. h=500m (ellissoide di riferimento: GRS80). longitudine riferita a Monte Mario.2 determinare il modulo di deformazione lineare puntuale 38. λ = 9° 10’ 30” determinare distanza cartografica e distanza ellissoidica passando attraverso le coordinate cartografiche.543”. λ = 9° 10’ 30” sull’ellissoide di Hayford.1 determinarne le coordinate Gauss Boaga nel sistema Italiano Roma40.5 di un punto di coordinate cartografiche Gauss Boaga E=1424458. 40. 39.1 determinarne le coordinate Gauss Boaga nel sistema Italiano Roma40. λ =-5° 0’ 11. 38. sull’ellissoide di Hayford.594” .

Capitolo 6 APPENDICE A 6. Dalla definizione ne consegue che l’angolo αr è espresso in radianti come rapporto: αr = l/R dove l =lunghezza dell’arco sotteso R =raggio circonferenza 169 . L’ampiezza di un angolo può essere espressa in diverse unità di misura.1 UNITÀ DI MISURA ANGOLARI E CONVERSIONI Con angolo si intende una porzione di piano delimitata da due semirette: l’ampiezza dell’angolo è rappresentata dalla rotazione intorno all’origine di una semiretta fino a sovrapporsi alla seconda semiretta. Particolarmente rilevanti per gli scopi topografici risultano essere i sistemi: • matematico • centesimale • sessagesimale • sessadecimale Sistema matematico: l’unità di misura angolare è il "radiante" [rad] (unità SI) definito come "angolo sotteso da un arco di lunghezza pari al raggio".

Sistema centesimale: l’unità di misura angolare è il "grado centesimale" [gon] (unità non ammessa nel SI) definito come: 1gon = π/200rad 400gon = angolo giro valori notevoli: 200gon = angolo piatto 100gon = angolo retto sottomultipli: cgon = 10−2 gon mgon = 10 − 3gon Questo sistema viene adottato nella maggior parte degli strumenti topografici e nella fase di calcolo. 170 . Non essendo decimale. è sconsigliabile l’uso di questo sistema nella condotta dei calcoli. E’ impiegato tradizionalmente per esprimere le coordinate geografiche "latitudine" e "longitudine". Sistema sessagesimale: l’unità di misura angolare è il "grado sessagesimale" [°] (unità non SI ammessa) definito come: 1° = π/180rad 360° = angolo giro valori notevoli: 180° = angolo piatto 90° = angolo retto sottomultipli: 10 = 1°/60 (un primo ) 100 = 10 /60 (un secondo ) I sottomultipli del secondo vengono espressi in forma decimale.2πrad = angolo giro valori notevoli: πrad = angolo piatto π/2rad = angolo retto sottomultipli: mrad = 10−3 rad µrad = 10−6 rad Questo sistema viene utilizzato in matematica e nel linguaggio dei calcolatori.

Da centesimali a radianti e viceversa α gon αrad = 200 π 5.XXXX . 3. Da radianti a sessadecimali e viceversa α° αrad = π 180 In generale risulta essere: αrad α° α gon = = π 180 200 171 .Sistema sessadecimale: l’unità di misura angolare è il "grado sessagesimale" [°] (unità non SI ammessa).XXXX .PRI]}*60 Le successive conversioni partono dal presupposto di aver già trasformato gli angoli dal sistema sessagesimale a quello sessadecimale e possono essere risolte impostando una semplice proporzione. Da sessadecimali a sessagesimali (GRA°. Differisce dal precedente sistema sessagesimale in quanto i sottomultipli del grado sono espressi in forma decimale. E’ utilizzato per la condotta dei calcoli al posto di quello sessagesimale. Conversioni angolari 1.XXXX) GRA°. Da sessagesimali a sessadecimali (GRA° PRI’ SEC" —> GRA°.GRA°)*60] SEC" = {[(GRA°. Da sessadecimali a centesimali e viceversa α° α gon = 180 200 4.XXXX —> GRA° PRI’ SEC") PRI’ = INTERO[(GRA°.XXXX = GRA° + PRI’/60 + SEC"/3600 2.GRA°)*60 .

7413 → centesimali (0.00029 rad 1° = 1.2234 → sessagesimali (35°130 24.0000048 rad 1’ = 0.018 gon = 0. occorra nel sistema matematico lavorare con più cifre significative (almeno 3) rispetto agli altri sistemi. 42°270 4500 → centesimali (47.2958 = 3438’ = 206265" 1r = 63.2500024rad) 7.017 rad Viceversa risulta 1r = 57°.1321 → centesimali (27.1805gon) 5. 3883) 2.2396gon → radianti (2.9245gon) 4.0003 gon = 0. 0.2345rad → sessagesimali (13°260 8.ESERCIZIO A1 Verificare le seguenti conversioni: 1.5200 ) 8. 143.6620 gon 172 .8237gon) Si noti come per ottenere la stessa approssimazione dei gradi centesimali o sessagesimali. 32°. 0°. 25°.2) 3. 35°.5636279rad) 6. 57°230 1800 → sessadecimali (57°. Risulta infatti: 1" = 0.2935 → radianti (0.11 gon = 0.

Si stabilisca convenzionalmente quali Figura 6. Y) nel quale siano noti i punti P e Q tramite le loro coordinate. deve ruotare in senso orario per sovrapporsi alla direzione PQ.1: Notazione Andei due punti rappresenti il "Punto avanti: golare p a " e quale il "Punto indietro: pi ".2. 173 . ecc. Ne risulta che l’angolo viene dato dalla differenza di due "direzioni angolari"(ϑ) e precisamente quelle corrispondenti ai punti avanti e indietro: α = ϑPA − ϑPi se [ p a = B e ( Pi ) = A ⇒ α = AVB viceversa se p a = A e pi = B ⇒ α = [ BVA Angolo di direzione: si consideri un riferimento ortonormale R(O.6. Si consideri un punto di origine (V) e due semirette uscenti da questo passanti per i punti A e B. Definiamo Angolo di direzione di Q rispetto a P (ϑPQ o ( PQ)). l’angolo di cui la parallela all’asse Y del riferimento passante per P. infatti lo zero si trova sull’asse Y delle ordinate. Definiamo angolo "la rotazione oraria che deve compiere la direzione corrispondente al punto indietro per sovrapporsi a quella del punto avanti". il II quadrante sarà compreso tra π /2 e π. X.2 GRANDEZZE ANGOLARI IN TOPOGRAFIA In topografia vengono utilizzate convenzioni angolari che si differenziano da quelle adottate in matematica. il verso positivo è orario e quindi il I quadrante sarà compreso tra 0 e π/2.

risulta interessante analizzare il comportamento dell’angolo di direzione nei vari quadranti in funzione delle coordinate dei punti P e Q (Tab.1). Nella tabella sopra non sono però contemplati i seguenti casi particolari: 0/0 angolo indeterminato +/0 ϑ = π/2 −/0 ϑ = 3π/2 0/+ ϑ=0 0/− ϑ=π 174 .1: Riduzione dell’angolo di direzione ai vari quadranti. 6.2. Per eseguire il calcolo dell’angolo di direzione occorre capire in quale quadrante è posto il versore PQ | PQ| quadrante n° segno di # segno di (XQ − XP ) segno di (YQ − YP ) valore di (PQ) 1 2 3 4 + + - + + - + + ϑ ϑ+π ϑ+π ϑ + 2π Tabella 6. Come è noto la maggior parte Figura 6.2: Angolo di diredei calcolatori esegue infatti una riduzione zione a valori di ϑ compresi tra -π/2 e π/2.ϑPQ = arctan XQ − X P YQ − YP Ne consegue che tra ϑPQ e il suo reciproco ϑQP sussiste la relazione: (+se ϑQP < π ) ϑPQ = ϑPQ ±π (−se ϑQP > π ) Sebbene diverse calcolatrici tascabili riescano a calcolarlo direttamente.

ESERCIZIO A2 Verificare i seguenti angoli di direzione calcolati rispetto al punto P di coordinate: XP = 123. 92m Y = 42. 8992gon) 4. X = 224. 41m Y = 182. 0578gon) 3. 32m (2°quadrante ϑ = 165.35m considerando i seguenti punti di coordinate: 1. X = 103. 24m (3°quadrante ϑ = 239.49m YP = 144. 1695gon) 2. 9586gon) 175 . 62m Y = 37. 42m (1°quadrante ϑ = 32. X = 183. 35m Y = 327. 52m (4°quadrante ϑ = 369. X = 62.

i ± π (calcolo dell’angolo di direzione reciproco) ϑi. i + αi ± π Le coordinate dei vertici della spezzata vengono immediatamente ottenute dalle: 176 .Trasporto dell’angolo di direzione e delle coordinate lungo una spezzata: è un caso che spesso si presenta in topografia quando si misurano lunghezze di lati di una spezzata e angoli tra loro compresi.3. YO ) e un angolo di direzione (per esempio quella del primo lato O1) Figura 6. i−1 + αi Se ϑ23 eccede l’angolo giro è necessario sottrarre 2π ϑi. Per assegnare il sistema di riferimento devono ancora essere note per lo meno le coordinate di un punto (per esempio quello di inizio XO . i−1 = ϑi−1. si sono misurati angoli orari tra i lati della spezzata rappresentata nonché le lunghezze di tali lati.2.3: Trasporto angolo di direzione Per determinare le coordinate di tutti i punti è necessario trovare l’angolo di direzione di tutti i lati della spezzata con la convenzione stabilita risulta: (21) = (12) ± π (calcolo dell’angolo di direzione reciproco) (23) = (21) + α − 2π (se supera 2π) (23) = (12) + α ± π In generale risulta: ϑi. Nello schema di fig. i+1 = ϑi−1. i+1 = ϑi.

qualora ci fosse in esame uno schema più rigido. i cos ϑi−1. XB calcolata 6= XB nota YB calcolata 6= YB nota ( B6)calcolata 6= ( B6) nota Come conseguenza del controllo effettuatosi individueranno degli Errori di Chiusura . i Yi = Yi−1 + li−1. questo fa si che probabilmente il punto B calcolato non coinciderà con il punto B reale. assai esiguo. Indipendentemente dal numero di lati della poligonale si possono effettuare 3 controlli. rispetto alle necessarie. per questo motivo si limiterà il più possibile il numero di punti collimati ( 4. 177 . i La compensazione empirica di una poligonale La determinazione di una misura comporta la presenza (in essa) di un errore. infatti.Lo schema visto avrà ridondanza 3. YB di B e l’angolo di direzione B che potranno essere confrontate con XB . infatti. Quando si sviluppa una poligonale (fig. il risultato ottenuto con tale metodo sarebbe paragonabile a quello che si avrebbe con una compensazione rigorosa (molto più complessa). 5 punti sono ottimali prima di richiudersi su B). note le coordinate di A e di B si potranno calcolare le coordinate XB . Con questo schema è usuale accontentarsi di una compensazione empirica. il che permette di effettuare un controllo sulle misure effettuate. Tutti gli errori di misura si propagano. essendo il numero di misure in eccesso. YB e (B6).4) si parte da un punto A di coordinate note e si arriva ad uno B anch’esso di coordinate note. i sin ϑi−1.X1 = XO + lO1 sin ϑO1 Y1 = YO + lO1 cos ϑO1 in generale risulta: Xi = Xi−1 + li−1. ε α = ( B6)nota − ( B6)calcolata ε X = XB nota − XB calcolata ε Y = YB nota − YB calcolata Calcolati tali errori occorrerà dapprima verificare questi siano minori di una determinata tolleranza successivamente si provvederà a compensarli.

Sia 1 il punto di coordinate note. la verifica sulla tolleranza è di due tipi: angolare e lineare  |ε α | < tα q  ε2 + ε2 < t l x y nella quale. Si avrà: Misure: 8 angoli. 6 distanze m = 14 Coordinate punti incogniti n = 5 Ridondanza r = 14-5 = 9 Riprendendo con la descrizione della compensazione. sia α1 l’angolo misurato. il che implica che l’angolo di direzione (01) è privo di errore. avremo allora: (12) = (01) + α1 − π α1 essendo misurato non è libero da errori (23) = (12) + α2 − π = (01) + α1 − π + α2 − π = (01) + α1 + α2 − 2π (nn + 1) = (01) + ∑ α − nπ Distribuire l’errore vorrà dire calcolare: εα α1corretto = α1 + n εα corretto α2 = α2 + n εα corretto αn = αn + n Volendo si potrà agire direttamente sugli angoli di direzione: 178 .Ad esempio. in mancanza di norme di capitolato si usa porre: √ tα = 3sα nα √ tl = 3sl nl dove nα =numero di misure angolari sα =sensibilità angolare nl =numero di misure lineari sl =sensibilità lineare (dipende dallo strumento di misura) Successivamente occorre ridistribuire tali errori di chiusura. supponiamo note le coordinate del punto 1 e la coordinata y del punto 2 di una rete planimetrica (y2 = 0).

l1 X1corretto = X1calcolato + ε x ∑ li l1 + l2 X2corretto = X2corretto + ε x ∑ li ∑ n li Xncorretto = Xncorretto + ε x i=1 ∑ li Una operazione analoga andrà eseguita sulle ordinate. infattianche le distanze misurate non saranno prive di errore. l1 Y1corretto = Y1calcolato + ε y ∑ li l1 + l2 Y2corretto = Y2corretto + ε y ∑ li ∑ n li Yncorretto = Yncorretto + ε y i=1 ∑ li 179 .εα n εα = (23) + 2 n (12)corretto = (12) + (23)corretto εα (nn + 1)corretto = (nn + 1) + n n Successivamente occorrerà eseguire una compensazione lineare.

90)m A ≡ (−61. 1. 38. 30.05)m 6 ≡ (602.Compensazione empirica di una poligonale Note le coordinate dei punti A.ESERCIZIO A3 . 89. Determinare le coordinate di tutti i punti interni. 10. 61. 54)m Le distanze sono: d1 = 50. B e le distanze di. I punti noti sono: 1 ≡ (91. 6. . 30m Gli angoli misurati sono: α1 = 142°22’08” α2 = 218°30’20” α3 = 136°45’10” α4 = 234°35’50” α5 = 157°30’30” α6 = 139°11’10” σd = ±3cm σα = ±7” Calcolo degli angoli di direzione (A1) e (B6):   X1 − X A X1 − X A ⇒ ( A1) = arctg + 180◦ = 108◦ 120 1300 Y1 − YA Y − Y A  1 X B − X6 X B − X6 tg(6B) = ⇒ (6B) = arctg = 57◦ 060 4000 YB − Y6 YB − Y6 tg( A1) = 180 . 633. 60m d3 = 110. misurati gli angoli αi .20)m B ≡ (1591. 40m d5 = 168. 30m d2 = 135. −6. 50m d4 = 78. 40.

70m 2 1 1   X = X + d sin(23) = 266.97m 5 4 4 181 .45m 3 2 2   X = X + d sin(34) = 367.B |ε α | < tα Calcolo degli angoli di direzione compensati (12)compensato = (12)c = (12) + εα = 70◦ 340 1400 nα εα = 109◦ 040 2700 nα εα (34)compensato = (34)c = (34) + 3 = 65◦ 490 3100 nα εα compensato c (45) = (45) = (45) + 4 = 120◦ 250 1400 nα εα (56)compensato = (56)c = (56) + 5 = 97◦ 550 3700 nα εα compensato c (6B) = (6B) = (6B) + 6 = 57◦ 060 4000 nα (23)compensato = (23)c = (23) + 2 Calcolo delle coordinate dei punti 2= 3= 4= 5=   X = X + d sin(12) = 139.14m 5 4 4 Y = Y + d cos(45) = 16.Calcolo dei restanti angoli di direzione (12) = ( A1) + α1 − 180° = 70°34’21” (23) = (12) + α2 − 180° = 109°04’41” (34) = (23) + α3 − 180° = 65°49’51” (45) = (34) + α4 − 180° = 120°25’41” (56) = (45) + α5 − 180° = 97°56’11” (6B) = (56) + α6 − 180° = 57°07’21” Determinazione dell’errore ε α ε α = (6B) − (6B)calcolato = −0°000 4100 √ √ tα = 3 · σα nα = 3 · 700 · 6 = 0°000 5100 ⇒ N.62m 3 3 4 Y = Y + d cos(34) = 56.99m 3 2 2 Y = Y + d cos(23) = 11.62m 3 3 4   X = X + d sin(45) = 435.02m 2 1 1 Y = Y + d cos(12) = 55.

71m X 4 4 4 ∑d Y corretto = Y c = Y + ε (d1 +d2 +d3 ) = 56. • gli errori di chiusura. Nel listato.13m 6 5 5 6= Y = Y + d cos(56) = −6.26m 5 X 5 2 ∑d Y corretto = Y c = Y + ε (d1 +d2 +d3 +d4 ) = 17.08m qY ε2X + ε2Y = 0.20m 2 2 2 Y La stessa poligonale può essere risolta in modo rigoroso con il metodo dei minimi quadrati.10m √ td = 3 · σd nd = 0.71m 2 Y ∑d 2  2  X corretto = X c = X + ε (d1 +d2 ) = 267.48m 3 Y ∑d 3  3  X corretto = X c = X + ε (d1 +d2 +d3 ) = 367. Riportiamo qui il risultato grafico ed il listato del programma di elaborazione. che si raccomanda di riprendere dopo lo studio del metodo dei minimi quadrati.30m 2 X 2 2 Y corretto = Y c = Y + ε = −6. evidenziamo con una cornice: • le ipotesi di precisione.  X = X + d sin(56) = 602. • le coordinate compensate.1879m ∑ d = 543. • gli sqm (Est e Nord) delle coordinate compensate. ε Y ε X = X6 − X6calcolato = +0.03m 5 Y 5 ∑d  5  X corretto = X c = X + ε = 602.B.28m 6 5 5 Determinazione degli errori ε X .17m ε = Y6 − Y6calcolato = +0.04m 2 X ∑d 2 2 Y corretto = Y c = Y + ε d1 = 55.05m 3 X ∑d 3 3 Y corretto = Y c = Y + ε (d1 +d2 ) = 11. q ε2X + ε2Y < td Calcolo delle coordinate compensate 2= 3= 4= 5= 6=   X corretto = X c = X + ε d1 = 139.66m 4 Y 4 ∑d  4  X corretto = X c = X + ε (d1 +d2 +d3 +d4 ) = 435.201 ⇒ N. 182 .

03000 Meters 0. 3.00000 Seconds 7. Max Iterations : Propagation 2D Meters LOCAL East-North At-From-To 0.00000 Seconds 183 . 10 Instrument Standard Error Sets Project Default Instrument Distances (Constant) : Distances (PPM) : Angles : Directions : Azimuths&Bearings : 0.0100. 4 e 5.00000 7.La poligonale risolta con metodo rigoroso: Si notino le ellissi d’errore sui punti 2.00000 Seconds 7. Listato del programma di elaborazione STARNET ® Project Option Settings Run Mode : Adjust with Error Type of Adjustment : Project Units : Coordinate System : Input/Output Coordinate Order : Angle Data Station Order : Convergence Limit.

6100 91.0300 StdErr 7.00 5 4 6 157-30-30.0500 633.3000 0.0300 5 6 168.00 7.21 Total 11 22.72 Adjustment Failed the Chi Square Test at 5% Level 184 .00 7.1000 1591.00 Number of Distance Observations (Meters) = 5 From To Distance StdErr 1 2 50.9000 -6.00 6 5 B 139-11-10.0300 4 5 78.00 2 1 3 218-30-20.00 7.17 14.4000 0.5400 38.00 3 2 4 136-45-10.2000 Number of Angle Observations (DMS) = 6 At From To Angle 1 A 2 142-22-08.3000 N Description 89.6000 0.00 7.3000 0.18 2.02 Error Factor 2.0300 2 3 135.00 Adjustment Statistical Summary ============================== Convergence Iterations = 3 Number of Stations = 8 Number of Observations = Number of Unknowns = Number of Redundant Obs = Observation Angles Distances Count 6 5 11 8 3 Sum Squares of StdRes 8.5000 0.0300 3 4 110.00 7.23 3.00 4 3 5 234-35-50.Summary of Unadjusted Input Observations Number of Entered Stations (Meters) = 4 Fixed Stations A B 1 6 E -61.4000 602.

5728 135.0102 0.00 Adjusted Distance Observations (Meters) From 1 2 3 4 5 To 2 3 4 5 6 Distance 50.75 0-00-00.6 3 2 1.3 2.6877 17.54 7.3787 78.8 5 4 0.00 5 234-35-44.4 0.0500 633.1 4 3 0.2898 168.0300 0.17 -0-00-07.84 7.8 2 1 1.4000 6 602.6 0.0787 -0.3000 2 139.0 .4104 110.6303 %%CONTINUA%% 185 Residual 0.7241 11.4794 56.46 -0-00-12.69 7.0300 StdRes 2.0728 0.0497 Description Adjusted Observations and Residuals Adjusted Angle Observations (DMS) At From StdErrStdRes 1 A 1.46 -0-00-11.3 1.83 7.0703 4 367.1 To Angle Residual 2 142-21-55.16 -0-00-05.7663 5 435.0300 0.0104 0.00 6 157-30-26.Adjusted Coordinates (Meters) ============================= Station E A -61.0300 0.0303 StdErr 0.00 3 218-30-08.31 -0-00-03.1000 B 1591.00 B 139-11-10.0923 3 267.5400 38.5 6 5 0.75 7.6100 1 91.0300 0.2000 55.54 7.9000 -6.00 4 136-45-02.2802 N 89.

3000 S82-04-23.0000 0.5000 S70-55-32.Adjusted Bearings (DMS) and Horizontal Distances (Meters) (Relative Confidence of Bearing is in Seconds) From To BrgDist PPM 1 2 0.78 S82-04-30.8088 4 5 0.78 Sec/Angle Error Linear = 0.0771 S.69E 135.88E 78.0059 2 3 0.3118 5 6 0.34E 50.61 N71-47-47. 6.12W BS N70-34-14.00 0.00 S70-55-43.00000 186 .2898 48.6303 39.5728 40.1899 Error in 543.5825 6 B 0.5482 1 A 0.6000 N57-06-40.1348 0.08 S59-34-56.1518 1939. 0. 6 Angles.96E 110.20E 135.3787 51.0000 Traverse Closures of Unadjusted Observations (Beginning and Ending on Adjusted Stations) TRAVERSE 1 Error Angular = 40.53E 110.10E 50.4000 N65-49-30.39 N57-06-40.0008 Bearing Distance 95% RelConfidence N70-34-08.1745 1034.1000.5343 0.12W 160. 1:2859.04E 168.00000 0.1236 3 4 0.70 Sec.1598 3160.1736 W Horiz Precision = 0.78 N65-49-18.Adjustment Failed the Chi-Square Test Standard Deviations are Scaled by Total Error Factor Station E N A 0.1526 1382.4104 48.72 PPM From To 1 A 1 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 B Error Propagation ================= Unadj Bearing UnadjDist N71-47-47. 349.18E FS Station Coordinate Standard Deviations (Meters) NOTE .3000 S59-34-46.1671 1234.25E 78.18E 1178.57E 168.

00000 0.00000 0.00000 0.B 1 6 2 3 4 5 0.20388 0.07930 0.Adjustment Failed the Chi-Square Test Error Ellipses are Scaled by Total Error Factor Confidence Region = 95% Station A B 1 6 2 3 4 5 Semi-Major Axis 0.06035 0.00000 0.07241 0.00000 0.01603 Station Coordinate Error Ellipses (Meters) NOTE .15985 0.00000 0.00000 0.00000 0.08327 0.00000 0.00000 0.03246 0.00983 0.17447 187 Semi-Minor Axis 0.06181 0.07068 0.00000 0.02146 0.03218 Azimuth of Major Axis 0-00 0-00 0-00 0-00 71-08 91-28 101-57 97-32 .00000 0.00000 0.18072 0.00000 0.02856 0.

188 .

Data la matrice di varianza covarianza . Partiamo da un esempio bidimensionale.1 LA RELAZIONE TRA L’ELLISSOIDE DI ERRORE E LA MATRICE DI VARIANZA COVARIANZA.Capitolo 7 APPENDICE B 7.

.

.

σ2 σ .

.

X XY .

CXY .

.

.

σXY σY2 .

NXY = CXY NXY det ( NXY ) = n = c−1 .1) 2 Il determinante di C è una costante che vale c = σX2 σY2 − σXY −1 . (7.1.

.

.

σ2 .

− σ .

XY .

= n.

Y .

.

−σXY σX2 .

3) Fissato 4χ2 = 1 l’equazione .2) (7. (7.1.1.

.

.

.

−1 .

X .

Y ) CXY . ( X.

.

=1 .

Y .

(7.4) esprime l’equazione di una ellisse di "equiprobabilità". Svolgendo infatti i prodotti si ha 189 .1.

.

.

.

σ2 X −σXY Y .

.

.

Y ( X. Y ) n .

.

−1 = 0 .

−σXY X σX2 Y .

1.5) Essendo n 6= 0.1.8)  2 u2 σY2 σX2 − σXY = cσX2 (7. c = σY2 u − c 2 u2 σXY − σY2 σX2 u2 + σX2 c = 0 (7. in quanto la retta che si cerca deve essere tangente e non secante. b = −2σXY u.7) La soluzione in y deve essere unica.1.10) Allo stesso modo si dimostra che la proiezione sull’asse y vale ν = ±σY Esempio numerico bidimensionale : data .6) Si può dimostrare facilmente che questa conica è una ellisse. Cerchiamo la proiezione della (7.1. dividendo per n si ottiene l’equazione della conica σY2 X 2 − σXY XY − σXY XY + σX2 Y 2 − c = 0 (7. In questo caso a = σX2 .1.1. cioè cerchiamo la tangente dell’ellisse con la retta X = cost = u σY2 u2 − σXY uY + σX2 Y 2 − c = 0 (7. (7.6) sull’asse delle x. dividendo allora entrambi i membri per c ed eseguendo la radice quadrata si ottiene: u = ±σX (7. deve cioè annullarsi il discriminante 4 = b2 − 4ac ( oppure (b/2)2 − ac) rispetto alla variabile Y.1.9) Notiamo che il termine in parentesi quadra rappresenta il determinante c di CXY .

.

.

3 1.

.

.

CXY = .

.

NXY = . c = det CXY = 5.

1 2.

Scomponendo in valori singolari si trova CXY = RΛR T .

.

.

0.8507 −0.5257.

.

.

R=.

.

.

5257 0.8507 .0.

.

.

.

2 −1.

.

.

1 .

5 .

.

−1 3 .

.

.

.

3.618 .

0 .

.

Λ=.

.

.

0 1.382.

190 .

168 6= 5 .902.712 mentre la direzione della diagonale √ √  vale arctan 2/ 3 = 39°.292 6= 2 Matrice di varianza covarianza tridimensionale (3D) j Per brevità indichiamo con σi i termini della matrice di varianza covarianza CXYZ . infatti tr (CXY ) = d2 = cost dove d2 = σX2 + σY2 = σI2 + σI2I Essendo σX la proiezione dell’ellisse sull’asse X e σY la proiezione dell’ellisse sull’asse Y.σI2 = 3. Questa proprietà esprime geometricamente che è costante la lunghezza della diagonale di qualunque rettangolo che circoscrive l’ellisse Si noti ancora che σI2 = 3. σI2I = 1.176 Si nota la proprietà che la traccia tr (CXY ) = 5 per qualunque rotazione.8507) = 31°. che la direzione del semiasse principale σI vale arccos(0.382. σI = ±1.581 6= 3 e ±1. σI I = ±1.232 Si noti che l’intersezione dell’ellisse con gli assi Y = 0 e X = 0 vale √ √ ±1.618.

.

.

σ1 σ2 σ3 .

.

1 1 1.

.

.

= .

σ12 σ22 σ23 .

.

.

.

σ3 σ3 σ3 .

1.11) con det CXYZ = δ . Definita NXYZ la sua matrice inversa −1 NXYZ = CXYZ . 3 3 1 (7.

.

.

n1 n2 n3 .

.

1 1 1.

.

.

= .

n21 n22 n32 .

. .

.

.

n3 n3 n3 .

con 4χ2 = 1 si può scrivere 191 .12) L’equazione dell’ellissoide di "equiprobabilità". 2 3 1 det N = 1 =4 δ (7.1.

.

.

.

X.

.

.

.

.

.

−1 .

.

.

· .

Y .

− 1 = 0 cio e` .

X Y Z .

· CXYZ .

.

.

Z.

.

.

.

X.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

X Y Z .

· NXYZ · .

Y .

− 1 = 0 .

.

.

Z.

1.1. Y ) per cui l’ellissoide è tangente ad una retta parallela all’asse Z : X = u = cost.16) Sostituendo ancora per comodità ad u → X ed a v → Y e sviluppando (n32 )2 Y 2 + (n31 )2 X 2 + 2n32 n31 XY − n33 n11 X 2 − n33 n22 Y 2 − 2n21 n33 XY + n33 = 0 (7.14) Cerchiamo la proiezione nel piano XY. (7. cioè cerchiamo il luogo dei punti su ( X. 00 00 a = n33 .1. Si avrà: n33 Z2 + 2Z (n32 v + n31 u) + (n11 u2 + n22 v2 + 2n21 uv − 1) = 0 (7.18) 192 .1. ”b”=2(n32 v + n31 u). ”c”=(n11 u2 + n22 v2 + 2n21 uv − 1) ∆ = 0 ⇒ (n32 v + n31 u)2 − n33 (n21 u2 + n22 v2 + 2n21 uv − 1) = 0 (7. perciò si deve annullare il discriminante (b/2)2 − ac rispetto a Z. Y = ν = cost è l’equazione della retta che cerchiamo.17) " X 2 #  3 2  3 3  2 3 (n31 )2 − n11 n33 n1 n2 − n21 n31 2 ( n2 ) − n2 n3 +Y + 2XY −1 = 0 n33 n33 n33 (7. in quanto la retta deve essere tangente e non secante l’ellissoide.13) e sviluppando i prodotti si ottiene n11 X 2 + n22 Y 2 + n33 Z2 + 2n21 XY + 2n32 YZ + 2n31 XZ − 1 = 0 (7.1.1.15) La soluzione in Z deve essere unica.

D.1. cioè n33 = c∆ = c δ (7.1.1.1.19) X 2     2 1 σ −σ22 2 − σ1 +Y + 2XY 1 + 1 = 0 c c c (7.20) σ22 = δ · (n31 n33 − (n31 )2 ) (7. σi σ11 = δ · (n22 n32 − n32 n32 ) (7.1. .11) per il solo elemento σ33 .1.1.1.19) vale c = n − 1 .18) si ha (δ = 1/4) X2     2  1  σ1 ∆ −σ22 ∆ 2 − σ1 ∆ + Y + 2XY +1 = 0 n33 n33 n33 (7. Ritorniamo ora all’equazione (7. il suo inverso n33 vale infatti: i 1h 1 2 c 2 n33 = σ1 σ2 − (σ12 ) = C.21) e (7.6) riscritta così: h i     X 2 σ22 + Y 2 σ11 + 2XY −σ12 − det(CXY ) = 0 (7. .1.La (7. dunque la proiezione di CXYZ sul piano xy individua una ellisse di equazione identica alla (7.26) Basta invertire la matrice (7.1. δ δ Nella (7.25) Dimostriamo che tale costante vale 1. cerchiamo di invertire NXYZ per ricavare σ11 _σ12 .5) 193 .18) è l’equazione di una ellisse.1.1.23) che va confrontata con la (7.1.19) j det (CXY ) = (de f .21) σ12 = δ · (n31 n32 − n21 n33 ) (7.1.1.) c.1.22) Sostituendo (7.1.V.22) nella (7.1.1.20) (7.24) Entrambe sono equazioni di una ellisse ma differiscono di una costante di scala che vale  ∆ ·c n33  (7.24) la costante c definita dopo la (7.

.

.

.

.

.

.

.

σ2 − σ2 .

.

X .

.

.

.

2 1.

.

.

.

.

.

−1 = 0 .

X Y .

n .

2 .

−σ1 σ11 .

.

Y .

99 per z = ± 6.27) Naturalmente a pari probabilità le ellissi (a due dimensioni) estratte da CXYZ non hanno la stessa scala.21 4χ23 = 11.3 . come pure σX ad una dimensione e a due dimensioni non si equivalgono. l’area sottesa dalla normale standard Z vale √ er f (z) = 0. Prendendo ad esempio una probabilità p = 99% si ha: 4χ21 = 6. Allo stesso modo.63 4χ22 = 9. Esempio numerico tridimensionale.63. . (7.3 Partendo da una matrice tridimensionale CXYZ ed estraendo da questa √ solo σZ oppure (σX . σY ) occorrerà moltiplicare questi valori per 11. mentre è noto che. partendo da una matrice bidimensionale CXY ed estraendo da questa solo σX o σY occorrerà moltiplicare questi valori per . ad una dimensione.1.

.

.

6 2 6 .

.

.

.

.

CXYZ = .

2 9 10.

trCXYZ = 29 . det C = δ = 16.

.

.

6 10 14.

.

.

.

625 . 1.

2 − 2.125 .

.

.

.

1 C −1 = N = .

− 2 = 0.0625 3 −3 .

det N = 1δ = 16 .

.

.

125 −3 3.125 .−2.

832 . σI2 = 23.

σI2I I = 0.0442 .133. σI2I = 5.

. σI2 + σI2I +σI2I I.

= cos t = 29 .

.

6 2.

.

0.18 −0.04.

.

.

.

.

CXY = .

.

det CXY = 50 NXY = .

.

.

2 9.

.

−0.12 .04 0.

trCXY = 15 .

.

 .

8944.4472 −0.0.

σ2 = 10 .

.

I σI + σI I = 15 R=.

.

.

8944 0.0.4472 .

63 σI I (99%) = 5 · 11.23 σY (99%) = 9 · 11.52 √ √ α = −63°.435 σZ = ± 11.3 · 14 = ±12.3 = ±8.08 √ √ √ √ σI (99%) = 10 · 11.58 194 .3 = ±7.3 = ±10.3 = ±10. σ2 = 5 II √ √ √ √ σX (99%) = 6 · 11.

1999-2000.Capitolo 8 APPENDICE C 8. Attualmente le stazioni totali memorizzano automaticamente questi dati. 195 . Alcune di queste permettono di inserire codice e foto del punto.a. Servono a comprendere quali informazioni devono contenere. Le ragioni per cui si riportano sono puramente didattiche.1 LIBRETTI DI CAMPAGNA Qui di seguito si riportano due schede di campagna compilate durante le esercitazioni dell’a.

196 .

197 .

1999-2000. Attualmente i livelli elettronici memorizzano questi dati ed anche la distanza strumento-stadia 198 .Qui di seguito si riportano due schede usate per la livellazione geometrica nelle e le esercitazioni dell’a.a.

199 .