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N. 02765/2014 REG.PROV.COLL.

N. 00650/2014 REG.RIC.

R E P U B B L I C A

I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia


(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 650 del 2014, integrato da motivi aggiunti,
proposto

da:

Sofim Societ Finanziaria S.p.a., Impresa Edile Fratelli Faletra S.r.l. e Pierluigi
Bresciani, tutti rappresentati e difesi dagli avv.ti Paola Balzarini e Ercole Romano,
con domicilio eletto presso il loro studio in Milano, viale Bianca Maria, 23;

contro
Comune di Lissone, rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Brambilla Pisoni,
con domicilio eletto presso questultimo in Milano, via Visconti di Modrone, 6;

nei confronti di
Provincia di Monza e Brianza, Wwf Lombardia, Circolo Legambiente di
Volontariato Alexander Langer; tutti non costituiti in giudizio;

per l'annullamento
con il ricorso introduttivo:
- della nota del Comune di Lissone del 9.12.2013;

- della delibera di G.C. n. 439 del 2.12.2013;


- del parere di regolarit tecnica a firma del Dirigente del Settore Pianificazione del
Territorio del 2.12.2013;
- della delibera di C.C. di Lissone n. 123 del 2.12.2013;
- della proposta di delibera del Settore Pianificazione del Territorio n. 2013/1981
del 25.11.2013;
- della nota comunale del 20.12.2013 prot. 51616;
ove occorra e per quanto infra, del parere della Provincia di Monza e della Brianza
del 28.11.2013 prot. 47865; del verbale della seduta del 4.11.2013 della
Commissione IV Territorio, Trasporti, Ecologia, Protezione Civile; della delibera
di C.C. di Lissone n. 63 del 18.7.2013 recante l'adozione di variante al PGT in
parte qua e degli atti sottesi alla stessa, tra cui la delibera di G.C. n. 153 del
20.06.2012, la delibera di C.C. n. 30 del 6.7.2012, la delibera di G.C. n. 177
dell'11.7.2012, la delibera di G.C. n. 45 del 6.2.2013, dei verbali della prima e della
seconda conferenza di valutazione del 22.4.2013 e dell'8.7.2013, del parere positivo
con prescrizioni dell'Autorit competente d'intesa con l'Autorit procedente per la
VAS del 10.7.2013;
di ogni atto preordinato, consequenziale e connesso;
con i motivi aggiunti depositati in data 17/04/2014:
della delibera di C.C. di Lissone n. 17 del 28.02.2014 recante l'esame delle
osservazioni e controdeduzioni e l'approvazione definitiva della variante al P.G.T.
in parte qua; della proposta di controdeduzione all'osservazione presentata dai
ricorrenti; ove occorra, della proposta di delibera del consiglio comunale (di
controdeduzioni alle osservazioni e di approvazione della variante al p.g.t.) da parte
del Settore Pianificazione del Territorio num. 2014/290 del 20.02.20 14; delle
deliberazioni di C.C. di Lissone assunte nelle sedute del 2 5 -26-27-28 febbraio
2014; del parere di compatibilit della Provincia di Monza e della Brianza del 2 4 .0

1.20 14 e della documentazione tecnica pervenuta il 17.02.2014 e successivamente


integrata il 20.02.2014; del parere motivato finale dell'Autorit competente per la
VAS del 17.02.2014 prot. 6469; di ogni atto preordinato e connesso.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;


Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Lissone;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 novembre 2014 il dott. Giovanni
Zucchini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
La Sofim, societ finanziaria per azioni, unitamente allImpresa Edile fratelli
Faletra Srl ed altri, presentava al Comune di Lissone (MB), domanda per
lapprovazione di un piano attuativo (PA), relativamente allambito di
trasformazione A7, sito fra le vie DAnnunzio, Margherita e Toti, piano attuativo
conforme allo strumento urbanistico generale allora vigente nel Comune, vale a
dire il Piano di Governo del Territorio o PGT, ai sensi della legge regionale della
Lombardia n. 12/2005.
La proposta di piano era adottata con deliberazione di Giunta Comunale n. 261 del
10.7.2013; in seguito gli atti erano depositati presso gli uffici comunali per le
eventuali osservazioni.
Con deliberazione di Giunta n. 439 del 2.12.2013, il Comune decideva, per, di
non approvare il piano in precedenza adottato.

Contro la delibera di Giunta da ultimo citata ed altri atti ad essa connessi era
proposto il ricorso principale in epigrafe, con domanda di sospensiva, per i motivi
che possono cos essere sintetizzati:
1) violazione e/o falsa applicazione degli articoli 7 e 10 bis della legge 241/1990,
del principio del giusto procedimento, dellart. 97 della Costituzione, eccesso di
potere per sviamento;
2) violazione e/o falsa applicazione dellart. 3 e dellart. 21 quinquies della legge
241/1990, eccesso di potere per difetto o insufficiente motivazione, violazione e/o
falsa applicazione dellart. 14 della LR 12/2005;
3) violazione e/o falsa applicazione degli articoli 31 e seguenti delle Norme del
PTCP di Monza e della Brianza, dellart. 12 delle Norme di Attuazione del Piano
delle regole del PGT di Lissone, dellart. 97 della Costituzione, eccesso di potere
per difetto e/o insufficiente istruttoria, difetto dei presupposti, illogicit,
incongruit, sviamento.
Si costituiva in giudizio il Comune di Lissone, concludendo per il rigetto del
gravame.
In data 17.4.2014, era depositato ricorso per motivi aggiunti, con il quale era
impugnata la deliberazione del Consiglio Comunale di Lissone n. 17 del 28.2.2014,
di approvazione definitiva della variante al PGT che, con riguardo allambito di
trasformazione oggetto della proposta di piano attuativo, ne mutava la
destinazione duso, attribuendole destinazione agricola.
Questi, in sintesi, i motivi aggiunti (continua la numerazione del ricorso
principale):
4) violazione e/o falsa applicazione dellart. 13, comma 7, della LR 12/2005;
5) violazione e/o falsa applicazione degli articoli 31 e seguenti delle Norme del
PTCP di Monza e della Brianza, dellart. 12 delle Norme di Attuazione del Piano
delle regole del PGT di Lissone, dellart. 97 della Costituzione, eccesso di potere

per difetto e/o insufficiente istruttoria, difetto dei presupposti, illogicit,


incongruit, sviamento, violazione dellart. 3 della legge 241/1990, eccesso di
potere per difetto o insufficiente motivazione;
6) illegittimit derivata dagli atti impugnati con il ricorso principale, nel quale sono
riproposte le censure gi svolte.
Il Comune si costituiva ritualmente in giudizio anche con riguardo ai motivi
aggiunti.
In esito alludienza cautelare dell8.5.2014, il Collegio fissava udienza di discussione
con ordinanza n. 604/2014.
Alla successiva pubblica udienza del 6.11.2014, la causa era discussa e trattenuta in
decisione.
DIRITTO
1. Gli esponenti presentavano al Comune di Lissone in data 12.12.2012 domanda
per lapprovazione di un piano attuativo (di seguito, anche solo PA) per lambito
di trasformazione AT7, cos come individuato nel Piano di Governo del Territorio
(PGT, ai sensi dellart. 13 della LR 12/2005), questultimo approvato in via
definitiva il 17.3.2012 (cfr. il doc. 8 e il doc. 5 del resistente, per la copia
rispettivamente della domanda di PA e della delibera di approvazione del PGT).
In forza del suindicato PGT, la destinazione dellambito in questione era
residenziale, terziaria e ricettiva, per una superficie complessiva di circa 61.000
metri quadrati.
In base, invece, al precedente strumento urbanistico generale (PRG), la
destinazione dellarea era in parte residenziale e per la restante parte agricola (cfr. il
doc. 3 del resistente).
Peraltro, il PGT in questione era stato impugnato dalla Provincia di Monza e
Brianza con ricorso straordinario al Capo dello Stato notificato nel mese di agosto

2012, ricorso che risulta tuttora pendente (cfr. il doc. 6 del resistente per la copia
del ricorso straordinario).
Nel precedente mese di luglio 2012, lAmministrazione comunale di Lissone aveva
peraltro avviato con delibera di Giunta n. 177 dell11.7.2012 un procedimento
per la redazione di una variante generale allo stesso PGT, riguardante anche
lambito di trasformazione di cui causa (cfr. il doc. 7 del resistente).
La proposta di piano attuativo era quindi presentata allorch erano pendenti sia
il ricorso straordinario sia il procedimento di variante generale, riguardanti
entrambi il PGT vigente.
Il Comune respingeva dapprima la proposta di piano attuativo come
originariamente formulata e contro il primo diniego era proposto il ricorso davanti
al TAR Lombardia RG 1606/2013, tuttora pendente.
A seguito, per, di talune modifiche apportate al progetto originario del piano
attuativo (cfr. il doc. 10 dei ricorrenti, nota del tecnico dei medesimi del 12.6.2013),
il Comune adottava il piano stesso con deliberazione di Giunta n. 261 del
10.7.2013 (cfr. il doc. 11 dei ricorrenti).
La delibera di adozione del PA, con gli allegati, era depositata presso gli uffici
comunali per le eventuali osservazioni, nel rispetto del procedimento di
approvazione dei piani attuativi allo strumento urbanistico generale di cui allart. 14
della legge regionale della Lombardia n. 12/2005 sul governo del territorio.
In base al citato articolo di legge, lapprovazione dei piani attuativi deve essere
preceduta da una fase preliminare di adozione del piano, cui fanno seguito le
eventuali osservazioni degli interessati.
Nel caso di specie, presentavano osservazioni critiche alla proposta di piano,
chiedendone il rigetto, il WWF Lombardia e il Circolo Legambiente di volontariato
Alexander Langer, oltre al sig. Cesare Fossati (cfr. i documenti 12 e 13 dei
ricorrenti per il testo delle osservazioni).

Unosservazione favorevole allapprovazione era invece presentata dal tecnico dei


proponenti, arch. Amoretti (cfr. il doc. 14 dei ricorrenti), il quale replicava altres
per iscritto allosservazione delle associazioni ambientaliste, allegando anche un
parere legale dellavv. Ercole Romano (cfr. il doc. 15 dei ricorrenti).
Il procedimento volto allapprovazione del Piano Attuativo succitato si concludeva
per sfavorevolmente per gli esponenti, giacch con la delibera di Giunta n. 439
del 2.12.2013 (cfr. il doc. 2 dei ricorrenti), la proposta di PA era definitivamente
respinta, sulla base di una articolata motivazione, che richiama:
- le osservazioni negative delle associazioni di tutela ambientale e del sig. Fossati;
- lintervenuta adozione, in data 18.7.2013 (otto giorni dopo ladozione del PA),
della variante generale al PGT che stralciava larea di cui causa dagli ambiti di
trasformazione per assegnarle destinazione agricola, mediante deliberazione
consiliare n. 63/2013 (cfr. il doc. 8 dei ricorrenti);
- i pareri della competente Commissione consiliare di Lissone e della Provincia di
Monza e Brianza (cfr. per il testo di questultimo, il doc. 7 dei ricorrenti e il doc. 19
del resistente);
- latto di indirizzo del Consiglio Comunale n. 123 del 2.12.2013 (cfr. il doc. 4 dei
ricorrenti e il doc. 21 del resistente);
- lo stato del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il PGT,
per il quale il Ministero incaricato dellistruttoria aveva segnalato al Comune la
conclusione dellistruttoria stessa e la trasmissione del fascicolo al Consiglio di
Stato per il parere vincolante, con il contestuale avviso del Ministero nel senso
dellaccoglimento del gravame (cfr. la lettera del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti del 4.11.2013, doc. 18 del resistente).
1.1 Nel primo mezzo del ricorso principale, viene lamentata la violazione delle
garanzie di partecipazione al procedimento e segnatamente dellart. 10 bis della
legge 241/1990 sul preavviso di rigetto.

La censura infondata, per le ragioni che seguono.


In primo luogo, lart. 13 della legge 241/1990 esclude dallapplicazione delle norme
del Capo III della legge medesima sulla partecipazione al procedimento, fra gli
altri, gli atti <<...di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari
norme che li riguardano>>.
Nel caso di specie, il procedimento di pianificazione attuativa disciplinato dal gi
menzionato art. 14 della legge regionale 12/2005, il quale prevede le due distinte
fasi delladozione e della successiva approvazione, previa verifica delle osservazioni
presentate dai soggetti interessati.
Inoltre e fermo restando quanto sopra esposto, nella presente controversia il
Comune di Lissone ha ritualmente trasmesso ai ricorrenti le osservazioni critiche
alla proposta di piano presentate dalle associazioni ambientaliste e dal sig. Fossati,
garantendone cos la piena conoscenza (cfr. per la nota di trasmissione via mail da
parte del Comune, il doc. 16 del resistente).
Gli esponenti, di conseguenza, hanno inviato al Comune le loro controdeduzioni
alle osservazioni, replicando puntualmente alle stesse (cfr. il doc. 15 dei ricorrenti).
Il provvedimento della Giunta n. 439/2013 ivi impugnato prende espressamente in
esame sia le osservazioni sia le controdeduzioni alle medesime (cfr. ancora il doc. 2
dei ricorrenti e il doc. 22 del resistente con tutti gli allegati), osservazioni che sono
state del resto valutate anche nel parere dirigenziale di regolarit tecnica,
richiamato espressamente dalla delibera di Giunta a pag. 3 e costituente parte
integrante della stessa (cfr. per il testo del parere, il doc. 3 dei ricorrenti e il doc. 22
del resistente, vale a dire la delibera di Giunta completa di tutti gli allegati).
Non appare possibile, pertanto, sostenere ragionevolmente che nel caso di specie
non sia stata assicurata la partecipazione al procedimento dei ricorrenti o che sia
stato leso il principio del contraddittorio.
Si conferma, di conseguenza, il rigetto del primo motivo del ricorso principale.

1.2 I motivi n. 2 e n. 3 del gravame principale possono essere trattati


congiuntamente, in quanto negli stessi si denuncia sostanzialmente il difetto di
motivazione e lassenza dei presupposti che sono alla base della delibera di Giunta
di reiezione della proposta di pianificazione attuativa.
Sul

punto, occorre

preliminarmente escludere ogni violazione

dellart.

21 quinquies della legge 241/1990 prospettata dai ricorrenti in quanto nel caso
di specie non sussiste alcuna ipotesi di autotutela amministrativa, ma soltanto il
rituale svolgimento del procedimento di cui allart. 14 della LR 12/2005 sulla
pianificazione attuativa, il quale prevede le due distinte fasi delladozione e
dellapprovazione della proposta di piano avanzata dal privato, approvazione da
effettuarsi previa valutazione delle osservazioni al piano adottato presentate da
chiunque abbia interesse.
La mancata approvazione di un piano adottato non pu essere assimilata o
equiparata alla revoca o ad altro atto di autotutela amministrativa, in quanto
ladozione non pu in alcun modo far sorgere la pretesa incondizionata alla
successiva approvazione.
Certamente,

la

mancata

approvazione

richiede

un

adeguato

supporto

motivazionale, ma lonere della motivazione in capo allAmministrazione non pu


coincidere con quello da rispettare nel caso di autotutela amministrativa, destinata
ad incidere su un atto amministrativo pienamente efficace.
In questultimo caso, come noto, lAutorit Pubblica non pu limitarsi alla generica
affermazione del ripristino della legalit, occorrendo invece una specifica
comparazione degli interessi coinvolti oltre che una valutazione del tempo
trascorso; tuttavia tale motivazione per cos dire rafforzata, che deve soccorrere
lesercizio dellautotutela, non pu estendersi puramente e semplicemente ai casi di
mancata approvazione di uno strumento urbanistico attuativo in precedenza
adottato.

Sul rapporto fra adozione e approvazione di un piano attuativo, la giurisprudenza


ha del resto affermato che: <<L'adozione di un piano di lottizzazione che non sia seguita
dalla sua approvazione non in grado di ingenerare alcun affidamento giuridicamente tutelato nei
lottizzanti in ordine all'assetto urbanistico del territorio, il quale dunque ben pu essere
modificato dall'amministrazione pianificatrice con successivi strumenti urbanistici>> (cos:
TAR Toscana, sez. I, 22.6.2013, n. 992).
Ci premesso, la delibera di Giunta n. 439/2013 ivi impugnata motivata, come
gi sopra ricordato, attraverso una pluralit di elementi, da valutarsi
complessivamente ai fini di un giudizio sullidoneit della motivazione stessa.
Il provvedimento richiama la delibera di Consiglio n. 63/2013, di adozione della
variante generale al PGT che, per quel che interessa, ha stralciato larea dei
ricorrenti dagli ambiti di trasformazione per attribuire alla stessa destinazione non
edificatoria.
La variante stata adottata il 18.7.2013, appena otto giorni dopo ladozione del PA
in questione.
Il procedimento di variante, tuttavia, aveva avuto inizio lanno precedente,
attraverso la delibera di Giunta dell11.7.2012 di avvio del procedimento stesso;
nella delibera il Comune indicava con chiarezza gli obiettivi che intendeva
perseguire attraverso la variante, fra cui (cfr. ancora il doc. 7 del resistente), la
revisione degli ambiti di trasformazione, con verifica della congruit degli indici di
edificazione per garantire un utilizzo responsabile del territorio; il recepimento
di alcune indicazioni espresse dalla Provincia di Monza e Brianza; la salvaguardia
delle aree agricole e la preservazione del suolo non urbanizzato; il recupero delle
aree dismesse ed altro, come il contenimento del traffico veicolare in un territorio
pure

caratterizzato

Pedemontana).

da

importanti

interventi

infrastrutturali

(Autostrada

Si tratta, com agevole comprendere, di una pluralit di obiettivi scelti in


autonomia dallAmministrazione Comunale e solo in parte derivanti da indicazioni
della Provincia tesi nel complesso al contenimento del consumo di suolo e alla
salvaguardia delle aree libere da edificazione.
Ci premesso, ladozione della variante, con i nuovi obiettivi della pianificazione
comunale in essa indicati, non poteva essere totalmente disconosciuta in sede di
approvazione di un piano attuativo avente un impatto urbanistico non irrilevante.
Infatti (cfr. il doc. 8 del resistente e lallegata relazione tecnica), la proposta di
piano attuativo volta alla realizzazione di quattro edifici a torre di dieci piani fuori
terra (altezza circa 32 metri), oltre a un altro edificio a torre di dieci piani e tre
edifici di quattro piani, per una volumetria di oltre 70.000 metri cubi.
Un tale rilevante impatto urbanistico, su un territorio comunale gi fortemente
urbanizzato, messo in luce dalle osservazioni al piano adottato presentate da un
cittadino e dalle associazioni di tutela ambientale (si vedano ancora i documenti 12
e 13 dei ricorrenti).
Tali osservazioni sono state integralmente accolte dallAmministrazione, che ha
respinto la proposta di piano attuativo anche in conseguenza del suddetto
accoglimento (cfr. il doc. 22 del resistente e in particolare lallegato A alla
delibera impugnata).
Nel parere dirigenziale di regolarit tecnica allegato alla delibera di Giunta (cfr.
ancora il doc. 3 dei ricorrenti), nel ricostruire la complessa vicenda di cui causa, si
prendono in esame in maniera analitica le osservazioni presentate, ponendo in
evidenza le criticit del progetto di piano.
Anche il Consiglio Comunale di Lissone, attraverso il proprio atto di indirizzo del
2.12.2013 (cfr. il doc. 4 dei ricorrenti), richiamato nella delibera di Giunta, si
espresso in senso sfavorevole allapprovazione del piano, evidenziando con
chiarezza che questultimo si pone in contrasto con gli obiettivi di contenimento

del consumo di suolo e di tutela ambientale di cui alla variante al PGT adottata dal
medesimo Consiglio.
Con riguardo alla questione del supposto contrasto del piano con gli atti comunali,
i ricorrenti richiamano lart. 12 delle norme di attuazione (NTA) al PGT, che a loro
avviso sarebbe stato violato dalla Giunta nella propria determinazione di rigetto
della proposta di piano.
Lart. 12 succitato (cfr. per il testo il doc. 17 dei ricorrenti), fa salvi i Piani Attuativi
adottati, purch <<...venga terminato liter o stipulata la convenzione entro un anno
dalladozione del Pgt>>.
La norma deve interpretarsi nel senso che al Comune attribuita la facolt, ma
non lobbligo, di concludere il procedimento di approvazione dei piani entro un
anno dalladozione del PGT, ma larticolo non pone alcun obbligo di
approvazione, n fonda la pretesa del proponente il piano di vedere accogliere la
proposta stessa.
Si tratta, insomma, di una norma che consente la prosecuzione dei procedimenti in
corso ma che non impone necessariamente la loro positiva conclusione.
Per quanto riguarda, poi, la situazione del ricorso straordinario contro il PGT,
promosso dalla Provincia di Monza e Brianza, se pur vero che non vi stata
ancora alcuna decisione del medesimo, parimenti innegabile che il Ministero
preposto allattivit istruttoria abbia terminato la stessa con una valutazione nel
senso dellaccoglimento del ricorso.
Tale valutazione non vincola, ovviamente, il Consiglio di Stato nel rilascio del
proprio parere; tuttavia il richiamo allo stato del ricorso straordinario, effettuato
dal Comune nella delibera di Giunta 439/2013 non appare n illogico n arbitrario,
contribuendo anchesso al rafforzamento del tessuto motivazionale dellatto
amministrativo.

Una considerazione particolare merita, infine, la posizione della Provincia di


Monza e Brianza, oltre che il rapporto fra le scelte comunali e lo strumento di
pianificazione urbanistica provinciale, vale a dire il Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale (PTCP, ai sensi dellart. 15 della legge regionale
12/2005).
Il PTCP di Monza e Brianza stato approvato il 10 luglio 2013, vale a dire lo
stesso giorno di adozione del PA di cui causa.
Lart. 32 delle norme di attuazione (NTA) del PTCP (cfr. il doc. 16 dei ricorrenti),
disciplina il Corridoio trasversale della rete verde di ricomposizione paesaggistica
(dove collocata larea di cui causa e nel quale lattivit edificatoria
sostanzialmente preclusa, prevalendo i valori ambientali e paesistici), e al comma
3 fa salve <<...le previsioni riguardanti gli ambiti di trasformazione il cui strumento attuativo
sia gi stato adottato (...) alla data di approvazione del Ptcp>>.
Secondo gli esponenti, lart. 32 citato precluderebbe al Comune ogni iniziativa
volta a non approvare il piano adottato.
Sullinterpretazione dellart. 32 e del pregresso art. 31, lAmministrazione di
Lissone chiedeva un parere legale alla Provincia, che rispondeva con la nota del
28.11.2013 a firma dei Direttori dei Settori Avvocatura e Territorio (cfr. ancora il
doc. 7 dei ricorrenti).
Nel parere, la Provincia afferma effettivamente che il PTCP fa salvi gli strumenti
urbanistici adottati prima dellefficacia del piano provinciale; tuttavia si evidenzia
che resta salva lautonomia pianificatoria dei Comuni, che in sede di approvazione
definitiva dei piani adottati possono tenere conto delle prescrizioni e delle
indicazioni del PTCP.
Ci premesso, lesegesi dellart. 32 citato non appare differente da quella del gi
ricordato art. 12 delle NTA del PGT, per cui la salvezza dei piani adottati
implica soltanto il potere/dovere del Comune di proseguire liter procedimentale

gi avviato - nonostante il PTCP abbia escluso ledificabilit dellarea, collocandola


in zona verde - ma non fonda alcuna pretesa dei proponenti allapprovazione
definitiva, dovendo lente locale valutare sia le osservazioni pervenute al piano
adottato sia gli altri eventuali elementi ostativi allapprovazione.
In conclusione, il diniego di approvazione del PA di cui alla delibera di Giunta n.
439/2013 appare adeguatamente motivato, dal che consegue il rigetto dellintero
ricorso principale.
2.1 Il ricorso per motivi aggiunti rivolto contro la deliberazione del Consiglio
Comunale n. 17 del 28.2.2014 di approvazione definitiva della variante al PGT,
nella parte in cui stralcia dagli ambiti di trasformazione quello di cui causa (A7),
per attribuirgli invece destinazione agricola (cfr. il doc. 18 dei ricorrenti e il doc. 24
del resistente).
Nel primo motivo aggiunto (rubricato con il n. 4), si denuncia la presunta
violazione dellart. 13, comma 7, della LR 12/2005, norma in forza della quale il
PGT o la sua variante deve essere approvato, <<a pena di inefficacia degli atti
assunti>>, entro novanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione
delle osservazioni.
Nel caso di specie, sostengono gli esponenti, il termine per presentare le
osservazioni sarebbe scaduto il 29.11.2013, per cui il termine perentorio per
lapprovazione era fissato al 27.2.2014.
La deliberazione impugnata reca, invece, la data del 28.2.2014.
Sul punto, preme alla scrivente Sezione richiamare la propria giurisprudenza, che
ha offerto una interpretazione costituzionalmente orientata dellart. 13, comma 7 e
dellanaloga norma dellart. 14, comma 4 della legge regionale 12/2005 e che ha
escluso che linosservanza del termine citato comporti automaticamente
linefficacia dellintero procedimento sino ad allora svolto (si vedano TAR

Lombardia, Milano, sezione II, n. 86 dell11.1.2013, oltre a n. 7508 e n. 7614 del


2011).
Nel caso di specie, inoltre, risulta provato che il Consiglio Comunale stato
convocato, per lapprovazione della variante, con avviso del 19.2.2014 per la
seduta del 25.2.2014 (cfr. il doc. 29 del resistente) e che la votazione avvenuta
nella notte del 28.2.2014 a causa del numero di osservazioni presentate e della
successiva lunga discussione (cfr. il doc. 30 del resistente).
La condotta del Comune non stata quindi contrassegnata da alcuna
negligenza o colpevole ritardo, per cui appare legittima alla luce della
giurisprudenza della scrivente Sezione, sopra richiamata.
Il motivo aggiunto n. 4 deve quindi rigettarsi.
2.2 Il motivo aggiunto n. 5 contesta la motivazione addotta dal Comune nella
variante, caratterizzata dallo stralcio dellambito dei ricorrenti da quelli di
trasformazione e dallattribuzione al fondo della destinazione agricola.
Sono quindi sostanzialmente riproposte le censure di violazione dellart. 12
delle NTA del PGT, degli articoli 31 e 32 delle NTA del PTCP e di eccesso di
potere per difetto di istruttoria e dei presupposti, che erano gi state svolte nel
gravame principale contro la deliberazione di Giunta di rigetto della proposta di
piano attuativo.
Sul punto sia consentito, per ragioni di economia espositiva, il rinvio a quanto
sopra esposto al punto 2.1 della presente narrativa, in ordine alla legittimit della
scelta comunale, per ragioni di tutela ambientale e di riduzione del consumo di
suolo, di stralcio dellambito di cui causa da quelli di trasformazione, ai fini della
sua collocazione nelle zone verdi.
Sia consentito, ancora, il richiamo alla consolidata giurisprudenza in tema di
motivazione dei piani urbanistici, motivazione che pu desumersi anche dai criteri
di ordine generale seguiti per la redazione dello strumento urbanistico; nel caso di

specie il rinvio alla delibera di avviso del procedimento di variante del PGT,
strumento urbanistico peraltro gi contestato dalla Provincia mediante
impugnazione in sede di ricorso straordinario (si veda il doc. 7 del resistente).
Neppure si rinviene, nella presente fattispecie, uno di quei casi di particolare
affidamento, che impongono allAmministrazione una motivazione specifica delle
proprie scelte urbanistiche (piani attuativi gi approvati e convenzionati, giudicato
di annullamento di diniego di titolo edilizio, area interclusa fra fondi edificati,
reiterazione di un vincolo urbanistico scaduto).
Si vedano, a tale proposito:
Consiglio di Stato, sez. IV, 1.7.2014, n. 3294; 10.2.2014, n. 601 e 18.11.2013, n.
5453; sez. VI, 4.11.2013, n. 5292, oltre alla fondamentale sentenza del Consiglio di
Stato, sez. IV, 10.5.2012, n. 2710, richiamata e confermata dalla successiva
sentenza della stessa Sezione IV, 28.11.2012, n. 6040; Consiglio di Stato, sez. IV,
28.12.2012, n. 6703 e 21.12.2012, n. 6656; TAR Toscana, sez. I, 20.11.2013, n.
1593; TAR Umbria, 7.11.2013, n. 514; TAR Lombardia, Milano, sez. II, 26.2.2013,
n. 532 e 8.2.2012, n. 437; TAR Emilia Romagna, Parma, 29.1.2013, n. 26 e TRGA
Trentino Alto Adige, Bolzano, 17.7.2012, n. 255).
Anche il motivo suindicato deve di conseguenza rigettarsi.
2.3 Il terzo motivo aggiunto (contrassegnato con il n. 6), nel quale si denuncia
lillegittimit derivata dagli atti gravati con il ricorso principale, deve anchesso
rigettarsi, attesa la reiezione del ricorso stesso.
In conclusione, devono interamente respingersi anche i motivi aggiunti
3. Le spese possono essere interamente compensate, attesa la complessit in fatto
della presente controversia.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda)

definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe


proposti, li respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.
Cos deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 6 novembre 2014 con
l'intervento dei magistrati:
Lorenzo Stevanato, Presidente
Giovanni Zucchini, Consigliere, Estensore
Stefano Celeste Cozzi, Primo Referendario

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 19/11/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)