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Regolamento di autodisciplina

QUALITA' ED ETICITA' CORTOCIRCUITO FLEGREO


(revisione 5 modifiche post Assemblea del 16.11.2014)
PREMESSA
Il lavoro che segue considerato Struttura essenziale e basilare per una
minima regolamentazione. La bozza che si propone all'assemblea frutto del
lavoro del gdl Garanzia e Trasparenza individuato e nominato dall'Assemblea di
CortoCircuito flegreo del 18 novembre 2012 da cui ha ricevuto mandato.
Al fine di costruire regole minime condivise e a garanzia del processo di
relazione trasparente tra i soci di Cortocircuito ( produttori e consum-attori)
ci facciamo carico di elaborare regole, adempimenti, impegni, che siano il
meno possibile onerosi e ostativi delle attivit produttive , di scambio e di
relazione svolte nel CortoCircuito flegreo. Per i principi generali etici , ecologici
e sociali rialleghiamo la Carta dei Principi e dei Valori che rappresenta il nostro
Manifesto etico.
L'associazione di filiera corta CortoCircuito flegreo, nelle situazioni di difficile
operativit nell' adeguamento ai criteri e regole definite, si impegna a farsi
carico della ricerca graduale delle soluzioni ottimali per le problematiche
rilevate utilizzando il principio di responsabilit collettiva e di solidariet
concreta.
Il presente Disciplinare approvato dall'assemblea CCF condizione prioritaria
e propedeutica all'avviamento del sistema di Garanzia Partecipativo SGP ,
strumento e meccanismo fondato sulla relazione cooperativa e solidale, la cui
completa attuazione potr dare effettiva garanzia e trasparenza ai Prodotti e
processi produttivi e cooperativi all'interno di CCF.
Il presente Disciplinare approvato dall'assemblea CCF sar soggetto a revisione
annuale al fine di apportare le giuste modifiche e integrazioni.
ART. 1 - CRITERI E REQUISITI MINIMI GENERALI
I criteri guida e requisiti generali della esperienza Cortocircuito sono informati
da:
relazioni leali e cooperative, pratiche di co-progettazione , di coproduzione, scambio e costruzioni di filiere produttive (superamento delle
figure separate del consumatore e del produttore);
divieto di commerciare merci non proprie o correlate alle proprie
esperienze produttive;
divieto delle produzioni convenzionali che fanno uso di chimica di sintesi
e metodi e pratiche connesse (es: plastiche);
accettazione della coltivazione esclusivamente in serre aperte e senza
concia;
accettazione del disciplinare del Biologico secondo Regolamento CE
834/2007 con impegno a tendere ad una Agricoltura
Organica
agroecologica totale;

prassi della risoluzione collettiva delle problematiche;


autoriproduzione dei semi e dei materiali di propagazione o in alternativa
l'acquisto collettivo tramite l'associazione;
rispetto dei diritti dei lavoratori e utilizzo dei contratti di lavoro agrari;
attenzione alle componenti ecologiche ed energetiche della produzione
(ad esempio: processi di recupero e smaltimento dei residui);
priorit allo scambio e alla fornitura interna.
Auspichiamo Coerenza e aderenza ai principi e regole dettati dal Regolamento
nella vita quotidiana ai fini di un reale progetto di cambiamento .
ART. 2 - CRITERI GENERALI E REQUISITI MINIMI DI PRODUZIONE
Le attivit produttive agricole, zootecniche e di trasformazione devono essere
concretamente orientate verso il progressivo adeguamento all'insieme dei
seguenti principi e pratiche:

Attivit agricole:
1.

Fertilit del suolo. Loperatore impiega tecniche di lavorazione


del terreno e pratiche colturali volte a mantenere o ad aumentare il
contenuto di materia organica del suolo, ad accrescere la stabilit
del suolo e la sua biodiversit, nonch a prevenire la
compattazione e lerosione del suolo;
Si escludono le produzioni provenienti da aree geografiche della
Campania che sono sospettate di inquinamento e in particolare
quelle di pianura, vicino a corsi dacqua fiumi , laghi o lagni.

2.

Rotazioni e sovescio. La fertilit e lattivit biologica del suolo


sono mantenute e potenziate mediante:
la rotazione pluriennale delle colture, includendo ove
possibile le leguminose, il sovescio,

la concimazione con concime naturale di origine animale o


con materia organica, preferibilmente compostati, di
produzione biologica;

luso di preparati biodinamici;

3. Concimi organici e minerali. In caso di necessit ammesso


luso di concimi e ammendanti solo se tali prodotti sono presenti
nella tabella 1 (allegato I del Reg CE 834/2007 e successive
modifiche). Il loro uso devessere esplicitato nel Piano di Gestione
Aziendale.
4. Inquinamento. Tutte le tecniche di produzione vegetale evitano o
limitano al minimo linquinamento dellambiente;
5. Difesa delle colture. La prevenzione dei danni provocati da
parassiti, malattie e infestanti ottenuta principalmente attraverso

la protezione dei nemici naturali (lotta biologica), e pratiche


agronomiche quali: la scelta delle specie e delle variet, la
rotazione delle colture, le tecniche colturali e i processi termici
(pirodiserbo, solarizzazione);
6. Prodotti per la difesa. In caso di determinazione di grave rischio
per una coltura, luso di prodotti fitosanitari ammesso solo se tali
prodotti sono presenti nella tabella 2 (allegato II del Reg CE
834/2007 e successive modifiche). Il loro uso devessere esplicitato
nel Piano di Gestione Aziendale.
7. Sementi e materiale di propagazione. Devono essere usate
sementi e materiali di propagazione ottenuti con metodo biologico
in autoriproduzione (con proposta vivaio da approvare)
da
aziende del circuito o con acquisti collettivi da consorzi bio (ad
esempio arcoiris, civilt contadina) in equivalenza.
Qualora nel comprensorio non siano presenti sementi e materiali di
propagazione bio o del circuito, permesso - in deroga - luso delle
stesse convenzionali a patto che le sementi non siano conciate
(trattate con concimi chimici di sintesi) e il materiale di
propagazione non sia stato trattato durante la sua coltivazione.
E permesso, per le sole variet di conservazione (vecchie variet
locali, non registrate presso lENSE), lo scambio di sementi tra
produttori, anche non biologici, a patto che le sementi stesse non
siano state conciate.
Per la produzione di piantine da trapianto, sono utilizzati soltanto
sementi
ottenuti con metodo biologico in autoriproduzione
(proposta vivaio da approvare)
da aziende del circuito o con
acquisti collettivi da consorzi bio (ad esempio arcoiris, civilt
contadina) in equivalenza.
A questo scopo, la pianta madre da cui provengono le sementi e la
pianta genitrice da cui proviene il materiale di moltiplicazione
vegetativa sono prodotte secondo le norme stabilite nel presente
regolamento per almeno una generazione o, nel caso di colture
perenni, per due cicli vegetativi;
Si allegano tabelle: Tabella I (concimi e ammendanti ammessi) e Tabella
II ( Prodotti ammessi per al difesa delle piante) Disciplinare BIO allegato
I e II del Reg CE 834/2007;

Attivit zootecniche (allevamenti):


Pascolo a rotazione;
Sanit e benessere animale, alimentazione animale (vedi
specifiche)

Attivit di trasformazione (conserve e cucinati): vedi specifiche

ART. 3 - SPECIFICHE SETTORIALI (regolamento di autodisciplina)


- SCHEDA I: OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
1. Lolio extravergine deve provenire da olive coltivate dalle aziende dei
produttori aderenti a Cortocircuito e preferibilmente frante dai produttori
nei frantoi dellarea di riferimento del comune dove localizzato loliveto
o dei comuni limitrofi ad esso. Ci per non dilatare lintervallo di tempo
che intercorre tra raccolta e molitura.
2. Le olive vanno raccolte preferibilmente allinvaiatura ( quando inizia la
colorazione violacea e il resto della drupa ancora verde). Le olive vanno
molite preferibilmente nella stessa giornata di raccolta e non oltre 36 -48
ore dalla stessa.
3. Le olive raccolte vanno conservate, in attesa della molitura, in cassette di
plastica munite di fori per lareazione. La raccolta deve avvenire
preferibilmente a mano (brucatura) o con rastrelli e/o scuotitori
alimentati elettricamente. Le olive devono cadere su teli o reti gi
predisposti e vanno riposte in cassetta al momento della raccolta,
evitando di lasciarle sui teli per molte ore. Si eviteranno i rametti con
troppe foglie e si scarteranno le olive troppo mature o con attacchi
evidenti di mosca.
4. La coltivazione delloliveto si avvarr di concimazione organica o con
sovescio di favino e letame. I trattamenti anticrittogamici e
antiparassitari ammessi sono quelli riconosciuti dal disciplinare del
Biologico (vedi allegati)
5. Sono ammessi solo produttori che abbiano oliveti in propriet o in affitto
per garantire la qualit e cura del ciclo produttivo.
6. La defoliazione ed il lavaggio delle olive come norma fondamentale di
lavorazione garantisce una migliore igienicit del processo . E' vietato il
lavaggio con acqua non rinnovata in continuo;
7. Durante la lavorazione al frantoio si consiglia, in genere, di non superare
in fase di gramolazione la temperatura di 28 C e il tempo di unora,
valori superiori influiscono negativamente sulla qualit dell'olio. In questa
fase nel caso di frantoi non certificati biologici o nel caso di non lavaggio
dell'impianto prima del passaggio delle nostre olive, esiste il primo
possibile fattore di contaminazione, in quanto potrebbero essere presenti
residui della gramolazione precedente, sia che si disponga di un
frangitore meccanico che di molazza in pietra. Se l'impianto non
certificato biologico o non
viene lavato fra un'estrazione e l'altra,
dichiararla come criticit .
8. Va raccomandata lestrazione dell'olio per separazione centrifuga. Questo
sistema offre la possibilit di ottenere un prodotto naturale, ricco di
sostanze antiossidanti naturali, garantendo un'ottima igienicit del
processo. E' preferibile rivolgersi a quei sistemi di estrazione che

prevedano riduzioni dei volumi di acqua aggiunta al processo di


estrazione.(verificare col proprio frantoio, questo passaggio).I vantaggi
ottenibili con tale sistema di lavorazione possono essere cos riassunti:
elevata igienicit del processo rapidit di lavorazione con riduzione dei
tempi di sosta delle olive e conseguente contenimento dell'acidit
dell'olio possibilit di completa pulizia dellimpianto per evitare
contaminazioni o mescolanze della partita di olive biologiche in
lavorazione con partite di olive convenzionali lavorate in precedenza contenimento delle spese di energia e di manodopera migliori rese di
estrazione ottenimento di olio con un elevato standard qualitativo,
sempre che si contengano i volumi di acqua di processo utilizzati;
9. E' consentita lestrazione dellolio per pressione PREVIO accortenza e/o
utilizzo propri fiscoli, in quanto esistono notevoli perplessit nella
formazione della pila con i fiscoli, sorta di dischi, anticamente in fibra di
cocco, oggi in nylon (nel biologico obbligatoriamente in acciaio) sui
quali la pasta viene spalmata per poi essere compressa (max 280 bar,
max 1 ora). Questi fiscoli vengono infatti riutilizzati ininterrottamente per
ogni partita di olive senza subire alcun lavaggio o depurazione a meno
che non si disponga di propri.
10.

E vietata la raccolta da terra di olive cadute spontaneamente;

11.
Lo stoccaggio dell'olio d'oliva si effettua utilizzando i serbatoi in
acciaio inossidabile. Per limitare e ritardare le alterazioni ossidative
necessario evitare all'olio l'esposizione alla luce, all'aria ed alle
temperature ambientali superiori ai 15-20 C. Secondo la legislazione
italiana pu definirsi "extravergine" l'olio con acidit non superiore a 0.8
% (ricordiamo che l'acidit di un olio la misura inversamente
proporzionale della sua digeribilit: in altri termini, pi un olio acido
meno digeribile, e viceversa). E obbligatoria l'analisi dell'acidit.
12.
Le etichette riporteranno lacidit dellolio (espressa in grammi per
100 ml di prodotto), il laboratorio di analisi, la categoria merceologica (
extravergine, vergine, di oliva, ecc.) la zona di provenienza,
preferibilmente della regione Campania, la data di scadenza (
generalmente dopo due anni), la variet delle olive (p. es. ravece,
ogliarola, pisciottana, ecc); la localizzazione dei propri appezzamenti (rif.
Geografici, Comunali, Catastali, ecc.)
13.
In ogni modo e' sempre preferibile
e sara' prassi (anche
autoformativa di cortocircuito ) instaurare rapporti di interlocuzione e
collaborazione con i titolari degli impianti di macinazione (frantoi) meglio
se piccoli) in modo da potersi garantire le migliori condizioni e processi
di trasformazione.
- SCHEDA II: VINO
1. Il vino deve provenire da uve coltivate dai produttori soci di CCF e
direttamente trasformate nelle proprie cantine. Sono ammessi solo
produttori che abbiano vigneti in propriet o in affitto.

2. E ammessa la trasformazione da parte di soci non direttamente


produttori, purch le uve provengano da produttori dellAssociazione che
aderiscano al presente Regolamento di autodisciplina
3. E opportuna la concimazione dei terreni a vigneto con concimi consentiti
dal disciplinare biologico o comunque concimi organici come il letame o,
in alternativa, il sovescio con favino. Si consiglia di impiegare come
prodotti antioidici consentiti Tiovit Jet o Zolfo bagnabile e come
antiperonosporici Coprantol o Poltiglia Bordolese avendo cura di non
superare i 6 Kg di rame per ettaro secondo il disciplinare biologico. Per la
botrite non va fatto alcun trattamento in quanto non dannosa in piccole
quantit e contribuisce alla fermentazione malolattica del vino conferendo
allo stesso un discreto bouquet. I trattamenti anticrittogamici e
antiparassitari ammessi sono quelli riconosciuti dal disciplinare del
Biologico ( vedi allegati)
4. Si ritiene fondamentale ladozione di pratiche di agricoltura compatibile
(biologica,biodinamica, sinergica) e la coltivazione di vitigni autoctoni.
5. Nella vinificazione, sono esclusi espressamente lieviti o altri additivi da
ogm, cos come lutilizzo di trucioli per linvecchiamento. Sono peraltro
ammessi i lieviti provenienti da uve autoctone preferibilmente campane
6. Per il solfitaggio: si sottolinea che consentito il bisolfito di potassio
mentre VIETATO il bisolfito di ammonio. I bisolfiti alcalini- bisolfito di
sodio e metabisolfito di potassio- si presentano sotto forma di cristalli, di
polvere o di pastiglie di facile impiego, con dissoluzione al momento
delluso. Il metabisolfito di potassio da preferire al bisolfito di sodio,
perch non arricchisce il vino in sodio; d praticamente la met del suo
peso in SO2 pura. Per es. 100 g di metabisolfito danno 50 g di SO2.
Limpiego dei bisolfiti alcalini limitato dalla legislazione a 200mg/l, cio
100 mg/l di SO2. Bisogna ricordarsi che i vini non devono essere solfitati
in presenza di lieviti per evitare la formazione di aldeide acetica.
7. Lossidazione dei vini pregiudizievole alla loro qualit. Il colore diventa
scuro e il gusto si altera. Si dice che i vini maderizzano. Il modo migliore
di proteggere il vino dalle ossidazioni evidente: non lasciare lossigeno,
cio laria, a contatto col vino. Il metodo pi conveniente ma imperfetto
quello della colmatura giornaliera dei vasi vinari. La migliore
conservazione dei vini in recipienti di acciaio inox e sotto atmosfera
controllata di gas inerte ( azoto ). Ad ogni modo si consiglia limmediato
imbottigliamento del vino, subito dopo lultimazione dei travasi,
adottando possibilmente tappi in sughero o altrimenti quelli in plastica
muniti di gabbiette, in modo da evitare sollevamenti del tappo indotti da
fuoriuscita di CO2 e conseguenti alterazioni del vino.
8. Le etichette progettate da Cortocircuito riporteranno lanalisi della
gradazione alcolica e lanalisi sullanidride solforosa contenuta nel vino. E
ammessa anche lanalisi
fatta direttamente dal produttore con
letilometro ; le analisi sullanidride solforosa vanno fatte nei laboratori
specializzati (costa tra i 10/20 presso la Borsa Merci di Napoli); E
importante definire sulla scheda del produttore di vino la localizzazione

dei propri appezzamenti (rif. Geografici, Comunali, Catastali, ecc.)


- SCHEDA III: FRUTTA E ORTAGGI
1. Gli ortaggi e la frutta devono provenire dai produttori aderenti al CCF
2. La frutta e gli ortaggi sono caratterizzati da stagionalit, territorialit,
buona qualit organolettica e tipicit dei prodotti. Vanno utilizzate
tecniche di lavorazione del terreno e pratiche colturali atte a
salvaguardare o ad aumentare il contenuto di materia organica del
suolo, ad accrescere la stabilit del suolo e la sua biodiversit, nonch a
prevenire la compattazione e lerosione del suolo. La fertilit e lattivit
biologica del suolo sono mantenute e potenziate mediante la rotazione
pluriennale delle colture, comprese leguminose e altre colture da
sovescio, e la concimazione con concime naturale di origine animale o
con materia organica, preferibilmente compostati, di produzione
biologica;
3. Il materiale di riproduzione (semi e piante) preferibile che sia
autoprodotto. Deve essere non ogm e non ibrido. In alternativa deve
provenire da agricoltura biologica.
4. Tutte le tecniche di produzione vegetale evitano o limitano al minimo
linquinamento dellambiente (uso di mezzi meccanici a motore, uso
razionale di poltiglia bordolese, ecc.)
La prevenzione dei danni provocati da parassiti, malattie e infestanti
ottenuta principalmente attraverso la protezione dei nemici naturali, la
scelta delle specie e delle variet, la rotazione delle colture, le tecniche
colturali, i processi termici, uso di sostanze organiche (macerati, propoli
ecc.).
consentito lutilizzo di insetti e organismi utili a contrastare parassiti e
funghi, inoltre consentito luso di insetticidi e fungicidi naturali:
piretro, bacillus thuringiensis, macerato dortica, solfato di rame detto
anche poltiglia bordolese, ossicloruro di rame e zolfo.
Luso di concimi e ammendanti ammesso solo se tali prodotti sono
stati autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica.
E altres consentito luso di concimi organici: stallatico, pollina, compost
autoprodotto, concime di origine animale autoprodotto di provenienza
biologica.
Non consentito luso di concimi minerali azotati;
In caso di
determinazione di grave rischio per una coltura, luso di prodotti
fitosanitari ammesso solo se tali prodotti sono stati autorizzati per
essere impiegati nella produzione biologica.
E vietato lutilizzo di concimazioni e diserbanti chimici, anticrittogamici,
insetticidi chimici,
ormoni, anticipatori di maturazione, mezzi chimici
per modificare la forma delle piante, portainnesti nanizzanti, colture
senza suolo.
I prodotti per la pulizia e la disinfezione nella produzione vegetale sono
utilizzati soltanto se sono stati autorizzati per luso nella produzione
biologica

5. I produttori si impegnano a rispettare pienamente i tempi di carenza,


nel caso di utilizzo di antiparassitari consentiti dal punto 4).
6. La raccolta di vegetali selvatici e delle loro parti, che crescono
naturalmente nelle aree naturali, nelle foreste e nelle aree agricole,
ammessa a condizione che:
a. queste aree non abbiano subito trattamenti con prodotti diversi da
quelli autorizzati per essere impiegati nella produzione biologica,
per un periodo di almeno tre anni precedente la raccolta;
b. la raccolta non comprometta lequilibrio dellhabitat naturale e la
conservazione delle specie nella zona di raccolta.
7. La coltivazione in serra ammessa solo per protezione (senza
riscaldamento), con rotazione delle colture, e va dichiarato in etichetta.
Si possono avere massimo un 20% di serre rispetto alla terra posseduta,
in affitto o in comodato d'uso.
8. E vietata la pacciamatura di plastica.
9. Per la conservazione post raccolta, vietato qualsiasi uso di conservanti
chimici, antimuffa, antigerminanti. Nel caso della frutta, la conservazione
pu essere effettuata con lutilizzo del freddo.
- SCHEDA IV: PRODUZIONI CEREALICOLE E LORO DERIVATI
1. Si
prediligono produzioni
contesto rurale ed auspica
protesi alla co-gestione di
prodotti di sintesi di alcun
concimazioni

cerealicole non estensive integrate in un


processi di co-produzione e collaborazione
tale preziosa risorsa . non sono ammessi
genere, e sono consentite esclusivamente
organiche

2. I cereali dovranno essere prodotti su lotti di terreno censiti al momento


dei lavori di preparazione,
numerati in ordine cronologico, con
indicazione dell'anno di produzione e della superficie
3. I lavori di preparazione nel rispetto della vocazione storico-morfologica
dei terreni , dovranno prediligere sistemi preventivi vegetali di sovescio
di oleaginose inserite in rotazioni preferibilmente triennali e con un
periodo di riposo non inferiore all'anno successivo alla produzione dei
cereali
4. Da prediligere vangatrice,
rispetto alla fresatura

erpici, dischi, mangano e frangizolle,

5. Nel caso di terreni in conduzione bisogna menzionare nelle schede di


autocertificazione per ogni lotto i rapporti intrapresi con i conduttori dei
terreni e valutare il livello di empowerment da parte di corto circuito e
viceversa
6. Utilizzare esclusivamente un tipo di seme precedente alle modifiche
genetico-molecolari,
apportate
ai
cereali.
(creso)
7. Non eccedere negli
confezionamenti

stoccaggi (preferibilmente un mese) e prediligere


in
fibra
naturale

8. Le operazioni di macinatura previa svecciatura del raccolto, vanno


effettuate esclusivamente a macina di pietra, e sulle confezioni va
menzionato il lotto di provenienza e la data della macinatura
9. Le trasformazioni e i prodotti da forno vedranno l'esclusivo utilizzo di
lievito madre per la panificazione, e di lieviti naturali per gli altri
trasformati
10.
Anche per i trasformati va menzionato (in etichetta)
il lotto
di provenienza e la data di molitura dei prodotti reperiti all'interno del
circuito o in approvvigionamento collettivo; e' da escludere l'utilizzo di
farine molite a cilindri e "00".
11.
In caso di carenza di prodotti , il gruppo approviggionamenti
collettivi si occupera' di intraprendere relazioni di collaborazione con
produttori che maggiormente si accostano ai criteri del regolamento di
autodisciplina del ccf o eventualmente filiere riconosciute dell'economia
solidale.
- SCHEDA V: TRASFORMATI DA FORNO E CUCINATI
1. Tutti gli ingredienti devono essere tracciabili ed indicati sulle apposite
schede da banco che accompagneranno i singoli trasformati anche per
garantire
il consum-attore da eventuali intolleranze e/o preferenze
alimentari;
2. Gli ingredienti utilizzati possono essere autoprodotti secondo gli specifici
disciplinari o reperiti presso i produttori aderenti a CCF, quindi garantiti,
anche per finalit di economia solidale (a tal fine vedi articolo sulla
tracciabilit);
3. Qualora non sia
possibile
reperire tali "elementi" internamente,
dovranno preferirsi prodotti bio provenienti da altri "circuiti" individuati
e consigliati da CCF;
4. Per la panificazione si richiede l'utilizzo di lievito madre (pasta acida),
eventuale integrazione con lieviti da fermentazione naturale, qualora
fossero necessari, dovr essere specificata in etichetta.
5. E' vietato l'utilizzo di miglioratori e coadiuvanti per panificazione,
additivi, stabilizzanti, conservanti, esaltatori dei sapori, farine maltate ed
estratti
di malto, coadiuvanti enzimatici, lecitine ed emulsionanti,
coloranti, lucidanti, cere, aromi artificiali
6. E' vietato l'utilizzo di qualunque semilavorato industriale o paste crude
surgelate
7. Nei dolci vietato l'utilizzo di uova liofilizzate e/o congelate, di grassi
idrogenati, margarina, strutti raffinati ,emulsionanti, lo zucchero raffinato
8. Il burro deve essere biologico e, vista la difficolt di reperimento di tale

materiale, preferibile sostituirlo o integrarlo con olio biologico.


9. Per le modalit di somministrazione si prescrivono
precauzionali possibili;

tutte le misure

- SCHEDA VI: CONSERVE VEGETALI ALIMENTARI


1. La trasformazione delle conserve sia dolci che salate dovr riguardare
esclusivamente frutta e verdura di propria produzione, o proveniente da
coltivatori appartenenti allassociazione Corto Circuito o da produzioni
biologiche
2. I vegetali utilizzati per la trasformazione devono essere coltivati secondo
i criteri fissati nel Regolamento di autocertificazione dell'ortofrutta.
3. Gli altri ingredienti utilizzati devono avere preferibilmente di provenienza
locale ad eccezione dello zucchero, del sale e delle spezie.
E vietato lutilizzo di ingredienti disidratati e liofilizzati e di aromi
sintetici.
Lo zucchero utilizzato deve essere esclusivamente di canna e di
provenienza biologica.
Lolio utilizzato esclusivamente extravergine doliva proprio o proveniente
da produttori aderenti a CortoCircuito Flegreo
4. E vietato lutilizzo di pectine, enzimi e qualsiasi tipo di conservanti,
edulcoranti,
additivi,
addensanti,
gelatinizzanti,
emulsionanti,
stabilizzanti, e coloranti.
5. Letichetta dei prodotti in vendita deve essere il pi chiara possibile,
evidenziando la tracciabilit degli ingredienti e della trasformazione
(specificando nel caso delleventuale lavorazione presso laboratorio di
terzi il nominativo del medesimo laboratorio). Inoltre dovr indicare la
data di produzione e i dati del produttore.
6. La lavorazione dei prodotti pu avvenire usando la propria cucina ma nel
rispetto di alcune accorgimenti fondamentali per la sicurezza del prodotto
da pericoli di botulino, fermentazioni ed alterazioni. I parametri da
controllare sono Ph del prodotto finale, pastorizzazione con esposizione
minima al calore e uso di recipienti sterilizzati e tappi nuovi.
Comunque sar obbligatorio per tutti i trasformatori, partecipare ad
un incontro informativo organizzato allinterno del Circuito
riguardante la trasformazione alimentare e relativa sicurezza.
- SCHEDA VII: CARNE SUINA E SALUMI
1. La carne suina proviene da animali nati e allevati allinterno della stessa
azienda, preferibilmente da razze autoctone. Chi alleva suini per
autoconsumo ed ha intenzione di portare parte della carne al mercato
deve acquistare i suinetti, se non provenienti dal proprio allevamenti, da
produttori aderenti allAssociazione CortoCircuito Flegreo o da

allevamenti certificati biologici.


2. I suini devono essere macellati dopo aver raggiunto almeno 12 mesi di
vita, ad eccezione dei suinetti macellati per preparazione culinarie
diverse come la porchetta.
3. Lallevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere
animale. Preferibilmente allo stato brado e semibrado. Comunque ogni
animale deve avere un ricovero di almeno 5 mq di superficie a capo, uno
spazio allaperto a cui accedere liberamente e la possibilit di
grufolamento e comunque che sia garantito un minimo di ore (1-2 ore al
giorno) per la deambulazione.
4. In caso di Allevamento da carne si richiede la documentazione ASL di
competenza seguente:
copia della prima pagina del Registro carico e scarico
copia del Registro trattamenti terapeutici
In caso di allevamento per Autoconsumo si richiede la documentazione
seguente:
copia del registro di carico e scarico
copia della visita del veterinario obbligatoria quando si macella.
5. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso
siano necessarie integrazioni alla propria produzione, si richiede che
siano alimenti di provenienza locale e preferibilmente con certificazione
biologica. Sono vietati gli insilati, le vitamine e gli integratori di sintesi,
gli antibiotici e i tamponanti.
6. Per la macellazione che normalmente dobbligo effettuare presso un
macello comunale, se lallevatore opta comunque per la macellazione in
azienda richiesta una ispezione ante e post mortem dell animale da
parte di un veterinario dellazienda o incaricato da corto circuito.
7. I salumi possono provenire esclusivamente da carne dei propri
allevamenti o da allevamenti del Circuito. E vietato luso di conservanti,
coloranti o additivi, mentre gli aromi naturali aggiunti devono essere
indicati in etichetta. E possibile solo luso di budelli naturali e metodi di
essiccazione naturale o tradizionale.
- SCHEDA VIII: CARNE BOVINA, OVINA, CAPRINA
1. La carne proviene da animali nati e allevati allinterno della stessa
azienda, preferibilmente da razze autoctone.
2. Lallevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere
animale, preferibilmente allo stato brado o semibrado (ricovero con
esterno e pascolo) oppure, in caso di stabulazione libera, dovr essere
assicurato uno spazio sufficiente per animale in ogni posta.
3. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso
di integrazioni alla propria produzione, si richiede che siano locali e

preferibilmente con certificazione biologica. Sono vietati gli insilati, le


vitamine e gli integratori di sintesi, gli antibiotici e i tamponanti.
4. In caso di Allevamento da carne si richiede la documentazione ASL di
competenza seguente:
copia della prima pagina del Registro carico e scarico
copia del Registro trattamenti terapeutici
In caso di allevamento per Autoconsumo si richiede la documentazione
seguente:
copia del registro di carico e scarico
copia della visita del veterinario obbligatoria quando si macella.
- SCHEDA IX: MIELE
1. Il miele deve essere solo di propria produzione.
2. Gli apiari devono essere collocati ad almeno 1 km da luoghi degradati
(autostrade, impianti industriali, discariche, ecc), con inquinamento
ambientale o tali da compromettere le caratteristiche chimico-fisiche e
organolettiche del miele.
3. Gli unici metodi di allontanamento delle api dallalveare sono del tipo
apiscampo, soffiatore, essenze di vegetali; escluso luso di sostanze
repellenti.
4. Nella gestione sanitaria degli apiari, sono esclusi formulati chimici di
sintesi.
5. La nutrizione artificiale (ammessa solo in condizioni ambientali
particolarmente critiche) deve essere comunque sospesa almeno 15
giorni prima della posa dei melari.
6. E vietata la pastorizzazione; inoltre, durante la fase di confezionamento,
il prodotto non pu essere riscaldato oltre i 40.
7. vietata ogni alterazione del miele di propria produzione, in particolare:
nutrire con qualsiasi tipo di sostanza le api durante il raccolto,
aggiungere miele di estranea provenienza al proprio prodotto.
8. Per la vendita al dettaglio, il prodotto: deve essere posto in recipienti di
vetro; non deve avere residui o sporcizia dovuti a una mancata o errata
filtrazione; non deve presentare unumidit superiore al 18 %; non deve
presentare degradazioni, cattive conservazioni, separazioni in fasi.
9. E' severamente vietata ogni alterazione del gusto del miele autoprodotto,
tipo aggiungere essenze (anche naturali) in grado di ottenere gusti
particolari. (Es: produco e vendo miele d'agrumi aggiungendo ad una
base di millefiori l'essenza di agrumi, etc...)
- SCHEDA X: FORMAGGI E PRODOTTI CASEARI

1. I prodotti caseari sono ottenuti e dalla trasformazione del latte di animali


allevati in azienda o con lacquisto di latte proveniente da allevamenti
aderenti all Associazione Corto Circuito o in caso di indisponibilit di
questi, da allevamenti esterni al circuito. In questo caso obbligatorio
che gli allevamenti siano controllati dal punto di vista igienico sanitario,
con alimentazione al pascolo, con la possibilit di effettuare da parte
degli associati di Corto Circuito una visita in azienda per il controllo
dellubicazione delle superfici di pascolo, dellalimentazione e inoltre per
prendere visione dellattualit del registro carico-scarico
2. Lallevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere
animale (semibrado, stalla con accesso al pascolo);
3. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso
siano necessarie integrazioni, si richiede che siano foraggi di provenienza
locale e mangimi e cereali preferibilmente locali e/o con certificazione
biologica. Sono vietati gli insilati, le vitamine e gli integratori di sintesi.
4. Le trasformazioni avvengono direttamente nei locali aziendali.
5. ammessa sia la lavorazione a latte crudo sia con latte pastorizzato. Il
metodo di lavorazione dovr comunque essere specificato nelle
informazioni al consumatore.
6. Non ammesso lutilizzo di alcun tipo di conservante, additivo, colorante.
7. Non ammesso lutilizzo in crosta di antimuffa, antiacari o paraffina.
8. E ammesso lutilizzo di caglio naturale, ossia o di origine vegetale
(estratto ottenuto dai fiori del cardo selvatico) o di origine animale (
estratto dallo stomaco di vitelli o ovini caprini lattanti o di maiale). Non
ammesso lutilizzo di coagulanti (caglio di origine microbica o ottenuto da
organismi geneticamente modificati)
- SCHEDA XI: POLLAME E UOVA
1. La carne in vendita ottenuta da animali nati e allevati allinterno della
stessa azienda, preferibilmente da razze autoctone. obbligatorio
lacquisto di pulcini da allevatori dellassociazione Corto Circuito o nel
caso di indisponibilit vietato lacquisto di polletti e possibile solo
lacquisto di pulcini (animali che non hanno ancora cambiato le piume)
2. Lallevamento deve rispondere ai requisiti riconosciuti di benessere
animale. E vietato lallevamento in gabbia. Dovr essere garantito uno
spazio di almeno 5 mq a capo per il ricovero e uno spazio allaperto dove
razzolare adeguato al numero di pollame presente.
3. La macellazione non potr avvenire al di sotto dei 4 mesi di vita.
4. Alimentazione: ogm free; essenzialmente di propria produzione. Nel caso
di integrazioni alla propria produzione, si richiede che siano locali e
preferibilmente con certificazione biologica. Sono vietati gli insilati, le

vitamine e gli integratori di sintesi, gli antibiotici e i tamponanti.


5. Uova: possibile la vendita di sole uova provenienti da propri
allevamenti tenuti secondo il seguente disciplinare.
- SCHEDA XII: BIRRA
1. La birra artigianale un prodotto della terra e in tal senso dovr
rappresentare il pi possibile le colture locali e incentivare lo sviluppo
qualitativo delle materie prime necessarie per la sua produzione.
2. Il produttore o la produttrice di birra artigianale e biologica che aderisce
a corto circuito flegreo si impegna a ricercare, sperimentare e produrre
rispettando questo criterio.
3. Individuiamo come fornitore prevalente di malto d'orzo pils, monaco e
vienna la malteria Agroalimentare di Melfi, con orzo certificato Icea
proveniente dalla Basilicata e dall'Alta Murgia Pugliese.
4. I malti speciali biologici possono essere acquistati dalla Malteria Tedesca
Weyermann certificata biologica.
5. L'acqua pu essere di fonte (molto meglio) o di acquedotto, ma in questo
caso con necessit di installare un addolcitore alle tubazioni.
6. Il luppolo pu essere acquistato nel Nord-Europa (in Italia non
disponibile), privilegiando le produzioni biologiche (solo due). E'
consentito, in una fase iniziale di produzione, anche l'uso di luppolo non
biologico, vista la limitata quantit utilizzata per la produzione dallo
0,5% al 5% e le scarse produzioni biologiche sia in Europa che in Italia.
E' obbligatorio avviare a titolo personale o in collaborazione con i
produttori e le produttrici del circuito, coltivazioni di luppolo in Campania.
Ogni anno si andr a verificare il livello di crescita e di miglioramento
qualitativo del piante di luppolo, con l'obiettivo di riuscire ad utilizzare
solo luppolo campano.
7. I cereali, grano, avena, farro, orzo, segale vanno acquistati all'interno del
circuito certificati/autocertificati biologici e biodinamici e se non sono
disponibili possono essere acquistati all'esterno, ma rigorosamente da
coltivazioni locali e di origine biologica/biodinamica.
8. Gli aromatizzanti, quali carrube, nocciole, castagne, mandorle, fichi ed
altro sono reperibili all'interno del circuito e solo se non disponibili
posson essere acquistati all'esterno, con certificazione/autocertificazione
biologica. Non sono ammessi aromatizzanti chimici.
9. Lo zucchero necessario per aromatizzare e carbonare di canna
integrale, acquistato dal circuito del commercio equo e solidale e
certificato biologico.
10.
Sono ammessi i lieviti di ceppo saccharomyces cerevisiae, in stato
liquido o secco. Ne consigliato il riutilizzo fin quando possibile.

11.
Il processo di produzione pu essere manuale o semiautomatico,
per infusione o decozione, in contenitori di acciaio inox. Il calore pu
essere prodotto tramite corrente, gas/metano. Avendone le possibilit, si
consiglia di scegliere una caldaia a pellet o a legno collegata all'impianto.
12.
Non ammessa la pastorizzazione e la microfiltrazione, per
mantere tutte le propriet nutrizionali della birra.
13.
Non consentito l'uso di conservanti. Si consiglia la conservazione
in cantina a temperatura massima di 15, di evitare l'esposizione al sole
e troppi sbalzi di temperatura.
14.
Il raffreddamento del mosto da 100 a 20 per l'inoculazione del
lievito, la fase in cui si verifica il maggiore consumo d'acqua di tutta la
produzione. Il consumo riguarda anche il lavaggio e la sterilizzazione dei
fermentatori e delle bottiglie, per un consumo totale pari a 1 lt di birra
per 5-7 lt di acqua.
Per questo il birrificio si impegna a riutilizzare il pi possibile l'acqua.
15.
Il processo di fermentazione avviene in tini di acciaio inox o botti,
successivamente pu essere passata in bottiglie di vetro scuro o
trasferita nei maturatori, sempre in acciao inox o botti.
16.
Non ammesso l'utilizzo di anidride carbonica durante tutto il
processo di fermentazione.
17.
La rifermentazione in bottiglia avviene a temperatura tra 20-25 e
la maturazione non pu superare i 20 per una corretta conservazione
del prodotto.
18.
Pu essere venduta rifermentata in bottiglia o alla spina, con
lapposita etichetta progettata dallassociazione Cortocircuito.
19.
Le etichette progettate da Cortocircuito riporteranno gli ingredienti,
l'origine, le quantit utilizzate.
20.
Viene puntualizzato che ladesione al presente Regolamento dovr
comunque essere accompagnata da una buona qualit organolettica e da
caratteristiche di tipicit dei prodotti, che potranno anche essere valutate
in apposite commissioni di degustazione.
- SCHEDA XIII: PRODOTTI ERBORISTICI
- SAPONI E DETERSIVI
1. Metodo di Lavorazione: I metodi di lavorazione dei saponi sono due: a
caldo o a freddo. Rispetto allimpatto ambientale quello a freddo ad
impatto inferiore per il minor consumo di gas, a meno che non si usa
fuoco a legna
2. Ingredienti:

SODA: si pu usare la soda caustica e la liscivia la cui produzione


conveniente solo se prodotto con fuoco a legna. La soda pu essere
dannosa per chi la lavora per le inalazioni ma con un ottimale
processo di saponificazione, non ne rimane traccia nei saponi finali.
Resta di fatto che la soda un prodotto chimico. Comunque
lingresso di nuovi produttori di saponi deve essere preceduto da
un accertamento della correttezza del metodo di lavorazione, per la
sicurezza del prodotto finale.
GRASSI: sono ammessi grassi sia di origine animale che vegetale.
Per i saponi da bucato ammesso che gli oli siano oli riciclati, per
incentivare lo smaltimento utile degli stessi, per i saponi per il
corpo, gli oli di oliva dovrebbero provenire dai produttori di CCF
usando disponibilit di oli di annate precedenti a prezzi pi
convenienti. Nel caso di indisponibilit da parte dei produttori del
CCF, la fornitura pu essere effettuata, tramite indicazioni del CCF.
Gli altri tipi di oli utilizzati per i saponi devono essere di
provenienza da agricoltura biologica o selvatica. Non ammesso
luso di olio di palma dato il problema emerso delle deforestazione
delle palme.
COLORANTI: sono preferibili coloranti naturali
OLI ESSENZIALI: sono ammessi oli essenziali puri da agricoltura
biologica o selvatica.
E vietato lolio essenziale di sandalo in quanto proveniente da
alberi in via di estinzione, muschio bianco e ambra, perch
proveniente da trattamenti su animali.
Sono da incentivare gli oli da essenze mediterranee.
Sull'acqua distillata [Osservazione suggerita e rimandata ad ulteriore
approfondimento]
- ERBE FRESCHE O ESSICATE AD USO ALIMENTARE O TISANE
1. Le erbe fresche aromatiche mangerecce coltivate (quindi bene
identificate): rosmarino, timo, aneto, basilico, prezzemolo, salvia,
calendula, coriandolo possono essere considerate come ortaggi,
coltivati secondo il disciplinare sullortofrutta
2. Per le Erbe fresche mangerecce e aromatiche selvatiche si ricorda:
di raccogliere piante selvatiche in luoghi puliti (terreno biologico,
selvatico pulito)
di essere sicuri dellidentificazione della pianta, della parte da
raccogliere e del momento balsamico della raccolta. In caso di
dubbio si chiede a qualcuno prima di raccoglierne quintali e di
portarli al mercato
di conoscere gli usi della pianta ed eventuali contro indicazioni
Rientrano in questa categoria le piante selvatiche mangerecce tipo ortica,
tarassaco, radicchio di campo, rosolaccio, boraggine e le aromatiche

selvatiche tipo timo serpillo


- COSMETICI O TRASFORMATI ERBORISTI AD USO TOPICO
Rientrano in questa categoria: unguenti, olii di massagio, balsamo,
dentifricio, deodoranti, trucchi. Al momento non ammesso la
produzione di creme per il corpo.
Per gli unguenti ammesso luso di oli essenziali puri da agricoltura
biologica o selvatica.
Gli altri ingredienti ammessi sono solo prodotti erboristici o farmaceutici
possibilmente biologici.
Nel caso degli oleoliti si ricorda:
di raccogliere piante selvatiche in luoghi puliti (terreno biologico,
selvatico pulito)
di essere sicuri dellidentificazione della pianta, della parte da
raccogliere e del momento balsamico della raccolta.
di conoscere le buone pratiche di estrazione, filtrazione,
conservazione
di conoscere gli usi dell' estratto della pianta ed eventuali contro
indicazioni
Si devono rispettare le condizioni di igiene di base per la realizzazione
degli estratti e preparati.
Sono ammessi contenitori di plastica a uso cosmetico perch proteggono
da alterazioni dalla luce. Chi vuole usare contenitori di vetro deve
proteggere il contenuto con etichette o sacchetti
- PRODOTTI TERAPEUTICI
Questi prodotti hanno propriet forti che possono interagire con
medicinali o hanno delle contro-indicazioni o delle precauzioni di uso da
evidenziare in etichetta.
Rientrano in questa categoria: tinture madri, gemmoderivati, oli
essenziali, enoliti (vini terapeutici), acetoliti (aceti terapeutici), brutoliti
(birre terapeutiche), sciroppi, mieliti.
- SCHEDA XIV: ARTIGIANATO (non ancora pronta)
ART. 4 - ETICHETTATURA ED ESPOSIZIONE AL BANCO.
Molte prescrizioni sull'etichettatura sono gi evidenziate all'interno delle schede
specifiche.
Tutti i prodotti sono etichettati.
Letichetta e la scheda banco devono contenere i seguenti dati:
produttore (Anagrafica: Nome, o Marchio, Telefono, mail)
luogo esatto di produzione (paese, provincia)

modalit di produzione (organica, biologico, biodinamico)


data di produzione del prodotto,
ingredienti utilizzati con specifica interna CCF o Esterna
metodi e processi di produzione impiegati (es olio a freddo)
lavoratori impiegati;

Si ribadisce che le suddette informazioni devono essere presenti nella scheda


banco per i seguenti prodotti:
I prodotti sfusi (tipo ortaggi, frutta, legumi, uova, farina)
I prodotti cucinati
I prodotti trasformati
Le schede e le etichette sono confrontate con una scheda riepilogativa in carico
al Gdl Coerenza e aderenza al disciplinare qualit e eticit (CAD), Corto
Circuito flegreo che tiene in evidenza anche le colture programmate e le
variazioni comunicate.
Il lavoro di etichettatura va terminato entro e non oltre due (2) mesi da questa
data.
Per i produttori con difficolt a fare le proprie etichette Ccf propone di
approvare in assemblea lindividuazione di un socio e un sostituto di riserva,
per prepararle dietro rimborso base.
Sulle etichette o sulle schede sono
indicati I VALORI AGGIUNTI DELLE
PRODUZIONI (ad esempio semi autoprodotti , produzioni da variet locali e
conservazione di biodiversit o autoproduzioni degli ingredienti nel caso di
trasformati, recupero di terreni abbandonati, condivisione dei saperi, etc...).
Si richiede preferibilmente l'uso di carta riciclata e inchiostri ecologici
ART. 5 - TRACCIABILITA' E ACQUISTI COLLETTIVI DELLE MATERIE
PRIME
1. La tracciabilit primaria garantita dall'indicazione sulle SCHEDE DI
AUTOCERTIFICAZIONE dei lotti di produzione (indicazione catastale
terreni, superficie, quantit di produzione, anno di produzione)
2. E' prioritario l'approvvigionamento dei prodotti attraverso la fornitura
interna al circuito.
3. I flussi di approvvigionamento interni CCF ed esterni delle materie prime
per la preparazione/trasformazione devono essere
centralizzati e
controllati dal gdl - CAD Coerenza e aderenza al Disciplinare Qualit e
Eticit e verranno gestiti con un database:
Caso primo: Il singolo produttore/trasformazione si approvvigiona
allinterno del CCF ed invia una mail al CAD che indica lavvenuto
approvvigionamento
con
le
specifiche
seguenti:
singoli
prodotti/componenti/ingredienti,/quantit/fonti di fornitura

Caso secondo:
il
singolo produttore/trasformatore non sa a chi
rivolgersi allinterno di CCF ed invia una mail al gdl CAD con lindicazione
del fabbisogno ,il gdl cad verifica la disponibilit e le modalit di fornitura
dei prodotti richiesti rispettando
tempi congrui e non oltre una
settimana.
Caso terzo: se dalla consulta del CAD il prodotto non disponibile
allinterno del CCF, il gdl cad stesso indicher le alternative possibili e il
produttore/trasformatore invier mail con info di ritorno con le specifiche
sopradette (quantit e fonte della fornitura)
4. Per le forniture esterne obbligo di conservare per 2 anni le
documentazioni di acquisto.
5. Il GDLCAD individuato e nominato nella sede di questa assemblea ed
operativo a partire dal 1 Marzo 2013.
6. E' costituito all'interno del gdl CAD
un GAC (gruppo di acquisto
collettivo) che si fa carico di reperire e utilizzare
fonti di
approvvigionamento collettivo, delle sementi e del materiale di
propagazione, delle materie prime necessarie alla preparazione e
trasformazione, dei foraggi, etc...
Questo
gruppo
cercher
di
risolvere
le
varie
criticit
di
approvvigionamento all'interno del CCF (una delle proposte di lavoro la
gestione di un VIVAIO CCF con individuazione di un esperto disponibile a
curarlo, entro il mese di marzo).
ART. 6 - PATTO DI SOLIDARIETA' e DICHIARAZIONI DI IMPEGNO
accesso alle informazioni, partecipazione attuazione SGP,
aggiornamento dei dati informativi, cooperazione)
Patto di Solidariet SGP CORTOCIRCUITO FLEGREO

Il seguente PATTO stipulato tra i produttori di CortoCircuito Flegreo e


l'associazione CortoCircuito Flegreo ( rete di partenariato produttori-consumattori).
Il Patto funzionale alla attivazione di un serio e responsabile
SISTEMA DI
GARANZIA PARTECIPATIVA e propedeutico , nelle more di un suo esito
positivo, all'attivazione del marchio SGP CortoCircuito flegreo.
L'accettazione del Disciplinare Qualit e Eticit
condizione preliminare per la firma del PATTO.

Cortocircuito

flegreo

INSIEME vogliamo costruire pratiche di filiera corta che garantiscano una


relazione diretta e cooperante tra produttori e consum-attori, in un rapporto
vincolato reciprocamente dalla responsabilizzazione riguardo il mercato
alimentare, le prassi di cooperazione e solidariet , il futuro della produzione
agricola sostenibile italiana e la diffusione dell'economia sociale e solidale.

Per fare questo dobbiamo partire da regole minime certe e rispettate da tutti,
con spirito di collaborazione e condivisione.
Pertanto le nostre produzioni, i nostri processi produttivi, i nostri scambi
devono essere totalmente trasparenti e garantiti dalla responsabilit collettiva.
A tal fine ci impegnamo :
- a rispettare il regolamento di autodisciplina dellAssociazione Corto Circuito
flegreo che stabiliamo e approviamo insieme nell'assemblea del 17 Febbraio
2013
- a concretizzare la praticabilit del sistema di garanzia partecipativa che
attiveremo dal giorno successivo l'assemblea ( costituzione del gdl SGP ,
visite, valutazioni collegiali, impegno all'adeguamento in tempi certi alle
pratiche di conversione colturale, richiesta di analisi, sanzioni, etc.. )
- a favorire
, nel caso di eventuali approfondimenti, l'accesso alla
documentazione comprovante i processi produttivi e le caratteristiche
organolettiche dei prodotti;
a Partecipare attivamente al Sistema Partecipativo di Garanzia attraverso
una disponibilit di tempo ed impegno formalmente resi;
A dare disponibilit per la costituzione del GAC (gruppo di acquisto
collettivo per semi, piantine, foraggi, approvvigionamenti vari, etc.)
Inoltre pensiamo che
un atto di responsabilizzazione passi anche dalla
gestione collettiva e solidaristica delle fonti di finanziamento e dell'uso di
monete relazionali (SCEC) che rafforzino lo scambio tra i soci (non solo
produttori).
Pertanto, ci impegniamo ad utilizzare nelle modalit consuetudinarie , gli
SCEC (sconto in scec con percentuali dal 10 al 20%) .Con dichiarazione
esplicita al Banco dell'utilizzo dello stesso.
Ci impegniamo alla costituzione di un Fondo di Solidariet la cui destinazione
e entit sar stabilita dall'Assemblea.
Per la destinazione, la proposta una divisione in percentuale di questo tipo:
40% finanziamento progetti di filiera co-produttiva e co-finanziata; 40%
facilitazione di acquisto
( o conto capitale per ulteriore richiesta di
finanziamento) di risorse comunitarie ( attrezzi agricoli, sementi, foraggi,
costituzione di cooperativa, avvio laboratori, etc...); 20% sostegno alle
difficolt contingenti ed emergenziali;
Per la entit si propone la quota di 10 euro annui x socio.
Il Fondo va su una contabilit dedicata, su cui interviene l'assemblea
annualmente.
Le proposte avanzate non sono state discusse e si rimanda a prox assemblea.
I Soci CCF riconoscono:
che, in caso di comportamento scorretto del singolo socio, sollevano il
GdL Coerenza e Aderenza al Disciplinare (CAD) di Cortocircuito Flegreo
da ogni responsabilit di natura civile, penale e fiscale;
che il GdL CAD incaricato di verificare anche con lausilio di esperti
esterni- il rispetto del presente Regolamento e di provvedere a togliere
dalla vendita i prodotti dubbi e/o non conformi;
che il gdl pu avere libero accesso in ogni momento allazienda

medesima ed alle documentazioni necessarie per la verifica di quanto


dichiarato;
che possono essere effettuate analisi sui loro prodotti, nel caso il gdl ne
evidenzi la necessit.
La validit del presente Regolamento di autodisciplina con le eventuali
verifiche, variazioni e miglioramenti, viene sottoscritto dallassemblea dei soci
in data odierna.

IL Produttore , ................................si impegna a rispettare il PATTO di


SOLIDARIETA'
Il Socio ................................................si impegna a rispettare il PATTO di
SOLIDARIETA'

ART. 7 - AUTOFORMAZIONE
Alcune vincoli e requisiti del disciplinare saranno raggiunti attraverso
l'attivazione necessaria
di step formativi
che permettano la prassi
dell'apprendimento collettivo. Costituiamo a tal fine il gdl Formazione
(nell'ambito dell'assemblea si individuano e nominano gli aderenti al gdl
formazione minimo 3 persone)
In taluni casi la partecipazione ai seminari vincolante per la vendita ai banchi
(ad esempio: CONSERVE e Prodotti erboristici)
ART. 8 - PREZZO TRASPARENTE
Nell'ambito dell'attivazione del processo SGP i produttori delle principali
filiere produttive (ad esempio : grano, olio, vino, pomodoro, etc..) si
impegnano a definire il Prezzo trasparente costruendo in maniera condivisa la
scheda relativa.
ART. 9 - LAVORO DIGNITOSO
La paga dignitosa quella corrispondente con il salario da contratto agrario.
ART. 10 - MODALIT DI VENDITA DIVERSA DALLA VENDITA DIRETTA
1. E' possibile previa comunicazione al gdl CAD e in via eccezionale es.
(max 3 volte anno) la distribuzione presso il banchetto CCF del/i
prodotto/i di un socio CCF momentaneamente assente, sempre che
si sia presentato alla Assemblea ccf e che abbia partecipato ad
alcune assemblee durante l' anno.
2. Fermo restando che rimane l'opzione dell'adozione di un
produttore-prodotto che non pu essere venduto dal produttore
per motivi oggettivi (per esempio anziano o lontano) e che dunque

pu essere venduto solo al banchetto CCF previa associazione e


presentazione dello stesso.
ART. 11 - METODO, PROGRESSIVITA' E GRADUALITA' DELL'
ADEGUAMENTO AL DISCIPLINARE. EVENTUALI SANZIONI E
ESCLUSIONI
E' istituito il Gdl CAD Qualit e Eticit CCF . I suoi aderenti sono individuati e
nominati nella data odierna (17 febbraio 2013) in questa assemblea. E'
operativo dal 1 Marzo.
Si fa carico di individuare e definire
la progressivit temporale di
adeguamento al disciplinare approvato, le modalit di controllo e
sanzionamento , di 'attivazione dell'SGP, di 'attivazione del GAC , del gruppo
formazione , e le modalit di esclusione dal Circuito.
In relazione alle visite e successiva valutazione dei produttori:
Alle visite, valutazioni, in cui si rilevano criticit segue una comunicazione al
produttore visitato con raccomandazioni e osservazioni. Nei casi di non
conformit al regolamento si apre una fase di osservazione speciale del
produttore e si avvia una interlocuzione, un confronto, con il produttore in
forma scritta obbligatoria.
Nei casi di grave non conformit (ad esempio commercializzazione, non
tracciabilit) si ha una esclusione momentanea del/dei prodotti in questione,
negli altri casi si avvia una ricerca condivisa di soluzioni alternative valutando
anche le proposte del produttore, si stabilisce congiuntamente una
gradualit/tempo per l'adeguamento al disciplinare (da min 1 a max 6 mesi
secondo la criticit ed eventualmente oltre, accompagnato da un piano
progettuale scritto di rientro dalle criticit che preveda il monitoraggio da parte
del gdl CAD e la verifica entro 6 mesi della realizzazione di alcune azioni di
rettifica delle criticit da parte del produttore in osservazione speciale").
Nel corso dell'adeguamento seguono altre visite con valutazione delle azioni
in corso Al termine della gradualit concessa segue discussione in assemblea
per definire l'avvenuto adeguamento e il rientro delle criticit o il mancato
adeguamento con esclusione del prodotto o del produttore.
Il produttore che non partecipa in forma scritta alla ricerca condivisa delle
soluzioni alle criticit escluso immediatamente dal circuito. La comunicazione
di esclusione e' obbligatoria .
In relazione alla comunicazione obbligatoria per la tracciabilit delle
trasformazioni:
La mancata comunicazione obbligatoria di cui all'art.5 da effettuare 10 giorni
prima del mercatino
determina il divieto di vendita del prodotto
trasformato/cucinato.
In relazione alle visite al banco e a prodotti senza i requisiti previsti

dal regolamento:
Notata, verificata dal gdl CAD in situ , comunicata al produttore la non
conformit al regolamento di autodisciplina di un prodotto presente al banco ,
si procede alla sospensione immediata e momentanea della vendita del
prodotto, successivamente si verifica la ricerca condivisa di una soluzione in
sede di gdl, si effettua altra visita se necessario, e se il produttore non si
adeguato ai requisiti previsti dal regolamento, il gdl propone all'assemblea il
divieto di vendita del prodotto nel circuito. Lassemblea approva lesclusione
del prodotto proposta dal gdl o propone alternative conformi al regolamento.
L'assemblea valuta l'attendibilit e la coerenza del produttore in questione e ne
valuta la permanenza o l'esclusione dal circuito.

ART. 12 - PROCEDURA DI INGRESSO NUOVI PRODUTTORI


Istruzioni per ingresso nuovo produttore:
1. Richiesta obbligatoria via mail di ingresso (da parte del produttore)
2. Risposta con ISTRUZIONI PER L'USO (procedura di ingresso) entro una
settimana.
Risponde chi nel gdl ha intercettato per primo la richiesta con le seguenti
istruzioni: "Al fine di valutare la vostra richiesta si prega di compilare e
restituire nel piu' breve tempo possibile le schede di presentazione e di
produzione per tipologia produttiva (es. vino, ortaggi, formaggi, etc...).
Una volta pervenute le schede vi inviteremo a presentarvi entro tre
settimane all'associazione"
3. Invio da parte del Produttore di schede di presentazione e di produzione;
(solo dopo l'invio delle schede si pu procedere oltre)
4. Condivisione (ON LINE) ambito gdl dei dati del produttore (punto 3)
entro max sette giorni.
5. Presentazione all'Assemblea: se l'assemblea troppo lontana
temporalmente (piu' di venti gg), si deroga con presentazione al gdl al
completo (con comunicazione/invito ai soci della richiesta nuovo
ingresso) entro tre settimane max dall'invio di cui al punto 3.

In coda alla presentazione del produttore (in sua assenza) il gdl


calendarizza la visita entro max due settimane dalla presentazione
e contestualmente il gdl valuta, attentamente, nel caso di futura
coerenza con i criteri di sostenibilit ambientale e sociale indicati
nel disciplinare da parte del produttore richiedente, se vi siano
problematiche di sovrapposizione di produzioni e prodotti e, nel
caso positivo, quali soluzioni adottare (ad es: Programmazioni di
coltivazioni diverse in risposta alle esigenze della domanda,
Presenze alternate, anche nel caso di eventuale e prevedibile
raddoppio delle domeniche di mercato, o entrambi).

Formazione del gruppo di visita (composto da minimo 2 produttori


di cui almeno 1 del settore del produttore richiedente, minimo 2

soci non produttori, 1 tecnico) e diffusione tra i soci della data di


visita per un'eventuale partecipazione
6. Visita e successiva sessione di valutazione del produttore da parte del
gdl entro una settimana
7. L'esito (ammissione, respingimento, sospensione/integrazione) viene
comunicato entro un giorno dal gdl al produttore e ai soci e l'ammissione
definitiva deve avvenire con almeno un passaggio in assemblea.
(nel caso di un passaggio in fase di presentazione si puo' derogare al gdl
l'ammissione, altrimenti se la presentazione e' stata fatta in deroga al gdl
l'ammissione definitiva avviene in assemblea)

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