L’ITALIANO

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2014

PAGINA

CINEMA

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Esce nei cinema italiani “Cristiada”

FINALMENTE,
a diversi anni da uno dei
lavori più duri e allucinanti
della mia vita, esce nei cinema italiani “Cristiada”,
meglio conosciuto negli
USA e nel resto del mondo
come “For greater Glory,
film storico messicano, con
Andy Garcia, Eva Longoria
e Peter O’Toole. Lavoro
duro perché, essendo io
scrittore/sceneggiatore non
ancora conosciuto come tale
dall’industria, sapevo che
dovevo calare un asso, e
allucinante perché quando
si tratta di studiare la “subject matter” di un paese che
non è il tuo, devi arrivare a
una proprietà narrativa talmente impeccabile che finisci con l’avere sogni lucidi a
manetta, scorgendo accenti
decisamente
messicani
anche negli scrosci di un
pannolino che cambi a tua
figlia.
Ma andiamo con ordine.
Quattro anni or sono il produttore messicano Pablo
José Barroso mi chiese dunque di scrivere un trattamento epico per un clamoroso film che aveva in
mente: riportare alla luce
una pagina di storia dimenticata del suo paese: “la

infinite taglie di sombreri e
cavalcai cavalli di vinti e
vincitori. Dalla mia finestra
scorgevo neve gelida e visi
teutonici inespressivi, ma in
quella stanza avevo costruito un imponente Stargate sul
Messico che oltrepassavo
giornalmente per rivivere al
galoppo 6 anni di furiosa
storia messicana.
Per chi non ha dimestichezza col gergo cinematografico, ricordo che il “trattamento” è una mappa stellare
della sceneggiatura, una
versione della sceneggiatura
senza dialoghi. Ne dovevo
produrre uno grandioso, non
potevo fallire. Scrivevo,
disegnavo storyboard, giravo col sombrero per casa,
imparavo espressioni messicane che molto si discostavano dallo spagnolo studiato, sceneggiavo e coreografavo scene di battaglia a
cavallo inventandomi prospettive desuete e riprese
virtuosamente
assurde.
Ancora non lo sapevo ma
stavo progettando la GoPro.
Dopo 4 mesi, consegnai
finalmente
il lavoro a
Barroso ( Non senza prima
averlo fatto leggere al conte
Alexander Stolberg, fine
conoscitore della Settima

guerra dei Cristeros”.
Questo evento oscurato dai
libri di storia gli aveva tolto
il riposo e Pablo, decise un
giorno di rinunciare ai suoi
supplementi di melatonina,
prendere in mano la produzione di un film assolutamente folle, e mandare a
quel paese le avvizzite logiche produttive in voga.
Entusiasmato dalla missione impossibile affidatami,
mi rinchiusi in Germania in
una stanza e passai al setaccio tutti gli archivi online
del TIME magazine dagli
anni 1926 al 1929, lessi tutti
i libri sull’argomento possibili, vidi tutto il materiale
visivo disponibile, indossai

Arte, e avuto da lui medesimo l’avvallo) e mi riposai
per 3 mesi, aspettando scalpitante di ricevere the screenplay dallo sceneggiatore
americano. E’ Il cinema:
una catena di montaggio
dove ognuno ha un ruolo
scolpito nella pietra. Dopo
altri 4 mesi ricevetti la sceneggiatura finale, opera che
si discostava un po’ dalla
mia visione, ma ero importante. Finalmente potei
smontare il mio Stargate,
che era divenuto davvero
ingombrante per le dimensioni del mio studio, e misi
in cantina sombreri, galoppate, storyboard e tequila
non bevute.

In soldoni la storia è questa,
e dal momento che non riesco ad essere politicamente
corretto ve ne do adesso una
versione “Ad usum delphini” ma brutale:
quando il governo messicano di vilissimo stampo autoritario limita fortemente le
libertà religiose del proprio
popolo deportando interi
ordini religiosi etc. etc.,
parte della popolazione
messicana scende nelle
catacombe, un’altra cerca
un infruttuoso dialogo intellettuale col governo illuminato, e una terza, più esasperata che mai, prende le
armi per combattere il proprio governo. Guerra civile
galore.
I libri di storia, subdolamente riscritti dai vincitori
apparenti, levarono perciò
anni di sonno al signor
Pablo Barroso che, come
accennavo, si tolse i supplementi di melatonina e decise di produrre un film per
far vedere tutto ciò che era
stato oculatamente nascosto. Quando a due anni dalle
riprese, Pablo mi mostrò in
un hotel fiorentino la prima
versione del trailer di
“Cristiada”, ancora senza
correzione colore, ma
molto, molto potente, mi
commossi. Ci commuovemmo. Rividi molte cose che
avevo messo nel trattamento, non vidi molte cose che
avevo messo nel trattamento.
Ma questo è il cinema:
un’eccezionale e impietosa
catena di montaggio.
Tuttavia il film non era
ancora finito: adesso Pablo
doveva riuscire nell’opera
più tremenda, quella più
devastante: la distribuzione
di un film storico di cui
sulla carta non ce ne potrebbe importar di meno. E qui,
come mi piace ripetere sempre: “La provvidenza ti
intercetta a metà strada”
(vero Carola?)…Il film era
fatto… e… insospettabili
interessi verso l’opera
cominciarono a smuovere le
acque permettendone la
distribuzione nelle americhe. “Cristiada” vanta del
resto, la migliore interpretazione sullo schermo di
Andy Garcia, talmente maestosa che facilitava notevolmente il compito della grande distribuzione.
Il mio contributo in
“Cristiada” non era però
ancora giunto al termine:
misteriosamente
operai

anche nella distribuzione
del film. Le impenetrabili
terre di Francia e Italia si
sfaldarono grazie ad alcuni
miei amici che come Pablo,
non digerivano l’assenza
dai libri di storia dei medesimi accadimenti e, tutti
desiderosi di far emergere
una verità cruda ma storica,
si caricarono sulle spalle
l’onere di una distribuzione
strategicamente improbabile.
Il mio audacissimo amico
Hubert de Torcy ha distribuito il film l’anno scorso
su territorio francese, mentre la mia spericolata amica
Federica Picchi lo piazza
adesso su territorio italiano
con la sua Dominus
Production, scinepattonan-

do finalmente i bastioni del
deserto cinematografico
nostrano.
Come al “Milite ignoto”,
una menzione d’onore la
voglio far scattare a fine
articolo
anche
verso
“L’artista ignoto”: è il quarto amico, un amico che per
6 mesi ha passato giornalmente insieme a me quello
Stargate personale che mi
ero costruito sugli altopiani
messicani.
E’ un amico compositore,
mi scriveva i brani musicali
per le scene che buttavo giù,
per aiutarmi a dare un’anima migliore a ciò che scrivevo. Cercai di “imporlo”
come autore della colonna
sonora di “Cristiada”, ma
logiche industriali ciclopi-

che tolsero all’ultimo
momento a me la regia e a
lui la colonna sonora.
Si chiama Gabriele Croci ed
è tra i 10 migliori compositori italiani ( ancora non
costa molto perché non
conosciuto)
Grazie a tutti ragazzi, per il
vostro coraggio: grazie
Pablo, grazie Hubert, grazie
Gabriele e grazie a Federica
Picchi, che in questo
momento sfavilla tra una
sala e l’altra con 12 prime
da monitorare. Ci vediamo
alla prima romana il 12
Dicembre alle ore 21,
Cinema UCI, Porta di
Roma.
I love you all,
MANUEL DE TEFFÉ
DIRECTOR/WRITER