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DOM MARTINEZ DE PASQUALLY, IL MISTERIOSO ILLUMINATO,

E LORDINE COHEN
di Vittorio Vanni
Nonostante le pazienti ricerche di numerosi storici sulla figura di Martinez o Martins, come fu
chiamato in Francia, permangono ancora dei vuoti di conoscenza sulle sue origini e sulla sua
personalit. Per quanto il suo patronimico sia di per s significante e nonostante il predicato
francese de la Tour, ragionevole pensare che lorigine familiare di Martins sia quella indicata da
molti e cio giudaica e portoghese. La sua famiglia si era sicuramente convertita al cristianesimo, in
quanto si possiede il suo certificato di cattolicit. Soltanto Robert Amadou, il massimo specialista
nella storia del martinezismo-martinismo, sostiene lorigine non ebraica, indicandolo come
discendente diretto dalla famiglia di Bartolomeo De Las Casas, il famoso storico del colonialismo
ispano-portoghese.
Martins nacque a Grenoble nel 1727 e mor a S. Domingo nel 1774, ma la sua scarsa conoscenza
della lingua francese rende dubbiosi sulla sua effettiva nascita su territorio francese. Mancando una
sua iconografia (il ritratto riportato da Waite di pura fantasia) non nemmeno possibile
unindagine fisionomistica. Comunque, la sua vita e la sua personalit sono trasfuse nella sua opera
ed da questa che si possono dedurre, al di sopra della leggenda e del mito, i suoi tratti
caratteristici. Martins accenna vagamente ai suoi Maestri, peraltro rimasti sconosciuti, tratto questo
in comune a molti fondatori dOrdini e Fratellanze esoteriche, che ne parlano tuttavia non come
astrazioni simboliche ma come persone reali, anche se dotate di notevoli poteri.
Martins era in possesso di una bolla o patente massonica ereditaria che suo padre aveva avuto da
Carlo Eduardo Stuart, nel 1738, che gli consentiva di iniziare a vista massoni e fondare Logge e
Capitoli. Questa bolla fu riconosciuta valida dal Grande Oriente di Francia, alla quale fu presentata
per la ratifica dellOrdine da lui fondato, LOrdre des Chevaliers Maons Els Cohens de
lUnivers. Per quanto il veicolo fosse massonico, in realt la tradizione che Martins voleva
trasmettere era alto-sacerdotale. I Cohen (dal vocabolo ebraico cohanim, sacerdoti) erano una classe
sacerdotale fondata da Aronne, che conservava la tradizione orale ed esoterica della Thor, confluita
poi nella cabbal. Come spesso succede negli Ordini esoterici, i termini e nomenclatura dei vari
gradi erano gi stati impiegati un secolo prima, come ricorda Ventura:
... (Swedenborg)... sarebbe riuscito a coordinare i gradi della rinata massoneria operativa con i
preesistenti gradi di alcune logge cosiddette di perfezione (gradi riservati agli accettati) e con
quelli derivati da societ alchemiche ed ermetiche facenti capo al Venerando Ordine dellAurea
Rosa+Croce, costituendo in tal modo un sistema massonico-illuministico composto da dieci gradi in
tre sezioni, lultima delle quali avrebbe costituito un tempio interiore
Il sistema era cos composto:
1a sezione (massonica) con i gradi di:
1 Apprendista
2 Compagno
3 Maestro
4 Maestro Eletto
2a sezione (illuministica o dei Cohens) con i gradi di:
5 Apprendista Cohen
6 Compagno Cohen
7 Maestro Cohen

3a sezione (attiva) detta anche sezione dei Rosa+Croce, con altri tre gradi:
Primo Maestro Cohen o Grande Architetto Apprendista
Rosa Croce
Cavaliere Rosa+Croce
Kaddosh (santo) o Rosa+Croce Illuminato
Il sistema Cohen era cos articolato: (le due tabelle riportano alcune differenze nei gradi, cos come
riportano differenti autori)
Massoneria di S. Giovanni
1a serie
1 Apprendista
2Compagno
3 Maestro

2a serie
1 Apprendista
2Compagno
3 Maestro
4 Grande Eletto

Classe del Portico


4 Apprendista Cohen
5 Compagno Cohen
6 Maestro Cohen
7 Maestro Particolare

5 Apprendista Cohen
6 Compagno Cohen
7 Maestro Cohen

Gradi del Tempio


8 Gran Maestro Eletto Cohen
9 Cavaliere dOriente
10 Commendatore dOriente

8 Grande Architetto
9 Grande Eletto di Zorobabele

Classe segreta
11 Reaux Croix

10 Reaux Croix

LOrdine Cohen si presenta nella forma di un sistema massonico dalti-gradi. Nella Massoneria di
S. Giovanni i gradi sono quelli corporativi classici senza i quali, naturalmente, era impossibile
laccesso a quelli superiori. Accettava di ricevere Sorelle, ma solo in via eccezionale.
Nei gradi azzurri (i primi tre) si sviluppava la leggenda massonica, si esplicava il suo simbolismo,
si seguiva il suo esoterismo. Il grado di Grande Eletto, - 2a serie - era una sintesi dei gradi di
vendetta scozzesi e la sua filosofia era quella della fedelt allOrdine.
Nella Classe del Portico si cominciava a spiegare i primi elementi della dottrina Cohen, tradotta in
termini massonici e propedeutica, quindi, a quella del Tempio, rivelata poi nei termini martinezisti e
nella sua totalit.
Nella Classe del Tempio non vi era pi iniziazione, termine legato allaspetto corporativo
massonico, ma ordinazione, o trasmissione di poteri sacerdotali. Solo in tale Classe era spiegato
ed attuato laspetto operativo, nei suoi aspetti di modo, tempo e luogo e secondo le finalizzazioni
dellOrdine. Le pratiche, sia invocative sia evocative, individuali o collettive, a volte erano eseguite
con lausilio di una pupilla o medium lucido. Di notevole complessit impegnavano quasi
quotidianamente gli adepti, sottoposti inoltre a regimi alimentari levitici e ad astensioni sessuali
prolungate. Le manifestazioni erano rare e ottenute con difficolt, ma testimoniavano
direttamente alloperatore lesistenza di unalterit che non poteva pi esser dimenticata.
I Reaux Croix costituivano llite dellOrdine e ne possedevano la totalit delle dottrine teoriche e
operative dellOrdine. Secondo una tradizione orale difficilmente verificabile, questi

sidentificavano con una delle genialit della Shem-amphorasch di tradizione cabbalistica, con cui
si legavano con un patto di sangue.
La fortuna di questOrdine era legata alla personalit e ai poteri iniziatici del suo Maestro che dal
1754 (secondo certi autori dal 1758) percorse tutta la Francia, fondando logge del suo sistema. Nel
1758 raccolse estimatori e adepti nel sud della Francia, a Marsiglia, Avignone, Montpellier,
Narbonne, Tolosa e Foix, dove fond il primo Capitolo Il Tempio Cohen allinterno della Loggia
Josu.
A Bordeaux fonda finalmente la prima Loggia Madre Cohen con il titolo distintivo di La Franaise
Elue Ecossuse (1764) che nel 1765 ottiene il riconoscimento dal Grande Oriente d Francia.
Lestremo rigore e la cautela in tali concessioni garanzia dellautenticit della Bolla paterna di
Martins. Il 21 Marzo del 1765, crea a Parigi il Tribunale Sovrano dellOrdine (supremo organo
amministrativo) concedendo a Bacon de la Chevalerie i poteri di suo sostituto universale. Il
Tribunale era formato da alcuni Reaux Croix (Bacon de La Chevalerie, J.B. Willermoz, Duroy
dHauterive, De Serre) chiamati Sovrani Giudici, ultimo grado dellOrdine. Altro importante
appellativo dei Sovrani Giudici era quello di S.I. (superiori incogniti) o Filosofi Incogniti.
Ren Allau, nella sua prefazione a "Les aventures du philosophe inconnu" cita l'alchimista Petrus
Arlensis de Scudalupis (1580-1637) definito "hierosolymitanus presbyter" che nella sua opera
Sympathia septem metallorum ac septem lapidum ad planetas rigetta (secondo l'uso prudente
dell'epoca) la precedente magia caldea, persiana, etc. non riconoscendo che le tradizioni ebraicocristiane. In quest'opera Petrus afferma che la vera magia si fonda soltanto sul potere dei caratteri
ebraici che compongono le figurazioni celesti , e su quelle del segno della santa Croce per la quale
la santa Magia si trova dimostrata e compiuta" .
Il volume citato opera di Dom Belin, alchimista cinquecentesco che usa una terminologia cristiana
per descrivere dei procedimenti ermetici e nel titolo dell'opera si accenna, per la prima volta, ai
Philosophes Inconnus, inquadrandoli in un contesto ermetico-cristiano. notevole che questo
nome, abbinato nel settecento massonico allOrdine Cohen, o dei Filosofi Incogniti, sia qui
collegato ad una pratica fondata sull'uso rituale cristiano-kabbalistico del segno di croce, pratica
invocativa ben conosciuta. Daltro canto, ben prima dell'apparizione di quella teologia ed
angelologia magica dell'ebraismo che indichiamo con il nome di cabbal, vi erano gi tutte le
implicazioni teoriche e pratiche della tecnica del "risveglio" dei centri sottili della fisiologia occulta
dell'uomo attraverso l'evocazione dei "nomi di potenza".
Nel 1772 Martins, per una complessa questione deredit, parte per S. Domingo, dove per i due
anni successivi cerca di completare le istruzioni per lOrdine. Qui muore, nel 1774. Caignet de
Lstre gli successe come Sovrano Universale, morendo a sua volta il 19 dicembre 1779. Gli
succede, a sua volta, Sebastiano de Las Casas che nel 1780, verificato lattenuarsi delle
manifestazioni nelloperativit dei Cerchi a seguito della scomparsa dal piano fisico del
Maestro, consiglia alle Logge Cohen di chiudere lavori e Templi, consegnando gli archivi
allOrdine dei Filaleti*.
Nel periodo di maggior fortuna dellOrdine fiorirono 12 Templi Cohen, di cui uno a Port au Prince,
nellisola di S. Domingo. Dalla morte del Maestro, lordine inizi il suo dissolvimento e gi dal
1776 il Tempio di La Rochelle, ben presto seguito da quelli di Libourne e Marsiglia, abbandona il
sistema e ritorna allobbedienza della Gran Loggia di Francia. Sebastiano de Las Casas, come
riporta Francesco Brunelli, nel suo testo sulla storia del Martinismo:
nel 1780...a molti Cohen che chiedevano di interessarsi maggiormente allOrdine rispondeva da
Bologna che ciascuno doveva saper bene ci che faceva, chi usciva dallordine si privava dei

vantaggi della cooperazione simpatica dellorganizzazione. Quanto agli Orienti che non volevano
pi continuare i loro lavori, non avevano che da consegnare tutto a Savalette de Lange.
Alcune Logge della zona di Bordeaux e, a quanto riportano alcuni autori, una Loggia in una localit
imprecisata della Maremma Toscana, fra Follonica e Piombino, continuarono comunque i lavori
rituali. La tradizione massonica martinezista confluita nel Rito Scozzese Rettificato, quella
cosiddetta teurgica, e quella cardiaca nellOrdine Martinista.

IL SIGILLO DI DOM MARTINEZ

Questo sigillo una luminosa rappresentazione della reintegrazione degli esseri.


Un gran cerchio: largamente aperto sullinfinito, come una sorta di luogo di passaggio. Un luogo
simile esplicitato dallallargarsi della circonferenza in forma di freccia e dallindicare un cerchio
minore della stessa natura del pi grande, ma in attesa, dopo una precedente azione o prima di una
prossima. Probabile una funzione alternativa delle Porte. Il cerchio grande comporta unaltra serie
di aperture, ma di differenti nature. Altre funzioni, forse altri differenti esseri che lo attraversano. Il
cerchio rappresenta il mondo creato, il mondo universale. Una freccia esce dal mondo universale e
mostra un mondo particolare. Questo mondo non indicato come uscente dallinterno del gran
cerchio, ma ne una manifestazione, unemanazione filiale, femminile, lunare, rappresentata quindi
come un crescente di Luna, attraversato s da due frecce, ma non scisso. animato da una stella a
dodici raggi, che nel centro riporta un triangolo formato da tre punti, la cui sommit si dirige verso
il basso. Segno dinvoluzione verso la materia ed anche simbolo degli spiriti terrestri nel dominio
delle forme. Una delle due frecce che esce da questo mondo particolare e si dirige verso linfinito,
verso limmensit assoluta divina, la quadruplice essenza in azione. Laltra freccia si dirige verso
lapertura del gran cerchio e punta verso una stella a cinque raggi. la stella fiammeggiante,
luomo rigenerato che esce dal mondo particolare verso la Reintegrazione nellimmensit divina.
Linterno del gran cerchio rappresenta lincreato. Vi sono, in questo, esseri emanati multipli, molto
diversi, che sono assieme confusi ma non fusi. Conservano quindi una loro individualit. Sono
quello che sono e rappresentano la volont del loro creatore. Non si saprebbe assegnargli un nome,
se non segreto. Questo segreto rappresenta la loro destinazione verso lemancipazione o la loro
persistenza nel seno dellimmensit divina.