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I cattolici sotto il potere anglicano

JOHN GERARD
Autobiografia di un gesuita dei tempi di
Elisabetta
Titolo originale:
JOHN GERARD
The Autobiography of an Elizabethan
EDIZIONI PAOLINE ROMA 1963

INDICE
Presentazione di Graham Greene
Introduzione di Philip Caravan 8
Prefazione dell'Autore
14

I Primi anni
II
Lo sbarco 26
III Grimston 37
IV Lawshall 45
V Braddocks 55
VI Perquisizione a Baddesley Clinton
61
VII Padre Oldcorne 68
VIII Peine forte et dure 76
IX Perquisizione a Braddocks 85
X Arresto 91
XI In carcere 99
XII Clin 105
XIII Il sillogismo del Decano 120
XIV Alternativa mortale 128
XV Tortura nella torre
135
XVI Corrispondenza clandestina
148
XVII La fuga 162
XVIII
Londra e Harrowden 174
XIX Il prete John
186
XX Partita a carte con Sir Everard 201
XXI Amici a corte 212
279

15

XXII Ultimi giorni di fatiche


231
XXIII
La congiura delle polveri 239
Appendice A Appendice B Appendice C Appendice D Appendice E voco 265
Appendice F sull'equivoco
Appendice G Appendice H terra 271
Appendice I -

Cronologia dei primi anni di Gerard


La residenza di campagna di Padre Garnet 261
Il pozzo di S. Winefrid
262
Braddocks
264
Difesa di Padre Southwell del ricorso all'equi

258

Relazione dell'interrogatorio di Padre Gerard


267
La paglia di Padre Garnet 268
Vita di Padre Gerard dopo la sua fuga dall'Inghil
Descrizioni contemporanee di Padre Gerard 272

ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI


C.R.S. Catholic Record Society
C.S.P.D. Calendar of State Papers Domestic
D.N.B. Dictionary of National Biography
FOLEY Records of the English Province of the Society of Jesus
HAT. CAL. Calendar of Manuscripts of the Marquess of Salisbury
preserved at Hatfield House
JESSOP One Generation of a Norfolk House (ed. 1879)
MORRIS John Gerard (ed. 1881)
NARRATIVE A Narrative of the Gunpowder Plot di John Gerard,
stampato in The Conditions of Catholics under James I (1871)
S.P.D.State Papers Domestic: Elizabeth
TROUBLES Troubles of Our Catholic Forefathers (ed. John Morris)

279

PRESENTAZIONE
di GRAHAM GREENE
Questa

ultima era di un mondo ansimante nel suo declino. Con queste


parole Gerard descrive nella sua modesta prefazione lo sfondo storico che
fa da cornice all'Autobiografia. Quanto barbara sarebbe suonata questa
frase alle orecchie di un personaggio vittoriano, a quelle, per esempio,
dell'arcidiacono Grantly oppure a quelle di Mr. Micawber! Essa sarebbe
apparsa loro cos strana come i particolari dell'avventura di Gerard (che
sarebbe pi esatto chiamare la sua passione, quando si considerino le sue
fughe miracolose, le delusioni, i tradimenti e la lunga e terribile scena della
sua tortura). Questa storia sarebbe stata per loro cos remota come un
romanzo storico. Ma anche in fatto di romanzi storici essi avrebbero
preferito Esmond, col suo vecchio romanticismo, quello cio del
dandysmo da tabacchiera e da bastoncino. Essi si sarebbero sentiti
alquanto molestati dalla storia d'amore scritta da Gerard. Proprio cos,
perch, quando ben si rifletta, questa una storia d'amore: la storia di un
uomo che am i suoi sino all'estremo limite della sofferenza.
Remota, s. Ma gi da un quarto di secolo noi stiamo tornando lentamente
verso quei tempi infidi, in cui Gerard si muoveva sotto mentite spoglie con
i suoi discorsi di caccia e di carte. Non possiamo leggere l'Autobiografia
come un documento contemporaneo o, anche, come qualcosa ancora da
avvenire nel tempo, quasi che ci sia stato concesso in sogno di leggere una
cronaca di vita dell'anno 1970: quella vita che tra breve vivremo.
Questo quel che conferisce al libro, nella sua eccellente traduzione dal
latino, un cos profondo senso di commozione e di immediatezza.
Ascoltiamo il racconto in cui Gerard descrive il suo arrivo nel paese
nativo: il pericolo dei sentieri familiari, la morte dappertutto in agguato in
quella pur placida contrada.
Dopo la traversata, risalimmo lungo la costa inglese. Il terzo giorno, il
mio compagno ed io avvistammo un posto che sembrava ottimo per lo
sbarco. Ma siccome consideravamo pericoloso raggiungere la costa tutti
insieme, ci riunimmo in preghiera per invocare l'aiuto di Dio. Dopo esserci
consultati, ordinammo che la nave gettasse l'ancora al largo fino al calar
della notte. Alla prima ora di notte fummo portati a riva in barca ed ivi
fummo lasciati. Quindi, la nave spieg le vele e si allontan. Ci
raccogliemmo in preghiera per pochi istanti e ci affidammo alla protezione
di Dio. Quindi, ci incamminammo alla ricerca di un sentiero che ci
279

conducesse il pi possibile nell'entroterra e ci permettesse di porre alle


nostre spalle la maggiore distanza dalla costa, prima dell'alba. Ma la notte
era buia ed il cielo coperto di nuvole, perci non potemmo trovare il
sentiero voluto per inoltrarci nei campi. Tutte le piste che battevamo
conducevano a qualche casa, come potevamo constatare allorch i cani
cominciavano ad abbaiare. Ci avvenne due o tre volte. Temendo di
svegliare gli abitanti e di essere inseguiti come ladri, decidemmo di
riparare in un bosco vicino e di riposare ivi fino al mattino. Si era alla fine
di un ottobre umido e piovoso e noi passammo una notte insonne. Non
osavamo neanche parlare, perch attigua al bosco vi era una casa. Tuttavia,
in meno di un baleno, tenemmo un consulto. Sarebbe stato meglio
incamminarci assieme alla volta di Londra o separarci in maniera che, se
l'uno fosse preso, l'altro potesse scampare? Esaminammo attentamente
entrambe le possibilit. Alla fine decidemmo di separarci e di andarcene
ognuno per conto proprio.
Questa scena di rimpatrio si verificata in molti paesi durante questo
secolo, da quando Padre Pro (un Beato martire messicano della
persecuzione contro i Cristeros, NdR) approd a Vera Cruz in giacca a
maglia con una cravatta striata e con un paio di scarpe marroni. Ma qui,
nel racconto di Gerard, la cosa avviene nel nostro Norfolk, in mezzo a noi.
La prosa di Padre Gerard semplice, vivida, accurata. L'azione dello
scrittore somiglia molto a quella dello scultore. Ci si trova davanti un
informe blocco di fatti, dal quale si deve scolpire solo il particolare che
interessa. Avvincente come un romanzo: quanto spesso abbiamo letto
questa frase mentitrice nella presentazione di un editore; e quanto
raramente, invece, il romanzo attraente. Quanto raro trovare un
romanziere che, come Gerard, sappia scolpire debitamente dalla pietra
originaria il suo argomento, i suoi personaggi, il suo ambiente e le sue
scene.
Nella narrazione del suo sbarco abbiamo visto con quanta modestia Gerard
ambienti la sua scena e come descriva nei termini pi semplici l'atmosfera
di incertezza e di inseguimento: una notte scura, un casolare sospetto,
l'abbaiare dei cani. Si potrebbero citare episodi ancor pi drammatici: la
Messa di Padre Southwell interrotta dai cacciatori di preti, l'arresto e la
tortura di Gerard, la sua evasione dalla Torre. Molti, infatti, sono nel corso
della narrazione gli esempi che mettono in evidenza la sua abilit nel
ritrarre concisamente un personaggio. Padre Southwell, che a molti lettori
sar noto solo come il poeta che scrisse The Burning Babe, come un
personaggio laico alla stregua di altri poeti suoi contemporanei dei quali
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conosciamo cos poco, balza vivido nella narrazione di Gerard, tutto


intento ad apprendere l'uso corretto del linguaggio tecnico, per poter
recitare con disinvoltura la parte del gentiluomo di campagna.
Quando se ne present l'occasione, presi a parlare di caccia e di
falconeria, cosa che non si pu fare con propriet di linguaggio tecnico, a
meno che non sia un appassionato di tali sport. facile errare nell'uso di
tali termini, come spesso si lamentava Padre Southwell. Sovente, in
seguito, quando ci trovammo a viaggiare insieme, questi soleva pregarmi
di insegnargli la terminologia propria e si rammaricava perch non riusciva
a ricordarla o non la sapeva usare, presentandosene il bisogno: come, ad
esempio, quando egli si imbatteva in signori protestanti che non avessero
in pratica altri argomenti di conversazione, eccetto aneddoti scurrili ed
ingiurie contro i santi e la fede cattolica. In occasioni come queste, si d
spesso il caso di fuorviare il discorso semplicemente con una osservazione
qualsiasi su cavalli, cani e cose simili.
Era forse un'esperienza del genere che ispirava le immagini della caccia
nelle poesie del Beato Henry Walpole, del quale Gerard doveva pi tardi
occupare la cella nella Torre?
The falkener seeks to see a flight
the hunter beates to see his gamme
Longe thou my soule to see that sight
and labour to enjoy the some.
Southwell uno dei personaggi principali nella storia di Gerard. Ma con
quanta disinvoltura egli abbozza le figure anonime, come il carceriere che
pianse per la sua tortura! Altrettanto si dica di quel convertito, identificato
da Padre Caraman come sir Oliver Manners e tratteggiato cos
vividamente, anche se in margine alla narrazione. Sembra quasi di vederlo
nella realt: lo stesso taglio del suo farsetto, la forma delle sue gambe, la
positura delle sue lunghe dita elisabettiane sul libro, sebbene Gerard non
abbia usato una sola frase per descriverlo fisicamente.
Avreste dovuto vederlo a corte o nella sala delle adunanze, specie quando
questa era gremita di cortigiani e di nobildonne famose. Egli si avvicinava
ad una finestra e leggeva un capitolo dell'Imitazione di Cristo di Tommaso
da Kempis, libro che conosceva dalla prima all'ultima pagina. Dopo quella
breve lettura ritornava tra la folla, ma la sua mente vagava altrove, assorta
com'era nei propri pensieri. La gente immaginava che stesse ammirando
qualche bella signora o che fosse intento a studiare la maniera di
raggiungere un posto pi elevato.
279

Paragonato a questi, Topcliffe potrebbe sembrare un personaggio facile a


delinearsi. Ma il cacciatore di preti stato lo spauracchio di tante storie,
che proviamo una certa sorpresa nel trovarlo tanto malvagio nella realt
quanto nella finzione. Egli indossa la toga e si cinge di una spada che gli
pende sul fianco, quasi un canuto veterano del male. (Sembra quasi che
Mr. Hyde sia uscito dalle pagine di Stevenson per aggirarsi realmente per
le strade di Edimburgo).
Far in modo che siate portato presso di me e posto in mio potere. Vi
appender in aria e non avr piet di voi; poi attender per vedere se Dio
vi strapper alla mia stretta.
In questa galleria, purtroppo, dobbiamo lamentare l'assenza di un quadro.
Il 14 aprile 1597 cinque uomini presentarono un resoconto
dell'interrogatorio di Gerard nella Torre: di essi soltanto due erano noti a
Gerard ed uno, come apprendiamo da Padre Caraman, era Francesco
Bacone. Per un momento vorremmo quasi immaginarci seguaci dell'eresia
baconiana e credere che lo stesso William Shakespeare interrogasse Gerard
dall'alto della tribuna. Ed infatti non vero che noi avvertiamo la
mancanza di un intero settore della vita elisabettiana finanche nell'ampio
scenario shakespeariano, sul quale domina o la commedia o la
disperazione? Parlano i re, parlano gli avventurieri (tanto che possiamo
indovinare lo stesso linguaggio di Francis Drake sotto i toni aspri di
Faulconbridge), parlano i pazzi e gli amanti, i soldati ed i poeti; ma i
martiri tacciono. Si potrebbe asserire, quasi, che i cristiani non fiatino, ove
si prescinda dalle parole diplomatiche di un Wolsey o di un Pandolfo,
oppure dall'improvviso risveglio di coscienza che si nota nelle preghiere
dello zio di Amleto. A quale francescano poteva mai somigliare Padre
Lorenzo con i suoi piccoli apoftegmi morali, con le sue massime latine e
con le sue erbe? Gi nelle opere di Shakespeare si sarebbe potuto intuire la
presenza di un vuoto che prima era stato occupato dalla fede. Il rumore e
l'animazione dei pellegrinaggi sono stati eliminati: passiamo dal mondo
vivace di Chaucer al silenzio della corte di Amleto dopo la partenza del
principe, dalla policromia di Canterbury all'aere livido della brughiera
ventosa di re Lear. Una vecchia Roma ha preso il posto della Roma
cristiana. Pare che siano tornati i filosofi e gli di pagani. I personaggi
parlano con gli accenti degli stoici e rivolgono parole ipocrite a Bacco ed a
Venere. Quanto sono lontani dagli usi della camera di tortura!
Quando il luogotenente vide che potevo parlare di nuovo, disse: "Non
vedete quanto sarebbe meglio sottomettervi alla regina, invece di morire in
tal modo?".
279

Dio mi aiut ed io fui in grado di rispondere con maggior vigore di quanto


ne avessi sentito fino a quel momento.
"No, non lo faccio!", dissi. "Preferisco morire mille volte piuttosto che fare
quello che essi mi suggeriscono".
"Cos non volete confessare, allora?".
"No, non voglio", dissi, "e non lo vorr, finch nel mio corpo rimarr un
alito di vita".
"Molto bene. Allora dobbiamo appendervi di nuovo, adesso, ed una terza
volta, dopo pranzo".
Egli parlava come se fosse spiacente di dover eseguire gli ordini.
"Eamus in nomine Domini!", dissi. "Ho solo una vita; ma anche se ne
avessi parecchie, le sacrificherei tutte per la stessa causa".
Mi sforzai di alzarmi e tentai di portarmi presso la colonna, ma dovetti
essere aiutato. Ormai ero molto debole. Se avevo ancora un po' di forza, mi
era data da Dio, perch ero membro della Compagnia, per quanto ne fossi
veramente indegno. Fui appeso di nuovo. Adesso il dolore era intenso; ma
sentivo una grande consolazione di spirito, che mi sembrava provenire dal
desiderio della morte. Dio solo sa se esso scaturiva da un vero desiderio
della sofferenza per amore di Cristo, oppure da una bramosia egoistica di
essere con Lui. Ma allora ero convinto che stessi per morire. Ed il mio
cuore si riempiva di grande gioia, mentre mi abbandonavo alla Sua volont
ed alla Sua protezione, disprezzando il volere degli uomini.
Se Shakespeare si fosse seduto al posto di Bacone ed avesse impartito
l'ordine di tortura, sarebbe lecito domandarsi se nei grandi drammi che,
nonostante la violenza esteriore della follia di Lear e della dissolutezza di
Antonio, presentano un substrato cos suasivo ed ambiguo, sarebbe
penetrato un dubbio pi profondo di quello di Amleto ed una passione
d'amore pi forte di quella di Romeo.
GRAHAM GREENE

279

INTRODUZIONE
di PHILIP CARAMAN
Nella sua prefazione John Gerard dice di aver scritto per ordine dei suoi
superiori questo resoconto dei diciotto anni da lui trascorsi in Inghilterra.
Tale ordine fu impartito probabilmente nella primavera del 1609, quattro
anni dopo l'esecuzione di Henry Garnet, ultimo evento menzionato nel
testo. Ristabilitosi dalla tensione fisica e mentale degli ultimi mesi
trascorsi in Inghilterra, John Gerard si trovava, a quel tempo, a Lovanio,
dove cooperava a preparare i novizi inglesi della Compagnia di Ges per la
missione che egli aveva appena abbandonato. Nulla sappiamo dell'origine
di questo ordine. probabile per che, nelle conversazioni coi novizi,
Gerard raccontasse frequentemente episodi di preti perseguitati, di torture
e di eroismi quotidiani, di cui furono protagonisti i suoi amici appartenenti
al laicato inglese. Pu darsi benissimo che uno dei suoi ascoltatori abbia
avuto la felice idea di suggerire al Generale dei gesuiti di ordinargli di
scrivere un resoconto della sua vita missionaria in Inghilterra.
Dal testo risulta evidente che Gerard stava gi scrivendo in privato la
narrazione delle sue avventure per i suoi confratelli gesuiti e, forse in
primo luogo, per i novizi da lui diretti. Di conseguenza, si notano in diversi
passi una certa compiacenza ed un esprit de corps piuttosto ingenui, che
sono del tutto naturali nell'ambiente di un noviziato, ma che stonano
alquanto in un'opera destinata ad un pubblico pi vasto. Con lealt Gerard
insiste che molti erano i sacerdoti le cui realizzazioni erano state pi
cospicue delle sue. A questo riguardo, egli era restio a narrare le sue
esperienze. Inoltre, egli era un uomo di azione; la sua formazione negli
studi era stata interrotta dalla malattia, dalla prigione e da continui
spostamenti. Sebbene, come egli stesso afferma, arrossisse del suo
Latino, scrisse in quella lingua nell'intento, forse, di rendere accessibile la
sua opera ai suoi amici stranieri, che avevano assistito la comunit inglese
nel continente. Fortunatamente per il traduttore, la sua lingua il latino
pratico e disadorno della corrispondenza ecclesiastica e si lascia volgere
facilmente nell'idioma di uno scrittore contemporaneo. Non ci stato
possibile avere il testo latino, e quindi la nostra traduzione ha dovuto
forzatamente basarsi su quella inglese di Philip Caraman (N. d. T.).
Ad una prima lettura, potrebbe sembrare che Gerard nutrisse un interesse
indebito per le conversioni reclutate tra le classi nobili e facoltose. Tale fu
appunto l'accusa lanciatagli, quando ancora era in vita, dal prete apostata
279

Watson. Bisogna riconoscere, tuttavia, che non era possibile riconquistare


al cattolicesimo la campagna inglese, senza quella tattica cos
brillantemente attuata da Gerard. Nelle contee, in cui Gerard oper,
sarebbe stata una follia per un estraneo privo di ogni mezzo di sussistenza
stabilirsi in una piccola dimora o in una casa di campagna, per
intraprendere l'apostolato sacerdotale tra gente che conosceva tutti gli
affari dei propri vicini. Come Gerard e tutti i preti inglesi sapevano per
esperienza, condurre una vita semplice tra il popolo minuto sarebbe stato
come sollecitare l'arresto. Soltanto le case dei nobili potevano fornire
ospitalit e rifugio; solo queste, inoltre, col loro continuo afflusso di ospiti,
potevano mascherare le piccole ed occasionali riunioni dei cattolici ed i
frequenti visitatori che venivano a domandare l'aiuto del sacerdote. In
situazioni come queste, il raggio di azione di un prete dipendeva, per la
maggior parte, dalla volontaria cooperazione dei suoi ospiti nell'affrontare
i suoi stessi rischi e nel condividere il suo stesso lavoro. Il loro zelo era,
cos, la misura della sua riuscita. Perch era solo sotto le spoglie di un
gentiluomo alla moda ed in compagnia di altri gentiluomini che un prete
poteva muoversi, senza pericolo di essere molestato. Di conseguenza,
dipendeva dal suo ospite invitarlo a cavalcare con lui, organizzare delle
partite di caccia con la partecipazione di persone che davano affidamento
di conversione ed introdurlo, senza alcun rischio, nella societ del vicinato.
In molti casi i laici giungevano a subordinare tutte le loro relazioni sociali
all'attivit del sacerdote, sacrificando anche l'intimit delle loro case, per
assicurargli un asilo sicuro. Tutto ci presupponeva la ricerca di un'alta
perfezione cristiana e Gerard non esitava ad esigerla dai suoi amici. E nella
loro dedizione a questa opera di assistenza, gli amici di Gerard, per la
maggior parte appartenenti alla nobilt, trovavano un succedaneo per la
vita religiosa che essi non potevano pi praticare nel loro paese.
D'altra parte, vi erano preti, come il primo cappellano di William
Wiseman, che restavano relegati in un angolo remoto della casa e
raramente si avventuravano fuori, eccetto di notte su richiesta di qualche
ammalato. Se si esigeva da un prete che non si rendesse intromettente e
non facesse nessun passo che avrebbe potuto compromettere o incomodare
il suo ospite, ben poco era quello che egli poteva realizzare, nonostante
l'ardore del suo zelo. Solo quando il fuoco dell'entusiasmo divampava tra
la nobilt, l'opera del sacerdote diventava meravigliosa. Nell'est
dell'Inghilterra, nel Northamptonshire, nell'Oxfordshire e nel
Buckinghamshire, con l'aiuto dei suoi coadiutori laici, Gerard apr un vasto
campo di missione, che pi tardi fu esteso sia dai gesuiti che dal clero
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secolare. chiaro che, sotto la saggia direzione di Garnet, ci costitu la


missione speciale di Gerard, il quale riport un grande successo. Sembra
che solo dopo aver trascorso diversi mesi nel Norfolk abbia incontrato il
suo primo compagno di sacerdozio, un uomo anziano che era
sopravvissuto al regno della regina Maria. Ma, quando egli abbandon
l'Inghilterra, almeno dodici erano i gesuiti e forse pi erano i secolari, che
lavoravano con buoni frutti nelle residenze che egli aveva stabilito
nell'est dell'Inghilterra.
Il testo latino dell'Autobiografia di Gerard stato utilizzato fin dai
primordi del secolo decimo settimo dagli storici della Compagnia di Ges.
Tuttavia, la prima traduzione inglese fu pubblicata solo circa ottant'anni fa
da Padre John Morris. Si tratta di una traduzione precisa ma antiquata,
specialmente perch l'autore volle volgere il Latino di Gerard in un Inglese
elisabettiano. Curando una nuova traduzione, io ho inserito tutti i passi
tralasciati da Padre Morris, sia perch li considerava indelicati, sia perch
si riferivano a dispute che al suo tempo erano ancora attuali. Quando
Gerard descrive la cosiddetta Controversia dell'Arciprete come una contesa
tra i gesuiti ed un gruppo di preti irrequieti, egli fa una distinzione tra il
grande corpo del clero secolare ed una combriccola di mestatori. Sebbene
la storia della controversia non sia stata ancora scritta, chiaro ormai che
la distinzione di Gerard esatta. Non pochi erano i casi in cui i capi di
questo gruppo si godevano un confortevole esilio e fruivano di benefici
stranieri, senza condividere per un sol giorno le difficolt dei loro fratelli
in missione. Altri vivevano senza alcuna molestia in Inghilterra sotto la
protezione di un governo, che si serviva di loro per fomentare il dissenso
nella comunit cattolica. Era inevitabile che questo gruppo favorisse
un'intesa col governo in termini che i non-conformisti non potevano
conciliare la loro coscienza e che tradivano la posizione presa in prima
istanza da S. Tommaso Moro e da S. Giovanni Fisher. Quello di Gerard era
il pensiero genuino dei non-conformisti. Nessuna discussione era possibile,
finch il governo non avesse manifestato segni di un sincero desiderio di
rispettare la coscienza dei cattolici, di dispensarli dalla frequenza alle
funzioni protestanti, di accordare loro almeno limitate agevolazioni per
poter ascoltare la Messa e di educare i loro figli secondo la loro religione.
Nella convinzione che non si potesse scendere a compromessi su questi
punti, Gerard e la massima parte del clero secolare esortavano alla
pazienza e si astenevano dalla politica ecclesiastica.
Gerard accenna soltanto di sfuggita alla controversia e nomina il prete
fazioso solo quando questi recita una parte nella sua storia personale.
279

Tuttavia, a Gerard, per il quale era un punto d'onore subire ogni tormento
piuttosto che rivelare i nomi dei suoi amici laici, doveva sembrare un
tradimento inescusabile quello del prete Watson, il quale, nell'ambito di
una controversia domestica, stamp a spese del governo un'intera lista di
uomini e donne che avevano avuto relazioni con lui, fornendo particolari
dei donativi, reali o immaginari, che quelli gli avevano fatto. Gerard,
comunque, parla con moderazione quando ha occasione di riferirsi ad uno
qualsiasi di questo gruppo, ben sapendo che la loro pretesa di
rappresentare il clero inglese era semplicemente frutto di fantasia.
Nonostante ci, nel parziale successo di questa pretesa sono riposte e la
vera tragedia della causa dei non-conformisti e la ragione ultima del suo
disastro finale. Garnet fu uno dei primi sacerdoti che rilevarono la
distinzione. Questi non rappresentano il clero inglese: sono uomini
sediziosi pieni di invidia e di menzogne. Il vero clero inglese costituito
da uomini che per modestia, comportamento, discrezione, dottrina e bont
risplendono agli occhi di tutto il mondo. In Inghilterra il loro numero
molto elevato ed essi ci hanno mostrato sempre la pi calda affezione
(Arch. S. J. Roma, Anglia, 30, II, 364, c. marzo 1598). Dalla parte del
clero secolare la stessa distinzione viene fatta dal Dr. Bavant, amico del
Card. Allen ed uno dei pi venerati sacerdoti d'Inghilterra. Questi scriveva
nel novembre 1608: Essi definiscono se stessi, ed alcuni altri con loro, la
comunit del clero in Inghilterra; ma sotto questa auto definizione essi
possono fare molte cose a grande pregiudizio dei loro fratelli e di molti
altri (C.R.S., vol. XLI, p. 83). Si tratta di una distinzione essenziale che
stata trascurata, fino alla mistificazione della storia dei non-conformisti,
sia dagli storici cattolici che da quelli protestanti, e che fin in un malinteso
tra clero secolare e regolare, ancora in vita ai tempi di Morris.
Gerard non si occupa di questa controversia pi di quanto sia richiesto
dalla sua narrazione, n si sofferma senza necessit sui casi dei preti
lapsi. La missione inglese esigeva una grande resistenza fisica e morale,
mentre ci furono sempre in ogni strato del clero dei preti che si arresero
alla persecuzione, che caddero vittime delle loro deficienze morali o che
vennero in Inghilterra senza guida e senza autorit, allo scopo di sottrarsi
alla disciplina regolare della vita ecclesiastica. Nell'Autobiografia questi
lapsi vengono giustamente annoverati tra i rischi inevitabili di una simile
impresa; e nessuna narrazione che trattava di prima mano le condizioni
dell'Inghilterra poteva tralasciare di trattare l'argomento dei preti che
diventavano traditori e che mandavano alla forca i loro primitivi fratelli.
Ogni prete in Inghilterra sapeva che il missionario lapso poteva costituire
279

una delle pi sinistre minacce ed uno dei pi grandi pericoli alla propria
sicurezza.
Se Gerard avesse scritto la storia della Chiesa, invece delle sue avventure,
avrebbe senz'altro menzionato il caso del suo confratello gesuita, Padre
Christopher Perkins, che abbandon la Compagnia ed entr al servizio del
governo, all'estero.
Nel tradurre di nuovo l'Autobiografia, non ho tralasciato, quindi, nessuno
dei passi che riguardano il triste o il pi sordido aspetto della vita di un
missionario nell'Inghilterra elisabettiana. Il testo da me seguito il
manoscritto di Stonyhurst del secolo decimottavo. il pi antico, fra i testi
completi, che io sia riuscito a scoprire e vi sono tutte le ragioni per
ritenere, secondo quanto sostiene il copista, che sia tratto da la versione
autentica di S. Andrea, il noviziato romano dei gesuiti. Quando nel 1773
fu soppressa la Compagnia di Ges, gli archivi di S. Andrea furono
dispersi e l'originale del testo di Stonyhurst and perduto. La fedelt del
testo, comunque, pu essere controllata e confermata mediante altri
documenti. Anzitutto vi un secondo manoscritto di Stonyhurst, che
stato trascritto da un testo incompleto del secolo decimosettimo, tuttora
conservato negli archivi dei gesuiti a Roma. In secondo luogo, esistono
lunghi passi, tratti da manoscritti ancora anteriori, che furono incorporati
nelle cronache della Compagnia pubblicate durante la vita dello stesso
Gerard. Solo nella cronologia degli eventi relativi alla sua fanciullezza
difficile accordare il manoscritto di Stonyhurst con le fonti indipendenti
dell'Autobiografia. probabile, tuttavia, che non si tratti di errori del
copista, giacch le stesse date ricorrono nei primissimi libri che attinsero
dall'Autobiografia di Gerard.
Il manoscritto procede dalla prima all'ultima pagina senza alcuna
suddivisione per capitoli. Per motivi di convenienza ho diviso la
traduzione in capitoli, e questi in paragrafi, provvedendo i primi di titolo.
Passando, per, ad annotare il testo, nessuno dei metodi consueti mi
parso soddisfacente. Dall'epoca della prima traduzione, fatta nel 1871,
stata pubblicata una grande quantit di documenti - incartamenti di Stato, i
manoscritti di Cecil ed una collezione miscellanea raccolta nei volumi
della Catholic Record Society - che aggiungono colore e interesse alla
narrazione. Introdurre tutto questo materiale in note di fondo pagina
avrebbe significato distruggere l'effetto artistico della narrazione.
Fu Padre Martin D'Arcy, provinciale dei gesuiti inglesi, che mi sugger di
fare una traduzione aggiornata e di curare una nuova edizione
dell'Autobiografia; a lui, perci vanno i miei ringraziamenti. Ringrazio,
279

inoltre, Graham Green per la sua presentazione e molti altri ai quali sono
ricorso per consiglio: innanzitutto Padre Basil Fitz Gibbon, che,
aiutandomi ad annotare il testo, ha donato al presente volume tutto il
valore ch'esso pu avere agli occhi dello storico; Padre Godfrey
Anstruther, O.P., che mi ha permesso di leggere e di usare senza alcuna
restrizione il suo pregiatissimo lavoro sulla famiglia Vaux, che spero venga
presto pubblicato; Padre Leo Hicks che mi risparmi lunghe ore di lavoro
mettendo a mia disposizione tutte le copie delle lettere e tutti i documenti
relativi alla storia di Gerard. A tutti questi il libro deve moltissimo.
PHILIP CARAMAN

279

A.M.D.G.
PREFAZIONE DELL'AUTORE
Gli ordini dei superiori vengono da Dio, da cui procede ogni potere.
per loro ordine che io mi accingo ad esporre in una narrazione semplice e
fedele tutto quello che, per provvidenza di Dio, mi accadde durante i
diciotto anni in cui operai nella missione inglese. E in ci non proprio il
caso di vedere un'impresa insolita e straordinaria.
Ci che ho realizzato cosa insignificante, se viene paragonato all'opera di
altri che si sono dimostrati pi validi strumenti di Cristo. Tuttavia, cosa
lodevole far conoscere le opere di Dio, ed anche per questo motivo non
temo di peccare di modestia nel riferire i risultati dei miei poveri sforzi.
La mia dotazione di talenti e di doni naturali era ben poca cosa, mentre
ancor pi esigua era la mia riserva di virt. Inoltre, ero ben lungi dall'avere
un'intima unione con Dio; e poich questa la fonte di ogni progresso
nello spirito e il segreto del successo nell'apostolato delle anime, c'era da
aspettarsi che per mezzo mio Dio operasse meno di quanto ha realizzato
mediante gli altri. Difettavo di iniziativa ed ero tardo nel rispondere agli
inviti della grazia di Dio; non c' quindi da meravigliarsi se mi lasciai
sfuggire molte occasioni e se altre ne rovinai. Quello che ho fatto stato
operato da Dio. Ed a mio giudizio Egli ha scelto di operarlo per mezzo mio
perch io ero membro - un membro indegno, lo riconosco - di quel corpo
che ha ricevuto da Ges, suo capo, un meraviglioso effluvio del suo Spirito
per la salvezza delle anime in questa ultima era di un mondo ansimante nel
suo declino. Questo quanto penso di quel che Dio si compiaciuto di
compiere in me e per mezzo di me.

279

I PRIMI ANNI
1564-1588
I miei genitori erano sempre stati cattolici e per questo motivo avevano
molto sofferto sotto la sferza di un governo eretico. Io non ero che un
bimbo di cinque anni e mio fratello non era molto pi grande di me,
quando fummo strappati dalla casa paterna e posti in una strana abitazione
tra eretici. Ci fu allorch mio padre e due altri gentiluomini (1) furono
imprigionati nella Torre di Londra sotto l'accusa di aver ordito un
complotto per liberare Maria, regina di Scozia, e restituirla al trono. A quel
tempo, ella si trovava in prigione a circa due miglia da noi, nel Derbyshire
(2).
Allo scadere del terzo anno, mio padre sbors una somma per la sua
liberazione, ed appena fu libero ci richiam a casa. La nostra fede era
rimasta illesa, giacch egli s'era preoccupato di affidarci alle cure di un
tutore cattolico.
Pi tardi, quando avevo ormai l'et di dodici anni, fui mandato a Oxford,
all'Exeter College (3), dove il mio istitutore fu Mr. Lewknor, uomo buono
e dotto, le cui idee e simpatie andavano al cattolicesimo. Vi rimasi, per,
meno di un anno, poich nel tempo pasquale tentarono di costringerci ad
andare in Chiesa e a ricevere il Sacramento protestante. Cos, ritornai alla
casa paterna insieme a mio fratello. Ci accompagn Mr. Lewknor, il quale
desiderava divenire cattolico e condurre una vita cattolica, cessando di
praticarla solo col desiderio, come aveva fatto in passato (4).
Noi lo tenemmo in casa per molti anni in qualit di insegnante di latino. In
seguito si trasfer in Belgio, dove visse a lungo e mor santamente. Per il
greco vi era un sacerdote zelante, Padre William Sutton, il quale viveva
apertamente in casa nostra sotto le vesti di istitutore. Pi tardi, entr nella
Compagnia ed anneg in un naufragio al largo della costa del Belgio, dove
era stato inviato dai suoi superiori (5).
All'et di quattordici anni, ottenni il permesso di visitare la Francia per
imparare la lingua francese; perci mi stabilii a Reims per tre anni (6).
Sebbene fossi ancora ragazzo e non avessi una sufficiente preparazione
negli studi umanistici, intrapresi lo studio della Sacra Scrittura. Consultavo
i commentari sui passi pi difficili e stendevo annotazioni durante le
conferenze pubbliche, tenute agli studenti di teologia della citt. Ma,
essendo maestro di me stesso, seguivo le mie preferenze e, di conseguenza,
non mi procurai quella solida formazione che mi sarebbe stata necessaria.
279

Leggevo attentamente le opere di San Bernardo, di San Bonaventura e di


altri scrittori ascetici. Fu proprio a quel tempo che, per Provvidenza divina,
incontrai un santo giovane. Questi era entrato nella Compagnia a Roma,
ma l'aveva dovuta abbandonare temporaneamente a causa della sua
malferma salute e si era stabilito a Reims (7). Egli mi parl della sua vita
passata; possa Dio ricompensarlo di ci! Mi narr come era stato allevato
nella Casa di Dio, e mi disse quanto bello e salutare sia l'aver portato il
Suo giogo fin dai primi anni. Egli, inoltre, mi insegn a pregare e, col
tempo, cominciammo ad incontrarci regolarmente per attendere alla
preghiera mentale, perch noi due non abitavamo nel Collegio, bens a
pensione in citt. Fu cos - avevo a quel tempo circa quindici anni - che
sentii per la prima volta Dio nella Sua infinita misericordia e bont
chiamarmi dai torti sentieri del mondo per guidarmi sul giusto cammino
verso l'imitazione perfetta di Cristo nella Compagnia.
Dopo tre anni di permanenza a Reims, mi recai alla scuola di Clermont a
Parigi (8). Il mio intento era quello di studiare da vicino la vita gesuitica e
di procurarmi un'ulteriore formazione in latino e filosofia. Ma dopo appena
un anno mi ammalai gravemente. Verso la fine della mia convalescenza
accompagnai Padre Thomas Darbyshire (9) a Rouen per incontrare Padre
Persons. Questi era appena arrivato dall'Inghilterra e dimorava
segretamente in quella citt, al fine di completare il suo Direttorio
cristiano e di assisterlo durante la stampa. Era, il suo, un libro stupendo e
di grande utilit, che, a mio avviso, convert pi anime a Dio di quante
pagine contenesse. Questo lavoro fu apprezzato moltissimo dagli stessi
protestanti, come si pu constatare dalla recente edizione curata da uno dei
loro ecclesiastici, il quale ha perfino tentato di appropriarsene il merito
(10). In quella circostanza parlai a Padre Persons della mia vocazione e del
mio desiderio di entrare nella Compagnia. Ma ero ancora molto debole e
non potevo continuare gli studi. Inoltre, avevo in Inghilterra delle propriet
di cui disporre ed altre faccende da sistemare. Perci, egli mi sugger di
tornare in patria, dove mi sarebbe stato pi agevole recuperare le forze
all'aria nativa e sbrigare, nel contempo, le mie faccende, al fine di
rendermi libero di seguire la mia vocazione religiosa. Cos, mi recai in
Inghilterra (11), sistemai i miei affari e dopo circa un anno fui di ritorno.
Questa volta non feci formale richiesta per ottenere l'autorizzazione n
potevo sperare di ottenerla, dal momento che non avevo osato informare i
genitori delle mie intenzioni.
Salpai con alcuni altri cattolici. Il vento, per, ci era contrario e, dopo
cinque giorni di mare, fummo costretti ad approdare a Dover (12). Ivi
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fummo tutti arrestati dalle guardie e dai funzionari doganali, quindi fummo
rinviati a Londra sotto scorta (13). Mentre gli altri furono imprigionati per
decisioni del Consiglio Privato della regina, io, sebbene mi fossi
confessato cattolico ed avessi rifiutato di partecipare alle funzioni eretiche,
fui posto in libert grazie ai buoni uffici di alcuni membri del Consiglio,
che sembravano essere ben disposti verso la mia famiglia. Costoro erano
gli stessi che nella precedente occasione mi avevano procurato
l'autorizzazione per recarmi all'estero (14). Essi speravano, suppongo, che
la mia conversione sarebbe stata semplicemente questione di tempo;
infatti, con l'intenzione di indurmi all'apostasia, mi inviarono dallo zio
materno, che era protestante, per essere da lui tenuto in custodia (15).
Al termine di tre mesi, egli present al Consiglio una petizione per il mio
definitivo rilascio e, forse, si offr a versare una cauzione. Ma quando gli
fu chiesto se io fossi andato in chiesa, secondo la loro espressione,
dovette rispondere che tutti i suoi sforzi erano stati vani.
Quindi, il Consiglio mi invi con una lettera di accompagnamento dal
vescovo di Londra (16). Questi, dopo averla letta, mi chiese se fossi
disposto a discutere con lui sulla mia religione. Mi rifiutai, adducendo che
non avevo dubbi di sorta sulla mia fede.
In tal caso, disse il vescovo, dovrete rimanere qui prigioniero.
Io gli feci osservare che non avevo voce alcuna in capitolo, essendo alla
merc dei magistrati. Comunque, egli mi tratt con molta gentilezza,
sperando, forse, di guadagnarmi all'eresia. Quindi, ordin che fosse portato
nella mia camera il letto del suo cappellano. A pi riprese evitai di trattare
con lui. Io comprendevo la mia fede e non intendevo affatto porla in
discussione; tanto meno mi allettava l'idea di dover apprendere da lui ci
che avrei dovuto credere. Ma poich egli non cessava di bestemmiare e di
imprecare contro i santi e la Chiesa, fui costretto a difendere la mia
religione. Passammo quasi un'intera nottata in argomentazioni e, con mia
grande sorpresa, constatai che il mio avversario non era in grado di
opporre una, bench minima, difesa. Mi fu, perci, facile convincerlo di
errore.
Dopo due giorni si posero l'anima in pace e mi rinviarono al Consiglio con
quella che, a quanto mi dissero, era una lettera di raccomandazione. Infatti
il vescovo mi aveva assicurato di aver fatto per me tutto quello che era
nelle sue possibilit e si era detto fiducioso della mia liberazione. Ma
quella, di cui ero latore, si dimostr nient'altro che la lettera di Uria. Il
Consiglio, infatti, dopo averla letta, ordin che fossi imprigionato finch
non diventassi un suddito ligio alle leggi; giacch, secondo le loro
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concezioni, colui che non si sottomette all'eresia e non frequenta le


funzioni di rito protestante un suddito ribelle. Cos, fui mandato a
Marshalsea (17) ove ebbi modo di conoscere un gran numero di cattolici e
parecchi sacerdoti, i quali con grande serenit di spirito attendevano la
sentenza di morte o l'esecuzione. Il luogo era come una scuola di Cristo
(18). Io vi rimasi dall'inizio della Quaresima sino alla fine della medesima
nell'anno successivo. Non ne fui minimamente rattristato, tanto pi che
avevo tutta la possibilit di portare avanti i miei studi.
Durante questo periodo, fummo condotti davanti ai giudici in due
occasioni. Non fummo processati per delitti capitali; ma, secondo le norme
statutarie, ci fu inflitta una multa per aver rifiutato di andare in chiesa. Io
dovetti sborsare duemila fiorini. Di ritorno da una di queste sedute, che
aveva avuto luogo in campagna a circa sei miglia da Londra (19), mi fu
concesso il permesso di visitare un amico, a condizione che tornassi in
prigione prima di sera. Desideravo moltissimo vederlo. Egli era segretario
nella ripugnante prigione di Bridewell ed avevo saputo che era malato.
una persona di cui non posso tacere. In precedenza era stato al seguito di
Padre Campion, quindi era stato catturato e recluso per lungo tempo nella
mia stessa prigione. Ivi lo avevo trovato in catene, per essersi lasciato
sfuggire alcune espressioni di lode nei confronti di quel padre. Le sue
gambe erano avvinte dai ceppi ed egli indossava un rude cilicio del quale
non si liberava mai. Era molto mite e pieno di gentilezza. Ricordo di essere
stato presente allorch un secondino lo percosse ripetutamente in viso,
senza che il brav'uomo proferisse una parola di lamento. Infine, fu
trasferito insieme ad altri tre a Bridewell, ove uno di essi pochi giorni dopo
mor di fame (20). Quando lo visitai (si chiamava John (21) ) era ridotto ad
uno scheletro e si trovava in uno stato di estrema spossatezza, cagionata
dal suo lavoro alla macina. Fu uno spettacolo pietoso: di lui non restavano
che pelle ed ossa, divorate, per giunta, dai pidocchi, che brulicavano come
formiche su una tana di talpe; nondimeno era paziente. Che io ricordi, non
ho visto mai pi nulla di simile.
Ogni tanto si invadevano le nostre celle e si facevano perquisizioni nella
speranza di rinvenire vasi sacri, Agnus Dei (22) e reliquie. Una volta
fummo denunciati (quasi tutti) da un traditore, che fingeva di essere
cattolico (23). Egli indic i nostri nascondigli alle autorit della prigione,
le quali riempirono quasi un carro con i libri e i vasi sacri che ci furono
sequestrati. Nella mia cella fu trovato tutto quello che era necessario per la
celebrazione della Messa. Infatti, in quella accanto era detenuto un buon
sacerdote e noi avevamo trovato il modo di aprire la porta che ci separava,
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cos che avevamo la possibilit di ascoltare la Messa nelle primissime ore


del mattino. Col tempo, riuscimmo a procurare di nuovo quanto ci era stato
sequestrato e cos neanche il demonio riusc a privarci una seconda volta di
questa grande consolazione.
L'anno successivo, le continue istanze dei miei amici mi procurarono la
liberazione. In compenso, per, essi dovettero garantire, mediante una
cauzione liquida, che io non sarei fuggito dal paese, mentre da parte mia
dovetti impegnarmi a ricostituirmi in prigione allo scadere di ogni
trimestre. Tali garanzie si dovettero rinnovare tre o quattro volte, prima che
potessi procedere all'attuazione dei miei piani. Alla fine, per, si present
l'occasione che andavo cercando. Un mio carissimo amico si present e si
offr di andare personalmente in ostaggio, nel caso che io mancassi di
costituirmi al tempo stabilito (24). In seguito, dopo che ebbi lasciato
l'Inghilterra, egli pag ben pi di quanto la sua garanzia non comportasse:
ci rimise, infatti, la vita, essendo uno dei pi in vista in quel gruppo di
quattordici nobili, che furono uccisi in quanto implicati nel processo di
Maria, regina di Scozia (25), e la cui esecuzione non fu altro che il
preludio del dramma che stronc la stessa regina, come gli eventi ulteriori
dovevano dimostrare.
Libero, alfine, mi recai in Francia. A Parigi trovai Padre William Holt (26)
che era giunto di recente dalla Scozia. Questi stava facendo preparativi per
recarsi a Roma col provinciale francese ed io mi unii alla comitiva.
A Roma mi fu consigliato di ultimare gli studi al Collegio Inglese e di
ricevere gli ordini prima di entrare nella Compagnia. Misi in pratica il
consiglio, sebbene desiderassi ardentemente entrare quanto prima in
religione, come ebbi a dichiarare a Padre Persons ed a Padre Holt;
quest'ultimo era allora rettore. Ma il clima romano non mi si confaceva ed
io diventavo sempre pi impaziente di ritornare in Inghilterra. Essi lo
compresero e mi fecero cominciare l'anno con il corso di teologia morale e
di apologetica; e affrontai tutto il programma di teologia positiva. Quando
finii - era proprio il tempo in cui la flotta spagnola veleggiava verso
l'Inghilterra - il celebre Cardinal Allen, per un complesso di ragioni
connesse con la causa cattolica, chiese di farmi inviare in Inghilterra. Ma,
poich mi mancavano ancora alcuni mesi per raggiungere l'et canonica
indispensabile per ricevere gli ordini sacri, mi fu ottenuta la dispensa
pontificia (27). Tuttavia, non volevo abbandonare Roma prima di essere
ammesso alla Compagnia. In quella circostanza Padre Persons mi dimostr
ancora una volta la sua gentilezza e mi ottenne il permesso di iniziare
subito il noviziato per poi completarlo in Inghilterra. Al Collegio Inglese vi
279

erano altri che desideravano, come me, entrare nella Compagnia; cos
facemmo tutti del nostro meglio per seguire la vita del noviziato a
Sant'Andrea, offrendo spesso la nostra opera in cucina e visitando gli
ospedali della citt. Per la festa dell'Assunzione di Maria Vergine,
nell'anno 1588, Padre Aquaviva (28), allora Generale, ammise alla
Compagnia il caro Padre Oldcorne e me e ci impart la sua benedizione per
la missione inglese.
Con Padre Oldcorne e due altri sacerdoti (29) del Collegio Inglese
intrapresi il viaggio di ritorno in patria.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO I
1 Gli altri due gentiluomini erano Sir Thomas Stanley e Francis Rolleston. Il
complotto fu svelato dal figlio di quest'ultimo George Rolleston. I loro interrogatori
sono riprodotti nello Hatfield Calendar, vol. I, pp. 508-11. Nell'anno 1585 Maria
Stuart, regina di Scozia, ancora menzionava la lealt del padre di J. G. e, lasciando
Tutbury, chiese di andare nella casa di lui ad Etwall.
2 Quando, nel 1603 nella citt di York, Giacomo I confer il titolo di cavaliere al
fratello maggiore di J. G., questi scrisse: ci non costitu per lui avanzamento
alcuno, giacch i suoi antenati erano stati tali da sedici generazioni (MORRIS, p. 1.).
La famiglia era originaria di Kingsley, nel Cheshire, e, tra il 1331 ed il 1340, entr in
possesso di Bryn, l'ancestrale dimora di J. G., situata a circa cinque miglia a sud di
Wigan, allorch Joan, ereditiera di Thomas de Burnull, spos William Gerard di
Kingsley. Una descrizione di Bryn Hall e dello stato rovinoso in cui si trovava circa
centocinquant'anni or sono ci viene offerta dal Baine nella sua History of Lancashire
(vol. III, p. 639). Senza dubbio, non fu qui che J. G. vide la luce il 4 ottobre 1564,
bens nella dimora di sua madre Elizabeth, ereditiera di Sir John Port. Suo padre Sir
Thomas Gerard fu nominato cavaliere nel 1553 e fu sceriffo del Lancashire nel 1558.
Come suo figlio John, sembra che avesse sortito un carattere romantico ed
avventuroso. L'impresa di salvare Maria, regina di Scozia, quando fu imprigionata a
Tutbury nello Staftordshire a poche miglia da Etwall, e di portarla nell'isola di Man
argomento di numerose pagine del manoscritto di Hatfield. L'inizio del complotto si
pu far risalire all'anno 1569, allorch J. G. aveva cinque anni, sebbene fu solo nel
1571 che suo padre fu imprigionato nella Torre. Alla sua liberazione nel 1573 (Acts
of the Privy Council, 29 maggio 1573), Sir Thomas Gerard riport i figli a Bryn (Hat.
Cal., I, p. 595). Il denaro, che egli sbors per riacquistare la libert, fu fornito dalla
vendita forzata del castello di Bromley a suo cugino Sir Gilbert Gerard, procuratore
generale. Dall'agosto del 1586 all'ottobre del 1588 Sir Thomas fu imprigionato di
nuovo per presunta complicit nel complotto di Babington e sembra che dopo il suo
rilascio abbia abbandonato la pratica della fede, sebbene vi ritornasse prima della
morte, avvenuta nel 1601. Da allora la sua famiglia rimase fermamente cattolica e si
mantenne fedele alla causa degli Stuart. A York, nel 1603, durante il suo viaggio alla
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volta di Londra, Giacomo I espresse la sua gratitudine a Thomas, fratello di J. G., per
la lealt che la sua famiglia aveva mostrato verso sua madre. Egli disse: Sono
particolarmente obbligato ad amare il vostro sangue per la persecuzione che avete
sopportato per me. Pi tardi, nel 1611, quando fece di Thomas un baronetto gli
consegn la somma di mille sterline in considerazione di tutto quello che suo padre
aveva sofferto per Maria, regina di Scozia. Per la storia della famiglia, vedi MORRIS,
passim; Victoria County History of Lancaster, vol. IV, pp. 143-146; J. S.
LEATHERBARRow, Lancashire Elizabethan Recusants (Chetham Society, 1947,
vol. CX); Lancashire Register C.R.S., vol. XXXVI, passim.
3 J. G. vi fu immatricolato insieme al fratello Thomas il 3 dicembre 1575. Vedi
appendice A, Cronologia dell'infanzia di Gerard.
4 Edmund Lewknor, nativo di Chichester, consegui il baccellierato in lettere a
Cambridge e divenne membro dell'Exeter College di Oxford nel 1566. Egli si dimise
il 26 novembre 1577. Cfr. la cronologia dell'infanzia di J. G., appendice A, p. 261.
5 William Sutton entr nella Compagnia a Parigi il 26 marzo 1582. Cobham,
l'ambasciatore inglese a Parigi, rilev il suo arrivo in un dispaccio del 12 marzo.
Egli di alta statura, alquanto rosso in viso, di circa venticinque anni (allora aveva,
probabilmente, trent'anni); tutto vestito a nuovo a spese dei papisti di Parigi con un
lungo mantello nero dai baveri di velluto, con un corpetto di raso nero e con un paio
di veneziane e di calze nere. C.S.P., Foreign, 1581-1582, p. 551.
6 Al seminario fondato a Douai dal Cardo Allen nel 1568. J. G. arriv a Douai il 29
agosto 1577. Nel marzo successivo l'istituto si trasfer a Reims. T. F. KNox, Douai
Diaries, p. 129.
7 Questi era probabilmente un giovane nobile di nome Lavel, che giunse a Reims il
9 luglio 1579 e ne riparti il 9 ottobre dello stesso anno per studiare a Parigi. Di li and
a Roma, dove entr nel Collegio Inglese; in seguito, per, fu dimesso perch rifiut di
pronunciare il giuramento dei missionari. T. F. KNOX. Douai Diaries, pp. 155-157.
8 La scuola famosa dei gesuiti francesi, fondata nel 1564.
9 Nipote del vescovo Bonner, percorse a grandi passi la carriera ecclesiastica sotto
Maria Tudor, e divenne arcidiacono di Essex, canonico di S. Paolo e cancelliere della
diocesi di Londra. Quando sal al trono Elisabetta, fu destituito da tali cariche e
divenne uno dei primi gesuiti inglesi, entrando a far parte della Compagnia a Roma il
10 maggio 1563. Probabilmente fu considerato troppo vecchio per tornare in
Inghilterra con Persons e Campion. Per la maggior parte del tempo rimase a Parigi,
dove molti cattolici inglesi, tra cui Southwell e J. G., beneficiarono della sua
influenza. Dispensava il suo tempo insegnando il catechismo ai ragazzi poveri e
tenendo conferenze teologiche alla Sorbona, ove, come attesta Anthony Wood,
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insegn con molto successo e col plauso degli uomini pi dotti della citt. Mor a
Pont--Mousson il 6 aprile 1604. FOLEY, III, p. 703 sg.
10 Nell'autunno del 1581 Padre Persons si trovava a Rouen. II Direttorio cristiano fu
pubblicato l'anno seguente e fu l'opera pi popolare di Persons. Fu letta sia dai
cattolici che dai protestanti e fu, in quel periodo, il libro pi venduto della letteratura
ascetica inglese. Allo scopo di limitarne l'influenza, Edmund Bunny, noto teologo
protestante, ne pubblic nel 1584 un'edizione in cui il trattato di Persons veniva
purgato delle sue corruzioni e dei suoi errori. Almeno una dozzina di edizioni
protestanti erano state stampate prima del 1600. Quella a cui J. G. si riferisce
l'edizione di Bunny del 1609. Il Direttorio cristiano rimase il libro di devozione
preferito dai protestanti inglesi, finch non furono pubblicati il Saints' Everlasting
Rest di BAXTER e lo Holy Dying di JEREMY TAYLOR. Cfr. H. THURSTON,
Catholic Writers and Elizabethan Readers, The Month, December 1894.
11 Era ancora a Parigi nel marzo 1582, allorch suo padre gli venne in aiuto; forse
con medicine o con denaro per il suo viaggio di ritorno. In una lunga lettera del 28
marzo, Cobham scrisse a Walsingham: Mi si dice che Sir Thomas Jarret ha un figlio
che vive qui nel collegio dei gesuiti. A questo un uomo di fiducia ha recato l'altro
giorno degli aiuti. C.S.P., Foreign, 1581-1582, p. 585.
12 J. G. s'imbarc a Gravesend. A bordo, per, vi era una spia che sicuramente invi
un rapporto non appena essi sbarcarono a Dover. La spia era Thomas Dodwell. In una
relazione, inviata al governo senza data alcuna, questi riferiva che Raindall, un
doganiere di Gravesend, riceveva denaro dai passeggeri e li lasciava passare senza
alcun controllo. lo stesso sfuggii due volte in questo modo [essendo in compagnia di]
Hunt, che adesso si trova a Marshalsea, del secondogenito di Sir Thomas Gerrat Kt.
[J. G.], di Berington, di Alfield, di Pansfoote, figlio ed erede di Mr. Pansfoote di
Gloucestershire.... FOLEY, VI, p. 726; citando S.P.D., vol. CLXVIII, n. 35.
13 Il 9 novembre Edward Stephens, un ufficiale di dogana, ricevette un compenso in
denaro per aver scortato otto persone da Dover a Londra. Si trattava di J. G. e del suo
gruppo. P.R.O., Treasury Chamber Accounts.
14 Probabilmente si trattava del suo parente Sir Gilbert Gerard di Bromley,
Staffordshire, magistrato che era allora il responsabile degli Archivi dell'Alta Corte di
Giustizia. D.N.B., XXI, p. 218.
15 Siccome sua madre non aveva fratelli, probabile che J. G. si riferisca al marito di
una sorella di lei. Questi fu, molto probabilmente, George Hastings che nel 1595
successe a suo fratello quale quarto conte di Huntington. Egli aveva sposato Dorothy,
una sorella di Elizabeth Port, madre di J. G. Suo fratello, il terzo conte, era presidente
del Consiglio del Nord e si dimostr un accanito persecutore dei cattolici.
16 John Aylmer, vescovo di Londra dal 1577 al 1594.
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17 J. G. entr a Marshalsea il 5 marzo 1584. C.R.S., vol. II, p. 233.


18 Una banda di bricconi, diceva lo Aylmer dei quarantasette prigionieri cattolici,
che allora si trovavano a Marshalsea. Questa descrizione di Marshalsea tratta da una
lettera inviata dal Vescovo Aylmer a Burghley in data 5 dicembre 1583 (British
Museum, Landsdowne MSS, 38, n. 37). Aylmer conferma il racconto circostanziato
di J. G. circa la Messa. Questi preti miserabili, scrive, di solito celebrano la Messa in
prigione. Diciassette dei prigionieri erano sacerdoti; di questi, Hartley, Stephen
Rowsham e John Adams furono pi tardi uccisi, mentre il quarto, Thomas Crowther,
mori in prigione. MORRIS, p. 20.
19 Il tribunale si era riunito in campagna, perch a Londra, allora, infuriava la peste.
20 Bartholomew Temple. Un giorno del 1585, mentre la regina passeggiava nel suo
parco a Greenwich, un laico cattolico, Richard Shelley, le present una petizione
affinch fossero alleviate le pene dei cattolici. Questi fu arrestato e processato. Alla
domanda Chi sono quelli che sono morti di fame in prigione? diede la seguente
risposta, riportata da Burghley: Temple morto di fame a Bridewell. British
Museum, Sansd. 45, n. 76, foi. 178. Il nome di Bartholomew Temple si trova scritto
accanto a quello di J. G. in un elenco dei prigionieri del carcere di Marshalsea, stilato
il 22 marzo 1583. C.R. S., vol. II, p. 233.
21 John Jacob, musicista d'Oxford. Arrestato a Lyford Grange nel luglio del 1581,
insieme ad Edmund Campion, John Jacob si trovava nella prigione di Marshalsea
quando nel 1583 vi fu mandato J. G. Il 17 maggio 1584 fu trasferito a Bridewell.
Siccome non si sa nulla di lui dopo la visita di J. G., pu darsi che vi sia morto a
causa del cattivo trattamento. R. SIMPSON, Edmund Campion, p. 246; C.RS., vol. II,
p. 233; ST. G. HYLAND, A century of Persecution, p. 405.
22 Dischi di cera, benedetti dal Papa, su cui erano impresse la croce e l'immagine
dell'agnello. L'Agnus Dei viene portato di solito attorno al collo come una medaglia.
Le sue origini risalgono probabilmente al quinto secolo ed simbolo di Cristo,
l'Agnello del Nuovo Testamento. La croce, associata all'agnello, indica che l'oggetto
sacro serviva a proteggere chi lo portava da ogni influenza malvagia, come il sangue
dell'agnello pasquale protesse le famiglie ebraiche dall'angelo distruttore.
23 Questi fu la stessa spia, Dodwell. In una relazione, scritta probabilmente nel
febbraio del 1594, egli si riferisce alle perquisizioni periodiche menzionate da J. G.
In una stanza vi sono quattro sacerdoti del seminario... ma nonostante che essi
vengano spesso perquisiti, sanno nascondere le cianfrusaglie necessarie per la Messa
in luoghi cos segreti che a stento si possono trovare; spesso, perci, celebrano la
Messa. Siccome Sir George Carey, e i suoi uomini avevano loro sequestrato a pi
riprese i calici d'argento, essi si sono provveduti di un calice di stagno. FOLEY, VI,
p. 726 citando S.P.D., vol. CLXVIII, n. 35.
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24 Anthony Babington, che si trovava a Parigi con J. G. nel 1580 e che garant
all'ultimo rinnovamento del 30 aprile 1586. Poco dopo aver visitato a Denham sua
sorella sposata, Lady Peckham, durante la Pentecoste seguente, J. G. ripar in
continente. J. G. afferma che le garanzie furono rinnovate tre o quattro volte. Ma con
tutta probabilit egli si sbagliato, giacch arriveremmo al 1585 e non 1586. Cfr. a p.
244 dell'opera di SAMUEL HARNETT, A Declaration of Egregious Popish
Impostures (1603) la deposizione fatta da Anne Smith il 12 marzo 1598, ma relativa
agli avvenimenti del 1586. Il mercoled della settimana di Pentecoste [25 maggio
1586], mentre ella stava a Denham [in casa di Lady Peckham, sorella di J. G.]
giunsero il signor Salisbury che fu ucciso [Thomas Salisbury, ucciso il 21 settembre
1586], il signor John Gerard ed il signor George Peckbam. J. G. fugg probabilmente
alla fine di maggio o ai primi di giugno. Esistono le copie autentiche delle garanzie
alle quali egli si riferisce nel S.P.D., come, ad esempio, quelle del quinto
rinnovamento. 31 ottobre 1585. John Gerrard (sic) di Brinne, nella contea di Lincoln
(sic), gentiluomo, deve ritornare prigioniero a Marshalsea fra tre mesi. (MORRIS, p.
23). interessante notare che quell'anno nacque Robert, figlio di Lady Peckham.
All'et di quattordici anni Robert and a St. Omers; in seguito, nel 1613, entr nella
Compagnia a Lovanio, dove suo zio, J. G., era a quel tempo maestro dei novizi. Egli
mor nel Leicestershire nel 1621. C.RS., vol. XXX, p. 82.
25 Anthony Babington fu ucciso il 20 settembre 1586, circa tre settimane dopo
l'arrivo di J. G. a Roma. Padre Weston, che J. G. menziona pi tardi nella narrazione,
lo descrive attraente tanto nel volto che nella persona, di intelligenza vivace,
simpatico e gaio; aveva un talento letterario non comune tra gli uomini di mondo.
Quando fu ucciso non aveva che venticinque anni. J. H. POLLEN, Mary Stuart and
the Babington Plot (Scottish Historical Society, serie III), vol. III, p. 106.
26 Nato ad Ashworth, nel Lancashire, fu inviato in Inghilterra nel 1581 per
continuare il lavoro cominciato da Persons e Campion. Come il padre di J. G., egli
era un ardente sostenitore di Maria Stuart. Quando J. G. lo incontr a Parigi, era
appena ritornato dalla Scozia alla volta di Roma, dove doveva assumere la direzione
del Collegio Inglese. Mor in Spagna nel 1599. D.N.B., XXVII, pp. 208-209.
27 La dispensa di J. G. registrata nel Liber Ruber del Collegio Inglese: Il permesso
di ricevere la sacra ordinazione, nonostante la sua et, fu concesso da Papa Sisto V;
ci avvenne dietro petizione dell'illustre Card. Allen. c.R.S., vol. XXXVII, p. 62.
28 Padre Aquaviva, uno dei migliori Generali della Compagnia. Fu eletto il 19
febbraio del 1581 e mor il 31 gennaio 1615. Mostr grande interesse per l'Inghilterra
e ripose una speciale fiducia in Padre Persons, tanto per gli affari d'Inghilterra, quanto
per la composizione delle difficolt incontrate dalla Compagnia in terra di Spagna.
Grazie alla sua influenza su Filippo II, Persons seppe indurre il re a sostenere
Aquaviva e a non sottomettere la Compagnia all'Inquisizione. PASTOR, Storia dei
Papi, vol. XXI-XXIV.
279

29 Ralph Buckland e Arthur Stratford.

279

II. LO SBARCO
Novembre 1588
Attraversando la Svizzera, passammo una notte a Basilea e decidemmo di
visitare i vecchi edifici cattolici della citt: normalmente i luterani li
lasciano intatti, mentre i calvinisti li distruggono. Stavamo voltando
all'angolo di una chiesa, quando ci raggiunse un uomo il quale si offr a
farci da guida per mostrarci tutte le cose degne di essere viste.
Naturalmente, fummo alquanto sorpresi dell'inaspettata cortesia di un
luterano nei confronti di preti cattolici: indossavamo, infatti, la talare. E
siccome egli sapeva il francese, gli chiesi di dove fosse. Risult che era
della Lorena. Gli chiesi poi perch avesse abbandonato il suo paese e la
sua vecchia fede; a ci rispose dicendo che non poteva vivere sotto un
regime cattolico. Quindi, gli domandai quali fossero le leggi cattoliche che
egli trovava particolarmente dure, giacch la Chiesa Cattolica insegna il
Vangelo di Cristo, il cui giogo dolce ed il cui peso leggero. Alla fine,
scoprii che era un sacerdote e che era fuggito a Basilea. Ivi viveva con una
donna, che spacciava per sua moglie, nella stessa casa nella quale avevamo
alloggiato la notte precedente e manteneva s e lei praticando l'usura.
Perci, lo esortai seriamente ad abbandonare quella strada infernale e a
volgere nuovamente i suoi passi verso il sentiero celeste. Gli consigliai di
provvedere alla donna, di non dare pi danaro ad interesse illecito e di
lavorare per guadagnarsi la vita o di mantenersi in qualche altra maniera
onesta. Alla fine promise di attenersi al mio consiglio; quindi, mi incaric
di recare al suo vescovo una lettera nella quale chiedeva la riconciliazione.
Passando per la Lorena, consegnai la lettera e voglio sperare che il
poveretto non abbia desistito dal suo buon proposito.
Come meglio potemmo, passammo in incognito per Reims (1), ove a quel
tempo sorgeva il seminario inglese, quindi per Parigi (2), e giungemmo ad
Eu. Ivi era stata aperta una scuola per ragazzi inglesi, scuola che pi tardi
fu chiusa, sia a causa delle guerre, sia per il fatto che era stata inaugurata a
St. Omers una migliore e pi fiorente fondazione. I nostri confratelli del
luogo consultarono i sacerdoti che dirigevano l'istituto (3), i quali furono
unanimi nello sconsigliare il ritorno in Inghilterra, mentre le cose si
trovavano a quel modo. La flotta spagnola aveva esasperato la gente contro
i cattolici. Dovunque si organizzavano cacce contro di essi e le loro case
venivano perquisite, mentre in ogni villaggio e lungo tutte le strade e tutti i
sentieri si faceva buona guardia per catturarli. Il Conte di Leicester, allora
279

all'apice della sua potenza, aveva giurato che per la fine dell'anno non
sarebbe rimasta ombra di cattolico nel paese; ma il poveretto non aveva
ben calcolato i suoi giorni, perch fu sotterrato proprio in quello stesso
anno (4).
Quindi decidemmo con riluttanza di trattenerci l per un certo tempo,
finch da Roma non avessimo ricevuto una risposta da Padre Persons, il
quale, infatti, ci scrisse a nome del Padre Generale. La situazione, egli
diceva, era molto cambiata da quando avevamo lasciato Roma, ma il
lavoro che ci era destinato era opera di Dio; di conseguenza, eravamo
liberi di continuare l'impresa o di indugiare finch in Inghilterra le cose
non si fossero ricomposte. Questa era la risposta che desideravamo. Vi fu
una piccola discussione, quindi trovammo una nave pronta a recarci oltre
la Manica per lasciarci sulle coste settentrionali dell'Inghilterra, che
sembravano rappresentare la parte pi calma. Si unirono a noi due
sacerdoti di Reims, che erano ansiosi di trovare un passaggio, e noi li
accogliemmo a bordo. I nostri compagni di viaggio decisero, per, di
rimandare alquanto la partenza, giacch non intendevano gettarsi a
capofitto in un tale pericolo.
Noi quattro sacerdoti ci imbarcammo (5). La nostra fu una spedizione
fortunata se si esclude la mia persona, poich la mia indegnit mi priv
della corona del martirio. Gli altri tre morirono martiri per la loro fede. I
due sacerdoti di Reims furono subito catturati: consummati in brevi
impleverunt tempora multa. I loro nomi erano Christopher Bales e George
Beesley (6). Ma il mio compagno, Padre Oldcorne, lavor alacremente per
circa diciotto anni prima che, anch'egli, irrorasse col suo sangue la vigna
del Signore.
Dopo la traversata, risalimmo lungo la costa inglese. Il terzo giorno, il mio
compagno ed io avvistammo un posto che sembrava ottimo per lo sbarco.
Ma siccome consideravamo pericoloso raggiungere la costa tutti insieme,
ci riunimmo in preghiera per invocare l'aiuto di Dio. Dopo esserci
consultati, ordinammo che la nave gettasse l'ancora al largo fino al calar
della notte (7). Alla prima ora di notte fummo portati a riva in barca ed ivi
fummo lasciati. Quindi, la nave spieg le vele e si allontan.
Ci raccogliemmo in preghiera per pochi istanti e ci affidammo alla
protezione di Dio. Quindi, ci incamminammo alla ricerca di un sentiero
che ci conducesse il pi possibile nell'entroterra e ci permettesse di porre
alle nostre spalle la maggior distanza dalla costa, prima dell'alba. Ma la
notte era buia ed il cielo coperto di nuvole, perci non potemmo trovare il
sentiero voluto per inoltrarci nei campi. Tutte le piste che battevamo
279

conducevano a qualche casa, come potevamo constatare allorch i cani


cominciavano ad abbaiare. Ci avvenne due o tre volte. Temendo di
svegliare gli abitanti e di essere inseguiti come ladri, decidemmo di
riparare in un bosco vicino e di riposare ivi fino al mattino. Si era alla fine
di un ottobre umido e piovoso e noi passammo una notte insonne (8). Non
osavamo neanche parlare, perch attigua al bosco vi era una casa. Tuttavia,
in meno di un baleno, tenemmo un consulto. Sarebbe stato meglio
incamminarci assieme alla volta di Londra o separarci in maniera che, se
l'uno fosse preso, l'altro potesse scampare? Esaminammo attentamente
entrambe le possibilit. Alla fine decidemmo di separarci e di andarcene
ognuno per conto proprio.
Alle prime luci dell'alba sorteggiammo chi di noi dovesse abbandonare per
primo il bosco. La sorte cadde su Padre Oldcorne, il quale fu anche il
primo ad abbandonare questo mondo per il cielo. Quindi dividemmo in
parti uguali il nostro danaro, ci abbracciammo e ci impartimmo
reciprocamente la benedizione (9).
Il futuro martire si allontan. Costeggiando la spiaggia in direzione della
citt pi vicina, si imbatt in un gruppo di marinai e di pescatori in
cammino verso Londra (10). Egli si un ad essi e, essendo uomo di grande
tatto e discrezione riusc ad adattarsi alla loro mentalit, quando essi
parlavano di cose di nessuna importanza. Ma in due o tre occasioni il buon
padre dovette redarguirli, quando essi cominciarono a bestemmiare ed a
scivolare in lubriche conversazioni. Ci, naturalmente, era una cosa
pericolosa, come egli ebbe a dirmi in seguito. Ma il suo zelo, in queste
cose, era ammirevole. Di questo ho molti esempi a disposizione, ma uno
baster per tutti.
Una volta, a Londra, visit la casa di un cattolico, che era suo strettissimo
amico. Nella finestra della sua camera egli vide un pannello di vetro sul
quale erano raffigurati Marte e Venere. La scena era indecente, e sebbene
la casa non appartenesse al suo amico - l'aveva infatti presa in fitto - Padre
Oldcorne, incapace di sopportare quella vista, colp il vetro con un pugno e
disse al suo amico che era inconcepibile da parte sua tollerare una cosa del
genere nella sua abitazione. Questo era un tratto tipico del suo zelo per
l'onore di Dio e per la verit.
Il buon padre, quindi, si un ai marinai. Egli sapeva come combinare la
prudenza del serpente con la semplicit della colomba, e si comport in
maniera da far trasparire quanto egli disapprovasse le loro conversazioni.
Tuttavia, nonostante la loro rozzezza, riusc a conquistarsene l'affezione; e,
mediante l'aiuto che essi inconsciamente gli fornirono, raggiunse
279

felicemente Londra. Vi erano guardie in quasi ogni villaggio per il quale


passarono (11); ma queste lo presero per uno della compagnia, composta di
persone il cui abito ed il cui comportamento non aveva nulla in comune
con la gente di cui essi erano a caccia.
Non appena il mio compagno si fu allontanato, uscii dal bosco per un
sentiero diverso. Avevo coperto una breve distanza, quando mi imbattei in
alcuni contadini che venivano verso di me. Mi avvicinai subito ad essi e
chiesi loro se sapessero nulla di un falco randagio; forse essi avevano udito
il tintinnio del suo piccolo campanello mentre volava nei paraggi. Volevo
indurli a credere che avevo smarrito il mio volatile e che stavo battendo la
contrada nel tentativo di rintracciarlo. Ci, infatti, quanto fanno i
falconieri. Ed essi non si sarebbero sorpresi del fatto che ero un estraneo,
ignaro dei sentieri e della zona circostante; con questa gherminella
avrebbero facilmente creduto che ero arrivato fin l nella mia battuta. Mi
risposero che non avevano n visto n udito alcun falco di recente, e dal
loro volto compresi quanto fossero dispiaciuti per non essere in grado di
pormi sulla giusta traccia. Quindi, mi allontanai con una smorfia di
disappunto fingendo di riprendere le ricerche tra gli alberi ed i cespugli
circostanti. In tal modo, mi allontanai dalla strada senza destare i loro
sospetti. Infatti, mi osservarono con un senso di partecipazione mentre mi
inoltravo nelle siepi, allontanandomi, nel contempo, dal mare. Ogni
qualvolta avvistavo qualcuno nei campi, mi dirigevo verso di lui e gli
rivolgevo le stesse domande intorno al falco, tenendo celato il mio vero
proposito. Tutto ci era inteso ad evitare i villaggi e le strade di traffico e
ad allontanarmi dalla costa, luoghi che ben sapevo muniti di guardie, che
presidiavano i passaggi obbligatori per catturare gli stranieri (12). Passai
cos la maggior parte della giornata sforzandomi di coprire nel complesso
dalle otto alle dieci miglia, camminando naturalmente non in linea retta ma
diagonalmente, e rifacendo spesso la strada per la quale ero venuto. Alla
fine della giornata ero fradicio ed affamato. Avevo avuto una difficile
traversata e non mi era stato possibile a bordo n mangiare n dormire;
perci mi decisi a passare la notte in un albergo del villaggio nel quale ero
di passaggio, ritenendo molto improbabile che si facessero delle domande
ad un uomo che entrasse in esso.
Mi feci portare del cibo e non tardai a constatare che la gente era molto
cordiale, specialmente allorch mi dissi pronto a comprare un pony delle
loro stalle. Acquistai l'animale da un pover'uomo ad un prezzo conveniente
e ragionevole. A cavallo speravo di muovermi pi rapidamente e con
279

maggior sicurezza, poich chi viaggia a piedi viene creduto spesso un


girovago ed passibile di arresto anche in tempi di calma.
La mattina successiva montai a cavallo e presi la strada di Norwich, la citt
pi importante di quella contea. Non avevo coperto neanche due miglia,
allorch all'entrata di un villaggio dovetti passare attraverso un gruppo di
guardie. Mi ordinarono di scendere e mi chiesero chi fossi e donde venissi.
Risposi loro che mi trovavo a servizio di un certo Lord che viveva in
un'altra contea - in realt questi mi conosceva molto bene, bench le
guardie non ne avessero sentito parlare - e spiegai loro come il mio falco
fosse fuggito e come fossi in giro nel tentativo di rintracciarlo.
Nelle mie parole non poterono trovare nulla da eccepire; tuttavia non mi
lasciarono passare. Quindi, dissero che dovevo presentarmi dal
governatore e dall'ufficiale delle guardie, i quali entrambi in quel momento
si trovavano in chiesa per assistere alle funzioni eretiche (13).
Mi avvidi subito che non potevo fuggire e che ogni mia resistenza sarebbe
stata fuori posto. Non potendo convincerli, mi assoggettai a seguirli nel
cimitero circostante la chiesa. Dissi loro di andare e di annunziarmi
all'ufficiale. Una delle guardie si rec in chiesa e ne torn dicendo che
l'ufficiale voleva che io lo raggiungessi all'interno della chiesa, dove
intendeva parlarmi al termine della funzione.
Se egli non desidera uscire, dissi, lo attender qui.
No, vi dovete recare in chiesa.
Io tentai di nuovo.
Non desidero abbandonare il mio cavallo, e perci rester qui.
In altre parole, non volete recarvi ad ascoltare la santa parola di Dio. Vi
avverto che, se vi rifiutate, complicherete la vostra situazione. Il vostro
cavallo non tale da destare preoccupazioni. Se necessario, ve ne otterr
uno migliore.
Andate a dire all'ufficiale, ripetei, che, se egli desidera vedermi, o deve
permettermi di aspettarlo qui, o deve venir fuori immediatamente.
Il messaggero ritorn con questa risposta e l'ufficiale usci all'istante con
alcuni attendenti e cominci ad interrogarmi. Dall'espressione del viso mi
accorsi che era adirato. Per prima cosa mi chiese donde venissi ed io
elencai un buon numero di localit che sapevo non molto distanti. Quindi
mi domand quali fossero il mio nome, la mia professione, il mio paese di
origine e la ragione del mio viaggio; a ci diedi le stesse risposte di prima.
Quando, finalmente, mi chiese se ero latore di qualche lettera, lo invitai a
perquisirmi in maniera da convincersi, ma egli non volle. Comunque,
insist dicendo che era suo dovere portarmi davanti al giudice di pace. Per
279

tutta risposta mi professai pronto a seguirlo, nel caso che fosse realmente
necessario; altrimenti intendevo affrettarmi, poich era ormai molto tempo
dacch avevo lasciato il mio signore. Lo pregai, quindi, di volermi far
proseguire. Dapprima oppose un netto rifiuto: sembrava che non si potesse
fare a meno di comparire davanti all'ufficiale superiore per esser da lui
gettato in prigione, come certamente sarebbe accaduto. Poi mi guard con
un'espressione pi mite.
Voi avete l'espressione di una persona onesta. Proseguite, quindi, in nome
di Dio. Non desidero trattenervi oltre.
N la Provvidenza divina mi abbandon dopo ci. Mentre cavalcavo,
avvicinandomi sempre di pi alla citt, scorsi davanti a me un giovane a
cavallo che portava un grosso pacco. Decisi di giungere alla sua altezza
per ricevere da lui maggiori informazioni circa la citt e, in particolare, per
sapere quale fosse il miglior luogo per alloggiare. Sembrava proprio il tipo
al quale potessi fare delle domande senza destare sospetti. Ma il suo
cavallo era migliore del mio e, sebbene spronassi insistentemente la mia
bestia, non riuscivo a colmare la distanza che mi separava da lui. Lo seguii
per due o tre miglia; poi, in maniera provvidenziale, gli scivol il pacco
sulla strada ed egli dovette fermarsi, scendere da cavallo e ricaricarlo.
Appena lo raggiunsi, potei constatare che si trattava di un giovane rozzo,
proprio il tipo di cui avevo bisogno. Egli mi disse molte cose che mi
sarebbero state utili nel caso che mi fossi trovato in pericolo; infatti,
sebbene ne fossi inconscio, Dio per mezzo di lui mi stava tirando fuori da
ulteriori pericoli. Per prima cosa, gli chiesi se poteva raccomandarmi un
buon albergo vicino alla porta della citt, per evitare di trascinarmi il
cavallo per le strade nel tentativo di trovarne uno. Mi rispose che vi era un
albergo all'altro capo della citt e che io vi sarei potuto giungere
cavalcando lungo i sobborghi. Alla fine lo indussi a mostrarmi la strada ed
a descrivermi l'insegna dell'albergo. Quindi lo lasciai procedere pi
speditamente lungo la strada che conduceva direttamente alla citt, strada
che io avrei certamente preso qualora non lo avessi incontrato. Essa mi
avrebbe condotto senz'altro in trappola, e cos non sarei stato protagonista
di quelle vicende che mi sono occorse per la maggior gloria di Dio e per il
bene di molte anime.
Seguii le istruzioni di quel giovane. Costeggiando le mura della citt giunsi
alla porta che egli aveva descritto. Al di l di questa scorsi l'albergo (14).
Mi trovavo l da poco tempo, quando entr un uomo che sembrava ben
noto ai presenti. Questi mi salut cortesemente e si pose a sedere accanto
al fuoco per riscaldarsi. Poi cominci a parlare di alcuni nobili cattolici
279

imprigionati nella citt e profer il nome di una persona, della quale sette
anni prima avevo conosciuto un parente nel carcere di Marshalsea a
Londra (15). Ascoltai attentamente senza interloquire. Dopo che quegli
usc, domandai di lui all'uomo con cui stavo parlando.
un'ottima persona, mi disse quello, solo che un papista.
Come lo sapete?, continuai.
Ha trascorso diversi anni nelle prigioni della citt. (Queste si trovavano
soltanto a due passi dall'albergo). Ivi si trovano molti altri nobili cattolici
(16) e quest'uomo stato rilasciato solo da poco tempo.
stato rilasciato, chiesi, perch ha abbandonato la vecchia fede?.
No, e non lo far mai, poich molto ostinato. Ne uscito solo perch ha
versato una cauzione; ma deve presentarsi in prigione ogni qualvolta venga
richiamato (17). Vi un certo affare che egli sbriga per una persona
detenuta in prigione e che lo obbliga a venire qui frequentemente.
Me ne stetti tranquillo finch l'uomo non torn; e, quando gli altri
uscirono, gli dissi che desideravo scambiare qualche parola con lui in un
luogo sicuro. Avevo udito che egli era cattolico, gli dissi, ed ero molto lieto
di ci perch tale ero anch'io. Poi gli spiegai la ragione per cui mi trovavo
l. Aggiunsi che desideravo recarmi a Londra e che, se mi avesse usato la
cortesia di presentarmi a delle persone conosciute lungo la strada in
maniera da aggregarmi a loro e divenire un membro della loro comitiva,
avrebbe fatto un buon servizio da buon cattolico. Gli feci notare che ero in
grado di sostenere le mie spese e che non sarei stato loro di peso in alcun
modo.
Tuttavia, egli non conosceva nessuno che stesse in procinto di andare a
Londra; perci gli chiesi se poteva fornirmi il nome di qualche persona che
potesse scortarmi dietro compenso. Mi rispose che avrebbe chiesto
informazioni; tuttavia, soggiunse di conoscere un signore che proprio
allora si trovava in citt e che sarebbe stato in grado di trarmi d'impaccio.
Egli usc per cercarlo. In breve fu di ritorno e mi chiese di seguirlo in citt.
Mi condusse in un mercato brulicante, quasi dovesse fare qualche acquisto.
In realt, tra tutta quella gente vi era il signore in oggetto, il quale aveva
scelto quel posto perch gli offriva l'opportunit di squadrarmi per bene
prima di manifestarsi. Alla fine si appress a noi e, di sfuggita, sussurr al
suo amico che, secondo lui, ero un prete. Quindi ci condusse alla
cattedrale, dove mi rivolse molte domande; alla fine mi preg di rivelargli
in tutta sincerit se ero un sacerdote, aggiungendo che, se lo fossi, mi
avrebbe fornito tutto l'aiuto necessario.
279

Da parte mia, chiesi alla mia guida chi fosse quel signore, e, quando ne
conobbi il nome (18) e la posizione, compresi quale buon amico la
Provvidenza divina mi avesse mandato. Confessai subito che ero un prete
gesuita e che ero appena giunto da Roma. Egli mi forn subito di nuovi
vestiti e di un buon cavallo, poi mi condusse nel casolare di un suo amico
fuori della citt, ordinando ad un servo che portasse il mio pony dietro di
me. Il giorno successivo ci recammo nella casa (19), in cui viveva con la
sua famiglia e suo fratello che era eretico.
Siccome questi due fratelli avevano una sorella vedova, anch'essa eretica,
che aveva la cura della casa (20), dovevo usare molta prudenza per non
dare loro alcun motivo di sospettare della mia persona. Il fratello
protestante si dimostr sospettoso fin dal mio arrivo, perch ero uno
straniero ed ero venuto in compagnia del suo fratello cattolico: certo,
secondo lui, non vi poteva essere altra ragione che spiegasse la cortesia di
suo fratello nei miei riguardi. Dopo due o tre giorni i suoi sospetti
svanirono. Quando se ne present l'occasione, presi a parlare di caccia e di
falconeria, cosa che nessuno poteva fare con propriet di linguaggio
tecnico, a meno che non fosse un appassionato di tali sport. facile errare
nell'uso di tali termini, come spesso si lamentava Padre Southwell (21).
Sovente, in seguito, quando ci trovavamo a viaggiare insieme, questi
soleva pregarmi di insegnargli la terminologia propria e si rammaricava
perch non riusciva a ricordarla o non la sapeva usare, presentandosene il
bisogno: come, ad esempio, quando egli si imbatteva in signori protestanti
che non avessero in pratica altri argomenti di conversazione, eccetto
aneddoti scurrili ed ingiurie contro i santi e la fede cattolica. In occasioni
come queste, si d spesso il caso di fuorviare il discorso semplicemente
con una osservazione qualsiasi su cavalli, cani e cose simili. Cos, come
ebbi a sperimentare in quella circostanza, una battuta insignificante pu
risultare una buona maschera di protezione.
Dopo alcuni giorni, dissi al mio nuovo amico, il fratello cattolico, che
dovevo andare a Londra per incontrare il mio superiore. Egli acconsent e
mi diede i cavalli ed un servo. Inoltre mi chiese di ottenere dal mio
superiore il permesso di tornare nella sua contea e di restare in casa sua. Si
diceva sicuro di poter riportare molta gente alla fede solo che io parlassi e
mi comportassi come avevo fatto fino a quel momento (22).
Gli promisi di sottoporre la sua richiesta all'attenzione del mio superiore e
gli dissi che, per parte mia, sarei stato lietissimo di ritornare, se egli mi
avesse di nuovo accettato. Quindi partii e, senza incidenti di sorta, arrivai
felicemente a Londra.
279

Mi sono soffermato in tutti questi particolari per porre in evidenza come la


Provvidenza mi soccorse subito dopo lo sbarco. Non conoscevo
assolutamente nessuno nell'intera contea; non vi ero mai stato ed era una
regione molto distante dai luoghi nei quali ero nato ed ero stato allevato.
Tuttavia, il giorno stesso dello sbarco trovai un amico che mi sottrasse al
pericolo e in seguito, avendomi presentato alle famiglie pi in vista della
contea, diede l'avvio a molte conversioni. Attraverso la sua amicizia molti
cattolici di quella zona vennero a sapere della mia presenza; e questo,
come apprenderete in seguito, fu l'inizio di quanto Dio si compiacque pi
tardi di operare per mezzo del Suo povero servo.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO II
1 J. G. giunse a Reims il 21 settembre con Ralph Buckland, Arthur Stratford ed
Edward Oldcorne. Tutti e quattro ripresero il viaggio il 26 dello stesso mese. F. T.
KNox, Douai Diaries, p. 220.
2 Il suo passaggio per Parigi fu tuttavia segnalato a Londra da una delle spie di
Walsingham. S.P.D., CCXIX, n. 26.
3 Una scuola per i figli dei cattolici inglesi fu fondata ad Eu nel 1582 da Padre
Persons e da questi affidata ad un prete secolare di nome Mann o Chambers. Nella
narrazione di J. G., l'espressione i nostri confratelli del luogo si riferisce ai gesuiti
della provincia di Francia, i quali pure avevano una propria scuola in quella citt. J.
G. attesta chiaramente che St. Omers, che aveva preceduto l'attuale collegio di
Stonyhurst, era una fondazione distinta da quella di Eu. Siccome J. G. si trattenne a
Reims dal 21 al 26 settembre, probabilmente arriv ad Eu alla fine dello stesso mese.
Cfr. L. HICKS, Letters and Memorials of Fr. Robert Persons; c.R.S., vol. XXXIX, p.
1; T. F. KNOX, Douai Diaries, p. 220; L. HICKS, The Foundation of the College of
St. Omers, in Archivium Historicum S. J. vol. XIX.
4 Il conte di Leicester mor il 4 settembre 1588 nella sua casa di Cornbury,
nell'Oxonshire, sulla strada da Londra a Kenilworth. Si sospett che fosse stato
avvelenato.
5 J. G. s'imbarc ai primi di novembre, e non, come afferma pi oltre, in ottobre. I
due sacerdoti di Reims lasciarono Reims il 24 ottobre [O. S.]. I due che restarono
dietro si chiamavano Ralph Buckland e Arthur Stratford. T. F. KNOX, Douai Diaries,
pp. 220-221.
6 Tutti e due furono uccisi in Fleet Street: Christopher Bales il 4 marzo 1590 e
George Beesley il 2 luglio 1591.
279

7 Avendo avvistato una spiaggia adatta allo sbarco ed avendo notato come non vi
fossero attorno n paesi n casolari da cui si potessero spiare le loro mosse, dissero ai
marinai di gettare l'ancora fino al calar della notte e, quindi, di condurli a riva in
barca. Narrative, p. 280. Ci avvenne presso Happisburgh, a met strada circa tra
Great Yarmouth e Cromer. JESSOP, p. 134.
8 Si inoltrarono in un bosco ove trascorsero tutta la notte sotto una pioggia
insistente. Tuttavia erano oltremodo felici ed erano soddisfatti del loro umido riparo.
Narrative, p. 280. J. G. sbarc sabato 29 ottobre [O. S.].
9 Calcolarono le loro provviste di denaro; e colui che aveva di pi ne don all'altro,
in maniera da dividerlo in parti uguali. Narrative, p. 281.
10 Era la citt di Mundesley. I marinai erano probabilmente quelli congedati dopo la
sconfitta dell'Armada. JESSOP, ibid.
11 Soltanto nel Norfolk, in quest'anno 1588, furono addestrati ed armati pi di
duemila uomini. Hat. cal., vol. VI, p. 223.
12 Il 17 luglio 1588 il Consiglio privato aveva ordinato ai Lord Luogotenenti di
Norfolk e di Suffolk di istituire dei corpi di guardia in ciascuna citt di passaggio,
per setacciare ed arrestare tutti i girovaghi e i vagabondi che si aggirassero allo scopo
di seminare disordine; e, qualora se ne trovasse qualcuno manifestamente colpevole
di crimini intesi a fomentare il disordine e la ribellione, che fosse ucciso secondo la
legge marziale. Hist. MSS. Commission, Foljambe MSS., p. 53.
13 Ci avvenne una domenica mattina. Narrative, p. 281.
14 Jessop suppone che J. G. attravers il fiume Yare a Hellesdon e aggir la citt
finch giunse ad una delle principali vie di Londra; e che, per evitare la lunga strada
che conduce alle porte di St. Stephen, egli cavalc per la campagna fuori delle mura
ed entr attraverso le Brazen Doors. Questa supposizione quasi sicura. Jessop
fornisce anche le ragioni per cui ritiene che Stalham, oppure Sloley, fosse il luogo in
cui J. G. pass la notte nell'albergo e che Worstead fosse il villaggio in cui fu
arrestato. JESSOP, pp. 134-136, 148.
15 Robert de Grey di Merton, antenato dell'attuale Lord Walsingham, era a quel
tempo nella prigione di Norwich. Suo parente sarebbe stato John de Grey di East
Harling, il quale fu imprigionato a Marshalsea nel gennaio del 1577 e vi si trovava
ancora, quando nel marzo 1583 fu imprigionato J. G. Egli mor nel 1600 all'et di 70
anni. C.R.S., vol. XXII, p. 56. Dopo il settembre del 1588 il suo nome scompare dalle
liste. JESSOP, p. 149; C.R.S., vol. II, pp. 232, 283.
16 I nomi dei principali detenuti cattolici della prigione di Norwich sono forniti da
Jessop. Costoro furono arrestati durante il viaggio della regina nell'Inghilterra
279

orientale nel 1578. Poco prima dell'arrivo di J. G., il Consiglio aveva dato ordine che
venissero trasferiti a Wisbeach perch essi recano molto danno ed infettano il paese
a causa della libert di cui godono. Tuttavia l'ordine fu eseguito soltanto nell'aprile
del 1590. JESSOP, p. 148.
17 Questo signore cattolico che J. G. ebbe la fortuna d'incontrare fu quasi certamente
Robert Downes di Melton. Fu arrestato nel luglio del 1578 durante il viaggio della
regina nell'Inghilterra orientale. Ad intervalli, gli fu permesso di uscire dietro
cauzione; ma doveva ripresentarsi in prigione quando non poteva far fronte alle gravi
multe che era forzato a pagare per la sua insubordinazione alla legge. Nel settembre
del 1598, dieci anni dopo quest'incontro, egli era ancora nella prigione di Norwich.
JESSOP, passim.
18 Edward Yelverton, uno degli uomini pi ricchi del Norfolk. JESSOP, p. 137.
19 Grimston, a sei miglia e mezzo a nord-est di King's Lynn.
20 Edward Yelverton era il figlio maggiore di William Yelverton di Roughan per
parte della sua seconda moglie Jane, figlia di Edmund Cocket di Hempton, nel
Suffolk. Alla morte di suo padre, aveva ereditato a Grimston una propriet dai due ai
tremila acri di superficie. Ivi, secondo l'uso del tempo, era molto ospitale e viveva
con la propria famiglia, come pure col fratello minore, con una sorella vedova, che si
prendeva cura della casa, e con un cognato che non si conosce. Quando J. G. lo
incontr, aveva circa trent'anni ed era vedovo. Pi tardi si spos di nuovo. La seconda
moglie fu Nazareth Bedingfeld un'ostinata dissidente, il padre della quale era uno
dei prigionieri deI castello di Norwich. Egli mor nel 1623. JESSOP, pp. 137, 150.
21 Nei suoi scritti, tuttavia, Southwell faceva frequente uso di immagini tratte dalla
falconeria; per esempio: Siccome le copie di questi scritti volavano in circolazione
cos velocemente e cos falsificate, che c'era pericolo che venissero corrotte nella
stampa; sembrava minor male lasciarle volare al cospetto di tutti nel loro piumaggio
originale e con le loro ali, che lasciarle ricoprire di un manto di piume non genuine
oppure lasciarle passare per le mani di un correttore che avrebbe senz'altro potuto
eliminare le penne sane e sostituirle con quelle malate e scadenti della sua fantasia.
Mary Magdalen's Funerali Teares, Epistle to the Reader.
22 Durante le prime settimane del soggiorno di J. G. a Grimston, a Londra Padre
Garnet aspettava ansiosamente sue notizie. Quando s'incontrarono, Garnet lo
rimprover. Fu piuttosto per errato consiglio che per cattiva volont che non gli
venne in mente di porsi in contatto con me dopo il suo arrivo. (GARNET ad
Aquaviva, Arch. S. I. Roma, Fondo Gesuitico, 651). Facendo di Grimston il suo
primo centro, J. G. iniziava il suo apostolato nella regione alla quale, sette anni
innanzi, Padre Persons aveva destinato Edmund Campion poco tempo prima che
questi fosse arrestato.
279

III. GRIMSTON
Natale 1588 - Estate 1589
Quando raggiunsi Londra, alcuni cattolici mi aiutarono a trovare Padre
Henry Garnet che allora era superiore. Oltre questo, i soli preti gesuiti in
Inghilterra a quel tempo erano Padre Edmund Weston (1), incarcerato nella
prigione di Wisbeach (sarebbe stato lui il superiore, se fosse stato in
libert), Padre Robert Southwell e noi due che eravamo appena sbarcati.
Il mio compagno, Padre Oldcorne, era gi arrivato. Il superiore, invece,
non aveva ricevuto notizie di me e ne era preoccupato. D'altra parte, per
questa stessa ragione, essi nutrivano speranze che tutto fosse andato bene.
Quando io giunsi vi fu grande contentezza.
Passai un po' di tempo con i padri e con loro ebbi frequenti discussioni
circa i metodi che avremmo dovuto impiegare nel nostro lavoro. Sia da
Padre Garnet come da Padre Southwell ricevemmo ammirevoli consigli
circa i modi di aiutare e di salvare le anime (2). Il secondo eccelleva in
maniera particolare in questa opera ed era saggio e buono, gentile ed
amabile. Ma si stava avvicinando il Natale e noi dovevamo separarci.
Infatti, il pericolo della cattura si rendeva maggiore nel periodo delle feste
e, inoltre, i fedeli avevano bisogno del nostro ministero.
Cos, fui rinviato nella stessa contea nella quale ero sbarcato, presso lo
stesso signore che per primo mi aveva offerto aiuto e riparo. Il superiore
mi forn di abiti e di altre cose necessarie, giacch non intendeva che fossi
di peso al mio ospite fin dall'inizio. In seguito, tuttavia, e per tutta la mia
vita missionaria, la Provvidenza sovvenne in maniera sufficiente sia alle
mie che alle altrui necessit. I miei abiti furono sempre quelli di un signore
di medie possibilit, e ci si dimostr pi tardi cosa saggia in pi di una
circostanza. A quegli abiti, infatti, mi ero abituato prima di diventare
gesuita e, di conseguenza, mi ci trovavo a mio agio pi di quanto non mi ci
fossi trovato, se avessi assunto un ruolo che mi era estraneo e poco
familiare. Inoltre, mi trovavo nella necessit di comparire in pubblico e di
incontrare molti nobili protestanti; e non avrei mai potuto unirmi a loro n
riportarli lentamente all'amore della fede e della vita virtuosa, qualora mi
fossi vestito in maniera diversa. Prescindendo dal fatto che ci mi
consentiva di muovermi nella societ con maggiore disinvoltura e
sicurezza, oltre che con maggiore autorit, avevo cos la possibilit di
frequentare pi a lungo e senza eccessivo pericolo qualsiasi casa e

279

qualsiasi salotto aristocratico in cui il mio ospite mi avrebbe introdotto


come suo amico o conoscente (3).
Ci fu quanto accadde. Senza pericolo e con molto profitto, rimasi
apertamente sei o otto mesi nella casa di quel signore che era stato il mio
primo ospite. Durante quel periodo egli mi introdusse nelle case e nei
circoli di quasi tutta la nobilt di Norfolk; e, prima della fine di quegli otto
mesi, restituii alla Chiesa molta gente, tra cui un fratello del mio ospite,
due sorelle e, in seguito, il cognato (4). Una delle sue sorelle, come ho gi
riferito, era vedova ed amministrava la casa in sua vece. Ella era stata una
calvinista arrabbiata ed un suo fratello, il giudice, ancor oggi uno dei
capi del calvinismo in Inghilterra (5).
Questa signora era stata educata nella casa di lui e ne aveva assimilato la
detestabile eresia. Poco tempo prima che io la incontrassi, era capitato un
fatto significativo. Essendo preoccupata dello stato della sua anima, si era
recata a consultare un dottore di Cambridge chiamato Perne (6). Era
risaputo che questi aveva cambiato tre o quattro volte la sua religione per
conformarsi al regime, ora cattolico ed ora protestante; tuttavia godeva
ancora una grande reputazione per il suo sapere. Questo dottor Perne era
un suo intimo amico ed ella gli chiese di dirle onestamente e chiaramente
quale fosse la santa religione che le avrebbe assicurato la salvezza in cielo.
Il dottore non era abituato ad accogliere appelli cos urgenti come quello
rivoltogli da quella donna di buon senso. Egli disse: Vi prego di non
rivelare mai ad alcuno ci che sto per dirvi. Tuttavia, dal momento che
avete rivolto una tale domanda a me, in quanto responsabile della vostra
salvezza, ve lo dir. Se lo volete, potete vivere nella religione professata
dalla regina e dall'intero regno; avrete cos un'esistenza tranquilla e non
andrete incontro a nessuna delle vessazioni alle quali vengono assoggettati
i cattolici. Ma fate in modo di non morire in essa. Se desiderate salvare la
vostra anima, morite in comunione con la Chiesa Cattolica. Cos aveva
risposto il nostro dottore; ma cosa gli capit? Il poveretto aveva rimandato
la sua conversione da un giorno all'altro. Quando meno se l'aspettava, mor
improvvisamente mentre ritornava nella sua stanza dopo aver pranzato con
l'Arcivescovo di Canterbury nel suo palazzo (7). Non aveva mostrato alcun
segno di pentimento n di cristiana speranza nella felicit eterna. Si era
dimostrato troppo semplicista nel prometterla sempre a se stesso ed agli
altri, ma nella sua vita non vi era nulla che rivelasse una solida speranza di
quella. La signora che lo aveva consultato, tuttavia, fu pi fortunata.
Dapprima non voleva accettare le affermazioni di quello circa la verit
della fede cattolica; ma in seguito, quando mi sent affermare
279

ripetutamente che la fede cattolica era l'unica vera e buona, cominci a


nutrire dei dubbi; e fu in questo stato di ansiet che un giorno mi port un
libro eretico che pi di ogni altra cosa l'aveva confermata nell'eresia. Ella
mi espose tutte le ragioni e tutti gli argomenti che quello conteneva; ed io,
per tutta risposta, le mostrai tutte le false citazioni della Scrittura e dei
Padri, gli innumerevoli cavilli ed i travisamenti dei fatti. In tal modo, con
l'aiuto di Dio, estrassi dallo scorpione l'antidoto contro il suo stesso veleno.
Da quel giorno ella rimasta costante nella sua professione di fede (8).
Vi un altro fatto considerevole che non posso tralasciare: esso riguarda la
sorella sposata del mio ospite (9) ed illustra la meravigliosa efficacia dei
sacramenti. Questa signora era coniugata con un uomo di rango e, grazie a
suo fratello, era ben disposta verso la fede cattolica; di conseguenza non
faticai molto ad indurla a divenire figlia della Chiesa. Subito dopo la
conversione, ella rifiut di professare il culto protestante e suo marito
cominci a trattarla molto aspramente, ma alla fine la sua pazienza
prevalse. A quel tempo ella attendeva un bambino; quindi ebbe un parto
molto difficile, tanto che dopo aver dato alla luce un maschio si ammal
gravemente e fece disperare della sua vita. Fu chiamato subito da
Cambridge un dottore molto abile. Questi, dopo aver visitato l'ammalata,
disse che poteva soltanto prescriverle delle medicine ma che non poteva
formulare nessuna speranza di guarigione. Quindi, dopo avergliele
somministrate, se ne and.
In quel momento io mi trovavo in casa, poich spesso mi ci recavo con suo
fratello. Il marito fu lieto di vederci, sebbene sapesse che noi eravamo
cattolici. Con lui avevo discusso ripetutamente di religione ed in pratica lo
avevo ormai convinto: sul piano teorico era persuaso, ma la sua volont
aderiva ancora alle cose della terra perch i suoi averi erano ingenti.
Amava sua moglie intensamente, ed ora che non vi era pi speranza di vita
per lei, fu persuaso dal cognato a lasciarle piena libert di prepararsi per
l'altra vita. Per questo, non oppose alcuna difficolt quando la sera
successiva conducemmo in visita un vecchio sacerdote, uno di quelli
ordinati prima dell'inizio del regno di Elisabetta (10). Siccome tali preti
non erano esposti allo stesso pericolo di vita che incombeva sugli altri, in
quella circostanza ricorremmo a lui per munire la signora di tutti gli
estremi conforti della Chiesa. Dopo la confessione, ella ricevette l'Estrema
Unzione ed il Viatico; e, cosa meravigliosa, dopo mezz'ora era migliorata
cos da essere fuori pericolo. L'unica cosa che restava era di farle
riprendere le forze: la malattia era completamente sparita.
279

Quando il gentiluomo constat che sua moglie era stata improvvisamente


strappata agli artigli della morte, si chiese con stupore come ci fosse
accaduto. Gli spiegammo, allora, che uno degli effetti del santo sacramento
dell'Estrema Unzione era di restituire la salute fisica, quando Dio lo
giudicasse utile al bene dell'anima. Questo complet la conversione del
marito. Stupito che i sacramenti della vera Chiesa avessero il potere di
effettuare simili cambiamenti, si lasci indurre alla fine a cercare nella
stessa Chiesa la salute della propria anima. Siccome intendevo battere
mentre il ferro era caldo, cominciai a spiegargli come dovesse prepararsi
alla confessione. Non intendevo ancora comunicargli che ero sacerdote,
perci gli dissi che lo avrei istruito secondo quanto mi era stato insegnato
da un prete. Egli si prepar, quindi attese che fosse introdotto il sacerdote.
Suo fratello ed io gli dicemmo che sarebbe stato necessario fare tutto di
notte; perci egli mand i servi che lo assistevano nel suo guardaroba,
quindi sal in biblioteca. Ivi lo lasciai intento alla preghiera, dicendogli che
sarei tornato quasi subito con un prete. Sceso nel piano inferiore, indossai
la talare e tornai completamente trasformato. Egli ammutol dallo stupore:
non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere. Suo fratello ed io gli
spiegammo come mi trovassi nella necessit di agire in tal modo per
garantire la mia sicurezza e, ancor pi, per ingannare il demonio e
strappare le anime dalle sue grinfie. Egli lo comprese molto bene. Quella
era l'unica maniera mediante la quale io avrei dovuto avvicinare
liberamente tanto lui quanto gli uomini del suo rango; e, qualora non
avessi agito cos, non avrei mai potuto ricondurli alla Chiesa, specie se essi
fossero mal disposti. Ricorrendo allo stesso argomento, lo liberai da ogni
preoccupazione circa le conseguenze che egli temeva dalla mia visita. Feci
appello alla sua stessa esperienza. Sebbene fossi stato per tutto quel tempo
a cos stretto contatto con lui, egli non aveva sospettato nemmeno una
volta che io potessi essere un prete. Cos divenne cattolico, e sua moglie,
grata per questa duplice benedizione di Dio, persevera ancora nella fede,
bench abbia avuto d'allora in poi molte sofferenze (11).
Durante il tempo in cui fui in libert, oltre queste persone, riconciliai con
la Chiesa molti padri e molte madri di famiglia, pi di venti in tutto. Questi
appartenevano alla stessa condizione sociale ed anche a ceti pi elevati
(12), ma la prudenza mi induce a non menzionarli per nome. Inoltre,
riconciliai un gran numero di servi e di persone disagiate di cui non
ricordo il numero preciso; e, mediante la grazia di Dio, confermai molte
anime incerte nella loro pratica ed ascoltai numerose confessioni generali.
279

In quel breve periodo, infine, vi furono alcuni che mostrarono di avere la


vocazione alla vita religiosa, tra questi l'attuale Padre Edward Walpole.
Allorch lo conobbi, potei constatare che egli conduceva un santo tenore di
vita e che per vivere secondo coscienza sopportava molte persecuzioni, e
non gi da parte di estranei, perch i suoi nemici erano quelli della sua
casa. Sebbene fosse erede di un grande patrimonio, ne fu privato dal
padre sul letto di morte: questi era calvinista mentre sua madre e suo
fratello erano protestanti. Il patrimonio fu diviso tra la madre ed il pi
giovane fratello protestante (13). Tutto ci che il figlio cattolico ricevette
durante la vita della madre fu un sussidio annuo di quattrocento fiorini (14)
col quale allora viveva. La sua abitazione era divenuta pi una prigione
che una casa, giacch non vedeva n parlava ad alcuno eccetto durante i
pasti, mentre passava il resto del giorno nella sua stanza. Egli aveva fatto
gli studi classici e filosofici a Cambridge ed allora era tutto dedito alla
lettura dei Padri. A quel tempo cominci a farmi delle visite regolari e a
venire frequentemente per ricevere i sacramenti; e Dio gli don la
vocazione. L'anno successivo si rec a Roma dove entr nella Compagnia.
Grazie al suo influsso, vi si rec anche il suo cugino Michael Walpole che
ora sacerdote professo. Michael era allora al mio seguito e mi
accompagnava normalmente nei viaggi in qualit di domestico privato,
ogni qualvolta mi recavo in una casa ove la mia presunta posizione mi
imponeva di averne uno. Entrambi stanno lavorando egregiamente nella
missione e con il loro zelo e con i loro pi segnalati doni stanno
recuperando ci che era andato perduto a causa della mia insufficiente
intraprendenza e capacit (15).
Dopo aver trascorso in quel luogo sei o sette mesi, venne a visitarmi da
un'altra contea un gentiluomo cattolico (16). Questi era parente di uno del
mio gregge ed era ansioso di incontrare un gesuita. Era un giovane devoto
ed erede di un considerevole patrimonio. Di questo egli aveva ereditato la
met alla morte del fratello, mentre l'altra met era andata alla madre per il
resto della vita. Questa signora, che era vedova, era una buona cattolica e
viveva nella casa del figlio, ove entrambi mantenevano un sacerdote. Dopo
aver trascorso con lui pochi giorni, mi avvidi che il suo unico desiderio era
quello di condurre una vita pi perfetta. Perci gli parlai di certi esercizi
spirituali che potevano condurre un'anima generosa su quella strada,
mostrandole quanto in essa vi fosse di buono ed aiutandola a fare la
migliore scelta per la vita (17).
Egli mi preg subito insistentemente di concedergli il permesso di farli. Io
acconsentii ed egli ne trasse tanto profitto che decise di fare quella che
279

riteneva la cosa migliore, cio di entrare nella Compagnia col minimo


indugio possibile e di sistemare nel frattempo i suoi affari, badando a non
perdere nulla del suo fervore.
Dopo aver completato il ritiro implor che mi trasferissi a casa sua e non
mi diede tregua finch non gli promisi che avrei sottoposto la sua proposta
all'attenzione del superiore. Io riflettei sulla sua proposta. La maniera nella
quale mi ero mosso tra il pubblico aveva dei vantaggi all'inizio, ma non
poteva continuare per sempre, poich il pericolo di un'identificazione
cresceva man mano che conoscevo altra gente. Allora non ero pi al sicuro
ed avevo molti motivi di preoccuparmi; perci conclusi che quella
occasione era provvidenziale. Siccome Padre Garnet lo approv, quando lo
consultai, mi trasferii nella casa di questo gentiluomo nella contea vicina;
prima, per, mi congedai da tutti i miei amici e lasciai un sacerdote l dove
sarebbe stato nella miglior posizione per aiutare i cattolici della contea. A
tutt'oggi egli ancora sul posto, ove esplica un'intensa attivit sopportando
molti travagli.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO III
1 Padre Edmund Weston, nato a Maidstone nel 1550, entr nella Compagnia nel 1575
ed arriv in Inghilterra il 20 settembre 1584, allorch non un solo gesuita era in
libert. Egli accolse nella chiesa Philip Howard, conte di Arundel. Catturato
nell'agosto del 1586, rimase prigioniero finch non venne esiliato nel 1603. Cfr.
William Weston (ed. Philip Caraman).
2 Padre Southwell era tornato di recente a Londra da un giro missionario. In questo
inverno molto rigido ho attraversato a cavallo una gran parte dell'Inghilterra ed ho
preferito sopportare la sferza del vento e i rigori dell'inverno piuttosto che attendere
una stagione pi propizia, quando i persecutori - di gran lunga peggiori di qualsiasi
inzuppata e di qualsiasi tempesta - si trovano sguinzagliati dappertutto. Ho visitato
molti cattolici che erano ansiosi di ricevere la nostra assistenza. Ovunque sono
andato... ho predicato e li ho confortati nel miglior modo possibile... e, all'occasione,
sono entrato nelle case dei magistrati eretici, che essi chiamano sceriffi, per aiutare
alcuni cattolici che in esse vivevano occulti. SOUTHWELL ad Aquaviva, 28
dicembre 1588. Arch. S. J. Roma, Fondo Gesuitico, 651.
3 Vedi nell'appendice I la descrizione che la spia Byrd fa di J. G.
4 Il fratello era Charles Yelverton, che pi tardi ottenne un posto a corte. Le due
sorelle erano Jane Lumner (cfr. sotto nota 8) e Martha che era sposata con John
Heigham di Giffords, nel Suffolk. Il cognato, del quale si parla pi oltre, era Sir
Philip Wodehouse di Kimberley.
279

5 Sir Christopher Yelverton che era fratellastro di lei. In qualit di sergente della
regina, prese parte al processo contro il conte di Essex. Nel 1601 fu nominato giudice
della regia corte.
6 Andrew Perne, direttore di Peterhouse dal 1554 al 1589, fu forse il pi celebre
rinnegato del suo tempo. Fu conosciuto come Andrew Ambo e come Old Father
Palinode; si diceva che la sigla A.P.A.P., impressa sulla banderuola della chiesa di S.
Pietro, si poteva interpretare sia: Andrew Perne a Papist (Andrea Perne Papista); sia:
Andrew Perne a Protestant (Andrea Perne Protestante); sia: Andrew Perne a Puritan
(Andrea Perne Puritano). Il suo nome divenne proverbiale tanto che di un pastrano o
di un mantello rivoltati si diceva che erano Pearned. Edward Yelverton, Henry ed
Edward Walpole ed altri menzionati nella narrazione di J. G. furono a Peterhouse nel
periodo in cui era preposto Perne. COOPER, Athen. Cantab., vol. II, pp. 45-50.
7 Mor a Lambeth il 26 aprile 1589; la sua tomba si trova nella chiesa parrocchiale
del luogo. STRYPE, Life of Whitgift, vol. I, p. 619.
8 Questa sorella, Jane Lumner, fu scarsamente provveduta da suo marito che mor
lasciandole diversi debiti. Ella continu ad essere designata quale ostinata nonconformista nelle liste inviate annualmente al vescovo di Norwich. Il suo nome
appare per l'ultima volta nel 1615. Durante questo periodo mut pi volte residenza e
sembra che sia divenuta sempre pi povera a causa delle gravi esazioni a cui fu
sottoposta. JESSOP, p. 151.
9 Grisell, che spos Sir Philip Wodehouse di Kimberley, antenato dell'attuale conte.
10 In una Nota sui papisti e non-conformisti di alcune contee inglesi, compilata nel
1588, anno dello sbarco di J. G., si elencavano due vecchi preti che vivevano a
Norfolk, Fisher e Hall, alias Fox. C.R.S., vol. XXII, p. 127.
11 J. G. lascia intendere che la conversione di Sir Philip Wodehouse non riusc cos
completa come in un primo tempo egli aveva ritenuto. Sapeva che egli aveva
abbandonato la fede, ma non aveva sentito dire che anche sua moglie aveva fatto lo
stesso. Nella descrizione dei primi tempi della sua carriera, che fece nel 1601 allorch
entr nel Collegio Inglese a Roma, Charles Yelverton attesta che sua zia, la moglie
di Sir Philip Wodehouse, a causa delle escandescenze del marito che molto
frequentemente insorgeva contro di lei, aveva di recente abbandonato la chiesa.
FOLEY, I, p. 143.
12 Jessop, il quale ha sottoposto ad accurato esame il lavoro apostolico svolto da J.
G. a Norfolk, commenta che egli non aveva esaltato una sola volta i suoi rilevanti
successi e che, per giunta, ci non era che il principio delle sue fatiche. JESSOP, p.
209.
279

13 Calibut Walpole, dal quale le propriet passarono a Sir Robert Walpole, ministro
dei primi due re della casa di Hannover, che era nato nella dimora di famiglia di
Haughton, nel Norfolk, nel 1676.
14 Per fiorino J. G. intende il gulden o fiorino d'argento delle Fiandre, che valeva
circa due scellini della moneta inglese del tempo.
15 Edward Walpole entr nel Collegio Inglese di Roma il 23 ottobre 1590; suo
cugino Michael vi era entrato nel maggio precedente. Edward fu missionario in
Inghilterra per quarant'anni. Mori a Londra il 3 novembre 1637. Per la vita di questi
due sacerdoti vedi JESSOP, passim.
16 Henry Drury di Lawshall a sei miglia a sud-est di Bury Saint Edmunds, nel
Suffolk. La famiglia Drury era stata sempre decisamente non-conformista. Henry
sopravvisse a suo fratello maggiore William ed eredit da lui il castello di Lawshall,
dove la regina aveva accettato ospitalit il 4 agosto 1578, durante il suo viaggio
nell'Inghilterra orientale. Fu in prigione nel 1587 e in una lista di prigionieri nonconformisti di quell'anno descritto come un grande ostinato... patrono di preti e di
persone sospette, che rifiutano di familiarizzare con qualsiasi predicatore e di
ascoltare qualsiasi predica. JESSOP, p. 78; c.R.S., voI. II, p. 276.
17 Gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio di Loyola, che J. G. menziona
frequentemente in seguito. Essi costituiscono un complesso sistematico di
meditazioni su argomenti spirituali intesi ad aiutare le persone a fare la scelta
migliore per la loro vita.

279

IV. LAWSHALL
Estate 1589 - Inverno 1591
In questo nuovo posto la vita mi fu pi quieta e congeniale. Quasi tutti
nella casa erano cattolici e mi riusciva pi facile condurre la vita del
gesuita anche nei dettagli esteriori dell'abbigliamento e nella ripartizione
del tempo. Fui anche in grado di dedicarmi molto alla lettura.
Comunque, nella casa vi era un certo numero di cose che richiedevano
attenzione. Anzitutto, gli arredi dell'altare erano vecchi e logori e non
conciliavano affatto la devozione. In questo, per, dovevo usare molta
cautela. Il cappellano era stato per parecchio tempo in quella famiglia e si
sarebbe potuto facilmente offendere, qualora incominciassi ad apportare
una serie di cambiamenti, specie se si accorgeva che il padrone di casa
seguiva ogni mio minimo suggerimento. Ma, grazie a Dio, tutto and bene.
Feci in modo che tutti i cambiamenti che ritenevo urgenti fossero proposti
e realizzati dallo stesso padrone di casa. Quindi, misi a disposizione dei
nuovi paramenti che mi erano stati regalati e ci invogli la buona vedova
a farne degli altri simili. Per quanto riguarda quel sacerdote, egli chiese di
fare gli Esercizi, che aveva sentito lodare molto dal mio ospite, e li pratic
con grande profitto. Infatti, a detta di chi lo aveva udito, egli afferm pi
tardi che prima di allora non aveva mai compreso pienamente gli obblighi
del sacerdozio. In seguito, mi dimostr sempre una grande affezione, di cui
mi diede prova pi tardi quando fui imprigionato, portandomi delle
elemosine ed usandomi altre gentilezze. Egli prese a consultarmi nei suoi
affari e guadagn a Dio ed alla Chiesa il triplo delle anime di prima; perci
fu tenuto da tutti in maggiore considerazione. Nell'anno in cui fu nominato
1'arciprete, egli fu eletto tra i suoi assistenti ed ancora oggi mantiene
questo ufficio (1).
Durante la mia permanenza, che dur quasi due anni, dedicai molto tempo
allo studio, ma non trascurai di viaggiare. Oltre a riconciliare alcuni eretici
e scismatici, potei confermare nella fede diverse famiglie cattoliche e
collocare due sacerdoti in luoghi dove potevano svolgere un ottimo lavoro.
Ascoltai un gran numero di confessioni generali. Una penitente, una
vedova di elevata posizione, dedic il resto della vita ad opere pie e, per
non menzionare gli altri suoi regali, fece alla Compagnia una donazione
annua di mille fiorini (2); un'altra vedova (3) ne offr quattrocento.
In questo periodo, inoltre, impartii gli Esercizi spirituali ad un certo
numero di persone con ottimi risultati. I primi a farli furono due uomini
279

imparentati tra loro: entrambi decisero di entrare nella Compagnia,


sistemarono le loro faccende e si recarono in Francia. Alla fine dei loro
studi uno entr nella Compagnia ed attualmente un sacerdote zelante
nella missione inglese. Si tratta di Padre Thomas Everett. L'altro fu
ordinato ma si mostr pusillanime: dapprima volle ritornare in Inghilterra,
ma alla fine non fece una buona riuscita (4).
Sotto la mia direzione fecero contemporaneamente il ritiro due altri ottimi
giovani (5). Essi erano fratelli e decisero entrambi di diventare gesuiti. Il
maggiore aveva fatto gli studi classici e filosofici a Cambridge e aveva
passato gli ultimi nove anni a studiare diritto a Londra. Dotato di
eccezionale talento ed intraprendenza, si era procurato una tale rinomanza
che delle persone di equo giudizio, secondo che io stesso udii, non
esitarono a paragonarlo agli eminenti giuristi del passato. Era un uomo
serio e prudente; e gi prima che egli pensasse di entrare nella Compagnia,
Padre Southwell mi aveva suggerito che, se egli fosse giunto ad una tale
decisione, sarebbe stato il miglior superiore che noi avremmo potuto
sperare.
Cos, dietro suggerimento del mio ospite che li conosceva molto bene,
quest'uomo e suo fratello iniziarono un ritiro sotto la mia direzione. Col
pi giovane non ci fu alcuna difficolt; ma l'altro per tutta la prima
settimana (6) stent molto. Quindi ne scopr la ragione e mise a posto le
cose.
Ci che capit quanto segue. Gli avevo consigliato di fare certe
penitenze, insignificanti in se stesse; egli per mi chiese di dispensarlo a
causa della sua salute. Siccome la ragione era buona, acconsentii. Pi tardi,
per, egli sospett che la sua mancanza di buona volont in cose cos
secondarie potesse essere la causa della sua aridit; e quando un giorno mi
recai nella sua stanza a confortarlo, cadde ai miei piedi ed implor il mio
perdono dicendo che non si sarebbe alzato, finch non gli avessi permesso
di baciarmi i piedi in segno del mio perdono. Dopo ci, fu inondato da una
grande consolazione di spirito e la luce della grazia divina risplendette cos
chiaramente, che non rimase ombra di dubbio circa la sua vocazione. Ebbe
molto da fare per sistemare i suoi affari e quelli degli altri, prima di poter
lasciare l'Inghilterra! Aveva stabilito di vendere il suo patrimonio, temendo
la tentazione di ritornare sulla sua decisione; sbrig ogni cosa in
brevissimo tempo e dopo cinque o sei settimane, insieme al fratello, si
pose in viaggio verso Roma. Prima di partire, per tacere degli altri donativi
e delle altre opere buone, regal alla Compagnia tra gli undici e i
dodicimila fiorini.
279

Provvidenzialmente ci avvenne al tempo in cui la Compagnia cominciava


a diffondersi in Inghilterra (7), poco dopo la cattura di Padre Southwell.
Padre Southwell era vissuto a Londra e, quando fu imprigionato Padre
Garnet, dovette trasferirsi in quella citt, in maniera da restare in contatto
con tutti noi, dispersi come eravamo su e gi per il paese, e da essere, in
questa posizione centrale, pi accessibile quando noi desideravamo
vederlo. Ma ci implicava delle spese ingenti. A Londra la persecuzione
era molto aspra e Padre Garnet doveva mantenere con i suoi modesti fondi
due o tre case nello stesso tempo. Allora, avevamo pochi amici in grado di
aiutarci. Solo Padre Southwell aveva una grande benefattrice (8); e, finch
fu con noi, egli pot con l'aiuto di quella mantenere s ed alcuni altri preti,
come pure prendere in affitto una casa nella quale riceveva normalmente il
superiore quando veniva in visita a Londra. Fu ivi che li incontrai
entrambi, la prima volta; ed in quello stesso luogo Padre Southwell aveva
la tipografia, nella quale furono stampati i suoi ammirevoli libri (9). Ma,
dopo la perdita di Padre Southwell, noi ci saremmo trovati in gravissime
difficolt se questi due signori, cio il gentiluomo di cui ho appena
accennato ed il mio ospite, non fossero venuti in nostro aiuto. Il secondo
don quasi la met del suo patrimonio alla Compagnia (10).
Subito dopo il loro arrivo a Roma, i due fratelli entrarono nel noviziato di
Sant'Andrea, scegliendo i nomi di Starkey e Standish. Questi erano i due
nomi, sotto i quali mi ero celato nelle due contee in cui avevo lavorato; ed
essi li assunsero come nomi di professione in segno di gratitudine verso di
me. Il fratello minore, mi si dice, fece una santa morte a Sant'Andrea;
l'altro fu alquanto sconsiderato nella sua applicazione agli studi al collegio
romano e divenne tisico. Fu mandato in Belgio, ma era troppo tardi. La sua
morte avvenne a St. Omers e fu considerata una grande perdita da tutti
coloro che lo conoscevano (11).
Oltre che a questi due, durante la mia permanenza in quel luogo, impartii
gli Esercizi ad altri, che ne trassero molto profitto. Due di questi signori
erano i cattolici pi in vista della contea. Uno di essi era giunto fino al
penultimo giorno della seconda settimana senza alcuna emozione
spirituale: quindi il vento del sud, mi sia concessa la metafora, si abbatt
improvvisamente sul giardino dell'anima sua e vi rivers tali torrenti di
lacrime, che continu a piangere senza interruzione per tre o quattro
giorni. Anche quando gli affari gli imponevano di uscire, egli poteva
parlare soltanto con una voce rotta da singhiozzi. Mi seguiva dappertutto
come un bimbo di un anno, ed il cappellano, a cui ho sopra accennato,
prese a chiamarlo il piangente, e quando mi scriveva delle lettere diceva
279

John il piangente vuole questo e questo oppure vi offre questa cosa.


D'allora in poi la sua vita fu piena di opere buone, ed ebbe una morte
felice.
Circa lo stesso tempo, persuasi un altro Walpole, il cui nome era
Christopher, a partirsi da Cambridge per visitarmi. Quindi lo ricevetti nella
Chiesa e, dopo averlo fornito di danaro per il viaggio, lo mandai a Roma.
Ivi, dopo aver completato gli studi, entr nella Compagnia e ricevette gli
Ordini. Successivamente fu mandato in Spagna ove mor. La sua morte
caus a tutti noi un grande dolore e fu una grave perdita per il suo paese
(12).
Poco fa ho fatto menzione di due fratelli. Il maggiore di essi, prima di
lasciare l'Inghilterra riusc a persuadere il primogenito dei fratelli (13), che
gli portava grande rispetto, a tentare gli Esercizi Spirituali. Anch'egli era
cattolico, ma i suoi pensieri erano molto lontani dalla perfezione cristiana.
Di recente gli era morto il padre ed egli aveva ereditato il patrimonio
familiare e l'annesso castello (14). Ivi viveva con la moglie e i figli ai quali
era profondamente affezionato. Aveva fatto allestire un parco di daini, o
una specie di recinto, e godeva tutta l'indipendenza di un piccolo principe.
Siccome si teneva a distanza dai preti seminaristi, non era disturbato
dalle autorit e non sopportava nulla del calore e del fardello del giorno
(15). A quel tempo la persecuzione era diretta principalmente contro i
preti seminaristi e, nel complesso, risparmiava i vecchi sacerdoti,
ordinati prima dell'avvento al trono di Elisabetta. Si trattava di una
distinzione simile a quella odierna tra preti secolari e gesuiti, giacch oggi
la persecuzione molto pi violenta contro di noi ed i nostri amici, come
si pu giudicare dalla maniera in cui viene trattata la buona gente che ci
offre rifugio. La ragione, ritengo, che il nostro numero cresciuto. A ci
non sono estranee le contese che sono scoppiate tra noi ed uno strato del
clero secolare, prima nei seminari e poi in Inghilterra; il che rende il
governo impaziente di schiacciare la parte pi intransigente comminando
pene terribili alla gente che ci ospita e ci protegge. Ma gli Israeliti
crescevano nonostante la rabbia di Faraone che li cercava a morte (16).
Come stavo dicendo, questo signore e la sua famiglia vivevano
pacificamente del loro patrimonio. Egli, in particolare, cercava di stornare
con ogni cura l'attenzione del governo. I suoi occhi erano ciechi alle
insidie di satana ed egli neanche le temeva. Ma, nonostante ci, si ritrov
irretito nelle maglie della grazia. Cadde dritto dritto nella rete, vi rimase
impaniato e non mostr alcun desiderio di districarsene.
279

Ci avvenne dopo il primo o il secondo giorno. Aveva meditato


profondamente sugli scopi che Dio si era proposto nel crearlo e su tutto il
resto, quando incominci ad avvertire il rimescolio delle acque: si tuff
subito nella piscina e ne fu guarito. D'allora in poi, fece con molto
impegno le sue meditazioni, come si pu constatare dal profitto che ne
trasse. Per l'avvenire si propose di dedicare tutta la vita per procacciare la
maggior gloria di Dio. Per quanto riguarda i beni che Dio gli aveva donato,
prese a considerarli come un tesoro affidato alla sua custodia, e non come
cose di sua propriet; analogamente prese a riguardare la sua stessa
famiglia come un pegno affidatogli da Dio. Decise, inoltre, di accogliere
due altri sacerdoti ed insistette che uno di essi fosse un gesuita, perch
assumesse la direzione spirituale di lui e della sua famiglia. Se, poi,
l'amministrazione del patrimonio gli lasciava del tempo libero, soleva
dedicarlo alla lettura ed alla traduzione di libri ascetici. Egli era un
letterato e tradusse, infatti, molte opere utili, tra cui la vita del nostro santo
fondatore (17), i Dialoghi di S. Gregorio, il De bono statu religiosi di
Girolamo Platus (18) ed altri ancora. Per s formul delle regole di
condotta che lo avrebbero dovuto guidare nelle sue relazioni con gli altri,
nell'intento di aiutarli ed incoraggiarli a condurre una buona vita.
Queste furono le sue risoluzioni ed egli le mantenne. Dovette superare
molte difficolt che aveva chiaramente previsto fin dall'inizio. Anzitutto, la
maggior parte della servit era protestante. In secondo luogo, vi erano sua
moglie, dalla quale non ci si poteva aspettare che accondiscendesse ai suoi
piani, ed il suo cappellano, uno di quei vecchi preti che erano sempre alle
prese con i giovani, specialmente con i gesuiti, ch'essi consideravano come
innovatori indiscreti. Non era una cosa facile, come egli stesso pienamente
comprendeva. Tuttavia era determinato, nonostante quanto sarebbe potuto
accadere, a sostituire (ma in maniera delicata e generosa) i suoi servi
protestanti con altri cattolici accuratamente scelti ed a convincere tanto sua
moglie che il cappellano, possibilmente mediante un'amorevole opera di
persuasione, oppure, se questa fosse riuscita vana, ricorrendo alla sua
dottrina di capofamiglia.
Allorch ci fu realizzato, egli mi preg con molta insistenza di trasferirmi
in casa sua. Le ragioni che addusse erano convincenti. Ivi mi ero recato per
amore del mio ospite. Questi, adesso era in procinto di partire, giacch
Padre Garnet aveva deciso che egli si trasferisse presso di lui, finch non
gli fosse possibile recarsi nel continente. Inoltre, il buon prete, che era sul
posto allorch io ero giunto, vi sarebbe rimasto e si sarebbe preso cura
della madre di quel gentiluomo. Nel trasferimento vi era, infine, il
279

vantaggio che io sarei stato pi vicino a Londra e che nella nuova dimora,
dopo la partenza del mio ospite, avrei potuto fare maggior bene che
restando dove mi trovavo. Tutte ragioni, queste, che sottoposi alla
considerazione del mio superiore, allorch mi recai a presentargli il mio
ospite ed a lasciarlo in casa sua (19).
Padre Garnet mi esort a non lasciarmi sfuggire l'occasione, dal momento
che mi si presentava spontaneamente. Nella mia nuova residenza, per,
ebbi cura di far effettuare, nei limiti del possibile, ogni mutamento prima
del mio arrivo. Non avevo intenzione alcuna di divenire motivo di contesa;
perci indugiai per ben due mesi prima di trasferirmi. Fu scelto un corpo di
buoni e capaci servitori, per la maggior parte uomini che avevo conosciuto
in altri luoghi e di cui sapevo che mi sarei potuto fidare. N mi risult cos
difficile, come avevo temuto, indurre la padrona di casa ed il vecchio
sacerdote ad accettare i cambiamenti; anzi essi mi offrirono un valido aiuto
per condurli a compimento, specialmente la signora, che superava tutti
nelle cure che prodigava alla cappella e nella sensibilit che aveva per i
miei bisogni. Ella era di temperamento abbastanza vivace e le riusciva
difficile mantenere la pazienza con i servi e con gli altri. Tuttavia, la
frenavo sempre e l'ammonivo di volta in volta, di solito naturalmente in
sede privata, ma talvolta anche davanti agli altri, quando le circostanze lo
esigevano. Mi comportai cos per tutto il tempo che trascorsi nella sua
famiglia. Ella prendeva ci in buona parte e si sforzava seriamente di
tenere il suo temperamento sotto controllo. Ogni giorno sembrava volermi
dare nuove prove del suo rispetto e della sua affezione, come si potr
constatare in seguito.
Quanto al cappellano (20), egli divenne mio buon amico, quando si
accorse che la sua posizione era migliorata in seguito alla mia venuta, e
spesso manifest la sua soddisfazione con parole e con fatti. Del resto, era
naturale che il rispetto nei suoi confronti aumentasse con l'incremento
della piet e della devozione nella famiglia. Di fatto, era trattato meglio di
quanto non lo fosse stato in precedenza; e sebbene non tardasse ad
accorgersi che la mia persona era alla base dei cambiamenti, riconobbe che
egli stesso aveva pi influenza di prima.
Ivi viveva anche la madre del mio ospite; questa era vedova e persona di
meravigliosa bont. Il suo costante conforto erano i suoi figli, quattro
maschi e quattro femmine. Tutte le figlie si fecero suore; due erano gi
entrate nell'ordine delle Brigidine prima del mio arrivo (21): una di esse
ora badessa a Lisbona. Le altre due furono da me aiutate a recarsi nelle
Fiandre, dove sono entrate nel convento delle Agostiniane a Lovanio (22).
279

Anche i maschi erano tutti bravi giovani. Due di essi, come ho sopra
riferito, morirono nella Compagnia. Un terzo (23) intraprese la carriera
militare. Questi si distinse in battaglia contro gli eretici nei Paesi Bassi e fu
ucciso poco tempo fa combattendo valorosamente fino alla morte, mentre
tutti gli altri intorno a lui si erano arresi. Il quarto divenne l'erede del
casato e, con grande gioia della madre, si dedic ad ogni genere di opere
buone. Questa signora era un'anima di tale santit, che affermava che il
mondo non aveva pi nulla da darle. Il giorno in cui arrivai nella casa, ella
chiese al figlio di portarmi nella sua stanza. Appena entrai, ella cadde ai
miei piedi ed implor che le permettessi di baciarmeli, giacch, ella
affermava, io ero il primo membro della Compagnia che ella avesse mai
visto. Io rifiutai ed allora ella baci il pavimento sul quale stavo. Quel
giorno ella fu inondata di una consolazione di spirito che non l'ha pi
abbandonata. Adesso, vive lontana dal figlio e mantiene nella sua casa due
sacerdoti gesuiti. Quello che lei ebbe a soffrire nel frattempo sar narrato
in altro luogo.
NOTE AL CAPITOLO IV
1 Questi fu probabilmente William Hanse, fratello di Padre Everard Hanse, che fu
ucciso a Tyburne, perch era prete, il 31 luglio 1581. Nella lista dei papisti e nonconformisti in alcune contee dell'Inghilterra (1588) figura un certo Draiton, alias
Hanse del Suffolk, che probabilmente quel William Hanse che fu uno degli
assistenti dell'arciprete. C.R.S., vol. XXII, p. 127; Camden Society, Archpriest
Controversy, vol. I, p. 206.
2 William Watson, nel suo Quodlibets, elenca un gran numero di signore che
consegnarono a J. G. del denaro da distribuire tra i cattolici bisognosi. JESSOP, p.
220.
3 Isabella, vedova di Edmund Fortescue di Sawston e cognata di Thomas Wiseman.
JESSOP, p. 220.
4 Padre Anthony Rowse, che apostat. Giunse a Douai il 12 settembre 1591 e vi fu
ordinato sacerdote il 21 maggio 1592 insieme a Padre Thomas Everett. Tornato in
Inghilterra, lavor bene per molti anni, ma apostat nel 1605 per timore della
persecuzione. Nel 1608 trad il nipote di Padre Henry Garnet, Padre Thomas Garnet,
che fu ucciso a Tyburn il 23 giugno dello stesso anno. In seguito, quando pensava di
pentirsi, un suo parente gesuita (probabilmente Padre Everett) ard visitarlo per
riconciliarlo alla Chiesa. Nel 1613 si rec in Belgio e fu accolto a Lovanio nella casa
dei gesuiti inglesi dov'era rettore J. G. R. BELVEDERT, Bentivoglio Diplomatico,
vol. II, pp. 282-283.
279

5 Thomas e John Wiseman.


6 Gli Esercizi Spirituali sono programmati in maniera da occupare un intero mese e le
meditazioni sono divise in quattro settimane. Nella prima sono contemplati lo scopo
della creazione, il peccato e l'inferno; nella seconda il ministero di Nostro Signore,
nella terza la Passione, e nella quarta la vita risorta.
7 Quando J. G. sbarc per la prima volta nel 1588, c'erano, secondo quanto egli
attesta, soltanto altri quattro gesuiti nel paese. Nel 1606, anno in cui egli lasci
l'Inghilterra, il numero era salito a quarantacinque; nel 1614 raggiunse i
cinquantanove e nel 1620 i centocinque. Nel 1632 il numero dei gesuiti inglesi, sia in
patria che all'estero, era di trecentoquarantaquattro. Cfr. FOLEY, passim.
8 Anne, contessa d'Arundel.
9 Questa casa privata, in cui Southwell aveva la sua tipografia, era probabilmente
la casa di Arundel, nello Strand, dove la contessa di Arundel visse durante la
detenzione di suo marito nella Torre. Cfr. CHRISTOPHER DEVLIN, Southwell and
the Mar-Prelates, The Month, febbraio 1948.
10 Padre Garnet divideva questo denaro tra gli ecclesiastici, prigionieri o comunque
bisognosi, e tra gli altri poveri cattolici, che soffrivano sotto la persecuzione. Cfr. il
volume manoscritto di THOMAS HUNTER, conservato a Stonyhurst ed intitolato A
modest Defence of the Clergy and Religious. In una nota alle Letters of Thomas
Fitzherbert (1608-1610) (C.R.S., vol. XLI, pp. 131-133), Padre L. HICKS tratta delle
finanze della missione. In quei primi tempi dominava uno spirito di generosa
cooperazione e tanto J. G. quanto Padre Garnet assistevano tutti i sacerdoti che si
rivolgevano a loro per aiuto. Nei dieci anni che egli trascorse in missione, scriveva
Garnet nel 1596 in una lettera privata al Generale, sarebbe stato difficile trovare un
solo sacerdote entrato in Inghilterra senza che non fosse stato soccorso fino alla sua
sistemazione. Siccome le elemosine ricevute non coprivano le spese, Garnet fu
autorizzato a dispensare il patrimonio di alcuni suoi dipendenti per provvedere al
mantenimento del clero inglese. A quel tempo il Dr. Barrett, preside di Douai,
dichiar che aveva ricevuto pi denaro da Garnet e da Southwell che da tutti i preti
secolari d'Inghilterra. Lo stesso Garnet, quando fu accusato di avarizia, si dichiar
pronto a cambiare il denaro che la Compagnia aveva in Inghilterra con quello
posseduto da un prete qualsiasi scelto a sorte tra tutti.
11 Il fratello minore, John Wiseman, mor novizio nel 1592 all'et di ventun anni; il
fratello maggiore, Thomas, mor a St. Omers 1'11 agosto 1596 a ventiquattro. Le
annotazioni del registro di Sant'Andrea mostrano che i fratelli assunsero i due
soprannomi di J. G.: John prese il nome di Starkey e Thomas quello di Standish.
Stonyhurst MSS, Catalogus Primorum Patrum, FOLEY, VII, parte 2, pp. 853-854.
279

12 Christopher Walpole, iscritto come pensionante al Caius College 1'8 dicembre


1587, entr nel Collegio Inglese di Roma il 2 febbraio 1592. Mori a Valladolid nel
1606. FOLEY, VI, p. 188.
13 William Wiseman.
14 Braddocks, tra Thaxted e Saffron Walden, nell'Essex. La casa fu costruita intorno
al 1560 su una pianta a mezza H ed esposta ad est. Ci che oggi ne rimane l'ala nord
che stata adibita a fattoria. Royal Commission Hist. Monuments, Essex N. W., pp.
353-354.
15 J. G. fu probabilmente ingannato dalla modestia di Wiseman e fu indotto a credere
che questo suo nuovo amico mancasse di entusiasmo per la sua fede. Nel settembre
del 1586, un anno dopo la morte di suo padre e cinque anni prima d'incontrare J. G.,
William Wiseman era gi stato arrestato ed imprigionato per aver ascoltato la Messa.
P.R.O., Treasury Chamber Accounts, 2 ott. 1586.
16 J. G. si riferisce alla Appellant Controversy, che semin discordia in seno ai
non-conformisti e la cui propagazione procur alla causa cattolica pi danno che tutta
la persecuzione. Cfr. L. HICKS, The letters of Thomas Fitzherbert, c.R.S., vol. XLI.
17 S. Ignazio, fondatore della Compagnia di Ges.
18 L'autore, Girolamo Platus, o Piatti, era maestro dei novizi a Sant'Andrea, quando
J. G. inizi il suo noviziato nel 1588. L'opera fu pubblicata l'anno seguente e finch
non fu sostituita dalla Perfezione cristiana di Alfonso Rodriguez, rimase il testo
classico per l'istruzione dei novizi agli inizi della vita religiosa.
19 Henry Drury entr nella Compagnia come Fratello e mor novizio ad Anversa il 10
settembre 1593. Arch. S. J., Roma, Germ. 171, fo1. 273.
20 Questi fu Padre Richard Jackson, secondo quanto risulta dall'atto di accusa della
madre di William Wiseman. (Cfr. infra, cap. VIII).
21 Anne e Barbara Wiseman. Barbara mor a Lisbona nel 1649; Anne nello stesso
luogo, l'anno seguente. C.R.S., IX, p. 1.
22 Jane e Bridget Wiseman. Entrambe entrarono a Lovanio nel convento fiammingo
delle canonichesse di Sant'Agostino nella Mi-Rue. In questo convento, nel 1606,
c'erano ventidue monache inglesi sotto la guida di una priora inglese, Madre Margaret
Clement, figlia di John Clement e Margaret Griggs. Nel 1609 Jane Wiseman fond a
Lovanio, con l'aiuto di J. G., un convento inglese dello stesso ordine, Santa Monica, e
lo diresse per ventiquattro anni. Di tutti i conventi inglesi quello di Santa Monica fu
di gran lunga il pi ligio alla casa Stuart, e nella lista delle monache professe di
questo convento rappresentata quasi ogni preminente famiglia inglese del partito
279

giacobita. La chiesa del convento era, a quanto si dice, una delle pi belle della citt.
Quando i Francesi invasero i Paesi Bassi nel 1794, la comunit emigr in Inghilterra
ed ora si trova stabilita a Newton Abbot. Bridget Wiseman mor nel convento di Santa
Monica nel 1627; nello stesso convento mor pure Jane sei anni dopo. PETER
GUILDAY, English Catholic Refugees, pp. 282-285.
23 Robert Wiseman.

279

V. BRADDOCKS
Inverno 1591 - Primavera 1594
Quando la famiglia si adatt a questa nuova vita, io potei trovare del tempo
per lo studio (1) e per alcuni viaggi missionari. Il mio impegno, comunque,
fu quello di curare che tutta la famiglia si avvicinasse frequentemente ai
sacramenti. Ad eccezione della vedova, gli altri usavano accostarsi ad essi
al massimo quattro volte all'anno: adesso ci avveniva ogni settimana. Nei
giorni festivi, e normalmente nelle domeniche, io predicavo in cappella ed
istruivo tutti sul modo di esaminare la coscienza ed insegnavo, a coloro
che ne avevano il tempo, la maniera di meditare. Un'altra pratica che
avviai fu la lettura di libri ascetici, cosa che noi attuavamo perfino a tavola
quando non erano presenti n ospiti n visitatori. Quelli erano i tempi in
cui i preti erano soliti prendere i pasti insieme alla famiglia e spesso in
abiti ecclesiastici. Naturalmente, io avevo con me una talare ed una
beretta; ma Padre Garnet ci proib di indossarle fuori della cappella.
Quasi in ogni viaggio cercavo di condurre della gente in chiesa. Ma vi
una grande differenza tra questi paesi, in cui stavo allora lavorando, e le
altre parti dell'Inghilterra. Negli altri luoghi, in cui una gran parte della
popolazione cattolica e quasi tutti hanno un'inclinazione per il
cattolicesimo, facile fare molte conversioni e radunare grandi assemblee
alle prediche. Nel Lancashire, ad esempio, ho visto con i miei occhi pi di
duecento persone che ascoltavano la Messa e la predica. Questa gente
viene in chiesa senza difficolt, ma si dilegua quando scoppia la
persecuzione. Quando cessa l'allarme, essa torna di nuovo. Invece, nei
distretti in cui allora vivevo, i cattolici, erano molto pochi. La maggior
parte di essi apparteneva alle classi pi elevate; nessuno o pochissimi,
apparteneva al popolo minuto, giacch per i popolani impossibile vivere
in pace, circondati come sono da protestanti molto fanatici. L'unico modo
di operare conversioni, da queste parti, quello di conquistare prima la
nobilt, quindi la servit, perch i nobili cattolici debbono avere servi
cattolici.
A quel tempo, accolsi nella Chiesa il fratello della mia ospite (2). Egli era
l'unico figlio di un cavaliere e si dimostr sempre uno dei miei pi cari
amici. In seguito, spos una cugina del famoso duca di Feria, ed entrambi
sono molto devoti ai nostri padri. Essi ne tengono sempre uno nella loro
casa, talvolta anche due o tre, senza curarsi affatto del pericolo dei tempi.

279

Nello stesso anno inviai felicemente in Francia la figlia e tre figli di un


gentiluomo cattolico (3). La ragazza (4) entr nel convento agostiniano di
Lovanio e divenne la favola del luogo per la sua santit. Anche adesso,
dopo la sua morte, parlano di lei con venerazione e si riferiscono a lei
come alla santa. La sua stima ed il suo amore per la vita religiosa era
veramente grande e mi si dimostrava grata in maniera imbarazzante per la
piccola parte che io avevo avuto nella sua vocazione. Era solita decantare i
miei pregi alla comunit ed in maniera cos entusiastica, che quando giunsi
in visita a Lovanio la folla si accalcava per vedermi. Scoprii perfino che
una delle suore fiamminghe, che le era molto affezionata mentre era in
vita, si era impegnata ad imparare l'inglese, semplicemente per fare con me
la sua confessione. Altre stavano facendo lo stesso. Che la Provvidenza
fosse qui in opera, posso accertarlo dal fatto che ci procur la salvezza di
alcune anime che altrimenti non si sarebbero mai confidate con me.
I suoi tre fratelli appartennero al primo stuolo di allievi a St. Omers. Uno
di essi mor in Spagna subito dopo aver lasciato la scuola; il secondo,
erede del patrimonio familiare, fu ucciso dietro accusa di tradimento, ma
in realt mor martire per la fede (5); il terzo vive e lavora ancor oggi in
Inghilterra, dove un buon prete ed un grande amico dei nostri padri (6).
Pi sopra ho accennato alle sorelle del mio ospite. Ci volle alquanto tempo
per organizzare la loro partenza per l'estero. Prima che partissero, avevo
persuaso la loro madre che sarebbe stata cosa buona se ella, tornando nella
propria casa (7), vi ospitasse un prete che le avevo raccomandato. Avevo
intuito che quest'anima cos nobile e generosa sarebbe diventata il sostegno
di molti, cosa che infatti si avver. La sua casa fu un rifugio ed una sicura
fortezza per i gesuiti e per tutti i preti; e quando io e gli altri la visitavamo,
ella ci accoglieva con grande gioia. Talvolta cominciava a battere le mani o
a dare qualche altro segno della sua contentezza. Era una vera vedova,
dedita ad ogni buona opera e piena di zelo.
Per non menzionare molte persone di inferiore posizione sociale, che ella
condusse a me per farle riconciliare, ci fu una nobile signora che ella era
quasi riuscita a convertire (8). Questa era una sua vicina. Era la sorella del
conte di Essex (allora al culmine del suo favore presso la regina) ed era
sposata con il pi ricco signore dell'intero paese. Sebbene conducesse una
vita di frivolezze, fu condotta al punto di dichiararsi pronta ad incontrare
un sacerdote, purch questi potesse venire all'insaputa di tutti. La buona
vedova mi comunic la cosa. Cos mi recai apertamente a casa sua e,
secondo un accordo che avevamo fatto, mi rivolsi a lei fingendo di portarle
un messaggio da parte di un'altra nobile signora, che era sua parente (9).
279

Pranzai alla sua tavola con tutti i familiari e quindi le parlai in privato per
tre ore abbondanti. Prima sciolsi tutti i dubbi che ella sollev sulla fede;
quindi tentai di stimolare la sua volont. Prima della mia partenza, ella mi
chiese di insegnarle a prepararsi per la confessione e fissammo un giorno.
Quindi mi scrisse protestando seriamente che non c'era nulla al mondo che
ella desiderasse tanto, quanto manifestarmi i segreti pi profondi del suo
cuore.
Ma i giudizi di Dio sono insondabili ed terribile esporsi alla tentazione di
peccare. A Londra c'era un gentiluomo, che l'amava di un amore profondo
e paziente (10). Ella gli scrisse per comunicargli il passo che si era
proposta di fare, intendendo, forse, romperla con lui. Ma ella dest una
vipera addormentata. Egli si precipit immediatamente da lei e cominci a
dissuaderla dal suo proposito con ogni mezzo a sua disposizione. Era un
protestante abbastanza colto e la persuase abilmente a chiedere alla sua
guida la soluzione di certi dubbi che egli stesso nutriva intorno alla fede
(11). Le assicur che, se ne fosse convinto, anch'egli sarebbe divenuto
cattolico. Intanto, la supplic a non fare nessun passo irrevocabile, se
desiderava che egli non si suicidasse. Egli riemp due interi fogli sul papa,
sul culto dei santi e su questioni del genere. Nella lettera di lui la signora
accluse una nota vergata di proprio pugno, in cui mi pregava di farle la
gentilezza di rispondere, perch sarebbe stato un gran guadagno se fossimo
riusciti a convertirlo. Ma l'uomo non aveva alcuna intenzione di
apprendere la verit; desiderava soltanto rimandare la conversione di lei.
Egli ricevette tutte le mie soluzioni, che erano anche molto lunghe, ma non
diede alcuna risposta. Nel frattempo tent di condurla a Londra. Riusc
prima a persuaderla a rimandare la sua riconciliazione e poi ad
abbandonare del tutto l'idea.
In tutto questo tempo, egli lavorava alla sua rovina. Pi tardi ritorn
trionfatore dall'Irlanda. Aveva ben amministrato il paese ed aveva sconfitto
le forze spagnole che vi erano sbarcate (in quella occasione condusse
prigioniero il conte di Tyrone, il pi valido oppositore dell'eresia nell'isola
ed il pi saldo sostegno della vecchia fede) e per i suoi meriti fu creato
conte da Sua Maest regnante. Ma il pover'uomo che aveva conquistato gli
altri non fu capace di conquistare se stesso! L'amore che nutriva per questa
donna lo riduceva uno schiavo impotente. La sua follia lo spinse ad
eccessi; la cosa si riseppe a corte e cadde in pubblica disgrazia. Ci fu pi
di quanto potesse sopportare. Incapace di liberarsi da questa infatuazione,
mor di crepacuore. Con l'ultimo respiro egli invoc, non Dio, ma la sua
279

dea, il suo angelo, come la chiamava, e la lasci sua unica erede. Una
fine miserabile, in verit, dopo aver rovinato il suo buon nome.
Sebbene la donna fosse ora pi ricca che mai, i suoi pensieri tornavano
spesso al dimenticato proposito. Spesso cominciava a parlare di me con
una delle sue damigelle d'onore che era cattolica. E quando, circa tre anni
fa, questa ragazza si trasfer in Belgio per farsi suora (12), mi narr la cosa
e mi sugger di scriverle per vedere se fosse possibile suscitare la fiamma
dalla cenere (13). Stavo infatti scrivendo una lettera, quando venni a
sapere che ella era morta di febbre. Per fortuna era stata riconciliata con la
Chiesa sul letto di morte da uno dei nostri padri.
Mi accorgo che ho indugiato troppo in questa storia, ma desideravo
mostrare come la Provvidenza di Dio avesse agito nei suoi riguardi e come
il Suo giudizio fosse ricaduto sull'amante che aveva ritardato la
conversione di lei.
NOTE AL CAPITOLO V.
1 Probabilmente, J. G. lavorava allora alla traduzione dell'Esortazione di Ges Cristo
all'anima fedele del certosino LANSPERGIO (Johann Landsberger), che fu
pubblicata clandestinamente a Londra nel 1598. NATHANIEL SOUTHWELL, Bibl.
Scriptorum Soc. Jesu, p. 452.
2 Henry Huddlestone, di Sawston, presso Cambridge. Dal tempo di J. G. fino ad oggi
Sawston, a circa cinque miglia a sud di Cambridge, rimasta un centro cattolico.
Henry Huddlestone spos Dorothy, figlia di Robert, primo Lord Dormer. Questa era
cugina del duca di Feria, ma solo per affinit per parte del marito. MORRIS, p. 97.
3 Richard Rookwood, di Coldham, vicino Bury St. Edmunds. Coldham, a cinque
miglia e mezzo a sud-est di Bury St. Edmunds, fu un altro centro cattolico stabilito da
J. G. e continu a prosperare durante tutta la persecuzione. I Rookwood furono tra i
primi allievi della scuola di St. Omers. Henry Walpole, che pass da St. Omers il 13
novembre 1593, dichiar nel suo interrogatorio che a St. Omers c'erano anche tre o
quattro Rookwood, tutti fratelli, e quattro Mallet, ovvero Ilesleys, che erano arrivati
di recente. C.R.S., vol. V, p. 262.
4 Dorothy Rookwood. Era stata due anni nel Belgio prima di entrare in religione. Il 5
giugno 1595 aveva fatto la professione nel convento fiammingo di Sant'Orsola a
Lovanio insieme a Bridget Wiseman e Margaret Garnet, sorella di Padre Garnet. Mor
nel 1607 dolcemente come visse, perch era un'anima mite e virtuosa, dolce ed
affabile nella conversazione ed amata da tutte le sorelle. ADAM HAMILTON,
Chronicle of St. Monica's Convent, vol. I, p. 23.

279

5 Ambrose Rookwood. Fu ucciso al tempo della congiura delle polveri. Ma ci che


spinse [i cospiratori] a scegliere specialmente Mr. Rookwood, scrive J. G. nel suo
Narrative of the Gunpowder Plot, fu, suppongo, non tanto il desiderio di fruire del
suo aiuto mediante la sua vita e la sua persona, e di un'abbondante riserva di cavalli
che quello possedeva in gran numero e di ottima qualit, ma perch lui stesso era
conosciuto come uomo di grande virt e di pari coraggio e di non minore segretezza.
Era, inoltre, uomo di grande talento e di profonda cultura, avendo trascorso nello
studio molto tempo della sua giovinezza. A quel tempo (1606), aveva, ritengo, non
pi di ventisei o venti sette anni ed aveva sposato una ragazza cattolica molto
virtuosa, appartenente ad un grande casato, dalla quale ebbe numerosi bambini. Fu
ucciso nel cortile del Palazzo Vecchio a Westminster il 31 gennaio 1606. Narrative,
pp. 85.86.
6 Costui Robert Rookwood. Questi entr nel Collegio Inglese nell'ottobre 1598,
all'et di sedici anni, e fu ordinato il 1 agosto 1604. Nel 1613 (dopo che J. G. aveva
scritto l'autobiografia), entr nella Compagnia ed oper per molti anni nel distretto
del Suffolk. Nel 1624 la spia Gee lo descrive come un uomo piccolo e bruno, molto
sensibile e galante, che abitava a met di Drury Lane ed era in relazione con delle
nobildonne decadute. FOLEY, I, p. 676; VII, parte 2, p. 670; C.R.S., XXXVII, p.
110.
7 A Northend, nella parrocchia di Great Waltham, Essex.
8 Penelope Rich, la pi celebre bellezza del suo tempo. Era figlia di Walter Devereux,
primo conte di Essex. Fu costretta ad un matrimonio infelice con Robert, terzo Lord
Rich, in seguito conte di Warwich. Sir Philip Sidney in uno dei sonetti dedicati alla
sua Stella fa allusione a questo matrimonio, giocando sul nome del marito: Ella
non ebbe sfortuna alcuna, tranne quella di essere Ricca. Era vicina dei Wiseman e le
due famiglie erano imparentate. Quando la casa della signora Wiseman a Northend fu
attaccata, la vedova percorse tutta la strada a cavallo fino alla casa di Lord Rich a
Leighs, nella stessa contea. Poco prima che J. G. la incontrasse, Penelope era
divenuta l'amante di Lord Mountjoy, dal quale ebbe tre figlie e due figli. Mor circa
dodici mesi dopo Mountjoy. D.N.B., XLVIII, p. 120.
9 Dorothy, moglie di Henry Perey, nono conte di Northumberland.
10 Charles Blount, ottavo Lord Mountjoy. Nel giugno del 1603, al suo ritorno
dall'Irlanda, Montjoy condusse con s, a Wanstead, O' Neil, conte di Tyrone, per
consentirgli di fare atto di personale sottomissione a Giacomo I. Egli fu allora
nominato conte del Devonshire e il 26 dicembre 1605 spos Lady Rich dopo la
sentenza di divorzio, che la separava dal marito ancor vivente. Qualche mese dopo, il
3 aprile 1606, mor di polmonite e non, come dice J. G., di crepacuore. Siccome il
matrimonio fu celebrato sfidando le recenti disposizioni di disciplina ecclesiastica
decretate nel 1604, ci rec una grave offesa al re e ritard la promozione di William
Land, che, quale cappellano del conte, aveva celebrato il matrimonio nella sua casa di
279

Wanstead. Fynes Moryson, segretario di Mountjoy (1600-1602), lo descrive come


uomo di alta statura, di proporzioni armoniose e dai capelli nerastri. La fronte era
larga ed alta, i grandi occhi neri e belli, il naso alquanto basso, corto e un po'
schiacciato all'estremit, le guance paffute, rotonde e rubiconde, l'aspetto gaio. The
Complete Peerage, vol. IX, p. 346.
11 Il suo pi grande piacere era lo studio della Teologia e, in particolar modo, la
lettura dei Padri e degli Scolastici... ed oserei dire che, pur trattandosi di un laico, egli
fu (secondo il mio giudizio) il miglior predicatore che io avessi mai ascoltato,
specialmente nelle controversie con i papisti. FYNES MORYSON, History of
Ireland (ed. 1735), vol. I, p. 110.
12 Tra le professe del convento inglese di Bruxelles si trovava Mistress Deacon, in
precedenza dama di compagnia di Lady Rich. Edmondes a Salisbury, 16 aprile 1617.
S. P. Flanders, vol. VIII, p. 274.
13 Nata nel 1581 a Huggerstone, nel Middlesex, la Deacon entr nel convento di
Bruxelles 1'11 gennaio 1606, proprio un anno prima che Edmondes inviasse questa
informazione a Salisbury. Fece la professione il 29 aprile 1608 e mori a Cambrai nel
1645. Suo padre divenne cistercense. C.R.S., vol. XIV, p. 179; BIRT, Obit Book
O.S.B., p. 214.

279

VI. PERQUISIZIONE A BADDESLEY CLINTON


Ottobre 1591
Durante questa mia permanenza feci, all'occasione, dei lunghi viaggi nelle
regioni del nord. La rotta che facevo passava per la mia casa e per molti
luoghi che appartenevano a parenti e a gente che ben conoscevo. Tuttavia,
potei realizzare ben poca cosa in quelle contrade, sebbene molte persone
mi professassero una calda amicizia. Infatti, ho sperimentato
personalmente la verit di quel detto di Nostro Signore secondo il quale
nessuno profeta nella sua patria; ed io non fui mai desideroso di
trattenermi molto a lungo con loro (1).
Durante uno di questi viaggi mi capit di invertire la rotta e visitare un
parente cattolico. Giunsi da lui, proprio mentre stava uscendo per unirsi ad
una grande caccia, per la quale si erano radunati tutti i suoi amici. Egli mi
invit ad andare con lui, giacch era ansioso che io convertissi un
gentiluomo che recentemente aveva sposato una nostra cugina. Risposi che
sarebbe stato meglio rimandare ci ad un altro giorno. Egli insistette,
tuttavia, dicendo che se non afferravo adesso l'occasione, non sarei stato
mai pi in grado di avvicinarlo. Cos risolsi di andare e di avvicinare
quell'uomo; cavalcai tutto il giorno in sua compagnia, improvvisandomi io
stesso cacciatore di un cacciatore. Ogni qualvolta la muta perdeva la pista
e cessava di abbaiare, usavo la pausa per fare la mia piccola caccia e
cominciavo a parlare con tutta seriet. Dal discorso sull'affanno che ci
stavamo prendendo per cacciare un povero animale, sviai la conversazione
sulla necessit di ricercare un premio eterno e di escogitare la maniera di
accaparrarcelo, nonostante tutte le pene e le fatiche che questo richiedeva.
Il demonio, dissi, non si concedeva riposo ma tentava sempre, come un
cane, di metterci alle strette: l'uomo, naturalmente, era pi scismatico che
eretico ed era necessaria un po' di polemica. Ma fu solo dopo molto
discutere che riuscii ad influenzare la sua volont. Per tutto quel giorno e
durante il successivo, lavorai attorno a lui. Il quarto giorno si arrese e
divenne cattolico. Egli pratica ancora la sua religione e spesso alloggia dei
sacerdoti nella sua casa e li introduce presso altre famiglie.
Prima di proseguire debbo narrare un' altra storia riguardo allo stesso
gentiluomo. Si tratta di una storia interessante. Un giorno gli capit di
andare a visitare un suo amico che era a letto ammalato. Sapendo egli che
quel gentiluomo non era un eretico pervicace, bens un brav'uomo che si
era lasciato sviare, cominci ad istruirlo sulla fede. Lo persuase che,
279

siccome egli era gravemente ammalato, era tempo che cominciasse a


pensare alla sua eterna salvezza. Le sue parole centrarono il bersaglio ed il
malato lo preg di trovare un prete che ascoltasse la sua confessione. Nel
frattempo il suo amico lo istruiva sul modo di stimolare il dolore dei suoi
peccati e di prepararsi ad una confessione generale. Quindi se ne and. A
quel tempo, egli non aveva nessun prete in casa sua e non ne pot trovare
subito uno. Intanto il gentiluomo mor, naturalmente con un grande
desiderio di confessarsi, giacch domandava continuamente quando
sarebbe tornato il suo amico che gli aveva promesso di portare con s un
medico. (I sacerdoti passano normalmente per medici, quando visitano le
case dei malati).
Sembra che questi pii desideri abbiano reso un buon servigio al morente.
Dopo la sua morte, la moglie vedeva ogni notte una specie di luce solcare
l'aria della sua stanza e passare per le cortine del letto. Impaurita, ordin
alle cameriere di portare i loro letti nella sua stanza e di restare con lei
durante la notte. Ma esse non videro assolutamente nulla. Solo la padrona
continuava a vederla ogni notte e ne restava turbata. Alla fine ella mand a
chiamare l'amico cattolico di suo marito, gli narr tutto quello che stava
accadendo e gli chiese di recarsi da qualche dotto per conoscere il suo
parere. Questi, a sua volta, si rivolse ad un prete, il quale gli consigli di
dire alla signora che la strana luce significava, probabilmente, che ella
sarebbe pervenuta alla luce della fede. Il suo amico torn con questa
risposta ed ella si fece cattolica. Dopo la conversazione fece celebrare la
Messa per lungo tempo in quella stanza. Tuttavia, la luce continuava ad
apparire ogni notte, e la vedova era pi preoccupata che mai. Il prete,
quindi, prese a consultare altri sacerdoti. La risposta che essi diedero fu la
seguente: probabilmente suo marito si trovava sulla strada del cielo (in
cuor suo egli era stato cattolico ed aveva desiderato ricevere i sacramenti),
ma aveva ancora bisogno di preghiere per purificare la sua anima. Egli
sugger quindi che si celebrasse per lui la Messa per trenta giorni, secondo
la vecchia usanza del paese. La signora provvide a ci ed ella stessa fece
pi volte la comunione con questa intenzione. La notte dopo la
celebrazione dell'ultima Messa in quella stanza, apparvero tre luci invece
di quella solita, e sembrava che le due esterne sostenessero fra loro la
terza. Tutt'e tre passarono per le cortine del letto e, dopo essersi soffermate
per pochi secondi, si innalzarono verso il cielo passando attraverso la
copertura del baldacchino, lasciando nel suo cuore un grande conforto.
Non apparve pi nulla del genere ed ella interpret la cosa come un segno
279

che l'anima di suo marito era stata liberata dalle sofferenze ed era stata
portata in cielo dagli angeli.
Ci accadde nella contea di Stafford.
Lo scopo di questi viaggi verso l'estremo nord era sempre quello di visitare
e di incoraggiare certe persone che fornivano un grande appoggio alla
nostra causa comune.
Tra la gente che solevo visitare vi erano due sorelle. Erano le figlie di uno
dei pi vecchi conti del paese che era morto martire per la fede (2). A quel
tempo, le due donne vivevano nella stessa casa e volevano che io restassi
definitivamente con loro, non che mi limitassi a visitarle solo
occasionalmente. Ci era impossibile; tuttavia, esse si posero sotto la mia
direzione spirituale. La sorella maggiore era madre di famiglia e divent
un vero e proprio pilastro a sostegno della chiesa perseguitata in quelle
parti (3). Ella albergava nella sua casa due sacerdoti ed accoglieva con
grande gentilezza tutti gli altri che si trovavano di passaggio (e ve n'erano
molti, perch quella parte del paese era ben fornita di preti; ed i cattolici
erano numerosi, sebbene appartenessero per la maggior parte alle classi
basse). Di fatto, ogni volta che mi recavo da lei, incontravo sempre dai sei
ai sette sacerdoti, prima di ripartire. I suoi aiuti si estendevano sull'intero
distretto, almeno fino al tempo in cui fui catturato e gettato in prigione.
Successivamente, suo marito la persuase a trasferirsi a Londra. Nessuno
dei due trasse vantaggio da questo trasferimento ed i poveri cattolici del
distretto patirono una grave perdita.
L'altra sorella, Dio la riserv a s. Ella era nubile, molto umile e modesta
ed aveva una profonda inclinazione per le cose celesti. Passava molto del
suo tempo in preghiera, e sembrava che il mondo perdesse ai suoi occhi
ogni attrattiva e che solo il cielo le risplendesse. In seguito la mandai in
Belgio da Padre Holt, il quale mi scrisse queste parole: Nessuna persona,
che sia mai venuta qui dal nostro paese, ha destato maggiore edificazione,
n ha fatto di pi per innalzare il buon nome dell'Inghilterra. Ella fu la
principale fondatrice del convento delle benedettine inglesi a Bruxelles,
dove vive ancora oggi (4). Ella ha raggiunto una grande santit ed un
grande rinnegamento di s; ed suo costante desiderio condurre una vita
pi ritirata. Chiede spesso al suo direttore il permesso di diventare una
reclusa; ma questi non del suo avviso ed ella si sottomessa al suo
parere.
All'inizio, solevo portare con me tutto l'occorrente per la Messa. Esso era
semplice, ma decoroso; ed era fatto in maniera da essere facilmente
trasportato, insieme alle altre cose di cui avevo bisogno, dall'uomo che
279

fungeva da mio servitore. In tal modo potevo celebrar Messa, al mattino,


dovunque alloggiassi; prima, per, mi preoccupavo di esaminare ogni
angolo della stanza per accertarmi che nessuno mi osservasse attraverso le
fessure. Debbo aggiungere che solo raramente i miei ospiti potevano
fornirmi le cose necessarie alla Messa e che, di conseguenza, dovevo
portarle io stesso. Ma, dopo pochi anni, non ci fu pi bisogno di far ci.
Quasi in tutte le case che visitavo trovavo pronti ormai i paramenti ed ogni
altra suppellettile. Inoltre, non pass molto che ebbi sulla mia rotta tanti
amici, e cos vicini l'uno all'altro, che non avevo mai bisogno di fermarmi
in una locanda in un viaggio di centocinquanta miglia. Negli ultimi due
anni non ricordo di aver dormito una sola notte in una di esse.
Nel corso dell'anno, ero solito vedere il mio superiore diverse volte.
Spesso avevo delle questioni importanti da trattare con lui. E regolarmente
due volte all'anno, tutti noi ci incontravamo per fornirgli il rendiconto
semestrale della nostra coscienza e per offrire a Nostro Signore Ges la
rinnovazione dei voti. Posso testimoniare che questa buona pratica della
Compagnia fu di grande aiuto agli altri (5), e, per parlare soltanto di me,
(vi esprimo semplicemente il mio sentimento), io non trovai mai nulla che
mi facesse maggior bene. Essa conferm il mio spirito nel proposito di
soddisfare a tutti gli obblighi della mia condizione di gesuita e a tutti i
doveri di un prete di missione. Prescindendo dalla consolazione che mi
proveniva dal rinnovamento dei voti, sperimentai un nuovo vigore ed uno
zelo ardente e rinnovellato. Se, quindi, fallivo nel mio lavoro, non
dipendeva da un difetto della Compagnia, che mi provvedeva di mezzi del
genere e mi offriva tutta l'assistenza per tendere alla perfezione, che
rappresenta il suo fine.
In una occasione, eravamo tutti radunati nella casa in cui viveva Padre
Garnet (6), giacch a quel tempo egli era ancora nel paese. Avevamo
tenuto diverse conferenze ed il superiore ci aveva ricevuti singolarmente
per un colloquio privato. Improvvisamente, uno di noi sollev la
questione: che cosa avremmo dovuto fare, se i cacciatori di preti
avessero fatto irruzione senza un preallarme? (Noi eravamo parecchi,
mentre il numero dei nascondigli era insufficiente per riparare tutti:
eravamo, infatti, nove o dieci gesuiti ed alcuni altri preti, oltre pochi laici
che erano costretti a vivere nascosti). Padre Garnet rispose: vero, non
dovremmo incontrarci tutti allo stesso tempo, ora che le nostre file si
accrescono di giorno in giorno. Tuttavia, siamo riuniti per la gloria di Dio.
Finch non avremo rinnovato i voti, la responsabilit sar mia; dopo sar
vostra. Fino al giorno in cui rinnovammo i voti, egli non diede alcun
279

segno di apprensione; ma subito dopo ci invit a badare a noi stessi ed a


non soffermarci senza una ragione pi che plausibile. Io non posso
garantire pi a lungo la vostra incolumit, ci disse. A quelle parole, subito
dopo il pranzo, una parte del gruppo mont subito a cavallo e si allontan.
Rimasero cinque gesuiti e due preti secolari (7).
Erano le cinque del mattino seguente. lo stavo facendo la meditazione,
Padre Southwell stava iniziando la Messa e gli altri erano in preghiera,
quando improvvisamente avvertii un grande strepito fuori della porta
principale. Quindi udii una voce che urlava ed imprecava contro un servo
che voleva impedire l'entrata. Erano i cacciatori di preti o persecutori,
come venivano chiamati. In tutto erano quattro, avevano brandito le spade
ed avevano cominciato ad abbattere la porta per forzare l'accesso. Ma un
servo fedele li tenne a bada, altrimenti saremmo stati tutti catturati.
Padre Southwell avvert il frastuono. Indovin subito di che si trattava, si
spogli dei paramenti e denud l'altare. Nel mentre, noi afferrammo tutti
gli oggetti personali: non fu lasciato nulla che potesse tradire la presenza di
un prete. Furono nascosti perfino i nostri stivali e le nostre spade: tali cose
avrebbero destato sospetti, se non fossero state trovate le persone alle quali
appartenevano. I letti rappresentavano un problema. Siccome erano ancora
caldi ed appena coperti alla maniera in cui si lasciano prima di farli
riassettare, alcuni di noi si precipitarono a rivoltarli, volgendo al soffitto la
superficie fredda, al fine di trarre in inganno chiunque intendesse palparli.
Fuori, quegli scalmanati continuavano a schiamazzare e ad abbaiare, ma i
servi tenevano serrata la porta. Essi dissero che la padrona di casa che era
vedova non era ancora alzata, ma sarebbe venuta gi subito per rispondere
loro. Questo ci concesse il tempo sufficiente per occultarci insieme con le
nostre cose in una specie di antro sotterraneo.
Alla fine quei leopardi poterono entrare. Si dispersero all'impazzata per
tutta la casa, frugarono dappertutto, rovistarono alla luce delle candele
negli angoli pi oscuri. Impiegarono quattro ore in questa ricerca, ma
fortunatamente non riuscirono a nulla. Ci che essi fecero fu di mostrare
quanto potessero essere pervicaci e dispettosi, e quanto i cattolici fossero
pazienti. Alla fine se ne andarono, ma solo dopo essere stati pagati per il
loro incomodo. Gi, perch tale la sorte miseranda dei cattolici: quando
degli uomini arrivano con l'autorizzazione di rovesciare le loro case in
questa o in quell'altra maniera, sono essi, i cattolici, e non le autorit che li
mandano, quelli che debbono pagare. Come se non fosse sufficiente
soffrire, essi debbono pagare le loro sofferenze.
279

Quando si furono ben bene allontanati, cos che non vi era alcun pericolo
che potessero tornare improvvisamente indietro, come talvolta sono soliti
fare, una donna venne a chiamarci fuori del nostro ricettacolo, che aveva
ospitato non uno ma diversi Danieli. Il nascondiglio si trovava sotto il
livello del suolo; il pavimento era allagato ed io rimasi per tutto il tempo
con i piedi a bagno. Con me c'erano Padre Garnet, Padre Southwell e
Padre Oldcorne (tre futuri martiri), Padre Stanney (8), due preti secolari e
due o tre laici. Cos, quel giorno, fummo tutti salvi.
Il giorno seguente Padre Southwell ed io partimmo insieme a cavallo,
come eravamo venuti. Ma Padre Oldcorne rimase, poich il luogo dove
abitava non era molto distante (9)
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO VI.
1 In compagnia di William Wiseman e del suo domestico Richard Fulwood, J. G. si
trovava a Bryn, nel Lancashire, presso Lady Gerard qualche tempo prima della festa
di S. Michele del 1592. S.P.D., CCXLVIII, n. 103.
2 Thomas Percy, conte di Northumberland, decapitato a York nel 1572.
3 Lady Elizabeth Percy, moglie di Richard Woodroff di Wooley, Royston, nel West
Riding. I rapporti del 1592-1593 la segnalano come ostinata non-conformista. C.R.S.,
vol. XVIII, p. 79.
4 Lady Mary Percy, figlia del grande conte di Northumberland, e molte altre persone
insigni lasciarono il proprio paese e si ritirarono nelle Fiandre, vivendo a Bruxelles in
grande ritiratezza e devozione. Quindi passarono alla determinazione di condurre vita
religiosa e di fondare un monastero. Dopo aver conferito su tali buoni propositi col
molto Rev. Padre Holt della Compagnia di Ges, riuscirono presto, mediante il suo
consiglio, in questa grande opera. Adottarono la regola di San Benedetto e scelsero il
suo santo ordine, che fra tutti gli altri era stato fino a quel tempo il pi fiorente in quel
regno ormai eretico, sperando che in futuro esso potesse tornare di nuovo per loro un
paese felice ed ospitale. Annals of the English Benedictine Nuns (C.R.S., vol. VI, p.
2). Questo fu il primo convento inglese fondato dopo la Riforma. Nel 1794 la
comunit si trasfer a Winchester, quindi, nel 1857, a East Bergholt e infine, nel 1863,
a Teignmoutb.
5 In una lettera dell'8 marzo 1590 Padre Southwell descrive una riunione precedente
del genere. Abbiamo insieme rinnovato con grande contentezza i nostri voti...
Aperuimus ora et attraximus spiritum. Mi sembra d'intravvedere in Inghilterra
l'instaurazione di una nuova vita religiosa, della quale ora noi spargiamo i semi in
lacrime, affinch altri possano poi con gioia ammassare i covoni nei granai celesti.
Abbiamo cantato gl'inni del Signore in una terra straniera e nel deserto abbiamo
279

succhiato il miele dalla roccia e l'olio dalle dure pietre. Ma queste nostre gioie si sono
mutate in dolori, mentre timori improvvisi ci hanno dispersi in luoghi differenti. Alla
fin fine, per siamo pi impauriti che danneggiati, perch tutti siamo scampati. R.
CHALLONER, Memoirs of Missionary Priests, pp. 213-214.
6 Noi avevamo scelto la stessa abitazione che in precedenza avevamo sempre
utilizzato a tale scopo, appartenente a due sorelle, una vedova [Mrs. Eleonor
Brooksby] e una nubile (Miss Anne Vaux), poich aveva un rifugio molto sicuro e
una cantina ben nascosta. La riunione dur dal 14 al 19 ottobre 1591. Garnet ad
Aquaviva, 17 marzo 1594. Stonyhurst MSS, Anglia, I, n. 73.
7 A tavola, nella festa di San Luca, - afferma Padre Garnet - non so quale ispirazione
mi fece parlare come segue. Dissi, infatti, che avevo fino allora preso sopra di me
ogni responsabilit, ma non intendevo pi garantire la loro incolumit dopo la fine
del pranzo. Stonyhurst MSS, ibid.
8 Originario del Wiltshire, Padre Stanney entr nella Compagnia come sacerdote
nell'aprile 1589. Pi tardi successe a Padre Southwell come cappellano della contessa
di Arundel. Al tempo della congiura delle polveri fu sconvolto mentalmente per un
certo periodo e fu esiliato nella primavera del 1606. Mor a St. Omers il 19 maggio
1617.
9 Una descrizione del nascondiglio sotterraneo si trova nell'appendice B. Padre
Garnet fornisce una relazione pi dettagliata di questa perquisizione in una lunga
lettera scritta in latino al suo generale, Padre Aquaviva, in data 19 novembre 1593.
Egli racconta come al sopraggiungere dei persecutori, tutto era stato preparato per la
partenza dei sacerdoti. Si era pensato ai cavalli... i servi e le serve erano occupati in
diverse faccende... alcuni preparavano la colazione, altri pulivano gli stivali, altri
tiravano fuori i mantelli e tutto il necessario per il viaggio. Ad un tratto, un giovane,
uscito dalla casa, not uno sconosciuto e si ritir subito serrando a chiave la porta
davanti a lui. Nel mentre, due servi cattolici si accorsero di quello che stava
succedendo. Scesero di corsa nelle stalle e ne tornarono armati di attrezzi agricoli.
Con questi presero a minacciare gli ufficiali che intanto avevano gentilmente chiesto
di entrare. All'interno nel frattempo si provvedeva a sbarrare la porta che era gi stata
chiusa a chiave. Allorch fu tutto nascosto, furono ammessi gli ufficiali. Con grande
abilit Miss Vaux evit che il gruppo dei perquisitori entrasse nella stalla, dove
avrebbero trovato tutti i cavalli pronti per la partenza dei sacerdoti. Alla fine della
perquisizione questi uscirono tutti dal loro nascondiglio e celebrarono la Messa.
Questa narrazione consta di circa 2.500 parole e rappresenta quasi un quarto
dell'intera lettera. Stonyhurst MSS, Anglia, I, n. 73.

279

VII. PADRE OLDCORNE


Dopo aver menzionato Padre Oldcorne, debbo spiegare brevemente come
egli and a vivere l. Appena giunto in Inghilterra, egli si trattenne presso il
superiore, poich non aveva una casa propria nella quale andare. A
pochissima distanza da questo luogo, sorgeva una bellissima abitazione
appartenente ad un gentiluomo cattolico (1). A quel tempo costui era
imprigionato per la fede nella Torre di Londra. Sua sorella (2) era
protestante. Ella era stata educata alla corte della regina ed ivi aveva attinto
cos abbondantemente all'eresia, che non si poteva trovare nessuno che
fosse in grado di guarirla. Molti, infatti, avevano tentato, giacch ella
amava conversare di religione, senza avere, per, la minima intenzione di
apprendere alcunch: si che ella si dilettava di un buon argomento. A
causa della sua ostinazione, quella buona casa cattolica ci fu preclusa,
finch ella l'amministr in assenza del fratello; e non c'era una casa pi
bella in tutto il paese. Ben costruita e situata al centro di una
piacevolissima contrada, rappresentava l'ideale come centro cattolico (3).
Dopo che un buon numero di preti aveva tentato senza successo di
convertire la gentildonna, Padre Garnet pens a Padre Oldcorne e lo preg
di operare un ulteriore tentativo. Il padre and, ma la trov ostinata come
non mai. Egli tent gli argomenti tratti dalla Scrittura, gli argomenti di
ragione e di autorit, ma non approd a nulla. Tuttavia, la sua insistenza
prevalse sull'ostinazione della donna, giacch, rivolgendosi a Dio, egli
volle provare se riusciva a scacciare il demonio muto con la preghiera e
con il digiuno. La signora not che il padre non aveva mangiato nulla per
l'intera giornata, e quindi ancora per un'altra. Ci la fece meravigliare, ma
ella continu a mantenere la maschera dell'ostinazione. Forse non un
uomo, ma un angelo, disse a se stessa. Quindi, con una curiosit
prettamente femminile si propose: Voglio vedere se riesce a vivere come
gli angeli. Se non ci riesce, non mi convertir. Per quattro interi giorni il
prete mantenne il digiuno. Alla fine, pose in fuga il demonio e la donna fu
guarita da quell'ora. Padre Oldcorne le aveva veramente ottenuto
orecchie per udire: quella donna ostinata e petulante divenne umilissima
e docilissima nelle sue mani.
Tornando a considerare questo fatto, ritengo che sia stato un particolare
disegno della Provvidenza permettere che gli altri preti fallissero. Sembra
che l'abbia voluto riservare in maniera speciale per questo sacerdote, e non
solo lei, ma quasi tutta la contea che le tenne dietro. Padre Oldcorne visse
279

per sedici anni in casa sua, che divenne centro del suo apostolato. Cos egli
pot condurre molti alla fede, tanto in questa contea quanto in quelle
adiacenti, sostenere i vacillanti e rialzare i caduti, ed infine collocare dei
preti in molti luoghi. Perci, molti che lo conobbero parlano di lui negli
stessi termini che San Girolamo usa per San Giovanni: Egli fond e
govern tutte le chiese di quelle regioni. Ed infatti tutti lo consideravano
come un padre. Egli era prudente e non diede altro che soddisfazione a
tutti, lavorando duramente, soffrendo a lungo e non abbandonando nessuno
che avesse bisogno del suo ministero. Un numero incalcolabile di cattolici
ricorrevano a lui per elemosine. Ed il posto in cui viveva era in tutto simile
ad una delle nostre case in paesi stranieri, tanti erano i cattolici che vi
affluivano per ricevere i sacramenti, per ascoltare le sue prediche e per
ricevere il suo consiglio. Suo cooperatore fu Padre Thomas Lister (4),
uomo veramente dotto e straordinario.
Servo degli altri, Padre Oldcorne era molto intransigente con se stesso. Le
sue gravi fatiche e la cura di tutte le chiese di quelle regioni - sembrava
infatti che dipendessero in tutto da lui - non gli bastavano. Quando era a
casa studiava molto e, nello stesso tempo, praticava una grande penitenza
corporale. Ho gi menzionato i suoi digiuni. Inoltre, egli soleva portare il
cilicio e si fustigava spesso e duramente. Bench, naturalmente, egli
intendesse unicamente castigare il nemico e ridurlo in schiavit, si rese
quasi un servo inutile. Infatti, gli scoppi un vaso sanguigno ed egli
cominci a vomitare sangue in gran quantit. Si riebbe, ma quasi ogni
anno diventava cos anemico, da sembrare che non dovesse pi
riacquistare le forze. In queste precarie condizioni gli si svilupp un
tumore in bocca - la parola inglese kanker - che progred al punto di
apparire incurabile. Come mi disse in seguito, i medici dichiararono che
avrebbero dovuto amputargli alcune ossa che cominciavano a cadere in
putrefazione. Il buon padre, temendo che l'operazione gli avrebbe impedito
di predicare in avvenire - egli era un predicatore di talento (5) - decise
subito di recarsi in pellegrinaggio al pozzo di S. Winefrid, santuario
famoso, vero e proprio miracolo permanente (6).
S. Winefrid era una fanciulla del Galles settentrionale tanto santa quanto
bella, e la sua fede e il suo amore per la castit la rendevano ancora pi
bella. Il figlio di un capo clan si innamor di lei e la chiese in sposa. Ma
ella rigett la sua corte, perch era pagano ed inoltre perch aveva emesso
il voto di verginit davanti al vescovo del luogo e non voleva sacrificarlo a
nessun uomo. L'amore del suo corteggiatore si mut in ira ed egli le spicc
la testa con la spada. Ci avvenne sul pendio di una collina e la testa rotol
279

a valle, dove scatur immediatamente una grande fonte. Da quel giorno


quella valle, che era conosciuta come la valle arida, divenne fertile
grazie al torrente che, sorgendo da quella fonte, fluisce al mare con un tale
impeto da poter azionare un mulino sorto alla distanza di appena cinquanta
yarde. Nella stessa scaturigine vi sono delle grandi pietre, tutte rosse, quasi
che fossero bagnate di sangue. Quando esse vengono scheggiate - la gente
del luogo fa del suo meglio per impedire ai pellegrini di farlo - i frammenti
hanno la stessa ombreggiatura di rosso e la parte da cui sono staccati passa
col tempo dal bianco al rosso. Anche sul letto del torrente si possono
trovare delle pietre coperte o almeno spruzzate di sangue. I cattolici le
raccolgono con devozione e le conservano con riverenza; lo stesso fanno
anche col muschio velloso - la parola inglese moss - che cresce
abbarbicato alle pietre e manda un soave odore, quando ne viene strappato
(7). L'acqua della fonte estremamente fredda, ma nessuno soffr mai
alcun danno dopo averla bevuta o dopo essersi bagnato. Io ne sorbii diversi
sorsi a stomaco vuoto, senza che mi capitasse nulla.
Una volta mi trovai sul posto il 3 novembre, festa di S. Winefrid ed assistei
al fenomeno che quel giorno si verifica. (L'acqua cresce di un buon piede
sopra il livello ordinario e nel crescere di livello diventa rossa, mentre il
giorno successivo pi limpida che mai). Vidi coi miei occhi l'acqua
ribollire ed acquistare un colore rossiccio, quell'acqua (si noti bene) che
negli altri giorni cos straordinariamente chiara che si pu raccogliere
uno spillo adagiato sul fondo. Era d'inverno. Gelava in maniera
straordinaria in quel periodo; e sebbene sul corso d'acqua il ghiaccio fosse
stato rotto dalla gente che l'aveva attraversato la notte precedente, mi fu
tuttavia molto difficile guadare col mio cavallo la mattina seguente. Ma,
gelo o non gelo, mi calai nel pozzo da buon pellegrino. Restai immerso
nell'acqua per un buon quarto d'ora e pregai. Quando venni fuori, la mia
camicia era tutta gocciolante. Tuttavia, me la tenni addosso, anche quando
mi rivestii degli altri panni, senza che risentissi alcun danno per questo
bagno.
Questi sono fatti veri. E frequentemente avvengono nel pozzo grandi e
manifesti miracoli. Ad esempio, c' la storia di un visitatore protestante
che, osservando alcuni cattolici che si bagnavano, prese a schernire la loro
devozione. Che cosa hanno da sciacquarsi qui nell'acqua? Gliela far
vedere io. Mi ci pulir gli stivali. Cos si tuff, stivali, spada e tutto.
Appena tocc l'acqua ne avvert la forza soprannaturale, che aveva
rifiutato di riconoscere. Fu colpito all'istante da paralisi e perdette l'uso
delle membra, tanto che solo a stento gli poterono strappare la spada dalla
279

morsa del pugno. Per molti anni, in seguito, fu trasportato su una sedia a
ruote come un paralitico.
In tal modo egli venne punito, mentre altri furono confermati nella loro
fede.
Io stesso ho parlato con un certo numero di persone che hanno visto
quest'uomo e che hanno udito la storia sia dalle sue labbra che da coloro
che lo conobbero. Furono questi che mi narrarono il seguito della vicenda:
come, cio, l'uomo si fosse pentito ed avesse riacquistato l'uso delle sue
membra nello stesso pozzo in cui era stato punito. Questa solo una fra le
molte storie consimili.
Come dicevo, Padre Oldcorne aveva preso la decisione di visitare il santo
pozzo; ma S. Winefrid lo prevenne. Durante il viaggio egli si ferm presso
la dimora di due sorelle nubili. Erano povere persone, ma ricche di virt,
poich temevano Dio. Vivevano insieme per servirlo in comune e tenevano
in casa loro un prete, che esse consideravano come loro padre. Questo
buon prete aveva preso dal ruscello una di quelle pietre spruzzate di
sangue, che ho poco innanzi descritto. Durante la Messa era solito parla
sull'altare insieme alle altre reliquie. Quando Padre Oldcorne la not, la
prese nelle sue mani e la baci con molta devozione. Quindi, appartandosi,
si gett in ginocchio e cominci a leccarla e a tenerne una parte nella
bocca. Intanto pregava in silenzio. Si rialz dopo mezz'ora: il dolore era
sparito ed il cancro era curato. Tuttavia egli comp il pellegrinaggio al
pozzo, non gi per implorare la guarigione da S. Winefrid, ma per
esprimerle il suo ringraziamento. Mentre era l si riebbe anche da quella
anemia che si riteneva fosse la causa del suo cancro, e ripart pi forte e
pi sano di quanto non fosse stato per diversi anni.
Ho riferito la storia nelle stesse parole con le quali Padre Oldcorne me l'ha
narrata. Il sacerdote, nella cui casa Padre Oldcorne trov la pietra, mi
conferm i fatti quando lo incontrai a St. Omers. Egli mi narr, inoltre, le
cose che accaddero dopo la morte di Padre Oldcorne. Di queste parler in
seguito. Tutto ci sar sufficiente per quanto riguarda Padre Oldcorne:
debbo infatti tornare alla mia miserabile vicenda.
Durante il mio soggiorno in questa terza residenza, dettai gli Esercizi
spirituali a diverse persone e, tra le altre, a due gentiluomini, i quali ancor
oggi tengono fede alle risoluzioni che allora presero e sono rimasti,
ciascuno nel loro distretto, amici fedeli dei gesuiti. Il primo, Mr. John Lee
(8), proprio di recente ha sostenuto una tesi di filosofia a Roma. Adesso
tornato in Inghilterra ed sempre pronto ad accogliere i nostri ed a
sopperire alle loro necessit finanziarie. Il secondo un uomo che si
279

mostrato estremamente fidato in moltissimi affari delicati. Cinque o sei


anni dopo, entrambi fecero un secondo ritiro, e fu una grande consolazione
vedere come lo facevano bene.
Non posso omettere di menzionare due coniugi di nobile casato che fecero
voto di castit. Essi me ne avevano spesso fatto proposta, ma io,
conoscendo i pericoli di un impegno del genere, non volevo saperne.
Tuttavia essi insistettero: allora scesi a compromesso e permisi loro di
tentare per un anno. Cosi essi fecero, ed alla fine dell'anno si mostrarono
pi desiderosi che mai di emettere il voto. Quindi, diedi loro il permesso.
Naturalmente, presero tutte le precauzioni necessarie riguardo alla
separazione quoad torum, sebbene continuassero a vivere sotto lo stesso
tetto. Sta di fatto che l'affetto che si dimostravano reciprocamente ed il
vero amore che regnava tra di loro sembravano crescere. In seguito mi
mantenni in contatto con loro per diversi anni e posso attestare che per
tutto quel tempo rimasero fedeli al loro voto.
Inoltre, mandai all'estero per motivi di studio un buon numero di giovani
che aspiravano alla vita sacerdotale. Uno di essi mori a Douai. Durante i
suoi studi si era comportato molto bene e si era guadagnato la reputazione
di giovane molto santo. Egli era stato con il Beato Padre Francis Page, il
martire gesuita, quando entrambi lavoravano in un ufficio di Londra. Fu lui
che mi present al buon padre. In seguito apprenderete ci che deriv da
questa presentazione. Altri sono, adesso, preti gesuiti: Padre Sylvester e
Padre Clare, attualmente, penso che siano a Valladolid (9); altri servono
Dio nelle loro sfere particolari come, ad esempio, Padre John Bolt (10). Il
suo talento musicale era notevolissimo e gli aveva guadagnato l'affezione
di una potentissima patrona. Tuttavia, egli lo mise da parte, e con esso tutte
le sue speranze di gloria, per unirsi a me e per seguire i consigli di Nostro
Signore come sono spiegati negli Esercizi Spirituali (11).
A quel tempo mi furono regalate delle reliquie preziosissime, che i miei
amici avevano fatto elegantemente ornare per me. Esse includevano
un'intera spina della santa corona di Nostro Signore che Maria, regina di
Scozia, aveva portato con s dalla Francia (dove era custodita tutta la
corona) ed aveva donato al conte di Northumberland, che in seguito fu
martirizzato. Mentre era in vita, il conte soleva portarla intorno al collo
racchiusa in una croce d'oro; quando giunse sul luogo dell'esecuzione, la
consegn alla figlia che la pass a me. Essa era riposta in una custodia
dorata, ornata di perle. Con tre altri reliquiari d'argento custodita dal
superiore.
279

Due di queste reliquie sono antiche ed erano state salvate dal saccheggio di
un monastero. Esse mi pervennero tramite persona degna di fede. La terza
un dito indice del martire Padre Robert Sutton, fratello del sacerdote da
me menzionato nella prima pagina di questo libro. Per meravigliosa
provvidenza di Dio questo indice fu preservato insieme al pollice dalla
corruzione, sebbene tutto il braccio fosse stato esposto, perch fosse
divorato dagli uccelli. Quando alcuni cattolici andarono segretamente a
rimuoverlo (era stato esposto per un anno intero), essi non trovarono altro
che ossa. Le sole parti ancora ricoperte di carne e di pelle erano il pollice e
l'indice, che erano stati unti con l'olio santo durante l'ordinazione e che
erano stati santificati dal contatto del Santissimo Sacramento. Suo fratello,
un altro buon sacerdote, conserv per s il pollice, regalandomi l'indice
(12).
Quasi nello stesso periodo mi furono regalate anche una testa d'argento di
S. Thomas di Canterbury e la sua mitra tempestata di pietre preziose. La
testa piccola e non ha grande valore in s, ma rappresenta un vero tesoro
perch contiene un frammento del cranio del santo. Ha lo spessore d'una
doppia corona d'oro e si ritiene che sia il pezzo che fu asportato quando
egli fu cos crudelmente ucciso. La testa d'argento era vecchia ed aveva
perduto alcune pietre; ma il gentiluomo presso il quale dimoravo la fece
riparare ed ornare finemente. Per questa ragione, in seguito, il superiore
gliela diede in consegna, perch la conservasse per la Compagnia nella sua
cappella privata. Un altro regalo fu una considerevole parte del braccio di
S. Vita, che adesso custodita da un altro gentiluomo cattolico della stessa
contea.
La vergine Vita era figlia di un re dell'Inghilterra occidentale. E molte
chiese sono a lei dedicate sotto il titolo di Witchurch. La reliquia mi
pervenne nel modo seguente. Il pastore del luogo dove anticamente era
conservato e venerato tutto il corpo (o almeno una grande parte) not che
era sempre desto di notte e non riusciva a prender sonno. Ci continu per
lungo tempo. Un giorno pens che questo disturbo gli poteva derivare dal
fatto che non prestava il dovuto rispetto alle ossa che aveva in custodia. Si
convinse che doveva darle ai cattolici ai quali esse spettavano di diritto.
Egli fece cos ed in seguito dorm sempre bene. Un buon prete mi narr
questa storia e mi diede un osso, che un cattolico devoto custodisce per la
Compagnia.
Vi erano molte altre belle cose che mi furono regalate per la Compagnia.
Ed i cattolici della casa ed i visitatori traevano grande conforto dal loro
contatto.
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____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO VII.
1 Thomas Habington di Hinlip House, nel Worcestershire. All'epoca del complotto di
Babington (1586) suo fratello fu ucciso ed egli fu imprigionato nella Torre. Nel 1593
gli fu permesso di tornare a casa a Hinlip e durante il suo domicilio coatto si dedic
all'antiquariato, cosi da diventare uno dei pionieri della storia scientifica delle contee.
Suo figlio, William Habington, si distinse come poeta sotto il regno di Carlo I.
Thomas mor 1'8 ottobre 1647, all'et di ottantasette anni. Alcuni ritratti di lui e della
moglie sono riprodotti nella History of Worcestershire del NASH, vol. I, che per la
maggior parte basata su documenti manoscritti da lui raccolti. WOOD, Athen. Ox.,
vol. III, pp. 222-225; D.N.B., XXIII, pp. 414-415.
2 Dorothy Habington, il cui padre era stato tesoriere della regina.
3 La posizione di Hinlip House, situata su una collina tre miglia a nord-est di
Worcester e dominante un'ampia distesa di campagna, ne fece un rifugio ideale per i
sacerdoti. La casa, che adesso non esiste pi, si diceva che contenesse undici camere
segrete, nascoste dietro il tavolato delle stanze e costruite in forma di falsi camini. Fu
qui che furono catturati Padre Oldcorne e Padre Garnet, essendo stati costretti ad
abbandonare i loro nascondigli per mancanza di aria.
4 Aveva conseguito il dottorato a Pont--Mousson nel 1592 e giunse in Inghilterra nel
1596. Arrestato all'epoca della Congiura delle polveri ed esiliato nel 1606, ritorn in
Inghilterra poco dopo e vi mori intorno al 1626. FOLEY, VII, parte I, p. 462.
5 In Narrative (p. 284), J. G. parla della sua ardente maniera di predicare, per la
quale aveva un buon talento, bench la sua voce fosse in se stessa alquanto rauca e
faticosa, ma percettibile agli ascoltatori.
6 Cfr. appendice C.
7 Thomas Pennant cos si esprime su questo muschio: Alcuni eminenti botanici di
mia conoscenza hanno considerato il muschio dolce e le sue macchie sanguigne una
semplice formazione vegetale, per niente caratteristica della nostra fonte. Il primo
appartiene a quella qualit di muschio chiamato Jungermannia asplenioides, FI.
Angl. 509, imperfettamente descritto ed illustrato da Dillenius nella sua storia dei
muschi. Questa specie si trova anche in un altro pozzo sacro a Caernarvonshire ed
chiamata Ffynnon Llanddeinioen, in una parrocchia omonima. L'altro un bisso,
egualmente odoroso, comune in Lapponia ed in altri paesi, oltre il nostro. Linneo...
dice che anche la pietra alla quale esso aderisce si distingue facilmente per il colore,
essendo come macchiata di sangue; ed afferma che, se si strofina, emana un odore
simile a quello delle viole. THOMAS PENNANT, Tour in Wales (1819), pp. 53-54.

279

8 Il suo nome viene di frequente menzionato nelle lettere che J. G. scrisse dopo la sua
fuga dall'Inghilterra. J. G. gli affid molti incarichi finanziari connessi con la
missione inglese. Stonyhurst MSS, Anglia, passim.
9 Padre Thomas Sylvester mori nel 1625 a Valladolid, dove era stato procuratore per
vent'anni. Riconciliato nel 1595 da J. G., fu mandato a St. Omers l'anno successivo.
Padre John Clare, laureato di Oxford, si rec da St. Omers a Valladolid per compiere
gli studi teologici. Oper per molti anni nel distretto del South Wales, dove era
superiore all'epoca della sua morte avvenuta nel 1626. c.R.S., vol. XXX, p. 56;
FOLEY, VII, parte 2, p. 753.
10 Nato intorno al 1563, si guadagn ben presto una grande fama per il talento
musicale e fu chiamato a corte. Quando l'abbandon per diventare cattolico,
Elisabetta, che aveva tanto stimato il suo maestro di musica, ne fu cosi contrariata che
minacci di colpirlo in testa con la sua pantofola, perch non meritava di meglio.
Ella giunse al punto di proporgli che avrebbe ignorato la sua conversione e gli
avrebbe permesso di restare cattolico, se fosse tornato a corte. Bolt, comunque,
prefer vivere insegnando musica nelle famiglie cattoliche, dove avrebbe potuto
praticare la sua religione. Cos, egli visse con Sir John Petre a Thorndon nell'Essex,
con Richard Verney a Compton nel Warwickshire e con altre famiglie, finch si
stabil coi Wiseman a Braddocks. Quando fu arrestato nel marzo 1594, Topcliffe
minacci di torturarlo; ma per intercessione di Lady Penelope Rich, che lo aveva
conosciuto a corte, fu rilasciato. Quindi si trasfer nel continente. Dopo alcuni anni
passati a St. Omers, si rec nel convento delle benedettine inglesi a Bruxelles per
aiutare la loro musica che era diventata tanto famosa. Prov la sua vocazione come
frate benedettino; ma, non trovando questa vita adatta per lui, and al collegio di
Douai dove fu ordinato sacerdote nel 1605. Dopo alcuni anni si stabil nella diocesi di
Cambrai. Durante una sua visita a Lovanio nel 1613, fu persuaso da Jane Wiseman,
allora priora del convento di Santa Monica, ad accettare il posto di organista e
cappellano del convento. Ivi trascorse il resto della sua vita ed ivi mori il 3 agosto
1640. C.R.S., vol. III, p. 31; GROVE, Dictionary of Music and Musicians, vol. I, p.
359.
11 J. G. conobbe forse anche William Byrd, il madrigalista, che era intimo di Padre
Garnet e che in seguito prese a suonare l'organo ed altri strumenti alle riunioni dei
gesuiti presso Anne Vaux ad Erith, nel Kent, Hat. Cal., XVII, pag. 611.
12 Le reliquie fin qui menzionate sono tutte conservate a Stonyhurst; le altre sono
andate perdute. Insieme al reliquiario, contenente il pollice di Robert Sutton (non
l'indice, come riteneva J. G.), c' un foglio di carta in cui J. G. forn di proprio pugno
la stessa descrizione della reliquia. In una lista di martiri ch'egli compil nel 1594, J.
G. ripete questi dettagli ed aggiunge: Di quest'uomo si costantemente riferito che
le guardie della prigione lo videro pregare, tutto avvolto di luce, nella notte
precedente il martirio. C.R.S., vol. V, p. 291
279

279

VIII. PEINE FORTE ET DURE


Ma come c' il tempo per raccogliere le pietre, cos c' quello per
scagliarle. Era giunto il momento che doveva mettere alla prova i servi di
Dio, i miei ospiti, cio, e me con loro.
Al fine di renderli pi simili al Maestro, per il quale essi soffrivano, Dio
permise che fossero traditi da uno della loro casa (1), un uomo che tutti
loro amavano. Non era cattolico, n servo della casa; ma era stato assunto
un tempo dal secondo dei fratelli, che lo aveva raccomandato a sua madre
ed al suo fratello maggiore, prima di partire per l'estero. La sua abitazione
era a Londra, ma andava spesso a visitare la famiglia, e sapeva quasi tutto
ci che avveniva in entrambe le case. Io stesso debbo confessare che non
vidi alcuna ragione per diffidare di una persona nella quale tutti gli altri
confidavano; tuttavia agii con molta cautela e non permisi che mi vedesse
nelle mie funzioni di sacerdote, n in abiti che gli avrebbero potuto far
supporre che ero uno di loro. Ma egli lo indovin, come ebbe in seguito a
confidarmi, quando si avvide del rispetto col quale il padrone di casa mi
trattava. Lo aveva insospettito il fatto che egli mi accompagnava quasi
sempre per due o tre miglia nei miei viaggi e che spesso mi seguiva fino a
Londra. Era in casa sua (2) che eravamo soliti alloggiare durante le nostre
visite in citt. Dovevo ancora imparare per esperienza che la soluzione pi
sicura era quella di avere una casa in proprio.
Questi piccoli indizi destarono sospetti nella mente del traditore, come egli
stesso mi rifer in seguito. Certo, come era, che avrebbe ricevuto pi di
trenta pezzi d'argento per il tradimento del suo padrone, si rec dai
magistrati e contratt con loro il baratto. Nel frattempo, secondo quello
che io suppongo, essi lo inviarono a montare una guardia severa attorno
alle due case, quella della vedova e quella del figlio, per individuare i preti
che vi entravano e per contarne il numero.
La prima ad essere perquisita fu la casa della vedova. Il sacerdote che
abitualmente vi albergava (3) si trovava in casa, ma riusc a guadagnare un
nascondiglio e per quella volta fu salvo. Ma costrinsero la buona vedova a
recarsi a Londra (4) ed a presentarsi davanti agli ufficiali che fungevano da
giudici nelle cause riguardanti i cattolici. Ella si present e rispose con
molta decisione, pi come una libera cittadina che come una donna
bersagliata e perseguitata. Fu inviata in prigione, e mostr grande pazienza
e piet, sbrigando le sue faccende come una serva, preparandosi i pasti e
facendo il bucato. Ella desiderava questo lavoro umiliante per se stesso,
279

ben sapendo che era l'unica maniera per raggiungere la vera umilt, ed
anche perch le evitava ulteriori spese. Con il denaro risparmiato, ella
aiutava i cattolici bisognosi.
Per tutto il tempo che fu in prigione, ella mi sped sempre la met del suo
reddito annuo: seicento fiorini. Spendeva l'altra met per mantenere un
sacerdote, che in giorni determinati le portava la Santa Comunione, e per
provvedere ai suoi compagni di prigionia, oltre che in diverse opere buone.
Dedicava tutto il suo tempo alla preghiera e al cucito: preparava paramenti
ed altri arredi per l'altare che inviava a diverse persone. Questa fu la sua
vita per due anni interi (5), finch Dio non le chiese un sacrificio pi
grande.
Accadde questo. Dio permise che venisse a conoscenza delle Autorit che
ella riceveva le visite di un prete. Se ben ricordo, si trattava di Padre Jones,
un francescano che in seguito fu martirizzato (6). Decisero quindi di far
ricorso alla legge contro di lei ed ella fu citata in tribunale. Furono
chiamati i soliti falsi testimoni ed ella fu accusata di aver provveduto al
mantenimento di un prete in contrasto con le leggi del paese. I giudici
nominarono una giuria che la dichiarasse colpevole o innocente. Ma, per
evitare che la giuria si macchiasse la coscienza del suo sangue, emettendo
un verdetto di colpa, questa ottima donna decise di restar muta e di non
dare alcuna risposta, quando il giudice l'avesse pregata di dichiararsi
colpevole o innocente. Fece ci ben conscia delle sanzioni della legge;
intendo, cio, quella ben pi severa e crudele sentenza, riservata agli
uomini ed alle donne che rifiutino di difendersi in questioni di vita o di
morte. Essi vengono distesi supini su una pietra appuntita mentre un grave
peso viene posto sul torace finch non scacci da loro la vita.
Fino al tempo di cui sto scrivendo, avevamo avuto solo due donne martiri,
escludendo Maria, regina di Scozia. Una di esse scelse a York la stessa
morte e la stessa corona di martire per le medesime ragioni (7). Ella sapeva
che i giurati l'avrebbero sicuramente dichiarata colpevole per accontentare
il giudice; perci volle risparmiare un aggravio alle loro coscienze. Era il
suo esempio che questa buona vedova aveva in mente. Ella scelse lo stesso
metodo e la stessa pena. Rimase in silenzio e ricevette la condanna ad
essere schiacciata fino alla morte (8).
Lasci il tribunale tutta esultante, perch non era stata ritenuta indegna di
subire per amore di Ges quel tipo di morte che aveva sperato. Ma la sua
posizione ed il suo buon nome preoccuparono i consiglieri della regina.
Essi non volevano far stupire Londra con la loro barbarie; perci, dopo la
condanna, la fecero trasferire in una diversa e peggiore prigione, dove la
279

rinchiusero. Ci a cui miravano era la sua propriet, che intendevano


trasferire alla regina. Se fosse stata uccisa, questa sarebbe andata non alla
regina, ma a suo figlio, il mio ospite (9). Perci la buona vedova continu
a vivere in quella prigione, privata di tutti i suoi possessi eccetto la vita,
che era l'unica cosa di cui sperava che la liberassero (10).
Rest l in una lurida cella fino all'avvento di Re Giacomo, quando
ricevette il perdono abitualmente concesso per l'incoronazione di un nuovo
sovrano. Quando torn a casa continu a servire i servi di Dio, come aveva
fatto in passato, e seguit a tenere due di noi in casa sua.
Tanto basti per questa buona vedova. Adesso bisogna tornare al resto della
mia vicenda personale.
Il traditore non si era rivelato ed era ancora insospettato dal suo padrone.
Intanto stava cercando l'opportunit di tradirci, senza doversi scoprire. Il
suo primo progetto era quello di catturarmi nella casa di Londra, che avevo
da poco preso in affitto per me e per il mio ospite (11). Poich il suo
padrone lo impiegava in un gran numero di affari, egli non poteva non
conoscere il luogo che il suo padrone aveva preso in affitto per mio uso.
Cos promise ai magistrati che li avrebbe avvertiti non appena vi fosse
venuto, in modo che potessero chiamare gli ufficiali, circondare di notte la
casa e precludermi la fuga. Ci non altro che quello che sarebbe accaduto
se Dio non fosse intervenuto mediante un ordine del mio superiore.
Questi si era trasferito in un'abitazione situata a quattro o cinque miglia da
Londra (12) ed io mi ero recato a fargli visita. Siccome avevo degli affari
da sbrigare in citt, dopo uno o due giorni scrissi una lettera ed informai le
persone che curavano la casa che sarei tornato la tal notte e che
convocassero un certo numero di amici che desideravo vedere. Il traditore
venne a sapere del momento (egli era spesso nella casa che notoriamente
apparteneva al suo padrone) e diede disposizioni affinch i persecutori ed i
loro segugi circondassero il posto a mezzanotte.
Proprio prima di montare a cavallo, andai a salutare il superiore. Egli
insistette affinch passassi la notte con lui, ma io risposi che mi
attendevano degli affari in citt e gli spiegai di che cosa si trattava;
aggiunsi inoltre che avevo anche degli appuntamenti. Ma il caro padre non
volle saperne, sebbene come in seguito mi disse, neanche lui sapesse
perch agiva in quel modo particolare. Certo, non rientrava nel suo stile
ordinario ed io non dubito minimamente che egli fosse guidato dallo
Spirito Santo.
Il giorno seguente, di primo mattino, ci giunsero delle voci secondo cui
alcuni papisti erano stati sorpresi nella casa (13). Si diceva che tra loro era
279

stato trovato un prete; in realt si trattava del mio domestico, Richard


Fulwood. Il luogo era privo di nascondigli, sebbene avessi gi stabilito di
costruirne alcuni, ed egli si era celato in un angolo oscuro della casa.
Siccome egli aveva un bell'aspetto, fu ritenuto un prete: non erano presenti
n il traditore, n alcun altro che lo conoscesse.
Furono presi e gettati in prigione tre cattolici ed uno scismatico. (Per
scismatico intendo una persona che cattolica per convinzione ma che
frequenta la chiesa protestante). Nel caso presente si trattava di una
persona degna di fiducia, che io usavo come portiere e come una specie di
agente nel distretto.
Quando questi uomini furono interrogati, si mantennero fermi e fedeli
(14); nessuna delle loro risposte forn il minimo indizio circa il vero
proprietario della casa, circa cio la mia persona, non quella del mio
ospite. E ci fu un bene, perch, se si fosse risaputo che la casa
apparteneva a me, il mio ospite avrebbe ricevuto un trattamento ancora
peggiore. Infatti, egli fu convocato urgentemente: essi speravano ancora di
catturarmi e di trovare un pi grave motivo di accusa contro di lui. Appena
il mio ospite giunse in citt per rispondere alla citazione, si diresse subito
verso casa. Ignorando tutto quello che era accaduto, era ansioso di sapere
se io potevo dirgli nulla circa la citazione e se ero in grado di consigliarlo
sulle risposte da dare. Giunse alla porta e buss; ma cadde, povera
pecorella di Cristo, negli artigli dei lupi e non tra le braccia del suo pastore
o dei suoi amici. Solo la notte precedente si era fatta irruzione nella casa
ed alcuni di quei furfanti si aggiravano ancora all'intorno a caccia di
qualsiasi cattolico che intendesse visitarla, senza nemmeno aver sentore
del pericolo.
Essi gli si avventarono addosso e lo condussero sotto buona scorta al
cospetto dei magistrati. Quanti preti frequentano la vostra casa? Quanti ne
ospitate? Quali sono i loro nomi?. Gli furono rivolte innumerevoli
domande del genere. Ma nelle sue risposte egli fece notare come il solo
sospetto che lui ospitasse dei preti gli risultasse sommamente offensivo e
come egli avesse preso tutte le precauzioni per non correre tale rischio.
Essi, tuttavia, lo incalzarono; allora egli rispose che era pronto a
contestare, ogni accusa che avessero avanzato contro di lui. Comunque,
essi non insinuarono nulla nei miei confronti. Per quanto questa volta
fossero stati delusi, nutrivano ancora la speranza di catturarmi, sapendo
essi che il traditore era ancora insospettato.
Al tempo del suo arresto, il mio ospite stava lavorando alla traduzione del
De bono religiosi statu di Padre Girolamo Platus. Di recente aveva
279

completato la seconda parte e l'aveva portata per discuterla con me.


Quando fu preso, gli furono trovati questi manoscritti; e quando gli fu
chiesto di che cosa si trattasse, rispose che era un libro di devozione (i
protestanti temono tutto ci che viene pubblicato contro di loro o contro le
loro false dottrine ed analizzano attentamente tutti gli scritti che cadono
nelle loro mani). Siccome l per l non avevano il tempo di chiarire
interamente il caso, lo incalzarono di domande unicamente intorno a quelle
carte. Di nuovo egli insistette che quelle non contenevano assolutamente
nulla contro lo Stato e contro la sana dottrina e si dichiar pronto a
giustificare sul posto la convenienza del libro. Nel fare questo, come mi
rifer in seguito, egli sentiva una grande consolazione di spirito per essere
chiamato a rispondere di una cos bella opera (15).
Tuttavia, fu imprigionato e la sua relegazione fu cos stretta che solo uno
dei suoi servi, proprio il traditore, fu ammesso a visitarlo (16). Essi
sapevano che il padrone non aveva ancora nessun sospetto circa la sua
mala fede e speravano in tal modo di scoprire dove io ero nascosto e di
catturarmi prima di quanto avessero potuto fare in altro modo.
Quando io seppi che la nostra casa di Londra era stata occupata e che il
mio ospite era stato imprigionato, mi recai alla sua residenza di campagna,
essendo ansioso di conferire con sua moglie e con i suoi amici su ci che
fosse opportuno fare. Ordinai, inoltre, che ogni cosa fosse accuratamente
nascosta in altro luogo. Naturalmente, avevamo bisogno della maggior
parte degli arredi sacri per la Pasqua, che ormai era molto vicina. Perci
solo una piccola parte di essi fu trasferita presso amici. Mi fu moralmente
impossibile abbandonare allora la famiglia, giacch i suoi componenti
stavano per attraversare un periodo di grande ansiet e di grande angustia.
Giunse la settimana santa. Il traditore venne da Londra con una lettera del
padrone, che forniva i particolari di tutto quello che gli era capitato, delle
tre domande, che gli erano state rivolte, e delle sue risposte (17).
La lettera, naturalmente, era stata letta dalle autorit; ma queste la fecero
passare per dar credito al traditore e per fornirlo di un pretesto, al fine di
appurare se io ero nella casa durante la settimana santa. Egli rec anche
una seconda lettera. Questa veniva da parte del mio servo, della cui cattura
nella casa ho appena riferito. Lo avevano gettato nel pi assoluto
isolamento nella pi detestabile delle prigioni, Bridewell. Sapevano che
era il mio servo, giacch il traditore l'aveva loro comunicato; ed essi lo
relegarono in quella prigione nella speranza che egli avrebbe fornito i
nomi dei suoi amici e complici. In questa lettera scriveva che egli aveva
risposto fermamente No a tutte le loro domande e continuava con la
279

descrizione delle minacce che gli erano state fatte e del trattamento che
stava ricevendo. Attestava che gli davano solo quel poco pane che era
appena sufficiente per tenere insieme l'anima e il corpo. La sua cella era
stretta ed aveva spesse mura; non aveva letto e doveva dormire in
posizione verticale appena reclinato sul davanzale della finestra. Per mesi
non si era potuto spogliare degli abiti. Nel luogo vi era soltanto un po' di
paglia che ormai era tutta calpestata e che adesso cominciava a brulicare di
insetti cosi che era impossibile adagiarsi. Ma la cosa peggiore si era che in
quella cella gli avevano lasciato scoperto il secchio degli escrementi, cosi
che il fetore era soffocante. In queste condizioni attendeva di essere
chiamato e di essere interrogato sotto la tortura.
Io lessi la lettera alla mia ospite in presenza del traditore, e quando giunsi
all'ultima parola, mormorai: Volesse Dio che io soffrissi un po' di tutto
questo in maniera che lui potesse soffrire meno! Questa espressione in
seguito mi rese possibile identificare il traditore, che aveva causato tanta
afflizione. Quando fui catturato ed interrogato, risposi che non avevo
conosciuto nessuno della famiglia; al che gli interrogatori dimenticarono il
loro segreto ed esclamarono:
Menzogne! Menzogne! Voi avete detto cos e cos alla presenza della
signora, quando le stavate leggendo la lettera del servo (18). Tuttavia,
continuai a negare lo stesso e diedi loro buone ragioni perch potevo e
dovevo agire cos, anche se ci fosse stato vero. Ma riprendiamo la
narrazione.
____________________________________________________________
NOTE A CAPITOLO VIII
1 Costui fu John Frank. La sua deposizione, fatta davanti a Young il 12 maggio 1594,
si trova nel Public Records Office. Fu a casa sua che si trattennero Jane e Bridget
Wiseman ed altri che J. G. mand nel continente, allorch passarono per Londra.
S.P.D., voI. CCXLVIII, n. 103.
2 Era una casa bianca a Lincoln's Inn Fields. Il 3 maggio 1594, dopo che J. G. fu
catturato, un suo confratello gesuita di nome Henry Walpole fu interrogato nella Torre
circa questa casa, ma egli rifiut di svelare sia il nome del proprietario sia quello del
signore presso il quale era diretto e che abitava nella stessa casa. Da un ulteriore
paragrafo dello stesso rapporto risulta chiaro che il signore presso il quale era
diretto era J. G. C.R.S., vol. V, pp. 249-250.
3 Padre Brewster, probabilmente il vecchio prete che descritto come un uomo alto
dalla barba di cera. S.P.D., CXLVIII, n. 103.
279

4 La casa fu perquisita il 26 dicembre. Mrs. Wiseman, madre di William Wiseman,


non fu arrestata in quella occasione. Il 12 gennaio seguente fu denunciata alla corte
d'assise di Essex insieme al figlio, la nuora e due nipoti sotto un'altra accusa, quella,
cio, di aver ascoltato la Messa celebrata in casa sua dal suo cappellano, Padre
Richard Jackson. Fu allora che la vedova fu condotta a Londra. S.P.D., vol. CCXLIV,
n. 7.
5 Mrs. Wiseman trascorse l'intero periodo della sua prigionia a Gatehouse,
Westminster. Il suo nome appare in una lista di prigionieri compilata verso la fine
del 1595. Non fu processata che il 30 giugno 1598. Quando Mrs. Wiseman fu
condotta a Gatehouse, un'altra signora cattolica, Lady Alice Wells, si trovava gi a
Newgate rea di aver alloggiato gente. C.R.S., vol. II, p. 284.
6 Sembra che non vi sia stata che una sola visita, architettata, per giunta, da Topcliffe,
per trovare di che accusare Mrs. Wiseman. Nicholas Blackwall, un parassita di
Gatehouse che agiva in combutta con Topcliffe, chiese a Mrs. Wiseman, che usava
fare i cataplasmi ai poveri, se poteva curare la gamba ad un suo amico. Ella accett, il
Padre Jones fu condotto e Mrs. Wiseman gli applic un impiastro sulla gamba. Tale
fu il motivo dell'accusa. C.R.S., vol. V, p. 363.
7 Margaret Clitherow, che fu uccisa a York il 26 marzo 1586. La sua fama si divulg
mediante una biografia scritta dal suo confessore, John Mush, uno dei sacerdoti ai
quali aveva offerto rifugio e quello per cui fu condannata a morte. L'altra martire fu
Margaret Ward, una giovane signora di nobile casato che aveva fornito una fune,
avvolta in un lenzuolo pulito, per la fuga del sacerdote William Watson dalla prigione
di Bridewell. Dopo il suo arresto, fu percossa e trattata crudelmente nella speranza di
ottenere qualche informazione per imprigionare altri cattolici. Fu uccisa a Tyburn il
30 agosto 1588.
8 La sentenza che detta Jane Wiseman sia condotta nella prigione di Marshalsea
della regia corte, sia ivi denudata, eccezion fatta per un panno che le copra la parte
inferiore del corpo, e stesa supina per terra; che si scavi una buca sotto la sua testa e
che questa vi sia reclinata; che sopra ogni parte del suo corpo si pongano tante pietre
e tanto ferro quanto ella ne pu sopportare ed anche pi; che fin quando rester in
vita le siano posti accanto il peggiore pane e la peggiore acqua della prigione in
maniera, per, che nel giorno in cui mangia non beva, e nel giorno in cui beve non
mangi, restando cosi fino alla morte. Accusa di Jane Wiseman, 30 giugno 1598.
C.R.S., vol. V, p. 367.
9 Chi moriva sotto la peine forte et dure, come era chiamata questa pena, poteva
trasmettere il patrimonio ai propri figli, mentre se era trovato colpevole, esso passava
alla Corona. Questa specie di morte fu abolita nel 1827.
10 Le sue figlie Bridget e Jane che erano monache nel convento di Santa Monica a
Lovanio fornirono al compilatore delle cronache di detto convento ulteriori
279

informazioni circa la vita della loro madre in prigione. Vi si racconta che Topcliffe la
fece dormire nella stessa stanza di una strega, che era stata imprigionata per le sue
malefatte. Questa, per, non ebbe mai il potere di esercitare la necromanzia nella
stanza in cui si trovava la signora Wiseman, cosi che fu costretta ad andare in altro
posto. Si narra, inoltre, che la regina, nell'apprendere come quella dovesse essere
uccisa per cosa di cosi poco conto, accus i giudici di crudelt ed ingiunse che fosse
graziata. ADAM HAMILTON, Chronicle of St. Monica's, vol. I, p. 83.
11 In Golding Lane, Holborn. , questa, una vecchia strada nella parrocchia di
Sant'Andrea a Holborn che risale al tredicesimo secolo. Da una pianta del castello di
Finsbury, disegnata nel 1567 e riprodotta in STRYPE (voI. IV, p. 120), si rileva che vi
erano molte case con giardini. Era fuori citt e, come tutte le case occupate da J. G.,
aveva facile accesso alla campagna. Nella relazione dei due giudici che
organizzarono l'improvvisa ispezione la casa descritta come fabbricata di recente.
FOLEY, I, p. 488; H. A. HARBEN, Dictionary of London, p. 263.
12 In una lettera del 17 marzo 1594 Padre Garnet fa una lunga descrizione della casa;
ma oltre ad affermare che essa stava fuori delle mura, non fornisce nessun'altra
indicazione che permetta di localizzarla. Fu qui che ospit i preti che venivano
dall'estero, finch il luogo non fu scoperto dalle autorit. Nel giardino c'era una
casetta di tre stanze dove egli si ritirava quando c'era bisogno di scrivere o leggere
qualche cosa di grande importanza, oppure di conferire con gli altri, poich non era
possibile parlare in tono normale senza correre il rischio di essere ascoltati dalla
strada vicina. Stonyhurst MSS, Anglia, I, n. 73.
13 La perquisizione ebbe luogo il 15 marzo 1594. Questa perquisizione, generale ed
accuratamente progettata, fu estesa a tutta la citt di Londra. Ne fu causa la recente
scoperta del complotto organizzato dall'irlandese Cabil per sopprimere la regina.
Prima di quel tumulto di Golden Lane, scriveva Padre Garnet in un resoconto di
questo incidente, ...avevano fatto un complotto di tutto questo chiasso ed avevano
preparato l'opinione pubblica con un proclama in cui ordinavano che durante certi
giorni della settimana si facessero delle grandi battute alla caccia dei preti e degli
Irlandesi. Egli aggiungeva che c'era tanta confusione a Londra quanta non si era
mai vista prima; nemmeno quando Wyatt era alle porte... Quella stessa notte vi
sarebbe stato Long John dalla barbetta (cio J. G.) se non l'avessi trattenuto con
preghiere pi insistenti del solito. Garnet a Persons il 6 settembre 1594. Stonyhurst
MSS, GREENE, Collectanea, P. voI. II, p. 550.
14 Insieme a Fulwood furono arrestati John Bolt, il musico, John Tarbuck, un
cattolico del Lancashire e William Suffield, lo scismatico, tessitore del Norfolk al
servizio di William Wiseman. Il resoconto del loro interrogatorio conferma ci che J.
G. dice della loro costanza. S.P.D., CCXLVIlI, n. 37-40. John Tarbuck, che fu
catturato con Fulwood era cugino di J. G., suo padre, Edward Tarbuck di Tarbuck
Hall, Huyton, nel Lancashire, era sposato con Catherine Gerard, sorella del padre di
J. G., Sir Thomas Gerard di Bryn. C.R.S., Lord Burghley's Map of Lancashire, p. 39.
279

15 Cfr. Il processo di William Wiseman del 19 marzo 1594. Egli confessa che gli
apparteneva un libro intitolato "Hieronymi Plati de Societate Jesu de Bono Statu
Religiosi...". Ed afferma che detto libro non contiene altro che la vera dottrina e che
lo tradusse lui stesso. Gli fu, inoltre, richiesto d'identificare il proprietario di un
breviario che era stato sequestrato dagli inquisitori e che presumibilmente
apparteneva a J. G. S.P.D., vol. CCXLVIII, n. 36.
16 Egli fu imprigionato al Counter. in Wood Street. Hat. cal., V, p. 25.
17 Era molto importante per gli amici di un prigioniero sapere, possibilmente, ci che
egli aveva risposto al fine di prendere le misure eventualmente necessarie per la loro
sicurezza e per sapere ci che essi dovevano rispondere, qualora fossero arrestati ed
interrogati.
18 La descrizione dell'incidente della lettera di Fulwood fatta da J. G. confermata
dalla dichiarazione di Frank: Richatd Fulwood, quando fu imprigionato a Bridewell
la Pasqua scorsa, scrisse una lettera e la sped a casa di Lady Mary (Percy), ove mi fu
recapitata. Con essa mi recai da Mr. Gerard che, per tutto il periodo della scorsa
Pasqua, rimase nascosto in casa di Mr. Wiseman a Braddocks, mentre era presidiata
dai persecutori. Consegnai detta lettera a Ralph Willis, che la port subito a Mr.
Gerard. Vidi le lettere nelle mani di Mr. Gerard e lo ascoltai mentre le leggeva. In
esse Fulwood scriveva che si aspettava ogni giorno di essere torturato e Mr. Gerard si
augurava di poter sopportare una parte delle pene di Fulwood. S.P.D., Eliz., vol.
CCXLVIII, n. 91.

279

IX. PERQUISIZIONE A BRADDOCKS


Il traditore torn a Londra e fece un rapporto dettagliato. Subito, due
messaggeri (o pursuivants, come erano chiamati) furono inviati presso
due gentiluomini della contea, giudici di pace, per comunicar loro
l'autorizzazione di perquisire attentamente la casa con i loro uomini (1).
La domenica di Pasqua, il traditore torn da Londra con una lettera
recente. Ci fu un pretesto, poich il suo vero scopo era quello di essere
sul luogo per aiutare i perquisitori e per informarli delle nostre mosse.
Il luned dell'Angelo (2), ci alzammo prima del solito per la Messa, perch
presentivamo vicino il pericolo. Mentre, prima dell'alba, preparavamo il
necessario per la Messa, udimmo improvvisamente un gran rumore di
zoccoli scalpitanti. Subito dopo, per impedire qualsiasi tentativo di
evasione, la casa fu circondata da una intera pattuglia di uomini.
Comprendemmo all'istante quello che stava succedendo. Sprangammo le
porte; quindi, spogliammo l'altare ed aprimmo i nascondigli, in cui furono
gettati tutti i miei libri e tutte le mie carte. Era necessario che io mi
occultassi per primo con tutte le mie cose. Io ero del parere di rifugiarmi
nel nascondiglio attiguo alla sala da pranzo: era quello pi distante dalla
cappella (la parte pi sospetta della casa) ed aveva una scorta di provviste:
una bottiglia di vino, alcuni biscotti leggeri e nutrienti ed altro cibo che si
sarebbe conservato. Vi era, inoltre, una maggiore possibilit di ascoltare le
conversazioni dei perquisitori e di raccogliere qualche utile informazione.
Per questo la preferivo; era, del resto, un posto ben costruito e molto
sicuro. Tuttavia, la padrona di casa (cosa che si rivel provvidenziale) fu di
parere contrario. Ella volle che io usassi il nascondiglio vicino alla
cappella, perch lo potevo raggiungere pi rapidamente e vi potevo
nascondere, con me, gli arredi dell'altare. Siccome si mostr molto
insistente, accondiscesi, sebbene sapessi che non avrei avuto nulla da
mangiare, se la perquisizione fosse durata a lungo. Dopo aver nascosto
tutto quello che era necessario far sparire, vi entrai.
Mi ero appena occultato, quando i persecutori abbatterono la porta e fecero
irruzione. Essi si sparpagliarono per la casa, facendo un gran baccano. Per
prima cosa rinchiusero nella sua stanza la padrona di casa e le sue due
figlie (3); quindi relegarono i servi cattolici in luoghi differenti, ma nella
stessa parte della casa. Ci fatto, presero possesso della casa che era molto
vasta e cominciarono a rovistare dappertutto, sollevando perfino le tegole
del tetto per scrutare sotto di esse ed usando le candele negli angoli pi
279

oscuri. Non avendo trovato nulla, presero ad abbattere quei luoghi che
sembravano sospetti. Misurarono i muri con grandi regoli e, se le misure
non corrispondevano, demolivano quelle sezioni delle quali non riuscivano
a darsi ragione. Tastarono ogni muro ed ogni pavimento alla ricerca di vani
nascosti; e, quando qualcosa suonava vuota, la riducevano in frantumi.
Due giorni di questo lavoro non approdarono a nulla. Il secondo giorno, i
giudici di pace se ne andarono pensando che io dovevo aver abbandonato
la casa la domenica di Pasqua. Alcuni attendenti rimasero per condurre la
padrona di casa ed i servi cattolici, uomini e donne, a Londra per essere
processati ed imprigionati (4). Decisero invece di lasciarvi gli altri servi,
cio i non cattolici, per custodire la casa. Tra loro c'era il traditore.
Ci rec piacere alla signora perch sperava che, con l'aiuto di lui, mi sarei
salvato da una lenta morte per inedia. Ella infatti sapeva che io ero deciso
a morire in tal modo tra due pareti, piuttosto che uscir fuori e salvare la
mia vita a rischio degli altri. Infatti, durante quei quattro giorni di
nascondimento tutto quello che avevo da mangiare furono uno o due
biscotti ed un po' di gelatina di cotogne, che la mia ospite aveva per caso
con s e mi aveva dato mentre mi avviavo nel nascondiglio. Siccome non
si aspettava che la perquisizione durasse pi di un giorno, non aveva
provveduto ad altro.
Ormai, per, erano trascorsi due giorni ed ella doveva esser trascinata via
il mattino seguente con tutti i servi sui quali poteva contare. Temendo che
io potessi morire di fame, fece chiamare il traditore. Ella aveva sentito che
sarebbe rimasto ed aveva notato che, quando i perquisitori avevano fatto
irruzione, aveva fatto mostra di resistere vigorosamente. Certamente non
gli avrebbe mai confidato il mio nascondiglio, se io non fossi stato in tale
pericolo; ma prefer salvarmi da una morte certa, anche se doveva
assumersi un tale rischio. Cos gli ordin che, dopo che fosse stata portata
via, e quando non ci fosse stato nessuno intorno, si recasse in una certa
stanza e chiamasse il mio nome. Doveva dire che tutti gli altri erano stati
condotti via e che lui solo era rimasto e lo avrebbe liberato. Gli disse che
io gli avrei risposto dal mio nascondiglio, dietro il pannello di intonaco.
Il traditore promise di eseguire fedelmente queste istruzioni. S, egli fu
fedele, ma solo ad uomini che non conoscevano il significato della fede.
Naturalmente, rifer ogni cosa alla combriccola che era rimasta, la quale
decise di mandare a chiamare subito i magistrati che erano gi ripartiti. Il
loro primo impegno al mattino fu di ritornare e di riprendere la
perquisizione. Molto pi attentamente del giorno prima, misurarono e
tastarono ogni luogo alla ricerca di un vano occulto, particolarmente in
279

quella stanza; ma durante tutto il terzo giorno non trovarono assolutamente


nulla. Decisero quindi di passare il giorno successivo a demolire
l'intonaco.
Quella notte, intanto, posero delle guardie in ogni stanza all'intorno, per
impedire un mio eventuale tentativo di fuga. Dal luogo in cui ero nascosto
udii la parola d'ordine che il capo del gruppo pass ai suoi uomini; e, se
fossi potuto uscire dal mio nascondiglio senza esser visto, me ne sarei
servito ed avrei tentato di fuggire. Ma c'erano due uomini che custodivano
la cappella in cui si trovava l'entrata del mio nascondiglio, mentre molti
altri erano dislocati nella camera intonacata di cui si era loro parlato.
Ma la Provvidenza mi protesse in maniera sorprendente. Mi trovavo nel
mio nascondiglio. Vi ero entrato, sollevando una parte del pavimento sotto
la griglia del focolare. Questa era fatta di legno e di mattoni ed era
costruita in modo tale che non ci si poteva accendere il fuoco senza
danneggiare la casa. Tuttavia, vi era stata posta della legna come se
dovesse servire per il fuoco (5).
Quella notte gli uomini di guardia decisero di accendere il fuoco sulla
griglia e si posero a sedere intorno per una chiacchierata. In pochi
momenti i mattoni, che non erano poggiati su altri mattoni ma sul legno,
cominciarono a sconnettersi e quasi scivolarono dalla loro posizione, man
mano che lo strato di legna sprofondava. Gli uomini notarono la cosa e
cominciarono a sondare il focolare con uno spiedo; si accorsero cosi che il
fondo era fatto di legno. Li sentii dire che era una cosa curiosa e pensai che
avrebbero all'istante demolito l'apertura del nascondiglio per rovistarvi.
Tuttavia, decisero di rimandare la cosa al giorno seguente.
Adesso la fuga era fuori questione. Cominciai a pregare fervidamente
affinch, se ci fosse stato per la maggior gloria di Dio, non fossi catturato
in quella casa, per non attirar rappresaglie sui miei ospiti o su qualsiasi
casa in cui altri avessero dovuto portarne le conseguenze. La mia preghiera
fu ascoltata in maniera veramente meravigliosa. Dio mi tenne salvo in
quella casa. Pochi giorni pi tardi, quando fui arrestato, nessuno ebbe a
soffrirne, come tra poco apprenderete.
Il giorno successivo, la perquisizione riprese con grande alacrit. Essi,
per, lasciarono incustodita la camera superiore che era servita da cappella
e nella quale le due guardie avevano acceso il fuoco sopra la mia testa,
commentando sulla strana struttura della griglia. Dio aveva cancellato
dalla loro memoria ogni ricordo di essa. Durante tutta la giornata non un
solo attendente entr nella stanza sebbene fosse, non senza ragione, la
parte pi sospetta della casa. Se fossero entrati, mi avrebbero trovato senza
279

bisogno di fare nessuna ricerca; anzi mi avrebbero visto, perch il fuoco


aveva prodotto una buca sul mio nascondiglio ed io dovevo girarmi
alquanto sul fianco per evitare che la cenere calda mi cadesse sulla testa.
Sembrava che le guardie avessero dimenticato tutto di questa stanza; in
ogni caso, pareva che non se ne curassero affatto. Si concentrarono invece
nelle stanze sottostanti, in una delle quali era stato riferito che mi trovavo
io ed avevano scoperto infatti l'altro nascondiglio che intendevo usare.
Esso si trovava proprio vicino al luogo in cui ero; ed udii le loro grida di
gioia, quando lo trovarono, e la loro costernazione, quando si avvidero che
era vuoto. Tutto ci che trovarono fu un'intatta riserva di provviste, ivi
conservata per far fronte ad una perquisizione cosi lunga come quella in
corso. Forse conclusero che quello era il luogo di cui aveva parlato la
padrona di casa: sarebbe certamente stato facile rispondere di l a qualsiasi
chiamata, fatta da una persona nella stanza da lei menzionata.
Tuttavia si attennero al loro piano di demolire tutto l'intonaco di un'altra
grande stanza e, con l'aiuto di un falegname, cominciarono il lavoro vicino
al soffitto, non lontano dal posto in cui mi trovavo. (Le fasce inferiori dei
muri erano tappezzate). Procedendo da destra intorno alla stanza,
rimossero l'intonaco finch giunsero esattamente di fronte al posto in cui
ero nascosto. Ivi, disperando di trovarmi, si fermarono. Il mio nascondiglio
si trovava in un muro spesso del camino, dietro un armadio finemente
intagliato ed intarsiato, che non potevano rimuovere senza correre il
rischio di romperlo. Tuttavia, se avessero avuto il minimo sospetto che mi
trovavo dietro di esso, lo avrebbero fatto a pezzi. Sapevano che due erano
le gole del camino e ritennero impossibile che un uomo vi si potesse
nascondere.
Gi prima, durante il secondo giorno di perquisizione, erano stati nella
stanza superiore ed avevano esaminato il focolare attraverso il quale mi
ero calato nel nascondiglio. Con l'aiuto di una scala, si erano arrampicati
dentro la gola e l'avevano battuta con un martello; allora intesi uno di loro
che diceva ad un altro: Vi potrebbe essere benissimo dello spazio
sufficiente perch una persona si calasse di qui nel muro del camino
sottostante, se la griglia fosse alzata. Difficilmente, rispose l'altro di cui
riconobbi la voce, da quella parte non c' nessuna entrata nell'altro
camino. Ma ve ne potrebbe essere facilmente una di dietro.
Ci detto, colp il posto con un calcio. Temei che avesse notato il suono
vuoto del vano in cui mi trovavo nascosto. Ma Dio, che pone confini al
mare, disse a questi uomini decisi: Siete giunti fin qui, ma non andrete
oltre. Cos Egli risparmi i suoi figli tanto dolorosamente provati e non
279

volle consegnarli nelle mani dei loro persecutori, n permise che toccasse
loro alcunch di peggio per la loro carit verso di me.
Poich le loro ricerche erano terminate in un fallimento, conclusero che
ero riuscito a fuggire in un modo o nell'altro. Alla fine del quarto giorno,
perci, se ne andarono. La padrona di casa fu liberata insieme ai servi; ed
il traditore rimase sul posto, ancora insospettato, anche dopo che i
perquisitori se ne andarono.
Furono subito sbarrate le porte della casa e la padrona venne a farmi
uscire. Come Lazzaro, che era rimasto sepolto per quattro giorni, venni
fuori da quella che sarebbe certamente stata la mia tomba, se la
perquisizione fosse durata ancora un po'. Ero tutto emaciato ed indebolito
per la mancanza di cibo e di sonno. Avevo passato tutto quel tempo in un
posto troppo angusto. Durante la perquisizione la padrona non aveva
mangiato assolutamente nulla, in parte perch voleva condividere il mio
digiuno, in parte perch voleva sperimentare personalmente quanto avrei
potuto resistere senza cibo, ma principalmente per attirare, mediante il
digiuno e la preghiera, la misericordia di Dio sopra di me, su se stessa e su
tutta la sua famiglia. Quando venni fuori, la trovai cos mutata in volto, che
sembrava un'altra persona; e credo che, se non fosse stato per la voce e per
il vestito, non l'avrei riconosciuta.
Il traditore mi incontr subito dopo. Noi non avevamo ancora nessun
sospetto del suo tradimento. Per il momento non fece nulla e non chiam
di nuovo i persecutori, perch sapeva bene che sarei partito prima che
quelli potessero esser richiamati.
NOTE AL CAPITOLO IX.
1 I giudici di pace erano Babington e Frank (non John Frank, il traditore). I due
messaggeri Newell e Worsley erano gli stessi che pi tardi catturarono J. G. Sei
settimane dopo questo incidente, il 20 maggio 1594, Burghley scrisse ai due giudici
chiedendo una relazione su Newell e Worsley, poich la moglie di Mr. Wiseman si era
lagnata del loro cattivo comportamento nella perquisizione di Braddocks, per la quale
non avevano nessun documento scritto. Historical MSS Commission, Report, VII, p.
540.
2 1 aprile 1594.
3 Dorothy e Winifred Wiseman, la pi piccola delle quali aveva allora dieci anni.
Dorothy, la figlia maggiore, spos pi tardi William Brooksly di Shoby nel
Leicestershire, ma rest vedova poco dopo. Winifred, la minore, entr nel convento
279

delle benedettine a Bruxelles nel marzo del 1602 e mor nel 1647. C.R.S., vol. IX, p.
2; MORRIS, p. 94.
4 Da ci che segue si pu dedurre che furono condotti in una casa vicina, dove furono
trattenuti per certo tempo. Ma poich non si pot provare nulla contro di loro, furono
rilasciati.
5 Come afferma pi oltre J. G., questo nascondiglio era stato approntato da Nicholas
Owen.
.

279

X. ARRESTO
Primavera 1594
Feci un pasto leggero e, dopo un po' di riposo, mi incamminai verso la casa
di un amico non molto lontana di l. Ivi, questi mi tenne nascosto per una
quindicina di giorni. Tuttavia ero impensierito della situazione in cui avevo
lasciato i miei amici e andai a Londra per vedere se potevo aiutarli o
confortarli in qualche modo. In questa occasione alloggiai presso una
persona di alto rango (1) e fui completamente al sicuro. Fu in questa casa
che visse Padre Southwell finch, un anno prima, non fu catturato ed
imprigionato nella Torre di Londra.
Nel frattempo tuttavia cercai un alloggio in cui restare sicuro ed
inosservato ed in cui esser libero di sbrigare tutti gli affari che avevo con i
miei amici, poich ci era difficile in casa d'altri e, particolarmente, in
quella in cui mi trovavo. Con l'aiuto di quell'uomo eccellente che aveva
tanta esperienza in accordi del genere, intendo il domestico di Padre
Garnet, Little John, come era chiamato, trovai un posto veramente
magnifico e mi accordai col padrone intorno all'affitto.
(Era stato Little John colui che aveva costruito i nascondigli; egli stesso
aveva allestito quello al quale dovevo la mia salvezza poco tempo prima).
Mentre si preparava questa casa, alloggiai in un appartamento
dell'abitazione del proprietario (2), coll'intenzione di passarci due o tre
giorni per prepararmi al trasferimento. Desideravo, inoltre, ricevere delle
lettere dagli amici che avevo appena abbandonato e scrivere per consolarli.
Ma ci fu la mia rovina, poich essi usarono come messaggero il traditore.
Solo pochi amici sapevano del luogo ma Dio aveva decretato che la mia
ora era giunta.
Una notte, mentre Little John ed io eravamo insieme nella nostra
camera, il traditore venne a portarci una lettera che esigeva una risposta
immediata e part con essa verso le dieci. Dall'altra casa non ero tornato
che alle nove, per la verit contro i desideri della mia ospite, la quale mi
aveva pregato con inusitata insistenza di non abbandonarla quella notte. Il
traditore part subito e comunic ai persecutori dove e quando egli ci aveva
lasciato. Questi riunirono un drappello e giunsero nella nostra abitazione a
mezzanotte. Ci eravamo appena addormentati, quando John ed io fummo
svegliati insieme da un improvviso frastuono che proveniva dall'esterno.
Indovinai subito di che si trattava ed ordinai a John di nascondere la lettera
che avevamo ricevuto quella sera sotto la cenere del fuoco. Dopo aver
279

fatto ci, egli torn a letto; quindi ci sembr di udire il rumore avvicinarsi
su verso la nostra stanza. La porta fu percorsa da alcuni colpi secchi: era
chiaro che gli uomini intendevano abbatterla se non avessimo aperto
prontamente. Non vi era via di scampo. Quella porta era l'unica apertura
della stanza e gli uomini la sbarrarono, perci dissi a John di alzarsi ed
aprirla. Immediatamente degli uomini armati di spade e bastoni fecero
irruzione e riempirono la stanza, mentre molti altri rimasero fuori,
impossibilitati ad entrare. Tra loro notai due ufficiali, uno dei quali mi
conosceva bene (3). Ci significava che non avevo alcuna possibilit di
restare sconosciuto.
Mi ordinarono di alzarmi e di vestirmi, e lo feci. Fu esaminato tutto quello
che era in mio possesso, ma non trovarono nulla che potesse
compromettere i miei amici. Quindi mi condussero via sotto scorta insieme
al mio compagno; ma Dio ci benedisse perch nessuno di noi era
angustiato o mostrava timore (4). Tuttavia ero molto preoccupato della
casa di quella signora, che quella notte avevo lasciato per tornare al mio
appartamento. Forse mi avevano visto uscire da quella ed avevano seguito
le mie orme. Perci temevo che quella illustre famiglia potesse soffrire per
causa mia. Ma i miei timori erano infondati. Appresi pi tardi che il
traditore aveva comunicato loro semplicemente ove mi aveva lasciato: ivi
infatti mi trovarono.
L'ufficiale (intendo quello che mi conosceva) mi tenne in casa sua per due
notti. O gli interrogatori non erano liberi di trattare con me, subito il primo
giorno, o, come pensai pi tardi, intendevano interrogare prima il mio
compagno, Little John.
La prima notte notai che la stanza in cui ero rinchiuso non era lontana da
terra e che sarebbe stato possibile calarmi dalla finestra stracciando le
lenzuola e annodandole insieme cos da farne una fune. Lo avrei fatto la
notte stessa, ma udii qualcuno muoversi nella stanza vicina alla mia.
Pensai che fosse stato posto l per spiare i miei movimenti; cos era infatti.
Di conseguenza decisi di rimandare la fuga alla notte successiva, purch
non vi fosse la guardia. L'occasione non mi si present mai. Per
risparmiarsi la spesa di una guardia, il custode mi ammanett i polsi in
maniera tale che non potevo n avvicinare n allontanare le mani.
Sebbene adesso mi trovassi pi a disagio, avevo la mente pi riposata.
Ogni idea di fuga era svanita, e, al suo posto, sentivo una grande felicit,
perch mi era stato concesso di soffrire tutto ci per amore di Cristo, e
ringraziai Nostro Signore come meglio potei.
279

Il giorno successivo fui condotto davanti ai commissari. Come presidente


c'era un gentiluomo che ora il cancelliere del regno. Una volta questi era
stato cattolico, ma, essendo una persona di mondo, era passata dall'altra
parte (5).
Per prima cosa mi chiesero quale fosse il mio nome e la mia professione
nella vita. Quando diedi loro il nome del quale mi servivo, uno di essi
grid il mio vero nome, dicendo che ero un gesuita. Comprendendo
immediatamente che l'ufficiale mi aveva smascherato, dissi che sarei stato
assolutamente franco e che avrei risposto sinceramente a tutte le domande
che riguardavano la mia persona, ma aggiunsi che non avrei detto nulla
che avrebbe potuto implicare gli altri. Rivelai loro il mio nome e la mia
professione, aggiungendo che ero un prete gesuita, sebbene non ne fossi
meritevole.
Chi vi ha mandato qui?, chiesero.
I superiori della Compagnia.
Perch?.
Per riportare le anime erranti al loro Creatore.
No, voi siete stato mandato per distogliere il popolo dall'obbedienza alla
regina, per condurlo alla sudditanza del Papa e per immischiarvi negli
affari di Stato.
Per quanto riguarda gli affari di Stato, risposi, non rientrano nelle nostre
competenze, anzi abbiamo proibizione di occuparcene. Questa proibizione
si estende a tutti i gesuiti; e vi , inoltre, una speciale proibizione acclusa
nelle istruzioni fornite ai padri mandati in missione (6). Per quanto
riguarda l'obbedienza dovuta alla regina e al Papa, ciascuno riceve la sua e
le due obbedienze non sono in conflitto. La storia dell'Inghilterra, come
quella di ogni altro Stato cristiano, lo dimostra.
Essi continuarono:
Per quanto tempo avete agito da prete in questo paese?.
Circa sei anni.
Come sbarcaste? e dove? con chi siete vissuto in tutto questo tempo?.
Risposi che non potevo soddisfare a queste domande, particolarmente
all'ultima, senza ledere la mia coscienza.
Ci implicherebbe altri, feci rilevare, perci vi prego di scusarmi se non
soddisfo i vostri desideri.
Comunque, soggiunsero che era proprio su questi punti che desideravano
essere informati e mi ordinarono di rispondere in nome della regina. lo
proseguii:
279

Io

onoro la regina ed obbedir a lei ed a voi in tutto quello che


legittimo. Ma nella presente questione, dovete ritenermi scusato. Se
nomino qualche persona che mi ha ospitato o menziono qualche casa in cui
ho trovato riparo, delle persone innocenti soffriranno per la gentilezza che
mi hanno usato. Questa la vostra legge, ma per parte mia agirei contro
carit e giustizia; perci non mi convincerete mai a farlo.
Se non risponderete, ribatterono, dovremo costringervi a farlo.
Per grazia di Dio, spero che ci non avverr mai. Vi prego di nuovo di
accettare quanto vi dico. Non risponder alle vostre domande n adesso n
in seguito.
Quindi stilarono l'ordine di imprigionamento e lo porsero agli attendenti,
ingiungendo loro di condurmi in prigione. Mentre questi mi conducevano
via, l'attuale cancelliere disse loro:
Fate in modo che sia posto in stretta segregazione. (Questo quanto
fanno con i traditori). Ma dite ai carcerieri di trattarlo bene, perch un
gentiluomo.
Queste furono le sue umane istruzioni. Ma forse il capo carceriere diede
ordini diversi, poich mi posero in una cella molto scomoda (7). Era una
piccola soffitta, che aveva spazio solo per un letto ed un soffitto cos basso
che non potevo stare in piedi, se non vicino al letto. Aveva una finestra che
era sempre aperta cos da immettere l'aria pi mefitica e da far inzuppare il
letto, ogni volta che pioveva. L'ingresso era cos basso che non potevo
entrare nella stanza stando in piedi, ed anche quando strisciavo sulle
ginocchia dovevo chinarmi per attraversarlo. Ma ci rivel un vantaggio,
poich mi permetteva di evitare il tanfo del cesso vicino, che non era lieve.
Era l'unico usato dai prigionieri in quella parte dell'edificio e la puzza che
ne veniva mi teneva desto di notte o mi risvegliava.
In questa cella angusta trascorsi due o tre giorni di quiete. Non sentivo
alcun dolore, la mia mente era riposata e, con la grazia di Dio, godevo
quella pace di spirito che il mondo non dona e non pu donare.
Il terzo o il quarto giorno fui portato fuori per il secondo interrogatorio,
questa volta nella casa di un magistrato di nome Young. Questi era, per
cos dire, il capo inquisitore dei cattolici che abitavano nelle vicinanze di
Londra ed era incaricato delle perquisizioni e delle condanne; era quello
che aveva procurato questo guaio al mio ospite e che aveva ricevuto i
rapporti del traditore. Con lui c'era un altro uomo che ormai da molti anni
eseguiva gli interrogatori sotto la tortura. Il suo nome era Topcliffe. Era
una creatura crudele ed assetata del sangue dei cattolici (8). Era di una
furbizia e di una astuzia eccezionale e al suo paragone l'altro, sebbene
279

fosse un individuo subdolo e malvagio, sembrava ridotto al silenzio. Infatti


pronunci solo poche parole durante l'interrogatorio.
Li trovai tutt'e due, da soli. Young portava abiti ordinari, Topcliffe
indossava la toga con una spada che gli pendeva sul fianco. Young era un
vecchio e canuto veterano del male. Cominci con una domanda intorno ai
luoghi in cui ero vissuto ed ai cattolici che conoscevo; a questa risposi
dicendo che non potevo e non volevo menzionare i nomi per le ragioni che
avevo gi fornito. Non avevo alcuna intenzione di mettere gli altri nei
pasticci. Quindi egli si rivolse a Topcliffe.
Ve l'avevo detto, profer. Sapevo che l'avreste trovato irremovibile.
Topcliffe volse lo sguardo verso di me e mi fiss trucemente.
Sapete chi sono? lo sono Topcliffe. Senza dubbio avete sentito spesso
parlare di me.
Disse ci per intimidirmi. E, per accrescere l'effetto, sbatt la spada sul
tavolo a portata di mano, quasi che intendesse farne uso, se il caso l'avesse
richiesto. Ma questo suo agire non approd a nulla con me. Io non ne fui
affatto intimorito.
In momenti come questi solevo rispondere sempre con deferenza, ma
quando mi avvidi ch'egli tentava di impaurirmi fui deliberatamente rude
con lui (9). Egli comprese che non avrebbe ottenuto pi nulla da me;
afferr, quindi, la penna e stese un rapporto tanto abile quando mendace
dell'interrogatorio.
Ecco, guardate questo foglio, disse. Lo inoltrer al Consiglio Privato; vi
presenta come traditore e per diversi titoli.
Questo quanto aveva scritto:
L'interrogato fu mandato in Inghilterra dal papa e dal gesuita Persons in
missione politica, per sovvertire i sudditi fedeli alla regina e per dissuaderli
dall'obbedienza a Sua Maest. Egli venuto dal Belgio dove aveva avuto
abboccamenti col gesuita Holt e con Mr. William Stanley. Perci, se rifiuta
di rivelare i posti in cui egli stato e le persone con le quali si mantenuto
in contatto, bisogna concludere che ha recato molto danno allo Stato.
E continuava di questo passo. Io scorsi il foglio e compresi subito che non
avrei potuto contestare tutte quelle menzogne con un semplice diniego.
Siccome volevo che presentasse al consiglio la mia risposta, gli dissi che
avrei replicato per iscritto. Topcliffe ne fu divertito.
Oh, state mostrando un po' di buon senso, adesso.
Comunque, ne fu deluso. Egli sperava di prendermi in fallo in quello che
avrei scritto o, per lo meno, di ottenere un saggio della mia scrittura. Con
questo avrebbe potuto dimostrare che appartenevano a me certi scritti
279

trovati durante la perquisizione delle case. Mi accorsi del tranello e scrissi


in maniera alterata:
Sono stato inviato in Inghilterra dai miei superiori. Non ho mai messo
piede in Belgio, n ho visto Padre Holt da quando lasciai Roma. Non ho
visto Mr. Stanley, dopo che questi lasci l'Inghilterra col conte di Leicester.
Mi stato proibito di immischiarmi negli affari di Stato, cosa del resto che
non ho mai fatto, n mai far. I miei sforzi hanno mirato a ricondurre le
anime alla conoscenza ed all'amore del Creatore, per farle vivere
nell'obbedienza dovuta alla legge di Dio ed a quella dell'uomo; e ritengo
che quest'ultima sia una questione di coscienza. Chiedo umilmente che la
mia determinazione di non rispondere a domande riguardanti le persone
che conosco non sia interpretata come disprezzo dell'autorit. Sono
costretto ad agire in tal modo dai comandamenti di Dio. Agire
diversamente sarebbe un peccato contro la giustizia e la carit.
Mentre scrivevo, il vecchio diventava sempre pi irato. Egli tremava di
passione e voleva strapparmi quel foglio.
Io scriver la verit o nulla, dissi.
No, egli ringhi, scrivete cos e cos, ed io far una nuova copia di quello
che scrivete.
Scriver quello che voglio io e non quello che volete voi. Se vi piace,
potete mostrare ci che ho scritto al Consiglio. L'unica cosa che aggiungo
la mia firma.
Quindi firmai proprio sotto l'ultimo rigo, cos che egli non aveva pi
spazio per aggiungere nulla. Si accorse di essere stato battuto e nella sua
frustrazione cominci a vomitare minacce e bestemmie.
Far in modo che siate portato presso di me e posto in mio potere. Vi
appender in aria e non avr piet di voi; poi attender per vedere se Dio
vi strapper dalla mia stretta. Parlava dal fondo della sentina che aveva in
cuore.
Ma 1'effetto che produceva sopra di me era opposto a quello che
desiderava: egli dest le mie speranze. Io ho sempre disprezzato i blasfemi
ed ho imparato per esperienza che Dio insinua la speranza nel cuore dei
suoi servi nel momento stesso in cui permette che la tempesta si abbatta su
di loro. Risposi brevemente:
Voi non potete fare nulla se Dio non ve lo permette. Egli non abbandona
mai coloro che confidano in lui. Sia fatta la volont di Dio!
Young ingiunse allora al carceriere che mi aveva accompagnato di
ricondurmi in prigione. Mentre questi mi portava via, Topcliffe lo richiam
e gli ordin di farmi serrare i piedi nei ceppi. Entrambi poi cominciarono
279

ad inveire contro il carceriere, perch mi conduceva via da solo: temevano


che potessi fuggire.
Cos strisciai di nuovo nella mia piccola cella e le mie gambe furono
adornate secondo le istruzioni. L'uomo che mi incaten sembrava
spiacente per quel che faceva, ma io non ne fui minimamente rattristato.
Proprio al contrario. Mi sentivo molto felice, perch Dio si mostrava cos
buono con l'ultimo dei suoi servi. Per ricompensare l'uomo del buon
servizio che mi aveva reso, gli diedi un po' di denaro e gli dissi che non era
affatto una punizione il dover soffrire per causa cos buona e cos nobile
(10).
NOTE AL CAPITOLO X
1 La Contessa Anne di Arundel, che allora viveva nell'Arundel House, nello Strand.
2 Come appare dalla deposizione di Frank, il traditore, la casa si trovava in Holborn
ed era chiamata Middleton's'. Per quel che riguarda questo Middleton, pare che si
trattasse di un capitano della marina mercantile che aveva un fratello ad Anversa col
nemico. Fu imprigionato ed interrogato da Young nell'agosto dello stesso anno.
C.S.P.D., 1595-1597, p. 544.
3 Probabilmente l'ufficiale aveva conosciuto J. G. quando questi fu confinato a
Marshalsea dieci anni prima. Forse era Newell. Circa un anno dopo egli perquis la
casa della sorella di J. G., Mrs. Jenison, nel Derbyshire. MORRIS, p. 2.
4 J. G. fu arrestato il giorno di San Giorgio, il 23 aprile, da Newell e Worsley. Hat.
Cal., VI, p. 311.
5 Costui era sir Thomas Egerton, che fu nominato cancelliere nel 1609. Riprese il
proprio posto tra i non-conformisti nel 1577, ma se ne ritrasse un'altra volta e prese
parte in qualit di procuratore generale al processo di Campion, del conte di Arundel
e di molti altri cattolici. C.R.S., vol. XXII, p. 101.
6 Queste istruzioni furono impartite dal Generale Aquaviva a Persons e a Campion,
quando partirono da Roma nel 1580. Esse sono citate, in parte, da RICHARD
SIMPSON nel suo Edmund Campion, pp. 99-100: Non dovevano immischiarsi negli
affari di Stato, n scrivere a Roma circa questioni di politica, n parlare o permettere
che altri parlasse, in loro presenza, contro la regina, salvo quando si trovassero in
compagnia di persone la cui fedelt fosse stata lungamente provata, e, anche allora,
non senza gravi motivi. Dal 1586 nelle istruzioni date a Padre Garnet e a tutti gli
altri preti gesuiti, J. G. incluso, che successivamente entrarono in Inghilterra, l'ultima
frase salvo quando fu omessa.
279

7 J. G. fu trattenuto nella prigione di Poultry. Padre Garnet la descrive come un


carcere pessimo senza alcun conforto. Essa fu allestita trasformando circa quattro
case ad ovest della chiesa parrocchiale di S. Mildred in Bread Street. STOW, Survey
of London (ed. Thoms), pp. 99, 131.
8 In Narrative of the Gunpowder Plot, J. G. esprime la sua ammirazione per
Southwell, il quale fu consegnato, per disposizione divina, nelle loro mani per
incontrarsi a faccia a faccia con Topcliffe, il pi crudele tiranno di tutta l'Inghilterra,
uomo infame e detestato in tutto il regno per il suo spirito sanguinario e per le sue
atrocit. Narrative, p. 18.
9 Padre Southwell tratt Topcliffe nello stesso modo. Bench avesse risposto
prontamente alle domande rivoltegli dagli altri, quando fu interpellato da Topcliffe
non si degn di rispondergli. Quando gliene fu chiesto il motivo, rispose: Perch so
per esperienza che quell'uomo non ragiona. HENRY MOORE, Historia Provinciae
Anglicanae, libro V, n. 15.
10 J. G. non fece gran caso delle sue sofferenze fisiche. In una lettera indirizzata al
Generale della Compagnia in data 7 maggio 1597, Padre Garnet, descrivendo la forza
mostrata in prigione da J. G., ci offre dei particolari che J. G. modestamente tralasci:
"Quando fu preso per la prima volta e il carceriere gli assicur ai piedi dei pesanti
ceppi di ferro, egli (J. G.) gli diede del denaro. Il giorno seguente il carceriere,
credendo che se glieli avesse tolti gli avrebbe regalato di pi, glieli tolse ma non
ottenne nulla. Alcuni giorni dopo venne Per rimetterglieli di nuovo ed ancora una
volta ricevette una ricompensa; e quando glieli tolse non ebbe neanche un centesimo.
Continuarono a giocare cos per diverso tempo; ma alla fine il carceriere, vedendo
che non otteneva nulla quando gli toglieva i ceppi, glieli lasci per lungo tempo, cos
che l'alluce di un piede rest per ben due anni in pericolo di atrofizzazione.
Stonyhurst MSS, Anglia A, II, n. 27.

279

XI. IN CARCERE
Primavera - Estate 1594
Rimasi in catene per tre mesi o poco pi. Il primo mese lo passai nella
pratica degli Esercizi Spirituali, secondo che li potevo rammentare a
memoria, dedicando quattro e talvolta cinque ore giornaliere alla
meditazione. Per tutto quel tempo sentii la grande bont di Dio e compresi
con quanta liberalit tratta i suoi servi afflitti, quando li priva di ogni
specie di conforto terreno.
Passarono diversi giorni prima che mi conducessero fuori per sottopormi
ad ulteriore esame. Ma, mentre me ne ero stato quietamente disteso in
cella, avevano interrogato Richard Fulwood (il traditore aveva rivelato che
quegli era il mio domestico) e Little John che era stato catturato con me.
Essi cercarono di sedurli e di corromperli, ma non riuscirono a strappar
loro una sola parola che avesse potuto compromettere gli altri. Quindi
ricorsero alle minacce ed alla violenza. Ma la forza dello Spirito Santo, che
li corroborava, era troppo grande per essere sopraffatta dagli uomini. Alla
fine entrambi furono appesi per tre ore (penso) con i polsi stretti in
bracciali di ferro e col corpo penzolante nell'aria: una pena inumana che
distende le membra in maniera insopportabile, ma che non sort risultato
alcuno. Nessuno di loro profer una sillaba che avesse potuto deporre
contro uno solo di noi. Blandimenti, minacce, torture, nulla riusc ad
estorcere loro il nome di un singolo luogo in cui uno di noi avesse riparato,
n il nome di una sola persona che ci avesse incontrati o protetti (1).
Questo il momento di menzionare la grande bont e la grande
misericordia che Dio mostr verso di me, il pi immeritevole dei suoi
servi. Mi riferisco al fatto che non ci fu un solo traditore fra gli uomini che
furono catturati in casa mia, n tra quelli presi in casa di quel buon
gentiluomo che era il mio ospite, n infine tra coloro che pi tardi furono
imprigionati, torturati e maltrattati nelle persecuzioni che Dio si degn di
farmi subire. Non uno, ripeto, mi venne meno. Tutti, per grazia di Dio,
rimasero fermi sino in fondo. Non uno di quelli che mi furono compagni di
lavoro e che solitamente agivano in qualit di miei domestici nelle
relazioni con innumerevoli gentiluomini (essi conoscevano tutti i miei
amici ed avrebbero potuto causare un danno incalcolabile, diventando
ricchi in un batter d'occhio a loro spese); non uno, dico, si lasci mai
sfuggire un'informazione, o si rese colpevole di tradimento, o, per malizia
e indiscrezione, fece e disse mai nulla che cagionasse sofferenze ad altri, o
279

infine si comport in maniera minimamente reprensibile. Al contrario, Dio


nella Sua condiscendenza don a molti di loro il suo buono, anzi il suo
migliore Spirito (2).
Il mio primo servo fu John Lasnet che mor in Spagna dopo essere
divenuto fratello gesuita. Il secondo fu Michael Walpole che rest con me
solo per breve tempo e che adesso lavora in Inghilterra come prete (3). Il
terzo si chiamava Hill. Egli aveva la vocazione per la Compagnia e lo
inviai a Reims per farlo studiare nel seminario locale. Studi filosofia con
molto profitto, ma in seguito, al Collegio Inglese, si un ad una fazione
ribelle: fatto, questo, poco edificante. Egli fu l'unico dei miei compagni
che riusc un po' male; tuttavia fu ordinato sacerdote e fu mandato in
Inghilterra. Ivi fu catturato e condannato a morte per la fede; ma, invece di
essere ucciso, fu trattenuto in prigione, donde pi tardi riusc ad evadere.
Egli lavora ancora in Inghilterra (4).
Dopo di lui ebbi John Sutton, una persona devota che aveva tre fratelli
preti, fra cui un martire ed un gesuita. Per molti anni, fino al tempo del suo
arresto, Padre Garnet lo tenne in casa sua.
Gli tenne dietro Richard Fulwood, l'uomo al quale ho appena accennato.
Questi riusc ad evadere e, durante il periodo della mia prigionia, ripar da
Padre Garnet, che lo prese al suo servizio e lo trattenne fino al giorno della
sua beata morte. Il governo sapeva che egli era l'agente di Garnet in quasi
tutti i suoi affari ed offr una somma ingente per la sua cattura, sia prima
ma specialmente dopo l'arresto di Padre Garnet. Infatti non gli diedero
tregua ed alla fine dovette fuggire dal paese. Attualmente si trova in esilio
e sta ancora svolgendo una valida attivit in favore della missione.
Dopo di lui, venne John Lillie che molto conosciuto a Roma, perch
divenuto confratello laico. morto in Inghilterra poco tempo fa. Lo
seguirono due ottime persone, che io non assunsi, per, in regolare
servizio, ma trattenni solo temporaneamente, mentre ero alla ricerca di una
brava persona religiosa che potesse aiutarmi in tutto nelle mie necessit.
Alla fine trovai l'uomo che faceva al caso mio. Quando abbandonai
l'Inghilterra lo condussi con me e lo lasciai a St. Omers. Ivi si procur
solide fondamenta in greco ed in latino e fu molto amato da tutti i padri,
che in seguito lo mandarono in Spagna per gli studi superiori. Ancora si
trova in quel paese, dove sta radunando tesori di scienza e di virt; e,
secondo quanto ho recentemente appreso da una lettera del prefetto degli
studi, egli il migliore del corso (5).
Questi furono gli uomini che Dio, nella sua misericordia, mi aveva donato,
senza che io facessi nulla per meritarli. Essi furono la risposta alla mia
279

costante preghiera. La defezione di uno qualsiasi dei nostri collaboratori


avrebbe pregiudicato e compromesso la nostra causa pi di ogni altra cosa.
Se uno solo di essi avesse deciso di tradirci, avrebbe seminato la rovina tra
i cattolici. Molti gentiluomini si fidavano di loro allo stesso modo che si
fidavano dei preti; essi confidavano in loro, comunicavano loro i nostri
recapiti e perfino i nostri nascondigli. E, se un semplice servo, un uomo
che non era n cattolico n membro della famiglia (alludo al traditore), era
in grado di causare un tale cataclisma nella famiglia del suo padrone, si
pu facilmente immaginare quello che il domestico di un prete avrebbe
potuto provocare tra la gente di alto rango che aveva alloggiato il suo
padrone.
Ed ora torniamo alla nostra narrazione.
Non riuscirono ad estorcere nulla ai due uomini, Little John e Richard
Fulwood, n ad alcuno dei servi cattolici del mio ospite, neanche
l'ammissione che essi mi conoscevano. Avvenne, cos, che, per mancanza
di testimoni, persero gradualmente la speranza di incamerare tutti i beni e
tutti i profitti del mio ospite.
Ogni momento, quando avevano qualcosa di nuovo da addossarmi, mi
facevano chiamare per l'interrogatorio. In una occasione mi fecero uscire
per farmi provare degli indumenti che erano stati trovati in casa del mio
ospite (6). Il traditore aveva loro rivelato che erano miei, e quando li
indossai, si rivelarono della mia esatta misura (infatti, erano stati
confezionati per me), ma io rifiutai di ammettere che mi appartenessero.
Young, allora, mont su tutte le furie e disse che mi stavo comportando da
ostinato e da stupido.
Quanto pi assennato Padre Southwell! esclam. All'inizio era ostinato
come voi; adesso, invece, pronto a conformarsi e desidera parlare con
qualche dotto.
Al che risposi: Non credo affatto che Padre Southwell voglia trattare con
alcuno, come non credo n alla sua esitazione, n al suo desiderio di
apprendere da un eretico ci che dovrebbe professare. Pu darsi benissimo
ch'egli abbia sfidato qualche vostro teologo a un dibattito. Cos ha fatto
Padre Campion e cos avrebbero fatto anche molti altri, se voi l'aveste
permesso e se aveste garantito dei giudici imparziali .
Young prese la Bibbia e la baci.
Giuro su questo libro che Southwell ha chiesto un abboccamento con
l'intenzione di abbracciare la nostra religione.
Non credo assolutamente ch'egli abbia fatto una cosa del genere, ribattei.
279

Cosa?,

intervenne uno dei suoi uomini. Voi non credete a Young,


quando giura che quanto afferma risponde a verit?.
Non lo credo e non lo voglio credere, replicai. Ho pi fiducia nella
fermezza di Padre Southwell che in qualsiasi parola di Young. Senza
dubbio, egli si ritiene giustificato a fare dichiarazioni come questa, al fine
di ingannarmi.
Nulla di tutto ci, rispose Young. Ma voi siete disposto a conformarvi, se
anche Southwell lo ha fatto?.
Per conformarsi essi intendono il riconoscimento della loro religione
deformata.
Naturalmente, no. Io non rifuggo l'eresia e non evito le riunioni ereticali
perch egli o qualsiasi altra persona fa cos, ma perch rinnegherei Cristo e
la Sua fede. E ci si pu fare sia con azioni che con parole. Si tratta di
qualcosa che Nostro Signore ci ha proibito con pene molto pi gravi dl
quelle che qualsiasi uomo pu infliggere. Egli disse: "Colui che mi
rinnegher davanti agli uomini anch'io lo rinnegher davanti al Padre che
nei cieli". Potete forse negarlo?.
Dopo ci, l'eretico tacque, limitandosi a dire che ero un ostinato - proprio
quello che era lui - e ordinando che fossi ricondotto in prigione.
In un'altra occasione fui chiamato per mettermi a confronto con tre
testimoni. Questi erano i servi di un gentiluomo, Lord Henry Seymour,
figlio del duca di Somerset. Essi non erano cattolici ed attestarono che un
giorno mi avevano visto pranzare con la loro padrona e con la sorella di
lei. Con altri domestici, essi avevano servito a tavola.
Queste due sorelle erano figlie del conte di Northumberland. Una di esse
era una devota cattolica (7) e, poco tempo prima del mio arresto, era
venuta a Londra per esser da me aiutata a riparare in Belgio, dove voleva
entrare in convento. Per questo si era messa in viaggio ed alloggiava
temporaneamente presso sua sorella, la moglie del conte. Dopo la santa
morte del padre, sua sorella aveva abbandonato la fede ed ella era ansiosa
di farla ravvedere. Quando le visitai si era in Quaresima e questi tre
testimoni dichiararono che la padrona di casa mangi carne, mentre lady
Mary ed io mangiammo pesce (8).
Young mi lanci questa accusa. Egli appariva esultante come se,
finalmente, avesse qualcosa che io non potessi negare, senza rivelare i
nomi dei miei amici. Ma io risposi che non conoscevo gli uomini che egli
aveva portato per testimoni.
Ma noi conosciamo voi, ribatterono questi. Voi siete la stessa persona che
fu nel posto tal dei tali, in tale e tale giorno.
279

Parlando

in tal modo, dissi, farete un grave torto alla vostra padrona.


Quale impudenza!, esclam Young.
Proprio cos, ribattei, presumendo, naturalmente, che quanto questi
uomini hanno affermato risponda a verit. Ma io non sono in condizione di
darvi una risposta definita per le ragioni ormai pi volte addotte. affar
loro vedere se quanto asseriscono vero e se lo dovrebbero dire.
Tutto infuriato, Young ordin che fossi ricondotto in prigione,
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XI
1 L'interrogatorio di Richard Fuldwood, tratto da S.P.D., voI. CCXLVIII, n. 40,
stampato in MORRlS, p. 159.
2 Parlando in particolare di Little John, J. G. mostra di nuovo quanto i sacerdoti si
fidassero dei propri servi: S, egli avrebbe potuto impedire ai preti di fuggire,
conoscendo la residenza della maggior parte di essi e di tutti quelli della Compagnia.
Anzi, avrebbe potuto catturarli come pernici in una rete, conoscendo tutti i loro
nascondigli che egli stesso aveva preparato... Nessun altro fece tanto bene quanto lui
aiutando nelle loro fatiche i preti che si affaticavano in quella vigna; e neanche dieci
uomini avrebbero potuto recare tanto danno quanto ne avrebbe potuto fare lui, solo
che lo avesse voluto. Egli ben sapeva che con ci si sarebbe potuto creare una
posizione nel mondo non solo per la ricompensa meritata da un cos grande e
straordinario servizio, ma anche per la confisca dei beni dei cattolici, molto numerosi
e grandi. Narrative, p. 187.
3 Michael Walpole entr nella Compagnia l'8 settembre 1593 e ritorn in Inghilterra
alla fine del regno di Elisabetta. Divent uno dei gesuiti inglesi pi in vista e fu due
volte imprigionato ed esiliato. Nel 1609 pubblic a Londra una traduzione inglese del
De consolatione philosophiae di Boezio e l'anno seguente quando Giacomo I scrisse
la sua apologia per il nuovo giuramento d'obbedienza, egli rispose con una
Admonition to English catholics. Mor a Siviglia probabilmente nel 1624. JESSOP, p.
299.
4 Thomas Bill entr nel Collegio Inglese di Roma il 18 dicembre 1593 e fu mandato
via quattro anni dopo per il danno che faceva (C.R.S., vol. XXXVII, p. 92). Padre
Garnet si riferisce a lui in una lettera a Padre Aquaviva in data 16 aprile 1596: Voi
avete un esempio delle difficolt che i nostri Padri affrontano: mi riferisco a Thomas
Bill, che un attaccabrighe a Roma. Una volta egli fu compagno del nostro Padre
John Gerard e per lungo tempo fu mantenuto in Inghilterra col nostro denaro e non
c' cosa che non conosca sul nostro conto. Arch. S. J. Roma, Anglia 31, f. 129.
5 Questi era probabilmente Thomas Land, detto altrimenti John Collins, che sarebbe
stato un giovanotto di vent'anni quando J. G. lo lasci a St. Omers nel 1606. Di l
279

and al seminario di Valladolid nel 1608. Pi tardi entr nella Compagnia in Spagna.
C.R.S., vol. XXX, p. 98.
6 Dimostrando che gli indumenti appartenevano a J. G., Young avrebbe potuto
accusare William Wiseman di aver albergato dei preti. Questi indumenti furono
trovati a Braddocks. Il rapporto della perquisizione riferisce che in casa c'era un
prete del seminario [J. G.] il quale sfuggi ai giudici di pace lasciando indietro il suo
corredo. C.S.P.D., 1591-94, p. 484.
7 Questa devota cattolica era lady Mary Percy, l'altra sorella era Jane, moglie di
Henry Seymour, figlio del Protettore Somerset.
8 I tre testimoni erano stati chiamati dietro informazione di Frank. Nella sua
dichiarazione, che gli esaminatori avevano davanti a loro, Frank asseriva: Gerard
rimase una notte da Lady Mary a Blackfriars, un po' prima della scorsa Pasqua 1594,
e Ralph Willis suo servo a casa mia. S.P.D., Eliz., vol. CCXLVIII, n. 91
.

279

XII. CLINK
Estate 1594 - Primavera 1597
Siccome l'unico capo d'accusa dimostrato era la mia condizione
sacerdotale, alcuni miei amici (ci avvenne circa tre mesi pi tardi)
tentarono di farmi trasferire in una prigione migliore; in ci riuscirono
corrompendo nientemeno che lo stesso Young.
Perci, mi mandarono alla prigione chiamata the Counter e mi
liberarono delle catene. Quando, all'inizio me le avevano assicurate, erano
arrugginite; ma io le avevo rese lucide e scintillanti, portandole ogni
giorno e muovendomi con esse, sebbene la mia cella fosse cos stretta che
avrei potuto attraversarla con soli tre passi, se le mie gambe fossero state
libere. Solevo trascinarmi da una parte all'altra a passettini. In tal modo mi
tenevo alquanto in movimento. Inoltre, ed quello che pi importava,
quando i prigionieri di sotto cominciavano a cantare canzoni lascive e
salmi di Ginevra, io potevo soffocare il loro baccano con il suono meno
sgradevole delle mie sferraglianti catene.
Mi furono tolte, quindi, le catene e pagai le mie spese, che non
ammontavano a molto, perch tutto quello che avevo ricevuto era stato il
pane con un po' di burro e formaggio. Poi fui condotto alla presenza di
Young che finse di essere irato. Cominci ad ingiuriarmi e ad insultarmi
con una violenza che non aveva mai mostrato prima. Torn di nuovo a
domandarmi se volevo confessare dove e con quale gente fossi vissuto; ma
risposi di nuovo che non potevo dirglielo con mia buona coscienza e che
perci non l'avrei fatto.
In questo caso, disse, dovr farvi confinare in una pi stretta
segregazione. Sarete rinchiuso in maniera pi rigorosa e la vostra finestra
sar sbarrata.
Quindi verg un ordine di detenzione e mi invi a Clink (1) Tutto ci non
era altro che una messa in scena per schermirsi dall'accusa di corruzione.
In realt, la mia nuova prigione era molto migliore della precedente. Tale,
del resto, la trovavano tutti i prigionieri, ed io in particolare, perch molti
erano i cattolici relegati in quel luogo (2). Adesso non mi potevano pi
impedire di ricevere i sacramenti e, come sar mostrato da quel che segue,
privarmi di molte altre consolazioni.
Cos, fui trattenuto in quel luogo. Ma, con la grazia di Dio, dopo pochi
mesi avevamo disposto ogni cosa in maniera che ero in grado di compiere
tutti i doveri di un prete gesuita; e, se avessi avuto la possibilit di restare
279

in quella prigione, non avrei mai desiderato di riacquistare la libert in


Inghilterra.
Sebbene fossi rinchiuso, consideravo questo trasferimento a Clink come un
passaggio dal Purgatorio al Paradiso. Non sentivo pi le canzoni oscene ed
impudiche, ma, in loro vece, udivo i cattolici che pregavano nella cella
attigua. Essi vennero alla mia porta e mi confortarono. Mi mostrarono
quindi come avrei potuto mantenere con loro pi liberi contatti attraverso
un foro praticato nella parete, che essi avevano ricoperto e nascosto con un
quadro. Attraverso questa apertura, il giorno dopo, mi passarono delle
lettere scritte da alcuni miei amici e, al tempo stesso, mi fornirono di carta,
inchiostro e penna, in maniera da poter rispondere. In tal modo ebbi la
possibilit di inviare una lettera a Padre Garnet e di narrargli tutta la verit
su quanto mi era accaduto, specificando le risposte da me date durante
l'interrogatorio, proprio come sopra ho scritto (3).
Attraverso questa stessa apertura facevo anche la confessione e ricevevo il
SS. Sacramento. Ma neanche ci fu bisogno di continuare a lungo in questo
modo, perch alcuni cattolici della prigione erano riusciti ad approntare
una chiave che apriva la mia porta. Perci, ogni mattina, prima che la
guardia venisse per l'ispezione, in realt prima ancora che uscisse dal letto,
essi venivano e mi conducevano in un'altra parte della prigione, dove
celebravo Messa ed amministravo i sacramenti ai cattolici reclusi in
quell'ala della prigione. Essi avevano tutti la chiave della loro porta.
Se mi fosse stata lasciata libera la scelta, io avrei scelto proprio quegli
stessi vicini che avevo. Nella porta accanto c'era Ralph Emerson, il
confratello al quale Padre Campion, in una lettera indirizzata al Padre
Generale, si riferisce con le parole: Il mio piccolo uomo ed io.
Fisicamente era un uomo molto piccolo, ma per vigore e per solidit di
spirito era tanto grande, quanto si potrebbe augurare a chiunque. Durante i
molti e lunghi anni di prigionia, rest sempre buono e devoto, vero figlio
della Compagnia. Rest a Clink ancora per sei o sette anni dopo il mio
arrivo e, finalmente, fu trasferito a Wisbeach Castle con altri confessori.
Ivi fu colpito da una paralisi che gli fece perdere il controllo di met del
corpo, cos che non poteva muoversi n fare la minima azione per aiutarsi.
Tuttavia continu a vivere e si procur grandi meriti con la pazienza. Alla
fine, insieme con i suoi compagni sacerdoti e confessori di Cristo, fu
cacciato in esilio e ripar a St. Omers, dove fece una santa morte,
edificando tutti coloro che l'assistevano (4).
Questo bravo confratello, dicevo, stava nella cella attigua alla mia, mentre
sopra di me si trovava John Lillie, che la Provvidenza aveva posto in quel
279

luogo a vantaggio di entrambi. Anche attorno a me c'erano molti buoni e


santi uomini. Poich essi erano liberi nella prigione e chiunque poteva
visitarli senza alcun rischio, io potei disporre le cose in modo che i miei
amici, giungendo alla porta della prigione, chiedessero di loro e, venendo
su, passassero a parlare con me senza attrarre l'attenzione. Tuttavia non
permisi che entrassero nella mia cella, ma parlavo loro attraverso l'apertura
di cui ho detto.
Cos, godetti un breve periodo di quiete e di calma che cercai di rendere
vantaggioso agli altri, scrivendo, all'esterno, lettere agli amici e parlando,
all'interno, con i miei visitatori. Il primo carceriere era d'indole violenta e
sorvegliava attentamente che fosse osservato il regolamento. Finch egli fu
in servizio, fui costretto a restare sempre in guardia per evitare di essere
scoperto. Ma Dio lo rimosse dalla sorveglianza del carcere e, nello stesso
tempo, dalla prigione del suo corpo.
Gli successe un giovane molto pi comprensivo. Con mance e con altri
imbonimenti lo indussi a non sorvegliare troppo strettamente le nostre
azioni e a venire da me solo quando lo chiamavo, eccetto in certi momenti
stabiliti in cui poteva sempre trovarmi pronto a riceverlo.
Con tale concessione di libert potei intraprendere di nuovo il mio lavoro
apostolico. Ben presto ascoltai un gran numero di confessioni e riconciliai
molte persone alla Chiesa; alcune erano eretiche, ma per la maggior parte
erano scismatiche, poich era pi facile avvicinare queste che le altre. Ma
dovevo conoscere gli eretici da lungo tempo e dovevo ricevere loro
informazioni da amici fidati, prima di arrischiarmi ad introdurli nel segreto
della mia libert. Infatti non riesco a ricordare pi di otto o, forse, dieci
convertiti dall'eresia. Comunque, quattro di essi entrarono negli ordini
religiosi: due nella Compagnia e due in altri ordini. Tra gli scismatici,
tuttavia, i convertiti furono numerosi. Anche tra questi alcuni divennero
religiosi; mentre altri dedicarono la loro vita a buone opere durante la
persecuzione in Inghilterra. Uno di essi fu Mr. John Rigby. Ecco la sua
storia.
In una circostanza egli si present per deporre a favore di una certa signora
cattolica che era stata citata in tribunale (5). Poich i giudici non volevano
concedere nessun vantaggio giuridico ad una parte cattolica, gli chiesero
quale fosse il suo credo religioso, dal momento che perorava cos
caldamente per la sua cliente.
Siete un prete?, gli domandarono.
No, egli rispose.
Un papista?.
279

Sono

cattolico.
Veramente? E da quanto tempo siete tale?.
Egli lo disse loro.
E chi vi ha reso cattolico?, gli domandarono. Egli non volle implicarmi,
perci fece il nome di un prete che era stato martirizzato poco tempo prima
(6).
Cos vi siete riconciliato con la Chiesa di Roma?.
Le leggi inique che sono in vigore considerano la riconciliazione con la
Chiesa un alto tradimento; ma egli non si avvide del tranello. Gli era stato
detto che era peccato non confessare la propria fede cattolica e, forse, non
sapeva che era legittimo addossare l'onere della dimostrazione all'accusa,
come fanno i cattolici bene informati. Cos, quest'uomo retto e timorato di
Dio ammise prontamente con coraggio e con magnanimit che si era
riconciliato. Fu arrestato su due piedi e gettato in prigione. E quando, pi
tardi, fu condotto in giudizio, ripet questa candida confessione ed
aggiunse che la sua pi grande ambizione era quella di essere cattolico.
Egli ascolt la sentenza con grande gioia e, mentre questa veniva
pronunciata, le catene in cui si trovava avvinto davanti alla corte si
sciolsero e gli caddero dalle gambe. Il carceriere le rimise a posto, ma
(credo di non sbagliare) esse ricaddero una seconda volta. Quindi fu
riportato in prigione da dove mi mand, poco tempo prima del suo
martirio, una lettera piena di ringraziamenti per averlo reso cattolico e per
averlo aiutato (il che fu sempre cosa insignificante) ad acquistare quella
condizione di spirito che egli sperava che sarebbe stata presto perfezionata
da Dio. Mi mand pure il suo borsellino che ancora conservo e che tuttora
uso per onorare la memoria del martire, giacch vi tengo il reliquiario.
Mentre il martire veniva trascinato al luogo dell'esecuzione sul carro dei
condannati si imbatt lungo il percorso in un conte e in un gruppo di altri
gentiluomini. Il conte (7), vedendolo trascinar via, chiese quale fosse la
sua colpa. Il martire ud la domanda.
Io non sono reo di nessun misfatto contro la mia regina ed il mio paese,
disse, ma muoio per la fede cattolica.
Il conte, vedendo che era un uomo imponente e ben fatto, rispose:
Voi eravate fatto per aver moglie e figli, e non per morire per la fede.
Quanto alla moglie, invoco Dio a testimoniare che non ho mai avuto
relazioni con una donna. (Io stesso posso confermare questa
dichiarazione).
Il conte ne fu colpito e da quel momento nutr una maggiore stima per i
cattolici e per la loro fede, come in seguito dimostr in molti modi.
279

Cos questo santo uomo vol in cielo dove spero che interceda per il suo
indegno padre in Cristo (8).
Mentre rimasi in questa prigione, mi fu possibile dettare gli Esercizi
Spirituali, poich il carceriere faceva quello che desideravo. Infatti, veniva
da me solo quando lo chiamavo e non si avvicinava mai alle celle dei miei
vicini. Potemmo, cos, allestire una cappella in una stanza superiore, dove
sei o sette uomini si radunavano per gli Esercizi. Tutti decisero di seguire i
consigli di Cristo Nostro Signore e tutti rimasero fedeli alla loro
risoluzione.
A quel tempo solevano venire a Londra molti sacerdoti di mia conoscenza.
Siccome essi non avevano alcun posto per alloggiare al sicuro, si
fermavano nelle locande per tutta la durata dei loro affari. Inoltre, la
maggioranza dei preti che arrivavano dal seminario erano avvertiti di porsi
in contatto con me, in modo che io potessi presentarli al loro superiore e
fornirli degli altri aiuti di cui necessitavano. Il mio recapito era noto e non
cambi mai, cos che potevo essere rintracciato senza difficolt. D'altra
parte, per, non sempre avevo degli alloggi da mettere a loro disposizione
e non sempre potevo trovare una casa cattolica a cui indirizzarli. Perci
presi in fitto una casa con un giardino in un quartiere favorevole e, con
l'aiuto degli altri amici, l'arredai dei mobili necessari. Col inviai tutti gli
uomini che giunsero con lettere di raccomandazione da parte dei nostri
padri all'estero, come pure altre brave persone che ritenevo utili alla nostra
causa. Ivi li mantenni finch, con l'aiuto dei miei amici, fui in grado di
provvederli di abiti convenienti e delle altre cose loro necessarie, o di
procurar loro una residenza, o di comprar loro un cavallo in maniera che
potessero visitare i loro amici e parenti nel paese. Affrontavo tutte queste
spese e quelle della casa, ricorrendo alle elemosine che mi giungevano.
Non che ricevessi elemosine da un gran numero di persone n, tanto meno,
che le domandassi a chiunque mi visitasse in prigione. Anzi, non accettavo
le elemosine da tutti quelli che me le offrivano. Sia in prigione che fuori,
non ebbi mai il desiderio di far ci, perch mi sarei potuto procurare la
taccia di ricevere le elemosine indiscriminatamente, tenendo lontano da me
degli uomini che erano ansiosi di consultarmi nelle loro difficolt
spirituali; e perch avrei potuto ricever danaro da gente che non se lo
sarebbe potuto permettere e che in seguito si sarebbe pentita di avermelo
dato. Perci, mi attenni al principio di accettare denaro soltanto da quelle
poche persone che conoscevo a fondo. Ed infatti la massima parte delle
elemosine che ricevevo provenivano da una cerchia ristretta di amici
fedeli, che prima mi offrivano i loro servizi e dopo mi donavano il danaro,
279

senza che lo chiedessi, e che erano convinti di ricevere un favore quando


lo accettavo.
Affidai la cura della casa ad una vedova molto brava e prudente, che in
seguito doveva ricevere l'onore del martirio. Ella apparteneva ad una
famiglia distinta: il suo nome da ragazza era Heigham e quello di suo
marito era Line. Tanto lei che suo marito furono entrambi benedetti da Dio
e dovettero soffrire molto per amor Suo. Quando il padre, che era
protestante, seppe che sua figlia stava per diventare cattolica, le rifiut la
dote che le aveva promesso. Per la stessa ragione priv dell'eredit anche
un figlio. Ma quest'uomo, William Heigham, si fece confratello laico e
adesso lavora in Spagna. Son passati ventisei anni da quando lo incontrai
per la prima volta: era un giovane di ottima reputazione e di grande
eleganza, come molti altri nobili londinesi del suo tempo. Allora, egli
teneva in casa sua un sacerdote, un certo Padre Thomson, al cui martirio
dovevo in seguito assistere (9).
Quando suo padre apprese che anche lui era diventato cattolico, vendette
gl'immobili che costituivano il suo patrimonio, con l'intenzione di privarlo
di essi. Il loro reddito annuo era calcolato di seimila fiorini. In seguito, lo
stesso giovane fu arrestato per la fede e, come ritengo, fu relegato a
Bridewell insieme al sacerdote che alloggiava nella sua casa (10). Quella
era la prigione riservata ai vagabondi, ai quali si imponevano pesanti lavori
sotto la sferza. Lo andai a visitare e lo trovai intento alla grande macina in
un mare di sudore. Dopo che fu liberato, prese servizio presso un
gentiluomo, del quale conoscevo bene la moglie cattolica. Questa gli
affid l'educazione del figlio; ma egli, oltre i rudimenti di latino, insegn al
ragazzo a suonare l'arpa, uno strumento che egli stesso suonava con grande
maestria.
Mentre si trovava l, andai a trovarlo ed ebbi con lui una lunga
conversazione intorno alla sua vocazione.
Sua sorella, Mrs. Line, spos un ottimo gentiluomo, cattolico fervente che
era erede di un grande patrimonio. A quel tempo suo padre, o forse suo zio
(era erede di entrambi), trovandosi sul letto di morte, gli fece recapitare un
messaggio in prigione. In questo, egli lo pregava a conformarsi e ad
entrare in chiesa almeno una volta, altrimenti avrebbe passato il
patrimonio al fratello minore. Il brav'uomo rispose con fermezza: Se
debbo esser posto di fronte all'alternativa di abbandonare il mondo o Dio,
allora abbandono il mondo, perch bene aderire a Dio. Cos, tanto il
patrimonio del padre quanto quello dello zio passarono al fratello minore
(11). Con questo mi incontrai una volta nella camera del fratello maggiore.
279

Era vestito di seta e di broccato, mentre suo fratello indossava abiti


semplici ed ordinari. Quest'anima buona si rec pi tardi in Belgio ed il re
di Spagna gli assegn una pensione, parte della quale egli mandava a sua
moglie. La loro fu veramente una vita di povert e di santit.
Quando suo marito mor in Belgio, Mrs. Line rimase senza amici in questo
mondo e dipese interamente dalla provvidenza di Dio. Perci, prima del
mio imprigionamento, la presentai nella casa presso la quale alloggiavo: la
famiglia la provvedeva di cibo e di alloggio, mentre io le procuravo ogni
altra cosa che le fosse necessaria (12).
Quando decisi di prendere la casa di cui sopra ho fatto menzione, non potei
pensare ad altra persona cui affidarne la cura. Ella era capace di
amministrare le finanze, di sbrigare le faccende domestiche, di accudire gli
ospiti e di destreggiarsi di fronte alle domande degli estranei. Era piena di
gentilezza e di discrezione e possedeva la sua anima in grande pace. Era,
tuttavia, cronicamente ammalata, giacch soffriva sempre di qualche
infermit. Soleva dire spesso: Naturalmente, desidero sopra ogni altra
cosa morire per Cristo, ma sarebbe troppo sperare che ci avvenga per le
mani del boia (13). Forse Nostro Signore permetter che un giorno sia
presa con un prete e sia gettata in qualche fredda e lurida segreta, in cui
non mi sar possibile vivere a lungo in questa vita disgraziata. Cos
diceva e, veramente, il suo diletto era nel Signore, ed il Signore
accondiscese alle domande del suo cuore .
Dopo la mia fuga dalla prigione, ella abbandon la direzione della casa. A
quel tempo era conosciuta da tanta gente, che non mi era pi sicuro
frequentare una casa che fosse da lei occupata. Ella, invece, prese in affitto
degli appartamenti in un altro fabbricato e continu ad accogliervi i
sacerdoti. Un giorno, tuttavia, (era la festa della Purificazione), ella fece
entrare un numero di cattolici straordinariamente grande per ascoltare la
Messa: cosa che non avrebbe mai fatto in casa mia, poich era pi
preoccupata della mia sicurezza che della sua. Alcuni vicini notarono la
folla e la polizia sopraggiunse immediatamente. Le guardie irruppero nel
piano superiore e trovarono una stanza piena di gente. Il celebrante era
Padre Francis Page, il martire gesuita. Questi si era spogliato dei paramenti
prima che i persecutori arrivassero, perci fu loro difficile individuare il
prete. Ma l'apparenza tranquilla e modesta del padre lo trad; sospettarono
di lui e cominciarono ad interrogarlo insieme a un certo numero di altri
presenti. Nessuno, tuttavia, ammise che ci fosse un prete nella stanza,
sebbene, giacch l'altare era preparato per la Messa, essi affermassero che
stavano attendendone uno. Le guardie non intendevano accettare questa
279

versione e, mentre si avviava un alterco, Padre Page, scorgendo aperta la


porta, afferr l'occasione: si sottrasse alla presa degli uomini che lo
tenevano e vol via chiudendo la porta dietro di s. Si rifugi nel piano
superiore, dove sapeva che Mrs. Line aveva preparato un nascondiglio, e
vi si rinchiuse. Fu perquisita tutta la casa, ma non lo trovarono.
Mrs. Line ed i nobili presenti nel gruppo furono condotti in prigione,
mentre gli altri furono rilasciati sotto cauzione. Dio prolung la vita della
martire oltre quanto ella osasse sperare. Dopo alcuni mesi fu citata in
giudizio sotto l'accusa di alloggiare sacerdoti. Interrogata dai giudici se ci
fosse vero o meno, ella n lo neg n lo ammise, ma disse ad alta voce in
maniera che potesse ascoltare tutta la corte:
Signori, nulla mi rattrista di pi che il pensiero di non averne potuto
accogliere ancora altri mille (14).
Ella ascolt la sentenza di morte con gioia e con gratitudine manifesta. Ma,
al tempo stesso, era cos debole che fu necessario condurla in aula seduta
su una sedia, sulla quale rimase per tutto il processo. Tornata in prigione,
poco tempo prima dell'esecuzione, mand una lettera a Padre Page, il prete
che era fuggito quando era stata arrestata. Conservo la lettera con me. In
essa dispose delle poche cose in suo possesso e mi lasci una grande croce
d'oro, finemente lavorata, che era appartenuta a suo marito. Ella mi
menzion tre volte nella lettera, riferendosi a me come a suo Padre. Lasci
anche alcuni debiti, che mi pregava di pagare. Poco dopo mi lasci a voce
il suo letto; ma quando andai a svincolarlo dal carceriere, che aveva
saccheggiato la cella dopo la sua morte, tutto ci che potei ottenere fu il
copriletto, che usai in seguito ogni volta che fui a Londra e sotto la cui
protezione mi sentivo pi sicuro. Quando ella raggiunse il luogo
dell'esecuzione, vi trov i ministri pronti a tempestarla di esortazioni,
per.farle abbandonare i suoi errori. Ma ella non volle neanche ascoltarli.
Indietro, io non ho nulla in comune con nessuno di voi, disse
seccamente.
Quindi, nella sua esaltazione, baci la forca e, inginocchiatasi, cominci a
pregare. E nella preghiera persever finch il boia non esegu il suo lavoro
(15).
Cos ella affid l'anima a Dio in compagnia del martire gesuita, Padre
Filcock (16), che era stato spesso suo confessore e che era rimasto sempre
suo amico. Il suo martirio, per, ebbe luogo a sei o sette anni di distanza
dal periodo del quale sto scrivendo. Ella accud per tre anni la mia casa ed
assist molti santi sacerdoti. Durante questo tempo fece inoltre il voto di
castit, virt che ella pratic anche nella sua vita matrimoniale.
279

In questa casa c'era sempre un prete che soleva fare le visite di


misericordia ai miei amici, poich io non potevo farle personalmente. Il
primo di tali sacerdoti fu il francescano martire Padre Jones. Questi era
arrivato di recente in Inghilterra ed io fui particolarmente lieto di dargli
ospitalit in casa mia, allo scopo di favorire le buone relazioni tra il suo
ordine e la Compagnia. Ma dopo pochi mesi si fece degli amici propri e si
trasfer con loro. Poco tempo dopo, fu catturato e mostr una grande
fortezza durante il martirio (17).
Dopo la sua partenza, accolsi in casa un prete, che era di recente venuto
dalla Spagna e che avevo incontrato prima. Era di nobile origine ed aveva
avuto un'ottima educazione (il suo nome era Robert Drury), perci poteva
frequentare la migliore societ senza destare sospetti. Io lo introdussi tra i
miei amici della nobilt ed egli forn loro una grande assistenza nei due
anni e pi, durante i quali occup la casa.
Questo prete fu scelto da Dio per essere suo testimone e martire (18). Fu
catturato dopo la mia partenza dall'Inghilterra, proprio due anni fa, e fu
condannato dietro accusa di alto tradimento, ricevendo la pena
corrispondente. Tuttavia non si pot addurre nulla contro di lui, eccetto il
fatto che era un sacerdote e che aveva rifiutato di emettere il nuovo
giuramento che oggi viene imposto a tutti. Durante la sua esecuzione si
verific una scena significativa. Alcuni ufficiali superiori che erano
presenti lo pregarono di aver piet di se stesso e di conformarsi alle leggi
del re. Doveva soltanto recarsi in chiesa, essi asserivano, e si sarebbe
sottratto alla morte.
Bene, signori, rispose il martire, veramente in vostro potere salvarmi
all'istante dalla morte, se risolvo di entrare in chiesa?.
Naturalmente, ribatterono, vi promettiamo, in nome del re, che non
morirete.
Allora il martire si volse alla gente e disse:
Adesso chiaro per qual genere di tradimento sono condannato.
semplicemente per la nostra religione che moriamo, io e gli altri preti.
Nella loro rabbia, gli ufficiali recisero crudelmente la corda mentre aveva
ancora un fil di vita. Alla fine lo uccisero, ma non c'era pi nulla che
potessero fare.
Durante la mia prigionia, visse nella mia abitazione uno dei nostri padri,
Padre Curry (19), che era stato ammalato per qualche tempo. Ivi fece una
santa morte e fu sepolto in un luogo segreto, poich i preti che vivono in
missione di nascosto vengono anche sepolti segretamente (20).
279

Intanto il mio ospite primitivo (21) che era stato arrestato poco prima di
me, era tenuto in cella di rigore. Per tre o quattro mesi n la moglie n
alcun suo amico ebbero il permesso di avvicinarlo. In seguito, tuttavia, si
perse ogni speranza di trovare una prova contro di lui, perch nessuno dei
suoi servi cattolici intendeva confessare nulla (22) ed il traditore, che era
l'unico testimone, non mi aveva mai visto nelle mie funzioni sacerdotali.
Cos, essi lasciarono entrare gradualmente i suoi amici, perch
sovvenissero alle sue necessit; tuttavia lo mantennero in rigorosa
segregazione.
Durante la sua prigionia scrisse un'opera apprezzabile, che divise in tre
parti e che intitol Three Farewells taken of the World ossia Tre morti in
stati diversi dell'anima.
Nel primo libro descriveva un uomo di buoni principi morali, che
l'opinione comune considerava virtuoso, ma che seguiva solo la propria
volont. Ridotto dalla malattia in fin di vita, prima di morire ebbe
chiaramente davanti agli occhi il quadro dei suoi errori e confess a tutti
quelli che lo circondavano che giustamente sarebbe stato condannato,
specie perch non aveva voluto aprire la sua anima ad un padre spirituale,
per esser da lui diretto e consigliato nell'amore di Dio.
La seconda parte era dedicata alla storia di una buona e devota signora, che
dapprima era desiderosa di sottomettersi alla direzione, ma pi tardi fu
ingannata dal demonio e decise di esser guida di se stessa in certe cose.
Quindi cadde gravemente ammalata. Quando la sua morte era ormai
prossima, si pent e salv la sua anima con la contrizione e le elemosine.
Ma, al momento del suo giudizio particolare, ella ebbe un grave timore e
soffr lungamente in Purgatorio, perch aveva sempre prediletto la sua
opinione e la sua volont. Questa narrazione conteneva molti passi patetici
e l'autore vi descriveva gli inganni e gli artifici del demonio con tanto
discernimento, che alcuni buoni e santi sacerdoti furono stupiti che un
laico potesse conoscerli ed analizzarli tanto bene.
Nella terza parte egli rappresentava la santa morte di un uomo buono e
religioso. Essendo di agiata condizione, era sempre vissuto nel mondo, ma
aveva sempre cercato e seguito la guida del suo padre spirituale, al quale
aveva aperto la sua anima per la gloria di Dio. In questa sezione, l'autore
dimostrava che la maniera migliore per conoscere se stessi e la volont di
Dio era quella di intraprendere la pratica della meditazione delle cose
spirituali, sotto la guida di un buon direttore. Quindi passava ad esortare
ciascuno a scegliere una guida nella vita spirituale, ad obbedirle
279

(naturalmente, senza esservi obbligato) ed a cercare in lei l'approvazione


dei propri giudizi.
Questo era lo scopo della terza parte (di fatto, era il fine di tutta l'opera) ed
egli descrisse questa guida ideale con tanti particolari che la mente del
lettore non poteva non pensare ad un gesuita oppure, in sua vece, ad un
sacerdote che fosse amico dei gesuiti e che cercasse il loro consiglio nelle
sue difficolt.
In seguito, gli amici fecero alcune copie del libro, che causarono un certo
malumore, quando capitarono nelle mani di un gruppo di preti che non
erano ben disposti verso la Compagnia. Essi lamentavano che l'effetto del
libro sarebbe stato quello di escluderli dalla direzione delle anime. Uno di
loro giunse al punto di inviare all'autore una lunga lettera contenente la
condanna del libro (23); lo stesso, pi tardi, pose in circolazione degli
opuscoli che condannavano l'autore. Egli insinu che ero stato io a scrivere
il libro, facendomi schermo del nome dell'autore. Ma ci era
semplicemente falso. Siccome egli era stato rigorosamente segregato ed
era stato privato dell'inchiostro, aveva scritto la maggior parte del libro a
matita su pezzi di carta; man mano che ne completava una parte, me la
spediva perch la rivedessi e ne correggessi gli errori dottrinali. Ci che lo
spinse a scrivere furono l'immenso beneficio, che egli stesso era convinto
di aver tratto dalla sottomissione alla guida di un direttore spirituale, e, da
questa conseguente, la grande tranquillit di spirito che egli godette
perfino quando su di lui pendeva la minaccia di una morte imminente. Fu
il suo desiderio di partecipare agli altri questa grazia che lo spinse a
scrivere. Tuttavia, volle precisare che il libro non era destinato ad un
grande pubblico. Egli aveva in mente, in primo luogo, la sua famiglia; la
moglie ed i figli; e, in secondo luogo, gli amici ed i parenti. A questi volle
indicare mediante la sua opera il sentiero pi sicuro e meritorio per
raggiungere la perfezione nel loro stato. Perci, non potendo incontrarli e
non potendo conversare con loro, pose per iscritto i suoi consigli. Egli
tent pure di dimostrare che la perfezione era pi necessaria ai laici che ai
religiosi (24).
Tanto basti per quello che questo ottimo uomo scrisse. Era ben lungi dal
rimpiangere di essersi posto per quattro anni sotto la mia direzione,
sebbene egli stesso si trovasse, adesso, in tali angustie e tutta la sua
famiglia fosse duramente perseguitata per l'accoglienza che mi aveva
offerto. Comunque, non perse mai la pazienza, anzi, considerava tutte
queste tribolazioni come il culmine della beatitudine. Era
straordinariamente felice.
279

Sebbene sua moglie lo amasse molto teneramente e soffrisse tanto per le


sue condizioni, sopportava il dolore con pazienza e rassegnazione. E
quando io fui trasferito in questa prigione in cui aveva speranza di
vedermi, ella prese una casa nelle vicinanze per potermi parlare e scrivere
frequentemente, per donarmi le piccole cose di cui avessi avuto bisogno e
per cercare il mio consiglio e la mia direzione nelle sue faccende.
In seguito, suo marito riscatt col danaro la sua libert (25) ed entrambi vi
si stabilirono per tutto il tempo in cui rimasi in prigione; inoltre mi
aiutarono a fuggire dalla Torre. Ma, subito dopo la mia fuga, tornarono
nella loro casa di campagna, perch desideravano riavermi di nuovo in
famiglia.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XII
l Sulla riva meridionale del fiume, poco distante dall'attuale ponte di Blackfriars. J.
G. vi fu trasferito il 6 luglio 1594. Hat. Cat., VI, p. 311.
2 Sulla base di A table of Catholic Prisoners, stampato nel C.R.S., vol. n, p. 286,
possibile compilare una lista di alcuni compagni di prigione di J. G., fra i quali ci fu
per un po' di tempo Robert Wiseman. La prigione di Clink fu cosi chiamata perch
fu la prigione "of the Clink Liberty" o maniero di Southwark, appartenente ai vescovi
di Winchester. E. BRAYLEY, History of Surrey, vol. V, p. 348.
3 Nel mese di settembre, se non prima, J. G. fu evidentemente in contatto con Padre
Garnet. Nella sua lettera del 6 settembre 1594 a Padre Persons, Garnet scrisse: Egli
[J. G.] stato sottoposto a rigorosa sorveglianza, ma ora stato trasferito da Compter
a Clink, dove col tempo pu fare molto bene. Pi tardi, il 19 novembre, egli scrisse:
Il processo dei tre gesuiti, Southwell, Walpole e Gerard stato sospeso. Gerard sta
nella prigione di Clink quasi libero, gli altri due sono cos sorvegliati nella Torre che
nessuno ha notizie di loro. Stonyhurst MSS, Anglia, I, n. 81-82.
4 Ralph Emerson sbarc in Inghilterra con Edmund Campion il 25 giugno 1580. Egli
era in prigione da dieci anni quando J. G. lo incontr a Clink ed descritto da una
spia come un tipo basso, molto magro e bruno. Mor a St. Omers il 12 marzo 1604.
S.P.D., vol. CLXXIII, n. 64.
5 Mrs. Fortscue, sorella di Mrs. Wiseman. Ella era stata citata alle assise di Newgate
per motivi religiosi; e siccome allora era sofferente, aveva pregato Rigby, che era al
servizio di suo padre, di testimoniarlo davanti alla corte. WORTHINGTON, Life of
John Rigby (ed. Newdigate), p. 6.
6 Il francescano P. Jones, che fu ucciso il 12 luglio 1598.
279

7 Il conte di Rutland. Nel corso della narrazione si fa pi volte menzione del suo
fratello minore, sir Oliver Manners.
8 John Rigby fu ucciso con grande efferatezza il 21 giugno 1600 a St. Thomas
Waterings, che era allora una palude a circa due miglia da Londra, l dove
attualmente si ricongiungono le strade di Old Kent e di Peckham Park. La sua
prestanza fisica, che il conte di Rutland aveva messo in evidenza, gli fu causa di
grandi sofferenze prima della morte. Dopo che il boia gli tagli la corda, egli rimase
in piedi come un uomo stordito, finch i carnefici non lo gettarono in terra. Riavutosi
perfettamente, profer con chiarezza e ad alta voce: Che Iddio vi perdoni! Ges,
ricevi la mia anima!. Subito dopo, un altro uomo crudele, che stava l vicino e che
non era un ufficiale ma un semplice aiutante, gli mise il piede sulla gola e lo calc
tanto che quello non pot pi parlare. Altri gli bloccarono le braccia e le gambe,
mentre il boia lo smembrava e lo sventrava; e quando si sent strappare il cuore, egli
ebbe ancora la forza di scrollarsi gli uomini che gli tenevano le braccia. Infine, gli
spiccarono la testa e lo squartarono... Allontanandosi, ciascuno deprecava la barbarie
dell'esecuzione e tutti, in generale, piansero per la sua morte. R. CHALLONER,
Memoirs of Missionary Priests, p. 244-245. John Rigby fu l'ultimo ad essere ucciso a
Londra sotto lo Act of Persuasion (23 Elizabeth, c. 1), che considerava alto
tradimento l'adesione o la riconciliazione con la Romish Religion. Durante il regno
seguente, nello Yorkshire, vi furono tre ulteriori esecuzioni in forza dello stesso
Act.
9 Padre William Thomson fu ucciso a Tyburn il 20 aprile 1586, prima che J. G.
lasciasse l'Inghilterra alla volta di Roma.
10 Egli fu imprigionato prima a Counter in Wood Street e pi tardi fu probabilmente
trasferito a Bridewell, dove J. G. l'avrebbe visto quando visit John Jacob. William
Heigham e Roger Line erano due nobili e furono sorpresi durante la Messa, fuori di
Bishopsgate, insieme a Blackburn, alias Tomson, che fu impiccato. Essi sono multati
di cento marchi a testa. (Recusants in the Counter in Wood Street, S.P.D., vol. CXC,
n. 33). Entrambi furono mandati in prigione da sir Francis Walsingham: Roger Line il
3 febbraio 1585 e William Heigham il 30 luglio dello stesso anno. (S.P.D., vol.
CXCV, n. 51). La famiglia Line abitava a Ringwood nello Hampshire ed era ben
conosciuta come non conformista. C.R.S., v. XLIII, p. 88.
11 Quando Roger Line era a Counter in Wood Street, suo zio, Richard Line di
Ringwood, stava morendo. Il patrimonio, al quale J. G. si riferisce, era
probabilmente il castello di Laybrook. Questo pass nelle mani del fratello minore di
Roger, un altro Richard Line, che mori proprietario del castello nel 1599. Victoria
County History of Hampshire, vol. IV, p. 610.
12 Roger Line mor in esilio per la fede nel 1594; ed evidente che solo grazie alla
presentazione di J. G. la sua vedova trov asilo presso i Wiseman.
279

13 Alcuni anni prima della sua morte, ella disse al suo confessore come Padre
Thomson, uno dei suoi vecchi confessori che fini i suoi giorni col martirio nel 1586,
le avesse promesso che, se Dio lo avesse reso degno di questa gloriosa fine, egli
avrebbe pregato affinch anch'ella ottenesse la stessa felicit . CHALLONER,
Memoirs, p. 258.
14 Queste parole sono scritte in inglese nel manoscritto latino.
15 Anne Line fu l'ultima donna uccisa sotto 1'Act (27 Elizabeth, c. 2) che
condannava come traditore chiunque accogliesse o aiutasse un prete; l'ultimo uomo
fu Robert Grissold, che fu impiccato a Warwich il 16 luglio 1604.
16 Ella fu uccisa a Tyburn il 27 febbraio 1601. Ella si comport in maniera molto
dolce, paziente e virtuosa fino al suo ultimo respiro. Baci la forca, si diede la
benedizione prima e dopo le preghiere private, la carretta fu allontanata, ella fece il
segno della croce e dopo ci non si mosse pi. Da un resoconto dell'esecuzione,
scritto nello stesso giorno. Hist. MSS Commission, Rutland MSS, I, p. 370.
17 Padre Iones fu ucciso a St. Thomas Waterings il 12 luglio 1598. Durante il suo
discorso sul patibolo, egli discolp Mrs Wiseman, negando di aver ricevuto denaro da
lei e di aver celebrato Messa nella sua cella.
18 Padre Drury fu il primo martire del seminario di Valladolid. Parti per l'Inghilterra
nel 1595 e fu ucciso il 26 febbraio 1607. C.R.S., vol. XXX, p. 9.
19 Nativo della Cornovaglia, fu ordinato il 23 marzo 1577 ed arriv in Inghilterra nel
gennaio 1590. Dopo aver lavorato nel Kent e nel Sussex, giunse a Londra verso la
festivit di San Michele nel 1593. Per le sue relazioni con Ralph Sherwin, John
Cornelius ed altri, fu conosciuto come l'amico dei martiri. FOLEY, I, p. 397.
20 Nel periodo cruciale della persecuzione i sacerdoti che vivevano in citt venivano
spesso sepolti nelle case in cui morivano, essendo pericoloso portare alla sepoltura un
cadavere del quale non si potesse dare giustificazione. In campagna si era soliti
seppellirli in posti attigui a luoghi sacri, vicino ad una cappella o ad un monastero
abbandonati. Padre Curry mor il 31 agosto 1596. Arch. S. J. Roma, Fondo Gesuitico
651, Garnet ad Aquaviva, 18 gennaio 1597.
21 William Wiseman.
22 L'asserzione di J. G. confermata da una lettera scritta da Mr. Richard Young,
magistrato dell'Essex, al Consiglio privato. Young fornisce i nomi di sette servi di
William Wiseman prigionieri a Colchester, i quali avevano rifiutato di prestare
giuramento e di dare informazioni sul loro padrone. C.S.P.D., 1591-1594, p. 484.
279

23 Il sacerdote era John Mush e la sua lettera, inviata a William Wiseman, stampata
in The Archpriest's Controvery, vol. I (Camden Society, New Series, LVI, pp. 53-62).
Da questa lettera risulta chiaro che Mush non conosceva Wiseman. Mush, comunque,
aveva un grande passato ricco di attivit apostolica ed aveva ben ragione di risentirsi
contro quanti insinuavano che n lui n gli altri sacerdoti erano all'altezza delle loro
responsabilit. Ma, evidentemente, non era al corrente del fatto che i Wiseman erano
grandi benefattori di tutto il clero e che erano stati particolarmente generosi verso i
preti rinchiusi nella prigione di Wisbeach. Il 4 luglio 1955 stato venduto a Sotheby
un manoscritto del libro di William Wiseman dal titolo: A treatice of three farewells
taken of the world by sundry sorts departing this life.
24 Siccome questo libro fu scritto su ritagli di carta e senza inchiostro, J. G. non si
trovava nelle migliori condizioni per riflettere sulla sua dottrina. Sembra che si sia
limitato soltanto al dovere di censore, assicurando all'autore che esso non conteneva
nulla contro la fede o la morale. Dato che William Wiseman prevedeva che J. G.
sarebbe stato ucciso, era ansioso di redigere per s e per la sua famiglia un sommario
dei suoi insegnamenti religiosi e di farlo approvare dallo stesso J. G. prima della sua
morte. In tali circostanze, J. G. non si sarebbe sentito il coraggio di censurare l'affetto
esuberante ed esagerato mostrato in un'opera che era espressamente destinata alla
famiglia, essendo piuttosto un testamento di padre; infatti, come fa rilevare Garnet in
una lettera inviata il 28 gennaio 1598 al suo Generale, era un libro che egli scrisse
per sua moglie, poco prima di morire. Stonyhurst MSS, Anglia A, II, n. 33.
25 William Wiseman non fu mai processato. Dopo essere stato in prigione quasi tre
anni, il Consiglio scrisse al Lord capo della magistratura ordinando la sua liberazione
o la sua condanna. Ci avvenne il 19 dicembre 1596. Non molto dopo,
presumibilmente, fu rilasciato. Acts of Privy Council (1596), p. 372.

279

XIII. IL SILLOGISMO DEL DECANO


Nella prigione, intanto, il mio tempo era completamente assorbito
dall'attivit. Venivano a visitarmi tanti cattolici che, spesso, c'erano sei o
sette persone per volta, che attendevano il turno per conferire con me nella
stanza di Fratello Emerson, attigua alla mia. Spesso, alcuni dei miei pi
cari ed intimi amici dovettero attendere molte ore del pomeriggio ed anche
allora, talvolta, fui costretto a dir loro di tornare un altro giorno.
In tal modo ebbi la possibilit di ascoltare un gran numero di confessioni
generali. Tra gli altri c'era un gentiluomo facoltoso che era stato cattolico
per lungo tempo, ma che era vissuto cautamente e quietamente, evitando
tutto quello che avrebbe potuto portarlo a conflitto con le autorit. Alla
fine, tuttavia, si ritrov recluso in prigione. Era la cosa che egli meno si
aspettava, ma si rivel provvidenziale. Era sorpreso che fosse stato
arrestato per motivi cos futili ed insignificanti; ma quando mi raccont la
sua storia, gli feci rilevare che tutto accadeva per decreto provvidenziale di
Dio e specialmente una cosa come questa.
Il Nostro Signore e Giudice, dissi, preferisce sovente ammonirci in questo
modo. Egli desidera che noi, mentre ancora ne abbiamo la possibilit in
vita, "ci riconciliamo subito con l'avversario". E questo non soltanto il
mio consiglio, anche quello di Nostro Signore che preferisce essere
Padre che Giudice.
Lo esortai ad afferrare l'occasione che gli era stata data per riflettere sulla
sua vita, esaminando lo stato della sua anima e studiando quali fossero le
obbligazioni che egli aveva verso Dio. Gli dissi, inoltre, che non poteva
esser sicuro che questa non sarebbe stata la sua ultima occasione: forse gli
veniva concessa come una specie di ultima istanza. Fece quello che io gli
suggerii e, poich non sapeva meditare, cominci a leggere il libro di
Padre Granada (1) intitolato Memoriale e si prepar alla confessione. La
fece con grande precisione ed entrambi fummo molto soddisfatti dopo di
essa. Per tutto questo tempo fu in buona, anzi in ottima salute; ma pochi
giorni dopo la sua liberazione dal carcere, cadde ammalato. Non erano
ancora passati due mesi che era morto (2).
Durante questo periodo Dio mi usava come suo strumento per volgere
molti cuori dalle ambizioni mondane all'amore di Dio ed alla pratica dei
consigli di Cristo. Tra gli altri, vi erano due giovani impiegati che
lavoravano insieme, con un considerevole stipendio, in uno stesso ufficio a
Londra. Il nome di uno di loro si trova iscritto, ora, nell'albo dei martiri:
279

Padre Francis Page. L'altro il suo compagno, era una buona persona che,
pi tardi, studi teologia con l'intenzione di diventare sacerdote. Anch'egli
volle entrare nella Compagnia, ma fece una santa morte prima della
conclusione dei suoi studi. Ho sentito dire, da persone che erano con lui,
che era un modello di virt e di modestia.
Mr. Francis Page era figlio di genitori agiati. Aveva un aspetto bellissimo e
dei modi garbati. Era amato, inoltre, da una donna, la figlia di quelle stesse
persone ricche ed influenti che possedevano l'ufficio. Intendendo sposarlo,
la donna, molto lodevolmente, lo persuase a divenire cattolico. Ella era
buona e devota e spesso veniva a visitarmi. Un giorno, quindi, port con s
il suo amico Mr. Page che ormai era cattolico.
I suoi pensieri erano rivolti al matrimonio. Ma io mi accorsi subito che era
un giovane molto modesto ed aperto, proprio il tipo che facilmente si
asteneva di fare alcun male e si lasciava entusiasmare da un ideale. Ben
presto mi affezionai moltissimo a lui e cominciai a parlargli di seri
argomenti, facendogli osservare che forse i genitori della ragazza non
avrebbero dato il loro consenso, giacch ella avrebbe sposato sotto la sua
condizione. Gli parlai, inoltre, dell'illusoriet del benessere e della felicit
terrena. Finalmente gli diedi delle meditazioni da portar via con s e gli
posi per iscritto alcune regole di condotta per la sua vita spirituale. Dio
sollev gradualmente la sua anima dalle cose di questo mondo a quelle
dell'eternit; ed alla fine egli decise di lasciare la sua amica e l'impiego che
occupava nell'ufficio. Allo scopo di starmi pi vicino, volle vivere nella
casa della mia ospite vicino alla prigione e per questo prese servizio presso
di lei, sebbene questo fosse di gran lunga pi umile del suo impiego
precedente. Egli aveva pi alte aspirazioni e questo rappresentava la
preparazione della sua anima. Padre Coffin (3) viveva nella casa della mia
ospite ed era in grado di dargli un valido ed amichevole aiuto. Questo
padre mi visitava spesso in prigione e mi confortava in innumerevoli modi.
Pi tardi apprenderete di pi intorno al padre Francis Page.
Operando da questa prigione, potei mandare in seminario molti giovani e
molti ragazzi. Alcuni di loro adesso sono gesuiti e lavorano in Inghilterra,
altri si trovano nei seminari dove preparano molti altri operai per la
missione.
Una volta mandai due ragazzi. Essi dovevano andare a St. Omers e diedi
loro delle lettere di raccomandazione. Le avevo scritte col succo di limone,
cos che la scrittura non apparisse sulla carta, e quindi avvolsi nella carta
uno o due colletti, in maniera che sembrasse impiegata a mantenerli puliti.
279

I ragazzi furono catturati. Durante l'interrogatorio, confessarono che li


avevo mandati, dopo averli muniti di queste lettere e dopo aver loro
raccomandato, una volta che fossero passati per un certo collegio gesuita
che si trovava sulla loro rotta per St. Omers (essi dovevano passare per
Ostenda, non per la rotta ordinaria, e fu per questo che furono catturati)
(4), di dire ai padri del luogo di inumidire i fogli e di leggere quello che
avevo scritto. I ragazzi rivelarono tutto ci e le due lettere, scritte su un
unico foglio di carta, furono lette non gi da amici, ma da nemici della
Compagnia. La prima lettera era scritta in latino e, poich era indirizzata ai
nostri padri fiamminghi, l'avevo firmata col mio stesso nome. La seconda
era indirizzata ai nostri Padri inglesi di St. Omers. Cos, le lettere furono
lette ed io fui chiamato per l'interrogatorio.
Questa volta Young non era presente. Egli era morto nei suoi peccati, cos
miserabilmente come era vissuto. Nella sua vita egli fu il confessore del
demonio e nella morte ne fu il martire. Non soltanto mor al servizio del
demonio, ma questo suo servizio fu la vera causa della sua morte. Si
affannava giorno e notte per causare ai cattolici una sofferenza sempre
maggiore, stendendo liste di proscrizioni, impartendo istruzioni ed
ascoltando rapporti. In una notte piovosa, verso le due o le tre, si alz per
andare a perquisire alcune case di cattolici. Lo sforzo lo lasci esausto: si
ammal, contrasse l'etisia e mor (5).
Dietro di s lasci soltanto debiti, quasi che avesse rinunciato a tutto per
servire il demonio. La sua posizione era ben remunerata ed egli faceva
larghi bottini tra i poveri cattolici e, ci che pi conta, riceveva da loro
lauti compensi per evitare la minaccia di un processo. Si diceva, tuttavia,
che i suoi debiti ammontassero a centomila fiorini; anzi, ho sentito parlare
di una somma ancor pi elevata. Forse pensava che glieli avrebbe pagati la
regina, ma non avvenne nulla del genere. Tutto ci che ella si limit a fare
fu di inviare uno dei suoi cortigiani per visitarlo durante la malattia, prima
della morte. Egli fu cos compiaciuto di questo favore, che era pronto a
cantare il suo Nunc dimittis. Ma era un falso senso di pace quello che lo
avvolgeva: l'esaltazione di un'anima che corre verso la rovina. Come un
novello Aman, egli non fu invitato ad un banchetto, ma ad un destino
eterno. Mor miserabilmente con le lodi della regina sulle labbra ed
enumerando le obbligazioni che aveva verso Sua Maest; ma la sua gioia
si mut in tormento. La gioia di un ipocrita non dura che un istante (6).
usanza che il Consiglio abbia sempre un agente, alle cui macchinazioni
affidare l'esecuzione dei suoi ordini odiosi. Suo compito era di vessare e di
cacciare i servi di Dio. A questo posto successe William Wade, l'attuale
279

governatore della Torre, che allora era segretario dei Lord del Consiglio
della Regina. Fu questo l'uomo che allora mi chiam. Egli mi mostr un
pezzo di carta bianca che avevo dato ai ragazzi e mi chiese se lo
riconoscevo.
No, risposi.
Era vero, perch allora non avevo il minimo sospetto che i due ragazzi
fossero stati catturati. Allora, egli immerse la carta in una bacinella d'acqua
ed apparve la mia scrittura con la mia firma in fondo. Quando la vidi, dissi:
Io non riconosco che quella scrittura sia mia. La mia scrittura di facile
imitazione e la mia firma pu esser stata benissimo falsificata. Inoltre, i
ragazzi di cui parlate, nella loro paura, hanno potuto dire esattamente
quello che gli interrogatori desideravano, danneggiando s stessi ed i loro
amici. Voi non potete sperare che io agisca come loro. Tuttavia, non nego
che sia buona cosa inviare dei ragazzi all'estero, per impartire loro una
migliore educazione. Certamente lo farei volentieri, solo che ne avessi la
possibilit; ma, per quanto lo desiderassi come l'avrei potuto fare, essendo
rinchiuso rigorosamente in prigione?.
Wade mi maled cordialmente perch rifiutai di riconoscere la mia firma e
la mia scrittura.
Il fatto si , egli disse, che voi avete goduto troppa libert. E non ne avrete
pi.
Quindi si volse al carceriere e lo rimprover per avermi concesso tanta
libert di movimento.
Fui richiamato per l'interrogatorio in altre due o tre occasioni. Ogni
qualvolta uscivo di prigione, indossavo la talare ed il mantello da gesuita,
che mi era stato confezionato quando ero andato a vivere con i miei
compagni di prigionia cattolici. Quando i ragazzi mi vedevano per la
strada mi deridevano, ma i miei nemici morivano di dispetto. La prima
volta che indossai la talare, essi mi chiamarono ipocrita.
Quando sono stato arrestato, mi avete chiamato cortigiano, dissi, perch
vestivo come uno di loro per camuffarmi, allo scopo di muovermi a mio
agio tra le persone di rango, senza essere riconosciuto. Allora vi dissi che
non mi piaceva indossare abiti borghesi e che avrei preferito i miei abiti.
Adesso li indosso e siete adirati con me. Sia che canti, sia che pianga, non
posso piacervi. Dovete trovare sempre qualche lamentela.
Perch non giravate in questi abiti, prima? dissero. Invece eravate
travestito ed avevate un nome falso. Nessuna persona per bene si comporta
cos.
279

So

perch ci non vi piace, dissi. Desiderate catturarci subito per porre


fine al nostro lavoro per la salvezza delle anime. Non sapete che S.
Raffaele fece proprio quello che ho fatto io? Egli si travest e assunse un
nome falso; cos pot fare in incognito il lavoro che Dio gli aveva
affidato.
Un'altra volta fui interrogato davanti al Decano di Westminster (7), che
sostituiva l'abate di quel gran monastero reale. C'era anche Topcliffe con
alcuni altri commissari. Essi desideravano mettermi a confronto con la
buona vedova, madre della mia ospite che allora era relegata in prigione
vicino all'abbazia (8). Ancora non le era stata comminata la sentenza di
morte, che fu emessa solo pi tardi. Essi volevano vedere se ella mi
avrebbe riconosciuto. Quando giunsi, la trovai che mi aspettava. Appena
mi vide entrare con le guardie, ella quasi gesticol per la gioia. Tuttavia si
contenne e chiese loro:
questo l'uomo di cui mi avete parlato? Non lo conosco, per
all'apparenza lo direi un prete.
Allora, ella fece un profondo inchino verso di me. Io la ricambiai,
ringraziando. Quindi essi mi chiesero se io la riconoscessi.
Non la riconosco, dissi, e sapete in qual modo ordinariamente rispondo a
domande come questa e come non menziono mai per nome n le persone
n i luoghi, che (a differenza di questa signora) posso aver conosciuto.
Come vi ho detto prima, se lo facessi agirei contro la carit e la giustizia
(9).
Allora disse Topcliffe:
Dite la verit. Avete o non avete riconciliato della gente con la Chiesa di
Roma?.
Scorsi chiaramente il suo proposito sanguinario, perch ci era
espressamente vietato sotto pena di alto tradimento, come ho accennato
pi sopra nel caso di Mr. Rigby. Ma sapevo bene che ormai ero
compromesso a causa del mio sacerdozio; perci risposi immediatamente:
S, ho riconciliato della gente con la Chiesa e mi dispiace di non aver
esteso questa grazia ad un maggior numero di persone.
Bene, disse Topcliffe. E quante avreste desiderato riconciliarne, se ne
aveste avuta possibilit? Supponiamo... mille?.
S, certamente, risposi. Centomila; e ancor pi, se lo avessi potuto.
Sarebbe sufficiente ad armare un esercito contro la regina, aggiunse
Topcliffe.

279

Gli uomini da me riconciliati, ribattei, sarebbero stati sudditi della regina


e non avrebbero marciato contro di lei. Noi sosteniamo che l'obbedienza
dovuta a coloro che sono costituiti in autorit.
Tuttavia, rispose Topcliffe, predicate la ribellione. Guardate, ho qui una
bolla del Papa, che stata scritta a Sanders, quando questi si rec in
Irlanda a fomentare la rivolta tra i sudditi della regina. Eccola, leggetela
voi stesso (10).
Non c' bisogno di leggerla, risposi. Se il papa lo ha inviato, si vede che
ne aveva il potere. Io, invece, non l'ho. Noi abbiamo formale proibizione di
immischiarci nella politica. Non l'ho mai fatto, e mai lo far.
Prendete, disse. Leggetela. Voglio che la leggiate.
Cos la presi e, vedendo il nome di Ges impresso sulla sommit del
foglio, lo baciai con reverenza.
Cosa? grid Topcliffe. Voi baciate la bolla del Papa?
Io ho baciato il nome di Ges, al quale dovuto tutto l'onore e l'amore.
Ma se, come voi asserite, questa veramente una bolla pontificia, allora la
onoro anche per questo motivo.
Cos dicendo, baciai una seconda volta il foglio. Topcliffe mont in furia e
cominci a lanciarmi imprecazioni e a insultarmi.
Qui fate questo, ma in altri posti ve ne state a baciare le donne.
Dio ne guardi! risposi. Una cosa del genere non mai stata detta di me.
Questa una cosa che non potete dire.
Potete negare, egli prosegu, che nel tal giorno siete stato nella tale casa
con la signora tal dei tali, figlia del conte di Northumberland? Senza
dubbio, siete stati a letto insieme.
A dire il vero, tanta impudenza mi fece fremere di sdegno, sebbene sapessi
che stava parlando, senza quella che egli stesso considerava la minima
prova dei fatti (11).
In nome di Dio onnipotente, risposi, giuro che tutte queste insinuazioni
sono false. E nella foga poggiai la mano sopra un libro aperto che stava
sul tavolo accanto a me. Era una copia della sacra Bibbia tradotta in
Inglese dai riformatori protestanti.
Topcliffe non aggiunse altro; in sua vece intervenne il vecchio decano:
Allora siete pronto a giurare sulla nostra Bibbia?.
Adesso i cattolici, che sono in grado di rilevare gli errori di questa
traduzione, non usano farlo. Ma io risposi:
Non ho avuto l'attenzione necessaria per considerare di quale versione si
trattasse. Desideravo soltanto ribattere le sue false accuse. Vi sono,
tuttavia, certe verit in questo libro come, ad esempio, l'Incarnazione e la
279

Passione di Cristo che non sono viziate dalla cattiva traduzione; su queste
invoco la testimonianza di Dio. Ma vi sono anche molti passi malamente
tradotti, che contengono delle eresie; queste le detesto e le ripudio.
Quindi, con maggior enfasi di prima, stesi una seconda volta la mano sulla
Bibbia.
Il vecchio ne fu irritato.
Io dimostrer che siete un eretico, disse.
Non sarete capace di provarlo, lo rimbeccai.
Io lo posso provare, replic. Chiunque nega la Sacra Scrittura eretico.
Voi negate che questa sia la Sacra Scrittura. Ergo....
Questo non un sillogismo, risposi. Esso discende dal generale al
particolare e contiene quattro termini.
Sapevo fare i sillogismi prima che voi nasceste, rispose il vecchio.
Non ho difficolt ad ammetterlo, dissi; per quello che avete ora
formulato non assolutamente un sillogismo.
Ma gli altri presenti ci interruppero, poich non avevano nessuna
intenzione di avviare una disputa. Essi miravano a tempestarmi di
domande nella speranza che mi sarei lasciato sfuggire qualcosa che non
intendevo dire. Alla fine mi rimandarono in prigione.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XIII
1 Il Memorial de la vida cristiana rimasto fino ad oggi uno dei trattati ascetici pi
popolari. L'autore, il domenicano Luis de Granada, probabilmente insuperato
perfino tra gli scrittori ascetici spagnoli per la bellezza dell'espressione e per la
solidit della dottrina.
2 Questi fu, probabilmente, un gentiluomo di nome James Linacre. Watson, nel suo
libro Quodlibets che fu scritto contro la Compagnia ed al quale J. G. si riferisce pi
tardi, scrive: Egli ag allo stesso modo col suo amico James Linacre, suo compagno
di prigione a Clink, al quale estorse quattrocento sterline. Poi ottenne dallo stesso
promessa delle sue terre; ma non ne ebbe nessuna per la morte dello stesso Linacre.
JESSOP, p. 220.
3 Fu ammesso al Collegio Inglese di Roma nel luglio 1588, poco prima che J. G.
partisse per l'Inghilterra. Giunse in Inghilterra nel 1594 e pi tardi entr nella
Compagnia. FOLEY, VI, p. 178.
4 Sembra che la rotta ordinaria fosse da Gravesend a Dunkerque e che fosse stata
tracciata da Richard Fulwood. Probabilmente fu a causa dell'imprigionamento di
questo che J. G. fu costretto a mandare i ragazzi via Ostenda. Il sistema di Fulwood
descritto in un rapporto della spia Healy a Lord Salisbury (aprile 1606): I preti del
279

paese gli raccomandano i giovani da loro prescelti. Egli avvia questi giovani per
qualche sentiero appartato vicino al mare, in attesa del buon vento per la navigazione.
Quindi un vascello (che, per evitare sospetti, una vecchia imbarcazione da piccolo
cabotaggio o qualcosa di simile) scende vuoto in direzione di Gravesend. Egli lo
munisce di remi e di canotti per poi caricare, normalmente oltre Greenwich, i
passeggeri ed il carro. Egli stesso, pi tardi, porta il denaro che loro appartiene. I
passeggeri vengono portati, quindi, a Gravelines oppure a Calais, pagando quaranta
scellini per il passaggio. S.P.D., fames I, vol. XX, n. 47.
5 L'espressione latina morbus regius. La consunzione una forma di scrofola o
morbo del re; sembra essere la malattia che pi verosimilmente deriva dalle cause
descritte da J. G. Comunque nel latino classico il morbus regius designa l'itterizia e
tale pu darsi che sia il significato in questo caso.
6 Il 30 novembre 1594 Young scriveva alla regina: Penso che al mondo non vi sia
suddito cos infinitamente obbligato verso la propria sovrana, in quanto in questi miei
vecchi, estremi o ultimi giorni vi degnate di riguardare cos favorevolmente la misera
condizione di un cos povero vassallo, prostrato nel corpo dalle infermit, ma
rianimato nel cuore dal vostro gentile ricordo. Con questa lettera egli invi alla
regina tutti gli incartamenti relativi al caso di Wiseman e di J. G. come gli ultimi
frutti di tutti i miei sforzi. (Hat. Cal., V, pp. 24-25). Da un resoconto sulla situazione
finanziaria di Young risulta chiaramente che J. G. non sopravvalut l'ammontare dei
suoi debiti. C.S.P.D.. 1595-1597. p. 103.
7 Gabriel Goodman, Decano di Westminster dal 1561 al 1601. Viene descritto come
un uomo triste e grave. Era stato in precedenza cappellano di Sir William Cecil e
rest sempre suo intimo amico. J. G. lo chiama un buon vecchio. Aveva quasi
settant'anni quando interrog J. G. e mori pochi anni dopo, lasciando molti beni ai
poveri ed agli ammalati. D.N.B., XXII, p. 130.
8 La prigione di Gatehouse.
9 Sembra che J. G. usasse, insegnando ai suoi amici, aggiungere al diniego qualche
osservazione dalla quale risultasse chiaro che si trattava di un caso eccezionale e che
egli rispondeva nel senso ammesso dal diritto moderno e dalla prassi del tempo.
10 Sembra poco probabile che il governo si prendesse la briga di contraffare un
breve, sebbene non sia stato trovato n un breve, n una bolla, che conferisse a
Sanders poteri di sorta per la sua missione in Irlanda nel 1579. The Month, gennaio
1903, p. 80.
11 Padre Garnet riferisce di una simile accusa lanciata contro di lui da Salisbury. Io
non ho mai ricevuto parole irriguardose da parte dei magistrati. Soltanto una volta,
quando essi produssero una lettera speditami da Mrs. Vaux e sottoscritta Vostra
sorella carissima A. G., Lord Salisbury disse: Cosa? siete sposato con Mrs. Vaux?
279

Ella si chiama Garnet. Cosa significa ci? Senex fornicarius!. Ma la volta successiva
egli mi chiese perdono e, protestando che aveva parlato per scherzo, stese il suo
braccio sulla mia spalla. Anche gli altri affermarono che ero considerato esemplare in
cose del genere. Hat. Cal., XVIII, p. 111
.

279

XIV. ALTERNATIVA MORTALE


Un' altra volta mi condussero per essere interrogato, con tutti gli altri
cattolici della prigione, nei pubblici locali del municipio. Topcliffe era
presente con molti altri commissari. Dopo esser passati per la trafila delle
solite domande e dopo aver ricevuto da me le ormai abituali risposte,
vennero al sodo. Da quanto riuscii a comprendere, intendevano chiarire il
nostro atteggiamento nei confronti del governo. Speravano di prenderci in
fallo nelle nostre risposte intorno alla regina per formulare, poi, un'accusa
contro di noi. Volgendosi a me, essi chiesero:
Riconoscete la regina come la vera e legittima sovrana dell'Inghilterra?.
La riconosco, risposi.
Nonostante la scomunica lanciata contro di lei da Pio V?, incalz
Topcliffe.
Riconosco che lei regina, risposi, bench sappia anche che vi stata una
scomunica.
Sapevo, naturalmente, che il Papa aveva affermato che la scomunica non
era ancora entrata in vigore in Inghilterra: essa sarebbe rimasta sospesa
finch non fosse stato possibile renderla effettiva.
Quindi Topcliffe mi chiese:
Che cosa fareste voi se il Papa dovesse inviare un esercito e dichiarare
che il suo unico intento quello di ricondurre il regno alla confessione
cattolica? Che cosa fareste, inoltre, se egli dichiarasse, allo stesso tempo,
che non c' altro mezzo per ristabilire la fede cattolica e se, ricorrendo alla
sua autorit apostolica, ingiungesse a ciascuno di sostenerlo? Da quale
parte vi schierereste? Da quella del Papa o da quella della regina? (1).
A questo punto scorsi la sottigliezza e l'astuzia perversa di quest'uomo.
Aveva formulato la domanda in maniera che una mia qualsiasi risposta mi
avrebbe fatto soffrire o nell'anima o nel corpo.
Scelsi ponderatamente le parole della risposta:
Io sono un cattolico obbediente ed un suddito fedele alla regina. Se questo
dovesse capitare, cosa che non ritengo assolutamente possibile, mi
comporterei come un cattolico fedele e come un suddito leale.
No, no, replic. lo esigo una risposta chiara ed immediata. Che cosa
fareste voi?.
Vi ho detto ci che penso e non intendo darvi altra risposta, tagliai corto.
Allora ebbe un accesso violentissimo di rabbia, e vomit contro di me un
torrente di improperi. Finalmente disse:
279

Gi

fantasticate che anche quest'anno vi trascinerete sulle ginocchia per


adorare la croce. Ma prima che giunga quel tempo, vi posso assicurare che
non ne avrete la possibilit (2).
Nella sua squisita gentilezza l'uomo intendeva insinuare che certamente
sarei volato in cielo passando per la forca, prima che giungesse quel
tempo. Ma egli non era penetrato nel santuario di Dio e non sapeva nulla
della mia grande indegnit. Dio gli permise, s, di compiere le sue peggiori
crudelt su coloro che la Divina Sapienza giudic degni e preparati (ad
esempio, su Padre Southwell e su altri che egli perseguit fino alla morte),
tuttavia la sua ira non riusc a riversare tanta misericordia sopra di me (3).
N rientrava nelle competenze di quest'uomo pieno di livore ottenermi
questa benedizione celeste, sebbene, per mezzo suo, Nostro Signore Ges
avesse rapito in cielo molti altri per i quali era stato preparato un regno dal
Padre. Tuttavia, in certo qual modo, le sue parole furono profetiche; ma il
senso in cui esse si avverarono fu molto differente da quello che egli
intendeva.
Ci accadde nel periodo di Natale (1594).
Nella Quaresima successiva, lo stesso Topcliffe si trovava in prigione (4).
Egli aveva, in qualche modo, offeso alcuni membri del Consiglio, mentre
(se non vado errato) stava perorando al loro cospetto in maniera
arroventata a favore di Suo figlio, che aveva passato a fil di spada un uomo
nell'atrio dell'ampio salone in cui era riunito il Tribunale della regina (5).
Era vicina la domenica di Passione ed i cattolici che, come me, erano in
prigione per la loro fede presero ardire quando seppero che Aman, il loro
nemico numero uno, stava per essere impiccato sulla sua stessa forca (6).
Noi diventammo meno circospetti nella maniera di usare della nostra
libert ed un numero maggiore di persone si accostava ai sacramenti e
partecipava alle cerimonie religiose.
Il Venerd Santo vi era una grande folla nella stanza superiore alla mia; vi
erano radunati, infatti, tutti i cattolici della prigione e molti altri che
venivano dall'esterno. Io avevo compiuto tutte le cerimonie ed avevo letto
le preghiere proprie del giorno fino al punto in cui il sacerdote si toglie i
calzari. Ma ero appena scalzato ed avevo fatto soltanto un paio di passi per
iniziare l'adorazione della croce, facendo le tre genuflessioni man mano
che mi appressavo, quando il capo carceriere giunse alla porta della mia
cella sottostante. Egli buss, ma non ottenendo risposta dall'interno,
percosse violentemente la porta, facendo un grande rumore. Appena lo
sentii, compresi che si trattava del capo carceriere, giacch l'altro non
avrebbe mai osato agire in quel modo. Immediatamente mandai gi un
279

uomo a dire che sarei sceso in un istante. Quindi, invece di continuare


l'adorazione della croce di legno, mi preparai ad accettare la croce
spirituale che Nostro Signore mi stava preparando. Mi spogliai dei
paramenti. Quindi mi precipitai per le scale ad impedire che il carceriere
venisse su e ci scoprisse tutti, perch allora s che molti avrebbero sofferto.
Appena mi vide, egli grid:
Che cosa state facendo fuori della cella? Voi dovreste stare rinchiuso in
rigorosa segregazione.
Ma conoscevo bene il mio uomo. Fingendo di essere irato con lui, gli
chiesi perch, se egli veramente era quell'amico che protestava di essere,
era venuto l in un momento come quello, quando sapeva che noi stavamo
recitando le nostre preghiere.
Cos voi siete stati a Messa, disse. Andr a vedere personalmente.
Voi non farete nulla del genere, risposi. evidente che non conoscete le
cose essenziali nei nostri riguardi. In tutte le parti del mondo oggi la chiesa
non celebra una singola Messa. Andate pure, se volete. Ma se lo fate,
sappiate che non riceverete pi un solo centesimo n da me n da qualsiasi
altro cattolico per le nostre celle. Voi potete gettarci tutti quanti tra i
mendicanti della prigione comune, se lo desiderate; ma ivi non dovremo
pagare nulla e chi ci perder sarete voi. D'altra parte, se agirete da amico e
non irromperete cos all'improvviso senza preannuncio non ci troverete
ingrati. Finora non potete dire che ci siamo dimostrati irriconoscenti.
Queste parole lo rabbonirono; perci aggiunsi:
Perch siete venuto qui adesso?.
Giusto per porgevi i saluti di Mr. Topcliffe.
I suoi saluti? chiesi. Come mai questa improvvisa amicizia tra lui e me?
Non si trova egli nella tale prigione? Egli non pu avere pi nessun potere
contro di me.
Certo, rispose, tuttavia vi manda egualmente i suoi migliori auguri.
Quando oggi l'ho visitato, mi ha chiesto di voi; gli ho detto che voi stavate
bene ed egli ha risposto: "Ma lui non sopporta la sua prigionia cos
pazientemente come me. Voglio che gli porgiate i miei migliori auguri e
che gli comunichiate quello che adesso vi ho detto". Perci sono venuto a
dirvelo.
Molto bene, risposi. Ora riferitegli da parte mia che, grazie all'aiuto di
Dio, sono lieto di trovarmi in prigione per la fede. Desidererei soltanto che
anch'egli ci si trovasse per la stessa ragione (7).
Quindi il carceriere si allontan, rimproverando il suo attendente perch
non mi aveva tenuto in rigoroso isolamento. Cos si avver la profezia di
279

Topcliffe. Egli mi aveva interrotto nell'atto stesso di fare l'adorazione della


croce, senza ricordare naturalmente quello che aveva detto, poich a quel
tempo intendeva qualcosa di ben diverso. Anche Saul era tra i profeti.
Tuttavia egli non mi imped di tornar su per continuare la funzione, che mi
aveva fatto interrompere.
Il guardiano, che sorvegliava la mia cella, di solito non faceva nulla senza
il mio permesso. Il primo carceriere non visse a lungo ed i suoi successori
furono molto cortesi con me. Uno di loro, che accolsi nella Chiesa, teneva
l'ufficio per diritto di successione; ma dopo la sua conversione, vendette il
suo diritto ereditario ed entr a servizio di un signore cattolico che era mio
amico. In seguito accompagn il figlio del padrone in Italia e segu la
vocazione alla vita religiosa. Adesso prigioniero per la fede nella stessa
prigione in cui fu mio carceriere.
L'uomo che prese il suo posto aveva moglie e figli ed era solo il timore
della povert che gli impediva di diventare cattolico. Tuttavia divenne un
grande amico mio, anzi, un grande amico di tutti noi. Infatti, quando si
avviavano particolari ricerche per catturare dei cattolici indiziati, egli li
accoglieva in casa sua e li teneva nascosti. Al tempo della mia fuga dalla
Torre, egli fu una delle tre persone che per me si esposero ad un rischio
gravissimo. Sebbene si fosse quasi annegato la notte del primo tentativo,
pilot la barca anche la notte successiva. Vi narrer tutto tra poco, poich
la cosa avvenne solo poco tempo dopo che mi avevano trasferito da questa
prigione e rinchiuso nella Torre di Londra. Ecco come avvenne.
C'era in questa prigione un prete, che io avevo avuto modo di aiutare in pi
d'una occasione (8). Al suo arrivo in Inghilterra, lo avevo sistemato in una
bella abitazione presso uno dei miei migliori amici. Io stesso avevo accolto
nella chiesa sua madre e suo fratello e, quando fu imprigionato, gli
procurai degli amici, gli feci numerosi regali e mi mostrai sempre gentile
con lui. Tuttavia, avevo notato che non era tanto fermo e che sembrava un
po' troppo ansioso di riacquistare la libert. Perci, mi guardai dal
confidarmi con lui, come avevo fatto con alcuni altri prigionieri, quali
Fratel Emerson e John Lillie. Questo brav'uomo, comunque, per qualche
ragione che ignoro, mi fece trasferire. Forse sperava che, dopo il mio
trasferimento, la gente che vedeva venire da me sarebbe andata da lui.
Probabilmente desiderava ingraziarsi le autorit e, cos, assicurarsi la
libert o qualcosa del genere. Non posso precisarne il motivo. Comunque,
egli diede delle informazioni sul mio conto. Rifer che era presente quando
avevo consegnato un pacco di lettere, provenienti da Roma e da Bruxelles,
al servo di Padre Garnet, Little John, che ho sopra menzionato. (Dopo
279

essere stato catturato con me, fu interrogato; ma non si lasci sfuggire


nulla, come ho gi riferito. Quindi, alcuni gentiluomini cattolici sborsarono
una somma di denaro e lo fecero liberare. Come molti altri, essi avevano
assoluto bisogno dei suoi servizi, perch nel paese non c'era nessuno che
sapesse costruire i nascondigli dei preti meglio di lui). Come dicevo,
questo prete rifer che avevo consegnato le lettere a Little John e che
abitualmente ricevevo da preti residenti all'estero delle lettere, indirizzate
tanto a me che al mio superiore. Sulla base di queste informazioni, un
giorno le autorit inviarono un giudice di pace perch mi interrogasse. Con
lui c'erano due messaggeri della regina.
Senza nessun preavviso, questi si presentarono nella mia stanza
accompagnati dal capo delle guardie. Provvidenzialmente non trovarono
nessuno, eccetto due ragazzi ai quali stavo impartendo delle istruzioni
prima di inviarli all'estero. Uno di costoro, se ben ricordo, riusc a partire;
l'altro fu messo in prigione per un po' di tempo. Nella mia cella, tuttavia,
non trovarono nulla di cui potessi temere, perch conservavo tutte le mie
cose e tutte le mie carte in piccoli nascondigli. Fratel Emerson ne era a
conoscenza e, quando fui trasferito, pose tutto in salvo, compreso il mio
reliquiario che ancora posseggo. Vi era conservato anche del denaro,
necessario al mantenimento della mia casa in citt, circa mille trecento
fiorini. Egli lo invi al superiore che si prese cura della casa, in vece mia,
finch non fui liberato dalla prigione.
Questi ufficiali, quindi, entrarono e cominciarono l'interrogatorio, che non
dur a lungo, perch non poterono ottenere nessuna delle informazioni che
desideravano. Allora cominciarono a perquisire la cella con la speranza di
trovare alcune lettere o qualche altro documento compromettente. Mentre
il giudice di pace rovistava tra i libri, uno dei messaggeri perquis la mia
persona. Egli mi sbotton il farsetto e mi vide il cilicio. Dapprima non
sapeva che cosa fosse.
Cos' questo?, mi chiese.
Un indumento, risposi.
Ah, un cilicio, disse.
Allora lo afferr e tent di togliermelo a forza (9).
La sfrontatezza di questa volgare creatura, debbo confessarlo, mi fece
adirare pi di quanto non mi fosse mai capitato. Stavo per afferrarlo e
scaraventarlo fuori. Ma son contento di non averlo fatto. Mi rivolsi,
invece, al giudice di pace, che gli ingiunse di desistere all'istante.
Cos, nella mia cella non trovarono nulla di quanto cercavano, eccetto la
mia persona.
279

____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XIV
1 Si trattava della bloody question, escogitata da Burghley nel 1583 per indurre i
cattolici a parlar in maniera tale da poter essere accusati di slealt verso la corona. Il
Card. Allen sollev una vibrata protesta contro tale procedura nel suo True, Sincere,
and Modest Defence (1584), che fu scritto in risposta a Execution of Justice in
England di Burghley. Il tentativo fatto da Burghley per giustificare questa novit
nella procedura legale aveva profondamente inquietato l'opinione pubblica tanto in
Inghilterra che nel continente. Lives of English Martyrs, vol. I, 2a serie, pp. XIX.XXI.
2 Alludeva evidentemente alla liturgia del venerd santo.
3 Robert Southwell, ucciso a Tyburn il 21 febbraio 1595, e Henry Walpole, ucciso a
York il 7 aprile dello stesso anno, furono vittime speciali di Topcliffe che li ebbe nelle
sue mani per molti anni.
4 A Gatehouse. Cfr. The Month, marzo 1951, pp. 161-162.
5 Un registro dell'anno 1616, che si trova tra i manoscritti Moore a Cambridge, nel
corso di una descrizione delle terre dei Topcliffe, fornisce sul conto di Topcliffe
junior questa informazione che conferma la dichiarazione di J. G.: Egli commise un
misfatto e ne fu condannato; ma ottenne il perdono mentre viveva suo padre. Ne
commise un secondo, quando suo padre era vivo, uccidendo nella Westminster Hall
lo sceriffo di Middlesex, ma riusc a salvarsi. Dopo di ci suo padre mor ed egli
ottenne un secondo perdono. Athenaeum, 5 ottobre 1878.
6 Ai sacerdoti venne prontamente alla memoria il paragone di Aman e Mardocheo nel
libro di Ester. Cfr. la poesia di Robert Southwell Scorn not the least: In Amans
pompe poor Mardocheus wept; Yet God did turne his fate upon his foe.
7 Se J G. avesse potuto vedere la lettera che Topcliffe, forse in quello stesso
momento, stava scrivendo alla regina, gli avrebbe inviato un messaggio molto
differente. In questa lettera, datata Marshalsea, questo venerd santo o dannato
1595 e che descritta da JESSOP come la testimonianza pi detestabile che sia stata
conservata, Topcliffe si vantava di aver spedito (a Tyburn) pi traditori di tutti i nobili
signori della corte, eccettuati i vostri consiglieri, e continuava: In tutte le prigioni si
gioisce; pare che le ossa recentemente morte di Padre Southwell a Tyburn e di Padre
Walpole a York uccisi tutt'e due dopo il carnevale, vogliano danzare per la gioia.
JESSOP, p. 71.

279

8 William Atkinson. Sebbene J. G. non lo sapesse, Atkinson stava gi dando


informazioni su di lui a William Wade. Cominci ad essere sospettato il 2 ottobre
1596, quando fu scoperto da un altro prete accanto alla porta della stanza di Wade.
Atkinson promise di rivelare dove si trovavano a Londra tutti questi preti, se fosse
stato rilasciato. Perci fu posto in libert poco dopo, nell'ottobre del 1596, e, sebbene
ammonito da J. G., continu a frequentare la prigione di Clink. J. G. ha ragione di
asserire che Atkinson fu il responsabile del suo trasferimento da Clink, perch appena
Wade venne a sapere del tradimento di Atkinson, raccomand che J. G. fosse
speditamente trasferito a Wisbeach. (Hat. Cal., VI, p. 413). L'anno seguente il padre
di Atkinson, un povero vecchio che era stato non-conformista per tutta la vita,
apostat anch'egli e si prest a tradire numerosi preti coi loro ospiti, svelandoli al
Consiglio di York. (Hat. Cal., VII, p. 264). Nel 1595 Atkinson scriveva a Robert
Cecil che aveva perduto milioni di amici cattolici che prima mi mantenevano e si
offr ad assassinare il conte di Tyrone. Lo potrei facilmente avvelenare, scriveva,
con un'ostia avvelenata... e fingendo di voler diventare frate francescano agli ordini
del Vescovo Macraith, che stava sempre insieme a Tyrone e ai suoi padri spirituali.
(C.S.P.D., 1595-1597, p. 14, n. 49). I preti apostati e folli sono sempre stati una grave
minaccia per i loro antichi confratelli. Questi preti malvagi ci affliggono tanto
scriveva un gesuita nel dicembre del 1606, perch oltre Skydmore, l'uomo del
vescovo di Canterbury, Rowse, Atkinson, Gravener ed altri recidivi che professano
apertamente di tradire i loro fratelli, non sono meno pericolosi coloro che affermano
lecito andare alle prediche e alle funzioni religiose. (MORRIS, p. 305). Atkinson fu
responsabile almeno della morte di un prete, Padre Thomas Tichborne, che fu ucciso
a Tyburn il 20 aprile 1602.
9 Il 28 febbraio 1594, Benjamin Beard, detenuto per debiti nella prigione di Fleet,
offri delle informazioni sui preti in cambio della sua libert. In una lettera indirizzata
ad uno del Consiglio, egli parla di due gesuiti giunti di recente. Essi sono vestiti di
seta, ma sotto le vesti sono cinti di cilicio: ci basta per farmi ritenere che siano
gesuiti. S.P.D., CCL VII, n. 104
.

279

XV. TORTURA NELLA TORRE


Aprile 1597
Essi mi portarono via e mi trasferirono nella Torre di Londra. Ivi mi
consegnarono al governatore, un cavaliere chiamato Berkeley, che aveva il
titolo di luogotenente della regina. Questi mi fece accompagnare subito in
una grande torre a tre piani, ciascuno dei quali ospitava delle celle (1). (Vi
sono molte torri del genere all'interno delle fortificazioni). Per quella notte
mi assegn una stanza al primo piano e mi consegn ad un guardiano (2)
nel quale aveva una fiducia speciale. Questi usc e torn con un po' di
paglia che sparse sul pavimento. Quindi usc di nuovo, chiudendo la porta
della mia cella e sprangandone un' altra di fronte con una grande sbarra e
con chiavistelli di ferro.
Allora raccomandai la mia anima a Dio che, scendendo nella fossa col
Suo popolo, non mi abbandon mai nelle mie catene; quindi alla Beata
Vergine, Madre di Misericordia, ai miei protettori ed al mio angelo
custode. Dopo aver recitato le preghiere, la mia mente era riposata e mi
stesi sulla paglia per dormire. Quella notte dormii molto bene.
La mattina successiva presi a passeggiare per la cella. Nella sua fioca luce
scorsi il nome del beato Padre Henry Walpole graffito sul muro con un
cesello. Quindi scoprii, vicino ad esso, il suo piccolo oratorio dove c'era
stata una stretta finestra. Adesso era stata murata, ma su entrambi i lati egli
aveva scritto col gesso i nomi di tutti gli ordini degli angeli. In cima, sopra
i Cherubini ed i Serafini c'era il nome di Maria, Madre di Dio, ed ancora
pi in alto il nome di Ges; su tutti spiccava il nome di Dio scritto in
caratteri latini, greci ed ebraici (3). Mi era di grande conforto ritrovarmi in
un luogo santificato da questo grande e santo martire e nella stanza in cui
egli era stato torturato per tante volte (quattordici in tutto, come ho inteso).
Siccome lo torturavano pi spesso di quanto volevano che si risapesse, essi
non lo facevano nella stanza pubblica a ci destinata. Non ho difficolt a
credere che fosse torturato tante volte, poich egli perse completamente
l'uso delle dita. Infatti, quando fu ricondotto a York per essere ucciso sul
luogo nel quale era stato arrestato al suo sbarco in Inghilterra, egli scrisse
di proprio pugno il resoconto di una discussione che aveva l con alcuni
ministri. Parte di esso mi fu dato in seguito insieme ad alcune meditazioni
sulla passione di Cristo, che egli scrisse in prigione prima del martirio. A
stento riuscii a leggere ci che aveva scritto, non soltanto perch egli
scriveva in fretta ma anche perch la sua mano solo con difficolt poteva
279

formare le lettere (4). Sembrava la grafia di uno scolaro, non quella di un


dotto e di un gentiluomo. Infatti egli era un cortigiano prima
dell'esecuzione di Campion e, quando era ancora laico, scrisse dei bei versi
inglesi in suo onore, cantando come il sangue del martire avesse riportato
il calore non solo nella sua vita ma anche in quella di molti altri,
incitandoli a seguire la via pi perfetta dei consigli di Cristo (5).
Perci fui molto lieto quanto mi ritrovai nella cella di Padre Walpole; ma
io ero troppo indegno per ereditare il luogo in cui questa nobile anima
aveva sofferto. Il giorno successivo, forse per ordine o forse con la
convinzione di farmi un servizio, il guardiano mi spost in una cella del
piano superiore. Era ampia e, considerando che si trattava di una prigione,
molto comoda. Gli dissi che preferivo restare nella cella sottostante e
gliene spiegai il motivo, ma egli non volle concedermelo. Quindi lo pregai
di lasciarmi andare gi occasionalmente per recitare le preghiere; e questo
me lo promise e me lo concesse. Inoltre, si offr di portarmi un letto se
qualche mio amico avesse voluto mandarmelo, perch questi non sono
forniti in prigione ed il prigioniero deve procurarsi il letto e qualsiasi altro
mobile di cui abbisogni, a condizione che il tutto passi al luogotenente
della Torre, anche quando il prigioniero venga liberato. Gli dissi che i miei
soli amici erano i compagni della prigione, che avevo appena lasciato. Se
fosse andato l, forse gli avrebbero dato un giaciglio per me. Il carceriere
vi si rec subito e gli diedero quel tipo di letto che sapevano di mio
gradimento: un semplice materasso, ripieno di lana e di piume, secondo
l'usanza italiana. Gli diedero anche un abito ed alcuni panni, dicendogli di
tornare sempre e di chiedere qualsiasi cosa di cui io avessi bisogno. Non
doveva fare altro che portare un biglietto firmato da me, in cui fossero
elencate le cose che desideravo. Gli regalarono del danaro e lo pregarono
di trattarmi bene.
Il terzo giorno il carceriere venne nella mia stanza subito dopo pranzo.
Con uno sguardo rattristato, mi disse che erano arrivati i Lord commissari
insieme al procuratore generale della regina e che dovevo scender subito
gi da loro.
Sono pronto, dissi. Datemi solo il tempo di recitare un Pater ed un'Ave per
le scale.
Egli mi fece uscire e ci avviammo insieme verso l'appartamento del
luogotenente entro le mura della Torre. Vi erano cinque uomini ad
aspettarmi; di essi nessuno mi aveva interrogato prima, ad eccezione di
Wade, che era venuto per dirigere le accuse contro di me (6).
279

Il procuratore generale prese un foglio di carta e cominci solennemente a


redigere un processo verbale d'interrogatorio giuridico. Non mi
interrogarono intorno a singoli cattolici; le domande riguardavano soltanto
questioni politiche, ed io risposi secondo le linee generali che avevo
sempre seguito prima. Dissi che le questioni di Stato erano proibite ai
gesuiti e che, di conseguenza, non mi ero mai immischiato in esse; se ne
desideravano la conferma, l'avevano. Ormai mi trovavo in prigione da tre
anni ed ero stato interrogato innumerevoli volte. Essi non avevano mai
trovato un solo rigo, n un singolo testimone, che potesse dimostrare che
avevo partecipato ad attivit sovversive contro il governo.
Quindi mi chiesero delle lettere che avevo recentemente ricevuto dai nostri
padri residenti all'estero; allora compresi per la prima volta perch mi
avevano trasferito nella Torre. Risposi:
Se in qualche tempo ho ricevuto delle lettere dall'estero, queste non hanno
nulla a che fare con la politica. Esse riguardavano soltanto l'assistenza
finanziaria dei cattolici che vivevano nel continente (7).
Non ne avete ricevuto un plico, poco tempo fa, disse Wade, e non lo avete
consegnato al signor tal dei tali, perch lo recapitasse a Henry Garnet?
Se ho ricevuto tale plico e se l'ho fatto recapitare, ho fatto quello che ero
tenuto a compiere. Ma, ripeto, le sole lettere che ho ricevuto o spedito sono
quelle che, come ho detto, trattano dell'invio di denaro ai religiosi ed agli
studenti che sono nel continente.
Molto bene, risposero, allora diteci il nome dell'uomo, al quale avete
consegnato le lettere e dove vive.
Non lo so, e, se anche lo sapessi, non potrei e non vorrei dirvelo, e fornii
le abituali ragioni della mia risposta.
Voi dite, continu il procuratore generale, che non avete alcun desiderio di
ostacolare il governo. Diteci, allora, dove si trova Padre Garnet. un
nemico dello Stato e voi avete il dovere di riferire intorno a simili
individui.
Non affatto un nemico dello Stato, risposi. Al contrario, sono certo che,
se gli si offrisse l'opportunit di dare la vita per la regina e per il paese,
sarebbe lieto di farlo. Ma io non so dove vive e, se lo sapessi, non ve lo
direi.
Allora faremo in modo che ce lo diciate prima che noi lasciamo questo
luogo.
Voglia Dio che non ci riusciate, risposi.

279

Mi mostrarono allora un mandato per sottopormi alla tortura (8).


L'avevano portata con s e me la porsero perch la leggessi. (In questa
prigione si richiede una special autorizzazione per la tortura).
Vidi che l'autorizzazione era stilata e firmata legalmente, quindi risposi:
Con l'aiuto di Dio non far mai nulla che sia ingiusto n agir contro la
mia coscienza e la mia fede cattolica. Voi mi avete in vostro potere. Non
potete farmi altro che quello che Dio vi permetter; pi di tanto non
potete.
Allora cominciarono ad implorarmi a non costringerli a prendere dei
provvedimenti che loro ripugnavano. Dissero che avrebbero dovuto
sottopormi giornalmente alla tortura per tutto il resto dei miei giorni,
finch non avessi dato le informazioni che desideravano.
Confido nella bont di Dio, risposi. Spero che egli mi impedisca di
commettere un tale peccato, quello, cio, di accusare delle persone
innocenti. Siamo tutti nelle mani di Dio e, quindi, non temo affatto quello
che voi mi potete fare.
Questo fu il senso delle mie risposte, per quanto adesso riesco a ricordare.
Ci avviammo verso la stanza della tortura in forma di solenne processione,
guidata dalle guardie munite di torce accese (9).
Era una buia stanza sotterranea, proprio vicino all'entrata. Era un luogo
ampio in cui c'era qualsiasi congegno e qualsiasi arnese di umano
tormento. Me ne mostrarono qualcuno e dissero che li avrei provati tutti.
Quindi mi chiesero di nuovo se volevo confessare.
Non posso, dissi.
Caddi in ginocchio per recitare qualche preghiera (10). Quindi mi
condussero ad una grande colonna, uno dei pali di legno che sostenevano il
soffitto di quella grande stanza sotterranea. Fissati alla sommit vi erano
degli uncini di ferro che sostenevano gravi pesi. Mi assicurarono i polsi in
bracciali metallici e mi ordinarono di fare due o tre passi su una scala.
Allora mi furono sollevate le braccia ed una barra di ferro fu infilata
nell'anello del primo bracciale, quindi fu assicurata sull'uncino ed infine
passata per l'anello del secondo bracciale. Ci fatto, assicurarono la barra
con un gancio per impedirle di scivolare; quindi, togliendo uno per volta
gli scalini che avevo sotto i piedi, mi fecero penzolare per le braccia legate
sulla mia testa. Tuttavia, toccavo ancora terra con la punta degli alluci e
furono costretti a scavare il pavimento sotto di essi. Mi avevano sospeso
all'ultimo uncino del palo e non potevano sollevarmi di pi, senza
infiggerne un altro (11).
279

Cos appeso, cominciai a pregare. Gli uomini che mi stavano intorno mi


chiesero se adesso desideravo confessare.
Non posso e non voglio, risposi.
A stento potevo proferire le parole, tanto lacerante era il dolore in cui mi
sentivo immerso. Esso era pi acuto all'addome ed al torace, alle mani ed
alle braccia. Tutto il sangue del corpo sembrava fluirmi nelle mani e nelle
braccia e credevo che esso uscisse dai polpastrelli delle dita e dai pori della
pelle. Ma era solo la sensazione causata dai muscoli tumefatti al di sopra
dei bracciali che mi serravano le braccia. Il dolore era cos intenso, che
pensavo di non poterlo sopportare; ma a quello si aggiungeva una
tentazione interiore. Tuttavia non avevo alcuna intenzione n il minimo
desiderio di dar loro l'informazione che desideravano. Il Signore riguard
alla mia debolezza con gli occhi della sua misericordia e non permise che
fossi tentato oltre le mie forze. Con la tentazione Egli mi mand anche
l'aiuto. Vedendo l'agonia e la lotta che si svolgevano nella mia mente, Egli
mi mand questo misericordioso pensiero: la cosa peggiore che possono
farti quella di ucciderti e tu spesso hai desiderato di dare la vita per il tuo
Signore Iddio. Egli vede tutto quello che stai sopportando. Egli pu far
tutto. Tu sei sotto lo sguardo di Dio. Con queste considerazioni, Dio nella
Sua infinita bont e misericordia mi diede la grazia della rassegnazione e,
col desiderio di morire e la speranza di ottenere tale grazia, Gli offrii tutto
me stesso, affinch disponesse di me secondo i suoi desideri. Da quel
momento cess il conflitto nel mio spirito ed anche il dolore fisico mi
sembr pi sopportabile di prima, sebbene sia sicuro che in realt esso
fosse aumentato sotto la tensione crescente ed il graduale indebolimento
del mio corpo.
Quando i gentiluomini presenti videro che non rispondevo alle loro
domande, se ne andarono nell'appartamento del luogotenente ove si
trattennero. Tuttavia si mantennero continuamente in contatto per sapere
come le cose procedevano con me. Insieme al mio carceriere restarono tre
o quattro uomini robusti per sorvegliare e dirigere l'andamento della
tortura. Il carceriere, penso, rest per compassione, perch prendeva a
brevi intervalli un panno e mi asciugava il sudore, che mi sgorgava a rivoli
dalla faccia e da tutto il corpo. Ci mi sollevava alquanto; tuttavia egli
aumentava le mie sofferenze quando incominciava a parlare. Non faceva
altro che pregarmi e supplicarmi affinch avessi piet di me stesso e
dicessi a quei signori quello che desideravano sapere. Egli mi suggeriva
tante umane considerazioni, che io pensai che il demonio stesso lo
inducesse a fingere tanta affezione o che i miei torturatori lo avessero
279

lasciato l di proposito per tendermi un tranello. Ma sentivo tutte queste


suggestioni del nemico come colpi sferrati a distanza: sembrava che non
mi raggiungessero lo spirito e che non causassero in me effetto di sorta.
Pi d'una volta lo interruppi:
Finiscila, per amor del cielo! Pensi che io intenda perdere l'anima per
salvare la vita? Mi stai esasperando.
Ma egli continu, aiutato varie volte anche dagli altri.
Voi resterete offeso per tutta la vita, seppure riuscirete a sopravvivere. E
sarete torturato ogni giorno finch confesserete .
Ma io pregavo a bassa voce come meglio potevo, invocando i nomi di
Ges e di Maria (12).
Ad un certo momento, dopo l'una, penso, caddi in deliquio. Non so per
quanto tempo rimasi privo di sensi; ma non penso che fossi stato lungo,
perch gli uomini mi sollevarono il corpo o mi inserirono i pioli sotto i
piedi, finch non rinvenni. Ma, quando mi intesero pregare, mi fecero
subito penzolare di nuovo. Continuarono a farlo ogni volta che svenivo
(otto o nove volte in quel giorno) finch non suonarono le cinque.
Dopo le quattro o poco prima delle cinque, Wade ritorn. Avvicinandosi
mi chiese:
Siete pronto adesso ad obbedire alla regina e al suo Consiglio?.
Voi volete che io faccia un'azione peccaminosa. Non la far, risposi.
Tutto quello che dovete dire, disse Wade, che desiderate parlare con
Cecil, segretario di sua maest (13).
Non ho nulla da dirgli, replicai, se non quello che vi ho gi detto. Se
chiedessi di parlare con lui, la gente ne sarebbe scandalizzata. Si
penserebbe che mi sono arreso e che avrei detto, alla fine, qualcosa che
non avrei potuto dire.
Tutto infuriato, mi volse improvvisamente le spalle e si precipit fuori
della stanza, gridando con collera ad alta voce:
Allora restate l appeso finch non cadrete dal palo in putrefazione.
Egli se ne and. Penso che allora abbiano abbandonato la Torre anche i
commissari, perch alle cinque in punto suona la campana della Torre, ai
cui rintocchi tutti debbono allontanarsi, se non vogliono che i cancelli
chiudano loro l'uscita (14). Un po' pi tardi mi calarono in terra. Le mie
gambe ed i miei piedi non erano danneggiati, tuttavia mi riusciva faticoso
restare in piedi.
Mi ricondussero nella cella. Durante il tragitto incontrammo alcuni
prigionieri che godevano libert all'intorno della Torre, ed io mi volsi per
parlare al carceriere, con l'intenzione di farmi ascoltare da loro.
279

Ci che mi sorprende, dissi, che i commissari desiderino che io riveli


dove sia la casa di Padre Garnet. Ma non sanno che peccato tradire un
uomo innocente? Non lo far mai, neanche se dovr morire.
Dissi ci per impedire che essi, come spesso fanno, spargessero la voce
che avevo confessato qualcosa. Desideravo, inoltre, far sapere, attraverso
queste persone, che ero stato interrogato principalmente intorno a Padre
Garnet, in modo che ne venisse a conoscenza e si ponesse in salvo. Mi
accorsi che il carceriere non grad quelle mie parole, dette in presenza di
altri, ma ci mi lasci del tutto indifferente (15).
Quando raggiunsi la cella, si mostr veramente rattristato delle mie
condizioni. Accese il fuoco e mi port un po' di cibo, poich era quasi ora
della cena. Ma potei ingerire ben poco. Quindi mi distesi sul letto e riposai
tranquillamente fino all'indomani.
Il mattino seguente, dopo che furono aperti i cancelli della Torre, il
carceriere venne a dirmi che Wade era arrivato e che dovevo scendere da
lui. Indossai un mantello a larghe maniche, perch non potevo infilare le
mani enfiate nelle maniche del mio vestito, e scesi.
Quando entrai in casa del luogotenente, Wade mi disse:
Sono stato mandato qui in nome della regina e del suo segretario, Cecil
(16). Essi asseriscono di sapere con certezza che Garnet si occupa di
politica e rappresenta un pericolo per lo Stato. Tanto affermano sia la
regina, sulla sua parola di sovrana, sia Cecil, sul suo onore. A meno che
non scegliate di contraddirli, dovrete risolvervi a consegnarlo.
Essi non possono parlare per esperienza, risposi, n in base ad alcuna
informazione degna di fede, giacch non conoscono quest'uomo. Io sono
vissuto con lui e lo conosco bene; vi posso assicurare che non come lo
descrivono (17).
Ors, disse Wade, perch non ammettere la verit e non rispondere alle
nostre domande?.
Non posso e non voglio, risposi.
Sarebbe meglio per voi che lo faceste; e dicendo questo, chiam un
signore che aspettava nella stanza attigua. Questi era un uomo ben piantato
che Wade chiam ufficiale della tortura. Sapevo che l'ufficio esisteva,
ma pi tardi venni a sapere che quell'uomo non ne aveva l'incarico. Si
trattava d'un ufficiale di artiglieria. Wade gli diede questo titolo per
terrorizzarmi.
Per ordine della regina e del consiglio, disse al signore, vi do quest'uomo
in consegna. Oggi dovrete torturarlo due volte; e continuerete cos ogni
giorno, finch non avr confessato.
279

L'uomo mi prese in consegna. Wade usc. Noi ci avviammo verso la stanza


della tortura, come avevamo fatto prima.
Mi furono applicati i bracciali nello stesso posto in cui mi erano stati
applicati l'ultima volta. Essi non si sarebbero adattati in nessun'altra parte,
poich da entrambi i lati la carne aveva formato due piccoli rigonfiamenti,
lasciando un solco in mezzo, ed i bracciali potevano essere assicurati solo
in questo solco. Quando me li misero, sentii un dolore lancinante.
Ma Dio mi aiut ed io Gli offrii con gioia le mie mani ed il mio cuore. Fui
sospeso nella stessa maniera di prima. Adesso, per, il dolore era pi acuto
alle mani e meno intenso al torace e all'addome. Ci dipendeva forse dal
fatto che non avevo mangiato nulla quella mattina.
Restai a pregare in questa posizione, talvolta ad alta voce, tal'altra
sommessamente; e mi affidai alla protezione di Nostro Signore Ges e
della Sua S. Madre. Questa volta pass pi tempo prima che svenissi; ma
quando venni meno, trovarono pi difficile farmi rinvenire, tanto che
pensarono che fossi morto o che certamente stessi morendo. Perci
chiamarono il luogotenente. Non so per quanto tempo egli rimase l o per
quanto tempo io rimasi svenuto. Ma quando tornai in me, non ero pi
appeso; invece stavo seduto su una panca, mentre alcuni uomini mi
sostenevano da entrambe le parti. C'era molta gente all'intorno. Alcuni dei
presenti mi avevano aperto la chiostra dei denti con un chiodo o con
qualche strumento di ferro e m'avevano versato dell'acqua calda in gola.
Quando il luogotenente vide che potevo parlare di nuovo, disse: Non
vedete quanto sarebbe meglio sottomettervi alla regina, invece di morire in
tal modo?.
Dio mi aiut ed io fui in grado di rispondere con maggior vigore di quanto
ne avessi sentito fino a quel momento.
No, non lo faccio! dissi. Preferisco morire mille volte piuttosto che far
quello che mi suggeriscono.
Non volete confessare, allora?.
No, non voglio, dissi; e non lo vorr finch nel mio corpo rimarr un alito
di vita.
Molto bene. Allora dobbiamo appendervi di nuovo, adesso, ed una terza
volta dopo pranzo.
Parlava come se fosse spiacente di dover eseguire gli ordini.
Eamus in nomine Domini! dissi. Ho solo una vita; ma anche se ne avessi
parecchie le sacrificherei tutte per la stessa causa.
Mi trascinai sui piedi e tentai di portarmi presso la colonna, ma dovetti
essere aiutato. Ormai ero molto debole. Se avevo ancora un po' di forza mi
279

era data da Dio, perch ero membro della Compagnia, per quanto ne fossi
veramente indegno.
Fui appeso di nuovo. Adesso il dolore era intenso; ma sentivo una grande
consolazione di spirito, che mi sembrava provenire dal desiderio della
morte. Dio solo sa se esso scaturiva da un vero desiderio della sofferenza
per amore di Cristo, oppure da una bramosia egoistica di essere con Lui.
Ma allora ero convinto che stessi per morire. Ed il mio cuore si riempiva di
grande gioia, mentre mi abbandonavo alla Sua volont ed alla Sua
protezione, disprezzando il volere degli uomini. Oh! possa Dio concedermi
sempre lo stesso spirito, sebbene sia sicuro che ai suoi occhi esso fosse
tutt'altro che perfetto, perch la mia vita doveva essere pi lunga di quanto
allora pensassi e Dio mi diede altro tempo per farlo pi perfetto ai suoi
occhi; infatti, come sembra, allora non era ancor pronto.
Forse il governatore della Torre comprese che non avrebbe ottenuto nulla,
se avesse continuato a torturarmi; o forse era ora di pranzo, oppure, infine,
fu mosso da un genuino senso di compassione per me. Qualunque ne fosse
la ragione, ordin che fossi deposto a terra. Quel giorno mi sembr di
essere rimasto appeso solo un'ora, la seconda volta. Personalmente, ritengo
che egli fosse mosso da compassione, poich poco tempo dopo la mia fuga
una persona di rango mi disse di aver inteso dire da Sir Richard Berkeley,
cio dallo stesso luogotenente, che egli si era liberamente dimesso dal suo
ufficio, perch non desiderava pi essere strumento di cos crudeli torture a
degli uomini innocenti. Ad ogni modo, resta il fatto che si dimise, e a
distanza di soli tre o quattro mesi dalla sua entrata in carica. Il suo posto fu
preso da un altro cavaliere (18), e fu sotto di questo che fuggii.
Il carceriere mi ricondusse nella mia stanza. I suoi occhi mi sembravano
turgidi di lacrime. Egli mi assicur che sua moglie, che io non avevo mai
visto, aveva pianto e pregato per me, durante tutto quel tempo.
Mi port un po' di cibo; ma potei mangiare ben poco, e quel poco lo aveva
tagliato a pezzettini. Per molti giorni non potei tenere un coltello nelle
mani e quel giorno non potei muovere le dita n aiutarmi in nessun modo.
Egli dovette fare tutto per me. Ma, nonostante ci, gli fu ordinato di
portarmi via il coltello, le forbici ed il rasoio. lo pensai che temessero che
mi volessi suicidare; ma pi tardi appresi che facevano sempre cos nella
Torre, quando ricevevano l'autorizzazione di assoggettare un prigioniero
alla tortura.
Mi aspettavo di essere ripreso e torturato, come avevano minacciato (19).
Ma Dio conosceva la debolezza del Suo soldato e gli concesse una breve
battaglia per timore che venisse sconfitto. A molti, pi forti di me, come
279

Padre Walpole, Padre Southwell ed altri, egli aveva concesso un dura lotta
affinch potessero uscirne trionfatori. Tali uomini in breve tempo fecero
una lunga corsa; ma io ero chiaramente indegno del loro premio (20) e fui
lasciato a percorrere tutta la lunghezza dei miei giorni, per riparare le mie
sconfitte e per purificare con molte lacrime un'anima che non ero ritenuto
capace di lavare, in una sola volta e subito, col mio sangue. Tale fu il
beneplacito di Dio; sia fatto secondo il suo volere (21).
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XV
1 La Torre del Sale, nell'angolo sud-est di Inner Ward. J. G. vi fu trasferito da Clink il
12 aprile 1597. C.R.S., vol. IV, p. 233.
2 Si chiamava Bennett, come risulta da Hat. Cal., VII, p. 417.
3 Per una pi dettagliata relazione sulle iscrizioni riportate da J. G., si veda MORRIS,
pp. 290-297. C' nella cella di J. G. il disegno semplice e grossolano di un grande
cuore trafitto da una freccia con le iniziali J. G. scritte sotto. Queste sono riportate
come 1. G. nelle iscrizioni elencate nella relazione della Torre del Sale nel quarto
volume della Royal Commission of Historical Monuments, vol. IV, East London, p.
82. Siccome la prima lettera indubbiamente una J, il disegno pu essere stato
inciso da Gerard.
4 Le due pagine manoscritte, riprodotte in C.R.S., voI. V, pp. 190, 259, nella sezione
dedicata alle lettere e agli interrogatori di Henry Walpole, permettono al lettore
moderno di fare lo stesso paragone. La testimonianza di J. G. confermata dal
gesuita Padre Holtby, il quale ricevette alcuni versi scritti da Walpole, mentre questi
attendeva di esser ucciso nella prigione di York. Il mio amico, egli dice, ne ha la
copia nello Yorkshire, ma scritta cosi male (per l'amputazione dei pollici) che stata
una gran fatica leggerla, bench io ritenga che la sua scrittura gli fosse familiare.
JESSOP, p. 253.
5 Si tratta della poesia che incomincia casi: Why do I use paper, pen and ink. La
strofa che J. G. formulava nella sua mente era probabilmente la seguente:
We cannot fear a mortal torment, we;
This martyr's blood hath moistened all our hearts;
Those parted quartes when we chance to see:
We learn to play the constant Christian's parts.
His head doth speak and heavenly precepts give,
How we the like should frame ourselves to live.
Vi sono trenta strofe. Una parte di questa poesia stampata da L. I. GUINEY in
Recusant Poets, pp. 178-180; tutta completa si trova in The Month, gennaio-febbraio
1872. Bench J. G. fosse severamente torturato, non fu trattato cos brutalmente come
279

Padre Southwell o come Padre Walpole. Ci pu essere motivato dalle sue potenti
amicizie a corte.
6 I nomi delle cinque persone che formavano la giuria sono forniti delle firme del
rapporto ufficiale dell'interrogatorio. Essi sono: Richard Berkeley, luogotenente della
Torre; Edward Coke, che era stato lanciato in una brillante carriera giuridica dalla sua
recente nomina a procuratore generale, che gli era stata conferita nel 1594 e in cui era
stato preferito a Bacone; Thomas Fleming, nominato avvocato generale nel novembre
1595 e pi tardi primo lord giudice della corte regia; Francesco Bacone, il futuro
cancelliere, che gi da diversi anni lamentava una serie di delusioni a causa
dell'inefficace appoggio del conte di Essex; e William Wade, che allora era segretario
del Consiglio privato e in seguito divenne luogotenente della Torre. Il loro rapporto
datato 14 aprile 1597. S.P.D., CCLXII, n. 123.
7 I termini precisi della risposta di J. G. si trovano scritti di suo pugno nel rapporto
del suo interrogatorio. Io rifiuto, dice, non per una slealt d'animo, quasi che voglia
essere salvato, ma perch ritengo che queste cose non rientrino assolutamente tra gli
affari di Stato, dei quali non mi sarei mai occupato come non mi sono occupato di
tutto ci che esula dal campo puramente spirituale. Il rapporto mostra che J. G. fece
il tentativo di evadere da Clink mediante chiavi false. Questa fu, probabilmente,
un'ulteriore ragione del suo trasferimento nella Torre. C.S.P.D., 1595-1597, p. 389.
8 Questo mandato trascritto nel registro del Consiglio privato senza i nomi dei
firmatari (vol. XXVII, p. 38). In esso si davano le seguenti istruzioni al luogotenente
della Torre: In forza di ci lo farete ammanettare e lo farete assoggettare alle torture
usate in quel luogo. Dal mandato risulta che tanta severit era dovuta al fatto che J.
G. riceveva informazioni dall'estero.
9 Si dice che un passaggio sotterraneo collegasse gli appartamenti del luogotenente,
in cui J. G. fu interrogato, con le stanze che si trovano sotto la Torre Bianca, dove egli
fu torturato.
10 Egli soleva cadere in ginocchio davanti alla porta della stanza di tortura per
raccomandarsi alla misericordia di Dio e per implorare il dono della pazienza nei suoi
dolori. Come pure, quando si trovava sulla ruota di tortura, invocava continuamente e
con molta dolcezza Dio e il santo nome di Ges. ALLEN, Death and Martyrdom of
Father Edmund Campion (ed. 1908), p. 13. La lettura di questo passo pu esser
considerata senz'altro come una parte della preparazione di J. G. al proprio giudizio,
di maniera che il comportamento di Campion aveva ormai stabilito come un rituale
fra tutti i martiri.
11 Come indica il suo soprannome Long John, J. G. era molto alto e robusto; in tale
tortura egli dovette soffrire pi crudelmente di un uomo pi gracile. La sospensione
per le braccia, nella maniera descritta da J. G., evitava le slogature provocate dalla
ruota. Siccome l'opinione pubblica era insorta contro le crudelt praticate da Norton,
279

il maestro di tortura della regina, Topcliffe, che da Elisabetta aveva ricevuto licenza
di torturare in privato, introdusse questa raffinatezza che era conosciuta col nome di
manette o bracciali.
12 Gli inquisitori dicono che egli [J. G.] molto ostinato; sotto la tortura essi non
riescono a strappargli di bocca la minima parola, eccetto l'invocazione Ges!. Garnet
al Generale, il 7 maggio 1597. Stonyhurst MSS, Anglia, II, n. 27.
13 Questi fu Robert Cecil, il secondogenito di Lord Burghley. L'anno precedente era
stato nominato Segretario di Stato, dopo un considerevole ritardo causato dalla
rivalit della fazione di Essex.
14 J. G. dice che Wade part. In realt rimase nella speranza che J. G. avrebbe fatto la
confessione necessaria. A testimonianza del fatto che quella notte (15-16 aprile) egli
alloggi nella Torre, invece di tornare a casa sua a Charing Cross, si veda C.R.S., vol.
IV, p. 232.
15 Questo messaggio ingegnosamente spedito pervenne a Padre Garnet. Otto
settimane pi tardi, scrivendo al Generale della Compagnia il 10 giugno, Padre
Garnet dice: Egli [J. G.] stato sospeso tre volte per le braccia fin quasi a morirne, il
che si verific due volte in un solo giorno. A Questa tortura fu assoggettato (come
adesso apprendo con sicurezza) nella speranza di fargli rivelare dove fosse il suo
superiore e per mezzo di quale persona gli avesse inviato quelle lettere che erano
state recapitate a lui da Padre Persons. Stonyhurst MSS, GRENE, Collectanea P.,
vol. II, f. 548.
16 Questa era probabilmente una menzogna. Com' stato detto nella nota precedente,
Wade aveva passato la notte nella Torre, ed da escludere che avesse avuto la
possibilit di conferire con la regina e con Cecil dopo che J. G. fu torturato la prima
volta.
17 Il 19 novembre 1594, mentre J. G. era a Clink, Garnet scrisse a Padre Persons
parlando della regina in termini molto leali: Sua Maest si trovata in pericolo a
causa di una breve infermit; ma grazie a Dio si ripresa molto bene. Ieri ha assistito
al trionfo, tutta vestita di giallo, ed era un conforto vederla cosi fresca e vigorosa.
Stonyhurst MSS, Anglia A, I, n. 82.
18 Sir John Peyton, che divenne governatore della Torre nel giugno 1597, mantenne
quest'ufficio fino al luglio 1605, data in cui gli successe William Wade.
19 J. G. fu condotto una terza volta nella stanza di tortura. Padre Garnet menziona il
fatto nella sua lettera del 7 maggio. Recentemente lo hanno portato nella stanza di
tortura, in cui i carnefici e gli interrogatori erano pronti ad iniziare la loro opera. Ma
quando entr in quel luogo, egli cadde subito in ginocchio e prese a pregar Dio ad
alta voce affinch, come ad alcuni suoi santi aveva dato la forza per sopportare di
279

essere smembrati da cavalli per amore di Cristo, cosi gli desse forza e coraggio per
farsi tagliare a pezzi prima di proferire una parola che tornasse a svantaggio di
qualcuno o della gloria di Dio. Ed essi, vedendolo cos risoluto, non lo torturarono.
Stonyhurst MSS, Anglia A, II. n. 27.
20 Non ipse martyrio, sed ipsi martyrium defuit, scrisse Padre Christopher Grene,
un ammiratore di J. G. del diciassettesimo secolo. Con Padre Persons e Padre Garnet,
J. G. fu uno dei primi storici dei martiri inglesi. Dal 1588, anno del suo arrivo, fino al
1594, anno della sua cattura, egli tenne un elenco accurato di tutti quelli che subirono
il martirio. l'elenco pi antico, nel suo genere, ed conservato nel collegio di
Stonyhurst. Anglia, vol. VII, n. 26; esso stampato in C.R.S., vol. V, pp. 288-293.
21 L'11 giugno Garnet scrisse a Padre Persons: Recentemente abbiamo saputo con
certezza che il conte di Essex ha lodato la sua [di J. G.] costanza, dichiarando che non
poteva fare a meno di onorare ed ammirare questuomo. Un segretario del Consiglio
reale nega che la regina volle che venisse ucciso. Per John questo sar una grande
preoccupazione. Stonyhurst MSS. GRENE, Collectanea. vol. II, p. 548

279

XVI. CORRISPONDENZA CLANDESTINA


Abbandonato a me stesso nella mia cella, passavo la maggior parte del
tempo in preghiera. Adesso, come durante i primi giorni della mia
prigionia, facevo gli Esercizi Spirituali. Ogni giorno impiegavo quattro e
talvolta cinque ore nella meditazione; cos feci per un mese intero. Con me
avevo anche il breviario; e ogni giorno riesaminavo le azioni della Messa
proprio come fanno gli studenti di teologia, quando si preparano per
l'ordinazione. Li ripassavo con grande devozione e col desiderio della
comunione, di cui sentivo moltissimo il bisogno quando giungevo al punto
in cui in una Messa vera il prete compie il sacrificio e consuma le oblata.
Tale pratica mi procur molte consolazioni tra le mie sofferenze.
Dopo tre settimane, per quanto riesco a ricordare, fui in grado di muovere
le dita, di tenere un coltello in mano e di cibarmi (1), Quando ebbi finito
gli Esercizi Spirituali, chiesi il permesso di ricevere dei libri, ma mi
concessero soltanto una Bibbia che mi fu inviata dalla mia vecchia
prigione. Quindi domandai un po' di danaro, sperando di indurre
gradualmente il carceriere a portarmi segretamente diverse cose di cui
avevo bisogno, possibilmente anche dei libri. Grazie ai miei amici, tutto
quello che avevo chiesto mi giunse con sicurezza per mezzo suo.
In seguito, chiesi al carceriere di comprarmi delle arance molto grosse.
Siccome questi frutti gli piacevano in maniera particolare, gliene regalai
alcuni; ma gi pensavo di servirmene pi tardi in altro modo.
Ogni giorno, dopo pranzo, facevo esercizio con le mani, perch non
cenavo mai, sebbene tale pasto mi venisse sempre offerto. Il cibo veniva
fornito a spese della regina ed era abbondante: ogni giorno mi passavano
sei pagnottine di pane molto buono. (La qualit dei pasti nella prigione
varia secondo il rango dei prigionieri. La scala puramente sociale e,
senza prendere in considerazione lo stato religioso, considera primo ci
che dovrebbe essere considerato ultimo) (2).
L'esercizio che facevo con le dita consisteva nel tagliare le bucce di arance
in forma di piccole croci; quindi le cucivo insieme a coppie e le legavo su
un filo di seta, facendone rosari. Intanto avevo gi spremuto in un piccolo
recipiente il succo delle arance. La mia mossa successiva fu quella di
chiedere al carceriere di portare alcune di quelle croci ed alcuni di quei
rosari agli amici rinchiusi nella mia vecchia prigione. Siccome egli
pensava che da ci non potesse derivare alcun inconveniente, acconsent.
Tuttavia non avevo ancora una penna, n osavo chiederla. In ogni caso,
279

anche se me l'avessero procurata, difficilmente sarei stato capace di


scrivere. Sebbene potessi ormai tenere in mano una penna, a stento
riuscivo a sentire che avevo qualche cosa tra le dita. Il mio senso del tatto
rimase intorpidito per cinque mesi e non lo riacquistai completamente.
Fino al tempo della mia fuga, che avvenne sei mesi dopo, ebbi sempre una
certa rigidit nelle dita (3).
Siccome non osavo chiedere al carceriere una penna per scrivere, gli
domandai se potevo avere una piuma per la pulizia dei denti. Egli me la
port ed io ne aguzzai l'estremit a punta, la tagliai e l'adattai in un pezzo
di legno. Col resto della piuma feci uno stecchino, procurando che
apparisse sufficientemente lungo, in maniera che il carceriere non potesse
sospettare che ne avevo tagliato un pezzo. Quindi glielo mostrai e gli
chiesi un po' di carta per avvolgere i rosari. Alla fine, ottenni anche il
permesso di scrivere a carboncino alcune righe nelle quali chiedevo agli
amici di pregare per me. Egli mi permise tutto ci senza sospettare
assolutamente di nulla. In realt, sullo stesso pezzo di carta avevo scritto
agli amici con succo di arance, dicendo loro di rispondere nello stesso
modo qualora avessero ricevuto la nota, ma di non scrivere molto,
all'inizio. Inoltre suggerii loro di regalare un po' di danaro al carceriere,
promettendogli qualcosa ogni volta che avesse portato loro un rosario o
una croce oppure un breve messaggio scritto, in cui li assicuravo che stavo
bene.
I miei amici ricevettero il rosario avvolto nella carta. Essi sapevano che, se
ne avessi avuto occasione, avrei scritto loro qualcosa in succo di arance,
come solevo fare quando ero con loro. Perci si recarono immediatamente
in una stanza del piano superiore e, accostando la carta al fuoco, lessero
quello che avevo scritto. Risposero nella stessa maniera mandandomi in
regalo alcune caramelle ed altri dolci, il che forn loro il pretesto di
ricorrere ad un foglio di carta per avvolgerli.
Continuammo a comunicare cos per i sei mesi successivi. Quando ci
accorgemmo che il carceriere non mancava di consegnare fedelmente
messaggi, diventammo pi fiduciosi.
Per i primi due o tre mesi egli non sospett minimamente di portare delle
lettere dagli uni agli altri. Al termine dei tre mesi gli chiesi se mi avrebbe
permesso di scrivere delle lettere a matita ed egli me lo concesse. Gliele
consegnavo sempre aperte, in maniera che potesse leggerle. Nelle righe
scritte a matita mi limitavo soltanto ad argomenti spirituali, ma negli
intervalli in bianco tra un rigo e l'altro impartivo dettagliate istruzioni a
279

molti amici che si trovavano all'esterno. Naturalmente, egli non ne sapeva


nulla.
In realt, come ebbi presto a scoprire, il mio carceriere non sapeva leggere.
Ma fingeva molto abilmente di esserne capace e soleva sbirciare dietro le
mie spalle, mentre rileggevo ad alta voce tutto quello che avevo scritto a
matita. Tuttavia, cominciai a sospettare che fosse analfabeta e decisi di
metterlo alla prova.
Un giorno, mentre guardava sul foglio, io lessi qualcosa del tutto differente
da ci che avevo scritto. Ripetei ci quattro o cinque volte e, quando notai
che non mi correggeva, mi volsi a lui con un sorriso e gli dissi francamente
che non c'era bisogno che continuasse a guardarmi. Allora ammise di non
saper leggere e disse che gli piaceva ascoltare ci che leggevo. Da allora
mi permise di scrivere tutto quello che volevo e recapitava
indiscriminatamente tutto ai miei amici. Alla fine mi procur
dell'inchiostro e cominci a portare lettere sigillate.
Quando si avvide che avevo relazioni solo con poche persone, sulla cui
discrezione si poteva contare, e quando comprese che n essi n io
potevamo tradirlo, fece tutto ci che gli chiedevamo. Naturalmente,
riceveva ogni volta del danaro. Tuttavia mi preg di non chiedergli di
andare cos spesso a Clink, perch alla fine sarebbe caduto in sospetto ed
entrambi ne avremmo subto le conseguenze. Egli sugger che un amico lo
incontrasse in un luogo vicino alla Torre e ricevesse da lui le lettere. Ma
non volli che alcuno venisse a contatto con lui, eccezion fatta per i
prigionieri, che non correvano alcun rischio, se ammettevano di
conoscermi o se mi mandavano doni ed elemosine. Sapevo che il
carceriere non avrebbe parlato a nessuno delle lettere, perch ci avrebbe
recato danno tanto a lui quanto alle persone alle quali le recapitava. Egli lo
sapeva bene. Ed anche se lo avesse desiderato, non era grande il danno che
avrebbe potuto recare a me ed ai miei amici. Nelle mie lettere non scrissi
mai i loro nomi, neanche quando ero in libert; usavo invece altri nomi che
erano riconosciuti dai destinatari. Chiamavo uno figlio mio, un altro
amico mio o nipote mio, e le loro mogli, sorella, figlia; cos che,
se le lettere fossero state intercettate, cosa che non si verific mai, nessuno
avrebbe saputo a chi mi riferivo. Inoltre, non usai mai n succo di limone,
n succo di cedro. Ci fu una sola occasione in cui lo feci nella mia prigione
primitiva. Si trattava delle lettere che Wade intercett; ma allora c'era una
ragione speciale. Quelle erano lettere di raccomandazione e dovevano
esser lette prima in un luogo, per essere portate poi in un altro; ed il succo
di limone ha questa propriet che si rende manifesto sia con l'acqua che col
279

calore. Se la carta viene portata all'aperto e viene asciugata, la scrittura


sparisce; ma pu essere letta una seconda volta, quando venga di nuovo
bagnata o riscaldata. Il succo di arance, invece, diverso: esso non si fa
leggere con l'acqua; questa infatti sbiadisce la scrittura e nulla pu farla
ritornare. Il caldo la fa apparire; in modo, per, che rimanga sempre
visibile. Perci, una lettera scritta con succo di arance non pu esser
consegnata senza che il destinatario sappia se stata o non stata letta. Se
essa stata letta e contiene qualcosa di compromettente, egli pu
disconoscerla. Io ero certo, quindi, che tutte le mie lettere avevano
raggiunto i miei amici e che le loro mi avevano raggiunto con sicurezza. In
questa maniera ricevevo da loro tutte le informazioni necessarie ed essi
ricevevano quell'aiuto spirituale che richiedevano da me (4).
Per rendermi doppiamente sicuro che tutto andasse bene, feci in modo che
fosse rilasciato John Lillie mediante la generosit di alcuni amici che
riscattarono la sua libert. Quindi disposi che tutto quello che mi veniva
indirizzato dall'esterno fosse consegnato a lui solo e a nessun altro e che
egli lo affidasse al carceriere. In seguito, fu col suo aiuto che riuscii a
fuggire, cosa alla quale non pensavo minimamente, quando per la prima
volta mi servii di lui per recapitare le mie lettere. Allora, il mio unico
intento era quello di facilitare le comunicazioni e di far recapitare un
numero sempre maggiore di lettere.
I quattro mesi successivi passarono tranquillamente. Entro la fine del
primo mese avevo ricevuto dei libri ed avevo cominciato a studiare un po'.
Fu in quel periodo che avvenne un incidente che mi caus una buona dose
di ansiet.
Francis Page (del quale ho parlato prima) risiedeva presso il mio ospite
primitivo (5), che adesso era stato rilasciato dalla prigione. Quando fui
trasferito nella Torre, Page scopr in quale parte ero relegato e, con la sua
consueta gentilezza, prese a venire ogni giorno in un luogo situato a una
certa distanza, ma abbastanza vicino per poter osservare la mia finestra
dove sperava di avvistarmi. Un giorno, (era d'estate e faceva molto caldo)
stavo accanto alla finestra e finalmente mi scorse. Si scopr il capo e
cominci a passeggiare su e gi. Ogni volta, si fermava allo stesso punto,
si voltava nella mia direzione e si toglieva il cappello. Per non attrarre
l'attenzione, fingeva di ravviarsi i capelli o di farsi qualche altra cosa sulla
testa, tanto per dare un motivo apparente al suo gesto. Lo fece un gran
numero di volte, prima che lo riconoscessi dagli abiti che indossava. Lo
salutai a gesti, quindi lo benedissi e mi ritirai dalla finestra. Sebbene i
279

segni che faceva non potessero essere osservati, c'era sempre il pericolo
che qualcuno lo potesse scorgere e se ne potesse insospettire.
Ma il brav'uomo non era soddisfatto. Veniva ogni giorno per la mia
benedizione e passava diverso tempo a passeggiare su e gi, volgendosi
alla mia cella e togliendosi il cappello ogni volta. Gli feci cenno di cessare,
ma egli continu. Alla fine le autorit notarono che veniva ogni giorno e
che si comportava allo stesso modo. Mi addolorai profondamente, quando
un giorno lo vidi afferrare e portare via.
Fu condotto dal luogotenente e fu interrogato su di me e sui miei amici; ma
non rivel nulla. Disse semplicemente che gli piaceva passeggiare lungo
l'ampio corso del Tamigi e che veniva l solo per diporto. Tuttavia, lo
trattennero prigioniero nella Torre per diversi giorni, mentre facevano le
indagini. Cos scoprirono che abitava nella casa del mio ospite, e ci li
conferm nel sospetto che era stato mandato l per comunicare con me
mediante segni. Ma egli non ammise nulla ed alla fine mi mandarono a
chiamare. Furono fatte entrare anche le altre persone che usualmente mi
interrogavano.
Mr. Page camminava su e gi per l'anticamera col carceriere, quando
passai per recarmi nel refettorio, dove si sarebbe tenuto l'interrogatorio. La
prima cosa che essi dissero fu:
Vi qui un certo Francis Page. Egli dice di conoscervi bene e di
desiderare moltissimo di avere un abboccamento con voi.
Se lo vuole, lo pu, risposi. Ma chi questo Francis Page? Non conosco
nessuno che abbia questo nome.
Non potete affermarlo, dissero. Egli vi conosce molto bene. In ogni caso,
vi conosce abbastanza bene per distinguervi da molto distante. Viene qui
ogni giorno soltanto per vedervi.
Io continuai a negare ed essi non ebbero alcun altro elemento per
procedere; perci non ottennero nulla da me n con l'inganno n con le
minacce.
Ordinarono allora che fossi ricondotto in cella. Durante il tragitto passai
per l'anticamera. Ivi c'era Page con un certo numero di altre persone. Mi
guardai intorno e gridai con quanto fiato avevo in gola:
C' qui qualcuno che si chiama Page? Quest'uomo attesta di conoscermi
bene e di venire ad osservarmi alla finestra. Io conosco quest'uomo solo in
Adamo. Perch mai ci si dovrebbe mettere nei guai, parlando in tal
modo?.
Il carceriere cerc di farmi star zitto, ma non ci riusc. Naturalmente,
neanche per un momento potevo pensare che Page avesse confessato
279

qualcosa. Ma desideravo impedire loro di dire a Page che avevo riferito di


lui quelle cose che si voleva egli avesse riferito di me. Tale era, infatti, il
loro piano. Essi gli avevano gi detto che avevo ammesso di conoscerlo.
Adesso volevano che lui mi vedesse entrare nella stanza dell'interrogatorio,
cos da potergli dire, poi, che avevo confermato tutto quello che, secondo
la loro versione, avevo detto prima. Ma io rovinai il loro gioco. Quando mi
fecero entrare, Page si limit a ripetere quello che mi aveva sentito dire
poco prima, mentre attraversavo l'anticamera. Essi erano stati giocati e, nel
loro disappunto, presero ad inveire contro il carceriere e mi coprirono di
vituperi.
Poco tempo dopo, Mr. Page riscatt la sua libert (6). Egli attravers la
Manica, comp i suoi studi in Belgio, fu ordinato sacerdote e, pi tardi,
torn in Inghilterra. Per lo pi lavor a Londra, dove fu amato dalle
innumerevoli anime che aiut. Dietro mia richiesta, si prese cura
particolare di Mrs. Line, nel cui appartamento (come ho gi narrato) fu
catturato e riusc a fuggire. Quindi, coron i suoi desideri e fu ammesso
nella Compagnia. Ma, prima ancora di trasferirsi in Belgio, fu catturato.
Fu provato come l'oro nel crogiolo, e fu accettato come la vittima di un
olocausto: egli lav la sua stola nel sangue dell'agnello. Ora non
passeggia pi in lungo e in largo presso le rive del Tamigi, cercando di
scorgermi nella Torre; ma dal cielo, ove vive sereno e felice, china lo
sguardo su di me, che ancora vengo sbattuto tra i marosi dai venti e dalle
tempeste. Ma egli, ne sono sicuro, ancora ansioso della mia salvezza (7).
Spesso diceva alla gente quanto era stato rincuorato quel giorno, quando
ud ci che gridai passando per l'anticamera. Ci gli permise di scorgere
l'inganno e di schermirsene.
Durante la detenzione nella Torre non mi fu concesso di ricevere visitatori
e mi fu impossibile, perci, trattare direttamente con le anime. Comunque
fui in grado di fare qualcosa per corrispondenza, ma solo nel caso di
persone di cui ero sicuro che non avrebbero rivelato la mia segreta
organizzazione di corrispondenza clandestina.
Dopo la sua liberazione, John Lillie si trovava a passare un giorno per una
strada di Londra, quando due nobili signore, madre e figlia (8), gli si
avvicinarono e gli chiesero se, all'occasione, egli poteva accompagnarle a
farmi visita nella cella della prigione. Sapendo quanto ci sarebbe stato
difficile, egli tent di dissuaderle. Ma esse insistettero e non gli diedero
pace finch non promise di proporre la cosa al mio carceriere, chiedendo a
questo di lasciarle passare come sue parenti.
279

Fu promessa al prigioniero una grande somma di danaro ed egli


acconsent; le signore, inoltre, regalarono a sua moglie un vestito nuovo.
Quindi, esse si vestirono come semplici cittadine di Londra (le donne del
popolo vestono in foggia molto differente da quella delle signore di
societ) e vennero con John Lillie. Esse finsero di voler visitare la moglie
del carceriere e di voler vedere i leoni che sono custoditi nella Torre
insieme agli altri animali che i curiosi vengono a visitare. Dopo aver
compiuto la visita, il carceriere le condusse entro le mura ed attese il
momento buono per introdurle nella mia stanza, esponendosi ad un grande
rischio per una piccola ricompensa. Appena mi videro, mi corsero incontro
e si gettarono in ginocchio per baciarmi i piedi. Ingaggiarono entrambe
una piccola lotta, ciascuna per esser la prima a baciarmeli. Come potevo
rifiutarmi, quando esse avevano rischiato tanto per questo? Mi pregarono
insistentemente perch lo permettessi, tanto che alla fine accondiscesi:
sapevo bene che esse onoravano non gi la mia persona, ma un prigioniero
di Cristo.
Segu una breve conversazione, quindi mi consegnarono alcuni regali che
avevano comprato e se ne partirono molto confortate. Erano convinte che
non mi avrebbero visto mai pi, perch avevano sentito dire in citt che si
era giunti alla decisione di processarmi e condannarmi (9).
Un giorno anche il mio superiore, Padre Garnet, mi mand una lettera
nella quale mi comunicava la stessa lieta notizia. Era una lettera piena di
conforto. Egli mi esortava a prepararmi all'esecuzione e, lo confesso con
sincerit, io gioii alle cose che mi venivano dette. Ma la mia grande
indegnit mi imped di entrare nella casa del Signore. Una grazia come
questa un dono di Dio: essa non si pu ottenere per il solo fatto che la si
desideri o anche la si solleciti. Ma era nascosto a Padre Garnet che questa
grazia era in serbo per lui, non per me. Ora non mi resta altro che pregare
Dio affinch mi permetta, almeno, di seguirlo da lontano fino alla croce
che egli onor ed am tanto. Dio comp il desiderio del suo cuore perch
nella festa dell'Invenzione della Santa Croce la sua anima trov il vero
amore. Adesso, mi resta solo il dovere di ricordare che nella stessa festa
dell'Invenzione della Santa Croce, giorno in cui quel caro sacerdote fu
coronato in cielo, Dio nella sua bont mi concesse due grandi favori
mediante la sua intercessione. Quali essi siano stati lo dir brevemente alla
fine di questa narrazione. Adesso debbo affrettarmi. In questa biografia,
infatti, ho gi riservato a questi avvenimenti modesti e senza importanza
una trattazione pi ampia di quanto non meritino.
279

Padre Garnet, allora, mi mand una lettera d'avviso; e la maniera di agire e


di parlare dei miei guardiani confermava la stessa promessa. Infatti,
tornarono tutte le persone che nella precedente occasione mi avevano
interrogato col potere di sottopormi a tortura (10). Ma questa volta il loro
intento era diverso. Essi avevano in programma di sottopormi ad un
interrogatorio, prima di farmi passare per un processo formale.
Il procuratore generale della regina mi rivolse una serie di domande
seguendo, come egli attestava, lo stesso frasario, il medesimo ordine e le
stesse formalit che avrebbe usato nell'azione legale vera e propria.
Cominci dal mio sacerdozio e dalla mia venuta in Inghilterra come prete
e come gesuita. Quindi, mi chiese se avessi trattato con persone
nell'intento di distoglierle dalla fede e dalla professione religiosa approvata
dalla legge, per farle passare all'obbedienza pontificia. Confessai
immediatamente di essere colpevole per questo rispetto, il che era
sufficiente per una sentenza giuridica. Ma quando mi chiesero di nominare
le persone con le quali avevo complottato contro il governo, negai di aver
fatto una cosa del genere. Tuttavia essi insistettero: come potevo io essere
cos ansioso della conversione dell'Inghilterra, essi argomentavano, e nello
stesso tempo tenermi lontano dalla politica, che rappresentava il mezzo
migliore per raggiungere il mio scopo?
Per quanto riesca a ricordare, risposi come segue:
Vi spiegher chiaramente le mie convinzioni in materia di conversione e
di politica, in maniera che non rimanga alcun dubbio in voi e non abbiate
alcuna necessit di interrogarmi ulteriormente. Invoco come testimoni Dio
ed i suoi angeli: non sto mentendo. Non vi nascondo nulla di quanto serbo
in cuore. Se potessi realizzare ogni mio volere e desiderio, vorrei che tutta
l'Inghilterra ritornasse a Roma ed alla fede cattolica: regina, Consiglio, voi
stessi e tutti i magistrati di questo reame. Vorrei per che ci avvenisse in
maniera, miei signori, che n la regina, n voi, n alcun ufficiale dello
Stato perdesse l'onore ed il diritto che adesso gode ed in maniera che non
un solo capello della vostra testa perisse, affinch voi possiate essere felici
sia nella vita presente che in quella futura. Ma non dovete pensare che io
desideri questa conversione per un qualsiasi motivo egoistico mio proprio,
per essere, ad esempio, liberato e cos poter fruire dei beni della vita.
Chiamo Dio Onnipotente in testimone; mi recherei volentieri domani
mattina ad essere impiccato, proprio cos come mi trovo davanti a voi.
Questi sono i miei pensieri e le mie aspirazioni. Non sono nemico n di voi
n della regina, come del resto non lo sono mai stato.
279

Per qualche momento il procuratore generale rimase interdetto. Quindi mi


chiese di nominare i cattolici che conoscevo. Conoscevo io il signor tal dei
tali?
Non lo conoscevo, dissi. E, come sempre, spiegai che, quand'anche lo
conoscessi, non potevo dirlo. Allora egli pass alla questione dell'equivoco
ed incominci a discreditare la figura di Padre Southwell.
Ora, nel suo processo, Padre Southwell aveva rifiutato di riconoscere una
donna, che era stata citata a deporre per l'accusa (11). Sebbene questa
giurasse che egli era stato in casa di suo padre e che vi era stato ricevuto in
qualit di prete, Padre Southwell neg; e ci, nonostante che egli fosse
stato catturato in quella stessa casa e nel medesimo nascondiglio, che la
donna aveva rivelato ai perquisitori. Questa era una creatura mostruosa e
non ebbe ritegno di mercanteggiare la vita di suo padre, oltre quella di
Padre Southwell. Ma Cristo, che non era venuto per portare la pace ma la
spada tra i buoni ed i cattivi, separ questa figlia perversa dai suoi buoni
genitori.
Padre Southwell rimase stupito dell'impudenza della donna, tuttavia neg
tutto quello che ella depose. Ed egli spieg perch aveva agito cos,
chiarendo i suoi motivi e dimostrando in maniera perspicua e convincente
che era ingiusto da parte sua gravare il fardello di quelli che gi soffrivano
per la fede e che erano stati cortesi con lui. Proseguendo, pertanto,
dimostr in maniera molto dotta che era legittimo e, in alcuni casi, perfino
necessario ricorrere all'equivoco. Sebbene molti, egli diceva, ne
ripudiassero la dottrina, dimostr che esistevano solide ragioni in suo
favore, e che essa godeva di vasta autorit nella Sacra Scrittura e presso i
Dottori della Chiesa (12).
Il procuratore generale respinse questa dottrina e tent di mostrare come
essa favorisca la menzogna e mini l'essenza stessa delle relazioni sociali.
Al contrario, io sostenni che l'equivoco differisce dalla menzogna.
Nell'equivoco l'intenzione non quella di ingannare, il che rappresenta
l'essenza stessa della menzogna, ma semplicemente di tener velata la
verit, nei casi in cui la parte interrogata non tenuta a rivelarla. Negare ad
un uomo ci a cui egli non ha alcun diritto non significa ingannare.
Dimostrai anche che tale insegnamento non distrugge i vincoli della
societ, n rende impossibili le relazioni umane.
L'equivoco, dissi, non potrebbe essere ammesso nei contratti, giacch
ogni uomo tenuto a dare al suo vicino anche il pi piccolo debito, e nei
contratti la verit dovuta alla parte contraente. N esso pu essere
invocato nella conversazione ordinaria a pregiudizio della pura verit e
279

della sincerit cristiana e, ancor meno, nelle questioni che ricadono sotto la
giurisdizione legittima dello Stato. Cos, ad esempio, un uomo non pu
negare un crimine se egli reo e viene legittimamente interrogato (13).
Che cosa intendete per interrogatorio legittimo?, domand il procuratore
generale.
La domanda deve esser posta da una persona che ha autorit o
giurisdizione e deve riguardare un'azione in qualche maniera dannosa allo
Stato, altrimenti la legge non pu autorizzarla. Le azioni cattive che sono
puramente interne sono riservate soltanto al giudizio di Dio. Inoltre, si
deve portare qualche prova contro la parte incriminata. costume in
Inghilterra che l'accusato, quando venga interrogato se colpevole o meno,
risponda non sono reo, finch non siano prodotte testimonianze contro di
lui o finch non venga emesso un verdetto di reit da parte di una giuria
che esamini il caso. Questa la prassi generale e nessuno chiama ci
mentire. In generale, l'equivoco illegittimo, salvo il caso per in cui una
persona deve rispondere, sia direttamente che indirettamente, ad una
domanda che l'interrogante non ha diritto di fare o in cui una risposta
giusta risulti dannosa alla parte interrogata.
Quindi spiegai che tale fu la pratica di Nostro Signore, dei santi e di tutti
gli uomini assennati. Lo stesso collegio che mi sta esaminando, conclusi,
farebbe lo stesso se, per esempio, venisse interrogato su qualche segreto
peccato o se fosse attaccato dai ladri che gli chiedessero dove nascosto il
proprio danaro.
Quando fu che Nostro Signore ricorse all'equivoco?, domandarono.
Quando disse agli Apostoli, risposi, che nessuno conosceva il giorno del
Giudizio, neanche il Figlio dell'Uomo; ed ancora quando disse che non
sarebbe andato a Gerusalemme per la festa, mentre invece ci and. Egli
sapeva che ci sarebbe andato, quando afferm il contrario.
Wade intervenne:
Cristo ignorava il giorno del Giudizio in quanto Figlio dell'Uomo.
Il verbo ignorare, dissi, non si pu usare nel caso del Verbo di Dio
incarnato. La Sua natura umana era unita ipostaticamente a quella divina.
Egli fu costituito giudice da Dio Padre, e di conseguenza doveva conoscere
tutto ci che riguardava il Suo ufficio. Inoltre, Egli era infinita sapienza e
conosceva tutto quello che riguardava Se stesso.
Ora, i protestanti non ammettono tutto quello che San Paolo insegna.
Naturalmente, essi pretendono di seguirlo; ma ecco un punto che pongono
in questione: Paolo insegna che la pienezza della divinit risiedeva in
Cristo, corporalmente, e che in Lui c'erano tutti i tesori della sapienza e
279

della conoscenza di Dio. Tuttavia, in quel momento non mi sovvenni di


questo passo (14).
Essi non ebbero praticamente nessuna risposta da opporre. Ma il
procuratore generale annot ogni parola e mi disse che tra breve l'avrebbe
usata contro di me, quando sarei stato citato per il processo (15). Ma non
mantenne la promessa, perch io ero indegno di entrare nella casa di Dio.
Nulla di contaminato pu entrarvi. Ed io dovevo essere ancora purificato e
dovevo passare ancora molto tempo in esilio; solo allora, con l'aiuto di
Dio, potevo essere salvato, ma quasi passando tra il fuoco.
Questo interrogatorio avvenne durante il Trinity Term o periodo della
Trinit, come viene chiamato (16). Durante l'anno vi sono tre periodi in cui
i tribunali sono aperti e molta gente viene a Londra col suo seguito. A
motivo del maggiore afflusso di gente in citt, si scelgono questi tre
periodi per processare i preti che si deciso di condannare a morte.
Sembrava allora che tale fosse il loro piano. Ma l'uomo propone e Dio
dispone; ed Egli aveva disposto differentemente, nel mio caso.
Questo periodo pass e sembrava che non ci fosse nessuna speranza di
processarmi in pubblico. Nel mio riposo forzato mi dedicai maggiormente
allo studio. Ma cominciai a pensare che mi tenevano l perch intendevano
tagliarmi fuori dal mondo esterno e che questa era la ragione per cui mi
avevano trasferito in una prigione pi rigorosa e pi appartata (17).
_________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XVI
1 Sullo stato di prostrazione di Edmund Campion dopo la tortura il Cardinale Allen
fornisce le stesse indicazioni. Quando, il giorno successivo (dopo la tortura), il
carceriere gli chiese come si sentisse le mani ed i piedi, egli rispose: "Non male,
perch non me li sento per nulla". E sentendosi le mani e i piedi intorpiditi, si
paragonava ad un elefante che, una volta caduto, non riesce ad alzarsi. Quando pot
reggere il pane, doveva tenerlo tra entrambe le palme delle mani ed egli si
paragonava ad una scimmia. Tanto era allegro nello spirito quest'uomo di Dio,
nonostante tutte le sue sofferenze fisiche. ALLEN, Edmund Campion, p. 14.
2 Nelle fatture della Torre si trovano numerose tracce delle spese di J. G.; eccone un
esempio: A met dell'estate 1597: John Gerrat, Gent. 12 aprile - San Giovanni
Battista... vitto, guardiano, petrolio, bucato. 12 sterline, 11 scellini, 7 pence. Tower
Bills, C.R.S., vol. IV, p. 233.
3 In giugno, J. G., adducendo lo stato precario della salute, chiese il permesso di fare
un po' di movimento all'aria aperta. La sua richiesta fu trasmessa a Cecil il 20 giugno
dal luogotenente Sir Richard Berkeley. Gerrat, prigioniero nella Torre malato e
279

debole; mi ha importunato per ricevere l'autorizzazione di prendere aria su un muro


presso la prigione. Mi si prega di avvertirvi, perch io sono il loro portavoce, come
essi mi chiamano. Quest'uomo ha bisogno di medicine. Hat. Cal., VII, p. 260.
4 interessante notare che J. G. riusc in quello che risult impossibile a Garnet. Nel
1606, quando Garnet stesso era prigioniero nella Torre, mand sei lettere
(Gunpowder Plot Book, n. 241-246), scritte in parte con succo d'arance, che furono
intercettate e lette per intero dal luogotenente. Garnet fu ingannato dal suo guardiano
che finse di essergli amico, offrendosi per consegnare le lettere ai suoi amici. Al
contrario, questi le port al luogotenente, il quale, dopo averle lette, le fece copiare
anche nella parte scritta con succo d'arance, e poi fece inviare queste copie alle
persone alle quali erano indirizzate. Tutte queste persone, J. G. incluso, furono
ingannate ritenendo di aver ricevuto lettere originali e non lette.
5 William Wiseman.
6 Il Page rimase in prigione dalla vigilia di Pentecoste [14 maggio] al 13 ottobre
1597. C.R.S., vol. X, p. 1.
7 Page fu ucciso a Tyburn il 20 aprile 1602. J. G. sarebbe rimasto profondamente
addolorato se avesse saputo che Padre Page, che gli era cos profondamente
affezionato, era stato tradito e catturato ad opera dello stesso giovane, John Bird, la
spia che aveva ingannato anche lui, spillandogli una raccomandazione per entrare in
un seminario all'estero. (Hat. Cal., XII, p. 265). La formula dei voti, con la quale
Padre Page fu ammesso nella Compagnia e che egli firm sul carro del supplizio
prima di partire per la prigione di Tyburn, conservata nel collegio di Manresa a
Roehampton.
8 Le visitatrici di J. G. furono quasi certamente Anne, contessa di Arundel, e la sua
figlia Elizabeth, che aveva allora tredici anni. Dieci anni prima la contessa aveva
visitato William Weston a Clink in circostanze analoghe. J. G. rimase con lei nella
primavera del 1584 e Lillie fu ben conosciuto da lei come intermediario.
9 All'inizio di maggio del 1595 Charles Paget, un esiliato inglese, scrisse da Bruxelles
a Thomas Throgmorton, residente a Roma, che erano state stabilite le esecuzioni dei
Padri Edmondes (William Weston), Walpole, Gerard e di Mr. Pound.
10 Dalle Sex Quaestiones di George Abbot risulta che Francis Bacon non fu
membro della giuria in questa occasione. La sua fortuna si era eclissata, dopo che gli
erano stati preferiti i suoi rivali Coke e Fleming, con grande disappunto del suo
protettore Essex. Aveva appena pubblicato in febbraio la sua prima raccolta dei saggi,
e tentava allora di conquistare la mano di Lady Elizabeth Hatton, nipote di Burghley;
ma anche in questo suo progetto fu battuto da Coke.

279

11 Anne Bellamy, che durante la sua prigionia fu rovinata da Topcliffe e da questo


data in moglie a Nicholas Jones, sottoguardiano di Gate House. Troubles, II serie, pp.
61-64.
12 Per la difesa che Southwell fece del ricorso all'equivoco vedi appendice E.
13 Il rapporto ufficiale dell'interrogatorio aiuta a comprendere il pensiero di J. G.
Egli afferma che un testimonio interrogato juridice e su faccende temporali, che non
riguardino n la religione n i cattolici, non possa rispondere con l'equivoco.
STRYPE, Annals IV, ed. 1824, p. 428.
14 Si riferisce ai famosi versetti della lettera ai Colossesi, II,3.9. Questa franca
precisazione dimostra come J. G. si aspettasse che la sua semplice narrazione fosse
letta solo da intimi amici.
15 Questo documento fu mandato prima al dottor Abbot, direttore dell'University
College, ad Oxford, e pi tardi all'arcivescovo di Canterbury. Egli fece di questo
documento l'argomento della sua prima conferenza nella School of Divinity
durante il trimestre della festa di S. Michele. Questa conferenza fornisce i pi ampi
particolari sull'interrogatorio di J. G. A tutta prima, ci che essi [gli interrogatori]
avevano sentito sembr riprovevole e blasfemo. Essi insistettero nel domandare e nel
pregare istantemente che [J. G.] scrivesse sull'argomento il suo parere con parole
proprie. Se questo, infatti, non fosse stato fermato sulla carta, si sarebbe potuto
aggiungere, nella relazione, tutto un castello di inesattezze. Ma il gesuita cominci a
schermirsi in maniera decisa. Non aveva nessuna intenzione di scrivere; e non perch
quanto aveva detto non rispondesse a verit, ma perch non voleva diffondere tali
cose. Comunque, la commissione regia insist perch egli aggiungesse per iscritto
una nota ad una relazione delle sue dichiarazioni, fatta da testimoni, cosicch fosse
evidente che questa era realmente la sua difesa e quella del suo compagno
[Southwell]. Ma si rifiut di fare anche questo. Che uomini sofisticati essi sono! Con
stupide e frivole restrizioni di significato o, piuttosto, con vergognose evasioni fanno
di tutto per seppellire la verit in una nube di caligine. 'Non vidi' significa 'non vidi
con l'intenzione di raccontarvelo'. Il Figlio dell'Uomo non conobbe 'il giorno del
giudizio' significa che 'Egli non lo conobbe con l'intenzione o col proposito di
renderlo noto o di rivelarlo'. (Traduzione dal Latino).
Il piacevole incontro tra J. G. ed Abbot, raccontato pi tardi, dimostra che questo
libro non venne mai nelle mani di J. G., sebbene egli ne avesse sentito alcune vaghe
descrizioni.
Negli Annali di STRYPE, vol. IV, (ed. 1824), pp. 427-429, la lettera di Coke a
Burghley stampata insieme ad un estratto della relazione ufficiale che conferma
l'esattezza della dichiarazione di Abbot. Coke si riferisce a questa strana opinione di
questi preti infantili e di questi diabolici buoni padri e dichiara che egli [J. G.] fu
richiesto di porre per iscritto la sua opinione perch non fosse capita male. Ma egli
rifiut non perch ci non fosse vero, ma perch non voleva pubblicarlo. Allora fu
inviato a firmarla ed egli rifiut anche questo. Il procuratore generale fece firmare
279

dagli interrogatori la relazione di questa discussione, ma J. G. si rifiut di firmare.


Egli ritenne che questi punti delicati di teologia morale non dovessero essere
argomento di una popolare e pubblica discussione. Tanto J. G. quanto Padre
Southwell fecero capire che questo genere di discussioni era contro l'interesse
pubblico: non era stato scelto da loro, ma imposto dal governo.
Per la relazione dell'interrogatorio, vedere appendice E.
16 Esattamente il 13 maggio (cfr. una lettera di Coke a Burghley, STRYPE, Annals
IV, ed. 1824, p. 427). Il periodo della Trinit nel 1597 cominci, infatti, il 23 maggio,
dieci giorni dopo l'interrogatorio di J. G. Il rapporto ufficiale di questo interrogatorio
stampato nell'appendice G.
17 Molto rimane ignoto circa i non-conformisti durante questo periodo ed
impossibile per ora spiegare la ragione del rimando dell'esecuzione di J. G., che era
stata chiaramente decisa. Dal 21 febbraio 1595, quando Padre Southwell sub il
martirio, nessun prete fu ucciso a Londra fino al 12 luglio 1598, quando la vittima fu
John Jones, amico di J. G. Probabilmente come conseguenza della generale
disapprovazione dell'esecuzione di Southwell, la regina espresse sei settimane dopo
l'intenzione di condannare all'esilio i preti del seminario che si trovavano in diverse
prigioni del regno. (Acts of Privy Council, vol. XXVII, p. 21). Questo potrebbe
significare che la sanguinosa persecuzione fu sul punto di cessare a causa del
comportamento risoluto dei sacerdoti e dei laici cattolici
.

279

XVII. LA FUGA
4 ottobre 1597
Io feci del mio meglio per rassegnarmi alla volont di Dio ed accettare
tutte le restrizioni che mi furono imposte.
Era l'ultimo giorno di luglio, festa del nostro beato Padre (1). Stavo
facendo la meditazione ed ero assillato dal desiderio di poter celebrare di
nuovo la Messa, quando improvvisamente mi venne in mente questo
pensiero: avrei potuto celebrarla nella cella di un gentiluomo cattolico che
si trovava nella Torre di fronte a me. Tra la sua cella e la mia c'era soltanto
un giardino (2).
Egli era l prigioniero da dieci anni e sul suo capo pendeva la condanna di
morte; ma la sentenza non era stata eseguita. Soleva salire ogni giorno sul
terrazzo sopra la sua cella, dove gli veniva concesso di passeggiare per
fare un po' di movimento. Di l era solito salutarmi ed attendere in
ginocchio la mia benedizione.
Quando, pi tardi, tornai a considerare la mia idea, pensai che ci si poteva
fare solo se il carceriere si lasciava convincere a lasciarmi andare da lui.
La moglie di questo gentiluomo poteva visitarlo in giorni stabiliti per
portargli la biancheria pulita e le altre cose di cui abbisognava. Ella le
portava in un cesto, e, siccome lo faceva da anni, i carcerieri avevano
perso l'abitudine di esaminare il contenuto (3). Col suo aiuto, io speravo di
poter procurare a poco a poco tutto l'occorrente per la Messa.
Naturalmente, l'avrebbero fornito i miei amici.
Decisi di tentare. Cos feci segno a quel signore di osservare i gesti che
stavo per fargli: non osavo chiamarlo perch la distanza era rilevante e
potevo essere facilmente ascoltato. Egli mi fiss mentre prendevo carta e
penna e fingevo di scrivere; quindi, avvicinai la lettera ai carboni accesi e
la sollevai di nuovo tenendola tra le mani, come se dovessi leggerla;
avvolsi, infine nel foglio una delle mie croci e feci il gesto di volerlo
mandare a lui. Mi sembrava che egli seguisse ci che cercavo di fargli
comprendere.
La mossa successiva fu quella di indurre il carceriere a portare una delle
mie croci o rosari al mio buon compagno di prigionia perch lo stesso
uomo sorvegliava entrambi. Dapprima, egli rifiut, dicendo che non
poteva rischiare, in quanto non aveva alcuna prova da cui risultasse che ci
si poteva fidare dell'altro.
279

Se quell'uomo dicesse qualcosa a sua moglie e se questo qualcosa venisse


risaputo, sarebbe finita per me, disse.
Ma io lo incoraggiai, dicendo gli che ci era molto improbabile. Quindi gli
misi in mano un po' di danaro, come sempre ero solito fare, ed egli
acconsent. Prese la lettera e la consegn, ma il gentiluomo non scrisse
nulla di risposta, come gli avevo chiesto di fare. Il giorno successivo,
quando venne fuori per la passeggiata sul terrazzo, mi ringrazi a gesti,
tenendo tra le mani la croce che gli avevo mandato.
Siccome, tre giorni dopo, non aveva ancora risposto, cominciai a
sospettarne il motivo. Cos, ripetei con grande precisione tutta la serie dei
segni mostrandogli come io spremessi il succo di un'arancia ed intingessi
la penna in quel succo e infine, per far comparire la scrittura, avvicinassi la
carta al fuoco. Questa volta comprese: avvicin la lettera al fuoco e la
lesse. Nella risposta mi disse quello che egli aveva capito la prima volta.
Credeva che gli avessi detto di bruciare la carta, perch vi avevo scritto
alcune parole a matita, ed egli l'aveva fatto.
Rispose alla mia domanda, dicendosi convinto che il piano era realizzabile,
purch il carceriere mi permettesse di visitarlo in serata e di passar con lui
tutto il giorno seguente. Sua moglie avrebbe portato tutto il necessario per
la Messa, se questo le fosse stato consegnato.
Quindi passai a sondare il carceriere; mi avrebbe permesso di andare a
visitare il mio compagno di prigione una sola volta? Gli dissi che
desideravo pranzare con lui e promisi di fargli prendere parte al festino.
Egli rifiut recisamente. Temeva che mi si vedesse attraversare il giardino
o che il luogotenente dovesse scegliere proprio quel giorno per farmi
visita. Ma io gli feci osservare che ci non era mai capitato e che era molto
difficile che avvenisse e, per porre termine alla questione, ricorsi
all'argomento del denaro. Gli promisi di pagarlo in contanti per i suoi
buoni uffici. Egli acconsent.
Fissai il giorno della festa della Nativit della Madonna (4). Nel frattempo
disposi che la moglie del prigioniero si recasse in un certo posto della citt.
Ivi avrebbe incontrato John Lillie, che, seguendo le istruzioni contenute
nella mia lettera, le avrebbe consegnato tutto l'occorrente per la Messa.
Avevo detto a Lillie di procurare un certo numero di particole ed una
pisside, poich desideravo conservare il SS. Sacramento.
Lillie procur ogni cosa e la donna port tutto entro la prigione.
Quando cal la notte, andai col mio guardiano e rimasi con quel signore
tutta la notte ed il giorno seguente. Secondo la promessa che avevamo
fatto al carceriere, non una parola fu detta alla moglie del signore.
279

Quella mattina celebrai la Messa. Io sentii una grandissima consolazione e


diedi la comunione a quel nobile confessore di Cristo che era rimasto per
tanti anni senza tale conforto. Consacrai inoltre ventidue particole che
riposi in una pisside insieme ad un corporale e che portai con me nella mia
cella. Cos rinnovai in seguito il divino banchetto per molti giorni con una
gioia e con un diletto rinnovellati.
Quella sera, mentre attraversavo il giardino, non pensavo minimamente
alla fuga. Avevo pensato unicamente al Signore Ges, raffigurato come
Nostro Redentore nel pane di Elia cotto sotto la cenere, affinch mi desse
la forza ed il coraggio di cui avevo ancora bisogno, per compiere il resto
del mio arduo cammino verso la montagna del Signore. Ma, mentre
passavamo insieme la giornata successiva, rimasi colpito dalla vicinanza di
quella torre al fossato che circondava le fortificazioni esterne, e pensai che
sarebbe stato possibile ad un uomo calarsi con una fune dal tetto della torre
sul muro situato al di l del fossato. Chiesi al gentiluomo che ne pensasse.
S, si potrebbe farlo facilmente, disse, solo che avessimo alcuni amici
veramente fidati, disposti a correre il rischio di aiutarci.
Gli amici non mancano davvero, risposi, purch la cosa sia realizzabile e
purch ne valga veramente la pena.
Per quanto mi riguarda, disse, sono dispostissimo a fare il tentativo. Sarei
molto felice se potessi vivere nascostamente con i miei amici, con la
consolazione dei sacramenti e con piacevoli compagni, invece di passare i
miei giorni come un romito tra queste quattro mura.
Bene, dissi. Adesso pregheremo per questo e intanto sottoporr la cosa al
mio superiore e far tutto quello che egli giudicher opportuno.
Quindi, per tutto il tempo che passammo insieme, discutemmo sui
particolari del piano che avremmo seguito, se avessimo deciso di effettuare
il tentativo.
Quella notte, quando ritornai nella cella, scrissi al mio superiore tramite
John Lillie e gli esposi i particolari del piano. Padre Garnet rispose che
naturalmente avrei dovuto tentarlo, solo che non dovevo rischiare l'osso
del collo nella discesa.
Scrissi poi al mio ospite primitivo (5) e gli comunicai che stavamo per
tentare la fuga e lo invitai a riferire la cosa al minor numero possibile di
persone. Se il piano veniva risaputo tutto sarebbe sfumato. Quindi chiesi a
John Lillie e a Richard Fulwood (allora si trovava al servizio di Padre
Garnet) se essi fossero disposti a rischiare e, se lo fossero, di portarsi in
una notte stabilita sotto il lato estremo del fossato, di fronte alla torre bassa
che avevo descritto, vicino al luogo in cui era stato catturato Mr. Page. Essi
279

avrebbero dovuto portare con s una fune ed assicurarla ad un palo; noi ci


saremmo trovati sul terrazzo della torre ed avremmo gettato loro una palla
di ferro legata ad uno spago resistente, come quello usato per legare le
balle. Nell'oscurit avrebbero dovuto udire il rumore della palla al contatto
del suolo, trovare lo spago ed annodarlo al capo libero della fune. Ci fatto
noi avremmo issato la fune, tirando l'altro capo della corda che tenevamo
nelle nostre mani. Dissi loro di appuntarsi un pezzo di carta bianca o un
fazzoletto sul petto della giacca, perch volevamo esser sicuri della loro
identit prima di gettare la corda. Inoltre, essi avrebbero dovuto portare
una barca a remi in modo che ci potessimo allontanare immediatamente.
Quando tutto fu disposto e fu fissata la notte, il mio vecchio ospite fu preso
da timore per il rischio in cui mi stavo mettendo. Volle che prima tentassi
di vedere se fosse possibile indurre il carceriere, dietro lauto compenso, a
farmi uscire di prigione, cosa che avrei potuto fare facilmente indossando
abiti presi in prestito. Quindi, a nome di un mio amico, John Lillie offr al
carceriere mille fiorini in contanti ed un vitalizio annuo di cento fiorini. Il
carceriere non volle saperne. Se avesse accettato, disse, sarebbe diventato
un fuorilegge per il resto della vita; e se fosse stato catturato, sarebbe stato
impiccato. Cos l'idea fu abbandonata e ritornammo al nostro piano
primitivo.
Io sollecitai fervide preghiere da parte di tutti quelli che furono informati
del segreto. Un signore erede di un grande patrimonio fece voto di
digiunare un giorno alla settimana per tutta la vita, se riuscivo a mettermi
in salvo.
Venne la notte. Dopo aver ricevuto del danaro, il guardiano mi permise di
andare a visitare il mio compagno di prigione. Andai. Ci rinchiuse
entrambi nella cella, sbarr la porta, come sempre faceva, e se ne and. Ma
aveva sprangato anche la porta interna che dava sulla scala che conduceva
al terrazzo; perci noi fummo costretti a togliere con un coltello la pietra
che bloccava il chiavistello: non c'era altra via d'uscita.
Alla fine ci arrampicammo silenziosamente su per la scala senza lume,
perch una guardia era piantonata ogni notte nel giardino ai piedi del
muro; e quando parlavamo, lo facevamo appena bisbigliando.
A mezzanotte vedemmo avvicinarsi la barca con i nostri amici. John Lillie
e Richard Fulwood erano ai remi ed una terza persona sedeva al timone.
Era il mio vecchio guardiano di Clink che ci aveva procurato la barca.
Mentre essi si avvicinavano e si preparavano a sbarcare, usc un uomo da
uno dei poveri abitacoli lungo la riva per fare qualche cosa. Quando egli
279

vide la barca avvicinarsi cominci a parlare con gli uomini, pensando che
fossero pescatori.
Quindi si ritir a dormire. Ma i nostri liberatori ebbero timore di sbarcare,
finch non fosse passato un tempo sufficiente perch quello si
addormentasse. Cos presero a vogare lentamente su e gi, ma intanto il
tempo passava e si fece troppo tardi per compiere un tentativo quella notte.
Essi ritornarono indietro verso il ponte, ma intanto la corrente era cambiata
e fluiva vorticosamente. Essa sbatt la piccola imbarcazione contro i piloni
gettati sul letto del fiume per infrangere la violenza delle acque. La barca
si incagli e non si pot spostare n avanti n indietro. Intanto l'acqua
saliva e sbatteva la barca con tale veemenza, che ad ogni ondata sembrava
che si dovesse capovolgere e che gli occupanti dovessero precipitare in
acqua. Ad essi non rimase altro che pregare Dio e chiedere aiuto (6).
Noi eravamo sul tetto della torre e udivamo le loro grida. Giunsero degli
uomini sulla riva e li potevamo scorgere alla luce delle loro torce.
Accorsero alle loro barche e partirono al salvataggio. Diverse barche
giunsero vicinissime, ma gli uomini ebbero paura di abbordare, perch la
corrente era troppo forte. Formando un semicerchio intorno alla barca in
pericolo, rimasero come spettatori ad osservare quei poveretti senza osare
soccorrerli.
Tra tutte quelle grida, riconobbi la voce di Richard Fulwood.
Li riconosco, dissi. Sono i nostri amici in pericolo.
Il mio compagno non voleva credere che io potessi distinguere la voce di
qualcuno a tale distanza (7), ma io la riconobbi fin troppo bene e mi sentii
distrutto al pensiero che uomini tanto devoti stessero rischiando la vita per
me.
Pregammo fervidamente per loro. Sebbene avessimo osservato molte
persone accorrere in loro aiuto, non erano ancora in salvo. Quindi
osservammo una luce abbassarsi dal parapetto del ponte ed una specie di
cesto pendere all'altro capo di una fune. Se essi riuscivano ad entrarci,
potevano essere issati. Dio soccorse i suoi servi in pericolo, e alla fine
giunse una grossa imbarcazione di mare con sei marinai a bordo. Questi si
accostarono in maniera pericolosa alla barca beccheggiante e trassero sul
ponte Lillie e Fulwood. Quindi la piccola barca si capovolse
immediatamente, prima che il terzo uomo potesse essere soccorso, quasi
che si fosse tenuta alla superficie per riguardo dei cattolici che portava.
Comunque, per misericordia di Dio, l'uomo che era stato rovesciato in
acqua riusc ad afferrare la fune calatagli dal ponte; e cos fu tratto in
salvo.
279

Tutti i salvati furono poi condotti alle loro case.


Il giorno successivo John Lillie mi mand una lettera, come al solito,
tramite il carceriere. Mi sarei potuto ragionevolmente aspettare che mi
dicesse qualcosa del genere: Ora sappiamo, ed il pericolo della notte
scorsa ce lo ha dimostrato, che Dio non vuole che insistiamo nell'impresa
della fuga. Ma fu proprio il contrario. La lettera cominciava: Non fu
disegno di Dio che dovessimo riuscire la notte scorsa, ma ci ha
misericordiosamente sottratti al pericolo: Egli ha soltanto rimandato il
giorno. Con l'aiuto di Dio torneremo questa notte.
Tanta determinazione e i sentimenti devoti dell'uomo rassicurarono il mio
compagno. Egli si sentiva certo che saremmo riusciti. Ma io incontrai una
grande difficolt nell'ottenere dal carceriere il permesso di passare una
seconda notte fuori della mia cella; inoltre temevamo moltissimo che
avrebbe notato la pietra spostata quando, in serata, sarebbe venuto a
sbarrare la porta. Tuttavia non se ne accorse.
Frattanto avevo scritto tre lettere che intendevo lasciare nella cella. La
prima era indirizzata al mio carceriere, per giustificarmi di aver
organizzato la fuga a sua insaputa. Dissi che avevo soltanto esercitato i
miei diritti: non avevo commesso alcun delitto ed ero ingiustamente
trattenuto in prigione. Gli dissi che lo avrei ricordato sempre nelle mie
preghiere, se non avessi avuto altro modo di aiutarlo. Lo scopo di questa
lettera era quello di ridurre la sua responsabilit, nel caso che fosse
imprigionato per la nostra fuga.
La seconda era indirizzata al luogotenente. In questa lettera tornavo a
scusare il carceriere, protestando davanti a Dio che egli non era al corrente
della mia fuga e che non l'avrebbe mai permessa, se ne fosse venuto a
conoscenza. A prova di ci, menzionai l'offerta allettante che gli avevamo
fatto e che aveva rifiutato. Quanto al permesso di andare dalla mia cella ad
un'altra, lo avevo estorto solo con le suppliche pi insistenti e sarebbe stato
ingiusto mandarlo a morte per questo.
Indirizzai la terza lettera ai lord del consiglio. In primo luogo enumerai i
motivi che avevo di recuperare la libert che mi apparteneva per diritto.
Non l'avevo fatto semplicemente per amore di libert, ma per amore delle
anime, quelle anime che andavano quotidianamente perdute in Inghilterra.
Desideravo evadere per strapparle al peccato e all'eresia. Per quanto
riguardava gli affari di Stato, essi conoscevano il mio ineccepibile passato
e potevano esser sicuri che non l'avrei macchiato in futuro. Finalmente
protestai e provai che n il luogotenente n il carceriere potevano essere
accusati di connivenza e di consenso. Essi non avevano saputo niente: la
279

mia fuga era dovuta interamente alla mia iniziativa ed a quella dei miei
amici.
Lasciai queste lettere affinch fossero raccolte dal guardiano. Scrissi anche
un'ultima lettera che portai con me. Questa fu consegnata al guardiano
(come apprenderete) il mattino seguente, ma non da John Lillie.
Al momento opportuno ci recammo sulla torre. La barca si avvicin.
Questa volta non interfer nessuno ed essa si accost placidamente alla
riva. Lo scismatico rimase a bordo, mentre i due cattolici sbarcarono
recando una nuova fune, giacch avevano gettato la vecchia nel fiume
quando s'erano trovati in pericolo la notte precedente. Seguendo le mie
istruzioni, la assicurarono ad un palo e quindi attesero il rumore della palla
di ferro che noi lanciammo verso di loro. Essa fu rintracciata senza
difficolt e la corda fu annodata all'altro capo della fune. Ma risult molto
difficile tirarla su giacch essa era pi spessa e, per giunta, doppia. Tali
erano state le istruzioni di Padre Garnet, il quale li aveva messi in guardia
dal pericolo che la fune si rompesse sotto il peso del mio corpo. Ma in
realt egli aveva accresciuto il pericolo.
Sorse inoltre una nuova difficolt, che noi non avevamo previsto. La
distanza tra la torre, da una parte, ed il palo, dall'altra, era molto grande e
la fune, invece di scendere quasi perpendicolarmente, si tendeva quasi
orizzontalmente tra i due punti. Dovevamo, quindi, discendere a forza di
braccia lungo la fune. Era impossibile scivolare per inerzia. Questo lo
scoprimmo perch avevamo fatto un fagotto, avvolgendo nel mio mantello
i miei libri e le altre cose, e lo avevamo adagiato sulla fune per vedere di
farlo scivolare lungo di essa. La cosa non era riuscita; ma, fortunatamente,
il fagotto si ferm prima ancora che si sottraesse alla portata delle nostre
braccia, giacch, se si fosse fermato oltre, noi non saremmo mai pi
discesi. Perci lo tirammo su e lo abbandonammo sul posto (8).
Il mio compagno, intanto, aveva cambiato opinione: aveva sempre
sostenuto che sarebbe stata la cosa pi semplice del mondo calarci gi, ma
adesso cominciava a vederne il rischio.
Comunque, se rimango qui, sar certamente impiccato, disse. Se adesso
rigettiamo la fune, essa cadr nel fossato ed il rumore dell'acqua tradir noi
ed i nostri amici. Io vado gi e Dio mi aiuti. Preferisco afferrare questa
occasione che restarmene qui rinchiuso senza alcuna speranza.
Cos formul una preghiera e si aggrapp alla fune. Egli si cal abbastanza
facilmente perch aveva molta forza e la fune era ancora tesa. Ma la sua
discesa allent la fune rendendo molto pi ardua la mia. Di ci mi accorsi
solo quando cominciai a discendere.
279

Mi raccomandai a Dio ed a nostro Signore Ges, alla Beata Vergine, al mio


angelo custode e specialmente a Padre Southwell, che fu imprigionato qui
vicino finch non fu condotto al martirio (9); mi raccomandai infine a
Padre Walpole ed a tutti i nostri martiri. Afferrai la fune con la mano destra
e poi con la sinistra. Per evitare di cadere incrociai le gambe intorno alla
fune in maniera che essa fosse libera di scivolare tra i miei stinchi.
Avevo percorso appena tre o quattro yarde con il viso rivolto verso il
basso, quando improvvisamente il mio corpo si capovolse sotto il suo
stesso peso e fui sul punto di precipitare. Ero ancora molto debole e con la
fune allentata ed il corpo penzolante all'ingi praticamente non potevo
continuare la discesa. Con molto sforzo, riuscii a portarmi fino a met
della fune, ma l mi fermai. Le forze mi stavano venendo meno ed il
respiro, che era gi breve all'inizio, sembrava del tutto spento.
Alla fine, con l'aiuto dei santi e, penso, per l'efficacia delle preghiere dei
miei amici che di sotto mi tendevano la fune, guadagnai qualche metro; ma
dopo mi fermai di nuovo. A quel punto pensai che non sarei mai stato
capace a continuare. Ma io ero determinato a non cadere nel fossato finch
fossi ancora in grado di tenermi alla fune. Tentai di recuperare a poco a
poco le forze e cos, usando delle gambe e delle braccia come meglio
potevo, riuscii, grazie a Dio, a raggiungere il muro sul lato esterno del
fossato. Ma i miei piedi toccavano appena la cima del muro mentre il resto
del corpo penzolava orizzontalmente, con la testa sullo stesso piano dei
piedi: tanto si era allentata la fune. Proprio non so come avrei potuto
guadagnare il muro, se non fosse stato per John Lillie. In qualche modo
(non mai riuscito a dirmi come abbia fatto) egli sal sul muro, mi afferr
per i piedi, mi tir sopra e mi depose sano e salvo a terra. Non riuscivo a
stare in piedi, tanto ero stanco. Per ristorarmi mi diedero un po' di cordiale
e qualcosa che avevano avuto la precauzione di portare con s; cos potei
raggiungere la barca. Prima di imbarcarci, essi slegarono la fune dal palo,
ne tagliarono una parte e lasciarono che il resto pendesse lungo il muro
della torre. Il nostro piano primitivo era quello di tirarla gi del tutto e per
questo l'avevamo passata intorno ad un grosso cannone situato sul terrazzo
senza annodarla. Ma provvidenzialmente non riuscimmo a districarla; se lo
avessimo fatto, essa sarebbe caduta nel fossato con un grande rumore di
acqua e noi ci saremmo trovati nei guai.
Salimmo sulla barca e ringraziammo Dio, che ci aveva sottratti dalle mani
dei nostri persecutori ed aveva deluso le aspettative dei protestanti.
Ringraziammo, inoltre, gli uomini che avevano sfidato per noi tanti
pericoli.
279

Remammo per un buon tratto prima di avvicinare a riva la barca. Quindi


mandai il mio compagno di prigione con John Lillie a casa mia, che era
ancora custodita dalla santa vedova Mrs. Line, mentre io presi Richard
Fulwood e mi recai con lui in casa di Padre Garnet (10). Quando
giungemmo nei sobborghi della citt, trovammo i cavalli pronti per noi. Li
teneva Little John, servo di Padre Garnet; prima che spuntasse l'alba,
Little John ed io eravamo in sella.
A quel tempo, Padre Garnet era in campagna (11). Cavalcammo
direttamente alla volta della sua abitazione e pranzammo con lui. La gioia
era grande. Noi tutti ringraziammo Dio perch ero sfuggito dalle mani dei
miei nemici nel nome del Signore.
Frattanto avevo mandato Richard Fulwood in un luogo che avevamo scelto
in precedenza. Ivi doveva portare un cavallo e tenersi pronto a fuggire col
mio carceriere, qualora egli fosse stato disposto a partire subito. Come ho
gi detto, avevo scritto una lettera che doveva essere consegnata al
carceriere, quando questi si sarebbe recato per il suo consueto incontro
mattutino con John Lillie. Quel mattino, per, non fu Lillie a venire. Io gli
avevo ordinato di non aggirarsi fuori di casa, finch la tempesta che
avevamo previsto non fosse cessata. Al suo posto scelsi un altro
messaggero che il mio carceriere conosceva. Naturalmente, fu sorpreso di
trovare un altro uomo, tuttavia non disse nulla. Ma proprio mentre si
voltava per andare a consegnare, come riteneva, la lettera nella maniera
consueta, il messaggero lo afferr.
La lettera per voi e per nessun altro, disse.
Per me? Chi la manda?.
Un amico, rispose l'altro, ma non so chi sia.
Il carceriere ammutol.
Ma io non so leggere. Se urgente, leggetemela, per favore.
L'uomo lesse la lettera che aveva portato. In essa informavo il carceriere
che ero fuggito di prigione e, al fine di calmarlo, gli spiegavo brevemente
perch avevo fatto cos. Quindi feci rilevare che, sebbene non ne fossi
obbligato giacch avevo messo in atto i miei diritti, tuttavia avrei
provveduto alla sua salvezza. Egli era stato sempre fedele nei suoi servizi e
adesso lo avrei aiutato. Se voleva salvar la pelle, avevo un uomo pronto
con un cavallo, per portarlo in luogo sicuro ad una discreta distanza da
Londra. Gli avrei assegnato duecento fiorini annui ed egli avrebbe potuto
condurre una vita decorosa. Aggiunsi per questa condizione: se egli
accettava l'offerta, doveva sistemare subito i suoi affari nella Torre e
riparare immediatamente nel luogo in cui il mio messaggero l'avrebbe
279

condotto. Stava proprio tornando alla Torre per sistemare le sue faccende e
per porre in salvo sua moglie, quando un suo collega carceriere gli corse
incontro.
Dileguati quanto prima, disse. I tuoi prigionieri sono fuggiti dalla piccola
torre. Il luogotenente sta facendo battere il posto per scovarti. Se ti
acciuffa, Dio ti aiuti.
Tutto tremante, l'uomo rincorse il messaggero. Lo preg per l'amor di Dio
di condurlo nel luogo in cui c'erano i cavalli ad aspettare. Il messaggero lo
condusse e trov Richard Fulwood che aspettava con due cavalli. Si posero
in cammino e Richard lo condusse nella casa di un mio amico a circa cento
miglia da Londra. Avevo gi spedito una lettera a questo gentiluomo, per
chiedergli se sarebbe stato cos gentile da ospitare il carceriere e da
proteggerlo, nel caso che fosse venuto. Lo esortai tuttavia a non fidarsi di
lui, n a fargli sapere che egli mi conosceva. Richard Fulwood, dissi, gli
avrebbe rimborsato tutte le spese. Se il carceriere voleva parlare di me e
dei suoi affari, egli doveva rifiutare di ascoltarlo.
Tutto and come avevano previsto. Il mio amico non fu minimamente
molestato ed il carceriere rimase al sicuro nella sua casa. Dopo un anno
egli si trasfer in un'altra contea. Ivi divenne cattolico e visse
tranquillamente con la sua famiglia, grazie al vitalizio annuo che gli
inviavo regolarmente secondo la promessa, ed ivi mor quattro o cinque
anni dopo. Con questa fuga per salvare la vita, Dio lo aveva sottratto alla
tentazione di peccare e, come spero, gli ha dato un posto in Cielo. Quando
ero in prigione, sovente avevo provato la sua fede: la sua intelligenza era
convinta, ma non potevo operare sulla sua volont. Spero che la mia fuga
dalla prigione sia stata, nelle disposizioni di Dio, occasione della sua fuga
dall'inferno.
Quando il luogotenente scopr che i suoi prigionieri ed il loro guardiano
erano fuggiti, si present al Consiglio, portando con s le lettere che avevo
lasciato. I lord del Consiglio rimasero stupiti della maniera in cui ero
fuggito. Uno di loro, un consigliere influente, disse ad un gentiluomo suo
dipendente (come in seguito mi fu riferito) che egli era lieto della mia
fuga. Il luogotenente chiese l'autorizzazione per iniziare le ricerche in tutta
Londra ed in tutti i luoghi sospetti, ma gli altri gli risposero che sarebbe
stato inutile (12).
Non potete sperare di trovarlo, dissero. Se ha amici che sono disposti a
fare tutto questo per lui, potete starne sicuro, non avranno difficolt a
procurargli cavalli e nascondigli ed a tenerlo ben lontano dal vostro
guinzaglio.
279

Fu effettuata una perquisizione in uno o due luoghi. Da quel che mi risulta,


non fu preso nessuno degno di rilievo (13).
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XVII
1 S. Ignazio, fondatore della Compagnia di Ges. Egli fu beatificato il 27 luglio 1609,
l'anno in cui scriveva J. G. Egli non fu canonizzato che il 12 marzo 1622.
2 John Arden, che fu imprigionato nella Cradle Tower, nel lato opposto al giardino
privato della regina. John Arden era un gentiluomo di Northants ed apparteneva ad
una ben nota famiglia di Brookley. Fu condannato nel 1587 per pretesa complicit nel
complotto di Babington. Northants Record Society, Finch-Hatton MSS 124, fol. 32.
3 John Arden fu arrestato da Richard Jackson nel gennaio 1587 e fu portato a
Windsor (P.R.O., Treasury Chamber Accounts, 28 gennaio 1587). Durante la sua
prigionia John Lamer, il musicista della regina, godette della sua propriet, (C.S.P.D.,
1598-1601, p. 94). Nel luglio 1590 sua moglie ottenne il permesso di visitarlo una o
due volte la settimana. (Acts of the Privy Council, vol. 19, p. 363).
4 L'8 settembre 1597.
5 William Wiseman.
6 Si trattava del famoso Old London Bridge aperto nel 1209. Misurava 926 piedi di
lunghezza ed aveva 19 archi sostenuti da grandi piloni che ostruivano il flusso del
fiume. L'esistenza di macchine idrauliche aumentava i rischi del passaggio. Si diceva
che i savi andavano sopra il ponte, e che i pazzi ci passavano sotto. Il ponte attuale,
che sostitu quello vecchio nel 1831, fu costruito circa sessanta metri pi ad ovest.
7 La distanza era di circa mezzo miglio.
8 Non avevano tenuto conto dell'altezza del muro oltre il fossato che impediva
L'inclinazione della corda. Poich J. G. non aveva osato mostrarsi di giorno non
aveva potuto fare un calcolo preciso.
9 Padre Southwell fu imprigionato nella Lanthorn Tower, all'angolo del giardino
privato della regina, di fronte alla Cradle Tower.
10 A Spitalfields.
11 Ad Uxbrigde. Padre Tesimond, che sbarc in Inghilterra nel 1597, dice che Padre
Garnet viveva a quel tempo in un casa chiamata Morecroftes. Questa era situata a
dodici o tredici miglia da Londra, vicino ad un villaggio chiamato Uxbridge e la casa
si chiamava Morecroftes. Io ed il mio compagno ci avviammo a quella volta e vi
giungemmo un'ora o due prima del tramonto. Fummo ricevuti con la pi calorosa
279

accoglienza e con la pi grande cordialit che si potesse immaginare. Con Padre


Henry trovai due o tre altri padri della Compagnia che erano venuti a conferire con
lui sui loro affari. Erano soliti fare cos, ora l'uno ora l'altro. La narrazione del suo
sbarco in Inghilterra si trova in Troubles, I, p. 177. Morecroftes venne pi tardi in
possesso di Robert Catesby. interessante notare come questo tipo di casa disegnata
per nascondere con facilit i preti passava da un padrone cattolico all'altro.
12 5 ottobre 1597. Questa notte sono evasi dalla Torre due prigionieri, cio John
Arden e John Garret. L'evasione avvenne poco prima del giorno, perch quando andai
nella camera di Arden al mattino trovai che nella sua penna c'era l'inchiostro fresco.
L'evasione avvenne cos. Il carceriere, un certo Bennet, condusse Garret nella camera
di Arden quando tolse le chiavi, e dalla camera di Arden per mezzo di una lunga
corda legata sopra il fossato a un palo scivolarono in basso sulla banchina della Torre.
Anche Bennet andato via questa mattina e quando s'aprivano i cancelli... Ho dato
l'allarme a Gravesend e al Sindaco di Londra perch sia fatta una perquisizione in
Londra e in tutte le franchigie. Sir John Peyton, luogotenente della Torre di Londra
al Consiglio privato. Hat. Cal., VII, pp. 417-18.
13 Quando nel dicembre nell'anno seguente Padre William Weston fu trasferito da
Wisbeach nella Torre, fu subito chiamato a giudizio da Sir John Peyton e fu
sottoposto ad un serrato interrogatorio per dare informazioni sul nascondiglio di J. G.
Finalmente raggiungemmo la Torre e fummo portati davanti al luogotenente. Ci fece
molte domande riguardanti specialmente Padre Gerard che era fuggito pochi mesi
prima. Egli disse che avrebbe dato una grande somma di denaro a colui che lo
avrebbe di nuovo catturato. William Weston (ed. Philip Caraman), c. 21.

279

XVIII. LONDRA E HARROWDEN


Per alcuni giorni restai tranquillamente presso Padre Garnet. Desideravo
recuperare le forze e lasciare che il tempo dissipasse le voci sollevate dalla
mia fuga. Allora i miei ospiti, nonch amici fedelissimi, mi pregarono di
andare a stare con loro nella casa di Londra (1), vicino alla mia seconda
prigione, giacch essi abitavano ancora l. Accettai l'invito e rimasi al
sicuro presso di loro. Ricevevo tuttavia solo pochi visitatori e mi limitavo
ad uscire di notte, precauzione, questa, che prendevo quasi sempre a
Londra. In quel periodo feci visita solo ad alcuni dei miei migliori amici
(2).
Tuttavia, visitai la mia casa che era affidata alle cure di Mrs. Line, la futura
martire. Ivi viveva ancora Mr. Robert Drury, un altro futuro martire. A quel
tempo offrii rifugio ad un gentiluomo, che era stato cappellano del conte di
Essex nella spedizione contro la Spagna quando fu occupata Cadice (3).
Era un uomo dotto e parlava diverse lingue. Per diventare cattolico, aveva
declinato numerose offerte di alte promozioni nella sua chiesa. Egli aveva
gi provato la prigione e quando gli fu offerta la possibilit di evadere, gli
dissi che poteva rifugiarsi in casa mia.
Mi presi cura di lui per due o tre mesi. Durante questo tempo gli dettai gli
Esercizi Spirituali ed egli si decise ad entrare nella Compagnia. Era un
uomo che era stato nutrito, per cos dire, al seno di Calvino. Aveva passato
la vita nelle armi ed era abituato ad imporre la sua volont agli altri.
Quando manifest la sua intenzione, gli chiesi di dirmi francamente perch
mai scegliesse la Compagnia quando sapeva, o doveva sapere, che ci
significava il contrario di quello a cui era abituato.
Tre sono le ragioni principali, rispose, che mi hanno indotto a prendere
questa decisione. Prima, il fatto che gli eretici e tutti i nemici di Dio
detestano la Compagnia pi di ogni altra istituzione. Ritengo che ci
avvenga perch essa possiede lo spirito di Dio che il demonio non pu
sopportare e perch, nei piani della Provvidenza di Dio, essa destinata a
distruggere l'eresia ed a combattere ogni genere di peccato. La seconda la
seguente. La Compagnia non permette ai suoi membri di accettare
promozioni ecclesiastiche. Perci poco probabile che in essa alligni
l'ambizione e, poich i suoi uomini migliori non le vengono sottratti, essa
si trova in condizioni di mantenere una tradizione di santit e di cultura. In
terzo luogo, essa ha un culto speciale per l'obbedienza. Questa infatti la
virt che classifico per prima sia in s stessa, sia per il bene che pu recare
279

alle anime. Tutto proceder in ordine in una comunit di uomini, che siano
perfettamente uniti nei loro propositi sotto la direzione di Dio.
Queste furono le sue ragioni per entrare nella Compagnia, perci lo
mandai in Belgio da Padre Holt, pregandolo di aiutarlo a proseguire per
Roma. Gli diedi trecento fiorini per le spese (4).
Prima di abbandonare la casa, dettai gli Esercizi a diverse altre persone.
Una di queste fu Mr. Woodward, un prete buono e devoto. Anch'egli
desiderava entrare nella Compagnia e si trasfer per questo in Belgio. Ma a
quel tempo c'era grande scarsit di preti inglesi nell'esercito ed egli fu
temporaneamente destinato a quell'apostolato. Mor sul campo, molto
amato e rispettato da chiunque lo conoscesse (5).
Mantenni la mia casa solo per un po' di tempo, dopo la fuga. Durante la
mia prigionia la gente vi era accorsa con un afflusso di gran lunga
maggiore di quanto io stesso avrei tollerato, se fossi stato libero. Troppe
persone, infatti, la conoscevano. Ma la ragione principale che mi spinse ad
abbandonarla fu che essa era nota all'uomo che era responsabile del mio
trasferimento nella Torre (6). Questi si era detto spiacente di quello che
aveva fatto ed io lo avevo perdonato volentieri e sentivo per lui la stessa
affezione di prima. Poco dopo la mia fuga egli venne rilasciato ed appresi
che non godeva una grande stima presso le persone con le quali viveva.
Ritenni, quindi, poco saggio tenere una tale persona al corrente di un
segreto al quale era affidata la salvezza di tanta gente. Anche Mrs. Line,
che era donna di grande prudenza e di grande buon senso, fu dello stesso
parere. Perci le trovammo un'altra casa in cui continuare il suo buon
lavoro.
Poco tempo prima, era cominciato un movimento di opposizione contro
l'Arciprete. Questo prelato era stato nominato da Roma per garantire una
certa subordinazione ed un minimo di direzione tra il clero inglese. Ma un
gruppo di preti irrequieti fece il possibile per misconoscere il decreto
pontificio. Essi sobillarono i fedeli contro l'Arciprete e contro la
Compagnia e, come sempre capita, raccolsero attorno a loro un partito di
opposizione.
Diversi preti che io solevo accogliere ed intrattenere in casa mia
appoggiarono questo partito. Tuttavia, venivano desiderosi di ricevere il
benvenuto nella casa che, secondo quanto era stato loro detto, era tenuta da
Mrs. Line. Cos la casa che era destinata a me ed ai miei intimi amici
divenne un luogo di richiamo per molti che non erano affatto miei amici e
sarebbero potuti diventare anche dei traditori. Fu ci che mi spinse a
prendere altre disposizioni.
279

Poich sembrava consigliabile stroncare la voce che Mrs. Line tenesse una
casa aperta a chiunque, ella si stabil per un certo tempo per conto suo in
una camera presa in affitto in una casa privata. Ma io desideravo ancora
avere un luogo di mia propriet a Londra, per porre in salvo tutti i miei
buoni amici ed alloggiare i sacerdoti. Perci mi accordai con un signore
pio e prudente la cui moglie era di merito pari al suo (7). In base a tale
accordo prendemmo in affitto una vasta casa, pagando ciascuno met della
spesa. Met della casa era per loro, l'altra met per me. Nella mia parte
allestii una cappella abbastanza grande e ben arredata.
Qui alloggiavo quando ero a Londra e qui mandavo i miei amici ai quali
fornivo un po' di danaro per i pasti. Questa nuova sistemazione mi costava
appena la met di quella precedente, che implicava il mantenimento del
personale anche quando la casa non era abitata, sebbene solo raramente
essa fosse vuota.
Feci questo cambiamento appena in tempo per salvare me ed i miei amici.
Se mi fossi trattenuto pi a lungo, quasi certamente sarei stato catturato di
nuovo. Accadde quanto segue.
Il prete che mi aveva fatto trasferire da Clink alla Torre (ne ho narrato la
storia) cominci a tempestarmi di lettere. Voleva che gli concedessi un
colloquio. Dapprima lo rimandai; in seguito, quando egli cominci a
insistere, non risposi neanche alle sue lettere. Mi scusai dicendo che avevo
troppo da fare. Ci dur per sei mesi. Alla une egli mi invi una richiesta
pressante e si lagn che non avevo tempo per lui. Io non risposi, tuttavia
attesi il momento opportuno. Sapevo dove abitava e mandai un amico a
dirgli che, se desiderava vedermi, doveva venire subito col messaggero.
Raccomandai al messaggero di impedirgli di indugiare per la strada, di
scrivere qualche nota e di parlare ad alcuno durante il percorso. Disposi,
inoltre, che il messaggero lo conducesse non gi in una casa, ma in un
campo, vicino ad uno degli alberghi di corte (8). Era questa una localit
ben nota per i suoi viali ed egli poteva passeggiare su e gi in compagnia
del mio uomo finch io non fossi arrivato.
Era notte e c'era una luna splendente. Presi con me due amici, per
difendermi da un possibile agguato. Siccome volevo fargli intendere che
abitavo in un' altra zona di Londra, aggirai il perimetro esterno del campo,
cos da non entrare dalla parte in cui si trovava la mia casa. Per caso,
tuttavia, passai vicino all'abitazione di un cattolico, che si trovava proprio
ai margini del campo ed il brav'uomo mi vide venire proprio da quei
pressi. Pens, forse, che ero appena uscito da quella casa, poich a quel
tempo era abitata dall'Arciprete (9). Comunque, lo trovai che passeggiava
279

su e gi aspettandomi. Ascoltai pazientemente tutto quello che mi doveva


dire e che, per la verit, non conteneva nulla di nuovo. Mi aveva gi detto
tutto nelle sue lettere ed aveva ricevuto le mie risposte. Ci accrebbe il mio
sospetto, e con ragione.
Pochi giorni dopo, sia quella casa d'angolo presso la quale egli mi vide
entrare nel campo, sia la vecchia casa che avevo appena lasciato (sebbene
lui non lo sapesse) furono entrambe circondate ed accuratamente
perquisite nella stessa notte ed alla stessa ora. L'Arciprete si salv solo per
miracolo. Egli ebbe appena il tempo di rifugiarsi in un nascondiglio (10).
L'altra casa, in cui il prete sapeva che avevo alloggiato, fu perquisita per
due giorni. Il luogotenente della Torre ed il cavaliere maresciallo (11)
assunsero di persona la direzione delle ricerche, cosa che fanno solo
quando fuggono i loro prigionieri. Ci rivel chiaramente che stavano
ricercando proprio me e che il prete aveva dato loro informazioni circa la
casa. A quel tempo, c'era soltanto un prete insieme ad un cattolico, al quale
l'avevo affittata. Tuttavia non li trovarono.
Vedendo che non riuscivano a trovarmi, il giorno dopo collocarono delle
guardie nella casa del mio ospite, perch in quel periodo egli si era
trasferito in campagna. Grazie a Dio, quel giorno non ero l. Come potete
vedere, feci bene a comportarmi cautamente con questo prete e ad
abbandonare per tempo la mia vecchia casa. Ormai ero convinto di dover
abbandonare anche la mia dimora di campagna e di dover riparare altrove.
Sembrava che il mio compito fosse quello di procurare sempre qualche
guaio a quei miei buoni e cari amici (12). Tuttavia, quando comunicai loro
la mia decisione, non vollero saperne, sebbene in tutte le altre cose fossero
sempre pronti ad ascoltarmi. Comunque, poich non c'era altra maniera per
lasciar loro un po' di quiete e di pace, trascurai i loro pii desideri e
sottomisi il progetto al mio superiore che l'accolse. Quindi pregai Padre
Garnet di mandar loro un altro gesuita, un certo Padre Banks, un uomo
buono e devoto che adesso sacerdote professo e che allora lavorava col
caro Padre Oldcorne. Avendo Padre Garnet acconsentito, presentai questo
prete alla famiglia, presso la quale restammo insieme ancora un po' di
tempo. Intanto andavo in giro molto pi del consueto (13). Ebbi cos la
fortuna, per grazia di Dio, di visitare una nobile famiglia. Gi prima ero
stato invitato spesse volte ed ero stato atteso per lungo tempo, ma altre
faccende mi aveva sempre tenuto lontano.
La padrona di casa era un'anima pia e devota che era rimasta vedova di
recente (14). Quando giunsi in casa (15), la trovai estremamente affranta
per la prematura morte del marito. Questa l'aveva sconvolta tanto che per
279

un anno intero ella non era quasi uscita dalla sua stanza. Ancora tre anni
dopo la mia visita, ella era incapace di risolversi ad entrare nell'ala del
palazzo in cui era morto suo marito. Oltre al lutto, era oppressa dall'ansiet
per l'avvenire di suo figlio che si trovava ancora sotto la tutela materna
(16). Egli era uno dei primi baroni del regno, ma i suoi genitori avevano
sofferto moltissimo per la loro fede. Una buona parte della loro propriet e
delle loro entrate era sfumata in multe estorte da un governo eretico. Per
soddisfare i loro gravi debiti, era stata ipotecata una gran parte del loro
patrimonio, tanto che era loro difficile trovare il denaro necessario per le
spese correnti. Ma una donna saggia edifica la sua casa e vi fa le sue
prove.
Trovai che nella famiglia viveva uno dei nostri padri. Era un uomo dotto
ed un buon predicatore e stava da loro ormai da un anno (17). Alcuni della
famiglia, comunque, erano prevenuti nei suoi confronti, sebbene la signora
gli serbasse un grande rispetto e si accostasse frequentemente ai
sacramenti. Quando arrivai io, tutti i desideri di questa buona signora
sembravano soddisfatti. Ella mi accolse con grande gentilezza ed il suo
dolore sembr mutarsi in gioia. Alcuni familiari vennero ad assicurarmi
che, se fossi venuto spesso, o ancor meglio, se fossi rimasto con loro, la
signora avrebbe dimenticato il suo lungo dolore, sarebbe diventata una
persona differente e tutto sarebbe andato per il meglio. Penso che tutto ci
sia stato suggerito dalla stessa padrona. In seguito, quando ne ebbe
occasione, decant le lodi dei miei ospiti, poich ella aveva sentito parlare
tanto di loro, della loro cappella e dei loro paramenti, come pure della
pazienza e della bont da loro dimostrate durante l'imperversare della
persecuzione. Disse che non c'era da stupirsi se erano cos straordinari, dal
momento che avevano un tale direttore. Se ella avesse avuto lo stesso
vantaggio, sarebbe stata come loro e, come sperava, tutto sarebbe andato
bene per lei.
Vedendo quale falsa idea ella si era formata di me e come si era lasciata
indurre a credere che ero una persona migliore di quanto fossi in realt, le
dissi la verit. Le feci osservare che ella riceveva aiuti molto maggiori
degli altri. Al che rispose che il suo direttore era un uomo pio e buono e
che ella lo rispettava e lo amava moltissimo; tuttavia egli non era mai stato
a contatto con gli uomini, giacch era stato sempre assorbito dai suoi studi,
cos che, quando la discussione si spostava sugli affari o su questioni
pratiche, non sapeva dare nessun consiglio utile. Per questo alcune persone
della casa non lo volevano. Ma io le feci osservare:
279

Il

fatto si che essi sono irriconoscenti e non sanno sottomettersi


all'autorit; se io vivessi con loro, mi tratterebbero senz'altro allo stesso
modo.
Se si comportassero cos, ella disse, non resterebbero a lungo in casa,
anche se fossero molto pi indispensabili di quanto non siano. Sotto il
controllo di lei, infatti, essi avevano cura di tutta la casa.
Quindi mi preg di metterla alla prova e di constatare personalmente se
ella intendeva realmente effettuare con docilit tutti quei cambiamenti che,
davanti a Dio, io giudicavo necessari. Non potevo declinare un'offerta del
genere avanzata da una persona della sua posizione, specie se si considera
che mi veniva fatta in un momento in cui dovevo cercarmi una nuova
residenza. Mi sembr pi chiaro della luce del sole che in ci era presente
la mano di Dio. Dal primo momento del mio sbarco in Inghilterra fino a
quel tempo, la Sua Provvidenza mi aveva spostato da una dimora all'altra;
e ciascuna casa, a sua volta, si trovava in posizione migliore della
precedente per allargare la cerchia delle mie conoscenze, particolarmente
tra le persone di rango, e per confortarle e guidarle nel Suo servizio. Dissi,
quindi, che le ero profondamente grato e che avrei sottoposto la sua offerta
all'approvazione del mio superiore. Aggiunsi che essa mi riusciva
particolarmente gradita per il fatto che ivi sarei vissuto con un altro
gesuita, un uomo che amavo moltissimo, mentre altrove mi ero trovato
sempre con preti secolari.
Al mio ritorno a Londra presentai la proposta a Padre Garnet. Egli fu
molto lieto dell'offerta, poich comprese che con l'andar del tempo la
residenza si sarebbe potuta sviluppare in un centro magnifico. L'offerta,
egli disse, era molto opportuna. Egli era tempestato di richieste da una
famiglia che abitava all'estremo nord, dove i cattolici erano numerosi e non
c'era nessun sacerdote della Compagnia, gli chiedevano di mandare
proprio quel sacerdote che si trovava l, affermando che tutti sarebbero
stati contenti se egli si fosse potuto recare da loro (18). Gli feci notare che
nella casa c'era lavoro per due ed anche pi preti e che io ero
desiderosissimo di avere un gesuita per compagno. Padre Garnet,
comunque, si era gi deciso. A causa dell'opposizione che questo prete
aveva sollevato, egli l'avrebbe sostituito con un altro sacerdote e non
poteva concedermi di averlo per compagno. Allora gli chiesi di darmi
Padre John Percy (19), io non lo avevo mai incontrato personalmente;
tuttavia avevo avuto la possibilit di conoscerlo tramite una frequente
corrispondenza scambiata con lui durante la sua prigionia. Egli era stato
catturato nelle Fiandre, e condotto in Olanda, dove era stato identificato e
279

torturato, e poi gettato nella terribile prigione di Bridewell. Dopo un po' di


tempo, per, riusc a fuggire con un altro prete calandosi da una finestra
con una fune. Mrs. Line lo aveva accolto nella mia casa, ma dopo un po' di
tempo si era trasferito nello Yorkshire. Ivi abitava con un pio cattolico e
riusc cos bene ad ingraziarsi la popolazione che, nonostante il consenso
di Padre Garnet, mi ci volle un anno intero per farlo partir di l.
Dietro desiderio di questa vedova cortese e con l'approvazione di Padre
Garnet, sistemai ogni cosa e lasciai i miei vecchi ospiti cos al sicuro e cos
ben provveduti come erano sempre stati. Adesso stavano molto meglio,
perch lasciai con loro Padre Banks, che sotto ogni rispetto era un uomo
pi in gamba di me. Al principio sembrava che i miei vecchi ospiti non
avessero un gran concetto di lui, ma, quando ebbero modo di conoscerlo
meglio, constatarono che tutto quello che io avevo detto di lui rispondeva a
verit. Ben presto presero a considerarlo come loro padre. In seguito visitai
frequentemente quella casa in cui avevo trovato tanta vera devozione e
tanta sincera lealt.
Mi sistemai dunque nella nuova residenza. Gradualmente guarii l'eccessivo
dolore della mia ospite. Le dissi che il rimpianto degli estinti deve esser
mitigato, perch non dobbiamo piangere come uomini che non hanno
alcuna speranza. Suo marito, le feci rilevare, era divenuto cattolico prima
di morire ed una sola preghiera gli avrebbe giovato molto pi di tante
lacrime. Queste si sarebbero dovute versare sui nostri e sugli altrui peccati.
Quindi le insegnai come meditare, pur essendone ella gi capace; aveva
infatti intelligenza e talento di primissimo ordine. Cos la indussi
gradualmente a volgere il suo vecchio cordoglio in un dolore diverso e pi
nobile, a preporre le cure dell'altra vita a quelle della presente ed infine a
riflettere che, sebbene la sua vita fosse stata fino ad allora buona e santa,
poteva diventare ancora pi santa, seguendo fedelmente gli esempi della
vita di Nostro Signore e dei Suoi santi.
Prima di tutto ella decise di restare vedova. Poich non poteva dare a Dio
la sua verginit, intendeva offrirgli una vita casta. Si risolse anche a
praticare la povert, nel senso che avrebbe posto al servizio di Dio e dei
suoi servi tutto quello che possedeva o che sarebbe venuto in suo possesso;
anzi ella stessa sarebbe diventata la loro serva per attendere ai loro bisogni.
Ma sopra ogni altra cosa sarebbe stata obbediente. Intendeva eseguire tutto
quello che le veniva detto cos perfettamente come se ne avesse fatto voto;
e, per giunta, si rammaricava perch i nostri sacerdoti avevano proibizione
di accettare tali voti. In breve, ella decise, ed io potevo ben vedere la sua
risoluzione, di svolgere per quanto le era possibile la parte di Marta e delle
279

altre sante donne che seguivano Cristo e servivano tanto Lui che i Suoi
apostoli. Ella era pronta ad impiantare la casa dovunque lo giudicassi pi
opportuno per i nostri bisogni e protestava continuamente che era pronta a
stabilirla sia a Londra che nella pi remota parte dell'Inghilterra.
Naturalmente, una casa a Londra o nelle sue adiacenze aveva il grande
vantaggio di occupare una posizione centrale per il nostro lavoro
apostolico; ma, d'altra parte, Londra era troppo pericolosa per me in quel
momento. Ivi, in ogni caso, ella non sarebbe rimasta in segreto e si sarebbe
esposta al pericolo. Ella era una cattolica notoria ed i lord del Consiglio
desideravano tenere d'occhio suo figlio, il barone, per vedere dove e come
sarebbe stato educato. Oltre a ci, ella doveva amministrare le propriet
durante la minorit di suo figlio, ed i coloni e gli amministratori sarebbero
venuti continuamente per conferire con lei. Bastava questo per renderle
impossibile vivere a Londra sotto falso nome, al quale avrebbe pur dovuto
ricorrere se intendeva continuare per un certo tempo il suo buon lavoro. A
questo erano ricorse le due signore che assistevano Padre Garnet. Queste
erano cognate di questa vedova e figlie dello stesso barone: una era nubile
e l'altra vedova (20).
Perci non potevo immaginare come ella avrebbe potuto vivere meglio che
tra la sua gente. Era legata da vincoli di sangue o di amicizia con tutte le
pi influenti famiglie del paese.
L'unica questione che restava da decidere era il luogo esatto. La casa in cui
allora viveva era vecchia e cadente. Ivi si era trasferito suo suocero la cui
moglie era pi brava a spendere che a risparmiare. A quel tempo la casa era
divenuta inabitabile per una famiglia della loro condizione; ma a circa tre
miglia di distanza essi avevano un' altra abitazione pi grande che era stata
la sede originaria e principale della famiglia (21). Anche questa per era
stata trascurata ed in molte parti era del tutto diroccata, quasi una vera e
propria rovina. Certamente questo non era il posto in cui, come ella
intendeva, avrebbe potuto dare ospitalit a tutti i nobili cattolici che
sarebbero venuti a visitarmi per il loro conforto e per la loro consolazione
spirituale, giacch questi erano gli unici ospiti che ella desiderava. Inoltre,
essa era inadatta alla difesa da improvvise incursioni poliziesche e, di
conseguenza, ella non sarebbe mai stata libera come intendeva essere.
Quello che vagheggiava, infatti, era una casa in cui la vita procedesse
quasi come nei nostri istituti; e fu proprio questo che ella alla fine realizz.
Cercammo dappertutto la casa ideale, ma, pur avendone visitate molte di
quella contea, avevano tutte qualche caratteristica che le rendeva non del
tutto confacenti al caso nostro. Alla fine, tuttavia, trovammo una dimora
279

principesca costruita dal cancelliere d'Inghilterra che recentemente era


morto senza figli. Allora veniva offerta in affitto per tre anni (22).
Era ampia e ben edificata: inoltre, rimaneva appartata dalle altre abitazioni
ed era circondata da frutteti e giardini magnifici, in cui la gente poteva
andare e venire senza essere notata. Ella la prese in affitto per quindicimila
fiorini e cominci a prepararla per noi, poich era ansiosa di far ultimare le
modifiche prima che ci entrassimo. Ma l'uomo propone e Dio dispone
sempre, vero, a maggior profitto dei suoi figli.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XVIII
1 La casa di William Wiseman nello Strand.
2 Nei mesi successivi alla sua fuga, J. G. riusc a restare nascosto. Il governo si
aspettava che avrebbe tentato di evadere in Francia. L'11 febbraio 1598 il conte di
Essex scrisse per ordine della regina a Robert Cecil, che stava per partire in missione
per la Francia. Gli comunic come la regina fosse stata informata che J. G. intendeva
introdursi nel suo seguito con un passaporto falso o con una falsa commissione e
trasferirsi con lui nel continente. Pi tardi corse voce che si fosse trasferito in Irlanda.
C.S.P.D., 1598-1601, p. 21.
3 William Alabaster, che Anthony Wood chiama il poeta pi raro che sia stato
prodotto da qualsiasi epoca e da qualsiasi paese. Nel 1596 Alabaster fu cappellano
della famosa spedizione del conte di Essex a Cadice. Quando si converti al
cattolicesimo nel 1597, egli scrisse Roxana, una tragedia contro la Chiesa
d'Inghilterra, che molto apprezzata dal dotto Johnson nel suo studio sulla poesia
latina in Inghilterra. Se abbiamo prodotto, egli scrive, qualcosa degno di rilievo
prima delle elegie di Milton, questo fu forse la Roxana di Alabaster. La sua
conversione preoccup seriamente il governo ed il suo racconto della medesima,
intitolato Sette Ragioni, fu rigorosamente soppresso. Alabaster fu imprigionato molte
volte per la sua fede. Dopo due ritorni al protestantesimo e due abiure, fini i suoi
giorni come curato di St. Dunstan's-in-the-West nel 1640. I suoi sonetti inglesi sono
inediti: essi ammontano ad ottantacinque e sono disposti in gruppi o sequenze.
Esprimono qualche profonda esperienza interiore e furono scritti nel 1597, quando
l'autore stava nella prigione di Clink ed era conscio (come egli stesso afferma) della
sua rara ispirazione. Edmund Spencer scrisse entusiasticamente della sua opera latina
Elisaeis:
Nor all the brood of Greece: so highly praised:
Can match that Muse when it with bayes is crowned
And to the pitch of her perfection raised.
L. I. GUINEY, Recusant Poets, pp. 335-349; D.N.B., I, p. 211.
4 Durante l'interrogatorio del 22 luglio 1600, William Alabaster confess che dopo
la fuga del prete Gerard dalla Torre, egli ebbe con lui un colloquio, e a Bruxelles
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ricevette per ordine e credito di Gerard trenta sterline; indi si rec a Roma da Padre
Persons. (S.P.D., vol. CCLXXV, n. 32). Alabaster fu ammesso nel Collegio Inglese il
30 novembre 1598. C.R.S., vol. XXXVII, p. 12.
5 Padre Philip Woodward, uno dei primi gesuiti che furono cappellani delle truppe
inglesi operanti nei Paesi Bassi. Questo fu un ministero regolarmente assolto dai
gesuiti inglesi stazionati nelle Fiandre e fu conosciuto come missio castrensis. Nel
diciassettesimo secolo da quattro a sei erano i preti assegnati a questo ministero.
6 William Atkinson.
7 Mr. e Mrs. Heywood. J. G. divise la casa con loro alla fine dell'estate del 1598. Cf.
S.P.D., vol. CCLXXI, n. 107. Mr. Heyvood indicato come un non-conformista
londinese nella lista compilata nel 1588 da Burghley. C.R.S., vol. XXII, p. 123.
8 Lincon's Inn Fields. Poco innanzi, erano state costruite le prime case in quei campi.
La carta topografica londinese di Agas (circa 1591) riporta tre case in una posizione
vicina all'attuale Sardinia Street. Tra queste e Holborn c' un'altra fila di tre case sul
lato settentrionale. Entro il 1641 quasi tutti i lotti meridionali ed occidentali erano
occupati da case. William Kent, (ed.) An Encyclopedia of London, pp. 440-441.
9 George Blackwell, uno dei preti di maggiore esperienza della missione inglese. Fu
nominato arciprete 1'8 marzo 1598. Siccome, a causa della persecuzione, la nomina
di un vescovo era ritenuta inopportuna tanto dalle autorit romane quanto dalla
maggior parte dei preti e dei laici inglesi, fu creato il titolo di arciprete nell'intento di
promuovere la disciplina e l'organizzazione tra il clero secolare. La sua nomina
provoc la formazione di una piccola fazione tra il clero, in Inghilterra ed all'estero
(conosciuta sotto il nome di Appellansts), che rec un danno incalcolabile alla
causa dei non-conformisti. Il governo, soffiando su questo focolaio, foment il
dissenso tra i non-conformisti per molte generazioni. All'epoca dell'incidente riportato
da J. G., solo da pochi mesi Blackwell era stato liberato dalla prigione. Nella
relazione di una spia del tempo egli descritto come uomo di bella statura, non
molto basso, coi capelli grigi, e dell'et di circa cinquant'otto o sessant'anni. Ha la
barba grigia, e sul labbro superiore un neo coperto di peli rossi che contrastano col
grigio. Ha la faccia magra, gli occhi un po' infossati e sa parlare bene. S.P.D., vol.
CCLXI, n. 97.
10 Un resoconto dettagliato di questa perquisizione si trova in The Lives of Philip
Howard, Earl of Arundel, and of Anne Dacres, his wife (ed. 1857), p. 216. La
contessa di Arundel lo salv corrompendo il perquisitore e per gratitudine oltre a
donargli in quell'occasione una considerevole somma di denaro, gli mand ogni anno
un pasticcio di selvaggina per far festa a Natale insieme agli amici.

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11 Il Cavaliere Maresciallo era un cugino di J. G., Sir Thomas Gerard, figlio di Sir
Gilbert Gerard di Brandon, che aveva preceduto Coke nella carica di procuratore
generale.
12 La famiglia Wiseman.
13 A quel tempo Padre Garnet, temendo che J. G. potesse essere catturato di nuovo e
trattato pi severamente di prima, pens di rimandarlo nel continente. Padre Gerard
era molto abbattuto oggi, scrive Padre Garnet a Padre Persons il 31 marzo 1598,
quando gli ho scritto di prepararsi per partire. Egli venne da me a tale proposito.
Veramente mi di grande aiuto e la sua partenza potrebbe stupire. Spero che
camminer abbastanza cautamente... voi conoscete la mia idea; se pensate che sia
cosa buona desidero che egli rimanga. Tutti gli altri stanno bene. (Stonyhurst MSS,
GRENE, Collectanea P., vol. II, p. 551). Circa diciotto mesi dopo, il 17 luglio 1599,
fu fatta una perquisizione per un certo Jarrett evaso dalla Torre ad Ufton Court, nel
Berkshire, in casa di un cattolico, Francis Perkins, a circa sei miglia da Reading. A.
MARY SHARPE, A History of Ufton Court, pp. 157-160.
14 Elizabeth Vaux. Era la figlia di sir John Roper, che fu insignito del titolo di Lord
Teynham nel 1616. Nel 1585 spos George, il secondogenito di lord William Vaux, in
favore del quale il figlio maggiore Henry rinunci all'eredit della baronia. Quando il
suocero mor, ella ebbe la tutela del suo piccolo figlio Edward, quarto barone Vaux.
15 A Irthlinghorough, castello della famiglia Vaux, due miglia a nord-ovest di
Higham Ferrers, nel Northants.
16 Lord Edward Vaux, nato il 13 settembre 1588. Suo padre, George Vaux era morto
il 20 agosto 1595, lasciando tre figli e tre figlie alle cure della nuova ospite di J. G.
17 Padre Richard Collins, nativo dello Yorkshire e primo cugino di Guy Fawkes.
Giunse in Inghilterra nell'aprile 1596. Troubles, III serie, p. 288.
18 Padre Richard Collins fu mandato presso Mr. Edward Bentley che aveva una casa
nel Derbyshire ed un'altra a Little Oaklei, nel Northamptonshire. Nella Note of
Jesuits in England compilata nel 1603 (Hat. Cal., vol. XVII, p. 501), Mr. Cooling
appare quale ospite di Mr. Bentley nel Northamptonshire. La moglie di Mr. Bentley
era una Roper e cugina di Mrs Vaux. C. ANSTRUTHER, Vaux of Harrowden, pp.
237, 456.
19 Questi era Padre John Percy, alias Fisher, famoso per le sue controversie
coll'arcivescovo Laud. Questo incidente narrato da HENRY MORE (Historia
Provinciae, lib. VIII, c. 23): Fu mandato a Tournay per il noviziato nel 1594 e verso
la fine del secondo anno, a causa dell'intensa applicazione nello studio e negli esercizi
di piet, gli venne un tale esaurimento che gli fu proibita qualsiasi preghiera. Per farlo
ristabilire, fu mandato al paese nativo e durante il viaggio in Inghilterra pass per
279

l'Olanda. A Flushing fu catturato dai soldati inglesi. Siccome la lettera che portava
mostrava chi fosse, lo minacciarono di torturarlo se non avesse rivelato chi lo aveva
condotto da Rotterdam. Egli si disse disposto a confessare tutto di s, ma non degli
altri. Lo appesero per le mani ad una puleggia e lo torturarono avvolgendogli una
corda di marinaio alla testa. Durante la tortura fiss la sua mente sull'eternit della
gioia o della sofferenza e non profer altro che "O Eternit!". Quel male che i soldati
tentarono di fargli, si tramut in un rimedio, perch il mal di capo e la confusione di
cui aveva sofferto durante il noviziato diminuirono da quel tempo fino a cessare. Fu
portato a Londra sotto scorta e fu imprigionato a Bridewell, dove la sua cella era una
torretta completamente sprovvista di mobili. Il pavimento di mattoni con un po' di
paglia fu il suo letto, finch non fu aiutato dalla premura e dalla carit dei cattolici
compagni di prigionia e dal nostro Padre Gerard. Quest'ultimo che fu a Clink, tenne
con lui una corrispondenza segreta e lo aiut sia con consigli che con danaro. Dopo
circa sette mesi di prigionia, egli riusc a fuggire attraverso il tetto insieme ad altri
due preti e sette laici.
20 Anne Vaux e sua sorella Eleanor, vedova di Edward Brooksby.
21 Great Harrowden, due miglia a nord di Wellingborough, nel Northants.
22 Si tratta di Kirby Hall, la grande casa fatta costruire da John Thorpe tra il 1570 ed
il 1575 a circa venti miglia a nord. Ai nostri giorni non altro che una rovina situata
in una regione molto appartata del Northamptonshire. Vi erano state apportate alcune
sistemazioni dal cancelliere, Sir Christopher Hatton, che mor senza figli il 21
novembre 1591. J. G. credeva che egli avesse costruito la casa. Abbiamo due contratti
d'affitto di Kirby Hall, datati 24 marzo e 10 aprile 1599. Sono riconoscente a Padre
Godfrey Anstruther, O. P., per aver confermato la mia congettura che Kirby Hall la
casa alla quale J. G. si riferisce e per avermi fatto notare i due documenti contrattuali
che si trovano nella collezione Finch-Hatton, custodita dalla Northamptonshire
Record Society. Quando nel 1643 fu creato per Hatton il titolo di Pari, questo tocc a
Kirby.

279

XIX. IL PRETE JOHN


Luglio 1599
Questa signora aveva molti servi in casa quando andai ad abitare presso di
lei. Molti non erano cattolici, altri lo erano per modo di dire e tutti
godevano troppa libert. Gradualmente eliminai gli abusi. Mediante
colloqui privati e pubblici sermoni li condussi lentamente, col soccorso
della grazia di Dio, per migliori sentieri. Molti li istruii e li accolsi nella
Chiesa, ma vi furono alcuni che dovetti far licenziare perch non
sembravano dare alcuna speranza di ravvedimento. Tra questi c'era un
uomo che era stato il capo dell'opposizione contro il cappellano precedente
e ce n'era anche un altro che rispondeva molto pigramente alla correzione.
Una volta quest'uomo si trovava a Londra con noi. Forse fu solo per
irriflessione o per sbadataggine o, fors'anche, per semplice insofferenza
della pi rigida disciplina che era stata instaurata; comunque, egli inform
un suo amico traditore che di recente io ero andato a stabilirmi in casa
della sua padrona e che vi avevo apportato numerosi cambiamenti,
aggiungendo che allora mi trovavo a Londra e menzionando la casa in cui
abitavo. (Questa era la mezza casa che avevo preso in affitto). Egli disse di
essersi recato l con la sua padrona e che, mentre io stavo con lei in citt
per alcuni affari riguardanti suo figlio, i padroni della mia casa erano
andati spesso a visitarla.
La mia ospite lasci Londra portando con s questo servo. Ma egli gi
aveva combinato il guaio. Il Consiglio venne a sapere che risiedevo
nell'abitazione di questa signora, e che allora mi trovavo in citt nella tale
casa. Diedero immediatamente disposizione che due giudici di pace
perquisissero il posto.
Non avevo il minimo sospetto del pericolo. Perci mi ero trattenuto a
Londra per affari e stavo assistendo tre gentiluomini che si trovavano nella
mia casa per un ritiro. Uno di essi era Mr. Roger Lee, che adesso
insegnante nella scuola inglese di St. Omers. Era un signore di buona
famiglia, eccellente persona, e i suoi modi incantevoli lo rendevano il
favorito di tutti, specialmente tra le persone della nobilt. Si trovava
sempre con loro a cacciare, ad uccellare ed in tutto il resto. Tutto quello
che faceva, lo faceva bene. Inoltre era cattolico ed era una persona tanto
buona che stava meditando di ritirarsi dal mondo per seguire Cristo pi da
vicino. Quando ero a Clink, veniva spesso a visitarmi; cos mi fu facile
scoprire che egli era chiamato a cose ben pi alte della caccia agli uccelli:
279

che era chiamato a diventare cacciatore di uomini e non di bestie. Perci


avevo fissato una data per dettare a questo mio amico un ritiro, giacch
volevo che scoprisse per mezzo degli Esercizi la strada sicura che conduce
alla vita, sotto la guida di colui che la Via e la Vita.
Dopo aver sistemato i miei affari in citt, avevo detto che sarei tornato in
campagna. In realt approfittai di questa solitudine per cominciare il mio
ritiro. Mr. Lee ed alcuni altri che stavo istruendo si trovavano in
meditazione nelle loro stanze private, quando la tempesta scoppi
all'improvviso. Erano le tre pomeridiane del quarto o quinto giorno del mio
ritiro. Improvvisamente John Lillie vol su per le scale ed irruppe nella
mia stanza senza bussare, stringendo in pugno la spada sguainata.
Fui alquanto spaventato da questa improvvisa irruzione e gli chiesi che
cosa stesse succedendo.
Stanno facendo una perquisizione, disse.
Dove?, gli chiesi.
Qui! In questa casa! Sono gi qui!.
Erano stati molto abili ed avevano bussato gentilmente come se fossero
degli amici, cos che il servo aveva aperto subito. Egli non sospettava
niente, ma ad un tratto forzarono il passaggio e si sparpagliarono per la
casa.
Mentre John mi stava dicendo quello che era capitato, i giudici vennero su
per la scala con la padrona di casa. Giunsero nella stanza in cui eravamo
noi. Ma proprio di fronte c'era la cappella che aveva la porta davanti a
quella della mia stanza sull'altro lato del corridoio. I magistrati videro
aperta la porta della cappella, entrarono e scoprirono un altare ben
arredato, sul quale stavano paramenti per la Messa. Perfino quegli eretici
non poterono trattenersi dall'ammirarli. Intanto, nella camera opposta, io
non sapevo assolutamente che cosa fare. Nella stanza non c'era nessun
nascondiglio e l'unica via d'uscita era quello stesso corridoio in cui si
trovavano i miei persecutori. Mi tolsi la talare che indossavo, ma non
riuscivo a trovare un buco in cui nascondere i miei libri ed il mucchio di
fogli contenenti le meditazioni manoscritte.
Restammo ad origliare dietro la porta. Sentii uno di loro che disse: Buon
Dio, che cosa abbiamo trovato qui! E dire che stavamo per rinunciare a
perquisire la casa, oggi. Queste parole mi fecero pensare che si trattava di
una perquisizione fortuita e che, probabilmente, non avevano alcun
mandato, ed essendo venuti solo con pochi uomini. Intanto, stavamo
considerando se fosse il caso di tentare una sortita con le armi in pugno e
di guadagnare l'uscita, strappando le chiavi durante il passaggio al gruppo
279

dei perquisitori. Ci avrebbero aiutati Mr. Lee, il padrone di casa e due o tre
servi. D'altro canto, sapevamo che, se fossimo stati presi durante la
mischia, la legge sarebbe stata pi severa contro il padrone di casa per
disprezzo della forza pubblica e per resistenza alla perquisizione.
Mentre stavamo discutendo su quello che fosse meglio fare, si
appressarono alla stanza e bussarono. Non demmo alcuna risposta e,
siccome la porta non aveva n serratura n chiavistello, abbassammo il
saliscendi con le dita. Quindi, tornarono a bussare ed udimmo la padrona
di casa dire: Forse il servo che dorme qui ha portato la chiave con s.
Vado a cercarlo.
In tal caso, veniamo con voi, essi risposero. Forse avete intenzione di
nascondere qualcosa.
Senza stare a vedere se nella porta vi fosse una serratura, si allontanarono
con la signora, giacch Dio vel gli occhi degli Assiri affinch non
scoprissero il posto e non nuocessero ai Suoi servi; e li condusse via, senza
che sapessero dove.
Essi discesero la scala. Con grande presenza di spirito, la padrona li
condusse in una stanza dove erano sedute due signore: la sorella della mia
ospite (1) e Mrs. Line. Quando gli ufficiali cominciarono ad interrogarle,
ella corse su per le scale verso di noi.
In fretta, disse. Presto, nel nascondiglio!. Ebbe appena il tempo di
proferire queste parole e di scendere di nuovo le scale, che i magistrati si
accinsero a salire. Ella, per, si ferm sull'ultimo gradino. Tutto questo
dest i sospetti dei perquisitori, che mostrarono di voler salire. Essi per
non lo potevano fare senza scansare la signora con la violenza, per cui,
essendo gentiluomini, se ne astennero.
Uno dei perquisitori, tuttavia, allung la testa oltre la spalla di lei, che se
ne stava ritta in maniera da occupare tutta l'ampiezza della scala, per
vedere quello che avveniva di sopra. Solo per poco questi non fece in
tempo a scorgermi, mentre mi arrampicavo nel nascondiglio. Infatti,
appena avevo udito le parole della signora, avevo aperto la porta della
stanza, avevo afferrato silenziosamente uno sgabello e mi ero arrampicato
nel nascondiglio che era costruito in un abbaino segreto del tetto. Quando
fui su, feci cenno a John Lillie di seguirmi. Ma egli era pi preoccupato
della mia salvezza che della sua e si rifiut.
Padre, bisbigli, non posso venire. Non vi nessuno che possa rispondere
dei libri e delle carte che sono nella stanza, poich essi cercano voi. Se non
ne trovano il padrone, non si fermeranno finch non vi abbiano scovato.
Dite soltanto una preghiera per me.
279

Egli fu veramente un servo fedele e prudente, un uomo pieno di carit


pronto a dare la vita per il suo amico.
Accondiscesi con riluttanza e chiusi la porticina per cui ero entrato. Non
riuscivo, invece, ad aprire la porta interna del nascondiglio e certamente
mi avrebbero trovato, se non avessero preso John e, presumendo che fosse
un prete, non avessero abbandonato le ricerche. Ci fu quanto Dio si
compiacque di disporre grazie alla saggia ed intrepida azione di John.
Egli aveva avuto appena il tempo di ritirare lo sgabello, rientrare nella
stanza e chiudere la porta, che due dei principali perquisitori salirono le
scale e bussarono violentemente. Era chiaro che avrebbero abbattuto la
porta, se non fossero riusciti a trovare la chiave. Perci, questo magnanimo
soldato di Cristo apr e rest impavido davanti a loro.
Chi siete?, gli chiesero.
Un uomo. Non lo vedete? Diteci chi siete. Siete prete?.
Non ho alcuna intenzione di dirvi se sono prete, rispose. Spetta a voi
provarlo. Comunque, sono cattolico.
Sul tavolo scorsero tutti gli appunti delle mie meditazioni, il mio breviario,
diversi libri cattolici e, ci che mi era pi caro, i manoscritti e gli appunti
delle prediche che ero venuto raccogliendo durante gli ultimi dieci anni.
Questi mi erano pi cari di qualsiasi altra cosa, certamente pi di tutti gli
oggetti preziosi che quegli uomini avessero potuto nascondere nei loro
scrigni.
Di chi sono queste?, chiesero quando videro tutte quelle carte.
Mie, rispose John.
Allora dovete essere un prete. Di chi questa talare?.
una semplice vestaglia che chiunque potrebbe usare.
Ormai si erano convinti che avevano trovato un prete.
Riposero con cura tutti i libri e tutte le carte che c'erano nella stanza in una
cassa che portarono via. Quindi sprangarono la porta della cappella e vi
posero il loro sigillo. Infine, afferrarono John per il braccio, lo condussero
gi per le scale e lo consegnarono ai loro uomini.
Quando entr nella stanza in cui erano le signore, quest'uomo ammirevole,
che sapeva mantenere sempre il suo posto e che non stava mai a capo
coperto in presenza di donne, le salut entrambe, si tolse il cappello e si
pose a sedere. Con fare autorevole si rivolse, quindi, ai due capi della
perquisizione.
Queste sono gentildonne e voi dovete badare a trattarle bene. Non le
conosco personalmente, ma chiaro che si tratta di persone che meritano il
nostro rispetto.
279

Quando le signore si accorsero che io ero al sicuro e che l'altro prete si era
nascosto (Padre Pollen, un uomo anziano che era entrato nella Compagnia
a Roma in tarda et: anch' egli aveva raggiunto un nascondiglio) e quando
videro l'atteggiamento di gravit che John assumeva, a stento poterono
contenere la loro soddisfazione. In quel momento non si curavano affatto
della multa o della condanna cui andavano incontro per aver ospitato un
prete. Esse erano meravigliate e divertite, e solo con difficolt si
trattennero dal ridere alla vista di John, il quale sosteneva cos bene la
parte del prete da trarre perfettamente in inganno quei maestri di dolo, che
rinunciarono a cercare altri preti (2).
Quindi i magistrati che avevano diretto la perquisizione portarono via il
prete John, il padrone di casa, del quale speravano di poter confiscare
tutte le propriet, ed i due servi. Per quanto riguardava le signore, si disse
semplicemente che erano venute dopo pranzo per vedere la padrona di
casa e che non sapevano nulla di nessun prete. Esse furono lasciate
indisturbate, tuttavia dovettero garantire che si sarebbero presentate, non
appena ne fossero richieste. Mr. Roger Lee se la cav allo stesso modo,
sebbene avesse incontrato una maggior difficolt a persuadere gli ufficiali
che era soltanto un visitatore.
Alla fine se ne andarono via soddisfatti. Il loro prigioniero fu rinchiuso per
la notte, per essere interrogato il giorno seguente.
Quando essi uscirono, la padrona di casa si precipit su per le scale con le
altre signore per darmene notizia. Tutti ringraziammo Dio per averci
scampati da una cattura ormai certa e benedicemmo l'azione prudente del
nostro servo. Quella stessa notte Padre Pollen ed io ci trasferimmo in
un'altra casa. Temevamo che i perquisitori scoprissero che John non era
affatto un prete e che ritornassero.
Il giorno seguente mi affrettai a raggiungere i miei amici in campagna. Fu
un lungo viaggio. Quando narrai loro l'accaduto, potei osservare come il
timore rabbuiasse il loro volto, che poi gradatamente si rasseren. Dal
fondo del nostro cuore tutti raccomandammo John a Dio con fervide
preghiere.
Facemmo proprio bene. Il giorno seguente, infatti, gli ufficiali si accorsero
di essere stati giocati. Essi scoprirono che John era stato farmacista a
Londra per circa sette anni; che per altri otto o nove era stato imprigionato
a Clink (3); e che era stato l'intermediario usato dal mio carceriere quando
io ero nella Torre (essi avevano catturato la moglie del carceriere, dopo la
fuga di questo, ed ella aveva confessato tutto quello che sapeva). Cos si
accorsero che John non era affatto un prete, ma il servo di un prete, proprio
279

il mio. Allora compresero, quando ormai era troppo tardi, che io ero
rimasto nascosto nella stessa casa. Come prova avevano le mie carte,
perch non c'era alcun dubbio che fossero le mie. Essi tornarono a
perquisire la casa, ma questa volta trovarono il nido deserto: gli uccelli
erano volati.
John fu portato nella Torre di Londra e gettato in catene. Quindi lo
interrogarono sulla mia fuga e su tutti i luoghi che in seguito egli aveva
visitato in mia compagnia, John si accorse che il segreto dei suoi rapporti
col carceriere era ormai noto. Poich aveva sempre desiderato, se gli fosse
stato concesso, di dare la vita per Cristo, ammise francamente che egli
stesso era stato l'organizzatore della mia fuga. Aggiunse che non provava il
minimo rammarico per quanto aveva fatto; che anzi l'avrebbe fatto di
nuovo, se il caso l'avesse richiesto. Scagion, invece, il carceriere,
protestando che quello non era al corrente della fuga. Quando fu
interrogato sui luoghi che egli aveva visitato con me, rispose come gli era
stato cos spesso insegnato, che cio non intendeva causare molestie a
nessuno, perch menzionare una casa o una famiglia qualsiasi sarebbe
stato un peccato contro la giustizia e contro la carit. Poich erano certi
che non avrebbe rivelato nulla, non esercitarono pressioni. Dissero soltanto
che sarebbero passati all'azione e che avevano i mezzi per fargli rivelare
tutto quello che desideravano sapere (4).
Mai, rispose John. Con l'aiuto di Dio non far mai una cosa del genere.
vero che sono in vostro potere; ma voi potete farmi solo ci che Dio vi
permette.
Lo condussero nella stanza della tortura. Ivi lo appesero nella stessa
maniera che io ho gi descritto. Lo torturarono crudelmente per tre ore
continue. Tuttavia non poterono strappargli una sola informazione n
contro di me, n contro alcun altro. Persero quindi la speranza di indurlo
ad implicare alcuno sia con la forza che con le minacce. Perci, invece di
torturarlo, tentarono di fiaccare la sua volont fino alla sottomissione,
relegandolo per tre o quattro mesi nella solitudine di una cella. Fallirono di
nuovo. Questa volta, per, accettarono la sconfitta e lo trasferirono ad
un'altra prigione: quella in cui solitamente si gettavano i prigionieri in
attesa dell'esecuzione (5). Senza dubbio, essi intendevano sbarazzarsi di lui
in quel modo, ma Dio aveva disposto diversamente. Rest l per lungo
tempo, tuttavia gli fu concessa una maggiore libert e gli fu permesso di
frequentare gli altri prigionieri cattolici. Un giorno gli si avvicin un
sacerdote che chiese il suo aiuto per fuggire. John si mise all'opera per
studiare un piano e trov la maniera di fuggire anche lui insieme al prete.
279

Poich si tratta di un avvenimento tipico in cui evidente la Provvidenza


di Dio, mi sento obbligato a narrarlo subito. Accadde quando John era
nella Torre. Wade, il principale cacciatore di preti, lo stava interrogando
intorno a me e ad altri gesuiti. Conosceva egli Garnet? No, fu la risposta
di John.
No?, rispose Wade con un ghigno cinico. E non conoscete la casa che
ha in un luogo chiamato Spital?. E continu: Ora che vi abbiamo portato
qui al sicuro, non ho alcun timore di dirvelo. Siamo assolutamente certi
che tra pochi giorni trascineremo qui questo Garnet, perch vi faccia
compagnia. Egli sta per venire a Londra. Andr ad alloggiare in quella casa
e l lo acciufferemo.
John sapeva molto bene che Padre Garnet era solito alloggiare in quella
casa e rest costernato nell'apprendere che il segreto era stato tradito.
Comunque, nel volger di alcuni giorni riusc a spedire un pacchetto ad un
suo amico a Londra. Esso era avvolto in carta bianca e fu recapitato a
dovere. Tutti i suoi amici sapevano che, se John ne avesse il destro,
avrebbe inviato una lettera in quel modo. Lessero il messaggio in cui si
diceva che la casa di Padre Garnet era stata tradita e si raccomandava di
farlo subito avvertire. Ci fu quel che fecero. Padre Garnet fu salvo,
perch, come Wade aveva dichiarato, egli si sarebbe sicuramente recato in
quella casa pochi giorni dopo. Perci si tenne alla larga e riusc a far
trasferire da quel luogo tutte le sue cose; cos che non fu trovato proprio
nulla, quando la casa fu perquisita. Potete facilmente immaginare che
retata avrebbero fatto: Padre Garnet in persona con tutti i suoi libri, i
paramenti, gli arredi sacri e Dio sa che altro. Dopo la Provvidenza, tutto il
merito di questo scampo fu di John. Egli salv Padre Garnet, come prima
aveva salvato me (6).
Quando John fu di nuovo in libert, venne a trovarmi. Sarei stato
veramente felice di tenerlo con me, ma non osai. Ormai, egli era fin troppo
noto e sarebbe stato fonte di continuo pericolo sia per i miei amici che per
me. Infatti, ogni volta che andavo a visitare le case della nobilt, vi andavo
apertamente e John poteva facilmente imbattersi in persone che l'avrebbero
potuto riconoscere e che, per il fatto che egli mi accompagnava, avrebbero
potuto identificare anche me. Solo poche spie conoscevano i miei tratti (7),
perch mi ero tenuto sempre molto appartato e solo una scelta schiera di
cattolici fidati aveva parlato con me in prigione. vero che ero stato
interrogato diverse volte in pubblico, ma allora i miei interrogatori si
recavano raramente in campagna. Se l'avessero fatto l'avrei risaputo ed
avrei procurato di starmene al largo.
279

Per un certo tempo, quindi, collocai John presso Padre Garnet, dove pot
condurre in segreto una vita tranquilla. In seguito, quando mi si present
l'occasione, lo inviai da Padre Persons, affinch potesse realizzare ci che
da tanto tempo sospirava: entrare nella Compagnia. Vi fu ammesso a
Roma ed ivi visse come Fratello per sei o sette anni. Tutti lo tenevano in
grande stima. Adesso anch'io, per la gloria di Dio, posso dare la mia
personale testimonianza del suo carattere e lo posso fare liberamente,
perch mi sembra ch'egli sia morto di recente in Inghilterra, dove era
ritornato ormai affetto da etisia (8). Ci che voglio dire che durante quei
cinque o sei anni in cui fu implicato, al mio servizio, in ogni sorta di affari,
in luoghi vicini e lontani e con gente di ogni risma (poich spesso quando
io ero di sopra col padrone di casa e coi suoi amici, egli si intratteneva coi
servi che in buona parte erano giocatori d'azzardo e simili), per tutto quel
tempo circond il suo cuore e la sua anima delle pi grandi attenzioni. Egli
non si trov mai nel pericolo prossimo di peccato mortale. Sovente, nella
confessione doveva menzionare qualche peccato veniale commesso molto
tempo prima, perch. io potessi avere materia per l'assoluzione (9). Se
esistono delle anime innocenti, egli appartenne alla loro schiera. Fu anche
un uomo saggio e prudente.
Ora che ho finito la storia di John Lillie, debbo ritornare alla mia.
Ero appena scampato da questo pericolo, quando per poco non incappai in
un altro ancora peggiore; e ci sarei certamente rimasto, se Dio non fosse
intervenuto.
Ho gi narrato la storia di quel servo della mia ospite che ci aveva traditi,
confidando ad un suo amico che io abitavo presso la sua padrona e che in
quel momento mi trovavo a Londra nella tale casa. Ho narrato inoltre
come fu perquisita la casa e come ne fu trascinato via il mio compagno con
tutte le mie note. Infine ho descritto la mia fuga.
Ora che il Consiglio conosceva la mia casa di campagna, si diede incarico
ai giudici di pace della contea di effettuare una perquisizione in casa della
signora per catturarmi. Gi circolava per l'intera contea la voce, secondo
cui la signora avrebbe preso quella splendida dimora, perch si trovava in
un luogo remoto in cui avrebbe potuto alloggiare liberamente un gran
numero di sacerdoti. La diceria aveva un certo fondamento.
Fu proprio a quel tempo che ci trasferimmo nella nuova casa. Stavamo
facendo gli ultimi preparativi per una sistemazione definitiva. lo
desideravo in special modo decidere subito dove collocare i nascondigli e
per questo feci venire Little John (Padre Garnet ce lo prest per
l'occasione). Facemmo tutti i preparativi e lasciammo sul posto Little
279

John e Hugh Sheldon, che poi doveva prendere a Roma il posto di Lillie,
come domestico di Padre Persons.
Questi due uomini dovevano allestire i nascondigli. Si erano dimostrati
sempre fedelissimi e, di fatto, restarono le uniche due persone che,
all'infuori di noi, sapevano dove fossero i nascondigli. Eccetto questi, tutti
tornammo lo stesso giorno alla vecchia casa. La Provvidenza di Dio
vegliava su di noi. Uno dei servi ci consigli di prendere una strada diversa
per il ritorno, adducendo che sarebbe stata pi facile per la carrozza della
signora. Fu veramente un consiglio felice quello che seguimmo. Se non lo
avessimo seguito, i perquisitori sarebbero stati a casa il giorno seguente di
primo mattino, sarebbero piombati su di noi alla sprovvista ed avrebbero
sicuramente scovato la loro preda. La rotta ordinaria, quella che evitammo,
passava per una cittadina (10) in cui i perquisitori erano in attesa e mi
avrebbero certamente identificato. Poich non ci videro passare,
conclusero che stavamo per passare la notte nella nuova casa. Cos, la
prima cosa che fecero, il mattino seguente, fu di andarci.
La casa era cos grande che non riuscirono a circondarla completamente. E
sebbene avessero condotto un nutrito plotone di uomini, non potevano
sorvegliare tutte le uscite. Little John fugg in salvo; catturarono, invece,
Hugh Sheldon. Essi, per, non riuscirono a strappargli nulla, perci lo
gettarono in prigione ed in seguito lo trasferirono a Wisbeach. Di l fu
mandato in un' altra prigione insieme ad un folto gruppo di preti. Alla fine
fu esiliato insieme a tutti questi (11).
I giudici di pace compresero di esser stati beffati e conclusero che la
signora doveva essere ritornata il giorno precedente. Ripartirono subito al
galoppo e piombarono in casa all'ora di pranzo (12). Un portiere trascurato
li fece entrare ed essi salirono nella sala da pranzo prima che ci
accorgessimo del loro arrivo. Fortunatamente la padrona di casa era
indisposta quel giorno e noi stavamo iniziando il pranzo nella mia stanza.
(C'era con noi Mr. Roger Lee, che era venuto da Londra per finire gli
Esercizi ivi interrotti. Non aspettava minimamente che Dio gli aveva
preparato ben altri esercizi).
Mi accorsi che erano entrati degli uomini, che si trovavano gi nel salone e
che avevano forzato la camera dove il barone stava mangiando da solo
(13). (Quel giorno anche il ragazzo stava male). Allora compresi di quale
visita si trattava. Afferrai in fretta tutto quello che desideravo nascondere e
mi precipitai verso il nascondiglio con Padre Percy e Mr. Roger Lee. Se
avessero trovato Roger avrebbero sospettato senz'altro la mia presenza,
perch egli era con me nella casa di Londra, dove ero stato sorpreso.
279

L'unica via per raggiungere il nascondiglio passava davanti alla porta della
stanza in cui erano radunati i perquisitori. Li sentii gridare che intendevano
cominciare la perquisizione senza indugio. Anzi, uno di loro sporse la testa
oltre la porta per vedere chi stesse passando ed alcuni cattolici che erano
nella stanza mi dissero in seguito che probabilmente egli mi aveva scorto.
Ma Dio intervenne, perch come si pu spiegare altrimenti? Essi stavano l
ad agitarsi ed a gridare che dovevano passare per compiere la
perquisizione, e tuttavia si trattennero in un locale aperto proprio quanto fu
necessario per consentirci di raggiungere il nascondiglio e di chiuderci al
sicuro. Subito dopo si sparpagliarono come se fossero stati lasciati in
libert. Alcuni di essi irruppero nell'appartamento della signora, mentre gli
altri penetrarono nelle stanze rimanenti. Senza dubbio ci fu il dito di Dio,
che non volle far recidere alla radice il buon lavoro della signora. Anzi,
mediante questa manifestazione della Sua Provvidenza, intese confermarla
nel suo proposito e conservarla per un futuro ricco di attivit e di belle
realizzazioni.
Essi cercarono per tutto il giorno senza trovare nulla. Quindi si
allontanarono con le loro speranze deluse ed inviarono un rapporto al
Consiglio. Intanto noi identificammo l'uomo che era responsabile di tutto
ci e lo licenziammo con belle maniere. lo feci sapere che avrei lasciato
definitivamente la casa e per un certo tempo prendemmo delle precauzioni
del tutto speciali.
Un trasferimento qualsiasi nella nuova abitazione era ormai fuori
questione. I giudici di pace della contea, che erano eretici rabbiosi, e altri
puritani dichiararono che non avrebbero mai lasciato in pace la signora in
quella casa (14). Sapevano che ella intendeva trasferircisi per avere un
posto in cui poter ospitare i preti. Sebbene essi avessero impedito la
manovra, ella non rinunci al suo proposito e cominci subito ad adattare
la casa in cui allora si trovava (15). Costru per noi dei quartierini separati
vicino alla vecchia cappella, in cui gli antichi baroni solevano ascoltare la
messa, quando il tempo piovoso impediva loro di recarsi alla chiesa del
villaggio. Ivi fece edificare per me e per Padre Percy una costruzione di tre
piani, progettata in maniera ideale e situata in un luogo appartato. Senza
esser notati, potevamo passare dalle nostre stanze nel giardino privato e,
attraverso ampi viali, inoltrarci nei campi, dove potevamo partire a cavallo
per qualsiasi destinazione (16).
Ora che la nostra vita era calma e indisturbata, lasciavo frequentemente a
casa Padre Percy e andavo in giro nella speranza di stabilire centri con
simili presso altre famiglie. Prima che lasciasse l'Inghilterra, Roger Lee,
279

che adesso diventato prete, mi fu di valido aiuto in questo lavoro. Prima


di tutto, egli mi condusse in visita presso un suo parente, il cui padre era
membro del Consiglio (17). Questo gentiluomo viveva in una residenza
principesca. Egli era scismatico (era, cio, cattolico per convinzione), ma
non c'era nessuna speranza di convertirlo. Si accontentava del desiderio di
essere cattolico e rifiutava di andare oltre per timore di offendere suo
padre.
La padrona di casa era protestante, ma si era gi interessata alla fede
cattolica e c'era la speranza che col tempo si convertisse (18). La casa poi
era piena di protestanti ed era giornalmente frequentata da nobili
protestanti, che venivano sia per affari che per visitare il padrone e la
moglie. Poich mi recavo l pubblicamente, era necessario che tenessi
segreta la ragione della mia visita.
Al nostro arrivo fummo ricevuti con cortesia ed essi mi accolsero per
riguardo al loro caro cugino. Il primo giorno non ebbi occasione di parlare
in privato con la signora. Con lei c'era sempre qualcuno e noi dovemmo
giocare a carte, passando le giornate proprio come gente che non conosce e
non apprezza il valore del tempo.
Ma il giorno successivo quando la signora, senza sospettare nulla, si
appart alla finestra della sala da pranzo per regolare il suo piccolo
orologio, io la raggiunsi. Prima scambiai con lei alcune brevi parole
sull'orologio, poi spostai l'argomento sullo stato dell'anima sua, cercando
di convincerla a dedicare a questa maggiore attenzione che a qualsiasi altra
cosa. Ella mi fiss stupita, perch io ero l'ultima persona al mondo, dalla
quale si aspettasse un discorso del genere. Poich non sapevo quando avrei
avuto un'altra occasione, mi tolsi la maschera. Le dissi che l'unica ragione
della mia visita era proprio lei e che ero pronto a risolvere all'istante tutti i
suoi dubbi intorno alla fede e che dopo l'avrei istruita. In seguito l'avrei
avviata per il sentiero della virt e le avrei mostrato come fare continui
progressi verso la perfezione; cose, queste, che ella non avrebbe mai
scoperto in una falsa religione in cui non ci si preoccupa affatto della
perfezione. Ella rest impressionata e promise di trovare il momento
opportuno per una ulteriore discussione. Poich era una donna
singolarmente modesta e ricca di virt morali, pensai bene di prospettarle
un alto ideale.
Fu stabilito il momento. Ella rest soddisfatta in tutti i problemi di fede e
divenne cattolica. Dopo di lei, convertii altre persone nella casa; le
raccomandai una dama di compagnia cattolica e, finalmente, le suggerii di
mantenere costantemente un prete nella sua casa, poich sarebbe stato
279

facile sistemarlo. Non c'era bisogno di render nota a tutti la sua presenza,
come avveniva nel mio caso, trovandomi in una comunit interamente
cattolica. Un prete poteva abitare comodamente all'ultimo piano della casa
e, dal momento che c'erano ormai dei servi cattolici, si potevano tener
lontani da lui quelli protestanti. In realt non avevo mai visto in tutta
l'Inghilterra una casa in cui un prete potesse vivere in segreto con tanta
facilit. Per lui c'era una bella stanza che comunicava con un corridoio di
circa ottanta piedi di lunghezza. Questo, poi, dava sul giardino che era
venuto a costare, secondo quanto ho inteso, diecimila fiorini. Nello stesso
corridoio c'era un'altra grande stanza che poteva servire da cappella, oltre
ad una terza che il prete poteva usare come sala da pranzo. Questa aveva le
giuste dimensioni, un focolare e tutto quello che egli avrebbe potuto
desiderare.
Sarebbe stato un vero peccato, le feci rilevare, se non ci fosse stato un
prete in una casa come quella, che aveva per padrona una cattolica devota
e per padrone un uomo tanto cordiale da esser lieto di ospitare dei preti.
Talvolta egli veniva alle mie prediche e, in seguito, giunse a preparare
l'altare per la Messa ed a recitare quotidianamente il breviario. Tuttavia,
rimase fuori dell'Arca e, se fosse caduto improvvisamente nelle acque,
sarebbe stato inghiottito dal diluvio. Nella sua presunzione, si riteneva
certo di aver il tempo di pentirsi prima della morte.
La signora accett in tutto la mia proposta di alloggiare un prete. Cos, le
presentai Padre Anthony Hoskins, un uomo abilissimo che di recente era
giunto in Inghilterra dalla Spagna, dove con straordinari risultati aveva
trascorso dieci anni per compiere i suoi studi di gesuita. Durante la sua
permanenza egli fece molto bene ed in diverse direzioni. Rimase con
questa famiglia fino a poco tempo fa, allorch fu chiamato per assumere
un incarico importante. Ma egli era lontano dal trascorrere tutto il suo
tempo nella casa, perch era il tipo che le persone vogliono rivedere e
consultare, una volta che lo abbiano incontrato. Al suo posto hanno,
adesso, un altro gesuita che un uomo molto devoto; tuttavia il direttore
della signora ancora Padre Percy, il quale proprio questa settimana ha
scritto dicendo:
Una tale (cio la signora) sta facendo grandi progressi. Ha consacrato la
sua famiglia e se stessa alla Madonna di Loreto, intendendo divenire serva
sua e di suo Figlio ed offrendole per sempre se stessa e tutti i suoi averi. A
ricordo di questa consacrazione, ella ha fatto modellare un cuore d'oro
finemente lavorato ed ansiosa di spedirlo a Loreto quanto prima. Vi sarei
279

grato, se mi poteste suggerire il modo migliore e pi sicuro per far


recapitare questa sua offerta.
Cos egli ha scritto di questa signora. In tal modo, con la grazia di Dio,
stata fondata e si sviluppata questa casa con la sua chiesa privata.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XIX
1 Lady Mary Novel, sorella di Mrs. Vaux, fond pi tardi ad Anversa il primo
convento delle carmelitane inglesi, che adesso si trova a Lanherne nella Cornovaglia.
Quando sua sorella Elizabeth fu imprigionata, all'epoca della congiura delle polveri,
ella si rivolse all'arciduca Alberto, per ottenere la sua intercessione presso Giacomo I
per il rilascio della sorella. G. ANSTRUTHER, Vaux of Harrowden, p. 394.
2 John Lillie fu arrestato nel luglio 1599. Una lettera scritta a Londra il 22 luglio
1599 aiuta a stabilire la data di questo fatto. L'autore dice: Ti scrissi di una delle case
di Mr. Heywood, in cui ci fu una perquisizione e fu arrestato un uomo. Ho saputo che
il suo nome John Lillie. stato mandato in prigione perch sospettato di aver
aiutato il gesuita Gerard a fuggire da quella stessa casa. S.P.D., voI. CCLXXI, n.
107.
3 John Lillie era stato mandato a Clink nel novembre 1592. C.R.S., vol. II, p.285.
4 Quando il Consiglio venne a conoscenza della fortezza dimostrata da John Lillie
durante il suo interrogatorio, diede ordine a Sir John Peyton di incatenarlo per
scoprire i luoghi e le dimore di J. G.. Peyton, comunque, rispose il 18 luglio: lo,
trovandolo cos testardo nelle cose riguardanti la sua causa, ritengo veramente che il
mezzo migliore per scoprire il loro compagno traditore quello di prendere un po' di
tempo per lavorarci sopra con uno dei miei servi, che io a bella posta gli ho messo
accanto, e di risparmiargli la tortura per venti giorni, se ci piacer a vostro Onore.
Questo Lillie al corrente di tutti i loro piani e di tutti i loro complici ed capace di
scoprire tutto su chiunque di loro. (Hat. Cal., vol. IX, p. 237). Si presume che Lillie
sia stato torturato tre settimane dopo.
5 La prigione di Newgate.
6 Lo stesso fatto narrato da Padre Oswald Tesimond, alias Greenway, nella
narrazione del suo sbarco in Inghilterra. Annoter in breve i miei ricordi. Un giorno
il luogotenente della Torre, un uomo molto crudele verso i cattolici ma specialmente
ostile alla nostra Compagnia, gli chiese se conoscesse la casa di Padre Garnet, che era
quella di Mrs. Anne Vaux e di sua sorella Mrs. Brooksby. Quando egli disse: "No", il
luogotenente rispose: "Va bene, se tu non lo sai, noi s, e ne siamo cos sicuri che ci
attendiamo di averlo presto nelle nostre mani. lo non ti avrei mai detto questo se tu
non fossi un prigioniero innocuo, che non pu assolutamente far sapere ci n a
Garnet n ad alcun altro". Egli allora pronunci il nome del luogo e della casa, non
279

essendo capace di contenere la gioia all'idea della sua rapida cattura. (Troubles, I,
pp. 179-180). Padre Tesimond prosegue a narrare come egli stesso fu salvato da un
simile avvertimento che l'amico di J. G., Padre Roger Filcock, gli mand dalla
prigione.
7 Vi sono tre descrizioni di J. G., fatte da coloro che lo ricercavano. Vedi appendice I.
8 Questa dichiarazione indica la data del suo racconto. John Lillie parti da Roma per
l'Inghilterra il 15 maggio 1609 e mori a Londra nel novembre successivo. Quindi, J.
G. scrisse questa parte del suo libro alla fine di novembre oppure nel dicembre 1609.
In precedenza egli si riferisce al martirio di Drury, avvenuto due anni fa. Drury fu
ucciso il 26 febbraio 1607.
9 A quell'epoca, la disciplina del segreto confessionale era, per certi punti marginali,
meno stretta di quanto sia diventata in seguito. Allora, si considerava legittimo che un
confessore testimoniasse in termini generali dell'eccezionale virt di un penitente.
10 Si trattava senza dubbio di Kettering, che si trova a met cammino sulla strada che
da Kirby Hall conduce ad Irthlingborough.
11 Hugh Sheldon fu trasferito da Wisbeach a Framlingham nel 1603 e fu poi esiliato
con l'avvento di Giacomo 1. Sembra che sia stato di nuovo in Inghilterra nel 1606,
perch Padre Blount si riferisce al suo arresto per contrabbando di libri cattolici nel
paese. Egli fu a Roma nel 1608 e successe a Lillie come segretario di Padre Persons.
FOLEY, VII, parte 2, p. 705.
12 Passarono probabilmente attraverso la campagna per Grafton Underwood e Burton
Latimer.
13 Aveva allora dieci anni.
14 Il Northamptonshire fu fortemente puritano. Il suo capo era Edmund Snape, curato
della chiesa di S. Pietro a Northampton. Costui caus frequenti discordie nel paese.
Qualche tempo prima di questo incidente, Burghley aveva visitato questa contea per
sedare i dissensi religiosi. The Puritans in Northamptonshire, in fascicolo British
Museum, Lansdowne MSS, 64, fo1. 51.
15 Great Harrowden.
16 Della vecchia casa non resta che un bastione che forse faceva parte dell'ala di cui
parla J. G.
17 Sir Francis, figlio di John Fortescue di Saulden, nel Buckinghamshire, che fu
preposto al Grande Guardaroba della regina Elisabetta e che divenne cancelliere dello
scacchiere a partire dal 1589. Sir John Fortescue era figlio di Adrian Fortescue,
ucciso sotto Enrico VIII per aver rifiutato il giuramento di supremazia. Suo figlio, Sir
279

Francis, era primo cugino di Roger Lee, essendo le loro madri Cecily ed Amelia tutt'e
due figlie ed ereditiere di Sir Edmund Ashfield di Ewelme. (Visitations of Oxford,
Harleian Society, vol. V, p. 168). Ci che rimane di quel grande edificio elisabettiano
a Salden, che ora una fattoria, descritto in Victoria County History of
Buckinghamshire.
18 La moglie di sir Francis Fortescue, Grace, era fglia di sir John Manners,
secondogenito di Thomas, primo conte di Rutland.

279

XX. PARTITA A CARTE CON SIR EVERARD


Mr. Roger Lee mi present anche a diversi vicini, tra cui vi era un
cavaliere della corte della regina (1). Quest'uomo aveva ereditato un
grande patrimonio ed aveva sposato una donna che era unica erede delle
propriet paterne (2). In tutta la famiglia non c'era un solo cattolico, n una
sola persona che fosse ben disposta verso il cattolicesimo. A quel tempo,
infatti, il padre della signora, che era il capo di casa, era un protestante
convinto ed il suo unico interesse era quello di ammassare danaro ed
immobili per sua figlia. Suo genero dedicava tutto il suo tempo a
divertimenti giovanili. Ogni qualvolta andava a Londra, frequentava la
corte ed era uno dei gentiluomini pensionati della regina (3). Quando era a
casa, non aveva altro interesse eccetto i suoi cani da caccia ed i suoi falchi.
Mr. Roger Lee era un suo vicino (4) ed era, egli stesso, un appassionato di
questi sport; spesso si univa a lui nella caccia, portando i suoi cani ed i
suoi falchi. Approfittando di questa amicizia, Mr. Roger mi present in
casa di questo signore come suo intimo amico. lo presi a frequentarla con
assiduit ed approfittavo di ogni occasione che si presentava, per
abbordare l'argomento della dottrina cattolica e della sua pratica. Per
evitare i sospetti, facevo in modo che Mr. Lee conducesse per la maggior
parte il discorso e che il suo entusiasmo fosse sempre pi acceso del mio.
Egli recit cos bene la sua parte che quel gentiluomo, ben lontano
dall'indovinare chi fossi, gli domand se io non potessi rappresentare un
buon partito per sua sorella (5) . Voleva che ella sposasse un cattolico
perch, egli asseriva, erano persone buone ed onorabili.
Abbordammo frequentemente l'argomento della salvezza. Riuscimmo
subito ad influenzare sua moglie quando rest sola a casa, durante un
viaggio del marito a Londra. Ora che i suoi genitori erano morti ed ella era
padrona di casa, potevamo parlarle con maggiore libert. Un giorno,
infine, ella manifest il desiderio di farsi cattolica e si disse ansiosa di
parlare quanto prima con un sacerdote. lo sorrisi dentro di me e le dissi che
la cosa era possibile, promettendole di discuterne con Mr. Roger Lee.
Frattanto dissi che le avrei prima insegnato il metodo di esaminare la sua
coscienza, metodo che io stesso avevo appreso da alcuni sacerdoti di
esperienza.
Dissi, allora, a Mr. Roger Lee che la signora si era decisa ed era pronta a
divenire cattolica, essendo suo unico desiderio quello di incontrarsi con un
sacerdote. Perci, lo pregai di rivelarle che io ero appunto un prete.
279

Quando ne fu informata, ella stent a crederlo, tanto grande fu il suo


stupore. Come pu essere un prete, quello?, protest ella. Egli vive
come un cortigiano. Non l'avete visto giocare a carte con mio marito? E la
maniera, poi, in cui gioca... Certo deve aver dedicato molto tempo al
gioco. Inoltre, stato a caccia con mio marito ed io stessa l'ho sentito
parlare di caccia e di uccellagione senza errare una sola volta nell'uso dei
termini. Nessuno potrebbe farlo cadere in fallo, se non conoscesse
perfettamente tale sport.
Cos andava obiettando e adduceva altre cose del genere nel tentativo di
dimostrare che non potevo assolutamente essere un sacerdote. Mr. Lee,
tuttavia, le spieg:
vero che parla e si comporta in questo modo. Ma, se non avesse agito
cos, come immaginate che avrebbe potuto frequentare questa casa, parlare
con voi e portarvi lentamente alla fede? Se si fosse presentato qui vestito
da prete - e vi posso assicurare che l'avrebbe preferito, se fosse stato
possibile - pensate forse che voi l'avreste fatto entrare in casa, per tacere di
vostro padre che allora era in vita? (6).
Fu costretta ad ammettere tutto ci, tuttavia non voleva ancora crederci.
Quindi continu: Vi prego di non irritarvi, se vi faccio una domanda.
Quale altro cattolico, oltre voi, sa che egli un prete? Lo sa il signor tal dei
tali?, e menzion il nome.
Certo, le rispose. Anzi, si confessato spesso con lui.
Quindi, dopo aver passato in rassegna diversi altri nomi, pronunci quello
della mia ospite (7), che abitava nello stesso distretto a circa dieci miglia di
distanza.
E ditemi, prosegu, ella sa che lui un prete, ed contenta di averlo
presso di s?.
Naturalmente, disse Mr. Roger Lee, lo sa. Anzi si affidata con tutta la
famiglia alla sua direzione e non desidererebbe aver nessun altro.
Alla fine ammise di essere soddisfatta. Allora Mr. Lee disse: Voi stessa
vedrete come sia una persona completamente diversa, quando abbandoner
la parte che sta recitando.
Il giorno seguente ella non ebbe difficolt ad ammetterlo, quando mi vide
in abiti sacerdotali, poich non mi aveva mai visto vestito da prete. Fece la
confessione con molta diligenza e si fece di me un concetto lusinghiero
che non meritavo; quindi accett in tutto la mia direzione e progettammo
insieme grandi cose. Di fatto, ella le ha raggiunte e continua ancora a
praticarle (8).
279

Ci fatto, ci riunimmo tutt'e tre a consiglio e cominciammo a studiare la


maniera migliore per far cadere suo marito nella rete di S. Pietro.
Ora accadde che suo marito si ammal a Londra e la moglie decise di
andarlo a visitare. Noi ci trovammo sul posto prima di lei.
Questa malattia mi forn proprio il pretesto che andavo cercando. Partendo
dall'incertezza della vita umana e dalla certezza (a meno che non ce ne
premunissimo) della sofferenza, sia in questo come nell'altro mondo, gli
dimostrai che non abbiamo quaggi una dimora permanente e che
dobbiamo cercarne una celeste. Io lo trovai molto docile, perch la
disgrazia fa s che gli uomini ragionino seriamente. Questo signore,
inoltre, era stato sempre un uomo di sani sentimenti e di buon cuore ed
aveva gettato salde fondamenta per la fede.
Io lo istruii ed egli si prepar diligentemente alla confessione. A differenza
della moglie, non rest minimamente stupito quando gli fu detto che ero
un prete. Gi prima si era imbattuto in casi del genere. Anzi, fu lieto di
avere un confessore che comprendesse degli uomini come lui, che fosse in
grado di aiutarlo quando ne fosse richiesto e che si potesse mostrare in
societ senza pericolo che fosse scoperta la sua condizione sacerdotale (9).
Quando feci tutto ci che era necessario per lui, egli cominci a
preoccuparsi di sua moglie e ci preg perch lo aiutassimo a conquistarla
alla Chiesa. Sorridemmo tra noi, ma non gli rivelammo nulla. Volevamo
attendere che ella giungesse per osservare come avrebbero tentato di
convertirsi a vicenda.
Essi furono una coppia felice e si dedicarono entrambi al servizio di Dio. Il
marito, anzi, pi tardi sacrific tutta la sua propriet, tutta la sua libert e la
sua stessa vita per la Chiesa di Dio. Ve ne narrer in seguito la storia,
poich si tratta di sir Everard Digby. Se gi non fosse stato scritto e
pubblicato tanto su lui ed i suoi compagni, mi rimarrebbe molto da dire
alla fine di questa narrazione. Comunque, nessun resoconto ha finora reso
giustizia alla sincerit dei suoi intenti, n ha presentato tutte le circostanze,
in maniera da rendergli il merito che gli dovuto (10).
Dopo questo incontro, essi mi fecero visita nella mia residenza di
campagna. Tuttavia, mentre erano l, sir Everard si aggrav in maniera
preoccupante. La sua vita fu in pericolo e tutti i medici di Oxford
affermarono che non potevano far nulla per lui. Poich sembrava che gli
sarebbe rimasto poco tempo di vita, egli cominci a prepararsi seriamente
per fare una buona morte, mentre sua moglie prese a disporre le sue cose
per condurre una vita pi perfetta. Ella pass diversi giorni a studiare, la
maniera di meditare, cercando di scoprire quale fosse la volont di Dio
279

riguardo al suo avvenire, poich desiderava consacrare la vita alla Sua


maggiore gloria. In breve, ella aveva intenzione, qualora suo marito fosse
morto, di dedicare la vita ad opere buone e di osservare una perpetua
castit ed una perfetta obbedienza. Riguardo alle sue propriet, che erano
considerevoli poich non aveva figli (11), le avrebbe devolute tutte ad
opere pie sotto la mia direzione. Inoltre, ella era pronta ad andare a vivere
dovunque ed in qualsiasi maniera le avessi suggerito, secondo che
avessero richiesto l'onore di Dio ed il bene della sua anima. Era suo
desiderio, affermava, andar vestita di poveri panni ed osservare una vera
povert, dovunque si fosse trovata e finch fosse durata la persecuzione. E
se l'Inghilterra fosse divenuta di nuovo cattolica, ella avrebbe dato la sua
casa (che era grande e ben costruita) e tutte le propriet che suo padre le
aveva lasciato per la fondazione di un istituto; il che sarebbe stato pi che
sufficiente per una splendida fondazione.
Questi erano i suoi piani, ma felicemente Dio aveva altrimenti disposto per
il momento. Tutti i medici di Oxford, come ho detto, definirono disperato
il caso di Digby, ma io, che lo amavo moltissimo, non persi la speranza.
Senza dirgli nulla, mandai a chiamare un dottore di Cambridge. Questi era
un cattolico di molta dottrina e di grande esperienza, del quale sapevo per
certo che aveva curato degli ammalati spacciati da altri medici (12).
Quando egli giunse nella casa in cui stavano questo ottimo uomo e la
moglie, gli riferii tutto quello che sapevo intorno alla malattia del paziente.
Quindi, mi accertai che domandasse allo stesso Digby tutto quello che
poteva dire delle proprie condizioni. Dopo di ci, gli chiesi se, a suo
giudizio, ci fosse qualche speranza.
S, rispose, se sir Everard pronto ad abbandonarsi completamente nelle
mie mani, potremmo ancora salvarlo con l'aiuto di Dio.
Dal momento che il nostro reverendo conosce il dottore e lo ha fatto
chiamare, mi affider a lui.
Contro le aspettative di tutti il medico lo cur e in maniera cos completa
che in seguito era difficile trovare tra mille un uomo pi robusto e pi
sano.
Egli rimase sempre mio fedelissimo amico, tanto che potevamo essere
benissimo fratelli di sangue. Infatti, ci chiamavamo vicendevolmente
fratello, quando conversavamo o tenevamo corrispondenza (13). Quale
fosse il suo attaccamento per me si pu facilmente dedurre dal seguente
episodio.
Una volta che mi ero recato in una certa casa per assistere un morente, gli
giunse all'orecchio che mi trovavo in pericolo. Egli fu assalito subito da
279

una grande inquietudine e disse alla moglie che, se mi avessero catturato,


avrebbe presidiato tutte le strade lungo le quali mi avrebbero potuto
condurre prigioniero a Londra e che avrebbe reclutato una schiera
sufficiente di amici e di servi per strapparmi con la forza alle guardie. Se
mi avesse mancato lungo la strada, mi avrebbe liberato in un modo o
nell'altro, anche a rischio di spendere nel tentativo tutte le sue fortune. Tali
erano i sentimenti che nutriva per me, n mai li ebbe a mutare sino alla
fine. Anzi, il suo affetto and crescendo, come dimostr durante il suo
processo, allorch parl in mia difesa davanti alla Corte (14).
Comunque, come ho detto, si era appena rimesso in salute e insieme alla
moglie aveva allestito una piccola chiesa domestica simile a quella della
casa in cui stavo. Fece approntare una cappella ed una sagrestia, che dot
di ricchi e bellissimi paramenti. Come cappellano accolse un sacerdote
gesuita che rest in casa fino alla sua morte (15).
Ci che fece questa famiglia fu imitato anche da altre. Molti gentiluomini
cattolici che avevano visitato questa casa ne ammirarono l'assetto e la
presero come modello. Essi fondarono delle congregazioni accentrate
attorno alle loro case, arredarono le loro cappelle e, dopo aver allestito
un'abitazione atta a soddisfare le necessit di un sacerdote, ne accolsero
uno con deferenza e rispetto (16).
Tra gli altri che si regolarono in tal modo ci fu una signora che abitava
vicino ad Oxford (17). Suo marito era cattolico, ma aveva interessi
mondani. Tuttavia, finch glielo permetteva la situazione creata da un tal
marito, ella si affid alla mia direzione. Andavo spesso a visitarli ed
entrambi mi accoglievano calorosamente. Quindi, vi mandai a lavorare
uno dei nostri sacerdoti, Padre Edward Walpole, che ho menzionato
all'inizio di questa narrazione, allorch dissi che durante il mio primo anno
in Inghilterra egli rinunci ad un grande patrimonio per seguire Cristo
nostro Signore.
C'era anche un'altra signora che desiderava fare lo stesso (18). Anch'ella
viveva nell'Oxfordshire ed era sposata con un cavaliere, proprietario di
beni ingenti, che sperava di diventare un giorno barone e che ancor oggi
vive di tale speranza. Quando visit la nostra casa, questa signora disse che
desiderava apprendere la maniera di meditare ed io le insegnai come farlo.
Suo marito, per, era protestante e, sebbene ne fosse molto desiderosa, ella
non poteva mantenere un prete in casa sua. Perci, prese disposizioni per
mantenere un prete che la visitasse regolarmente durante le assenze del
marito. Stabil, inoltre, di dedicare giornalmente un'ora alla meditazione e,
quando non avesse ospiti, un'altra ora e anche due alla lettura spirituale.
279

Ogni sei mesi, poi, avrebbe fatto la confessione generale, pratica, questa,
osservata da tutte le persone da me menzionate e anche da molte altre che
sarebbe troppo lungo nominare individualmente. Ella veniva due volte
all'anno a fare la sua confessione ed io notai che non tralasci mai la sua
ora giornaliera di meditazione, n il quotidiano esame di coscienza, eccetto
in una occasione in cui suo marito insist perch restasse con gli ospiti.
Aveva, infatti, una grande casa che la teneva sempre indaffarata ed era raro
che non avesse gente da ospitare.
In questa casa una volta me ne stavo seduto insieme alla signora nella sala
da pranzo dopo aver desinato. Con noi c'erano le sue cameriere, mentre i
servi erano scesi per fare il loro pasto. Mentre stavamo seduti,
discutevamo di argomenti spirituali. Improvvisamente alcuni servi
annunziarono un ospite che era appena arrivato. Questi era un dottore di
teologia di Oxford ed un ben noto persecutore dei cattolici di nome Abbot
(19). Proprio di recente aveva pubblicato un libro contro Padre Southwell,
che era stato ucciso, e contro Padre Gerard, che era fuggito dalla Torre.
Questi due preti avevano difeso la dottrina dell'equivoco che egli si era
accinto a confutare. Dopo la pubblicazione dell'opera quest'uomo valente
fu promosso Decano di Winchester, il che gli procurava un reddito annuo
di ottomila fiorini.
Il gentiluomo, come dissi, fu accompagnato al piano superiore ed entr
nella sala da pranzo (20). Secondo il costume di questi dignitari, indossava
una toga di seta che gli giungeva alle ginocchia. Ci trov, o pens di
trovarci, intenti a giocare a carte. In realt, noi le avevamo messe da parte,
per occuparci di cose migliori, non appena i servi si erano allontanati; le
avevamo riprese, quando fu annunziato il signore. Cos, ci trov seduti ad
un tavolo da gioco colmo di danaro.
Debbo spiegare che quando mi trovavo con cattolici e dovevamo inscenare
una partita in circostanze come la presente, eravamo d'accordo che alla
fine ciascuno avrebbe riottenuto il proprio denaro e che il perdente avrebbe
recitato un' Ave Maria per ogni gettone riacquistato. In questa maniera
giocavo spesso con mio fratello Digby e con altri, quando le circostanze ci
consigliavano di recitare la nostra parte e di far credere agli astanti che
giocavamo a soldi e non per puro svago.
Il nostro teologo, quindi, non ebbe il minimo sospetto. Dopo uno scambio
di cortesie, cominci a parlare volubilmente. tutto quello che tali uomini
possono fare. Essi non hanno una solida formazione, ma con le loro parole
persuasive piene di umana sapienza seducono le povere anime e
sovvertono intere famiglie, insegnando quello che non dovrebbero. Poi,
279

dopo un considerevole susseguirsi di frivoli discorsi, quest'uomo pass a


riferire le ultime notizie di Londra. Narr tra l'altro la storia di un puritano
che si era precipitato dal campanile di una chiesa, lasciando scritta una
nota nella quale affermava di essere certo della sua eterna salvezza. Il
dottore non fece menzione di questo ultimo particolare, che io, per, avevo
appreso da altra fonte (21).
Pover'uomo, dissi. Che cosa pu averlo spinto a distruggere con un solo
atto insano il suo corpo e la sua anima..
Signore, rispose il dottore con fare saputo e magistrale. Signore, non sta
a noi emettere un giudizio su alcuno .
Proprio cos, ribattei. possibile, naturalmente, che l'uomo si sia pentito
del suo peccato mentre cadeva inter pontem et fontem, come si suol dire.
Ma molto improbabile. L'ultima azione di quest'uomo, che noi siamo in
grado di giudicare, fu un peccato mortale che meritevole di dannazione.
Ma noi non sappiamo se la cosa costituisce un tale peccato, incalz il
dottore.
Chiedo venia, risposi, ma in questo caso non si tratta del nostro giudizio.
Qui questione del giudizio di Dio: Egli ci proibisce sotto pena
dell'inferno di uccidere chiunque e, particolarmente, noi stessi, giacch la
carit comincia da noi stessi.
Il buon dottore rest interdetto. Non aggiunse altro sull'argomento, ma
cambiando discorso disse con un sorriso:
I gentiluomini non dovrebbero disputare su questioni teologiche.
D'accordo, risposi. Naturalmente noi non pretendiamo di conoscere la
teologia, ma dovremmo almeno conoscere la legge di Dio, anche se la
nostra professione quella di giocare alle carte (22).
Quando la signora con la quale stavo giocando ud questa risposta, riusc a
stento a restar seria. Che cosa avrebbe pensato se avesse saputo con chi
stava parlando? Ma il dottore non si trattenne pi a lungo. Non so se egli
part prima di quanto avesse desiderato; posso dire, invece, che noi ce ne
rallegrammo (23).
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XX
1 Sir Everard Digby. Discendeva da un'antica famiglia del Rutlandshire, associata a
Stoke Dry, piccolo villaggio ad ovest della strada che porta da Kettering a
Uppingham. Oggi non resta nulla della sua casa. In Narrative of the Gunpowder Plot,
J. G. scrive che egli era l'uomo pi compito del regno in tutte le cose che meritano
stima. Nel 1596, quando aveva solo sedici anni, spos Mary Mulshaw, una ragazza
di appena quindici anni, il cui padre aveva costruito la grande casa signorile di
279

Gothurst (ora Gayhurst) nel nord del Buckinghamshire. Questa esiste ancora ed uno
dei pi begli esempi dell'architettura domestica della fine del secolo decimosesto.
2 Mary Mulshaw di Gayhurst, nel Buckinghamshire settentrionale.
3 Egli confessa di essere stato per sei anni pensionato della regina Elisabetta e di
aver prestato giuramento per appartenere a tale corpo ed a nient'altro.
Dall'interrogatorio di Sir E. Digby, C.S.P.D., James I, Gunpowder Plot Book, parte II,
n. 135.
4 A Pitstone, sette miglia ad est di Aylesbury, nel Buckinghamshire.
5 Questa sorella, Magdalen, entr nel convento delle benedettine a Bruxelles il 5
luglio 1608. Mor nel 1659. C.R.S., vol. XIV, p. 180.
6 William Mulshaw deve essere morto prima dell'autunno 1600, perch Roger Lee
entr in noviziato a Roma nell'ottobre di quell'anno.
7 Probabilmente la madre di Roger Lee che stava a Pitstone. Harrowden, la dimora di
Mrs. Vaux, si trovava a poco pi di dieci miglia da Gayhurst.
8 A causa della partecipazione di suo marito alla congiura delle polveri, a Lady Digby
fu interdetta l'educazione dei suoi due figli, i futuri sir Kenelm e sir John Digby.
Sopravvisse al marito per quasi cinquant'anni. Holy Oaks, la casa di suo marito a
Stoke Dry, lasciata da lei in eredit nel 1645, era ancora sotto sequestro per il suo
non-conformismo nel 1653, anno della sua morte. Victoria County History of
Rutland, vol. II, p. 223.
9 A quel tempo, William Atkinson, non essendo riuscito a pescare J. G. a Londra,
spiava le sue mosse in campagna ed inviava i suoi rapporti a Cecil. Verso il 1602 gli
scriveva: Si riferisce con molta verisimiglianza che Mr. John Gerard, Fisher [Padre
Percy] e Litstar [Padre Lister] vogliano partecipare ad una caccia a Beskwood Park,
perch non molto tempo fa essi erano con Mrs. Griffin di Dingley ed avevano deciso
di recarsi presso lady Markbam, moglie di sir Griffin Markbam, e parimenti Francis
Tresham, il giovane Vaux figlio ed erede di Mr. Griffin, li doveva accompagnare.
Beskwood Park era una riserva reale la cui sorveglianza era affidata a sir Griffin
Markbam. Hat. Cal., XII, p. 229.
10 In Narrative of the Gunpowder Plot, J. G. tratteggi con grande ammirazione il
carattere di sir Everard Digby. Egli fu molto compianto da tutti, conclude J. G., ed
ancora stimato e lodato da tutti in Inghilterra, tanto dai cattolici che dagli altri,
sebbene nessuno approvi quell'ultimo oltraggioso ed esorbitante attentato contro il re
e la patria, nel quale un uomo peraltro tanto degno fu cosi indegnamente coinvolto e
perduto, accusando un grande dolore a tutti quelli che lo conoscevano e specialmente
a quelli che lo amavano. Narrative, p. 90.
279

11 Il suo primo figlio, il celebre sir Kenelm Digby, nacque pi tardi, 1'11 luglio 1603.
12 L'uomo al quale si riferisce questa descrizione il famoso medico George Turner.
Aveva studiato a Cambridge ed a Padova e, sebbene fosse conosciuto come cattolico,
fu eletto membro del collegio dei medici il 12 agosto 1602, per raccomandazione di
sir Robert Cecil, che dalla corte di Oakland scrisse al presidente, dichiarando che era
irreprensibile se si astraeva dalla sua retrivit in fatto di religione, in cui peraltro non
assolutamente colpevole n di malizia n di avversione allo Stato; quindi pu
ricevere questo favore in considerazione del fatto che sul luogo egli molto stimato
per la sua scienza e per la sua pratica da diversi nobili e da altri oltre che da sua stessa
Maest. Egli mori il 10 marzo 1610. COOPER, Athen. Cantab., vol. II, pp. 526-527.
13 Nelle lettere che sir Everard Digby scrisse alla moglie durante la sua prigionia
nella Torre, ci sono molti messaggi per J. G., al quale egli si rivolge sempre come a
Fratello. Per esempio: Ringrazia tanto mio fratello per il suo dolce conforto ed
assicuralo che ora desidero la morte. PHILIP SIDNEY, A History of the Gunpowder
Plot, p. 127.
14 Non c' una relazione completa del discorso di sir Everard Digby al suo processo,
ma dalle lettere inviate alla moglie non c' dubbio circa la sua intenzione di parlare in
difesa di J. G. Ad esempio: Qualunque cosa possa fare per lui [J. G.] o per chiunque
dei suoi, la far a qualsiasi costo; finora non ho fatto molto, perch posso fare di pi
in pubblico, il che ritengo sia la cosa migliore. PHILIP SIDNEY, A History of the
Gunpowder Plot, p. 130.
15 Padre Percy. All'epoca della congiura delle polveri le case di sir Everard furono
saccheggiate: a Gothurst si trov un paio di ferri da ostie ed a Stoke Dry il suo calice
valutato 6 scellini ed 8 pence. P.R.O. Exchequer (Various), 178-3574.
16 J. G. non sta qui a pensare al conforto personale di un prete. Dietro la sua concisa
dichiarazione c' evidentemente l'idea che il successo dello sforzo di un missionario
dipende dall'eroica cooperazione di un laicato che sia pronto a dare la priorit ai
bisogni del sacerdote nella stessa disposizione delle case. Secondo tale prospettiva, le
case dei fedeli erano considerate soprattutto come la base da cui il prete poteva
operare. Quindi, una cura speciale doveva essere dedicata al luogo della cappella e
alle stanze del prete. Ci doveva essere un elaborato sistema di nascondigli in tutte le
parti della casa senza alcuna considerazione n della convenienza n dell'intimit
degli occupanti; come pure ci doveva essere un facile accesso all'aperta campagna nel
caso di un'improvvisa irruzione. Ci si aspettava che i laici presentassero i preti alla
societ del vicinato, e tutti insieme cooperassero intimamente al ministero
sacerdotale.

279

17 Waterperry, a sette miglia ad est di Oxford, fu per alcuni secoli la dimora della
famiglia Curzon, e per lungo tempo un centro della missione gesuita. Clare, figlia di
sir Francis Curzon di Waterperry, entr nel convento delle benedettine a Bruxelles.
C.R.S., vol. XIV, p. 178, 181.
18 Lady Agnes Wenman di Thame Park, a dodici miglia ad est di Oxford. Agnes
Wenman era figlia di George Fermor di East Neston nel Northamptonshire. Era una
lontana parente della famiglia Vaux, poich sua nonna era Maud, figlia di lord
Nicholas Vaux. Sembra che fosse un'amica intima di Elizabeth Vaux e che, all'epoca
della congiura delle polveri, tanto lei che suo marito fossero stati sospettati di
complicit. Sir Richard Wenman ricevette nel 1596 il titolo di cavaliere per le sue
gesta a Cadice e, molto tempo dopo che J. G. aveva scritto l'autobiografia, egli vide
realizzata la sua aspirazione, essendo insignito nel 1628 del titolo di Pari d'Irlanda col
titolo di barone e visconte Wenman. Thame Park era un'antica propriet cistercense.
Nella cappella costruita da Robert King, l'ultimo abate cistercense di Thame, ci sono
le tombe della famiglia, in una delle quali giace Padre Bernard Stafford (morto 1'11
giugno 1788), l'ultimo gesuita che servi come cappellano nella famiglia.
STAPLITON, Oxfordshire Missions, p. 251.
19 Costui era George Abbot, pi tardi arcivescovo di Canterbury. Era figlio di un
tessitore di stoffe di Guildford e fu perseguitato sotto Mary Tudor perch era un
fanatico protestante. Ci potrebbe spiegare perch fosse persecutore dei cattolici.
Essi (i non conformisti) possono aspettarsi poca piet quando il vescovo metropolita
fa da mediatore, scrisse il conte di Northampton nel 1612 riguardo ad alcuni
prigionieri cattolici. All'epoca del suo incontro con J. G. a Thame Park, Abbot era
professore nell'University College e lettore di Sacra Scrittura ad Oxford. Aveva
rigidi principi di dottrina puritana e le sue idee, racchiuse in orizzonti
pericolosamente angusti, trassero dal suo carattere abitualmente triste e tenebroso un
aspetto fanatico (D.N.B., I, p. 6). Pi tardi, nel 1599, divenne Decano di Winchester,
vescovo di Lichfield (1609), di Londra (1610) e infine arcivescovo di Canterbury
(1611). Nel 1621, durante una battuta di caccia nel Hampshire ebbe la sfortuna di
uccidere un battitore con una freccia scoccata contro un daino. Il diritto canonico
stabiliva che un prelato che avesse commesso omicidio incorreva in una
irregolarit, che lo rendeva incapace di esercitare la giurisdizione. Tre vescovi eletti
si rifiutarono di essere da lui consacrati e la sua questione teologica divenne, come
egli stesso disse, argomento di discussione dei laici e torn a gioia dei papisti e ad
ingiuria dei puritani. D.N.B., I, p. 5. DAVID MATHEW, The Jacobean Age, pp. 111113.
20 Se J. G. avesse letto il libro di ABBOT, Sex Quaestiones, di cui parla, avrebbe
apprezzato l'ironia della situazione. Prima di iniziare la confutazione della dottrina di
J. G. in merito all'equivoco, Abbot scrive: Gerard, come noi tutti riteniamo, ancora
in vita. Solo alcuni mesi fa egli si abilmente sottratto alla cattivit. Egli pu
risponder di persona, se io altero minimamente le sue parole. Sex Quaestiones, p. 5.
279

21 Dorrington, ricco puritano, si gett dal campanile di San Sepolcro 1'11 aprile
1600. Gli si trov addosso uno scritto in cui si leggeva: Signore, salva l'anima mia,
ed io loder il tuo nome. G. B. HARRISON, Last Elizabethan Journal, p. 77; citato
da Sidney Papers, II, 187.
22 Dorrington aveva lavorato come procuratore ed aveva ricoperto una carica alla
corte dello scacchiere. Si diceva che fosse stato cognato di sir Francis Walsingham
(COOPER, Athen. Cantab., vol. II, p. 164). Una copia della nota che egli lasci
conservata nella biblioteca di Keswich Hall nel Norfolk. Sembra che si fosse gettato
dal campanile della chiesa del Santo Sepolcro, la mattina in cui si doveva aprire un
processo contro di lui nella Star Chamber. Hist. MSS, Commission, XII Report,
Appendix, Part IX, p. 145.
23 Il profondo affetto di J. G. per Southwell e Garnet probabilmente fece s che egli
non fosse tenero nei suoi rimproveri. All'epoca di questa conversazione, J. G.
conosceva Abbot soltanto per un attacco di quest'ultimo a Southwell e, all'epoca in
cui scriveva (1609), per un attacco contro la memoria di Garnet che egli aveva
descritto come uno sciocco ubriacone. N prima n dopo, J. G. si scomod per
sapere che cosa Abbot avesse detto di lui in una conferenza tenuta ad Oxford
nell'autunno del 1597 e pubblicata l'anno seguente.

279

XXI. AMICI A CORTE


1599-1605
ora di tornare agli avvenimenti londinesi, per narrare quanto accadde
dopo la cattura di John Lillie e l'imprigionamento di quel gentiluomo che
aveva preso in affitto la casa insieme a me per i bisogni miei e per quelli
dei miei amici.
Poich non potevo tenerla pi a lungo, cominciai a cercarne un'altra. La
trovai e la presi in affitto. Ma una coabitazione era ormai da escludere,
poich non volevo abitare nella casa di chiunque fosse conosciuto come
cattolico. Cos feci in modo che la locazione fosse intestata al nipote di Mr.
Roger Lee, che io avevo accolto nella Chiesa insieme a sua moglie (1). La
gente non sapeva che egli era cattolico e, di conseguenza, la casa era al
sicuro da ogni sospetto. La usai per tre anni e per tutto quel tempo essa non
fu oggetto di una sola perquisizione. Perfino durante l'ondata di
persecuzione che si abbatt prima della morte della regina, allorch le
prigioni si affollarono di cattolici, nessuno le si avvicin.
Per tenerla impiegai uno scismatico, un uomo buono ed onesto. Quando
ero in casa egli attendeva alle mie necessit; e quando ero fuori, riceveva
le mie istruzioni per posta.
Agli occhi della gente egli appariva come il servo del gentiluomo che
aveva preso in affitto la casa, e tale appariva anche ai vicini. Essendo uno
scismatico, egli frequentava la loro chiesa; perci non destava alcun
sospetto n sulla sua persona, n sulla casa.
Comunque, quando tornavo in citt, entravo in casa sempre di notte e
durante i mesi estivi uscivo raramente. I miei amici erano soliti visitarmi
sia singolarmente che a due a due, alcuni un giorno altri un altro, poich
non desideravo che una folla di visitatori attirasse l'attenzione della casa.
Nessuno veniva accompagnato da servi, anche se si trattava di persone di
rango che erano abituate a camminare con numerosi domestici. Sia per
loro che per me era meglio agire in tal modo, perch mi era possibile
continuare cos molto pi a lungo (2).
Fu da questa casa che, non molto tempo dopo, Mr. Lee e tre altre persone
partirono per il noviziato (3). Adesso sono tutti sacerdoti e svolgono una
grande attivit nella Compagnia. L'unica persona che per il momento non
attiva Padre Strange, che si trova prigioniero nella Torre, dove ha sofferto
la crudele tortura ed ha trascorso un periodo di rigorosa segregazione.
Naturalmente egli deve trovare dura e deprimente questa solitudine; ma
279

non mai solo l'uomo che ha Dio per compagno per consolarlo e per
compensare abbondantemente la mancanza di quei conforti che noi
andiamo cercando nelle cose create. Quando ero prigioniero a Clink, Padre
Strange era solito visitarmi. Egli era cattolico prima che io l'incontrassi, e
mi accorsi subito che era un giovane interessante e pieno di talenti; inoltre
era figlio unico ed erede di un grande patrimonio. Dal momento che
poteva muoversi a suo agio in buona compagnia, lo indussi a venire spesso
a visitarmi. Alla fine fece gli Esercizi Spirituali, nel corso dei quali si
convinse che era suo dovere seguire Nostro Signore Ges Cristo ed entrare
nella Compagnia. Ma finch non avesse preso le disposizioni necessarie
(egli doveva vendere le sue propriet), lo sistemai in casa di Padre Garnet,
in maniera che non perdesse l'ideale che aveva concepito, anzi lo
rafforzasse. Rimase presso Padre Garnet per circa due anni; finalmente
riusc a districarsi dai suoi impegni temporali. Quindi recise, per cos dire,
gli ultimi legami che assicuravano la sua barca alle prode inglesi e pass
nel continente, divenendo un uomo libero (4).
Prima di partire, egli mi present ad un suo amico, l'attuale Padre Hart (5).
Anch'egli era figlio unico; suo padre, uomo facoltoso, pare che sia ancora
vivo. Sebbene non gli avessi dettato gli Esercizi, potevo vederlo di tanto in
tanto (ci fu dopo la mia fuga) e, al posto degli Esercizi, gli insegnai il
metodo della meditazione quotidiana. Inoltre gli diedi da leggere alcuni
libri devoti tra i quali P. Girolamo Platus. Queste letture destarono in lui il
desiderio della vita religiosa e della Compagnia. Adesso lavora nella
missione inglese e si muove a suo agio nella buona societ, alla quale era
abituato prima di abbandonare il mondo.
Il terzo fu l'attuale Padre Thomas Smith che stato a St. Omers durante gli
ultimi due anni. Egli si era laureato in lettere ad Oxford e, quando lo
incontrai per la prima volta, era precettore del giovane barone, figlio della
mia ospite (6); perci avevo molte occasioni per parlare con lui. Tuttavia
egli era uno scismatico e mi accorsi di non poter far nulla con lui, neanche
turbare quell'atteggiamento soddisfatto del suo spirito. Era proprio il tipo
che pu a ragione dire col profeta: Il mio ventre aderisce alla terra.
Come tutti abbiamo sperimentato, persone del genere si lasciano scuotere
pi difficilmente degli stessi eretici. Tuttavia conversava spesso con me e
frequentava le mie pubbliche istruzioni. Ma egli giaceva come
addormentato in un sonno profondo, quasi in letargo; si avvertiva quasi la
resistenza dell'uomo forte, armato per difendere la tranquillit della sua
casa. Ma alla fine giunse uno pi forte di lui che lo sconfisse e lo spogli e
279

lo avvinse, impadronendosi delle sue opere di difesa. Questo guerriero, che


ebbe ragione di lui, fu il fanciullo che ci stato donato.
Proprio la notte di Natale (7), mentre noi tutti e la servit quasi al
completo eravamo radunati per celebrare la nascita del Signore, egli se ne
stava a letto. Ma non poteva dormire e cominci a sentire un senso di
vergogna quando prese a riflettere che i tre ragazzi (8) ai quali insegnava
erano in piedi a cantare le lodi del Signore e che, con la loro condotta, gli
stavano impartendo una tacita lezione che avrebbe dovuto dare a loro.
Destato dal sonno dalle grida del divino Infante, cominci a considerare
tutto il tempo da lui sciupato, mentre fanciulli ed ignoranti si affollavano
davanti a lui sulla strada del Regno. Fu assalito da un tremito. Si irrit del
suo ritardo, salt dal letto, scese immediatamente in cappella e buss.
Chiese di vedermi subito. Siccome ero occupato, gli feci dire dal
messaggero di rimandare la cosa al mattino, quando sarei stato lieto di
parlargli. Ma non fu soddisfatto. Disse che doveva parlarmi subito, perci
gli feci riferire di pazientare un po'. Quando finii il mattutino, andai ad
incontrarlo cos come mi trovavo, rivestito ancora del camice. Appena mi
vide, si gett ai miei piedi.
Padre, mi disse in lacrime, per amor di Dio, vi prego di ascoltare la mia
confessione.
Meravigliato del cambiamento che si era prodotto in lui, gli dissi di
calmare il suo spirito e gli assicurai che lo avrei ascoltato a tempo
conveniente, perch doveva pensare per prima cosa a prepararsi bene.
Padre, rispose, ho indugiato gi troppo tempo. Per amor di Dio non mi
dite di rimandare ancora.
Avete ragione, dissi. necessario agire subito. Ma una cosa posporre la
vostra confessione, un'altra prendere il tempo necessario per la
preparazione. Se non vi preparate e non esaminate attentamente la vostra
coscienza, dal momento che nulla ve lo impedisce, a nulla gioverebbe la
vostra confessione e la mia assoluzione.
E se io muoio nel frattempo?, egli insistette.
In tal caso, dissi, risponder io per voi davanti a Dio. Adesso andate e
destate nel vostro cuore un vero dolore per aver offeso un Dio cos buono.
Egli si lasci convincere, ma era ancora in lacrime quando mi lasci. Dopo
alcuni giorni impiegati in un attento esame di coscienza, divenne cattolico
e si un a noi per celebrare gli ultimi giorni della solennit di cui aveva
omesso il primo.
Queste tre persone partirono per il Belgio con Mr. Lee. Di l si portarono a
Roma per fare il noviziato a Sant' Andrea, ad eccezione di Padre Rart.
279

Questi li raggiunse pi tardi; ma alcuni affari particolari lo riportarono


prima degli altri in Inghilterra, dove si trova ancora impegnato in un lavoro
proficuo.
Durante le mie visite a Londra, non permettevo che venissero in casa mia
tutti quelli con i quali ritenevo opportuno un incontro. Alcune volte mi
recavo io stesso nelle loro abitazioni, specialmente di notte e durante il
periodo invernale.
Una volta una signora mi chiam in casa sua per ascoltare la confessione
di un gentiluomo che frequentava la corte. Questi era stretto amico di suo
marito, che era anch'egli cattolico e che io conoscevo molto bene. Sebbene
fosse ancor giovanissimo, questi era uno dei principali condottieri della
guerra irlandese (9).
Il cortigiano che egli mi port a visitare era un barone che adesso, mentre
scrivo, ha ereditato il titolo di conte alla morte del padre (10).
Questo giovane barone desiderava confessarsi. Poich non lo avevo mai
incontrato prima, io cominciai, come ero solito fare, col domandargli se si
fosse preparato.
S, rispose.
Vi accostate spesso ai sacramenti?. Due o tre volte all'anno.
Sarebbe meglio, dissi, se li riceveste pi spesso. Allora non avreste
bisogno di prepararvi cos attentamente. Stando cos le cose, vi consiglio
di impiegare alcuni giorni a fare un buono ed attento esame di coscienza,
come vi mostrer. Cos quando verrete per la confessione, ne trarrete
maggior beneficio ed entrambi saremo soddisfatti. Per il futuro vi
pregherei di accostarvi con maggiore frequenza ai sacramenti. Quindi gli
elencai le ragioni per le quali doveva regolarsi in tal modo.
Egli mi ascolt molto pazientemente. Quando terminai, egli disse:
Far volentieri quanto mi suggerite, ma la prossima volta. Per adesso non
mi assolutamente possibile rimandare oltre la confessione.
Perch?, gli chiesi.
Domani mi trover in pericolo di morte, perci voglio fare adesso i miei
preparativi.
Che cosa intendete dire?, gli domandai.
Sono stato offeso a corte da un gentiluomo, rispose, ed in maniera da non
poter passarci sopra. L'onore mi obbliga a sfidarlo a duello. Ci
scontreremo domani in un posto fuori citt.
Cielo! esclamai. Non sapete che cosa significhi ricevere i sacramenti in
questo stato? Non questo il modo di prepararsi ad affrontare il pericolo;
non potete mettere a posto la vostra coscienza, in questa maniera. Certo
279

posso pensare che foste in buona fede quando vi siete proposto di


confessarvi. Ma cos facendo, ecciterete ancor pi lo sdegno di Dio e vi
allontanerete maggiormente da Lui. I sacramenti non possono avere effetto
alcuno, se vi, accostate alla confessione col proponimento di vendicarvi.
Inoltre, la cosa che vi siete ripromesso di attuare non solo peccato in se
stessa, ma vi espone alla scomunica. Vi supplico a scacciare questa idea
dalla mente. Ci deve essere qualche altra maniera per difendere il vostro
buon nome. Se il vostro onore che volete tutelare, non questa la strada
da seguire. Ci che in realt volete difendere il vostro buon nome
nell'opinione degli uomini che non contano per nulla, poich questa
gente che antepone la propria posizione nel mondo all'onore ed al
beneplacito di Dio.
Ormai non mi posso ritirare, rispose quegli. Troppe persone lo hanno
udito. Anche la regina lo sa; ella ha comandato espressamente che non
passiamo ai fatti.
Tanto meglio, ribattei. Quale pi valida ragione potreste addurre, per
revocare tutto, che l'obbedienza agli ordini della regina? Inoltre, voi siete
conosciuto come intimo amico del conte di Essex, che adesso caduto in
disgrazia presso di lei (11). Se sconfiggete il vostro avversario, la regina
per ferire il vostro amico conte di Essex, certamente vi punir per aver
frustrato i suoi desideri. Se lo uccidete, ella vi toglier la vita per la stessa
ragione. D'altra parte, se perdete, allora nella vergogna della sconfitta
resterete privo dell'onore che adesso vi accingete a difendere. Ma, ci che
pi conta, se voi siete ucciso nell'atto stesso di eseguire la vostra vendetta,
cadrete in perpetua vergogna e piomberete nel castigo eterno. E mentre vi
schermite dalle stoccate che il vostro avversario cerca di portare al vostro
corpo, ad ogni passo il demonio cercher di confiscare fino alla guardia la
sua spada nella vostra anima.
Nonostante tutto, il rispetto umano ebbe il sopravvento giacch, dato il suo
impegno, era quello che lo influenzava Perci rispose:
Padre, vi supplico di pregare per me e, se lo potete, di ascoltare la mia
confessione.
Questa fuori questione, dissi. Voi non siete nella necessit di difendere il
vostro onore, come lo potreste essere in caso di guerra. Voi siete lo sfidante
ed avreste potuto evitare il duello, poich vi erano altri mezzi per difendere
il vostro buon nome. Se adesso parlate di necessit, siete stato voi che
l'avete resa tale. Siete stato voi che avete insistito in questa sconsigliata
impresa. Tuttavia, vi dico quanto intendo fare. Ecco un frammento della
vera croce tratto dal mio reliquiario. Io lo porr su un Agnus Dei (12) in
279

maniera che lo possiate portare sulla vostra persona. Con questo potrete
forse sperare che Dio, per suo riguardo, vi protegga dal pericolo e vi
conceda tempo per pentirvi. Ma badate bene che non intendo darvelo per
confermarvi nel vostro perverso proposito. Ve lo do perch lo portiate
addosso con riguardo e con reverenza affinch, qualora vi troviate in
pericolo - cosa che non vi auguro - Dio si compiaccia di farvi grazia della
vita per la buona volont che dimostrate nell'onorare la Sua croce.
Egli prese il dono con gratitudine e devozione e lo fece cucire all'interno
della sua camicia proprio sul cuore, poich avevano deciso di battersi in
maniche di camicia senza armatura. Dio permise che il suo avversario
portasse un preciso affondo sul suo cuore. La spada for la camicia, ma
non raggiunse l'epidermide. A sua volta, egli fer l'avversario spedendolo a
terra. Tuttavia, gli risparmi la vita e si allontan vincitore. Tutto trionfante
venne a riferirmi come fosse stato salvato dal potere della Santa Croce.
Quindi, mi ringrazi vivamente e mi promise di essere pi attento in
avvenire.
In seguito la regina lo prese molto a benvolere e gli concesse un regolare
servizio a corte. Ben presto, per, egli si stanc di quella vita e, quando
mor suo padre, spos la vedova del conte di Essex (13). Questa era
eretica, ma egli la rese cattolica. Adesso, secondo quanto mi si riferisce,
conducono entrambi una vita cattolica in Irlanda (14).
Ormai tempo di tornare al cavaliere che mi present a questo barone.
Seguendo il mio consiglio, egli pass diversi giorni ad esaminare
attentamente la sua coscienza; quindi fece una confessione generale col
proposito di condurre, in avvenire, una vita migliore. Quando, in seguito,
mi disse che era ansioso di tornare alla campagna d'Irlanda, io restai in
dubbio sulla legittimit dell'impresa. Allora egli mi promise che se i
sacerdoti del luogo, ai quali l'indirizzavo, l'avessero ritenuta illegittima
(essi si trovavano sul luogo ed erano, quindi, nella posizione migliore per
giudicare), egli avrebbe declinato l'incarico e sarebbe tornato in
Inghilterra. Subito dopo il suo arrivo in Irlanda, fu ucciso in battaglia da
una palla di moschetto, mentre dava l'assalto ad un bastione ed incitava i
suoi uomini a seguirlo. Ma egli si era consultato coi preti (mi comunic
questo per lettera) e questi avevano asserito che era legittimo combattere
contro il partito cattolico, perch nessuno sapeva con esattezza perch
avesse preso le armi.
Dopo la sua morte si verific un fatto straordinario, che non posso
tralasciare. Sua moglie era una signora devota. L'ultima cosa che si
aspettava era la notizia della morte del marito. In quel periodo, per, ella
279

sentiva ogni notte dei colpi alla porta della sua camera. Erano dei colpi
forti che la svegliavano. Anche le cameriere che erano nella stanza li
sentivano, ma quando aprivano la porta non scorgevano nessuno. Perci
ella si rivolse ad un prete affinch restasse nella stanza con lei e con le
cameriere fino al sopraggiungere dei colpi. Appena li ud (cominciavano
sempre alla stessa ora), il prete si rec a vedere che cosa stesse avvenendo,
ma ancora una volta non c'era nessuno. Il rumore dei colpi dur dal giorno
della morte fino a quello in cui ne giunse notizia. Era come se un angelo la
invitasse a pregare per l'anima del marito.
Durante le mie visite a Londra ebbi spesso occasione di incontrare uomini
di rango e potei confermarli nella fede, dirigerli e, in alcuni casi, ricondurli
alla Chiesa. Molti portarono dei membri della loro famiglia e alcuni loro
amici a farmi visita.
Un uomo mi chiese di uscire con lui a cavallo per andare ad incontrare un
suo amico in una localit a due miglia da Londra. Questi era una persona
ricca ed influente: senza alcun dubbio, la persona pi importante della sua
contea. Il suo grado era immediatamente sotto a quello di un barone - non
era n un conte, n un pari - e tutta la sua vita era dedita alla ricerca del
piacere.
Cos, ci incontrammo. Gli dissi chi ero ed egli mi salut cortesemente, ma
allo stesso tempo non volle mostrare che mi conosceva. Quindi recitai la
parte del cattolico ansioso che tutti divenissero come lui. Allora gli dissi
come avessi sentito dire che egli era amico dei cattolici, ma il peggior
nemico di se stesso, perch restava fuori della Chiesa. Sollev subito la
questione se dovesse divenire cattolico per salvarsi l'anima, e gli dimostrai
che ci era necessario. Molto pi arduo, per, era staccare la sua volont
dai piaceri del mondo; e fu in questa direzione che portai il mio attacco.
Con la grazia di Dio abbattei le sue difese e praticai una breccia, attraverso
la quale un buono e salutare consiglio trov la strada per giungere al suo
cuore. Fino a quel momento mi aveva parlato e mi si era rivolto come ad
un gentiluomo e come ad un amico di un suo amico, ma allora disse: Voi
siete l'uomo che ascolter la mia confessione. Cos, stabilimmo il
momento ed il luogo conveniente in cui sbrigare la cosa a nostro agio.
Pochi giorni dopo, egli giunse alla casa del mio amico vicino a Londra,
dove si sofferm finch, con la dovuta preparazione, fu pronto a fare la
confessione. Da allora in poi divenne uno dei miei pi insigni benefattori.
Finch non abbandonai l'Inghilterra, mi assegn mille fiorini annui, oltre i
cavalli e le altre cose di cui occasionalmente avevo bisogno (15).
279

Questo stesso gentiluomo mi present a suo cognato, figlio e fratello di un


conte ed egli stesso erede della contea (16). Andai ad incontrarlo nello
stesso luogo. Prima che tornassimo a separarci, Dio tocc anche il suo
cuore e gli concesse la grazia della conversione. Egli rimase soddisfatto su
tutti i problemi di fede e di morale e qualche giorno dopo lo resi cattolico.
Sono certo che, a Dio piacendo, egli diventer uno dei principali sostegni
della Chiesa.
Usavo la mia abitazione per amministrare i sacramenti a questi e ad altri
gentiluomini, ma badavo bene a non attirare sul luogo l'attenzione del
pubblico, per timore che divenisse conosciuta come casa cattolica.
Desideravo usarla come mio rifugio a Londra (naturalmente, per tutti i
sacerdoti, e particolarmente per me, il rischio era pi grande a Londra che
in qualsiasi altro luogo). Uomini influenti ed altolocati sapevano che
potevano visitarmi senza alcun rischio di una improvvisa irruzione, perci
venivano con grande tranquillit. Provai per esperienza quanto fosse da
loro apprezzata tanta precauzione, poich essa contribuiva molto alla loro
ed alla mia sicurezza.
Mantenni questa casa per tre anni, dopo i quali la cedetti ad un amico
cattolico, prendendone un'altra proprio vicino allo Strand, la via principale
di Londra. In questa strada viveva la maggior parte dei miei amici, perci
potevamo con maggior facilit scambiarci visite reciproche. Dopo essermi
trasferito, costatai come fosse rimasta completamente immune da ogni
sospetto la casa che avevo abbandonato e che avevo abitato per tre anni.
Un giorno il mio domestico mand a chiamare il giardiniere che egli aveva
conosciuto nella mia vecchia casa, perch c'era bisogno di ripulire il
giardino (17). Questi venne e fece osservare casualmente: Sapete, le
persone che hanno preso la vostra casa sono dei papisti, volendo dire che
i precedenti occupanti erano buoni protestanti.
Era un posto favorevole e molto comodo, munito di ingressi privati davanti
e di dietro; inoltre, vi avevo fatto costruire dei sicuri nascondigli. Ci sarei
potuto restare senza il minimo rischio al riparo da ogni sospetto ancora per
lungo tempo, se non fosse stato per alcuni amici che durante la mia
assenza da Londra avevano usato la casa in maniera indiscreta (18).
Tuttavia, vi rimasi al sicuro proprio fino al terribile tumulto conosciuto
come la congiura delle polveri, di cui tra breve dar un rapido resoconto.
Nel frattempo alcuni amici mi presentarono ad un altro gentiluomo, che a
quel tempo era erede di una baronia ed attualmente un pari. Con la grazia
di Dio, riuscii a persuaderlo ad accettare il giogo della legge di Dio e a
professare la fede cattolica, quindi lo accolsi nella Chiesa.
279

Un altro signore (19) che avevo conosciuto e che avevo spesso incontrato,
prima di diventare gesuita, cadde ammalato. La sua vita era stata dedita
alla ricerca del piacere, perch era straordinariamente ricco e dissipato. Il
suo unico pensiero era stato quello di divertirsi ed egli avrebbe potuto fare
da un momento all'altro una brutta fine, se Dio non gli avesse usato
pazienza e non lo avesse spinto al momento giusto al pentimento. Sebbene
fosse seriamente ammalato, il pensiero della morte non gli era passato
neanche per l'anticamera del cervello.
Quando mi giunse notizia della sua malattia, feci in modo che mi
portassero in camera sua verso le undici di sera, dopo che tutti i suoi amici
si erano allontanati. Egli mi riconobbe e fu lieto della mia visita. Allora gli
spiegai perch mi ero recato da lui e lo esortai a riflettere seriamente sullo
stato della sua anima mentre era ancora in tempo. Gli dissi che, lasciando
da parte il modo in cui aveva sperperato il suo patrimonio, avrebbe fatto
bene a rendere Dio non suo Giudice, ma suo Amico e Padre amoroso. Lo
stato di spossatezza in cui si trovava lo indusse ad ascoltarmi e cos nel
tempo opportuno Dio ci ascolt e nel giorno della salvezza ci aiut,
giacch egli si disse pronto a fare la confessione all'istante. Comunque, gli
dissi che sarei passato la notte successiva; nel frattempo gli suggerii di
invitare un suo amico, che io conoscevo, a leggergli la Spiegazione dei
Comandamenti di Padre Luis de Granada. Gli dissi di passare un po' di
tempo a riflettere su ogni comandamento, per cercare di ricordare come e
quante volte lo avesse trasgredito e per suscitare un atto di dolore, prima di
passare al successivo. Me lo promise ed io mi impegnai a tornare la notte
seguente. Fui puntuale ed ascoltai la sua confessione, dandogli tutto l'aiuto
possibile, perch il tempo passato nella preparazione era stato breve e
perch, sebbene egli avesse ancora forza, non intendevo arrischiarmi a
rimandare ancora la sua confessione. Lo invitai ad accertarsi che fossero
estinti tutti i suoi debiti, che erano rilevanti perch egli era stato molto
prodigo, e lo esortai anche a redimere i suoi peccati mediante elemosine.
A tutto questo provvide nel testamento che redasse il giorno seguente.
Lasci, inoltre, una somma cospicua per opere pie, somma che, a quanto
mi si riferisce, venne puntualmente versata.
Quindi gli dissi di prepararsi a ricevere la Santa Comunione e l'Estrema
Unzione la notte seguente e di farsi leggere nel frattempo un libro di
devozione. Fece questo ed altro. Il giorno successivo egli esort tutti quelli
che andarono a visitarlo a non perder tempo per ordinare la loro vita
secondo i desideri di Dio ed a non attendere l'ultimo momento come aveva
fatto lui.
279

Non

fate assegnamento sulla speciale misericordia che Dio mi ha usato;


ci sarebbe presunzione ed offendereste Dio. Sotto questo rispetto io ho
meritato l'inferno pi di mille volte. Disse molte cose del genere con
ardore e senza soggezione, facendo meravigliare tutti del cambiamento
avvenuto in lui. Quando i suoi amici gli suggerirono di nascondere il
crocifisso che aveva al collo (io gli avevo prestato la mia croce piena di
reliquie, in maniera che potesse baciarla e fare atti di devozione e di
amore), egli rispose: Nasconderlo? Non lo nasconderei neanche se nella
mia camera ci fosse il pi fanatico degli eretici. Fin troppo son rimasto
lontano dalla professione della mia fede. Se adesso Dio mi concedesse
vita, mi dichiarerei apertamente cattolico. Erano tutti stupiti del suo modo
di parlare, ma nello stesso tempo erano anche molto commossi ed edificati.
Allo stesso modo parl davanti a tutti i pari e a tutti i grandi personaggi
che andarono a visitarlo.
Cos la sua conversione divent di dominio pubblico ed in seguito pass
per la bocca di molti cortigiani. Quando andai a trovarlo la terza notte
secondo la promessa, egli si confess di nuovo con grandi segni di
pentimento. Quindi chiese di ricevere il sacramento dell'Estrema Unzione.
Mentre compivo il rito, egli si disponeva in maniera che potessi
raggiungere con facilit le parti del corpo che dovevo ungere. Lo si
sarebbe detto cattolico gi da molti anni. Era cos felice che alla mia
domanda: Confidate completamente nei meriti di Cristo e nella
misericordia di Dio?, egli rispose:
Certo, come potrei fare diversamente? Se non fosse per la grande
misericordia che Egli ha mostrato verso di me, sarei dannato all'inferno.
Quando riguardo me stesso, non vedo alcun motivo di speranza e sono
assalito da grande tremore; ma sono pieno di speranza nella misericordia e
nella bont di Dio. Egli mi ha atteso per tanto tempo ed ora mi ha
chiamato, quando ormai ero l'ultimo a meritarlo.
Quindi, prendendo mi la mano, continu:
Inoltre, padre, non so come dirvi quanto vi sia debitore. Dio vi ha
mandato per portarmi questa felicit.
Mi accorsi, tra l'altro, che non aveva alcuna tentazione contro la fede. Egli
credeva e professava nella maniera pi ferma ciascun articolo del credo;
era chiaro, perci, che Dio aveva infuso nella sua anima l'abito di molte
virt.
Quindi, allestii un altare nella sua camera (avevo portato con me tutto il
necessario) e celebrai la messa, cui egli assist con grande devozione e con
grande conforto. Pi tardi gli portai il Viatico che non avrebbe potuto
279

ricevere con maggior devozione. Quando tutto fu compiuto, gli diedi


alcuni brevi consigli per aiutarlo, nel caso che dovesse cadere in agonia
prima del mio ritorno. Quando lo lasciai, era pieno di consolazione.
Quanto straordinaria la Provvidenza! Poche ore dopo egli rese l'anima a
Dio. Fino all'ultimo momento implor misericordia e ringrazi Dio per
tutta la grazia che aveva ricevuto. Prima di morire, disse agli astanti di
provvedere affinch fossero impiegati nell'uso dell'altare alcuni suoi abiti
rossi di porpora: egli li aveva ricevuti dal re quando era stato nominato
cavaliere del Bagno. L'investitura di questo ordine ha luogo soltanto
durante la cerimonia dell'unzione ed incoronazione del re. Questi cavalieri
godono la precedenza su tutti gli altri eccetto quelli del nobilissimo ordine
della Giarrettiera, e quasi tutti sono conti o pari. (Egli era cavaliere
dell'ordine del Bagno, come dicevo, e desiderava che fossero adattate
all'uso dell'altare tutte le vesti delle quali era stato rivestito durante
l'incoronazione). Gli erano piaciuti i miei paramenti. Sebbene fossero
leggeri e facilmente trasportabili, erano fatti magnificamente di seta rossa
ornata di ricami d'argento. Dopo la sua morte le vesti mi furono
consegnate, secondo il convenuto. lo le feci trasformare in due paramenti
completi di colore differente, uno dei quali si trova adesso nell'istituto di
St. Omers. In tal modo potei soddisfare il pio desiderio di un gentiluomo la
cui conversione, a mio avviso, fu un grande segno della bont e della
Provvidenza di Dio.
Nello stesso periodo accolsi nella Chiesa una signora, moglie di un
cavaliere che adesso un ottimo e provvido amico dei nostri padri. A quel
tempo suo marito era protestante, ma io avevo assistito suo fratello durante
gli Esercizi Spirituali per fargli disprezzare il mondo e seguire i consigli di
Cristo. Fu lui che mi present alla sorella. Dopo averle parlato una o due
volte, ella divenne cattolica, sebbene fosse ben conscia delle gravi
sofferenze alle quali andava incontro non appena l'avesse saputo il marito.
Accadde proprio cos.
Dapprima egli fu gentile con lei, quindi pass alle minacce tentando ogni
mezzo per ritrarla dalla sua risoluzione. Per lungo tempo sembr che non
ci fosse altro da fare per lei, se non separarsi dal marito, e perdere tutto ci
che aveva al mondo per possedere la sua anima in pace. A causa della sua
conversione, il marito fu privato della carica che ricopriva nello Stato; ed
ella sopport con grande fortezza questa prova. Rimase ferma ed
imperturbabile, e con l'esempio della sua pazienza e della sua bont influ
sul marito, il quale dapprima divent amico dei cattolici e poi divenne
279

cattolico egli stesso. Padre Walpole, al quale lo presentai prima che


abbandonassi l'Inghilterra, lo accolse nella Chiesa.
Ci furono molte altre conversioni, delle quali non posso narrare
separatamente. Il mio racconto ormai del tutto sproporzionato alle cose
insignificanti che riferisce. Quanto io ho fatto nulla se viene paragonato a
quello che stato realizzato dagli altri. Tuttavia c' una cosa che non posso
tralasciare. Questa mi procur una gioia particolare a motivo della persona
che vi fu implicata, perch penso di non aver amato nessuno pi
sinceramente.
Sir Everard Digby, del quale ho pi sopra parlato, aveva un amico al quale
era profondamente attaccato (20). Egli me lo aveva spesso decantato ed era
ansioso di farmi incontrare con lui, per vedere se fosse possibile
conquistarlo. Il gentiluomo occupava a corte una mansione che richiedeva
la sua quotidiana presenza alle dirette dipendenze del re. Siccome egli non
poteva assentarsi molto tempo per volta, ci volle molto prima che
riuscissimo a fissare un appuntamento.
Alla fine sir Everard incontr il suo amico quando entrambi ci trovavamo a
Londra e gli chiese di venire a casa sua ad un'ora fissata per fare una
partita a carte. Non fuor di luogo rilevare che le carte sono, per cos dire,
i libri che quasi tutti questi gentiluomini londinesi studiano giorno e notte.
Egli accett di andare. Quando arriv, invece di trovarci intenti alle carte,
ci vide impegnati in una conversazione molto seria. Sir Everard lo preg di
porsi a sedere, finch non fosse giunto il resto della compagnia. Quindi,
durante una pausa della conversazione, sir Everard disse:
Ci siamo impegnati entrambi in una conversazione molto seria. Abbiamo
discusso, infatti, di religione. Rivolgendosi poi al gentiluomo, aggiunse:
Voi sapete che io sono ben disposto verso i cattolici e verso la fede
cattolica; ho argomentato tuttavia contro la fede con questo mio amico, per
vedere quale difesa sia capace di opporre. Egli un cattolico fervente, e
non ho alcun timore di dirvelo. Quindi, volgendosi verso di me: mi preg
di non adir armi se lo tradivo davanti ad un estraneo. Poi continu:
Debbo, per, riconoscere che egli ha difeso cos validamente la sua
posizione che non ho saputo controbatterlo. Sono molto lieto quindi che
siate venuto a trarmi d'impaccio.
Il visitatore era giovane e sicuro di s. Con la sua abilit e con un
argomento tanto interessante sul quale disputare, pensava che avrebbe
trionfato di tutti senza difficolt e, come mi disse pi tardi, mi riguardava
un po' dall'alto.
279

Egli cominci a sollevare obiezioni contro tutto quello che andavo


dicendo. lo attesi pazientemente e, quando fin di parlare, gli risposi con
poche parole. Quindi torn alla carica e cos continuammo a discutere
insieme per circa un'ora. Finalmente io esposi il mio punto di vista in
maniera pi diffusa e lo confermai con passi della Scrittura, con
affermazioni dei Padri e con argomenti che mi venivano a portata. Come
spesso mi capitava in occasioni del genere, sentivo che Dio mi metteva le
parole sulle labbra, mentre parlavo con grande foga a favore della sua
causa. E ci Egli faceva non gi per mio riguardo, n per alcun mio merito.
Egli agiva proprio come quando dona il latte ad una madre allorch questa
ha un bimbo che abbisogna del nutrimento del suo seno. Il gentiluomo si
mostrava desideroso di apprendere. Non era il tipo capace di contestare ci
che gli si presentava col crisma della verit; perci ascoltava in silenzio
mentre, in tono pi persuasivo ed efficace del mio, Dio andava parlando al
suo cuore. Dio gli diede orecchie per intendere e la parola cadde non
gi sulla roccia, n tra le spine, ma sul terreno fertile, un terreno cos
fertile che,con la grazia di Dio, produsse il centuplo nella stagione del
raccolto. Prima di ripartire, decise di diventare cattolico. Port via con s
un libro che lo aiutasse a prepararsi alla confessione, che fece prima dello
scadere della settimana.
D'allora in poi, si propose di non limitarsi alla semplice osservanza dei
comandamenti. Dio, infatti, lo stava preparando a cose ben pi alte.
Ricorreva spesso a me per consiglio ed accettava prontamente ogni mio
suggerimento; n vi era pericolo che se lo facesse sfuggire dalla mente,
anzi agiva sempre di conseguenza e con molta prontezza. Ogni giorno
esaminava attentamente la sua coscienza e, quando impar a meditare,
cominci a fare la meditazione ogni mattina. A tal fine, doveva alzarsi
molto presto: in ogni caso, prima del re. Durante l'estate ci significava
all'alba, perch il re andava ogni giorno a caccia ed egli, a motivo del suo
ufficio, doveva assistere alla sua colazione (21). Leggeva con fervore libri
di devozione e ne portava sempre uno in tasca. Avreste dovuto vederlo a
corte o nella sala delle adunanze, specie quando questa era gremita di
cortigiani e di nobildonne famose. Egli si avvicinava ad una finestra e
leggeva un capitolo dell'Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis, libro
che conosceva dalla prima all'ultima pagina. Dopo quella breve lettura
ritornava tra la folla, ma la sua mente vagava altrove, assorta com'era nei
propri pensieri. La gente immaginava che stesse ammirando qualche bella
signora o che fosse intento a studiare la maniera di raggiungere un posto
pi elevato. In realt, egli non aveva nessun bisogno di preoccuparsi di ci.
279

Era figlio e fratello di un conte; inoltre, il suo ufficio a corte era molto
ambito e gli garantiva ogni giorno una continua dimestichezza col sovrano.
Egli era un uomo intelligente e sapeva trovare il momento opportuno per
fare le sue richieste. Infatti il re gli offr un ufficio (egli lo vendette pi
tardi) che, se lo avesse mantenuto, gli avrebbe fruttato pi di diecimila
fiorini all'anno. Tra non molto avrebbe certamente ricevuto un'alta
promozione perch era dotato di una abilit straordinaria nel rendersi
accetto ed amato da ciascuno. Infatti, dopo che egli aveva volto le spalle
alla corte ed abbandonato tutti gli onori mondani, sentii dire da diverse
persone, che occupavano a corte posti di rilievo e che avevano una grande
esperienza, che nel volger di quarant'anni essi non avevano conosciuto
nessuno che fosse stato cos universalmente amato e stimato da tutti e da
ciascuno. Ma, ci che pi importava, era un prediletto nella corte del Re
dei re ed aveva il cuore rivolto a premi pi grandi e pi duraturi. Mi chiese
di fare gli Esercizi Spirituali, durante i quali decise di abbandonare la corte
e di dedicarsi a cose che avrebbero reso la sua vita pi preziosa al cospetto
di Dio e pi utile al servizio del prossimo. Con tutta la rapidit che gli fu
possibile, dispose del suo patrimonio in maniera tale da liberarsene per
fuggire dall'Inghilterra. Quindi, con sorpresa generale, chiese ed ottenne
dal re il permesso di recarsi in Italia, dove ancora si trova. Egli cos ben
conosciuto che non c' bisogno di aggiungere altro. Aggiunger soltanto
una cosa. Da tutte le informazioni mi risulta che, dovunque egli stato, ha
lasciato una favorevole impressione, procurandosi una grande stima e
suscitando grandi aspettative (22).
Oltre sir Everard Digby, questo gentiluomo aveva un altro intimo amico:
era un uomo influente e molto ricco, che aveva grandi talenti ma era dedito
alla vita di mondo. Egli lo condusse a farmi visita nella speranza che io
riuscissi con la mia opera a farlo cattolico.
Tra le sue amiche c'erano due gentildonne, che lo amavano e ne erano
soggiogate. Il loro, per, era un affetto lodevole in vista del matrimonio,
perch sono sicuro che lo avrebbero preferito al pi grande conte
d'Inghilterra. Una di loro apparteneva alla corte ed era damigella d'onore
della regina, l'altra viveva in campagna e proveniva da una famiglia
cattolica.
Egli mi present la prima che, tramite il mio ministero, si fece cattolica.
Quindi le sugger di riporre il suo cuore in qualcosa di pi nobile della sua
persona, cio in Dio, al quale dovuto tutto il nostro amore. Perci le disse
che egli non avrebbe mai amato una donna se non con l'amore della carit,
avendo deciso di non sposarsi.
279

Per quanto riguarda la seconda, che era gi cattolica, egli la persuase a


farsi suora. Questa si trova adesso in religione e fa molti progressi (23).
Sono sicuro che questo gentiluomo fosse stato scelto ed eletto da Dio per
condurre molte anime alla pratica dei consigli di Cristo e per esserci
d'aiuto in molti modi.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XXI
1 Probabilmente sir Edmund Lenthall di Lachford, nell'Oxon, che era figlio di
Eleanor Lee. Sua sorella Agnes divenne benedettina a Bruxelles. C.R.S., vol. XIV, p.
178.
2 In questo periodo CedI ricevette un rapporto falso secondo il quale J. G. era partito
per l'Irlanda. Si supponeva che il gesuita J. G. si dirigesse in Irlanda passando per
Westchester. Ultimamente stato a Londra e si camuffato con una barba finta e con
una parrucca di un color marrone alquanto scuro. Ha la barba molto lunga, tagliata a
punta in maniera inappuntabile secondo la moda. In questa acconciatura stato visto
a Clerkenwell. Hat. Cal., XIV, p. 194.
3 Roger Lee entr in noviziato a Roma il 27 ottobre 1600. FOLEY, VII, p. 446.
4 Padre Strange entr nella Compagnia a Sant'Andrea nel 1601. Quando ritorn in
Inghilterra due anni dopo, si stabil con J. G. a Harrowden. In una lettera scritta
nell'agosto o nel settembre 1606, Padre Blount si riferisce all'imprigionamento di
Padre Strange: Padre Strange sta nella Torre con grande risolutezza e costanza,
nonostante le sue frequenti torture, tanto che i suoi stessi nemici lo lodano molto.
(Stonyhurst MSS, Anglia, vol. III, n. 64). Mrs. Vaux in una lettera, menzionata pi
tardi da J. G. nel suo racconto, parla delle propriet di Padre Strange: I suoi beni,
ella dice, sono e saranno, dopo la morte di sua madre, di 800 libbre all'anno. La stessa
notizia che egli stava in questa maniera [era stato arrestato] ucciderebbe la madre,
essendo figlio unico. C.S.P.D., James I, vol. XVI, n. 43.
5 Nativo di Kennington, nel Kent, studi alla Westminster School, ad Oxford e a
Londra, dove J. G. lo incontr. Egli stesso afferma che i suoi genitori appartenevano
alla classe agiata e potevano spendere duecento sterline all'anno. Quando, il 31
ottobre 1599, fu ammesso al Collegio Inglese, egli scrisse una relazione sugli inizi
della sua carriera, nella quale descrive il suo primo incontro con J. G. Mr. Strange,
scrive, promise di farmi conoscere Padre Garret [J. G.]... e non appena egli fu
menzionato, siccome avevo sentito parlare della grande fermezza con cui aveva
sopportato la tortura nella Torre di Londra, arsi dal desiderio di vederlo.... Racconta
poi come, dopo molti ostacoli prima che potessi vederlo, egli fu grandemente
sollevato dai suoi soavi consigli. (FOLEY, I, pp. 169170). Nel 1611 fu catturato a
Harrowden, quando la casa fu perquisita, essendosi diffusa la notizia che J. G. era
279

ritornato in Inghilterra. Mor nel Galles meridionale il 26 luglio 1650 all'et di


settantatr anni.
6 Siccome Elizabeth Vaux doveva render noto al consiglio come stava educando suo
figlio, fu una misura prudenziale assumere un precettore Scismatico. Smith fu
seguito da Tutfield, un altro scismatico, che pi tardi divenne precettore dei figli di
lord Mordaunt. Hat. Cal., XVII, p. 528.
7 Natale 1599. Thomas Smith entr nel Collegio Inglese di Roma il 24 ottobre
dell'anno successivo. Cfr. FOLEY, VI, p. 217. Thomas Smith era nativo dello
Staffordshire. Pi tardi divenne gesuita e naturalmente continu nella sua carriera di
insegnante a St. Omers.
8 Sembra che sia stato l'inizio d'una piccola scuola del genere di quelle che pi tardi
furono istituite presso le famiglie non-conformiste. Sono debitore a Padre Godfrey
Anstruther, O. P., dei nomi dei due ragazzi che furono educati con il barone. Uno fu
John Mulshaw, figlio di Thomas Mulshaw di Finedon, che vi rimase per cinque anni
prima di andare all'estero e di farsi gesuita. L'altro fu Henry Killinghall, che non era
del luogo, essendo nato nella prigione di York, dove i suoi genitori erano stati
imprigionati per la fede; in seguito fu mandato a Harrowden per i suoi studi. Nel
1609 entr nella Compagnia come fratello laico. C.R.S., vol. XXX, pp. 81, 84.
9 Forse sir Henry Norris, che si batt nelle Fiandre, in Bretagna ed in Irlanda e che si
trovava a Londra durante l'inverno 1598-1599. Sir Henry Norris, figlio del barone
Henry Norris di Rycot, vicino a Thame, fu ferito a Finniterston nel giugno 1599 e
mor dopo l'amputazione di una gamba. In una discussione di carattere familiare una
certa lady Susan Chamberlain racconta che sua cognata, lady Bridget Norris (nata
Kingsmil e nipote di Sir Robert CedI), moglie del fratello Thomas, diventata
fervida cattolica e si sforza di convertire le sue sorelle. (Hat. Cal., XIII, p. 160). Nel
novembre del 1598 Henry fu in Inghilterra di passaggio dovendosi portare in Irlanda
per la guerra, e si mostr chiaramente poco entusiasta dell'impresa. I suoi fratelli,
William (morto nel 1579), John (morto nel 1597) e Thomas morto nel 1599 (circa
nello stesso periodo di Henry) erano inestricabilmente coinvolti nella politica
irlandese ed improbabile che avessero gli scrupoli che J. G. attribuisce pi tardi a
questo cavaliere.
10 Richard de Burgh, barone Dunkellin, che successe al padre quale quarto conte di
Clanricarde, subito dopo questo incontro. Poich J. G. dice in seguito che a quel
tempo Essex si trovava in disgrazia, il fatto che egli passa a narrare deve essere
accaduto durante l'anno 1600.
11 Nel novembre del 1599, Essex torn dall'Irlanda per giustificare le misure che egli
aveva adottato. Fu imprigionato e alla fine fu liberato. Il duello quindi sarebbe
avvenuto fra la sua caduta in disgrazia verso la fine del 1599 e la sua esecuzione
capitale per alto tradimento il 25 febbraio 1601.
279

12 Vedi nota 22, capitolo I


13 Frances, figlia ed ereditiera di sir Francis Walsingham, segretario di Elisabetta, e
vedova, prima di sir Philip Sidney e poi di Robert Devereux, secondo conte di Essex,
il favorito della regina, che per tragicamente nel 1601. Cos l'unica figlia di
Walsingham, il grande persecutore dei cattolici sotto il regno di Elisabetta, divent
cattolica grazie all'influenza di J. G.
14 Dopo essere succeduto al padre come quarto conte di Clanricarde il 20 maggio
1601, Richard de Burgh si distinse nella battaglia di Kingsale. Pi tardi fu insignito
del titolo di conte di St. Albans. Egli era a Londra alla fine dell'estate e nel
susseguente autunno 1602; presumibilmente fu a quell'epoca che J. G. lo incontr. In
una lettera di cronaca del 25 agosto 1602, Padre Rivers scrive: Il giovane conte di
Clanricarde che somiglia molto al defunto conte di Essex, sta diventando un favorito
e si pensa anche che il segretario sia d'accordo con lui, perch egli uno di quelli che
riesce spesso a persuaderla in ci che essi vorrebbero, ma che essi stessi non osano
dire. (FOLEY, I, p. 46). Suo figlio, il quinto conte, descritto dallo storico LECKY
(vol. II, p. 163) come un uomo dotato di un forte senso della vita senza paura e
senza macchia... un sincero cattolico romano e nello stesso tempo un suddito devoto
del governo. La famiglia rimase cattolica finch l'ottavo conte non fece atto di
sottomissione nel 1681 o poco prima. The Complete Peerage, vol. III, pp. 230-233.
15 Richard Bancroft, vescovo di Londra, fa allusione ai cavalli di J. G. in una lettera
indirizzata a Cecil 1'11 aprile 1603: Poich Mr. Gerard un grande uomo nero,
vestito molto elegantemente; e, essendo seguito da due uomini e da un paggio deve
essere ben munito di cavalli. Hat. Cal., XV, p. 25.
16 Nonostante la grande quantit di particolari, difficile identificare questa persona
con certezza. Forse si tratta di Francis Manners, figlio di John Manners, quarto conte
di Rutland, fratello ed erede di Roger Manners, quinto conte. L'amico di J. G. deve
essere: 1 il figlio e il fratello di un conte ed egli stesso erede di una contea; 2 il
cognato di un cavaliere o il marito della sorella di un cavaliere il cui grado era
inferiore a quello di un barone; 3 in vita nel 1609 quando J. G. stava scrivendo; 4 a
Londra tra il 1599 ed il 1605 cos che J. G. possa averlo incontrato.
Francis Manners sembra soddisfare tutte queste condizioni. Dopo un viaggio
all'estero (1598-1600) egli si trovava evidentemente a Londra nel 1600, perch prese
parte alla rivolta di Essex al principio dell'anno 1601. Era figlio di John Manners,
quarto conte di Rutland che mori nel 1576, e fratello di Roger Manners, quinto conte
che nel 1598 spos Elizabeth, figlia di sir PhiIip Sidney e di Frances Walsingham.
Siccome Roger Manners mori nel 1612 senza figli, suo fratello Francis era erede del
titolo di conte. Francis Manners era cattolico, era figlio e fratello di un conte ed egli
stesso era erede di una contea. Era inoltre vivo nel 1609 ed era stato a Londra dal
1600 al 1601. L'unica difficolt proviene dal suo matrimonio. Francis Manners spos
Frances, figlia di sir Henry Knyvett di Charlton nel Wiltshire, e vedova di sir William
279

Bevill. Siccome il nome da ragazza di Frances era Knyvett J. G. aveva potuto pensare
che ella fosse la sorella e non, come difatti era, una semplice parente di sir Thomas
Knyvett, il quale pretendeva di essere de ;ure lord Berners e potrebbe ben essere il
cavaliere il cui grado era inferiore a quello di un barone. Sebbene sir Thomas
Knyvett avesse ottenuto da Giacomo I il diritto ed il titolo del baronato, mori nel
1611 (poco dopo il periodo in cui J. G. scriveva), prima di aver ricevuto la conferma
della donazione. Non si sa se fosse cattolico, ma egli risponde alla descrizione di J. G.
per la ricchezza e per il suo potere. (Historical MSS, Commission, XII, parte 4,
Rutland Papers, passim).
Potrebbe anche darsi che costui fosse William Percy (1575-1648), poeta e
drammaturgo. Egli era il terzo figlio di Henry, nono conte di Northumberiand, fratello
di Henry, decimo conte, e suo erede fino alla nascita di Algernon Percy, pi tardi
undicesimo conte, che fu battezzato il 13 ottobre 1602. In questo caso suo cognato
sarebbe sir William Herbet che spos la sorella di William Percy, Eleanor, e che
pretendeva di essere il sedicesimo lord feudale di Powis, titolo che era divenuto
vacante nel 1551. Nel 1629 sir William Herbert fu fatto barone di Powis. All'epoca
del complotto di Gates, suo nipote fu imprigionato per la fede, e la stirpe rimase
fermamente giacobita.
17 J. G. amava il giardinaggio. In una lettera del 15 luglio 1606, scritta poco dopo la
sua evasione, egli proponeva a Padre Persons alcuni suggerimenti circa le sue
occupazioni future ed aggiungeva: lo potrei aver cura del giardino, perch vi eccello
(se mi permettete di vantarmi) essendo questo il mio pi grande svago in Inghilterra,
e spero che mio fratello [probabilmente sir Oliver Manners] testimonier di aver
veduto molte belle piante da me curate e di aver gustato i frutti di alcune di esse.
Stonyhurst MSS, Anglia A, VI, n. 59.
18 Probabilmente la casa nei campi dietro la locanda di St. Clement, dove i
cospiratori giurarono il segreto prima della congiura delle polveri.
19 Sir Thomas Langton, barone di Newton-in-Makerfield, nel Lancashire. Fu creato
cavaliere del Bagno alla coronazione di Giacomo I e mori a Westminster il 20
febbraio 1604 all'et di 44 anni. Sir Thomas Langton, dopo aver rotto il prematuro
fidanzamento con Margaret Shirburn di Stonyhurst, spos all'et di diciannove anni
Elizabeth, figlia di sir John Savage e di Elizabeth Manners. Presumibilmente fu
attraverso Oliver Manners che J. G. rinnov l'amicizia dell'infanzia con sir Thomas
Langton. Quando era giovane, sir Thomas aveva ucciso Thomas Hoghton di Hoghton
Hall in una rissa per la propriet del bestiame. C.R.S., Lord Burghley's Map of
Lancashire, p. 19.
20 Sir Oliver Manners, quarto figlio del quarto conte di Rutland, era cancelliere del
Consiglio.
21 Egli era siniscalco del re. BIRCH, Court of James I, vol. I, p. 49.
279

22 Oliver Manners fu ordinato prete a Roma il 5 aprile 1611, dopo che J. G. aveva
scritto l'Autobiografia. Quando egli mor nel 1618, il Bellarmino che lo aveva
ordinato scrisse a J. G.: Il ricordo dell'eccellente Mr. Oliver mi ha recato una
tristezza ed un dolore non lievi non per lui, che ora innalzato da questo mondo alle
gioie del paradiso, ma per quei tanti che egli avrebbe indubbiamente convertito ad
una vita proba, se la divina Provvidenza gli avesse concesso di vivere pi a lungo.
(Stonyhurst MSS, Anglia A, voI. VIII, n. 107). La sua morte prematura gli risparmi
di diventare un uomo di ministero. I convertiti molto in vista, come Oliver Manners,
George Gage, Edward Sanley e Toby Mathew, a causa della persecuzione, erano
costretti a mantenere grande segretezza nel caso che fossero diventati sacerdoti,
altrimenti dovevano perdere ogni speranza di ritornare in Inghilterra e di servire i loro
compatriotti. Giacomo I fece grande uso tanto di Toby Mathew che George Gage,
quando tratt con la Spagna. Ma, siccome questi uomini erano amici dei gesuiti,
diventarono oggetto di sospetti e di ostilit in certi ambienti cattolici. Fu forse lo
smacco di coloro che tentarono di penetrare nel loro segreto che cre la leggenda dei
gesuiti laici e dei gesuiti travestiti.
23 Questa fu certamente Anne Bromfield, figlia di sir Edward Bromfield. Sua madre
era protestante ed era Madre delle damigelle d'onore a corte. La storia della sua
riconciliazione con la Chiesa narrata dettagliatamente nell'opera di ADAM
HAMILTON, Chronicle of St. Monica's, pp. 107-110. Sembra che a questo punto J.
G. vada indietro nell'ordine cronologico del suo racconto. Anne si riconcili con la
Chiesa poco prima dell'arresto di J. G. Emise la professione il 3 maggio 1599 e
divent pi tardi vice priora del convento di Santa Monica.

279

XXII. ULTIMI GIORNI DI FATICHE


Le conversioni che si verificarono nel paese furono numerose ed alcuni
convertiti erano capi di grandi casati. Dal momento, per, che mi sono gi
troppo dilungato, mi limiter a narrare un singolo caso che ebbe un felice
inizio ed una migliore fine.
La signora era una parente della mia ospite. Sebbene avesse sposato un
gentiluomo che era da molti anni cattolico, nessuno, n suo marito, n una
qualsiasi amica, e neppure la mia ospite, che l'amava come una sorella,
poterono indurla a diventare cattolica. La signora non rifiutava affatto di
ascoltare cattolici e preti, perch si dilettava nel discutere con loro su
argomenti interessanti, ma non intendeva seguire altra opinione all'infuori
della sua. Aveva, per la verit, dei talenti che raramente ho osservato in
una donna e la mia ospite spesso versava lacrime sopra di lei. La rattristava
la propria incapacit di trovare un rimedio ed era desiderosa che io la
incontrassi anche una sola volta. Per la sua intelligenza, per il suo
carattere, per il suo tenore di vita e per tutto quel che la riguardava la mia
ospite non aveva altro che lodi; l'unico difetto che notava in lei era la sua
persistenza nell'eresia.
Sebbene ella vivesse in una lontana contea, la mia ospite la preg di
venirci a trovare. Ella accett l'invito e al suo arrivo mi trov seduto a
conversare in compagnia e vestito come se fossi un ospite appena giunto
da Londra. Tutto ci rispondeva ad un piano prestabilito. Facemmo poco
durante il primo e il secondo giorno. Sapevamo di avere molto tempo a
nostra disposizione e desideravo che ella si sentisse a suo agio con me.
Durante altre visite ella aveva incontrato dei preti nella casa, ma quelli per
la maggior parte, se ne erano rimasti per conto proprio nelle loro stanze.
Quando stimai che si fosse accorta della mia professione cattolica - era
assolutamente fuori questione che mi ritenesse un prete - cominciai
lentamente ad introdurre l'argomento della religione. Dapprima parlai
molto poco, ma quel poco che dissi era in argomento ed ella sembr a
corto di risposte. Quindi la lasciai. Non intendevo rendere incolmabile il
vantaggio; era gi abbastanza suscitare in lei il desiderio di ascoltarmi
ancora.
Alla fine, dopo alcuni giorni, la giudicai pronta. Mi accordai con la mia
ospite. Ella doveva avviare il discorso sulla religione; quindi, quando mi
avrebbe visto entrare e prender parte alla conversazione, doveva lasciarci
soli oppure con una o due delle sue tre figlie, che aveva portato con s.
279

Facemmo cos. Cominciammo ad argomentare in maniera che le


sembrasse che il vantaggio passasse dall'una all'altra parte. Continuammo
cosi per una o due ore; ma alla fine ella mi ascolt per altre due o tre ore
senza interruzione. Sebbene le sue risposte fossero ormai ben poca cosa,
ella non voleva darsi per vinta. Tuttavia mi ringrazi cordialmente e se ne
and infiammata e rossa in viso. Era rimasta chiaramente scossa, anzi le si
era mutato il cuore perch corse subito dalla mia ospite.
Cugina, che cosa avete fatto?.
Che cosa ho fatto?, chiese la mia ospite.
Chi quest'uomo che mi avete portato? proprio vero quel che mi avete
detto di lui?. Quindi cominci a farle domande sulla mia persona ed a
parlare in maniera fin troppo lusinghiera della mia eloquenza e della mia
cultura, dicendo che non riusciva a starmi alla pari n a rispondermi.
Il giorno seguente Dio complet quel che aveva cominciato in lei. Ella si
arrese a discrezione ed io le diedi un libro che la aiutasse a prepararsi alla
confessione. Intanto, col consenso e con l'aiuto della madre, istruii le tre
figlie. Quando esse appresero il catechismo, ascoltai la loro confessione.
Tuttavia, nel corso della propria preparazione, la signora si sentiva agitata
e scoraggiata. Non era il pensiero di abbandonar l'eresia, ma la prospettiva
della confessione che l'agitava. Perci la incoraggiai come meglio potei,
dicendole che non aveva nessun motivo di temere. Ma dopo aver
esaminato sufficientemente la propria coscienza, cominci a rimandare di
giorno in giorno la confessione, adducendo il pretesto che non era pronta.
lo non volevo accettarlo. Le dissi che il demonio stava lavorando sul
terreno preferito ed ella stessa riconobbe, pi tardi, che avevo ragione.
Infatti, quando mi obbed e si confess, si senti alleggerire di un grave
fardello e riempire di consolazione. Infine si disse molto lieta di non averla
rimandata oltre.
Ho notato spesso che alcune persone trovano molta difficolt a fare la
confessione, quando vengono ricevute nella Chiesa. Alcune si affaticano
tanto da sentirsi male e quasi vengono meno; esse debbono sedersi e
riposarsi per poi continuare quando si siano alquanto riprese. Ci
capitato in casi in cui il penitente era in buona salute e si mostrava ansioso
di confessarsi. Talvolta, all'atto di ricominciare, cadevano di nuovo in
deliquio, anche per due o tre volte nel corso della loro prima confessione.
Ma alla fine si sentivano magnificamente e dopo l'assoluzione andavano
via pieni di conforto e di gioia. Alcuni infatti mi hanno fatto notare che
molte persone, solo che conoscessero il conforto prodotto dalla
confessione, per nulla al mondo si lascerebbero indurre ad ometterla.
279

Questa signora era proprio una di queste persone. Dopo la confessione si


alz profondamente confortata e corse a ringraziare la cugina, per mezzo
della quale aveva ottenuto questa felicit. Dio infatti era stato
misericordioso con lei ed ella divenne molto devota. Una volta tornata a
casa, cominci a fare dei magnifici paramenti e, quando ne aveva
occasione, dava rifugio a sacerdoti. Ci, tuttavia, non le bastava. Ella
desiderava tornare ad abitare con noi, in maniera da poter si accostare con
maggiore frequenza ai sacramenti ed ascoltare i sermoni che tenevo ogni
domenica e durante i giorni festivi. Rimase infatti con noi per circa due
anni e per tutto quel tempo crebbe in devozione e lesse molti libri ascetici.
Era chiaro ormai che la sua vita era guidata da una grazia speciale e dalla
Provvidenza di Dio.
Alla fine di questo periodo, durante il quale aveva goduto una salute
invidiabile, ella fu colpita da una malattia ed in pochi giorni si indebol
tanto che i medici non poterono far nulla per lei. Allora le consigliammo di
prepararsi per la vita futura ed ella torn a fare un'accurata confessione
della sua vita passata. Quindi, quando si sent vicina all'agonia, chiese di
scrivere a suo fratello che era un eretico e che, forse, era il peggior nemico
dei cattolici nella sua contea. Volle mandargli una lettera scritta per mano
di sua figlia e firmata di suo stesso pugno. In questa ella rammentava al
fratello per quanto tempo fosse stata un'accesa sostenitrice della nuova
religione. Di conseguenza egli poteva essere ben sicuro che ella non
avrebbe mai cambiato parere senza solide ragioni. Ella aveva infatti dei
motivi eccellenti ed inoppugnabili a sostegno della fede che aveva
abbracciato. Protest, inoltre, che dal giorno in cui era divenuta cattolica
era vissuta in pace con se stessa, mentre prima non aveva mai goduto la
vera pace dell'anima. Infine lo supplic a provvedere alla propria anima.
lo, tua sorella, scrisse, ormai in punto di morte, ti prego e ti supplico con
queste mie ultime parole di abbracciare l'antica fede cattolica; ed io
protesto che in nessun'altra fede gli uomini possono esser salvati. Tali
erano i suoi sentimenti, quando era quasi entrata in agonia. Essi erano un
segno sicuro della sincerit della sua conversione, giacch ella nutriva vera
carit per il prossimo.
Le feci alcune domande e, vedendo che non aveva la tentazione n di
presumere n di disperare della misericordia di Dio, l'aiutai come meglio
potei a farle emettere degli atti di confidenza in Dio. Quando fu sul punto
di morire, le porsi un'immagine di Cristo sofferente che ella prese e baci
con affetto. Quindi le posi in mano una medaglia benedetta e le suggerii, al
fine di guadagnare indulgenze, di invocare il nome di Ges almeno col
279

cuore, perch non poteva pi parlare, e le dissi di farmi cenno se lo avesse


fatto. Ella annu, strinse la medaglia e la baci ripetute volte. Poi le
suggerii di rinnovare il dolore per i peccati commessi durante la sua vita
contro Dio, che era cos buono in Se stesso e che l'aveva fatta oggetto di
tante misericordie. Tornai a dirle di alzare la mano in segno di assenso ed
ella lo fece con prontezza e con fervore. Quindi la invitai ad esprimere il
suo rammarico per esser vissuta nell'eresia e per aver resistito a Dio ed alla
Sua Chiesa, ed anche questa volta si espresse con un gesto. Alla fine le
suggerii di formulare il desiderio di veder ritornare alla fede tutti gli
eretici, come pure le dissi di offrire la sua vita per la loro conversione. Ella
annu di nuovo con prontezza. Dopo di che, con la sua mano ormai fredda
afferr la mia e la strinse, quasi che volesse mostrarmi il conforto che i
miei suggerimenti le stavano procurando. La consolai e l'incoraggiai fino
all'ultimo respiro dicendole di lodare Dio nel suo cuore, di desiderare che
tutte le Sue creature lo lodassero e lo servissero, e di offrire a tal fine la sua
vita. Ella mi rispose sollevando ed abbassando la mano, proprio come le
avevo detto di fare poco prima, quando desideravo accertarmi del suo
assenso. Erano presenti molte persone, tra cui anche un prete. Tutte
restarono piene di ammirazione e dissero di non aver mai assistito ad una
morte come quella. Cos ella continu fino all'ultimo respiro a rispondere
ai miei suggerimenti nella maniera che ho descritto, cio alzando
leggermente la mano quando le era impossibile sollevarla del tutto. In
questo stato rese l'anima a Dio senza alcun turbamento di spirito e senza
alcun sussulto nel corpo. Ella si avvi tranquillamente al riposo come una
persona che si addormenta.
La minore delle sue figlie era morta prima di lei nella nostra casa.
Anch'essa fece una santa morte. La seconda aveva sposato un ricco
gentiluomo e lo aveva portato da me per renderlo cattolico, partendosi da
una localit molto lontana. La maggiore vive ancora nella stessa casa. Ella
si trova in attesa degli sponsali, non per con un uomo, ma con Dio,
perch ha la vocazione per la vita religiosa. Intanto trascorre devotamente
il suo tempo e si dedica al servizio dei sacerdoti, come ha fatto e continua
a fare la stessa signora che accudisce la casa.
Avrei dovuto terminare gi da tempo. Ho oltrepassato di molto i limiti che
dapprima mi ero prefisso. Ormai resta ben poco da dire e lo esporr in
breve.
In quella casa potei dare gli Esercizi Spirituali a molte persone. In parte si
trattava di gente che vi abitava, in parte di visitatori; in ogni caso per
raggiunsi i risultati che desideravo.
279

Vi furono due persone che fecero soltanto la prima settimana degli


Esercizi; esse desideravano condurre una vita buona e santa. Uno di essi
ormai padre di famiglia, compie molte opere buone e si mantiene nostro
fedele amico. L'altro (1) venne a fare gli Esercizi sotto la mia direzione
inaspettatamente, senza essere invitato. lo gli chiesi che cosa lo avesse
determinato a ci ed egli rispose:
In un libro scritto contro la Compagnia (2) ho letto che voi ricorrete a
questo mezzo per indurre la gente ad entrare nella vita religiosa, per poi
derubarla dei propri beni. Il mio nome era menzionato tra quello di altre
persone che avevano fatto gli Esercizi sotto la vostra direzione. Si diceva
che, sebbene non foste riuscito a farmi entrare in religione, voi mi avete
estorto un'ingente somma di denaro. Egli continu: So che mia moglie vi
molto devota perch l'avete resa cattolica, ma so anche che non avete
preso mai un centesimo n da me n da lei. Poich vi hanno calunniato in
maniera cosi bassa, sono venuto a confutare le loro menzogne.
Egli fece gli Esercizi e ne trasse un grande profitto. Pi tardi mi scrisse di
trovargli un prete capace di muoversi in societ. lo lo trovai e stavo proprio
per mandarlo da lui quando, all'improvviso, si verific un grave
rivolgimento che per un certo tempo ci tolse ogni possibilit di continuare
la nostra opera di bene. Si tratta della congiura delle polveri, come vien
detta.
In quello stesso periodo avevo disposto le cose in maniera che alcuni amici
si recassero nel continente. Se non ci fosse altra prova, questa basterebbe
da sola a dimostrare che non sapevo nulla del complotto. Una era una
signora che aveva intenzione di entrare nel convento delle benedettine a
Bruxelles (3), dove era stata preceduta da due altre signore da me inviate,
che adesso occupano nello stesso convento un posto di responsabilit.
L'altro era un ministro protestante che avevo istruito ed accolto nella
Chiesa e che fu l'ultimo ad essere da me riconciliato prima di quel
cataclisma (4). Quando questi, ed altri con loro, stavano sul punto di
imbarcarsi, giunse l'ordine di bloccare ogni nave in partenza dal porto.
Furono entrambi catturati ed imprigionati: sono stati rilasciati solo due
anni fa. Adesso l'ex-ministro sta compiendo gli studi al Collegio Inglese di
Roma, mentre la signora suora professa nel convento verso il quale era
diretta allorch fu catturata (5).
Oltre questo, vi era stato soltanto un altro ministro che avevo convertito.
Adesso sacerdote e sta lavorando nella missione. Durante la mia
permanenza in questa ultima dimora, mandai in seminario numerosi
279

giovani che, a Dio piacendo, diventeranno buoni mietitori nella stagione


della messe (6).
Certo, per, se noi riceviamo le cose buone da Dio, dobbiamo esser pronti
ad accettare anche le cattive. Forse cattive non l'attributo appropriato
alle cose che vengono da Dio, dal momento che ci sono inviate a nostra
edificazione. In realt esse sono buone per i Suoi servi, se questi le
ricevono nella maniera dovuta ed adorano le disposizioni di Colui che
dona e riprende. Durante il tempo in cui rimasi in questa casa, Dio aveva
operato molte cose che erano riuscite di mio grande conforto. Mi aveva
dato delle grandi consolazioni grazie alle conversioni che si verificarono
ed agli straordinari progressi che molte anime facevano nella virt. N
mancarono i conforti materiali. Ivi ogni cosa era disposta molto bene ed io
ricevevo tutto quello di cui avevo bisogno. Avevo numerosi e bellissimi
cavalli per i miei viaggi missionari ed avevo tutto il necessario per portare
avanti il mio lavoro. All'interno della casa tutto era disposto bene ed in
maniera conveniente. Miei compagni erano Padre Strange, che adesso si
trova nella Torre (Padre Percy era stato inviato presso Mr. Digby dal
superiore), ed un altro sacerdote che rest con noi per lungo tempo (7).
Eravamo anche ben forniti di buoni libri che tenevamo nella biblioteca
senza alcuna preoccupazione di nasconderli. Era risaputo, infatti, che
appartenevano al giovane barone, al quale erano stati lasciati in eredit
dallo zio, che era una persona molto dotta e molto conosciuta per la sua
piet (8). Questo gentiluomo aveva rinunciato al suo diritto ed al suo titolo
a favore del fratello minore, il padre dell'attuale barone, per dedicarsi
interamente a Dio ed agli studi. Se fosse vissuto pi a lungo, sarebbe
entrato nella Compagnia. Era desideroso di diventare gesuita ed il suo
unico rimpianto sul letto di morte fu proprio quello di non poter essere
ammesso subito nella Compagnia.
Inoltre, avevamo molti e bellissimi paramenti sacri: due paia per ogni
colore usato dalla chiesa, uno per uso ordinario, l'altro per le grandi feste.
Alcuni di questi erano ornati con figure di squisita fattura ed erano
ricamati di oro e tempestati di perle. Sull'altare c'erano sei candelabri di
argento massiccio, mentre due pi piccoli si trovavano ai lati per
l'elevazione. Le ampolline, la bacinella del lavabo, il campanello e il
turibolo erano tutti di argento lavorato; le lampade pendevano da catene
d'argento, mentre l'altare era dominato da un crocifisso anch'esso
d'argento. Per le grandi feste avevamo un crocifisso d'oro di trenta
centimetri. In cima recava cesellato un pellicano, sul braccio destro un'
aquila con le ali spiegate recante sul dorso i suoi piccoli nell'atto di
279

apprendere a volare, sul braccio sinistro una fenice morente tra le fiamme
in maniera da risorgere dalle sue ceneri e sul piede una chioccia che
radunava sotto le ali i suoi pulcini. Il tutto era lavorato in oro da un valente
artista.
Avevo anche un drappo prezioso che recava impresso il Santo Nome. La
mia ospite me lo aveva donato il primo Natale della mia permanenza in
casa sua. Il nome era formato da spille d'oro e l'alone circostante aveva
dei raggi costituiti alternativamente da due o tre spille. Era circa il doppio
del foglio di carta sul quale scrivo e conteneva complessivamente
duecentoquaranta spille, ad ognuna delle quali era assicurata una grande
perla. Queste non erano perfettamente modellate (se lo fossero state, il
valore del drappo sarebbe stato favoloso; cos com'era, esso valeva un
migliaio di fiorini). Sul fondo vi era un colofn che l'artista aveva decorato
d'oro e di gemme, in forma di monogramma del Santo Nome; nel centro
c'era un cuore dal quale raggiava una croce di diamanti. Questo fu un
regalo di Capodanno che la devota vedova mi fece in onore del Santo
Nome di Ges, nel giorno della festivit.
Tutti questi tesori sono tenuti in custodia per la Compagnia (9); nel
frattempo sono usati nella cappella domestica dai nostri padri che operano
in quella residenza. lo, che ho mostrato tanto poco apprezzamento per
queste e per molte altre cose datemi da Dio, fui costretto a lasciarle ad altri
che ne erano pi degni e che le sapevano usare con maggiore vantaggio.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XXII
1 Henry Hastings, nipote di Francis Hastings secondo conte di Huntington. Siccome
la madre di Henry Hastings era Jocosa, sorella del primo lord Teynham, Henry
Hastings era primo cugino di Elizabeth Vaux. Egli divenne pi tardi sir Henry
Hastings di Kirby e, poi, di Braunston. AI tempo della congiura delle polveri divenne
sospetto ma non fu molestato. H. N. BELL, The Huntingdon Peerage, p. 61; Hat.
Cal., XVIII, p. 5.
2 Quodlibetical Questions, libro pubblicato nel 1602 dal prete rinnegato William
Watson, del quale Padre Persons scriveva: Egli di aspetto deforme e di modi
villani; il suo sguardo, poi, cosi inquieto che sembra guardare contemporaneamente
in nove direzioni. Nel suo libro A Decacordon of Ten Quodlibetical Questions
(1601), William Watson aveva pubblicato i nomi di un grande numero di cattolici che
erano convertiti oppure ospiti di J. G. Il danno che egli fece con questo libro alla
causa cattolica fu immenso, ma probabilmente era mezzo pazzo. A quel tempo era
intento a denunciare J. G. a Cecil per immaginari intrighi politici, e l'anno seguente
(1603) egli stesso fu ucciso per un indubbio complotto. Sul patibolo si penti e chiese
279

perdono per tutto il male che aveva causato ai suoi fratelli cattolici. D.N.B., vol. LX,
p. 42.
3 Questa fu forse Helen Dolman, figlia di sir Robert Dolman di Pocklington, nello
Yorkshire, che emise la professione a Bruxelles il 29 aprile 1608. Register of
Benedictine Convent at Bruxelles. C.R.S., vol. XIV, p. 179.
4 Tutto preoccupato di affrettarsi, J. G. ha omesso una vicenda singolare. Questo
ex-ministro era John Golding. Era gi stato fissato il giorno delle sue nozze, ma poi
fu rimandato. Nel frattempo fu convertito da J. G. Entr al Collegio Inglese a Roma e
fu ordinato nell'aprile 1615. FOLEY, VI, p. 249.
5 Watson, nel suo libro Quodlibets, fornisce i nomi di un certo numero di donne che
J. G. aveva persuaso a diventare suore. Oltre lady Mary Percy, Do. rothy
Rookwood e le due figlie di William Wiseman, egli menziona Mrs. Tremaine, figlia
di Mr. Tremaine della Cornovaglia, Mrs. Mary Tremaine del Dorsetshire e Mrs. Anne
Arundel. Naturalmente, la lista di Watson incompleta perch egli scrisse nel 1602,
tre anni prima della partenza del gruppo che J. G. invi alla vigilia della congiura
delle polveri.
6 possibile rintracciare i nomi di pi di trenta candidati al sacerdozio, inviati nel
continente da J. G., nei registri del Collegio Inglese a Roma ed in quelli del seminario
di Valladolid. Cfr. Diary of the English College, FOLEY, VI; Valladolid Registers,
C.R.S., vol. XXX. Oltre agli studenti dei due collegi, non bisogna trascurare i molti
giovani che, come ad esempio Woodward, furono mandati a Douai n gli altri che,
sull'esempio dei due Wiseman, entrarono direttamente nel noviziato dei gesuiti.
7 Padre Singleton.
8 Henry Vaux, uno dei gentiluomini cattolici che accolsero in maniera entusiastica
Campion e Persons al loro arrivo in Inghilterra nel 1580. Mor non molto dopo la sua
scarcerazione in casa di sua sorella, Mrs. Brooksby, a Creat Ashby, nel Leicestershire,
nel novembre 1587. Nella sua vita di Campion, conservata manoscritta a Stonyhurst,
Padre Persons parla di lui come di quel signore santo e benedetto, Mr. Henry Vaux,
la cui vita fu un raro specchio di religione e di santit per tutti quelli che lo conobbero
e che con lui conversarono. Mor dolcemente in Inghilterra, dopo aver rinunciato,
molto tempo prima della sua morte allorch era in perfetta salute, all'eredit del
baronato in favore del suo fratello minore, riservando per s una piccola somma
annua per poter vivere nello studio e nella preghiera tutti i giorni della sua vita.
Compose una lunga poesia sulla passione di Cristo, che comincia: Supplicium
Domini referens caedemque nefandum. Una copia di questa poesia conservata tra i
manoscritti di Condover House, nello Shropshire. Historical Manuscripts
Commission, Appendice al V rapporto, p. 354.

279

9 Nel 1611 si era sparsa la voce che J. G. era tornato in Inghilterra e, nella speranza di
catturarlo, Salisbury ordin un'altra perquisizione a Harrowden. Alla vigilia della
festa di Tutti i Santi nel 1611, di notte furono scalate le mura ed i perquisitori
irruppero nelle stanze dei padri senza che nessun allarme potesse essere dato. Tutti gli
arredi dell'altare, le suppellettili ed i paramenti menzionati da J. G. furono sequestrati
e portati via insieme con i due padri Percy e Hart. L'inventario governativo di questi
oggetti conferma nei dettagli la descrizione di J. G. P.R.O. Transcripts 9, n. 89;
FOLEY, VII, p. 1028.

279

XXIII. LA CONGIURA DELLE POLVERI


5 Novembre 1605 - 3 Maggio 1606
Poich i miei amici pi stretti furono implicati nella catastrofe della
congiura delle polveri, il Consiglio mi diede una caccia continua e spietata.
Nella mia casa furono mandati alcuni giudici di pace. Essi avevano ordine
di perquisirla attentamente e, nel caso che non riuscissero a trovarmi,
dovevano restarvi finch non fossero stati richiamati. Un corpo di guardia
doveva presidiare la casa per tutto il giorno, mentre di notte uno speciale
cordone di vigilanza doveva essere istituito tutto all'intorno per un raggio
di tre miglia, con l'ordine di arrestare qualsiasi estraneo che vi si aggirasse.
Tutto ci fu eseguito alla lettera.
Appena ci giunse la notizia che era stato scoperto un complotto e che
alcuni nostri amici erano stati uccisi ed altri catturati, ci preparammo ad
affrontare ogni sofferenza (1). Tuttavia, non fummo colti alla sprovvista e,
sebbene la perquisizione fosse durata molti giorni, non fu scoperto nulla
finch la mia ospite non rivel al capo dei perquisitori un nascondiglio in
cui si trovavano soltanto pochi libri. Sperava di indurli a credere che, se ci
fosse stato un prete in casa, egli si sarebbe nascosto in quel luogo,
ripromettendosi che quelli avrebbero interrotto le ricerche. Essi invece
continuarono fino allo scadere del nono giorno (2).
Io ero nel mio nascondiglio, nel quale potevo sedere comodamente ma
non avevo spazio sufficiente per stare in piedi. Comunque non patii la
fame perch ogni notte mi veniva portato segretamente il cibo. Al termine
del quarto o del quinto giorno (3), quando il rigore della perquisizione si
era alquanto mitigato, i miei amici vennero di notte, mi presero e mi fecero
riscaldare al fuoco. Era d'inverno, proprio prima del periodo natalizio.
Dopo nove giorni, la pattuglia dei perquisitori si ritir. Essi si convinsero,
forse, che io non sarei potuto restare l per tutto quel tempo senza essere
scoperto.
Intanto essi avevano catturato un prete che si stava appressando alla nostra
casa per mettersi al riparo e non sapeva nulla del cordone di guardie che la
presidiava. Pochi giorni prima, quando venimmo a conoscenza del
complotto, egli era partito dietro mio suggerimento per vedere Padre
Garnet e per chiedergli che cosa avremmo dovuto fare in simile frangente.
Questo buon prete era Padre Thomas Laithwaite, che adesso gesuita e
lavora in Inghilterra (4).

279

Egli fu catturato durante il tragitto, ma riusc a fuggire. Era stato fermato


lungo la strada ed era stato condotto in una locanda; quindi doveva essere
interrogato e trasferito subito in prigione. Ma dopo essere entrato nella
locanda, si tolse il mantello e la spada per tornare nella stalla, quasi avesse
intenzione di occuparsi del suo cavallo e di portarlo a bere. Vicino alla
locanda c'era un ruscello, e disse allo stalliere di accompagnarvi subito la
sua bestia. Egli and con lui, ma, quando vi giunse, si rivolse al ragazzo
dicendogli:
Va a preparare il fieno e spargi un po' di paglia in maniera che il mio
cavallo vi si possa adagiare. lo verr non appena avr finito di bere. Il
ragazzo torn alla stalla senza pensare ad altro. Intanto il padre salt a
cavallo e lo spron nel corso d'acqua, raggiungendo la riva opposta.
Siccome il suo mantello e la sua spada erano rimasti nella locanda, essi
non sospettarono dello stratagemma, finch non si accorsero che egli
mancava da molto tempo ed il ragazzo non raccont loro l'accaduto. Si
misero immediatamente all'inseguimento; ma era troppo tardi. Il buon
padre conosceva molto bene la contrada e raggiunse prima di sera una casa
cattolica. I vi si nascose per alcuni giorni. Quando si avvide che non
poteva raggiungere Padre Garnet, tent di ritornare da me pensando che il
pericolo fosse cessato. Cos egli evit Cariddi per cadere nelle fauci di
Scilla, perch, come ho detto, fu preso e trascinato a Londra (5). Poich
non furono in grado di provare il suo sacerdozio, fu concesso a suo fratello
di versare una somma per la sua liberazione. Quando cominciarono queste
tribolazioni c'erano due sacerdoti nella mia casa, uno dei quali, come ho
detto, era Padre Strange. Entrambi avevano espresso il desiderio di
trasferirsi presso Padre Garnet, ma furono tutt'e due catturati durante il
tragitto. Uno (6) fu relegato a Bridewell e fu in seguito esiliato con altri
sacerdoti. L'altro, cio Padre Strange, fu imprigionato nella Torre dove
soffr molto, come ho sopra accennato.
La storia della cospirazione ben nota. Essa stata descritta sia da amici
che da nemici, ma forse non stata narrata cos come verr trattata in
seguito.
Quando lasciai l'Inghilterra mi fu ordinato di scrivere un resoconto
completo dell'avvenimento ed io l'ho fatto come meglio ho potuto (7). Non
ho intenzione di ripetere qui quello che ho scritto a sufficienza circa le
condizioni dell'Inghilterra a quel tempo, come cio l'avvento del re, ben
lungi dall'apportare una tregua della persecuzione, segn l'inizio di una
nuova ondata pi aspra e dolorosa della precedente (8). I cattolici si
aspettavano ormai - e non pochi lo davano per scontato - che il nuovo
279

parlamento avrebbe emanato contro di loro delle leggi pi crudeli e severe


di quelle gi in vigore. Non c'era da attendersi alcuna mitigazione del
regime di Elisabetta. Il giogo che i cattolici avevano cos lungamente
sopportato sulle loro spalle ricurve doveva diventare ancor pi pesante.
Un gruppo di cattolici giovani e ardenti, vedendo come sarebbero stati
esposti non alla sferza ma agli scorpioni, si convinsero che ormai non
restava loro pi alcuna speranza, se non si fossero decisi a passare
all'azione. Era gi stata stipulata la pace tra Sua Maest Cattolica ed il re
d'Inghilterra, una pace di cui i cattolici non godettero alcun beneficio,
sebbene essi ne avessero pi diritto dei malvagi. Di fronte a tali
prospettive, queste persone dimenticarono, forse, la pazienza e la pace con
cui dovremmo possedere la nostra anima. Essi non poterono sopportare pi
a lungo che le cose sante venissero calpestate, che i fedeli fossero derubati
dei loro averi e che venissero assoggettati ad innumerevoli torti. Era una
perdita giornaliera di anime che proprio rattristava. Essi decisero quindi di
sollevare il popolo di Dio dallo stato in cui era caduto per far guerra, in
tutta segretezza, ai nemici delle loro anime e dei loro corpi, che erano nello
stesso tempo i nemici della causa cattolica. Dico in tutta segretezza
perch non c'era neanche da pensare ad una opposizione aperta, n ad una
sollevazione dei cattolici. Il nerbo delle forze cattoliche, bisogna
riconoscerlo, era stato infranto e disperso; in ultimo, anzi, i cattolici erano
stati privati anche delle armi. Avvenne cos che le persone di cui sto
parlando ricorsero alla congiura per liberare se stessi, ed altri con loro, da
questa terribile schiavit di anima e di corpo. Essi pensarono che l'unica
maniera di raggiungere il loro scopo era quella di spazzar via, d'un sol
colpo, i loro nemici e gli avversari principali della causa cattolica.
Ho discusso tutti questi argomenti nel libro che ho menzionato. In esso ho
fornito anche un resoconto dettagliato del metodo che avevano deciso di
usare ed ho spiegato come, quando tutto fu pronto all'attuazione del piano,
uno di essi (9) manifest il complotto in confessione ad un padre della
nostra Compagnia. Questo sacerdote rifiut di ascoltarlo oltre, se non gli
fosse stato consentito di notificare la cosa al superiore, salvo restando il
sigillo sacramentale. Quando il superiore venne a conoscenza della
congiura sanguinosa, ordin a questo padre di fare tutto il possibile per
impedire al suo penitente di attuarlo. Quindi scrisse immediatamente al
papa, pregando Sua Santit di proibire ai cattolici di ricorrere alla violenza
esterna. Ho narrato come, dopo che la congiura era stata scoperta e resa di
pubblica ragione, il superiore e Padre Oldcorne furono catturati in casa di
quest'ultimo. Essi furono scoperti dopo una lunga perquisizione, essendo
279

rimasti per dodici giorni chiusi in un nascondiglio (10). Con loro furono
catturati due servi o, come ho sempre sentito dire e ritengo, due Fratelli
della Compagnia. Entrambi furono condannati a morte e subirono il
martirio. Il primo, Ralph, mori con Padre Oldcorne, del quale era stato
domestico e compagno. Mentre il padre saliva la scala che conduceva sul
palco dell'esecuzione, Ralph afferr i suoi piedi e glieli baci,
ringraziandolo delle sue gentilezze e di quanto aveva fatto per lui. Quindi
lod Dio che gli concedeva di terminare cos felicemente i suoi giorni in
quella santa compagnia (11). L'altro fu Little John. Per quasi vent'anni
era stato compagno di Padre Garnet ed io ho avuto occasione di
menzionarlo frequentemente nel corso di questa narrazione. Egli era ben
conosciuto come il pi abile progettista e costruttore di nascondigli in
Inghilterra. Di conseguenza era l'uomo che poteva consegnare il maggior
numero di preti come pure danneggiare e tradire pi cattolici di chiunque
altro. Lo torturarono a lungo senza piet; quindi, incapaci di strappargli la
minima informazione, lo uccisero; ma non erano riusciti a spezzare la sua
costanza (12). In quel libro ho narrato anche come Padre Garnet e Padre
Oldcorne furono condotti a Londra. Essi furono sottoposti a continui
interrogatori, specie Padre Garnet; entrambi poi furono torturati,
particolarmente Padre Oldcorne (13). Questi fu ricondotto a Worcester.
Sebbene non avessero potuto trovare nulla contro di lui, egli fu
condannato, impiccato e squartato. La sua fu veramente la santa morte di
un martire (14).
Alle assise speciali di Londra Padre Garnet fu condannato senza che fosse
stata dimostrata la sua colpevolezza. Egli oppose una cos limpida difesa
della sua condotta che i presenti restarono stupiti e lo lodarono, finch
Cecil e gli altri non lo avvilirono, rendendo impossibile a quest'uomo di
somma modestia di difendersi dalle calunnie lanciate contro di lui (15).
Condotto al luogo dell'esecuzione, egli si comport con coraggio e con
umilt. Tutto il suo comportamento e la maniera in cui egli accett, o
meglio accolse, la morte e le sofferenze toccarono il cuore dei suoi
acerrimi nemici e tutti si allontanarono ammirati della sua condotta (16).
Tutti questi particolari ai quali ho semplicemente accennato, sono stati
descritti diffusamente nell'altra mia narrazione. Adesso voglio aggiungere
soltanto qualcosa circa la maniera in cui ottenemmo la festuca sulla quale
apparve l'immagine miracolosa di Padre Garnet, perch in seguito ho
assistito sul letto di morte l'uomo che la trov, o meglio, l'uomo al quale
Dio la don.
279

Poco tempo prima di morire, quest'uomo mi rifer di aver sperimentato uno


straordinario fervore di spirito nel giorno in cui avvenne la morte di questo
santo sacerdote. Egli desiderava assistere all'esecuzione allo scopo, forse,
di procurarsi qualche piccola reliquia. Perci si fece largo fin sotto il palco
sul quale il boia stava squartando il corpo del martire, ma temeva di
allungare le mani perch tutt'intorno vi erano degli ufficiali. Proprio in
quel momento il carnefice spicc la testa da quel corpo venerabile e la
gett in un cesto pieno di paglia. In quel mentre un filo di paglia gli vol in
mano o, almeno, cos vicino che pot coglierla senza attrarre l'attenzione.
Questa paglia era macchiata di sangue ed egli la conserv con grande
venerazione. Per alcuni giorni, come egli mi disse, speriment per le cose
spirituali e per i consigli di Cristo un'attrazione maggiore di quella di
prima. Infatti non ebbe pace finch non rinunci alla sua propriet e non
prese disposizioni per attraversare la Manica e cominciare gli studi per il
sacerdozio. Egli desiderava ardentemente entrare nella Compagnia e
questo suo desiderio dur fino alla morte che avvenne a St. Omers.
Quando si trov sul letto di morte diede tanta edificazione che nessuno dei
presenti pot ricordare una morte pi santa.
Aggiunger a questo punto un episodio riguardante il martirio di Padre
Oldcorne. Nell'altro mio libro ho accennato ad una lettera ricevuta
dall'Inghilterra. In essa si diceva che, quando gli intestini di questo santo
martire furono gettati nel fuoco, conforme alla sentenza, essi arsero per
sedici giorni che corrispondevano esattamente ai sedici anni durante i quali
egli lavor in quella contea, accendendo il fuoco dell'amore divino ed
alimentandolo con la sua parola e col suo esempio. Proprio di recente ho
parlato di ci con un buon sacerdote che si trova attualmente a St. Omers e
che conosciuto come Padre North (17). A quel tempo questo prete si
trovava in prigione a Worcester e molte persone gli riferirono che il fuoco,
oltre a durare produceva grandi fiammate, nonostante cadesse una fitta
pioggia; che inoltre la gente si recava in folla a vedere quel fenomeno e
confermava la verit del racconto quando tornava a casa; e che, infine, al
sedicesimo o diciassettesimo giorno il fuoco si dovette estinguere o
almeno ricoprire con uno strato di terra. Questo padre aggiunse di aver
visto, nel cortile della casa in cui erano stati catturati i due padri, una
corona disegnata nell'erba, un'erba del tutto differente per colore e per
forma da quella circostante: essa era pi alta e disposta chiaramente in
forma di una corona imperiale. Dopo l'arresto dei padri la casa era stata
abbandonata. Gli animali, che erano penetrati nel giardino attraverso i
cancelli abbattuti, vi pascolarono per diversi mesi, ma per tutto quel tempo
279

non toccarono n calpestarono la corona. Egli la considerava come il


simbolo dell'innocenza dei padri e come un segno del loro premio eterno
(18).
Penso che farei bene ad aggiungere poche righe su me stesso, prima di
concludere. Nell'altro libro dissi che era stato proclamato un bando contro
tre padri gesuiti. lo ero uno di loro e, sebbene fossi il meno importante, il
mio nome fu menzionato per primo quasi che fossi il capo: io che ero
soggetto al secondo nominato e, sotto ogni rispetto, di gran lunga inferiore
al terzo (19). Tutto ci - mi sia concesso di protestarlo solennemente - era
assolutamente infondato. lo non sapevo proprio nulla della congiura e, a
differenza degli altri due, neanche sotto il sigillo sacramentale. lo non
avevo neanche la minima idea di questa macchinazione finch non ci
giunsero delle voci secondo le quali si diceva che era stato scoperto un
complotto. Anche allora la notizia non ci raggiunse prima di qualsiasi altra
persona che abitava in quella parte del paese.
Dalla lunga perquisizione durata nove giorni, mi resi conto che ero
sospettato e ricercato in maniera particolare. Allora scrissi una lettera
aperta, sotto forma di uno scritto indirizzato ad un amico, in cui fornivo
molte prove e protestavo, al di l di ogni cavillo, che ero assolutamente
innocente delle accuse lanciate contro di me. Feci fare molte copie della
lettera e le feci spargere per le strade di Londra durante le prime ore del
mattino. Molte persone le raccolsero e le lessero. Una copia fu mostrata al
re da un membro del Consiglio che era amico mio o della mia causa (20).
Il re, secondo quanto mi hanno riferito, disse che la lettera lo convinceva
(21). Ma pi tardi, quando si conobbe la residenza di Padre Garnet e si
affacci la speranza di catturarlo e di scaricare ogni colpa sulla
Compagnia, essi pensarono che fosse necessario additare alcuni dei nostri
padri come i principali artefici del complotto (22). Il mio nome fu
associato a quello dei due padri che erano stati diffamati da uno dei servi
di Mr. Catesby. Prima di morire, questi si penti e confess pubblicamente
di aver agito contro coscienza quando rifer tali cose. Aveva avuto paura
della morte e sperava di esser perdonato; inoltre il segretario Cecil lo
aveva adescato passandogli del denaro.
Forse a quel tempo alcune persone sospettarono realmente che io fossi al
corrente della congiura. Si sapeva che molti gentiluomini imprigionati
erano miei amici e mi avevano visitato regolarmente nella mia dimora
londinese. Uno di essi lo aveva confessato durante il suo interrogatorio,
affermando per che io non conoscevo assolutamente nulla del loro
complotto. Dopo averli interrogati tutti, essi non avevano ancora nulla di
279

cui accusarmi. Mr. Digby, che era mio intimo amico e che per tale ragione
fu pi rigorosamente interrogato nei miei riguardi, protest apertamente
davanti alla corte che non aveva mai osato confidarmi le sue intenzioni per
timore che lo dissuadessi dal tentativo (23).
Tutto ci giunse al mio orecchio. Appresi anche diversi fatti riguardanti
Padre Garnet dai quali risultava che egli era a conoscenza del complotto
anche se sotto il sigillo sacramentale e che lo aveva appreso da un membro
della Compagnia (24), che anch'egli lo conobbe sotto il sigillo.
Mi sembr, quindi, di essere sufficientemente lavato dell'accusa. Allo
scopo, poi, di mettere in evidenza questo fatto, scrissi le tre lettere ai tre
Lord pi influenti del Consiglio, poco tempo prima della morte dei
gentiluomini che furono condannati. Con argomenti molto probanti
dimostrai che non sapevo nulla della cospirazione e mostrai loro la
maniera in cui avrebbero potuto convincersene, finch quei signori erano
ancora in vita (25).
Se lo abbiano fatto o meno, non lo so. So soltanto che durante il processo
intentato contro Padre Garnet (e cio dopo che essi avevano ricevuto
queste lettere) essi non mi menzionarono una sola volta, sebbene facessero
il possibile per diffamare tutta la Compagnia e per coinvolgere tutta la
missione inglese (26). Essi dichiararono colpevoli i tre sacerdoti: i due che
avevano appreso la cosa in confessione e Padre Oldcorne, non in quanto
era al corrente del complotto ma in quanto ag da complice dopo il fatto.
Io cercai tuttavia di tenermi ben nascosto (27). Allora mi trovavo a Londra
in una casa che nessuno conosceva (28). Mediante la protezione di Dio fui
salvo e, se l'avessi ritenuto opportuno, sarei potuto restare ancora pi a
lungo. Non abbandonai l'Inghilterra per sfuggire alla cattura. Non era il
tempo di lavorare, e dal momento che dovevamo starcene molto quieti,
approfittai dell'occasione per trasferirmi qui e riposarmi alquanto (29).
Dopo un cos lungo periodo di lavoro dissipante in mezzo a gente di ogni
specie, desideravo un momento di respiro per riacquistare le forze e per
prepararmi al lavoro che mi attendeva in futuro. A quel tempo ero solo.
Quasi tutti i miei amici o si trovavano in prigione o vivevano in tali
angustie che a stento potevano badare a se stessi. Ogni luogo era
sorvegliato; era impossibile trovare un posto sicuro (30). Per
l'indiscrezione di alcuni, come ho gi detto, avevo perduto la mia casa a
Londra ed ancora non mi ero deciso ad abbandonare l'Inghilterra. Ci
nonostante, riuscii a trovare a Londra un'altra casa, forse pi adatta della
precedente alle mie nuove necessit. La feci arredare di tutte quelle cose di
cui avevo bisogno e vi costruii alcuni nascondigli sicuri. In essa passai
279

tranquillamente tutta la Quaresima che precedette la mia fuga. Oltre a


questa, presi in affitto una seconda abitazione, molto pi grande e pi
bella, in cui intendevo coabitare con Padre Anthony Hoskins. Dopo la mia
partenza, fu usata dal mio superiore per un tempo considerevole.
Verso la fine della Quaresima esposi al pericolo la prima di queste due
case, quando tentai di liberare uno dei nostri padri. Avvenne cos. Il buon
sacerdote, Padre Thomas Everett, era andato a stabilirsi a Londra in casa di
un gentiluomo (31) ove incontr alcuni traditori o, per lo meno, alcune
persone che non riuscirono a tener chiusa la bocca. La cosa venne risaputa
dal Consiglio. Poich questo padre era quasi della mia stessa altezza ed
aveva i capelli neri, Cecil pens che si trattasse di me. Pronunciando il mio
nome, andava dicendo agli amici che questa volta mi avrebbe acciuffato
infallibilmente. Invece si lasci sfuggire tutt'e due. Appena seppi che quel
sacerdote si era recato in quella casa in cui la sua presenza non era stata
mantenuta segreta, chiesi al Signore che mi aveva tenuto nascosto in casa
sua, prima che mi trasferissi nella mia nuova abitazione, di andare a
prendere quel padre e di tenerlo in casa per un po' di tempo. Quegli obbed
prontamente ed il sacerdote ripar da lui; mentre la casa che aveva appena
abbandonato veniva perquisita da un capo all'altro. Pochi giorni dopo
perquisirono la casa in cui egli si era trasferito, perch vi avevano trovato
alcuni libri di Padre Garnet che il padrone di casa era solito custodire (32).
Non trovarono nessuno, perch Padre Everett si rifugi in un nascondiglio;
comunque trassero in prigione il padrone e la padrona di casa.
Quando mi giunse questa notizia, mi allarmai. Nella casa non c'era pi
nessun cattolico che conoscesse il nascondiglio del padre ed io temetti
ch'egli sarebbe morto di fame o, altrimenti, che sarebbe uscito e sarebbe
stato catturato. Quindi vi inviai alcuni uomini, dopo aver loro descritto il
luogo in cui il sacerdote era nascosto. Essi lo chiamarono e bussarono sul
suo nascondiglio, tuttavia egli rifiut di aprire. Sebbene gli assicurassero
che erano stati inviati da me per liberarlo, egli non rispose. Le loro voci
non gli erano familiari ed egli temeva che fosse un tranello dei
perquisitori. Talvolta, infatti, fingono di andarsene per poi ritornare poco
dopo; imitando la voce di un amico, si aggirano per le stanze annunziano
che i perquisitori sono partiti ed invitano la gente nascosta ad uscire fuori.
Questo era quanto il buon padre sospettava, perci non diede risposta. Gli
uomini che avevo mandato si trattennero a lungo e furono costretti a
tornare tardi. Lungo la strada caddero nelle mani delle guardie. Per quella
notte furono tenuti in custodia, ma il giorno successivo dopo qualche
difficolt furono rilasciati. Si venne a sapere che uno di essi era vissuto
279

con un cattolico e si sospett che anche lui fosse tale. Questo fatto attrasse
i sospetti sulla mia casa, giacch si seppe anche che abitava l.
Apparentemente la casa era stata affittata da uno scismatico che non era
sospetto, ma ormai la cosa aveva perso ogni significato. Quattro giorni
dopo, la pi alta autorit di Londra, cio il sindaco, venne a perquisire il
luogo con una pattuglia di guardie. Nel frattempo mi era stato riferito che
Padre Everett aveva rifiutato di rispondere; ero convinto che fosse ancora
l e temevo che morisse di fame. La notte seguente mandai di nuovo i miei
uomini accompagnati, questa volta, da colui che aveva costruito il
nascondiglio e sapeva come aprirlo. Con grande sollievo il padre usc fuori
ed essi lo condussero nella mia casa dove si trattenne.
Intanto io mi ero trasferito presso un amico la cui casa era molto sicura.
Egli temeva che l'arresto degli uomini che avevo inviato a liberare il padre
potesse far orientare i perquisitori verso la mia casa. Ci accadde a sole tre
notti di distanza. Era il Gioved santo (33). Padre Everett stava celebrando
Messa ed aveva appena finito l'Offertorio, quando una masnada
tumultuante irruppe attraverso il cancello del giardino. Il sindaco era
furibondo e si mosse cos rapidamente che attravers il giardino, entr
nella casa e raggiunse le scale proprio mentre il padre, tutto rivestito dei
paramenti e con un fagotto di suppellettili sacre sotto il braccio, si
eclissava nel nascondiglio. Ma gli ambienti erano cos chiusi che il sindaco
ed i suoi uomini fiutarono l'odore caratteristico delle candele appena
spente. Certi di aver sorpreso un prete, presero a perquisire con maggiore
diligenza. Non trovarono neanche uno dei tre nascondigli. Tutti quelli che
non erano nascosti e che si confessarono cattolici furono trascinati via
insieme allo scismatico che era ritenuto da loro il padrone di casa. Ancora
una volta riuscii a far liberare Padre Everett dalla prigione del suo
nascondiglio. Gli consigliai di abbandonare Londra e decisi di non usare la
mia casa per un po' di tempo, perch ormai era conosciuta come una casa
cattolica.
Vedendomi costretto a restare inoperoso, senza alcuna possibilit di
lavorare, approfittai della prima occasione per attraversare la Manica e
trasferirmi qui.
Raccomandai i miei amici a diversi sacerdoti e pregai questi ultimi
affinch l assistessero in maniera speciale durante la mia assenza. Per
quanto riguarda la mia ospite, ella era stata portata a Londra quando
avevano fatto quella prolungata perquisizione in casa sua, nella speranza di
catturarmi. Ella fu interrogata insistentemente intorno a me davanti al
Consiglio, ma rispose a tutte le domande in maniera ineccepibile (34). Alla
279

fine le presentarono una lettera che ella aveva scritto ad un suo parente,
chiedendogli di provvedere al rilascio di Padre Strange e dell'altro padre da
me menzionato prima. Questo signore era la personalit pi influente della
contea nella quale quelli erano stati catturati (35), ed ella pensava che
mediante questa lettera sarebbe riuscita a farli rilasciare. Quest'uomo
fedifrago, che cos spesso si era detto pronto ad eseguire qualsiasi servizio
di cui ella lo avrebbe richiesto, dimostr ancora una volta la verit delle
parole del profeta: I nemici dell'uomo sono quelli di casa sua. Egli aveva
consegnato la sua lettera al Consiglio.
Agitando questa lettera in maniera che ella la vedesse, dissero:
Non vi rendete conto che siete completamente alla merc del re sia per la
vita che per la morte? Vi sar risparmiata la vita se ci direte dove si trova
Padre Gerard.
Non lo so, rispose, e quand'anche lo sapessi, non ve lo direi.
Allora un lord del Consiglio (36), che in passato le si era mostrato amico
in diverse occasioni, si alz e l'accompagn cortesemente alla porta.
Durante il percorso le disse con fare persuasivo:
Abbiate un po' di piet di voi stessa e dei vostri figli e dite loro quello che
desiderano sapere. In caso contrario dovrete morire.
Ella rispose ad alta voce:
Allora preferisco morire, signore.
Mentre ella parlava si apr la porta. I suoi servi che attendevano di fuori la
udirono (37) e scoppiarono tutti in lacrime. Quelli invece le avevano detto
cos per intimorirla, giacch in quella occasione non la misero neanche in
prigione. La mandarono invece in citt in casa di un gentiluomo (38) e,
dopo averla trattenuta un po' di tempo in custodia, la lasciarono libera a
condizione che restasse a Londra. Uno dei lord pi influenti del Consiglio
confid ad un amico che nulla deponeva contro di lei eccetto il fatto che
era una fanatica papista e che sorpassava gli altri per i mali che istigava.
Io ero ancora a Londra. Appena ella fu liberata da quello stato di
sorveglianza, completamente dimentica di s, volle prendersi cura della
mia persona. Ogni giorno mi inviava notizie per lettera. Mi procur tutto il
necessario per la casa e, quando seppe che desideravo recarmi all'estero
per un certo tempo, disse che non dovevo badare a spese pur di mettermi
sicuramente in salvo, poich ella avrebbe sostenuto con gioia tutte le spese
anche se la cosa dovesse costare cinquemila fiorini. Infatti ella me ne diede
mille per il viaggio.
Io l'affidai alle cure di Padre Percy che era gi vissuto molto tempo con
me nella sua casa. Egli si trova ancora sul posto dove fa molto bene; e
279

sono certo che continuer a farlo. Andai direttamente a Roma da dove fui
poi inviato in queste regioni per stabilirmi a Lovanio. Quel che mi sia
capitato e quale sia l'opera degli altri padri si pu apprendere dalle Lettere
Annuali (39).
Nella data del 3 maggio, giorno in cui Padre Garnet vol in cielo, ho
ricevuto due favori segnalati, che ritengo frutto della sua intercessione. Il
primo fu questo. Quando, dopo precedenti accordi, giunsi al porto dal
quale dovevo salpare dall'Inghilterra insieme ad alcuni altri funzionari,
questi si intimorirono e dissero che non potevano mantenere la promessa.
Fino al momento dell'imbarco si rifiutarono di portarmi. Ma proprio in
quel momento Padre Garnet venne accolto in cielo e non dimentic me che
ero rimasto sulla terra. Improvvisamente cambiarono opinione.
L'ambasciatore venne personalmente a prendermi ed egli stesso mi aiut a
vestire la livrea degli uomini del seguito in modo che potessi passare come
uno di loro e fuggire (40). Cos potei partire, ma in cuor mio sono sicuro
che lo debbo alle preghiere di Padre Garnet.
Il secondo e pi segnalato favore quello che mi fu concesso tre anni
dopo, sempre il giorno 3 maggio. In quella data, infatti, per quanto ne fossi
indegno, fui ammesso nel corpo della Compagnia mediante i quattro voti.
Consider ci di gran lunga il pi grande favore che abbia mai ricevuto e
sembra che Dio abbia voluto mostrarmi che anche questo mi era stato
ottenuto dalle preghiere di Padre Garnet, poich vi una strana
somiglianza tra le circostanze della mia professione e quelle del suo
martirio. In tutt'e due i casi il giorno originariamente fissato era il 10
maggio, festa dei santi apostoli Filippo e Giacomo, ma in entrambi delle
circostanze impreviste rimandarono l'evento al 3 maggio 41.
Voglia Dio concedermi di amare e di portare sempre fedelmente la croce di
Cristo per camminare in maniera degna della vocazione alla quale sono
chiamato. Una cosa sola ho chiesto al Signore, una cosa che continuer
sempre a chiedergli, cio che possa vivere tutti i miei giorni nella casa di
Dio. S, finch non mi mostrer riconoscente dei favori che ho ricevuto.
Finora sono stato una pianta sterile, perci prego affinch possa
cominciare a portare qualche frutto ad opera dell'olivo nel quale sono stato
innestato.
____________________________________________________________
NOTE AL CAPITOLO XXIII
1 Nel suo interrogatorio Elizabeth Vaux dichiar che ella non aveva sentito nulla del
tumulto di Londra prima di mercoled (6 novembre) dopo il compimento
dell'attentato. Solo sir George Fermor e sua moglie, andando l per caso, le
279

raccontarono il fatto. (S.P.D., James I, XVI, n. 88). Nel suo interrogatorio (ib. XIX,
n. 43), Padre Strange dichiar che la notizia raggiunse Harrowden il 4 novembre, ma
ci evidentemente un errore oppure un'invenzione maliziosa. Catesby e Percy
furono uccisi mentre i due Wrights, Rookwood e Grant furono catturati a Holbeach
House, vicino a Stourbridge, quando il gruppo fu. raggiunto il 9 novembre. Se J. G. si
riferisce a questo incidente e non alla cattura di Fawkes e degli altri a Londra,
bisogna supporre che egli ne abbia ricevuto notizia prima che Harrowden fosse
circondata.
2 Questo incidente descritto da William Tate, il giudice di pace incaricato delle
indagini, in una lettera spedita a Salisbury e datata Harrowden, 15 novembre.
Dissi a Richard Richardson, un domestico di Mrs. Vaux, allora presente, di agire
sinceramente con me e questi dopo un po' di tergiversazione apri la porta. Al che
entrai ed ispezionai di persona: lo trovai il luogo pi segreto che avessi mai visto,
disposto in maniera tale che era impossibile scoprirlo. I vi scoprii molti libri papisti e
diversi oggetti pertinenti alla loro superstiziosa religione, ma nessun uomo. Sono
sicuro che nessun pot fuggire di l dopo che io ero entrato nella casa, avendola
presidiata tutt'intorno giorno e notte ed essendo le chiavi di tutte le porte nelle mani
mie e in quelle dei servi. La lettera di Tate stampata in Hatfield Calendar, XVII,
pp. 490-491. Il resoconto della perquisizione corrisponde esattamente a quello fatto
da J. G. in Narrative, p. 138. J. G. fa capire che Tate scopri proprio quello che Mrs.
Vaux risolse di rivelare. Tate era un amico di famiglia e, come succedeva cosi spesso
durante la persecuzione dei cattolici, doveva svolgere un compito a lui sgradito.
3 La perquisizione cominci il 12 novembre. Ho usato tutta la speditezza possibile
per penetrare da Mrs. Vaux, nella sua casa di Harrowden, dove mi sono presentato
con la pi grande segretezza possibile marted 12 del corrente mese tra le dodici e
l'una dello stesso giorno. William Tate a Salisbury il 13 novembre 1606. C.S.P.D.,
James I, CCXVI, n. 92. In Narrative (p. 138) J. G. fornisce una descrizione pi
dettagliata di questa perquisizione. Sebbene Tate usasse tutta la speditezza
possibile, lo stesso non si pu dire del governo. Il fatto che Salisbury attese una
settimana prima di passare all'azione potrebbe significare che egli giudic innocenti
sia J. G. che Mrs. Vaux.
4 Padre Thomas Laithwaite mori in Inghilterra il 10 giugno 1655, quarantanove anni
dopo la sua ammissione nella Compagnia. Per il suo interrogatorio vedi MORRIS,
pp. 404-405.
5 Diedi ordine che si facesse una guardia severissima giorno e notte in tutta la
campagna adiacente e non si permettesse il passaggio ad alcuno... In quella occasione
furono arrestate diverse persone ed un certo John Laithwoode fu portato in mia
presenza... Al primo interrogatorio egli si dimostr insofferente e insolente, ma il
giorno seguente fu di migliore umore. William Tate a Salisbury, 15 novembre 1605.
Hat. Cal., XVII, p. 490.
279

6 Padre William Singleton, uno degli assistenti dell'arciprete. Egli fu catturato con
Padre Strange a Kenilworth il 7 novembre mentre si recava a Hinlip. C.S.P.D., 16031610, p. 300; C.R.S., vol. XLI, pp. 23-24.
7 Ci si riferisce al lavoro di J. G. Narrative of the Gunpowder Plot, stampata in
Condition of Catholics under James I (1871) di MORRIS.
8 Il 22 febbraio 1604 fu divulgato un editto che imponeva a tutti i gesuiti ed ai preti
del seminario di lasciare il paese prima del 19 marzo. Fu richiamata in vigore
l'ammenda di venti sterline al mese per non conformismo; la stessa fu resa retroattiva
in maniera da eliminare ogni indulgenza sopravvenuta col nuovo regno. Il 24 aprile
fu presentato ai Comuni un progetto di legge che reintegrava tutte le misure
elisabettiane contro i cattolici, corredandole di pene suppletive per coloro che
mandavano i propri figli all'estero per procurar loro una educazione cattolica. Nello
stesso anno una nuova ondata di persecuzioni si rivers sul paese. L'effetto di queste
leggi contro i cattolici che aiutavano gli ecclesiastici descritto nella lettera inviata
da Padre Garnet a Persons il 4 ottobre dell'anno seguente: Se qualche padrona di
casa non completamente perduta, ella sta meglio di molte sue vicine.
9 Questi fu Robert Catesby, l'istigatore della congiura che rivel il complotto a Padre
Tesimond in confessione.
10 Quando uscimmo fuori, scrisse Padre Garnet, sembravamo due spettri... L'uomo
che ci scov fugg via per la paura, temendo che noi gli avremmo scaricato addosso
qualche pistola. Essi furono catturati il 27 gennaio 1606. (Cfr. S.P.D., James I, XIX,
n. 11). Nella stessa lettera Padre Garnet fornisce un'accurata descrizione dei
nascondigli. Dopo essere rimasti in quel buco per sette giorni, sette notti e diverse
ore, chiunque pu immaginare quanto fossimo stanchi, e veramente lo eravamo. Solo
raramente potevamo distenderci per met, dato che il luogo non era alto abbastanza,
ed avevamo le estremit cos irrigidite che, sedendoci, non potevamo trovare posto
per loro. Perci avevamo un dolore continuo alle gambe che erano tutte enfiate,
specialmente le mie, e cos rimasero finch non fummo portati nella Torre. Se
avessimo avuto almeno mezza giornata di libert per uscire, avremmo sgombrato dei
libri e dei mobili quel posto che, se fosse stato munito di un gabinetto, avremmo
potuto abitare per un quarto di anno. Tutti i miei amici si meraviglieranno che
nessuno di noi, specialmente io, fosse andato al gabinetto per tutto quel tempo,
sebbene avessimo modo di fare servitii piccoli per i quali tuttavia fummo in grande
imbarazzo fin dal primo giorno. Eravamo contenti e felici l dentro e sentivamo ogni
giorno le guardie che ci cercavano con grande alacrit, cosa me mi fece veramente
temere che il luogo sarebbe stato scoperto. Se avessi saputo in tempo del bando
lanciato contro di me, sarei uscito fuori e mi sarei offerto prigioniero a Mr. Abington,
anche se non avesse voluto.
11 Dopo aver servito come cuoco al seminario di Douai, Ralph Ashby entr nella
Compagnia come fratello laico ed and in Inghilterra con Padre Greenway nel marzo
279

del 1598. Per otto anni lavor come domestico di Oldcorne e fu catturato insieme a
Nicholas Owen (Little John) a Hinlip House il 23 gennaio 1606. Dopo tremende
torture nella Torre, fu ucciso con Padre Oldcorne a Worcester il 7 aprile dello stesso
anno. FOLEY, IV, p. 267 seg.
12 Non c' nessuna testimonianza scritta n della famiglia, n del luogo e della data
di nascita, n dell'ingresso della Compagnia di Nicholas Owen. Probabilmente era un
falegname o un muratore e divenne gesuita prima del 1580. Fu arrestato il 23 gennaio
1606 e fu portato prima nella prigione di Marshalsea e poi nella Torre. Fu appeso con
enormi pesi legati ai piedi finch, come dice J. G., i suoi intestini non uscirono fuori
insieme con la vita. J. G., Narrative of the Gunpowder Plot. Egli mori il 2 marzo
1606. GODFREY ANSTRUTHER, O. P. Notes on the English Martyrs, The
Ransomer, vol. XII, n. 5, p. 11.
13 Padre Garnet fu torturato solo una volta, mentre Padre Oldcorne lo fu per cinque
ore per quattro o cinque giorni consecutivi. Cfr. Narrative, pp. 181, 271.
14 Padre Oldcorne e Fratel Ralph Ashly furono uccisi a Worcester il 7 aprile 1606.
15 Garnet fu processato nella Guildhall il 27 marzo. Il re fu presente in privato al
processo che dur dalle otto del mattino alle sette di sera. MORRIS (p. 390) riporta
una relazione di quell'epoca secondo cui il re avrebbe dichiarato: Il gesuita non ha
giocato a carte scoperte, ma io non sono stato in grado di stabilire l'autenticit di
questa affermazione.
16 Il re concesse a Padre Garnet la grazia di restare appeso finch non fosse morto.
Una lettera di Sir Charles Cornwallis descrive il dolore espresso dal popolo per
l'esecuzione del gesuita, e... quando il boia mostr la testa di lui ed esclam "Dio
salvi il re", non ci fu uno solo che rispose "Amen"! Anzi piombarono tutti sul boia
che a stento ebbe salva la vita. Queste parole sono tratte da una relazione scritta da
North, segretario dell'ambasciatore spagnolo, e sono citate da Cornwallis in questa
lettera come una dimostrazione dell'impegno preso per rendere Garnet innocente.
Hat. Cal., XVIII, p. 265.
17 Costui Padre John Floyd nativo del Cambridgeshire. Fu arrestato mentre tentava
di visitare Padre Oldcorne in cella nella prigione di Worcester. Fu esiliato nel 1606.
FOLEY, VII, parte I, p. 268.
18 Per i resoconti contemporanei di tali avvenimenti e per la sensazione che essi
suscitarono vedi Appendice G.
19 Questo bando reca la data del 15 gennaio 1606, diverse settimane dopo che i
cospiratori furono catturati. In una lettera del 22 gennaio Salisbury commenta:
Questi tre descritti nel bando rappresentano gli stessi cardini dell'ordine e ne sono
gli oracoli. Il bando si trova in C.S.P.D., James I, 1603-1610, p. 280, ed seguito da
279

una descrizione di J. G. (vedi Appendice I), di Garnet e di Greenway. Questo fu


presumibilmente mandato in tutti gli uffici postali del paese.
20 Costui fu Thomas Howard, conte di Northampton, come afferma lo stesso J. G. in
una lettera inviata a Richard Smith, vescovo di Calcedonia, in data 10 settembre
1630: Una persona fu incaricata di diffondere copie della mia summenzionata lettera
nelle varie strade di Londra, ed una copia in particolare fu inviata al conte di
Northampton, il quale la porse al re. Il sovrano fu tanto persuaso delle mie ragioni
che avrebbe anche desistito dalla caccia spietata fatta per catturarmi, se per scopi
personali Cecil non lo avesse reso pi violento che mai. Essendo persuaso che alcuni
cospiratori avevano tramato contro la sua vita in particolare e sapendo che molti di
loro erano miei amici, egli sperava che, se mi avesse catturato, avrebbe potuto
scoprire col mio aiuto quanti e quali fossero stati i cospiratori. Per questa unica
ragione non ebbe mai pace finch non persuase il re, come di cosa a lui
inequivocabilmente ben nota e chiaramente provata, che io non ero soltanto un
complice, ma il capo e l'istigatore del complotto e che, di conseguenza, dovevo
figurare capolista nel bando che era stato proclamato. MORRIS, p. 429.
21 impossibile rintracciare la lettera, ma una copia venne in mano di Padre Michael
Walpole. Considerando la lettera di Gerard, egli scrisse il 29 gennaio 1606, lettera
che ho visto, posso dire soltanto che sembrava cosi efficace che non c'era nulla da
aggiungere. Perci sono pienamente persuaso che Sua Maest e tutto il Consiglio
rimarranno soddisfatti di lui in cuor loro. Di fatto si d per certo che Sua Maest si sia
espresso in tal senso, quando vide la sua lettera. BARTOLI, Inghilterra, libro VI,
cap. 6, p. 510.
22 Cfr. la lettera di Salisbury a sir Thomas Edmunds in data 22 gennaio 1606. E
sebbene nel libro di Sua Maest non ci sia nessun riferimento a loro [i tre gesuiti
menzionati nel bando], non pu essere altro che frivola l'illazione che i gesuiti ne
approfittino a loro vantaggio, cercando di scagionare il loro ordine. Hat. Cal., XVIII,
p. 28. significativo il fatto che, sebbene Padre Garnet e Padre Oldcorne fossero stati
catturati il 27 gennaio, Salisbury non ne fu informato ufficialmente prima del 30.
Siccome deve averlo saputo prima, sembra probabile che egli abbia impedito la
notificazione ufficiale della loro cattura, finch non avesse eliminato tutti i testimoni
in favore di Garnet, giacch i cospiratori che erano stati processati il 27 gennaio
furono frettolosamente uccisi il 30 ed il 31 dello stesso mese.
23 Non ci resta una relazione completa del discorso di Digby, ma dai messaggi inviati
a J. G. e contenuti nelle lettere che egli scrisse a sua moglie non c' dubbio circa
l'intenzione di Digby di liberare J. G. dall'imputazione. In una lettera egli dichiara me
nel suo interrogatorio davanti a tutti i Lord io discolpai tutti i sacerdoti di tutto
quello che so. Ma ora mi si permetta di dire quale dolore sia stato per me il sentire
che sono state condannate tante cose intorno alle quali ritenevo me i cattolici la
pensassero diversamente... quando seppi quello che i cattolici ed i preti pensavano
della questione, e che sarebbe stato un grande peccato quello me avrebbe determinato
279

la mia fine, tutto ci fece piombare nel dubbio la mia coscienza circa le mie migliori
azioni... Soltanto ci mi fece desiderare ancora la vita per aver modo di incontrare un
Padre spirituale. PHILIP SIDNEY, A History of the Gunpowder Plot, pp. 123-124.
24 Padre TesinIond, alias Greenway.
25 Fu metodo peculiare di J. G. quello di scrivere tre lettere per essere sicuro che la
sua dichiarazione di innocenza raggiungesse il Consiglio. Soltanto due delle tre
lettere esistono ancora: sono indirizzate a Lennox ed a Salisbury e recano, tutt'e due,
la data del 23 gennaio 1603. Nella prima egli suggerisce che tutti i principali
cospiratori... siano interrogati prima di morire, chiedendo loro di confessare, come
farebbero di fronte al terribile tribunale verso il quale sono incamminati, se mi hanno
fatto partecipe della cosa oppure se io l'ho comunicata loro in qualsivoglia modo, o se
essi possono attestare di propria autorit che io ero al corrente della cosa. E sono
sicuro che nessuno di loro mi accuser, a meno che non risulti evidente che lo
facciano nella speranza di aver salva la vita. Ma chiaro, dai segni che dnno, che
essi muoiono nel timore di Dio e con la speranza della loro salvezza. C.S.P.D.,
James I, vol. XVIII, n. 35.
Quando fu di nuovo avanzata contro J. G. l'accusa di complicit, questa volta da parte
dei suoi compagni cattolici, e quando essa fu resa di pubblica ragione nel 1630 con
un libro scritto da Richard Smith, vescovo di Calcedonia, J. G. in una lettera al
vescovo rivel questa tipica ed interessante offerta che egli aveva fatto al tempo della
congiura delle polveri: Sebbene... vedessi che la procedura proposta da me ai
consiglieri non era accetta, essendo la cosa recente e trovandomi a Londra, chiesi ai
padri il permesso di presentarmi in persona al Consiglio di Stato. Ed io l'avrei fatto,
se me ne avessero dato licenza e se il Consiglio avesse proceduto contro di me e non
a motivo della religione, ma per sola complicit, essendo questa propriamente in
questione, anche a rischio, essendo trovato colpevole, d'esser trattato nel peggiore dei
modi. Giuro che feci e rinnovai questa richiesta parecchie volte ai nostri padri. Di essi
alcuni sono ancora in vita e possono testimoniarlo; a loro, per, non sembr giusto
acconsentirvi. MORRIS p. 435.
26 Uno dei pi forti argomenti a favore dell'innocenza di J. G. che egli non
menzionato in nessuno dei ventidue interrogatori ai quali fu sottoposto Padre Garnet.
N vi alcun indizio che Garnet, il quale fu molto candido nelle sue risposte,
considerasse minimamente necessario difendere J. G. Comunque, J. G. si sbaglia nel
dire che egli non fu menzionato durante il processo, perch il suo nome si trova
nell'atto di accusa di Padre Garnet.
27 Per lo meno quattro cattolici rinnegati, che sostenevano di conoscere J. G.,
avevano offerto a Salisbury i loro servigi come spie ed avevano ricevuto del denaro
per il suo arresto. Una di essi, lady Markham, offre un'interessante testimonianza del
concetto in cui J. G. era tenuto nelle campagne del Northamptonshlte. In una lettera a
Salisbury ella afferma: lo incontro molta gente che disposta a credere che non vi
fosse polvere di sorta, cos facilmente come si lascia convincere che questo santo
279

uomo [J. G.] abbia preso parte al complotto. Per certo tutti lo hanno sempre ammirato
fino al punto di sentirsi felici e beati nell'ascoltarlo e di ritenere il loro tetto
santificato dal suo passaggio nella loro casa. C.S.P.D., James I, vol. XVI, n. 88. Le
quattro spie, dalle quali Salisbury accett l'offerta dei servizi, sono: -1 George
Southwicke, un ex-cattolico fallito (Hat. Cal., XVIII, p. 47), che osservava e riferiva
sui movimenti dei gesuiti inglesi all'estero. In una curiosa lettera, inviata a Salisbury
in data 5 novembre 1605, egli afferma che per otto giorni aveva cavalcato giorno e
notte per scoprire i cospiratori (G. Plot Book, n. 16) e chiede il permesso per poter
arrestare J. G., permesso che gli fu concesso e rinnovato il 19 novembre.
-2 William Udall, che fu imprigionato all'epoca del complotto di Watson (1603). Nel
giugno del 1606 egli era ancora sicuro che J. G. fosse in giro per Londra ed ancora
in agosto diceva a Salisbury di avere informazioni speciali circa i luoghi in cui John
Gerard si trovava e prometteva di consegnarlo tra poco insieme a Greenway. (Hat.
Cal., XVIII, pp. 173, 181, 242). Nel luglio del 1608 egli reclam il pagamento per
aver scoperto cinque tipografie di libri sediziosi e un gesuita. C.S.P.D., James I,
1603-1610, p. 449.
-3 W. N., la cui identit incerta. Egli viveva al Sign of the White Rose a Calais, ove
attendeva il momento di arrestare J. G. al suo sbarco. Egli era ben informato e,
evidentemente, era venuto a conoscenza del piano di J. G. per la fuga. (Hat. Cal.,
XVIII, pp. 103-104). Nel giugno del 1606 egli si rec in Inghilterra, ove pass alcune
settimane per vedere se incontravo Jarret [J. G.], che ancora in Inghilterra, sebbene
secondo le informazioni generali d'oltre Manica sia dall'altra parte, mentre Padre
Baldwin [a St. Omers] mi disse che egli si era trasferito qui. Hat. Cal., XVIII, pp.
84, 103, 176.
-4 Lady Markham, forse la pi pericolosa di tutti loro. Suo marito fu imprigionato
all'epoca del complotto di Bye (1603) e pi tardi fu esiliato. Salisbury accett la sua
offerta di tradire J. G. in cambio della reintegrazione del patrimonio familiare. Il 18
novembre ella era ad Harrowden durante la perquisizione. Dopo aver cercato J. G. nel
Northamptonshire, in gennaio and a Londra, dove spera di vedere presto Gerard.
Salisbury le diede carta bianca per l'arresto di J. G. C.S.P.D., James I, 1603-1610, pp.
259, 278, 280.
Altri due cattolici si offrirono a Salisbury per catturare il gesuita numero uno, ma
non certo che li abbia accettati. La spia chiamata Radcliffe sembra che fosse troppo
ben nota ai cattolici per essere utile al governo. (Hat. Cal., XVIII, Pp. 41, 43); l'altra,
Alexander Bradshaw, che in precedenza era stato studente di teologia a Roma, ebbe
una parte rilevante nei tentativi effettuati per catturare J. G. e Greenway, adducendo
la sua particolare idoneit a quel genere di lavoro, perch i .gesuiti tra tutti gli
uomini hanno abbracciato me, ma egli giunse troppo tardi. Ib., pp. 8-9, 18, 382;
Westminster Archives, VIII, n. 23.
28 Grazie ad un'indicazione contenuta in English Spanish Pilgrim di WADSWORTH
(1629), p. 25, questa pu essere identificata nella casa del dotto Taylor. Come
gratitudine per questo servizio che egli aveva fatto alla Compagnia, proteggendo
nella sua camera quel gesuita Padre Gerard, Padre Richard Blount present il figlio
279

di lui, Mr. Henry Taylor, all'ambasciatore spagnolo, che gli ottenne il posto di
segretario all'ambasciata di Londra.
29 Sotto l'incalzare di questi eventi, padre Stanney, che J. G. ha menzionato nelle
prime pagine del presente volume, usci di senno e fu trovato in uno stato delirante
prima a Ockingham, poi a Reading. Hat. Cal., XVII, p. 607.
30 Padre Tesimond fu arrestato in una strada di Londra mentre leggeva la descrizione
della sua persona sul manifesto che notificava il suo bando. Vi era molta gente
tutt'intorno ed egli si lasci condurre via quietamente, ma quando si trov a passare
per una strada poco frequentata, sfuggi al suo custode, ripar nel Suffolk e raggiunse
il continente con un carico di maiali macellati.
31 Cfr. sopra, cap. IV.
32 Il 4 aprile Garnet scrisse ad Anne Vaux due lettere che vennero intercettate da
Wade, governatore della Torre, ed inoltrate a Salisbury. In esse si faceva chiaramente
menzione di certi libri che si trovavano nella casa dei Vaux ad Erith, nel Kent, e
nell'altra casa alla quale si riferisce J. G. Quest'ultima era la casa dell'irruzione. (Hat.
Cal., XVIII, p. 97). In un'altra lettera del 21 aprile Garnet dice che Erith e l'altra
casa erano state depredate. C.S.P.D., James I, 1603 1610, p. 312.
33 17 aprile 1606.
34 Elizabeth Vaux fu portata a Londra il 16 novembre. (Poscritto della lettera di Tate
a Salisbury, G. Plot Book, n. 21). Raggiunse Londra la sera del 18 novembre e fu
interrogata la stessa notte. (Hat. Cal., XVII, p. 496). Per il suo interrogatorio vedi
C.S.P.D., James I, vol. XVI, n. 88.
35 Sir Richard Verney, sceriffo del Warwickshire, era zio di sir George Simeon, che
l'anno precedente aveva sposato la figlia di Mrs. Vaux. Questa lettera reca la data del
12 novembre, il quarto giorno della perquisizione a Harrowden, e probabilmente fu
scritta con l'aiuto di J. G. quando di notte usc dal suo nascondiglio. Mrs. Vaux scrive:
Vostra nipote Mary vi ceder la sua porzione piuttosto che permettere che lui [Padre
Strange] venga implicato. (C.S.P.D., James I, CCXVI, n. 227). Sir Richard Verney la
ricevette il giorno seguente e la pass a Salisbury la sera stessa. Hat. Cal., XVII, p.
484.
36 Il conte di Northampton. Cfr. MORRIS, p. 449.
37 Diversi suoi servi furono gettati in prigione, spesso furono rigorosamente
interrogati e furono assoggettati a numerose minacce, quando non vollero confessare
che Padre Gerard era stato in casa di lord Vaux. Da loro, per, non si pot ottenere
nulla. Narrative, p. 141. Per i loro interrogatori V. MORRIS, p. 455.
279

38 La casa di sir John Swinnerton che era incaricato di riscuotere !'imposta sui vini.
(Hat. Cal., XVII, p. 168). In una lettera, priva di data e scritta da questa casa a
Salisbury, Elizabeth Vaux afferma che il motivo della sua detenzione riposto nella
loro speranza di strapparmi le informazioni necessarie per la scoperta di quella
persona [J. G.] e protesta che non in mio potere farlo, ma prego Ges affinch lo
consegni nelle vostre mani se egli colpevole, cosa di cui ho forti ragioni per
dubitare.
39 Lettere inviate ogni anno a Roma al Generale della Compagnia per fornirgli un
resoconto degli avvenimenti principali occorsi durante l'anno in ciascuna casa dei
gesuiti. Alcune delle lettere annuali, alle quali J. G. si riferisce, sono pubblicate in
FOLEY, VII, parte 2.
40 J. G. fece la traversata al seguito del marchese di St. Germain, ambasciatore
spagnolo, e del barone Hobach, ambasciatore dei Paesi Bassi, che erano sbarcati a
Dover il 21 aprile in missione speciale per congratularsi con Giacomo I, che era
scampato alla congiura delle polveri (Hat. Cal., XVIII, p. 117). Pu darsi che la fuga
di J. G. sia stata preparata all'estero, giacch sembra che la spia N. W. sia venuta a
conoscenza del piano. Il 20 maggio, Padre Baldwin, allora a Bruxelles, scrisse a
Roma a Padre Persons: Dall'ultima mia lettera di cinque giorni fa, sono giunti a St.
Omers Padre Gerard ed un certo Richard Fulwood, che Padre Garnet usava tenere al
suo servizio per tutti gli affari importanti relativi alle operazioni di transito e che
riceveva e custodiva presso di s tutte le cose. Ritengo che anche lui sia un gesuita.
Essi si trovano ancora nascosti e ci indispensabile per qualche tempo,
specialmente se si pensa che sono stati condotti dal marchese ambasciatore, che in
maniera veramente abile e gentile ebbe grande cura di loro. In un'altra lettera, scritta
il 3 luglio da Padre Baldwin, risulta evidente che J. G. era pi che stanco. Qui [a
Bruxelles] c'era ora Richard Fulwood, il quale mi riferisce che Padre Gerard molto
malato a St. Omers; lo stesso mi ha detto che voi volete che egli venga a Roma. Temo
che il viaggio lo finirebbe. Stonyhurst MSS, Anglia A, VI.
41 Cfr. la lettera di sir Dudley Carleton a John Chamberlain, in data 2 maggio 1606:
Si pensava ieri che Garnet avrebbe festeggiato l'inizio di maggio sul patibolo che
mercoled stato innalzato per lui nel cimitero di San Paolo; ma si ritenuto pi
opportuno rimandare tutto a domani per timore di disordini tra gli apprendisti e gli
altri, in un giorno di tale licenza. C.S.P.D., James I, vol. XXI, n. 4.

279

APPENDICE A
CRONOLOGIA DEI PRIMI ANNI DI GERARD
impossibile conciliare la cronologia dei primi anni di J. G., cos come ci
data dal manoscritto dell'Autobiografia, con le date fornite da altri
documenti. Si supposto, quindi, che a J. G. difettasse la memoria e che,
mentre la precisione con cui egli riferisce gli avvenimenti della sua vita
missionaria ha del sorprendente, i ricordi dei suoi primi anni fossero
confusi.
Sembra pi probabile, tuttavia, che siano stati fatti degli errori dal copista.
Ci sembra confermato da due passi dell'Autobiografia. J. G. afferma che
gli fu accordata la dispensa per l'ordinazione, perch gli mancavano pochi
mesi per raggiungere l'et canonica (cio, venticinque anni). Poich egli
fu ordinato nell'estate 1588, quando la flotta spagnola veleggiava verso
l'Inghilterra, bisognerebbe porre la sua nascita negli ultimi mesi del 1564.
Ci concorda con la dichiarazione di Padre Nathaniel Southwell, secondo
la quale egli nacque il 4 ottobre 1564. Ma se egli aveva diciannove anni
(come si legge nel manoscritto) quando si rec per la prima volta in
Francia, in base al suo stesso computo degli anni intermedi egli avrebbe
avuto pi di venticinque anni gi all'inizio dei suoi studi a Roma. L'errore
evidente. Comunque, poich nel manoscritto si legge: Avevo diciannove
anni... ed ero ancora un ragazzo, non ci pu esser dubbio, penso, che si
tratti di un errore di trascrizione. poco probabile, infatti, che nel periodo
elisabettiano un giovane entrato nel ventesimo anno si ritenesse ancora un
ragazzo.
Una ulteriore ragione per pensare ad uno sbaglio del copista ci fornita da
un'altra dichiarazione di J. G., sulla quale Padre Godfrey Anstruther, O. P.,
ha gentilmente richiamato la mia attenzione. Nel gennaio 1628, circa venti
anni dopo la stesura dell'Autobiografia, in una deposizione riguardante la
vita di Edmund Campion J. G. dice: Non vidi mai il beato Padre
Campion, perch io ero in Francia mentre egli lavorava alacremente in
Inghilterra nella vigna di Cristo. (Westminster Archives, II, n 39). La
precisione di questa testimonianza mostra come nella sua mente non vi
fosse alcuna confusione circa le date dei suoi primi anni.
Poich il manoscritto originale di J. G. sembra essere andato
definitivamente perduto, non abbiamo nessun elemento onde poter
stabilire se egli abbia usato cifre romane o cifre arabiche nell'indicare la
279

sua et, oppure se abbia scritto i numeri per disteso. Se egli us le cifre
romane, si spiega facilmente un errore di trascrizione. In considerazione
dell'accuratezza dimostrata in tutti gli altri passi, in cui le sue dichiarazioni
possono essere controllate, poco probabile che J. G. abbia scritto che
aveva quindici anni, quando si rec ad Oxford, e diciannove, quando lasci
l'Inghilterra per la prima volta. Perci ho corretto il testo ed ho sostituito le
date ivi riportate, con quelle scritte con tutta probabilit da J. G. Ecco la
cronologia del primo periodo della sua vita, secondo quanto stato
ricostruito in base a documenti estranei all'Autobiografia:
1564, 4 ottobre. Nascita a Etwall Hall. (NATHANIEL SODTHWELL)
Catalogus Primorum Patrum, Stonyhurst MSS). Il giorno seguente, 5
ottobre, battesimo nella chiesa parrocchiale di Etwall. Cfr. registro
parrocchiale di Etwall.
1575, dicembre. Immatricolazione a Oxford. A. CLARK, Register of the
University of Oxford, vol. II, parte 2, p. 63.
1577, 29 agosto. Arrivo a Douai. F. T. KNOX, Douai Diaries, p. 129. (Nel
marzo 1578 il collegio si trasfer a Reims). 1580-1581, autunno-estate. Al
collegio di Clermont, a Parigi. 1581, autunno. Visita a Padre Persons a
Rouen. L. HICKS, Letters and Memorials of Fr. Persons. C.R.S., volume
XXXIX, pp. 42-43.
1583, primavera. Ritorno in Inghilterra. (Nel marzo del 1583 fu segnalato
a Clermont da una spia. C.S.P. Foreign, 1583, p. 585).
1584, 5 marzo. Imprigionamento a Marshalsea. Prison Lists, c.R.S., voI.
II, p. 233.
1585, Pasqua. Liberazione. (Garanzie periodiche, 1585-1586. MORRIS) p.
23). 1586, fine maggio. Partenza dall'Inghilterra ed incontro con Padre
Holt a Parigi. Vedi nota 26, capitolo I del presente volume. L. HICKS, op.
cit., p. 303.
1586, 5 agosto. Al Collegio Inglese di Roma. Pilgrim Book: FOLEY, VI, p.
559. 1588, luglio. Ordinazione. 1588, 15 agosto. Ingresso nella Compagnia
e poi partenza per l'Inghilterra.
279

Queste date sono certe e corrispondono esattamente all'ordine degli eventi


descritti nell'Autobiografia ed alla loro durata J. G., dice che fu ad Oxford
meno di un anno, a Reims circa tre anni, a Clermont un anno,
durante il quale cadde seriamente ammalato, e circa un annoin
Inghilterra prima che tentasse di tornare nel continente. Egli aggiunge,
inoltre, che dopo il suo rilascio dalla prigione pass alquanto tempo prima
che si potesse esimere dall'obbligo di ripresentarsi ad intervalli periodici.
Tutte queste dichiarazioni sono confermate dai documenti riportati nella
tavola. Egli deve esser rimasto in Inghilterra, quindi, per circa due anni
dopo la sua liberazione da Marshalsea. Presumibilmente fu in questo
periodo, poich non si vede in quale altro tempo ci possa essere avvenuto,
che egli divenne esperto di falconeria.
L'unica difficolt apparente deriva dalle sue dichiarazioni intorno a Mr.
Lewknor e Padre William Sutton. Sutton torn per la prima volta in
Inghilterra da sacerdote nel luglio 1577 (F. T. KNOX) Douai Diaries, p.
126), poco tempo prima che J. G. si trasferisse a Douai; e fu nel corso
dello stesso anno che Lewknor abbandon il suo incarico ad Oxford (c. w.
BOA SE) Register of the University of Oxford, vol. I, p. 263). Tuttavia J.
G. non dice che egli ebbe Lewknor e Sutton come insegnanti dopo aver
abbandonato Oxford, ma semplicemente che questi insegnanti vissero
nella casa di suo padre. Seguendo il metodo che poi avrebbe adottato nel
corso di tutta la narrazione, mentre parla di Bryn, J. G. raccoglie tutto
quello che aveva da dire sull'argomento della sua casa e segnala, come
cosa degna di nota, che queste due persone vissero a Bryn sotto la
protezione di suo padre. Mentre J. G. era a Reims e a Parigi, Lewknor, che
non abbandon l'Inghilterra fino al maggio o al giugno del 1579 (Douai
Diaries) p. 153), rimase a Bryn ad insegnare latino al fratello di J. G., il
quale, essendo l'erede, non and all'estero per compiere gli studi. Quando
nel marzo 1583 J. G. torn da Parigi, Sutton, che aveva fatto un viaggio sul
continente, ritorn a Bryn in compagnia di J. G. ed ivi insegn greco a lui
ed al fratello (Catalogus Primorum Patrum). possibile, naturalmente,
che J. G., prima di partire per Reims, abbia avuto a Bryn per un anno
Lewknor come insegnante, se questi, come altri membri dei collegi di
Oxford, abbandon l'universit alquanto prima di dimettersi dal suo
incarico.

279

APPENDICE B
LA RESIDENZA DI CAMPAGNA DI PADRE GARNET
Non possibile identificare con sicurezza la residenza di campagna di
Padre Garnet. John Gerard dice che essa si trovava nel Warwickshire, a
circa cento miglia da Londra. Alan Fea (Rooms of Mystery and Romance)
sostiene che fosse Coughton Court, che dista un po' pi di cento miglia; ma
Granville Squiers (Secret Hiding-Places) pp. 28-34) la identifica, sebbene
con prove non del tutto convincenti, con Baddesley Clinton, una bella
residenza restaurata con cura, che sorge proprio a novantanove miglia da
Londra. Questa appartata ed difficile trovarla. Ci spiegherebbe
l'imbarazzo della spia governativa nell'indicarne l'esatta ubicazione
(S.P.D., CCXXIX, n 78). Si trova a diciotto miglia da Hinlip Hall, la
residenza di Padre Oldcorne nel Worcestershire, che Gerard dice non
molto lontana. Inoltre, la tradizione secondo cui in essa visse Guy Fawkes
si potrebbe spiegare facilmente con la confusione tra i nomi Vaux e
Fawkes, giacch Garnet viveva in campagna presso le due sorelle Vaux.
Passando ad ispezionare i nascondigli di entrambe le case, Squiers scopri
che quelli di Baddesley Clinton rispondevano esattamente alla descrizione
fornita da Gerard. Nei sotterranei dell'ala ovest di Baddesley vi un
tunnel, che la percorre nella sua intera lunghezza. In origine era la
fognatura della casa, ma poi fu adattata a nascondiglio probabilmente da
Nicholas Owen, che dirott la fognatura, facendovi costruire sopra una
torretta sporgente dalle mura. L'entrata principale era lungo un cunicolo
che partiva dalla sagrestia; ce n'era anche un'altra che faceva capo alla
stanza del prete. Allo sbocco del tunnel c'era una pesante lastra di pietra
incastrata tra due scanalature verticali del muro, cos che l'acqua del
fossato vi poteva facilmente permeare. Gerard dice che l'acqua gli arrivava
alle caviglie. Squiers (p. 33) cita la testimonianza di altri preti nascosti con
Gerard e mostra come essa corrisponda esattamente alla costruzione in cui
c'era il nascondiglio di Baddesley Clinton.

279

APPENDICE C
IL POZZO DI S. WINEFRID
Holywell, come luogo di pellegrinaggio, ha una storia ininterrotta che
risale ai tempi precedenti la Riforma e giunge fino ai nostri giorni. Nei
secoli decimosesto e decimosettimo il governo, a quel che sembra, non fu
in grado di arrestare l'afflusso dei pellegrini. Nel 1624 la spia Gee riferiva
che ogni anno, verso il culmine dell'estate, molti papisti superstiziosi del
Lancashire, dello Staffordshire e di altre pi lontane contee si recano in
pellegrinaggio, specialmente quelli del pi debole sesso femminile, che vi
tengono convegno con diversi preti di loro conoscenza, i quali ne
approfittano per convocare le loro assemblee e per tenere il sinodo
principale, al fine di consultarsi e di promuovere la causa cattolica, come
essi la chiamano... Mi sia lecito aggiungere che l'estate scorsa (1623)
ebbero tanto ardire da introdursi a pi riprese nella chiesa o cappella
pubblica di Holywell per celebrarvi messa, senza incontrare resistenza
alcuna. Non da escludere che essi pretenderanno la stessa libert qui in
Inghilterra. (JOHN GEE, Foot out of the Snare, in SOMER, Collection of
Tracts, vol. III, pp. 64-65).
Le informazioni di Gee sono comprovate da una relazione ufficiale
presentata al Consiglio il 28 ottobre 1626 dal sindaco di Poole,
Montgomery: In ossequio alle direttive impartite da Vostra Signoria... ho
adottato, nell'ambito del possibile, le misure migliori per impedire
l'afflusso di persone malconsigliate in fatto di religione al pozzo di S.
Winefrid, nel Flintshire, sia costringendo gli albergatori ed i forestieri,
sorpresi sul luogo, a rivelare i nomi dei loro ospiti ai pi vicini giudici di
pace, sia dislocando sul posto un corpo di guardie. Queste misure. :. si
sono rivelate efficacissime. Infatti, mentre in passato, per tutta la durata
dell'estate c'era un continuo concorso di uomini e di donne, tra cui molte
personalit di rilievo, che affluivano in folla sotto forma di
pellegrinaggio... nulla di tutto ci vi stato la scorsa estate. (S.P.D.,
Charles I, vol. XXXVIII, n 73).
Comunque, le stesse disposizioni per impedire i pellegrinaggi furono
adottate dieci anni dopo (S.P.D., Charles I, vol. CCCLXI, nO 25, 1636).
Nel 1629, i nomi delle persone di rango che visitarono il pozzo nella festa
di S. Winefrid furono inviati al Consiglio (ib., vol. CLI, n 13). La lista
include: Lord William Howard, lord Shrewsbury, sir Thomas Gerard, Mr.
279

Blundell di Crosby, sir John Talbot di Bashaw, lady Palkland ecc... con
molti altri cavalieri, dame, gentiluomini e gentildonne di diverse contee,
fino a raggiungere il numero di millequattrocento o millecinquecento
persone; oltre a questi si calcola che siano stati presenti centocinquanta e
pi preti, per la maggior parte ben noti come tali.
La narrazione di alcuni miracoli avvenuti al pozzo di S. Winefrid si pu
trovare in FOLEY, IV, pp. 536-537.

279

APPENDICE D
BRADDOCKS
Al giorno d'oggi, Braddocks una fattoria. Due terzi dell'edificio
primitivo, che era circondato da un magnifico parco di daini, sono stati
demoliti; ma l'ala destra della vecchia abitazione, la parte che ancora
rimane, contiene il nascondiglio descritto da John Gerard. Nella cappella
Nicholas Owen rimosse i mattoni del focolare e vi costru un falso camino.
L sotto, scrive Granville Squiers (Secret HidingPlaces, c. XXIII),
scav in profondit nel muro maestro. Il vano, che egli fece, raggiunge
l'ampia sala di soggiorno sottostante, e resta in alto e leggermente a lato
del camino di stile rinascimentale. Da questo locale era separato soltanto
da un graticcio ricoperto di intonaco e protetto da alcuni pannelli di assito.
L'ampia sala di soggiorno molto modificata e restaurata; ma il camino di
pietra c' ancora, sebbene sia stata rimossa la pesante sovrastruttura. La
cappella, continua lo Squiers, spoglia, ma in buone condizioni. Quando
lo vidi per la prima volta, l'arco di stile Tudor del camino era stato ostruito
da tanto tempo che il pi vecchio abitante non se ne poteva ricordare; e
quando vi praticammo un'apertura trovammo che il camino era ingombro
di generazioni e generazioni di nidi d'uccelli. Sotto di esso il focolare era
stato livellato con materiale solido. Impiegammo due o tre giorni per
riportarlo alla luce; ma finalmente le nostre fatiche furono ricompensate
perch potemmo osservare il nascondiglio, la cui muratura si presentava
cos recente come se Nicholas Owen l'avesse ultimato solo una settimana
prima... Osservando attentamente sotto il considerevole strato di
pulviscolo rimasto sul fondo della buca, scoprii alcune piccole tracce di
cenere di legno bruciato, che ritengo esser quella caduta sul malcapitato
Gerard durante l'ultima terribile notte di ricerche. Quando furono rimossi i
resti del falso focolare, il leggero strato di cenere deve esser rimasto
inosservato sul fondo; e poich non c' dubbio che questa storia sia rimasta
occulta per molto tempo dopo che il nascondiglio era stato di nuovo
murato, bisogna concludere che questa cenere autentica... Si ricorder
che Mrs. Wiseman porse un vasetto di gelatina di cotogne a Gerard,
proprio mentre questi stava per calarsi nel nascondiglio; ed interessante
notare come nel giardino ci sia ancora un vecchio albero di cotogne.

279

APPENDICE E
DIFESA DI PADRE SOUTHWELL
DEL RICORSO ALL'EQUIVOCO
Un resoconto contemporaneo della tesi sostenuta da Padre Southwell a
difesa dell'equivoco riprodotto da Janelle in Robert Southwell) pp. 81-82.
Il procuratore (sir Edward Coke)... accus in maniera particolare Mr.
Southwell di una dottrina quanto mai perversa ed esecrabile, affermando
che egli aveva insegnato ad una gentildonna che, qualora fosse stata
interrogata se Robert Southwell fosse stato in casa di suo padre, ella
avrebbe potuto negarlo dietro giuramento, con l'intenzione interna di non
riferirlo a loro. A dimostrazione di ci, introdussero proprio quella
gentildonna, che si chiamava Anne ed era figlia di Mr. Bellamy. Dopo aver
prestato giuramento, ella afferm che egli le aveva detto che, qualora le
avessero chiesto dietro giuramento se avesse o non avesse visto un prete,
ella lo avrebbe potuto tranquillamente negare, anche se lo aveva visto,
tenendo ben presente questo significato dell'espressione che, cio, ella non
l'aveva visto con l'intento di tradirlo.
Mr. Southwell rispose che quanto egli aveva detto, nel senso da lui inteso,
(se essi gli consentivano di spiegare il senso delle proprie parole) lo
avrebbe dimostrato conforme alla Parola di Dio ed alle leggi ecclesiastiche
e civili. Aggiunse che ci non rappresentava una semplice opinione
personale, ma rispondeva al pensiero dei Dottori e dei Padri della Chiesa
ed obbediva alla prassi ed al costume di tutte le epoche, in tutte le nazioni
cristiane. Sostenne, infine, che se essi non l'avessero ammesso, avrebbero
compromesso il governo sia politico che religioso di tutti gli Stati e lo
stesso segreto dell'uomo; come pure avrebbero reso impossibile l'esistenza
di questo e di qualsiasi altro Stato, la formazione di un qualsivoglia
governo ed il perseguimento di qualunque politica. Ma passando egli a
spiegare e a dimostrare quanto andava affermando, essi lo interrompevano
continuamente e seguitavano ad esecrare quella barbara dottrina, cercando
di persuadere il pubblico che essi (i gesuiti) insegnavano che fosse lecito
commettere uno spergiuro volontario. Al che egli cominci ad infervorarsi
e a condannare un cos orribile misfatto, dicendo al signor procuratore che
egli doveva ammettere la sua dottrina, "altrimenti io dimostrer che voi
non siete un suddito fedele, n un amico della regina". "Davvero?, ribatt il
signor procuratore, sentiamo un po'". Mr. Southwell cominci:
279

"Supponiamo che il re di Francia invada il territorio di Sua Maest la


Regina e che (Dio non voglia) ella sia costretta dai suoi nemici a cercare
scampo in una casa privata, di cui nessuno sappia ad eccezione del signor
procuratore. Supponiamo anche che il signor procuratore sia costretto a
giurare e che il suo rifiuto sia inteso come la confessione della presenza
della regina in quella casa (giacch suppongo anche questo). Se in un caso
del genere il signor procuratore fosse interrogato e rifiutasse di giurare che
non sa dove sia la regina, con l'intenzione di non rivelarlo ad essi, io dico
che il signor procuratore non sarebbe n un suddito fedele, n un amico di
Sua Maest".
Il primo giudice disse che egli avrebbe dovuto rifiutare il giuramento. Mr.
Southwell rispose che col suo silenzio avrebbe tradito la sovrana. Ma il
procuratore concluse dicendo che il caso non era identico e, invaso da
collera, chiam ripetutamente Mr. Southwell un prete fanciullone e gli
disse che non aveva letto gli autori. "Io ho letto anche quelli che li hanno
letti, mentre voi, signor procuratore, nello studio del vostro diritto non vi
preoccupate di afferrare i fondamenti ed i principi della legge, ma riferite
l'opinione di altri uomini". "Ah, disse il procuratore, voi avete studiato il
prof. Allen, il prof. Parsons, lo Hold, il Traytor ecc". "Allora, intervenne il
lord primo giudice, se questa dottrina fosse accettata, abolirebbe ogni
giustizia, perch noi siamo uomini e non di e possiamo giudicare soltanto
in base alle parole ed alle azioni esteriori, e non secondo i segreti e le
intenzioni interne". Mr. Southwell disse che in questo caso bisogna
presupporre alcune cose: che il rifiuto di prestar giuramento significa
confessare il fatto, che il giuramento viene imposto da persone che non
esercitano una autorit legittima, che ogni giuramento dovrebbe contenere
giudizio, giustizia e verit e che nessun uomo tenuto a rispondere a
ciascun altro uomo che lo interroghi, a meno che non si tratti di giudice
competente. E qui fece l'esempio del ladro che obbliga un uomo onesto a
dirgli dietro giuramento quale sia la strada sicura. Mentre, per, egli
procedeva a spiegare il significato delle sue parole, veniva continuamente
interrotto, perch essi non volevano consentirgli assolutamente di
aggiungere altro. Quindi li invit ad aver pazienza, e disse chiaramente che
essi non intendevano permettergli di dimostrare quanto aveva affermato e
che certo lo avrebbero contraddetto allo stesso modo anche se egli avesse
sostenuto quella medesima tesi da essi contrapposta. A questo punto
Topcliffe cominci a riscaldarsi ed a sputare insulti, come ormai gli
abituale... ma fu ben presto invitato a desistere. Dopo che alla giuria
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furono comunicate alcune cose riguardanti unicamente l'accusa, quella si


ritir in un edificio separato per discutere il verdetto.

279

APPENDICE F
RELAZIONE DELL'INTERROGATORIO
DI PADRE GERARD SULL'EQUIVOCO
La presente relazione dell'interrogatorio di Padre Gerard sulla questione
dell'equivoco si trova tra i manoscritti di Petyt (38/f. 341) a Inner Temple.
Essa stata scritta e firmata il 13 maggio 1597, giorno dell'interrogatorio.
proprio il caso di riportarla per intero, perch essa testimonia della
straordinaria precisione mostrata da Padre Gerard in Narrative) scritta a
dieci anni di distanza dagli avvenimenti.
Si disse allora al gesuita John Gerard come durante il processo di
Southwell, il prete reo di alto tradimento, uno dei giudici avesse
domandato in pubblica seduta ad una testimone di dire dietro giuramento
se Southwell fosse mai stato in casa di Bellamy e come quella avesse
risposto che era stata persuasa da Southwell a giurare di non averlo visto in
casa di Bellamy, tenendo bene in mente il sottinteso che non l'aveva visto
con l'intento di rivelarlo ad essi, mentre in realt lo aveva visto diverse
volte in casa di Bellamy. E quando Southwell fu accusato di ci, egli lo
confess apertamente ma cerc di giustificarsi adducendo il passo di
Geremia secondo il quale l'uomo dovrebbe giurare in sudicio, justitia et
veritate. Ora quando fu chiesto a questo John Gerard quale fosse la sua
opinione riguardo alla suddetta tesi di Southwell, questi disse che era dello
stesso parere e prese a giustificarla ricorrendo all'esempio del Nostro
Signore Ges Cristo, il quale disse ai suoi discepoli che essi sarebbero
andati a Gerusalemme, ego autem non ascendam) intendendo serbare per
s il segreto della cosa. Egli aggiunse anche che il Nostro Salvatore disse
di non conoscere il giorno del giudizio, volendo mantenere il segreto per
s. E spieg che, essendo Egli il Figlio dell'Uomo, lo conosceva e non
poteva ignorare nulla. Aggiunse per che se un testimone viene interrogato
juridice su questioni temporali che non riguardino n la religione, n i
cattolici, non pu rispondere ricorrendo al suddetto equivoco. E siccome
questa opinione e la relativa difesa sembravano condannabili e blasfeme,
gli fu chiesto di porre per iscritto il suo parere per evitare che le sue parole
venissero fraintese. Ma egli rifiut, non perch quanto asseriva fosse falso,
ma perch non intendeva pubblicarlo.

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APPENDICE G
LA PAGLIA DI PADRE GARNET
Foley (IV, pp. 129-131) riporta da uno scritto conservato nel British
Museum (Documenti riguardanti i gesuiti inglesi, Add. MSS. 21, 203, Plut.
CLII, F). A relation of the figure which appeareth in the ear of a straw in
the chall or husk thereof.
Dopo che Padre Henry Garnet, superiore della Compagnia di Ges in
Inghilterra, fu ucciso per ordine di Giacomo attualmente re di questo
regno, il terzo giorno di maggio dell'anno 1606, festa della Invenzione
della Croce, la sua testa apparve a vivi colori quasi che conservasse lo
stesso colorito e le stesse sembianze naturali che le erano proprie prima
che fosse spiccata. A quella vista tanto gli eretici quanto i cattolici furono
pervasi di stupore. La meraviglia aument quando la testa fu, secondo il
costume, gettata nell'acqua bollente e quando, infissa su una pertica, fu
esposta sul ponte di Londra senza subire alcuna alterazione. Perci ci fu,
per la durata di sei settimane, uno straordinario concorso di popolo. I
cittadini affluivano a centinaia per vedere lo spettacolo insolito e
meraviglioso offerto dalla testa di questo martire glorioso, il cui volto
continuava a mantenere inalterato il suo aspetto gentile e vitale, senza
acquistare quel colore cereo e bluastro che normalmente assumono le teste
quando vengono spiccate dal corpo. Allora i magistrati della citt ed i
membri del Consiglio, confusi dal miracolo ed indispettiti dal continuo
afflusso di popolo che accorreva ad ammirare quello spettacolo
inaspettato, diedero ordini affinch la testa fosse girata in maniera da
volgere il viso all'ins, per impedire alla gente la vista del volto, come fino
ad allora era avvenuto. In certi momenti gli astanti erano cos numerosi,
tanto sul ponte e negli spazi antistanti quanto sui balconi delle case e sulle
imbarcazioni del fiume, che diverse persone calcolarono di quattrocento o
cinquecento il numero dei presenti.
Quando il volto fu cos girato, esso apparve in maniera miracolosa sulla
spiga di grano che era macchiata del suo sangue e che era stata raccolta da
un uomo che aveva assistito al martirio. Questi si era recato sul luogo
dell'esecuzione col proposito di bagnare un fazzoletto o qualche altro
panno nel sangue del martire. A questo scopo era accorso tra i primi e si
era appressato al palco quanto pi gli era stato possibile. Quando i
carnefici cominciarono a squartare il corpo di questo martire glorioso, egli
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finse di essere pressato dalla folla, che si accalcava per vedere, e si spinse
fin sotto il palco, dove bagn col sangue che scorreva dalle fessure
dell'assito il suo cappello, alcuni suoi indumenti ed un panno che aveva
apposta preparato. Mentre la folla si allontanava (dopo che il martire era
stato tagliato a pezzi) egli si fece largo tra la calca e si ferm sullo stesso
lato del palco dove il boia stava gettando le membra in un grande cesto sul
cui fondo giaceva una spiga di grano. Mentre il carnefice vi gettava le
membra, questa vol e gli cadde in seno. Egli la prese e la conserv,
perch vide che era macchiata di sangue. In seguito, la don ad una donna
cattolica che era moglie di un sarto londinese e che la ripose nel suo
reliquiario insieme ad altre reliquie, curvandola a forma di anello. Questa
donna la conserv devotamente finch un giorno, parlando di questo
martire, disse al suo interlocutore che ella conservava una spiga di grano
macchiata del suo sangue. Questi la preg di fargliela vedere ed ella gli
porse il reliquiario in cui era custodita. Egli lo apr e attraverso il vetro
scorse il volto di un uomo. Al che fu preso da stupore e lo fece osservare
alla donna. Tutto ci avvenne alla presenza di colui che per primo aveva
raccolto la spiga, cos queste tre persone videro distintamente il viso di un
uomo dall'aspetto glorioso. Tutto era proporzionato: barba, bocca, occhi,
fronte. Sulla testa poggiava una corona, sulla fronte splendevano una croce
ed una stella e, nella parte inferiore del volto, il mento era come quello di
un cherubino.
Questa cosa ammirabile fu mostrata ad altri amici, cos che la notizia si
sparse gradualmente per tutta la citt, specialmente quando il signore di
Northampton divulg il contenuto di un suo discorso pronunciato al
processo di Garnet contro il papa, i gesuiti e lo stesso martire. Ormai il
miracolo era divenuto di pubblica ragione, contandosi a centinaia le
persone che l'avevano visto. Molti, perci, dicevano ironicamente: "Una
paglia per il libro del signore di Northampton". A rendere pi noto il
prodigio cos mirabilmente operato da Dio, le cose si svolsero in maniera
tale che gli stessi eretici furono testimoni oculari di questa meraviglia.
Infatti sia nelle mani dell'ambasciatore di Spagna che in quelle di altri,
molti, finanche alcuni membri del Consiglio del re, la poterono ammirare.
In casa dell'ambasciatore di Spagna ci fu per molti giorni un tale concorso
di nobili e di gentiluomini, non solo cattolici ma anche scismatici ed
eretici, che non furono pi ammessi quelli che entravano continuamente
per rivedere lo spettacolo e se ne ripartivano meravigliati, confortati ed
edificati, essendo unanimemente convinti che si trattava di un fatto
soprannaturale. A maggiore confusione dei nemici della Chiesa Cattolica,
279

furono convocati diversi pittori per vedere se fosse possibile imitare con la
loro arte un volto simile, ma essi lo negarono. Visto da una parte, il viso
appare piccolo; visto dall'altra oppure da lontano, diventa molto pi
grande, pur conservando sempre la stessa perfezione. Esso opera sulle
spettatore onesto quello stesso effetto che il sole produce in colui che fissa
gli occhi sul suo splendore. Tuttavia la spiga conserva il suo colore
naturale. Soltanto quella parte in cui si trova il volto appare pi chiara,
mentre questo appare come inciso nella spiga sulle glume in cui si
formato il grano, sebbene tutta l'immagine sia disegnata dal sangue. N
l'arte, n la lingua, n la penna valgono ad esprimere la cosa cos come si
presenta nella realt.
Gli eretici, specialmente i vescovi ed i pastori, attribuiscono quest'opera di
Dio a stregoneria, a qualche liquido speciale oppure a qualche segreta
invenzione del genere. Ben sapendo come la notizia di tale portento si sia
diffusa per tutto il regno, allo scopo di distruggere o, almeno, di
minimizzare il valore del miracolo, essi hanno fatto circolare numerose
imitazioni, che per non reggono il confronto con l'immagine originale. Lo
stesso vescovo di Canterbury si messo all'opera insieme ad alcuni pittori
coll'intento di realizzare un'imitazione. Ma coloro che hanno visto
l'originale si sono rifiutati, giacch sanno che impossibile riprodurla con
le semplici risorse della loro arte.
Quindi lo scrittore procede a descrivere l'episodio riguardante Padre
Oldcorne che John Gerard riferisce nel c. 23.
Sono avvenuti anche altri prodigi mediante i quali sembr che Dio
volesse manifestare la gloria di questo grande santo e del suo compagno,
Padre Edward Oldcorne. Anche questo sacerdote era membro della
Compagnia di Ges; fu condannato a morte quasi contemporaneamente
all'altro e fu ucciso a Worcester ai confini del Galles. Davanti alla casa
nella quale essi furono catturati si form una corona di erba alta un piede e
mezzo e simile alla giunchiglia marina. Tale corona aveva un disegno
perfetto ed era di un colore verde intenso. Essa costituiva la meraviglia di
quanti andavano a vederla, tanto pi che le bestie che vi pascolavano
accanto non toccavano mai l'erba da cui era formata. Anche quando furono
gettati nel fuoco gli intestini di Padre Oldcorne e quelli di altre due
persone uccise con lui, le fiamme riarsero per quattordici giorni,
alimentando lo stupore della gente che in gran numero affluiva ad
ammirare lo strano fenomeno. Neanche la pioggia che qualche volta cadde
abbondantemente sul posto riusc ad estinguere le fiamme. Il fuoco
continu ad ardere con la stessa intensit del primo giorno e della prima
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ora finch le autorit non diedero ordine di disperdere la sterpaglia e di


estinguere le bragi, cosa che avvenne quattordici giorni dopo
l'esecuzione.

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APPENDICE H
VITA DI PADRE GERARD
DOPO LA SUA FUGA DALL'INGHILTERRA
Padre Gerard pass in Belgio il 3 maggio 1606 in compagnia degli
ambasciatori di Spagna e di Fiandra. Dopo essersi fermato per sei
settimane a St. Omers, prosegu per Tivoli, ove trascorse un periodo di
riposo. Nei primi mesi del 1607 fu nominato penitenziere inglese a S.
Pietro e, due anni dopo, fu inviato nelle Fiandre per aiutare nella loro
formazione i novizi del noviziato inglese stabilito a Lovanio. Nel 1614 fu
aperto a Liegi uno studentato di filosofia e di teologia e Padre Gerard ne fu
il primo rettore. Egli lo costru dalle fondamenta in stile elegante grazie
alle elemosine raccolte in tutte le parti. (Nathaniel Southwell, Catalogus
Primorum Patrum, p. 32). Nel 1622 torn a visitare Roma per ottenere
l'appoggio papale per il nuovo istituto di religiose fondato da Mary Ward.
Al suo ritorno in Belgio, fu nominato rettore della casa dei gesuiti inglesi a
Ghent, dove i sacerdoti novelli fecero il loro terzo anno di prova sotto la
sua direzione. Dal 1627 al 1637, gli ultimi dieci anni della sua vita, fu
confessore al Collegio Inglese di Roma. Ivi mor all'et di settantatr anni,
il 27 luglio 1637.

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APPENDICE I
DESCRIZIONI CONTEMPORANEE
DI PADRE GERARD
Vi sono tre descrizioni contemporanee dell'aspetto di J. G. La prima
quella di Topcliffe che fu redatta qualche tempo dopo la fuga di J. G. dalla
Torre:
John Gerard, gesuita, di circa trent'anni e di buona statura. alquanto
pi alto di Tho Layton ed eretto nel passo e nel portamento; il suo
sguardo ed i suoi occhi sono piuttosto penetranti; i suoi capelli sono ricci e
nerastri per natura, mentre la sua barba alquanto rada. A mio parere, il
naso piuttosto largo e rivolto all'ins e le labbra sono carnose e sporgenti,
specie quello superiore che rivolto verso il naso. curioso durante il
discorso, se non ha mutato abitudine: quando parla gestisce e sorride
continuamente, il suo discorso esitante e la pronuncia blesa (1).
La seconda fu indirizzata dalla spia William Byrd a Robert Cecil, il 27
agosto 1601. L'identificazione di Gerard pu riuscire pi facile se si tiene
presente questa descrizione di lui e del suo abito. di alta statura e di alte
spalle, specialmente quando indossa la cappa. Ha capelli neri e carnagione
bruna, naso aquilino e fronte ampia. Veste generalmente in maniera
costosa e adatta alla difesa, in pelle scamosciata trapunta di ricami d'oro e
d'argento. Indossa farsetto di raso, calze di velluto di tutti i colori con
ricami corrispondenti, e porta spade e daghe dorate o argentate (2).
La terza fu posta in circolazione al tempo della congiura delle polveri:
John Gerard, alias Brooke, di alta statura ed ben proporzionato. La
sua carnagione bruna o nerastra, il viso ampio, gli zigomi sono
sporgenti, ma sotto di essi le guance sono alquanto infossate. Normalmente
ha capelli lunghi, a meno che adesso non se li sia tagliati; la sua barba
ben rasata, tuttavia porta piccoli baffi ed un pizzetto sotto il labbro
inferiore. intorno ai quarant'anni (3).
___________________________________________________________
NOTE ALLAPPENDICE I
1 S.P.D., Vol. CLXV, n. 21.
2 Hat. Cal., XI, p. 365.
3 P.R.O., Proclamation Book, p. 121.
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