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CICLO OTTO CON PREVISIONE DEGLI INQUINANTI IN

FIAMME TURBOLENTE PREMISCELATE.

(1)

G. D'Errico

, A. Onorati

(1)

, H.G. Weller

(2)

, A.D. Gosman

(2)

(1) Dipartimento di Energetica, Politecnico di Milano, Milano.

(2) Department of Mechanical

Engineering, Imperial College of Science, Technology and


Medicine, London.

SOMMARIO

La memoria descrive una nuova metodologia di calcolo per la valutazione delle principali specie chimiche
inquinanti in amme turbolente premiscelate, caratterizzanti il processo di combustione in motori ad
accensione comandata. Questo meccanismo e stato integrato con il modello di combustione di Weller,
ascrivibile alla classe degli schemi FAE (Flame Area Evolution), ma che considera in maniera piu rigorosa
ed estensiva il fatto che la amma rappresenti una discontinuia sica grazie all'utilizzo della tecnica del
conditional averaging. In particolare il modello chimico e basato sull'applicazione di schemi ridotti di
cinetica chimica, in modo tale di calcolare correttamente la concetrazione delle specie chimiche lungo il
fronte di amma dove le assunzioni all'equilibrio non sono accettabili.
La validazione del modello e e ettuata considerando una amma turbolenta all'interno di un usso
premiscelato di aria e metano, acceso da una corrente parallela di gas caldi. Il confronto con i dati
sperimentali mette in luce un buon accordo in termini di pro lo e livello globale di N O ed un signi cativo
miglioramento rispetto al tradizionale meccanismo di Zeldovich.
ABSTRACT

The paper describes a new approach to calculate the main pollutants in premixed turbulent ames, which
typically characterize the combustion in spark-ignited engines. This mechanism has been integrated with
the Flame Area Evolution Weller combustion model. This model considers in a more extensive and
rigorous way the fact that the ame represents a physical discontinuity by applying conditional averaging
techniques. In particular, the chemical model is based on the application of reduced kinetic schemes
to the computation of the specie concentrations in the ame front where equilibrium assumptions are
inappropriate.
The validation of this model on a chemical and uid dynamic point of view has been carried out
considering a high velocity, turbulent, premixed methane-air ame, where the combustion is initiated
and stabilized by a parallel ow of burned gases. The comparison with the experimental data shows
a good agreement in terms of local pro le and global level for the N O concentration and a signi cant
improvement over the traditional Zeldovich mechanism.
1. INTRODUZIONE

Gli ultimi due decenni di ricerca nel campo dei motori a combustione interna sono stati fortemente
caratterizzati dal continuo sviluppo di codici numerici in grado di simularne il comportamento in ogni
condizione operativa. In prima istanza, obiettivo di tali codici e stato quello di fornire uno strumento

ecienze e riducendo i consumi.


Diversi gruppi di ricerca [1, 2, 3] hanno cos sviluppato modelli basati su di una dettagliata analisi 3D
dei processi uidodinamici coinvolti, ed in particolare numerosi sforzi sono stati compiuti nel tentativo
di interpretare al meglio il processo turbolento di combustione. Altri ricercatori hanno invece focalizzato
la propria attenzione su modelli sempli cati monodimensionali in grado di garantire l'ottenimento di
risultati sucientemente accuarati in tempi ridotti [4, 5]. Recentemente, in ne, le sempre piu restrittive
normative in tema di inquinamento, hanno imposto una maggiore attenzione nei confronti della previsione
delle emissioni dei motori, richiedendo cos che i modelli 3D potessero fornire un'adeguata informazione
di tipo chimico oltre che uidodinamico. Tuttavia, pur essendo disponibili in letteratura meccamismi
cinetici in grado di descrivere dettagliatamente il processo di formazione delle maggiori specie inquinanti
dei motori a combustione interna, la loro implementazione all'interno di avanzati codici CFD diviene
impensabile a causa dei conseguenti eccessivi tempi di calcolo.
Il presente lavoro descrive un nuovo metodo di valutazione della composizione chimica della miscela
valido in condizioni di combustione turbolenta premiscelata e derivato dall'applicazione di schemi ridotti
di cinetica chimica. In tal modo si propone un avanzamento rispetto ai precedenti modelli basati sull'assunzione di condizioni all'equilibrio, garantendo al tempo stesso la facile integrazione all'interno di codici
multidimensionali complessi. Si ritiene dunque che l'applicazione di tale modello per la simulazione di
motori a combustione interna a ciclo Otto, permettera in futuro di poter disporre di un'informazione
dettagliata sia di tipo uidodinamico che chimico sulla sezione delle valvole di scarico della camera di
combustione. L'integrazione, in ne, di tale codice CFD con piu rapidi codici monodimensionali in grado di trasportare l'informazione chimica lungo i condotti permettera la realizzazione di un omogeneo
strumento di calcolo [6].
2. MODELLO DI COMBUSTIONE

Il modello di combusitone adottato e stato sviluppato da Weller ed implementato all'interno del codice
multidimensionale Foam [7, 8, 9]. Tale modello, sebbene ascrivibile alla classe degli schemi FAE (Flame
Area Evolution) di erisce in maniera sostanziale dai precedenti [10, 2, 11, 12] per due aspetti fondamentali. In primo luogo, infatti, considera in maniera piu rigorosa ed estensiva il fatto che la amma rappresenti
una discontinuita sica che separa miscela fresca e gas combusti, applicando propriamente la tecnica del
conditional averaging [13] sulle due distinte regioni di gas. Secondariamente svolge una dettagliata analisi
dell'evoluzione del fronte di amma, dove oltre al considerarne la generazione per interazione tra il usso
principale ed un assegnato spettro di vortici turbolenti, ne permette anche la distruzione dovuta alla
propagazione e al trasporto per convezione e di usione.
Come detto, assunzione base di questo approccio e che la amma sia sottile e separi in modo ben
de nito il gas combusto ed incombusto. Questa scelta permette l'utilizzo di un'opportuna funzione
indicatrice I(x,t) de nita come segue:

1 miscela f resca
(1)
0 gas combusto
che permette di valutare in modo condizionale le proprieta del usso di gas. Le equazioni di conservazione
della massa, della quantita di moto, dell'energia, della turbolenza e delle specie chimiche sono mediate
in modo condizionale mediante la funzione indicatrice I(x,t) e quindi successivamente mediate ponderalmente rispetto alla densita (media di Favre). Si ricava cos che globalmente lo stato di combustione e
descritto dalla variabile di regressione b de nita come:
I (x; t) =

b = I (x; t)

(2)

Condizionando la rispettiva equazione di continuita sulla regione di gas incombusto prima di applicare
l'operazione di ltraggio mediante la descritta funzione indicatrice, si ottiene l'equazione di trasporto per
la frazione massica del gas incombusto [9]:
@eb
e ueb) =
+ r(U
@t

u Su jrbj;

(3)

Figura 1: Schematizzazione del fronte di amma turbolenta


dove and e indicano rispettivamente le operazioni di media condizionale e di media rispetto alla densita,
mentre i pedici `u' and `b' si riferiscono alla miscela fresca (unburnt) e al gas combusto (burnt); Su la
velocita laminare di amma,  e il wrinkle factor e rappresenta il rapporto tra la velocita di amma
e u , velocita del gas incombusto, condizionatamente ltrata, risulta pari a
turbolenta e quella laminare. U
eU + (1 eb)Uub , dove Uub = Uu Ub e la velocita all'interfaccia delle due regioni (Fig. (1)). Cos come
proposto in [14], si puo introdurre il seguente modello algebrico per Uub :
Uub



b

Su ^
n

e
D e rb e ;
b(1 b)

(4)

reb e il versore ortogonale al fronte di amma. Combinando


dove D e il coeciente di di usione e n^ = jr
ebj
le Eq. (3) e (4) si ottiene la seguente equazione di trasporto per la frazione di massa bruciata b:
@eb
e eb)
+ r(U
@t

r(Dreb) =

u Su jrebj:

(5)

Il wrinkle factor  si ricava risolvendo la seguente equazione di trasporto, la cui determinazione e descritta
in [9, 14]:
@
@t

+ U s :r = G
z}|{

R(

1) (t

s );

(6)

dove t e s rappresentano rispettivamente lo strain rate relativo al usso medio e quello relativo alla
locale distribuzione della super cie della amma. Risulta dunque che l'ultimo termine a destra della
dell'Eq. (6) rappresenta l'e etto della di erente propagazione sulla distribuzione di  attraverso la amma,
riducendone la generazione nella parte anteriore ed incrementandola nella parte posteriore. Il primo ed
il secondo termine a destra dell'Eq. (6) rappresentano invece gli e etti dello strain e della propagazione
su . U s e la media delle velocita istantanee locali della super cie di amma; G ed R sono opportuni
coecienti che nel presente approccio sono stati modellati seguendo le correlazioni di Gulder[15]:
z}|{

G=R

eq 1
;
eq

R=

0:28 eq
;
 eq 1

(7)

dove  e la scala dei tempi di Kolmogorov e R e il numero di Kolmogorov Reynolds.


3. MODELLO CHIMICO

Numerosi sono i metodi presenti in letteratura che permettono la valutazione delle principali emissioni,
N Ox , CO ed HC , per motori ad accensione comandata [17, 18, 19]. Tipicamente tali metodologie di

all'equilibrio, sovraimponendo poi modelli di tipo cinetico per il calcolo dell'N O e del CO. Per quanto
riguarda la produzione degli ossidi di azoto, il meccanismo di formazione dell'N O dall'azoto presente
nell'atmosfera e stato studiato a lungo, e si conviene generalmente che le principali reazioni siano quelle
indicate dal meccanismo di Zeldovich [17]:
O

N2

NO

(8)

O2

NO

(9)

OH

NO

H:

(10)

Tale schema e noto anche come meccanismo termico, poiche la reazione (8), avendo un'elevata energia
di attivazione, risulta sucientemente veloce solo ad alte temperature. Conseguentemente tale reazione
raggiunge lo stato di equilibrio in tempi ben maggiori dei tempi di residenza tipici nelle camere di
combustione dei motori. La metodologia di calcolo tradizionale assume che gli atomi di azoto siano
in uno stato quasi-stazionario, mentre le restanti specie sono all'equilibrio. In particolare si assume
l'equilibrio degli atomi di ossigeno secondo la seguente reazione:
O2

$ 2O ;

(11)

mentre, in regioni prossime al fronte di amma, la concentrazione dei radicali liberi e quindi la velocita
di formazione dell'N O, risultano sensibilmente piu alti [20].
Un diverso meccanismo di formazione dell'N O e quello indicato da Fenimore e noto come \prompt
NO ". In questo caso l'N O si forma rapidamente in corrispondenza del fronte di amma in seguito alla
reazione del radicale CH , prodotto intermedio di combustione, con l'azoto presente nell'aria. Questa
fonte di N O, pur non essendo importante nella gran parte delle condizioni operative dei motori, non deve
essere trascurata nel caso di miscele particolarmente ricche o per gli stadi a bassa pressione[21].
Anche i processi che controllano la formazione del CO sono di tipo cinetico e le principali reazioni di
ossidazione nelle amme di aria ed idrocarburo sono le seguenti:
CO
CO2

+
+

OH
O

$
$

CO2
CO

(12)

O2 :

(13)

In realta e stato osservato che la concentrazione dei radicali H ed OH nelle amme e piu alta rispetto ai
corrispondenti valori all'equilibrio.
Alla luce di quanto esposto si comprende come modelli di questo tipo non possano essere predittivi
per il calcolo delle emissioni dei motori a combustione interna, richiedendo l'introduzione di opportuni
fattori di calibrazione che permettano un buon accordo con le misure sperimentali. D'altra parte un
approcio di tipo puramente chimico al problema della valutazione degli inquinanti suggerirebbe il ricorso
a complessi schemi cinetici, che richiedono la soluzione di oltre 400 reazioni per avere una dettagliata
previsione dei radicali liberi di ossigeno e quindi della concentrazione di N O. Tuttavia lo scopo del
presente lavoro e quello di proporre uno schema chimico che possa essere integrato all'interno di complessi
codici uidodinamici multidimensionali con un costo computazionale accetabile.
Il sistema studiato e costituito da quattro elementi, O, N , C , H , che danno luogo ad undici specie reagenti: N2 ; H2 O; CO2 ; CO; O2 ; H2 ; H; O; OH; N O e HO2 . Si e cercato dunque di risolvere cineticamente
il minor numero necessario di equazioni di trasporto e di assumere le restanti specie in equilibrio parziale,
compatibilmente con quelle che sono le restrizioni precedentemente illustrate. Fortunatamente, per gli
scopi di interesse motoristico, non e necessario risolvere l'intera cinetica chimica della zona di reazione
della amma, poiche solo la concentrazione degli atomi di ossigeno nella zona di post- amma e richiesta
per un corretto calcolo dell'N O.
Si e gia detto che il processo di formazione e distruzione del CO e descritto dalle reazioni (12) e
(13), che richiedono una corretta valutazione delle concentrazioni locali di OH , H e CO2 . Il pro lo

di formazione e distruzione. E' stato dimostrato che nella zona di post- amma la distruzione dell'H e
globalmente descritta dalla reazione (12), mentre la sua formazione dipende principalmente dalla seguente
reazione:
O2 + H + M $ HO2 + M ;
(14)
dove la concentrazione di M e data da:
[M ] = 6:5[H2 O] + 0:4[N2] + 1:0[restanti specie] :
(15)
La concentrazione di HO2 viene valutata assumendo in stato stazionario le reazioni fondamentali che ne
descrivono il processo di formazione e distruzione:
HO2 + H $ 2OH
(16)

HO2

HO2

H2

OH

H2 O

O2

(18)

H2 O

(19)

HO2

O2

(17)

+ O $ OH + O2 :
(20)
Il sistema di reazioni sin qui posto richiede la conoscenza delle concentrazioni di O, OH , ed H2 , ottenibile
assumendo in equilibrio parziale le cosidette `water shue reactions':
H + O2 $ OH + O
(21)
HO2

H2

OH

(22)

2OH $ H2 O + O :
(23)
Le restanti specie, N2 ; H2 O; O2 ; CO2 , sono ricavate imponendo il rispetto della conservazione degli elementi. Il modello cos posto richiede la soluzione delle sole equazioni di trasporto mediate in modo
condizionale per l'N O, il CO e l'H , che possono essere formulate come segue:
@Yf
A
@t

e YfA ) r(DeffA rYfA ) = R_ A + u Su jrbjYfa p ;


+ r(U

(24)

dove Ya rappresenta la frazione massica della specie, Ya p il corrispondente vaore di prompt e R_ A e la


velocita di reazione che ne controlla il processo di formazione e distruzione. Tale meccanismo inoltre,
per essere generalmente valido deve tenere conto anche del prompt value di N O, CO ed H . Tale valore
puo essere determinato facendo ricorso a codici di combustione laminare 1-D che implementino complessi
meccanismi cinetici.
Si sono inoltre utilizzati i risultati ottenuti da uno di questi codici [22] per e ettuare una prima
validazione del modello proposto, determinando la composizione chimica di una amma di tipo laminare
in una miscela magra ( = 0:8) di aria e metano a pressione atmosferica e temperatura inziale della
miscela incombusta pari a 400 K.
Il confronto e ettuato riguarda la zona di post- amma, la cui localizzazione e stata determinata
analizzando il pro lo della concentrazione di CH. Si sono scelti dunque i valori di prompt delle varie
specie in corrispondenza del punto dove la concentrazione di CH e pari ad 1/150 del valore massimo.
In Fig. (2) si vede come il pro lo ottenuto, applicando il meccanismo proposto, si avvicini sensibilmente
a quello calcolato con uno schema cinetico completo; i restanti andamenti sono stati ricavati seguendo
l'approccio classico, in cui il valore dell'O necessario per la valutazione dell'N O mediante il meccanismo
di Zeldovich e calcolato assumendone l'equilibrio con O2 . In Fig. (3) e stato riportato l'andamento dell'O
nei diversi casi considerati per sottolineare l'importanza del fatto che solo a suciente distanza dal fronte
di amma il valore dell'O all'equilibrio e prossimo a quello e ettivo.

O schema cinetico complesso


O modello proposto
O modello allequilibrio

0.003
concentrazione molare

concentrazioni molari

NO schema cinetico completo


NO modello proposto
NO metodologia classica
NO metodologia classica con prompt
2e05

1e05

0.002

0.001

0.002

0.004
0.006
distanza [cm]

Figura 2: Concentrazioni di
laminare 1-D

NO

0.008

0.01

in una amma

0.002

0.004
0.006
distanza [cm]

0.008

0.01

Figura 3: Concentrazioni di O in amma laminare


1-D

4. RISULTATI

Ai ni di una prima validazione del modello per la valutazione della composizione chimica della miscela, si
e cercato un adeguato set di dati sperimentali. In particolare, considerando che l'obiettivo nale e quello
di realizzare un modello predittivo per il calcolo degli inquinanti nei motori ad accensione comandata, si
e e etuato un confronto con un caso le cui condizioni siano ritenute molto simili a quelle che si veri cano
in camera di combustione. E' stata cos data priorita ai seguenti aspetti caratterizzanti le condizioni
operative desiderate:
 usso turbolento
 amma premiscelata
 rapporto magro di miscela (prossima generazione di motori a C.I.)
 disponibilita di accurati dati sperimentali di concentrazione locale di N O e CO.

Figura 4: Schematizzazione dell'apparato sperimentale


Si e cos scelto un caso studiato all'Oce National d'Etudes et de Recherches Aerospatiales di Chatillon in
Francia [23]. Si tratta di una amma turbolenta all'interno di un usso premiscelato di aria e metano ad

cm x 10 cm) ed e lunga 130 cm. L'aria e preriscaldata a 600 K e la sua velocita puo variare da 20 m/s a 120
m/s, la pressione dell'ambiente esterno e 1 bar. Il rapporto di equivalenza scelto e pari a 0.8. Nelle Fig. (6,

0.00

0.33

0.67

1.00

Figura 5: Pro lo della variabile di regressione b nella camera di combustione


7, 8 e 9) e stato e ettuato un confronto in termini di velocita in successive sezioni trasversali. Si evidenzia
come l'andamento dei pro li calcolati rispecchi fedelmente quello ottenuto per via sperimentale, dove il
progressivo aumento della velocita e strettamente correlato all'avanzamento del processo di combustione.
Lo scostamento tra valori misurati e calcolati e da imputarsi a lievi di erenze nei livelli di turbolenza.
Tuttavia poiche le misure di tipo chimico non sono state e ettuate contemporaneamente alle rilevazioni
delle uttazioni di velocita all'ingresso della camera, il confronto in termini di pro li di velocita assume
un signi cato esclusivamente qualitativo.
0.1

0.1

Velocit calcolata
Velocit sperimentale

Velocit calcolata

0.06

0.04

0.02

Velocit sperimentale

0.08

altezza [m]

altezza [m]

0.08

0.06

0.04

0.02

25

50

75

100

125

150

175

200

25

50

75

velocit [m/s]

100

125

Figura 6: Pro lo di velocita a x = 39 mm

200

0.1

Velocit sperimentale

0.08

Velocit sperimentale

0.08

Velocit calcolata

Velocit calcolata

0.06

altezza [m]

altezza [m]

175

Figura 7: Pro lo di velocita a x = 251 mm

0.1

0.04

0.02

150

velocit [m/s]

0.06

0.04

0.02

50

75

100

125

150

175

velocit [m/s]

Figura 8: Pro lo di velocita a x = 438 mm

200

75

100

125

150

175

200

225

250

275

300

velocit [m/s]

Figura 9: Pro lo di velocita a x = 650 mm

Il prompt level per le specie chimiche di cui si risolvono le equazioni di trasporto, N O, CO e H , e stato
calcolato utilizzando il codice di combusitone laminare 1-D FlameMaster [22]. In questo caso infatti, i

Figura 10: Dettaglio del pro lo di velocita all'ingresso della camera di combustione
valori di CO e H hanno una notevole importanza essendo la miscela magra, mentre il valore dell'N O e
richiesto essendo la camera di combustione a bassa pressione. I valori imposti di frazione massica, ricavati
in maniera analoga a quanto mostrato nelle Fig. (2 e 3), sono:
 NO;prompt = 7:68  10 6
 CO;prompt = 2:37  10 2
 H;prompt = 4:41  10 4.
La parte iniziale del dominio costituisce l'aspetto piu critico per quanto riguarda la corretta modellazione della distribuzione della amma. Infatti la miscela non e accesa esattamente in corrispondenza
dell'incontro dei due ussi all'ingresso della camera, risultando il fronte di amma leggermente spostato
piu in basso. Il motivo di tale comportamento e da imputarsi ad una probabile estinzione locale dovuta
alle levate forze di tensione. Tale aspetto non potendo essere modellato con un modello di combustione
piano e stato trascurato nella de nizione del modello. Si puo cos osservare una ragionevole previsione
della posizione del fronte di amma poco dopo la sezione di ingresso (Fig. (11)), mentre il risultato e
meno accurato nella caratterizzazione del pro lo della amma stessa. Le Fig. (12, 13 e 14) illustrano i
corrispondenti pro li di O2 ; CO2 e CO. Si ricorda che le prime due specie sono state calcolate applicando
la conservazione degli elementi, dopo aver determinato il valore delle specie minori. La previsione del CO,
cos come mostrato in Fig. (14) e decisamente buona per quanto riguarda la stima dei valori massimi,
ed il contributo principale e individuabile nel processo di ossidazione del prompt level del CO, essendo
la miscela notevolmente magra. Tuttavia, obiettivo primario di questa memoria e quello di proporre
0.1

0.1

CH4 profilo sperimentale

O2 profilo sperimentale
0.08

CH4 profilo calcolato

0.06

altezza [m]

altezza [m]

0.08

0.04

0.02

O2 profilo calcolato

0.06

0.04

0.02

0.01

0.02

0.03

0.04

0.05

0.06

0.07

0.08

0.09

0.1

0.11

concentrazioni molari

Figura 11: Pro lo del CH4 a x = 322 mm

0.12

0.02

0.04

0.06

0.08

0.1

0.12

0.14

0.16

0.18

0.2

0.22

concentrazioni molari

Figura 12: Pro lo dell'O2 a x = 322 mm

una nuova metodologia di calcolo per la valutazione della concentrazione dell'N O. In Fig. (15) si puo
osservare l'andamento della concentrazioine molare di N O lungo l'intero dominio determinato applicando
il modello proposto. Il confronto con il pro lo della amma (Fig. (5)) permette una prima comprensione
qualitativa della produzione di N O dovuta allo svilupparsi del processo di combustione.
Le Fig. (16, 17, 18, 19, 20 e 21) mostrano un completo confronto tra i rilievi sperimentali, le previsioni con il tradizionale approccio basato sul calcolo cinetico dell'N O assumendo l'ossigeno atomico
all'equilibrio e il nuovo modello qui proposto.

CO2 profilo sperimentale

CO profilo calcolato
0.08

CO2 profilo calcolato

0.06

altezza [m]

altezza [m]

0.08

0.04

0.02

CO profilo sperimentale

0.06

0.04

0.02

0.01

0.02

0.03

0.04

0.05

0.07

0.06

0.08

0.09

0.1

0.001

0.002

concentrazioni molari

0.003

0.004

0.005

0.006

0.007

0.008

concentrazioni molari

Figura 13: Pro lo di CO2 a x = 322 mm

Figura 14: Pro lo di CO a x = 322 mm

In Fig. (16) si puo notare come entrambi gli schemi considerati descrivano ragionevolmente bene
l'andamento dell'N O in una sezione prossima all'ingresso. D'altronde, con lo svilupparsi della amma a
valle lungo la camera studiata, l'approccio tradizionale non risulta piu in grado di valutare correttamente
la distrubuzione di N O. Tale errore e da imputarsi infatti ad una sottostima della produzione di N O nella
regione immediatamente a valle del fronte di amma, dovuta al calcolo non accurato della concentrazione
degli atomi di O. Il modello proposto permette invece il conseguimento di un buon accordo con i rilievi
sperimentali lungo tutto il dominio, dove il corretto andamento del pro lo di concentrazione nelle sezioni
piu a valle conferma che anche i processi di miscelazione turbolenta sono stati adeguatamente simulati.
Si sottolinea in ne che nel modello termodinamico implementato il calcolo della temperatura e basato
sull'e ettiva concentrazione delle specie chimiche considerate. In particolare, in questo modo, e stato
possibile considerare l'e etto del CO, la cui ossidazione porta ad un progressivo incremento di temperatura
e conseguente aumento della concentrazione di N O.

0.0e+00

2.9e-05

5.8e-05

8.7e-0

Figura 15: Concentrazioni molari di N O lungo l'intero dominio


0.1

0.1

NO dati sperimentali

0.06

0.04

0.02

NO dati sperimentali
0.08

NO modello tradizionale
NO modello proposto
altezza [m]

altezza [m]

0.08

NO modello tradizionale
NO modello proposto

0.06

0.04

0.02

1e05

2e05

3e05

4e05

5e05

concentrazioni molari

Figura 16: Pro lo di N O a x = 222 mm

1e05

2e05

3e05

4e05

5e05

6e05

concentrazioni molari

Figura 17: Pro lo di N O a x = 322 mm

NO dati sperimentali

NO dati sperimentali
0.08

NO modello tradizionale
NO modello proposto

0.06

altezza [m]

altezza [m]

0.08

0.04

0.02

NO modello tradizionale
NO modello proposto

0.06

0.04

0.02

1e05

2e05

3e05

4e05

5e05

6e05

1e05

2e05

concentrazioni molari

3e05

Figura 18: Pro lo di N O a x = 422 mm

6e05

0.1

NO dati sperimentali
0.08

NO dati sperimentali
0.08

NO modello tradizionale
NO modello proposto

0.06

altezza [m]

altezza [m]

5e05

Figura 19: Pro lo di N O a x = 522 mm

0.1

0.04

0.02

4e05

concentrazioni molari

NO modello tradizionale
NO modello proposto

0.06

0.04

0.02

1e05

2e05

3e05

4e05

5e05

6e05

7e05

concentrazioni molari

Figura 20: Pro lo di N O a x = 692 mm

8e05

1e05

2e05

3e05

4e05

5e05

6e05

7e05

8e05

concentrazioni molari

Figura 21: Pro lo di N O a x = 892 mm

5. CONCLUSIONI

Il meccanismo proposto per la valutazione della composizione chimica in amme turbolente premiscelate
si e rivelato in grado di o rire un'accurata informazione di tipo chimico nei casi studiati. La possibilita
di simulare correttamente le reazioni che hanno luogo nell'immediata zona di post- amma ha consentito
il conseguimento di un accordo migliore nella previsione degli inquinanti con i dati sperimentali rispetto
a precedenti modelli basati sull'assunzione di equilibrio delle principali specie reagenti.
L'integrazione di tale modello chimico all'interno del complesso codice calcolo CFD Foam ha permesso
di fornire un'informazione di tipo predittivo, in virtu di un corretto calcolo delle proprieta uidodinamiche
della miscela. In particolare l'interazione diviene estremamente delicata nel calcolo della temperatura,
dove per avere un risultato altamente accurato si deve tener conto anche dell'e etto delle composizione
chimica delle specie minori.
In futuro tale modello sara applicato per la simulazione del processo di combustione dei motori ad
accensione comandata, in cui l'adozione di tecniche GDI e di miscele a carica strati cata richiede l'utilizzo
di appropriati codici multidimensionali uidodinamici in grado di valutare correttamente la composizione
chimica anche in condizioni estremamente di erenziate.
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