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I FRAMMENTI DEGLI STORICI GRECI

Collana diretta da Eugenio Lanzillotta
5.

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA
Dipartimento di Antichità e Tradizione Classica
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO
Dipartimento di Storia

istro
il callimacheo
Volume I
TESTIMONIANZE E FRAMMENTI
SU ATENE E SULL’ATTICA

a cura di

MONICA BERTI

TORED

I edizione, Settembre 2009
ISSN 1970-2906
ISBN 978-88-88617-28-2

© Copyright 2009
EDIZIONI TORED S.R.L.
Vicolo Prassede, 29
00019 Tivoli (Roma)
www.edizionitored.com

alla memoria di mio padre

tanto che oggi. l’unico lavoro monografico dedicato al nostro autore resta la dissertazione ottocentesca di Maximilian Wellmann (De Istro Callimachio. a partire dalla proporzione numerica. se si esclude la magistrale edizione di Felix Jacoby nei Fragmente der Griechischen Historiker. dato che allo stato attuale delle conoscenze la metà esatta dei frammenti di Istro riguarda questa materia. la varietà dei soggetti .PREMESSA Questo volume è il primo tomo di una nuova edizione dei frammenti di Istro il Callimacheo e comprende le testimonianze degli scritti riguardanti Atene e l’Attica. è comunque indubbio che gli interessi di Istro per le antichità ateniesi dovettero costituire una parte consistente delle sue ricerche all’interno della biblioteca di Alessandria. Nel contempo. I nuovi risultati delle ricerche sulla letteratura frammentaria. oltre alla bibliografia sterminata che nel secolo scorso si è venuta accumulando sulle tematiche trattate da Istro. la storiografia moderna non ne ha ancora affrontato uno studio sistematico. Anche se il criterio numerico non è metodologicamente corretto per la valutazione delle opere frammentarie. Sebbene la tradizione abbia conservato settantasette frammenti attribuibili a più di diciassette opere di Istro. La scelta di isolare i frammenti su Atene dipende da esigenze diverse. che coprono diversi argomenti di carattere letterario e storico-antiquario. hanno dimostrato la necessità di proporre una nuova edizione delle opere del Callimacheo che si ispirasse a criteri e metodologie moderne. Gryphiswaldiae 1886). L’edizione sarà completata dalla pubblicazione di un secondo tomo contenente i frustuli delle restanti opere di Istro.

. L’edizione dei frammenti di Istro su Atene intende dunque essere un completamento di questa sezione. Come si è anticipato all’inizio. il secondo tomo di questa edizione raccoglierà tutti gli altri frammenti di Istro e fornirà un ritratto esaustivo della personalità letteraria del Callimacheo.viii istro il callimacheo ateniesi affrontati da Istro e le curiosità che ha raccolto possono risultare utili a qualunque studioso moderno interessato ad Atene e all’Attica – sia egli filologo. ma è anche stato prodigo di consigli e suggerimenti preziosi durante tutta la stesura del lavoro. avendo egli redatto un’opera che i testimoni definiscono come una raccolta delle Atthides ed essendo particolarmente discusso il suo contributo alla ricerca e alla conservazione del materiale degli Attidografi. *** Numerose sono le persone che desidero ringraziare per avermi aiutata a completare questa ricerca. che ha letto il volume e con il quale ho discusso molti aspetti della figura di Istro in occasione di un seminario sull’argomento organizzato presso l’Università di Pavia. Infine. intendo esprimere un vivo ringraziamento a Eugenio Lanzillotta. il cui piano editoriale prevede la pubblicazione di tutti gli Attidografi. Rivolgo poi un pensiero commosso al compianto Dino Ambaglio. Silvio Cataldi. completando il quadro qui tracciato e approfondendo alcuni argomenti solo accennati nell’introduzione al volume. Oltre al mio maestro. che non soltanto ha ospitato questa edizione nella collana da lui diretta. storico o archeologo – e si è pensato che solo in un’opera monografica questi temi potessero trovare spazio e rilievo adeguato. la motivazione più importante deriva da una delle caratteristiche della collana I Frammenti degli Storici Greci.

Agosto 2009 Monica Berti . durante un seminario tenutosi all’Università di Firenze. L’amico Virgilio Costa ha seguito ogni fase della preparazione del volume e gli sono particolarmente debitrice per tutti i proficui momenti di scambio derivanti dai nostri comuni interessi sull’Attidografia e sulla cultura alessandrina.premessa ix Ringrazio Serena Bianchetti e Chiara Longo per avermi dato molti spunti di riflessione all’inizio della mia ricerca. e sono molto grata a Guido Schepens per aver revisionato il testo. Ringrazio affettuosamente Thomas Martin per l’amicizia e l’aiuto che in momenti difficili mi hanno permesso di continuare il lavoro. e rivolgo infine un sentito ringraziamento a Gregory Crane. avviando nuove ricerche nel campo degli studi computazionali. il quale con una generosa borsa di studio presso il Perseus Project della Tufts University mi ha consentito di approfondire le conoscenze di storiografia frammentaria.

.

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4: Sophocles.xiv istro il callimacheo TrGF Tragicorum Graecorum Fragmenta. Radt. WELLMANN. 5. 3: Aeschylus. Snell. De Istro Callimachio M. Napoli 2003. Sofocle.).1-2: Euripides. . B. Sofocle G. ed. Lessing. 1: Testimonia et Fragmenta Tragicorum Minorum. S. Ugolini (cur. Gryphiswaldiae 1886. ed. R. De Istro Callimachio. UGOLINI. Göttingen 1985. Wellmann. ed. ed. S. Göttingen 2004. Göttingen 1999. Gotthold Ephraim Lessing.Kannicht. Radt. Göttingen 1971.

asserisce che Istro. Onesicrito e Antigene per un dettaglio topografico relativo all’incontro fra il Macedone e la regina delle Amazzoni 2. Filovcoro~) ed avendo Plutarco intessuto profonde relazioni con l’ambiente delfico [vd. coll.v. il quale menziona degli scritti polemici indirizzati da un ÒIstro~ oJ Kallimavceio~ a Timeo. si sarebbe dilettato nel raccogliere oracoli in versi e nel trascrivere responsi in prosa 1. Napoli 1992. Grae. omettendo qualunque indicazione geografica o etnica. 7-42]. a causa della povertà di notizie conservate dalla tradizione. Policlito. mentre Felix Jacoby [s. Un paio di fugaci accenni a Istro sono inoltre conservati nei Deipnosofisti di Ateneo. in RE IX. Valgiglio (cur.. Purtroppo non si è conservato alcun frammento del Callimacheo riguardante questo argomento: Maximilian Wellmann (De Istro Callimachio. pp.. 301d (= T3 = FGrHist 334 F58b). mantikh`~ o Crhsmw`n sunagwghv o altro. . L’identità Sulla vita e la personalità letteraria di Istro si sa molto poco. 2271 e 2279 = Id. La fonte più antica è Plutarco.. Suda [F 441] s. pp. invece. Istros 9. 2 (1916). che nelle Questioni greche ricorda un ÒIstro" oJ ÆAlexandreuv~ autore di ïUpomnhvmata.g. mentre in 1 Plut. 403e (= T5). Plutarco. Stuttgart 1956. L’accostamento del nome di Istro a quelli di Erodoto e di Filocoro è particolarmente significativo. or. p. 306 e 310] non esclude la composizione di un’opera Peri. il nome di Istro è accostato a quelli di Clitarco. al pari di Erodoto e di Filocoro. 32 nota 35) si domanda se lo scrittore di Cheronea non alluda agli Attika di Istro. Griechische Historiker. e. Gli oracoli della Pizia.INTRODUZIONE 1. mentre negli Oracoli della Pizia. E. 1 (= F26). essendo noto l’interesse di questi due autori per gli oracoli (nel caso di Filocoro cfr. 46.). 2 Plut. De Pyth. Alex. Nella Vita di Alessandro. Aet.v.

Istro figlio di Menandro figlio di Istro. oppure di correggere la forma ÒIstrou con i termini iJstorikou` o ijatrou` tentando d’individuare la professione del padre Menandro 5. Radicke. 5 Vd. scrittore. Kurhnai`o~ h] Makedwvn. 4 Suda [I 706] s.v. È stato proposto di riconoscervi il patronimico e il papponimico di Istro.v. Deipn. p. Sull’attribuzione dell’aggettivo Kallimavceio~ a Istro vd. La testimonianza è di estremo interesse. IX 387f (= T6). Menavndrou. auj t ov n fhsi Pav f ion ej n tw` / bV tw` n diapreyavntwn ejn paideiva/ douvlwn. anche se le notizie che contiene non sono d’immediata comprensione e potrebbero dipendere da informazioni pertinenti a più autori recanti lo stesso nome. Non è chiaro. T1. Deipn. VI 272b (= T2 = FGrHist 334 F59). senza spiegarne la ragione. Sui rapporti con Polemone vd. ÒIstrou. katalogavdhn kai. polla. nel secondo libro de Gli schiavi che si distinsero nella cultura dice che era originario di Pafo. ÓErmippo~ de. gnwv r imo~. poihtikw`~. suggrafeuv ~ . In alternativa si è pensato che i due nomi 3 Ath.. anche Ath. apparato critico. XI 478b (= FGrHist 334 F47).. Cireneo o Macedone. schiavo e allievo di Callimaco. FGrHistC IV. kai. ÒIstro~): ÒIstro~.A 7. Kallimav c ou dou` l o~ kai. ÒIstro~ (= T1). come debbano essere intesi i due genitivi Menavndrou e ÒIstrou che aprono la voce della Suda. dice che il Periegeta Polemone avrebbe voluto gettare Istro il Callimacheo nel fiume omonimo (cioè l’attuale Danubio) 3. Ermippo. Scrisse molto sia in prosa che in poesia 4.2 istro il callimacheo un altro passo. e[graye de. ritiene che la lezione Menavndrou ÒIstrou sia corrotta non soltanto perché la menzione .. però. infatti. Notizie un po’ più circostanziate sono invece offerte dalla Suda (s. infra nota 13. 71 s.

J. col. 1905. p.) 323a-334 (Text)..v. Montanari s. Zur Beurteilung des Istros und der Atthidographen.v. 6 Su Istro di Callatis vd. col. 440. FGrHistC 1061 T1 (= Suda [E 3045] s. tw`n diapreyavntwn ejn paideiva/ douvlwn). Jacoby. 794. Per l’identificazione di Istro il Callimacheo con Istro di Callatis vd. ÒIstro~).. Hermippos 3.A 7. 853 s. p. cit. O. 138 s. p. Questi visse all’epoca dell’imperatore Adriano e pur essendo nato schiavo fu uomo di grande erudizione. ÓErmippo~).. Steph.introduzione 3 siano varianti del patronimico di Istro (figlio di Menandro o di Istro).v. col. ma anche perché sarebbe «inusuale» per la Suda. Kavllati~. p. Per la biografia e le opere di Ermippo di Berito vd. Griechische Historiker. L.. in DNP 5 (1998). del papponimico sarebbe «assurda» nel caso di uno schiavo (dou`lo~) come Istro. Ber.v. FGrHistC 1061 T3 (= Suda [I 706] s. Istros 8. fra le quali uno scritto dedicato agli schiavi che si erano distinti nel campo della cultura (peri. Philadelphia 1942. The Local Historians of Attica. Regali s. Ister 2. Sul significato dell’opera . contra Wellmann. 3 nota 7. 618. FGrHist IIIb (Suppl. 8 Herm. di un libro sulla tragedia 6. p. Il titolo di quest’opera è ricordato solo dalla voce della Suda riguardante Istro ed è difficile rintracciarne i frammenti tra quelli ermippei che non recano titolo di libro 8. Pearson.v. 2 (1916).. FGrHistC IV. Jacoby s. 7 Herm. De Istro Callimachio.v.v. 70 s. Nikavnwr). F. oppure il risultato della fusione di voci relative a due personaggi omonimi. 1 (1912).. e cioè Istro figlio di Menandro (ÒIstro~ Menavndrou) e Istro figlio di Istro (ÒIstro~ ÒIstrou). in LGGA (2008). 305). F. Al di là di queste proposte. Ber. M. allievo di Filone di Biblo e autore di molte opere 7.S. in RE VIII. in «Sitzungsberichte der Philosophisch-Philologischen und Historischen Klasse der Königlichen Bayerischen Akademie der Wissenschaften zu München».v. dietro i quali potrebbe nascondersi l’Istro Kallatianov~ autore. Heibges s. Radicke. in RE IX. Crusius. p. 2270 (= Id. Hermippos 8. Byz. T2 (= Suda [N 375] s. le informazioni che destano maggior interesse sono il rapporto che la Suda istituisce fra Istro e Callimaco e il fatto che parte delle notizie derivino da Ermippo di Berito. secondo Stefano di Bisanzio. s.

che portano ad ancorarne l’attività nel secondo terzo del III secolo 12. schiavo e storiografo. pp.) 323a-334 (Text). 12 La datazione della vita di Callimaco non è definita con sicurezza. p. De Istro Callimachio. Kallivmaco~. pp. Saavedra]. dubbi possono invece porsi sul fatto ch’egli sia stato schiavo di Callimaco: cfr. Lenz .Bari 1966. p. pp.v. La cronologia di Istro è altrettanto incerta quanto la sua identità: le uniche evidenze sicure sono l’appartenenza dell’autore alla scuola callimachea e gli scritti antitimaici. Se veramente lo scrittore proveniva da Pafo. ma non è possibile spingersi al di là della mera congettura  10. 10 Sulle vicende che nel 295/4 determinarono l’annessione di Cipro ai possedimenti di Tolemeo Soter. 131-199. FGrHist IIIb (Suppl. Sul significato degli etnici attribuiti a Istro vd. p. Occorre comunque osservare che l’origine pafia non è in contrasto con gli etnici Kurhnai`o~ e Makedwvn della Suda né con il plutarcheo ÆAlexandreuv~. 618 s. vd. perché essi riconducono tutti a Callimaco. FGrHist IIIb (Suppl.Siebelis. Sartori. a cura di T. p. nonché l’accenno di Ermippo nel contesto storico-culturale dell’età adrianea. Ermippo di Berito. particolarmente adatta allo sviluppo del tema dello schiavo erudito. è possibile che lui e la sua famiglia siano caduti in schiavitù a seguito dell’annessione tolemaica dell’isola di Cipro. dove l’argomento è trattato nell’ambito delle caratteristiche della letteratura e del pensiero dell’età imperiale romana. Roma . 17-23. 1981. vd. Jacoby.. ingl. A History of the Ptolemaic Empire.. sebbene non chiarisca le cause della sua condizione servile 9. De Istro Callimachio. Jacoby. p. Wellmann. London . ma ora si pensa che si estendesse dal 310 o 303 agli anni Quaranta o Trenta . Il pensiero storico classico. 9 In età ellenistica è noto un altro dou`lo~ attivo nel campo della cultura: Riano di Bene (FGrHist 265 T1a). F. Hölbl. nacque a Cirene e fu attivo ad Alessandria presso la corte dei Tolemei 11. 618. Se si accettano le origini servili di Istro.New York 2001 [trad. 11 Per le origini di Callimaco vd. 2 s. 260-270. Suda [K 227] s. Wellmann. in «Index» 10. Mazzarino. II/2. XVIII s. e soprattutto S. 2.4 istro il callimacheo La menzione di Istro nel trattato di Ermippo sugli schiavi conferma l’importanza del contributo culturale del Callimacheo. che fu patrono di Istro. G.) 323a-334 (Text).

anche se si è ipotizzato che Polemone abbia composto un vero e proprio Pro. sul sincronismo con Tolemeo Filadelfo (308-246) e interpretando l’espressione parevteine mevcri tou` Eujergevtou klhqevnto~ Ptolhmaivou della Suda ([K 227] s. 131 fr. Queste ipotesi si fondano sulla cronologia delle sue opere. a cura di H.) 323a-334 (Text).. Kallimachos. p. FGrHist IIIb (Suppl. 2270. De Istro Callimachio. secondo la quale Polemone avrebbe voluto gettare Istro nel fiume omonimo che corrisponde all’attuale Danubio. Sulla cronologia di Istro vd. Kallivmaco~) come un riferimento generico al fatto che Callimaco visse fino all’epoca di Tolemeo Evergete e non soltanto fino all’inizio del suo regno (che durò dal 246 al 222): vd. Polemon 2.. IX 387f = T6). in DNP 12/1 (2002). p.~ ÒIstron: vd. del III secolo.. Jackson. cit. cit. kai. p. 794. p.v. p. L. che può costituire un utile terminus ante quem per l’attività letteraria del Callimacheo 13. L.. il quale propone che Istro. 1995. Riflessioni cronologiche sull’ultimo Callimaco. Polemonis Periegetae Fragmenta. 124 s. The Alexandrian Library and the Origins of Bibliography. in DNP 10 (2001). 575].v. 618]. inoltre Crusius. Le opere Sebbene la Suda affermi che Istro scrisse molto sia in prosa che in poesia (e[graye de.H... 2. Jacoby. Id. 54-55.. p. Amsterdam 2000. coll. Wellmann. 7 s. FGrHist IIIb (Suppl. Polemon 9. La testimonianza di Ateneo (Deipn. ingl. in «ZPE» 105.v. in quanto schiavo. 1289-1291. Wellisch]. Madison 1991 [trad. Cfr. 619. katalogavdhn kai. Donohue s. col. sarebbe stato chiamato in questo modo perché nato presso il fiume omonimo [ma vd. Zur Beurteilung. Lipsiae 1838. R. in RE XXI. 14 Suda [I 706] s. poihtikw`~) 14. 13 Polemone di Ilio visse probabilmente tra il 220 e il 160 [K. può semplicemente intendersi come il riferimento a una polemica nei confronti del Callimacheo. FHG III. A.. Timeo di Tauromenio visse tra il 350 e il 260 circa [K. Lehnus.A. col. Blum. Timaios 2. propone invece un floruit sotto Tolemeo Evergete (246-222) e Tolemeo Filopatore (222-205). ÒIstro~ (= T1). 4. 7]. pp.. mentre S. Jacoby s. Meister s.) 323a-334 (Text). Istrus the Callimachean. Deichgräber s.v. Istros 9.v. pensa a un periodo compreso tra gli ultimi anni del regno di Tolemeo Soter (305-282) e i primi anni di quello di Tolemeo Filadelfo (282-246). 2 (1952).v. col. polla. 96 s. p. Preller. p. .introduzione 5 di Ateneo al sarcasmo di Polemone. 6-12.

Suvmmikta (F57). Peri. stefavnwn (F54). 2. 16 Per i titoli di queste opere vd. Gli altri quindici frammenti sono di derivazione ignota (F24-38). Pro. F13). Peri. melopoiw`n (F56). ÆAtqivde~ (F2a). Peri. tw`n Krhtikw`n qusiw`n (F48). la prima delle quali riguarda Atene. Istros 9. tw`n ïHlivou ajgwvnwn (F49). così suddivisibili 17: ÆArgolikav (F39). F16). Sunagwgh. mentre la seconda comprende lavori di argomento vario 15. 2271-2282. La seconda sezione comprende ventuno frammenti. 17 Si riporta il numero dei frammenti secondo la ripartizione proposta da Jacoby nell’edizione di Istro (FGrHist 334). ÒAtakta (F17-22) e ÆAttikai. . coll. infra. ÆHliakav (F40-42). Peri. sunagwgaiv (F9).1. tw`n ÆAtqivdwn (F14) e Sunagwgh.. La prima sezione è composta da trentotto frammenti. Sunagwghv (F5. F4. Ptolemai?do~ (F47). ïUpomnhvmata (F58).v. levxei~ (F23) 16. Sunagwgh. F7. ïHraklevou~ ejpifavneiai (F53). Gli Attika Tredici dei settantasette frammenti di Istro conservano titoli che probabilmente sono varianti dell’intestazione o sottotitoli di un’unica opera: ÆAttikav (F1. Peri. A questi si aggiungono diciotto frammenti di provenienza imprecisabile (F60-77). che possono dividersi in due sezioni.~ Tivmaion ajntigrafaiv (F59). Jacoby s. ijdiovthto~ a[qlwn (F55). Sunagwgaiv (F3). F12. th`~ ÆAtqivdo~ (F15). I titoli noti provengono tutti dai frammenti superstiti. cit. Essa si articolava in almeno quattordici libri e le possono 15 Per una trattazione delle opere di Istro con suddivisione in generi vd.6 istro il callimacheo il catalogo delle sue opere non è stato tramandato. ÆAttikai. ÆApovllwno~ ejpifavneiai (F50-52). F10. Aijguptivwn ajpoikivai (F43-46). che rappresentano il contenuto di questo volume e dei quali poco più della metà appartiene alle seguenti opere: ÆAttikav (F1-16).

Joseph.. Id. seppur generalmente rifiutati. Lys.~ ÆAtqivda~). Clidemo. Sono anche noti gli Attika di Palefato di Abido (Suda [P 71] s. 3 (oiJ ta. I 21. Grande interesse rivestono però anche le altre varianti della titolatura. cfr. pp. Historian of Macedon.~ ÆAtqivda~ suggravyante~ in FGrHist 329 T1-2 e F1-8. Atthides. ma in quella delle Geschichten aus Athen (cfr. FGrHist IIIb (Suppl. 4..~ ÆAtqivda~ pragmateusavmenoi). La tradizione ha conservato alcune espressioni per definire la categoria degli autori di Attika e/o Atthides. W. pp. Il fatto che l’opera di Istro sia variamente ricordata come Attika. 104. Clem. F11) che recano il numero di libro ma sono anepigrafi. Fanodemo. Contra Apion. Atthis. 1 s. Queste e altre testimonianze sono state raccolte sotto la voce OiJ ta. in «Hermes» 108. 18 .. Atthis. Marsuva~ = FGrHist 135-136 T1. ÆAttika. Schol. essa è utilizzata da testimoni quali Plutarco e Ateneo ed è compatibile con le altre due opere di storia locale attribuite a Istro.. perché attestano vocaboli come sunagwghv e ÆAtqiv~ che possono aiutare a comprendere le caratteristiche e le finalità dell’opera. 1980.. cit. Raccolte attiche. 1. Attika. Heckel.v. 444-462). delle quali si conoscono solo i titoli. 17 (peri. Demone e Filocoro 18. quelli di Marsia di Pella (Suda [M 227] s. in Aristoph. Androzione. 595-598. Jacoby. sicché è molto probabile che Attika fosse il titolo originario. per un totale di sedici frammenti. 6 (oiJ th. era probabilmente il titolo originario dell’Atthis di Androzione (FGrHist 324 F8 = F8 Harding).. Strabo V 2. a partire dalle quali i moderni hanno coniato i vocaboli “Attidografi” e “Attidografia”.introduzione 7 essere assegnati altri tre passi (F6.n ÆAtqivda suggravyante~). I 8. Hal. Oxford 1949. gli ÆArgolikav e gli ÆHliakav. Palaivfato~ = FGrHist 44 T3) e. La forma del titolo più frequentemente citata è ÆAttikav. IX 1. p. Sul loro significato vd.v. F. F8. suggrayamevnwn).) 323a-334 (Text). Melanzio. Queste opere. non sono classificate da Jacoby nella sezione delle Atthiden. p. Marsyas of Pella. 1138a Hangard (oiJ suntetacovte~ ta. Strom. inoltre. Raccolta delle Atthides o Raccolta dell’Atthis orienta la Dion. con riferimento a quella sezione della storiografia locale attica comprendente i nomi di Ellanico.. 2 (tine~ tw`n ta. Flav. Al.~ ÆAtqivda~ suggegrafovte~).. Jacoby. 302 nota 42). The Local Chronicles of Ancient Athens. tw`n ÆAttikw`n oiJ ta.

anche F28 e F29. il cui nome antico era Mopsopia. 29-58 e pp. La forma del titolo. Amsterdam 1977. Questi esempi dimostrano 19 Per ipotesi di appartenenza agli Atakta vd. fr. 2. von Groningen (éd. fra gli altri. pur essendo generica. inoltre. sebbene il significato del titolo sia controverso: vd. Tra gli altri vd. Laert. è ben attestata in età ellenistica. ÒAtakta. al pari di F17 e F22a. che apparteneva al quarto libro di un’opera non meglio precisata e che.). La Moyopiva d’Euforió: ÒAtakta o ÆAttikhv.A. F21. anche R. p. e veniva anche chiamata Atakta perché conteneva summigei`~ iJstorivai: vd. Spanoudakis. 384-400. 21 Euforione nacque tra il 275 e il 268 e la Suda [E 3801] s. K. un lavoro suddiviso in almeno tre o forse quattro libri.S. 22 Filita visse tra il 340 e il 285 circa e l’opera. era il titolo alternativo della Moyopiva di Euforione di Calcide 21. Eujforivwn spiega che l’opera riguardava l’Attica. Leiden 2002. 1-12. F22a) appartengono agli ÒAtakta. in «SPhV» 4. Diogene Laerzio ricorda che Aristotele avrebbe composto degli Atakta in dodici libri 20. Clua. 384-386.2. Diog. 3 e fr. Euphorion. pp. che è un unicum in tale ambito storiografico. Tosi [La lessicografia e la paremiografia in età alessandrina ed il loro sviluppo successivo. Gli Atakta Cinque frammenti di Istro (F17-19. se si accetta l’inclusione di F20. 2000. 35-39. Josep .v. part. ne rimangono di difficile comprensione il rapporto con questo tipo di letteratura e la definizione di sunagwghv. anche se. B. come si vedrà. il quale ritiene che l’aggettivo a[taktoi implichi una diversità di contenuti in virtù della quale i termini non potevano essere classificati in modo uniforme. anche nota come ÒAtakta o Glw`ssai. mentre la tradizione ha conservato alcuni frammenti delle ÒAtaktoi glw`ssai di Filita di Cos 22. è tramandato dagli scoli all’Edipo a Colono di Sofocle 19. A. V 26. in 20 . Philitas of Cos. doveva consistere in una sorta di glossario di parole rare e tecniche non ordinate sistematicamente.8 istro il callimacheo caratterizzazione verso il genere attidografico.

. Vandœuvres . 620. levxei~ compare solo in F23. Id. 2003.) 323a-334 (Notes). pp.. levxei~ di F. 330-348) pensa a «disorderly words» o «unruly tongues». pp. come le ÆAttikai. cit. «Entretiens Hardt». sebbene la redazione di un lavoro del genere sia coerente con gli interessi di Istro e trovi conferma in prodotti analoghi di età alessandrina. FGrHist IIIb (Suppl. 23 Jacoby s. col. 502 nota 23]. Grandolini (curr..introduzione 9 che.Genève 1993. anche se l’indeterminatezza semantica dell’aggettivo a[takto~ e la varietà contenutistica dei frammenti superstiti rendono impossibile precisare il contenuto e le caratteristiche dell’opera. Poesia e religione in Grecia. Cannatà Fera . 2. il quale non esclude che le glosse fossero raggruppate secondo il criterio della parentela formale. nel caso di Istro. présid. Napoli 2000. The Local Historians. 148 s. cioè “parole idiomatiche non di uso ordinario”». 2281. identifica invece gli ÒAtakta con la Sunagwghv [ma sulla proposta vd.. Pearson. per cui l’aggettivo a[takto~ «doveva soprattutto contrapporle alla forma più usuale in ambito alessandrino.) 323a-334 (Text). che doveva probabilmente essere una sorta di miscellanea di zhthvmata di termini ed espressioni dei testi della letteratura classica. Bing (The Unruly Tongue: Philitas of Cos as Scholar and Poet. pp. p. quella in cui il materiale era ordinato secondo campi semantici».3.). Montanari (prép. p. Nicolai [Le ÒAtaktoi glw`ssai di Filita. 5-7 pensa che gli ÒAtakta corrispondessero ai Suvmmikta e agli ïUpomnhvmata (Suvmmikta uJpomnhvmata). FGrHist IIIb (Suppl. verosimilmente ma non necessariamente riguardanti la sola Atene 23. 40. 140 s.. Istros 9. in «CPh» 98..S. cit. l’emendamento di Atakta in Attika non è giustificato. Le Attikai lexeis Il titolo ÆAttikai. Aurelio Privitera.v.]. Jacoby. Wellmann.). mentre P. . et. Studi in onore di G. La philologie grecque à l’époque hellénistique et romaine. p. p. R. 499-502] propone d’intendere il titolo dell’opera di Filita come «glw`ssai ouj tetagmevnai. in M. De Istro Callimachio. e non si sa se fosse quello originario e se l’opera costituisse una composizione autonoma..

250-252. L’Ellenismo. A Guide to Finding. R. pp. coll. in G. Degani. Cambiano ..). Bologna 1988. Settimo Milanese 1990. Reading Greek Culture in the Roman Empire. G. pp. Gigante e S. a cura di M. pp. Studi sulla tradizione indiretta dei classici greci. della Corte (dir. and Understanding Scholia. ÆAttikw`n ojnomavtwn h] glwssw`n.D. Cratete di Mallo. Del resto. 337-347 Slater. La lessicografia. Peri. pp. pp. 1898. Lexica. la filologia e la grammatica. fwnaiv o ÆAttika. levxei~. Aristophanes 4. part. 511 per alcuni esponenti della cultura ellenistica.. th`~ ÆAttikh`~ dialevktou). 275-327. pp. F. pp. Id. Roma 1995. (cur. Reading. R. glw`ssai o ÆAttikai. 1130-1133.. cit.L. Tosi. and Grammatical Treatises. pp. II: La ricezione e l’attualizzazione del testo. Dickey. part. Canfora .v. Cratete di Atene o Cratete di Mallo (Peri. 26 Vd. in DNP 1 (1996)..L. Lanza (dirr. Lo spazio letterario della Grecia antica. Lanza (dirr. Oxford 2007. Commentaries. ÆAttikh`~ dialevktou).). in «Philologus» 57. Braund . compreso Istro. Eracleone di Efeso e Teodoro (ÆAttikai. II. Ancient Greek Scholarship. L’erudizione. proprio nell’età di Callimaco e di Istro prese l’avvio ad Alessandria la redazione delle prime raccolte di vocaboli e glosse attiche. 115 ss. 24 Filemone è collocato nel III o nel II secolo ed è autore di un’opera variamente tràdita con i titoli ÆAttikai. Philemon 1. I. Cerasuolo]. La lessicografia. 1173.J. Exeter 2000. fwnaiv). E. Storia della filologia classica dalle origini alla fine dell’età ellenistica. 505-527. Canfora .). in G. Montanari s.). Ucciardello s.2: La produzione e la circolazione del testo. Sull’argomento vd. 25 Aristoph. Der Atticist Philemon. Athenaeus. A Problem of Attribution.. Lo spazio letterario della Grecia antica. I frammenti. Cohn. E. ÆAttikai.D. XLII-XLVI. che si possono datare tra il III e il I secolo e che mostrarono interesse per la lingua attica: Demetrio Issione (ÆAttikai.v. from Their Beginnings to the Byzantine Period. Roma 1993. Broggiato. Byz. La Spezia 2001. Tosi. . Ead. Nicandro di Tiatira (ÆExhghtika. anche M. 1169-1189. 143-178. Cambiano . in F. Dizionario degli scrittori greci e latini. pp. ojnovmata: L. Montanari. Athenaeus and His World. Pfeiffer. fr.. in LGGA (2007)... Lessicografi. pp. it.10 istro il callimacheo Filemone di Aixone  24 o quelle di Aristofane di Bisanzio  25. Napoli 1973 [trad. tra gli altri. 92-94. in D. Crates and Attic Glosses. che gettarono in qualche modo le premesse della lessicografia atticista dei secoli successivi 26. F. levxei~). 364-371. oltre alla bibliografia citata a nota 26. Wilkins (eds. Sul personaggio – nato circa negli anni Sessanta o Cinquanta del III secolo e morto verso il 190 o il 180 – e sulle sue opere vd. 353-367.).

comprendente i veri e propri storici di Atene («die eigentlichen Historiker Athens»). ojnomasiva~ hJlikiw`n di Aristofane di Bisanzio.) 323a-334 (Text). FGrHist IIIb (Suppl. Clidemo. Demone.. . Filocoro e in generale i redattori di Atthides (FGrHist 323a-329). Com’è noto..introduzione 11 Purtroppo non è possibile definire le caratteristiche e l’eventuale primato cronologico dell’opera di Istro o sapere se le levxei~ fossero organizzate per argomenti. Androzione. Byz. rappresentata dal solo Istro (FGrHist 334).) 323a-334. Egesino. come Amelesagora. e cioè Ellanico. anziché glw`ssai. Il rapporto con la tradizione attidografica Nei Fragmente der Griechischen Historiker di Felix Jacoby Istro occupa una posizione particolare. Jacoby. dedicata ai nomi delle età di pecore e cavalli 27. 3. Questi storici sono stati a loro volta distribuiti in tre sottosezioni: a) Atthiden. la bibliografia citata alla nota precedente.. Fanodemo. b) Pseudepigrapha. cioè una raccolta 27 Aristoph.. p. fr. Sulla lessicografia come sviluppo della glossografia vd. tra gli autori che si sono interessati di Atene lo studioso tedesco ha isolato un gruppo di storici (Ancient Historians of Athens) ai quali ha dedicato un volume separato di commento 28. Atthis. Melanzio. 642. per il titolo della sua raccolta. a cui si aggiunge come introduzione Id. 137 Slater. cit. ma è interessante rilevare che il tema di F23 è affine a quello di una sezione del Peri. che raccoglie personalità alle quali sono state falsamente attribuite delle Atthides. 28 FGrHist IIIb (Suppl. La classificazione di Jacoby deriva dall’idea che gli Attika di Istro non fossero un’Atthis nel senso proprio del termine. bensì una sorta di «digesto» o di «Sammelwerk». 113-116. c) Sammlungen. Bione di Proconneso e Antioco-Ferecide (FGrHist 330-333). si domanda se Istro per primo avesse adottato il termine levxei~.

però.. De Istro Callimachio. che trattano di topografia attica (F17). Lo stesso vale per i frammenti degli Atakta. F4). p. FGrHist IIIb (Suppl. invece Wellmann.. va detto che la brevità dei frammenti su Atene è tale da non permettere una ricostruzione attendibile dei contesti di provenienza e dell’impianto dell’opera del Callimacheo. pp. 29-32. ma come una rassegna critica delle numerose varianti attidografiche. p. F10). cit.. nomi di ministri del culto e di addetti a rituali (F9. F12. F14). monumenti di Atene (F6). perché principalmente questi erano gli interessi di un erudito alessandrino e dei suoi potenziali lettori 29. 57.12 istro il callimacheo di materiali tratti dalle Atthides precedenti e riuniti per offrire uno strumento di lavoro utile ai cultori delle tradizioni ateniesi. Secondo lo studioso. epiteti di divinità (F18). pp. pratiche del culto (F19). Gli ambiti d’interesse deducibili dagli Attika sono quelli propri di uno studioso di età ellenistica 31: origini e significato di corononimi (F1). in «Hermes» 51.. cit. 619-627. limitatamente però all’età mitica o alla cosiddetta archaiologia. 2271-2277. The Local Historians. 8 s. l’opera non andrebbe intesa come una semplice collezione di estratti («Exzerptenwerk»)..) 323a-334 (Text). anche Pearson. Id. miti attici (F7. epiclesi di divinità ateniesi ed extraateniesi (F3. Pamphilos. F16).. vd. Id.. 31 Per una tabella riassuntiva degli argomenti trattati da Istro nei frammenti su Atene vd. pp. Istros 9. 30 Vd. 136-144. origini di feste attiche (F2. F5). coll. nomi di mesi (F13) e di ghene (F15). culti locali (F11) e norme della tradizione ateniese (F8. Sull’opera di Istro come semplice raccolta dei racconti tramandati dagli Attidografi. .v. figure del mito attico (F20. F22) e forme di 29 Jacoby s. 1916. Sebbene la ridefinizione del ruolo di Istro nei confronti dell’Attidografia sia uno dei meriti di Jacoby  30. all’interno della quale gli argomenti dovevano essere organizzati su base cronologica..

introduzione

13

demotici di Atene (F21). Gli altri frammenti genericamente
ascrivibili a tematiche ateniesi confermano quanto sin qui
detto  32, anche se da essi vanno separati l’unico excerptum
propriamente riferibile a età storica (F32, sui decreti di esilio
e di richiamo di Senofonte) e i frustuli concernenti la vita di
Sofocle (F33-38), dei quali si parlerà in seguito 33.
Pur con qualche esitazione, Jacoby propone una suddivisione cronologica dei libri degli Attika basata sul presupposto
che l’opera seguisse l’impostazione delle Atthides, le quali
erano strutturate come cronache letterarie dall’età regia
fino all’epoca degli Attidografi  34. Essendo verosimilmente
interessato soltanto all’epoca mitica, Istro avrebbe seguito la
successione dei re attici, per cui nel I libro si sarebbe occupato dei primi abitanti dell’Attica e forse dei culti originari
e delle divisioni politiche della regione, mentre nel III libro
avrebbe discusso il regno di Erittonio e nel XIII e nel XIV
quello di Teseo, terminando probabilmente con Codro e la
fine della monarchia ateniese 35.
32

F24-31.
Vd. pp. 26-27.
34
Le Atthides sono definite cronikaiv da Dionigi di Alicarnasso (I 8, 3),
mentre la Suda ([F 441] s.v. Filovcoro~) riferisce che l’Atthis di Filocoro
comprendeva le gesta ateniesi, i re e gli arconti. Sull’organizzazione interna
delle Atthides, che per l’età mitica avrebbero adottato la cornice della lista dei
re attici e per l’età storica quella degli arconti eponimi, vd. Jacoby, Atthis...,
cit., pp. 86-99; P.H. Harding, Androtion and the Atthis, Oxford 1994, pp.
3-8; Costa, Filocoro, pp. 10-35; P. Harding, Local History and Atthidography,
in J. Marincola (ed.), A Companion to Greek and Roman Historiography, I,
Malden 2007, p. 181 s.; Id., The Story of Athens. The Fragments of the Local
Chronicles of Attika, London - New York 2008, pp. 1-12.
35
Nella voce su Istro per la Paulys Realencyclopädie (col. 2275 s.) Jacoby
mostra alcuni dubbi sull’organizzazione cronologica degli Attika, mentre nei
Fragmente der Griechischen Historiker [IIIb (Suppl.) 323a-334 (Text), p. 621]
avanza la proposta con maggior convinzione.
33

14

istro il callimacheo

Tale ipotesi non può essere respinta a priori, anche se nessun
frammento contiene elementi di datazione tali da consentirne
l’inserimento in una griglia cronologica, e mancano inoltre passi provenienti dai libri compresi fra il quarto e l’undicesimo. Nel
contempo non si può neppure scartare l’ipotesi di una divisione
per argomenti, che Jacoby invece esclude perché rileva che le
Apaturie, le Panatenee e le Oscoforie sono menzionate in tre
libri separati – e cioè il primo (F2), il terzo (F4) e il tredicesimo
(F8) – deducendone che non dovevano essere trattate insieme
in una sezione riguardante le feste ateniesi, bensì separatamente
in corrispondenza dell’epoca di istituzione 36. A ben guardare,
tuttavia, i frammenti interessati sono così brevi che è arduo
dire come Istro abbia affrontato gli argomenti in questione. F2,
infatti, accenna all’uso di fiaccole (lampavde~) durante i sacrifici
per Efesto, senza chiarirne però la connessione con le Apaturie,
sicché resta indimostrata l’ipotesi che il contesto d’origine
riguardasse questa festa. Altrettanto dicasi per F4 e F8: nel
primo caso Istro è citato per la testimonianza dell’antico nome
delle Panatenee, che potrebbe aver trovato spazio in qualunque
passo dell’opera, mentre nel secondo caso Arpocrazione informa
che la nota sugli oschophoroi proviene da un contesto relativo
a Teseo, ma non è possibile determinare se essa debba ritenersi
isolata o se in questo o in altri punti dell’opera trovasse spazio
una trattazione sistematica delle Oscoforie.
Il confronto con la sezione dedicata all’età mitica nelle Atthides non porta molto lontano, perché essa ricopriva diverse
estensioni nei singoli Attidografi e perché le fonti che ne hanno
conservato testimonianza, oltre a essere per lo più cronologicamente tarde e interessate all’erudizione antiquaria e lessicografica,
hanno drasticamente sintetizzato le citazioni perdendone l’impo36
Jacoby s.v. Istros 9, cit., col. 2275; Id., FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334
(Text), p. 621.

introduzione

15

stazione originaria 37. Inoltre, sebbene molti dei frammenti degli
autori di Atthides possano inserirsi nelle medesime tematiche di
carattere etnografico cui appartengono anche i frammenti di
Istro, la definizione del genere attidografico rimane incerta e gli
argomenti per i quali si può operare un confronto diretto con
i frustuli del Callimacheo sono assai pochi, dato che in pratica
riguardano solo le Panatenee e la saga di Teseo 38. Come tuttavia
già si è detto, il riferimento alle Panatenee è limitato all’antico
nome Athenaia e la brevità della voce di Arpocrazione non
permette di fare illazioni né sulla lunghezza del passo di Istro né
sulla sua eventuale posizione rispetto agli Attidografi 39. Quanto a
Teseo, il Callimacheo è ricordato per una versione del rapimento
della madre Etra alternativa a quella di Ellanico e per il catalogo
delle donne dell’eroe, riguardo alle quali il confronto con gli
Attidografi è possibile solo per Elena e per l’amazzone Ippolita 40,
mentre non è dimostrabile che il riferimento agli oschophoroi di
F8 appartenesse in origine a un excursus sul ritorno di Teseo da
Creta e sull’istituzione delle Oscoforie 41.
37

Sul rapporto fra l’età mitica e quella storica negli Attidografi vd. Jacoby,
Atthis..., cit., pp. 111-119.
38
Sulla non uniformità del genere attidografico, che sembra rivolgersi
tanto alla ricerca antiquaria quanto a quella storica, vd. P.J. Rhodes, The
Atthidographers, in H. Verdin - G. Schepens - E. De Keyser (ed.), Purposes
of History. Studies in Greek Historiography from the 4th to the 2nd Centuries
B.C. Proceedings of the International Colloquium (Leuven, 24-26 May 1988),
Lovanii 1990, pp. 73-81; Harding, Local History..., cit., pp. 185-187, con
bibliografia e riferimento alla discussa relazione tra etnografia e storia
locale. In generale per il rapporto fra storia ed erudizione antiquaria vd.
G. Schepens, Storiografia e letteratura antiquaria. Le scelte di Felix Jacoby, in
C. Ampolo (cur.), Aspetti dell’opera di Felix Jacoby, Pisa 2006, pp. 149-171.
39
F4.
40
F7, F10.
41
Ugualmente ignoto è il contesto di provenienza del frammento
riguardante l’apprendimento della lotta da parte di Teseo (F31).

16

istro il callimacheo

Sebbene i testimoni degli Attidografi siano pressoché gli
stessi di Istro e in alcuni casi abbiano conservato i frammenti
di entrambi nel medesimo contesto 42, la questione del rapporto
con la tradizione attidografica non deve far dimenticare che
Istro fu un erudito alessandrino e non un ateniese interessato a
tramandare la storia e le istituzioni della propria città. Il lavoro
del Callimacheo dovette principalmente consistere nell’interpretazione e nel commento dei testi della letteratura classica.
Per quanto riguarda nello specifico le tradizioni ateniesi egli
dovette individuare nella storia locale attica una ricca miniera
di informazioni utili per le proprie ricerche. In tal senso dunque
le Atthides dovrebbero essere considerate il punto di arrivo, più
che di partenza, dell’opera del Callimacheo, nel senso che egli
non dovette prefiggersi l’obiettivo di raccogliere e riassumere le
testimonianze degli Attidografi per realizzarne un compendio,
ma di rispondere ai numerosi quesiti sulle antichità ateniesi
derivanti dalla lettura dei classici conservati nella biblioteca
di Alessandria. A tal fine egli dovette raccogliere e consultare
tutte le fonti disponibili, tra le quali in particolare la letteratura
locale attica e le opere degli Attidografi. Il raffronto con questi
ultimi, però, non deve far interpretare in maniera univoca
l’applicazione del termine Atthis al titolo della sua raccolta.
ÆAtqiv~ è la forma abbreviata dell’aggettivo etnico ÆAqhnai?~
ed è utilizzata in funzione di sostantivo per designare la terra
ateniese: hJ ÆAtqi;~ (gh`). In campo letterario, invece, l’aggettivo si applica al genere della storia locale di Atene: hJ ÆAtqi;~
(suggrafhv)  43. Questo è il titolo che le fonti generalmente
42

Vd. F1, F4, F8, F19.
E. Schwartz s.v. Atthis 3, in RE II, 2 (1896), coll. 2180-2183; W.
Dittenberger, Ethnika und Verwandtes. II, in «Hermes» 41, 1906, pp.
213-219; Jacoby, Atthis..., cit., p. 80; Harding, Androtion..., cit., p. 1.
43

introduzione

17

adottano per le opere degli Attidografi, accanto a varianti
quali ÆAttikh; xuggrafhv (Ellanico), Prwtogoniva (Clidemo),
ÆAttikav (Androzione), ÆAttikh; ajrcaiologiva (Fanodemo) e
ÆAttikai; iJstorivai (Filocoro) 44.
Non è possibile dire se gli scritti degli Attidografi avessero
un titolo proprio e se quelli menzionati nei frammenti fossero
gli originali. In via di congettura Jacoby attribuisce l’adozione
del titolo collettivo ÆAtqivde~ a Callimaco, il quale avrebbe
impiegato tale espressione per catalogare nei Pivnake~ le cronache locali attiche, estendendo ad esse la dicitura di un trattato
pseudepigrafo coevo circolante sotto il nome di Amelesagora,
cosicché la più antica citazione diretta della forma ÆAtqiv~ risalirebbe al III secolo 45. Secondo lo studioso questa scelta sarebbe
44

Hellan., FGrHist 4 T16 = 323a T8 = T1 Ambaglio; Clidem., FGrHist
323 F5a (= BNJ 323 F5a), F7 (= BNJ 323 F7) (cfr. F10 [= BNJ 323 F10] per
la forma lovgo~ ÆAttikov~); Androt., FGrHist 324 F8 = F8 Harding; Phanod.,
FGrHist 325 T6; Philoch., FGrHist 328 F66 = F66 Costa.
45
L’unica citazione diretta dell’Atthis di Amelesagora proviene dalla
Rerum mirabilium collectio (12) di Antigono di Caristo: FGrHist 330 F1
(ÆAmelhsagovra~ de; oJ ÆAqhnai`o~ oJ th;n ÆAtqivda suggegrafwv~). L’opera di
Antigono è generalmente datata verso la metà del III secolo a.C., anche
se è stato dimostrato che dovrebbe essere considerata spuria e collocata in
età bizantina: vd. O. Musso, Sulla struttura del cod. Pal. Gr. 398 e deduzioni
storico-letterarie, in «Prometheus» 2, 1976, pp. 1-10; Id., (ed.), [Antigonus
Carystius]. Rerum mirabilium collectio, Napoli 1985, p. 9. Vd. inoltre G.
Marasco, Su Amelesagora di Calcedone, Amelesagora d’Atene e la letteratura
esegetica, in «Prometheus» 3 (1977), pp. 55-68, che identifica Amelesagora
di Atene con un esegeta dei primi secoli della dominazione romana, la
cui opera riguardante le tradizioni ateniesi sarebbe stata successivamente
intitolata Atthis pur non essendo di contenuto storico. A favore della tesi
jacobiana di uno pseudepigrafo di Amelesagora da datare nel III secolo, vd.
L. Porciani, Prime forme della storiografia greca. Prospettiva locale e generale
nella narrazione storica, Stuttgart 2001, p. 31 nota 62, che propone di collocare
«il falso nel fervore di ricerca libraria che doveva caratterizzare le prime fasi
della biblioteca di Alessandria». Per una datazione nel tardo IV secolo del

18

istro il callimacheo

dipesa dall’esigenza di distinguere la sezione attidografica del
catalogo callimacheo sia dagli ÆAttikav – compilazioni, come
quella di Istro, che avrebbero raccolto il materiale di base degli
autori di Atthides – sia dalle ÆAttikai; iJstorivai, che sarebbero
state qualcosa di diverso dalle cronache locali attiche 46.
Questa ipotesi è suggestiva, ma purtroppo non trova conferma nei frammenti dei Pinakes, e potrebbe inoltre darsi che
il titolo Atthis non derivi dall’opera di Amelesagora – la cui
datazione è peraltro discussa come quella del suo testimone
Antigono – ma da quella di Filocoro, che fu quasi certamente
pubblicata quando Callimaco era ancora in vita 47.
Per quanto riguarda Istro non è possibile sapere se le varianti
del titolo degli Attika (ÆAtqivde~, Sunagwgaiv, Sunagwghv, ÆAttikai;
sunagwgaiv, Sunagwgh; tw`n ÆAtqivdwn e Sunagwgh; th`~ ÆAtqivdo~)
abbiano una relazione con la supposta adozione da parte di Callimaco dell’espressione Atthis per la catalogazione delle cronache
degli Attidografi. I frammenti inoltre non dimostrano che Istro
avesse organizzato il lavoro precipuamente come una raccolta
e un riassunto del materiale tratto dalle Atthides, né è detto che
nei titoli alternativi dell’opera l’aggettivo ÆAtqiv~ si riferisca in
maniera specifica ed esclusiva agli scritti degli Attidografi 48.
I testimoni delle opere di Ellanico, Androzione, Fanodemo e
Filocoro sembrano mostrare che le espressioni ÆAtqi;~ (suggrafhv)
falsario Amelesagora vd. invece G. Maddoli, «Attikà» prima di Erodoto?,
in «SStor» 7, 1985, p. 103 s.
46
Jacoby, Atthis..., cit., pp. 82-86.
47
Per l’ipotesi filocorea vd. Costa, Filocoro, p. 13 s.; Amelesagora è
stato variamente datato nel V-IV secolo (Pearson, The Local Historians...,
cit., p. 88 s.) o nel III [Jacoby, Atthis..., cit., p. 85; Id., FGrHist IIIb (Suppl.)
323a-334 (Text), p. 599]. Per proposte più recenti vd. nota 45, alla quale si
rimanda anche per la datazione dell’opera di Antigono.
48
Non è sostenibile l’affermazione di Harding, The Story of Athens...,
cit., p. 1, per cui Istro avrebbe composto una «epitome delle Atthides».

65. né che la sua applicazione all’opera di Istro ne indicasse il carattere prettamente attidografico. storiograficamente circoscritta. 49 Sulle varianti dei titoli delle Atthides vd.. Non è dato sapere a quale epoca risalgano tali varianti della definizione dello scritto del Callimacheo.. che all’epoca di Giuseppe Flavio e Clemente Alessandrino ancora si utilizzava per gli Attidografi) 49.. ma si può provare a ipotizzare che siano originali e databili in età ellenistica.~ suggrafhv. pensa che la prima forma denotasse una prospettiva più atenocentrica della seconda. 50 Cfr. che vengono infatti attribuiti a un’opera variamente intitolata ÆAttikav. tw`n ÆAtqivdwn e Sunagwgh. Marasco. nota 44. Atthis. ÆAttikai. Infatti i frammenti superstiti e la traduzione letterale dei titoli alternativi dello scritto del Callimacheo permettono di affermare soltanto che l’opera non era una ÆAtqi. cit.. Se si accetta questa ipotesi. Per le espressioni che in antico designavano gli scrittori di Atthides. 81. ma una sunagwgh. vd. Androtion. dimostrando che proprio in tale epoca l’aggettivo ÆAtqiv~ abbia cominciato ad essere applicato e a circolare accanto alla forma ajttikav. peraltro. cit. Su Amelesagora di Calcedone.~ (suggrafhv) e ÆAttikh. ritiene che ÆAtqi... Jacoby... tw`n ÆAtqivdwn. cioè una storia di Atene. suggrafhv fossero equivalenti. suggrafhv erano affini e che probabilmente qualcuna delle Atthides in origine era intitolata ÆAttikav (forma. ÆAtqivde~.. p. che rileva come «il titolo ÆAtqiv~ poteva essere riferito anche ad opere non . appunto) 50. cit. th`~ ÆAtqivdo~. nota 18. 1.. p.introduzione 19 e ÆAttikh. che viene implicitamente asserita dalle classificazioni moderne. l’opera di Istro potrebbe assurgere a testimonianza dello sperimentalismo linguistico del III secolo alessandrino. e dalle quali derivano i termini moderni “Attidografi” e “Attidografia”. ossia una raccolta di scritti e di “cose” specificamente riguardanti la città di Atene (ajttikav. mentre Harding.. sunagwgaiv. Questo tuttavia non significa che il termine avesse quella connotazione tecnica. Sunagwgh. Tale alternanza di espressioni è attestata anche per i frammenti di Istro.. p.

V. V 10. In ricordo di Silvio Accame. La varietà di titoli utilizzati dal lessicografo potrebbe indicare che essi non erano quelli originali. Ateneo (F10. Costa . Historiographical Relationships. cit.) 323a-334 (Text). l’opera dell’attidografo circolasse ormai solo in forma epitomata. ma delle forme perifrastiche tarde miranti a descrivere la natura dell’opera come collezione delle tradizioni concernenti Atene 52. Arpocrazione trasmissore di Filocoro. però. 263-276. 4. tw`n ÆAtqivdwn). 51 F2a (ÆAtqivde~). 1. VII 7. 3.20 istro il callimacheo Per quanto riguarda lo stato dei frammenti. Jacoby. 156. Che le opere di Androzione. pp. F14 (Sunagwgh. mentre ÆAttikav è attestata da Plutarco (F7). F3 (Sunagwgaiv). 158 s. F16). in Braund Wilkins.).G... Actes du colloque de Strasbourg (16-18 juin 2005). e fors’anche Ellanico e Fanodemo. 6. Athenaeus and His World. Tivoli (Roma) 2009. Athénée et les fragments d’historiens. Harpocration and Athenaeus. V. pp. Per quanto riguarda Filocoro. 5). in D. 4. Arpocrazione (F4) e Fozio (F1.C. F13 (Sunagwghv). così come non trova fondamento sicuro l’ipotesi che dietro molte delle citazioni dei testimoni degli Attidografi debba riconoscersi il nome di Istro 53. Lanzillotta . III 11. 235-248] pensa invece che nel II secolo d. Lenfant (éd. in E. però. IX 6. Costa [La trasmissione dei frammenti di Filocoro attestati da Ateneo. pp. va detto che le varianti del titolo dell’opera di Istro – salvo la forma ÆAttikav – sono attestate unicamente da Arpocrazione. sunagwgaiv). fossero ancora accessibili ai tempi di Arpocrazione è sostenuto da G.. 20. Tradizione e trasmissione degli storici greci frammentari. Zecchini. Paris 2007. FGrHist IIIb (Suppl.).. cit. F15 (Sunagwgh. con particolare riferimento al primo libro della Periegesi definito da Pausania stesso hJ ÆAtqi. La forma Sunagwghv compare una volta in Fozio (F5). IV 28. Istro.~ suggrafhv (II 21. 53 Così già Pearson. Ottone (curr. 7. .. p.. The Local Historians. 137. F12)... 17. l’opera del Callimacheo dovette presto costituire un utile strettamente storiche. 52 Cfr. Non si sa se all’epoca di Arpocrazione le Atthides fossero già andate perdute. Indubbiamente. come trattazioni archeologiche ed antiquarie relative all’Attica». e 622 s. pp. 619 s. il quale è l’autore da cui proviene il maggior numero di frustuli ateniesi del Callimacheo 51. F9 (ÆAttikai. th`~ ÆAtqivdo~). 3. Arpocrazione ha conservato dieci dei trentotto frammenti ateniesi di Istro. Filocoro.

inoltre Jacoby. cit. L’esigenza tutta moderna di recuperare quanto più è possibile della letteratura storica su Atene – e di dare una precisa classificazione a ogni espressione storiografica – non deve però spingere a incasellare nell’attidografia anche l’attività letteraria del Callimacheo. Istro infatti dovette contribuire a quel fenomeno di interesse erudito per la storia locale. visto che si trattava di un’opera riguardante le tradizioni ateniesi. F7 e F14 testimoniano che Istro consultò vari autori nel corso delle sue ricerche. o quella ancora più generica di e[nioi o tine~. anche se la menzione di suggrafei`~. che va invece pensata nel contesto della cultura alessandrina e della sua straordinaria eredità culturale. Schepens.. p. 55 F6. Jacoby.. Storiografia e letteratura antiquaria. e non come loro 54 Sul «marcato aspetto erudito» che la storia locale assunse con l’età ellenistica vd.. parallelamente alla progressiva perdita degli scritti degli Attidografi.introduzione 21 strumento di consultazione. e ciò spiegherebbe il motivo per cui il testo del Callimacheo sia stato ad un certo punto definito ÆAtqivde~. 623. .. Questo fatto. cit. peraltro... p. non testimoniano che il Callimacheo derivasse le sue informazioni esclusivamente o prevalentemente dagli Attidografi 55. va rilevato che questi è generalmente citato a integrazione delle informazioni degli Attidografi. e in particolare ai lessicografi 54. che iniziò in età ellenistica e determinò la forma di trasmissione delle tradizioni ateniesi agli scrittori successivi. FGrHist IIIb (Suppl. I frammenti. non permette di comprendere appieno il suo rapporto con le fonti: cfr... 162.) 323a-334 (Text). dovette portare a individuare nel lavoro di Istro un ricco bacino di informazioni concernenti opere non più accessibili. th`~ ÆAtqivdo~. Sunagwgh. Cfr. all’interno del quale ampio spazio era verosimilmente occupato dal materiale tratto dagli Attidografi. tw`n ÆAtqivdwn e Sunagwgh. 107 s. Pur senza dimenticare la brevità delle citazioni e la loro non completa rappresentatività delle caratteristiche dell’opera di Istro. Atthis. p.

F4. F19. invece. Vd.. bensì a un’attenzione tipicamente alessandrina di ricerca e conservazione del particolare erudito. F21. intese come scritti di quel gruppo di autori che la storiografia moderna definisce Attidografi. Nei Moralia. oltre alla raccolta.. F8. I suoi frammenti. F4. F34. Istro è ricordato a proposito dell’origine del nome della città di 56 Cfr. Plutarco Nel corpus plutarcheo il nome di Istro compare cinque volte. 34. F7. Nelle biografie di Teseo e di Alessandro le citazioni trattano. Arpocrazione usa i verbi dhlovw e uJposhmaivnw. A tale riguardo devono anche ricordarsi le polemiche nei confronti di Timeo (T2). 58 Vd. Alex. 3 (= F7). I frammenti conservati lasciano infatti trasparire non soltanto un lavoro di profonda erudizione. F3.22 istro il callimacheo testimone 56. infatti. del ratto di Etra e del luogo dell’incontro fra il re Macedone e la regina delle Amazzoni 60. 46. alla ricerca e all’aggiunta della notizia meno diffusa o non altrimenti attestata 58. F6. 59 Vd. al confronto e alla critica delle fonti consultate 59. 57 . 1 (= F26). Thes. a proposito delle notizie riferite da Istro. che non sempre corrispondeva all’impostazione originaria delle Atthides e che dovette fare del lavoro di Istro uno strumento più simile alla produzione lessicografica successiva che non a quella attidografica precedente. così come l’atteggiamento di Polemone (T6) che potrebbe essere sinonimo di una presa di posizione contro alcune teorie sostenute da Istro. Bisogna dunque evitare di appiattire il lavoro del Callimacheo sull’impostazione delle opere degli Attidografi facendone un mero epitomatore e un acritico trasmissore di informazioni. dove. 60 Plut. rispettivamente. 4. F9. F1. T3. non sembrano rispondere a un’esigenza programmatica di conservazione delle Atthides. ma anche un metodo volto alla dimostrazione della tesi sostenuta  57.

. in «CR» 40. 5 (= Demon. S. p. in «Philologus» 33. FGrHist 327 F6). 14. Clidemo.. or.. pur non escludendo che in alcuni casi abbia attinto direttamente dalle opere di Filocoro e di Clidemo. pensa che la fonte di Plutarco per la vita di Teseo sia l’Atthis (sic) di Istro. Swain. 17-44. 301d (= T3 = FGrHist 334 F58b). 63 G. Plutarco. 25. FGrHist 323 F17 = BNJ 323 F17).C. la spedizione a Creta e l’uccisione del Minotauro 65. . l’istituzione dei giochi istmici 66. 65 Plut. Costa.. infatti. Per posizioni più prudenti vd.. Gilbert. 46-66. 61 Plut. pp. FGrHist 328 F109). Plutarco. pp.. Thes. dovevano essere quasi certamente inattingibili in forma diretta 63. XLII-XLIX.]. Plutarch’s Theseus and Romulus. A queste testimonianze va aggiunto un frammento delle Epifanie di Apollo. FGrHist 328 F17a = F17a Costa).Manfredini. 1136a (= FGrHist 334 F52). pp. Thes. il quale avrebbe a sua volta seguito principalmente Filocoro integrandolo con le informazioni ricavate da altri autori e soprattutto dagli Attidografi. FGrHist 327 F5). 23. De Istro Callimachio. 19. 62 [Plut. FGrHist 328 F111). 244. 4 (= Philoch. 16. Filocoro e dello pseudoattidografo Bione: il mito di Ecale 64. Demone. 8 (= Clidem. 403e (= T5). 1990. 66 Plut. 17. inoltre Wellmann. p. che ritiene che Plutarco per la vita di Teseo abbia utilizzato l’opera di Istro molto più di quanto la citi. 17. che riguarda la statua del dio a Delo ed è tràdito dal De musica pseudoplutarcheo 62. 3 (= Demon. Vite di Teseo e Romolo. 7 (= Hellan. La menzione degli Attika nella Vita di Teseo ha indotto parte della critica a ipotizzare che Plutarco abbia attinto da Istro le molte citazioni degli Attidografi che caratterizzano questa biografia e che nel I secolo d.introduzione 23 Alalcomene e per il suo contributo alla raccolta di profezie e oracoli 61. 19. Aet. Filocoro. 175 s. 3 (= Hellan. 6 (= Philoch. 64 Plut.. 1874. FGrHist 4 F164 = 323a F14 = F174 Ambaglio). 19. 3 (= Philoch... Thes.. Die Quellen des plutarchischen Theseus. FGrHist 4 F165 = 323a F15 = F175 Ambaglio). tratta i seguenti argomenti dell’epopea di Teseo passando in rassegna le testimonianze di Ellanico. De Pyth. De mus.. Ampolo . Grae. FGrHist 328 F17a = F17a Costa). 1 (= Philoch. Vd.

non si sa se i frammenti del Callimacheo pertinenti a Teseo appartenessero a contesti riguardanti la trattazione della saga dell’eroe con raccolta e discussione delle varianti attidografiche. 27. FGrHist 4 F166 = 323a F16 = F176 Ambaglio). 69 Plut. Come già si è detto. 26. 70 Plut. tou`to me.. FGrHist 328 F110. Plutarco. il rapimento di Elena 69 e la riconsacrazione dei Theseia a Eracle  70. che vengono però spesso chiosate con giudizi negativi sulla loro non verosimiglianza o aberrazione 71. e lo stesso frammento su Etra potrebbe derivare dal commento a un verso dell’Iliade di 67 Plut. Hellan.. Vite di Teseo e Romolo. Thes. FGrHist 328 F18a = F18a Costa). dove il lovgo~ di Istro su Etra è considerato particolare (i[dio~) e del tutto diverso (parhllagmevno~ o{lw~). FGrHist 332 F2). . 71 Vd. Thes.. p. 31. 2 (= Bion. 35. In questo caso il riferimento preciso al numero di libro degli Attika e al contenuto del passo sembrerebbe dimostrare che Plutarco attingesse direttamente all’opera di Istro. Ampolo Manfredini. oltre che privo di alcuna logica (ajlla. ma non vi è alcuna prova che questi fosse la sua fonte intermedia per risalire alle tradizioni degli Attidografi.. FGrHist 323 F18 = BNJ 323 F18).... Thes. dei quali dettaglia i contributi sull’argomento e le eventuali discordanze o peculiarità. Plutarco mostra di essere particolarmente interessato alle versioni razionalistiche degli Attidografi. Cfr. ma questa citazione è coerente con il gusto erudito plutarcheo per le tradizioni alternative. Istro è ricordato soltanto una volta in relazione al rapimento di Etra. 3 e 27. FGrHist 328 F112). Thes..n ajlogivan). XLIII s. FGrHist 4 F167a = 323a F17a = F178a Ambaglio). 29. 2 (= Hellan.. 3 (= F7). FGrHist 4 F168a = 323a F18 = F179a Ambaglio). Plut. 3 (= Philoch. 27. 26. 5 (= Clidem. 4 (= Philoch.. 68 Plut. Thes. tanto che la vita di Teseo è un documento d’eccezione per la raccolta dei frammenti di questi autori..24 istro il callimacheo la guerra contro le Amazzoni 67.n e[cei pollh.. il primo accordo per il recupero dei cadaveri 68. 34. 1 (= Hellan. 1 (= Philoch.

31 s. Ampolo .introduzione 25 Omero 72. XLVI-XLIX. FGrHist IIIb (Suppl. Vite di Teseo e Romolo.. 403e (= T5). Sulla cronologia di Demone. piuttosto incerta ma comunque vicina a quella di Filocoro. 29. p. F7. come testimonia Ateneo che ne ricorda il catalogo delle donne di Teseo 75. tuttavia la cura e l’estensione con le quali Plutarco riporta le tradizioni attidografiche induce a pensare che lo scrittore di Cheronea si avvalesse anche di altre opere d’erudizione antiquaria e che avesse letto direttamente almeno Filocoro. 72 Vd. Grae. 626.) 323a-334 (Text). vd. Costa. su cui cfr. e{teroi). e come potrebbe dimostrare l’eventuale consultazione del Callimacheo per le avventure sentimentali di Teseo  74. Napoli 2007. The Local Historians. e fors’anche Demone 73.Manfredini. pp. 175 s. Plutarco.. Per un ridimensionamento dell’uso di Istro da parte di Plutarco vd. p. Deipn. A..). 7-9. mevntoi lovgoi peri. 1-2. inoltre Pearson.. Filocoro. Plutarco.. p. pp. cit. L’opera di Istro dovette probabilmente rappresentare per il lavoro di Plutarco uno strumento prezioso di raccolta di materiale erudito di provenienza eterogenea e non soltanto attidografica. p. or. 75 Ath. et Rom. 301d (= T3 = FGrHist 334 F58b). Harding. 74 Vd. gavmwn Qhsevw~ kai. i quali dovettero trovare spazio anche negli Attika del Callimacheo. Jacoby. In questo caso Plutarco non cita Istro.. 201 s.. Carrano (cur. Comp. Questioni greche. FGrHist IIIb (Suppl. XIII 556e-557b (= F10). che saranno stati sicuramente un bacino d’informazioni privilegiato per gli Attika del Callimacheo. Aet. che è l’attidografo maggiormente citato nella vita di Teseo.. cfr. 73 . Thes. 6. cit. ma segnala la circolazione di vari racconti sui matrimoni dell’eroe (eijsi. Plut.. Thes.. 137. Jacoby. 1. De Pyth. p.. Cfr.) 323a-334 (Text). come dimostrano i passi delle Questioni greche e degli Oracoli della Pizia riguardanti il significato del nome della polis di Alalcomene e lo studio degli oracoli. Androtion. Questo non significa escludere che Plutarco trovasse nell’opera di Istro riferimenti agli Attidografi.

FHG III. 14 (= Neanth. 161 s. 76 Plut. 23 (= Aristox. FHG III. e oltre a Istro cita numerose fonti databili tra il IV e il II secolo: Aristosseno di Taranto (Vita Soph. 16 (= Lobo Arg. Neante di Cizico (Vita Soph. 8). Satiro di Callatis (Vita Soph. FGrHist 84 F18. p. 13. Caristio di Pergamo (Vita Soph. 115 Wehrli2). FHG IV. F33-38. p. 23). Studies in the Manuscript Tradition of the Tragedies of Sophocles. 34 s. Alex. invece. fr. FHG III. F34. 13 (= Satyr. Il testo conserva notizie sulla vita e sulla carriera del poeta. 1). 78 Vita Soph. Sulla tradizione manoscritta della Vita vd. 385 Slater). 5. fr. 12). Sulla discussa comparsa del nome di Stratone nella Vita Sophoclis vd. 519 Lloyd-Jones . Aristofane di Bisanzio (Vita Soph. p. 6). A. 24 s. 77 . fr. Turyn.. inoltre. 6). 31 Wehrli2). una biografia anonima tramandata da alcuni manoscritti sofoclei 77. 359 fr. 1. 14). 6). fr. perché esso è citato en passant insieme ad altri storici senza alcuna indicazione dell’opera di provenienza 76. Ieronimo di Rodi (Vita Soph. 18). 6 (= Satyr. poteva originariamente appartenere a una trattazione del mito delle Amazzoni o delle vicende di Alessandro Magno. Lobone di Argo (Vita Soph. 18) 78. 46. Stratone di Lampsaco (Vita Soph. fr. 161 s. Urbana 1952. 79 Wehrli2).26 istro il callimacheo Molto poco. Satyr. pp.. 16). 12 (= Hieron. Il frammento. La Vita Sophoclis Sei frammenti di Istro provengono dalla cosiddetta Vita Sophoclis. fr. 161 s. Rhod. 14). si può dire sul nome di Istro nella Vita di Alessandro. p. 8 (= Caryst. 1 (= F26). fr. 1 (= Aristox. o riguardare anche solo un’allusione al luogo del loro incontro. Byz. fr.Parsons). confermando ad ogni modo il carattere d’erudizione bibliotecaria delle ricerche di Istro. 6. 18 (= Aristoph. In questo caso è impossibile dire se Plutarco avesse letto direttamente il testo del Callimacheo e se questi gli avesse trasmesso il riferimento agli altri autori.

34-64. 82 Vd. in «REG» 109. oltre alla composizione di un’opera intitolata Peri. Fru`ni~ (= FGrHist 334 F56).). ma non è necessario identificarlo con l’Istro di Callatis autore di un libro sulla tragedia 81. Villari [Une hypothèse sur les sources d’Athénée (Deipn. 257-261]. 127 nota b. pp. Id. 22-24. melopoiw`n.v. Istros 9. Leipzig 1901. La recensione moscopulea della Vita Sophoclis. Momigliano. J. 89. pp. 80.. in LGGA (2008). Leo. e il I secolo d. pp. nota 6. 74. FGrHist IIIb (Suppl. Jacoby s. I 20 e-f) et de la Vita Sophoclis (§§ 3-5): Aristoxène. melopoiw`n) attestata da Suda [F 761] s. Coloniae 1845. 81 Su Istro di Callatis vd.. p. Ister 1. Sofocle. M.introduzione 27 La Vita è generalmente considerata l’epitome di una biografia più estesa. Ritter (ed. Notes critiques et exégétiques sur la Vita Sophoclis: Sophokles homerikotatos. La frequentazione della scuola di Callimaco e la provenienza di alcuni frammenti dagli scoli all’Edipo a Colono di Sofocle. Didymi Chalcenteri Opuscula. F. 1988. A. F. Regali s. 1969. 1 (1927). Vd. sebbene siano stati proposti i nomi di Satiro e di Didimo. non escludono infatti che gli interessi del Callimacheo si estendessero anche alla storia della letteratura e che fra questi trovasse spazio una biografia di Sofocle confluita tra le fonti dell’anonimo redattore della Vita Sophoclis 82. in «BAB» 55. Torino 1974. La mort tragique de Sophocle. 647. p. Die griechisch-römische Biographie nach ihrer literarischen Form. al quale si rimanda anche per l’opera di Istro sui poeti lirici (Peri. in «Ktèma» 26. p. . in «Koinonia» 12. 699 e 704. p. Labarbe.C. in RE III.C. 169. A. von Blumenthal s.. col.A.C. musicien et biographe. la quale non accetta l’ipotesi di una versione abbreviata della Vita Sophoclis e ne propone una datazione tra la fine del II secolo a. pensa invece a Didimo. non vi sono elementi solidi per identificarne l’autore. 267. cit. pensa che la Vita sia la redazione bizantina di una biografia sofoclea scritta probabilmente da Satiro. 2279 s. p. Ugolini. tra gli altri. Lenz . 79 Vd. 1040. Lessing.) 323a-334 (Text). 1996.v. pp. 80 A. Lo sviluppo della biografia greca. Colonna.Siebelis.v. redatta forse in età tardo-ellenistica 79. p. Istro è l’autore più volte citato dall’anonimo biografo. invece E.. 2001. col.v. Sophokles 1. anche se è di qualche significato il fatto che in essa non siano menzionate fonti posteriori al II secolo a.

.

Qeoivnion 4 Antico nome delle Panatenee Harpocration s. Panaqhvnaia Libro III Libro XII 5 Origine dell’epiteto Homoloios Photius [O 333] s. lampav~. lampavdo~ 3 Attestazione dell’epiclesi di Dioniso Theoinos Harpocration s. trapezofovro~ Libro XIV 10 Catalogo delle donne di Teseo Athenaeus.~ hJ ÆAnaivdeia .v.v. Av.v. Theseus 34 8* Criteri di selezione degli oschophoroi Harpocration s. s. qeo.v.v.v.v. b) Epitome Harp. 1695a Holwerda Libro XIII 7 Rapimento di Etra Plutarchus.I FRAMMENTI DI ISTRO SU ATENE L’asterisco indica i frammenti dei quali è noto il numero di libro ma non il titolo dell’opera di provenienza Attika Libro I 1 Origini della terra titanide Photius [T 591] s. ïOmolwvi>o~ Zeuv~ 6* Caratteristiche della Clessidra di Atene Schol. Deipnosophistae XIII 556e-557b 11* Tempio di Anaideia ad Atene Photius [Q 108] s.v. ojscofovroi 9 Mansioni della trapezophoros Harpocration s.v. vetTr in Aristoph. Titanivda gh`n 2 L’uso di fiaccole per celebrare Efesto a) Harpocration s.

v. proagoreuvein ejpi. tw`/ mnhvmati 15 Origine del nome del genos dei Koironidai Harpocration s.v. Deipnosophistae III 74e 13 Significato del nome del mese Antesterione Harpocration s. in Lycophornis Alexandram 1328 . Tauropovlon 19 Culto di Artemide ad Agrai Schol. ejpenegkei`n dovru ejpi. in Sophoclis Oedipum Coloneum 1059 Libro III 18 Origine dell’epiteto Tauropolos Photius [T 571] s.v. Paianiei`~ kai. th`/ ejkfora`/ kai.v. in Sophoclis Oedipum Coloneum 1053 b) Schol. Paionivdai 22 Identità dell’Eumolpo che per primo insegna i misteri eleusini a) Schol. in Euripidis Hippolytum 73 Libro IV 20* Euonyme madre delle Eumenidi Schol. ÆAnqesthriwvn 14 Usanza relativa alla persecuzione degli assassini Harpocration s. peristivarco~ Atakta Libro I 17 Itinerario dell’Attica da Kolonos al Monte Egaleo Schol.v.30 istro il callimacheo Senza numero di libro 12 Divieto di esportazione dei fichi secchi dall’Attica Athenaeus. Koirwnivdai 16 Mansioni dei peristiarchoi Photius [P 422] s.v. in Sophoclis Oedipum Coloneum 42 Senza numero di libro 21 I Paianieis sono diversi dai Paionidai Harpocration s.

Alexander 46 27 Processione delle Arrefore in onore di Erse Schol.introduzione Attikai lexeis 23 Nomi delle età della pecora Pausanias Atticista [A 89] s. in Pindari Nemeonicas V 89b 32 Eubulo proponente del decreto di esilio e di richiamo di Senofonte Diogenes Laertius II 59 33 Professione del padre di Sofocle Vita Sophoclis 1 34 Origine fliasia di Sofocle Vita Sophoclis 1 35 Incoronazione di Sofocle bambino per la lotta e la musica Vita Sophoclis 3 36 Innovazioni apportate da Sofocle alla tragedia Vita Sophoclis 6 31 . in Sophoclis Oedipum Coloneum 681 30 Numero degli olivi sacri dell’Accademia Schol.v. in Aristophanis Lysistratam 641 Hangard 28 Il chalkous odos a Kolonos Schol. in Sophoclis Oedipum Coloneum 57 29 Il mirto e la smilace ghirlanda di Demetra Schol. vet. tritomhniv~ 25 Altari di Aidos e di Apheleia ad Atene Photius [A 539] s.v. in Sophoclis Oedipum Coloneum 701 31 Teseo apprese la lotta da Atena Schol.v. ajmnovn Frammenti riguardanti Atene 24 Origine dell’epiteto Tritogeneia Harpocration s. Aijdou`~ bwmov~ 26 Luogo di incontro fra l’Amazzone e Alessandro Plutarchus.

32 istro il callimacheo 37 Circostanza della morte di Sofocle Vita Sophoclis 14 38 Sacrifici annuali in onore di Sofocle Vita Sophoclis 17 .

TESTIMONIANZE .

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schiavo e allievo di Callimaco.v. e[graye de.testimonianze 3 35 T 1 [T1 FGrHist. ijatro`u Daub («RhM» 35. ÒIstrou. Kurhnai`o~ h] Makedwvn. ÿ ÒIstrou Jacoby. ÓErmippo~ de. suggrafeuv~. Ermippo. nel secondo libro de Gli schiavi che si distinsero nella cultura dice che era originario di Pafo. p. aujtovn fhsi Pavfion ejn tw`/ bV tw`n diapreyavntwn ejn paideiva/ douvlwn. 68). Per questa testimonianza vd. Scrisse molto sia in prosa che in poesia. poihtikw`~. però. Kallimavcou dou`lo~ kai. 2. p. biblivw/ I Istro figlio di Menandro figlio di Istro. kai. FHG I. Menavndrou. 4 bV GVM : bivw/ A. ÒIstro~. h] ÒIstrou Siebelis. l’Introduzione. Cireneo o Macedone. gnwvrimo~. 418] – Suda [I 706] s. katalogavdhn kai. 3-4 ÓErmippo~ ~ douvlwn : FGrHist 1061 T3 2  ÒIstrou  : iJstorikou` Küster. p. polla. ‹* * ÒIstro~Ì ÒIstrou ô Jacoby in app. scrittore. 1880. .

.ejlevgkei dÆ aujto. e anche se nel terzo libro delle Storie l’Epitimeo affermò che la città di Corinto era così prospera da aver acquistato seicentoquarantamila schiavi (. .n Korinqivwn povlin wJ~ kthvsasqai douvlwn muriavda~ e}x kai.n oJ ÆEpitivmaio~ (ou{tw~ dÆ aujto. aujto.~ eijpw..).36 3 6 9 istro il callimacheo T 2 [T2 FGrHist] – Athenaeus. di prossima pubblicazione.~ pleivou~ ejkevkthto douvlou~ tw`n cilivwn· kajn thæ` trivthæ de. tw`n iJstoriw`n oJ ÆEpitivmaio~ e[fh ou{tw~ eujdaimonh`sai th. C Timeo di Tauromenio.n ga. th`~ dwdekavth~ tw`n iJstoriw`n .r o{ti Mnavswn oJ Fwkeu. sebbene proprio lui. disse che i Greci non avevano l’abitudine di possedere schiavi.r om. avesse scritto che Mnasone di Focea possedeva più di mille schiavi.). 2 Tivmaio~ dÆ oJ Tauromenivth~ : FGrHist 566 F11b 3-4 Poluvbio~ ~ iJstoriw`n : XII 7 6 ÒIstro~ ~ ajntigrafai`~ : FGrHist 334 F59 8 kajn ~ ÆEpitivmaio~ : FGrHist 566 F5 6 Kallimavceio~ : Kallimavcio~ A 7 ga. tessaravkonta (.n kalei` ÒIstro~ oJ Kallimavceio~ ejn tai`~ pro. dimentico di se stesso – di ciò lo rimprovera Polibio di Megalopoli nel dodicesimo libro delle Storie –.n ajntigrafai`~) eijpw. Deipnosophistae VI 272a-b: Tivmaio~ dÆ oJ Tauromenivth~ ejklaqovmeno~ auJtou` .n eij~ tou`to Poluvbio~ oJ Megalopolivth~ dia.oujk ei\nai e[fh suvnhqe~ toi`~ ÓEllhsi douvlou~ kta`sqai.~ aujto. l’Epitimeo (così lo chiama Istro il Callimacheo nelle repliche contro di lui)... Sull’epiteto adottato da Istro per riferirsi a Timeo e sulle repliche ch’egli avrebbe scritto contro il Tauromenita si rimanda al secondo volume della nostra edizione.

 : ÆAlalkomevnion Babbitt. tou`tÆ ejkei`no~ w{sper mhtropovlew~ ajnafevrwn tou[noma th. l’Introduzione.~ gavmon kai. concepì Odisseo.testimonianze 3 6 9 37 T 3 [T3 FGrHist] – Plutarchus. La testimonianza interessa per l’epiteto ÆAlexandreuv~. generò Odisseo presso il tempio di Alalcomene in Beozia. pleiovnwn dÆ ejsti. : del. proshgoreuvqhÉ dia. su cui vd. to. . Ma Istro di Alessandria nei Commentari ha aggiunto che. ÒIstro~ dÆ oJ ÆAlexandreu. to.n ÆAntivkleian uJpo. anche in questo caso si rimanda al secondo volume dei frammenti di Istro. povlew~ E ajnafevrwn aAdnE xz : ajnafevron dv 9 fhsi. prosagoreuvesqai. violentata da Sisifo quando era ancora vergine. come se riferisse il nome della città madre. Per quanto riguarda invece gli Hypomnemata. kai. ajnagomevnh.n ÆOdusseva sullabei`n· uJpo. codd. Aetia Graeca 301d: povqen hJ tw`n ÆIqakhsivwn povli~ ÆAlalkomenai. dopo essere stata data in sposa a Laerte e mentre veniva condotta da lui. 4. : prosagoreuvseie Hutten. e questo lo hanno raccontato in molti. Boulogne 8 mhtropovlew~ Stephanus : mhsopovlew~ aAdn nvxz. Hutten prosagoreuvesqai codd. 5 ÒIstro~ ~ ejn ïUpomnhvmasi : FGrHist 334 F58b 7 ÆAlalkomevneion codd. th. peri.n ÆOdusseva tevkoi. afferma che così fu chiamata la città di Itaca. ÆAlalkomevneion ejn thæ` Boiwtiva/ to. p. o{ti tw`/ Laevrthæ doqei`sa pro. e per questo motivo. proshgovreuse ô Wyttenbach Da cosa la città degli Itacesi prese il nome di Alalcomene? Dal fatto che Anticlea. dia.~ ejn ïUpomnhvmasi prosistovrhken. Sisuvfou biasqei`san ejn thæ` parqeniva/ to.n ejn ÆIqavkhæ povlin ou{tw fhsi.n eijrhmevnon.

G ÒIstro~ om. . Lh 3 toi`~ om. che Istro ricorda nel dodicesimo libro. l’Introduzione. V 2-3 ejn thæ` ibV om. ta. para. toi`~ suggrafeu`sin ajnalegovmeno~. 22.38 3 istro il callimacheo T  4 [T4 FGrHist] – Schol. om. vetTr in Aristophanis Aves 1695a Holwerda: krhvnh ejn ajkropovlei hJ Kleyuvdra. La testimonianza è interessante per il riferimento indiretto al metodo di lavoro del Callimacheo: vd. raccogliendo quanto tramandato dagli scrittori. thæ` ajkropovlei Lh hJ Kleyuvdra RVEG2. R La Clessidra è una fonte sull’Acropoli. p. h|~ ÒIstro~ ejn thæ` ibV mevmnhtai. 2-3 ÒIstro~ ejn thæ` ibV : F6 2 krhvnh ~ Kleyuvdra : para.

sebbene Erodoto. to.testimonianze 3 6 9 39 T  5 [T5 FGrHist] – Plutarchus. nomivzousi kata. volendo poi darne una dimostrazione. a[neu mevtrou crhsmou. Qeovpompo~. to. oujdeno. De Pythiae oraculis 403e: murivou~ toivnun kai.. Jacoby in app.n Puqivan qespivzein· ei\ta tou`to boulovmeno~ ajpodei`xai. ÒIstrou.~ peri. Filocoro e Istro. tw`n mavlista ta. non ha trovato che pochi oracoli.n tovte crovnon e[mmetra th. 2 Filocovrou : FGrHist 328 T6 = T6 Costa 4 Qeovpompo~ : FGrHist 115 F336 2 murivou~ Paton : ajlurivou codd. che si è dedicato non meno degli altri allo studio degli oracoli. Filocovrou kai. Teopompo. wJ~ tw`n a[llwn kai. p.~ ‹ajnaÌgegrafovtwn. ijscurw`~ ejpitetivmhke toi`~ mh. crhsthvrion. Per questa testimonianza vd. pantavpasin ojlivgwn crhsmw`n hujpovrhken. ÆAlupivou Reiske. Wilamowitz 4 ‹ Ì Inoltre.~ ejmmevtrou~ manteiva~ filotimhqevntwn sunagagei`n. l’Introduzione. abbiano trascritto innumerevoli responsi in prosa. ha biasimato molto coloro che non credono che a quel tempo la Pizia vaticinasse in versi. perché il resto anche allora era già divulgato in prosa.~ h|tton ajnqrwvpwn ejspoudakw. tovte h[dh katalogavdhn ejkferomevnwn. 1 nota 1. che hanno amato moltissimo raccogliere gli oracoli in versi. ïHrodovtou kai. .

tw`n fasianikw`n ojrnivqwn e[cwn levgein. così come il periegeta Polemone voleva gettare Istro. w{sper oiJ purevssonte~ periferomevnou~ ei\don. wJ~ Polevmwn oJ perihghth. se. de. ta. lo scrittore allievo di Callimaco. au[rion ajpodw`~/ ta.40 3 6 istro il callimacheo T  6 [T6 FGrHist] – Athenaeus. p.~ sunqhvka~ a]n mh. dia. kata. to.n Fa`sin oijkhvsonta ajpopevmyw. ajlla. 54 5 gravyomai : gravfomai A 6 ÒIstron : iJstorw`n A Ciò è quanto ho da dirti sui fagiani. 131 fr.n Kallimavceion suggrafeva eij~ to. nel fiume omonimo. LIV Preller = FHG III.~ ÒIstron to. come chi è febbricitante. su. oujk ejxapathvsew~ dhmosiva/ se gravyomai. 6 Polevmwn oJ perihghthv~ : fr. 5 nota 13. ma ti manderò ad abitare nel Fasi. wJmologhmevna. che io a causa tua. Sul rapporto fra Polemone e Istro e sul significato di questa testimonianza si rimanda all’Introduzione. ou}~ ejgw. ho visto portare in giro. . non ti citerò pubblicamente per frode.n oJmwvnumon katepovntou potamovn. Deipnosophistae IX 387e-f: tosau`tav soi peri. Ma se tu domani non restituirai quello che è stato stabilito secondo i patti. p.

FRAMMENTI .

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v. M. [T 686]) 1-2 Titanivda ~ pa`san : Titanivda paroikei`~: ejpi.v. Titanivda gh`n· oiJ me. secondo altri l’Attica. Titavkou Wilamowitz 3 ajrcaiotevrou : to. ajrcai`on vel ajrcaiovteron vel »ajrc. wJ~ Nivkandro~ ejn aV Aijtwlikw`n: ejnomivzonto de. Apostol. tw`n katascovntwn Hesych. ÆAttikhvn : ÆAttikh. Istro invece nel primo libro degli Attika * * invocare i Titani: infatti quando udivano le invocazioni degli uomini accorrevano in loro aiuto. Titanivda paroikei`~) 4 Filovcoro~ ejn Tetrapovlei : FGrHist 328 F74 6 Nivkandro~ ejn aV Aijtwlikw`n : FGrHist 271-272 F4 1 Titanivda : Tithnivda Suda (AecFVac. 1-2 FHG] – Photius [T 591] s..¼ «ut huic irrepserit Titavnwn ajrcaiovteroi articulus explicatione carens ex Aristoph. cfr. tw`n Priapwdw`n qew`n ei\nai. 2 pa`san : pa`san gh`n Apostol.v. Av.f 1 3 6 43 F 1 [F1 FGrHist. Cfr. Maraqw`na: o}~ movno~ oujk ejstravteusen ejpi. Titani. Da Titenios. come scrive Filocoro nella Tetrapolis. come scrive Nicandro nel primo libro degli Aitolika. Tithnivou Suda. uno tra i Titani più antichi.n th. : Titinivou Phot. wJ~ Filovcoro~ ejn Tetrapovlei.~ qeouv~. XVI 69 (s.v. s. : para. Suda (FV) Maraqw`na : Maraqw`ra Suda (A) 3-7 o}~ ~ ei\nai om. th.n fasivn Apostol. tw`n filoqevwn Apostol. 469» Dobree peri. Dalla voce di Fozio non è possibile dedurre il contenuto della testimonianza di Istro e stabilire se dal Callimacheo provenga anche il riferimento a Filocoro. Tithnivou eJno. Titanivda gh`n ([T 686] s.~ gh`.n pa`san: oiJ de. Suda (F) 5 ÒIstro~ dÆ ejn : kai. Titavnou (Titanivou V) Et. che abitava a Maratona: lui solo non portò guerra agli dei. ÒIstro~ dÆ ejn aV ÆAttikw`n * * Tita`na~ boa`/n: ejbohvqoun ga. Terra Titanide: secondo alcuni l’intera terra. si riteneva che facessero parte delle divinità Priapodi. tou. Titanivda gh`n. aV : prwvthæ Apostol. Apostol. così come poco chiaro .n ÆAttikhvn: ajpo.r toi`~ ajnqrwvpoi~ ejpakouvonte~. * * Jacoby boa`n/  : boa`n Suda 5-7 Tita`na~ ~ ei\nai om. ÒIstro~ ejn Apostol.~ tw`n Titavnwn ajrcaiotevrou oijkhvsanto~ peri.v. Tithnivda gh`n) et Apostol.v. [T 974] s. Suda [T 677] s.

Titani. Tita`na~ kalei`n).n ÆAswpou` fasi). 6. Tipagivdai tivne~ eijsi. Non è dimostrabile che negli Aitolika Nicandro identificasse la Titani. Sull’identificazione con l’Eubea vd. Verg. Fozio ([T 591] s.) 323a-334 (Text). Le fonti confermano l’identificazione della cosiddetta Titani. [T 972] s. Arpocrazione (s. [T 591] s. Hesych. in quanto figlia di Briareo 2.v. XVI 58 (s. Kommentar zu Nr. Stefano di Bisanzio (s. 147-153. in «Neue Jahrbücher für das Klassische Altertum. M.. I. Geschichte und Deutsche Literatur» 90. 5.v. mentre Esichio afferma che il termine Titaniv~ avrebbe designato anche l’Eubea. Titakivdai e Qurgwnivdai). Apostol. e[nioi de. 240 s. th. X 565-568). 308). Anziché un nome proprio. p..].v. 1929. kai. Prom. mentre l’Etymologicum Magnum (s.. M. Titagivdai kai. Titanivda gh`n. Titakivdai) scrivono che Titakidai era il nome di un demo della tribù Aiantis (Antiochis in Stefano). Erodoto (IX 73. Macar. contra Jacoby. p. I 1.v. Tita`na~ kalei`n). Il demo di Titakidai è anche attestato nella tribù Ptolemais: 1 .v. Et. Jacoby. Phot. U. Pohlenz.v. Titenios potrebbe Su questo modo di dire vd.n Eu[boian. VIII 38 (s. 2 Hesych. L’epiteto Titanivde~. invece. p. Tita`na~ boa`n). 874. p.v.. di norma designa le sorelle dei Titani: Aeschyl.v. FGrHist IIIb (Suppl. Chrys. I 402-405..v. Kronos und die Titanen. figli di Urano e di Gea. 3 Per questa identificazione vd. 2) menziona un Titakos autoctono di Afidna che avrebbe consegnato a tradimento il luogo ai Tindaridi in cerca di Elena. parovson Briavrew»~¼ qugavthr h\n. Anecdota. s. 581 n. 355. Eum. Titakivdai) sostiene che non si trattava di un demo bensì di una fratria e di un genos di oscura fama deriso dai comici.. perché nessuna fonte ricorda un personaggio con questo nome: né il confronto con Titakov~ di Afidna appare perspicuo. 3. p. F3 Bernabé. Kronos und die Titanen. 617-634).vv. FGrHist IIIa. [T 974] s. Il. Theog.44 istro il callimacheo rimane il collegamento con l’espressione Titavna~ boa`n  1.~ gh`.~ gh` con l’Attica. Altrettanto incerta è l’identificazione di Tithvnio~. [Apollod.v. anche Diogenian. s. Qurgwnivdai. in «SPAW» 1-5. forse derivante dal Titakos erodoteo. cfr. Acus. dato che la connessione etimologica fra questo nome e i Titani è indimostrabile 3. 49 s.~ gh` con l’Etolia: vd. Briareo è uno degli Ecatonchiri. mentre secondo un’altra versione dalla parte dei Titani si sarebbe schierato il solo Briareo (Titanom. FGrHist 2 F7. Titakivdai). Insieme ai fratelli Cotto e Gie (o Gige). Titakivdai) e la Suda ([T 675] s. Glossae rhet. Bibl. Aen.v. cfr. Hes.v. Titanivda (th. 1916. VIII 47 (s. che avevano combattuto con Zeus contro i Titani (Hom. von Wilamowitz-Moellendorff. Qardai?wn (Bekker. 262-296.

v. Steph. 426. 24 n. in DNP 12/1 (2002). p. H. 355. e ricorda che nei miti riguardanti Priapo gli Egizi attribuiscono ai Titani l’uccisione di Osiride e la dispersione del suo organo genitale nel fiume. pp. 329. 4 Jacoby. vd. The Creation of the Tribe Ptolemais at Athens. 241. 580 s. col. Titakidai e K. C. H. Titanes. ma oscure restano l’identificazione degli dei contro i quali egli si sarebbe astenuto dal combattere e l’assimilazione dei Titani ai Priapodi 5. pp. Diodoro (IV 6.) ritiene che l’inserzione dei Titani tra i Priapwvdei~ qeoiv appartenga al frammento di Nicandro. l.. in RE VI A. W. Parker. 42. contra Jacoby.~ gh` 4. Per l’identificazione di Titenios con ïUtthvnio~. Traill. Kommentar zu Nr. col. Lambert. Tetravpoli~). The Phratries of Attica. 5 Ibid. Wrede s. Johnson. Il termine Priapwvdh~ allude a una persona lasciva (letteralmente “come Priapo”): vd. The Sacrificial Calendar of the Marathonian Tetrapolis: A Revised Text. in «Hesperia» 60.. Pritchett.v. 432. vd. p.. L’aggettivo ajrcaiovtero~ si correla con o}~ movno~ e determina la posizione di Titenios fra i Titani. 30. 3) scrive che in certi miti il nome Priapo è utilizzato per alludere all’organo genitale maschile. 30). p. A2. in RE V A.C. 622 s. Ziegler s.W. in «AJPh» 34. Herter. 200. De dis Atticis Priapi similibus. . The Tribe Ptolemais. The Heroes of Attica. cit. nota 3). FGrHist IIIa.v. 354.1 (1934). 88. 245 s. 2 (1937). 262-296. Kearns.) 323a-334 (Text). p. W. in «ZPE» 130. LSJ9 s. Hedrick Jr. Lohmann s.f 1 45 semplicemente essere un epiteto qualificante l’eroe eponimo della Titani. in «AJPh» 63. 95 n. A Political and Social Study. 78. Bonn 1926. p. p. 325. 1942. 200. col. The Political Organization of Attica.. Per l’identificazione degli dei contro i quali Titenios e i Tindaridi avevano combattuto vd. p. Per le divinità assimilate a Priapo vd. Pohlenz (Kronos und die Titanen. Wüst s. The Demes of Attica 508/7 .v. 1495.D. Titakidai. Byz. Titakos. E. Phratry Shrines of Attica and Athens. Wrede s. il cui antico nome era ïUtthniva (vd. 250 B. 122 nr. Athenian Religion. p. e la non belligeranza di Titenios contro gli dei potrebbe essere all’origine di questo modo di dire. Il paremiografo bizantino Michele Apostolio (XVI 69) riferisce il detto Titanivda paroikei`~ ai filovqeoi. 2000.v. p. 391 n. T15.v. menzionato nella prima metà del IV secolo nel calendario sacro della Tetrapoli (S. 1991. The Heroes of Attica.C. s. K. A. Tetrapolis 1. Kearns. la cui proposta porta implicitamente a riconoscere in Titenios il Titakos erodoteo (vd. FGrHist IIIb (Suppl.2 (1937). 1087. in RE VI A. D. Whitehead. col. Princeton 1986. 83. 1484.v. 1913. Lambert.ca. 1. per il confronto con altre fonti sul carattere itifallico dei Titani. pp.

~ a[llou~. 117 fr. Gli Ateniesi celebrano tre feste della fiaccola.n creivan tou` puro. mentre celebrano il sacrificio cantano inni in onore di Efesto. le Efestie e le Prometee. katanohvsanta Bekker 9 a[llou~ : ajnqrwvpou~ Wilamowitz Lampas (“fiaccola”): Lisia nel Contro Eufemo.~ lampavdo~.n wJ~ ejn thæ` tw`n ÆApatourivwn eJorthæ` ÆAqhnaivwn ÿ oiJ kallivsta~ stola. 4 FHG] – Epitome Harpocrationis s.n ÓHfaiston quvonte~. lampav~· Lusiva~ ejn tw`/ KatÆ Eujfhvmou. Istro invece nel primo libro delle Atthides * * * avendo descritto come durante la festa delle Apaturie fra gli Ateniesi † coloro che indossano gli abiti più belli. tw`n ejn toi`~ propulaivoi~ pinavkwn. 1-2 Lusiva~ ejn tw`/ KatÆ Eujfhvmou : fr. oiJ ‹e[fhboiÌ vel ‹iJerei`~Ì Meier.~ didavxai tou. uJpovmnhma tou` ÿ katanohvsanto~ th. eijpw. ïHfaistivoi~ kai. oiJ ‹fratevre~Ì Wilamowitz labovnte~ : lambavnonte~ BCG 8 quvonte~ codd. Panaqhnaivoi~ kai. 3 F 2b [F2b FGrHist. 3 FHG] – Harpocration s. Promhqivoi~. a ricordo † di colui che scoprì e insegnò agli altri l’uso del fuoco. come dice Polemone nell’opera Sui dipinti dei Propilei. Jacoby in app.v. ïHfaistivoi~ kai. th`~ eJstiva~. lampavdo~· trei`~ a[gousin ÆAqhnai`oi eJorta. Panaqhnaivoi~ kai. : qevonte~ De Valois katanohvsanto~ codd. p.~ ejndedukovte~. 6 3-4 Polevmwn ~ 2 lampavdo~ A : lampavda~ BCG 3 ïHfaistivoi~ C : ïHfaisteivoi~ rell.~ lampavdo~. ÒIstro~ dev fhsin lampavda . uJmnou`si to.~Ì De Valois. ÒIstro~ dÆ ejn aV tw`n ÆAtqivdwn * * * eijpw. labovnte~ hJmmevna~ lampavda~ ajpo. VI Preller = FHG III. AB 6 ÆAqhnaivwn : ÆAqhnai`oi Jacoby oiJ : oiJ ‹kavllistoiÌ Sauppe. wJ~ Polevmwn fhsi. prese delle fiaccole accese dal focolare.v. durante le Panatenee. Promhqeivoi~. LIV Thalheim pinavkwn : fr.n : ei\pen Blanchard ejn om. trei`~ a[gousin ÆAqhnai`oi eJorta. 5 aV tw`n : thæ` aV N * * * Jacoby ‹kai.n ejn tw`/ peri. : katanohvsanta~ ‹aujtou.46 3 6 9 istro il callimacheo F 2a [F2a FGrHist. tetavrthn ajnagravfeiÌ ejipwvn vel sim.

Graf s. Paris 1989. Comedy and the Polis. pp. Académie (topographie et archéologie). (g) didavxai : didavxa~ Suda (A) a[llou~ : ajnqrwvpou~ Wilamowitz Gl. 744-773. Firenze 1972.H. pp.A.~ didavxai tou. in RE XII. 35-37. Lampadhdromiva.. omisso toi`~ ante propulaivoi~ et ejn ante thæ` tw`n Lampados (“della fiaccola”): gli Ateniesi celebrano tre feste della fiaccola. Worshipping Athena.S. 171-173. Il termine lampav~ è comunemente usato per indicare la corsa con le fiaccole (lampadhdromiva). Efestie e Prometee è nota alle fonti 1. la cui ricorrenza in occasione di Panatenee.P. Phot. integram habet D. pp. uJpovmnhma tou` katanohvsanto~ th. Dictionnaire des Philosophes Antiques. ïUfesthvoi~ gac) ÒIstro~ : ÓIstro~ Phot.v. Leiden 19932. in R. 124-129. in J. Halliwell . R. lampavdo~ 2 post lampavdo~ add. Tragedy.~ a[llou~. 1083 s. coll. Lo sport nella Grecia antica. col. . dice che si credeva che gli Ateniesi avessero organizzato per la prima volta una lampas in occasione delle celebrazioni per Efesto. in A. C.K. M. Goulet (éd.v.G. Panathenaia & Parthenon. Madison 1996. [L 64] et Suda [L 88] s.). Jüthner s. 1 (1924). in «JHS» 87. Festivals. Competitive Festivals and the Polis: a Context for Dramatic Festivals at Athens. 1967. Lampadedromia. Bari 1993. Osborne.n creivan tou` puro. (con particolare riferimento a Prometeo ed Efesto). F. D. pp. Kyle. Demosthenes on Liturgies: a Note.F. J. Parke.v. Lampadedromia.J. Sommerstein . Istro. in DNP 6 (1999). R. AF) 3 ïHfaistivoi~ Suda : ïUfestivoi~ Phot. Neils (ed. Patrucco. 638 s.). A.. Robertson. Henderson . in alcuni 1 In generale su questa competizione ad Atene e nel mondo greco vd. I. Davies. p.v. (g) 5 creivan : crei`an Phot. le Efestie e le Prometee. pp. N. Zimmermann (eds. Martin s. pp. 2 (1904).. kai. Athena’s Shrines and Festivals. Billot. pp. Cfr. Rhodes. 909-914. durante le Panatenee. a ricordo di colui che aveva scoperto e insegnato agli altri l’uso del fuoco.f 2 47 nomivsai poiei`n prw`ton ÆAqhnaivou~ ïHfaivstw/ quvonta~. Athletics in Ancient Athens. 63-65. (gz. 190-193. 21-38. 775 s. lampavsi Suda (om. 40. 569-577. però. in DarSag III.B. pp.). J.

2003. Epitaphia: IG II2 1011. in «Horos» 7. 2999 (cfr. p. vet in Aristoph. 228). Vesp. in relazione alla lampadedromia nell’ambito della fondazione o di un nuovo regolamento delle solennità per Efesto. 1032.. 2974 (O. nrr. Vd. Diogeneia: SEG XLIII. 3019.. Et.. 77 (cfr. 176 (cfr. Schol. 6. 53-54 (cfr. dove.. Académie. Palagia. . Athenian Religion. 277). 131 e 1087 Chantry. Deubner.v. VIII 98. sono accostati gli Hephaisteia. Billot. 1203. 1087-1098. Phaedr. ll. p. s. 753). 3. 3. XXXVIII. da identificarsi probabilmente con le Panatenee (ll. 9. pp. 3006. 67-68. 42-44). 9. AF. M. 9. in «ZPE» 83. Académie. 1991. ÆAgaqov~ Daivmwn: mythes et cultes. cit. The Lampadephoroi of Aiantis Again. 2 Glossae rhet. Études d’iconographie en l’honneur de Lilly Kahil. p. l. 1030. 3 Efestie: Hdt.. lampadhfovroi (Bekker. Kerameikov~. 9 s. nr. 3023. cit. Erodoto D.v. 149-182. 1901. Resp.). 55. Académie. D. Vd. A Gymnasiarch’s Dedication and the Panathenaic Torch-Race. Académie. Whitehead. 171 s. 1987.. pp. L’Accademia: un capitolo trascurato dell’“Atene dei tiranni”. Simon. ll. 508 PCG. IG II2 1250 (N. mentre in altri sono citate singolarmente 3. The Torch-Race.... Hermaia: IG II2 2980. schol. p. Deubner.48 istro il callimacheo casi le tre corse sono elencate congiuntamente nell’ordine indicato 2. Herm. In Plat. 753).. Prometee: Lys.. Ran. 2997-2999 (cfr. 2995.. Anecdota. 281-283. Linant de Bellefonds (éd. 755). 312-314: J. Sitlington Sterrett. l. QEMELHS. pp. Theseia: IG II2 956-961. 2. 2 (cfr.. Aristoph. inoltre IG I3 82 (421/0). lampa. 1989. AF. 51-63.. l. 135. Bavqro anaqhvmato~ sth Bendivda. Festivals.. 64).. 328a.V. i Prometheia e una non meglio specificata penteteris. Billot. Ran. 393-419). cit. Sekunda. nr. 766-768). 2998. Ag. p. 1032. 1988. ma non consentono di tracciarne con sicurezza l’origine e il significato  4. Billot. SEG XXXVII. p. fr. A Commentary on the Agamemnon of Aischylos. cit. 4 Si segnalano diverse feste ateniesi in occasione delle quali si svolgevano corse con le fiaccole.. Anthesteria: IG II2 3013 (cfr. pp. Aianteia: IG II2 1011. pp. Marchiandi. 231e. pp. in P. s. Athènes 2000. 9. 1030. Parker. Aeschyl. 30-33). 3022. Menand. 23-29 (cfr. in «AJPh» 22. 1990. P.. Billot.). 1993. ll. p. I 30.~ kai. in «ASAA» 81. pp.. IG II2 1250: a Decree Concerning the Lampadephoroi of the Tribe Aiantis. 225). I.R. 403-408). l. che indica l’altare di Prometeo nell’Accademia come punto di partenza delle lampadedromiai (cfr. A queste testimonianze si aggiungono altre evidenze che dimostrano la diffusione della pratica ad Atene. 129-133... XXI 3. Panatenee: IG II2 2311. in «ZPE» 87. Bendideia (lampas a cavallo): Plato. inoltre Paus. pp.

J. Xen. p..: ejm Panavktwi ta. Parker. 5 Hdt. IG II2 1250. Un decreto da Eleusi della metà circa del III secolo a. menziona un lampavdo~ a\qlon in un passo gravemente mutilo forse riconducibile alle Apaturie di Panatto (IG II2 1285. Patm. Hunziker s. l. cfr. 19-23. in generale Deubner.C. Athenian Religion.... Athenian Religion. Graf s. in «Hesperia» 60. J. infatti. Toepffer s. Apaturia 2. coll. Simon. già Lenz . 39 s. Per la raffigurazione di Pan in corsa con la fiaccola su un vaso a figure nere vd. gumnasivarco~ e [L 66] s. Roma 1990. p. Hedrick Jr. 1991. 127). in «AK» 19. Apaturia. per le quali vd. »ÆApatouvria¼). 60. 2 (1894). 104 s. AF.. Lambert. Palagia.v. 493-501. Sekunda. 27 n.v. Phratry Shrines of Attica and Athens.W. 10. p. 143-189. vd. p. 251-253. F. 232-234. p. 300 s. pp.v. 825 s. p. 7 Pisi. I. Al contrario. in «Hesperia» 64. The Phratries of Attica. pp.f 2 49 inoltre ricorda l’istituzione della lampas per Pan dopo la vittoria di Maratona. Phot. Lo stato e la cronologia del documento.. inoltre O. 145 n.Siebelis. . Schol. pp. 61. in DNP 1 (1996). Prometeo. 228). non permettono di trarre dati sicuri sull’organizzazione regolare di corse con le fiaccole durante le Apaturie ateniesi. Il frammento di Istro citato da Arpocrazione non deve peraltro essere necessariamente messo in relazione alla corsa con le fiaccole: il testo. Pisi.. 6 Vd... senza alcun riferimento a una manifestazione agonistica 7. l. p. Cfr. 4. P. Sull’organizzazione di lampadedromiai in onore di Prometeo. 29 s. Akropolis Museum 581. in RE I. 52. Apaturia. 254 n. che conferma l’importanza della lampas nella formazione degli efebi: vd. VI 105. 1 (1877). in Demosth. 1299. pp. Ein nordattischer Pan.. Parker. 22 s. A Family at the Apaturia?. [G 227] s. p. ibid. lampav~ (nel secondo caso menziona solo le feste in onore di Pan e di Prometeo). Anecdota. Lambert.. però.v. gumnasivarcoi (Bekker. Efesto e Pan vd. LVII 43.. The Phratries of Attica. 153 s. per quanto riguarda le Apaturie non vi sono prove dello svolgimento di lampadedromiai durante tale festa 6.. cit. 2672-2680. 1976. in seguito all’incontro fra la divinità e l’emerodromo Fidippide durante il viaggio di questi a Sparta per annunciare l’invasione dei Persiani 5.v. s. 3. Prometeo nel culto attico. E. C. pp. Glossae rhet. che propone l’identificazione di un’immagine di sacrificio alle Apaturie.v. p. 1995.. De vectigal. in DarSag I. parla di hJmmevnai lampavde~ prese dall’altare. cit.. col.

VII 91-94. 771. 1 (1957). Pisi. cit.... th. in RE XXIII. Malten s. Kraus s. Prometeo. è l’avverbio prw`ton. p. cit. dove però non si parla delle Apaturie. Hephaistos.. W. pp. 9 L. 2678. Alcuni studi 8 Toepffer s. pp. Per quanto riguarda Prometeo. nel secondo perché si riteneva che Efesto fosse il padrone del fuoco (despovth~ tou` purov~).n kloph. Il nome di tale divinità compare anche nell’epitome di Arpocrazione. 769. VI 100 Beckby) e Hygin. come scrive Fozio. Grae. 327-333. A lasciare dei dubbi. col.n tou` purov~). 9-20. XVII 88. Apaturia 2. che però.v. perché non abbiamo altre conferme del primato cronologico della lampas di Efesto rispetto a quelle per altri dei 11.. De astron.. 701 s. invece. Billot. XXIII 33. inoltre l’epigramma di Crinagora (Anth. in RE VIII. Pisi. nel terzo perché Pan aveva combattuto dalla parte degli Ateniesi durante le guerre persiane. è l’allusione a Efesto. Prometheus. coll.. 10 Già in Omero Efesto è il dio del fuoco e il maestro della lavorazione dei metalli: Il. 359 s. cit. Prometeo.. Od.v. secondo cui egli avrebbe scoperto e insegnato l’uso del fuoco 10.. anche se non vi è alcun elemento che lo dimostri. non è un ..... cit... Efesto condivide con Prometeo l’elemento igneo.. IX 468. ma soltanto del primato ateniese nell’organizzazione della lampas durante le solennità in suo onore. II 15. pp. ma irrisolto rimane il dibattito sulla cronologia relativa delle due divinità 9. Malten s. salvo il riferimento alla lampas quale ricordo del furto del fuoco da parte di Prometeo. [G 227] s. cit. coll. Académie. gumnasivarco~ spiega le origini delle lampadedromiai in onore di Prometeo. XVIII 369-379.50 istro il callimacheo Degna di nota. egli però è il dio del fuoco per eccellenza e questo corrobora l’informazione di Arpocrazione. 15-20 con particolare riferimento alla coppia Atena/Efesto come preposti ad attività artigianali implicanti l’uso del fuoco). Académie.v. nella citazione di Istro da parte dell’autore dell’epitome..v. 654-657.... vd.. 417-421. XXIV 71 (cfr. 2: entrambe le testimonianze sono state considerate prova dell’origine prometeica della lampadedromia. col.v.. II 426. 11 Phot.. Hephaistos. 744 s. Billot. Efesto e Pan informando che nel primo caso la festa veniva celebrata per ricordare il furto del fuoco (dia.. 1 (1912). anche se il legame di questi con le Apaturie resta problematico 8. XXI 328-382. cit.

). 2): è vero infatti che alle linee 31-33 gli hieropoioi devono provvedere a che la lampadedromia degli Hephaisteia e/o della penteteris si svolga come quella dei Prometheia. cita le regole della lampadephoria in onore di Efesto come se questa fosse la più importante e.. forse... Bisogna infine ricordare che Erodoto (VIII 98. L’Accademia. cit. bensì solo paradigmatico. Prometeo. il lessicografo cita Istro riguardo all’uso di fiaccole in un culto per Efesto alle Apaturie. pp... Come si è visto. Marchiandi... L’Accademia. Ugualmente incerto. .. nonché la loro posteriorità rispetto alle lampades delle Panatenee e fors’anche delle feste in onore di Pan 12. p. 2). 26 s... 12 Billot.. supra n. 748-750.. 208-208a TrGF). In mancanza di altri elementi. Neppure è possibile ricavare dati sulla priorità cronologica delle lampades da IG I3 82 (vd. ma questo non fornisce alcuna indicazione di tipo cronologico. 52-63 (con fonti e bibliografia): corse con le fiaccole si svolgevano probabilmente già in età arcaica. in un torno di tempo che vide anche il rinnovo e il potenziamento del culto di Efesto.f 2 51 hanno dimostrato la recenziorità del culto ufficiale di Prometeo ad Atene. anche la più antica.. Billot. Probabilmente il Callimacheo si era soffermato su questa festa conservando il ricordo di un rituale motivo comune a tutte le corse con le fiaccole.. pp. cit.. cit. il prw`ton del frammento 2b di Istro rimane poco chiaro. anche se potrebbe dipendere da un fraintendimento dell’epitomatore dovuto a una lettura affrettata della voce di Arpocrazione. cercando un parallelo del funzionamento del servizio postale persiano. sul ruolo svolto dalla corsa in onore di Prometeo. dunque. pp.. pp. anche se mancano fonti sulla loro origine e modalità di svolgimento (contra Pisi... è il significato del Prometheus Pyrphoros di Eschilo (fr.. cit. Marchiandi. il che rivelerebbe la contemporaneità dell’istituzione delle corse con le fiaccole in onore delle due divinità del fuoco. ma più probabilmente egli la menziona perché fu introdotta proprio in quegli anni (cfr.. probabilmente fu questa l’occasione dell’introduzione della lampas nelle Prometee e nelle Efestie. Académie. Académie. cit. 755-773. ai fini delle origini della lampadedromia in onore di Prometeo.. 51-53 con bibliografia). 770 s. che sarebbe stato istituito non prima degli anni Settanta del V secolo.

La citazione di Istro da parte di Arpocrazione è preceduta dal riferimento all’accezione più comune del termine lampav~. T6. 44 s. ne avrebbe fatto derivare una tradizione secondo cui la prima corsa con le fiaccole era stata organizzata dagli Ateniesi per ricordare l’insegnamento del fuoco da parte di Efesto. di cui è ben nota l’ostilità nei confronti del Callimacheo 14.. Jacoby. In alternativa si potrebbe pensare che il prw`ton del testo dell’epitomatore spieghi correttamente il passo lacunoso di Arpocrazione. . The Phratries of Attica.52 istro il callimacheo in onore di Efesto.. p. Le due informazioni menzionate da Arpocrazione sulla corsa delle fiaccole e sul rituale in onore di Efesto sono state probabilmente accorpate dall’epitomatore pur riferendosi a manifestazioni diverse implicanti l’uso della fiaccola.. 14 Vd. 7. FGrHist IIIb (Suppl. conservando in questo modo il pensiero originario di Istro. che indicava la corsa delle fiaccole. Prometeo. ma di cui potrebbe essere spia l’infinito nomivsai. 628. cit. Cim. che – pur essendo privo di riscontro – non va rifiutato a priori. Sull’insegnamento all’umanità dell’accensione del fuoco da parte degli Ateniesi vd. con particolare riferimento a quella organizzata in occasione delle Panatenee. 10..) 323a-334 (Text). perché potrebbe riguardare la scoperta del fuoco ad Atene  13. Plut. 154.. p. Lambert. che si sarebbe dunque fatto portatore di una tradizione non altrimenti attestata. 13 Cfr. delle Efestie e delle Prometee. p. Non si può neppure escludere che tale tradizione fosse diversa da quella raccolta da Polemone. Pisi.. ricordando la tradizione dell’origine del fuoco ad Atene e intendendo la citazione di Istro come pertinente alla lampadedromia. l’autore dell’epitome.

. Phot. Qeoivnion 1-2 Lukou`rgo~ ~ Koirwnivda~ : fr..n ga. Sul Qeoivnion vd. Suda (A).. Phot.. Phot. e Glossae rhet. Suda. Epit. N. s. I. Phot. ejn oi|~ oiJ gennh`tai ejpevquon· to. gennhtai. Per i nomi del culto di Dioniso vd. AF. donde anche un genos» (iJero. era chiamato Theoinos (“dio del vino”). Suda 4-5 wJ~ ~ Sunagwgw`n om. 264). I templi di Dioniso nei demi erano chiamati Theoinia. Qevoinon Bernhardy 1-2 Lukou`rgo~ ~ Koirwnivda~ om. in RE V. Phot. C. Suda 4 Aijscuvlo~ : Aijscivnh~ A Theoinion (“tempio di Dioniso”): Licurgo nella Causa dei Krokonidai contro i Koironidai. Epit.n B gennh`tai S : genhtai. infatti. F15..n Dionuvsou.C. Suda 2 Koirwnivda~ : Coirwnivda~ BC. dhvma Suda (A) ejlevgeto : ejlevgonto B. VII 3 Conomis 4 Aijscuvlo~ : fr. 382 TrGF 1  Qeoiv n ion codd. Epit. O.. (Bekker. (gz) 4 ejpevquon : ajpevquon Epit. Va 1 Vd. 5). Fozio aggiunge la spiegazione del termine scrivendo che indicava «un tempio di Dioniso. Dionysos. Coirwnavda~ A ta.r Diovnuson Qevoinon e[legon. coll. ta. infra. però.v. Epit. gevno~). p. 1 (1905). anche Et. Phot. su cui vd. ma questo non giustifica il rifiuto della testimonianza dei lessici e conseguentemente dell’orazione di Licurgo 1. 5 FHG] – Harpocration s. Alla voce Qeoivnion... Conomis (Notes on the Fragments of Lycurgus. ajfÆ ou| kai. Phot.. [Q 90] et Suda [Q 191] s.. M. Suda  : Qeoiv n ia K. Anecdota. 123). ÒIstro~ ejn aV Sunagwgw`n. 148 n. come mostrano Eschilo e Istro nel primo libro delle Raccolte. 3 dhvmou~ : mhvdou~ C. : to. Qeoivnion· Lukou`rgo~ ejn th`æ Diadikasiva/ Krokwnidw`n pro.v. Dioniso. . Epit. wJ~ dhloi` Aijscuvlo~ kai. e lì i gennetai compivano sacrifici. Kern s. p. e[legon C oiJ : oiJ me. Un luogo sacro a Dioniso detto Qeoivnion non è altrimenti attestato.. Cfr.f 3 3 53 F 3 [F3 FGrHist.v. p.v. kata.v.~ Koirwnivda~. dhvmou~ Dionuvsia Qeoivnia ejlevgeto. Bekker. che preferisce attribuire il lemma di Arpocrazione alla festa dei Qeoivnia (così già Deubner. s. AB. 1026-1034.

qeo. 197-250. 361-363). in un passo riguardante le feste ateniesi delle Antesterie e il ruolo svoltovi dalla moglie del basileus.v. Le Antesterie. Pickard-Cambridge. 3 E. Deubner. 293-295.C. Athenian Iconography and Ritual. Robertson. Festivals. Deve aggiungersi l’identificazione del genos dei Qeoinivdai proposta sulla base di un decreto di età tardo-ellenistica conservato da una trascrizione del XIX secolo. coll. pp. s. Wycherley. 1993. Choes and Anthesteria. New York 1971. 231). The Dramatic Festivals of Athens. che si svolgevano dall’undicesimo al tredicesimo giorno del mese di Antesterione (febbraio-marzo). vd. M. Se si esclude Esichio. 1-25. Sul collegio degli Iobakchoi. Firenze 1992. Pictorial Dictionary of Ancient Athens. [G 402] s. R. contra Kearns. Vd. A. cita il giuramento delle geraraiv. gerai`rai. Poll. 1970. le sacerdotesse che celebravano i Qeoivnia e gli ÆIobavkceia in onore di Dioniso  2. p. I. noto da un’epigrafe del II secolo d. Travlos. 1828-1832. pp. Kroll s.v. 2 . vd. 107-120. gerairaiv (Bekker. Festivals. T.] LIX 73. Sull’argomento cfr. VIII 108. infatti. dove i Theoinidai onorano una sacerdotessa di Nymphe (iJevreia th`~ Nuvmfh~) per i servigi resi alla dea 3. 93-123. p. Glossae rhet. in RE IX. s. pp. pp. 67 n. AF. The Genos Theoinidai Honors a Priestess of Nymphe. [Demosth.. Simon. in «AJPh» 100. Gli Iobakcheia compaiono solo nell’orazione pseudo-demostenica. riguardo ai quali però le informazioni sono piuttosto scarse. Hamilton. 1979. 79. Anecdota.v. F13. Ann Arbor 1992. 92-99.] LIX 78. Guazzelli.~ Qevoino~ Diovnuso~). W. s.v. 2 (1916). 213-216: lo studioso identifica Nymphe con la destinataria di un santuario scoperto sulle pendici meridionali dell’Acropoli (R. pp. The Heroes of Attica. Oxford 19882. pp. Liturgie e pratiche simboliche. 15. Le più antiche feste rituali tenute in onore di Dioniso.E. Harp. Vanderpool. in «HSPh» 95. inoltre Et. kai. ove l’autore. Sulle geraraiv vd. Hesych. N. La [Demosth. l’unica fonte che ne riferisce è l’orazione pseudo-demostenica Contro Neera. Parke. Hesych. Athens’ Festival of the New Wine.54 istro il callimacheo inoltre osservato che il neutro plurale Qeoivnia può designare tanto i templi quanto i riti in onore di Dioniso. in «Phoenix» 24. [Q 274] s. pp. Qeoivnia (qusiva Dionuvsou ÆAqhvnhsi.v.v. Iobakchoi 1. Sulle Antesterie. J. pp. (IG II2 1368). Minor Shrines in Ancient Athens.

2 (1894). 6 W. oltre che dai lessicografi. 1071-1076. II. Périodes archaïque et classique. Apaturia 2.) 323a-334 (Text). Di recente Noel Robertson. anche da un verso dell’Alessandra di Licofrone. Theoinos. 506. Kruse s. Jacoby. p. 5 .v. il termine designerebbe dunque i templi di Dioniso nei demi (ta. Scymn. ad loc. The Phratries of Attica. Étude d’histoire sociale athénienne. schol. p. Toepffer s. ta. che nelle fonti lessicografiche indicherebbe templi di Dioniso piuttosto che riti in suo onore. FGrHist IIIb (Suppl. infatti. mainavdwn zeukthvrie).2 (1934). 1994-1996. Deubner. alle Dionisie rurali e alle Lenee. F3 n. Festivals. 174. supra n. Göber s. Lille 1976. F. 1. pp.. Lambert. Korwnivda~ kovra~ 5. 3. 1247. Bourriot. Dion. Alex. in RE I. Parke. p. J. FGrHist IIIb (Suppl. ricorda le varianti Korwnivdo~ e Korwnivdou dei manoscritti dello scolio al testo di Licofrone (cfr. da altri ancora considerata propria di alcuni gene e di carattere in qualche modo privato 6. p. Korwnivda~ kovra~)]. da altri accostata alle Apaturie. pp. 629. ha ricondotto i Theoinia nel contesto delle Antesterie e ha messo in evidenza il significato del neutro plurale Qeoivnia.~ Qeoivnou kai. è stata da alcuni ritenuta una ricorrenza a sé stante.) 323a-334 (Notes). coll. fr. dhvmou~ Dionuvsia).v. 382 TrGF (pavter Qevoine. 111 s.f 3 55 testimonianza è interessante perché sembra confermare una notizia di Fozio. sulla scorta della testimonianza della Contro Neera. in RE V A. Athenian Religion. 1 TrGF (ma. kata. AF. Parker. 299 s. Prima di entrare nel merito di queste notizie va ricordato che la funzione dei Theoinia rimane piuttosto oscura: tale festività.v. il cui scolio conserva il frammento di Eschilo citato da Arpocrazione e un verso di Dionisio Scimno con un’invocazione alle Qeoivnou kai.. Lycophr. p. Recherches sur la nature du genos. 217. secondo cui il termine Qeoivnion avrebbe dato origine al nome di un genos 4. 2675. fr. Jacoby. infra). col. L’epiclesi Qevoino~ invece è nota. 148 s. dove 4 Vd. sulla base di quanto scrive Arpocrazione. [= Aeschyl.. Theoinia e G.

. 237: «“in local communities”.] LIX 72. 232 s. che aveva rivestito la carica di basileus e aveva sposato la figlia di Neera (la donna che nell’orazione è accusata di aver ricoperto. avrebbero affidato parte del cerimoniale alla sacerdotessa di Nymphe 8..56 istro il callimacheo i gennh`tai avrebbero compiuto sacrifici  7. 10 Robertson. part... i Theoinia sarebbero dei sacrifici pubblici organizzati il terzo giorno delle Antesterie e condotti dalle gerarai e dai Theoinidai presso tutta una serie di altari e templi di Dioniso (Qeoivnia) sparsi nell’Attica 10. Athenian Religion. Phanod. pp. pp. Una delle Ninfe era appunto Koronis. Athens’ Festival.. 209 s. 231-238. Sull’uso del termine Dionuvsion per indicare un tempio di Dioniso vd. cit... che accompagnano Dioniso come nutrici partecipando alla mescita del vino con l’acqua. 242 s. Secondo Robertson. se si emenda Korwnivda~ in Korwnivdo~. Deipn. sui gennh`tai vd. II 21. Robertson. LSJ9 s. cit. 234-237. p. corrispon- . che lo studioso identifica con le Cariti 9. inoltre [Demosth.. p. 555 s. 7 Robertson.. Athens’ Festival. 235 s.. FGrHist 3 F90d = F99 Dolcetti (= Hygin. 299 s.. dhvmou~: the only feasible meaning is rural communities. (= Philoch. da identificarsi con i Theoinidai. kata. nome che potrebbe riconoscersi nel frammento di Dionisio Scimno. che ragiona anche sul numero delle Ninfe (sette) e su quello delle gerarai [quattordici. Sulle Ninfe nutrici di Dioniso cfr.. 8 Robertson. senza averne diritto. FGrHist 328 F5 = F5 Costa. FGrHist 328 F35b = F35b Costa). si ottiene un’invocazione alle figlie di (Dioniso) Theoinos e di Koronis.. Il coinvolgimento di questa divinità nei Theoinia viene spiegato da Robertson con il mito delle Ninfe. Cfr. 9 Pherec. cit... dunque.. nel quale.v. sulla base dell’iscrizione sopra ricordata. un personaggio eujgenhv~. pp.. Dionys.. Sull’appartenenza delle gerarai al genos dei Theoinidai vd. Lo studioso ritiene che protagonisti dei riti presso ciascuno dei Theoinia fossero le gerarai e i gennetai.. i quali.v. FGrHist 325 F12 (= Ath. 1). Nonn.. dove si può riconoscere il gentilizio Koirwnivdh~ riferito a Teogene.. s. Athens’ Festival. la funzione di basivlinna e di aver assistito alle Antesterie e al giuramento delle gerarai). Athens’ Festival. XI 465a). Harp. anche Philoch... De astr.... Parker. distinct from city». 48. cit..

Alla citazione di un Theoinion. potrebbe sottostare il tentativo di uno dei due gene di collegarsi a questa divinità. Non si può inoltre escludere che il bacino di dente agli altari di Dioniso (ijsarivqmou~ toi`~ bwmoi`~ tou` Dionuvsou): per le fonti vd. a tale operazione potrebbe forse alludere anche il misterioso frammento di Dionisio Scimno. 12 Robertson. alle quali i Koironidai si sarebbero richiamati facendosi forse appellare Koronidai per rivendicare un legame con Dioniso e con i Theoinia 12.. presso ciascuno dei quali officiavano due gerarai. p. ed entrambe le famiglie dovettero ricorrere ad argomenti di carattere genealogico e mitico per rivendicare i propri diritti  11. in modo da rendere più chiari i propri legami e le proprie rivendicazioni cultuali). 2]. 237. motivo del contenzioso fra i Krokonidai e i Koironidai sarebbe stata l’attribuzione di alcune funzioni religiose. e ipotizza che gli altari di Dioniso fossero sette. Dato che in entrambi i casi oltre all’orazione di Licurgo Arpocrazione cita solo Istro per commentare la voce in questione. 11 Sul contenuto dell’orazione e sulle due famiglie dei Krokonidai e dei Koironidai vd. si può pensare che questi fosse la fonte delle informazioni del lessicografo. 67 e n. cit. p. dev’essere accostata a F15. cioè di uno dei templi di Dioniso. Kearns. . supra n... Come si evince dai pochi frammenti superstiti. 229. 15 (dove si propone anche che il nome Theoinidai sia stato assunto dai Koironidai dopo la causa. Parker. proveniente anch’esso dal lessico di Arpocrazione e riguardante il genos dei Koironidai. p.. che Robertson riconnette alle figlie di Dioniso e di Koronis. The Heroes of Attica. invece. Athens’ Festival. ma che altri pongono in relazione con delle Korwnivde~ kovrai dionisiache altrimenti inattestate. La citazione di Istro. compreso il riferimento a Eschilo per l’epiclesi Qevoino~. Athenian Religion.f 3 57 Per quanto riguarda invece l’orazione di Licurgo. mancano elementi per contestualizzarvi la menzione del termine qeoivnion. F15.

col.v.. 14 Jacoby.. cit. va comunque detto che nel caso di F3 Arpocrazione cita Istro specificamente a proposito dell’attributo Qevoino~. i Theoinia e le Apaturie vd. pp. 2675). W. oijnovptai. un collegio di ispettori del vino in qualche modo connessi con le fratrie (cfr. VII 5 Conomis = Ath. infatti. Deipn. Apaturia.. Notes on the Fragments of Lycurgus. 233 e 236. col.. 13 Jacoby. 6). e che di fatto non sappiamo cosa il Callimacheo possa aver eventualmente scritto a proposito dei Theoinia 14. il quale congettura che nell’orazione di Licurgo comparisse anche un riferimento a Dioniso Qevoino~ e che lo scolio al verso 1247 dell’Alessandra di Licofrone derivi dal commento originario al testo licurgheo (il quale doveva contenere la citazione dei versi di Eschilo e di Dionisio Scimno e dal quale dipenderebbero anche le voci dei lessicografi). Kroll s. mentre uno dei frammenti dell’orazione di Licurgo sui Krokonidai e i Koironidai (fr. I Theoinia e le Apaturie. 2276). cit. . 2 (1937). Vd. La causa dei Krokonidai e dei Koironidai è nota anche da due frammenti di una Krokwnidw`n diadikasiva di Dinarco: vd. FGrHist IIIb (Suppl. 629. Athens’ Festival. 629. [O 321] s. n. p. inoltre Robertson.v. Toepffer s. F15. Dato che le Apaturie sono le feste delle fratrie (per la bibliografia su questa festa vd.) 323a-334 (Text). F2. p. FGrHist IIIb (Suppl.. condividono il culto di Dioniso (cfr. ritiene che F2 e F3 di Istro siano parte di uno stesso contesto all’interno del primo libro della Synagoge. X 425b) riguarda gli oinoptai. in RE XVII. Per il collegamento fra gli oinoptai..v. Jacoby pensa che il contesto di F2 e F3 riguardasse l’antica divisione in fratrie e gene.58 istro il callimacheo informazioni da cui Istro attinse le notizie sui Theoinia e Dioniso Theoinos fosse rappresentato dalle orazioni scritte per la causa dei Krokonidai contro i Koironidai 13. Phot.) 323a-334 (Text). Oijnovptai. p. anche Conomis. 124 s. Sebbene questa ipotesi sia suggestiva e verosimile.

come ha mostrato Istro nel terzo libro degli Attika. ta. Suda Panathenaia: Demostene nelle Filippiche. de. megavla ejkavloun. oJ om. ta. ÆAndrotivwn.n eJorth. eJkavtero~ ejn aV ÆAtqivdo~. pro. ÆAqhvnaia ejkalei`to : ta.v.n kaqÆ e{kaston ejniautovn. Prima di lui invece erano chiamate Athenaia.. Epit. de. le altre – che venivano anche dette “grandi” – quadriennali. 6-7 kaqav ~ ÆAtqivdo~ om. Suda 7-8 pro.f 4 3 6 59 F 4 [F4 FGrHist.. In età classica le Panatenee erano la festa più importante del calendario attico e si svolgevano negli ultimi giorni del mese Ecatombeone. Suda 3 pentaethrivdo~ A. [P 376] et Suda [P 152] s..n de.. Isocrate nel Panatenaico dice: «Poco prima delle grandi Panatenee». culminando nella solenne processione verso l’Acropoli e nell’offerta del peplo tessuto dalle ejrga- . tw`n megavlwn Panaqhnaivwn ÌÌ. Epit. Panaqhvnaia provteron ÆAqhvnaia ejkalou`nto Epit.. a{per : a} Epit. pro.. kaqav fhsin ïEllavnikov~ te kai. h[gage de. (pentaetairivdo~ E). eJkavtero~ ejn aV ÆAtqivdo~ : FGrHist 4 F39 = FGrHist 323a F2 = F162 Ambaglio et FGrHist 324 F2 = F2 Harding 2 Dhmosqevnh~ Filippikoi`~ om. touvtou de. pentaethrivdo~. Epit. ÆAqhvnaia ejkalei`to. Suda 6 prw`to~ Epit. 7 FHG] – Harpocration s.. th. Ad Atene si celebravano due Panatenee. secondo quanto dicono Ellanico e Androzione. Panaqhvnaia h[geto ÆAqhvnhsi. Epit. Per primo celebrò la festa Erittonio figlio di Efesto. Phot. ÆIsokravth~ Panaqhnai>kw`/ fhsi ‹‹ mikro. Phot. entrambi nel primo libro della Atthis.. dia. le une annuali.. Suda : oJ Harp.n prw`to~ ÆEricqovnio~ oJ ïHfaivstou. Phot. touvtou de. Phot. Suda 8 ejkalei`to : ejkalou`nto C wJ~ ~ ÆAttikw`n om. Suda 4-5 ÆIsokravth~ ~ Panaqhnaivwn om.v. wJ~ dedhvlwken ÒIstro~ ejn gV tw`n ÆAttikw`n. Suda : pentethrivdo~ rell. Epit. Phot. Cfr. ÆAndrotivwn. Epit. Panaqhvnaia 2  Dhmosqevnh~ Filippikoi`~ : IV 35 4 ÆIsokravth~ Panaqhnai>kw`/ : XII 17 6-7 ïEllavnikov~ te kai. Phot. Panaqhvnaia· Dhmosqevnh~ Filippikoi`~... ditta... me. Phot. a{per kai. Phot..

in DarSag IV. 230-232. Ath. Panathenaia. The Panathenaic Festival and Games: An Epigraphic Inquiry. in «Hesperia» 60. O. coll. 33-50. p... 111). nr. pp. Goddess and Polis. 3 (1949). Festivals.v. Oxford 2006. Rhodes. Dedications from the Athenian Akropolis. in «JHS» 82. Notes on the Panathenaea. Palagia .].v. (ed. vd. 188 Karst. Neils. 23-42.. Panathenaia 1. Cahen s. pp. Spetsieri-Choremi (eds. p. 3 Pherec. Athenian Religion. Simon. sulla scorta delle notizie riguardanti l’istituzione o le novità apportate alle Panatenee durante l’arcontato di Ippoclide (566/65) e il ruolo svolto da Pisistrato 3. 303-311. XXI 2). in «ZPE» 57.. J. S. 22-35. Grandi Panatenee: Panaqhvnaia ta.. 55-72. Chron. l. in DNP 9 (2000). R. Chron. 189-236. 1962. Parker. pp. pol.A. 1991. Habicht. in «JHS» 78. The Panathenaic Games.C. 1. VI 56.v. Sulla festa vd. Develin. katÆ ejniautovn (IG II2 334. pp. fra gli altri.P. C. pp. J. mentre altrove (Eus. megavla (A. Arm. Pax 418).. mikrav (Lys. Tracy. pol. 141 s. 2 Diverse sono le formule impiegate per distinguere le due ricorrenze (talvolta indicate con il semplice termine Panaqhvnaia). 1949. 89-92. pp. Ead. 1958. [Aristot.E. The Panathenaic Festival in Ancient Athens. Vita Thuc. Davison.~ tw`n Panaqhnaivwn (Lycurg. s. S.A. VI 87. 669-676. Sulla discussa espressione ejk Panaqhnaivwn ej~ Panaqhvnaia di [Aristot. Id.A. FGrHist 3 F2 = F13 Dolcetti (= Marcellin. Panathenaia and Parthenon. Parke. coll.]. Ath. 1 Sull’amministrazione delle Panatenee in età classica vd... 133-153. Worshipping Athena.. pp. 102b Helm) si ricava . ta.V. 43. V 47. 32). 2004. Princeton 1992. Tracy . 1991. Deubner.60 istro il callimacheo sti`nai alla dea Atena  1. Ziehen s. 164. From Panathenaia to Panathenaia. Addenda to ‘Notes on the Panathenaea’. pp. 60. E. Hyeron. Proceedings of an International Conference held at the University of Athens. 2) oppure ta.V. New and Old Panathenaic Victor Lists.). L’origine storica e lo sviluppo a livello panellenico della solennità possono farsi risalire al VI secolo. in RE XVIII. L. donde la distinzione fra Piccole e Grandi Panatenee 2. 2-4) data all’arcontato di Ippoclide l’istituzione delle Panatenee. pp.). I 102) o semplicemente pentethriv~ (Hdt. 133-138. 457-489. AF. Festivals. Id. pentaethri.. pp. Panaqhvnaia ta. May 11-12. 1 (1907). 11. Madison 1996. Thuc. Panathenaia. Cambridge Mass. Piccole Panatenee: Panaqhvnaia ta. megavla Panaqhvnaia (Aristoph. 1984. in «Nikephoros» 4. La ricorrenza era annuale e con maggior magnificenza penteterica. Raubitschek.

infine IG I3 507-509 (= Raubitschek.. [Eratosth. Ampolo . Schol. Se Ellanico e Androzione attribuiscono a Erittonio la prima celebrazione della solennità  5. Parker. 40-42. Proceedings of the Internordic Colloquium on Ancient Pottery held at Stockholm. 1985. 404-411. 89). Kearns s. tra gli altri N.]. 1 (1907). che in tale epoca vennero introdotti gli agoni ginnici nelle Panatenee: vd.]. XIII 189. 89 n. in cui sono attestati i nomi di alcuni individui. Alessandria 2004. Bibl. ora. che per primi avrebbero istituito una gara per la kore glaucopide: l’evento potrebbe inserirsi nel rinnovamento delle Panatenee di questo periodo (cfr. Vd. nrr. p. utile anche per la questione dell’appartenenza di Ippoclide ai Filaidi. 141-153.f 4 61 Più difficile da ricostruire sono la storia precedente e l’origine mitica della festa  4. Ceramics in Context. inoltre J. cit. J. Plutarco. Genova 1985.. Fra tirannide e democrazia. Peisistratos and the Panathenaic Festival. Berti. Dedications. 103-113. e megavla Panaqhvnaia.vv. Erechtheus and the Panathenaia. Par. pp. Cataster. coll. Vd. coll. XXX. Aristid. 228b per l’introduzione dei poemi omerici in Attica da parte del pisistratide Ipparco e la fissazione delle modalità della loro recitazione durante le Panatenee (sul passo vd. Cfr. 4.New York 2008.Manfredini. 440-446. p. [Apollod. London . 29-33. inoltre Schol. Erechtheus ed Erichthonios 2. pp. 231-295 (con particolare riferimento a festività in onore di Atena simili alle Panatenee). inoltre. Erechtheus. pp. Stockholm 2001. M. cit. dove si illustra come la definizione e lo sviluppo della figura di ... in RE VI. Sheffer (ed. The Fragments of the Local Chronicles of Attika. The Story of Athens. cit.. Aristid. Hipparch.). 72-75 (con fonti e bibliografia). pp. Cfr. Vd. Marm. 6. probabilmente hieropoioi. 13. Piccirilli.. 56 s. Storie dello storico Tucidide. Archaeologia Panathenaica II. Sul mito di Erittonio e sulle sue interferenze e sovrapposizioni con quello di Eretteo vd. pp. Notes on the Panathenaea. pp. [Plato]. p. The Origin of the Panathenaea. Panaqhvnaia. in DNP 4 (1998). in «RhM» 128. p. Mikalson. 1976. 44 con bibliografia). 326-328). in Ael. FGrHist 239 A10. in Ael.D.. L. Brandt. istituiti da Pisistrato. Notes on the Panathenaea. Davison. Erechtheus ed Erichthonios 1.vv. Robertson. XIII 189. Escher s. dove però Erittonio è detto figlio di Anfizione e non di Efesto (cfr. III 14. 1. in «AJPh» 97. P. 66 s. Athena. Athenian Religion. 4 Vd. Ipparco figlio di Carmo e il destino dei Pisistratidi ad Atene. 13-15 June 1997. Harding. E. 5 Cfr. Vite di Teseo e Romolo.. databili negli anni Sessanta del VI secolo. 24 s.R. 4 distingue invece fra mikra. Davison. istituiti da Erittonio.). Per il legame fra questi ultimi e le Panatenee vd. in C.

Vesp. VIII 2. Osanna (curr.62 istro il callimacheo Filocoro fa risalire al suo regno la partecipazione delle canefore e dei portatori di frasche (qallofovroi) alla processione delle Panatenee. Par.A.C.. I sinecismi interstatali greci. 1 [cfr. concordemente a Pausania. Fraschetti (curr. FGrHist 239 A10 per il mutamento del nome del popolo da Cecropidi in Ateniesi sotto il regno di Eretteo/Erittonio [con il commento di D. L’ambiguità di Plut. 24. La notizia è ambigua e non è chiaro se si debba riferire all’eroe attico l’istituzione delle Panatenee o un loro rinnovamento da festa locale a festa comune di tutti gli Ateniesi. Vite di Teseo e Romolo. [P 375] e Suda [P 151] Panaqhvnaia. dopo il sinecismo dell’Attica. sacrificio comune a tutti» (Ampolo . Asheri . ma «rese le Panatenee un sacrificio comune (della co- .M.]. dei quali Ellanico è il primo autore che fa di Erittonio il fondatore delle Panatenee: vd. 295 s. Plutarco. 245 s. Moggi . secondo il quale Teseo avrebbe mutato il nome della solennità da ÆAqhvnaia a Panaqhvnaia. M. p. Pisa 1980. Phot. 3. p. senza lasciar intendere però se si tratti di usanze introdotte contemporaneamente o posteriormente alla nascita della festa 6. M.). 8 Paus. chiamò la polis Atene e fece delle Panatenee un sacrificio comune (thvn te povlin ÆAqhvna~ proshgovreuse kai. Schol. Panaqhvnaia qusivan ejpoivhse koinhvn)  7. Moggi. Milano 2003. Hdt. Plutarco invece scrive che Teseo. 2. D. p. Pisa 1976. Thes. e a parte della tradizione lessicografica che riconosce la duplice paternità della festa attribuendone a Erittonio la fondazione e a Teseo il rinnovo 8. Erodoto. vetTr in Aristoph. Pausania. in Plat.A. Cfr.. s.. 3 dipende dal fatto che qusivan è in posizione predicativa rispetto a ejpoivhse e pertanto il passo non dovrebbe tradursi «istituì le Panatenee. 544b Koster) = F8-9 Costa. 7 Plut. 6 Philoch. 53).Manfredini. Erittonio ebbero luogo nel corso del V secolo mediante l’assorbimento delle caratteristiche del preesistente Eretteo. Marm. 127a. 152.v. Milano 2003. Corcella . 24. Parm.). I: Dalle origini al 338 a. VIII: L’Arcadia. FGrHist 328 F8 (= Harp. kanhfovroi) e F9 (= Schol.. p. VIII 44. VIII: La vittoria di Temistocle. Thes. p. 68.. Guida della Grecia. Ambaglio. L’opera storiografica di Ellanico di Lesbo.]. e come a questo fenomeno dettero un contributo decisivo gli Attidografi.

Cahen s. pp. Costa.v. P. P. 100. Panaqhvnaia provteron ÆAqhvnaia ejkalou`nto): cfr. 17 s. Ann Arbor 2003.]. 174-177. non si può escludere un compendio maldestro del passo di Arpocrazione. inoltre G. touvtou di Istro come il provteron dell’epitome del testo di Arpocrazione e di Suda [P 152] s. 508-490 B. 51. p.. Athenaia. Lenz . così come potrebbe ricavarsi anche dai frammenti 8 e 9 dell’Atthis di Filocoro. in RE II. touvtou avrebbe significato «prima di Teseo». La sua posizione nel testo. 2022. Roma 1990. Panathenaia. In questo modo non soltanto il lessicografo avrebbe riportato. per cui in origine il pro. infatti. Stengel s. The Athenian Experiment. che avrebbe comportato la perdita di una frase che conteneva la tradizione sul mutamento del nome delle Panatenee.v.Siebelis. p. Pisi.. però. Filocoro. Panaqhvnaia (ta. ma Istro risulterebbe tralatore dell’innovazione apportata da Teseo alla solennità  11. entrambe le tradizioni sulle origini mitiche delle Panatenee. Prometeo nel culto attico. Se si accetta quest’ipotesi munità)». che colloca il mutamento del nome da Athenaia a Panathenaia negli anni fra il 508 e il 490.v. p.) 323a-334 (Text).f 4 63 Il frammento di Istro attesta anch’esso il cambiamento del nome delle Panatenee. p. FGrHist IIIb (Suppl. sebbene rimanga incerta l’identità dell’autore di questa innovazione a causa della vaghezza dell’espressione pro. C’è chi propone invece di interpretare il pro. 9 Il termine Athenaia veniva talvolta impiegato per chiamare i Chalkeia: Suda [C 34] s. . 303. de.C.v. Anderson. Per questa interpretazione del passo plutarcheo cfr. 10 Cfr. che non esclude che sia stato Istro a inventare la notizia del cambiamento del nome per conciliare le due tradizioni che volevano Erittonio o Teseo fondatori della festa. col. conciliandole. p. per cui Istro conserverebbe una tradizione che faceva del mitico re attico il riformatore della festa e non il suo fondatore. Vd. 2 (1896). touvtou 9. Calkei`a [cfr. 631. 11 Così Jacoby. che fu forse fonte di Istro per la datazione delle Panatenee  10. cit. porta ad attribuire a Erittonio il momento della trasformazione degli Athenaia in Panathenaia. Nello stesso tempo. Building an Imaged Political Community in Ancient Attica.

104) ritiene che in questo caso Pausania avesse utilizzato Istro. o della fonte da cui questi attinse. si potrebbe allora proporre la presenza della testimonianza di Istro.64 istro il callimacheo e s’interpreta il passo plutarcheo nel senso di un rinnovamento e non di una fondazione teseica della festa. . dietro le parole di Plutarco e di Pausania 12. 12 Wellmann (De Istro Callimachio. p.

v. ïOmolwva~ profhvtido~ th`~ ÆEnuevw~: h}n profh`tin eij~ Delfou. Se Fozio attesta la presenza di Zeus Homoloios a Tebe. 10 FHG] – Photius [O 333] s. Apostol. ïOmolw`a F.n o{molon levgesqai: e[sti de.v. Istro. Steph.. Cfr. ïOmolwi?a : ïOmolowva/ Jacoby post Qhvbai~ add. nel dodicesimo libro della Raccolta sostiene che l’epiteto deriva dal fatto che in eolico i concetti di armonico e pacifico si esprimono con o{molo~. Schol. tw`n oJmonoouvntwn Apostol. : ïOmolwva/ ~ (ïOmwlova~ A.  : e[sti de.  : uJpo.f 5 3 6 65 F 5 [F5 FGrHist. Apostol. ejn thæ` dwdekavthæ th`~ Sunagwgh`~. 2 Boiwtiva~ : Boiwtikai`~ (Boiwtiakai`~ SM) Suda oJ om. kai. 1 Sulla diffusione a Tebe e in Beozia vd. Byz. Suda [O 275] s. Apostol. SEG XXVI. Suda (S) ïOmolwva~ Phot.v. kai. Dhmhvthr ïOmolwi?a ejn Qhvbai~. dia. s. Apostol. eijrhniko. che deriva da Homoloa la profetessa di Enyeus. la quale profetessa venne mandata a Delfi come scrive Aristofane nel secondo libro dei Thebaika. XII 67 (s. oJ ejn Qessaliva/ ajpo.v. però. ïOmolwvi>o~ Zeuv~· ejn Qhvbai~ kai. Per l’attestazione del culto in Beozia e in Tessaglia vd. 6 o{molon : o{milon Suda (A) 7 e[sti de. [O 777] s. in Beozia e in Tessaglia. Suda. fhsin Jacoby ÆAristofavnh~ : ÆAristovdhmo~ Reines deutevrw/ : bV Suda ejn deutevrw/ Qhbai>kw`n om. c’è anche quello della Tessaglia. ejn a[llai~ povlesi Boiwtiva~· kai. ïOmolavia> ~ G) Suda ÆEnuevw~ : Eujnevw~ Suda (G) 4 wJ~ Suda. c’è poi una Demetra Homoloia a Tebe. Suda 3 ajpo. oJmonohtiko. ïOmolwvi>o~ Zeuv~. in Lycophr.n kai. parÆ Aijoleu`sin to. anche Hesych. 1976-1977. 520. ïOmolw`a profh`ti~ Suda (S) Zeus Homoloios: a Tebe e in altre città della Beozia. . altre fonti ricordano oronimi e toponimi della Grecia centro-settentrionale affini all’epiclesi del dio  1.. Alex. ïOmovlh. ïOmolwvi>o~ et Apostol. : oJ Phot.v. ïOmolwvi>o~ Zeuv~) 4 ÆAristofavnh~ ejn deutevrw/ Qhbai>kw`n : FGrHist 379 F2 1 ïOmolwvio> ~ : ïOmolavio> ~ Suda (G) 2-3 ejn Qhvbai~ ~ Qessaliva / : ejpi. to.~ pemfqh`nai wJ~ ÆAristofavnh~ ejn deutevrw/ Qhbai>kw`n: ÒIstro~ de.

Radtke. nr. inoltre U. W. ad loc. Lycophr. Steph. 585.Saint-Étienne. 482. Zeus. 371. Stählin. [O 776] s. Idyll. F. 62. schol. Stählin s. per cui cfr. la cui origine onomastica veniva individuata o in ïOmolweuv~ figlio di Anfione. s.66 istro il callimacheo Esisteva infatti un monte della Tessaglia di nome ïOmovlh (ïOmovla). ad loc.vv. Descrizione topografica e storica della Tessaglia nel periodo ellenico e romano. o nell’altrimenti inattestato monte ïOmolwvi>on. 570. 2259-2261. XL. Homole. 2262.. Una parte . 1983. scrive che il nome ïOmolwi?de~ derivava dall’assedio tebano del monte Homole. ïOmovlh e ïOmovlion. in RE VIII. Hesych. [Apollod. (zona sacra a Pan) (= Ephor. 16-20 mai 1983). in «Hermes» 36. VIII (1956). Gisinger s. 186-188. 4 Paus. pp. Theocr. 2261. F. Sulla zona vd. ad loc. Bölte s. 1119. F. III 6. La Tessaglia ellenica. coll. IX 8. Hurst. Era inoltre chiamata ïOmolwi?de~ una delle porte di Tebe. invece. 69-72. 6. in «Hermes» 26. 2 (1913). FGrHist 383 F5a). ïOmolwi?de~. cfr. 1891. A.v. 195 s. infra n. 702. nrr. Die sieben Thore Thebens. 103. col. oppure in ïOmolwi?~ figlia di Niobe 3. Pind. dove si trovava la polis di ïOmovlion 2.. von Wilamowitz-Möllendorff. 2 Eur. Suppl. Il Periegeta spiega che. Soveria Mannelli 2001. ad loc. Cantarelli. schol. fr. Homolion. ad loc.. p.v. 1990. ed. schol. 44-46..vv.. dopo la sconfitta subita dagli Argivi presso Glisas in Beozia 4. Byz. Les Béotiens de Lycophron. IX 5.v. 1985. in RE VIII. 5-7. Rhod. detto anche ÓOmolo~ e identificato con la parte settentrionale del massiccio dell’Ossa in Magnesia a sud della valle di Tempe. col. Jessen s. (= Aristod. Suppl. 268) e una a Rodi (Lindos II 26: nella forma ÆAmalov~. col. Alex. Eur. 2 (1913). H. XXXIII. Vd. inoltre una testimonianza a Eretria (IG XII 9. XV (1978). a cura di F.. schol. 16b-c. in DNP 5 (1998). Bibl. Paus. Phoen. ïOmovlh (gli abitanti sono detti ïOmoloei`~) e ïOmovlion (etnico ïOmolieuv~ e nome del tempio ïOmolwvio> n). in RE. Paris 1985. 6-7. Byz.. Pausania. 22. nr. FGrHist 383 F5b. Ap. ïOmovlh. 1901. FGrHist 70 F228. pp.v. in La Béotie antique (Lyon . in RE VIII. Aristod. 452. Homoloeus e Homolois 1-2. 7. 3 Aeschyl. (dove Homole è anche polis della Tracia). Sept. 214-217. 493 e 608. it. schol. 2 (1913). in RE.vv. ïOmovlh 1-2. F. Kramolisch s.. Strabo VII fr. coll. H. Steph. 113 Maehler). nr.]. I 594. i Tebani sopravvissuti fuggirono in Illiria con Laodamante figlio di Eteocle.. 1468 s. pp. vd. 520 (dove ïOmolwi?~ è epiteto di Atena). ïOmolwivde~ puvlai e ïOmolwvion. s.vv. 5).. IX 8. O. Aristodems ÆEpigravmmata Qhbaikav. Herc. dopo la sconfitta.. Schwabl s. XXXV. coll.. 2264 s.v.

Cyprus.vv. Aristod. London 1986. J. Matthews (eds. A Lexicon of Greek Personal Names. Toronto 2004.). 159 s.. in RE X. III. Zeus. 83. potrebbe forse essere la consultazione oracolare in seguito alla quale venne istituito il culto di Zeus Homoloios. Tod. 113 Maehler. Oxford 1994. Ziehen s. A. [A 3688] s. ïOmolwi>odwvra. 270. 234. A Lexicon of Greek Personal Names.). Schwabl s. in RE V. 2 (1913). Sui due argomenti in generale vd. 161. fr.vv. Cults of Boiotia. si recò in Tessaglia e occupò l’Homole. III. Greek and Roman Chronology. 86. Breglia Pulci Doria. Fraser .). col. Che la festa si svolgesse anche nell’isola di Tenedo in onore di Zeus è forse testimoniato da Hesych. I: The Aegean Islands. 81. II: Herakles to Poseidon.. in La Béotie antique. Sul mese Homoloios vd. II: Attica. P. Cyrenaica. Osborne .. 1 (1900). Possono infine ricordarsi diversi antroponimi (diffusi prevalentemente in Beozia) derivanti da ïOmolwvi>o~.M. Aspetti del culto di Demetra in Beozia: Demetra ïOmolwi?a e le divinità a lei connesse.G. Homoloia. 67. P. P. FGrHist 383 F5b.B: Central Greece: from Megarid to Thessaly.. Traill. A.vv. XIII. ÆAmalw`/a.v. in RE VIII. Schachter. p. tranne il suo legame con Enyeus.E.vv. 3196-3197. s. Persons of Ancient Athens. p. p. Homoloios 2. Sicily.. per le testimonianze epigrafiche vd. denominarono Homoloides le porte attraverso le quali erano rientrati a Tebe. però. 128 s. col. Bischoff s. Matthews (eds. 2264. H. s. Byrne (eds. A Lexicon of Greek Personal Names. p. s.vv.). IG VII 48.M.E.v.A (1972). in «JHS» 54. 58 s. M. ïOmolwi?wn: vd. . 78.S. in DarSag III.. Greek Inscriptions at Cairness House. s.A: Peloponnese.f 5 67 Sono inoltre attestati la festa degli ïOmolwvi>a a Orcomeno (e forse a Tebe) e il mese ïOmolwvi>o~ in Beozia. L. ïOmolwi?~. Fraser . Oxford 1997. La missione a Delfi. Oxford 1987. München 1972. ïOmolwi>ovdwro~. e se si mette in relazione questa notizia con un passo di essi.E. pp.S. Thebai. cfr. E. and Magna Graecia.. L. di cui parlava Aristofane nei Thebaika.v. dal nome del monte Homole. Saglio s. s. Matthews (eds.E. Pind. 5 Sulla festa degli Homoloia vd. 1550 s. E. 1934. in Tessaglia e in altre parti del mondo greco 5. Calendars and Years in Classical Antiquity.A. Western Greece. ïOmolwvi>co~.M. col. cit. Oxford 2000. 2 (1934). A Lexicon of Greek Personal Names. Samuel.J. Nulla invece si sa di una profetessa Homoloa. Fraser .v. Richiamati in patria da Tersandro figlio di Polinice.N.. quali ïOmolwv.v. M.

161. 216. Sulla profetessa e l’origine delfica del culto di Zeus Homoloios vd. Steph. il quale riferisce l’epiteto divino a coloro che sono concordi (ejpi. 161. La forma ÆEnueuv~ è ricordata accanto al femminile ÆEnuwv: vd.. XII 67. 9-11. Una nuova dea a Naxos in Sicilia e gli antichi legami fra la Naxos siceliota e l’omonima isola delle Cicladi. 2 (1905). si può altresì ipotizzare che il viaggio delfico della profetessa avesse per fine un atto di riconciliazione 6. Homoloia 2. Enyo. col. Die sieben Thore. Puqwv. coll.. col.v. 2654 s. Enyeus. tra i ‘vecchi’ cadmei che tornano in patria e i nuovi abitanti che li accolgono». Waser s. cit. Waser s. 2-3. O. Jessen s. 2 (1905). pp. Hom. Queste considerazioni e la diffusione in area eolica degli elementi sopra esaminati giustificano il nesso istituito da Istro fra l’epiclesi ïOmolowvio> ~ e l’aggettivo o{molo~. p. 2653. part... 161. supra nn. Su Enyo.v. in RE VIII. R. 1054. O.. il quale osserva che non è necessario attribuire il frammento ad Aristodemo. Lycophr. 2262 (la profetessa è considerata figlia di Enyeus). Gordon s. Guarducci. dove si afferma che un ulteriore elemento di concordia sarebbe ravvisabile nel passo di Pausania (IX 8. in RE V.L.v. Alex. inoltre Wilamowitz-Möllendorff. Aspetti del culto di Demetra. anch’egli autore di un’opera intitolata Qhbai>kav – o ÆEpigravmmata Qhbai>kav – e tralatore di alcune informazioni sull’argomento in questione (vd. Vd. 2 (1913). cit. O. 5). 163. 4.. vd. Il. supra n. 4) riguardante il ritorno a Tebe dei nipoti di Eteocle dopo l’occupazione dell’Homole.. cfr. col. p.v. Kommentar zu Nr. 7 Breglia Pulci Doria. 6 . questa interpretazione dell’epiteto di Zeus viene generalmente accettata 7. In mancanza di prove contrarie e per quanto etimologicamente infondata. dea della guerra appartenente alla cerchia di Ares. È difficile valutare l’apporto di Aristofane (FGrHist 379 F2) e la collocazione della notizia nella sua opera. che sarebbe l’equivalente eolico di oJmonohtikov~ e di eijrhnikov~. 519. dell’ oJmovnoia.68 istro il callimacheo del paremiografo Michele Apostolio. Breglia Pulci Doria. Paus.v. 1985. 162 s. I 8. s. 297-607 (Text). Aspetti del culto di Demetra.. V 333. che attribuisce a oJmolwvio> ~ il significato di oJmovboulo~ (oJmobouvlio~). in DNP 3 (1997). 592. Byz. FGrHist IIIb. p. M. 5-7: vd. e soprattutto p. tw`n oJmonoouvntwn). Apostol. pp. il cui titolo è variamente tramandato come Qhbai`oi w|roi o Qhbai>kav: vd.. Jacoby. Enyo 1. in RE V. in «MEFRA» 97. cit. per cui le porte Homoloides sarebbero in qualche modo «le porte della riconciliazione.

per la quale vd. Aspetti del culto di Demetra. “liscio”. Ead. 230 s. 8 Vd. 163 e 167. 144B).v. Miti di Demetra e storia beotica. n. ïOmolwvi>o~. pp.. Schwabl s. ove si accetta l’interpretazione wilamowitziana dell’epiclesi Homoloios (vd. pp. Ead. cit. p..). ma anche “concorde”) vd. in Recherches sur les cultes grecs et l’Occident. Per l’accostamento dell’eolico o{molo~ a oJmalov~ (“piano”. 69-88. Demetra tra Eubea e Beozia e i suoi rapporti con Artemis. LSJ9 s.f 5 69 Non si sa invece se Fozio abbia attinto da Istro anche la notizia relativa all’esistenza di una Demetra Homoloia a Tebe 8. 1468 s. cfr.v. “livellato”. II. 1986.. Zeus. epiteto di Zeus a Mileto (Milet I3. precedente) e si considera la Demetra tebana una divinità legata all’assemblea (in rapporto anche all’epiclesi ïOmariva. in «DHA» 12. cit. Naples 1984.. col. . Breglia Pulci Doria.

ejpei. h|~ ÒIstro~ ejn thæ` ibV mevmnhtai. raccogliendo quanto tramandato dagli scrittori. Lh toi`~ om. de. kataskeuvasmav ti w{sper wJronomikovn. a[peiron Lh to. ta. ejpeidh. che è uno strumento per segnare le ore. fasi. G ÒIstro~ om. dato che anche nel tribunale c’è una clessidra. om. sulla quale lo scoliaste si sofferma descrivendo il monumento e spiegando il significato del termine comune kleyuvdra. Si dice che abbia una profondità infinita. ou{tw de. Narrano che una tazza insanguinata caduta in essa sia stata vista al Falero che dista venti stadi. u{dwr aJlmurovn.~ ÆAqhnaivou~ wJ~ filodivkou~. e[paixe de. kai.70 3 6 9 istro il callimacheo F 6 [F6 FGrHist. th. pavlin diasuvrwn tou. de. eij~ tauvthn dev fasin hæJmatwmevnhn fiavlhn pesou`san ojfqh`nai ejn tw`/ Falhrikw`/ ajpevconti stadivou~ ei[kosi. . de. wjnomavsqai. ma che l’acqua sia salmastra. ejn tw`/ dikasthrivw/ ejsti. wjnomavsqh ELh ejthsivwn : ejthsivw R 5 lhvgei VELh : levgei RG 5-6 th. aujth.n ejn Dhvlw/ krhvnhn. V 3 ejn thæ` ibV om.  : kai. 11 FHG] – Schol. (Aristofane) scherza poi ancora mettendo in ridicolo l’amore degli Ateniesi per i processi. Ai versi 1694-1705 degli Uccelli Aristofane deride i sicofanti attivi presso i tribunali e menziona la Clessidra di Atene. 8 ajpevranton : ajpevraton R. che Istro ricorda nel dodicesimo libro. to. lhvgei oJmoivw~ tw`/ Neivlw/. R 4 wjnomavsqai V : wjnoma`sqai RG. thæ` ajkropovlei Lh hJ Kleyuvdra RVEG2. w{sper kai. kleyuvdra. Lh wJronomikovn : wJrinimikovn V La Clessidra è una fonte sull’Acropoli. pauomevnwn de.n ~ krhvnhn : hJ ~ krhvnh Lh 6 fasin G : fhsin cett. toi`~ suggrafeu`sin ajnalegovmeno~. ajrcomevnwn tw`n ejthsivwn plhrou`tai.n ajpevranton bavqo~ e[cein. vetTr in Aristophanis Aves 1695a Holwerda: krhvnh ejn ajkropovlei hJ Kleyuvdra. para. 2-3 ÒIstro~ ~ ajnalegovmeno~ : T4 2 krhvnh ~ Kleyuvdra : para. kai. Ha questo nome perché si riempie quando iniziano i venti Etesii e smette quando cessano. Lh aJlmurovn : aJlukovn Lh 10 w{sper om. come il Nilo e la sorgente di Delo.

857 Koster. che gli scavi moderni hanno identificato sulle pendici nord-occidentali dell’Acropoli 1. ma il riferimento è comunque degno di nota perché getta un po’ di luce sul metodo di lavoro del Callimacheo 2. in «Hesperia» 12. in Studies in Athenian Architecture. J. Paus. Suda [K 1742] s. 4. mentre Klepsydra quello della fontana monumentale fatta costruire in epoca cimoniana tra il 475/70 e il 460. kleyivrruton u{dwr. Schol. 1) e del soprannome di un’etera dal quale Eubulo trasse il titolo di una commedia (Ath. XIII 567d = Eub. Pedwv. 2 Cfr.L. dove sono impiegati i verbi plhmurei`n ed ejndei`n per spiegare il fenomeno. [K 2940] s. Parsons. Camp. Kleyuvdra.v. vetTr in Aristoph. Vesp.W. Deipn. 911 e 913 Hangard. The Archaeology of Athens. Si ritiene che Empedo fosse il nome della fonte naturale.v. [P 1206] s. 33. Kleyuvdra.f 6 71 La Clessidra era una fontana di Atene originariamente chiamata ÆEmpedwv. Phot. 191-267. ma trae probabilmente origine da un’interpretazione letterale del termine kleyuvdra.. pp. Per la storia degli scavi e l’analisi dettagliata del monumento vd. in Aristoph. Lys. 141-154. T4. 54 PCG). La periodicità del flusso della fonte è stata smentita dagli studi moderni. Hesych. Klepsydra and the Paved Court of the Pythion. La prodigiosa lunghezza del corso d’acqua 1 .London 2001. Smithson. fr. New Haven . The Prehistoric Klepsydra: some Notes. 1943. che si sarebbero estese sino al Falero  3.. [K 2941] s. che evocando l’idea del “rubare” o “nascondere” (klevptein) l’acqua potrebbe aver portato a pensare all’alternanza di piena e siccità della sorgente. Lys.v. E. Princeton 1982. 6. Ugualmente infondate sono le allusioni al lungo percorso sotterraneo delle acque della fonte. A.v. p.M. [K 771] e Suda [K 1742] s. 913. 3 Sulla periodicità del flusso vd. 70 s. in Aristoph. pp. Non è possibile identificare i suggrafei`~ dai quali Istro avrebbe attinto le informazioni sulla Clessidra. 913 Hangard. I 28. Un dato che ha invece trovato riscontro per via Aristoph.v. Il nome proprio Klepsydra è attestato solo due altre volte nella letteratura greca: si tratta di una fonte di Messene (Paus. schol. Sculpture and Topography presented to Homer A. Thompson. IV 31. Schol. Lys. Kleyuvdra.

Dohrn-van Rossum s. fr. col. [K 2941] s. 1 (1907). Acharn. Phot. vetTr in Aristoph. An Athenian Clepsydra. Poll. in Aristoph. Armstrong . pp. 93 e 857 s.Kranz6 (= Aristot.. 4 Parsons.. Notes on a Water Clock in the Athenian Agora. 203. Noble D. inoltre J. kleyuvdra.v. vetTr in Aristoph. Uhr II.. 1968. blovy e [K 772] s.]. 1977. Hünemörder s.v. pp. X 61. col.v. vd. 204 s. 693. 473b 8-474a 7) (sulla descrizione di Empedocle vd. pp. 345-355.v. Vesp.v. Ath. Lys. De respir. 5 Emped. . The Water Clock in the Tower of the Winds. per una ricostruzione dell’orologio ad acqua della Torre dei Venti. Nell’accezione comune il termine kleyuvdra indica l’orologio ad acqua utilizzato nei tribunali per misurare il tempo di cui disponevano gli oratori. Young. in «Isis» 61. e nelle commedie di Aristofane il vocabolo diventa sinonimo di dikasthvrion 5. La fonte di Delo potrebbe essere l’ ÆInwpov~: cfr. in DNP 12/1 (2002).A. 67. cit. VIII 16. T. kleyivrruton u{dwr e [K 2941] s. Sulla questione vd. C. Kleyuvdra. 161 s. [K 2940] s. kleyuvdra. schol. A. In generale sull’argomento vd. [B 178] s. 147-161. L.B. 713-717.v.. vd. 913 Hangard. lo stesso dicasi per il sapore poco gradevole delle sue acque dovuto all’alto contenuto calcareo 4. De Solla Price. Hesych.D. cit.v. Aristoph.v. in «AJA» 72. Parsons. 1970. col. è stata pubblicata da S.J. Klepsydra. databile tra la fine del V e l’inizio del IV secolo. J..v. 31 B 100 Diels . schol. T. in RE IV. in DNP 4 (1998). Suda [K 1743] s. G. in RE XI. Etesien. 223. 2463. Schol. 520-530). continuo. coll. Etesiai.v. Klepsydra 2. pp. 2 (1901). Vesp. per una clessidra monumentale dell’Agorà della seconda metà del IV secolo.v.E.V. è ricordata anche da Hesych. 205. Rehm s. pp. Acharn. kovgx. in «Hesperia» 46. pp. Worthen. Camp. 274-284. Delos 1.F. Thalheim s. con spiegazione del funzionamento dell’oggetto nei tribunali e raccolta delle fonti. Klepsydra. coll. in RE VI.J. Bürchner s. kleyuvdra e [K 3184] s. Erodoto (II 20) indica in essi la causa delle piene del Nilo.72 istro il callimacheo archeologica è la profondità della Clessidra. 93a-c e 857 Koster.v. in «Hesperia» 8. 973 s. [Aristot. sui venti Etesii (venti estivi dell’Egeo di direzione nord). Pneumatic Action in the Klepsydra and Empedocles’ Account of Breathing. 1939. 1 (1921). Una clessidra dell’Agorà di Atene. pol. cui sembra peraltro alludere il nome ÆEmpedwv (e[mpedo~ = “saldamente fisso nel suolo.M. 2. incessante”). 693a-b Wilson. 807-809..

riporta una sua versione particolare e del tutto diversa a proposito di Etra. Mounuvcou muqologivan. 13 ajpavgein : ajpagagei`n Bekker 14 katalhfqei`san : kataleifqei`san I Dicono che Etra. marturei`n ÓOmhron e{pesqai thæ` ïElevnhæ favmenon ‹‹ Ai[qrhn Pitqh`o~ quvgatra Klumevnhn te bow`pin ÌÌ.n e[cei pollh. wJ~ ejnivwn legovntwn. 4 ÓOmhron : Il.n¼ ejn Qessaliva/ »Pavrin¼ Jacoby. : qugatevra codd. Theseus 34: Ai[qran de. III 144 5 Pitqh`o~ : Pitquvo~ P quvgatra Hom. ejn Qessaliva/ Siebelis in comm.n peri. th.n ejn Qessaliva/¼ Pavrin Lindskog. Patrovklou mavchæ krathqh`nai para. (2) Alcuni però considerano spuri sia questo verso sia il mito di Mounychos. tou`to to. Alessandro Paride . ajlla. ÆAlevxandron me. sarebbe stato allevato da Etra a Ilio. to. 6 Mounuvcou : Mouunuvcou V 9 lovgon oJ ÒIstro~ : lovgon oJ ÒIstro~ lovgon B 10 ÆAlevxandron : ÆAllevxandron U 11 to. dopo essere stato generato in segreto da Laodice con Demofonte.n »ejn Qessaliva/¼ Pavrin Ziegler : »to.n Qhsevw~ mhtevra genomevnhn aijcmavlwton ajpacqh`nai levgousin eij~ Lakedaivmona kajkei`qen eij~ Troivan meqÆ ïElevnh~.n Troizhnivwn povlin labovnta diarpavsai kai. la madre di Teseo. parhllagmevnon o{lw~ lovgon oJ ÒIstro~ ejn thæ` triskaidekavthæ tw`n ÆAttikw`n ajnafevrei peri.n Ai[qran ajpavgein ejkei` katalhfqei`san. Ai[qra~. per cui. th. nel tredicesimo libro degli Attika. ÓEktora de. tou`to me. th. »to.n »ejn Qessaliva/¼ Pavrin uJpÆ ÆAcillevw~ kai. (3) Istro.n Pavrin. kai. to.n Ai[qran levgousin. ejn Qessaliva/ to. dopo essere stata fatta prigioniera fu portata a Sparta e da lì a Troia assieme ad Elena. (2) oiJ de. (3) i[dion dev tina kai.n ajlogivan. o}n ejk Dhmofw`nto~ Laodivkh~ kruvfa tekouvsh~ ejn ÆIlivw/ sunekqrevyai th. del quale narrano che. 12 FHG] – Plutarchus. kai.f 7 3 6 9 12 73 F 7 [F7 FGrHist.n to.n Pavrin Koraes. secondo quanto alcuni dicono. th.n Sperceiovn. e[po~ diabavllousi kai. e che lo testimonierebbe Omero quando afferma che seguirono Elena «Etra figlia di Pitteo e Climene dai grandi occhi».

Harder s. Stando al passo omerico. R. mentre non è attestato alcun Mouvnuco~ figlio di Demofonte. 307-313. coll. figlio di Pantakles ed eroe eponimo di Munichia. vd. Elena sarebbe stata condotta ad Afidna in Attica e qui affidata alle cure 1 Sulla figura di Etra vd.E. 1107-1109. Ma questo racconto è completamente assurdo. che cita Stesicoro. Aithra. Sulla funzione di Etra nelle Supplici di Euripide vd. Madrid 1994. 368. col. Lo scrittore.. pp. il commento si concentra invece sulla versione del ratto di Elena fornita da Ellanico e sostanzialmente seguita da Plutarco: dopo essere stata rapita da Teseo. Etra: la visión del héroe a través de la madre. Ampolo . l’avrebbe saccheggiata portandosi via Etra che aveva catturato lì. presa la città di Trezene.v. e di Laodice. vd. La questione è trattata anche nello scolio al medesimo verso. Nel terz’ultimo capitolo della Vita di Teseo il problematico verso 144 del terzo libro dell’Iliade offre a Plutarco lo spunto per una discussione circa il destino di Etra. nato dall’unione clandestina di Demofonte e Laodice. 1 (1893). rammenta che alcuni consideravano spurio proprio il verso 144. la madre dell’eroe. Hellan. 1). il quale. ricorda la presenza di Climene a Troia. Pérez Jiménez. in Actas del VIII congreso español de estudios clásicos (Madrid. Aithra 1.v. Etra sarebbe giunta a Troia al seguito di Elena  1. 23-28 de septiembre de 1991). p.Manfredini. ove viene respinta l’identificazione della donna con la madre di Teseo perché sarebbe stato disonorevole per Etra seguire la nuora Elena in qualità di ancella. Wernicke s. sarebbe stato allevato a Ilio da Etra 2. però. Sulla correzione del plutarcheo Mouvnuco~ in Mouvnito~. 255 s. così come la leggenda di Mounychos (Mounitos). 498) ed Euforione (fr. Plutarco. FGrHist 4 F42a-b = 323a F5a-b = F165a-b Ambaglio. mentre Ettore. K. Vite di Teseo e Romolo. 2 Licofrone (Alex.74 istro il callimacheo [in Tessaglia] sarebbe stato sconfitto in battaglia da Achille e da Patroclo presso lo Spercheio. II. figlio di Teseo. in DNP 1 (1996). 58 Powell) ricordano Mouvnito~ figlio di Acamante figlio di Teseo e di Laodice figlia di Priamo. Su Mounychos. Pausania (X 26. A. in RE I. .

]. Bernabé). Per la questione vd. F20 Bernabé). FGrHist 4 F134 = 323a F20 = F180 Ambaglio). 7. cfr. [Apollod. 17. Thes. FGrHist 4 F168b = 323a F19 = F179b Ambaglio). III 10. fr. Alex. sia pure in via congetturale. X 25. FGrHist IIIb (Suppl. 425-428: fra queste si segnalano l’arca di Cipselo (Paus. Un altro frammento di Ellanico. Rhod. 79. in Lycophr.. Thes. 513 (= Dur.v. successivamente i Dioscuri. 39-42. I 101-104. in Eur. Schol. Fab. 63. U. I figli di Teseo non sono menzionati nell’Iliade. Diod. 4 Schol. 258 Snell).f 7 75 di Etra. Paus.]. 8 (= Il. IX 73. 7. 22. informa che i figli di Teseo avrebbero intrapreso la spedizione contro Troia per impadronirsi di Etra come preda di guerra o per riscattarla con doni 4. IV 63. I 17. 31. Paus. Comp. Plut. 31 (= Hellan. fr. 271 (= Il.. Pausania [II 22. pp. in Lycophr. I.. Sulla spedizione dei Dioscuri contro Afidna vd. Epit. 5. 3. et Rom. Kron s. Plut. anche Diod. Sulla giovane età di Elena al momento del rapimento vd. 513 (= Hellan.. 1 (1981).. 23. 21 Page). nel tentativo di liberare la propria sorella. 6-7 (= Stesich. 35. IV 63. Alex. 1. 14 Page). 4 (= Alcm. FGrHist 4 F143 = 323a F21a = F181 Ambaglio). 2. FGrHist 76 F92)] afferma che dall’unione di Teseo ed Elena nacque Ifigenia. 92.]. Cfr. Strabo IX 1. Thes. Procl. I 41. inoltre Hdt. vd. 3 Schol D in Hom. 1. Hec. 3. Paus... Schol.. Sulle rappresentazioni figurate di Etra al seguito di Elena e sulla sua liberazione da parte dei figli di Teseo.. 32. Plut. Hyg. exc. 123 (= Hellan. 5. 41. D in Hom. III 144 van Thiel (= Hellan. Bibl. Sul rapimento di Etra da parte dei Dioscuri vd. Sam.) 323a-334 (Text). Schol. 6. Plut. in Ap. III 242 van Thiel (= Cypria F13 Bernabé). Cfr. FGrHist 4 F168a = 323a F18 = F179a Ambaglio). avrebbero preso come prigioniera Etra 3. Schol. parv. pp. Aithra 1. 5 Schol. arg. 7. Il. 3) e le pitture di Polignoto nella Lesche degli Cnidi a Delfi . Thes. conservato da uno scolio all’Ecuba di Euripide. 5 (= Pind. Chrest. in Eur. l’eventuale interpolazione di Iliade III 144 e far risalire a quest’epoca la versione del mito secondo cui Etra sarebbe stata portata a Ilio con Elena 5. fr. Il.. in LIMC. V 19. [Apollod.. ma la liberazione di Etra a Troia per mano loro era narrata dal ciclo epico: è dunque possibile ascrivere agli autori di questi poemi. Jacoby. Epit. Troad. [Apollod. V 19. 6.

76

istro il callimacheo

È verosimile che anche gli studiosi alessandrini si siano
misurati con l’interpretazione del verso omerico, sicché è ipotizzabile che il passo di Plutarco riguardante Etra derivi da Istro, il
quale, pur essendo una delle probabili fonti della vita di Teseo,
è citato in modo esplicito solo in questo capitolo dell’opera 6.
Purtroppo non è possibile ricavare l’estensione del frammento
del Callimacheo né la sua precisa collocazione negli Attika, e
neppure si riescono a identificare gli e[nioi dai quali dipenderebbe
il racconto alternativo del rapimento di Etra.
I combattimenti di Paride in Tessaglia e di Ettore nel
Peloponneso fanno pensare a un’offensiva troiana contro la
Grecia, e, come ha scritto Jacoby, l’esistenza di miti su questa
sorta di contro-invasione non dev’essere per forza rifiutata  7:
potrebbe infatti trattarsi di una leggenda piuttosto antica e
risalente, forse, ai primi interpreti del verso omerico, i quali
dovevano ricordare la campagna dei Misi e dei Teucri contro
(ibid. X 25, 7-9; 26, 1). Vd. inoltre M.D. Stansbury-O’Donnell, Polygnotos’
Iliupersis: a New Reconstruction, «AJA» 93, 1989, pp. 203-215; M.J. Anderson, Onesimos and the Interpretation of Ilioupersis Iconography, in «JHS»
115, 1995, pp. 130-135; G. Ferrari, The Ilioupersis in Athens, «HSPh» 100,
2000, pp. 119-150. L’autenticità di Il. III 144 è difesa da M. van der Valk,
Researches on the Text and Scholia of the Iliad, II, Leiden 1964, p. 436 (il verso
sarebbe coerente con il legame fra Elena e i Dioscuri e si può ipotizzare che
la donna avesse ancelle di alto rango) e da A.I. Zajcev, Traces du mythe de
l’enlèvement d’Hélène par Thésée dans l’épopée homérique (Il. III, 144-145),
in «VLUist» 20, 1964, pp. 90-100, il quale pensa che la menzione di Etra
come ancella di Elena a Troia costituisca la prima testimonianza letteraria del
mito di Teseo e di Elena. Vd. inoltre T.E. Jenkins, Homêros ekainopoiêse:
Theseus, Aithra, and Variation in Homeric Myth-Making, in M. Carlisle O. Levaniouk (eds.), Nine Essays on Homer, New York - Oxford 1999, pp.
207-226, per il quale il verso è una variante omerica utile a dar maggior
pregnanza e poesia alla scena della teicoskopiva.
6
Cfr. Jacoby, FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334 (Text), p. 633 s.
7
Ibid.

f 7

77

l’Europa citata ancora da Erodoto 8; in alternativa il racconto
potrebbe essere stato inventato descrivendo la spedizione di
Agamennone come una risposta all’attacco troiano, con l’intento di smorzare le critiche dello storico di Alicarnasso sul
comportamento dei Greci, che si sarebbero macchiati della
colpa di aver mosso per primi guerra contro l’Asia 9.

8
9

Hdt. VII 20, 2.
Ibid. I 4.

78

3

6

istro il callimacheo

F 8 [F8 FGrHist; 13 FHG] – Harpocration s.v. ojscofovroi·
ïUpereivdh~ ejn tw`/ Kata; Dhmevou, eij gnhvsio~. peri; tw`n
ojscofovrwn a[lloi te eijrhvkasi kai; Filovcoro~ ejn thæ` bV. oJ de;
ÒIstro~ ejn thæ` igV peri; Qhsevw~ levgwn gravfei ou{tw~· ‹‹ e{neka
th`~ koinh`~ swthriva~ nomivsai tou;~ kaloumevnou~ ojscofovrou~
katalevgein duvo tw`n gevnei kai; plouvtw/ proucovntwn ÌÌ. hJ de; o[sch
klh`mav ejsti bovtru~ ejxhrthmevnou~ e[con: tauvthn de; ojrescavda
e[nioi kalou`sin.
Cfr. Phot. [O 354] et Suda [O 725] s.v. ojscofovroi 2 ïUpereivdh~ ejn tw`/ Kata;
Dhmevou : fr. 87 Jensen 3 Filovcoro~ ejn th`æ b´ : FGrHist 328 F16 = F16 Costa
2-6 ïUpereivdh~ ~ katalevgein om. Epit., Phot., Suda 2 Dhmevou Blanchard :
Dhmaivou Harp. post gnhvsio~ add. oJ lovgo~ A 3 bV corr. Boeckh : ibV Harp.
4 Qhsevw~ : Qevsew~ BC levgwn : lovgou C 6 duvo : duvo h\san Epit., Phot.,
Suda (h\san om. F) tw`n : tw`/ Suda (F) proucovntwn : proecovntwn Epit.,
Suda, diaferovntwn Phot. de; om. A 7 ejsti : ejsti‹n ajmpevlouÌô Jacoby in
app. 7-8 de; ojrescavda e[nioi : dÆ e[nioi ojrescavda Epit., Phot., Suda

Oschophoroi (“portatori di tralci di vite”): Iperide nell’orazione Contro Demea, se è autentica. Riguardo agli oschophoroi
anche altri hanno parlato, oltre a Filocoro nel secondo libro.
Istro però nel tredicesimo libro, parlando di Teseo, scrive
così: «Poiché tutti si erano salvati, decise che i cosiddetti
oschophoroi fossero scelti in numero di due fra coloro che si
distinguevano per nascita e ricchezza». L’osche è un tralcio
con grappoli appesi; alcuni la chiamano oreschas.

Diverse fonti hanno trattato l’argomento degli oschophoroi,
pur conservando notizie incomplete e talora contraddittorie.
Secondo Ateneo, nel terzo libro dell’opera Su Pindaro Aristodemo riferiva che durante la festa attica degli Skira si svolgeva
una corsa di efebi in direzione di Atene, durante la quale essi
portavano un tralcio di vite con grappoli, detto w\sco~, cor-

f 8

79

rendo dal tempio di Dioniso sino a quello di Atena Skiras; il
vincitore otteneva la coppa pentaplova, così chiamata perché
conteneva vino, miele, formaggio, un po’ di farina e d’olio, e
sfilava in processione con un coro  1. Nel medesimo contesto
Ateneo ricorda anche Filocoro, il quale avrebbe parlato della
pentaploa nel secondo libro dell’Atthis 2.
Plutarco, basandosi probabilmente anche sulla testimonianza di Demone, riferisce che la festa degli ÆWscofovria sarebbe
stata istituita da Teseo dopo l’uccisione del Minotauro e che
in quell’occasione egli avrebbe allestito una processione con
i due giovani che, travestiti da fanciulle, avevano partecipato
con lui alla spedizione cretese; costoro sarebbero stati abbigliati
«come coloro che oggi portano gli oschoi» (wJ~ nu`n ajmpevcontai
tou;~ wjscou;~ fevronte~) a Dioniso e ad Arianna 3.
1

Aristod., FGrHist 383 F9 (= Ath., Deipn. XI 495f-496a). Non è
nota l’ubicazione dello iJerovn di Dioniso, mentre si conoscono due santuari
di Atena Skiras al Falero (Paus. I 1, 4; Plut., Thes. 17, 7; Hesych. [W 471]
s.v. ÆWscofovrion) e sull’isola di Salamina presso il promontorio di Skiradion
(Hdt. VIII 94, 2; Plut., Sol. 9, 6). Per un terzo tempio nella località antica
di Skiron, sulla via sacra fra Atene ed Eleusi, vd. Philoch., FGrHist 328 F14
= F14 Costa; Paus. I 36, 3-4. Sulla problematica indicazione di Aristodemo,
secondo il quale la corsa si sarebbe svolta verso Atene (ÆAqhvnaze) e dunque
in senso contrario al percorso dal tempio di Dioniso a quello di Atena Skiras,
vd. Jacoby, FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334 (Notes), F14-16 n. 162, p. 217,
il quale propone l’espunzione dell’avverbio, che sarebbe stato inserito da
un commentatore tardo per indicare il luogo della corsa: in proposito cfr.
però Costa, Filocoro, p. 153 ss. Sulla festa degli Skira (o Skirophoria), che
si celebrava nel mese di Sciroforione (giugno-luglio), vd. ancora ibid., pp.
137-141 con discussione delle fonti e della bibliografia.
2
Philoch., FGrHist 328 F15 = F15 Costa.
3
Plut., Thes. 23, 2-4 (= Demon, FGrHist 327 F6). Sugli oschophoroi portatori di abiti femminili vd. Et. M. s.v. wjscoiv; Glossae rhet. s.v. wjscoiv (Bekker,
Anecdota, I, p. 318). Sebbene sia preferibile la coppia Dioniso-Atena, che si
trova nelle altre fonti sull’argomento, la lezione ÆAriavdnhæ (Thes. 23, 4) non

80

istro il callimacheo

In un estratto della Crestomazia di Proclo trasmesso da Fozio
si aggiunge che la processione istituita da Teseo e aperta da due
ragazzi in abiti femminili andava dal tempio di Dioniso al temenos
di Atena Skiras ed era seguita da un coro che cantava i cosiddetti
carmi oscoforici (wjscoforika; mevlh); inoltre degli efebi gareggiavano nella corsa e il vincitore beveva dalla coppa pentaplh` 4.
Se i lessicografi descrivono gli oschophoroi come nobili
(eujgenei`~), uno scolio agli Alexipharmaca di Nicandro riporta
invece che erano giovani ateniesi con entrambi i genitori in
vita (ajmfiqalei`~), i quali gareggiavano suddivisi per tribù e
portavano i tralci di vite correndo dal tempio di Dioniso fino
a quello di Atena Skiras 5.
Si ricorda infine la stele dei Salaminioi del 363/62, in cui
è prescritto che gli oschophoroi e le deipnophoroi siano scelti
secondo gli antichi costumi (kata; ta; pavtria) da un archon
sorteggiato dai Salaminioi 6.
dev’essere necessariamente considerata una svista di Plutarco in luogo di
ÆAqhna`/, perché è possibile che essa si trovasse già in Demone: così Jacoby,
FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334 (Text), pp. 206, 296. Alcuni studiosi, sulla
base di Plut., Thes. 22, 4, pongono la celebrazione delle Oscoforie nel settimo giorno del mese autunnale di Pianepsione (cfr. Ampolo - Manfredini,
Plutarco. Vite di Teseo e Romolo, p. 232); occorre però ricordare che Plutarco
non dice nulla in tal senso, ma si limita a indicare questa data come quella
in cui Teseo e i suoi compagni tornarono sani e salvi ad Atene.
4
Procl. ap. Phot., Bibl. 322a.
5
Hesych. [W 469] s.v. wjscofovria; Phot. [O 354] s.vv. ojscoforei`n e
ojscofovroi; Suda [O 725] s.v. ojscofovroi; Glossae rhet. s.v. ojscoforiva (Bekker,
Anecdota, I, p. 285); Schol. in Nicand. Alexipharm. 109a. Sugli ajmfiqalei`~ vd.
P. Stengel s.v. ÆAmfiqalei'~ pai`de~, in RE I, 2 (1894), col. 1959.
6
W.S. Ferguson, The Salaminioi of Heptaphylai and Sounion, in «Hesperia» 7, 1938, nr. 1, ll. 21 e 49 = G.V. Lalonde - M.K. Langdon - M.B.
Walbank, The Athenian Agora, XIX: Inscriptions, Princeton 1991, L4a, ll.
21 e 49 = S.D. Lambert, The Attic Genos Salaminioi and the Island of Salamis,
in «ZPE» 119, 1997, nr. 1, ll. 21 e 49 = P.J. Rhodes - R. Osborne (eds.),

f 8

81

Questi passi sono stati discussi soprattutto per quanto riguarda la distinzione fra la processione e la corsa degli oschophoroi,
il percorso lungo il quale si snodavano e la loro pertinenza agli
Skira e/o alle Oscoforie 7.
Jacoby, considerando affidabile la testimonianza di Aristodemo, distingue nettamente la corsa dalla processione e assegna la
prima agli Skira, la seconda alle Oscoforie; egli inoltre congettura
che il frammento 15 di Filocoro, che proviene dallo stesso passo
dei Deipnosofisti in cui è conservato Aristodemo, contenesse una
descrizione della festa degli Skira e appartenesse a una sezione
del secondo libro dell’Atthis pertinente al regno di Eretteo 8.
Più recentemente, Edward Kadletz ha invece ribadito l’appartenenza di entrambi gli eventi alla festa delle Oscoforie, sulla base di
un rilievo di età tardo-ellenistica o romana conservato nella chiesa
di Haghios Eleutherios ad Atene, che rappresenta i mesi dell’anno: in tale raffigurazione un particolare del mese di Pianepsione
sembrerebbe dipingere il vincitore della corsa degli oschophoroi,
il che farebbe dunque cadere l’ipotesi che questa competizione si
svolgesse nel mese di Sciroforione in occasione degli Skira 9.
Greek Historical Inscriptions 404-323 BC, Oxford 2003, nr. 37, ll. 21 e 49.
Il testo dell’epigrafe, pur riguardando anche il santuario di Atena Skiras,
non menziona le festa delle Oscoforie, mentre alla linea 61 si parla di una
competizione (a[millo~), le cui caratteristiche e finalità non vengono però
specificate. Sulle deipnophoroi, che simboleggiavano le madri che avevano
portato vivande e pane ai figli sorteggiati prima della partenza per Creta,
vd. Plut., Thes. 23, 4; cfr. Hesych. [D 527] s.v. deipnofovroi.
7
Per una disamina delle fonti e della bibliografia sull’argomento vd.
Costa, Filocoro, pp. 153-163.
8
Jacoby, FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334 (Text), pp. 300-305. Così
anche Parke, Festivals, pp. 156-162; Ampolo - Manfredini, Plutarco. Vite
di Teseo e Romolo, p. 232.
9
E. Kadletz, The Race and Procession of the Athenian Oscophoroi, in
«GRBS» 21, 1980, pp. 363-371. La pertinenza di corsa e processione alla

Ian Rutherford e James Irvine. Va inoltre sottolineato che non si conosce l’opinione di Filocoro al riguardo. Negri. L’oschophorikon di POxy 2451 B fr. 10 I. A detta di Arpocrazione. Oschophoria. 17. 13 Jacoby si è invece chiesto se il soggetto dell’infinito non possa essere ÆAqhnaivou~. pp. e questi sembra identificabile con buona sicurezza nel soggetto dell’infinito nomivsai (l. 5)  13. The Race in the Athenian Oschophoria and an Oschophoricon by Pindar. [O 354] s.v. FGrHist 328 F15-16. 43-51. La brevità della citazione. però.v. e peraltro già Fozio alludeva alla difficoltà di ricostruire gli eventi connessi alla festa delle Oscoforie quando osservava che le modalità dell’ ojscoforei`n erano state spiegate in maniera discordante dagli antichi  11. Il problema rimane comunque aperto. pp. 1538 s. . coll. invece. 11 Phot.J. hanno individuato un ulteriore elemento a sostegno dello svolgimento della corsa durante le Oscoforie in un commento anonimo e frammentario a Pindaro. p. Costa. perché le fonti si limitano a riferire ch’egli avrebbe parlato della pentaplova e degli ojscofovroi nel secondo libro dell’Atthis. che sembra menzionare un wjscoforikovn redatto dal poeta per celebrare la vittoria agonistica di un ignoto ateniese 10. 634. in RE XVIII. 1988. 31-39. 162 s.. in «ZPE» 72. pp. Rutherford . piuttosto che Qhseva: FGrHist IIIb (Suppl. non permette di comprendere festa delle Oscoforie era stata sostenuta prima di Jacoby: vd. fra gli altri Deubner. 12 Philoch. Filocoro. Vd.6 e la sua posizione nell’edizione di Pindaro. inoltre M. L. ojscoforei`n. senza aggiungere nulla che consenta di collocare gli eventi da lui descritti nel regno di Eretteo o in quello di Teseo 12. Irvine. Ziehen s.) 323a-334 (Text). 2002. AF. in «ZPE» 138.82 istro il callimacheo Altri due studiosi. p. 142-147. 2 (1942). Istro avrebbe trattato l’argomento degli oschophoroi in un passo del tredicesimo libro riguardante Teseo.

14 .v. Costa. 165. Thes. Questa considerazione porta a domandarsi se il lessicografo abbia trovato nell’opera del Callimacheo anche l’allusione a Filocoro e agli innominati a[lloi che trattarono l’argomento degli oschophoroi 15. 23. De Istro Callimachio. Vd.. FGrHist 327 F6).v. 634. ojrescav~. Wellmann. Suda [O 725] s.v.f 8 83 a che proposito Istro citasse i portatori di tralci.. Cfr. 5 (= Demon.) 323a-334 (Text). I lessicografi infatti devono aver tratto dall’opera del Callimacheo non soltanto la notizia dei nobili natali degli oschophoroi. che può considerarsi parte delle informazioni estratte da Istro pur seguendo la citazione diretta di Arpocrazione  14. Phot. [O 1166] s. ojscofovroi. anche se è verosimile che lo scrittore possa essere stato un’importante fonte d’informazioni e di trasmissione del pensiero di altri autori. wjscofovro~. 27 ss. invece. p. Filocoro. Hesych. 16 Plut. Non dimostrabile. ojscofovroi e [W 257] s. rimane l’ipotesi che Istro sia stato fonte di Plutarco nei capitoli della vita di Teseo riguardanti le Oscoforie e che il biografo abbia tratto proprio da lui il riferimento a Demone 16. p. [O 354] s. Jacoby. 15 Cfr.v. FGrHist IIIb (Suppl. p. ma probabilmente anche il riferimento al termine ojrescav~.

VI 20 Conomis 2 Lukou`rgo~ ejn tw`‘ 2 Lukou`rgo~ ~ o{ti om. e Istro nel tredicesimo libro delle Raccolte attiche. sundievpousi pavnta thæ` th`~ ÆAqhna`~ iJereiva/ aujtov~ te oJ rJhvtwr ejn tw`/ aujtw`/ lovgw/ dedhvlwke kai. fr.. ÒIstro~ ~ sunagwgw`n om. iJereiva/ Epit.. : kovsmw ABC kosmw. hJ kosmw...84 3 istro il callimacheo F 9 [F9 FGrHist. Epit. I. Suda : o{ti aujthv A.. Phot. o{ti hJ aujthv BC. 127 PCG (= Poll. Cfr. Anecdota. 1 .. i quali completano il testo di Arpocrazione spiegando che si trattava di una sacerdotessa che imbandiva la tavola per Atena (iJevreia hJ th. trapezovforo~ (Bekker.. sundievpousi  : kosmosuvnh dievpousi Suda (FV) sundievpousi Epit. M.Ì o{ti au{th te kai. [T 598] et Suda [T 910] s.. Che trapezophoros fosse il nome di un sacerdozio e che costei e la kosmo amministrassero tutti i sacrifici con la sacerdotessa di Atena lo mostrano l’oratore stesso. th`~ iJereiva~: fr. Trapezophoros (“portatrice di tavola”): Licurgo nell’orazione Sulla sacerdotessa.. Suda iJereiva~. iJerwsuvnh~ : iJerosuvnh~ C ejstin om. trapezofovro~· Lukou`rgo~ ejn tw`/ Peri. Harp. o{ti iJerwsuvnh~ o[nomav ejstin hJ trapezofovro~ ‹kai.. o{ti dÆ au{thô Bekker in app. Per la forma maschile oJ trapezofovro~ vd. Suda o{ti au{th Phot. Phot.v. Epit. Phot.. Phot. Aristoph. Phot. Phot. Il termine trapezofovro~ è attestato solo dai lessicografi. Suda »sunagwgw`n¼ô Jacoby in app. 307)... s.v. nel medesimo discorso. aujthv Epit. o{ti Jacoby : iJereiva~ o{ti Harp.) aujtov~ : wJ~ aujtov~ A aujtov~ te oJ rJhvtwr : Lukou`rgo~ Epit. th`~ iJereiva~. 16 FHG] – Harpocration s. Suda : ta. mentre Esichio si limita a menzionare una iJevreiav ti~ ÆAqhvnhsin chiamata Et. ‹ Ì Jacoby ex Epit. e Glossae rhet.v. X 69). trapezofovro~ Peri.n travpezan paraqei`sa th`ó ïAqhna`/) 1. Suda : sundievpousa AG. Phot. p. (iJereiva Phot. Suda 3 hJ trapezofovro~ om. dievpousa BC 4 thæ` Epit. kosmw. Phot. ÒIstro~ ejn igV tw`n ÆAttikw`n sunagwgw`n. wJ~ Lukou`rgo~ Suda 5 kai.. Suda : iJerei`a Harp..

kommwv (Bekker.f 9 85 trapezwv 2.C. s. 10-13: ejpeidh. Bulletin Épigraphique. La kosmwv. l. Athenian Religion.). cfr. ma può darsi che Arpocrazione abbia tratto il riferimento all’orazione di Licurgo proprio dalla sua opera. 1999.J. È stato inoltre proposto di riconoscere una rappresentazione della kosmwv e della trapezwv nella lastra centrale del fregio orientale del Partenone. p. I. s. Una conferma alle parole del Callimacheo viene da un’iscrizione della metà del III secolo a. Sul collegamento fra la testimonianza di Istro e l’iscrizione vd. Berlin 1889.v. Per i nomi e le funzioni di trapezwv e kosmwv vd. p. Jacoby. Attische Genealogie. FGrHist IIIb (Suppl. Sulla questione vd. 3 Glossae rhet. p. p. 122.C. J. 6: 103/02 a. Ú »pavtria. 2 . 273). M. C. se ne potrebbe ricavare che costoro fossero al servizio di Atena Polias 4.) 323a-334 (Text). questa funzione richiama i nomi trapezwv e kosmwv e.S. II: Attica. e{do~ th`~ ïAqhna`~ iJevreia) 3. p. Non è possibile ricostruire il contesto originario del frammento di Istro.G. Byrne (eds. trapezwv»n¼. »hJ¼ iJevreiÚ»a th`~ Poliavdo~ ejpemelhvqh kal¼w`~ kai. sembra potersi identificare nella kommwv. 1886. anche Conomis. Toepffer. in onore di una sacerdotessa di Atena Polias. Parker. 2000. 290. Una trapezwv di Artemide è attestata in un’iscrizione onoraria di epoca romana da Perge: SEG XLIX. in cui sono raffigurate due donne rivolte verso una terza figura femminile. Notes on the Fragments of Lycurgus. [T 1257] s. 560 nr. Oxford 1994.v.v. incaricata di varie mansioni tra le quali – a quanto sembra – la kovsmhsi~ th`~ trapevzh~. se la connessione è corretta. de. 634 s. ta. che mette queste fonti in relazione con il genos degli Eteoboutadai. nr. Brixhe. che recano uno sgaHesych. p. Kosmwv è anche un nome proprio: vd. ll. Osborne . invece.). in «REG» 113. 118 s. filotivmÚ»w~ th`~ te kosmhvsew~ th`~ tr¼apevzh~ kata. A Lexicon of Greek Personal Names. Anecdota. la sacerdotessa che preparava e metteva in ordine la statua di Atena (hJ kosmou`sa to. (= ID 2156. il quale nutre qualche dubbio sul fatto che le assistenti della sacerdotessa di Atena – la trapezwv e la kosmwv – fossero anch’esse Eteoboutadai. 625. IG II2 11899. 4 IG II2 776.

proveniente da una tomba del Ceramico di Atene: l’opera probabilmente raffigura una fanciulla che aveva rivestito la funzione di trapezophoros. 1889. 5 Vd.86 istro il callimacheo bello o un piccolo tavolo a quattro gambe sul capo (E31-33) 5. in «CR» 3. in «CPh» 73. B. 6 Cfr. in «JHS» 107. The Parthenon Frieze. The Viewing and Obscuring of the Parthenon Frieze. The Central Slab of the E. p. The Ritual in Slab V-East on the Parthenon Frieze. 1978. in «CR» 8. 1929. p. 1999.. pp. J. 11-13. The Eastern Frieze of the Parthenon. 307-321. R. Cambridge 2001. The East Frieze of the Parthenon. J. p. 1889. p. per le quali vd. pp. 1890. che traduce letteralmente i nomi trapezwv e kosmwv con “table” e “adornment”. pp. Lethaby. Neils. Harrison. 67-70 e 166-171 (ove si propone l’identificazione delle due fanciulle con le arrefore. p. Waldstein. è sempre stata fortemente discussa.R. 100 ss.W. pp. 138. fra gli altri G. F27). C. infra. J. che pubblica una statuetta in terracotta della prima metà del V secolo. in «JHS» 11. The Parthenon Frieze. 226. Lloyd. 423. 1987. in «JHS» 49. W. Osborne. W. Boardman. 378. in «RA» 2. a Closer Look. non sussistono elementi probanti per sostenere che la scena raffiguri una sacerdotessa con due trapezofovroi e che il rituale descritto sia quello officiato dalla trapezwv e dalla kosmwv 6.E. The Central Part of the Eastern Frieze of the Parthenon. . però.F. 143-145. L’interpretazione della lastra. Trapezwv and Kosmwv in the Frieze of the Parthenon. con in testa uno sgabello a quattro gambe. in «CR» 3. 1894. Hill. e sebbene l’oggetto portato in testa dalle due donne sembri uno sgabello con un cuscino. Nagy. Parthenon Frieze.

ta. 147 M-W fr. meqÆ h}n Mhvdeian. de.n ïIppoluvthn Faivdran e[scen.~ dÆ ejx aJrpagh`~.n aujtw`n ejx e[rwto~ gegenh`sqai. ïElevnhn aJrpavsa~ eJxh`~ kai.f 10 3 6 9 12 15 18 21 87 F 10 [F10 FGrHist. Troizhniva~ Meurs . poluguvnaio~ dÆ ejgevneto kai. diavfora gignovmeno~ cwriva: ejx w|n kai. Bibl.~ Kerkuvono~ kai. Med. Ai[glhn.n ga.n Ai[anto~ mhtevra. e[peita th.~ pro. ejk Troizh`no~ h{rpasen ÆAnaxwv.~ gavmwn. (Thes.~ tou` Qhsevw~ genomevna~ gunai`kav~ fhsin ta. wJ~ a]n strateuovmeno~ kai. ‹ejk dÆ e[rwto~Ì ïIppoluvthn Meineke 16 Sivnido~ : einido~ A 17 Melivboian : Perivboian Plut. ÓIpphn kai. wJ~ ïHrovdorw~ iJstorei`. 14 FHG] – Athenaeus. 29. in Eur. 7 Kinkel Ferekuvdh~ : FGrHist 3 F153 = F24 Dolcetti 19 Kevrkwy : 6  penthvkonta  : ‹ta. mevro~ aujta. mevntoi ge hJmevrai~ penthvkonta dieparqevneuse Qestivou kovra~. th`~ ïElevnh~ kai.~ dÆ ajmfotevra~ fivloi~ sunh`n pollai`~ cwri. th. w{~ fhsi Kevrkwy. Jacoby 13-14 ejx e[rwto~ ~ ejx aJrpagh`~ : »ejx e[rwto~¼ gegenh`sqai »ta. Deipnosophistae XIII 556e-557b: oJ de.~ me. ex [Apollod. ÆAriavdnhn. de. ïIppoluvthn kai. a[lla~ dÆ ejk nomivmwn gavmwn· ejx aJrpagh`~ me. paradou. meta. 1) ÓIpphn : ÆIovphn th.n Pitqevw~ e[laben Ai[qran. kata.~Ì penthvkonta Meineke ïHrovdorw~  : ïHrovdoto~ E 8 e[ghme ~ Calkwvdonto~ : e[ghme ‹MelivthnÌ th.~ ei\cen.n ÆIfiklevou~ Plut. Ferevboian. ta. tou. ÆAriavdnhn h{rpasen.~ de.n ÓOplhto~ qugatevra. ïHsivodo~ dev fhsin kai. nomivmw~ dÆ aujto. Ferekuvdh~ de. tw`n tevknwn aujtw`/ plh`qo~ ejgevneto.n ÓOplhto~ qugatevra. 673.~ dƼ ejx aJrpagh`~ Jacoby 15 ïElevnhn ~ ïIppoluvthn : ïElevnhn ‹kai.n gh`mai Melivboian th.Ì ÆAriavdnhn. 20 Troizh`no~ Jahn : Troiva~ A. prostivqhsi kai. ïHraklh`~ pleivsta~ dovxa~ ejschkevnai gunai`ka~ (h\n ga. pro.r e[ghme th.n ïElevnhn.r filoguvnh~) ajna. meqÆ h}n ‹KalkiovphnÌ tw`n Calkwvdonto~ Kaibel in app. Qhseu.~ ÆAriavdnhn o{rkou~ parevbh. 6 ïHrovdorw~ : FGrHist 31 F20 17 ïHsivodo~ : fr. ejn eJpta. Sivnido~ qugatevra~. 6 et Schol. III 15. diÆ h}n kai. meqÆ h}n tw`n Calkwvdonto~ mivan. to.]. Aijgeuv~· prwvthn me. ÒIstro~ gou`n ejn thó` tessareskaidekavthó tw`n ÆAttikw`n katalevgwn ta.

Affidate entrambe a degli amici. Secondo Diodoro. quali Eracle. e dopo di lei una delle figlie di Calcodonte. come narra Erodoro.88 istro il callimacheo Eracle. in seguito rapì anche Arianna. che ne hanno tramandato particolari diversi sulle modalità dell’incontro con Eracle e sulla smisuratezza sessuale dell’eroe. che ha fama di aver avuto molte donne (era infatti amante delle donne). Anche Egeo ebbe molte donne: per prima infatti sposò la figlia di Oplete. invece. Ferecide aggiunge anche Ferebea. e sebbene la menzione di Istro paia riferibile solo a Teseo e forse a Egeo. elencando le donne di Teseo. si è trascritta anche la parte riguardante Eracle perché tematicamente connessa ai due casi successivi. Egeo e il figlio Teseo  1. la madre di Aiace. Esiodo nomina anche Ippe ed Egle. come accade a chi giunge in luoghi diversi durante una spedizione militare. dopo aver rapito Elena. si unì con molte altre senza matrimonio. Ippolita e le figlie di Cercione e di Sinide. . La saga delle cinquanta figlie di Testio (o Tespio) è nota anche da altri autori. dice che di esse alcune lo furono per amore. però. dove. infatti. Poi prese in moglie Etra figlia di Pitteo. invece. Arianna. Così almeno scrive Istro nel quattordicesimo libro degli Attika. XIII. altre per legittime nozze: tramite rapimento ebbe Elena. le aveva volta per volta. Prima di Elena rapì anche Anasso di Trezene. 555a ss.. Deipn. deflorò le cinquanta figlie di Testio. Teseo. e da costoro ebbe il gran numero di figli. Dopo Ippolita ebbe Fedra. quindi Medea. In sette giorni. Il passo dei Deipnosofisti fa parte di una sezione sulla poligamia e riguarda i matrimoni di alcuni fra i più importanti eroi greci. mentre sposò con nozze legittime Melibea. Il brano è degno d’interesse sia per le notizie che Ateneo conserva sia per le fonti citate. durante un 1 Ath. a causa della quale violò i giuramenti fatti ad Arianna. secondo quanto riferisce Cercope. altre per rapimento.

smentisce la pretesa monogamia di Eracle citando il mitografo Erodoro. FGrHist 31 F20. dove Ateneo. F. che per essersi rifiutata fu condannata a rimanere vergine per tutta la vita e a servire l’eroe come sacerdotessa 3. Deipn. malgrado l’eroe credesse di giacere sempre con la stessa 4. in DNP 5 (1998). 4. coll. I Deipnosofisti. p. Alex. fra le quali Eracle: vd. 241-245). F. XII 512e.. in Lycophr. 980-987 (= Id. II 7. tradisce una certa ironia. in RE VIII. pp. Schol. Bibl. 1398 n. Sulle caratteristiche del passo dei Deipnosofisti riguardante i matrimoni di Eracle. interrotto 2 Diod. IV 29. L. scrive che l’eroe si sarebbe unito nella stessa notte a tutte le cinquanta fanciulle tranne una. Herodoros 4.. 3 . lo faceva dormire con una delle sue figlie. 673. Graf s. III. col. Ateneo. Lo PseudoApollodoro. Dal canto suo Ateneo.v. Roma 2001. 2-3. II 4. 6 Ibid. Canfora (cur. a detta del quale il figlio di Alcmena avrebbe deflorato le cinquanta fanciulle in appena sette giorni 5. Stuttgart 1956. infine. Pausania. Sugli smodati comportamenti alimentari e sessuali di Eracle vd. Una lista (incompleta) dei molti figli di Eracle è fornita dallo Pseudo-Apollodoro (Bibl. al ritorno dalla caccia. X 411a-412b. Le prime due mogli di Egeo sono identificate con Meta (o Melita) figlia di Oplete e con Calciope. Herodoros. variamente ricordata come figlia di Calcodonte o di Rexenore 6. come si è visto. in Eur. in cui la figlia di Oplete viene chiamata Melita e Calciope è figlia di Calcodonte. vd. L’elenco. I dotti a banchetto. invece. 4 [Apollod. IX 27.. 8). Erodoro. Med. nativo di Eraclea Pontica e attivo tra la fine del V e l’inizio del IV secolo.].). 1 (1912).f 10 89 banchetto Testio avrebbe mandato a Eracle le figlie una dopo l’altra  2. 10. Griechische Historiker.. scrisse varie opere su figure mitiche. Egeo e Teseo. Vd. Ath. narra che Testio aveva ospitato Eracle per cinquanta giorni e che ogni notte. Paus. inoltre Schol. 6 (Rexenore). 6-7.v. pur sforzandosi di stornare dagli eroi l’accusa di poligamia. 469. 5 Herod. III 15. Jacoby s. 494 ricorda invece Meda figlia di Oplito e Calciope figlia di Rexenore.

Sull’ordine cronologico dei due rapimenti vd. Thes. Nel testo di Ateneo Jacoby [FGrHist IIIb (Suppl. basandosi sulla testimonianza di Ellanico (FGrHist 4 F168a = 323a F18 = F179a Ambaglio). 1. 6.]. 1-2. 1. sebbene inversa rispetto a quella di Plutarco. riprende con il riferimento a Etra. Plut. III 15. II 3.) 323a-334 (Notes). 8 Plut.. Plut. Thes. Ep. IV 55. 8.]. Ateneo.. il riferimento all’eros può ravvisarsi nel ricordo della vicenda di Egle. si apre con la citazione di Istro e corrisponde quasi interamente a quello plutarcheo. infra). L’elenco delle donne di Teseo. 5 (= Clidem.~ gavmwn) di Egeo. Thes. 1. et Rom. [Apollod. afferma che al momento del rapimento di Elena Teseo aveva cinquant’anni. 29. 9 Su Arianna ed Elena vd. invece. perché nel prosieguo del passo non compare alcun riferimento all’eros e l’elenco si basa sulla distinzione fra rapimenti e nozze legittime. 28. 5-6. figlia del re di Trezene Pitteo e madre di Teseo. 3-4. Canfora. 7. Thes. . Il biografo 7 Su Etra vd. anche per quanto riguarda la classificazione in unioni basate sull’amore (ejx e[rwto~). p. Su Medea invece.. e a Medea 7. Bibl. Thes. Comp. FGrHist 323 F18 = BNJ 323 F18). 3] considera ejx e[rwto~ un’interpolazione o un raddoppiamento di ejx aJrpagh`~.. Bibl. 5. 19-20 e 31. cfr. I 9. 6. 4-7. l’amore per la quale fu causa dell’abbandono di Arianna da parte di Teseo (vd. 27.90 istro il callimacheo dalla nota sulle molteplici unioni extra-matrimoniali (cwri. 1399 n... Diod. et Rom. Plutarco asserisce che Clidemo chiamava Ippolita. Ippolita è un’amazzone il cui nome e i cui rapporti con Teseo sono stati diversamente tràditi dalle fonti antiche. inoltre F7. p. cit. Paus. cfr. Thes. l’amazzone che viveva con Teseo  10. rispettivamente Plut. [Apollod.. 512 n. In realtà.. 3.. dove il biografo. La rassegna inizia con Elena e Arianna. potrebbe essere spia del fatto che Istro conservava il ricordo di una tradizione secondo cui Elena figurava tra i primi rapimenti di Teseo 9. e non Antiope. Comp. Su Elena vd. 10 Plut. inoltre F7.. la cui successione cronologica. F10. 12.. Plut. Thes. sul rapimento (ejx aJrpagh`~) e su nozze legittime (ejk nomivmwn gavmwn) 8.

v. FGrHist 328 F110. 1. Pausania ricorda la tomba dell’amazzone Antiope ad Atene e riferisce che secondo Pindaro costei fu rapita da Piritoo e da Teseo. 13 Paus. L’identificazione del poeta trezenio Hegias non è certa. FGrHist 606 F1 = Nost. FGrHist 31 F25a). FGrHist 31 F25b). Comp. 1. 7. «anche se alcuni sostengono che si trattava di Melanippe e secondo Simonide 11 Plut. Ellanico ed Erodoro. in RE VII.. Pherec. Thes. Hagias 1. 1 (= Philoch. Alex. Hellan. fr. autore dei Nostoi [vd. Thes.. Paus. F15 Bernabé). i quali sostengono che Teseo navigò da solo posteriormente a Eracle.. 175 Snell.f 10 91 inoltre narra che Antiope fu catturata da Teseo durante la spedizione contro le Amazzoni. Plutarco considera la seconda versione più credibile e presenta il rapimento di Antiope come la causa della guerra contro le Amazzoni (cfr. Heg. 27. 6. 27. invece. 12 Paus. I 2. I 41. regina delle Amazzoni. e quella della maggior parte degli scrittori. in Lycophr. Herod. ibid.. e a tale proposito riporta due tradizioni: quella di Filocoro e di “alcuni altri”. 2 (1912). 26. 2205]. FGrHist 4 F166 = 323a F16a = F176 Ambaglio. . fra i quali Ferecide. che scrivono che Teseo avrebbe navigato fino al Ponto Eusino con Eracle per combattere le Amazzoni e che in quell’occasione avrebbe preso Antiope come premio al valore. Schol. Sull’uccisione di Antiope ad Atene da parte di Molpadia vd. Bethe s. Lo Pseudo-Apollodoro tramanda infine che Ippolita. et Rom. 1 (= Pind. FGrHist 3 F151 = F22 Dolcetti. ma potrebbe trattarsi di Hagias di Trezene. Thes.. 6... col. il Periegeta descrive la tomba di Ippolita e afferma che essa guidò la spedizione delle Amazzoni contro Atene a causa della sorella Antiope 13. mentre secondo il trezenio Hegias si sarebbe innamorata di Teseo durante la spedizione con Eracle 12. e che fu allora che prese Antiope come prigioniera 11. 1332 (= Herod. E. mentre nell’epitome della Biblioteca si dice che Teseo rapì Antiope durante la spedizione con Eracle. I 2. In un altro luogo. 1). fu uccisa da Eracle durante la spedizione per impossessarsi della cintura di Ares.

Tab. XII 193. 849 Chantry. Passando alle unioni legittime. e dove la cintura è il motivo della guerra delle Amazzoni contro Atene. in Lycophr. perché nella tradizione la madre di Aiace è generalmente nota come Eribea o Peribea. 117. il cui nome però non è altrimenti attestato. 15 Sulla questione vd. IV 16. 551 A Campbell). riguardo alle quali Plutarco riporta tradizioni differenti. . e da lei generò Melanippo 16. 16 Plut. 5. Thes. 1.. II 964-969. già Plut. Alex. FGrHist 40. Diod. 1. 1a. Sulla molteplicità delle tradizioni sull’argomento vd. 439. mentre altrove scrive che Teseo trattò bene la figlia di Sinide. 27. Anab. giacché in un caso afferma che esse furono oggetto di violenza... Ap. Alex. l. Schol. L’elenco delle donne rapite da Teseo si conclude con le figlie di Cercione e di Sinide. fr. La donna. 1.]. 2-4. 16 (= Simon. vet in Aristoph. inoltre Arr. uccisa da Pentesilea. non è neppure possibile recuperare l’apporto di Istro all’argomento. Perigune. L’attestazione di più nomi dimostra l’esistenza di tradizioni divergenti che dovevano risalire nel tempo e che probabilmente confluirono anche negli Attidografi.. FGrHist IIIb (Suppl. Ateneo cita Melibea. moglie di Telamone e figlia di Alcatoo di Megara. in Lycophr.) 323a-334 (Text). Sulla spedizione di Eracle per la cintura di Ippolita vd. sebbene non si possa ricostruire la versione di ciascuno di loro riguardo ai rapporti fra Teseo e le Amazzoni.92 istro il callimacheo era Ippolita» 14. Alb. è detta anche Glauce e Melanippe). IV 28. Bibl. 3-6. II 5. tranne congetturare che almeno per il nome dell’amazzone il Callimacheo seguisse la versione di Clidemo 15. Cfr. dove Antiope consegna la cintura a Eracle in cambio della vita della sorella Melanippe. 8. Schol. Epit. 11. 78. 9. 1. dov’è Teseo a sottrarre la cintura a Ippolita e a consegnarla a Eracle. 6. 29. pp. Schol. Ran. VII 13. 1-2 (Ippolita. 5. 14 [Apollod. 1329 e 1332. Jacoby. Thes. La versione della storia che fa di Ippolita l’amazzone rapita o innamorata di Teseo compare anche in Isocr. 1329. Diod. Sulla base dei dati a disposizione e della citazione di Ateneo. Rhod.

Cfr. p. mentre di Egle Plutarco narra che Teseo avrebbe abbandonato Arianna per amor suo.. 409. 29. 569. IV 72. Vite di Teseo e Romolo. 394. FGrHist IIIb 297-607 (Text). Aj. Thes. [Apollod.]. anche se questo nome potrebbe essere una variante di quello della madre di Aiace 21. si è ipotizzato che il verso provenga dall’Aigimios. Ateneo. K. o con un Eragora autore di Megarikav: vd. pp. p. 225 s. 426. Diod. 2 (= Her. De Istro Callimachio. menzionata anche da Plutarco. e a tal proposito trascrive un verso che secondo Erea di Megara Pisistrato avrebbe tolto dalle opere di Esiodo  19. però Plut. 298 M-W). p.. noto da un’epigrafe di Megara dell’inizio del III secolo a. compare Iope. Plutarco. 394. 225. oltre al poeta di Ascra cita anche il milesio Cercope. Ath. 20. FGrHist 486 F1 = 3 F1 Piccirilli = BNJ 486 F1).Manfredini. Wellmann. 2. 51-56. Ampolo . Pisa 1975. I 17. La ragione dell’interpolazione pisistratea può ravvisarsi nelle parole dello stesso Plutarco (Thes. 301 M-W). Thes. Cyn. Ampolo Manfredini. 19 Plut. 2) sull’abbandono di Arianna per Egle.f 10 93 era stata inviata a Creta con Teseo come tributo al Minotauro e probabilmente aveva sposato Teseo dopo la morte di Telamone 17. XI 503d (= Hes..v. Plutarco.. p. fr. Neppure di Ferebea si sa nulla.. fr. 1 (= Hes.. Jacoby. 3.. dove. III 12. 42..C. figlia di Ificle. . Bibl. 4. col. L. 21 Cfr.. 1. FGrHist Ia 1-63. Anasso. Hereas. FGrHist IIIb 297-607 (Text). 4. Paus. pp. fra le mogli di Teseo. 7.. 42. 7. Plut. ma è stato proposto di identificarlo con il theoros Hereas figlio di Aleios. Testimonianze e frammenti. Thes. 29. 22-24. Deipn. L’identità di Erea di Megara è oscura perché è citato solo da Plutarco. 9. ma 17 Soph. Canfora. è altrettanto sconosciuta. Dato che Ateneo. Xen. un poema epico perduto che l’autore dei Deipnosofisti attribuisce a Esiodo o a Cercope e che dimostrerebbe l’antichità della tradizione dell’abbandono di Arianna per Egle 20. (IG VII 39).. 29. p. Meister s. che non sarebbe stato né bello né decoroso. Vite di Teseo e Romolo. in DNP 5 (1998).. 18 Vd. Megarikav. Di Ippe nulla è noto  18. cit. p. 20 Sull’attribuzione dell’Aigimios vd. Jacoby. 1. 1. Jacoby. 1400 n. Piccirilli.

La medesima successione compare anche in Plutarco. la figlia di Minosse che Teseo avrebbe sposato dopo Ippolita. et Rom. 1. 24 Plut. 1999. Da quanto ci resta non è neppure pos22 Plut. FGrHist IIIb (Suppl.. 1 (= Theseis F1 Bernabé). pp. Thes.. Canfora..) 323a-334 (Text). Il catalogo di Ateneo si conclude con Fedra. Istrus the Callimachean. p. Istro. 19-27. per un’estensione che la brevità del passo di Ateneo non consente purtroppo di valutare 25. Vd. 153 s. cui allude Plutarco  24. et Rom. gavmwn Qhsevw~. Il biografo inoltre scrive che Teseo avrebbe sposato Fedra dopo la morte di Antiope.Manfredini. Megarikav. Amsterdam 2000. dove il nome dell’amazzone è Ippolita e dov’è descritta l’irruzione delle Amazzoni alle nozze di Teseo e Fedra. Thes.]. p. Plutarco. in «RhM» 142. 60-63. 246. Jackson. probabilmente raccolse molti dei discorsi sui matrimoni di Teseo. 1. S. p. 29. 247. Vite di Teseo e Romolo. così come si può ipotizzare che derivino dal Callimacheo anche le fonti citate da Ateneo e i nomi delle donne di Egeo. 23 Plut. Piccirilli. p.. rifiutando espressamente la tradizione che risaliva alla Teseide e per la quale le nozze con la figlia di Minosse sarebbero state il motivo dell’attacco delle Amazzoni contro l’Attica 23. La tradizione rifiutata da Plutarco compare in Diod. p. 1400 n.94 istro il callimacheo probabilmente era la protagonista di una leggenda riguardante l’adolescenza di Teseo a Trezene 22. Comp. 6. 6. 1. Vite di Teseo e Romolo. Può darsi che Plutarco abbia consultato l’opera di Istro per la rassegna del capitolo 29 della vita di Teseo. Ateneo. lovgoi peri. 134-136 (= Apollonius’ Argonautica. inoltre Comp. Ampolo . 1. Thes. 2: vd. The Theseus / Ariadne Desertion.. cit. 17 e 5. dove però. 2. IV 62.. pp. 29.Manfredini. 1 e in [Apollod. . Ampolo . 25 Wellmann. come già si è visto. infatti. ma la trattazione del Callimacheo poteva essere organizzata secondo un vero e proprio catalogo con citazione e relativa discussione degli autori sull’argomento. 28. Epit. Cfr. De Istro Callimachio. Thes. 635. il nome dell’amazzone è Antiope. 20. La natura degli Attika ci sfugge. 1. Plutarco. 28. Thes.). Jacoby.. 1. 6. pp.. cit.

et Rom. . Comp.. sulla precisione e completezza del catalogo 26. 26 Plut. 6. gli interessi del Callimacheo si appuntassero esclusivamente. o quasi. il quale esprime chiara riprovazione per molte delle avventure sentimentali di Teseo. Thes. ma è probabile che a differenza di Plutarco. 1.f 10 95 sibile fare congetture sull’eventuale giudizio di valore che Istro dava delle vicende di Teseo. 29. Thes. 1.

15 FHG] – Photius [Q 108] s. Cypr. 17. V 24. Cicerone. qeov~ 2 ejpi. p. 4. Le fonti attribuiscono al culto ateniese di ÆAnaivdeia varie origini e tipologie monumentali.v. Apostol. fr. 201 PCG. come riferisce Istro nel quattordicesimo libro. 28. descrivendo l’Areopago e dopo aver ricordato i processi di Ares e di Oreste e l’altare di Atena 1 Cic. Macar. F11 n. Pausania. secondo cui ad Atene sorgevano dei bwmoiv di Hybris e Anaideia 2. IV 65. tw`n diÆ ajnaiscuntivan wjfeloumevnwn. fr. p. ÆAqhvnhsin hJ ÆAnaivdeia kai. mentre Clemente Alessandrino afferma che il Cretese aveva eretto altari (bwmoiv) di ÓUbri~ e ÆAnaivdeia 1. il cui nome sarebbe però andato perduto. wjfelouvntwn Suda L’Impudenza è una dea: è riferito a coloro che traggono un guadagno comportandosi in modo spudorato. Cfr. 2 . II 28. IV 36 (= Theophr. che spiega il proverbio “l’Impudenza è una dea” allo stesso modo di Fozio.v.) 323a-334 (Notes).96 3 istro il callimacheo F 11 [F11 FGrHist. Wellmann. kai. Al.~ hJ ÆAnaivdeia) vd.. anche Prov. iJero. Suda [Q 180] s. : kata. Sul proverbio “l’Anaideia è una dea” (qeo. Anche ad Atene si venerava l’Impudenza e c’era un tempio in suo onore. 2. 646 Fortenbaugh). Contra Jacoby. wJ~ ÒIstro~ ejn idV. qeo. 500. Greg. Bodl.n h\n aujth`~.. 5. Diogenian. II 26. inoltre l’invocazione alla dea Anaideia in Menand. Cfr. Suda wjfeloumevnwn : tina.~ hJ ÆAnaivdeia· levgetai ejpi. invece. ma non cita Istro bensì un passo del Peri. Chrys. pensa che la citazione di Teofrasto in Zenobio derivi da Istro. novmwn di Teofrasto. Protr. ejtima`to de. ad esempio. Zen. Questi sono ricordati anche da Zenobio. Clem. ricorda che Epimenide aveva fatto costruire ad Atene un tempio (fanum) di Contumelia e Impudentia. De leg.. FGrHist IIIb (Suppl. 513. De Istro Callimachio. Epit. VIII 86.

FGrHist IIIb (Suppl. pp. XXV 34. pp. 14 n. in Atene. p. scrive che sul colle vi erano pietre non lavorate (ajrgoi. cit. p. cit. Sull’altare di Aidos vd. In Schol. interpretando i lithoi decisamente come altari.) avanzare l’ipotesi che in un primo momento le fonti... 12c si legge invece che presso gli Ateniesi Aidos era stata la nutrice (tiqhnov~) di Atena e che vi erano temevnh di Tovlma e ÆAnaivdeia. Le pietre. dove si ricordano i bavqra dell’Areopago – solitamente riferiti ai lithoi di Pausania – su cui avevano preso posto Oreste e la più anziana delle Erinni per il processo: vd.f 11 97 Areia che questi dedicò dopo l’assoluzione. 7) osserva che la sua menzione nel testo dello scoliaste può derivare dai versi 14 e 16 della tragedia di Eschilo. contra D. 22. in «Prometheus» 28. in Aeschyl. Senofonte (Symp. Le pietre (o gli altari) di Hybris e di Anaideia. Cfr. su cui stavano gli accusati e gli accusatori (ejfÆ w|n eJsta`sin o{soi divka~ uJpevcousi kai. Pecorella Longo. una divinità (confermando forse in questo modo l’esistenza del proverbio “l’Impudenza è una dea”). culto che fu. con ogni verosimiglianza. cit.) 323a-334 (Text). 15-17. 8.. ancora Pecorella Longo. 13-40. part... 636. The Psychology and Ethics of Honour and Shame in Ancient Greek Literature. 35) afferma che gli Spartani consideravano Aidos.. Eur. Generalmente la critica interpreta queste testimonianze sulla base del testo di Pausania sopra esaminato. Senza entrare 3 Paus. Demostene. p. abbiano fatto riferimento a tali pietre (scil.. C. Il culto di Tolma non è altrimenti attestato e la Pecorella Longo (Le pietre. in un secondo tempo nacque la tradizione che. oiJ diwvkonte~) 3.. Prom. creò l’esistenza di un culto. 2002. ma non la Follia (ÆApovnoia) e l’Impudenza (ÆAnaivdeia) 4.. 58. afferma che tutti gli dei avevano templi.. 4 Dem. 10. pp.. Le pietre. al contrario. Oxford 1993. 5 Jacoby... e non Anaideia.. Pecorella Longo.. 5. livqoi) dette “di Hybris e di Anaideia”. 281 n. per cui dovrebbero tutte riferirsi agli argoi lithoi dell’Areopago sebbene le fonti li descrivano come bomoi e parlino di un santuario 5. Aidõs. 961-963. collegato subito con . comunque le indicassero. Iph. F25.L. Per una disamina approfondita delle fonti e della bibliografia vd. 14 n. Sull’autenticità dell’orazione e sull’accenno ad Anaideia vd. gli argoi lithoi di cui parla Pausania) nell’ambito dei processi per omicidio. I 28. di hybris e di anaideia. Cairns. 19: «Si può (. Taur.

che ha per oggetto l’altare di Aidos. 6 Vd.98 istro il callimacheo nel merito della complessa questione del significato giuridico del termine ajnaivdeia e dell’origine dei monumenti dedicati alla sua personificazione  6. la convinzione che gli Ateniesi venerassero come divinità anaideia». la bibliografia alla nota precedente. e se il passo discenda dal medesimo contesto di F25. in fonti successive. non è chiaro se Istro avesse parlato anche di Hybris. Sebbene il numero del libro induca ad assegnare il frammento agli Attika. la persona di Epimenide. occorre invece rilevare che la brevità della citazione di Fozio e la perdita del titolo dell’opera di Istro non permettono di ricostruire il contesto originario di F11. . mentre probabilmente il noto proverbio “anaideia è una dea” rafforzava. cui Anaideia è spesso associata nelle fonti.

Cfr. Elementi di culture precereali nei miti e riti greci. palaiovn) era vietata anche l’esportazione dei fichi (suvkwn ejxagwghv) e che de1 Ath. XIV 652b-653b (sui fichi secchi).v. . C.f 12 3 6 99 F 12 [F12 FGrHist. Chirassi. pp. Roma 1968. Deipn. oiJ touvtou~ mhnuvonte~ toi`~ dikastai`~ ejklhvqhsan tovte prw`ton sukofavntai. 35 FHG] – Athenaeus. affinché solo gli abitanti potessero goderne. e dato che molti erano sorpresi a rubarli. Olck s. I. Anche se Ateneo attesta esplicitamente la provenienza di F12 dagli Attika. 456 s. polloi. ejpei. in DNP 4 (1998). Hünemörder s. 2100-2151. ejnefanivzonto diaklevptonte~. coloro che li denunciavano ai giudici allora per la prima volta furono detti sicofanti. in RE VI. 55-72. Feige.v. secondo il biografo tale disposizione mostrerebbe che «non si possono considerare del tutto inattendibili (ajpivqanoi) coloro che dicono che anticamente (to.. F. Deipnosophistae III 74e: ÒIstro~ dÆ ejn toi`~ ÆAttikoi`~ oujdÆ ejxavgesqaiv fhsi th`~ ÆAttikh`~ ta. Istro negli Attika dice che non si esportavano dall’Attica i fichi secchi di produzione locale.~ ajpÆ aujtw`n ginomevna~ ijscavda~. la mancata indicazione del numero del libro e la brevità della citazione rendono difficile contestualizzare il frammento all’interno dell’opera del Callimacheo. La notizia del divieto di esportazione dei fichi secchi e l’etimologia del termine sukofavnth~ possono comunque essere messe a confronto con altre fonti sull’argomento. Plutarco ricorda una legge (novmo~) del primo axon di Solone riguardante il divieto di esportare dall’Attica i prodotti della terra tranne l’olio. III 74c-80e. Il frammento di Istro fa parte di una lunga sezione dei Deipnosofisti dedicata ai fichi (su`ka) e alle loro varietà 1. i{na movnoi ajpolauvoien oiJ katoikou`nte~· kai. coll. col. 2 (1909). Feige.

1 (1931). Demokratía. Latte s. 133-136. coll. Piccirilli (curr. sycophantas. Cook. Fest. oppure a chi aveva denunciato la raccolta dei fichi destinati agli dei durante un periodo di carestia 3. anche De curios. p. s. 4 Ath. in «REG» 19. 1-2...v. Cartledge . M.P.100 istro il callimacheo nunciare chi li esportava era detto “fare il sicofante” (to. Wellmann. Plutarco. La vita di Solone. pp. K. Resp. vet in Aristoph. 3 . 340d. Cambridge 1990. faivnein ejndeiknuvmenon tou. ibid. 2 (1907). in DarSag IV. Girard. Politics and Society. pp.A. Sol. D. ne Le feste Smintee a Rodi avrebbe scritto che i sicofanti erano chiamati così perché riscuotevano le ammende e i tributi pagati con fichi.. pp.Bari 1995. sukofantei`n. De Istro Callimachio. R. D. Essays in Athenian Law. secondo le quali in origine il termine sarebbe stato riferito a coloro che denunciavano l’esportazione illegale dei fichi. M.v. p. sukofantiva. Osborne. 335-358.v. vino e olio 4. 83-102. FGrHist IIIb (Suppl. M. 1126-1128. Plut. sukofantei`n (Bekker.v. in P. s.v. 1907. Sycophantes.). Degno di rilievo. Deipn. Suda [S 1330] s. 1574 s. coll.v. 143-163. p. Milano 19954. in «REG» 20. L’etimologia del vocabolo sukofavnth~ compare anche nelle fonti tarde. 21. in Plat.S. Glossae rhet. Sull’origine incerta del termine vd. Nomos. 302 Lindsay.. 5 Per la dipendenza diretta di questo passo di Plutarco da Istro vd. 31 e 873a Chantry. 1906. 523b. 304). FGrHist 527 F1 = BNJ 527 F1). Sull’origine del termine vd. 72 s. in RE IV. Cfr. Navarre s. I. pp. p.) 323a-334 (Text).S. 637. pp. Et. R. Roma . O.. invece. Reinach. A.v. Vexatious Litigation in Classical Athens: Sykophancy and the Sykophant. Schol. [S 547] s.. p. inoltre Schol. Harvey. Todd (eds. The Sykophant and Sykophancy: Vexatious Redefinition?. Millet . s. Sycophanta. Manfredini . Sukofavnth~.v. Osborne s. però. sukofavnth~. Plutarco non cita le fonti dalle quali ha attinto la notizia dell’esportazione dei fichi e non si può sapere se tra loro ci fosse anche Istro 5.v. Anecdota.~ ejxavgonta~ klhqh`nai sukofantei`n)» 2.L. p.B. sukofantei`n e [S 1331] s. Origini di un’idea. Filomnesto.).P. Sukofavnth~. 1907. è lo sforzo di valutare la 2 Plut. in «CR» 21. 18 n. Phot. 103-121. III 74f-75a (= Philomn. 251. Jacoby. 24. 1028-1031. Sykophantes. Sycophantes. p. contra M. In generale sui sicofanti vd. Musti. in DNP 11 (2001).

I 37. Il toponimo è collegato al dono della pianta del fico (to. a conferma del mito. 57 s. [H 37] s.. ove. mentre i lessicografi scrivono che gli Ateniesi si sarebbero cibati di fichi prima che di carne e ricordano l’ hJghthriva. s.n tou` kaqareivou bivou) e ricorda il toponimo ïIera. [H 68] e Phot.. Ateneo scrive che il fico era stato per gli uomini guida di civiltà (hJgemw. Hesych. futo. pur non contenendo alcuna esplicita prescrizione sui fichi. che l’eroe Fitalo avrebbe ricevuto da Demetra in cambio dell’ospitalità offertale 8. III 74d. III 74d. viene riportato il testo dell’epigramma posto sulla tomba di Fitalo nel demo dei Lakiadai. 7 .n th`~ sukh`~). p. cit. Elementi di culture. palaiovn della Vita di Solone 6 Ibid. e ritiene che il tovte prw`ton di F12 e il to. M. Suda [I 711] s. Sukh`. 2.. All’inizio della sezione in cui viene citato il Callimacheo. Ath. VH III 38. non esclude che questi fossero compresi fra i prodotti della terra che non si potevano esportare 6. che indicava il luogo dove per la prima volta era stato trovato l’albero del fico 7. in cui l’ulivo e il fico sono accostati all’invenzione del diritto.vv.. la quale. Chirassi. Deipn. p. 9 Vd. Se è dunque impossibile ricostruire il contesto di appartenenza del frammento di Istro. Jacoby pensa che il contesto del frammento di Istro si riferisse non alla legislazione di Solone.v. Ath. Cfr. delle competizioni del corpo e all’aggiogamento del cavallo. 8 Vd.. Et. Paus... Chirassi.. hJghtoriva e ijscav~. Eliano invece narra che ad Atene i primi prodotti della terra sarebbero stati l’ulivo e il fico. Ael. ijscav~. Deipn.. è lecito tuttavia proporre un confronto con altre tradizioni sull’argomento. ma all’epoca regia. 251 s. Elementi di culture. la torta di fichi secchi portata come offerta durante la processione delle Plinterie perché la scoperta del fico era considerata l’inizio della vita civile 9. 60-62. hJghthriva... Cfr. pp. Cfr. cit..f 12 101 credibilità della cosa alla luce della legge soloniana sopra ricordata. dove il frutto dell’albero del fico è detto hJghthriva perché sarebbe stato il primo frutto coltivato a essere scoperto.v.

che apre il discorso sui fichi alludendo alla scoperta di questa pianta e all’inizio della vita civile. 12 Sull’importanza del fico nell’alimentazione antica – e in particolare in quella dei poveri – cfr. 637 s. 2) debbano essere interpretati alla luce della tradizione che faceva risalire il divieto di esportazione dei fichi all’epoca della loro «invenzione»  10. sukofantei`n. il cui ricordo di pagamenti di ammende e tributi in natura potrebbe riferirsi a un’epoca remota in cui non era ancora in uso la moneta 11. sia in Filomnesto. Phot. 115.102 istro il callimacheo plutarchea (24. Jacoby. rendendo dunque perfettamente comprensibile ogni tentativo di impedirne il furto 12. 10 11 . egli inoltre non esclude che tracce di questa tradizione siano presenti sia in Ateneo. Al di là delle possibili proposte d’interpretazione. il frammento è comunque interessante perché conferma l’importanza del fico nell’alimentazione mediterranea. già Archil. fr. FGrHist IIIb (Suppl.v.) 323a-334 (Text). [S 547] e Suda [S 1330] s. p.

A. 2375. Phot. ÆAnqesthriwvn (Bekker. in RE I. 102 (Teno). e si può congetturare che fosse il sesto (ejn toi`~ = ejn tw`i ~V). 2 . ben attestato anche in altre zone del mondo greco 2. Greek and Roman Chronology. ou|to~ : ejsti Epit. Suda Dionuvsou : Dionuvsw/ Jacoby 2-3 ÒIstro~ ~ Sunagwgh`~ om. ~ tovte : ‹ou{tw dia. th. to. FGrHist IIIb (Suppl. Istro nei libri della Raccolta dice che si chiamava in questo modo perché in quel periodo fiorisce la maggior parte dei frutti della terra.n o[gdoo~ Phot. s. 87-89 (Apollonia in Calcidica.E. pp. Suda (ou{tw~) 3-4 dia. Anthesterion. pur restando il fatto che non se ne conosce il contenuto 1. 28 FHG] – Harpocration s. sacro a Dioniso. to.n ou|to~ parÆ ÆAqhnaivoi~. Phot. Kubitschek s. Anecdota. München 1972.v. : keklh`sqai de. Phot. 98 (Eretria). 2 (1894). givnesqai kai. Phot. Cfr. mh. Samuel. ÆAnqesthriwvn 2 o[gdoo~ mh. ÒIstro~ de. p. Epit. Epit..n ou{tw dia. aujto. Oliaro). Perinto)..n N. Suda 3 ejn toi`~ : ejn tw`/ ~V Dobree keklh`sqaiv ~ dia. 57 (Atene). p.Ì dia.. 638. W. corrispondeva approssimativamente ai mesi di 1 Cfr. to... ejn toi`~ th`~ Sunagwgh`~ keklh`sqaiv fhsin aujto. I. Jacoby.n a[nqhn tou` bovtruo~ touvtw/ mavlista tw`/ mhni. (ou{tw~).v. col. 104 (Paro.f 13 3 103 F 13 [F13 FGrHist. plei`sta tw`n ejk gh`~ ajnqei`n tovte Jacoby ex Glossae rhet. Calendars and Years in Classical Antiquity. Vd.v. iJero. Il mese attico di ÆAnqesthriwvn. 106 (Amorgo).~ Dionuvsou. ÆAnqesthriwvn· o[gdoo~ mh.) 323a-334 (Text).v. [A 1955] et Suda [A 2500] s. L’espressione ejn toi`~ th`~ Sunagwgh`~ potrebbe suggerire che in origine il testo di Arpocrazione conteneva l’indicazione del numero del libro da cui era stato tratto il frammento di Istro. 403) 4 gh`~ : th`~ gh`~ BCF Anthesterion: questo ad Atene è l’ottavo mese. plei`sta tw`n ejk gh`~ ajnqei`n tovte.n : oJ hV mh.n dia.

1900. part. precedente e in particolare Glossae rhet. .v. p. il nome della festa è spiegato col fatto che nel suo ambito c’erano delle offerte di fiori (para. to. ÆAnqesthvria. n. Hesych. Anecdota. e non è possibile fare alcuna seria congettura sul contesto in cui il Callimacheo la citava 4. Cfr. Harrison. donde la proposta di integrazione del testo di Arpocrazione avanzata da Jacoby (vd. Cizico. ÆAnqesthriwvn (Bekker. Princeton 1975. sia alla natura delle Antesterie. p. Sinope. M. to. Cfr. 115-119 (Mileto. s. Verrall.n a[nqhn tou` bovtruo~ touvtw/ mavlista tw`/ mhni. e ospitando la festa degli ÆAnqesthvria era in qualche modo ritenuto sacro a Dioniso 3. dove si precisa che durante il mese di Antesterione avveniva la fioritura dell’uva (dia. ÆAnqesthriwvn (Bekker. Odesso. 114. Athenian Iconography and Ritual. sia in relazione al periodo dell’anno corrispondente al mese di Antesterione. stret113 (Alicarnasso). Ann Arbor 1992. The Name Anthesteria. s. J. 5 Vd.). pp. Priene). Cio. pp.v. Choes and Anthesteria. oltre che da Istro. inoltre Et. th. in «JHS» 20. è asserita solo dai lessicografi. Pandora’s Box. J. apparato critico). la soluzione proposta da Istro non pare del tutto infondata. contra Deubner. dove. The Sacred and Civil Calendar of the Athenian Year. Apollonia in Misia. ta. Anecdota. th`æ eJorth`æ ejpifevrein). 208 e 403). A. a[nqh ejpi. AF. 115-117. contra R. 3 Glossae rhet. ÆAnqesthvria.W. s. Hamilton. 113 s. Samo).E. 121-123 (Magnesia sul Meandro. La derivazione di ÆAnqesthriwvn dal verbo ajnqei`n. Efeso. M. s. 1900. [A 5126] ed Et. 4 Vd. il quale rileva l’irregolarità linguistica della derivazione di ajnqesthvria da a[nqo~ o da ajnqei`n e propone di considerare il vocabolo un «equivalente» di ajnaqesthvria e di collegarlo al verbo ajnaqevssasqai: sarebbe così ulteriormente rafforzato il carattere di festa di rievocazione dei morti delle Antesterie (cfr. 111 s. Apollonia Pontica.v.v. in «JHS» 20. I. p. 403).D. 125 (Eritre). Mikalson. Sebbene la correttezza di questa etimologia sia stata messa in discussione 5. Olbia. 53.104 istro il callimacheo febbraio e marzo. in alternativa alla derivazione da ajnqei`n. pp. 111-121. givnesqai). p. il quale pone ragionevolmente in dubbio che la fioritura dell’uva avvenisse alla fine di febbraio. I.

Firenze 1992. dal punto di vista simbolico. Festivals. 17-23. Le più antiche feste rituali tenute in onore di Dioniso. pp. 6 Parke. 1993. 1-25.. Le Antesterie. The Dramatic Festivals of Athens. Festivals. Athens’ Festival of the New Wine. A. . Liturgie e pratiche simboliche. 107-120. PickardCambridge. pp. 115) non esclude la derivazione di ajnqesthvria da a[nqo~ o da ajnqei`n. ipotizzando una forma verbale arcaica sconosciuta al greco classico o una falsa etimologia. Simon. pp. cit. part. in «HSPh» 95.f 13 105 tamente connesse. 197-250. pp. N. Robertson. pp. Oxford 19882. T. p. 92-99. alla rinascita e al rinnovamento della fioritura primaverile 6. Guazzelli. Lo stesso Verrall (The Name Anthesteria.

katapephgevnai (katapephlevnai M) Suda (GIV) fasi.v. M. ABCN 3-7 ejpi. Kefavlou eijpw. s. s. tou` biaivw~ ajpoqanovnto~.n trovpon metevrcesqai tou. to. 8 foneva~ : fovnou~ N Portare una lancia al funerale e fare una proclamazione sulla tomba: Demostene nell’orazione Contro Euergo e Mnesibulo dice queste cose riguardo al personaggio morto per violenza. . 118).106 3 6 istro il callimacheo F 14 [F14 FGrHist. ÒIstro~ ejn thæ` Sunagwghæ` tw`n ÆAtqivdwn fhsiv. Paris 1868. (eij~ tou. proagoreuvein ejpi. prosagoreuvein Jacoby 3 Dhmosqevnh~ ~ fhsin om. Gen. mh. tou` biaivw~ ajpoqanovnto~ tau`ta pravttetai. to.v. BC shmaivnonta : shmavnai Et. dia. novmimon ei\nai toi`~ proshvkousi tou`ton to. Suda. B 7 parakaqhvmenon De Valois : parakataqevmenon Harp. pepoih`sqai ÿ parakaqhvmenovn te kai. Istro invece nella Raccolta delle Atthides. ejpenevgke dovru (Miller. Prokrivdo~ kai. M. Siebelis. Jacoby »pepoih`sqai parakataqevmenon¼ Müller to. Et.n ÆErecqeva to. ejpi. Et. Mnhsibouvlou : XLVII 69 2 thæ` ejkfora`/ ~ tw`/ mnhvmati Dindorf ex [Dem.. : to.n ÆErecqeva fasi. : th`~ ejkfora`~ ~ tw`n mnhmavtwn ABCG proagoreuvein : proagoreuvei A.] XLVII 69. Gen. scrive così: «Alcuni dicono che Eretteo è rappresentato con una lancia conficcata sulla tomba † seduto e nell’atto di manifestare il proprio dolore. tw`/ mnhvmati· Dhmosqevnh~ KatÆ Eujerv gou kai.~ ejpi. ejpenegkei`n dovru ejpi. ejpenegkei`n dovru ejpi.v. Suda. tou` ~ novmimon : ejpi. Epit. proagoreuvein ejpi.. ÒIstro~ dÆ ejn thæ` Sunagwghæ` tw`n ÆAtqivdwn peri. 19 FHG] – Harpocration s. Mnhsibouvlou tau`tav fhsin ejpi. tw`/ mnhvmati 3 Dhmosqevnh~ KatÆ Eujevrgou kai. to. novmon Epit.~ foneva~ ÌÌ. pavqo~ shmaivnonta. tou` tavfou dovru fasi. Et. kai. tine. Eujerv gou : Eujergevtou ABCN Mnhsibouvlou : Mnhsibovlou B. Suda [E 2053] et Et. M. p. Epit.. perché era costume che i parenti (della vittima) perseguissero in questo modo gli assassini». pepoih`sqai : fasi.~ biaivw~ ajpoqanovnta~ tau`ta ejpravtteto ~ novmon) 6 katapephcovta : katephgovta A. thæ` ejkfora`/ kai.. katapephcevnai to. dia. Mélanges de littérature grecque.~ de. thæ` ejkfora`/ kai. M. Brasibouvlou C 3-4 ejpi. pavqo~ shmaivnonta. Cfr.n gravfei tautiv· ‹‹ tine. tou` om. Et. parlando di Procri e Cefalo. proagwgeuvein C. Suda. pepoih`sqai fasi. tou` tavfou dovru katapephcovta to. peripoiei`sqai A.

Plaidoyers civils. 4 Per la prima ipotesi vd. affinché comparisse.] XLVII 69. mnh`ma fulavttein ejpi. ed essi spiegano quali riti (novmima) debbano essere espletati e consigliano ciò che è utile 2.M. a-b. Dike Phonou. e[peita to. Piérart. La prima prescrizione è la seguente: prw`ton me.. D. sulla loro funzione nel passo dell’orazione pseudodemostenica vd.. Dike Phonou. Gernet (éd. Sul problema dell’autenticità dell’orazione vd.Leipzig 1996.f 14 107 La frase commentata da Arpocrazione compare in un brano dell’orazione Contro Euergo e Mnesibulo riguardante la morte per violenza della nutrice dell’anonimo trierarca che pronuncia il discorso  1. ma anche la guardia del monumento funebre per tre giorni. cit. MacDowell. F. The Local Chronicles of Ancient Athens. Tulin. Oxford 1949. 432 s.) if there be anyone related to the woman. 8-70. 200. cit.] XLVII 68-69. 12-20. proagoreuvein e fulavttein. oppure se l’inciso ei[ ti~ proshvkwn ejsti. ei[ ti~ proshvkwn ejsti. Dike Phonou. durante la proclamazione sulla tomba del defunto 4.. let him carry a spear when she is . Questi.. p. Paris 1957.. 21. Stuttgart .n ejpenegkei`n dovru ejpi. Nella frase.n th`~ ajnqrwvpou. si rivolge agli ejxhghtaiv chiedendo un consulto. L. 23 [«(. 3 [Dem. diventando dunque responsabile dell’espletamento del rito. Note sur la «prorrhesis» en droit attique. trei`~ hJmevra~ 3. in «AC» 42. pp.n th`~ ajnqrwvpou dipenda dall’infinito proagoreuvein. Jacoby. tw`/ mnhvmati. non è del tutto perspicua la funzione del parente della vittima. pp. significando che il parente della vittima dovesse essere evocato. 23 nn. Tulin. il rito non prevedeva soltanto il trasporto di una lancia al funerale e la proclamazione sulla tomba.. Atthis. kai. II: Discours XXXIX-XLVIII. 2 Sugli ejxhghtaiv vd. 1 [Dem. Come si legge in questo passo. Athenian Homicide Law in the Age of the Orators.. Démosthène. p. M. pp. thæ` ejkfora`/. p... proagoreuvein ejpi. però. e si è infatti discusso se egli sia il soggetto degli infiniti ejpenegkei`n.. Tulin. non sapendo come agire per vendicare il torto subìto. Manchester 1963. p.. A. 1973. The Right of Prosecution and Attic Homicide Procedure.).

38 s. 33 n.. 1997. p. borne forth to the tomb and make solemn proclamation at the tomb. Gagarin. invece.)»]. D.. cit.. 6 L’oratore fa riferimento a due tipi di proclamazione. e che probabilmente in queste occasioni tale proclamazione non aveva luogo.)»]. 27. p. perché il trierarca non è stato testimone diretto del fatto e perché la vittima non gli è legata da rapporti di parentela o schiavitù 5. il quale ritiene che le due proclamazioni coincidessero e avvenissero sulla tomba. Da questo passo sembra dedursi che fosse il trierarca a dover compiere la proclamazione sulla tomba.n mhdeni.. . The Prosecution of Homicide in Athens. Prosecution for Homicide. Per la seconda ipotesi vd. la seconda. and thereafter let him guard the tomb for the space of three days»]. cit. 14. 640 s. in «GRBS» 20.. lo studioso pensa inoltre che la prima proclamazione sarebbe stata superflua nel caso in cui il funerale fosse stato guidato da un parente della vittima..~ to. but also a request whether there is some relative (. and proclaim at the tomb for any relative of the woman (.. ma solo contro coloro che in generale hanno commesso l’omicidio.)... cit. proagoreuvein.] XLVII 69-73.. p. 42 s. 385 [«(. così anche Gagarin.C.n basileva mh. Athenian Homicide Law. 308 s. p. toi`~ dedrakovsi de. kai. me. 23-25) ritiene che la prima avesse una funzione religiosa e servisse soprattutto a richiamare i parenti della vittima.) you are to bring a spear to the funeral. Dike Phonou. in «CR» 47. Alexander Tulin. cit.. 1998. The Prosecution of Homicide. D. pp... MacDowell. doveva già far parte della procedura legale. quella sulla tomba del defunto e quella contro gli assassini: MacDowell (Athenian Homicide Law...108 istro il callimacheo Gli ejxhghtaiv però consigliano anche al trierarca di non lanciare alcuna intimazione contro nessuno per nome. Contra Tulin (Dike Phonou.. 308 n.. The Right of Prosecution and Attic Homicide Procedure. Mirhady. 5 [Dem. p. pp. in «AJPh» 119. e di non intentare un processo dinanzi al basileus (ojnomasti... whether named or not.M.. M. kteivnasin. MacDowell.. l e 44.. confermando dunque la seconda delle ipotesi sopra prospettate riguardo al parente della vittima 6. ei\ta pro. [«The proclamation involves not only a curse against the woman’s killers.. 1979.. lagcavnein).

Sul significato magico della lancia nel mondo antico vd.. [Apollod. Sul mito di Procri e sulle sue varianti vd.. Fab. 41. FGrHist 3 F34 = F152 Dolcetti. 189.. Tulin. Aen. 122-127. Metam. Serv.f 14 109 Senza entrare nel merito di chi avesse diritto a perseguire legalmente l’omicidio  7. FGrHist 4 F169a-b = 323a F22a-b = F183a-b Ambaglio.. 188 e 237): si tratta però di brevi parafrasi del testo dell’orazione Contro Euergo e Mnesibulo. I. Chil. Ovid.v.. 8 La pratica della lancia è ricordata anche in Poll. VI 445 (dove Procri è figlia di Iphiklos). Metam.n ejkforavn (Bekker. col. 1 (1957). III 15. Dike Phonou. che per questo fu giudicato sull’Areopago e condannato all’esilio eterno 9. In Verg. Pherec. Lib. Anecdota.v. in RE XXIII. 241 (dove Procri è figlia di Pandione).. in DarSag I. 6. in «CQ» 21. part. VIII 65. La brevità della citazione non permette di ricostruire il contesto della trattazione di Istro. che in un luogo imprecisato della Raccolta delle Atthides avrebbe parlato del mito di Procri e di Cefalo descrivendo il gesto compiuto da Eretteo sulla tomba della figlia 8. in DNP 10 (2001). G. Hygin. mentre la guardia di tre giorni sulla tomba del defunto avesse una funzione apotropaica. 7 Per una disamina delle fonti e della bibliografia sull’argomento. s.D. th. vd. pp.. in merito alle quali si ipotizza che nel caso di Eretteo la lancia simbolizzasse la vendetta. pp. 1. Harder s. .. 123 sulle testimonianze dello Pseudo-Demostene e di Istro. cit. 2 (1887). R. Saglio s. 1927.]. M. Paus. Procri era figlia di Eretteo ed era stata involontariamente uccisa dal marito Cefalo. E. VII 796-862. Purtroppo non vi sono fonti che consentano di rispondere a questa domanda. Nock. Prokris. Cary . Cephalus. Magic Spears. 1017-1019. molti aspetti del quale emergono dall’orazione Contro Euergo e Mnesibulo. ejpÆ ejkfora`/ dovru ejxenegkei`n e dovru ejpi. Radtke s. Glossae rhet.v. pp. 9 Hellan.A. Prokris 1.. 600-609. viene spontaneo domandarsi se il rituale della lancia fosse una prassi comune nella sepoltura di un individuo morto per violenza e se il rito dovesse essere officiato da un parente della vittima. Bibl. I 37.vv. col.E.. Tzetz. I 20. Anton. 396. e per dimostrare l’antichità della pratica non basta la testimonianza del frammento di Istro.

11 Sulla cronologia relativa dei quattro processi (Ares. Paus.. 657. Dem.]. 940-969. In questo frammento l’avverbio ejkei` si 10 Hygin. 25.. Eur. Jacoby. Bibl. 1258-1272. [Apollod. Or.. Hellan. Char. Non sappiamo se questo frammento provenga dagli Attika di Istro: vd. VIII 34. Iph. [Apollod. 4. 4-7. 681-710. e di Oreste per l’assassinio della madre Clitennestra 11. FGrHist 328 F3 = F3 Costa. 1648-1652. Hellan. 1260-1263. Diod.110 istro il callimacheo anche se il Callimacheo dovette interessarsi diffusamente a questo mito perché Igino lo cita a proposito del cane che Procri aveva ricevuto da Minosse e Cefalo aveva portato a Tebe 10. F48. 638. 6.W. to 307 B. IV 76. 28. I 37. Sulle diverse spiegazioni delle origini del nome dell’Areopago da parte degli antichi vd.]. Taur. 64 s.London 1985. The Areopagos Council. FGrHist 4 F38 = 323a F1 = F161 Ambaglio. Marm.. 5. Eur.~ Poseidw`na uJpe.]. Paus.. Braun. R.. Bibl. II 35.. È interessante ricordare che nell’Atthis Ellanico fa derivare il nome del colle dell’Areopago dal fatto che là Ares aveva piantato la lancia nel processo contro Posidone per Alirrotio (o{ti e[phxe to.r ïAlirroqivou divkh`)  12. Baltimore . 1-4. Die »Eumeniden« des Aischylos und der Areopag.. Wallace. I 21. FGrHist IIIb (Suppl. Sul processo contro Dedalo per l’uccisione del nipote Talo vd. Sul significato di queste testimonianze per la più antica storia delle competenze dell’Areopago vd. dovru ejkei` oJ ÒAre~ ejn thæ` pro. Dam..) 323a-334 (Text). FGrHist 4 F169a-b = 323a F22a-b = F183a-b Ambaglio. 1 (= Ist. FGrHist 244 F94. pp. I 87. Cefalo.. Paus. Dinarch. FGrHist 334 F65). III 14. 12 Hellan. El. Par. FGrHist 239 A3. Sul processo di Oreste vd. Epit. insieme a quelli di Posidone contro Ares per l’uccisione di Alirrotio. di Dedalo per la morte di Talo.. Dedalo e Oreste) vd. Sull’esilio di Cefalo a Tebe vd. 2. p. El.. FGrHist 239 A25. FGrHist 103 F8. [Apollod. . 9. Nicol. 5. Marm. Costa. FGrHist 4 F38 = 323a F1 = F161 Ambaglio... 1469-1472. Par. M. Philoch. p. Athen. 81-104. 9 s. XXIII 66.C. Sul processo per Alirrotio vd. III 15. FGrHist 90 F25. Aeschyl. La condanna di Cefalo è uno dei primi quattro giudizi di età mitica pronunciati sull’Areopago.. Eum. Tübingen 1998. I 28. Filocoro. De astr. Apollod. pp. 6.

von Wilamowitz-Möllendorff. 4. contra Jacoby. 513. FGrHist IIIb (Suppl.. FGrHist IIIb (Suppl. Phaethon. 13 Jacoby. 14 . così come ignoti rimangono i tivne~ dai quali il Callimacheo avrebbe attinto la notizia che riporta nella Raccolta delle Atthides. L’ipotesi del compendio è stata avanzata da Jacoby. che ha proposto che il rituale del phgnuvnai to. Il gesto del phgnuvnai to. F14 n. dovru descritto dallo storico lesbio fosse analogo a quello conservato dal frammento di Istro e dal passo dell’orazione Contro Euergo e Mnesibulo. F1 n. in «Hermes» 18. 2 s.f 14 111 riferisce all’Areopago e non è necessario pensare che dipenda dal compendio del passo di Ellanico. 19. e va probabilmente distinto da quello compiuto da Eretteo sulla tomba di Procri. 1. p. per cui Ares avrebbe confitto la lancia sul sepolcro di Alcippe e non sull’Areopago 13. p.) 323a-334 (Notes). 424 n. è alla base della spiegazione del nome del colle di Ares offerta da Ellanico. 1883. La brevità della voce di Arpocrazione non consente di sapere se Istro individuasse in Eretteo colui che per primo aveva istituito il costume di infiggere una lancia sulla tomba del defunto  14. però. Per l’ipotesi che Eretteo avesse istituito il rituale vd. p. dovru. U.) 323a-334 (Notes).

Phot. Fluei`~ De Valois et Meier Koironidai: c’è un’orazione di Licurgo intitolata Causa dei Krokonidai contro i Koironidai. Suda 5 th`~ ÆAtqivdo~ : tw`n ÆAtqivdwn Blass wjnomasmevnon : wjnomasmevnoi A ei[h : ei\en A 6 novqon : nw`qon Epit.r om. Filiei`~ kai. to. Krovtwno~ Phot.~ Krokwnivda~ ‹tw`n Koirwnidw`nÌ ÌÌ..~ Koirwnivda~ ÌÌ. Kurwnivdai Epit.112 3 6 9 istro il callimacheo F 15 [F15 FGrHist.. Phot.n ojnovmasiv fhsin aujtou. ejntimotevrou~ ei\nai tou. 29 FHG] – Harpocration s..v. Kurwnivda~. oJ de. (gac) ei\naiv fasi : fasin ei\nai B Krovkwno~ : Krovkono~ B. CG. F3.. Cfr.n lovgon gegrafw. Suda 2 ou{tw~ : ou|to~ A 2-3 e[sti ~ nomivzousin om. o}n e[nioi Filivnou nomivzousin· e[sti de. ga. Suda 3 Filivnou : Filoivnou C 4-5 e[sti ~ Koivrwno~ : gevno~ ejsti. Phot. o}n novqon ajdelfo.r om. et fort. Kuvrdwno~ zac). Kurwnivdai 2-3 Lukouvrgw/ ~ Koirwnivda~ : fr. Periqoivda~.n ei\naiv fasi tou` Krovkwno~.v. Kuvrwno~ Epit.r Koirwnivda~ kai. trisi.~ proshgoreu`sqai· kai. Phot. Philieis e Perithoidai. (Kurwnivdwn gz). Suda (Kurwnivdwn) 7-10 oJ de.n ojnovmasi om. (Kuvdwno~ gac. C 9 kai. ragion per cui i Krokonidai erano più stimati dei Koironidai». X 425b 1 Koirwnivdai : Korwnivdai B. Deipn. Koivrwno~. (Kurwnidw`n). (gz) 7 ‹ Ì Jacoby ex Epit. che dicono fosse il fratello bastardo di Krokon. Periquvda~ Epit.~ o{sti~ potÆ ejstivn.. egli afferma che costoro erano designati con tre nomi: Koironidai. ga. (gpczac) ejntimotevrou~ : ejntimwtevrou~ ET. ga.. Filiei`~ kai. Epit. parÆ o} kai.). w|n ÒIstro~ ejn thæ` Sunagwghæ` th`~ ÆAtqivdo~ fhsivn: ‹‹ wjnomasmevnon dÆ a]n ei[h ajpo. Koirwnivdai· e[sti Lukouvrgw/ lovgo~ ou{tw~ ejpigrafovmeno~ ‹‹ Krokwnidw`n diadikasiva pro. B Koirwnivda~ : Krokwnivda~ C Filiei`~ : Fuliei`~ Suda (vett. peri. Chiunque sia l’autore dell’orazione.~ ojnomavzousin. gevno~ oiJ Koirwnivdai. Phot. che alcuni attribuiscono a Filino. ~ Periqoivda~ : trich` de. [K 1261] et Suda [K 2779] s.. e i Koironidai sono una famiglia della quale Istro nella Raccolta dell’Atthis dice: «Sembra che il nome derivi da Koiron. Phot.. aujtou. Phot. Phot.n wjnomasmevnon ajpo. . Suda 8 trisi. VII 2 Conomis 3 e[nioi : Ath.

v.v. i templi di Dioniso detti Theoinia (Harp. 1-2: la zona in questione si chiamava basivleia Krovkwno~ ed era al di là dei fiumi Rheitoi (cfr. pp. o}~ h\n ajdelfo. gli oinoptai (Ath. 120-125. Thuc. Koirwnivdai (Bekker.vv. p. che doveva comunque riguardare una vertenza su privilegi sacrali fra i due gene dei Krokonidai e dei Koironidai 1. ajpo. Procaristhvria). Harp.. dal nome non altrimenti attestato di Saisara (cfr. VII Conomis: oltre ai Koironidai i sei frammenti concernono la festa ateniese dei Procharisteria (Harp. Deipn. 1 Lycurg. Koivrwno~. s. Questa versione della discendenza di Krokon. ejxouvlh~ e iJerofavnth~. Qeoivnion.v. Krokwnivdai gevno~ . Le testimonianze sui Krokonidai e i Koironidai sono piuttosto scarse e si rimpiange la perdita delle orazioni di questa causa. Skambwnivdai). s. Hesych. ma non è in grado di rintracciarne la sepoltura 3.v. s. che il Periegeta attribuisce ai membri del demo di Scambonidai. e dunque discendenti diretti di Celeo  4. II 19. mentre il ricordo di una Krokwnidw`n diadikasiva di Dinarco fa pensare che questi fosse l’avversario di Licurgo 2. Per uno studio sull’orazione vd. capostipite del genos ateniese dei Koironidai. Saisariva). fr. Kunnivdai).v. X 425b) e il demo di Scambonidai (Harp. L’attribuzione a Filino è tramandata solo da Ateneo. Hesych. 2 Ath. Pausania considera Krokon genero del re eleusino Celeo e ne fa il primo abitante della zona al di là del confine fra il territorio di Eleusi e quello attico. 4 Vd. s. Anecdota. su cui vd. I. [S 61] s.v. s. I 38. s. Notes on the Fragments of Lycurgus. urta con la tradizione secondo cui Krokon e Koiron. X 425b. 3 Paus. perché dovevano contenere informazioni preziose sulla religione e il diritto sacro. Conomis.f 15 113 L’orazione di Licurgo citata da Arpocrazione è nota solo da sei frammenti e non è possibile ricostruirne nel dettaglio il contenuto. Glossae rhet. Krokon inoltre sposò la figlia di Celeo. ïReitoiv). sarebbero stati entrambi figli di Trittolemo. il genos ateniese dei Kynnidai (Harp.v. 2. Proscairhthvria. kai. 273): gevno~ ÆAqhvnhæsin. Per l’orazione di Dinarco vd. [R 202] s.~ Krovkwno~. F3).v.. Deipn. Suda [P 2928] s.

e dunque al primo libro della raccolta del Callimacheo  6. 121. Toepffer.n ÆAqhvnhæsin. Jacoby. Paus. I 14.v.114 istro il callimacheo Tale variante. Parker. p. 639. mentre Philieis non è altrimenti attestato e probabilmente designava la fratria iJero. p. Un decreto del IV secolo (IG II2 1229) ricorda inoltre la costruzione di un luogo sacro per Hestia da parte di una commissione scelta dai Krokonidai. Non è possibile collocare il riferimento ai Koironidai nell’opera di Istro perché Arpocrazione non cita il numero del libro della Synagoge. 2. p.. p. ajmfovteroi de. e dal quale c’è chi ha proposto di far derivare il nome di Krokon: J.) 323a-334 (Notes). Berlin 1889..v. 273). ancora Glossae rhet. The Heroes of Attica. e non direttamente da Licurgo. [Apollod. 125) e Parker (Athenian Religion. VII 6 Conomis). p. 303) ipotizzano che l’informazione di Pausania derivi dall’orazione di Licurgo. Vd. F15 n. però. p. il riferimento ai tre nomi del genos dei Koironidai: Perithoidai era un demo attico. 2. dove il termine indica un rituale che prevedeva l’applicazione di bende color zafferano al braccio destro e alla gamba sinistra degli iniziati ai misteri. s. 67 s. p. Parker. 303 s. fr. contestando in un caso la non legittimità di Koiron e nell’altro la mancata consanguineità fra Krokon e Celeo 5. 69. Come nel caso di F3. FGrHist 239 A12. 303. Sulle difficoltà del testo di Pausania vd. The Heroes of Attica. Conomis (Notes on the Fragments of Lycurgus. fornisce qualche indizio sui punti in discussione nella causa fra i due gene. p. 2. Kearns. Athenian Religion. Anecdota. 6 Jacoby. In alcune fonti Trittolemo è considerato figlio di Celeo: Marm. FGrHist IIIb (Suppl.]. p. Krokou`n (Bekker. FGrHist IIIb (Suppl. Athenian Religion. I 5. Notes on the Fragments of Lycurgus. p. e non è necessariamente detto che F15 appartenesse allo stesso contesto di F3. Bibl. s. h\san pai`de~ Triptolevmou. I. Par. Skambwnivdai = Lycurg. . Kearns. 5 Conomis. Attische Genealogie. 514. p. insieme a quella tramandata dal frammento di Istro – secondo cui Koiron sarebbe stato il fratello bastardo di Krokon –. 107. che dovevano vertere sulle antiche tradizioni genealogiche delle famiglie di appartenenza. perché in uno dei suoi frammenti è menzionato il demo di Scambonidai (Harp. si può ipotizzare che Arpocrazione abbia tratto da Istro.) 323a-334 (Text).

p.. Lohmann s. cit. Perithoidai. T32. 13. Sul demo di Perithoidai vd..v. II. 590. U. più cauto Lambert. Attische Genealogie. The Phratries of Attica. 109 s.f 15 115 d’appartenenza dei Koironidai e fors’anche dei Krokonidai. H. p. Hedrick Jr.W.. Phratry Shrines of Attica and Athens. p. 269 n. col. oppure una qualche altra associazione similare 7. von WilamowitzMoellendorff. Aristoteles und Athen. 1991. C. in «Hesperia» 60. 7 Toepffer. in DNP 9 (2000). . 246. Berlin 1893.

kai. perifevrein crh. ejn toi`~ ÆAttikoi`~ ‹‹ perivstia ÌÌ fhsivn ‹‹ prosagoreuvetai ta. e[xwqen ga. th.. XIV 21 (s. th`~ eJstiva~ h] tou` peristeivcein.~ povlei~ Apostol. perilhmmevnoi Apostol. ga. da eJstiva (“focolare”) o peristeivcein (“girare intorno”).v.n povlin.~ ejkklhsiva~ kai. Il termine galevh indicava diversi tipi di animali appartenenti alla famiglia dei . 128: oJ peristivarco~. oijkiva~ perieilhmmevnoi dhmosiva~ Bernhardy 6 oijkivai~ : oijkiva~ Apostol. ta. (Z) 6 coiroforou`nte~ : macairoforou`nto~ Suda. macairoforou`nte~ Apostol. Compiono infatti un giro all’esterno portando un porcellino. e peristivarcoi quanti purificano i luoghi sacri. Apostol. oJrivoi~ Adler perieilhmmevnou : perieilhmmevnoi Suda. ajpo.~ eJstiva~ kai. stoai`~ vel aiJmasiai`~ Hemst. (Z) 5 peristivarcoi : periestivarcoi Apostol. Il ri1 Aristoph. oiJ ta.. Peristiarchos: colui che purifica tutt’intorno il focolare. 4 perivstia : perievstia Apostol. perivdromon e[conto~ ÌÌ. Istro negli Attika dice: «Le vittime espiatorie sono chiamate perivstia. ÒIstro~ de. peristivarco~ et Apostol. eJkavstou tw`n iJerw`n ÿ oijkivai~ perieilhmmevnou dhmosivai~ kai.116 3 6 istro il callimacheo F 16 [F16 FGrHist.n galh`n. 32 FHG] – Photius [P 422] s. (Z) 6-7 coiroforou`nte~ ~ dhmosivai~ : coiroforou`nto~ eJkavstou tw`n iJer‹evÌwn. Tra le fonti di età classica il termine peristivarco~ è attestato solo da Aristofane nelle Ecclesiazuse.n eJstivan kai.v. Suda [P 1306] s. kaqavrsia. peristivarco~· oJ perikaqaivrwn th. th.r perievrcontai coiroforou`nte~.. kaqaivronte~ peristivarcoi. e ciascuna delle vittime † è fatta girare attorno agli edifici pubblici ed effettua un percorso circolare». tw`n kaqairovntwn: kai. ta. th. e[conto~ Hemst : e[conte~ Phot. in un passo in cui Prassagora parodia il rituale di apertura delle assemblee ateniesi e invoca il peristiarchos affinché «porti in giro la gatta» 1. Cfr.n ejkklhsivan kai. l’assemblea e la città.v. iJera. Eccl. 7 dhmosivai~ : dhmosiva~ Apostol. Suda. iJerw`n : iJerevwn Apostol.r ou|toi periekavqairon ta. periestivarco~ ejgevnou) 2-3 oJ perikaqaivrwn ~ peristeivcein : ejpi.

R. O. dove però il termine kavqarma ha il significato esteso di “luogo purificato” o “recinto sacro”: cfr.v. 155 e infra. Landscapes. il quale ricorda che i lavori dell’assemblea potevano iniziare solo dopo che la vittima espiatoria fosse stata fatta girare (ejpeida. in Aristoph. Vd. 397.D. C. 21. S. I 23. in RE V. The Ancient Greek Experience. e che la vittima (iJerei`on) era detta kavqarma e kaqavrsion 4. W. 44 Wilson. Peristiarchos. (= «C&M» 37. and Ritual Space. VIII 104. [P 1885] s.). inoltre M. In generale sul peristiarchos vd. M. 92 s.).v. 1280 s. .. Hesych. Peristiarchos. Copenhagen 1989. p. Parker. A Collection of Articles 1983-1989. Cole. Berkeley 2004. pp. 2173. kaqavrsion perienecqhæ`) 2. 2 Aeschin. I 23. mustelidi: vd. Milano 19983. The Construction of Pnyx II and the Introduction of Assembly Pay. Hanell s. Acharn. col. col. Schol. 4 Schol. che impiega la forma perieistivarco~ e dà una versione abbreviata delle informazioni dello scolio all’orazione di Eschine. Del Corno (curr. 128a Regtuit. Aristofane. 1986. col. K. 2 (1905). in Aeschin. Miasma. perivstion. 47 s. Oxford 1983. 146 s. e che nel verso di Aristofane il termine galevh alluderebbe alla gracilità del maialino (delfavkion) per la purificazione  3: lo scolio al passo dell’orazione Contro Timarco afferma infatti che il peristiarchos purificava l’assemblea e i teatri con un porcellino sgozzato (coi`ro~ o coirivdion) e altri animali i cui resti venivano gettati in mare. Pollution and Purification in Early Greek Religion. Sull’impiego del termine perivstion per indicare il kaqavrsion nel rito funerario vd. inoltre Poll.v. Süss s. in DarSag IV. Sul ruolo del peristiarchos nel passo della commedia vd. Ecc.v. Vetta . vetTr in Aristoph. Lo scoliaste cita anche il verso 44 degli Acarnesi di Aristofane. Gender.. p. Hansen.H.v. Sulla sua funzione comica nell’economia del verso di Aristofane vd.v. 1 (1905). p. Le donne all’assemblea. Lo scolio al verso delle Ecclesiazuse spiega che il peristiarchos era chi nelle assemblee portava le vittime sacrificali (ta. 859. in RE VIII. LSJ9 s. Waser s. III 176. ÆEkklhsiva. in RE XIX. p.G. kaqavrsia) dette perivstia. 1 (1937).f 16 117 tuale è deducibile da un passo dell’orazione Contro Timarco di Eschine. in Aeschin. 3 Schol. 1 (1912). in The Athenian Ecclesia II. Michel s. Hestia. 236.n to. Schol. p.

v. e che questo rito era officiato dai peristiarchoi. Anecdota. ma non si può escludere che l’espressione ejn toi`~ ÆAttikoi`~ nasconda un riferimento alle ÆAttikai. i teatri e le riunioni del demos (ta. Cfr. 65 s. Phot. unoquoque sacerdotum porcellum ferente. ajmnovn) impiega l’espressione ejn tai`~ ÆAttikai`~ per riferirsi alle Attikai lexeis (vd. peristivarco~.~ tou` dhvmou sunovdou~) con piccoli porcellini (mikroi`~ pavnu coiridivoi~). kaqavrsion.v. 7 Vd. 640.) 323a-334 (Text).r perievrcontai. Jacoby. kaqavrsion. levxei~ e che il frammento appartenga dunque a quest’opera e non agli Attika 7.118 istro il callimacheo Arpocrazione spiega che ad Atene era costume purificare l’assemblea. [K 18-19] e Suda [K 38] s. oijkiva~ perieilhmmevnoi dhmosiva~.v. p. coirofou`nto~ eJkavstou tw`n iJerevwn. per cui la parte finale reciterebbe e[xwqen ga. kaqarsivwn (Bekker.v. ove si osserva che Fozio ([A 1232] s. 6 Hesych.v. p. Glossae rhet. 5 . F23). kavqarma e [P 1883] s. Non è possibile ricostruire il contesto del frammento di Istro. s. perivdromon e[conte~ («Extrinsecus enim circumeunt. detti kaqavrsia.. I. 269). p. [K 88] s. kai. s. Harp. Esichio infine dice che il peristiarchos era colui che purificava l’eJstiva e l’ejkklhsiva 6. inoltre Lenz . i quali traevano il nome o dal verbo peristeivcein o dal sostantivo eJstiva  5.Siebelis. ove la testimonianza di Istro è presentata ricorrendo alla voce della Suda che viene corretta sulla base del testo dell’Apostolio. aedes publicas cingentes et circumcurrentes: in quibus est lustrationis significatio»). FGrHist IIIb (Suppl. Cfr.v. il suo contenuto poteva forse interessare perché attestava l’attività del peristiarchos negli edifici sacri oltre che in quelli pubblici.

to.~ ajnatola. e{w~ Kolwnou` para.n leivan pevtran ÌÌ. o{qen pro. plhsiovcwra Schneidewin fasin  : fhsi RM 8  iJstorei`  : fhsi.n : sumboulh. 6 FHG] – Schol. pevtra~ nifavdo~ a]n ei[h levgwn th. calkou`n ‹oujdo.nÌ Wilamowitz ‹ Ì De Marco ‹ojdovnÌ. kai.n e{w~ th`~ mustikh`~ oJdou` eij~ ÆEleusi`na· ajpo. me. ejpÆ ajristera. luoghi .n T.n : e[pimen L. to.n : ou\n L O forse a occidente] (Sofocle) intende l’Egaleo. th`~ caravdra~ ejpi. in Sophoclis Oedipum Coloneum 1059: h\ pou to. nou`~. o{qen  : ojdo.n e{speron cw`ron th`~ leiva~ pevtra~ prospelavzousinÉ Cfr. tou` dhvmou touvtou· katalevgousi de. de.f 17 3 6 9 12 15 119 F 17 [F17 FGrHist. ga. von Wilamowitz-Moellendorff pro.~ : ajnatolh.~ to. to. oJ de. a} dh.n calkou`n prosagoreuovmenon ‹ojdovnÌ.r tou`to ejpÆ ejscavtwn ejsti. me.n Khfiso. “Rupe nevosa” sarebbe come dire la cosiddetta “rupe levigata” o il Monte Egaleo.n Aijgavlewn fhsiv· kai.. pericwvriav fasin ei\nai.n RM th.n Aijgavlewn lovfon. calkou`n ‹ojdo.~  : para.nÌ Dindorf.n Wilamowitz.n ou{tw legomevnhn leivan pevtran h] to.n RM caravdra~ : paraliva~ Müller ejpi. metÆ ojlivga. F28 2 Aijgavlewn : Aijgavlew R 3 tou`to : tovpou R 4 mavlista : mavlista ei\nai R sumbolh.n Aijgavlewn. badizovntwn eij~ ÆEleusi`na ta.~ tou` Aijgavlew ÌÌ. ejpi. a\ra ejpi.n sumbolh. h[toi th. (gli anziani del coro) elencano luoghi dove in particolare immaginano sia avvenuto lo scontro fra i seguaci di Creonte e di Teseo. Qhseva. tauvth~ de.n kaloumevnhn leivan pevtran h] to.n Krevonta kai. cwriva parÆ a} mavlista eijkavzousi th. ou{tw~ ‹‹ ajpo. : ejparistera. ejpi. Jacoby 13 ajnatola.n R 5 pevtra~ : pevtra~ de. mevcri tou` lovfou tou` pro.n ejfevsperon¼ to. Wilamowitz 11 mustikh`~ oJdou` : mustikh`~ eijsovdou codd. kaqavper ÒIstro~ ejn thæ` prwvthæ tw`n ÆAtavktwn iJstorei`. touvtou de. e infatti si trova all’estremità di questo demo. RM ejpÆ ajristera. om. th. mustikh`~ oJdou` th`~ Wilamowitz 12 eij~ ÆEleusi`na : » ¼? Jacoby in app. me.n genevsqai toi`~ peri. ‹‹ ajpo. L pevtra~ nifavdo~ a]n ei[h levgwn : pevtran nifavda levgwn RM 7 pericwvria : perivcwra Brunck.n (?) Jacoby 9 ojlivga : ojlivgon RM 10 calkou`n : Calkou`n Elmsley. ta.

1044-1095. giunto ad Atene per riportare in patria il figlio di Laio. Oedipus Coloneus. E poco dopo: «Da qui fino a Kolonos presso la cosiddetta “soglia bronzea”. 2. come narra Istro nel primo libro degli Atakta scrivendo in questo modo: «Dal torrente a una rupe levigata». il coro dell’Edipo a Colono immagina di assistere allo scontro fra Tebani e Ateniesi e allude a due località che avrebbero potuto ospitare la battaglia  1. su cui vd. Sulle difficoltà di questi versi vd. VII: The Oedipus Coloneus. Oed. e si basa sulla testimonianza di Istro che nel primo libro degli Atakta aveva menzionato queste due località descrivendo un itinerario dell’Attica 4. Thuc. Oed. 4 Il Monte Egaleo divide la piana di Atene da quella di Tria: vd. 1047-1053.n ejfevsperon ƒ pevtra~ nifavdo~ pelw`sÆ ƒ Oijavtido~ ejk nomou`) 3. donde verso il Cefiso fino alla via sacra per Eleusi. 169) e J. Erodoto (VIII 90. tenendo la sinistra rispetto a coloro che procedono per Eleusi. O la cosiddetta “rupe levigata” o l’Egaleo. da qui. gli anziani del coro dicono che i nemici «probabilmente si avvicineranno alla regione che si trova a occidente della rupe nevosa lasciando il pascolo Oiatide» (h[ pou to. 1059-1061.C. fino al crinale orientale dell’Egaleo». 1 Soph.n pevtra~ nifavdo~ Oijavtido~ to. p. Kamerbeek (The Plays of Sophocles. Lo scoliaste propone d’identificare il luogo che Sofocle chiama «rupe nevosa» (pevtra nifav~) con la cosiddetta «rupe levigata» (pevtra leiva) o con il Monte Egaleo..). Il significato è dunque che si avvicinano alla regione a ovest della “rupe levigata”? Dopo l’aspro confronto tra Edipo e Creonte. Leiden 1984. Ibid.n ejfevsperon). così da intendere il passo nel senso che «si avvicineranno al pascolo che si trova a occidente della rupe nevosa di Ea». che propongono di correggere ejk nomou` con eij~ nomovn e di far dipendere il genitivo Oijavtido~ da pevtra~ nifavdo~ (h[ pou pelw`si eij~ nomo. Col. Jebb (Sophocles. p. II 19. 3 Soph. F22.120 istro il callimacheo che si dice fossero vicini.. 150 s.. Dopo aver menzionato la baia di Eleusi  2. 4) colloca su questa altura il luogo da cui Serse 2 . Col.

Pritchett. Sul torrente e sulla topografia della zona vd. 157.v.). Phot. Oijnai`oi th. 6.v. 53 con mappe a pp. Oxford 2002. in «JHS» 88. Steph. 19-21.v.v. Hammond.A. Walbank. infatti. termine che nel senso comune indica un torrente o una gola. touvtou e muove fino a Kolonos presso il cosiddetto calkou`~ avrebbe assistito alla battaglia di Salamina [su questa tradizione vd.v. che purtroppo mancano degli elementi necessari per ricostruire le indicazioni topografiche del passo originario degli Atakta. LSJ9. Marathon. Nielsen (eds.K.. N. 5 Vd.G. J.B. Caravdra è inoltre il nome di una città della Focide [Hdt. Asheri . 245 s. N. [O 309] s. McInerney. s. Nemea. Leases of Public Lands. p.K.V. p.C.M.f 17 121 L’autore dello scolio riporta soltanto due brevi estratti del Callimacheo. Princeton 1991. pp.n caravdran. La Caravdra è un torrente che scorre ancora oggi nella piana di Maratona. [O 320] s. Oijnai`oi th. riferito a coloro che si procurano mali da sé: vd.. Nell’antichità il suo corso fu deviato dagli abitanti del demo di Oinoe per l’irrigazione. 4). 16. Strabo VIII 6. VIII 33. Oulhen in M. Byz.n caravdran (= Dem. 1968. ed è infine nota la gola di Nemea (Harp. Erodoto. p. Oijnovh th. 292]. VIII: La vittoria di Temistocle.n caravdran e [O 121] s. Langdon . e questo valse la coniazione del proverbio Oijnai`oi th. 265 s. 4) e dell’Epiro (Polyb. Berkeley . J. Hesych. 52.).v. p. Nella prima citazione. descrive un percorso in tre tappe: 1) l’itinerario parte da un punto indicato con l’espressione ajpo.M.v. . An Inventory of Archaic and Classical Poleis. Marathon 490 B.T. Le Storie. FGrHist 327 F8). Lalonde . Il vocabolo ricorre frequentemente nelle iscrizioni dei poletai: G. s. Caravdra.n caravdran.v.~ Caravdra). Corcella . Sekunda. 48-50. La seconda citazione. The Campaign and the Battle of Marathon. Paus. Oxford 2004. The Athenian Agora. la «rupe levigata» è il punto di arrivo di un percorso che muove dalla caravdra. Oijnai`oi th. ma che in questo caso non è specificato da alcun dettaglio geografico che ne permetta l’identificazione sul territorio 5. Austin 1999. The Folds of Parnassos.H.V.A. X 33. p.L. s.n caravdran.H. IV 63. XIX: Inscriptions. Hansen . Horoi. Suda [O 108] s. Poletai Records. Land and Ethnicity in Ancient Phokis. The First Persian Invasion of Greece. D.Los Angeles 1960. invece. 411]. della Messenia (Strabo VIII 4. ma a causa di una piena esso inondò il territorio circostante. Milano 2003. p. W. Fraschetti (curr.

321. la «soglia di bronzo».. 3) L’itinerario di Istro continua verso ovest. Berlin 1917.. cit.. Il pronome tou`tou sfugge a precisazione. 2) Da Kolonos il percorso prosegue verso il Cefiso fino al punto in cui il fiume incontra la via sacra per Eleusi (mustikh.n calkou`n con la frase «lungo il calkou`n» e di conseguenza non considera il calkou`~ ojdov~ un luogo preciso. tou` dhvmou touvtou).. che traduce l’espressione para. e arriva sino al crinale orientale dell’Egaleo. e aggiunge che Istro lo ricordava come calkou`~ ojdov~ 7. Cfr. F28. Die dramatische Technik des Sophokles. . ma ne segnasse in qualche modo un confine o una demarcazione 6. XXXVI s. p. von Wilamowitz-Moellendorff. 321.n calkou`n). Lo scolio al verso 1059 dell’Edipo a Colono non contiene elementi utili per comprendere l’identificazione della «rupe nevosa» con la «rupe levigata» o con l’Egaleo. ma un’estensione di territorio che il viandante percorreva dirigendosi verso Kolonos..122 istro il callimacheo (para. oJdov~ eij~ ÆEleusi`na). Jebb. Oedipus Coloneus. 6 Cfr. T. p. p. to. e che quindi quest’ultima non fosse distante da Kolonos. Die dramatische Technik. Cfr. ma dato che secondo lo scoliaste questo passo segue di poco (metÆ ojlivga) il precedente. procedendo sulla sinistra rispetto a coloro che percorrevano la strada per Eleusi. seguendo una direttrice che va da nord-est a sud-ovest. Sophocles. È inoltre difficile riconoscere il demos ai margini del quale lo scoliaste colloca l’Egaleo (ejpÆ ejscavtwn ejsti. to. anche Wilamowitz-Moellendorff. che Sofocle menziona al verso 57 dell’Edipo a Colono: lo scolio a questo verso spiega infatti che il calkovpou~ ojdov~ era un luogo (tovpo~) di Kolonos Hippios dov’era collocata la discesa verso l’Ade. Calkou`~ invece presuppone il termine ojdov~ ed è da riferire al calkovpou~ ojdov~. anche perché il commentatore sembra avanzare la proposta basandosi soltanto sul dato della vicinanza di questi luoghi che ricava da Istro. può darsi che si tratti di un riferimento al luogo dove Istro aveva collocato la «rupe levigata». 7 Vd.

f 17

123

Al verso 1061, infatti, Sofocle parla del pascolo Oiatide (Oijatv i~
nomov~), che Esichio e uno scolio all’Edipo a Colono precisano
essere un luogo dell’Attica anticamente chiamato in questo
modo e adibito a pascolo; Esichio però rifiuta la derivazione del
pascolo dal demo di Oi[a (Oi[h), perché i due luoghi non erano
vicini 8. Può darsi che il demos cui allude lo scolio al verso 1059
sia quello di Oia, ma nulla si può aggiungere tenuto conto che
la sua ubicazione sul territorio è incerta  9, così come incerta
rimane la zona di cui Istro traccia il percorso o i confini nel
frammento conservato dallo scoliaste 10.

Hesych. [O 188] s.v. Oijatv ido~ ejk nomou`: Sofoklh`~ Oijdivpodi ejpi; Kolwnw`./
gh`~ probateuomevnh~ ejk nemhvsew~. oiJ de; ajpo; tou` dhvmou: kakw`~: ouj ga;r ejggu;~
kei`tai; Schol. in Soph. Oed. Col. 1061: Oijatv ido~ ejk nomou`: Oi[a dh`mo~ th`~
ÆAttikh`~ o{qen kai; to; Oijhq` en. ‹Oijatv ido~Ì ejk nomou` dev, pavlai cwrivou ÆAttikou`
ou{tw kaloumevnou: ejn h|/ nevmousin oi\~, nemhvsew~ parakeimevnh~.
9
Il demo di Oi[h apparteneva alla tribù Oineis, ma è discussa la sua
localizzazione nella piana di Tria a nord-ovest di Atene: vd. W. Wrede s.v.
Oe, in RE XVII, 2 (1937), col. 1996; S. Dow, The Attic Demes Oa and Oe, in
«AJPh» 84, 1963, pp. 175-181; Traill, The Political Organization of Attica,
pp. 19, 49; Id., Demos and Trittys. Epigraphical and Topographical Studies in
the Organization of Attica, Toronto 1986, p. 134.
10
Vd. Jebb, Sophocles. Oedipus Coloneus, pp. 169 s., 286-288; G. Young,
Two Notes on Sophocles, in «JHS» 21, 1901, p. 48; L. Pearson, The Local
Historians of Attica, Philadelphia 1942, p. 143; Jacoby, FGrHist IIIb (Suppl.)
323a-334 (Text), p. 640.
8

124

3

6

istro il callimacheo

F 18 [F18 FGrHist; 8 FHG] – Photius [T 571] s.v. Tauropovlon·
th;n ÒArtemin· o{ti wJ~ tau`ro~ periveisi pavnta· wJ~ ÆApollovdwro~·
ÒIstro~ dÆ ejn gV ÆAtavktwn, o{ti to;n uJpo; Poseidw`no~ ejpipemfqevnta
ïIppoluvtw‘ tau`ron ejxwvs/ trhsen ejpi; pa`san gh`n· oiJ dÆ o{ti e[balen,
dio; kai; Taurobovlon: kai; ÆAqhna` de; Taurobovlo~ ejn ÒAndrw/· oJ
ga;r ÒAnio~ dou;~ tau`ron toi`~ ÆAtreivdai~, ejkevleusen o{pou a]n ejk
th`~ new;~ a{llhtai, iJdruvsasqai ÆAqhna`n· ou{tw~ ga;r eujplohvsein·
oJ de; ejn ÒAndrw/ ejxhvlato.
Cfr. Suda [T 165] s.v. Tauropovlon et Apostol. XVI 22 (s.v. Tauropovla~
ÆArtevmido~ tacuvtero~), Schol. in Aristoph. Lys. 447b Hangard 2 ÆApollovdwro~:
FGrHist 244 F111b
2 th;n ÒArthmin: o{ti om. Apostol. o{ti : diovti Suda (V om. G) wJ~ tau`ro~ :
wJ~ ga;r tau`ro~ Apostol. pavnta : ta; pavnta Suda (V) wJ~ : ou{tw~ Apostol.
3 ejn gV ÆAtavktwn om. Apostol. 4 ejxwvs/ trhsen : ejxoivstrhsen Suda ejxwvs/ trhsen
ejpi; pa`san gh`n : e[kteine Apostol. gh`n : th;n gh`n Suda (V) 4-5 oiJ dÆ o{ti ~
Taurobovlon om. Apostol. 4 e[balen : e[balle Suda (GM) 5 ÆAqhna` : hJ ÆAqhna`
Apostol. Taurobovlo~ : Tauropovlo~ Apostol. 7 a{llhtai : a{lhtai Apostol.,
Suda (GM) ou{tw~ ga;r : kai; ou{tw~ Suda, ou{tw~ Apostol.

Tauropolos: Artemide, perché va in giro dappertutto in
forma di toro, come dice Apollodoro; Istro, però, nel terzo
libro degli Atakta narra che aveva fatto infuriare per tutta
la terra il toro inviato da Posidone a Ippolito; secondo altri,
invece, perché lo aveva colpito, per cui viene anche detta
Taurobolos; e c’è un’Atena Taurobolos ad Andro: Anio infatti, dopo aver regalato un toro agli Atridi, aveva ordinato
che fosse innalzato un tempio per Atena là dove esso fosse
balzato giù dalla nave; in questo modo avrebbero fatto una
buona navigazione; e il toro era balzato giù ad Andro.

L’epiclesi Tauropovlo~ è attribuita ad Artemide, oltre che ad
Atena e ad altre divinità, ed è nota nelle varianti Tauropovla

f 18

125

e Taurwv, ma il suo significato non era chiaro neppure ai commentatori antichi 1.
L’aggettivo è anzitutto collegato alla zona del Chersoneso
Taurico, dove Artemide sarebbe stata venerata dai Tauri e
dove il mito colloca la vicenda di Ifigenia e Oreste, che sarebbero riusciti a salvarsi portando via il simulacro della dea
e su indicazione di Atena avrebbero fondato un tempio per
Artemide Tauropolos ad Halai in Attica 2.
Soph., Aj. 172; schol. ad loc.; Hesych. [T 252] s.v. Tauropovlai e [T 257] s.v.
Taurwv (nome abbreviato di Tauropovlo~: vd. E. Maass, Mythische Kurznamen,
in «Hermes» 23, 1888, p. 617); Suda [T 164] s.v. Tauropovla; Schol. in Aristoph.
Lys. 447a Hangard (= Apollod., FGrHist 244 F111a; Xenom., FGrHist 442
F2). L’epiclesi è attestata anche per la Demetra di Kopai in Beozia (IG VII 2793,
su cui vd. L. Breglia Pulci Doria, Miti di Demetra e storia beotica, in «DHA»
12, 1986, p. 223) e per Ecate ([Orph.], Hymn. I 7; A. Borghini, Espansioni
narrative e metonimie di un significante: Hekate tauropolos, in «AFLB» 30, 1987,
pp. 115-140). Sull’attributo vd. H. Oppermann s.v. Tauropolos, in RE V A.1
(1934), coll. 34-38 con elenco dei luoghi di culto di Artemide Tauropolos;
C. Picard, Artémis Tauropolos, in «RA» 35, 1950, pp. 190-191; P. Guldager
Bilde, Wandering Images: From Taurian (and Chersonesean) Parthenos to (Artemis) Tauropolos and (Artemis) Persike, in P. Guldager Bilde - J.M. Højte - V.F.
Stolba (eds.), The Cauldron of Ariantas. Studies Presented to A.N. Sclegov on
the Occasion of His 70th Birthday, Aarhus 2003, pp. 165-183.
2
Eur., Iph. Taur. 1435-1461 (part. 1455, dove il verbo peripolevw esprime il vagare di Oreste per l’Ellade e sembra anticipare etimologicamente il
secondo elemento dell’epiclesi Tauropolos del verso 1457: vd. J.R. Wilson,
The Etymology in Euripides, Troades, 13-14, in «AJPh» 89, 1968, p. 70; C.
Wolff, Euripides’ Iphigenia among the Taurians: Aetiology, Ritual, and Myth,
in «CA» 11, 1992, p. 313); [Apollod.], Epit. 6, 27; Hesych. [T 257] s.v.
Taurwv; Anton. Lib., Metam. 27, 3 (= Nicand. fr. 58 Schneider); Suda [T
164] s.v. Tauropovla; Eust., Comm. in Dion. Per. orb. descript. 306; Et. M.
s.v. Tauropovlon (= Phanod., FGrHist 325 F14a; Nicand. fr. 58 Schneider);
Schol. in Soph. Aj. 172. Vd. U. von Wilamowitz-Möllendorff, Die beiden
Elektren, in «Hermes» 18, 1883, p. 254, che considera questa spiegazione
dell’epiclesi di Artemide come un’interpretazione del testo dell’Ifigenia
in Tauride di Euripide, dove il culto della Tauropolos è in realtà associato
1

126

istro il callimacheo

Altri antichi commentatori, invece, sottolineano in vario
modo l’associazione di Artemide Tauropolos con il toro, per
cui sarebbe protettrice delle greggi (tw`n poimnivwn ejpistavti~ o
prostavti~) oppure identificata con la luna e trasportata da tori
(ejpocei`tai tauvroi~), oltre a essere anche chiamata Taurwpov~ 3.
Questa identificazione è motivata ricordando il potere della
luna, che fa impazzire gli uomini e fu forse all’origine della follia di Aiace, il quale avrebbe distrutto le mandrie non per sua
volontà ma perché spinto da Artemide Tauropola  4. Un’altra
all’Attica e non ai Tauri. Sul tempio di Artemide Tauropolos ad Halai (ïAlai;
ÆArafenivdh~, demo della tribù Aigeis sulla costa orientale dell’Attica) vd.
Callim., In Dian. 173; Strabo IX 1, 22; cfr. Oppermann s.v. Tauropolos,
cit., col. 36; Traill, The Political Organization of Attica, p. 40; F. Graf, Das
Götterbild aus dem Taurerland, in «AW» 10, 1979, pp. 33-41; H. Knell,
Der Tempel der Artemis Tauropolos in Lutsa, in «AA», 1983, pp. 39-43; J.
Travlos, Bildlexikon zur Topographie des antiken Attika, Tübingen 1988, pp.
211-215. Pausania (I 23, 7; 33, 1) ricorda invece l’antico xoanon di Artemide Taurikhv portato da Ifigenia a Brauron in Attica, anche se altrove (III
16, 7) preferisce la versione secondo la quale Oreste e Ifigenia avrebbero
portato lo xoanon di Artemide nel Peloponneso. Per il rapporto fra Ifigenia
e Brauron vd. Eur., Iph. Taur. 1462-1467; cfr. Musti - Beschi, Pausania I,
p. 392. Sui due culti di Artemide ad Halai Araphenides e a Brauron vd. H.
Lloyd-Jones, Artemis and Iphigeneia, in «JHS» 103, 1983, pp. 91-97. Sulla
festa dei Tauropovlia vd. inoltre Hesych. [T 251] s.v.; Deubner, AF, p. 208
s.; H. Lohmann s.v. Halai 2, in DNP 5 (1998), col. 86.
3
Suda [T 164] s.v. Tauropovla e [T 170] s.v. Taurwpovn; Et. M. s.v.
Tauropovlon; Schol. in Soph. Aj. 172.
4
Cfr. Soph., Aj. 25-27; 172-175. Non perfettamente chiari sono l’accostamento dell’identificazione di Artemide con la luna al fatto che la dea
è trasportata da tori, e il paragone apollodoreo fra Artemide Tauropolos e il
toro che va in giro dappertutto (wJ~ tau`ro~ periveisi pavnta), anche se probabilmente entrambe le spiegazioni hanno a che fare con le caratteristiche
lunari di Artemide: a tale riguardo vd. Oppermann s.v. Tauropolos, cit., col.
34 s. Su Artemide e la luna vd. L.R. Farnell, The Cults of the Greek States, II,
Oxford 1896, pp. 451, 529. Vd. inoltre Schol. in Aristoph. Lys. 447a Hangard

f 18

127

soluzione, tramandata solo da Istro, era che la dea fosse stata
chiamata in questo modo perché aveva reso furioso il toro
mandato da Posidone a Ippolito per provocarne la morte  5; a
tale proposito Fozio afferma che sarebbe esistita una variante
secondo cui Artemide avrebbe colpito o ucciso il toro di Posidone dando così origine all’epiclesi Taurobovlo~, che la tradizione
attribuisce anche a un’Atena venerata sull’isola di Andro in
base a un’eziologia non altrimenti attestata 6.
Dalla voce di Fozio nulla è possibile dedurre sull’estensione
e il contesto in cui Istro aveva parlato dell’epiclesi Tauropolos,
né sull’eventuale derivazione dal Callimacheo del riferimento
all’epiteto Taurobolos e al mito di fondazione del tempio di
Atena ad Andro. Il confronto con F19, però, permette di congetturare che il frammento derivi da una sezione degli Atakta
riguardante la dea Artemide oppure dal commento a un passo
di una tragedia euripidea, come l’Ippolito o l’Ifigenia in Tauride 7.
(= Apollod., FGrHist 244 F111a), da dove si ricava che Apollodoro aveva
trattato l’origine dell’epiteto di Artemide nel Peri; qew`n.
5
Sul toro inviato da Posidone contro Ippolito vd. Eur., Hippol. 1214;
1229; 1248; [Apollod.], Epit. 1, 18-19. S. Jackson (The Bull from the Sea,
in Istrus the Callimachean, Amsterdam 2000, pp. 29-39) ipotizza che F18
provenga dall’opera di Istro sulle colonie degli Egizi (FGrHist 334 F43-46) e
che sia la testimonianza di un tentativo di sincretismo greco-egizio mediante
un collegamento dell’epiteto Tauropolos con la vicenda di Io, trasformata
in giovenca, alla quale è equiparata Iside perché anch’essa andava errando
per tutta la terra (Clem. Al., Strom. I 21, 106, 1 = Ist., FGrHist 334 F43,
su cui vd. M. Berti, Istro e la tradizione dei rapporti fra la Grecia e l’Egitto.
Note a FGrHist 334 FF43-47, in E. Lanzillotta - V. Costa - G. Ottone
(curr.), Tradizione e trasmissione degli storici greci frammentari. In ricordo di
Silvio Accame, Tivoli (Roma) 2009, p. 483 ss.).
6
Vd. G. Wentzel s.v. Anios, in RE I, 2 (1894), col. 2214; H. Oppermann
s.v. Taurobolos, in RE V A.1 (1934), col. 21 s.
7
Per la seconda ipotesi vd. Jacoby, FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334
(Text), p. 640.

128

3

6

9

istro il callimacheo

F  19 [F19 FGrHist] – Schol. in Euripidis Hippolytum 73: soi;
tovnde plekto;n stevfanon ejx ajkhravtou¼ (...) ÿ kaivrwn tw`/
melilwvtw/ stevfesqai th;n ejn ÒAgrai~ ÒArtemin, ÆApollovdwro~
de; para; Krhsi;n divktamnon h] sci`non ei\naiv fhsin aujth`~ ta;
stefanwvmata· fuvesqai de; to; divktamnon ejn Krhvth/ movnhæ:
tou`to kai; wjkutovkion ei\nai, dio; kai; tai`~ dustokouvsai~ divdosqai
cavrin tou` tacevw~ ajpotivktein. ÒIstro~ dev fhsin ejn tw`/ gV tw`n
ÆAtavktwn katalevgesqai pai`da~ ajmfiqalei`~ ajnqofovrou~, ÿ ejpi;
pa`si ÿ de; tou`~ pai`da~ ajnqoforei`n ejk tw`n th`~ qeou` khvpwn eij~
to;n stevfanon, th;n de; iJevreian plevkein kai; stefanou`n prw`ton
me;n to; e{do~, meta; de; tau`ta to; a[galma.
3 ÆApollovdwro~ : FGrHist 244 F128
2-5 kaivrwn ~ stefanwvmata om Bi 2 kaivrwn N : ‹Filovcoro~ (FGrHist 328
F188) mevn fhsin ejnÌ bevrw/ (= deutevrw/) Schwartz in app. 3-4 ÆApollovdwro~
de; para; Krhsi;n Wilamowitz : ajpollovdwo; pƒa krhvsion N 4 divktamnon :
dihvtamnon N 4-5 ta; stefanwvmata Schwartz : tw` stefanwvmati N 5 de; to; :
to;n Bi ejn : ejn fasin Bi 6 wjkutovkion : wjkutovon N divdosqai : devdosqai N
7 ajpotivktein : tivktein Bi ÒIstro~ Schwartz : ÓIstoro~ N 7-11 ÒIstro~ ~
a[galma om. Bi
8-9 ajnqofovrou~, ÿ ejpi; pa`si ÿ Schwartz : ajnqofovrou~
‹kaloumevnou~ * *Ì. ejpi; pa`si Jacoby 10 to;n : to; N

Per te questa corona intrecciata da un (prato) inviolato] (...) †
l’Artemide di Agrai è ornata di corone di meliloto, mentre
Apollodoro dice che presso i Cretesi le sue ghirlande sono di
dittamo o lentisco, che il dittamo cresce solo a Creta e che
serve anche ad accelerare il parto, e per questo lo si dà alle
donne che hanno difficoltà a partorire, affinché partoriscano
velocemente. Istro, invece, nel terzo libro degli Atakta dice che
per recare i fiori si scelgono fanciulli con entrambi i genitori
in vita, che † a tutti † essi portano i fiori per la corona raccolti
dai giardini della dea, e che la sacerdotessa intreccia e orna
con ghirlande prima il tempio, quindi la statua.

. Firenze 1899. G.f 19 129 Il frammento di Istro è conservato dallo scoliaste alla fine di un lungo commento ai versi 73-74 dell’Ippolito di Euripide. che variano da chi ha riconosciuto in questi versi una semplice immagine naturalistica. Hippol. che porta in sé molte delle caratteristiche conferite dalla tradizione greca al «prato primaverile visto nella sua essenzialità di zona sacra carica di tutte le valenze positive e negative implicite nel termine». Barrett. vd. XV 185a. Euripides. L’autore dello scolio si sofferma sul significato dell’espressione euripidea e passa in rassegna le interpretazioni dei commentatori. 107. sul significato dell’ajkhvrato~ leimwvn. Lo scoliaste. Nomos and Physis (an Interpretation of Euripides’ Hippolytos). 1 . Sul tema della swfrosuvnh e dell’aijdwv~ nel discorso che Euripide fa pronunciare a Ippolito. Al. Il testo termina con la sezione che conserva il frammento di Istro e riguarda il culto dell’Artemide di Agrai. W. w\ devspoina. 165-187. p. che All’inizio della tragedia i due versi aprono la celebre rJhs` i~ di Ippolito (Eur. Vd. nella porzione dello scolio qui omessa. Roma 1968.. 9 s. pp. per cui la ghirlanda non sarebbe altro che l’inno dedicato alla dea. per cui Ippolito avrebbe donato ad Artemide una corona di fiori. Sull’interpretazione dello scolio ai versi di Euripide vd. inoltre I. Strom. Balsamo. Hippolytos. 1973. I 1. Chirassi. a quanti invece vi hanno scorto dei riferimenti allegorici. non cita i nomi degli esegeti dello zhvthma tranne Filocoro. p. The Meadow of Love and Two Passages in Euripides’ Hippolytus. Euripides. in «Mnemosyne» 28. pp. J. in «Hermes» 101. A. kosmhvsa~ fevrw) 1. 2. tovnde plekto. Oxford 1964. il quale starebbe a indicare «l’integrità dello spazio sacro che niente ancora ha contaminato». 1975.n stevfanon ejx ajkhravtou ƒ leimw`no~. Bremer. 275-280). 2 Per un riecheggiamento dell’immagine euripidea vd. Hippolytos. pp. poeticamente intrecciato con i fiori del prato sbocciati da sapienza e virtù 2. Elementi di culture precereali nei miti e riti greci. Berns. che caratterizza fortemente il protagonista e la cui descrizione del prato anticipa in qualche modo l’invocazione di Fedra ai versi 208-211 (cfr.M. 11. Clem.S. Themist. con i quali il protagonista esordisce nella tragedia invocando Artemide e offrendole una corona intrecciata colta da un prato inviolato (soi. 73-87). 172-175.

Paus. Pictorial Dictionary of Ancient Athens. Discussa è la sua identificazione nei resti di un tempio ionico: vd. 554 s. per cui Ippolito avrebbe offerto una corona intrecciata allo xoanon e l’inno alla dea. all’inizio del commento e alla fine della rassegna dei diversi significati attribuiti alla corona e al prato evocati da Ippolito 3. I 19. Il secondo frammento riguarda invece l’interpretazione dei versi euripidei. qew`/ to.n u{mnon· ejx ajkhravtou de. ajfqavrtou mou dianoiva~). La sezione dello scolio che conserva il frammento di Istro riguarda nello specifico l’incoronazione dell’Artemide di Agrai in Attica e riporta una digressione tratta da Apollodoro sull’uso del dittamo a Creta per le ghirlande di Artemide Agrotera e sulle virtù di questa pianta 6. Travlos. ma non si può andare al di là della proposta di Schwartz.130 istro il callimacheo viene menzionato due volte. Probabilmente i due estratti filocorei provengono da opere diverse. 6. p. The Ilissos Temple Reconsidered. che corregge kaivrwn con bevrw/ e attribuisce il primo frammento al secondo libro dell’Atthis di Filocoro 5. thæ` de. che contiene il frammento di Istro e si apre proprio con un’allusione alla corona di meliloto dell’Artemide di Agrai 4.n stevfanon prosfevrein.) 323a-334 (Text). FGrHist 328 F188a-b. 4 . th`~ ajdovlou kai. p. La citazione del Callimacheo è interes3 Philoch. Vd. London 1971. FGrHist IIIb (Suppl. Picón. in «AJA» 82. Il primo frammento filocoreo riguarda l’impiego del meliloto per incoronare l’Artemide di Agrai (Filovcoro~ th.. C. 112 s.n ejn ÒAgrai~ ÒArtemin tw`/ melilwvtw/ stevfesqaiv fhsin)..A. 1978. ma la sua posizione nello scolio è chiaramente sbagliata. mentre l’immagine del prato alluderebbe all’onestà e alla purezza della mente del protagonista (Filovcoro~ dev fhsi tw`/ me. 5 Ibid. tanto che lo si è riferito alla parte finale del commento. Jacoby. fra gli altri J.n xoavnw/ plekto. 6 Sul tempio di Artemide Agrotera ad Agrai oltre l’Ilisso vd. pp. 47-81.

Beschi. Anab.]. Purtroppo lo scolio non permette alcuna congettura sul contesto originario degli Atakta dal quale è stata ricavata l’informazione. mal. 331. pp. F19 potrebbe essere stato attinto da una discussione sul culto di Artemide o da un commento al verso euripideo. in RE I. p. Per il culto di Artemide Agrotera in Grecia vd. L. p. p. Kunst und Literatur. F8.f 19 131 sante per la descrizione del rituale e per la nota sul fatto che i fanciulli incaricati di portare i fiori dovevano essere ajmfiqalei`~ 7. 54 s. G.. . col. Ael. noto anche con il nome di ajrthmivdion. 7-36. C. in «RIA» 25. Wentzel s. 7 Lo scoliaste non specifica l’occasione in cui si svolgeva il rituale cui Istro fa riferimento. Rhodes. Plut. Musti . vd. G. ma sono noti i sacrifici per Artemide Agrotera che in età classica si celebravano in ricordo della vittoria di Maratona: Xen. pp.. The Cults of the Greek States. 907 s. A.v.A. in RE I.R.Beschi. 862a. Festivals. 58. L. Agrotera. pol. 1 (1893). p. ÆAgrotevra~ qusiva. né si può sapere se in esso lo scoliaste abbia trovato anche il riferimento a Filocoro. 773-820. 906 s. 2002. 434. I Tirreni di Lemno a Brauron e il tempietto ionico dell’Ilisso..v. Farnell..P. 650]. Die griechische Pflanzenwelt in Mythos. Pausania I. Sul dittamo. II. 2002. De Her. 1. Artemide ed il «tempio dell’Ilisso»: un problema da riconsiderare. Pautasso. [Aristot. Come però già si è detto per F18. VH II 25 [vd. 1 (1893). 119-121. Parke. Sugli ajmfiqalei`~ pai`de~ vd. 12. col. III 2. H. Baumann. in «RAL» 13. Agrai. Ath. Oxford 1896. München 19862. Wentzel s. pp...

Karuneiva/ De Marco («RAAN» 26. 1951. 1) Peloponnhvsou : Peloponnhsiva~ L Le Eumenidi onniveggenti] Epimenide dice che le Eumenidi sono figlie di Crono. eujmenei`~ aujtw`ó genomevna~ kriqevnti nika`n parÆ ÆAqhnaivoi~ kai. Alcuni dicono che costoro mutarono il nome al tempo di Oreste. Filhvmwn de. «da cui nacquero l’aurea Afrodite dalla bella chioma / le Moire immortali e le Erinni dai doni vari». Eujnomivhn vel Eujrunovmhn Duentzer ajnagravfei : ajnagravfetai RM 6-10 metabalei`n ~ Eujmenivdwn Suda [E 3580] s.~ Eujmenivda~ ‹‹ ejk tou` kallivkomo~ gevneto crush` ÆAfrodivth ƒ Moi`raiv tÆ ajqavnatoi kai. . ÆErinuve~ aijolovdwroi ÌÌ. ejn th`ó dV mhtevra tw`n Eujmenivdwn Eujwnuvmhn ajnagravfei.~ Semna. ÒIstro~ de. e[nioi de. te Triclinius 5 dV L : idV RM Eujwnuvmhn  : Eujwnuvmh M.~ tw`n Eujmenivdwn.~ Suda ÆOrevsthæ : ojrevwn RM 7 genomevna~ : ginomevna~ RM 9 ejn Keruneiva/ th`~ Peloponnhvsou om. Suda Keruneiva/ O. Eujwnhvmh R.~ eJtevra~ fhsi. 3 B 19 Diels . identificata con Gea.v. M 3 gevneto : givnetai RM 4 Moi`raiv ~ aijolovdwroi om. ÆOrevsthó· tovte ga. Dindorf  : Karuniva L. 180 PCG 9-10 Filhvmwn de. oJlokautwvsanti aujtai`~ o[in mevlainan ejn Keruneiva/ th`~ Peloponnhvsou. in Sophoclis Oedipum Coloneum 42: ta.Kranz6 = F51 Bernabé oJ kwmikov~ : fr. 12 n. essendo divenute benevole nei suoi confronti dopo che egli era risultato vincitore nel processo ad Atene e aveva offerto loro una pecora nera in olocausto a Cerinea nel Peloponneso. Il comico Filemone sostiene invece che le Dee Venerande sono diverse dalle Eumenidi. Müller ap. 2 ÆEpimenivdh~ : fr. Eujmenivde~ 6 aujtav~ fasi : dev fasin aujta. metabalei`n aujtav~ fasi to.~ pavnqÆ oJrwvsa~ ~ ejk tou` om. 9 FHG] – Schol.~ pavnqÆ oJrwvsa~ Eujmenivda~¼ ÆEpimenivdh~ Krovnou fhsi. p. oJ kwmiko. o[noma ejpi.~ qea. Istro nel quarto libro scrive che la madre delle Eumenidi è Euonyme. allora infatti per la prima volta furono chiamate Eumenidi. 2-3 ta. ta. ta.r prw`ton Eujmenivda~ klhqh`nai.132 3 6 9 istro il callimacheo F 20 [F20 FGrHist.. M tÆ Lascaris : dÆ codd. h}n nomivzesqai Gh`n. Kraniva RM.

Oedipus Coloneus. Berlin . 126. Col.E. 280-289. 2 (nella primavera del 411 a Kolonos Hippios ebbe luogo l’assemblea che portò al potere i Quattrocento).v. S. The Religious Dimension to the . Jebb. Kolonos Hippios è stato riconosciuto come demo della tribù Aigeis: vd. 2 Soph. in «ABSA» 50. Suda [S 1961] s. che la gente del posto chiama Eumenidi onniveggenti (ta.. Col. Knox on the occasion of his 65th birthday. Hornblower. Siewert. Sophocles. Toronto 1986.. IV. I 30. 888-889.New York 1979. 42. Harp. 1970. in «Hesperia» 39. Epigraphical and Topographical Studies in the Organization of Attica.W. 37. Soph.W. D. Bowersock . Sul significato religioso di questo luogo e del culto di Posidone Hippios. Thuc. particolarmente adatto alle finalità antidemocratiche dell’assemblea di cui riferisce Tucidide.~ pavnqÆ oJrwvsa~ Eujmenivda~) 2. 64 s.. p.. 4. dove Edipo giunge accompagnato dalla figlia Antigone e si ferma a riposare presso un luogo sacro (cw`ro~ iJrov~) 1. Arktouros. s. pp. 712-715. 54-61. Poco dopo arriva uno straniero che intima al Labdacide di alzarsi da dove si è seduto perché la zona appartiene alle dee spaventose (e[mfoboi qeaiv). Notes on Attic Demes. hypoth. II (notes 23-29). Kolwnevta~. XXXVII s. Paus. L’opera sofoclea. mostra altresì che essa ospitava un santuario delle Eumenidi. Poll. Demos and Trittys. Id.W.f 20 133 La scena di apertura dell’Edipo a Colono di Sofocle è ambientata sul colle di Kolonos Hippios. figlie di Gea e delle Tenebre (Gh`~ te kai. Putnam (eds. vd. 668-680. Notes on Attic Inscriptions. Poseidon Hippios am Kolonos und die athenischen Hippeis. The Political Organization of Attica. VII 132-133. P. W. 16. Oed. Kolwnevta~. in G. Hellenic Studies presented to Bernard M. p.J. Skovtou kovrai). 39-40. che ha reso celebre questa località. 12-17. oltre a quello di Prometeo e agli heroa di Piritoo e Teseo e di Edipo e Adrasto  3. Kolonos Hippios è una collina a nord-ovest dell’Accademia dove avevano sede i culti di Posidone Hippios e di Atena Hippia. 1955. Thompson. p. VIII 67. Burkert . 40. 3 Ibid. sulle quali si sofferma lo scolio al 1 Per un tentativo di ricostruzione del paesaggio della scena iniziale della tragedia vd.v.M. p. Lewis.C. Oed. Traill. pp.).M.

134 istro il callimacheo verso 42 della tragedia  4. 666. Sul legame fra Edipo e Kolonos per il tramite delle Eumenidi vd. 79. The Grove of the Eumenides: Refuge and Hero Shrine in Oedipus at Colonus. Saggio di ricostruzione. What Thucydides Does Not Tell Us. Theog. pp. 2004. E. Tübingen 1971. in RE XI. 1992. 217. Per la nascita delle Erinni dal sangue di Urano evirato da Crono e per la generazione delle Moire da Zeus e Temi vd. 8. Tilg. in «CJ» 80. secondo cui da Crono sarebbero nate Afrodite. Sophocles. Bibl. Birge. Kolonos 2. 904. Bildlexikon zur Topographie des antiken Athen.. p. D. Travlos. Sophocles. 1113 s. J. 1 (1921). 171 n. in Epimenide Cretese. 213). Jebb. p. in «Mnemosyne» 57. Kolonos 2. pp. Lo scoliaste scrive che Epimenide avrebbe considerato le Eumenidi figlie di Crono e cita due versi del sapiente cretese. XXX s. Jebb.. 4. in «HSPh» 94. p. vd. In generale su Kolonos Hippios e sulla sua topografia vd. anche Schol. 1984. 11-17.v. anche [Apollod. Lohmann s. pp. 1. Questa testimonianza è isolata. Bernabé. 6 Hes. in Lycophr. 4 Sul rapporto fra la descrizione del luogo di culto delle Eumenidi a Kolonos Hippios e l’«eroizzazione» di Edipo nella tragedia. 183-185. . 406.]. le Moire e le Erinni  5. 5 Per la citazione dei versi di Epimenide vd. H. ibid. S. La Teogonia di Epimenide. 3. Mele. pp. Afrodite nasce dallo sperma di Urano gettato in mare e le Moire sono figlie della Notte o di Zeus e Temi 6. 407-420. 188-200. Il corpus epimenideo. il quale considera le Eumenidi figlie di Euonyme e identifica Peloponnesian War. Oedipus Coloneus. p. col. Alex. Oedipus Coloneus. altri hanno riconosciuto nelle Erinni epimenidee le Eumenidi eschilee e le Semnai alle quali Epimenide avrebbe eretto un tempio ad Atene (A. or. XXVI-XXVIII. col. in DNP 6 (1999). e infatti in Esiodo le Erinni sono figlie di Gea e del sangue di Urano evirato da Crono.. La versione epimenidea è stata spiegata in modi diversi: alcuni hanno pensato che la discendenza da Crono significhi in realtà nascita dall’evirazione di Urano a opera di Crono (A. Alla versione di Epimenide è contrapposta quella di Istro.v. F34. Su Kolonos patria di Sofocle vd. Napoli 2001. I 1. Honigmann s. 251-253). Die Symbolik chthonischer Götter in Sophocles’ Ödipus auf Kolonos.

O. h}n kai.) 323a-334 (Text). La notizia è di rilievo. Col. p. 1156. mentre secondo altri erano figlie delle Tenebre e di Euonyme. pp. in Aeschin. Byz. Oed. XLI Preller = FHG III. le cosiddette Dee Venerande  8. 10 Cfr.v. De Istro Callimachio. inoltre Steph. Jacoby. 1 (1907). Polem. XLI Preller = FHG III. 41). IV 47. lo scolio a Eschine prosegue affermando che secondo alcuni le Semnai erano figlie di Gea e delle Tenebre (Gh`~ kai.v. in Soph. I 188. col.f 20 135 quest’ultima con Gea  7. provteron ÆErinuva~ kaloumevna~). Non si può neppure sapere se tutte le informazioni dello scolio all’Edipo a Colono derivino da Istro. p. Gh`n ojnomavzesqai). Cfr. Wellmann ha individuato un possibile riscontro dell’affermazione di Istro in uno scolio all’orazione Contro Timarco di Eschine nel quale si parla delle Semnai. ma non è possibile confermare l’ipotesi di Wellmann secondo cui il frammento del Callimacheo sarebbe stato trasmesso da Polemone 10. e la menzione di Euonyme potrebbe risalire a Istro. Dopo aver parlato del rispetto degli Areopagiti per queste divinità. Vd. 3) riporta la medesima notizia ascrivendola a Polemone (fr. Skovtou~). 127 fr. 641. Lo scoliaste termina ricordando la trasformazione del nome delle Erinni in Eumenidi a seguito del processo di Oreste (klhqh`nai de. 9 Clemente Alessandrino (Protr. in RE VI. Waser s. fr. Lo scolio all’orazione Contro Timarco dipende probabilmente dalle testimonianze di Polemone e di Istro. 127 fr. FGrHist IIIb (Suppl. e cioè se questi citasse i 7 Nulla è noto del culto di Euonyme: vd. Eujwnuvmeia a proposito di Euonymos figlio di Gea e di Urano o di Cefiso. inoltre Schol. chiamata anche Gea (Skovtou~ kai. FGrHist 81 F82. 41). 39 (= Phylarch. p. Eujmenivda~ ejpÆ ÆOrevstou. 8 Schol.. . Interrogandosi sulla trasmissione di F20. Euonyme. 13-15. Lo scoliaste ricorda anzitutto che le Semnai erano tre e che Skopas e Kalamis le avevano ritratte scolpendole nel marmo  9. s. Eujwnuvmh~. Wellmann.

Eumenides. La notizia del sacrificio di una pecora nera trova conferma nell’esistenza a Cerinea – una cittadina dell’Acaia – di un santuario delle Eumenidi. Brown. 916-926. Oxford 1990.I. ancora non individuato. Lloyd-Jones. M. Paus. 7) sarebbe stato costruito da Oreste. A. . pp. p. Per l’ipotesi che gli e[nioi dello scolio al verso 42 dell’Edipo a Colono nascondano un autore che avrebbe collegato una saga ateniese concernente il giudizio di Oreste a una saga achea riguardante l’olocausto di una pecora nera a Cerinea.]. in «CQ» 34. dovette speculare sulla versione sofoclea della discendenza delle Eumenidi mediante l’introduzione della figura di Euonyme. 804-807.). Erinyes. Brown. Essays on Classical Subjects Presented to Sir Kenneth Dover. Sull’argomento vd. 271. 992. 71 s. Santuari e culti dell’Acaia antica. Aeschyl. o la fonte da cui questi dipende. I 28. M..136 istro il callimacheo versi di Epimenide. ma che comprendono anche un aspetto negativo. [E 2247] s. vd.v. 6-12.L. Harp. 228-233. Eumenides. VII. A. in E. pp. Johnston s. 329..). anche se entrambi i nomi erano utilizzati per designare le Erinni [vd. Su questo santuario. Eum. e Phot. Guida della Grecia. e la testimonianza del comico Filemone 12. cit. 2. che è invece ricordato nella tradizione successiva (ad es. Osanna (curr. Napoli 1996. Eumenides in Greek Tragedy.v. Milano 2000. nella quale sarebbe 11 Nelle Eumenidi (868-869. Cambridge 1989. col. “Owls to Athens”.. e sul culto acheo delle Eumenidi vd. Aeschylus. Pausania. ma non accenna al cambiamento del loro nome. che nell’ambito del mito viene personificato dalle Erinni». 203-211. p. H. 12 Filemone distingue le Semnai dalle Eumenidi. anche se bisogna ricordare che le Semnai erano oggetto di culto in un santuario presso il colle dell’Areopago: vd. Erinys.M. vd. Craik (ed. pp. Eujmenivde~). pericoloso.). dove si rileva che questi tre nomi designano «un unico gruppo di divinità ctonie dal doppio carattere.. Dalla citazione dello scoliaste non è possibile ricavare il contesto del frammento di Filemone e cosa egli intendesse mediante questa distinzione. Osanna.. In mancanza di altri elementi si può solo aggiungere che Istro. 1040-1041) Eschilo descrive la trasformazione delle Erinni. pp. L’Acaia. che secondo Pausania (VII 25. Moggi M. in DNP 4 (1998). VII 25. gli e[nioi che avevano parlato del mutamento del nome delle Erinni rifacendosi alla versione eschilea delle Eumenidi 11.H. S. 267-276. Sommerstein (ed. 6. 1984. Eumenides. Semnai Theai. venerate nel culto col nome benefico di Eumenidi e Semnai.

. Col. 13 Soph. F20 n. p. 14 Id. 515. ma la menzione del numero del libro e il confronto con F17 e F22 suggeriscono che anche questo estratto provenga dagli Atakta 14. 106: cfr. 1..f 20 137 riconoscibile Gea.) 323a-334 (Notes). Jacoby.) 323a-334 (Text). FGrHist IIIb (Suppl. FGrHist IIIb (Suppl. p. 40. Oed. Il titolo dell’opera da cui lo scoliaste ha tratto la citazione di Istro è andato perduto. . che nel verso di Sofocle è appunto la madre delle Eumenidi  13. 641.

 : Paionivdwn Epit. Paionivdai 2 Aijscivnh~ ejn tw`/ Kata.v.138 3 6 9 12 istro il callimacheo F 21 [F21 FGrHist.. Phot. C oJmoivw~ ~ Paianieva : to.. dittoi. w{sper kai. de.. ou}~ Diovdwro~ kalei`sqaiv fhsi Paianivan kaquvperqen kai. Phot. eijsi. Kthsifw`nto~ ‹‹ o{tÆ ejgravyato eij~ ÒAreion pavgon Dhmomevlh to... 4 Divdumo~ ~ cwri.. : ou\n C.v. Phot. p. XVIII 5 Conomis 12 Diovdwro~ : FGrHist 372 F13 1 Paianiei`~ : Paianei`~ C 2-4 Aijscivnh~ ~ cwri.n dhmovthn kalei`sqaiv fhsi Paianieva. dittoi.. wJ~ ÒIstro~ ejn * ÆAtavktwn uJposhmaivnei.. Suda Paianievwn Phot. dh`mo~ dev ejstin ou|to~ th`~ Leontivdo~. Epit. A . 5 eijsi. Suda 11 oJ add. de. C Paionidw`n Phot. Epit.n Paianieva ajneyio. Dhmomevlh ex Aeschin.~ tou` eÐ om. touvtwn oiJ rJhtv ore~. Paianiaivan ~ Paianivai Suda (Paianiaivan ~ Paianiaivan G) 7-8 uJpevnerqen ~ fhsi om. Divdumo~ graptevon ei\naiv fhsi Paiania` cwri. Paianievwn ~ Paianievwn A. Paianiai`a Suda AV) 8 de. Epit. Cfr. Stefavnou : fr.. Paianiei`~ kai.. Kthsifw`nto~ : III 51 4 Divdumo~ : p. : Paianivwn Epit.. Phot.n de. : om. 31 FHG] – Harpocration s. ou|toi tw`n Paionidw`n.~ tou` eÐ Franke. 11 ejstin Sauppe : ejsti kai. Paianiei`~ kai. [P 368] et Suda [P 839] s. Suda ou}~ 6 Paianivan ~ Paianivan Phot. Paianivan uJpevnerqen· oJmoivw~ dÆ eJkatevrou tw`n dhvmwn to.. diafevrousi de. ejn ÆAtavktoi~ Dindorf in comm. (Paianieva Phot. Blanchard : wJ~ Harp. Phot. B ou|toi om. Stefavnou peri. Wackernagel («Glotta» 14. Suda 3 ejgravyato ex Aeschin. Paianivan Paianiaivan ~ Paianivai Epit.. Paianievan ~ Paianievan rell. ejn ÆAtavktwn prwvtw/ shmaivnei Hemst. tou` ojcetou`. 317 Schmidt 6 Diovdwro~ : FGrHist 372 F9 10 Deivnarco~ ejn tw`/ Kata. Paianivdwn Suda 9-11 wJ~ ~ ojcetou` om.~ tou` eÐ om. 1925. Epit. Phot. dhmovthn eJkatevrou dhvmou kalei`sqai oJmoivw~ Paianiaiva Epit.~ tou` eÐ. C Paiania` cwri... dh`moi Paianievwn th`~ Pandionivdo~ fulh`~. om. : ejgravyanto codd.n o[nta ÌÌ. Suda BC.. Deivnarco~ ejn tw`/ Kata. 63)  : Paianieva (Paianeva Bekker) cwri. Paionivdai· Aijscivnh~ ejn tw`/ Kata.~ Diovdwro~ dhloi`. (Paianieva G). kai. wJ~ oJ aujto. : dhmosiva codd. Suda Leontivdo~ : Lewnivdo~ C 11-12 wJ~ ~ dhloi` om. dh`moi : dh`moi dittoiv eijsi Epit. Epit. Suda 9 ejn * ÆAtavktwn Jacoby : ejn ÆAtavktw/ Harp.. mnhmoneuvousi de.~ tou` iÐ (hÐ B) Harp.

Alessandria 2004. H. Berti. 1989. p. Paiania. 126-135 = Lambert. senza l’epsilon. Paiania. The Demes of Attica 508/7 . Gli oratori menzionano anche loro. collocato a est dell’estremità settentrionale dell’Imetto. 4. The Phratry from Paiania. 121 s. 14. [Aristot. non lontano dall’odierno villaggio di Liopesi  1. 3 Hdt. col.v. che travestita da Atena aveva riaccompagnato Pisistrato dall’esilio 3. analogamente chi appartiene all’uno o all’altro dei due demi è detto Paianieus. pol. 2 Traill.ca. Sulle diverse tradizioni del demo di appartenenza della donna. Questo demo appartiene alla tribù Leontis.C. Sono due i demi dei Paianieis della tribù Pandionis. col. Didimo sostiene che si deve scrivere Paiania`. come lascia intendere Istro negli * Atakta. dei quali Diodoro dice che si chiamano Paiania superiore e Paiania inferiore. Erodoto considera originaria di Paiania la donna. La suddivisione in Paiania superiore (kaquvperqen) e Paiania inferiore (uJpevnerqen) è confermata da altre fonti e si sa che in età ellenistica Paiania superiore passò per un certo periodo alla tribù Antigonis  2. pp. M. Wiesner s. 43. Vanderpool. 4. The Phratries of Attica. 309.v..]. in RE XVIII. e 127 nr. come mostra lo stesso Diodoro. Whitehead. The Political Organization of Attica. in «CQ» 39. Paiania. Costoro però sono diversi dai Paionidai. D. 119. pp.W. . 11. che alcuni volevano del demo di Collito. 116. Lohmann s. A Note on Lines 407-409 of Menander’s Dyskolos. Ipparco figlio di Carmo e il destino dei Pisistratidi ad Atene. Hedrick Jr. A Political and Social Study. T17-18. 2 (1942). 111. 103. s. Ath. Pan in Paiania. Princeton 1986 (p. in DNP 9 (2000). 7 s. 476: Index of Demes. Fra tirannide e democrazia. Upper and Lower). 149 s.f 21 139 Paianieis e Paionidai: Eschine nel Contro Ctesifonte scrive: «Quando (Demostene) citò davanti all’Areopago Demomele Paianieus suo cugino». di nome Phye. The Political Organization of Attica. 2362 s. I 60. ad esempio Dinarco nell’orazione Contro Stefano per il canale. cfr.v. pp. E. p. vd. Paianiva è un demo attico della tribù Pandionis. Traill. in «AJA» 71. C. 1967. ed è noto che la famiglia di Demostene apparteneva 1 J.. 250 B.

p. Toronto 1986. p. Per l’identificazione di Lipsidrio sul territorio vd. cit.C.. Traill. il luogo fortificato dagli Alcmeonidi in occasione del loro tentativo di rientrare e liberare Atene dai Pisistratidi 6.].. 47. l. Demos and Trittys. Allo stesso modo rimane oscuro il contesto di provenienza della citazione di Didimo. pur essendo verosimile che questi sia stato la fonte intermedia di Arpocrazione per le informazioni 4 Vd.v. H.. col. 2 (1942). 154. pp. pp.K. Sul demo di Paionidai vd. Hdt. ed è molto probabile che quest’ultima fosse la grafia utilizzata da Didimo. 58-61.. 476: Index of Demes. Ath.. 73. IG II2 1140.v.140 istro il callimacheo a questo demo 4. Lohmann s. Id. anche se l’argomento e il verbo uJposhmaivnw possono essere spie dell’accuratezza delle ricerche di Istro. 7 In generale sull’uso del plurale della forma aggettivale del demotico per il nome del demo vd. V 62. pol.v. The Demes of Attica.A. Princeton 1966.. Whitehead. . p. che posiziona Lipsidrio uJpe.. Il demotico era Paionivdh~. 113-139. e il nominativo plurale Paionivdai designava anche il demo 7. Fortified Military Camps in Attica.. 2410. Paionidai. Wiesner s.. 55.. Paionivdai invece è un demo della tribù Leontis ubicato a nord di Atene ai piedi del Parnete. Oxford 1971. 130. il demotico era Paianieuv~ declinato al nominativo plurale Paianiei`~ e all’accusativo singolare Paianieva o più raramente Paiania`. Plato.P. 2. 63.R. s. col. dato che la forma Paianeva non è altrimenti attestata 5. La brevità del frammento non permette di ricostruire il passo degli Atakta dal quale Arpocrazione ricavava la distinzione fra Paianieis e Paionidai. Paionidai. [Aristot. J.r Paionivh~. in RE XVIII. The Demes of Attica. 235. in relazione al quale Erodoto sembra collocare Lipsidrio. Paionidai). Rhodes. 19. usando una forma non corretta del nome del demo di Paionidai: cfr. 5 Per la forma Paiania` vd. 7 s. J. The Political Organization of Attica. Resp.. J. Davies. Epigraphical and Topographical Studies in the Organization of Attica. Whitehead. Come si ricava da Arpocrazione. 6 Vd. in DNP 9 (2000). 328b 7. cit. C. Athenian Propertied Families 600-300 B. McCredie. pp. 3. (p.

140 s. e probabilmente anche per quelle di Istro 8. 8 Jacoby. III b (Suppl. FGrHist III b. p. p.f 21 141 sui demi attici tratte da Diodoro Periegeta.. Komm. 297-607 (Text). tw`n dhvmwn. . autore di un Peri. zu Nr. 641.) 323a-334 (Text).

n ÆEleusi`na iJstorou`si prw`ton me.n tou.~ aujtovcqona~.~ katadeivxanta gravfei ou{tw~· ‹‹ katoikh`sai de.n L.n ejn ÆEleusi`ni Dhvmhtri kai. ÿ De Marco : prwvtw/ Siebelis.n Qra/`ka kai. tou` prwvtou Eujmovlpou ei\nai to.n ‹prw`tonÌ Siebelis. R 13 to. Kovrhæ ÌÌ.nÌ muvhsin. Eujmolpivdai Dei ministri Eumolpidi] Si ricerca perché mai gli Eumolpidi guidino i riti d’iniziazione pur essendo stranieri. 6 ÆAkestovdwro~ : FHG II. ÆAntivfhmon.~ : eij~ R eij~ om.n muvhsin kai. Mousai`on to. ‹tou`Ìton Müller (FHG I. tou` de. pevmpton ajpo. Peri. Eujmovlpou paragenomevnou~ pro. ei\ta Qra/k` a~ tou. tine.n sunteloumevnhn katÆ ejniauto. L 10 pro. R 8 teleta. ajllÆ ajpo.n ta. xevnoi o[nte~· ei[poi dÆ a[n ti~ o{ti ajxiou`sin e[nioi prw`ton Eu[molpon muh`sai to.142 3 6 9 12 15 18 istro il callimacheo F 22a [F22 FGrHist.n Dhiovph~ th`~ Triptolevmou ta.~ meta. p. pevmptw/ Elmsley. tou` de.n sunteloumevnhn ~ gegonovta om. 12-18 th. 21 FHG] – Schol.~ dev fasi kai. De Marco 14 ‹ Ì Lascaris 17 ‹ Ì Meineke.n poihthvn. p. ÆAleusivnia musthvria R 4  muh`sai  : poih`sai L 6 ÿ peri. 375).~ : meleta. ÆAkestovdwro~ de. Jacoby ex Hesych. Jacoby : to. tou`to iJstorei`n ÒIstron ejn tw`/ ÿ peri.n ou\n gravfei ouj to. th. in Sophoclis Oedipum Coloneum 1053: prospovlwn Eujmolpidw`n¼ zhtei`tai tiv dhvpote oiJ Eujmolpivdai tw`n teletw`n ejxavrcousi. ÿ tw`n ÆAtavktwn.v. ouj to.n katÆ ÆErecqevw~ povlemon. tou` de.~ bohvqeian eij~ to.n muvhsin th.n katadeivxanta th.~ teleta. (ô) Jacoby ÆAkestovdwro~ : ÆAkesovdwro~ L 7 ajpo. tou` de.r genevsqai Khvruka. ÒAndrwn me.  : ajnti. Eu[molpon to. L 11 ÆErecqevw~ : ÆErecqevo~ L Eu[molpon : Eu[molpon ‹tou`tonÌ ô Jacoby in app. 464 13 ÒAndrwn : FGrHist 10 F13 4-5 o{ti ~ musthvria : o{ti e[n tini prw`ton ajxiou`si mnh`sai th`~ Dhiovph~ th`~ Triptolevmou ta. ejn ÆEleusi`ni musthvria kai.n Eu[molpon euJrei`n th. Eu[molpon. si potrebbe dire che alcuni sostengono che per primo celebrò i misteri eleusini .~ R 9 iJstorou`si : iJstorou`si de. touvtou Eu[molpon pevmpton gegonovta· Eujmovlpou ga.n ‹prw`tonÌ Eu[molpon euJrei`n ‹th. to. ‹prw`tonÌ iJerofavnthn gegonovta. [E 6995] s.

che generò l’Eumolpo che insegnò l’iniziazione e per primo rivestì la carica di ierofante.~ ta.n tou` Eujmovlpou ÿ novmon fulavttonte~. 3 6 F  22b [20 FHG] – Schol. ejpoihvsanto musthvria. infatti. ÒIstron. Come si è detto per F17. I). poi Antifemo. Ciz. Müller kata. che custodivano la legge di Eumolpo † ma volevano anche onorare il comune benefattore Eracle. da questi Eumolpo. kai. e queste cose le racconta Istro nel † sugli † Atakta. Andron dal canto suo scrive che non fu il primo Eumolpo a scoprire il rito iniziatico. non il Trace secondo Istro. to. oiJ de. nel secondo stasimo dell’Edipo a Colono gli anziani del coro esprimono il desiderio di assistere . da Eumolpo infatti nacque Keryx. mikra. *muei`sqai ÿ. ÒIstron : kata.n ÒIstron ejn thæ` Sunagwghæ` Müller Eumolpo. kata. ordinò che gli stranieri non fossero iniziati †. Alcuni dicono anche che Eumolpo trovò il rito di iniziazione che si celebra ogni anno a Eleusi in onore di Demetra e Core». to. gli Eleusini. qevlonte~ de. poi dai Traci giunti con Eumolpo per portare aiuto nella guerra contro Eretteo. Acestodoro. muouvmenoi mursivnhæ ejstevfonto. ma colui che aveva introdotto i misteri. Dato che Eracle era andato a Eleusi e voleva essere iniziato.n me. et Viteb. musthvria ejkevleuse xevnou~ mh. tou` ïHraklevo~ ejn ÆEleusi`ni kai. ajllÆ oJ qei. scrive che a svelare i riti iniziatici fu il quinto dopo il primo Eumolpo: «Narrano che inizialmente Eleusi era abitata dagli autoctoni. istituirono per lui i piccoli misteri.n koino. in Lycophronis Alexandram 1328: Eu[molpo~ ga. però. e non il Trace.r oujc oJ Qra`x kata. ejlqovnto~ de. ma il quinto della serie dopo questo Eumolpo. Gli iniziati ai misteri indossavano corone di mirto.n eujergevthn ïHrakleva qerapeu`sai oiJ ÆEleusivnioi ejpÆ aujtw`/ ta. qevlonto~* muei`sqai to.f 22 143 Eumolpo figlio di Deiope figlia di Trittolemo. 2 ga. ÒIstron ejn thæ` sunagwghæ` Siebelis (ex cod.r om. quindi il poeta Museo.

56-59.144 istro il callimacheo allo scontro fra Creonte e Teseo ed evocano due località che avrebbero potuto essere teatro della battaglia  1. K. 1 (1988).G. cui Sofocle allude mediante un riferimento alle coste pitiche o delle torce (h] pro. Dato però che il termine ajktaiv si presta poco a una zona dell’entroterra e Oinoe è distante da Kolonos Hippios dov’è ambientata la tragedia.~/ ejpi. pp. Milano 2008. Musti . glwvssa/ bevbake prospovlwn Eujmolpida`n)  2. Jebb. VII: The Oedipus Coloneus.. 2 . 408): Jebb. Lo scolio al verso 1053 s’interroga sul perché gli Eumolpidi guidino i misteri eleusini pur essendo stranieri. 331. col. Sull’iconografia vd. Sophocles. e riporta alcune testimonianze sulle origini dell’Eumolpo che per primo aveva introdotto i suddetti misteri 3. pp. lungo la via sacra per Delfi al confine tra Atene ed Eleusi (cfr. Oedipus Coloneus. coll.Beschi. Oed.v. dove le dee venerande (povtniai) «custodiscono sacri misteri per i mortali» (semna. 254.. 1117-1120. 3 Per una disamina delle fonti su Eumolpo vd. Myth and Cult. 6. Leiden 1984.~ Puqivai~ h] lampavsin ajktai`~). Oed. il quale non esclude che il genitivo w|n possa riferirsi a povtniai o a tevlh e non a qnatoi`sin. p. 148 s. G. Ibid. 167. p. Harrison. in LIMC IV. «sulla cui lingua è posta l’aurea chiave dei ministri Eumolpidi» (w|n kai. Paus. p. in Soph. Kamerbeek. tiqhnou`ntai tevlh qnatoi`sin). Stockholm 1992..B. in DNP 4 (1998). 75-78. 1048. La prima di queste è la baia di Eleusi. Weidauer s.C. Eumolpos. Clinton. Cerri (curr. The Iconography of the Eleusinian Mysteries.v. 1 Soph. cruseva klh. p. Eumolpos. 1044-1064.). Col. 166. La cruseva klhæv~ sembra infine alludere al sigillo del silenzio imposto dagli Eumolpidi agli iniziati: vd.v. L. 1 (1907). I 37. Sofocle. The Plays of Sophocles. Avezzù . FGrHist 328 F75) vi riconosce un riferimento al tempio di Apollo Pizio a Oinoe. Kern s. gli studiosi preferiscono vedervi un’allusione al santuario di Apollo sulla sella del Monte Egaleo presso la chiesa bizantina di Dafnì. Edipo a Colono. Pausania I. Recentemente è stato proposto d’identificare Eumolpo nel fanciullo tra Demetra e Core del celebre rilievo eleusino conservato presso il Museo Nazionale di Atene: E. Incerta è l’identificazione delle Puvqiai ajktaiv perché lo scolio al verso 1047 dell’Edipo a Colono (= Philoch. Sophocles. p. O. in RE VI. 1047-1053. Col. Eumolpos Arrives in Eleusis.G. Clinton s. Guidorizzi . K. Le lampavsin ajktaiv si spiegano invece perché illuminate dalle fiaccole usate durante i misteri: Schol. Eumolpos. J. Oedipus Coloneus.

in «GRBS» 31. 310d. The Homeric Hymn to Demeter. Polisseno. LX 27. Scarpi (cur. 4. telethv e musthvria usati nello scolio per indicare i misteri eleusini. Sulla guerra contro Eumolpo vd. Demar. Orfismo. in «GRBS» 24.. La discendenza di Eumolpo è ricordata anche da Filocoro. fr. pp.. Ion 277. sebbene l’inno pseudomerico a Demetra presenti Eumolpo semplicemente come uno dei re di Eleusi ai quali la dea aveva mostrato la norma dei sacri riti (drhsmosuvnh iJerw`n) e i misteri solenni (o[rgia kalav e semnav)  5. fr. Infatti..I. Al. Lloyd-Jones (Heracles at Eleusis: P. [P 397] s. era ben noto agli antichi  4. Milano 20033. 31 PCG). 2000. 267-291. 1967. and Mysteria. già Euripide nell’Eretteo collega Eumolpo con la Tracia facendone il figlio di Posidone e Chione e ricordandone l’intervento con i Traci per sostenere Eleusi nella guerra contro l’Atene di Eretteo 6.]. 473. 206-229) individua un frammento pindarico dove Eumolpo comparirebbe come sofo. 1391. Richardson.]. [Apollod. dovuto alla loro origine straniera. alla quale si unirono le altre sorelle perché avevano giurato di morire insieme: Eur. min. 854. 303).. 481. pp. in «Maia» 19. Vd. 4 Cfr. Il mito narra che Eretteo riuscì a vincere i nemici grazie al sacrificio della figlia. Dolico e Celeo (vd. I: Eleusi. Bibl. Simms. Fab. FGrHist 325 F4. Oxford 1974. 197 s. 370 (vv. 183-195. fr.. 198 s. Dionisismo. Hyg. II 154. Phoen. N. vd. Phryn.. 238. anche Dem. pp. 4. FGrHist 42 F4 = BNJ 42 F 1. Parqevnoi (= Phanod. 46. 1983. 360. 2. che menziona l’intervento di Ione figlio di Xuto a favore degli in «Hesperia» 69. [Plut. 5 [Hom. Parall. 2. R. pp. p. Dioclo. III 15.v. anche Eur.M. pp. Oxy. Simms (Eumolpos and the Wars of Athens.f 22 145 Il motivo dell’alterità degli Eumolpidi.S.J. dove Eumolpo è nominato insieme a Trittolemo. . 67-74) TrGF. mentre H. 2622 and P. 1990. II 20. 475-478. Myesis. 110 De Falco.]. Telete. 6 Eur. secondo cui Eumolpo è un pastore (poimhvn) nativo (ghgenhv~) di Eleusi.). inoltre Clem.) ritiene che queste fonti siano testimonianze di uno dei primi stadi della tradizione locale eleusina che avrebbe considerato Eumolpo autoctono di Eleusi. Sulla vicenda vd. Hymn.~ ajghthvr che governa secondo i princìpi di una eujnomiva laterphv~ e istituisce i misteri eleusini. fr. Protr. Phot. Demad.. P. R.M. Le religioni dei misteri. 349-370 TrGF. Sui termini muvhsi~.

Mem. 273. Orizia è la figlia di Eretteo che Borea rapisce e porta in Tracia: Acus. p. Phoen. FGrHist 328 F11 = F11 Costa.Beschi.].. 410. II 15. Simon. Bibl.. III 15. Hdt. 5). I 38. L’origine di Eumolpo e lo scontro fra Atene ed Eleusi sono trattati anche da Pausania 8. 1. pp. Hdt. p. 11. Ath. 4). rimanendo per il resto soggetti agli Ateniesi 10.n telethvn). Paus. V 66. Rhod. La discendenza da Eretteo. 41. IV 68. 1. Vd. fr. Costa. vv. I 31. nel regno di Eretteo. 27. Ap. 2. Phoen. 10. fr.. Eumolpos. 239b.]. Pausania I. cit.. Sulla discendenza di Eumolpo da Posidone vd. 3. anche Lycurg. Filocoro. 46.. I 211-215. FGrHist 328 F13 = F13 Costa.. Philoch. [Aristot. anche Thuc. in Eur. 2 (Ione stratavrch~ degli Ateniesi).146 istro il callimacheo Ateniesi quando. Hyg.. Bibl. Ath. 854. per cui Eumolpo ne sarebbe stato pronipote in quanto figlio di Chione. 3. 2.. II 14. 199 s. Isocr. Phanod. 130-133). [Apollod. muoveva loro guerra Eumolpo figlio di Posidone 7. 534 Page. Menex. in Eur. 1 (testimone della tradizione secondo la quale gli Ateniesi affidarono la politeia a Ione. Strabo VIII 7. [Aristot. 12-21. 10 La tradizione ricorda che nella battaglia morì Eumolpo: Eur. Fab. 157. pol.. I 98.]. e che proveniva dalla Tracia  9: in una battaglia fra Eleusini e Ateniesi sarebbero morti Eretteo e Immarado figlio di Eumolpo. 5 (qui l’intervento di Ione è successivo alla morte di Eretteo e potrebbe testimoniare un secondo conflitto fra Ateniesi ed Eleusini: vd. FGrHist 325 F4. II 23 Avezzù. 854 informa che Eumolpo fu ucciso da Eretteo insieme agli altri due . 1-2. pol. Plato. 8 Paus. FGrHist 2 F30. [Apollod.. VII 189. 2 (Ione polevmarco~ degli Ateniesi). LX 8. 4. 370 TrGF. III 5. VIII 44. che divise la popolazione in quattro tribù: cfr. 7 Philoch. inoltre Hdt. VII 1. 2-3. Strabo VIII 7. 2. Plut. Xen. 2.]. 23. Simms. figlia del vento Borea e di Orizia. Pausania invece sostiene la versione della morte di Immarado perché questa era la tradizione nota agli Ateniesi esperti di antichità (I 5. III 15. Sulla partecipazione di Ione figlio di Xuto alla guerra contro gli Eleusini vd. Dem. Schol. e la guerra si sarebbe conclusa con l’intesa che gli Eleusini celebrassero autonomamente i riti d’iniziazione (ijdiva/ telei`n th. Sol. anche Alcid. Sulla guerra fra Eumolpo ed Eretteo vd. 9 Sulla discendenza di Eumolpo da Posidone e Chione vd.. 2. 1. XII 193. Musti . Schol.. il quale afferma che Eumolpo era figlio di Posidone e Chione. costituisce un anello di congiunzione fra Atene ed Eleusi: vd.

82 s. Lo Pseudo-Apollodoro. I 29. Miles. ll. Khvruke~. Harp. FGrHist 4 F40 = 323a F3 = F163 Ambaglio). ma non di Eumolpo 11. 11 Le fonti variano sul nome della figlia di Cecrope che si unì a Hermes e generò Keryx: Androzione (FGrHist 324 F1 = F1 Harding) parla di Pandroso. figlia sua e di Anfitrite. Androtion and the Atthis. Pausania testimonia un «dibattito genealogico» che dovette rispondere a esigenze di autolegittimazione dei Kerykes rispetto agli Eumolpidi: cfr. figlia di Cecrope.).. Clem. F31. G. ajrcierateuvein). Sull’origine egizia degli Eumolpidi e dei Kerykes vd. 3.. che i Kerykes consideravano figlio di Agraulo. M. musthvria Dhvmhtro~ ejtevlesan). e che dopo la pace celebrarono i misteri di Demetra (ta. W. nella versione conservata dallo scolio al verso 1053 dell’Edipo a Colono (= FGrHist 10 F13). . La filiazione da Eumolpo è attestata anche da Andron. Oxford 1994. inoltre Schol. Hellan. Harp.M. XXXI. to. toi`n qeoi`n) sarebbero stati affidati a Eumolpo e alle figlie di Celeo. me.v. iJera. Protr. 145 Jensen. III 45. FGrHist 10 F1. VI 6. XIII 118. qui Eumolpo.. Per la discendenza di Keryx da Hermes vd. Dittenberger. Vd. The Athenian Agora. p. p. Princeton 1998. pp. 2). 32 e 54) cita Erse (vd. 10. Scarpi. s. col. nat. 3 (cfr. mentre un’iscrizione (IG XIV 1389. Aristid. fr. Su Forbante vd. Harding. invece. sposata una delle figlie di Endio. Keryx. Per la tomba di Immarado nell’Eleusinion di Atene sotto l’Acropoli vd.n gevno~ aujtou` ajpÆ ejkeivnou katevsth dikavzein ejn ÆEleusi`ni ta.. Quandt s. 2 n.f 22 147 Pausania aggiunge che i sacri riti alle due dee (ta. 51 s. Per la comparsa delle figlie di Cecrope nella genealogia dei Kerykes vd. Keryx 1.v.v. e che dopo la morte di Eumolpo sarebbe rimasto il più giovane dei figli. Forbante e Immarado (cfr. peri. in RE XI.. 474. e di Hermes. Andron. in Ael. Forbantei`on = Hyp. Arnob. cit. [K 2560]. The City Eleusinion. Die eleusinischen Keryken. Phot. si dilunga sui legami fra Eumolpo e la Tracia asserendo ch’egli sarebbe nato dall’unione illegittima di Chione e Posidone. il quale lo avrebbe portato in Etiopia e affidato a Bentesicime.. sarebbe stato figli di Posidone che combattevano con lui. 1885. Al. 1 (1921). P. 348 s. [K 673] e Suda [K 1542] s. 1. in «Hermes» 20. dove Eumolpo pone fine pacificamente alle ostilità e per questo il suo genos viene preposto a giudicare i casi di asebeia e a ricoprire il sommo sacerdozio a Eleusi (dio. p. Adv. 4. Le religioni dei misteri. Hesych. ajsebeiva~ kai. inoltre Diod.

2) quest’omonimo andrebbe identificato con il quinto discendente dell’Eumolpo trace 14. 34.. Bibl. Sebbene il testo non sia perfettamente chiaro. Jacoby ipotizza inoltre che Istro dipenda da una fonte attidografica e che le sue informazioni riflettano una tradizione precedente a quella che combinava le origini eleusinie e trace degli Eumolpidi. III 15. il quale fornirebbe la seconda risposta al 12 [Apollod. 349 TrGF. Sull’infanzia di Eumolpo in Etiopia vd. Eujmolpivdai. s. anche Plut. p. probabilmente per la commistione di numerose fonti. 15 Jacoby (ibid. 91 Wehrli2) riguardante l’origine di Museo. Phot. Mousai`o~ = fr. questi ultimi lo avrebbero chiamato in loro soccorso. dove si parla degli aujtovcqone~ di Eleusi. che alcuni ritenevano trace e altri autoctono di Eleusi. E 2252]. s.) ritiene che tracce di questa versione possano individuarsi nel frammento di Acestodoro citato dallo scolio sofocleo. M. Suda [E 3584] ed Et. Luc. quest’ultima comparirebbe invece in Andron. ma un suo omonimo. e in un frammento di Aristosseno (Harp. [E 2251. L’Eumolpo di origine tracia è noto anche allo scolio sofocleo. Demon. i quali dovevano considerare Eumolpo uno degli autoctoni di Eleusi facendone il figlio di Deiope e il nipote di Trittolemo 15. fr. De exil. Eur.. 4. 607b. FGrHist IIIb (Suppl.148 istro il callimacheo esiliato per aver tentato violenza alla sorella della sua sposa. 14 Jacoby.]. 13 Sull’origine tracia dell’Eumolpo che aveva introdotto i misteri vd. 641 s.) 323a-334 (Text). allo scoppio della guerra fra Ateniesi ed Eleusini. cfr. Jacoby individua due risposte allo zhvthma iniziale dello scoliaste: 1) fondatore dei misteri eleusini non sarebbe l’Eumolpo di Tracia. dopo varie peripezie sarebbe divenuto re dei Traci e. che discute l’identificazione di questo personaggio con l’inventore dei misteri eleusini  13.v.v. . Lo studioso ritiene che la prima risposta sia costituita dalla versione di Istro e corrisponda probabilmente alla tradizione della famiglia degli Eumolpidi. ed egli sarebbe morto in battaglia ucciso da Eretteo 12.

anche se la discendenza da Trittolemo costituisce un legame forte con Eleusi. Schol. 484. Di questo autore si sa molto poco.. cit. in Aeschin. 1 (1893). contra Jacoby. Harp. 154) ritiene che il frammento conservato dallo scolio sofocleo non vada attribuito ad Andron bensì all’attidografo Androzione. Philadelphia 1942. La citazione di Istro è molto breve. Clinton. III 18. in RE I. Andron 11. p.). Ael. 482) ritiene che la genealogia degli Eumolpidi tramandata da Andron derivi probabilmente da un’Atthis e che sia stata inventata per conciliare la guerra di Eumolpo contro Eretteo e la storia dell’iniziazione ai misteri di Eracle da parte di Eumolpo ([Apollod. E. Scarpi. F22. 101. povlewn dal contenuto mitografico e storico. L’Eumolpo che combatté contro Eretteo sarebbe il primo della genealogia di Andron (Eumolpo I). 480]. Bibl. Philadelphia 1974. Sul gevno~ tw`n iJerofantw`n vd. p. col.v. 2 (1894).) 323a-334 (Notes). che dubita della cronologia di Acestodoro. su cui vd. XIX 257. 1166] al III secolo. mentre colui che iniziò Eracle ai misteri sarebbe il quinto della genealogia (Eumolpo III). Akestodoros. 81..v. pp. Andron informa che Eumolpo fu il primo ierofante. non si sa quanto fosse estesa la trattazione del Callimacheo e se comprendesse diver16 Andron di Alicarnasso è uno storico del IV secolo autore di Suggenikav che trattavano i rapporti genealogici fra stirpi e città greche [vd. . tanto che non si possono identificare gli e[nioi di cui parla lo scoliaste né capire se fossero menzionati nell’opera del Callimacheo. K. Schwartz s. pp. FGrHist 4 F45 = 323a F8 = F168 Ambaglio. a distinguere fra più personaggi di nome Eumolpo 16. Jacoby. p. 10-47. n. II 5. FGrHist Ia (Komm. Lo scoliaste inoltre non fa il nome del padre di Eumolpo e. iJerofavnth~ = Hellan. infra. Arist. Pearson (The Local Historians of Attica. in RE I.v. [E 6995] s. 87. 515. Schwartz [s. Eujmolpivdai.f 22 149 quesito dello scoliaste e sarebbe il primo.]. tranne che nacque a Megalopoli e fu autore di un’opera Peri. e neppure se l’autore dello scolio traesse da quest’ultimo i frammenti di Acestodoro e Andron 17. vissuto all’epoca di Menesteo (epoca in cui Alcid.. col. The Sacred Officials of the Eleusinian Mysteries. assegnata da E. L. De Istro Callimachio.v. 481. Jacoby (ibid. Le religioni dei misteri. 24). FGrHist IIIb (Suppl. Su questa carica vd. che è la più alta carica sacerdotale eleusina conservata dagli Eumolpidi sino a tarda età: cfr. p. pp. II 23 Avezzù colloca la guerra contro Eumolpo e i Traci). per quanto si sa. s. 2159 s. 17 Così Wellmann. 12. Hesych.

Suda [E 3584] s. 20 G.A.v. Quest’ultima è poco nota alla tradizione.M. Eujmolpivdai. 843b. in «The Metropolitan Museum of Art Bulletin» 33.v. Et. peraltro rintracciabili anche attraverso il nome della madre Deiope 18. Mirabil.v. s.].v. 1-5. s. non si può escludere che nel V secolo circolasse in Attica una versione secondo cui 18 Cfr. Harp. secondo altri madre di Trittolemo 19. Eu[molpo~. Par. il figlio di Apollo e Astykome. 22 Per la tradizione della discendenza di Eumolpo da Museo vd. Eujmolpivdai.. M. 1). e se lo scoliaste la considera figlia di Trittolemo. 21 Sull’origine tracia di Museo vd. in «AJA» 43. secondo una tradizione che torna nelle fonti tarde e si ricava combinando i frammenti di Istro e di Andron 22. [E 3585] s. Eujmolpivdai (dove accanto a Museo è menzionato il nome della moglie Deiope). Phot. che ricorda la tomba di Deiope nel santuario di Demetra a Eleusi. Eujmolpivdai. 91 Wehrli2).v. Questa testimonianza è importante perché caratterizza Museo come trace 21 e attesta la filiazione di Eumolpo da Deiope e Museo. scrive invece di voler tralasciare la tradizione su Deiope. Mousai`o~. fr. Il dato dell’unione di Deiope con Museo è confermato da una pelike a figure rosse della fine del V secolo attribuita al Pittore di Meidias.v. [Aristot. in cui è raffigurato Museo in costume tracio mentre suona la cetra con accanto Deiope ed Eumolpo fanciullo  20.v. lo Pseudo-Aristotele scrive invece che secondo alcuni sarebbe stata moglie di Museo. pp. [E 2251] s.v. A New Vase by the Meidias Painter. 19 Vd. anche Marm. [E 2251] s.. che ricorda tre individui di nome Eumolpo: il Trace. Come ha scritto Gisela Richter. . Mousai`o~ (= Aristox. Hesych. Eujmolpivdai. parlando della statua di Trittolemo nell’Eleusinion di Atene.150 istro il callimacheo se tradizioni sulle origini di Eumolpo. auscult. dove si rileva l’esistenza di molti Eu[molpoi omonimi. Richter. Two Recent Acquisitions by the Metropolitan Museum of Art. [M 1294] s. e il figlio di Museo e Deiope. Ead. Pausania (I 14. FGrHist 239 A15. 1938. [E 6995] s. 262-264. pp. 1939. Phot.

Plut. 477 (anche sull’esclusione degli stranieri dai misteri di Eleusi). 2). dove si ipotizza che la fonte di questa versione possano essere stati gli Eumolpia di Museo (Paus. 33.. . 475.. cit. p. 1). G. 6 = Mus.. p. II 5. ÒAgrai. Plutarco (Thes. 12) informa che Eracle fu purificato e iniziato ai misteri da Eumolpo dopo essere stato adottato da Pilio (cfr. VI 3. Ran.. 239-246. Two Recent Acquisitions.v. Thes. rec in Aristoph... Byz. 501 Chantry. Schol. cit. 30. A New Vase. Schol.. Steph. ÒAgra kai.Kranz6 = F72 Bernabé) e che da essi dipendano l’origine tracia attribuita a Eumolpo nell’Eretteo di Euripide (vd.. Le religioni dei misteri.. secondo Diodoro (IV 25. Princeton .. vet in Aristoph.. pp. Misteri e culti mistici di Demetra.. 845f Chantry.f 22 151 il trace Museo avrebbe sposato Deiope di Eleusi generando Eumolpo e diventando così antenato degli Eumolpidi 23.London 1962. inoltre Diod. La testimonianza di Istro è ricordata anche nello scolio all’Alessandra di Licofrone: in questo caso è discussa l’iniziazione di Eracle e non si può escludere che nel testo del Callimacheo comparisse anche un riferimento alla norma citata dallo scoliaste. Per la connessione fra Eracle e l’istituzione dei piccoli misteri vd. 61-66. Scarpi. 264. pp. supra). s. X 5. 5) dice che a occuparsi della purificazione e dell’iniziazione di Eracle sarebbe stato Teseo.. Sui piccoli e grandi misteri vd. 216-218) ritiene che già Pindaro ricordasse l’iniziazione eleusina di Eracle da parte di Eumolpo.. cit. Roma 1986. 2 B 11 Diels . cit. Sfameni Gasparro.6) scrive che i primi stranieri cui Trittolemo avrebbe mostrato i sacri riti di Demetra e Core sarebbero stati Eracle e i Dioscuri. Mylonas. Eleusis and the Eleusinian Mysteries. Lloyd-Jones (Heracles at Eleusis. 211 s.E. Eracle sarebbe stato iniziato ai misteri eleusini da Museo figlio di Orfeo. lo PseudoApollodoro (Bibl. 23 Richter. Ead.. G. Plut. fr. 5. pp. secondo la quale Eumolpo avrebbe vietato agli stranieri l’iniziazione ai misteri 24. 3. IV 14. pp. 24 Le notizie sull’iniziazione di Eracle ai misteri sono discordanti: Senofonte (Hell..

Eustazio si sofferma sul termine ajrneiov~. Hartmut Erbse ha assemblato la voce ajmnovn del lessico di Pausania Atticista sulla base dei lemmi paralleli di Fozio e della Suda e del commento di Eustazio a un passo dell’Odissea (IX 239). kai. kai. ÒIstro~ ejn ÆAttikai`~ levxesin: ‹‹ a[rna.r hJlikivai: ajrnov~. to. [A 1232] et Suda [A 1614] s. Comm.. che designa il maschio della pecora (così come travgo~ è il maschio della capra). mosciva~ oJ trievth~ kriov~ Eust. 53 FHG] – Pausanias Atticista [A 89] s.n ejniauvsion a[rna.v. (z. mentre moscivan è il primo. trieth` Reitzenstein) ‹ Ì Erbse ‹ajrneio. Omero recita che il Ciclope. Phot. trei`~ ga.152 3 istro il callimacheo F 23 [F23a-b FGrHist. mevson th. dopo aver condotto all’interno le pecore. o[noma kuvrion Suda Amnon: l’agnello di un anno. ajmnovn. ƒ ajrneiouv~ te travgou~ te. ad Hom. kai. 4 prw`ton : aV Phot. all’aperto nell’alto recinto» (ta. baqeivh~ e[ktoqen aujlh`~) 1. caproni. kai. poi lipognwvmona (“senza denti”). ÆAmnwv~. oJ trievth~ kriov~ om. kai. ei\ta ajrneiovn. ei\ta ajmnovn.~Ì de.. ajmnovn: to. Untersuchungen zu den attizistichen Lexika. poi ajrneiovn. Suda 3 a[rna : a[rna fhsivn Eust. poi ajmnovn. . Cfr.v. IX 239 2 ÆAttikai`~ levxesin Eust.n hJlikivan. parlando del rientro di Polifemo nell’antro in cui lo attendono Ulisse e i suoi compagni. qh`lu. : ÆAttikai`~ Phot. montoni. Eust. ajrneiovn  : ajrnivon Phot. in cui. «lasciò fuori i maschi. ajmnh. Phot. to. moscivan de. dÆ a[rsena lei`pe quvrhfin. p. (b. oJ trievth~ kriov~ ÌÌ. ÆAttikw`~. ÆArneiov~ invece è il montone di tre anni». ei\ta lipognwvmona.. Od.~Ì de. ajrneiov~.n prw`ton. ajmno. kai. cioè nel terzo stadio della 1 H. Berlin 1950. Istro nelle Attikai lexeis: «ÒArna. moscivan : moscivwn Suda (moscivwna GIT) 3-4 moscivan ~ kriov~ : ejlevgeto de. ajrniovn b) lipognwvmona  : leipognwvmona Eust. Erbse.~ ajrsenikw`~ provbaton to. ‹ajrneio. ajmnov~. e sui vocaboli che indicano le diverse età di questo animale: ajrneiov~ è l’animale adulto. 159. ÆAmnwv.

mentre il leipognwvmwn o[i>~ (“pecora sdentata”) è quello del quarto stadio. in «GRBS» 14. poi leipognwvmona. aiJ probavtwn hJlikivai: to.. ei\ta leipognwvmona.n ajpo. Et.v. gonh`~ ei[poi~ a]n moscivon. affermano che secondo il Callimacheo il termine mosciva~ avrebbe indicato la prima età dell’animale (donde la versione proposta da Erbse per Pausania). ajrhvn. Od. 1973.n me. ejlevgeto de. Paris 1969.. ad Hom... e cioè «a[rna.f 23 153 vita. kai. oltre ad asserire che le tre età di questo animale sono costituite rispettivamente dall’ajrhvn. Fozio e la Suda. ove viene utilizzato il termine moscivon per l’animale alla nascita e ajrhvn per quello di un anno: kai. hJlikiva ei\nai dokei` oJ ajrneiov~. kai. oJ leipognwvmwn o[i>~. Id. vd. metÆ aujtovn. Sokolowski. tevleio~ ou\n oJ ajrneio. gnw`ma e [L 541] s. 3 Cfr. poi ajrneiovn. poi ajmnovn. VII 184. ei\ta ajmnovn. e sul suo uso per gli equini... ll.) ajlla. toi`~ poihtai`~ kalei`tai. o}~ kai. anche se il contrasto non può essere risolto in maniera definitiva 3.. ad Hom. inoltre H.n para. che indica propriamente l’animale senza i denti che ne rivelano l’età. mentre il montone di tre anni veniva chiamato mosciva~» 2.v. Aristoph. ou{tw kai. e 50 s. tevtarto~ de. F. a[bolo~. dall’ajmnov~ e dall’ajrneiov~.n dÆ e[teion a[rna. fasi. ei\ta ajrneiovn. 6. . ajmnov~. Onom. I 156). 7-10. Hesych. pp. nr. ajrneiov~ (. Byz. kai. Lois sacrées des cités grecques. 137 Slater (= Eust. o{ti ouj movnon trei`~ hJlikivai.. mosciva~ oJ trievth~ kriov~ (. Eustazio aggiunge che gli antichi. 37 s. Lexiph. s. Lois sacrées des cités grecques. Supplément.~ (. gli ovini e i bovini.. fr. o{ti w{sper oJ travgo~ o[nomav ejstin a[rreno~ aijgov~. IX 239: shmeivwsai de. M.) trivth de. to.. ei\ta lipognwvmona.. Vd.. ajrh. tuttavia. ma anche quelli più giovani cui i denti non sono ancora spuntati. 2 Eust. Sul significato dell’aggettivo leipognwvmwn (o lipognwvmwn). 10A. Comm. Hansen. 325-332. Comm.v. oJ ajrneio. il quale sottolinea l’ambiguità del termine che può indicare non soltanto gli animali di una certa età che non hanno più i denti.). la loro testimonianza pare più credibile di quella eustaziana. Poll. gou`n oiJ palaioiv. Luc. leipognwvmwn. Od.~ probavtou a[rreno~. 17C. avrebbero anche riportato la nomenclatura di Istro. Paris 1962. [G 744] s. o{ti ÒIstro~ ejn ÆAttikai`~ levxesin a[rna fhsivn. ei\ta ajmnovn. ei\ta ajrneiovn. The Meaning of leipognwvmwn. nr. ll.

v.v.n aujth.v. tou`to om..154 3 istro il callimacheo F 24 [F24 FGrHist..n : aujth. 520 (= Callisth. 26 FHG] – Harpocration s. p. Phot. e che era identificata con Selene. th`~ iJereiva~ : fr. tou`to levgesqai. VI 21 Conomis 1 tritomhniv~ : tritovmhni~ Epit. tritovmhni~. Dalla voce del lessico di Arpocrazione emergono due questioni: il significato del termine tritomhniv~ e l’origine dell’epiteto Tritogevneia... in Lycophr. gegenh`sqai tovte hJ ÆAqhna`. Phot. N) th`~ ÆAqhna`~ Harp. Et. tritomhvnida Epit. tritomhniv~· Lukou`rgo~ ejn tw`/ Peri. invece. per questo motivo era considerato sacro (iJerov~) alla dea e vi si celebrava una festa (eJorthv) in suo onore 1. Altri ritengono che il compleanno di Atena 1 . Le fonti confermano le informazioni del lessicografo.~ tritomhnivda ejkavloun: dokei` de. [T 603] s. [T 1446] s. Suda ejkavloun : kalou`si BC gegenh`sqai tovte hJ ÆAqhna` Epit. Suda : genevsqai oJ (oJ om.n th`~ nomizomevnh~ Suda (F) Selhvnhn : thæ` Selhvnhæ Phot.v. Alex. th`~ iJereiva~. s. tritovmhni~ 2 Lukou`rgo~ ejn tw`/ Peri. th. Istro poi dice che la chiamavano anche Tritogeneia per questo motivo.. Schol. sembra che in tale giorno sia nata Atena. e cioè che tritomhniv~ era il nome del terzo giorno del mese e che si riteneva corrispondesse al genetliaco di Atena. genevqlio~ th`~ ÆAqhna`~ Bekker 4 dia. 306). Tritogevneian aujthvn fhsi dia.. tritomhniv~ et Suda [T 1021] s. Suda Tritomenis: Licurgo nell’orazione Sulla sacerdotessa.. L’epiteto Tritogevneia. kai. ÒIstro~ de.. Anecdota. Phot. Hesych. M. Il terzo giorno del mese lo chiamavano tritomhniv~.n trivthn tou` mhno. FGrHist 124 F52).n Selhvnhn nomizomevnhn. th. I. Phot.. Cfr. Glossae rhet.v. s. tritovmhni~ (Bekker. Suda 2 Lukou`rgo~ ~ iJereiva~ om. Suda 3 tritomhnivda : tritomhnivan A. Suda 5 aujth.v. Tritogevneia.

s. 244 s. De Is. Princeton 1975. veniva ricondotto o all’aggettivo trivto~. ojrqograf. Aeschyl. 3 Democr. 347.v. Nub. The Birth of Athena Tritogeneia. Kruse s. XXII 183. Tritogeneia. I 14. Trencsényi-Waldapfel.v. 895. 6.v. e la bibliografia alle note seguenti. Tritogevneia e [T 1020] s. in «AAntHung» 3. XXVIII 4. Rhod.v.. Il. Il. Alex.f 24 155 pur essendo già attestato in epoca arcaica 2 era spiegato dagli antichi in modi diversi e talora fantasiosi: esso. Eum. 68 B 2 Diels . s.Kranz6 (= Orion. fr. VIII 39a Herbse). 1989. in RE VII A.v. VIII 26. VII 141. Phot. pp. Diod. fr. IV 515. Ael. o ancora al verbo trei`n (“tremare”) perché Atena provocava timore e rispetto 3. Plut. Hdt. 6. IV 180. III 70. 3. A.. III 378.N. in «Ellhvnika» 40. Il.v. in «ZAnt» 3. 23.1 (1939). s. con allusione alla nascita di Atena dalla testa di Zeus). pp. tritogenhv~ e tritopavtore~. Ap. pp. Theog. M. in Arcadia o in Beozia) vd. Aristoph. Eur. Tritogenhv~. Per la forma Tritogenhv~ vd. Schol. Tritogevneia. 1189. a Creta. 10-12. inoltre Philoch. Per una disamina delle fonti sull’argomento vd. 1-2.K. Od.. 5-20. V 72. [T 1443] s. pp. E. bT in Hom. 2. sul contributo esiodeo alla definizione della natura tripartita di Atena Tritogeneia. Tritogevneia. 16. Eq. 3. Tritogevneia. Mikalson. 343 M-W. Suda [T 1019] s.vv. G. Tritogenhv~.. inoltre M. 197. 989. 1969. Scut. I. Tritogevneia e [T 1444] s. J. 385-391). Vd. 1953. Hymn. in «Hermes» 97. [Hom. Paus. 2 Vd. Schol. . Ion 872. [T 603] e Suda [T 1020] s. 293 (cfr. VIII 39a Herbse. Two Notes on Athena as Protectress. 6. Hesych. 519. Borthwick. IV 1310. Lys. [T 603] s. il padre di Atena. bT in Hom.D. Sulla nascita di Atena presso la palude Tritonis o il fiume Triton (variamente collocato in Libia. Budimir.. fosse il ventottesimo del mese (trivth fqivnonto~): Phot. VIII 39. il quale spiega l’epiteto collegandolo all’attributo Trivto~ che spesso caratterizza Zeus.]. 7-20. oppure al fiume libico Trivtwn presso il quale la dea sarebbe nata..v. ll. Bibl. infatti. in Lycophr. I 3. Tritogevneia. Tritogenhv~ e Tritogevneia. IX 33. 45-56. [Apollod. Etym.. FGrHist 328 F189.v. per uno studio etimologico del termine con particolare riferimento all’acqua. 381e.. Hdt. et Os. Et. Peri. Hom. Hes. ÆAqhvnh h} kai. Schol.]. col. pp. In proposito vd. Athanassakis. 7. Gli studiosi moderni sono per lo più concordi nel ritenere collegati i vocaboli tritogevneia. cfr. Hes. Tritogevneia Sturz. 1955. Tritogenhv~.v. The Sacred and Civil Calendar of the Athenian Year. Herod. o al termine tritwv (che è la forma eolica di kefalhv.

FGrHist 328 F182 (tou. trhtokourhvta~: gnhsiva~ gunai`ka~.. 309-313. contra W. pp. Tritogeneia und das Gebet der Athener. nel senso di “primogeniti” 5. parqevnou~): vd. 1920. mentre tritogenhv~ e tritogevneia corrisponderebbero a prwtogenhv~ e a prwtogevneia. 1911.n kouvrhn glaukwvpida Tritogevneian) e Philoch. gnhsiva parqevno~. 2001. 283-288.v. Wien 2004. tritogenhv~ «il figlio legittimo» e Atena Tritogevneia «la vera figlia di Zeus» 4. 6. in «MDAI(A)» 36. pp. 1860. (h|/ pavnta suntetevlestai ta.. in H.). infatti. per cui l’epiteto comprenderebbe in maniera specifica le caratteristiche prettamente femminili e maschili di Atena 6. 105-109. Tritogevneia. Lippold. Kretschmer. in «Glotta» 10. 214. Die Geburt der Athene. cosicché i tritopavtore~ sarebbero «i veri antenati».K. p. 1995. 895 (prwvthn me. dargebracht von Kollegen. Theog. la fonte sacra da cui nacque Atena. cfr. che però giunge a questa interpretazione ipotizzando che l’epiteto derivi da Tritwv. P.~ tritopavtora~ pavntwn gegonevnai prwvtou~). 6 M. altri invece intendono trito. Pötscher. Literaturbericht für die Jahre 1919 und 1920. September 2004. 38-45. 5 Vd. inoltre ibid.~ de. Bergk. Id. in «Neue Jahrbücher für Philologie und Paedagogik» 81. tritogenhv~ (l’enfant premier-né). Geburtstag am 15. o «third gender»). Tritogeneia und die Tritopatoren. Schülern und Freunden. pp. Mythische Namen. eij~ tou. Taillardat.connoterebbe i termini tritogenhv~ e tritogevneia allo stesso modo di tritopavtore~. 89-99. in «RPh» 69. pp.~ gavmou~: tine. Tomaschitz (hrsg. T. oiJ de. secondo il quale l’elemento trito. 4 . 3-8. E proverbiis lux: Athene Tritogevneia. J. in «Glotta» 12. Base di questa proposta è la definizione del termine tritokouvrh data da Esichio [T 1445] s. Peters.v. Tritopatrei`~.come equivalente a prwto-: i tritopavtore~ sarebbero quindi «i progenitori». 1923. G. che si basa in particolare su Hes. pp. [T 1325] s. C’è infine chi ravvisa in tritogenhv~ e tritogevneia un’allusione al “terzo sesso” («drittes Geschlecht». pp. Heftner . in «AAntHung» 41. si tratterebbe di un sinonimo di gnhvsio~..156 istro il callimacheo mentre non c’è consenso sul significato dell’elemento trito-: secondo alcuni. per cui l’epiteto della dea significherebbe «Erztochter (Archdaughter)». Ad fontes! Festschrift für Gerhard Dobesch zum 65.

1965. s.v. Herod. lun.Siebelis.. col. Conomis. Tritogevneia. Sugli attributi lunari di Atena vd. Plut. Cfr. Selene 1. De fac. Jacoby. s. in RE II A. 642. Sul. con buona probabilità. p. Et. 7 Cfr. 155 s. F. 119. 9. in «HR» 5.f 24 157 Può darsi che Licurgo menzionasse il termine tritomeniv~ a proposito del giorno del compleanno di Atena 7.v. in orb. Notes on the Fragments of Lycurgus.v. Peri. M. inoltre Lenz . 59. Tritogevneia. Arnob. nat. Schwenn s. 8 . FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334 (Text). ma sul contesto di F24 si può solo ipotizzare che concernesse. Symbolic Elements in the Cult of Athena. Ael. 938b. p.. Luyster. 7. R. l’epiteto della dea 8. ojrqograf.1 (1921). 1142. p. Adv.. p. 922a. III 31.

. tra gli altri. The Psychology and Ethics of Honour and Shame in Ancient Greek Literature.. J. (H) bwmoiv eijsi : h\n bwmo. Del culto di Aijdwv~ a Sparta parlano Senofonte (Symp. Att. ÆAfeleiva~ bwmoiv eijsi peri. bwmoi.~ Paus. Aeschin. b ÆAfeleiva~ : Filiva~ Hesych.n paidagwgouv~. Aijdou`~ bwmov~· Aijdou`~ kai.158 3 istro il callimacheo F 25 [F25 FGrHist] – Photius [A 539] s.. che ricorda altresì la statua (a[galma) della dea dedicata da Icario padre di Penelope. oiJ de. et Hesych. Aijdwv (Bekker.v. Oxford 1993. Aidõs. 2 newvn z : bwmo. ÆAqhvnhsin ejn thæ` ajkropovlei Paus. F11. Sull’altare di Fhvmh vd. Vd. Att.v. Anecdota. Glossae rhet. come riferisce Istro. 8.~ th`~ ÆAqhna`~ genevsqai fasivn Paus. 12c. kaqavper ÒIstro~ iJstorei`. I 17. Pausania Periegeta menziona l’altare di Aijdwv~ insieme a quelli di Fhvmh (“Fama”) e ïOrmhv (“Impulso”) senza precisarne l’ubicazione 1. Aijdou`~ bwmov~ 1 Aijdou`~ : Aijdou. Eujnomiva e Aijdwv~: sul valore di questa informazione vd. Hesych. Mentre Pausania Atticista.n th`~ Poliavdo~ newvn. ove si dice che ad Atene Aijdwv~ era stata nutrice (tiqhnov~) di Atena [cfr. [A 43] (ex Eust. CIA III 367 (= IG II2 5147). XXII 451) et Hesych. . Att. s. 355)]. 10). Att. in Aeschyl. Aijdou`~ om. 35) e Pausania (III 20.n kai. newvn b 3 kaqavper ÒIstro~ iJstorei` : a}~ oiJ me. Demostene (XXV 35) testimonia. Attic. Altare di Aidos: gli altari di Aidos (“Pudore”) e Apheleia (“Semplicità”) si trovano presso il tempio della Poliade. 2-3 peri. Paus. l’esistenza di altari a Divkh.v. [A 1791] s.L. II 144-145. Cfr. to. 1. eijsi. Sul concetto di Aijdwv~ negli scrittori greci in generale vd. ad Hom. p. Esichio e Fozio pongono gli altari di Aijdwv~ e ÆAfevleia presso il tempio di Atena Polias sull’Acropoli. Nel teatro di Dioniso è stata rinvenuta un’iscrizione di età imperiale che menziona una iJ»e¼re»iv¼a³ Aijdou`~: vd. Cairns. inoltre Schol. in termini generici. ~ iJstorei` : pro. Comm. I.~ z 2 ante Aijdou`~ add. eijsi : eijsin z Poliavdo~ : Poliavdo~ ÆAqhna`~ Paus. Prom. I 128.~ tw`/ iJerw`/ Hesych. trofou. Il. D. 1 Paus.

Jacoby. Delruelle . FGrHist IIIb (Suppl.) 323a-334 (Text). Rudhardt. col. ipotizzando che Istro fornisse una dettagliata descrizione del culto di Atena sull’Acropoli.V.v. De la religion à la philosophie. ove. K. non si esclude una connessione con F9. 643. così come non è possibile ricostruire il contesto della citazione di Istro e sapere se sia il medesimo dal quale proviene F11. 2 (1894). Liège 2001. Pirenne-Delforge (édd. 2715. che attesta l’esistenza di un tempio di ÆAnaivdeia (“Impudenza”) 2. Quelques remarques sur la notion d’aidõs. Apheleia. 2 Vd. p. Wernicke s. .f 25 159 Il culto di ÆAfevleia non è altrimenti attestato. in RE I. Sul concetto di ÆAfevleia vd. Kepoi. Mélanges offerts à André Motte.). in É. pp. 1-21.

rer.n qugatevra pro. kai. 45.n ÆOrexavrthn diabavnta potamovn) Jacoby ex Plut.n ou\n a[n ti~ ou[tÆ ajpistw`n h|tton ou[te pisteuvwn ma`llon ÆAlevxandron qaumavseie. fra i quali Clitarco.r a{panta gravfwn ajkribw`~.n aujtw`/ : aujtw`/ fhsi PQ 14 to.. ejn w|/ gevgraptai peri. Antigene e Istro. ÆAntigevnh~ kai. Policlito.~ aujto. Cavrh~ oJ eijsaggeleuv~.n : (scil. post Fivlippo~ oJ Qeaggeleuv~ (7) cett. ÆAmazovno~ dÆ ouj mnhmoneuvei.~ de. P La maggior parte degli scrittori. 10 fhsi. (4) levgetai de.n ou\n Lusivmacon ajtrevma meidiavsanta ‹‹ kai. ÆAlevxandron to.~ kai. (2) ÆAristovboulo~ de. Dou`ri~ oJ Savmio~ plavsma fasi. to. P aujto. 6 4  Poluvkleito~ corr. Alexander 46: ejntau`qa de.n me.n ou\n : to. pro. p. 3  Kleivtarco~  : FGrHist 137 F15 4  Poluvkleito~  : FGrHist 128 F8 ÆOnhsivkrito~ : FGrHist 134 F1 ÆAntigevnh~ : FGrHist 141 F1 5 ÆAristovboulo~ : FGrHist 139 F21 Cavrh~ oJ eijsaggeleuv~ : FGrHist 125 F12 6 ïEkatai`o~ oJ ÆEretrieuv~ : Script. ÆAntikleivdh~ kai.~ kai.~ kai. Magn.n me. w|n kai. Koraes  : Poluvkrito~ codd. Alex. Ptolemai`o~ kai. Fivlippo~ oJ Qeaggeleu. Onesicrito.n (scil. th`~ ÆAmazovno~: to. pou` ÌÌ favnai ‹‹ tovtÆ h[mhn ejgwvÉ ÌÌ (5) tau`ta me. Fivlippo~ oJ Calkideu. ÒIstro~. marturei`n aujtoi`~ e[oiken ÆAlevxandro~: ÆAntipavtrw/ ga. 5-6 pro. touvtoi~ ïEkatai`o~ oJ ÆEretrieu.~ gavmon.160 3 6 9 12 15 istro il callimacheo F  26 [F26 FGrHist.~ de. Alex. Fivlwn oJ Qhbai`o~ kai. Poluvkleito~ kai.n ÆAmazovna oiJ polloi. dicono che qui venne da lui l’Amazzone. touvtoi~ ïEkatai`o~ oJ ÆEretrieuv~ hoc loco habet C.n Skuvqhn fhsi. (2) Aristobulo e Carete il ciambellano. levgousin. 560 Fivlippo~ oJ Qeaggeleuv~ : FGrHist 741 F4 7-8 Fivlippo~ oJ Calcideuv~ : FGrHist 741 F4 8 Dou`ri~ oJ Savmio~ : FGrHist 76 F46 12 ÆOnhsivkrito~ : FGrHist 134 T8 2 de. e inol- . polloi`~ crovnoi~ ÆOnhsivkrito~ u{steron h[dh basileuvonti Lusimavcw/ tw`n biblivwn to. pro.n ou\n P 15 tovtÆ om. 49 Müller Ptolemai`o~ : FGrHist 138 F28a ÆAntikleivdh~ : FGrHist 140 F12 7 Fivlwn oJ Qhbai`o~ : FHG III. ÆAlevxandron) ajfikevsqai th. tevtarton ajnaginwvskein.n aujtw`/ didovnai th. om. (3) kai. gegonevnai tou`to. ÆOnhsivkrito~ kai. 7 Qeaggeleuv~ Reines : eijsaggeleuv~ codd. 64 FHG] – Plutarchus. Kleivtarcov~ ejsti kai.

la sua ammirazione per Alessandro non diminuirà. e che Lisimaco. narrando che la regina delle Amazzoni Tallestri (o Talestri) si sarebbe recata con trecento donne da Alessandro in Ircania per generare con lui un figlio. 1-3. e che avrebbe soggiornato tredici giorni presso il re macedone  2. che secondo Plutarco sarebbe avvenuto oltre la sponda orientale del fiume Orexartes 1. il quarto libro. 1 la zona dell’Orexartes descritta a 45. Magn.W. Anticlide. 102 s. Heckel. 33). Hamilton. disse: «Dov’ero io allora?» (5) Qualora dunque uno non creda a queste storie. i 1 Vd. 6.R. in cui riporta tutto con precisione. XII 3.B. Alexander. 5-7 (cfr. VI 5. A Historical Commentary on Arrian’s History of Alexander. 123. Just. Tolemeo. Epitome of the Philippic History of Pompeius Trogus. Giustino cita la variante Minythyia del nome di Talestri e scrive che l’Amazzone impiegò trentacinque giorni per raggiungere Alessandro (cfr. L’ÆOrexavrth~ è da identificare con lo ÆIaxavrth~ (Syr Darya) che sfocia nel Mare di Aral: vd. 4. Oxford 1995. e non l’Ircania. Filippo di Teangela. Ruf. sorridendo tranquillamente. Filone di Tebe. contra A. ma non fa menzione dell’Amazzone. 6. Diodoro. Alex. XVII 77. p. (4) Si narra poi che molto tempo dopo Onesicrito lesse a Lisimaco. A Commentary. J. L’incontro fra Alessandro e la regina delle Amazzoni. Bosworth. II. né aumenterà se vi presta fede. Justin. (3) E Alessandro sembra rendere loro testimonianza: infatti in una lettera ad Antipatro. affermano che si tratta di un’invenzione. Plut. è tramandato in modo differente da altri esponenti della tradizione sul Macedone. dove si ricorda anche che Alessandro avrebbe confuso l’Orexartes con il Tanais (Don). Filippo di Calcide e Duride di Samo.C. 24-32. Curzio Rufo e Giustino accettano in toto la veridicità dell’episodio. 2 Diod. in cui si narrava dell’Amazzone. p. J. ormai re. Curt. che riconosce nell’avverbio ejntau`qa di 46.. Books 11-12: Alexander the Great. Plutarch.f 26 161 tre Ecateo di Eretria. Oxford 1969.. II: Commentary on Books IV-V. scrive che il re scita gli aveva offerto la figlia in matrimonio. . Alex. Yardley . Hist. 45.

Sulla geografia di Curzio Rufo vd. 14 ritiene invece che nella geografia fantastica di Clitarco le Porte Caspie fossero una tappa fra il Termodonte e il luogo dell’incontro con Alessandro. Wiesehöfer s. Magn. Hist. XII 3.. Alex.. FGrHist 137 F13) per un’altra critica a Clitarco sulla misura dell’istmo tra il Ponto Eusino e il Mar Caspio. 328 s.. l’autore dell’Anabasi di Alessandro precisa che il racconto non compariva né in Aristobulo né in Tolemeo. New York 1960. Vd. Cfr. II. perché nessuno degli storici fededegni ne aveva parlato. The Lost Histories of Alexander the Great. p. Storie di Alessandro Magno. di cui sarebbe stato peraltro la fonte di Curt. 14. 200-203). Alex. II: Sources and Studies. Ruf.T. 14-16. Gargiulo (curr. W. per il quale Clitarco avrebbe collocato il Termodonte ai bordi del Caspio secondo una conoscenza errata della geografia. VI 4. Hist. 824-826. 427. Atkinson .v. avrebbe offerto ad Alessandro cento donne presentandole come Amazzoni. Curzio Rufo. 5 (= Clitarch. Pearson. Hyrkania.W. L’Ircania è una regione posta nell’angolo sudorientale del Mar Caspio: vd. Arriano riporta una tradizione diversa. Atropate. e che probabilmente Atropate aveva mostrato ad Alessandro Oxford 1997. . inoltre. collocano il regno delle Amazzoni tra il monte Caucaso e i fiumi Fasi e Termodonte 3. 7. 17). 4. J. 4 (= Clitarch. Milano 2000. III 25-27 Kroll. 17 (dove le pianure delle Amazzoni sono infatti collocate ai bordi del Mar Caspio). e il Macedone avrebbe annunciato alla loro regina che sarebbe andato da lei per generare un figlio. Magn. e critica l’imprecisione geografica di Clitarco. J. Cambridge 1948. L. 30). 3. e non un luogo vicino al Termodonte. 3 Il Fasi attraversava la Colchide e sfociava nel Ponto Eusino (Strabo XI 2. in DNP 5 (1998). FGrHist 137 F16). p. 17. Strabo XI 1. secondo la quale il satrapo della Media. 4 Strabo XI 5. XII 3. Strabone rifiuta questo racconto.162 istro il callimacheo primi due.). coll. Sullo scambio epistolare fra Alessandro e le Amazzoni vd.. Tarn. 3. p. Alexander the Great. mentre il Termodonte attraversava la pianura di Temiscira sfociando nel Ponto Eusino a est di Amiso (ibid. dove il nome della regina delle Amazzoni è Thalestria. che avrebbe posto il punto di partenza dell’Amazzone alle Porte Caspie e al Termodonte sebbene questi due luoghi distassero fra loro più di seimila stadi 4.E. pp. 214 n.

Paris 1984. Milano 2001. in cui le localizzavano già Onesicrito e Clitarco». 7 Arriano si esprime sull’attendibilità (pavnthæ ajlhqh`) della tradizione concorde di Tolemeo e Aristobulo: vd. pp. Anabasi di Alessandro... Sull’opera di Tolemeo e Aristobulo e sul loro contributo alla storiografia di Alessandro Magno si vedano tra gli altri Pearson. Callisthène Onésicrite . 4. P. pp. 150-211.Néarque . II. inoltre. VII 13. p. e per quanto concerne il giudizio negativo sull’epi5 Arr. Zambrini (Arriano.) pensano che la collocazione dell’episodio in Media possa essere spia del fatto che il racconto di Arriano sia una versione tarda della vulgata rappresentata da Diodoro. a cura di M. Non è possibile identificare la fonte da cui Arriano ha attinto l’episodio di Atropate. pp. Dalle origini alla fine dell’Ellenismo. Per il carattere convenzionale della digressione di Arriano sul mito delle Amazzoni. K. pur negandone l’esistenza in epoca storica. F. 6 . it. A.Aristobule. Oxford 1988. «redatta dopo che le Amazzoni erano state spostate nella zona a sud-est del Caspio dalla costa meridionale del Mar Nero (nella regione del fiume Termodonte con capitale Temiscira). Tosti Croce].. 65-67. The Lost Histories. 301-304. Studies in Historical Interpretation. From Arrian to Alexander. Bosworth. Arriano sostiene che le Amazzoni erano esistite nei tempi mitici e. Tolemeo e Aristobulo sono considerati i rappresentanti più attendibili della tradizione antica riguardante Alessandro Magno  7. avrebbero peraltro considerato un’invenzione (plavsma) la storia dell’incontro fra Alessandro e le Amazzoni 6.. vd. Sisti e A. pp. 611 s. Sisti (cur.. a detta di Plutarco. cit.f 26 163 donne barbare esercitate nell’equitazione e abbigliate con il costume tradizionale delle Amazzoni.). Arriano. La storiografia greca. Roma . Anab. Historiens compagnons d’Alexandre. Anabasi di Alessandro. pp. in cui non vi è alcun tentativo di collegare l’episodio di Atropate con la restante tradizione sull’incontro con Alessandro. le colloca nella regione attraversata dal Fasi.Ptolémée . IV 15. I. Curzio Rufo e Giustino. I 1-2 con il commento di F.B. i quali. Pédech. conformemente alla tradizione. 132-139. 2-6. assente – come egli stesso ammette – in Aristobulo e in Tolemeo. 215-405. Milano 2004. Meister.Bari 1992 [trad. Anab. cfr. nella Colchide e lungo la costa sudorientale del Ponto Eusino 5.

Duride di Samo. Philon 43.~ de. Id. 9 L’ambasceria degli Sciti è narrata con maggiori dettagli da Curzio Rufo (Hist. Laqueur s. Philippos 40. 2349. col. 2 (1938). Jacoby s. Filippo di Teangela e Filippo di Calcide 8. 1 (1941). ÆAlexavndrou). 7-9) e da Arriano (Anab.. Magn. Laqueur s. Farasmane. 125 s. perché ritiene più naturale che Plutarco citasse insieme due autori con lo stesso nome (Filippo di Teangela e Filippo di Calcide)... col. Stuttgart 1956. 1935. e fu autore di molte opere di argomento vario fra le quali una storia della Macedonia (Makedonikav) in almeno ventitré libri dal 370/69 al 281/0: vd. Filone di Tebe. 51]. (= Id. 185 s. e alla pro8 . Landucci Gattinoni. R. 50-61. oltre a dei Nostoi e a una storia di Delo (ibid. 2 (1912).. A sostegno della loro tesi. mentre Filippo di Teangela in Caria compose nel III secolo una cronaca caria (Karikav) di cui si sono conservati tre frammenti [FGrHist 741. Griechische Historiker. Per quanto riguarda l’ordine degli autori citati da Plutarco. VIII 1. cit.. p. Philippos 38. col. Plutarch. in RE XIX. Carete di Mitilene..v. Nulla è noto di Ecateo di Eretria. piuttosto che nominarne due e aggiungerne sette.. 2 (1938)... in RE XIX. ciambellano di Alessandro. perché preferisce pensare che Plutarco menzionasse sei autori e ne aggiungesse altri tre. il quale segue l’ordine degli altri codici. dove pro.v. ÆAlevxandron iJstorivai di cui restano appena diciannove frammenti (FGrHist 125): vd. pp. 251-253). F. compose delle Peri. in «RhM» 84. nella quale il Macedone avrebbe ricordato le proposte di alleanza matrimoniale avanzate dal re scita. s. IV 15.. 376 s. fu allievo di Teofrasto e tiranno della sua isola. cit. Anticlide visse probabilmente all’inizio del III secolo ed è il primo ateniese ad aver scritto un’opera su Alessandro (Peri. Ecateo di Eretria. p. Roma 1997.) mantiene quello del manoscritto C. Ziegler (Plutarchstudien. oltre a quelli di quattro storici ignoti. senza mai menzionare l’Amazzone 9. in cui pro. R.. Alex.). pp.~ de. touvtoi~ ïEkatai`o~ oJ ÆEretrieuv~ segue Cavrh~ oJ eijsaggeleuv~. Filone di Tebe e Filippo di Calcide [vd. Hekataios 2.v. in RE VII. in RE XX.164 istro il callimacheo sodio delle Amazzoni Plutarco accosta loro i nomi di Carete. Alexander.v. 2666 s. Anticlide e Duride di Samo. contra Hamilton. 1-4). Pearson. The Lost Histories. dove compare anche un riferimento ai negoziati con il re dei Corasmi. 2349]. touvtoi~ ïEkatai`o~ oJ ÆEretrieuv~ è scritto dopo Fivlippo~ oJ Qeaggeleuv~. F. col. Duride di Samo visse a cavallo tra il IV e il III secolo. K. Plutarco adduce l’aneddoto concernente Lisimaco e la testimonianza di una lettera di Alessandro ad Antipatro.. p.

pp. Hammond. Su Clitarco come fonte di Diodoro.S. ÆAlevxandron iJstorivai. 70-77. Id. e molto poco è noto pure della sua figura. A Study in Hellenistic Historiography. Justin and Curtius. Giustino e Curzio Rufo per la storia di Tallestri vd. J. 126 s. 229 s..~ ÆAlevxandro~ h[cqh) ispirata alla Ciropedia di Senofonte. Kaerst. J. 1939... a parte l’omonimia con il nonno di Antigono Dosone e con l’ammiraglio di Tolemeo Soter: vd. N.. pp.. da ultima E. Sull’aneddoto di Lisimaco vd. The Diary and the Letters of Alexander the Great.. di cui . An Analysis of Plutarch’s Life and Arrian’s Anabasis Alexandrou. Prandi. Pearson. 10 Clitarco. Policlito di Larissa compose una raccolta di storie e aneddoti sulla spedizione di Alessandro (ïIstorivai) di cui si conoscono pochi frammenti (FGrHist 128). Sources for Alexander the Great. Onesicrito di Astipalea. 443-450. 59... pp. supra) – potrebbe aver avuto sulla formazione della storia dell’incontro fra Alessandro e le Amazzoni: vd. visse ad Alessandria e scrisse le Peri. 135.... pp. In questo contesto è senz’altro suggestiva la menposta di una spedizione contro le Amazzoni. 9-20. esponente della scuola cinica e allievo di Diogene.G. 1961. part.. p. pp.. Alexander. Diversamente. in «PACA» 4. cit.. Sul carattere spurio delle lettere di Alessandro impiegate come fonte da Plutarco vd. Alexander and the Amazons.. 1955. Brown. Cambridge 1993.f 26 165 La narrazione della visita dell’Amazzone ad Alessandro è tràdita anche dalla cosiddetta vulgata.E. Pearson. Molto si è discusso nella moderna bibliografia sull’influenza che il racconto dell’ambasceria degli Sciti – così come quello dell’offerta di Atropate (vd. Pearson. Baynham. 14) ritiene che fra le lettere spurie se ne possano riconoscere alcune autentiche. Fortuna e realtà dell’opera di Clitarco.. 212-242. The Lost Histories.. The Lost Histories.. cit. in «Historia» 3. L. cit. The Lost Histories. part. 293 s. 602-622. 102. Id. p. L.. The Sources of Plutarch’s Alexander. pp. che si fa risalire a Clitarco. 115-126. pp. cit. Onesicritus. in «JHS» 59. Diodorus. Plutarch. 1892. che ebbero molta fortuna nell’antichità. 2001... 119-124.. al quale Plutarco aggiunge Policlito. Three Historians of Alexander the Great. Onesicrito e Antigene 10. pp. T. Cambridge 1983. Pearson. pp. di cui rimangono pochi frammenti (FGrHist 134): vd. Powell. Berkeley 1949. figlio dello storico Dinone. Nulla invece si sa di Antigene. anche se della sua opera sono sopravvissuti solo trentasei frammenti (FGrHist 137): vd. in «Philologus» 51. 139-143. 81. Der Briefwechsel Alexanders des Grossen. in «CQ» 51. J.L. The So-Called Vulgate Authors. Hamilton (The Letters in Plutarch’s Alexander. cit.R. 83-111.. Meister. La storiografia greca. pp. Stuttgart 1996. fu timoniere della nave reale e scrisse un’opera sull’educazione di Alessandro (Pw.

60. cit. con J. F10. 15. 16. 9. tuttavia non vi sono elementi probanti per sostenere. Heckel. 65. p. Who’s Who in the Age of Alexander the Great. 7. o anche solo da un accenno alla tradizione del loro incontro con Alessandro 11. 11 Il contesto potrebbe anche essere quello dei rapporti fra Teseo e le Amazzoni: cfr. Tarn (Alexander the Great.) pensa che Plutarco probabilmente utilizzò solo due opere per la vita di Alessandro. 118 s. Non si può escludere che da Istro provenga l’elenco plutarcheo degli autori che avevano narrato l’episodio. London 2006. 2. cit. s. 18. Policlito. Per la possibilità che Plutarco abbia tratto il nome di Antigene da Istro vd. 6). Tolemeo. part. 61. 70. Jacoby. 66.. 2. Filippo di Teangela e Filippo di Calcide) compaiono unicamente in questo passo della vita di Alessandro. 308) ipotizza invece l’esistenza di una monografia sulle Amazzoni (cfr. 643.. Il Cheronese non conserva il titolo dell’opera del Callimacheo. FGrHist IIIb (Suppl. 1-2. 8. Jacoby. che per la vita di Alessandro Plutarco non avrebbe attinto direttamente alle fonti che menziona. Powell. Komm. anche Hamilton. . 4. p. 4. Aristobulo (15. p. Plutarch. Filone di Tebe. zu Nr. FGrHist II D. 124). e la brevità della citazione non permette di stabilire se il frammento derivi da un commento alla storia del Macedone oppure al mito delle Amazzoni. 4).. 229-240. 54.. e cioè la raccolta delle sue lettere e una compilazione di età ellenistica («a large variorum compilation on the history of Alexander»). 237 s. di cui nulla è noto in merito a una sua eventuale trattazione delle vicende di Alessandro Magno. Anticlide.. 75. 2). I rimanenti sono invece menzionati anche in altri passi della vita: Onesicrito (8.. Duride di Samo (15. Carete (20. 15. Alexander and the Amazons. 12 Powell (The Sources. Antigene. Istro.. 528. pp. contra Baynham.) 323a-334 (Text). 234.. Prosopography of Alexander’s Empire. 55.E. 14. cit. ma le avrebbe ricavate da una «biografia enciclopedica» redatta in età ellenistica nella biblioteca di Alessandria 12. 106-261.v.. cit. 24.166 istro il callimacheo zione di Istro. Antigenes 1a-b. Ecateo di Eretria. 1.. 2). p. Va rilevato che dei quattordici nomi citati da Plutarco a proposito delle Amazzoni dieci (Clitarco. 230. e non è detto che il biografo li abbia consultati tutti direttamente. 9. Alexander. rimangono due soli frammenti (FGrHist 141) e di cui sono noti l’omonimo ufficiale degli Ipaspisti e Antigene di Pallene: vd. W. 21. 2. p.

thæ` ga.~ h\ dekevti~ ou\sa tajrchgevti. Il passo è stato oggetto di numerose discussioni soprattutto per l’età delle orse (a[rktoi) di Artemide Brauronia e per la . ÆArrhfovroio. e infine. cevousa to. thæ` Kevkropo~ qugatriv. Il verso 641 della Lisistrata di Aristofane fa parte di un noto passo in cui il coro delle donne. quando era ormai una bella ragazza. ta. 1 Aristoph. elenca alcuni compiti religiosi della fanciulla ateniese. me.f 27 3 167 F 27 [F27 FGrHist. aiJ ta. in Aristophanis Lysistratam 641 Hangard: hjrrhfovroun¼ oiJ me. dia. wJ~ iJstorei` ÒIstro~. ƒ kai. parlando in prima persona. a dieci anni era addetta alla macina del grano per l’Archegetis e orsa nelle Brauronie togliendosi la veste color zafferano. panagei`~ gunai`ke~ Suda Facevo l’arrefora] Alcuni scrivono ajrrhforiva con l’alpha.n krokwto. a[rrhta fevrousai musthvria. Altri invece scrivono ejrseforiva con l’epsilon. 17 FHG] – Schol. 641-647. Suda [A 3863] s. tou` aÐ. Cfr.n R : oi\mai G aР: a[lfa Suda ajrrhforiva G : ajrriforiva R 3 thæ` qew`/ aiJ parqevnoi R : aiJ parqevnoi tw`/ qew`/ G oiJ  : eij Suda 4 ejrseforiva R : ejrsiforiva G pompeuvousi : ejpovmpeuon Suda 5 wJ~ iJstorei` ÒIstro~ : kai. Sfilano infatti in processione per Erse figlia di Cecrope. tou` eÐ ejrseforiva. come narra Istro. ajrrhfovroi kai.. oiJ de.n dia. che a sette anni serviva come arrefora. perché le fanciulle portavano gli oggetti segreti (ta.n a[rkto~ h\ Braurwnivoi~: ƒ kajkanhfovroun potÆ ou\sa pai`~ kalh.r ÒErshæ pompeuvousi.v. ÆArrhfovroi. ÆcousÆ ƒ ijscavdwn oJrmaqovn) 1. kai. a[rrhta) alla dea all’interno di ceste. ejpeidh.~ hjrrhfovroun: ƒ ei\tÆ ajletri. ajrrhforiva 2 hjrrhfovroun R : hjrrifovroun G oiJ : eij Suda oiJ me. sfilava in processione come canefora portando una collana di fichi secchi (eJpta. a[rrhta ejn kivstai~ e[feron thæ` qew`/ aiJ parqevnoi. Lys. ajrrhforiva.n e[th gegw`sÆ eujqu.

a[rkto~ e kanhfovro~ (contra C. Brulé. Brelich. P. 207. cultes et société. anche Id. 1971. alla vigilia. (ed. Hiller von Gärtringen s. pp.Liège 1994. J. 1976. pp. T. V. pp. Lysistrata. Henderson (ed. in RE VI. Walbank. Mythes. 641-647.W.London 2000.). La fille d’Athènes. Birds. è necessario esaminare il ruolo e la funzione delle cosiddette arrefore 2. Parke. 357]. 155-158 [di cui si è qui seguita l’edizione: cfr. 174-176). in «CQ» 21. A. F. 9-17. C. pp. Pausania scrive che erano chiamate in questo modo due parqevnoi che officiavano un rito non conosciuto da tutti: esse infatti abitavano non lontano dal tempio della Poliade e per un certo tempo vivevano con la dea. pp.v. La religion des filles à Athènes à l’époque classique. in Aristoph. Deubner. Athènes . variamente esplicato con e[vcousa (“indossare”) oppure con cevousa o katacevousa (“togliersi di dosso”): vd. 79-98. Pirenne-Delforge. Lys. finché arrivava la festa. Stinton. Contribution à l’étude de ses cultes et de sa personnalité dans le panthéon archaïque et classique. pp. ajletriv~. Paides e parthenoi. 1 (1907). Lysistrata. considera il passo di Aristofane testimonianza del fatto che nel V secolo vi sarebbe stato un sistema di iniziazione femminile di origine molto antica e di tipo primitivo che contemplava quattro tappe. AF. Women at the Thesmophoria. . M. ma prima di passare alla valutazione delle soluzioni da lui proposte.168 istro il callimacheo L’autore dello scolio al verso 641 si sofferma sul verbo ajrrhforevw per spiegare l’etimologia delle due forme del sostantivo corrispondente (ajrrhforiva ed ejrseforiva). 2 Per una disamina delle fonti sull’argomento vd. Paides e Parthenoi. 339-342.). Paris 1987. ciascuna con un nome proprio. 1971. In generale sul passo della Lisistrata cfr. pp. Artemis Bear-Leader. Oxford 1987. 276-281. Rome 1969. Aristophanes. . Festivals. in «JHS» 91. Aristophanes. 643d Hangard). L’Aphrodite grecque. 1981. Si rimanda alla bibliografia citata anche per il riferimento dell’epiteto ajrchgevti~ ad Atena o Artemide (in quest’ultimo caso come in Schol. Roma 1969. Cambridge Mass. p. di notte. pp. Sourvinou. Errhephoroi. Aristophanes. in «CQ» 26. 549-551. pp. 48-59. A. Iphigeneia and the Bears of Brauron. Brelich. pp.B. Lysistrata. si caricavano sul capo oggetti che la sacerdotessa di Atena dava loro da portare senza che né loro né punteggiatura e il verbo dei versi 644-645. coll.C. in «CQ» 31. e cioè ajrrhfovro~. 139-143. Sourvinou. 11-13. 229-311.

Stevens. Princeton 1978. 91 n. Discussa è l’ubicazione del peribolos e dell’Afrodite nei Giardini. le due fanciulle venivano dunque congedate e altre parthenoi erano condotte sull’Acropoli al loro posto 3. [Plut.Beschi. 1-3. 1931-1932. ne prendevano altri ben coperti. altri nell’omonimo santuario presso la riva dell’Ilisso (Paus. The Stones of Athens. 489-491. Travlos.]. 445 s.. 1966. 228.P. Vit. 3. in «Hesperia» 1. G. Fonti tarde affermano che le arrefore erano quattro. 1933.27. 31-55.. Broneer.f 27 169 chi glieli affidava sapessero di cosa si trattava. 364. I 19. Robertson. 1982. in «Hesperia» 5. in «Hesperia» 4. Kekropidensage und Arrhephoria. pp. p. in «AJA» 86. Brouskari. Pictorial Dictionary of Ancient Athens. in «AC» 56. 251-254. pp. 1983. N. pp. Wycherley.. M. dec. Eros and Aphrodite on the North Slope of the Acropolis in Athens. R. Id. in «Hesperia» 2. cit. sfairivstra. 2): vd.E. pp. Excavations on the North Slope of the Acropolis in Athens. I 27.. W. vd. 150-152. cit. indossavano un abito bianco. pp. 1933-1934. 1936.3 and the Route of the Arrhephoroi. Musti . . 88-92. che alcuni hanno riconosciuto nel santuario di Afrodite ed Eros sulle pendici settentrionali dell’Acropoli. avevano tra i sette e gli undici anni e venivano elette (ejceirotonou`nto) in base al criterio dell’eujgevneia. or. The Stones of Athens. part. Von Initiationsritus zum Panathenäenfest. pp. delle arrefore sull’Acropoli).. The Monuments of the Acropolis. 109-188). Pictorial Dictionary. 124. O. Kadletz. The Periclean Entrance Court of the Acropolis of Athens. The Riddle of the Arrhephoria at Athens. Travlos.. quindi si recavano in un recinto (perivbolo~) non lontano dalla cosiddetta “Afrodite nei Giardini” (ejn Khvpoi~). London 1971. p. pp. portavano monili d’oro consacrati. p. pp. L. E. La casa delle arrefore è stata identificata presso il muro settentrionale dell’Acropoli a nord-ovest del Pandroseion: cfr. Wycherley. 50-55 (cfr. 1932. Pausania I. Excavations on the North Slope of the Acropolis in Athens. fig. Nouvelles orientations dans l’étude de l’arrhéphorie attique. 176. van Sichelen. 1935. 329-417. e due di loro erano scelte 3 Paus.. 1987. e attraverso un passaggio sotterraneo naturale scendevano sino a un luogo in cui. dopo aver lasciato quegli oggetti. J.. Burkert. 839c (sul campo per il gioco della palla. 212-214. Pausanias 1. Id. Athens 1997. in «HSPh» 87. pp. p. in «Hermes» 94.

446). 6 Moer. Neils. pp. Nouvelles orientations. [A 2876] s. [A 7443] s. pp. a[rrhta) in ceste (ejn kivstai~). cit. Deubner. Come dimostra anche lo scolio alla Lisistrata. Brelich. Paides e parthenoi. oltre alla forma ejrrhforiva. [A 7442] s. esisteva la variante eJrshforiva (o ejrseforiva ƒ eJrseforiva). 120.. le sacerdotesse cominciavano a tessere il peplo con le arrefore). uno scolio a Luciano considera le Tesmoforie 4 Harp. ajrrhforiva. VI 4 Conomis). p. Panatenäische Peplosdedikation und Arrhephorie. s. ejrrhfovroi ÆAttikoiv [le arrefore sono coloro che portano la rugiada (drovso~) a Erse]. perché la festa e la processione sarebbero state condotte in suo onore 6. celebrata nel mese di Sciroforione e derivante dal fatto che in quell’occasione le parthenoi portavano gli oggetti segreti (ta. Anecdota.v..v. ajrrhforei`n (Bekker. Festivals. p. Suda [A 3848] s. F. cit. e si è molto discusso sia sul numero delle arrefore sia sulla divisione dei loro compiti.v.. fr. in «Emerita» 19. 1995. The Parthenon Frieze.. 3-5.v. Simon. s. ejpiwvyato. dal nome di Erse figlia di Cecrope. pp. 66-68. M. 185.v. Cambridge 2001.v. 2) della parola.v. Zur Thematik des Parthenonfrieses. l’ajrrhforiva è presentata in due modi diversi: 1) è un rituale (qusiva) o una festa (eJorthv) in onore di Atena. 149-178. Suda [A 3863] s.v. 276 s. pp. Robertson. Phot. Kekropidensage. le altre incaricate ogni quattro anni della tessitura del peplo di Atena per le Panatenee 5. 166-171. eJrrhfovroi. 92-95. Il rapporto fra queste notizie e la testimonianza di Pausania non è chiaro.v. . Burkert. Oltre a ciò. [C 35] s. 1951.. nell’ultimo giorno del mese Pianepsione.. van Sichelen. 202. s.R.. Glossae rhet. ajrrhforei`n (= Dinarch.. [E 6026] s. perché alcuni pensano che alla fine della selezione le fanciulle fossero solo due. ajrrhforei`n. ajrrhfovro~.. Hesych..170 istro il callimacheo dall’arconte basileus per iniziare la tessitura del peplo di Atena 4. J. p.. 5 Vd.. I.. Calkei`a (dove si precisa che durante questa festa. pp. mentre altri ritengono che fossero quattro: due addette annualmente alla celebrazione del rito descritto da Pausania. Wesenberg. B. Adrados. Sobre las arreforias o erreforias.v. ajrrhnoforei`n. cit..v. The Riddle of the Arrhephoria. pp. Et.v. AF. 12. 232-234. s. [E 2504] s. pp. ajrrhforei`n. È stato proposto di riconoscere una raffigurazione delle arrefore nella parte centrale del fregio orientale del Partenone (E31-32): vd. cit. in «JDAI» 90.

p. III 114a.. 1. pp. 3496. 5098. l.. l.. Numerose epigrafi. Burkert. 3516. l. l.. l. 3. 232 n. 3. Pur trattandosi in gran parte di dediche ad Atena e in alcuni casi anche a Pandroso. A. Davies... M. J. Robertson. [A 116] s. cit.v. p.. 3465. l. al III d. 235. che le fonti antiche e gli studiosi moderni scrivono con lettere diverse e con lo spirito aspro o dolce. 3634.. Cfr. 3. 275. in «AJA» 45. Et. The Riddle of the Arrhephoria. 3729. Woodhead. 16. 23 ss. 38 s. 3497. eJrshfovro~ ed ejrrhforevw rispetto ad ajrrhfovro~ e ajrrhforevw  8. p. ajrrhfovroi kai. 1967... 3528. nome che indicherebbe il servizio delle arrefore. 8 IG II2 974.. 3471. Demosthenes on Liturgies. l. 3555. l. 4.. detto ajnavstato~. Dial mer. cit. Vd. p. 3461. cit.. ajrrhforiva. l. Hesych.. l. nr. J. dove l’ajrrhforiva compare fra le liturgie: cfr. 3488... Burkert. La fille d’Athènes. l.f 27 171 analoghe agli Skirophoria e a una festa dal nome ajrrhtofovria. l. 7. Deipn... 95 ss. 268.. XVI: Inscriptions: the Decrees. 3470. ajnavstatoi. cit. e in modo piuttosto confuso informa che gli a[rrhta sarebbero consistiti in prodotti di pasta di grano a forma di serpenti e di organi maschili (ejk stevato~ tou` sivtou kateskeuasmevna. cit. 80 s. pp. p.C. pp. s. p. l..v. 1. Clem. l. 231 n. Kekropidensage. l. 5 n. 1. Princeton 1997. 2.G. A Note.. 3482. e consistono per lo più in dediche di genitori per le figlie arrefore. 3. Rabe. 341. 3960.. The Athenian Agora. 4. Che le arrefore si servissero di un tipo particolare di pane. ajnavstatoi. inoltre Lys. Al. ajndreivwn schmavtwn) 7. Ath.v.. i moderni distinguono tra ajrrhforiva. 4.. Brelich. 7-9. Protr. II 17. Notes on Documents of the Roman East. Suda [A 2082] s. cit. Brelich.K.H. attestano la prevalenza delle forme ejrrhfovro~. 2. 3 e 8 s. Brulé. [A 4605] s. p. queste testimonianze dimostrano che le arrefore potevano operare anche in contesti esterni ai culti ajrrhforiva. 5099. 6. Kekropidensage. Sulle forme di questi termini. Paides e parthenoi.. l. l. . cit. 1941.. XXI 5. mimhvmata drakovntwn kai. l.v. Sobre las arreforias. 7 Schol. 3515. pp. 3472. 4247. van Sichelen. 1. 3466. 4.. Oliver. vd. 122-125. cit.C. 3473. che si datano dal III secolo a. Paides e parthenoi. l. risulta inoltre da Paus. Pur in assenza di una chiara indicazione nelle fonti. ajnavstatoi. e gli ÆArrhfovria.. 255-265. 5.. l.. 1. l. 37. 19.. il nome della festa: vd.. 3. Att. cfr.. 541. 5. Per diversi tentativi di spiegare o collegare queste testimonianze con lo scolio a Luciano vd. 3 s. 3556. ll. 4. in «JHS» 87. in Luc. 3554. 4 s. Nouvelles orientations. Adrados.

.... 3729. che presenta l’arrhephoria come una festa (eJorthv) di Dioniso. recuperando così l’elemento della kivsth di cui parlano le fonti. 5099. Anecdota. p. cit... perché il rito celebrato dalle arrefore dovrebbe intendersi in relazione all’Afrodite dei Giardini.. 244-250) propone invece che l’elemento ajrr(h) o ejrr(h) un tempo designasse un particolare tipo di cesta e che ajrrhfovro~. Glossae rhet. 117-133) spiega questi vocaboli come derivazioni delle forme ajrrenofovro~ (ajrrenoforei`n) ed ejrrenofovro~ (ejrrenoforei`n) nel senso di «virilia ferens» (da a[rrhnƒa[rshnƒe[rshn). Nouvelles orientations.. Sobre las arreforias..]. 13-15... 6. ejrrhfovroi ed eJrshfovroi erano intercambiabili. cit. pp. FGrHist IIIb (Suppl. Tali evidenze sembrano inoltre provare che le diverse forme dei sostantivi ajrrhfovroi. cit. 4. cit. Deubner. 232 n. le une devote ad Atena e le altre originariamente solo a Pandroso. 1-25) accetta le etimologie proposte dalle fonti e le considera pertinenti a un cerimoniale di iniziazione avente come base il mito di Erittonio (dove il motivo dell’ a[rrhta fevrein ricorderebbe il trasporto di Erittonio bambino in una cesta. Erika Simon (Festivals. Difficile è ricostruire il contributo di Istro all’argoIG II2 974. p.. pur senza dare ad ajrrhfovroi ed ejrshfovroi significati diversi. Adrados. 242 s. III 14. pp. 202). dea della fecondità (cfr.. Ovid. kivsth. pp. a conferma della tesi di quanti li considerano equivalenti 10.. 10 Adrados (Sobre las arreforias. La brevità e le imprecisioni etimologiche delle fonti non permettono di approfondire né il ruolo né gli ambiti di riferimento delle arrefore. mentre l’ejrrhforiva si spiegherebbe con il ruolo svolto da Erse nella vicenda: vd... s. The Riddle of the Arrhephoria. ajrrhforiva (Bekker. 644. cit. 98 s.. [Apollod. pp.. Afrodite nei Giardini ed Erse) nel senso di un rito connesso alla fertilità.. Burkert (Kekropidensage.v.. p. inoltre Brelich. 9 ..). che non esclude l’organizzazione di una processione per Erse..... come negli Epidauria o nei riti per Demetra e Core. II 552-561). 5098. Clovh Qevmi~ ed Eijleivquia ejn ÒAgrai~  9. Kekropidensage.. p. p. cit.. p.172 istro il callimacheo dell’Acropoli. AF. distingue invece tra ajrrhfovroi ed eJrrhfovroi.. Robertson (The Riddle of the Arrhephoria. van Sichelen. pp. l. p. Cfr. 117 s. I. Met. Paides e parthenoi. Robertson.. 38-46) interpreta i diversi elementi dell’ajrrhforiva (Atena. Vd. Burkert. cit. cit.. ejrrhfovro~ ed ejrshfovro~ significhino genericamente «basket-bearers». 19. Bibl.. Vd..) 323a-334 (Text). 5 s. Jacoby.

f 27 173 mento. p.. Ciò nonostante e compatibilmente con gli interessi del Callimacheo. .. 125 s. perché è citato dallo scoliaste alla Lisistrata di Aristofane solo riguardo alla processione in onore di Erse...) ritiene che il testo di Istro (probabilmente ambiguo e di difficile interpretazione) sia all’origine dello scolio a Luciano e delle fonti lessicografiche che riportano l’etimologia dei termini qui discussi. 11 Adrados (Sobre las arreforias. cit. non si può escludere che le proposte di derivazione dei termini qui studiati comparissero già nella sua opera e che non siano soltanto il frutto di un lavoro d’interpretazione delle fonti posteriori 11.

Cfr. ÆAstudavma~· kaiv ti~ tw`n crhsmopoiw`n fhsi ‹‹ Boiwtoi. “soglia di bronzo”. in Sophoclis Oedipum Coloneum 57: calkovpou~ ojdov~¼ wJ~ ou{tw tino. l’uomo prosegue affermando che è tutto sacro. dÆ i{ppoio potisteivcousi kolwno. 41) : pote.~ kaloumevnou tovpou ejn tw`/ iJerw`/. all’inizio della tragedia sofoclea Edipo e la figlia Antigone giungono a Kolonos Hippios. i{ppoisi Reisig. RM Soglia di bronzo] Pare alludere a un luogo all’interno del santuario chiamato così./ to.174 3 6 9 istro il callimacheo F  28 [F28 FGrHist. Apollodoro dice che attraverso di esso si scende nell’Ade. 1951. eJxh`~. Aveva questo nome perché a Kolonos c’erano miniere di bronzo. kai. «RAAN» 26. nei pressi di Atene. e un compositore di oracoli dice: «I Beoti avanzano verso Kolonos di (Posidone) Hippios / dove ci sono la pietra tricipite e la soglia bronzea». ei\nai mevtalla calkou` ejn tw`/ Kolwnw`. Anche Istro e Astidamante menzionano la “soglia di bronzo”. dove incontrano uno straniero che dà loro informazioni sul posto in cui si trovano. 9 TrGF 2 ojdov~ Brunck : oJdov~ hic et infra codd. che lo possiede il venerando Posidone e vi dimora il Titano Prometeo portatore di fuoco. mnhmoneuvei tou` calkou` ojdou` kai. prokravrano~ M 8-10 to. Dopo aver detto che il sito è occupato dalle Eumenidi.~ th`sde kalei`tai calkovpou~ ojdov~. e che il luogo . 30 FHG] – Schol. 4 katavbasin RM : katabavsion L eij~ L : wJ~ RM 6 i{ppoio L : i{ppoi RM. Come si è visto per F20. iJpph`a Heyne potisteivcousi L (cfr. ÒIstro~ de. fhsi. ÆApollovdwro~ diÆ aujtou` katavbasin ei\nai eij~ ÓAidou. De Marco. cavlkeo~ oujdov~ ÌÌ.n ƒ e[nqa livqo~ trikavrano~ e[cei kai. to. La sequenza (in cui devono intendersi le parole) è: il luogo che calpesti di questa terra si chiama “soglia di bronzo”. ejkalei`to dia. de. steivcousi RM 7 trikavrano~ L : prokavrano~ R. F17 3 ÆApollovdwro~ : FGrHist 244 F144 5 ÆAstudavma~ : fr. eJxh`~ ~ ojdov~ om. p. calkovpodo~ ojdou`. ou{tw de. o}n dÆ ejpisteivbei~ tovpon cqono.

Sul carattere immaginario e mitico della topografia sofoclea di Kolonos Hippios vd. la cui topografia sfuggiva però già ai commentatori antichi 2. Cerri (curr.).]. 1-2) narra l’episodio dell’incontro e del giuramento fra Teseo e Piritoo. 3. Sul mito della loro discesa nell’Ade per portare via Persefone vd. in Soph. 2 . Plutarco (Thes. 48. II 5. la rupe di Torico e il colle di Demetra Eu[cloo~.. Ep. I 22. 4. pp. dove si rifiuta l’ipotesi che Sofocle potesse intendere Demetra Clovh venerata in un santuario presso l’Acropoli (Aristoph.G. Guidorizzi . 364-379. T.. Schol. 104 n. Col. mentre Pausania (I 18. 30. Edipo a Colono. 374. Bibl. il quale ritiene che si tratti di luoghi realmente esistiti già prima della rappresentazione sofoclea. XXXI e XXXIII s.~ kalei`tai th`sde calkovpou~ ojdov~.G. Oed. Lo scolio al verso 1593 dell’Edipo a Colono dice che non vi sono testimonianze del fatto che i due scesero nell’Ade passando per Kolonos Hippios. Jebb. per cui si intenderebbe la «pietra a tre teste» dello scolio al verso 57). sostegno di Atene» (o}n dÆ ejpisteivbei~ tovpon ƒ cqono. Rosenmeyer.n katarravkthn ojdo. ƒ e[reismÆ ÆAqhnw`n) 1. 1. Die eherne Schwelle und der Thorikische Stein. Oed. Questi versi anticipano la scena della morte di Edipo presso la «soglia scoscesa dai gradini di bronzo radicata nella terra» (to. ma ricorda anche l’heroon di Teseo e Piritoo a Kolonos Hippios. 1952. 1912. Lys. pp. 835. O.n ƒ calkoi`~ bavqroisi gh`qen ejrrizwmevnon).. G. Per un tentativo d’identificare la collina (pavgo~) di Demetra Eu[cloo~ (“Verdeggiante”) nei pressi di Kolonos Hippios. p. Sophocles. dove si ricorda la congettura trikoruvfou di Schneidewin.G. 54-58. ambientando a Kolonos Hippios uno spazio dai caratteri marcatamente religiosi. Oedipus Coloneus. Su Kolonos Hippios vd. proponendo tutta una serie di implicazioni rituali dell’immagine della rupe di Torico. 1590-1603. The Wrath of Oedipus. Col. Soph. La rupe di Torico (Qorivkio~ pevtro~) non è altrimenti nota e lo scolio al verso 1595 dell’Edipo a Colono afferma che era probabilmente un luogo noto alla gente del posto e che Torico era un demo della tribù Akamantis (cfr. vd. p. 12. 1600). F20.f 28 175 che Edipo calpesta è chiamato «soglia di bronzo di questa terra.. [Apollod. Gruppe. che Sofocle colloca fra la cavità che ospita i pegni dell’amicizia di Teseo e Piritoo. Milano 2008. in «Phoenix» 6. 42. Avezzù . 23-24. 1 Soph. Oed. 4) scrive che l’accordo fu stipulato non lontano dal tempio di Sarapide. in «Archiv für Religionswissenschaft» 15. Sofocle. Paus. Col. 30.

.. G. Lo scolio al verso 57 aggiunge la testimonianza di Istro e Astidamante. 76 Maehler) Atene è il sostegno della Grecia (th`~ ïEllavdo~ e[reisma): cfr. Kirkwood.É. VIII 15. secondo il quale Sofocle avrebbe echeggiato il verso pindarico operando un trasferimento del termine e[reisma da Atene a Kolonos.. von Wilamowitz-Moellendorff.Cerri. 4 Soph. p. ed è detta scoscesa perché si riteneva fosse la discesa verso l’Ade.. Sofocle.. Sophocles. Che nella tradizione il termine calkov~ caratterizzasse questa zona dell’Attica è dimostrato anche dallo scolio al verso 1059 dell’Edipo a Colono. Col. Die eherne Schwelle. Il. F17) nel primo libro degli Atakta avrebbe collocato a Kolonos il cosiddetto calkou`~. Die eherne Schwelle. Lo scoliaste precisa che la medesima espressione sarebbe comparsa anche in un oracolo riguardante i Beoti. Die dramatische Technik des Sophokles. Avezzù . 57-58. Sofocle impiega l’aggettivo calkovpou~ solo in un altro luogo (El. 214 s.. 811-812. cit. a proposito dell’Erinni (calkovpou~ ÆErinuv~).. i quali avrebbero parlato del calkou` ~ oj d ov ~ .. cit. 3 Hom. peraltro sottolineata dall’allusione sofoclea al suo essere sostegno di Atene (e[reismÆ ÆAqhnw`n) 4. 104 s... il quale ricorda che Istro (cfr. cit. Hes. 5 Vd.176 istro il callimacheo Lo scolio al verso 1590 dell’Edipo a Colono precisa che la «soglia scoscesa» (katarravkth~ ojdov~) corrisponde alla «soglia di bronzo» (calkovpou~ ojdov~) del verso 57. mentre i commentatori moderni vi hanno scorto un riferimento alla saldezza del luogo.. in «TAPhA» 116. 1986.Guidorizzi . nel quale viene riconosciuto il calkou`~ ojdov~ di F28 5. Gruppe.. nel quale il cavlkeo~ oujdov~ è associato al trikavrano~ livqo~ perché luoghi caratterizzanti Kolonos Hippios. pp. 361-364. In Pindaro (fr.. L’autore dello scolio spiega naturalisticamente l’aggettivo calkovpou~ ricordando le miniere di bronzo della zona. cfr. 491). Berlin 1917. Jebb. pp.. .... recuperando un’espressione che già Omero ed Esiodo avevano utilizzato in relazione al Tartaro 3. Gruppe. 321. Oedipus Coloneus. p. Oed. p. XXXV-XXXVII. Theog.. 360. From Melos to Colonus: tivna~ cwvrou~ ajfivgmeqÆ. p. T.

f 28 177 Difficile da comprendere è il significato dell’oracolo sui Beoti. Harp. corrisponde a un monte fortificato nel territorio di Fliunte (Xen. inoltre n. cfr. 470-473. il mitografo Palefato (De incred. invece. Die dramatische Technik... Wilamowitz-Moellendorff. probabilmente dallo stesso contesto di F17. Livqo~ trikavrano~. 2. VII 2. e non se ne può dimostrare la provenienza dall’opera di Istro. Lo scoliaste non riporta il titolo dell’opera di Istro dal quale ha tratto la citazione.. 51b Maehler) parla del recesso tricipite di Ptoo (trikavranon Ptwv/ou keuqmw`na) (= Strabo IX 2. Non è chiaro infatti se l’oracolo alluda a un evento mitico o storico. 2. 11. 2. XVI 16. . 13.. p.. pp. 1) lo connette a Cerbero. Byz. Suda [T 978] s. oppure con un’erma o un pilastro tricefalo dedicato alle Eumenidi 6. Phot. Steph. Dem. cit. 1. mentre lo Pseudo-Luciano (Philopatr. 5. in «Hermes» 50. Per le succitate ipotesi d’identificazione del trikavrano~ livqo~ vd.. ma il fatto che riguardi il calkou`~ ojdov~ e il confronto con F17 suggeriscono che anch’essa provenga dagli Atakta. il toponimo Trikavranon.v. 1915. Hiller von Gaertringen. Hell. 6 Solo pochi passi possono essere citati per l’uso dell’aggettivo trikavrano~ (trikavrhno~).. [T 601]. Trikavranon). 34). F. 324 s. 2. senza che se ne ricavino però elementi utili per l’identificazione del trikavrano~ livqo~: Pindaro (fr. mentre il trikavrano~ livqo~ è stato identificato o con la rupe di Torico (Qorivkio~ pevtro~) del verso 1595 dell’Edipo a Colono.. 24 e 39) attribuisce l’epiteto Trikavrhno~ a Gerione e a Cerbero.

w{ste to. kai.n navrkisson megavlain qeai`n ajrcai`on stefavnwma e[fh oJ Sofoklh`~. Müller voce Eujmenivde~ deleta.~ ajnqivnoi~ mh. to. graptevon megala`n qea`n tw`n ÆErinuvwn· kai.n da/dou`con kai. stefavnwma dh`lon ejn oi|~ Eujforivwn fhsiv: ïï propro.~ stefanou`si: mhvpote de. to.n h] to.n mivlaka. Kovrh~ fasi. th`~ Kovrh~.n tw`n ajnqivnwn stefavnwma ajpeirh`sqai crh`sin.) 8-10 ‹ghvlofon eij~Ì ~ plokami`da~ : Eujmenivde~ ajrgh`ta qugatrivdai Fovrkuno~ narkivssoi ejpistefeve~ plokami`d(a~) L 8  ‹ghvlofon eij~Ì O. narka`n eijsin aiJ daivmone~ ai[tiai. ajnti.n ‹diaÌdikasivan. ga. oJ dÆ ÒIstro~ th`~ Dhvmhtro~ ei\nai stevmma th. tai`~ qesmoforiazouvsai~ th. futo.n h] sullhfqh`nai. : ‹oujÌ fasi. plei`ston ejkfuvetai.178 3 6 9 12 15 18 21 24 istro il callimacheo F  29 [F29 FGrHist.~ qea. 25 FHG] – Schol. tw`/ sullhptikw`/ crhsavmeno~ trovpw/.~ a[lla~ iJereiva~ murrivnh~ e[cein stevfanon: diÆ a} kai. p. h] o{ti tou` frivttein kai. th. au\qi~ gou`n fasi ta.n navrkisson ei\nai· stavcusi ga. tiv dhv poteÉ o{ti pri. h|~ givnesqai th.n aJrpavsai touvtw/ ejtevrpeto: sullevgousan ou\n fasi aujth. ajlla. o} h\n aujthæ` qumh`re~ stefavnwma pri. kecrh`sqai.n Plouvtwna aujth. tou` eijpei`n qea`~ ajrcai`on stefavnwma. kai. o[noma sunw/keiw`sqai to. quam Hermann ad tertium movit versum ajrgh`ta : mavrghta Meineke in comm.r to. ta. peri. stefavnwma to. 94 Powell 3 ‹ Ì De Marco fasi. cwrivon ejn w|/ h\n oJ Oijdivpou~ aujtai`~ ajnei`to· o{ti de. to.r aujta. . 93 s. mhvpote de. in Sophoclis Oedipum Coloneum 681: qavllei dÆ oujraniva~ uJpÆ a[cna~¼ oiJ me.n aujtai`~ ÌÌ. ÆErinuvwn ejsti. ajrcai`on touvtou e{neka proskei`sqai. dev min dasplh`te~ ojfeilomevnhn ‹a[gonÌ oi\mon ƒ ‹ghvlofon eij~Ì ajrgh`ta qugatridevai Fovrkuno~ ƒ Eujmenivdh~ narkivssou ejpistefeve~ plokami`da~ ÆÆ: i[sw~ o{ti para.~ iJerofavntida~ kai. ta. to. 9  qugatridevai Meineke  : qugatrivdai L narkivssou  : narkivssoio Triclinius.n iJerofavnthn de.n navrkisson ‹aJrpasqh`naiÌ. oi|on. w{ste dia.n murrivnhn kai. 7 Eujforivwn : fr.n Elmsley 5 megala`n Dindorf : megavlan L 8 ‹a[gonÌ Meineke (Analecta Alexandrina. to. th`/ Dhvmhtri prosqevsqai tauvthn fhsiv.n uJpomnhmatisavmenoi gravfousin ou{tw~: ‹‹ ‹oujÌ th`~ Dhvmhtro~ kai.n to. kai. Berolini 1843. toi`~ mnhvmasin wJ~ to.

Perché mai? Perché prima di essere rapita da Plutone se ne dilettava. di spighe infatti esse sono incoronate. anziché dire che era un’antica corona della dea.n Dhvmhtra Jacoby Fiorisce per la schiuma celeste] I commentatori scrivono così: «Non di Demetra e Core dicono che il narciso sia corona. riguardo ai quali ebbe luogo l’azione giudiziaria. le terribili nipoti di Forcis. il daduco e le altre sacerdotesse portano una corona di mirto. Istro afferma che ghirlanda di Demetra sono il mirto e la smilace. le Eumenidi. impiegando la forma collettiva. cioè di Core. forse perché cresce soprattutto sulle tombe o perché queste divinità procurano brividi e torpore. inghirlandate di narciso le chiome ricciute”. Hal. definito terra dai bei cavalli. Elmsley : w{~ te L 17 ‹ Ì Triclinius 20 ajnqivnwn Dindorf : ajnoivnwn L 22 mivlaka : smivlaka Lascaris 23 ‹ Ì De Marco ex Dion. D’altra parte dicono che le dee non hanno utilizzato corone di fiori. ha voluto dire che il narciso era un’antica corona delle grandi dee.. dice. In questo passo lo scoliaste commenta i versi 681-684 dell’Edipo a Colono. come se le fosse stato gradito come corona prima di essere rapita. che si tratti della corona delle Erinni è chiaro dai versi di Euforione: “Innanzi lo conducevano per la debita strada. per questo. allietata dal gorgheggio dell’usignolo. 11 25 thæ` Dhvmhtri Lascaris : th.f 29 179 narkivssw/ Dindorf. le ierofantidi. dicono dunque che fu rapita mentre coglieva il narciso. De Dinarch. che gli anziani del coro pronunciano dopo l’incontro fra Edipo e Teseo in uno stasimo di lode del paesaggio di Kolonos Hippios. tanto che anticamente per questo motivo era un suo attributo. forse con “grandi dee” bisogna intendere le Erinni: e infatti il luogo dove si trovava Edipo era loro consacrato. riparata dal sole e dal .n Dhvmhtran L. e che anche alle donne che celebrano le Tesmoforie è proibito l’uso di corone di fiori. e che lo ierofante. verso la bianca collina. sicché la pianta si addice loro in virtù del nome». candida. Ma forse Sofocle. ‹aujstaleva~Ì narkivssou vel narkivssou ‹kaluvkessinÌ Meineke 10 wJ~ to. th. fu attribuito anche a Demetra.

Hymn. il quale menziona le Eumenidi incoronate di narciso 6. perché esse portano corone di spighe di grano. Sulle caratteristiche del croco vd. 132. Oed. dove si ricorda l’attribuzione del croco a Demetra e si dice che questo dimostrerebbe che Sofocle stava parlando delle ghirlande di questa dea. Col. I commentatori avrebbero sostenuto 1 Soph. e che le grandi dee di Sofocle vanno probabilmente identificate con le Erinni 5: a costoro era infatti consacrato il luogo dove si trovava Edipo. Roma 1968. [Hom. 4 Cfr. 681-691. anche Schol. in Soph. Oed. Aeschyl. il croco splendente come oro (crusaugh. II 452-456. p. L’elogio prosegue ricordando il narciso dai bei grappoli (kallivbotru~ navrkisso~). 3 Ibid. 121. 164-167. Sulla testimonianza di Euforione vd.]. nel quale giungono Edipo e Antigone. pp. antecedente. la quale osserva come «l’arcaica corona di narcisi e di crochi che nel coro dell’Edipo a Colono orna il capo delle due grandi dee agrarie Demeter e Kore simboleggia quasi la fusione della sacralità precerealicola. i quali avrebbero scritto che il narciso non è un serto di Demetra e Core  4. Per l’associazione fra Demetra e la spiga di grano (stacuv~) cfr. L. cerealicola». vd.v.. B.. che discute l’identificazione con Oreste o Edipo del personaggio cui il poeta si riferisce 2 . in Soph. nel far questo riporta il parere dei commentatori.~ krovko~) e le correnti incessanti del Cefiso 2. per le quali questo fiore sarebbe anticamente servito da corona (megavloin qeoi`n ajrcai`on stefavnwma)  3. 125-134.. von Groningen (éd. 683-684. Cycl. part. Amsterdam 1977. che Dioniso Bakciwvta~ frequenta con le divine nutrici 1. Demeter. Chirassi. in LIMC IV. 6 Sul santuario delle Eumenidi a Kolonos Hippios.). pp. fr. 300 TrGF. 684. Eur. con quella attuale. 1 (1988). Schol. Lo scoliaste focalizza l’attenzione sul narciso e discute l’identificazione delle grandi dee. 844 ss. I. 683. F20. 668-680. Col.180 istro il callimacheo vento d’ogni tempesta. Elementi di culture precereali nei miti e riti greci. Ibid.A. e l’identificazione sarebbe dimostrata da Euforione di Calcide. Oed.. Euphorion. Beschi s. 5 Sull’identificazione delle grandi dee con le Erinni vd. Col. Sull’iconografia della corona di spighe di Demetra vd.

Ceci expliquerait en tout cas l’emploi de ce troisième accusatif. Eumenides in Greek Tragedy. dans le texte de Sophocle. [Hom. Baumann. Roma 1986. Orfismo.. P. Dionisismo. 9. 278 n.. L’ultima evidenza sulla quale si basa lo scoliaste è la testimonianza di Istro.. p.) je serai assez porté à admettre qu’ Euphorion. ricavabile dalla citazione di Euforione e paragonabile a quella di Demetra e Core. cit. n’a pas interprété (si nous faisons usage de nos habitudes orthographiques) to. Sfameni Gasparro. Brown. II 8. in «CQ» 34.. Die griechische Pflanzenwelt in Mythos. che il mito descrive nell’atto di raccogliere il fiore del narciso quando fu rapita da Plutone 8.L. 143 s. p. Kunst und Literatur. 247.n ajrgh`ta Kwlonovn. e queste sarebbero state persino vietate durante le Tesmoforie 9. 117. e propone di riconoscere nell’aggettivo ajrgh`ta un nome proprio di luogo allusivo al verso 670. p. per il quale la ghirlanda di Demetra sarebbe costituita da mirto e smilace. navrkh o navrkhsi~. Le religioni dei misteri. mais to. pp.. e il termine navrkisso~ ben si adatterebbe a divinità che producono gli stessi effetti narcotici del fiore del narciso. München 19862. Milano 20033. I: Eleusi.f 29 181 l’associazione con le Erinni ricorrendo anche a spiegazioni di carattere naturalistico e linguistico: il narciso infatti cresce sulle tombe.]. Lo scoliaste prosegue domandandosi se dietro il duale sofocleo megavlain qeai`n possa riconoscersi un riferimento alla sola Core. in cui Sofocle impiega il medesimo aggettivo riferendosi a Kolonos: «(. Misteri e culti mistici di Demetra. Paus. Elementi.n ÆArgh`ta kwlonovn.. . Hymn. Vd.). il che spiegherebbe la controversa identificazione proposta dallo scolio al verso sofocleo. 7 Sugli effetti del fiore del narciso e sui legami etimologici tra navrkisso~ e narkavw. 9 Sul divieto vd. e riporta una notizia secondo cui le due dee non avrebbero portato corone di fiori. cfr. Chirassi. G. che lo assegna al secondo giorno delle Tesmoforie. inoltre A. IX 31. et l’espèce de devinette proposée au lecteur convient assez bien à Euphorion». 69-72. La nota del Callimacheo deriva mediante il pronome min. p. la cui radice è peraltro la medesima del verbo narkavw 7. sull’«ambivalenza» delle Eumenidi. 8 Vd.. 511 s. Scarpi (cur. inoltre H. 1984. vd.

De Marco ha riconosciuto tale controversia in un’orazione falsamente attribuita a Dinarco. Il passo di Istro ricorda anche che il mirto e la smilace sarebbero stati oggetto di una controversia giudiziaria. p. p.~ Koirwnivda~ di F3 e F15. De Dinarch. ove si confronta il frammento di Istro con la testimonianza di Esichio ([M 1351] s. smivlako~ riguardasse un certamen di fanciulli incoronati di smilace durante le Panatenee. . 644. [S 1256] s. vet in Aristoph. th`~ mivlako~) e sarebbe iniziato con un’invocazione a Demetra e Core (eu[comai dh. Vd.) 323a-334 (Text). mivlion. Hal. th`~ murrivnh~ kai. 1328.v.. Jacoby. inoltre Lenz . grazie alla testimonianza di Dionigi di Alicarnasso. 11. The Sacred Officials of the Eleusinian Mysteries. 207 s. FGrHist IIIb (Suppl. thæ` Dhvmhtri kai. Aristoph. H. 23. Sull’uso di corone di mirto nei misteri eleusini vd. smi`lo~) e si ritiene che la diadikasiva peri. 12 Dion. Chirassi. Jacoby [FGrHist IIIb (Suppl. p. il quale elenca fra i lovgoi yeudepivgrafoi dhmovsioi dinarchei un discorso per gli appartenenti al demo di Athmonon.. 57 s. De Marco (Un’orazione attribuita a Dinarco ed un frammento di Istro. Elementi. Ran. 85 s. 67 s. pp. h|~ alla sola smi`lax e propone un riferimento alla diadikasiva Krokwnidw`n pro. 1961. in Lycophr. 88 s.v. Il confronto con un passo di Pausania dimostra 10 Sulle cariche sacerdotali menzionate da Istro vd. «tra loro così strettamente conserte e confuse da poter essere considerate come formanti un’unità. cit.. 644] attribuisce invece il peri.. pp.Siebelis. un sol cespuglio». che avrebbe avuto per oggetto un mirto e una smilace (diadikasiva ÆAqmoneu`si peri. part.. Alex. 156 e 330 Chantry. col. (ierofantidi). Athmonon (o Athmonia) era un demo della mesogeia appartenente alla tribù Kekropis: vd. Schol.182 istro il callimacheo probabilmente da un commento al culto di Demetra. p. 44-47 (ierofante).) attribuisce il peri. p.. K. h|~ del frammento di Istro non soltanto alla smi`lax ma anche alla murrivnh. nel quale l’attribuzione della corona di mirto alla dea si fondava sul fatto che tale corona era portata dai sacerdoti dei misteri di Eleusi 10. ma il tono esegetico di F29 induce a pensare che il frammento provenga dagli Atakta 11. Schol. in DNP 2 (1997). Clinton. V. 11 Vd. Ran. (daduco). Di tale scritto non viene indicato il titolo. Philadelphia 1974. 81-92. Lohmann s. Athmonon. in «PP» 77.v. thæ` Kovrhæ) 12.) 323a-334 (Text).. 156 e 330.

. Vd. inoltre Hesych. 13 Paus. 89-92. De Marco.v. . damavtrion.f 29 183 il legame fra queste piante e le due dee. e può darsi che la vertenza giudiziaria citata da Istro avesse per oggetto un cespuglio di mirto e smilace – in qualche modo connesso agli abitanti di Athmonon – dal quale si ricavavano le ghirlande per Demetra 13. cit. dove si ricorda un fiore simile al narciso collegato a Demetra.. IV 26. pp. [D 184] s. Un’orazione.. damatrivzein e [D 185] s. 7-8..v.

.n th`~ ejn ÆAkadhmiva/ ejlaiva~. ajpo. Triclinius. pol. li avesse abbattuti.~ ejkkovyeie fivlo~ h] polevmio~: diÆ o} Lakeidaimovnioi th. dÆ ei\nai tou. ‹ei[Ì ejkkovyeie De Marco Del glauco (olivo) che nutre i fanciulli] Aristofane nelle Nuvole scrive: «Correrai all’Accademia.n aujtw`n dedhvlwken. Istro ne ha reso noto anche il numero. Meineke. ejpavraton ÿ dÆ ejpoihvsanta~ tou. ei\nai de. ÆAristofavnh~ ejn Nefevlai~ ‹‹ajllÆ eij~ ÆAkadhmivan katiw. klavdwn ~ h}n ajpo. scrivendo in questo modo: * * * † un ramo dell’olivo † dell’Accademia dicono sia stato piantato dall’olivo dell’Acropoli. dubit. 1005 10 ÆAristotevlh~ : Ath. pur devastando il resto della regione. sotto gli olivi sacri». th`~ ÿ ejn ÆAkadhmeiva/ ejlaiva~ ajpo. gravfwn ou{tw~ * * * ÿ ei\nai de. de. 2-3 ÆAristofavnh~ ejn Nefevlai~ : Nub. Papageorgius.n gh`n dhæou`nte~ th`~ me. poih`sai ~ aujta. tou. Panaqhvnaia ejlaivou tou` ejk moriw`n ginomevnou divdosqaiv fhsin. ** e[nioi klavdon to. De Marco in app. tw`n de.~ ‹eijÌ ejkkovyeie Papageorgius. Aristotele dice che ai vincitori delle Panatenee si dava olio degli olivi sacri.~ ïHrakleivda~.n uJpo. klavdon ajpo. 2 5-6 ÿ ei\nai ~ ajpo. Elmsley. 7 ÿ dÆ ejpoihvsanta~ ~ ejkkovyeie Jacoby : dÆ ejpoihvsanta~ ~ aujta. ~ ajpo. *** ei\nai de. ‹a}~Ì ajpo.~ ajrav~. si erano tenuti lontani dalla Tetrapoli a causa degli Eraclidi e dagli olivi sacri a causa delle maledizioni.~ ejkkovyeie L. a[lloi dÆ ajpo. per questo i Lacedemoni. *** e[nioi ~ ejlaiva~. to. ejpoihvsanto ei[ ti~ tw`n ejmbalovntwn ejkkovyeie Lascaris.~. 60. 27 FHG] – Schol. poihvsanta~ ~ aujta. in Sophoclis Oedipum Coloneum 701: glauka`~ paidotrovfou¼ kai. e maledetto † consideravano chi degli invasori †. *** ei\nai: ‹to. foss’egli amico o nemico. oJ dÆ ÒIstro~ kai. tai`~ morivai~ ajpoqrevxei~ÌÌ. Müller. Jacoby.~ ejkkovyeie Elmsley. klavdon »ajpo. ta.184 3 6 9 istro il callimacheo F  30 [F30 FGrHist. oJ de.nÌ de. moriw`n dia. de.n ajriqmo. klavdon ÿ ajpo. ejkkovyeien Turnèbe) Triclinius. Lascaris. de. *** e[nioi ~ ajpo.¼ ~ ajpo. toi`~ nikhvsasi ta. ÆAristotevlh~ kai. de.~ ejmbalovnta~ ÿ aujta. ÿ ei\nai ~ ejlaiva~. th`~ ejn ajkropovlei futeuqh`naiv fasin.n loiph. poihvsanta~ ~ aujta. De Marco : ei\nai ~ o}n ajpo.~ ejmbalovnta~ aujtai`~ h] o{sti~ eijsovyeien (sic.n Tetrapovlew~ ajpevsconto dia.

Col. p. Oed.v. Oed. Anecdota. s. Billot.v. aprendo il commento con una citazione diretta di Istro che la corruttela del testo ha però irrimediabilmente danneggiato. Lo scolio al verso 701 riporta un passo delle Nuvole di Aristofane e alcune informazioni sulle cosiddette morivai. «l’olivo dalle verdi foglie che nutre i fanciulli (glauka`~ paidotrovfou fuvllon ejlaiva~)».v.v. 668-693. 280). dai quali veniva prodotto l’olio per i vincitori delle Panatenee. e in origine sarebbero stati dodici 3. 694-706. Pausania (I 30.. Glossae rhet. «che nessuno. moriw`n mh. I lessicografi affermano che il plurale morivai designerebbe gli olivi sacri (ejlai`ai iJeraiv) di Atena. essi sarebbero stati trapiantati (metafuteuqei`sai) dall’Acropoli nell’Accademia. poich’è sempre sotto lo sguardo di Zeus protettore degli olivi sacri (Movrio~) e della glaucopide Atena» 2. schol. qivggane). la menzione di Zeus Morios riporta il discorso a Kolonos Hippios. XI 75 (s. Académie (topographie et archéologie). Phot. dopo il primo episodio dell’Edipo a Colono il coro pronuncia un elogio della terra di Kolonos Hippios  1. futovn ejstin ejlaiva~. Oed.). morivai. morivai. 2) ricorda l’esistenza nell’Accademia di un albero d’olivo. [M 1655] s. che secondo la tradizione sarebbe stato il secondo ad apparire (kai. Goulet (éd. M. 3 Hesych. in Soph. Et. 1 Soph.v. la quale «indomita ricresce da sola (fuvteumÆ ajceivrwton aujtopoiovn). 705 per una testimonianza di Apollodoro (FGrHist 244 F120) sull’altare di Zeus Kataibavth~ (detto anche Movrio~) nell’Accademia. in R. I. 739 s. Col. morivan. ad loc. Sebbene l’elogio dell’olivo si riferisca all’Attica in generale. terrore per le lance nemiche (ejgcevwn fovbhma dai?wn)». p. [M 529] s.F. Col. Paris 1989. I. Apostol. M. Cfr.). Schol. Ibid. Suda [M 1248] s.v.. s. morivai ejlai`ai. morivai (Bekker. giovane o vecchio. 56. Lo stasimo prosegue estendendo la lode all’Attica mediante un riferimento alla pianta che meglio la rappresenta. distruggerà sradicandolo. che si trovava nei pressi dell’Accademia e ne condivideva il culto di Prometeo (Soph. protettore degli olivi sacri (morivai): vd. deuvteron tou`to legovmenon fanh`nai).f 30 185 Come si è visto per F29. Dictionnaire des Philosophes Antiques. Su questo passo e sul 2 .

p. movro~ (“destino”) e movrion (“parte”). significato dell’olivo dell’Accademia. Guidorizzi . 24.New York 1992. 5 Lys.v. Moriva 1. .G. 25. P. [S 508] s. in «ASAA» 81. 203 (ma cfr. ejmerivzonto) dell’olio di questi olivi 4. riferendo l’aggettivo paidotrovfo~ all’olivo. Hesych. forse con uno specifico riferimento al gymnasion dell’Accademia». in RE XVI.J.G. L’Accademia: un capitolo trascurato dell’ “Atene dei tiranni”. [S 1791] s. C. Milano 2008.Skydsgaard. Avezzù . Cerri (curr. stevfanon ejkfevrein). 24. tou` movrou kai. 22. cit. Pisi.H. D. Il termine shkov~ in origine indicava il recinto che conteneva i ceppi degli olivi: vd. An Introduction. 1 (1933). in quanto «figli» di quest’ultimo: S. Isager . Vd. Volckmar. p. 290. 302-303. London . 4 Sull’etimologia del termine moriva vd. 666). Sofocle. 203 s.186 istro il callimacheo Le medesime fonti propongono inoltre un nesso linguistico fra moriva. il quale ogni mese se ne occupava e annualmente inviava degli ispettori (ejpignwvmone~) 5. p. Prometeo nel culto attico.v. Ancient Greek Agriculture. Isager . VII 2.. p. Edipo a Colono. indissolubilmente legato ad Atena. 2003. 29. tou` fovnou tou` ïAlirroqivou) oppure dal fatto che tutti gli Ateniesi avevano una parte (ejnevmonto kai. pp. 42-44. Ancient Greek Agriculture. I lessicografi ricordano anche che il ceppo dell’olivo sacro si sarebbe chiamato shkov~. vd.v.E. 1866. Marchiandi. Per il legame fra le moriai e l’Accademia vd. dove l’aggettivo è inteso genericamente come un’immagine di prosperità oppure come un’allusione alla tradizione attica di appendere una ghirlanda di olivo alla porta della casa in cui fosse nato un figlio maschio (cfr. Latte s. p. inoltre G. C’è chi ha invece pensato che l’aggettivo paidotrophos alluda alla derivazione degli olivi dell’Accademia da quello dell’Acropoli. Bemerkungen zu Sophocles Oedipus auf Colonus. coll. 7. sembri «presupporre l’esistenza di un nesso privilegiato fra le sacre moriai e la paideia dei giovani ateniesi. Skydsgaard. Roma 1990. affermando che le morivai deriverebbero il nome dalla morte funesta di Alirrotio (ajpo. K. come testimonia già Lisia nell’Areopagitico dimostrando che all’inizio del IV secolo gli olivi sacri erano sparsi in tutto il territorio dell’Attica e la loro cura spettava all’Areopago. in «Philologus» 23. la quale rileva come Sofocle.). Phot.

164.v. e può darsi che il commento dipenda dall’opera del Callimacheo.f 30 187 L’olivo dell’Acropoli era unanimemente ritenuto. 2. Il frammento pare condividere la tradizione del trapianto degli olivi sacri 6 Hdt. Vd. 32. e l’Areopago giudicava e condannava a morte chi avesse sradicato o abbattuto un olivo sacro. Rhodes. I 27. Bibl. [Apollod. 41. Hyg. VIII 55. 1. 8 [Aristot. pp. Nub. 1. 673 s. 98-102. 2003. 2. vet in Aristoph.. non si sarebbero più celebrati processi. 7 Schol. Serv. 25.]. quello piantato da Atena in occasione della contesa con Posidone per il possesso dell’Attica. In seguito – probabilmente a causa della progressiva diminuzione di queste piante sacre – si stabilì che l’olio dovesse provenire dalla proprietà in generale e non necessariamente dagli olivi sacri in essa presenti. ejlaiva. L’Athenaion politeia – proprio nel passo sui vincitori delle Panatenee citato alla fine dello scolio in esame – afferma che era prevista la pena di morte per chi avesse sradicato o abbattuto un olivo sacro. ajsth. Fab. Ath. che sarebbe immediatamente ricresciuto dopo l’incendio persiano di Atene 6. I 18. in «ZPE» 142.]. com’è noto. Paus. 1005b Holwerda. Hal. a questo punto. Shear. In Verg. [A 7851] s. . Georg. che in una versione del mito moriva ferendosi accidentalmente con l’accetta nel tentativo di abbattere gli olivi sacri di Atena per vendicare il padre Posidone 7.P. ma probabilmente all’inizio del IV secolo tale disposizione non era più in vigore dato che Lisia nell’Areopagitico parla di esilio e confisca dei beni 8. 60. VII 3. Lys.. che doveva riguardare il numero originario delle morivai. III 14. Prizes from Athens: The List of Panathenaic Prizes and the Sacred Oil.L. C. pol. Lo scoliaste non menziona altre fonti prima di Aristotele. L’autore dell’Athenaion politeia ricorda che l’arconte riscuoteva dai proprietari dei terreni in cui si trovavano gli olivi sacri una certa quantità d’olio per pianta. Connessa alla vicenda più antica era anche la sorte di Alirrotio. Le lacune dello scolio all’Edipo a Colono hanno provocato la perdita dell’inizio della citazione di Istro. pur rimanendo in vigore la legge. XIV 2. Hesych. p. Dion.A. J...

1. 11 Plut. oltre a ricordare che i Lacedemoni si sarebbero astenuti dall’invadere la Tetrapoli a causa degli Eraclidi e che avrebbero risparmiato gli olivi sacri (morivai) per evitare le maledizioni. XII 45. p. 2. pp. Plut. L’allusione alle morivai. che in questo modo avrebbe garantito la salvezza di Decelea durante le invasioni spartane all’epoca della guerra del Peloponneso: Hdt. Nel V secolo le moriai non dovevano essere limitate al territorio della sola Accademia.) 323a-334 (Text). 645. 3. il quale avrebbe rivelato ai Tindaridi il luogo dove Teseo teneva nascosta Elena 11. 1. 32. Heracl. ch’egli abbia trasmesso agli autori successivi molte delle tradizioni riguardanti le morivai 12. Diod.]. almeno in parte.. inoltre Diod. si può confrontare con due frammenti di Androzione e Filocoro. 698 (= Philoch.. Harding. come si ricava peraltro da Lisia (vd. Vd. IX 27. secondo cui i Lacedemoni di Archidamo avrebbero risparmiato le cosiddette morivai per il timore di Atena 10. Le morivai citate dai due attidografi verosimilmente si trovavano. P. Maratona e Probalinto formava la Tetrapoli: Strabo VIII 7. Il riferimento è alle invasioni dell’Attica all’inizio della guerra del Peloponneso. 148-150. Col. Hdt. Oed. Androt. In generale per l’ospitalità attica agli Eraclidi vd. s.. . I danni nel testo dello scolio non permettono di ricavare l’estensione della citazione di Istro.. FGrHist 328 F125. 4 sulla presenza degli Eraclidi a Tricorinto. supra n. Thes. 22. II 8. Androtion and the Atthis.188 istro il callimacheo dell’Accademia dall’olivo dell’Acropoli. nell’Accademia. FGrHist IIIb (Suppl. pur con cautela. Oxford 1994. quando gli Spartani si tennero lontani dalla Tetrapoli per l’ospitalità offerta da questa zona agli Eraclidi 9.v. invece. IV 57. Tetravpoli~ (= Androt. IX 73. [Apollod. che gli Spartani non avrebbero invaso per il favore loro reso da Akademos.. anche se le analogie con le altre fonti inducono a pensare. 10 Schol. Byz. 31-34. 2. Thes. 4. FGrHist 324 F68 = F68 Harding). 7. Bibl. Steph. Una versione alternativa attribuisce il favore a Dekelos. 9 Eur.. Jacoby. 12 Il contesto originario della trattazione di Istro è infatti di difficile ricostruzione: cfr. che con Oinoe. FGrHist 324 F39 = F39 Harding). 5): vd. in Soph.

. ÒIstro~ iJstorei`. 132 fr.) ejn ÆAqhvnai~ fasi.n parÆ ÆAqhna`~ th.n euJrh`sqai th. Nem..~ B : fhsin D ÆAqhna`~ B : ÆAqhnaivoi~ D Da Atene deve (venire un maestro di atleti)] (.n tuvca/ movcqwn ajmoibavn ƒ ejpauvreo. hJnivocon to. 23 FHG] – Schol. . Crh. XIII 155) a proposito della medesima vittoria di Pitea. th.n ÆAmazovna aJrpavzei. Il nome di Menandro è ricordato anche da Bacchilide (Epin. dÆ ajpÆ ÆAqaƒna`n tevktonÆ ajeqlhtai`sin e[mmen) 1..n B (?) D 3 Fovrbanto~ : Fovbanto~ D 4 ÆAqhna`~ a : ÆAqhnaivoi~ D 5 maqei`n a : maqwvn D uJpo. glukei`avn toi Menavnƒdrou su.n uJpo. kai. e afferma che è ad Atene che bisogna cercare un buon istruttore per gli atleti (i[sqi. o{ti de.~ parÆ ÆAqhna`~ e[maqe th. V 87-90. 5 Ferekuvdh~ : FGrHist 3 F152 (= F23 Dolcetti) 7 Polevmwn : fr. Polemone racconta che l’ateniese Forbante inventò la lotta. : para. ma ricorda anche Menandro. Fovrbanto~ tou` paidotrivbou Qhsevw~· tine.n w|/ kai. Polevmwn de. e Forbante da Teseo. Il poeta non celebra soltanto la famiglia del committente e il mito degli Eacidi. il maestro di ginnastica di Teseo.n pavlhn. 55 2 fasi. Fovrbanta de. uJpo. Qhseu. Che Teseo apprese la lotta da Atena lo narra Istro. su...n Fovrbantav fhsi Qhsevw~.) Dicono che ad Atene la lotta sia stata inventata da Forbante.n b : fhsi. iJstorei` pavlhn euJrhkevnai Fovrbanta ÆAqhnai`on. e cioè che Teseo apprese la lotta da Atena. grazie al quale Pitea aveva ottenuto una dolce ricompensa per le sue fatiche.~ de. La quinta Nemea di Pindaro è dedicata all’egineta Pitea. 1 Pind. vincitore nel pancrazio.f 31 3 6 189 F 31 [F31 FGrHist. a 7 pavlhn : pavlin D Fovrbanta : Fovrban D 8 Qhseu. alcuni affermano il contrario. p. vet in Pindari Nemeonicas V 89b: crh. Ferekuvdh~ de.n palaistrikh. toujnantivon Qhseva me.n pavlhn maqei`n. Qhsevw~. Ferecide però dice che Forbante era il cocchiere di Teseo. dÆ ajpÆ ÆAqana`n¼ (. con l’aiuto del quale rapì l’Amazzone. LV Preller = FHG III.

Phorbas 1-13. Phoen. Byz. [F 654]. Et. il re dei Cureti ucciso da Eretteo. e Steph. XVIII 483-600 Erbse. ÆAqh`nai per la fondazione di una città con questo nome nella Curetide (Acarnania) da parte degli Ateniesi. 1. pp. E. J. dei quali il più celebre è quello tessalo della stirpe dei Lapiti  3. Fovrba~ è il nome di numerosi eroi. in RE XX. che avrebbe inventato il pancrazio e il pugilato (pugmhv). Schol. inoltre Schol. in Eur. 1 (1941).B. ed Ellanico scrive che Forbante era figlio di Posidone 4. s. s. Andron di Alicarnasso attesta che il cosiddetto Phorbanteion di Atene avrebbe preso nome da Forbante.v. invece Schol. 145 Jensen. Princeton 1965. T in Hom. Suda [F 584]. fr. 9. L’ubicazione del Phorbanteion ad Atene è discussa e si basa sulla testimonianza di Andocide (I 62). Vd.. Harrison. Esichio invece ricorda un eroe 2 Per l’uccisione del Minotauro con i pugni (pugmai`~) da parte di Teseo vd. Le notizie conservate da Arpocrazione si ripetono in altre fonti alla voce Forbantei`on (Phot. che riporta la testimonianza di Agallis di Corcira. Andron. Per quanto riguarda i rapporti con il mondo ateniese. Strabo X 3. Nella prima parte (89a) la motivazione è ricercata in Teseo. 3 Vd. 117-120. mentre quello al verso 89 riporta diverse spiegazioni dell’allusione pindarica al primato di Atene nella formazione degli atleti. senza la menzione di Andron ed Ellanico ma del solo Iperide. 528-532.v. XI: Archaic and Archaistic Sculpture. The Athenian Agora. Epit. coll. F4 Bernabé) per la comparsa di un Forbante inventore del pugilato (pugmhv) nei poemi ciclici. Il. Forbantei`on (= Hyp. grazie ai quali sarebbe stato sconfitto il Minotauro. Sulla morte di Forbante insieme ai fratelli Eumolpo e Immarado per mano di Eretteo vd. Schmidt s. che lo colloca genericamente in relazione all’erma dedicata dalla tribù Aigeis (la cosiddetta “erma di Andocide”): vd. secondo cui i due eserciti rappresentati sullo scudo di Achille sarebbero quelli di Fovrba~ ejx ÆAkarnaniva~ e di Eu[molpo~ ejk Qra/kv h~.]. Vd. D in Hom. 854. mentre nella seconda parte (89b) si discutono i meriti di Forbante 2. XXIII 660 van Thiel (= Aeth. Hellan. [Apollod. FGrHist 4 F40 = 323a F3 = F163 Ambaglio). 4 Harp. Vd.). Il. M.190 istro il callimacheo Lo scolio al verso 87 informa che Menandro era l’allenatore (ajleivpth~) ateniese di Pitea.v. . 2 sullo stanziamento dei Cureti in Acarnania dopo la loro cacciata dall’Etolia. FGrHist 10 F1.

P. l’ostaggio cretese (Serv. Suppl. Viviers. Per la comparsa di Forbante nelle liste dei re ateniesi vd.) 5 . Mythologie et propagande cimonienne. 153.. in «PP» 40. 646. Fovrba~. colonia ateniese nel sud del Chersoneso Tracico (Ps. Ugualmente incerto è il contributo di Istro. 89 e 99 ss. De Sanctis.v. Harding (The Story of Athens. Forbantei`on (Bekker. 314) [a differenza delle fonti citate alla nota precedente. ma non cita né Atena né Forbante. che è citato dallo scoliaste perché avrebbe scritto che Teseo apprese la lotta (pavlh) da Atena. The Fragments of the Local Chronicles of Attika. pp. fr.) e il fondatore di Eleunte. Non è possibile stabilire un rapporto fra il compagno di Teseo e l’omonimo Forbante che avrebbe partecipato alla guerra di Eleusi contro Eretteo. p. D. Anecdota. Per le rappresentazioni vascolari di Forbante vd. 990-992. p.. riportando una testimonianza che corrisponde in parte a quella dei tivne~ citati nelle prime righe dello scolio a Pindaro 7. D. Glossae rhet. il cocchiere (hJnivoco~) di Teseo]. [F 748] s. F22. e che una parte della tradizione indica come il destinatario del Phorbanteion 5. Aen. I. Firenze 19112. ÆAtqiv~.) 323a-334 (Text). Phorbas I-IV. 55 s. 7 Pausania (I 39. Qevspi~ = Thesp. Storia della repubblica ateniese dalle origini all’età di Pericle. 680). London . A. In Verg. 338-348). Aristoteles und Athen. 708. Per la guerra di Eleusi vd. U. Jacoby. reg. Si ricordano anche il Forbante comandante della cavalleria degli Eretteidi nella guerra contro Tebe (Eur. in LIMC VIII. pp. Ambaglio. Pisa 1980. tevcnh) in occasione del confronto con Cercione. p. qui il Phorbanteion è l’heroon di Forbante. VI 21. 6 Vd. 105) non esclude che qui Pausania abbia consultato Istro. vista la dubbia attribuzione del Phorbanteion e il ruolo mutevole che Forbante gioca nella saga di Teseo 6.v. Berlin 1893. FGrHist IIIb (Suppl. p. cui si rimanda anche per le notizie di Andron in proposito. Ad Nicom. s. 1 (1997).New York 2008. p. Questo tuttavia non dimostra se e in quali termini Hesych. pp. p. Si segnala infine il titolo di una tragedia di Tespi ÇAqla Pelivou h] Fovrba~ (Suda [Q 282] s. 278 s. G. KauffmannSamoras s.. 1 TrGF). von Wilamowitz-Moellendorff. II.f 31 191 attico di nome Forbante cui sembrano potersi riferire le notizie sull’omonimo maestro e cocchiere di Teseo. Wellmann (De Istro Callimachio. Du temps où Phorbas colonisait Éléonte. 3) scrive che Teseo avrebbe inventato la lotta (hJ palaistikh. 1985.v. L’opera storiografica di Ellanico di Lesbo.v.-Scymn.

p. che inizialmente è il maestro di Teseo. p. . 8 L. Cfr.192 istro il callimacheo il Callimacheo abbia menzionato Forbante nella sua opera. 132 fr.~ ÒIstron = FHG III. mentre in seguito il figlio di Egeo diviene egli stesso inventore della lotta. 5 nota 13. 55). l’Introduzione. Lipsiae 1838. p. pensa invece che la testimonianza di Pausania segni un declassamento del ruolo di Forbante. Preller (Polemonis Periegetae Fragmenta. 97) attribuisce il frammento di Polemone a un’opera contro Istro (Pro. e neppure se sia stato oggetto di critiche da parte di Polemone 8.

Paris 1957.n (scil. Questo dato è di solito abbassato di circa un decennio sulla base dell’Anabasi (III 1.Cambridge 2002.n ejnavthn kai. ojgdohkosth. e la collocazione dell’acme di Senofonte in questo periodo non pare accettabile: essa contrasta infatti con un altro passo di Diogene Laerzio.v. Xenophon 2. 2. Il frammento proviene dall’ultimo paragrafo della biografia diogenea di Senofonte e riguarda due questioni particolarmente dibattute della vita dello scrittore ateniese. 633 s. mettendo in discussione il valore probante dei . 25. II 55 (= Apollod. É.v. col. 24 FHG] – Diogenes Laertius II 59: eu|ron de. E. yhvfisma Eujbouvlou. D. Laert. 16). Nails.E. p. Altri studiosi si sono invece espressi a favore del 440. FGrHist 244 F 343) l’acme di Senofonte è posta nel quarto anno della novantaquattresima Olimpiade (401/0). p. 2 ajllacovqi : ajllacovqen F Altrove ho trovato che Senofonte raggiunse l’acme nell’ottantanovesima Olimpiade insieme agli altri Socratici. Essai sur la vie de Xénophon.. e Istro dice che fu esiliato con un decreto di Eubulo e ritornò con un decreto del medesimo personaggio. 23 s.n fugei`n kata. 4. kai. 14. Xenophon 6. yhvfisma tou` aujtou`. th. 1571-1578. in RE IX A. Breitenbach s. e soprattutto con la data di nascita di Senofonte. 1 In Diog. The People of Plato.n toi`~ a[lloi~ Swkratikoi`~· kai. IV 2. 2 (1967).R. secondo cui nel 401 Senofonte non sarebbe stato ancora trentenne: vd. Xenofw`nta) peri. H.f 32 3 193 F 32 [F32 FGrHist. Indianapolis . in DNP 12/2 (2002). in cui si dice che lo storico fiorì (h[kmaze) nel 401/0. coll. A Prosopography of Plato and Other Socratics. 1. che i moderni pongono intorno al 440 o fra il 430 e il 425 1. 301. 42. katelqei`n kata. 37. L’ottantanovesima Olimpiade corrisponde agli anni tra il 424 e il 420. Delebecque.n ÆOlumpiavda su. ajllacovqi ajkmavsai aujto.n aujto.. Schütrumpf s. il che porterebbe a fissarne la data di nascita verso il 440. ÒIstro~ fhsi.

n uJpÆ ÆAqhnaivwn kategnwvsqh) e 58 (tou` fivlou cavrin Kuvrou). Tuplin. Tucidide continuato.. in From Ikaria to the Stars. 79-83. M. Falappone. Xenophon and His World... 283-291.. in M. Xenophon’s Exile Again. Per una disamina delle fonti e della questione vd. 1998. V 3. II 51 (ejpi. Sull’insediamento di Senofonte a Scillunte vd. pp. 1979. Anab. Ruggeri. che non esclude una condanna per tradimento nel 399 a causa della partecipazione alla spedizione di Ciro. Shrimpton . Text and Context in the Matter of Xenophon’s Exile. 2004. inoltre P.. C. pp. Palermo 1992. Bristol 1987. in «Athenaeum» 92. Worthington (ed. pp. in C. VIII 1 (dia. J.194 istro il callimacheo Altrettanto incerte sono la cronologia e le motivazioni dell’esilio di Senofonte da Atene 2. Papers from a Conference held in Liverpool in July 1999.. 116-119. Senofonte..F. Hardie . Canfora. per una datazione al 399 vd. in «Gerión» 16. infatti. Der Prozess gegen Xenophon.. cit. Austin 2004.. 302). pp. pp. González Castro. Classical Contributions. 2 Xen. 53-64. . 133-143 [= I. 57. C. in «QS» 5.D. El exilio de Jenofonte. Il nome Eu[boulo~. richiama alla mente il noto uomo politico ateniese che passi dell’Anabasi per stabilire la data di nascita di Senofonte: L. pp. alla fine del 395 o all’inizio del 394.). 215-227]. McCargar (eds. The Date of Xenophon’s Exile. 59-68. Kuvrou strateivan). pp. Dreher. Tuplin (ed. 5-6 (ejdiwvcqh de. Note di biografia senofontea. Diogene Laerzio. Classical Mythification. Senofonte a Scillunte. Whitby . Ventures into Greek History. Natalicchio (cur. Orat. th.). The People of Plato. p. Paus. pp. Sulle ragioni dell’esilio vd. Homo Viator. cit. Padova 1970.n Kuvrw/ polemiwtavtw/ tou` dhvmou). Laert. Diog. che propone invece una data precedente alla battaglia di Coronea. 177-181. 153-162.). basileva tw`n Persw`n sfivsin eu[noun o[nta strateiva~ metascw. Classical Essays for John Bramble. Rahn. Diogene Laerzio. Studies in Honour of Malcolm Francis McGregor.J.. 55-69.). oJ Xenofw`n uJpo.J.P. VII 7.n meta. Oxford 1994. tra gli altri P. Stuttgart 2004. Green. 4-7. individua la causa dell’esilio di Senofonte nella collaborazione con i Trenta o nel coinvolgimento nelle lotte con le quali era terminato il regime oligarchico ad Atene. Ancient and Modern.).S. A. ÆAqhnaivwn wJ~ ejpi. anche Nails. Natalicchio. lakwnismw`/ fugh. così come l’identificazione del proponente dei due decreti citati da Istro. È stata anche proposta l’ipotesi che Senofonte non sia stato condannato all’esilio bensì a morte: vd. Dio Chrys. part. pp. pp. Whitby (eds. pp. V 6. 103-119.J.M. in G. che data l’esilio di Senofonte dopo la battaglia di Coronea nel 394 o all’inizio del 393 (cfr. 451-466. M. New York 1981.

. Eubulus.. col. 63 n. Green. G. Id... Per risolvere la difficoltà è stato proposto di considerare l’ Eu[boulo~ di Istro un errore per Eujboulivdh~ arconte nel 394/93. FGrHist 328 F33 = F33 Costa) ed Eu[boulo~.. perché è molto più probabile che il personaggio in questione abbia avanzato la proposta in un anno in cui non era arconte. 117-119. cit. qewrikav (= Philoch. Rahn. Dinarch. s.. pp. I 1. che non ritiene la correzione «stringente ai fini della datazione dell’esilio». 136.L. ciò non deve indurre a respingere in toto la testimonianza di Istro. Schol. pare poco sostenibile da un punto di vista cronologico. Essai. The Date of Xenophon’s Exile. Diogene Laerzio. p. perché Eubulo sarebbe stato troppo giovane all’epoca dell’esilio di Senofonte. Schol. Breitenbach s.. cit. The King’s Peace. tuttavia.. 1575. Suda [Q 219] s. 109.. 58 s. In ogni caso... 5 Ibid.. cit.. pp. Tuplin.. p. Plut. 812f.. p. 67. Cawkwell. 89-91 per una serie di argomenti a favore della bontà della notizia riguardante il rientro di Senofonte ad Atene. nonostante le affinità tra gli enunciati dei Poroi e le misure attribuite a questo personaggio 4. in Aeschin. Harp. p. anno in cui probabilmente Senofonte fu esiliato: vd. 89.v. in «CQ» 31. 117.. cit. 3 Aeschin.. 1981. in «JHS» 83.f 32 195 negli anni Cinquanta e Quaranta del IV secolo amministrò il theorikon riorganizzandone forse il funzionamento e facendosi carico di importanti cambiamenti nella gestione finanziaria della polis di Atene 3. anche se rimangono oscure le origini della notizia e l’opera di provenienza del frammento 5. 81. Xenophon’s Exile Again. 47-67 con fonti e bibliografia. qewrikav. III 25.vv. cit. Praec. . cit. I 96. in Dem.v.. reip. Text and Context. Sulla personalità politica di Eubulo e sul suo discusso contributo all’amministrazione ateniese vd.. Contra Natalicchio. III 24. 4 Ibid. p. Xenophon 6. p. pp. 1963. Delebecque.. L’ipotesi di identificarlo con l’ Eu[boulo~ menzionato dal Callimacheo. ger.

ÆAndokivdhæ Leutsch («Philologischer Anzeiger» 7. ejk touvtwn Wc 6 ajxiwqh`nai : ‹a]nÌ ajxiwqh`nai Mähly («Philologus» 48.~ h\n. o}~ ou[te. 2 ÆAristovxeno~ : fr. né fabbro. macairopoio. wJ~ ÒIstro~. 1874. e neppure fabbricante di coltelli. te kai. p. : Periklevou~ Buecheler («Jahrbücher für classische Philologie» 20.~ th. GR ÆAristovxeno~ : ÆAristhvxeno~ Ri. F33 e F34 provengono dal primo paragrafo dell’opera 1 Vd. 5 ejk tou` toiouvtou AFJgwParis. come scrive Istro. tuco. Sofivlou cett. 694).n ejrgasivan. ÆAristwvxeno~ Rs 3 fhsi om.r eijko. ejkevkthto douvlou~ calkei`~ h] tevktona~: ouj ga. toi`~ prwvtoi~ th`~ povlew~: ajllÆ oujdÆ a]n uJpo. figlio di Sofillo. a[diko~ F ajfeivqh : ajfhvqh JwRV 8 oujde. toiou`ton R.n de. tw`n kwmikw`n a[dhkto~ ajfeivqh tw`n oujde. ma sarebbe stato attaccato dai comici. ou[te.~ th. 1889. GR Sofivllou F : Safivlou Wc. il quale di professione non era né falegname. toiouvtwn G..196 3 6 istro il callimacheo F 33 [F33 FGrHist. Ambros. uJio. I frammenti 33-38 di Istro sono conservati dalla cosiddetta Vita Sophoclis 1. me. gli uomini più importanti della città. come dice Aristosseno. ejpischmevnwn Wc Sofocle era ateniese di nascita. l’Introduzione. 115 Wehrli2 2 de. tevktwn h] calkeu. Qoukudivdhæ. 51 FHG] – Vita Sophoclis 1: Sofoklh`~ to. : ejk toiouvtou VAmbros.Paris.n ejk tou` toiouvtou genovmenon strathgiva~ ajxiwqh`nai su. Sofivllou.~ to. .n G calkei`~ AFVParis : calkeva~ cett. wJ~ ÆAristovxenov~ fhsi. 26-27. p.n Periklei` kai. pp. ejk toiouvtwn T. 555) Qoukudivdhæ : Qoukivdh F. Qemistoklevou~ ajpeschmevnwn. Radt ajpeschmevnwn : ajposcomevnwn RV.. 204) 7 kwmikw`n : kwmw/dw`n T a[dhkto~ : a[dokto~ V. AF.~ de. om. ma forse possedeva schiavi che erano fabbri o falegnami. che non risparmiarono neppure Temistocle. Jp 4 th.n : pro. : ouj G Qemistoklevou~ codd. p. Villari o}~ om. infatti non è verosimile che il figlio di un tale individuo fosse ritenuto degno di rivestire la strategia con Pericle e Tucidide. h] : kai.n gevno~ h\n ÆAqhnai`o~. 1875-76.

165-167.. Aristod. vd. Plut. Stob.. Max.]. in Hermog.. Val. 15. in A. XIII 603e-604d). tra gli altri V. Just. Theopompos on Thucydides the Son of Melesias. 4. Plut. 3 Uno studio dettagliato delle forme del nome del padre di Sofocle nelle fonti si deve a E.E. FGrHist 104 F1. 44-47. pp. Cic. Il nome del padre. I.H. 2006. Bellezza (cur. è confermato dalle fonti. Nic. V) p. Strabo XIV 1. e devono inoltre ricordarsi la carica di ellenotamo del 443/42 (B. (Rhet. 144. 4-231. 18. 8.F. 8. Sofoklh`~). t. La Vita Sophoclis (1 e 9. 12.f 33 197 e riguardano le origini del tragediografo. euJrevs. Atti del pomeriggio di studio a Vogogna d’Ossola. III 1419a 25-30).D. pp. Rhet... 1 luglio 1995. 838f. NH XXXVII 40. [Plut. IV 3 ext. 12.v. Translation and Commentary with Sources. Princeton 1949. Vit. Lessing.T. Su queste fonti vd. 36) e di probulo durante il governo dei Quattrocento (Aristot. II. sono raccolte in T1-27 TrGF. Suda [M 496] s. hypoth. 697c Holwerda. 388. 23-27 Walz. p. comprese la Vita Sophoclis e la voce della Suda ([S 815] s. 1. cfr. München 1956.. in «Phoenix» . Villari. pp. dec. Sofocle. Peri. La versione di Aristosseno e Istro è contestata sulla base di due argomenti. FGrHist 324 F38 = F38 Harding. Schol.B. A. Androt. Per quanto riguarda il mestiere del padre di Sofocle già Gotthold Ephraim Lessing ipotizzava che l’informazione di Aristosseno e Istro nascesse dalla confusione tra Kolwniavth~ (“del demo di Colono”) e Kolwnivth~ (“lavoratore salariato con sede a Colono”): vd. in «ElectronAn» 9. FGrHist 392 F6 = F104 Leurini (= Ath. 18. Due note sulla Vita Sophoclis § 1 (TGrF 4 29-30 RADT). III 6. Schol. Plin. 1. Meritt . Sofillo (o Sofilo). vetTr in Aristoph. The Suda’s Life of Sophocles (sigma 815). pp. 18. Raubitschek. Genova 1996. Tyrrell. III 17. per le quali l’anonimo biografo rifiuta la testimonianza di Aristosseno e Istro 2. mentre isolate rimangono le notizie sulla sua professione  3. Un incontro con la storia nel centenario della nascita di Luca De Regibus: 1895-1995. 15. anche W. Gr. Soph. 2) menziona anche una strategia con Tucidide e una nella guerra contro gli ÆAnai`oi.F. 144-173. Antig. Deipn. Pac.v. al tempo della guerra contro Samo: Ion.. Per. Ugolini. The Athenian Tribute Lists. Sophokles und Perikles. or.M. McGregor.). Il confronto con Temistocle si compren2 Le fonti sulla vita e la carriera di Sofocle.. che riguardano la strategia ricoperta da Sofocle e la mancanza di attacchi comici alla sua umile condizione sociale 4.. Mevlhto~. 4 Sofocle fu eletto stratego nel 441/0. Wade-Gery .. Ehrenberg. De off.

Calder III. 105... 35-42. 1960. Woodbury. pp. Ugolini. W.. Cfr. The Suda’s Life. 1. 14. . Sul significato del confronto con Temistocle e per il mantenimento di questo nome nel testo tràdito vd. cit. p. pp. contestate da Philoch.198 istro il callimacheo de ricordandone gli oscuri natali. pp. Sophocles’ Political Career. 209-224. pp. 1971.M. in «Phoenix» 24. p. e l’origine non ateniese della madre 5. in «Historia» 20. Lessing. 1971.. in «GRBS» 12. Sophoclean Apologia: Philoctetes. G. Sofocle e Atene. 1973. H. 1 in merito alle umili professioni dei genitori di Euripide. 59-64 e 65-82. in «Historia» 22. 541-568. 5 Plut.. 101-106. 153-174.. cit.... Avery. Id. pp. 509-514.. inoltre Vita Eur. Tyrrell. Villari.. pp. Due Note. Vita politica e attività teatrale nella Grecia classica.C.. Sophocles among the Generals. di cui riferisce Plutarco. Sofocle. Them. 1970. FGrHist 328 F218 che ne ricorda invece i nobili natali. M. 85 s. L. pp. Roma 2000. Sophocles and the Four Hundred. Jameson.H. 43-58. 167-173.

Kolwvnhqen codd. ejn presbeivai~ ejxhtavzeto. ejn politeiva/ ** Jgp. ga. om. me. e fu noto per la vita e l’opera poetica. Il frammento 34 desta interesse sia per la sua pertinenza all’opera di Istro. ejn politeiva kalh` Wc... ejn politeiva/ kai. ejn politeiva/ zugw`n Paris.n R Kolwnh`qen Stephanus. ajnevkaqen Fliavsio~ h\n. se anche fosse stato originario di Fliunte. 51 FHG] – Vita Sophoclis 1: ajpisthtevon de. tw/` bivw/ kai. ejxhtavzeto Wc Non bisogna credere a Stratone quando afferma che Sofocle non era ateniese ma fliasio. tw`/ Stravtwni favskonti aujto. Radt.. Colonna : ÒIstrw/ ATVWcAmbros. kai.. 1. Westermann. ricevette una buona educazione. Filisovsio~ Gac 4 ÒIstrou : Stravtwno~ J.r ÒIstrou T parÆ  : ejn Jw eJtevrw/  : eJtevrou Ri.n Sofokleva) oujk ÆAqhnai`on ajlla.n oujk ÆAqhnai`on : oujk ÆAqhnai`on aujto. ajlla. to. La tradizione manoscritta della Vita Sophoclis sembra infatti rivelare che la versione più antica del testo conteneva il nome di Stravtwn all’inizio del passo e che Istro . eij de. ejn politeiva/ suzw`n Ambros. ejgevneto ou\n Sofoklh`~ to.n ÒIstrou parÆ oujdevni eJtevrw/ tou`to e[stin euJrei`n. 1860. dhvmou Kolwnh`qen./ kai. (?) ejtravfh : ajnetravfh Wc. Jacoby aujto. questa notizia non si trova in nessun altro tranne Istro. ejn polivtai~ FV. Flisiavsion Wc. Suppl. eujtravfh Jw 7 ejn politeiva/ AFT : politeiva GR. ~ ajlla. 2 Stravtwni FGJRParis. T Fliavsio~ : Filiavsio~ GpcR. to. Fulavsion ô Westermann in app.n Jw 3 Fliavsion : Filiavsion GR. crebbe nella ricchezza e fu attivo in politica e nelle ambascerie.f 34 3 6 199 F 34 [F34 FGrHist. thæ` poihvsei perifanhv~. del demo di Colono. ejn politeiva/ sucnw`~ Blaydes presbeivai~ : strathgivai~ Leutsch («Philologus». e[sti tou`to GR 5 to. om. 107) ejxhtavzeto : hjriquei`to kai. ejtravfh ejn eujporiva. F. Fliavsion ei\nai: eij de.n (scil. to. kai. V tou`to e[stin : tou`tÆ e[stin Jp. kalw`~ te ejpaideuvqh kai. plh. Dunque Sofocle era ateniese di nascita. 6 te AFGRT : tÆ cett. Schaefer. gevno~ ÆAqhnai`o~. kai. om. sia per la questione della patria di origine di Sofocle. p.

Stratone e Istro nella Vita Sophoclis. Colonna. apparato critico. i quali correggono Stravtwni in ÒIstrw/ e attribuiscono esclusivamente al Callimacheo la notizia dell’origine fliasia di Sofocle 2. . Straton 2.) parafrasa in questo modo il testo della Vita Sophoclis: «Non è degna di fede l’opinione di Stratone. che ne trasmise la testimonianza all’anonimo autore della biografia sofoclea. scagionando il Callimacheo da un errore che difficilmente avrebbe potuto commettere. Studies in the Manuscript Tradition of the Tragedies of Sophocles. 3 Colonna (Stratone ed Istro. Wildberg s. cit. non c’è nessuno tranne Istro a riferire questa opinione». secondo cui Sofocle nacque a Fliunte. Urbana 1952.. 1987. pur ammesso che il poeta in origine fosse Fliasio. 169 s. vd. in «Sileno» 13. abbia voluto 1 A.. 2 A.v. La recensione moscopulea della Vita Sophoclis. 243 s. 25. data la sua attività presso la biblioteca di Alessandria e la sua familiarità con la produzione drammatica attica 3. Turyn.. in «Koinonia» 12. Tuttavia può anche darsi che Istro. che andrà identificato con il ben noto filosofo peripatetico di Lampsaco. Aristide Colonna ha dimostrato che non vi sono elementi decisivi per espungere dal testo questo Stratone. questi probabilmente fu letto e utilizzato da Istro. Su Stratone di Lampsaco vd. col. 1042 s.. e che probabilmente la correzione di un originario Stravtwni in ÒIstrw/ deve essere attribuita a un dotto grammatico bizantino il quale voleva «rendere agevole il senso del passo». C. in DNP 11 (2001).200 istro il callimacheo veniva ricordato solo nella seconda parte del frammento 1. p. Questa tradizione è stata generalmente rifiutata dagli editori moderni. Colonna ritiene che in questo modo si eviterebbe di dover attribuire a Istro l’intera responsabilità di aver diffuso la notizia dell’origine non ateniese di Sofocle. p. Id.. 1988. pur ammettendo la provenienza di Sofocle dal demo di Colono. p. Lo studioso osserva inoltre che la corruzione di ÒIstrw/ in Stravtwni è difficilmente esplicabile dal punto di vista paleografico.

. 36. FGrHist 324 F38 = F38 Harding. G. Oed.. XIII 598c). 7. VII 37 Beckby). . Androt. Sulla questione vd. Sofocle. Grae. 1. Par. pp.. Il. Cic. vd. 18. I. Deipn. 12.f 34 201 ricordare una tradizione secondaria relativa all’origine del tragediografo da Fliunte 4.. 5. Eust.D. ad Hom. Suda [S 815] s. Meritt . p. hypoth. Sofocle. Princeton 1949. Wade-Gery ..v. t.T. Per l’ipotesi che l’origine fliasia di Sofocle derivi da un fraintendimento di un epigramma in suo onore composto da Dioscoride (Anth. B. FGrHist 239 A56. 2 n. II 811. Col.H. II. Lessing. Comm. Hermes. Soph. 57 Powell (= Ath. Perrotta. 3. anche Ugolini. Messina . p.F.. The Athenian Tribute Lists.M. 42-44. 4 Sulla provenienza di Sofocle dal demo di Colono vd. fr. in cui un corifeo menziona la tomba del poeta precisando di venire da Fliunte.Firenze 19652. Sofoklh`~. Marm. De fin. McGregor.

51 FHG] – Vita Sophoclis 3: dieponhvqh (scil.n para.Paris. Lavmprw/ Brunck : para. 555) 6 tw`n ejpinikivwn : to. post peri. lacunam esse con. quovntwn A. tropaivwn R. Deipn. 278) o[ntwn : paizovntwn Schneidewin. tropaiovntwn F. Lamprokles 1 et Lampros 2.n e[ti pai`~ w]n para.n ejn Salami`ni naumacivan ÆAqhnaivwn peri. parlando della bellezza giovanile di Sofocle. paianizovntwn Mähly («Philologus» 48. ejxh`rceto (sic) Wc Da bambino Sofocle si esercitò nella lotta e nella musica e in entrambe fu premiato con la corona. Lampivou TAmbros. aggiunge che da fanciullo aveva appreso la danza e la musica da Lampro. GR : peri. Leutsch («Philologus» 35. I 20e-f: Sofoklh`~ de. mousikhvn. Lavmprw/.gr. in RE XII. 1 (1924). om. ejn paisi.n w{ran h\n kai. w{~ fhsin ÒIstro~.n R para.vv.n mousikh. nudo e unto d’olio. th. Lavmprw/. th. p. 587] 5 ¿ÆAqhnaivwn¯ ~ ¿o[ntwn¯ Leo peri. Lavmpw AFJParis. Gli insegnamenti di Lampro e l’episodio di Salamina sono ricordati con alcune varianti anche da Ateneo. trovpaion o[ntwn meta. th. ojrchstikh. to. para. mousikh. col. 1876. aveva guidato il coro con la lira.n dedidagmevno~ kai. sthsavntwn Leutsch. ejn Perilavmpw/ Ambros. e che dopo la battaglia di Salamina. oJ Sofoklh`~) de.n me.~ ajlhlimmevno~ toi`~ paianivzousi tw`n ejpinikivwn ejxh`rce. mentre gli Ateniesi stavano attorno al trofeo. meta. con la lira. stavntwn Michaelis. pro. ejx w|n ajmfotevrwn ejstefanwvqh. sebbene alcuni dicano che indossasse un himation 1. para. kai.~ tw`/ kalo. para. Lampivw GRV. Imparò la musica da Lampro e dopo la battaglia navale di Salamina. peri. trovpaion : peri. guidò il coro che cantava il peana della vittoria. kai.n : th. Ath. Lamproklei` ô Abert [s.n ejpivnikon Leutsch ejxh`rce : ejxh`rcen V. ejdidavcqh de. 1 .. 2 ejn : toi`~ Wc peri. 1889.. palaivstran kai. Lavmprou Heath. Schoene. kai. para. come dice Istro. luvra~ gumno. 3 ejstefanwvqh post ÒIstro~ ponit V 4 th. stando nudo e unto d’olio accanto al trofeo della vittoria.n ejpinivkion Bergk. p. num coreuovntwn ô Jahn. peri.~ gegenh`sqai th..n FJgwAmbros. Lampivou Wc. il quale.202 3 6 istro il callimacheo F 35 [F35 FGrHist.

in RE XII. 50-57. gou`n th. 1 (Euripide nasce a Salamina). anche Lefkowitz. Vita Aeschyl. 1142b). Dionisio di Tebe e Pratina. Deipn. Menex. il quale asserisce che Lampro era astemio. An Early Fifth-Century Athenian Revolution in Aulos Music. 6. The Lives of the Greek Poets. Abert s. in DNP 6 (1999). 1 (Eschilo combatte a Salamina) e Vita Eur.f 35 203 Le corrispondenze verbali tra il passo di Ateneo e la Vita Sophoclis fanno pensare a una fonte comune sull’educazione musicale di Sofocle. Zaminer s. Lampros. p. in «HSPh» 101. Lessing. ma discussi restano la sua cronologia e il rapporto con Sofocle 3. p. col.~ ajlhlimmevno~ ejcovreuse meta. luvra~: oi} de. cui l’anonimo biografo potrebbe aver aggiunto la notizia di Istro circa le corone ricevute nella lotta e nella musica 2. Villari [Une hypothèse sur les sources d’Athénée (Deipn. 74 PCG (= Ath. . 2003. De mus. 76 Wehrli2 (= [Plut. in «REG» 109. trovpaion gumno. Sofocle. E.v. 1088. pp.W. fr. Lamprokles e F. I 20 e-f) et de la Vita Sophoclis (§§ 3-5): Aristoxène. H. II 44d). 696-706] identifica in Aristosseno di Taranto la fonte comune sugli aspetti musicali della vita del tragediografo. Wallace. 587. 77.]. 1996. Plato.. 74 n. Vd.v. 2 E. pp. contra R. fr. 236a. inoltre Phryn.v. musicien et biographe. non esclude che il maestro di Sofocle fosse in realtà Lamprocle. 1 (1924). ejn iJmativw/ fasiv. Sul carattere topico della battaglia di Salamina nella biografia dei tragici vd. Robbins s.n ejn Salami`ni naumacivan peri. meta. 3 Aristox. Sulla questione vd. Lampro è noto alle fonti come musico eccellente al pari dei lirici Pindaro. Ugolini. col. Lampros 2.

La Vita Sophoclis è ricca di dettagli sull’argomento: l’anonimo biografo precisa infatti che Sofocle avrebbe separato il ruolo dell’attore da quello del poeta a causa della debolezza della propria voce. Laert.n kampuvlhn bakthrivan aujto.~ fuvsei~ aujtw`n gravyai ta. T 4 ai|~ FGRJgTAmbros. Vita Aeschyl. XXVI 316d. uJpodou`ntai A. fhsi.. afferma che introdusse gli stivaletti bianchi indossati dagli attori e dai coreuti.~ leuka. : a}~ cett.~ ta. J) uJpokritaiv JgwV 5 aujtw`n : aujto. 161 s. (oiJ add. p. . GR. 56-77.n ejxeurhkevnai. in «C&M» 30. quali l’introduzione del terzo attore e della scenografia  1. 1969. 1 Savturo~ : FHG III. poi. 76 Wehrli2). dravmata· tai`~ de. J. 51 FHG] – Vita Sophoclis 6: Savturo~ dev fhsin o{ti kai.~ : prw`to~ ô Bergk. ÒIstro~ kai. 1449a 18 s. Diog.~ krhpi`da~ aujto. uJpodesmeuvontai FGRJVAmbros. pp. in «C&M» 51. che scrisse i drammi tenendo conto delle loro qualità naturali e che raccolse un tiaso di persone colte dedicato alle Muse. Aeschylus and the Third Actor. p. : ga. Mouvsai~ qivason ejk tw`n pepaideumevnwn sunagagei`n.v. kai..v. 15 (= Dicaearch. Suda [S 815] s. 6 2 bakthrivan : bavktran A aujto.n V dravmata : dravgmata GR 6 ejk : ¿ejk¯ ô Jacoby in app. oJ Sofoklh`~) ejpenovhse. oiJ coreutaiv· kai. sunagagei`n : euJrei`n T Satiro dice che Sofocle inventò anche il bastone ricurvo.~ (scil. tritagwnisthv~. Paris. ou|to~ ô Jacoby 3 de. Glucker. th. Sofoklh`~ e [T 1012] s.Paris. 77 s. Aeschylus and the Third Actor. kai. pp. 29-50.204 3 6 istro il callimacheo F  36 [F36 FGrHist. ÒIstro~ ta. Istro. Themist. Sul terzo attore vd. The Lives of the Greek Poets. III 56. J.. Glucker. uJpedou`nto Tmg (uJpeduvontoi) 4-5 oi{ te ~ coreutaiv : oi{ te coreutai.r G kai. ÒIstro~ kai. : uJpodesmeuvonte~ Wc. che avrebbe accresciuto il numero dei coristi da dodici a quindici e. de. pro. fr. Some Early Discussions. basandosi sulla testimonianza di Aristosse1 Arist. Poet. fr. kai. ÒIstro~ : kai. 2000. ai|~ uJpodesmeuvontai oi{ te uJpokritai. Lefkowitz. Varie fonti documentano le innovazioni sofoclee alla tragedia.

sono ricordati in Dem. pp. L. pp. dec. 79. col. 1875. 141 PCG). Sulle esibizioni di Sofocle con la palla nella Nausicaa e con la cetra nel Tamiri. Servio (In Verg. Kampyle. I frammenti di Satiro e Istro sono dunque perfettamente coerenti con gli interessi del biografo per gli aspetti tecnici della produzione teatrale di Sofocle. Von Blumenthal s. Molto poco si può dire sull’uso del bastone ricurvo e degli stivaletti bianchi. pp. Ugolini. Ecl. V.. fr. A. inoltre F37. 846. Schol. Lefkowitz. The Suda’s Life of Sophocles (sigma 815). 1049. von Sybel. XIX 246. Sofocle. vd. Tyrrell. invece. An seni 790b. in Soph. VIII 10) riferisce. Aj. 1876. IV 972a. Tyrrell. Spectator Politics. 99-101. VI 5. in «Hermes» 9. vet in Aristoph. Sophokles. IV 119. vd. in «ElectronAn» 9 2006. 23 (= Aristox.W. J. la notizia che Sofocle avrebbe introdotto per primo l’uso del coturno. Ath. bakthriva ojrqhv e cai`on. Gell. 248-251. p. Rhod. 2 Vita Soph. N.f 36 205 no. 142-144.B. Lessing. Sull’uso di stivaletti bianchi cfr. Metatheatre and Performance in Aristophanes. Schneider s. Esso era inoltre usato dagli attori anziani: Poll. Lessing. col. K. 2 (1919).vv. 195. Schol. pastori e mendicanti: Plut. Sophokles als Stifter einer Gesellschaft der Musenverehrer. 5. 13-14. 114-117. Hurschmann s. pp. [Plut. The Suda’s Life. 1843. Ugolini. 841f. però Ath. Deipn.v. I nomi di alcuni interpreti dei drammi sofoclei.. Der Musenverein des Sophokles. Electra and the Empty Urn. . p. in Ap. M. 3 Il bastone ricurvo (kampuvlh bakthriva) era utilizzato da anziani. vet in Aristoph. 30.. cfr. Metatheater and Role Playing in Sophocles. 229... Nub. XII 522a. Sofocle. p.v. Sophokles und Perikles. Chapel Hill 1998. 156-158. M. fr. p. in RE III. 85-99. Cfr. s. 4 Discussa è la finalità del tiaso. senza prendere posizione. Slater. W. Ringer. I 20f. che nei suoi canti avrebbe adottato il genere compositivo frigio mescolandolo allo stile ditirambico 2.v. e sulle recitazioni dell’Edipo e dell’Antigone. in DNP 6 (1999). cit. rimane la notizia del tiaso per le Muse 4. Philadelphia 2002. Sommerbrodt. I 13. in «Hermes» 10. Ran. 1266 Holwerda.. Isolata. 6. pp. al tempo del poeta e poi nel IV secolo. Vit. Schol. pp. cfr. Vita Soph. 791 Chantry. Schol. R.. X 173 (= Aristoph. München 1956. The Lives of the Greek Poets. Translation and Commentary with Sources. 79 Wehrli2). 4. col. Deipn. A. Et. or. contadini. Alciphr. 3. 121-124. Ehrenberg. in RE X. se destinato solo agli attori o a un circolo letterario: vd. V 198a. Kampuvlh. mentre alcune fonti ricordano gli attori di Sofocle  3. Poll.1 (1927).].

aujto. tevlh nohvmati makrw`/ kai.206 3 6 9 istro il callimacheo F 37 [F37 FGrHist. ta. h| A 9 e[conti : e[conta F ejpiteivnanta Nauck («Jahrbücher für classische Philologie» 8.n yuch. ajpoteivnanta G (post fwnh.n tou` dravmato~ ajnavgnwsin. Sofokleva labovnta rJag` a eij~ to. VWc 3-4 ejrgasiva~ ejx ÆOpou`nto~ : ejrgasiva~ F. Kallipivdou uJpokritou` JAmbros. tou`ton to. FTParis. Neavnqh~ teleuth`sai to.n thæ` fwnhæ` kai.m peri.Paris.n thæ` fwnhæ` FJAmbros.n pro.n (scil.n) TWc. tevleia F 8 nohvmati : kwvlw/ T h]  : h] kai.n ajfei`nai. to. p.n labovnta to. ejxevleiyen Wc.n AGpcT. labovnta Tac rJag` a : rJwg` a F. th. rJagv a AJgpT.~ ejxevlipe.Paris. tevlh : para.n meta. 1870. peri.n fwnh. rJagv an G. ajpo. Jahn peri.n : Kallipivdhn uJpokrith.Paris.n de.m 9-10 su.n ajpo.n yuch. 580) 12 ejkhruvcqh om. a[gan ejpiteivnanta th. th. : fasi.~ Wc. mevshn h] uJpostigmh.n ÆAntigovnhn ajnaginwvskonta kai. 6 1 ante teleuth`sai add. solum iJstoriva Paris.n Gac.n Sofoklh`n Jw.~ ajnavpausin mh. 185)  : uJpoteivnanta V. tou. p. Kallipivda uJpokrith. o{ti meta. ejxevyuxe G . TV Cova~ : Coiva~ A aujtw` / : aujtou` V 4-5 pevmyai ~ labovnta : pevmyanto~ aujtw`/ stafulh. ta. stovma T. G post trovpon add.n tou` ô Schneider tou` dravmato~ om. Jw ajnavgnwsin : ajnagovreusin Usener («RhM» 25. 162 fr. e[conti. to.n ÒIstro~ kai. cara`/ nikhqei. ajpekteivnato FParis. 51 FHG] – Vita Sophoclis 14: teleuth`sai de.n thæ` ~ yuch.m Kallippivdhn uJpokrith.m. Neavnqh~ JwParis. Wc th. p. tou` a[gan ghvrw~ ajpopnigevnta teleuth`sai. rJag` a mivan V rJag` a ~ ojmfakivzousan : rJag` a e[ti ojmfakivzousan eij~ to.m 3 tou`ton : tovnde Jp to. ejrgasiva~ ejxopoiou`nto~ G 4 h{konta : h{konto~ FJAmbros. kai. Savturo~ dev fhsi th.n su. oiJ de. balovnta Tpc. ejrgasiva~ ejx ÆOpou`nto~ h{konta peri. 2 Neavnqh~ : FGrHist 84 F18 6 Savturo~ : FHG III. th.. ejmpesovnta peri.n Sofokleva) ÒIstro~ kai.n om. 10 ajfei`nai : ejpafei`nai Wc meta. ta. ejx ejrgasiva~ ÆOpou`nto~ V. A ejxevlipe : ejxevleiye V. th. Neavnqh~ (a[nqh~ Gac) fasi. 1862.n ÒIstro~ kai. stovma rJag` a e[ti ojmfakivzousan AVWc stovma : stovma aujtou` Jp 6 ghvrw~ : drimevw~ vel ojxevw~ Michaelis ajpopnigevnta : ajpopnigovnta F 7 ejmpesovnta : ejkpesovnta FParis. qanavtou Sofoklevou~ G 2 ÒIstro~ kai. ajpotei`nai Jpw. Kallippivdh~ uJpokrith.n trovpon· Kallippivdhn uJpokrith. eij~ to. Kallivpidhn uJpokrith. ajpoteivnanti A.m.n : kai.~ Cova~ pevmyai aujtw`/ stafulhvn. Neavnqh~ fasi.n : th. o{te nikw`n ejkhruvcqh.n FParis. : uJpo. del. o{pw~ fasi. stovma e[ti ojmfakivzousan uJpo. kai.n su. : para.n Sofokleva Jpw 5 post labovnta add.

. Queste versioni sono state interpretate o come un tentativo di sminuire il tragediografo. 24. 2 Cfr. 86 s. giunto da Opunte dove si era recato per lavoro. Grae. Val. IV 34. al tempo della festa dei Boccali gli mandò dell’uva. ma Sofocle. in «ElectronAn» 9. a[nqo~ ajoidw`n..B. ghraie. 14 Powell). morì soffocato perché troppo anziano. Ugolini. pp. in cui l’associazione della morte di Sofocle all’uva pare suggerire che il poeta compose tragedie sino all’ultimo giorno della sua vita 2. 15. Macr. Anth. Max. Sofocle. The Suda’s Life of Sophocles (sigma 815). che non aveva un’interruzione o una virgola per la pausa. Sofovklee~. fu sopraffatto dalla gioia e morì. 265-292. la Vita Aeschyli (2). cfr. Tyrrell. fr. Oltre alla Vita Sophoclis altre fonti ricordano la morte di Sofocle per soffocamento o per l’emozione della vittoria. 197 s. 1969. XIII 103. NH VII 180. oppure come un fraintendimento di un epigramma falsamente attribuito a Simonide. Stob. La mort tragique de Sophocle. 32 PCG. pp. The Lives of the Greek Poets. 5. 8 (= Sotad. Alcuni invece affermano che dopo la lettura di un dramma. Translation and Commentary with Sources. 98. fr. 2006.f 37 207 Istro e Neante dicono che Sofocle morì in questo modo: l’attore Callippide. . Per l’epigramma vd. cioè come una negazione del rapporto con Dioniso (al quale era sacra la vite). 4. p. in «BAB» 55..n Bavkcou bovtrun ejreptovmeno~). Plin. messosi in bocca un acino ancora acerbo. mentre veniva proclamato vincitore.. perde la vita per la gioia eccessiva dopo la vittoria: Diod. IX 12 ext. J. mentre isolata rimane la notizia di Satiro sullo sforzo eccessivo della voce durante la declamazione dell’Antigone 1. 1 Sofocle muore soffocato per un acino d’uva: Luc. ƒ oijnwpo. W. giunto verso la fine ad un passaggio piuttosto lungo. VII 20 Beckby (ejsbevsqh~. 155 nota b. Satiro invece racconta che mentre recitava l’Antigone. Sul significato delle versioni della morte di Sofocle vd. 270 ss. part. Lessing. dove si dice che Eschilo sarebbe stato ferito mortalmente dalla caduta di un guscio di tartaruga (con il quale si fabbricavano le lire). Lefkowitz. gode di una lunga esistenza e spira serenamente e senza sofferenza: Phryn. p. sforzò troppo la voce e insieme alla voce perse anche la vita. Labarbe.

La testimonianza di Istro è isolata.~ : touvtou FJAmbros. avevano decretato di compiere ogni anno sacrifici in onore di Sofocle. Numa 4. quvein aujtw`/ Jp Istro dice che gli Ateniesi. Liban. pp. pepoih`sqai Wc 3 kaqÆ e{kaston e[to~ J  : kai.r uJpedevxato to./ kai. pp. Ferguson . 51 FHG] – Vita Sophoclis 17: ÒIstro~ dev fhsin ÆAqhnaivou~ dia.. bwmo. Nock. kaqÆ e{kaston e[to~ Ambros. katÆ e[to~ e{kaston T. In generale sull’atteggiamento particolarmente pio di Sofocle vd. kaqevkasto~ F. data la virtù del personaggio. M. 1 Et.208 3 istro il callimacheo F 38 [F38 FGrHist. s. Per la scoperta delle due epigrafi in un recinto alle pendici sudoccidentali dell’Acropoli vd. pp. 86-91. Su Amynos vd. fr. Das Heiligtum des Amynos. A. th`~ tou` ÆAsklhpivou dexiwvsew~. The Attic Orgeones and the Cult of Heroes.m.v.) wjnovmasan aujto. kaqevkaston Paris. 390. perché aveva accolto in casa Asclepio e gli aveva costruito un altare 1.n yhvfisma pepoihkevnai kaqÆ e{kaston e[to~ aujtw`/ (scil. in Soph. secondo la quale gli Ateniesi avrebbero onorato Sofocle. yhvfisma : kai. 1253. ejk th`~ aijtiva~ ou\n tauvth~ Dexivwn ejklhvqh. Kearns.A. . 1896. Dexivwn: (. yhvfisma ATVWc pepoihkevnai : pepoikevnai G. katÆ e[to~ AVWc aujtw`/ quvein : aujtou` quvein FParis. 9. dopo la morte. 12 (= Hieron.n iJdruvsato. kai. Die Ausgrabungen am Westabhange der Akropolis. in «HThR» 37. The Heroes of Attica. Ep.~ ÆAqhnaivou~ dia.n tou` ajndro. 31 Wehrli2).~ ajreth. ajpo. 831. 1944. vivi 1103b. IV. Sull’ospitalità riservata da Sofocle ad Asclepio vd.n Dexivwna.. 6. Wc tou` ajndro. Non posse suav.. 287-332. Vita Soph. W. Plut. Schol.Paris. tou. tw`/ Sofoklei`) quvein.m. ma la si può confrontare con una notizia tramandata dall’Etymologicum Magnum. in «MDAI(A)» 21.S. El..D. th.. Asclepio e Dexion  2. ga. L’esistenza di un santuario di Dexion è attestata da due iscrizioni datate poco dopo la metà del IV secolo ed erette in onore di alcuni personaggi distintisi per virtù e giustizia nei confronti degli ojrgew`ne~ di Amynos.  : om. 14-21. 2  fhsin  : fhsi FJp ÆAqhnaivou~ dia.. innalzandogli un heroon e chiamandolo Dexion. Rhod.n ejn thæ` aujtou` oijkiva. katÆ e[to~ e{kasto~ G. 2 IG II2 1252. FJpwParis.n qeo. Körte.

J. Hägg (ed. p. Vita Apoll. provenienti dall’Asklepieion di Atene: vd. Connolly. part. 17. 8. p. in «CQ» 54. Clinton. 154 s. Philostr. Im. 1967-68. Questo. E. tanto che alcuni studiosi hanno rifiutato la storia dell’eroizzazione di Sofocle considerandola un’invenzione biografica 3. Il monumento di Telemachos. Accettano invece l’eroizzazione di Sofocle Kearns.. pp. 1998. 109-122. in «ASAA» 29-30. 27). oltre che sulla base della testimonianza di Plutarco (vd. in «AAA» 15. The Heroes of Attica. Beschi. p. Stockholm 1994. 1). L. 25 s. Aston. Was Sophocles Heroised as Dexion?. Proceedings of the Second International Seminar on Ancient Greek Cult (Athens. The Sarapion Monument and the Paean of Sophocles.C. [Luc. 184 s. 3. enc. A.]. IG II2 4960 e 4961 (per la ricostruzione del monumento di cui avrebbero fatto parte vd. Athenian Religion. p. 1982. The Lives of the Greek Poets. tenendo conto del sacerdozio che Sofocle avrebbe ricoperto per Alone. 11).. Dem.H. 1-21. 1936. 91-122. K. Oliver. Philostr. 2004. così come l’ipotesi che il tragediografo abbia partecipato all’introduzione del culto del dio ad Atene nel 420. pp. Il rilievo di Telemachos ricompletato. Il frammento di Istro è così breve che non si può sapere se la notizia dello psephisma riguardante i sacrifici annuali per Sofocle sia da collegare alla sua eroizzazione con il nome di Dexion o se appartenga a una tradizione diversa. 84.. e della composizione di una peana per il dio (Flav.f 38 209 Ciò nonostante il rapporto di Sofocle con Asclepio è molto discusso. non significa rifiutare la testimonianza del Callimacheo. Id. eroe con Asclepio (Vita Soph. in «Hesperia» 5. The Epidauria and the Arrival of Asclepius in Athens. fondatore dell’Asklepieion ateniese. 13. Ancient Greek Cult Practice from the Epigraphical Evidence. 31-43). 21 n. tracce del quale si sono volute riconoscere nei frammenti del cosiddetto monumento di Sarapion del III secolo d. Asclepius and the Legacy of Thessaly. supra n. pp.). in R. Il rapporto con Asclepio è studiato. tuttavia.. 22-24 November 1991). Parker. perché la notizia potrebbe dipendere dagli onori tributati nel IV secolo ai 3 Sull’introduzione del culto di Asclepio ad Atene vd. p. Per una disamina delle fonti sull’argomento vd. .. che nega l’eroizzazione di Sofocle e considera la tradizione dell’accoglienza di Asclepio un’invenzione biografica di età ellenistica ispirata al contenuto del peana. pp. in «JHS» 118.. così anche Lefkowitz. 381-436.

1.]. 15 s. . cfr. The Lives of the Greek Poets. Cfr. I 21.. p. inoltre Connolly. 18-20. Vit. 87. dec. cit. 4 [Plut..210 istro il callimacheo tre grandi tragici mediante l’innalzamento di statue di bronzo e le disposizioni per la conservazione dei testi delle loro opere 4. Lefkowitz. Paus. 841f.... Was Sophocles Heroised. pp. or.

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CONCORDANZA .

.

Deipnosophistae IX 387e-f Suda [I 706] s.v.v.CONCORDANZA Testimonia Berti FGrHist FHG T1 1 I.v. s. Panaqhvnaia F5 5 10 Photius [O 333] s.v. p.v. vetTr in Aristophanis Aves 1695a Holwerda T5 5 – Plutarchus. Titanivda gh`n . 418 T2 2 – Athenaeus. Deipnosophistae VI 272a-b T3 3 – Plutarchus. Aetia Graeca 301d T4 4 – Schol.v. Qeoivnion F4 4 7 Harpocration s.v. lampavdo~ F3 3 5 Harpocration s. ïOmolwvi>o~ Zeuv~ Photius [T 591] s. lampav~ F2b 2b 4 Epitome Harp. ÒIstro~ Fragmenta Berti FGrHist FHG F1 1 1-2 F2a 2a 3 Harpocration s. De Pythiae oraculis 403e T6 6 – Athenaeus.

v. in Sophoclis Oedipum Coloneum 42 F21 21 31 Harpocration s. Deipnosophistae XIII 556e-557b F11 11 15 Photius [Q 108] s.v.v.v. thæ` ejkfora`/ kai. Paianiei`~ kai. proagoreuvein ejpi. in Sophoclis Oedipum Coloneum 1059 F18 18 8 Photius [T 571] s. Paionivdai F22a 22 21 Schol.v. vetTr in Aristophanis Aves 1695a Holwerda F7 7 12 Plutarchus. ejpenegkei`n dovru ejpi.v. Deipnosophistae III 74e F13 13 28 Harpocration s. ÆAnqesthriwvn F14 14 19 Harpocration s.244 istro il callimacheo Berti FGrHist FHG F6 6 11 Schol.v. Tauropovlon F19 19 – Schol.v. peristivarco~ F17 17 6 Schol. in Euripidis Hippolytum 73 F20 20 9 Schol. qeo. Theseus 34 F8 8 13 Harpocration s.~ hJ ÆAnaivdeia F12 12 35 Athenaeus.v. ojscofovroi F9 9 16 Harpocration s. tw`/ mnhvmati F15 15 29 Harpocration s. trapezofovro~ F10 10 14 Athenaeus. Koirwnivdai F16 16 32 Photius [P 422] s. in Sophoclis Oedipum Coloneum 1053 .

concordanza 245 Berti FGrHist FHG F22b – 20 Schol. in Aristophanis Lysistratam 641 Hangard F28 28 30 Schol. in Lycophornis Alexandram 1328 F23 23a-b 53 Pausanias Atticista [A 89] s. Aijdou`~ bwmov~ F26 26 64 Plutarchus. Alexander 46 F27 27 17 Schol. ajmnovn F24 24 26 Harpocration s. in Sophoclis Oedipum Coloneum 701 F31 31 23 Schol.v. vet. in Sophoclis Oedipum Coloneum 57 F29 29 25 Schol.v.v. in Pindari Nemeonicas V 89b F32 32 24 Diogenes Laertius II 59 F33 33 51 Vita Sophoclis 1 F34 34 51 Vita Sophoclis 1 F35 35 51 Vita Sophoclis 3 F36 36 51 Vita Sophoclis 6 F37 37 51 Vita Sophoclis 14 F38 38 51 Vita Sophoclis 17 . tritomhniv~ F25 25 – Photius [A 539] s. in Sophoclis Oedipum Coloneum 681 F30 30 27 Schol.

.

INDICI .

.

INDICE DELLE FONTI

1. Fonti letterarie
Acestodorus
fragmenta
FHG II, p. 464: F22
Acusilaus
fragmenta
FGrHist 2 F7: F1
FGrHist 2 F30: F22
Aelianus
Varia historia
II 25: F19
III 38: F12
Aelius Aristides
Orationes
XIX 257: F22
Aelius Herodianus
Peri; ojrqografiva~
s.v. Tritogevneia: F24
Aeschines
Orationes
I 23: F16

I 128: F25
II 144-145: F25
III 25: F32
III 51: F21
Aeschylus
Agamemnon
281-283: F2
312-314: F2
Eumenides
6: F1
293: F24
681-710: F14
804-807: F20
868-869: F20
916-926: F20
992: F20
1040-1041: F20
Prometheus vinctus
14: F11
16: F11
874: F1
Septem contra Thebas
570: F5

250

istro il callimacheo

fragmenta
fr. 208-208a TrGF: F2
fr. 300 TrGF: F29
fr. 382 TrGF: F3
Aethiopis
fragmenta
F4 Bernabé: F31

Androtion
fragmenta
FGrHist 324 F1 = F1
Harding: F22
FGrHist 324 F2 = F2
Harding: F4
FGrHist 324 F8 = F8
Harding: Intr.

Alcidamas
Orationes
II 23 Avezzù: F22

FGrHist 324 F38 = F38
Harding: F33, F34

Alciphron
Epistulae
I 13, 3: F36

FGrHist 324 F68 = F68
Harding: F30

Alcman
fragmenta
fr. 21 Page: F7
Amelesagoras
fragmenta
FGrHist 330 F1: Intr.
Andocides
Orationes
I 62: F31
Andron
fragmenta
FGrHist 10 F1: F22, F31
FGrHist 10 F13: F22

FGrHist 324 F39 = F39
Harding: F30

Anthologia Graeca
VI 100 Beckby: F2
VII 20 Beckby: F37
VII 37 Beckby: F34
Anticlides
fragmenta
FGrHist 140 F12: F26
Antigenes
fragmenta
FGrHist 141 F1: F26
[Antigonus Carystius]
Rerum mirabilium collectio
12: Intr.

indice delle fonti
Antoninus Liberalis
Metamorphoses
27, 3: F18
41: F14
[Apollodorus]
Bibliotheca
I 1, 3: F1
I 1, 4: F20
I 3, 1: F20
I 3, 6: F24
I 5, 2: F15
I 9, 28: F10
II 4, 10: F10
II 5, 9: F10
II 5, 12: F22, F28
II 7, 8: F10
II 8, 2: F30
III 6, 6: F5
III 10, 7: F7
III 12, 7: F10
III 14, 1: F30
III 14, 2: F14
III 14, 6: F4, F27
III 15, 1: F14
III 15, 1-2: F22
III 15, 4: F22
III 15, 6: F10
III 15, 7: F10
III 15, 9: F14

Epitome
1, 5-6: F10
1, 9: F31
1, 16: F10
1, 17: F10
1, 18-19: F18
1, 23: F7
1, 23-24: F28
5, 1-2: F10
5, 2: F10
5, 22: F7
6, 25: F14
6, 27: F18
Apollodorus Atheniensis
fragmenta
FGrHist 244 F94: F14
FGrHist 244 F111: F18
FGrHist 244 F120: F30
FGrHist 244 F128: F19
FGrHist 244 F144: F28
FGrHist 244 F343: F31
Apollonius Rhodius
Argonautica
I 211-215: F22
I 594: F5
II 964-969: F10
IV 1310: F24

251

252

istro il callimacheo

Apostolius
Collectio paroemiarum
VIII 86 (s.v. qeo;~ hJ
ÆAnaivdeia): F11
XI 75 (s.v. moriw`n mh;
qivggane): F30
XII 67 (s.v. ïOmolwvi>o~
Zeuv~): F5
XIV 21 (s.v. periestivarco~
ejgevnou): F16
XVI 22 (s.v. Tauropovla~
ÆArtevmido~ tacuvtero~): F18
XVI 58 (s.v. Tita`na~
kalei`n): F1
XVI 69 (s.v. Titanivda
paroikei`~): F1
Archilochus
fragmenta
fr. 115: F12
Aristobulus
fragmenta
FGrHist 139 F21: F26
Aristodemus
fragmenta
FGrHist 104 F1, 15, 4: F33
Aristodemus Thebanus
fragmenta
FGrHist 383 F5: F5
FGrHist 383 F9: F8

Aristophanes
Acharnenes
44: F16
693: F6
Aves
469: F1
1694-1705: F6
Ecclesiazusae
128: F16
Equites
1189: F24
Lysistrata
347: F24
641: F27
641-647: F27
644-645: F27
835: F28
913: F6
Nubes
989: F24
1005: F30
Pax
418: F4
Ranae
129-133: F2
156: F29
330: F29
1087-1098: F2
Vespae
93: F6

indice delle fonti
857: F6
1203: F2
fragmenta
fr. 127 PCG: F9
fr. 141 PCG: F36
Aristophanes Boeotus
fragmenta
FGrHist 379 F2: F5
Aristophanes Byzantius
fragmenta
fr. 113-116 Slater: Intr.
fr. 137 Slater: Intr., F23
fr. 337-347 Slater: Intr.
fr. 385 Slater: Intr.

60: F4
60, 2: F30
67, 2: F6
Mirabilium auscultationes
843b: F22
Aristoxenus
fragmenta
fr. 76 Wehrli2: F35
fr. 79 Wehrli2: Intr., F36
fr. 91 Wehrli2: F22
fr. 115 Wehrli2: Intr., F33
Arnobius
Adversus nationes

Aristoteles
De respiratione
473b 8-474a 7: F6
Poetica
1449a 18-19: F36
Rhetorica
III 1419a 25-30: F33

III 31: F24
VI 6, 3: F22
Arrianus
Alexandri anabasis
I 1-2: F26
IV 15, 1-4: F26

[Aristoteles]
Athenaion politeia
3, 2: F22
14, 4: F21
19, 3: F21
41, 2: F22
43, 1: F4
58, 1: F19

253

IV 15, 4: F26
VII 13, 2-6: F26
VII 13, 5: F10
Astydamas
fragmenta
fr. 9 TrGF: F28

254

istro il callimacheo

Athenaeus
Deipnosophistae
I 20e-f: F35
I 20f: F36
II 44d: F35
III 74c-80e: F12
III 74d: F12
III 74e: Intr., F12
III 74f-75a: F12
III 114a: F27
V 198a: F36
VI 272a-b: T2
VI 272b: Intr.
IX 387e-f: T6
IX 387f: Intr.
X 411a-412b: F10
X 425b: F3, F15
XI 465a: F3
XI 478b: Intr.
XI 495f-496a: F8
XI 503d: F10
XII 512e: F10
XII 522a: F36
XIII 555a ss: F10
XIII 556e-557b: Intr., F10
XIII 567d: F6
XIII 598c: F34
XIII 603e-604d: F33
XIV 652b-653b: F12

Bacchylides
Epinicia
XIII 155: F31
Bion
fragmenta
FGrHist 332 F2: Intr.
Callimachus
In Dianam
173: F18
Callisthenes
fragmenta
FGrHist 124 F52: F24
Carystius
fragmenta
FHG IV, p. 359 fr. 18: Intr.
Cercops
fragmenta
fr. 7 Kinkel: F10
Charax
fragmenta
FGrHist 103 F8: F14
Chares
fragmenta
FGrHist 125 F12: F26

28: F11 De officiis 1. 7-9: F26 Cypria fragmenta F13 Bernabé: F7 Demades fragmenta fr. 24-32: F26 VIII 1.Kranz6: F24 . FGrHist 323 F17 = BNJ 323 F17: Intr. 17: F26 VI 5. 3: F20 Stromata I 1. 110 De Falco: F22 Demaratus fragmenta FGrHist 42 F4 = BNJ 42 F1: F22 Democritus fragmenta fr. 106. 2: F19 I 21. F10 Clitarchus fragmenta FGrHist 137 F13: F26 FGrHist 137 F15: F26 FGrHist 137 F16: F26 Curtius Rufus Historia Alexandri Magni VI 4. 68 B 2 Diels .. FGrHist 323 F7 = BNJ 323 F7: Intr. 144: F33 Clemens Alexandrinus Protrepticus II 17. I 21. 4: F11 III 45. 104. 1: F22 IV 47.indice delle fonti Cicero De finibus 5. 1: F18 Clidemus fragmenta FGrHist 323 F5a = BNJ 323 F5a: Intr. 11. 1: F27 II 20. 3: F34 De legibus 2. 2: Intr. FGrHist 323 F10 = BNJ 323 F10: Intr. 2: F22 II 26. 255 FGrHist 323 F18 = BNJ 323 F18: Intr.

VI 4 Conomis: F27 fr. 2-4: F10 IV 25. 1: F22 IV 28. F8 FGrHist 327 F8: F17 Demosthenes Orationes IV 35: F4 XVI 16: F28 XIX 246: F36 XXIII 66: F14 XXV 34: F11 XXV 35: F25 LX 8: F22 LX 27: F22 [Demosthenes] Orationes XLVII 68-69: F14 XLVII 69: F14 XLVII 69-73: F14 LIX 72: F3 LIX 73: F3 LIX 78: F3 LIX 79: F3 Dicaearchus fragmenta fr. 4: F22 III 70. 2-3: F10 . 76 Wehrli2: F36 Didymus fragmenta p. 2: F24 IV 14. XVIII 5 Conomis: F21 Dio Chrysostomus Orationes VIII 1: F32 Diodorus Periegeta fragmenta FGrHist 372 F9: F21 FGrHist 372 F13: F21 Diodorus Siculus Bibliotheca historica I 29. FGrHist 327 F6: Intr.256 istro il callimacheo Demon fragmenta FGrHist 327 F5: Intr. 3: F22 IV 16.. 1: F10 IV 29. 317 Schmidt: F21 Dinarchus Orationes I 87: F14 I 96: F32 fragmenta fr.

3 B 19 Diels . 4: F37 XVII 77. 3: F24 257 Dionysius Halicarnassensis Antiquitates Romanae I 8. 4-7: F14 V 72. 3: Intr. lampavdo~: Intr.Kranz6 = F51 Bernabé: F20 Epitome Harpocrationis s. XIV 2. 1: F10 IV 63. 1 TrGF: F3 XII 45. F2 . 1: F30 De Dinarcho 11: F29 Dionysius Scymnaeus fragmenta fr.. 7: F10 IV 76. 2: F7 IV 63.v. 3: F7 IV 63.v. qeo. 4: F30 IV 62. 4-7: F10 IV 57. Diogenianus Paroemiae V 24 (s. F32 III 56: F36 V 26: Intr. 5: F7 IV 72.~ hJ Anaivdeia): F11 VIII 47 (s. 1: F30 XIII 103. Tita`na~ kalei`n): F1 Ephorus fragmenta FGrHist 70 F228: F5 Epimenides fragmenta fr. 1-3: F26 Diogenes Laertius Vitae philosophorum II 51: F32 II 55: F32 Duris Samius fragmenta FGrHist 76 F46: F26 FGrHist 76 F92: F7 Empedocles fragmenta fr..v.Kranz6: F6 II 58: F32 II 59: Intr.indice delle fonti IV 55. 31 B 100 Diels .

ajrrhforei`n: F27 s.v. 58 Powell: F7 fr.v. Mélanges de littérature grecque. p. ajrrhforiva: F27 s. bakthriva ojrqhv: F36 s.v. Kerameikov~: F2 s.258 istro il callimacheo [Eratosthenes] Catasterismi 1. Titakivdai: F1 s. gerai`rai: F3 s.v.v. 13: F4 Etymologicum Genuinum s.v. Eujmolpivdai: F22 s. Titanivda gh`n: F1 s. cai`on: F36 s. Qeoivnion: F3 s.v. tw`/ mnhvmati: F14 s.v.v.v.v. Dexivwn: F38 s. ÆAnqesthvria: F13 s. ijscav~: F12 s. Tritogevneia: F24 s. 54 PCG: F6 Euphorion fragmenta fr. a[bolo~: F23 s.v. fr.v. Tauropovlon: F18 s. ajrrhfovroi kai.v. ejpenegkei`n dovru ejpi. thó` ejkfora`/ kai. 94 Powell: F29 Euripides Cyclops 121: F29 Electra 1258-1272: F14 1260-1263: F14 Heraclidae 31-34: F30 Hercules 371: F5 Hippolytus 73-74: F19 73-87: F19 .v.v. morivan: F30 s.v.v. hJghtoriva: F12 s.v.v. 35-39 von Groningen: Intr.v. proagoreuvein ejpi.v. wjscoiv: F8 Eubulus fragmenta fr.v.v. Paris 1868. trapezovforo~: F9 s. Forbantei`on: F31 s. ejpenevgke dovru (Miller. 118): F14 Etymologicum Magnum s. sukofantiva: F12 s.

5: F36 Glossae rhetoricae s. Flavius Philostratus Vita Apollonii 3. p. 349 TrGF: F22 fr. p. Anecdota. sycophantas. Aijdwv (Bekker.v. 188 Karst: F4 259 Eustathius Commentarii ad Homeri Iliadem II 811: F34 XXII 451: F25 Commentarii ad Homeri Odysseam I 156: F23 IX 239: F23 Commentarium in Dionysii periegetae orbis descriptionem 306: F18 Festus De verborum significatione s.v. 17: F38 Gellius Noctes Atticae VI. 349-370 TrGF: F22 fr. 370 TrGF: F22 Eusebius Chronicon Armenum p. 360 TrGF: F22 fr.indice delle fonti 208-211: F19 1214: F18 1229: F18 1248: F18 Ion 277: F22 872: F24 Iphigenia Taurica 940-969: F14 961-963: F11 1435-1461: F18 1455: F18 1457: F18 1462-1467: F18 1469-1472: F14 Orestes 1648-1652: F14 Phoenissae 854: F22 1119: F5 Supplices 680: F31 fragmenta fr. 355): F25 . I. 302 Lindsay: F12 Flavius Josephus Contra Apionem 1. 17: Intr.

Anecdota. Anecdota. 208. Anecdota. Anecdota. 188): F14 s. Anecdota. ejxouvlh~: F15 s. pp. I.v.v.. p. ejpenegkei`n dovru ejpi. p. ejpÆ ejkfora`/ dovru ejxenegkei`n (Bekker. p. I.v. I. I. 285): F8 s. Qardai?wn (Bekker. gumnasivarcoi (Bekker. Anecdota. I. Anecdota. p. ajrrhforei`n (Bekker. I. p. p.v. I. F14 . Anecdota. I.v. p. ÆAnqesthriwvn: Intr. 228): F2 s.v.v.v. thó` ejkfora`/ kai.~ kai. 264): F3 s. sukofantei`n (Bekker. p. Anecdota.v.v. Forbantei`on (Bekker.v.v. p.v. morivai (Bekker. Tipagivdai tivne~ eijsi. 273): F15 s. I. I.v.~ hJ ÆAnaivdeia): F11 Harpocration Lexicon in decem oratores Atticos s. Anecdota. p.v. 304): F12 s.v. Anecdota. ojscoforiva (Bekker. gennh`tai: F3 s.v. I. ajrrhforiva (Bekker. p. Anecdota. Krokou`n (Bekker. 280): F30 s. p. p.. 403): F13 s. Anecdota. Qeoivnion (Bekker.v. 277): F2 s. p.v. 202. 307): F9 s.v. I. trapezovforo~ (Bekker. Anecdota.v. 446): F27 s.n ejkforavn (Bekker. 314): F31 s. ÆAnqesthriwvn (Bekker. 269): F16 s.v. 202): F27 s. kommwv (Bekker. dovru ejpi. I. Anecdota. kai. ajrrhforei`n: F27 s. 308): F1 s. Anecdota. I. th.v. Anecdota. proagoreuvein ejpi. p. p. p. F13 s. 237): F14 s. wjscoiv (Bekker. kaqarsivwn (Bekker. pp. I. tritovmhni~ (Bekker. Koirwnivdai (Bekker. gerairaiv (Bekker. I. I. p. Anecdota. I. tw`/ mnhvmati: Intr. p. 231): F3 s. Anecdota. 273): F9 s.v.v. geraraiv: F3 s.v.v. lampadhfovroi (Bekker. 306): F24 s. I. Anecdota. I. 273): F15 s. lampa. 318): F8 Gregorius Cyprius Paroemiae II 28 (qeo.260 istro il callimacheo s. Anecdota. I.

Panaqhvnaia: Intr. Kunnivdai: F15 s.v.v. F31 FGrHist 4 F42a-b = 323a F5a-b = F165a-b Ambaglio: F7 FGrHist 4 F45 = 323a F8 = F168 Ambaglio: F22 FGrHist 4 F134 = 323a F20 = F180 Ambaglio: F7 FGrHist 4 F143 = 323a F21a = F181 Ambaglio: F7 FGrHist 4 F164 = 323a F14 = F174 Ambaglio: Intr.v. F31 Hecataeus Eretrieus Scriptores rerum Alexandri Magni 49 Müller: F26 261 Hegias Troezenius fragmenta FGrHist 606 F1: F10 Hellanicus testimonia FGrHist 4 T16 = 323a T8 = T1 Ambaglio: Intr. Qurgwnivdai: F1 s. fragmenta FGrHist 4 F38 = 323a F1 = F161 Ambaglio: F14 FGrHist 4 F39 = 323a F2 = F162 Ambaglio: F4 FGrHist 4 F40 = 323a F3 = F163 Ambaglio: F22. F15 s. F2 s.. qewrikav: F32 s.v.....v.v. FGrHist 4 F165 = 323a F15 = F175 Ambaglio: Intr. Paianiei`~ kai. Titakivdai: F1 s. F21 s. Skambwnivdai: F15 s.v.v. trapezofovro~: Intr. Proscairhthvria: F15 s. Qeoivnion: Intr.v.v..v. kaqavrsion: F16 s. Eujmenivde~: F20 s. Mousai`o~: F22 s. F8 s. Koirwnivdai: Intr.v. ojscofovroi: Intr.v.v.indice delle fonti s.v.v.v. Khvruke~: F22 s. lampav~: Intr. iJerofavnth~: F15. FGrHist 4 F166 = 323a F16 = F176 Ambaglio: Intr. F22 s. Forbantei`on: F22. F9 s. Nemea. Paionivdai: Intr. F3.v. Kolwnevta~: F20 s. tritomhniv~: Intr. F24 s. Eu[boulo~: F32 s. F15 s. kanhfovroi: F4 s.. F4 s.~ Caravdra: F17 s. .v.v..v.v.v.v.

2: F22 VI 87: F4 VI 105. FGrHist 4 F168b = 323a F19 = F179b Ambaglio: F7 FGrHist 4 F169a-b = 323a F22a-b = F183a-b Ambaglio: F14 Hereas fragmenta FGrHist 486 F1 = 3 F1 Piccirilli = BNJ 486 F1: F10 Hermesianax fragmenta fr. 2: F30 IX 73: F7 IX 73. 2: F7 VII 141.262 istro il callimacheo FGrHist 4 F167a = 323a F17a = F178a Ambaglio: Intr. 4: F17 VIII 94. 2: F21 V 66. F22 VIII 55: F30 VIII 90. 7. FGrHist 4 F168a = 323a F18 = F179a Ambaglio: Intr.. FGrHistC 1061 T3: Intr. 2: F8 VIII 98. 3: F24 VII 189: F22 VIII 33: F17 VIII 44. 2: F2 IX 27. T1 Herodorus fragmenta FGrHist 31 F20: F10 FGrHist 31 F25: F10 Herodotus Historiae I 4: F7 I 60. 3: F2 VI 111: F4 VII 20. 1-2: F24 V 62. 4: F21 II 20: F6 IV 180. 2: F1 IX 73. 3: F30 Hesiodus Scutum 197: F24 Theogonia 147-153: F1 183-185: F20 . 57 Powell: F34 Hermias In Platonis Phaedrum scholia 231e: F2 Hermippus Berytius testimonia FGrHistC 1061 T1: Intr. 2: F4.

147 M-W: F10 fr.v. Tauropovlia: F18 [T 252] s.v.v.v. Taurwv: F18 [T 972] s.v.v.v.v. gnw`ma: F23 [D 184] s.v. ejlaiva: F30 [G 402] s.indice delle fonti 188-200: F20 217: F20 617-634: F1 811-812: F28 895: F24 904: F20 fragmenta fr.v. kleyivrruton u{dwr: F6 [K 2941] s. ÆAnqesthvria: F13 [A 7442] s. ajsth. damavtrion: F29 [D 527] s. kovgx: F6 [L 541] s.v. Qeoivnia: F3 [K 88] s. Khvruke~: F22 [K 2940] s. damatrivzein: F29 [D 185] s.v.v.v.v. stevfanon ejkfevrein: F30 [T 251] s. Titanivda: F1 [T 974] s.v.v. mivlion: F29 [M 1655] s.v.v. kavqarma: F16 [K 2560] s.v. 298 M-W: F10 fr.v.v. smi`lo~: F29 [S 1791] s. Titani. 343 M-W: F24 Hesychius Lexicon [A 1791] s. eJrrhfovroi: F27 [E 6995] s. morivai: F30 [O 188] s.v.v. peristivarco~: F16 [P 1885] s.v. Kleyuvdra: F6 [K 3184] s. ïReitoiv: F15 [S 61] s. Oijnai`oi th.n caravdran: F17 [O 776] s. Tauropovlai: F18 [T 257] s. hJghthriva: F12 263 [Q 274] s. ïOmolwi?de~: F5 [O 777] s. Oijavtido~ ejk nomou`: F17 [O 309] s.v. Saisariva: F15 [S 1256] s. 301 M-W: F10 fr.v. ÆAmalw`/a: F5 [A 4605] s. deipnofovroi: F8 [E 6026] s.v.v.~ gh`: F1 .v. ajrrhfovro~: F27 [A 7851] s.v. ajrrhforiva: F27 [A 7443] s. perivstion: F16 [R 202] s. ïOmolwvio> ~ Zeuv~: F5 [O 1166] s.v.v.v. ojrescav~: F8 [P 1206] s.v.v. leipognwvmwn: F23 [M 1351] s. ajnavstatoi: F27 [A 5126] s.v. Eujmolpivdai: F22 [H 68] s. Aijdou`~ bwmov~: F25 [A 3688] s.v.v.v. geraraiv: F3 [G 744] s. Pedwv: F6 [P 1883] s.v.

v. trapezwv»n¼: F9 [T 1325] s. 1: F3 II 35.. 4: F22 .v. 2: F2 II 21. tritokouvrh: F24 [T 1446] s.v. 1: F14 Fabulae 46. 31 Wehrli2: Intr. tritovmhni~: F24 [F 748] s.v. wjscofovria: F8 [W 471] s.v.264 istro il callimacheo [T 1257] s. ÆWscofovrion: F8 Hieronymus Chronicon 102b Helm: F4 Hieronymus Rhodius fragmenta fr. trhtokourhvta~: F24 [T 1443] s.v. 2: F22 46. Fovrba~: F31 [W 469] s. Tritogenhv~: F24 [T 1445] s. F38 Historia Alexandri Magni III 25-27 Kroll: F26 Homerus Ilias I 402-405: F1 II 426: F2 III 144: F7 IV 515: F24 V 333: F5 V 592: F5 VIII 15: F28 VIII 39: F24 IX 468: F2 XVII 88: F2 XVIII 369-379: F2 XVIII 417-421: F2 XXI 328-382: F2 XXII 183: F24 XXIII 33: F2 Odyssea III 378: F24 VII 91-94: F2 XXIV 71: F2 [Homerus] Hymni II 8: F29 II 154: F22 II 452-456: F29 II 475-478: F22 IX 239: F23 XXVIII 4: F24 Hyginus De astronomia II 15.v.v.v. Tritogevneia: F24 [T 1444] s.

F18 FGrHist 334 F47: Intr. FGrHist 334 F49: Intr. FGrHist 334 F53: Intr.. FGrHist 334 F56: Intr. 1: F22 164: F30 189: F14 238. 2: F22 241: F14 273. FGrHist 334 F48: Intr. FGrHist 334 F55: Intr. FGrHist 334 F58: Intr. T3 FGrHist 334 F59: Intr..indice delle fonti 79: F7 92: F7 157. 87 Jensen: F8 fr. FGrHist 334 F57: Intr. 145 Jensen: F22. FGrHist 334 F52: Intr. 33: F26 III 6. 12: F33 XII 3. T2 FGrHist 334 F60-77: Intr. 5-7: F26 Libanius Epistulae 390. FGrHist 334 F40-42: Intr. FGrHist 334 F50-52: Intr. F22 265 Istrus fragmenta FGrHist 334 F39: Intr. F31 Ilias parva fragmenta F20 Bernabé: F7 Ilii excidium argumentum Bernabé: F7 Ion Chius fragmenta FGrHist 392 F6 = F104 Leurini: F33 Isocrates Orationes IV 68: F22 XII 17: F4 XII 193: F10. FGrHist 334 F58b: Intr. 11: F22 Hyperides fragmenta fr. FGrHist 334 F65: F14 Justinus Epitome Historiarum Philippicarum II 4. FGrHist 334 F54: Intr. 9: F38 . FGrHist 334 F43: F18 FGrHist 334 F43-46: Intr..

Lucianus Demonax 34: F22 Lexiphanes 6: F23 Macrobii 24: F37 [Lucianus] Demosthenis encomium 27: F38 Philopatris 1: F28 Lycophron Alexandra 498: F7 519: F5 520: F5 1247: F3 Lycurgus Orationes I 98: F22 I 102: F4 fragmenta fr. Tita`na~ boa`n): F1 . VII 6 Conomis: F15 Lysias Orationes VII 2: F30 VII 3: F30 VII 7: F30 VII 22: F30 VII 24: F30 VII 25: F30 VII 29: F30 VII 32: F30 VII 41: F30 XXI 2: F4 XXI 3: F2 XXI 5: F27 fragmenta fr. VI 20 Conomis: F9 fr. 519 Lloyd-Jones Parsons: Intr. VII 2 Conomis: F15 fr. VII Conomis: F14 fr. LIV Thalheim: F2 Macarius Chrysocephalus Paroemiae IV 65 (s. VII 3 Conomis: F3 fr. VI 21 Conomis: F24 fr.266 istro il callimacheo Lobo Argivus fragmenta fr.~ hJ ÆAnaivdeia): F11 VIII 38 (s. qeo. VII 5 Conomis: F3 fr.v.v.

201 PCG: F11 fr.~ ÆAtqivda~ suggravyante~ testimonia FGrHist 329 T1-2: Intr. F37 Nicander fragmenta fr.v. 555-556: F3 Menander fragmenta fr. Onesicritus Astypaleius testimonia FGrHist 134 T8: F26 . fragmenta FGrHist 329 F1-8: Intr.Kranz6 = F72 Bernabé: F22 Nostoi fragmenta F15 Bernabé: F10 OiJ ta. 2 B 11 Diels . ejrrhfovroi ÆAttikoiv: F27 Musaeus fragmenta fr.indice delle fonti Marcellinus Vita Thucydidis 2-4: F4 Marmor Parium FGrHist 239 A3: F14 FGrHist 239 A10: F4 FGrHist 239 A12: F15 FGrHist 239 A15: F22 FGrHist 239 A25: F14 FGrHist 239 A56: F34 267 Neanthes fragmenta FGrHist 84 F18: Intr. 508 PCG: F2 Moeris Lexicon Atticum s. 58 Schneider: F18 FGrHist 271-272 F4: F1 Nicolaus Damascenus fragmenta FGrHist 90 F25: F14 FGrHist 90 F28: F14 Marsyas Pellaeus testimonia FGrHist 135-136 T1: Intr. Nonnus Dionysiaca 48..

F14 I 28. F28 I 31. 7: F18 I 27. 4: F5 I 14. 1: F22 I 14. 3: F28 I 23. 4: F20. 1: F18 I 36. 4: F8 I 2. 7: F10 .268 istro il callimacheo fragmenta FGrHist 134 F1: F26 Orion Etymologicum s. 2: F2. De incredibilibus 24: F28 39: F28 Pausanias Graeciae descriptio I 1. 1: F38 I 21. F22 I 38. 3-4: F8 I 37. 6: F14. 2: F12 I 37. 1: F10 I 5. 2: F27 I 19. 4: F7 I 41. 2: F15 I 14. 3: F22 I 33. 4: F28 I 19. 3: F27 I 27. 6: F7 I 18. 4: F14 I 22. 1: F25 I 17. 4: F22 I 28. 4: F6 I 28. 3: F10 I 17. 1-2: F15 I 38. F30 I 30. 2-3: F22 I 39. Tritogevneia Sturz: F24 [Orpheus] Hymni I 7: F18 Ovidius Metamorphoses II 522-561: F27 VII 796-862: F14 Palaephatus testimonia FGrHist 44 T3: Intr. 5: F11. 3: F31 I 41. 6: F24 I 17. 2: F22 I 8. 5: F7 I 41. 2: F30 I 27. 6: F19 I 21. 6: F20 I 30.v.

7: F24 X 5. VII 25. 7: F20 VIII 2. fragmenta FGrHist 325 F4: F22 FGrHist 325 F12: F3 FGrHist 325 F14a: F18 Pherecydes fragmenta FGrHist 3 F2 = F13 Dolcetti: F4 FGrHist 3 F34 = F152 Dolcetti: F14 FGrHist 3 F90d = F99 Dolcetti: F3 FGrHist 3 F151 = F22 Dolcetti: F10 . 4: Intr. 5-7: F5 IX 8. 1: F7 X 33. 6: F17 Pausanias Atticista ÆAttikw`n ojnomavtwn sunagwghv [A 43] s. IV 31. VII 20. 7: Intr. 7: F18 III 17. 3: F7 VII 1. 4: F10 II 3. IX 8.v. 5-6: F32 V 10. 5: Intr. 9: F29 269 IX 33. 4: Intr. 6-7: F5 IX 27. 6-7: F10 IX 31. 1-4: F14 IX 6. 6: F6 IV 33. 3: Intr. 2: F20 VII 25. 7-8: F29 IV 28. III 20. Aijdou`~ bwmov~: F25 [A 89] s. 6: Intr. F23 [A 116] s.. II 22. 6: F22 X 25. 2: F10 I 42.v. 1: F6 V 6. V 19. 6-7: F7 III 11. 8: F10 II 14. 3: Intr. 1: Intr. 7-9: F7 X 25. 2: F22 II 21. 6: F24 VIII 34. 10: F25 IV 26. III 16. 5: F22 VII 7. 8: F7 X 26. ajnavstatoi: F27 Phanodemus testimonia FGrHist 325 T6: Intr. ajmnovn: Intr.indice delle fonti I 42. 1: F4 VIII 26.v.

FGrHist 328 F74: F1 FGrHist 328 F75: F22 FGrHist 328 F109: Intr. F10 FGrHist 328 F111: Intr. FGrHist 328 F110: Intr. p. FGrHist 328 F18a = F18a Costa: Intr. 180 PCG Philetas Cous fragmenta fr. 29-58 Spanoudakis: Intr. 560: F26 Philochorus testimonia FGrHist 328 T6 = T6 Costa: T5 fragmenta FGrHist 328 F3 = F3 Costa: F14 FGrHist 328 F5 = F5 Costa: F3 FGrHist 328 F11 = F11 Costa: F22 FGrHist 328 F13 = F13 Costa: F22 FGrHist 328 F14 = F14 Costa: F8 FGrHist 328 F15 = F15 Costa: F8 FGrHist 328 F16 = F16 Costa: F8 FGrHist 328 F17a = F17a Costa: Intr.. FGrHist 328 F33 = F33 Costa: F32 FGrHist 328 F35b = F35b Costa: F3 FGrHist 328 F66 = F66 Costa: Intr.270 istro il callimacheo FGrHist 3 F152 = F23 Dolcetti: F31 FGrHist 328 F8 = F8 Costa: F4 FGrHist 3 F153 = F24 Dolcetti: F10 FGrHist 328 F9 = F9 Costa: F4 Philemon fragmenta fr. . Philippus Theangelius fragmenta FGrHist 741 F4: F26 Philo Thebanus fragmenta FHG III.

v. F18 [T 591] s..v. kaqavrsion: F16 [K 673] s. peristivarco~: Intr.v.v. ojscofovroi: F8 [P 368] s.v.v.v. Qurgwnivdai: F1 ..v.v. morivai ejlai`ai: F30 [O 320] s. ÆAnqesthriwvn: F13 [A 2876] s.v. Qeoivnion: F3 [Q 108] s.v.v. F5 [O 354] s.indice delle fonti FGrHist 328 F112: Intr. Paionivdai: F21 [P 375] s.v.v. shkov~: F30 [S 547] s. F23 [A 1955] s. Aijdou`~ bwmov~: Intr.v. F25 [A 1232] s. Panaqhvnaia: F4 [P 376] s. ïOmolwvi>o~ Zeuv~: Intr. FGrHist 328 F125: F30 FGrHist 328 F182: F24 FGrHist 328 F188: F19 FGrHist 328 F189: F24 FGrHist 328 F218: F33 Philomnestus fragmenta FGrHist 527 F1 = BNJ 527 F1: F12 Philostratus Imagines 13: F38 Photius Bibliotheca 322a: F8 Lexicon [A 539] s.v. lampavdo~: F2 [L 66] s..v. Oijnai`oi th. Kurwnivdai: F15 [L 64] s. Titagivdai kai.v. Tauropovlon: Intr. oijnovptai: F3 [O 333] s.~ hJ ÆAnaivdeia: Intr. gumnasivarco~: F2 [E 2247] s. Eujmenivde~: F20 [E 2251] s. F16 [S 508] s. Eujmolpivdai: F22 [E 2252] s.n caravdran: F17 [O 321] s. Eujmolpivdai: F22 [H 37] s. ojscoforei`n: F8 [O 354] s. ajmnovn: F16.v. Paianiei`~ kai.v.v.v. sukofantei`n: F12 [T 571] s.v.v.v.v. hJghthriva: F12 271 [Q 90] s.. kleyuvdra: F6 [K 1261] s. ajrrhforei`n: F27 [B 178] s.v.v.v. Panaqhvnaia: F4 [P 397] s.v. Khvruke~: F22 [K 771] s. F11 [K 18-19] s. qeo.v.v..v. Kleyuvdra: F6 [K 772] s. blovy: F6 [G 227] s.v. lampav~: F2 [M 529] s. Parqevnoi: F22 [P 422] s.

14: F26 45. trapezofovro~: F9 [T 601] s.v.. tritomhniv~: F24 [F 654] s. 31 PCG: F22 fr... 8: F26 21. 175 Snell: F10 fr. Tritogevneia: F24 [T 603] s. Titanivda gh`n: Intr. 2: F26 16. Trikavranon: F28 [T 603] s. 74 PCG: F35 Phylarchus fragmenta FGrHist 81 F82: F20 Pindarus Nemea V 87-90: F31 fragmenta fr.v.v.v. Tritogenhv~: F24 [T 603] s.v. 76 Maehler: F28 fr. 15: F26 18. 51b Maehler: F28 fr. T3 Alexander 8. 32 PCG: F37 fr.272 istro il callimacheo [T 591] s. 4: F26 20.v. Forbantei`on: F31 Phrynichus fragmenta fr. 113 Maehler: F5 fr. 258 Snell: F7 Plato Menexenus 236a: F35 239b: F22 Respublica 328a: F2 328b 7: F21 [Plato] Hipparchus 228b: F4 Plinius Naturalis Historia VII 180: F37 XXXVII 40: F33 Plutarchus Aetia Graeca 301d: Intr. 2: F26 15. 9: F26 24.v.v. F1 [T 598] s. Titakivdai: F1 [T 591] s. F26 . 6: F26 46: Intr.

T5 Nicias 15. 1: Intr. . 4: Intr. 2: F26 75. 17. 2: F33 273 Non posse suaviter vivi secundum Epicurum 1103b: F38 Numa 4. F10 De curiositate 523b: F12 De exilio 607b: F22 De facie in orbe lunae 922a: F24 938b: F24 De Herodoti malignitate 862a: F19 De Iside et Osiride 381e: F24 De Pythiae oraculis 403e: Intr. 6: F8 23. 9: F26 60. 1: Intr.. 3: Intr. 3: Intr. 7: F8 19. 5: F22 24. 7: F26 61. 4: F26 55. F26 54. 19. 4: F26 70. 3-6: F10 11. 6: F26 An seni respublica gerenda sit 790b: F36 Cimon 10. 1: F26 65. 1: Intr. 7: F2 Comparatio Thesei et Romuli 6.. 3: Intr. 6: Intr.indice delle fonti 46.. 1-2: F12 24. F7. 6: F38 Pericles 8. 1: F10 12. 3: F10 14. 7: F24 Themistocles 1: F33 Theseus 3-4: F10 8. 1-2: F26 66. 17. 2: F12 Sulla 9. 16. 17. 8: F33 Praecepta generendae reipublicae 812f: F32 Solon 9.

. 7: F7 33. 2: F10 29. p. 35. 2: Intr. 6: F2 fr. F31 Pollux Onomasticon IV 119: F36 VII 132-133: F20 VII 184: F23 . 5: Intr.274 istro il callimacheo 19. 1: F10 29. F10 31. VI Preller = FHG III. F38 Polemon Periegeta fragmenta fr. 3: Intr. 4: F30 32. LIV Preller = FHG III. 132 fr. 4: F8 22. 7: Intr. p. 41: F20 fr. 7: F7 [Plutarchus] De musica 1136a: Intr. 55: Intr. 8: Intr. 35.. 2-4: F8 23. 5: Intr. 4: F8 23. F10 29. 30. 3: Intr. 1: F10 27.. 1-2: Intr. 1: Intr. 7: F30 23. 1: Intr. 26. F10 27. 127 fr. 4: Intr. F7 34. 32. 27. p. XLI Preller = FHG III. 1-2: F28 30.. 131 fr. 27. LV Preller = FHG III. 19-20: F10 20. 2: Intr. 1: F10 22. 6: F10 28. 5: F22 31: F7.. T6 fr. 1142b: F35 Parallela minora 310d: F22 Vitae decem oratorum 838f: F33 839c: F27 841f: F36. F10 26. F8 24. 2: F22 34: Intr. 3: Intr. p. 3: F4 25... 54: Intr. 27. 1: F10 29. 117 fr.

10: F22 XIII 189.. fr. 4: F17 XII 7: T2 Polyclitus fragmenta FGrHist 128 F8: F26 Proclus Chrestomathia 271: F7 Proverbia Bodleiana 500 (s. 275 Satyrus fragmenta FHG III.indice delle fonti VIII 16: F6 VIII 65: F14 VIII 104: F16 VIII 108: F3 X 61: F6 X 69: F9 X 173: F36 Polybius Historiae IV 63.~ hJ ÆAnaivdeia): F11 Ptolemaeus fragmenta FGrHist 138 F28a: F26 Rhianus Benaeus testimonia FGrHist 265 T1a: Intr. p. F25 in Septem contra Thebas 570: F5 Scholia in Apollonium Rhodium in Argonauticas I 101-104: F7 I 594: F5 IV 972a: F36 Scholia in Aristophanem vetTr in Acharnenses 44 Wilson: F16 693a-b Wilson: F6 . 161 s. 4: F4 Scholia in Aeschinem I 23: F16 I 188: F20 III 18: F22 III 24: F32 III 176: F16 Scholia in Aeschylum in Prometheum vinctum 12c: F11. F37 Scholia in Aelium Aristidem XIII 118. qeo. F36. 6: Intr.v.

F19 in Medeam 673: F10 in Phoenissas 854: F22. V) p..276 istro il callimacheo vetTr in Aves 1695a Holwerda: Intr. F27 643d Hangard: F27 911 Hangard: F6 913 Hangard: F6 1138a Hangard: Intr. 23-27 Walz: F33 Scholia in Homerum bT in Iliadem VIII 39a Erbse: F24 D in Iliadem III 144 van Thiel: F7 .. T4. F31 1119: F5 in Troades 31: F7 Scholia in Hermogenem eij~ euJrevsewn (Rhetores Graeci.. vet in Nubes 1005b Holwerda: F30 1266 Holwerda: F36 vetTr in Pacem 697c Holwerda: F33 rec in Plutum 845f Chantry: F22 vet in Plutum 31 Chantry: F12 873a Chantry: F12 vet in Ranas 131 Chantry: F2 156 Chantry: F29 330 Chantry: F29 501 Chantry: F22 791 Chantry: F36 849 Chantry: F10 1087 Chantry: F2 vetTr in Vespas 93a-c Koster: F6 544b Koster: F4 857 Koster: F6 Scholia in Demosthenem I 1: F32 Scholia in Euripidem in Hecubam 123: F7 in Hippolytum 73: Intr. 388. F6 in Ecclesiazusas 128a Regtuit: F16 in Lysistratam 447a Hangard: F18 641 Hangard: Intr.

. 275. Rabe: F27 Scholia in Lycophronem in Alexandram 406: F20 494: F10 513: F7 519: F24 520: F5.. F24 1247: F3 1328: F22. F22 1059: Intr..indice delle fonti III 242 van Thiel: F7 XXIII 660 van Thiel: F31 T in Iliadem XVIII 483-600 Erbse: F31 Scholia in Lucianum in Dialogos meretricios p. F29 1329: F10 1332: F10 Scholia in Nicandrum in Alexipharmaca 109a: F8 Scholia in Pindarum vet in Nemeonicas V 87: F31 V 89a: F31 V 89b: Intr.. F20 56: F30 57: Intr. F28 1061: F17 1593: F28 1595: F28 1600: F28 277 . F29 683: F29 684: F29 698: F30 701: Intr. F28 681: Intr. F31 Scholia in Platonem in Parmenidem 127a: F4 in Respublicam 340d: F12 Scholia in Sophoclem in Ajacem 172: F18 846: F36 in Electram 831: F38 in Oedipum Coloneum 39: F20 42: Intr. F17.. F30 705: F30 1047: F22 1048: F22 1053: Intr. 23 ss...

F28 57-58: F28 106: F20 668-680: F20. F29 668-693: F30 670: F29 681-684: F29 681-691: F29 683-684: F29 694-706: F30 712-715: F20 888-889: F20 1044-1064: F22 . IV: F20 16: F20 37: F20 39-40: F20 42: F20. I: F34 hypoth. 551 A Campbell: F10 fr. I: F33 Electra 491: F28 Oedipus Coloneus hypoth. F28 54-58: F28 54-61: F20 56: F30 57: F17.278 istro il callimacheo Scholia in Theocritum in Idyllia 7. 534 Page: F22 Sophocles Ajax 25-27: F18 172: F18 172-175: F18 569: F10 Antigone hypoth. 103b: F5 Scholion Patmense in Demosthenem LVII 43: F2 [Scymnus] Ad Nicomedem regem 708: F31 Servius in Vergilii Aeneidem VI 21: F31 VI 445: F14 in Vergilii Ecloga VIII 10: F36 in Vergilii Georgica I 18: F30 Simonides fragmenta fr.

ajmnovn: F23 [A 2082] s.v. 22: F18 IX 2. 6: Intr. 34: F28 IX 5.v. Kavllati~: Intr. ÒAgra kai. VII fr.v. Eujwnuvmeia: F20 s.v. Trikavranon: F28 s. F22 1059-1061: F17 1061: F17 1590-1603: F28 1595: F28 testimonia T1-27 TrGF: F33 279 Stobaeus Anthologium III 17. 8: F37 Stephanus Byzantius Ethnica s. 18: F33 Stesichorus fragmenta fr. 17: F7 IX 1.v. 14-16: F26 XII 3. ajnavstatoi: F27 Sotades fragmenta fr. Titakivdai: F1 s. F30 s. 18: F33 IV 34. 4: F26 XI 14. s.v.v. Tetravpoli~: F1. 5: F26 XI 2. Caravdra: F17 Strabo Geographica V 2. 30: F26 XIV 1. ïOmovlh: F5 s. IX 1. 14 Page: F7 Suda [A 1614] s. ïOmovlion: F5 s.v. 22: F5 X 32: F31 XI 1. 17: F26 XII 3. 16b-c: F5 VIII 4. 4: Intr. Puqwv: F5 s.indice delle fonti 1044-1095: F17 1047-1053: F17.v. ÆAqh`nai: F31 s. 4: F26 XI 5.v. 1: F22. 15 Powell: F37 .v.v. 16: F17 VIII 7. 17: F26 XI 3. ÒAgrai: F22 s.v. F30 IX 1. 7: F26 XII 3. 4: F17 VIII 6.

Nikavnwr: Intr.. Kleyuvdra: F6 [K 1743] s. Taurwpovn: F18 [T 675] s. th`/ ejkfora`/ kai.v. Panaqhvnaia: F4 [P 152] s.n caravdran: F17 [O 275] s.v. [Q 191] s. qewrikav: F32 [Q 180] s. ÒIstro~: Intr. [K 1542] s. Eu[molpo~: F22 [E 3801] s.v. kleyuvdra: F6 [K 1961] s.v.v. [O 108] s.v. Tauropovlon: F18 [T 170] s.v. Tauropovla: F18 [T 165] s. proagoreuvein ejpi. Procaristhvria: F15 [S 815] s.v.v. [M 496] s.v.v.v.v. T1 [I 711] s. Kolwnevta~: F20 [K 2779] s. peristivarco~: F16 [P 2928] s.v. ijscav~: F12 [K 38] s. [P 151] s. Qeoivnion: F3 [Q 219] s. ïOmolwvi>o~: F5 [O 725] s.v.v.v.v.v. lampavdo~: F1 [M 227] s. F36 [S 1330] s. Kurwnivdai: F15 [L 88] s.v.v. ejpenegkei`n dovru ejpi. ajrrhnoforei`n: F27 [A 3863] s.v. ojscofovroi: F8 [P 71] s.v. Tithnivda gh`n: F1 [T 910] s. Oijnovh th. Eujmolpivdai: F22 [E 3585] s.v. sukofantei`n: F12 [S 1331] s. Eujforivwn: Intr.v.v. Trikavranon: F28 [T 1012] s. tw`/ mnhvmati: F14 [E 2504] s. ÓErmippo~: Intr.v. tritovmhni~: F24 . kaqavrsion: F16 [K 227] s. Khvruke~: F22 [K 1742] s.v.v. Titanivda gh`n: F1 [T 686] s.v.v. Sofoklh`~: F33.v. ajrrhforiva: F27 [E 2053] s. Mevlhto~: F33 [M 1248] s.v. Panaqhvnaia: F4 [P 839] s.v. sukofavnth~: F12 [T 164] s. Qevspi~: F31 [I 706] s.v.v.v.v. qeov~: F11 [Q 282] s.v. Palaivfato~: Intr. Paianiei`~ kai.v. ejpiwvyato: F27 [E 3045] s.v.v.280 istro il callimacheo [A 2500] s.v. Oijnai`oi th. Paionivdai: F21 [P 1306] s.v. Tritogevneia: F24 [T 1020] s.v. morivai: F30 [M 1294] s.v.n caravdran: F17 [O 121] s.v.v. Titakivdai: F1 [T 677] s.v.v. Kallivmaco~: Intr.v. Marsuva~: Intr. F34.v. [E 3584] s. ÆAnqesthriwvn: F13 [A 3848] s. trapezofovro~: F9 [T 978] s. tritagwnisthv~: F36 [T 1019] s. Tritogenhv~: F24 [T 1021] s.v. Mousai`o~: F22 [N 375] s.

103: F5 Theophrastus fragmenta fr.v. Fru`ni~: Intr. 1: F33 IX 12 ext.v. [F 584] s. 1 TrGF: F31 Thucydides Historiae II 15. Forbantei`on: F31 [F 761] s.v. F17 V 47.v. 11: F4 VI 56. 1: F22 II 19. l.indice delle fonti [F 441] s. 646 Fortenbaugh: F10 Theopompus fragmenta FGrHist 115 F336: T5 Theseis fragmenta F1 Bernabé: F10 Thespis fragmenta fr. Calkei`a: F27 [W 257] s. 5: F37 281 . 117: F10 Themistius Orationes XV 185a: F19 XXVI 316d: F36 Theocritus Idyllia 7. [C 34] s. Filovcoro~: Intr. wjscofovro~: F8 Tabula Albana FGrHist 40.v. 2: F4 VIII 67. Calkei`a: F4 [C 35] s.v. 1a. 2: F15. 2: F20 Timaeus fragmenta FGrHist 566 F5: T2 FGrHist 566 F11b: T2 Titanomachia fragmenta F3 Bernabé: F1 Tzetzes Chiliades I 20: F14 Valerius Maximus Factorum et dictorum memorabilium libri novem IV 3 ext.

F33.. F36 14: Intr... F25 Zenobius Epitome collectionum Lucilli Tarrhaei et Didymi IV 36 (s.. 12: F19 III 2. 52: F2 Hellenica VI 3. F38 13: Intr. 6: F22 VII 2.~ hJ ÆAnaivdeia): F11 . qeo. 23: Intr.v. 4-7: F32 VII 7. 37: F32 III 4. F38 18: Intr. 9: F33 11: F38 12: Intr. 57: F32 Cynegeticus 1.. 13: F28 Memorabilia: III 5. 9: F10 De vectigalibus 4. 25: F32 III 2.282 istro il callimacheo Vergilius Aeneis X 565-568: F1 Vita Aeschyli 1: F35 2: F37 15: F36 Vita Euripidis 1: F33. F36. 42: F32 IV 2. 5: F28 VII 2. F36 8: Intr. F35 4: F36 5: F36 6: Intr. F34 3: Intr. 1: F28 VII 2. F35 Vita Sophoclis 1: Intr. 11: F28 VII 2. F36 Xenomedes fragmenta FGrHist 442 F2: F18 Xenophon Anabasis III 1. 17: Intr. 14: F32 III 1.. 10: F22 Symposium 8. F37 16: Intr. 35: F11... 16: F32 V 3.

indice delle fonti 2. Epigrafi CIA III 367: F25 ID 2156: F9 IG I3 82: F2 IG I3 507-509: F4 IG II2 334: F4 IG II2 776: F9 IG II2 956-961: F2 IG II2 974: F27 IG II2 1011: F2 IG II2 1030: F2 IG II2 1032: F2 IG II2 1140: F21 IG II2 1229: F15 IG II2 1250: F2 IG II2 1252: F38 IG II2 1253: F38 IG II2 1285: F2 IG II2 1299: F2 IG II2 1368: F3 IG II2 2311: F2 IG II2 2974: F2 IG II2 2980: F2 IG II2 2995: F2 IG II2 2997-2999: F2 IG II2 3006: F2 IG II2 3013: F2 IG II2 3019: F2 IG II2 3022: F2 IG II2 3023: F2 IG II2 3461: F27 IG II2 3465: F27 IG II2 3466: F27 IG II2 3470: F27 IG II2 3471: F27 IG II2 3472: F27 IG II2 3473: F27 IG II2 3482: F27 IG II2 3488: F27 IG II2 3496: F27 IG II2 3497: F27 IG II2 3515: F27 IG II2 3516: F27 IG II2 3528: F27 IG II2 3554: F27 IG II2 3555: F27 IG II2 3556: F27 IG II2 3634: F27 IG II2 3729: F27 IG II2 3960: F27 IG II2 4247: F27 IG II2 4960: F38 IG II2 4961: F38 IG II2 5098: F27 283 .

nr. 482: F5 SEG XLIII.284 istro il callimacheo IG II2 5099: F27 IG II2 5147: F25 IG II2 11899: F9 IG VII 39: F10 IG VII 48: F5 IG VII 2793: F18 IG VII 3196-3197: F5 IG XII 9. 1999. 1983. 608: F5 SEG XXXVII. 176: F2 SEG XL. nr. 1985. 1987. 1993. 268: F5 IG XIV 1389: F22 Lindos II 26: F5 Milet I3. 1976-1977. 135: F2 SEG XXXVIII. 452: F5 SEG XXXV. nr. 1990. nr. 1988. nr. 1886: F9 . nr. nr. 144B: F5 SEG XXVI. nr. 67-68: F2 SEG XLIX. 493: F5 SEG XXXV. 585: F5 SEG XXXIII. nrr. 1985.

134.INDICE DEI NOMI Acaia: 136 Acarnania: 190 Accademia: 31. 190 Akademos: 188 Akamantis (tribù): 175 Alalcomene (polis di Itaca): 23. 17-18 Amiso: 162 Amorgo: 103 Amynos (divinità): 208 Anasso di Trezene: 88. 92-93. 172 Agallis di Corcira: 190 Agamennone: 77 Agraulo: 147 Aiace: 88. 26. 16-17. 200 Alessandro Magno: 22. 161-166 Alessandro Paride: 73 Alicarnasso: 104 Alirrotio: 110. 149. 93 Andocide (erma di): 190 Andro: 124. 70-71. 94. 165-166 . 174-176 Adrasto: 133 Adriano (imperatore): 3 Afidna: 44. 188 Acestodoro di Megalopoli: 143. 161-166 Amelesagora di Atene: 11. 166 Antifemo: 143 Antigene: 1. A. 91-92. 147. 54. 147-150. 184-188. 186-187 Alone (eroe): 209 Amazzoni: 1. 17-18. 126 Aianteia (festa): 48 Aiantis (tribù): 44 Aigeis (tribù): 126. 158-159. 208 Ade: 122.: 190 Acropoli di Atene: 38. 37. 148-149 Achille: 74. 59. 37 Alcatoo di Megara: 92 Alcippe: 111 Alcmeonidi: 140 Alessandria: 4. 147. 133. 54-56. 31. 127 Andron di Alicarnasso: 143. 20. 61. 26. 22. 10. 104 Antesterione (mese): 30. 25. 169. 164. 54. 172. 165-166. 74-75 Afrodite: 132. nei Giardini: 169. 59. 133. 169. 190-191 Androzione: 7. 11. 24. 104 Anticlea: 37 Anticlide: 161. 175. 188 Anio: 124 Antesterie (festa): 48. 184-186. 48. 160. scudo di A.

A. 118. A. 26 Aristosseno di Taranto: 26. A. A. 49-53. Skiras: 79-81. 184-185 Aristofane di Beozia: 65. 154-159. 93 Aristobulo di Cassandria: 160. Brauronia: 126. 185 Apollonia (in Calcidica): 103 Apollonia (in Misia): 104 Apollonia Pontica: 104 Aponoia (divinità): 97 Arcadia: 155 Archidamo: 188 Areopago: 96-97. Hippia: 133. 174. 78-79. Archegetis: 168. 167-172 Arriano: 162-164 Artemide: 85. 66. 184. 136. 101-102. 79. 63. 154. 88. 59. 110-111 Argivi: 66 Arianna: 79. 94 Antipatro: 161. A. 165 Attidografi: 7. A. 164 Apaturie (festa): 14. 107. 82-85. 49-51. 162-163. 20. 60-61. 84-85. 90. 176 Atena: 31. Tauropolos: 124-126 Asclepio: 208-209 Asia: 77 Asklepieion di Atene: 209 Astidamante: 174. 50. Polias: 85. Tritogeneia: 154-156 Ateneo: 1. 55. 128-131. 5. Archegetis: 168. 25. 91. 170-172. 203 Aristotele: 8. 86. 92-94. 57-58. Taurobolos: 124. 158-159 Apollo: 23. 173. 129. 167. A. di Agrai: 30. 139. 58 Apheleia (divinità): 31. 111. 190 arrefora: 31. 103-104. 113. 109-111. 166 Aristodemo di Tebe: 68. 174. A. 150. 167-168. Areia: 96. 81 Aristofane: 70. 96. 88-90. 140. 191. 67 Aristofane di Bisanzio: 10-11. 127. 127-128. 7.286 istro il callimacheo Antigone: 133. 187 Arpocrazione: 14-15. 126-127. 97. 62. 180 Antigonis (tribù): 139 Antigono di Caristo: 17-18 Antigono Dosone: 165 Antiochis (tribù): 44 Antioco-Ferecide di Atene: 11 Antiope: 90-92. A. 55. A. 124-125. 22. 202-203 Athenaia (festa): 15. 185-189. 113-114. A. 139. 131. 196-197. 78-79. A. 158. 148. 72. 168. 186-187 Ares: 68. 144. 44. Pizio: 144 Apollodoro di Atene: 124. 116-117. 99. 92 Bacchilide: 189 . 12-25. 130. 63 Athmonon (demo): 182-183 Atridi: 124 Atropate: 162-163. 46. 20.

165-166 Cefiso: 120. 167. 17. 172. 35. 122. 160. C. 180 Cipro: 4 Celeo (re eleusino): 113-114. 179-182 Codro: 13 . 65-67. 23. 164. 90. 136 Bentesicime (figlia di Posidone): 147 Chalkeia (festa): 63 Beoti: 174. 151. 135. 23 Charadra (polis della Messenia): 121 Boccali (festa dei): 207 Borea: 146 Brauron: 126 Charadra (torrente dell’Attica): 121 Brauronie (festa): 167 Chersoneso Taurico: 125. 17-18. 135 Cecrope: 147. 92. 10. 56. 167 Cirene: 4 Carete di Mitilene: 160. 93 Core: 143-144. 108. 109-110 Clitarco di Alessandria: 1. Tracico: 191 Briareo: 44 Chione: 145-147 Calciope (moglie di Egeo): 89 Chloe Themis (divinità): 172 Calcodonte: 88-89 Cicerone: 96 Callimaco di Cirene: 2-5. 162-163. 11. 199-201 Cercope: 88. 166 Ciro: 194 Caristio di Pergamo: 26 Cizico: 104 Cariti: 56 Caspio (mare): 162-163 Clemente Alessandrino: 19. 170 287 Bendideia (festa): 48 Cerinea (polis del Peloponneso): 132. 155 Charadra (polis della Focide): 121 Bione di Proconneso: 11. 176-177 Charadra (polis dell’Epiro): 121 Beozia: 37. 92 Cecropidi: 62 Climene: 73-74 Cefalo: 106. 170 Clidemo: 7. 191 Colono (demo): 197. 145.indice dei nomi basileus: 54. 27. 147 Clitennestra: 110 Ceramico di Atene: 86 Colchide: 163 Cerbero: 177 Collito (demo): 139 Cercione: 88. 40 Cio (polis della Bitinia): 104 Callippide (attore): 207 Cipselo (arca di): 75 canefora: 62. 125. 96.

di Kopai: 125 Demetrio Issione: 10 Demofonte: 73-74 Demone: 7. 61 Egaleo (monte): 30. 165 Diogene (filosofo cinico): 165 Diogene Laerzio: 8. 70. 67. 143-145. 155 Cretesi: 128 Crinagora di Mitilene: 50 Crono: 132. 158. 76. 164. 151. Bacchiotas: 180. 133-134. 139. 122. Homoloia: 65. 128. 59. 144 Creta: 15. 25. 141 Diodoro Siculo: 45. 147. 164 Demetra: 31. 72. 193 Diogeneia (festa): 48 Dionigi di Alicarnasso: 13. 150-151. 56. 81. 135 Deiope: 143. 164. 29. 172. 79-80. 69. 101. D. 93. 97. 79-80. 150-151 deipnophoroi: 80-81 Dekelos: 188 Delfi: 65. 139-140 Dike (divinità): 158 Dinarco: 58. 179-180 Efeso: 104 Efestie (festa): 46-48. Euchloos: 175. 151 Dolico (re eleusino): 145 Duride di Samo: 161. 182 Dioclo (re eleusino): 145 Diodoro Periegeta: 139. 11. 172. 148. 23.288 istro il callimacheo Corinto: 36 Coronea (battaglia di): 194 Cratete di Atene: 10 Cratete di Mallo: 10 Creonte: 119-120. 182 Dionisie (festa): 55 Dionisio Scimno: 55-58 Dionisio di Tebe: 203 Dioniso: 53-58. 83 Demostene: 59. 161. 113. 23. 158 Dexion: 208-209 Didimo: 27. 144 . 46-52. 182 Decelea: 188 Dedalo: 110 Dee Venerande: 132. 144 Delo: 23. D. 113. 106. 179-183. D. 207. 58 Dioscoride (poeta): 201 Dioscuri: 75-76. 174-175. 51-52 Efesto: 14. 163. 88. 139. 134 Cureti: 190 Curetide (Acarnania): 190 Curzio Rufo: 161-165 daduco: 179. 53. D. 166 Ecatombeone (mese): 59 Ecatonchiri: 44 Edipo: 120. 119-120. 166 Eacidi: 189 Ecale: 23 Ecate: 125 Ecateo di Eretria: 161. D. 130. D. Chloe: 175. Theoinos: 29. 103-104.

135. 59. 188 Eragora (autore di Megarika): 93 Erea di Megara: 93 Eretria: 66. 190 Empedocle: 72 Endio: 147 Enyeus: 65. 72. 11. 207 Eschine: 117. 203. 143-151. 72 Etiopia: 147-148 Etolia: 44. 179-181 Erittonio: 13. 88. 93 Eileithyia en Agrais (divinità): 172 Elena: 15. 74-75. 172-173 Eschilo: 51. 109. 176 Eteocle: 66. 67-68 Enyo (dea della guerra): 68 Epidauria (festa): 172 Epimenide: 96. 182. 190 Etra: 15. 145-146. 88-89. 73-76. 90. 53. 103 Eretteo: 61-62. 74. 170. 158. 191 Eleusini: 143. 195 Euforione di Calcide: 8. 97. 118. 94. 188 Eleunte: 191 Eleusi: 49. 179-181 . 147. 190 Esiodo: 88. 177. 149. 174.indice dei nomi Egeo (mare): 72 Egeo (padre di Teseo): 88-90. 143. 44. 55. 148 Eleusinion di Atene: 147. 139 Esichio: 44. 90 Ettore: 74. 167. 90-91. 193. 51. 23. 61-62. 15. 132. 44. 179-181 Eumenidi: 30. 132. 22. 73-76. 77. 132-137. 20. 113. 192 Egesino (poeta epico): 11 Egle: 88. 110-111. 35 Erodoro di Eraclea Pontica: 88-89. 76 Eubea: 44 Euboulides (arconte ateniese): 195 Eubulo (comico): 71 Eubulo (politico ateniese): 31. 98. 91-92. 84. 150 Eliano: 101 Ellanico: 7. 120. 68 Etesii (venti): 70. 136. 54. 106. 176. 111. 139-140 Eros: 169 Erse: 31. 190-191 289 ergastinai: 59 Eribea: 92 Erinni: 97. 134. 151 Eracleone di Efeso: 10 Eraclidi: 184. 136 Epitaphia (festa): 48 Eracle: 24. 93. 120. 146. 17-18. 59. 39. 122. 57-58. 134-136. 61-62. 88. 24. 134. 90. 91 Erodoto: 1. 172 Ermippo di Berito: 2-4. 143. 81-82. 182. 156. 48. 29. 123. 79. 24. 148-149.

151. 198. 56-57 Gerione: 177 Giuseppe Flavio: 19 Giustino: 161. 56 gerarai: 54. 188 Filomnesto: 100. 190. 92. 152-153. 147-149. il Trace: 143. 149. E. E. 166 Filita di Cos: 8-9 Filocoro: 1. 134-136 Euonymos: 135 Euripide: 74-75. 192. 166 Filippo di Teangela: 161. 65. figlio di Posidone: 145-147. ostaggio cretese: 191. 55. 50. 43. figlio di Apollo: 150. 91. 62-63. 17-18. F. F. 151 Eumolpo: 30. 165 Glauce: 92 Glisas (polis della Beozia): 66 Hagias di Trezene: 91 Halai Araphenides (demo): 125-126 Hegias di Trezene: 91 Hereas (figlio di Aleios): 93 Hermaia (festa): 48 Hermes: 147 Hestia: 114 . fondatore di Eleunte: 191. 151. 125. 137 gennetai: 53. 17-18. F. 164. F. figlio di Museo: 143. 164. 143-147. 144-145. 129 Ferebea: 88. 39. F. 78-79. 158 Gea: 44. inventore della lotta: 189-190. 23. comandante degli Eretteidi: 191. 13. 166 Fitalo (eroe): 101 Fliunte: 177. E. 102 Filone di Biblo: 3 Filone di Tebe: 161. E. E. 150-151. figlio di Deiope: 143. 91. F. 199-201 Forbante: 147. 150-151. 11. 118. 203 Eustazio: 152-153 exegetai: 107-108 Falero: 70-71. 191. figlio di Keryx: 143. 127. 93 Ferecide: 88. 7. 150-151 Eunomia (divinità): 158 Euonyme: 30. 25. 98. 191-192. 11. 164. 127. re ateniese: 191. figlio di Posidone: 147. 145. 132. 69. 79 Fanodemo: 7. F. re dei Cureti: 190 Forcis: 179 Fozio: 20. 53. 145. 129. 80. E. 136 Filemone di Aixone: 10 Filino (oratore): 112-113 Filippo di Calcide: 161. 148. F.290 istro il callimacheo Eumolpidi: 142. 132-135. 163. 148. 20. 82. 81-83. 94. 20 Farasmane (re dei Corasmi): 164 Fasi (fiume): 40. 129-131. cocchiere di Teseo: 189. 162-163 Fedra: 88. 43-44. 189 Fidippide (emerodromo): 49 Filaidi: 61 Filemone (comico): 132.

190 Io: 127 Iobakcheia (festa): 54 Iobakchoi (collegio dei): 54 Ione (figlio di Xuto): 145-146 Iope (figlia di Ificle): 93 Ipaspisti: 166 Iperide: 78. 147 Koiron: 112-114 Koironidai: 30.indice dei nomi Hiera Syke (toponimo): 101 hieropoioi: 51. 84-85. 125-126 Illiria: 66 Imetto (monte): 139 Immarado: 146-147. 88. 129-130 Ircania (regione del Mar Caspio): 161-162 Iside: 127 Isocrate: 59 Itaca: 37 Kalamis (scultore): 135 Kekropis (tribù): 182 Kerykes: 147 291 Keryx (figlio di Eumolpo): 143. 133-134. 144. 57-58. 182 Ieronimo di Rodi: 26 Ifigenia: 75. 112-115 Kolonos Hippios: 30-31. 190 Ipparco (figlio di Pisistrato): 61 Ippe: 88. 188 Laerte: 37 Lakiadai (demo): 101 lampadedromia: 47-52 lampadephoria: 51 Lampro (maestro di musica): 202-203 Laodamante (figlio di Eteocle): 66 Laodice: 73-74 Lapiti: 190 Leontis (tribù): 139-140 Lesche degli Cnidi: 75 Libia: 155 Licofrone: 55. 164-165 Lobone di Argo: 26 Luciano: 170-171. 185 Koronis: 56-57 Krokon: 112-114 Krokonidai: 53. 182 ierofantidi: 179. 174-176. 173 . 157 Lipsidrio: 140 Lisia: 46. 127. 94 Ippolito: 124. 154. 93 Ippoclide (arconte): 60-61 Ippolita: 15. 61 Horme (divinità): 158 Hybris: 96-98 Icario (padre di Penelope): 158 ierofante: 143. 179. 151 Licurgo: 53. 186-188 Lisimaco (generale di Alessandro Magno): 161. 149. 112-114. 74. 58. 112-115 Kynnidai: 113 Lacedemoni: 184. 120-122. 57-58. 57-58. 179-181. 90-92.

152. figlio di Demofonte e Laodice: 73-74 Muse: 204-205 Museo (poeta mitico): 143. 134 Molpadia: 91 Mopsopia (antico nome dell’Attica): 8 Mounitos (figlio di Acamante): 74 Mounychos (eroe eponimo di Munichia): 74. 148. vittoria di M. 165-166 Orcomeno: 67 Oreste: 96-97. 110 Minotauro: 23. 93. 135-136. 132. 160-161. 188. 56 Odesso (polis della Tracia): 104 Odisseo: 37 Oia / Oie (demo): 123 Oiatide (pascolo): 120. 114. 176 omicidio (legislazione sul): 97. 207 Nemea (gola di): 121 Nicandro di Colofone: 43-45. 11 Melibea: 88. 190 Misi: 76 misteri eleusini: 30. 182 Mnasone di Focea: 36 Moire: 132. 110. 163. 79. 125-126. moglie di Egeo): 89 Michele Apostolio: 45. 113 Olbia: 104 Oliaro (isola delle Cicladi): 103 Omero: 25. 68 Mileto: 69. 80-83 . 90 Meidias (Pittore di): 150 Melanippe: 91-92 Melanippo (figlio di Teseo): 92 Melanzio: 7. 108-109 Onesicrito di Astipalea: 1. 50. 150-151 Neante di Cizico: 26. M. 131 Marsia (di Pella): 7 Medea: 88.: 49. 92 Menandro (allenatore ateniese): 189-190 Menesteo: 149 Messene: 71 Meta (figlia di Oplete. 121.292 istro il callimacheo Magnesia in Tessaglia: 66 Magnesia sul Meandro: 104 Maratona: 43. 180 Orexartes (fiume): 161 Orfeo: 151 Orizia (figlia di Eretteo): 146 Oscoforie (festa): 14-15. 188 oinoptai: 58. 80 Nicandro di Tiatira: 10 Nilo: 70. 123 Oineis (tribù): 123 Oinoe (demo): 121. 144. 142-145. 151. 104 Minosse: 94. 147-149. 73. 72 Ninfe: 56 Niobe: 66 Nymphe: 54.

74-75. 187 Pandionis (tribù): 139 Pandroseion di Atene: 169 Pandroso: 147. 177 Pan: 49-51 Panatenee: 14-15. 91. 174 Prassagora: 116 Pratina (poeta lirico): 203 Priamo: 74 . 191-192 Peloponneso: 76. 113-114. 114-115 Persefone: 175 Persiani: 49 293 Pheme (divinità): 158 Philieis: 112. 64. 191. 40. 62. 5. 209 Plutone: 180-181 Polemone di Ilio: 2. 176-177. 139-140 Palefato di Abido: 7. P. 189. 46. 90 Pizia: 39 Plinterie (processione delle): 101 Plutarco: 1. 151. 126. 162-163 Porte Caspie: 162 Posidone: 110. Hippios: 133. 90-95. 76. 187. 158. 133. 93. 114 Phorbanteion di Atene: 190-191 Phye: 139 Pianepsione (mese): 80-81. 203 Piritoo: 91. 145-147. 161. 198. 59-63.: 188 Penelope: 158 Pentesilea: 92 Peribea: 92 Pericle: 196 Perigune (figlia di Sinide): 92 Perinto: 103 Perithoidai: 112. 182. 165-166 Polifemo: 152 Polignoto: 75 Polisseno (principe eleusino): 145 Ponto Eusino: 91. 52. 126. 171-172 Parnete (monte): 140 Paro: 103 Partenone: 85. 4. 132. 20. 158 Pausania Periegeta: 20. 68. 189. 22. 192 Polibio di Megalopoli: 36 Policlito di Larissa: 1. 182. 151. 170. 185. 170 Pindaro: 82. 7. 175. 160. 124. 99-100. 168. 163-166.indice dei nomi Ossa (massiccio del): 66 Pafo: 2. 170 Patroclo: 74 Pausania Atticista: 152-153. 29. 150. guerra del P. 170. 136. 184-185. 190. 91. 62. 79-80. 46-48. 66. 175 Pisistrato: 60-61. 83. 135. 88. 146-147. 139 Pitea (egineta vincitore nel pancrazio): 189-190 Pitteo: 73. 96-97. 175. 127. 51-52. 23-26. 64. 35 Paiania (demo): 139-140 Paionidai (demo): 30. 89. 74.

170 Tanais (fiume): 161 Sciti: 164-165 Tartaro: 176 . 81 Pseudo-Demostene: 109 Skiron (località dell’Attica): 79 Pseudo-Luciano: 177 Skirophoria (festa): 79. 81. 199-200 Sparta: 49. 203. 207 Stratone di Lampsaco: 26. 31-32. 147. 204-205. 119-120. 196-197. 44 Sarapion (monumento di): 209 Stesicoro: 74 Satiro di Callatis: 26-27. 165. 91. 73. guerra di S. 31. 199-205. 109-111 sinecismo: 62 Prometee (festa): 46-48. 137.294 istro il callimacheo Priapo: 45 Selene: 154 Priapodi: 43. 144. 171 Ptolemais (tribù): 44 Skopas (scultore): 135 Quattrocento (governo ateniese dei): 133. 202-203 Solone: 99. 13. 97. battaglia di S.: 121. 151. 193-195 Probalinto (località dell’Attica): 188 Serse: 120 Procharisteria (festa): 113 sicofanti: 70. 133. 188 Samo: 104. 27. 99-100 Proclo: 80 Simonide: 91.: 197 Spercheio (fiume): 74 Sarapide (tempio di): 175 Stefano di Bisanzio: 3. 165 Scillunte: 194 Talo: 110 Sciroforione (mese): 79. 122-123. 175-176. 185 Sisifo: 37 Pseudo-Apollodoro: 89. 51-52 Sinope: 104 Prometeo: 47-51. 207-209 Salamina: 79. 197 Sofillo (padre di Sofocle): 196-197 Rheitoi (fiumi): 113 Riano di Bene: 4 Rodi: 66 Skiradion (promontorio): 79 Sofocle: 8. 133-134. 186. 101 Salaminioi: 80 Spartani: 97. 207 Procri: 106. 158. 158 Scambonidai (demo): 113-114 Tallestri (regina delle Amazzoni): 161. 179-181. 174. 45 Semnai: 134-136 Priene: 104 Senofonte: 13. 151 Skira (festa): 78.

29. 148-151 Timeo di Tauromenio: 1. 203 Titani: 43-45 Telamone: 92-93 Tolemei: 4 Temiscira (pianura di): 162-163 Temistocle: 196-198 Tolemeo I Soter: 4-5. 119. 181 Tespi (tragediografo): 191 Tessaglia: 65-67. 56-57 Tritonis (palude): 155 theorikon: 195 tritopatores: 155-156 Theseia (festa): 24. 73-76. 161-163. 74. 62-63. 145-148 Teseo: 13-15. 5. 177 Teopompo: 39 Torre dei Venti di Atene: 72 Termodonte (fiume): 162-163 Traci: 143. 179. 165-166 Tempe (valle di): 66 Tolemeo II Filadelfo: 5 Tenedo: 67 Tolemeo III Evergete: 5 Teno (isola delle Cicladi): 103 Tolemeo IV Filopatore: 5 Teodoro (glossografo): 10 Tolma (divinità): 97 Teofrasto: 96. 36 . 151. 145. 161. 123 Tricorinto (località dell’Attica): 188 Trikaranos (epiteto di Gerione e Cerbero): 177 Teucri: 76 Trikaranos (monte presso Fliunte): 177 thallophoroi: 62 Trikaranos lithos (località): 177 Theoinia (festa): 55-56. 22-25.indice dei nomi Tauri: 125-126 295 Tindaridi: 44-45. 191. 120 Titakos di Afidna: 44-45 Tebe: 65-69. 164 Torico (rupe di): 175. 88-95. 82-83. 188-192 Trenta (governo ateniese dei): 194 Tesmoforie (festa): 170. 88. 31. 78-80. 94 Tria (piana di): 120. 133. 184. 175. 143. 90. 22. 148-149 Tersandro (figlio di Polinice): 67 Tracia: 66. 48 Trittolemo: 113-114. 166. 144. 166. 188 Titenios: 43-45 Trezene: 74. 179. 188 Tauropolia (festa): 126 Titakidai (demo): 44 Tebani: 66. 164. 76 Testio: 88-89 Tetrapoli: 45. 145. 110. 58 Triton (fiume): 155 Theoinidai: 54.

Morios: 185 . Z. 185. Kataibates: 185. Z. 67. 196-197 Ulisse: 152 Urano: 44. 134-135 istro il callimacheo Zenobio: 96 Zeus: 44. Homoloios: 65. 134. 67-69.296 Troia: 73-76 Tucidide: 133. Z. 155-156.

p. 6 – 2. p. 112 – F16. 184 – F31. 46 – F3. 35 – T2. Il rapporto con la tradizione attidografica. 249 Indice dei nomi. 152 – F24. p. vii Abbreviazioni. Gli Attika. p. 285 . 138 – F22. 70 – F7. p. 174  –  F29. p.3. p. 193 – F33. p. 38 – T5. p. p. p. p. Plutarco. La Vita Sophoclis. p. 106 – F15. Gli Atakta. p. 189 – F32. 167  – F28. 59 – F5. 22 – 5. Le Attikai lexeis. p. p. 40 Frammenti F1. p. 128  –  F20. 202 – F36. p. p. p. 158  –  F26. 208 Bibliografia. 124  – F19. p. p. p. p. 132 – F21. 8 – 2. 37 – T4. 26 – I frammenti di Istro su Atene. 1 – 2. 204 – F37. 154 – F25. p. p. p. p. p. 65 – F6. 103 – F14. p. p. 84 – F10. p. p. p. 119  – F18. p. p. 243 Indice delle fonti. p. 178 – F30. p. 213 Concordanza.SOMMARIO Premessa. 78 – F9. 36 – T3. 53 – F4. p. p. p. 116  – F17. 39 – T6. p. p. 160  – F27. xi Introduzione 1. p. Le opere. 5 – 2. 142 – F23. 196 – F34. L’identità. p. p.1. p. 87 – F11.2. 29 Testimonianze T1. p. 206 – F38. p. 73 – F8. 96 – F12. p. p. 99 – F13. 11 – 4. p. p. p. 199 – F35. p. p. p. p. p. 43 – F2. 9 – 3.

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