ELIETTE ABÉCASSIS

QUMRAN
(Qumran, 1996)
A Rose Lallier,
questo libro nato da una sua visione.
Chiunque abbia osato indagare
Su queste quattro cose:
Cosa c'è al di sopra?
Cosa c'è al di sotto?
Cosa c'era prima del mondo?
Cosa ci sarà dopo di esso?
Sarebbe stato meglio per lui non essere mai nato.
Talmud di Babilonia, Haghigah, 11b.
PROLOGO
1
Il giorno in cui il Messia rese lo spirito, il cielo non era né più né meno
scuro di ogni altro giorno; nessuna luce, come un segno miracoloso, lo
rischiarava. Il sole era nascosto da spesse nebbie, ma i suoi raggi riuscivano a trafiggerne il fondo opaco. Le nubi annunciavano una pioggia sottile
o foriera di grandine, di quelle mai venute a rinfrescare il terreo paesaggio.
Le tenebre non erano profonde sopra la regione, mentre il cielo emetteva
ancora un fievole lucore.
Era un giorno come gli altri insomma, né triste né allegro, né buio né
chiaro, non straordinario, ma nemmeno del tutto comune. Forse la normalità era un presagio di questa assenza di presagi: non so.
Fu un'agonia lenta, difficile. Il suo respiro passò all'eternità dopo un lungo gemito, di una disperazione immensa. I suoi capelli e la sua barba scolorita non espressero più l'ardore della saggezza, dispensata ovunque come
una cura o una guarigione. Il suo sguardo perse quella fiamma che l'aveva
sempre ravvivato quando, con passione, aveva recato a tutti le sue buone
parole e le profezie, predicendo l'avverarsi di un mondo nuovo. Il suo corpo strizzato come un panno lavato, devastato, era soltanto sofferenza, con-

tusioni e piaghe aperte. Le ossa risaltavano sotto la carne, come macabre
strie. La sua pelle avvizzita, come un abito lacerato, a brandelli, simile a un
sudario a pezzi, era un rotolo prima spiegato poi profanato, una pergamena
vetusta le cui lettere di sangue erravano intorno alle linee scarificate, fra
cancellature e pentimenti, formando uno scarabocchio. Le sue membra
distese, trafitte dai chiodi, macchiate di chiazze violacee, sembrarono curvarsi. Dalle sue mani forate, raggrinzite per il dolore, colò il sangue; una
lava tiepida, scaturita dal cuore, risalì fino alla bocca inaridita, priva di
quelle parole d'amore che il Messia amava tanto pronunciare, prostrata in
un'espressione muta di paura e di sorpresa, l'ultima prima della crisi. Il suo
petto, come un agnello intrappolato dal lupo, si sollevò di colpo, e sembrò
che il suo cuore stesse per balzarne fuori così com'era: nudo, splendente,
sacrificato.
Poi s'irrigidì, inebriato del proprio sangue come di un vino sprizzato dal
torchio. L'orrore e ogni altra espressione abbandonarono i tratti tirati del
suo pallido volto, tranne l'innocenza che si dipinse negli occhi in deliquio e
sulla bocca socchiusa. Il Messia stava per unirsi con lo Spirito? Ma lo Spirito lo abbandonava, proprio mentre, con l'estrema speranza, lui sembrava
invocarlo e chiamarlo per nome. Non vi fu nessun segno per lui, il rabbi, il
maestro dei miracoli, il redentore, consolatore dei poveri, guaritore dei
malati, dei folli, dei paralizzati. Nessuno poteva salvarlo, nessuno, nemmeno lui stesso.
Gli diedero un po' d'acqua. Lenirono le sue sofferenze con un colpo di
spugna. Alcuni sostennero che un lampo tracciò all'orizzonte una riga luminosa, ad altri parve di averlo sentito invocare suo padre con una voce
potente che risuonò a lungo, quasi discendesse dai cieli. Inevitabilmente, il
Messia soccombette.
Era già anziano, ma non malato. I membri della comunità pensavano che
forse era immortale ed erano divisi tra l'attesa di un avvenimento - la sua
morte, la sua riapparizione, la sua resurrezione - e quella del non avvenimento che la sua longevità implicava: l'eternità. Così, morisse o vivesse, si
sarebbe trattato di un miracolo.
Era un pomeriggio d'aprile. Secondo i numerosi medici che lo seguivano, il coma sopravvenuto con un giorno d'anticipo si doveva a collasso
cardiaco. Fra le tre e le tre e mezzo del pomeriggio, cessarono le trasfusioni. Il corpo venne trasferito in ambulanza dall'ospedale, luogo dell'agonia,
al suo domicilio. Qui fu posato a terra e ricoperto da un drappo, secondo la

tradizione. Poi venne aperta la stanza dove il rabbi pregava, studiava e
leggeva, e i fedeli recitarono i testi sacri. I tanti che lo amavano vennero a
rendere l'estremo omaggio al loro maestro, molto onorato presso le migliaia dei suoi discepoli che avevano fede in lui credendolo il Re Messia,
l'apostolo dei tempi nuovi, il precursore di un altro regno, colui che attendevano da così tanto, dalla notte dei tempi.
Le visite si prolungarono fino a sera. Poi il corpo venne adagiato dentro
una bara fabbricata col legno della fatica e della preghiera, quello della
grande scrivania di quercia sulla quale il rabbi aveva passato tante ore di
studio. Intorno alla casa della morte, il servizio d'ordine della polizia riusciva a stento a contenere tutta la folla. In città il traffico era bloccato; nessuna automobile riusciva ad aprirsi un passaggio in mezzo a quella massa
compatta di uomini vestiti di nero, di donne in lacrime e di bambini in tenera età che, a centinaia di migliaia, si erano radunati per piangere il rabbi.
Alcuni si tenevano la testa fra le mani, accasciati. Altri urlavano il loro
dolore in mezzo alla strada. Altri ancora, qui e là, danzavano al ritmo di
melodie chassidiche lamentose o vivaci cantando su arie conosciute: «Vivrà il nostro maestro, il nostro rabbi, il Re Messia». Non sembrava andassero a una sepoltura; aspettavano la Resurrezione, il tempo della fine dell'Esodo seguito da quello della Liberazione. Allora avrebbero finalmente
potuto riconoscere di essere nella terra d'Israele e chiamare loro quel paese. Non lo aveva forse detto attraverso parabole e allusioni? Lo avevano
compreso. Tanta sofferenza, tanta dispersione. Troppi soprusi ed esecuzioni. Più tardi sarebbe finito tutto questo? Più tardi era troppo lontano. Era
lui, qui e ora, che attendevano: lui, dopo tanto tempo.
I funerali furono rimandati all'indomani della morte, per consentire a tutti di essere presenti. L'aeroporto Ben Gurion era gremito di chassidim di
tutti i paesi, che avevano precipitosamente preso l'aereo da New York,
Parigi o Londra.
Appena i discepoli uscirono dalla casa, vennero assaliti da quelli che volevano avvicinarsi al rabbi per l'ultima volta. Poi, diedero l'avvio alla processione verso il cimitero, seguiti da una folla nera e raccolta, simile a un'immensa vedova incappellata e velata, scossa dai singhiozzi. Poi il corteo
cominciò la salita verso il cimitero di Gerusalemme, appollaiato sul Monte
degli Ulivi.
Lentamente, in silenzio, lo portarono fino alla pietra che segnalava il
luogo dove riposavano da trecento anni i precedenti rabbini della medesi-

ma discendenza. I tre segretari del rabbi pronunciarono il kaddish. Vennero recitate le preghiere in uso.
Poi il discepolo preferito del rabbi, quello che egli amava fra tutti, prese
la parola e così si espresse: «Fratelli e sorelle! Gerusalemme, la porta dei
popoli, è stata scardinata quest'oggi, le sue mura distrutte, le sue torri demolite; e la sua polvere rastrellata: e ora, ecco, somiglia a una pietra arida.
Il rabbi, nostro maestro, non è più con noi come prima. Siamo rimasti orfani in questa terra, le nostre dimore sono desolate, il nostro animo è prostrato, mangiamo le nostre lacrime al posto del pane, mentre gli occhi ci si
consumano e la gola diventa secca. Ma il popolo che cammina nelle tenebre vedrà ben presto una grande luce. Guardatevi intorno! L'esercito di Dio
può contare su ventimila uomini, e su molti di più ancora. Dappertutto, ci
si prepara: ciascuno secondo i suoi ritmi e le sue credenze, tutti si armano
e si uniscono nel grande formicaio dei tempi nuovi.
«Intorno a noi si consuma il mondo in rovina. Le nostre case sono come
armature che ci proteggono contro le innumerevoli turpitudini delle città
tentacolari, Sodoma e Gomorra dai volti di acciaio e plexiglas. Noi chiudiamo gli occhi davanti alla depravazione, allo stupro e alla lussuria; le
stirpi maledette di umani sconvolti, bestie scheletrite che urlano al chiaro
di luna, vagano nelle strade deserte e, con gli occhi fuori dalle orbite e la
lunga capigliatura incollata alla debole nuca, uccidono senza scopo la facile preda, il bambino indifeso e la donna sola. Fuori dalle nostre case la
malattia si propaga e imperversa in tutti i continenti. Come una nuova lebbra, separa gli uomini gli uni dagli altri e ammassa gli infermi negli ospedali, ultimi templi di morte in cui ci si adopera più che per la guarigione,
contro la Redenzione, sempre più lontano dalla Resurrezione, dall'attesa
della fine, annunciata profeticamente, irrevocabilmente, dai preti vestiti di
panni bianchi. All'intorno, la terra maledetta, pattumiera nauseabonda,
devastata dalla tecnica e dal suo cascame, prosciugata, bruciata dal sole,
invasa dal deserto, disertata dalle acque; la terra vomita e sputa in malsane
convulsioni, con le ossa sotterrate alla rinfusa e il sangue ancora fresco
dell'ultima guerra, massacro o genocidio. Non vedete? Il fumo sale, il fiore
cade, l'erba inaridisce. Questa terra sarà presto il territorio del gufo e del
riccio, della civetta e del corvo. Fratelli miei, noi siamo in un altro tempo,
alla fine del tempo.
«Il giorno parla all'altro giorno, la notte lo sussurra all'alba che nasce, le
gocce di rugiada palpitano sotto il vento nuovo e recano la notizia: ecco il
rabbi, ecco il Messia che si risveglia dal suo sonno di secoli, che si alza e

risuscita i morti per salvare il mondo. E già si manifesta come colui che
affina e purifica l'oro. E già si avvicina a noi per giudicarci. Ecco che viene
il giorno, incandescente come una fornace, e tutti gli orgogliosi e coloro
che commettono azioni malvagie saranno come stoppia, e il giorno che
viene li farà bruciare con il suo fuoco inestinguibile. E su coloro che temono il suo nome, si leverà il sole della giustizia, e i loro occhi lo vedranno e
diranno: l'Eterno è magnifico. E quelli che non vedono saranno distrutti
dall'immensa vendetta dell'Eterno: e così il suo nome verrà glorificato».
Allora i più intimi del rabbi uscirono dal cimitero per lasciare posto alle
miriadi di fedeli che attendevano alla porta e che entrarono a loro volta
fino a ora tarda in quella notte senza ombra, oscura come tutte le altre notti. Forse era necessario che uscisse dalla tomba per ascendere ai cieli, ma
nessuno lo vide. O forse, quelli che erano là non ne parlarono. O meglio, la
notte della sua sepoltura era semplicemente come era stato il giorno: il
cielo non era né più chiaro né più scuro; nessuna luce lo rischiarava come
un segno miracoloso. La luna, nascosta da una spessa nebbia, non era né
piena né rossa. Nuvole grigiastre, appena sbiancate dal fondo nero, annunciavano una pioggia fine o foriera di grandine, che non venne mai a rinfrescare quel paesaggio terreo e pesante. I cieli non svanirono come fumo e
non si arrotolarono come una pergamena. La terra non si frantumò disperdendosi in polvere, non vacillò come un ubriacone, non venne scossa come
una fragile capanna. Il mare non si agitò, e le sue onde tranquille non emisero né fango né spuma. Le montagne non colarono, e non si fusero al fuoco. Il Saron non era desolato come l'Arava; il Bashan e il Carmelo non si
erano spogliati della loro bellezza. Né cieli nuovi, né terra nuova e nessun
regno mai visto prima: la terra, laggiù, era sempre la stessa. Chi si era rinchiuso come un prigioniero dentro le grotte, chi vi si era rintanato quaranta
giorni di seguito per leggervi il documento sigillato? La giara del vasaio
non si era frantumata in mille piccoli pezzi, e nessun coccio poteva servire
per prendere il fuoco dal focolare o per attingere acqua dalla pozza. La
giara del vasaio era piena. Conteneva mille tesori divini e gli scavi erano
ricchi di cocci.
Il vino nuovo non era amaro, la vigna non era deperita, e gli agnelli appena nati non gemevano più del consueto. Non era cessato il ritmo gioioso
dei tamburelli, e il delizioso suono dell'arpa riecheggiava ancora nelle case. La città non era stata frantoiata come le olive, né racimolata come l'uva
quando è finita la vendemmia. Gerusalemme, la porta dei popoli, non era

affatto la città della pace, dalle pietre fuse di zaffiri, le merlature di rubini e
le tele gonfiate dal vento. Il Tempio nel suo seno non si era per nulla ricostruito in cipresso, olmo, o bosso. Tutto era calmo, silenzioso, non si udiva
il rumore concitato della vita, né quello proveniente dal Tempio, né quello
dell'Eterno, venuto a rendere la pariglia ai suoi nemici, a mettere contro di
loro il soffio della sua collera, a esercitare su di loro terribili rappresaglie e
furiose punizioni.
Tuttavia, avrebbe potuto esserci un segno, un infimo indizio che manifestasse che tutto non era poi così normale. Qualcuno avrebbe potuto farlo
rilevare, all'occorrenza. Infatti, i medici si erano ingannati. Era così vecchio, ma tuttavia così robusto e vigoroso quando teneva i suoi sermoni
attraverso il mondo, con le persone che riceveva senza fine, con i consigli
che prodigava al telefono o a casa sua, privatamente o in pubblico, per
scritto o a voce, di persona o con la mediazione dei suoi discepoli. Era
l'ultimo della discendenza e non aveva figli; ed era come se si aggrappasse
alla vita affinché questa durasse il più possibile. Era così vecchio da non
essersi accorto di nulla. Da molto tempo i suoi discepoli avevano previsto
questo momento, con apprensione o con paura; lo avevano predetto, e avevano adattato la realtà alle loro dichiarazioni, alla loro scienza profetica.
Ma chi avrebbe potuto sapere, quando lui stesso annunciava la sua prossima fine e la sua futura resurrezione?
Tuttavia non era morto per un cedimento sopravvenuto all'improvviso;
era stato ucciso da uno choc violento, da un brutale colpo alla testa, che lo
aveva immerso nel torpore. Ma questo non lo sapeva nessuno. Nessuno
tranne me, che non possiedo l'onniscienza.
Poiché il rabbi non era morto di morte naturale. La sua ora era suonata
per mano dell'uomo che lo aveva richiamato a Dio. Poiché il rabbi, in verità, non era morto di morte naturale: lo avevano ucciso. Io, l'ho assassinato.
Poiché ecco, un giorno viene, infocato come una fornace, e tutti gli
orgogliosi, e tutti coloro che commettono l'iniquità diventeranno come
stoppia; e quel giorno che viene li incendia, ha detto l'Eterno degli Eserciti, e non lascia loro né radice né ramo.
2
Sono nato nell'anno 1967 dell'era cristiana, ma la mia memoria ha cinquemila anni. Mi ricordo i secoli trascorsi come se li avessi abitati, poiché

non un passato prossimo che. così come quello che si enuncia con il passato. vav. per leggere un verbo coniugato. e il futuro e il passato sono pressoché identici. è già passata e dunque appartiene già al passato. non quelli che si sono già verificati. e il passato è il futuro. La memoria trova il suo elemento nel presente. Ho sempre adottato la seconda soluzione. fanno voltare le pagine impavide e inamidate dei libri.la mia tradizione li ha vissuti attraverso tutte le parole. dal momento che il trascorrere del tempo non conosce né il metodo né l'avvenimento. Credo che la Bibbia si esprima soltanto al futuro. e che non faccia altro che annunciare avvenimenti che si produrranno nei tempi a venire. Per esempio. Non sto parlando della storia. accumulati e aggiunti pezzo per pezzo o perduti definitivamente. nella sua perfidia. al futuro. Il secondo mutamento operato nella stessa storia si verifi- . il passato si esprime attraverso il futuro. Sto parlando della memoria che si sfoga nei ricordi che continuano a vivere e nei pensieri che non si sottomettono all'ordine cronologico. per iniziare la mia narrazione nella vostra lingua. in una morta eternità. In un certo senso. ma solo il senso intimo delle cose. per dire "io sono" occorre usare il futuro o il passato e. ma ciò che resta oggi è dentro di me. con l'introspezione e la scomposizione minuziose: vi scopre l'assenza e l'irrealtà del suo essere. Dato che non esiste presente. tra "fece" o "farà". Nella Bibbia che io leggo non c'è presente. Lo si chiama il "vav conversivo". Il presente che viene analizzato. cioè dell'esistenza. si dice che per formare un tempo passato si aggiunge una lettera. passando. progressivamente. È il vero passato del tempo passato. Così. ad esempio. Nella lingua che io parlo. questa sfilata di figure immobilizzate nella cera e nella pietra tombale dei musei che. gli scritti e le esegesi pronunciati nel corso del tempo. forma una traccia il cui contorno lineare si disegna attraverso le gesta delle famiglie e delle generazioni. si può scegliere. Ma questa lettera significa pure "e". tenaci pregiudizi della scienza. vorrei poter tradurre un passato assoluto. Duemila anni fa ebbe inizio una storia che cambiò la faccia del mondo una prima volta. come se il passato stesso trovasse in essi la sua propria condizione. Preferisco il passato remoto che è semplicemente trascorso tanto nella sua unicità e nella sua bella totalità che nelle sue chiuse sonorità. rende presente il passato mescolando i due tempi. prolungandosi così. non essendo che l'enunciazione diretta di ciò che passa e. essendo la vera condizione di ogni cosa. vengono messi da parte in suo favore. verso la discendenza. il verbo essere non ha un tempo presente.

Avrei voluto comunicare direttamente il senso all'interiorità. Così. Vorrei badare soltanto ai movimenti poiché sono gesti e verbi: movimenti e nessuna descrizione. Ecco perché sto compiendo il mio dovere: scrivere questa storia nella sua verità ed esattezza è il mio unico scopo. Non scrivo per me stesso. con il gusto del dovere. non c'è niente di meno storico né di più vivo che questa scienza. di compiere un sacrificio. per tradizione millenaria. come un corridore o un saltatore di corsa a ostacoli. Mi dirigo a grandi passi verso il senso. poiché la scrittura non è né uno sfogo né un'effusione empia e pagana. ho appreso dai miei padri e dai padri dei loro padri che le cose e i pensieri vanno riposti e conservati segretamente in un piccolo angolo di mondo: non in vista dell'attualità e dei lettori presenti. Questa storia di cui vi parlo. appartengo a una comunità di ebrei religiosi che vivono ai margini. In un certo senso posso dire che siamo io e i miei a farla e che ne siamo l'oggetto. non sarà il velo ingannatore e opaco della bellezza che non rivela mai niente se non se stessa: uno splendore vuoto. come tutte le cose riguardanti la vista. La scrittura non è la mia estasi. Non sono cristiano.cò cinquant'anni fa grazie a una sorprendente scoperta archeologica. ma mi spiegherò meglio più avanti. Ma può esistere un'interiorità senza forma? Questa. è il cristianesimo. ed è sempre per loro che parlo di "archeologia". non scrivo per essere letto. siamo consacrati al compito di trascrivere le parole e i fatti importanti per conservarne la memoria. è un rito a cui mi presto quasi controvoglia. ma per tutti gli altri. In quanto ebrei. Il Talmud insegna che non bisogna ammirare i paesaggi. e che si chiamano chassidim. le belle piante o gli alberi graziosi che si incontrano sul proprio cammino . È il mio modo di pregare. comunque. La bellezza non è il mio forte. Quando dico "sorprendente". Ma devo confessare che non sono uno scriba scrupoloso. di domandare perdono. anche se molta devozione. che fa parte della Storia ma che non è la mia storia. per me. controcorrente rispetto alla società attuale. Per me e per i miei la scrittura è sacra. non parlo per i miei che già sapevano dal principio. cioè dai primi tempi dell'era cristiana. Devo dire innanzitutto che i chassidim non cercano né di convincere né di convertire i popoli. dato che. Vi metto davvero poco entusiasmo. dal momento che avendo una vocazione monastica noi viviamo in disparte da tutti. le generazioni a venire che sapranno scoprire e comprendere: scoprire i nostri segreti e comprendere la nostra lingua. ma per i lettori futuri. Non ho l'amore del particolare.

ogni parola è un universo. e non tutte le pelli vengono conciate allo stesso modo. ho tracciato linee con uno strumento acuminato per impedire alla mia penna di allontanarsi dal suo cammino e di errare. rimangono impercepiti. Quello che ho davanti è così vago che. Come i miei avi. verso l'alto o verso il basso. Comincio. ciò che sarò. al di fuori delle righe segnate su cui. non la traccio con lo stesso inchiostro nero che utilizzo per comporre il mio testo: è un'incisione praticata proprio sulla pelle. chiamando a raccolta i miei pensieri e i miei ricordi. non ciò che fui. posso inserire la lettera giusta o mancante nello spazio bianco proprio al di sopra della linea di scrittura. Ogni lettera è un mondo. Se. com'è grazioso questo cespuglio". scrivo su una finissima pelle d'animale. Poiché io m'invento con le mie interpretazioni. poiché non ho il diritto di sbagliare. più tenui. Questa linea retta. da cui si staccano appena certe immagini e certi gesti. dato che certe pergamene sono più fragili di altre. dire. Quando rialzo gli occhi. dato che non posso cancellare il mio testo né ricominciarlo all'infinito. decifrerà il futuro per mezzo del passato. Chi saprà leggermi. Così. Sarò riuscito a non dire altro che quella parola che è mia e soltanto mia? Voglio tuttavia mettere in movimento le lettere e. Credo che la mia interiorità abbia mantenuto sempre questa piega. per leggere il mio testo nel suo giusto senso. e interrompa lo studio per dire "com'è bello quest'albero. Forse mi sono ingannato. Proseguo con lentezza la mia fatica. la mano scivola e la memoria mi fa difetto. merita la morte. essendo libero di fronte alla sua lettura. Arrivato all'estremità di un rotolo. occorre saper riconoscere quelle di un colore simile all'avorio. lo cucio senza danneggiare la pelle. senza arrivare al punto di bucare la pelle stessa. attraverso la luminosità delle parole. lo indovino. tracciando una piccola lettera al di sopra o al di sotto di quella che non avrei dovuto scrivere. Ciascuno è responsabile delle parole che scrive e di quelle che legge. non bisogna . ho davanti a me soltanto un mondo evanescente. posso correggere il mio errore senza farlo scomparire. talvolta. Scrivo di getto. Così. ma ciò che sto per essere. e attacco il seguente. per prima cosa. per stare attenti a non forarle. È una ferita delicata. fra le lettere. la penna mi tradisce. Sono miope: per scrivere tolgo gli occhiali. l'abbozzo per mezzo dell'esegesi. su cui. più friabili di altre che si avvicinano al limone o all'avorio nero. deve proseguire la sua strada. la sintesi per mezzo dell'analisi. che deve essere abbastanza profonda affinché la scarificazione sia visibile. prima di cominciare. bisognosa. più che vederlo.mentre si sta studiando: Chiunque studi camminando lungo una strada. e mi comprendo attraverso il mio testo. altri. Oppure.

è la mia preghiera. e sapevamo che al di fuori di noi i nostri fratelli ebrei si perdevano tra le nazioni. e quello che sto per descrivere è talmente inaudito che verrebbe dimenticato o negato se non lo stendessi sulla carta. in disparte da tutti. La storia che scriverò non è bella da raccontare. lo scriba. Per me. Dio apparve ad Abramo e gli disse: «Ecco che sono passati dieci anni dal giorno che sei uscito da Haran: ne hai passati . durante questi millenni in cui abbiamo protetto la nostra esistenza in dimore nascoste. Vivemmo così. Da millenni. Avrei voluto trasmettere a questa terra il gusto per la vita degli angeli che circondano il trono di Dio per cantarne le lodi. è perchè non posso derogare alla legge che impone di conservare i fatti importanti. l'altra restò nella diaspora per meglio attendere il Messia. ma posso narrarne soltanto le sventure. fino al momento in cui sopraggiunse un fatto che sconvolse la nostra esistenza: nel 1948 gli ebrei ebbero un paese. Ma se la metto per iscritto. fino a che la Sua giustizia non sorga nello splendore. Ma avevamo conoscenza del tempo che passava. Per amore di Sion non tacerò. e in questa penosa aspettativa. Parla tanto di crudeltà quanto di amore. PRIMO ROTOLO Il rotolo dei manoscritti Annuncio della nascita di Isacco Dopo questi avvenimenti. senza Tempio né Città Santa. E così scorre. e per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo. è un modo per celebrare l'Eterno. non vi è nulla di più importante della liturgia. con i suoi giorni e le sue feste. una parte della nostra comunità ottenne la terra dei suoi antenati. E per me il chassid.dimenticare di leggere fra le righe. e sostituiamo i sacrifici con le lodi delle nostre labbra e l'offerta della nostra vita. mentre noi restavamo i guardiani del Rotolo. secondo il nostro preciso calendario. dal momento che qui comincia il primo rotolo della mia storia: e pure il mio lavoro di scriba. e la Sua liberazione non s'accenda come una lucerna. siamo in attesa che la perfezione del nostro culto venga realizzata nella nuova Gerusalemme. Ma mi sto spingendo un po' troppo avanti. che ci rende fedeli alle prescrizioni della Legge divina. viviamo nell'oscurità. la vita rituale e monastica della nostra comunità.

due qui. sono il doppio di quelli che avevi portato con te il giorno della tua uscita da Haran. a Qumran. E Abramo disse: «Signore mio Dio. poiché stimavano che quelli di Gerusalemme non fossero legittimi e che il Tempio non fosse stato costruito secondo la stretta osservanza delle regole di purezza e impurità. Essi vissero a Qumran fino al momento in cui i romani distrussero il luogo. Essi criticavano violentemente le autorità religiose e giudee di Gerusalemme e accusavano i sacerdoti del Tempio di lassismo e corruzione. e sarò per te un appoggio e una forza. se quando morirò me ne andrò tutto nudo e senza figli. delle sue leggi. l'esilio in Egitto.» Rotoli di Qumran Apocrifo della Genesi. immense sono le mie ricchezze e i miei beni. Le tue ricchezze aumenteranno enormemente». affinché vi abitassero il primo uomo e la prima donna.. separando il cielo e la terra. affinché ciascuno potesse vivere senza preoccuparsi dei beni materiali.. tutto ha avuto inizio moltissimo tempo fa. se così si può dire. O forse la genesi di tutto questo risale a circa cinquemila anni fa. Effettivamente. Sarò come uno scudo su di te. figlio di [. 1 All'origine. ma qualcuno che uscirà da [i tuoi lombi. Il piccolo monastero aveva i suoi sacerdoti e i suoi sacramenti. e la mia protezione sarà per te un saldo rifugio. In principio.] sarà il mio erede». e guarda come si sono accresciuti.]. Ogni ricchezza veniva messa in comune. e uno dei miei servi sarà il mio erede? Eliezer. dei suoi comandamenti. fu fondata una setta di pii ebrei che davano una loro propria interpretazione dei Cinque Libri di Mosè. E Dio gli rispose: «Non sarà costui il tuo erede. il tempo dei patriarchi. Adamo ed Eva.. esamina e conta tutti i beni in tuo possesso. la liberazione dalla schiavitù .. Venivano chiamati "esseni". Ebbene. non temere: sono con te. Ora. più di duemila anni or sono. sulle rive del Mar Morto. quando Dio creò il mondo. nel terzo secolo della guerra giudaica. sette in Egitto e uno da quando sei tornato dall'Egitto. In seguito ci furono il diluvio. per questo si insediarono in un luogo deserto dove la loro comunità potesse risiedere isolata. Ma a che mi serve tutto questo. Nel secondo secolo avanti Cristo. vi fu un mattino dell'aprile 1947. Volevano tenersi lontani dagli altri.

che era figlio di Uriel. avvolti nel lino e sigillati dentro alte giare. che era figlio di Tsafi. e subentra un'altra generazione. che i manoscritti rimasero intatti fino a quel drammatico giorno del 1947 in cui vennero riesumati. Fu allora che Dio ebbe per la prima volta l'idea di creare il mondo.grazie a Mosè. che era figlio di Schiomo. Ma il mondo rimane sempre uguale. Pure il sole si leva. che era figlio di Misha. che era figlio di Raphael. un ebreo di nome David Cohen. ricoperta dall'abisso delle acque. dissotterrarono i resti delle loro costruzioni. che era figlio di Rony. Quei rotoli erano stati scritti all'epoca in cui la setta occupava ancora gli insediamenti di Qumran. che era figlio di Adriel. dentro i tessuti e le giare. che tutto inizia e tutto riprende. che era figlio di Asher. che era figlio di Aaron. figlio di Tohu. poiché non vi è nulla di compiuto prima della venuta del Messia. e il ritorno di Israele alla terra di Canaan. che era figlio di Gad. delle loro abitazioni. che era figlio di Saul. che era figlio di Johanam. che era figlio di Samuel. che era figlio di Havilio. gli esseni nascosero i loro libri sacri nelle inaccessibili grotte delle attigue coste rocciose. e va verso il luogo da cui risorgerà di nuovo. figlio di Barak. Gli uomini portarono pure alla luce le rovine del sito in cui gli esseni avevano vissuto. al di sopra del quale fluttuava il soffio supremo. Ma diciamo semplicemente che tutto comincia un mattino di aprile del 1947 dopo Cristo. e il sole tramonta. Quando si resero conto che la disfatta di fronte ai romani era inevitabile. Una generazione passa. e tutto era immerso nell'oscurità. che era figlio di Amram. nulla di nuovo finché il suo astro non brillerà di luce eterna. Quel giorno. Ora c'era in Israele un uomo. idea folle senza dubbio. dato che noi ignoriamo tuttora perché l'abbia fatto. A meno che tutto non sia sorto dal Caos anteriore a ogni cosa e condizione perché tutto si ordinasse. e che sarebbero stati presto annientati. i manoscritti degli esseni furono scoperti. . che era figlio di Eilon. che era figlio di Tal. quando la terra era deserta e vuota. che era figlio di Noam. così come erano stati conservati da secoli. Era figlio di Noam. che era figlio di Emmanuel. e degli edifici riservati alla vita comunitaria. per salvarli dalle mani dei conquistatori infedeli. che era figlio di Joram. di cui si appropriarono per farne commercio. Penetrarono dentro altre grotte che celavano altri manoscritti. che era figlio di Janai. che era figlio di Hagai. Essi li nascosero talmente bene. che era figlio di Barzillai.

figlio di Aminabab. figlio di Juda. che era figlio di Josaphat. che era figlio di Jonathan. figlio di Fares. che era figlio di Abiud. ed era uno studioso di grande fama in tutta la regione. che era figlio di Er. poiché conosceva tutta la storia di Israele dalle origini. che era figlio di Natanael. figlio di Naasson. che era figlio di Amram. che era figlio di Josias. che era figlio di Eliud. che era figlio di Ezehias. che era figlio di Yossef. che era figlio di Nathan. figlio di Abraham. che era figlio di Issacar. Fecondava il presente attraverso il passato. che era figlio di Jamin. che era figlio di Manasse. che era figlio di Elihu. che era figlio di Manasse. che era figlio di Achaz. che era figlio di lesse. che era figlio di Mickael. che era figlio di Joseph. tutti i suoi ascoltatori avevano l'impressione di riviverlo. che era figlio di Yoram. che era figlio di Jthro. erano apprezzati da tutti. che era figlio di Joram. che era figlio di Osea. che era figlio di Isaac. figlio di Jacob. che era figlio di Boaz. che era figlio di David. e vivificava il passato con il presente. dato che raccontava la storia come se l'avesse vissuta. che era figlio di Jacob. che era figlio di Nemuel. che era figlio di Achaz. che era figlio di Simeon. che era figlio di Eliav. che era figlio di Ozias. Rammentava senza posa i fatti . che era figlio di Joseph. che era figlio di Amon. che era figlio di Josias. che era figlio di Aaron. che era figlio di Akhim. che era figlio di Zorobabel. che era figlio di Uriel. che era figlio di lesse. che era figlio di Salathiel. E quell'uomo era mio padre. che era figlio di Jonathan. che era figlio di Loth. E più in particolare le origini: dirigeva in Israele lavori e scavi che avevano lo scopo di far rivivere l'antico passato. che era figlio di Eliezer. che era figlio di Gamliel. che era figlio di Sadok. che era figlio di Eliezer. poiché erano vivi. figlio di Isaac. Egli aveva una grande conoscenza e una grande memoria dei tempi antichi. che era figlio di Abia. figlio di Salomon. che era figlio di Ozias. che era figlio di Asa.che era figlio di Ruben. Quell'uomo non rievocava la storia come un'epoca trascorsa. che era figlio di Jacob. E quando mio padre parlava del passato. figlio di Esrom. che era figlio di Ephraim. che era figlio di David. che era figlio di Booz. La sua passione. che era figlio di Roboam. il suo impegno e la sua occupazione di tutti i giorni erano l'archeologia. e non si seppelliva mai nel rimpianto dei tempi andati. di cui voleva ritrovare tutte le vestigia. che era figlio di Reuven. Aveva scritto numerosi libri sulle sue scoperte che. che era figlio di Mathan. che era figlio di Zimri. che era figlio di Joped. che era figlio di Jehudah. che era figlio di Eliakim. come le sue conferenze. che era figlio di Eliakim. che era figlio di Zimri. che era figlio di Jechonias. figlio di Aram.

senza sapere realmente perché. e sentivo che quella vita reclusa e contemplativa mi piaceva più di ogni altra cosa. Ma lui sembrava tener presente ogni cosa nella mente. Avevo un compagno. e quando lo guardavo. all'epoca in cui abitavo con mio padre. È stato alla yeshivah che ho imparato la Torah e il Talmud. Dopo il periodo trascorso nell'esercito. non mi ero ancora unito ai chassidim. Con il suo spirito. All'inizio ero molto in ritardo rispetto a lui. Ma per me. poiché non avevo ancora trovato la traccia dei miei simili. Jehudah. poiché era forte e combattivo come re David. La sua specialità era in effetti la paleografia. sembrava trascendere le età e il tempo. La sua chioma era abbondante come quella di Assalonne. Mio padre sembrava avere interesse solo per l'archeologia. attraversava gli ostacoli e le vicissitudini del presente. «Ricorda» mi diceva cominciando le sue narrazioni. conosceva tutto il Talmud a memoria. il suo modo di rivivere la storia ebraica. erano vivi e mobili. pensavo alla sentenza che amava ripetere il mio rabbi: «È proibito essere vecchi». come se io potessi richiamare alla mente avvenimenti accaduti duemila o centoventimila anni fa. Aveva cinquantacinque anni. Trascinato da mia madre. Non si osservava mai lo shabbath. ultimo residuo del comunismo: la sola cosa che. aveva riportato dall'URSS. Vagavo fra la gente. Mia madre. Devo precisare che. era di un ateismo militante e antireligioso. Vi avevo già soggiornato. per la durata di tre anni.memorabili. come se avesse vissuto tutto senza aver studiato niente. a casa nostra. poiché era investito di un proposito più ampio e più potente. mi sono dedicato allo studio. dato che non ero stato educato nella religione e nella conoscenza dei testi. Ignoravo me stesso. riflettendoci. Non avevo mai temuto di vederlo invecchiare. Vivevo dunque nel mondo moderno. che per lui in verità era il suo Talmud. prima di fare il servizio militare. Per lo spirito divino che sembrava soffiare in lui e per la memoria che riviveva attraverso di lui. come ogni altro israeliano. insieme a un indelebile accento. con il quale studiavo la maggior parte del tempo. egli non aveva età. e. I suoi occhi neri. sul suo corpo erano disegnati muscoli da guerriero. credo che non fosse un caso il suo aver consacrato la vita allo . Era molto istruito: figlio di un grande rabbino chassid. e dal temperamento razionalista degli scienziati suoi colleghi e amici. e tutti i segni della decadenza umana. sul suo volto raggiante di sole. ebrea russa. prima di questa seconda nascita che fu per me incontrarli. egli non pregava. le pietre o i papiri. e non leggeva i testi che sulle pergamene.

talvolta essa si impiglia dall'una all'altra linea. durante una certa epoca. Il paleografo dispone per fortuna di altre indicazioni: i legami e i punti che congiungono due lettere.studio degli antichi documenti. Egli mi insegnò a riconoscere il passaggio da un alfabeto all'altro. un rotolo di cuoio ricoperto di lettere rotonde e collegate. Al contrario. possono risultare ingarbugliate in modo inestricabile su una pergamena. sulle strie evanescenti dei preziosi manoscritti. e un testo che si credeva datato in modo definitivo. Un alfabeto antiquato può avere utilizzato a lungo dopo che è stato adottato quello nuovo. Non parlava mai. quando lo scriba utilizza papiri o pergamene. che crediamo sempre distinte. Talvolta la scrittura mantiene una linea la cui base è uniforme. modellato come le vocali e le consonanti sulle pietre. o ancora la posizione delle medesime in rapporto alle linee. Mio padre mi insegnò così che il primo fatto preso in considerazione dalla paleografia è il mutamento continuo delle forme alfabetiche impiegate dalle Scritture. Quando le iscrizioni sono tracciate sulla pietra o sull'argilla. poiché gli inganni in cui si può cadere nello studio della paleografia sono numerosi. o ancora. E non fu un caso neppure se. tanto i segni del tempo sono ribelli al tempo. Arriverei perfino a dire che la paleografia non è affatto una scienza. così come Jehudah aveva ricevuto da suo padre gli insegnamenti dei patriarchi. con le lettere che si distendono verso l'alto in variazioni considerevoli. specifica di altre regioni del mondo. tanto la nostra visione della storia è lineare. guidando la mia. di Babilonia. anche se può arrivare a stabilire delle date con un alto grado di esattezza. Mi insegnò a esaminare minuziosamente sia il materiale sul quale lo scriba ha tracciato le sue lettere. Tali sono gli antichi scritti della Persia. dove è estremamente difficile incidere caratteri curvilinei. Le epoche. che la forma della scrittura adottata. dell'Assiria. La paleografia non è una scienza esatta. può avere tratti di un secolo e dell'altro senza che si possa decidere quale. sia per motivazioni contingenti che per la nostalgia dello scrivano. Mio padre diceva che anche l'uomo è formato dal suo ambiente. poiché sono indizi che permettono di determinare l'origine geografica e quella storica del manoscritto. Io credo che fosse anche lui come una pergamena. i caratteri sono rotondi e costituiscono una forma di scrittura più corsiva. la loro forma si adatta naturalmente al materiale ed è "quadrata". le mie prime letture e le mie sole preghiere furono quelle che la sua mano seguiva. Non può avere la precisione della chimica né procedere per classificazioni rigorose come quelle della botanica e della zoologia. . impresa non facile e insidiosa.

certamente. Così come è impossibile compiere un atto senza desiderio. fatta eccezione per alcune consonanti talvolta utilizzate in loro vece. Ma questo. come quando un uomo vuole fare una mitzwah. Come tradurre una parola come lm? Lama. i paleografi fecero grande fatica a comprendere le parole consonantiche. scolpita nel mio cuore. prima di leggerla. Così. e in questo caso utilizzi il libro come un semplice promemoria. queste non hanno sempre lo stesso valore. che sono frutto del desiderio stesso. e il significato varia. Mi insegnò che la scrittura era apparsa nel Vicino Oriente verso l'inizio del terzo millennio. quando mi dovetti confrontare con la terribile spinta dell'appetito carnale. la parola in cui si trovano non è mai del tutto chiara. mi aveva trasmesso. Inscritta dentro di me. Sia in loro presenza che in loro assenza. I testi sacri venivano sempre letti ad alta voce. difficile e rischioso da interpretare. Poiché l'ebraico non ha vocali. alle erranze e ai dubbi: ma anche all'interpretazione e alla creazione. Sfortunatamente. nera e fitta. . Come diceva un nostro rabbino. difficile da interpretare. Per molti secoli non vi fu nessuna difficoltà. non sotto forma di preghiera e di scritti spirituali. però. una scrittura piccola. e quando. lima? Qualche volta. per attirare le vocali verso le consonanti occorrono molta attenzione e molto desiderio. ma per necessità amministrative: fu soltanto intorno al 2000 prima della nostra era che si cominciò a impiegare la scrittura per stilare sia le composizioni di retorica che i poemi epici o lirici. e qualche volta trasmessi per tradizione orale. Mio padre mi iniziò alla lettura critica dei testi e alle regole severe dello studio. quasi suo malgrado. lume. circa duemila anni dopo. non lo compresi veramente che più tardi. Come l'ebraico antico. in qualche modo. ma come regolarsi nel caso in cui non contenesse parole facilmente identificabili? Si apriva così la strada ai doppi sensi. così era mio padre ai miei occhi. Ma questo cadde a poco a poco nell'oblio. il contesto era chiaro. dopo che una serie di avvenimenti drammatici me l'ebbero svelata. la parola in potenza si materializza attraverso le vocali. Malgrado la lontananza e il rigetto che manifestava per le sue origini.né del suo passato né della sua famiglia: pensavo che essa fosse scomparsa nella Shoah. avrei potuto decifrarla solo molto più tardi. gli archeologi misero alla luce documenti antichissimi. la funzione della scrittura era soprattutto quella di ricordare al lettore ciò che gli era già familiare. a meno che il lettore non la conosca. dal momento che coloro che leggevano questi documenti ne conoscevano il senso.

e la legge divina veniva insegnata in questo modo: i sacerdoti ne facevano lettura al popolo e il padre di famiglia ripeteva ai suoi figli ciò che aveva imparato a memoria. si verificarono le condizioni ideali per conferire alla scrittura una completa autonomia. quando vennero costruite le grandi biblioteche dell'epoca ellenistica. che occupavano una posizione importante nella vita sociale e politica. non serviva che da supporto.C. Un nuovo periodo cominciò quando lo studio della legge venne impartito a tutta la comunità riunita. Infine. «Ma è stato Mosè a redigere questi libri sotto dettatura divina» avevo detto. e per la prima volta decisi il mio ritorno alla tradizione. L'alfabetizzazione raccomandata dai farisei fu una vera rivoluzione: in poco tempo gli ebrei adottarono un nuovo alfabeto. né di quella dell'uscita dall'Egitto. nacque la scrittura ebraica quadrata o assira. da prontuario per preservare l'integrità del messaggio orale. quella dei sacerdoti. essi sono stati scritti dallo stesso dito di Dio. impiegati dagli ebrei a partire dalla loro entrata in Canaan. l'antica e la nuova. la nuova fu quella dei farisei. simbolizzava l'indipendenza della nazione. non sono rivelati. solo gli scribi e i sacerdoti avevano imparato a leggere e a scrivere. Dopo la conquista di Alessandro Magno.» «Ma se questi testi sono stati redatti dalla mano dell'uomo. di parole dette. che il testo scritto cominciò ad affrancarsi dalla lingua parlata. e fu la fine della tradi- . e ne perpetuava la storia.Mi ricorderò sempre dello choc che provai quando mi insegnò che Mosè non aveva mai scritto la Torah di suo proprio pugno. furono in concorrenza fino all'era cristiana.» «Impossibile. La trasmissione dei testi ad opera dei primi scribi della Bibbia si avvicinava dunque molto alla lingua orale. All'origine la scrittura non era destinata all'uso proprio e autonomo della lettura. Avevo allora tredici anni. «Secondo il Deuteronomio. Fino a quel momento. l'età della mia bar mitzwah. I rotoli in nostro possesso sono vergati in generale in caratteri paleo-ebraici.» «Sono opera di una mano umana. la mia teshuvah. L'antica. Fu soltanto parecchi secoli più tardi. La Torah annovera stili troppo differenti per essere opera di un solo autore. ma rivelati in quanto si fondano su un substrato di arte orale. nel 333 a. l'helohista e lo jahvista. quando fu inventata la stampa. Le due scritture. Per sfortuna. e neppure di Esdra al ritorno dall'esilio di Babilonia. Si sono riscontrati tre scrittori principali: quello sacerdotale. la paleoebraica e l'ebraica. tuttora in vigore. noi non possediamo alcun rotolo dell'epoca di Mosè.

. e pure avendo seguito strade opposte. E fu proprio questo metodo che mi permise di fare progressi folgoranti quando mi dedicai allo studio del Talmud e lavorai con Jehudah. Quell'uomo tracagnotto non aveva esitato. Shimon Delam. Si augurava che sapessi tutto a memoria. il migliore allievo della yeshivah. a travestirsi da donna con lo scopo di infiltrarsi in un gruppo di terroristi. non volle che mi servissi di lettere scritte su un libro. uno quella dell'azione. Il passato pareva sbucare come un diavolo dalla bottiglia. «Vedi» aggiunse «i rotoli della Torah come tu li conosci non sono stati letti alla sinagoga che a partire dal II secolo prima di Cristo. di cui neppure uno iod doveva essere tolto. un delitto fu commesso in condizioni così strane e abominevoli che l'esercito fu coinvolto nel caso. all'epoca di una missione in Libano. erano vecchi compagni d'arme sempre pronti ad aiutarsi. Non era questo il pensiero di un talmudista che si considerava un paleografo? Come Jehudah e suo padre. Shimon era un vero combattente e una spia astuta. E avvenne che mio padre ricevette un invito dal capo dell'esercito di Israele. Io stesso ero appartenuto alla stessa unità scelta di suo figlio. Un uomo fu ritrovato morto dentro la chiesa ortodossa della città vecchia di Gerusalemme. valoroso e impetuoso come il padre. appeso a una grande croce di legno: crocifisso. che gli chiese di incontrarlo con urgenza. per comprendere. senza aver bisogno di un supporto materiale. e il combattimento e le avversità avevano legato anche noi in modo altrettanto saldo. egli conosceva gli antichi rotoli a memoria. venendo a sfidare gli uomini con una risata livida e sinistra. bisognava innanzi tutto conoscere.zione orale. In Israele non si era vista una cosa simile da più di duemila anni. 2 Ora avvenne che nell'anno 1999 dell'era corrente. l'altro quella della riflessione e del sapere. una scrittura e una lingua. Fu soltanto dopo la distruzione del Tempio e la fine dei sacrifici che il rotolo della Torah divenne il Libro immutabile che riuniva un testo.» Quando mio padre mi insegnò a leggere. politica e strategica. e che. Diceva che valeva di più tenere a mente i testi dentro la propria testa piuttosto che trasportare quaderni. I due uomini avevano fatto la guerra insieme. vale a dire nel 5759 della nostra.

In quel tardo pomeriggio al crepuscolo il vento cadde.Quando si incontrarono al quartier generale dell'esercito. Ho bisogno di un saggio. gira di qua e di là. che nobilita e fa risplendere l'impervia strada del mare. di un uomo avveduto e sapiente. costeggiarono le spiagge fangose. e sulla pianura si sentì odore di zolfo. percorrendo la strada da Tel Aviv a Gerico. Sotto un cielo impassibile. Alla sua destra spiccava una macchia verde: l'oasi di Ain Feshka. Galilea delle Nazioni. che prevede tanto una cultura universitaria quanto un addestramento militare.. immergendosi come in una fornace ardente. e certi tipi senza scrupoli che vanno solo in cerca del denaro. incuriosito.» «Di che si tratta?» domandò mio padre. la terra di Zabulon e di Neftali. si volta e torna nuovamente. Un caso delicato. Sono in gioco somme enormi. «Mi occorre il tuo aiuto» disse «per qualcosa di particolare di cui i nostri uomini non hanno esperienza.. «Di una cosa pericolosa. serpeggia ancora per alcuni chilometri in un deserto abbacinante. Il vento soffia ora verso mezzogiorno. che concerne la religione. continuano a scorrere dalle sorgenti per andare verso il mare.. . Il sole che. senza tregua. ora verso settentrione. In lontananza il Mar Morto brillava oscuramente sotto il sole. Il silenzio era appena turbato da onde sonore provenienti dalle estremità più remote del deserto. e anche di un amico di cui possa fidarmi. come un fuoco acceso. brucia fra le sue braci ogni creatura animale o vegetale. non abdicava ancora al suo spietato dominio. questa faccenda ingloba in se stessa tutti questi problemi contemporaneamente. Shimon aveva un'aria preoccupata e imbarazzata che mio padre non gli aveva mai visto. Ti voglio affidare una missione delicata. tra le dune del Giordano e le rive del Mar Morto. Tutti i fiumi corrono al mare. che scende più in basso rispetto al livello del mare e che. pericolosa come il problema palestinese e la guerra contro il Libano e importante come le relazioni con l'Europa o con gli Stati Uniti. Ne raggiunsero infine le rive spoglie e solitarie. Ma lascia innanzitutto che ti mostri di che si tratta.. quindi deviarono in direzione di un terrapieno che si stagliava sul fondo di una catena di scogliere rocciose. In un certo senso. e il mare non ne è mai pieno.» Allora partirono in auto e si diressero verso il Mar Morto.

La strada scoscesa è malagevole. insinuarvisi. di così difficile accesso. costituito da un terrapieno calcareo che domina il precedente con un ampio rilievo. quello le cui piste sono più praticabili. La seconda terrazza in pendenza contiene già una parte di storia: è testimone di un antico livello del Mar Morto. le rocce meno dure da scalare. Sul terrapieno sorgono le rovine di Qumran e un recente piccolo kibbutz. Essa è inclinata in modo uniforme. si possono scorgere certe grotte. ritagliato in blocchi massicci dalle pareti quasi verticali dove le pendenze degli smottamenti lasciano talvolta sgocciolare delle piogge rare e violente. Tra le rovine e la spiaggia che esse dominano. i pendii sono scoscesi e il duro calcare che sembra cadere dalla montagna lamina mollemente la tenera marna. sicura sotto i loro piedi di marmo. tangibile. la storia cede il passo alla preistoria. accorgersi delle minime cavità. al punto da potercisi reggere sopra in equilibrio e spostare senza difficoltà. talvolta sotto un sole rovente. Il sentiero pare proseguire ancora. il Wadi Qumran prosegue la sua discesa verso il mare di Sale. sempre più in alto. ma è d'aiuto al viandante la mano dell'uomo che a suo tempo ha fortificato i sentieri e lastricato le fenditure delle rocce friabili. rischiare saltando al di sopra delle forre. Qui. fino alla sommità della . alcune delle quali così trincerate. sullo strato affilato.Qumran si estende dal Mar Morto alla sommità di una ripida scogliera composta di tre piani separati da pendii erti e frastagliati. da non lasciarne neppure sospettare l'esistenza. senza avere paura di smarrirsi. non proseguono oltre. perché ciascuno possa interpretare i segni che lo aiuteranno a procedere. A destra. arrampicarsi in alto a dispetto delle vertigini. verso le caverne. tanto sono rese molli dalle argille del vicino terreno pianeggiante. poiché pensano di aver terminato il loro viaggio e non vogliono prolungare lo sforzo. con i suoi semplici colori bronzo e oro. con le migliori intenzioni. Ai piedi della scogliera passano l'antica via e la nuova strada da Sodoma a Gerico. molto più elevato di quello attuale. sempre più in alto. Così i più agili possono raggiungere il terzo livello. Sostiene i ruderi di Qumran e le costruzioni del kibbutz i cui abitanti sorvegliano il luogo e coltivano il palmeto intorno alla sorgente. È il livello più accessibile. Affrontato tutto ciò. Numerose aperture digradanti costituiscono la testimonianza della progressiva calata delle acque. Ivi. essi si fermano a contemplare la bassa terrazza appena inclinata. Alcuni viaggiatori. e finisce sul terrapieno marnoso attraversato da un piccolo corso d'acqua. Vi si può accedere solo a costo di grandi sforzi: occorre scalare la dura roccia. le strade meglio tracciate.

in cui aveva effettuato numerosi scavi. Sembra che risalgano all'epoca di Gesù e che insegnino verità nascoste e difficili da ammettere sulle religioni. in questo covo di ribelli.» In effetti. stigmate delle convulsioni del sottosuolo. Per questo. di briganti o di santi. come se riavvicinandosi al principio. a Khirbet Qumran. da quel 23 novembre 1947. più spoglie di vegetazione e più inospitali per l'uomo. li abbiamo conquistati con l'astuzia o con la forza. si decise infine a parlare. su queste scogliere di calcare. «Conosci questo posto. I profondi burroni costituiscono un bastione naturale che isola pressoché totalmente il promontorio in cui si situa l'insediamento. In verità è in pieno deserto. professore di archeologia dell'Università ebraica di Gerusalemme.grande scogliera. Fu là che Shimon condusse mio padre. Gli esseni avevano scelto di stabilirsi in questo luogo prossimo alle origini. dell'epopea dei rotoli. frammezzate da burroni e traforate di grotte. Ma sembra che il tempo sia più mite e l'aria meno calda che nei dintorni del Mar Morto. sono stati rubati. un antiquario che viveva nella . Sai pure che alcuni manoscritti sono andati perduti o. poiché ci sarebbe il grande salto nell'ignoto e quelli che lo tentarono portarono con sé il loro segreto. dovrei dire piuttosto. pensassero di raggiungere più presto la fine. Per questo avevano costruito il loro santuario non lontano da qui. Sapeva tutto. Nel giro di qualche minuto. permette di conservare un bacino permanente sul secondo terrapieno. nel più profondo della desolazione. davanti al monastero in rovina. in una delle regioni più desolate del pianeta. A chiamarlo era stato un amico armeno. Al di là dell'ultimo livello non si può proseguire. L'acqua dolce. Le sorgenti salmastre abbeverano i palmeti. Sai che vi furono trovati. delle lente e dolorose erosioni. ripide e anfrattuose. su queste pietre bianche. in cui una chiamata telefonica era pervenuta a Eliakim Ferenkz. Qumran non è certamente il giardino dell'Eden. la vita vi si rivela possibile. cicatrici rugose e indelebili. bene inteso. intermittente ma abbondante. riserva sufficiente per sopravvivere. a dispetto delle apparenze. Quelli attualmente in nostro possesso. delle ardenti pressioni tettoniche. che cominciò tranquillamente a masticare. oltre cinquant'anni fa. Raccolse da terra un pezzetto di legno. dei manoscritti di un monastero esseno: i rotoli del Mar Morto. mio padre conosceva bene quel luogo.

antiquario come me. Secondo loro. e largamente eroso. separati dal filo spinato.» Allora l'armeno estrasse di tasca un brano di pergamena che sollevò e appoggiò sulla rete affinché il professore potesse esaminarlo. lui li ha avuti dai beduini. dello stesso tipo. che mi ha recato dei frammenti di cuoio coperti da un'antica scrittura. Intorno a Gerusalemme assediata gli sbarramenti britannici sorvegliavano il nemico e i passaggi da un settore all'altro. non potevano ottenere dei lasciapassare. La regione era come un deserto nell'imminenza di una tempesta di sabbia: tutto era calmo ma insieme stormiva sordamente sotto il soffio di un vento sottile che preannunciava l'uragano. a parecchie riprese. installazioni idrauliche. Era antico? Era falso? Ferenkz era un archeologo. Non aveva mai visto una simile iscrizione sopra il cuoio. avevano cercato di vendergli oggetti antichi che erano soltanto imitazioni. e oggetti scoperti in questi luoghi: . fortificazioni. supporto deperibile al contrario della dura pietra. poiché. per sentire il tuo parere. templi o altari. Pertanto. ce ne sarebbero centinaia d'altri. «Allora. Hanno detto che erano frammenti di rotoli di cuoio trovati in una grotta vicino al Mar Morto. da un lato. dunque. e il suo amico armeno. Gli arabi minacciavano di attaccare le città e i villaggi ebrei.» «Mostrameli. insediamenti. Il caso era serio e troppo delicato per essere trattato al telefono. Ora il professor Ferenkz. era intrigato.città vecchia di Gerusalemme: lo voleva vedere al più presto possibile. «Ho ricevuto la visita di un collega arabo di Betlemme. straordinariamente fragile. friabile. Se questi frammenti valgono qualcosa. In quel tempo il paese era in guerra. Si intrattennero insieme. come i rotoli trovati in certi sotterranei e certe segrete. perché tanta precipitazione?» domandò il professore. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite doveva pronunciarsi sulla spartizione. Quello che vide gli sembrò familiare come quel paese di cui le pergamene erano l'humus. Convennero di ritrovarsi l'indomani. e soprattutto come le iscrizioni tombali del I secolo che aveva lui stesso scoperto intorno a Gerusalemme. Ferenkz si avvicinò il più possibile per tentare di identificare il testo scritto sul pezzo di pergamena ocra. Aveva l'abitudine di analizzare vestigia di costruzioni. dall'altro. mi incaricherò di acquistarli personalmente per l'Università ebraica. «Ecco» disse l'armeno. «A dire la verità. alla frontiera.» «Quale collega arabo?» chiese Ferenkz con diffidenza. Per questo sono venuto a trovarti. Credo che siano documenti di grande valore.

Arrivarono alla grotta dove la bestia si era rifugiata e. attraverso una terra araba. Ferenkz ci credette.armi. il rumore di ritorno sembrò loro quello di ceramica colpita da un sasso. Il rinvio del voto. Esaminò attentamente i frammenti. quando lanciarono delle pietre contro una parete rocciosa. Ma non gli scritti. li tenne in mano. Nel frattempo troverò un lasciapassare per venire alla tua bottega. senza veramente conoscerne il perché. Si ricordò allora di ciò che gli aveva detto suo figlio. «Sono beduini della tribù di Taamireh» disse «quella che conduce di frequente le proprie capre lungo la riva nordovest del Mar Morto. Elia era il capo delle operazioni della Haganah. Quel giorno. La settimana seguente. davanti al filo spinato. All'alba. Matti aveva detto a suo padre che si sarebbero dovuti temere degli attacchi arabi appena le Nazioni Unite si fossero pronunciate. Un'archeologia su pergamena è un'assurdità. la tensione nel paese era forte. Quella sera. Era pronto a recarsi a Betlemme per acquistare l'intero rotolo. Essi si gettarono all'inseguimento. un animale del gregge si smarrì. Per un ebreo. svegliò l'amico armeno. seppe che il pezzo di cuoio non era un falso. li scrutò con l'aiuto di una lente d'ingrandimento. Per questo sua moglie gli disse che non doveva partire. Ma la guerra incombeva. Il giorno dopo. attrezzi. E Matti era il suo nome in codice. e procurati altri campioni. ma la capra scappò. «Va' a Betlemme. Allora il professor Ferenkz corse al negozio. l'esercito clandestino degli ebrei. la radio annunciò che la decisione delle Nazioni Unite sulla spartizione sarebbe stata sottoposta al voto solo la notte seguente. uscì di casa. l'armeno richiamò: aveva ottenuto altri frammenti di cuoio. e concluse che erano proprio autentici. Un giorno. Eppure. pensò Ferenkz. Entrambi partirono in direzione di Betlemme. Per un'ora. ivi incontrarono il mercante arabo che rivelò loro ciò che aveva saputo dai beduini. gli concedeva un'intera giornata per tentare di proteggere i manoscritti. era ancora a casa sua. non le pergamene. infinitamente triste pensando ai manoscritti che gli sfuggivano. Con il suo lasciapassare attraversò lo sbarramento britannico. quando sarà il momento» propose all'armeno. su un pullman arabo. li decifrò. quell'ora. il tragitto da Gerusalemme a Betlemme. era molto rischioso. e utensili domestici. Ora. Allora entraro- . che egli finì per adottare definitivamente dopo la creazione dello stato di Israele.

egli si mise senza indugio allo studio del manoscritto. Ferenkz comprese che le implicazioni di questa scoperta sarebbero state considerevoli per gli studi biblici. Quelle pergamene. per cominciare la marcia cadenzata dei risuscitati. o forse il giorno precedente. Ferenkz rientrò a Gerusalemme. Un manoscritto si rivelò essere Il libro del profeta Isaia. sul filo dei secoli o dei millenni. stimava ugualmente fossero di circa mille anni anteriori a tutti quelli che aveva visto fino ad allora. e attraverso la porta di Giaffa fece ritorno al focolare ebreo nella Città d'oro. liscio e duro come la roccia di Qumran. marezzati di grigio. rivoltati su se stessi come boccioli di un fiore in primavera. sarebbero state presto conosciute nel mondo intero sotto il nome di "rotoli del Mar Morto". il suo tesoro stretto al cuore. Riconobbe su quei cadaveri palpitanti la scrittura stessa della Bibbia. Di ritorno a casa. Ferenkz le aprì. piccola e larga. La seconda. fino al momento in cui la sua famiglia lo interruppe per riferirgli quello che tutti avevano ascoltato alla radio: era stata adottata la risoluzione per la spartizione della Palestina. Me li hanno portati perché io possa venderli. come bozzoli vischiosi un istante prima del loro schiudersi. oblunga. Erano trascorsi più di duemila anni da quando erano stati letti per l'ultima volta. numerosi strati di polvere giallo arancio. Scoprirono delle giare di terra. come palpebre umane al mattino. era più stretta. Ferenkz li aprì con delicatezza. Entrambe avevano dei coperchi destinati a sigillarne il contenuto. come se fosse stata vergata dagli ebrei di qualche millenio o qualche secolo prima. incollate da una lunga notte di sonno profondo. che contenevano fasci di cuoio coperti da una piccola scrittura ebraica. Liberati alla luce del giorno dopo duemila anni di reclusione.» Il mercante mostrò loro le due giare. si scossero la cenere color bistro del loro sepolcro e si levarono gravemente. aveva due anse per ciascun lato. e ne estrasse con precauzione dei cilindri estremamente vetusti e polverosi. Si trattava di vasellame antico. fragilmente. Lacrime di emozione e di felicità scivolarono lungo le sue guance. compì nuovamente il medesimo periplo per acquistare gli altri rotoli. malgrado gli attacchi degli arabi. poiché erano ripiegati. e vi si erano agglomerati. Una giara.no nella grotta. che non conosceva. riesumate di fresco. Quanto agli altri. «Ti rendi conto?» gli disse sua moglie «Ci sarà uno stato ebraico!» L'indomani Ferenkz. Gli altri manoscritti che studiò si rivelarono altrettanto importanti: uno era una narrazio- .

Ferenkz e Kair Benyair avevano appuntamento per la transazione finale. Ferenkz apprese che ne esisteva un quarto. assistente bibliotecario al Museo archeologico di Palestina. «Vale la pena di studiarlo» aveva detto «ma non è niente di straordinario. fu conosciuto più tardi sotto il nome di Rotolo degli inni. implorò invano. Nel mese di agosto dello stesso anno. priva di particolare interesse. In realtà. Quest'uomo. ovviamente. in ebraico biblico.ne profetica. ma non era sicuro che fossero antiche. costui identificò il rotolo come una copia del libro di Isaia. dichiarò che era falso dopo averlo rapidamente decifrato. Il 6 febbraio 1948. non si fece vedere. Ferenkz e Kair Benyair finirono per incontrarsi nel settore arabo della città. sembrò cambiare idea e finse di ripartire con il rotolo. un esperto dell'Università ebraica fece risalire il rotolo al Medioevo. e gli domandò se volesse acquistarlo. Poco dopo aver acquistato questi tre manoscritti. Osea aveva acquistato il rotolo attraverso le stesse vie di Ferenkz e lo aveva mostrato a numerosi studiosi. ma per ottenere una valutazione sull'antichità e il valore dell'oggetto. e Ferenkz non vide mai più il manoscritto. Ma l'emissario di Osea. Un terzo ricercatore pensò che si trattasse di una raccolta di citazioni profetiche. Dopo complicati scambi epistolari. gli spiegò di averlo acquistato presso la tribù dei Taamireh. dopo aver ottenuto la promessa di una somma importante. mercanteggiò. Il professor Ferenkz si accorse subito che il documento era simile agli altri e aveva più di duemila anni. L'emissario del vescovo Osea mostrò a Ferenkz un vecchio manoscritto. era un emissario del vescovo Osea. ricevette una lettera da un certo Kair Benyair che avrebbe desiderato vederlo a proposito di una pergamena. un ebreo convertito che apparteneva alla comunità siriana ortodossa. l'emissario del vescovo era stato inviato non per vendere. Benyair. Un monaco.» . il maestro siriano del monastero di San Marco situato nella città vecchia di Gerusalemme. Un altro rotolo. una raccolta di poesie ebraiche che somigliava al Libro dei Salmi. Ferenkz tentò di trattenerlo. Alla fine di gennaio del 1948. di una guerra finale in cui il Bene trionfava sul Male. Questo rotolo fu denominato La Guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre. Il vescovo interpellò un sacerdote greco erudito che si trovava a Gerusalemme per un corso di studi e si recava spesso alla biblioteca San Marco. e poté strappare soltanto un ipotetico appuntamento per la settimana seguente.

Come ultima risorsa. Paul Johnson era un uomo di fragile corporatura. Osea inviò dunque una spedizione di uomini alle grotte. altri in miglior stato. poi di lasciare il paese. Isacco e Giacobbe. Il primo era Paul Johnson. Ma il vescovo tenne duro. alcuni molto sciupati e fradici. probabilmente presto Israele sarebbe stato messo a ferro e fuoco. talora fervente come Isaia e talora pessimista e deluso nella sua devozione come Geremia. Osea aveva portato il manoscritto al suo superiore ecclesiastico che gli consigliò di non perseverare e di dimenticare tutta la storia. la dimentichi per duemila anni. pio come Abramo. il colorito chiaro e i capelli rossi come Esaù e come David. In quell'epoca. dal volto emaciato. aggiungendo che l'ipotesi era assurda. Riempia una scatola di documenti manoscritti. l'altro era padre Pierre Michel. Siccome il suo interlocutore insisteva spiegò: «Faccia l'esperimento. alla ricerca di altri rotoli. un cattolico fervente che avrebbe preso gli ordini poco tempo dopo. Intimamente convinto del valore del rotolo. voleva averne la conferma da un esperto che lo autenticasse senza possibilità di dubbi. non era un animale selvaggio come Esaù. un laureando della Yale University School venuto a fare delle ricerche in Terra Santa. ma soprattutto era autoritario e intransigente come il profeta Elia. . e nonostante la sua ambizione non era bellicoso e appassionato come David. l'amico gli aveva suggerito di far stimare la pergamena alla Scuola americana di Ricerche orientali a Gerusalemme. L'esperto aveva risposto negativamente. la nasconda. «Lei non crede che possa risalire all'antichità?» aveva domandato. un francese specializzato in archeologia del Medio Oriente. Quanto a Pierre Michel. dal momento che. la sotterri pure se lo desidera: le assicuro che non sarà più in grado di porsi la questione del valore dei manoscritti». cosa che ne faceva un buon archeologo. Sebbene di carattere collerico. A questo scopo. Osea restava saldo nella sua intuizione che il manoscritto potesse essere molto più antico. Era riservato e metodico come Giacobbe. era un uomo piuttosto piccolo e rotondetto. la Scuola di Ricerche orientali di Gerusalemme ospitava due seminaristi che più tardi sarebbero diventati celebri tra i ricercatori per i loro lavori su Qumran. di . si era associato con un amico che sosteneva di poterne ottenere una somma molto più alta negli Stati Uniti. Gli riportarono parecchi manoscritti. scaduto il mandato britannico. Sperava di rivendere tutti gli oggetti acquistati a buon prezzo. Egli comprò pure le due grandi giare dove erano stati nascosti i rotoli.Tuttavia.

In tali condizioni. Osea aveva lasciato Gerusalemme con i . la più grande scoperta archeologica dei tempi moderni. in cambio. promettevano di trovargli un acquirente in breve tempo. Osea partì a sua volta per gli Stati Uniti.una calvizie incipiente che gli disegnava un cerchio alla sommità del cranio. Nella città vecchia il quartiere ebraico fu distrutto dalle fiamme. L'11 aprile 1948. dopo aver consultato numerosi testi di archeologia. ma agitato in profondità da forze ardenti e devastanti. ma tutto fu inutile. si infuriò. Quindi. lo fotografarono con il permesso del gran sacerdote. fede e ragione. Quando il professor Ferenkz apprese la notizia. il giovane studente in teologia riconobbe l'antichità del rotolo. speranza e desolazione. Si sarebbe detto che quella guerra annunciasse l'Apocalisse. persuasero Osea a firmare una carta che garantisse loro l'esclusività della pubblicazione. era troppo nervoso per nascondere le sue emozioni e i suoi segreti. Infatti. Nemmeno il rispetto dovuto ai tre santuari protetti da bastioni. e questo lo rendeva debole e vulnerabile. Paul Johnson era il solo che potesse ricevere Osea. Per natura spontaneo. e fu così che l'esistenza dei rotoli del Mar Morto venne rivelata al mondo intero. che era in viaggio. gli arabi dichiararono guerra allo stato di Israele. Ma era ben lontano dall'essere sciocco e influenzabile come Sansone. Prima della partenza. In assenza del professore di archeologia della Scuola. Pierre Michel condivideva la sua opinione. Il vescovo accettò. Era troppo tardi. Andava alla ricerca dell'equilibrio: fra giustizia e amore. semplicemente. Subito dopo la proclamazione dell'indipendenza. Insieme si misero a studiare il documento. Il suo animo assomigliava a un mare calmo in superficie. morente di fame e di sete. Si accorsero allora di avere fra le mani. assediata da ogni parte. Sospettò gli americani di aver sabotato i suoi negoziati con Osea. al Muro occidentale e alla Cupola della roccia fece tacere le micidiali cannonate. Piovvero le pallottole su Gerusalemme. da correnti contrastanti che a volte cozzavano tra loro come lame affilate contro scogli taglienti. e il Commento ad Abacuc. il Manuale di disciplina. Quest'ultimo fu infine ricompensato dei suoi sforzi. Paul Johnson e Pierre Michel credettero più prudente partire per gli Stati Uniti. Voleva risposte senza mai soddisfarsene. Inviò numerose lettere per proclamare che i rotoli erano proprietà del nuovo stato di Israele. identificarono per la prima volta gli altri frammenti recuperati dalle grotte come il Rotolo di Isaia. al Santo Sepolcro.

quello che aveva visto per pochi istanti. si recò negli Stati Uniti per incontrarvi Paul Johnson. «Penso che lei sappia dove si trova l'ultimo rotolo. Ferenkz. Nel 1950 apparve la prima pubblicazione. . dal canto suo. Matti aveva dato le dimissioni dal suo posto di capo di stato maggiore dell'esercito israeliano per proseguire le ricerche del padre. il Manuale di disciplina e il Commento ad Abacuc furono pubblicati integralmente. Conclusero un patto. «Tutti i rotoli che possediamo sono pubblicati o in via di pubblicazione. Pensò immediatamente che poteva trattarsi del famoso rotolo che suo padre non aveva potuto comprare da Kair Benyair. Morì nel 1953 con Tamaro pensiero che il "suo" rotolo. Lavorò pure sulle trascrizioni del rotolo di Osea che aveva eseguito in fretta quando lo aveva esaminato. Ferenkz non poté trattenere la sua collera. era definitivamente perduto. «Non capisco di cosa stia parlando» aveva risposto Johnson. e per due anni accompagnarono Osea durante la promozione dei rotoli. Aveva ragione: Osea. A New York Paul Johnson e Pierre Michel ritrovarono il vescovo. L'anno seguente. del Rotolo di Isaia. di passaggio negli Stati Uniti per tenere una conferenza. Si era occupato della pubblicazione del libro di quest'ultimo sui tre manoscritti che aveva scoperto. intraprese l'edizione dei tre rotoli che aveva acquistato. quello che Osea voleva vendermi prima di cambiare parere» finì per dire. «Deve rendermi quel rotolo.» «Sono gli ebrei che non c'entrano per niente» replicò il prete cattolico. ma quando Johnson pretese con orgoglio di essere stato il promotore della scoperta dei rotoli. La Guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre. Ignorava che suo figlio lo avrebbe recuperato un anno più tardi. Ma Ferenkz non riuscì a vederne la fine. corredata da foto.» «Lei mente» disse Ferenkz. all'università di Chicago. La guerra era stata dichiarata. e aveva lui stesso redatto un commento particolareggiato a uno di essi.manoscritti fra i bagagli. L'abboccamento cominciò tranquillamente. deciso a venderli al miglior offerente e a diffondere per il mondo la parola della chiesa ortodossa. ricevette una lettera che gli proponeva l'acquisto di un manoscritto del Mar Morto. e perfino nelle gallerie d'arte delle grandi città. Convinto che questo prezioso documento appartenesse a Israele. Nel 1954. Non vi appartiene e non avete il diritto di intervenire in questa faccenda. alla biblioteca del Congresso.

La battaglia per Gerusalemme ebbe luogo il 7 giugno. aveva il compito di decifrare ogni frammento e pubblicarne i risultati. impacchettati dentro scatole di legno e depositati lì prima dell'inizio della battaglia. Così. quello che proteggeva il Tempio prima che venisse distrutto. Questo gruppo di ricercatori. e Matti fu richiamato nell'esercito come consigliere strategico. migliaia di frammenti del Mar Morto erano dentro scatole di legno. nel mezzo della battaglia di Gerusalemme. passarono sotto controllo israeliano. Così fu concluso un accordo col professor Johnson. che apparteneva ancora alla Giordania. La fronte appoggiata contro la pietra. avrebbe sacrificato il figlio Isacco. Tuttavia. Matti e due suoi uomini penetrarono. con le sue centinaia di manoscritti. le autorità israeliane non volevano una guerra aperta con gli antichi detentori del secondo lotto di rotoli. I paracadutisti israeliani avanzarono nella città vecchia e si inerpicarono sui camminamenti in pietra all'estremità della via Tiferet. Le forze nemiche vennero respinte fino a Gerico. Scoprirono i preziosi rotoli nei sotterranei del museo: erano stati radunati in fretta e furia. che riunì un'equipe alla quale fu affidato lo studio dei manoscritti. a settentrione del Mar Morto. dopo una violenta battaglia contro le truppe giordane. senza l'intervento di Dio. Tuttavia. Poi. col cuore in gola. Allora Matti decise di aggiungervi i manoscritti che possedeva per completare la collezione. nella scrollery del museo archeologico. Il mattino del 7 giugno 1967. Dopo mille anni di assenza. Matti finì con l'ottenere il manoscritto. occuparono il museo strategico dove si trovavano i rotoli di Qumran. e la maggior parte delle collezioni si trovava nella scrollery. composto di cinque membri scelti con cura. non soltanto il museo. rivedevano il Muro d'Occidente. vasta stanza nel sottosuolo del museo archeologico. Dopo parecchie peripezie. Cominciò così una serie di trattative movimentate che si protrassero anche in Israele. dominato dalla collina su cui Abramo. Vi unì il famoso documento che aveva ottenuto con tanta fatica. non ebbe il tempo di leggerlo: il 5 giugno 1967. la guerra fra Israele e i suoi vicini scoppiava di nuovo. . non trovarono nulla. Ma sopra le lunghe tavole solitamente coperte da un tappeto di frammenti. A sessanta chilometri da Amman.che richiedeva una somma troppo elevata. le mani tese. bagnavano delle loro lacrime e delle loro preghiere il luogo che proteggeva il Luogo. non aveva ancora trovato un acquirente. ma pure la località di Khirbet Qumran.

Però nessuno sapeva ancora quale fosse il significato di questa scoperta. 3 «Chi era al corrente dell'esistenza di quel manoscritto?» domandò mio padre dopo che Shimon gli ebbe raccontato con dovizia di particolari della sparizione del rotolo. Matti giunse al museo per visionare il famoso manoscritto e incominciare a studiarlo. il Talmud. L'interesse dei ricercatori per questi manoscritti si era notevolmente accresciuto in seguito alla scoperta della quarta grotta di Qumran nel settembre 1952. parola dopo parola. ebbe un bel cercare dappertutto. decifrati e trascritti. Scavarono la roccia. nelle sale come nei sotterranei: non lo trovò. Non passavano ventiquattro ore senza che non venisse messo alla luce un nuovo tesoro archeologico. La stampa del mondo intero non parlava che di questo. rendersi conto che essi stavano per diventare il punto di partenza di una nuova investigazione storica. che si stava infine per conoscere la verità sulla nascita del giudaismo rabbinico e sui primordi del cristianesimo. finché questo liberò le migliaia di frammenti che ancora nascondeva. La lettura dei rotoli era lenta e difficile. I componenti la tribù dei Taamireh che avevano già trovato anni prima la grotta di Khirbet Qumran vi si recarono nuovamente con la speranza di trovarvi dei manoscritti la cui vendita procurasse loro una certa ricchezza. con la riserva di centinaia d'anni di correzioni. bastava che i pezzi venissero rincollati. dovette arrendersi all'evidenza: il rotolo era scomparso. Ma i manoscritti religiosi erano stati copiati a mano. la notizia della cessione di uno dei manoscritti più importanti del Mar Morto da parte di Osea si era rapidamente propagata nell'ambiente degli accademici che cominciavano a studiare gli scritti di Qumran. il Nuovo Testamento. versetto dopo ver- . le opere di Flavio Giuseppe e le opere apocrife. cancellazioni e censure. Tuttavia.Ora. Al termine di parecchi giorni di ricerche e domande infruttuose. Se la scoperta dei quattro primi rotoli era rimasta puramente confidenziale. Soltanto gli studiosi e i ricercatori avveduti potevano comprenderne l'importanza.» «Sì. come il Libro dei Giubilei. un certo giorno dopo la fine della guerra. frugarono il suolo su cui si era accumulata la polvere. «Impossibile dirlo. Fino ad allora ci si era accontentati di spigolare elementi sparsi sulla vita di Gesù e la nascita del cristianesimo attraverso opere letterarie diffuse di generazione in generazione: la Mishnah.

Conosci gli altri membri del gruppo?» «So chi sono. Erano frammenti grossi o piccoli.. invitato a tenere una conferenza ad Harvard. tuttavia. dagli scribi ebrei e cristiani. una personalità malinconica e tormentata. e la maggior parte dei frammenti del sotterraneo N. Li si proscriveva o venivano perfino riscritti. ha rivelato alcuni elementi del contenuto di un frammento che stava studiando. era l'interpretazione di un sogno che prediceva l'apparizione di un "figlio di Dio" o "figlio dell'Altissimo".» «Per questo sono ricorso a te. Ma per accorgersi di questo erano necessari degli studiosi. talvolta. si ordiva la storia. è capitato un fatto curioso: nel 1987 Pierre Michel. facilmente riconoscibile per la sua barba bianca arruffata e i suoi grossi occhiali tondi. C'erano due colonne in aramaico in cui il profeta Damele interpreta il sogno di un re. in più erano diventati personaggi elusivi e misteriosi per chi volesse avvicinarli. il materiale diventava ogni giorno più considerevole. per renderli conformi all'ortodossia del momento. attraverso di essi. prima che venisse rubato. È possibile che il manoscritto sia stato rubato da un membro dell'equipe internazionale riunita da Paul Johnson e dal suo inseparabile accolito. nei periodi di persecuzione religiosa venivano gettati nel fuoco. il padre polacco Andrej Lirnov. Questi uomini avevano accesso diretto ai rotoli. ritagli.» «Tuttavia. un francese piuttosto estroverso. Soltanto loro potevano avere accesso ai rotoli. Ma la parte veramente rimarchevole del frammento. 4 non sono stati commentati che in occasione di seminari privatissimi. quello che ne ha detto ha ricordato stranamente a Matti il rotolo che aveva velocemente decifrato. datata da Pierre Michel al I secolo prima di Gesù. soprannominato 'l'angelo delle tenebre" per le sue curiose manie. tanto a lungo e ripetutamente che la loro veridicità storica era diventata sempre più dubbia. e la lettura di un minuscolo frammento . non si trattava più di alcuni frammenti dispersi. pezzi senza nome. Qui. piegati e grattati. Quando sembravano eretici venivano emendati. e il grande mantello nero che è solito portare. C'è Thomas Almond.» «Vale a dire precisamente i titoli pronunciati al momento dell'Annunciazione dall'angelo Gabriele nel Vangelo secondo Luca!» «Pierre Michel ha rifiutato di pubblicare il documento.setto. e infine il domenicano Jacques Miller. Ma le pubblicazioni ufficiali di questo gruppo erano molto rare. un inglese agnostico e orientalista. vietati al pubblico. Fatta eccezione per alcune parole che si è lasciate sfuggire in occasione di quella conferenza destinata al mondo universitario. il padre francese Pierre Michel. Ora. più o meno ben conservati..

D'altronde.che aveva tradotto. Una nazione distruggerà l'altra nazione E una provincia l'altra provincia Fino a quando il popolo di Dio si leverà E rinuncerà alla sua spada. capitò proprio così.» «Comunque sia. ma perché ci . per quanto complesse e sottili.. Come se vi fosse stato un ordine. e non si può quindi dire con certezza se il frammento menzioni la venuta di un Messia inviato da Dio. il contenuto dei rotoli è rimasto segreto. «Sta di fatto che il manoscritto perduto viene attualmente cercato dal governo israeliano. Una visione. e Parigi. dove continuò a condurre degli scavi. Gli anni passavano e non appariva nessuna pubblicazione.» «E Andrej Lirnov» aggiunse mio padre «si è suicidato. un accordo ufficioso per fermare tutto. Johnson trovò una comoda posizione all'Università di Yale. e trasse di tasca un foglietto che porse a mio padre.» «Sì. senza che si conoscano le ragioni del suo gesto. si spretò. Egli sarà grande sulla terra Tutti lo venereranno e lo serviranno Sarà chiamato grande e il suo nome sarà additato Sarà chiamato figlio di Dio Lo invocheranno figlio dell'Altissimo. sarà il suo regno.» Shimon si fermò un istante. Regneranno per numerosi anni Sulla terra E distruggeranno tutto. Almond rientrò alla natia Inghilterra. I membri dell'equipe internazionale si divisero e andarono ciascuno per conto suo.. rientrò a Parigi. Quanto a Pierre Michel. e attualmente lavora per il CNRS. «Sì» disse mio padre «conosco questo testo. al termine della conferenza del 1987 non si è più sentito parlare di questo frammento. dove insegna. Come una stella cadente. dopo una leggera esitazione. Ma nessuno ha mai avuto la possibilità di leggerne la fine. Millet divise il suo tempo fra Gerusalemme. saprai che interessarmi di archeologia non rientra nelle mie abitudini» disse Shimon. non certo per ragioni teologiche. è così.

» «In modo pericoloso per il cristianesimo?» «Forse sarebbe meglio conservarlo nei sotterranei del Vaticano. i suoi occhi neri che fissavano e prendevano le misure. il suo modo lento a esprimersi e a reagire alle parole degli altri. riflettendo un istante. e si fanno varie ipotesi. in modo esplicito. uno studioso. Conosceva il suo modo particolare di guardare gli interlocutori. quando i manoscritti di . Non sono più un combattente. si sa che non è sparito per caso. Ma non posso accettare questa missione.» Shimon tacque.» «Ascolta. Supponiamo però che parli di Gesù. con ogni evidenza. toccandolo . Datano all'incirca al periodo di Gesù. Shimon. lo ignoro. più di cinquant'anni fa. essena. e tu pensavi solo a quel ritrovamento: dicevi che si trattava di una rivoluzione. La sua camminata calma e sicura. È quindi possibile che il rotolo scomparso contenga rivelazioni importanti sul cristianesimo. con altri frammenti proibiti» disse con calma Shimon. Possono averlo bruciato. Mio padre pensò che in quel momento stava riflettendo a tutta velocità per tentare di convincerlo.appartiene di diritto. nel 1947. Anche se voleva nasconderlo. E conosco il tuo interesse per i manoscritti. Sono diventato un ricercatore. Mio padre lo conosceva bene.» «Sì.. «Proprio di uno studioso ho bisogno.era la sua specialità . di uno specialista» disse «di un paleografo. capisco cosa vuoi dire. Può essersi perduto.» «Avete qualche idea su quello che possa contenere il rotolo nel suo insieme?» «Non sappiamo nulla con esattezza.su un punto debole. Non posso correre per il mondo alla ricerca di quel manoscritto. nello stesso tempo pacato e ironico. non di un soldato. e non sono mai stato una spia. Gli altri manoscritti appartengono alla setta di Qumran. «Ma hai un'idea di che si trarti con precisione?» «No. Ricordi la tua reazione quando hai saputo che li avevano scoperti? Eravamo alla guerra insieme. che era. Ma nessuno dei frammenti scoperti parla del Cristo.. come se fosse intento a immagazzinare le informazioni. Non è un lavoro per me. e sapeva che non era uomo da lasciarsi smontare. e perché contiene di certo elementi essenziali della storia del popolo ebreo. tutto in lui denotava la spia.» «E tu pensi che possa essere il frammento letto alla conferenza di Pierre Michel?» «Vi sono grandi possibilità che lo sia. un archeologo.

piuttosto che rischiare di farle peggiorare. In quel momento. capisci? Conosco i manoscritti ritrovati. le cose erano sensibilmente diverse. presso i cristiani. non avrai questa responsabilità. non lo sarà. e di riportarmelo. A est c'era il regno di Transgiordania.» «E se i cristiani lo avessero già. Abbiamo dato il palmeto di Gerico ai palestinesi. per arrivare alla pace.» «Perché?» . Gesù è una finzione? Non è veramente esistito? «Vedi perché questa ricerca è pericolosa. Ora. le strade sono segnalate. Per te si tratta soltanto di ritrovare il manoscritto dovunque si trovi. Per questo volete trovare l'ultimo manoscritto: parla finalmente di Gesù? Cosa ne dice? Gesù era un esseno? E in tal caso. voglio dire il Vaticano?» «Impossibile. i beduini o gli arabi. gli esseni non parlano di Gesù nei loro manoscritti. So che gli esseni. è qualcosa che mi supera.Qumran sono stati scoperti. La strada lungo il Mar Morto non esisteva. tanto meglio. scribi scrupolosi per cui l'essenziale nella vita e il fine stesso dell'esistenza non erano altro che tramandare ciò che vedevano. È una bomba che rischia di esplodere fra le mani di chi la possiede. Non è più affar mio. Non si sa nulla del manoscritto. Se in ultima istanza non dovrà essere rivelato al mondo. dammi fiducia. di attribuire loro una parte del deserto di Giudea. Altri se ne incaricheranno.» «Ascolta» rispose Shimon «non ti domando di analizzare per forza tutte le implicazioni e le possibili conseguenze di ciò che è scritto in quel documento. Mi appassionai per quella scoperta perché non capivo come i manoscritti potessero saltar fuori da un simile posto. Questo significherebbe che Gesù è una figura posteriore alla setta? O. ivi compresa la regione di Qumran. per lo stesso motivo. C'erano solo sentieri dissestati e disseminati di rovi che seguivano senza convinzione il corso di un'antica strada romana che. si fermava al settore nordovest del mare. e si parla pure. Tutto questo è troppo complicato. gli scavi continuano a progredire e tu mi parli di una posta strategica internazionale. per me. È un'arma troppo potente. gli ebrei. Israele non ha bisogno di questo. La sola presenza umana nei paraggi era costituita dai beduini. e se tu non lo desideri. il cristianesimo è una branca dell'essenismo? O forse questo rotolo non ne parla. Meglio lasciare le cose allo stato in cui sono. oltretutto. non venne individuata per molto tempo. ebbene. il luogo faceva parte del territorio della Palestina sotto mandato britannico. che pure vivevano nella stessa epoca di Gesù. Occorre evitare di fomentare una rivoluzione.

Al giorno d'oggi.Vi fu ancora un silenzio. il Rotolo di rame venne decifrato a Manchester sotto il controllo di Thomas Almond. calcolandone profitti e perdite.» «Si tratta di un'istituzione creata agli inizi del secolo da papa Leone XIII come antidoto all'invasione del modernismo. di valutare l'importanza delle informazioni che stava per comunicare. nei seminari e in altri istituti cattolici. Così. e più specificamente sulla verità storica dei Vangeli.» «Come lo sai?» «Hai mai sentito parlare della Commissione biblica pontificia?» «Poco. come per il passato. il Vaticano riunì la Commissione in sessione straordinaria per porre riparo alle rivelazioni che poteva recare. e di promuovere l'interpretazione cattolica ufficiale. più un certo numero di "consulenti". avesse bisogno di pesare il pro e il contro. Sai che ha già prodotto degli scritti attestanti che Mosè è l'autore del Pentateuco? O ancora. Quella Commissione è incredibilmente retrograda. Ha il compito di esercitare una supervisione sugli studi scritturali cattolici. è sempre molto vicina alla Commissione pontificia. le cose sono sempre le stesse. la Scuola biblica di Gerusalemme. «Perché il Vaticano lo sta cercando a sua volta.» «Allora? Credi che quel rotolo sia così importante per loro? Dove arriverebbero per averlo. sono i consulenti della Commissione a determinare ciò che il pubblico deve o non deve venire a conoscere sui rotoli del Mar Morto. si potrebbe immaginare che siano cambiate. Shimon masticò con calma il suo pezzetto di legno. alla quale appartiene la maggior parte dei membri dell'equipe internazionale. secondo te?» . la stessa Commissione ha firmato un decreto sugli studi biblici in generale. In sostanza. che affermano l'esattezza letterale e storica dei primi tre capitoli della Genesi? Più recentemente. in concreto. Dall'ultimo mezzo secolo. La funzione ufficiale della Commissione era quella di mantenere sotto controllo tutte le dissidenze in rapporto ai testi sacri ufficiali. In maggioranza gli allievi della scuola vengono sistemati dalla Commissione come professori. come se. Per diversi minuti.» finì per lasciarsi sfuggire. nel 1955. Aveva segnatamente l'incarico di verificare che gli universitari non mettessero in dubbio l'autorità delle Scritture. Allorché. secondo cui chi interpreta i Vangeli stessi deve farlo in uno spirito di obbedienza all'autorità della Chiesa cattolica. in particolare dopo il Concilio vaticano II. In origine era composta da una dozzina di cardinali nominati dal papa. «Disperatamente. perfino in quel momento. Dimmi quello che ne sai. tutti esperti nei loro campi specifici.

«Abbastanza lontano. sia l'attuale direttore della Congregazione per la dottrina della fede.» «Il che significa. I consulenti che lavorano per questi ultimi hanno il compito specifico di reperire i punti delicati su cui dovrà decretare. Ma ti dirò di più: la Congregazione per la dottrina della fede ha una storia che risale al XIII secolo. il suo più fedele compagno. non si deve mai contraddire l'autorità dottrinale della Commissione. con i suoi giudici. Un altro organismo dipende dalla Commissione biblica pontificia: la Congregazione per la dottrina della fede..» Shimon voleva a ogni costo convincere mio padre e guadagnarlo alla sua . Ora capita che l'antico laureando Paul Johnson. sono ospitate negli stessi uffici al medesimo indirizzo di Roma. che sono i grandi inquisitori della Chiesa cattolica attuale. Come nel Medioevo.» «Chi sono i suoi emissari?» «Sono membri dell'equipe internazionale. quello della Congregazione per la dottrina della fede è il più potente. penso. Santa Inquisizione. Costoro ritengono quelli che non condividono le loro idee ciechi. Tuttavia. era conosciuta con il nome di Sant'Uffizio. pur rimanendo distinte. nei suoi scritti come nel suo insegnamento. o peggio: maligni. e senza dubbio l'ha letto. Sappiamo che ha avuto tra le sue mani il rotolo. Tali investigazioni vengono applicate a tutto quello che potrebbe minacciare l'unità della Chiesa. che è principalmente un tribunale. quali che siano le rivelazioni portate dalla lettura dei rotoli. Secondo l'opinione dei suoi membri le recenti evoluzioni teologiche minacciano di corrompere la Chiesa e di determinare il suo declino. Fino al 1971 si supponeva che la Commissione biblica pontificia e la Congregazione per la dottrina della fede fossero organizzazioni separate. quando era ancora alla Scuola biblica di Gerusalemme. uno dei primi a lavorare con Pierre Michel sui rotoli e membro come lui dell'equipe internazionale. Soltanto la soppressione di tutte le dissidenze potrà assicurare un rinnovamento con una Fede e un Dogma unificati. altro membro dell'equipe internazionale. Attualmente le due strutture. o come. non lo ha più e lo sta cercando.. Abbiamo seguito le sue tracce e quelle dei suoi emissari per mesi in molti paesi.. Lo stesso padre Millet.» «. Nel 1542.. I principi dei membri di queste commissioni sono semplicissimi: qualunque conclusione si raggiunga. Sappiamo che Paul Johnson in questo momento è disposto a fare qualsiasi cosa per ritrovare il rotolo. in particolare il suo braccio destro. Fra tutti i dipartimenti della Curia.. sono condotte nel massimo segreto.. padre Pierre Michel.

per con- . si tratta di altro. mio padre parve riflettere. qualcosa di più complicato. ma dal momento che rifiuti. Non si tratta solo del Vaticano. ma non ignorava neppure che sarebbe stato difficile trascinare quell'uomo ragionevole e forte in una simile avventura.causa.» «Matti era un capo di armata. David. d'accordo?» «Certamente.» «Dunque. Si suppone che a ucciderlo siano stati dei ladri ben informati sulle sue faccende. Quello che sto per dirti dovrà restare assolutamente tra noi due. No. Per un breve istante. Assassinato la settimana scorsa. non è davvero una missione per me. Potrai forse.. o diciamo che è un'affermazione poco precisa. il gran sacerdote ortodosso. e aggiunse in tono definitivo: «Non vale la pena di discuterne ancora». com'è accaduto a Matti. Ti ho detto che il sacerdote ortodosso Osea è stato assassinato. Conosceva troppo bene Shimon per credere alla sua rassegnazione. Quest'ultimo abbassò lo sguardo e parve concentrarsi un istante sul suolo granuloso. Dovrò incontrarmi con studiosi e pure con gente assai meno studiosa. «D'accordo. ma non è del tutto vero. e per le sue ricerche aveva vari collaboratori» obiettò vivacemente mio padre. che Shimon si decidesse. allora?» «Senza appello. durante il suo passaggio a Gerusalemme..» Mio padre sorrise. Ma noi pensiamo che Paul Johnson lo abbia fatto sparire e lo abbia affidato a Pierre Michel perché lo studiasse.. È vero che i cristiani sono alla ricerca di questo rotolo. in questo caso. Poi disse: «Se è così posso dirti tutto. e forse perfino con truffatori o assassini. aiutarmi a capire. Ma si tratta pure di un affare di politica interna. che l'ha venduto a Matti. per non spaventarti. Come posso dire. almeno. sarà necessario non lasciarseli sfuggire. di solito significava solo che stava per mettere in tavola l'ultima carta.» «E cosa ne è stato di Osea? Sapeva del manoscritto?» Shimon dopo una nuova esitazione rispose: «È morto. Mio padre attese con calma.. Forse cercheranno di rivendere i rotoli. Sapeva che le difficoltà non lo avrebbero scoraggiato. «Io non posso lavorare solo. «Chi era in possesso del rotolo i primi tempi?» «Osea. che va oltre i compiti della polizia. Il denaro che aveva con sé è sparito con i rotoli.. non senza curiosità.. In realtà. La risposta è no» concluse scuotendo il capo. senza appello. comunque vada. La polizia ha deciso di mettere a tacere la faccenda per il momento. Volevo nascondertelo finché non avessi accettato.

questo cerimoniale. se non avesse scelto una via più. Sappiamo che Osea è tornato precipitosamente dagli Stati Uniti a causa del rotolo.» «Niente è lasciato al caso.» «Una croce di Lorena?» «Una croce di Lorena decapitata.. Ary. «Di cosa si tratta?» domandò..» «Veramente?» «Sì. che studia alla yeshivah.» A queste parole mio padre sussultò. è così» rispose mio padre mezzo rassegnato. una grande e una piccola. «Avresti bisogno della compagnia di qualcuno. e sarebbe stato un eccellente soldato. crocifisso?» «Crocifisso. contemplativa. Vedi..qui volevo andare a parare . Qualcuno che sia insieme un soldato e un erudito.. David. «Come. e i piedi sul palo.» Shimon aveva l'abitudine di parlare chiaro e tondo.» SECONDO ROTOLO Il rotolo dei santi . Appeso ad una croce..... non è vero?» disse mio padre. E anche tu lo conosci.» «Chi è?» «Sto pensando a tuo figlio. di un maniaco. non so di cosa si tratti.non si sa ancora perché.» Vedendolo turbato Shimon giocò la carta decisiva. non precisamente come Gesù. Tuo figlio è un giovane coraggioso. come Gesù.. Inizialmente abbiamo creduto al delitto di un pazzo.» «Be'. Non mi resta che partire. in un certo senso. ma se è stato un pazzo. So che ha salvato la vita a mio figlio Jacov. è curioso: questa croce. un maniaco.. può ricominciare in qualsiasi momento. sembra un'esecuzione. Era una croce un po' bizzarra. «Conosco un uomo che ha questi requisiti. è stato crocifisso. con due barre orizzontali. È morto rapidamente di asfissia. «Tutto era già previsto.. giovane. E . ma è possibile che ci sia un rapporto con i manoscritti. I polsi del pover'uomo erano stati inchiodati sulla traversa.. capace di difenderti. Mio padre si sorprese nel vederlo così imbarazzato. un combattente. io.» «Sì... Sembrava scappare da qualcosa. «Non ci crederai.durre le ricerche senza terrorizzare la popolazione. Cioè. Ho letto il rapporto che all'esercito hanno steso su di lui.

il mio insegnamento E grazie a me guadagnerete oro e argento. Mi prodigai per lei. E a fondo la studiai. Il mio piede calcai nella dolcezza. E ho trovato molto intendimento. Mi infiammai per lei. rendo l'onore che gli è dovuto.Quando ero giovane. E non vergognatevi per i miei cantici! Adempiete alle vostre opere con giustizia E a suo tempo avrete la vostra ricompensa. E nella purezza l'ho trovata. Fin dal principio avevo reso intelligente il mio cuore Per questo non l'ho abbandonata [.] Ascoltate. prima di ingannarmi. Senza vacillare sulle sue altezze. Anche il fiore della vite produce i chicchi d'uva Quando stanno per maturare i grappoli che rallegrano il cuore. Ho desiderato e cercato la saggezza. poiché la conobbi dalla mia giovinezza. Per andare da lei purificai le mie mani. E io penetrai i suoi segreti. Ho meditato con facilità. Rotoli di Qumran Salmi pseudodavidici 1 Dopo la creazione. La vostra anima si rallegri per la mia penitenza. la lu- . Fu per me una nutrice A chi m'insegna. E non ho mai voltato lo sguardo... La mia mano aprì la sua porta. o Numerosi. Dio ha considerato tutto quello che aveva fatto. Fui zelante per il bene definitivo. Ho teso un poco il mio orecchio. Venne a me nella sua bellezza.

satinata e lustra. il ghertl. La mia barba non era folta come quella dei vecchi saggi. sotto la camicia. Portavo scarpe nere. ma rada: cresceva quasi con timidezza. Neri pure i pantaloni. Ero il degno figlio di David Cohen. il firmamento. mi rivestivo della mia levita di seta nera. non misuravo a pieno l'estensione di questa affermazione. con un'apertura verso l'alto per la testa. anche quando indossavo il cappello. aiutandolo nei suoi lavori e nelle sue ricerche prima di frequentare la yeshivah. Intorno alla vita annodavo un cordone. Come tutti i miei fratelli. portavo sempre un piccolo scialle da preghiera formato da due quadrati di lana color crema. la terra e il mare. avevo occhi blu ereditati da mia madre russa. avevo delle lunghe ciocche arricciate su ciascun lato del viso: i tradizionali cernecchi che fermavo talvolta sul capo. i lembi posati sul petto e sulla schiena uniti da un angolo inferiore all'altro per mezzo di una frangia rituale a ricordo dell'Alleanza. il sole e la luna. Shimon si sarebbe comunque stupito nel vedermi com'ero allora. che accoglievano i miei piedi avvolti in calze anch'esse nere. Sia di giorno che di notte non toglievo mai lo zucchetto di velluto nero che mi ricopriva accuratamente la testa. a quell'epoca. Il mio corpo somigliava a quello di mio padre: agile e muscoloso. Ma ecco. E provando la gioia: a che giova? Non ero un figliol prodigo. La sua soddisfazione talvolta mi meravigliava. e ti rallegrerai del bene. Non portavo cravatta. Ho detto sperimentando il ridere: è insensato. sotto il cappello.ce. ornamento troppo apertamente in voga nel mondo non ebreo. anche questa è vanità. piatte e senza stringhe. Avevo studiato archeologia con mio padre. quasi nodoso: mi aveva valso qualche successo da militare. ti metterò alla prova con la gioia. le piante e gli animali. cerchiati da occhialini rotondi. quando anche i primi mi erano permessi? Ho detto al mio cuore: orsù. al fine di separare la parte superiore e direttrice del corpo da quella inferiore e prosaica. lui che mi aveva conosciuto con la divisa verde dei graduati dell'esercito di terra. In occasione dello shabbath e dei giorni di festa. Ma la camicia era bianca sotto una lunga giacca scura e. anche se. I beni di questo mondo erano dunque apprezzabili come quelli del mondo futuro? Perché rivolgermi all'ascetismo per dedicarmi più adeguatamente ai secondi. secondo la tradizione. ma non lo conservavo più in buono stato da quando mi ero unito ai chassidim. Alto e barbuto. e lo ha approvato giudicandolo buono. esclusiva e gelosa co- . le stelle. lungo nastro di seta nera intrecciata.

in quanto. quando lui insieme a mia madre prendeva la macchina per andare a fare una gita al paese. e durante lo shabbath. Non mi coricavo senza aver recitato la preghiera della sera. E. A differenza di mio padre che non celebrava più lo shabbath e non mangiava kasher. ma ero pure molto devoto. e discendevo dai grandi sacerdoti ai quali era affidata l'importante funzione di benedire il popolo d'Israele. quelli che ruminano e hanno gli zoccoli biforcuti. Quello che presso gli ebrei viene chiamato un "ortodosso". per la legge. fin nei minimi istanti. i candelieri sulla tavola dello shabbath e quelli di Hanukkah alle finestre delle case. figlio di Cohen. che ci era proibito toccare. era ritmata dalla legge. e i pesci con le squame e le pinne. Mio padre aveva cominciato a portarmi al cantiere degli scavi quando ero ancora molto piccolo. la prima macchina che passasse. .e una folla svogliata e addobbata dei suoi più begli abiti invadeva le vie della grande arteria per recarsi alle numerose sinagoghe. Suoni di sirene mescolati allo shofar annunciavano l'arrivo dell'amata . poiché. di cui alcune non erano più alte di un comune appartamento. Non mi alzavo mai senza aver recitato la preghiera del mattino. ad ascoltare le parole dei nostri maestri e a ridere alle loro storielle. E secondo la legge. Alcuni giovani correvano ai confini del quartiere per depositarvi dei tronchi allo scopo di fermare la circolazione. ma cantavamo e danzavamo tutta la notte. ero un Cohen a mia volta. senza carta né matita. Mea Shearim cadeva in letargo. e tutti erano felici di trovarsi riuniti nella pace dello shabbath.me il Dio di Israele. poiché non dovevamo avvicinarci agli strumenti di lavoro. e non passava giorno senza che studiassi. Non vivevamo nell'ascesi e nella mortificazione: vivevamo insieme. a condividere i piatti tradizionali e le chaloth dorate. donne e bambini. Quando sopra la città di Gerusalemme appariva la prima stella che annunciava il giorno di riposo. La mia vita. il tempo abitava lo spazio: i mezuzoth sugli architravi delle porte. Secondo la legge. con un gesto di vendetta. alla yeshivah. giovani e vecchi. Il venerdì sera e il sabato. in comunità. io stringevo i filatteri attorno al braccio tutte le mattine. come diceva un nostro grande rabbino: «Non si canta perché si è felici. Non mangiavo prima di aver impartito la benedizione. ci riposavamo senza accendere la luce. vale a dire molto praticante. pronti a lapidare. secondo l'usanza chassidica. mentre altri si riempivano le tasche di pietre. Ero il suo unico figlio. si è felici perché si canta».lo shabbath . indossavo il mio grande scialle da preghiera bianco per benedire tutti i miei compagni della yeshivah. il verbo diventava carne: mangiavo soltanto gli animali permessi dalla Torah. la carne era gioia.

Era una lunga arteria bordata di case basse la cui architettura ricordava lo stile dell'Europa centrale.in un paese in cui ogni goccia di pioggia è una benedizione. Vivevo a Gerusalemme in un luogo particolare e chiuso alla maggior parte della gente. con i tetti inclinati delle piovose contrade . la loro invidia sono già periti. e le vie che sembravano intersecarsi e perdersi all'infinito. l'assemblea dei dieci fedeli necessari perché la funzione possa aver luogo. noi eravamo un residuo. incuneato fra la città vecchia di Gerusalemme e la nuova città ebraica.Sulle loro soglie i rabbini. Certo. questo posto è un anacronismo. e avremmo continuato a esistere malgrado tutto. con il suo largo cappello. e di tutto ciò che costituisce la realtà di Israele. una celebrazione liturgica -. poiché la loro memoria è immersa nell'oblio. Bisogna che le gonne scendano sotto al ginocchio e che le donne maritate tengano la testa coperta. seduto per terra ai piedi di un cartello che annunciava in inglese. e forse col tempo saremmo spariti. già in abito da preghiera bianco e nero. l'eterno mendicante. in yiddish e in ebraico: Ragazza ebrea. dato che le nostre famiglie erano numerose come le stelle nel cielo e la sabbia del mare. della società. dal momento che Dio ha già gradito la tua opera. il nostro Dio. in tutto quello che si fa sotto il sole. dai portali in ferro battuto. Certamente i viventi sanno che morranno. e se esiste ancora un luogo puro in questo mondo. forse. tanto si trova ai margini dello stato. tendeva la sua ciotola di legno. chiamavano da lontano i passanti. per merito della nostra fede e della nostra natalità. i balconi minuscoli. aveva ordinato. ed essi non hanno più alcuna parte al mondo. Anche il loro amore. al contrario. Questo quartiere sembra essere stato costruito dagli stessi ebrei per isolarsi dagli altri ebrei. Preghiamo i visitatori di non ferire i nostri sen- . il loro odio. questo è Mea Shearim. in cerca di un ultimo fedele per il minjan. Certo. Va' dunque. e bevi allegramente il tuo vino. mentre i giovani studenti intonavano i loro canti di gioia. l'ebreo errante ricoperto dal suo pesante mantello nero. All'entrata del quartiere. come se non dovesse placarsi mai la loro volontà di differenziarsi. Dalle finestre aperte uscivano melopee lancinanti. salmodie e preghiere frammezzate da esclamazioni vibranti. ed erano cresciute e si erano moltiplicate come Dio. ma i morti non sanno nulla e non intendono più nulla. mangia il tuo pane con gioia. anche l'avvenire sarebbe stato dalla nostra parte. la Torah ti ordina di vestirti con modestia.

Sarei stato chiamato a raggiungerli ben presto e a ingrossare i ranghi di quelle curiose scuole senza diploma e senza obiettivi. dal passo ritmato del chassid. Per le migliaia di ebrei di Mea Shearim. guardiani dei bagni rituali. che si spostava senza tregua. Quando vi penetrai per la prima volta. verso l'eternità. all'epoca della sua costruzione. se non quello di penetrare un po' di più nell'universo della comunione divina. Fui dapprima colpito dall'estrema densità della popolazione. Non mi ponevo questioni economiche: tutto mi sembrava aureolato di un'atmosfera magica. nella seconda metà del XIX secolo. In mezzo alla via. Mea Shearim significa in ebraico: "Le cento porte". lo sguardo fisso. studenti dei kollelim e delle yeshivoth. Scoprii più tardi che metà degli abitanti vi consacrava effettivamente il suo tempo e i suoi mezzi. né diventare il verbo dell'ineluttabile trivialità delle cose e dei gesti della vita quotidiana. per tenere malfattori e miscredenti fuori dai muri della fortezza. senza guardarsi intorno nemmeno per un attimo. e dall'animazione nervosa e affaccendata che brulicava nelle stradine strette. barbuto e volubile. Alcuni sostengono che. mi sembrava. macellai. le finestre e le terrazze erano state disposte appositamente verso l'interno dei viali. con il suo tempo regolare e imperturbabile nonostante la folla compatta: un mondo pittoresco. ma l'altra metà si procacciava il sostentamento attraverso la pratica di piccoli mestieri che permettevano loro di condurre una vita regolata sul rispetto della legge: erano scribi. Estesa su alcuni chilometri quadrati. I miei genitori non vi mettevano mai piede: non era un quartiere per loro. a opera degli ebrei ungheresi. quelli che sefarditi o sabras non hanno conosciuto. pallidi e seri. ma che hanno reinventato. circoncisori. credevo che tutta la popolazione del quartiere consacrasse la sua vita allo studio e alle celebrazioni della vita ebraica. poiché la lingua sacra non saprebbe prestarsi all'uso profano. impenetrabile.timenti religiosi percorrendo le nostre strade in atteggiamento indecente. che argomentavano con foga. bloccando la circolazione. e solamente alcune porte davano accesso all'esterno. Erano i bahurim. vecchi rabbini si fermavano a ogni piè sospinto a discutere per delle ore su una parola del Talmud. fabbricanti di parrucche e di . a furia di strudel e di yiddish. A quell'epoca. il pendolo del tempo è regolato sull'ora dei ghetti dell'Europa centrale. raggiunti a poco a poco da una folla di giovani. avevo diciassette anni.

Borsalino. Dietro ogni piccolo dettaglio. inseminato in ogni madre per contaminare i neonati. un palazzo insolito in cui brillavano la seta e il velluto. una scuola di pensiero differente e delle consuetudini particolari. il calore dell'Oriente con il ricordo più austero e più glaciale del più pallido degli Occidenti. pallidi e incorniciati da lunghi boccoli. Io avevo dovuto recuperare tutto in poco tempo. e preparare. un paio di pantaloni rovesciati verso le calze o agganciati al ginocchio. le giacche corte o lunghe e spezzate. gli streimel o i berretti alla russa. quelli che avevano avuto la fortuna di conoscere la tradizione fin dalla più tenera infanzia. del culto dell'odio distillato. A dodici anni. un popolo ieratico. Li invidiavo. dal passo affrettato e i volti che si somigliavano. imparavano la Torah. c'erano una stirpe. anche così. si nascondesse un'infinita diversità di tendenze. con le gambe nascoste sotto lunghe gonne e le caviglie imprigionate dentro calze di lana. o ancora su diversi oggetti ornamentali in legno. poi intraprendevano lo studio della Cabala. un posto antiquato dove si muovevano alla stesso ritmo personaggi del XVIII secolo.mezuzoth. ma soltanto verso i quarant'anni diventavano degni di curvarsi sui testi mistici dello Zohar. trascinavano per mano una sfilza di bambini. Ignoravo pure fino a che punto. Anche gli altri. Ma. cappellai e berrettai. potevano condurre una vita spesso precaria. seta o velluto. pietra. Dall'età di cinque anni. quello della prima metà del XVIII secolo in Podolia. questa roccaforte inespugnabile. quelli che studiavano. questo mondo in cui vegliardi sognanti. sotto questa uniformità di apparenza fisica e di modo di vivere. ragazze con scialletti e donne con parrucca e cappello. Pensavo di aver trascurato l'istruzione e di dover riprendere tutto daccapo. rigate o bianche. quartiere chassidico di New York. le scarpe nere o gli stivali. con lentezza ma inesorabilmente. l'abominevole catastrofe dei secoli seguenti. il Libro dello Splendore. agghindati con lunghe barbe e paludati in scure finanziere. Allora. ma non morivano di fame. le spalle coperte di scialli. Vivevano pure grazie alle sovvenzioni delle comunità straniere. E lo studio era tutto ciò che sapevano fare al mondo. conoscevano già il Talmud. fratelli e sorelle nati a nove mesi di distanza uno dall'altro. certamente. ignoravo ingenuamente fino a che punto fossi disposto a raggiungere quest'ultimo rifugio. il solo rifugio era ritrovarsi a . all'epoca dei sermoni e dei pogrom. pettinati con lo streimel. Quaranta gradi all'ombra e l'inverno polacco. orafi e artigiani che lavoravano il metallo per i candelieri di shabbath e di Hanukkah. e più in particolare dei sussidi di Williamsburg.

quella felicità suprema. Ho imparato i dosaggi esatti per le polveri della magia. Portando con sé il ghetto. Allora. ma occorre che nel suo adempimento stesso l'azione concentri in sé tutta la profondità dell'intenzione che presiede alla nascita e al suo lento sviluppo. Spinto da questa fede mi sono diretto verso i chassidim. Quando il vino entra. malgrado le proteste dei miei genitori. l'ebreo detestato e la sua famiglia povera e respinta. l'inte- . nucleo familiare in cui si ritrovavano gli sventurati di ogni età. Di fronte al testo.casa propria. in modo da congiungersi alla luce interna del segno ebraico che dà la vita alla parola e alla cosa. Avrei potuto affrontare qualsiasi ostacolo. ho conosciuto le tecniche di preghiera propizie alla concentrazione. nel cuore di Israele. molto lontano nel loro esilio. entro le cento porte. e lo studio e l'insegnamento a unirli fra loro. e ho provato il sentimento di una forza eterna. il segreto esce. ognuno poteva sentirsi padrone del proprio destino cominciato da così lungo tempo. dentro le cento porte. Talvolta sono entrato in trance. poiché sapevo che solo loro potevano comprendere i posseduti. ricco della sua cultura millenaria. Nella mia yeshivah mi hanno insegnato i preliminari necessari all'estasi. per proteggersi da questo mondo. e la comunità. il soffio mistico della Cabala. non basta che sia dedotta da una successione di ragionamenti logici in accordo con la tradizione. Ho conosciuto i pensieri fecondi. e non vi erano schiavi né martiri. quella pienezza che è per loro una regola di condotta. Oserò confessarlo? Potrò descriverlo? Talvolta ho raggiunto uno stato prossimo alla devequt. dentro le cento porte. Animato da questa fede ho compiuto studi religiosi. e il possibile impegno verso il senso e l'intenzione creatrice. il rabbino e il poeta. la vita e le azioni giuste. A volte è sufficiente il vino. barricata precaria contro tutti gli attacchi. Ricondussero. Ero sempre stato capace di esaltazione. il luogo se mai ve n'era uno. avevano inventato il mondo futuro e lo avevano chiamato "entusiasmo". Conobbi l'entusiasmo ancora prima di incontrare il chassidismo. lo sguardo intenso che occorre rivolgere sulle lettere dei libri. all'interno della propria comunità. Quando viene usata la polvere. non dimenticarono di prenderne il complemento. la scappatoia: quell'apertura nuova verso altre aspirazioni. i digiuni prolungati. dentro le cento porte. Poiché lontano. era come una roccaforte all'interno della quale ciascuno era re e suddito. Mi capitava di essere posseduto da una forza e un appetito smisurati. avevano saputo che perché un'azione acquisti la sua legittimità.

ridimensiono la mia soggettività. formavano un mare scuro e agitato che ondeggiava senza fine. Fu attraverso una contrazione di se stesso in se stesso che lasciò posto alla creatura. Quando passava davanti al braciere. i mutamenti e le incessanti evoluzioni della volontà pura. con tutte le possibilità. Contemplavo idee sublimi. ed eseguivamo giri di danze incantatorie. abbracciavo con una stretta furtiva il soffio dell'Assoluto. sino a quando finivano per danzare insieme a un ritmo infernale. a obliarmi di me stesso e. mescolati fra loro. e arrivavo a perdermi. La sua volontà infinita si ripiegò in un essere finito. Avevo l'impressione che il mio corpo si sollevasse per entrare in lievitazione. Qualche volta. fino a restare senza fiato. I miei pensieri mi conducevano al di là della vita terrestre verso il mondo futuro che potevo far avverare. . per scorgere nella sua verità la saggezza iniziale. Talvolta. si torcevano e assumevano pose esperte con sapienti movimenti della testa e del corpo rovesciati all'indietro fino alla posizione orizzontale. il volatch. Attraverso questo annichilamento avevo l'impressione di elevarmi al di là dello spazio e del tempo unendomi all'essenziale. Con questo. scopro tutto quello che non avevo potuto sospettare nel mio stato cosciente. serrati gli uni agli altri. ci radunavamo in un cortile in compagnia di un'orchestra. vicinissimo al fuoco. Allora era come se mi svuotassi del mio essere.ro essere si solleva. il primo danzatore tentava di resuscitare. e prima di sparire la sua faccia arrossata era segnata dalle fiamme: un volto incendiato dall'estasi. non mi possedevo più. lo fece tramite un restringimento. posseduto. I nostri cappelli. Alcuni virtuosi. Scrivevo libri. come se facessi un passo al di là di questo io morto e astratto. Liberato di tutti i legami egoisti che mi rinchiudevano in me stesso. In un attimo. pervaso di un'eterna serenità. che sapevano maneggiare il bastone e la bottiglia. quella del principio. dato che ero il Messia. Tsimtsum. Quando Dio creò l'uomo. C'erano banchetti dove danzavamo tutta la notte. contemporaneamente re e profeta. mi aprivo a uno splendore opaco e magnifico. leggevo la Torah. Ero Mosè ed Elia. ritrovando le splendide verità e i sogni della creazione. con ingegnosi movimenti. non era più che un'ombra disarticolata. uno di noi si distaccava dal gruppo e danzava solo in mezzo al cerchio. intorno a un braciere. Riconduco il mio io al nulla. tentando di portarlo via con me verso il mondo celeste. In una delle loro figure. fino al destarsi del giorno. il compagno che faceva il morto.

allo stato latente. ma sul modello di una contrazione. nei desideri e nei ricordi. nei pensieri. ogni parola e ogni azione le scintille divine disperse dentro di noi. Era il centro della nostra vita. dell'orgoglio. quello che invischiato in me stesso non avevo visto. bisognava passare per viuzze spesso buie e tortuose: ed era quindi con sorpresa che lo scoprivo alla svolta di un vicolo. il mattino o la sera. poiché non sai quale dei due avrà esito migliore. al quartiere bianco. Scopro il mondo divino . Allora. immenso e . nelle parole. la trascendenza assoluta . Sono il creatore sul punto di creare attraverso l'abbozzo ineffabile del gesto originario. senza che lo si sapesse.Faccio posto all'altro in quanto altro. Ma ritrovavo sempre la strada. poiché le lacrime fanno dimenticare Dio. il nocciolo della Redenzione. Ecco perché la devequt era la nostra intelligenza e contemporaneamente la nostra etica. non si rivelerà nella sua totalità. Occorre liberare la volontà prigioniera per renderle tutta la forza. Per accedervi.in azione dentro di me. riunirà in ogni pensiero. rinunciare ai valori di questo mondo. nel cuore della città vecchia. 2 Spargi la tua semente dal mattino e non lasciar riposare le mani alla sera. sapevo dove andavo. disinteressarsi di se stessi. Il cuore mi batteva al bagliore della luce. la devequt fa astrazione dall'io per considerare l'altro: vale a dire per prenderlo con sé. quella che conduceva al Muro. recita la sentenza. sbarazzarsi dell'amor proprio. brillante ai primi chiarori dell'alba che avviluppava la piccola Gerusalemme in un'aura fosforescente. Poiché attraverso di essa si affretta e si adempie il Messia. Ma per questo occorre praticare una lunga ascesi. Come Dio. E quando ci libererà. Soltanto allora si può pervenire all'autentica conoscenza delle cose. e se entrambi saranno ugualmente buoni. un senso di adempimento.l'alterità totale. i miei passi mi guidavano per strane deviazioni del cammino e mi facevano smarrire in quartieri proibiti. dell'interesse personale: e anche della tristezza. Al contrario della ragione che riduce a se stessa gli oggetti che apprende. Bisogna fare il vuoto in se stessi. per poter decifrare tutto quello che era già là. e vi andavo di buon passo. Quando ero chassid mi alzavo presto al mattino e attraversavo la città araba per recarmi da Mea Shearim. con una ripetizione tautologica del medesimo. Talvolta. Di quando in quando m'invadeva una grande pace. mi sembrava che mi guardasse come una fidanzata. mentre.

vegliava sulla città come la più valorosa guardia di Tsahal. dopo aver studiato con lui e avere imparato molto da lui. Lo baciavo. Poi recitavo. Occorreva seguire passo dopo . Era il Muro d'Occidente.immobile. Diceva pure che migliaia di anni or sono. Non era il Muro del Pianto. Se non ci vedeva totalmente concentrati al momento dello studio del Talmud. Cosa indica la rosa? La comunità di Israele come la rosa è rossa o bianca e vive talvolta con rigore. e che. ma non sei libero di non farlo». tutte le domande e tutti i problemi troveranno una soluzione. come se non ve ne fosse che uno. Mi insegnò che era essenziale sviluppare l'intelligenza. E spesso si disputava invano. si dondolava accarezzandosi la barba.» Domandai a uno dei miei compagni chi fosse quell'uomo. camminando a ritroso. per rispetto verso il Tempio distrutto. talaltra con clemenza. non lo era più. Mi recavo poi in una delle numerose yeshivoth del quartiere per proseguire i miei studi talmudici. «Come. e prolungava il suo lamento in frasi sibilline: «Come la rosa in mezzo alle spine così è Israele. per una triste ironia. la mia preghiera del mattino. per evitare di mostrargli la schiena. Stava salmodiando. pur sapendo che non c'erano mai argomenti che facessero testo. poteva adirarsi molto. e il risultato diventava insignificante. lo conobbi per quel grand'uomo che era. e. e ineluttabilmente concludevamo con la formula tradizionale del teku che recita: Al momento dell'avvento messianico. senza uno sguardo per i giovani e rumorosi talmudisti. un libro aperto davanti a sé. toccandolo con la mano. vegliava al presente ormai solo su se stesso. diceva che era facile perdere il filo degli argomenti presentati. Qui lo incontrai per la prima volta. mi allontanavo. «Ma è il rabbi. Qui passavo tutta la giornata a discutere le pagine degli spessi volumi del Talmud.» «Quale rabbi?» «Il rabbi» fece. l'idea ebraica dello studio era già presente. l'argomento che facesse testo. Diceva: «Non è tuo dovere compiere questo lavoro. quello che Erode aveva costruito intorno al Tempio per proteggerlo. Più tardi. Quando avevo terminato. non lo sai?» rispose stupito. Se ne stava in un angolo della stanza. come fanno gli ebrei religiosi. quando gli ebrei erano un popolo seminomade che si spostava di luogo in luogo nel paese di Canaan.

ancorché necessarie. qualche cosa di insolito o di strampalato. un feto trapiantato da un utero a un altro. Il soggetto poco importava. e coloro che deviavano da questo ideale non vi avevano posto. Non avevamo il diritto di uscire dalla yeshivah salvo in casi di assoluta necessità. che facevo ritorno verso la tradizione. che si svelava solo al prezzo di un immenso sforzo. una sola ora. un caso specifico che aveva poche probabilità di verificarsi. lo studio non era per me soddisfacente come la contemplazione pura e semplice dello splendore che lo circondava. Per questo era proibito interessarsi a ciò che succedeva al di fuori della casa di studio mentre vi si soggiornava. Era una . Esigeva profondità. l'esegesi minuziosa. Sei o sette righe di testo potevano richiedere due ore di discussione. Non vi era gelosia fra maestro e allievo: non era l'indipendenza dell'allievo a far paura. un automa partecipante a un minjan. e la seguivo cercando la pienezza. Il rabbino diceva che la yeshivah non era una scuola come le altre. Tentavamo di comprendere il senso nascosto della legge. ma riteneva che dovessero imparare a pensare per conto proprio. un topo che portava briciole di pane in una casa nel giorno di Pessach. che i suoi allievi ingurgitassero le conoscenze sotto forma di nozioni. e perfino la radio. di cui non si comprendeva sempre la posta in gioco: una torre fluttuante nell'aria. inferiori e subordinate al fine che le animava: attaccarsi fermamente a Dio e non allontanarsene mai. diventava impossibile seguire il ragionamento. le discussioni tortuose di cui era composto il metodo talmudico del pilpul erano. La maggior parte delle volte. Era vietato possedere riviste. Per noi la conoscenza non era il valore supremo.passo il ragionamento. Come la maggior parte dei chassidim e contro una certa tradizione ebraica razionalista. Il rabbi domandava a uno di noi di iniziare a leggere una pagina del Talmud. quando potrebbe fare mille altre cose? Quale attrattiva può costituire per lui un cammino così appartato? La maggior parte dei miei compagni non erano dei baal teshuvah come me. Io avevo visto una luce. Il rabbi non voleva. per diventare dei sapienti. giornali. Erano là per volontà dei loro padri. pensavo che l'attenzione al particolare di un testo. come se si fosse trattato di un'indagine poliziesca di cui si dovesse dipanare l'intrigo. Eppure. Se ci si assentava un solo giorno. Talvolta mi domandavo: cosa passa per la mente di un giovane di diciotto anni che vuole passare dieci anni della sua vita in una yeshivah per studiare i testi del Talmud. come alcuni maestri che avevo conosciuto. Non era facile. cominciava così. tanto era complicato. purezza e santità.

quando andavano scoperte. e quando avevo a che fare con loro. un rifugio dal mondo che chiudeva le sue porte per impedire agli intrusi di entrare. Inoltre. «Ebbene. così isolato dal resto del mondo.» «Delle due l'una: o si sa come fare. non ti sposerai probabilmente prima di quattro anni. Io credo che finché si vive in un posto simile. anche avendone il permesso. Il rabbi diceva che un ragazzo non doveva uscire con una ragazza prima dell'anno precedente il suo matrimonio.» Non eravamo autorizzati ad avere cucine.» «Ma gli studenti dicono che vogliono incontrare delle ragazze prima. Così. Se mi avessero visto al cinema. Ma che succede se incontri la persona che ti è destinata a diciotto anni? Uscire con la ragazza che ami limitandoti a parlarle è molto difficile. quelli che cominciano tardi fanno matrimoni buoni come quelli che cominciano presto. per non accrescere la tentazione di compiere azioni cattive. con il mio streimel e i miei cernecchi. se non ha ancora incontrato la ragazza?» obiettai un giorno al rabbi. o non si sa. Per questo è meglio evitare questa situazione prima che diventi una cosa seria. Il rabbi diceva che occorreva essere ancora più vigili in estate. Non avevamo il permesso di ascoltare nastri. Ma da quando ero entrato alla yeshivah. non avevamo il diritto di frequentare ragazze. altrimenti non avranno il tempo di imparare come comportarsi con loro. non vi siano altre possibilità che leggere e imparare. non lo avrei più fatto: lo sguardo degli altri m'imbarazzava. e ai suoi membri di andarsene.protezione. se tu hai diciotto anni e stai iniziando l'università. se avessimo perso del tempo a domandarci "cosa mangerò stasera?". in effetti. Trovavano che assomigliassero a una musica yiddish. E non è frequentando molte ragazze che lo si saprà. e ne approfittavano per ascoltare Simon e Garfunkel. con il pretesto che servivano per i corsi. abbassavo gli occhi per non incontrare il loro sguardo. Alcuni prendevano in prestito dei magnetofoni dai professori. Per la strada non le guardavo. questo avrebbe potuto minare la nostra concentrazione. «Ma come fa a conoscere la data del matrimonio. Non potevamo andare al cinema. Era come una scuola destinata ad agguerrirci e a renderci abbastanza saldi . cosa avrebbero pensato di me? Cercavo pure di non interessarmi alle donne. Mi piaceva molto andare al cinema. così diverso.

poi Jehudah fu ricevuto dal rabbi.» «Ma lei. Ti rendi conto? I miei genitori sono pazzi di gioia. Il loro padre era andato dal sensale. Il fine del colloquio era quello di valutare le capacità talmudiche del giovane. e ne parlò a sua madre. e siccome sapeva che Jehudah non aveva ancora moglie. di armarci e di difenderci. tua moglie? Cosa ne pensi?» domandai. che era in età da marito. Di tanto in tanto. ma credevo fermamente in lui come a un profeta. Sentendo il nome della famiglia a cui il sensale li destinava. Eravamo l'esercito dei tempi nuovi. anche se sapevo che ne era scontento: era più giovane di me. Jehudah aveva preparato una lezione. Si giunse presto a un accordo sulle questioni finanziarie. il cui parere. La saggezza dà più forza che dieci governatori dentro una città.per combattere quando ci saremmo confrontati con le forze del male che devastano il mondo. . e voleva diventare sarta. e il sensale tornò più volte alla carica. Non odiavo il rabbi. Si celebravano così la maggior parte dei matrimoni. poiché pensava che suo figlio avrebbe potuto aspettare ancora un poco. ed eravamo pronti a resistere e a combattere. Ora. Per questo non potei volergliene quando il mio migliore amico. aveva solo ventiquattro anni e non aveva manifestato fino ad allora alcun progetto matrimoniale. Il padre di Jehudah aveva cominciato col rifiutare. Ma il tempo passava. si ritrovarono alla yeshivah. un uomo superiore. dovette sottostare a un matrimonio combinato con sua figlia. la donna non poté che acconsentire: si trattava nientemeno che dei figli del rabbi. Siccome occorreva mantenere una certa distanza prima che l'affare venisse concluso. Era cominciato tutto a causa di sua sorella. per trovarle uno sposo. aveva proposto di fare una doppia transazione. Jehudah. scrollò la testa per mostrare che era soddisfatto. «Non capisci?» mi disse Jehudah poco dopo. era fondamentale. La ragazza destinata a Jehudah si chiamava Rachele e aveva diciotto anni. Dopo dieci minuti di conversazione. in materia. noi non cessavamo di prepararla. Non provavo quella venerazione senza limiti che altri sentivano per lui. Ma non trovai rivoltante che si potesse imporgliene uno dall'esterno. e che i fratelli e le sorelle si sposassero a vicenda. senza che lui lo volesse e nemmeno conoscesse colei che gli era destinata. e si esibì con brio. «È un tale onore sposare la figlia del rabbi. Questa guerra. costui conosceva un fratello e una sorella che erano disponibili. il rabbi lo interrompeva per chiarire un punto o domandare una precisazione. Sapeva governare una casa e cucinare.

se per me il tempo non era ancora venuto? Pensavo dunque di fare affidamento sul caso. nell'ambiente che la circonda!» Il rabbi e Jehudah s'incontrarono un'ultima volta. non potevo fare a meno di sentirmi triste.«L'ho vista una volta. si ruppe il bicchiere in ricordo della distruzione del Tempio. in una cucina dove tutto era taref. ma avevo fatto teshuvah. Camminarono insieme lungo i viali di Mea Shearim. Poi. Conoscevo perfettamente quest'usanza del matrimonio combinato e. non le avevo mai avvicinate. la mia partenza per la yeshivah era stata come una morte.. grazie a lei. si mangiavano i crostacei e gli animali proibiti e. Ma sto per entrare. dal sensale. E che potevo farci. il rabbi abbozzò un sorriso e disse: «Gute nacht». e di tante altre cose. secondo la consuetudine.. Ma il matrimonio di Jehudah precipitava un po' le cose. smisi di andare a trovarli. in cui si mischiavano il latte e la carne. e non ero dunque il miglior partito in circolazione. All'inizio. tuttavia. Fu un matrimonio sontuoso. a poco a poco. Jehudah ebbe accesso diretto alle sue parole e ai suoi minimi fatti e gesti. Poiché sentivo che un'altra vita cominciava per lui. Per i miei genitori. girò sette volte attorno allo sposo. Quando si lasciarono. un giorno o l'altro. non lo so. nel corso del quale la sposa. Parecchi padri e diverse madri erano venuti da me vantandomi i meriti delle loro figlie. per me: questo voleva dire che ben presto avrei dovuto prepararmi al mio matrimonio. I miei genitori non erano religiosi. e avevo una buona reputazione: La buona reputazione vale più del buon profumo e il giorno della morte vale più del giorno della nascita. a fortiori. poiché parlare loro equivaleva a suggellare un'unione. tuttavia. ero tra i migliori allievi della yeshivah. imparavo alla svelta. un dolce. e. che Dio mi perdoni. Nel Talmud è scritto che non è bene che un uomo sia solo. Migliaia di chassidim venuti da tutto il mondo assistettero ai festeggiamenti. e di recarmi. prima del matrimonio. perfino il maiale? Come cenare con chi non si lava . Per un chassid questo era un privilegio inestimabile. Avevo già avuto numerose proposte. Non potevo più condividere i loro pasti. Per il fatto stesso di essere il genero del rabbi. Qualche settimana più tardi. parlarono della yeshivah. Come potevo entrare in una casa i cui mezuzoth sulle architravi delle porte non erano conformi alle regole. accettai un bicchiere di tè.

Per lei. e non recita la preghiera prima di mangiare. cioè la nostra. con tutta l'ingenuità e tutta la spensieratezza della gioventù. a quelle regole inesorabili che mi impedivano di gioire della vita. ma la strada del senso. Avevo fatto il servizio militare. era morto in combattimento. e mi proteggevano dalle convenienze sociali. sapevo che si doveva restare giovani. verso la prigione del ghetto. si perde quando la si cerca. senza che sentissi il cannone lanciare verso il cielo il suo grande e rauco rantolo. era vietato essere vecchi. e che il tuo cuore ti renda contento nei giorni della tua gioventù. e cammina come il tuo cuore ti conduce e secondo lo sguardo dei tuoi occhi. La guerra per me non era un gioco. che mi aveva rivelato . facendo la posta al nemico. sia per i vecchi che per i giovani. la giovinezza ignora se stessa come la felicità e. e la paura era la compagna di sventura con cui imparavamo a convivere. e quella dei chassidim di conseguenza. e non pronuncia le parole di grazie dopo essersi saziato? Come vivere con coloro che cucinavano. violenza. ma sappi che. e giovane lo ero. dato che non erano sionisti. per ogni cosa. vale a dire tristi e disincantati.le mani prima del pasto. Avevo conosciuto giorni. a vegliare dentro un tank. Ero stato nel Libano. rallegrati nella tua giovinezza. Come diceva il rabbi. accendevano la luce e prendevano l'automobile il giorno di shabbath? Come vedere una donna maritata che non si copriva la testa? I miei genitori erano degli empi. Giovane. in poche parole da tutto quello che imbruttisce il mondo e che rende i giovani così vecchi. Le proibizioni non erano delle restrizioni. un punto di vista. al contrario della maggior parte dei miei compagni della yeshivah che lo respingevano per ragioni tanto religiose quanto ideologiche. Non era venuta in Israele per liberarsi da tutte le sue catene? Diceva che ero troppo giovane per vivere come un asceta secondo quelle leggi antiche e desuete. Dietro il mio austero streimel e il mio mantello nero. Quegli abiti non erano che un'armatura contro la vecchiaia del mondo. della mia stessa età. mia madre una rinnegata. settimane senza sonno. meschinità. ed era il minimo garantire per tre anni la sua sicurezza. troppo libero per credere a tutte quelle superstizioni. ricerca del denaro per il denaro. ma qualche cosa di molto reale. come quest'ultima. Non passava settimana senza che andassi a un funerale militare. da ipocrisia. di sofferenza e di impotenza: un giovane. I miei genitori desideravano che facessi il soldato. che non comprendeva come suo figlio avesse potuto diventare un chassid. era come tornare indietro di secoli. Questo paese ci aveva dato molto. Al di sopra di tutto. e io condividevo la loro volontà. Dio ti farà comparire a giudizio.

le stesse speranze. e certamente meglio di me. Mio padre non pensava a niente di tutto questo. Durante i miei tre anni nell'esercito. perché quel tremendo esilio e quel ritorno non restassero vani e potessimo continuare a risuscitare una lingua. un'antichità vivente. lui. che era tutta una follia e un ritorno indietro. il Golan invaso dai quattro Mesopotamici. o un etnologo. e la sua professione la . avevo scoperto la giovinezza nel mondo. dato che non me ne sentivo sedotto. Ignoravo fino a che punto il passato fosse la sua religione. Ashdod abbandonata in pieno mezzogiorno. il terribile conto alla rovescia degli assalitori. non capivo come un Cohen potesse essersi "assimilato". senza provare soddisfazione. Un oggetto da studiare. contestata sui suoi confini. Io. che non appartenevo alla mia epoca. le stesse battaglie. Ma sapeva. la droga. che l'aspettano e le tendono delle trappole. senza odiarli né disprezzarli. Ero però passato attraverso tutto questo senza soffermarmici. e senza mai essere recidivo. Masada assediata. da soldato. in uniforme verde e mitra. una vecchia pergamena non decatizzata. E avevano ragione. la nostra vita precaria e minacciata. perfino durante le più soffocanti calure dell'estate. la nostra esistenza su questa terra una lotta feroce. a loro volta cacciati da Abramo. Avevo conosciuto qualche ragazza. perché lo facevo. piccola estremità di terra presa d'assalto da ogni parte. a narrare i secoli nella loro primitiva ingenuità. di un altro mondo. Gerico riconquistata e perduta di nuovo. Poiché Gaza verrà abbandonata. e pensavo che non sapesse perché andassi in giro vestito di nero come i polacchi del ghetto. come mia madre. chimici o falsamente sentimentali: come uno straniero. Ero un vestigio. le stesse città. Gli altri mi chiamavano "il diverso". Non diceva. Compresi questo silenzio soltanto più tardi. Non sapevo che nella sua gioventù era stato un uomo molto pio. a fare rifiorire il deserto. ero differente. avevo talvolta assaggiato i paradisi artificiali. combattendo. simbolo di questo paese fortezza. continuavo finché potevo a recarmi al Muro Occidentale e a piegare il capo contro la parete rocciosa pregando ardentemente perché quella fosse l'ultima guerra. pronta a rivelare le sue verità in tutta la loro recente freschezza. Aschelonne devastata. Era David contro Golia. che differisce. ben conservata e nuovissima malgrado la sua tarda età. l'alcol e la libera uscita. ed Eqron sradicata.fino a che punto il nostro tempo fosse duro. a contemplare certe sere d'estate la luce rame e oro che aureola la nostra città di un dolce nitore. Non faceva mai alcun commento. vedevano bene che. Dicevano che ero di un altro secolo.

ma per una sorta d'integrità che la vita non aveva potuto far vacillare.ricerca del suo stesso passato. Ero integro. e che attraverso questo qualcosa. è troppo tardi perfino per sperare. dove. mi preservavo. ma che qualcosa si stava preparando. Era come se tenessi in mente tutto un sapere aspettando che mi servisse. bisogna semplicemente sforzarsi di vivere con i ricordi che ci paralizzano. pronto ad agire. Conoscevo la storia misteriosa della loro scoperta. Insomma. tutto per me. 3 Così. rimpiango quel tempo prima della ferita poiché. non per non aver mai sbagliato . Dopo. Quando mio padre mi parlò dei manoscritti. non cessavo io stesso di attenderlo. per le mie scelte e per i miei desideri. senza l'invito di mio padre. Ma era necessario che qualcosa capitasse.poiché avevo peccato come ogni uomo . era ancora in gestazione. senza saperlo veramente. eravamo proprio padre e figlio. Qumran. tutto era possibile. e mi sono detto: ecco. non ne fui sorpreso. Dopo. senza l'intervento di Shimon. il male non mi aveva mai sfiorato. avevo come una vaga idea che. Ma io sto ancora avanzando verso quelle tenebre. e questo avrebbe potuto durare per tutta la mia vita. e il figlio non era prodigo. mentre cerco di risuscitare i ricordi. A quell'epoca ero un giusto. Ero puro come un bambino appena nato: non perché non avessi debolezze. non era ancora quello il termine ultimo della mia esistenza. a differenza della maggioranza dei miei compagni. allora. e il mio cuore ha visto molta saggezza e molta scienza. Ho parlato nel mio cuore. non avevo vissuto. E l'archeologia era la nostra comune passione. un innocente che aveva visto il male senza mai mescolarvisi. poiché nei testi era scritto che si doveva studiare per poter studiare ancora. Anche se. mi sono ingrandito e accresciuto in saggezza al di sopra di coloro che erano prima di me a Gerusalemme. nella concezione che me ne facevo. Dapprima. senza che potessi spiegarmene il . avrei finito per sposarmi e mettere radici. Nulla poteva fermarmi. e vi era qualcosa che mi attirava verso quel luogo. E ora che l'ho fatto. lo studio aveva in se stesso la propria ricompensa. nulla mi spaventava. e quando lavoravamo insieme a certi scavi o quando studiavamo gli antichi documenti. mi spiegherò meglio con un'immagine che con un lungo discorso: sarei rimasto come un acquerello dai tratti incerti e i colori pastello. Per dire tutto.

. Ciò che è già accaduto. La parte superiore delle lapidi non presentava simboli conosciuti. l'orecchio mai stanco di udire. Non lo sa neppure chi lo possiede. maliziosamente. Non c'è niente di nuovo sotto il sole. c'era un cimitero con centodieci tombe. ciò che è già stato fatto. Parve riflettere un istante e aggiunse: «Se troveremo il manoscritto. Capisco che si desideri ritrovarlo. C'è qualcosa di cui si possa dire: guarda. Il più presto possibile.» «Cosa mi si chiede di fare?» «Seguirmi.» «È pericoloso per il cristianesimo?» «Non si sa cosa contenga.. si rifarà. avverrà. Non molto lontano. «Quando dobbiamo partire?» «Adesso. non ci sarà memoria di quello che accade oggi. Ogni cosa è in continuo movimento. Non ci ricordiamo delle cose che ci hanno preceduto.. ma perché c'è Shimon dietro questa faccenda? Cosa c'entra l'esercito?» «Vi sono implicazioni politiche importanti dietro quei manoscritti.» «Non sapevo che un manoscritto fosse stato rubato. e sai che non è possibile lasciare lo studio in questo modo. Erano orientate da nord a sud. e non si finirebbe di parlarne. lo studieremo insieme. quindi non potevano essere musulmane.» «Di che si tratta?» «Il governo cerca quel rotolo per precedere il Vaticano. quella cosa esisteva già nei secoli passati. erano tombe essene.» «Sì.» «Non posso.» «Perché hanno chiamato te? E perché vogliono che ti accompagni?» «Credo che siano venuti a cercarci proprio perché siamo contemporaneamente al di fuori di tutto e competenti per la ricerca. L'occhio non è mai sazio di vedere. sapevo che avrebbe dovuto giocarsi una parte del mio destino. «Mi ricordo gli scavi che hai effettuato in quel posto» dissi a mio padre. è nuova? Ebbene. Così. «Vicino a Wadi Qumran. come se in qualche luogo fosse già stato scritto. In questo momento sono impegnato alla yeshivah. da parte di coloro che verranno nell'avvenire.» «Ma è una missione così rischiosa che hai bisogno di una guardia del corpo?» «Forse sì» confessò. Domani.» «Chi parla di lasciare lo studio?» fece. c'erano le rovine di Khirbet Qumran. scortarmi. e forse proteggermi.perché.

come un'invincibile reminiscenza. ma volevo andare alla ricerca del manoscritto per curiosità. non lontano dalle grotte. verso ovest. come la chiamavo allora. avevo l'impressione di tradire in nome della Torah: onora il padre e la madre. Si chinò e mi disse in un soffio: «A nessuno. dietro un'alta sco- . verso nord. dietro di noi.. le grigie acque del Mar Morto formavano una sorta di lago. Non penso che lo choc senza pari che hanno provocato in me sarebbe stato sia pur di poco minore. Era rimasto implicito. mentre in lontananza si scorgeva un'oasi verdeggiante. senza dubbio lo fece per proteggermi. Alla nostra sinistra. quello che. dove si elevava maestoso. In ogni caso. consegnarlo soltanto a Shimon. Ma il confronto non era mai stato diretto. fiancheggiato da una parte e dall'altra da montagne ripide e azzurrognole. Sentii tuttavia. e forse fu meglio così. non occorre che tu ne parli al tuo rabbi». e la fiducia cieca che riponevo nel mio rabbi. il deserto di Giudea ammorbidiva la linea delle buie scarpate con le sue dune rossicce. e che mantenendolo avrei ubbidito al quinto comandamento. il fiume Giordano serpeggiava argenteo fra le macchie. se fossi stato preparato all'idea. Era la prima volta che mi domandava una cosa simile: scegliere tra l'obbedienza e il rispetto che gli dovevo. nei miei accessi di disciplina. dato che mio padre voleva mostrarmi Qumran come Shimon aveva fatto con lui. Non sapevo ancora nulla di tutto ciò. Ci recammo nella valle del Giordano. Feci segno di sì. dopo che altre atrocità vennero perpetrate. il palmeto di Gerico. era a strapiombo sul paese. senza che l'argomento venisse mai toccato. o piuttosto la sua non tradizione. che si sarebbe trattato di una questione tanto seria da esigere il silenzio. senza il mio consenso. Il luogo dove mi condusse. o forse neppure a lui. giacché li avevo abbandonati. anche se. lo sentivo presente. La mia decisione l'avevo presa tempo prima: e mio padre lo sapeva.Può darsi che scopriremo cose molto interessanti. nel momento in cui mi pose la sua richiesta. Quello di mio padre si fissava con insistenza sulla riva occidentale. che rivolgevano sul paesaggio uno sguardo scintillante. come una domanda in attesa di una risposta. Forse dovremo tenerlo per noi. Lo avrei saputo molto più tardi. capito?».. e anche perché qualcosa d'indefinibile mi attirava nell'impresa. lui e la sua tradizione. Non mi parlò dell'assassinio atroce che era stato commesso in relazione ai manoscritti. Davanti a noi. come mio padre mi aveva chiesto. a ogni istante.

vicinissimo alla sorgente e un poco più a nord. ma compresi più tardi che lui le immaginava senza fatica. si trovava il terrapieno marnoso contiguo alla scogliera che dominava leggermente la pianura costiera e le rovine di Khirbet Qumran. A nordovest si elevava una torre a due piani che doveva assicurare la difesa del luogo. In quella contrada del Mar Morto. uno scriptorium costruito in gesso e mattoni. con qua e là delle sacche nere: le grotte naturali dove avevano scoperto i rotoli. un largo rettangolo di terra lastricata di grossi sassi. che gli antichi esploratori della Palestina avevano appena segnalato e descritto con molta concisione. il promontorio di Ras Feshka. dal verde luminoso. senza volto né corpo. non c'era posto per ninfe e sirene. ed era la sola cosa che questa terra poteva produrre: un Dio unico.» «Si sa come vivessero gli abitanti di Qumran?» domandai. un grande bacino. dentro questo mare. Sotto queste dune. «Prima degli scavi» disse mio padre «qui c'era soltanto un mucchio di pietre e una cisterna quasi completamente piena. Fra il Mar Morto e il monastero si estendeva la necropoli. Soltanto più tardi compresi fino a che punto Khirbet Qumran. La pioggia che scendeva dalle colline alimentava sei grandi cisterne per soddisfare il bisogno d'acqua della comunità. paese selvaggio senza fisionomia. era stato portato alla luce nelle vicinanze. Per me come per molti altri. il miqveh. Dal luogo in cui ci trovavamo era impossibile scorgerle. fosse uno dei luoghi più famosi e venerabili della terra. In questa regione. Il monastero comprendeva una cucina. Dietro. attiguo. «Gli uomini erano occupati a scrivere. Non era la prima volta che mi recavo laggiù. Vi avevo fatto lunghi giri. con i genitori e con i miei amici. che serviva per la purificazione dei suoi membri. doveva nascere il monoteismo. La comunità . si levavano le colline. senza traccia né avvenimenti. senza traccia d'uomo né di animali. con un forno e un refettorio. era ancora un angolo sperduto in mezzo a distese solitarie ove si incontravano soltanto i beduini che vivevano sotto le loro tende. Qui. costruito a qualche distanza dal mare in grossi blocchi di pietra grigia. un conglomerato di pietra dura. leggere e studiare. erano stati ritrovati tre calamai in bronzo e due in argilla rossa. Un'altra stanza era quella in cui si riuniva l'assemblea degli esseni con.gliera. il fondo dei quali era ancora incrostato di inchiostro secco. un'assenza pura. Ci recammo a passo di marcia fino all'antico monastero degli esseni a Khirbet Qumran. a strapiombo sulla sorgente di Ain Feshka. senza nome.

Una parte era costituita dai testi biblici. Là dove gli Anziani parlano del "Giusto" o del . Avrebbe domandato loro di lavorare ciascuno settantadue giorni per tradurre la Legge di Mosè dall'ebraico in greco. l'altra dai testi propri alla setta.» «A cosa serviva questa stanza?» domandai indicandogli le vestigia di un vasto recinto che sembrava essere una della sale principali. sei per ciascuna tribù. Nessuno doveva toccare il pane né il vino prima che il sacerdote avesse benedetto ciascuno secondo l'ordine gerarchico. Tu sai che il rotolo del Commento ad Abacuc. Uno dei rituali degli esseni era quello di sedersi tutti insieme per partecipare a un banchetto presieduto dal Messia. Questa cerimonia era un'anticipazione del paradiso. Vuole la leggenda che i copisti. Al termine dei settantadue giorni. era consuetudine che i copisti mostrassero il loro talento trasformando il testo sul quale lavoravano. La letteratura non biblica doveva rispecchiare le opinioni della setta. si fece riconoscere come il Messia. alterna le citazioni del Libro di Abacuc a descrizioni di avvenimenti successivi che costituiscono gli adempimenti dei profeti. e doveva agire nel suo nome. A quell'epoca i libri erano senza autore: se uno scriba riteneva che il testo che stava trascrivendo potesse essere migliorato o abbellito tramite aggiunte. parecchie centinaia di volumi. Tolomeo II d'Egitto avrebbe chiamato settantadue scribi di Gerusalemme. Ricordati la leggenda della Bibbia dei Settanta. I libri.possedeva un'immensa biblioteca. al momento del pasto rituale.» «Pensi che ci sia un rapporto fra Gesù e il "Maestro di giustizia" di cui parlano i rotoli di Qumran?» «Quello che posso dire allo stato attuale delle conoscenze è che vi sono somiglianze assai inquietanti. senza alterazioni. servivano per l'edificazione della comunità. letti con fervore. Fino a non molto tempo fa. abbiano compiuto il loro lavoro per ispirazione divina. ciascuno nella sua cella su un'isola del Mediterraneo.» «Un po' come fece Gesù all'Ultima Cena?» «Sì. sfortunatamente assai danneggiato. le loro traduzioni si rivelarono tutte identiche. «Era il luogo in cui si radunavano i membri della comunità. si cercava di trasmetterlo esattamente. le effettuava secondo il suo gusto. il sacerdote doveva sostituire il Messia se non era presente. omissioni o modifiche. isolati.» «Anche i testi sacri?» «Qualora si fosse convinti che il testo era sacro. e Gesù.

Era volubile e simpatico. l'amore del prossimo. ed era stato perseguitato dai sacerdoti.» Un poco più lontano. che era un sacerdote dissidente del Tempio. con barba e capelli bianchi e ricciuti. «Come il Maestro di giustizia. Questi sono i molti punti in comune. Stavano effettuando uno scavo. non abbiamo prove definitive. Nello stesso modo. avendolo incontrato in occasione di scavi e colloqui. e portava grossi occhiali di tartaruga scura. Gesù predica la penitenza. è l'Eletto e il Messia di Dio. il commentatore nomina la setta e il suo "Maestro di giustizia". prendere il potere e condurre il mondo verso l'era messianica. la povertà. quindi senza fatica potemmo iniziare una conversazione. Credevano pure che il Maestro di giustizia sarebbe riapparso alla fine dei tempi. alcuni uomini si affaccendavano ai piedi di un muraglione. Come lui. Secondo gli esseni. Costui fu perseguitato e alla fine ucciso dal "sacerdote empio". stava a indicare un debole per il mangiar bene. ma per il momento. il Maestro di giustizia avrebbe dovuto uccidere il sacerdote empio. Come lui. alla fine dei tempi sarà il giudice supremo. in particolare dei sadducei. Come lui. e la sua comoda pinguedine. ha fondato una Chiesa i cui fedeli hanno atteso il suo ritorno con fervore. prescrive il rispetto della legge di Mosè. Secondo le loro prediche escatologiche. la Chiesa cristiana e la comunità essena hanno entrambe come rito essenziale il pasto sacro. Mio padre lo riconobbe immediatamente. Infine. viene condannato e imprigionato. aveva ricevuto rivelazioni direttamente da Dio. Le sue gote rubiconde testimoniavano i sorsi di vino bevuti in aggiunta alla benedizione sacramentale. Era padre Millet. «Abbiamo sgombrato un insieme di costruzioni che si estende per ottanta metri da est a ovest e per cento metri da nord a sud» rispose mostrando . Come lui. il redentore del mondo. l'umiltà. E pare che questo Maestro di giustizia sia stato venerato come un martire della comunità. «A che punto siete?» domandò mio padre. dopo "la guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre". Come lui. e la castità. ciascuno a capo di una comunione di fedeli. «Vi sono dunque somiglianze conturbanti fra questa figura essena e il Gesù dei cristiani» proseguì mio padre. evidente nonostante la larga sottana da domenicano che indossava. Uno di loro sembrava dirigere le operazioni. che è presieduto da un sacerdote. si deve confrontare con l'ostilità dei sacerdoti. Era un uomo di statura media e abbastanza corpulento. uno dei membri francesi dell'equipe internazionale."Malvagio".

» «Consentiva alle acque di scorrimento di colare dentro la grande cisterna rotonda. la più profonda di Khirbet Qumran.C. secondo lui. «L'esame dei muri e del suolo. ma non so a cosa corrisponda. di sicuro apparteneva loro. chiunque fossero.» «Con un'apertura a nord?» «Esattamente. che risale alla fine della monarchia. dove sono mescolati ai muri più antichi. quello delle ceramiche e delle monete scoperte ha permesso di distinguere e di datare numerosi periodi di occupazione. al tempo di Erode o dei suoi immediati successori. si tratta dei fondatori dell'Tessenismo. Supponeva che fosse stata . è chiaro che quest'istituzione non è sopravvissuta alla caduta del regno di Giuda e le ceneri mescolate dappertutto con i cocci israeliti indicano che è stata distrutta dal fuoco. «La datazione viene dedotta dai cocci. Questa data è confermata dalla stampiglia Lammelech. In ogni caso. Tenete. Il primo insediamento umano a Khirbet Qumran risale all'epoca israelita: i muri dalle fondamenta più basse sprofondano in uno strato pieno di cenere che contiene molti cocci della seconda età del ferro.la carta fittamente scarabocchiata che teneva in mano.» «Sta parlando dei sacerdoti in rivolta contro il Tempio?» «Vi sono molte ipotesi a questo riguardo. L'insieme risale alla fine del VII secolo a. e dal reperto la cui scrittura non è di molto anteriore all'esilio. Avete potuto datare l'insieme dell'edificio?» «Sì» rispose Millet. sotto la porzione 68.» «Probabilmente al limite occidentale della costruzione» disse mio padre gettando una rapida occhiata alla pianta. contro le fondamenta del muro a est. "al re". Una squadra ha appunto raccolto.» Ci mostrò così una piccolissima boccetta. Se ne incontrano in particolare all'angolo dei settori 73 e 80 e a nord del sito. che appartiene a una serie molto conosciuta. e un altro reperto con incise alcune lettere in caratteri paleoebraici. comunque: guardate ciò che abbiamo appena trovato. che risaliva. quasi automaticamente. «Ma è preceduto da una specie di recinto. sorpreso dalla velocità con cui mio padre aveva tirato le sue conclusioni. Un altro muro costeggia a est la cisterna 17. e un aggetto all'angolo nordest. Era già in rovina da moltissimo tempo quando un nuovo gruppo è venuto a insediarsi a Khirbet Qumran. un'ansa recante la stampiglia Lammelech. Inoltre. La posizione dei cocci e il livello delle fondamenta mi hanno permesso di ricostruire la pianta di un fabbricato rettangolare con un grande cortile e varie stanze allineate lungo il muro orientale.

se Gesù fosse stato il Maestro di giustizia degli esseni.. senza convinzione. «Immagini che la comunità di Qumran sia stata fondata da ex sacerdoti rivali dei sadducei. di unguenti preziosi. di abiti e vasellame sacri. mettendolo a morte. ma è un'ipotesi che nessuno ha ancora provato» disse padre Millet. se si pensa agli scontri di Gesù contro i sacerdoti del Tempio. questo avvicinerebbe maggiormente la figura di Cristo all'essenismo.. secondo lei?» domandò Millet. in quanto avevano preso la precauzione di avvilupparla in un foglio in fibre di palma che fungeva da protezione.. si tratta dell'olio di balsamo con cui venivano unti i re d'Israele. Poiché. che non perdeva il filo delle sue idee.nascosta deliberatamente fra le rovine. d'oro. è vero. bacini. «La famosa conferenza di Pierre Michel andava in questa direzione» gli rispose mio padre. La quantità dei beni preziosi stimata dai ricercatori. Secondo me. non ritiene probabile» chiese mio padre «che sia esistito un legame fra la comunità di Qumran e i sacerdoti del Tempio di Gerusalemme?» «La comunità di Qumran sarebbe stata fondata da ex sacerdoti dissidenti dal Tempio. Nel rotolo è descritto un inestimabile tesoro. Ma non è sicuro. avrebbe rappresentato per loro un grave pericolo politico.» «Sì.» «Posso vederla?» domandai. inclinando un poco la boccetta «contiene un olio rosso molto denso che non assomiglia a nessun olio attuale. in base alle indicazioni contenute nel rotolo. ammettendo che Gesù fosse esseno. questo renderebbe comprensibile la vendetta finale che hanno compiuto contro di lui. dato che l'albero che lo produceva non esiste più da millecinquecento anni. «Sì. «Ha letto il Rotolo di rame?» riprese mio padre. con l'indicazione precisa dei loro nomi e delle posizioni. e le sessantaquattro ubicazioni intorno a Gerusalemme e in tutta la Giudea dove sarebbe stato nascosto nell'antichità. è così ingente che c'è da domandarsi come abbiano potuto accumulare un tale tesoro.» «Visto che nel Rotolo di rame.. d'argento. Contiene pure una carta particolareggiata di questi luoghi.. ho letto la trascrizione che ne ha fatto Thomas Almond e che è stata pubblicata da poco. Crede davvero questo? E cosa comporterebbe. L'uomo me la porse subito.. Inoltre. «Vedete» disse. spesso si parla di vasellame rituale. . tombe o gallerie.

notai due piccole vene orizzontali.. da una parte e dall'altra della fronte. più tardi. A un certo momento mio padre gli domandò: «Non trova strano che nel- .. Ho finito per accettare un incarico presso la Scuola biblica e archeologica di Gerusalemme. cercai di decifrare i tratti del suo volto. pergamene e di storia antica. e con mio padre discusse per circa un'ora di scavi. svolgo ricerche sui rotoli del Mar Morto.. Fu lui ad affidarmi alcuni fra i più importanti testi aramaici dei rotoli del Mar Morto. «In quanto professore di paleografia all'università di Gerusalemme.. che significa "nota". lo so. dopo aver scoperto certi vecchi libri ebraici nella biblioteca del seminario. sa» rispose Millet «niente mi aveva predestinato a farlo. aveva una faccia regolare che ispirava simpatia. All'estremità di una vena. e nessuno ha potuto avere accesso al testo a cui faceva riferimento. che si gonfiavano e palpitavano mentre parlava. Si sarebbe detto che l'insieme formasse due lettere ebraiche: vav e tav. improvvisamente inquieto. Queste due lettere potevano dar vita a una parola: tav. dal momento in cui ho iniziato gli studi di archeologia. Mentre padre Millet parlava con animazione. Ottenni dal mio vescovo il permesso di recarmi a Parigi per seguire i corsi del famoso orientalista André Dupont-Sommer. Originario del sud della Francia.. Un giorno. sulla tempia destra e su quella sinistra. Ho lavorato per oltre vent'anni su quei rotoli. E lei. Osservandolo più da vicino.» «Come molti testi di Qumran.«Sì. due sottili vasi sanguigni ne incrociavano un terzo. decisi d'imparare questa antica lingua. diventai amico e collega di Paul Johnson.» «Il testo è scomparso. Ma non è mai stata pubblicata. che sono stati pubblicati in seguito. che diventò a sua volta direttore dell'equipe internazionale. Ma a cosa è dovuto questo suo interesse per le ricerche qumraniane?» domandò padre Millet. ma ero molto curioso. da quando ha iniziato a lavorare sui rotoli?» «Oh.» Così padre Millet si mise a spiegare la sua passione per l'archeologia. verticale.. a condizione di saperla leggere. Pensai che quell'uomo possedesse certamente una piacevole musica interiore e che questa si riflettesse all'esterno. Non mi fu difficile: come Giuseppe. ho studiato teologia e latino in un seminario vicino a Lione.

le terrecotte. dunque non si doveva perdere tempo a discuterne. Ritenevo che scavi condotti accuratamente permettessero di farsi un'idea obiettiva del luogo e dell'epoca. Certamente. Lo so. La nostra posizione in rapporto agli universitari ebrei era semplice: non si poteva lavorare con loro. e per tracciare una carta molto dettagliata del sito. oggigiorno nessuno mette in dubbio il fatto che fosse occupato da una comunità. Non voglio dire che si siano volontariamente occultate delle prove. Anche gli archeologi sono vittime dei propri pregiudizi» disse padre Millet.» «Cosa sarebbe successo se uno dei ricercatori chiamato da Johnson avesse insistito per contattare un docente ebreo. fino al 1967.. per rilevare la posizione di tutto il vasellame. sporcizia.. Ma al giorno d'oggi so che ogni archeologo si avvicina a un cantiere di lavoro con un'idea preconcetta di ciò che vuole o non vuole trovare. lo so. e aggiunse dopo un attimo di esitazione: «Sa. «Cosa intende? Che i membri dell'equipe internazionale avrebbero potuto non "vedere" alcuni elementi?» domandò mio padre. può sembrare inaccettabile. L'equipe ha fatto del suo meglio per distinguere con precisione i livelli stratigrafici. «Sì. ma è così.. le monete e gli altri oggetti di artigianato. Ma di che tipo? Ci vuole proprio la fede per dedurre da simili rovine i mobili di una camera..la vostra equipe internazionale non vi sia nemmeno un ebreo? Uno specialista di storia ebraica avrebbe potuto fornirvi un aiuto prezioso.». In ogni modo. È una forma universitaria di apartheid difficilmente giustificabile.. per la loro conoscenza delle leggi ebraiche e della letteratura rabbinica?» «Non ricordo di aver sentito un membro dell'equipe attribuire una qualche importanza alla letteratura rabbinica per la traduzione dei testi di Qumran. riconosciuto come il più grande esperto su un preciso argomento?» «Questo avrebbe provocato un incidente internazionale. e l'esercito giordano non avrebbe lasciato varcare il confine a un ebreo.. penso. È impossibile venire a capo di un tale inestricabile mucchio di rocce. prima pensavo che un'indagine archeologica potesse ricostruire l'esatta realtà della storia. polvere e terraglia rotta senza possedere in anticipo una certa ipotesi sul tipo di fabbricati e di utensili che si stanno per trovare». che cominciava a comprendere ciò che l'altro gli suggeriva con parole velate. «No. i luoghi dove le assemblee si riunivano in sessioni chiuse e le sale del refettorio.» «Ma non pensa che gli universitari ebrei avrebbero potuto apportare un punto di vista interessante sull'interpretazione dei testi.» . le grotte di Qumran si trovavano in territorio giordano.

» Il suo sguardo era fermo.» «E come spiega gli elementi. che ci consegnò i biglietti per gli Stati Uniti e l'Inghilterra.» «È possibile che queste "prove". me la offrì di nuovo. «Non lo so. e se ne deduce che la setta essena dissidente avrebbe potuto avere rapporti con le prime comunità cristiane. per Johnson non fu un avvenimento politico a radere al suolo l'insediamento di Qumran. ma ben dopo questa data. «Gliela regalo» disse. poi. intorno al 125 a. «Ma perché?» domandai. non sarebbe stata dovuta ala guerra civile che devastò per trentacinque anni il paese. la conservi. un elaborato sistema di condutture. non siano state "prodotte". ove avremmo dovuto recarci per seguire le tracce di due altri membri dell'equipe internazionale. e nemmeno al regime di Erode. gli indizi contrari alla sua interpretazione?» «Cioè?» «Ogni utensile. No. Sì stava già allontanando con passo veloce. La riprese.» Come se si fosse accorto di aver detto troppo. abbandonarono famiglie e case per stabilirsi nelle rovine selvagge di un forte disabitato dall'età del bronzo. quando partecipò agli scavi?» «Per Johnson. vi ravvisai tuttavia una tristezza. la storia di Qumran è quella di un gruppo di dissidenti religiosi che. Come trovarono i mezzi finanziari per stabilirvisi e le risorse per sostentarsi? Johnson non ha risolto questo problema.C. meravigliato. né all'invasione romana. Dovevamo anche incontrarci con Matti che si .. preso da improvvisa ispirazione. padre Millet si affrettò a prendere congedo. Paul Johnson e Thomas Almond. quasi una preghiera. cisterne e bagni rituali..«Quali erano esattamente i pregiudizi di Johnson.. «Ecco almeno una prova che non sparirà» mi dissi. Accettai quello strano dono. Suggerisce che possano aver costruito loro stessi un monastero con una grande torre. La distruzione del campo.C.C. secondo lui. Questa setta dissidente si sarebbe ingrandita sotto il regno del re Alessandro Gianneo. Lo rincorsi per restituirgliela. quando mi accorsi di avere ancora in mano la piccola boccetta di olio rosso. ma il terremoto che distrusse la regione nel 31 a. ci incontrammo con Shimon. come le chiama lei. Qualche giorno più tardi.. ogni moneta e ogni manoscritto provano con ogni evidenza che l'insediamento non è sparito nel 31 a. larghe sale di riunione e laboratori. di colpo.

all'ultimo piano di uno dei fabbricati. Da parecchi giorni. Raggiungemmo il posto passando per il santuario della chiesa. una donna ci accolse senza calore.trovava a New York per un colloquio. si era svolta l'Ultima Cena. provammo una strana sensazione di sconforto. è carica. rischiarate da candele. Non erano molti i turisti che si recavano là per visitare la chiesa. Prima che avessi il tempo di reagire. e. «E soprattutto. che conteneva un'altrettanto piccola pistola. riprese la busta e spiegò: «Ve la farò recapitare per posta al vostro hotel. quando ne capitavano. Vedendolo allontanarsi. o la sala nella parte inferiore dell'edificio dove. Penso che tu sappia servirtene. Tieni. ma non si sa mai. e girò i tacchi. Arrivammo davanti a una pesante porta medievale sormontata da un mosaico moderno. Soprattutto.. Era essenziale che incontrassimo l'uomo che aveva visto i manoscritti e sapeva forse chi aveva potuto uccidere Osea. la ricca biblioteca. I visitatori erano rari. Di fronte alla mia aria sorpresa.» Mi porse una piccola busta di pelle.. che si socchiuse lentamente quando noi suonammo. Il monastero ortodosso era all'estremità di una stretta via del quartiere armeno. gli abitanti del luogo sembravano inquietarsi per lo strano avvenimento. Davanti agli appartamenti di Osea. Al di sopra dell'altare dalle iscrizioni siriache pendevano le icone dorate.. prima di lasciarci. La vigilia della nostra partenza. per lasciare apparire un diacono dall'aria sospettosa. Il diacono ci indicò gli alloggiamenti dei sacerdoti e la residenza di Osea.. secondo la tradizione siriana. non dimenticate di usare questo sistema e di portarla con voi ovunque andiate». disse: «Fa' attenzione. è chiaro che non potete portarla in aereo. ci recammo al monastero ortodosso di Gerusalemme per incontrarci con Kair Benyair. Spero che non ne avrai bisogno. l'intermediario del vescovo Osea che aveva condotto le trattative sull'ultimo dei quattro rotoli di Qumran con Matti. Detto questo. vero?». Ary» aggiunse «dimenticavo di mostrarti il tuo regalo per la partenza. circa duemila anni prima. «Buona fortuna» ci augurò Shimon. ci salutò ancora. Vedendomi vestito con il mio streimel e il mio mantello nero. Preghiere solenni risuonavano sotto le pareti rocciose della cripta. a ogni partenza. piangevano il gran sacerdote. mi guardò . siate prudenti.

andare verso est. perfino numerose armonie di ogni sorta di strumenti.» Ho pure ammucchiato argento e oro. 2. per cui non impiegammo molto tempo per decifrarlo. Mentre mio padre s'intratteneva con la donna. di libri in siriaco e di incartamenti d'ogni genere. abbellite da mobili antichi. e la trovai ingombra di casse e carte di ogni specie. Mi diressi automaticamente verso la scrivania. La venerabile istituzione. In quel tempo di crisi. Una volta usciti e sufficientemente lontani. Mio padre lo identificò subito per il frammento di un rotolo di Qumran. Fra questi ultimi. Entrai. un pezzo di pergamena ripiegato attirò la mia attenzione. «Doveva accumulare tutti questi tesori» mi dissi «per finire in quel modo. Nel sepolcro. preferiva richiudersi su se stessa.dall'alto in basso. e ridiscesi velocemente. e l'atmosfera era gravida di sospetti. Con il cuore in gola. . e nessuno sapeva dove si trovasse. strumenti musicali antichissimi e gioielli. un'armonia di strumenti musicali. stava negando a mio padre l'accesso agli appartamenti. gli stranieri non erano i benvenuti. Nella fortezza che si trova Nella valle di Ashor. ci apprestammo a leggere il manoscritto che avevo trafugato. dove si era recato precipitosamente dopo la morte di Osea. Allora mio padre le parlò del motivo della nostra visita. e scoprii tre grandi stanze sontuose protette da grandi volte in pietra massiccia. quaranta passi Sotto i gradini. traducemmo insieme le piccole lettere dai contorni ben definiti: 1. ho comprato cantanti di entrambi i sessi insieme alle delizie degli uomini. soprammobili incrostati di pietre preziose. Era in buono stato. La porta era aperta. che non s'era accorta della mia assenza. salii con discrezione fino agli appartamenti di Osea. Era ricercato. almeno come testimone. senza che si sapesse precisamente verso chi dirigerli. Il mistero della morte di Osea non era stato ancora risolto. come per evitare di divulgare un vergognoso segreto di famiglia. e i più preziosi gioielli dei re e delle province. Lo nascosi nella mia piccola borsa. per timore dello scandalo. Ma non aveva lasciato recapiti. e lei ci rispose che Kair Benyair era in viaggio in Francia. In fondo la donna. Lo presi e lo spiegai: era un frammento di rotolo. domandandosi come mai un ebreo religioso si avventurasse così lontano dai suoi quartieri. anch'essi di provenienza molto remota. se non come sospetto.

altare e incenso in una grotta. ma le ricchezze che conteneva sono sparite. «È un frammento del Rotolo di rame» disse mio padre. Sul lato sinistro. «Quello che Thomas Almond ha decifrato parzialmente. Dopo la caduta di Gerusalemme avrebbe ordinato al tabernacolo di seguirlo. Sei passi a nord verso il bacino. 3. Novecento pezzi. e avrebbe nascosto tabernacolo. Un'altra tradizione racconta che il tesoro fu portato via dagli ebrei al momento del loro esilio in Mesopotamia. il pavimento in legno con palme incise. il profeta Geremia sarebbe stato uno dei guardiani del tesoro. 5.» «Di che tesoro si tratta?» «Chissà? Potrebbe essere la favolosa ricchezza di re Salomone. con le sue doppie porte d'oro. il vasellame e il denaro. i piccoli candelieri aurei. i cherubini in legno d'olivo vegliavano sull'oggetto più sacro: l'Arca dell'Alleanza. Quaranta verghe d'argento. Sono state tramandate diverse leggende sull'argomento. Secondo quella riportata nel secondo libro dei Maccabei. e il piccolo altare pure in lamine d'oro. Del vasellame. Nella casa delle due piscine. Ricordati. Nascosti dentro un foro davanti all'apertura superiore. E in fondo al condotto d'acqua. i soffitti dorati. 6.» «Il Tempio di Salomone venne distrutto dalle armate di Nabucodonosor nel vi secolo prima di Cristo!» «Sì. Delle verghe d'oro. Nella grande cisterna che si trova Nel cortile del Peristilio. costoro lo seppellirono nel recinto di un tempio e vi rinchiusero i candelabri a sette bracci mentre le settanta tavole dorate sarebbero state nascoste fra i pezzi del tesoro occultati in una torre di Ba- . ci sono il bacino. Sopra la scalinata del rifugio. E nel Sancta sanctorum. di generazione in generazione. Nella parte in gesso del pavimento. 4. Si tratta della localizzazione di un tesoro sepolto da qualche parte. gli strumenti musicali in legno splendido. Nella piazza del Bacino. gli arredi sacri.Nella terza fila di pietre. si sarebbe recato sul monte Nebo. era un Tempio splendido.

senza tuttavia potergliene spiegare il perché. Ti ricordi quello che abbiamo visto a Khirbet Qumran?» «Ma sì! Non credi che il testo faccia allusione alla grande cisterna doppia che si trova al livello inferiore? Nella casa delle due piscine. l'oro e l'argento.» «Ma perché lo cercava? Non aveva ricavato abbastanza denaro dai manoscritti?» «Ricordati cosa dice l'Ecclesiaste. a Qumran. Rischi di non essere tra i salvati al momento della venuta del Messia. Indovinavo la parola che doveva usare nella sua mente per qualificarlo.. in ogni caso. il vasellame e il denaro.» «Tuo padre?» fece. Parto con mio padre. Lontano da qui. ma tagliata da queste su tre lati. «Non partire senza portare le leggi dentro di te. il tesoro sarebbe nascosto vicino a Gerusalemme.. Luoghi del genere abbondano. che è prossima. Sapeva che mio padre non era religioso. Secondo il testo che abbiamo fra le mani. Può darsi che sia stato assassinato per questo. e li avrebbe mostrati a un angelo che si sarebbe incaricato di nasconderli. sorpreso. Un epicureo. più in basso rispetto alle cime. andai a trovare il rabbi per comunicargli che dovevo partire. c'è il bacino. Lo scopo del mio viaggio è onorevole. attraverso dei burroni scoscesi. Altri affermano che il vasellame sacro e il tesoro si troverebbero sotto la pietra tombale di Daniele. vi sono molte tentazioni. che Osea era verosimilmente alla ricerca del tesoro.» «Senza dubbio. Colui che ha del denaro non è reso sazio dal denaro e colui che desidera la ricchezza non ne avrà mai abbastanza. senza avere ancora un'idea precisa di come avremmo potuto trovarlo. questa sorte sarebbe toccata a un archeologo. perché tu non possa confessarmelo?» «No. Abbi cura di te.gdad. e che tutto nel suo tono tradiva: un apicoros. Anche questo è vanità. Non di- . nel tuo cuore. «È dunque qualcosa di vergognoso. un uomo senza legge. in una regione situata dietro le valli rocciose. un rinnegato. Alcuni sostengono pure che uno scriba avrebbe trovato i gioielli. Questo significa. le pietre.» Prendemmo la decisione di fermarci in Francia al ritorno per cercare Kair Benyair. Quella sera. e che tutti coloro che dovessero toccarla morirebbero all'istante.

ricordati che è necessario inspirare l'aria di Mashiah fin dal risveglio e che lo studio della Torah e le preghiere servono soltanto a farlo arrivare prima. la venuta del Messia.» Alcuni pensavano che il rabbi possedesse tutti gli attributi del Messia. Per far questo. che gli ero devoto al punto di seguire tutti i suoi consigli. e che il tempo della distruzione non era ancora venuto. affinché il parto spirituale di Mashiah avvenga senza dolore. Prega incessantemente. Compiere una sola mishnah. esprimere il proprio impegno faccia a faccia con il futuro re David. Molti ritenevano che la sua ispirazione fosse di origine divina. come il popolo d'Israele nei tempi antichi. devi considerarti tutto il tempo come a metà meritevole e a metà colpevole. Altri dicevano che la venuta del Messia era collocabile unicamente nella nostra religiosità e non in una realtà storica. e dire: noi siamo le tue ossa e la tua carne. come un'ultima raccomandazione o forse un primo comandamento. aveva predetto che Israele sarebbe stato il luogo più sicuro della terra. «Ricordati» aggiunse «prima che io parta. tutto fosse pronto per ricevere questa rivelazione: ed ecco. "Mashiah viene" diceva profetizzando. o gli uccelli caduti nella pania. Era come se. Durante la guerra dei sei giorni. e gridava rivolto a Dio per domandargli la liberazione. il suo popolo. io che rimanevo impressionato dalla minima inflessione della sua voce al punto . A ogni istante il suo passo risuona più vicino e si avvicina un po' di più a Israele. tanto meno in quella contemporanea. non più di quanto conoscano il proprio i pesci presi nelle reti fatali. all'epoca del crollo del comunismo e della guerra del Golfo.» Rabbrividii. aveva detto di non temere. né ritardo. nel mondo. Ma io. quando sarai laggiù. Era molto tempo che aspettavamo la sua venuta. Tu sarai come quando il popolo d'Israele era in Egitto. Dio non aspettava che noi e il vigore del nostro anelito. Non si era ingannato. ecco che il rabbi annunciava che noi eravamo l'ultima generazione dell'esilio e la prima della Liberazione. Ora. significa già far pendere il mondo intero dalla parte del merito e affrettare per questo e per tutti la Liberazione finale.menticare. e che da quel momento si dovesse. Ma in quell'istante il rabbi annunciava che era giunto il tempo in cui Dio avrebbe risposto a quella fiducia fuori dal tempo. Alcuni pensavano che il rabbi fosse lui stesso il soggetto dell'attesa messianica. Poiché l'uomo non conosce il suo tempo. volevano far sapere che il rabbi era il Re Messia della loro generazione. Di conseguenza.

Non piaceva loro il mio spirito inquisitore. ciò che costituisce un'occupazione spiacevole data da Dio agli uomini affinché se ne occupino. Ti auguriamo di essere di ritorno fra noi prima della Liberazione. e a conoscere i traviamenti della follia. Ciò che è storto non si può raddrizzare e i difetti non si contano. Ho guardato tutto ciò che si faceva sotto il sole. i miei compagni della yeshivah mi dissero semplicemente: «Arrivederci. ma ho scoperto che anche questo tormentava lo spirito. tuttavia dubitavo ancora. lunghe discussioni con i miei compagni della yeshivah. Provavo una sincera fiducia verso i nostri rabbi e un immenso rispetto per quello che consideravo il più grande di tutti. Finiranno. su questo punto. Per quanto grande fosse la mia fede e profonda la mia devozione per la Torah. che sovente mi lasciavano perplesso. Quando mi recai a salutarli.e. io che vivevo soltanto per la religione. in un certo modo. Poiché dov'è abbondanza di conoscenza. che lo provi» dicevo. vi è abbondanza di tristezza e colui che cresce in conoscenza cresce pure in dolore.della loro pratica religiosa.di immergermi negli abissi della riflessione. anche se non ero un ribelle. Poiché sono stato re di Israele a Gerusalemme. il solo .» «Allora che ci liberi. ed ecco. «Se è il Messia. per così dire.» Partii provando la curiosa convinzione di essermi. Ma non collegavo questa fiducia all'attesa messianica. se è veramente il Messia. perfino per un miscredente. E avevo.» «È proprio quello che stiamo aspettando. che mi pareva dovesse essere ancora molto lunga. lontano. col prendermi per un ateo. Il giorno prima della mia partenza. votato alla ricerca del Messia esattamente come se fossi rimasto a studiare i testi con loro. feci uno strano sogno che mi svegliò . pensavo. E ho applicato il mio cuore a conoscere la saggezza. non sentivo il fervore di questa attesa. Era certo che il Messia vivesse in mezzo a loro? Volevo toccare con mano che non fosse un'altra persona. tutto è vanità e tormento per lo spirito. da qualche parte nel vasto mondo. di cui certuni facevano un elemento essenziale . E ho applicato il mio cuore a ricercare e a sondare con saggezza tutto quello che veniva fatto sotto i cieli. «Ma lo ha già provato. che non si trovasse altrove. Per questo preghiamo notte e giorno» rispondevano. con tutte le prediche che ha tenuto.

Che saranno venuti in soccorso degli empi dell'Alleanza. All'ultimo momento. un autobus aveva preso la stessa strada. come per dire che non lo aveva fatto apposta. invece di sprofondare nell'acqua. venimmo ghermiti dai cieli.. e il brusco colpo di volante che diede ebbe l'effetto di avvicinarci ancora di più alla superficie liquida. contro l'armata di Belial. Poiché la guerra verrà dichiarata a tutte le loro bande. Nel giro di poco tempo lo avrei dimenticato quasi del tutto. che guidava. Gridai: «Non ora!». Jehudah mi gettò uno sguardo nello stesso tempo ineluttabile e sconsolato.in un soprassalto di terrore e si accompagnò. Allora. TERZO ROTOLO Il rotolo della guerra La prima guerra dei figli della luce La conquista dei figli della luce sarà intrapresa in primo luogo Contro il partito dei figli delle tenebre. gli urlai di girare a sinistra. E contro le bande dei Kittim di Assur e il loro popolo. Ma la macchina si sollevava sempre più. che ci riportassero a terra. Aspettavo soccorsi. ma non si vedeva un ponte da nessuna parte. Eravamo in procinto di attraversare i bracci di un fiume. ignorandone il motivo. In quell'istante. Davanti a noi. bensì in una città che. A queste parole mi svegliai. Ero in automobile con il mio compagno Jehudah. Quando gli esuli figli della luce Saranno ritornati dal deserto dei popoli Per accamparsi nel deserto di Gerusalemme. e già si stava avvicinando alla riva. prima di ricordarmene quando sopravvennero avvenimenti atti a chiarirmene il senso. Jehudah aveva proposto di guadare il corso d'acqua. Ma lui non ebbe il tempo di reagire. Contro la banda di Edom e di Moab e dei figli di Ammon E la moltitudine dei figli dell'Oriente e della Filistea. a lunghe giornate nel corso delle quali avvertii un profondo malessere. e non accadeva nient'altro. inesorabilmente. associavo all'Europa. e ci alzammo verso le nuvole. Non ci trovavamo a Gerusalemme. Figli di Levi e figli di Giuda e figli di Beniamino. .. perseverante. I deportati del deserto combatteranno contro di loro. sembrandomi questa soluzione troppo pericolosa e l'acqua troppo profonda.

e Israele dispiega il suo valore». il combattimento non è nostro.. E a suo tempo ne uscirà. E la sua collera cercherà di distruggere il corno dei suoi nemici. E. Ma è per il tuo vigore e la forza del tuo immenso valore.. dopo questa guerra. . E il nemico diventa terra conquistata. [. E la dominazione dei Kittim scomparirà. E non è nostro il vigore Né la forza delle nostre mani che danno prova di valore. E vi sarà una costernazione immensa per i figli di Jafet. E Assur cadrà senza che nessuno gli porti soccorso. coloro che contemplano le tue Decisioni. Per combattere contro i re del Nord. E fa perire i superstiti della città. Senza che vi sia un sopravvissuto fra tutti i figli delle tenebre. in preda a un violento furore. E il re dei Kittim entrerà in Egitto.] Tuo è il combattimento! Da te viene la potenza! No.La guerra estrema. E domina da Giacobbe. E fracassa le tempie di Moab. Ci hai annunciato i tempi per le guerre delle tue mani. Uno scettro s'è innalzato da Israele. E quella dello sterminio definitivo per tutto il partito di Belial. E rovescia tutti i figli di Seth. Affinché venga abbattuta l'empietà senza lasciare traccia. disfatta definitiva dei figli delle tenebre. E per opera dei tuoi Unti. Questo per il popolo di Dio sarà il tempo della salvezza E l'ora della dominazione per tutti gli uomini del suo partito. risaliranno da laggiù le nazioni. Come ci hai dichiarato un tempo: «Una stella ha fatto rotta da Giacobbe.

Non avevamo paura. Nessuno sa di cosa si vendichi nella sua ricerca squisita del vizio e della perversità. lo hai riempito di speranza. Che divorerà gli empi. Rotoli di Qumran La guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre 1 Cominciammo un lungo periplo attraverso migliaia di chilometri e migliaia di anni. Non conoscevamo ancora il gusto delle atrocità e degli orrori che l'uomo può commettere quando la sua fede vacilla. le sette nazioni di vanità. deve essere terribile perché quest'ultimo sia così malvagio. Fa il male per rassicurarsi sulla propria esistenza quando la sente vacillare nelle sabbie mobili della contingenza. In cui farai cadere le bande di Belial. all'inizio. che della forza o della malvagità. il Male premeditato e coscienzioso. bensì del Male assoluto. li farai bruciare come una torcia infuocata nella paglia. ma non ci pensavamo. e non si ritirerà Fino a quando non avrà sterminato i colpevoli. ma il suo male. allontanandosi dall'infinito Bene. il male del Male. né perché sia recidivo ancora e sempre. Il Male ragionato e maturato lungamente. nessuno sa perché non si sfoghi se non devastando l'innocenza. Nelle mani dei poveri che tu hai riscattato Con il vigore e la pienezza della Potenza meravigliosa. L'uomo vi si appoggia e vi aspira come si desidera il Bene. va alla ricerca di un altro infinito su cui possa far riposare la sua fragile sostanza. Non parlo del male che si commette banalmente senza pensarci. Poiché l'uomo commette il male più a causa della debolezza. altrimenti non restituireb- . E quanti hanno lo spirito distrutto. le anime dei giusti e dei saggi.Quelli in cui sarai glorificato nei nostri nemici. che non ha né scopo né conseguenze. Poiché il Male nella sua anima soffre. E tu li tratterai come hai trattato il Faraone E come i capi dei suoi carri nel mare dei giunchi. E il cuore che si era sciolto. quello che trova le sue vittime privilegiate presso le anime semplici e buone. Ci eravamo incamminati sul sentiero che conduce alla guerra. e così sopraggiunge il Male. Allora.

be a sua volta il Male. la distanza sembrava divorare il tempo. Quando arrivai a New York. La nostra Bibbia dice che il Messia arriverà alla fine di una terribile guerra fra il Bene e il Male. Alcuni portavano. mi sentii come invecchiato. cernecchi e streimel. movimento antisionista essenzialmente americano. E. missionario e messianico. chi all'Habad. Altri. si poteva riconoscere a quale tendenza appartenessero. distinguere l'ungherese dal gallieno. Questo posto assomigliava stranamente a Mea Shearim. Con la velocità. portavano il qapilush. gli uccelli del cielo. e giudicò che fosse buono. Dappertutto c'erano gruppi di allievi delle yeshivoth. poiché il Bene è altrettanto infinito di quanto il Male è malvagio nella sua infinità. Era la prima volta che prendevo l'aereo. perché sottomettesse i pesci del mare. Parlo del Male assoluto che è per essenza un male insoddisfatto. . diffuso nel mondo intero. l'holot. il quartiere chassidico di Brooklyn. chi al Gur. Dopo la creazione del mondo. Osservando il loro abbigliamento. che aveva creato. tutta la terra e tutte le piccole bestie che vi si muovono. grande cappello di feltro a larga tesa. meno fortunati. I più ricchi avevano agganciato allo streimel delle code di zibellino. con la guarnizione di un nastro di seta dai toni smorzati. fu contento. e mi sembrò che stessi allontanandomi dalla mia terra natia per l'eternità. votato allo studio. tuttavia. Ognuno. considerato ciò che aveva fatto. Il nostro albergo si trovava a Williamsburg. tuttavia. Partimmo. chi apparteneva al Vishnitz o al Beh. con barba. una sorta di mantellina scura con risvolti rotondi e corti. Questa guerra viene chiamata dai rotoli: La guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre. chi prendeva parte al Satmar. Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza. Tuttavia forse non sapeva che abominevole complotto si nascondesse dietro questa invenzione. Parlo del Male assoluto che si diletta soltanto sconvolgendo con tutto il suo essere le deboli forze del Bene e mai riesce a nutrirsene. Gli abiti. tanto per non allontanarmi dal mio ambiente. con una cintura attaccata alla giacca per mezzo di nodi e bottoni. si diversificavano in sottili particolari e sfumature che disegnavano una vera e propria grammatica del vestiario. al posto della finanziera. aveva lo stesso passo affrettato caratteristico del chassid. Poiché non aveva formato attraverso l'uomo uno specchio di se stesso: era il Male. Quelli che incrociavo erano proprio come me.

incapace di mangiare con proprietà? Guarda: è già brillo. Decisi di andarci a mia volta per pregare e. un chassidi che sedeva al suo fianco si precipitò a divorare gli avanzi del suo pasto. Il vino che ha benedetto.» «E se il rabbi ormai è soltanto un vecchio. senza proferire una parola. non destinato al soddisfacimento dei bisogni vitali ma alla purificazione del corpo umano grazie alla vitalità divina contenuta negli alimenti. quello le cui virtù salveranno l'intera comunità. Il rabbi. un nuovo orientamento per la vita. l'hareng che ha lasciato nel suo piatto. Mio padre mi lanciò uno sguardo interrogativo. sovrintendeva alla grande tavola preparata sontuosamente in onore dello shabbath. se fosse mio padre o un amico. senza streimel né giacca nera. Sperduto in mezzo a quella folla vestita a festa. Forse è l'ultimo dei giusti. I fedeli bevvero e danzarono come allucinati. colui a cui tocca in sorte addossarsi la sofferenza del mondo. senza cappello. Basta che il rabbi alzi un dito. Quella sera. con i primogeniti che si tiravano dietro i più piccoli che a loro volta portavano tra le braccia dei bimbi nati da poco. La sera del nostro arrivo era uno shabbath. sono oggetti santi che ci insegnano che mangiare è un atto religioso. Mio padre rimase stupito nel vedere molti giovanotti vicino a lui che osservavano il rabbi avidamente. come il deyequt. Crescete e moltiplicatevi. «Guardare il rabbi bere o mangiare è una grandissima grazia per un chassid» gli dissi. c'era un banchetto. Gli altri mi domandarono cosa facessi con lui. e il mondo intero trema. ma che ha toccato con le sue dita.compagni di studi intenti a discutere un passaggio difficile. «Occorre scrutare con attenzione i suoi minimi gesti in quanto potrebbero contenere un segno essenziale. Fummo invitati per la serata dai chassidim. o forse una nuova recluta. dal momento che è un obbligo avere degli invitati il giorno di shabbath. talvolta intere famiglie.» «Per loro quel vecchio rappresenta il legame fra il cielo e la terra. «Ingerire i resti abbandonati nel piatto del rabbi. Subito.» Il rabbi si alzò da tavola. capo della comunità. Si tratta di un atto mistico di comunione con il divino. secondo l'usanza. non pareva tuttavia a disagio. sta per assopirsi. Centinaia di chassidim si affrettavano nelle strade per recarsi alla sinagoga. per quello che credetti un miracolo. riuscii a convincere mio padre ad accompagnarmi. un baal teshuvah come ce n'erano tanti. molto numerose. portarsi alle labbra le .

soda e spessa. o granulosa e smorta come un frutto troppo maturo. dei tremolii e delle convulsioni. e noi dovevamo incontrarlo al fine di ottenere informazioni sulle modalità con cui il rotolo era stato rubato. scalfita. forte e scura come se un'argilla bruna gli avviluppasse il capo. Era un uomo dai capelli corti e ispidi. e pure sul suo contenuto.» «Aiutarci? Ma se non ne sa nulla! Non lo crederai addirittura onnisciente!» «Non si sa mai. Ma ciò che attirava soprattutto l'attenzione era la grana particolare della sua pelle: non era sottile e rugosa come quella delle persone avanti negli anni. Faceva parte di quei sionisti militanti che. sebbene appassionati di archeologia e di scavi biblici. «Ma tu non credi davvero a questo. le uniche impronte visibili dell'età in lui erano forza e saggezza. Sono sicuro che potrà aiutarci. era uno degli eroi mitici di Israele. Credo» aggiunsi debolmente «che dovremmo parlargli dei manoscritti. Matti si trovava a New York per un colloquio. «Dimmi: non ci credi?» «Credo nel potere dei rabbi. al contrario. no?» domandò mio padre con uno sguardo quasi supplichevole... Incupita. il figlio del professor Ferenkz che era stato all'origine della scoperta dei rotoli. messa in risalto dalle rocce sporgenti degli zigomi. significa assicurarsi una benedizione» spiegai. Era un po' come Mosè. conciata dal sole. illuminata dal vivido nero dei suoi occhi di antracite. Ci ricevette al bar ristorante del suo albergo. dato che lui aveva avuto il tempo di scorrerlo durante il breve lasso di tempo che era rimasto nelle sue mani. Capo di stato maggiore dell'esercito durante la guerra d'indipendenza. gli occhi neri. come lo immaginavo quando ero bambino: al posto di tutti i segni desolanti della vecchiaia. come mio padre. Quel coraggioso ricercatore. ma si presentava. prestante e attraente. era fra coloro che avevano combattuto fin dalla prima ora per la liberazione del paese.» L'indomani sera. lo avevano reso celebre in tutto il paese. Credo che costui sia un uomo a cui si debba portare un infinito rispetto. e fra quelli che avevano reso possibile la creazione dello stato. erano tuttavia degli atei convinti. avevamo appuntamento con Matti. aveva in seguito ricalcato le orme del padre effettuando numerosi scavi che. come le sue imprese guerriere. quel guerriero. laminata dalla sab- .ultime gocce di vino rimaste in fondo al suo bicchiere. appena increspata intorno alla bocca carnosa. straordinariamente polposa.

bia, quella pelle era lo specchio degli erosi paesaggi di Giudea, quelli che
aveva frequentato fino a fondervisi, come il terriccio si fonde con il fossile,
il fossile con la pietra, e la pietra con la roccia.
«Sì, lo so, David» disse, tagliando corto a tutte le superflue spiegazioni
di mio padre. «Io stesso sono andato alla ricerca del rotolo, alcuni anni fa,
ma quando sono riuscito a trovarlo, mi è sfuggito dalle mani...»
«Cos'è successo?» domandò mio padre.
«È stato rubato al Museo delle antichità di Gerusalemme.»
«Hai avuto il tempo di decifrarlo?»
«Ahimè, no.»
«Sai chi l'ha rubato?»
«Difficile a dirsi... Tanto quanto raccontarti tutto quello che so. Un giorno, mentre ero in trasferta proprio qui a New York, ho ricevuto una lettera
anonima da una persona che voleva vendermi il manoscritto. Questa lettera
citava una dichiarazione resa alla stampa da Thomas Almond, il ricercatore
inglese dell'equipe internazionale - quello soprannominato "l'angelo delle
tenebre" -, secondo la quale era scomparso un rotolo. Il mio corrispondente
affermava di potersi procurare quel manoscritto e univa come prova la foto
di un frammento. Tutto mi faceva credere che si trattasse del famoso rotolo
che mio padre aveva avuto tra le mani, senza poterlo acquistare. L'uomo
domandava una quisquilia: centomila dollari. Era una somma enorme, ma
qual è il prezzo di una cosa che non ha prezzo? Contando sulla garanzia
del governo di Israele, inviai il mio assenso per corriere all'indirizzo fermo
posta che mi era stato indicato. Ricevetti qualche settimana più tardi una
risposta che in sostanza diceva: "Porto a sua conoscenza che il Primo ministro del regno di Giordania aveva offerto di pagare la somma di trecentomila dollari prima di venire assassinato. I negoziati restano aperti". Questa
lettera era firmata dalla mano di Osea, l'arcivescovo siriano della Chiesa
ortodossa.
«Lo avevo già incontrato in occasione di un viaggio negli Stati Uniti;
avevamo avviato delle trattative alle quali non aveva voluto dare seguito.
Ora, rilanciava e faceva rialzare le offerte. Trattenni la collera, poiché volevo assolutamente ottenere il rotolo. Ci fu una fitta corrispondenza. Osea,
che soggiornava spesso nei paesi arabi del Medio Oriente, dove era proibita ogni relazione con Israele, mi inviava cablogrammi o mi scriveva tramite un suo amico negli Stati Uniti, un certo Kair Benyair. Cercavo d'indovinare, attraverso le sue lettere, ciò che succedeva realmente fra lui e i suoi
contatti in Giordania. Sembrava esserci una trattativa in corso con gli uffi-

ciali del governo e della corte reale. Costoro gli avevano lasciato intendere
che parecchi manoscritti, compreso quelli del Museo delle antichità di
Giordania, erano in vendita. Ciò spiegava come mai il numero dei rotoli
che mi offriva variasse in continuazione. Ma rimanevo interessato soprattutto a quello di cui avevo visto un campione in fotografia.
«In una delle mie lettere, lo informavo che ero pronto a discutere le sue
esigenze con i miei amici e che, se queste si fossero mostrate ragionevoli,
ci saremmo potuti senza dubbio accordare. Qualche giorno più tardi, mi
recai in congedo sabbatico a Londra, città dove mi sarebbe stato più facile
comunicare con lui. Osea m'inviò allora un piccolo frammento di rotolo,
per farmelo datare. Non aveva incrostazioni ed era leggibile senza infrarossi: riconobbi subito che i suoi caratteri ebraici erano stati compilati da
uno scriba appartenente alla stessa scuola di altri che avevano copiato alcuni rotoli del Mar Morto. Potevo ugualmente dire con certezza che le espressioni non erano identiche a quelle del testo biblico. Terminato il mio
breve esame, fotografai il pezzo di pergamena e lo rimandai a Osea, come
promesso, con le risposte alle sue domande, facendogli sapere che il frammento sembrava far parte di un rotolo del Mar Morto, che era stato scritto
in ebraico, da un bravo scriba, ma che il pezzo era troppo piccolo per poter
affermare se si trattasse di un apocrifo o di un documento composto dalla
setta essena.
«Poi scrissi a Paul Johnson, il direttore dell'equipe internazionale, che allora era negli Stati Uniti. Mi era già capitato di lavorare con lui e sapevo
che in passato aveva concluso parecchi affari con Osea. Gli domandai di
farmi da intermediario e di tentare di persuadere Osea a vendermi il famoso rotolo. Pur muovendomi con prudenza, non gli nascosi il mio entusiasmo e menzionai il piccolo frammento che Osea mi aveva inviato. Avanzai
pure l'ipotesi che si sarebbe potuto trattare di uno dei più importanti manoscritti scoperti fino ad allora, e dichiarai che era compito del mondo universitario acquistarlo da Osea, come pure dovere del popolo ebreo restituirlo ai luoghi della sua provenienza storica, in Israele. Concludevo la mia
lettera domandando a Johnson di fare tutto quello che era in suo potere per
preservare la sicurezza del rotolo prima che si perdesse per tutti. Otto giorni dopo Johnson mi informava che Osea, adducendo importanti spese e
altre offerte ricevute, aveva fissato il prezzo a settecentocinquantamila
dollari, di cui cinquantamila da pagarsi immediatamente, e il saldo alla
consegna del rotolo. Ero furioso, e gli comunicai il mio disaccordo a giro
di posta.»

«Qualche tempo dopo, mi recai a New York per tenere delle conferenze.
Ricevetti una lettera di Osea il cui tono era sensibilmente diverso rispetto
alla precedente. Mi domandava di fare un'ultima offerta per i rotoli. Accettai di pagare la somma di centomila dollari. Concludemmo l'accordo. Al
fine di proteggermi da eventuali furti, portai avanti negoziati ufficiali per
mezzo di avvocati. Un contratto dettagliato, pure indirizzato a Johnson, fu
firmato da Osea e dalla persona che doveva rappresentarlo al momento
dello scambio, Kair Benyair. Numerose clausole certificavano l'autenticità
della pergamena, che avrebbe dovuto essermi rilasciata entro dieci giorni
dopo la firma del contratto. Il frammento staccato sarebbe stato consegnato
nelle mie mani da Kair Benyair. Una volta aggiunto al rotolo, non ci sarebbero state contestazioni nei confronti di quest'ultimo.
«Trascorsero dieci giorni. Kair Benyair, di ritorno dalla Giordania, mi riferì, con mia grande sorpresa, che il manoscritto era ancora presso Osea,
che costui dubitava della validità delle nostre transazioni e che voleva più
denaro, dal momento che i beduini ne esigevano di più.
«Cominciai sinceramente a pensare che fossero pazzi. Pensavano di poter ottenere mezzo milione di dollari! In una lettera a Johnson, Osea si scusava di non poter ancora inviare il rotolo, e adduceva come pretesto il fatto
che i problemi fra Libano e Giordania rendevano difficile il passaggio da
un paese all'altro. Spiegava che avrebbe dovuto assoldare un certo numero
di persone e correre dei grossi rischi, e che avrebbe dovuto, di conseguenza, alzare il prezzo.
«Durante tutto questo tempo, avevo seguito attentamente tutte le pubblicazioni nei giornali scientifici a proposito di Qumran, per assicurarmi che
il rotolo non fosse stato venduto ad altri. Non trovai nessuna notizia in
merito, da nessuna parte. All'apparenza eravamo a conoscenza della sua
esistenza soltanto Osea, Kair Benyair, Johnson e io.
«Eravamo all'inizio del mese di giugno 1967. Scoppiò la guerra dei sei
giorni. Fui richiamato in Israele con il compito di fungere da coordinatore
tra il Primo ministro, il ministro della Difesa e il Capo di stato maggiore.
Ovviamente, gli avvenimenti militari che mi coinvolsero fecero passare in
secondo piano il problema dei rotoli. Nel corso delle settimane precedenti,
l'Egitto aveva intrapreso una serie di atti di guerra contro Israele, di cui il
più grave era stato il blocco del golfo di Eilat che costituiva una seria minaccia per lo sviluppo del Neghev e per il traffico marittimo del paese con
l'Africa Orientale. Per risolvere una situazione simile, Israele si era già

lanciata, undici anni prima, in un'offensiva militare, la campagna del Sinai.
Non aveva ritirato le sue truppe fino a quando non aveva ottenuto l'impegno scritto da parte degli Stati Uniti che ogni blocco egiziano sarebbe stato
riconosciuto per l'avvenire come un atto di guerra e tale da giustificare una
risposta armata.
«La mattina presto del 5 giugno, Israele aveva chiesto di nuovo alla
Giordania di rimanere neutrale. Re Hussein rispose con le armi. La guerra
scoppiò. La Giordania, l'Egitto e la Siria fecero fronte comune contro Israele. Nel giro di due giorni di combattimento, l'esercito israeliano aveva
sconfitto la legione araba, occupato il settore giordano di Gerusalemme in particolare la città vecchia e il Museo delle antichità - e respinto l'esercito giordano fino alla riva orientale del Giordano.
«La notte del 7 giugno, mi ritirai nel mio appartamento per dormire un
po'. Venni svegliato da una telefonata del Capo di stato maggiore; mi annunciava che il tenente colonnello Yanai, del Servizio di informazioni,
veniva messo a mia disposizione per aiutarmi a ritrovare il rotolo.
«L'indomani, 8 giugno, Yanai si recò al domicilio di Kair Benyair, di cui
aveva scoperto l'indirizzo, e lo trovò in casa. Kair Benyair non è molto
coraggioso: qualche minaccia del militare fu sufficiente perché estraesse,
da un nascondiglio sotto il pavimento, una scatola da scarpe contenente il
rotolo e un astuccio per sigari con dentro i frammenti staccati.
«Quel pomeriggio stavo assistendo presso il quartier generale a un'importante conferenza del comitato ministeriale della Difesa, a proposito
della situazione con la Siria. Nel bel mezzo della discussione un segretario
mi comunicò che Yanai mi attendeva fuori. In qualità di consigliere del
Primo ministro era mio compito non soltanto ascoltare i pareri di tutti, ma
pure analizzarli e dare la mia opinione sull'argomento in discussione; mi
sforzavo di rimanere concentrato e di frenare la curiosità di conoscere l'esito delle investigazioni di Yanai. Infine, uscii. Mi aspettava calmo nel corridoio; fece due passi verso di me e mi porse qualcosa dicendo solo: "Spero che si tratti proprio di quello che lei sta cercando".»
Matti si fermò un istante. Estrasse di tasca un pacchetto di sigarette, ce
ne offrì, e dopo averne accesa una, tirò un lungo sbuffo di fumo. Il suo
viso era perfettamente impassibile, ma i suoi occhi neri brillavano di un
intenso splendore.
«Entrai nel primo ufficio vuoto e tolsi accuratamente l'imballaggio della
scatola da scarpe» riprese. «L'aprii. All'interno trovai il rotolo, avvolto in
un tovagliolo a sua volta ricoperto di cellophane. I frammenti erano stati

riuniti in una busta più piccola. Mentre questioni di vita o di morte si decidevano nella sala accanto, non potei trattenermi dall'esaminare quel tesoro.
Ciò che provai fu un misto di soddisfazione e delusione. Il bordo superiore
del rotolo era disuguale e accartocciato; alcune parti sembravano dissolte;
altre erano in cattivo stato, macerate e incollate dalla polvere umida. Il lato
della pergamena più seriamente danneggiato era senz'altro quello che era
stato più esposto all'umidità: non quella della grotta dove era rimasto per
secoli, ma quella del nascondiglio in cui era stato deposto negli ultimi anni. Ma il fatto estremamente curioso era che le lettere ebraiche erano alla
rovescia, cosicché si potevano leggere soltanto davanti a uno specchio;
erano state tracciate da sinistra a destra, contrariamente all'uso ebraico.
«L'indomani riposi il rotolo in una camera di laboratorio ermeticamente
chiusa di cui regolai in modo adeguato il grado di umidità e la temperatura.
Occorreva prima di tutto procedere alla separazione dei frammenti che si
erano agglutinati gli uni agli altri nel nascondiglio di Kair Benyair. Quelli
che erano in uno stato di conservazione opportuno furono staccati, quindi
esposti a un tasso di umidificazione normale, da settantacinque a ottanta
gradi centigradi. I più danneggiati dovevano innanzitutto essere ammorbiditi attraverso l'esposizione di qualche minuto a un tasso di umidità di cento gradi. Poi vennero refrigerati per alcuni altri minuti. Ciascuno di questi
passaggi fu effettuato con molta accuratezza, dato che l'operazione avrebbe
potuto danneggiare la scrittura in modo irrimediabile.
«Dal momento che dopo la guerra dei sei giorni avevamo il Museo archeologico sotto controllo, decisi di custodire lì la pergamena. L'equipe
internazionale vi proseguiva le ricerche sui rotoli, come era nei voti delle
autorità israeliane, in un clima di tolleranza e rispetto.
«Un mattino, arrivato alla loro sala di lavoro, trovai il tavolo sul quale
era disteso abitualmente il rotolo completamente vuoto. Ero sbalordito.
Solo i ricercatori avevano accesso alla stanza e non li credevo capaci di
commettere un furto. Per giorni e giorni abbiamo rovistato il museo da
cima a fondo, invano. Ho dovuto rassegnarmi gradualmente all'idea che
quel manoscritto fosse scomparso per sempre, come se non so quale maledizione lo avesse colpito.
«Passarono vent'anni. Nel 1987 assistetti a un'importante conferenza internazionale, che riuniva la maggior parte degli specialisti dei rotoli di
Qumran. Immaginate la mia sorpresa quando nel suo intervento Pierre Michel parlò di un rotolo non pubblicato il cui stile e il testo assomigliavano
stranamente a quelli della pergamena rubata...»

«Tu pensi che sia stato lui a rubare il rotolo?» domandò mio padre.
«È possibile. Questo spiegherebbe il suo rifiuto di renderlo pubblico: ha
paura che io possa identificarlo. A meno che qualcun altro non l'abbia rubato, poi venduto o regalato a Pierre Michel...»
«I cinque membri dell'equipe internazionale lavoravano al Museo archeologico all'epoca della sparizione del rotolo?»
«Sì. I padri Pierre Michel e Paul Johnson, in cui avevo piena fiducia, erano là quasi in permanenza. Gli altri tre - padre Millet, lo studioso polacco Andrej Litnov e quell'uomo molto particolare che era Thomas Almond partecipavano alle ricerche con un ritmo più irregolare.»
«Pierre Michel avrebbe potuto decrittare la pergamena dal 1967?» domandai.
«Certamente. Il lavoro preliminare, lungo e delicato, era già stato fatto;
restava solo da riflettere il testo in uno specchio per leggerlo nel senso giusto.»
«Se il ladro è Pierre Michel, come spiegare il fatto che abbia corso il rischio di venir smascherato evocando il contenuto di un rotolo che aveva
tenuto segreto per quasi vent'anni?» chiese mio padre.
«In effetti, è strano. Ma avendo lavorato nell'esercito ti posso garantire
che accade spesso, nel caso dei segreti più importanti. Fa parte della natura
stessa del segreto volersi rivelare: più è grave, più è difficile mantenerlo.
Si ha bisogno di condividerlo con qualcuno, è più forte di noi. Un giorno si
finisce col parlare, poi ci se ne pente, ma è troppo tardi e bisogna pagare.»
«Ha con sé la foto del frammento che ha decifrato?»
«No, non ce l'ho. È in Israele. Ma ve ne invierò una copia al mio ritorno,
tra una settimana. Comunque è molto breve, e posso citarvelo più o meno
a memoria:
In principio era il Verbo,
E il Verbo era presso Dio,
E il Verbo era Dio.
Ogni cosa fu creata per mezzo di lui
E niente di ciò che venne fatto
Esistette senza di lui.
In lui era la vita,
E la vita era la luce degli uomini.
E la luce brilla nelle tenebre,
E le tenebre non l'hanno compresa.

E le sue parole mutate. Venne come testimone. nella tradizione speculativa apocalittica. Attraverso il sacramento dei sacerdoti di Qumran. Non ho avuto il tempo di leggerlo per intero. in particolare quelli di Qumran. Il Documento di Damasco. Le legioni romane di stanza nella fortezza sorvegliavano il Tempio. Ritengo che l'intenzione della setta fosse sostanzialmente convincere i propri correligionari che la sua visione del mondo era quella giusta. «Hai un'idea del contenuto del rotolo nel suo insieme?» domandò ancora una volta mio padre. ma di uno scritto originale di Qumran. E il verbo divenne menzogna Per meglio nascondere la verità. Quel che è sicuro. Da movimento iniziale di protesta da parte di alcuni sacerdoti attorno a un'argomentazione legale. è che non si tratta di un apocrifo. diventò una setta radicale centrata sul concerto teologico della rivelazione incarnata dal personaggio del Maestro di giustizia. E a lui. che porti delle nuove rivelazioni sugli esseni e la loro rivendicazione di essere considerati come i veri eredi dei sacerdoti zadokiti. Per la setta di Qumran. Penso pure. dopo l'intervento di Pierre Michel alla conferenza. L'autentica storia del Messia. Sapete che. Il suo nome era Giovanni. Ma il suo discorso fu interrotto. Restammo un istante silenziosi e perplessi. uno dei primi trovati. colui che detiene la chiave dei misteri e delle leggi nascoste è l'emissario di Dio. Gli esseni si reputavano i capi delle forze della luce. altrimenti chiamati i "figli della luce". Per rendere testimonianza alla luce Affinché tutti tramite lui credessero. no. soltanto l'ispirazione divina forniva la chiave del significato profondo delle Scritture.Vi fu un uomo. e i romani volevano appropriarsi del tesoro del Tempio e spogliare i sacerdoti dei loro beni. «Ahimè. da ciò che ho visto. Sarà donato il tesoro. A quell'epoca era governatore della Giudea Ponzio Pilato. mandato da Dio. Per i sacerdoti. quest'atto costituiva un . Vedevano negli avvenimenti di ogni giorno la realizzazione di un piano divino nella storia. riporta l'evoluzione progressiva del gruppo.

fra quelle citate nella vita di Gesù: Ponzio Pilato. noi possediamo prove irrefutabili dell'esistenza di due persone soltanto.» «Non è possibile allora considerare Qumran come uno dei principali centri di resistenza politica all'imperialismo romano ma anche all'aristocrazia ebraica che collaborava con gli occupanti al solo scopo di accumulare ricchezze?» «Non si sa se le motivazioni degli esseni fossero politiche o teologiche.sacrilegio contro la Città santa. di cui una squadra israeliana ha riesumato la tomba di famiglia. il prefetto della Giudea. di cui gli archeologi italiani hanno scoperto il nome sopra un'iscrizione latina ripescata nell'antico porto di Cesarea. e professavano semplicemente la modestia. e che gli esseni odiavano sopra ogni cosa. Penso che i "Kittim" o "figli delle tenebre". ma chiunque altro abbia avuto le sue caratteristiche. in caso affermativo. nel 1961.» «Ah. predicare un nuovo vangelo che incoraggiasse l'abbandono della legge mosaica aveva per forza una connotazione politica. agli occhi di coloro che si battevano per preservare le leggi e le regole di purezza dei testi antichi e lottavano contro la dominazione economica dei romani e dell'aristocrazia ebraica. il preteso Messia di cui parla Flavio Giuseppe.» «Ma in Giudea.» . nel corso delle vostre indagini. lontano dai tumulti politici di Gerusalemme. personaggio ellenizzato poi romanizzato all'epoca della pax romana. Allo stato attuale delle conoscenze. Non è sicuro che Gesù sia esistito come viene descritto nei Vangeli. Tutte le indicazioni che abbiamo sulla vita di Gesù appartengono o derivano dalla letteratura cristiana di cui i primi testi sono stati scritti circa un secolo dopo gli avvenimenti di cui parlano. quelli che adoravano le dee della vittoria e della fortuna. nel 1990. Pilato aveva insozzato il Tempio offrendovi un sacrificio alla statua di Tiberio. Tuttavia vi consiglierei di non cercare solamente. un individuo chiamato Gesù. e riconosciuto come l'inviato di Dio da un buon numero di gentili dell'impero romano. Qui sta tutto il problema di Gesù. in quali termini. i suoi messaggeri percorrevano il Mediterraneo. Al momento della massima influenza della setta in Giudea. di cui non cessano di parlare gli scritti di Qumran. capisco dove vuoi andare a parare. siano i romani. con un bagaglio costituito soltanto da un rotolo e una sorta di vangelo. nella Gerusalemme Sud. e il sommo sacerdote Caifa. la purezza e la povertà. Ti domandi se questo rotolo parli di Gesù e. Poiché il Gesù storico può benissimo essere stato Artrongio. Tutto quello che ti posso dire è che il poco che ne ho letto non lo menziona affatto.

il "sacerdote empio" e il soffer o "uomo della menzogna"» disse mio padre. La sua predicazione ha condotto i cristiani a identificare gli ebrei come un popolo fedele a un Dio duro e terribile. Ho lavorato abbastanza a lungo con lui da sapere che è un uomo dalle grandi capacità intellettuali. Con lui i cristiani si sono considerati come il nuovo Israele e hanno gradualmente convertito i romani al loro credo. ma fino ad allora non ci avevo creduto. Johnson quella sera era un po' brillo. Ha propagato il nuovo culto nel Mediterraneo. Mi ricordo in particolare una conferenza a cui ho assistito nel 1988.» «Di che si trattò?» «Capitò poco tempo prima che i rotoli venissero rubati. a Tessalonica.. Paolo ha posto le basi di una fede interamente nuova.. Ed è stato per dissimulare questo sconvolgimento radicale operato da Paolo e non da Gesù che sarebbero stati rubati i manoscritti. e che riuniva in concilio gli universitari incaricati della supervisione alla pubblicazione dei rotoli. Con lui ha germinato l'idea universale del cristianesimo. menzionato con profondo disprezzo nel Commento ad Abacuc... a Efeso. «Alcuni ritengono che quest'ultimo potrebbe essere Paolo. levando il suo bicchiere. "Le propongo di fare un brindisi" mi disse e.» «Non lo ha più rivisto?» «Sì. C'erano state certe rivelazioni su di lui sulla stampa israeliana.... a Corinto. Penso che Johnson non sia molto pulito. al punto che nel giro di meno di trecento anni l'impero romano diventò cristiano. fondata non più sulla fede mosaica. in occasione di una piccola serata organizzata al museo. Vi era fra loro il direttore . che attesta inoltre una polemica tra "l'uomo della menzogna" e il "Maestro di giustizia" a proposito della stretta osservanza delle leggi di purezza e del culto del Tempio. certo. «A dire il vero..«Ti ricordi i tre personaggi centrali dei testi di Qumran: il "Maestro di giustizia". Con lui lo spirito della lettera ha prevalso sulla lettera stessa.. ma sulla fede in Gesù... se capite cosa voglio dire. ma da lontano.» «È rimasto in contatto con lui?» domandai. aggiunse: "voglio brindare al più grande uomo vivente in questa seconda metà del XX secolo: Kurt Waldheim. Ma occorre che prima andiate a trovare Paul Johnson. ho deciso di non vederlo più. quella della conversione di tutti i gentili." Confesso che sono quasi caduto dalla sedia.» «Lasciami indovinare la tua idea.» «A mio parere» aggiunse Matti con un piccolo sorriso malizioso «siete sulla buona strada. no. Ma dopo un certo avvenimento..

soddisfatti per tutte le informazioni che avevamo potuto raccogliere. delle scuse e degli equivoci era ormai trascorso. poi lo lasciammo. persuasi di essere sulla buona strada. con il fugace volo di colpi d'occhio appena più deboli che di giorno. Michel. Il tracciato geometrico delle strade non lasciava molto spazio all'erranza. Lasciando l'albergo. Barthelemy Donnars scrisse un editoriale dal titolo Non ci arriveranno mai.. Ma troppo tardi per il rotolo essenziale. da San Francisco a Gerusalemme: seduto nelle prime file. Donnars alla fine è stato ascoltato. Barthelemy Donnars. aveva annunciato la prossima apparizione di un'opera intitolata Scoperte nel deserto di Giudea. che si trovava nel centro di Manhattan. che il Dipartimento delle antichità di Israele si rendeva complice di una cospirazione del silenzio. Non avevamo un particolare desiderio di visitare la città di notte. L'articolo diceva in sostanza che il tempo delle spiegazioni dilatorie. Dietro la sua apparenza sorridente e le sue parole volubili si nasconde un carattere molto saldo. che la sola maniera per porre fine a quell'ostruzionismo era di permettere il libero accesso ai rotoli di Qumran a ogni universitario competente. autentica dichiarazione di guerra contro l'equipe internazionale. che l'equipe che non aveva pubblicato nulla nell'arco di trent'anni non avrebbe mai pubblicato niente. È un personaggio familiare alle conferenze archeologiche.. e senza sospettare che non lo avremmo più rivisto vivo. e da altri dieci volumi da qui al 1996..della Biblical Archeological Review. È un frondista idealista che non scende a compromessi.. ma la . camminammo per oltre un'ora. Ciononostante. si poteva scorgere il mare come un azzurro inaccessibile. non potendone più. Costui. Aveva incalzato Johnson affinché fornisse un calendario preciso delle prossime pubblicazioni. Impresa sicuramente irrealizzabile. a tarda notte. prende appunti in gran quantità su un piccolo taccuino giallo. Almond e Johnson. Nel 1988. che avrebbe dovuto essere seguita nei prossimi tre anni da dieci volumi con i differenti testi di Qumran. Eravamo dentro un mondo. fummo travolti da quell'agitazione notturna: erano quasi le due del mattino e le luci della città sfavillavano come un flash. sparito nel 1967. ma sentivamo il bisogno di riflettere su tutto quello che ci aveva detto Matti. molto materiale che Donnars sognava di veder comunicato alle squadre israeliane. Di giorno guardando lontano.» Discutemmo ancora un poco con Matti. in fondo a un'arteria. restavano decine di documenti non pubblicati fra le mani di Millet.

pulita o sporca. Vagabondi vestiti di stracci.ambulanze. e neppure per sfiorare con la punta delle dita la sua Santa Maestà. pensavo. Nel mese di marzo faceva ancora fresco. da un gadget. quelli con il carapace chiaro e luccicante. e finì per depositarci vicino all'East Village. raggomitolati sui gradini delle scalinate. Vale a dire per comprenderlo. ve- . guardare la città con le sue torri di alluminio. e i marciapiedi travagliati esalavano sbuffi di vapore. osservare gli umani in movimento come animali. come se a ciascuno dei nostri passi si producesse una nuova catastrofe. sulla sommità dell'isola. dea della città. così pateticamente ripugnanti. e il denaro pure. intimiditi dalle gigantesche torri di Babele dalle pareti lisce il cui disegno tridimensionale era tagliato con il coltello nel vetro e nel plexiglas. Fianco a fianco. ma per meglio guardare dall'alto verso il basso. vetture dei pompieri o della polizia . da padrone dell'impero o semplice yuppie. avere ai propri piedi quel mondo formicolante di rabbia e di disperazione doveva essere inebriante. per affondare un po' di più nella notte. nel loro viscido corpo. povera o lussuosa. era scurita dal sudiciume. Prendemmo un taxi che girò un po' a casaccio. vedere dall'alto il centro attraversato dalla sua passione.ci perseguitava ovunque andassimo. che in questa frenetica corsa scatena una tempesta mondiale a partire da un piccolo interruttore elettronico. quelli che si ammazzano di fatica. apatici. sovrappopolata o vuota. Eravamo così miserabili. Così in alto. al punto da risultare mostruosi? Abbandonammo le strade che denotavano agiatezza. di vetro o di asfalto. Era la porta dell'inferno. non per vederlo più da vicino hanno costruito queste torri. passeggiammo per i viali. Il rumore delle sirene . osservare le ascensioni ritmate alle pietre d'acciaio. piccoli fuggitivi dal passo affrettato. la cui immagine riflessa viene incessantemente rinviata dall'una all'altra. grigia e violacea. I bar affumicati e gremiti straripavano fino al selciato di una fauna variopinta di strane creature. mossi dall'istinto di sopravvivenza e dalla follia carnivora. Non trovammo silenzio da nessuna parte. No. cosmico. ad Alphabet City. Non per guardare in alto. la velocità. e il loro odore era penetrante. Con gli occhi al cielo.notte non sembrava esserci orizzonte al di là delle Twin Towers. profetessa dell'avvenire. ubriachi a metà o semiaddormentati. e con uno sguardo adottare il Suo punto di vista titanico. somigliavano a cadaveri riesumati tanto la loro pelle. cercammo d'immaginare come potesse essere trovarsi in cima a un grattacielo. rischiando di inciampare. gli ziggurat dalle scalinate di calcestruzzo. Al pari di Lui vedere i ridicoli uomini agitarsi in giallo e nero come gli insetti che infestano ogni casa della città.

vestito di nero. con i miei cernecchi che pendevano dal grande cappello scuro a larga tesa. della cui pelle si erano rivestiti. che è a un'ora e mezzo da New York. perché venisse rivelata la sua nudità. Prendendomi per un braccio. senza che nessuno gli badasse. imponeva un marchio sulla mano destra o sulla fronte. e il mio aspetto timido. il viso e il corpo interamente tatuati o trafitti da anelli. Incrociammo giovani con i capelli tinti. alcuni assomigliavano a leopardi. mio padre fremette.stite di plastica e vinile. Alcuni. altri vomitavano sui marciapiedi. che riproduceva il numero lampeggiante sopra la sua testa: 666. mi trascinò con forza sull'altro marciapiede. osservando le creature strambe uscite dai locali. mangiava fuoco per attirare l'attenzione dei passanti. O forse ero la sua vera pelle e lui aveva portato . metà cavallo. con diademi sopra le corna e tatuaggi blasfemi sulla testa. quasi impaurito. il covo di tutti gli uccelli del malaugurio che infradiciavano le nazioni con il loro vino di furore. ero gli abiti di cui si era spogliato. e che aveva lasciato dietro di sé.» 2 L'indomani prendemmo il treno per recarci all'Università di Yale. Era la dimora dei demoni. la dominatrice di tutti i regni. Qui incontrammo numerosi archeologi con i quali mio padre riannodò il filo di vecchie controversie iniziate anni prima. Era Babilonia. con criniere irte di punte multicolori. seduti a terra. «Allontaniamoci da questa città» disse «o temo dovremo condividere i suoi peccati e i flagelli che le sono destinati. Non capivano come un figlio potesse essere a tal punto diverso dal padre. si bucavano le braccia già straziate da decine di tatuaggi. bestie a dieci corna e sette teste. Ero il suo perfetto complemento. fossi identico a lui. metà leone. Con il mio cappello e il mio piccolo salterio che non lasciavo mai. vicino alle pattumiere e ai vagabondi. riempivo tutti i vuoti di mio padre. Bestie. In fondo a un vicolo. pensai. assomigliando a tutto quello che lui non era. che scopriva la sua capigliatura. senza sapere quanto. altri avevano il viso segnato da strisce di sangue. A tutti quelli che volevano penetrare nel suo antro. All'entrata di un locale notturno un uomo dall'abbigliamento fantastico. Passando vicino a lui. in fondo. individui abbigliati di cuoio e catene si azzuffavano con rabbia vicino alle loro moto. Spesso i suoi colleghi si stupivano vedendomi con lui. sollevava il vestito e mostrava le cosce. un uomo gridava bestemmie nel bel mezzo della carreggiata.

‫ד‬. dimenticando di prendere il suo proprio corpo. rinomato per la sua grande conoscenza dei Padri della Chiesa e della teologia medievale. I professori sembravano domandarsi chi fosse la copertura di chi. Poi. gli permetteva di visionare le fotografie dei rotoli antichi. e dovevano pensare che fossimo una strana coppia. con Pierre Michel» rispose. Mio padre gli domandò di parlarci dell'equipe internazionale. posto a uno degli angoli. che conservavano un bagliore di giovinezza. Aveva un talento incredibile per . con dei piccoli pomelli rossi a entrambi i lati del naso. di lavori storici e di bibbie in quantità impressionante. Questo studioso. "tagliare". abbiamo commesso un terribile errore: abbiamo usato lo scotch per unire le giunture. l'essenziale per noi era prima di tutto la decifrazione e l'identificazione. eravamo meno informati sulle tecniche di restauro. affetta da coupcrose. In quanto suo figlio ero il suo stesso passato. Ma non si sentiva a disagio nel presentare me. Strizzai gli occhi per cercare di afferrarne il disegno. «Allora. non sapevamo di commettere un grave sbaglio. ‫ק‬. non ho fatto che ripulire. era un ometto che portava bene i suoi settant'anni. I suoi capelli rossi. «Ho cominciato a lavorare un po' prima di lui. avevano riflessi di un rame biondo e opaco. e indossava pantaloni comuni con camicie a quadri. nell'estate del 1952. davano al suo viso un certo calore. un chassid. un ortodosso. distinsi tre lettere ebraiche. poi lo ponevo fra due lamine di vetro per mantenerlo diritto. le cui pinne apparivano striate da sottilissime venuzze sapientemente intrecciate. schiaritisi con l'età. Durante i primi tre anni. Spesso occorreva lavarlo: era offuscato da cristalli di urina. e al tempo stesso costituivo il suo futuro. Un piccolo lettore di microschede. Ma nonostante tutte le nostre cure. fummo ricevuti da Paul Johnson in persona.con sé soltanto i vestiti. pallida e rugosa. Il materiale non era enorme: ce n'erano forse una quindicina. probabilmente creatisi a causa del passaggio di capre che si erano perdute nelle grotte. La sua scrivania era cosparsa di riviste. All'inizio. «Sono stato io a fondarla.» «Adesso i ricercatori passano delle ore a togliere dai frammenti i resti dello scotch indurito e sporco» disse mio padre. preparare e identificare tutti i rotoli scoperti nelle grotte. Gli occhi verdi. e ‫ת‬: potevano comporre la parola qarat. Aprivo una scatola. prendevo un frammento. suo figlio. Contrastavano con la sua pelle. Mio padre non portava né barba né cappello. Lavavo i frammenti più sporchi con dell'olio di castoro. Ben presto mi sono messo a lavorare con Pierre Michel. lo mettevo dentro un vaso per inumidirlo.

L'avevo inizialmente affidato al ricercatore polacco dell'equipe. e il 70 d. dalle parole stesse di Matti che mi spiegò di volerlo recuperare. Riponeva una completa fiducia nella precisione dell'analisi paleografica applicata allo studio degli antichi manoscritti. bruscamente. che a sua volta ne ha fatto argomento di una conferenza del 1987» spiegò mio padre. ed era difficile farne una rapida lettura. Non avevo avuto il tempo di esaminare il rotolo acquistato da Matti. no. Convinto che le scritture si evolvessero uniformemente lungo i secoli.» «Pensa che il suo suicidio sia in rapporto con ciò che aveva letto?» «È possibile. dalla conquista seleucide alla distruzione romana di Gerusalemme. Ditemi piuttosto in cosa precisamente posso esservi utile. Flavio e Plinio il Vecchio. Non sapeva che si trattava dello stesso rotolo acquistato e consegnato al museo da Matti. oltre che teologico. Desideravo leggerlo almeno quanto lo desiderate voi. Poté così discernere nei frammenti di Qumran tre scritture ebraiche differenti e successive: quella arcaica. per interesse scientifico. Questo ci ha permesso di affermare che i rotoli appartenevano alla setta degli esseni. Ma il rotolo si era in qualche modo volatilizzato. Andrej Lirnov. Parole molto rare in ebraico o aramaico gli erano familiari. come in uno specchio.C.» «Vorremmo che lei ci dicesse come è entrato in possesso del manoscritto che ha poi affidato a Pierre Michel. e l'erodiana. cercò di stabilire una sequenza cronologica. dopo una breve esitazione. È stato lui a rimandarlo a Pierre Michel prima di suicidarsi.C. Ma perché volete saperlo?».leggere quello che sembrava illeggibile. Non lo so.. descritta da Filone. «Perché il manoscritto appartiene al museo di Gerusalemme. Era il nostro fornitore abituale. . Ma tutto ciò non vi è ignoto.» «E lo ha letto dopo averlo comprato da Osea?» «Ahimè. dopo che lo avevo aiutato nelle sue complicate trattative con Osea.. I suoi caratteri erano invertiti. fra il 30 a. e in seguito rubato?» «All'epoca.C. rispose: «Fu tramite il vescovo Osea. Anche se qualcosa mi dice che è stato meglio così» disse Johnson. come Pierre Michel. salvo quando si andava noi stessi a recuperare dei frammenti all'interno delle grotte.C. un po' sorpreso. fra il 200 e il 150 a. Come potevo sapere che si trattasse dello stesso manoscritto che Osea venne a vendermi più tardi? L'ho capito solo dopo la conferenza di Pierre Michel. no. e stiamo cercando di recuperarlo. l'asmoniana fra il 150 e il 30 a.. Johnson.. Queste scritture confermavano i periodi essenziali della storia della Giudea.

E dubito che porti alcunché di nuovo in rapporto agli altri manoscritti. Dieci anni dopo le prime scoperte. il volto contratto per la collera: «Cosa vi proponete. un manoscritto perduto acquista considerevole interesse!» dissi.. criticare i fondamenti della religione. Non ci sarebbe da stupirsi. con tutti quegli avvenimenti. essi sostenevano che il cristianesimo fosse un avatara dell'essenismo. Mi sono posto domande sulla sua salute. Johnson ci lanciò uno sguardo nero. Si cercava di demistificare. con una bibliografia di duemila titoli..» «Al contrario. libri innumerevoli. ma lui mi fece un segno inequivocabile che mi gelò il sangue. «Lo hanno crocifisso. «Non soltanto ignoro tutto sul manoscritto mancante» continuò Johnson «ma non penso che sia significativo.» «Quali avvenimenti?» domandò mio padre.» Johnson si alzò di botto. nel 1790: "Gesù era precisamente un esseno". mentale. Già da tempo aveva smesso di rendermi partecipe dei risultati delle sue ricerche. Il re Federico II scrisse a d'Alembert.. che a loro volta non fornivano alcuna rivelazione notevole sul cristianesimo o il giudaismo antichi. ma è falso».«In che senso?» «Sono rimasto molto sorpreso dalla conferenza di Pierre Michel. di cui non mi preoccupo. «Com'è morto secondo lei?» domandai. ostinato. «Credete che vi porti a una rivoluzione? La religione ne ha viste tante. Come Lirnov... in realtà? Intendete contestare l'originalità del . «Ho le mie fonti d'informazione. Vi sono dappertutto nel mondo riviste di studi qumraniani. Si suicidano.» «Come fa a saperlo?» chiese mio padre. «Considerevole per chi? La relazione fra l'essenismo e il primo cristianesimo è già stata sottolineata dai filosofi del XVIII secolo. Dunque. Come Osea. Dicono che sia stato pugnalato. Volete fare lo stesso? Non è la lotta di un altro secolo?» «Vogliamo andare dove ci conduce la verità» rispose mio padre.. come era stato solito fare in passato. se tanta gente si appassiona per questi testi.» Lanciai a mio padre uno sguardo interrogativo. la qumranologia. Muoiono di morte violenta. è nata una nuova scienza. il vostro ultimo manoscritto è una goccia d'acqua nel mare qumraniano. Era il secolo dei lumi. e si è sempre rivelata. tutti quelli che li hanno avvicinati sono stati maledetti. poi replicò bruscamente: «Quei rotoli sono stregati. istituti di ricerche. Dal caso Shapira.

E non dimentichi che Gesù predicava la buona novella. «Avete i manoscritti delle grotte dall'1 all'11.» «Cosa volete ancora?» sbottò Johnson. allorquando Qumran venne distrutta da un terremoto.cristianesimo? Sconvolgere i fondamenti del dogma?». sempre più furioso. sono stati in seguito acquistati da Israele che ha perfino costruito loro una sorta di tempio del libro nel suo museo nazionale. come suggerisce l'espressione dei rotoli "sospeso vivo sul legno"? C'è un rapporto con Gesù? È blasfemo affermare che. «La Chiesa non può più negare l'importanza delle rivelazioni portate dai rotoli» disse mio padre. e che sarebbe stato perseguitato da un "sacerdote empio". quello della Guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre. in evidente rottura con il giudaismo della sua epoca e il culto del Tempio. con calma. un eremita solitario.» «Gli esseni avevano deciso di vivere isolati. il Commento ad Abacuc e il Manuale di disciplina. votandosi a una condizione di ostilità dichiarata nei confronti del Tempio. nel 1951 gli americani avevano già editato tre dei quattro manoscritti del convento di San Marco: un primo Rotolo di Isaia. era scomparsa con i suoi ultimi fedeli dopo la rivolta degli ebrei contro i romani. Quattro manoscritti del convento di San Marco.» «Ci occorre saperne di più. a Gerusalemme. Da parte mia sosterrei che i documenti di Qumran esplorano non il cristianesimo. vale a dire il giudaismo del I secolo. Inoltre. Quanto alla dottrina essena.» «Ma Giovanni poteva benissimo essere un anacoreta. A questo si aggiunga l'edizione postuma dei testi sui quali aveva lavorato Ferenkz. «Per esempio. trasferiti negli Stati Uniti nel 1948. piuttosto che il membro di una comunità. nessuno la conosceva. forse. quella del Maestro di giustizia dal nome sconosciuto. ma l'ambiente dov'è nato. Chi era? È stato messo a morte o perfino crocifisso. aspettavano la fine del mondo e studiavano con ardore la letteratura apocalittica.» «Il cristianesimo è nato appunto in uno stato di attesa messianica. che dire di Giovanni il Battista? Non vi sono più dubbi sul fatto che il profeta del deserto che ha battezzato il Cristo sia stato almeno in rapporto con gli esseni: costoro vivevano ugualmente nel deserto e praticavano il battesimo. il Maestro di giustizia e Gesù sono una sola e medesima persona? Così. mentre gli esseni avevano una dottrina esoterica. e gli Inni. «È uno scandalo che dei documenti scoperti nel 1947 siano stati fatti oggetto di una confisca e che nessuna pubblicazione permetta di prenderne conoscenza. per questo vogliamo il rotolo mancante» riprese mio padre.» . il secondo Rotolo di Isaia.

e ritengo che pure lui. poi aggiunse sottovoce: «Ma lei ha senz'altro paura per la sua fede. mio padre credeva tuttavia ai segni del cielo. come una scoria nel suo disincantato universo scientifico: temeva che i rotoli fossero abitati da Satana. È un segno che ci indica che dobbiamo proseguire. a Londra. e che. Malgrado fosse uno scienziato dal metodo rigoroso. a metà spaventati. non quelli che sono già in nostro possesso» replicò seccamente mio padre. ateo e razionale. e che rimaneva ancorata a lui. Lui che si era dedicato al culto degli oggetti antichi vedeva improvvisamente i rotoli dispersi per il mondo. non era altro che l'ordine divino. altri diventavano pazzi. per me.lo compresi più tardi . «L'affare Shapira. Questo mi era sempre parso curioso: un uomo staccato da ogni religione si applicava a non contrariare quello che chiamava l'ordine delle cose. «Ma» dissi «al contrario di quanto ha affermato padre Johnson. si parlava soltanto della scoperta di due manoscritti antichi del Deuteronomio scritti in corsivo ebraico fenicio. ci indicò la porta con un gesto minaccioso. Uscimmo. ci sarebbe capitata una grandissima sventura. si suicidavano. a metà indispettiti. e sembravano spargere negli animi discordia e terrore. assassinati selvaggiamente. e non comprendevo perché pensasse che probabilmente non avremmo mai ritrovato il manoscritto. se per fortuna lo avessimo recuperato. Non so più da dove incominciare. Siete voi che date scandalo.» «Cos'è l'affare Shapira a cui Johnson ha fatto allusione?» domandai. È stata la Commissione biblica pontificia a ordinarle di comportarsi in questo modo? Voglio dire la Congregazione per la dottrina della fede. Mio padre sembrava abbattuto. Conoscevo il suo entusiasmo per la ricerca e la scoperta. Alcuni erano morti. in modo quasi superstizioso. per la quale lei lavora». quella scrittura che si conosceva dalla celebre stele di . fra quattro ricercatori. facendoci comprendere in quel modo che il colloquio si era concluso. quei manoscritti devono avere un contenuto prezioso. Voi volete far vacillare secoli di fede in nostro Signore. lo sappia.» E con queste parole. Rifletté un momento. In effetti . «Proprio così» rispose subito l'altro.» «Non lo so. «Non cadrò vittima delle vostre manovre.«Vogliamo il manoscritto perduto..mio padre aveva mantenuto dalla sua infanzia la paura del demonio che gli era stata inculcata. che. Mi stupiva vederlo così scoraggiato. Nell'estate del 1883.. in fondo al cuore.

Poco dopo. Il primo a negare l'autenticità dei manoscritti fu Adolf Neubauer che era in contatto con gli esperti berlinesi. «Dunque. originariamente piegate. aveva praticato a lungo il commercio di oggetti antichi e manoscritti a Gerusalemme. Il colpo finale fu inferto da Clermont Ganneau. le pergamene di Shapira ricordano stranamente quelle del Mar Morto. datata intorno al IX secolo prima di Cristo. in un sordido albergo di Rotterdam. Sembrano essere scomparsi in Olanda con Shapira. Il Primo ministro Gladstone. Shapira si spiegò lo stupefacente stato di conservazione dei testi con la notevole siccità delle grotte. «Sì.. la sua reputazione fu infangata da una vendita al Museo reale di Berlino di alcuni idoli moabiti che un comitato di esperti giudicò falsi. nell'antico territorio della tribù di Ruben. domandò allo sceicco di aver accesso ai manoscritti e scoprì una trascrizione delle ultime parole pronunciate da Mosè nella pianura di Moab. senza dubbio il primo. Le aveva proposte al British Museum per un milione di sterline. un archeologo francese antisemita. che Shapira aveva riportato dalla Palestina. In breve. Capisci. vi avevano scoperto dei libri di magia sulla necromanzia. Inquieti. come a Qumran. i frammenti vennero dichiarati falsi in un rapporto ufficiale che precisava che il compilatore del testo ebraico doveva essere un ebreo. alle biblioteche di Londra e di Berlino.» mormorai. Questi. vi si recò a sua volta e s'incontrò con Shapira. la stampa inglese consacrò all'avvenimento articoli quasi quotidiani e pubblicò pure la traduzione dei testi. Aveva pure scoperto un commento sul Midrash di Maimonide. grande amatore di oggetti antichi. gli inglesi decisero di convocare una riunione di specialisti per riesaminare i rotoli. erano avvolti in tela molto spessa e visibilmente antichissima. Si trattava di quindici o sedici lunghe strisce di cuoio. ebreo polacco convertito al cristianesimo. I curiosi accorrevano in massa al museo. «Moise Wilhelm Shapira. Shapira si suicidò in Olanda. e forse non l'ultimo..Mesa. lo so» aggiunse «ma trovo che . la maggior parte originari dello Yemen. nel luglio 1878. rifugiatisi nelle grotte dello Wadi El-Mujin. Il fatto più inquietante è che i manoscritti non sono stati più ritrovati. Per diverse settimane. presso la riva orientale del Mar Morto. per le circostanze della scoperta. è stupido.» «Ancora un morto a causa dei rotoli. In occasione di una visita allo sceicco Mahmud El-Arakat. ben nota ai beduini. Shapira aveva saputo che certi arabi. Aveva fornito testi ebraici. Alla fine. «Nonostante ciò. dov'erano esposti alcuni frammenti.

Mi fa paura quella crocifissione. Credo che dovremmo chiedere consiglio al rabbi di Williamsburg.» «Perché? Johnson e la Congregazione per la dottrina della fede ti hanno convinto che i rotoli sono stregati? Pensi che siano all'origine di una nuova eresia?» «Forse.» Per la verità. Potrebbe essere un qualsiasi pazzo. una richiesta scritta.. Forse fu un semplice riflesso chassidico. non è più la stessa cosa. Mi considerò con sorpresa mista a interesse. e la fune a tre cordoni non si spezza facilmente. se cadrà.. Oggi. ottenemmo subito l'udienza sollecitata. Gli ebrei? Il Commento a Nahum fa allusione a uomini appesi vivi. che non resistette a lungo ai miei sforzi per convincerlo. il suo compagno lo rialzerà. È possibile pure che gli ebrei. si sa tuttavia che Alessandro Gianneo ne faceva uso in larghissima misura.. crocifissi in grandissimo numero da Antioco IV Epifane. Il gabbai.. Dato che hanno una maggiore ricompensa per il loro lavoro. attenti alla minima parola del maestro. Essendomi presentato come protetto del rabbi. andava e veniva. non troverà nessuno che possa rialzarlo.» «Ma non vi sono più antichi romani» esclamai «succedeva migliaia di anni fa. Nella stanza in cui il rabbi emetteva i suoi verdetti i discepoli erano seduti a terra. Entrammo nella casetta di Williamsburg dove si teneva la corte. il mio rabbi di Israele. ma si tratta di un'ipotesi non verificata. Chi può averla compiuta? Non i cristiani. entrambi potranno resistergli. Poiché se qualcuno sarà più forte dell'uno o dell'altro. il cappello gettato all'indietro. Due valgono più di uno. cioè crocifissi. L'ipotesi più verosimile è che siano stati i romani. Il rabbi poteva prodigare i suoi consigli tanto a proposito di un affare commerciale o di una terapia medica. non avrebbe senso.. «Il vecchio rabbi che abbiamo visto lo scorso shabbath?» Sembrava così smarrito.. quanto di un eventuale matrimonio . abbiano imitato i loro persecutori nel corso delle guerre maccabee e in seguito. Ci potrebbe dire se dobbiamo andare avanti o fermarci. Poiché se uno cadrà. non so cosa mi spinse a fargli quella proposta: forse il fatto di vederlo in una simile perplessità.tutto questo faccia paura. ma sventura a chi è solo in quanto. e di tanto in tanto gli consegnava un kvtitl. Malgrado questo supplizio sia proibito dalla legge ebraica. l'assistente del rabbi.

aveva tutte le possibilità di venir annullato. abbassai gli occhi. È rischiosa. Si ritirò un breve istante per riflettere. Rialzai il capo e incontrai il suo sguardo. che si apriva un varco sotto le spesse sopracciglia unite all'imponente barba bianca. quando le persone non potevano spostarsi. Prima di licenziarci. senza dare precisi dettagli. Dietro di noi. ya ripetuti con crescente intensità. bam. si chinò al mio orecchio e aggiunse una frase che mi gelò il sangue: «Fa' attenzione a tuo padre. Il gabbai ci introdusse alla sua presenza. ma sapeva molte cose. Immaginavo facilmente ciò che accadeva in quell'istante nella corte chassidica: si stavano formando cerchi magici di danzatori. poi tornò. Non incontrava mai in precedenza i postulanti. La loro esaltazione sarebbe salita progressivamente a un ritmo sempre più sostenuto. senza più un inizio né una fine. mormorò qualcosa all'orecchio del suo assistente e finì con lo scuotere il capo e dirci: «Bisogna continuare la ricerca. dall'Europa o da Israele. come per un moto di pudore. Si sprigionava da quella gioia una specie di forza e di invincibile solidarietà: sapevo che in quel momento i discepoli del rabbi si tenevano per le spalle o per la vita e cominciavano una danza che li avrebbe condotti allo stato di trance. che non conosceva nessuno. percepivamo gli ah.che. ma proseguite». riecheggiarono canti indiavolati: le decisioni chassidiche si concludono spesso con gli inni e le danze dei discepoli. ci diede la sua benedizione posando le mani sulle nostre teste. Mi voltai per l'ultima volta. A mano a mano che ci allontanavamo. Allora. trovava sempre una risposta a tutto. Spiegai brevemente il motivo della nostra visita. e domandai al rabbi se dovessimo continuare la nostra ricerca o abbandonarla. Prima di partire depositammo la retribuzione per il consiglio. oy. I più agili fra loro avrebbero formato un piccolo girotondo in . hey. le richieste potevano venir fatte anche per telefono. se il parere dato non era favorevole. Subito. Presto avrebbero avuto caldo e si sarebbero tolti i pesanti mantelli neri per ritrovarsi in maniche di camicia e compiere contorsioni sempre più complesse. che giungevano dal mondo intero. in qualità di richiedenti. il primo anello della catena raggiungeva l'ultimo. nella piccola scatola destinata a quest'uso. E il rabbi. come mi aveva chiesto di fare mio padre. «Dio verrà in tuo aiuto» aggiunse rivolto a me. preferiti alle preghiere perché più gioiosi e più favorevoli alla realizzazione della devequt. corre un grave pericolo».

Ero sicuro che la morte fosse uno dei miti inventati dall'uomo per far paura all'uomo. spostandoci dalla biblioteca all'università per incontrarci con studiosi e archeologi. E il ritmo. A poco a poco. che mi stringeva la gola e mi chiudeva lo stomaco. malgrado fossi più fervente di lui. Mi sembra ora che una volta svaniti i dubbi e vinte le viltà. quest'animale che ha bisogno di un padrone. Anche se c'era una minaccia fluttuante intorno ai manoscritti. imperiosa ma indefinita. e non lo avevo ancora visto con i miei occhi. aveva trovato nella morte un padrone assoluto. E. Ancora una volta. io mi sentivo disperato. non credevo al demonio. Mentre lui aveva riacquistato la volontà di riprendere la missione. senza nemmeno avere la possibilità di dirglielo: se avesse voluto fargli conoscere la minaccia che incombeva su di lui. non potevamo scorgere una strana sagoma vestita tutta di nero che ci seguiva con discrezione. Mio padre finì per notare la mia aria preoccupata e mi domandò: «Cosa t'ha detto il rabbi. Per lui si era trattato di una fortuna insperata: mai avrebbe potuto consolarsi per questa scoperta. Restammo ancora alcuni giorni a New York. quando ti ha parlato all'orecchio?». il rabbi avrebbe pronunciato la sua ingiunzione ad alta voce. continuavo a sentirmi invincibile. ci dicevano che la nostra ricerca era tanto vana per la fede quanto pericolosa per la nostra incolumità. Per la prima volta mi sentivo oppresso dall'angoscia. Ovunque. a differenza di mio padre. non avrebbe lasciato alcun corpo inerte e tutti sarebbero soggiaciuti ben presto alla sua magia nera. e avrebbero battuto le mani. . mi ritrovavo a tradire uno per non tradire l'altro. venga il momento in cui si agisce senza sapere perché. Continuammo la nostra strada fino all'albergo. senza più voltarci. Mio padre sembrava essere stato tranquillizzato dal consiglio del rabbi. L'uomo. Oltretutto ci aveva intimato di continuare. come per una necessità interiore. Andavo fiero di mio padre e di me stesso. e per sottometterlo agli avvenimenti. la mia ansia si dissolse come se n'era andata quella di mio padre. Non credevo nemmeno nel male. dato che si crede soltanto a ciò che si vede. come il diavolo in persona. «Un segreto» risposi «altrimenti per quale motivo mi avrebbe parlato a bassa voce?» Perduti nei nostri pensieri. Ero persuaso che questa alleanza generazionale fosse il segreto della forza e della riuscita.mezzo al grande cerchio e gli altri li avrebbero guardati danzare come allucinati.

non era friabile né in procinto di sgretolarsi in mille pezzi. Tutto va nel medesimo luogo. Le parole che leggemmo non ci erano sconosciute: Questo è il mio corpo. e ad aprirmi gli occhi davanti all'abominio. avrebbe dovuto farcene pervenire una copia.» In effetti la pergamena. come se l'animale fosse stato appena ucciso. decidemmo di rimandare a più tardi il nostro esame. sottolineato da minuscole striature rosse. Inoltre. certamente non l'originale. . Al contrario di quelle dei rotoli di Qumran. come di sangue. benché conciato. appena rigata. di certe piccole rughe della pelle. Così. e il più accessibile fra tutti. come se non si fosse essiccata. appena discernibile. e si arrotolava con facilità. Il cuoio dal quale era stata tagliata. non avrebbero tardato a farmi ricredere. non comprendemmo chi ce lo avesse inviato. uno dei quattro membri dell'equipe in possesso dei manoscritti. spessa e liscia. Mio padre la spiegò con precauzione. Aveva l'aria sorprendentemente fresca. come se fosse ancora innervata. dal momento che non lo possedeva. tutto è fatto di polvere. Gli avvenimenti. Dovevamo ancora occuparci della spedizione del revolver prima di recarci all'aeroporto. era molle. Deciframmo le parole. L'inchiostro nero che le aveva tracciate sbavava qua e là e sembrava seguire talvolta il solco. Attendemmo il decollo dell'aereo per estrarre nuovamente la pergamena dal pacchetto. Il mattino della nostra partenza. malleabile. «È strano» disse «non capisco di che pelle di animale possa trattarsi. Non ho mai visto una pergamena simile. in quanto agnostico. Era passato troppo poco tempo perché Matti ci avesse già spedito quello che ci aveva promesso. la cui malizia è senza pari. la receptionist dell'albergo ci consegnò un pacchetto che era appena stato lasciato per noi. era morbidissimo. Conteneva un piccolo pezzo di pergamena di colore bruno scurissimo. scritte in aramaico.Non credevo alla morte. o lo fosse stato da poco. È troppo scura per essere di agnello o di montone. poiché pensavo che l'uomo fosse padrone del proprio destino. Alla fine decidemmo di partire per Londra allo scopo di incontrare il ricercatore inglese Thomas Almond. e polvere ritornerà. In un primo momento.

e che la polizia lo stava cercando. «Come una pelle?» chiesi. Se facesse parte dei rotoli di Qumran. 3 Arrivati a Londra telefonammo all'albergo di Matti.. Per un istante. Più la contemplavo. molto più tenera di quella dei rotoli antichi. Ary. da mio padre. aveva qualcosa di inquietante..» Incuriositi.. su una riproduzione. «Si tratta dell'eucarestia: quando. è una pelle» riuscì poi a dire.. gocce di sudore freddo imperlarono la sua fronte. non le do sei mesi di età. e annuncia il suo calvario» spiegò mio padre.. dato che le lettere erano ben formate.Questo è il mio sangue. ci chinammo nuovamente sulla pergamena per esaminarla. nei Vangeli. senza capire. sarebbe una prova capitale del legame tra i Vangeli e i rotoli... più provavo lo strano sentimento di averla già vista da qualche parte. tremando. «Non è una pergamena. di Matti. così caratteristica. Improvvisamente. pelle umana. Ancora oppressi dal terrore.. in Israele? Senza sapermi spiegare il perché. interrompendo le mie riflessioni. di familiare. ma alla spiccia. sen- . Il sangue dell'alleanza versato per molti. «Voglio dire.. Non assomigliava affatto a quelle che conoscevamo. mio padre cacciò un grido di orrore. Scendemmo a un hotel non lontano dal Centro di studi in cui presumevamo dovesse lavorare Thomas Almond. Ci dissero che era sparito da due giorni. Allora compresi.» «Credi che qualcuno tenti di prendersi gioco di noi?» «O di metterci paura. «Ma cosa c'entra? Chi può averci inviato questa pergamena? E per quale ragione?» «Non lo so. Un brivido di terrore mi percorse la spina dorsale. Riconobbi la pelle bruna. Gesù si identifica con il pane e il vino della Pasqua.» Abbassai nuovamente lo sguardo su quel frammento che mio padre teneva ancora in mano.. senza essersi preso il tempo di tracciare le righe. Ma dove? In un museo. Le parole sembravano essere state scritte da un buon scriba. La tessitura della pelle. e fu incapace di pronunciare una parola. Ma a questa pergamena. facendoci sapere che siamo sorvegliati. avevo l'impressione di averla vista di recente.

Abitava in una casa vicino a Manchester. già da qualche anno. Nel primo pomeriggio ci recammo al Centro di archeologia. L'archeologia si era informatizzata. Almond ci invitò a entrare. Poi dovemmo ancora camminare per parecchi chilometri in piena foresta. Almond mostrò a mio padre qualche pezzo raro che maneggiava con i guanti. ci accompagnavano senza tregua nella nostra marcia. Bussammo alla porta. La nostra fatica era appena iniziata. Mio padre. Un segretario ci informò che. un ricercatore un po' matto. Infine vedemmo la casa. Almond non veniva più al centro tanto spesso. alla svolta di un sentiero. Ma perché aveva dovuto subire un simile trattamento? Era spiato? Qualcuno voleva impedirgli di recapitarci la copia del frammento che ci aveva promesso? Sapeva qualcos'altro. che conosceva bene il luogo perché vi aveva soggiornato più volte in occasione delle sue ricerche. che non ci aveva detto? Perché ci avevano inviato un avvertimento così crudele? Continuavamo ad assillarci con tutte queste domande. Soltanto allora. Il cielo era scuro e minacciava pioggia. i piani. più maneggevoli e meno fragili. a metà sepolta sotto i rovi. Mio padre si presentò come professore di archeologia all'Università di Gerusalemme. Chiusi nella nostra camera. occupato dalla traduzione dei manoscritti e dalla stesura di un libro. lo scricchiolio sinistro di un ramo spezzato. come fa un orticoltore con i fiori più delicati. il genere di uomo . Era una piccola stamberga di mattoni grigi. uccelli neri che si alzavano in volo all'improvviso. ma che non era stata ancora trovata nessuna traccia.tivamo le gambe molli. apparve nel vano della porta. Spiegò il motivo della nostra visita e riassunse il nostro colloquio con padre Johnson. sparpagliate per terra. con una barba nera e capelli molto lunghi. La residenza di Almond era fuori città. prendemmo un pullman che ci lasciò in mezzo alla campagna. più per uscire e schiarirci le idee che per proseguire la nostra missione. Un uomo di una cinquantina d'anni. L'interno della casa era un santuario di reliquie polverose e vecchie come Matusalemme. stentò tuttavia a riconoscerlo. Quanto a noi. non avevamo più nessun dubbio su quello che gli era capitato. appese ai muri o accumulate sopra i tavoli. Gli dissero che Matti probabilmente era stato rapito. non sapevamo cosa fare. dopo il treno. Era un appassionato di archeologia. vestito di scuro. gli incartamenti. come dopo una notte senza sonno. i fossili si trovavano al momento su microschede. per cercare di sapere qualcosa di più. Mio padre decise di chiamare la polizia. una civetta. Rumori inquietanti.

Era una pergamena delicata come un foglio di carta. nulla si fa. Era fragile e tenace come la 'morale ebraica. invece di spegnersi nel giro di qualche ora. i miei errori. Indicò un vecchio tavolo in fondo a una stanza. si slanciava verso l'alto. Mi destinano alla putrefazione. Ma ho messo a punto .perduto nei suoi lavori. esposta a tutto ma forte della sua debolezza come un volto emaciato. Dell'assemblea della carne di perversità. i miei peccati. li osservai davvero. Ciò che vedevo mi apparve come il miracolo dei rotoli. per la prima volta. Quando lo abbiamo trovato. seguendo un lamed allungato o un iod rimasto impigliato. Tutto ciò che avviene lo dispone seguendo un progetto E senza di lui. «Guardate questo» cominciò a dirci Almond. incollato su se stesso che era impossibile srotolarlo. che tuttavia era sopravvissuta per oltre duemila anni. Ci chinammo e deciframmo silenziosamente: Ed io ho fatto parte dell'umanità empia. A coloro che camminano nelle tenebre. sottile e friabile come terriccio. Le mie iniquità. senza margini. Erano vecchie pergamene ricoperte da una piccola scrittura ebraica nera e compatta. malgrado la guerra. era talmente accartocciato. Mi ricordò la piccola boccetta d'olio che i Maccabei avevano acceso nel loro tempio saccheggiato dai soldati greci. era durata otto giorni: era il miracolo di Hanukkah. che faticammo a dissimulare. Allora. Mio padre e io vi rivolgemmo uno sguardo pieno di avidità. che si sarebbe senz'altro sentito perso senza gli studi. A Dio spetta il giudizio. «È il Rotolo di rame. il mio cuore traviato. come se tracciasse un solco per la virtù. È la sua mano che fa sì che un comportamento sia perfetto E tutto quello che è accaduto lui lo conosce. grazie al quale il rituale del Tempio aveva potuto compiersi. su cui si trovavano i frammenti che gli avevano dato da tradurre. E nessuno può rendere sicuri i suoi passi. senza paragrafi né punteggiatura come un tratto intermittente. Perché non sta all'uomo dirigere il suo cammino. Talvolta. ma che tuttavia proseguiva la sua strada. incrollabile. ma questo accadeva per meglio riprendere la linea retta invisibile. e la cui fiamma. mostrandoci un altro manoscritto che sembrava più solido di quello che stavamo leggendo.

Il testo descriveva con molta precisione l'esercito suddiviso in numerosi battaglioni. Assunse un'aria misteriosa. porgendoci con fierezza un delicato frammento. come potete constatare. La linea tracciata dalla lama è molto netta e. direttamente sotto la sega circolare. riccamente decorati d'oro. gli abitanti della Filistea. In seguito giunge lo scontro fra Egitto e . poi è veicolata da un piccolo trolley su rotaie. spade. sapeste! Mi sono imbattuto in cose stupefacenti. Si possono tagliare con precisione quante lettere si vogliano. non li ho mai letti. Ma so che affermano che quei testi non contengono alcuna rivelazione. le bande di Kittim e di Assur e i traditori che stanno al loro fianco. d'argento e di pietre preziose. «Conosce i termini esatti dei rotoli affidati ai suoi colleghi dell'equipe internazionale?» domandò mio padre. Quando verrà.» «In quale guerra?» domandai. «La pergamena viene tagliata nel senso della lunghezza da un ago. non avrà che da seguire i consigli strategici dei testi e sarà sicuro di conseguire la vittoria finale. Tutto è regolato in anticipo per la venuta del Messia. scudi. con voce tonitruante: «La guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre! C'è tutto un rotolo consacrato a questo conflitto. Ed ecco il lavoro finito» concluse. l'esterno è stato circondato da nastro adesivo riscaldato in modo che la pelle resti elastica. calcolato: lo spiegamento delle truppe e la tattica. rimane un margine fra le due colonne di scrittura. archi e frecce. che si apre con una dichiarazione di guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre. E tuttavia. Ce n'era uno che evocava armi. Questi ultimi sono gli eserciti di Belial. ogni combattente sotto un diverso stendardo e con un'insegna religiosa. e d'altronde nemmeno i miei colleghi. di Giuda e di Beniamino. previsto. I primi sono i figli di Levi. Viene tutto indicato. prima di lanciare. Così il manoscritto gira. e la sega mantiene la stessa posizione. Guardate» ci disse mostrandoci una curiosa macchina composta di una sega e delle piccole rotaie. né obbligarli a riprendere in esame la loro visione del cristianesimo primitivo. Un soffiatore toglie la polvere e una lente permette di mantenere il controllo della profondità del colpo di forbice. gli esiliati del deserto. niente che possa seminare turbamento. Per impedire che il rotolo esploda in centinaia di minuscole schegge nel momento in cui lo tocca la lama. diametralmente opposta ai bordi della pergamena: così.un sistema ingegnoso che ha permesso di tagliarlo a piccoli frammenti. Non vado ai convegni di qumranologia. «No. che sarebbero occorsi agli uomini risuscitati al momento della loro presa del potere durante l'avvento messianico.

«Voglio dire certi studiosi. grazie alla scoperta di quelle pergamene.. Ma io domando loro: la verità non è un obbligo religioso? I quattro Vangeli non dicono forse 'la verità vi farà Liberi"? Rispondono che il Nuovo Testamento fornisce una narrazione coerente della vita di Gesù e dei primi tempi della Chiesa.. attraverso di loro. «C'è chi sostiene che i manoscritti siano pericolosi per la fede e che. «Chi dice questo? I figli delle tenebre?» tuonò Almond. conformemente alla legge di Mosè. Sono rimasti ai misteri del Medioevo.. abbiamo la . sanno quello che il cristianesimo deve alla religione pagana. Nel giro di quarant'anni. È falso! noi non conosciamo della storia di Gesù che degli episodi frammentari e contraddittori che non formano un tutto coerente. vale a dire tutti i popoli del mondo. non del dogma» disse Almond. «I teologi non sono nemmeno capaci di dire dove sia nato Gesù né quando.. basta il dogma. che non è nulla. compresi voi. nemmeno che sia realmente vissuto.. se andrete avanti» affermò Almond. «Malgrado le numerose contraddizioni dei Vangeli. del Vangelo di Giovanni. Per quarant'anni combattono i discendenti di Shem. molto diversa.» «Dubito che la vita di Gesù possa mai venire ricostruita. dando un forte pugno sul tavolo che ci fece trasalire. Io vado alla ricerca dei fatti. si manifesti la sventura» disse mio padre. Tuttavia. Il materiale è troppo scarso. Ham e Jafet. per la prima volta dopo secoli. i teologi affermano da sempre che questi ci trasmettono una storia veridica. tutti i figli delle tenebre vengono annientati». Ora. che deve metter fine al regno siriano e dare ai figli della luce il possesso di Gerusalemme e del Tempio. e sono incapaci di spiegare come la sua immagine nei Vangeli sinottici possa essersi conciliata con quella. La lotta contro le nazioni dura sei anni e si conclude al settimo. Non è neppure sicuro che Gesù abbia fondato o avesse intenzione di fondare la Chiesa cristiana.. e che è probabile che siano stati in relazione. E dicono che non ne sono turbati. imbaldanzito da un simile discorso «noi vogliamo sapere chi fosse davvero Gesù e quale sia stata la sua vera storia. «Sì. puntando verso di noi l'indice lungo e ossuto. Ma vi dirò il motivo per cui i rotoli sono andati perduti o dispersi e perché capitano disgrazie a tutti coloro che si trovano sul loro passaggio.Siria. Quanto al cosiddetto resoconto dei primi passi della Chiesa. voglio dire no» rispose mio padre. Sanno pure che vi sono delle somiglianze stupefacenti fra gli esseni e i primi cristiani.» «Giusto» assentì mio padre. con la sua voce cavernosa.» «Per loro.

Siamo proprio obbligati ad arrenderci all'evidenza: tutto quello che abbiamo proviene dai Vangeli. Fuori. credibile? No! Questa fonte è fragile.. o si tratta di composizioni liturgiche. continuava a parlare con impeto. tre magi che recano doni a Nerone venerato in quanto "Dio re Mitra"? O quello del mago in cerca di Fravashi. la cui nascita è stata segnalata da una stella in cielo? Questo non vi ricorda nulla?».possibilità di sapere se Gesù fosse esseno o fariseo. A lungo i Vangeli sono stati l'unica fonte storica concernente la vita di Gesù e le origini della vita cristiana. adattate per l'occasione? Gli studiosi sanno bene che sono posteriori alla narrazione. «Chi è Fravashi?» domandai. Domando a tutti» continuò. ed è possibile che i rotoli la rimettano in questione in vari punti. smisuratamente ingigantito. Senza dubbio è stato aggiunto da un copista del Medioevo che ha creduto di fare bene. scendeva nebbiosa la sera. «Un dio della cultura pagana. E il magnificat e il benedictus: sono stati davvero pronunciati da Maria ed Elisabetta e riportati da testimoni. giovanotto» aggiunse con l'aria di chi se ne intendeva.» «Gli studiosi più accreditati hanno espunto quel passaggio. fanno tutto il possibile perché noi non ci arriviamo mai. pensate davvero che questa fonte sia solida. allargando le braccia ed alzando la voce come per chiamare a testimone un immenso uditorio «quali sono i passaggi dei Vangeli che non sono stati ripresi o adattati dai loro autori o da copisti? I primi manoscritti in nostro possesso non sono databili prima del IV secolo. se sia esistito o se vi siano stati diversi Gesù. imprecare con grandi gesti: «Conoscete senza dubbio l'episodio dei tre magi che si recano presso la culla di Gesù bambino.» «C'è tuttavia un breve passaggio in Flavio Giuseppe che menziona Gesù» avanzai io timidamente. e le pallide luci che illuminavano la stanza proiettavano sui muri ombre cinesi dai contorni inquietanti. e niente sembrava più fermarlo. surriscaldato. Vi si poteva scorgere Almond. o addirittura se non ve ne sia stato nessuno. «E Giuseppe è uno storico serio e scrupoloso.. Ma conoscete quello dei Tiridati di Partia. e i manoscritti del Mar Morto ci danno finalmente la speranza di poter stabilire la differenza tra verità e leggenda. che non voglio nominare. come afferma Luca. e i Padri della . Considerando che tre di essi concordano a tal punto che sono stati certamente copiati gli uni dagli altri. E una quantità di scritti sono così. cultura che lei dovrebbe essere molto interessato a conoscere. dimostrando che era apocrifo. Ma certe persone. «E l'Annuncio ai pastori.» L'uomo.

Non ha la minima idea di ciò che la precede e di cui non si fa menzione nella Bibbia. fondato la Chiesa cristiana. il credente crede all'originalità della dottrina cristiana. suppone che gli apostoli. di un'invenzione di Matteo al fine di confermare la profezia di Rachele piangente sui suoi figli? Con lo stesso scopo. Il Messia che gli ebrei aspettavano. fatta eccezione per quello che è stato compiuto da Mosè e dai profeti in previsione della venuta del Cristo. che l'hanno giudicato non per come è stato realmente ma per quanto di lui hanno parzialmente capito: il Salvatore. pure. Ciò che il credente ignora ma che lo studioso sa. il modesto uditorio costituito da mio padre nel suo spirito si moltiplicava per la presenza di migliaia di altre persone. invece. ispirati dalla memoria di Gesù. «Il credente pensa che Gesù abbia predicato il Vangelo.» «Si dice che sia stato Erode» intervenne mio padre. e con loro gli ebrei cristiani. e non è neppure un tema familiare ai primi cristiani in Palestina. colui che salva . non era figlio di Dio. con la mediazione degli apostoli. Tammuz. In tutti i casi. abbiano fondato la Chiesa secondo quanto dicono i Vangeli. Mitra era il Redentore dell'umanità. per corroborare le parole del profeta: "dall'Egitto chiamerò mio figlio?". di quella in Giudea o quella in Galilea? Così se c'è veramente stato un "uccisore di bambini" che abbia cercato di assassinare Gesù neonato. sia morto come Messia.» Almond proseguiva instancabile. «Ma una simile barbarie avrebbe potuto essere ignorata da qualcuno così bene informato come Flavio Giuseppe. sia risuscitato. O. o almeno lo spero» sottolineò con un sorriso sarcastico «che Gesù era un ebreo. Ammette ugualmente che gli apostoli hanno interpretato le parole di Gesù deducendone la sua dottrina. La visione di Gesù come Redentore non è ebraica. ammesso che così sia avvenuto. se non crede nella Resurrezione. ma messaggero di Dio. Riconosce. nel cui nome sono state predicate dottrine simili. di questo. Adonis ed Osiris. vive o morte: «Cosa pensa il credente?» si domandò.Chiesa hanno avuto tutto il tempo per modificare gli scritti accordandoli ai loro dogmi teologici: Sapete che è rigorosamente impossibile provare che Gesù sia nato a Betlemme? E. di quale Betlemme si è trattato. la Guida dell'umanità e il Figlio di Dio. come dicono i Vangeli: chi era? Non vi è nessuna traccia scritta. che indugia volentieri sui numerosi delitti di questo re? Non può trattarsi. Matteo non manda forse Giuseppe e Maria con il bambino appena nato in Egitto. è che vi erano numerose divinità pagane al tempo di Gesù. e abbia. e che ha ereditato la tradizione ebraica. che si è diffusa nel mondo intero.

in tono dottorale: «Per quanto riguarda la figura della Vergine associata a quella del figlio morente. ma attraverso l'avvento del regno messianico sulla terra. è stato abbandonato a favore del giorno di Mitra. era onnipresente nel mondo mediterraneo al tempo dell'espansione cristiana. verso il solstizio d'inverno. nato soltanto per morire e per raggiungere la terra. ha per forza incontrato. parla di lui. era una rappresentazione della terra. era per i pagani quella di Mitra. L'idea di Gesù come salvatore è nata soltanto quando la cristianità si è estesa nel mondo pagano. «Volete che vi dica come mai quei rotoli sono portatori di turbamento e scandalo? Perché non soltanto forniscono una visione del giudaismo dell'epoca. segnala la rinascita del sole: nel mito pagano. visibilmente soddisfatto di vedere che noi riuscivamo a seguire il suo ragionamento. giorno di riposo di Dio al momento della Creazione. «Il 25 dicembre. Così lo shabbath. che io sappia. Il ciclo delle stagioni è parallelo a quello del Paradiso.il mondo: non con il dono del suo corpo e del suo sangue. Originariamente. il giorno del sole conquistatore. e nulla ci dice che questo Maestro di giustizia sia stato Gesù. ma in quella che avrebbe stabilito un nuovo ordine sulla terra. vergine e madre a ogni primavera. «La figura di Gesù è in effetti ispirata ad altri personaggi preesistenti. Tenendolo fra le mani. proveniente da est. vorrei dire sbattuto contro l'esistenza della setta essena: nessun rotolo.. Ricordate: "Se il grano non muore. Tutt'al più parlano di un Maestro di giustizia. C'è anche la costellazione della Vergine che si leva ad Oriente quando Sirio. continuò la sua esposizione. perché cominci un nuovo ciclo. ma questa visione è esauriente..» Si girò verso una parete e ne staccò un dipinto del Cristo sulla croce. scelto dai primi cristiani come data di nascita di Gesù. Gli ebrei cristiani non speravano in una liberazione che li avrebbe portati in Paradiso. questa volta come se si rivolgesse a una scolaresca. incrociato. anche se credevano nell'immortalità. Il dramma del "Dio Salvatore" e della "Mater Dolorosa" è il mito della vegetazione. per esempio Mitra» continuò. Se Gesù è esistito. Non vi ricorda niente? Così la grotta.» «Dunque è possibile vi siano state una o parecchie figure di "profeti".". a lungo associata alla nascita di . che mi parve un Caravaggio autentico. il passaggio della stella della Vergine sulla linea dell'orizzonte corrispondeva alla Vergine partoriente con il Sole. Il figlio era il frutto della terra. ma che la costruzione o la riunificazione di questi personaggi in uno solo sia stata posteriore a Gesù?» domandai.

risuonò un immenso colpo di gong. lo era in precedenza con quella di Horus. come per trovarvi delle prove indubitabili. Era un christianos. è quello del Gesù maestro. questa figura del rabbi venne totalmente persa di vista. «L'Eucarestia è stata a sua volta presa in prestito dal mitraismo» continuò scartabellando freneticamente quegli ingombranti volumi. Iside. l'ebreo esseno con il Dio sconosciuto dell'Aeropago. a profitto di quella del Cristo dei Sacramenti. e che il credente ignora.Gesù. In definitiva. «Da qui proviene il pasto sacro dei cristiani. dimenticata. E che si tratti di lui o di Mitra fa poca differenza per i dottrinari della Redenzione. misurò l'effetto delle sue parole. è che il cristianesimo si sarebbe diffuso con o senza Gesù. ciò che lo studioso sa. e riprese: «Il solo elemento importante che non abbia alcun riscontro nel paganesimo. Dicendo questo. al concilio di Nicea. posò il quadro per prendere da uno scaffale dei vecchi libri di magia. La pendola suo- . il Dio Salvatore. Ciò che il cristianesimo deve alle religioni pagane è talmente considerevole che resta davvero poco che sia precisamente "cristiano". e da nessun'altra parte. decisione interinata con un voto di scarto nel 325 d. Ma fra il III secolo e il Rinascimento. ebreo ispirato che possedeva una profonda conoscenza del paganesimo. «Il solo che abbia tentato di riabilitare il Cristo ebreo fu Paolo di Tarso. risiede l'origine dei sacramenti cristiani». I miti antichi di questo genere pullulano come la sifilide nel basso clero. fariseo e tuttavia ellenista. che diede la vita per salvare il suo popolo. Mitra e Osiride dovessero sottomettersi al suo Adonai ebraico. assordante. e un altro ancora. ma spesso il Cristo "Salvatore" e re dei cristiani. Improvvisamente. poi un altro.C. di mescolare il Tempio morente di Gerusalemme con il sacrificio mitraico. Si chiama poco Gesù "il Maestro". che la Chiesa cristiana si era votata a trasmettere per oltre un millennio. sottolineando quest'ultima frase. Ma questo non poteva succedere se non attraverso l'assimilazione dei "Salvatori" e dei "Redentori": e in tal modo il Messia di Israele diventò il Cristo mondiale». essendo i sacramenti della Chiesa tesi a significare che "Cristo" era il "Dio Salvatore".» Tacque un istante. non un cristiano. quando la diffusione della stampa assicurò la diffusione della Bibbia. uno gnostico che riteneva che Apollo. Anche il sangue dell'agnello è un elemento della tradizione mitraica. Fu lui ad avere l'idea di fare la sintesi di Israele e Atene. Allora si conosceva appena il Gesù di Galilea. era la Mater Dolorosa. figlio di Iside e di Osiride. d'altronde. rabbino. In questi culti.

nava le sette. Almond si manteneva imperturbabile in mezzo a quella nuvola nauseabonda. simile a un gran sacerdote.» «Cos'ha trovato nei suoi testi?» interloquì mio padre. non più di quanto sia esistita la religione cristiana. appiccicosi. Dimostrerò che Gesù non è mai esistito. tonitruante. Soffocavamo. o perlomeno. «Lo studioso non è disturbato dagli apporti dei manoscritti. quasi urlando per cercare di coprire quel frastuono. Ci invitò a seguirlo con aria indaffarata. Ben presto un fumo nero cominciò ad alzarsi in volute. Accese una piccola lampada che aureolava con il suo alone una specie di altare e. dato che è l'argomento del libro che sto preparando. imperturbabile. continuava. di quelli che se si incontrassero in un bosco si eviterebbe di raccogliere. Così ho scoperto ciò che voi ancora cercate. Ciononostante. Ci condusse in un angolo della stanza fino a quel momento affogato nell'oscurità. sgranando. Ma non posso dirle di più per il momento. penso di conoscere all'incirca il contenuto degli altri. e innescò la combustione con la fiamma di un lume a olio. È il tema del mio prossimo libro. Il credente non vuole saperlo e teme ciò che la scoperta dei manoscritti gli fa presentire.» Improvvisamente cambiò di tono e disse. lo suppongo. «Non fidandosi di me. li depose sui carboni che ricoprivano già l'altare. Non faccio più veramente parte dell'equipe internazionale. sprigionando un odore talmente forte che l'aria divenne irrespirabile. accanto ad esso. Macchiati di fango secco. non mi hanno sottoposto i manoscritti più interessanti. dei piccoli funghi rossi a macchie bianche. e poco appetitosi. con uno strano sguardo: «Sapete che certi funghi possono produrre formidabili allucinazioni? Venite a vedere». «Ma questo avrebbe potuto accadere in altro modo e portare ancora il nome di cristianesimo» disse sgranando le sillabe per farsi comprendere meglio. . poiché sa che il cristianesimo storicamente non è una religione fondata da Gesù e diffusa dai suoi discepoli. «Ne consumo ogni giorno qualcuno e respiro il fumo che se ne sprigiona. Ma Almond. come se se si stesse indirizzando a noi dall'alto di un faro.» Prese un pugno di funghi. appena Almond si calmò. nella foresta di Manchester. avevano l'aria di essere molli. il suo fosco rosario di messe interdette: «Il cristianesimo è il prodotto di un fungo allucinogeno. Siamo tutti vittime di un'allucinazione causata da un fungo di cui ho trovato qualche esemplare perfino qui.

«Sperimento le sue proprietà su me stesso. ammette nondimeno qualche mortale al suo fianco. «È manifesto! Se si considera la scrittura cuneiforme dei sumeri in Mesopotamia. vi dico. la fonte della droga. Sorprendente. ma codificati in segni abbastanza segreti da poter essere compresi soltanto dai membri delle comunità disperse.C. L'Amanita muscaria» disse. Non sopporta nessun rivale vicino a lui. ma soltanto per un brevissimo istante durante il quale gli lascia intravedere la bellezza dell'onniscienza e dell'onnipotenza. per raggiungere la visione mistica. Quando inalo questo fumo. la sua droga è una forma pura del germe divino. Normalmente. Certi uomini sono morti per avvicinarsi all'eternità. si tratta di un'esperienza unica: i colori sono più vivi. non mettevano il loro sapere per iscritto. «E come pervenire alla visione mistica? È una scienza esoterica acquisita dopo secoli di osservazioni e a prezzo di pericolose esperienze. Questo funzionò così bene che si dimenticò il segreto su cui riposava la loro esperienza estatica. Osservate la sua forma fallica che faceva sì che gli Antichi la definissero come una copia del dio della fertilità. prendendo un fungo per la base e mostrandocelo «di cui potete osservare la pelle rossa a puntini bianchi. ogni forza naturale decuplicata. si vede che le alluvioni formavano nel terreno un'argilla particolarmente fine con cui modellavano delle losanghe nel cavo della mano. Ma la forma più antica di que- . Quelli che detenevano il segreto delle piante erano i sacerdoti. il modo di utilizzarli. il Tempio venne distrutto e Gerusalemme saccheggiata. per essere onnipotente. la chiave dell'eternità: il fungo sacro. ho delle visioni cristiane. Ma Dio è geloso del suo potere e del suo sapere.» «Ma» lo interruppi «qual è il nesso fra il fungo e il rotolo?» «Come. Ma se un avvenimento. è lui il figlio di Dio. al giudaismo come al cristianesimo. Nella sua mansuetudine. racchiude un potere allucinatorio potentissimo. per esempio una persecuzione. A tutti gli effetti è lo stesso Dio. di uomini crocifissi e Vergini col Bambino. e lo trasmettevano soltanto agli iniziati. lasciavano scritti il nome dei vegetali. vero?» aggiunse con un sorriso sardonico. non lo vede?» esplose aggrottando le sopracciglia. ogni sensazione esaltata. i suoni più udibili. Sì. manifestatosi sulla terra. e gli incantesimi che li accompagnavano. li obbligava. e il loro sacrificio ha dato vita alle grandi religioni. dopo la rivolta degli ebrei nel 70 d. «Accadde così quando. I cristiani trovarono allora uno stratagemma per conoscere il mondo divino. «Non volete avvicinarvi e assaggiare?» «Il sogno dell'uomo è di diventare Dio. Per questi privilegiati.

non da archeologi. quando passava mesi a studiare antichi progetti per ritrovare altrettanto antiche città perdute.» «Se vogliamo qualche risultato. i cui contorni sfumavano a mano a mano che lui procedeva. poiché tutto quello che diceva non era privo di senso. per poco rassicurato che fossi a mia volta. che mi scoraggiava e sembrava sgomento all'idea di scoprire la verità. e alle parole del rabbi. dieci. «È già il secondo paese in cui facciamo scalo e non abbiamo progredito di molto. Mio padre rimpiangeva di nuovo di essersi lasciato convincere dal suo amico Shimon Delam e di aver accettato quella missione.» «No. Curiosamente. Cenammo all'hotel.ste tavolette di argilla era circolare e rigata come una ruota. ma mezzo soltanto. raffrontata alla mia. che probabilmente stava pensando che quell'uomo fosse sotto l'influenza del diavolo. e dobbiamo soltanto incollarne i pezzi. È un lavoro da spie. avevo di fronte talvolta un nemico suo malgrado. può prenderti tre anni. Tuttavia. abbastanza tristemente. Ma in questo caso gli sembrava di dover lottare contro un'entità del tutto astratta. e dall'averci passeggiato. No. dovevo tranquillizzarlo. non avrei dovuto accettare. dato che la scoperta è già stata effettuata da anni. «Siamo solo agli inizi! Quando tu cominci uno scavo. Allora l'Eterno disse a Satana: da dove vieni? E Satana rispose all'Eterno dicendo: ritorno dall'aver corso qui e là attraverso la terra. non cessava di preoccuparmi. Mio padre. forse altrettanto di quelli che la nascondevano. si batteva contro il tempo e contro lo spazio. o forse di più. m'incitò a venir via mentre lui stava compiendo le sue demoniache inalazioni. di un alleato e di un maestro. E quell'angoscia. insomma esattamente come il rovescio lamellato della cappella di un fungo!» È mezzo pazzo. dobbiamo tornare da Almond. Quando scavava il suolo per ore cercando una vecchia pietra. Cozziamo contro muri di pietra o incontriamo dei pazzi» disse. non siamo fatti per una cosa simile. sentivo di essere sul punto di giocare una parte di primo piano in questa storia. ti dico. Bisognerebbe andarci di nuovo stasera. Compresi ormai che aveva paura.» «Stasera? Ma non pensarci neppure! Hai visto in che stato lo abbiamo . e che invece di una guida. pensai. E in un certo senso noi stiamo conducendo un'indagine archeologica.

Come il capro bianco. dall'odore stomachevole. e ancora quelli di altri volti che riconobbi. In una sinistra dimora. Aveva talvolta i lineamenti di Almond. principe dei demoni. Vapori acquei riempivano la stanza. Mi aprì immediatamente. puro e innocente e tuttavia maculato. e mi sentii di colpo illanguidire. Azazel. assassinii e massacri. responsabile della pigrizia e del tedio. da fiumi di sangue e di fuoco. ed era certo che mio padre non avrebbe mai voluto che mi recassi da lui. Alcuni funghi che stavano bruciando spandevano un fumo terribilmente denso. Astaroth. da paludi ricoperte di limo.lasciato? Dio solo sa cosa stava per fare in quel momento. Senza posa mutava il suo aspetto.. mi visitò il Diavolo in persona. e mi fece entrare. Sentendo l'atroce lacerazione della notte trasalii con tutto il mio essere: . Ritenevo che sapesse cose interessanti e che potesse rivelarle soltanto in stato di trance. da laghi impassibili la cui acqua fredda e gelata formava pesanti lastre di ghiaccio verdastro. Non lo era. e forse Almond faceva parte di questi pochi. Ebbi visioni terrificanti. Belberith seminava germi di omicidio nella mente di uomini buoni. da pianure isolate e grotte selvagge. Serafini e cherubini con ali d'angelo e visi di bambino lavoravano con entusiasmo a favore del conflitto e della bestemmia. circondata da un acquitrino melmoso. come se mi sfuggisse il controllo delle membra. esiliato fuori dalla città verso contrade desolate e sconosciute per espiare tutto il male che non aveva commesso: bestemmie e spergiuri. talvolta quelli di Johnson. da valli sterili. all'insaputa di mio padre. macchiato dai crimini e dagli errori del popolo ebraico. Gli dissi che ero venuto per assaggiare i suoi fumi magici. scivolai fuori del nostro hotel. poiché non avevo coscienza di quello che facevo. andavo in cerca del mio nero maestro. Attraverso l'esperienza mistica della devequt. insegnava all'umanità a fabbricare armi da guerra. e mi pareva che Almond potesse pervenirvi sotto l'influenza della droga. quelli di Belzebù e dei suoi demoni. Ma non era a causa della devequt. poiché la devequt è un segreto chassidico che pochi conoscono. distillava ovunque antagonismo e odio. Era già mezzanotte quando suonai alla sua porta. caverne infernali dove si tramavano oscuri complotti. e presi un taxi per ritornare a casa di Almond. sapevo che vi sono verità che si rivelano soltanto in questo stato estremo. furti.. Non avrei potuto spiegare tutto ciò a mio padre. principe dei Trini.» A tarda notte.

. Afferrò un calice pieno d'acqua e lo portò alla bocca. lasciai ricadere la testa sulle spalle. Con le pupille dilatate. mi accorsi che si era completamente trasformato: sulla croce. una lingua penzolante piena di bava.era il soffio stridente dei sette fischiatori. era rivestito di un abito imbevuto di sangue. sotto labbra carnose. Poi il volto di Azazel lasciò il posto a quello di Satana. Gli occhi erano fiamme infocate che lanciavano scintille purulente. Era orribile a vedersi. e lo addobbò con un panno d'oro. capovolta. «Signore di tutti i delitti. ricoperto di numerose corone. Dalla sua bocca sgocciolava il sangue appena succhiato. porgendomi un rotolo di pergamena nera «vendilo e riceverai un milione di dollari. sul suo capo. c'era il dipinto di Caravaggio rappresentante Cristo sulla croce. quello dei poveri. degli schiavi e degli innocenti. maestro dei peccati e dei vizi. il suo collo compiva un'orribile contorsione per raddrizzarsi. l'acqua si trasformò in vino. uccelli sconosciuti che bazzicano i cieli notturni e che.. la sua testa ripiegata lasciava scorgere un sorriso insidioso e osceno. che scopriva. Si avvicinò al piccolo altare su cui bruciavano i funghi. ecco il tuo manoscritto» mi disse con un sorriso sardonico. Sul tavolo.» «Ma è per questo» mi rispose una voce familiare «è per questo che siamo venuti in questo posto? Che ne hai fatto della tua galuth? Ti sei avven- . Le mani e i piedi si prolungavano in artigli acuminati e sudici. Dio della retta ragione. Tutt'intorno candele scure esalavano un odore tossico di bitume e resina. Allora il maligno si mise a intonare inni e preghiere. era disteso un Cristo completamente nudo. una lunga coda gli pendeva fra le gambe. Pronunciò spergiuri con voce sentenziosa ed annunciò che il giorno del giudizio era vicino. incarnano le anime degli ebrei incapaci di trovar pace dopo la risurrezione del Cristo. quando la versò sul mio capo. Ascoltai Satana bestemmiare e cantare con voce forte «Questo è il mio corpo» infilzando una capra nera con le sue corna. discepolo dei crimini. si aprivano un varco due corna affilate e taglienti come coltelli. Mentre mi chinavo per guardarlo. battei l'aria con i piedi e strisciai ventre a terra in modo orrendo. La lingua mi sbatté contro il palato. secondo antiche leggende. Acquerra Goity. disossato. difforme.» A queste parole rotolai sul tappeto. che cantava e recitava al contrario. vicino all'altare. Acquerra Beyty. il rumore fu talmente forte da far rimbombare i muri. il suo corpo gracile. «A me tutto il denaro!» dissi «Vado a prendere i rotoli e a venderli.

portai in avanti la gamba..» Allora mi sollevò con un potente soffio che mi depositò in cima alla vecchia stamberga. e potrai dominare il mondo. I suoi occhi erano dei tizzoni ardenti.. in un soprassalto di coscienza «no! Gli scritti hanno più valore di tutto il denaro del mondo. . devi solo fare un passo. Chiusi gli occhi. vieni a prenderlo e sarà tuo». Ma improvvisamente ebbi la visione di mio padre che dormiva tranquillamente. «Adorerai il Signore Dio tuo. mi svegliai molto presto sul ciglio di una strada. vedevo il manoscritto. Dall'alto del tetto. occorreva non riflettere sulle sue proposte. L'indomani.» Allora Satana mi riportò a terra.». Per un'ora. «Sì!» insistette. la tua sfida?» «No» risposi. Tutto quello che desideri è qui. a strappi.. mi porse il rotolo dicendo: «Ecco il rotolo. più ne ero affascinato. Poi. tremando di furore. «Li leggerai!» Mi si avvicinò. Poi mi porse il rotolo gridando: «Prendi i manoscritti e leggili. «No» dissi arretrando bruscamente «la vita vale più degli scritti. e di cui non potevo tradire la fedeltà e la fiducia. e lo avrei fatto mio. Quando mi ridestai i ricordi della notte trascorsa mi appesantivano la mente come un brutto sogno.. a qualche chilometro dalla casa di Almond. Allora fuggii. poiché avevo capito che. un piccolo passo. e servirai lui solo!» recitai. era come un richiamo imperioso. la bocca schiumava una bava violacea. Il vuoto non mi faceva paura. mi sentivo un oggetto in caduta libera.turato fin qui per adorare il vitello d'oro dimenticando la tua missione. per non lasciarsi tentare. Un camion mi riportò all'albergo. e mi diceva dolcemente: «Vieni! Basta un passo! È così facile. Più contemplavo il nulla. battei in ritirata attraverso la campagna deserta. Sarebbe bastato un passo. persi conoscenza. Infine. Al contrario. ma rifiutarle senza nemmeno pensarci. esercitava su di me un'irresistibile seduzione. dove dormii fino a mezzogiorno. il tuo progetto.. Il vuoto mi attirava come un amante. che mi imposi di dimenticare malgrado un persistente cerchio alla testa.. le mani ferite che sgocciolavano sangue mi tendevano i rotoli. dal basso. terrorizzato all'idea che Satana m'inseguisse per soggiogarmi. corsi a perdifiato più lontano che potei. Il soffio del diavolo arrivava fino a me. spossato. mio padre che mi aspettava. «No» urlai subito a mia volta. se prometti di adorarmi».

Sulla scala delle nostre preziose reliquie. Portavano catene agganciate ai jeans e ai giubbotti. senza risultati né dogmi. a differenza di un thriller. simile a Mea Shearim per la sua popolazione varia. attendesse la fine del mondo. e che mi sembravano straordinariamente splendidi e scintillanti. È come un romanzo di suspense dove ogni pagina si proietta ardentemente verso la seguente e via di seguito. di studiare una pagina del Talmud. come un libro di filosofia. ogni riga. ripreso. e resterebbero da scoprire mille altre interpretazioni degli stessi passaggi. Ma a Londra le costruzioni e gli edifici antichi si innalzavano orgogliosamente per sfidare le passioni umane vane ed effimere e usurpare al tempo la supremazia assoluta. sull'aereo che ci portava a Parigi. Mi passò per la mente che anche questo quartiere. mi sforzai. anche quelli erano i soldati dell'alba nuova. sarebbe soltanto una lettura fra le tante. Per la prima volta in vita mia vidi dei monumenti. Alcuni erano pettinati come irochesi. Era un gioiello incastonato da edifici dei secoli passati di cui non avevo mai visto le vestigia. sebbene ne diventassero così la più evidente e reale incarnazione. In Israele avevo a disposizione muri. per calmare il mio spirito. . Per questo come ogni chassid ne diffidavo un poco: il Talmud è una sorta di scritto mai scritto. in cui ogni foglio. sarcofaghi. blu o violetto. i capelli ritti ad arco di cerchio o con ciocche rosa. Gli occhi spenti esprimevano un bagliore vuoto senza speranza. di nuovo confutato.Nel pomeriggio lasciammo Londra per Parigi. la cui postmodernità mi aveva un po' sconcertato. marginale e curiosamente comunitaria. non c'è una fine: quando pure si fossero letti tutti i trattati e tutti i volumi. sempre ricominciato. Dal taxi che ci portava all'aeroporto scorgemmo finalmente la città che non avevamo avuto il tempo di visitare. Lo studio era per me come un vino inebriante che mi conduceva al di là delle Scritture. vi erano secoli di differenza. Ma rispetto a New York. aperti su t-shirt con slogan aggressivi. Israele era una sovrapposizione di strati storici. contraddetto. di città rase al suolo e ricostruite che avevano subito l'erosione di anni. Ancora ossessionato da terribili visioni. ogni parola hanno la loro importanza e necessitano di un'attenzione particolare per essere compresi. era una città moderna. gli apostoli sacrificati del tempo futuro. guerre e abbandoni. Ma. ma non veri monumenti. A modo loro. i punk portavano a spasso per le strade la loro noia. Nel quartiere di Carnaby Street. siti abbandonati o rovine: tracce.

come se sapesse che la fatalità che circondava i rotoli avrebbe dovuto . che non comprendono il significato di un simile gesto. se non di averlo visto vivo prima di mezzanotte. perché perdessi fino a tal punto conoscenza di ciò che facevo? Grida come se avessi una tromba in bocca. lo ha crocifisso a una grande croce di legno. sia pure privo di sensi e ignaro. La realtà reclamava i suoi diritti sullo studio e la ricerca. mio padre domandò un giornale alla hostess. ero atterrito. a quanto pare da un maniaco. perché hanno violato la mia alleanza e peccato contro la mia fiducia. Il professor Thomas Almond stava preparando un'opera sulle scoperte relative ai manoscritti di Qumran. come i romanzi. Alzando il capo per rispondere. testimone della sua esecuzione? Cosa poteva essere accaduto. Ero stato. che non è stato ancora identificato. Gli investigatori di Scotland Yard. come se l'assassino ci seguisse per seminare la morte sul nostro passaggio. per cercare di convincerci che non fosse vero. L'articolo precisava che l'omicidio era stato perpetrato la notte precedente. allontana la mente dalla contemplazione del Divino. Quanto a me. e io sapevo di non aver lasciato Almond probabilmente prima dell'alba. Ma non ricordavo nulla. di colpo. Il nemico giunge come un'aquila contro la casa dell'Eterno.Per questo lo studio. leggemmo l'articolo: Un ricercatore di paleografia è stato ucciso la notte scorsa. Lo spavento di mio padre era raddoppiato all'idea che tutto fosse accaduto poco dopo la nostra visita. Insieme. Mio padre si chinò sulla mia spalla e mi domandò quale trattato studiassi. Rileggemmo. stanno conducendo una serrata inchiesta. impietrito. fossimo tornati indietro di duemila anni. Dopo ogni ora di lettura. Ma in queste circostanze io avevo per l'appunto bisogno di evadere. Mio padre era nuovamente molto turbato. Rimaneva immobile. Era come se. il chassid si raccoglie per pensare a Dio. scorsi un grosso titolo sul giornale che il suo vicino stava leggendo: CROCIFISSIONE A LONDRA Allarmato. Il suo assassino.

QUARTO ROTOLO Il rotolo della donna La donna proferisce parole vane. Lei affila costantemente le sue parole. commettono empietà E Camminando nella colpa della ribellione. Senza che vi sia niente per lei fra gli astri brillanti. I suoi panni sono notturne oscurità. Il suo abbigliamento è un richiamo della Fossa. piuttosto che i vivi che sono ancora in vita. perché la forza è dalla parte degli oppressori. E così le sue reni. E dimora nelle tende del luogo silenzioso. Allora mi sono messo a pensare a tutte le crudeltà che si compiono sotto il sole. Le sue tuniche sono come notte profonda. è lei l'origine di tutte le vie alla perversione: Ahimè! Sventura a tutti coloro che la possiedono . E beffardamente adula. Là dove affondano i suoi piedi. ed ecco le lacrime di coloro che vengono oppressi. La perversione del suo cuore produce l'impudicizia. Per questo stimo di più i morti. In mezzo alle fiamme eterne. E nel fondo della notte risiedono i suoi dominii. Una grande quantità di ribellioni si nasconde sotto i lembi dei suoi vestiti. I suoi letti sono i giacigli della Fossa. È la perversione che contamina coloro che avvicinandosi a lei vengono insudiciati dal male. e quelli che non hanno chi li consoli. che sono già morti.ancora esercitare il suo spietato dominio. Raggiungono le radici delle tenebre. Tra le fondamenta dell'oscurità la donna soggiorna. Sì. I suoi giacigli profondità notturne. Ma lo fa per rivolgere tutto in derisione. E la sua bocca è piena di traviamenti. E i suoi abiti. a qualunque prezzo.

e sedurlo E un uomo che è forte abbastanza da farla vacillare. se ne sta velata.] Nelle piazze della città. Lei cammina all'entrata della sua casa: Tutti quelli che entrano da lei se ne tornano allo Sheol. E tutti quelli che la possiedono scendono nella Fossa. Allora prese una delle sue costole. Quelli che hanno buone inclinazioni. Le sue vie fanno smarrire nella perversione. e si amarono. L'uomo. Mentre alza le palpebre con aria impudica Per guardare un uomo giusto. E le sue piste sono colpa di ribellione. Le sue porte sono porte di morte. E alle sue porte si tiene pronta. lei si pone in agguato nei luoghi segreti [.. Tenta quelli che vanno dritto affinché smarriscano la strada. E gli eletti della giustizia perché non osservino il Precetto. constatando che lei era ossa delle sue ossa. Rotoli di Qumran Gli inganni della donna 1 Quando. I suoi occhi si fissano qui e là.E rovina a coloro che la prendono! Poiché le sue sono strade di morte E i suoi sentieri. Per fuorviare gli umani in direzione della Fossa E sedurre con le lusinghe i figli dell'uomo. e carne della sua carne. e da questa creò la donna. E quelli che sono nella rettitudine perché cambino il Decreto. dopo la creazione. percorsi di peccato. Con lo scopo d'introdurre l'insolenza nel loro cuore.. vide che non era bene che fosse solo. si legò a lei. Come se non fossero avviati sulle strade della dirittura. Sì. e diventarono di nuovo . Dio mise l'uomo nel giardino dell'Eden. Con lo scopo di far peccare gli umili lontano da Dio E di allontanare i loro passi dalle vie della giustizia. Senza che nulla la inquieti. perché diventino futili a causa dell'impudicizia.

Era figlio di Giuseppe e di Maria. Alla yeshivah ce ne avevano vietato la lettura. Tuttavia. come la maggior parte dei saggi. Era dunque necessario che il male si mescolasse con l'amore? Ma il peccato originale non era scaturito dall'unione dell'uomo con la donna. Era penetrato furtivamente attraverso di lei. come pure ci avevano proibito tutti i testi che non appartenevano alla cultura ebraica ortodossa. ma per la sua singolare familiarità. Era nato a Betlemme. che pure sosteneva che le domande dovevano essere poste senza vergogna e le soluzioni trovate senza paura. Quando l'aprii. stavo per sapere. al tempo di re Erode: e tu. Volevo sapere. Ciò che scoprii mi sorprese più di quanto potrei esprimere: non per la sua stranezza.una sola carne. e dalla donna all'uomo. Diceva pure che non vi è amore più grande di quello di colui che dà la vita per coloro che ama. come una malattia che si diffonde dal serpente alla donna. sentii il cuore che mi palpitava nel petto. non sei certo il più piccolo dei capoluoghi di Giuda. e che una nuova esigenza si manifestava in me. poiché da te uscirà un capo che pascolerà il mio popolo. Dal nostro arrivo in Francia non ebbi che una sola idea: comprendere quello che stava succedendo. non avrebbe potuto ammetterlo. e che tuttavia il mondo intero conosceva. e la totalità dei romanzi. Al nostro arrivo in Francia. Ci era formalmente vietato leggere i Vangeli. soprattutto da mio padre. Mi è permesso dirlo? Quella lettura aveva il gusto amaro e delizioso delle cose proibite. Betlemme. senza mai averlo letto. era necessario. e citava perfino senza saperlo. Gesù diceva: «Amatevi gli uni gli altri». Sto parlando dei Vangeli. Dopo l'amore. leggeva. Il rabbi. giacché si tratta di un errore che non ho mai più commesso. che lo aveva concepito per mezzo dello Spirito Santo. e perfino di pronunciare il nome di Cristo. comprai una traduzione in ebraico di quei testi interdetti. in Giudea. così come aveva predetto il profeta: ecco che la Vergine partorirà e . Fu allora che sopravvenne il serpente e tentò la donna. Tenterò di ritrascrivere ciò che ho letto. Sapevo che non avrei dovuto farlo. così come me lo trasmette la mia memoria. Israele. terra di Giuda. Ora sentivo confusamente il bisogno di andare oltre quei divieti. Allora perché tanto odio. sempre? Pensavo che la risposta a queste domande avrebbe potuto trovarsi in un libro di cui avevo sentito molto parlare. che a sua volta convinse l'uomo a peccare. Le mani mi tremavano mentre giravo le pagine. Finalmente.

Una voce grida: "Preparate nel deserto la via del Signore. poiché non sono più al mondo. Si nutriva di locuste e di miele selvatico. domandarono dove fosse il re dei giudei che era appena nato e al quale venivano a rendere omaggio. poiché il regno dei cieli era vicino. poiché Erode stava cercando il bambino per ucciderlo. Preso da terrore. così come le Scritture avevano profetizzato. Allora Giuseppe fece un sogno che gli intimò di fuggire in Egitto. grazie a questo. Poi si recò a Cafarnao. li esortava a pentirsi. giunsero dall'Oriente. Ma. Tutti andavano da lui per farsi battezzare nel Giordano. è Rachele che piange sui suoi figli e rifiuta di essere consolata. e confessare i loro peccati. Avendo saputo che Giovanni era stato abbandonato. Poi ripartirono. terra di Neftali. strada del mare. Gesù vide lo spirito di Dio sotto forma di colomba. Dimorarono in Egitto fino alla morte di Erode. trovarono la casa dove si trovava la giovane puerpera. Maria. Un astro nel cielo li guidava e. Terra di Zabulon. la madre di Gesù. E porteranno oro e incenso. Allora apparve Gesù. dello spirito di Dio come un soffio sulla creazione. pianti e un lungo lamento. ricordando i versetti della Bibbia e dei profeti. Al momento della sua nascita i magi. e divulgheranno le lodi all'Eterno. e ancora prima. Arrivati a Gerusalemme. poi fecero ritorno in Galilea dove andarono ad abitare in una città chiamata Nazareth. venuto dalla Galilea fino al Giordano per farsi battezzare da Giovanni. avvertiti da segni prodigiosi. Una voce in Rama s'è fatta sentire. i magi andarono dal re dicendo che questa annunciava la nascita di un bambino dal grande destino. Giovanni il Battista predicava nel deserto di Giudea di convertirsi. Allora i magi si misero in cammino verso Betlemme.darà alla luce un figlio al quale darà il nome di Emanuele che significa "Dio è con noi". Sarà chiamato il Nazareno. lasciando dietro di sé sbuffi d'incenso e foglie di mirra. e gli resero omaggio. sulla riva del mare. uscì vincitore da questa prova. il re mandò a chiamare i suoi consiglieri che ritennero necessario uccidere il bambino. questi dissero che il re dei giudei sarebbe dovuto nascere a Betlemme. Adorerai il Signore Dio tuo e solo a lui tributerai un culto. Galilea delle na- . Poi fu condotto nel deserto per essere tentato dal diavolo in tre circostanze. paese al di là del Giordano. Siccome vedeva molti farisei e sadducei accorrere al suo battesimo. Al momento della sua nascita una stella apparve ad oriente e percorse i cieli. Gesù ripartì per la Galilea. Incontrarono re Erode che convocò i rabbini. si ricordò dell'uccello della pace di Noè. raddrizzate i suoi sentieri!". Al momento del battesimo. Giovanni aveva una tunica di pelle di cammello e una cintura intorno alla vita.

Non era venuto per abrogare la legge dei profeti. I discepoli andarono. E io li avrei guariti! Si recò poi a Gerusalemme. accompagnato da un drappello armato inviato dai grandi sacerdoti. la figlia di un notabile. Le folle lo precedevano esclamando: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!». la suocera di Pietro. Allora Gesù gli disse: «Amico mio. uno dei dodici. si sono tappati gli occhi per non vedere. Gesù mandò due suoi discepoli al villaggio: qui dovevano trovare legata un'asina. umile. e le pecore del gregge disperse. stava per consegnarlo. fra due giorni è Pasqua. Caifa.zioni! Il popolo che era nelle tenebre ha visto una grande luce: per quelli che si trovavano nel buio paese della morte. sopra un'asina. Passarono la notte a Gerusalemme. Giuda. ne cacciò tutti quelli che nel suo recinto si dedicavano al commercio. È stato lui a prendersi carico delle nostre infermità e ad occuparsi delle nostre malattie. e salva quelli che sono nello sconforto. Gesù sapeva che stava per essere arrestato. I grandi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote. Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato. Guarì un lebbroso. La sera di Pasqua. Parlava per allegorie come nei salmi e come nel Midrash. prese con i suoi discepoli la strada del Monte degli Ulivi. il piccolo di una bestia da soma». e trovarono tutto come lui aveva detto loro. poiché il cuore del popolo s'è appesantito. fa' ciò che . Il pastore verrà picchiato. proclamò la buona novella e guarì per mezzo di miracoli ogni malattia e ogni infermità. non vedrete. Baciò Gesù: era il segnale. Si mise in cammino. accanto al suo asinello. Allora salì su una montagna e proclamò le "Beatitudini". sono diventati duri d'orecchio per non ascoltare. uno dei suoi discepoli. Arrivato al Tempio. Avvicinandosi al Monte degli Ulivi. poi due ciechi e un posseduto muto. e con un asinello. Quindi giunse colui che doveva tradirlo. Grandi folle venivano ad ascoltarlo. voi non capirete. un centurione. Poi disse ai suoi discepoli: «Sapete. Avrete un bel sentire. Dopo aver cantato i salmi. ma «non in piena festa. ma a compierla. è spuntata una luce. Il figlio dell'uomo sta per essere tradito e crocifisso». poiché proclamava cose nascoste dalla fondazione del mondo. avrete un bel guardare. Si misero d'accordo per arrestare Gesù. per non comprendere con il loro cuore e per non convertirsi. Percorrendo la Galilea circondato dai suoi discepoli. per evitare disordini tra il popolo». e gli umili possiederanno la terra. Dite alla figlia di Sion: «Ecco che viene da te il tuo re. Giuda Iscariota.

E presero i trenta denari d'argento: era il prezzo della sua stima. Ha riposto in Dio la sua fiducia. Giuda aveva restituito il denaro ai sacerdoti. Così Gesù venne crocifisso. Giuda s'impiccò. Gli diedero da bere del vino misto a fiele. uno dei suoi. scuotendo la testa. dalla passione e dal supplizio di Gesù. se Gesù fosse stato esseno. o per un'altra ragione più profonda. E li usarono per acquistare il campo del vasaio. che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come però potrebbero compiersi le Scritture secondo le quali tutto deve accadere?». venni colpito dal tradimento. Si divisero le sue vesti dopo averle estratte a sorte. Pietro voleva difenderlo. ma non potendo tenere il prezzo del loro delitto. ma Gesù gli disse: «Pensi che non potrei fare appello al Padre mio. il suo insegnamento avrebbe potuto essere interpretato nello stesso modo di prima? Se il cristianesimo fosse sorto da una setta ebraica. Pilato se ne lavò le mani: la responsabilità ricadde sulla folla. dicevano: «Tu che hai distrutto il Tempio. lamma sabactani? Mio Dio. mi sembravano oscure. A mezzogiorno.devi». Allora i discepoli lo abbandonarono e si diedero alla fuga. perché mi hai abbandonato?». e riportò i trenta denari d'argento ai grandi sacerdoti e agli Anziani dicendo: «Ho peccato tradendo sangue innocente». I passanti. Venne subito arrestato. Gesù esclamò: «Eloí. Vedendolo prigioniero. mio Dio. Comprendevo l'importanza della scoperta dei manoscritti: se Giovanni il Battista fosse stato esseno. Eloí. della stima che gli avevano dato i figli di Israele. Ma era troppo tardi. nel luogo chiamato Golgota. questi lo spesero per il campo del vasaio. lo aveva tradito? Lo aveva fatto per denaro. ideologica? Se si era pentito del suo . le tenebre calarono improvvisamente sulla città e la avvolsero fino alle tre. Poi si rivolse alla folla con queste parole: «Tutto è successo perché si adempiano gli scritti dei profeti». Gesù fu condotto davanti a Pilato. che Dio lo liberi adesso. salva te stesso». come il Signore aveva ordinato. o il contrario? Ma quali ebrei? E quali romani? I sacerdoti. Questa scelse Barabba anziché Gesù. e i romani colpevoli. Gli ebrei erano i responsabili. Ero turbato. Giuda venne preso dai rimorsi. la folla. la visione che se ne aveva non sarebbe cambiata? Soprattutto. Non capivo le ragioni della sua morte. Prima di morire. se davvero lo ama. i discepoli che lo abbandonarono? Perché Giuda. Pilato convocò allora la folla e le chiese di salvare Gesù o Barabba.

sembrava che quell'accordo dovesse essere messo alla prova in quell'istante fatidico. Il problema si formulava finalmente in modo chiaro dentro di me. più precisamente. o per conto di altri di cui non era che lo strumento? Che tipo di accordo c'era tra lui e Gesù? I romani avevano condannato a morte Gesù. che non potevano così facilmente "lavarsene le mani". e questo ripartiva daccapo la colpevolezza tra loro e i romani. era credibile che lui. premeditato da loro due. Gesù e Giuda. Era semplicemente questo: chi aveva assassinato Gesù? Ritenevo confusamente che la risposta a questa domanda avrebbe portato una soluzione al mistero della morte di Almond. Ma allora perché gli altri discepoli. come se vi fosse stato un accordo segreto fra il traditore e la vittima. Ma il punto in cui il mistero diventava singolarmente complesso. era quando i romani avevano lasciato la scelta agli ebrei. Erano questi ultimi i colpevoli? La legge ebraica non prevedeva condanne a morte per crocifissione. come se ciascuno avesse avuto un proprio ruolo quella sera. Insieme a loro. di un piano prestabilito. Infine. Ma soltanto degli emissari dei sadducei e. intimandogli di assolvere alla svelta il suo compito. di certi sacerdoti del Tempio. e contemporaneamente la chiave della scomparsa del manoscritto. a quanto pareva. Tuttavia. E rispondere a questa domanda non era per niente semplice. quindi il colpevole morale. Giuda era il traditore. l'apparato dello stato e la legge. non lo avevano capito né ammesso? Perché lo avevano abbandonato nel momento cruciale in cui aveva più bisogno di loro? Di colpo. come se si fosse trattato di un complotto. di Matti e di Osea. che non aveva cessato di annunciarlo e di avvertire i suoi discepoli fino alla sera della Cena. Ma aveva agito di testa propria. lui che non faceva altro che predicare per i poveri e gli infermi. di quali ebrei si trattava? Non dell'insieme del popolo. fui preso da una vertigine.gesto al punto di suicidarsi. Ora. erano quindi gli esecutori. che non erano presenti. quali erano i moventi degli uni e degli altri? Perché Pilato lo aveva fatto arrestare? Rappresentava forse un tale pericolo per l'autorità di Roma. avesse obliterato ogni coscienza morale al momento in cui lo aveva tradito per denaro? E perché Gesù che sapeva che sarebbe stato arrestato. Senza quasi sapere come. figlio di uno zelota. il tribunale non lo aveva fatto lapidare. né dei farisei. Questi ultimi avevano infine chiesto la condanna a morte. e che non diffondeva alcun messaggio politico né rivoluzionario? Chi erano . perché aveva permesso che succedesse? Perché arrivò al punto di incoraggiare Giuda.

i componenti di quella folla fanatizzata, manipolata, che urlava di metterlo
a morte? Era possibile che preferisse il bandito Barabba, quella folla che in
altri tempi aveva acclamato colui che era stato annunciato dal Battista?
Perché una tale animosità da parte di certi sacerdoti? Temevano davvero
che lui, un galileo, un uomo semplice della campagna, di una lontana provincia, minacciasse il loro strapotere a Gerusalemme? Perché volere la sua
morte, quando non avevano nessun reale capo d'accusa contro di lui?
Qual era il movente di Giuda, che lo aveva tradito? Possibile che lo abbia fatto solo per denaro? Era così cinico e interessato, lui figlio di uno
zelota e certamente zelota a sua volta? E infine, qual era il movente di Gesù, per essersi lasciato tradire?
Di fatto, era come se Gesù fosse stato assassinato tre volte: da Giuda, dai
romani e dai sacerdoti, tramite la folla. E un'ultima volta, forse... "Padre
mio, perché mi hai abbandonato" aveva detto Gesù prima di morire. Rimaneva una domanda, un mistero che non era d'altronde sfuggito a nessuno
tra i testimoni della crocifissione: non ai romani, e neppure ai ladroni crocifissi al suo fianco. Se Gesù era veramente figlio di Dio, avrebbe potuto
essere salvato da suo Padre, avrebbe potuto persino salvarsi da sé, lui che
aveva già preservato tante vite, che aveva pure risuscitato. Forse questa
volta aveva scelto di non compiere il miracolo? In questo caso, la sua morte era voluta. Un suicidio, in qualche modo. Era complice di Giuda che
aveva abbracciato come un fratello, che aveva incitato a compiere ciò che
doveva. Gesù sapeva che stava per essere venduto, che stava per morire, e
tuttavia non aveva fatto nulla per sfuggire alla sua sorte. Ecco ancora un
altro colpevole: Gesù stesso.
A meno che...
Fui percorso da un violento brivido... Senza che potessi trattenermene,
mi passò per la mente un'orribile bestemmia. Gesù sapeva che sarebbe
stato tradito. Ma forse pensava di non morire. Fino all'ultimo pensava che
Dio lo avrebbe salvato. Forse sperava che, all'ultimo momento, sarebbe
sopraggiunto il cataclisma, il miracolo, e la venuta radiosa, finale, trionfante, del Padre. Attendeva l'avvento del regno dei cieli. Altrimenti, perché
avrebbe detto: «Mio Dio, perché mi hai abbandonato?».
Erano state le sue ultime parole, ed esprimevano il senso di una vita: e
quello di una morte. Ma queste parole non evocano il deliquio del martirio
sulla croce, né la vittoria finale dell'uomo che si offre in sacrificio per salvare l'umanità, e neppure il desiderio di ritrovare infine suo Padre nella
beatitudine dell'altro mondo, per disgusto di questo. «Perché mi hai abban-

donato?» In queste parole risuonano un rimpianto, una sorpresa, una recriminazione, forse un rimprovero. Non stava succedendo quello che era
previsto. Non volevo lasciare così questo mondo. Perché mi hai abbandonato ai miei assassini? Perché non mi hai salvato? Non eri la mia roccia,
il mio scudo, la mia fortezza, la mia acqua in questa terra inaridita? Non
eri colui che sorge alla testa del popolo, padre degli orfani, giustiziere
delle vedove? Non eri mio padre? Non ero tuo figlio?
Sulla croce, con l'ultimo sospiro, Gesù chiama, accusa, incrimina Dio di
averlo ucciso. Perché Dio lo ha abbandonato?
L'indomani, feci fatica a svegliarmi. La notte era stata agitata e frammezzata da incubi, in cui vedevo, volta per volta, Gesù alle prese con i
suoi nemici, e Satana come mi era apparso nel corso della visione malefica.
Prendemmo la strada per la facoltà di teologia per rivedere padre Millet
che, di ritorno da Qumran, avrebbe già dovuto trovarsi nel suo ufficio parigino. Pensavamo che avrebbe potuto indicarci il luogo in cui incontrare
Pierre Michel.
Faticammo molto ad accedere al quartiere di Saint-Germain-des-Prés:
era totalmente ostruito da una gigantesca folla che sfilava lentamente con
bandiere, scandendo slogan. Le auto, bloccate da ogni parte, aspettavano,
rassegnate, che passasse l'onda dei manifestanti. Quel mattino avevamo
letto sul giornale che formavano attorno a Parigi code di migliaia di chilometri, paraurti contro paraurti, lunga processione di animali infernali avvolta dalla nuvola pestilenziale dei gas di scappamento. Nei loro mezzi i
conducenti, angeli decaduti, semiuomini, semibestie, attendevano, senza
opporre resistenza, stancamente, o forse con la certezza che non vi fosse
nulla da perdere, nulla da fare se non aspettare. Dopo sei ore d'immobilità,
trovavano ancora la forza di farsi dei segni di riconoscimento. Non era più
il tempo della collera.
Ogni gruppo di manifestanti aveva il proprio cartello: i ferrovieri, gli
impiegati postali, gli insegnanti, i disoccupati. Un uomo munito di altoparlante arringava la folla: «Il governo rifiuta di ascoltarci e continua a farci
credere che sia meglio per noi che alcuni siano più poveri di altri, affinché
l'intera nazione non perisca. Dice che la lotta contro la disoccupazione
esige sacrifici, ma a fare sacrifici sono sempre gli stessi».
La moltitudine non era infuriata. Smarrita, rivendicava con calma il diritto al lavoro e alla pensione; domandava le dimissioni del governo. Il

lungo corteo era più una testimonianza del lutto di una nazione per un male futuro che della collera del combattente sociale. Tuttavia alcuni, che
volevano spingersi al di là delle barriere umane formate dagli schieramenti
di poliziotti, venivano respinti a furia di bombe lacrimogene e colpi di
manganello, qualche volta imbarcati senza riguardi su camion neri. I Kittim, pensavo. Il popolo gridava la sua desolazione, la paura della paura
della miseria e del futuro; e i soldati, spaventati dalla collera degli affamati, arrestavano e colpivano.
Ci aprimmo a fatica un passaggio attraverso la massa compatta dei manifestanti, fino alla facoltà. Millet ci ricevette nel suo ufficio, una stanza
spoglia e vetusta, ingombra di libri e incartamenti disseminati un po' dovunque. Notai immediatamente che non aveva più l'aspetto gioviale e accogliente del nostro primo incontro. Non sembrava più disposto alla conversazione volubile e vivace che avevamo avuto a Qumran. Le lettere che
avevo riconosciuto sulle fini venuzze delle sue tempie erano sempre visibili, ma più attenuate di prima.
«Non pensavo di rivedervi così presto, e qui, a Parigi» ci disse stringendoci la mano. «Ma dubitavo che avrei avuto comunque notizie dagli israeliani, dopo tutto quello che è successo.»
Ci fece capire che, dopo i selvaggi omicidi perpetrati, era pronto a rispondere alle nostre domande e a cooperare con le autorità israeliane. Come Andrej Lirnov, aveva lasciato tutti i suoi manoscritti a padre Pierre
Michel, che poco dopo aveva apostatato e abbandonato gli ordini per stabilirsi in Francia come ricercatore. Quest'ultimo era al presente in possesso
del più grosso lotto di manoscritti non biblici, gli apocrifi e gli scritti della
setta. Secondo Millet, deteneva centoventi frammenti in tutto, ma rifiutava
di svelarne la lista esatta a chicchessia. Ci diede l'indirizzo privato di Pierre Michel, ma ci avvertì che probabilmente non avrebbe voluto riceverci,
dato che non vedeva più nessuno.
Sembrava alquanto impacciato e parlava un ebraico più esitante che in
occasione del precedente colloquio, come se temesse di parlare troppo.
Mio padre dovette fare la medesima riflessione, dal momento che gli domandò, di punto in bianco: «Ha un'idea del contenuto del rotolo di cui
Pierre Michel ha parlato nella conferenza del 1987? Lei lo ha decifrato
quando lavorava nella scrollery del Museo archeologico di Gerusalemme?».
«No, non ne ho avuto il tempo.»
Aveva dato una risposta alla domanda insidiosa di mio padre. Così il ro-

tolo di Pierre Michel era proprio quello che avevano rubato al museo. Vi
fu un silenzio imbarazzato dall'una e dall'altra parte, durante il quale ci
apprestammo ad andarcene. Allorché improvvisamente, osservandomi con
attenzione, il padre mi domandò: «Lei abita a Mea Shearim?».
«Sì.»
«È un quartiere grazioso, vero?»
Un sorriso radioso e nostalgico gli illuminava il volto.
«Sì, certamente.» risposi.
«Ah! Israele mi manca sempre molto quando mi trovo in Francia. Laggiù, è diverso. Mi ci sento bene, al sicuro. È un paese così favoloso... Si
ricorda la piccola boccetta d'olio che le ho regalato?»
«Certo. La porto sempre con me. La rivuole indietro?»
«No. È sua. La tenga... La conservi gelosamente. Sa cos'ha detto Nostro
Signore Gesù Cristo: "Date, e vi sarà reso molto...".»
Tacque, poi aggiunse, un po' più sottovoce: «In effetti... all'epoca in cui
lavoravo nella scrollery ho ricevuto pressioni abbastanza forti da parte di
certe autorità, che m'incitavano a non prender conoscenza di quella pergamena. Non so cosa ci fosse scritto. Ma penso, se volete saperlo, che non mi
abbiano dato fiducia».
«E hanno continuato a riporla in Pierre Michel, dopo che s'è spretato?»
«Sì, si è tentato» rispose, senza dare ulteriori indicazioni sul senso di
quel "sì". «Ha dovuto lasciare Gerusalemme per questo motivo. Ma attualmente non dipende più dalle autorità ecclesiastiche e, dunque, non deve più obbedire loro come per il passato.»
«Lei non ha preso conoscenza del contenuto del manoscritto, nemmeno
superficialmente?» insisté mio padre.
«Sì, l'ho fatto, giusto prima che scomparisse. Quando ho parlato di quello che ho potuto, diciamo, intravedere, a padre Johnson, mi ha domandato
di non farne parola con nessuno, per nessun motivo; di dimenticare tutto,
insomma. Aveva detto lo stesso a Lirnov. Ma il pover'uomo non ha sopportato di sapere...»
«Di cosa si tratta?» chiese mio padre.
«Non posso rispondere, ho promesso il silenzio e non posso venir meno
alla parola data» disse. «Ma potete cercare di vedere Pierre Michel. Ecco,
prendete pure il mio indirizzo privato» aggiunse porgendoci un piccolo
biglietto. «Non esitate a chiamarmi, farò tutto il possibile per aiutarvi...
nella misura in cui potrò agire senza infrangere il mio giuramento, come
capirete.»

«Teme qualcosa o qualcuno?» domandò mio padre. «In questo caso potremmo essere noi ad aiutare lei.»
Vi fu di nuovo silenzio. La domanda restò senza risposta.
«Ha paura che la Congregazione per la dottrina della fede possa essere
immischiata in questi delitti?» riprese mio padre.
«Ho fatto parte della Congregazione per anni. Conosco ciò che quella
gente è capace di fare. Ma non questo, mi creda. No, non ho paura di loro.
La sola ragione del mio silenzio è il mio impegno di tacere: niente di più,
glielo assicuro.»
Con questo, ci fece segno che il colloquio era terminato. Quando gli diedi la mano, scorsi nel suo sguardo un bagliore tragico che mi strinse il cuore.
Avevamo raccolto poche informazioni da quell'uomo. Ma per la prima
volta, sembrava che fosse crollata una barriera. Non sapevamo ancora nulla, quantunque già sapessimo.
E ho visto la saggezza aver molti vantaggi rispetto alla follia, e la
luce averne tanti sulle tenebre. Il saggio vede con la sua testa, e l'insensato cammina nelle tenebre, ma ho capito pure che lo stesso incidente può capitare a entrambi. La memoria del saggio non è eterna,
non più di quella dell'insensato poiché, nei giorni che verranno, tutto
sarà dimenticato. Perché il saggio muore nello stesso modo dell'insensato?
La sera stessa ci recammo al domicilio di Pierre Michel, nel XIII arrondissement. Si trovava nel quartiere cinese, al dodicesimo piano di una torre
grigia che sembrava avviare un'imbronciata ascensione verso il cielo, senza riuscire a portarla a termine. Suonammo, ma nessuno rispose.
Chiamammo padre Millet da una cabina telefonica davanti alla torre. Ma
anche in questo caso, nessuna risposta. Ci mettemmo allora a camminare
dritto davanti a noi, verso nord. Era il crepuscolo; il sole moriva dolcemente sotto le foschie primaverili. Una luce morbida faceva scendere sui monumenti e gli edifici in pietra da taglio una tavolozza di colori da esperto
pittore in declino.
Arrivati nel vi arrondissement, spinti senza dubbio da una logica incosciente - Satana, la tentazione dell'abisso -, ci dirigemmo in silenzio verso
la parrocchia di padre Millet. Avvicinandoci al suo recapito, tenemmo un
piccolo conciliabolo.

«Già che siamo qui, perché non fargli una visitina?» dissi.
«Adesso? Non credi che sia troppo tardi?» chiese mio padre.
«No, ci ha esortati a tornare, ed è possibile che si senta più libero di parlare lontano dalla facoltà. Credo che abbia fiducia in noi.»
«In te, vuoi dire, e mi domando per quale ragione. Tuttavia... Non so se
potrà darci ancora qualche altra informazione, ma sono preoccupato per
lui. Ritengo che sia spaventato da qualcosa.»
«Forse il solo mezzo per proteggerlo è incitarlo a confidarsi...»
Mio padre esitò un istante, poi finì per dire: «D'accordo, andiamo».
Suonammo al citofono, ma non vi fu più risposta che da Pierre Michel.
Entrammo comunque nell'edificio e salimmo fino al suo appartamento. La
porta era socchiusa. Entrò per primo mio padre.
Ciò che vedemmo allora ci gelò il sangue dal terrore per il resto della
nostra vita. Non vi è un solo giorno, una sola notte senza che mi svegli,
atterrito, ripensando a ciò che vidi quella sera. E, a lungo, ho chiesto nella
preghiera che mi abbandonino quelle barbare visioni che agitano le mie
notti e lasciano incerti i miei giorni. Non potrò mai dimenticare l'orrore
della malvagità umana. Nessun diavolo, nessun demonio potranno mai
uguagliare l'uomo nella sua satanicità.
Per questo odio questa vita, perché le cose sotto il sole mi sono
sgradevoli.
Davanti a noi, padre Millet giaceva ritto, le braccia in croce, la testa china verso sinistra. Era nudo, o quasi. Il suo corpo biancastro aveva perduto
le rotondità della bonomia. Era molle, adiposo, come svuotato delle sue
ossa. Il suo volto si era immobilizzato in un'espressione di recriminazione
mista a un'intensa sofferenza. Gli occhi erano pietrificati; il loro appello
all'aldilà, nato dal dolore, dalla paura e dall'incomprensione, che si distendeva verso la morte come una liberazione, come la sola fine possibile e
ormai auspicabile, la morte come progetto e come unica speranza, aveva
finito per essere esaudito: ma persisteva ancora nell'ardore disfatto impresso nel suo sguardo fisso. I suoi capelli bianchi erano incollati al cranio da
un sudore di anelito e di sofferenza, quello di un vecchio in cerca della sua
strada sotto un sole schiacciante, che impazzisca all'idea di non poterla
trovare e si avveda che è colpa del tempo, che nel suo trascorrere rosicchia
tutte le sue facoltà e divora le sue carni con un lavoro di pazienza e di maligna disgregazione. Dalla sua bocca socchiusa filtrava un liquido gialla-

e la tristezza non ci diede più requie. Eravamo dei Cohen. non sapendo distogliere lo sguardo da quella macabra vista. Le mani erano rattrappite. Lo avevano crocifisso. secco e scuro. una croce di Lorena decapitata. e la Legge non ci permetteva di toccare un cadavere dovendo rimanere puri. Grossi chiodi erano conficcati nelle sue carni. E l'idea è inebriante. Seduto precariamente. e ci fu impossibile dimenticare quella visione dell'ingiustizia. La morte è impura in quanto è un'orribile seduttrice. pendevano pallidi e scheletrici. e dalla sua morte promanava un forte richiamo che attirava verso di lei chi la contemplava. sapendo che basta solo un passo perché tutto finisca. formando piaghe purulente. la sedecula ne frenava lo slittamento e la lacerazione dei muscoli. ripiegati uno sull'altro. Quest'ultima non può nulla contro il desiderio ispirato dalla morte. il gluteo sinistro sulla barra mediana. Occorre essere solidamente ancorati alla vita per non esserne attirati. bava mista a bile rigurgitata dalle viscere più profonde. I piedi. dato che è il termine ultimo dell'esistenza. e il suo nome sarà stato coperto di tenebre. o meglio esservi attaccati con forza. l'ultimo resto di una vita assassinata. contratte intorno alle ferite. È la vita della morte. come se cercassero di medicarsi da sole. E l'uomo è un animale morboso. i piedi incavigliati al palo. E quell'uomo morto davanti a noi era una visione diabolica. I suoi polsi erano inchiodati alla barra trasversale. Restammo interdetti. è un vino dolceamaro che ubriaca. che è forte come l'assoluto. Sulle sue tempie. che è cosa impura poiché la morte risucchia le grandi forze della vita e le aspira verso il funesto infinito in cui si disperdono. Ma quest'eternità non è che la negazione della vita. che sembrava ancora caldo sul suo freddo corpo. vi erano le tracce di sottili fili di sangue. cioè esenti da ogni rapporto con la morte. sulle mani e sui piedi.stro. dato che è impossibile attraverso il solo potere della volontà. e l'uomo che guarda la morte è simile a chi si sporga nel vuoto. era appeso ad una grande croce di legno. . è il solo presentimento della sua eternità. incrostati di densi grumi neri. tanto era scura la notte nei nostri cuori. Il corpo si era disarticolato in una torsione laterale. Lasciammo l'appartamento per immergerci nella notte che ci rese ciechi. Poiché sarà giunto invano e se ne sarà andato nelle tenebre.

non era più permesso alcun dubbio: ci stavamo battendo contro dei romani. volerle rendere chiare e trasparenti. Il prossimo indizio non sarebbe più stato un avvertimento. Quell'uomo era forse morto per colpa nostra. Il legame fra la crocifissione di Almond e la morte di Matti non poteva essere fortuito. atterrito. se non avevamo il diritto di toccare il sangue. Dio deve rimanere nascosto. «È necessario che seguiamo la nostra strada e comprendiamo questo mistero. Mio padre si sentiva tragicamente responsabile di quanto era successo a padre Millet.» finì per dire mio padre. che non celebri lo shabbath e non obbedisci nemmeno più ai dieci comandamenti? Di cosa stai parlando?» . attraverso la tristezza del volto. Pensava che la ricerca da noi condotta non fosse altro che un lungo calvario. «A questo punto non possiamo abbandonare tutto» risposi. dei barbari pronti a tutto. tu che non credi in Dio. Tu sai che guardare Dio dritto in volto è impossibile.» «Non serve a niente voler spiegare le cose. Ora. «Di Dio o di Gesù? Perché usi questo argomento. il cuore diventa gioioso. e che è una trasgressione mortale anche il solo averne la pretesa. una via della croce. Meglio essere tristi che ridere. A volte le apparenze più evidenti sono le più fallaci. mentre quello degli insensati è nella casa che gioisce. a qualunque costo. Mi ripeteva che non era una missione per noi. Colui che tenta di svelarlo si attira la sventura e la folgore. «Credo che si debba tornare a casa nostra. Sembrava ormai evidente che qualcuno ci seguiva e voleva impedirci di proseguire la nostra indagine distruggendo le ultime prove che avremmo potuto trovare. e chi è vivo possa far entrare questa verità nel suo cuore. Bisogna lasciare i segreti nella loro opacità. O forse ignorava le tragiche conseguenze di una simile investigazione. a fortiori ci era vietato provocarlo. in Israele. perché.È meglio andare in una casa in lutto piuttosto che in una casa in festa. Shimon si era ingannato pensando che avremmo potuto avere buon esito.» «Ma di cosa stai parlando? Sai qualcosa di più su questi assassinii? Di chi si tratta?» esclamai. Quello che sta sotto le cose è inimmaginabile e ciò che possiamo scoprire è talmente terribile che è meglio per noi distoglierne lo sguardo. il cuore dei saggi si trova nella casa in lutto. perché si veda quale fine attende ognuno di noi.

Dobbiamo ritrovare quel manoscritto. Era un passepartout mandato da Shimon. Eravamo la vita. ma di un gruppo. né i segni che manda.» Pensavo in effetti che occorreva perseverare. «Chi siete?» domandò in inglese. «Non abbia timore» rispose mio padre nella stessa lingua. lo nasconde e lo protegge. «Pierre Michel è partito. «Ti inganni quando credi di vedere dei segni. si girò di colpo e lanciò un grido di sorpresa. un'istituzione che lo ha confiscato da secoli. si doveva raccogliere la loro sfida. non è qui.» Anche in quelle circostanze tragiche. Allora estrassi di tasca una chiave. Non avevo paura. ed entrammo nella stanza principale. Non possiamo rifiutare la nostra missione come fece Giona. Chi è? Non lo so. E non era stato detto che al termine di questa guerra sarebbe venuto il Messia? L'indomani ritornammo da Pierre Michel. insieme alla pistola che non lasciavo mai. un altro «regalo per la partenza» che mi appariva al momento come un presagio. Forse non si tratta di un uomo. Pensavo che mio padre non fosse lontano dall'essere un empio e lo scoprivo più religioso di me. Qui vedemmo una donna accovacciata davanti a un cassetto. Qualcuno lo possiede. ma non voglio contrariare la sua volontà. Le imposte erano chiuse: procedemmo in silenzio lungo uno stretto corridoio. Non importa. L'appartamento era piccolo e buio. Vogliamo vedere Pierre Michel. ci faremo inghiottire da una balena. non potei fare a meno di sorridere. Credevo di essere credente ed eccomi di colpo ateo e razionalista. altrimenti. «Siamo soltanto dei ricercatori di archeologia. dobbiamo continuare. e loro erano i figli delle tenebre. «Non possiamo abbandonare tutto.«Non so se Dio esista. e che. che estraeva e leggeva le carte che vi erano nascoste. lavoro per . I ruoli si stavano invertendo. i figli della luce. «Sono una giornalista della Biblical Archeological Review.» La donna si rasserenò. Nuovamente non c'era nessuno. e se è il manoscritto in suo possesso che volete. Credevo immortale me stesso. e tutti quelli che amavo. Lo sto cercando anch'io» disse. quando Dio gli chiese di predicare il pentimento a Ninive.» dissi con calma. Come se avesse avvertito la nostra presenza. Era sembrata molto spaventata. «Per quale ragione? Chi è lei?» domandai. o meglio è Dio che s'inganna mandandoteli. Aprii dolcemente la porta. se i barbari volevano la guerra.

«Sono spiacente» dissi. Vorremmo divulgare l'insieme dei manoscritti. Lo scandalo sta più nel fatto di averli nascosti che in quello di cercarli per renderli pubblici» spiegò. Non precipitarti a parlare. e tu sei sulla terra. «L'ho aggredita ingiustamente. immagino.Barthelemy Donnars. Sospettavo che Pierre Michel non ci fosse: dopo l'abbandono della sua vocazione monastica. come voi. e ne provai ben presto un amaro dispiacere. Quando Michel ha cominciato a svelarne il contenuto alla conferenza del 1987. Si chiamava Jane Rogers. .» «Lei è al corrente dei delitti?» domandai. che era per lei lo stesso che l'amore per Dio. Supponeva che fosse Johnson. aveva lunghi capelli biondi e un viso pallidissimo cosparso di lentiggini. «Com'è entrata?» chiese mio padre. Johnson si è proprio infuriato.» «Ma chi può desiderare la sua morte?» chiese mio padre. «Vede» continuò rivolgendosi a me con quell'aria dignitosa che le avrei visto così spesso in seguito «voglio divulgare il manoscritto mancante perché sono in pena per le sorti del cristianesimo.» «Sì» risposi con diffidenza «tutti sanno che la vostra rivista fa dei manoscritti il suo mezzo di sostentamento.» «Quei manoscritti sono documenti capitali sia per lo storico che per la fede. Poi Pierre Michel è scomparso con il rotolo. e che il suo lavoro alla BAR e le sue ricerche erano ispirate all'amore per la verità. aveva ricevuto minacce di morte perché restituisse il manoscritto. penso sia dovuto fuggire.» L'avevo offesa. E. che era stato con lui fin dall'inizio. «Mi ha detto che non lo sapeva. «Dalla porta. poiché Dio è nei cieli. ha capito bene: salvargli la vita. e che il tuo cuore non si affretti a pronunciare nessuna parola davanti a Dio. E quando sono riuscita a raggiungerlo. Disse di essere figlia di un pastore. ho molto penato per fargli accettare un'intervista. «Chi non lo è? Sono sempre in prima pagina. Ma non sapeva che fosse sulla strada del dubbio e dell'apostasia. Aveva affidato il manoscritto a padre Michel. compreso quello che è stato confiscato in modo fraudolento. Ed ecco» disse gettando uno sguardo desolato intorno alla stanza «un bel modo di ritrovare le sue tracce. spiegandogli che era il miglior mezzo per salvarlo.» La donna era giovane.» Subito il suo viso s'illuminò di un sorriso infantile.» «Salvarlo?» «Sì. nello stesso vostro modo. senza spazientirsi. Ho fatto fatica a ritrovare le sue tracce.

la voce di Jane Rogers: «No! Non li segua.. come per proteggerci. «Sono abituata a.. Persi conoscenza. «Avranno saputo che eravate in cerca del manoscritto. gli occhi pieni di paura. s'interruppe. Ma perché hanno portato via mio padre? Come facevano a conoscerlo?» feci. Richiusi gli occhi un istante. potrebbero ucciderlo.. Crollò a terra.» Di colpo. A meno che non l'abbiano scambiato per Pierre Michel. Lei è un chassid o si è travestito?» chiese osservando con curiosità i miei sforzi disperati per riporre sul mio capo la kippah di velluto nero che mi aveva tolto per curarmi. ma un terribile dolore al capo mi fece vacillare.» . come hanno fatto con Millet. dato che. «I beduini lo conoscono per tradizione orale. ma l'altro. giusto il tempo necessario agli scellerati per uscire di corsa. Spinto da un'irresistibile pulsione omicida. «Vuole che chiami un'ambulanza?» «Me la caverò. non si trattava di una visione beatifica. era il viso di Jane Rogers. come da lontanissimo. Sferrai con tutte le mie forze un pugno nello stomaco di uno dei due.» «Di quale tesoro sta parlando?» domandai. mi precipitai sugli aggressori. Poi la voce del sangue di mio padre abbattuto. Almond e gli altri!». Uno dei testi rivela l'esistenza di un tesoro in oro e pietre preziose. ne approfittò per assestarmi un colpo in testa con il calcio della pistola. Subito. incapace di fare un movimento. Tentai un movimento per lanciarmi al loro inseguimento.. armato. attento e preoccupato.» «Ah! Capisco. Mi girai e vidi due sagome minacciose. contuso.. ricordando subito con terrore i fatti precedenti. poi li riaprii: no. «Abito a Mea Shearim. portando con sé il corpo esanime di mio padre. Quando rinvenni. Rimasi stordito per parecchi minuti. i due assalitori lo afferrarono. Forse quegli uomini sono semplicemente alla ricerca del tesoro... e lo colpirono alla testa con un manganello. Per un istante rimasi stupefatto. Sentii ancora. Sentivo la dolce pressione delle sue mani attraverso l'impacco applicato sulla ferita sanguinolenta. con tutta evidenza né lei né io avremmo potuto esserlo.. Mio padre andò loro incontro. aprii gli occhi in un torpore ovattato su un angelo dorato chino sopra di me. che passava un panno morbido e fresco sulla mia fronte ammaccata. gridò da terra verso di me e mi fece tremare di rabbia. credo. «Sta meglio?» domandò.«Non è nulla» rispose.

presi il telefono e composi il numero di Jane Rogers. Ma cosa volevano significare realizzando ritualmente il supplizio di Cristo? Non scartavo nessuna ipotesi. Rammentai con terrore il cadavere crocifisso di padre Millet. Avevo ancora un mal di testa atroce e lancinante. «No. disteso sul letto. Non si sa cosa potrebbe ancora capitare. avrebbero potuto ucciderlo. e che erano stati senza dubbio i boia sia di Almond che di Millet. Erano forse degli inviati di Dio venuti a riprendersi un giusto per condurlo davanti al Trono celeste? O. Ma come conosce tutto questo?» «Sto lavorando su questo incartamento alla BAR: disponiamo di tutte le più recenti informazioni archeologiche. L'ho svegliata. Potevano pure essere dei semplici banditi alla ricerca del tesoro degli esseni. e questa visione mi torturò. Camminammo un po' per la strada. in un modo o nell'altro. e pensavo a mio padre.«Sì. Passai la notte agitato da tremiti convulsi. non riuscii ad addormentarmi. Venga. era quella di attirare l'attenzione sui manoscritti distraendo così i suoi sequestratori. affatto. Dunque la sola possibilità di salvare mio padre. Se i rapitori si fossero accorti dell'errore. «Sono Ary Cohen. Bisogna assolutamente che io ritrovi mio padre. più probabilmente. mio padre sarebbe tornato con dei progetti diabolici. che credevano mio padre in possesso della chiave del problema. Alle cinque del mattino. Si tratta del tesoro del Tempio. Non vedevo il modo di ritrovarlo. Come va la sua ferita?» domandò. Chi aveva potuto uccidere Millet? Qualcuno ossessionato dal cristianesimo o al contrario dei cristofobi? Ebrei. . se si era ancora in tempo per salvarlo. La sera. o comunque del fatto che lui non ne sapeva più di loro. Riflettendo in tal modo.» L'aria fresca mi fece bene. Ma parleremo di questo più tardi. Ascolti. il Rotolo di rame. Poi rientrammo ciascuno al suo albergo. non restiamo qui. Nemmeno io stavo dormendo. mi colpì una considerazione: il punto in comune di tutte queste ipotesi era che la ragione del rapimento si poteva sempre collegare ai manoscritti. musulmani o cristiani? Senza dubbio dei pazzi sanguinari. degli emissari di Satana intenzionati a interrogarlo e tentarlo? In questo caso. scambiandoci i nostri numeri di telefono. O forse dei cristiani fanatici che temevano la scoperta dei manoscritti. mi scusi» esordii. dopo ulteriori riflessioni. «Un po' meglio.

dato che credevo facendo que- . Ritornai nell'appartamento di Pierre Michel.» «Il famoso rotolo della conferenza?» «Sì. andrò a stanarli con la forza» risposi. e c'è ancora tempo per ritrovarlo. «Provi a dormire. Bisognerebbe fare qualcosa per attirarli. per cercarvi degli indizi. e nemmeno perché.» «Se occorre.» «Ora.» «Sì. cerchi di non pensarci più» m'incoraggiò. con la forza delle idee. non più di me.Non so dove sia.. è che lo abbiano fatto a causa dei manoscritti. Telefonai a Shimon. non per informarlo di ciò che era successo. fingere di sapere o di possedere qualcosa di cui sono alla ricerca. e domani studieremo un piano di battaglia. Sembrò perplessa. «Voglio dire. Qual è la sua idea?» «Far credere loro che siamo sulle tracce dell'ultimo manoscritto. corsi freneticamente un po' per tutta Parigi. non penso.» L'indomani.» «In effetti sarebbe necessario almeno questo per scomodare i nostri eminenti qumranologi.» «Sapeva qualcosa a questo proposito?» «No. «Ci saranno tre seminari durante un grande convegno della BAR sui manoscritti di Qumran. e tutti i ricercatori sono invitati.» «Cosa stavate cercando con esattezza?» «Il rotolo posseduto da Pierre Michel.» «Sta pensando a qualcosa di preciso?» «Crede che il suo giornale sia in grado di organizzare un convegno sui manoscritti. ma ho paura che i suoi rapitori spariscano nel nulla. né chi lo abbia rapito.» «Se non sa niente. È proprio sicuro che suo padre non abbia scoperto qualcosa di pericoloso di cui non le avrebbe parlato per proteggerla?» «No. Ma quello di cui sono convinto..» «Purché non sia troppo tardi. All'ultimo convegno hanno partecipato davvero in pochissimi. qualcosa che abbia una certa risonanza e di cui i giornali possano parlare?» «È già in programma» rispose. allora forse non lo uccideranno.» «Per questo sono stata mandata qui.

Senza uno scopo preciso. Parecchie volte chiamai mia madre e le diedi delle false buone notizie.sto di mettere in pericolo la vita di mio padre. Poi. Jane mi aveva convinto che era assurdo rimanere ancora a Parigi: senza dubbio mio padre non vi si trovava più. Ero alla disperazione. Non vi era dubbio che l'oggetto provenisse dai rapitori. Sono stanco di gridare. ricevetti al mio hotel un piccolo involto proveniente da New York. Per quasi tre settimane vissi tra i tormenti dell'angoscia. che spiegasse quegli orribili delitti? Il convegno era l'unica speranza che avevo di rispondere a queste domande. Non sapendo se mio padre fosse vivo o morto. e non si potevano avvertire né mia madre né le autorità. 2 Partimmo l'indomani. mi recai all'ambasciata israeliana. non avrei saputo cosa fare. che con quel gesto volevano così farmi capire che conoscevano lo scopo delle nostre ricerche e che mio padre era sotto la minaccia di una crocifissione. . c'era una possibilità che fosse stato drogato e condotto negli Stati Uniti. le mani tremanti. Re dei Giudei. dove in ogni caso avrei potuto rendermi utile. Sembrava non sapere nulla. Conteneva una croce di legno tarlato. una volta recitata la parte. Due giorni dopo. Avevo voglia di riferire tutto a loro. In Israele. Decisi di accompagnare Jane Rogers a New York. cambiai parere. A New York. Lo aprii con il cuore che batteva fragorosamente. L'iscrizione sulla croce di Cristo. Gesù il Nazareno. dando una mano per l'allestimento del convegno. scesi a un alberghetto vicino ai locali della Biblical Archeological Review. Data la provenienza del pacchetto. dicendole che mio padre era troppo occupato per poterle parlare. i miei occhi si sono consumati aspettando il mio Dio. Poi. per non mettere in pericolo la vita di mio padre. con un'iscrizione in ebraico. all'ultimo momento. giusto quattro lettere che mi fecero venire la pelle d'oca: INRI. mi scioglievo in lacrime. la mia gola s'è inaridita. forse perché ero semplicemente molto disorientato. ero a mia volta fra la vita e la morte. ma per cercare di intuire se ne fosse al corrente. Cosa volevano esattamente? Erano forse dei fanatici che crocifiggevano tutti quelli che facevano ricerche sui manoscritti di Qumran? Cosa diavolo c'era in quei rotoli.

Gli altri. del Dio della vita. ero a mia volta eletto. da quella degli stolti a quella dei saggi. nel seno del quale. dato che il loro animo ha sete di Dio. questa corsa senza fine. Talvolta. irrimediabile breccia. e che la Terra. e le acque traboccanti mi trascinano via. e così di seguito sino alla fine dei giorni. loro simili. di colpo. culla del giorno. che s'interrogano senza tregua sul senso delle cose e su quello della vita. Ma non sono mai in pace. Passai definitivamente dalla categoria degli spensierati a quella dei metafisici. Fu una prima. fino all'improbabile conclusione dei tempi. come se il mondo fosse la casa del lutto. è la vita a ghermirli. Tuttavia. io. a me che camminavo sempre con passo sicuro.In quel periodo compresi di non essere invulnerabile. ma è una conchiglia vuota e ribelle. Come se fosse del tutto naturale che questo mondo non abbia né inizio né fine. si stiracchia languidamente e riparte ogni mattina con uno sbadiglio affrettato. poiché sono ossessionati dalla morte. vivono nei luoghi familiari abitati dagli umani. Per la prima volta. scoprivo il vuoto. E la loro sete quella reminiscente e nostalgica di coloro che sognano del paese in cui nacquero e della sorella che vi conobbero. Sono caduto in un profondo pantano da cui non posso sottrarmi. il mondo intorno a me vacillava. guidato dal Talmud e dalla Cabala. sono entrato nella più profonda delle acque. come se fosse perfettamente normale per loro essere qui. il dubbio s'intromise dentro di me e mi fece barcollare. preciso e minuzioso. che sono perpetuamente. sicuro del loro valore e di quello del mio popolo. il popolo eletto. al di là dell'olire l'aldilà. Per la prima volta. avida di quello che non ha e di quello che non ha mai saputo. Come disse uno dei nostri maestri: «Il mondo è un ponte stretto e l'importante è non aver paura». piccola bacca malaticcia nell'infinito cosmico. questa consapevolezza non mi avrebbe più abbandonato. giovane studente alla yeshivah. . vi porti a spasso senza sosta la sua vorticosa rivoluzione. prossimo a cadere. E sempre cercano nuovi orizzonti. questo perpetuo movimento. Ora. che colgono ogni occasione per farsi domande sull'essenziale. su questo pianeta chiamato Terra in cui si leva il sole. allora vogliono divorarla con un appetito insaziabile e vorace come la morte. potevo aggrapparmi soltanto a un filo. cercando di disfarsi della loro terribile angoscia e di riempire il mondo con una paura sublime e con gli oggetti creati dal loro spirito inquieto per rassicurarli. gli stolti. Da quel giorno in cui presi coscienza della mia fragilità. l'eletto fra gli eletti. La strettezza di questo ponte non mi era mai sembrata così pericolosa. la rugiada imbianca le zolle e l'alba. inalterabilmente insoddisfatti.

Mio padre aveva presentito il pericolo e mi aveva fatto partecipe delle sue intuizioni.contempla. che ascoltano tutto e non vedono niente. ma tu non rispondi. né l'uomo che invecchia e muore. Temevo il peggio. Non conoscono la vertigine. Avrebbe iniziato con il riassumere i dati classifi- . in un caso come quello. Non più legge. Per questo la mia uscita dall'infanzia risale a quell'epoca. non più regole: tutto era permesso. intelligenti e abili a cogliere il reale nella sua concretezza. in cui i fatti capitavano gli uni dopo gli altri. Incapaci di discernere la polvere nell'uomo e la vanità di ogni azione. Di notte. In quel momento. Chi erano? Dove si trovavano? Quali erano le loro motivazioni? Mio Dio! Grido di giorno. sono beati. quando non si decide niente. In questa condizione l'orizzonte. E ne avevo paura. non al tempo del servizio militare. con passo sicuro. Guardano il globo come una sfera da attraversare. l'infinito dei possibili. Superbi. permettevano di reagire quasi meccanicamente. un artefatto come un altro. È tutto così semplice. L'esercito continuava a essere una cornice rigida di fatti esterni. lo ignorano. L'infanzia era una specie di non coscienza. che nulla al mondo saprebbe sorprendere. coperto di sangue e di umori. senza passato né avvenire. polvere del tempo. dopo un pilpul astruso. avrebbe potuto indicarmi il luogo in cui si trovava mio padre. rapire e rubare. coperto di sangue e di umori. e talvolta più la sofferenza che la morte. un oggetto artigianale più che artistico. microbo del microcosmo. beffardo. mi dovevo confrontare con l'anarchia della vita. e ci si accontenta di seguire. perfino i più insolubili. quando pensavo alla sola prospettiva della morte. né il bambino che si affaccia alla vita. Rimpiangevo amaramente di averlo convinto a continuare. e si consumano anche loro. per la prima volta. Era uno stato soggetto alla legge e rassicurante. Non avevo compagni e mi mancava Jehudah: aveva sempre trovato una soluzione a tutti i problemi che gli avevo sottoposto. Ma tutto questo appare comprensibile agli spensierati. simili a stimoli elettrici. Non si chinano abbastanza verso il basso per osservare a lungo il precipizio che si apre da una parte e dall'altra del ponte. Ma tengono le loro mani strette. tagliare a pezzi e crocifiggere. né il fanciullo che cresce e impara a parlare. Forse. incontaminati dall'impurità della morte. si riduceva stranamente. che. l'essere finito. e non trovo riposo. Non trovavo la forza di studiare la Bibbia. avrebbe perfino voluto lasciare tutto e ritornare in Israele. il mio stato non me lo permetteva. proseguendo il cammino diritto davanti a loro.

si nasconde a destra. nemmeno a Jehudah. Ma sapevo. tu e tuo padre cercate un manoscritto che si trovava nella grotta di Qumran e che è stato fatto sparire da X. Oserò confessarlo? Potrò dirlo? Meditavo molto a proposito di Cristo. non lo intravedo ancora. La terra è come un padre. poi riprendevamo il nostro cammino. rapito da sconosciuti. Così erano fatte le elucubrazioni di Jehudah. Discuterebbe con me attraverso la sua grande forza? No. Com'era duro e lungo quest'esilio. Dunque» avrebbe detto Jehudah «è evidente che tuo padre si trova. Conoscevamo posti scoscesi dove il rilievo è talmente frastagliato da somigliare a uno scenario di cartapesta. e capirei quello che mi direbbe. nella miseria e nell'ingiustizia. fiero dell'effetto riportato. Anche la mia terra mi mancava in questo frangente. saprei cosa mi risponderebbe.» «Perché?» avrei domandato. sbalordito. È un suolo conosciuto sul quale riposare quando si sente che non ci si può più aggrappare a nulla e che tutto vacilla. non lo scorgo. «È semplice» avrebbe risposto. bizzarra in mezzo ai grattacieli.. in verità. al monastero di Santa Caterina. quando avevamo bisogno di riflettere.candoli: «In primo luogo.. e non lo vedo per niente. In terzo luogo. tuo padre è sparito. se vado avanti. anche se di questo pensiero proibito non avrei fatto parola a nessuno. L'uomo retto ragionerebbe con lui. In secondo luogo. E si sarebbe gettato in un ragionamento talmudico mettendo contemporaneamente in mezzo la Bibbia. Ma egli conosce la via che seguo. spinto da una . Mi ricordai le passeggiate che facevo con Jehudah nel deserto bianco del Neghev. Se giro a sinistra. a Manhattan. che muoiono tutte di morte violenta. e riempirei la mia bocca di prove. e io verrei assolto dal mio giudice. Vorrei sapere dove trovare Dio! Andrei fino al suo trono. i rabbini e altre persone che non c'entravano per niente. e se mi mettesse alla prova. soltanto mi opporrebbe i suoi argomenti. incontrate durante questa ricerca tre persone. i rapitori. tanto da sentirmi debole e solo. ne uscirei puro come l'oro passato attraverso il fuoco. ad Ankara. Stavamo via per parecchi giorni in assoluta solitudine. passai davanti a una chiesa. Vi trovavo conforto. che in questo caso non si trattava di pilpul e che il ragionamento puro non avrebbe permesso di ritrovare mio padre. Sognavo di Cristo come capita nella sofferenza. non lo trovo. Restavamo parecchie ore davanti a questo schermo cinematografico. Se torno indietro. in una specie di diaspora. Esporrei per bene la mia causa davanti a lui. Un giorno. Ma ecco.

la felicità e la risurrezione dei morti. se Dio non c'era. tutto ne conseguiva miracolosamente: il mondo futuro. Forse per un'urgenza. né in occasione delle più grandi barbarie. per mezzo di Jane. Lui. e per poco che si credesse alla sua esistenza. a pensare intensamente a quell'uomo crocifisso. e si sarebbe conosciuta finalmente l'intera verità su Qumran. Ci pensavo non come si pensa a Dio. mio padre sarebbe ritornato. né. Sì. E se Cristo non esisteva. il senso della vita. ci è rigorosamente vietato entrare in una chiesa. come la rappresentazione proibita di un impossibile Dio. a quell'uomo giusto. Forse perché era ancora più assurdo non fare nulla. dal momento che sarebbe stato salvato da Dio. dopo la vita? Allora era tutto permesso. carne e spirito. più avrebbe riposato nella pace di Cristo. ma come a un personaggio della Bibbia. almeno. aiutavo Jane a preparare il convegno. Jane ricevette . senza che questo avesse una giustificazione teorica o teologica. ma mi misi a contemplarla davvero. la creazione. Tutto accadeva per volontà dell'uomo. nessuno sapeva nulla. Per la prima volta. scriveva lei stessa articoli. Voleva che partecipasse il maggior numero possibile di personalità. Occorreva fare qualcosa. Poco dopo la pubblicazione di un suo articolo sul Times. tutto sarebbe stato assurdo. assente.voglia improvvisa. Era riuscita a far adottare dalla rivista il tema: "È esistito Gesù? Le incredibili rivelazioni di Qumran". Telefonava ai quattro angoli del mondo. Sembrava essersi consacrata all'organizzazione del progetto. Beninteso. forse. o c'era soltanto il Dio nascosto degli ebrei. Mi sedetti a un banco. i crimini sarebbero rimasti impuniti per sempre. annunciò che per la prima volta tutti i manoscritti sarebbero stati riuniti. Più le sue sofferenze fossero state grandi e immeritate. La stampa si era ben presto affrettata a impadronirsi dello scandalo provocato dalla BAR che. ritirato dal mondo. era lì. certamente nell'altro. Per occupare la mia mente. Ma allora con che scopo agire? E tuttavia. Le virtù non sarebbero state mai ricompensate. Ma allora. che sentivo in procinto di ammalarsi. non guardavo più quell'immagine come una forma di adorazione pagana. E questo mi consolò. entrai. se non in questo mondo. di fronte a una cripta dove si trovava una statua di Gesù. ma l'obiettivo era attirare l'attenzione di tutte le parti interessate. perché agire? Non c'era bisogno di cercarlo. né di trovarlo. quello che non interviene. astratto. faceva colazione con giornalisti. Beninteso. e ancor più di comportarci come io feci.

delle giovani donne che non avevo preso in considerazione. Ma con le donne. Esercitavo ugualmente un certo ascendente sugli uomini. che bisbigliavano il mio nome. Vi era un qualcosa di torbido.» «Sarebbe solo grazie a te.. non m'importa nulla del manoscritto. Non vale la vita di un uomo. Ritroveremo tuo padre. «È possibile. è un record per una rivista archeologica!» «Se non rivedrò mai più mio padre. mi supplicavano di accompagnarli nelle loro sortite notturne.. forse anche perché tengo a te. Durante il servizio militare avevo conosciuto qualche ragazza. ne sono sicura. Hai avuto un'idea eccellente. non avevano alcuna possibilità di sedurle. più di quanto non dovrei». affinché le attirassi come un amante. ci pensi. poi aggiunse: «E poi. Era infine disposto a rendere pubblico il rotolo in suo possesso. se metteremo finalmente le mani sull'ultimo manoscritto.al giornale una telefonata da New York. Ho imparato molte cose che mi saranno utili. Oppure. a cui non mi ero davvero interessato. questa settimana.. I miei compagni pensavano che fosse il mio sguardo ad ammaliarle. Abbiamo venduto quasi quanto Vanity Fair. che mi metteva a disagio atrocemente. per finire di risponderti. più di quanto tu possa immaginare.. Ary. di strano nel loro modo di fissarmi. Perché fai tutto questo per me?» «Innanzitutto è anche per me che lo faccio. come dentro un . Dicevano che. non disperare. e loro potessero approfittarne per avvicinarle. Indovinavo che voltavano la testa al mio passaggio. ne sono certa. Dicevano ridendo che vi si annegava. Il giornale rigurgita di richieste d'invito. Tuttavia i miei compagni facevano ogni sorta di battute sul fascino che esercitavo sulle donne. A queste parole le sue guance s'infiammarono e il cuore mi fece un balzo nel petto. poiché era il solo modo che aveva di salvarsi la vita.» Vi fu un breve silenzio. con me presente. Jane abbassò lo sguardo. Era Pierre Michel. Avrebbe dunque preso parte al convegno. era tutt'altra cosa. Spiegò che era dovuto partire precipitosamente da Parigi per sfuggire ai suoi persecutori.» «Ary. esitò. che mi ascoltavano quando parlavo e ricercavano la mia compagnia. «Speriamo che questo ci aiuti a sapere dove si trova mio padre» dissi a Jane. Sono cambiata. a stregarle.

non pareva assolutamente destinata a qualcosa. allora sì. Poco a poco. Jane era un meraviglioso interlocutore. se fossi stato un altro o se mi fosse stato permesso. mi venivano mille idee. Era talmente diversa dalle ragazze con cui ci sposavamo. All'inizio. E quando talvolta il mio sguardo incontrava il suo.pozzo d'amore. a far progetti. e contemporaneamente c'era fra noi una reale complicità e una fraternità di spirito. era diverso. facevo attenzione a non guardarla negli occhi. e neppure. protestante e figlia di un pastore. Non che l'amore fosse in se stesso una cosa cattiva. Non era timida e riservata come loro. se lei fosse stata ebrea o se io non fossi stato un Cohen né un chassid. credo che l'avrei amata. come alla mia donna. o se io fossi stato agnostico e lei protestante. quando lei parlava. un compagno di studi con cui provavo a dipanare i problemi. abbassavo gli occhi. Questo non era permesso. se fossimo stati entrambi atei. e d'altronde. Ma non avevo mai pensato a lei come a una donna: voglio dire. protestante o cattolico. In realtà se i miei occhi erano azzurri come quelli di mia madre. Sembrava non aver paura di nulla e soprattutto non della verità. sottomessa e passiva. È vero d'altronde che. come loro. e neppure vietata dalla religione. vergognoso di essere stato scoperto mentre guardavo una donna. Non era destinata a diventare la devota custode del focolare o la mamma di qualche bambino. due roveti ardenti. che era di un bruno cupo e intransigente. che sapeva ascoltare altrettanto bene che rispondere. erano pure. . a inventare delle storie. Aveva una tale determinazione da guidarmi quando esitavo e da costringermi ad agire quando mi scoraggiavo. o se fossi stato un goy. ero distaccato. Con Jane. che bruciavano senza mai consumarsi. Era nello stesso tempo dotata di immaginazione e di realismo. era diventata un haver. se non fossi stato praticante. a ricercare le migliori idee possibili. Certamente. catturato da altre passioni. Ma lei non era ebrea: era cristiana. Vivevo con lei un cameratismo da combattente. atte a risolvere i casi più spinosi. dato che eravamo sul medesimo fronte. sufficientemente estrosa da seguire i percorsi più avventurosi e rigorosa al punto di non cercare rischi inutili. se fossi rimasto come i miei genitori. Insieme a lei la mia creatività si decuplicava come per magia. che inseguiva come un prode cavaliere. Altri ritenevano che fossero la mia indifferenza e i miei rifiuti persistenti ad attirare le donne. come quelli di mio padre. Era indipendente e attiva. come facevo con le altre donne da quando ero entrato alla yeshivah.

e almeno a questo proposito saremmo stati disingannati dai fatti. vale a dire dal sapere di secoli d'ignoranza. e l'accordo delle parole con le cose. Altre volte le nostre discussioni erano interrotte da lunghi silenzi. ma che in compenso la conoscenza del giudaismo e quella degli ebrei è un dovere sacro per un cristiano». per rassicurarci. quella del principio.i pensieri futili . Qualche volta. Per la prima volta provavo il senso dell'inferiorità della parola rispetto al silenzio. ne ero convinto. le leggi e i comandamenti? Su cosa si fondava il loro strano adeguarsi. quel potere di designazione? Le parole erano demiurghi. immersi nel suo silenzio. e tutto ciò che è. anche quando è una lotta violenta e accanita. Un giorno. Più confrontavamo le nostre idee. in ogni caso ci rispettavamo. preferivamo approfondire le contraddizioni e far emergere le difficoltà in tutta la loro ampiezza. e che un gigantesco baratro ci separasse. volevo sapere cosa potesse ispirare da secoli un tale terrore. Le nostre conversazioni erano frutto di quello che avevamo imparato dai nostri maestri e dai nostri libri. creatori di mondi. e sui nostri volti silenziosi c'era un vuoto che era forse la sola vera presenza. Era come nel deserto quando. verso la sua direzione. il volto e la mente si liberano di tutte le scorie . poiché nel deserto non vi era nulla. se con questa parola si definisce "l'intuizione". della sua religione e della mia. Poi ho capito che non vi era nulla da comprendere in quest'odio. di errori e di fraintendimenti su tali questioni. Era un passo. o forse per riavvicinarci.per attingere la totale nudità dell'atto e della vera parola. di fronte al mio stupore per il suo interesse e la sua conoscenza del giudaismo. e del suo misticismo così particolare. e la mente. bensì riflettevano una comunione che non cessava di approfondirsi e che identificai rapidamente: era quella della coscienza del mistero. E la vista.Facevamo lunghe discussioni teologiche a proposito di Gesù. che non esprimevano alcun imbarazzo. o erano state a loro volta create e adattate? «Da Dio» diceva Jane. dopo ore e ore di discussione. Ma era proprio quella l'origine del mistero: non perché ci fosse qualcosa anziché il nulla. Ma. Anche se i nostri punti di vista divergevano e spesso non arrivavamo a comprenderci. troppo stanchi perfino per essere arrabbiati. Poiché il dialogo unisce sempre. ci lasciavamo spossati. Te e me. Allora perché il linguaggio e le cose? Perché i nostri scritti e le nostre parole. mi disse: «È per la Shoah. più ci sembrava che non ci fossero affinità tra il giudaismo e il cristianesimo. Non comprendevo perché avessero tanto perseguitato questo popolo. «Lui ha creato il linguaggio.» . quella del cristianesimo.

occorre attendere. Il suo amore ebbe l'effetto di respingermi come un violento colpo di boomerang. come lei la chiamava. Non era civetta. per diventare allegri. Forse aveva presentito un pericolo vedendo che qualcuno ci seguiva. dato che il suo aveva un nome. non bisogna perdere la speranza. un riflesso istintivo di sopravvivenza. Attraverso di lei .era strano. di cui ben presto conobbi tutti i fedeli. Poi ci mettemmo a cantare. e abituato da tempo a rispettare le parole dei rabbini senza cercare di comprenderne il senso. Gli rivelai ogni cosa circa il rapimento di mio padre e il mio smarrimento. mentre il mio era astratto . con qualche altro discepolo.allora era tra noi.» Non capivo a cosa facesse allusione. e lasciava ricadere con naturalezza i suoi lunghi capelli biondi sulle spalle. Così mi sforzai. Chi? E perché la devequt? Ma ero un chassid. né di Millet.» «La devequt? Perché?» domandai.Certamente se Lui c'era . come il rabbi aveva raccomandato. perché cercavo di persuadermi che non avesse la grazia di una di quelle Jane ebree che il rabbi mi destinava. che mi riavvicinasse a Dio. con abiti semplici e larghi. senza i segni della femminilità. di raggiungere la devequt. della sua "fede". al Dio della verità. Si vestiva con modestia. ma temo che sia impossibile. «Ti avevo messo in guardia sul pericolo» mi disse. Vorrei poter descrivere questo tipo di estasi con delle parole. Ci accompagnava un musicista che. O forse ero io che mi sforzavo di vederla così. In questo modo fui indotto a rivedere il rabbi che ci aveva ricevuti. avevo bisogno di lei per vedere. qualche volta portava pantaloni o jeans. «Ma ora.mi sentivo infinitamente vicino a Dio. come una specie di angelo. Non gli parlai di Almond. «Per sapere chi fosse la persona che vi seguiva. Cominciai a frequentare con assiduità la piccola sinagoga di Williamsburg. entrai in una violenta crisi. Come per proteggermi.e io sapevo che Lui esisteva . né delle crocifissioni. tornai spesso al ghetto chassidico di New York. Come dire? All'inizio bevemmo semplicemente del vino. per mettere delle barriere fra lei e me. grazie a un potente sintetizzatore. e praticare la devegut. riusciva a riprodurre . Giacché se i concetti senza intuizione sono inefficienti. Non aveva belletto su quel viso pallidissimo. Dopo la rivelazione dei sentimenti di Jane nei miei confronti.

al contrario. Le canzoni chassidiche. Avevo conosciuto. che trascina gli animi a riceverne l'unico vincitore. ne abusammo. quando nello stato di veglia rinasce bruscamente. sì. scappatoia talvolta piena di odio. mi lasciai guidare da un'incontenibile voglia di perdere il controllo di me stesso. Mashiah. Ci venne portato un beveraggio dal gusto dolciastro che non conoscevo. del clarinetto e della chitarra le note incantatorie atte a elevare l'anima fino alle vette. A occhi chiusi. al ritmo rozzo abbellito dal fraseggio musicale che di tanto in tanto arrivava a rompere l'antifona. Mi allungai per terra. prima della mia teshuvah. il rock moderno. un suono. con un ampio movimento respiratorio che saliva dalla cavità del ventre. il suo modo insomma di inventare un'immagine di se stessi. ritualizzati. un colore. i giovani automi agitavano teste e spalle senza convinzione. un ricordo . mi invase uno strano torpore e. come un sogno impossibile e lontano. Mashiah. mi concentrai intensamente per far arrivare a me il soffio propizio. dove la gioventù. come in una messa cantata. una vivacità.con il suono del tamburo. In una comune trance senza comunione. quella che si assapora talvolta. totale. nell'ardore della danza. dapprima mi permetteva. Una lava ardente eruttò dalla mia anima e mi condusse. il suo irresistibile dinamismo che li riscalda e li eccita. È una fanfara gioiosa che galvanizza l'esercito della guerra finale. a dosi infinitesimali. in un supremo rapimento. e a poco a poco presi il volo verso altri orizzonti. invocava la fine dei tempi per tutta la notte con movimenti indefinitamente ripetuti. Per una ventina di minuti la mia coscienza fu infinitamente più ampia. Oy va voy. poi m'incitava a lasciarmi andare. credo con tutta la mia fede nella venuta del Messia. talaltra di invidia nei confronti di questo ruvido mondo. Mentre una certa forza della mia mente resisteva e voleva opporsi alla tendenza estatica che si stava impadronendo di me. o che guarisca meglio un animo triste. a un odore. e non conosco nessun'altra musica che trascini con sé tanta felicità. più profonda. un atteggiamento falsamente ribelle e contestatore. Qui e in nessun luogo. Credo. Presto. un'altra voce. alla memoria piena. Avevo assistito in certi locali techno di Tel Aviv a dei rave allucinati. le membra appesantite e la testa in una nuvola di cotone. Comincia timidamente e con una gradazione sapientemente dosata. per affrettare l'adempimento collettivo e l'ascensione finale. Con l'aiuto del vino. esprime un'autentica impazienza. ora e sempre. quel ritmo che fa tremare i corpi. suscitano la gioia del cuore: questa è la loro magia. cullato dai ritmo regolare della musica.

Per alcuni minuti che mi sembrarono ore. con intensità. misi finalmente a fuoco il volto che desideravo conoscere. farsi più lontano il luogo da cui provenivano le canzoni sempre più sfrenate e dove esultavano le anime in trance. intatto. Il tenue profilo della figura. Una forza invincibile mi proiettava verso il cosmo. Allora. Ansante. di sollievo e di sorda collera: era il viso di Jane. circondato da un lungo turbinio di energia che li mescolava. Non potei trattenere un singulto frenetico. risentii tutte le parole pronunciate.perfetto. ma lo stato estatico sembrava in quel momento condurmi verso altri mondi. preda di entrambe. sempre più in alto. durante la fase ascendente di esaltazione. i più piccoli gesti ritornarono in me sotto forma di lampi luminosi. La sorpresa mi fece vacillare. La devequt offriva decuplicato questo miracolo: ero attraversato da parte a parte da ricordi folgoranti. un po' rimbalzavo. li frugava nell'intimità. si avvicinò un poco di più. vidi. Tentai di concentrarmi maggiormente per vedere il suo viso. Nella devequt rammentai distintamente ciò che allora avevo appena intravisto e in seguito dimenticato: qualcuno usciva furtivamente dall'abitazione. vedevo melodie celesti. come con rimpianto. ero ubriacato dalla loro velocità. Per un momento. entrai in trance. problemi filosofici e teologici si risolvevano istantaneamente. Rivissi tutta la scena. in ammirazione davanti alla loro luce invisibile. Feci uno sforzo disperato. restando nel mio campo visivo. Al vertice di quel celeste fermento. Eterno! Fino a quando mi dimenticherai? Fino a quando ti nasconderai a me? Fino a quando consulterò me stesso e affliggerò il mio cuore per tutto il giorno? Fino a quando il mio nemico si erigerà contro di me? I giorni seguenti furono spaventosi. Ero danzato. un'altra mi radicava nelle profondità terrestri. Poi un'immagine si sovrappose e cominciò a invadere il mio spirito: quella del cortile chassidico dove mi ero recato con mio padre. ebbi delle prodigiose intuizioni: pagine di Talmud sulle quali avevo faticato per ore diventavano limpide. senza mai smettere di girare. Di colpo. sempre più in fretta. Mi ero girato per guardare. un brivido violento sollevò il mio corpo. sapori supremi. . sentivo colori inauditi. come se volesse attirarlo al cielo. Sospettavo Jane delle cose peggiori. un po' mi abbassavo. fino al momento in cui uscimmo dalla casa del rabbi e udimmo la musica dietro di noi.

era tutto premeditato? E. ma la sorpresa era tale che volevo assicurarmi che fosse proprio lei. la perversità e la dissimulazione. cercando di scorgervi il male. Forse era arrivata al punto di recitare la commedia dell'amore. a questo sentimento che avevo rigettato. cominciai ad attribuire un valore infinito. Scrutavo il suo volto. e scarpe a tacchi alti.di tutto e di nulla. Vedevo una donna generosa e onesta che. allora era pericolosa. rischiavo di subire la stessa sorte di mio padre. su questo non c'erano dubbi. Talvolta il suo sguardo si offuscava e si perdeva nel vuoto. pareva amarmi. Non avrei mai dovuto guardarla in quel modo. Nonostante avesse dichiarato di amarmi. Per la prima volta mi posi la questione dei sentimenti che provavo per lei. Del resto. quello che si consacra alle cose che non si hanno. oltre a tutto. E se fosse stata all'origine del rapimento? E se avesse avuto qualcosa a che vedere con le crocifissioni? Era protestante o cattolica? Faceva parte della Congregazione per la dottrina della fede? Ci seguiva. lo velava un feroce bagliore. Forse sapeva dove fosse e non faceva che tenermi occupato per impedirmi di andare alla sua ricerca. non potevo credere alla sua doppiezza. la incontrai casualmente per la strada: era truccata con vivaci colori. che ancora rifiutavo. e la vedevo di colpo sotto una luce diversa. rifiutando d'interrogarmi francamente sulla natura della nostra relazione. da un lato perché questioni gravi occupavano la mia mente. Se avesse scoperto che sapevo. Ma se si trattava di questo. credevo di odiarla: mi stava tradendo. Allora. Diffidavo troppo di lei per farla partecipe della mia scoperta e domandarle di rendermene conto. che non si hanno più. aveva forse voluto farsi sorprendere. e forse anche da più lontano. In altre circostanze. Un giorno. Non potevo immaginare che una personalità distruttiva e crudele si celasse sotto i suoi tratti sereni. se sì. Ma se fosse stata tutta una simulazione? La scrutavo ancora. i capelli biondi non le ricadevano più sulle spalle ma le formavano grossi riccioli intorno alle guance. Dove andava così conciata? Chi era? Era una vergine o una prostituta? Perché ci aveva seguiti? In che razza di trappola eravamo caduti? Quando l'avevamo sorpresa da Pierre Michel. o peggio. più rosee del consueto. quali erano i suoi moventi? Certe volte. ma non vi riuscivo. da New York. Indossava una gonna cortissima che lasciava scorgere le ginocchia. poi perché senza dubbio avevo paura di scoprire di essermi . non ero uscito dalle riserve che m'imponeva la legge. mi aveva trattenuto quando avevo cercato di inseguire gli aggressori per liberare mio padre. Tuttavia.

il telefono a portata di mano. E potevo percepirla a ogni istante. di momenti difficili. Una goya. Era una guerra contro me stesso. che la sua mente fosse occupata altrove. Rivivevo momenti che avevamo passato insieme. sgradevoli. certamente. sopraggiungevano altre reminiscenze. lo avvertivo. una frase o un pensiero. avrebbe detto il mio rabbi. da solo. lottando per non afferrarlo e non chiamarla. sconosciute. Cercavo. soppesare il dolore e il disgusto che suscitavano in me. accompagnate dal medesimo turbamento. all'idea che la sua attenzione deviasse un poco. idee che mi facevano talvolta ripetere. farmi assorbire in lei. e ripetendo a me stesso che ero stato sconfitto da quella bestia sorniona che non mollava mai la preda conservandole la vita soltanto per poter continuare a giocarvi. Ero stato catturato? Mi aveva preso prigioniero? Era questo l'amore? mi domandavo con rabbia. Il peggio era che la sentivo pure in presenza di lei. Ma in quel momento potevo. arrivavano. e mi piaceva allora giocare con quelle idee. o perfino. che mostravano lei non come quella che credevo. e. per così dire. parole o gesti che mi avevano incantato. magari ad architettare piani machiavellici per distruggermi. nel pensiero di lei. al ricordo di un atteggiamento che aveva tenuto o di una parola che aveva pronunciato e che ritrovavo nel corso di una lettura. sognarla come la desideravo e. Una schikse. evocando queste. lo confesso. e. Una guerra di trincea che mi lasciava talvolta. avrei dovuto condurre una lotta accanita. ma l'altra. la notte. non so perché.. ritrovarla. perfino quando la sospettavo di aver rapito mio padre. e altre ancora. Nello stesso modo in cui mi battevo contro un nemico invisibile e per una causa che andava ben oltre me. un dolore profondo. Ma allora l'amore è come la guerra. alla vista di un oggetto che me la faceva venire in mente. Credo che questa assenza fosse anche peggiore dell'altra. forse nascoste nel sottosuolo della memoria. più insopportabile. a ogni invocazione si manifestavano le stesse visioni ricorrenti. provavo per Jane un sentimento indefinito che non ero più in grado di padroneggiare. spesso invano.lasciato invischiare dagli inganni di una donna. di non sentire la mancanza di Jane. all'idea di doverla lasciare. allo scopo di non farmi assalire e annientare da un nemico terribile. La sua mancanza quando non era presente era. alla semplice impressione che lei fosse presente ma non in mia compagnia. rannicchiato e insonne in fondo al mio letto. Poi cercavo di scacciarle per richiamarne altre. E che donna. come un attore di teatro su una scena deser- . la Jane malefica che mi seguiva e perseguiva il suo piano. talvolta. poiché si trattava di una sofferenza. nella mia mente.. e contro cui.

per eludere la mia vigilanza. poiché non trovava rimedio nella fantasia. rifugio di tutti i maleamati.ta. implacabile. Ho perduto la guerra. Non volevo più Jane. Sentivo di diventare un inquisitore ridicolo. mi ami?» finì per domandarmi. . E ho sentito dire che la donna è come una trappola e che il suo cuore è come una rete. quella della partita decisiva. la mia presenza lì. un autentico calcolatore. E se. vuoto e assurdo: il nostro incontro. ed è cosa più amara della morte. quel gesto o quella risposta. come un burattino disarticolato. a fallire in tutti i suoi tentativi. le sue mani sono come dei lacci. sarei stato perduto. «Insomma. Così l'amor proprio. di qualsiasi atto gratuito. come un abile manipolatore. e il dolore che provocava non era una propedeutica al sottile piacere della rimembranza: era simile a un restringimento dell'essere. In quei momenti mi domandavo: a che serve? Ho perduto tutto. un'assurdità. ma il peccatore vi resterà preso. senza tregua né pietà: lo aveva fatto per mettermi nel sacco. L'amor proprio era mio amico. in assenza della rivincita. arrivava la risposta dell'amor proprio. dinanzi alla mancanza di una mia risposta. il mio più solido alleato. che mi procuravano paura e sofferenza. mi salvava. Fortunatamente. In confronto a quel dolore. un turpe personaggio destinato a perdere. mi fossi dichiarato. Chi è gradito a Dio riuscirà a liberarsene. mi dicevo. il mio desiderio. Ma subito. tutto appariva improvvisamente incongruo. tutto entrava nel quadro del suo complotto per rovinarmi. c'era l'amor proprio. Tuttavia. la mia arma migliore. a ogni istante. non volevo neppure amarla come io mi amavo perché sarebbe già stato troppo pericoloso: mi sforzavo di non amarla come me stesso. mi aveva rivelato il suo amore. volevo amare più me stesso di lei per non franare. mi sono umiliato. Ma il senso di mancanza quando lei c'era era molto peggiore. a imitazione di lei. di ogni parola. Era come un soprassalto. lo aveva fatto. un vero ribelle che mi spingeva alla più bella rivolta che ci sia. e stavamo camminando già da un pezzo. Mi ha preso mio padre: posso solo darmi per vinto. volevo abbatterla con l'orgoglio. un riprendere vigore quando avvertivo quella debolezza che faceva di ogni gesto. Era un giorno buio e piovoso. Andavo contro la legge? Ma non si trattava d'altro che di seguirla mentre rendeva impossibile quell'unione.

sforzandomi. Vi sono migliaia di persone come lei. «È emigrata dall'URSS. la tua legge?» «Non per questo. senza sapere perché.» «Poco importa. «Hai paura perché è vietato dalla legge. lo erano.» «Non sono normale.» «Ma che cos'è un matrimonio misto? Nulla è mai puro. gente normale. di sostenere il suo sguardo. non la pensa come te. Voi vi rintanate perché avete paura del mondo esterno. è ovvio che tu non abbia incontrato nessuno come me» ammisi.fianco a fianco. In quel momento. Tutti quelli che ho conosciuto prima di te. le deportazioni e i campi di sterminio si mostra intollerante nei nostri riguardi? Perché non mi volete?» «È proibito contrarre matrimoni misti. secondo i tuoi criteri. ho paura» risposi.» «Sei tra quelli che pensano che i matrimoni misti portino a compimento ciò che Hitler non è riuscito a fare?» «Credo che i matrimoni misti abbiano corrotto la nostra storia. La maggior parte degli ebrei sono come lei. e poi. la caccia alle streghe. liberamente.» «Ma questa legge» continuò «sei tu che la scegli. È atea. non volendo andare oltre. la credevo sincera.» «Erano gente normale. «No» ammisi. per poter infine veder chiaro nel suo gioco pericoloso. è stata segnata dal comunismo ma ne ha assorbito alcun idee. Ary. Tentai. «Non lo so. tutto viene me- . che non ha mai inventato l'inquisizione.» «Certo. «Le persone come me vivono fra loro. tu e nessun altro che decidi di adempierla nella maniera da te stesso scelta. Lo ero prima. Non sapevo più che fare e. temete di dovervi rimettere in questione. è vero. È in rotta con una certa idea che si è fatta del giudaismo ortodosso. a Central Park. Perché il Dio di Israele è così geloso? Perché la religione che ha raccomandato l'accoglienza dello straniero. per esempio.» «La tua legge c'impedisce dunque di amarci? La mia è prontissima ad accoglierti.» «Ma tua madre. e di solito non incontrano persone come te. vero?» Parlava guardandomi dritto negli occhi. credo di essere troppo preoccupato in questo momento per pensare ad altro che a mio padre. E la tua maniera è delle più esigenti. Preferite rimanere ancorati alle vostre certezze. cercavo di fare in modo che lei si scoprisse. vero?» «Sì. che non hanno la sua storia.

un matrimonio è sempre un'alleanza. Lo immaginavo nei suoi abiti di mirra. dalla brutalità e dalla frode. quando le montagne si rovesciavano negli abissi marini. Quando la terra tremava. affinché potessi prendere il volo fino al deserto. tu abbia una vocazione. Ero diventato un religioso.. una roccaforte.scolato. di aloe e di cannella. una volta ancora? Il suo volto s'illuminò. Cercavo di staccarmene per innalzarmi a lui. più desiderabile dell'oro fino. Lontano da qui. Mi ero lasciato trascinare e avevo detto troppo. era la mia consolazione.. che intrigano senza posa. nel mezzo delle mie notti bianche. Non ero caduto nel suo trabocchetto. Credo che in fondo al tuo cuore. più gustoso del miele novello. a quello che potrei fare per te... dall'angoscia e dal delitto. che era scivolata. guadagnare in fretta un rifugio contro il vento della tempesta. che avrebbe sottomesso i popoli. ..» «Voglio che tu resti come sei. voglio dire abbastanza per uscire dalla tua legge e da te stesso. In quelle notti gli domandavo di concedermi per un istante le ali di una colomba. Ero innamorato. Mi ero avvicinato a Dio in un modo particolare. Allora invocavo il suo nome con preghiere ardenti e sapevo che mi avrebbe liberato dalla disperazione. non vi sarebbe alcun limite. il timore e il tremore mi assalivano. Credo che se mi amassi abbastanza. Come chassid. il cui fogliame non avvizziva mai. e il cuore mi si raggrinzava nel petto. trovare un riparo e trascorrere finalmente una notte calma. e mi ungeva con l'olio della gioia quando. mio rifugio e fortezza: un aiuto sempre offerto nello sconforto. tutti gli orrori mi piombavano addosso. sei un religioso. Ary. nessuno. consideravo il mondo come un passaggio verso Colui che amavo..» M'interruppi e mi morsi la lingua. Non potrei amarti di più se diventassi un'altra. restituendo il male a quelli che mi minacciavano. dai malfattori notturni. Perché non sei come tua madre? Sarebbe tutto più semplice. Mi soccorreva allo spuntare del giorno. un albero piantato accanto a un corso d'acqua. Ma non credo che sia esattamente questo il punto. come dicono i cristiani. «Allora mi ami? Se diventassi come te. dalla violenza e dalla discordia della città. un'unione di due diversità. che non mi era stato proprio in precedenza.» 3 Era vero. Tu sei un monaco ebreo.

La osservai con discrezione da dietro il vetro. Non potevo vederlo. davanti alla quale feci la posta pazientemente. Alla fine lui le consegnò una busta che lei aprì: conteneva dei biglietti di banca. Ma lassù. Sembravano conoscersi bene. Un mattino. contro quella donna che era un ostacolo. tagliato a pezzi. Tutto il giorno mi contrasta. la mia carne languiva per lui. Le spie non mi danno tregua tutto il giorno. Nello sconforto. un santuario di forza e di gloria. in quanto aveva i capelli bianchi e la sua sagoma tarchiata non mi era estranea. compitavo il suo Nome. passo delle ore a pregarti. Pensavo a mio padre. Poi l'uomo si alzò. la seguii per una decina di minuti. prese il cappotto e se ne andò. Mi dava le spalle. Attesi che uscisse di casa e regolai il mio passo sul suo. Quando di giorno ho paura conto su di te. mi attaccavo a lui con tutto il mio spirito. e ancora una volta fremiti nervosi attraversavano il mio corpo. di cui recito la parola: che potrebbe fare contro di me un essere di carne? Tutto il giorno mi fanno soffrire. Era il mio soccorso. la spiai a sua insaputa. dopo un breve . e lui era una sorgente inesauribile. Su Dio. era il grasso e l'olio di cui mi saziavo quando. ancora una volta. Ne presi uno subito dietro di lei e. inaridita. A un tratto arrivò un uomo e si sedette davanti a lei. Avrei voluto unirmi a lei. Si recò alla BAR. mi trovavo in una terra asciutta. tuttavia sapevo che si trattava di qualcuno avanti negli anni.Perché un uomo mi tormenta.. Entrò in un caffè: sembrava attendere qualcuno. Quando nel mio letto penso a te.. gracile e sconvolto. e si infilò in un taxi. Non pensano che a farmi del male. una grande truppa combatte per me. Finalmente uscì. Appostandosi spiano E osservano le mie tracce Per attentare alla mia vita. parlarono animatamente per più di un'ora. dilaniato dalla fame e dalla prostrazione. crocifisso. che era un essere di carne. la mia anima aveva sete di lui. a quella donna che mi seguiva. finché si fermò e scese dall'auto. il cui cuore era forse pervertito da Satana. mi opprime. senz'acqua. e che forse aveva ucciso. per più di due ore. il cui animo ipocrita era proprietà del demonio.

Uscendo. anelli. Era Paul Johnson. Lo aveva addormentato con il latte. quando lei gli aveva chiesto rifugio nella sua debolezza di donna. A meno che non fosse il contrario. Avrei rinnegato i miei genitori. in quanto nessuno lo era. Se mai gli fosse capitato qualche cosa. lui che l'aveva accolta sul suo seno. Era bella e forte. Chi era? Cosa voleva? Qual era il suo piano? Chi l'aveva mandata? Erano stati Johnson e il Vaticano. tre volte svergognato. Mio padre era sicuramente all'altro capo del mondo. dal momento che non poteva essere più potente di lei. ricevuto. Jane. e potei finalmente vedere il suo viso. ospitato. ornamenti. Avrei perduto i miei amici. l'aveva sedotta e. afferrandogli la capigliatura.. si era insinuato fra gli uomini. Ritornai al mio hotel. Lei aveva preso la sua scimitarra. sorrisi d'intesa. Mani bianche affilate da . la mia patria. parole di miele. Avrei dimenticato il mio nome. reso ebbro dalle sue attenzioni. che dava la vita? Si era appoggiata sulla traversa del letto di Oloferne che dormiva come un bambino.saluto. per sorvegliarlo meglio. ingannato. astuta nei suoi atti. Forte soprattutto. Come Sansone. Ne ero stato avvelenato. lo aveva fatto venire nel proprio.. braccialetti. Dentro questa donna era presente il diavolo. Yael. proprio lei che lo aveva accolto. aveva conficcato nel suo petto il piolo della sua tenda. e. Dalila. l'aveva colpito al collo con tutto il vigore del suo debole braccio. abile con le parole. a non fare nulla. gli ultimi barlumi di speranza. Giuditta. machiavellica e ipocrita come Dalila. deliziosa chioma bionda che scende su spalle rotonde. per due volte. carezze e amore: armi di donna. schernito. non eravamo nulla davanti alla forza inespugnabile della donna. o aveva manipolato pure loro? Era una delatrice che soggiornava nel campo del nemico. la mia famiglia. la mia missione. annichilito. Poveri mortali. e riposto la testa sanguinante nella borsa per la spesa da massaia. Tremenda concatenazione di una donna che genera un'altra donna! Complotto satanico! E chi poteva diffondere la morte meglio di lei. Sandali. stavo perdendo la testa. traditrice dall'aspetto bello e mirabile. avrei girato la macina in prigione. dichiarazioni. tre volte forte! Capace di partorire uomini. attraverso di lei. malvagia e crudele. e donne soprattutto. Avevo la certezza che fosse una spia. il demonio. l'ospite addormentato dalle sue cure. tralasciato di compiere il mio dovere. a lasciarmi sbeffeggiare. Mi avrebbe portato via le ultime forze. Era una donna velenosa. e io ero qui. Era lei che aveva attratto il demonio e lo manipolava. L'avevo assaggiata. si girò nella mia direzione. farina d'orzo e dolci secchi. Ero stato preso in trappola.

provocandola e inducendola a parlare. ma se lei aveva veramente una qualche responsabilità negli omicidi o nel rapimento. Quella notte. Ci seguivi da New York. Non lo si odi nella perversità del suo cuore. «Da quanto ci stavi dietro? Per conto di chi agisci? Sai dove sia mio padre?» «Ho cominciato a seguirvi dal momento in cui siete andati a trovare Paul . il giorno stesso lo si corregga. non so cosa tu faccia alla BAR. Cercando un libro. mi fu impossibile dormire. sciabole.» Sgranò gli occhi: era sorpresa. Ignoro pure per conto di chi tu agisca in questo modo. Finalmente. ero sulle spine. Mi guardava con un'aria seria. rispose: «È vero. delizioso orrore di averle sopra di me. Lo sfogliai distrattamente. umiltà e amore benevolo verso ognuno. So tutto» cominciai. e si domandava certamente come avessi fatto a saperlo. Era la Regola della comunità. intorno al mio collo. Ero pure sulla pista di Pierre Michel.unghie o pioli. e così non addosserà su di sé una colpa per causa sua. «Credo sia giunto il momento di smettere di recitare la commedia. quasi implorante. Ma su un punto ti sbagli. o in uno spirito di empietà. Ci siamo incontrati proprio per caso. o con impazienza. Dopo un istante di esitazione. Ero pronto a rischiare la vita per questo. ma so che si tratta di una copertura. vi seguivo da New York. decisi di incontrarmi con Jane in un caffè per ingiungerle di spiegarsi. «Mi hai mentito fin dall'inizio. Non si parli al fratello con collera. Allora decisi di mantenere pulito il mio cuore. scoprire qualche nuovo indizio che mi permettesse di ritrovare mio padre. un ultimo sussulto di volontà. Ho preso il vostro stesso aereo e ho seguito le vostre tracce. Succedesse pure quello che doveva succedere. già pieno di sangue. m'imbattei in uno scritto di Qumran. e non pensavo che voi l'avreste trovata così presto». o brontolando. o col collo inflessibile. ma so che non certo per caso ci siamo incontrati a Parigi. almeno avrei potuto forse. Ary. conficcate dentro il mio cuore aperto. e mi cadde l'occhio su un passaggio intitolato "Della correzione": Si dovranno correggere l'uno con l'altro con verità. Per pietà. spade e lingue mortali.

. devi credermi!» supplicò. «Non è un uomo cattivo.» insistette con aria supplichevole. ha semplicemente paura per la sua fede. Mi ha risposto negativamente.. Tuttavia mi aveva mentito.. con tutte le menzogne che mi hai raccontato? Perché non me lo hai detto. Quando a casa di Pierre Michel sono arrivati quegli uomini ero sorpresa quanto te. «Avevo paura della tua intransigenza. a seguire degli uomini per le strade e sugli aerei..» «Non volevo perdere la tua fiducia» rispose con voce alterata.» «Con ogni mezzo?» domandai. pronta a tutto. Era una donna pericolosa. e l'ho rivolta a lui. Aveva confessato tutto subito. Ary. «No. come se si fosse sentita sollevata di poter finalmente dire la verità.» «Perché?» «Dovevo tenervi d'occhio continuamente. «Comunque» le gridai «hai preso e accettato il suo denaro. Non è stato Johnson. che volevate rimettere in causa i fondamenti del dogma cristiano. È lui che mi ha chiesto di spiarvi. immediatamente. mi accorsi di essere più indispettito che realmente adirato.» «Come posso crederti.. e riferirgli quello di cui foste venuti a conoscenza. cercare d'intrufolarmi dovunque andaste.. Lei abbassò gli occhi umidi di pianto nel viso dai tratti tirati. All'inizio era rimasta impressionata . Devi credermi. Ma ho fatto di tutto per riparare al mio sbaglio.» «Mi sono posta la stessa domanda. e io vidi la vergogna e il dolore sfigurare la sua nobile espressione. che occorreva assolutamente fermarvi.» «Ma come Johnson ci ha fatto seguire. «Ma come potrei farti del male?» Non abbiamo forse lo stesso padre? Allora Jane mi parlò a lungo del suo passato di ricercatrice di teologia e delle sue relazioni con Paul Johnson. Mi hai venduto! Ti sei venduta!» Ma proprio nel momento in cui la mia rabbia mi armava contro di lei. te lo giuro. Sembrava sincera. Diceva che eravate pericolosi. dopo. Il convegno sta per cominciare. Non so chi abbia rapito tuo padre. beninteso.Johnson. Ho fatto la tesi con lui. a camuffarsi per infiltrarsi in luoghi dove non avrebbe dovuto andare. paura di perderti. e io farò tutto quello che è in mio potere per scoprire l'assassino e ritrovare tuo padre. può benissimo averlo fatto rapire. Sono stata una sua allieva.

e il ricciolo in basso che è Il mondo inferiore. Le insegnai i tratti distintivi del volto. hé. il cui trattino centrale è mediatore fra il ricciolo in alto che rappresenta il mondo superiore. dopo una giornata di lavoro. Se la condizione dell'uomo è buona. ineffabile. Poiché le ventidue lettere dell'alfabeto sono impresse in ciascuna anima. la tomba dei sepolti. ‫ז‬. fummo pertanto più vicini. la tensione morale. lettera divina. simbolo dell'universo. ‫ג‬. a immagine della casa. segno assoluto composto di quattro lettere consonantiche. ‫ה‬. YHWH. parola di tutte le parole. il rispetto dei valori. ‫י‬. ripara e protegge. non aveva potuto rifiutare. zain. Riprendemmo le nostre discussioni che ci tenevano svegli a lungo. e quest'ultima a sua volta si esprime tramite il corpo cui dà vita. rispecchia la sua esigenza. di . agevolmente riconoscibile dal cabalista per la venuzza orizzontale che ha sulle tempie. lei gli doveva molto: lui l'aveva aiutata a far carriera e le aveva promesso di farle prendere il suo posto quando fosse andato in pensione. a incarnare il tetragramma impronunciabile. dietro al suo umanesimo. vuoto di vocali umane. coprendolo con le loro ali opalescenti. ‫ו‬.dal suo sapere e dall'apparente apertura di lui alle altre religioni. quelli che penetrano nel fondo del sapere ultimo. l'aleph. Le svelai il mistero delle lettere dell'alfabeto conosciuto solo dai saggi. Johnson apprezzava la discrezione di lei. le lettere sono disposte sul suo volto in modo regolare. Per farla breve. si nascondeva un'intransigenza non lontana dal fanatismo. la sera. che non sono innati ma si modificano secondo la condizione dell'uomo. attorno al quale fanno corteggio miriadi di angeli. la cui missione è aprire ciò che è chiuso: il seno della donna sterile. quando lui le aveva imposto il curioso compito di sorvegliarci. il punto sacro. lettera di liberazione e di rilascio. Le mostrai l'uomo che cammina sulla via della verità. Ma si era presto accorta che. Inoltre. Ma era molto dispiaciuta di ciò che aveva fatto: mi implorò di perdonarla. due volte presente nel Nome. per sempre dischiuse nella loro assolutezza. beth. accoglie. il nostro Dio. lettera della creazione. subiscono un'inversione che lascia una traccia visibile. Le confidai alcuni nostri segreti. altrimenti. della cabala. ghimel. la porta dell'inferno. Durante i giorni che precedettero il convegno. al giudaismo in particolare. Le insegnai il ‫ב‬. che. Le parlai del chassidismo. vav. Le insegnai ‫א‬. mentre a Jane la conoscenza delle lingue antiche di Johnson serviva molto nelle ricerche. iod. fiero e dritto nella sua rettitudine come l'uomo giusto in stazione eretta.

in un'ardente oratoria. Era una lotta terribile. Avrei voluto mostrare un'anima innocente al cospetto dell'Altissimo. La iniziai all'uomo tornato una seconda volta al mondo per riparare le colpe commesse sulla terra durante la vita precedente. al di sotto del naso. e tutte le sere pregavo ardentemente. beth ed hé. Cercavo di trasformare il rapimento. Formavano molte lettere deliziose: aleph. e prova vergogna a guardarlo in viso. poiché formano le lettere mistiche ‫ ו‬e ‫ח‬. incrociate verticalmente da una terza. Diverso è il segno di chi si sia totalmente allontanato dalla retta via. va a confondersi con i due segni del lato sinistro. sono presenti sottili venuzze rosse. mentre la mia anima si scioglieva in lacrime. La lettera ‫ ז‬è inscritta sulla sua fronte. volevo trascendere l'amore terreno attraverso l'amore di Dio. Gli occhi di quest'uomo non brillano mai. vedevo Jane. che formano le lettere ‫ ד‬e ‫ח‬. una terza infine unisce le due insieme. dell'uomo prodigo che. «E io che tipo sono?» domandò. quando s'è totalmente affrancato dal vizio. fonte di ogni cosa. dato che lo spirito santo lo abbandona per lasciar posto allo spirito impuro. Avrei voluto essere pugnace rimanendo fedele all'Eterno degli Eserciti. mentre il mio cuore veniva insozzato dai richiami della carne. bruciava d'inquietu- . il trasporto che mi sollevava il cuore quando. hé. torna dal suo Maestro. Piccole rughe finissime di cui conoscevo a memoria il disegno percorrevano il suo viso.cui una presenta all'estremità altre due linee. Nella sua parte inferiore. ‫אהבה‬ La vedevo tutti i giorni. e due profonde pieghe su quella sinistra sistemate come la precedente. Tre venuzze lo contraddistinguono: una parte dalla tempia destra e si perde nella guancia. in piena devozione. l'altra. poiché crede che tutti conoscano il suo passato. così com'è scritto: Perfino l'impudenza del loro volto rende testimonianza contro Le parlai di loro. dato che la guerra contro il male trova il suo campo di battaglia più congeniale nella preghiera. ma sapevo che avendo fatto tsimtsum aveva pure voluto che fossimo liberi e responsabili del male che era in noi. Costui ha una ruga sulla gota destra disposta verticalmente vicino alla bocca. Il colore del suo volto è alternativamente giallo e pallido. dopo essersi messo sulla cattiva strada. Pregavo Dio creatore di darmi la forza per resistere alla tentazione. Tuttavia. anche se gioisce. questo segno si cancella quando quest'uomo si è completamente riabituato a praticare la virtù. Questi quattro segni sono testimoni della virtù dell'uomo.

e vi dimori. sentivo dappertutto la sua presenza immanente. Come a Giobbe. I chassidim dicono che bisogna servire Dio anche con quella. mi era stato mandato qualcuno con l'aspetto di una donna per tendere un tranello abominevole alla mia umana debolezza. prima della Liberazione finale. Non ho mai aspettato con tanta impazienza come in quel frangente il tikun. e di violare i suoi comandamenti. Come a Giobbe nella sua fragilità. non poteva essere così. è necessario anzitutto che ognuno diventi il suo proprio Messia e si apra alla relazione personale con Dio. ed ero fradicio di cupidigia. Poiché. Era un segno della presenza di Dio? mi chiedevo. scuotendo il corpo avanti e indietro così forte che talvolta picchiavo la testa contro il muro. Lo si deve amare con entrambi gli istinti: la colpa è una condizione necessaria per servire il suo Nome in modo completo. castigarmi duramente. Avrei voluto flagellarmi. le gonne aperte di dietro e i suoi alti tacchi. mi era stato preso tutto: il mio rabbino. proprio quando ero sul punto di tradirlo. Mi credevo forte. venivo tentato. e aumentava dentro di me l'inclinazione malvagia.i suoi effetti si rivelavano insufficienti di fronte all'intensità della tentazione. Avrei desiderato rimanere asciutto come un pezzo di legno. Malgrado tutti gli sforzi.oserò confessarlo? posso dirlo? . Poiché è attraverso il desiderio che si formano le vocali. mio padre. nelle lettere che leggevo. Mi sembrava la sola liberazione possibile. tramite la devequt. nella riconciliazione delle realtà superiori con quelle inferiori. Pregavo. mortificarmi. Perché lei era donna! In modo così delizioso. la mia terra. i pantaloni stretti sui fianchi. Preferivo lottare. e queste riempiendosi di vocali gonfiava- . c'era il suo nome. Mi sforzavo di raggiungere la salvezza al di là di un perdono che mi sembrava inaccessibile. Sgranavo le consonanti.dine e si consumava al punto di andare in fumo. e la potenza passa all'atto. con la sua bocca talvolta ombreggiata di prugna. Non vi è un luogo dove lui non sia. Tuttavia sapevo che. Pregavo intensamente ma. In certi momenti . Affinché lo Spirito Santo aleggi sulla faccia del peccato. trovavo al suo interno dei cherubini teneramente abbracciati. a dispetto della mia volontà venivo tentato. luogo sacro del Tempio. Nel momento stesso in cui mi ero riavvicinato al suo grembo come mai prima. per espiare. Possibile che le forze corporee abbiano una potenza teurgica? Ma no. il mio desiderio aveva un tale ardore che soltanto un atto cosmico avrebbe potuto opporglisi. Dischiudevo durante sogni monoteisti il Sancta sanctorum. la respirazione finale e messianica del mondo. Mi volevo puro. Avevo paura.

o amarsi attraverso un lenzuolo forato. seducendomi perché le riempissi con il mio suono. Ma non posso trattenerle. avevano relazioni in camere buie. il mio seme. oscene. santificazione.no il mio cuore di una fiamma nuova. e che le mie azioni. Il più sacro e il più profano si confondevano. alla sua acme. Commettere il peccato. una delle vette dell'umanità. mi sembravano proprio miei. non era Kaddish. poiché proprio in seno al male si può sfidare Dio. sarebbe stato molto comodo sostenere che era il demonio a metterli dentro di me. che le ammassi. Mi scivolavano sulla lingua. per scoprire se esiste. Infrangere il Santo nel punto più alto. Voglio portare la mia testimonianza. affinché le generazioni sappiano ciò che ho voluto. all'estremo limite. anche se faticavo a confessarmelo tanto mi parevano innominabili. Abbiamo peccato dinanzi al tuo volto. Cercavo di bloccare i pensieri che mi venivano in mente. vicinissimi l'uno all'altro. respiro dentro respiro. risuonino nel cosmo. aspettavano i movimenti delle mie labbra: che le accogliessi. Non posso tacerle. Il santo e la prostituta. o che li taccia per sempre. come il male. ciò che ho vissuto. luogo in cui la vicinanza del Nome è più evidente. Calpestare i valori sacri con il sacro stesso. li liberi perché danzino come lettere folli e stregate. ingiungergli di mostrarsi. un battesimo. Kiddushim. l'Innominabile. ma anche matrimonio. Che mi baciasse con i baci della sua bocca. per vedere fino a che punto lascerà fare. Si espandevano. Le osservavo sulle mie labbra mentre si sfrenavano in una danza diabolica come figlie della gioia. una redenzione. Presso i chassidim mi era stato insegnato il pudore. capaci nella mia bocca di assumere i toni più ambigui. era keddushah. Come parlarne? Potrò riferirli? Oserò confessarli? Meglio che li incida. Poiché la scrittura non è il mio sfogo. faccia a faccia. e perfino rasati fra gli ungheresi e i galiziani. Lui. voglio raggiungere la frontiera dello scrupolo. e impensabili. Tuttavia. ecco cosa esigeva l'interiorità delle lettere. seppellendoli nei luoghi più profondi del mio spirito. il mio senso. Inerti e voluttuose. l'uomo sopra la donna. accanto agli atti che saranno debitamente pesati sulla bilancia divina del giudizio finale? Le parole raggiungono qui il limite del dicibile. mi lanciavano sguardi ammalianti. raggiungerlo finalmente attraverso la colpa. Il mio rabbino diceva che bisognava rimanere il più possibile vestiti. Dileggiare. I capelli della donna erano corti presso i chassidim polacchi. come non ho potuto bloccare le mie sensazioni. della confessione. Toccarlo. . ma il mio modo di purificarmi. Imploriamo la tua misericordia. Gli sposi dormivano in letti separati.

devastandola o magnificandola. un polso macchiato di lacrime di rugiada. i piedi. scoprivo il mio sguardo trattenersi mio malgrado in luoghi proibiti. Avevo la sensazione che gli occhi mi si aprissero: di vedere per la prima volta. né della Torah. adocchiavo furtivamente un tratto della sua pelle bianca. Stavo perdendo la testa. non essendo più che un'alchimia. Se ne pasce ed esiste soltanto attraverso di lui. Il desiderio alimentava l'ostacolo. Era l'anarchia: una forza folle. Io che non guardavo le donne. si sottrae a se stesso per diventare un vero e proprio fondamento. Un lobo d'orecchio trafitto da fiori o perle. dato che l'importanza dell'impedimento consiste nel desiderio che suscita. maldestri e fuggevoli. Allora. conoscevo già. poiché è vietato gettarli in un luogo qualsiasi. Malgrado fossi un chassid con lo . tutto il suo corpo attirava i miei sguardi furtivi. e che io. immacolata? Perché quelle ossa e quei nervi. I suoi pomelli color rosa canina. andai a sotterrare i miei testi in un cimitero di libri. tutto il mio corpo recava le stigmate del desiderio. la sua forma non nascondeva un'altra origine? La mia fronte. li riesumai e chiesi perdono. le mani. Le percorrevo altrettanto furtivamente. Le sue gonne e i suoi vestiti lasciavano scorgere certe incurvature che mi facevano venir meno dalla felicità. Infuriato. se non erano anche loro fatti a immagine di Dio. rinforzati con ossa e nervi? Perché quella pelle che bruciava quando mi avvicinavo? Perché quella carne che gridava la sua disperazione quando con occhi inebetiti. Ma se era il senso a imprimersi nella pelle. posti insondabili mai contemplati da un chassid. io che avevo acquisito il riflesso di abbassare lo sguardo quando ne incontravo una per la strada. se non era che un abito di cui liberarsi una volta calata la notte? Ma se il corpo era soltanto un accessorio. io che mi proteggevo con il mio streimel nei luoghi in cui esibivano i loro corpi impudichi. un tratto di caviglia velato d'oro bruno facevano sussultare la mia anima. al punto che il desiderio. allora il corpo nella sua interezza non poteva costituire un delitto. senza saperlo. indistruttibile e irrazionale mi travolgeva. di non avere mai visto prima. la desideravo. gli occhi di mandorla bianca e bruna. L'indomani. come vuole la consuetudine. Perché mi vergognavo così? Non ero più degno degli insegnamenti dei nostri maestri. la gola che si intuiva sotto i vestiti. se la sola anima costituiva l'essenza dell'uomo? Perché quel maledetto involucro terrestre. arrossati di vergogna per la bramosia.Ma perché Dio ci aveva rivestiti di carne. malgrado la sparizione di mio padre fosse per me un tormento insopportabile. la sua vita qualche volta stretta da una cintura.

la desideravo. insufflata dalla respirazione divina. quando dormivo. la più stimabile fra tutte. raffinato. e mi riempiva di un'eterna gioia. La luce serena del suo volto opalino era pomellata di gocce color bruno molto chiaro. Preparavo. il collo eburneo aveva il pallore smunto del Neghev. Affretta il tuo amore. coricandomi. profanazione rispettosa. bel risultato di una discendenza di belle. su ogni riga. la desideravo. seguendo il filo muto della mia immaginazione. che illuminasse tutta la terra con la sua gloria. le labbra vermiglie erano un'oasi di fragole e lamponi nel bel mezzo del deserto. che poi tracciavo. dopo lo studio. epifania. levigavo. uscendo. Distogli da me i tuoi occhi. Tutta le lettere incise su quella pagina formavano parole incantatrici. ventidue piccole rughine ricurve. asciugatosi sulla superficie dopo essere scivolato. di cui mi servivo per formarne parole. le sue parole e i suoi gesti attenti erano più soavi del miele. mi attirava con la sua volontà. ciascuna era una consonante riempita con una vocale. nato da secoli di progressi avanzati minuziosamente. Mentre mangiavo. stendesse davanti a me la bandiera della sua pace. satinata. fonte di generosità. poiché è già tempo. interpretazione di quella preziosa pergamena. Mentre i morti si accumulavano intorno a noi. scriba minuzioso. cuore palpitante sotto i fo- . lieve e con mille giravolte. piacere.streimel e i cernecchi. vibrava a lungo. Come mi era dolce l'amore che mi portava. e di tutto quello che si assapora. Alzandomi. lasciando buie ferite dentro di noi. Bellezza. Volevo che scoprisse. sconvolta. Ricordi vagliati. Se ci fosse stata la fine del mondo. l'avrei desiderata. Correvo come un cervo. elastico e bianco come carta. invocavo il suo nome. ingegnosamente disegnate. Ogni momento mi portava una nuova rivelazione. La pelle era un ciottolo bianco nel mare di sale. un involucro liscio e serico. poiché mi ammaliano. dalla grana compatta. come una danzatrice nuda. striavo. Ciascuna di quelle. con mille lettere giunte dalle più remote tradizioni. Solo l'inchiostro scorreva su una simile grana. Quel foglio non era da bucare. quanto mi struggevo! Esaudiscilo dunque. e non disprezzarmi. già proiettata verso un'altra. Prima della preghiera. ma da sfiorare con segni. chiarore supremo: mi mostrava lo splendore della sua luminosità. La sua grazia si riversava su di me. mai assorbito. Entrando. l'untuosità lattiginosa e la dolce politura. stretta contro un'altra consonante. sagomavo la lanugine morbida. Amica della mia anima. la desideravo. e accordaci la tua grazia come nei giorni dell'eternità. saziata da un'altra vocale. guidato dalla sacra ispirazione. la mia bontà fossero dentro di lei. che la mia gioia. dello zucchero. lettura infinita. all'infinito.

Le tue carezze sono migliori del vino. attraversato da parte a parte da impeti folgoranti. le braccia incrociate. Jane. vedevo melodie celesti. morte poi riportata alla vita attraverso un'esegesi attenta. Cosa facevo lì. Talvolta. la parusia. se non avrei dovuto fare qualsiasi cosa pur di inseguire quelli che lo avevano rapito davanti ai miei occhi. nel segreto di una scogliera. il suo corpo un profumo raffinato. il tikun liberatore. e questa era melodiosa. e ascoltare la sua voce. Qualche volta mi sembrava di scorgerlo. responsabile. ed ero pieno di rimorsi. sognavo da sveglio. e la fragranza dei tuoi profumi meglio di tutti i balsami della terra. sorella mia. Era la mia colomba nel cavo di una roccia. e il volto grazioso. gli occhi come uccelli. Lei mi accompagnò nella mia camera. sempre più in fretta. Qui e in nessun luogo. Ero danzato. con gli occhi persi nel vuoto per tutto il giorno seguente. Una forza invincibile mi proiettava verso il cosmo. ero ebbro per il loro movimento. da millenni. Il suo volto era di un'infinita purezza. o in tutti quelli dove vi fossero archeologi.glietti crivellati. se lui era ancora in Francia? Ma cosa fare in Francia. mi domandavo se avessi adottato la strategia giusta. dove mi stesi. se lo avevano portato lì? Una sera in cui discutevamo nella hall del mio albergo. ora e sempre. Talvolta. Notti dense d'incubi mi impedivano di dormire e mi lasciavano stralunato. per il mio bene. Per mia grande sventura ma anche. La sua bocca era un dolce nettare. senza mai smettere di girare. Scrivevo il libro di una nuova storia. le labbra come un nastro scarlatto. un'altra mi radicava nelle profondità della terra. di note melodiose e di fede. ironicamente. la chioma come un gregge di capre. Mi faceva vedere il suo volto. rimasi a letto un'ora intera. sentivo colori inauditi. ebbi un malore. l'avvento del mondo nuovo. Mi sentivo afferrato. pazientemen- . di aspettativa. di attesa insoddisfatta. Perché la fine era voluta. in tutti i posti dove vi fossero degli israeliani. Preso dalla disperazione. indugio del desiderio. amata mia. sapori supremi. Vi erano giorni in cui correvo dappertutto. il cuore mi saltava dentro al petto. e quanto! Era la fine dei tempi. ammirato dal loro invisibile splendore. tanto ritardato quanto sperato. il pensiero di mio padre mi richiamava alla ragione con durezza. Apriva gli occhi sul silenzio. Come son belle le tue carezze. sempre più in alto. fatta di ingegnosi pilpul.

Mi alzai. Per tre volte. in questa lotta Lui li salverà dal massacro. Mi guardò dal fondo dei suoi occhi bruni. QUINTO ROTOLO Il rotolo della disputa Progresso e trionfo eterno della luce Allora i figli della Giustizia illumineranno le estremità del mondo Senza posa. per altre tre volte l'armata di Belial replicherà e farà battere . E nel giorno in cui combatteranno contro i Kittim. nel giorno in cui cadranno i Kittim. I figli della luce e l'esercito delle tenebre Combatteranno per la potenza di Dio In mezzo al frastuono di un'immensa moltitudine e le grida degli dei e degli uomini. nel giorno della Sventura. Quando si chinò per vedere se ero tornato in me. al momento stabilito per Dio brillerà la Sua sublime grandezza Per tutti i tempi [dei secoli] portando felicità e benedizione. poi se ne andò. Sentii un profumo canforato che fu come un balsamo per il mio corpo inerte. E verrà un tempo di sconforto per tutto il popolo redento da Dio. mi sfiorò con i lunghi. Poi. Quel giorno saranno alleati per l'immensa carneficina La congregazione degli dei e l'assemblea degli uomini. finché non si sarà estinto l'ultimo istante di tenebra. morbidi capelli. E fra tutte le avversità non ve ne sarà una pari a quella. i figli della luce saranno i più forti E scompiglieranno l'empietà. la gioia e lunghi giorni Verranno donati a tutti i figli della luce. La gloria. E. si sedette su una sedia e restò con me. Da quando avrà avuto inizio a quando si sarà compiuta Lasciando il posto alla Redenzione definitiva. Poi.te. Vi sarà una battaglia e una grande carneficina in presenza del Dio d'Israele. Poiché sarà giunto il giorno stabilito da Lui dal tempo antico Per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre. lasciando dietro di sé la traccia di quel profumo. Mi riportò alla vita.

professori. Parecchie reti televisive trasmettevano in diretta l'avvenimento. mentre Jane si dava da fare. con aria inquieta e curiosa. aveva affittato un'immensa sala ad anfiteatro. getti la responsabilità sull'altro e che. che si sarebbe emesso il giudizio finale.in ritirata l'esercito di Dio. e paghi per i suoi crimini. per vigliaccheria o per vizio. vi . Altri sembravano tormentati. Ma perché accade che ognuno. Faticavo a immaginare il numero delle persone che avrebbero ascoltato e visto quello che stava per accadere. e confessi ciò che ha fatto. La donna disse che era stato il serpente a ingannarla. Così continuarono a spiegarsi davanti a Dio: in tal modo divenne necessario che ciascuno renda conto. uomini di chiesa o rabbini di tutti i paesi si affollavano. La BAR. ma pregavo perché in mezzo a loro. Giornalisti. soli o a piccoli gruppi. la settima volta. e Dio chiamò l'uomo. Allora si nascosero. e questi rispose che si nascondeva perché era nudo. Ma la potenza di Dio rinforzerà il cuore dei figli della luce. incapace di pentirsi. Poi. Alcuni sfoggiavano un sorriso indefettibile: erano atei. Allora Dio gli chiese come poteva sapere di esserlo: si era forse nutrito del frutto dell'albero proibito? L'uomo confessò che lo aveva assaggiato. si sgravi delle malefatte commesse? Arrivò finalmente il giorno tanto atteso del confronto. o forse individui convinti che finalmente stesse per risplendere la verità. e che la colpa era della donna che Dio gli aveva messo accanto. l'uomo e la donna udirono la voce di Dio risuonare per il giardino sul far del giorno. I battaglioni di fanteria sembreranno scoraggiarsi. la grande Mano di Dio Sottometterà i figli delle tenebre a tutti gli angeli del Suo Impero E a tutti gli uomini del Suo esercito. le cui pareti rivestite in legno facevano pensare a un tribunale. in occasione del convegno. io osservavo quelli che entravano. Eravamo arrivati fra i primi. davanti al piccolo schermo o all'interno della sala. ricercatori. Rotoli di Qumran La guerra dei figli della luce contro i figli delle tenebre 1 Dopo aver commesso peccato.

fosse qualcuno che potesse aiutarmi a ritrovare le tracce di mio padre. I ricercatori. scorse sul fondo color malva delle colline strade popolate di una folla di uomini e animali. mio padre ritrovò un paesaggio che conosceva bene: monotono e sassoso. e il capo gli doleva a forza di restare coricato. e nulla da fare. a circa due ore di macchina. preparando carta e penna. scavandosi e ondulandosi. in pieno deserto. Se avessi potuto immaginare ciò che gli stava accadendo proprio al momento del convegno. si domandava se avessero voluto rapire proprio lui. Quindi gli uomini lo condussero fuori e. si trasformava in lontananza. Le membra gli si intorpidivano per l'inazione. venne preso da un profondo sconforto. Come me. giunti numerosi. conoscere chi ne fosse in possesso e chi li ricercasse. Mio padre disse loro ciò che ne sapevamo. Mentre il sole stava tramontando.. porre loro domande in ebraico. Poi un giorno si misero a interrogarlo. Volevano informazioni sui manoscritti. mi ero lasciato fuorviare e mi trovavo distante da lui in quel frangente. viaggiarono per circa sei ore. I giornalisti discutevano fra loro animatamente. vale a dire non molto. nessuno aveva pronunciato una parola. che si affrettavano a terminare la loro giornata: era la pianura mesopotamica. senza nessuno cui parlare. Alcuni scattavano già delle foto. Altri erano assorbiti dalla lettura dei giornali. se avessi saputo fino a che punto ero lontano dalla verità. lo avevano dapprima portato fuori Parigi. in arabo e in tutte le lingue che conosceva: rifiutavano di rispondergli. pronti a registrare ciò che si stava per dire. I rapitori ve lo tennero parecchi giorni. in inglese. Gli avevano bendato gli occhi e legato le mani. In auto. Così prigioniero. e stava sempre in ansia per suo figlio. che a lui sembrarono un'eternità. era libero di muoversi. Non sapeva perché lo trattenessero in quel modo. Qui. Arrivarono presto a una casa di campagna dove lo rinchiusero in una stanza. Quando arrivarono. C'era una folla immensa: si erano radunati tutti per l'occasione. né che cosa potessero volere da lui. Dopo il rapimento nell'appartamento di Pierre Michel. sedettero. uno dei quali recava in prima pagina il titolo: È esistito Gesù? Rivela- . Quando quegli uomini gli portavano i pasti aveva un bel parlare loro. credo che sarei impazzito.. ma non poteva uscire. Rammentava pure le crocifissioni. saliti su un aereo. o se lo avessero confuso con Pierre Michel.

mi dissi osservandolo. «Quelli della Congregazione per la dottrina della fede. sorpreso. e davanti a lei sarebbero crollati secoli di ideologia e di oscurantismo. Si vendicano di ciò che è stato fatto a Gesù. no. Ma ciò che più colpiva erano i suoi occhi: non illuminati da alcun bagliore. Allora la malafede avrebbe dovuto lasciare il posto alla fede pura o all'apostasia. Jane tornò in compagnia di un uomo piccolo e rotondo. Gettava ininterrottamente sguardi ansiosi intorno a sé .zioni sulla più grande scoperta archeologica di tutti i tempi. A poco a poco. l'anfiteatro fu colmo e parole e frasi si confusero per formare un indistinto e immenso brusio. «Degli inquisitori» rispose. è tornato al mondo una seconda volta per riparare le colpe commesse durante la vita precedente. Di quando in quando. Una cicatrice verticale gli attraversava la guancia destra da parte a parte. Non vede che ripetono. Se vuole il mio parere. si erano formati dei piccoli cenacoli di discussione. Sollevò il capo verso di me. oppure «Si è sicuri dell'esistenza di Giovanni il Battista. e forse perfino quella dell'estremo scontro. come .». di ignoranza e di invenzioni. L'articolo spiegava l'importanza delle scoperte di Qumran e insisteva sul mistero che aleggiava sulle ricerche. Rabbini e sacerdoti si stavano avvicinando impercettibilmente. «Di cosa ha paura?» gli mormorai. fissi come quelli delle bambole o dei giocattoli di peluche. "menzogna". le intenzioni più ecumeniche lasciavano il posto a vivaci alterchi.. che sembrava in preda alla più grande agitazione. e che non me l'hanno perdonato. Talvolta gli scambi di cortesie. Quelli che ho lasciato. Ecco un uomo della terza categoria. La verità stava per risplendere. ma di Gesù come persona storica. come sentissero che era suonata l'ora del confronto. dandogli un'aria affaticata. erano quasi senza espressione. Sapevano che dopo questa seduta sarebbero stati rimossi gli ultimi dubbi. rughe profonde gli segnavano il viso. Alcuni brandivano come armi le parole "bestemmia". l'uomo che avevamo tanto cercato. Me lo presentò: si trattava di Pierre Michel.. e non sarebbe stato più possibile barare. si udivano frammenti di animate conversazioni: «Gesù non era esseno». Pierre Michel iniziò a rileggere le carte che aveva preparato per il suo intervento. Prendemmo posto tutti e tre in prima fila. penso che dietro tutti quegli assassinii ci siano loro. Infine. "inferno".

E sa qual è la replica che gli ho preparato?» Immerse la mano nella cartella per estrarne orgogliosamente un abbozzo . «Jane mi ha parlato molto di lei. un docente battista che occupava il tempo della pensione a sistemare un catalogo esaustivo di tutti i libri. Dal momento in cui mi presero in giro perché avevo domandato una data certa per le pubblicazioni.. Vivo nella clandestinità e nel terrore che mi ritrovino. Da allora. Barthelemy Donnars. Folti favoriti neri gli incorniciavano il viso da una parte e dall'altra. e mi risero in faccia. uno dei primi ad aver riconosciuto il valore dei rotoli di Osea. C'erano storici. un uomo di taglia media e con le spalle molto larghe venne a sedersi vicino a noi. e li ho traditi rivelando una parte di ciò che conoscevo alla conferenza dell'87 su Qumran. nel 1948. Jane mi presentò il suo principale. e Gesù il sacerdote empio. Non capisco. Jane mi presentò parecchi importanti docenti universitari che gravitavano intorno all'ambiente qumraniano. Sono proprio contento che sia presente. lo scorso novembre. gli articoli e le pubblicazioni consacrati ai rotoli. capo redattore della BAR. Mi ha messo in ridicolo nei media. Dopo di allora sono cominciate le minacce. Capisce. E il dipartimento delle antichità di Gerusalemme che continua a non far nulla per recuperare il rotolo sparito. come cernecchi. C'era Peter Frost. Oltretutto. «Piacere» disse.. talmente violente che ho dovuto sparire con i rotoli. Sembrava in piena euforica. C'era Michelle Bronfield. Ha dichiarato in una conferenza che. che aveva difeso la tesi secondo cui Giovanni il Battista sarebbe stato il famoso Maestro di giustizia. ha tentato di montare i suoi colleghi contro di me. In Good Morning America mi ha indirizzato pesanti allusioni: "Sembra che ci sia una banda di mosche. e Emory Scott. Improvvisamente. da quel momento. Glielo posso tranquillamente dire: sarò la loro prossima vittima. avrebbe evitato di menzionare i manoscritti non pubblicati. Gli ho chiesto il permesso di accedere se non altro alle foto del rotolo. in questo grande giorno! Da tempo l'aspettavo.» Coloro che dovevano intervenire per primi presero posto sul palco. Naturalmente. ha rifiutato. perché sarebbe come leggere un menu senza poterne mangiare i piatti. Ho perfino affrontato direttamente Johnson al convegno di Princeton. non dormo più. È tempo tuttavia che i manoscritti possano essere letti da tutti. con l'unica occupazione di girarci intorno". filologi e filosofi. temevo per la mia vita. un gesto rituale? Ora io sono sulla loro lista perché so troppo. dell'università di Sydney.marnaci.

Mi dispiace non avervi accesso. e abbiamo tante altre mansioni a cui far fronte che è difficile procedere con velocità» rispose uno dei ricercatori presenti sul palco. in modo insperato. «Tutti hanno paura della censura. citò un gran numero di esempi. Il giudaismo si sarebbe sviluppato in messianismo. l'angolo della bocca deformato da un orrendo ghigno. perché potrei verificare la mia ipotesi. . occhio torvo. che da tanti anni faticavano sui loro lavori senza che si potesse vederne il minimo risultato. i rotoli hanno un'importanza rivoluzionaria. esito di una fede messianica più profonda di cui non sarebbero state che l'eco tardiva e deformata. il professor Donald Smith. Non potei fare a meno di sorridere. la prova delle alterazioni fraudolente subite dai testi sacri nel corso dei secoli. Era una foto in primissimo piano di Paul Johnson che non tornava a suo vantaggio: rasato male. Il presidente della riunione. incorniciato da uno schermo televisivo. che sembravano ronzare con cattiveria intorno a Johnson e alla sua equipe internazionale.di copertina della rivista. «È soltanto un pretesto da cui nessuno si fa abbindolare. o la esercitano in proprio. e segnatamente il passaggio di un libro che riproduceva quasi testualmente la pagine di un'altra opera. Quindi un professore del Centro dei manoscritti antichi di New York parlò a sua volta per protestare contro quella che chiamava la "possessività" dei ricercatori. capelli unti. e di constatare che Johnson era indubbiamente detestato da molta gente. illustrata dal disegno di un'intera costellazione di emeriti docenti universitari. Parliamo piuttosto di censura intellettuale» replicò l'altro. Per me. a differenza di questi. attraverso l'essenismo da cui sarebbe nata la religione cristiana. «Ma si tratta di un lavoro a lungo respiro. ivi compresi gli errori di traduzione. Terminò con una severa condanna di questi comportamenti. Sopra il ritratto. non erano stati toccati dalla censura. La sua ipotesi era che il cristianesimo e il giudaismo fossero entrambi delle ideologie degradate. poiché. aprì la seduta con un'allocuzione sui plagi fra ricercatori dopo la scoperta dei rotoli. la frase di Johnson a proposito delle mosche era stampata in grassetto. «Ecco la prossima copertina della BAR» disse.» Spiegò che i rotoli del Mar Morto offrivano.

e iniziarono un dibattito sulla censura e la trasformazione dei testi sacri operata dalla Chiesa nel corso dei secoli.. e si è suicidato dopo aver affidato il rotolo a Millet. poi rendendosi conto di ciò che conteneva ne ha fatto partecipe Johnson.La maggior parte degli studiosi presenti sul palco disapprovarono questa tesi. potrebbe perfino.. Johnson è un nome fittizio che ha adottato quando è emigrato negli Stati Uniti. nella massima segretezza. Avevano in comune con gli esseni il fatto di essere scribi e di ricopiare il Pentateuco. come un brivido lungo la schiena. la casa di Dio. Johnson incontrò il suo sguardo. abbiamo lavorato insieme sui manoscritti. quel popolo che ammetteva come libri santi soltanto il Pentateuco e il Libro di Giosuè. Quando ho cominciato a rivelare il contenuto del rotolo me lo ha chiesto indietro e quando ho rifiutato di riconsegnarglielo. Lo fecero entrare in una casa a strapiombo sulla città araba di Nablus. Un grave mormorio percorse la sala. Infine. Il giorno in cui Matti è arrivato per decifrare il suo manoscritto. e respingeva tutti gli altri scritti biblici. permetteva a tutti noi di guardare il manoscritto: così Lirnov cominciò a decifrarlo. poiché sapevamo tutti chi lo aveva. sei ore al . In quel momento. Lavoravano cinque. che ha deciso di farlo sparire. prima mi ha minacciato. A sua volta questi ha cominciato a studiarlo. Un'automobile venne a prenderli e li condusse a un villaggio recintato. poi ha sguinzagliato i suoi uomini alle mie calcagna per riprenderlo con la forza.». «I manoscritti del Mar Morto non portano nessuna nuova rivelazione su Gesù» esordì. Parve sorpreso. lo fissò per un istante e poi iniziò il suo discorso. si chiama in effetti Misickzy. quando lavoravamo nella scrollery del Museo Archeologico di Israele. Lo conosco bene. abitato dai samaritani. e che l'idolatra Salomone avesse eretto un falso tempio a Gerusalemme. Pierre Michel si agitò sulla sedia. È lui che mi fa cercare da quando ho lasciato il monastero. Ma non è riuscito a sopportare ciò che ha scoperto. Ritenevano che in cima alla loro montagna si elevasse il vero tempio. e non ha trovato nulla. ricordo che ridevamo sotto i baffi. All'inizio. È stato allora che Johnson me lo ha affidato perché lo studiassi. Un rombo di motore riempì il silenzio del deserto di un'onda sonora. Si chinò verso di noi: «È quest'uomo a volere la mia rovina. venne il turno di Paul Johnson. l'antica Sichem della Bibbia. Mio padre conosceva i samaritani. sempre più nervoso. Vi dico: quell'uomo è pronto a tutto.

parte di quello del Tempio. nuda.giorno alla stesura di un rotolo di venticinque metri. Ne completavano uno ogni sette mesi. vicino a un bosco di ulivi. Nablus si appoggiava sul fianco della collina. e apparve la vecchia pelle di capra. e la piastra composta di dodici pietre che il gran sacerdote porta nel tempio il giorno di Kippur. tradizione ereditata da una setta che Mosè aveva ricondotto col suo popolo dalla corte del Faraone. e ciascuna chiave era affidata a un sacerdote diverso. Il rotolo si scompose in tre parti. e che lo avrebbero custodito fino alla venuta del Messia. Poi ritornarono con indosso uno scialle da preghiera. La depose sopra un seggio di legno. mio padre ebbe un po' di respiro. Allora mio padre si ricordò la leggenda dei samaritani: il loro santuario sul monte Garizim era stato distrutto dal re-sacerdote ebreo Giovanni Hyrcan. maculata di lettere antiche. Allora lo rinchiusero in un'altra casa. bianca. Uno dei due portava la Torah millenaria avvolta in un tessuto di seta ricamata d'oro. e dicevano di possedere il suo tesoro. Consegnarono tutti questi oggetti ai misteriosi rapitori. Occorrevano tre chiavi per aprire il tabernacolo in cui era conservato il prezioso manoscritto. I sacerdoti tolsero solennemente il suo prezioso rivestimento. che conta tremilaseicento anni. Mio padre comprese che si trattava della meta di un pellegrinaggio: era l'inizio del periodo pasquale che commemorava l'uscita dall'Egitto. Più lontano ancora. in cima a una collina. . e posarono con precauzione le mani sui due pomi d'argento per farne ruotare il coperchio. Poi tirarono fuori dall'armadio degli oggetti rituali i bicchieri da kiddush incrostati d'oro e di pietre preziose. la famosa Torah di Avishua. I tre officianti scomparvero dietro una piccola tenda di velluto che nascondeva il tabernacolo. fra il 135 e il 104 prima della nostra era. Si occupavano allo stesso tempo di astrologia e di divinazione. Si ricordò pure di una frase del Rotolo di rame: Sul monte Garizim. tutta cosparsa di boschetti di alberi. in capo a qualche giorno. il monte Garizim. A qualche distanza da lì scorreva una sorgente. i samaritani si misero a imballare i loro effetti e a radunare le scorte per trasferirsi in un'altra dimora. Nella casa in cui lo rinchiusero. Poi. Mio padre assistette a una loro cerimonia. la dimora dei sacerdoti dov'era conservato il più vecchio libro dall'epoca della creazione. e le cui formule erano contenute in un libro conservato dall'epoca di Aronne. i cherubini.

Due samaritani lo sorvegliavano da vicino. Quello grande era senz'altro per gli agnelli. gli architravi delle porte. Donne. Pierre Michel si dimenava sulla sedia. e intagliavano lunghi spiedi. Altri andavano a raccogliere issopo ed erbe amare. c'erano due altari: uno grande e. i samaritani se ne servono per conservare il sangue degli agnelli. vecchi e giovani. preparavano paglia e argilla. Si tratta. come vuole la tradizione. il sacrificatore. beninteso.Sotto l'entrata superiore. sistemavano bacinelle ricolme d'acqua. Tutti uscirono dalla sinagoga. e l'ambiente in cui è nato il cristianesimo. I giovani allestivano il recinto. uno più piccolo. il sacrificatore. il coltello e l'agnello. ciò che succedeva prima e durante il perio- . prima di cospargerne. Il mio scopo è quello di illuminare. apparve munito di lunghi coltelli affilati. Così. il sacrificatore. rendendogli impossibile ogni fuga. bambini. da un punto di vista storico. Ma perché questi ultimi se ne privavano così facilmente? In cambio di denaro? Di qualcos'altro? E perché farlo assistere a quella transazione? La cerimonia proseguiva. che hanno la proprietà di impedire la coagulazione del sangue. visibilmente insoddisfatto.. mentre Paul Johnson continuava la sua relazione. ma la vittima del sacrificio mancava. per quale animale? Tutto era pronto. il contesto nel quale vennero scritti i rotoli. del giudaismo. Lo shoet.. «Tutto quello che i manoscritti del Mar Morto sono in grado di rivelarci» diceva Johnson «è il modo in cui Gesù poteva vivere. Tutto era pronto per il sacrificio: l'altare. con il capo coperto da tarbush e vestiti con abiti a righe che scendevano fino alle caviglie. scavavano focolari nel suolo. Mio padre si domandava perché venisse invitato a questa festa dopo essere stato confinato per tanto tempo nella sua camera. Tuttavia. E sessanta talenti d'argento. certo: l'altare. ma il più piccolo. Un cofano e il suo contenuto. i suoi rapitori si trovavano in quel luogo per recuperare il tesoro dei samaritani. a fianco. A meno che non fosse lui. ed è per questo che comincerò col narrarvi. da un punto di vista strettamente storico. portavano legna. il coltello. si affaccendavano per preparare il sacrificio pasquale.

che non osarono protestare.» Cominciò allora un lungo discorso su questo e quello. ecco. Preferite non sapere. l'aria affaticata. «Non posso ammettere che questa ipocrisia dia il suo ulteriore contributo a secoli di menzogne» cominciò. Salì sul palco. si levò la sua voce vibrante. a quale setta apparteneva? E se è esistito. come le altre persone sul palco. Tacque. martellando ogni parola con un pugno sul tavolo. L'assemblea non ignorava che Pierre Michel possedeva i documenti più importanti. Quest'ultimo alzò più volte gli occhi al soffitto. nel quale evitò con cura di evocare l'argomento manoscritti. adorate gli idoli di cui si pretende di fare i capisaldi della vostra fede. Pierre Michel si alzò dalla sedia. al punto che il silenzio era totale quando. e non odiate coloro che giudicano impossibile guardare fermamente in faccia la verità. «Allora. volgendosi verso Johnson. Johnson lo dardeggiò di sguardi volta a volta minacciosi e inquieti. E . come il nuovo presagio di un profeta senza speranza né pietà. Pareva sempre più esasperato. sto per dirvi ciò che è successo realmente a Qumran. Sistemò alcune carte davanti a sé.do in cui la setta essena scrisse i rotoli. se fu esseno o fariseo. ebrei e cristiani? Perché mentirci e avere paura a tal punto?» domandò. o se è soltanto un mito? E se è esistito. come se fosse scandalizzato e prendesse il cielo a testimone del suo stupore. senza avere il coraggio di arrivare fino in fondo alla vostra insoddisfazione. e guardò un istante l'uditorio. e sembrò trattenere il respiro. «Siamo pecore smarrite che cercano la strada e non fanno che riprendere ancora e sempre quella che hanno imboccato quando si sono perse. che lo squadrava con odio misto a timore. «E voi atei non volete più sentir parlare di quel cristianesimo che tuttavia plasma il mondo in cui vivete. «Volete conoscere l'età dei rotoli? Volete sapere se parlano di Gesù o se non vi fanno la minima allusione? Volete sapere se Gesù è esistito. come se misurasse un avversario. Vi fate beffe dei credenti e della loro fede imbecille: ma siete consapevoli che in fondo al cuore li disprezzate in nome di una pretesa ancora più grande? Voi non credenti credete di non credere. come se percuotesse il tamburo in vista dell'assalto finale. chi l'ha ucciso e perché? O preferite che si continui a trattarvi come bambini? «Voi credenti vi compiacete dell'oscurantismo. Di colpo. Incontrava di tanto in tanto lo sguardo di Pierre Michel. «Perché non deve essere detta la verità. ma credete ancora più degli altri.

il fariseismo. lungi dall'essere una fede diffusa da apostoli e santi in Giudea. «Allora la relazione con il cristianesimo. se i rotoli intaccano tale visione. la risposta della Chiesa sull'origine e il significato del cristianesimo è chiara: Gesù è il Messia venuto a compiere le Scritture. non sarebbe importante.» «I testi di Qumran risalgono al Medioevo» lo interruppe un uomo tra il pubblico. capita che la comunità descritta dai rotoli veneri un certo Maestro di giustizia che avrebbe subito un martirio. E questa branca era l'essenismo. Ora. Sarà allora necessario tirare le somme di questi fatti storici e ammettere che il cristianesimo non è nato da un intervento soprannaturale. allora secoli di fede sono in errore. ma costituisce il risultato di una naturale evoluzione sociale e religiosa. E la domanda essenziale è la seguente: i primi cristiani appartenevano alla comunità essena? «Anche per i credenti. della nuova nascita che purificherà di tutte le scorie depositate da secoli d'ignoranza. è qui che lei vuole arrivare?» replicò Pierre Michel. . che si è innestato su altre religioni del mondo dei gentili fino a diventare un sistema di credenze autonome: il cristianesimo. secoli di ignoranza e di intolleranza verranno condannati senza appello. Fra gli esseni. una domanda storica deve avere una risposta storica. gli gnostici e i christianoi. non soltanto per gli ebrei. è una branca del giudaismo..vedrete che per alcuni sarò portatore del battesimo. ma per l'insieme delle nazioni. È stato inviato da Dio che lo ha fatto ebreo. vi fu un duro conflitto ideologico nei tre secoli che seguirono la nascita di Cristo. allora diventano capitali sia per il giudaismo che per il cristianesimo. «Non ci sarebbe allora nessuna relazione con le origini della cristianità. ammesso che ci sia. E per gli altri. L'altra tendenza del giudaismo. «Che cosa ci rivelano i rotoli? Ve lo dico francamente. invece» continuò Pierre Michel alzando la voce che tremò nell'amplificatore del microfono «sono stati scritti durante i secoli che precedettero immediatamente l'era cristiana. I rotoli ci insegnano che il cristianesimo. Ma se. Da duemila anni. Per questo la data dei documenti diventa una questione vitale. ma il suo insegnamento si distingue radicalmente da quello del giudaismo. se ci obbligano a riconoscere che Gesù e i primi cristiani sono usciti da una setta ebraica con un'organizzazione e sacramenti quasi identici a quelli del cristianesimo primitivo. Ora. per questo vi si insiste tanto: si tratta dell'origine del culto cristiano.. «No! Sono del II o del III secolo dopo Cristo» intervenne qualcun altro. darò scandalo.

Era una pergamena antica. Riconobbi immediatamente un manoscritto del Mar Morto. Poi estrasse lentamente dalla cartella un pacchetto avvolto in panni biancastri. a bocca aperta. dagli insetti e dall'umidità. Nell'XI secolo. che venne subito richiamato all'ordine dal presidente. di color bruno chiaro maculato di chiazze più scure. che situerei sulla linea dell'essenismo piuttosto che in quella del fariseismo. smangiata dal tempo. con l'eccezione tuttavia degli ebrei fondamentalisti. che parevano due braccia timide. che srotolò altrettanto lentamente. Ora vorrei tentare di interpretare i manoscritti del Mar Morto. ma fece notevoli progressi in Europa.. Evidentemente non si tratta di un caso. scoprendo infine un rotolo. e che sono molto importanti per comprendere il cristianesimo primitivo. Pierre Michel rispose con calma: «La setta ebraica dei karaiti si disperse nell'VIII secolo dopo Cristo per la Babilonia. Fra i testi respinti dai Padri della Chiesa vi sono gli apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento.che dà importanza alla Torah ed esalta la tradizione rabbinica e il Talmud come testo ancora più rivelato della Bibbia. capisco che la datazione dei rotoli possa farvi paura. Era arrotolata agli orli. «Beninteso. Il suo tratto distintivo era l'interpretazione letterale della Bibbia in ciò che era ritenuto valido come regola di devozione. Ritengo che quei testi siano stati scartati. Cionondimeno. poiché esistono corrispondenze inquietanti. Pierre Michel si fermò un istante e bevve un sorso d'acqua. In effetti vi sono corrispondenze inquietanti. ed è diventata il giudaismo come lo conosciamo al giorno d'oggi. sembrava così fragile e delicata da . le scoperte archeologiche e paleografiche smentiscono ogni possibile legame fra questa setta e Qumran. Sapete tutti che apocrifo significa "nascosto". impudica. come ci vengono rischiarati appunto da quegli scritti. così come in Palestina. la Persia. molto sottile. così come la pseudo-epigrafe.. è stata intaccata in minor misura dal mondo pagano. spaventate dalla loro stessa audacia. la Siria e l'Egitto. perché si voleva che il loro senso rimanesse nascosto alla grande massa dei fedeli e fosse accessibile soltanto a rari iniziati. della verità. Accartocciata su se stessa.. Non dimentichiamo che gli scritti esoterici erano numerosi agli esordi dell'era cristiana. risalgono al x secolo».. Lo alzò sopra la testa per mostrarlo a tutta l'assemblea che lo contemplò.» «I rotoli sono dei falsi!» interruppe ancora qualcun altro. Ciò che non impedì a un altro di aggiungere: «Sono karaiti.». che esitavano a dischiudere e a scoprire la propria nudità: quella. declinò in queste zone.

poter sciogliersi in polvere davanti ai nostri occhi, o sgretolarsi in mille
pezzi e sparire per sempre, senza che nessuno ne venisse mai a conoscenza. Era così vecchia, aveva visto sfilare secoli fino a formare millenni, e
sembrava voler finalmente terminare il suo lungo, troppo lungo calvario, e
dire ciò che aveva da dire, prima di esalare l'ultimo respiro, di emettere
l'ultima polvere e di non essere più quella prova, quel corpo del reato per
l'uomo smemorato, ma soltanto un ricordo, un'idea, una storia, traccia della
sua traccia, ineffabile e precaria, una preghiera, un nome da invocare per i
genitori e i figli, e i figli dei loro figli. Presto si sarebbe ritirata dalla scena
e avrebbe abdicato a favore delle parole di cui non era che il supporto. Già
esitava fra il materiale e l'immateriale, fra il reale e l'immaginario, lo spirito, il puro ricordo di quelle parole, per sempre incise, per sempre perdute,
per sempre ritrovate. Aveva talmente resistito, talmente combattuto e, da
poco, a tal punto viaggiato che sembrava stanca e all'estremo delle forze.
Ma era presente, ancora tangibile e sotto gli occhi di tutti, perché non aveva ancora compiuto la sua missione, e custodiva nelle sue pieghe qualcosa
che doveva essere detto, infine.
Pierre Michel riprese, con voce potente: «Volete sapere se Gesù è esistito e chi era? Questo manoscritto reca la risposta e io ve la fornisco. Sì,
Gesù è esistito. Il manoscritto ne parla. No, non è quello che voi credete».
Nella sala si levò un grande tumulto. Tutti gli sguardi erano fissi sul rotolo, che Pierre Michel teneva ancora alto sopra la testa. Allora abbassò le
braccia, posò delicatamente l'oggetto sul tavolo e disse: «Tutti sanno che vi
sono somiglianze inquietanti fra gli esseni e le prime comunità cristiane,
somiglianze che non possono essere frutto del caso. Entrambe le comunità
mettevano i loro beni in comune, e li conservavano in una specie di cassa
generale, che costituiva un tesoro. Un tesoriere ufficiale ridistribuiva il
necessario per le spese collettive. Ora, quando Gesù dice a un uomo ricco
di donare ai "poveri" tutto ciò che possiede, è chiaro che con questo nome
vuole designare i suoi fratelli, gli esserli: questo termine "poveri" era precisamente uno degli appellativi che venivano utilizzati dagli esseni per
qualificare i membri della propria setta. Le persone agiate che si univano a
loro dovevano abbandonare le loro ricchezze e contribuire al fondo comune. Ora, quando Gesù invita l'uomo ricco, gli dice precisamente: "Vieni,
unisciti a noi", è per incoraggiarlo a raggiungere la comunità essena alla
quale apparteneva lui stesso».
Nuovamente, un clamore salì tra il pubblico. Ma Pierre Michel continuò,

imperturbabile.
«La somiglianza fra le regole degli esseni e quelle dei primi cristiani non
si ferma qui. La frode finanziaria nei confronti della comunità veniva punita severamente sia presso gli uni che gli altri, anche se i cristiani sembrano
essere stati più duri. Nel Manuale di disciplina degli esseni, chi ha derubato la setta deve pagare una certa somma o essere punito per sessanta giorni.
Nel Libro degli atti degli apostoli, Pietro, che ha scoperto la frode di Anania, gli dice che ha peccato contro Dio; e Anania, atterrito, muore immediatamente.
«Ma, soprattutto, gli esserli e i primi cristiani vivevano allo stesso modo.
Gli esseni evitavano le città e preferivano stabilirsi nei villaggi. Rifiutavano il sacrificio di animali. Il loro insegnamento riposava su principi di pietà, giustizia, santità, amore di Dio, della virtù e dell'uomo. Per questo gli
esseni erano ammirati da numerosi ebrei, a gran discapito dei sacerdoti del
Tempio che collaboravano con l'empia forza di occupazione.
«Inoltre, le due comunità avevano una visione del mondo simile: entrambe annunciavano un cataclisma alla fine dei tempi, e credevano nel
regno di Dio inaugurato dal Messia. Entrambe si consideravano come il
popolo eletto da Dio, in conflitto con i figli della menzogna. Credevano di
essere i figli della luce impegnati nella lotta contro i figli delle tenebre. Gli
esserli come i cristiani si ponevano al centro di un conflitto cosmico.
«Per adempiere questo destino, concepirono un medesimo sistema messianico, una stessa organizzazione delle loro comunità come movimento
religioso, un identico universo concettuale. Per convincersene basta confrontare il Manuale di disciplina e il Nuovo Testamento. Tutti gli elementi
concordano, poiché si tratta della stessa comunità. Ve lo ripeto: gli esseni
e i cristiani formarono una sola e medesima setta. Questo significa che,
fino a quando venne fondata la Chiesa, il cristianesimo costituì una parte
organica del giudaismo.»
Mormorii sempre più confusi si fecero sentire in mezzo all'assemblea.
Pierre Michel ricominciò, a voce più alta, per coprire il rumore delle voci:
«Bisogna finirla con secoli di travisamento dei testi. Considerate il Testamento dei dodici patriarchi, che si è creduto a lungo scritto da un cristiano,
in quanto vi si poneva la questione del Messia. Si è poi scoperto che non
c'entrava per niente, che era opera di un ebreo. E non è che un esempio fra
i tanti!
«Perciò si comprende il mistero del Vangelo di Giovanni, e la sua singolare differenza nei confronti degli altri Vangeli, rispetto ai quali è quasi

inconciliabile. In Giovanni, Gesù è una specie di rabbino. La sua vita pubblica è più lunga: tre anni al posto di qualche mese o un anno. Tutta la sua
esistenza si svolge in Giudea e non in Galilea. È il Messia fin dall'inizio.
«Ora, ho scoperto che il Vangelo secondo Giovanni cita quasi alla lettera
alcune frasi del manoscritto di Qumran che ho studiato; è stato scritto
quindi molto presto, in Palestina, là dove il pensiero cristiano e quello ellenistico si sono incontrati: vale a dire a Qumran. Ho tutte le ragioni per
pensare che il Vangelo di Giovanni sia stato composto da un membro della
setta essena.
«Non vedete come il personaggio di Gesù, nel modo in cui viene descritto da Giovanni, sia prossimo al Maestro di giustizia esseno, quel sacerdote
esaltato, quel profeta che ha sofferto il martirio e deve riapparire come
Messia? L'autore del Vangelo di Giovanni ha dunque composto la narrazione della vita di Gesù, in accordo con la dottrina del Maestro di giustizia:
Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene dal Padre tranne me, vi
porto la pace, cita Giovanni. La lettura di questo manoscritto mi ha permesso di risolvere il mistero del Vangelo di Giovanni: si tratta di un trattato teologico sotto la forma di una biografia di Gesù, che contiene le dottrine predicate dal Maestro di giustizia.
«Mi spingerò ancora più in là. Tutti sanno, anche se nessuno vuole ammetterlo, che Giovanni il Battista era un esseno. Predicava il battesimo,
rito essenziale degli esseni; veniva dal deserto, come gli esseni, e come
loro annunciava l'avvento del regno dei Cieli. Ma che significa, allora, il
battesimo di Gesù da parte di Giovanni? Non è sicuro che Gesù, trasmettendo il suo insegnamento, si sia realmente allontanato da Giovanni.
«Ugualmente, i discepoli di Gesù erano senza dubbio esseni; altrimenti,
come spiegare che lascino subito le loro occupazioni quando Gesù li chiama perché si uniscano a lui? Gesù comanda ai suoi compagni di andare a
predicare, a due a due, e di non prendere né pane né denaro. Come sarebbero sopravvissuti? Dove avrebbero dormito? Ammettiamo che in Galilea
la gente fosse ospitale, e che i discepoli di Gesù fossero straordinariamente
ben provvisti di amici e relazioni. Ma forse si aspettavano di essere ricevuti dalle sette essene insediate nelle città e nei villaggi, descritte da Filone e
da Giuseppe. Poiché se fossero stati loro stessi esseni, la sacra regola della
setta avrebbe garantito l'ospitalità.
«Infine, se Giovanni e i suoi discepoli fossero stati esseni, che ne sarebbe stato di Gesù? Ricordate: all'età di dodici anni, Gesù disputò con i sapienti del Tempio. È proprio in quel momento che il fanciullo viene inizia-

to, secondo la consuetudine essena. Allora impara le scritture canoniche, e
anche gli scritti propri agli esseni. Questo spiega come mai conoscesse
così bene le Scritture, dato che è impossibile che le abbia studiate in altro
modo. In quel tempo, tutti avevano un maestro. È impossibile che Gesù
non sia stato iniziato da nessuno, e che non sia appartenuto a una qualche
setta».
Pierre Michel si fermò un istante per bere nuovamente dell'acqua e riprendere le forze. Gocce di sudore gli imperlavano la fronte. Johnson lo
dardeggiava di nere occhiate. Era chiaro che, se avesse potuto impedirgli
di parlare, l'avrebbe fatto. L'uditorio, dapprima reticente, poi sorpreso,
sembrava a poco a poco conquistato dalle parole dell'ometto. Alcuni sorridevano, radiosi, felici di sentire pronunciare le parole che aspettavano da
molto tempo. Altri, inquieti, sembravano sinceramente scossi.
Pierre Michel stava portando il turbamento, lo scandalo. Lanciato, continuava incrollabile il suo lavoro di scavo, da cui non un'anima, un secolo o
una certezza sembravano poter uscire indenni. Pareva posseduto. Sfidava
le dottrine e i dogmi lungamente architettati, gli errori pazientemente radicati, senza incontrare contestazione, per giorni, mesi e anni nel fondo delle
coscienze convinte dalla Chiesa e dalla sua fede, quell'eminenza grigia che
aveva lavorato allo scopo di lasciarle per sempre senza voce.
Ma al di là della Chiesa, attraverso di lui, era Gesù che i presenti ritrovavano, Gesù solo e senza legami, Gesù com'era, con la sua parola e la sua
fede; loro lo sapevano, e per questo ascoltavano.
«Altrimenti, come spiegare che Gesù abbia trascorso quaranta giorni nel
deserto?» riprese Pierre Michel. «Non avrebbe potuto sopravvivere senza
un riparo. Ora, il monastero di Qumran si trovava nel deserto di Giudea;
può darsi quindi che Gesù abbia vissuto nelle grotte di Qumran, come facevano altri esseni.
«Altrimenti, in quale altro luogo Gesù avrebbe potuto recarsi alla sinagoga? Le sinagoghe erano luoghi di adunanza. Ora, Gesù non andava certo
a quelle dei farisei che criticava con asprezza. Andava alle assemblee degli
esseni, in quelli che chiamavano gli incontri dei "Numerosi".
«Altrimenti, come spiegare che Gesù sia stato chiamato "il Nazareno",
in un'epoca in cui non c'erano città di nome Nazareth?»
Esclamazioni di sorpresa risuonarono nell'assemblea.
«Nazareth non viene mai menzionata, né nell'Antico Testamento, né nel

Talmud, né negli scritti di Flavio Giuseppe. Tuttavia quest'ultimo, comandante in capo degli ebrei all'epoca della guerra contro i romani in Galilea,
non mancava mai di annotare tutto quello che vedeva. Se Nazareth fosse
stata un'importante città della Galilea, come si spiega che Flavio Giuseppe,
che combatteva in questa provincia - che descrive d'altronde in dettaglio non ne abbia mai fatto menzione? Perché Nazareth non è il nome di una
città, ma quello di una setta. È stato Matteo, assillato com'era dall'adempimento letterale delle profezie, a scrivere che Gesù era nato a Nazareth,
affinché si compisse la parola del profeta secondo la quale il Messia avrebbe dovuto essere un "Nazareno". Si riferisce a Isaia (XI, 1) secondo
cui avrebbe dovuto esserci un virgulto - netser in ebraico - di lesse, nel
quale si sarebbe trovato lo spirito di lesse. Ora, giustamente, si trova che
gli esseni si chiamavano "nazareni", cioè "credenti nel Messia"... proprio
come "christianos".»
Johnson lo stava fulminando, i pugni serrati sulle ginocchia, tutti i muscoli del volto contratti. Talvolta si guardava in giro, come per contare le
persone presenti ad ascoltare le parole di Pierre Michel. Talaltra, prostrato,
si prendeva la testa fra le mani, come se non volesse né vedere, né sentire
più niente di quello che gli stava intorno.
Totalmente sbalordito, stremato dall'attesa di quello che sempre più sospettava, ammutolito dal terrore, mio padre osservava i preparativi senza
potersi convincere di essere la vittima sacrificale. Alcuni facevano bollire
le erbe amare e le mescolavano a un impasto azzimo; altri accendevano
fornaci ardenti poste in grandi torri cilindriche, da cui zampillavano le alte
fiamme del fuoco alimentato da ramaglie e ceppi. Giovani samaritani passeggiavano, impazienti, nei loro vestiti della festa, e avevano l'aria di affaccendarsi intorno a pentole fumanti. I bambini si divertivano giocando
con gli agnelli.
A poco a poco, tutti i samaritani tornarono alle loro dimore per indossare
l'abito tradizionale del sacrificio, ed effettuare le abluzioni rituali. Gli Anziani misero tuniche a righe sottili, e si coprirono le spalle con uno scialle
bianco da preghiera. Poi si riunirono per formare un corteo, il sommo sacerdote in testa, seguiti dagli Anziani della classe sacerdotale, poi dai vecchi della comunità, e infine dai più giovani.
Il sommo sacerdote prese posto davanti a un blocco di pietra, col viso rivolto verso la cima del Garizim, in direzione opposta a quella del sole al

tramonto. Altri dodici sacerdoti si sistemarono attorno all'altare del sacrificio. Cominciarono a intonare preghiere lancinanti, lamentazioni i cui ritornelli erano ripresi in coro dall'assemblea. Il sommo sacerdote salì sopra il
blocco di pietra, e iniziò a salmodiare. Nel momento preciso in cui l'ultimo
raggio di sole spariva dietro le montagne, momento di silenzio e di emozione, il centoquarantaseiesimo discendente di Aronne recitò tre volte, a
voce rimbombante, l'ingiunzione biblica: «E tutta l'assemblea di Israele lo
scannerà verso sera».
I sacrificatori saggiarono il filo dei loro coltelli sull'estremità della lingua, afferrarono con mano ferma gli animali che si dibattevano vigorosamente con le ultime forze in preda al più grande terrore e, con un solo gesto, tagliarono loro la gola. Risuonò un clamore immenso, un grido rauco
che squarciò il cielo. Il sangue scorse subito a fiotti dalle gole mutilate.
Un'esplosione di gioia accolse l'olocausto. In un minuto vennero immolati ventotto agnelli. Allora i dodici sacerdoti si avvicinarono all'altare del
sacrificio, sempre continuando a recitare l'Esodo. All'evocazione dell'ingiunzione divina di apporre un segno rosso sugli architravi delle porte, i
sacerdoti immersero l'indice nelle gole ancora sanguinolente, e marcarono
i loro figli sulla fronte e sul naso.
Poi tutti vennero a rendere omaggio al sommo sacerdote. Gli portarono
piatti fumanti, gli baciarono le mani. Ovunque non vi erano che abbracci,
baci e gioiose effusioni. I più giovani si impossessavano degli animali sacrificati e li gettavano nell'acqua bollente per togliere loro più facilmente il
vello. Una volta scorticati, venivano appesi ai pali, ripuliti delle parti impure, fatti a pezzi e infine salati, per espurgarli del loro sangue. Spettava ai
sacerdoti il compito di scegliere le bestie idonee a essere consumate e di
verificare che non presentassero alcun difetto. Quelle che non erano perfette venivano immediatamente gettate nel fuoco con la lana, le interiora e i
piedi degli altri animali.
In quell'istante mio padre pensava di essersi ingannato, e che l'altare piccolo, rimasto immacolato, non gli fosse destinato. Un entusiasmo giovanile
si era impadronito di tutti, giovani e vecchi, in preda all'esultanza religiosa.
Instancabilmente, i sacerdoti recitavano l'Esodo in tono monocorde, circolando in mezzo ai fedeli.
Allora mio padre si disse che forse lo avevano dimenticato. Una volta
compiuto il sacrificio, sarebbero rientrati alle loro case. Gli animali, infilzati, erano pronti per essere bruciati sull'altare grande. I giovani aspettavano di udire pronunciare il brano del testo dell'Esodo che li avrebbe autoriz-

Ma questo ci ricorda anche il rito esseno. ma sa bene di non essere soddisfatto di quel Cristo a cui le si domanda di credere con la sola fede. ciò che ha lo stesso significato di "Nuovo Testamento". sulla base di tutte le sue parole".zati a gettarli tutti. «Cosa vuole dire?» gridò Johnson. dicendo: "Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha stipulato con voi. fosse il loro Messia. La fede è necessaria nella maggioranza dei casi. È stato Paolo a distaccarsene. il Maestro di giustizia». Anche lei vuole sapere di più su quella figura enigmatica. Il problema deve essere messo a punto dalla teologia.» Segnò una pausa. Per i primi cristiani. mentre gli esseni parlano di due Messia?» «È possibile che i due siano diventati uno. come aver fede nel suo protagonista? Come fare in modo che la fede non sia separata dalla realtà?» «La maggior parte della storia umana è soggetta al dubbio. proprio come è possibile che i cristiani abbiano fatto una sintesi tardiva» rispose con calma Pierre Michel. e parve poi pesare le sue parole quando disse: «Gli esseni ritenevano che l'uomo chiamato Gesù il nazareno. in un solo slancio. Vuole conoscere il Gesù della storia. «Che il Messia dei cristiani non sarebbe altri che il Maestro di giustizia di cui parlano gli esseni? Non sa che i cristiani aspettavano un solo Messia. dentro le fiamme. Ma se la narrazione del Nuovo Testamento non riguarda i fatti.» «Lei parla di teologia.» «Non è una posizione sostenibile per una teologia fondata sulla Bibbia. «Le due comunità credevano di essere i popoli di un "nuovo patto". per facilitare le conversioni e i progressi della Chiesa dei gentili. rinnovando in tal modo l'alleanza mosaica. Gesù l'esseno. si trattava della legge di Mosè. «Non è possibile stabilire i fondamenti del Nuovo Testamento su basi storiche. prima di dare un senso alla storia. È un circolo vizioso: lei vuole stabilire una teologia che sia giudice della storia. che consisteva nel simbolizzare il sangue e la carne del Messia con il pane e il vino consacrati al momento dei pasti fatti in comune. non potendo più contenere il suo furore. «Ricordate quel passaggio dell'Esodo» continuò Pierre Michel «in cui Mosè prende il sangue degli olocausti e ne asperge il popolo. Non vi rammenta nulla? È all'origine del sacramento dell'Eucarestia: Gesù identifica il vino con il suo sangue. Non si possono ancorare le origini cristiane a qualcosa che non si è potuto .» «No!» lo interruppe brutalmente Johnson. e fondare i problemi storici sulla Bibbia. come per gli esseni.

«I rotoli esistono» proseguì «e insieme esiste qualcos'altro che oltrepassa il loro stesso significato. per esempio. «Sotto la guida del Maestro di giustizia la comunità nascente . ma quella di un membro della comunità essena che conduce una vita austera. Sono religioso. caloroso e infocato. o piuttosto come se benedicesse. voglio rimanere in contatto con la realtà. la purezza attraverso la pratica dei bagni rituali. come i suoi fratelli.» Pierre Michel era sceso dal palco. risposte da cui possono scaturire altre risposte. venerare Dio. ma rimanendo al di fuori del mondo reale. grazie a Qumran. attraverso simboli. con lo spirito di un Elia o di un Amos. indicano la direzione sulla carta della storia. E non ritengo sia sufficiente credere nella teologia del presente per poter determinare i fatti del passato. si mettono a parlare. «Così. «Ora. piscine per il battesimo. riflettere e. esistono. Il tono della sua voce era nello stesso tempo dolce. La teologia può farli scomparire? Ma ciò che i rotoli implicano è pure qualcosa di sostanziale. Era il suo giorno. «Cosa c'è in comune fra la vita raccolta e silenziosa degli esseni e l'ardore profetico di Giovanni che. la storia riprende vita. La teologia può sopprimere le conseguenze e le inferenze? Ma non vi sono solo i manoscritti. le rovine del monastero. la figura di Giovanni il Battista nel deserto non è quella di un uomo abitato improvvisamente dallo Spirito Santo. Di quando in quando si fermava e fissava alcuni che avevano un'espressione contenta. trasportato dal discorso come se fosse circonfuso da un'aura. parlava a tutti e a ciascuno. scriptorium. più numerose. Diventano segni.documentare soltanto perché ci si augura che sia andata così. quello che attendeva da molto tempo nella sua passione. ci sono pure le grotte. E ciò che dicono porta nuove risposte ad antiche domande. anche se sono morti. ma non posso rinunciare a un certo senso della storia. Sono là. Faceva ampi movimenti con le braccia. E lui stesso era trasceso. annuncia il giudizio di Dio come imminente e denuncia gli scandali della corte?» «E l'impazienza escatologica della Regola della comunità?» replicò Pierre Michel. In quel momento. E così. quello che rende i rotoli di Qumran così affascinanti è il fatto che sono una realtà tangibile.» «Questo è dimenticare la differenza di statura fra Giovanni il Battista e gli esseni» interruppe Johnson. per fornire complessivamente un rendiconto naturale della storia cristiana. In questo modo si può costruire un mondo immaginario dove pensare. Attraverso questi rotoli gli esseni. come se predicasse. come se la grazia fosse sopra di lui. e che ricerca.

lui. la maggior parte degli esseni viveva nei dintorni delle città e dei villaggi. Zaccaria. La prossimità geografica del monastero di Qumran con il luogo dove Giovanni radunava le folle non è fortuita. ne deduce che il Giudizio sarà ancora più terribile contro i trasgressori dell'Alleanza. Giovanni. nel corso dei quali i sacerdoti consumavano in stato di purezza e in modo rituale le offerte fatte a Dio.» «Lei afferma di credere che Giovanni il Battista fosse esseno. È falso.aveva già la convinzione che la fine dei tempi fosse prossima.» «Giovanni il Battista non era esseno. di miglio e cavallette. era un sacerdote fedele al Tempio di Gerusalemme. che rievoca il deserto in cui è cresciuto. la guerra santa dei figli della luce contro i figli delle tenebre. ma per un istante ammettiamolo. La comunità essena. erano simili a quelli sadducei del Tempio.» «Alcuni membri della setta professavano il digiuno. non si nutrì che di prodotti naturali del deserto. A detta di Filone e di Flavio Giuseppe. Lo sa anche lei: esistevano diverse forme di essenismo.» «Proprio con la setta di Qumran ha avuto contatti Giovanni il Battista. ossessionata dalla fine dei tempi. Suo padre. permette proprio di situare e comprendere la figura di Giovanni il Battista. Ma la cosa più importante è il senso dell'azione di Giovanni il Battista nel deserto: voleva riallacciarsi alla predicazione profetica. ma anche Luca.» «Flavio Giuseppe parla del carattere comunitario e sacrale dei pasti degli esseni. mentre gli esseni contestavano i sommi sacerdoti in carica!» «Giovanni il Battista conduceva una vita da asceta. E i pochi uomini di Qumran non sono che una manciata in rapporto alle numerose famiglie che costituivano l'ordine esseno. Lo mostra il Rotolo della guerra: Belial faceva esplodere il suo furore contro i penitenti di Israele e stava per suonare l'ora del giudizio. rispettando scrupolosamente la Regola della comunità. La sfido a provare che sia stato in contatto con Qumran. vicina a quella dei membri di Qumran. sappiamo al giorno d'oggi che soltanto gli esseni accoglievano bambini nel deserto per istruirli con la loro dottrina. Il commentatore del Rotolo di Abacuc constata ugualmente che i tempi si stanno prolungando più del previsto. ed evoca. in temimi allo stesso tempo realistici e apocalittici. Il Rotolo della guerra è opera dell'ala estremista che si unirà agli zeloti nella lotta contro Roma. E dirò di più: non soltanto era esseno Giovanni il Battista. Lei conosce l'importanza spirituale .

Giovanni ha annunciato il grande respiro del Vangelo. ne fa un cristiano di valore ed è a buon diritto che la tradizione vede in lui il precursore. Questo testo è citato due volte nella Regola della comunità per giustificare la secessione del gruppo esseno. ma i boia..» Non lo avevano dimenticato. Il secondo Isaia ha descritto il nuovo Esodo nel deserto come un paradiso. e predice ai figli di Israele che non potranno sfuggire senza una radicale conversione. nostro Signore. ma si distingueva da loro per il suo radicalismo. Gli esseni attribuivano un'importanza fondamentale alla "purificazione dei Numerosi" con i bagni rituali. lo imbavagliarono e lo legarono all'altare con una rozza corda. che oppongono l'Israele corrotto alla loro piccola comunità. Gli esseni. e il suo abbandono del Tempio per il deserto. fedele alla profezia di Isaia. Il profeta Osea aveva annunciato che Dio vi avrebbe condotto il suo popolo infedele per restituirgli la promessa di fidanzamento. mentre ciascun membro della comunità di Qumran prendeva da solo il bagno di purificazione. Giovanni è prossimo agli esseni di Qumran quando minaccia il popolo della collera divina. segnatamente gli autori delle Apocalissi. determinati a sacrificarlo. restavano impassibili di fronte a .e religiosa del deserto. che era una pratica essena. Dai suoi occhi scesero lacrime e tutto il corpo fu scosso da terribili tremiti. si tenevano a distanza da tutti i peccatori. Conclusa la loro fatica. Lentamente. Il deserto costituisce sempre l'estrema fase di preparazione prima del grande giorno.» «Giovanni voleva purificare tutti i peccatori per mezzo del battesimo. con la larga accoglienza riservata ai peccatori. Contrariamente al radicalismo integralista sviluppatosi sulle rive del Mar Morto. Giovanni il Battista condivideva alcune idee dei suoi contemporanei. Ezechiele ha evocato il deserto dei popoli dove Dio avrebbe portato a giudizio la sua gente. senza alcun mediatore. molto cavillosi in materia di purezza. L'umiltà del suo atteggiamento davanti al "più grande di lui". che afferma di essere la preziosa chiave di volta che non vacillerà mai..» «Giovanni era un predicatore itinerante che non temeva di mescolarsi alla folla. si diressero verso mio padre. e ha invitato i suoi compatrioti a tracciarvi una strada per Dio. Gesù.» «Ma Giovanni presiedeva al battesimo degli altri. «Inoltre.» «Proprio a Cristo volevo arrivare. In questo è vicino agli esseni di Qumran. colui che annuncia Gesù.

un'ultima volta. il tappeto da preghiera sotto il braccio. Il sommo sacerdote. legato saldamente. I lacci gli straziavano i polsi illividiti. qualunque cosa lo facesse uscire da quella situazione disperata. Lo invocava con tutto il suo essere. Cominciò a pregare. tutto ciò accadeva. Allora il sommo sacerdote gli si avvicinò lentamente. una coperta sulla spalla. quando annuncia la fine del digiuno. la schiena contro la pietra. Circondarono l'altare dov'era legato mio padre. Era steso sull'altare.quelle mute suppliche. la grande liberazione. dov'era dunque Dio? Lo avrebbe abbandonato? Lacrime gli sprizzarono nuovamente dagli occhi mentre domandava perdono. Per amor di Dio. le braccia legate agli angoli superiori della tavola. raccogliersi e continuare a leggere in famiglia la storia del popolo ebraico nel Sinai. ancora una volta. Sulla soglia della morte violenta. Non era arrivato in fondo al suo calvario: i samaritani si ritirarono nelle loro case per meditare. in un ultimo sussulto di fede fervente. umano o soprannaturale. perché era un uomo. una piccolissima volta. Si trattava di un sacrificio umano. rinunciò a chiedere aiuto. Ma non era il giorno di Kippur. tornò sul posto. implorandolo. Ogni minuto. delle buone e delle cattive azioni. le gambe diventavano sempre più dolenti e lui non riusciva più a respirare normalmente. di non abbandonarlo. Si mise a odiare quella speranza così indissolubilmente legata alla vita. e il giudizio celeste che terrà conto. naturale. un coltello in mano. quella maledetta speranza che gli faceva ancora aspettare un ultimo soccorso. Nel corpo così contorto il sangue circolava male. che avrebbe potuto essere l'ultimo: e più insopportabile ancora era l'indefettibile barlume di speranza che lo conservava e lo teneva attaccato alla vita. seguito da tutta la comunità. Mio padre. Mio padre chiuse gli occhi. le gambe ripiegate verso sinistra. non era il rinnovamento della vita purificata. mentre. ecco che aspettava ancora qualcosa. imbavagliato. gli laceravano la pelle. di salvarlo. Si sentì la lama affilata sulla gola contratta. «No!» . ogni secondo paventava l'arrivo dell'attimo successivo. quella vita sacrificata che gli sussurrava ancora che Dio non lo avrebbe abbandonato. nel destino di ciascuno. riecheggiò il suono dello shofar. Come per accompagnarlo. come nel giorno di Kippur. I capifamiglia uscirono a uno a uno dalle loro case con un bastone in mano. e intonarono salmi. le caviglie legate insieme a un terzo angolo.

L'assemblea era sbalordita. forse ancora più antica che loro stessi. Ma lei e io ne sappiamo di più su questo argomento. forse perfino un sommo sacerdote del Tempio. Il . I "Kittim". Si unì a un ordine religioso. restò per sempre il profeta martire dell'ordine esseno che lo adorò e venerò. resta da chiarire. ma certamente anche un conflitto personale tra due vecchi amici. pure se questo conflitto non giocava più alcun ruolo: in ogni caso. quello che apre la porta dei segreti e che è qui. Ma questo Maestro di giustizia è vissuto nel I o II secolo prima di Cristo!» «Questo lo dice lei. O ancora Giuda l'Esseno. E se il Rotolo del Maestro di giustizia facesse riferimento ai greci. risalì sul podio. in mio possesso. quegli abominevoli boia di cui parla il Rotolo del Maestro di giustizia. un'annosa rivalità. il malvagio sacerdote che lo ha perseguitato.» «No. non sono altro che i romani. puntando il dito accusatore verso Johnson. no! La parola designava i popoli latini e greci delle isole mediterranee. È venuto il tempo di comunicare ciò che rivela questo rotolo. santa figura che affronta il terribile Aristobulo I. né di comunicare a tutti ciò che lei e io sappiamo perfettamente: che il Maestro di giustizia e Gesù sono la stessa persona. «Lei non mi impedirà di parlare. Johnson. «L'identità del Maestro di giustizia. Il sacerdote empio potrebbe essere benissimo Onias III. che erano greci.Il grido risuonò e lasciò un'eco nella sala. Poiché molti personaggi storici si possono ravvisare in entrambi. C'era qualcosa fra i due uomini. o Menelao. a passi decisi. non nascondevano più di conoscersi molto bene. Pierre Michel. «Gesù è esistito» riprese Pierre Michel. crocifiggerlo. attendendo il suo ritorno nell'era messianica. malgrado tutti i tuoi tentativi per riprendermelo» disse Pierre Michel. aggiungendovi i propri insegnamenti e le profezie. Ma non era quello che si crede. di cui istruì i membri sul senso delle Scritture. "Kittim" può altrettanto bene applicarsi ai seleucidi. da quando abbiamo decifrato l'ultimo rotolo. sarebbe databile al II secolo prima di Cristo. «È vero. Perseguitato e condannato a morte. «Inoltre il Maestro di giustizia era un sacerdote. i figli delle tenebre. quelli che vogliono trafiggerlo. come quella del "sacerdote empio" di cui parla il Rotolo. il gran sacerdote esiliato da Antioco Epifane.

manoscritto ci fa sapere non soltanto chi è stato Gesù, ma anche chi l'ha
davvero ucciso, e perché. E questo ti fa paura, Misickzy, tu che ti nascondi
sotto il falso nome di "Johnson"... è questo che non puoi sopportare! Ma
oggi lo ascolterai, e tutti lo sapranno: sapranno tutto. Dal momento che sto
per rivelare quello che è successo quella famosa sera di Pasqua in cui Gesù
trovò la morte.»
Johnson, folle di rabbia, si mise a urlare: «Sei un traditore; ci hai rubato i
manoscritti per farci torto. Anch'io rivelerò a tutti cos'hai fatto, e cosa ti
spinge ad agire. Quest'uomo non ha soltanto apostatato» disse, indirizzandosi all'uditorio «quest'uomo... quest'uomo s'è convertito al giudaismo!».
Johnson stava lasciando libero corso all'odio che gli storceva la bocca,
gli deformava il viso e gonfiava le vene delle sue tempie violacee.
«Ti sei convertito a quel popolo che ha la responsabilità della morte di
Gesù, poiché è Israele il colpevole, e nessun altro» stava continuando Johnson. «Ti sei convertito a quella religione folcloristica, antiquata e deicida.»
«Non mi sorprende che tu creda a questa impostura antisemita di cui la
Chiesa s'è resa colpevole quando si è paganizzata, a questa calunnia che è
direttamente all'origine delle sofferenze e delle persecuzioni senza nome
inflitte agli ebrei nel corso dei secoli. La Chiesa cattolica non è tornata sui
propri passi che a metà e molto tardivamente a proposito dell'accusa di
deicidio mossa contro gli ebrei. Me ne vergogno. Vergognatevi!
«Conosco i tuoi moventi e quelli della Congregazione per la dottrina
della fede: l'autoconservazione, la sopravvivenza nazionale e spirituale
delle vostre opulente gerarchie. La verità, quella che tu rifiuti, è che i sacerdoti che hanno condannato Gesù non avevano il sostegno delle masse
ebraiche, poiché si erano messi a servizio dell'occupante pagano al fine di
preservare la propria posizione, del resto precaria, di fronte al potere romano.
«Fra questi sacerdoti, vi erano alcuni uomini integri, una minoranza dissidente, composta principalmente di farisei, che si sforzava di trattenere i
sadducei. Gli esserli erano questi sacerdoti dissidenti. La comunità di
Qumran venne fondata dopo le guerre maccabee, in segno di protesta contro lo sviamento della religione ebraica da parte dell'autorità del Tempio
dominata dai sadducei. I sacerdoti esseni erano convinti che Dio non avrebbe salvato il popolo ebraico se questo non avesse obbedito alla sua
Legge. Gli esseni seguivano rigorosamente i precetti della Torah, appellandosi alla giustizia di Dio perché si adempissero le profezie. Ritenevano

che nessun potere politico, nessuna potenza militare avrebbero potuto liberare Israele dal giogo dell'oppressore; che solo un intervento soprannaturale, quello del Messia, l'Unto di Dio, avrebbe stabilito un nuovo ordine. Gli
esseni di Qumran si rivolgevano al passato, rileggevano le Scritture sacre
di Israele per comprendere il significato del destino degli ebrei e del popolo di Israele. Questi testi illuminavano gli avvenimenti contemporanei di
una luce nuova. Si doveva trascrivere questa storia donata da Dio su pergamene, per poterla leggere e rileggere. Così gli scribi della setta cominciarono a redigere non soltanto le copie dei libri sacri rispettati dagli ebrei,
ma anche altri scritti propri della setta.»
«Ma che ruolo ha giocato Gesù in tutto questo?»
L'uditorio, impaziente e ansioso, pendeva dalle sue labbra. La sua voce
si addolcì stranamente mentre diceva: «Non era un umile carpentiere, né
un mite pastore che predicava l'amore e la remissione attraverso parabole,
né un'incarnazione divina venuta a offrire il perdono e a sacrificarsi per le
colpe degli uomini. No. Il Messia di Israele era un guerriero trionfante e un
giudice, un sacerdote e un saggio avveduto. Non c'era niente di metaforico
nel suo fervore messianico. Gli esseni di Qumran credevano fermamente
che i romani e i loro agenti ebrei incarnassero le forze delle tenebre. Credevano che l'eliminazione della malvagità e del Maligno fosse possibile
soltanto attraverso una sanguinosa guerra di religione. Allora soltanto sarebbe giunto un periodo di rinnovamento, di pace e di armonia. Il popolo
d'Israele avrebbe dovuto giocare un ruolo nella propria redenzione. Guidati
dal loro Messia, gli esseni avrebbero ricreato il mondo. Ma le cose non
sono andate come previsto. E quelli che hanno premeditato l'assassinio di
Gesù, gli omicidi sono...».
«Taci!» urlò Johnson, che non riusciva più a controllarsi. «Non hai più
diritto alla parola. Il cristianesimo ha soppiantato la religione ebraica. La
sola risposta per gli ebrei al cristianesimo è la conversione. Siete un arcaismo, la vostra religione è vetusta e anacronistica. L'occupazione di Gerusalemme si fonda su un'enorme menzogna. Non si può deportare tutta la popolazione ebrea di Israele. Ma si può eliminarne intanto un...»
Quando gli misero il coltello alla gola vacillò, gli occhi fuori dalle orbite. Poi si dibatté, sconvolto, lanciando un urlo lacerante. Il fuoco era pronto; la sua micidiale incandescenza si preparava a lambire la carne straziata
per farne salire il respiro verso Dio, affinché ne gradisse la supplica.

Esplose assordante un colpo d'arma da fuoco. Poi un secondo, un terzo.
Subito seguiti da un grande clamore e da grida di panico.
Era un giovane animale senza imperfezioni, immacolato e gracile. Spaventato dal fuoco, s'impuntò, irrigidendo il corpo. Il sudore della sofferenza, il respiro ansimante della paura non fecero vacillare la decisione dell'uomo: si doveva consacrarlo a Dio con quel sacrificio. Allora il sacerdote
appoggiò il coltello affilato e, con gesto deciso, gli tagliò la gola. Vi fu un
ultimo grido, appena udibile, come un singhiozzo, e l'agnello spirò. Il sangue stava ancora scorrendo quando il fuoco aumentò.
Pierre Michel crollò al suolo.
Era una bestiola strappata al gregge, che poppava ancora dalle mammelle della madre. All'ultimo momento, prima di immolare mio padre, l'agnello era stato sacrificato al suo posto, sul piccolo altare. Mio padre comprese
allora cosa era successo: avevano recitato nuovamente la scena del sacrificio di Isacco, quando Abramo, dopo aver legato suo figlio, lo libera su
ingiunzione divina, e uccide un agnello al suo posto. Nello stesso tempo in
cui lo comprese, i suoi nervi cedettero e perse conoscenza.
Una folla agitata come il mare in burrasca si accalcò in tutte le direzioni.
Alcuni tentavano di uscire, altri di avvicinarsi al luogo del dramma. Tutti
volevano sapere che cosa stesse succedendo.
Quello che stava succedendo era semplice: Paul Johnson aveva sparato a
Pierre Michel e aveva subito lasciato cadere l'arma. In quel momento, circondato dal servizio d'ordine uscito fuori dalle quinte, era totalmente inebetito, stordito dal gesto appena compiuto.
Ho pensato nel mio cuore allo stato degli uomini che Dio farà loro
conoscere. Vedranno che sono soltanto bestie. Poiché l'evento che capita agli uomini e quello che capita alle bestie è lo stesso: la morte degli uni è la morte degli altri, ed entrambi hanno lo stesso respiro, e
l'uomo non ha vantaggio sulla bestia, poiché tutto è vanità.
Jane e io tentammo di raggiungere il palco, ma il cordone di sicurezza

respingeva tutti. Qualche minuto più tardi arrivarono i barellieri a prelevare il corpo. Lo sbarramento si allentò un istante e Jane s'intrufolò attraverso la breccia. Ma presto tornò al mio fianco: senza dubbio non era riuscita
ad andare molto lontano. Vedemmo passare il cadavere di Pierre Michel,
morto sul colpo, poi Johnson, manette ai polsi, scortato dalla polizia. Attorno a noi, nella sala, regnava una confusione incredibile.
Ce ne andammo, disperati all'idea di aver perduto Pierre Michel e tristi,
poiché avevamo la sensazione di essere stati, più o meno, la causa involontaria della sua morte. Mi invase una cupa malinconia, che non mi lasciò
neppure durante i giorni seguenti. Mi sembrava che, a causa della mia inquietudine, non soltanto non avevo fatto progressi nella mia ricerca, ma mi
ero reso anche, in qualche modo, responsabile per la morte di un giusto.
C'è un male increscioso che ho visto sotto il sole: le ricchezze fanno la
sventura di chi le possiede, perché periscono dopo un travaglio doloroso;
e sarà stato messo al mondo un bambino a cui non rimarrà nulla. Quell'uomo ritornerà nudo com'è uscito dal ventre di sua madre, e se ne andrà
nello stesso stato in cui è arrivato. Anche questo è un male increscioso,
che com'è venuto, se ne va: e qual è il vantaggio, nell'aver lavorato al vento?
Avevo voluto tendere una trappola, e Pierre Michel ne era stata l'esca
principale. La morsa mi si stringeva, e tutto accadeva come se andassi in
giro per il mondo a diffondere la cattiva novella, come se fossi un sacerdote empio. Al mio passaggio spargevo scompiglio, tormento e orrore. Tutte
le persone che incontravo, che mi indicassero il cammino da seguire, o
semplicemente mi parlassero, magari solo per un momento, scomparivano,
selvaggiamente assassinate. Ero sul punto di domandarmi se tutto questo
non avesse un legame con me. O forse Johnson aveva ragione: i rotoli diffondevano onde malefiche e gettavano un sinistro sortilegio su chiunque li
avvicinasse.
Dovevo andare a trovarlo, in modo da saperne di più sui motivi occulti o
razionali del suo gesto.
2
Johnson aveva commesso un assassinio in diretta, davanti a migliaia di
testimoni. Era la sola imputazione presa in considerazione dall'istruttoria

aperta a suo carico; ma veniva pure sospettato di aver crocifisso il sacerdote Osea, Almond e Millet, e di aver ucciso Matti, il cui corpo era stato finalmente ritrovato, orrendamente mutilato. Johnson negava di essere l'autore degli altri omicidi e confessava soltanto quello di Pierre Michel. Dal
canto suo, Jane credeva che dicesse la verità.
«Non sarebbe capace di commettere un delitto a sangue freddo» mi disse.
«Tuttavia, questo era proprio premeditato. Da molto tempo minacciava
Pierre Michel. È venuto al convegno portando con sé un'arma.»
«Dovremmo interrogarlo.»
Ci recammo al carcere dove era detenuto. Quando lo vidi, non riconobbi
più l'uomo che avevo incontrato con mio padre, arrogante e sicuro di sé.
Accasciato, sembrava aver perduto ogni contegno. Le rughe che gli striavano le tempie da una parte all'altra sembravano essersi scavate e tremolavano per l'effetto della tensione nervosa. Ci sedemmo intorno al tavolo del
parlatorio a vetri dove ci avevano lasciati soli. Jane gli spiegò, con voce
calma e dolce, il motivo della nostra visita, e gli domandò quali fossero
state le ragioni del suo gesto.
«Ho ucciso Pierre Michel perché ci ha tradito e perché ha abbandonato
la fede cristiana» rispose.
«Lo ha minacciato?» domandò lei.
«Aveva rubato il rotolo. L'ho cercato, e l'ho minacciato in diverse occasioni. Quel rotolo mi apparteneva, capite? Non aveva il diritto di rubarmelo.»
«È lei che lo ha rubato a noi» intervenni. «Apparteneva a Matti.»
«Ma chi lo aveva aiutato ad acquistarlo? Sono stato io a effettuare le
trattative con Osea. Sono stato io a mantenermi in costante rapporto col
vescovo.»
«Lei non aveva i fondi necessari per comprare il rotolo e si è servito di
Matti per ottenerlo; in seguito lo ha sottratto al museo.»
«Sì, perché quel rotolo mi spettava. Malgrado tutto quello che avevo fatto per lui, Osea non voleva cedermelo; domandava troppo denaro, era diventato avido. Allora mi sono servito di Matti per acquistarlo. Ma, dopo
averlo portato via dal museo, ho commesso un enorme errore. L'ho affidato a Pierre Michel perché lo studiasse e traducesse. Gliel'ho dato perché
era il migliore, e riponevo in lui tutta la mia fiducia. Ma mi ero scaldato
una vipera in seno. Mi ha tradito.»

«Cosa c'è dunque in questo rotolo perché lei abbia attentato alla vita di
un uomo?»
Non rispose alla mia domanda. La ripetei. Continuò a non rispondere.
Allora chiesi: «Sa qualcosa a proposito della sparizione di mio padre?».
«No. Non sapevo che fosse sparito.»
«Lo hanno rapito, Johnson» continuai, la voce tremante di collera. «Se
lei è a conoscenza di qualsiasi cosa che riguardi i rotoli, farebbe meglio a
dirmelo.»
Di nuovo, non rispose alla mia domanda. Mi squadrò con uno sguardo
ironico, quello stesso sguardo arrogante che aveva al momento del nostro
primo colloquio. Non riuscendo più a trattenermi, mi chinai sopra il tavolo
e lo afferrai per il collo.
«Ary!» gridò Jane. «Cosa fai?»
«L'avverto» gli dissi guardandolo dritto negli occhi «che se scopro che
lei è implicato in questa faccenda, in un modo o nell'altro, gliela farò pagare, con le mie stesse mani!»
«Ary!» gridò ancora Jane.
«Lei si dice cristiano» continuai «ma è soltanto un truffatore e un assassino. Ha rubato il rotolo che ci apparteneva e, non contento di questo, ha
tormentato e ucciso Pierre Michel; tutto per il suo antisemitismo.»
«Ary!» urlò Jane.
«E Osea, Almond e Millet? E Matti? Vuoi rispondere?» urlai a mia volta, sempre più fuori di me.
«Ary! Lascialo!»
«Io non c'entro per niente» disse Johnson, in un soffio, quando allentai la
mia stretta. «Conoscevo appena Matti. Non so chi abbia potuto ucciderlo
né chi abbia rapito suo padre. Ho ucciso Pierre Michel, ma non gli altri.
Almond non era cristiano, e la sua testimonianza non mi interessava. In
ogni caso, non aveva il manoscritto essenziale. Ho ucciso Pierre Michel
perché era mio amico e mi aveva tradito, e perché voleva rivelare il contenuto del rotolo. Lo rifarei.»
«Vieni, andiamo» mi richiamò Jane, prendendomi per un braccio e trascinandomi verso la porta. «Non otterremo nient'altro da lui.»
Per la verità, non ritenevo che Johnson potesse essere l'autore degli altri
assassinii. Ma, se lui non sapeva nulla a proposito del rapimento di mio
padre, allora diventava sempre più chiaro che quest'ultimo era da mettere
in relazione con gli altri delitti.

«No. Devo tornare in Israele. Non potei trattenere un grido di sorpre- . ma devi partire» continuò. Rimanemmo per un lungo momento in silenzio davanti alla sua porta. Rimarrai con me ancora per poco.» Sembrava stupita.» «Significa "il leone".» L'indomani. Mi piacerebbe saperne di più. più dritti o più biondi fino ai riccioli più scuri. diciamo per la mia fede cristiana. «Ho pensato che quell'uomo sapesse più cose di quante volesse dirne.. «Dato che dobbiamo lasciarci» finì per dire «permettimi di regalarti una cosa. Ary. Era una pizzeria del quartiere dei gioiellieri. dove si accalcava una ressa di chassidim: gli uomini in marsina e cappello. Aiutarti. Ary. «Sei sicuro.. tutta quella violenza. e anche dalla sua morte. Sarai meno in pericolo a New York.» Mise la mano nella borsa.... liberò delicatamente l'oggetto dalla stoffa e me lo porse... corti o lunghi. sai cosa significa?» le chiesi. accuratamente avvolto in uno scampolo di tela bianca.» Dopo la cena... Sento che la soluzione del mistero mi aspetta laggiù. cenammo in un ristorante kasher di Manhattan. Ascolta.«Insomma.» «Hai già fatto molto. tu non puoi venire. e ne estrasse un oggetto di forma oblunga. Resterai qui. e lontano da me. che non vuoi che ti accompagni?» mi domandò Jane. Sono rimasta veramente colpita dalle rivelazioni di Pierre Michel. Dove andrò io.. «Sì...» «.» «Ma. e le donne spesso molto eleganti.» «Allora lascia che ti accompagni. la riaccompagnai. «Lo so.. il giorno prima della mia partenza..» «Lo sai. cosa ti è preso?» mi domandò Jane appena fummo usciti dal carcere. «Il mio nome.» «No. È importante per me. con parrucche che imitavano ogni tipo di capelli... non posso più rimanere qui. Ary.

lo colpii con i pugni agli organi vitali. Ero meno forte di lui. sentii il suo respiro alitarmi sul viso. Lottai con tutte le forze che non avevo più impiegato dal tempo dell'esercito ma che. Frattanto Jane era rinvenuta. che credevo in possesso della polizia. Poi. Di' alla mia anima: «Sono la tua liberazione». Ma a un tratto sentii la lama penetrarmi nell'anca. Allora lui si voltò di scatto estraendo un coltello. Era sul tavolo. sbucato da dietro le sue spalle. con una mano aprì la porta del suo appartamento. raccolse la pergamena e la rimise nella borsa. gli afferrai il braccio. Eterno! Dibatti contro quelli che dibattono contro di me. Schiacciato dalla massa robusta dell'uomo. Chiesi a Jane di reggere un attimo il revolver. Misi la mano in tasca. rotolando sul marciapiede. Sentii che le ossa mi scricchiolavano come se si fossero rotte in parecchi punti. L'aiutai a rialzarsi. e lo stomaco ritrarmisi sotto la forza dei suoi pugni. Sorpreso dal dolore. Si trattava di un vecchio rotolo. non se n'è accorto nessuno. rigata da una piccola e fitta scrittura nera. pronto alla fuga. Ne approfittò per martellarmi di colpi. una pergamena antica tutta sciupata. e chiudi il varco davanti a quelli che mi perseguitano. Ancora confusa. Compresi che la mia ultima possibilità era il revolver di Shimon. Lottammo corpo a corpo. aveva afferrato il braccio di Jane costringendola a lasciare il rotolo e assestandole un violento colpo che la fece cadere. Alla fine estrassi l'arma e gliela puntai contro le costole. gli spezzai qualche dente.» Nel precipitare degli eventi. Un uomo.sa. denso e nauseabondo mi si sparse sui capelli sgocciolandomi sul viso. e alzati per venire in mio aiuto. con uno sforzo supremo. Prendi scudo e rondella. Mostra la tua lancia. Ma estrassi soltanto la piccola boccetta di olio di balsamite. racimolai per l'occasione. Gli sferrai una violenta gomitata alla mascella. La testa sbatté violentemente a terra. perdetti la presa. Un liquido rosso. ma riuscii ugualmente ad assestargli diversi ganci allo stomaco e al petto. Feci segno all'uomo di venire avanti. appoggiandosi l'altra sulla fronte contusa. La lotta cessò di colpo. e legai il prigioniero a un . Ma non ebbi il tempo di esprimere la mia sorpresa. «Sono riuscita a intrufolarmi dietro ai barellieri fino al palco. Gli trafissi la pelle. Nel panico generale. e gli abiti larghi da chassid non mi agevolavano. Il mio avversario se ne impadronì e me la fracassò sulla testa. non avevo più pensato al rotolo. fa' la guerra a coloro che mi fanno la guerra. Mentre l'uomo si abbassava per raccogliere il manoscritto.

Lui rispondeva che niente glielo avrebbe impedito. recava lividi rossi e blu. tumefatto. eravamo riusciti a catturare almeno uno dei misteriosi personaggi che ci avevano fatto la posta. Gli domandai in inglese chi fosse. «Ma» continuò Kair «non conosceva ancora il vero e proprio nascondiglio del tesoro. pensai. il vasellame e i preziosi di foggia antica che avevo visto. sì. Kair Benyair.» «E sai chi ha ucciso Osea?» «Li ho visti. Forse la trappola che avevamo teso con il convegno non era stata inutile. I capelli grigi e ricciuti dovevano essere stati nerissimi. Non so neppure chi sia tuo padre. Era già riuscito a recuperare alcune parti del favoloso tesoro del tempio grazie a certe pergamene. nel suo appartamento. «Perché volevi quel rotolo?» domandai. e la pelle era scura. è stato atroce. Osea sembrava conoscerli. Tenendo l'arma a portata di mano. «Perché indica dov'è nascosto il tesoro degli esseni. «Per il tuo stesso motivo. ma sembrava più vivace. Me lo ha detto Osea.» «Sai dove si trova mio padre e chi lo ha rapito?» «No. Hanno avuto una violenta discussione a proposito del tesoro. Dicevano a Osea che non lo avrebbe mai scoperto. Ora ne sapevo la provenienza.» «Come fai a saperlo? Hai decifrato il rotolo?» «No. quello che secondo lui era il più importante. Finalmente. Doveva avere una cinquantina d'anni. ci occupammo a turno rapidamente delle nostre ferite. Mi rispose in ebraico che si chiamava Kair. ricordai le centinaia di oggetti di valore. Poi. Io misi un impacco sull'anca insanguinata e passai la testa sotto l'acqua per togliere il liquido viscoso e maleodorante che mi si era appiccicato alla pelle e incollato ai capelli. fosse stato pure il nostro peggior nemico. Jane si lavò le ginocchia scorticate e applicò del ghiaccio sul taglio che aveva alla fronte.» In effetti. Il mio avversario non era in uno stato migliore. Ma .termosifone con dei cordoni da tenda. Gli occhi bruni esprimevano una viva agitazione. Mi guardai allo specchio: il mio viso. È ancora tutto da lui. un'autentica fortuna in oggetti preziosi. non l'ho letto. Sono scappato.» «Cioè?» insistetti. Ero nella stanza accanto quando sono venuti.

rendeva il compito singolarmente arduo. la dislocazione della scrittura e la sua inversione non erano stati intenzionali. le lettere erano tracciate da sinistra a destra.» Allora mi dissi che. mi trovavo ancora nello stesso stato di ignoranza di parecchi mesi prima. uno stolto. Sono forse un mare. dato che la metà delle lettere era cancellata. quasi di divinazione. perlomeno. Le lettere aramaiche riapparvero nel loro ordine naturale. Non mi restava che contemplare la vecchia e logora pergamena tanto desiderata come un ignorante.ho paura. lasciando quella originale bianca. per leggerlo. Si trattava proprio del manoscritto perduto: come aveva detto il professor Matti. a causa dell'umidità il testo si era impresso a ricalco sul retro della colonna che aveva arrotolata intorno. Lessi e rilessi finché le lettere allucinarono i miei occhi e mi stordirono in un balletto infernale. invece di passare il mio tempo in vane occupazioni? Perché mi veniva inflitta una tale pena? Essere così vicini alla meta e non potere raggiungerla! Due ore dopo. Ahimè! Perché non ero stato più attento quando mio padre mi aveva insegnato le lettere antiche? Perché non ero stato più studioso. contrariamente all'ebraico comune. notai che siccome il documento era stato arrotolato molto stretto. lo aprii con delicatezza e cominciai a svolgerlo. occorreva certamente trovare prima quella del tesoro. mentre credevo di essere saggio. Tuttavia. Sentii la pelle screpolata distendersi come per magia. . e ciò impediva di decifrarle rapidamente o. che mi hai rinchiuso in questo modo? Solo il più esperto e dotto specialista sarebbe stato in grado di decifrare la piccola e fitta scrittura ellittica degli scribi di Qumran. Lo presi. e quindi conoscere finalmente il contenuto del rotolo. Comunque. per ritrovare la pista di mio padre. bastava guardarlo in uno specchio: cosa che feci senza ulteriori indugi. e sono sicuro che mi stanno cercando. Così. o qualche grosso pesce. uno stolto senza saggezza. Eccomi. le mani tremanti. Apparve la scrittura. Ma non comprendevo quello che leggevo. come erano state tracciate dalla mano dello scrivano. Non era stato che un incidente. Senza l'aiuto di mio padre mi era impossibile tradurla. Sanno che lavoravo con Osea. vi era una spiegazione facile per quello che a tutti era apparso come un maleficio soprannaturale. Effettivamente. fitta e minuta. e la lettura in quelle condizioni era un arduo lavoro d'interpretazione. Per questo sono fuggito da Israele.

Barthelemy Donnars. era fuori questione ricorrere ad altri studiosi. «Ora hai bisogno di me. era chiaro che sarebbe stato necessario tornare in Israele. Fu così che ci mettemmo sulla strada per Israele. e un solo peccatore fa perdere grandi sostanze. «No. lo presentivo. Comunque. era nel nostro interesse non separarci da Kair e continuare a tenerlo d'occhio. dove si trovava il tesoro e forse mio padre. che la lasciai fare.per inciso .» «Non farai una cosa simile!» esclamai. temendo che avvertisse eventuali complici. dato che è ricercato dalla polizia. Ha troppa paura e non è nel suo interesse.» «Ma non puoi correre il rischio di perderlo. Sapevo che non avrei dovuto cedere. sotto . che . come farai a sorvegliarlo?» mi disse Jane.. In compenso. perché non stipulare un'alleanza? In effetti. Dopo tutto. «Benissimo. sarei capacissima di seguirti tuo malgrado. Ma lui stesso non sembrava intenzionato ad andarsene. con un articolo ben calibrato ti mangerà in un boccone. Credimi. prolungando la nostra società.» «Mi arrangerò» risposi bruscamente. E quel manoscritto un po' mi appartiene. Non avrai la possibilità di rimanere con lui e contemporaneamente andare alla ricerca di tuo padre. così era la donna. stupefatto. Ha bisogno di noi perché lo proteggiamo alle frontiere e lo nascondiamo. Tanti ricordi mi tornarono in mente sull'aereo. «Potrò farlo io stesso. dove si trovava. non lo farò. Anche se avessi conosciuto qualcuno in grado di trascriverlo. E non credo che scapperà.» Un aiuto contro se stessi. Beninteso. Non sapevo che cosa fare. non ho bisogno della tua autorizzazione per andare in Israele. Ci propose un accordo: dal momento che cercavamo tutti il significato del rotolo. a mano a mano che ci stavamo avvicinando: Gerusalemme in un tramonto di fine estate. Se rifiuterai di portarmi con te in Israele. rischiavo di trovarmi legato a lei più di quanto già non fossi.sta cercando freneticamente il manoscritto scomparso. rivelerò tutto al giornale. Non volevo liberare Kair. Dirò tutto al mio capo.. la soluzione di tutti i problemi.La saggezza vale più di tutti gli strumenti di guerra. Ma la sua decisione era tale. non potevo fidarmi più di nessuno. Se la prendi in questo modo. sarò costretta a usare le maniere forti.

un fatto nuovo. dai lampi. si trova Kahl Chassidim. sembravano in procinto di incendiarsi. dalla luna. un'aliah. dalle rose o dai candelabri.una brezza fresca. Stavo ritrovando un'identità. dove cercavo disperatamente altri ebrei simili a . saltando da un lato all'altro ogni volta che passava un'automobile. in quegli istanti di grazia crepuscolare. in certe sere in cui l'inverno è già nell'aria. Mi sembrava ora che il mondo nuovo e i tempi moderni assediassero le vecchie vie di comunicazione. A una delle sue porte. Oppure erano i veicoli che salivano sulle banchine di emergenza per evitare di schiacciarli. uno dietro l'altro. I muraglioni di protezione e i vestiboli da preghiera appena illuminati dalla luce del giorno. mai vista né conosciuta. contemplai dall'alto la spiaggia di Tel Aviv. i pedoni camminavano tra i marciapiedi. la luce dorata che. ricopre i muri bianchi della città vecchia di una tinta ocra. Non ero nessuno all'interno della diaspora. Per le vie strette. un mutamento radicale. rifulgi. come se al nostro arrivo dovesse succedere qualcosa di favoloso. mentre sopra di te risplende Dio. una piccola sinagoga dove mi recavo talvolta. e bagna il Monte degli Ulivi di un'aura zafferano. Le sue pareti erano ricoperte di targhe che commemoravano vite diventate polvere da molto tempo. dal firmamento. che non si sa se provenga dal sole. Certe strade erano talmente esigue che si potevano percorrere soltanto in fila indiana. qualcosa si verificò. talvolta quasi gelida. Poiché ecco che le tenebre coprono la terra e un'oscura nebbia grava sulle nazioni. fra le più vecchie della città. Mi sentii pieno di quel sentimento che provano i nuovi emigranti: di ritrovare un luogo perduto da secoli nel momento in cui una contrada lontana. il suo fertile mare e le grandi costruzioni. Sull'aereo avevo faticato a frenare la mia impazienza. Quando raggiungemmo i dintorni del paese. appena sfiorati dal chiarore della luna. Alzati. poiché è giunta la tua luce. su di te manifesterà la sua gloria. Nahalat Shivah. Mi ricordai di uno dei più antichi quartieri fuori dalle mura della città vecchia. che la società contemporanea cerca di annettere. e la gloria di Dio irradia su di te. Ed effettivamente. diventa la loro stessa casa. o forse da tutto questo insieme. dalle stelle. 3 Rivedendo la mia terra provai un'immensa felicità. Era come un ritorno. disse al suo popolo.

Non avevo più bisogno di battermi per giustificare la mia esistenza. affiorando sempre più dalla foschia. di esserci. Qualcosa di straordinario. Non andavo più in cerca di una comunità. se avessi incespicato. Diceva che nella verità della sua giustizia mi aveva giudicato. avevo conosciuto la diaspora: ora. con la sua giustizia mi avrebbe purificato dalla lordura umana e dal peccato dei figli dell'uomo. Sentivo il Divino entrare in me. ne ero completamente inebriato. mi riconquistavo. né il richiamo della casa. Questa strada percorsa mille volte mi procurò tuttavia una vera e propria impazienza. del riposo e del ristoro dopo un viaggio lunghissimo. Per secoli. mi avrebbe salvato dalla fossa. diceva che se avessi vacillato. tutto aveva un altro senso e io non avevo bisogno di lottare per la mia vita. affinché venisse lodata la giustizia di Dio e la maestà dell'Altissimo. Mi dicevo che presto lo avrei sperimentato. tutto era spontaneo. che grazie alla sua copiosa generosità avrei espiato tutte le mie iniquità. per tutto il tempo il mio cuore aveva sussultato di gioia al loro richiamo. e la mia anima si era elevata con la salita. Dio nella sua benevolenza mi avrebbe salvato per sempre. Avevo di fronte a me la vista dei primi bastioni che. Mi ritornò alla memoria un salmo. Ero turbato. Il sentimento di Dio mi possedeva e faceva trasalire la mia anima. In nessun altro luogo avevo avuto così presente a me stesso il sentimento di star bene. L'aria tiepida da cui fummo deliziosamente avvolti al momento della discesa dall'aereo mi riscaldò il cuore. A mano a mano che compivamo la nostra ascensione.me. la giustizia di Dio mi avrebbe giustificato in eterno. avrebbe reso sicuri i miei passi lungo il cammino. furono ben presto completamente reali. e io ne facevo parte. Qui. Qui si trovava il riposo. Iniziarono le curve della strada: segno che salivamo verso Gerusalemme. A questo punto riconobbi il sentimento da cui ero invaso: si trattava di un'impazienza escatologica. Non era soltanto il ritorno. L'ebreo errante deponeva i bagagli. ero di nuovo me stesso. Adonai! Poiché non m'hai abbandonato Quando ero in esilio presso un popolo straniero. che qualora l'oppressione si fosse scatenata. qui. Sul taxi che ci condusse a Gerusalemme. un'esperienza unica era in corso. . mi sentii sprofondare in un'immensa pace. rientravo. Ti rendo grazie. mi rendevo conto di agognare l'arrivo lassù come si spera in un mondo migliore.

Perché tu. Ma la ragione era vana. Ma non hanno aperto le loro fauci contro di me. Attraverso il Suo Nome. nel senso moderno del termine. e che viveva attraverso di me e attraverso di lui. mi sentivo trascinato. per il giudizio. Ma hai soccorso la mia vita preservandola dalla fossa. a qualunque costo. che ben presto lo avrei ritrovato e così saremmo stati di nuovo insieme. Un'intuizione divina mi sollevò il cuore e la mente. il fatto inesplicabile. come se ci fosse stato. Fu una consolazione. . come se Dio stesso mi annunciasse che non era morto. Da qui è nata l'Alleanza per coloro che la cercano. Leoni che spezzano le ossa dei forti. verso l'unione con il Creatore. I cui denti sono come un gladio E le zanne come una lancia appuntita Ripiene di veleno dei serpenti. E che bevono il sangue dei valorosi. che l'istantaneità dell'intuizione soprannaturale non era che la pigrizia del pensiero e il contraltare del razionalismo. E mi hai messo in un luogo d'esilio tra innumerevoli peccatori. e neppure importante. invocai quello di mio padre. Che stendono una rete sulla superficie delle acque. E hai fortificato nel mio cuore il segreto della verità. attraverso pagine che ben conoscevo.Poiché non mi hai giudicato secondo le mie colpe. E hai chiuso le fauci dei leoncini. ma pieno di vita. La ragione mi raccomandava di non cadere in errore suggerendomi. e mi condusse. mi hai dato il tuo aiuto. mi avevi nascosto Allo sguardo dei figli dell'uomo E hai fatto giungere la tua Legge dentro di me Nel tempo in cui mi fu rivelata la tua salvezza. mio Dio. E qui. se fosse stato in me e io in lui. Hai posto la mia anima per giudicarla In mezzo ai leoni destinati ai figli della colpa. E non mi hai abbandonato per le infamie della mia inclinazione. Avevano il solo intento di fare a pezzi E si erano già appostati. rimasto vittima dell'immaginario. E fra i cacciatori inviati contro i figli della perversità. Non era grande.

e la stanza adiacente. e non la dimenticherò mai. Perché il suo nome venne cambiato? Per non essere obliterato? Ma l'impero sotto il quale questo accadde è a sua volta crollato. né gli Inglesi. Vale a dire la via dolorosa. Mattersdof. Come Ur in Caldea e l'antica Babilonia. delle mellah e delle casbah. la vecchia città spro- . Vale a dire le scalinate in pietra dei magnificati bastioni che girano intorno alla città come la sposa intorno allo sposo. e il richiamo del sacro monte. pagine bruciate. Vale a dire la moschea di Omar sostenuta da colonne dove verrà appesa la bilancia per soppesare ogni anima al momento dell'ultimo giudizio. e al di sopra del muro la collina del Tempio. dove il primo padre sfidò l'Eterno. i cornicioni ondulati delle case. al suolo e nel sottosuolo trapanato. né i Fatimidi. avrebbe dovuto. rannicchiata contro il versante che domina la valle del Kidron. autodafé di uomini. abbandono celeste. come le sette candele del candelabro. né gli Abbassidi. seppero decifrare la città e leggere sui suoi muri insondabili. che maledisse le dimore degli uomini vomitati dalla terra. e come i sette giorni della settimana e il settimo che precede il primo. non avrebbe proprio dovuto esserci. i pilastri per toccare i cieli. Ger o Bez. e ancora al di sopra i monti con gli alberelli. da molto tempo. e nonostante le polveri e la cenere della distruzione Gerusalemme ricostruita aveva continuato a sopravvivere. Quando il sole si alza sulle colline della Giudea. né i Baghdadi. Vale a dire i numeri romani e le iscrizioni misteriose sui muri. sette volte come le sette porte della città. Vale a dire la tomba del re guerriero. né gli Ottomani. si dissetava alla sorgente unica dell'inesauribile senz'acqua. dove la città del re conquistatore. tornati a casa loro dopo l'esilio. le bianche abitazioni. terra millenaria di grandi anime. marcia sanguinosa degli oppressi. né i Persiani. Nel corso dei millenni. e le stazioni della sofferenza. e sul fondo della valle il sepolcro del figlio ribelle e la piramide del profeta in collera. e l'esito del calvario. essere ridotta a un mucchio di pietre.Praticamente. un ricovero per i buoi. trasformata in moschea dai soffitti a volta alla luce vacillante delle candele. la dominarono per l'eternità. la camera dai rotoli profanati. posterità degli uomini. né i Bizantini. né gli Egiziani. né i Mammelucchi. Vale a dire i pendii scoscesi delle colline oltre la porta delle cose immonde. cioè Gerusalemme. i bassorilievi scolpiti per la terra. dei ghetti di Sanz. le teste coperte. braccio di ferro e croce messianica. L'eternità. la pietra nuova. il muro con i bagliori dorati. su Ezra e Neemia che. parole schernite. le preghiere e le promesse mormorate. macchiati di polvere e appiccicati di fetide mosche: questa è la mia terra.

È facile.fonda nell'ombra. il santo dei santi nel cuore dell'antico palazzo d'oro e di cedro. venne tradito. l'uomo fu capace di ripudiare i simulacri. Qui trovò un riparo per la notte. salvo il sommo sacerdote. tramare la cattiva sorte della disillusione e del disincanto. un chassid. Questo è il luogo che Gesù ha amato. Lasciammo all'albergo Kair. Aveva indossato una gonna ampia e una camicetta a maniche lunghe. e ai suoi piedi gli olivi e i cipressi attestano la presenza di questo luogo una volta chiamato Getsemani. e mostrarlo a Jane. cuore ardente di Gerusalemme. Luogo per eccellenza. in questo quartiere. oltre le colline. nel suo desiderio folle di preservare il passato. dove cercò la pace e pregò in solitudine. A un incrocio scorsi Jehudah. quartiere residenziale di Rehavia. Si racconta che il giorno in cui il Tempio venne saccheggiato. Sempre qui. Il più antico cimitero ebraico del mondo si trova alle sue pendici. Vanità delle vanità. cuore arso del Tempio. e più in basso. Più lontano. Nel centro di tutti i centri. un generale romano vi fece irruzione per conoscere e vedere finalmente quel luogo che gli ebrei riservavano a Dio. Jane si era vestita con pudore. che non voleva uscire per non esporsi a inutili pericoli. passeggiare a fianco di una giovane donna non maritata. tutto è vanità. Ma era raro. che fa mostra della sua antichità con sconcertante noncuranza. e io le mostrai i luoghi che avevo frequentato: la sinagoga. Ne facemmo comunque rapidamente il giro. Nessuno aveva il diritto di entrarvi. la casa dove Dio avrebbe sempre potuto rifugiarsi. Ma nella valle di Kidron a oriente. Prendemmo un autobus fino alla città nuova e giungemmo alla via dei profeti di Mea Shearim. il . Evitai di passare dalla casa dei miei genitori nella città nuova. Scendemmo a un alberghetto fuori delle mura. Voleva svelare il segreto. Ma quando sollevò la cortina del santo luogo. prova evidente delle cose passate da molto tempo. e certamente dal misterioso uomo che crocifiggeva. Al centro. Sapeva di essere ricercato dalla polizia. le abitazioni dei miei amici. il Tempio due volte distrutto. il muro. nel giorno di Kippur. delle cose nascoste dalla fondazione del mondo: qui. Nel suo seno. non lontano dalla città vecchia. il deserto si ritira. vi era semplicemente un luogo vuoto. un monte riesce sempre a catturarne i minimi raggi. un vuoto di luoghi. quando la luce impallidisce sulla collina. il centro invisibile. s'innalza la città. si dice. dietro i bastioni. Ma volevo rivedere Mea Shearim. vedere un uomo come me. per non essere costretto a dire a mia madre che mio padre era stato rapito. alcune yeshivoth. non trovò nulla.

a ottantadue anni.» Lei non gli porse la mano: sapeva che i chassidim non toccano mai una donna. a fare una simile rivelazione? Perché soltanto adesso? «Ma tu. uscito fresco fresco dalla yeshivah. appena sposato. prima di conoscerlo meglio. «Ma dove sei stato tutto questo tempo? Avresti potuto mandarmi notizie» mi disse. dove aveva certamente acquisito funzioni . Jehudah mi disse che passava il suo tempo al kollel. «Ti presento Jane.. Che cosa aveva spinto il rabbi. negli Stati Uniti?» «Ma no. «Bene.. tenuto da un chassid. confesso di essere stato dubbioso come te.» «Chi?» domandai. di che si tratta?» «Il rabbi ha parlato a proposito del Messia. «Ho una cosa importante da dirti.» «Non ne hai sentito parlare. sbalordito. una yeshivah per gli uomini sposati che dedicano la vita allo studio del Talmud. laggiù. e sua moglie lavorava in un giardino d'infanzia. «Ma insomma. a meno che non sia la loro.» Ci sedemmo in un caffè. Ma adesso che sono suo genero e suo discepolo. «No.» Compresi quello che voleva dire. il rabbi! Ha detto di essere il Messia e che la fine dei tempi è vicina.mio compagno di studi.» Questa notizia mi lasciò senza parole. E si è finalmente scoperto. Avevo lasciato Jehudah ancora giovanotto. stiamo un po' insieme» propose Jehudah. ne so di più. uno dei pochi del quartiere. Credo che sia davvero un sant'uomo. sai la grande notizia?» continuò. Riceveva un po' di denaro dalla yeshivah. lo ritrovavo ora nella ristretta cerchia del rabbi. Lo chiamai. venite. credi che sia davvero il Messia?» gli chiesi. Ary. Credo insomma che il rabbi ci libererà tutti. «Be'. con un'aria allo stesso tempo fiera e misteriosa. «Il mio viaggio è durato più tempo del previsto» risposi.» «Cos'ha detto?» «Si è rivelato. «Allora. Ary. Corse verso di me. E molto più di questo.

. Vuoi farmi compagnia?» Accettai di rivederlo l'indomani. «Non ti rendi conto di quello che potremo vedere fra poco. Aspettiamo la rivelazione nel giro di poco tempo. Ha scelto il rabbi e lo ha inviato sulla terra. Di colpo mi ricordai il sogno che avevo fatto prima di partire per gli Stati Uniti. il mondo cristiano già salvato da Gesù. Avevamo creduto che gli orrori della seconda guerra mondiale non si sarebbero più ripetuti. quasi meccanicamente. Il pullman rappresentava il mondo esterno.. domani è la grande festa di Lag Baomer» disse Jehudah. Per noi. che frequentavano il rabbi da vicino e lo seguivano nella vita quotidiana.» «. non sarai salvo. «Non vedi» continuò «come tutto è dolore nel mondo? La guerra. Sono esattamente tremilasettecentocinquantanove anni che abbiamo superato il duemila. Non ero trascinato dalla prospettiva della notizia da annunciare. al regno dei Cieli» continuai. non prenderai parte. ovunque il mondo è oppresso dal male. chinandosi verso di me come faceva una volta. Non ero così sicuro di augurarmi che il Messia venisse così presto. Ary!» aggiunse con la sua voce un po' rauca. Ma mi ero svegliato di soprassalto gridando: «Non ora!». Ma no. Faceva parte di quegli eletti.. Annunceremo la notizia al pubblico. per salvarci. Non lo senti? Dio ha finalmente dato ascolto alle nostre preghiere e sta per esaudirci. questo non vuol dire granché.. mentre la piccola automobile era il nostro mondo.. Quest'anno me ne occupo io. È imminente. quell'altro mondo? «Sai. il genocidio in Ruanda. «Fra un anno saremo nel duemila!» «Da un pezzo abbiamo oltrepassato il duemila. Se non ti penti.ufficiali. Non siamo cristiani.» Abbassò le braccia. quel sogno in cui ero con Jehudah su un'automobile che seguiva un pullman e saliva verso i cieli. l'ingiustizia: e si va di male in peggio. La guerra del Golfo. la lotta che conduciamo dalla creazione dello stato di Israele. e prendendomi per le spalle. ma nella mia mente si stava formando un pia- . la pulizia etnica nella ex Jugoslavia. scuotendo il capo. Cosa ci avrebbe riservato veramente. nel nostro stesso paese.. «Come d'abitudine i chassidim avranno un banchetto. la miseria. quella di Gog e Magog! Guarda Gerusalemme! Finalmente ora abbiamo la speranza di un mondo migliore in un futuro molto vicino. invidiati da tutti. E nella nostra terra.

quelli che pregano troppo. Vedi. dato che i clienti. cosa che. «Anche tu farai così?» domandò. o troppo a voce alta.voglio dire fra sefarditi e ashkenaziti -.» «Cosa succede dopo che l'affare è stato concluso?» «Be'. non ci dimentichiamo di nessuno. non fanno che vestirsi di nero e vogliono magari sposare una ragazza ashkenazita. «Nel mio caso occorrerà un sensale speciale. delle persone che non si adattano per nulla alla società. le donne non hanno problemi di quel tipo prima del matrimonio. per paura di non trovarle marito. alla yeshivah o per la strada. Il suo viso catturava i riflessi dorati della città. non vogliono sefardite. Allora i sensali cercano di trovar loro ragazze che abbiano un handicap fisico. Vanno tutti i giorni alla sinagoga. hanno depressioni nervose. la futura coppia s'incontra la prima volta in presenza dei genitori. La porta rimane socchiusa. non era interamente frutto del caso. che studiano troppo. dato che i miei non sono religiosi. Dopo le presentazioni. Le raccontai come si era sposato. Comunque» aggiunsi vedendo la sua aria sorpresa «nella comunità non si viene a sapere. trovano marito?» «In generale. La famiglia non ne parla. ci sono molte probabilità che non trovi marito. Jane mi pose parecchie domande a proposito di me e di lui. o ancora quelli che digiunano troppo. Gli occhi erano tristi e luminosi. «Si occupano anche di quelli nati da matrimoni misti . e il modo in cui era stato combinato il suo matrimonio. alla sinagoga. o soffrono di un problema nella sfera emotiva.» Cominciava a scendere la sera. e dei sefarditi che hanno studiato nelle yeshivoth e sono diventati "neri". perché non . Dopo che ci fummo accomiatati da Jehudah.no il cui percorso incrociava quello di Jehudah. ashkenaziti o sefarditi. si comincia una conversazione. Per i ragazzi.» «Vi sono pure sensali per gente come te?» «Ce ne sono che si occupano dei casi un po' delicati. parlando del più e del meno. o un problema di eredità.» «E le donne con problemi psicologici. è diverso: non si può nasconderlo. Nel giro di qualche minuto i genitori si spostano in un'altra stanza per lasciare da soli i giovani. come avrei scoperto più tardi.» «E se è il caso di una ragazza sefardita che cerca qualcuno?» «Allora. mentre le ragazze si vedono una volta all'anno.

Anche se i genitori si conoscono e pensano che i loro figli starebbero bene insieme. ricordava.» «È la comunità che aiuta la coppia a vivere?» «Sì. arrivano a cavarsela con l'aiuto della famiglia. con i suoi grossi blocchi di pietre bianche uniformi circondate dalla parete rettangolare. Qualche volta non dicono nulla. Ritornando al nostro albergo passammo dal Muro Occidentale. Poi si separano. simile a una composizione frammentaria. dato che è proibito per una coppia non sposata. dato che il ragazzo studia. A dispetto dell'esiguità del loro reddito. il Tempio perfetto e la Gerusalemme ideale. In questo modo le cose vengono combinate da un terzo. rivolte. di cose generiche. si potevano vedere quelli che pregavano davanti al muro. preferiranno comunque fare ricorso a un sensale.» «E di cosa parlano?» «Dei loro studi.» «Quanti matrimoni vengono combinati in questo modo a Mea Shearim?» «Tutti. dei loro amici. Erano le cinque del pomeriggio: cominciava a scendere la sera. più lontani. per la sua stessa assenza. di- . e quelli che. Quel luogo santo e vuoto. Compresi che era stata una provocazione. distrutto e ricostruito. La ragazza generalmente è timidissima. e così facendo l'avevo ferita. Ma il contratto di matrimonio prevede che venga loro assegnato un appartamento. o quasi. penso. Ritengono che i genitori abbiano fatto del loro meglio e ripongono una completa fiducia nella loro scelta. erano di ritorno dalla moschea di Omar. insegnano o trovano un impiego nella comunità. dopo le ultime orazioni. degli idoli messi in mostra da Antioco Epifane. Il sole del tardo pomeriggio illuminava il Muro di una luce color rame che. le ragazze lavorano fino alla nascita del primo figlio.» «E se si vuole sposare una goya?» Sussultai. Non mi ero reso conto che parlandole di matrimonio le avevo ricordato l'impossibilità della nostra unione.» «E dopo?» «Dopo il matrimonio.» «La ragazza o il ragazzo possono rifiutare?» «No. si rivedranno soltanto il giorno del matrimonio. Salendo con fatica i piccoli gradini di pietra a strapiombo sulla spianata. usurpazioni del diritto della stirpe di Zadok. Conosceva la risposta a questa domanda.siano del tutto isolati. sede di abominii. e grazie ai prestiti che contraggono presso le banche.

quando i cieli si erano aperti davanti ai profeti in estasi. e ogni giorno l'abitazione divina veniva sempre più sottratta al suo Dio. l'aquila d'oro simbolo di Roma. sognata prima di essere vissuta. realizzata e poi immaginata. come despota imposto da Roma. Dal cortile si poteva vedere ogni camera. e su uno dei più begli edifici dell'impero romano appose il sigillo dell'aquila reale. sacerdotessa empia. e nella loro estasi immaginavano le simmetrie. Nel momento in cui venivano vergati i manoscritti del Mar Morto. Attraversato da tettoie e da lunghi corridoi. in mezzo ai deportati. i sacrifici erano offerti tutte le mattine per la salute dell'imperatore. porta o finestra. dove si era creduto fino a quel momento si trovasse il Tempio erodiano. Ed Erode completò l'abominio quando. dal tempo di Babilonia. il Dio iconoclasta. e attraverso minuziose visioni ne evocavano le porte. e ciascuna dava sul cortile. il Tempio si era riempito di impurità. intraprese la vasta ricostruzione del Tempio sul monte Moria. le camere e il Sancta sanctorum. Nella mia mente. vicino al fiume Kebar. ma un po' più lontano. Mi misi allora a immaginare come sarebbe stato il Tempio ricostruito. da ogni camera si vedeva il cortile: ogni stanza comunicava con un'altra. non sotto la moschea di Omar.strutto e mai più ricostruito. c'era chi cercava i suoi resti. mentre da nord veniva un vento di tempesta e un fuoco folgorante abbagliava i fedeli. non era circondato da nessun muro: era una costruzione aperta dove si trovavano soltanto architravi e porte che disegnavano una sorta di immenso ponte circolare e mediante i quali era facile penetrare nel recinto. Ed ecco che dopo duemila anni. pellegrini e penitenti si divisero. e quando gli esiliati ritornarono da Babilonia ed eressero il Tempio sulla sommità del Moria. Ma si trattava soltanto di un'utopia. poiché possedevano il codice segreto della santità. Inoltre ognuna era diversa dall'altra. gli specchi e gli spazi sacri. Mentre profetavano rivedevano la grande piattaforma quadrata dov'era posto il santuario di Dio. Una era un ret- . nella loro trance vedevano come se li avessero avuti davanti agli occhi l'orientamento e la dimensione precisa di ogni muro. dopo i sagrati interni. smarrita e ricominciata. non era al termine della sua storia movimentata. dove si stavano effettuando scavi che avevano riportato alla luce alcuni elementi del Tempio. per dimensioni e per forma. i vestiboli. da sempre. era composto da vaste stanze che guardavano tutte sul cortile interno. domandandomi se davvero quei lavori ne rivelassero l'autentica collocazione. fu proprio all'interno del santuario che sacerdoti. invece di raccogliersi attorno ai perfetti piani della Gerusalemme ideale.

l'altra un'ellisse di nove metri di raggio. l'una con il pavimento a piastrelle e l'altra con un pavimento in legno lucido. una per chi non voleva. l'altra era un quadrato perfetto di ventitré metri di lato. l'una tinteggiata a colori vivaci e l'altra tutta in legno. E in direzione di una delle porte esterne. l'altra una camera perfettamente circolare di otto metri di raggio. ogni cherubino aveva due facce e tutte le facce erano differenti. all'entrata della porta che si apriva a settentrione. l'una con finestre scorrevoli e l'altra con finestre a battenti. rispettivamente. l'una con delle persiane e l'altra con delle tende. l'una con i soffitti altissimi e l'altra con i soffitti bassissimi. larghe e alte un metro. quella per il monaco esseno. finestre e camere rivestite in legno. verso il luogo da cui si saliva. di un metro e mezzo di lunghezza. dal . Sui sagrati del cortile vi erano quattro tavole che servivano per le funzioni. tutti risuscitati. altre. Nel mezzo c'era un vestibolo al quale si accedeva attraverso diverse scalinate. Vi era poi la tavola per il rabbino ortodosso. che era una donna. su cui si trovavano srotolati i rotoli della Torah. l'altra una forma oblunga senza nome. perfino il pavimento ne era ricoperto fino alle finestre. l'altra era un esagono i cui lati misuravano. ve ne erano alcune riservate ai cantori e davano sui sagrati interni. Intorno a questo luogo vi erano ancora sculture in legno. E tuttavia. che si aprivano sui sagrati esterni. ciascuna s'infilava nell'altra formando un insieme raccolto sotto il ponte. All'esterno era costituito di assi. ce n'erano altre due. l'altra una forma indeterminata quadrata poi circolare. Questo rivestimento era decorato da sculture di cherubini e di palme. Ciascuna era riservata alla preghiera di un officiante diverso: vi era quella per il sacerdote sadduceo. l'altra una vasta sala circolare di trentadue metri di raggio. l'altra un isoscele di dodici metri per lato. Fra le stanze a vetri. l'una con morbida moquette e l'altra con un tappeto d'Oriente. dato che erano i discendenti di Levi. erano per i rabbini che avevano l'incarico della Casa e si avvicinavano all'Eterno per espletare il loro servizio. costruite in pietra da taglio. l'altra un grande ovale di cinquantadue metri di lunghezza. e l'altra per il rabbino riformato. Dava sulla stanza segreta del Tempio. E nella direzione opposta a questa porta. che aveva una lunghezza di settanta metri e una larghezza di quaranta e mezzo. E ancora una per chi voleva. c'erano ancora due tavole. In tutto facevano otto tavole per le funzioni. l'altra un triangolo di quindici metri per lato e dieci di altezza. otto e dodici metri. quella per il rabbino liberale.tangolo di dodici metri di lunghezza per otto di larghezza. l'una con un gran lampadario e l'altra con una semplice lampada. quella per il rabbino fariseo.

la dimora di Dio. come Rabbi Shimon Bar Jochai. fra loro.la porta Dorata.. il luogo dove posano le piante dei miei piedi. i chassidim.suolo fino a sopra le aperture. E costui si faceva chiamare Figlio dell'uomo. trance o realtà? . quelli che avevano scoperto il rotolo. Bar Kochba era stato sostenuto da rabbi Akiba. entrerà percorrendo il passaggio di quella porta. Per la strada il mio passo era malfermo e pesante. e soltanto più tardi nella notte tornammo al nostro albergo. La imboccammo e rientrammo al nostro albergo.si trattava di un sogno. nel 135 dell'era corrente. del quale farò la mia dimora per sempre con i figli di Israele. davanti al Monte degli Ulivi. Era il Sancta sanctorum. il Re Messia che avrebbe salvato il popolo di Israele riunito nella sua patria? Il sommo sacerdote. la casa di Israele non insozzerà più il mio Santo Nome. il Figlio dell'uomo. Non c'era più nessuno davanti ai sagrati del Tempio. Sapevo che i Taamireh. con le prostituzioni e con i cadaveri dei re nei loro luoghi elevati. chi era in verità? Bruscamente uscii dalla mia fantasticheria. Con mia grande sorpresa . Nessuno entrerà dalla porta d'Oriente poiché lo ha fatto l'Eterno. Figlio dell'uomo. di una visione o di una profezia. e il principe vi si siederà. sefarditi o ashkenaziti.. avevano l'abitudine di recarvisi. il cattivo sacerdote. che lo credeva il Messia su cui si fondavano le speranze nazionaliste e mistiche. i figli delle tenebre o i figli della luce. altri cherubini e palme scolpiti. di onorare alcuni rabbini che avevano lasciato un'impronta nella tradizione. e nemmeno i suoi re. L'indomani mattina spiegai a Jane perché avevo deciso di recarmi alla festa di Lag Baomer che commemorava l'ultimo e breve tentativo ebraico di indipendenza da parte di Bar Kochba. . Era lui il Radunatore. come quello di un sonnambulo. quella notte era aperta. e in queste immagini mi appariva con i tratti del rabbi. Ma quella grande adunanza era pure una bazza per i beduini che venivano a vendervi i loro prodotti. e uscirà facendo la stessa strada. che era stata murata nel 1530. questo è il luogo del mio trono. dove poteva entrare soltanto il sommo sacerdote. Questa festa attirava dunque soprattutto gli ebrei molto religiosi e. Vi indugiammo ancora un po'. trascinati dalla fresca brezza di Gerusalemme. Era l'occasione per tutti.

Ovunque. di bibite. ai piedi di un colle. discussioni . Attraverso l'apertura opposta.» «Faccio un giro e ti raggiungo subito. Poi afferrò per un braccio un giovane soldato e gli propose di mettere i filarteli. Più lontano. alcune vecchie predicevano la sorte servendosi di carte che posavano tre alla volta su un'asse: «Venite a vedere» gridava una di loro «venite a vedere se Bar Yochai è con voi!». Jehudah si mise ad argomentare. La Torah raggiunse la tomba di Rabbi Shimon fra l'entusiasmo generale. Mi chinai e diedi un'occhiata all'interno. il ragazzo finì per accettare.Chiesi quindi a Jane di rimanere all'hotel e di sorvegliare Kair Benyair. venditori di oggetti di culto. scorsi Jehudah che munito di un megafono annunciava ai passanti: «Il Messia è qui! Sta arrivando! Entriamo nell'era messianica!». «Ary» mi disse «sono contento che tu sia venuto! Mi potrai aiutare. Allora Jehudah si girò e mi raggiunse. Siccome quello rifiutava. Si accapigliavano per proteggere le loro magre bisacce. Ognuno celebrava alla propria maniera l'anniversario della sua morte: dappertutto non vi erano che danze sfrenate. Malati trasportati su barelle avanzavano a stento sugli erosi sentieri. di falafel o di articoli d'ogni specie avevano eretto precarie bottegucce. e tentavano di attirare l'attenzione facendo risonare una monetina nelle loro gavette. cercando l'ubicazione dei chassidim.» Vicinissime alla tenda dei chassidim. Un gruppo di chassidim li seguivano agitando bandiere e proclamando: «We want Mashiah now». Alcuni rizzavano le tende sulle pendici rocciose vicino alle tombe dei rabbini. mentre nel corteo s'improvvisavano delle danze. Centomila persone vi si sarebbero inerpicate prima della notte di Lag Baomer. vidi delle assi posate su Cavalletti e dappertutto libri religiosi e tefilin gettati alla rinfusa. Non potendone più. dei giovani si disputavano il privilegio di portare per qualche decina di metri il rotolo della Torah che stavano alzando sopra la testa. Finii per scoprire la tenda di tela color nocciola vicino all'entrata della tomba di Rabbi Shimon. poi presi il pullman per raggiungere Meron. Mendicanti in jellaba e altri vestiti da chassidim prendevano posto all'entrata del santuario. ritrovamenti calorosi. Millequattrocento pullman e altrettanti camion e automobili avevano lasciato un'imbottigliata Gerusalemme riversando una vera marea umana in Galilea. Mi facevo largo tra la folla.

Comperai un piattino senza mercanteggiare e iniziai una conversazione. neri e penetranti. «Bisogna andare a trovare Yohi» disse dopo avermi ascoltato. All'interno vi erano mendicanti. La sua pelle era marrone e incartapecorita. Sembrarono comprendere ciò che dicevo loro. «Siamo noi i Taamireh» risposero. come faceva la gente prima di entrare nella cripta mortuaria. Misi un biglietto nel suo piattino. scavata poco sotto il livello del suolo. Spiegai sommariamente che avrei gradito intrattenermi con loro a proposito delle grotte e dei manoscritti che vi avevano trovato. Poi ritornò in fondo alla tenda. e sembrava meditare. «Sì» rispose. Era una piccola casa di pietra di cui occorreva attraversare i bui corridoi e gli stretti cortili interni prima di giungere alla stanza centrale dove si trovava la cripta. infermi e altri disgraziati che non potevano permettersi una tenda e che stavano pregando per il miglioramento della propria sorte. Finalmente. «Dove si trova la tribù dei Taamireh?» domandai in arabo.» Ritornai dunque sui miei passi. dentro le giare. seduto su una vecchia sedia. «Chi è Yohi?» domandai agli altri beduini. e mi diressi verso la tomba di Rabbi Shimon Bar Yochai. gli occhi piccoli. Sembrava aspettare che gli dessi una moneta.animate e ricchi pasti sotto le grandi tende. Mi avvicinai. A volte i convenuti interrompevano i loro festeggiamenti per correre alla tomba di un rabbino portando offerte di candele o d'incenso e domandando che le loro preghiere venissero esaudite. Andarono a cercare un vecchio saggio a cui ripetei la mia richiesta. sorpreso. scorsi la tenda dei beduini. lo riconobbi immediatamente. molto tempo prima.» «Per dove?» «È il custode della tomba. Vendevano ogni sorta di ciondoli e oggetti fatti a mano. «Hai lasciato la tua tribù?» . «Yohi è quello che è partito. Alzò gli occhi. Se ne stava all'entrata della stanza. i capelli grigi a metà nascosti da un turbante. Mi avvicinai a lui e gli domandai: «Sei Yohi?». Senza averlo mai visto.

come se questa stessa respirasse. Tutta la gioia e tutta la tristezza sono presenti nel soffio del chassid che sospira.Fece segno di sì. Quella voce un po' roca mi era molto familiare. poi chiese a sua volta: «I rotoli di Qumran?». per essere un chassid.» «È stato mio padre a trovarli. Cosa vuoi da lui?» mi chiese con un tono che non conoscevo. apparentemente improvvisata. I canti e le danze della vigilia lasciarono il posto al pio raccoglimento. orientati verso il Muro Occidentale. piuttosto?» feci. Era Jehudah. tutti i chassidim. conosce l'esatta ubicazione dei manoscritti di Qumran.» «È vero?» domandai al beduino. «Quest'uomo ci è utile. «Ma cosa vuoi da lui tu. «Sì. Fuori i chassidim si stavano coprendo con un talith e attaccavano i tefilin per iniziare la preghiera del mattino. meditavano seduti per terra. Sobbalzai. Mi voltai lentamente. Dice che li vuole perché parlano del Messia e annunciano la sua prossima venuta nell'anno 5760. . Un altro gruppo di chassidim si era disposto in cerchio.» «I manoscritti di Qumran! Ma tu cosa c'entri? Agisci per conto del rabbi?» «Sì. Poiché occorre saper sospirare. Ary» disse qualcuno alle mie spalle. «Sono io che l'ho fatto andar via. dondolavano vigorosamente il corpo avanti e indietro. «Conosci i manoscritti?» Restò un istante in silenzio.» La notte stava finendo e cominciavano a sorgere le prime luci dell'alba quando Jehudah e io lasciammo Yohi. «Gli ho trovato questo lavoro e gli ho fatto lasciare la sua tribù. «Quando?» «Da un po' di tempo. era punteggiata di pesanti sospiri che venivano dal più profondo dell'anima. Nell'alba che spuntava profumata dai bracieri a metà consumati. sbalordito.» «Perché te ne sei andato?» Non ebbi risposta. mentre i flauti suonavano una melopea nostalgica di cui ogni frase. Dice che si parla di lui in quei manoscritti. tanto il suo cuore è allo stesso tempo compiaciuto dal fervore dell'attesa messianica e straziato dalle indelebili stigmate della distruzione del Tempio.

e andranno a loro volta là dov'è stato stabilito per iscritto dai tempi dei tempi. mentono e .Se dunque è necessario saper sospirare per essere un chassid.. [. caricati di vergogna e di obbrobrio. Troppo male per Lui. io.] E ora vi rivelo questo mistero: i peccatori alterano e riscrivono le parole della verità. E il mio cuore rabbrividiva fino allo sterminio. in quel primo mattino. Risplenderanno per un tempo senza misura. Tutte le fondamenta della mia costruzione scricchiolarono e le mie ossa si disgiunsero. Stavo troppo male.. E io mi sono azzittito. mentre il mio braccio veniva staccato dai suoi legamenti e il mio piede camminava nel pantano. le mie orecchie per non ascoltare gli assassinii. Illuminerò di una luce brillante quelli che hanno amato il Mio santo nome e farò sedere ciascuno di loro sul suo seggio di gloria. e Lui accorda fiducia ai fedéli nella dimora dove conducono le vie della rettitudine. la mia gioia offuscata. hanno continuato a benedirmi.. ero certamente un chassid. così come coloro che non hanno ricevuto nella loro carne l'onore degno della loro fedeltà. I miei occhi si sono chiusi per non vedere il male. e coperti di oltraggi dai malvagi. I peccatori gemeranno e li vedranno circonfusi di luce. e le mie membra furono come un battello nella furia di una bufera. E adesso chiamerò gli spiriti dei virtuosi nati nella generazione della luce [. poiché è Belial a manifestarsi quando si mostra l'inclinazione del loro essere. mentre i giusti risplenderanno. Il mio cuore fu reso ebete dal progetto della malizia.]. e un vento di vertigine mi faceva vacillare a causa delle sventure dei loro peccati. La mia sofferenza era troppo grande.. perché hanno preferito il cielo alla propria vita in questo mondo: pur essendo stati schiacciati. SESTO ROTOLO Il rotolo delle grotte Ho comunicato nelle Mie Scritture tutte le benedizioni e le ricompense che sono loro destinate. poiché il giudizio di Dio è giusto. ne cambiano la maggior parte. Vedranno gettare nelle tenebre quelli che sono nati nelle tenebre.

. Come ogni straniero. ma parlava una lingua sconosciuta. Se invece scrivessero soltanto a loro nome tutte le mie parole. [. né pietre gettate nel fondo di una grotta: i manoscritti non erano stati ritrovati così.] Le accorderanno fede e se ne compiaceranno. Vorrei ritrovarlo. appena ebbe creato l'uomo e la donna e questi ebbero commesso la colpa. Poi mise i cherubini a oriente del giardino dell'Eden. e tutti i giusti esulteranno imparando a conoscervi tutte le vie della verità. Non c'erano mai state pecore perdute. «Sì. redigono Scritture a loro nome. con molti riguardi: sro- . e che come polvere sarebbe ritornato alla polvere. Rotoli di Qumran. in fedeltà. Libro di Enoc 1 Dio.fabbricano grandiose finzioni. All'uomo predisse che avrebbe lavorato nella fatica. che sarebbe ritornato alla terra da cui era stato fatto. Sembrava all'apparenza un beduino. senza abolirle né alterarle.. Ma perché Dio aveva creato l'uomo libero. Non hai nulla da temere da me. venne ricevuto secondo la consuetudine. i santi e i saggi riceveranno i miei libri per rallegrarsi della verità. si mise a maledire quelle creature che gli erano state infedeli. ma redigendo fedelmente le testimonianze che trasmetto loro! Conosco ancora un secondo mistero: i giusti. Hanno rapito mio padre.» «Dov'è ora?» «È morto. affinché con la fiamma della loro spada folgorante sorvegliassero l'accesso all'albero della vita. Un giorno era arrivato un uomo all'accampamento dei Taamireh. per poi riprendere? «È stato tuo padre a trovare i manoscritti?» avevo iniziato a domandare a Yohi. Lo hanno ucciso» aveva risposto. dopo il principio. Alla donna disse che avrebbe partorito nel dolore e che sarebbe stata desiderosa dell'uomo che l'avrebbe dominata.» Allora raccontò. «Parla» dissi «raccontami cosa è successo. se era necessario che pagasse con la vita il prezzo di quella libertà? Perché donare.

nel mezzo del mattino o del pomeriggio. gli offrirono tè molto zuccherato sul più bel vassoio posseduto dalla tribù. gli domandarono che cosa facesse e dove andasse. Tutti i beduini pensavano che il deserto fosse abitato dai ginn. Fuori. che venne servito in una bella tazza decorata. Ma siccome non comprendevano la sua lingua. E pure verso le dune di sabbia che. Dicevano che lo strano canto delle dune. quasi partorito dal suolo. era la musica suonata dai ginn. Ciascuno andava e veniva secondo le sue esigenze. durante le ore soffocanti. quelli che non avevano mai conosciuto la solitudine assoluta. Osservava allora il paesaggio che. me ne aveva parlato. e nel giro di qualche ora il deserto acquistava i colori della vita. Diceva che entrare in una delle loro tende bianche e nere era come trovare un rifugio nel mezzo della desolazione della vita selvaggia. Quel giorno. come d'abitudine. quel rumore di granelli di sabbia che precipitano sotto la carezza leggera del vento. digiunare appoggiandosi al gomito. fino al momento in cui il sole si levava. come se la forza del sole e l'assenza di pioggia avessero voluto cancellarla dalle carte geografiche. Conoscevo un poco il modo di vivere così particolare dei beduini. durante la notte si svegliava e rabbrividiva fino all'alba. i giorni cocenti e le notti estremamente fredde. Mio padre era profondamente compenetrato da questa esperienza del deserto. membri della tribù cantavano e danzavano in modo strano: erano ancora i ginn. bianco e nero come le tende. Quando lo straniero si fu riposato e rifocillato. quando fosse giunto al colmo. Poi gli fecero il caffè. Il caldo dell'estate faceva venire voglia di stendersi al sole senza far nulla e poi. Talvolta. Nel deserto si poteva scrutare l'orizzonte a perdita d'occhio senza trovarvi un solo essere vivente. Qualche volta i beduini si recavano sulle montagne alte e selvagge. simili a onde gigantesche esposte all'erosione del vento. che in gioventù aveva avuto alcuni amici fra loro. Diceva che quando aveva condiviso la loro tenda. assumevano forme misteriose. Mio padre. . Tutto era perfettamente calmo. c'era lo spazio vuoto e minaccioso del deserto dove l'acqua è rara. rivolta a sudovest. l'accampamento di tende nere era disposto su una lunga linea. si aureolava a poco a poco di un tenue colore. Diceva che sentire il suo silenzio spaventava quelli che erano abituati al clamore delle città.tolarono una coperta. Allora incominciava a fare sempre più caldo. Ovunque la terra era vuota. di sedersi all'ombra della tenda e.

che doveva trattarsi di qualcosa d'importante. vedendo l'uomo assai fiero della sua scoperta. Allora tennero un piccolo consiglio. Il padre di Yohi non ebbe troppe difficoltà a parlare con quell'uomo. che desiderava vendere in città. e anche un po' di inglese. dunque invitarono l'uomo a mangiare con loro il tradizionale piatto di riso con uva e cipolle che avevano preparato. le giare e i loro manoscritti. sottili e abbastanza regolari. Non sapevano leggere. Un mattino. anche se non proprio esattamente quello che aveva l'abitudine di ascoltare. Una settimana dopo Falipa partì per Gerusalemme. e a mo' di risposta l'uomo mostrò una pergamena al capo e ai suoi uomini. perché la vedessero più da vicino. Passarono parecchie giornate senza che si fermasse nessuno. Non aveva la minima idea del valore dei manoscritti. un mese più tardi.chiamarono il padre di Yohi. da cui tirò fuori con mille precauzioni le vetuste pergamene. Poi le contemplò attentamente. I beduini lo guardarono con curiosità. Falipa restò perplesso. La guardarono attentamente: il rotolo era adorno di piccoli tratti neri. Conosceva l'ebraico. «Quanto vuoi per venderle?» A questa domanda. che andava a vendere gli oggetti nelle città di Israele. un uomo che passava per il suk sobbalzò vedendole. fra gli altri oggetti in vendita. di nome Falipa. Lo straniero dormì nella tenda dello sceicco e ripartì l'indomani all'alba. «È sicuro che queste pelli di animale siano di grande valore?» domandò lo sceicco. Estrasse da un carniere alcune antichissime giare. Lo straniero comunicò loro che aveva portato oggetti di grande valore. Nella tenda dove lo straniero era stato ricevuto c'era lo sceicco. Il padre di Yohi ripeté la domanda. a credere all'uomo che li aveva lasciati. nel suk. un po' dubbioso. Fu convenuto che ritornasse dai Taamireh al loro prossimo accampamento. al termine del quale decisero di consegnarle al padre di Yohi. Ma. perché cercasse di venderle in occasione del prossimo viaggio in città. avrebbero potuto dividere gli utili. «Come le hai avute?» «Mi sono state consegnate» rispose il beduino. Pensava che. dove espose. pote- . Il padre di Yohi fece da interprete. la sua lingua assomigliava molto all'ebraico. se i Taamireh se ne fossero occupati. ma sentirono. con numerosi uomini importanti della tribù. Era scesa la notte.

e nemmeno il ragazzo che sorvegliava una mandria.vano pure valere molto. Una mattina. Le guerre beduine non erano casuali. Poiché il deserto non era in pace. si erano divisi in due gruppi: alcuni avrebbero dovuto portar via le mandrie. E la loro gelosia li spinse alla cupidigia. talvolta si uccidevano. Le incursioni e le controincursioni si succedevano. in più. felice di aver potuto ottenere una simile somma. Proprio secondo le regole: era onorevole cominciare al levar del sole. Ci si batteva soltanto contro quelli in grado di difendersi: le donne e i bambini non dovevano essere toccati. e così cominciò il piccolo traffico dei manoscritti. altri rimanere imboscati per fermare i cavalli dei nemici lanciati all'inseguimento quando avessero lasciato il campo. Grazie ai manoscritti che il padre di Yohi continuava a vendere. venivano condotte secondo regole rigide: non rispettarle sarebbe stato far mostra di una bassezza e di un'onta che né l'onore di un uomo. prese il denaro che gli era dovuto e lasciò altre giare. né l'ospite dentro una tenda. si sarebbe dovuto dividere. Per un beduino. Le altre tribù incominciarono a ingelosirsi. Le tribù nemiche si affrontavano. In capo a qualche mese. e che l'annata era stata buona per loro. Disse un prezzo a caso. I beduini si affrettarono a prenderle in consegna. Al momento delle incursioni un attacco a sorpresa contro l'altro accampamento avrebbe potuto essere progettato ed eseguito. Quando lo straniero arrivò all'appuntamento fissato. a quell'epoca. e che trentasei piccoli fossero nati negli ultimi giorni. sempre alla stessa persona. nonostante la guerra venisse di solito iniziata dopo la dichiarazione delle ostilità. si depredavano. poiché le vittime avrebbero avuto tutta la giornata per ritrovare le mandrie perdute. né quello di una tribù avrebbero potuto sopportare. la tribù s'era arricchita. equivalente a settecento shekalim. Arrivati davanti all'accampamento. Ed era vero. attaccarono. . con altri manoscritti. ma sarebbe stata un'onta attaccare a mezzanotte o all'alba. Ma vincere rispettando le leggi avrebbe coperto l'individuo e la sua tribù di gloria e di onore. la sua anima fugge attraverso le narici e va a passeggio. mentre tutti dormivano. Gli assalitori si chiamavano Revdat: era una tribù nemica dei Taamireh. si diffuse la voce negli attigui accampamenti beduini che i Taamireh erano diventati ricchi. La base del codice beduino era la giustizia. si diceva che i loro cammelli erano grassi e che avevano delle gobbe rotonde al punto da non poter più dire se si trattasse di cammelli o di altri animali. quando un uomo dorme. i beni più concupiti dal mondo beduino.

Ne avevano visti altri. dato che pareva loro normale che avessero agito in quel modo: dopo i giorni caldi e difficili dell'estate i beduini avevano l'abitudine di architettare piani per compiere il ghazu. l'acqua e soprattutto le munizioni per non mancare di nulla in caso di dispersione. appassionato e tragico. l'incursione destinata a sottrarre le mandrie di cammelli e di cavalli alle altre tribù. che avevano fatto le prime incursioni all'età di dodici anni. Lo scopo di un'incursione era più il furto dell'assassinio. l'accampamento devastato. e la sua eloquenza. con il suo viso forte. Il capo ricordò loro tutto questo. Ciò nonostante.In un'ora tutto fu saccheggiato. i datteri. Le mandrie e i cammelli rubati. gli aggressori regalarono un cammello a ciascuna donna dei Taamireh. e il codice d'onore vietava loro di uccidere i nemici disarmati e inermi. Non avevano a loro volta contato sugli effetti della sorpresa? Tutti gli uomini del campo avrebbero potuto testimoniarlo. Siccome le donne e i bambini dei nemici vinti non potevano essere lasciati senza niente. Non agivano forse nel nome di Allah? Loro stessi avevano spesso fomentato e condotto simili spedizioni guerriere. per sorpassare i cammelli. Allora il capo. in un'atmosfera di segreta eccitazione. anche se la loro vita era talmente dura da renderli relativamente indifferenti alla sofferenza e alla morte. per di più gelosi a causa della loro recente e facile fortuna. di rango o di fortuna. Per questo la morte del beduino venne considerata un fatto abbastanza grave. Il valore del sangue era per loro senza discriminazione di nascita. i Taamireh non ne volevano più di tanto ai Revdat. quelli che avevano compiuto a cavallo. Vi fu perfino un morto: un beduino che aveva voluto difendere le sue mandrie con la spada venne calpestato dai cavalli. i Taamireh sarebbero rimasti del tutto poveri e disperati. Quello che gli dispiaceva di più era che i nemici avessero sentito parlare della loro fortuna e dei manoscritti. che potevano svolgersi su lunghissime distanze e durare mesi interi. Tennero consiglio per decidere il da farsi: qualche volta gli incursori leali potevano essere persuasi a restituire i cammelli o i cavalli rubati ai proprietari quando venisse loro dimostrata la disonestà del furto. non era il furto a preoccuparli. davanti a tutti i membri della tribù riuniti nell'accampamento deva- . ma in questo caso si trattava di feroci nemici. affinché potessero raggiungere i parenti più prossimi nei loro campi. e fossero venuti a depredarli per questo. No. e perfino i ragazzini. Senza il soccorso di questi ultimi. quelli in cui ciascuno portava la farina. Tuttavia i beduini non amavano spargere sangue umano in occasione dei loro combattimenti. Non si trattava di furto per loro: era quasi uno scambio.

Allora gli uomini si precipitarono ai cammelli rimasti e le donne verso le tende. Alcuni giorni dopo questi ritornarono e indicarono in direzione della Giordania. sempre più cupo. I beduini accolsero la notizia con sollievo. dapprima timida e intermittente. in tal modo si spiegava la collera di Allah. Le loro tende erano situate vicino a un corso d'acqua. La benedizione era giunta. I Taamireh erano convinti che fosse a causa dell'abbandono del commercio dei manoscritti. per proteggere i loro figli. Quella fine di agosto era particolarmente difficile. gli uomini. poi fresca e forte. aspettando quello che doveva seguire. e ha ripreso: vuol dire che non desidera che siamo ricchi. Se avessero seguito i consigli del loro capo avrebbero sicuramente evitato il peggio.stato. si espresse così: «Ci siamo attirati la collera di Allah. l'aria diventò improvvisamente calda e opprimente. A causa di quei manoscritti che ci hanno arricchito. Non andremo più a vendere i manoscritti». videro profilarsi grandi lampi. uomini e animali avevano bisogno di bere. ululati di felicità si propagarono come onde sulla sabbia. e su di noi c'è il malocchio. inquieti. Allora. dato che faceva ancora molto caldo. con il suo fascio di luce bianca. il rombo di un tuono fece sussultare i loro cuori e un lampo. La notte in cui arrivarono. Gli uomini svegliarono i cammelli e fecero bere loro litri d'acqua nel mare bruno e fresco che circondava il campo: tutti deliravano di gioia. e in tutto quello che avevano potuto trovare di rotondo e cavo. Allah ha donato. catini. Una volta riempiti i loro otri fino all'orlo si sedettero sotto la pioggia levando il viso al cielo e bevendola. mentre gli spazi aperti intorno al campo si riempivano d'acqua. Erano parecchi giorni che. scrutavano le nuvole nel cielo. dove piantarono nuovamente il loro accampamento. Un giorno. un terribile temporale si addensò sul campo addormentato. ma la siccità aveva infierito prosciugandolo quasi del tutto. Finalmente sopraggiunse la pioggia. risonarono grida di gioia. aumentava a ogni istante. lasciò intravedere per un attimo tutto il deserto come se si fosse in pieno giorno. Allora tutta la tribù levò le tende e si mise in cammino. Camminarono fino al deserto giordano. Dio era grande: aveva infierito. punito. Un brontolio sordo. quando la pioggia diventò più fine. le donne e i bambini si precipitarono fuori per raccoglierla in recipienti. Subito inviarono alcuni uomini a cercare il luogo dove la pioggia era caduta. poco dopo la dichiarazione del capo. Era la fine dell'estate. Cominciò a spirare un vento gelido. Per dieci minuti ognuno rimase immobile. casseruole. e poi .

Era una cintura di fuoco sotto una cappa di piombo: un tornado porpora cupo si avventava su di loro a una velocità vertiginosa. alle prime luci del mattino. Quando spuntò l'alba. E se. Una vera e propria notte densa si riversò sul deserto. Non si poteva più vedere nulla. Ciò che videro li fece inorridire: lontano. Succedeva spesso che gli uomini si perdessero durante le tempeste di sabbia. di nuovo il panico: il cielo tremò. il vento soffiava con particolare violenza. Un giorno ritornò l'uomo del deserto: portava con sé altre giare piene di manoscritti. si scatenò una tremenda tempesta di sabbia. e lo pregò di ripartire portando con sé gli oggetti. come in quel caso. La vita riprese il suo corso. al limite del loro sguardo. Il giorno dopo la sua venuta. l'elemento essenziale per la nuova partenza. Altri salirono su una piccola duna adiacente all'accampamento. Poi. pentole. per scrutare l'orizzonte. allora era certo che percorrere il deserto comportava un grave rischio per la propria vita. L'estate stava finendo. una sera. Forse si sta vendicando di quell'uomo». le tende cominciarono a cedere. All'interno delle tende fu necessario accendere le lampade e proteggere dalla polvere devastatrice cibo. I beduini impoveriti se la cavarono come poterono. il tuono rotolò stranamente. Grosse nuvole. l'orizzonte era in fiamme. La pioggia aveva portato colori pastello che avevano tinto il deserto di un verde opalescente. e doveva essere ancora nel deserto mentre la tempesta infuriava. Ogni tenda era come una piccola arca appollaiata sopra un mare di acqua fresca. scatenata. facce e indumenti. In effetti l'uomo era ripartito il giorno prima. Avevano l'acqua. Ma poteva anche darsi che quell'uomo fosse esperto e che avesse fermato il suo cammello in tempo per farlo inginocchiare e raggomitolarsi al suo fianco.ricompensato. Per più di due ore non uscì nessuno: la tempesta era di una tale intensità da rischiare di rimanere gravemente feriti. Ma il capo della tribù gli disse con fermezza che avevano promesso di non farne più commercio. nerofumo. . si radunarono e recitarono le preghiere di ringraziamento. Nella sua tenda lo sceicco domandò: «È possibile che tutto questo venga da Dio? Forse Allah è adirato perché ieri abbiamo visto quell'uomo. Trascorsero parecchi giorni senza che nulla accadesse. Alcuni si misero subito a pregare. si stendevano nel cielo divorando le stelle.

Allora i beduini si misero a cantare al-hamadu li'ilah. ma tutto il paesaggio era impresso di un color mattone scuro. non lontano dalla frontiera giordana. Allora compresero: si trattava di una tempesta di sabbia rosso mattone. Pensavamo che il fuoco di Dio stesse per divorarci. in alto nel cielo. Effettivamente. si profilò all'orizzonte una specie di tappeto ondeggiante. presero un magro pasto ancora tutto impregnato di polvere rossa. mentre uno strato di polvere fine continuava a ricoprire il suolo. Alcuni gettarono uno sguardo fuori. dove ritenevano di trovare un clima più mite. Per tre giorni densissime nubi di insetti si affollarono tutte nella stessa direzione. Poiché le cavallette divoravano tutto quello che trovavano. A poco a poco lo sciame si avvicinò: era un esercito di cavallette serrate strettamente le une alle altre e pronte a rastrellare tutto al loro passaggio. In una manciata di secondi l'accampamento venne interamente ricoperto di sabbia rossa. Per il resto della giornata continuarono a riposare. Presto il cielo fu di nuovo chiaro. presagio della fine dei tempi. e che in quel momento si stendeva dappertutto. in capo a qualche ora.Corsero a rifugiarsi nelle loro tende. dopo qualche giorno di viaggio. come per magia. Quello che era apparso loro come fumo nero. Le grandi lingue di fuoco che salivano incandescenti e scendevano a intervalli regolari riflettevano una serie di colonne di polvere turbinosa salita dal suolo. ma non era fuoco. a pregare Allah e implorare il suo perdono. tappeti e tutto quello che trovarono per formare una trappola. Poi. come avevano l'abitudine di fare in occasione delle più terribili tempeste di sabbia. il tuono passò e lasciò il posto a una fresca brezza.» Ma la loro gioia era limitata: era stato un evento terribile. cani e uomini ne fecero banchetto. cespugli vivi ed erba grassa. tesero coperte. mentre si stavano sistemando in un posto verde e tranquillo. Il vento si trasformò in una violenta grandine. Abbassarono le cortine tenendosi alle corde. La cosa si avvicinava. e tutto quello che c'era . Il giorno dopo decisero di levare il campo. Si diressero verso nord. accompagnate da scricchiolii e seguite da intensi rombi di tuono. La sera. non era che una polvere spessa. e che la fine del mondo fosse arrivata. l'onda gialla e nera non lasciò nulla dietro di sé. Scariche elettriche caddero dal cielo. e più vegetazione. magra consolazione per vendicarsi di tutto quello che avevano devastato. Ma non erano al termine delle loro pene. «Non abbiamo mai avuto una simile rivelazione. I beduini cercarono di afferrarne qualcuna per mangiarla. cammelli. Una brezza fredda e sottile rese ancora più forte il vento gelido.

Deve restituire i manoscritti. e può anche darsi che sia morto» obiettò un beduino. Era Falipa.di vitale in quel paese già deserto. Perfino i grossi cespugli erano stati completamente divorati. poiché non restava più erba per nutrirle. L'indomani. «Sono stato io a prenderli» disse. «Lo abbiamo mandato indietro. Un mattino. Falipa abbassò il capo. I campi erano vuoti.» «Dove sono ora?» domandò il capo. . Abbiamo mandato indietro l'uomo. Ognuno guardava il vicino con sospetto e inquietudine. I Taamireh si credevano perseguitati dal Maligno. nel momento in cui il sole dell'alba cominciava impercettibilmente a illuminare il campo. Ma dal momento che la collera di Allah è sopra di noi. poi le cavallette ci hanno preso quel poco che ci restava. gli alberi e la vegetazione sembravano essere stati arsi da una bomba. Non pensavo di offendere il volere di Allah. sì. Deve farlo affinché la collera di Allah cessi di abbattersi su di noi. preparando il pasto del mattino. «Ecco perché vi ho riuniti stamattina» cominciò. Per gli uomini. e sparire per sempre dalla nostra vista. segni che ci dicono che abbiamo peccato. venne ritrovato morto dentro la sua tenda. Le mandrie erano destinate a morire. Dopo il loro passaggio. Tutto questo è successo perché Allah non è contento. abbiamo avuto la tempesta di fuoco rosso che annunciava la fine del mondo. a un tratto qualcuno si alzò. ci serba rancore!» «Ma non li abbiamo più. credo che sia perché uno di noi ha preso i manoscritti. la sorte non prometteva di essere migliore.» Tutti rimasero in silenzio. Poi. E costui ora deve denunciarsi. Sono maledetti. «Allah ci ha dato molti segni per avvertirci della sua collera. «Non volevo fare niente di male. C'era soltanto deserto. Fece chiamare anche le donne che pregavano nelle loro tende. Allora lo sceicco prese la parola davanti a tutta la tribù riunita. Sono venuti i ladri che ci hanno preso i nostri animali e hanno ucciso uno dei nostri uomini. gli uomini uscirono a uno a uno dalle tende nell'aria ancora fredda per inginocchiarsi insieme sulla sabbia. Volevo soltanto che ritrovassimo la nostra fortuna. «Li ho già venduti» confessò. e non è contento a causa dei manoscritti. il padre di Yohi.

Quando nel deserto viene commesso un omicidio. trattenuto a stento dagli altri. Uno dei saggi arrivò perfino a insultare il nome di Falipa dicendo che era andato certamente all'inferno. Aveva subito accettato. Poi. Nessuno aveva proposto un prezzo in denaro. i campi riarsi e le malattie degli animali non esistono. Per un beduino il paradiso è un luogo dov'è sempre primavera. senza pioggia né acqua. in quel caso nessun uomo faceva parte di un'altra tribù. Tutta la tribù era contro di lui: non avrebbe potuto ottenere vendetta per suo padre. Gli disse che. e Yohi fu lì lì per colpirlo. in cui le tribù vivono insieme in pace e nessuno invecchia. l'uomo che lo ha perpetrato deve di solito rifugiarsi presso il cugino di una tribù il più possibile lontana. in occasione della festa di Lag Baomer. da questo rifugio. dai ruscelli e dai piccoli corsi d'acqua. «Cosa è successo all'uomo che portava i manoscritti?» chiesi dopo che mi ebbe raccontato la sua storia. la sete. tenterà di negoziare il prezzo del sangue. alla quale venne invitato anche Yohi. Proprio allora aveva incontrato Jehudah. Se non ci saranno state rappresaglie nei giorni immediatamente seguenti all'assassinio. avrebbe dovuto fare qualche cosa. per un beduino. Yohi uscì dal consiglio triste e sconvolto. o a sette cammelli per l'appartenente a un'altra tribù. in cambio di certe informazioni sui manoscritti trovati da suo padre. al contrario. All'inferno. è il luogo in cui la fame. . Questi. e la necessità di portare senza tregua l'acqua sulla schiena per i suoi cammelli assetati. essendo lui alla guida della tribù. e l'acqua che scorre. Al termine di una lunga deliberazione fu stabilito che il padre di Yohi aveva agito slealmente mettendo tutta la tribù in grave pericolo e attirandosi la vendetta di Dio. inesauribile. gli aveva offerto la possibilità di lasciare la tribù. Lo sceicco convocò un'assemblea di saggi. verrà accettato denaro equivalente a una cinquantina di cammelli per un parente. con erba abbondante e permanente. Augurare a qualcuno che suo padre andasse all'inferno era l'affronto peggiore. Ora. Appariva chiaro che i beduini si erano messi d'accordo per uccidere Falipa. un uomo trova tutto quello che detesta in questo mondo: un'estate calda. Allora Yohi si recò dallo sceicco per invocare vendetta. pensando in tal modo di liberarsi dei flagelli. senza inizio né fine. per sfuggire alla vendetta della famiglia.

«Sono uscito per andare a trovarlo. «Si chiama Kair.» «Perché sei andato da lui? Come lo conosci?» Continuava a non rispondere. Kair Benyair.» «Dunque?» «No. «Mi ha mandato a cercarli il rabbi. Posi un'ultima domanda a Yohi: «Come si chiama l'uomo il cui padre ha trovato i manoscritti? Quello che hai visto ieri?». Tutto quello che aveva l'ha venduto.» «Come lo hai saputo?» «Ho incontrato suo figlio. pensando di essersi perduto. Chia- . Poi. È venuto a trovarmi.» Allora ebbi un'idea. di nome Yohi. «Rifiuti di rispondermi. in capo a due ore.» «Ma come hai sentito parlare dei manoscritti?» domandai a Jehudah. ritrovai Jane. Se mio padre aveva conservato alcuni manoscritti senza venderli. «Non vale la pena di mentire. «Ma da dove vieni? Chi sei?» gridai. All'inizio ha continuato a procedere verso il suo accampamento. e Kair era con lei. A tutte le mie domande rispose invariabilmente che non sapeva niente. «Benissimo» dissi afferrando il telefono.» «Quando lo hai incontrato?» «Ieri. perché ancora una volta avevo paura di esacerbare la situazione e di causare ulteriori complicazioni che non sarei stato in grado di padroneggiare.» «Cosa voleva sapere?» «La stessa cosa di Jehudah. Non volevo far intervenire Shimon prima di aver cercato io stesso di ritrovare mio padre.» Quando rientrai all'albergo.«L'uomo non è morto nella tempesta di sabbia. Quando la tempesta si è calmata e l'aria è ridiventata chiara. poi sono tornato all'albergo. «Ascolta» gli dissi subito «ho incontrato un uomo della tribù dei Taamireh. Dopo che aveva sentito parlare dei manoscritti dalla stampa. ha ripreso il suo cammino. «E tuo padre dove ha trovato i manoscritti? Qual è il tuo rapporto con Osea? Mi vuoi rispondere?» Stavo per agguantarlo. aveva fatto le sue indagini e si era incontrato con Osea diverse volte. Mi ha detto tutto» continuai. ma Jane mi trattenne. si è fermato. Ti dice nulla?» Non rispose.

Gracili arbusti crescevano a stento in questa terra senza vita. né erba o muschio. che Jane guidò. 2 L'indomani partimmo per Qumran. non sono un beduino» disse. avevano per unico orizzonte il mare di sale.merò la polizia. ma restano ancora i pezzi più preziosi. spossate.» Decisi di essere soddisfatto. più minacciose che mai. senza alberi né ombra. e non volevano più sentir parlare di quell'affare. Ma non sapeva come fare. Affittammo un'automobile. e come hai incontrato Osea. di quelle spiegazioni. Falipa li vendeva a lui. Sperava di scoprire il famoso tesoro. nel luogo che mio padre mi aveva descritto. Ma hanno finito per uccidere Falipa. Forse potremo ritrovarlo. «Domani. Così ho incontrato Osea. e l'avidità di guadagno lo rendeva impaziente. Foghe coperte di minerali chinavano il capo. Alla morte di mio padre sono andato io stesso dove Falipa aveva l'abitudine di recarsi per venderli. la sua acqua amara e greve che nessun vento sollevava esprimevano tutta la disperazione del . e ritrovare anche tuo padre. Anche se non comprendevo come né perché. C'è ancora molto da prendere oltre a quello che abbiamo già. Le sue spiagge senza uccelli né alberi o vegetazione. Kair avrebbe potuto condurmi alle grotte nascoste di Qumran: era già molto. Kair sembrava ora seguirci e quasi precederci senza che avessimo bisogno di costringerlo.» Mi fermò con un gesto della mano. il suo fango inaridito e le sabbie mobili. sprofondava a poco a poco in abissi solitari che non potevano nutrire alcun essere vivente. Per questo ha fatto ricorso ai beduini e a Falipa. Laggiù c'è un tesoro. Tutto è segnato con precisione nel manoscritto. «Ti mostrerò dove. Da lontano le bianche montagne di Qumran. ti mostrerò dove li ho trovati. Ti ci porterò.» «Dimmi prima da dove vieni.» «Quando mio padre ha trovato i manoscritti. Il mare non risplendeva: le colpevoli città che nascondeva in seno lo avevano offuscato. Rividi il paesaggio del Mar Morto con una strana sensazione di timore e triste turbamento.» «Come li hai trovati? Sei un beduino?» «No. Osea ne ha trovato una buona parte. «Mio padre li ha ritrovati in una grotta» disse. polverose. per il momento. ha avuto l'idea di venderli.

Ci spingemmo fino all'insediamento di Ain Feshka dove si trovavano i resti delle abitazioni essene. Ci si avvicinava d'istinto come a una sorgente di vita. appoggiata contro il muro di chiusura. Il Mar Morto. Il principale insediamento era vicino alla sorgente di Feshka. Il sole stava salendo. Una scalinata rivelava che una parte dell'insediamento aveva avuto un piano rialzato. come un drappeggio di veli fortemente agitato da un essere diabolico sopra di noi. bagnate dalle sorgenti che provenivano dalle faglie della massa montagnosa. Adiacente a questa cinta. i cui muri. non molto alti.mondo. Giungemmo al deserto. in mezzo a spazi vuoti e opachi. per poco che ci si chinasse a grattare un po' la terra. capanne e grotte. Fra Ain Feshka e Qumran si stendeva una pianura coltivata di parecchi chilometri di lunghezza. in mattoni di terra su pietra. provocando sul cofano della vettura un rumore di schiocchi. Il suolo. Non c'era una pianta. che segnava già i confini di una città riedificata. abbandonato a canne e tamerici. La mica lampeggiava cupamente al suolo. e dimostravano che il posto. fiancheggiata a settentrione da un capannone il cui lato interno era aperto. aperto a est verso la piantagione. Era una vasta cinta quadrata. aperto a oriente. un grande fabbricato. diventò sabbioso e aspro. I quartieri residenziali erano costituiti da tende. vuoto insondabile. quella di Ras Feshka. . In quel luogo. Non c'era più niente. era suddiviso in un cortile e tre camere. Al momento le rovine erano circondate da poche piante. Fra le rovine. un po' irregolare. spesso circa un metro. e si veniva disillusi senza posa dalla sua assenza d'acqua. formava una base molto larga. che costeggiava tutte le zone irrigabili. Eravamo i soli. ardente di un fuoco bianco inesorabile. magre e sparse. senza porto e senza vela. Una piccola costruzione si trovava nel bel mezzo della lunghezza del muro: un semplice quadrato che. all'interno della piantagione. certamente destinata a reggere una torre elevata. sulla punta sud del tratto fertile e a due chilometri a nord dell'altra punta. si trovavano noccioli di datteri: gli esseni vivevano in mezzo alle palme. con installazioni agricole. le costruzioni lasciavano apparire solide fondamenta. conteneva un antico cortile costeggiato da piccole camere. Il vento soffiava sempre più forte. ricordavano quelli di un fabbricato in un cantiere edile. fra le aride spiagge sulle rive del mare e le rocce che proteggevano Qumran. mi apparve come un mare deserto circondato dal deserto. Un lungo muro. Si trattava di un autentico recinto. avrebbe potuto tornare a essere il luogo di una fertile vegetazione.

con due forni e una piattaforma rivestita di gesso. Sarebbe passata per i bracci del canale. alto e largo. i cui bianchi muri ben cementati e gli alveoli strettamente tramezzati avrebbero permesso di recuperare più farina possibile. avrebbe attraversato i corsi e i fabbricati di servizio. come un orologio che avessero smesso di caricare. avrebbe irrigato i mulini. uno di bronzo e l'altro di terracotta. Attraverso un altro ramo del canale. fosse ancora pronta a raccogliere le anime. fra le rovine della stanza. vestigia senza più uso né utilità. Anche lì. e cuocerne infine i pezzi. . Sarebbe stata utile anche per il vasaio. i resti di due banchi da lavoro più piccoli e. Improvvisamente l'emozione mi serrò la gola. nei forni. ma il cui meccanismo fosse ancora in buono stato. per gettarsi nel piccolo bacino riempiendo la grande cisterna rotonda e le due cisterne rettangolari. avrebbe potuto giungere nuovamente nel largo bacino di decantazione. ma che restavano i veri padroni del luogo. all'estremo nord. provenendo dalla cascata di Wadi Qumran. come se attraverso di loro la purificazione con le acque battesimali. vi erano la grande sala di riunione che serviva da refettorio comune. collegati fra loro da canali. scavati nella terra rocciosa. ma i tutti gli strumenti delle loro tecniche sopravvivevano: il tavolo principale di argilla. i due calamai. Poi. Sarebbe bastata un po' d'acqua che. ma da poche settimane.Infine. i laboratori e la fabbrica di vasellame. la forgia. prendendo in prestito il canale principale. che l'avrebbe attinta dalla piscina per pigiare l'argilla nell'area cementata prima di lasciarla maturare nella piccola fossa. piantato dentro la buca riempita di pietre ben murate. e che domandasse soltanto di essere riutilizzato. i silos per il grano. le teste o i corpi in cerca dell'estremo perdono. rivedendo quello che avevo notato quando ero stato in quel luogo con mio padre: c'era ancora l'inchiostro secco. che avrebbe consentito di lavare con grande abbondanza di acqua la sala di riunione e refezione. e poi lavorarla sul suo tornio arcaico a pedale. Era tutto là. tre bacini d'acqua. sarebbe girata attorno al serbatoio per orientarsi verso il bacino più piccolo e terminare la sua corsa nella grande cisterna. Più lontano. come se non fosse stato abbandonato da qualche migliaio di anni. A occidente. gli uomini non c'erano più. si sarebbe pure diretta verso la cisterna. Ci fermammo davanti allo scriptorium. la cucina. principale presagio del mondo futuro. condizione della venuta dei tempi nuovi. sarebbe passata da una derivazione. grossi o piccoli. dove lavoravano gli scribi che ricopiavano i manoscritti biblici e trascrivevano le opere della setta. ma prima di arrivarvi. vasti e ancora in funzione. formavano l'insieme meglio conservato della rovina.

Ma pareva conoscere la strada. che la brocca si frantumi sulla fontana. avrebbe potuto costituire un meraviglioso nascondiglio. se sono scappati. Quelle rovine viventi. erano come la fiamma del roveto che bruciava senza consumarsi. . Vent'anni appena. seguendo l'antico percorso di cui i beduini si servivano per raggiungere i loro accampamenti nei dintorni di Betlemme. venti o trenta: soltanto qualche pulviscolo di tempo. che il vaso d'oro si rompa. Dio giudicherà tutto quello che si sarà fatto. dove già si trovava. all'occorrenza. «In un posto non lontanissimo. tutto un mondo riprendeva vita: un popolo organizzato. con tutto quello che è nascosto.» Da quando eravamo giunti sul posto. che li accoglieva di quando in quando e che. un posto che conoscevano bene.» «Ma allora. Queste abitazioni non hanno l'aria di essere state distrutte. che si serviva anche dei viventi. e la ruota si fracassi sulla cisterna. che passava attraverso pendii scoscesi della montagna e permetteva di procedere senza essere visti. e che lo spirito ritorni a Dio che lo ha donato. Girai lo sguardo verso le grotte. considerate con occhi nuovi. «Credi» mi domandò Jane «che siano stati massacrati dai romani o che siano riusciti a fuggire?» «Non saprei. Kair sembrava nervoso. Non sono stati ritrovati cocci né altro tipo di resti che facciano pensare a un massacro. E che la polvere ritorni alla terra. Così avemmo accesso alle grotte.Con quegli oggetti dallo scopo così concreto. dove possono essere andati?» chiese ancora. l'aria si faceva più dolce e più piacevole da respirare di quella sulle rive del Mar Morto: la provvista di acqua dolce ci consentiva di rinfrescarci. Non erano rovine. le cui attività avevano lo scopo primario di conservare ciò che mettevano al di sopra di tutto: la scrittura. Erano progetti. Davanti a noi s'innalzava la parete quasi verticale della scogliera che le accoglieva nel suo seno. e per paura di non trovarvi nulla. Intorno a noi i burroni erano ripidi e isolavano dal resto del mondo gli altissimi promontori delle grotte: un buon sistema difensivo. Prima che la corda d'argento si spezzi. Trattenevamo il respiro a causa del pericolo. Camminavamo in silenzio. che sia bene o male. Via via che salivamo.

Ne ispezionai gli orli con la torcia elettrica. in un lampo. entrammo in una grotta dalle dimensioni impressionanti. Faceva freddo: era piena di aria umidissima. In capo ad alcune ore. cominciarono subito a danzare intorno a noi un balletto macabro e spaventoso. Ne esplorai i muri con la lampadina tascabile. notai un enorme sacco di cuoio bruno. cercammo di mascherare la nostra paura. «Ma Ary. come se volessero seppellirci. Ascolta: torna a Gerusalemme. dai l'allarme. c'era una stretta fessura sulla parete. Il tesoro di Qumran. sul lato destro. severo. Immediatamente. Kair si precipitò sul cofano. Lo aprii: conteneva un mucchio di ossa umane.. i pipistrelli si calmarono e raggiunsero a uno a uno i loro silenziosi nascondigli. senza più voltarmi. bene o male. Dall'altro lato della parete c'era una seconda grotta identica alla prima. tu». Assomigliava a una vastissima stanza circolare. così regolare che avrebbe potuto essere stata ritagliata dalla mano dell'uomo nella parete rocciosa. in un angolo della grotta. Avanzammo prudentemente finché il fascio luminoso non illuminò.. mi immersi con Kair nel ventre delle rocce. non protestare» insistei. e a tratti cadevano pezzi di terra. Allora. Poi. di scheletri spaventosi. ed era molto buia.Davanti all'entrata della prima cavità Kair si fermò girando verso di noi uno sguardo grave. fino a scoprire un'altra fessura. vicino all'entrata della grotta. come per domandarci se fossimo pronti ad affrontare il pericolo. a destra e a sinistra. compresi cosa fosse successo.. e se non ci vedi tornare domani. «No. un grande cofano di rame. e l'Eterno mi fece uscire sotto . All'estremità della prima grotta. La mano dell'Eterno era su di me. non lontano dal cofano. Allora.» «Farò come dici tu» rispose rassegnata. Gli orli erano friabili. Rischiarai il soffitto: centinaia di pipistrelli. Mentre cercava di aprirlo col coltello. lanciando strida terribilmente acute. «Forse potrai salvarci la vita. quello del Rotolo di rame. Tappandoci le orecchie restammo un istante immobili sotto quel roboante assalto.. Voglio accompagnarti.» cominciò. che vi si erano attaccati. Vi entrammo. pensai con emozione. Con uno strano presentimento mi voltai verso Jane: «Non venire. Ci scambiammo un'ultima occhiata nella quale.

In quell'istante benedetto. La sua gloria è grande. Ti aveva chiesto la vita. E mi fece passare tutt'intorno a loro. un pensiero a cui non avevo osato più credere e che era tuttavia il mio desiderio più caro: era vivo. mi toccò il meglio. più piccola. Subito. ed erano perfettamente asciutte. liberai tutta la mia paura. Entrai allora in una stanza buia. Mentre mi stavo preparando al peggio. Un solo pensiero avevo in mente. Mi diressi verso l'apertura dalla quale eravamo entrati: era chiusa. grazie alla tua liberazione. quando i miei occhi si furono un po' abituati all'oscurità. La aprii a fatica trattenendo bene o male il respiro. e richiusi subito la porta. e un prolungamento di giorni in perpetuo. Mi si avvicinò. e non sapevo nemmeno perché.forma di spirito. che eravamo in un labirinto di grotte. Avrei potuto anche . Selah. nel momento in cui mi voltai per intimare a Kair di non aprire il cofano. Eterno! Il re che si compiacque nella tua forza. e prescindendo da tutto il resto. Era mio padre. Lo aveva aperto. Non ero stato appagato? Non ero stato esaudito? Anche se la mia felicità costituiva soltanto una breve tregua dell'angoscia. dimenticai per un attimo dove fossimo e in quale situazione ci trovassimo: che un uomo era appena morto. ed ecco erano in grandissimo numero al di sopra di questa campagna. Cominciò a mancarmi il respiro. quanta gioia proverà per la tua liberazione! Gli hai donato ciò che il suo cuore desiderava. Poiché tu hai prevenuto ogni mio bisogno con ogni sorta di benedizioni e di beni. e piansi a lungo. e non gli hai rifiutato ciò che ha domandato con le sue labbra. tu hai riposto su di lui la maestà e la gloria. e mi depose in mezzo a una campagna. Applicandomi dei fazzoletti sul viso e non vedendo altra soluzione. mi spinsi più avanti verso la parete rocciosa. mi sembrava di poter gustare la beatitudine di quel momento senza pensare ad altro. che era piena di ossa. e dall'interno si sprigionò un gas soffocante che lo asfissiò immediatamente. non trattenendo più la gioia. e tu gliel'hai donata. era troppo tardi. sussultai: c'era un uomo sul fondo della grotta. Ma. e mi hai posto sul capo una corona di oro fino. Proprio in fondo c'era una piccolissima porta in pietra. che era stato necessario venire a cercare fin lì mio padre. Ripresi a respirare e. Il gas si spandeva per la grotta.

credetti che fosse diventato pazzo. Mi precipitai contro la piccola porta di pietra attraverso la quale eravamo entrati. che riconobbe subito. e quanto in quegli istanti avesse pensato a mia madre e a me. dallo sguardo di mio padre. Era chiusa. i tuoi fratelli?» domandai. Con gli occhi bendati sentì il soffio aspro e caldo del deserto di Giudea. poi condotto di forza in Israele. che la fatica era inutile. cosa che aumentava il supplizio. I nostri occhi si abituarono a poco a poco all'oscurità della grotta. e questo pensiero non faceva che spaventarlo maggiormente. Gli esseni non esistevano più da millenni. presso i samaritani. come avesse pensato di subire la stessa sorte e si fosse preparato all'atrocità di quella fine. dopo essere stato prelevato. e mio padre mi raccontò ciò che gli era capitato in tutto quel tempo: come.» «Come. . e quasi sacrificato. gli manca a tal punto il senno che dice di ciascuno: è insensato. Cosa potevo domandare di più? Gli raccontai un po' confusamente tutto quello che era successo dalla sua sparizione e come fossimo arrivati fin laggiù. «Ma parleremo di tutto questo dopo. «I miei fratelli esseni erano venuti a riprendermi. non compresi. né soluzione del mistero. Per il momento cerchiamo di fuggire» conclusi. «Allora ho capito chi erano» continuò «erano persone che conoscevo bene: erano i miei fratelli che avevo lasciato a diciott'anni. e come loro lo avessero legato. senza che lui sapesse se fosse per il meglio o il peggio. dato che non sapeva né dove fossi né se fossi ancora in vita. senza successo. meravigliato. Quando l'insensato cammina per la sua strada. Mio padre era lì. fosse stato sequestrato. Mi girai e compresi. Ebbi un bel cercare di forzarla: resisteva. lo portarono in un posto molto buio. come le ore passassero vuote. Dopo un percorso in automobile. prima che all'ultimo momento un agnello prendesse il suo posto. Eravamo prigionieri delle rocce. Dopo questa terribile prova. più tardi.» Sul momento. i suoi rapitori tornarono a prenderlo per condurlo in un altro luogo.ripartire senza chiedere altro: né rotoli. Compresi che eravamo rinchiusi. poi l'umidità e l'odore caratteristico della pietra delle grotte di Qumran. Non sapendo che fare ci sedemmo. che aveva probabilmente tentato anche lui per lunghe ore.

ho deciso di abbandonarli.«Si è creduto che fossero scomparsi. Ary. perché volevo conoscere quello che avevamo aspettato. Inoltre.» Poi. abbassando la voce aggiunse: «In cento sono rimasti qui dopo la creazione dello stato di Israele: non vogliono risiedere nel paese prima dell'arrivo del Messia. perché ho fatto giuramento. contratti come se cercasse di trattenerle. all'aria aperta. che credono imminente. Ma gli esseni continuano a esistere.» «Si sono rivelati a te soltanto una volta arrivati qui?» «Sì. e fu necessario che lo facesse come in un inciso della sua narrazione. non mi hanno fatto niente. Mi capisci?» La voce gli tremava. Ritengono che le cose siano state troppo affrettate. sapevano che tu eri con me e che. Poi. Volevo anche incontrare altri ebrei. Sapevano che non ero a conoscenza di nulla. nemmeno tua madre. di non rivelare nulla. imponendo le mie ragioni d'autorità.» Era la prima volta che mi parlava della sua gioventù. avrei fatto di tutto per ritrovarti. come un buon numero fra noi. in modo da farmi comprendere . dove vivono ancora. e vivere nella terra di Israele. non te l'ho mai detto. dove vissero per tutti questi secoli. al di là del Mar Morto. massacrati o inghiottiti da un terremoto dopo l'invasione romana. che loro sono tenuti a rispettare. non più dentro grotte sotterranee. dato che sono un Cohen. «Avrebbero voluto torturarmi» continuò «per sapere se li avevo traditi. oltre le dune del deserto di Giudea. Mi hanno tenuto prigioniero. Invece scapparono nelle grotte. Ero uno dei sommi sacerdoti. e nessuno lo sa. Al momento sperano in un intervento divino. quasi con cura scientifica. «Ti hanno fatto del male?» «No. e avrei discusso con loro. preoccupati come sono per la gerarchia. preoccupato per la tua vita. e perché erano alla ricerca del manoscritto di cui erano stati derubati. per cui stavamo pregando da millenni. Volevo vedere Gerusalemme. allo scopo di tenermi prigioniero. a forza di rimanere nelle loro grotte sotterranee mentre tante cose succedevano al di fuori. lasciandoli. e io ho fatto parte della loro comunità fino alla creazione dello stato di Israele. ma non hanno osato uccidermi. e pregano tutto il giorno perché si verifichi. credo che siano diventati pazzi». mi credevano. mentre le lacrime scendevano dagli occhi rugosi. Ma vedi. come se dovesse spiegarsi attentamente.

che era il capo degli esseni. le pietre che aveva eroso formarono delle grotte. In altre circostanze avrei domandato mille chiarificazioni. Di solito non è facile vederle. sia per gli uomini sia per i tesori che gli uomini vogliono seppellire. e ci disse. poiché si trova in fondo. ma la sua carnagione non era ramata e cotta dal sole. che impiegai poco tempo a comprenderla. Avrei impiegato giorni ad assimilare l'idea dopo averla rimuginata più volte fra me e me. Sono pure dei preziosi nascondigli. Alla luce sembrava di un biancore assoluto. è troppo trincerata. suoi fratelli. e io stesso la conosco solo per tradizione ancestrale. non fargli del male» disse mio padre. e i massi si trovavano in fondo alle conche» esordì. Era di taglia media e aveva l'aspetto e gli abiti di un beduino. figlio di scriba» rispose l'altro. e questa città sommersa diventò per l'uomo un'abitazione vivibile. L'uomo si avvicinò a me. che sembrava conoscerlo. La nostra grotta non fu mai scoperta. proprio in fondo alla . Di colpo. «È mio figlio. Ma laggiù. un aramaico talmente antico da sembrare uscito dalle steli studiate da mio padre: «Ecco cosa dovete fare. anche il desiderio che aveva di portare aiuto agli esseni. Lo ascoltammo in silenzio. Scriverete quello che vi racconterò». Ary. iniziò la narrazione. «Vi fu un tempo in cui la mia valle era un lago lungo e continuo. gli eventi non me ne lasciarono il tempo. Improvvisamente. Allora l'uomo.bene.» L'uomo ci porse delle pergamene. è uno scriba. un calamaio e una penna. mentre mi stava raccontando la sua storia. Ma anche se avessi voluto saperne di più. Certe piccole cavità sono del tutto ricoperte. Compirete la vostra missione. il sommo sacerdote. ed è necessario liberarne l'accesso per raggiungerle. così evidente. tutto si chiariva: la sua resistenza a compiere la missione che ci era stata affidata. la paura di scoprire cose terribili. sembrava così naturale. in una lingua vetusta. un uomo apparve nella grotta e lo interruppe bruscamente. guardandomi con aria sorpresa. «Quando il livello dell'acqua si fu abbassato. «Dunque. Bisogna camminare e curvare molto la schiena per arrivarvi. deve rimanere qui.» «Se è tuo figlio. «È venuto a cercarmi. Compresi pure quella parvenza di superstizione che continuava a esistere come un incrollabile vestigio del passato nel suo spirito scientifico.

ma abbandonando il celibato.valle. Come credere che i beduini. possiamo riunirci per il pasto messianico. prima del ritorno degli ebrei alla loro terra. si assopì nella caverna dove il futuro re si era nascosto. i manoscritti. Eravamo stati cacciati dai romani. inni. ma avevamo nascosto i manoscritti dentro le grotte perché non li saccheggiassero. Era troppo remota per questo. le abbiano scoperte così tardi. Allo stesso modo la grotta dei manoscritti non è stata scoperta dai beduini. il venerdì imploriamo il perdono dei peccati. oltre tremila anni fa. conformemente alla sua vocazione. ci venne quindi l'idea di raggiungerle e di rifugiarci lì a nostra volta. abbiamo vissuto in tanti a lungo. la nostra comunità visse qui. Per secoli. da qualche parte a nord di Ain Feshka. aveva resistito a duemila anni umani. Ci sono luoghi santi dove seguiamo delle riunioni liturgiche. per terra. nel rispetto della Legge e dei riti. il compito dell'illuminazione. re Saul prese con sé migliaia di uomini per andare a cercarlo. all'insaputa di tutti. poi un mese di trentun giorni. e lo shabbath è un giorno di lodi. Quando David. in quella sassosa desolazione. Facciamo ogni giorno bagni di purificazione e consumiamo pasti sacri. dentro. Mondati delle nostre lordure. al levarsi e al tramonto del sole. cantici. Ogni giorno. seguiamo l'anno solare. . c'erano delle giare d'argilla. e abbiamo due mesi di trenta giorni. salvo i sacerdoti che hanno un compito speciale. la portavamo sulle braccia e sulla fronte. intatte e sigillate. e la toccavamo all'entrata delle nostre dimore grazie ai mezuzoth. ci riuniamo per pregare insieme. senza neppure accorgersi della sua presenza. per colpa di una capra smarrita? «Nelle grotte. Abbiamo attraversato il tempo grazie alla scrittura e al nostro calendario che ci ha permesso di seguire il cammino degli astri e delle stagioni. Il suo accesso non era che un buco minuscolo nella rupe. tutta sola. Iniziamo ogni periodo di mercoledì. il mercoledì il dono della Legge a Mosè. benedizioni e maledizioni. che abitano in questi luoghi da secoli. che diventarono millenni. ridotto a trecentosessantaquattro giorni. Avevamo davanti a noi la legge di Dio. al riparo dai cambiamenti del mondo. Vi recitiamo salmi. La domenica commemoriamo la creazione e la caduta dell'uomo. leggiamo i testi scritti e prendiamo i pasti. poiché eravamo soli nelle grotte e dovevamo quindi generare dei figli allo scopo di perpetuarci. Dall'alto dell'ambone leggiamo la Parola di Dio in ebraico. «Secondo la volontà di Dio. e diviso in quattro parti di novantun giorni. ma invece di trovarlo. Ma sappiamo bene come sono state violate le grotte e perché. si nascose in una delle grotte di Engaddi.

e stavamo entrando in una nuova era. e non fare nulla senza il suo aiuto. Eravamo a conoscenza di tutto questo attraverso le nostre spedizioni nelle città.«Tutta la nostra vita era perfettamente regolata. nella cavità delle rocce. Alcuni pensavano che il comandante della guerra per la conquista di Israele fosse il Messia inviato da Dio. Allora alcuni fra noi decisero che era finalmente arrivato il tempo di vivere alla luce del sole e di uscire dalle grotte per ritrovare i fratelli perduti nella diaspora. Siccome l'uomo non voleva si sapesse ciò che aveva fatto. dove ci recavamo travestiti da beduini. e poi quando ne giunsero ancora un poco più tardi. Per loro. L'altra restò nelle grotte. per nessun motivo. finché si fosse versato del sangue. l'era messianica. Uno di noi parlò. Quest'uomo si chiamava Moshe Benyair. non fu più la stessa cosa. Fintanto che la mano di Dio non si sarà manifestata per il tramite del Messia. che a loro volta li vendettero. «La comunità si divise così in due. e quando finalmente ci fu il ritorno conclusivo del popolo alla sua terra con la creazione della nazione. Fu lui a consegnare i manoscritti ai beduini. il Messia non c'era ancora. non dobbiamo uscire. in occasione di una trattativa. questo ritorno del popolo dopo i grandi cataclismi? Non c'era la guerra fra Gog e Magog. Ma quando gli ebrei all'inizio del secolo vennero a raggiungere gli altri che erano rimasti in questa regione. Osea. poiché bisognava rispettare il segreto di quell'isolamento e quella solitudine che aveva consentito loro di sopravvivere. non c'era via d'uscita possibile. né avrebbero parlato dei loro fratelli rimasti nella comunità dicendo chi erano e cosa facevano: a nessuno. Per loro il tempo dell'espiazione era terminato. e per millenni l'abbiamo continuata. «Non era un segno di Dio. un apo- . all'insaputa di tutti. Incontrò per caso. i beduini raccontarono la storia della capra che si era perduta nelle grotte. Al momento vi era una cupola d'oro nell'area del Tempio che ne impediva la nuova erezione. Pensavano che non si dovesse tornare al mondo prima che il Tempio venisse ricostruito. anche lui uno dei nostri. Altri dicevano che era soltanto un capo guerriero e. Prima della separazione quelli che se ne andavano prestarono un solenne giuramento secondo il quale non avrebbero mai detto da dove venivano. Ma altri non erano d'accordo. e si doveva continuare ad aspettarlo al riparo delle grotte. per denaro. sperare che venisse a salvarci. quella dei figli della luce contro i figli delle tenebre in Occidente? I nostri fratelli non avevano sofferto più che il solito? Dicevano gli uni. rispondevano gli altri. «Ma avvenne qualcosa che impedì che tutto si svolgesse normalmente. Una parte uscì per andare ad abitare in terra di Israele.

. lo vendettero e lo profanarono. David.» «Ma perché crocifiggere degli uomini? Perché la crocifissione? Perché uccidere gli altri? Non erano esseni!» esclamai. Abbiamo acquistato con il denaro che gli abbiamo ripreso il resto del tesoro che si trovava presso i samaritani: anche grazie a te.» «Perché Gesù? Era dei vostri?» «Questo è il nostro segreto. Viene conservato qui aspettando la venuta del Messia. Li abbiamo crocifissi. Era il nostro modo di giustiziare i traditori. uomo concupiscente e malvagio che aveva venduto il nostro tesoro per denaro e che forse stava per vendere anche noi. lasciandoti in ostaggio per la loro cerimonia. impedendoci di compiere la nostra missione. Crocifiggere era il nostro rituale dopo Gesù. ma suo figlio è ritornato ed è morto a causa della sua cupidigia. e hanno ripreso i rotoli. Thomas Almond e Jacques Millet. Ma restava impassibile. e quelli che volevano rubarci il passato. per rivelare il nostro nascondiglio e la nostra identità. noi. Abbiamo recuperato tutti gli oggetti preziosi che Osea teneva nella sua stanza. «Allora tenemmo consiglio per decretare il castigo che doveva ricevere quel traditore. i nostri antenati. dente per dente. «Tre altre persone avevano avuto accesso ai manoscritti: Matti. fuggì prima che potessimo acchiapparlo. L'uomo sembrò non comprendere la mia domanda.stata diventato sommo sacerdote presso gli ortodossi. Fu così che decidemmo di giustiziare Osea. Adesso è tutto là. Cercarono il nostro tesoro. I due scellerati si associarono e insieme diffusero il nostro segreto nel mondo intero. lo trovarono. Allora l'hanno ucciso in Olanda. e abbiamo rimesso a posto ogni cosa. Allora intervenne mio padre. Quanto a Moshe. secondo il rituale inflitto a Gesù. gli oggetti sacri del Tempio.» «Perché crocifiggere su strane croci di Lorena e non su croci normali? Per aggiungere al supplizio della crocifissione quello della torsione?» domandai. Occhio per occhio. La ripetei. qualche millennio fa. il figlio di Eliakim Ferenkz. nel cofano.» «E il caso Shapira all'inizio del secolo? L'uomo che si è suicidato senza che si siano più ritrovati i manoscritti che aveva con sé? Eravate voi i responsabili?» «Sì. Aveva ritrovato i nostri manoscritti ed era sul punto di scoprire la nostra esistenza.

Per questo ho accettato la missione: perché pensavo potesse trattarsi di loro. ma come avrebbe potuto scendere fino a quel luogo sepolcrale? Non sapevo neppure da chi si sarebbe recata: forse da Shimon. per tre giorni non avemmo né da mangiare né da bere. Una porta era intagliata nella pietra. Inoltre non volevo che un altro finisse per scoprire la loro esistenza. Fu la nostra abitazione: vi rimanemmo quaranta giorni e quaranta notti.» «Ma com'è il vostro passato? Cosa avete voluto nascondere di così abominevole?» esclamai. Ary» spiegò.. Spesso le pareti erano troppo strette.» «Perché non hai detto niente?» «Ma cosa volevi che dicessi? Non potevo tradirli. e che a quell'ora stava già certamente facendo tutto quello che era in suo potere per ritrovarci. da un precipizio all'altro.» «Ma allora» mi stupii «tu eri al corrente di tutto fin dall'inizio?» «Sì. La mia sola speranza era Jane: sapevo che si sarebbe preoccupata.. arrivammo a una grotta. lo temevo. mentre mio padre cercava invano di restare in piedi. quando ho visto tutti quegli atroci delitti. in un complicato labirinto. nel cuore del segreto di Qumran. Entrammo. sono una deformazione tardiva. in capo a quasi mezz'ora di cammino nell'umidità e nell'oscurità. Ecco perché avrei voluto abbandonare tutto. il capo degli esseni. di cui le . lo sospettavo. Aveva sicuramente compreso che eravamo precipitati in una trappola infernale. Conosceva l'entrata della grotta. le due barre trasversali. «Sono le vere croci dei romani.» Allora apparvero due uomini che. Crollai stremato in un angolo della grotta. Non capivo più cosa stesse succedendo. Ci costrinsero ad andare avanti. La croce di Gesù era una croce di Lorena decapitata. ci spinsero fino in fondo alla grotta. Ecco il vostro lavoro. Tuttavia. quelle su cui crocifiggevano. e ci rinchiusero dentro. Non volevo più aiutarli a conservare il loro segreto. dovevamo quindi abbassarci e strisciare. Uscimmo per una porta che sboccava in un sotterraneo. «Questo non puoi ancora saperlo» disse l'uomo. All'inizio. Finalmente. Quelle che conosciamo noi.«Sono le sole che conoscono. «Ora» disse girando i tacchi «scrivete. vacillando sulle gambe indebolite dalla fame. minacciandoci con coltelli di foggia antica.

E che quell'annientamento fosse imminente.avevo parlato. dove gli esseri viventi faticavano a sopravvivere e c'era poco posto per il mondo. a circa trecento piedi sotto il livello del mare. depositi di petrolio e di bitume esplodevano in lunghe onde di acciaio e fuoco mescolati. fra un lago di acque amare e imprigionate e scogli desolati. Ero l'uomo primitivo. C'erano Sodoma e Gomorra e il fuoco pioveva sul paradiso. Era questo l'ultimo cataclisma. in uno sforzo d'intensa concentrazione. qualcosa mi diceva che era necessario che il segreto di Qumran non venisse divulgato. nudi. o magari presso le autorità israeliane. A causa del digiuno. Sotto i raggi del sole ardente sorgeva l'inferno. La crosta terrestre scalpitava di rabbia. Che un simile mondo dovesse essere distrutto. era una saga inesauribile. La mia mente si perdeva dietro pensieri insensati. Sentivo il mio corpo indebolirsi. che non conoscevano più né spazio né tempo. attraverso l'oblio del corpo e delle sue sofferenze. vuoti e minacciosi. oltre il solco di Gohr che attraversa il Giordano. in questa disciplina forzata dall'astinenza. Si stava verificando un gigantesco cataclisma. Ovunque. immagini defunte del tempo di Qumran. Là dove il sole sprigionava un tale calore che perfino il vento spirava un miasma caldo e velenoso. Vidi cose indimenticabili. e dalle sue viscere saliva un sordo brontolio che giungeva dall'era primaria e continuava verso età lontane e temibili terremoti. in fondo a me stesso. il mare piangeva lacrime di sale amaro. Sotto i cieli scatenati. andava da sé. via via che aumentava l'inedia. la rovina proseguiva il suo cammino verso la malinconia. Ovunque la lussuria e la profanazione si facevano beffe con arroganza delle creazioni divine. non poteva essere concepito meglio in nessun altro luogo che sulle rive del Mar Morto. che respingeva migliaia di tonnellate di petro- . mi prese la devequt. In quel buco nero. Desideravo con tutte le mie forze che ritornasse e ci tirasse fuori da lì. Era un mondo malvagio. che aveva conosciuto. Fu allora che. osservavo la scena del più terribile giudizio di Dio nei confronti della colpa umana. Tutto si mescolava. urtava nella mia testa con sempre maggior violenza. persi a poco a poco le mie forze fisiche e morali. e tuttavia. Più a nord. anche se non mi era stato ancora svelato. o da Jehudah. l'orlo delle regioni infernali giungeva alla superficie dell'acqua e della terra.

I figli delle tenebre stavano patendo le fatiche del deserto. e che l'impuro viva ancora nell'impurità. e dall'agnello». Sulle loro teste vi erano corone d'oro. pronta come una sposa che s'è adornata per la notte di nozze. Vidi la nuova Gerusalemme discendere dal cielo. Cavallette si sparsero sulla terra. Si trattava della vittoria dei figli della luce contro i figli delle tenebre. . che fiammeggiò insieme agli ultimi alberi e al verde sbiadito in riva al mare. copiosamente. contro la banda di Edom. vengo dalla stirpe di David. Ecco. poiché era stata dichiarata a tutte le loro bande. E toccò al sole e alla luna di essere colpiti e di oscurarsi. il principio e la fine. Un immenso astro non finiva mai di cadere dal cielo. e alla notte la sua luminosità. di Moab e dei figli di Ammon e la moltitudine dei figli dell'Oriente e della Filistea.lio. e avevano in mano rami di palma. La grandine e il fuoco. per l'eternità. e al giorno di perdere il suo chiarore. tribù. si mise in piedi davanti al trono celeste e all'agnello. come una fornace. e la guerra contro di loro stava per scoppiare. Allora i fiumi e le sorgenti delle acque presero fuoco. cavalli equipaggiati per il combattimento. e porto con me la ricompensa per dare a ciascuno secondo il suo operato. che bruciava come una torcia. Che l'ingiusto commetta l'ingiustizia. e le sue navi affondavano. Erano tutti vestiti di bianco. e le sue creature perivano. il Primo e l'Ultimo. Vi furono un cielo nuovo e un'altra terra. Io sono l'Alfa e l'Omega. e i loro volti erano come visi umani. contro l'esercito di Belial. faccia a terra. Proclamavano ad alta voce: «La salvezza ci è data dal nostro Dio che siede sul trono. Una voce che proveniva dal trono diceva che il tempo era vicino. Le stelle caddero producendo un grande fumo. E il mare era insanguinato. che proveniva da ogni nazione. popolo e lingua. e adorarono Dio. In questo vasto movimento la terra scomparve. Ho mandato l'angelo per portarvi questa testimonianza. e la deportazione dei figli della luce era terminata: stavano ritornando dal deserto dei popoli per accamparsi in quello di Gerusalemme. ed erano come scorpioni. miste a sangue. Poi una folla immensa. sto per venire. E tutti gli angeli radunati intorno a lui gli si prostrarono davanti. ma che il giusto pratichi ancora la giustizia e il santo si santifichi ancora. la stella lucente del mattino. emetteva un tuono elettrico e infiammava con fiotti d'olio e di bitume macerati le parti più profonde della crosta terrestre che sputavano zolfo. che non bisognava più tacere né tenere segrete le parole dei libri. diceva. caddero sulla terra. poiché il primo cielo e la prima terra erano sprofondati e il mare non c'era più.

in preda a violento furore. Entrai in trance. L'eccitazione mi sconvolse i sensi. e fra tutte le sventure della terra. e la sua collera cercò di distruggere e annientare i corni dei nemici. Per una volta i figli della luce erano più forti dei figli delle tenebre. cacciati dalla Giudea per la persecuzione del sommo sacerdote e costretti a vivere in esilio nella terra di Sem. e l'empietà venne abbattuta senza residui. qui e dalle altre parti. da quando sapevo tutto: mio padre era uno scriba. e la lunghezza dei giorni venne concessa ai figli della luce. In questo giorno si approssimarono per la lotta finale la congregazione degli dei e l'assemblea degli uomini. si innalzeranno gli alberi. E vidi una grande battaglia. Poi vidi i figli della luce illuminare progressivamente tutte le estremità del mondo. finché vennero cancellati a uno a uno tutti gli istanti di tenebra. Così. una carneficina senza fine. ero anch'io uno scriba esseno. tutti vedranno che Dio li avrà salvati proprio qui. e tutti i miei antenati erano stati esseni. Dopo i tempi nefasti. la vittima e il testimone. Fu allora che vidi la verità. senza che vi fosse un solo superstite fra tutti i figli delle tenebre. Non vi era nessun altro posto sulla terra dove la natura e la storia avessero cospirato altrettanto per la loro fine. per combattere contro i re del Nord. E fu un tempo di sconforto per tutto il popolo riscattato dalle sue colpe. Allora. Vidi l'esecutore. Pensando que- . e le loro foglie non appassiranno. quando i luoghi ruvidi diventeranno lisci. con la venuta del Messia. le nazioni ritornarono dalla diaspora. per la felicità e la benedizione. lo volessi o no. E a suo tempo. poiché le acque verranno in abbondanza dal santuario. Poi vidi il momento in cui la Sua grandezza brillò per tutti i tempi. massacri e catastrofi. E vidi tutto il seguito della storia ebraica. quella che non mi ero permesso di vedere dall'inizio. ecco finalmente che Lui uscì. e la dominazione del male scomparve. sulle rive desolate del Mar Morto. Sui banchi di sabbia. e i frutti non si corromperanno.Dopo questa lotta finale. vidi nei luoghi solitari gli accampamenti degli esseni. non ve ne fu una simile a quella che diede luogo alla Redenzione. e per l'avvento di un nuovo ordine. e vidi la deportazione che aveva respinto gli ebrei in Babilonia al tempo di Nabucodonosor. ogni distruzione e ingiustizia. la gloria e la gioia. in un giorno buio da Lui anticamente predestinato. Era il tempo della salvezza per il popolo di Dio. Venivano dalle rive del lago di asfalto. vi fu uno scompiglio immenso fra i figli di Jafet.

poiché è quella la sua parte. Sosteneva che eravamo stati mandati in quel posto per essere preservati dall'Apocalisse. Vivemmo lì. Chi può sapere se davvero lo spirito degli uomini sale in alto. Non sapevamo perché ci fossimo.me lo aveva spiegato lui stesso numerose volte . Non ci restava altro da fare che obbedire agli ordini. avendogli consacrato la vita. Eravamo nel ventre della terra. Quei discorsi profetici non erano da lui. e i versetti della Bibbia che citava senza sosta e mischiava alle proprie interpretazioni concernenti il presente. E chi rimarrà a vedere ciò che succederà quando lui non ci sarà più? Mio padre era persuaso che. Mangiammo e ritornammo un poco alla vita. ma questo non ci faceva perdere la speranza. la mia testa sembrò esplodere. e ci chiesero di compiere il nostro lavoro. che era a sua volta il suolo della roccia montagnosa. e che più tardi ci sarebbe stato dato di ritornare nuovamente sulla superficie della terra devastata per seguire il Messia e fondare un nuovo mondo. e di scrivere tutto quello che il capo aveva ordinato. Ma stava ritrovando le preghiere e gli insegnamenti del tempo della sua infanzia con gli esseni. e anche perché non aveva mai potuto abbandonare il loro ricordo. Dopo tre giorni. una fessura lasciava passare un raggio di luce del giorno. Con la barba grigia che gli era cresciuta nel corso dei giorni. forse a causa del ritorno ai luoghi delle sue origini. Sapevo bene . Credo che ci sentissimo più sicuri in quel luogo. né se ne saremmo mai usciti. e la sua credenza nella Liberazione da cui lo aveva svezzato la scienza. Cominciammo il nostro lavoro. nel suo seno. assomigliava a un profeta ebreo. Era stato ripreso da un appassionato misticismo. era troppo alto perché potessimo issarci tentando di uscire. la fine del mondo si stesse avvicinando. vennero a portarci da mangiare e da bere. al di sopra delle nostre teste. Sulla sommità. giudicando il tempo della prova a cui ci avevano sottoposti sufficiente. Non potevamo uscire dalla grotta: l'unica entrata era stata ostruita e il soffitto.che le . e quello delle bestie scende sotto terra? Ho preso coscienza del fatto che non c'è niente di meglio per l'uomo che gioire per ciò che ha fatto. e urtai violentemente contro le pareti della roccia.sto. Non lo avevo mai sentito parlare dell'attesa del Messia.

come ci aveva domandato il capo. Ma ero ugualmente convinto che se ci fosse stata un'Apocalisse. non poteva avvenire in quella grotta. Tuttavia. Siccome le lettere ebraiche erano al contrario e non avevamo specchi. Pensavano che gli ebrei fossero il popolo eletto da Dio. che avevo sempre portato con me per paura di nuovi eventuali furti. come se dovesse recuperare tutto quello che non aveva detto nel corso di lunghi anni. Il mondo attuale stava per giungere alla fine. che aveva stretto con loro un'alleanza esclusiva. Erano l'elite del popolo eletto. figlio di scriba? In quel luogo e in quel tempo in cui non avremmo potuto far nulla se non sperare. Non potevo dimenticare la visione che avevo avuto mentre ero in trance. a volte con difficoltà. Pensavano di essere destinati a recitare un ruolo eminente negli avvenimenti che avrebbero cambiato la storia. Non si stancava di parlare. E. sul rovescio del rotolo che ci avevano dato. Ritrovava i suoi ricordi a frammenti. Quella visione mi aveva ordinato di scrivere ciò che sapevo. nelle situazioni disperate. senza potere né influenza. Nel momento in cui ci fu dato scoprire la verità. decifravamo insieme il prezioso rotolo avuto da Jane. Ma loro non si concepivano in quel modo.profezie apocalittiche e le predizioni messianiche sopravvengono in tempi di crisi. e la loro setta avrebbe avuto una parte dominante nel grande dramma cosmico. con la penna che ci era stata consegnata. dopo aver scritto. Non potevamo senza dubbio prevedere tutte le conseguenze di quella rivelazione. mentre altre volte gli sgorgavano come un fiotto inesauribile prolungandosi in melopee interminabili. Allora apprendemmo la verità su Qumran. dopodiché sarebbe cominciato un ciclo molto diverso da quello che si era visto fino a quel momento. non tutti gli ebrei erano stati fedeli a questo patto. studiare e discutere. Conoscevo il clima propizio alla credenza nella fine del mondo. mio padre mi parlò finalmente degli esseni. né tutte le sue im- . in mezzo alle vecchie pergamene. cominciammo a ricopiarle. comprendemmo che era necessario tacerla fino al giorno dell'evento messianico. ma soltanto da scrivere e conservare. quello che ci aveva raccontato. Per i contemporanei si trattava soltanto di una piccola setta sconosciuta. e senza importanza per la storia. Non ero uno scriba. Comunque scrivemmo. Molti di loro non avevano capito ciò a cui la promessa aveva dato luogo. ma sapevamo che quanto avevamo appreso non era cosa da dire.

Ecco perché avevano una loro biblioteca. ammassavano ricchezze illecite e facevano guerre di spoliazione per rubare i frutti del lavoro altrui. Ma con David c'era Zadok. nel 37 a. i sadducei. ai quali aggiungevano i propri rotoli. «Cos'è successo agli esseni?» gli domandai. il capo di Israele. alcuni lo piansero sinceramente. il regno fu diviso.plicazioni. E pensavano di essere i soli a detenere l'autentica interpretazione delle Scritture. Dopo Erode. e tutto Israele l'aveva schernito. Rendevano evidente il significato degli avvenimenti contemporanei. Il Sinai era stato il luogo di un intervento cosmico attraverso il quale Dio aveva stipulato un'alleanza eterna con i figli di Israele. «L'occupazione romana della Giudea in un primo momento fu molto tranquilla. chiamato il Grande. E pure. Interpretavano il passato. lasciò il posto a Erode. Dettavano con precisione il modo di vivere di ciascuno di loro. Certamente Dio aveva consolidato la sua alleanza con il regno di David. Questi costruì molti splendidi edifici. Consideravano il mito come una verità letterale. La setta aveva un modo tutto suo di vedere la saga nazionale. Ma quest'obbligo i sacerdoti e i governatori l'avevano tradito. eletti fra gli eletti. fondò il porto di Cesarea. I governatori romani erano rapaci. Profetizzavano. Isaia e Geremia. la venuta del Maestro di giustizia che avrebbe aperto l'era nuova. I veri zadokiti si opponevano ai falsi zadokisti. ma meno voraci dei re locali. nello spirito dei profeti Amos. Dio si sarebbe servito di loro. anche lui l'"Unto". An- . mantenuta e aumentata copiando e ricopiando gli scritti biblici. Al di sopra di tutto ritenevano di essere il popolo della prima alleanza con la Legge di Mosè. che profanavano gli altari di Dio.C. sei anni prima di essere nuovamente distrutto. E Dio aveva annunciato al momento di questa seconda alleanza la venuta di un profeta. e cominciò il restauro del Tempio. Questi erano il vero tesoro della setta. ci sarebbe stata la Redenzione per tutta l'umanità. Ecco perché le vittorie di David erano state un assaggio del trionfo di Israele. Antigono. una seconda alleanza. e la leggenda come un fatto. E attraverso Israele. che Dio aveva scelto fra tutti.C. per mezzo di colui che era l'"Unto". per consacrare l'alleanza. Elia. l'ultimo della stirpe maccabea. Soltanto loro seguivano ancora la retta via. il più grande sommo sacerdote di Israele. membri di una setta particolare di un popolo particolare. Così Dio aveva stipulato con loro. che non venne ultimato prima del 64 d. per preparare la strada verso un nuovo ordine a cui avrebbe ricondotto il mondo. Quando morì.

I farisei. e finirono per essere destituiti dal loro incarico. Come Gesù aveva predetto. In Giudea. la rivolta sarebbe potuta riuscire.C. i sacerdoti di Qumran credettero che il giorno del giudizio fosse finalmente arrivato. e fu la fine della moderazione. la lotta fratricida non faceva che accrescere i massacri dei romani. Ma per come stavano le cose. Il combattimento arrivò fino all'altare incandescente. il cortile esterno del Tempio veniva messo a fuoco. e finì per passare al nemico. Non c'erano che voglia di ribellione. il Tempio venne distrutto. gli ebrei formarono un governo di emergenza e affidarono a Flavio Giuseppe il compito di difendere la Galilea. commise una serie di assassinii di romani. il governo era irresponsabile. e gli ebrei non potevano tollerare le profanazioni perpetrate all'interno del Tempio. e venne criticato da Giovanni il Battista. «Se Israele fosse stata unita e meno corrotta. Ma gli ebrei continuavano a sfidarli: a causa del frequente ricorso alla crocifissione da parte del governatore Antonio Felice. sedizioni e segni di guerra. Quando perse la battaglia con Areta. che venne richiamato ed esiliato in Gallia. Pieni di collera. Per far fronte alla crisi. «La tensione fra ebrei e romani continuava a crescere. ebrei massacravano ebrei. cercarono invano di mettere in atto una politica moderata. Archelao regnò per dieci anni. Dopodiché. Allora in Giudea la situazione giunse a un apice nefasto: il brigantaggio imperversava. Siccome una calamità faceva seguito all'altra.tipa. che governava la Galilea. che avevano la fiducia del governo romano. ma senza successo. il popolo pensò a una punizione per aver decapitato Giovanni.C. e che il Messia di cui aspettavano la Resurrezione stesse per tornare. che fece giustiziare. il padre della prima moglie che aveva abbandonato. tutta la Palestina fu sotto la dominazione romana. si sposò con la moglie di suo fratello. non poteva che concludersi in modo tragico. ma venne assassinato. una setta. I romani non erano in grado di capire quelli che vedevano come dei fanatici religiosi. gli zeloti presero la direzione del governo. Fino a quel momento nessun popolo aveva rifiutato la religione e l'idolatria romane: perché la Giudea resisteva? L'imperatore Caligola pretese che la sua statua fosse eretta nel Tempio. Pilato era nello stesso tempo sorpreso e irritato per la resistenza degli ebrei nei confronti del governo militare romano. È vero che la luna non era ancora color . Governò fino al 34 d. Alla fine dell'estate del 70 d. ma il suo regno fu così nefasto che Augusto lo destituì. i sicari. Gerusalemme era sotto l'influenza di fazioni rivali. Flavio Giuseppe si batté. e fece della Giudea una provincia romana sotto procuratori di basso livello: uno di loro fu Ponzio Pilato.

dato che non era permesso che lasciassero le grotte di Qumran. e sapevano che nel mondo di fuori. e che li portarono su. Pessach e Shavuoth. nel corridoio risuonò un rumore martellante. Trattenemmo il respiro quando riconoscemmo Shimon. secondo il loro preciso calendario. salvo quando. Raccontò la sua vita e quella dei suoi. più tardi. fino alle grotte. Ma avevano conoscenza del tempo che passava. Arrivava qualcuno. e del passato del suo passato. e raccontò tutte le storie nascoste del suo passato. per lunghe ore.sangue e che le stelle non erano cadute dal cielo. per le feste di Rosh Hashanah. prendendo l'aspetto di beduini. all'insaputa di tutti. mentre loro rimanevano i guardiani del rotolo. come trascorreva quando era bambino. avvento del regno di Dio. A questo punto la storia perde le loro tracce geografiche e storiche e contemporaneamente vede apparire quelle delle sette cristiane. in capo a quaranta giorni e quaranta notti. All'inizio credemmo che fossero gli esseni. ma nessuno sapeva che vivessero ancora là. per prepararsi nuovamente alla venuta messianica. ed era tempo per Dio di volgere la sua mano contro i Kittim. . come se fossero stati a qualche metro da noi. accompagnato da due uomini. Si avvicinarono e ben presto risonarono nella cavità a volta. sorte dall'ombra e dalle rocce. ma la distruzione stava raggiungendo gli empi che avevano governato Israele. sarebbero tornati a cercarli. Poi.» Così parlò mio padre. E quando fossero tornati le Scritture sarebbero state per sempre il loro tesoro. la vita rituale e monastica della sua comunità. Apparvero allora tre sagome. Aspettavano. gli esseni andarono a rifugiarsi a Qumran. nel giorno del Signore. e il Messia di Aronne e di Israele avrebbe presieduto il pasto sacro. Fu allora che misero i preziosi manoscritti dentro le giare per proteggerli. in disparte da tutti durante quei millenni in cui avevano nascosto la loro esistenza nel deserto del Mar Morto. per ricordarlo e poi trascriverlo. E là restarono. andavano in cerca di notizie ai mercati tre volte all'anno. E ascoltavo tutto quello che diceva. Tuttavia i rumori non provenivano dal punto in cui eravamo soliti udirli. per secoli. un giorno. dopo aver nascosto i manoscritti. i loro fratelli ebrei si perdevano fra le nazioni. Sapevano che i romani li avrebbero raggiunti. In verità. e molto lontano dalle loro terre. Quando fosse finita la battaglia. i giorni e le feste. così come dovevo fare. che ci portassero la nostra razione quotidiana verificando i progressi del nostro lavoro.

«Credo che ti dobbiamo la vita.» «Come. Aveva trovato il nome e i dati di Shimon e lo aveva subito chiamato. Vi sto aspettando da stamattina» rispose con voce cupa. non vedendoci ritornare. ieri. Shimon ci lasciò davanti all'appartamento dei miei.. stava conducendo ricerche da parecchie settimane nelle grotte. eravamo sulla strada di Gerusalemme nell'automobile di Shimon. Qualche istante più tardi. che vi avrebbero trovato presto. Ci spiegò che Jane. Fuori la luce del giorno ci abbagliò violenta. aveva frugato fra le carte nella mia camera d'albergo per sapere chi poteva avvisare.» «No» rispose Shimon. A prestissimo. formando un labirinto inviolabile. tanto queste erano embricate una sull'altra. Era Jehudah. «Ascolta. «Allora cosa?» chiese di rimando mio padre. «Jehudah?» esclamai. se vuoi ritrovarla. «Cosa fai qui? Come sapevi del nostro arrivo?» «È stata Jane a dirmi.» Rimanemmo un istante sul marciapiede. Ma non eravamo ancora al termine delle nostre pene.» «Grazie» lo salutò mio padre tendendogli la mano. eravamo finalmente arrivati a casa nostra. Là ci fermammo. faticavamo a crederci. «Allora?» domandò Shimon. Un po' smarriti guardammo la sua vettura allontanarsi. Pareva tutto irreale. Ci dirigemmo lentamente verso l'ingresso. dove mia madre certamente ci aspettava da molto tempo. in preda a dolorosi tormenti. qualcuno ci aspettava. Devi venire subito con me.. al focolare. senza trovarci. subito?» .Era stato avvertito da Jane e. Nell'atrio di casa nostra. seguendo le sue indicazioni. «Riposatevi. Vi lascio qualche giorno. e restammo accecati per parecchi minuti. Come se non fosse successo nulla. Raggiungemmo l'uscita delle grotte.. Ary. Tornerò a trovarvi per parlare in dettaglio di tutto l'affare. «Sono stato io a mandarvi là. sfiniti come se la tensione di mesi di sofferenza ci piombasse bruscamente addosso. stupefatti. «Arrivederci» disse. «Avete trovato il manoscritto?» Mio padre fece segno di no con la testa. «E Jane? Dov'è?» Il suo viso mutò di colpo espressione.

C'era il rabbi. di sof- . l'originale e la copia che ne avevamo fatto. Quando arrivammo. il gomito appoggiato sul leggio per la preghiera.» «Io so dov'è» replicò.» Allora. «Ary. «Datemelo. Non sto scherzando. Li si considerava come veri maestri della tradizione. in fondo a un cortile. «Lo avete trovato?» «Di cosa sta parlando?» risposi. Parlo della pergamena. avvolti uno dentro l'altro. Il rotolo del Messia. Doveva appena averne fatto una rapida lettura per verificare che nella scrittura non vi fosse alcun errore.» Senza neppure rientrare in casa. Ary. Erano dodici. che lui aveva portato con sé quando eravamo usciti dalle grotte. La preghiera sarebbe cominciata due ore dopo. dove si trovavano in effetti i due rotoli. dov'era posata una Torah i cui rotoli erano aperti. barbe bianche e larghi cappelli. che raccoglieva i rabbini. alla legge e all'educazione della loro abbondante progenie. Ci venivano spesso a pregare il rabbi e i suoi fedeli. gli studiosi e i discepoli più "neri" di Mea Shearim: tutti venerabili vegliardi con cernecchi grigi. Si trovava sulla pedana.» «No» dissi. con mia grande sorpresa.» «No» si oppose mio padre. curiosa. il rabbi scoppiò in un'immensa risata.«Immediatamente. era un vero bastione dell'ortodossia. secondo il suo solito. una risata strana. «Allora?» domandò a sua volta. esacerbata. «Non vi appartiene. che portavano l'abito tradizionale. avendola qualche volta frequentata quando studiavo a Mea Shearim. e formavano una sorta di assemblea rituale che veniva consultata per ogni specie di problemi. fra loro parlavano soltanto yiddish e avevano consacrato la vita allo studio. Ma lì non c'era Jane ad aspettarci. A dire la verità. Era collocata al secondo piano di una costruzione abbastanza vecchia. i veri custodi dei rotoli della Torah. quello che è sparito. squillante. erano le tre del pomeriggio e la sinagoga era deserta. «Non sappiamo dove si trovi. erano diventati i saggi della comunità. Una risata sonora. Jane è in pericolo. Invecchiati. Mostrò col dito la tasca un po' gonfia della giacca di mio padre. seguimmo allora Jehudah fino a una piccola sinagoga che conoscevo bene. non fare l'imbecille. «Insomma!» insistette. È degli esseni. come faceva spesso. in una via lunga e stretta.

Hai capito? E ora» intimò a mio padre con autorità «dammi il rotolo. «No!» gridai «Cosa fai?» Si girò verso di me e mormorò.» Mio padre. Da generazioni siamo esseni che si trasmettono una missione. che. per instaurare il celibato. Allora il rabbi mi rivolse uno strano sguardo. come se tramite la sua bocca stesse per compiersi una profezia. «Il tuo popolo e il mio popolo sono il medesimo. «E tu Ary?» mi apostrofò. gli porse la vecchia pergamena. sconvolto. Ed ecco. quasi una bestemmia. divorandolo nell'irritazione del suo furore» recitò tranquillamente il rabbi. che risonò in tutta la sinagoga. senza che potessi trattenerle. fuori di me. impotente: «Sono uno scriba. Sono vincolato dall'ordine gerarchico». Era un esseno emigrato in Germania. «Cosa sta facendo?» mi rivolsi a lui. fomentare la fine del mondo. e che è giunto per me il momento di prendere possesso del mondo intero? I miei avi risalgono al rabbi Giuda ha-Hasid. Ti dici ebreo. «È lei il sacerdote in cui l'ignominia è diventata più grande della gloria. Conoscerà il giudizio finale di cui parla tanto! Ma ne sarà lei stesso la vittima. «Cosa dici?» urlai.ferenza più che di gioia. Hai insozzato il santua- . di padre in figlio: preparare la venuta del Messia.» Le parole m'erano uscite di bocca. nel XII secolo aveva proibito il matrimonio delle nipoti. «Cos'hai fatto negli Stati Uniti mentre tuo padre era stato rapito? Hai pensato a lui o hai fornicato con una schikse? Ti dirò io quello che hai fatto. «Chi crede di ingannare con la sua Torah di cui non rispetta più i comandamenti? Lei è un falso Messia. Non sai che nella letteratura talmudica gli esseni vengono chiamati chassiaim? Non sai che sono io il Messia degli esseni. ma il furore mi possedeva offuscandomi la ragione. ecco perché sono il Messia. attendere.» «Il sacerdote empio perseguitò il Maestro di giustizia. «Ma non sai nulla? Vediamo!» cominciò come aveva l'abitudine di dire quando un allievo commetteva un errore triviale in un ragionamento talmudico. ma il prepuzio del tuo cuore non è circonciso. Sapevo che ciò che stavo facendo era molto grave. «Tu non sei uno scriba! Non sei niente! Li hai abbandonati!» Il rabbi aveva preso la pergamena e la stava avvicinando alla fiamma del candelabro della sinagoga. Nella città hai compiuto atti abominevoli. Hai percorso le vie dell'ebbrezza per estinguere la sua sete. e chassid. Lui è sommo sacerdote. Sono l'ultimo della stirpe. un usurpatore. io non ho figli.

Verrà il giorno in cui Dio sterminerà tutti quelli che servono gli idoli. Ary. Ary. lo ierofante della glossa divina. hai tradito l'alleanza che Dio ha stipulato con noi. Ma le statue che costruisce non la salveranno il giorno del giudizio.» «Chi le ha detto questo? Mi ha fatto spiare?» «Il rabbi di Williamsburg mi ha raccontato tutto. non hai creduto alle mie parole. Hai peccato.. Le sue labbra tremavano e gli occhi mandavano lampi quando mi gridò: «Come osi contraddire le mie parole? Sei un empio camuffato da baal teshuvah.» «Lei è l'uomo della menzogna» dissi.» . hai rubato il nostro rotolo. a tutte le cose che succederanno all'ultima generazione. a tutte le parole che ho detto e con le quali Dio ha raccontato ogni cosa che succederà al suo popolo e alle nazioni. ti sei recato in luoghi proibiti. non hai creduto alle parole della mia bocca che Dio ha posto nella mia casa. Dato che sono io. sei entrato nelle chiese. sono io e nessun altro a conoscere tutti i segreti della rivelazione. a quali pericoli saresti andato incontro. hai peccato con la donna. hai tradito tutti i nostri precetti. ti sei rivoltato contro Dio e hai tenuto una condotta abominevole in ogni specie di lordura impura». ma il tuo cuore non è cambiato: empio eri.» «E il furore di Dio lo divorerà accumulando sopra di lui abiezione e dolore. questa volta pieno di odio e di vergogna. Ti avevo detto. fabbrica degli idoli muti.rio di Dio. Hai tradito la parola della fine dei giorni. Ma ecco. Ti avevo avvertito prima che tu partissi. Mi ha detto in quali luoghi di perdizione ti sei trovato. «È lei» ribattei «che rappresenta i preti di Gerusalemme che accumulano ricchezza e lucro depredando la moltitudine.» A queste parole. Il vaticinatore della menzogna ha fuorviato il popolo per costruire la sua città con l'assassinio e la frode. e hai profanato il suo santo nome. ti sei nominato con il nome della verità. Ary..» «I tempi di Dio arrivano tutti alla loro scadenza. «Lei annuncia oracoli ingannevoli. avendo la certezza di essere stato preso in trappola. non hai creduto. così come gli empi della terra. hai voluto accumulare le sue ricchezze. Ary. Hai abbandonato il nostro Dio. hai preso droghe. il rabbi si adirò terribilmente. raccomandandoti di insufflare l'aria del Mashiah a ciascuna delle tue inspirazioni. quando le hai ascoltate. empio resterai. crea immagini vane per carpire la fiducia.» «Quel giorno è vicino.

e ora totalmente devastata. Dopo. con un semplice gesto della mano. I rotoli bruciavano per tutta la lunghezza. conciata. L'istante vendicatore uccise l'immortale. A chi aveva sfidato il tempo così a lungo. come se nessuno lo avesse mai cercato. come se non fosse successo nulla. come se a bruciare fosse carne umana. e tutti gli orgogliosi. Sull'altare della sinagoga i rotoli sacrificati erano stati graditi e obliati per sempre. con una fioca incandescenza. ha detto l'Eterno degli eserciti. colpii il rabbi. Era quello di Elia quando sgozzò con le sue mani i quaranta falsi profeti sul monte Carmelo o quello dei sacerdoti empi. opachi. né voluto. infocato come una fornace. ma era troppo tardi. allucinato. e il giorno che sta arrivando darà loro fuoco. rivestita di ornamenti di velluto rosso e oro. il rabbi immerse il doppio rotolo nella lunga fiamma che bruciava sul candelabro. Aveva già gettato a terra i rotoli in fiamme. Persi conoscenza. e che . che si consumarono in fretta. come se non fosse stato rubato poi restituito quindi rubato di nuovo. tatuata. e tutti quelli che commettono malvagità diventeranno come stoppia. «Poiché ecco» dissi «un giorno viene. chiusi per l'eternità. Sprigionarono un odore forte e aspro. S'innalzò allora un fumo opaco che salì fino al soffitto e sembrò attraversarlo per raggiungere il cielo. non fosse mai rimasto nascosto per duemila anni nelle grotte di Qumran. non fosse mai sopravvissuto. Jehudah era prostrato. Crollò a terra. le piccole lettere nere piegarsi e fondersi sotto il calore. veniva resa la giusta misura. e ben di questa si trattava: una pelle morta. con i bordi oblunghi e argentati.» Con tutte le mie forze. Più tardi mi venne detto che si era tenuto un conciliabolo fra mio padre e Jehudah. poi scomparire del tutto per ritornare polvere e carbone. e non lascerà loro né radice né ramoscello. «No!» gridai «Non lo faccia!» Feci un gesto per impedirglielo. presto digeriti dalle fiamme. ladri e omicidi? M'impadronii della Torah dagli anelli di argento massiccio. tesa. divorati. ma pensava che il corso degli eventi non sarebbe mutato se mi avessero messo in prigione. mangiati. Mio padre lo convinse a non dire nulla. non so più cosa successe. né letto. il vigore e la collera di cui ero capace. lambiti. Allora mi prese un invincibile furore. Invano. né scritto. senza svolgersi. Vidi.Così dicendo.

dove nessuno mi avrebbe seguito. Pensarono che andassi semplicemente a riprendere la fiaccola. Fu ugualmente deciso che io dovessi scomparire. Mi vergognavo. mi ritrovai nuovamente a Qumran.il rabbi. Inoltre si sarebbe sentito colpevole per il mio eventuale arresto. risposero che per loro il paradiso si trovava a nord: così diceva il libro di Enoc. Mi sforzavo di comprenderla senza riuscirci. in un posto remoto dove si trovava un cimitero simile a quello che era stato trovato a Khirbet Qumran. sarebbe presto risuscitato. nessun disordine o tumulto giungeva a interrompere la solennità del luogo. l'aveva sequestrata. era un temibile mistero. Una volta o due lo accompagnò mia madre. Poi rividi mio padre che. protetto. a cui finalmente aveva detto tutto. giunse alle grotte per farmi visita. inoltre. e che. un noviziato. Quando domandai il motivo di tale orientamento. a più riprese. Lo credettero un ritorno. di cui erano appas- . pieno di tombe orientate in direzione sud-nord. All'inizio fui molto colpito dal silenzio. camuffati da beduini. dato che era stato lui a parlare della presenza di Jane al rabbi. se fosse stato davvero il Messia. ci spingemmo lontano nel deserto. regnava una quiete profonda e ieratica come quella delle grotte. nel bel mezzo del deserto di Giudea. non vidi più nessuno. in un luogo sicuro. sotto il soffio dolce e caldo del vento. Fu così che. in un luogo dove. di essere un assassino. senza nemmeno aver abbracciato mia madre. Ero occupato a scrivere e a imparare a vivere come loro. come se la sua motivazione e la sua portata oltrepassassero di molto la mia persona. 3 Quando rividi gli esseni. dato che era impossibile che me ne allontanassi. Ero ancora abbattuto per l'azione compiuta. dietro suo ordine. e non avrebbe voluto che la mia vita si fosse rovinata per causa sua. senza sapere se fosse un male. Là seppellivano i loro morti. con la sua sobrietà e serenità. l'essenza stessa di quel deserto torrido e severo che nascondeva una popolazione di penitenti. Il silenzio. Un giorno. mi accolsero come se mi avessero aspettato. per qualche tempo. senza nemmeno aver rivisto Gerusalemme. Ecco perché Jehudah accettò di dire a tutti che il rabbi aveva avuto un colpo. Per molto tempo. Nessun grido.

tanto per ricordare cosa potrebbe essere una terra. che il deserto riprendesse il territorio perduto. Mi sembrò allora di comprendere il senso del loro silenzio: un sonno profondo elusivo di questa vita. poiché Dio non aveva ancora fatto la pioggia. Imparai a conoscerlo intimamente. con fiori e frutti. Certe notti. ma quello del terzo giorno della creazione. e non c'era l'uomo a lavorare il suolo. Non avevamo intenzione di cambiare nulla. quando la brezza ci portava i rumori del deserto. il cielo precipitava al suolo imprimendovi impronte stellate. C'è chi. Sdraiato a terra. Ma noi volevamo rimanere nel deserto e partecipare del caos. Le sue rare dune avevano cime affilate come scimitarre. si alzeranno di fronte al nord e cammineranno diritto verso il paradiso. contemplando nel sogno di un sonno passeggero la loro patria futura. e senza oggetti familiari. iene. giacciono con il capo rivolto a sud. Non era un deserto come gli altri. ascoltavamo le grandi palme conversare con i piccoli germogli sorti al loro fianco. assaporavo quel deserto dalle pietre aspre e salate e gli . con un mare acre. che venisse abitato da sciacalli.sionati lettori: Morti aspettando il giorno della Risurrezione. per ricordare cosa un mare potrebbe essere. quando Dio fece la terra e il cielo ma non c'era alcun arbusto e niente erba dei campi. Il nostro deserto era un deserto. sognatore serafino della seguente. Destati. chi inventa la vegetazione. per evocare quello che la mano dell'uomo potrebbe fare. come Dio. Non era nemmeno il deserto del secondo giorno come tutti gli altri deserti. Compresi quanto fossimo in esilio su questa terra. non era come i crateri del Neghev dove si riversava il soffio caldo e bianco dell'Assoluto. attraversato qui e là da alcuni arbusti. e che fosse infestato dai demoni. la santa montagna della Gerusalemme celeste. Imparai a vivere come loro in quel mondo messo a nudo di fronte al quale ritrovai la mia propria nudità. Il deserto era il mondo al secondo giorno della creazione. volevamo che le forze della morte trionfassero. un po' fronzuto. né case né città. Il vento vi disegnava onde rugose con creste irregolari e crescenti di luna. e l'erba che porta la semente che dona frutti che portano semente. Conobbi fino a che punto gli esseni fossero uomini del deserto: non appartenevano alla terra come i sedentari. trasforma la terra arida in terreno fertile. Il nostro deserto non era un eden. gatti selvatici e vipere. con rocce sulle quali il vento scolpisce abilmente delle figure. Talvolta. ma a se stessi e a Dio. Eravamo i reprobi. quanto non fosse casa nostra questa strana regione senza costruzioni.

Ce n'erano mille varietà. La notte durava tutto il giorno. concorrenza né conflitto.umori marini. essenzialmente uomini. lontana da ogni centro urbano. la quale. Vaste cavità erano state sistemate in stanze dove si trovavano silos. gialli. Gli esseni non erano numerosi. scodelle. che attraversavano il buio per uscirne più forti. Una camera lunga e stretta era il vasto refettorio. aspri e piccanti al palato. senza lotta. quando nel cuore stesso del male brillava il bene. Essendo novizio. quando la luce e l'ombra non si opponevano ancora. Vivevano nell'oscurità. Rimanevano una cinquantina di persone. Ma da giovani. Era come al principio. i negozi e la sinagoga. Erano vigorosi. In quel luogo la luce si spostava nelle tenebre. tutti i membri della comunità. il sole ottenebrava i nostri occhi straziati dall'oscurità. per nostalgia della luce. quella di un appartamento buio o mal esposto. cercavo di afferrarli e la mia mano si richiudeva sul vuoto. i quartieri. due volte al giorno. vivendo in autarchia. Alcuni li preferiscono molto maturi e aspettano che il tempo e il sole li portino al punto giusto fra i rami di palma. prima che se ne staccasse e cercasse la propria indipendenza. I miei preferiti erano le "dita di luce". molto croccanti. Mangiavo fino ad ammalarmi i datteri multicolori. Quando uscivamo. perfino cucine dove venivano accatastate le stoviglie per tutta la comunità: centinaia di terrine. ciotole e bicchieri. molti avevano lasciato le grotte dal 1948. Nelle grotte c'era un'autentica città segreta. non avevo il diritto di unirmi a loro prima di aver passato due anni . di sapore aspro. e poi alcune donne. anzi si mescolavano in uno spazio intimo e profondo. respiravo il suo odore così particolare: quello di zolfo proveniente dai minerali del Mar Morto. Percepivo bene tutta la dolcezza che avrebbero potuto avere da vecchi. prima di coglierli. laboratori. Vi era tutto quello che era necessario alla vita materiale di una laura isolata nel deserto. stanza centrale dove si ritrovavano. Le torce arrivavano a gettare raggi di luce nelle stanze oscure. con le sue vie. Era come Dio. nel loro seno. grandi macine. le abitazioni. forni da panettiere e per la terracotta. Altre anfrattuosita più tortuose erano adibite a lavanderie. Io li preferivo gialli. Non c'era la penombra che talvolta conosciamo in città. si fabbrica da sola il necessario per il sostentamento. Talvolta. quando la loro pelle avvizzita avrebbe trattenuto nella polpa un succo squisito. erano lisci e dorati. cisterne e piscine alimentate in permanenza da canalizzazioni complesse.

come in un sacro recinto. Tutti si alzavano prestissimo. coperti da un perizoma di lino. prima che si fosse rivelato personalmente in carne e ossa. che consegnava interamente a una sola persona. quando li attendeva un'altra cena. come l'uomo occidentale. Dicevano che quando fosse venuto il Messia. Questo battesimo era il rito più importante e più solenne. ripeteva in modo simbolico la scena finale: al posto del Messia di Israele. l'intendente. avevano l'usanza di esaminare la donna che desideravano sposare: occorreva che venisse purificata tre volte. e soltanto allora la sposavano. stendeva le mani sul pane.nella comunità. alimentato da una falda freatica. Quello che era di ciascuno apparteneva a tutti. per fornire la prova che potesse partorire. prima del sole. e non era permesso a nessuno assaggiare il cibo prima che avesse finito. nell'acqua gelida della piscina. Ciascuno per il suo mestiere riceveva un salario. Dopo aver terminato. ogni giorno. Gli agricoltori lavoravano oltre le grotte. lo spezzava. poi il fornaio distribuiva il pane seguendo l'ordine gerarchico della setta. altra anticipazione dell'era messianica. al solo scopo di riprodursi. s'immergevano interamente. ogni mattina. Così. corpo e testa. entrarvi in silenzio. altri erano artigiani e fabbricavano ogni sorta di oggetti in terracotta o ceramica. Ogni membro della comunità aveva una differente occupazione. con una sola porzione di cibo. I pastori conducevano le greggi nel medesimo luogo. Portavano tutti gli stessi mantelli di spessa lana grigia d'inverno. si dedicavano alla vita monacale. Mi spiegarono che. e tuniche a righe bianche e brune d'estate. Ma li vedevo ogni giorno. Condividevano tutto: il cibo come gli abiti. il nucleo della Redenzione. era il bagno di purificazione che facevano ogni giorno. Il sacerdote recitava una preghiera. due volte al giorno. per tre mesi. avrebbe lui steso le mani sul pane e sul vino per benedirli. e il cuciniere serviva a ciascuno una scodella. Prima del 1948 vivevano in famiglia fino al matrimonio. e non si fermavano che molto dopo il tramonto. che fa la doccia mattutina . Alcuni si occupavano di apicoltura. eletto da tutti. in un piccolo angolo d'aria e di verde nascosto tra le rocce. e viceversa. anche più significativo del pasto sacro. e benediceva il vino. che per loro era soltanto destinato alla riproduzione della setta. L'autentico centro della loro vita. Ma dato che al momento non vi erano quasi più donne. si toglievano i vestimenti di lino bianco indossati per il pasto e lavoravano fino a sera. Gli uomini.

Lì trascorsi le ore più lunghe della giornata. dal tempo della creazione. Come ogni neofita. senza cambiarvi nulla. spianare tra le sterpaglie una carreggiata per i suoi passi. si asciugavano e indossavano un abito sacro. il fresco. vivevano in un autentico ascetismo. in modo da diventare idoneo a entrare in relazione con i Numerosi e a prendere parte alle attività comunitarie. Mi insegnò molte cose sulla natura umana. aveva già stabilito i loro progetti. Yacov mi insegnò il discernimento. né gregge. Un giorno mi portarono allo scriptorium. Poi uscivano. Sapevo che quel ritiro nel deserto aveva lo scopo di tracciare la strada di Dio. che loro non fanno che eseguire conformemente al Suo Piano glorioso. Uno dei sacerdoti. Gli esseni non si accontentavano di professare la povertà. stanza consacrata illuminata da decine di torce. Avevo anche una camera dove dormivo. Prima che gli esseri fossero creati. aveva l'incarico di iniziarmi ai loro segreti. a immergere il calamo nel calamaio. che si chiamava Yacov. sui due spiriti che si trovano in ciascuno di noi. Dicevano che quelli che non si purificavano così non avrebbero preso parte al mondo futuro. chino sul tavolo. conforme ai loro principi. Durante il noviziato non venivano ancora comunicate le dottrine segrete. sulla Visita Divina e la presenza nel mondo. nasconderne la dottrina ai malvagi e farla conoscere ai buoni. né casa. nella quale erano disposti numerosi tavoli stretti e lunghi. Ma anche le antiche camere per le famiglie erano spoglie oltre misura. tutto veniva messo in comune. un tavolo e una torcia attaccata al muro. dovevo sottomettermi per due anni a un tirocinio di prova che corrispondeva a una progressiva purificazione dai beni terrestri e dalla lordura del mondo esteriore. né campo. Appresi a distinguere lo spirito di . ma che è apparso all'uomo che ha cercato. Alcune gallerie contenevano abitazioni più grandi con letti arrangiati ammucchiando qualche balla di fieno. un piccolo buco monacale con un letto scavato nella pietra.senza pensare di prepararsi e battezzarsi per la venuta del Messia. del Dio della Conoscenza da cui proviene tutto ciò che è e che sarà. In proprio non possedevano nulla. né tutto quello che è stato nascosto a Israele. l'odore particolare della roccia porosa e qualche altro scriba bisognoso. coperti da pile di pergamene e da piccoli calamai di terra e di bronzo. e nessuna ricchezza. miei compagni di fatica erano l'umidità.

e l'onnipotente saggezza che ha fede in tutte le opere di Dio e confida nella sua copiosa grazia. metterà termine all'esistenza della perversità. dell'orgoglio e della superbia. disprezzandone le ricchezze. la saggezza contro la follia. Capii perché il rabbi aveva detto che i chassidim e gli esseni erano uno stesso popolo. sterminandola definitivamente. al punto di fuggire questo mondo e di ritirarsi dalla vita degli uomini. l'eterna bontà. La perversità non esisterà più. Allora in questo mondo si mostrerà la verità. spiana davanti a lui tutte le autentiche vie della giustizia e del giudizio di Dio: l'umiltà. Sia gli uni che gli altri erano posseduti dal bene come da un fantasma da cui non ci si possa separare. di età in età. nei suoi misteri d'intelligenza e nella sua gloriosa saggezza. Allora la verità zampillerà sull'uomo come acqua lustrale. momento in cui sarà conosciuta la retribuzione delle loro opere. della falsità e dell'inganno. Mi disse che quando lo spirito del bene illumina il cuore dell'uomo. Vivevano sia gli uni che gli altri in . Dio li ha dunque disposti in parti uguali fino al limite decisivo del Rinnovamento. Dio. e tutte le opere dell'inganno saranno svergognate. è il maestro dell'empietà e della menzogna. bensì lottano nel cuore di ciascuno. la generosa misericordia. il traviamento del cuore e l'astuzia maligna sono altri suoi segni inconfondibili. la rigidità della nuca. Fu lui a insegnarmi che i due spiriti lottano in tutte le generazioni. l'intendimento e la comprensione. E Dio purificherà tutte le opere di ciascuno. laverà la macchina corporea di ogni uomo per sopprimere tutto lo spirito di perfidia presente nelle sue membra e per sradicare mediante lo spirito di santità tutti gli atti di empietà. Poiché Dio ha disposto i due spiriti su un piano di parità fino all'estrema scadenza. Così mai i due spiriti marciano di concerto. e ha insinuato un odio eterno fra le due parti. della crudeltà e della scelleratezza. L'accecamento degli occhi e la durezza d'orecchio. e l'abominio per la verità risiede in tutti gli atti della perversità. mi sembrarono familiari. della follia e dell'ira insolente. mentre l'abominio per la perversità fa parte di tutti percorsi della verità. la magnanimità. e sappiano pure cos'è il male. di epoca in epoca. in quanto Lui li ha ripartiti fra i figli dell'uomo affinché conoscano il Bene. vicine nelle idee come nelle azioni. Ma al momento della visita estrema. Ma lo spirito di perversità fa nascere la cupidigia e la rilassatezza della giustizia. Quando il sacerdote Yacov m'insegnò tutte queste cose. dell'impazienza. e di tutte le opere abominevoli commesse dallo spirito della lussuria e dalle vie della lordura.verità da quello di perversione.

Malgrado fossi figlio di un esseno e non di uno straniero. l'avvento del regno di Dio e l'annientamento degli empi. il Cohen discendente dei sommi sacerdoti. E i leviti denunciarono le iniquità dei figli di Israele e tutte le loro colpevoli ribellioni. l'ascetismo era un'attesa solenne e gioiosa. Aspettavano il Messia di Aronne. In ogni tempo e circostanza. non lo facevano per disorientarmi: anche i chassidim aspettavano la fine dei tempi. E la terra griderà a causa della rovina sopraggiunta nel mondo.» Allora i sacerdoti narrarono le imprese di Dio e le sue potenti opere. «Mi impegno» assicurai davanti a tutta l'Assemblea dei saggi «ad agire secondo le prescrizioni di Dio. dal momento che ero stato allevato fuori della comunità dovetti assoggettarmi alla cerimonia in uso. I dodici sacerdoti stavano seduti al grande tavolo presieduto dal sommo sacerdote. uno scettro si è levato da Israele. ho peccato. E certo. e a non allontanarmi mai da Lui sotto l'effetto della paura. del terrore o di una qualunque prova. il Messia sacerdotale. valutava la mia comprensione e le mie capacità. e tutti gli esseri dotati di ragione grideranno e i suoi abitanti cadranno nel panico e vacilleranno a causa della grande catastrofe. dicevano in coro. lontano da tutto e da tutti. Ogni giorno pronunciavano con fervore le parole dell'attesa: un astro è venuto avanti da Giacobbe. Un giorno. In piedi davanti a loro.luoghi ritirati. e proclamarono tutte le grazie della misericordia divina nei riguardi di Israele. decise che ero idoneo a entrare nell'Alleanza di Dio. E venne il mio turno di fare la mia confessione e di dire: sono stato iniquo. come voleva la Regola. feci giuramento solenne di convertirmi alla Legge di Mosè secondo tutte le prescrizioni. io e i miei padri prima di me sia- . l'arpa e il flauto: questo era il loro modo di vivere. vestito con l'abito sacro di lino bianco. lodavano Dio e cantavano belle e strane melodie. Tutti i membri della comunità erano riuniti nel cenacolo. sono stato empio. E la fine agognata! E quanto! Mashiah. Ma i loro divieti non erano limitazioni. Periodicamente mi recavo presso il sommo sacerdote del campo che esaminava i miei progressi. cioè la Legge come veniva interpretata dalla congregazione. e i peccati commessi sotto l'influenza di Belial. il liuto. che frantumerà i tempi di Moab e decimerà tutti i figli di Set. mi sono ribellato. accompagnandosi con la lira. trascorso un anno.

di non nascondere nulla ai membri della setta. Spesso pensavo a lei. Di tanto in tanto mio padre aveva sue notizie. non avevo dimenticato Jane. . Poiché sono loro che decidono della sorte di ogni cosa. Ebbi il diritto di uscire dalle grotte per una giornata. Jehudah l'aveva liberata. Giuro la più stretta osservanza alla "regola di obbedienza".» «Amen» risposi inchinandomi davanti a loro. Mio padre mi aveva detto che. Non l'avevo incontrata quando il rabbi l'aveva trattenuta per costringermi ad andare da lui. era stato una rinuncia: per tutto quel tempo. dei beni o del diritto. subito dopo la mia partenza. né di accedere ai pasti sacri. le braccia in croce.» Dopo la cerimonia di accesso all'Alleanza. per partecipare ai processi e ai giudizi destinati a condannare tutti coloro che trasgrediscano i precetti. Non l'avevo più vista dalla prima volta in cui ero entrato nelle grotte. Tuttavia prendevo parte più di prima alla vita comunitaria.mo andati contro i precetti della verità. Poi era ritornata negli Stati Uniti. Il giorno in cui venne a farmi visita alle grotte. di non rivelare nulla a persone esterne. e mi ritornavano immagini delle nostre discussioni e della battaglia che avevamo condotto insieme. Faccio dono alla comunità del prepuzio della cattiva inclinazione e dell'insubordinazione. secondo la formula consacrata «di non comunicare a nessuno le dottrine che mi sono state insegnate. Posso dirlo? Oserò confessarlo? Nella mia mente il giuramento. Poi mi stesi al suolo e. a proposito della legge. qualunque decisione prenda. quelli che hanno una visione perfetta di tutte le sue vie. sulla mia vita o sulla mia morte. e quelle con cui verrò istruito in avvenire.» «Che siano maledetti» recitarono i leviti «tutti gli uomini dalla parte di Belial. attraverso la quale faccio atto di sottomissione totale all'autorità della maggioranza dei membri della comunità. anche se avessero usato violenza nei miei confronti fino alla morte. continuava a non essermi permesso di partecipare al battesimo rituale. feci giuramento di amare la verità e di non dar tregua al mentitore. mi disse che era arrivata a Gerusalemme e aveva chiesto di vedermi. Per questo occorreva ancora attendere un anno. «Prometto» dissi. «Che siano benedetti» recitarono i sacerdoti «tutti gli uomini che sono dalla parte di Dio. oltre che un voto.

laggiù. vero?» «Sì. al giorno d'oggi. non portavo più la lunga finanziera nera. Sei più antico che mai. Porto il vostro segreto con me. con questi abiti.» «Sei felice. Potresti pure aver rinnegato tutto. dei principi ai quali appoggiarmi.» «Lo so. Ary. il rabbi non è morto subito. sei tu a volerlo?» «Ho prestato giuramento non da molto. Quando la vidi. un po' impacciato.. la mia comunità? Avevo una fratria. al modo degli esseni: una tunica di tela grezza sopra semplici pantaloni. che non dirò mai niente a nessuno né su di te. né su di loro. né i cernecchi. da vicino o da lontano. C'è chi si veste così. la mia missione e aver trovato la mia abitazione. poi continuò.. così solidamente ancorato alle mie posizioni da non poter conoscere l'amore? Ero perduto in quell'eterno riposo che mi veniva da questo sentimento di sicurezza: sapere chi ero. «Puoi star sicuro. Ci rivedemmo un mattino d'aprile in un caffè della strada pedonale Ben Jehudah. Per la prima volta da quando mi aveva conosciuto. Forse mi proteggeva. I miei abiti erano sempre scuri. Tutti i suoi discepoli sono accorsi in fretta al suo fianco. . Ecco perché decisi di utilizzare il mio solo giorno di permesso per andare a trovarla a Gerusalemme. Così come sei.» «Sai» proseguì «dopo il colpo che gli hai inferto. conoscere la mia identità. Mi guardò con attenzione. anche se avevo sempre la mia barba rada. «È buffo. Ci scambiammo un rapido sguardo. tutta vestita di bianco. non ti si può riconoscere. Questi erano i muti rimproveri che mi rivolgevo talvolta. il tuo ritiro a Qumran si sta prolungando. come facevo io con lei. i lunghi capelli biondi sulle spalle. I medici non hanno mai capito cosa fosse successo. ma è rimasto in coma per qualche giorno. ho fatto voto di unirmi alla comunità» risposi. ed essere come chiunque. «Allora. prima di spirare. ma ho l'impressione che non sia più tu. Hanno pensato a un colpo e. ma spogli. e nello stesso tempo più attuale» disse.Ero talmente sicuro del fatto mio. ricevetti la stessa impressione del nostro primo incontro: era un angelo. poi si sono dati un gran da fare per chiamare i dottori e trasportare il rabbi all'ospedale.

e per l'eternità. Ma il loro terribile segreto. Ary?» «Gli esseni non parlano più del rotolo perduto. Ho avuto l'impressione di trovarmi nuovamente nell'antichità. Quella certezza mi aveva colmato di conforto morale e di una sicurezza che aveva placato il mio sentimento verso di lei. avevo avuto l'impressione che fosse per sempre. il vasellame sacro. e pensavo che. avevo di nuovo ucciso il Messia. anche se non lo dava a vedere. Come se stesse per sopraggiungere una catastrofe abominevole. Non vi era niente al mondo per cui fossi meno preparato. al tavolo del caffè dove avevamo appuntamento.» «E adesso? Cosa dicono gli esseni di quel delitto? E dei loro omicidi atroci? Che cosa ne pensi tu. ai tempi lontani in cui si lapidavano i falsi profeti e le donne adultere. te lo avevo detto.» Ebbe un sorriso triste. e nel mio petto risuonò un colpo di gong. congiunti per sempre nella complicità clandestina degli antichi combattenti. non hanno indagato oltre. Un giorno lo hanno aperto davanti a tutta l'assemblea e hanno mostrato a tutti gli oggetti preziosi. Ma per me stesso devo fare penitenza. e mi disse: «Sapevo che eri un monaco ebreo. il tesoro ritrovato. La sentii di colpo molto commossa. Non ho più bisogno di nascondermi. e quando era arrivata e si era seduta di fronte a me. Non avevamo più parlato di noi da New York e dal convegno. mi accorsi di quello che stava per succederci. Il mio cuore si mise a battere con violenza. Sono allo stesso tempo i figli della luce e i figli delle tenebre.» «Lo so. Accadde all'improvviso. ma sentivo che perfino da così lontano. non mi era parso che fosse per l'ultima volta. associato a tante orribili morti. Ci fu ancora un silenzio. e che lei sarebbe tornata tutte le volte che entrambi lo avessimo voluto. il grande giorno. Cercai bene o male di contenere l'onda di emozione che stava per sommergermi. le pietre e le corone d'oro puro. li ha molto uniti. Mantengono il loro mistero così accuratamente come conservano.data la sua tarda età. Mi ricordai quanto avevo desiderato quella donna. una meraviglia di duemila anni che attende solo l'occasione di risplendere di nuovo. quanto forse . Anche mentre l'aspettavo. al momento della venuta del Messia. Non avevo mai immaginato che un giorno saremmo stati davvero separati. L'avevo aspettata nel modo più naturale del mondo. Nessuno mi avrebbe chiesto di pagare per quell'assassinio. Sono fratelli nell'amore e fratelli nel delitto. teneva ancora a me. dentro il cofano. senza volerlo. dopo tutto quel tempo. no?».

Si girò. il suo. esitò per un momento. anni di calcoli e di riflessioni. dopo il nostro colloquio. il braccio a metà levato verso di lei. Non vi era che un volto. e niente avvenire. Penso pure che Jane abbia compreso il senso del mio grido. in un soprassalto di volontà. anche se avessi saputo che in quell'istante il dolore era stato tale da non poter agire diversamente. Sapevo che in quell'istante non tenevo a nient'altro che a lei. io ero solo. Era impossibile. sconvolto. anche se quell'amore non aveva lo stesso nome dell'amore coniugale poiché. di ridiscendere la strada con il suo agile passo. nato-morto. di cantieri laboriosi e di solidi materiali. Due sequenze consecutive precipitavano nella mia mente smarrita: lei se ne andava. e che in una frazione di secondo si sia assunta la responsabilità di decidere di quel futuro. essendomi proibito. Di colpo. Ma sapevo pure che. Non so quale pensiero l'abbia guidata verso quella scelta . dopo. non l'avrei mai più rivista. vicino al tavolo. cultura o popolo. e che sarebbero arrivati i rimorsi e che me ne sarei pentito. Era uno sbarramento che cedeva di colpo. quindi riprese il cammino con un'andatura più spedita. un torpore livido che mi lasciò come morto. niente religione. coglierlo senza pensarci. Non sentii più parlare di lei. non aveva per me né concetto né categoria. raccolsi le forze residue per chiamarla: era un grido senza nome che si esprimeva in un torrente di emozione. come per abbozzare un cenno d'addio o di benvenuto. crebbe dentro di me scatenandosi oltre ogni parola. Sentii che stavo per svenire quando. compresi. poiché era l'eternità. Mi pervase immediatamente una letargia. In piedi. né matrimonio. che saccheggiavano ogni cosa al loro passaggio. dapprima sottile. Stava sparendo dalla mia vita e io sarei rimasto solo. Era come se mi avessero strappato improvvisamente una parte del corpo. Era la non realizzazione. Stava andandosene. la non rivelazione. la ragione avrebbe ripreso la sua marcia implacabile. di minuziosa costruzione. solo di fronte agli altri e di fronte alla morte. e ritornare da me. ma semplicemente l'istante che imponeva sovranamente il suo imperioso comandamento: dovevo afferrarlo. ero ancora pietrificato: e restai così per diversi minuti. assente a me stesso. e dando libero sfogo a una formidabile nostalgia quando. e non so cosa sarebbe successo se avesse deciso di girarsi. il non evento di quell'amore che giaceva ora in me. in tutta la sua forza e la sua inerzia. si alzò dal tavolo dov'eravamo seduti e si allontanò lungo la via. niente bambini. Un'emozione ineffabile. e tutte le valvole si aprivano con tale violenza sotto la forza della pressione.l'avevo amata.

il rabbi. e le grotte silenziose. in basso. lei il cui seno avrebbe potuto ricevere il mio capo. molto in basso. impiegherai poco tempo a identificarlo. e ai piedi della scogliera la viva sorgente di Ain Feshka. nascosto. sulla lingua. alle montagne porpora e malva di Moab e di Edom. Yacov venne da me e mi consegnò un piccolo rotolo che si trovava sul fondo del cofano. nel punto più basso del mondo. il suo paesaggio indefinito di conglomerati umidi e vegetazione sciupata. ma so che non passa giorno senza che mi torni in mente la sua sagoma sottile mentre si allontana lungo la via. Ed ecco cosa vogliamo dirti: non risusciterà affatto. Quello che tu hai ucciso. A conoscere là. «Tieni» disse. alla tinta rosea e mordorè delle ripide scogliere sopra le sponde luccicanti. Questo è il passato. e talvolta sul fondo degli occhi. e l'esalazione acre lasciata dai vapori salmastri sulla pelle. «Lo accluderai a quello che riscrivi a memoria. a chiuderle davanti ai canyon e ai wadi crepuscolari fatti a brandelli dalle tenebre. e il terrapieno della rovina di Khirbet Qumran. bisogna purificarti. prima di sapere. e cos'hai realizzato. una pergamena così sottile che. appannata dal sole ma coraggiosa. sembrava una bacchetta. il suo respiro caldo di giorno e fresco la notte. Per un altro anno proseguii la mia iniziazione. Sapeva in fondo a se stessa. il Rotolo del Messia.» . davanti ai contrafforti olivastri come un fondale dietro gli argini. il rotolo distrutto dal rabbi. il Re Messia. attraverso il sogno di un sonno segreto. conosceva la mia appartenenza? Il suo ruolo era stato semplicemente quello di aiutarmi a ritrovare la mia dimora: il silenzio del deserto di Giudea. comprenderai cosa è successo. Poi. Ary: ora hai diritto al battesimo. Ad annusare gli umori nebulosi e salati che risalgono dal Mar Morto fino alle nostre grotte. che chiameremo il Rotolo perduto. Ma innanzitutto. A rivedere il color ocra di certe sue pianure. A stringere le palpebre davanti alla superficie scintillante dell'acqua. e qui c'è il piccolo manoscritto. arrotolata.piuttosto che un'altra. come una figurina uscita dal forziere di un tesoro. un giorno. l'attesa che si distende verso l'alba dei Tempi Nuovi. le sue dune rossicce. davanti all'alta scogliera che da nord a sud si avvicina alla riva salata fino a Ras Feshka. che è il futuro. È venuto il tempo. attraverso il quale ti fu dato di conoscere il nostro segreto. che resista a ogni richiamo. profili nella penombra. perché la leggessi e la ricopiassi. Leggendo il Rotolo del Messia.

Prepararono il vino da bere. Di solito. e di non accettare nulla dalle loro mani. disposero il tavolo per la cena. da quelli che sono fuori dalla nostra laura. e il pane che doveva essere spezzato e distribuito. lo sapevo. utile per sopravvivere nelle grotte. Ma quella notte era differente dalle altre notti: il vino era stato versato. Era la fine del secondo anno passato in loro compagnia e non ero più prigioniero. di non rispondere più alle loro domande concernenti leggi o disposizioni. di non mangiare né bere ciò che mi offrono. Poi indossammo nuovamente i mantelli e ci mettemmo a tavola. così come aveva l'abitudine di fare. ammesso che lo fossi mai stato. il sommo sacerdote stendeva la mano e pronunciava la benedizione sulle primizie del pane e del vino. La sera. quelli che si sono uniti come volontari per la Sua verità e per seguire la Sua volontà. Ma quella sera non era una sera come le altre. Ma il sacerdote non iniziò la benedizione. Cominciammo con il deporre i nostri mantelli e cingerci dei panni rituali per immergerci nell'acqua battesimale. Ma non era questo che il sacerdote aspettava da me. si girò verso di me.Allora mi consegnò una cintura per il bagno e un abito bianco. che potevo anche avere diritto al mio posto al tavolo dei Numerosi. di separarmi da tutti gli uomini perversi che sono sulla via dell'empietà. ai sacerdoti che custodiscono l'Alleanza e alla maggior parte dei membri della loro Alleanza. Non prese il pane per spezzarlo dopo averlo consacrato. allungò il braccio. Compresi allora che era venuto il tempo per me di formulare il voto solenne di entrata presso gli esseni. il pane pronto sul tavolo. secondo quanto rivelò ai figli di Zadok. Compresi che era giunto il tempo di partecipare ai sacramenti divini e di consacrare loro la mia vita. Compresi che era giunto per me il tempo di assumermi l'impegno per l'Alleanza. con un piccolo piccone. che mi convertiva alla Legge di Mosè. e dividere con loro il pane e il vino. davanti a tutta la comunità. Poiché uscirà un virgulto dal fusto di lesse. di pronunciare in pubblico il giuramento che mi avrebbe impegnato accanto a loro per sempre. e un'incrinatura nascerà dalla . Era il segno che potevo cominciare a partecipare a tutte le attività della comunità. Con gesto lento. Sollevò la coppa del vino vermiglio per benedirla davanti a tutti. Invece di fare questo. in un rispettoso silenzio.

E tutti attendevano che il sommo sacerdote allungasse il braccio con un gesto lento. lo spirito di consiglio e di forza. In quel tempo si adempirà la profezia di Isaia: «Gli uomini fuggiranno nel fondo delle caverne e delle grotte e negli antri più infossati della terra. A quell'epoca.sua radice. Poiché quella sera non era come le altre sere. In capo a quaranta giorni. E sarà ripieno di spirito di timore del Signore. Allora lo fece. E lo spirito del Signore si poserà su di lui. Poi mi porse il vino. In lui era la vita E la vita era la luce degli uomini . quando si leverà per colpire la terra». e si rivelerà in terra di Galilea. Ogni cosa fu creata per mezzo di lui. lo spirito di scienza e di pietà. Il mondo sarà sconvolto e tutti gli abitanti della terra si nasconderanno in grotte e caverne. SETTIMO ROTOLO Il rotolo perduto 1 In principio era il Verbo E il Verbo era presso Dio E il Verbo era Dio. una voce proveniente dal trono chiamerà il Messia e lo farà uscire dal "nido dell'uccello". e che facesse quello che doveva fare. il Re Messia lascerà la regione del giardino dell'Eden chiamata "nido dell'uccello". della celebrazione dell'uscita dall'Egitto. E niente di ciò che venne fatto Esistette senza di lui. E tutti lo sapevano. Mi diede il pane. e la tavola così accuratamente preparata era stata disposta per il Seder. lo spirito di saggezza e d'intelligenza. Rimarrà nascosto quaranta giorni nel palazzo e non si mostrerà a nessuno. Era la notte di Pasqua. per mettersi al riparo dal terrore del Signore e dalla gloria della sua maestà. Poiché quella sera non era una sera come le altre sere.

Il suo nome era Giovanni. Intorno alla tavola preparata per il Seder. Ma il suo discorso fu interrotto. Per rendere testimonianza alla luce Affinché tutti tramite lui credessero. . dai dottori della legge. L'autentica storia del Messia. reclinando il capo. dagli scribi. E per questo aveva riunito i suoi discepoli Per l'ultima volta accanto a sé Prima del grande giorno. Quando infine si rese conto che tutto era compiuto. Quella che deve sempre rimanere nascosta nell'opacità Mai rivelata Dai secoli. La sera del giorno prima. Gesù esalò lo spirito. La storia segreta della sua morte. mandato da Dio. Ma quella sera non era come tutte le altre sere. Eloí. E il verbo divenne menzogna Per meglio nascondere la verità. Eloí. lamma sabactani? Queste furono le sue ultime parole.E la luce brilla nelle tenebre E le tenebre non l'hanno compresa. Lo sapeva. L'ora della Rivelazione. Venne come testimone. Ecco in verità chi fu Gesù. Vi fu un uomo. Gesù aveva riunito i suoi discepoli. Ecco la verità nuda. Per dividere con loro il pasto offerto In ricordo della liberazione d'Egitto. Ecco la sua vita. Al momento estremo del suo calvario. più terribile della morte. E le sue parole mutate. Poiché quella sera Era giunta la sua ora. Allora.

la testa!» «Quello che è bagnato non ha alcun bisogno di essere lavato. Se ho lavato i piedi A voi. lavare i piedi a me! Giammai!».» «Non soltanto i piedi. Il discepolo che Gesù amava. E Giuda Iscariota. Indossò il suo mantello e si rimise a tavola. Alla destra di Gesù. non potrai rimanere con me. Lavò i piedi ai suoi discepoli E li asciugò con il panno che indossava. Ma no. Allora si alzò. questi esclamò: «Tu. Versò l'acqua in una bacinella. «Comprendete quello che vi ho fatto? Mi chiamate "Maestro e Signore". Io il Signore e Maestro. depose il suo mantello E prese un panno di cui si cinse. I tredici sdraiati. Giacomo e Giovanni. non tutti. Filippo e Bartolomeo. la tavola preparata.. Matteo. C'era Giovanni. Quando ebbe terminato. Signore. Giacomo figlio di Alfeo e Taddeo. Simone. giacché lo sono.» Disse questo poiché c'era Giuda E sapeva che stava per consegnarlo.Erano in tredici. poiché è completamente puro: e voi siete puri. «Se non mi permetti di lavarteli. E dite bene. La stanza era grande. Quando arrivò il turno di Pietro. il capo appoggiato sul suo petto. anche le mani. il suo ospite. Tommaso.. Poi vi erano Simon Pietro e Andrea. . Poiché anche lui era amato da Gesù Ed era stato invitato alla sua ultima notte.

Ciò che ho fatto per voi. un servitore non è più grande del suo padrone. Conosco quelli che ho scelto. Ma affinché si compia la Scrittura. Né chi è mandato più grande di colui che lo manda. Ve lo dico Prima che il fatto accada. In verità vi dico. E ricevermi. E lo diede a Giuda Iscariota. Allora prese il boccone che aveva intinto. Quando capiterà. Fatelo a vostra volta. Il discepolo si chinò allora verso il petto di Gesù E gli chiese: «Signore. In verità vi dico. Sapendo questo sarete felici. se almeno lo metterete in pratica. Non parlo per voi. E si domandarono di chi stesse parlando. Ricevere colui che manderò Sarà come ricevere me stesso. fallo presto.Dovete anche voi lavare i piedi gli uni agli altri.» . Colui che mangiava il pane con me. Simone lo zelota.» Poi aggiunse: «Uno di voi mi tradirà». «Quello che devi fare. Il discepolo che Gesù amava fra tutti: «Domandagli di chi parla». Allora si guardarono gli uni con gli altri. è ricevere Colui che mi ha mandato. figlio di Simone. Contro di me ha alzato il pugnale. Simon Pietro fece segno a Giovanni. Crederete in me. Poiché è un esempio quello che vi ho dato. Allora Gesù rispose: «È colui a cui darò il boccone che intingerò». chi è?».

Anche a voi ora devo dirlo. Prima di andar via. che sapeva cosa stava per succedere. «Cerchiamo Gesù. E se avrete amore gli uni per gli altri. Voi pure dovrete amarvi fra di voi. E Gesù. lanterne e armi. andò nella notte. Tutti riconosceranno che siete miei discepoli». E raggiunse il giardino Con torce. Rimarrò con voi Ancora per poco. che lo avrebbe consegnato.Giuda. Gesù se ne andò con i suoi discepoli.» «Sono io» rispose. Come io vi ho amati. e disse: «Cosa cercate?». . Qui c'era un giardino dove entrò con i suoi discepoli. Vi lascio un nuovo comandamento: Amatevi gli uni gli altri. Prese il comando della milizia E delle guardie procurate dai sommi sacerdoti E dai farisei. Ma sapete che là dove sto per andare. Al di là del torrente di Kidron. Con passo veloce. Dopo aver così parlato. il figlio dell'uomo viene glorificato E anche Dio è stato glorificato in se stesso. Non potrete venire. Quando fu uscito. conosceva il luogo. Giuda. Gesù disse agli altri discepoli: «Ora. perché Gesù parecchie volte ve lo aveva condotto. dopo aver preso il boccone. Miei cari amici. Andò loro incontro. Uscì immediatamente.

Risposero: «Gesù di Nazareth». La milizia e le guardie degli ebrei lo afferrarono E lo legarono. Tutto era stato eseguito esattamente Secondo il piano Così come previsto. lo sguainò E colpì il servo del sommo sacerdote. Ma subito Gesù disse a Pietro: «Rimetti il tuo gladio nel fodero! Come? Non dovrei bere dalla coppa Che il Padre mi ha dato?». Di nuovo Gesù domandò loro: «Chi cercate?». Allora tremarono. «Ve l'ho detto. L'ottavo giorno dalla sua nascita. Finora. Nell'anno 3760. Fu circonciso secondo la Legge.Fra loro. Poiché sapeva Che l'arresto e la sua morte erano decreti Ai quali non si doveva resistere. vi era Giuda che lo consegnava. E chiamato Jeoshua . la giovane donna rimase incinta. E partorì un figlio. Allora Simon Pietro. Al quale mozzò l'orecchio destro. Un astro era sorto da Giacobbe. Allora indietreggiarono tutti. tutto era stato perfetto. Uno scettro s'era innalzato da Israele. sono io» ripeté. Ecco. E il Signore stesso aveva dato un segno. Che portava un gladio.

Poiché era il primogenito.Dio salva. a meditare. Poiché gli scribi volevano che a ogni bambino Venisse insegnato un lavoro manuale E la maggior parte di loro lavoravano. Che possa risolvere tale questione? . La sua famiglia era numerosa E povera. Come i Dottori della Legge E come gli scribi. Parlava poco Anche a quelli che gli stavano vicini. Un carpentiere. Anche la sua città era povera. Apprese la Legge scritta E la Legge orale. Ebbe fratelli e sorelle. dicevano. E talvolta interrogava i suoi maestri Quando si trattava di un argomento difficile. Non c'è fra noi. E della carestia E delle guerre. per cercare le risposte nella preghiera. Allora Giuseppe e Maria Si recarono al Tempio Per offrire un sacrificio a Dio E per riscattarlo. che dicevano Ama il mestiere dell'artigiano E detesta il rango del rabbi. figlio di carpentiere. La sua mente era pronta. Lo chiamarono "rabbi". I suoi pensieri segreti. Spesso rimaneva solo. Poi crebbe. Diventò un giovane. A causa delle imposte.

E decise di lasciarlo. Dal primo incontro con gli esseni. Se un giorno avesse voluto raggiungerli Ed entrare nella comunità Molto lontano dagli altri nel deserto ardente. invocavano il Messia come Daniele. Maria e il bambino erano lì Per accompagnare Giuseppe in quel lungo viaggio: Per quattro giorni camminarono. Non era più il tempo della famiglia. Arrivò fino all'Antico . Ma non amava il mestiere Che gli aveva insegnato suo padre. Guardando nelle visioni notturne Ed ecco che sulle nubi del cielo arrivava Come un Figlio dell'Uomo. i figli. i fratelli. Abbandonò la famiglia E inveì contro sua madre. E pensava che chiunque andasse a lui Dovesse odiare la madre. Questo era successo Quando aveva dodici anni. E tutti erano i suoi. Seppe che era necessario lasciare la famiglia. Ed era carpentiere lui stesso. la moglie. La presenza costante dello Spirito. Se avesse voluto avere per sé E tutto intorno a sé. il padre. «Cosa abbiamo noi in comune. donna?» Giacché la fine dei tempi era vicina. I suoi genitori erano saliti a Gerusalemme Per la festa di Succoth. E la notte. Questo aveva insegnato Per poter lasciare la sua casa E compiere la sua missione.Ora Gesù era figlio di un carpentiere.

Che sorvegliavano Dalla torre Antonia. Le genti di tutti i popoli. Che controllavano perfino L'accesso alla città santa. Le novanta torri di marmo. Prima di entrare nel Tempio. Ed Erode sottomesso ai Kittim. I muri immensi del palazzo di Erode. I Kittim che a ogni tappa Si incontravano. Le pietre che chiudevano l'orizzonte. Posarono la loro bisaccia Si sedettero un istante Cantarono dei salmi dell'Hallel Recitarono la preghiera. Poi arrivarono a Gerusalemme. E si fermarono al Monte degli Ulivi. nazioni e lingue Lo servivano. Ed entrarono in Gerusalemme la Bella Si recarono al bacino di Bethesda Per il bagno rituale.E lo fecero avvicinare a lui. E ricordavano il dominio delle antiche potenze. Gli offrirono dominio. E salirono al Tempio E mostrarono al bambino la Casa. Delle tiranniche autorità. Che aveva detronizzato il sommo sacerdote. . Poi si recarono nella valle di Kidron Ai piedi del Monte degli Ulivi. Salirono sulla collina di Moria Dove era stato costruito il Tempio. gloria e regno. Osservavano l'interno del Tempio E il culto pagano Che loro stessi vi avevano introdotto.

Scosse l'incenso. E i Levi raccolsero il sangue dell'agnello in un bacile E gli altri gli tolsero la pelle. Lasciò la carne ad arrostire sul fuoco dell'altare. .Per diventare puri. Nel santuario. Sparse il sangue dentro una bacinella di bronzo. Undici sacerdoti giunsero da nord. Tolse le interiora. Davanti a loro camminava il maestro del sacrificio. Si diresse verso il Sancta sanctorum. Il posto riservato all'immolazione. Poi si recarono alla cerimonia Presieduta dal sacerdote Zaccaria. Cugino di Maria. Recitò una preghiera Per il sangue versato davanti all'altare. Mentre il maestro del sacrificio posava la mano sulla testa dell'animale. Portavano tuniche lunghe e strette. E quelle dell'anima. solitario. E il loro capo era coperto da una corona. Aprì la porta con una doppia chiave. Il sacerdote stava compiendo l'atto finale. Che versò una piccola quantità di sangue sull'altare. Che si voltò verso il lato a nord del cortile dei sacerdoti. Per l'anima del sacrificatore E le colpe del corpo. Tutti andavano a piedi nudi. Vi entrò solo. L'agnello venne tenuto da un Levi. Il sangue e la carne vennero portati al sacrificatore. Poi il sacrificatore uccise l'animale con il suo coltello E ritornò all'altare. E rese simile il sacerdote all'animale. prima di entrare nel Tempio. E bruciò il grasso. Mentre tutti i fedeli si prosternavano Con la faccia a terra.

Si lavò mani e piedi. l'altare e la vittima. Si bagnò Si rivestì con paramenti bianchi. Si bagnò. Corse a lungo per raggiungerli. Un altro raccolse l'incenso con le mani. Poi ritornò al cortile E domandò ai sacerdoti di benedire i fedeli riuniti. Li seguiva. Non c'erano più. Allora si tolse i vestiti. . A un tratto si fermò davanti a un vecchio Che gli parlò. Maria e Giuseppe proseguirono il cammino Senza accorgersi che il bambino si era fermato.Così erano il sacrificatore. L'indomani. Quando rialzò il capo. E Gesù guardava. Confessò i suoi peccati Disse una preghiera ad alta voce. la mano sul capo. I Levi risposero: «Amen». Si bagnò. I sacerdoti stesero un velo di lino fine Davanti a lui E lo nascosero. Si rivestì con paramenti d'oro. Poi. E Gesù non sapeva Se fosse il sacerdote o l'agnello. Gesù camminava dietro ai genitori. Discesero le vie strette di Gerusalemme. per prendere la strada del ritorno. Un sacerdote lesse i santi versetti. Restò in piedi Tolse i paramenti dorati.

Si erano consacrati allo studio All'attesa.Ma non li ritrovò E si perdette nella città. aspettavano il Messia. Avevano trovato nel bimbo il Maestro che attendevano. Con fervore. Un uomo vestito di bianco Che lo aveva condotto vicino al Tempio. lo videro. Allora lo portarono in una casa Gli insegnarono l'attesa del Maestro di giustizia. Allora. Aveva seguito un uomo. E non se n'erano accorti. Questa parola era giunta loro vedendo il bambino. parlò E gli uomini lo ascoltarono. Gli fecero Raggiungere i suoi fratelli. Nel profondo deserto. Una settimana più tardi. Non disse loro quello che gli era capitato Poiché gli avevano proibito di parlare. Allora lasciò i suoi Che lo credevano pazzo. Vivevano vicino al Mar Morto. Avevano lasciato la loro famiglia. . Gli dissero di lasciare la famiglia. Era seduto sul sagrato del Tempio. Dicevano dell'avvento del Regno dei cieli E della prossima venuta del Messia. Parlarono E Gesù li ascoltò. Era cambiato. C'erano molti suoi amici Vestiti come lui.

Ma lui rispose: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque faccia la volontà del Padre mio che è nei cieli. Spianate la strada per il nostro Dio. Ma credevano che la fine dei tempi fosse vicina. genitori o figli. Preparate la via del Signore. fratelli. E quest'uomo lasciò il deserto . Occorreva separare la dimora degli uomini dal Male. moglie.Non credevano in lui come gli esseni. mia sorella e mia madre. Riceverà molto di più già da ora E nel tempo a venire la vita eterna». La madre e i fratelli vollero avvicinarlo Gli parlarono. Gli chiesero di non andarsene. Figlio di Zaccaria e di Elisheba. A quale scopo vivere appartati Al momento della venuta del Messia? Cosa sarebbe valso essere salvati Se lo fossero stati soltanto loro? A cosa serve la verità Senza pentimento e perdono? Una voce gridava Nel deserto. E raggiungere il deserto per prepararvi la via del Signore. Così sarebbe venuto il Regno dei cieli Che era necessario annunciare Affinché tutti venissero salvati. A causa del Regno di Dio. Tra le sterpaglie. Dicevano che si doveva predicare il pentimento in mezzo agli altri. Che gli avevano indicato la strada. Chiunque lascerà casa. Avevano l'abitudine di vivere appartati. Ora c'era un esseno di nome Giovanni. Quello è mio fratello.

Centinaia di uomini ascoltarono le sue parole Di penitenza. E l'acqua verrà purificata al momento della penitenza Dallo spirito di santità. Diceva che le loro immersioni Purificavano soltanto l'impurità del corpo. i loro peccati erano rimessi. Secondo il rito esseno.E annunciò a tutti il battesimo Per il perdono dei peccati di tutto Israele. Venne chiamato Giovanni il Battista. Quando le fu concesso di ascoltare Le parole di amore e di giustizia. La folla bruciò di una dolorosa emozione. Immersero il corpo nell'acqua . E Giovanni esigeva da loro penitenza completa Voleva che tutti gli ebrei si dedicassero alla virtù. E così sfuggivano all'ira divina. E numerosa folla attirò. Gli uomini e le donne confessarono i loro peccati. E si sarebbe santificato nell'acqua della purezza. Poi confessarono i loro peccati E ricevettero da lui il battesimo nel Giordano. Così parlavano gli esseni. Che talvolta veniva da lontano per ascoltarlo. Poiché tramite l'immersione. L'acqua non può lavare il corpo Se non quando l'anima è già stata mondata dalla giustizia. E solo chi umiliava se stesso Sotto il precetto di Dio Sarebbe stato purificato nella carne Quando l'acqua lo avesse toccato. Che fra di loro esercitassero la giustizia E la pietà verso Dio. Diceva che il peccato manteneva Nella contaminazione Diceva che non dovevano esserci abluzioni Senza rinuncia al male.

E vide lo Spirito di Dio discendere su di lui Come una colomba. Ma vicino a Giovanni. Poiché l'Eterno lo aveva unto Per portare la novella agli infelici. Per proclamare un anno di grazia dell'Eterno. Dove già si trovava Giovanni. Che scendeva su di loro e diceva: Ecco il mio servitore che io sostengo. Gesù se ne andò di casa Se ne andò per raggiungere gli esseni. Nel deserto. Quando venne battezzato da Giovanni. Lo ascoltò Seppe che gli anni di attesa Erano finiti. Allora raggiunse il Giordano. Lo aveva mandato per guarire Quelli che hanno il cuore spezzato. Ho posto sopra di lui il mio spirito . Ai prigionieri il rilascio. Udirono una voce. Il cielo si aprì. Il mio eletto. era sopra di lui. Del quale mi compiaccio. Per annunciare agli schiavi la libertà.Furono resi puri Implorarono il dono dello Spirito Santo Affinché togliesse dalle loro anime la lordura del male. Lo spirito del Signore. L'Eterno. Sulla pubblica via. E gli dissero che il suo posto non era Nel deserto. Poiché Giovanni annunciava la venuta di un uomo Figlio dell'Uomo Più grande di se stesso.

Sulle rive di Tiberiade. In modo che le spie e gli informatori Non potessero produrre prove contro di lui. L'eletto fra gli eletti. Ecco perché parlava per mezzo di parabole. Sotto la dominazione pagana. Era stato scelto Era il figlio. La Galilea dov'era nato. Ecco perché non si doveva rivelare Chi fosse. Il servitore. Ma gli dissero Che la strada sarebbe stata lunga Per il portatore della novella. Che la strada è lunga verso la luce Per il popolo che cammina nelle tenebre. La contrada vicino al mare. Oltre il Giordano. Sotto l'autorità di Antipa. Per coloro che abitano sulla soglia dell'ombra della morte.Perché porti la legge alle nazioni. Il paese di Zabulon e Neftali. Fra loro. A lui sarebbe spettato il fardello. E non avrebbe potuto annunciare A tutti il suo messaggio. Che la strada è lunga verso la sola vera luce. Dato che lo avrebbero ucciso. A lui che aveva per nome Dio salva. gli zeloti combattevano con fervore E armi numerose. Si recò a Cafarnao. Allora Gesù comprese le parole degli esseni. . Il re Erode. Figlio del loro nemico.

Cafarnao. la Roccia. C'erano altri due fratelli. Avrebbero fatto penitenza Con il sacco e la cenere. Il giorno del Giudizio sarà più sopportabile che per loro. C'era anche Simone. I figli del Tuono. . Ma ecco: per Tiro e Sidone. Paese natale di Andrea e di Pietro. Pescatori del lago Giovanni e Giacomo. Allora cominciò a profetizzare E a lanciare invettive Nelle città Che non avevano ancora fatto penitenza. sarai innalzata fino al cielo? Discenderai fino agli inferi. Sventura a te Shorozain. Sulle rive di Tiberiade. Sventura a te Betsaida! Se i miracoli compiuti presso di loro Fossero avvenuti a Tiro e a Sidone. Certamente da molto tempo. Figli di Zebedeo. E tu. Come Elia aveva chiamato Eliseo Li chiamò.C'era Betsaida. Ecco perché cercò dodici uomini. Dodici uomini componevano l'assemblea dei saggi Che governava la fratellanza essena E dodici dovevano essere In quell'assemblea dei saggi Che doveva propagare la parola. Che sarebbero stati suoi fratelli E che avrebbero accettato Con i loro voti Di seguirlo Di aiutarlo.

Che un giorno avrebbe emesso per sempre Il verdetto della collera divina. Al suo mestiere Rimandava ciascuno. Il giorno del Giudizio sarà più sopportabile che per te. Giovanni era solo Quelli che venivano battezzati Presto lo abbandonavano Quelli che venivano purificati Ritornavano a casa loro. te lo dico. Allora gli rivelarono Chi fosse Giovanni il Battista. Questa sarebbe in piedi ancor oggi. E con queste parole Con queste ispirate profezie. La continuò. se i miracoli compiuti presso di te Lo fossero stati a Sodoma. Affinché domandassero a Gesù Se fosse il Messia. Allora inviò due messaggeri. Il profeta della Fine dei Tempi.Poiché. Con ardore. Poiché Gesù diceva Fate penitenza. Era lui che annunciava il Figlio dell'Uomo. Desiderava sapere Se la sua speranza si fosse incarnata. Quello che l'uomo aveva partorito. Giovanni ripeteva un'unica preghiera Giovanni aveva una sola ragione di vita Era la venuta del Messia. . Adempì la sua missione Attraverso il paese. Sì. Per il paese di Sodoma. Il profeta Elia che doveva precedere il Messia.

Per proclamare agli schiavi la libertà E ai prigionieri il rilascio».» . il malvagio consigliere. Così si sarebbe compiuta La profezia di Malachia Ecco. E rimarrà senza voce Senza dominio.Il Regno dei cieli è vicino. Gesù guariva Ogni malattia e ogni smarrimento fra il popolo. Sarà finalmente vinto. Ai poveri è annunciata la salvezza. I sordi odono. Allora Gesù rispose: «Andate e fate sapere a Giovanni Ciò che avete ascoltato E avete visto: I ciechi vedono. l'Eterno È su di me. il serpente. Gli zoppi camminano. Il tentatore. Felice colui che non dubita mai di me! Lo spirito del Signore. Poiché l'Eterno mi ha unto Per portare la buona novella Agli infelici Mi ha inviato per guarire Quelli che hanno il cuore spezzato. «Ogni malattia appartiene al demonio E il Regno dei cieli è vicino: Quando Satana. vi manderò Elia il profeta. Poiché Gesù insegnava Nelle sinagoghe. Dunque i messaggeri di Giovanni chiesero a Gesù: «Sei tu quello che deve venire. O dobbiamo aspettarne un altro?».

Ed ecco che annunciava La salvezza degli umili. E gli esseni lo avevano unto Per annunciare la salvezza agli umili. . Il nemico del demonio che aveva ritardato la venuta del Regno dei cieli. E pure un giorno di vendetta Allo scopo di consolare tutti gli afflitti. Era il conquistatore vittorioso Che tutti aspettavano. Che prevedeva un anno di grazia Da parte del Signore. Quando guariva Quando espelleva I demoni impuri. Dispensava opere buone. Che leniva i loro cuori straziati. E quando ritornava. Per raccogliere le loro parole. Ai poveri. Lo spirito del Signore era sopra di lui. Che annunciava agli schiavi la libertà Ai prigionieri la Redenzione. Riferiva ai discepoli Tutto quello che loro gli avevano detto. Narrare loro le sue peregrinazioni. Lo Spirito del Signore Iddio era su di lui. Non voleva abolire la Legge Voleva portarla a compimento. Predicava per i poveri. Così era. Poiché il Signore con il Santo Olio L'olio di balsamo Lo aveva unto. Attraverso tutto il paese.Ora Gesù vedeva Satana cadere dal cielo Come il lampo. Andava nel deserto per incontrare gli esseni.

«Cosa siete andati a contemplare nel deserto? Una canna agitata dal vento? Cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti eleganti? Ma quelli che indossano abiti eleganti si trovano Nelle dimore dei re. le pecore smarrite di Israele.» . Mentre un albero robusto. Non è un posto per i cortigiani di Erode Antipa vestiti di ricchi abiti. La canna resiste alla tempesta Dato che può piegarsi sotto il vento. vi dico. Lo iniziarono alla loro scienza e alla loro magia. Allora cosa siete andati a fare? A vedere un profeta? Sì. Che non può curvarsi. E Gesù arringava le folle. Viene spesso sradicato al momento delle intemperie più forti. I peccatori e i dispersi. E per quelli che si curvano Come canne agitate dal vento. Non per trasgredire lo Shabbath. Operò guarigioni miracolose Il giorno di Shabbath. Gli umili.Disprezzava i falsi religiosi Odiava i sacerdoti e gli scribi Non era venuto a convertire i Gentili. Ma per adempierlo. invio il mio messaggero Per preparare la strada davanti a me. E più di un profeta! Quello di cui è scritto: Ecco. Voleva condurre loro i poveri di spirito. Per quelli che abitano nelle dimore dei re. Allora i messaggeri lasciarono Gesù Riportarono tutto questo a Giovanni il Battista.

La voce divina che aveva sentito Che. Così parlavano gli esseni. Giovanni aveva aperto la breccia Da cui la luce sarebbe passata. Risuscitato per compiere la sua missione. Gli additava la sua missione. E sua moglie . Con tutto il suo cuore. Ma presto sarà troppo tardi E non potrete salvarvi. Il re Erode ne ebbe paura Temeva che accusasse i Kittim. Allora Giovanni non dubitò più. Che era Elia finalmente ritornato. al momento del battesimo nel Giordano. «Affrettatevi!» diceva «Allungate il passo. Venite presto! Venite a pentirvi!» Allora la sua fama si accrebbe E percorse il paese.» Gli dissero: «Tocca a te attraversare I villaggi sulla riva del lago Per annunciare il Regno dei cieli». Predicò Annunciò l'imminenza della venuta. E tutte le sue forze. C'è ancora tempo. «Tu non puoi diventare discepolo di Giovanni. Il più piccolo nel Regno dei cieli È più grande di lui. Se Giovanni è il più grande Tra i figli degli uomini.Diceva che Giovanni era un profeta. Così parlavano gli esseni. Gli ricordarono il messaggio celeste. la sua anima.

gli scrupolosi. Il Figlio dell'Uomo avrebbe dovuto soffrire. Vincitori delle guerre civili . I figli delle tenebre stavano Sotto il superbo stendardo della Casa dei Maccabei.Che non amava Giovanni Lo fece arrestare Lo rinchiuse nella fortezza di Macheronte. I separati. 2 Così cominciò la guerra Dei figli della luce Contro i figli delle tenebre. Salomé. Che detestavano i farisei. Nel paradiso e nell'inferno. I farisei. Era la lotta. Lo fece giustiziare. Allora gli esseni dissero Che Elia era già venuto. I figli delle tenebre erano Testimoni di fede. Portò la sua testa su un piatto d'argento Danzando la danza selvaggia E morbosa della vittoria Dei figli delle tenebre. Dottori dell'interpretazione scritta e orale. degna figlia di una perfida madre. Fomentatori di regole. Fu allora che cominciarono a ordire il loro piano: Era la fine. Che non lo avevano riconosciuto E lo avevano trattato in modo perverso. Privilegiavano la Casa reale. Nella risurrezione dei morti. Anche loro credevano nell'immortalità. precetti e comandamenti.

Scuotere il giogo dei comandamenti che avevano tanto faticato a imporre. Allora odiarono i farisei. Nulla poteva essere conosciuto. E il Maestro. Così stabiliva il Piano: Che i dottori del popolo E i capi dei capi. E come i greci credevano nel libero arbitrio. E li chiamarono Interpreti fallaci. Risiedevano fieramente nel Tempio di Gerusalemme Per influenzare meglio i responsabili del paese. Ipocriti dalla lingua menzognera. Doveva conoscere i loro sforzi.Che li avevano opposti ai farisei. Lo odiassero tutti. Che negavano la tradizione orale E si facevano beffe della fede popolare Nella vita eterna Affermando che niente poteva essere detto. «Fate dunque» dicevano . A cui le folle non erano indifferenti. E la guerra scoppiasse! Poiché la fine dei tempi si avvicinava. E i figli delle tenebre Facessero venire da Gerusalemme Gli scribi eruditi Che dicessero a tutti Che era posseduto dal demonio. Dalle false labbra. Che arrivavano a sedurre tutto il popolo. Mangiare con i pubblicani E con i peccatori Affinché loro volessero sbarazzarsi di lui. I sadducei.

Siete i figli delle tenebre. Ma non regolatevi sulle loro azioni. Poiché dicono e non fanno.«Osservate tutto quello che possono dirvi. Che conosceva soltanto gli abitanti dei villaggi . Nel deserto avevano costruito Un nuovo Tempio Che aveva preso il posto di quello antico. Dall'impurità Dove regnavano i sadducei E il loro empio sacerdote. Mai aveva esercitato un potere.» «Sventura a voi» dicevano «Scribi e farisei ipocriti Che costruite i sepolcri dei profeti E addobbate le tombe dei giusti. Una nuova alleanza fra Dio e il suo popolo Con un altro esodo.» E gli esseni Detestavano i sadducei Poiché avevano abbandonato il loro Tempio E portato via il loro tesoro. Gli dissero che era necessario battersi. Non ci saremmo uniti a loro Per versare il sangue dei profeti. A lui che mai aveva governato. Il tesoro di re Salomone. Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri. Così testimoniate contro voi stessi: Siete i figli di quelli che hanno assassinato i profeti. E un'altra conquista Dei villaggi e delle città Dove si stabilirono Con donne e bambini Nella purezza. Lontano dall'antico Tempio insozzato.

Che faceva solo allontanare dal cammino Tracciato da Dio. Viene il timore del Signore.E i poveri di spirito. A non ricorrere alla violenza. In questo modo. Gli insegnarono Che le colpe dell'uomo verso il suo prossimo Non saranno rimesse che il Giorno della Riconciliazione. I figli della luce e i figli delle tenebre I giusti da un lato. «In ogni cosa» dicevano «Bisogna amare il prossimo. A rivolgere il suo appello. Esercitare la misericordia nei suoi confronti. i peccatori dall'altro. Ma alle pecore perdute della casa di Israele. A camminare due miglia Quando i Kittim provocavano con le angherie. Non alle altre nazioni.» Lo istruirono Sugli uomini giusti e i peccatori. Come Dio è misericordioso. E prima della fiducia nella forza E nella potenza dell'uomo. E Dio si dona innanzitutto Ai poveri e agli oppressi. La campagna della Galilea. gli umili. i suoi. Prima di giudicare il proprio prossimo. Bisogna essere misericordiosi. I fiori e gli alberi. Si imita l'opera di Dio Giacché la giustizia di Dio È la sua misericordia. Gli insegnarono A porgere la guancia sinistra Quando veniva percossa la destra. I campi e i frutteti. . Se si perdoneranno agli altri le loro mancanze.

Come disse il saggio Hillel. Adorerai Dio come Abramo. Fuggi il male e ciò che gli assomiglia. Non scuserà neanche il Padre. L'amore è al di sopra del timore. Per rispetto della legge Che è protezione e barriera. Che è adulterio. Temerai Dio come Giobbe. Ma in questo mondo. Poiché sono altrettanto importanti dei grandi. verrà dato Al giusto in misura della sua giustizia E al peccatore in misura del suo peccato. Ma se non si perdoneranno gli altri. Solo l'amore del prossimo merita la benevolenza di Dio. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Segui i comandamenti semplici. Vale di più il servizio di Dio con incondizionato amore Che la servilità per timore della punizione divina. E l'odio del prossimo attira la collera divina. In un mondo migliore. «Siate santi . Noè non è forse salito nell'arca Per non corrompersi?» Così parlavano gli esseni. Differenza e separazione.Anche il Padre celeste assolverà. Non condannate e non sarete condannati. Ama Dio più di quanto tu lo tema» Così parlavano gli esseni. «Non giudicate e non sarete giudicati. Perdonate e verrete perdonati. Date e vi sarà dato. «Preservatevi dalla lordura della storia Che è idolatria.

La volontà di Dio è fatta Sulla terra giunta fino al cielo. Viviamo qui e ora il compimento Della profezia e delle giuste disposizioni.Poiché Dio rimane vostro alleato. Che mantiene da solo l'Alleanza. Unti di Dio. Gli insegnarono la povertà Giacché i veri figli della luce Sono i poveri eletti da Dio. E credevano che il Messia Avrebbe stabilito un ordine nuovo. Le cose nascoste dalla fondazione del mondo Sono state oggi rivelate ai Santi e ai Perfetti. L'altrove è qui già da ora. Il nostro spirito liberato dalle tenebre della materia Ci congiunge ai Santi del Cielo e agli angeli. Siate i Chiamati con il loro nome Istruiti dagli unti dello Spirito santo. Nella nuova alleanza. Noi siamo il Resto di Israele. . Staccati dai Separati Dalla Grazia divina perpetua. I cieli raccontano la gloria di Dio E noi cantiamo con loro ogni giorno. Alleanza eterna e definitiva Dio è con noi. Dove condividiamo la parola divina. Il Messia giunge ora Intorno alla nostra tavola comune. Israele è il Resto delle nazioni. Come Mosè e Aronne. Il presente è già futuro. Il nostro cuore è nuovo.» Così parlavano gli esseni. Così parlavano gli esseni. Siate il Resto divino ritirato nel deserto.

Nel corso di una lunga notte Lessero Non mi vendicherò di alcun male. Che trasmisero a Gesù. Inseguirò l'uomo Facendo per lui solo ciò che è buono. Allora trasmisero a Gesù il loro segreto. Non la condurrò prima del giorno della vendetta. L'eliminazione della malvagità Sarebbe stata portata da una sanguinosa guerra di religione. Ma la mia collera. La distruzione del male Sarebbero state opera della predestinazione divina. E spetta a lui dare la ricompensa. E leggevano le Scritture sacre di Israele. È misericordioso verso tutti. E anche se questi concertano per fargli del male. L'arma infallibile della vittoria. Potente nella sua estrema debolezza. Poiché Dio è giudice di tutto ciò che vive. Così» dissero «chi fa il bene . Non la stornerò dagli uomini della malvagità E non vivrò in pace Prima del giorno del giudizio da lui fissato. Di pace Di armonia. La guerra contro gli uomini di perdizione. Poi sarebbe giunto un periodo di rinnovamento. Vincere i malvagi facendo il bene: Questa era l'arma segreta. Anche se imperversano i peccatori.Riandavano col pensiero al passato. La vittoria finale. «L'uomo buono non ha l'occhio cattivo. Le forze delle tenebre erano i Kittim E i loro agenti della Giudea.

Se la tua intenzione è buona. Per pacificare E per turbare. . Gli avari non rinunceranno soltanto alla loro passione per il denaro. Per affliggere E per rallegrarsi. Mano per mano. Dente per dente. Non ha due modi di vedere né di intendere. Giacché verrà protetto dal bene. Bruciatura per bruciatura.» E Gesù rispose: «Abbiamo imparato che è stato detto: Occhio per occhio. La buona intenzione Ha un solo E leale sentimento verso tutti. Per l'ipocrisia E per la verità. La buona intenzione non ha lingua doppia Per benedire da un lato E maledire dall'altro. Ma restituiranno i loro beni A coloro a cui li hanno sottratti. Mentre l'opera di Belial è ambigua E presso di lui non vi è semplicità. Per avvilire E per onorare. Piede per piede. Per la povertà E la ricchezza. Così parlavano gli esseni.Sarà più forte del malvagio. I dissoluti ti seguiranno E si convertiranno al bene. Perfino i malvagi vivranno in pace con te.

Come Giona che aveva domato la tempesta. Lasciagli anche il resto. Denunciò il pericolo dei beni terreni. Diede da mangiare al popolo. gli afflitti: Avevano un consolatore. A chi prende un tuo bene Non domandare mai che te lo restituisca». Gli diedero il rotolo di Isaia. Porgigli anche l'altra. E Gesù diffuse la loro parola. I primi saranno gli ultimi Gli ultimi saranno i primi Gli afflitti saranno consolati. A quelli che hanno lo spirito a pezzi. E scoprì: «Lo spirito del Signore è sopra di me . Viene promessa la gioia eterna. E se qualcuno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra. Piaga per piaga. E dona A chi chiede. Ma io Dirò Di non tener testa ai malvagi. Come Eliseo che aveva sfamato una folla. Se qualcuno ne ha bisogno.Ammaccatura per ammaccatura. E a chi vuole prenderti la tunica. Lo svolse. E parti per una corsa di due miglia. Quando Dio suscitò un gran vento sul mare Calmò la tempesta. Beati gli umili di cuore. Allora si recò in una sinagoga della Galilea. Il Regno dei cieli appartiene a loro. I poveri di spirito. Era il santo giorno di Shabbath.

Ma nessuno veniva toccato dall'appello al pentimento La Galilea. Dopo aver finito di leggere. È detto: «Oggi. Non ai gentili. Mi ha inviato a proclamare agli schiavi La liberazione». Evocò la lunga discendenza Dei profeti respinti e perseguitati: Elia ed Eliseo Accolti meglio presso i pagani Che nella loro terra natale. Non portavano nei loro viaggi né bagagli né denaro.Poiché mi ha conferito l'unzione Per annunciare la Buona Novella Ai poveri. Tutti furono pieni di collera. Se una casa o una città non avesse voluto riceverli. il suo paese natale Rifiutava il proprio profeta. «Parola dell'Eterno al mio Signore Siedi alla mia destra. questa scrittura si compie Per voi che l'ascoltate». Poiché avevano ricevuto da lui precise istruzioni. Come gli esseni.» Allora designarono come inviati Due fra i suoi discepoli più vicini a lui Che avrebbero dovuto percorrere il paese in suo nome. Lo cacciarono fuori dalla città. la sua regione. Fino a quando farò dei tuoi nemici Il tuo sgabello. Arrotolò la pergamena e sedette. Né ai samaritani. Dovevano parlare soltanto agli ebrei. . Ma erano scettici: Nessuno è profeta in patria. Non vi rimanevano.

Gesù avrebbe dato la vita. Erode. Quando seppe che un predicatore Annunciava in Galilea l'avvento del Regno dei cieli E attirava grandi folle Come aveva fatto Giovanni. Eravamo tutti errabondi come pecore. Aveva rinunciato alla sua empietà. Se il suo popolo avesse prestato orecchio. Anche questo faceva parte del Piano. «Razza di vipere!» gridò «Come potreste dire delle cose buone. Aveva dichiarato che dopo quaranta giorni Ninive sarebbe stata distrutta. E il Signore ha fatto ricadere su di lui L'iniquità di tutti. «Andate» disse «e comunicate a quella volpe: . Il popolo si era pentito. Ma alcuni farisei. Ognuno seguiva la propria strada. Tetrarca di Galilea e di Perea. E il malvagio re. Della Casa di Hillel. Come Giovanni risuscitato. Poiché Erode voleva ucciderlo. E sapevano cosa si stava tramando. Malvagi come siete?» Allora se ne andò. Chiunque metta mano all'aratro E si guardi indietro Non appartiene al Regno di Dio. Se Dio avesse accettato le sue sofferenze.Quando Giona. Iniziò a sorvegliare le attività di Gesù. Vennero ad avvisarlo che doveva partire. Che volevano salvare la vita di Gesù. Il profeta della Galilea.

Ecco. Domandò ai suoi discepoli Cosa dicesse la gente di lui. figlio di Giona. E domani E il giorno seguente. Chiedo a voi tutti Di mantenere il segreto. Simone.» Anche questo faceva parte del Piano. Non era influenzato da loro. io caccio i demoni E opero guarigioni oggi. Il terzo giorno. Poiché è ancora troppo presto per rivelarlo. Ma occorre che cammini oggi.» «E voi. cosa dite?» «Tu sei il Messia. Allora si ritirò a nord del mare di Galilea.» Questo era il loro progetto. Nella regione di Cesarea. La mia ora non è ancora giunta.» «Lo hai detto» Rispose «Ma non devi più ripeterlo. Poiché non è bene che un profeta perisca fuori di Gerusalemme. Poi Gesù disse a Pietro: «Felice te. Poiché questa rivelazione ti è giunta Non dalla carne e dal sangue. «Alcuni pensano che sei Giovanni il Battista. . Poiché Pietro era differente Aveva avuto una rivelazione diversa da quella degli esseni. avrò terminato. Elia e Geremia. E domani. Verrà il momento in cui me ne andrò. E mi recherò a Gerusalemme. Per questo poteva essere felice E differente. Ma dal Padre mio che è nei cieli».

Dai sacrificatori. Ma solo non andrò. E i Kittim. come gli zeloti. dagli scribi. Sul Figlio dell'Uomo che hai scelto! Così Dio non lo avrebbe abbandonato. Gli anziani. Che sarebbe stato condannato a morte E sarebbe risorto. Ma del Dio della vita.» Allora gli risposero: «Non aver paura! . i sacrificatori. Non voglio. Voglio» disse «intendermi con il mio avversario.Allora cominciarono a insegnargli Che il Figlio dell'Uomo avrebbe molto sofferto. Ma combatterli. Dai Kittim. aspetterò Finché non si rivelerà a noi. Tanto che sono Ancora con lui sulla strada. Che sarebbe stato respinto dagli anziani. Giacché la mia anima ha sete di Dio. Per paura che l'avversario non mi consegni al giudice. E il figlio che hai scelto! La tua mano si posi sull'uomo della tua destra. Resistere ai Kittim. Aspettare. Poiché nel Salmo era scritto: Proteggi ciò che ha piantato la tua destra. È attraverso lo Spirito santo Che voglio liberare il mondo da tutte le schiavitù. «Conosco» disse «Quelli che agiranno contro di me. non voglio. gli scribi. E non mi si metta in prigione. E il giudice alla guardia.

Impegnandosi a preservarsi da ogni iniquità. Poiché dallo Spirito santo Sarai salvato. A distinguere il puro dall'impuro. la vedova e l'orfano.Il tuo nome non è forse Jeoshuah? Dio salva. E così tutti sapranno Chi sei: Il Maestro di giustizia. Sarai salvato. credilo. Come Isacco. Ad amare i fratelli come se stessi. Come Isacco. Non verrai abbandonato. Presso i galilei. In tal modo volevano stipulare la Nuova Alleanza Di cui aveva parlato il profeta Geremia. E verso il Libano e Damasco Dove vivono i recabiti e i qeniti. Dio non ti abbandonerà». Come un Figlio dell'Uomo. Verrai legato. Come gli esseni che erano usciti dalla terra di Giuda E si erano esiliati nel paese di Damasco. No. A sostenere lo sventurato. A non derubare il povero. Gli insegnarono Che la comunità era come un albero Il cui fogliame verdeggiante . Allora credette. All'ultimo istante. Allora se ne andò Vicino al mare di Galilea nella Decapoli. A osservare lo Shabbath Come le feste e i giorni di digiuno. Nelle regioni di Galaad e del Basan. l'indigente e lo straniero.

Sapeva come le genti lo ascoltavano. Una regione che si estende. Pensava senza credere alla sorgente della vita. il governatore della Giudea. I cui rami davano riparo a tutti gli uccelli. Ma un Regno di Dio. Ma anche un movimento voluto da Dio Che si spandeva sulla terra In mezzo agli uomini. Pensò che si dovesse condannarlo a morte Giacché aveva paura Della Nuova Alleanza. Per annunciare la salvezza Al povero. all'indigente e allo straniero. E quanto odiavano i Kittim. Senza considerazione Senza riconoscimento. A nascondere il proprio mistero. Perché diventassero pescatori di uomini. . Mentre lo straniero vedeva senza conoscere. Credevano nell'unico regno di Dio. Dell'avvento del Regno di Dio Che avrebbe messo fine all'occupazione romana. E l'albero della vita restava nascosto per loro. Per guarire. Per questo Gesù aveva chiamato i Dodici. Che conquista terre e uomini. Allora Pilato. Alcuni suoi discepoli erano zeloti Che ovunque nel paese seminavano scompiglio.Faceva da nutrimento a tutti gli animali della foresta. Non era soltanto una monarchia. Era Dio stesso a proteggere. Poiché il Regno dei cieli non era soltanto Quello del dominio di Dio che fa irruzione. La cui eredità Spetta ai grandi e ai piccoli. Ma era superato dalle piante acquatiche Che rappresentavano il mondo malvagio circostante.

insozzata Da quelli che senza posa sorvegliavano i sagrati del Tempio. Lasciò la Galilea. L'antico tesoro Dei sacerdoti del Tempio. lo avrebbero ripreso per mantenere il potere. Si fermò sul monte Garizim. Il magnifico tesoro di Salomone. Gerusalemme in disgrazia. . Centro predestinato del regno Da cui la Redenzione e la benedizione si sarebbero dovute diffondere A tutte le nazioni. Dove si trovava in mani sicure Presso gli scribi samaritani. Depose una parte del prezioso tesoro degli esseni. Profanata. Così al momento della guerra Dei figli della luce contro i figli delle tenebre Il tesoro non sarebbe stato rubato. Proseguì il suo cammino. Dove lo aspettava il samaritano. Amici degli scribi esseni. Città santa dove s'innalzava la dimora di Dio. In quel luogo Dove non lo avrebbero cercato.Desiderando ardentemente la liberazione finale Dagli invasori. Gerusalemme dei pagani. Poi si recò a Gerusalemme. Allora Gesù prese la strada di Gerusalemme. Così nell'era Messianica. Schernita dai Kittim. Attraversò la Samaria. E lungo la strada Nascose le altre parti Del tesoro.

Si recò a Gerusalemme In occasione della festa di Pasqua. Che deteneva la sacra carica Di sommo sacerdote. Dove sapeva cosa lo aspettava. Non era più fra i galilei di casa sua. O altrimenti La città. Poiché il sacrificio di Pasqua veniva compiuto secondo le Scritture. con i suoi abitanti.Bisognava pentirsi. Acquisita con l'oro delle sue casse ben colme. La Pasqua si celebrava il primo mese. Quando Dio aveva liberato il suo popolo dalla schiavitù. Giacché i primi frutti dell'orzo venivano consacrati a Dio L'indomani dello Shabbath pasquale. Così era scritto: . Ma in Giudea dove i pericoli erano grandi. Le supreme autorità ebree e romane. Quando si pregava per la rugiada. Allora si recò a Gerusalemme. Ponzio Pilato. Sarebbe perita nel dolore. Il sangue stesso di Gesù dovendo venir sparso come il vino delle celebrazioni. E poi sarebbe stato in seguito glorificato. Dove avrebbe dovuto affrontare i figli delle tenebre. E le erbe amare dell'umiliazione. Caifa. Il governatore romano. dal più grande al più piccolo. Si mangiava l'agnello pasquale Che quella sera fu Gesù. Si fermò a Betania. E il pane senza lievito del suo corpo. E il sacerdote empio. Venne accolto da Marta e da sua sorella Maria. Per commemorare i miracoli compiuti un tempo in Egitto.

. Perché il suo amico Giovanni. Padrone delle profondità e delle tenebre. La bellissima ora finale. Allora Gesù lasciò Betania. Porrò rimedio alla loro infedeltà. Il discepolo che amava fra tutti.Che i tuoi morti rivivano! Che i miei cadaveri si rialzino! Svegliatevi e trasalite di gioia. E questo lo sapeva. Allora sarebbe giunta la sua ora. E riferiva ogni cosa al suo maestro Gesù. Poiché la tua è una rugiada vivificante E la terra ridarà luce alle ombre. Sarò come la rugiada per Israele. Allora si recò a Gerusalemme Giacché doveva rivelarsi pubblicamente a Israele Con il nome di Messia. Allora a Gerusalemme Il Sanhedrin convocò una sessione straordinaria. Perché Dio non lo avrebbe abbandonato. Suo alleato segreto. Dio non lo avrebbe abbandonato. E il tempo sarebbe stato per lui. No. la sua spia. Giovanni era sacerdote al Sanhedrin. E il Consiglio decise di condannare Gesù. Sapeva tutto quello che succedeva. L'ora dell'avvento del Regno dei cieli. Il sommo sacerdote Caifa parlò così: «Non avete capito che è nel vostro interesse? Non è meglio veder morire un solo uomo per il popolo piuttosto che tutta la nazione?». Abitanti della polvere. Suo amico e suo ospite.

Marta aveva preparato la cena. Sul margine del deserto. Si meravigliarono. L'asinello avrebbe dovuto trovarsi legato All'entrata del villaggio di Betania. Senza spiegare perché. Al suo passaggio. Per compiere il pellegrinaggio di Pasqua Con i galilei. Allora giunse nei dintorni di Gerusalemme A Betfageh. In tal modo già stava imbalsamando Il suo fratello esseno. Gli versò sui piedi un prezioso olio di nardo. Dato che il Messia avrebbe dovuto giungere su di un asino.Si ritirò nella città di Efraim. Che aveva la mia fiducia. E si compì la profezia Perfino quello con il quale ero in pace. Alza il pugnale contro di me. . Secondo la profezia. E che mangiava il mio pane. La consegna era stata data Di lasciarlo partire con i messaggeri che avrebbero detto: Il maestro ne ha bisogno. A Lazzaro era stata affidata la responsabilità Di agire secondo il Piano prestabilito Dagli esseni. Che poi asciugò con la sua capigliatura. A Betania. Poi ritornò in Galilea. I messaggeri ritornarono con l'asinello. si indossavano gli abiti migliori. Affinché esasperato un suo discepolo lo tradisse. Ma nessuno dei Dodici ne era al corrente. Si tagliavano dei giunchi per tappezzarne il percorso. Gesù le aveva domandato Di portare l'olio santo.

Distribuì colpi. Ma rispose: «Vi dico. Veniva accompagnato Da una folla di pellegrini galilei. Le sedie dei venditori di colombe. Gesù lanciò un attacco contro i mercanti.Giacché questo era il segno: Ricchezza e morte. Così era il piano degli esseni. Nel cortile dei Gentili. sui sagrati dei Gentili Dove si scambiavano le monete Per comprare le vittime sacrificali. Rovesciò i tavoli dei cambiavalute. Disse loro che era scritto: La mia casa verrà chiamata casa di preghiera . E dissero Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Alcuni farisei scandalizzati gli domandarono di farli tacere. Allora si recò a Gerusalemme Come un re. Con una frusta fabbricata con l'aiuto di corde spezzate Che servivano a legare le bestie vendute come vittime sacrificali. Affinché nessuno venisse ucciso. se taceranno loro. Per salvarlo. E i Kittim avevano l'ordine di lasciare che quegli ebrei che cantavano Si avvicinassero al centro del loro culto. Intonarono l'Hallel. Segno di provocazione. Ma davanti. grideranno le pietre!». Acconsentiva a farsi acclamare dalla folla ebrea. Segno di tradimento nei confronti di Cesare. Non dentro il luogo santo. La parte del Tempio accessibile a tutti.

Dei figli di Beniamino. Dei figli della luce contro i figli delle tenebre. la vendetta. Dei figli di Giuda. Degli esiliati del deserto Contro le armate di Belial. E quella del loro Tempio. ne ricostruirò un altro Che non sarà stato fatto dalla mano dell'uomo». «Non lo sappiamo. Era la guerra.» . i traditori. È divinamente ispirato o no?» chiese a sua volta. Così stabiliva il Piano. E aggiunse: «Distruggerò questo Tempio costruito dalla mano dell'uomo E.E voi ne avete fatto un covo di briganti. Era una profezia sulla distruzione del Tempio. Dal loro calendario illegale Che fissava i tempi sacri e quelli profani A modo loro. dopo tre giorni. Allora i figli delle tenebre gli posero delle domande Per prenderlo in trappola. Poiché il Tempio veniva insozzato Dal sacerdozio illegittimo. Affinché la catastrofe fosse inevitabile. secondo voi. «Con quale autorità parli?» chiesero. Dei figli di Levi. Gli abitanti della Filistea. Poiché i sadducei avevano come rifugio soltanto il Tempio. «Il battesimo di Giovanni. Le bande dei Kittim di Assur E quelli che li aiutavano. Ed ecco che annunciava la fine dei sacerdoti sadducei.» «In questo caso» aggiunse «Non posso dirvi in virtù di quale autorità Agisco come agisco.

Dato che l'imposta fissata dopo un censimento Trasgrediva la legge che proibiva Il computo della popolazione. Il quinto giorno cominciava la festa dei Mazoth In cui sarebbe stato abbattuto l'agnello pasquale Che quella sera era Gesù. «Perché mi tendete un trabocchetto? Mostratemi un denaro. «Di chi sono quest'effigie e questa iscrizione?» «Di Cesare. secondo il calendario solare di Qumran E non secondo il calendario del Tempio impuro. 3 Allora si recò a Gerusalemme Per l'ultimo pasto. Così come aveva l'abitudine di fare Con i membri della comunità.» Allora Gesù celebrò la festa di Pasqua Il martedì. Passò il quarto giorno a Betania. E la serata da Simone il lebbroso.Alcune persone disperse tra la folla Avrebbero dovuto porgli altre domande Per prenderlo in trappola.» Allora glielo mostrarono. Ma era troppo avveduto Per cascarci.» «Date dunque a Cesare ciò che è di Cesare E a Dio ciò che è di Dio. Lasciò il Tempio per l'ultima volta. Alla fine della giornata. Ma rifiutò di toccarlo Per non contrariare gli zeloti Che erano dalla sua parte. «Deve essere pagato il tributo a Cesare?» chiesero. . Poiché Dio solo è il Signore.

Quello di Pasqua. Erano in tredici attorno alla tavola Preparata per il Seder. . Affinché nessuno si sentisse superiore E tutti fossero perfettamente uguali. lavare i piedi a me! Giammai!» Poiché Pietro non faceva parte della setta. Fra loro. Allora arrivò il turno di Simon Pietro. Ma era la sua ora o quella di questo mondo? Quella notte era l'ultima della sua vita in questo mondo? Oppure l'ultima della sua vita in questo mondo? Aveva deciso di riunire i suoi discepoli L'ultima volta. Riunì i suoi discepoli. La sua ora era venuta. Ma quella notte non era come tutte le altre notti Poiché era l'ultima della sua vita in questo mondo. Amato da Gesù E invitato alla sua ultima notte. Lo sospettava. «Se non ti laverò. «Tu. Dato che anche lui era un discepolo. vi era Giuda Iscariota. Lo sapeva. E non voleva prender parte al complotto. Non potrai rimanere con me» rispose Gesù. Depose il suo mantello Prese un panno di cui si cinse Versò dell'acqua in una bacinella. Per condividere insieme a loro la cena tradizionale Offerta in ricordo della liberazione dall'Egitto. E cominciò a lavare i piedi dei discepoli E ad asciugarli col panno che indossava. Signore. Secondo il rito degli esseni. I dodici discepoli si erano messi a tavola Intorno a Gesù che si alzò.

E occorreva che fosse zelota Per sopportare un simile sacrificio. «Ma non tutti. Giuda doveva Consegnarlo per far giungere il Regno dei cieli. E Gesù sapeva che sarebbe stato consegnato. Giuda sapeva Che Dio non lo avrebbe abbandonato.Dato che pensava che gli esseni Detenessero le chiavi del Regno dei cieli. Era il più forte fra gli esseni E quello che credeva maggiormente in Gesù Al punto di perdere la sua purezza. Il sacrificio dell'eternità.» Poiché c'era Giuda. Credeva che Gesù fosse il Messia E credeva in Dio. «Non soltanto i piedi. Ma pure le mani e la testa» Rispose Simon Pietro Accettando così il battesimo Degli esseni Poiché credeva in Gesù. . figlio di Simone Lo zelota. «Quello che si è bagnato non ha nessun bisogno di essere lavato. Giuda più di Pietro. Quello del Re Messia. Dato che è totalmente puro E voi siete puri» disse Gesù. E più di tutti gli altri. Il sacrificio del suo sacrificio. Quando ebbe terminato. Quello di Gesù. Dato che Giuda. E occorreva che fosse forte Per sopportare l'impurità. Giuda pensava.

Gesù indossò di nuovo il mantello. E ricevermi È ricevere Colui che mi ha mandato». Se mai non fosse dovuto più tornare. E disse: «Comprendete quello che vi ho fatto? Mi chiamate "Maestro e Signore" E dite bene. In verità vi dico. Conosco quelli che ho scelto. Giacché lo sono. Fatelo anche voi. Ma affinché si compia la Scrittura. Non parlo per voi. Giacché conosceva il rischio che correva Accettando il Piano Poiché sapeva di rischiare la sua vita. Io il Signore e Maestro. Dovete a vostra volta lavare i piedi gli uni agli altri Dato che è un esempio quello che vi ho dato. Voleva che continuassero a mettere in pratica quella fraternità Degli esseni. In verità vi dico. Ricevere colui che manderò. È come ricevere me stesso. Un servitore non è più grande del suo padrone. sarete felici Se almeno lo metterete in pratica. Si rimise a tavola. . Affinché quando si verificherà Crediate chi sono. dei poveri. Colui che mangiava il pane con me Contro di me ha alzato il pugnale. Sapendo questo. Se vi ho lavato i piedi. Né chi è mandato è più grande di colui che lo manda. Ve lo dico Prima che il fatto succeda. E quello che ho fatto per voi.

Giacché vi dico: Non ne mangerò più finché non mangerò nuovamente nel Regno di Dio». Lo spezzò E lo diede loro. Simile a quella degli esseni. Prese il pane. Attese che i suoi discepoli avessero iniziato a mangiare Per compiere il sacramento. . Poiché secondo le Scritture degli esseni Si diceva che il Messia di Israele Avrebbe dovuto stringere il pane nelle sue mani. vi dico. Lo benedisse. Come aveva l'abitudine di fare Quando celebrava la Pasqua Con gli esseni. Ma come Messia visibile e presente. E Gesù disse: «In verità. E dopo aver recitato la preghiera. Allora Gesù parlò così ai dodici discepoli: «Ho desiderato ardentemente condividere insieme a voi questo agnello pasquale. Al momento del confronto con i sacerdoti. Non berrò più di questo vino fino al giorno del Regno di Dio». Dividerlo con tutta la comunità. Mentre i suoi discepoli mangiavano. Così si rivelò ai suoi discepoli Come il Messia. Come lo compiva Quando celebrava la Pasqua Con gli esseni. Così rivelò ai suoi discepoli Che non avrebbe partecipato più al pasto sacro In quanto comunicando.Allora consumarono la cena. E Gesù seguì questo rituale.

E che presto . E disse: «Questo è il mio corpo». Rese grazie. E disse: «Prendete. Non berrò più del frutto della vite Finché non berrò nuovamente nel Regno di Dio». Quello del Messia. Rese grazie.Poi prese una coppa di vino. Identificava se stesso con il pane. Prese del pane. Poi fece il gesto consacrato. Identificando il pane con il suo corpo E il vino con il suo sangue. Giacché vi dico. Secondo la quale il cibo rappresentava il Messia assente. Come aveva l'abitudine di dire: «Questo pane rappresenta il Messia di Israele». Dividetelo fra voi. Così si rivelò a loro. Così pronunciò le ultime parole della cena. Bensì: «Rappresenta il mio corpo». Poiché pensava Che il Regno di Dio Fosse vicino. Che rappresentava Il Messia nel pasto sacro. Siccome pensava che il Regno di Dio Fosse vicino. Poiché il pane era sacro. Ma quella sera non ripeté la preghiera essena. Era il simbolo del nutrimento. Non disse.

Uno di loro. il sacerdote. Allora dichiarò ai suoi discepoli: «In verità vi dico. Giovanni. E Gesù gli disse le parole di connivenza Poiché insieme avevano suggellato il patto: «Quello che devi fare. E tutti sarebbero stati salvati. Poiché era un sacerdote. Alcuni pensarono che Gesù gli avesse detto di andare a comprare Il necessario per la festa. Figlio di Simone. Simone lo zelota. Uno di voi mi tradirà». fallo presto». Osservava tutto quello che succedeva al Sanhedrin. E lo diede a Giuda Iscariota. A lui Diceva tutto. . E siccome Giuda teneva la borsa della comunità degli esseni. Simon Pietro gli fece un segno: «Domandagli di chi stia parlando». chi è?». Poiché solo a Giovanni Gesù parlava Secondo il suo cuore. Era vicino agli esserli. Domandandosi di chi parlasse.Sarebbe stato salvato. Si trovava al suo fianco. Il discepolo si chinò allora verso il petto di Gesù E gli chiese: «Signore. Allora prese il boccone che aveva intinto. Allora Gesù rispose: «È quello al quale offrirò il boccone Che sto per intingere». Quello che Gesù amava. E gli riferiva tutto. Allora si guardarono gli uni con gli altri.

. Così come avevano stabilito. Disse agli altri: «Ora. Gesù si sentì sollevato. E se porterete amore gli uni verso gli altri. E Dio si è glorificato in se stesso. Prima di andare. Tutti riconosceranno che siete miei discepoli». Secondo il loro Piano. Come io vi ho amati. Ma era convenuto fra di loro che a quelle parole Giuda lo avrebbe consegnato E avrebbe dato Il denaro ricevuto in cambio Al tesoro della comunità essena. E per questo. Il Piano era quello degli esseni. E presto lo glorificherà. Vi lascio un nuovo comandamento: Amatevi gli uni gli altri. Volevano finalmente la rivelazione. Come avevano previsto. Uscì immediatamente. Poiché entrambi Non erano venuti meno al loro proposito E lui era andato. il Figlio dell'Uomo è glorificato. Dovete pure voi amarvi gli uni gli altri. Poiché volevano che si confrontasse Con la Verità. Appena fu uscito. Preso il boccone.O forse di donare qualcosa ai poveri. Pensavano che Dio lo avrebbe salvato Come aveva salvato Isacco. E che attraverso di lui La loro verità trionfasse.

Il loro complotto: Un complotto per Dio. Farlo intervenire. Dato che credeva in loro Come loro credevano in lui. E Gesù aveva accettato quel patto. Consegnare Gesù. Gesù e i suoi discepoli Lasciarono la città Per il Monte degli Ulivi. il suo inviato. Ai Kittim. Avrebbe aspettato che Lui lo salvasse. se vuoi. Non si sarebbe salvato. Non avrebbe fatto niente per se stesso. Prendere Dio come testimone. Ma come Isacco sull'altare. . Allontana da me questo calice. Domandò allora ai discepoli di rimanere E disse loro Di pregare. Obbligarlo a rivelare il Messia. Avrebbe solo atteso un segno di Dio. Dopo il pasto. E pregò: «Padre. Avrebbe dovuto essere salvato all'ultimo momento. Non la mia». Un complotto contro Dio. Ma sia fatta la tua volontà. Era il loro Piano.Pensavano che occorresse precipitare le cose. Si gettò a terra. Quindi si fece avanti. E al sacerdote empio. Salirono in un luogo chiamato Getsemani. Non come l'agnello sull'altare.

E con lei i Kittim E il figlio dello zelota. che lo stava consegnando. Oltre il torrente del Kidron. Gesù andò loro incontro. Allora disse loro: «Perché dormite? Alzatevi. Allora Gesù andò con i suoi discepoli. E pregate affinché io non cada in tentazione. lumi e armi. Irresistibile. E Giuda. Che si avvicinò a Gesù. Di indebolirsi. C'era lì un giardino. E disse loro: «Cosa cercate?». Per consegnare se stesso. Di fuggire. Dove entrò con loro. Ma riuscì a vincere la tentazione Che si era impadronita di lui. Poiché temeva di non riuscire a portare avanti la sua missione. Raggiunse il giardino con torce. Farsi coraggio. Si abbracciarono Per darsi speranza. Lo spirito è pronto. Ma la carne è debole». Quella che si chiama "paura": Approfittare della notte Per fuggire i giardini di Getsemani.Andò presso i discepoli Che si erano addormentati. Allora sopravvenne la guardia del Tempio. Prese il comando della milizia E delle guardie fornite dai sommi sacerdoti. . E contemporaneamente dirsi addio.

» Indietreggiarono. E nuovamente chiese loro: «Chi cercate?». Il discepolo che Gesù amava. Spada. E risposero: «Gesù di Nazareth». «Sono io. Il proprio orecchio. Erano stati loro. Ma anche in quel momento Perseverò. A metà chiuso. E tremarono fortissimo.«Cerchiamo Gesù. Voleva salvare Gesù. alzati Sul mio pastore E sull'uomo che è il mio compagno! . In quel momento Avrebbe potuto fuggire.» Allora. Finalmente aveva capito cosa era stato tramato. Era stato lui. Simon Pietro. Lo sguainò Colpì il servo del sacerdote malvagio. Che portava un gladio. Mozzò il suo orecchio destro. A vincere. Allora Pietro comprese: Poiché fra Pietro e gli esseni. Fra Pietro e Giovanni. Avrebbe voluto mozzare. Ma subito Gesù disse a Pietro: «Riponi il gladio nel fodero! Come? Non berrò il calice che il Padre mi ha dato?».

Il figlio dello zelota. I figli della luce avrebbero prevalso Contro i figli delle tenebre. Ingiuriandolo. Anche Pietro. Ora Giuda era il fratello di Gesù. Ma il più puro e il più credente. Delegato dalla setta per denunciarlo Affinché la Verità potesse manifestarsi nel gran giorno. E picchiarono anche quello. Che aveva più fede nella vittoria messianica. Lo rinnegò tre volte quella sera. . Volevano affrettare la fine del mondo Attraverso la guerra Dei figli della luce contro i figli delle tenebre. Il più persuaso Che fosse il Messia. il Beneamato. Giuda non fu più un traditore. Quello che più sperava nella Liberazione finale. Ma i vignaioli lo percossero E lo rimandarono indietro. Il Regno dei cieli era arrivato. Calata la sera. Era il Messia. Di fronte ai sommi sacerdoti Aveva detto che il padrone della vigna Aveva inviato un servo dai vignaioli Per farsi consegnare la sua parte del prodotto della vigna. E Gesù lo sapeva. Quella di Gesù Contro i figli delle tenebre.La milizia con il suo comandante E le guardie degli ebrei afferrarono Gesù E lo legarono. Inviò un altro servo.

Uccidiamolo. Corse alla casa del sacerdote Anna. Erano tredici. E quando Gesù venne arrestato. E al posto d'onore Il padrone di casa. E l'eredità sarà nostra!». I malvagi sacerdoti Che detenevano il monopolio sul popolo di Dio E la vigna. Ma vedendolo. L'esseno che andava nella casa dei sacerdoti.Ne inviò ancora uno. Il discepolo più amato. C'erano Gesù. già sommo sacerdote. Disposti intorno al tavolo della cena pasquale. E lo uccisero. Poiché sapeva dove Gesù sarebbe stato condotto. Figlio di Sen. I Dodici. E lo gettarono fuori della vigna. I vignaioli omicidi Erano loro. Cosa farà dunque il padrone della vigna? Arriverà. Giovanni. I sommi sacerdoti lo avevano capito. Mandò suo figlio. Il sacerdote diventato esseno. . era il popolo di Israele. Pensando che avrebbero avuto per lui dei riguardi. Farà morire quei vignaioli E darà la vigna ad altri. Quella sera. Nel frattempo. I vignaioli si dicevano fra loro: «Ecco l'erede. Ma lo ferirono E lo gettarono fuori.

Questi gli domandò Cosa insegnasse. Aveva bestemmiato. «Perché mi interroghi?» chiese Gesù. Comparve davanti a Ponzio Pilato. il sacerdote si lacerò la tunica. «Non hai dunque nulla da dire in tua difesa?» Domandò il sommo sacerdote Caifa. Dato che non aveva pronunciato il sacro nome di Dio. Ma contro Tiberio Cesare. Cosa deciderete?» Poiché era il sacerdote empio. Gesù non aveva bestemmiato contro la legge. Non aprì la bocca. Il Sanhedrin si riunì E lui rimase in silenzio Come un agnello muto Davanti a chi lo sta tosando. Sono loro che lo sanno. «Domanda a quelli che hanno ascoltato ciò che ho detto. E il consiglio decise che Gesù meritava la morte. Furono delatores.Gesù era stato portato davanti al sacerdote. lo sono. Ma Gesù taceva sempre. E vedrete il Figlio dell'Uomo Seduto alla destra della Potenza Arrivare sui nembi del cielo. Non contro Dio.» Allora Anna mandò Gesù davanti al Consiglio. Formularono la loro imputazione Contro Gesù davanti al rappresentante di Cesare. «Abbiamo forse bisogno di altri testimoni? Avete udito la sua confessione del tradimento. Così non venne lapidato.» Allora. L'indomani mattina. Dissero che si era dato alla sovversione . «Sei tu il Messia?» «Sì.

» «Non si tratta di un crimine religioso. «Quest'uomo è un criminale. Allora Pilato uscì sulla terrazza E domandò: «Di cosa si tratta?». Sono nato.» «Quand'è così.» «Sei dunque Re?» «Sono Re.Nel cuore della nazione. Ripetete le vostre accuse davanti a Erode. .» «Sei tu il re dei giudei?» «Sei tu che lo dici. Da cui è arrivato.» «Cosa è la verità? Non trovo nessuna imputazione contro di lui. lo hai detto. Dalla Galilea. Chi tiene conto della verità mi ascolta.» «Solleva il popolo insegnando Attraverso tutta la Giudea. Fino a qui.» «È dunque galileo? Dipende dalla giurisdizione di Erode Antipa. Che aveva proibito il pagamento del tributo a Cesare. i sommi sacerdoti. il Re. Che ti hanno consegnato a me. Cos'hai fatto?» «Il mio Regno non è di questo mondo.» Allora il sacerdote empio lo condusse da Erode. Che affermava di essere il Messia. Ma lui restò in silenzio. E sono venuto a questo mondo per testimoniare questa verità. O altri te l'hanno suggerito?» «Sono forse un ebreo anch'io? Sono i tuoi. prendetelo E giudicatelo voi stessi secondo le vostre leggi. Tetrarca di Galilea. Mentre l'empio sacerdote volgeva le accuse contro di lui.

Allora Barabba venne liberato. Lo mascherò Con un mantello cremisi sulle spalle. Allora il sacerdote riunì i suoi servi E i loro amici nella corte del pretorio. I custodi del contratto I nazorei. Poi mandar via Gesù. Come gli esseni che si chiamavano Nozerei Haberith. Re dei giudei Dato che Gesù era nazoreno. E Gesù fu portato via dalle guardie romane. La folla gridò che voleva Gesù Barabba. il discepolo più amato. Ma Pilato disse che bisognava flagellarlo. . spinta dal sacerdote empio. E nessuno sapeva nulla Del complotto tramato. Pilato fece flagellare Gesù. Ma nessuno sapeva niente Di ciò che si era svolto sulla Collina del governatorato. Gesù condannato. Giacché era Pasqua. Passò per la porta ovest della città. Vicino alla croce. Fece affiggere sulla croce Gesù il nazoreno. E una corona di spine. C'erano sua madre. Era l'inizio della festa. Giovanni. Allora. Tutti gli eventi erano stati affrettati E circondati di segreto. Ma la folla urlò Che si doveva crocifiggerlo.Erode rimandò il prigioniero a Pilato. E non Gesù.

Maria. figlio di Zebedeo. Esclamarono: «Ha confidato nel Signore. Giacché erano vicini agli esseni.Maria di Magdala. Non agli esseni. Quello forte e onesto Che credeva in Gesù e in Dio. spinta dai sacerdoti. Com'è scritto nel salmo. Che il Signore lo Liberi. Queste cose sono successe. Reclamava la morte di Gesù. Com'è scritto nel salmo. Il sacerdote empio gridava Il suo odio per il Salvatore. madre di Giacomo Giovanni. Gli trafissero mani e piedi. E restituì il denaro. Il suo fianco fu trafitto da una lancia. se davvero lo ama». Com'è scritto in Zaccaria. I soldati tirarono a sorte la tunica di Gesù. Il sacrificato. Che rimasero assenti. Com'è scritto nel salmo. Affinché il Piano venisse rispettato Affinché la Scrittura fosse adempiuta. . I più eminenti sacerdoti e gli scribi si fecero beffe di lui. Il religioso. Com'è scritto nel salmo. Com'è scritto nel salmo. Che capì. Ma ai sacerdoti. La folla. Non si vide Giuda. madre di Giacomo Salomé. Non si videro i farisei. Poi gli diedero da bere l'aceto.

dall'angoscia E dal castigo. E fra quelli della sua generazione. E disprezzato dal popolo. Con lui. Il tempo del confronto era giunto. Tutti quelli che lo videro si fecero beffe di lui. Poiché era troppo tardi. Pregarono tutta la notte. Gli esseni digiunarono. Né agli sputi. L'altro alla sua sinistra. Non aprì bocca. Per invocare l'intervento divino. Aprivano la bocca. Obbrobrio degli uomini. E le guance A quelli che gli strappavano la barba. fu un verme. E nessuno avrebbe più potuto far nulla In questo mondo. Non sottrasse il suo volto alle ignominie. non un uomo. Simile a un agnello portato all'altare. Offrì la schiena A quelli che lo colpivano. . Venne maltrattato e oppresso. c'erano due ladroni. I suoi indumenti furono divisi. Sul fosco Golgota venne trascinato. Uno alla sua destra. Tirati a sorte. Quella sera. Chi avrebbe creduto che venisse strappato dalla terra dei vivi E colpito per i peccati del suo popolo? E peggio. Fu colto dalla pena. Su di una croce venne inchiodato.E si suicidò.

» I passanti lo insultavano . Tirano a sorte la mia tunica. Giacché perseguitano quello che tu colpisci. E per placare la mia sete Mi danno da bere l'aceto. Quello che hanno trafitto. «Sono come l'acqua che scorre. Aspetto pietà. Una banda di scellerati mi gira intorno. Si fonde nelle mie viscere. Poiché sono circondato dai cani. Come si piange su di un primogenito. Come su di un figlio unico. L'obbrobrio mi spezza il cuore E sono malato. E gireranno lo sguardo verso di me. Hanno trafitto le mie mani e i miei piedi. Tu mi riduci come polvere della morte. Loro. osservano Mi guardano Si dividono i miei abiti. Piangeranno su di lui. E consolatori.Scuotevano la testa: «Raccomandati all'Eterno! L'Eterno ti salverà. La mia forza si secca come argilla La lingua mi si attacca al palato. Mettono del fiele nel mio cibo. Ti libererà Giacché ti ama». e tutte le mie ossa si sciolgono: Il mio cuore è come cera. Piangeranno amaramente. Potrei contare tutte le mie ossa. Raccontano le sofferenze di quelli che ferisci. Ma invano: non ne trovo alcuno.

. Simile a quello da cui si distoglie lo sguardo. Purché lo vediamo. il sacerdote empio Con gli scribi Lo canzonavano fra loro: «Ne ha salvati altri. E se gli si domandava: «Donde provengono le ferite che hai alle mani?». Non hanno disdegnato di onorarlo. I suoi nemici dissero malvagiamente di lui: «Quando morirà? Quando perirà il suo nome?». Spada. Non sa salvare se stesso. Che scenda ora dalla croce. Salva te stesso.E dicevano: «Tu che distruggi il Santuario E lo ricostruisci in tre giorni. Il Messia. Uomo del dolore avvezzo alla sofferenza. Ci crederemo!». Pensavano che la sua disgrazia ne avrebbe causato la rovina. Disprezzato e abbandonato dagli uomini. I re della terra si sollevarono E i principi si allearono con loro Contro l'Eterno e il suo Unto. Il Re di Israele. Lo stesso. Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo ingiuriavano. Tutti i suoi nemici sussurrarono fra loro contro di lui. alzati sul mio pastore. La pietra rifiutata Dai costruttori È diventata chiave di volta. Scendendo dalla croce». Rispondeva: «È nella casa di quelli che mi amavano Che le ho ricevute.

Le reti della morte mi avevano sorpreso. Mi rendi la vita. Il terzo giorno. Ci rimetterà in piedi. E le fondamenta delle montagne fremettero. Aprono contro di me una bocca cattiva E ingannatrice. Ho invocato l'Eterno. Mi afferrò.Colpisci il pastore. Ho gridato a Dio. Poiché ci ha straziato.» «Quando cammino in mezzo allo sconforto. ritorniamo all'Eterno. Ci restituirà la vita in due giorni. Mi circondano con i loro odiosi discorsi E mi fanno guerra senza motivo. Venite. E tremò. Dal suo palazzo. Lui stese la mano dall'alto. che le pecore si disperdano. Mi parlano con una lingua menzognera. Stendi la mano sopra la collera dei miei nemici. La terra si scosse. Il silenzio della morte mi aveva circondato. L'Eterno agirà in mio favore. Ma fascerà le nostre piaghe. Mi soccorse. E vivremo davanti a lui. Ha percosso. . Ha udito la mia voce. Sono miei avversari. Nel mio sconforto. Quelli che amo. E la tua destra mi salva. Ma ci guarirà. E il mio grido è giunto alle sue orecchie. Mi liberò dal mio potente avversario.

Credeva che sarebbe stato salvato. Eterno! Il re si rallegra per la tua possente protezione! Oh! Come il tuo aiuto lo ricolma di esultanza! Tu hai posto sul suo capo una corona d'oro puro. È alla mia destra. Il cielo non era affatto buio . Che metterebbe subito a mia disposizione Più di dodici legioni di angeli? Come potrebbero però compiersi le Scritture Secondo le quali è necessario che così sia?» Pensava.Ho costantemente l'Eterno sotto i miei occhi. in perpetuo. Una vita resa per sempre. Giacché tu non consegnerai la mia anima al regno dei morti. E che Dio lo aveva abbandonato. Il mio spirito nell'esultanza E il mio corpo riposa in sicurezza.» «Riponi la tua spada» Aveva detto a Pietro «Pensi che non potrei fare appello al Padre mio. Non permetterai che il tuo beneamato Veda la corruzione. Tu gliel'hai donata. Dio salverà la tua anima dal regno dei morti. Mi farai conoscere il sentiero della vita. Io non vacillo. Ti ha domandato la vita. Vi sono gioie abbondanti davanti al tuo volto. La sua gloria è grande a causa del tuo aiuto. Pure il mio cuore è nella gioia. Lo ritenne fino al momento In cui finalmente comprese che non sarebbe successo nulla. Delizie eterne alla tua destra. Tu posi sopra di lui lo splendore e la magnificenza. Poiché mi prenderà sotto la sua protezione. Il giorno in cui il Messia rese lo spirito.

La sua agonia fu lenta. raggrinzate. A brandelli come un abito Andato in pezzi. I suoi capelli e la barba non avevano più l'ardore Della saggezza. La sua pelle era appassita. Un sudario diviso. Le membra erano stirate. Come un segno miracoloso. Il suo corpo ritorto come un panno.Nessuna luce lo rischiarava. Macabre strie. In cielo vi era ancora un fievole bagliore. difficile. E questa normalità non era il presagio Di un'assenza di presagi. Nessuna tenebra lo oscurava. Delle parole buone E delle profezie. Quell'attenzione. Una vetusta pergamena dalle lettere di sangue. quella capacità di guarigione. Era un giorno come un altro. devastato. Non era che sofferenza. Maculate di chiazze violacee. Un rotolo svolto e profanato. . Quando prediceva l'avvento del mondo nuovo. Dalle linee scarificate. Lo sguardo era vuoto della fiamma Della passione. Le mani forate. Le ossa sporgevano sotto la carne. La bocca era secca. Trafitte dai chiodi. La sua respirazione si eternò in un lungo gemito Di immensa disperazione. Il sangue scorse Abbondante. Una lava tiepida scaturita dal cuore.

Gli diedero un po' d'acqua. Nessuno. Gesù gridò: .» Ma non vi fu alcun segno per lui. nemmeno lui stesso. Prostrata. Nella delusione. «Dio salva Dio con noi Salvami. luminoso. Proprio mentre in un'estrema speranza Lui sembrava invocarlo E chiamarlo per nome. Inebbriato dal proprio sangue.Arida di parole d'amore. Andava verso lo Spirito? Ma lo Spirito lo aveva abbandonato. consolatore dei poveri. Nessuno avrebbe potuto salvarlo. Nella solitudine. maestro dei miracoli. Redentore. Come se il cuore stesse per uscirne così com'era. La bocca socchiusa. Si rese conto che tutto era finito Nella disperazione. Nudo. Il petto debole Si sollevò con un balzo. Rabbi. Alle tre. Immagini di innocenza. sacrificato. Nella desolazione. Gli occhi in deliquio. Detersero le sue sofferenze. Guaritore dei malati. degli alienati e dei paralizzati. Poi si irrigidì.

Volevano che andasse fino in fondo. lamma sabactani?». Mostrare a tutti. Con i Kittim. Il confronto con i sacerdoti. erano stanchi di aspettarla. Il loro emissario aveva nome Gesù. Quale quello di suo figlio? Lo sai? Avevano detto Che Dio non lo avrebbe abbandonato Per la missione che avevano previsto. Questi vani pensieri fra i popoli? Perché i re della terra si sollevano? E i principi si alleano con loro Contro il Signore . Avrebbero voluto provocare la guerra finale. Eloí. Tanto pensavano di vincere la loro battaglia. Tanto erano sicuri che fosse il Messia. Chi è salito ai cieli. Che avrebbe preceduto l'avvento del Regno di Dio. Così Gesù rese lo spirito. Quella guerra. In quell'infernale dominazione. Volevano agire E si sentivano abbastanza forti da affrettare il corso del tempo. Quello avrebbe dovuto essere l'inizio dell'ultima guerra. Al termine della quale sarebbero stati salvati. Che Gesù era il Messia che aspettavano.«Eloí. Non volevano vederlo morire Pensavano che avrebbe vinto. E chi ne è disceso? Chi ha raccolto il vento tra le sue mani? Chi ha reso visibili le estremità della terra? Qual è il suo nome. Perché questo tumulto fra le nazioni.

I principi E gli anziani E i sacerdoti di Gerusalemme che governano Israele Con l'aiuto del loro empio Consiglio. Che risuscitasse in un'apoteosi. I Kittim dominano molte nazioni. In tal modo lo avevano persuaso. Che giurarono solennemente che avrebbero nascosto tra loro La vera storia di Gesù. Alcuni attesero Che il miracolo si verificasse. E lo avevano fatto uccidere. questo mondo. Gli empi si coalizzeranno Contro il Maestro di giustizia per distruggerlo. nulla. Conosceva la sorte che lo attendeva.Contro il Suo Unto? Negli ultimi tempi. Ma quaggiù C'era la terra. Ma i loro progetti falliranno. Altri ancora dissero Che lo avevano visto in sogno. Lo chiameranno figlio di Dio . Ne ricavarono una tale vergogna. Un giorno arriverà Sarà della stirpe di David Della stirpe degli esseni Sarà grande sulla terra Tutti lo venereranno e lo serviranno Verrà chiamato grande e il suo nome sarà designato. Per regnare sulle nazioni E per giudicarle. Altri videro un lampo luminoso percorrere il cielo. O che un cataclisma portasse via tutto come nelle loro profezie. Così come il suo ritorno nella gloria.

Era figlio. OTTAVO ROTOLO Il rotolo del Messia Ritornerà. il sacerdote nascosto. Finché il popolo di Dio si leverà E rinuncerà alla sua spada. Un'autentica testimonianza. . Regneranno per parecchi anni Sulla terra E distruggeranno tutto. Poiché colui che ha visto Deve rendere testimonianza. Il giusto sacrificato Verrà unto. E una provincia l'altra provincia.E lo nomineranno figlio dell'Altissimo. Poiché Dio non lo salvò La prima volta. Una nazione distruggerà l'altra nazione. il discepolo che Gesù amava. Nell'anno 3787 Scritto da Giovanni. Giacché sa di dire il vero. Dio salva. Dall'uomo delle nazioni. Come una stella cadente. l'esseno. colui che chiamarono Jeoshua. Una visione. A suo tempo. sarà il suo reame. Li vincerà. Contro il sacerdote empio. A suo tempo Si batterà contro i figli delle tenebre.

Diventerà padre. Lo spirito di saggezza e di intelligenza. . Così ritornerà. Lo spirito di scienza e di timore dell'Eterno. Dei figli di Beniamino. Della malattia. Sarà sopra suo figlio. E verrà legato Come un agnello E salvato. E niente si verificherà Prima della guerra. Della catastrofe. E questo avrà luogo Dopo il secolo della distruzione. E lo spirito dell'Eterno riposerà su di lui. Lo spirito di consiglio e di forza. E i figli della luce Riconquisteranno Gerusalemme E il Tempio.Divenne Spirito Santo. E un pollone crescerà dalle sue radici. Dato che Dio salva. Le bande di Kittim di Assur E quelli che li aiutano. Degli esiliati del deserto Contro le armate di Belial. Gli abitanti della Filistea. Dei figli della luce contro i figli delle tenebre. E questa guerra contro sette paesi Durerà più di quarant'anni. della vendetta. Dei figli di Levi. Dei figli di Giuda. Dell'odio. i traditori. Affinché si compia la sua parola.

E dal diavolo nella foresta Verrà tentato. Perché venga esaltata la Sua voce. verrà annunciato. E questo avrà luogo Quando il Figlio dell'Uomo verrà Dalla stirpe di David. . Con lingua perversa. Per tre volte Sarà vincitore Lui. Re della Gloria che arriva sui nembi del cielo. Elia e Giovanni risuscitati. Il giusto trafitto. Dall'uomo delle nazioni. Da quella dei Figli del deserto. Del genocidio.Della guerra fratricida. Della guerra etnocida. ritornerò alla mia dimora. Tutti quelli che si sono uniti alla sua assemblea Lo calunnieranno presso i figli della sventura. Servo sofferente. La mano dell'Eterno fu sopra di me. Da lui. Diranno male di lui. E tutti quelli che mangiano il suo pane Alzeranno il pugnale contro di lui. Si verserà sul suo capo L'olio di balsamo. Finché non si confessino colpevoli E cerchino il mio volto. Come ha detto Osea: Me ne andrò. Debole pianta. L'umile re che giunge su di un asino. Sarà unto. Come il pollone che spunta in una terra arida.

Saranno asciuttissime. La sua bevanda si mescolerà alle lacrime. Visto in una visione.A causa della loro colpa. E il Figlio dell'Uomo avrà un esercito Che verrà fuori da una campagna piena d'ossa. Li inseguirà Senza tregua. E lo vincerà. . Il segreto della verità. Mangerà un pane di lamenti. Il suo animo immerso nelle amarezze di tutti i giorni. In quel tempo. Nel mondo intero. tutto sarà pronto per l'avvento del Messia. Poi ucciderà il sacerdote empio Con la Legge. E contro il sacerdote empio Si batterà. senza fine. Il timore e la tristezza lo avvolgeranno. Si batterà contro i figli delle tenebre. Ecco. Giacché i suoi occhi verranno offuscati dal dolore. Affinché ricostruisca il Tempio. Tutto si preparerà nel deserto. E altri aumenteranno ancora il suo sconforto. Lo rinchiuderanno nelle tenebre. Affinché lui si rechi a Gerusalemme Coperto di gloria. Ci sarà un tesoro Di pietre preziose e di oggetti santi Giunti dall'antico Tempio. E ricostruirà il Tempio. Ha nascosto la fonte della comprensione. Poi scoppierà la guerra. saranno in grandissimo numero nella parte superiore di questa campagna.

Allora profetizzerà. E metterò sopra di voi dei nervi. Vi stenderò sopra una pelle Poi metterò lo spirito in voi. E formeranno una grandissimo esercito. ossa che siete asciutte. Così ha detto il Signore l'Eterno Ossa: ecco. E lui prenderà il suo esercito. Rivivranno Si reggeranno sui piedi. E di' loro: Voi. . Quindi un tremito. queste ossa potranno rivivere?». Tu lo sai». E crescerà della carne. E la pelle vi si stenderà sopra. Saprete che sono l'Eterno». Ed ecco.Allora l'Eterno degli Eserciti gli dirà: «Figlio dell'Uomo. Lo spirito sarà su di loro. Allora gli dirà: «Profetizza su queste ossa. farò entrare lo spirito in voi. Ritornerà attraverso la Porta Dorata. E rivivrete. E rivivrete. Vi farò crescere della carne. Ascoltate la parola dell'Eterno. Lui guarderà. Le ossa si avvicineranno fra loro. Ci sarà un rumore. Su di loro si formeranno dei nervi. Si recherà a Gerusalemme. Come gli sarà stato richiesto E appena avrà profetizzato. E lui risponderà: «Signore ed Eterno.

Tanto atteso. Verrà attraverso di lui. Che sarà chiamato Il Leone. Così come avrà visto nella sua visione.Ricostruirà il Tempio. E tutte queste cose avverranno nell'anno 5760. Il salvatore. E il Regno dei cieli. ALFABETI 1 2 3 ‫א‬ ‫ב‬ ٢ ‫ד‬ ‫ה‬ ‫ו‬ ‫ז‬ ‫ח‬ ‫ט‬ ‫י‬ ‫כ‬ ‫ל‬ ‫מ‬ ‫ן‬ ‫פ‬ ‫ץ‬ ‫צ‬ ‫ק‬ ‫ר‬ ‫ש‬ ‫אּ‬ ‫בּ‬ ‫גּ‬ Α Β Γ Ε Y Ζ Η Θ Ι Κ Λ Μ Ν Ξ Ο Π ‫ת‬ ٦ i ٦ ٢ ‫ח‬ ‫ם‬ ‫׳‬ ‫נ‬ ‫ף‬ ‫ם‬ t ‫טּ‬ ‫ﻻ‬ y ‫קּ‬ ‫רּ‬ ‫שׁ‬ ‫שׂ‬ ‫ת‬ Ρ Σ T .

secondo cui il Messia potrà arrivare soltanto al momento in cui gli ebrei non credenti diventeranno religiosi.) detto "quadrato". GLOSSARIO ASHKENAZITA: Ebreo originario della Germania e dell'Europa. d. HABAD: Movimento missionario e messianico diffuso in tutto il mondo. GABBAI: Tesoriere. "il pio".C. chassidim): Letteralmente. DEVEQUTC: Per i chassidim. BAHURIM: Allievo delle yeshivoth. collettore di fondi per la comunità. GUR: Principali rappresentanti dei chassidim. goya): In origine "popolo". GALUTH: Diaspora. a bordi larghi e con un largo nastro di seta opaca intorno alla calotta. diventato praticante. CHALOTH: Pani di shabbath. in cui si stabilisce un intimo legame con Dio. Designa un uomo facente parte di una comunità ebraica ultraortodossa che riconosce l'autorità di un rabbi. GHERTL: Lungo nastro di seta nera intrecciata che distingue la parte alta da quella bassa del corpo. polacchi.C. GOY (fem. 3 Alfabeto greco corrispondente. CHASSID (plur. segna il passaggio all'età adulta. che consacrano la loro vita allo studio. poi nel significato di non ebreo. 2 Alfabeto ebraico moderno (stabilitosi a partire dal V sec. BELZ: Piccolo gruppo chassidico a favore della pace. HAGANAH: Organizzazione ebraica clandestina per la difesa del popolo ebraico e l'indipendenza di Israele. HOLOT: Mantellina nera dai risvolti rotondi e corti. HANUKKAH: Festa ebraica commemorante la vittoria dei Maccabei sui romani nel 167 a.1 Alfabeto ebraico contemporaneo ai rotoli di Qumran. BAR MITZWAH: Cerimonia religiosa con lettura di un brano della Torah che si svolge all'età di tredici anni. . BAAL TESHUVAH: (plur. haalé teshuvah): ebreo non religioso. il più elevato ideale della vita mistica. GHEMARAH: Commentario rabbinico della Mishnah.

legge. SEDER: Pasto rituale che si prende la sera di Pessach. KJDDUSH: Preghiera che viene recitata prima di bere vino. SANHEDRIN: Tribunale rabbinico. contenenti versetti della Torah. PIDIONE: Contributo monetario dato dopo aver ottenuto il parere del rabbi. SHAVUOTH: Festa delle settimane. KVTITL: Richiesta scritta in onore di un rabbi. MIDRASH: Metodo ebraico di interpretazione dei testi con l'aiuto di immagini e parabole. ROSH HASHANAH: Anno nuovo ebraico. consacrato al riposo. SABRA: Persona nata in Israele. KASHER: Idoneo a essere consumato.KADDISH: Preghiera per i morti. Senso allargato: conforme. a larghe tese e con un largo nastro di seta opaca intorno alla calotta. KOLLEL: Yeshivah per uomini sposati. QAPILUSH: Grande cappello di feltro ordinario. alla vita sociale e spirituale. MASHIAH: Messia. MIQVEH: Bagno rituale ebraico. MAZOTH: Pane azimo che si mangia a Pessach. PILPUL: Metodo di studio talmudico. MISHNAH: Giurisdizione rabbinica stesa per iscritto da rabbi Giuda Hanassi verso la fine del II secolo. MINJAN: Quorum di dieci partecipanti necessario per la direzione di una preghiera. che celebra il dono della Torah sul monte Sinai. MITZWAH: Comandamento. KIPPAH: Copricapo. SATMAR: Movimento chassidico antisionista presente soprattutto negli Stati Uniti e che rifiuta ogni sussidio dallo stato di Israele. forma il nucleo del Talmud. . MEZUZOTH: Scatolette attaccate agli architravi delle porte. SEFARDITA: Ebreo originario della Spagna o del bacino mediterraneo. che commemora l'uscita dall'Egitto degli ebrei. consistente in distinzioni concettuali sottili e lambiccate. SHABBATH: Settimo giorno della settimana. cercando anche di danneggiarlo. sotto l'egida di Mosè. PESSACH: Festa di Pasqua.

TSAHAL: Esercito israeliano. TIKUN: Riparazione o redenzione. YIDDISH: Lingua degli ebrei ashkenaziti. fondamento scritturale dell'ebraismo. perno della letteratura cabalistica. Ringraziamenti Ringrazio l'Académie Française che mi ha concesso una borsa di studio permettendomi di fare un soggiorno di studi e di ricerche in Israele.SCHIKSE: Termine yiddish peggiorativo per designare una donna non ebrea. rappresenta la Torah orale messa per iscritto. TEKU: Abbreviazione significante che le domande non saranno risolte sino alla fine del mondo. ZOHAR: Libro dello splendore. TALITH: Scialle da preghiera. TSIMTSUM: Termine chiave della cabala che designa la ritrazione. TALMUD: Composto dalla Mishnah e dalla Ghemarah. STREIMEL: Cappello nero a tese. SOFFER: Scriba. il restringimento di Dio in se stesso per lasciare spazio alla sua creazione. YESHIVAH (plur. VISHNITZ: Gruppo chassidico politicamente moderato. SOFAR: Corno di montone nel quale si soffia in occasione di certe feste. SHOET: Macellatore rituale. yeshivoth): Scuola dove si studia il Talmud. spesso ricoperte di pelliccia indossato dai chassidim per lo shabbath. steso per iscritto da Mosè de Leon (1240-1305) in Castiglia alla fine del XIII secolo. SUCCOTH: Festa delle capanne. e rin- . da un misto tra l'ebraico. TESHUVAH: Ritorno alla vita religiosa praticante. TAREF: Non kasher. la Bibbia nel suo insieme. Più largamente. STRUDEL: Dolce dell'Europa centrale generalmente ripieno di mele. nata intorno all'anno Mille nelle valli del Reno e della Mosella. TISH: Banchetto alla fine dello shabbath. salvo di shabbath. TEFILIN: Filarteli che si portano in occasione della preghiera del mattino. la Legge scritta. TORAH: Il Pentateuco. il medio-alto tedesco e l'aramaico.

[Viste le numerose discordanze tra i testi citati e le traduzioni dei medesimi disponibili in italiano. Le citazioni dai Manoscritti di Qumran sono tratte da Apocryphe de la Genèse. Desidero ringraziare i miei genitori.grazio anche Jacques Lautman. e Stéphane Israel per il suo aiuto lungo tutto il cammino.! [N. trad. Henri Verdier e Thierry de Vulpillières per i loro preziosi consigli e incoraggiamenti. Pièges de la femme. Psaumes pseudodavidiques. André Dupont-Sommer. Yetta Schneider. si è preferito attenersi alla versione scelta dall'A. trad. traduzione di André Dupont-Sommer. Thierry Binisti per la feconda lettura.T] . Norbert Engel. trad. André Dupont-Sommer.d. Yuval Dolev per le sue osservazioni di fondo. André Dupont-Sommer. la citazione delle Pseudoepigrafi dell'Antico Testamento è basata sulla traduzione di André Caquot. Règlement de la guerre.

FINE .