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«L’ERMA» di BRETscHNEiDER

Le Icone medioevali di Roma e del Lazio del Fondo Ediici di Culto

TAvoLE MiRAcoLosE

diici di

MiNisTERo DELL’iNTERNo

MiNisTERo pER i BENi E LE ATTiviTà cuLTuRALi

Dipartimento per le Libertà civili
e l'immigrazione

soprintendenza speciale per il patrimonio
storico, Artistico ed Etnoantropologico
e per il polo Museale della città di Roma

TAvoLE MiRAcoLosE
LE icoNE MEDioEvALi Di RoMA E DEL LAZio
DEL FoNDo EDiFici Di cuLTo

«L’ERMA» di BRETscHNEiDER

A. carlo Festa. Direttore paola sannucci. Luciana ostuni. Tiberio Micarelli.p. sala Regia 13 novembre – 15 dicembre 2012 Ministro dell’Interno AnnaMaria Cancellieri Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione Angela Pria Direttore Centrale per l’Amministrazione del Fondo Ediici di Culto Lucia Di Maro pRoMossA E oRgANiZZATA DA Direzione centrale per l’Amministrazione del Fondo Ediici di Culto iN coLLABoRAZioNE coN soprintendenza speciale per il patrimonio storico. patrizia Micheletti.E. Artistico ed Etnoantropologico e per il polo Museale della città di Roma Laboratorio di Restauro Anna Maria Brignardello.EL srl .3) . cecilia Renzelli REsTAuRi. REvisioNi coNsERvATivE. gianfranco Ravasi Rossella vodret coMiTATo Di sTuDi Maria Andaloro Walter Angelelli Mara Bonioli Anna Maria Brignardello Filippo Burgarella giovanna capitelli Marina Falla castelfranchi Anna cavallaro gaetano curzi Alia Englen vera von Falkenhausen giovanni gentili Louis godart Alessandra guiglia Antonio iacobini giorgio Leone simona Moretti valentino pace Antonio paolucci stefano petrocchi Marina Righetti simona Rinaldi serena Romano Albertina soavi Anna Maria de strobel claudia Tempesta Alessandro Tomei Rossella vodret gerhard Wolf coMiTATo oRgANiZZATivo ugo Righini claudia Tempesta paola sannucci Anna selvi Angela camilli Federica Di cosimo carlo Festa Francesca Fumelli Elisabetta giani Fabio Lasagna costanza Longo chiara Merucci patrizia Micheletti gerardo parrinello Mina passalacqua Mauro persichini vega santodonato paolo scarpitti Alessandra sorrentino paolo Testa iMpiANTi Di MoNiToRAggio MicRocLiMATico TEcNo. i. Roma (cat. progettazione e cura scientiica di giorgio Leone DiRETToRE claudia Tempesta sEgRETARio Lorenzo Riccardi coMiTATo pRoMoToRE Lucia Di Maro gisella capponi Anna imponente Mons. chiara Merucci. giulia Macaluso. ii.Tecnologie elettroniche REALiZZAZioNE DEi suppoRTi DELLE DiDAscALiE coMiTATo TEcNico ugo Righini Milvia caminiti silvana Rispoli Maria Marzullo Roberto Falzone Francesca Testa simona spinelli sEgRETERiA DELLA MosTRA Fondo Ediici di Culto stefania santini Barbara giovannelli caterina Abramo Davide Barucca Daniela Moscati Maria giovanna pastorello Soprintendenza Speciale PSAE e PM della città di Roma Anna selvi Angela camilli Michela ulivi Mp&F di Mauro Ferracci cooRDiNAMENTo DELL’ALLEsTiMENTo Mauro persichini coNsuLENZA TEcNicA MAuRiZio occHETTi TRAspoRTi Montenovi s. palazzo di venezia. Maria Anna Marino. Roma (cat. Roma (cat.sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica italiana giorgio Napolitano Tavole miracolose Icone medioevali di Roma e del Lazio del Fondo Ediici di Culto Roma. vega santodonato. Liberio Andreatta s.L AssicuRAZioNi ital Brokers s. giacomina passalacqua. gerardo parrinello. Mons. Alessandra sorrentino REsTAuRi REALiZZATi iN occAsioNE DELLA MosTRA Altarolo di san Gregorio Magno.r. Artistico ed Etnoantropologico e per il polo Museale della città di Roma sopRiNTENDENTE Rossella vodret MosTRA ideazione.14) Madonna della Catena. i.5) Madonna della Salute. AccogLiENZA E MoviMENTAZioNE DELLE coNsuLENZA AMMiNisTRATivA corrado salucci Anna sabatino pRogETTo EsposiTivo Romina cianciaruso cristiana Nuccitelli ALLEsTiMENTo progetto Artiser snc di claudio Del vico e Marco Micheli DiREZioNE DEi LAvoRi Romina cianciaruso FoRNiTuRA Di coRpi iLLuMiNANTi iguzzini iMpiANTi Di iLLuMiNoTEcNicA pER gLi AppARATi DiDATTici MdM di Marco Marenda opERE soprintendenza speciale per il patrimonio storico. REFERENZE FoTogRAFicHE Dino giommi Fondo Ediici di Culto DiDATTicA Michela ulivi.

gianfranco Zecca sETToRE giuRiDico. Roma (cat. ii.14) paolo castellani (cat. Egisto Mencaroni. direttore Fabrizio Federici.14) DiAgNosTicA claudio Falcucci (cat. silvia Micarelli.5) Dora catalano (cat.13) Madonna Avvocata. direttore gennaro Aliperta. Francesca pasculli. silvia gelli sERviZio vALoRiZZAZioNE E MosTRE giorgio Leone. Monastero di sant’Antonio Egitto (gentile concessione dell’American Research center in Egypt ) Arnaldo vescovo. i.3) sono state restaurate dall’istituto superiore per la conservazione e il Restauro AssisTENZA TEcNicA Ai REsTAuRi Laura petriglia Soprintendenza Speciale PSAE e PM della città di Roma con la collaborazione di Romina cianciaruso uFFicio sTAMpA Anna Loreta valerio *** soprintendenza speciale per il patrimonio storico. i. i. i. i. Mauro Trolese. Maria Luisa Lo Monte. Maria castellino. ii. direttore Rosaria Bonì con la collaborazione di Luciana ostuni sERviZio MosTRE ED EvENTi ospiTATi Emanuela settimi. i.Egitto (gentile concessione dell’American Research center in Egypt ) soprintendenza per i Beni storico Artistici ed Etnoantropologici del Lazio . patrizia panci. ii.13. Massimo salvati DiREZioNE AMMiNisTRATivA silvana Buonora.Veronica. Daniele iori AppARATo icoNogRAFico Dino giommi Fondo Ediici di Culto giulio Archinà.Siderno stefano castellani. BiLANcio. piera giorgiantonio.3) Eliana Billi (cat.10. Maria Anna Marino. i. i. ii.11) REvisioNi coNsERvATivE Santa Maria del Popolo.Archivio fotograico uFFicio iNFoRMATico E WEBMAsTER Mauro vendetti Daniela Leonetti cATALogo «L’Erma» di Bretschneider spa sERviZio cATALogo E cooRDiNAMENTo siTo WEB Lucia calzona RiNgRAZiAMENTi Dottoressa Lucia calzona Dottoressa Livia carloni Dottoressa Morena costantini Famiglia De cesaris Dottoressa isabella Del Frate Dottoressa graziella Frezza Dottoressa Anna Lo Bianco Dottoressa Alessandra Montedoro Dottoressa Mariella Nuzzo Dottor Benvenuto pietrucci padre Francesco Ricci. giancarlo Landi. presidente Maria grazia Bernardini silvana Buonora claudio cristallini vitaliano Tiberia sEgRETERiA DEL sopRiNTENDENTE Aurelio urciuoli Rosaria Bonì Alessandra spanedda cristina Lollai uFFicio isTRuZioNE REsTAuRi paolo castellani. Artistico ed Etnoantropologico e per il polo Museale della città di Roma sopRiNTENDENTE Rossella vodret coNsigLio D’AMMiNisTRAZioNE Rossella vodret. silvana scarsella. direttore Anna selvi. Lucilla Torre.11) Lucia Morganti. direttore Nadia cursi. Laura petriglia. pRogRAMMAZioNE Daniela Abbate. Roma (cat. Mauro persichini con la collaborazione di giuliana Forti e di valerio Lucio Basso. Angela camilli.11) giorgio Leone (catt.10. Roma (cat.11) Maria Beatrice De Ruggieri e Marco cardinali (cat. Tivoli (cat.13) REsTAuRAToRi Laboratorio di restauro del polo Museale (catt. Daphne iacopetti. Massimo Tarufi. gabriella Micci. claudio santangelo.10) San Francesco d’Assisi. i. valerio Antonioli. Marco onnis. i. i. direttore Roberto guenci. Dottor Emiliano Ricchi Dottor Alberto sucato Dottor vitaliano Tiberia REDAZioNE siTo WEB gianni pittiglio.5) Leonardo severini (cat. Monastero Rosso . i. Madonna Avvocata di Tivoli patrick godeau. gabriella urso sERviZio icoNogRAFico Lia Di giacomo ResponsAbILe DeI RAppoRtI Con IL FonDo eDIFICI DI CuLto – MInIsteRo DeLL’InteRno claudia Tempesta DIRettRICe DeL Museo nAzIonALe DI pALAzzo DI VenezIA Andreina Draghi uFFicio ARcHivio E pRoTocoLLo simonetta Facchini. i. i.1) e la Madonna Advocata della Basilica dell’Ara coeli (cat. Mauro Lambardi con la collaborazione di Alessia carlino.13) La Madonna con il Bambino di santa Maria Nova (cat. carolina vigliarolo uFFicio sTAMpA Anna Loreta valerio cATALogo A cuRA Di giorgio Leone AuToRi DEi sAggi E DELLE scHEDE simonetta Antellini Dora catalano Egidia coda valeria Di giuseppe Di paolo Laura gigli giovanna grumo silvia Leggio giorgio Leone Francesca pasculli stefano petrocchi Massimiliana pozzi Battaglia Lorenzo Riccardi Albertina soavi claudia Tempesta Le iscrizioni in greco sono state trascritte da Andrea Fullin BiBLiogRAFiA E REDAZioNE giorgio Leone Lorenzo Riccardi un particolare ringraziamento alle Autorità ecclesiastiche e ai Rettori e parroci delle chiese del Fondo Ediici di Culto alla BiBi allestimenti di sebastianelli Fabrizio A tutto il personale di sorveglianza di palazzo venezia . Francesco china (cat. i. Manuela iori.4. direttore Antonio Marsella cristina pierucci con la collaborazione di gessica Martino ARcHivio E LABoRAToRio FoTogRAFico Barbara Fabian. Madonna della Catena di Roma Primo Piano .12) DiRETToRi DEi LAvoRi Di REsTAuRo simonetta Antellini (catt. gianluca Tancioni (cat. i.13) Antonella giammusso. paola gelardi. i. direttore sERviZio TEcNico vincenzo Angeletti. cecilia Renzelli uFFicio pREsTiTi Aurelio urciuoli. Enzo Moriniello BiBLioTEcA Maria Teresa gallo. Roberta Gelli. Fabrizio Lupardini. Rosalba pierini.

è vietata la riproduzione di testi e illustrazioni senza il permesso scritto dell’editore.lerma@lerma.lerma.00193 Roma www.it © per i testi i rispettivi autori Tutti i diritti riservati. isBN 978-88-8265-754-3 .it . 11 .«L’ERMA» di BRETscHNEiDER Direzione editoriale Roberto Marcucci Redazione Elena Montani Daniele Maras Dario scianetti Maurizio pinto Progetto graico e copertina Rossella corcione Direttore tecnico Massimo Banelli Responsabile uficio commerciale Erik pender Collane e Libreria Riviste: Abbonamenti valentina Barroccu Amministrazione Francesco cagliuso Rita censi Responsabile magazzino giuseppe Roberto pizzonia Segreteria e recensioni Alessia Francescangeli © copyright 2012 «L’ERMA» di BRETscHNEiDER via cassiodoro.

.................................................................................................................. » 77 Bibliografia ........... pag........................................... » 27 Icone Medioevali ...................................................................... » 11 Pittura egizia.................................. » 41 Tavole miracolose: un'idea di allestimento di RoMiNA ciANciARuso..................................... 7 Introduzione di RossELLA voDRET ............................................................................................................................... » 9 Il percorso della mostra di gioRgio LEoNE ................................................................................................... » 95 LA MosTRA iL REpERToRio .............. » 21 Esposizioni e restauri del Medioevo laziale: le icone e la pittura su tavola di LoRENZo RiccARDi ........................ “ritratti del Fayum” e icone cristiane di MAssiMiLiANA poZZi BATTAgLiA ............................................................................................................................................................................... cRisTiANA NucciTELLi..soMMARio Presentazione di ANNAMARiA cANcELLiERi ............. » 73 Altre Icone e Immagini di Devozione del Fondo Ediici di Culto ...................

II. A metà del secolo era stata consegnata al Monastero di sant’Anna a Foligno la Madonna dipinta da Raffaello per il cardinale sigismondo conti (detta successivamente appunto Madonna di Foligno. Boaga 2012). Un secondo intervento. Anche Edward B.186544). realizzata su un unico supporto ligneo anch’esso danneggiato nella parte inferiore (SBSAE del Lazio. il restauro di Bartolucci. garrison la assegnava alla prima metà del Xiii secolo. realizzato nel 1927-1928. sin dal 1427. Bonaccorsi. secondo una tradizione locale riferita da garrison. Il coro dei frati fu ediicato dietro l’altare maggiore. ai moltissimi buchi fatti dai chiodi e dalle tarle [sic!]» (petrocchi 2012). già nel 1910. p. 8. ipotizzava per l’opera una datazione più alta di quella attualmente consolidata. composto da marmi donati dal comune accolse come un reliquiario monumentale la prodigiosa e venerata immagine (Noreen 2008). neg. Mons. 167 nota 32. neg. pp. p. Ciò comportò la rimozione dalla navata centrale del coro dei frati. santuario del sorbo nn. provocò un vero e proprio scompiglio tra i fedeli. a cui era stato conferito l’incarico. passigli 2012). che giudicarono la “nuova” icona una «copia deforme dell’originale». p. compiuto tra il 1996 e il 1998 presso il Laboratorio di Restauro di palazzo Barberini. sui capelli scendono sottili ili di perline. ornata con castoni circolari e romboidali. rilevando in essa notevoli afinità con gli affreschi della Cappella di San silvestro ai santi Quattro coronati. 103. La Madonna siede su un trono con spalliera riccamente lavorato e sorregge il Bambino sul braccio sinistro. neg. Bologna 1962. 64 nota 196. Lo spazio dedicato alle celebrazioni doveva essere ben visibile ai fedeli. 85. 262). riconducendola a «Nicolaus de petro Paulo cu[m il]io suo Petro [pic]to(res) romani». tav. con la destra: è completamente avvolto in un 48 panneggio dorato solcato da itte pieghe. cui l’icona è strettamente legata. pp. p. che. 186545. ii). Wilpert 1916. nonostante la tavola e il luogo della sua venerazione indichino una tradizione cultuale precedente (cfr. e buona parte della supericie dipinta. p. contestualmente si provvide anche alla rimozione della teca metallica in cui era conservata l’opera (SBSAE del Lazio. Archivio fotograico: campagnano. su segnalazione di giulio cantalamessa. già resecata in antico. Xiii (secondo quarto) Tipologia: odigitria. 119 nota 1. in una lettera datata il 20 dicembre di quell’anno il restauratore scriveva che «questa pittura (…) è ora nella necessità di essere riparata dalle moltissime scrostature del colorito. Hager 1962. la Madonna del sorbo era collocata ino al 1964 sull’altare maggiore del santuario mariano da cui prende il nome. sembra certo in dagli inizi del XV secolo. descrivendo la tavola. che lo studioso datava attorno a quegli anni (Wilpert 1916). È abbigliata con vesti impreziosite da ricche fasce gemmate. 133. La tavola ha goduto di una limitata fortuna critica. da cui. Lazarev 1938. indossa la corona. Il luogo era stato afidato. Matthiae 1966 [1988. cfr. Notava infatti una stesura del colore nel volto e nella mano destra differenti dal resto della composizione. Hermanin 1945. appare irrimediabilmente compromessa la porzione inferiore della tavola (n. petrocchi 2012. ad eccezione della parte inferiore già danneggiata (Wilpert 1916. p. alle mancanze della tela e strappi. l’opera fu sottoposta a un nuovo restauro. Archivio fotograico: Campagnano. cristo ha il nimbo crocesegnato. pinacoteca vaticana) secondo il volere testamentario del prelato. 51. in Boesch gajano 2010. n. 422. infra) che a reali vicende storiche. e una ridipintura più tarda per la veste e la mano sinistra. Bartolucci avrebbe articolato il suo lavoro in diverse fasi: dapprima rincollare la tela. 155770-1). scheda 7. spostato dietro l’altare nell’abside di nuova costruzione. Mortari. stando alla documentazione raccolta da stefano petrocchi nell’Archivio della soprintendenza. Wilpert l’attribuisce invece ad un artista locale e fa risalire la sua esecuzione al tempo di onorio iii (1225-1227). alle cure dei frati carmelitani di santa Maria in Traspontina a Roma (cfr. tuttavia. Joseph Wilpert (1916. 221. Madonna Regina campagnano di Roma (Roma). è probabile. La collocazione attuale dell’icona si deve al vasto piano di sistemazione della chiesa aracoelitana avviato nella seconda metà del cinquecento a seguito dei decreti del concilio di Trento sulla riorganizzazione degli spazi nelle chiese. Fu menzionata dapprima da giuseppe Tomassetti. 126. è ricordato solo da Edward B. così ai distaccamenti. in occasione della mostra viterbese del 1954. che. 8010). La sistemazione dell’area comportò l’abbattimento dell’abside medioevale con la distruzione del ciclo di affreschi di pietro cavallini che illustrava la Leggenda di Augusto e La Sibilla. al rientro della tavola a campagnano. e lo smembramento di altari e monumenti sepolcrali che si addossavano all’esterno del recinto del coro. trova conferma in un’immagine della Fototeca Zeri. sec. 27 (con bibl. 10 del saggio di Lorenzo Riccardi nel presente catalogo) precedente all’ultimo restauro. poi «togliere tutti i chiodi ed altri ingombri sul dipinto. i. ig. l’icona proverrebbe (garrison 1949). dorature. more graeco. chiesa di san giovanni Battista provenienza: campagnano di Roma. secondo il tipo iconograico. rivela che numerosi sollevamenti della pellicola pittorica interessavano le parti del dipinto che non erano state integrate nel 1954. petrocchi 2012). La foto – a mezzo busto – edita nel catalogo (viterbo 1954) dopo il restauro (cui va aggiunta quella a igura intera in Fototeca Zeri. Tale situazione parrebbe trovare conferma sia dalla foto GFN menzionata da Petrocchi (E 35288) sia dalla fotograia acquarellata pubblicata da mons. p. in cui. cLAuDiA TEMpEsTA I.4 Madonna con Bambino in trono detta “Madonna del Sorbo” Tempera su tavola. i. in viterbo 1954. accanto alle numerose lacune già stuccate lungo il volto della vergine e sulle vesti. Di Dario guida 1993. 150]. garrison 1949. dal momento che il miracolo dell’apparizione della Vergine sulla pianta del sorbo. garrison e poi ribadito da Luisa Mortari (in viterbo 1954). ampiamente diffuso in ambito romano. van Marle 1923. ig. da considerare quindi più antiche. della “Basilissa”. santuario di santa Maria del sorbo Bibliograia: Tomassetti 1913. cm 100 x 58 Ambito romano (pittore romano). p. 146-147. Archivio fotograico: Campagnano. n. infatti. l’ispettore onorario Formaggi al soprintendente Hermanin (cfr. che in alcuni casi paiono piuttosto ricostruzioni in stile (come ad esempio le pieghe sul petto e il decoro gemmato della veste della vergine). p. Santuario del sorbo n. Santuario del Sorbo n. petrocchi 2012). p. n. pur mancando della documentazione relativa (cfr. Per fare ciò. iv. tale notizia pare essere legata più a contrasti popolari recenti (cfr. cimarra 2012. 9. L’altare. Zeri 1955 [1998]. 34 nota 2. 8011) consente infatti una completa leggibilità dell’icona a fronte di estese reintegrazioni. ne giudicava buono – inanco ottimo in alcuni punti – lo stato di conservazione. a seguito del restauro da lui diretto. Leone 2012. Non confortata da alcuna documentazione. promosso dai frati carmelitani del convento.tesi di Lavagnino (1938) che. che l’autore avesse preso visione della tavola dopo il restauro e che la riproduzione fosse invece stata realizzata sulla base di una foto scattata in precedenza. Cellini 1943. quindi disinfettare la tavola servendosi della siringa ad ago nella parte dipinta e nella parte posteriore bagnandola con la medesima sostanza. che la riteneva «di vera e propria arte bizantina» (Tomassetti 1913). III. regge nella sinistra un libro e benedice. salvo che nei volti e in parte del trono. prec.). Piuttosto compromessa è la parte inferiore della tavola. come scrisse. un primo intervento di restauro fu infatti compiuto entro il 1913 da Luigi Bartolucci (Tomassetti 1913). Ciò fatto stuccare le parti mancanti della tela e tutti i buchi poi nettare e rinfrescare il colore con semplice tempera ed in ultimo con colori a tempera rifare le parti mancanti» (petrocchi 2012). mentre ostende la destra dinanzi al petto. pp. 1133-1134. che irmarono il . 194. il confronto tra questa documentazione e la foto a luce radente (soprintendenza per i Beni storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio. ora esposta nel piccolo museo annesso alla chiesa di san giovanni Battista a campagnano. Parronchi 1937. 53.

4 49 .i.

p. Tartuferi 2004. 30. 24 (con fonti e bibl. p. l’iconograia della Regina è “scardinata” e. che. p. cominciando a fare molte gratie». porge con una mano il seno al Bambino. quando si decise di collocare la sacra immagine sopra la porta della sagrestia. per cui si segnala per un confronto la Madonna di Montevergine databile al 1270-1280 circa. che era» per non aver confessato alcun peccato sotto tortura. data la tavola agli anni trenta-quaranta del Xiii secolo. dal momento che prevede il Bambino sorretto dinanzi al busto della Madonna. uscendo dall’ambito strettamente romano. p. proponendone un nuovo inquadramento storico-critico. dove si assiste a una trascrizione monumentale dal punto di vista stilistico dell’icona di campagnano. pace 2003. p. 382. I. in cui tuttavia. si dispongono due angeli a mezzo busto in scala minore. nella parte alta del dipinto. copte o bizantine (cfr. Il braccio sinistro della Madre è completamente disteso a sostenere il peso del Figlio. n.ma Imagine della Madonna della Purità. purely iconic. che rilevava nella tavola una qualità formale più alta rispetto al dipinto di Trevignano. all’inizio degli anni Novanta. ancora da ricostruire in tutte le sue declinazioni e aperto a variazioni e persistenze locali che tendono a una maggiore schematizzazione dei tratti. Fischer pace 1974. dopo il suo deinitivo trasferimento nella cappella nel 1646: «et ivi collocata ha dimostrato ogni giorno gratie maggiori». era dunque intorno al secondo quarto del Xiii secolo (Matthiae 1966. Voce fuori dal coro è stata invece quella di Guglielmo Matthiae. Fischer pace 1974. Leggio. specie nei tratti bianchi che si inittiscono e si diramano sui volti delle igure. 513. in Romano 2012.o forse san Martino vescovo -. gli affreschi di Filacciano sono certo di minore qualità. p. pp. se si accetta quest’ultima ipotesi. p. p. con esiti differenti e molto più alti. Langener 1996. il primo episodio menzionato. la Madonna della Catena (cat. 17. 33-34. Lucherini 2002. A questo elenco ne segue un altro. picardi 1997). 1960-1962. 214. vestito con una tunica rossa e un manto dorato. iezzi 1975. le cui teste sono oggi perdute. è quello di «un Giovane che era stato due anni legato con una catena al collo. 28. Negro 1985. asportata per adattare il dipinto alla forma centinata della nicchia. Avvolta in un manto blu che arriva a coprirle il capo. Leone 2012. 133. ma fu inine «liberato come innocente. Lazarev 1938. 28 (con bibl. Agli angoli. quella «graia sottile» (Matthiae 1966 [1988]). ma consentono di inserire l’icona del sorbo in un orizzonte artistico più vasto di quello rappresentato unicamente dal trittico di Trevignano. Tra queste il curioso episodio di un «gentilhuomo romano» che. che la riconduce alla prima metà del XIII secolo. 107]). al quale si lega signiicativamente l’attuale denominazione della tavola. pp. la Relatione della SS.trittico del Salvatore di Trevignano (garrison 1949). Antonio iacobini. essendo scarse le notizie storiche ad essa riferibili e risalendo solo al 1650 la più antica testimonianza: redatta poco dopo la coronazione dell’icona da parte del capitolo vaticano. protende la destra in un gesto benedicente mentre con la sinistra stringe un rotolo.). la Madonna. facen- . All’interno di questo composito orizzonte. fu condannato a «due hore di corda». Iconograicamente è stata riferita all’interno delle “Odigitrie” in trono che ancora nel Duecento sono «still in old. p. pp. la tavola di campagnano sembra collocarsi più da presso al secondo quarto del Duecento. non è più una Madonna Regina. bensì l’Odigitria. 2004).la seconda a destra -. che rievoca le grazie concesse dall’icona miracolosa.così lo deiniva Pietro Bombelli (1792) è confermato ancora una volta dalla Relatione. iacobini 1991. La datazione più plausibile. Benedetto e Leonardo nell’affresco della cripta di santa Maria del Reggimento a casamari. in questo caso più rispondente alla tradizione. Ancora sostanzialmente aperto risulta il dibattito sulle origini di questo motivo iconograico. e l’inserimento dell’icona in una nicchia al suo interno. un’ipotesi subito condivisa da Luisa Mortari (in viterbo 1954). 21-22. salvo che nella sua iconograia. per essere stato spiritato. precedenti). il forte legame che nei secoli passati ha unito i fedeli a questo «antico rispettabil ritratto di Maria» . secondo un espediente che rientra nella tradizione dei quadri tabernacolo. commista a quella dell’Odigitria. 153. ricondotte a possibili matrici italiane. dalla quale venne successivamente rimossa per poi trovarvi di nuovo una collocazione deinitiva nel maggio 1646. rimanda. pp. più ampiamente attestata nell’italia meridionale risulta invece la posizione con il Bambino tenuto sul braccio destro. sec. p. Ben individuabile appare il legame indicato dallo studioso con brani del ciclo silvestrino dell’oratorio dei santi Quattro Coronati e. chiesa di san silvestro al Quirinale Bibliograia: Bombelli 1792. 73-74. «imputato d’havere scalato un Monastero di Monache».5) di san silvestro al Quirinale.5 x 92 Ambito romano (pittore romano). iv. A questo intervento si lega molto presumibilmente la decurtazione della tavola e la perdita di una parte della supericie dipinta. pp. Hermanin 1945. lo attesta il dipinto murale dell’abside di sant’Egidio a Filacciano. 684. i. anche perché. ugualmente per Federico Hermanin (1945). oltre che al salvatore già ricordato. Che la nuova “sperimentazione” non ebbe particolare fortuna e che quindi non si possa parlare di una nuova tipologia vera e propria. anno che segna l’arrivo nella chiesa di san silvestro al Quirinale dei Teatini. 497-498. la quale non ne fu scarsa. A questa data l’icona si trovava in una cappelletta ad essa dedicata. Mortari 1957. Dodd 2003. La datazione dell’opera al Xiii secolo. da Ferdinando Bologna (Bologna 1962) e ripresa recentemente da stefano petrocchi (2012. garrison 1949. in questo caso. risulterà quella predominante nella successiva bibliograia sul dipinto. per lo studioso. garrison 1953-1962. n. pace 1996. In particolare. Toesca 1927 [1965. p. presumibilmente da identiicare con quella attuale . secondo lo schema del “linksseitigen Typus”. Immediato è infatti il nesso con la tipologia “romana” della Basilissa (Leone 2012) che costituì il prototipo cultuale per la tavola di campagnano. riscontrabile in altre Madonne allattanti laziali e abruzzesi. che la critica ha attribuito a giacinto gimignani (1611-1681) (cfr. cm 144. è verosimile ammettere che la migrazione del motivo in occidente nel Xiii secolo abbia seguito le stesse rotte di crociati. Tomei 1999. prec. LoRENZo RiccARDi I. Xiii (secondo quarto) Tipologia: Madonna del latte Roma. Gandolfo 1988. pp. con le tre igure dei santi Thomas Becket . collocata nella Chiesa di San Silvestro di Monte Cavallo de PP. da Federico Zeri (1955. ii. p. ad affreschi e tavole di ambito romano di matrice tardo-comnena. fondo oro. cutler 1987. ciofetta 1999. 295-297. come era avvenuto quasi un secolo prima nel mosaico absidale di santa Maria Nova (cfr. condivisa anche da Leone 2012). 48. argento dorato e pastiglia.5 Madonna che allatta il Bambino e angeli detta “Madonna della catena” alias “Madonna della Purità” Tempera su tavola. suggerendo inoltre una possibile inluenza di soluzioni formali di matrice bizantina tardo-comnena (iacobini 1991). n. 85 [1998. tradition» da victor Lazarev (1938). 146-147). i-ii.la bizantina galaktotrophousa -. Attribuita ad un ignoto autore romano del Xiii secolo. Teatini in Roma ci permette di delineare gli spostamenti e i rimaneggiamenti subiti dal dipinto a partire dal 1555. Rebaudo 2004). La nuova sistemazione previde l’esecuzione ex novo di una pala d’altare. 1009 nota 37]. 266). p. perfettamente frontale e dalle proporzioni piuttosto allungate. i «secolari cominciarono a domandargli ne’ suoi bisogni il suo santo aiuto. non lontana dal sorbo (cfr. 273-274. pp. la tavola con l’immagine della vergine di san silvestro al Quirinale costituisce uno dei più precoci esempi in Italia della tipologia iconograica della Vir- 50 go lactans . monaci e pellegrini. quali i dipinti della cappella della vergine in san Bartolomeo all’isola e. Risulta tuttavia impossibile ancorare l’opera ad un contesto cronologico sicuro. già nel 1640. Fischer pace 2004. proposta per la prima volta da pietro Toesca all’inizio del Novecento (Toesca 1927 [1965]). van Moorsel 1970. ai cui autori l’icona di campagnano non poteva essere attribuita.

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Finito di stampare in Roma nel mese di ottobre 2012 per conto de «L’ERMA» di BRETscHNEiDER dalla Tipograf srl – via costantino Morin 26/a .