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IL PONTE mensile della Parrocchia di S.

Antonio Abate in San Domenico Siena

GIORNALE PARROCCHIALE
Sempre aggiornato e ricco di notizie
consultabile anche online al sito
www.basilicacateriniana.com

il Ponte

Guarda carissima figliola, in quanta eccellenza si trova


lanima che riceve come si deve questo pane di vita, cibo
degli angeli. (Dialogo) )
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IL PONTE mensile della Parrocchia di S. Antonio Abate in San Domenico Siena

il Ponte
Leditoriale del Parroco
TRE CORONE E UNA STELLA
Cari Parrocchiani, se Paolo Silenziario definiva lEpifania mistica festa di Dio nel
mese delle vesti dorate , la festa dellepifania in Germania nel linguaggio popolare
conosciuta come giorno dei tre Re .Ecco il motivo per cui ho titolato questo
editoriale Tre corone e una stella . Il colore fiabesco di questa festivit col suo
fastoso corteo dei tre Magi, cantati su sontuosi cammelli che con passo ondulatorio
emergono gravi da dune dorate, per seguire la stella tra paesaggi incantati, cede il
passo alla realt teologica. La piena manifestazione di Dio in Cristo Ges. I Magi,
diceva il Cardinal Martini, simboleggiano il pellegrinaggio dellumanit verso
lincontro col Signore, sono il simbolo di quel grande pellegrinaggio globale, di quella
carovana di generazioni e di culture che cercano di decifrare gli ardui confini
dellesistenza. Vedete, suggestivo considerare la grande gioia dei tre Re, al vedere
la stella, gioia che fa seguito a tante ansie, oscurit paure, fatiche, lotte. Uomini
forti, che si lasciano guidare nel buio della notte, da un segno messianico, la stella e
la parola di Dio, fino ad arrivare a riconoscere e ad adorare il Salvatore del mondo.
Se il vescovo, colui che incoraggia e stimola i cammini di coloro che cercano Dio
nel buio della notte del mondo, quanto pi un parroco! Allora cari Parrocchiani,
anche a ciascuno di noi richiesto un gesto di abbandono in Dio, affidarci e affidare
la nostra vita a Dio alla sua Parola, ai sacramenti e saperlo riconoscere vivo,
presente, palpitante per noi, soprattutto nella Santa Eucarestia! Rivestiti dalle vesti
dorate di opere buone, come i tre Re, restiamo uniti nel notturno cammino e
partecipiamo pieni di gioia alla mistica festa di Dio.
Tutti benedico di cuore con affetto
P. Alfredo Parroco

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IL SACRAMENTO DELLA

CONFESSIONE

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RISULTATO DEL MERCATINO DI NATALE


LA BOTTEGA DELLA SOLIDARIETA
ALLESTITO DALLE SIGNORE DELLA CARITAS PARROCCHIALE
Il ricavato della vendita dei manufatti e degli oggetti stato di

uro 2.200
Nel prossimo numero di Febbraio saranno pubblicate le destinazioni del ricavato.

3 gennaio 2015
Oggetto: PARROCCHIA SAN DOMENICO SIENA
Caro Padre Alfredo,
in occasione della recente peregrinazione delle Reliquie di San Giovanni Paolo II, provenienti dal
nostro Policlinico Universitario, la Parrocchia di San Domenico ha voluto donare 200 euro da
destinare all'AIGOC (Associazione Italiana Ginecologi e Ostetriche Cattolici).
L'Associazione canonicamente riconosciuta, si pone come scopo quello di tutelare la vita nascente
attraverso programmi di ricerca e di sostegno alla Madre e al bambino. Grato per il cortese e
generoso gesto, porgo a te alla tua comunit i ringraziamenti dell'intera Associazione AIGOC e i
miei personali.
Con viva cordialit.

Don Paolo Morocutti


Assistente Ecclesiastico
Universit Cattolica del Sacro Cuore
Largo F. Vito, 1 - 00168 Roma
www.unicatt.it
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MEDICINA E BIOETICA, OVVERO TORNARE ALLA FILOSOFIA PRIMA


Bioetica e Medicina il tema trattato da don Victor Tambone per il ciclo di incontri culturali che
si svolgono nel chiostro di San Domenico, organizzati dalla Comunit dei Padri Domenicani di
Siena. Lincontro si inserisce nelle iniziative della Settimana europea della Bioetica nellambito del
semestre di presidenza italiana dellUnione europea. Il professor Felice Petraglia ha presentato il
professor Victor Tambone, che docente allUniversit Campus Bio Medico di Roma e direttore
dellIstituto di Filosofia Agire scientifico e tecnologico. La bioetica ha origine nel mondo
anglosassone per offrire un momento di riflessione in contesti sempre pi scientifici. Prima cera
la teologia morale che si poneva come punto di riferimento, in quanto la coscienza si era formata
secondo i canoni classici della teologia morale ha detto Tambone con la secolarizzazione della
societ, la teologia morale stata sostituita da una filosofia morale pi pragmatica, cio pi
maneggiabile. Il principialismo statunitense non gerarchizzato, ci porta a non dare priorit n al
principio di giustizia, n a quello di beneficienza, n a quello di autonomia, nessuno pi
importante, nella scelta prevale la morale pubblica, portandoci a ragionare sul piano della bioetica
attuale che la bioetica del pi forte. Le vittime di questo modo di ragionare sono le categorie pi
deboli della societ: vengono fatti fuori gli embrioni, i malati terminali. La questio de veritate
assoluta alla base della ricerca scientifica. Attualmente quello che serve per fare bioetica
tornare alla filosofia prima, una filosofia che fornisce idee madri che si rifanno al cristianesimo e
profondamente razionali. Formare donne e uomini senza Dio, vuol dire formare unumanit pi
debole, pi sola e quindi pi facilmente permeabile nei confronti da parte di ideologie pericolose e
dannose per luomo. In tutte le professioni necessario avere la luce della grazia, anche in campo
scientifico, perch intelletto e fede sono due ali di una stessa realt. Qui il professor Tambone ha
citato il grande San Tommaso, che con la sua Summa teologica ha tracciato la strada da percorrere
per il pensiero umano di ogni tempo: la necessit rimettere al centro luomo, come pi volte ha
sostenuto Papa Ratzinger e confermato Papa Francesco; non un caso che il tema del prossimo
convegno nazionale ecclesiale che si terr a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015, : In Ges Cristo il
nuovo umanesimo.
Il prossimo appuntamento degli incontri culturali di San Domenico, previsto per il 27 novembre,
stato annullato a causa di una indisposizione della relatrice.

Franca Piccini

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Dopo il Sinodo
Sinodo, papa, Chiesa
di Luigi Bettazzi
Il Sinodo sulla famiglia, svoltosi in Vaticano, dal 5 al 19 ottobre, ha destato molte reazioni. I pi
tradizionalisti come vengono indicati quelli che vorrebbero nulla si mutasse di quanto s
stabilito un tempo, che costituirebbe la tradizione contestano la stessa istituzione di un sinodo in
cui, accanto ai vescovi, siedono e parlano anche non vescovi, addirittura laici e coppie famigliari.
Altri son chiamati progressisti, perch indicano la tradizione come una trasmissione (tradere in
latino vuol dire trasmettere) da una generazione allaltra, con la possibilit di nuove
comprensioni dei dati rivelati: pi dunque che mutazioni sarebbero migliori interpretazioni.
da premettere comunque che il Sinodo di questanno lintroduzione di un anno sinodale, in cui
la Chiesa intera, dispersa nel mondo, analizzer e commenter quanto s detto in questa prima
assemblea, per giungere nellautunno prossimo al vero Sinodo, che concluder il cammino della
Chiesa intera. Quanto al fatto di una discussione ampia sui temi della fede, che coinvolga tutti i
membri della Chiesa, questo rappresenta un principio che banalmente esprimo come il compito
che nella Chiesa la gerarchia ha, quello dell ultima parola, che necessaria e indispensabile, ma
che l ultima se prima ce ne sono state altre.
Nella storia della Chiesa si nota infatti che tutte le iniziative (dagli Ordini religiosi ai Movimenti)
nascono normalmente allinterno del popolo di Dio, e verranno poi valutate e istituzionalizzate
dalla gerarchia, ma dopo essersi formate e consolidate, per cos dire, alla base. Ci manifesta la
libert dazione dello Spirito Santo, che lavora come vuole e di solito fa partire dalle persone e
dalle realt pi piccole anche le iniziative pi grandi e pi fruttuose. Un dato significativo che mi
sembra utile rilevare che la stessa infallibilit papale, definita nel Concilio Vaticano I: lo come
viene affermato nella stessa definizione perch esprime linfallibilit della Chiesa, cio del popolo
di Dio nel suo insieme. Tant vero che Pio XII defin lAssunzione in cielo di Maria SS. dopo aver
consultato tutta la Chiesa ed essersi reso conto che creduta da tutti i cristiani, ma non pot
precisare se essa avvenne prima o dopo la morte della Madonna perch su questo vi erano solo
opinioni, anche se con maggioranze, e dovette limitarsi a dire che Maria, giunta al termine della
sua vita, era stata assunta in cielo.
La seconda osservazione che vorrei fare che alle volte, pi che di vere mutazioni, si tratta
appunto di nuove comprensioni. Penso ai giudizi drastici dati dai papi dellOttocento circa la
democrazia o la libert religiosa (definita satanica), poi esaltata dai papi del 900 (ad esempio Pio
XII per la democrazia) o dal Concilio (sulla libert religiosa). Analisi e valutazioni possono portare a
giudizi che sono, pi che di contrasto, di sviluppo. Mi viene da rilevare che accanto alle definizioni
dogmatiche, irreformabili, vi sono indicazioni, anche autorevoli, che sono al servizio del cammino
del popolo di Dio, e che quindi in situazioni diverse e per mentalit in evoluzione possono venire
vissute in modo diverso. Limportante che si mantenga lo spirito di comunione (cos san Paolo
esorta i forti nella fede a tener conto dei deboli della fede nella vita della comunit 1 Cor 8,713 e gli antichi ammonivano: Unit nei temi fondamentali, libert nelle opinabili, ma sempre
carit: in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas). Una pi ponderata e serena
riflessione pu quindi portare a posizioni pi mature. Ricordo in Concilio come un alto prelato
dellallora Santo Uffizio (oggi Congregazione per la Dottrina della Fede), fortemente contrario
alla collegialit (in Vaticano giudicata come un attentato al primato del papa), ne divenne poi un
propugnatore dopo averne considerato le radici nella Bibbia e nella vita della Chiesa primitiva e il
suo vero volto di aiuto per un migliore esercizio del compito pontificio.

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Cos penso a come pu cambiare limpatto con i problemi della famiglia se, dalla tradizionale
valutazione fondamentalmente negativa del sesso, influenzata da un certo platonismo che
esaltava lo spirito e deprimeva la materia, si passa ad una valutazione positiva di integralit dei
vari aspetti dellumanit, (che viene confermata dallIncarnazione, che divinizza, con lumanit,
tutto il mondo creato, il quale deriva da Cristo ed a Lui finalizzato, come dice S. Paolo in Col
1,16), e ci fa vedere il sesso come costitutivo dellessere umano, anche nella diversit dei generi
(lessere umano immagine e somiglianza di Dio nel suo essere maschio e femmina, come dice
Gen 1,27), come espressione e strumento dellamore essenziale dellessere umano.
cos che il Concilio stesso ci dice che il primo fine del matrimonio lamore (GS 49), e che la
generazione una sua conseguenza specifica, sollecitandoci a riflettere se il fine primario alle volte
non possa condizionare una finalit che solo conseguente. Le antiche (forse un po troppo
approssimative) rimembranze filosofiche, mi fanno anche dubitare della nozione di natura, che
condiziona tante nostre affermazioni. Il dubbio che il termine natura derivi dallidealismo
tedesco (direi soprattutto da Schelling), che contrapponeva la natura allo spirito. A pensarci bene
(direi tanto pi per noi cristiani, discepoli di Ges Cristo, che ha assunto una vera natura umana
che include ovviamente anche lo spirito), se la natura non soltanto quella materiale o fisiologica,
ma include anche lo spirito, ovviamente questa dimensione dovr divenire predominante. Non
vero che per lo sviluppo dello spirito si mortificava (oggi un po meno) la carne? Non vero che
per la salvaguardia dello spirito e delle sue finalit si pu rinunciare totalmente anche alla natura
fisiologica, alla vita materiale? Non ha fatto cos la nobilissima ragazza iraniana, che, avendo ucciso
il suo violentatore, ha preferito poi morire per una sentenza faziosa piuttosto che mentire sulla
verit del fatto?
V dunque una serie di riflessioni, tutte da discutere, che non solo giustificano lo stile di questo
inizio di Sinodo, con le sue diverse anche contrapposte posizioni, ma richiamano la coscienza dei
vescovi e di tutti i membri del Sinodo, ed anche di ogni battezzato adulto, perch sentano la
responsabilit di fronte al progresso della fede, di quella che gli antichi chiamavano la fede con
cui si crede (fides qua creditur) per giungere con pi chiarezza alla fede che si crede (fides quae
creditur). una conferma della prospettiva di Chiesa offerta dal Concilio e motivo di speranza per
le famiglie e per tutte le persone di buona volont.
*Vescovo emerito di Ivrea (To); larticolo, inviatoci dallautore, pubblicato anche sul numero di
novembre di Mosaico di Pace.

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IL PRESEPE 2014
Il presepe di questanno si ispira a San Paolo e Santa Caterina.
La capanna, totalmente aperta, evidenzia la capacit di accogliere tutti perch
dice San Paolo agli Efesini: Cristo la nostra pace e Lui ha abbattuto ogni muro
di separazione che era tra noi e Dio.
Santa Caterina dice: Cristo, assumendo la nostra umanit si fatto Ponte
perch ogni uomo abbia finalmente libero accesso a Dio.

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Per lallestimento del presepe si


ringraziano:
Aldo e la Famiglia Simoni,
Adriano Lodovichi e Leonardo Bonelli
(per le luci)

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OMAGGIO AL PRESEPE
Mercoled 17 dicembre scorso tutti i ragazzi che frequentano il catechismo a san
Domenico si sono ritrovati davanti al presepe dei bambini allestito come ormai
tradizione in basilica per un momento di preghiera in attesa del Natale.
Dopo la recita corale del Padre nostro, si sono alternate piccole riflessioni e spunti di
preghiera da parte di ogni classe, dai pi piccoli delle scuole elementari ai pi grandi,
di 3media, che si accingono a ricevere il sacramento della Cresima.
Padre Alfredo, dopo la benedizione finale, ha intonato il canto Tu scendi dalle
stelle e mentre si alzavano gioiose le voci i nostri bambini si disponevano davanti al
presepe per una bella foto a ricordo di un pomeriggio sereno e ricco di pace.
Giuliana

Le offerte del presepe


dei bambini della
parrocchia saranno
devolute ai bambini
della missione
domenicana del Padre
Ottavio in Guatemala.

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CORDIALI SALUTI DA UN GIOVANE TEDESCO


Mi chiamo Mario Niklas Schafer .
Sono a Siena per fare un Erasmus dal 10 settembre 2014 e qui mi sono trovato
molto bene. Normalmente vivo vicino a Francoforte in Germania, in una piccola
citt, si chiama Dreieich. L cos grande come Siena,
ma adesso un po pi freddo e senza ununiversit.
Ho cominciato il mio studio a Magonza, una citt con
una storia medievale come Siena. Studio storia e
scienze politiche anche qui alluniversit di Siena. Un
anno fa ho cominciato a studiare litaliano
alluniversit e ho deciso di studiare in Italia a Siena.
Perch? Ho pensato, la citt piccola e gentile
pensavo di imparare litaliano qui e sarebbe stato
meglio che a Roma.
La storia di Siena era anche motivo molto forte per
me. Adesso sono qua e ho conosciuto tante persone.
Alcuni di loro sono gi miei amici con cui ho fatto le
vacanze, ho provato le cose tipiche della toscana e sono stato molte sere in
piazza del Campo. Per mi mancava molto una cosa partecipare alla santa messa.
Sono un ministro straordinario della Comunione e anche Lettore. Poi sono anche
un membro del coro e del consiglio parrocchiale e per un lungo periodo sono
stato un accolito. La mia fede molto importante nella mia vita. Ho cominciato
presto ad aiutare nella parrocchia dove vivo. Due anni fa ho fatto il cammino di
Compostela in Spagna. Questa stata una grandissima esperienza e quindi la vita
senza comunione della parrocchia non esiste. Per ragione di tutto ci desidero
fare qualcosa in una parrocchia di Siena. Poich vivo fuori le mura ho scelto la
mia parrocchia e la mia contrada. Quindi ho trovato la bellissima Basilica di San
Domenico e ho domandato a Padre Alfredo dopo la Messa del 2 novembre se
potevo aiutarlo. Ho fatto cos il servizio allaltare la prima volta il 15 novembre.
Io sono pieno della gioia che voi fratelli e sorelle mi avete dato. Grazie mille per
la vostra apertura cordiale nella parrocchia e il privilegio di collaborare allaltare
fino al 1 marzo.
Cordiali saluti.
Mario Niklas Schafer

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Dalla Terra Santa Quello che nulla, Dio lo ha scelto (1 Cor 1, 28)
Carissimi, in questo numero vi offro una mia personale testimonianza vocazionale. Come avete
visto nel numero di Settembre ho appena vissuto la mia consacrazione eremitica perpetua il 15
Giugno scorso come eremita della Chiesa di Gerusalemme. La mia vocazione quella delleremita,
pi precisamente quella dell eremita diocesano; si chiama cos perch si tratta di una figura di
consacrato che non appartiene a un ordine religioso, ma professa i consigli evangelici di castit,
povert e obbedienza nelle mani del vescovo della propria diocesi, il quale anche il suo superiore
e punto di riferimento. Leremita ha una regola di vita che il vescovo approva e di solito
accompagnato spiritualmente da un sacerdote. Assomiglia un p alla vocazione dellOrdo
Virginum, cio una donna consacrata che vive la consacrazione nella sua chiesa diocesana, ma in
modo individuale. Nella vita delleremita si cerca di vivere sempre alla presenza di Dio, nella
preghiera incessante, per cercare la perla preziosa del Regno di Dio. E una vita caratterizzata dalla
solitudine (che non vista in modo negativo, ma come una opportunit per una pi profonda
comunione con Dio), dalla penitenza, dal lavoro, di solito un semplice lavoro manuale che si pu
svolgere alleremo (io faccio dei rosari e delle icone incollate, un p di orto). La giornata ritmata
dalla preghiera liturgica, la Liturgia delle ore, la S. Messa, a cui partecipo nel vicino monastero dei
Trappisti, la lectio divina, ladorazione eucaristica (agli eremiti viene di solito concesso di avere una
cappella con il Santissimo nel proprio eremo), le letture spirituali ecc...Vivo in un eremo, intitolato
alla Santissima Trinit, che mi hanno affidato i monaci Trappisti dellAbbazia di Latrun, a circa 25
km da Gerusalemme, sulle pendici di una collina alla cui sommit i crociati nel XII sec. costruirono
un castello chiamato Toron des Chevaliers. Questo luogo fu anche identificato con la patria del
buon Ladrone che mor sulla Croce accanto a Ges. Siamo vicini a Modiin, la patria dei Maccabei,
dove si svolsero alcuni episodi del libro dei Maccabei; vicino a Ramle, patria di S. Giuseppe di
Arimatea; vicino a Lod (la biblica Lidda), dove S. Pietro risuscit un uomo di nome Enea. Latrun si
trova nella valle di Ayalon, luogo nominato nel miracolo del sole del libro di Giosu, quando il
sole e la luna si fermarono, e grazie a questo prolungamento miracoloso del giorno, gli Israeliti,
guidati da Giosu, sconfissero gli Amorrei. Al calar del sole, i due discepoli di Emmaus non fecero
come Giosu, chiedendo al sole di fermarsi, ma invitarono a cena il Maestro e i loro occhi si
aprirono e lo riconobbero allo spezzare del pane. A circa due km da Latrun, infatti, c proprio uno
dei luoghi identificati con la evangelica Emmaus, dove ogni luned di Pasqua si celebra una S.
Messa facendo memoria di questa splendida pagina evangelica. Ges ci ha dato lesempio di
questo genere di vita eremitica con il suo ritiro di quaranta giorni nel deserto, con il suo salire sul
monte a pregare. Ges il modello per leremita, particolarmente in questo suo ritirarsi per stare
nel colloquio con il Padre. Ciascuno di noi, se vuole essere un buon cristiano, ha un eremo che
deve vivere, uno spazio che deve essere riservato a Dio solo durante la giornata. Leremita nella
Chiesa un segno dei beni futuri, quando la vocazione di tutti sar di essere sempre con il Signore,
un richiamo a dare a Lui, ai Sacramenti, alla preghiera, allapprofondimento della nostra fede e
della Parola di Dio, qualcosa di pi delle briciole del nostro tempo.

Filippo eremita

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Nella foto una veduta di Latrun.


A sinistra dietro agli alberi il
monastero dei Trappisti, in
basso leremo dove vivo, sulla
destra in cima alla collina si
intravedono le rovine del
castello dei crociati

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INTERSTELLAR
GENERE: Fantascienza
ANNO: 2014
REGIA: Christopher Nolan

Un piaga sta uccidendo i raccolti della Terra, da diversi decenni l'umanit


in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori per supplire a
queste esigenze. La scienza ormai dimenticata e anche ai bambini viene
insegnato che l'uomo non mai andato sulla Luna, si trattava solo di propaganda. L'ex astronauta
Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all'intuito della
figlia che la NASA ancora attiva in gran segreto, che il pianeta Terra non si salver, che
comparso un warmhole vicino Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve
andare l a cercare l'esito di tre diverse missioni partite anni fa. Forse una di quelle tre ha scoperto
un pianeta buono per trasferire la razza umana e in quel caso gi pronto un piano di
evacuazione. Andare e tornare l'unica maniera che Cooper ha di dare un futuro ai propri figli.
Questa volta c' 2001: Odissea nello spazio nel mirino di Christopher Nolan. Interstellar non fa
mistero di volersi misurare in quel campo da gioco e lo dice pi volte con le immagini in quelle che
sarebbe riduttivo chiamare citazioni ma sembrano pi dichiarazioni d'intenti, come se il film di
Kubrick fosse un genere a s e Interstellar ne stesse solo rispettando le regole. La differenza tra i
due sta per nel fatto che il regista di Inception e Memento il massimo esempio di cineastaingegnere, un abile costruttore di ingranaggi dalla complessit impressionante che con invidiabile
chiarezza corrono verso una risposta finale. Le domande poste dai suoi film non rimangono quasi
mai appese (la trottola di Inception una delle poche eccezioni in un film che comunque pieno di
risposte) e anche Interstellar, arrivato l dove Kubrick si fermava, avanza per fornire delle risposte
che inevitabilmente risultano pi povere di un indeterminato mistero. Per Nolan i misteri non
sono nella fine del viaggio ma nelle situazioni che l'hanno messo in moto, sono da rintracciarsi nei
molti errori e nelle molte menzogne dei personaggi (quasi tutti sbagliano qualcosa, quasi tutti ad
un certo punto mentono a se stessi o agli altri) e nelle intuizioni sentimentali che hanno, tutto
comunque parte di un puzzleperfetto. Quel che ogni volta questo autore ci fa riscoprire il
piacere dell'audacia. Non c' nessuno oggi capace di osare cos tanto, nessuno cos determinato a
non voler essere come gli altri. Il futuro messo in scena da Interstellar non somiglia a nessuno dei
molti gi visti, uno in cui una societ di diverse decine di anni avanti a noi vive in un passato
recentissimo (sembra la fine degli anni '90), apparentemente idilliaco ma intimamente disperato.
L'uomo ha smesso di osare e, essendo a rischio estinzione, ha cominciato a conservare ma in
questo ritorno alla vita bucolica, tutta cieli blu e campi coltivati,
I tempi del film seguono un ritmo tutto proprio, con uno stacco vengono saltati diversi mesi,
piazzando ellissi l dove altri avrebbero indugiato (gli astronauti non si preparano? Cosa succede
tra l'accettazione della missione e la partenza?) e in altri casi vengono allungati a dismisura
momenti su cui altri avrebbero sorvolato.
Che tutto questo accada in un kolossal hollywoodiano forse la sorpresa pi grande che il pavido
cinema di questi anni, contento solo delle proprie sicurezze, poteva regalarci.

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La Rubrica
dei bambini
dallisola che non c al Chiostro di San Domenico

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AVVISI
Appuntamenti del mese di GENNAIO

15 gioved ore 17:30


Incontri culturali di San Domenico nella sala del
capitolo del Chiostro. Claudio Pistolozzi.
La porta del cielo nel Duomo di Siena, il racconto.
17 sabato festa di SantAntonio Abate (patrono
della parrocchia)
ore 9:30 Ritiro Cresimandi nel Chiostro.
ore 17:00 Tradizionale benedizione degli animali in
Cripta.

18 domenica ore 10:30


Cresime. S. Messa presieduta dal nostro Arcivescovo
Mons. Antonio Buoncristiani.

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