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QUELLA COLT 22 SPARITA NEL NULLA LA CHIAVE DEL DELITTO ALFANO

A 22 anni dalluccisione del giornalista di Barcellona Pozzo di Gotto, i verbali del pentito
Carmelo DAmico che scagiona il killer Nino Merlino, rilanciano la pista che ruota attorno al
revolver passato di mano in mano e poi sparito nel nulla, senza mai essere sottoposto a
perizia balistica. La latitanza del boss Santapaola nelle carte dellinchiesta ter sul tavolo
del pm di Messina Vito Di Giorgio. E su tutta la vicenda, lombra di Saro Cattafi
di Giuseppe Pipitone e Sandra Rizza

C una pistola, una Colt 22, che passa di mano in mano


tra varie persone, senza mai essere sottoposta a perizia
balistica, ma che potrebbe essere quella che ha sparato al
giornalista Beppe Alfano. E ci sono i verbali top-secret
del pentito Carmelo DAmico che riscriverebbero da
capo il contesto dellomicidio: secondo il collaboratore,
lesecuzione mafiosa scattata l8 gennaio di 22 anni fa
sarebbe legata alla latitanza del boss Nitto Santapaola.
Sono gli elementi dai quali potrebbe ripartire linchiesta sui
tre colpi di pistola che tapparono la bocca a un cronista
scomodo nel cuore di Barcellona Pozzo di Gotto, luogosimbolo dello Stato inerme davanti allo strapotere mafioso.
DAmico avrebbe confermato che Alfano fu ucciso
dalla mafia barcellonese, aggiungendo per che il delitto sarebbe stato commesso da un
killer diverso da Nino Merlino, condannato per quellomicidio a 21 anni di carcere insieme
al boss Nino Gullotti, indicato come mandante e condannato a 30 anni. Dichiarazioni ora
confluite nel fascicolo denominato Alfano ter, ancora aperto sulla scrivania del sostituto
della Dda Vito Di Giorgio, al quale si sarebbe affiancato il collega Angelo Cavallo. I due
sono titolari dellindagine su Rosario Pio Cattafi, indicato come uomo-cerniera tra mafia,
massoneria e servizi segreti, condannato in primo grado a 12 anni per associazione
mafiosa e attualmente imputato nel processo dappello davanti ai giudici di
Messina. Cattafi, testimone a Palermo nel processo sulla Trattativa Stato-mafia, luomo
che giura di esser stato inviato dal vicedirettore del Dap Francesco Di Maggio a
dialogare con il boss Santapaola, nella primavera del 93, promettendo benefici carcerari
in cambio dello stop alle stragi. Un millantatore? Ma che centra Cattafi, mai formalmente
indagato per il delitto Alfano, con la morte del giornalista?
Tutto ruota attorno a quella pistola scomparsa, le cui tracce vengono scoperte
dallavvocato Fabio Repici, difensore di parte civile della famiglia Alfano, in un verbale
del 28 gennaio 1993. A venti giorni dalluccisione del cronista de la Sicilia, il pm Olindo
Canali si accorge che limprenditore Mario Imbesi possiede una Calibro 22, e se la fa
consegnare, senza sequestrarla formalmente. Otto giorni dopo, il 5 febbraio, la restituisce
al proprietario: quel revolver larma del delitto Alfano? Il giornalista lautore di alcuni
articoli che fanno saltare la vendita a prezzi esorbitanti di un immobile, di propriet di
Imbesi, allAias di Milazzo. Bisogner per aspettare fino al 2001, e cio diciassette anni
dopo la morte di Alfano, perch la Scientifica attesti che quella calibro 22 con lomicidio
del cronista non centra nulla.
Nelle disponibilit dImbesi per c anche unaltra pistola: lo scopre lavvocato Repici,
che nellelenco delle armi possedute dallimprenditore trova unaltra colt 22, ceduta nel
1979 al milanese Franco Carlo Mariani, arrestato nell 84 in unindagine sulle bische
clandestine. Chi viene arrestato insieme a Mariani? Proprio Cattafi, accusato in
1

quelloccasione dal pm barcellonese Di Maggio, che aveva al suo fianco come


uditore Olindo Canali, futuro pm dellomicidio Alfano.
E proprio Canali che, quindici giorni dopo aver restituito ad Imbesi la prima Colt 22, vola
a Roma per incontrare Di Maggio. In quegli stessi giorni, precisamente il 27 febbraio 93,
lagenda del generale Mario Mori riporta un appunto col suo nome, storpiato in Canari,
accanto a quello diDi Maggio con unannotazione: per omicidio giornalista a Barcellona
P.G.. A che titolo Di Maggio, allepoca funzionario Onu a Vienna, partecipa a riunioni sull
omicidio di Barcellona? Ufficialmente, il motivo lindagine che Di Maggio aveva compiuto
su soggetti barcellonesi trasferiti a Milano e coinvolti in traffici di armi. Una descrizione
sottolinea lavvocato Repici che sembra adattarsi perfettamente a Cattafi.
A Roma, Canali ascolta anche i vertici dello Sco, che sullomicidio Alfano non compiono
alcuna indagine, ma che nel maggio del 93 arrestano Santapaola in un casolare nel
catanese: per quale motivo li incontra? Sonia Alfano non si stanca di ripetere che il padre
stato assassinato proprio per aver rivelato al pm Canali la presenza di Santapaola a
Barcellona. E don Nitto il 5 aprile del 93 viene individuato, da alcune intercettazioni
ambientali, in una pescheria di Terme Vigliatore, a pochi chilometri da Barcellona. Il giorno
dopo, il 6 aprile, nel paesino si scatena una rumorosa caccia alluomo che vede il capitano
del Ros Sergio De Caprio, nome in codice Ultimo, lanciarsi allinseguimento
di Fortunato Imbesi, figlio dellimprenditore proprietario della colt 22, scambiato per il
boss allora latitante Pietro Aglieri. Quanto basta per far dileguare Santapaoladalla
zona. Una vicenda che, dopo la riapertura dellistruttoria dibattimentale, ora allesame
della Corte dappello di Palermo che processa Mori e il colonnello Mauro Obinu per la
mancata cattura di Provenzano nel 95.
Tutte coincidenze? Oggi che il pentito DAmico scagiona il killer Merlino, il pm Di
Giorgio (che si visto respingere due volte la richiesta di archiviazione dal gip) ha in
mano gli elementi per approfondire la pista che ruota attorno alla colt 22 smarrita
da Mariani, lamico di Cattafi, e poi evaporata nel nulla. Una pista che
lavvocato Repici considera centrale per le indagini sul delitto. E per questo motivo ha
chiesto alla procura di Messina di verificare la possibilit che quellarma, sia in qualche
modo entrata in possesso di Cattafi. E che sia stata utilizzata per lomicidio Alfano.
http://www.loraquotidiano.it/2015/01/08/quella-colt-22-sparita-nel-nulla-la-chiave-del-delitto-alfano_20253/

SONIA ALFANO: TESTIMONE SCORTATO SOTTO INCHIESTA PER MAFIA

Maurizio Marchetta, ex vicepresidente del consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto


(che il Viminale non riuscito a sciogliere), ritenuto vicino al boss Sem Di Salvo. Il
commissario dellAto 2 di Trapani: Viene tutelato con unauto e due agenti.

di Luciano Mirone
Si chiama Maurizio Marchetta. lex vice presidente del Consiglio comunale di Barcellona
Pozzo di Gotto: Pur essendo sotto inchiesta per concorso
esterno in associazione mafiosa, pur essendo intimo amico di
un boss, pur essendo stato rinviato a giudizio per diffamazione
nei miei confronti e nei confronti di mio padre, viene tutelato
con unauto di Stato e con due agenti di Polizia. Questo tizio,
per le istituzioni, un testimone di giustizia.
un fiume in piena Sonia Alfano, sia oggi, che alcuni giorni

fa, quando, sentita a Messina dalla Commissione nazionale antimafia, ha fatto una lucida analisi
con tanto di nomi e cognomi sui legami fra mafia, politica, massoneria e servizi segreti deviati
a Barcellona Pozzo di Gotto. Molte cose che ha dichiarato il 28 ottobre allaCommissione
antimafia, le dice ora in questa intervista a trecentosessanta gradi sulla citt dove l8 gennaio
1993 la mafia ha assassinato suo padre, il giornalista Beppe Alfano.
Malgrado le denunce che lex parlamentare europeo fa da alcuni anni su Marchetta, non mai
arrivata una risposta dalle istituzioni. Il testimone di giustizia, infatti, a differenza del
collaboratore di giustizia, una figura non proveniente da ambienti malavitosi: con la sua
testimonianza, tuttavia, pu aiutare gli inquirenti a scoprire alcuni misteri di Cosa nostra. Quasi
sempre si tratta di imprenditori taglieggiati, i quali, avendo denunciato i propri estortori, gode degli
stessi diritti dei pentiti: cio una protezione da parte dello Stato, una adeguata tutela economica
e, dal 2013 secondo il decreto legge approvato dal Governo Letta la possibilit di essere
assunti nella pubblica amministrazione.
La figlia di Beppe Alfano non ci sta. Quando nel 2006 chiesi lo scioglimento del Consiglio
comunale di Barcellona per infiltrazioni mafiose, vice presidente del Consiglio comunale era proprio
lui, Maurizio Marchetta, militante nel centro destra. Marchetta stato intercettato a bordo di una
nave da crociera insieme al boss Sem di Salvo: da quelle intercettazioni si evince chiaramente
(almeno cos dicono le Forze dellordine) il rapporto di subalternit che Marchetta aveva nei
confronti di Di Salvo: Devi fare quello che dico io. In base a quale merito questo signore ha
ottenuto questo status, dato che non compare nelle liste dei testimoni di giustizia? Per essere
considerati tali, bisogna essere estranei al sistema del crimine organizzato. Lui ha diverse
pendenze gravi con la giustizia, quindi.
A Messina, davanti alla Commissione antimafia, Sonia Alfano andata oltre, delineando un
quadro di alleanze molto inquietanti fra Cosa nostra e istituzioni, un quadro che ha come
epicentro le morti eccellenti di suo padre, di Attilio Manca, di Adolfo Parmaliana e di Graziella
Campagna.
Il collegamento fra il delitto Alfano e lindividuazione del covo segreto di Nitto Santapaola da
parte del giornalista (come oggi viene svelato dal pentito Carmelo DAmico, confermando quello
che dice da anni Sonia Alfano), potrebbe essere solo la punta delliceberg, fa capire lex
presidente della Commissione antimafia europea. In che senso? Il cronista alla vigilia
dellastrage di Capaci era uno dei pochi a Barcellona in grado di decifrare i messaggi criptici
provenienti dal mondo torbido e violento dellestrema destra locale, quel mondo capeggiato
daRosario Pio Cattafi, boss di primissimo piano in collegamento con la massoneria e con i servizi
segreti deviati, con cui lo stesso giornalista, negli anni Settanta, aveva condiviso lideologia di
destra.
Alfano, infatti, come Saro Cattafi, allepoca apparteneva a Ordine nuovo, lorganizzazione neo
fascista che allUniversit di Messina organizzava le spedizioni punitive contro i rossi, ma
mentre Beppe con i compagni ci faceva a cazzotti, Cattafi prendeva a sventagliate di mitra la
Casa dello studente. Le due strade poi si divisero definitivamente: Saro devi verso i quartieri alti
di Cosa nostra, diramazione servizi segreti deviati; Beppe vir su posizioni decisamente
moderate, ma luno e laltro conoscevano ormai le dinamiche, i linguaggi, i segreti di quel sistema,
quindi luno era in grado di leggere nel pensiero dellaltro, e viceversa.
Ecco perch oggi Sonia, parlando di Saro Cattafi, dice in modo sibillino: Su questo individuo si
sa pochissimo, lopinione pubblica non ha consapevolezza della sua statura criminale. Cattafi sa a
cosa mi riferisco, non aggiungo altro. E poi, quasi per associazione di idee: Non un caso che da
Barcellona sia partito il telecomando della strage di Capaci attraverso il boss Giuseppe Gullotti. Non
un caso che Barcellona abbia concesso ospitalit e protezione a tre boss latitanti di prima
grandezza: Nitto Santapaola, Bernardo Provenzano e Gerlando Alberti junior. Non un caso che
queste tre presenze vengano associate ai delitti di Beppe Alfano, di Attilio Manca e di Graziella
Campagna.

Dunque Sonia Alfano collega questi omicidi alla strage di Capaci. in questo contesto che,
oltre ad inserire la latitanza di Santapaola, di Provenzano, e di Alberti jr., lex
europarlamentare parla di Rosario Cattafi e di Giuseppe Gullotti. Poi la figlia del giornalista
ucciso inserisce un altro nome: quello di Antonio Franco Cassata, fino al 2011 Procuratore
generale della Corte dAppello di Messina. Cassata fa parte di quella schiera di persone che, pur
appartenendo allo Stato e alle istituzioni, non hanno svolto il proprio dovere come avrebbero
dovuto. Secondo quanto scrive la stessa Alfano assieme al suo legale Fabio Repici, grande
conoscitore della mafia barcellonese nel 2011 Cassata fu raggiunto da un avviso di garanzia per
concorso esterno in associazione mafiosa da parte della Procura della Repubblica di Reggio
Calabria, eppure di quel provvedimento non si saputo pi nulla.
Prima di quel momento, il magistrato non era mai stato raggiunto da alcun provvedimento
giudiziario o discipilinare, malgrado certe amicizie compromettenti. Addirittura nel 2008 stato
promosso dal Csm a capo della Procura generale. Cassata dice lex parlamentare europeo ha
sempre disposto di una rete di protezione fitta e alta. Non dimentichiamo che il magistrato
andato a finire davanti al Csm pi volte per una condotta non proprio moralmente ed eticamente
specchiata. A un altro magistrato la toga glielavrebbero tolta di dosso. A lui no. Perch? Da chi
sarebbe protetto? Probabilmente dalla stessa rete che negli anni ha consentito che il nostro
territorio potesse diventare zona franca, insomma una rete di connivenze composta da persone di
alto livello.
Parole pesanti. Che Sonia ha pronunciato davanti alla Commissione nazionale antimafia, e che
non si discostano da quelle espresse da Fabio Repici, dai familiari dellurologo Attilio Manca e
da Cettina Parmaliana, vedova del professore Adolfo Parmaliana (altra vittima di quel
sistema). Tutti allunisono bench sentiti separatamente hanno scandito a gran voce quei
nomi.
Ancora. Basta dare unocchiata alla relazione della Commissione prefettizia che alcuni anni fa
chiedeva lo scioglimento del Consiglio comunale di Barcellona: colpisce lalta percentuale di
consiglieri comunali collusi con la mafia. Quasi tutti di Alleanza Nazionale, vicini allex vice
presidente del Senato, Domenico Nania. Eppure mai nessun governo nazionale n di
centrodestra, n di centrosinistra si permesso di sciogliere quel Consiglio.
Ecco un altro nome che Sonia Alfano inserisce nel contesto: Domenico Nania, quello che
nell85 espulse mio padre dal Movimento sociale italiano, ma in compenso candid il boss Giuseppe
Gullotti al Consiglio comunale, quello che dichiar ai giornalisti: A me da dove vengano i voti non
me ne frega niente.
http://www.loraquotidiano.it/2014/11/02/sonia-alfano-testimone-scortato-dalla-polizia-inchiesta-per-mafia_10742/

a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/01/quella-colt-22-sparita-nel-nulla-la.html