n o t i z i e

d i

b e n e s s e r e
di Francesco Bottaccioli

www.simaiss.it

In Usa, via gli acidi grassi trans
da snack e merendine
Parliamo degli acidi grassi trans e cioè di
quegli acidi grassi che hanno subito una
trasformazione industriale, passando dallo
stato liquido a quello solido, come nelle
margarine, e che da anni sono sotto
accusa perché sospettati di essere dannosi per cuore e cervello. Una ricerca
dell’Università dell’Arizona, realizzata su
oltre 300 persone con diabete di tipo 2
(quello cosiddetto alimentare), ha documentato che negli ultimi anni la concentrazione di acidi grassi trans nel sangue di

queste persone è diminuita in modo significativo. Per gli autori della ricerca la causa
di questo fenomeno starebbe, non tanto
nei cambiamenti alimentari dei soggetti
studiati, bensì nelle decisioni dell’industria
alimentare che, dopo una legge federale
che limitava l’uso di queste sostanze, ha
trovato più conveniente eliminarli dai prodotti di largo consumo: snack, patatine e
simili. Un buono e raro esempio di politica
sanitaria efficace. Speriamo che anche
nel nostro Paese qualcosa si muova.

Più frutta e verdura? D’accordo, ma il prezzo...
Spesso si sente dire che il consumo di
frutta e verdura è un problema di educazione. Il che effettivamente coglie una
parte della verità, nel senso che ci sono
famiglie che trascurano di portare in
tavola quantità adeguate di vegetali, cre-

ando così un’abitudine nei bambini che
si trasmetterà alla vita adulta. Ma, soprattutto durante crisi finanziarie come l’attuale, non possiamo trascurare il lato
economico della faccenda. Conta di più
l’educazione o il portafoglio? Ricercatori

dell’Università di Amsterdam hanno realizzato uno studio, coinvolgendo alcuni
supermercati della città olandese: un
gruppo aveva la possibilità di acquistare
i vegetali con un forte sconto, un altro,
oltre allo sconto, riceveva anche un’informazione adeguata sul ruolo salutare di
frutta e verdura, infine il terzo gruppo ha
ricevuto solo una corretta informazione.
Dopo 6 mesi di sperimentazione, nei due
gruppi che hanno usufruito dello sconto
la percentuale di persone che mangiava
la quantità raccomandata di frutta e verdura (più di 400 g al giorno) è passata
dal 42% al 61%, mentre chi ha ricevuto
solo le informazioni in più non ha modificato il suo comportamento. Come si
dice, “le chiacchiere stanno a zero”!

Esporsi al sole allunga la vita
Siamo in estate, prendete il sole - con tutto il giudizio e l’accortezza necessari perché fa davvero bene. L’ultimo imponente studio, pubblicato su American
journal of clinical nutrition, che ha coinvolto oltre 9.000 tedeschi tra i 50 e 74 anni,
controllati per 9 anni, ha stabilito che livelli insufficienti di vitamina D (sotto i 30
nmol/L) sono correlati fortemente alla mortalità. E cioè, nel gruppo che aveva livelli
insufficienti della vitamina la mortalità per cancro, malattie cardiovascolari e
respiratorie era più alta di quella registrata nel gruppo con livelli adeguati di questa
sostanza. La vitamina D si sintetizza esponendo la pelle alla luce solare: quindi
scopritevi, signori e signore, evitando le ore più calde e proteggendo zone
delicate come testa e occhi.

giugno 2013

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