BELLA, OPEROSA, GIUSTA, SOLIDALE.

E’ la Toscana che vogliamo.

Per la Toscana del futuro. Noi vogliamo provarci!
1. La Toscana fino ad ora è stata sinonimo di buona vita. Le generazioni attuali hanno
avuto la fortuna di ricevere un patrimonio accumulato nel corso del tempo, dalle bellezze
naturali al patrimonio storico-artistico, e in Toscana si è realizzato uno speciale intreccio
tra operosità, solidarietà, buon governo pubblico. Per questo si è parlato di modello
toscano.
Questo modello che ha garantito un diffuso ben-essere oggi è messo in discussione: il
rischio incombente è che le future generazioni non ricevano dai contemporanei una
buona eredità. I cambiamenti economici, sociali, politici di questo tempo ovviamente
penetrano anche nelle pieghe della società toscana, scardinando i livelli di qualità della
vita raggiunti. Accanto a questi, avanzano cambiamenti climatici i quali, senza
un’inversione di tendenza ormai urgente, da qui a pochi decenni rischiano di causare
gravi e irreversibili danni. Inutile pensare ad un ripiegamento su se stessi in un mondo
sempre più interdipendente; sbagliato disperdere i caratteri peculiari procedendo verso
una sorta di omologazione, peraltro più povera.
Secondo noi, la via da percorrere è un’altra: rinnovare le radici progressiste per
conquistare una nuova frontiera del progresso umano al cospetto delle novità
contemporanee, proseguendo a rappresentare un’originalità nel nostro Paese ed oltre.
Noi vogliamo provarci.
2. Nel nostro tempo si sta erodendo quel compromesso tra interessi e forze sociali
diverse e contrastanti che ha permesso di emancipare persone e classi e di liberare gli
individui. Nel ‘900 i conflitti sociali hanno messo un freno alle spinte più egoistiche ed alla
prepotenza dei forti; la partecipazione alla vita pubblica e varie forme di rappresentanza
dei ceti “senza” (potere, denaro, forza) hanno rafforzato la democrazia; la presenza del
pubblico nelle sue forme statuali ha contribuito ad assicurare diritti e forme di
uguaglianza, senza per questo limitare le aspirazioni individuali, anzi fornendo ad esse la
condizione per esprimersi.
Da qualche decennio a questa parte, però, il pendolo si è spostato di nuovo. In un grande
mercato globale tutto si sta riducendo a merce: il lavoro, l’ambiente, la cultura, il tempo
libero, fianco le persone ed i loro sogni. L’interesse privato di pochi vuole prevalere sul
bene comune di tutti, i profitti di singoli sono scatenati contro i bisogni di molti,
l’ascensore sociale che permetteva ai figli di chi stava in basso di sperare in una vita
migliore si è bloccato e questa, accanto ai danni inferti all’ambiente, è la più grande
ingiustizia a danno delle nuove generazioni.
Accade perché sta venendo meno la politica, la quale con la sua autonomia dalla sfera
economica e finanziaria ha il compito di essere diaframma, mediazione e riequilibrio tra
forti e deboli, tra egoismo e solidarietà, tra l’interesse individuale e quello generale.
Rimane una politica anemica e condizionata da poteri che perseguono fini particolari,
talvolta è ridotta a mera ambizione personale, che non cambia di una virgola la società, in
taluni casi finisce nella degenerazione e nella corruzione. Per questo oggi serve una
nuova onda di buona e forte politica, anche in Toscana. Noi vogliamo provarci.
3. L’occasione più vicina ed importante è rappresentata dalle prossime elezioni regionali
in programma nella primavera del 2015. In quella occasione e nel confronto con gli
elettori e le elettrici si potrà misurare una nuova tensione politica. A questo fine servono
idee e forze, un’anima e un corpo, disponibili ad un’impresa.

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Per noi questa missione deve incarnare i valori senza tempo di libertà, uguaglianza,
fraternità, declinati in un puntuale programma che accolga la sfida ambientale decisiva
per l’umanità, al fine di prospettare una diversa via di uscita dalla crisi e rappresentare
così una concreta speranza.
Se il mercato, divenuto decisore pressoché esclusivo della vita, sta producendo stridenti
disuguaglianze, povertà e ferite all’ambiente, allora va rafforzata e rinnovata la presenza
del governo e dell’azione pubblica nelle sue articolazioni, che chiama e coinvolge in un
progetto condiviso le forze sociali, quelle della cultura e le nuove forme di cittadinanza
attiva che agiscono sul versante della solidarietà, del civismo e dei beni comuni.
A questo fine serve un intervento pubblico che per essere più credibile ed efficace deve
liberarsi da apatia e appesantimenti burocratici ed esprimere un rinnovato spirito pubblico
e di reale servizio. Importante è il ruolo delle forze sociali nella condivisione di un patto
per un nuovo sviluppo socialmente giusto e ambientalmente sostenibile.
Nella nostra regione, all’interno delle forze sociali, vi sono energie disponibili a questo
fine, consapevoli che in un territorio cosparso di ferite (le grandi disparità sociali, la
mancanza del lavoro o la sua precarizzazione, la privazione di servizi sociali, innanzitutto)
nessuno può salvarsi, dunque è interesse di tutti salvaguardare una coesione sociale che
non lascia indietro nessuno. Per questo serve una politica di redistribuzione: a chi più ha,
più si deve chiedere. Così come è essenziale che nuova linfa penetri nel governo pubblico
e condivida responsabilità: è quella rappresentata dai fermenti e dalle organizzazioni che
danno vita nei territori a forme di solidarietà, difesa dell’ambiente, spirito civico nella
tutela dei beni comuni e nel contrasto di una logica proprietaria e predatoria che lascia
ciascuno più solo e più povero. Inoltre, saranno importanti forme di collaborazione e di
azione tra le regioni vicine, quell’Italia centrale che ha tante analogie, in modo da
costituire una massa critica adeguata a rispondere alle questioni comuni e avere un ruolo
importante anche sul panorama europeo.
4. Dunque, noi vogliamo una Toscana:
a. che guarda il mondo, che non si ritrae nell’egoismo e nell’indifferenza, ma anzi
s’immerge, s’impegna e si offre al pianeta nella promozione della pace, della
solidarietà e della cooperazione tra i popoli, nell’apertura e accoglienza di chi
fugge da guerre e miseria, come ha saputo fare nella sua storia, libera come ha
saputo essere da pregiudizi e luoghi di segregazione. A maggior ragione volge lo
sguardo al Mediterraneo, verso tutti i Paesi e popoli che vi si affacciano fino al
Medio Oriente, per contribuire da par suo ad una rinnovata visione politica (libertà,
giustizia sociale, democrazia) volta a prosciugare tutti i giacimenti di odio e
fanatismo.
b. Democratica, perché ripensa e riorganizza gli strumenti della partecipazione e della
decisione. Non ci serve un principe, ma una classe dirigente diffusa; non basta
solo una istituzione regionale ben guidata, serve una costante collaborazione con
le istituzioni comunali, quelle più vicine ai cittadini, ed una riarticolazione delle
funzioni istituzionali intermedie (compreso il settore dei servizi pubblici locali che
va escluso da processi di privatizzazione) affinché i cittadini possano interagire con
esse e non le avvertano lontane e ostili; non è sufficiente il voto, pur essenziale per
determinare la rappresentanza, occorrono luoghi e occasioni per far contare i
cittadini sulle questioni essenziali. In buona sostanza, concepisce e pratica la
democrazia non come un intralcio, bensì fattore di coesione e qualità di una
comunità.
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c. Che intende la difesa dell’ambiente come cambiamento di un modello di crescita,
distorta e distruttiva, e al tempo stesso potente leva per un altro modello di
sviluppo, capace di generare nuova e buona occupazione. Sostiene una
riconversione sostenibile delle produzioni negative o in crisi. Fa della gestione del
territorio e del paesaggio una occasione straordinaria per nuovi lavori sia sul
versante dell’assetto idrogeologico che in quello dell’edilizia, attorno alla
fondamentale parola chiave “manutenzione”. Seleziona le infrastrutture necessarie,
realizzando solo quelle realmente utili. Supporta con scelte e risorse la quotidiana
mobilità nelle città e tra le città attraverso forme di trasporto pulite e collettive, a
partire da un moderno sistema ferroviario per i pendolari. Si rende autonoma e
sobria sul versante energetico, agevolando il risparmio e l’efficienza energetica
degli edifici, ad iniziare da quelli pubblici, e favorendo la diffusione delle energie
rinnovabili e compatibili con l’ambiente. Concepisce i rifiuti una risorsa e non un
problema e, quindi, imprime una svolta a partire da riduzione, raccolta differenziata
porta a porta, riutilizzo e industria del riciclo. S’impegna affinché il risultato
referendario sull’acqua inizi concretamente ad essere attuato e non contraddetto,
agisce con progetti a lungo respiro per assicurare questo bene comune alle future
generazioni e per riportare governo e gestione dell’acqua sotto l’egida pubblica.
d. Che promuove il lavoro nelle sue diverse forme e tutela i diritti dei lavoratori, intesi,
l’uno e gli altri, come affermazione della dignità della persona e fonte
indispensabile di benessere collettivo. Contrasta la precarietà, anche nella
pubblica amministrazione, e qualunque forma di sfruttamento e illegalità e tra
queste considera l’estensione delle infiltrazioni delle organizzazioni mafiose la
minaccia più grave anche per la Toscana. Agisce per introdurre forme di reddito di
cittadinanza. Opera per il mantenimento/qualificazione/riconversione dei grandi
presidi industriali quale ossatura fondamentale per lo sviluppo, sostiene le piccole
e medie imprese, specie nel settore artigianale ed agevola il rapporto di queste con
il credito, l’innovazione e la qualità di nuovi prodotti anche attraverso un diverso
rapporto con i centri di ricerca. Fa leva su clausole efficaci affinché nessuna
agevolazione premi imprese che delocalizzano le produzioni. Introduce o aggiorna
verifiche e strumenti i più completi per assicurare totale trasparenza e pulizia negli
appalti e per la garanzia dei trattamenti dei lavoratori/lavoratrici impiegati,
contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra imprese e tutela dell'occupazione
nei cambi di appalto. Assicura il rispetto di forme e modalità per la sicurezza nei
luoghi di lavoro. Concepisce la nuova agricoltura come essenziale occasione di
indipendenza, qualità e originalità nelle produzioni, occupazione, presidio del
territorio, specie montano e collinare, quale fattore di mitigazione degli effetti delle
mutazioni climatiche. Gestisce la risorsa del turismo in modo lungimirante e diffuso
in tutta la regione, promuovendo luoghi e risorse minori di grande valore e fuori dai
circuiti noti e massificati, valorizzando e salvaguardando l’intero patrimonio
ambientale, storico e artistico quale bene identitario, valore e peculiare fonte di
benessere economico non mercificabile.
e. Che tutela e promuove in ogni forma i servizi pubblici sociali e sanitari (specie con
più estese risposte territoriali su prevenzione, cura e sostegno) e quelli scolastici,
ingaggiando una battaglia affinché non si diminuiscano le risorse ed anzi se ne
individuino di nuove, affinché il pubblico non arretri nella loro gestione,
rappresentando questo settore anche un qualificato segmento occupazionale di
fondamentale valore; al tempo stesso sostiene tutte le forme di mutua assistenza,
volontariato, gratuità nella solidarietà, intese come forme non sostitutive
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dell’intervento pubblico, ma complementari e diverse da esso. Mette in atto
un’offensiva decisa contro la povertà (con l’aumento della quota di spesa sociale
pro-capite per cittadino ed un ventaglio di azioni rivolte alla casa, al riutilizzo del
patrimonio immobiliare sfitto, al sostegno al reddito, al riconoscimento,
valorizzazione e sostegno delle attività del “prendersi cura”). In questo ambito
serve un impegno (sociale e urbanistico) concreto per la qualificazione di quartieri
nati male per dotarli di servizi e strutture sociali e di prossimità. In generale, serve
una guerra alla povertà, non tra i poveri, e una battaglia senza indugi agli
imprenditori della paura e a chi costruisce capri espiatori.
f. Che afferma come ineludibile la nuova frontiera dei diritti civili da realizzare
concretamente al cospetto di lentezze e pregiudizi che ancora frenano lo Stato,
proseguendo un positivo impegno sul terreno della laicità della stato, del
riconoscimento di nuove libertà e diritti sui diversi versanti della liberazione degli
individui.
g. Che stimola e sostiene - in accordo con gli enti locali, le organizzazioni sociali e
culturali diffuse nei territori, le agenzie formative ed altri soggetti - le più disparate
forme di aggregazione, socialità, relazione tra individui e costruzione di legami
sociali, al fine di contrastare qualunque forma di solitudine, emarginazione,
diffidenza dell’altro. E per questo favorisce anche forme di autogoverno e no profit
nella produzione culturale, nella solidarietà, nella gestione dei beni comuni,
nell’avvio di originali esperienze lavorative, nell’ambito sportivo, anche attraverso la
valorizzazione e la messa a disposizione di parti del patrimonio pubblico.
5. Per tutto questo serve una classe dirigente - in ambito politico, tra le forze sociali e
quelle della cultura, nella cittadinanza attiva - consapevole e lungimirante, che non miri al
consenso quotidiano con facili e ingannevoli promesse, ma punti lo sguardo al futuro in
termini progettuali, col fine di rappresentare l’originalità della Toscana nel panorama
politico, sociale e culturale nazionale.
Serve una rigenerazione della politica che esce da visioni di corto respiro e liti da cortile,
che fa pulsare ideali e valori attraverso i quali individua il cammino giusto da percorrere,
che si dà un compito tanto ambizioso quanto affascinante e con questo ricostruisce una
credibilità, riconquista fiducia e rispetto, riporta al voto ed alla partecipazione tanti
cittadini e cittadine delusi dalla politica attuale.
Noi pensiamo che questa impresa possa valere per l’intero arco delle forze progressiste,
democratiche e di sinistra, anche perché ci parrebbe sbagliato separare due dimensioni:
la permanente visione critica dell’esistente e l’esigenza di incidere nella materialità dei
processi. Servono entrambe come due essenziali facce di una medesima medaglia e solo
con entrambe si può fare cambiamento, altrimenti si rischia l’adeguamento da una parte e
la sterilità dall’altra. Sel si colloca esattamente in questo difficile crinale della sinistra. Con
spirito unitario e con gli intenti sopra delineati, essa si rivolge alle forze progressiste,
democratiche, di sinistra, alle organizzazioni sociali e culturali, alle forze del volontariato,
dell’associazionismo e della cittadinanza attiva, a tutti i cittadini e le cittadine con
orientamenti di sinistra, per condividere in vista della sfida del 2015 una comune
aspirazione alla Toscana del futuro. Noi vogliamo provarci!

Carta d’intenti in progress. Bozza nov. 2014
Sinistra Ecologia Libertà - Toscana
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