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--- ML CRESCERE --La Luce dell'Anima - 11

Spedita in febbraio.
Arretrati e materiale vario in: www.viveremeglio.org
Coordinatore: Dr. Mario Rizzi (mario.rizzi@tin.it).
SOMMARIO:
CHI SIAMO?
Nessuno si chiede il perch della vita
Per ogni anima viene un momento che...
La Scienza e la Sapienza Antica
I chiaroveggenti volontari e involontari
ALLA RICERCA DEL SE'
Molte persone pensano che...
Noi siamo pi che un semplice corpo
La costituzione sottile dell'uomo
Il doppio eterico o corpo vitale
La personalit
Riassunto
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
CHI SIAMO?
Noi siamo quello che siamo perch il nostro s, per et innumerevoli, ha
stabilito nella sua volont che la materia debba organizzarsi in forme
sempre pi complete per mezzo di cui conoscere e dominare tutto l'universo.
Alice Bailey
Spesso chi desidera vivere nel migliore dei modi si trova impedito a causa dei desideri del suo Io
inferiore o parte istintiva. Gi San Paolo denunciava questo fatto dicendo: "Io non riesco a capire
neppure ci che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio
quello che non voglio, io riconosco che la legge buona; quindi non sono pi io a farlo, ma il
peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cio nella mia carne, non abita il bene; c' in me il
desiderio del bene, ma non la capacit di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il
male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono pi io a farlo, ma il peccato che
abita in me" (Romani 7,15).
Per quanto grande sia questa tragedia umana, il pi tragico che essa non affatto necessaria, ma
proviene solo dalla nostra ignoranza riguardo al funzionamento della nostra coscienza.
Ben pochi, infatti, si sono chiesti dove nascono le emozioni, come fanno a pensare, dove erano
prima di nascere, la ragione per la sofferenza e dove andranno quando il loro corpo fisico cesser di
vivere.
Alcuni si accontentano delle spiegazioni fornite dalla Religione ma, spesso, tali risposte non sono in
accordo con il ragionamento logico ed allora creano solo della confusione.

Nessuno si chiede il perch della vita (1)


L'ultima cosa che l'uomo scopre s stesso. E' una verit strana, eppure universale, che la sete
umana della conoscenza debba cominciare da quello che pi lontano e finire con quello che pi
vicino. L'uomo primitivo ha studiato i cieli, ma soltanto l'uomo moderno comincia ad esplorare i
misteri della propria anima.
Moltissimi uomini sono un mistero per s stessi; molti sono perfino inconsci della esistenza del
mistero. Se noi dovessimo domandare ad un uomo comune che cosa sia lui, l'essere umano vivente;
che accada quando egli pensa, sente, agisce; e quale sia la causa della lotta fra il bene e il male, che
egli pur sente entro il suo petto, non solo egli non saprebbe rispondere, ma le domande stesse gli
apparirebbero strane e nuove.
Eppure, che cosa pi strano del fatto che un essere umano possa attraversare la vita, sopportarne le
vicissitudini, soffrirne le miserie, comuni a tutti gli uomini, goderne i caduchi piaceri, portarne il
perpetuo fardello, senza mai chiedere perch?
Se noi vedessimo un uomo viaggiare con grande incomodo e numerose difficolt, e se chiestogli
dove vada ci sentissimo rispondere che questa domanda non gli si mai affacciata alla mente, lo
riterremmo certamente pazzo. Eppure, questa precisamente la condizione della maggioranza degli
uomini nella vita comune. Essi compiono il viaggio dalla vita alla morte, si arrabattano nel faticoso
cammino della vita, e non chiedono mai perch, o tutt'al pi si pongono superficialmente il
problema, senza curarsi poi in realt di trovare una risposta.
Per ogni anima viene un momento che...
Ma viene per ogni anima, nel suo lungo peregrinare, il momento in cui la vita diventa impossibile se
non ne conosce il perch; delusa del mondo circostante che non pu mai darle una soddisfazione
durevole, essa desiste per un momento dal frenetico inseguimento delle illusioni, e completamente
esausta si ferma, silenziosa e sola.
In quel punto nata nell'anima la coscienza di un nuovo mondo; in quel punto, stornando il viso dal
fascino del mondo circostante, essa scopre la sempiterna realt del mondo interiore, del mondo
dell'Io. Allora, e soltanto allora, le domande della vita trovano risposta.
La Scienza e la Sapienza Antica
La Scienza, prima osserva i fenomeni e poi cerca di dedurre le leggi che li hanno provocati. Questo
metodo fondamentalmente valido, ma molti dei fenomeni hanno le loro cause in mondi "sottili"
che non possono essere investigati neppure mediante i pi delicati istrumenti. La stessa cosa
avviene con la medicina dove le cause profonde delle malattie non possono essere trovate in quanto
risiedono nei mondi sottili in cui si manifestano i pensieri e le emozioni.
La Sapienza Antica insegna che l'universo composto da sette diversi tipi di materia, dalla prima
(la pi grossolana) che ne costituisce la parte fisica tangibile ai sensi, alla settima (la pi sottile) che
viene considerata come la dimora della divinit.
Tra la materia pi grossolana (quella del mondo fisico) e la pi sottile troviamo quella "astrale" che
serve per sperimentare le emozioni e quella "mentale" con la quale possiamo ideare e pensare.
Appare evidente come la scienza, utilizzando strumenti fatti di materia fisica, non potr mai
investigare i mondi fatti di materia ultrasottile. Per questo tipo di investigazione sono necessari
degli strumenti particolari, insiti nella natura umana, che anime particolari hanno sviluppato e che
consentono loro di investigare i mondi sottili, comprendere come l'uomo vi partecipa e conoscere le
creature che vi abitano.

I chiaroveggenti volontari e involontari (2)


Coloro che sono capaci di investigare i mondi sottili sono definiti "chiaroveggenti volontari". Sono
assai rari perch, per acquisire tale facolt, occorre possedere delle doti particolari e fare un lungo
corso di allenamento sotto la guida di un Maestro qualificato. Esistono anche i medium, o
"chiaroveggenti involontari", che vedono qualcosa dei mondi invisibili ma non hanno la possibilit
di scegliere a volont cosa vedere e cosa non vedere.
Ecco la descrizione dei due tipi di chiaroveggenti data da Max Heindel, fondatore di una Scuola che
fa capo ai Rosacroce: "Il chiaroveggente volontario, vede ed investiga a volont, mentre il medium
incapace di indagare per ottenere informazioni, poich non pu osservare quello che desidera ...
La maggior parte della gente, non fa distinzione fra i due; tuttavia c' una regola infallibile, alla
quale ognuno pu attenersi: nessun chiaroveggente correttamente formato eserciter la
chiaroveggenza a scopo di lucro, sia esso denaro od altra cosa; non la user per soddisfacimento di
curiosit, ma unicamente per aiutare il genere umano.
Nessuno che sia capace di insegnare il metodo adatto per lo sviluppo di questa facolt, dar una tale
lezione a scopo di lucro. Coloro che chiedono denaro per esercitare la chiaroveggenza o per
impartire lezioni su queste cose, non posseggono effettivamente nulla che meriti di esser pagato. La
regola data una guida sicura che pu esser seguita da tutti con piena fiducia".
ALLA RICERCA DEL SE'... (3)
Esaminiamo ora la questione da cima a fondo, e vediamo se non si possa arrivare ad una
comprensione un po' pi profonda di ci che veramente siamo. Quando osserviamo un individuo, la
prima cosa di cui ci rendiamo conto , di solito, il suo corpo fisico, quella cosa che vediamo nello
specchio.
Molte persone pensano di esser solo un corpo fisico e che l'esistenza fisica sia la sola esistenza,
perci che impiegano l'intera durata della loro vita per nutrire e compiacere il corpo fisico,
provvedendolo d'ogni agio, adornandolo di ricchi gioielli e abiti costosi, indulgendo ad ogni suo capriccio. Queste sono le persone che "vivono per mangiare" invece di "mangiare per vivere". La loro
filosofia quella di "mangiare, bere e godersi la vita perch quando si morti non rimane pi
nulla".
Tali individui hanno come massima aspirazione nella vita il conseguimento di una ricchezza
sufficiente a provvederli d'ogni possibile piacere fisico, cosicch non faranno nulla per loro stessi a
meno che in ci non provino piacere. Comunque una breve riflessione sull'argomento ci convincer
che siamo pi che un semplice corpo fisico.
Noi siamo pi che un semplice corpo (3)
In primo luogo i fisiologi ci dicono che la materia di cui composto il nostro corpo fisico va
cambiando continuamente, e che entro un brevissimo periodo di tempo abbiamo un corpo fisico
completamente nuovo, non rimasta neppure una singola cellula di quello vecchio.
Eppure, sentiamo che siamo gli stessi individui, con le stesse simpatie e antipatie, le stesse capacit
e caratteristiche. Del resto, possiamo controllare il nostro corpo fisico: possiamo farlo muovere
quando vogliamo che si muova, possiamo educarlo ad acquisire abilit, come suonare il piano,
recitare, nuotare o far altre cose. Bene, se io posso controllare questo corpo fisico, allora debbo
essere qualcosa di pi che non soltanto un corpo fisico. Chi, dunque, questo "Io" che lo controlla?
La costituzione sottile dell'uomo

E' un concetto comune che l'uomo sia composto da corpo e mente; la Chiesa ci propone pure
l'anima e lo spirito. In realt l'uomo davvero un insieme assai complesso: egli una scintilla
divina, un essere spirituale che non potrebbe acquisire l'autocoscienza (poter dire "Io") se non si
rivestisse di un insieme di involucri di cui il pi grossolano viene definito corpo fisico.
L'insieme di questi corpi sottili costituisce una specie di "nube" di energia che interpenetra l'uomo
fisico e lo circonda per alcuni centimetri: questa "nube" viene chiamata "aura". I chiaroveggenti
sono in grado di leggere i colori presenti nell'aura e di dedurne sia lo stato di salute sia il tipo di
pensiero (egoistico, amorevole, ecc.) che la persona sta intrattenendo in quel momento.
Secondo la Filosofia esoterica l'uomo possiede ben sette "corpi" o "veicoli", composti di materia
con diversi gradi di densit, comunque i corpi utilizzati da una persona normale sono soltanto tre.
Questi corpi si interpenetrano l'un l'altro, cos come in una cassa piena di palloni per il gioco del
calcio potrebbero trovare posto delle palline da tennis, delle ciliege, della sabbia e dell'acqua.
L'acqua, permeando tutti gli oggetti nella scatola, dai pi grossi (i palloni) ai pi piccoli (i granelli
di sabbia) ci pu fornire una idea approssimata di come l'Io possa compenetrare tutti i suoi veicoli
ed usarli come strumenti di esperienza.
Il doppio eterico o corpo vitale
Mentre la scienza ci insegna che il nostro corpo fisico composto da cellule, ed sostenuto da uno
scheletro, la Filosofia esoterica ci informa che il corpo fisico pu esistere soltanto perch gli atomi e
le molecole che lo compongono sono tenute insieme da una specie di stampo energetico, chiamato
"doppio eterico" o "corpo vitale" in quanto la sua esatta replica, fatta di etere ovvero di una
materia assai sottile e pertanto invisibile.
Va precisato che il doppio eterico non un veicolo vero e proprio come lo sono il corpo fisico,
l'astrale ed il mentale. E' solo una matrice di energia che fa parte integrante del corpo fisico, lo
compenetra e si spinge oltre i suoi confini per alcuni centimetri.
Questa matrice in rapporto con il corpo fisico cos come lo stampo lo per la torta; la nostra
forma infatti determinata da quella del doppio eterico. Se amputiamo un organo la sua controparte
eterica rimane con noi ancora per un certo tempo. Ci spiega perch alcuni invalidi accusano dolori
agli arti che ormai non possiedono pi.
Tutte le forme viventi possiedono un doppio eterico individuale mentre i minerali ne hanno uno in
comune. I suoi compiti principali consistono nell'assorbire il "prana" (energia vitale proveniente dal
sole), nell'elaborarlo, e nella sua distribuzione a tutte le parti dell'organismo.
Alcune persone elaborano pi prana di quanto le necessiti e possono diventare pranoterapisti, altri
invece (gli ammalati in particolare), ne elaborano meno del necessario e tendono a "vampirizzare"
coloro che gli stanno d'intorno. Questa la ragione per cui dopo una visita in ospedale ci si ritrova
spesso senza energia.
La personalit (4)
Qui vorrei richiamare la vostra attenzione sull'origine ed il significato del termine "personalit".
Esso deriva dal vocabolo latino persona, che significa maschera. Questo esattamente ci che la
personalit , una maschera del vero S, semplicemente assumiamo tre rivestimenti o veicoli per
sperimentare o rispondere agli stimoli nei tre mondi della materia; fisico, emotivo e mentale.
Questi corpi o rivestimenti o veicoli che dir si voglia costituiscono la personalit che maschera il
vero S di ognuno di noi. Essi possono essere cos definiti:
- il corpo fisico, composto di materia fisica capace di rispondere a stimoli fisici,

- il corpo astrale, formato di materia pi fine capace di rispondere alle vibrazioni pi rapide delle
emozioni,
- il corpo mentale, fatto di materia ancor pi sottile e rarefatta capace di rispondere alle molto pi
rapide vibrazioni del pensiero.
E' esattamente come se indossaste una bella veste di seta (il corpo mentale) e, su quella, un pi
pesante soprabito (il corpo emotivo) e, in aggiunta a quello, un largo e massiccio mantello (il corpo
fisico). Ognuno di questi vi limita. Ognuno di essi nasconde il vostro vero s. Ognuno di essi vi
rende pi difficile esprimervi quali veramente siete. Rende anche pi difficile agli altri conoscere il
vostro vero s.
Questi veicoli, comunque, sono assai utili perch senza di essi non potremmo percepire e fare
esperienze nel mondo materiale ed in quelli sottili che corrispondono al corpo astrale ed al quello
mentale.
Ora, la tragedia realmente grande avviene quando veniamo cos limitati, cos racchiusi entro questi
rivestimenti o veicoli o maschere, che prendiamo ad identificarci con essi; quando diciamo: "Ho
fame", "sono stanco", pensiamo di essere realmente affamati o stanchi, invece di comprendere che
solo il corpo fisico ad essere affamato e stanco. Ovviamente dobbiamo provvedere in modo che il
corpo riceva cure appropriate, ma non che sia viziato.
Alcuni, in questa nostra epoca, sono arrivati al punto di identificarsi con la loro automobile.
Sentiamo gente che dice: "Ho bisogno di benzina", o "Ho una ruota a terra", o "I miei freni debbono
essere cambiati". Ebbene, ovviamente noi non abbiamo bisogno di benzina, n abbiamo le ruote a
terra!
Le nostre macchine viaggiano, e certo dobbiamo aver cura appropriata di loro, dal momento che
non correranno bene senza benzina e, in specie, sui cerchioni. La stessa cosa vale per il corpo. Non
siamo i nostri corpi come non siamo le nostre macchine. Gli uni e le altre sono veicoli che usiamo.
Facciamo lo stesso errore identificandoci con le nostre emozioni. Diciamo: "Sono arrabbiato" o
"Sono triste".
Voi non siete mai arrabbiati o tristi: lo pu essere il vostro corpo astrale, ma non voi. Ci pu essere
applicato anche al mondo del pensiero o mentale. Una persona pu adoperare una macchina se parte
per un viaggio sulla terraferma, e pu cambiare con una nave per viaggiare sul mare e con un aereo
per viaggiare nell'aria.
E' la stessa persona che viaggia; semplicemente usa un veicolo diverso a seconda della materia in
cui, o attraverso cui, desidera viaggiare. Essa non la macchina, la nave o l'aereo, e questi sono
semplicemente i veicoli senza i quali non potrebbe viaggiare in quel particolare elemento.
Proprio allo stesso modo, abbiamo bisogno di veicoli o corpi per agire nei tre mondi della materia
dove si esprimono le persone comuni (fisico, astrale e mentale). Questi corpi sono tutti transitori,
utili strumenti che si logorano e vengono rinnovati in relazione ai nostri bisogni.
Ci che non si logora e non cambia mai la nostra parte spirituale, la scintilla divina che in ogni
vita fa nuove ed utili esperienze.
Riassunto
Per riassumere diremo che il corpo fisico risulta compenetrato dal corpo eterico (energia vitale); da
quello astrale (sede delle passioni, emozioni e desideri); dal mentale (sede del pensiero).
Rimandiamo la descrizione dettagliata della costituzione sottile e del destino dell'uomo alle
prossime lettere di questa rubrica.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1) I.F. Van Der Leeuw, Dei in esiliio, pag. 15,


Edizioni Alaya, Milano, 1951.
2) Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni Il Cigno, Peschiera del Garda, 1996.
3) Eunice e Felix Layton, Teosofia, pag. 30,
Casa Editrice Atrolabio, Roma, 1969.
4) Eunice e Felix Layton, Teosofia, pag. 32,
Casa Editrice Atrolabio, Roma, 1969.
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