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Vedere la naturale trasparenza e apertura del corpo (Rupert Spira)

Abbiamo idee e immagini del corpo, ma ovviamente il corpo non


un'idea n un'immagine e la nostra reale esperienza del corpo non
corrisponde alle immagini che ne abbiamo. [...]
Quando si vede che non esistono un corpo o un mondo come vengono
normalmente concepiti, questo punto di vista immaginario svanisce e si
instaura di nuovo l'unit dell'esperienza, si instaura di nuovo l'amore.
Ci non significa che l'esperienza non sia reale. L'esperienza
assolutamente reale [...]. Ci che viene negato l'interpretazione che il
pensiero sovrappone all'esperienza [...]. Il corpo come un oggetto
separato e indipendente un concetto che non trova riscontro nella
reale esperienza [...]
Con gli occhi chiusi, l'unica conoscenza che abbiamo del corpo una
sensazione fisica. Anzi, se non facciamo riferimento al pensiero o alla
memoria, non abbiamo nemmeno la percezione di un 'corpo'. Abbiamo
solo una sensazione, a cui il pensiero applica l'etichetta 'corpo'. [...] Ma
nemmeno questo esatto: senza il pensiero non potremmo nemmeno
definire la nostra esperienza una 'sensazione': pura, intima
esperienza priva di nome. [...]
Seduti sulla vostra sedia, fate la reale esperienza del corpo. [...]
Entrate in questa sensazione. [...]
L'esperienza diretta ci fa vedere chiaramente che non esistono n il
corpo n la sedia. Nell'esperienza diretta c' solo una sensazione.
Corpo e sedia sono concetti astratti che il pensiero sovrappone
all'esperienza. []
Il pensiero non pu andare al cuore dell'esperienza e 'conoscerla' come
se fosse un oggetto esterno, perch l'esperienza troppo intima [...].
Solo l'io immaginario pu farlo, ma esclusivamente nella sua
immaginazione!
In realt c' semplicemente un puro e intimo sperimentare che non ha
nome, fatto del suo stesso sperimentare, ovvero del s, la presenza
consapevole. []
Entrate direttamente nella sensazione in questo preciso momento.
Questa sensazione potrebbe essere simile a una piccola Via Lattea: un
ammasso di puntini che fluttuano nello spazio vuoto. Infatti
essenzialmente spazio vuoto. []

Lo spazio vuoto del nostro essere [...] ama tutto ci che tocca.
questo l'unico modo in cui pu conoscere qualcosa, amandola [...].
Il corpo come un deposito in cui sono immagazzinati tutti i rifiuti, le
ferite, le paure, i fallimenti e le amarezze, che rimangono anche dopo
che il pensiero li ha dimenticati. Si sono stratificati nel corpo
colonizzandolo a tal punto che, per molti di noi, il corpo diventato una
rigida rete di tensioni e contratture. Queste impediscono di vedere la
naturale trasparenza e apertura del corpo, creando l'impressione che in
esso risieda un io separato. []
Ritorniamo alla sensazione e notiamo che, ogni volta che esercitiamo la
pura contemplazione, la sensazione si libera da un altro strato di
credenze che le sono state sovrapposte. La sua densit, compattezza,
la storia e il senso dell'io si dissolvono e iniziamo a sperimentarla nella
sua forma pura, nuda. Diventa vuota, aperta, trasparente e luminosa, e
inizia ad assumere le qualit dello spazio consapevole del nostro
essere in cui la sensazione appare.
Entrate sempre pi a fondo nella reale esperienza del corpo. Non
vogliamo cambiare niente, ma vederla nella sua realt spogliando la
nostra visione dagli strati di credenze. Notiamo che pi che
una sensazione un sentire.