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Associazione

Ortonesedi
StoriaPatria

rícerche
a curadí
vtncenzo Dorgner(

Enrico Coletti
Padde Di Lullo
Andrea Di Marco
Antonio Falcone
ELioGiannetti
Dino Pacaccio
Emilia Polidoro
Nicola Selafini
Giorgio Zandegiacomo
Azienda
Autonoma
di Soggiorno
e Turis-mo

Associazione
Ortonesedi
StoriaPatria

ORTONA

nel Seicento

Azienda
Autonoma
di Soggiomo
e Turís-mo

CoUùa di

Saldi & Rícerche

ORTONA
NEL SEICENTO

Testi
@Associuiorc Ortorcse di StoriaPatria:
VncenzoBoryhetîi, Ennco Coletti, Paide Di lÀllo,
Andea Dì Múo, Aitoiío Falcone,EIio Giaaaeni,
Dino Pacaîcio, Enilii Polidorc, Nícolo Setufùi,
Giorgio Zandegio.ono.
Disgni stè|mì robiliari

Fotocomp$izione e stanpa
Iip olito grúa Colaièzzi, Ono@

È vietai.la riprcduione,

AZIE}IDAAUMNOMA III
SOGGIORNOE TIIRISMO
Pì@ d.l. Repubblic{,
9
66026O(IONA (CH)
telefono(085)9063841
telefax(085)9063882

SOMMARIO
Una mosÍa di spessoreal terminedi una ricerca
EmíIia Polídoro
Il Seicentoh Abruzzo e in Ortona
EIio Gianhetti
La strutturaamministrativa
Elio Gíannettí
L anministrazionedella giustizia
Antonio Falcone
Una cita con 4000 abitanti
Giorgío Tandegfuúomo
La dcoshuzioneubalistica
Nicola Serafni
La societàortoneseattraversoun libro paÍocchiale
Nicola SeraÍni
Quatho famiglie nobili
Nove Conventicon una gmndeinffueúza
Antonío Falcone
Le pergamene
Dino Pacaccío
12 maggio 1600:nascela diocesiOrtona-Canpli
EIio Gíannefti
I protagonistidell'attività artistica
VbúehzoBorghetti
Musicae musicisti in Ortonatra ChqueceDtoe Seicento
Enico Colctti
Oreficeriain fuona
Paride Di Lullo
Il rivestimentodellaToÍe dell'Orologio
Antonio Falcone
Le Vigne
AndreaDi Marco
La terdbile pestilenzadel 1656
Paide Di Lullo
I traffrci marittimi
Paide Dí Lullo
La piraterianelle acqueortonesi
Appendice

Pag. 7
Pag. 16
Pag. 18
Pag. l8
Pag. 19
Pag. 20
PaE.26
Pag. 30
Pag. 3l
Pag. 32
Pag.38
P^9. 40
P^9. 47
Pag.48
Pag. 49
Pag.50
Pag. 55
Pag. 57
Pag. 59

In copertina: pianîa di Orbru ùdicaîa a G.B. d4 Pizzis da ..il Regno dí Napoti ir ptuspettivo"
di G.B. Pa.iche i, stampatoa Napoli nel 1703

/)Ì.,

e

PìantadiOronadella
lìncdelxvl seolo
diddscolie.1iAlesandtu DotnnoîÒ

L CafeuoAraso.ese- 2. Pore delh Manna- 3. Monareroe Chieradi SanÌAsostilo(altualmenre.Riparizione
Demosraica{telComùne, = 4 Chiesadi S. Tommaso= 5. PilzzaCmndedi îeravecchia(altualePiazzaS.
.del Carmnrc, = 7 Ci a muraialara edilìcare
Tommasol= 6. Porrdellabucciarìa
chiamaia
da
Guccesivamenle
= 9.
CieonD CildoranelìÀprìmam.d del XV secolo= 3. PiazaCmndcdj Tmanovr(drualePiúzaS.Fmnccsco)
chisa dì Sanra
Mùia delleGrazieinra mocnia
c convcntodcìFlarizoccolmti- l0.Ponas.Giacoma: ll. chicsa
= ll. Manarerac Chicsadi Sdta Crtènnr(rel XVI sècolala chirsa
di S. Cìacano= 12 Cbìcsadcll Annùnciara
venivachìmùbúcbedìSúrachida)=14.PoradiSanraCftnnù-15.FonllnadiSanracacrina=16.Chiesrd
Sada Sona Vecchia = I 7 Chiesadi Sm ra Marganla Nuova.tata edificaredaM aBanlad' AusÍia comecomplene.ro
= 19.PalazoFamese(alfuale
deìPaluo Fmee = 18.PiazaPiccoladi TeEavecchia
Piazza
delloRepubblica)
20. Flanadel 1506 - 21. Chiesae Convenlodì S. Fmncesco= 22. Ripa cmndc veso ìl nùe (attùalcPasqaiata
= 23 Chiesa
Orientale)
c Corvcnrodi S. Doncnìco= 24.Ponicciolo- 25.Cbjesrdi S Nicola - 2ó.MùCazzìni.

UNAMOSTRA
DI SPESSORE
AL TERMINEDI UNARICERCA
ContinuandoiÌ suo ímpegnoculturale, l'AssociazioneOrtonesedi Sturta Patria ha
decisonello scorsoseîtembreuha ricerca su Ofiona nel Seicento,comepercorsoili
studio annuale.II periodo è statoscelfoperchénoh molto conosciutosebbeneicco
di elcmentiche sottolineayanola sua impoîîanzacomemomentoqualifcante nella
crescitoe nello sviluppodella comunitàortonesee del cohptehsorio.
La Mostra che vieneallestítanella Chiesadi S. Caterin.re nell'OÌatorio del
Clocefssoè íl risuhato deÌIa ricerca, che diventavisíbile afttuverso una esposizione ragionatadi docwnentí,perqamene,telepíftoiche, libri, foto, piante, ecc.
I soci dcll'Associazione
hannocompiutoricerchein rart Archiyi, da quello di
Napoli a quelli di Chietíe di lancíano, da Bibliotechea collezioniprivaîe.Ia
yicendacofiplessa di una comuhitàin camminotrasparedalle palole di un documentoappenaleggíbilc,daí colorí dí una tela pittorica, daí reperfí dí un mamîafto
edilízio,dalle ríghe di un líbro.
Sino a qualchedecefixíofa il Seicento,I'età barocca in specie,il período che vo
all'incirca dal 1600al 1650,era consitleratonon bene,per non dírc alttu, da fanti
studiosi: pregiudizi di tipo romantico oppure una certa vísione illuministica del
progrsso umano ed anche uka lettura sohanto socío-economícadei dati sturtcí
ayeyanoaccantonatose non limitato gli studi e gli approfondimenfinecessariper
conoscereeîettivamentcú1' epoca.
Cominciandoin1)ecedalla storia locale, dal dato particolare, dal docuhento indíscutibile, possiamoconoscereben alfro. Questoperiodo non fu affatto un'epoca
negativa,dí rcgresso,di fomalismí ínutili. Pensiarnoalle innovaziohiancheorganízzatiyeche iI Concílio di Trento innescò,peî cuí oggi possíamoconosceÍetutta
la realtà dcmogrartca,neí mínuti particolai, attraversoí libri manoscrttticonservatí cofi tantò amore nell'Archivio della Cattedrale; riguardiamo con attenzíone
alle tele piîtoiche di Giown Battista Spinelli, dí SebastianoMajeski, tli Tonoso
Alessandríní,che ríempionoalcune chiese:potremo notarcfacilmente quale spessore I'arle e Ia cuLturaraggíungessero
in Ortona; le istituaíoní,attîaversoil
Consiglio dell'Uniyersítò, erano vh)esul piano ciyile; difendeyanoe rappresentarano benela comunitàfutelandonei problemi, afrontando con decísionele situazíoni difrcilL comeI'arivo dei soldatío le pestilenzeo il tímoredei turchi; possiamo conoscercI'endta delle immígrazioni,da q eIIa degli sloyí cristiani, gli schiavoni chepopoLvono tante terre a su.d-estnel territorio comùnale,a quella dí Íamiglie lanbarde e spagnole,a quelle ilel teramano.Lr1Chiesaera protagonistadí un
inpeqno icco, non sola pastoralc ha ancheciyile e sociale,iia attraversoI'opera
di vescovidi valore, sia attrave$o la presenzaoperunte di ben nove Conl)enti:
agostiniani, domenicani,conrentuali, hinori osseryanti,cary ccini, carmelitani,
celestihi,fatebenefrotelli,cistercensí,Sul píano economico,Ia trasfomazione ilelle
colfure, da grano e seminativo,a uva da vino, costituì una vera rivoluzione; sul
piano urbahistícosi cominciòad abitarc nei campi e nelle rille sehpre dí più, sul
piano socialecominciaa nascereuna imprcnditoria mercantileche espofta vino e

olio aftraverso il porto. SorgonopalazzL con i portali tardoinasc nentali, con
I'impulso daîo dall.e icoslruzioni dopo l'íncursione turca e con I'infuenza deri,ante dalla presenzadel Wlauo Famese.Anche sul píofto tuusicale,I'attivítà dei
naestri di cappelladí yolore testinonia una vivacifà non da poco. SùIpìano sanitario, la presenzotli uno "spidale" tenuîodaí Fatebeneltatellílimitò i dannídovuti
alle pesîilenzee al passaggiodi tanri soldati.
lzggendo questoopuscolo,con artícoli sui settoi dí icerca, ossemandoi documenti della Mostra, le tele, gli oggetti, IeggendoneIe dídascalie,iI vísítatorc che
non voglia essereîrettolnsopotrA coqlícle anpi atpetîi di un'epocapoco conosciuta, ma rícca e ihteressante,In tal modo, avremoraggíunto uno degli scopi
dell'Associazione,la promozioneculturale, a cui è accompagnata,per un mese
intero dí Eksta estate,I'aperturo al pubblico di intercssantiîeperli stoico-architettonici, come ln seicentescaChiesadi S. Caterina e il medíevaleOratorío del
Crocif8so,con BIi afreschi del Crtstu ín croce.
A nomedell'Associazíonertngrazio quanti hanhopatrocinato la nostra íniaíatiya:
I'Arcivrescovo di Lancíano-Orîona,che ci ha pemesso l'utiliuo delle strutt re
edilizie per li Mostra, il Comunedi Ortona, per I'appoggio logistico Íomiîo, la
Presidenzadel Consiglio Regíonalc,I'Azienda dí Soggiomoe Turismodi Orîona,
che è editríce del presenteopuscolo'catalogo.Ringruziopoi quanti ci hannopermessoI'esposizionedi telepitîoriche, comeil Conventodi S. Maia delle Grazie,la
dott.ssaErnestinaStinzíani,della Sopintendekzaoi Monumenti,il panoco della
Cattedîalcdi S, Tomnasoe quanti ahrí in tantí nodi hannocontribuito a realizzare l'íniziativa.
Un cordíak rtngra4iamentopoi ínfne a tutti gli amící dell'Assocíazionedi Stofia
Patria per il lavoro svolto, semprevolofitario e puntuole, al senizio della conosceruastorícae dellApromozionecuhuraledella nostracomunita,con I'augurio di
altre tappe;senpreprofcue,
Luglio 1997

Antonio Falcone

IL SEICENTO
INABRUZZO
E IN ORTONA
Ortona, città dello stato farnesiano. ai confni del sud
Il Seicento,ancoraper aÌcuni aspettidel tutto inesplomtoo dimenticato,rappresenta
un periodo affasciùantedi stoda nazionalee regionale.La storiognfia è piuttosto
avaravelso la nosharegronee spessorisolve, solo con qualchepagin4 fenomenidi
vastapofata. L Abruzzo sembn immersoin un'apparentequotidianitàe anonimato,
condizionequestaimposta,in un certo senso,da una dominazionespagrolarapacee
gabelliera.In realtàspessoè vittima, oltre chedi calamitànaturali,arche di compravendìteestemporanee
di interecita e territod, owiamentecon tutîi gli abitanti.Così
la vita socialerisulta determinatadalla dmmmaticafranmentazioneDolitica. con
conseBuente
esasperalo
campanilismo.
ed inolEedallerivohee dallerepìessioni.
del
1646
Masaniello
iNorge contro i dominatoti spagnolie aizza la folla
Quardo
furentenapoletana,Ì'eco giungeanchein Abruzzo,ma la dspostaprcvenientedalle
singolecittà ha motivazioni diverse,taloratotalmenteopposte.
Chieti, demaniorcgio, si ribella all'erario, gli taglia gli alberi del giardino e gli
incendiala casa,poi passaal paìazzodel Covematore.Non accettadi esserevenduta per 170.000ducati al ducaCaracciolo.Vuole conservategli antichi privilegi e
ci descecon la forza.
Guadiagele attuauna rivolta flscale.
Nel teritorio terainanoaddirittumshagianonimee nonrivendicate,incendiclamorosidi
casenobifari tenorizzaÌìoquellapaltedi popolazione
chenonprcndeparteallarivoltaLAquila subiscel'assediodi AlfonsoCarafa.
Michele Pignatelìi,regio govematoredel Regnodi Napoli e Sicilia, riescea domare tutte le ribellioni, servendosidi banditi addeshatie refibuiti (A. Melchione Storia d'Abruzzo tra Íattí e memoie. Penne, 1989).La popolazionesoffre per i
continui abusi.Le costesono infestatedai pirati, Ie zoneinteme dai briganti.
r-_economia,vivace nel primo decenniodel secolo,languenei decennisuccessivi,
condizionatanegativamenteda tre elementidi fondo: latifondo, mancanzadi bmccia di lavoro per decessie chiamataalle ami, e pastorizia.
PesanteI'ereditàdel secoloprccedente.
I pochi tentatividi dcosÍuzionespesso
eranosolo occasioniper taglieggiarc1apopolazione,aumentarela pressionefiscale
o giustifrcarea[uninishazioni improwisate o incapaci.D'altra parteapplicareleggi
uniformi o cdteri unici di equità fiscalenon era avvertito neppulecome aspirzione. Meglio l'abbandono e Ia mise a genetulizzata.La società abruzzese,però,
nonostantetutto, riesce a dimosfiare, olhe le inevitabili soffereDze,un femento
civile e una lentalibetazionedal pesoingombraíte della feudatità.
SeguircI'itinerario abruzzese
in tutto I'arco dei Seicentoci porterebbelontanoe questonon è 10scopodellapresentericerca,perciòci limiteremoai brevi cend gia esposti, utili alla coúprensionedella vita della nostracittà nella prima rnetàdel secolo.
Ortona e il ducato di Parúa
Gli atti notarili e i documentirelativi al 1600conseflari pressol'Archivio di Srato

non solo una fonte autorcvoleed origidi Napoli, Chieti e Lancianorappresentano
nale per I'interpretazionestoriogÌafrcadel Seicentoortonese,ma indicano anche
una chiavedi letturaper capiree spiega&la eacezionaleinnovazioneculturalepromossadal nostro seminadocittadino a livello regionalenel secolosuccessivo,cioè
nel Settecento.Perciòcerchiamodi seguircattentamente
lo studiodelle fonti stesse.
ducativiene acquistatada
Il 21 febbraio1582Ortonaper cinquantaquattromila
Margheritad'Austria. Passacosì dal Regnodi Napoli alle dipendeDzedel ducatodi
Parmae Piacenza,al qualeresteràlegatafino al 1734,quandoCado m di Borbone,
figlio di Filippo V ed ElisabettaFamese,oltre che ducadi Parma,diviene per conquistare di Napoli e Sicilia e successivaúenterc di Spagna.scomparecosì il ducato e frona restalegataal regno di Napoli e Sicilia fino all'uniù d'Italia. Dunque
Orton4 per un lungo pedododi tempo,cioè dal 1582al 1734,viene incorpomtain
uDostatodel Nord Italia, insiemead altri territori abruzzesi.
Afferma tesnralmenleAdelrnoMarino:
"Ortona lu I'uhima cittò che entrò nell'orbita famesiano-Iz fiodalitA e soplattutto I'anno, oltre che Ia sonnút sborsataper l'acquisto,fanno pensarea qualcosadi
piìt che non l'.more per I'amenaposiTionedi cui parb il De Cesariso per kt salubrità dell'aia di cui parlaflo altri. Con molra probabilitò Ortona signífcò il compleîamentodi un disegnopolitico tendentea fare deí possedimenti
famesíani
d'Abruzzo ùn potentestato omo|eneo. Con iI govemo di MarSherita d'Austria ha
inizio infne una nuovafase dellofeudalitò regianaleabruzzesenoùpiìt ancorataaI
possesso
fondíario, nto inclíne al possessodegli ufrîi e aI controllo della burocrazia" (A. Marino - Margherítad'Austria e I'Abruuo, pag. 19.Ofiona, 1982).
I,e affermazionidi Marino sonotutte condivisibili, ma vannointegÉte con alcuíe
riflessioni.
Tutte le cartefamesianedell'Archivio di Statodi Napoli pa ano di "stati famesiani"
d'Abruzzo e solo qualcherara volta di "feudi" d'Abruzzo. Comunque,al di h dei
nomi, chepure a\Talllloun senso,cerchiarmo
di porci dueinferogativi fondamentali:
- perchéMargheritad'Austria acquistaOfona;
- in qualeposizionela città viene a úovarsi dopola mortedella duchessa.
Per dspondere,dpercoriamo con estremaessenzialitàle tappefondamentalidel
dùcatodi Parma.
Nascecomefeudo dello statodella Chiesariel 1537,qùandoPapaPaoloIII decide
di affidado al nipoie Pier Luigi Famese.Diviene, poi, del tutto autodomo,ma gli
attriti con lo statopontifrcio,che continuaa senti$i ffeditore, rcstanoe spessoriaffiorano.Un esempiosignificativoè I'antagonismotra il ducaodoardo Famese
(1622-1646)e Uùano \IIII Barberini, che provocale due greúe di Castro (Fov.
Frosinone).La prima vittoria spettaa Pamn, che nel 194 col ftattato di Fenara
riconquista CasÍo, la secondaal PapaInnocenzoX, che lade completamenteal
suolola città di castlo.
Dunque,il piccolo ducatodi Parma,tutto concentato sulla ieraferma, accerchiato
da stati più forti come Milalo, Veùeziae i Presidi e 1osiessostato pontifrcio, che
possonofagocitarloin ogni momento,cercaaffannosamente
uno sboccoaÌ marc e
alÌea$zeda contappoÍe agli stati con cui confina. Le tene d'Abruzzo sono un
mezzopef conservareuna forte alloanzacon il rcgto di Napoli. una confermapuò
venire ancheda un'attentaosse azionedella carta geograficadel tempo. Ofiona,
poi, ha qualcherequisitoií più. Ha uno sboccoal maree quindi una dignitosaposE

sibilità di commercioúarittimo con l'altra spondadell'Adriatico e indirettamente
con l Oriente.una nobillàdevotae fedelee in6nel'a$enzadi un poterebaronale
fofe, che possarivendicareterrenie gabelle.Tutto il tenitoúo ortoD;seinfafti, ville
comprese,appartienenella quasitotalità a monasteri,conventi,beneficiecclesiasti_
cì o aI capitolo di S. To[ìmaso. I rali conti o barcni locali vivono arroccatinelle
loro posizioni,non riscuotonoaffatto la simpatiadella popolazionee sonoessistessi sottomessi
ai vescovi.Riferiamoun solo episodio_
Nel 1613il vicariogenerale
della diocesidi Ortonae Campli, TommasoAcquistucci,tra le altre incombenzedi
caratterepastorale,ha pule l'onerc di far rispettaregli obblighi ai baroni. Infatti
alla morte di Don Scipio Arcuccio, baronedel castellodi Arielli, dvendica con un
documentoscrìtto,i diritti dell'arcivescovodi Lanciano,Galatino,al qualespettano
per ereditàil miglior letto con tutte le suppellettili,il miglior cavallo con i guamimenti e la spada.La moglie del barone,Feliciala, e il figlio prospero,nominano
due procùratori e impugnanoil decreto,chiedonodi non esserepih molestatie si
appellanoal Papa.Il 26 agostodelle stessoanno,e proprio nel castellodi Arielli, il
notaio, DomenicoAntonio De Nardis di Lancianoregisha, in un atto formale, la
ferma volontà di madre e figlio a resistere,portandoper motivazioni il fatto che
Feliciana non ha ancora ricewto la delega come nutrice, la brevità del tempo a
dìsposizione.
la consuetudine
di buoDirappofi úa vescovoe baroni(llemoieài L4.. Anîinori. A cura di M. Scioli. L'Aquíla, D.A.S.P, 1995).
loutile dire che l'erede del baroneavrà torto. Anche se non si trova un documento
inoppugnabile,tuttavia, il 22 febbturo1626,comerisulta dal registrodei battesimi,
hospero Arcuccio baroneè presentenella cattedmledi S. Tommasoin qualità di
compafeper un batEsimo.Dunquela riconciliazione
hasenzaltroawro u; prezzo:
l'ubbidienza.
Allora possiamoconcluderedicendo che Ortona e tutti gli stati d,Abruzzo faffto
parte di un preciso progettopolitico per creareuno statoforte da parma all'Italia
centraledacontappone agli altd, a galanziadi equilibrio e comebasedi lancio per
altre conquiste.
Cado III di Borbone,ducadi Parma,divenendore di Napoli e Spagnanel l?34, è
interpreteautenticodi un sognoduratooltre 100anni.
Ortona tra 'îragmstiche regie', e gab€ll€
L archiviofamesianonascea Parmanel 1592con RanuccioI Famese.il ouale
decretala sislemazione
di tutrj i documenrirelativia sua nonnaMarshirira
d Austriae adAlessandro
Famese
suoDadre,
L archivistaCesareRipa disponetutte ie carteper argomentie in ordine alfabetico,
aggiungepoi altre provenientida Roma.
FrancescoMorcsco proseguenel riordino e nel 1621 lascia un appositoverbale,
quasia testimoniafela fatica certosinadunta per anni.
Carlo III nel 1734porta con sé tutto I'archivio a Napoli, dove resta fino ad oggi,
nonostantei danni subiti nel 1799, al tempo della Repubblicaparteúopea,e nel
1943a causadella secondaguera mondiale.Tutto I'archivio famesianocomprende
attualmente300 pergamenee olfie mille unità archivistiche. Di questeoltre 12
fasci riguardanosolo la nostracittà. L esameaccuratodi tutti i fasci dchiederebbe
anni di studio.
Per ora ci limitiamo a interpretaresolo alcuni quadririassuntivi.

Ortonain tutto il 1600,ma soEattutto nella prima mea del secolo,vive una situazionedrammatica,
Dipendeper tutti gli aspettiaÌnminisúativi dal ducadi Parma,a lui pagapuntual_
mentetassee gabelle,peròprammaticheregie ed ordini, emessia Napoli e accettati
a Pama, diventanovincolanti per la ciftà. Il risultato è una pressionefiscale insostenibile,accresciutain ogri occasione.
Il duca di Pama nscuotein Orton4 attaverso i suoi amminisftatori,diversi pagamenti fiscali, tla cui la gabella della farina. Purtropponel 1613 la gabella viene
incassatada un altro creditore,il qualeevidenteme[teapprcfittadella disattenzioDe
altrui per saldarc il conto. QuaDdoil duca, che dsiede lontano, non dscuole, si
rivolge alla Cameradella Sommariaa Napoli., che agiscecomeun tribunaleamminishativo e fibutario. Essadidme tufte le controveisiefeudali, liti tla baroni,púvati e università,istruisceregolad processied emettedecretiinappellabili, servendosi
anchedi consulte.Per il casospecificodi Ortona,la RegiaCameraesaminagli atti
e dedeta che gli affittatori sono tenuti improrogabilnente a pagareil dovuto alla
corte paîmense.In casodi mancatopagamentonschianocinquantaa Ii di calcele
e comunquedevono essereimmediatamentesostituiti, siano essi sindaci o nobili.
Infi[e gli aÌnminisÍatori sonoobbligati ad aggiornarcla ]ista di cassieri,esattorie
corpi di entratacon i relativi tempi di pagamento.RanuccioFamese(1592-1622)
accettala pÉmmatica regia e I'ordinalza diviene esecutiva(Archivio di Stato di
Napoli - Archivio Famesiano- vol. 1207- II - n.4, pag. 2 e 3).Comunquela vertenza si protraefino al 1ó18.Infatti I'afnftatoreAndreaMatteo De Pizzis descea saldare i conti aÍehati relativi al periodo settembre1613-agosto1619, mentre alla
datadel 12ftaggio 1618restanoancomirsoluti i ttibutr otdimti (Arch, Famesiano
- 1207- rol. II n. 5). Dalla nota delle gabelle,relative al 1629,emergela realeconsistenzadelle tassechela citlà devesostenerc,ma qui, comenei documentigià esaminati, risultano solo i dati complessivi,non quelli relativi ai tuochi. Riportiamo
alcuni nomi più curiosl gabella dei danní dati p. 93; gobella della bastasio
p.790.50; gabella della sfondaruradel barile p. 26; gabella dei úni e íusdolanep.
2451; il bonatiusdei Íomai e îarinai p. 500; gabella delln cattapahza-; gabella
della macinap. j600; gabella dei pesi e mísurep. 1600;gabella deifeuAi e bucciltria p.600 (Arch.Famese- 1207- rol.23-5).
I frmchi in tuona nel 1631sono917, di cui soltanto96 bonatenenti.Ogni famiglia
paga 15 grana come tzuisaordinaria, 48 per le fanterie spagnole,91 per i soliti
donativi, 8 perché alcuni fuochi sono venuti a mancmq 63 per altri donativi. La
tassaannuacomplessiva,
sempreperil 1631,è di 4561tarì,monetasiciliana,senza
alcunadisparitàdi hattameDtotra rcsidenti e forestiei (Arch. Famesíano- 12202
vol Z). Comunque,a titolo di curiosità,diciamoche gli aretrati insoluti continuano
perfino trentennali(Arcfr.
ad accumularsiper tùtto il secolo,con rateizzazioDi
Farnesiano1205- Memaieper l'Abru7xo- 50.51).
Tbuppee ordini capitati
Anche seI'Italia è toccatamarginalnentedalla gBerradei Trent'anni, cheinteressò
solo la Valtellina e il MoDferrato,le regioni dircttamentegovematedalla Spagnao
da essainflueúzatesonolettemlmentesoffocateda amrolamenti,razzie e ricatti di
ogni genere.Il popolo ortonese,infatti, più della pressionefrscale,temegli attacchi
corsari sul marc e cercadi difendersiin ogni modo. Per paùa della pestescaccia
10

perfino Ie barcheforestiercche tentanodi pescarenelle sueacque.D'alha parte il
capìtanogeneraledel rcgno di Napoli è paficolamente attento e sollecito rclla
nomina dei capitani di guera spagnoli,che hanlo I'obbligo di difendereOrtona e
le suecoste.Tra i più noti ricordiamoD. FrancescoHerera, cavaliercdell'abito di
(Ordi i capitati- l62q eD, Anto o Sotelo(15 giugno1631).Putroppo
Sant.ago
presìdente
il
del supremoconsiglio d'Italia non si limita solo a questo.
Emette irl spagnoloun bandoperentorio con cui chiama alle armi "le genti
d'Abruzzo", armatedi archibugio,spada,polvere e miccià (Otdíní 1630).Orton
rispondecon 187giovani.L elencocompletodei nomi è privo purtroppodetì'età,ma a
francosonosegnatetuttele armi richiestedal bando(Arch.Fameskîto 1202- 23-24).
Il documentopiù inquietade giunge,però, da Sulmona,dove si è stabilitauDacompagniadella fantedaspagnola.Il comandante
PedroSanchez,a conoscenza
dei
debitì ortonesinei riguardi del ducadi Pama, rivoì8e ai magisfati, sindacie a tutti
quelli a cui spettail reggimentodella città di Ortonaun ordinepercntorio,che
suonacomeun vero e proprio úcatto, Essi dovrannoversare16 granaper ogni soldato e il doppio agli ufficiali, altrimenti una squadradi mìlitari occuperàla ciftà
fino al pagamentodell'ultima granae con una penalitàdi mille ducati (Arcrr
Farnesiano I 202, 23-24).
Questavolta rateizzazionie dnvii norl sonoaffatto previsti. Ma non per tutti i paesi
d'Abruzzoè così.Atri ricorread uno sFatagemma.
Suor Ottavia,abbadessa
del
monastercdi S. Chiara, compraper 1000 ducati, con I'aiuto frnanziariodi alcuni
nobili locali, un mulino occupatodalle truppespagnole.Questesonocostrettea
sloggia$ immediatame\te(RegestopergameneAtri - yol. Il n. 769.L'AquiIa, 1985.
Popolazionee registri parmcchiali
Pressol'archivio parrocchialedi San Tommasosono gelosaÌnenteconseflati sei
registri rifedti al 1600e riguardanoi matrimoni, i morti, battezzatie cresimati,tutti
in ordine alfabetico.Sono una vastissimae ricca fonte di notizie. I'unica Dresente
in Ononaper quel pedodo.mai studiaraai 6ni di unasroriografia
locale.i registri
dei matrimonivannodal 1615al 1744,quelli del banezzatidal 1626al 1698,dei
nesimatidal 1624al 1ó64.
Il primo interogativo riguardail perchéesistonodei \,'Ìrotiiemporalie imputabilia chi.
lncuria dei redaftod,assenzadi direttivepreciseo soltantoiI casoche, dopo le
distruzioni belliche, ha permessoar vasserosino a noi solo alcuni registri?
Rispondereè impossibile.Ci limitiamo a osservarel'esisterite.
Il Concilio di Trento nel capitolo del Matrimonio (sess.XXIV) avevaribadito non
solo la sacmlitàe I'indissolubilità di tale sacramento,ma con il dedeto cosiddetto
"Tametsi" avevadichiaratonullo e invalido il matdmonio segreio.Restava,come
unico mafimonio effrcace,solo quello celebnto dinanzi al parrococompetentee a
due o tle testimoni. Infatti tutti i matrimoni ofonesi vengonocelebratidavanti aI
parloco e alla presenzadi testimoni, secondoil sacaorito della ChiesaRomana,
nella chiesacattedraledi S. Tommaso,unica parrocchiaortonese,e solo eccezionalmentea S. Biagio, SantaCroce,SantaMaria della Pace,S. Matteo, Santa
Margheritae S. Bartolomeo.
Solo alcuni nobili possonopermette$i il matrimonio in casa,come ad esempioil
sig. Tommasode Bemardis e la Sig.ra Cecilia Geflasone, che usufruisconodi un
permesso
(7 giugno1661).
del VescovoBonafaccia
lt

Anchenei matrimoniin Chiesai nomi dei nobili sonoprecedutida si8lore e signora, gli alúi non hannonessunappellativo.Alcune not^zioni palticolari riglardano
la residenza,la testimonianzadi statolibero per i forestieri e gli accertamentieffettuati pressola cosiddetta'torte episcopale",le dispenseper nozzeÍa consatrguinei
fino al teúo gradodi parentela,i decretitrascútti in latino. In nessuncasorisulta il
mestiereesercitato,comeawiene invece in un frarùnento di fuochi di 13 famiglie
ortonesiche operanoa l-ancianoe risiedonoa Frisa. Sonoin maggiorparte nucÌei
di sette - otto persone;il capofamig]iaquasi sempreesercitail lavoro di frnaro,
carbonaro,camiciaroe pizzicaîolo (Arch. Famesiano- 1202- 23.3).
I rcgistri delle cresimeriportano la formula iniziale col nomedel vescovo,successivamentela datae I'elenco dei cresimati,con a fraDcoi rispettivi paùini e maùine.Trascurano
I'eta e saltanogli annidal 1653al 1661.I mesisceltiper l'amministazione del sacmmentosono:maggio,giugnoe luglio.
Per quanto riguarda il libro dei battesimi, essoè quasi del tutto restaurato,nella
maggiorpafle illeggibile con un udco dato certo:le pdme lettercdell'alfabetopartono dal 1670 e vanno fino al 1698.solo dalla lettera F alla lettera N i nomi dei
battezzativannodal 1625al 191: pertantoi dati sonomolto incompleti.
Tutti i registri nella prima pagina mostranoil decretovescovile,secondoiI quale
chiunqueosi stapparc o altemreuna paginaincorre nella scomunica,la cui assoluzioneè dseíata al vescovo.
Quadro riassùrtivo
Amo

1582
1625
ta6

Fuochi

94

r6n

1628
1629
1630
t63t
1632
ló33
1634
1635
1636
1637
1638

917

tz

229
120
4l

r639

1640
t&l
1642
\643
\644
1645
164ó
164',7
1648
1649
1650

Crcsimati

800

382

Matrimoni

Batlesìmì
F-N

3
2'.1
23
10
9

15
53

2
,7
8
9
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54
34

n

19

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| ó53

776

ll
23
20

Parmci

1625 1647:D. VincenzoRainaldi- D. Frùcesco Bùcciarcllo
1648 1653:D.Marc.AntonioVillimasni -D. AntonioPeragalli
1653- ló55:D. CiovanniBattistaRossi
i656 - ló58:D. TommasoBarìscia
ló57: D. GiuseppeAlbe.ino
1658:D. Tomaso Salomone
Ió59i D. DomenicoAntonioDi Muccia
1660:D. Silvio Beltino- D. GiustinoPica

Alcùri €sempi di rcgiÈtrazione di nozz.e
Adà 24 agosto 1630
Antonio Donenico di ToMsso di To o fum'n coneiunri h matfinonio secondo il rito dello
Santa Chiesa Ronana da ne D- Wncenzo Rainaldi catunico e curcîo et Silvit di Giova ùi
Mafteo Polidoro a a presenz.adi Francesco de a Viola Pircione di Cetii ed altri.
Addì 12 siusno 1630
Blasio Cio. Don.co il Barhcio et Gio. d'Aàamo Íurcno congìunti in naîrimonio iwta R.S.R.E.
da me D. llnc. Rainaldi canonico e curdîo alla prcsenza di Gio. TomassoMassemino Cieri
Atldi 23 agosto 1630
Frcnces.o Giuseppedi Pierc suielto e Camilla di Giuseppedí Casolafutuno congiunti in naîri
nonio .la D. Vn.enzo Rainaui .anonico e curato iwta R.S.R.E.alla prcsenza di nastr Antonio
tnasseúino, Evangeli sta baùie rcAddì 29 oprile 1630
Io Don tanc. Rainaldi canonico cunto faccio îede cone ìI clenco Pierc di Pierc amico esta
publicato il natimonio da contmffe trc Gioyanni Battista CawlLino et Chiara d Aniona pet îrc
Siomi Jèsîivi inîer niss&e solennia eî coraú populo et niuno opporto rcsistenzacheposa impedùe il suddetto naîfinonio eî hauendo int6o iI lotu .onsensofu celebrcto il suddeîîonanihonioiwîaR.S.R.E. et alla prcsenzadi húgelísta Baúierc il S.re Frunco Rugietu eî alîi.
Addi 2 xbre (dicenbrc) 1630
TomassoDe Tello e Beatice di M. Gio. Paulo nassarc Íumno congiunîi iù rcniùonio
\tnc. Rainaldi cak. E cwoîo ìwta R.S-P.E.alla prcsenzadi Frc cesco Uola.

.la ne D.

Addì lSnassio 1630
Il S. Pierc Paulo dí Rado et Giu anzía Cruzziero Íurono conqiunti in hatimonío da ne D.
Vînc: Rainaldì canonico e cunto iutta P.S.P.E.alla prcsen a di D. Tomaso Costantino et FraL
Addì 29 gemarc 1640
Il Sign. Alessandtu de Fedenci e la sign Gi lía Massatulumna congiu\ti in naîrinonío secondo RS.RE. àa D- Fnncesco Bucciarello .uruto alla prcsenz.l1ditarcnzo feîarcse haryelista
Addì 20februm 1640
Andrea di Pesarc et AWea d.i Fabizio ltrcno consiunn in nattimonio itrl;ta R.S.R.E.da Don
Fruncesco Bucciarcllo cunto alla presenal di Marc. An| Massenino, eî bangelisîa Baúiero

t3

Adò 14nassio1640
Sis.re Anîonio di Senno de a Ripa eî la sie.na Claudia de e Carcere îurcno congíunîi in
motnnonio itúta RS.R.E. da ne D. Vincenzo Rainaldi canonico et curuto alùt presenza di
batgelista Raùierc et dA D. Luigi Aùtoùìo de Rubeis.
Addi 23 agosto l&0
Il S.rc Franc. Ant. Dí Sanîís eî la s.ia Fratcesca MontaqneseIurctu congimti in mtimonio
iBta R S.R.E. do me D. l4nc. Rainaldi @onico e curcto alla prcsen a del s.rc Pietrc Paula
Marnca ? ilsiB.rc Giulio dp Santtset altn.
Gio. M6teIa Napolitono et Catunna Uolpelurcno coneiunti in nlttimonio iúxta R.S.R.E. .la
ne D. Unc. Rainadi canonico et c tuto, alla presenza di Don Marc. Ant. Seccia ban?elisîa
Aàù 30 nownbrc 1640
Pieîtu Cipiani et Dia em Giufrce îlnno co"siunti in maîrinonio iuxta R.S-R.E. da ne D.
FrunL Bucciarcllo curaîo alla presenzadi TonaassoPalhietu et EyangelistaBaùierc sa.istani.
Adú 10 giugno 1640
Tomassodi Gio. Iulio d'Otsogna er Porria di Gmnío lurcno cotsiunti in netinonio
R S.RE. a a prcsen?t di Eyangelista Baùierc Marc. Att. Massenino et altri.

iutta

Addì l0 nownbrc 1650
S.re Antonio Nodai da GorcluoBerganasco et Beatice Fortorc Napolita afurcno con|iunti in
matrinonio nella catteàftle Chìesa da ne D. Marc. Ant. lt inaSni curuto alla prcseuzt del
Reg. Mod. Cont. Nicola Caruce e Pieîtu Paob mino hauendopima fatto cosîarc íl loto stato
nzlla corte ep.le d'OtîoM d'essi coniugi.
Adà 22 n'agsío 1650
SancîeRonúne Ecclesie allo prcsenza de i cleìci Alzss.Po idom, e Toma.ssoBariscìa, e alîi.
Doneníco Ponpilio et Domenica di Felice di Fossafumno congiulti íh ùaîimonio nella chiesa
carednle da ne D. Marc. Anî. ViIIiMEni curato iuxta Ritus
Addì 16 d'orobre 1650
Fruncesco di Bruvo et Angeb Tru.l)a.conefurcno consiunti in naîimonio íLrta R.S.R.E.nella
chiesa cott.le da 'alttu curuto D. Scipione di Monte, d'otdine del S. Utc. ce.le delegato dtlla
sede apostolíca pet Brcye speciale p. essetmi risíonato intpedinento tru di lorc es9imti ín 3.
grudo d'afrnità dispeisatoci da a santa sedeapostolica suddetîo impedimentoe detto ùatrímonio fu Íatto aua presetza del curaîo Giulio Darcs4 del Saedoîe D. Giu:eppe Albeino e cleri.o Ale ssanàroPollidorc.
Addì 22 aqosto 1627
lo Don l'incenzo Rana i iaccio îede esseresîato pubblicato per setîegíamí festiyi continui inter
nissas solennia corurn popuk per Dí Totrusso SalMone il nnhnonk del s.rc Giownti Z.lis
et la S-la I&rctia Pizzk, et non essenlo staîofrupposto nessuninpeàiùenb er hauendo inteso
il loro consensoho celebrato il mîimonio prcsente me sopruddeîto curuto iLtta R.S.R.E.alla
pfesenzadel S.rc Gk. Fún co Pizzis Frcn.co \4ola Nín4 Spaàeet ahri.
Alcunt esempi di ngistraziorc di Batt€simi
Addì 22febbruio 1626
Luctetia Gelondaiiglia legítima e natunle di Ottayiano líbe.aîorc et Madoana Felice
Au/trucesno fu battez2aîada D. Anîonio Fracca,eui iuria R.S.R.E.la compodrefu il si. Barcne
Prcspem Arcuccto, la conadrc la S. Giovanna CtuL

Adù 6 gennem1637
AngeloAntoniofglio legínno eî Mturule di Flaninino Fernrese eî AntonioPulcinoÍu bauezzatodo nu d. VncenzoRainadi curctoiwta ntusS.R.E.L compadrcfu /// sok Ia comadrcIa
Addì 28 gennaio1630
Ní.olò Innado Tonassofslio lesitino et naturuledi Lreto Colaet GiovannaPonpilio î1t baîtezzaîoda me don Viùc. Rana o canonicoe curuto iwta i-S.R.E. il conpadrclu il Sig.re
Gercnimoil Bemald' la conadrela S.ruAnM Sútis.

Conclusioni
Nella prima metà del 1600 la vita degli ofonesi è funestatada obblighi militari,
tassee rivendichedi ogni tipo ha corte fanìesiana,da cui Ofona dipende,e quella
napoletana,che impone leggi e dirime connovemie con la forza delle alleanze.
Completail quadro,per nulla confoÍante, la pestedel 1656con i circa 1500morti
(L DelUecchio- D.A.S.P1976-78,
pag. 83).
Eppurei contadinicontinuanoa coltivaregmno,veccia,uva, fichi, ulivo e un po' di
lil|.o (E. Polidoro - S, Maria dí Costantínopolíin Ortona. l99l), i conciatori di
pelli, funari, carbonarie pizzicaroli a sgobbarcda manea sera;i commerciantidi
gÉno a venderee comprarein Puglia e sull'altra spondadell'Adriatico; i nobili a
vendercterreni, contrare censie lasciareprebende;il capitolo a prendemepossesso, dpetendola solita cerimonia:ùn canonicocamminasul tereno, smuovela
terra, spezzaalcuni Émi di alberi senzahovare opposiziore (D.PS. - Regestodelle
pergamenedell'Archívio capitolaredi Ati. A cura dí B. TrubianL VoLII. L'Aquila,
1985.Da n. 858an. 909).
T\rtta la cittadinaMa accogliegli scampatialle due guere di Castroe i vati forcstieri, li integn nella comudta locale, quasi sempreraccoltaintomo al suo santo
PaÍono S. Tomnaso.
Solo nella secondaúetà del 1600,però,il popolo ofonese dprendevivacità e vigore e s'incammina
lungoil sentierodei secoli.
fuona, cenhodi cultùa regionale,nel Settecento,
attravercoil Seminado;di profonda innovazionedi ideefta '800 e '900 , duschà ad ofiiite appienola suaricchezza,
fatta di lavoro e creatività, al contestonazioDaleed europeonel Tezo millennio.

BTRNARDI
15

LA STRUTTURA
AMMINISTRATIVA
Nel XVII secolo Ortona faceva parte del Regno di Napoli con assoggettamento
feudale alla famiglia Famese.La concessionefeudale però non sotÍaeva la citta
dall'obbligo del rispettodele leggi del regÌo giacchédettaconcessioneera sempre
e soltantodi godimentodel beneconcessoe mai di proprietàe di autonomiapolitica.
Le strutture giuridiche ed amministrativedella città erano pressochéidentiche a
quelle degli altd centri dell'Italia meridionalecon qualchevariazionelegataprincipalmentealla morfologia del paese,al suo sviluppo economico,e all'aspeftosociale e religioso.
In OrtonaIa stluttura amminisÍativa che govemavala citfà era abbastanza
ampia;
la quasitotalità delle calicheveniva rinnovatanella riunione del Consiglio decurionaledel 15 agostoe gli incarichi avevanouna durataannuale.
Per meglio comprendere
la macchinaburocraticadelÌ'Universitàdi Ortonanel
XVII secolodescriviamobrcvementeìe stutture e gli incarichi più impofanti.
Il Parlamento generale
Era compostoda tutti i capi famiglia dell'Univenità (nobili, borghesie popolani).
Stabiliva patti di alleanza,giùravafede alle dinastie,deliberavala pacee Ia guera
con altre città, nominavai membri del decurionato.
Il Consiglio decurionale
All'inizio del SeiceDtoil Consiglio era compostodi 40 decurioni (termine improprio utilizzato per indicare i consiglieri) e il suo numero venne ddotto a 35 nel
1671.II Consigliosi dunivain sedutaordinariail 15 agostodi ogni annosu convocazioneamunciatadal "piauaro" o'\ubicta" (baDditore).La sedutaera annunciata
da 40 dntocchidella campanamaggioredella Cattedrale.
Nella riunione,che si
tenevaalla presenzadel Govematore,si procedevaalla ripaftizione delle cariche;il
Consiglio, inoltre, deliberavasui lavoú pubblici, imposte,salutepubblica, difesa,
pubblicaistruzione,feste,ecc.
I decurioni eranoeletti a vita e quandouno di essi moúva, la sostituzioneveniva
fatta dal ParlamentoGeneraletenendoconto che i figli succedevanoai padri e
quandouD casatosi estingueva,veniva chiamatoa far pafie del Consiglio un rappresentantedella famiglia che Íegli ultimi anni avevaraggiuntola maggiore
dignitàsociale.
I Sindaci
Venivanoeletti h numerodi due e costituivaro il potereesecutivodella città. Se
uno di essimoriva, restavain carical'altro nno alla nomale scadenza;se venivano
a mancarcenhambiil poterepassavaal Mastrogiùrato.
Potevanoessererieletti
dopo tre anni dalla scadenzadel loro mandatoa condizioneche non fosserodebitori dell'Università e che i conti della loro amministrazione,che eranotenud a presentarea fine mandato,avesseroottenutoil pareteîavoreyoledei "Razíonalía rivedere Ii contí". I: etàfiassima per esserceletti era di 75 anni.
Il Mastmgiurato
Il compito di eleggereil Mastrogiuratospettavaal Consiglio decurionale.Egli era
presentea tutte le riunioni del Consiglio e il suovoto era soltantoconsultivo.A lui
era affidatala responsabilitàdell'ordine pubblico, la vigilanza nottùna dolla cita,

il conúoÌlo della chiusura delle sue porte e l'oîEarti'zzazi,o\e"dopo due ore dí
none" delle ronde di vigilaaza. In casodi risse o rapine arrestavai colpevoli che
venivanopoi giudicati dal Govematorc.La suauscita in città era annunciatada tre
souitÌi di Íomba.
Ii Barigello. Ufficiale di polizia di nominaducalealle dirctte dipendenzedel
Govematore.Il presceltoera normalmenteun forestieroe duravain cadcaun anno.
tr Casciem. Compíto del Cascieroo Erario, di nomina del Consiglio decuúonale,
Lo si sceglieva
di tuttele entlatedell'Università.
eradi prowedereallariscossione
tra i cittadini idonei e "dellí piùifacolfosí" in quanto,in casodi mancatoinhoito
delle tasse,era tenutoa rinftancareI'Univenità della porditasubita.
tr Catapane,EIa incaricatodi fissatei prezzi di alcuni aìimenti, specialmentedel
pesce,e di verificarei pesi e le misule usatedat venditori.Applicavae dscuotevale
multe in materia annonariae poteva persino ordinare I'aíesto per i colpevoli di
ftode colti in flagranzadì reato.
I Razionali a riveder li conti delli Sindaci. Figure simili agli attuali revisori dei
conÎ], i Razionali a rtveìler Ii contí eranonominati in numerodi due e venivano
eslranee
al Consiglio.
sceÌtitra persone
limitata, eÉ eserciIl Giudice Civile, La sùacompetenza,solo civile e abbastanza
tata nel solo territorio comunale.
Il Mastm d'Afti della CorúeCivile, coÍispondenteall'attuale Cancellierc.
tr Giùdice ai contratti, pubblico ufficiale la cui presenzaem necessaliaper dale
validità a qualsiasiatto giuridico.
tr Cancelliere, figura quasi simile all'attuale Segretariocomunale,eÉ incaricatodi
redigeregli atti dell'Università. Normalmenteeta laùîeatolD "ufroque iure" (diit'
to civileed ecclesiastico).
"con cento,et
Il Maestro di scola publico che nel 1600venivaricompensato
.lodecíducati dí provísioneI'anno".
I Medici della Città. La hrtetadella salutepubblicaera consideratauno deì compi
ti essenzialidella Università. Difatti nella deliberazionedecurionaledel 30 aprile
1600îroviamo che "4 estaCittà tienesalariato tre medici con provisíonedi ducati
Il Consiglio,inoltre, Fowedeva ad eleggereaìtd cittadini a ricopdre incaÌichi pubblici particolaricome i Procuratori delle chiese€ dei conventi della città, i
Procuratori del porto e scalo, i Pmcuratori delle fonti, i cui compiti sonofacilmenteindividuabili. Venivanoaiche nominati due Eletti della Sanità per Mare e
per Terra incancati di controllare Ie fedi di sanità di ogni nave o forestieroche
arivasse in città, e i Cavallari ossiasoldati a cavallo addettialle torri costieredel
Foro, di Mucchiae del Morc. I1 lom compito era di sorvegliarela costadi giomo e
di nottee di awisare la città in casodi awistamentodi navi conare o turche.
Figure tipicamenteortonesieranoi tre Eletti a tener le chiavi del glorioso
Apostolo Santo Thomasso,una carica di gande prestigio che veniva affidata a
personaggiche in città godevanodi maggioreprestigio sociale.Tale carica era tal_
menteambitache i deputati,una volta eletti, facevanodi tutto per noí nconsegnarc
le chiavi a fine mandatotantoche,più volte, il Consigliodecudonaleè dovuto
intervenireper invitare i Deputatiche non avevanopiù titolo, a consegnareai nuovi
elettile chiavidell'umadellereliquiedell'Apostolo.

l7

TAMMINISTRAZIONE
DELLA
GIUSTIZIA
In tutto il territorio del RegnoIa giurisdizionepenaleper i reati maggiod apparteneva al rc che la esercitavaattraveno i suoi uffici distrettùali e provinciali. per i
rcati minori che comportavatomulte, ammendeo penedetentivedi minorc entità,
la giustìzia penaleera affrdataal Govematorc,che rappresentavagli interessidel
feùdatario.
Il Govematore
Em ilúpprcsentantein città del feudatario,da cui venivanomjnato,e duravain cadca un anno.Tra i suoi compiti vi eraquello di presenziare
tuttele seduteconsiliariper
riferire al Duca dell'andamentoe della buonaconduzionedella vita amministrativa.
Amminishavala giustiziapenalecosiddettaminore e so\,TaiÌÍendeva
a quella civile
neLsenso
chegiudicava
gîado
gli
in secondo
appellipropostia.llesenrenzepronunciate dal GiudiceCiviìe. In primo gradoavevacompetenza
sullecausecommerciali.
I1 Covematoreesercitavaanchepoteri aÍuninishativi di contiollo sull,Universitàe
controllavala regolaredscossionedelle imposte.
n Giudice Civile
Era di nomina del Consiglio decurionaleed esercitavala suafunzioneper un anÌìo.
Doveva necessariamente
esseredottore in legge ed eta competentea giudicareIe
contoversie rclatrve at "danni dati'', ossia i danni causatialle coltivazioni daeli
admali erranti.a quellerelariveali aJfi(o dellegabellee. in genere.a tufli ico-ntratti di affitto relativi ad imnobili. Aveva I'obbligo di tentarela concili^zioneÍa le
parti e il condannatopotevaappella$i alla suasentenzadavantial Govematore.
Ordinariamenteqùestacarica veniva affidata a forestied. I Giudici non poteva[o
yi ani, angafi,fgli di îhierrci.nati illcgiftimi".
etseredi"vil conditione,

UNACITTA
CONQUATTROMILA
ABITANTI
E molto difficile calcolareil numerodegli abitantidi una cittadinapdna che fossero
organizzativeri censimenti.Nel Seicentocomenei secoliprecedetrtisi calcolavaÍoi
'frocli . ossiai gruppi
famigliari.Questieranocompostidà4-5-6personeper media.
l "f1/ochi" ctrc conosciamosono questi: Del 1595 emno 917, nel 1648 erano 859,
nel 1669erario517, nel 1696emno549. E pensabileche la popolazionetesidente
in Ofiona nella pdma metàdei Seicentosi aggimsseintomo a 4000-4500abitanti.
A metà dei Seicentoci fu una terribile pestilenzache causòla morte di qualche
nigliaio di persone.
18

URBANISTICA
LA RICOSTRUZIONE
di StoriaPaúia,ho redattouna
con alcunisocidell'Associazione
In collaborazione
mappaurbanisticadi Ortona,come essadovevaesserenei primi decennidel
Seicento.E' una ipotesi di studioche si basasu documentistorici, comeatti notalili
degli Archivi di Stato, e soprattuttosulle due mappeche sono pervenute:quella
del 1583,moltoprecisaanchenei dettaglie quelladePizzisdel 1685.
agostiniana
Indubbiamentela città era collocata quasi per intero dentro la cinta muraria che
GiacomoCaldora avevacostrùito nei primi decemi del QuatÍocento. Limpianto
ubanistico era ancoraquello romano-bizantinoper Tenavecchiae quello dnascimentaleper Terranova.Ho disegnatola cinta muraria con le pofe: Porta Caldali,
PortaS. Giacoúo, Portadel Camine (già della Bucciaria),Portadella Madna,
Pofia di S. Caterina.E' statacollocataI'area della zonafranata,dall'attuale Piazza
di
del Teatro("gli o i delle monache")all'Orientale,secondola testimonianza
GiovanBattistade Lectis; la frana del 1506fece sprofondare"tre íntegrevie".
sono stati individuati alcuni toponimi, sebbenequestiin alcuni casi indicasseronon
"iI collo di S. Giacomo",corispondente
solounastrada,ma unazona.Ad esempio,
atl'attuale via Cadolini, dove esistevauna antica chiesettadedicataa S. Giacomo,
via Sofraper una chiesettamedievalededicataalla sa[ta omonima,StradaGrande
di Terranovae S[ada Grandedi Terravecchia,via delli Judei(\4a Giudea).
Ho ripotato sul disegnogli edifici pubblici, come il PalazzoDucale(palazzo
come
Famese),il palazzodell'Università(il Comune),alcune"casepalazziate",
quelle dei de Sanctise di altIe famiglie nobili ortonesi;infine le chiese,sulla base
di quantoscritto da FrancescoPaoloRecchinie Giovanni BoDanni:altra identifìcazionenguardai ConveDtiesistentinell'epocaall'iDtemodella cinta muraria:gli
Agistiniani, i DomenicarÌi,i Conventuali,i Frati Minori o Zoccolanti,le Cistercensi
di S. Caterina,i Fatebenefratellichein un sito che dà oggi su PiazzaPlebiscitoaveval.oDfro"spidale",
Fuori delle mura rcstavanoaltre realtàconventuali,come quella dei Carmelitanie
dei Cappuccini,lungo la stmdache dava ve$o nord (attualevia Roma) o dei
I'area
Celestini,lungo Ia stradache davaversosud (attualevia Costantinopoli),
portuale,con magazzini,doganae arsenale,le fbntane.
L ipotesi di studio permettedi visualizzarcsul disegnola iealtà urbanisticadi una
città organizzatalungo I'asse Porta Caldari-Piazzacon il Palazzodell'Università_
Catte&ale-Castello,un asseche si è martenulo al centrodella vita socìaÌeortonese
Derolte [ecentocinquantaanni,

JuAPRUZO
19

LA SOCIETA
ORTONESE
ATTRAVERSO
UNLIBROPARROCCHIALE
Nell'Archivio Parrocchiale
della Cattedrale,sonoconservatidìversivolumi dei
Iibri dei baftezzah,del cresimati,dei matrimoni, deì morti, degli esposti(trovatelli)
e Íe StatidcllcAnime(1814,1818e 1854).A pafire dal 1570, annodell'elevazione a Diocesi della chiesaortonese- i cumti e poi i parroci tegistranoquesteimportantinotìzielegateai molteplicievenridellavita dei singoÌiindividuidellacomunità locale.La redazionedi tali registrazionidivenneobbligatoriasolo dopo il
Conciliodi Trento(1545-1563)ed il loro studioanaliticocì offre uno spaccato
dellasocietàortonese
riccodi notr,,iee curiosira.ll volumepresoin consideìazione
per questebrevi note è i1 Liber Mortuorum checople gli anúi dal 1625al 1670.La
maggiorpartedelle annotazioniè fatta in una lingua molto vicina all'italiano attuale; solo in rad casi si ricorre al latino. L elencodei curati che hannoeffettuatoIe
registrazioni,
traparcntesi
l'annodellaloro primaannotazione,
è il seguente:
VincenzoRanaIIo(1625).FrancescoBucciarello (1632\,Marco Anronio Vitlinapni
| 1647t. L?onardoAnîonioBucciarcllott648L Scipionedi Monlp 11650),
Anro;io
PeÌogallí (1651\, Gioyambattistade Rossí(1652), Nicolò Mosca (t655\, Tomasso
Rariscia (1657,di origine slava),DomenicoAntonio di Tuccío(1659), Sitvio
Bellino (1658), Giustino Pica (1661), Tonnaso Salamone(7664\, Stefano
Cínínera (1666), VíncenzoCrescenzio(1669),DomenicoBussaiulio/1670')e
GioseppeBellafante(1670).
Ovviamenteil numerodei defunti varia di alno in anno;eccoun esempioper decenni: 2l nel 1b30.55nel 1640.6l nel 1650.52 nel 1660€ t6 net 16i0.jt piccosi
toccanel 1656.annodellaprste.quandomorironoben75 persone.
i defuntiperma1
contagrbrofurono tumulati nei fossi /i S. Spirifo (fuori Ie mura,a ridossodell,omon1m chlesa)e dei VecchiCappuccíni(f]uorile mura,dopo I'attualecamposportivo)
e r\ell' Hospitaledi S. Matteo (vicino Porta del Carmine,si affacciavasuÌI,attuale
PiazzaPlebiscito),ha essisi notanodue canoniciche probabilmentesi etanoDrodigarj nellecureaj bisognosi:il curatodon MarcoAntónjoVillimagnie don Marco
Coccio.Diversianchei morti ammazzati,
ben 27 lra cri tre d'Archibugiatae g
(da
donre notarechecircala metàsonosoldaúspagnolieredeschjJ.
Molto rammentevengonocitate contradedell'agto ortonese:Caldari, Villa Tore,
VilÌa SanTonmasoe Villa Sant'Elena.Sonosegnalate
anchealcuneAiZocL€
ovvero bigotte, rna ancheflgli illegittimi e narùrali:Antonio di Meglianícofelio illegittimo d'Antonío di Francayilla di nesí quindici norì (13/1011663),
Antoníafglia
naturalc di SantaSalvegnadi Giulia nota motì d' anni tre incirca 0^2/1666\.
Spessoaccadeva
che.per meglio identificareil defuntoo Ia defunta,occorresse
specìficareil gradodi parentelacon una determinatapenona: Caterinadella Te a
del Uastomoglie di Tomassodella VoIa Caporaletlella Torredel moro morì a 45
anni (30/9/1654),Comilia cioyannelli di Lancianosoceradi Mastrc GioseDDe
pcres
lmbastaromorì a 82 anni t27ll2l1655).ciutia Ullantenollic di Franceseo
spagnolo.
moù a 45 anni 125t9/1667).
ll 16 agosto 1628 sì spegnealla veneÉndaetà di 90 anni Md.lonna favostinadel
20

ttignor)eGior(an) Batqis)tada leîtis,si trattadi Faustinad'Ambrosiodi Vasto
vedovae terzamogliedel medicoumanista
nel 1980da Dino Pacaccio),
rs€gnalala
vienetumulaÍaaccantoalle spogliedell'ilcióvan Battistade Lectis(1522-1603),
lustreconsortenellaChiesadi s. MariadelleGrazìe.
Alcuni spiravanofuori le mura: Paolo Venturodella Ciîtà di I'ttficiano morse in
Sinone di
campagníanella Torredel Sí8.Archidiaconode Pezais(1212/1670),
nel
in
Campagnia
50
mora
confessato
Penna
d'età
d'anni
Remabedella Cittò di
(2y?J1670).
Casoneìlí TomassoAnt(oni)o ttlla Magnía
Da segnalateancoraun GasparoPetrillo scomparsoa 50 anni circa il 19 maggio
forsecolui che ha datoil nomeal toPonimoRrulld
1657e sepoltoin Cattedrale,
(stradina)Petrilli (nella periferia suddel cenÍo abitato)
I cognomi
Tantenotizie si possonoricavarcda questoprcziosorepertod'archivio- Ad esempio
vi sonoin diversi modi annotaticognomiche itroviamo trascrittinel CatastoOnciariodel 1751e che,pur modificati,sonogiuntisinoa noi Écconealcuni:
metàdel '500,dallavicinaAlbania)'
a partiredallaseconda
Albanese(provenienti,
Bemabeo(appenatrapiantatida Peme), Bdritci (d'origiÍe sla!^\, Buzzelli,
Ciminiera e Ciminiefi, Castelnuovo,Caraceni,Carffi, Cdtendro(schiavoneoweColIieui, Colonnello,Cacciacame'
dallaDalmazia),
ro slavocnstianoproveniente
De
Cieri, Civinrese,Cichellae Cichellí,D'Addario, Di Deo (purc schiavone),
Luca, De Grantlis, Grrrzarelli, Iarlori, Marchegiani Marchegiano e Marchesani
(prcvenientidal̀ Marche, allora nello Stato della Chiesa),Massari, Mosca,
Menna, Mancini, MonteÍalcone,Manciocco, Napolíone,Nardone, Orlandi,
Petrosemoln,Polidoro, Palermo, Pacaccio, Pompilio (alcuni originad di ToÌlo),
Pellegriní, Politi, Rapino e RaPini, Ricci, RanaIIi, Rasicci, Rossi,Scarínci,
Scaricaciottoli, Seccía,Tucci, furisci (di origine slava),Tibefio, Tella, Urbisci (di
oflgiîe slava:),Valentíneîti,llllante (di,oi.grre spagnola)( I ).
Soprannomi, nomi e cognomi particolari
In molti casi, per riconoscereil defunto o la defunta,veniva usato il soprannome
precedutoda alias o (letto (a): Inîina, picco roscío (da cui poi il cognome
Piccorossi),Tonto,Iollo, Buscio, Citone,Rícciotto, Inîinto, Pompadi Sallo, Raso
Roscío,Vanzale,Pettorina,magnamaccaroni,Guastarolo,Prencipino,Pupulo,
scíoscío,Greppa,occhío di scoscio,fraîino, Scibinico,Cornacchialeo
Cascacchiale,schina d.ipencio, Turricella (soptannomedi Francescode Sanctis'
esponentedi una delle famiglie pìù in vista dell'epoc r, occhio bianco,coccotrilos,
Giovampegnaro,marrao, pacchiarotto, magna asciutto, beîtetlíno, Ìa I'ardíata,
sconcialetto,granturco,fecciaro, scricchio,paladino,Barone,MammaCecca,
morlacca,Cavaocchio,Volpe,AquíIina,Patone,odofttpisce,ceLlarotta, cacà,
Tra i nomi odginali, si segn laÍoi BelÌonia, Rosata,Simiraldo o Simirata,
Cantelma,Dionora, Florida, Intino, Minerva, Cleria, Gisvada, Ippolita' Foresîo'
Peùuccio, Anníbalee Geronimo,
Ma vi erano anchedei cognomi paficolari, derivati probabilmenteda precedenti
soprannomi:Scarafone,Porchetta deIIa Viola, Quatesima,FriSipane,
Pisalavecchia, lntaccarella, Scoftione, ilel ingegniero,della Dohana, di lratac'
21

cJ1i9,d'A!pe!ífo, Sfucchetto,dell'Hospitale, del pitîore, Zanzotto,Brusciafertu,
Pulcíno,Scalíno,Píscíullo,Scabiho,Tapino,di Trippa,Trabaccone,Spalletti.
Spagnoli
Sono registrati anchemolti nomi e cogDomistranied, prevalentementedi soldati
spagnoli di sta4zain Ofionat Tristah Salgado,Alanso spagnolo,Matamores,de
Jura greco,Mendiola spagnolo,Don FrancescoVrano clcrtco spagnolo,de Lara,
Milosc, delle Scaledi Schiavohia,ile Pradossoaato, peres euitrina, Linares soldato, Juvan Diat soldato, Juan de Villante, JoannesFederícus Cibel L.) miles
Alimanus lsoldato tedesco).Maîteo de Aghilar soldaro spaenolo,Mighel peraha.
l4lla Longa spagnola.Cristobal juriscapillas soldab, pietm Cogne-soldatospa.
gnolo, FrancescoPeresspagnolo.
Llanalisi più approfonditadi questidati ci offre questoquadro:fta il 30 agostoe il
23 dicembredel 1653,morirono 12 soldati spagnolidelia Conpagnia del Capínn
Marîino Serrano,d'eta compresatra i 20 e i 50 anni, il primo morì a a màina:
forserespinsero
un anacconemicoper via mare?E un'ipoìesi,
Da evidenziare,inohe, anchealcuni nomi di odgine eb.aica:Mosè, Giobbe,
Nrcodèmo,Mastro Rúael muratorc,paron GerardoMosèd'Ancona.
Forestieri
Tra il 1625ed il 1670dovetterotrovarsi in Orlona mohe Dersoneprovenientioltre
chedai centriabruzesiancheda alúe regionimeriOionali,
o da Sati iraliani€ srra_
nierì. Questotestimoniache la nostmcomunitànon era chiusain se stessa,ma
aperta aÍche al nuovo. Grazie alìe relazioni commerciali, ai lapporti di lavoro,
molti artigiani, operai, mercatrtivenivaDoa stabilirsi in ouestocentro
sull'Adriatico.dovesi creavanopuredellesiruazionjaffettivee tali foresrjerisDo_
sando donre del luogo vi impiantavato la loro famiglia. euesti, a patte qu;[i
abruzzesicheper brevia non cifo, i principali luoghi di provenienzae i sostantivi:
Tefta,dí Puelia, puglierq Barletta, Bad, Manfredonia,Guglionesi, Gaeta,Mola,
napolitano,di SaleîDo,Termolidi Capitanata,da bergamo,iergamasco,Iombarilo,
milanese,ferrarese, cremonese,alí Venetía,venetiano,d,Aleisandria, Chloggia,
Parmegiano,Città di Parm&,Terro Cavatlognístato di Milano, de Mantova, iirra
di Toscania,da Fermo dello Stato della Chiesa,della Marca, Osimo,d'Ancoha.
Ascolano,.Romagnolo,Bolognese,dí pesaro, RjÍiln]^, della Matúce (Amatrice),
Senacapriola,da Cataru habítantenell' ísola di Meuo, spagnolo,Galitiano, àe
GaliÍía, Albanese, Greco, di Rado, Schiavone,Schiavoníer;, di Schiavonia, da
Zara, d'Istria, di Conlio, alemanno,tedesco.
M€stieri
In molti casi vengonospecificatii mestieri dei defiDti, dive$i dei ouali amotati
con fa parlicelfanaJrlo davantial nome,seguitopoi da:muraîor?.vasaro,barbie_
ro, ferriero o fenaro, scalpellino,fomaro (a), ;íavattino, rcarparo,
falegtuune,
îabricatorq conciatore,sartore,imbosraro,
Mo-lti di questiartigiani sonolombatdi: milanesie bergamaschi;alcud proveùgono
dalla vicina Larciano.Altri mestieúcitati: renlo la), senitore del Masti ponolano.
uienarolo,pizzicarclo.garzone,spenditore,capo cacîia, pescatoree marinaro,
Hortolana,piazzgro,traryitaro, pecoram,paron (comandad;di barcao almatore).
22

come si è aletto,diversi i militad, in prevalenzaspagnolie tedeschi:roldato o miles'
solilato ò carallo, caporale della Regia Torte del Moro, alrtero (sottotenente)
Perle personepiù in vista, in seglo di rispetto,spessosi antepongonoal norîe" don
e donna,Miser e Madonna.
Tra i nominativi troviamo anchediversi pe$onaggi che esercitavano,da vivi, le
cosiddettedfi liberali, oggi li chialneremmoliberi professionisti,vi sono quattro
Dot,.li(Notar):GiuseppeCerio, Celio de Amicis, Giacomod'Amato e Leonedi
Casoli; e ben quindi; Ía dottori in legge (awocati) e dottorífrsici .(medici)"
Giuseppee GiovanfrancescoMasciobianco(ltrico), Antonio, FrancescoAntonio e
Marcà'AntonioRocco,TommasoBusagna,CesarePansa,Muzio de Fabdtiis,
Panfilo Massari,Tommasodelle Carced (lsito), Domenico e Tommasode Lectis,
VeÍaLti,AÍuro Picae OrazioEranio
Tornmaso
Relieiosi
NotJvole anchela presenzadi chierici, frati, sacerdoú,canonici e curati Vi sono
Rotamortonel 1652e don
ooi VicariCeneralidellaDiocesi(dooAlessandro
Andreade Bemardismono nel 1659) un Arcipretedi Caldari(donMichelangeìo
Ciaffone alecedutonel 1669),un Arcidiaconodel Capitolo (don Vincenzo dePrzzis
nel 1649)e due Vescovi:
scomparso
A di Primo ottobre1640.
L'Ill(usîríssi)mo e R(ererc díssi)moAntituo deSliAxi Vescovod' Orîona e.Camplí
morl con tutti li SantíssimíSacramentid'etò d'anni 58 in circa fu seppelitonella
dal Rev(erendo)
Cathedralechiesa ili S. TomassoAPostolofu accompagnato
Ii
ordíni.
Cap(iîolo e da tutti
A di 25 Xbre 1643
d'
L'Ill(ustríssi)moe Re(verendíssi)mo
lîà ftan(ces)coAn4oní)oBiondoVesc(ov)o
traspor58
in
circa
d'(mni
Treglio
d'età
il
Oft(on)a e Compli morì nelLaVIla del
tato cquí in O;@n)a fu seppeli(to) nella Cathedrale Chiesadi S(an)to Tonl^sso
,Lposnto7u accompagnatodal R(everen)doC(a)p(iro)lo e da tuîti Ii ReLigiosídi
q(ue)staCixò conpomPaluneraLe.
Pubblici Ulficiali
Tra le carichepiù imPortanti:
SipnorcMaîlM CanZleRegioMastroPorrclanomorto a 40 anDie sepoltonella
CÈiesadel Carminetl0/l0lló46). Si8.NicolaCanaleNapoli@noIncukncnîedel
Reeio Portulano delta Provincia d'Apruzao Citla sPentosia 55 anni e anch'egli
orazio RestainoRegio
$;ulato nella Chiesadei Padri carmelitani (241111663),
di S Flancesco
Chiesa
nella
e
sepolto
úasîro Portolano morto a 60 anni
(kI
di Ascoli decePrcnciPe
S(ignor)
(3t1Ul64l), ChrtsbÎaromilanesespencliîore
(l/911626\'
Grazie
delle
àuto a 35 anni e sepòltonella chiesa di s Maria
Luoshi di sepoltura
Le slme venlvanotumulalenegliedificidi culto(alcunidei qualinonpiù esictenúl:
Catte&aleChiesadi S. Tommasoapostolo(anchenella CaPpelladel Sacnmento),
chiesa di S. Fnncesco, chiesa del Camine, Chiesadi S Domenico (anchenella
Cappelladel Rosado),Chiesadi S.Agostino' Chiesadi S MalgheútaVecchiadetta

an:.h*el
llrCljgng o del Suffragio, Chiesadi S. Spirito o dei Celesrini (anche
nellaCappelladi S. Mariadi CostaDlinopoli
l. ChiesaAi S. MaÍeo o deirontatslli
pressol'Ospedale.
Chiesadi S. Croce.Chiesadi S. MariadelleGtazie; desli
Zoccolafti (dove il 20 luglio 1647il can. FrancescoBuccíarello dj.52 anni vi"tu
seppellitodd J?are),Monasterodi S. Carerina(vi furono tumularele nobilalonne
ortonesiAntonia de Bemardismofa a 70 anni il 25 novembre1625e Dionon de
Sanctismorta a 65 anni il 9 marzo 1627),Chiesadei Cappuccinì(doveil 5 novembre 1648vi fu seppellito.onspe(ialelicenzadel Vsitanìc Generaledi dcni padri
ll bergamasco
CesareGervasonedi 70 annl, e Chiesadi S. MargherilaNuova
Coppelladell'AltezzaSerenissihadi parma (vi fu tumulataI'g-maggio 1669
all'età di 58 anni circa, la.tignola Lavínia Carissimipencolini delí; Ciffa dí
Parma madredel Sig.CavalíeroOrozio pencolini Auditore Generaledel sereníssimo di Parma...accornpagnatadal Rev(eren)doCapitolo, Clero, Frateríe,
Compagníe.
-).
Nobili e borghesi
Nel Líber mort orum sonoannotatimolti esponentidelle piùrantichefamiglie ofto_
nesi: de Pìzzis,de Satìctis,de Bemardis,de Thinis, euatrari, deApruzzo e-deLetto
averposredulo
o perchèpossedevano
ancorafeudi,e Bucciarelli,
Íobjli..per.
Bonfiglio.de Lectis.Ranalli.Ma5sari,Jenella.Urbiscie de Fabriliistdipiù recente
foÍu_naed esercitanti,prevalentemente,le arti liberali). SegnAateancn'ele casate
nobili e torghesi da poco trasferitesiin Ortona o appenaassurtenel novero delle
prìncipalr:Cervasone{da Bergamo,.Mignolú {da Àlessandria),
Venafti,Rocco,
vrllrmagnj.de Zelisrda Francavilla).
delleCarceri(dal teramano).
di Menna,
Bonanni (da Penne,mer\tre\I rarnomaríruvo provenivadalle Marchei. Tra sli ulti_
mi residùi della nobiltà forestiera,acquisitadà quella locale grazieai matri-moni:i
romani Mantica, gli spagnoliMoron Montaneze i lancianesiMozzagrognide San
Sglo^reqilrlrj aîche due esponenlidel parrizialosulmone-se,"il
srgrà.e
:e:e:oì
ird
t.ibritio SaniîaCavalicroGercsolimitano
e GiovanSantoComomodi ;sDet_
tivamentea 50 e 70 anni oel 1630e nel tó57. turonosepolliil p;mo a S. Ulna
delleGrazieed il secondo
a S. Domenico.
Morti Yiolente o paÉicolari
La mortalità_
infantile e Ía gli adolescentieú molto elevata..
Angelrrdell,Hospidale
tenuta in allievo da TbmassoAntonio di Luccichino r ùoÍe a-4 a\N
egnirc'D,
Roccortg o di llca
Nalotitano
R?eio
Anendiatorc
de
Sati
in quesia
9allnl2lg
?rovrncramorl di mesi
sei ( l'l / l2l1666\
Tutavia ..comesi èdeno.vi sonopurediversiassassini.
disgraziee morùviolenre,
parîrcofaflo per malattje:Felice della Terra del Gessobaigcllo tcapo degltsbirrt
ovverodella polizia) in Orîona morì ammozzato;ma
fuionfessato et-hebbeiI
Sacramentodell'estrema lJnfione, d,etí d'anni 40 itr"circa,"lr ,"ppettito Ààià
Chida del Hospítalecioè ín S(an)to Matheo (2 apn]f- rc52ì
Anche allora era dschioso servire la collettività ta le îorze dell,ordine, ma
ancheIa giustizianon scherzava:Vannucciode Tufiboti Ii
l1r ngliata la íesta
dalli soldatidclla C.orteit suocorpoflt seppettitoatt'nospiaàU.tiZn AiZl.-'-'
Ld ancora:Betatuinad?l Uastoalias lnîina morì carcerata(17/lOl163q,
Brigitta Palem& morl d'improvyisatuortea 56 annj,(20A011650),
Antonioloi'-

bardo muratoremorì di morte subbítanea(in altd casi detta morte repentina)
Angelodi mastroNicolo morì di folgore d'etìt
al'etàrdi 35 anni(2811211625),
d'anni 49 (1116/163'l\,BartolomeoPanasalemorsedi cascataa 35 arri (24
15/1652),i\ Signoîe FrancescoBernardi morì ammazzato^ 30 ^nnL(2719/1632),
Don
Pescatoremorì amnazzatoper mare(121817644),
CoIaAntoníoCastelnovo
Ca o BiancordiNapolitanofu afimazzatonel conventodi Pii Cappuccinid'
uno suofratello d'età 26 (26lll/1646), Donenicadi S. Silvestromorì d'a ni50
(30/3/1661),
Baltolomeodi Succiomorì affogaincírcadi dissenzo(dissenteria)
to d'età d'anní 45 (29112/1669\.FrancescoGalitíano di Salemo soldaîo à
covallodi buonaroglía ilella Compagniadelt'Ill.no Síg.conte di Palenamorì
Nuntio di Domenicodi
di scolantia(scolo)dí etò d'onni 30 incirca (419/1625),
(
Pasquale
di Genitiamorì
Pesaromorì annegatain una cisterna llUl644),
(29112/1669\,
Poron Ciprianodell'Acqu*,et
affog.ttodol mared'età d'anni 25
Pietrc Caríon ribaltati.lal mare, eî trovati nel Lido sotto la Citîadella
(2/6/1660), Gio(van) AruJreaSchia|o fatto Chrístiano del Sig.Nicola Crescenzo
R. Portulanodi questaProvincíad'Apruzzomorì a tmazzatod'anni 35
(41'711668),
Isabella del Píttore morì di parto a 43 anni (7ll/1648\, Luca
Barisciomorì annegato (14/311626).
Dùe pittori
si segnalano,infiDe,le registrazionidei nominativi di due valenti artisti, uno
ma comunqueben inseritonel tessutosociale
Ìocalee uno d'originebergamasca
in quantoimparentatocon ì balorúde Pizzis.Si trattadi TommasoAlessard ni,
spentosia circa 70 anni il 22 giugno 1640,e di GiovanBattistaSpinelli scomparsoil 20 novembre1657 all'età di 50 anni; entrambifurono tumulati nella
chiesa di SanDomenico.Abbellironocon le loro tele molte chiesedi Napoli,
Ortona,Chietie Lanciano.
Note
I ) Non si tratta di ùn elenco definitivo, poichè i dati sono rilevati da un solo resisto paÍocchiale. Infatti durdte le icerche solb ongini deua mìa falniglia, ho tfovato, alcud anîenati annotati come padrini e €resimati nel 16ól e 1664 su un ltà"r Conlìtnlgtorum. kroltre risùtra dr
denle che in alcune deÌle principali chiese ùali, cone qùetla di Caldari (alla quaÌe nel 1580
Mons. Rebiba primo Vescovo di Ortona aveva donato il font€ battesimale), venissero redari
altri tibri pa.rocchiali e battezzati, sposati e tumulati i pochi abitanti del luogo. Attrimenti non
si spiegherebbeI'assenza,ne].liber mofuorun úallzzato, di cognomì quaÌi Dragani (di orìgi
n€ slava) e Sanvital€ (provenienti da Parna), visto che nel Calasto-Onciario del 1751 nsultano rappresenlaticon ben l7 e 14 fmistie.

deLETTO

dr-PlZZlS
25

QUATTROFAMIGLIENOBILI
Nel libretto GíustiziaPremínenziale,stampatoa Roma nel 1713. l,anonimo
autore(f) distingueta nobiltàofonesein iobili e.xoriginepat?na secundum
consuefudinemloci e nobili ex dignitate, puta iloctor.
Owero la nobiltà originaia che poteva vantaredi possedere(ma nella maggior
partedeì casi,d'averposseduto
e per pocotempo)feudi e/o titoli e la borgheìia,
antrcae recente,compostain prevalenza
(rnedici,notai,giudici
da professionisti
e avvocati).
proprierari
di immobitietefieni.
Tnquestasedesi Eacceranno.
per lineegeneraii.
brevinotesullequaftrofami.
glie della nobiltàoriginaria oftonese,Iimitatamente
al KVn secolò:de pizzisdeSanctis,
deThinire Bemardi{2,.
I de Pizzis.Nel '600 i tre peftonaggidegnidi notaappartenenti
a questoantico
casatofuronoi baroniLudovicoII e GiovanBattistae l,abateTommaso.
Ludovico,nacqueagli inizi del secolo,terzogenitodi GiacomoAntonio,capitano di fanteria.
Sposònel 1634CalerinaSpioelli.d o.iginebergamasca.
la quale
gli pofò in dotecirca3000ducari.Nel 1644con un lascitodi GiovanFrancèsco
de Pizzis,i fratelli Vincenzo,Giuseppee Ludovico fondaronoI'atcidiaconato,
ovvero la prima dignità nel capitolodella Cattedrale,dservandosiil diritto di
nomina.Per due secolie mezzofurono arcidiaconii citati Vincenzo(morto nel
1649)e ciuseppe(ancheVicariocene(aledellaDiocesi),poi GiovanFrancesco
ed un alùo FraDcesco.
Tra il 1650ed il t652 Ludovicoaaquisròterree caqtelli
nel chietiDo:San Mafiino.Filefto,Vacrie Guardiagrele.
dai piacentinicoDti
Nicelli e dai principi Caracciolodi S. Buono.Il de pizzis sboisòolfte 30.000
ducati,procuratorifulono i suoi cognati Giacomoe Ciovan BattistaSpinelli
(notopiftore).Semprenel 1652,qualeprocuratoredel contepietrodellaRbvere.
vennenominatoGovemaloreDucaledi Ortona,giurandoalla presenzadei due
sindicì(3). Dal 1652al 1656fu RegioDoganieredellaTerradi Francavilla.
In questoperiodo venderteil feudo di Vacri ai Valignani di Chieti (che ne diven_
nero duchi). Nel 1654lu tra i finanziatoriper la riaperturadel Conventodei
Domenicani(4).
In quell'annovi fu la separazione
dei benitra il baroneLudovicoe I'arcidiacono
e vicario generaleD. Giuseppe.I due fratelli,però,dmasetonello stesso,avito,
palazzocoDtiguoalla Cattedralecon il caheríno dcll,Oratorio per ascoltarc
mprrd.Al baronespettò.tra gli altri beni.il feudodi Cuardiagrele
(venduro,
dieci anni dopo,ai d'Ugno Ciccolini di Romaper 9.500ducati),;età argenteria
con lo stemmagentilizioe la quadreriadel salone.AI sacerdote
andaron; tra le
altre cose, i feudi di S. Mafino e Filetto, da trasmettereal frgto dottor Ignazio
(il prelato aveva un alho figlio, il chierico Cesare; entrambi i fisli eran:onati
primache abbracciasse
il sacerdoziol.
metàargenteria
seDzasre;ma et anco
tuîti I'effetti e crediti che stanno nella Città aLíVenetiain potere di ilbersi mer.anti. Nella secondametàdel 600 il baroneLudovicoacquistòil feudodi
Rosciano
nel teramano.
Dal 1673al 1677ide pizzisfuono arrendatori
(appaltatori)dell'esportazione
dell'olio e del saponedall,Abruzzo.Nel l6?6 Ludó;ico
26

donòal suoprimogenitoGiovanBattistai feudi di S. Martino (5), Filetto ( ce\uti con la morte di Porzia fìglia unica del nipote Ignazio) e Rosciano (vendùto
pocodopo).
Il barcneLudovicoII si spensenel 1679.Suo figlio, il baroneGiovanBattista,
chesposòI'aquilanaAntoniaAlfieri dei marchesidi PoggioPicenze,nel 1699fu
di farina innanzila RegiaUdienza
implicatoin un processoper contrabbarìdo
Provincialedi Chieti. Era stato accusatoda Gaetanode Sanctis,arrendatore
della gabelladella farina (l'altro anendatoreera GiovanMatteode Thinis), di
tenerenascostinel suoVillino (attiguoalla chiesadel cmmine) alcunisacchidi
Il baronede Pizzis,si
farinaper poi venderliai forestierisenzaautorizzazione.
scagionòobbiettandoche i sacchidi farina, Íasportati in Ortonaentrandoda
Pofa S. Giacomo,provenivanodallesueTefie feudalidi S. Maltino e Filettoe
seryivanosoloper usi familiali.
A questopersonaggioè dedicatala piantadi Ortonache GiovanBattista
'600) pubPacichelli(già cappellanoducaledi S. Margheritanuovaalla fine del
blicò \e Il Regnodi Napolí ín prospettira (Napoli, Parino e Muzio, 1702 nacquenel 1679e studiònel Colìegiodei
1703).Tommaso,suo secondogenito,
Nobili a Napoli,citta doverisiedette.Abate,lasciòun'operain velsi e prosa,I,a
Gara delle Muse stampataa Napoli lJ'el174'1,ed alcuni manoscrittidi storia
localercdattinel 1699,a cui attinserodiversi studiosi.I de Pizzispossedevano
la Cappella Centilizia in Cattedrale(ìa cripta sotto l'altare maggiore) intitolata
all'ImmacolataConcezione,ma nel 'ó00 alcuni di loro furono tumulati anche
relle Chiesedi S. Domenico e della SS. Trinita (semprein OÍona) e nella
ChiesaParrocchialedi S.Martino.
I de Sanctis.Fu un casatoIicco di sostanze
e diffusoin molti rami. Tra i persoD. GiovanBemardino,canonicoe Vica o
naggidi spicconel '600 segnaliamo:
Generaledella Diocesi; nel suo palazzovenne fuso dai ftatelli Paolucci di
Chieti il campanonedella Cattedrale,consacratoil 20 malzo 1605 da Mons.
Alessandro Boccabarile, vescovo di Ortona e Campli ; Giovan Agostino,
Credenzierodella Dohana de sale ir ortona (1626 - 1628) : Malco Antonio,
castellanodella Rocca di Ortona (162ó - 1628); D. Silvestlo,canonicodella
ChiesaMeúopolitanadi Chietie VicarioGeneraledi qùellaDiocesialla fine del
'600.Tra la fine del '600 e gli inizi del '700 un mmo di questafamiglia,rapprcsentatoda un Francesco,era ascritto tra i noùili e, dignitate (borghesi),non è da
escludersiche costui discendesse
da un Girolamo che, agli inizi del'600 era
un elementodi disturboe capeggiava
i popolani.Tra la fine del '500
considerato
'600
diveNetele a valenti
e i primi decennidel
i de Sanctiscommissionarono
pittori, che andaronoad abbollire lo Chieseortonesi di S. Spirito ( poi S. Maria
e dellaSs. Trinità.
di Costantinopoli)
Giulio ed Andrca Matteo, nel 1654,furono tra i finanziatori per la dapertuú del
Conventodei Domenicani.Nel 1666i de Sanctisfondaronoil beneficioecclesiasticodell'Annunziata(o S. Maria dellaPorta).Purededicatoall'Annunziata,
nella metà del '600, era I'altaro che la famiglia possedevaall'intemo della
Chiesadi S. Spirito. Duranteil secolo preso in esamei de Sanctisúassero
parentelacon diversicasatid'originespagnola,quali i Mantica (provenientida
Roma),i Moron Montanez,i de Segua (provenientida Lanciano)e i Sanchezde

Luna.Puf annoveratitra i nobili ex origine,i de Sanctis,non risultanofeudatari
ma esponentidelÌacosiddettanobiltàtogata,giureconsultiin prevalenza,come
dimostranole due lapidi funerariecinquecentesche
in Cattedrale(6). Oltre che
nelìaloro cappellagentiliziadedìcataalla Narivirànelta Chiesamaggiorei de
Sanctis,nel corsodel'600, furono tumulati nelle Chiesedi S. Doúeiico e S.
Maia delle crazie.
I de Thinis. Feudatari,già dal 1567,di alcuni centri nel chietino(Fallo.
Borrello,Montelapiano
e Filetto)e nell'aquilano(pescomaggiore),
nel 1603per
3.800ducati acquistarono
Ìa terra di Pìetraferrazzana
col feudo di Montebélo
dai Caracciolo,ai quali 25 anni dopoIa dvendettero.
In questoperiodoi pe$onaggidi maggior lievo furono:AndreaII, ufficiale di
fanteria,nel 1600fu inviato dal Vicerè,comecastellanoe capiîanoa guerra,^
Molfetta doveconseryòla caricaper molti anni,in seguitoentrò aì serviziodel
principeFerranteGonzagaducadi Mantovae contedi Guastalla,di cui era stato
consigliereed UditoreGeneralein Puglia10zio Marco Tullio de Thinis, dottor
di leggi: Giulío Cesare,chìerico, fu nominato cappellanoducale di Santa
Margherita
nuovanel 1623iFrance\co
Anlonio.uff;cialee nunziospecialeal
\ervizio di RanuccioFarneseduca di Parma.fu capitanoa Buerra iît ()rton^
nella prima metà del '600 proseguendo
poi la carrieramilitare. Oltre aì feudi
citati, ì de Thinis, acquistaronouna pozione del feudo dei SS. ciovanni e
Ilario. Nel 1618fondaronoil beneficioecclesiastico
di S. Martino.Avevanola
loro cappellagentilizia in Cattedmle,intitolata a S. Agostino (in precedenza
appartenutaad un ramo dei de Sanctis),ma nel corso del .600 furono seDolti
anchenellechiesedi S.Domenico.
S. Francesco
e S. Agosrino.
I Bernardi. Anche loro già feudatarinell'aquilano,nel ,600 risultanoancora
possesso di feudi quali Rosello,Borrelloe Tollo nel chietinoe Casnano
(L Aqurlal.peracquislifardnel I569da NicolaAntonio.Tra i personaggi-degni
di menzionein questosecolo,si ricotdano:Gìovanni,già luogotenente
dei capitani Zunica e Carlo Spineìli, fu capocaccianelleprovince d, Abnzzo e capitàno
a guerra it Ortonaagli inizi del '600; Fabrizio,che nel 1642avevaavuio una
controversiainnanzi la Regia Udienza Provinciale di Chieti con CiuseDDe
Bemardiper rivendicarei benieredirarj,ri5ulrabaronedi Roselloe Borrello'nel
ló54; Andrea, canonicoe Vicario Generaledella Diocesi (morto nel 1659):
Francesco.
RegioDoganiere
in Ortonanel I692. Ma nel secoloe\aminato.i
Bernardiebberoa patirepure le loro disgrazie:un Francesco.
rr"nt.nn., iu
^mmazzaÍonel ló32; Flaminio, baroie e .lecuîione (consiglierecomunale),
restòvittima del morbopestilenzialenel 165ó;Vincenzo,nel 1696,per motivi
politici,fu relegato
a Ponolongone
doverimasepermohi anni.I Ber;ardifuron o u n a f a m i g l i am o l t od e v o t a P
. o s s e d e v a n o ì uael t a r in e l l aC h i e s ad i S .
Agostino,uno dedicatoal SantissimoSacramento
ed un aÌtro alla Madonnadel
Soccorsoe S. Monica. Commissionarono
tele pet la Chiesadella SS. Trinita
appenacostruitae, Del 1654,iI baroneFabriziofu tra i finanziatoriDerla riaDerturadel Convento
dei Domenicani.
Nel 1660istiruirono
il beneficio
ecclesiasrico di S. Croce.I Bemardicheavevanola cappellagentiliziain CatteùaleintitoIata a S. Onoftio, nel corso del '600 furono sepolti anchenelle chiesedi S.
2E

Maria delÌeGrazie.SanFrancesco
e S. Domenico.
antiche
e
nobili
casate,
che
esercitaronosui loro feudi la giu sdizione
Queste
civile, penaìeed amministrativa
fino al secondogrado,che tra la fine del '500 e
i primi decennidel secolosuccessivo
ospitarcnonelle loto casepalazziateîel
plano di S. Tommaso(i de Sanctise i de Thinis) principesseaustriache
e duchi
(7),
nobiliari
furono
travolspagnoli,cheeranoascrittealle escÌusivecongreghe
Visitatore
te dai tempi e non sepperoemanciparsi.Nel 1671 il baroneSanti,
Generaledi CasaFamese,vennein O ona e, consigliatoda alcuni signorotti,
stabilìche i due rindici venissero,da quel momento,appellatiprin?oe secondo,
che il primo fossenobile e che il secondofossenobile,civile oppureun cittadidai civili, i
no abbiente.La modificadel Santi non fu presain considerazione
quali - capeggiatidal dottor PaoloAntonio Verratti- elesserochiunquefosse
qualificatoe adattoa ricoprire Ie principali carichepubbliche.Tale soluzione
scatenòle ire dei de Pizzis,Bemardi,de Letto e sopmttuttode Thinis, mentrei
de Sanctissi tiraronosubitofuori dalla diatriba.Tra il 1673e il 1675 si tenga
contoche metàdei decurioninel 1674appartenevano
al cetopopolarc- sorsero
diverseconÍoversie tra il duca di P^m e l'Unh,ersitì (Comune),tra alcuni
decurionie i ril,/ici e tra 55 cittadiniortonesied il Govematore.La situazione.
già incandescente,
divenneinsostenibilee non si escludeunachiusuraaristocratica, se rel 1691il Reggimekto(corrsigliocomunale),údotto ormaia pocopiù di
20 componenti,risulta formato da nobili e borghesi,mentreil ceto popolare,
apparedi fatto esclusodall'amministrazione
dellacosapubblica.Questiconflitti
preminenzialisi concluserosolo, con I'intervento da Napoli di Bernardo
TanucciSegletariodi Stato,nel 1765.Ma questaè un'altrastoria:siamoin un
altro secolo,
Note:

1) Si ùatta probabilmented€ll'abate Tommasode Pizzis o dell'dcidiacono Fdc€so de Pizis.
2) Nel 600 sono presenti in Onona dive e famiglie di artigiani (masrri) con questo cognome,
lonba e o bersamasche,che nulìa hanno a che vedere con il casatoofonese preso in consi3) Nel 1651, pdm Tomaso e poi Ciovd Battista de Pizzis, acquistarono t'ufficio di Regio
Cuardido del Pofo. L ultimo della fmislia a ricoprne tale carica è il Íìarchese Giacomo nel
1772.
4) Grdie alla munificenza dei de Pizzis vennerc edificati tuori le rnura, la Chiesa del Ca.mìine
col Convento dei Cmelirani (iniziati nel 1602) e la Chiesa deua SS. Trinita col Convento
dei Cappùccini(1621 - 1626).All'intemo di qùest'ultimachiesadovrebbeancoratrovarsi
scolpita I'ama del casato.
5) I de Pizzis, agli inizi del '700, ottemero il titolo narchionale sul feùdo di S. Martino. mantenendo quello bNnale sù Filetto.
6) TE h pnma metà del '700 e i prini decemi del secoto successivo,i de Sanctis.usaronoportarc il titolo baronatesul cognome.
7) L arciconfratemita del SS. Rosario nella Chiesa di S. Domenico e la corfiatemita di S. Carlo
BoÍomeo dapprima nela Chiesa di S. Giovanni di Dio poi in quella di S. Maria delle Grazie.

29

NOVECONVENTI
CON UNAGRANDEINFLUENZA
Nella prima meta del Seicentoi CoDventiesistentiin Ortonaesercitaronouna
influenzadeterminante
nella comunitàlocalee nel comprensorio.
non solo sul
pianopastorale.
in cui svolgevaDo
una vastaazione,ma anchein quelloeconomico-sociale,con tutti i beni che avevano,con i prestiti che facevano,ed infine sul
pia[o cultùfale: i ConventieÉno, per I'epoca, veri centd di irradiazionecultulale,
di infomazione, oltre che orgatizzatori di "scuole',;tra I'a.ltfo, ciò è dimoshatodal
fatto che le verc bibliotecheesistentieranoquelleptessoi Conventi.
ll massimonumerodei Conventifu raggiuntoproprionellaprima meràdel
Seicento,poiché già nel 1653, in basea una norna vaticana,furono sopprcssii
Conventi_dei
Celeslinie degt Agosriniani.poichéavevanomenodi sei pàdri.E.
impossibileconoscerccon esattezzail numerodei religiosi presentinei óonventi,
ma attraversola lettura dei tanti atti notariti e di altd documentidell,epoca,negli
otto conveDti"maschili" è ipotizzabile la presenzadi una cinqualtina di religiósi
globalmente,senon di più; nel conventodelle Cistercensieralo presentiunatrànti_
na di suorc;in tutto, una ottantinadi persorc, pai al 2 Eodtrca della popolazione,
stimabilemediamentein 4.000persone;in alri termini, è comese oggi, ù ipoterici
conveotiotonesi,ci fossero450-500retisiosi.
Questii Conventiesistenti,secondoùn o;dine crcnologicorelativo alla fondazione
da quelli"maschili":
Conventuali. Il ConventoesistevaDell'atea attuale delÌ'Ufficio postale-preturaPiazzaRisorgìmento,conììna chiesadi tipo gotico: rimaneuna tolre campanaria.n
Conventoera in costruzioDe
nel 1240-1250.La Chiesafu usatasDe;soDer le
assemblee
dei capifamiglia.
n Conventofu soppresso
Delperiodonapoleoniio.La
chiesatu distruttanel 1943-44.
Cel€stini. Nel XIII secoloprobabiùrentefu costruitouDloro Conventocon Chiesa
nell'area della Chiesadi S. Maria di Costantinopoli;deÌla chiesarimangonolatghe
traccenell'attualeedificio sacro.Operatonoin Ofona fino al 1653.
Frati Minori Osservanti o Zoccolanti. Costruirono ùn ConveDtoverso il 1450
nell'arca dellaMadonnadelle Grazio,pressola Chiesettadella Madoma della pace
edificatanel 1zl40in seguitoalla paceúa ftona e Innciano. Ve$o iI 1505costruirono il Conventoe la Chiesaove ora sono gli Umci della IILSS e la Chiesadi S.
Maia delle Crazie in PiazzaS. Francesco.La Chiesacinquecentesca
fu dishutta
dallaguenanel 1943-,14.
Panedell'anualeedificaroe del chiostroè formatada
anlche struttÙle,alche sedmaneggiaie.
Domenicani.Nel XV secolomolto probabilmenteci fu la cost$zionedi un Convento
dei Domenicanicon Chies4nell'areadella ScuolaMedia pugliesia Largo Castelloe
Chiesadi S. Domenicoa LargoRiccardi.I Domenicaniandaronovia cJn h sooores_
sjonedel 1867.Convento
e Chjesafirono disùunidal_la
zuenadet | 94344.
Agostiniani.L'aftualePaLazzo
sededell'Anagraf;.in CorsoMatteotti,è il
Conventodegli Agostiniani,con una Chiesaincorporatache dovevaesserea piano
teÍa. n portalein piefta arenaria,con archettitriÌobati sull'archihave.è ouatÍ;cen_
30

tesco.I1 Conventofu soppressonel 1653.L edifrcio, pur modifrcatolievemenfenei
secoli,passòa seminario,poi a sededi scuoleed infine di uffrci.
Cappuccini. Terzo ordine ftancescanopresentein ùonai dopo aver edificatoun
Conventoalla fine del CinquecentopressoI'attuale StadioComunale,nel 1625-2ó
costruironola Chiesae il Conventodi S. Trinità che tuttoraesistonoplessoil
Cimitero. Il Conventofu soppressonel 1867.
Fatebenefratelli. I rcligiosi di S. Giovannidi Dio, tra la fine del Cinquecentoe Ì'inizio del Seicento,fondaronoun Conventocon chiesettacontiguain un sito prospiFu
cienteI'attualePiazzaPlebiscito;il Conventooperòa lungo comeospedale.
peiodo
il
napoleonico.
soppressodumnte
Caimelitani. Nell'areaattualedella casermadei Carabinieri,in via Roma,nei
primi del Seicentosorseil Conventodei Carmelitani,con Chiesa,nell'arca della
ahiesa del Cafmine.Il Conventofu sopprcssonel periodonapoleonico.Ledificio
fu sedenel tardo Ottocentodi un ospedale.
di clausumprobabilmente
fondaronoun monastero
Cistac€nsi.Questesuorebenedetline
ta
è del 1173. cappelladel crocefisso
tra il 1100e il 1200.La primaattestazione
Miracolosofu la loro primachiesa.Il conventoemcontiguoNei pnirniarni del Seicento
fu costruito,forsein periodi
fu cosÍuitala Chiesadi S. CaterinamenÍe successivanentg
Molto graÍde fu
diversi,un secondo,gande Convenio,quelloche om vienercstaurato.
I'influenza delle SuoreCistercensisulla vita civile, culturale,socialedi ortona dal
al Settecento.
Cinquecento
passa$noalloStatoe Poial Crmune,cheorasidEosoppressi
Tuti gli edificideiC-onventi
va proprietariodelleareee degliedificichegià fimno dei Convenfialidei Domenicani'
degliAgostiniani,dei Cappuccini,delleCistercensi,dei Frati Minori, dei Camettani

LE PERGAMENE
hesso la Biblioteca ComunaÌedi Ortona ci sono quatúo pergameneredattenella
prima metà del Seicentoche riguardanoatti relativi al Monasterodelle Suore
Cistercensidi S. Caterina.Questele date delle pergamene:14 settembre1602' 15
le
1635.Sonotrattatesoprattutto
novembre1622,29dicembre1631,19 settembrc
La
lettu_
di
clausùa.
assegnazionidotali per le giovani che entravanonel Convento
ra dei documenti,scritti per lo più in italiano, ma con diveNefrasi in latino, è interessanteancheper conoscerci nomi e il Dumerodelle "S ore Monache"che PafÎecipavanoalle dunioni per stenderegli atti riportati sulle pe4amene 'tolor",
sorella,
Nel 1602,diciottosuorcsonoin Convento.Ciascunadi esseè chianata
e
è SimiraldadeTino,di ùnaantichissima
un titolo semplice,Íra significativo;abbadessa
nobile famiglia ofonese; altre suoresoDo:Lucia di Bernaldo, Dionka de Sanctis,
Ranalli,OlimpiadePizzis,AnnadeUòiscio.
Marghedtae JacobadePizzis,Fra-ncesca
Dalla peryamenadel 1629risultachesonoben29 le suorepresentiin Convento.Esse
è Maqarita dePizzis
sonochiamatecon I'appellativodi Domina(sigpra); abbadessa
Nel 1ó35,dmane quasi inalterato il numero delle suoreche si riunisconodavaÍti
alle "grate di ferro", poiché erano suoredi clausura.Abbadessaè diventata
Dorotheade Bemaldis.
ll

12 MAGGTO
1600:
- CAMPLI
NASCE
LADIOCESI
ORTONA
FerdinandoUghelli -autoredellaprima e monumentale
sto a dellesedivescovi_
li italianedataalte stampetla il 1644e 111662n novevolumi- trattandodella
Chiesaofonese,è molto laconiconel delinearela personalitàe I'operadi mons.
AlessandroBoccaba le; annotala sua origine piacentina,sottol;ea h lobiltà
delÌasuafamiglia,e ricordache - succedutoa Giandomenico
Rebibail 15 sen_
naio 1596- ha governatoIa diocesiper ventoftoanni,essendo
decedutJnel
1624.Lo defiDisceinoltre uomo pio, e scrupolosoammìnistratoredei beni
vescovili;tutto qui. Qùestasinteticità- certamentenon voluta dalf illushe stu_
dioso ma attribuibilepiuttostoai sùoi co.rispondentilocali, e che può essere
interpretatacomevolontariaostentazione
di distaccoda partedegli ortonesidei
riguardi di chi ben poco aveva operato peÍ farsi conoscereed ap=prezzare
come
Pastore.o cheper altri molivi si preferivanon ricordare.ponedegli interfogativi
per i qualibisognerebbe
almenotentarela rìcercadi dsposreplausibili(l ).
Il Boccabariledopo aver conseguitonel 1572 il dotÍoîato in itroaue iure (diritto
civile e dirino ecclesiastico)
pressol Universitàdi Bologna.f sratoordinato
sacerdote
il 23 dicembredello stessoaúno:Margaritad,Austdalo ebbealla sua
corte come cappellano.Eletto a reggerela diocesiortonese- dopo il trasferi_
mentodi mons.Rebibaa Catania- ha ricevutola consacraz
ioni eoiscopale
a
Romail 28 gennaioI596dal cardinale
FilippoSega(2t. E'fuori dubbiochela
sua designazione
alla guida della sedevescoviledi Ortonasia statavoluta dai
Famese;_d'altroDde,
quantograndifosseroi vincoli che lo legavaroagli eredi
della figlia di Ca o V e lo statodi sudditanzavetso i padronidelh;ittadina
adriaticaappaliràin tutta evidenzaallorchécominceràa prendereconsistenza
il
problema
dellaerigenda
diocesidi Camplie dellaconseguente
unionea quella
ortonese.Il 3 aprile il nuovo vescovodelegavail magnificoErcole Belliardo
parmense,
govemato* di Ortona,e i caDonicidon Gianluiqide Bemardoe don
Oraziode Pitiisa rappresentarlo
in qualilàdi legaliprocuritorinellacerimonia
per la presadi possesso
della diocesi,formalitàquestache venneespletatacin_
que giorni dopo nella cattedraleofonese; il relativo atto testimonialeè stato
rogatodal notaioGiampietrodi Nuccio, essendogiudiceai contrattiGiuseppe
Ceriopurelui notaio(Archivio di Srarodì Chieti):Non si hannonotiziesoecìii_
chea proposito
del solenne
ingresso
del nuovovescovonellacilrà,ma è raeio_
nevolesupporreche sia slatoeffe ualo non molto tempodopol pufroppo i ;erbali consiliaridell'epocanon fannoalcunriferimentoai prirni mesi délì'attività
episcopaledi mons.AlessandroBoccabarile,mentresonàricchi di annotazioni
per il periodoimmediatamente
successivo.
C'è una calatteristicadeìla petsonalitàe dell'attivita di questovescovoche è
necessariomettercin risalto, soprattuttoin prospettivadegli interrogativi ai
quali ho accennato;si tratta del suo abitualedistaccodalla vita e dalle realtà
quotidiane delle diocesi a lui affidate. Secondoquanto scrive il Brunetti.
Alàander Neapoli pluribus pernansit annis, Resiclentisonus pro parmensi

Duceegregieadmitístrando(3), irr ^lfre parole,mons.Boccabarilesoggiornòa
Napoli per molti anni ricoprendoin modo egregioI'incarico di Reggenteper
contodel Duca di Parma,e questoin nettocontrastocon le normedel Concilio
di Trentocherichiamavanoesplicitamente
vescovie paroci all'obbligo dell'effettiva residenzanell'ambitodel territo o affidato aÌla loro cura pastorale,e il
la propriadignitaevitandodi trasforclero in genercal doveredi salvaguardare
mersi in servi dei potenti.Infatti, nel co$o della sestasessione,affrontandoil
scasoÍnmiìmente
tcmascottantedel ristabilimentodelladisciplinaecclesiastica
duta, e della riforma dci costumidepravatidel clero e del popolo cristiano,i
Padri Coùciliari proclamaronosolennemente:
"... poichéla salvezzadegli infedori dipended.ll. intcgrità di chi li
goverM [ ... ] awerte tutti coloro che a quelsi4sititolo sonopreposti
alla guidadelleChicsedi vigilaresopmsé stessie soprr tutto il gregge
di cui lo Spirito SantoIì ha istituiti vescovi[ ... ] di lavoraread ogni
cosa e di adempierecon cura al proprio ministc.o. Ma essì devono
sapereche non possonofare ciò se,comedei mercenari,abbandonano
il greggeloro affidato,e se non sì applicanoa guardiadelle proprie
pecorelle.Tuttavia,
siccomese ne trovanoalcùni che dimenticandola
propia salvezzae anteponendo
le cosedellatena a quelledel cielo,gli
la cuú del loro gretge
interessiumani a quelli di Dio, abbandonano
per viverc pressole cofi dei principi e negli affanni degli afari mat€riali, il SantoConcilioha ritenutooppofuno rinnovsre- comedi fatto
rinnova- in virtil del presenledecreto,controtutti qu€lli chenon risiedono, gli antichi canonipubblicatiin passatocontrodi loro, ma che
per il disordine dei tempi e delle personesi trovano quasi inteftmente
inapplicati"(4).
Cli ortonesinon potevanonon rendersiconto della differenzaabhsaletra Ia
personalitàdel Boccabarile,che in Napoli operavaper la salvaguardiadegli
interessidel Duca di Parma,e quella del vescovo Rebibache "aveva governata
con lodela sua,benchepoveraChíesad'Ottona ventícinqueanrí e unfoma di
quella prcbiù ch'cru propria de'Vescovi antíchi" comc $crivc I'Antinori il
qude annotapure che quandosi era verificatala vacanzadella ricca diocesidi
Catmia
"il Re Filippo lI, rammeDtaDdoi meriti del Cardiml Rebiba, propose
ad altrl della Famiglia Rebiba di conferire quella Chiesa. Se rp stava
Giovan-Domenicouomo per altro più che umile nclla rùe povera
I'aviso
Chiesadi Ortota ad istruirede suoiClerici quandogli pe_rvenne
dellapropensione
del Re per la suaFamiglia.E risporechc posponeva
alla miseda d'Ortona le ricchezzedi Catania,perlocchéchi moro ha di
ricchezzeha merioinsidie"(5).
Ncl corso dei pdmi anni dell'episcopatodi mons. Boccabarilemomentodi
sommaimportanzanellastoriareligiosadi ftona è costituitodallacoùclusione
dell'aDnosa
contesache i verbaliconsiliaridi quel tempoindicanospes8ocome
"qucstionc" di Caúpli; awenimento dawerc ceratterizzantec qualificante nei
suoi riflessi non soltanioecclesialima anchesocio-politicipcr il p€riodocompresotra la fine del '500 e il primo veDtenniodel secoloXIX. Poss€dimento
margaritlano, ancor primn che Madama diventassepadrons di Ortom, Campli
ll

erasoggettain campoecclesiastico
alla giurisdìzionedei vescovidi Teramo;ma,
sul finire del 1500,risentimentioriginatida motivi di precedenza,
nell'ordineda
seguiredai vescoviin occasionedellevisite pastoralitra Civitella,Giulianovae
la stessaCampli,offrirono ai camplesiil pretestoper metterein atto un complessodi iniziative che li avrebbeportati a vederela loro Terra elevataalla
dignitàdi sedevescovile.
Il camminocheha portatoallo smembramenro
dellaTerradi Camplidalladiocesi aprutinaè statomolto lungoe riccodi difficoltà:si è conclusosoloquattordici
anni dopo la scomparsa
di Margaritad Austria.Un osracolonon indiffirenteera
costituitodai risvolti economicidi tale operazione;i campÌesinon sarebbero
statiin gradodi assicuraÌe
da soli un congruosostentamento
al propriovescovo,
per questomotivo la nuovadiocesiavrebbedovutoesserenecessaarnentecollegataad un'altragià esistente.
Agli inizi del 1598mons.Boccaba le comunicavauîficialmenteai Sindacie
Regìmentodi Otona che il negotio dell'iunionedi CampÌi sarebbeanivato a
concÌusione
senzadifficoltà,e chei relativi decretisarebbero
statimessia Dunto
nonappena
fossero
lerminate
le tipichefesriviLà
delcame!aleromano.
DaliaIettura dei verbalidelle adunanzecoDsiliaridi quei giomi si dceve I'impressione,
per nulla campatain a a, che il Vescovolocalenon ritenesseneppurelontanamenteìpotizzabilel'eventualitàche gli ortonesipotessero
non essered'accordo
con i progettifamesiani.Il l0 febbraiodi quell'anno,all'internodel chiosrrodei
Francescani
Conventualiin TeÍa Vecchia,si riunì il ConsiglioGeneralecomposto, a normadegli Statuti,ancheda tutti i capifamiglia;unatale assemblea
veniva convocatasolo in circostanze
gravissime,L'assiseè risuhatamolto tempestosa giacchénellacomunitàsi eranodelineatitre diversischieraúeltifacenticapo
ad alcuni personaggibetrin vista nella societàortonese:I - acconsentire
all'unione con la erigendanuovadiocesiper non alienarsila benevolenza
del duca
padronedi Ofona; 2 - attendercI'arivo della capítltlazíone
di Camplie quindi
accettarcla volontà di casaFarnesea deteminat€condizioni;3 - rifiutare in
modonettol'unioneproposta,
Deciso,esplicitoe sopmttuttoben focalizzatonellemotivazioniappareil dissenso espresso
da CiovanBatristade Lectis.uomoper nullainclin; alle ambigue
sfumaturedel linguaggiopoÌiticoe agli stúscianticompromessi
ripici dei signorotti ortonesideÌl'epocaormai asservitialla logicafamesiana;la suaopposizione è quelÌadi unapersonaaltamentequalificataper cultùra(lauroain medicinae
filosofia), per impegnopolitico (almenodue volre è stato sindaco,oltre che
per Ia professione
mastrogiumto),
esercitatache1oportavaa un quotidianocontattocon il popolo,e per Ia squisitasensibilitàÉligiosa comeben testimoniano
gli scritti da lui dati alle stampe.Egli sostienecon decisioneche la città deve
opporsiall'unionedelledue diocesi,per non restamedanneggiata
materialmente
e soprattuttomoraìmentenegli interessie nella dignitàdi sedevescovile,giacché I'esperieDza
insegnache le unioni di due diocesisottoIa giudsdizionedi un
unico vescovo-col passardegli anni-inevitabilmente
dannooriginea tensionie
litigi come quelli che già si erano verificati tla Pennee Atri, t.a Sulmonae
Pentima(Corfinio).Perciòchiedecon foúa che il pastol di questaCíttà non se
dia ad ahri. Piir di dieci anni prima - quindi in epoìa non soiperta-presenrando
ai concittadini il volume ltita del glorioso Apostolo di Christo S. Tomaso...defr-

nisceil VescovoGiandomenico
Rebiba"nostroprímo padre e pastore";non un
quindi, né espressione
elementospettacolare,
di fasto,e neppure occasionedi
vantoper la città, ma padrecioè colui che generaalla graziain nomedi Cristo
Red€ntore,
e pastoreche guidail suopopolodi battezzatinel camminovelso la
celeste.
PaEra
Il de Lectisè profondamente
cristiano,e per lui il c stianesimo
non è sentiúenpratica
taÌismo ma
costantee coerenzadi vita come afferma a chiare Ìettere
rivolgendosialli magníficigentil'huominiet onoratí cíttadini della cíttà
d'Ortona. Allorchési fa pofavoce del dissensodi tanti cittadiniegli non è guidato dalla preoccupazìone
di uno scadimentodi prestigioper Ia sua Terra,ma
óflette -e invita tutti a riflettere-sullegelosiechepotrebberofarsi stradae minaper le difre la pacee la cristianacaritàfra le due comunità;egli è preoccupato
ficoltà che potrebberofarsi stradanell'eserciziodi una €fficaceguìdapastorale
in due città così lontanetra 1oro,e non soltantoda un puntodi vista geografico.
Perlui non ha alcunaimpofianzase la solennepresadi possesso
dei futuri nuovi
vescovisi svolgeràprima a Campliinvecechea Ortona,né se sarannoi canonici di Ortonao quelli di Campli ad averela precedenza
nelleprocessionio negli
altri riti sac ; a lui sta a cuorc che iI vescovodella chiesalocale non venga
distolto,da altre preoccupazioni,
neÌl'operagravosadi guidare,incoraggiaree
gregge
sofleggereun
ancorascombussolatodopo la tragediadeìÌ'invasìone
turca. Giovan Battistade Lectis desiderache il pastoredella diocesinon sia
costrettoa divideregÌi sforzi e Ie premurecon un altlo gregge,perchéè ancora
grandeed impellentela necessità
per gli ortonesidi una guidafermae costante
acciò t tti insiemeuniti possiamomilitare sotto lo Stendardo,et Insegnadella
nostraCatholicamadreChiesa,et posciace possiamotufti fi1rorarcnellafelice
patria, uionfantL illumínatída quel gloriosolumedella indeficientegloria alla
qualenosîfoSiqnofece conducaper suainfínitomisericordia.
Probabilmente
I'anzìanouomopoÌitìco- che si era resocontodella diversapersonalità,poco pastorale,di mons.Boccabarile,più incline ad esserepresente
nellecorti napoletane
o romanechead operaresistematicamente
in quotidianoe
umile contattocon iI greggeaffidatogli- si preoccupa,ben a ragione,che la
comunitàlocale possavederevanificato,o quantomeno frenato,il cammino
comunitarioe la dcostruzionemomleiniziati e Dortatiavanti.con tanti sacrifici
e con tantaabne8azione.
dal predece\sore
mons.Ciandomenico
Rebiba.ll de
-arche
- è convintoche il isuÌtato dell'uLectis
se non lo dice esplicitamente
nionedelle due diocesisaràquello di far si che l'impegnogià scano dedicato
dal presuÌea Ortonasi ridurà ulteriomentese dovràessere-almenosullacaltapastorce guidadi due città geograficamente
molto lontanel'una dall'altra,che
si vuole affidaread un'unicagiurisdizioneecclesìastica
solo perchócostituiscono proprìetàdi un medesimopadrone.
II 12 maggio 1600SuaSantitàClementeVIII, con la bolla Pro excellentipraeminenîiasànci.sce
l'etezionedelladiocesidi CamDli.o
' ' c o n 5 i d e r a n dc o
h e i f r u l t i . I e r e n d i t ee d i p r o v e n t i d e l l a M e n ' a
Episcopaledi Campli sono troppo esigui perchéil Vescovoin carica
riescaa sostenersisecondoche esigela dignità pontificale e che la
Chiesadi Ortona-di cui, comeè noto,è Presuleil VenerabiÌe
Fratello
NostroAlessandro[Boccabarile]-e la prefataChiesadi Campliposso-

no esserevantaggiosamente
rcttee govemateda un solo Vescovo[ ... j,
uniamo,annettiamoe incorporiamoa pa.ità di diritti e sin dalla sua
primaerezìoneCamplipressola Sedevacantepredetta... e, a suavolfa,
la Chiesadi Ortonacon tufti i suoi diritti e pertinenze,
cosìched'ora in
poi e per sempreambeduequesteChiesesianoretteda un soloPresule,
il qualedovraesserchiamatoVescovodi Camplie di Ortona;e nondimeno provvediamodi codestaautorità di Vescovodella Chiesadi
Campli il dettoVescovoAlessandro,
10nominiamoVescovoe Pastore,
affidandogliplenariamenfe
la cura€ I'aflministrazionedella medesima
Chiesadi Campli in materiaspiritualee temporale;in modo che per
questonon cessidi essera capodelladettaChiesadi Ortona...".
RarìuccioFamese,ducadi Parma,è uscito a condurrea buon fine i progetti
che stavanoa cuorealla sua famiglia;ora le due città, oltre ad esserepoliticamenteamministrate
dal comunefeudatario,sarannoguidateanchenellagiurisdizione ecclesiastica
e nel camminopastoraleda un comunevescovodi provata
fedefamesiana.Le protestee le supplichedegli ofonesi nulla hannopotutoper
impedirequestaunioneche non era dettatada motivi di ordine spiritualeo di
maggiorcomoditàper i fedeli ma da un prccisodisegnopoÌiticodellaserenissima CasaFamesefinalizzato a,l raîîorzamentodella DroDriaauto ta nei tenitori
posseduti.A mio avviso.il nasferimento
del vescovomo;s. Ciandomenico
Rebiba
a Cataniapuò essereletto comevoluio allontanamenlo- pronoyeatur ut amowafi$di un personaggio,altamenteautorevolee qualificato,ostile a quellaunione.
II 26 agostodello stessoanno,alcuni rappresentanti
della città di Teramoe di
Mons.VincenzoMontesanto,assistitidal notaioPietrantonioTinti di Notaresco
e dai testimonidi prammatica,si rccanopressoil fiume Tordinoper attendere,
a
u n c r o c e v i ai n r e r r i t o r i od e l l a b b a z i ad i S . A r r o . i l p a s s a g g i d
oi m o n s .
Alessandro
Boccaba le vescovodi Ortonae, da pochesettimane.
vescovoanche
di Campli:hannoricevutol incaricodi leggere.è poi consegnare,
al presuleuna
vibftta protestaper I'awenuto smembramento
della Terradi Campli dalla diocesiapnrtina.ll documentorogatodal suddettonolaioè riccodi viv;cila e molto
colorito allorchédescrivel'arrivo del vescovooÍonesesu di un cavallobianco,
il suorifiuto di ascoltarela delegazione
dellaprotesta,e la delusionedegli inviati teramaniper non averpotutopotare a buon compimentola coreografiadella
contcstazione
che erastataprcparatacon minuziosacura;era statoprevistotutto
fuorchéla disarmantercazionedel vescovoortoneseil quale,spronatosubitoil
cavalloper riprendereil camfnino,si rivolge a loro con questeparole:"Andate
da Nostrosignore,chenon ho nulla da fale per voi".
Sonopassatipoco più di tre mesi dall'erezionedella diocesidi Campli e dalla
sua unionc con quella di Ofiona e già si cominciaa intravedereche I'analisi
fatta da GiovanBattistade Lectis nel corsodi una delle burascosesedutedel
ConsiglioGeneraleera esatta;ma siamoappenaagli inizi di una lunga seriedi
piccoletensioniche, alimentateda piccolee grandigelosie,con il passatdegli
anni coìnvolgemnnoreggitori e vescovidi Ortonasino a culminare,sul finire
del XVII secolo,nell'apeÍa rotturacon mons.Vespoli-Casanatte.
Note
I - Ferdinando
Ughelli- Itatiasa€rasivede EpiscopisItalia€.Tomussextus,col.772,?85.
36

Venetiis,| 720.
- Hierar€hia
pag.266.
catiolicamediiet recentionis
Aevi. Vol. IV (1592-1667),.
2 Gaùchat
Padova,1935.
3 - Fmncesco
Brun€tti- "pdnum ltinermiumcui ullima manusimposii.amensed€cembrisanlú
MDc)l-V", "Sacn ac profanaAprutii nonumenra',mss.inediti (BibliotecaD€lfico,Teramo).
4 Sacrosanti
et ecùm€nici
ConciliiTridentiniPauloIII lulio III et Pio IV PONTIFICIBUS
Maximìscelebraticanoneset decreta,pag.6G62.Venetiis,l7 10.
i - A. LudovicoAntinon - Amali degliAbruzzi,mss.in€diti, vol. )(xI, €. 213.(Fomi, edizione

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Mappa inglesedel XVII sec. redattada M. Woodvil
3l

I PROTAGONISTI
DELL'ATTIVITA
ARTISTICA
Il Seicentoper Ortona è statoun secolocon una dinamicità culhllale notevole.Al
conÍaÌio difatti dell'economiache avevadsentitonegativamente
dell'invasione
turca del 15ó6 che, distruggendoe devastandochiese,conventi e civili abitazioni
avevaportato la città a un indebitamentoche provocò notevoli disagi alla popolazione per lunghi decenni,I'attività culturale,cefamente stimolatadalla presenzain
cittànel periodo1583-1586
dellaDuchessa
Margaritad'Austriae dallasuacorree,
spintaanchedalla necessitàdi dportare ai precedenrifasti i luoghi di cuÌto disrruni
daÌl'invasioneturca,subìnella pdma metàdel Seicentoun notevoleincremento
specialúentenell'attività altistica. Infatti nel XVtr secolotre furono i pi$ori di un
ceÍo spessore
che operaronoin Ortonae prccisamente:
TommasoAlessandrino,
Sebastiano
Majewski,GiovanBattistaSpinelli.
TommasoAlessandrino
Nacquead Ofiona nel \55O.Ftr "personamoltuprtncipalein pittura in queste
pd,'ti" comeè dettoin unaletteradeÌl'Auditoredi CasaFamese.
Bottini.indi zzata
a RanuccioFamesenel 1617.La primatestimonianza
dellasuaattivitàartisticala
troviamo nella Cattedraledi Lancianodove è conservatauna oala d'altare raffrsurantel LlltimaCenadipintanel 160|.Quattrosueoperesonou)olreconqenate;e|
"Museo Diocesano"di Otona e prccisamente:a'Assuntae S. Tommaso(1627),Itt
deposizione(1629), I trc regní dell'oltretomba (1631), S. Bemardo (1632). Nella
stessaCattedralesi conservaancheun ovale di piccole dimensionidipinto ad olio
raffiguante S. Tonmaso (1612), situatonella parte antedorcdella cassettadi mme
doratocontenentele reliquie deìl'Apostolo.Un'altra operadell'artistaortonese,raffrEtrranteSantaElisabettd,è tuttoraconservatanella omonimachiesadi Crecchio.
L aftistanella pdma metà del Seicentogodettedi buonafama tanto che la sua
operavennerichiestaancheda fuori regione.Difatti Giuseppantonio
de
Fabritiis,nella sua opera"L'Abruzzoossequioso",
ci naffa che esistevaa
Napoli, nella chiesadei Padri Cappuccini,ùn dipinro raffiguranrel^ "Regína
Immacolaîapittata dall' eccellente
pennellodi Tommaso
".
Alessandrino
Morì ad Ortonail 22 giugno 1640e il suo coq)o vennesepoltonella chiesadi
S. Domenico.
SebastianoMajewski
Nacquea wyszgrod, in Polonia, tla il 1585 e il 1590.Nel 1606 enÍò a far parte
delÌa corporazionedegli aÍisti di Gmcoviacome"compagnod'arte pitlorica". Non
sappiamoper qualemotivo sia arrivato e si sia fermatoin Abruzzo comenon conosciamol'anno precisodel suo aÍivo. La pdma datacertadella suapermanenza
nella nosÍa regioneè il 1622quandoil pittore esegueil ciclo di affreschicon storie
della vita della Madonnanel chiostrodel conventodi S. Maria delle Craziead
Ortona.Allo stessopedodo si famo risalire allre operea lui attribuite esistentiin
diversechiesedel teritorio della provincia di Chieti. Viene chiamatopoi a Teramo
38

dove nel pedodo 1623-1625dipinge sei tele per il nuovo altare eretto nella
Cattedralein quella città si stabiliscedefinitivamente.Successivamente,
semprea
Teramodipinge altre tele pe.le chiesedi S. Giuseppee S. Domeíico.
Nel 1637lo troviamo a Campli doveeseguealcuni affreschi.Nel venteriniosuccessivo non Íoviamo alcunadocum€ntazione
sulla suaattività artistica,sonoperò
attribuitì a lui gli affreschi esistenti nel chiosho del convento di SantaMaria di
Propezzano,datati 1660,annoin cui vienefatta risalire anchela suamorte.
Degli affreschieseguitinel conventodi S. Maria delle Grazie,in parte di6tmtti nel
1926quandoil Comunefece adibire alcuni locali dell'edifrcio a bagnìpubblici e in
pafe duranteI'ultimo conflitto mondiale,il Verlengiaparla in temini molto positiyi: "lA loro coloriîura è b ona, il diseqnoè corretto, Ia composizíoneè semplícee
chiara comepoteva convenírsia un chíostro:fatîa per narrare e non per merayigliare, per com uorere e non per dilettare".
Semprcnella chiesadi S. Mada delle Grazieè conservatoun quadrorapptesentarte
Gesìtfagellafo qldasicertamente,ci suggerisceil \erTengia,"frammentocentale di
una Srandetelí andatadistrutta".
Giovan Battista Spinelli
Benpocosi sadellavita di G.B. Spine[i,bergamasco
di oúgine,ma crcsciutoartistìcamentenel Regnodi Napoli.
La famiglia di SanteSpinelli, padredell'artista, si trasfed da Bergamoa Chieti per
esercitareI'attività di mercantedi granaglie.Doveva sicutamenteessercuna famiglia molto facoltosae ben vista nell'Abruzzo Citeriore se Catedna,sorelladel pittore, andòin sposaal marcheseLudovico de Pitiis di Ortonapofando in dote 2970
ducatì,una sommaenormeper quegli anni.
IÌ GiovaneGiovan Battistache avevaintrapresoI'afe della pittura, si affermòben
presto in tutto I'Abruzzo. Le sue pdme operea noi note, DIl'a"Incoronazionedi
Maria" e ^llîi due dipinti, databili intomo aI 1630,si trovanoin Ortonarella
Chiesadella SS. Trinità.Altle tele, di epocasuccessiva,
erunoconservate
nella
chiesadel Carmine (ora nel Museo Diocesano)e nella chiesadi S. Catednadove
tuttora è espostala stupendatela di 'S. Catertnad'Alessandria".Suoi lavori possono essereammiratiin diversechiesedi Chieti, Lancianoe Penne.
Intomo al 1ú0 lo Spinelli si trasfed a Napoli ancheper conftontarsicon i maestri
napoletanidell'epoca.Fu in coDtattocon il Camccioloe lo Stanzioneed acquisìdai
due afisti partenopei,pur mantenendouna suaindipendenzaspecialmentenel cromatìsmodelle sueopere,una diversaconcezionecompositiva.Numerosesueoperc
si trovanoin alcunechiesedi Castellammaredi Stabiae in chiesee collezioni Drivatedi Napoli.Due rele.inolrre.databiliinromoal t650. sonopresentinÀtla
Galleriadegli Uf6zi a Firenze.
Dopoil 1640la suavita si svolsetra Ortona,Chietie Napolidove,nel 1652,10foviamo proculatorcdel cognatoLudovico de Pitiis per l'acquisto di alcuni feudi in
Abnzzo. Morì adOrtonanel 1658.

l9

MUSICAE MUSICISTI
IN ORTONA
TRACINQUECENTO
E SEICENTO
Non c'è dubbio che le viceridedella musicacolta in Abruzzo sianostate,tufto sommato, per lungo tempo assentidagli interessidella musicologiaitaliana e che soltanto da poco la presenzasul teritorio di istituzioni che promuovonolo studio e
l'approfondimentodi questediscipline abbia stimolatouna seriedi ricerchemirate
a fal maggiorechiarezzasull'attivitamusicalefiorita durantei secoliin questa
regione.I-lassenzadi centri di spiccosottoil Fofilo economicoha senz'alftoinciso
sulle sorti della vita musicalee piir in generalecultulale nell'Abruzzo del passato,
relegandoloin un ruolo marginaleúspettoad altre realtàitaliane: mancandosia una
citlà-lcader si^ ú\a corie facoltosaed influente,mancavanodi consegu€nzaanche
conmittenti ed istituzioni musicali di dchiamo (cappellemusicaliprestigiose,accademie,teatú competitiviecc.).Questacondizioneperifericaè stataseùz'altlola
causade1lascarsaattrattivaper gli studiosi,con il risultatoche molto spessogli
unici contributi alla storia della musicain Abruzzo sonoscaturiti dall'interesseepisodico di singoli eruditi e poligrafi locali, animati troppe volte più da spirito campanilisticoche da autenticorigore scientifico.
Tuttavia, nonostantela mancanzadi eventi clamorosi,la vita musicalein Abruzzo
non era affatto assente;ce lo dimostrano alcuni importanti documenti dnvenuti
pressoinsospettabilipiccoli centri, testimoni eloquenti della diffusione capillare
della musicapolifonicagià a paÍire dalla fine del XIV secolo.Il periodoche
abbracciai secoli XVI e XVII ha conosciutopoi un notevoleincrementodell'attività musicale,documentatodalla presenzacostantedella musicaprodotta in
Abruzzo sul mercatoeditoriale già a partire dai primi decennidel Cinquecento.Il
sistemaprodìÌttivo in Abruzzo faceva capo essenzialmentealle cappelleannesse
alle maggiori chiesedella regione,istituzioni stabili pressocui i musicisti prestavano iI proprio seryizio. Al di fuori di essela committeDzaprivata aveva un peso
ri8uardevole,ma la úobiltà locale non em in gado di mantenerepropri complessi
stabili (si pensia quelli delle cofi di Mantova,Ferara, Firenzeecc.)qi conseguenza i rapporti con i musicisti,benchéfteqùenti, rimaserosempreun fenomenooccasiodale.Pwhoppo oggi la fitta rete di scambiche legavai compositori ai s;ngoli
committenti risulta di difficile ricostruzione,troppo spessolimitata alle intîicate
volute adulatoriedelle dedicheprcposteall€ stampe;per nostrafortuna, non accade
altrettantoper le cappelleecclesiastiche,
istituzioni di naturasì multiforme,ma vincolateda unaprecisaorganizzazione
intemae da rapportiufficiali con i suoimembri.
La cspp€llg mosicaledi S. Tommaso
dì SanTommasoad Ofona siamoinformati da un articolo apparsonel maggiodel
1938nella paginaregionaledel quotidiano<La TúbunD firmato da Tommaso
RosarioGrilli, erudito appafenentead un'antica famiglia locale che, sulla basedei
documentiraccolti, abbozzòun brevema precisoprofilo cronologicodi questaistituzione. Iì punto di pafenza di questostudio sono stati i verbali dei consigli del
parlamerto cittadino, ùna pafe dei quali (queli sopmwissuti) si cons€rvatuttom
q

lella Biblioteca Comumle di Ortona. La sedutapdncipale del parlamentoaveva
luogo la mattinadel 15 agostodi ogni anno.In questa.occasione
si procedeva
ìnnanzìtuttoall'elezione dei due sìndacie del mastrogiuÉto,poi al rinnovo o alla
riconferma degli altri <prowisionatin: coloro che ricoprivano cadche stipendiate
dalla comunitàcittadinaka le quali qu€Iladel maesfiodi cappella,Ia cui elezionee
mantenimentodipendevanodalle autoritàcivìli e non da quelleecclesiastiche.
La cappellaannessaalla cattedÉIeortoneseera amministratadal consigtiocittadino che prowedeva direttamentealla nomina e al mantenimentodel maestro,rientrandoin tal modoin una precisatipologia già riscontrataper altre cappelleitaliane
su cui siamomolto meglio documentati.Purtroppoi verbali consiliari non lasciano
fapelare nulla sulla suaorgadzzazioneintema; non sappiamoinfatti qùali mansioni fossetenuto a svolgereil maestro,cioè se oltre a procwarc mùsicae dirigere i
cantori durantele funzioni, egli dovesseancheprcoccùparsidi istruìre i rag^zzi di
una eventualercftord.In questadirezionesembrerebbero
portarci le firggevoli parole della sedutatenutasiil 15 agosto1592 <<et
che sia tenutoancorainsegnarequelli
figlioli che vorranloimpatatea doi carlini il mese>,ma, datala suasingoladtà,
non sappiaúo se tale iDcaricorientrassetra le suenormali occupazionio se invece
si trattassedi un prowedimento del tutto occasionale.
DaÌla letturadei verbali si può facilnente constataleche il 15 agosto1584(datadel
docunìentopiùrantico conservato)I'elezionedi un maestrodi cappellaper la
Cattedraledi SanTonnaso non avevaalcun caratteredi eccezionalitàper la comunità ortonesee, malgradoI'assenzadi testimonianzea monte,è logico suppoÍe I'esistenzadi un'istituzione musicalestabile e funzionantegia negli anni precedenti.
Le supposizioniperò acquistanoun contomodi certezzaalla luce di notizie dcavabili da unapubblicazione
coevadegnadellamassimaattenzione,
cioèMISSESEX
HIPPOLITI SABINV ANXIANENSIS QT]EVT]LGO PARI VOCE DICT'NTUW
QUAIUOR VOCUM/ Venetijs,apudAngelumGardarum,/ l5?5.
ll primo libro di messepubblicatoda Ippolito Sabino,musicistanatoed attivo nella
vicinaLanciano,dedicatodall'autoreal .molto magnificoet reverendosignoreil
signorGiovanniAgustinode Santiscanonico& Vicario dignissimod'Ofona a
Mare>. Il contenutoad un primo sguardonon si rivela di particolareimportanza,
infatti, attenendosiall'indice, la pubblicazionedovrebberaccogliere soltanto sei
diverse intonazioni dell'ordinarium missae(kyde, gloria, credo, saDctus,benedictus, agnusdei), e nell'ultima pagina,dopo il communíodellaMissa defunctorum,sir
trova un mottetto(brevecomposizionesu testosacro),il cui testoè il seguente:
Quia yidisti me Thonìacredidisti,Beafi qui non riderunî et crediderunt.AIIeILtia
II testodi questomottettoè tratto dal VangelosecondoGiovanni (20, 29) ed è l'anttÎona al Maenifcat per i vespri della festadi SanTonunasoApostolo (che cadeva
iI 21 dicembre),patronodella città e a cui la cattedraleè tuttora intitolata. I-a tradizione locale considemvaqùestafestivita la più impofante delf intero anno litulgico. La stampadelle Messedi Sabinoè quindi legataa filo doppio con la cappella
ortonese:non solo sulla scortadella dedicaad un personaggiodi spicco della vita
ecclesiasticacittadina,ma soprattuttoper la prcsenzadel testopropdo di una specifica solennitàdella cattednle di Ortona.Pufroppo pet le ragioni sopraelencate,la
cattedraÌenon conservanessunatestimonianzacosì anticadel proprio passato
musicale;ciò non permeftedi verificarc se Sabinonelle messesi servisseo meno
dei canti fermi in uso ad Oftona, cioè se altri elementiancoracoltribuissero a con4l

solidareulteriomente il loro legamecon I'ambienteortonese.L oryanicoùthiesto
dalle Messedi Sabinoci informa inolÍe sulle Diccole dimensioni del comDlesso
musicalepercui essefuronopensate:
polìfonicadelJesingolesàzioni
l intonazione
dell'otdinaium prevedequatfto voci pari che solo in rari casi diventanocinque
(Agnusdeí Il nelle messeDe Beata lîrgine, Aye Regina Coelorume Apostolotum,
Pie Jes della Missa Defunctorum\e più di frequentetre (oltre al classico
Benediîtus,il C/ociÍrrs delle messeDe Beatu tnrgine e Aposîolorum,il Donine
fli della messa,Aporfolorum,Recordare,Oro Suppler e Hostias della Missa
Del ctotutlt).ll s\to pfimo libro di messeera destinatoevidentementead una cappella Ie cui risorsepemettevanodi eseguirccomposizioniper un numerocodtenuto di voci, comedovevaessercquella di Ortona.
Adriano Della Rota
I musicisti menzionatinel lassodi tempo coperto dai libri consiliorùn sono due:
Adrìaro delle Rota (o A&iano), più tatdi citato come Aùiano Rora o della Rota
attivoad Ortonadal 1584al 1593e dal 1606fino almenoal 1616,e Muzio Bruno
di Fano,attivo dal 1593al 1606,annodella suamofte. Dal pdmo documentoconservatosembrercbbeche Addano della Rota sia stato eletto proprio in quella data
per la pdma volta maestrodi cappelladi sanToúmaso.La suaorigine fialnmingaè
chiammenteindicata (<Andrianoflamengo>),in seguitoegli prese definitivamente
la cittadinanzaoltonese,considerandoche nel veòale del 26 novembre1ó0óviene
definito <nosto cittadino>. Gli awenimenti storici di quegli anni pemettono di
motivare la presenzadi un "ohemontano" ad Ortona proprio a pafirc dal 1584.
Nel 1582,infatti, Ortooaeta statavendutadalla famiglia Lannoy di Napoli a
Margheritad'Austria (duchessadi Parmae Piacenza,figlia naturaledi Carlo Y ex
govematricedei PaesiBassi e moglie di Oftavio Faúese) e da questaannessaal
suo feudo abruzzese.Margheritafece il suo ingressoad Ortonail 24 ottobte 1583,
di dtomo dale Fiandrc,ed è quildi molto probabileche il musicistaAdriano <flameÍgo> I'abbia seguita,come fecerc del resto anchemolti nobili fiarùninghi del
suo seguito.Meno di uri annodopo,il 15 agostodel 1584,della Rota erainfatti gia
diventato maestlo di cappella nella cattedraledi Ortona, owero proprio la città
eletta a dimora dalla duchessa.MenEe di Muzio B no, a quanto mi dsulta, non
rcsta che il nomenei verbali consiliari, con Adriano della Rota la sorteè statapiù
clemente:di lui ci è peflenuto, mutilo, lm librc di madrigali, il primo, stamparoa
Venezianel 1600:DI ADRIANO / DE LA ROTA / IL PRMO LIBRO DI MADRIGALI / A CINQUE VOCI, NuovamenteComposto,& dato in luce, / IN VENETIA, / AppressoGiacomoVincenti 1600.
n úbro è dedicatoa Tiberio d'Ugno, conte di Valle Infteda, barcnedi Acqua Viva,
Colle delle Macine (l'odiema Colledimacine),esponentedellapiccolanobiltàlocale.
Nessunparticolarebiograficoviene fomito dalla geDericadedicatoriapropostaalla
stampae súitta a Veneziail 27 luglio 1600:il compositorenon lasciafapelare, nella
selvadi ftasi di circostanz4quali fosseroi suoi iacarichi in un periodochelo vedeva
ìont no dallacappelladi &ona, chein qùegli almi si awaleva dell'afe del misterioso Muzio Biuno di Fano.n primo libro di dellaRotasi componedi 22 ma&igali, per
la maggiorpafe adespoti,eccezionfatta per tre l€'stitNofi t eggíoohiméqueíleggiadrottí numí, Se tu mi lasci, perrtdo, tuo danno, e Donna s'io resto vivo, ultibrtiti
dspettivamentea GiovanBattistaMoscaglia,Toquato Tassoe GerolamoPambosco.

Tra i testi musicatiuno in particolareè degnodi attenzione:
Al sacroe divinnone
de a granMaryheùtaerqercon)iensi
colossi,archi,troÍei,tenpi et alta .
Noí,chea si gruri sotne
habbíaninfermíí sensi,
in bassiaccentie chiari
caúían lietí gli honori
di lei perchèognunnoscoancorI'adori.
E persinosuperfluosoftolineareil caratterecelebrativoe d'occasionedel componimento.Quelloche ;nvecemi premeevidenziare
è comesia possibilecollegareil
madrigalein questioneall'arrivo di Margheritad'Austria in Ortona di 24 ottobre
1583.In quella soleùrità il parlamentocittadinodecisedi prepatareul'accoglienza
degnadella duchessadi sangueimpeaiale.VenÍe approntatoun fastoso(commisurato aÌle possibiÌitàcittadine,owiamente) appaÌatodecorativo,che avrebbecreato
una sontuosaoltre che dispendiosacomiceall'arivo di Margherita:vennecosttuito
un pontein pieÍa davantialla PortaCaldari,venneroinrìalzatiafchi tdonfali lungo
ìl percorsodel corteo che venne abbellito da arazzi, festoni ecc. Si tattava di un
eventoeccezionaleper Oltona, non a!ryezzaa conta.re[a i suoi cittadini una personalità di così gran spicco.Proprio questi sono gii erigendi <colossi,archi, trofei,
templi €d altarb riflessi neÌ madrigaledi della Rota, che úova in tal modo Degli
awenimentìdeÌI'ottobrc1583unaprecisacolloc^zionestorica.A sostegno
di questa ipotesi concoÍe anchela pafe restalte del componimento.I seguentive$i:
<Noi che a sì gnvi some/habbiaminfefmi i sensi>sembrerebbero
esprimerelo sbigottimentodi un'intera comunitàdi fronte ad un awenimento di portataeccezionale. comepoùebbeappuntoesserestaloIarrivo di un peronaggìodi primo piano
del mondo politico dell'epoca. Ortona era solo da pochissimi anni entrata a far
parte del feudoFamesee I'ingressoufficiale della duchessanel 1583era sotto tutîi
gli aspettiuna novità degnadeì massimorisalto.
E molto probabileche il maalrigalesia statoscritto comeintermediocantatotra un
atto e I'altro per la <connedia o pastoraleper passartempo>prcvistanel progtamma dei festeggiamenti.
In questocasoc'è da suppore che altra musicadi della Rota venisseeseguitain
questacircostanza;putroppo nessunodei restantibrani pubblicati nel 1600sembra
possaessere
riferitoallecelebrazioni
ortonesi.
Dei madrigali di Della Rota (di cui ci sonogiunti solo le pafi dei sopranoe basso)
soprawive integro 1l solo Donna leggiadra e bella, il pfimo della raccolta del
1600,inclusonel 1616in un'antologia
pubblicataadAnversadaPhalèse.
II testoè il seguente:
Donna leggiadrae bela
chesehbi I'amorcsaermtestella,
chedel tuo dolce anorc
aúe la notte e 'I piomo.
Ma fonunato è chiÍa poi sosgíomo
tecoe pe e sosptfa

dohemente
e s'adira
senllrggontosb in queste
parti e in quelle
La sceltadi un testoesenteda qualsiasiconnotazione
espressiva,
da immagini
dolorose,da contrastìossimorici.rivela un'inclinazioneversomoduli stilistici
desuetiche nei musicisti più modemieranostati decisaúentesuperati.Anche sotto
l'aspeito musicaledella Rotasi attardasu posizioni molto conservatriciúspettoalla
sua epoca;certo, il testoprcsceÌtonon era dei più adatti a fare sfoggio di audacie
espressive,ma proprio la suapresenzain apefura del libro potrebbeessereesemplificativa def indidzzo genemlea cui il compositorepotrebbeessersiattenuto.
DellaRota h Donna leggiadra e bella dimostrasicurezzanella condottadelle voci,
ma ancheuna cefa schematicitànell'altemanza imitazione/omofoniae un susto
piuttostogenericosia nell'orchesLrazione
vocale.sia nell usodellecadenie.tl
risultato è un esempiodi aÍigianato musicaledi buona fattura, non privo di una
cefa eleganza,ma lontanissimodalle operedei maggiori contemporanei.InDonna
leggiadra e bella inîatti si ritrovano tutti i requisiti che un blano madrigalistico
medio dovevapossedere:testoamoroso,scritturaconfappuntisticafluida altemata
a zone omofoniche,uso moderatodi madrigalismi, facilità di approccioda parte
dell'esecutore.
lnsommaun frutto di quel sottobosco
musicaleche all'ornbradi
Monteverdi,Gesualdo,Malenzio, etc. continuavaad esprimersiin una lingla supemta sì, ma ancoramolto diffusa. hoprio la suainclusionein unaraccoltatmnsalpina del 1600potrebbedenotarcneÌl'editoria un inteÉssemai venutomenonei conftonti di prodotti già collaudati.Tuttavia è probabile che la musicanon avesseun
pesodecisivonella sel€zionedei brani operatada Phalèse,comeda altri editori
d'oÌtralpe, per compilarele proprie antologie.Maggiore attenzioneveriiva invece
rivoltaal testopoetico,elementosu.cuiem possibilebasarela sceltain preseÍzadi
brani sconosciufi,
consideraDdo
che la sfampain libri-paÍe rcndevapiù difficile
cogliere,al di fuori dell'esecuzione,
I'efflcaciadell'aspettostrettamente
musicaìe.
A sostegno
di ciò va ricordaroche per tufto il Cinqueientoe oltre.madrigalicon
íncipít identico, o sirrile, a Donna leggiadra e bella, ebberouna discretafortuna
pressoi compositori;quantobastavaperchène venissedecretaxa
l'inclusione in una
anrorogra.
Non ci si può spingeremolto oltre nel giudizio su un musicistadi cui si conosce,
purtroppo,un unico maahigale,anchese, sulla basedegli elementifin qui raccolti,
si può tentaredi formuÌarequalcheipotesi.A mio avviso la stampadel 1600
potebbe raccoglierei frutti di un'attivita compositivaventenúale.Ciò spiegherebbe sia la presenzadi brani alquantor/f/o, sia la prcsenzad:LAl sacro e divin nome,
madúgalecelebntivo per Margherita d'Austria che, anchenon collegandolocon
I'ingressotrionfaledel 1583,non può essereanterioreal 1586,annodella sua
mofle. IÌ fatb che della Rota lo dessealle sîampecosì tardi, quandoera ormai
privo di ogni giustificazioneestema,dvela che il suo primo libro di madrigali non
coincidevacon I'inizio dellasuaattività,ma raccoglieva
quatto fino ad allomegli
aveva composto,dopo aver trovato chi finanziasseI'impresa della pubblic^zione.
E' Fobabile che la morte di Maqherita abbia ritardato, e forse compromesso,la
carrieradi dellaRota;la suaaniviràavrebbeavutoun corsodivercosèMarsherita
fosseriusciu a realizzareil proge(odi srabitirsiad Ofona col suoentouÀge:la

preseÍzain loco di una possibile cornÌniftentedi così alto lignaggio potevaessere
all'editoriamusicale.
Ma cosìnorlfu e solonel
uÍ otlimotramiteper avereaccesso
iÌ compositore
ebbe
1600dopoalmeno15 anni di lavoronellecappelleabruzzesi,
la primaoccasione
di far stampare
la suamusrca.
Ambrosio Cremonese
Se nel casodi dellaRotale fonti d'archiviolocali offronoun validosupportoalla
ricerca,la stessacosanon si verifica,o Donsi è ancoraverificata,perun altromusicista, maestrodi cappelladella cattedraledi Ortona di cui abbiamonotizia:
AmbrosioCremonese,
maesfodi cappelladi SanTorùnasonel 1ó36.Purtroppoi
verbaliconsiliaridi queltomo d'annidovevanoessereperdutigià primadell'ultimo conflitto mondiale,visto che il nomedi Cremonesesfuggealle attenteindagini
di Grilli. In attesadi nuovescopertesuì ve$ante documentario,non restache considerare
la musica.Di AmbrosioCremonese
ci è giuntoun libro di maddgalicom(del
pubblicato
pleto
a Venezianel 1636
suo secondolibro abbiamosolo notizie
indirette):MADRIGALI / CONCERIAII / A2.3. 4. 5. 6. voci./ DI AMBROSIO
CREMONESE/ Maestro di CappellaDella Cathedraled'Ortona a Mare. / Libro
Primo. Opera Prima. / CON LICENZA DE SUPERIORI/ DEDICATI /
Alf illustrissimo & ReverendissimoSig. mio PatronColendissimo,il Signor
Abbate D. Ottavìo Acquaviva./ IN VENETIA MDCXXXVI / Appresso
Magni.
Bartolomeo
I pochissimidati biografici a nostradisposizionesonoricavabìli dal frontespizioe
dalla dedicatoria:maestrodi cappellanella cattedraledi Ortonae in precedenzaalla
Acquavivad'Angona, ftatellodel dedicatario;
servitùrdel ducad'Atri, Francesco
ancorauna provadel ruolo cenhalesvoltodalla famigliaAcquavivanel campo
della committenzamusicalein Abruzzotra Cinquee Seicento.
La stampadel 1ó36contiene21 madrigalidi cui solo otto sonoattribuiti:uno a
Giovan Battista Cuarini e settea Giovan BattistaMarino, iÌ poetapiù rapprcsentato, tra cui I'unica intonazioneconosciutadi A cre pur donnail volto. Gli alft'. componimentiadespotiricalcanotutti in variamisua Ia modamarinista.I madrigali
sonoordinatiall'intemodella stampasecondoun criteriogeralchico,dai duetti,
posti in apertura,via via fino all'unico branoa sei voci chechiudeìl libro.
La raccolta si apre con un madrigaledi offerta, ulteriore atto di omaggionei confronti del coùmittente:
Questitustícíforí
coh el pínrleo chiostro
raccoh ho, nio sígnor

Renchè sian rili e incolti
riano .la toí co lieta ftunte accoltí,
poichè, Bruto sisnore,
|i dona i for ma con i fot il corc.

e si chiudecon un madrigaledi commiato:
quercia
A questu
ombrosa
Íe nniotkc i hotui Auril la

e voi belb Dorilla,
hor chesoaltee Insciyettospira
un zefm e pasior non è chi mirc
quel cheÍaccian per diportume il Eiorno,
sottoI ohtbrawuosa
di questaquerciaannosa.
Tutîi d'intomo, intomo
lietanente sediamo
in grcmboa heùe e ifori,
cantandoi nostri beneraditi anoi,
sì chedunquelodiano
con dolcissitkícantí
I'alta e síncemfe' di nosti amantí
La stampa segue I'impianfo formale di un semplice canzoniere: all,intemo dei due
componimenti comice si susseguono i diversi madrigali, tutti di contenuto amoroso. Non è azzardato rawisare dietro la semplice e, a volte, rozza î^ttua di taluni
componimenti, Ia mano di un poco esperlo verseggiatore,forse il compositorc stesso.
La netta preponderanza
dei brani per un risEettonumero di \oci (dieci duetù e úe
terzetti su un totale di ventuno madrigali) inserisceI'opera di Cremonesenell,or_
mai affermara tendenzadell'epoca a lasciar maggior spazio a composizioni per
pochi esecutori a scapito del tradizionale standard a cinque voci del madrigale ciassico, qui Éppresentato da solo quattro composizioni. L articolazione fomale della
mì.rsìcapreferisce assecondarele singole unità semantiche del componimento Doelico, ottenendocome risultato ùn assettoa sezioni.in generecontraàdisùntedauna
forte cadenza.
E molto probabile che la carica di maesÍo di cappella nella cattedrale di Ortona
richiedessea Cremooesedi soddisfar il bisogno di musica per le funzioni liturgiche, ma di questo aspet0odella sua attività, come di ogni altra circostanza delÌa sua
vita. non ci resta.per ora. nessunaùaccia.
Tultavia I'opera di un oscuro maesúo di ptovincia non passò inosservata: i madrigali di Cremonese, come altre musiche dell'epoca, vennero inseriti in imDofanti
raccolreanLologiche
pubblicareinlorno alla metà del XVll secolo.AmLrosiÌrs
Profe, organistapressola chiesadi SantaElisabettaa Breslau(l,odiema Wroclaw)
e infaùcabileraccogliroredegli ulhmi prodorù dell edjtoria musicaleitaliaaa,pubblicò re madrigal;di Cremone\ein due dellesueantologiedi musicasacr4 dopo
aver oppofunamenrefomiro le musichedi le\ti edjficantiin tedescoe latino.
Io moro, ecco ch'io mom divenne in tal modo llnser elentles lzben e tlovò posto
r\el Vierdter und lztztet Theil GeisîIicher Concelt?n, pubblicato a Lipsia nel i646,
úon]de Ahi come un,rago sol coftese gíro e Perchè sì dura pietra divernerc dsDettìr,amenLeDa machtiger Furst / Nunc turgite e Inbî Co ihr Chrisîen nel Cunis
solemníh. Jesulí, plbblicato a Leigniz sempre nel 1646. Non stupisce di trovare tra
i madrigali prescelti da Profè, per le ragioni elencate a proposito di della Rota, Arj
come u vago sol e Io moro, ecco th'io moro, testi già largamente presenti nglle
stampemusìcalie per giunta consacratidalle note di musicisti famosi.

46

OREFICERIA
IN ORTONA
[É attuali conoscenzesulÌaorcficeda abruzzesenon appaionoorganizzatein modo
sufficienteper consenîircuna visione e ùna comprensionetotali del loro contenuto
afistico-culturale e del loro valorenel contestodell'arte orafaitaliana.
Il materialegià presentato
nel 1896alla esposizione
Eucaristicadi O ieto, nel
nel 1907alla mostlad'arteanticaUmbraed infine
1904alla mosÍa d'aÍe senese,
alla Mosha d'Afe Antica Abruzzesedel 1905e del 1950consentivagià comparazioni tra le diversescuoledi oreficeriaitaliane,ma non fù catalogatonè scientificamentedocumentatoa sufficienzaspecieper qua[to riguardala pafe fotografica.
già nei primi anni del '400, di he
Fu possibiletuttaviaindividuarela presenza,
distintescuoledi orcficeriateramana,aquilara, sulmonese:quest'uÌtimaè da considerarcquella che vantavatradizioni maggiori fin dai tempi più antichi.
Nell'area ftentaúa,una corposapresenzadi croci e di altri oggetti sacria partire dal
sec. XV dalle caratteristichedecisamentedivergenti da quelle delle altre scuole
regionaìi, autorizzala concÌusioneche già agli inizi del'400 fosseîiorita a
Guardiagreleuna scuola di oreficeria che in brcve tempo ottenneil primato sulle
alÍe piìr antichein Abruzzo.
lnvori di cesello, ricco repertorio omamentalecostituito essenzialmentedi girali
vegetali, decorazioni sferiche di rame dorato, medaglioni smaltati caratterizzano
infatti una produzioneomfa che ebbenel sec.XV il massimosplendoree che estesela suaìnfluenzaneÌsecolosuccessivo.
Oggettipresentinella Cattednle di SanTommaso:
l) Caliced'argento.Questocalicesi possiedenel Capitoloed è dono di Mons.
AlessardroBoccabadledatabileintomo agli inizi del Seicento;presentalavorazioniasbalzoebulino.
Documentato
nell'esposizione
abruzzese
a Chieîinel 1905.
2) Pastoraled'argentocon lavorazionea sbalzoe ceselli.Prìmametàd€l sec:XVII
3) Uma in úme doratocon eîfige di S. Tommaso.hima metàdel sec.XVII.

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IL RIVESTIMENTO
DELLATORREDELL'OROLOGIO
Nel 1676ad Ortona ud violento terremotocausòmolti danni a casee chiese,lesionandoin modo gravela cupoladella chiesadi S.Tommaso
Ap. e l,anticaTorre
dell'Orologio costruitanel XIII' secdall'ononeseMastro Riccardo.
In mancanzadi inierventi e la precadacondizionedi staticitàdue anDidopo indusse,il Vescovodi Ortona.Ciolanni VespoliCasanatle,
a far amggeref,et mezlo del
suo economo,rev. don GiuseppeBellafante,alle porte delle casedei sindaci
ToÌffnaso de Bemardise Antonio Roccouna protestanella quale,denunciatoche il
campaniledi S. Tommasosi trovava in iÍrminente pericolo di crollate. si invitava
l Univer6jtàa provvedere
sùbitoalla suariparazioni,citandoin proposiloarticoli
di legge(l).
Bisognavaperò decideÉ s€ abbatteree ricostruire la torre ex novo o r€staurarela
toÍe antica. Qucst'ultima ipotesi sebbenepiù economicaapparivapiù difficile da
eseguircfrn tanto che non venneideato di Ìivestirc il vecchio manufattocon una
nuovastruttufaa mattoni,
"La tone di che è parola-scrisseBonanni-minacciandorovina, fu rivestita di mattoni nel ló88, prendendoI'atatale forma piramidale.Chi vi ascendepuò osservare
nell'intemo ancorala suaprima bellezzaed aDrichità,'(2).
NeI 1688 veturcroperò eseguiti pazialmente ì lavori e come si vedrà più avanti
anch€in modononpropriorisolutivo.
Lll agosio 1?31,infatti I'archiretto e mastro fabbricatoreDomedco poma, milanese,interpellatoper verificarcla possibilitàdi completareil rivestimentofino
all'ultimocomicionee se potevarestauarcla gugliache sosteneva
la croce.....ha
dúovato esserimpossibile col proseguimentodi detta scarpapoter riparare alla
Rovinache presentemente
minacciala Fabbricadi detto CamDanilee Drecisamente
di denoTamburroe Piramide.chesi ttlcvonoquasicadentismzapoterglidareriparo a causache li muri vecchi di dentro,che sostengonotutto il pesodi dctto
Tamburro,e Piramidesonotutti ftacidi, corosi, e fafii di materiali cattivi, cioè di
pietre rotonde,e la calce have persototalmentetutta Ia sua presain tutta la
Fabbricadi dentrodi de o Campaniledal principrosopradel Fondamenro
fino al
piede di detto Tambuno, e nell'istessoTambùrro;tutti I'angoli deÌ qual tambuno,
dove sta principiato, stannoaperti, lesionati,e cadenti,et in paÍicolare quello che
dguardala Casadelli SignoriPizzis,e l'altro che riguardaìe Trasantedi detta
Chiesadi modo tale, che qualuDquespesavi si facessedi ponerci chiavi, e proseguire detta scarpasarcbbetutto iùutile, e perdutacol pericolo evidentedi cadere
nell'istessotempo,chevi si lavorasse,e di esseril precipizio della Chiesa,e di tutte
le fabbricheconvicine;Che però secondola suaArte giudica, che sia necessariodi
buttarca terra dettaPhamide,e Tarnburro,e parte della Fabbdcasotto di quello fin
a dove \i conoscerà
necessario
per rogliereil precipizio.e cadulaimminentede
medemi,et per evitarc il danno,che potrianocolla cadutaapportarea dettaChiesa,
e Fabbrichevicine.E parimentigiudica,che nonostante,
che si buttassea terrail
sùdettotambuÍo, e Piramide,e partepiù di sotto,non possasopradella remanente
48

fabbricaedificarsi,ne tambuno, ne pirarnidenuova, stantecomeho detto di sopra
le muraglie tutte dalla parte di derro sono tutte fracide' e corrosi dalla sommità
."(3).
delli fondamenti.
sinoallasuperficie
I ) AdS Lanciano: Notal Gio.Battista Radico, atto del 14 ottobr€ 1678.
2) BonanniG. "il PalazzoFamesein Ononaa Mar€",pag.46' n.20
3) AdS Lanciano;Noúr De MatteisAmedeo,ato del I1 8 l?3l.

LEVIGNE
per il
Gli atti noladli depositatineìl'Archiviodi Statodi Lancianotestimoniano
ossia
per
"
invigrnrli",
al
fitto
di
terreni
S€icenlouna certaìendenzaall'acquistoo
(3030
metriquadri)
a
"tomoli"
per piantarevigneti.I terreni,misuratisoprattutto
potevanoesseresominativi o "fratîosì" o "inculti" o "ca tetati" e veni'Janolr^sformatida solerti agricoltori in teíeni in cui il vigneto è la coltua predoúinante,
srecializzata,che darà nei secoli futuri una caratteristicaspecificaalla agdcoÌtura
nel Seicentofossecoìtivata
quelladellavite, sebbene
ortonesee del comprensorio:
sok)vite per uva da vino e non da tavola.I1 vino, poi' insiemecon l'olio, ha dato
soprattuttoversola Dalmaziae Venezia,
luogo ad una conentedi esponazione,
aftr;verso il porto. La presenzasempremaggioredi vigneti ha determinatoo ha
contribuito a f"t nu..".. una borghesiamercantile, che si affermò poi neÌ
Settecentoe nell'Ottocento.oltre a far nascerenuovi insediamentiabitativi; insomofonese,ma delma,la vite,da secoli,è un po' il simbolonon solodell'agricoltura
I'intetasuaeconomia.

deSANTIS

d.THINIS
49

LATERRIBILE
PESTILENZA
DEL1656
Gli unici riferìmenti documentalidai quali apprendiamoche la città di Ofona e le
sueconfadear',evano
subìtole conseguenze
disastro\edell.epidemia
di pestedel
ló56 sonoI due manorcrittidel BocachedaLaro1700(cónservato
oressola
BibliorecaComunaledi Lanciano)e del De pizzis daratofine 1600(cànservato
pressola Biblioteca hovinciale di Chieri) i quali si limirano ad osseflare che in
qùelÌ'occasionecirca 2500personecadderovittime del morbo,con la conseguenza
che "...1c terre restaronodeserteed abbanalonaÍe,
e quindí a colfivarlefu nlcessa_
rio chianareBliabitantidelleopposte
sponde....
OcconeevidenliarecomeIa conoscenza
dj quertorafto di storiapatriapiu famoso
checonosciuto
inconragravidifficohàperla carenza
di documeniazionÉ
specifica.
tn ogrucasoda un primo rafùontodocumenrale
la cifta dj mofi a causadi ouell.e.
pidemìadi pesteva in qualchemodoridimensionatase si calcolache nella n;mera_
,anno
ir_olT del _119!Ofona tu tassataper 850 tuochi (circa 4000 abitanti) e n€
I 669 per 54? tuochi (circa 2500 abiranti).
Dell'efîettodevasBnle
dell'epidemia
di pe\tedel 1656in Ortona,non solosui cir
tadrnjma archesulletsùruzionicheIa govemavano.
ne abbiamoprovadallacefi_
nc:uroneredattactaun ceto AngeloAntoniococciante.Masnod.AÍi (unasonadi
cancelliere
attuale)dellaRegiaUdienzadi Chieti,datato1761,il qualenell,esaminaree controllarei registricontenenti
le deliberaz
ioni dellamuniaipalità
ononese
relativanente
al pododo1650/1678,
ci informa.,...diayer ritrovaîi al fogtio qua_
tanta e rctro un consiglio celebraîoin questasuddettaciftà delle pubbÌich" ri.n./Iù_
zioni e dei Consígli tenuti nella città di Ortona nel dí quindecidel mesetl,Agosto
dcll'anno milleseicentocinquantaseue..."nel qualesi p;endeatto delÌan"""..]tà di
ddurre il numerodi consiglieriche secondole ,,antichecostituzioni,,facevano
pafe del decurionatoda quarantaa trentacinque,a causadella mofe di dodici con_
siglielj "...Wssati da questaa míglior vita nelli passatitempiili contagrb...,,, stabi_
lendo.espressamenle
qùestaderogaper un periódodi cinqueo sei aniì. sufficienti
perchepotevanomaturare
l elàper l'elezionei 5opratvissurie cheraleriduzionedi
consiglieri in qualchemodo apparivasufnciente per -goyemarela crftà .,...rídofta
ad un terzodeí ciîtadíníper il passatoconîaggio...','.
E possibile:tabilire
conunacenaapprossimazione
il periododi diffusione
dell.e
proemrarn Urtonaattraver5o
la letturadei Libi nortuorum,conservatipressola
Archivio Capitolarcdi Ortona,relativamenteal peiodo t625/1669t iI púìo caso
umcjalmente
documenlalo
di morleper pesteè d;l 26 agosloló56.
L'epidemjadel 1656scoppiata
nel napoletano
agli inizi del mesedi aprileandava
dltlonderìdosi
in AbruzzoCitraagli inizi del mesedi luglio a popoli.per poi aver
notiziedellasuapresenza
il 15 dellostessomesea Castélfrentanó
e Lanciano,il4
agostoa Chieti: per cui dalla secondameta del mesedi agostoOrtona iniziava a
conosceregli effetti mortiferi del ,'maleconnggíoso".Diversepossonoessere
statele causedi diffusione in Abruzzo Citla dell'epidemia:I'esodó verso i proori
teudidi-granpafe dell aristocrazia
napolelana
o deilaborghesia
agiatacheeia riu_
scrraa tuggre da Napolre mellersiin salvo in lerritori non sospettied ancoÍa
immuni dal contagio,il passaggiodi repaÍi militari, un,inosservaniadelle qÌlaran50

renee dei divieti di rapportlcon zoneinfette
Ad ulteiore confermadel periodo indicato per lo scoppioe diffusione in Ortona
deÌ contagioci suppo a la letturadi quegli atti notaúli che numerosivengono
redatti per la salvaguardiadei patrimoni: così in un "testimoniale"di PieÍo Paolo
Mantic; datato18 agosto1656,il notaioGiangiacomoD'Amato chiarisceil ricorso
a tali disposizioni "...per le presenti occttsionidi contaSSioche cofie nel nostto
regnoed in mohecittà e îefte convicinein questaptovincia d'Abruuo Citrc...'.'
[1 òontagioavevaawto ta suamaggiorediffusione nei mesi di settembre,ottobrc e
novembrefino a febbraio dell'arìno 1ó57in cui si ha notizia di un abitantemolto
per "...maleconta88ioso..."
, mentreè sicuamentecefo, in quantodocumentalmenteprovato,che la città di ortona veniva restituita ai rapporti conmerciali e ai
trafficisolonell'ottobre1657.
Altri dati che emergonocolr paÍicolare intelessedallaletf]uradel Liber mortuorum
spiritualefomitadai
sonoI'indicazionedell'etàdei colpitidal contagio,l'assistenza
religiosi, I'individuazione dei luoghi deputatialla sepolturadelle personemorte a
causadi peste(fossodi Santospirito e la Chiesadi S. spirito, la Chiesadi S
Flancesco,la Chiesadi S. Matteo o Ospedaledi S. Matteo, fosso dei Cappuccini
vecchi).
Sel'epidemia napoletanadel 1656veniva diffondendosianchenella nosúacittà, in
qualchemodo le misure adottatepet fronteggiarced aryinareil pericolo del contagio in occasionedella peste,che avevacolpito granpartedel nord Italia e so,prattuteranoriùscitead evitarela diffusione
to la città di Milano negli anni 1630-1631,
nelle nos[e teÍe.
Trattasidi prowedimenti che non nascevanodalf impulso dei medici ma dal timore
e dall'accortezzadegli organi politici, nel tentativodi tamponareil fallimento della
prevenzionemedica, che con ogni probabitità sono statedproposte in occasione
dellaîno 1656.
delconlagio
delladiftusione
Nel Regnodi Napoli del secoloXVII diversi o€ani sovdntendevanoalla "generale
salute": in sedecentlale operavail Regio CollateraleConsiglio, quale organoche
assistevail Vicerè nel Govemodel regnoesercitandofunzioni politiche, giudiziarie
ed anministrative; le medesimefunzioni in sedeprcvinciale venivanoattribuite ai
Presidi assistiti dai Regi Auditori, mentre in ambito locale unitamenteai
Govematori,quali nppresentantidei feudatai, svolgevanofunzioni di controllo ed
emanazionedi provvedimentiSindaci,Eletti, Capitania guerra,mastrogiurati,
Cavallari,toíieri, Guardianidelle Portee deputatidella salute.
Misure preventiv€
Propdo analizzandoi diversi baldi, sia a stampache manoscritti,dprodotti e raccolti Íel Reflistrode li Ordíni Capitati, conservatopressola Biblioteca Comunale
che avevaportatole
ali Ortona,possiamocomprenderela cfescentepreoccupazione
provvedimenti
dapprimagene_
salute,
ad
emanare
autorità,delegatealla tutela della
ai confini,
e
I'awicinamento
del
contagio
con I'allatgani
rici e successivamente,
gli
e
le
competenze.
precisi
obblighi
circa
seúpre più minuziosi e
Diventava ricorrente I'invito alle autorità locali di acceÍarsi sul modo in cui gli
ordini in materiadi pestevenivanorispettatied eseguiti,ordini Perlo più affissi in
pubblicapiazza,alle porte della città o diffusi a mezzobanditore;in alcuni bandi si
òneravaI'autorità locale di riferire al Presidedella hovincia il modo in cui veniva
51

tutelatala salutepubblica.
In un bandopubblicatoil l0 maggio1631questoconúollovenivaaffidatoa persone dì fiduciale quali,dlevandoqualchemancanza
o graveviolazion€n€ll,osservanzadegli ordini €manati,avevanoil compito di riferire e procedere,con irnmediatezza,
al giustocastigoneiconfrontidei contrawentori.
Le disposizionicomprendevano:
il divieto della "prattica",cioè I'interdizionedi
raplolti commercialio personalicon quantiprovenientida luoghiinfetti,Ia possibilità di ammettere
ìn cittàsoloi possessori
del "bolletrinodellasalute",la nómina
di deputatidellasalutee la predisposizìone
di un servìziodi guardiaalle portedi
accesso
allacìttà.
Pericolodal mare
In particolareper una città di mare comeOrtonavenivanoadottatedelle misurepiùt
specifiche:evitarelo sbarcolungo la costaa chiunque(per cui si prowedevaa
rafforzareil sistemadifensivo),realizzatelungo la costaalcunebaiaccheper la
siqtemazione
di quatùopersone.duea piedi e due a cavallo.benarmatecon armj
da fuocoil cui compitoeraquellodi assistere
le guardiealla madna,con l,obbligo
di far ricor.o alle armi per scoraggiare
quanli renta\anodi sbarcaresulla nost-ra
costa.CosìsullaPuntadellaGhiomera,a pochichilomerda Norddellacittà,in un
prowedimentodatato23 gennaio1631,oltrealla realizzazione
dellabaraccaveniva prcvistala creazione
di "...unparc di forche,.tcciosi possaaIIi contrayeientí
dei nostri ordini dare in quello Ia debitapend..."per colpireanchecoloro che
dovevanofar rispettarcgli ordini,dimostrando
l'elevatopericolodellacorruzione
chepolevaesistere
all epoca.
Nel casodi naufragiodi qualchenaveo vascelloi guardianidovevanoawertirela
RegiaUdienzadi Chieti,per riceveredisposizionispecifiche.AÌl'occorenza il
PresidedellaProvinciadisponeva
la collocazione
di guardienei postiìn cui erapiùr
facile lo sbarcoed al fine di evitare il contaîtocon gli estraneivi era I'obbligo,
unavoltaindividuati o recuperati,
di sistemarliin qualchecasadi campagna
o in
un "paglìaro" con guardieattomo collocatea debitadistanza.
A tale scopoi Cavalìarivenivanoutilizzatiper controllarenon soloI'intero Íatto
di costaortonesema anchecoloro,che svolgevano
il serviziodi guatdiatantoda
ìnviare alla RegiaUdienzaunarelazionecon I'indicazionedel giomo€ dell,ora
dell infraTioneper accerareil colpevoleconfronkndola norain;iata dai posli di
marinadelle personedeputatealla guardia.
Diventavaassolutamente
proibitoai padronidi barca,pescatorie marinaiortonesi,
di andarea pescare
sia di giomo chedi notte,'...inluoRhiocculti...',ad eccezione
dei luoghivicinie benvi5ibilidallaco\ra.sonopenadi dieciannidi galerao la
pena di morte. Analoga proibizione rìguardavale barcheforestierechJ dovevano
essereimmediatamenteallontanatea colpi di archibugi.
Ortona,unitamenteai porti di Giulianova,Pescarae Vasto,era ur luoso autorizzato
a riconoscere
le fedrdi 5anità di lune le barchee vasceljiproveniÀnd
da luoshi
non \ospetlidi perte.Resr.ava
comunqueobbligataad adotràrele precauzioni
iel
casorappresenrare
dallaneces(ità
di awertireimmedialamenle
la ReeiaUdienza.
prenderei dispaccie menerlinell acetoperpurificarli,inviarlialla RegiaUdienza
ed attendere
disposizioni
circala possibiÌitàdi concedere
o meno la..prattica".In
atlesadi rali di\po\ilioni vigevaun divietoassoluro
di comunicaTione
o avercon52

tatti con i marinai e la barcao vascellodovevarestarc alla fonda ln casodi necesa ìoro speseconsesitàDeril rifomimentodi viverii marinaidovevanoprovvedere
primadi riceverlie loccarli dovevano
unacannae i deputaÙ.
nnundoil d"n-o
"on
iretterele monetenell aceto.
NelÌa cinta urbanaIe porte di accessoalla città venivanoben custodite Íamite i
daj depulatialla saluLechecollaboraeuardianialle pone,nòminadgeneralmenle
a cui tenivaamdala la cLìslodia
dellacittà I citLadini
iano con il GòvemaLore
armati sia di giomo che di notte'
istruiti'
ben
essere
porte
città
dovevano
della
delle
in una tab€lla ed alfisso
giomata
iscritto
guardia
per
la
avereun prcciso tumo di
la conoscenzadel
consertire
tale
da
giomo
in
maniera
alle porte, aggiomataogni
siomo in cui espletareil servìzio.
í DucaOdoardìFamese,in un suoordinedatato 15maggio1631espressamente
raccomandavaat guardiani di noÍ allontana$i dal posto di guardia,neancheper
andarea Dranzo.prevedendola chiusura di tutte le pofe durantela notte' con consegnadelìechiavi ai guardiani del giomo seguentee consentendodi tenercaperte'
duranteil giomo,le portedellaMarinae di S. Giacomo
Proorio a óostoroIe disposizioniemanatericonoscevanoiI compito di veificare Ìa
validitàdei bollettinidi sanità(o anchefedi di sanità):una sorta di lasciapassare
vidimato dai deputatidella saluteche consentivanodi riscosÚuire i luoghi di tranmobilitàdeldetentore
siloedunamaggiore
Questopuò giustificare il motivo per cui in alcuni ordini si richiamavascrupolosaboltettinifimati in bianco.di rilasciarloa stranieri'
Àenteii divietodi concedere
ai guardianideÌleporte,aÌla
obbligandogli stessideputatidellasalute,unitamente
del sigillo del Ìuogodi transito e I'indicazionedei
soto;rizio;e, alÌ'apposizione
luoehidi destinazione.
All;intemo della cinta muraÌia la città subivauna serie di imposizioni ai fini della
tutela della salutepubblica: così nell'ordine del Presidedolla Provincia di Chieti
datato17febbraio1631Ìa puliziadellastradadovevaawenùeunavoltaallasett!
manain invemo e aluevolÉ in estate,si ordinavail confollo dello statodelle mura
e la chiusuradi quei tratti di mura della città che pemettevanoclandestinarn€nte
I'accessounihm;nte a quei luoghi dote " ..causanoper qualche sporchitía
fetore...". La municlp lità ortonesegia in precedenzaavevafatto rico$o a queste
del 15 maggio1630avevadispostoche " il
misue tandèche co; deliberazione
De
Bemardi, capitono a Suerraper Sua.Alteaza,.
Mastrogíuratoe iI sil. Gioranní
muraglie e faccino rtsarcíre tu-îtíli luoghi
a
tomo
le
radino"hoggi riconoicendo
donìe sí può entrare; et anco faccino spazzaretttfti i Letamai " E' questauna
seriedi misurc che toviamo ricorenti anchenelle deliberazionidelle municipalità
dellecittàvicinedellaprovincia.
Tutta ùna seriedi operazionie di attività dovevanosvolgersifuori dalle mura:
divieto di immettereln città "lini conciati', cioè pronti per esserefilati, o I'esecuzionealicefe operazionirclative alla fllatula del lino alla p.epanzionedellebudella
di animali per fame delle corde,da svolge$i lontano dai luoghi abitati " alnuno
únti passílontanoper evitare,chedettofetore tton causitúI aria
"" individuato
questi divieti dimóstranoche i tutori della salute pubblica avevano
suggenvano
che
che certi timod nascevanodall'esperienzae dall'osseffazione
"xenopsylla
prcsenle
cheopis_
pulce
chela
precauTioniprioritarie:oggi sappiamo
lanao
drappi
di
dei
dal bianco.colore
di rani.èàttralLalonernente
in alcune
"peiie

di lino e dallabiancheria
da lettochein tutti i bandisadtari sonole primesuppel_
lettìli a veni requisite,bruciatee fumigare.In una societàpreindusìiale.aitiitta
dallascarvra
di molligeneridi primanecess[à.
gli indumenii
personali
e la bian_
cheriada letto eranofia le merci piir ricercate.
Non è on casosetra gÌi atti notariliredattiduranteil periododel contagiotrovìamo
traccedel rico$o allapraticadi murarein unastanzaun cefo quantitativo
di beni
mobilidi un ceÍo valoreatlettivoe \enale.dopoavereredalr;.dllapresenza
di
testimoni,uninventariochevenivaconsegnato
ai deputatidellasalute._E'
unapratica molto diffusaa Palermoìn occasionedell'epidèmiadel 1624individualile
nelleabitazioni
agiare.
ma ancheneimonasleri
e ;ei convenù,
di cui si hainocon_
sistentiriscontri documentali
ad Ononae Chietie chetrovala propriaragionedi
essere,comepossiamoìeggerein un ,.testomoniale
Domjni Domno pehi paulo
Mantica"abitantein Ortona,redattodal NotaioD,Amatoil lg agosto 1656,,...per
sua indennítà e cautela acciò omnifirturo tenpore :iano esente .la qualsivíglia
ínfetîionee conlaggioches'introduces:te
in quesîacittà-.-,,

ChiostroConventodei Cappuccini
54

ITRAFFICIMARITTIMI
Nel colso del XVII' sec.il porto di Ortonaha visto úffoúalsi i traffici madttimi
chegià dal secoloprima si eranoben delineati.
In oàrticolarela presenza in cittì\ dei Credenziert,e deiRe8i Arrendaforiper Ie pro'
víicie di Abruzio Citra ed lJhra per diversi prodotti e la residenzadel MdsÍo
Portolano avevaro accenÍato nel porto ortonesetraffici contiÍui di prodotti ben
definiti, quali il granoe maggiormenteil sale.
In rjno 'ttato della Cí ò ài OrîonL" Íed^tloÍa il 1623e il 1625destinatoai
Farnese,si legge infatti che tra le alÍe cosela nobile famiglia avevain citù
"...un'ofrciodí guardianodellaRegiaDohanaiI qualesi |'endeavita,e hora è i4
personà'di TomaisoUrbisci di quetla città, comPratoli a i passatida suaAlîezza
per doicento ducati di regno, et è di reddíto ducati 24 in circa, che sonoPagati
-dalla
della
Cone Reggia..."Ha parimentiSuaAhezzaI'OfJiciodi Ctedenziero
i
ASostino
persona
don
Giova
di
clohnnade sale quale vendeín vita, et è hora tr
de SanctísiI prezzoè di duc(tti 700 di rc?no, et è dí reddiîo annuodi Ducati 74 che
sonoWEatí dalla CorE Regqia,
Ha incòra l'fficio di l4cesecrefo,or|eî Dohafiiero delle Merci e del Baiulato,
quale si venilono come di sopra e ltimame te forono rendutí per ducati-1130.e
;ono di rcddito ducali 120 in circa, et horo racanoper la morte ili Teoflo Rossida
Campli, d.ettiofrciali hanno tali detti off1îii in vita, e se ne vagliono Lncor di essi
per aver Ieftanchicíe.
" ...Vi isiede il PorlolanoRegio..." (l).
L fonti archivistichesono ncche di documentiinerenti il movimento merci che
chialo della
avevaluogo nello scaloofonese,e ci dannoun quadroabbastanza
[uazlone,
'600, pur risentendoin modo maryinaledei Srandiawenimenti che
In Oltona nel
si verificavano nella capitale, la classemercantile ha continuato ad avere la sua
imDortanza.anchea livello marittimo, con molti nobili cittadini chehaDnoinvestito
che per I'impoltazionedi prodotti
in;ocietà commercialisia per I'esportazione
primari.
in
òli scarnbiawenivano lungo rotte ormai consolidateda secoli,ed interessavano
modo paficolare la Repubblica di Venezia, la D^lmazìÀ, Ragusa'Corfù, Creta'
Aîcona e naturalmentei porti del Regno.
Per quanto riguarda l'esportazione, si tattava essenzialmentedei prodotti tipici
del'Àgricoltura locale,quali I'olio, fichi secchi,noci , e soprattuttovino
del vino eta una elementoessenzialedel commercioortonese'perL esDortazione
chè òltre ad essereil principale prodotto spedito via mare era ancheil pdncipale
pmalottodelle campagnelocali, e quindi la sua esportazioneera fondamentaleper
laÌga partedella cittadinanza.
SigniÀcativa,a tal prcposito, è Ia lettera inviata il 15 dicembre 1648 dai Sindaci
Giirlio De Sanctise Marc'Altonio Rocco al Doge di Venezia: "...Semprenaí s'è
gloriata questanostrtt cittò ilell'honore have ogn'anno havuto nella wndíta
'dett'Arseiale
doversicohprate Ii vini d'Ortona, e perchè
che si patteSSiasse
quest'Lntícocostume,e in particolare nel
qua
in
raîîeddato
wtleno tl'alcun fentpo
55

corrent'annocon nostraestfemannrtifcazione affaÍto estinîo,siado sprotwti icorrcrc alla bpnignila di questaScpnissina Repubbliracon hunitmenie sunplicarla
vogli restarcÍniîa sîimarcidegnidi tale prcrogotiva.?! oft\iwrc nn Ia su; grunde
a chi n? iene la îura che seguitirl roliro traffco. acciòche il-Mondo
Benerosità
conoscacheteguítíamoancornoi viveresottola suabenigníssintn
protettiorxe..."(2).
La colturae I'espofazionedei Fodotti agricoli,ed in paficolareil vino. viÈne
messoin rilievoanchein unadescrizione
dellaCittàdi Ononarisalente
al 1667_70:
"...11terriîorío e compagnas'adonano d'adomare giaceroli colline, vallífruttifere, e coltivatcpianure resefefiilíssime dall'indxsfria de Cíttadini abbondanod;ot_
tohli vini bíanchL rossi,asciutti, e dolci, ed pîetiosissitniMoscatelli che ogn'anno
sc n? provedono,la SignoÀaù V?netiaper s?nirio d?l vo arsewle e bairione di
Chiozza, la Schiayonía,il Fríuolí et alîi paesi e mÒItovohe vi ne son carichí
yascelliper le cita dí Roma,Napolí e Genova.L'ogli sofiopelettissimi e dolci
et
oen'anno iI sopravanzoall'uso de Cittadini vienecarícato per terra e Deî nerc ala
forastieri... 13).
Tm le merci importatesi segnalanoinvece,il legúamedall'lstria, Ie pelli, i tessuti,
il vetro e molti altri prodotti da Veri€ziaed infile glan quanritàdi gano e saleda
porti esterie regnicoliche venivanostoccatiùei numerosissimi
depositiche gli
ortonesi avevanocostruito nei pressi del porto o sottoteÍa nei cortiii dei palazizi
signorili, prima di esserespeditevia terra alle CittÀvicine.
L attività mercantiÌeanchenel '600 avevaraffozato una costantepresenzain
Ofona di molti cittadinì forestieri che con la lqro esperienza,cultura._tradizionie
capacità.
hannoesercitalo
un influssosicurarnente
oositivo.
Si rrattamolrospesso
di "imprenditori'.
comeÈietropaoloManticadi Roma.
Nicola Canali di Napoli, GiuseppeTada pùre di Napoli, Antonio perazzodi
Alessandria,
ecc..che affiftavanoper tempi ben deìerminatii va lLf[ici e
Affcndanenti,frssando
la propriaresidenza
in Onona.
h.questoflussomigratorionon mancapoi la genlesemplice.quaji artigiani.agri_
collon.e commerc,anlr
cheg,untiin cittàper affaridecidevano
di rimanervi.come
ad eseúpio i maestricalafati Simonepalazzovicchiodi Sebenicoe Mattia di proci.
entrambiemigraliadOfona nellacui marinacostruivajlo
imbarcationi.
Note:
1) AdS Pama: Tere e FeudidelÌ'Abnzzo
2) AdS Venezia: Lettere Principi, b.55.
3) D Lulo P.'1:)rtooaaÌla fin€ del XVII ser,lo ', in eurdórDi del'As. Arch. Frcntar4 N.8 - 9. 1984.

QUATMRI
56

LA PIRATERIA
NELLEACQUEORTONESI
La pùaterianon solo nelle acqueortonesi,ma in tutto I'Adriatico ha da sempreraP
pre;enhto un grossofreno allo sviluppoe al potenziamentodei traffrci marittimi Ancora nel XVtro il dcordo dei turchi in Oftona era molto vivo, ancheperchèla
midaccianon si era mar amevolita.Molte spessofuste turcheschevenivanosegnalate lungo la costa dovc intanto si clano costnritedelle toari di avvistamentoproprio allo scopodi Fevenire eventualiscorreriea tera.
Nell'estatedel t6?3 ci furono dei tentativi di sbarchinella marinadl Ortona,come
possiamoleggerein un atto notarile del 13 gennaio1674(l) in cui un tal DoÍienco
di Ortonadice di non aver cevutouna schiaffodal Govematoredi
Fossaceca
'dcciocamminassi
concon oqniPrerlcz'
Otona ma un .emplicespinlone{trlon€l
zd" nel comunicareagli abitantidi Caldari fordine dl mette$i in salvodalle imbarcazioniturchescele cui fuste,I'estatePrima, "infestavanola nostranarina per
catt rare í poverì cristíani".
All;inizio del secoloùn altro pericolo minacciavaperò il commerciomarittimo: 8li
Uscochi.
hofughi dai teúitori belcaoici invasi dai turchi, gli Uscochisi concentrmonoattorno alla cittadina di Se&jdi fronte all'isola di Veglia, dedicandosiprevalenteÍìente
alla pirateria.
Nel 1592la Repubblicadi Veneziadoveltenornin re Dr Provveditorecontra
con
Urcocri, da cui derivòurì conflittotra Austdae venezia(1615-17)conclusasi
la pacedi Parigi.
Nel Regnodi Napoli gli Uscochiperò Íovavano protezione,tanto che nel maggio
del 161? il govemaloredi Ortona è condotlo ia prigione a Napoli perchè si era
dfiutato di pagareh groh spesacli circa settantadúcati che I'eqtripaggiodi una
barcadi Uscochi anco{atain Onona avevafatto Per rtangiare íll'hosteria in quei
giomi chz si trattenúelo,così comeaweniva a Bali (2).
ir permanenzedelle inbarcazioni degli Uscochi nel porto di OÍona dovevano
esserefrequenti,tanlo che appenaur úese dopo,ùn'alra barcadi Uscochiattaccò
e deFedò appenafuoi dal porto uo mercantile.
I piiati subiio rientrati in porlo volevano venderela refurtiva, ma al divieto del
góvematoredella PîovinciÀ, diederovita ad una solta di battagliacon i soldati,che
;bbero la meglio infercrdo agli Uscochialmenosettemofi e due feriti, comePossiamo Ieggere tìel rapporto dell'Ambasciatore Veneto al Senatodi quella
RepubbtCa: "27 Eiugno 1617. IJno barca di Uscochi che era i Oftona veduto
usòiredí porto un'altra brtiîa che conìlucevomercantieper la Jìem di lanciano,
gli anlarono díeft), la presero,et rtcondotta in pono vole|ano venderlc robbe,et
esseúdogliciò impeditodaíra I2Iia Bruncatío Govematoredella Provincia usarono delle i solenze,onle andaroegli in Person&,et non volendoquei Íristi acquie'
tarsi et haveî rispetta,vewtero alle maní, et nefutuno anÌtuluoti da sele di Loro,
et due di questiferití, alti dí essi Uscochifitrono presi, et datone qui (cioè alLl
Capitale, Napoli) conto St/dEcc. htt comandatoche se non storanno nei termíní,
51

síanocastigati"(3).
Non mancavano
poi gli attidi piratipuú, ossiadi sempliciladri senzalegami.
AgÌì inizi del secolouno dei pìù ricercati era propio un ortonese,tal Orazio
Massarc,sul cui capop€ndeva
unatagliadi L.500vivo o morto(4).
ll Mascaro.In panicolareera accusato
di averorganitzatoe comandato
ùna nave
piratacheavevaderubatoun mercantile
nei pressìdi Francavillacon merceper un
valoredi oltre25.000ducati,conil comandante
e un madnaiotrucidatidai Di;ati.
Setteuominidell'equipaggio
del Massarofuronopoi faíi prigionieria Z.am,con_
dannatìa morte prima di €sseregiustiziati confessarono
le responsabilitàdel
Massaro,
chetuttaviastandoallenotiziein nostropossesso
riuscìa fa a franca.
I ) AdS Lancìano:Notarcio.BatristaRadico.aÍtodel I 3.I .1674.
2) AdS Venezia:RelazionidegliAmbasciaroriVen€tial Senalo,17.5.1617.
3) Ads Venezia:Ibidem.27.6.1617
4) AdS Venezia:ibidem.filza2o.

';,iI,

4 :i
-;f'J::
..).'l:r'j

)?.rtli'i'ffi:

r'"

MoppaAgosfinianadel 1583
5E

,

.t l|1

APPENDICE

DESCRIZIONE
DtrLLA CITTÀ
Dento ancorala denaCitlaforonal è omatademottiedificijdeprivari,patagibellissìmi,
er

ar.molLo belle.et commodri due p'azze.una de a maggror;.,v;nri ta c;dìedrateChiesr, er
un arra oella prccrota.o det mercaro.o\e íanno rurre te cose da \endersi.Abondanlissima
d'Acque,p€r ritrovarvisidenrropassadoicentocisteme,er da quatllopozzi sorgenti.
De lFcfis G.B . - vita det gtotioso Apostoto di Chtis:toS. Tohtaro. FemLo,t51 7.
LO FONTANE
..- inlomo è omala di molte freschissime, et abond&ti forìrane.Alta pona di santa Carhenna è
una lbnlana bellissima, el abondanrissima,e di molto p€rferraacqùa,della quale s€ ne serveturla
la Cilà d-ognrtempo.er con abondanz..e quesùops ess€remolro vicino aJtaCrnà.e poco ton.
raneda de(a ronlanasono due .orgenzemolto abcndafìti.otrre che oer runa ouellaflta vi si
lrora_abondnnl.grandissrma
d acque.... A a poria de a Beccsia è ta tonrd; de a poriccia,
abondanlrsnma.
e belhsymafonrana A a pona di S. Iacopovi sonoùe rontane,una dena di
Vascio di Carlo. rn facc'oaalla Ciuà. ìrnadenafonrda sanra.er I allra derrafonregmnde.per
t'abondmzadell'acque,e la grandezade a fontùa.
De Lectis c.B. ttìtt det storioso Apostoto di Christo S. Tomaso.Feno,15jj.
Ltr SEI FORNACI DEI SARACENI
Da l'altro ìato versoOri€nte,ùn pocopiìr discoslodallaCirîàè un alho ronenteaboDdanrissimo,
con molte sorgenze,et fontane alì'inromo. detto vallone del Saracino, ove ce si lavorano marto
ni, el sonoda seifomace,et vi si cùrail tino...
De Lectis c. B. rtta del slotioso Aposîoto di Chrisîo S. Tonaso.Fe..ilo,15.7.7.
L'AGRICOLÎURA
E LA CONTIVAZIONE DELLA VITE
QuestanostraCittà è omala,e possiedeun beltissimo.er fe.tite lerirorio, et in coDia,Deresser
leFa manùma:haveintomo da quaftroin cinquemi8l'a dr lf,rreno.con atcunevalii rutie ferùt!.
npieneor ronranebe rsime. el tre*he: ma la mdgSiorpare det renenoèpiano.che dum ofio. o
diecrmrglia.per.lcune pari a o motroal emo. anchó'ache s€ ne ncoeiia ooco.e ou€sroo€r_
che le genti non :ono arreal \eminare.ma \oto at pia'rbJvigne.per vrveisotó di q*ri" tn.,i*.
tra. per esser mezo d€l nostro teneno vigne. Hamo olio in bùoîa copia, perilché più pr€fo ne
vendein quantilÀ,chen'abbìadi bisosnod'una socciol
De Lectis c.B. Vìta del stotioso Aposîoto di Chtisîo S. Tonaso.Fer|iLo, t5.7.7.
CONDIZIONI IGIENICHE
... frtit unminiter resolurum , che a nbmar€, semp.e a tutela de a pubblica salùte. n€ll,usala
civilùnonIiù si po$a da nessunospandere
e 'ompFe tini. baaergr;o er ouo er atirebiadeIn
dettacrLlri.lntrodurvrporciper ìe srrade,né boti..
... nsùltando dalla sporchezzadella citta la mal.Aria, coranîo pregiùdizi€vote alla Salùte, parri_
(olamenre in tempod erare e d autunno.ancheper pd,ee ha;o6dai SS. \,redicie dipendendo
detlarporchezzadalì-inFodurrioni
de bivi er alll| animat!proF,ride a cmDaana.sra;i. tesumi
et aìrrebiadeche (i barono nellepubbticherrrade.IetaÍù chtòi aÍìmùcchi;ó denro.r lùa te
muradeììaciÍà. er moftopiù dalli ùni che appenacuBri si rpardono... s proDoneuna vottaDer
semprealì. S.V di srabilireunasoluLione
chiara... Derevitareabu\rcosl Fmi;io\i_
RcSilto dettcd.tiherct2únidp.rrjonali - Brbtiore.aConunate
I'ENTTINO CHIESE
Nelh pnma metàdel Seicento,ha il 1610e it 1650.mollo probabilmenleesistevanodiciotto
chiese all'intemo della cinta mumria di Ortona e rre eîano qù;lJ,e.eiru noenia'. fuori le nM.
Trannealcune,comeIa Canedraledi S. Tommaso.ta Chiestdi S. Carerina,ta Ch,e\adi S. Mdra
deue Grazie, la Chiesa di S. Francesco,quasi tuue ereo piccole.
OuestoI'elenco:
I Cattedraledi S. Totunaso:
2 Chiesadi S. Agostino, annessaal Convenlo, ora patúzo Anagrafe, in Corso Maneotti:
3 - Chiesa di S. Domenico, annessaal Convenlo (Lùgo Riccadi)i
4 - Chiesa di S. Francesco,ann€ssaat Convenro det Conventùati, nell'ahùale area d€ll.Ufficio
@

Postalein Corso Matteotti;
prospici€nteI'at5 Chiesetladi S. Giovannidi Dio. pressolo'Spedale" dei Fatebenefraùelli,
tuaÌePiazzaPlebiscito:
ó - Chiesadi S. Mdia delleGmziei
7 Chiesadi S. Caterina:
8 - Chiesettadi S. Michele Arcangelo (Tenavecchia);
9 - Chiesa di S. Margherita V€cchia(areadell'attuale Chiesa del Purgatorio)i
l0 - Chiesa di S. Malgherita Nuova (ar€aprospiciente I'attìrale Pi^zz€ttaTosti)i
ll ' Chiesadi S. Bartolomeo(ùa CorsoV Emanùelee Via del Ciglio);
12 - ChiesadiS. Biagio(lra Via Cespae Via d€lleSpermze);
13 - Chiesadi S. sofia Gù ViaSapi€nza):
14 - Chiesa di S. Croce o Annunziaia (lungo Corso Vìtr' Emanuele);
15 - ChiesadiS. Gaetano(a Pora Caldari):
e Via dellaPace);
1ó - Chiesadi S. Lorenzo(ha PiazzaS. Francesco
17 - Chiesa di S. Maria Maddalena(sito Orteon in Via Cavour):
18 -ChiesadiS. Ciacomoe Filippo (incrNio ra Via Cadolinie Via Giudea).
Fuori le mura esistevano:
I - Chiesa di S. Spi.ito (ora Chiesa di S: Mùia di Costantinopoti);
2 ' Chiesa di S. Trinità (attuale Cimit€ro);
3 - Chiesa del Cannine GL'l sito deìla chiesa aÍuare).
A Caldari. la Chiesa di S. Zefferino, con una fonte battesimale realizzato dal Vescovo Rebiba
alta fine del Cinqùecento.
LA CATTEDRALE DI S. ÎOMMASO
Nel S€icentola Cattedraledi S. Tomnaso aveva gia il poÍicato a nove colonne. Ealizzato forse
nel Trecento,distrutlopoi nel 1943,coÍ il ponalegrmde, operadi NicolaMancinonel 1313'e il
Donaì€sul vicolo. di eta sveva.Accantoad essac'era la Tore d€ll'Orologio,coshùitanel Xm
;ecoloi I'intera struttura della Chiesa,con I'abside e le tre navate era, ed è, di origine medievale
Non aveva la cupola, realizzata nei prini de€enni del 1700, na era cope.ta con una sp€cie di
tettopiano,comesi vedenellestampedel 1583€ del 1685.
Così io scrittore ofonese Giovan Battista de Lectis descrive la €atùedralenel 1576:
''IA Chiesa cathedrale è bellissina, in honorc di Matia veryine e di s. Thotuso Aposîolo' la
quate, anchora che sía stata brugiaîa da Tutr:hi, notdimeno con uM Srat spesa ricoperîa di
;na ùera|igliosa lania, delle quali credo che in lìalia ce ne siano poche più nirabili' e questa
Wrc che I'aerenincolosanente lasostenga.
LO "SPIDALE" DI S. GIOVANNI DI DIO
In un sito àdiacentea Piazza Plebiscito, dove ora c'è una edicola con una Madomina. e nello
spazio retrostante,sino a Vico degli Aranci, dal lardo Cinquec€nto al 1810 esistetteun
Convento-Ospedale.
Nel Seicento; nel Sette@ntotu gestito dai Fate Bene Fratelli, ordine religìoso osPedalierofondato ùel 1540 dal frate pofoghese Giovanni di Dio.
"h spidale" consisùev;in alcùne camereco$ Pmhi l€tli, per infemi oronesi o forc i€ri. Vi.er,a
una pìccola chi€sa annessacon un campanile. "Lo spidale" si reseeva con lasc'! 4 pnvati -.Il
Conaigùo dell'Universirà' eteggeva dei procuratori per didgerlo l Religiosi di S. Giovanni di
Dio pr€sentiin Orona turono sempre!€ o quarEo.di cu qùalcunoera espenoin Ìn€dicina
Il C;nvento-ospedale fÌr chiuse ;el 1809-10, a causadei decreti sulla soppressionedei Conventi
eÌnanati dÀl govemo napoleonico di Napoli. La chiesettarimase apeda sino ai prini anni di que
VF,SCOVI DEL SEICENTO
AlessandroBoccabúile piacentinoera statocappellanodella Drchessamdgdita d'Austria e
fatto p€' suoi meriti ves;vo ofonese (1596). v;scovo B@cabarile prima di norire f€.e erigere in rczzo alla cattedrale il sùo sepolcro formato da eleganti maImi di vago disegno Morì nel
1623 ... quesrosepolcrofu disfattonel 1774Per decorarsila cappelladi S Tomaso di vago
altare. nella cui opera i suddetti mami furono impiegati.

6t

Antimo ddi Aîti di Todi, di nobil progenie, fu da Urbaro VItr nel segnaroanno (1623) ordinaro
vescovo di Ortona e di Campli ... mod nel 1ú0 e fù sepolronella catredrale.
Fra Antonio Biondo di S. Severino presso Napoli, convenrualedi S. Francesco,tu Fasferiro a
Ofona (1640) dal ves€ovadodi Capri. Morì nel 1&4.
AlessandroCrescenzi,ronano, dal vescovadodi Termoli fù trasferitoatla Chì€sao onese.
Era chierico regolaredella congregazionesornmasca... nel 1652 fu trasferito alla chiesadi
Bilonto.
Carlo Bonafaccia, romano, nel 1653, tu ordinato al vacanrevescovado.DoDo aver lùnsamente
'
govemarola chie5adr Otona fu raslato nellacaredradi Temi, nel t675.
Da: Don€nico Romanelti - Scowfte Daîie.1805.
UN PASSAGCIO REGALE
EssendoVescovodi Ortona AntiÌno degli Atti, di Todi, ci îù "il passaggiopet Orîota di
Maria d'Ausîria, sorclla del re Filíppo I , che doyea condursi a Fe inando ìe di
Unghetia suo sposo... si conîayail terzo di gennaio 1631. Fu ella onorcvolmenîericewta
insiene col vicerc di Napoli duca d'Alcalà e col nobile sequiro nella casa di de Thínk,
sopra it cui portone fu latto poi dipingere un gmn quadrc colk reali insegne di quella
principessache a'principi del passatosecoloancor si yeltea".
Dar Domenico Romùelli ScoveúepatÌie, ta0s.
VERBALE DI CONSEGNA DELLE CHTAVI DEL CASTELLO DI ORTONA AL
NUOVO CASTELLANO
A dl primo maggio 1696.In Oftona.
Essendomorto il quondam Sig. ciacomo Antonio de Pizzi, ch'era staro eleto dal quon,
d a m M a g . c oF a n c e s c oM . C i a d e l l i A u d i r o r ec e n e r a t ed e l S e r . m od i P a r m aI n q u e s r e
Provincie d'Abbruzzo con Patente Prointerim Castellano per Sua Altezza di oùesto
Casrello di Ortona à Mare perciò il presenreMa8.co Matleo Phonrij Audirore Ceirerate
dell'Alt€zza Sua hà consegnatole chiavi di detto Casteltoal Sig. cio. Domenico de pizzi
Fratello di deuo d. Ciacomo Antonio per renernecura di ess€e di d€tro Castello sino che
Sua Altezza farà Castellano. ò disporrà alrrimente, o cornÌnandaràonde così deuo d.
Domenico Anlonio l'hà ricevùle con due Cannoni grandi di feffo che denrro vi sono in
detto Castello, teúà tùtto à disposizione di Sua AÌrezza e cone sarà ordinato da t ... l
In fede di che sàrah presentesottoscritta di mano di derto D- Domenico Antonio.
Io Dom€nico Antonio de Pizzis affermo.
Io Nicola Petilli son tesimonio ut soFa.
Io Ciuseppe M. Mìllei son testimonio ut supra.
Archiyío di Stato di Napoti - Archivio Famesiano.
ELENCO DELLE ARMI CONSERVATE NEL CASI'ELLO DI ORTONA
Invenlario delle robbe .itrovat€ nel Castello d'Orrona consignatoper ne Diomede Palma t ... I di
Sua Alte, Ser€nissimadi Parma al signore Mùé Antonio [ ... ] Castellanodi detta città d'Onona
l- Falconetti quattro dì bronzo, tre sono segnatisopra con la Honorata Madonna
Sanlissimae uno con un'arÌna, ò sccon la croce sopra,con tùtti gti suoi cavaleri soÍo di
lesno forniti.
2 - FaÌconetti, overo Archibuscioni da posra di feno n_ sei, con tuni gti suoi cavaletti sotto di
Ìegnofomitì.
3 - Perrieredue di bronzo con le sue codette di feno una seSnatasopra con il n. 137 er attlz 146
con gli suoi Caval€tti sotto di ìegno fomili.
4 - Un cordon€tto di feFo longo con tre cordoni a ùomo,e soto il suo Caval€ro legaro con tune,
e sono tutti m€ssi a tomo ìe muraleedel Casiello.
5 - Pezzi doi d'Ariglieria overo Canoni grossi di feúo con gli cordoni in 16staer in fondo, e doi
a tÉmenio per ciascsi posti in tena, e senzaCavaletri, di palmi nove sino a diece in circa di lon6 - Un pezzo di Cordonetto nove s€nzaco.la, con tre cordoni a tomo.
62

7 - Un altro pezzo di Cordonetto con quatho cordoni a lomo senzacodetta sotto.
8 - Trc codettedi feno nel luogo della monitione.
9 - Balle di piombo p€r I'archibugiolli di fefro di 63 on€ie I'una n. 193.
l0 - Balle di piombo per gli quatùo falconetti di bronzo di 34 I'una oncie n. 92.
I | - Polvcreper la moniúolleda quaftroCanlarern circa.
12 - Un ponte di legnam€ non [ ... ] nena nuralea che guaÍla verso la Città per diverso con cantierì, lravetti, et a nove. di longhezzatanto qumto tira la facciata di detta mumlea.
13 Una poficella a '€ntrare ncllo Castello con sue asse.sedature e chiave.
14 - Una poniceila falsa coÌr sue assee senatùr€ verso la marina.
15 - Un ponte deniro dero Casiello per anda.real Masco di legno rotto e nal bùono €on sue asse
o piagne.
16 - Un pofello di leSno all'entrare di delto Masco.
l7 - Un ponello di detto Masco con chiave e chiavatura nel lùogo dove si ti€ne la monitiolle con
suoi ferramellti.
18 - Un ponticeuod'assesoprala fossadel Castelloall'entraredi essodi l€gnanemal buono.
Io Marc'Antonio de Soctis Castellanop€r Sua Altezza Serenissimaconfessoed affemo qùmlo
Io Diomede Parmia t ..- I come di sopraatrermo quanto di sopra.
Atchirío di Staîo di Napoli - ArchiùoJamesiano.
ANDREA MATTEO DE SANCTIS INCRIMINATO PER LA SOTTRAZIONE DI
ARMI DAL CASTELLO ARAGONESE
Nella Cortedel Sis. CovematoredellaCittàd'Ortona.
Il Governalore della Corte sudetta comparendo dice qùalmente sia per inleso, €he nel
Castello denrro di quesraCittà di S. A. Serenissimadel quale attualmenteAndrea Matteo
de Sanctis n'è Custode seu Castellano mancano molti ordegni, pezzi et allre arme con
grandissimodi scapito di esso Castello, el della SerenissimaCameraet quelli l€vati dal
medesimoCastellanoet pafe di essi trasportatonella sua Casa.et pare venduta.come si
farà costare,che però denùnciail luÍo a questaCorte, acciò se ne faccia il [ ... ] mss€gno
de pezzi mancanti,et se ne prenda infornatione a finché il [ ... ]Andrea Matteo sia €astigato e punito in conformita,che le leggi commandanope. un [ ... ]delitto, et anco sia condannato alla totale refettione di tuui danni di detto Castello con la riserva d'ogn'altra sua
ragione,et così dice se solo in questoma con ogni altro medesimomodo.
Die decina m. maij 1680,Ortonae.
Archirio di Stato di NaDoli. Archirio Famesiano.
GLI SCHIAVONI
N€l M€dio€vo, il t€Ínìne "icla'!s" significava "slavo", per cui gli schiavooi" €rano ifìlnigrati
slavi, veouti in ltalia tra il Quatirocento e il Setùecento.
Dopo l'occùpazioneturca dell'Erz€sovina,dalla fine del Quattrocentonùmerosefmislie di
slavi cristimi emigrùono sulla costa abruzzese.In Ortona. essefiirono b€ne accoìtedaÌ Capitoto
della cattedralee dalla UniveBita, ch€ diedero loro terre da coltivarc, essenzialmentenella zona
Rogatti-Calddi-Iubatti.
cÌi Schiavoni pagavanouna tassae ne veniva definito il numero, come è attestatoin ùna
deljberadel 15 asosto 16rl. "La ciîtò è ancora nolestata pet Ia nuneratione delLiÍuochi
Rep€fi linguisticislavi sonoancorapresentiin toponimi,come"Brusicci.Cùcina,Schiavi"o in
patronimici, cone DragÀni Damiani. Sranisci, Iurisci, Bùisci, Bùdad. Giovanni Bonanni ricorda che nel primo ottocentoalcuni anzianidell'ùea a sud di Orona parlavanoancoraidiomi
Nella prina metà del Seicento,gli "schiavoni" presenti potevano mmontùe ad alcune decine di
fmislie, pur numerose.
Un docunento coÌne esenpio. In un atto del notaio vìncenzo Ratico, esistentepressol'Archivio
di Stato di l-anciano, datato 13 febbraio 1650, redatto in latino, "Zrona Dngano sclavus Vlle
CaIlAri' fuma\tî"instìunentum rctrcvendiîíonE' con il Capitolo della Cattedrale,gùidato dal
I'arcidia€onoJosephode Pizzis,per la cessionedì un terreno.

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PFSI E MISURE
Misure per aridi (come grano. orzo, etc.)
misufa:litri2.32:coppa:litri 13,9tmezzgll'o:
]I.Ùi27,'18,
rornolo:litri 55,56 ; salma:litri 166,68.
Uuniversia faceva ogni ano la <<voce>> del grano, dell'orzo, del vino, dell'olio ossia stabiliva il prezo base; si distinguevano grano vecchio e gratro nuovo. Un lito di gano nuovo conispondee circa 850 grammi. Ad esempio,una salma di grarìo nùovo corisponde a circa 142litri.
Milurr per olio
fùglietta:centilitsi36,4; caraffa:centilitri72,79ibucal€:litri 1,4ó;úeFo (o niEo): 2l.84lilri;
m€zzoúitso:Iitri 10,92.
Molti paganenti p€r i fitti dei campi o per lavori vari erano fatti a olio, misurato a nirri o a
gràno, mrsurarca sarme.
Misùre p€r vino
barile:litrì 29,12;salma:litri87,34;moggio:litri 350.
Quesiemisur€ servivanoanch€p€r altri liquidi. Il vino era Ìnisuratonele piclole qusntitÀanch€con
la tuglietla, la cffatr4 il bùcale che owiam€nte avevanola st€ssacapienzausatap€l l'olio. Neùe
compnvedite di vino, la misurapiùrusalaera il rnoggio, coEispondentea te etoltd e Íì.a.
Mt$rÈ per pesi
oncia: grammi26.73:libra:gammi 300.75;rotolo:902,25srarDni;decina:chili 3.55;cantdo:
chiìi 90,23.
Il rotolo era il pesousato sopmttutto p€r il p€sce.
Misurc lin€ari
palÌnoicentimeti 26.5amezzacanna: metri 1.06:cànna:meúi 2,12.
Queste rnisure erano mollo usale sopmttùtto nelle costfuzioni e nelle perizie che affidcano gli
atti notdili. l! cannaè usataan€hecome misura Der indicare le suDerficida cosrruire o da intonacare€ cofrisponde a circa 4 metfi quadn.
MbuE di supeÉcie
misura:mq.126; palal.a:
mq. 101icoppa:mq- 757;trentale(o lra aÌo)imq.1010i mezz6ro:
mq. 1515;tonoto: lnq. 3030;salma:mq.9090.
L misure di superficie che si incontrano in tùui i docùnenti del Seicento, in cui la sociei.àè
soprattutto agricola, sono il tomolo, la misùa piùrusata la salma, il ùentale e ta palata, un trerÈ
tesnno di ùn tomolo. In bare alla sùp€rficie dei vari canpi € at tipo di colriv^zione si pqavano i
firi ai proprieta.ri.Diversi di questi termini, com€ <lù irentale' e la (palala) si sono c@seryati
come veri e imporanti reperi slorico linguistici n€lla parlala dial€ttaleMONETE
Moneta bale €m il ducato o docato,con i soromùltipli sopnttutto cmlìno e grana. Il duc.to vàte
va dieci carlinii il carlino valeva dieci gÌana. ll srana valeva dodici cavalli: il qùar{ino vÀl€va tre
cavalli.

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