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Vitolo, capitolo XI

1. L’aumento della popolazione:
a. fase di crescita economica e demografica: ricerca di nuovi sbocchi (es. Normanni, Venezia);
b. ragioni della crescita:
i. leggenda dell’Anno Mille;
ii. dinamica di lunga durata dell’andamento demografico, dell’evoluzione delle
tecniche, della formazione delle rotte commerciali;
c. indizi dell’incremento demografico:
i. ampliamento delle terre messe a coltura tramite il dissodamento di zone prima
incolte;
ii. ripopolamento delle città e incremento delle attività commerciali;
iii. crescita dei prezzi dei prodotti agricoli;
iv. aumento del numero dei membri delle famiglie nobili e frammentazione dei
possedimenti per via ereditaria;
v. allungamento della vita media;
vi. fondazione di nuovi villaggi;
d. le fonti e le modalità:
i. aumento popolativo anche nei secoli IX-X, ma frenato dalle invasioni e dalle
incursioni;
ii. aumento naturale, non da immigrazione;
iii. polittici (inventari) delle grandi proprietà, soprattutto ecclesiastiche;
iv. Inghilterra: Domesday Book (1080-86);
e. diversa entità del fenomeno, in base alle condizioni di partenza:
i. raddoppio della popolazione italiana (da 5 a 9/10 milioni);
ii. squilibri all’interno di una stessa regione.
2. L’ampliamento dello spazio coltivato e del popolamento rurale:
a. l’arretramento dei terreni incolti:
i. diverse condizioni di partenza nelle diverse regioni: minore disponibilità di terre
incolte in Italia e Francia meridionale;
ii. arretramento dell’incolto nelle curtes: messa a coltura di nuove terre senza
spostamento di popolazione, ma attraverso la stipula di un contratto tra coltivatore e
proprietario;
b. il ruolo dei proprietari:
i. enti ecclesiastici: maggiore sollecitudine o semplicemente maggiore disponibilità di
fonti a riguardo?
ii. laici: tentativo di attirare coltivatori in zone incolte per accrescere il numero degli
uomini soggetti alla loro giurisdizione;
c. trasferimenti di gruppi consistenti e fondazione di nuovi villaggi:
i. villenuove e borghi franchi;
ii. particolari condizioni giuridiche: esenzioni fiscali e garanzie di carattere giudiziarie
(tribunale locale composto da giudici espressi dalla comunità),
d. ruolo dei nuovi ordini monastici:
i. certosini e cistercensi;
ii. stile di vita improntato alla solitudine, alla povertà, al rifiuto della ricchezza;
iii. affidamento dei lavori più pesanti ai conversi;
iv. formazione di villaggi di contadini attorno ai nuovi monasteri, prima isolati;
e. tipologie di insediamento:
i. presenza di case sparse, oltre che di villaggi;
ii. investimenti dei ceti cittadini e organizzazione di case coloniche nelle campagne:
chiusura dei campi e nascita dei poderi;
f. carattere limitato ad alcune zone dello sviluppo, conseguentemente alla disponibilità di
capitali.
3. Le grandi opere di colonizzazione:

vii. individualismo agrario. v. ii. differenziazioni sociali tra i coltivatori: gestori delle curtes. L’evoluzione sociale delle campagne: a. 4. necessità di almeno quattro buoi per il traino. campi di forma quadrata e chiusi. espansione oltre l’Elba. c.a. possibilità d’impiego del cavallo nell’aratura. ii. azione di intermediari per l’organizzazione dell’opera di colonizzazione. diversificazione del raccolto e possibilità di evitare gli effetti di un cattivo raccolto. colonizzazione di Meclemburgo. presenza delle ruote e stabilità. colonizzazione di Slesia. iii. incremento demografico ed eccessivo carico umano sulle terre. b. I progressi dell’agricoltura: a. iii. iii. vii. a danno degli Slavi. Boemia e Austria (fondazione di Vienna nel 1018). ii. ii. iii. intervento di pianificazione e finanziamento dei conti di Fiandra. iniziativa dei principi territoriali: concessione di privilegi e carte di libertà. fenomeno dalle dimensioni notevoli e profondamente incisivo sulla natura di alcuni luoghi. ii. e maggiore resistenza alle malattie. etc. iii. ferratura dello zoccolo del cavallo. rotazione triennale: i. ii. bonifica delle paludi e degli acquitrini costieri. c. iii. d. colonizzazione ed evangelizzazione delle coste baltiche. viii. iv. diffusione. patteggiamenti con le comunità e riconoscimento di usi e consuetudini locali. e. rotazione triennale. ii. incremento dell’attività siderurgica e realizzazione degli arnesi in ferro. iv. f. iv. 5. presenza di coltro e versoio: terreno inciso più in profondità e arato in una volta sola. costruzione di dighe attraverso l’uso di canali di drenaggi e mulini a vento. Due modelli di agricoltura: a. vi.). più superficiale. prosecuzione particolarmente notevole del fenomeno nel XII secolo. impianto di aziende agrarie e di allevamento altamente produttive. riduzione della riserva padronale della curtis. fughe e tentativi repressivi. d. iv. necessità di integrare l’aratura. 6. desiderio di migliorare le proprie condizioni giuridiche e di vita. sostituzione delle corvées con canoni in denaro: vi. di nuove tecniche agrarie. b. crescita economica e allentamento dei vincoli: maggiore libertà d’iniziativa. nonché della possibilità di gestione in proprio di servizi di interesse comune (riscossione delle imposte. Germania: i. aratro pesante: i. permanenza del modello tradizionale nell’Europa mediterranea: i. b. ii. cause del movimento di colonizzazione: i. Brandeburgo e Pomerania. con il lavoro umano. ragioni climatiche. signori: maggiore disponibilità economica per l’acquisto di beni di lusso e l’impiego di lavoratori salariati. alimentazione più varia e ricca. iv. più che invenzione. organizzazione di vescovati e monasteri. Paesi Bassi: i. Spagna: reconquista e messa a coltura di nuove terre. b. rapporti tra coltivatori e proprietari: i. riduzione dell’impoverimento del terreno. aratro leggero. polizia campestre. l’animale può respirare liberamente. nuovo modello agricolo nell’Europa centro-settentrionale: . collare rigido: i. maggiore disponibilità di foraggio. v. buoni risultati nella produzione ortofrutticola.

ii. allevamento non in stalle e recinti. dilatazione dello spazio coltivato. c. . tendenze generali: i. iii. estensione delle terre coltivate e riduzione dei pascoli (e dunque dell’allevamento). scarsità di concime: i. aratro pesante e rotazione triennale. campi aperti (openfield). aumento produttivo legato soprattutto alla dilatazione dello spazio coltivato: in assenza di ulteriori spazi. aumento della produttività. ma allo stato brado. ii. aperti al pascolo tra il periodo del raccolto e la stagione della semina. diffusione delle carestie. iii. d. ii. origine esclusivamente animale. di forma allungata.i.