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Vitolo, capitolo X

1. La grecizzazione dell’Impero:
a. territorio:
i. attacchi di Arabi, Slavi, Bulgari;
ii. parte dell’Anatolia, Tracia, città greche, Italia meridionale;
iii. IX secolo: nuovo slancio espansivo;
b. amministrazione:
i. temi e strateghi;
ii. stratioti radicati sul territorio ed esenti dalle tasse;
c. cultura:
i. greco come lingua ufficiale;
ii. titolo imperiale: basileus (già con Eraclio);
iii. superamento del diritto romano;
iv. influenza sociale della Chiesa;
d. economia:
i. carattere rurale e agricolo;
ii. città (soprattutto costiere) e commerci;
iii. circolazione monetaria.
2. La controversia iconoclasta:
a. l’iconoclastia:
i. nascita nelle province orientali, sotto influssi giudaici e arabi;
ii. rilevanza militare strategica delle province orientali;
iii. contestazione del potere clericale;
b. Leone III l’Isaurico (717-41):
i. diffusione dell’iconoclastia per sincera convinzione o nel tentativo di rafforzare lo
Stato?
ii. indebolimento del potere dei monaci, troppo autonomi dall’imperatore e influenti sul
popolo;
iii. divieto totale del culto delle immagini (726);
iv. opposizione del patriarca di Costantinopoli e del papa;
c. Costantino V (741-75) prosegue la politica iconoclasta;
d. contraccolpi negativi nei territori occidentali (Grecia, Italia), sostegno dei temi orientali.
3. La fine dell’iconoclastia e le oscillazioni della politica sociale:
a. Costantino VI (780-97) e Irene (797-802):
i. VII concilio di Nicea (787): l’iconoclastia è condannata come eresia;
ii. debolezza di Irene: contestazione interna e mancato riconoscimento papale;
iii. trattative per un matrimonio tra Irene e Carlomagno;
iv. deposizione di Irene (802);
b. Michele I (811-13): riconoscimento del titolo imperiale di Carlomagno (812);
c. Leone V (813-20): secondo iconoclasmo;
d. Michele III (842-67): riaffermazione della condanna dell’iconoclastia pronunciata a Nicea
(787);
e. assetto sociale e interventi imperiali:
i. ripresa della grande proprietà ad opera degli esponenti della burocrazia, dell’alto
clero, dei vertici militari e dell’amministrazione;
ii. crisi dei piccoli proprietari, stratioti o contadini liberi;
iii. legislazione a favore della piccola proprietà: Romano Lecapeno (920-44),
Costantino VII Porfirogenito (944-59) e Romano II (959-63);
iv. Niceforo Foca (963-69): leggi a tutela dei potenti;
v. ripresa della legislazione antinobiliare: Giovanni Zimisce (969-76) e Basilio II (9761025);
vi. rapporti di dipendenza personale: esistenza di un feudalesimo bizantino?

Fozio contro il cesaropapismo: equivalenza dei due poteri. 4. affermazione del primato romano da parte di Leone IX (Reims. opposizione al primato papale da parte di Michele Cerulario e chiusura delle chiese di rito latino a Costantinopoli (1053). tentativo di mediazione condotto dal cardinale di Silvacandida e fallito. sottomissione della Chiesa bulgara. crescita della società bizantina: i. La concorrenza e lo scisma tra Chiesa greca e Chiesa romana: a. v. 6. iii. ii. iv. iii. . Antiochia. Gerusalemme. riconquista di Creta. ii. c. Economia urbana e produzione artistico-culturale: a. Romano Lecapeno (920-44): rete di alleanza contro i Bulgari. Il rafforzamento del potere imperiale e la ripresa dell’espansione territoriale: a. ii. città e produzione di stoffe e sete. iii. matrimonio dei preti. iv. apparato burocratico come strumento di direzione politica e intervento nella vita sociale. b. Alessandria). attività missionaria promossa dal papato. ii. ii. aggressività dei Russi e presenza delle formazioni slavo-bulgare. affermazione degli interessi della Chiesa costantinopolitana in Bulgaria: sottomissione della Chiesa bulgara al patriarca di Bisanzio. iii. ii. iii. b. ii. teologi bizantini: i primi concili hanno previsto la pari potestà dei cinque patriarcati (Roma. disputa del Filioque. Siria (961-69). d. lo scisma: i. consolidamento della frattura: i. permanenza dell’economia di scambio anche nelle campagne e di un apparato pubblico efficiente. denuncia dell’ingerenza di Roma nell’area del patriarcato costantinopolitano. suddivisa in temi. la situazione balcanica: i. iv. d. iv.vii. legame strettissimo tra Stato e Chiesa ed egemonia del potere imperiale. evento non traumatico. Stato e Chiesa: i. i motivi di contrasto nell’XI secolo: i. v. v. politica militare: i. uso del pane lievitato per l’Eucarestia. istituzione del catepanato di Bari. ii. riorganizzazione dell’apparato diplomatico e militare. orientamento monarchico del papato. difensore della Chiesa e dell’ortodossia. imperatore come rappresentante di Dio in terra. riorganizzazione dell’apparato amministrativo. conflitto per il controllo della Chiesa bulgara. deposizione di Fozio. rafforzamento dell’esercito e della flotta. ii. f. c. g. reciproca scomunica e scisma (1054). e. crisi del papato nel X secolo. vittoria definitiva di Basilio II Bulgaroctono (976-1025) e riconquista dell’area balcanica. ripresa delle attività commerciali e della circolazione monetaria. 1049). riconquista di Edessa (943-44). concorrenza con la Chiesa romana e i Franchi: i. attacchi navali da parte di Russi e Bulgari. 5. Basilio I: i. Fozio (858-870): i. iii. disputa del Filioque e scomunica contro il papa. ii. Costantinopoli. riconquista di Libano e Palestina (969-76). iii. Aleppo. impulso all’opera di cristianizzazione degli Slavi.

ii. aumento della pressione fiscale. vittoria della nobiltà provinciale: concessione di privilegi ai signori (tra cui l’esenzione fiscale) e fine della politica a vantaggio dei piccoli proprietari. provenienza dalle steppe kirghise. difficoltà: i. instaurazione della dinastia comnena: Alessio I (1081-1118). iv. Leone VI: filosofo. 1071) e da Durazzo. iii. contrasti tra l’alta burocrazia e la nobiltà della capitale e delle province ii. arte e cultura: i. ii. f. statista. 7. offensiva contro i Fatimiti: ripristino dell’unità imperiale. storico. iii. ii. L’inizio del declino e il costoso aiuto veneziano: a. mantenimento formale del califfato e concessione del titolo di sultano al capo dei Selgiuchidi (1056). e. espulsione dei Bizantini dall’Italia (Bari. svalutazione della moneta. . b. teologo e giurista. opere storico-geografiche di Costatino VII Porfirogenito (944-59). Fozio. predominio veneziano.v. rovina della piccola proprietà e fine del suo apporto economico e militare. Michele Psello (metà dell’XI secolo): filosofo. progetto di conquista di Costantinopoli. iii. conquista di Gerusalemme (1070). b. riduzione delle entrate (decremento demografico ed esenzione fiscale dei nobili) e aumento delle spese di corte. 1082). d. pericolo selgiuchide: i. Alessio Comneno chiede aiuto a Venezia: sconfitta dei Normanni e concessione dei privilegi commerciali (crisobolla. teologo. iii. pericolo normanno: i. v. iv. c. forte controllo dello Stato sulle attività produttive come ostacolo allo sviluppo. vittoria sui Bizantini a Manzikert (1071) e conquista dell’Anatolia. dissesto finanziario. fine della dinastia macedone (1056). iv.