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L’ITALIANO
MERCOLEDÌ 21 GENNAIO 2015

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CINEMA & SPETTACOLI

I SIGNORI DEL DOPPIAGGIO ITALIANO
Come Lodolo, Mirra e la Fonoroma hanno trasfigurato “Cristiada”
"La libertà è la nostra vita
e dobbiamo difenderla o
morire per lei". Urla la
voce di Massimo Lodolo
da dentro Andy Garcia
da dentro il generale
Gorostieta ai suoi
Cristeros prima di
affrontare l'esercito messicano del presidente
Calles. Ho visto la prima
del film in versione originale e ho appena assistito alla prima romana
con il doppiaggio della
Fonoroma, direzione di
Franco Mirra, adattamento impeccabile di
Maia Orienti, Massimo
Lodolo nascosto dentro
Andy Garcia. Il film,
distribuito in Italia dalla
"Dominus" di Federica
Picchi, sta avendo successo e girerà nei cinema
nazionali sino a fine
Marzo. Alla fine della
première nostrana mi
avvicino al produttore
Barroso e oso dare la
mia impressione: "Il doppiaggio italiano ha doppiato in tutti i sensi la
versione originale," ho
detto. Sbilanciarmi verso
la verità mi provoca una
certa ebrezza. La nuova
voce del generale mi
sembrava infatti più
potente, più maestosa,
mi stava interpellando
direttamente e toccava
corde che la voce di
Garcia aveva solo sfiorato. E mi ricordava qualcosa. Per capire il perché
sento il bisogno impellente di interloquire con
gli artisti di questa trasfigurazione cinematografica. Perché a me è sembrata davvero una trasfigurazione. E alla
Fonoroma, incontrando
il primo artista, realizzo
che la voce indimenticabile che ha animato il
generale Gorostieta in
"Cristiada/For greater
glory", è la stessa che
aveva doppiato
Modigliani, ne "I colori
dell'anima", uno tra i
miei film preferiti dal
punto di vista del doppiaggio e non solo.
Allora tornava tutto:
avevo già incontrato
Massimo Lodolo e non lo
sapevo.
Manuel Massimo, perché hai smesso di fare
l’attore teatrale e ti sei
dedicato al doppiaggio
cinematografico?
Massimo Lodolo Il teatro é il mio DNA. Ne
rimasi stregato da bambino la prima volta che
vi misi piede, e quando
si trattò di inventarsi un
mestiere mi accolse subito a braccia aperte, mi
educò come uomo, come
professionista, e mi ha
permesso di girare in
lungo e in largo la
magnifica Italia e i suoi
innumerevoli teatri. Mi
ha permesso di recitare
anche in Cina, a dirla
tutta! L'odore del teatro

può dar adito a un vero
percorso d'amore, come
avviene tra gli umani, fin
quando non ne ho potuto
fare a meno e gli ho dato
e mi ha dato tutto. Ho
percorso copioni e teatri
meravigliosi, ho avuto il
privilegio di recitare
accanto a Gianni
Santuccio, Alida Valli,
Elena Cotta, Umberto
Orsini, insomma con
alcune delle eccellenze
della storia del teatro italiano. A un certo punto
però le tournée sono
divenute ripetitive, gli
spettacoli avvilenti, il
sistema teatrale noioso e
pesante, oltre all'eclissi
del talento in generale.
La mia carriera di doppiatore e di attore sono
comunque andate sempre di pari passo, anche
se a causa delle lunghe
tournée teatrali degli
anni 80 e 90 finivo poi
per non poter essere su
piazza a doppiare gli
attori già doppiati per i
quali venivo richiesto. E
ne ho persi un bel po' !
Poi mi è piaciuto sempre
meno apparire, ma il
discorso si farebbe troppo ampio. Non ho mai
smesso di essere un attore, farlo mi aveva intristito. Ma del diman non
v'è certezza...
Manuel Cosa significa
doppiare?
Massimo Lodolo DOPPIARE E' ENTRARE
CON I SENSI NEL PERSONAGGIO. Per questo
è richiesta una fondamentale sensibilità e una
fondamentale cultura
d'attore. Si tratta di comprendere un personaggio
e di restituirlo così come
è stato proposto. Si tratta di dimenticare la propria voce e di lasciar parlare la propria capacità

emotiva, nella speranza
di restituire il più fedelmente possibile la proposta dell'attore in originale. Esistono doppiatori
che si discostano dall'originale ritenendo di provvedere con il proprio.
Esistono bravi doppiatori e doppiatori che doppiano bravi attori, d'altronde. I primi vivono di
fama propria, gli altri di
fama riflessa. A mio
parere l'operazione
doppiaggio fallisce nel
momento in cui ci si
accorge che il film è
doppiato. Certamente
doppiare non è imitare,
direi che è comprendere,
se si comprende bene,
tutto suona bene, in
qualsiasi lingua.
Manuel Come ti sei preparato al personaggio del
generale Gorostieta in
"Cristiada?"
Massimo Lodolo Nella
risposta precedente è
implicita la risposta
riguardo l'immedesimazione nel ruolo del generale Gorostieta.
Tecnicamente ho subito
notato, avendo “percorso” più volte in precedenza Andy Garcia, che
aveva dato un tono autorevole e consumato a un
generale che aveva passato la vita letteralmente
in prima fila, al comando. Al contrario, nell'affettuosissima postura
verso i suoi cari, la
moglie in particolare
(Tulitaaaa...la più bella
battuta di tutte!), rivelava un animo colmo di
delicata sensibilità. Un
uomo d'epoca, a tutto
tondo. Se non avessi percorso anni di teatro, non
avrei avuto la possibilità
di restituire (qual’ora
l'abbia restituita...) una
recitazione e una sonori-

tà corrispondenti al
tempo, oltre che al
modo. Si rischia di passare per stonati nel
mondo degli speaker
pagati a righe anziché a
personaggio, ma vale la
candela e l'autostima!
Manuel La scena che ti
ha colpito di più?
Massimo Lodolo - La
scena che mi ha più colpito è quella dell'incontro del generale
Gorostieta con il presidente Calles. E' una
micro partita a scacchi
consumata nella penombra del luogo, del modo
e dell’ acuta sobrietà.
Bellissima e difficile,
come sempre è difficile
per un attore la sobrietà.
Sono equilibri delicati, il
rischio è di cadere nella
recitazione italiana della
presunta presa diretta.
Presa d'aria, direi!
Manuel Ti commuovi
mai mentre doppi?
Massimo Lodolo Un vero
crollo in pianto irrefrenabile mi è successo solo
una volta, doppiando
Daniel Auteil nel film
"L'avversario", terribile
storia realmente accaduta. Non ho resistito, tale
l'immedesimazione, tale
lo sconforto, tale la violenza emotiva cui ti
obbliga un agghiacciante
fatto di cronaca vera.
Devo però dire che in
quell'occasione la distribuzione mi aveva fornito
(evento unico!) il relativo
libro scritto dal giornalista francese che aveva
collaborato al caso, e
quindi ero entrato in sala
suggestionato dalla lettura. Daniel Auteil è un
attore in remissione,
quindi potentissimo.
Devo anche dire che il
direttore di doppiaggio,

Tonino Accolla, era in
grado di tirar fuori la tua
parte più nascosta. E'
molto probabile che il
fonico fosse proprio
Franco Mirra, purtroppo
ora non ricordo, ma i
grandi maestri erano
grandi perché ascoltavano i grandi fonici, prima
di ogni altra cosa. E
Tonino e Franco erano è
sono uno solo.
Manuel Cosa ti è rimasto dentro di questa
esperienza?
Massimo Lodolo La
gioia di aver lavorato con
Franco Mirra come
direttore del doppiaggio,
innanzitutto. Non fosse
altro perché negli ultimi
30 anni ogni volta che ci
ho lavorato o che semplicemente l'ho incontrato
gli ho detto : "A Frà, ma
c'aspetti a fà er direttore
?!?"
La gioia di sapere che
questo film sarà visto da
innumerevoli giovani
grazie all'attento lavoro
di distribuzione previsto.
E’ senz'altro un film
"educativo" e molto
commovente: ne sono
fiero. Infine questo travolgente incontro con
l'entusiasmo e l'intelligenza dell'autore dell'articolo proposto, che mi
da pure i compiti da fare
nel weekend !!!!
E adesso più laconici
con Franco Mirra, direttore della trasfigurazione
del film.
Manuel Cosa hai pensato quando hai visto
"Cristiada?"
Franco Mirra Dopo
aver visto le prime scene
del film ho capito che si
trattava di un colossal e
andando avanti nella
visione ne sono rimasto
pienamente coinvolto.

Manuel Con che criterio
hai impostato la direzione del doppiaggio?
Franco Mirra
Sicuramente un criterio
semplice, mettendo al
servizio di questo grande
film tutta la mia conoscenza, la mia passione,
l'assoluta concentrazione
per l'intera lavorazione e
soprattutto scegliendo
attori dotati di talento e
umiltà, un po' come
erano i Cristeros.
Manuel Perché hai scelto Massimo Lodolo per
Garcia?
Franco Mirra Tengo a
sottolineare che
Massimo ha doppiato
Andy Garcia anche in
altri film. Quando ho
analizzato il personaggio
Gorostieta, figura di
grande temperamento e
personalità, la scelta non
è stata difficile, perché i
due in molte cose sono
simili. Sulle qualità vocali posso dire che
Massimo riesce a modulare la voce su ogni tonalità, e questo credo si
chiami talento naturale.
Manuel Quale è stata la
scena più complicata da
dirigere come direttore
di doppiaggio?
Franco Mirra La scena
del primo incontro tra
Gorostieta e i Cristeros,
scena corale dove tutti
gli attori sono protagonisti, devo dire che nella
versione originale la recitazione è stata perfetta...
Manuel La scena più
commovente?
Franco Mirra Le scene
commoventi nel film
sono tante, tutte interpretate in modo eccellente. Posso dirti che mi
sono davvero commosso
durante fucilazione di
padre Cristopher, lo straziante percorso verso la
morte del bambino José
del Rio e la scena del
generale Gorostieta che
piange col corpo morto
del piccolo José in braccio.
Manuel Cosa ti è rimasto del film?
Franco Mirra Quello
che sono riusciti a fare i
Cristeros ci deve far
riflettere intensamente.
Di questo film mi è rimasto un grande messaggio
di pace, di amore e di
speranza per un futuro
senza personaggi come
Calles. Viva Cristo Re!"
Questa la mia breve
incursione dietro le quinte della trasfigurazione
italiana di "Cristiada".
Infine tengo a fare una
standing ovation personale a Maia Orienti per
l'adattamento perfetto.
Con Lodolo, Orienti e
Mirra, la Fonoroma ci
ha messo davvero l'anima.
Manuel de Teffé
Director/Writer