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EDITORIALE
Antonella Mascio

Il terzo numero di ZoneModa
Journal propone alcune importanti
novità
che
rispecchiano
l’evoluzione della rivista e del
gruppo di per- sone che studiano,
riflettono,
lavorano
per
realizzarla. La redazione è sempre più
consapevole della sua rilevanza:
uno spazio cartaceo e digi- tale
che ospita diversi punti di vista
sulla moda, con un’attenzione
costante alle molte disci- pline
che possono aggiungere riflessioni
al di- battito teorico e suggerire
nuove piste interpre- tative per
comprendere gli eventi e gli
oggetti
che popolano il suo
universo. ZoneModa Journal
intende offrire un orientamento,
uno sguardo sulla moda, dunque
su un ambito che considera ampio
e complesso e in parte ancora
inesplorato.
Il numero attuale - curato da
Giovanni Mat- teucci e Lucio
Spaziante - consolida ulteriormente questa visione: il tema del
“pop”, a cui viene dedicato, si
articola infatti secondo di- verse
prospettive e differenti metodi di
inda- gine, analizzati e raccontati
nei saggi che com- pongono la
prima parte. La seconda parte del
volume, come di consueto, si
compone di se- zioni
maggiormente legate alla
contempora- neità: recensioni di
mostre e di libri, indicazioni di
progetti in corso d’opera,
interviste a esperti del settore,
riflessioni su realtà aziendali. L’inserto visivo che funge da cerniera
fra le due parti è dedicato questa
volta alle opere di Si- mone
Legno, artista e creatore di brand
impor- tanti – e decisamente “pop”
– come tokidoki. Alcuni mutamenti
in corso riguardano la strut- tura
della rivista. La redazione vuole in
questo modo manifestare la
propria sensibilità al rin- novato

interesse
dell’accademia per i
Fashion Studies,
italiani e stranieri. Da
questo numero infatti
ZoneModa Journal
sarà reperibile anche
via web, in formato
digitale, oltre che
cartaceo. L’obiettivo è
quello di favorire una
maggiore circolazione
dei suoi contenuti, per
agevolare lo scambio
e il confronto con
lettori globali e non
solo locali.

Un’altra importante novità riguarda l’apertura
di una pagina Facebook (https://www.faceb o o k . c o m / p a g e s / Z O N E M O D A - J o urnal/117579351679980) dedicata a ZMJ, dove i
lettori, gli autori e i collaboratori potranno trovare aggiornamenti costanti sulla testata e
sulla moda. Una possibilità in più per restare
con- nessi con i temi che trattiamo, nel
periodo che intercorre fra l’uscita di un
numero e l’altro. Sul piano del controllo dei
contenuti, a partire dal numero corrente la
redazione ha deciso di sottoporre gli articoli a
una procedura di valu- tazione e accettazione
nota come “single-peer- review”, per
migliorare la qualità della rivista e dei saggi
che ospita.A partire dal prossimo nu- mero ci
proponiamo di uscire con cadenza an- nuale e

di migliorare ulteriormente le
novità fino ad oggi apportate,
adottando la procedura del
“double-blind-peer-review”.
Il numero quattro di ZoneModa
Journal sarà de- dicato al tema del
Fashion
and
Wellbeing;
cercheremo
in
quella
sede
di
focalizzare
l’attenzione
su
aspetti, oggetti e territori di
riflessione che concorrono ad
ampliare
la
visuale
della
complessa relazione fra la moda e
il ben-essere.
*La versione in inglese della
rivista è disponi- bile online …

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INDICE/CONTENTS
Antonella Mascio
Editoriale/Letter from the
editor
POP – CULTURE DI
MODA POP –
CULTURES/FASHION
Giovanni Matteucci & Lucio
Spaziante Pop: forme e
metamorfosi/
Pop: forms and metamorphosis
Andrea Mecacci
Pocket Pop. Un lessico estetico in
5 parole/ An aesthetics lexicon of
5 words
Vanni
Codeluppi La
merce pop/
Pop
merchandise
Antonella Giannone
Tra pop e popolare: la moda della gente comune/
Pop subjects: icons, post-celebs, models, very normal people
Alessandra Olivares
Identità da
“consumare”/
Identities for
consumption
Marianna Boero
Fusion.Tendenze Postmoderne nel linguaggio della moda/
Fusion. Postmodern trends in the language of fashion

Claudia D’Angelo
Candylandia. Un’esplosione di
sensualità Neopop/ A burst of Neopop
sensualità
Simona Ironico e Ariela Mortara
Pratiche di riappropriazione creativa nella società dei
consumi: subcultura Emo e Pop Art a confronto/
Creative re-appropriation practices in
consumer society: a comparison between
Emo subculture and Pop Art
Mariella Lorusso
Bruce Springsteen:American
style icon
Alessia Di Paolo ed Erica Valle
House Concerts: da eventi sotterranei a nuova
tendenza culturale/ House Concerts: from
underground to trend
Paolo Magaudda

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Tecnologie Pop. Brand, culti e mode
della Apple/ Pop technologies:Apple’s
brands, cults and fashion
Bibliographical References

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INTERMEZZO/INTERMISSION
Federica Muzzarelli
tokidoki pop
Francesco Verdinelli
Simone
Legno/tokidoki
BACKSTAGE
WORK IN PROGRESS

Elisa Tosi Brandi
Il costume popolare in Italia: osservazioni preliminari sulla sua nascita tra il XIX
secolo e il XX secolo/ Italy’s folk costume: preliminary observations on its origin
between 19th and 20th century
INTERVISTE/INTERVIEWS

Federica Muzzarelli
Intervista a Elio Fiorucci/Interview with Elio
Fiorucci
Alessia Di Paolo
Costume Colloquium III. Intervista al coordinatore scientifico Mary
Westermann Bulgarella/ Costume Colloquium III. Interview with the
scientific coordinator Mary Westermann Bulgarella
RECENSIONI/REVIEWS

Maria Giuseppina Muzzarelli
Giorgio Riello, La moda. Una storia dal Medioevo ad oggi, Roma-Bari, 2012
Federica Muzzarelli
Alessandra Olivares, Corpi di moda. Debora Tuberville, Bettina Rheims, Vanessa
Beecroft, Milano, 2012
Antonella Mascio
Tim Edwards, La moda, Torino, 2012
Giampaolo Proni
Paolo Cesaretti e Laura Pollini (a cura di), Benetton. L’impresa della visione, Milano, 2012
Daniela Baroncini
Giovanni Matteucci, L’artificio estetico. Moda e bello naturale in Simmel e Adorno,
Milano, 2012
Francesca Fontana
Sofia Gnoli, Moda. Dalla nascita della haute couture ad oggi, Roma, 2002
Alessia Di Paolo
Simona Segre Reinach, Un mondo di mode. Il vestire globalizzato, Roma-Bari, 2011
Simona Segre Reinach
Fabriano Fabbri e Federica Muzzarelli (a cura di), Agatha Ruiz De La
Prada loves Elio Fiorucci.Arte e moda dalla Pop al Neopop, Milano,
2011
Giorgio Zanchini
Lella Mazzoli, Patchwork mediale. Comunicazione e informazione fra
media tradizionali e media digi- tali, Milano, 2012
Alessia Di Paolo
Antonella Mascio (a cura di), Fashion Games. Moda, gioco e virtualità, Milano, 2012

Francesca Fontana
Federica Muzzarelli, Moderne icone di moda. La costruzione fotografica del
mito,Torino, 2013

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MOSTRE/EXHIBITIONS

Simona Segre Reinach
Yohji Yamamoto at Design Museum
Holon
Maria Alessandra Chessa
Ballgowns: British glamour since
1950
Alessia Di Paolo
Hollywood Costume
FLASH

Giampaolo
Proni Rimini
e il pop/
Rimini and
Pop
Lelio Gavazza
Le scarpe e la
Cina/ Shoes in
China
(COL)LATERAL THINKING

Carla Lunghi
Mode eccentriche: carcere e
creatività/ Eccentric fashion:
jail and creativity
Maddalena de Franchis
L’infra-ordinario dopo l’invasione degli
ultracorpi/ The infra-ordinary after the
invasion of body snatchers
Veronica
Piersanti
Niente di
nuovo/
Nothing new
Contributi di/Contributors

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La scelta di dedicare il terzo
numero
di ZoneModa
Journal
al Pop nasce dal
tentativo
ri-concetto che da
flettere sudiun
alcuni decenni
attraversa
la cultura sotto forma di
marchioeoche presenta una
slogan,
definizione
dai contorni
poco definiti.
In Italia almeno, “pop” è stata
considerata limitata a due ambiti: la
un’etichetta
Pop Art, de- storicamente
nominazione
determinata
che al- nel contesto
lude
alla traslazione
dell’arte
e
della cultura
“alta”, del fenomeno
delmassa;
consumo
di
oppure la musica pop,
ovvero
la mu- di prevalente
sica
giovanile
ascendenza inquadrata
angloamericana,
come
fenomeno
consumo o al di
massimo
come fenomeno
di ribellione
giovanile, poco meritevole di
valutazione
culturale
o di studio accademico.
Nel
tempo
si a creare anche un
è
però
venuto
vero
e proprio pop arricchitosi
immaginario
progressivamente
di icone e narrazioni
derivanti
media
così
comedai
dalla
moda. Già a partire
dalla fine
degli
anni Ottanta in Italia si
iniziava
infatti
a
parlare di
“cultura
pop”, ovvero di
una cultura
mediale
della cosiddetta
postmodernità,
mutuando
un uso linguistico
attivo nel
contesto
anglo-americano
sin dagli anni
sessanta.
Stili e generazioni di un pop oramai
storicizzato
si
ripropongono attualmente in un
meccanismo
a spirale che assieme ai
fumetti,
pop
dellaoggetto
prima ora, assorbe (e
remixa)
pro- cartoon, videogame,
gressivamente
web, social
media.
Sfogliando quotidiani e
riviste
dell’ul- si potrebbe pensare
timo
decennio
che tutto
è che tutto è cultura pop,
pop,
ovvero
se
persino italiana vi si scopre
la filosofia
Iinteressata.
confini di questo termine si sono
così estesi
tanto
da domandarsi se essi
possano
dissolversi
fino
a definire
il pop come “la”
cultura
del nostro tempo.
I contributi qui raccolti descrivono
proprio
come
attraverso questa categoria
si rendonoattraversamenti culturali
manifesti
rappresentativi della nostra epoca, laddove
mettono in
connessione
musica, moda, arti
visive, media,
ma
anche
letteratura e politica.
Una
raccolta
di
saggi
che rappresenta
un’occasione
per interrogarsi su cosa
è efettivamente
possibilecon
in- “pop”. Se cioè rispetto
tendere
alla contemporaneità
esso rappresenti uno
specchio
invece
uno modello di lettura, visto
che, come

emerge dai saggi contenuti in
questo numero, si nutre di
biti tra confini sociali, tra
quotidiano
e straordinario,
agendo
preferibilmente su
quelle zone
confine
ove di
la teatralità e la
visibilità
sociale
risultano tratti
determinanti.
Diviene legittimo pensare ad
esempio allo
che sconfinamento
l’attitudine
- tipica
del pop
abbia
funzionato
come modello per
altri
ambiti su tutti la politica, ma
del sociale,
anche l’arte,
per lo e persino la religione.
sport,
Pensiamo
al Papa Giovanni Paolo II
1997
quando
incontrò
Bob
Dylan nel Congresso
Eucaristico
a Bologna, ma anche
all’oggi, dove Papa
Francesco
è
un utenteI quotidiano di Twitter
ed abbattere
è intento altre tradizionali
ad
barriere
comuni- abbiamo le
cative.
All’opposto
Femen,
gruppo femminile
di provocazione
mediatico
salito
alla mesi per le
ribalta
negli
ultimi
esibizioni
di
nudo
in contesti
istituzionali, che
nel descriversi
parlano, più o meno
propriamente,
di Kultur e di
amore per la Pop
“femminismo
pop”.
Vi sono dunque alcuni caratteri
generalicontemporaneità
della
nostra
che
appaiono
allo
stesso modo
tipici della cultura pop
e che sot-ritroviamo nei saggi
totraccia
contenuti
indi
questo
numero
ZoneModa Journal:
ad esempio
l’istantaneità,
ma anche
l’eterogeneità,
ovvero
l’accumulo casuale
che avviene
per
bricolage
e
non
in modo progettuale; ma
anche la propensione
verso l’immagine e
verso l’azione
piuttosto
che verso la riflessione, e
dove
teticoilesinl’artificioso convivono con
il il
sensoriale
e
sensuale.
I saggi qui raccolti si spingono
verso territori
disparati
(moda, musica, arte,
divismo,
fotografia, merce,
oggetti, videogiochi,
videoclip,
cul- tecnologie)
ture
musicali,
tratteggiando
que
un’idea di dunpop come cultura
dell’eterogeneità
e dell’attraversamento dei
confini,
della mediale e della
predominanza
teatralità,
sociale
comedel
performativo.
La scelta
di analizzare
caratteri
e confini del pop
contemporaneo
mira
né ad una non
sua legittimazione
incondizionata né ad una critica distruttiva a
priori,
a
poterbensì
aumentare la capacità di
descrizione
della
quotidianità, anche in quanto
dimensione
culturale,
per poterla valutare con
la
necessaria
attenzione
critica.